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Obese Michele Giocondi con la collaborazione di Piero Marovelli Dizionario dei sinonimi e dei contrari In appendice Grammatica essenziale della lingua italiana Editoriale Paradigma FONOLOGIA La fonologia é lo studio dei suoni (cioé delle emissioni di voce che effettuiamo per pronunciare le parole) di una lingua. I suoni che costituiscono il sistema tipico di una determinata lingua si chiamano fonemi. Quando i fonemi, cioé i suoni, vengono trascritti, diventano segni grafici, detti grafemi o lettere delPalfabeto'. : Le lettere dell’alfabeto sono 26: ABCDEFGHIKLMNOPQRSTUVWXYZ © 21 delPalfabeto italiano: ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ © 5 aggiunte per trascrivere parole straniere: JKWXY Le lettere dell’alfabeto si dividono in vocali ¢ consonanti. © VOCALE sono i suoni pit semplici. Esse vengono pronunciate con un flusso @aria continuo, dai polmoni alla bocca, senza incontrare chiusure € senza Paiuto di altri suoni. Le vocali, come segni grafici o grafemi o lettere, sono 5: a, €, i, 0, u. I suoni perd sono 7: a &, 6, f, 6, 6, © a, i, u hanno un suono unico (aperto la prima, chiu- 80 le altre due) © ¢, 0 hanno due suoni ciascuna = uno aperto, indicato dall’accento grave * = uno chiuso, indicato dall’accento acuto * 1, Le lettere dell’alfabeto © grafemi sono il punto d’arrivo di un Iungo cammino, volto a rendere per iscritto i suoni di una lingua. La corrispondenza tra suoni e lettere, tra fonemi ¢ graferni, non é perd perfetta ¢ ci sono alcune «smagliature». Per esempio nella nostra lingua il fonema e di méa & diverso da quello di ta, eppure entrambe le € sono rappresentate da una stessa lettera. Le lettere delPalfabeto, insomma, sono il traguardo di un’evoluzione storica, non la trascrizio- ne esatia dei fonemi. Una trasctizione esatta dei fonemi in simboli grafici tuttavia esiste, ed @ quella effettuata dal? associazione fonetica internazionale, in base alla quale i fonemi della nostra lingua, cioé Palfabeto fonetico italiano, sono 30 (il fonema |k| @ presente sia per indicate il suono duro della ¢ sia per quello della 4), rappresentati cost: vocali a é @ i 6 6 u lal lel lel bi dol bot tel pera testa sole 10 semivocali i u lil tl ‘piede rosa consonanti boc df g fi Bi lmopgqris st voz Yo) fH Vel fal dt tést Ist 14) bal aL beet dal fet el del Isl lel WY fel vt. est Lael re casa (sie fatto agli grome sere rosa sci a a Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia 1076 Secondo il suono - i, u sono vocali dolci o deboli = a, e, 0 sono vocali aspre o forti. C CONSONANTI: sono i suoni che possono essere pronunciati solo appoggian- dosi a una vocale. L’aria che esce dai polmoni incontra chiu- suré complete o parziali in vari punti: labbra, denti, naso, lingua, palato. Le consonanti sono 21: © BCDFGHLMNPQRSTVZ (dell’alfabeto italiano) @ JKWXY (di otigine straniera) Le consonanti dell’alfabeto italiano, intese come segni o grafemi o lettere, sono dunque 16, I suoni sono perd 21 perché: = ce g hanno due suoni ciascuna: © (cane ¢ cera), g (gara e gir) - 8 €Z hanno due suoni ciascuna: s (sere € rasa), 2 (appa € zona) - ghti ha il suono di eli, figli. In alcuni casi petd gli si pronuncia con lq g dura (negligenzsa, glicine, anglicano) = gntvocale ha il suono di ogni, ragno ~ scte/i ha il suono di scena, scimmia Le consonanti he q non hanno alcun suono proprio: ~ h posta fra ¢/g ¢ i/e indica il sono duro (cheratene, ghiro) = q ha lo stesso suono della ¢ dura (cane), e deve essere seguita dalla vocale u (guadro); DITTONGO. Il dittongo ¢ V'incontro di due vocali che si pronunciano con una sola emissio- ne di voce. I dittonghi sono formati dall’incontro di: = una vocale debole, i/a (su cui non cade mai laccento)', con una vocale forte, a/e/o; - due vocali deboli (in questo caso una delle due vocali deboli pud essere accenta- ta). I dittonghi possibili sono: id, i8, 16, id ua, ué, uf, ud ai, au ei, du co A seconda della posizione dell’accento, i dittonghi si distinguono in: © ascendenti’: quando laccento cade sulla seconda vocale Es. mitle, pitima, budno 1, In questo caso la i ¢ la u sono chiamate semiconsonanti 0 semivocali, in quanto il loro suono molto debole ¢ si pone a meta fra quello vocalico e quello consonantico. In particolare la i ¢ la u sono semiconsonanti quando precedono V’altra vocale, semivocali quando la seguono. 2. Sono chiamati ascendenti perché Ia voce sale da una vocale atona (non accentata) a una tonica (accentata), discendenti perché scende da una tonica a una atona, In entrambi i casi le vocali deboli i/u sono atone (non accentate). Si dicono invece mobili’ j dittonghi i € ud perché in alcune situazioni perdono la prima vorale (i/u) e si riducono a e/o Es. piede - pedestre, muavere - movimento 1077 Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia © discendenti: quando l’accento cade sulla prima vocale Es, baita, aula, pnduma TRITTONGO Il trittongo & Pincontro di tre vocali pronunciate con una sola emissione di voce. Ltrittonghi sono formati da due vocali deboli atone (cioé non accentate), i¢ u, oppure due i, + una vocale forte su cui cade l’accento Es. pagliat, mitt, aiudla, bust I trittonghi pitt comuni sono: idi, i8i, ud udi IATO Lo iato @ Pincontro di due vocali che si pronunciano sepatatamente, con due suoni distinti, due emissioni di voce. Si ha lo iato nei seguenti casi: = quando si incontrano due vocali forti: pa-ese, corte-o ~ quando si incontrano una vocale forte con la i oppure Ia u accentate: spt-a, pa-tera ~ con i prefissi re-, ri-, bi-, su-, tri-: re-impiantare, ri-avere, bi-ennio, su-accennato, tri-ennia, tri-angolo DIGRAMMA Il digramma é 1a successione di due lettere (consonante + consonante conso- nante + vocale) che formano un suono unico invece di due, come avviene normalmente. I digrammi sono 7: gl, gn, ch, gh, sc, ci, gi. ~ gli: aah, figi = gn: agn, legno ~ chte/i: anche, bachi ~ ghte/i: maghe, luaghi = scte/i: scena, nascita = cita/o/u: ciarlatano, ciocco, ciurma - gita/o/u: giallo, giostra, giudice TRIGRAMMA Il trigramma é la successione di tre lettere che formano un suono unico. I trigrammi possibili sono due: gli e sci. = glitvocale: moglic, paglia - scitvocale: ascia, asctutto Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia 1078 SILLABA La sillaba é una vocale o un gruppo di lettere (contenente almeno una vocale) che si pronuncia con una sola emissione di voce. La sillaba pud essere costituita da — una sola vocale: e-poca = un dittongo o un trittongo: au-t, a-#uo-la = un gruppo di lettere che contenga almeno una vocale: stra-da. In base al numero di sillabe, le parole possono essere: ‘© monosillabe: formate da una sola sillaba: s, fo, la © bisillabe: formate da due sillabe: fe-, ca-ne, ca-sa © trisillabe: formate da tre sillabe: al-be-ra,ca-pan-na, mo-to-re © quadrisillabe: formate da quattro sillabe: mo-to-ri-na, ca-sa-men-to © polisillabe: formate da cinque o piti sillabe: sa-lv-te-re-ma, al-ter-na-to-re, na-po-le- ta-no, ca-ri-ta-te-vo-le, pre-ci-pi-be-vo-lis-si-me-vol-men-te DIVISIONE IN SILLABE Nella divisione in sillabe di una parola si devono rispettare le seguenti regole: @ la vocale iniziale, seguita da una sola consonante, fa sillaba a sé Es. a-ceto, i-sola, a-nimo, e-rano, o-dore © una consonante semplice fa sillaba con la vocale o il dittongo che segue Es. ca-te-na, ma-ti-ta, sa-li-re, do-ve-re, fe-ria-le © le consonanti doppie devono appartenere a due sillabe Es. mam-mea, bab-bo, o¢-casione, at-catastare gruppi di consonanti che non possono essere inizio di parole (come /m/n/r + consonante, oppure bd, bs, om, on, oq, ct, oz, dm, gm, pt, tm, in, x ec.) si dividono sempre come le consonanti doppie: una in una sillaba, una nelPaltra Es. ac-qua, el-mo, am-pio, ab-dico, ven-to gruppi di consonanti che possono costituire inizio di parola (come br, /, pl, fr, ir cc.) non si dividono mai, ¢ fanno sillaba con la vocale che segue. Lo stesso vale per s seguita da consonante Es. a-bra-sione, ap-pli-care, pi-gro, en-tra-ta, na-Sco-sto, co-spi-cvo, a-stro, fine-stra due vocali si possono dividere solo se costituiscono iato (mai nei dittonghi o nei trittonghi)', Es. ma-estro, pa-ura, le-one, a-iuola . . . digrammi ¢ trigrammi non si dividono mai Es. re-gno, mo-glie le parole composte con i prefissi as-, bis-, ois-, dis-, con-, ben-, mal-, in-, re-, ri-, ris-, trans-, tras-, post- si possono dividere in sillabe sia distaccando il prefisso, sia seguendo la regola generale (consigliamo questa seconda soluzione) Es. dis-armare 0 di-sarmare, mal-intensdonato 0 ma-lintenzionato |. Nell’incertezza @ preferibile non iniziare mai il rigo nuovo con una vocale. 1079 Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia ELISIONE L’elisione é la caduta della vocale finale di una patola davanti ad altra parola che inizia per vocale, ed @ segnalata con lapostrofo. L’elisione di norma si effettua con: © gli articoli singolari lo, la, una Es. Palbero, Vanima, un’amica @ le preposizioni articolate formate da Jo ¢ la: allo, alla, dallo, dalla ecc. Es. dall’albero, sull’cremo © gli aggettivi bello, questo, quello, grande, santo Es, bell’uomo, quest’anno, quell’altro, grand’ ingegno, sant’ Antonio © ci, come, dove seguiti dal verbo «essere» Es, c’erano, com'erasame, dov'eravate @ alcuna ¢ nessuna quando precedono altra Es. alcun'altra, nessun’altra Lielisione é inoltre frequente con: © Ia preposizione di Es. d’inverna, d’estate, d’accordo, d’oro © i pronomi lo, la davanti al verbo «avere» Es. V’ha detto, U'bo vista © le particelle pronominali mi, ti, si, ci, vi, ne Es. m'innamorai, t'invito, s'illude, ¢°incontrammo, v'bo detto, ce n’é © alcune locuzioni del tipo: mezz’ora, anch’io, anch’essi, d’ora in poi, d’altra parte, nientaffatto, tutal piti, ec. TRONCAMENTO Il troncamento 0 apocope é la caduta della vocale finale o della sillaba atona finale di una parola. Puo verificarsi davanti a parola iniziante sia per vocale che per consonante e, in genere, non é segnalato dall’apostrofo. Perché sia possibile effettuare il troncamento occorre che la lettera che precede la vocale o la sillaba atona da eliminare sia 1, m,n, r Es, tal gesto, siam sicuri, buon anno, amor cortese Il troncamento si effettua con: © uno, alcuno, ciascuno, nessuno, buono Es. un uomo, alcun ospite, ciascun albero, nessun crede, buon anno © bello, quello, grande, santo al singolare e davanti a parola iniziante per conso- nante Es, bel tipo, quel gatto, gran lavoratore, san Carlo © ffate davanti a nome proprio iniziante per consonante, e suota davanti a nome proprio iniziante sia per consonante che per vocale Es. fia Cristoforo, suor Patrizia, suor Ada Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia 1080 Se perd la parola inizia per: s impura (s seguita da consonante), x, % ps, Pf, BM, il troncamento non si effettua Es, uno zingaro, quello gnomo, santo Stefano! © signore, dottore, professore, cavaliere, ingegnere, commendatore seguiti da nome proprio Es. dottor Rossi, commendator Stanzani Il troncamento é lasciato alla discrezione di chi parla o scrive con; © tale ¢ quale Es. tal wom, qual buon vento @ alcuni verbi all’infinito Es, voler bene, andar per buchi, mangiar poco # amore, bene, fiore, fino, fine, male ecc., in particolari espressioni Es, amor projano, ben veitio, fior di farina, fin troppo in fin di vita, mal d'auto In alcuni casi il troncamento @ segnalato dall’apostrofo: negli imperativi da’, di’, fa’, sta’, va’, ¢ in po’, mo’, be” Es. da’ qua, di? qualena, fa piano, sta’ formo, va’ via; dormo an po’, a mo' di orator, va be'l ACCENTO Laccento é una particolare elevazione o insistenza della voce sulla vocale di una sillaba. La vocale ¢ Ja sillaba su cui cade l’accento si chiamano toniche; le altre si chiamano atone. In base alla posizione della sillaba tonica, le parole si dividono in: © tronche: quando Vaccento cade sull’ultima sillaba Es. cit, pietd, perché, carita, virti © piane: quando l’accento cade sulla penultima sillaba (sono piane la stragrande maggioranza delle parole) Es, cantare, lavorare, amare © sdrucciole: quando laccento cade sulla terzultima sillaba Es, celebre, rapide, albero ® bisdrucciole: quando laccento cade sulla quartultima sillaba Es. mandamelo, scivolano @ trisdrucciole: quando laccento cade sulla quintultima sillaba, Avviene perd molto raramente Es. recitamele, ordinatelo L’accento pud essere tonico o grafico: C1 tonico: & quello che ha ogni parola e che @ conferito dal tono della voce. Laccento tonico non si segna mai, a meno che non cada sull’ultima sillaba ¢ cio’ nelle parole tronche. E facoltativo su parole che potrebbe- 10 ingenerare ambiguiti o dubbi di pronuncia (principi - principi, ancora - ancira). 1. Ci sono perd delle eccezioni, come san (¢ non santo) Zeno, 1081 Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia Laccento tonico pud essere: © acuto: ” sulle vocali i, u', € sulle vocali e, 0 per indicarne il suono chiuso o stretto Es. cast, pith, séra, cdda © grave: * sulla vocale ae sulle vocali e, 0 per indicarne il suono aperto © grave Es. mano, findsira, moto C grafico: & quello che deve essere rappresentato graficamente in corrispondenza dell’accento tonico, ma si fa solo in certi casi. E obbligatorio mettere l’accento (grafico) su: © parole tronche di due o piti sillabe Es. citta, virte, carita © monosillabi che terminano con dittongo ascendente Es. git, pudy pitt © alcuni monosillabi per distinguerli da altri uguali nella pronuncia ma di significato diverso: ché (cong, poiché) che (cong. ¢ pron.) da (verbo) da (prep.) di (nome) di (prep.) 2 (verbo) e (cong) la (avy) Ja (ast., pron. ¢ nome) i (vwv.) # (pron.) né (cong) ne (pron. € avv.) sé (pron.)? se, (cong,) si (avv. € cong.) si (pron. ¢ nome) #2 (nome) #e (pron) L’accento non va mai su: do, fa, fra, fu, me, no, qua, qui, re, sa, so, sta, sto, su, tra, tre, va, vo. ACCENTO CIRCONFLESSO Fra gli accenti grafici bisogna segnalare l'accento circonflesso ("), anche se @ pit esatto definirlo segno. L’accento citconflesso @ usato in genere nella poesia per indicare una contrazione © la caduta di una o pit lettere finali. Oggi & in disuso Es. éérre (togliere), pugndr (pugnarono)’ 1. Alcuni linguisti mettono Paccento grave anche su / ¢ # al posto di quello acuto: sono accettabili entrambe le soluzioni 2, Il pronome sé, quando é seguito da stesso 0 medesimo, pud anche non essere accentato, in ‘quanto non & possibile confonderlo con il st congiunzione. 3. Una volta Paccento circonflesso si usava per segnalare la contrazione di due i in una sola, in parole plurali che al singolare terminano in -io, con la i atona Es. caf, comich, matrimont (Oggi si preferisce contrarre la doppia i senza aggiungere il circonflesso Es, oad, comizd, matrimond Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia 1082 PUNTEGGIATURA La punteggiatura o interpunzione é un insieme di segni grafici che regolano il succedersi delle parole ¢ delle frasi, ¢ conferiscono al petiodo chiarezza, armonia e intonazione, in modo da renderlo conforme al pensiero e alle intenzio- ni di chi scrive. I segni di punteggiatura sono: © virgola: indica una breve pausa. Si usa per: ~ dividere gli elementi di una enumerazione Es. Carla era alta, bionda, com gli occhi verdi. ~ dividere piti proposizioni coordinate Es. Sono andata al cinema, bo visto il film, sono rientrata a casa. = isolare un’apposizione 0 un inciso Es. Dante, il sommo poeta, mort in esilio. Laura, seusa se te lo dico, non ¢ adatta a te. — isolare un vocativo Es. Ascoltami, Francesca, non andare in quel luoge! ~ introdurre frasi precedute da vari tipi di congiunzioni (avversative, concessive, causali ec.) 5: ‘scire, ma non ne avevo voglia. Andai allo stadio, sebbene avessi il raffreddore. © punto e virgola: indica una pausa pitt lunga di quella conferita dalla virgola, ma meno marcata di quella suggerita dal punto Es. Stavo andando veloce; la citta era lontana, quando... © due punti: introducono una spiegazione, un’enumerazione, un discorso diretto Es. La verita stava venendo a galla: era lui il colpevole. Vidi un ammasso di oggetti: scarpe, calze, ombrelli, .. Opfeso, esclamai: «ma per chi mi prendity. © puntot indica una forte pausa, Si mette alla fine di un periodo, e dopo occorre la lettera maiuscola Es. Tornato a casa mi preparai la cena. Stavo ancora mangiando ... Se fra i due period io stacco & molto netto, si ricorre anche al capoverso. © punto interrogativo: si usa alla fine di una domanda diretta Es. Che diavolo combinit punto esclamativo: si usa dopo una frase esclamativa o dopo le interiezioni Es. Che gioia bo provato! Abi, Uffal © virgolette: si usano all’inizio ¢ alla fine di un discorso diretto o di una citazione, © per sottolineare il valore particolare di una parola o di un’espressione Es. Domandé: «A che ora tornit». I! valore «politico» di questa decisione ¢ evidente. © lineette: si usano all’inizio € alla fine di un discorso diretto o di una citazione, in funzione analoga a quella delle virgolette, oppure per delimitare un inciso Es. Sorpreso, disse: - Chi sei? ~. I principal autori del? 800 - Fascolo, Leopardi, Manzoni ~ avevano ... © trattino: si usa per unite due parole collegate in un particolare contesto, o per la divisione in sillabe delle parole Es. socio-politico, dizionario italiano-inglese 1083 Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia © puntini di sospensione: si usano, nel numero di tre, nelle interruzioni dei discorsi 0 nelle pause dovute a imbarazzo, incertezza, soxpresa ecc. Es, Non sapreig tuo stocero allora.. © parentesi, tonde: isolano un inciso in maniera pid forte o pid evidente delle virgole ¢ delle lineette Es. Quando mi ako, mi sento gis di corda (¢ purtrappo cid avviene ogni ‘mattina). © parentesi quadre: si usano all’interno di una citazione quando si introdueono interventi personali, nomi, chiarimenti, che non fanno parte del testo riportato; oppure per indicare che & stato effettuato tun taglio, e in questo caso si aggiungono nelle parentesi quadre tre puntini [...] Es. If Poeta [Giacomo Leopardi] era solito © asterisco: si usa per indicare un richiamo in nota. Ripetuto tre volte, sostituisce il nome proprio che non si vuole far conoscere Es: Nel passe di *** nessuno lasorava. MORFOLOGIA La morfologia é lo studio della forma e della struttura delle parole, con le relative classificazioni, categorie, coniugazioni e declinazioni. In sostanza la morfologia é lo studio delle parti del discorso. Le parti del discorso possono essere variabili o invariabili. O variabili: quando le parole possiedono pitt forme, che mutano a seconda della funzione svolta nella frase ¢ del loro particolare significato. Sono: e articolo © nome © aggettivo © pronome @ verbo C invariabili: quando le parole possiedono una sola forma che non muta mai. Sono: © preposizione © congiunzione © avverbio © esclamazione o interiezione L’ARTICOLO Larticolo é la parte variabile del discorso che precede il nome, si accorda ad ess0 € ne specifica il genere ¢ il numero. Larticolo ha la funzione di indicare se il nome che accompagna é da considerarsi in senso determinato o indeterminato. Larticolo pud essere determinativo o indeterminativo. © determinativo: quando il nome cui si riferisce é ben definito ¢ si presuppone gid ‘noto Es. Dammi il libro. © indeterminativo: quando il nome cui si riferisce & generico, indefinito, non an- cora noto Es. Dammi un libro. FORME DELL’ARTICOLO DETERMINATIVO MASCHILE mt Si usa la forma il al singolare ¢ i al plurale davanti a parola che comincia per consonante Es. #2 tavol, il quaderno, il pallone 4 tavoli, ¢ quaderni, é palloni Speen ae 1085 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia Fanno eccezionele parole che iniziano per 2.x, 8 impura (s seguita da altra consonante), ps, pf, gn, i semiconsonante. LO@),GLt Si isd la forma lo al singolare ¢ gli al plurale davanti a parola che inizia pet vocale ocon: © 2: 10 xo, lo yucchero, lo ero ©: Lo xilofeno, lo seemfobs' . $ impura: [o studs, lo shar, lo special, lo sfratto © ps: lo psicologo, lo psichiatra pni: lo pnexmotorace, lo pneumatico (ma non é raro trovare if pneumatic) © gn: lognomo, lo gnocco © isemiconsonante: Lo iat, lo iettatore, Lo iaduro, lo ingoslavo Quando lo si trova'davanti a parola che inizia per vocale si apostrofa Es: Palbera'Vodie,Perenita Vinizio Davanti’a parola che inizia per i semiconsonante (i seguita da vocale), lo.e ane non si apostrofano mai Es. To dio, To iettatore, lo ioduro Gli si pud apostrofare solo davanti a parola che comincia per i (ma é preferibile non Es. gPinvitati, gV invasori (mneglio gli invitat, git imvasori) FEMMINILE LA(L), LE Alfemminile singolare c’t solo la forma la,.che si usa pertanto davanti a parola che inizia sia per consonante che per vocale. In aquest ultimo caso ts si spostrofs Es. la case, la mamma, la vittoria, re Soha otisn ws Vanima, Velica, Pisola © * Davanti a parola'che inizia per i semiconsonante; la non si apostrofa mai % Es. la tend, la iattura, la tole, la iuta ae Al plurale si usa la forma le davanti a parola che jinizia sia per consonante che per vocale Es. Te etia Te vittorie,Ué anime Ue take Le si pud.apostrofare solo davahti a paves ret ae! inizia per e, ma é consigliabile evitarlo Es bits Fade posite de echo, e,edere) FORME DELL’ARTICOLO INDETERMINATIVO MASCHILE : vn Un si usa davanti ai nomi maschili che iniziano per vocale ¢ per‘consonante Es. ua albero, un somo, un ippopotamo un cane, un lavoro, unt silenio ‘ hod 4 i Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1086 Fanno eccezione le parole che iniziano per 2, x, 8 impura, ps, pn, gn, i semicon- sonante (come avviene per Particolo ill). UNO Uno si usa davanti alle parole che iniziano per 2, x, impura, ps, pn, gn, i semiconsonante (come avviene per l’atticolo lo) Es. uno zero, uno xilofono, uno sbaglio, uno psichiatra, uno pneumatic, uno gnomo, uno ingoslavo FEMMINILE UNA (UN) Una si premette ai nomi femminili che iniziano per consonante e per i semiconso- nante Es. una gonna, una foto, una cata, una iena Davanti alle parole che iniziano per vocale (esclusa la i semiconsonante), una si apostrofa Es. un'anima, un'amica, un'isola L’articolo indeterminativo non ha plurale. Al plurale si pud usare l’articolo partitivo dei, degli, delle o l'aggettivo indefinito alcuni/e, qualche Es. Cerano dei bambini (alcuni bambini, qualche bambino). Vidi delle ragazze (alcune ragaze, qualche ragazza). C’% anche un’altra possibilita: in alcuni casi (ma non sempre) si pud fare a meno sia dell’articolo partitivo che dell’aggettivo indefinito, lasciando il nome plurale senza un’ulteriore indicazione Es. ADbiamo auto delle (alcune) noie con la matchina. Abbiamo avuto noie con la machina, Ho dei (aleumi) dubbi sulle sue capacita. Ho dubbi sulle sue capacita. Schema riassuntivo dell’articolo DETERMINATIVO maschile INDETERMINATIVO fernminile maschile femminile singolare i |to@)| lay un | uno | una (un’) plurale i | gli | te - | - - L'ARTICOLO PARTITIVO L’atticolo partitivo (del, dell, dela; dei, degli, delle) indica una «parte» indefinita. 1087 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia SINGOLARE DEL, DELLO, DELLA ‘Al singolare Particolo partitivo indica una parte, una quantita indeterminata di un tutto, un po’ di qualcosa Es. Voglio del prosciutto Comprai del pane. PLURALE DEI, DEGLI, DELLE Al plurale Particolo’ partitivo sostituisce Farticolo indeterminativo (che non ha plurale) e assume il valore di alcuni, qualche Es. Vidi dei rapacct. Ho preso delle insufficiewzs. LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA. La fusione dell’articolo determinativo con una preposizione semplice (vedi pag. 1108) da luogo alla preposizione articolata. Questo 'lo schéma delle preposizioni articolate: Le preposizioni articolate seguono le stesse norme dell’articolo determinative da cui sono formate Es. b vio - dello io (errato del zo) bo psicolngo - dello psicologo (errato del psicolago) ATTENZIONE! Non si confonda la preposizione articolata con l’articolo partitivo Es. I volti dei bambini fanno tenerexza. // & preposizione articolata In piazea Cerano dei (alcuni), bambini. // & azticolo partitivo Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1088, IL NOME Il nome é la parte variabile del discorso che indica esseri animati o inanimati: persone, animali, cose, idee, fatti, sentimenti, qualita ecc. Il nome é formato di due parti: tadice ¢ desinenza. ~ radice: indica il significato di base della parola Es, ragazz, cas, libr ~ desinenza: indica il genere ¢ il numero della parola stessa Es. ragazz-a, cas-e, libr-i I nome pud essere: secondo il SIGNIFICATO © concreto: quando indica persone, animali, cose: tutto cid che esiste materialmen- te e che pud essere percepito dai nostri sensi ; Es. tavolo, auto, cane, mare, strada, pane, larspo, adore © astratto: quando indica cid che esiste solo nel pensieto e che non pud essere percepito dai nostri sensi: idee, sentimenti, qualita, fatti ecc. Es. onesta, bellexzea, sentimento, aticizia, eroisma, odio © comune: quando pud essere riferito a qualsiasi unit della stessa specie Es. ragazzn, citta, ragioniere, attore, lago : © proprio: quando si riferisce a una sola e particolare unita di una specie, distin guendola da tutte le altre Es, Maria, Roma, Rossi, Sordi, Maggiore © collettivo: quando indica (al singolare) un insieme di unita della stessa specie’ Es. braneo, stuolo, fla, greege, mandria, serie i © individuale: quando indica un esemplare singolo di esseri animati o inanimati Per indicarne pii di uno si usa il plurale’ Es. bambino, cane, pecora, idea, montagna secondo la FORMA © primitivo: quando non deriva da nessun’altra parola, ma @ formato solo dalla radice e dalla desinenza Es. bro, cane, legno, carta, banca © derivato: quando é formato da un nome primitivo con Paggiunta di un prefisso o di un suffisso Es. ibraio, canile, falegname, cartiera, banchiere © alterato: quando Vaggiunta di un suffisso modifica in parte il significato origina- tio. Pud essere: - accrescitivo: casona, ragazzone, librone = diminutivo: casing, ragazzino, librino 1. Sono individuali la quasi totalita dei nomi, esclusi, appunto, quelli collettivi. 1089 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia - vezzeggiativo: casetia, ragazzetio, libretio - dispregiativo: casaccia, ragazzaccio, libraccio © composto: quando é formato dall'unione di due parole Es. cassaforte, francobollo, saliscendi, sottopassaggio secondo il GENERE ® maschile: quando persone © animali sono di sesso maschile. Per le cose una regola non c’é Es. ragazzo, Franco, gato, albero, libro femminile: quando persone 0 animali sono di sesso femminile. Per le cose una regola non c’é? Es. ragazza, Franca, gatta, porta, finestra Inoltre il nome pud essere: © di genere mobile: quando per il maschile ¢ per il femminile ha la stessa radice, ‘ma muta desinenza o presenta altre modifiche (vedi a pag. 1090 La formazione del fermminile nei nomi mobili). Es. ragazxo, gato, matstro, attore, principe ragazan, gatia, maestra, attrice, principessa © di genere comune: quando ha una sola forma sia per il maschile che per il femminile; in questo caso é Particolo che ne fa distinguere il genere Es, custade, nipote, cantante, giornalista (il/la) © digenere promiscuo: quando ha una sola forma con la quale indica sia il mfaschio che la femmina. Si trata per lo pid, ma non solo, di nomi di animali. Per precisare il genere maschile o femminile del ome occor- re farlo seguire dalla parola maschio o femmina, oppure farlo precedere da il maschio del ..., la femmina del ... Es. volpe; tonno, tigre, mosca, balena, delfino Ja volpe maschio - il maschio della valpe Ja volpe fenmina - la femmina della volpe © indipendente nei due generi: quando ha una forma per il maschile ¢ una per il femminile, del tutto diverse fra loro Es. womo - donna, babbo - mamma, bue - mucta, maschio - femmina, fuco - ape, fratello - sorella, celibe - nubile secondo il NUMERO © singolare: quando indica una sola unita Es. casa, fiume, monte, tavolo 1. Per quanto siguarda il genere dei nomi vi sono tante di quelle regole, particolarita ed eccezioni che & preferibile affidarsi alla pratica e all'uso di un dizionario piuttosto che ticorrere alla relativa, complicatissima casistica. 2. Vedi nota precedente. 3. Sono promiscui anche nomi come persona ¢ vittima. Per loro, pero, non si usa laggiunta i © femmina. Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1090 © plurale: quando indica pit unit Es, case, lumi, monti, tavolé Inoltre pud essere: © variabile: quando al plurale modifica la desinenza Es. porto - porti, giacca ~ giacche, busta ~ buste © invariabile: quando ha la stessa forma sia per il singolare che per il plurale; Particolo a indicarci il numero Es, cittd, auto, moto, virtd, cinema, re, parentesi © difettivo: quando manca del singolare o del plurale Es, datte, sangue, grano, miele, fame, sete, pieta; viveri, spinaci, bronchi, nore, posteri, Serie, pantaloni © sovrabbondante: quando ha piti forme di singolare ¢/o di plurale! Es, destricro/e, forestiero/e, nocchiero/e, sparviero/e, brati /ia, cig /ia, diti/a, budelli/a, calcagni/a, ginoccki /ia, orecchio/a (orewbi /ie), strofa/e (strofe/i) LA FORMAZIONE DEL FEMMINILE NEI NOMI MOBILI Nella formazione del femminile nei nomi mobili si possono verificare i seguenti casi: © i nomi maschili, al femminile mutano generalmente la desinenza -0, -e in -a Es. ragazxo/a, gatto/a, Carlo/a, signore /a, Simone /a alcuni nomi maschili indicanti titolo o professione, ¢ alcuni nomi di animali, pur terminando in -a’, -e, -0, hanno il femminile in -essa Es. duca - duchessa, poeta - poetessa, barone - baranessa, anvocato - arvocatessa, leone - leonessa, elefante - elefantessa © i nomi maschili terminanti in -tore ¢ -dore hanno generalmente il femminile in -ttice ¢ -drice; ma vi sono delle particolarita® Es. pittore - pittrice, traditore - traditrice, lavoratore - lavoratrice, attore - attrice, venditore - venditrice, mallevadore - mallevadvice © i nomi maschili terminanti in -sore hanno il femminile in ~itrice (con una piccola modifica della radice) ¢ in alcuni casi in -sora* | Es. pasessore - posseditrice, difensore - difenditrice, predecessore - predeessora 1. Spesso a forme differenti corrispondono anche significati diversi. Per esempio i cigli sono i bordi di una strada o di un fosso, le cigtia sono quelle degli occhi. 2. Ricordiamo che i nomi maschili terminanti in -a che hanno al femminile la stessa forma (€s. eulega, pediatra) sono i nomi di genere comune che abbiamo gid visto (pag. 1089) ¢ non sien- trano fra i nomi mobili qui esaminati, 3. Aleuni nomi in -tore, accanto alla forma in -trice, hanno anche la forma in -tora, di uso popolare Es. lavoratore - lavoratrice - lavoratora; traditore - traditrice - traditora Pastore ¢ tintore hanno solo la forma in -tora, Dottore fa dottoressa (ma ne! linguaggio narrativo si trova talvolta dottora). 4. Professore fa invece professoressa. Gli altri nomi in -sore sono di uso scarsissimo al femminile ¢ tendono ad essere sostituiti da sinonimi Es. posseditre & sostituita da proprictaria o padrona 1091 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia © alcuni.nomi maschili, al femminile modificano in parte la radice Es. re - regina, dio - dea, eroe ~ eroina, cane - cagna, gallo - gallina, abate - badessa Schema tiassuntivo MASCHILE FEMMINILE Ee ragacea “a ragarcen avvocato ~essa avvocatessa Ee signore -a Signora studente ~essa studentessa a poeta essa ——poetessa store attore -trice abtrice -dore — mallevadore -drice —mallevadrice difensore vittice —difenditrice ~sore predecessore -sora —predecessora LA FORMAZIONE DEL PLURALE DEI NOMI Nella formazione del plurale dei nomi bisogna tenere presenti i seguenti casi: @ i nomi maschili escono al plurale in -i Es. monte /i, lavoratore/i, gatto/é, poeta/i © i nomi femminili escono al plurale in -e (quelli che al singolare terminano in -a) © in -i (quelli che al singolare terminano in -o ed -¢) Es. gatta/e, resa/e, matita/e, casa/e mano/i, legge/i, valle/é @ Ie parole tronche non mutano desinenza al plurale Es. la/le virtsi, Ja/le carita, la/le tribsi, la/le onesta, il/i colibri NOMLIN -CA ¢ -GA I nomi terminanti al singolare in -ca e -ga fanno al plurale: © -che c -ghe, se sono femminili Es. ocd - oche, amica - amiche, cuoca - ouoche, fatica - fatiche bottega - botteghe, paga - paghe, collga - colleghe © -chie -ghi, se sono maschili Es. monarca - monarché, patriarca - patriarchi collega - colleghi, stratega - strateghi NOMI IN -CIA ¢ -GIA I nomi terminanti al singolare in ~cia e -gia fanno al plurale: © -cie ¢ -gie, se la i 2 accentata (i tonica) Es. farmacta - farmacie, scta - scie bugia - bugie, magia - magie Gtammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1092 © -cie e -gie, se la i @ atona (cioe non vi cade laccento) ¢ -cia e -gia sono precedute da vocale Es. camicia - camicie, acacia - acacte valigia - valigie, cilegia - ciliegie, bambagia - bambagie © -ce e -ge, se la i @ atona (cicé non vi cade Paccento) ¢ -cia ¢ -gia sono precedute da consonante Es. lancia - lance, fascia - fasce, roccia - rocce, arancia - arance fangia - frange, pnggin - divgge, spiggia ~ ppogge NOMI IN -CO ¢ -GO I nomi terminanti al singolare in co € -go fanno al plurale: © -chi ¢ -ghi, se sono piani (accento sulla penultima sillaba) © -ci € -gi, se sono sdruccioli (acento sulla terzultima sillaba) Ci sono tuttavia molte eccezioni che contravvengono a questa regola. Preferiamo pertanto fornire uno schema in cui sono elencati alcuni nomi, consi gliando, per i casi qui non contemplati; il ricorso al dizionario. pl. in -chi pl. in -ghi pl. in -ci pl. in -gi carico arcipelago amico asparago cuoco catalogo greco filologo fuoco decalogo medico radiologo incarico dialogo monaco teologo parco epilogo nemico pizzico lago parroco rammarico monologo porco scarico naufrago portico valico obbligo sindaco profugo prologo riepilogo Alcuni nomi come antropofago, chirurgo, esofago, farmaca, mage, manice, sarcofago, stomace trafico hanno al plurale entrambe le forme: in ~chi -ghi e -ci -gi. NOMLIN -IO T nomi terminanti al singolare in -io fanno al plurale: © -ii, se la i 2 accentata (i tonica) Es. oblio - oblii, ronefo - romefi, io - di, rinvio - rinit © -i, se la i non 2 accentata (i atona) Es. proprio - propri, raggio - raggt, studio ~ studi, vario - varé L’AGGETTIVO Laggettivo @ la parte variabile del discorso che si aggiunge al nome per indicarne una qualita (aggettivo qualificativo) 0 per determinarlo meglio (ag- gettivo determinativo). 1093 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia L’aggettivo pertanto pud essere qualificativo o determinativo. QUALIFICATIVO L’aggettivo qualificativo. indica la qualita del nome cui si riferisce ¢ con ess0 concorda nel genere ¢ nel numero Es, il bambino buono, la bambina buona, i bambini buoni, le bambine buone L’aggettivo qualificativo ha tre modi o gradi con cui esprimere una qualita del nome: positive, comparativo, superlative. C grado positivo, se indica una qualita senza precisarne la gradazione di intensita © senza metterla a confronto con un’altra Es. un bambino intelligente ©) grado comparativo, se mette a confronto due termini. Pud essere: © di maggioranza: Marc ¢ pitt intelligente della sorela @ di minoranza: Maro é meno intelligente della sorlla. © di uguaglianza: Marc é intelligente come (quanto) la sorela, C grado superlativo, se esprime una qualita al massimo grado. Puéd essere: © relativo: - di maggioranza: Marco é il piti intelligente di tutti. - di minoranza: Marco ¢ il meno intelligente di tutti. * @ assoluto: Marco @ intelligentissimo. Alcuni aggettivi qualificativi oltre alla forma regolare di comparativo di maggioran- za e di superlativo assoluto ne hanno un’altra derivata dal latino. I principali sono: POSITIVO | COMPARATIVO DI MAGGIORANZA ‘SUPERLATIVO ASSOLUTO buono | (piti buono) —_—migliore (buonissimo) ottimo cattivo cattivo) _ peggiore (cattivissimo) pessimo grande grande) maggiore _| (grandissimo) massimo piccolo piccolo) minore (Piccolissimo) minimo alto (pid alto) superiore _| (altissimo) supremo, sommo basso | (pii basso) —_inferiore (bassissimo) — infimo interno interno) _interiore intimo esterno | (pii esterno) _esteriore estremo AGGETTIVO SOSTANTIVATO, Quando l’aggettivo qualificativo non accompagna il nome, ma lo sottintende ¢ lo sostituisce, prende il nome di aggettivo sostantivato. L’aggettivo sostantivato @ in genere preceduto dall’articolo e pud essere accompa- gnato da un altro aggettivo Es. I (cittadini) ricchi devono pagare pid tasse dei (cittadin’) poveri. I disonesti ostinati avranno vita dura. Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1094 DETERMINATIVO Liaggettivo determinativo esprime una determinazione o una indicazione di posses- so, spazio, tempo, quantita ec. del nome cui si riferisce. L’aggettivo determinative pud essere: possessivo, dimostrativo (0 indicativo), indefinito, interrogativo, esclamativo, numerale. C. possessivo: indica a chi appartiene Pessere animato o inanimato di cui si parla. Gli aggettivi possessivi sono: mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro, proprio, altrui Es, i mio quaderma la sua bicicktta, i loro parenti, \e proprie sensazioni © dimostrativo 0 indicativo: indica qual @ l’essere animato o inanimato di cui si parla. Esprime un rapporto di vicinanga (questo, codesto)' 0 di lontanan- 2a (quello) rispetto a chi parla o ascolta, oppure di identita (stesso, medesio, tale) Gli aggettivi dimostrativi sono: questo, codesto, quello, stesso, medesimo, tale Es. Il braccio mi fa male in questo punto, Codesta citta di cui mi scrivi dev'essere meravigliosa, Abbiamo ancora impresse le immagini di quel ghiacciaio. Hanno pensato le stesse (medesime) cose. Con un tale acquazczone non poterono uscire, Ci indefinito: indica in modo indefinito (cio® vago, impreciso) la quantita ¢ talvol- ta la qualita del nome cui si riferisce. Gli aggettivi indefiniti sono: ogni, ciascuno, qualunque, qualsiasi, qualsivoglia, nessuno, qualche, punto, alcuno, taluno, certuno, certo, tale, poco, al- quanto, parecchio, molto, tanto, troppo, altrettanto, tutto, altro, diverso, vario, pit Es. tanti ragazd, diverse volte, nessun dubbio, un tale Rossi C intertogativo / esclamativo: introduce una domanda 0 un’esclamazione. Gli aggettivi interrogativi ed esclamativi sono: che, quale, quanto Es. Che regalo hai riceouto? Quanto dolore bo provato! O numerale: indica la quantita degli esseti animati o inanimati di cui si parla, oppure Pordine in una serie. Laggettivo numerale pud essere: © cardinale: «xo, due, ire, ..., cento, mille, un milione ecc. © ordinale: primo, secondo, ter, .., centesino, millesimo ecc, © moltiplicativo: doppio, eripls, quadruple ..; duplice, triplice, quadruplice © distributivo: ad wno ad uno, a due a due ...3 per due, per tre ...; due alla volta ...; ogni sei ...; cingue per cingue .. © frazionario: una meta, un teran, un quarto, un quinto © collettivo: ambo, ambedue, entrambi? 1. Pid in particolare questo indica vicinanza a chi parla, cadesto, vicinanza a chi ascolta. 2. Sono numerali collettivi, ma con valore di sostantivo: pain, oppia, dein, dozzna,quindicna, Ginquantina, centinaio, mighaio; binestre trimestre, quadrimestre, semestre, biennio, tiennie, quadrienni, quin- 1095 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia IL PRONOME Il pronome é la parte variabile del discorso che si usa per sostituire un nome. Il pronome pud essere: personale, possessivo, dimostrativo, indefinko, interro- gativo, esclamativo, relativo, misto. G personale: si usa al posto di un nome di persona, animale 0 cosa. I pronomi personali sono: SOGGETTO COMPLEMENTO- 1* pers. sing. | io me, mi 2 pers. sing. | tu te, ti 3 pers. sing. | egli, ella, esso, essa _| lui, lei’, lo, la, gli’, le, sé, si, ne 1" pers. pl | noi noi, ci, ce 2 pers. pl. | voi voi, vi, ve 3 pers. pl. | essi, esse loro’, li, le, sé, si, ne Es. Io lavoro, voi scioperate Le ho detto di telefonarti. Gi possessivo: indica una relazione di possesso, proprieta, appartenenza. I pronomi possessivi sono: mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro, proprio, altrui Es, La mia casa 2 pit brutta della tua, © dimostrativo: indica con precision Videntita 0 la posizione el tempo, nello spazio, nel discorso, della persona, animale o cosa di cui si parla. I pronomi dimostrativi sono: questo, codesto, quello, stesso, medesimo, tale, altro, questi, quegli, costui, costei, costoro, colui, colei, coloro, cid* Es, Sono sempre gli stessi a fare confusione, To sono il tale, le dis QuelPorolegio ¢ pivi preciso di altri. © indefinito: indica in modo vago, impreciso la quantita ¢ talvolta la qualita del nome che sostituisce. I pronomi indefiniti sono: ¢ uno, ciascuno, nessuno, ognuno, qualcuno, alcuno, taluno, -veruno, altro, altri, chi :., chi, certi, certuni, diversi, tale quennio, lustre, decennia, nentennio, secolo; ame, tera, quaterna, cinguinas duett, tereeti, trie, quartet, quintetto; terzina, quartina, sestina, oftava, Possono iavece ewee ust ra come aggettivi che come sostanciv: bila, tlh quatre rin, quinario, nario, sctenarie, ottonarie, novenario, decasillab, endecaillabo, dodecasi 1. Lui, lei e loro oggi sono molto usati anche come soggetto Es, Lud ascota sempre la musica. Loro sono partiti. 2. Gli opgi viene usato anche al plurale con significato di a loro Es. Vidi dei tifsi che facenano a botte ¢ gli dissi (dissi a loro) di smettere, 3. Quando cid & usato con valore di complemento diretto o indiretto pud essere sostituito dalle particelle pronominali lo (a), ne (di aid), ci, vi (a ai) Es. Ne (di cid) diteuteremo in consiglio. Gi (aa eid) star’ attento, Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1096 © chiunque, chicchessia molto, poco, troppo, tanto, alquanto, altrettanto, tutto, parec- chio © niente, nulla, punto, qualcosa, alcunché, checché esi Es. Nessuno pretende di sostituirsi alla legge. Un tale chiede di te. C interrogative / esclamativo: sostituisce il nome di persona, animale 0 cosa nelle domande o nelle esclamazioni. I pronomi interrogativi ¢ quelli esclamativi sono: chi, che, quale, quanto Es. Chi #® Quanto costa? Che vedono i miei chi! Quanti erano! G relativo: sostituisce un nome o qualsiasi altra parola o gruppo di parole metren- do in relazione due frasi. T pronomi relativi sono: che, cui, il quale (la quale, i quali, le quali) Es. Ho telefonato alla ragarcta che incontrai sul treno. Nel paese in cui abitiamo c'é molto silenzio. Gli avverbi dove, ove, onde, donde (questi ultimi tre sempre meno in uso) assumono valore e funzione di pronome relativo quando congiun- gono due proposizioni Es, Vado nella citta dove (nella quale) sono nato Siamo ritornati al punto donde (dal quale) eravamo partiti, CG misto: svolge una doppia fanzione: di pronome dimostrativo o indefinito + di pronome relativo; pertanto, in qualita di pronome relativo, mete in relazione due frasi. I pronomi misti sono: chi, chiunque, chicchessia, quanto, quanti Es. Non mi fido di chi (coloro i quali) non conosco. “Apre la porta a chiunque suoni (tutti quelli che suonano). Fari quanto (quello che) mi chiedi. IL VERBO Il verbo é la parte variabile del discorso che indica azione, stato, modo di essere, esistenza di persona, animale 0 cosa. Il verbo pud essere: per il SIGNIFICATO. C predicativo: quando ha senso compiuto ¢ pud essere usato da solo. Sono predicativi la stragrande maggioranza dei verbi. O copulativo: quando collega il soggetto a un nome o a un aggettivo, perché da solo non ha senso. 1, Sé & pronome indefinito quando significa qualeuno Es. Si (qualeuno) pensa che il nostro sia un paese ricco, 1097 Grammatica essenziale delia lingua italiana / Motfologia Oltre al verbo essere, detto copula, sono eapulatini': © parere, sembrare, divenire, risultare, riuscire, stare, rimane- fe, restate, apparire, crescere, nascere, vivere, morire, farsi ce. (verbi copulativi in senso stretto) i seguenti verbi alla forma passiva: © chiamare, soprannominare, dite ecc. (detti verbi appellativi) © eleggere, creare, nominare ecc. (detti verbi eletiv’) @ ritenere, stimare, considerare ec. (detti verbi estimativi) © fare, rendere ec, (detti verbi effertiv’) Es, Mario sembra felice. Suo padre @ diventato povero, Franco @ stato nominato capufficio. Lo busky & considerato un cane pregiato. per il GENERE O transitivo: quando l’azione passa (transita) dal soggetto al complemento oggetto® Es. Ho comprato una moto. Lo studente legge un libro. C intransitivo: quando Vazione non si riversa su un complemento oggetto, ma rimane € si esaurisce nel soggetto* Es. Franco lavora in fabbrica, L’awvacato @ partito. Alla sua prisenza impallidi. B frequente. il caso di verbi che possono essere ora transitivi ora intransitivi a seconda del significato che assumono Es. Marco cambia scuola (trans.). I tempo cambia (intrans.). Ho finito i compiti (trans.). T soldi sono finiti (intrans.). 1. I vesbi elencati, quando non si collegano a un-sostantivo o a un aggettivo (che in tali casi costituiscono i complementi predicativi del soggetto - vedi pag. 1118) non sono copulativi, ma Branco @ morto, Anche il verbo paver goa significa ester, stare, trovarsi, non & copula, ma predicato vetbale Es. Alo stadio c'erano molti srisioni. 2. Talvolta un verbo transitivo pud anche non essere accompagnato da un complemento oggetto. In questo caso viene ussto in forme astute 0 intraniting, pur rimanendo un verbo transitivo Es. Mario mangia (la pies). Carla serive (una lettre). 3. Aleuni verbi, intransitivi possono avere un uso transitivo quando. sono. se complemento oggetto che viene detto interno, cio? da un complemento oggetto che abbi ctimolos del verbo (Vise una vita folie) o un’affinita di significato (Dorme un sonno sranquille. Piange lacrime amar). Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1098 per la FORMA! O attivo: quando il soggetto compie lazione Es. Ii gatto mangia il topo. © passivo: quando il soggetto subisce l’azione (ed @ il compl. d’agente o di causa efficiente a compierla - vedi pag. 1121) Es. I! topo 2 mangiato dal gatto. Un passanie é stato colpito da una tegola. Ci fiffessivo: quando azione si tiflette sul soggetto stesso. La forma riflessiva pud essere: © propria: quando ’azione si riflette sul soggetto ¢ le particelle mi, ti 4, d, vi sono compl. oggetto Es. Io mi lao, Exgii si pettina, : © apparente: quando V’azione si riflette su un ‘compl. oggetto e le particelle mi, ti, si, cj, i hanno valore di compl. di termine (vedi pag, 1120)ovvero equivalgono ad a me, a fe ccc. Es. Jo mi lavo la testa. © reciproca: quando V’azione esprime reciprocita e le particelle plu- rali ci, wi, significano a vicenda, Fun Laltro, fra loro, ec. Es. Mario ¢ Carla si amano, Gli amici si salutano. © pronominale: quando le particelle mi, 4, s, di, vi sono parte inte- grante del verbo (sempre intransitivo) ¢ quindi non sono complementi Es. Io mi pento, Maria si vergogna, Luisa si ammala, I verbi pronominal sono intransitivi' ¢ quindi non hanno il complemento oggetto: della forma riflessiva hanno solo aspetto, ¢ le particelle mi, ti, %, i, vi non significano me stesso 0 a me stesso, ecc., MA sono una cosa sola con il verbo, che altrimenti non avrebbe senso compiuto. I principali verbi pronominali sono: vergognarsi, pentirsi, dolersi, lagnarsi, lamen- tarsi, ravvedersi, ammalarsi, adirarsi, arrabbiar- si, accorgersi, impadronirsi, ribellarsi, imbat- tersi, avvalersi, trovarsi. Anche alcuni verbi transitivi, coniugati con la ticella pronominale si, acquistano valore intransit vo pronominale: addormentarsi, svegliarsi, ab- battersi, offendersi, rattristarsi, eccitarsi, di- menticarsi, ricordarsi, alzarsi ecc. r 1. I verbi transitivi possono avere le tre forme: attiva, passiva c riflessiva; mentre i verbi intransitivi hanno.solo la forma attiva, 2. La forma reciproca si pud avere solo con un soggetto plurale. 3. Infatti sono chiamati verbi intransitini pronominal. 1099 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia pet la CONIUGAZIONE O dit’ (verbi in -are): amare, lavorare, mangiare CO di 2+ (vesbi in -exe): vedere, prendere, meitere © di 3+ (verbi in ~ire): venire, salire, sofrire' per il MODO C finito: quando pud essere coniugato: in tal caso fornisce P’indicazione di tempo, persona ¢ numero. I modi finiti sono: © indicativo: che esprime realta e certezza. E formato da 8 tempi: 1 per il presente, 5 per il passato, 2 per il futuro © congiuntivo: che esprime possibilita, desiderio, timore, supposizione, F dubbio, concessione, esortazione ec. E formato da 4 tempi: 1 per il presente, 3 per il passato © condizionale: che esprime l’eventualita subordinata a una condizione. E formato da 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato © imperativo: che esprime comando, ordine, ma anche invito ¢ consi- lio. formato da 1 tempo presente. indefinito*: quando non pud essere coniugato: in tal caso non fornisce Pindica- zione né della persona, né del numero, tranne che nel participio. I modi indefiniti sono: © infinito: indica Pazione del verbo in maniera generica e indeter- minata. Ha 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato © participio: svolge la funzione sia di verbo che di aggettivo e di nome. Ha 2 tempi: 1 per il presenté, 1 per il passato © gerundio: chiarifica la maniera in cui avviene Vazione principa- le. : Ha 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato. per il TEMPO CO semplice: quando @ formato da una sola parola (la radice del verbo + la desinenza). C) composto: quando é formato da due parole (una voce dell’ausiliare essere 0 ave- re + il participio passato del verbo). 1. I verbi dire e fare sono della 2 coniugazione. 2, Linfinito, il participio e il gerundio sono chiamati anche forme nominali del verbo, perch possono venire usati in Funzione di sostantivo 0 aggettivo Es. bo spendere il risparmiare; mitente, amante; amato, simato; reverendo, venerando Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1100 per la PERSONA e il NUMERO. O di 1* persona singolare (‘o) di 2* persona singolare (1s) di 3* persona singolare (egli, ella, esso, ess, lui, li) O di 1" persona plurale (1) di 2* persona plurale (vo) di 3* persona plurale (ss, esse, loro) per la FUNZIONE Gi ausiliare: quando serve a coniugare i tempi composti degli altri verbi. I verbi ausiliari sono essere ¢ avere. © essere si usa: - con i verbi passivi - con molti verbi intransitivi - con i verbi riflessivi © avere si usa: - con i verbi transitivi attivi ~ con alcuni verbi intransitivi O servile: quando regge l’infinito di un altro verbo. I principali verbi servili sono: dovere, potere, volere', sapere (nel senso di «essere in grado din), solere, Ma possono essere servili anche preferire, osare, desidetare, gradire’ ecc. Es, Franco @ dovuto partire, Paola ha dovuto ripetere Pesame, Simone non ® potuto andare allo stadio, Franco ha voluto bere. Maria ha saputo scegliere i collaboratori. Carlo ® solito guidare senza cintura di sicurezsea. C fraseologico: quando, posto davanti a un altro verbo al participio passato, all’infinito o al gerundio, forma con esso un’unica espressione. I principali verbi frascologici sono: stare, andare, venire, lasciarsi, vedersi, sentirsi, trovarsi, ac~ cingersi, stare per, cominciare a, a, continuare a, seguitate a, insistere a, smettere di, finire di, fare, lasciare’. 1, Questi verbi mantengono anche il loro significato proprio Es. Volevo andare al cinema (verbo servile). Volevo quella moto (verbo predicativo) Come ausiliare nei tempi composti, quando non sono verbi servili, prendono il verbo averes quando sono servili prendono, in genere, 'ausiliare del verbo principale. 2. Anche questi verbi mantengono il loro significato autonomo di normali verbi predicativi. Nei tempi composti vogliono sempre il verbo avere sia quando sono autonomi che quando sono servili. 3. Fare ¢ lasciare sono chiamati verbi causativi o faititini (ma non tutti li considerano della famiglia dei verbi fraseologici: alcuni li chiamano semiausiliar! causatii), in quanto il loro soggetto si limita a provocare, a causare ’azione, senza compierla direttamente Es. Simone ha fatto tnnervosire i! E il professore che compie l'azione di innervosirsi, anche se tale azione @ provocata, ecausatan, da Simone. Pure i verbi stare per, accingersi a, ccc. hanno una denominazione particolare: sono detti verbi aspettuali, 1101 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia Es. Sta girando tutto il mondo. Va ripetende a solita storia, Mi vedo costretio a ridurre le spese. Si lascia dire certe cose! Un verbo inoltre pud essere: CO impersonale: quando non ha un soggetto determinato, e si usa solo alla 3+ persona singolare ¢ nei modi indefiniti. Sono impersonali: © i verbi indicanti fenomeni atmosferici: nevicare, piovere, grandinare, tuonare, diluviare, albeg- giare ec. Es. Piove da ieri. Ha tuonato tutto il giorno. @ i verbi del tipo di: accadere, avvenire, capitare, succedere, bisognare, conve- nire, occorrere, sembrare, parere, importare, necessitare, piacere, dispiacere, essere bene/male/utile/giusto/oppor- tuno, ece. costruiti alla 3* persona singolare + il verbo di modo infini- to, oppure alla 3* persona singolare + una frase introdotta da che Es, Capita a tutti di shagliare, Dispiace sempre venire scippati. Sembra che il governo introduca nuove tasse. qualunque verbo usato alla 3* persona singolare preceduto dalla particella si Es, si mangia, si gioca, si corre, si studia Nei verbi riflessivi ¢ pronominali, in cui ¢ gia presente la particella si, si deve aggiungere la particella ci Es. ‘Ci si vede poco. Ci si mangia male. O difettivo: quando manca di alcune voci, modi o persone. T principali verbi difertivi sono: addirsi, fallare, fervere, incombere, solere, tangere, urgere, verte- te, vigere. CO sovrabbondante: quando ha due forme, per cui appartiene a due coniugazioni diverse, pur mantenendo lo stesso significato. I ptincipali verbi sovrabbondanti sono: compire ¢ compiere, adempire ¢ adempiere, ammansire ¢ ammansare, dimagrite e dimagrate, intorbidire e intor- bidare, starnutire ¢ starnutare. Altri invece cambiano lievemente di significato da coniuga- zione a coniugazione, come: annertite ¢ annerare, atrossire ¢ atrossare, assordire ¢ as- sordare, scolorire e scolorare Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1102 I VERBI IRREGOLARI I verbi irregolari sono i verbi che non seguono la regola della coniugazione cui appartengono. Lirregolarita pud consistere: © nel cambiamento della radice: andare - vado nel cambiamento della desinenza: senere - teani (non tenei) nel cambiamento di radice e desinenza: vivere - vissi. I verbi irregolari della: CO 1° coniugazione sono 3: andate, dare, stare O 2° coniugazione sono (i piti importanti) 140, cui vanno aggiunti gli eventuali composti: accendere, accludere, accorgersi, affliggere, alludere, an- nettere, appendere, ardere, assistere, assolvere, assumere, assurgere, bere, cadere, chiedere, chiudere, cingere, co- gliere, comprimere, concedere, condurre, conoscere, con- vergere, correre, crescere, cuocere, decidere, deludere, de- primere, devolvere, difendere, dipendere, dipingere, dire, dirigere, discutere, dissuadere, distinguere, distruggere, dividere, dolere, dovere, eccellere, elidere, eludere, emer- gere, escludere, esigere, espellere, esplodere, estinguere, evadere, fare, fingere, flettere, fondere, frangere, friggere, fungere, giacere, giungere, godere, immergere, includere, incutere, indulgere, infliggere, intridere, ledere, leggere, mettere, mordere, mungere, muovere, nascere, nasconde- Te, nuocere, offendere, opprimere, parere, percuotere, per- dere, persuadere, piacere, piangere, piovere, Porgere, por- fe, potere, prediligere, prendere, proteggere, pungere, ra- dere, redigere, reggere, rendere, reprimere, resistere, ride- te, rifulgere, rimanere, rispondere, rodere, rompere, sape- re, scegliere, scendere, scindere, sciogliere, sctivete, scuo- tere, sedere, sopprimere, sorgete, spandere, spargere, spe- ghere e spengere, spendere, spingete, stringere, succede- fe, svellere, tacere, tendere, tenere, tetgete, tingere, toglie- fe, torcere, trarre, uccidere, ungere, valere, vedere, vincere, vivere, volere, volgere © 3* coniugazione sono oltre 20, cui devono essere aggiunti i composti: appatire, aprire, assorbire, compiere, coprire, costruire, empire e empiere, esaurire, inserire, istruire, mentire, mo- tire, nutrire, offrire, patire, riempire, salite, scoprire, sep- pellire, sparire, udire, uscire, venire 1103 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia CONIUGAZIONE DEL VERBO «ESSERE» INDICATIVO CONGIUNTIVO presente passato prossimo presente passato To sono To. sono stato Che io sia Che io sia stato Tu sei Tu sei stato Che tu sia Che tu sia stato Egli é Egli & stato Che egli sia Che egli sia stato Noi, siamo Noi siamo stati Che noi siamo Che noi siamo stati, Voi. siete Voi siete stati Che voi siate Che voi siate stati. Essi_ sono Essi sono stati Che essi siano Che essi siano stati To ero. Jo. ero stato Che io fossi Che io. fossi stato To eri: Fu. eri stato. Che tu fossi Che tu fossi stato Egli era Egli era stato Che egli fosse Che egli fosse stato Noi erayamo Noi eravamo stati | Che noi fossimo Che noi fossimo stati Voi eravate Voi eravate stati Che voi foste Che voi foste stati Essi, érano Essi erano stati Che essi fossero Che ssi fossero stati passate. renioto trapassato renoto To fui To. fai stato CONDIZIONALE Tu. fosti :Tu fosti stato _prusente passato Egli fu Egli fu stato Jo sarei To sarei stato Noi faummo -—Noi fummo stati Tu saresti | "Tu saresti stato Voi foste “Voi foste stati Egli sarebbe °- ~ Egli sarebbe stato Eg fron Exssi. furong stati Noi. saremmo’ °° * Noi, saremmo stati. : Voj_ sareste Voi sareste stati futuro semplice future anteriore. Essi_sarebbero: ° ‘Essi_sarebbero' stati To _ sard To, ‘sard stato . = Tu sarai Tu sarai stato Egli sara Egli dara stato Noi saremo Noi’ saremo stati Voi sarete Voi sarete stati Essi-saranno Eési saranno stati |’ Siate voi INFINITO “| PARTICIPIO. GERUNDIO. presente passato oY) presente ‘pastato presente passato Essere Essere stato = Stato > Essendo Essendo stato Grammatica essenziale della lingua italiana / Mosfologia 1104 CONIUGAZIONE DEL VERBO «AVERE» INDICATIVO CONGIUNTIVO To ho To ho avuto Che io abbia avuto Ta hai Tu hai avuto Che tu abbia avuto Egli ha Egli ha avuto Che egti abbia Che egli abbia avuto Noi abbiamo. Noi abbiamo avuto | Che noi abbiamo Che noi abbiamo avuto Voi avete Voi avete avuto | Che voi abbiate Che voi abbiate avuto Essi hanno Essi hanno avuto | Che essi abbiano Che essi abbiano avuto imperfetto trapacsate prossino | imperftt trapasato To avevo To avevo avuto | Che io avessi Che io avessi avuto Tu avevi Tu aveviavuto | Che tu avessi Che tu_avessi avuto Bgli aveva Egli aveva avuto | Che egliavesse Che egli avesse avuto Noi avevamo Noi avevamo avuto | Che noi avessimo’ Che noi avessimo avuto Voi avewate Voi avevate avuto | Che voi aveste Che voi aveste avuto Essi avewano Essi avevano avuto | Che essi avessero Che essi avessero avuto passato remato srapassato remoto To ebbi To. ebbi avuto CONDIZIONALE Ta avesti Tu avesti avuto | pretnte pesca Egli ebbe Egli cbbe avuto Jo avrei Io avrei avuto Noi avemmo Noi avemmo avuto | ry ayresti Tu avresti avuto Voi aveste Voi aveste avuto | oti avrebbe Egli avrebbe avuto Essiebbero Essi ebbero avuto | Gi ayremmo Noi avremmo avuto Voi avteste Voi avreste avuto future semplica » Satara ateriore Essi_avrebbero Essi avrebbero avuto To avid To avid avuto Tu aviai Tu avrai avuto Egli avea Egli avra avuto IMPERATIVO Noi avremo Noi avremo avuto | Prewnte Voi avrete Voi avrete avuto | Abbi tu Essi avranno Essi avranno avuto | Abbiate voi INFINITO PARTICIPIO GERUNDIO presente passato presente passato presente passato Avere Avere avuto Avente Avuto Avendo Avendo avuto 1105 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1* CONIUGAZIONE REGOLARE: «AMARE» INDICATIVO CONGIUNTIVO presente passato prossimo presente (passato Io amo Toho amato Che io am-i Che io abbia amato Tu ami Tu hai amato Che tu ami Che tu abbia amato Egli am-a Egli ha amato Che egli am-i Che egli abbia amato Noi am-iamo Noi abbiamo amato | Che noi am-iamo Che noi abbiamo amato Voi am-ate Voi avete amato Che voi abbiate amato Essi am-ano Essi hanno amato Che essi abbiano amato ‘smperfetto trapassato prossimo frapasiato To am-avo To avevo amato | Che io am-assi Che io avessi amato Tu am-avi Tu aveviamato | Che tu am-assi Che tu avessi amato Egli am-ava Egli aveva amato | Che egliam-asse Che egli avesse amato Noi’ am-avamo Noi avevamo amato | Che noi am-assimo Che noi avessimo amato Voi am-avate Voi avevate amato | Che voi am-aste Che voi aveste amato Essi am-avano ssi avevano amato | Che essi am-assero Che essi avessero amato (passato remote trapassato remoto To am-ai To ebbi amato CONDIZIONALE Tu am-asti Tu avestiamato | prerente passe Egli amo Egli ebbe amato Io amerei To avrei amato Noi am-ammo Noi avemmo amato | 77, oo crest Ta aeatl nawo Voi am-aste Voi aveste amato | pst; am-erebbe Egli avrebbe amato Essi am-arono Essi ebbero mato | Noi am-eremmo Noi avremmo amato Voi am-ereste Voi avreste amato futuro semplice future anterore Essi am-erebbero ssi avrebbero amato To am-erd To avid amato Tu amerai Tu avrai amato Egli am-erd Egli avra amato IMPERATIVO Noi am-eremo Noi avremo amato- | presente Voi am-erete Voi avrete amato | Ama tu Essi am-eranno Essi avranno amato | Am-ate voi INFINITO presente passato Am-are Avere amato PARTICIPIO presente passato Am-ante Am-ato -GERUNDIO presente passato Am-ando —-Ayendo amato Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1106 2* CONIUGAZIONE REGOLARE: «TEMERE» INDICATIVO CONGIUNTIVO presente ‘passato prossimo presente passato To tem-o To ho temuto Che io tem-a Che io abbia temuto Tu tem-i Tu hai temuto Che tu tem-a Che tu abbia temuto Egli tem-e Egli ha temuto Che egli tem-a Che egli abbia temuto Noi tem-iamo Noi abbiamo temuto | Che noi tem-iamo Che noi abbiamo temuto Voi tem-ete Voi avete temuto Che voi tem-iate Che voi abbiate temuto Essi tem-ono Essi_hanno temuto Che essi tem-ano Che essi abbiano temuto imperfetto trapassato prossimo imperfetto srapassato . Io tem-evo lo -avevo temuto Che io tem-essi Che io avessi temuto Tu tem-evi Tu avevi temuto Che tu tem-essi Che tu avessi temuto Egli tem-eva Egli aveva temuto | Che egli tem-esse Che egliavesse temuto Noi tem-evamo Noi avevamo temuto | Che noi: tem-essimo Che noi avessimo temuto Voi tem-evate ‘Voi avevate temuto | Che voi tem-este Che voi aveste temuto Essi tem-evano Essi_avevano temuto tem-esscro Che essi avessero temuto ‘passato remoto trapassato remote Jo tem-ei To ebbi temuto Tu tem-esti Tu avesti temuto passats re tem-€ fet ebbe temuto To tem-erei To avrei temuto OF femremmo Nol avermo temuto | Ty tem-eresti Tu avresti temuto Voi tem-este Voi aveste temuto Egli tem-erebbe Egli avrebbe temuto Noi tem-eremmo Noi avremmo temuto Voi tem-ereste Voi avreste temuto tem-erebbero —_ Essi avrebbero temuto Essi tem-ettero Essi ebbero temuto futuro semplice futuro anteriore To tem-erd To ayrd temuto Tu tem-erai © Tu avrai temuto Egli tem-era Egli avra temuto IMPERATIVQ Noi tem-eremo Noi avremo temuto | pruemte Voi tem-erete Voi avrete temuto | Temi tu Essi tem-eranno —_ Essi avranno temuto | Tem-ete voi INFINITO. PARTICIPIO GERUNDIO presente passato presente passato presente passato Tem-ere Avere temuto | Tem-ente Temuto Tem-endo Avendo temuto 4107 Grammatica essenziale della lingua-italiana / Morfologia 3* CONIUGAZIONE REGOLARE: «SERVIRE» INDICATIVO CONGIUNTIVO presefite . patsato prossimo presente j passato To serv-o To. ‘ho servito Che io serv-a Che io abbia servito Tu sery-i Tu. ; hai servito Che tu. :serv-a Che tu’ abbia servito Egli serv-c Egli ha servito Che egli serv-a Che egli abbia servito Noi serv-iamo Noi abbiamo servito | Che noi serv-iamo ~ Che noi abbiamo servito Voi serv-ite., Voi,-ayete servito Che voi serv-iate Che voi abbiate seryito Essi ‘serv-ono Essi hanno servito Che essi serv-ano Che essi abbiano servito imperfetto srapassato prossimo imperfetto srapassato To serv-ivo Jo. avevo servito Che io serv-issi Che io avessi servito Che tu avessi servito Egli aveva servito Che egli avesse servito Noi avevamo servito Che noi avessimo servito Voi avevate servito | Che voi serv-iste Che voi aveste servito Essi avevano servito | Che essi serv-issero Che essi avessero servito Tu -avevi servito srapasiato remoto To, ebbi servito, |: CONDIZIONALE Tu avesti servito | prsete ‘pesto Egli ebbe servito 114 serv-irei To avrei servito Noi: avemmo servito | Ty sery-inesti Tu avresti servito Voi -aveste servito Essi ebbero servito Egli serv-irebbe | Egli avrebbe servito Noi serv-iremmo Noi avremmo servito ; : Voi serv-ireste , Voi. avreste servito fusare semplce futuro anteriore Essi serv-irebbero. Essi avrebbero servito To serv-itd To_avb servito Tw servirai Tu’ ‘avi servito Egli serv-iti. -Egli avei'servito , | 'MPERATIVO Noi serv-iremo Noi avremo servito | Preveite Voi serv-irete Voi avrete servito | Servi tu Eisi’seev-itunno: "Eas avr ‘ervito | Servite’ voi INFINITO PARTICIPIO:. GERUNDIO presente passato presente ‘passato presente passato Serv-ire Avere servito | Sery-ente — Serv-ito Serv-endo _Avendo servito Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia 1108 LA PREPOSIZIONE La preposizione é Ia parte invariabile del discorso che serve a mettere in relazione tra loro due parole in una frase o piti frasi in un petiodo. In ogni caso la preposizione ha sempre una funzione subordinante, in quanto stabilisce tra parola € parola o tra frase € frase un rapporto di subordinazione, cio? di dipendenza del’'una dalPaltra, Le preposizioni si distinguono in proprie e improprie. G proptie: sono quelle che assolvono sempre e solo la fanzione di preposizione € non sono altre parti del discorso (come capita alle preposizioni impro- prie). Le preposizioni proprie si dividono in: © semplici: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra © articolate (vedi pag. 1087): - del, dello, della, dei, degli, delle ~ at, allo, alla, ai, agli, alle - dal, datlo, dalla, dai, dagli, dalle = nel, nello, nella, nei, negli, nelle = coh, ext ~ sul, sullo, sulla, sui, sugli, sulle C. improprie: sono quelle parole che assumono la funzione di preposizioni, ma in realta sono avverbi, aggettivi o forme verbali (in genere al participio presente © passato)'. Le preposizioni improprie sono: © quelle costituite da amerbi: prima, dopo, davanti, dietro, sopra, sotto, dentro, fuori, innanzi, oltre, presso, contro, accanto, intorno, attorno, circa ecc. ; Es. Réentro dopo le 11. Partiremo prima di giugno, L’bo visto accanto a Marta. © quelle costituite da aggettivi: vicino, lontano, lungo, salvo, se- condo ecc. Es. Vado a correre lungo Ja ferrovia, Secondo Marx il futuro d dei proletari. © quelle costituite da forme verbali: durante, rasente, stante, me- diante, nonostante; eccetto, eccettuato, escluso, incluso, ver- so, dato ecc. Es. Durante Vestate la citta si svuota, Vennero tutti eccetto Marco. Le locuzioni prepositive sono combinazioni di preposizioni con altre parole, che formano un tutto unico ¢ che sono usate con funzione di preposizione. 1. Oggi si usano per lo pit, o quasi esclusivamente, come preposizioni, ¢ la otiginaria forma verbale & praticamente scomparsa. 1109 Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia Le principali sono: per mezzo di, per conto di, a causa di, in compagnia di, ai sensi di, al di qua di, al di 1a di, in base a, a favore di, a dispetto di, al pari di, in quanto a, a prescindere da, conformemente a, contrariamente a, ecc. Es. Non eso a causa della pioggia. L'to vista in compagnia di Simone. Ha fatto testamento a favore del genero. LA CONGIUNZIONE La congiunzione é la parte invariabile del discorso che unisce due termini in una frase o due proposizioni fra loro. Le congiunzioni ¢ le /acceioni congiuntive (vedi pag. 1110) in base alla loro funzione possono essere coordinative o subordinative. © coordinative: quando uniscono due elementi con uguale funzione logica all’in- terno di una proposizione, o due proposizioni dello stesso tipo. Si dividono in: © copulative: ¢, anche, inolire, altrest, pure, né, neppure, neanche, nem- meno, nonebé ec. © disgiuntive: o, oppure, omero, ossia, altrimenti ecc. © avversative: ma, peri, tuttavia, nondimeno, anzj, invece, piuttosto, benst, eppure, sennonché, al contrario, ecc. © esplicative 0 dichiarative: «io?, ossia, invero, infatti, difatti, vale a dire, ece. @ conclusive: dungue, quindi, ebbene, pertanto, percié, allora ec. © correlative: ¢ ... ¢, Sia... Sia, 6 ... Nb, 0. 0, 0... OPPUre, OFA ... OFA, cost... come, non solo .. ma anche, ecc. OC subordinative: quando collegano due proposizioni di cui ’'una @ subordinata all’altra. Si dividono in: @ dichiarative: cbe, come © causali: perché, poiché, cb, siccome, giaccbe, vito che, dal momento che, dato che, ecc. © finalis afinché, percbé, cbt, acciocché ecc. © temporali: quando, mentre, allorch, finché, come, dapo che, prima che, ece. © modalit come, quasi, comungue, siccome, come se, nel modo che, ecc. @ concessive: benché, sebbene, quantunque, nonostante, ancorché, per quanto, tanto pisi che, ecc. © condizionali: se, purché, qualora, casomai, nel caso che, cc. ‘@ consecutive: (cos{ ...) cbe, (tanto...) cbe, (tanto ...) da, di moda che, a tal punto che, ecc. © comparative: come (pit...) cbe, (meno ...) be, (piuttosto ...) abe, (tanto ...) da, quanto mena, tanto quanto, ccc. © interrogative indirette: se, come, percht, quando, quanto ecc. dubitative: s © avversative: mentre, quando, laddove ecc. © eccettuative: fuorché, tranne che, evcetto che, salvo che, ecc. © limitative: per quanto, per quello che, secondo che, quanto a, ecc. © esclusive: senza, senza che, ecc. Grammatica essetziale della lingua italiana / Morfologia 1110 LOCUZIONI CONGIUNTIVE Le locuzioni congiuntive sono combinazioni di parole che svolgono la stessa funzione della congiunzione. Le principali sono: non appena, di modo che, dato che, fino a che, nel caso che, a meno che, ogni volta che, dal momento che, pet il fatto che, anche se, a Patto che, nonostante che, ecc. Es. Dal momento che sei venuto, fermati anche a cena, Oxgni volta che lo vedo, mi cadono le braccia, L’AVVERBIO Lawverbio é la parte invatiabile del discorso che precisa ¢ arricchisce il significato di un verbo, un aggettivo, un nome, un altro avverbio, un’intera frase. Quindi l’avverbio puo riferirsi: © ad un verbo: Guide velocemente. © ad un aggettivo: E una casa molto umida, @ ad un nome: La quasi totalita degli italiani ¢ di religione cattolica © ad un altro avverbio: Parle troppo lentamente. © ad unvintera frase: Ma si che sto bene. Gli avverbi ¢ le loacziani amerbiali (vedi pag. 1111) possono essere di: O modo o maniera: precisano il modo in cui avviene V’azione. ; Gli avverbi sono: © in -mente: brevemente, comodamente, gentilmente ecc. © in ~oni: cavaleioni, carponi, bocconi, ginoctbioni ecc. © quelli corrispondenti al? aggettivo qualificativo maschi- le: forte, chiaro, tranquil, sedo ecc. Es. parla forte, scrivi chiaro, lavora sodo © bene, male, cosi, volentieri, insieme ecc. Le locuzioni avverbiali sono: di corsa, piano piano, a piti non posso, in fretta, di solito, in un batter d’occhio, all’impazzata, ecc. C tempo: specificano quando si svolge l’azione indicata dal verbo. Gli avverbi sono: ieri, oggi, domani, stamani, stascra, stanotte, ora, adesso, subito, prima, poi, dopo, presto, tardi, spesso, sempre, mai, giammai, gid, finora, allora ecc. Le locuzioni avverbiali sono: di buon’ora, di quando in quando, un giorno, all’improvviso, per tempo, d’un tratto, prima o poi, ecc. © hugo: precisano il luogo in’ cui avviene V'azione indicata dal verbo. Gli avverbi sono: © qui, qua, quaggiti, Ii, 1a, laggiui, lassi, su, git wit Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia © sopra, sotto, davanti, dictro, fuori, dentro, vicino, lontano, dappet- tutto, dove, presso, contro © @ ove, dove, onde, donde, ovunque, dovunque’ © ci, vi, ne* Le locuzioni avverbiali sono: di qua, di la, in su, in gid, di sopra, di sotto, per di qua, per di 1a, ece. (0 quantita: esprimono in modo vago ¢ impreciso una quantita o una misura. Gli avverbi sono: molto, tanto, poco, meno, pit, troppo, niente, nulla, parecchio, assai, alquanto, cosf, quasi, abbastanza, appena ecc. Le locuzioni avverbiali sono: allincirca, press’a poco, di pi, di meno, né piti né meno, ec. Cl affermazione, negazione © dubbio: affermano, negano, mettono in dubbio quanto espresso dal verbo. Gli avverbi sono: © si, certo, certamente, sicuro, sicuramente, davvero, ap- punto, proprio, indubbiamente ecc. © no, non, né, nemmeno, neanche, neppute, mai ecc. forse, probabilmente, eventualmente, semmai, chiss’, quasi, magari ecc. Le locuzioni avverbiali sono: di sicuro, di certo, per Pappunto, senza dubbio, neanche per idea, nemmeno per sogno, quasi quasi, con ogni proba- bilita, ecc. CO interrogativi: esprimono © introducono una domanda. Si trovano solo nelle proposizioni interrogative dirette. Gli avverbi sono: come?, dove?, donde?, perché?, quando?, quanto? Le locuzioni avverbiali sono: da dove?, da quando?, da quanto?, eec. LOCUZIONI AVVERBIALI Le locuzioni avverbiali sono gruppi di parole che assolvono la stessa funzioné dell’avverbio Es. Rideva a crepapelle. In un batter d'occhio onate il bicchiere. Un ladro si aggira da queste parti. 1 Quest avvesbi dn eds dens ange, drnge) quando mewono in relaione due fi sono chiamati anche avverbi ee ea aoe toes (aol aie) sm seb, 2. Da non confondere con le particelle pronominali. Queste perticelle aeverbiali significano: in questo/in in quel 1uogo (4), da questolda quel luogo (m) Es, Sei andato al mercato? Ci Grammatica essenziale della lingua italiana / Motfologia 1112 GRADI E ALTERAZIONI DEGLI AVVERBI Alcuni avverbi ¢ locuzioni avverbiali possono avere il grado comparativo e super lativo, come gli aggettivi; sono gli avverbi di modo (eccetto quelli terminanti in oni) ¢ alcuni di tempo, di luogo e di quantita Es. pisi chiaro - chiarissimo, pii tardi - tardissimo, pitt vicino - vicinissimo, pist in fretta ~ assai in fretta, pist terra terva - assai pisl terra terra Certi avverbi hanno forme particolari di comparativo ¢ superlativo (come gli aggettivi corrispondenti). Essi sono: COMPARATIVO, PostTIvo DIMAGOIGRARZA SUPERLATIVO ASSOLUTO bene meglio benissimo e ottimamente male peggio malissimo e pessimamente molto pit moltissimo poco meno pochissimno ¢ minimamente grandemente | maggiormente massimamente ¢ sommamente Alcuni avverbi e locuzioni avverbiali possono avere forme alterate: bene - benino, benone male - malino, maluccio, malaccio adagio - adagino poco - pochino, pochetto, pochettino tardi - tardino, tarduccio piano - pianino presto - prestino acaso - a casaccio L'INTERIEZIONE o ESCLAMAZIONE Linteriezione @ la parte invariabile del discorso che serve ad esprimere un moto improwviso dell’animo: stupore, meraviglia, rammarico, gioia, rabbia, sdegno ecc. L’interiezione pud essere Propria o impropria. O propria: quando svolge solo la funzione di interiezione ed @ costituita da un suono piti che da una parola vera e propria. Le principali sono: ahi, obl, wht, ohil, abi!, ohimé!, ahimé!, uffal, ohibat O impropria: quando un nome, un aggettivo, un verbo e un avverbio usato in funzione di interiezione. Le principali sono: bravol, bene!, vival, evvival, abbasso!, peccatol, accidentil, ba- stal, zitto!, coraggio!, salute!, attenti! 113° Grammatica essenziale della’ lingua italiana / Morfologia Le locuzioni esclamative o interiettive sono gruppi di parole usate in funzione di esclamazione. ‘Alcune (delle tante: possibili) sono: ‘aon visggiol, porta nich per Pamor di Dil, Dio ce ne scampi Her, che spavento!, mamma mia! ‘LE VOCI ONOMATOPRICHE Le voci onomatopeiche s ‘sono espressioni che riproducono suoni, rumori, versi di animali, € sk potsope axvicinare, nel significato, alle interiezioni SINTASSI La sintassi studia le relazioni logico-grammaticali fra gli elementi che costi- tuiscono una proposizione (sintassi della proposizione) o un periodo (sintassi del periodo). Pertanto: © Ia sintassi della proposizione studia gli elementi che compongono una pro- posizione (soggetto, . predicato, complementi, attributo, apposizione) e le relazioni che essi stabiliscono tra loro, Tale studio si chiama analisi logica. O la sintassi del periodo studia le proposizioni che compongono il periodo (proposizione principale, coordinata, subordinata) e le relazioni che tra loro intercorrono. Tale studio si chiama analisi del Pperiodo. L’analisi grammaticale 2 lanalisi delle forme e delle strutture delle parole, con le relative classificazioni, categorie, coniugazioni e declinazioni. Lanalisi logica é Vanalisi degli elementi che compongono una proposizio- ne (soggetto, predicato, complementi, attributo, apposizione). Vanalisi del periodo é lanalisi delle proposizioni che compongono un periodo (proposizione principale, coordinata, subordinata). SINTASSI DELLA PROPOSIZIONE La proposizione, o frase semplice, 2 un insieme di parole che si organizzano intorno a un verbo, ed é dotata di senso compiuto. Elemento essenziale e irrinunciabile di una Proposizione é il verbo o predicato', Ad esso & sempre associato un soggetto, espresso o sottinteso (esclusi i verbi impersonali: pie, nevica ecc., che ne sono privi). Quando la frase 2 formata da questi due soli clementi (soggetto € predicato) si chiama frase minima. Possono (ma non necessariamente Jo sono) essere associati al soggetto ¢ al predicato i complementi, che completano il senso della frase, e gli attributi e le apposizio- ni che atricchiscono il significato del soggetto ¢ dei complementi. In base alla COSTRUZIONE, la frase pud essere diretta o inversa. © diretta: quando si ha la successione: soggetto - predicato - complemento Es. I ragazzo studia la leione. 1. Ad eccezione della frase nominale che & una frase priva di verbo. 1115 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi © inversa: quando il complemento o il predicato precedono il soggetto Es. A fine anno seolastco, con una bella cena si salutano alunni ed insegnanti LA FRASE ELLITTICA La frase ellittica ¢ una frase in cui mancano il soggetto o il predicato o entrambi, ma questi elementi si possono ricavare dal contesto Es. Serive (Mario). Fanno confusione (¢ ragazza «Chi ba ncciso Cesarety, «Bruto (Pha uccivo)». «Quando devo veniret». «Subito (devi venire)>. Una particolare forma di frase ellittica @ la frase nominale, cos{ chiamata perché costituita solo da nomi ¢ aggettii (Ia parte nominale del predicato) pit eventuali altre parti accessorie (avverbi ec.) Es. Oggi tutti a casa. Domani formo il pubblico impicgo. Delle frasi nominali si fa largo uso nel linguaggio giornalistico (specie nei titoli) ¢ nella pubblicita, tanto che si pud parlare di stile nominale, uno stile cio’ tendente a ridurre il verbo ad elemento nominale. GLI ELEMENTI DELLA PROPOSIZIONE OC SOGGETTO: il soggetto é la persona, animale o cosa che compie l’azione (0 la subisce nei verbi passivi); pit in generale @ cid di cui parla il predicato, Es. Maria mangia la pizza. Franco é rimproverato dal padre. La liberta ¢ un bene essenzjale. un pronom Vos siete pigri. © un aggettivo (sostantivato): IZ buono non compie azjoni mal- vagie © un verbo all’infinito (con valore nominale): Rubare é un reato. © umintera proposizione (prop. soggettiva): Lavorare con im- pegno ¢ sempre appreate. ‘una qualunque parte del discorso (art., cong., prep., avV.. Vs inter.), di solito quando Ja lingua & usata pet parlare di se stessa (enunciato metalinguistico) Es. Il é un articolo determinativo, Vengo é un verbo. CO PREDICATO: il predicato é il verbo, che costituisce ?elemento fondamentale della frase. ° Pud essere verbale o nominale. © verbale: quando é un qualsiasi verbo transitivo o intransitive Es. Mario studia Ja lexjone, Luisa corre sempre. E caduto dalle scale. Antonio ¢ Rosanna si sono separati. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1116 © nominale: quando & formato dal verbo exere (copula)' pit un aggettivo o un nome (parte nominale 0 no- me del predicato), che danno un senso compiu- to alla frase Es. Franca 2 eae. La tigre 2 un mammifero. ‘ogg. copula, parte nominale Peete predicato nominale CO ATTRIBUTO: Pattributo & un aggettivo (qualificativo, indefinito, numerale ecc.) riferito al soggetto oppure a qualsiasi complemento o alPapposizione Es. IJ buon Simone lavora sempre. Dette uno scbiaffo al figlio maleducato. Hanno sisitato tanti musi, C APPOSIZIONE: Papposizione @ un sostantivo che si affianca a un altro sostan- tivo per caratterizarlo meglio. Pud riferirsi al soggetto 0 a qualsiasi complemento* Es, I poeta Lespardi mori giavane, Pescarono nel fume Po. L’apposizione pud essere semplice © composta. © semplice: quando é costituita da un nome solo Es. Il professor Rossi é malate. © composta: quando il nome che fa da apposizione @ accom- pagnato da altri elementi (attributi, comple- menti indiretti, ec.) Es, Rass, Vottimo professore di geografia, ¢ ma- lato, I COMPLEMENTI I complementi sono elementi della proposizione (in genere nomi, ma anche altre parti del discorso) che completano il significato del soggetto e del predi- cato esprimendo varie telazioni ¢ citcostanze. In tal modo essi allargano, am- pliano, espandono (alcuni linguisti li chiamano per questo espansioni)’ il senso della frase. 1, Il verbo essere, quando significa esistere, sronasi, stare, rimanere, abitare, riviedere, vivere ecc., costituisce un predicato verbale Es. Mario @ (si trova) a Roma, Dio @ (sta) con noi. 2. L’apposizione pud essere preceduta da preposizioni, avverbi in qualita di, a guisa di, ece. Es. Francs, da giovane, ba studiato pianoforte U sigur Resi, come (in qualita di) rappresentante dei genitor, ba ease i problem del LU preside, a guisa di oratore, ba spronato gli alunni all impegno. 3. Alcuni definiscono invece i complementi determinazioni, perché, oltre a espandere il significato del verbo, lo determinano. locuzioni del tipo: da, come, 117 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi Ll complemento pud essere diretto o indiretto. CD diretto: @ quello che si collega al predicato verbale in maniera diretta, senza Pausilio di una preposizione. Il complemento diretto per eccellenza é il complemento oggetto’, che si ha solo con i verbi transitivi attivi. Ma sono considerati diretti anche il complement predicativo e, in qual- che modo, il complemento di vocazione e il complemento di escla- mazione’ Es. Franco legge il giornale. C indiretto: ¢ quello che esprime varie funzioni ¢ relazioni, ¢ si trova per lo pit preceduto da una preposizione’. Pud essere dei seguenti tipi: © specificazione © rapporto © denominazione © paragone © partitivo © argomento © termine @ cta . © mezzo o strumento © qualita modo o maniera © materia © agente / causa efficiente © abbondanza / privazione © causa © quantita © fine 0 scopo © colpa © compagnia / unione © pena tempo © vantaggio / svantaggio © luogo © distributive allontanamento / separazione _ esclusione © origine / provenienza © sostituzione o scambio @ limitazione @ concessivo IL COMPLEMENTO AVVERBIALE Il complemento avverbiale ¢ un avverbio 0 una locuzione avverbiale che svolge la fanzione di un normale complemento e come tale va considerato Es. Carlo saluta gli amici gentilmente (con gentilezza - compl. di modo). E partite adesso (in questo istante - compl. di tempo). To lavora qui (in questo hugo - compl. di luogo). 1. Talvolta perd pud essere preceduto, come il soggetto, da un articolo partitivo. In questo caso si chiama complemento oggetto partitivo, pur restando un complemento oggetto a tutti gli effetti Es. Franco mangja della pasta, Altti complementi si possono presentare nella frase privi della preposizione Es. Ha dermito tutta la notte (compl. di tempo). Mario pesa 74 ebili (compl. di peso). ma essi sono diretti solo da un punto di vista formale. Da un punto di vista logico fanzionale, sono dei complementi indiretti, e come tali saranno classificati. 2. I complementi di vocazione ¢ di esclamazione pis che complementi veri ¢ propri sono delle frasi nominali autonome (vedi pag. 1115), che si inseriscono come un inciso o una parentesi allinterno della frase. 3. Talvolta si pud trovare anche senza preposizione, come abbiamo visto nella nota 1, pur timanendo un complemento indiretto Es. Franco resta al mare tutto il mese (compl. di tempo). Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1118 I COMPLEMENTI DIRETTI © COMPL. OGGETTO: é [essere animato o inanimato su cui si riversa in risponde alle dom. maniera diretta Pazione espressa dal ptedicato verbale. chit, che casa? Si pud avere solo con.i verbi transitivi attivi? Es. Il gatto mangia il topo. Adoro la musica. I compl. oggetto, come il soggetto, pud essere costitui- to da: © un sostantivo: Stefano guida la moto. © un pronome: Franca lo ama. © un aggettivo (sostantivato): Tutti prediligono il bello. © un verbo all’infinito (con valore nominale): Vaglio leggere. um’intera proposizione (prop. oggettiva): Desidero che tu sparisca. © una qualunque parte del discorso (art., cong,, ptep., avv, ... negli enunciati metalinguistici - vedi il sog- getto - o in altro) Es. Qualeuno usa aprecipitevolissimevolmente». Mai dire mai, © COMPL. PREDICATIVO; @ un aggettivo o un sostantivo che si tiferisce gtammaticalmente al soggetto o al complemento Oggetto completa il significato del verbo?, che altrimenti non avrebbe senso compiuto. Pud essere di due tipi: del soggetto e-del com- plemento oggetto. © compl. predicativo del soggetto: si riferisce al soggetto. Si ha con i verbi copulativi’, e, precisamente, con i verbi: ~ copulativi in senso stretto: parete, sembrare, divenite, risul- tare, riuscire, stare, rimanere, restate, apparire, crescere, nascere, vivere, motire, farsi ecc. 1. Alcuni verbi intransitivi possono tuttavia avere un complemento oggetto costituito da un sostantivo che abbia la stessa etimologia del verbo (Vite una vita foie) oppure che gli sia affine er significato (Dorme sonni agitati). In questi casi si ha il complemento dell’oggetto interno. 2. Il complemento predicativo si pud avere con qualunque verbo Es.Mario mangia contento. Ho visto Elisa resciuta, ¢ in tal caso apporta un significato in pid, senza perd essere indispensabile alla frase (jnfatti ‘Mario mangia ¢ Ho visto Eliza anche da sole hanno senso compiuto). Quando invece & retto da un verbo copulativo, la sua presenza @ indispensabile Es.Lwea si ¢ rivelato un amico. Hanno seprannominato Gianni il poeta. (un amica ¢ il poeta sono Vindispensabile completamento del verbo, per dare senso compiuto alla frase). : 3. Cosi chiamati perché svolgono una funzione analoga alla copula (vedi pag. 1097), solo che al posto della parte nominale hanno il complemento predicativo. 1119 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi Es, Mario sembra felice. Simona diventa grande. I pronostici sono risultati esatti. Michele mori povero. € con la forma passiva dei verbi: ~ appellativi: essere detto, essere chiamato, essere sopran- nominato, ecc. Es. Quinto Fabio Massimo fir soprannominato il Tem- poreggiatore. ~ ekttivi: essere eletto, essere nominato, essere proclama- to, essere fatto, ecc. Es. Carlo é stato eletto rappresentante di classe. = estimativi: essere titenuto, essere stimato, essere conside- rato, Ecc. Es. I! geometra Rossi @ ritenuto un professionista serio. ~ effeltivi: essere fatto, essere reso, ec. Es, Carlo @ stato reso scettico dalla vita, ‘© compl. predicativo delPoggetto: si riferisce al complemento oggetto. Si ha con gli stessi verbi appellativi, elettivi, estimativi, effetti- vi del complemento predicativo del soggetto, ma alla forma attiva: = appellativi: I Romani chiamarono Quinto Fabio Massima il Tempo- reggiatore. ~ elettioi: Gli alunni hanno eletto Carlo rappresentante di classe. — estimativi: Tutti considerano: il geometra Rossi un s professionista serio, ~ effettini: La vita ba reso Carl scettico. Spesso il complemento predicativo pud essere introdotto dalle preposizioni di, a, da, per, o dalle Jocuzioni in qualita di, in conto di, a guisa di, in veste di, o dall’avverbio come Es. I gitanti elessero come guida Simone. CO COMPL. DI VOCAZIONE: indica la persona, animale 0 cosa a cui rivolto, in forma di invocazione, il discorso Es. Avolta, figlio, i miei consigit Mi rivolzo a voi, 0 compagnil Marco, quando mi rendi il libro? Pud essere preceduto dall’interiezione o. E un inciso, per cui vuole sempre la virgola o le due virgole. © COMPL, DI ESCLAMAZIONE: esprime un moto dell’animo (ammirazione, odio, sdegno, rabbia ecc.) sotto forma di esclamazione’ Es. Ohi! Mi sono fatto male. Poverino! Si ¢ rotto un braccio. 1. Spesso il complemento di esclamazione & costituito di insulti, imprecazioni ecc. Talvolta ¢ espresso da una frase intera (Che bella gionatal), che diventa una frase nominale autonoma (vedi pag. 1115). Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1120 Beato lui! Ha fatto 13 al totocalcio. Che bella giornata! E costituito dalle interiezioni oh!, ah!, ahil, chi! ecc., o da aggettivi, nomi, verbi, escla- mazioni. B un inciso ed & separato quasi sempre dal resto del discorso dal punto esclamativo. 1 COMPLEMENT! INDIRETTI © COMPL. DI SPECIFICAZIONE: si usa per specificare, precisare meglio il ide alle dom. nome a cui si riferisce di chid, di che cosat Es. I carattere di mia cugina ¢ dalee. Le porte ¢ ke finestre delVappartamento sono blindate, I progress della medicina sono enormi. E retto da di. CO COMPL. DI DENOMINAZIONE: indica il nome proprio (di persona, luo- risponde alla dom. go, mese ecc.) del nome generico che lo di quale nome? precede Es, La aitta di Londra é nebbiasa. La seuola termina nel mese di giugno. Abbiamo scelto per hui il nome di Gio- vanni. E retto da di, C COMPL. PARTITIVO: _ indica un tutto, un insieme di esseri animati 0 cose, alle dom. di cui il termine che lo regge indica la parte ira chit, tra che cosa? Es. Aleuni di voi conoscano il rsponsabile, La maggior parte degli operai ha scioperato. Tra i film di Fellini me ne sono piacinti soltanto due. E retto da di, tra, fra. © COMPL. DI TERMINE: _ indica essere animato 0 la cosa vetso cui é rivol- risponde alle dom. ta Pazione a obit, a che cosa? Es. Ho dato un bacio a Elisa. Ha aggiunto un capitol al libro. Spesso é costituito dalle particelle pronominali mis, ti, si, ci, vi, gli, le, loro Es. Gli (a lui) voglio bene, Mi (a me) ha detto che non verra. Raccomandai loro (a loro) di stare buoni. E retto da a. © COMPL. DI MEZZO _ indica il mezzo o lo strumento usato per compiere O STRUMENTO: Pazione risponde alle dom. Es. Ho avuto sue notizie per mezzo di Carlo. mez di chit, Serive solo con il computer. ber mere i che casa? Va a lavorare in bicicletta, 1121 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi ¢ Trovai casa tramite un'agena. Va avanti a forza di psicofarmaci. B retto da con, per, in, a, di, per mezzo di, median- te, tramite, grazie a, pet opera di, a forza di, ecc. O COMPL. DI MODO indica il modo o la maniera in cui qualche cosa accade O MANIERA: © si presenta risponde alle dom. Es. Rispondesa con cortesia alle domande. come Si é comportato da cafone. in che modot Saluté gli amici in malo modo. ‘in quale manierat Se ne stva a braccia conserte. E retto da da, di, con, a, in, alla maniera di, ecc. © COMPL. DI AGENTE / indica la persona © Vanimale (compl. di DI CAUSA EFFICIENTE: agente) oppure 1a cosa (compl. di causa effi- rispondono rispettivamente alle dom. — ciente) che compie Vazione espressa da un da thie. verbo passivo Ta che sae, Es. Fa pichiato da un tifoso. tt Liidea fu appreezata da tutti, E stato colpito da una tegola. Liolivo @ stato bruciato da un fulmine. E retto da da, da parte di, ad opera di, ece. © COMPL. DI CAUSA: _ indica la causa, i] motivo; la ragione di un fatto risponde alle dom. Es. Now sono uscito a causa della pioggia. Sono stanco per la camminata. r quale causal ‘Mi dssento per motivi di famiglia. pkivk In Africa musiono di fame. Urlava dalla vabbia. A quelle parole impallidi. E retto da per, di, da, a, per causa di, a motivo di, in conseguenza di, ecc. C COMPL. DI FINE . indica il fine 0 lo scopo pet cui si fa 0 avviene qualcosa QO SCOPO: _ Es. Hanno lottato per il pareggio. risponde alle dom. I genitori lavorano per il bene dei figli. Sepa tet Akzarono un tervapieno a difesa: della strada. ine? Mette da parte i soldi'in vista della vecchiaia. Ho trovato una piazzola per la sosta. La sala da prango'¢ ampia. E retto da’per, a, da, in, al fine di, allo scopo di, in _. vista di, ecc. (J COMPL. DI COMPAGNIA _ indica essere animato (compl. di compagnia) O DI UNIONE:» > © inanimato (compl. di unione) con cui ci si rispondono rispettivamente alle dom, trova 0 avviene vn'azione con chi in compagnie Es. Usiamo con Mario e Garla. oe Andiamo in vacanza con gli amici. Si presenth con ur bel regalo. Cammina con Vombrello. B retto da con, insieme con (a), in compa- gnia di, ecc. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1122 © COMPLEMENTI indicano le diverse circostanze di tempo in cui avviene DI TEMPO: un’azione. Si distinguono in tempo determinato e tempo continuato. © tempo determinato: indica quando @ avvenuta, avviene o avverri una alle dom. determinata azione quando? Es, D'estate fa molto caldo, i quale momentot Vengo tra mezz’ora. In primavera giungono le rondini. Cesare mori nel 44 aC. Lo sharcoin Normandia awenne il 6 giugno 1944, E retto da a, di, in, su, fra, durante, al tempo di, ma spesso non é introdotto da alcuna prepo- sizione. © tempo continuato: indica per quanto tempo é durata, dura o durera risponde alle dom, un’azione quae Es. Sono rimasto sveglio per tutta la notte. quanto? Diversi mammiferi trascorrono in leargo alcuni mesi. per quanto tempo? Finiré il lavoro in poche settimane, ‘in quanto Piove da tre ore. ae E retto da in, da, per, durante, fino a, ma spesso fino a quandot non é introdotto da alcuna preposizione, © COMPLEMENTI indicano le varie collocazioni nello spazio di un essere ani- DI LUOGO: mato, una cosa o un’azione. Si classificano in: stato in luogo, moto a luogo, moto da luogo, moto per luogo. © stato in luogo: indica il luogo in cui il soggetto, oppure dove avviene risponde alle dom. anv azione dove? Es. Abito a Milano, in quale Inogor LU pane é in tavola. cane dorme dentro la euccia. Sta sempre a casa. Le rondini hanno nidificato sotto il tetto. E retto da in, su, da, a, tra, per, sopra, sotto, dentro, fuori, accanto a, vicino a, nelle vicinanze di, ecc. © moto a luogo: indica il luogo verso il quale si muove un essere ripende alle dom. anitoato 0 una cosa Es. E partite per Napoli. verso dove? Ses ‘Sali in soffitta. E fuggite al extero. La nave ¢ diretta verso Genova, E retro da a, da, in, per, verso, sopra, sotto, vicino, dentro, nei pressi di, dalle parti di, ecc. © moto da luogo: indica il luogo dal quale si muove o proviene un essere risponde alle dom. aniraato 0 una cosa da dove? Es. Vengo da casa. Ta quake lnogot . Rientra opgi dagli Stati Unit Stanno uscendo dal supermercato. Esce di prigione fra un mese. E retto da da, di ecc. 1123 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi © moto per luogo: indica il luogo attraverso il quale si passa 0 avviene risponde alle dom. un azione perdovet Es. IJ corteo passd per il centro. airaverso Entro dalla porta principale, Annibale giunse in Walia attraverso le ‘Alpi. E retto da da, per, in, attraverso, in mezzo a, ecc. Spesso i complementi di luogo sono usati in senso figurato Es. Ho nel cuore un grande dolore (stato in luogo figurato). E piombato nella depressione (moto a luogo figurato).. E passato dalla ricchezxa (moto da luogo figurato) alla poverta (moto a luogo figurato). Abbiamo concluso Paffascinante viaggio attraverso il Rina~ ‘Scimento (moto pet luogo figurato). © COMPL. DI ALLONTANAMENTO/ indica cid da cui un essere animato DI SEPARAZIONE: © una cosa si allontana (compl. di isponde alle dom. allontanamento) oppure si separa da chit, da che cosa? (compl. di separazione) da dovet Es. Simone si é allontanato da casa. Le offerte del governo erano lontane dalle richieste dei sindacati. Carlo si ¢ liberato della suocera. Le Alpi occidentali dividono Pltalia dalla Francia. E retto da da, di. (© COMPL. DI ORIGINE/ indica da dove un essere animato 0 una cosa ha DI PROVENIENZA: — origine (compl. di origine).0 proviene (compl. di risponde alle dom. provenienza) da chit, da che cosa? Es. Marco é di famiglia aristocratica. da doer Ho ricento na telefnata da mio zo. La ritcheasea dei paesi arabi deriva dal petrolio. Hi Tevere nasce dal Monte Fumaiolo. E retto da da, di. (J COMPL. DI LIMITAZIONE: indica entro quali limiti o in quale ambito ha risponde alle dom. valore cid che si dice : in che cosar Es. If nemico era superiore di artiglieria. Tiitatamente a che cosa ‘A poker gioca bene. Quanto al carattere, ¢ un debole, Tn fatto di sport nessuno lo supera. E retto da di, in, per, a, rispetto a, quanto a, in fatto di, per quanto riguarda, ecc. (0 COMPL. DI RAPPORTO: _ indica essere animato o la cosa con cui esiste is alle dom. un rapporto, una relazione con chit, con che cosat Es. Ein pessimi rapporti con i condomini. La Germania entri in guerra con la Francia. Ho rotto con il passato. Tra Mario e Carla ¢2 poca differenza di eta, E retto da con, tra, fra. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1124 Oo COMPL. DI PARAGONE: alle dom. di chit, di che cosa? quanto chit, quanto che cosa? indica il secondo termine di un paragone o di un confronto Es. Mario ¢ pisi alto di Simone. Ho guadagnato meno delanno scorso. Carla ¢ brava come (quanto) Sara. Franca ¢ pid vistesa che bella. E retto da di, che, come, quanto. a COMPL. DI ARGOMENTO: _ indica cid di cui si parla o si tratta intorna a chit, intorno a che cosa? Es. Hanno parlato tutta Fora di politica. Ho ketto un libro sulle streghe nel medioeva, Dimmi quakesa intorno ai tuoi progetti. E retto da di, su, intorno a, riguardo a, a proposito di, ecc. CO COMPL. DIETA: __ indica Peta di esseri animati 0 cose, oppure a che eta risponde alle dom. avvenuto qualcosa 4 quale eta Es. Maneo si @ sposato a 27 anni, 4 quanti annit Alleta di vent'anni i ragazza fanno il militare. Ui quanti annie Lo zio morf in tarda eta. Assiste un vedovo di 81 anni. E retto da a, di, su, all’eta di, in eta di, ecc. © COMPL. DI QUALITA: risponde alle dom. come? con quali caratteristiche? CO COMPL. DI MATERIA: risponde alle dom. di che cosa? a quale ‘materia? indica qualita o caratteristiche di esseri animati o cose Es. E un somo di grande dirittura morale. Ho sugnato una bella ragazza dagli occhi verdi. Ii riscaldamento a metano non inguina, Ho ordinato un vino di pregio. E retto da di, da, a, con. indica di quale materia é fatto un oggetto Es. Ho scelto un rivestimento di marmo per il bagno. Quella porta in noce é molto ornamentale. E retto da di, in, O COMPL. DI ABBONDANZA/ _ indica cid di cui si abbonda (compl. di ab- DI PRIVAZIONE: Piponde alle dom, di chi bondanza) o si & privi (compl. di privazio- ne) Es. Ul giardino era pieno di bambini. I fume a novembre? rico dacqua. na ragascen del tutto prioa di eleganza. U film era povero Pidee. E retto da di. C COMPLEMENTI DI QUANTITA: indicano una quantita circa il peso, la stima, il prezzo, la distanza, l’estensio- ne. Si dividono in: complemento di peso © misura, di stima, di prezzo, di di- stanza, di estensione. 1125 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi © compl. di peso indica il peso ‘0 la misura di esseri animati 0 cose omisura: Es, Carla pesa 52 chili. risponde alle dom, Abbiamo mangiato una bistecca di 7 etti. soet Ha comprato una barca lunga 10 metri, Ei quanto Quel vaso pesa parecchio, E retto da di, ma il pit delle volte si trova senza preposizione'. © compl. di stima: indica quanto & stimato un essere animato o una risponde alla dom. cosa quanto? Es. Liappartamento @ stimato 340 milioni. E un calciatore valutato 10 miliardé. La sua parola non vale un fico secco. E un awocato stimate molto nel foro, Si trova in genere senza preposizione. compl. di prezzo: indica il costo di esseri animati.o cose risponde alle dom. Es. Ho comprato delle magliette a 20.000 lire Puna. pan. ._ Ho ottenuto il biglietto @’ingresso per 10.000 live. saan Un quadro di Van Gogh 2 stato pagato svariati 4 che preesk miliardi. E retto da a, per, ma spesso si trova senza preposi- zione, © compl. di distanza: indica la distanza che separa due esseri animati risponde alle dom. © cose quanto Es. Mise if triangol a 20 metri dalfauto, quale distanza? Tra duecento metri.gira a destra, Ii mare dista dal paese 3 chilometri. E retto da a, tra, ma spesso si troya senza pre- posizione. © compl. di estensione: indica quanto qualcosa si estende nello spazio risponde alle dom, Es. I! Danubio scorre per molti chilometri in ‘pairtet tervitorio austriaco. per quanto? La zona paludesa si estende per un raggio di 10 chilometri. L'Everest 2 alto 8848 metri. E retto da per, a, ma spesso si trova senza pfeposizione, CO COMPL. DI COLPA: © indica la colpa di cui uno @ accusato risponde alle dom. Es. E stato ritenuto colpevole di violenza. i che cosab Carlo'ba accusato la moglie di tradimento. Fake the cosa? Sara processato per concussione. 7 E retto da di, per. 1. Questo, come tutti i complementi di quantita, se non fornisce dati certi pud essere introdotto dalla preposizione eu Es. E sm donnone che peer sui 120 chili. Ho bisogno di wna cantina sui'20 metri quadrati. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi i 1126 OC COMPL. DI PENA: _ indica la pena a cui qualcuno @ condannato risponde alle dom. Es. Ha avuto una condanna a tre anni e mexzo. a che cosa? E stato multato di 100.000 lire. qual penat B retto da a, di, per. © COMPL. DI VANTAGGIO/ indica a vantaggio 0 a svantaggio di chi si fa o DI SVANTAGGIO: avviene qualcosa risponde alle dom, Es, Si fa tutto per i figli. LOE bee Hanno agito a nostro vantaggio. sg pantasio (vantage) Quel magistrate ha lottato per anni contro la ea: mafia. Lo stress # dannaso per la salute. E retto da per, a favore di, a pro di, nell’inte- tesse di, a vantaggio di; a svantaggio di, a danno di, contro ecc, (0 COMPL. DISTRIBUTIVO: _ indica in che proporzione o distribuzione av- risponde alle dom. viene 0 @ qualcosa in quale ordine? Es. La vita é aumentata del 6 per cento, in quale proporeione? I costo medio di una casa di 4 milioni al metro gai quanti quadvato. ogni quanto Camminate in fila per due. Ha indovinato una rispasta su tre. Alberto si misura la pressione ogni 6 ore. E retto da per, a, di, su, ogni, ma spesso si trova senza preposizione. O COMPL. DI ESCLUSIONE: indica chi o che cosa rimane escluso dall’azione risponde alle dom. © dalla situazione senza chit, senza che cosa? Es. Non passo uscire senza il cappello. Franne chit, tranne che cosa? Vengono i miei zi, tranne Mario. eccetta chit, eccetto ce casa? Conoseo tutti eccetto quella copia alf ingress E retto da fuorché, tranne, salvo, senza, ec- cetto, meno, all’infuori di, ad esclusione di, ece. OC COMPL. DI SOSTITUZIONE _ indica l’essere animato 0 la cosa che é sosti- © SCAMBIO: tuito da altro risponde alle dom. Es. Mangio il pesce al posto della carne. al puto di cit, al past dice cust” Prd ot por tanterne ‘ile df tnd di ie oat Invece di Franco banno licenciato Simone, E retto da per, invece di, al posto di, in luogo di, in cambio di, ecc. OC COMPL. CONCESSIVO: _ indica l’essere animato o la cosa nonostante la rispande alle dom. quale avviene l’azione nanostante chit, nonostante che cosa? Fs, Andammo allo stadio nonostante la pioggia. Continua a fumare malgrado Vinfarto. Si incontra con Sandra a dispetto di tutti. E retto da con, nonostante, malgrado, a di- spetto di, ad onta di, ecc. 27 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi SINTASSI DEL PERIODO La sintassi del periodo studia le proposizioni che compongono il periodo ¢ le relazioni che intercorrono tra esse. La proposizione pud essere: principale (0 indipendente), secondaria (0 dipendente), inata, subordinata, reggente. C principale @ la proposizione che ha senso compiuto: pud stare da sola 0 indipendente: (quindi la possiamo isolare dal periodo), ¢ autonoma, indi- pendente Es. Mentre tutti fanno baccano, Franco legge un libro. Oi secondaria —_@ Ia proposizione che dipende da un’altra proposizione, sia © dipendente: questa principale o secondaria. Da sola, isolata dal periodo, non ha senso compiuto Es. Mentre tutti fanno baccano, Franco lege un libro. Ci coordinata: 2 la proposizione dello stesso ordine di quella cui é legata dalla congiunzione coordinativa (vedi pag. 1109) o da un segno di inter- punzione come la virgola. Una proposizione pud essere coordinata sia alla principale sia alla secondaria Es. Mario legge un libro e Carla ascolta la musica. Sono tornato a casa perché pioeva e non avevo Vombrello. Ci subordinata: ¢ la proposizione secondaria che dipende da un’altra proposizio- ne, sia questa la principale o una secondaria. E collegata tramite le congiunzioni subordinative (vedi pag. 1109) Es, Studio con impegno perché voglio ottenere la promozione. Ho comprato il motorino che mio padre mi aveva promesso se Sfossi stato promosso a giugno. Ci reggente: 2 la proposizione che ne regge un’altra. Pua essere la principale che regge una secondaria o una secondaria che ne regge un’altra (di grado inferiore) Es. Carla va in motorino (principale ¢ reggente) perché cast impioga meno tempo. (Secondaria) Carla va in motorino (principale ¢ reggente) perché cost impiega meno tempo (secondatia di 1° grado reggente della successiva) per raggiungere if ogo di lavoro. (secondaria di 2° grado) IL PERIODO Il periodo, o frase complessa, @ l’espressione di uno o pitt pensieri che hanno un significato compiuto. E formato da una o pit proposizioni, collegate fra loro sullo stesso piano (coordi- Razione) o su piani diversi (eu E macchiuso in un‘unica strattura delimitets la due segni di forte interpunzione, quali il punto e virgola o il punto. Il periodo pud essere: semplice, composto, complesso. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1128 © semplice: quando @ formato da una sola proposizione indipendente Es. Stasera vado allo stadio in motorino. ‘© composto: quando é formato da due o pi proposizioni indipendenti, coordinate fra loro Es. Stasera vado allo stadia, guardo Ja partita ¢ torno a casa. © complesso: quando @ formato da pitt proposizioni di diversa natura: principale, secondarie, coordinate Es. Vado allo stadio in motoring, percbé 2% molto traffico ¢ non saprei dove parcheggiare Pauto, LA PROPOSIZIONE PRINCIPALE O INDIPENDENTE La proposizione principale é una frase semplice, costituita cio’ da un verbo accompagnato o no da altre parole. E chiamata anche indipendente perché non dipende da nessun’altra frase, ed & autonoma, in quanto da sola costituisce un messaggio dotato di senso compiuto. La proposizione principale o indipendente pud essere: © enunciativa © interrogativa diretta © esclamativa © volitiva - imperativa - proibitiva ~ esortativa ~ desiderativa - concessiva © dubitativa C PROP. ENUNCIATIVA: esprime una enunciazione, un messaggio, una di- chiarazione, una descrizione di qualcosa. Di solito ha il verbo alPindicativo’. Pud essere affermativa o negativa. © affermativa: quando si afferma qualcosa Es. Oggi fa freddo. Domani andré al cinema. © negativa: quando si nega qualcosa Es, Oggi non fa freddo Domani non andro al cinema, OC PROP. INTERROGATIVA esprime direttamente una domanda ¢ termina DIRETTA: col punto interrogativo. Ha il verbo alPindicativo, al congiuntivo, al condizionale’, all'infinito. 1. Talvolta pud avere il verbo al condizionale (Avrei sn impegno. Salterei volentieri Lantipaste, Secondo Pagensia ANSA savebbero scoppiati tumalti in piazus.) 0 al’infinito, introdotto da ec, per sottolineare Pimprovviso avverarsi di un fatto (Eco arvivare il taxi), 2. In questo caso @ chiamato falso condizionale o pseudocondizionale, pezché equivale alPindicativo Es. Vervesti (= vieni) con me? 1129 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi Spesso utilizza aggettivi, pronomi e avverbi in- terrogativi (ce, chi, came, quanto, quando ec.) per introdurre le domande. Pud essere semplice o disgiuntiva, semplice: se esprime una sola domanda Es. Vieni con me? Quando arriva Simone? ‘Mi accompagneresti in auto? © disgiuntiva: se vengono formulate pit: domande, collegate dalle con- giunzioni disgiuntive 0, appure, oovero Es. Preferisc’ Verdi 0 Wagner? ‘Andiamo al teatro oppure restiamo a casa? In base al significato pud essere teale o retorica. © reale: quando esprime una domanda reale, perché non se ne conosce Ia risposta Es. Che ore sono? Come ti chiami? ® retorica: quando la risposta & implicita nella domanda stessa Es, I! fuoco non brucia forse? Chi odia la felicita? © PROP. ESCLAMATIVA: consiste in un’esclamazione, cioé nell’espressione immediata di un sentimento di gioia, dolore, stupo- re, sdegno. Termina col punto esclamativo. Ha il verbo all’indicativo, al congiuntivo, al con- dizionale, all’infinito. Pué essere verbale o nominale. © verbale: quando c’8 il verbo Es, Che vacanzr ho passatol Came sono infelicel © nominale: quando é priva del verbo Es. Che vergogna! Bella foreal © PROP. VOLITIVA: esprime un ordine, un divieto, un’esortazione, un deside- rio, una concession; pertanto pud essere imperativa, proibitiva, esortativa, desiderativa, concessiva. © imperativa: quando esprime un comando, un ordine. Ha il verbo allimperativo Es. Serivete questo! Apri la portal © proibitiva: quando esprime un divieto, una proibizione. Ha il verbo all’imperativo o all’infinito Es, Non fate ramore! Non raccogliere la roba da terra! © esortativa: quando esprime una preghiera, un invito, un’esortazione. Ha il verbo al congiuntivo (detto «congiuntivo esortati- vor) Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1130 Es, Abbia pazjenza, Gi rifletano bene. Si sposti, per piacere. © desiderativa: quando esprime un'desiderio, un augurio, un rimpianto. Ha il verbo al congiuntivo. Spesso @ introdotta da interiezioni oda locuzioni del tipo ob ..5 volese il cielo che ., magari Es. Ob, fossi promosso a gingnol Magari facersi 13 al totocalciol © concessiva: quando esprime una concessione. 7 Ha il verbo al congiuntivo (talvolta all’indicativo futu- 10 0 all’imperativo), spesso seguito da pure, anche, o prece- duto dalle locuzioni ammettiamo che, supponiamo che Es. Ammettiamo pure sia colpevole. Sara anche vero. © PROP. DUBITATIVA: esprime dubbi e incertezze sotto forma di interroga- zione non rivolta a un interlocutote preciso’. Ha il verbo allinfinito, oppure si trova con i verbi potere e dovere al indicativo o al condizionale + l’in- finito Es, Che fare? Chi potra aiutarmi? Da chi dovrei andare? LA PROPOSIZIONE INCIDENTALE La proposizione incidentale & una proposizione che risulta accessoria al testo in cui @ inserita, tanto da essere separata da due virgole o da due lineette o dalle parentesi. E cosi chiamata perché rappresenta qualcosa di accessorio, di incidentale, intercala- to nel periodo per completare il messaggi senza appesantitlo. Apparticne alla categoria delle proposizioni indipendenti. Pud avere il verbo in qualsiasi modo Es. Quel!uomo, sia benedetto, mi ha cambiato la ruota, Lianno scorso - devo ammetterlo = stavo male. Ho ritrwvato il motorino (chi Vavrebbe detto) sotto casa, LA COORDINAZIONE Le proposizioni di un periodo si collegano fra loro in due modi: per coordinazione (0 paratassi) oppure per subordinazione (0 ipotassi). Si ha coordinazione o paratassi quando due o pitt proposizioni sono legate in modo che ciascuna rimanga autonoma ¢ che fra loro non vi sia dipendenza o subordinazione. 1. La proposizione dubitativa é simile all’interrogativa diretta retorica, in quanto usa la forma interrogativa non per avere una risposta, ma come mezo espressivo per rafforare una “determinata affermazione, 1131 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi Si pud avere coordinazione fra principali (e in tal caso la frase sara coordinata alla principale) © fra secondarie (¢ in tal caso la frase sari cvordinata alla secondaria) Es. Guards laTV (principale) ¢ andi a keto, (coordinata alla principale) . Guards laTV——_ (principale) perché stava male (secondaria) @ non potewa uscire. (coordinata alla secondaria) La coordinazione si pudrealizzare in tre modi: mediante le congiunzioni, per asindeto e per polisindeto. (© COORDINAZIONE si ha quando le proposizioni sono collegate da congiun- MEDIANTE zioni coordinative (vedi pag. 1109). In questo caso le CONGIUNZIONE: proposizioni coordinate prendono il nome dal tipo di congiunzione che le unisce; pertanto si possono avere le seguenti proposizioni coordinate: © copulative: quando due o pit frasi sono unite tramite le congiunzioni copulative: e, anche, inoltre, né, neanche, nemmeno, neppure ecc. Es, Telefono a Carla e le chiedo i compiti per domani. ntive: quando due o pit frasi sono unite tramite le congiunzioni disgiuntive: 0, oppure, ovvero, ossia, cosi che il signifi- cato di ciascuna proposizione escluda quello delle altre Es. Vai a lavorare 0 prosegui gli studi? © avversative: quando due frasi; la seconda delle quali esprime un contrasto con la prima, sono unite tramite le congiunzioni avversative: ma, pero, tuttavia, eppure, anzi, invece, sennonché ecc. Es. Ho fame, ma sono a dieta... © esplicative quandodue frasi, la seconda delle quali spiega quanto det- o dichiarative: to nella prima, sono unite tramite le congiunzioni esplica- tive o dichiarative: cioé, infatti, difatti, invero ecc. Es. Now ha mai studiate, infatti Vhanno bocciato. © conclusive: quando due frasi, di cui la seconda @ la naturale conclusio- ne della prima, sono unite tramite le congiunzioni conclu sive: dunque, percid, quindi, pertanto, allora ecc. Es, Sono stato promaso, quindi trascorrerd ottime vacanze. © correlative: quando due o pit frasi vengono messe in correlazione fra loro tramite le congiunzioni correlative: € .. €, 0 «0, né ~~ né, sia ... sia, non solo ... ma anche, ec. Es. Partiremo sia che tu venga con noi sia che tu rimanga a casa. C COORDINAZIONE | si ha quando le proposizioni sono unite tra loro solo per PER ASINDETO: — mezzo di segni di interpunzione (per lo pitt la virgola, talvolta il punto e virgola o i due punti), quindi senza le congiunzioni coordinative! 1. Per questo motivo la coordinazione per asindeto é chiamata anche per giustapposizio- ne: infatti la proposizione coordinata risulta agiustappostay, cio’ accostata alla proposizione reggente. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1132 Es. En felice: avevo visto Maria, Vavevo salutata, mi aveva risposto. Vado a scuola per studiare, per prendere un titolo, per farmi una posizione. © COORDINAZIONE | siha quando si sipete piti volte la medesima congiunzio- PER POLISINDETO: ne coordinativa, o si usano pronomi e avverbi posti in correlazione, E un tipo di coordinazione molto enfatica e di scarso uso Es. E mi cerca e telefona e non mi da pace, Chi arriva, chi parte; ché va a destra, chi a sinistra, LA SUBORDINAZIONE Si ha subordinazione o ipotassi quando due 0 piti proposizioni si collegano fra loro su piani diversi. La frase subordinata non pud stare da sola, ma ha bisogno di appoggiarsi ad un’altra frase, che pud essere sia una principale che una secondaria. Le proposizioni che dipendono dalla principale si chiamano subordinate di 1° grado; quelle che dipendono dalle subordinate di 1° grado si chiamano subordina- te di 2° grado ¢ cosi via Eis, Stasera guardo il film (principale) che hanno trasmesso un mese fa (subordinata di 1° grado) ‘entre mi trovavo in viaggio. (subordinata di 2° grado) Le subordinate, a seconda delle funzioni che svolgono all’interno del periodo, Possono essere di 3 tipi: sostantive, aggettive, complementari. © SOSTANTIVE: svolgono la funzione di soggetto 0 complemento oggetto nei confronti della reggente. Sono: © soggettive © oggettive © dichiatative © interrogative indirette ©) AGGETTIVE: svolgono Ia funzione di attributo 0 apposizione nei confronti della reggente. Sono: © relative proprie © COMPLEMENTARE: svolgono la fanzione di un qualsiasi complemento indi- retto o di un avverbio. Sono: © causali © condizionali © finali © avversative © modali © comparative © strumentali © eccettuative © temporali © esclusive © concessive © limitative © consecutive © relative improprie! 1. Le proposizioni relative improprie sono trattate insieme alle relative proprie a pag, 1136. 1133 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi Le proposizioni subordinate, in base alla forma, cioé al modo del verbo, possono essere egplicite o implicite. ~ esplicite: quando il verbo é espresso in un modo finito (indicativo, congiunti- vo, condizionale, imperativo) Es. Penso che non sarb promosso. = implicite: quando il verbo é espresso in un modo indefinito (infinito, patticipio, gerundio), ma pu essere trasformato in un modo finito Es. Penso di non essere promosso'. PROPOSIZIONI SOSTANTIVE (e complementari dirette) CO PROP. SOGGETTIVA: svolge la funzione di soggetto della proposizione reg- gente. La proposizione soggettiva & retta da: © verbi impersonali: accadere, capitare, convenire, parere, occorrere, bisognare, sembrare, risultare, bastare ecc. Es, Bisogna agire sempre correttamente. Capita di perdere la pazienza. Sembra che riducano il personale. © verbi usati in forma impersonale: si dice, si narra, si racconta, si ctede, si pensa, si ritiene, si spera, si teme, ecc. Es. Si dice che metteranno un nuovo tipo di illumi- nazjone. Si crede che i giovani siano sempre ottimisti. Si spera che il traffico diminuisca. © espressioni impersonali: & bene, & male, & tempo, @ ota, @ bello, giusto, ¢ opportuno, fa bene, va bene, sta bene (espressioni ciog formate dalla 3* pers. sing. di ver- bi come essere, fare, andare, stare + un aggettive o un nome) Es. E tempo che tutti facciano il loro dovere. E bello andare a teatro. Fa bene fare ginnastica la mattina. La proposizione soggettiva pud essere esplicita o im- plicita. = esplicita: se introdotta da che + indicativo, congiuntivo o condi- zionale Es. E chiaro che devi ridurre le spese. Occorre che tu parta quanto prima. Si dicena che avrebbe firmato per il Milan. 1. Quasi sempre, perché vi sia una subordinata implicita, occorre che il soggetto della reggente ¢ quello della dipendente coincidano, come nell'esempio riportato «Penso di non essere promosio». Non possibile invece trasformare in implicita la subordinata «Pensa che fu non serai ‘promosso» in. quanto i soggetti delle due frasi sono diversi. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1134 ~ implicita: se introdotta dallinfinito oppure da dé + infinito Es. I! mio sogno 2 vivere in campagna. Si pensa di vidurve il disavanzo con queste misure, C PROP. OGGETTIVA: svolge la fanzione di complemento oggetto della pro- posizione reggente. La proposizione oggettiva é retta da verbi che indica- no: © affermazione, dichiarazione: affermare, dire, dichiarare, comunica- re, informare, riferire, assicurare, spiegare, proclamare, rispondere, annunciare, avvertire, confessare, testimo- niare, negare, raccontare, osservare, scrivere ecc. Es. Carlo ha deito che si iscrivera a medicina. © giudizio, valutazione, opinione: credere, pensare, ritenere, conside- rare, stimate, dubitare, immaginare, supporre, ipotizza- re ec. Es. Penso che non sia facile convincerlo. © ricordo, percezione: ricordare, ammentare, dimenticare, scordare, percepire, sentire, vedere, ascoltare, udire ec. Es. Ho visto ¢ ragazgi allenarsi in palestra. Ha dimenticato che fosti tu ad atutarla. © sentimento, sensazione: godere, soffire, lamentarsi, rallegrarsi, sdegnarsi, dispiacersi, locuzioni verbali del tipo esser lieto, esser triste, avere piacere Es. Mi dispiace che si sia roto una gamba. © volonta, desiderio, proibizione: volere, desiderare, preferire, dispor- te, comandate, ordinare, impedire, vietare, proibire ec. Es. Voglio che tu mi obbedisca. Gli proibive di frequentare quella compagnia. La proposizione oggettiva pud essere: ~ esplicita: se introdotta da che + indicativo, congiuntivo o condi- zionale Es. Credo che partiré con noi. ‘Tutti pensano che tu sia una persona seria. Rippaie che non avrebbe mai votato quel partito. ~ implicita: se introdotta da di + infinito' Es. Spero di partire domani sera. Ritiene dé essere il migliore. © PROP. DICHIARATIVA: svolge la funzione di dichiatare, cio’ di spiegare una parola (in genere un pronome dimostrativo 0 un nome, un fatto, una circostanza, un argomento 1. Quando nella reggente c’é un verbo come sentire, asvoltare, guardare, vedere, la subordinata implicita é introdotta dal semplice infinito Es. Vedo gli alberi perdere le foglt, Sento algarsi it vento, In questo caso il soggetto della reggente e quello della oggettiva non sono uguali, pur essendo la proposizione di forma implicita. 1135, Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi ec.) contenuta nella proposizione reggente, com- pletandone cosi il significato' Es. Mi preoceupa il fatto che a settembre non avré ancora finito il lavoro. Su questo punto non andiano d'accordo: che io credo nel sistema e tu no. La proposizione dichiarativa pud essere: = esplicita: se introdotta da che + indicativo, congiuntivo, condizio- nale Es. Ouesto ci unisce: che siamo abitanti della stessa citta. - implicita: se introdotta da dé + infinito Es: Ha aouto il coraggio di uscire con quel tempo. O PROP. INTERROGATIVA esprime una domanda o un dubbio in modo indi- INDIRETTA: retto, cioé in dipendenza di un’altra proposizione. B senza punto interrogativo. La proposizione interrogativa indiretta dipende da: © verbi che esprimono un’interrogazione: chiedere, domandare, inda- gare, interrogare ec. Es. Mi interrogo su quale sari il mio futuro. ignificato dichiaritivo: dire, narrare, raccontare, pensare, sapere, spiegare ec. Es. Dinmi come fai a tirare avanti. © verbi ¢ locuzioni verbali che esprimono dubbi: dubitare, ignorare, essere incerto, essere nel dubbio’, ecc. Es. Ignoriamo dove sia Francesca. La proposizione interrogativa indiretta pud es- sere: = esplicita: se introdotta da che, che cosa, chi, quale, quanto, quando, come, dove, perché, se ecc. + indicativo, congiuntivo, © verbi di Es, Vorrei sapere che cosa hai fatto ieri, Mi domando perché Marta non telefoni. Mi chiese quanto avrebbe guadagnato. = implicta introdota de che, che cosa, chi, quale, quanto, quando, come, dove, perché, se ec. + infinito Es. Non so che fare, ‘Mi domando quale auto comprare. Sono incerta se andare alla festa. 1. Le proposizioni dichiarative sono simili alle soggettive e alle oggettive. Si distinguono da esse solo perché, invece di dipendere dal verbo della reggente, dipendono da un nome, un pronome, un avverbio ecc. 2. Pit in particolare le proposizioni subordinate dipendenti dai verbi dubitativi, specie quelle introdotte da se; sono chiamate proposizioni dubitative indirette Es. Non s0 s¢ sia ancora in Italia, Grammatica: essenziale della lingua italiana / Sintassi 1136 La proposizione interrogativa indiretta inoltre pud essere: > semplice: se pone una sola domanda Es. Mi chiedo se verra. > disgiuntiva: se pone una alternativa Es. Mi chiedo se verra 0 restera a casa. PROPOSIZIONI AGGETTIVE (0 attributive ¢ appositive) © PROP. RELATIVA: é una proposizione legata alla reggente per mezzo di un pronome 0 avvetbio relativo (che, cbi, il quale, cui, dove ecc.). Pud essere: fl ~ esplicita: se introdotta da che, chi, il quale, ecc. + indicativo, con giuntivo o condizionale Es. Ammiro quei giani che lavorano seriamente, Cervo un mobile che costi poco. Enna gisia che vorrei provare presto. ~ implicita: se introdotta ~ dall'infinito da solo 0 preceduto da cui, con cui, per cut, ecc., 0 da Es, Vedeoo gli atleti allenarsi con impegno. Cerca un'auto con cué partecipare al rally, Ho assunto una baby-sitter cui affidare Luchino. E un viaggio da fare quanto prima. - dal participio presente o passato Es. I prezzo della casa, comprendente la ristrutturazione,— é di 500 milioni. Ho apprezato il regalo fattomi da Lucia. Inoltre la proposizione relativa pud essere propria o im- propria. > propria: quando svolge la funzione di attributo o apposizione della reggente (in questo caso é una proposizione aggettiva vera e propria) Es. Gli automobilisi che sono troppo distratti (sclativa attri- butiva) passono provocare degli incidenti Lo wo di Franco, che 2 un idraulico, ba trovato la casa allagata (relativa appositiva) > impropria: quando svolge la funzione ‘di un’altra frase subordinata: finale, causale, consecutiva, concessiva, condizionale, temporale (pertanto la proposizione relativa impropria @ tuna subordinata complementare). Pua essere: = finale: Ho chiamato Pelettriasta che mi ripari la lava- trice (affinché mi ripari ...) ~ causale: Invidio Carla che ha il ragaxzo pitt bello di tutti (poiché ba il ragexeo ...) = consecutiva: Non ci sono motivi che giustifichino la tua reazjone (tali da giustficare...) 1137 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi - concessiva: Le nostre truppe, che pure erano superiori di numero (sebbene jossero superiori ...), fro~ no sconfite. ~ condizionale: Chi vuole offrirsi volontario (Se qual- cuno vuole offrirsi ...) si faccia avanti. ~ temporale: Lo sidi che aspettava un taxi (menire aspettata ...). PROPOSIZIONI COMPLEMENTARI (0 complementari indirette) C PROP. CAUSALE: spiega la causa, il motivo dell’azione espressa nella frase reggente. Pud essere: - esplicita: se introdotta da perché, poiché, giacché, siccome, visto che, dato che, dal momento che + indicativo, congiun- tivo, condizionale' Es. Prendo Fombrello perché sta per piovere. Vado a Londra dal momento che dovrei imparare Vinglese. = implicita: se introdorta: = da dé, a, per + infinito Es. Tampon per aver guidato troppo velocemente. ~ dal gerundio Es. La macchina non parti essendo scarica la batteria. - dal participio passato Es, Tagliati gli alberi, la terra frani. (Ol PROP. FINALE: esprime il fine lo scopo dell’azione espressa nella frase reggente. Pud essere: - esplicita: se introdotta da affinché, poiché, che, in modo che, ecc. + congiuntivo Es. Lavoro perché voi possiate studiare. Ti portiamo in Svizzera affinché tu possa guarire. ~ implicita: se introdotta da per, a, di, allo scopo di, al fine di, con Pintengjone di, ecc. + infinito Es. Ho fatto a pugni per difenderti. Sono misure cali introdotte allo scopo di ridurre il deficit. © PROP. MODALE: esprime il modo in cui avviene quanto é detto nella propo- sizione reggente. 1. Si usa il verbo al congiuntivo quando la frase & negativa Es. Mangio non perché abbia fame, ma perché sono golaso. Si usa al condizionale quando la causa 2 espressa sotto forma di ipotesi Es. Sono a dieta perché dovred dimagrire almeno cingae chili. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1138 Pud essere: - esplicita: se introdotta da: come, come se, nel modo che, nel modo in cut, secondo che, quasi che, ecc. + indicativo (quando esprime fatti certi) Es. Tutto procedeva come avevo previsto. + congiuntivo [raramente condizionale] (quando esprime fatti possibili o irreali) Es. Si comporta come fosse un estraneo. Si comporta come farebbe un estraneo. ~ implicita: se introdotta: = dal gerundio Es. Mi implorava piangendo. ~ da con, a, a forza di + infinito Es. A mangiare troppo ti rovini la salute. Mi ba innervosito a forza di insistere. O PROP. STRUMENTALE: indica l’azione 0 la circostanza mediante la quale si realizza quanto é espresso nella reggente. Puéd essere solo: - implicita: introdotta: ~ dal gerundio presente Es, Lavorando si realizeano i sogni. ~ daa forza di, a furia di, con + infinito Es. A forga di lavorare si é levato tante voglie. Con lo stare a dieta si mantiene la linea. OC PROP. TEMPORALE: indica quale relazione di tempo esiste con la proposi- zione reggente. Pud essere: - esplicita: se introdotta da: quando, mentre, allorché, come, appe- na, nel momento che, nel tempo che, ogni volta che, prima che, dopo che, ecc. + indicativo (se l’'azione @ contemporanea o precedente a quella della reggente) Es. Ha telefonato mentre guardavo la TV. Ha telefonato dopo che avevo guardato la TV. + congiuntivo (se Pazione @ posteriore a quella della reg- gente) Es. Esco prima che trasmettano la partita. ~ implicita: se introdotta: ~ dal gerundio presente o passato Es. Aprendo la porta, vedo lo specchio. ~ dal participio passato Es. Aperta la porta, vedo lo specchio. ~ daal, nel, sul, prima di, dopo, dopo di, ecc. + infinito Es. Dopo aver aperto la porta, vedo la specchio, O PROP. CONCESSIVA: indica la circostanza nonostante la quale avviene Pa- zione espressa nella reggente. Pud essere: 1139 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi esplicita: se introdotta da: — sebbene, benché, quantunque, malgrado, nonostante, quand’ anche, per quanto + congiuntivo Es. Nonostante piovesse, siamo andati allo stadio, - per + aggettivo + che + congiuntivo Es, Per severo che sia, non riesce a tenere la disciplina. ~ anche se, con tutto che + indicativo Es. Litigano sempre, anche se sono fratelli. introdotta da: ~ pure, anche + gerundio Es. Pur essendo grasso, ¢ molto agile. ~ pure, benché, per quanto + participio passato Es. Benché malato, va a lavorare. - acosto di + infinito Es. A costo di lavorare di notte, per sabato voglio aver finite tutto. O PROP. CONSECUTIVA: esprime la conseguenza di quanto affermato nella reggente. Spesso @ anticipata nella proposizione reggente da un avverbio o aggettivo (casi, tanto, talmente, ta- le, siffatto ec.) che ne lascia prevedere la presenza Parlava talmente forte da .. Puo essere: - esplicita: se introdotta da che + indicativo, congiuntivo, condizio- nale Es. Era cost simpatico che tutti lo cercavano. Ti parlo in modo che tu capisca. Ho una tale fame che mangerei un pollo intero. - implicita: se introdotta da da + infinito Es. Mi crede tanto ingenuo da dargli retta. Si comporta cost stupidamente da innervosire tutti. O PROP. CONDIZIONALE: esprime la condizione necessaria perché si avveri quanto é detto nella reggente. Pud essere: = esplicita: se introdotta da: ~ se, qualora, nel caso che, nell'ipotesi che, nell’eventualita che + congiuntivo Es. Se mi scrivesse, gli risponderei. NelP'ipotesi che Giulia parta, andri via ancb'a, - se + indicativo Es. Se piove non esco. ~ implicita: se introdotta: = dal gerundio presente o dal participio passato Es, Studiando di pith, potresti farcela a gingno. Ristrutturata, sarebbe un'ottima casa. = daa + infinito Es. A vederla di fuori, non diresti che é la casa di un miliardario. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1140 IL PERIODO IPOTETICO La proposizione condizionale pitt la sua reggente formano il cosiddetto periodo ipotetico, cio® un periodo che si regge su un’ipotesi. La proposizione subordinata (quella che esprime la condizione) si chiama protasi (cio& premessa); la proposizione reggente si chiama apodosi (cioé conseguenza). Tra queste due proposizioni esiste una relazione molto stretta, tanto che insieme costituiscono il periodo ipotetico. Il periodo ipotetico pud essere di tre tipi: © della realtd: quando nella protasi si esprime una condizione reale, ¢ pertanto nell’apodosi si fa la previsione di qualcosa che avverra sicuramen- te. Nella protasi si ha il verbo all’indicativo presente o futuro, ¢ nell’apodosi all’indicativo presente o futuro o all’imperativo Es. Se cadi di lassi, ti romp una gamba. Se sei stance, vai a riposart. Se farai come dice, ti troverai bene. © della possibilita: quando nella protasi si esprime un fatto possibile, temuto 0 sperato, ¢ pertanto nell’apodosi si mostra la possibile conse- guenza. Nella protasi si ha il verbo al congiuntivo imperfetto ¢ nelPapodosi al condizionale presente o all'imperativo Es. Se tu fossi qui, sarei pitt tranguille. Se mi interpellassero, esprimerei il mio parere. Se ti assumessero, comunicamelo subito. © delPirrealta: quando nella protasi si esprimono fatti palesemente irreali che si suppone non potranno verificarsi; é quindi irreale anche Papodosi. Nella protasi si ha il verbo al congiuntivo imperfetto o trapassa- to, ¢ nell’apodosi al condizionale presente o passato Es. Se fossi miliardario, staret sempre alle Hawaii. Se mi avessero assunto, avrei gid comprato lato, Se Cesare non fosse stato ucciso, sarebbe diventato imperatore dei Romani. © PROP. AVVERSATIVA: esprime una circostanza opposta a quanto viene ~ detto nella reggente. Puéd essere: : ~ esplicita: se introdotta da quando, mentre, invece, laddove ecc. + indicativo o condizionale Es. Ha preso Fauto, quando tutti gli consigliavano il treno. E voluta andare in montagna, mentre io avrei preferito il mare. ~ implicita: se introdotta da invece di, angiché ecc. + infinito Es. Exce sempre con gli amici angiché studiare. CO PROP. COMPARATIVA: esprime un confronto, un paragone con quanto @ detto nella reggente, Pua essere: - esplicita: > di uguaglianza: se introdotta da come, quanto, quale ecc. (spesso correlati nella reggente 1141 Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintasei con cas, tanto, tale) + indicativo 0 con- dizionale Es. L’esame non & stato facile come sem- brava. Ha dato ai figli tanto amore quanto ne aveva ricevuto dai genitori. ‘Mi sono prodigato tanto quanto avreb- be voluto mio padre. > di maggioranza: se introdotta da di quanto, di quello che, di come, che ecc. (correlati nella reggente con pid) + indicativo, con- giuntivo o condizionale Es. Lo studio é pitt duro di quello che mi avevano detto. Si é dimostrato piti generaso di quanto pensassi. Ho versato pitt lacrime di quanto avrei immaginato. > di minoranza: se introdotta da di quanto, di quello che, di come, che ecc. (corrclati nella reggente con meno) + indicativo, con- giuntivo 0 condizionale Es. Quella ragazza si 2 rivelata meno simpa- tica dé quello che tu asserivi. Ul weekend @ stato meno noioso di quan- to temessi. Ho guadagnato meno di quanto avrei voluto. ~ implicita: se formata da a bi che, piuttosto che, piuttosto di, prima di, ecc, + infinit Es. Preferisco morire eae che vedere mio figlio drogato. Prima di essere rinchiuso in un ospizio vado a stare con thia nuora, PROPOSIZIONE COMPARATIVA IPOTETICA, La frase comparativa assume il valore di comparativa ipotetica quando il paragone con la reggente esprime un’ipotesi o una condizione. Puo essere: = esplicita: se introdotta da come, come se, quasi, quasi che, ecc. + congiuntivo Es. Gii moglio bene come fosse un figlio. Era felice come se avesse vinto alla lotteria. Mi chiese spiegazioni quasi fossi io il responsabile. ~ implicita: se introdotta da come o quasi + gerundio Es. Mi evité, quasi temendo di dovermi salutare. Q PROP. ECCETTUATIVA: esprime una circostanza che pud rappresentare un’eccezione a quanto detto nella reggente. Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi 1142 Pud essere: - esplicita: se introdotta da fuorché, tranne che, eccetto che, a meno che, salvo che + indicativo 0 congiuntivo Es. Stiamo sempre insieme, fuorché quando vado allo stadio. Sara una bella vacanza a meno che non si guasti il tempo. - implicita: se introdotta da fuorché, tranne che, eccetto che, salvo che + infinito Es. Non ci resta da fare pit nulla fuorché attendere fiduciosi. © PROP. ESCLUSIVA: esprime un’esclusione rispetto a quanto detto nella reg- gente, Pud essere: - esplicita: se introdotta da senza che, che non + congiuntivo Es, Siamo andati alla festa senza che ci fossimo riposati. Non passa settimana che non si vada a teatro. - implicita: se introdotta da senza + infinito Es. Ha deciso tutto lui, senza consultarmi, CO PROP. LIMITATIVA: esprime una limitazione rispetto a quanto si dice nella reggente. Puo essere: ~ esplicita: se introdotta da per quanto, a quanto, per quello che, secondo quello che + indicativo o congiuntivo Es. Per quello che mi dicono, # un galantuamo, Per quanto ne sappia, devono ancora decidere. - implicita: se introdotta da ## quanto a, quanto a, per + infinito Es. In quanto a dire bugie, nessuno é pid bravo di lui. Quanto ad aiutarti, credo di averlo gia fatto. Per viaggiare, viaggia anche troppo. C PROP. RELATIVA IMPROPRIA: vedi pag. 1136.