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PROPOSTA PER LO SVILUPPO

DELL' EDUCAZIONE PRESCOLARE

La proposta per lo sviluppo dell' educazione prescolare e il


programma orientativo per l'educazione e l' istruzione dei bambini in età
prescolare sono stati discussi dal Consiglio per i programmi del Ministero
all' istruzione e alla cultura il 18 aprile del 1991. Durante la discusione è
stata approvata questa proposta basatà su principi scientifici e umanistici
e sull' educazione prescolare come primo gradino del sistema educativo-
istruttivo. In particolare viene accentata la libertà dell' iniziativa nel cerare
e realizzareil programma con i bambini in età prescolare e ciò conferisce
una nuova qualità a quest' attività.

APPROCCIO

La concezione contemporanea dell' educazione prescolare si


basa sui cambiamenti sociologici, economici e scientifici i quali influenzano
lo sviluppo dell' attività stessa. Prendendo in considerazione l'esigenza di
un collegamento funzionale di tutte le parti del sistema educativo-
istruttivo, si accentua la neccesità di una definizione più chiara dell'
educazione prescolare come parte specifica e integrante del sistema
educativo-istruttivo.
Data la tendenza attuale a sostenere la tesi secondo cui ogni
bambino ha diritto a svilupparsi in armonia con le propie capacità e
posibilità individuali e che una educazione prescolare organizzata può
offrire condizioni favorevoli allo sviluppo complessivo del bambino, ad un'
infanzia spensierata e felice, come pure alleviare alcune influenze
negative di tipo socio-economico, culturale, sanitario,ecc.,allora nella
concezione contemporanea del sistema educativo-istruttivo bisogna
assicurare ad ogni bambino il programma più appropiato e in particolare ai
bambini fino ai 4 anni d'età. Inoltre l'educazione prescolare, eterogenea
per forme, organizzazione e programmi, deve collaborare con i genitori del
bamino, con la scuola e con l'ambiente sociale in genere.

LE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA EDUCATIVO-ISTRUTTIVO


CONTEMPORANEO

L'organizzazione del processo e del sistema educativo-istruttivo


contemporaneo deve partire dal diritto dei genitori ad una efficace e
organizzata collaborazione nell' educazione del bambino; ciò significa che
bisogna rendere loro possibile sceglier l'istituzione educativa, la forma e il
tipo di programma e le persone esperte che lo realizzeranno, come pure di
scegliere i modi per collaborare.
La realizzazione di questi obiettivi implica la libertà, l'apertura di
idee ela vrietà sia del sistema educativo-istruttivo che delle istituzioni e
delle forme di educazione che lo formano, come pure la garanzia dello
stato per una loro qualificazione al funzionamento corretto. Per questo,
tutto il sistema educativo, passando da un controllo statale ad un
guiridico, deve essere in grado di rispondere pubblicamente del propio
operato e della propria funzione. Ciò si può ottenere costatando per vie
legali e guiridiche i doveri dello stato in relazione alla tutela e alla
promozione del sistema educativo: cioè la fondazione legale delle
istituzioni, i finanziamenti, la formazone de personale qualificato,
assicurare le condizioni di lavoro adeguate, come pure la costituzione del
controllo pubblico con il compito di fornire consigli utili a promuovere e
sviluppare l'istruzione e l'educazione globale. I contenuti e i metodi dell'
educazione devono rispecchiare il pluralismo delle ideee delle concezioni
pedagogiche al servizio del bambino, dei diritti dell' uomo e della sua
libertà e al servizio dell' ordine costituzionale.
In questo è particolarmente importante la presentazione pubblica
delle proprie finalià educative, dei contenuti e dei risultati nel lavoro e la
partecipazione dei genitori alla gestione della scuola.(secondo le
conclusioni del «Foro europeo pe la scuola», Budapest, 1990)

I CAMBIAMENTI NELL' EDUCAZIONE PRESCOLARE IN CROAZIA

In base ai cambiamenti politico-economici del 1991, il Governo della


Republica di Croazia ha stabilito nell' ambito dell'educazione prescolare
due finalità essenziali:
- stimolare l'iniziativa privata nel fondare scuola materna, per
aumentare il nummero dei bambini inclusi in questa forma di
educazione;
- ampliare i programmi prescolari già esistenti con contenuti di lingua
straniera, di arte e di cultura, di sport, ecc.
Con i nuovi cambiamenti legislativi è stato permesso ai comuni, alle
persone civico-guiridiche, ad altre astituzioni e aziende, quindi anche ai
privati e alle comunità religiose di fondare le scuole materne. Per questo
motivo è necessario stabilire fin dal principio che anche «i privati» sono,
come tutti gli altri, obbligati ad assumersi il dovere di realizzare le finalità
dell' educazione prescolare e di tendere alla realizzazione degli ideali
educativi basati sul diritto del bambino allo sviluppo. Tutti devono
garantire la realizzazione delle finalità educative proclamate con la popria
organizzazione e la formazione adeguata dei quadri professionali.
Per questo motivo, è dovere dello stato di assicurare uno status
adeguato sia economico che professionale ai lavoratori che si occupano di
educazione prescolare.

LE MOTIVAZIONI SOCIALI

Nella Repubblica di Croazia, in base alla Costituzione e alla Legge


sull' ordinamento dell' amministrazione pubblica (Gazzetta ufficiale n
41/90) il compito di programmare, strutturare, stabilire le norme di lavoro
e finanziare l'attività dell' educazione prescolare, spetta al Ministero della
cultura e della pubblica istruzione.
Con questo è definito lo status dell' educazione prescolare nel
sistema educativo-istruttivo globale.
La posizione sociale dell'educazione prescolare è determinata dai
punti di vista sulla democratizzazione, coè sulla necessità di divulgare
l'educazione organizzata dei bambini in età prescolare. Accanto alla
tendenza a razionalizzare e migliorare le strutture esistenti, aumentando
la qualità del lavoro nelle scuole materne esistenti, si aprono nuove
prospettive di accoglire un maggior numero dei bambini, anche negli asili
privati e delle comunità religiose. Con questo si esprime più chiaramente
la posizione sulla necessità di un'educazione prescolare organizzata per il
maggior numero possibile di bambini sostenendo la tendenza alla libera
iniziativa e all'applicazione di idee e concezioni pedagogiche di vario tipo.
LE MOTIVAZIONI PROFESSIONALI

Finora lo sviluppo dell'educazione prescolare (negli ultimi 15 anni)


nell'ambito del settore pubblico della cura per i bambini in età prescolare,
si è svolto nel campo della costruzione di un maggior numero di scuole
materne e con una maggiore accoglienza di bambini. Per quanto riguarda
il programma, lo sviluppo tendeva a ampliare il periodo giornaliero
trascorso nella scuola materna (9-12 ore di soggiorno del bambino) per
adattarsi sempre di più alle necessità dei genitori che lavorano. Uno
sviluppo qualitativo veniva realizzato anche in condizioni simili tramite la
realizzazione di programmi specifici assicurando quadri altamente
qualificati e aggiornati con varie forme di perfezionamento professionale e
completamento degli studi, come pure con la realizzazione di un
approccio interdisciplinare di gruppi di esperti nel lavoro con i bambini in
età prescolare, sia nella scuola materna che di fuori di essa.
Nonostante queste tendenze, la funzione essenziale della scuola
materna rimaneva di tutela sociale, mentre quella sanitaria ed educativa
erano sotto l'influenza di misure economiche restritive di risparmio e di
stabilizzazione. Le consequenze di questo stato di cose sono: un numero
troppo alto di bambini nel gruppo educativo, organizzazioni di lavoro
troppo grandi, il prevalere di un tipo solo di programma e carenza di
giocattoli e materiali vari. Queti fattori influivano tra l'altro sulla dificoltà di
instaurare rapporti di colaborazione e fiducia tra le educatrici, i bambini e i
loro genitori, su una maggiore diffusione di malattie, soprattutto nei nidi
d'infanzia, su una minore possibilità d'intervento attivo dei collaboratori
esperti in psicologia, in medicina e in altri campi, nel lavoro diretto con i
bambini, con i genitori e con le educatrici. In generali questi fattori
influivano su un processo molto più lento di formazione dell'identità della
scuola materna e della sua attività nel complesso.
L'aver stabilito per legge come essenziale il programma della durata
di 10 ore, si basava in primo piano sul diritto dei genitori che lavorano,
mentre i bisogni del bambino venivano messi in secondo piano,
nonostante facciano parte del suo diritto ad uno sviluppo corretto e
indisturbato. Contemporaneamente esisteva l'obbligo di realizzare il
programma minimo (della durata di 150-250 oreper bambino) un anno
prima di andare a scuola per tutti i bambini che non frequentavano la
scuola materna. Benchè con un programma simile siano stati abbracciati il
90% dei bambini di quest'età, e principalmente per interesse dei bambini
stessi e dei loro genitori, tuttavia non sono stati raggiunti gli effetti
pedagogici desiderati e ciò in genere per le poche ore a disposizione e la
discontinuità nel lavoro (due volte alla settimana). Peciò nello sviluppo
futuro di questo programma bisogna tendere all'aumento del numero di
ore e alla realizzazione della continuità annuale, un anno o anche due
prima che il bambino vada a scuola.
Nelle comunità poco numerose venivano organizzati brevi
programmi specializzati per opera, in genere, di istituzioni culturali (es.
Società «Nostra Infanzia», le biblioteche,etc.) ma limitati a poco tempo di
solito per mancanza di fondi. Una questione attuale nell'educazione
prescolare sono i quadri professionali per il lavoro con i bambini fino a 3
anni d'età a causa della loro inadeguata formazione professionale. Nei nidi
d'infanzia lavorano soprattutto infermiere ed educatori che nell' ambito
degli studi sull'educazione prescolare non vengono preparati per il lavoro
con questi bambini. Con l'aggiornamento professionale di questi lavoratori
si è riusciti soltanto a itigare il problema, per qui ciò resta come uno dei
compiti principali del nuovo e più funzionale sistema di istruzione
universitaria.
Per migliorare la vita dei bambini e il lavoro degli operatori
prescolari, è necessario nello sviluppo futuro degli asili mgliorare
l'organizzazione delle scuole materne. Nella realtà sono, infatti, presenti
numerose soluzioni diverse, dalle grandi organizzazioni di lavoro con più di
200 gruppi educativi (Spalato) fino a grupi minimi con meno di 10 gruppi
(Zelina, Križevci).
Per questo è necessario riequilibrare il nummero dei gruppi nelle
scuole materne e armonizzarli con Il regolamento sugli standard
nell'educazione prescolare in modo da creare le condozioni ottimali per un
efficace sviluppo dei bambini e un qualificato lavoro del personale.
La delibera guiridica sull'inserimento dei bambini con difficoltà nello
sviluppo nelle scuole materne normali, in genere non è stata realizzata
perchè non erano state assicurate le condizioni preliminari per la loro
integrazione, come per es. la possibilità di diminuire il numero dei bambini
nel gruppo educativo, lo spazzio adatto alle esigenze dell'handicappato, i
quadri professionali necessari, ecc.
In conclusione possiamo dire che la situazione nell'educazione
prescolare è in genere, poco soddisfacente, ma che esistono anche scuole
materne che lavorano bene e, nonostante le condizioni sfavorevoli di
lavoro, hanno raggiunto notevoli risultati pedagogici.

I PRINCIPALI CAMBIAMENTI

Un sistema educativo-istruttivo moderno, in cui si realizza un processo


educativo dinamico e aperto, deve partire da principi di base per
l'educazione della personalità che comprendono:
- lo sviluppo dell'individuo in armonia con i bisogni personali, con le
capacità e gli interessi dell'individuo stesso;
- l'abilitazione dell'individuo alla compresione dei seguenti aspetti
della realtà: tecnologico, economico, politico, culturale e naturale
(ecologico).
Sul piano individuale, è un processo con leggi e regole proprie che, se
considerate nel modo giusto, possono costituire la base per una vita di
altra qualità dell'individuo nel suo ambiente.
Di conseguenza, i cambiamenti nell'educazione prescolare devono
esere osservati in questo contesto e la loro essenza nella necessità di
realizzare le seguenti funzioni:
- assicurare le condizioni ottimali per lo sviluppo del bambino;
- aiutare i genitori nella cura per la sicurezza e l'educazione del
bambino;
- completare l'educazione famigliare
Queste funzioni richiedono la creazione di una concezione
dell'educazione prescolare, con un ruolo specifico all'interno del sistema
educativo-istruttivo, che contemporaneamente assicura la continuità
dell'educazione e dell'istruzione complessive.
L'educazione prescolare si basa su un approccio umanistico
all'educazione, sulle scoperte scientifiche attuali, sulle teorie dello sviluppo
del bambino, e deve considerare l'eta del bambino, le sue capacità
specifiche secono l'età, i bisogni individuali del bambino e
contemporaneamente è necessario coordinale gli obiettivi di questo
settore con queli degli altri settori del sistema educativo-istruttivo.
L'educazione prescolare si può sviluppare ulteriormente come parte
integrante di un sistema educativo-istruttivo unico, solo nel caso che le
venga assicurato il diritto di autonomia in rapporto alle altre parti delm
sistema educativo-istruttivo per quanto riguarda l'organizzazione, la
programmazione, la realizzazione e la valutazione del processo educativo-
istruttivo.

GLI INDIRIZZI DI SVILUPPO DELL'EDUCAZIONE PRESCOLARE

Se consideriamo le affermazioni fatte, segue che l'educazione


prescolare deve essere definita come parte specifica del sistema
educativo-istruttivo, che si occupa dell'educazione dei bambini in età
prescolare. Con la parola educazione ci si riferisce all'educazione vera e
propria, alla cura e alla tutela del bambino e alla sua istruzione. La
funzione principale e contemporaneamente l'obiettvo generale
dell'educazione prescolare è la tuttela della salute mentale e fisica del
bambino, lo stimolo allo sviluppo complessivo di tutte le funzioni, capacità
e possibilità del bambino in armonia con scoperte le scientifiche
contemporanee, con le leggi dello sviluppo del bambino e con le sue
capacità reali. Un obiettivo simile si deve raggiungere assicurando le
condizioni per una vita in comune, tra aulti e bambini, di alta qualità e per
uno sviluppo adeguato delle capacità potenziali del bambino.
Obiettivi specifici e finalità educative per l'educazione dei bambini
in età prescolare sono:
la cura per la salute, lo sviluppo del controllo emotivo, l'autonomia,
l'immagine positiva di se stesso, le interazioni sociali, la comunicazione, la
libera espressione, la curiosità e lo sviluppo della creatività e delle
capacità intellettuali.
Per quanto riguarda l'organizzazione sono particolarmente importanti i
seguenti principi:
- l'apertura dell'istituzione ai bisogni dell'ambiente-diverse forme, tipi
e concezioni di lavoro con i bambini in età prescolare;
- la flessibilità del processo educativo-istruttivo- capacità di adattarsi
ai bisogni concreti, alle possibilità e agli interessi del bambino
- l'apertura verso i genitori e altri fattori- la realizzazione del diritto dei
genitori a partecipare all'educazione organizzate del bambino.
Nella struttura dell'educazione prescolare, una posizione di rilievo
assumono:
- i programmi dell'educazione-istruzione dei bambini in età prescolare
- i quadri professionali nel processo di educazione-istruzione
- l'organizzazione, la realizzazione e la valutazione del processo
educativo-istruttivo.

I PROGRAMMI DELL'EDUCAZIONE E DELL'ISTRUZIONE DEI BAMBINI


IN ETÀ PRESCOLARE

La concezione contemporanea dell'educazione prescolare deve


riflettere la varietà nei contenuti, nelle forme e nel lavoro di chi realizza le
finalità del programma.
Il programma educativo per i bambini in età prescolare deve partire
dalle esigenze concrete del bambino in quanto personalità dinamica e
completa che si trova in una continua interazione con l'ambiente naturale
e sociale. Quest' interazione è un fattore fondamentale nello sviluppo del
bambino.
Per principio il programma deve essere un indirizzo umanistico con
tendenze pluralistiche nell'accettare le differenze nelle concezioni
dell'educazione prescolare.
Accanto ai programmi con l'obiettivo di stimolare lo sviluppo delle
capacità presenti e potenziali del bambino (nel campo fisico, cognitivo,
affetivo e sociale), bisogna sviluppare anche programmi specifici,
complementari che hanno lo scopo di stimolare capacità individuali del
bambino.
Nella realtà possono essere organizzati questi servizi specifici
nell'ambito delle istituzioni stesse o privatamente smpre per esaudire le
richieste dei genitori.
Programmi di diversa durata possono venir realizzati presso i nidi
d'infanzia e le scuole materne, sia pubbliche che private e religiose, presso
la scuola elementare, le istituzioni sanitarie, culturali, sportive,
artistiche.Come forme organizzate di educazione prescolare posono
considerarsi anche la scuola materna viaggiante, l'educatrice viaggiante,
la scuola materna staggionale, la scuola materna temporanea, ecc.
L'ORGANICO NALL'EDUCAZIONE DEI BAMBINI IN ETÀ PRESCOLARE

Per realizzare i vari tipi di programmi di lavoro con i bambini di età


prescolare sono necessari lavoratori altamente qualificati e competenti
come: educatrici, maestrespecializzate in settori particolari, pedagogisti,
psicologi, difettologi, lavoratori sanitari e assistenti sociali.

GLI EDUCATORI

Gli educatori sono lavoratori professionalmente preparati che


realizzano con i bambini programmi di vario tipo. I compiti degli educatori
sono:
- l'organizzazione e la realizzazione delle attività dei bambini per far
progredire il loro sviluppo fisico, cognitivo, sociale e affetivo
- l'organizzazione e la realizzazione di attività varie per stimolare e
arricchire la conosenza dell'ambiente naturale e sociale dei bambini;
per sviluppare i loro interessi, la loro possibilità, la loro fiducia in se
stessi, la loro espressione orale e la loro socializzazione;
- lo studio del processo di sviluppo del bambino e dei livelli di sviluppo
raggiunti con la collaborazione dei genitori (secondo «International
standard classification of occupations, Geneve, 1986).
È dovere di ogni educatrice creare le condizioni per lo sviluppo di ogni
bambino tenendo conto e mettendo in pratica le nuove scoperte
scientifiche nel campo della pedagogia, della psicologia, della sociologia e
di altre scienze dell'educazione.
La preparazione proffesionale delle educatrici, a causa della
complessità del suo lavoro e particolarmente per motivi scientifico-
professionali, deve essere a livello di scuola universitaria.
Ne sono a favore anche i seguenti motivi sociali:
- i molteplici compiti nel raggiungimento delle finalità educative e
nella realizzazione stessa dell'educazione prescolare secondo
concezioni contemporanee basate sulle ultime scoperte scientifiche.;
- la necessità di educare i bambini a comunicare dal primo anno d'età
fino all' inizio della scuola elementare
- la qualifica e la competenza professionale necessaria alle educatrici
per poter seguire le ultime scoperte scientifiche utili a perfezionare e
migliorare l'educazione prescolare;
- maggiori possibilità per le educatrici di continuare gli studi e
perfezionarsi professionalmente o di dedicarsi alla ricerca scientifica.

GLI OBBLIGHI E LE POSSIBILITÀ DI AVANZAMENTO

Tutti i professionisti dell'educazione prescolare devono realizzare un


periodo di prova lavorando nella scuola materna e superare l'esame
professionale secondo un regolamento speciale del Ministero della
pubblica istruzione e alla cultura. Inoltre sono obblighati ad aggioornarsi
individualmente e a partecipare alle formedi aggiornamento professionale
organizzate o previste dal Ministero dell'istruzione e della cultura. Le
educatrici come pure gli altri collaboratori professionali, possono avanzare
nella professione e ottenere un livelo superiore di educatrice e di
collaboratore professionale oppure di educatrice-consulente e di
collaboratore professionale – consulente.
Per quanto riguarda la qualifica professionale, le educatrici possono
anche avere il ruolo di relatrici (mentore) ma questo soltanto dopo aver
conseguito la posizione di educatrice e collaboratoreprofessionale di livello
superiore.
L'avanzamento nella professione come pure la conferma della
qualifica professionale, si può basare sulla verifica e sulla valutazione
dell'efficacia nell'eseguire il lavoro educativo e nell raggiungere la finalità
e sul voto finale avuto dal Ministero dell'istruzione e della cultura.
L'avanzamento professionale si può realizzare soltanto dopo aver
terminato il periodo di prova e dopo aver superato l'esame professionale.

L'ORGANIZZAZIONE, LA REALIZZAZIONE E LA VALUTAZIONE


DEL LAVORO EDUCATIVO-ISTRUTTIVO

La libertà, l'apertura e la varietà del sistema educativo-istruttivo


devono riflettersi anche nell'organizzazione complessiva, nella
realizzazione del lavoro educativo e dei procedimenti didattici nelle varie
parti del sistema educativo, ovvero nelle sue singole istituzioni.
Un'educazione attiva dell'individuo che stimola lo sviluppo delle sue dati
personali e possibile soltanto se c'è autonomia all'interno del sistema se
c'è libertà nella scelta delle proprie finalità educative, nelle forme
organizzative, nella scelta dei contenuti programatici. L'organizzazione del
lavoro deve essere in armonia con le esigenze dei genitori relative ai loro
orari di lavoro o altre esigenze, mentre la realizzazione del processo
pedagogici-didattico deve essere in armonia con i bisogni del bambino e
con i programmi che si desiderano realizzare con tale gruppo di bambini.
Ciò significa che l'istituzione, come luogo di raduno organizzato dei
bambini, deve essere flessibile per quanto riguarda l'organizzazione del
lavoro e dei procedimenti didattici.

I GIARDINI D'INFANZIA

L'organizzazione di lavoro ondamentale per l'educazione prescolare è il


giardino d'infanzia. Perciò l'ambiente dell'istituzione prescolare, a
diferenza di quello familiare, deve esser organizzato e guidato secondo
criteri professionali e altamente qualificati. Un educatrice
professionalmente qualificata deve organizzare la vita e il lavoo nel gruppo
di bambini afidabile in modo da assicurare le condizioni migliori per uno
sviluppo delle capacità attuali e potenziali del bambino.
La responsabilità pubblica per la qualità del lavoro e del processo
educativo spetta all' educatrice ma anche al direttore dell'istituzione e al
«team» di collaboratori professionali: il pedagogista, lo psicologo,
l'infermiera qualificata, i defettologi specializzati in vari settori, il medico,
l'assistente sociale, ecc. Essi con un' azione comune, devono contribuire
alla realizzazione di tutte le funzioni del giardino d'infanzia:
- dalla programmazione alla realizzazione, alla verifica e alla
valutazione dell'attività educativa,
- l'aggiornamento professionale,
- le attività di informazione e documentazione nelle biblioteche
- il collegamento dell'educazione familiare con quella istituzionale;
non solo prescolare, ma con le altre istituzioni educative e culturali
sia in senso verticale che orizzontale del sistema eucativo.
Contemporaneamente, tutto ciò deve contribuire allo sviluppo del
giardino d'infanzia come centro dell'educazione prescolare nel proprio
ambiente. Accanto ai compiti educativi in genere, i «team» professionali
devono dedicarsi alla ricerca in pedagogia per introdurre nel lavoro
educativo delle inovazioni, aumentare la qualità del lavoro e la qualità dela
vita in comune, tra adulti e bambini. I «team» professionali sono obbligati
a sviluppare tutte le funzioni del giardino d'infanzia allo stesso modo: non
si deve sviluppare la funzione educativo-istruttiva a scapito di quella
sanitario-sociale (e di tutela).
L'asunzione dei collaboratori professionali è strettamente legata alla
qualifica pedagogica ottimale del giardino d'infanzia.
Un contributo particolare allo sviluppo dell'educazione professionale
sia in senso teorico che pratico possono darlo le istituzioni scientifiche
come: i entri didattico-professionali, le scuole materne utilizzate per il
tirocinio, le scuole materne sperimentali.
I centri didattico-professionali sono le scuole materne dove si
realizza una qualifica professionale sistematica sia teorica che pratica
delle educatrici e dei collaboratori professionali, applicando le ultime
innovazioni la cui utilità sia stata dimostrata scientificamente.
Le scuole materne utilizate per il tirocinio delle studentesse offrono
un modello valido di lavoro alle future educatrici e ai collaboratori
professionali ed hanno un nummero sufficiente di relatori (mentori) per i
vari contenuti didattici.
Le scuole materne sperimentali sono quele scuole materne dove si
realizzano programmi sperimentali nel campo dello sviluppo,
dell'educazione e dell'istruzione dei bambini in età prescolare e ricerce
utili allo sviluppo dell'educazione prescolare sia dal punto di vista teorico
che pratico.
La proposta della Concezione dello sviluppo dell'educazione
prescolare è il punto di partenza per la preparazione della Legge
sull'educazione prescolare e di altri atti del Ministero alla pobblica
istruzione e alla cultura della Republica di Croazia.

L'ORIENTAMENTO PROGRAMMATICO DELL'EDUCAZIONE E


ISTRUZIONE DEI BAMBINI IN ETÀ PRESCOLARE

INTRODUZIONE
Il nuovo documento «L'orientamento programmatico dell'educazione
dei bambini in età prescolare» si basa sulla nuova «Concezione dello
sviluppo dell'educazione prescolare» e rappresente una base
professionalmente qualificata per la realizzazione dei diversi programmi
educativi con i bambini in età prescolare nelle istituzioni prescolari. Questo
documento rispetta i seguenti principi:
- pluralismo e libertà nell'applicazione delle idee e delle concezioni
pedagogiche;
- differenze nei tipi e nelle forme dei programmi
- democratizzazione della società verso i soggetti che possono
legalmente e giuridicamente essere portatori della realizzazione dei
programmi educativi.
Con l'ampiezza del suo approccio umanistico e il riconoscimento della
priorità delle scoperte più recenti sullo sviluppo del bambino, questo
documento stimolerà la libertà deglie esecutori del programma sia nella
programmazione che nella realizzazione dell'attività educativa con i
bambini in età prescolare.
Nella stessura dell'Orientamento programmatico si è tenuto conto delle
scoperte scientifiche sulla natura e sull'efficacia delprogramma per i
bambini in età prescolare, come pure della valutazione sulla realtà
educativa attuale e delle possibilità reali della realizzazione del
programma espressa sia da parte degli educatori che da parte di coloro
che lo proponevano. L'orientamento programmatico si propone come
indirizzo da seguire nel processo educativo-istruttivo.
Contemporaneamente si spera nella sua utilità anche per tutti coloro che
si preoccupano dei cambiamenti nello sviluppo dell'educazione prescolare
e in particolare per coloro che creano e realizzano i programmi per
l'istituzione degli educatori nella sezione prescolare delle Facoltà. Inoltre,
questo documento assicura la possibilità di stabilire un sistema di controllo
pubblico basato sulla verifica e sulla valutazione del contributo personale
di singole e di alcune istituzioni in particolare, oppure di tutte assieme.
L'applicazione del documento richiede una verifica e una valutazione
sistematica dei risultati raggiunti e delle inovazioni introdotte
nell'educazione prescolare reale, l'applicazione degli «standard»
organizzativi. Dei regolamenti legislativi, la stesura di indicazioni e
istruzioni su come realizzare l'attività educativa concreta, la pubblicazione
delle informazioni sulle innovazioni attuali nel mondo e da noi.

LA CONCEZIONE UMANISTICO-PROGRESSIVA DELL'EDUCAZIONE


PRESCOLARE

L'educazione dei bambini in età prescolare si basa sulla concezione


umanistico-progressiva che consiste in:
- educazione umanistica
- nozioni delle caratteristiche specifiche e sulle leggi che regolano lo
sviluppo del bambino in età prescolare
- scoperte sulle caratteristiche particolari dell'educazione
extrafamigliare dei bambini piccoli
La posizione di partenza della concezione umanistico-progressiva
dell'educazione dei bambini in età prescolare si basa su alcune
constatazioni e scelte specifiche:
- il bambino è una personalità unica e va accettato così com'è e
inoltre va considerato come membro di una famiglia con
determinante caratteristiche e un particolare sistema di valori;
- il bambino ha dei diritti particolari espressi nella Dichiarazione dei
diritti del bambino (Nazioni unite, 1959), cioè il diritto di vivere in un
ambiente sano, di crescere senza esclusioni o discriminazioni, nelle
condizioni migliori per lo sviluppo e l'apprendimento, per potersi
sviluppare armoniosamente dal punto di vista fisico, intellettuale,
morale e sociale, in piena libertà, dignità, accettazione, amore e
compresione e quindi, ogni volta che ciò è possibile, nell'ambito
della famiglia, sotto l'ala protettiva dei genitori e i bambini con
difficoltà nello sviluppo hanno il diritto di essere educati in armonia
con le loro esigenze particolari.
- Nell'educazione si dve tener conto della dignità del bambino e
sviluppare la sua immagine positiva di se stesso (autostima).
La concezione umanistico-progresiva richiede l'applicazione di principi
democratici nell'educazione dei bambini in età prescolare perchè parte
dall'idea dell'importanza dei rapporti democratici fra le persone che il
bambino incontra nel suo ambiente.
A sostegno dell'aplicazione dei principi democratici stanno la natura
attiva e creativa del bambino e la scoperta dell'influenza decisiva che ha
sul suo sviluppo la qualità dei rapporti fra lui e l'educatrice. Il bambino ha
migliori condizioni e maggiori stimoli per la propria attività e lo sviluppo
comlesivo, in particolare delle capacità creative, in un ambiente
democratico, non autoritario, caratterizzato da rapporti di fiducia e
compresione. I rapporti democratici fra le educatrici e i bambini e tra
questi ultimi e gli altri adulti del loro ambiente, permettono ai piccoli una
conoscenza precoce del valore di questi rapporti e dei comportamenti
adeguati ad essi.
La concezione umanistica apre la possibilità di migliorare le qualità
complessiva della vita del bambino, compresa l'espressione, la
realizzazione e il massimo sviluppo delle potenzialità individuali del
bambino.
Per l'educazione del bambino in età prescolare sono di fondamentale
importanza le seguenti ecquisizioni:
- il bambino è un essere qualitativamente diverso dall'adulto;
- l'età prescolare e il periodo basilare dello sviluppo umano nel quale
emergono e si sviluppano in modo specifico le caratteristiche fisiche
e psichiche della personalità. Lo sviluppo in tale periodo determina
quello complessivo nell'età adulta e dato che dipende in gran parte
dalle condizioni e dagli stimoli dell'ambiente e dalle attività del
bambino stesso, ciò ammenta l'importanza dell'educazione
prescolare in relazione alle altre forme di educazione scolastica.
Tra le caratteristice dominanti dell'età prescolare si può mettere in
evidenza alcune particolarmente importanti:
- l'atteggiamento curioso, attivo e creativo del bambino verso
l'ambiente
- la percezione globale (complessa, attraverso tutti i sensi) della
realtà;
- le forme complesse dell'immaginazione (invenzione, fantasia)
- lo sviluppo del linguaggio e delle altre forme di communicazione fra
gli uomini
- lo sviluppo della socialità, dell'empatia e dell'autocontrollo che,
accanto ad altre caratteristiche del bambino, gli permettono di
apprendere i comportamenti utili alla vita nella comunità sociale,
ovvero alla socializzazione;
- la sensibilità per la musica, la poesia e altre forme di espressione
artistica
Il ruolo fondamentale dell'educazione prescolare è contribuire
favorevolmente allo sviluppo complessivo delle caratteristiche peculiari
del bambino e alla qualità della sua vita.
Se l'educazione prescolare viene indirizzata a contribuire
favorevolmente allo sviluppo complessivo del bambino, essa richiede
fra l'altro:
- la necessità di un collegamento migliore fra l'educazione famigliare
ed extrafamigliare, una certa somiglianza fra i due tipoi di
educazione, la necessità di una collaborazione approfondita fra gli
esperti in educazione e i genitori e, in particolar modo, la
partecipazione dei genitori alla vita e alle attività del bambino in
tutte le forme di educazione exstrafamigliare;
- un programma di educazione exstrafamigliare flessibile, apert,
fissato solo globalmente, che assicuri ad ogni bambino le condizioni
favorevoli per lo sviluppo già dopo il primo anno di vita. Tali
condizioni sono:
a) soddisfare le esigenze fisiche del bambino e prendersi cura della sua
vita e della sua salute
b) soddisfare il bisogno di sicurezza, di tenerezza e di amore da parte
dei genitori e delle altre persone con le quali è in contatto
c) soddisfare il bisogno di fare esperienza in un ambiente ricco di
oggetti e di attività varie
d) soddisfare il bisogno reciproco di communicare con un
atteggiamento attivo e sensibile dell'adulto verso il bambino.
L'educazione dei bambini in età prescolare deve avere il maggior
numero possibile di caratteristiche di una buona educazione famigliare,
deve favorire un clima famigliare, emotivamente positivo, la
communicazione libera e i rapporti di amicizia con gli adulti e gli altri
bambini, l'inserimento attivo del bambino nelle attività rilevanti per la
vita dell'adulto, ecc.
Di conseguenza , è importante che il bambino abbia la possibilità di
istaurare rapporti positivi e vivere in un atmosfera emotivamente e
socialmente favorevole sia nella scuola materna che in tutte le altre
forme di educazione extrafamigliare. In un ambiente stimolante di
questo tipo, il bambino può dedicarsi a diverse attività:
- attività di vita pratica: attività legale ai bisogni fisici, alla cura del
corpo, al vestirsi, spogliarsi, nutrirsi; attività di cura della casa, di
cura delle piante e degli animali, di costruzione di oggetti e
giocattoli, ecc.
- vari tipi di giochi: funzionali, di imitazione, giochi di costruzione,
giochi con le regole,ecc.
- attività sociali: incontri fra vari gruppi, feste, ceremonie,
passeggiate, recite,ecc.
- osservazione, ascolto, interpretazione di opere artistiche per
bambini: albi illustrati, libri, quadri, film, opere musicali, sceniche, e
altre;
- attività di espressione e creazione del bambino: canto, disegno,
pittura, modellare e costruire, suonare, parlare, recitare, esprimersi
con i gesti (mimica), ballare, ecc.
- attività di ricerca: manipolazione di oggetti, osservazione, attività di
conoscenza di qualcosa o qualcuno, passeggiate, visite, incontri con
persone di professioni diverse, can artisti; attività di ricerca in senso
stretto- la scoperta e la sperimentazione semplice, la soluzione
pratica o solo verbale di problemi, l'apprendimento intenzionale di
procedimenti da applicare, di comportamenti, di regole e altro;
- attività specifiche di movimento: l'esercizio fisico, il nuoto, l'andare
sulla slitta, sui pattini, sui pattini arotelle, andare in bicicletta, sciare
e altro.
Assicurando diversi tipi di attività adatte al grado di sviluppo e
all'interesse dei bambini, si può arrichire e strutturare l'esperienza del
bambino sia riguardo al suo corpo che al mondo che lo circonda,
inseguargli a risolvere problemi personali e collettivi e realizzare no
sviluppo multilaterale della sua personalità. La varietà delle attività è
particolarmente importante per i bambini che vivono nelle cosiddette
«famiglie nucleari», nelle famiglie poco stimolanti che vivono in
appartamenti ristretti, usuali per la vita cittadina ma anche per quella
di campagna.
Considerato tutto quello che è stato detto in precedenza, nelle
attività e nella vita dei luoghi dove si realizza l'educazione prescolare
dovrebbero essere inseriti i genitori come i più vicini ai bambini, i più
interessati al loro sviluppo e, a volte, ispiratori delle attività comesse alle
proprie capacità umane e professionali. È il modo migliore per cpllegare
l'esperienza famigliare e quella extrafamigliare del bambino. È possibile
inoltre indirizzare e coordinare l'educazione nella famiglia con quella al di
fuori dlla famiglia, il che è particolarmente importante nell'età prescolare.
Per lo sviluppo complessivo del bambino sono importanti pure le
condizioni che assicurano l'interazione e la communicazione del bambino
con i coetanei e con bambini di altre età e le condizioni adatte per il gioco
individuale e colletivo, per il gioco con gli adulti, con l'educatrice in
particolare.
Dato che il gioco ha un valore altamente educativo nell'età
prescolare, la scuola materna e le altre forme dell'educazione
extradidattica devono essere luoghi adatti al gioco dei bambini. Il bambino
giocando scopre cose nuove, sperimenta vari materiali, elabora ciò che ha
vissuto o che ha immaginato, sviluppa le sue capacità intellettuali e le
abilità di altro tipo. Possiamo favorire il gioco in modo indiretto cioè
preparando un ambiente stimolante, scegliendo e disponendo i giocattoli, i
mobili e gli altri materiali nello spazio e nel tempo in modo da stimolare la
curiosità e il desiderio di conoscere anche al di fuori del gioco.
In particolar modo è importante assicurare le condizioni e arrichire il
gioco spontaneo dal bambino, e specialmente i giochi di imitazione e di
ruolo: es.»facciamo finta che...». Accanto agli effetti educativi di questi e
altri giochi (creativi, di movimento, costruzioni, ecc.), possiamo favorire
con essi lo sviluppo della fiducia in se stessi, della sicurezza di sè,
dll'indipendenza, dell'approcio creativo ai problemi, dell'autocontrollo del
bambino, ecc. Cercando di creare le occasioni opportune per giocare,
senza interrompere i giochi, dimostrando invece di apprezzare l'attività
spontanea dal bambino. Dato che si tartta di attività scelte dal bambino,
adattate alle sue capacità personali, nelle quali può vivere situazioni
impossibili nella realtà, egli si attiene alle regole scelte e stabilite
personalmente, ripete o cambia il comportamento, sceglie la soluzione dei
problemi, esprime sentimenti e può perfino superare conflitti emotivi
personali.
L'influenza degli adulti sul gioco deve basarsi su una conoscenza
approfondita dello stesso e del livelo di sviluppo del bambino. È possibile
usare e completare anche il sistema dei giochi già noti, i cosiddetti giochi
con le regole, i giochi di movimento, i giochi di ricerca, i giochi sociali, i
giochi di parole, musicali, i giochi logico-matematici, di costruzione, di
interpretazione con la mimica, ovvero i giochi abitualmente chiamati
giochi didattici.
Per i bambini svantaggiati si possono (o meglio si devono) assicurare
particolari trattamenti di didattica diferenziata e interventi terapeutici
nelle istituzioni preposte a tal fine. Nell'educazione, in particolare
nell'interazione e nella communicazione fra educatrice e bambino, un
ruolo fondamentale ha la motivazione dell'educatrice e degli altri adulti
che communicano col bambino. L'educatore deve essere
professionalmente ben preparato, saper riconoscere e capire le varie
esigenze del bambino, come pure saper intervenire per tempo e in modo
opportuno per soddisfarle. L'educatore deve possedere nozioni chiare e
precise sulle possibilità e sulle essigenze del bambino dai 3 a 6 anni per
adeguarvi le proprie aspettative sulle capacità di apprendimento del
bambino.
Se l'educatore conosce bene i bisogni e le possibilità del bambino
nell'età prescolare, egli può sfruttare sia le condizioni e i materiali esistenti
nella scuola materna che creare altri stimoli adeguati ad un progresso
sempre maggiore delle abilità e delle competenze del bambino.
Allo stesso modo è importante che il team di esperti nella
programmazione e nella valutazione dei programmi educativi realizzati,
abbia un'immagine completa delle esigenze di sviluppo e delle possibilità
che può avere un bambino in età prescolare.
Essendo lo sviluppo del bambino qualcosa di globale, è importante
avere chiara l'immagine dei bisogni del bambino sia per la
programmazione, la realizzazione e la valutazione di forme educative a
lungo termine, che devono stimolare tutte le sue abilità e competenze,
come pure per la creazione di programmi a breve termine, che sono rivolti
allo sviluppo di alcune abilità in particolare, ma che influiscono sempre
anche sullo sviluppo in generale.
Per avere un'immagine del bambino che sia in armonia con la
concezione umanistica esposta, bisogna tener conto del fatto che il
bambino in età prescolare ha le seguenti esigenze e che si può influire in
particolare sulle seguenti abilità e competenze:
1.- le esigenze fisiche fondamentali: mangiare, respirare, stare all'aria
aperta, muoversi, giocare, essere in contatto con la natura, ecc.
- lo sviluppo muscolare necessario per sostenere il corpo, mantenere
l'equilibrio e compiere determinate azioni
- il miglioramento della funzione dell'apparato circolatorio e respiratorio in
considerazione all'adattamento funzionale all'ambiente
- la sensibilità tattile, la funzione delle articolazioni; le reazioni muscolari
agli stimoli (funzionamento dell'apparato nervoso)
il perfezionamento delle forme naturali di movimento: strisciare,
camminare, correre, saltare, attraversare, arrampicarsi, spingere,
trascinare, lanciare, prendere, sollevare, portare, rotolare, capovolgersi
- migliorare la resistenza dell'organismo agli effetti negativi
dell'ambiente e altro.

2. – le capacità creative che il bambino mette in atto spontaneamente


- l'espressione sincere dei propri bisogni, delle caratteristiche, dei
sentimenti, delle osservazioni, dei pensieri, delle curiosità, delle iniziative,
delle immedesimazioni,ecc.
- una visione ottimistica della vita e la fiducia in sè stesso e nelle persone
che lo circondano
- la sicurezza di sè, l'autostima, l'immagine positiva di se stesso, delle
proprie capacità, dei risultati raggiunti ora e da raggiungere in futuro;
- la sicurezza di essere amato, accettato e curato sia in famiglia che nel
gruppo dei bambini, dall'educatrice e dalle altre persone adulte,
- la sicurezza di avere una personalità particolare, di essere all'altezza
degli altri, di essere capace di autonomia, di stare in compagnia, di aiutare
e comprendere gli altri, di partecipare alle attività rilevanti per lui, per il
gruppo, per la sua famiglia, come pure per il resto della comunità;
la sicurezza di crescere e svilupparsi continuamente, anche se a volte non
ha successo nelle sue attività e deve accettare determinanti limiti delle
proprie capacità;
il senso di appartenenza e affetto per la famiglia, il gruppo, la scuola
materna e l'ambiente che lo circonda
- l'interesse per le caratteristiche positive della sua famiglia e per la
partecipazione alle attività (della famiglia)
- l'indipendenza e la competenza – l'aspirazione a decidere da solo, a
osservare, pensare, fare da solo, a controllare le soluzioni ai problemi, a
conseguire competenze nel comportamento, nelle abilità, nelle attività e
procedimenti, in particolare quelli che gli permettono di soddisfare i
bisogni personali, la cura della propria salute, il mantenimento della pulizia
e dell'ordine sia della persona che degli ambienti usati in modo da
diventare sempre più autonomo e non aver bisogno dell'aiuto altrui;
- la capacità di autocontrollo, in particolare dei comportamenti pericolosi
verso se stessi e gli altri e dei modi inaccettabili di esprimersi, di controllo
delle situazioni frustranti e la capacità di risolvere conflitti;
- la socializzazione, la compresione, la sensibilità verso i bisogni degli altri,
la tendenza a partecipare all'alegria dagli altri e ad aiutare chi ne ha
bisogno, a collaborare con gli altri, a realizzare progetti comuni, a risolvere
in modo sempre più adeguato i conflitti;
- la compresione iniziale dal valore del lavoro e della cura per i beni
materiali e culturali, in particolare della natura
3. La curiosità e l'atteggiamento attivo e creativo verso il mondo, la
tendenza a vivere, cerdcare e creare nuove esperienze, a notare problemi
e questioni, a trovare le risposte e le soluzioni in modo autonomo,
soluzioni anche insolite, diverse dgli altri, infine a controllare da solo le
soluzioni trovate;
- la capacità di percepire la realtà con più precizione, usando tutti i sensi
(vista, udito, tatto, olfatto, gusto);
- l'arricchimento delle esperienze per avere una visione più completa della
realtà e in particolare:
a) di se stesso (aspetto fisico, capacità di agire, aspetto sociale e
psicologico- la coscienza del proprio «io»
b) delle carateristiche degli uomini, delle loro attività e dei loro rapporti
c) degli oggetti e dei materiali naturali nella realtà che ci circonda e di
quelli creati dall'uomo
d) dei beni materiali e spirituali
e) della natura
- lo sviluppo graduale alla capacità di osservare le caratteristiche comuni
degli oggetti e dei rapporti fra i fenomeni, del modo di raggruppare gli
oggetti e i fenomeni, della invariabiltà della lunghezza, della quantita e del
peso indipendentemente dalla posizione dell'oggetto o dalle attività che
con essi vengono fatte, cioè indipendentemente dai rapporti spaziali,
temporali, qualitativi o quantitativi, come pure della capacità di scoperta
dei legami di causa effetto;
- abilitare i bambini ad individuare i problemi, a porre le questioni, a fare
ipotesi, a pianificare, a valutare nelle soluzioni i rapporti, le caratteristice
comuni, le sequenze, i legami, gli eventi, le ozioni, i risultati e saperle
controllare con l'osservazione, con esperimenti facili, con l'attività pratica,
con varie forme di espressione e creazione, con l'associazione di elementi,
contando, misurando, ecc.
4. Sviluppo della communicazione, in particolare della sensibilità naturale
e della capacità di ascoltare, comprendere, creare ed esprimere dei
messaggi:
a) non verbali e verbali, usando un linguaggio sempre più ricco e articolato
in tutte le occasioni che si possono presentare
b) con il corpo (la mimica e i gesti in generale)
c) con gli strumenti musicali
d) con i mezzi di espressione figurativa
e) con i mezzi di espressione scenica
f) con forme adeguate di creazione linguistica (racconti e poesie), di
creazione musicale (vocale e strumentale), di creazione artistica (con tutti
i tipi di technice), di creazione filmica (le forme più sempici), scenica,
danza e balletto;
g) compresione della funzione della comunicazione scritta (i bambini più
preparati – anche della tecnica iniziale di scrittura);
h) accanto all'abilitazione alla communicazione nella lingua materna e
sulla base del linguaggio assimilato il bambino ha la possibilità (se
esistono condizioni favorevoli) di assimilare in modo efficace anche la
communicazione in un'altra lingua, non materna (per i bambini che vivono
in un ambiente dove la lingua usata non è quella materna).
Tra i bambini della stessa età e in particolare se sono di età diversa,
sono naturali le differenze nei bisogni, nelle caratteristiche, nelle capacità
nell'ambito di ogni attività (es.sono grandi le differenze nelle capacità di
espressione di 2 bambini di 2 e 6 anni).
Inoltre per ogni bambino sono possibili anche scompensi notevoli fra le
varie fasi dello sviluppo (arresti nello svičuppo, itardi, regressi,
accelerazioni in qualcosa, ecc.)
Gli scompensi temporanei o quelli più gravi e duraturi, i ritardi e le
accelerazioni in qualche particolare aspetto dello sviluppo complessivo che
sono evidenti nei bambini, possono esere segnalati come (bisogni)
particolari del bambino. Essi richiedono un'atenzione particolare da parte
dell'educatrice (il riconoscimento prima di tutto) e l'aiuto da parte degli
esperti: pedagogisti, psicologi, difettologi, infermieri, assistenti sociali,
fisioterapisti e infine degli esperti nei campi specifici in cui il bambino
dimostra dati particolari talento.
I bisogni particolari del bambino possono essere definiti come
potenziali, temporanei e duraturi:
a) bisogni particolari potenziali: può averli il bambino che nel suo sviluppo
o nella sua vita a vissuto determinanti fattori di rischio (di origine esterna
o interna, come i bambini nati prematuri, oppure con parto difficile, o che
hanno avuto qualche malattia grave, ecc.). Bisogni particolari può avere
anche il bambino il cui livelo di sviluppo si differenzia notevolmente dagli
altri o è diverso dai compagni per alcuni aspetti (es. uno sviluppo motorio
tallentato, un bambino particolarmante vivace, il bambino dotato di
talento in qualche campo o con interessi particolari, ecc.). Un'accentuata
cura e un trattamento individualizzato dei bisogni di ogni bambino nel
gruppo sono la garanzia di un'azione preventive dell'educatrice così da
evitare che sia i vantaggi che gli svantaggi si trasformino in disturbi nel
corretto sviluppo futuro del bambino.
b) bisogni particolari temporanei: può averli ogni bambino a causa delle
differenze naturali nelle fasi di sviluppo di ciascuno e nei bisogni
individuali (le cosiddette fasi critiche e i fenomeni come il negativizmo nel
terzo e sesto anno d'età, il balbettare fisiologico nel terzo anno, ecc.). Un
bambino può avere dei bisogni temporanei a causa degli avvenimenti
traumatici nella sua vita (es. la morte di un famigliare, il ricovero del
bambino all'ospedale, la nascita di un fratellino o di una sorellina, il primo
impatto con la scuola materna, ecc.). Con il trattamento individuale
dell'educatrice (che deve basarsi anche sulle esperienze e sui consigli di
altri esperti) ed eventualmente qualche terapia, si può riassestare
l'equilibrio fra le capacità del bambino e i suoi bisogni.
c) bisogni particolari duraturi: possono essere espressi dal bambino nel
quale già erano stati classificati come temporanei o potenziali e nn sono
stati tratati adeguatamente, e dal bambino con difficoltà nello sviluppo. Le
difficoltà nello sviluppo verrano accertate e l'educazione di un bambino
simile si realizza secondo regole speciali fissate dalla legge. Si tartta di
solito di caratteristiche fisiologiche e psichiche imiate o causate da
avvenimenti nella vitadel bambino che richiedono un trattamento specifico
da parte di esperti qualificati per assicurargli lo sviluppo e l'espressione
delle capacità personali e un'educazione e una vita della massima qualità
possibile. Dimostra bisogni particolari anche il bambino che vive per un
lungo periodo nell'orfanotrofio, senza la cura dei genitori, oppure che ha
trascorso un lungo periodo in ospedale. Può darsi anche che alcuni
bambini dimostrano di essere particolarmente dotati, di avere un talento
specifico e allora hanno bisogno di interventi particolari suggeriti da
personale qualificato.
L'educazione basata sui principi umanistici è un fattore di primaria
importanza per evitare o almeno diminuire gli effetti negativi che
provocano gli svantaggi del bambino sia sulla personalità che sul ambiente
di vita. Essa è importante anche nello stimolare lo sviluppo dei bambini
con talenti specifici.
In situazioni simili si applicano anche strategie pedagogico-
didattiche specifiche che possono avere le caratteristiche di una vera e
propria riabilitazione ( il che richiede un trattamento interdisciplinare del
bambno). Ciò significa, anche, evitare una categorizzazione precoce del
bambino con bisogni particolari, considerando le capacità rimaste intatte,
le caratteristiche positive del carattere, la capacità di costruire un rapporto
positivo con l'ambientecircostande e dell' ambiente con lui, aiutandolo a
costruirsi un'immagine positiva di se stesso come condizione
indispensabile per una socializzazione e un'integrazione sociale efficace.
Essendo coscienti del fatto che tutti gli aspetti dell'educazione
dioendono l'uno dall'altro, che l'educazione deve essere rivolta allo
sviluppo ottimale degli aspetti multilaterali della personalità del bambino,
che sul bambino influisce l'ambiente fisico e sociale, che il bambino si
sviluppa nell'interazione e nella communicazione con il proprio ambiente,
dobbiamo tener conto, in tutte le forme di educazione extrafamigliare, di
alcuni particolari indirizzi:
1. Considerando l'integralità dello sviluppo del bambino, per esercitare
un'influenza favorevole sul suo sviluppo complessivo, in ogno forma
di educazione prescolare, si deve tener conto dei seguenti principi:
- prendere in considerazione i bisogni fisiologici del bambino, quini
anche il suo sviluppo fisico e la sua salute sono condizioni
indispensabili per lo sviluppo complessivo (più il bambino è piccolo,
più è fisicamente sensibile) perciò tale sviluppo ha la priorità
assoluta sulle altre forme di sviluppo nell'educazione;
- i bisogni emotivi e sociali del bambino hanno la stessa o quaso
stessa importanza come quelli fisiologici e la loro soddisfazione è
una condizione indispensabile per attuare altre forme di sviluppo, sia
quello intellettuale che altri;
- lo sviluppo intellettuale e quello delle abilità e competenze è
condizione indispensabile per uno sviluppo emotivo-sociale ottimale.
2. Dunque, l'educazione prescolare presuppone e richiede:
- un ritmo di attività e riposo giornaliero relativamente stabile con un
rispetto adeguato dei ritmi biologici individuali
- assicurare le condizioni igieniche per la permanenza nella scuola
materna e per le attività del bambino;
- assicurargli un'alimentazione regolare, varia e di alta qualità;
- assicurargli la permanenza all'aria aperta, dedicata ad attività varie
ogni volta che ciò è possibile;
- assicurare e stimolare le attività motorie del bambino in armonia con
la tendenza spontanea del bambino al movimento;
- evitare il più possibile le situazioni pericolose e proteggere i bambini
dai pericoli dell'ambiente (ferite, infezioni, intossicazioni, rumori,
ecc.)
Le condizioni favorevoli per la salute dei bambini nell'educazione
prescolare si realizzano in armonia con gli standard sanitari e secondo le
regole di prevenzione sanitaria e le norme per l'ambiente.
3. Tutti i bambini, e in particolar modo i più piccoli e quelli con bisogni
particolari, hanno, in rapporto ad altri periodi dell'età dello sviluppo,
limitate capacità di adattarsi all'ambiente e in particolar modo, ad
un nuovo ambiente extrafamigliare; tali capacità di addatamento si
sviluppano gradualmente e dipendono in gran misura dal successo
degli adattamenti precedenti. I bambino piccoli hanno difficoltà
naturali nell'istaurare nuovi contatti sociali, nel communicare con
persone sconosciute o poco conosciute e in particolare se ci sono
frequenti interruzioni della permanenza nella scuola materna (es.
assenze per malattia, cambiamenti frequenti dalle educatrici,
cambiamento della scuola materna; frequenza di programmi
educativi discontinui, ecc.).
Un attenzione particolare richiedono i bambini che devono interompere
la frequenza della scuola materna per un ricovero all'ospedale, per andare
in colonia, ecc. In situazioni simili ci si può aspettare che il bambino abbia
problemi di natura emotiva e sociale. Peciò è importante che sia il
bambino che l'ambiente nuovo vengano preparati al cambiamento in
modo da limitare gli effeti negativi delle novità. È importante pure curare e
favorire il senso di appartenenza del bambino alla famiglia e al gruppo
della scuola materna, rendere stimolante l'ambiente nuovo cioè
assicurargli numerosi e vari tipi di attività nelle quali il bambino possa
avere successo.
Un efficace adattamento del bambino al nuovo ambiente
extrafamigliare richiede una collaborazione funzionale fra gli esperti e i
genitori prima e dopo l'arrivo del bambino nel nuovo ambiente
(consultazioni, creazione della fiducia reciproca, ecc.) e un inserimento
graduale del bambino nel gruppo con una partecipazione attiva dei
genitori.
Un approccio simile richiede anche la preparazione del bambino per
l'iscrizione alla scuola elementare affinche gli si assicuri un adattamento
efficace all'ambiente scolastico.
5. Non solo per evitare i problemi dio adattamento e altre difficoltà dei
singoli bambini, ma per principio, bisogna dire che l'educazione
prescolare presuppone e richiede che si impedisca ogni influsso
negativo e si protegga il bambino dall'azione di qualsiasi influenza
che possa causare la paura prolungata, angoscia, vergogna, lo stare
fermi tropo a lungo, la noia e un esagerato senso di responsabilità
per il successo da ottenere nelle attività a cui partecipa.
6. La regola fondamentale nel lavoro dell'educatrice deve essere
assicurare e stimolare i comportamenti creativi spontanei del
bambino e questa regola deve essere evidente in:
- nell'organizzazione del processo educativo-istruttivo bisogna tener
conto degli interessi spontanei e delle attività del bambino in
contrasto con la dominazione dei contenuti pianificati;
- nell'organizzazione dello spazio
- nalla comunicazione con i bambini
- in tutte le situazioni e attività dei bambini (spontanee e pianificate,
individuali, di gruppo e colletive), tenendo conto del fatto che
assicurare e stimolare attività spontanee, in particolare giochi, è di
primaria importanza,
7. Bisogna sempre tener presente il fatto che l'educazione è un
rapporto interpersonale e creativo fra l'adulto e il bambino, in primo
luogo. L'educatrice (e gli altri sia adulti che bambini) influisce con
tutta la propria personalità sul bambino e il bambino su di lei. In
questo rapporto intervengono diversi fattori della personalità della
educatrice sconosciuti o difficilmente riconoscibili sia dal educatrice
che dalla teoria pedagogica come pure fattori ambientali. Per questo
è molto importante che l'educatrice possa controllare e senta il
bisogno di controllare e conoscere l'effetto della propria azione sul
bambino in relazione alla concezione umanistica dello sviluppo.Le
riflessioni sull'educazione e sulle azioni delle educatrici (e di altri
esperti) devono essere indirizzate verso la ricerca di soluzioni
pedegogiche tali da rendere educative tutte le situazioni vissute dal
bambino durante la sua permanenza nella scuola materna,
assicurando condizioni favorevoli per lo sviluppo complessivo del
bambino e impedendo l'azione dei fattori di disturbo su determinati
aspetti dello sviluppo del bambino (applicandosi nella realizzazione
di tutti gli obiettivi educativi). Così per esempio, per stimolare e
sviluppare la spontaneità del bambino nell'espressione, per
sviluppare la fiducia in se stessi, per stabilire il contatto emotivo fra
educatrice e bambino, per sviluppare il linguggio e le capacità
cognitive, è importante:
- che il bambino avverta come espressione di cura e affetto per lui e
per gli altri bambini, per le loro esigenze, la loro salute e la
contentezza, ogni forma di communicazione dell'educatrice e degli
altri adulti quando si trova nella situazione di dover soddisfare i
propri bisogni fisici, quando mangia, prima di dormire, ecc. La
communicazione in occasioni simili può anche stimolate lo sviluppo
del linguaggio del bambino (per.es. se educatrice usa e richiede al
bambino di usare espressioni di circostanza, paroline gentili, ecc.)
- che il bambino all' asilo nido venga curato, cambiato e nutrito
dall'educatrice facendogli sentire di essere accettato con la mimica,
i gesti affettuosi e con tutto il proprio comportamento teso a favorire
l'indipendenza e la communicazione;
- che l'educatrice assicuri o stimoli i bambini alla partecipazione con
lei o con altre persone ad attività varie e che coordini tali attività con
gli eventi che il bambino vive e con il suo comportamento. Per
esempio, non è importante solo raccontare o leggere ai bambini
brani e poesie, cantare, circondarli di libri e brani illustrati, ma far
loro conoscere la natura, creare occasioni per osservare e
partecipare al lavoro degli uomini, ecc. È importante, dunque,
l'atteggiamento reale dall'educatrice verso tutto ciò, il suo rispetto
dell'importanza di entusiasmarsi, stupirsi, meravigliarsi per i
tentativi e gli sforzi del bambino, per la sua attività e la sua
partecipazione.
- Che l'educatrice crei occasioni e situazioni in cui il bambino sarà
stimolato a communicare in vari modi, per motivi diversi e per
soddisffare bisogni particolari con i bambini e gli adulti (conversare,
raccontare, chiedere). In queste situazioni l'educatrice dovrà essere
d'esempio nell'esprimersi con un linguaggio corretto modellato
secondo le norme della lingua letteraria, si interesserà per
l'espressione orale del bambino, per la sua partecipazione e i
progressi nella conversazione e si preoccuperà di non essere
verbalmente dominante rispetto ai bambini.
8. L'educatrice dei bambini in età prescolare deve usare il più spesso
possibile un approccio individualizzato al bambino, essre cioè il
meno possibile direttiva, interessatsi ai bisogni e all'attività
personale del bambino, permattergli di ampliare al massimo il suo
sapere e le sue esperienze, tenendo conto delle sue esperienze
precedenti, di ciò che per lui è attuale, degli elementi che lo
incuriosiscono e che gli fanno prendere l'iniziativa. L'educatrice
stimola e crea le condizioni per l'attività del bambino, propone
nuove possibilità di giocare, di osservare, di scoprire, di notare
problemi e cercarne le soluzioni, di saper verificare le soluzioni
trovate, ecc.
9. Sul bambino e sulla sua attività influisce anche l'aspetto e
l'organizzazione complessiva dello spazio dove il bambino vive. Da
esso il bambino trae messaggi importanti su se stesso e sugli altri,
trae stimoli e limitazioni alle proprie attività. Per questo è molto
importante per l'educazione nella scuola materna l'organizzazione
dello spazio e l'arredamento della stessa. L'arredamento e
l'organizzazione dello spazio è un fattore importante della
programmazione, della realizzazione e della valutazione di ogni
forma di educazione perchè influisce sullo sviluppo della sicurezza di
sè, dell'immagine positiva di sè e degli altri, sullo sviluppo di una
maggiore autonomia, dell'iniziativa del bambino, sullo sviluppo della
motorica, della conosenza, di varie forme di esperssione, creazione
e, in particolare, di giocho. Lo spazio della scuola materna dunque
deve essere arredato e organizzato in funzione dello sviluppo,
dell'apprendimento e dell'attività del bambino. A seconda degli
obiettivi da raggiungere, della durata e di altre caratteristiche del
programma e delle condizioni di lavoro con i bambini, sono
inevitabili le differenze nell'organizzazione e nell'arredamento dello
spazio disponibile per l'educazione extrafamigliare. Ciò non toglie
niente al fatto che bisogna cercare di adeguare lo spazio,
l'arredamento, la scelate dei mezzi didattici e dei giocattoli ai
bisogni e alle capacità dei bambini in tutte le forme di educazione
extrafamigliare. I bambini e i loro genitori devono, inoltre, avere la
possibilità di un uso flessibile dello spazio, della partecipazione
attiva alla sua organizzazione, in particolare nei programmi
continuati a tempo pieno e quelli a mezza giornata.
10. Tutte le caratteristiche esposte finora vanno a favore d'un
organizzazione più elastica e flessibile del processo educativo-
istruttivo. Per assicurare la soddisfazione dei bisogni individuali e lo
sviluppo del bambino, è importante coordinare la durata delle
attività con gli interessi e la capacità di concentrazione dei bambini
sia coetanei che di età diversa, un uso flessibile dello spazio,
permettere al altri adulti di associarsi alle educatrici nelle attività
quotidiane con i bambini, ecc.
11. Oltre a tener conto dello sviluppo globale del bambino e delle leggi
che lo regolano nell'educazione extrafamigliare, bisogna prendere in
considerazione il fatto che un determinato insieme di capacità del
bambino (es. l'immagine di se stesso, lo sviluppo del linguaggio e
altro) può essere stimolato soltanto se questi stimoli sono in armonia
con le leggi specifiche che ne regolano lo sviluppo. Così per
esempio, per lo sviluppo dell'interesse per il canto e delle capacità di
cantare, accanto alle altre condizioni, è di primaria importanza che
l'educatrice, o altri adulti, celga canzoni adatte alle capacità vocali e
ritmiche del bambino e che col proprio esempio dimostri la gioia di
cantare, stimolando i bambini a condividere il piacere di cantare,
associandosi al cantodell'educatrice. Questioni simili venivano
trattate da noi nell'ambito di didattiche specifiche. I principi didattici
conosciuti finora, le attività e i contenuti usati e verificati nella prassi
educativa come utili nello sviluppo di determinante capacità del
bambino, costituiscono una grande ricchezza di possibilità per
l'educazione dei bambini. È neccessario, però, rivederli per poterli
usare correttamente nell'educazione fondata sulla concezione
umanistica.
12. Sulla base delle suddette conoscenze e degli orientamenti, gli
educatori e gli altri esperti devono definire, realizzare e autovalutare
le finalità dell'educazione , i rapporti fra gli adulti e i bambini, fra i
bambini stessi, , iprocedimenti, i contenuti, i mezzi didattici, le
situazioni educative, cioè le condizioni comlessive per lo sviluppo e
per l'educazione dei bambini nella scuola materna e altrove.

LE CONDIZIONI FONDAMENTALI PER L'APPLICAZIONE DELLA


CONCEZIONE UMANISTICA NELLA PRASSI EDUCATIVA
1. L'uso di questa concezione richiede il miglioramento delle condizioni
esistenti per l'educazione dei bambini nelle scuole materne
(condizioni materiali, organizzative, ecc.). Richiede dunque
l'accertamento e l'applicazione dei più favorevoli standard
pedagogici (numero dei bambini nel gruppo, i mezzi didattici e
l'arredamento, i quadri professionali) e il loro continuo
miglioramento in armonia con le possibilità dei genitori e della
società in generale.
2. L'applicazione della concezione umanistica significa sfruttare le
condizioni esistenti e crearne altre che:
a) permettono e stimolano gli educatori e gli altri esperti a provare
piacere e soddisfazione nella vita con i bambini e nello stimolare lo
sviluppo, realizzando così le proprie abilità professionali e le capacità
umane;
b) permettono e stimolano gli educatori e gli altri esperti a conquistare
sempre nuove conoscenze sullo sviluppo e sull'educazione dei
bambini, a fare ricerche e valutare il proprio influsso sul loro
sviluppo e ad analizzare e valutare la propria esperienza educativa.
3. L'applicazione della concezione umanistica richiede pure il
miglioramento della competenza professionale e dell'autonomia
delle scuole materne come presupposto per la riflessione, la
realizzazione, la verifica e la valutazione dei vari programmi
educativi, coordinati con i bisogni dei bambini e dei genitori. Ciò sarà
possibile se si assicura:
- un nummero ottimale dei bambini e di quadri professionali
neccessari alla scuola materna;
- una buona programmazione e organizzazione del lavoro (flessibile,
cioè capace di adeguarsi continuamente ai cambiamenti dei bisogni
dei bambini e dei genitori)
- diverse forme di collaborazione con i genitori a seconda delle
esigenze del programma e in armonia con le norme della legge.
In armonia con il programma della scuola materna le educatrici devono:
a) preparare, realizzare, verificare e valutare laprogrammazione
dell'educazione dei bambini nel proprio gruppo in modo autonomo,
ma anche basandosi sulla collaborazione con i genitori, con le altre
educatrici e gli esperti in educazione dalla scuola materna;
b) collaborare con i genitori e con gli esperti della scuola materna e
altri (psicologi, difettologi, infermiere, ecc.) per assicurare e
migliorare le condizioni di sviluppo del bambino affidatole, in
particolare del bambino svantaggiato oppure dotato di talento e per
realizzare la programmazione dell'educazione dei bambini al di fuori
della scuola materna;
c) aggiornarsi continuamente acquisendo nozioni e abilità rilevanti per
migliorare i propri interventi educativi e l'attività didattico-
pedagogica della scuola materna sia con studi autonomi che
nell'ambito di varie forme di aggiornamento professionale;
d) compilare regolarmente la documentazione pedagogica reichiesta e
stabilità nell'ambito della scuola meterna e quella che l'educatrice
stessa ritiene necessaria;
e) partecipare all'attività degli organi collegiati della scuola materna

Un ruolo molto importante nella realizzazione dell'autonomia e della


competenza professionali nella scuola materna e del miglioramento della
sua attività didattico-pedagogica, ha il servizio psico-pedagogico. L'attività
di questo servizio deve essere caratterizzata da:
- un approccio interdisciplinare allo sviluppo e all'educazione del
bambino;
- da un rapporto di coresponsabilità e aiuto creativo con le educatrici,
con gli altri esperti e animatori nella creazione dei programmi
educativo-istruttivi, sulla base delle ricerche e delle scoperte
scientifiche;
- da un'attività di consultazione per i genitori;
- dalla realizzazione delle attività educativo-istruttive direttamente
con i bambini, in armonia con il programma del collaboratore
professionale;
- esporre i risultati raggiunti nel miglioramento del lavoro nell' ambito
dalle varie forme di aggiornamento professionale, ecc.
4. Anche l'educazione di bambini in età prescolare nelle altre istituzioni
richiede che siano assicurate la maggior parte delle condizioni
fondamentali citate e siano realizzati gli stessi approcci al lavoro con i
bambini.