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Che velocità hanno i neutrini?

Finora non si conosce la velocità esatta dei neutrini, ma si può dire che è uguale o di poco
inferiore a quella della luce, cioè circa 300 mila km/s. Questo perché, in base alla teoria della
relatività , tutte le particelle con massa zero hanno una velocità pari a quella della luce e i neutrini
hanno appunto una massa quasi nulla. Per avere dati più accurati sarebbe necessario conoscere
esattamente la massa dei tre diversi tipi di neutrini: elettronico, muonico e tauonico. Ma con le
attuali tecnologie questo è ancora difficile. Una misura indiretta della massa dei neutrini
elettronici, e una conferma che la loro massa è molto vicina allo zero, è data dall’osservazione
delle esplosioni delle supernove stellari, che sono caratterizzate da una fortissima emissione di
fotoni (cioè dal lampo luminoso che permette di individuarle) e di neutrini. Misurando il tempo
trascorso tra il flash luminoso e il flusso di neutrini si è ricavata proprio la loro velocità e, in
modo indiretto, la massa, che è 50 mila volte inferiore a quella dell’elettrone. E' stato stabilito
anche che il neutrino muonico potrebbe avere una massa 500 volte inferiore rispetto a quella
dell’elettrone.

Come si fabbricano i neutrini del Cern?

Il fascio di neutrini impiegato nell'esperimento CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso) viene
prodotto al Cern accelerando protoni e facendoli scontrare contro un bersaglio fisso. In seguito
alla collisione si creano particelle instabili, i pioni, le quali decadono in particelle più leggere.
Dopo il processo di decadimento (o di arresto per interazione con la materia) sopravvivono solo i
neutrini, che continuano a viaggiare nella direzione originaria del fascio di protoni, verso i
Laboratori Infn del Gran Sasso (LNGS), che raggiungono in pochi millisecondi (circa 3). A
destinazione i neutrini sono "accolti" da una massiccia parete rappresentata dal rivelatore di
OPERA, costruito per carpire i segni del loro passaggio. L'apparato sperimentale è posto
sottoterra in modo da schermare il fascio di neutrini provenienti dal Cern dalle particelle che
provengono dallo spazio. La ricostruzione della direzione (ossia del vertice da cui sono partiti)
con complesse operazioni di triangolazione - che all'interno dei laboratori del Gran Sasso si
basano su misure effettuate ogni 2 metri - e le operazioni di rilevazione del tempo consentono di
essere sicuri che i neutrini intercettati siano effettivamente quelli inviati dal CERN.

L’esperimento “Opera”
I neutrini che hanno raggiunto l'Italia hanno impiegato 60,7 miliardesimi di secondo (60,7
nanosecondi) meno di quanto ci avrebbe messo la luce. Più veloci della luce quindi, un fenomeno
che secondo la teoria della relatività di Einstein è impossibile. Nulla nell'universo, per quanto ne
sappiamo finora, può viaggiare più veloce della luce. OPERA è un esperimento molto sofisticato,
condotto con estrema perizia e attenzione, ed è molto improbabile che il risultato sia dovuto a
una "fluttuazione statistica" (un errore di metodo nell'analisi e nell'estrapolazione dei dati). È
sufficiente questo per affermare che il fenomeno osservato è sicuramente reale? No: bisognerà
attendere la risposta di nuovi esperimenti indipendenti. È infatti già allo studio un programma di
verifiche al T2K (Tokai to Kamioka) neutrino experiment in Giappone - ma, prima ancora,
bisognerà eliminare ogni ragionevole dubbio sull'esperimento.