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A)

LINEE GUIDA CONTENENTI LE


DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDIMENTALI DELLO SPORTELLO UNICO
ATTIVITA’ PRODUTTIVE E DEI SERVIZI (SUAP)
Versione 11.10.2011

INDICE
PARTE PRIMA

LA RIFORMA DELLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE:PRINCIPI


GENERALI

1. Lo Sportello unico Attività produttive e il Dpr 160/2010 - introduzione …………… 3

2. Finalità, ambito applicativo ed esclusioni ………………………………………….. 5

3.Divisione di competenze per materia all’interno del suap interdirezionale……….. 6

4. Informatizzazione pratiche suap: profili giuridici, tecnici e gestionali. …………. 7

5. Protocollo ……………………………………………………………………………. 13

6. Diritti SUAP e oneri interni e enti terzi …………………………………………….. 14

7. Bollo virtuale ………………………………………………………………………….. 15

8. SUAP, Camera di Commercio, Agenzie per le Imprese …………………………… 16

9. Accesso agli atti ………………………………………………………………………. 16

PARTE SECONDA

PROCEDIMENTI E ADEMPIMENTI (TECNICI) DI ENTI TERZI E DIREZIONI INTERNE


(nel procedimento SUAP uffici di staff)

1. AMBIENTE ………………………………………………………………………….. 18
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

- EMISSIONI IN ATMOSFERA…………………………………………………..18
- PRODOTTI VEGETALI………………………………………………………....38

1
- IMPATTO ACUSTICO……………………………………………………… ….42
- ABBATTIMENTO PIANTE…………………………………………….… … .43

2. IGIENE E SANITA' …………………………………………………………………. .44


a cura del Servizio Attività produttive

3. INSEGNE E MEZZI PUBBLICITARI ……………………………………………… .49


a cura del Servizio Suolo Pubblico
4. PARERI PREVENTIVI ………………………………………………………… 50
a cura del Servizio Attività produttive

5. PREVENZIONE INCENDI ………………………………………………………… 54


a cura del Servizio Attività produttive

6. SCARICHI IDRICI ……………………………………………………………………. 63


a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

7. SICUREZZA IMPIANTI E LUOGHI DI LAVORO ……………………………… 75


a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

8. SUOLO PUBBLICO ………………………………………………………………….. 93


a cura del Servizio Suolo Pubblico

9. URBANISTICA/EDILIZIA …………………………………………………………… 100


a cura del Servizio Edilizia Privata e del Servizio Attività produttive

Allegati:
1) Disposizioni normative di riferimento.
2) Link utili.
3) Modalità operative e Specifiche tecniche per la rappresentazione in via telematica delle pratiche
edilizie.
4) Divisione competenze per materie all’interno del Suap interdirezionale
5) Codice Ateco 2007.
6) Note tecniche sulla casella di posta elettronica certificata (pec), sui i formati a corredo delle istanze
e sulla loro sottoscrizione.
7) Modello di istanza pagamento bollo virtuale.

Vice Sindaco
Assessore allo sviluppo economico, sport e bilancio
Dario Nardella

GRUPPO DI LAVORO

Coordinamento generale
Segretario Generale
Antonio Meola

Gruppo di Lavoro interdirezionale

2
Laura Achenza, Carla De Ponti, Benedetto Femia, Francesca Pascuzzi, Vania Bagni, Alessandra
Battaglini, Cinzia Ciampalini, Elisabetta Fancelli, Caterina Ferrini, Fabio Lo Giudice, Anna Lucci,
Arnaldo Melloni, Rosario Serio, Simona Trabalzini, Domenico Trombino, Nicoletta Vergari.

Direzione Sviluppo Economico (Fabio Cacioli, Luca Rugi), Direzione Urbanistica (Domenico Palladino),
Direzione Ambiente (Pietro Rubellini, Andrea Gonnelli, Ivo Pizzolli), Direzione Risorse Tecnologiche
(Massimo Cappuccini), Direzione Sicurezza Sociale e Sport (Arianna Guarnieri), Direzione Istruzione
(Giuliana Danti, Mariangela Molinari, Piano di Comunicazione (Giovanni Carta, Laura Moruzzo),
Progetto Grafico (Massimo Barrettone), Corpo Polizia Municipale (Antonella Manzione, Massimo Billi,
Elio Covino, Stefano Galligani)

PARTE PRIMA

LA RIFORMA DELLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE

PRINCIPI GENERALI

1. Lo Sportello unico Attività produttive e il Dpr 160/2010 - introduzione

Il 7 settembre 2010 è stato approvato il DPR n. 160 “Regolamento per la semplificazione e il riordino
della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive”, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.
Secondo quanto previsto dall’articolo 12 del citato D.P.R. il Regolamento ha efficacia dal 29 marzo 2011
relativamente ai Capi I (principi generali ed ambito applicativo), II (funzioni e organizzazione del suap),
III (procedimento automatizzato), V (disposizioni comuni), e VI (monitoraggio istituzionale), e dal 1
ottobre 2011 per le norme di cui al capo IV (procedimento ordinario).

In altre parole, con il primo termine entrano in vigore le norme relative al procedimento automatizzato o
con SCIA: lo sportello unico dovrà operare in modalità telematica per i provvedimenti soggetti a SCIA e
la segnalazione verrà presentata al SUAP. Entro settembre 2011 dovrà entrare in vigore l'intero
regolamento per il SUAP e si attua il procedimento unico ordinario di autorizzazione per le attività
produttive.

Il Comune di Firenze, in conseguenza di quanto indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico con
circolare del 25 marzo 2011, ha scelto di operare in modalità esclusivamente telematica dal 1 giugno
2011 al fine di contenere le problematiche derivanti dalle nuove procedure e per venire altresì incontro
alle richieste delle Associazioni di categorie.
Da tale data non vengono più accolte pratiche in modalità cartacea con l’eccezione degli allegati tecnici di
particolare complessità e dimensioni (superiori ad almeno 600 Kb per ciascun allegato e 25 Mb
complessivi, secondo le specifiche tecniche indicate nell’allegato n.3 al presente manuale).

Con la pubblicazione sulla G.U. n. 110 del 13 maggio 2011 è entrato in vigore (il 14/05/2011) il
Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70 “Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l’economia”,
convertito in Legge n.106 del 12 luglio 2011, che contiene modifiche a disposizioni di legge che
riguardano il SUAP, in particolare riscrivendo il procedimento di rilascio del permesso di costruire e
modificando il procedimento della SCIA. L’art. 5, comma 2, lett. b) ha previsto che ‘’la segnalazione,
corredata dalle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può

3
essere presentata a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso la
segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione".
Con la legge di conversione (legge 106/2011) è stato precisato che tale modalità è esclusa per i
procedimenti per cui e' previsto l'utilizzo esclusivo della modalita' telematica.

Si elencano schematicamente le novità più rilevanti del DPR 160/2010.

- Recepimento dell’art. 49 del d.l. 78/2010, come convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel
riscrivere l’art. 19 della legge 241/90, che ha introdotto la segnalazione certificata d’inizio attività
(SCIA), espungendo la dichiarazione inizio attività (DIA) dal nostro ordinamento giuridico, sicuramente
dalla norma fondamentale sul procedimento amministrativo, sulla quale era stato già concepito e
articolato il regolamento SUAP.

- Sono due le modalità operative che caratterizzano il nuovo SUAP:


il procedimento automatizzato, per i procedimenti e le attività soggette alla disciplina della SCIA e al
silenzio-assenso, ex art. 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, maturato con il decorso dei termini previsti
da tale ultima legge o dalle specifiche discipline regionali o speciali.

il procedimento ordinario, il cui ambito d’applicazione si ricava in via residuale, rispetto ai casi
riconducibili al procedimento automatizzato; sino a settembre 2011 continueranno ad applicarsi le norme
del DPR 447/98

- La risposta alle richieste dell’utente è fornita per via telematica (PEC o porta di dominio) e
assicurata in ogni caso dal SUAP, anche in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni
coinvolte.

- Sulla capacità di garantire la risposta di cui al punto precedente si misura la conformità degli sportelli
unici, con specifico riferimento al parametro di cui alla lettera a), terzo comma, dell’art. 38 del d.l.
112/2008 - relativo alla completezza del SUAP – piuttosto che al parametro di cui alla lettera a-bis) -
relativo al collegamento tra le attività concernenti la costituzione dell’impresa e quelle concernenti
l’attività produttiva – nonché al parametro di cui al secondo comma dell’articolo 2 – relativo alla de-
materializzazione delle pratiche e loro trasmissione per via telematica - rapportati alle prescrizioni
contenute nell’allegato tecnico allo stesso regolamento.

- Sono attribuite al SUAP le competenze dello sportello unico per l’edilizia produttiva, salva diversa
disposizione dei comuni interessati e ferma restando l’unicità del canale di comunicazione telematico con
le imprese da parte del SUAP.

- Il responsabile del SUAP costituisce il referente per l’esercizio del diritto di accesso agli atti ed è lui
che indice la conferenza di servizi, anche su richiesta del soggetto interessato o dell’agenzia, quando
non ritiene di seguire la modalità procedimentale “ordinaria”, ossia quella della richiesta di pareri (intese,
nulla osta, concerti o assensi), rivolta agli altri uffici comunali ed alle altre amministrazioni competenti.

– Con riferimento ai raccordi procedimentali con gli strumenti urbanistici, il regolamento apre
all’acquisizione di pareri preventivi - in ordine alla conformità dei progetti preliminari con gli strumenti
di pianificazione paesaggistica, territoriale ed urbanistica, non vincolanti ai fini dell’eventuale successivo
procedimento, che acquisiscono, tuttavia, rilievo procedimentale a posteriori, ove positivi – e di
chiarimenti tecnici, che consentano l’individuazione della soluzione tecnica in ordine alla conformazione
strutturale e alla collocazione dell’impianto, nel rispetto delle normative di riferimento, attraverso l’esame
congiunto di amministrazioni competenti e soggetti interessati.

4
- I Ministri per lo sviluppo economico, per la semplificazione normativa e per la pubblica
amministrazione e l’innovazione, sentita la Conferenza unificata, monitoreranno l’attività e il
funzionamento degli Sportelli Unici.

Il Comune di Firenze ha dichiarato l’idoneità del proprio Sportello Unico Attività produttive in
data 27 gennaio 2011 come da comunicazione del Segretario Generale.

Il modello organizzativo per la gestione del nuovo SUAP è stato definito con Deliberazione di Giunta n.
13/2011 del 25 gennaio 2011. Con tale atto le funzioni relative al SUAP sono state estese, ferma restando
l’unicità del canale SUAP, alle Direzioni e agli uffici che, nell’attuale struttura organizzativa, sono
deputate allo svolgimento di attività produttive e di servizi, come definite dal DPR 160/2010.

Le disposizioni normative di riferimento e i link utili per la gestione delle pratiche SUAP sono indicati
negli Allegati n. 1 e 2 al presente manuale.

2. Finalità, ambito applicativo e esclusioni

Le finalità e l’ambito applicativo del Regolamento sono definite dall’art. 2 del DPR 160/2010.

Dovranno essere gestiti in modalità SUAP tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l'esercizio di
attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione,
realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché
cessazione o riattivazione delle suddette attività, ivi compresi quelli di cui al decreto legislativo 26 marzo
2010, n. 59 elencati nel catalogo della Regione Toscana (dizionario) dei procedimenti ed
endoprocedimenti reperibile in rete all’indirizzo www.suap.toscana.it 1.
Saranno altresì gestiti in modalità SUAP tutti i procedimenti edilizi con le limitazioni indicate nelle
specifiche tecniche di cui all’Allegato n. 3 e con l’esclusione di quelli inerenti la repressione
dell’abusivismo ed i condoni.

Sono esclusi dalla gestione in modalità SUAP:

1) gli impianti e le infrastrutture energetiche, le attività connesse all'impiego di sorgenti di


radiazioni ionizzanti e di materie radioattive, gli impianti nucleari e di smaltimento di rifiuti
radioattivi, le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, nonché le
infrastrutture strategiche e gli insediamenti produttivi di preminente interesse nazionale
(combinato disposto artt. 161 e s.s. del decreto 163/2006 e art. 2 del DPR 160/2010);
2) gli adempimenti relativi alle sedi e alle eventuali attività di Enti e Amministrazioni pubbliche
così come definite dal D.lgs. 165/2001 e dal Codice dei contatti pubblici (D.lgs 163/2006);
3) le procedure che riguardano le opere ed i servizi pubblici;
4) le attività/servizi di assistenza sanitaria riconducibili a soggetti pubblici (ospedali e case di
cura, istituti, cliniche e policlinici universitari, ambulatori e poliambulatori del SSN (L. R.
51/2009).
5) gli adempimenti di cantiere relativi ai punti precedenti, nonché gli adempimenti di cantiere
riguardanti l’edilizia residenziale.

1
http://www.suap.toscana.it/modules/mastop_publish/files/files_4d88e73682ad8.pdf

5
In fase di prima applicazione sono temporaneamente esclusi dalla gestione in modalità SUAP, per
ragioni organizzative interne ed esterne all’Ente:

1) i servizi e le attività di assistenza sanitaria relativi agli studi medici di medicina generale, agli
studi di omeopatia e di agopuntura, ai laboratori di igiene e profilassi, ad altre attività
paramediche, all’attività svolta da psicologi, all’attività di fisioterapia;
2) le “altre attività di assistenza sociale non residenziale nca (non classificate)” per quanto
riguarda la voce “Servizi di assistenza sociale non residenziale”:
3) le “attività sportive di intrattenimento e di divertimento”, salvo l’attività di “gestione di
palestre”.
4) gli adempimenti e le istanze prodotte da Associazioni di volontariato, ONLUS e Terzo Settore
in generale.

Il campo di applicazione del Regolamento sarà soggetto di ridefinizione al termine di una prima fase di
applicazione delle nuove modalità procedurali, al fine di migliorare la gestione delle pratiche SUAP
anche in riferimento alla capacità organizzativa dell’ente e in un ottica espansiva di miglioramento entro
il 31.12.2011.

Saranno comunque escluse dalla gestione in modalità SUAP tutte le pratiche per le quali non è definita
l’attività, limitatamente a quelle residue presentate in cartaceo.

3. Divisione di competenze per materia all’interno del Suap interdirezionale

Le materie all’interno del Suap interdirezionale vengono divise per gruppi omogenei secondo le
motivazione di cui allegato n. 4. Al fine di garantire la completezza nella trattazione delle attività e dei
relativi procedimenti amministrativi l’Ente adotta quale strumento generale di riferimento, con le
limitazioni espressamente indicate, il Codice Ateco 2007 (allegato n. 5) e segnatamente la relativa Tabella
di classificazione integrabile successivamente con il Dizionario regionale.

In caso di meri endoprocedimenti tecnici a carico di una sola Direzione del Comune, deve essere previsto
l'invio diretto a tale Direzione (es. procedimento edilizio riguardante permesso a costruire richiesto da
una farmacia --> invio diretto all'Urbanistica). In tali casi, il controllo formale sull'istanza andrà effettuato
in automatico dal front end con l’ausilio di una ceck list. Nei casi residuali, di ricezione di PEC, il mero
controllo formale sulla sottoscrizione digitale è svolto dall’ufficio protocollo del Suap, che provvederà a
trasmettere la pratica, per competenza, direttamente all’ufficio di merito. In ogni caso, sarà inoltrata una
“notifica” telematica all'ufficio interessato sulla base del codice ATECO (es. la Direzione Sicurezza
Sociale e Sport se l'endoprocedimento deve essere attivato su un procedimento edilizio riguardante una
farmacia).
Il servizio online dovrà dare al cittadino/impresa/professionista la possibilità di attivare il singolo
endoprocedimento tecnico. Per l’individuazione dell’ufficio al quale inoltrare la “notifica” telematica, si
farà riferimento al codice ATECO. In questi casi non è necessaria l'emanazione del provvedimento di
'"autorizzazione unica" da parte del SUAP, in quanto questa può essere direttamente emessa dall'ufficio
competente (nel caso di esempio, l'Urbanistica-Edilizia) che provvederà alla protocollazione del
provvedimento e all’invio al cittadino nonchè all’inoltro della “notifica” telematica all'ufficio interessato
sulla base del codice ATECO (nel caso di esempio, la Direzione Servizi Sociali e Sporti)".

Inoltre i seguenti procedimenti tecnici (intesi come singoli procedimenti e non come attività) sono
attribuiti alla Direzione Ambiente :
 Relativamente ad attività e impianti esclusi dal SUAP, di cui al precedente punto 2:

6
• Autorizzazione all'utilizzo, custodia e conservazione dei gas tossici (se la Regione
Toscana confermerà che la competenza è del Comune);
• Autorizzazione/Rinnovo scarichi produttivi in pubblica fognatura;
• Comunicazione variazione scarichi produttivi in pubblica fognatura;

 In quanto non riguardano l'Impresa, ma il soggetto privato che li utilizza:


• Rilascio/revisione patente di abilitazione all'uso dei gas tossici;
• Certificato di abilitazione alla vendita per i prodotti fitosanitari.

 Scarichi in fognatura bianca che la legge di riferimento attribuisce al Comune, quindi la


competenza deve essere dell'Ambiente.

4. Informatizzazione pratiche Suap : Profili giuridici, tecnici e di gestione.

4.1 Rapporto fra disposizioni contenute nell'allegato tecnico del DPR 160/2010 e disposizioni
contenute nel D.Lgs 82/2005 - Codice Amministrazione Digitale (CAD), come riformato dal
D.lgs.235/2010.

La disciplina del CAD in materia di rapporti con l’impresa è generale. Si veda al riguardo l’art. 5bis che
disciplina le “Comunicazioni tra imprese ed amministrazioni pubbliche” stabilendo che istanze,
dichiarazioni, dati, scambio di informazioni e documenti (tutti assunti quindi nel generico termine di
comunicazioni) avvenga esclusivamente in maniera telematica, e rinviando poi ad atti dell’esecutivo per
l’individuazione delle modalità. Si veda, inoltre, l’art. 10 relativo allo sportello unico nel quale, sempre in
modo generale, si prevede l’erogazione dei servizi agli utenti in maniera telematica. Altre disposizioni più
specifiche non vi sono. Pertanto, per le modalità tecniche occorre fare riferimento in primis, e per quanto
espressamente disciplinato (lo vedremo meglio dopo in materia di sottoscrizione dei documenti) al Dpr
160/2010. Allo stesso modo, per quanto non espressamente previsto, occorre invece rifarsi alla fonte
unica in materia di amministrazione digitale, il CAD.

4.2 Documento informatico e Firme elettroniche


Il documento informatico2 (da intendersi rigorosamente quale documento il cui originale nasce in
modalità informatica ) per essere valido deve essere sottoscritto elettronicamente. Così come accade
per i documenti cartacei, infatti, la sottoscrizione attribuisce all’autore la paternità giuridica del
documento informatico.

2
Si definisce documento informatico ‘’la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti’’ (art. 1,
comma 1, lett. p).

7
Il Cad disciplina in modo generale (per p.a. e privati ) il documento informatico, nella cui dizione è da
ricomprendersi ogni tipologia di atto o provvedimento, e prevede nella nuova versione della norma (artt.
20 e 21) varie tipologie di firma elettronica3 alle quali riconosce diversa efficacia4.
Il regolamento Suap a sua volta individua, nei rapporti con il soggetto interessato (art. 6 DPR 160/2010),
che le comunicazioni (la cui accezione dovrebbe ricomprendere tutti gli atti indicati dall’art. 5 bis CAD)
ed i provvedimenti relativi alla pratica Suap siano firmati digitalmente ed accompagnati dalla
rappresentazione a stampa in formato PDF/A. La scelta quindi per il documento informatico, cioè
quello che nasce informatico, è chiara: tra le firme possibili individuate dal Cad si predilige quella digitale
per qualsiasi atto o documento.
I documenti informatici non firmati digitalmente saranno dichiarati irricevibili.

Per quanto detto ai punti precedenti, si ritiene che per i documenti costituenti una pratica Suap non residui
spazio per ipotesi di atti, comunicazioni, provvedimenti da non sottoscrivere digitalmente. Eventuali
comunicazioni o allegati che esistono indipendentemente dalla pratica (es contratto di locazione,
dichiarazioni di conformità, dichiarazione di agibilità preesistente, etc) o che non vengano rilasciati in
formato digitale da altre pubbliche amministrazioni o gestori di pubbliche funzioni ( es: perizia giurata in
tribunale, rogito notarile) possono essere presentati, sempre tramite PEC, in copia che abbia le
caratteristiche previste dall’art.22 del CAD (scannerizzazione e copia dei documenti di identità).

4.3 Invalidità della firma digitale


Qualora pervengano al Suap interdirezionale atti inficiati da carenza/irregolarità della firma digitale
valgono gli stessi principi che disciplinano le firme autografe (alla quale la firma digitale è parificata).
Unici elementi caratteristici sono:
• controllo della validità del certificato: se scaduto oppure non valido il documento è da
considerarsi non sottoscritto;
• la validità constatata al momento della presentazione dell’istanza permane anche se
successivamente il certificato diviene invalido (DPR n. 53 del 30 marzo 2009 art. 51)5.

3
Le firme elettroniche sono di 4 tipi: firma elettronica semplice: consente l’identificazione informatica del mittente di un
insieme di dati elettronici; firma elettronica avanzata: rispetto alla precedente, garantisce in più la connessione univoca del
firmatario ai dati e la integrità degli stessi; firma elettronica qualificata: un particolare tipo di firma elettronica avanzata che si
basa su un certificato qualificato e realizzato mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma; firma digitale: un
particolare tipo di firma elettronica avanzata basato su un sistema di due chiavi crittografiche (pubblica e privata).
4
Le c.d. firme deboli (firma elettronica semplice o leggera) consentono di ricondurre in qualsiasi forma dei dati elettronici, ad
es. una firma a stampa, ad un soggetto, ma non assicurano l’integrità del documento stesso. Il documento è liberamente
valutabile in giudizio tenendo conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza; le c.d. firme forti (firma
elettronica avanzata, firma elettronica qualificata e firma digitale) sono quelle per cui il firmatario non può semplicemente
disconoscerne la sottoscrizione se non a querela di falso. Garantiscono l’identità dell’autore e l’integrità del documento
firmato.

8
L’invalidità della firma digitale comporta l’irricevibilità dell’atto.

4.4 Copie informatiche di documenti cartacei.


In via sperimentale e sino all’adozione della completa modalità on-line, al fine di agevolare le categorie
economiche e i professionisti interessati l’Amministrazione ha scelto, in applicazione delle disposizioni
del CAD, di accettare come copie idonee a sostituire gli originali (art. 22 comma 4), le copie per
immagine su supporto informatico di originali cartacei purché accompagnati da copia del
documento d’identità del/dei firmatari (art. 38 DPR 445/2000).

4.5 - Trasmissione dei documenti tramite il sistema on-line – Accreditamento


La trasmissione dei documenti mediante l’utilizzo del sistema on line avviene tramite le seguenti
modalità:
- Carta Sanitaria della Regione Toscana attiva
- Carta d’identità elettronica versione 3
- Credenziali di accesso ai servizi on line di Linea Comune

4.6 Trasmissione dei documenti tramite Posta Elettronica Certifica (PEC-6)


In attesa della gestione delle pratiche Suap in cooperazione applicativa, gli uffici utilizzano il canale
PEC sia per la trasmissione (in entrata e in uscita) di comunicazioni/atti amministrativi ai privati
sia per la trasmissione (in entrata e in uscita ) di comunicazione/atti amministrativi agli Enti terzi,
secondo le modalità di cui all’allegato n. 6, oltre che per lo scambio di documenti internamente:

• nei rapporti con i privati, la PEC sarà utilizzata per l’invio agli e dagli uffici comunali dei
documenti informatici redatti secondo le forme descritte nei paragrafi 2 e 4 della presente
sezione.
• nei rapporti con gli Enti terzi l’utilizzo della PEC garantisce la provenienza delle
comunicazione. Le comunicazioni inviate a tali soggetti non necessitano, quindi, di firma
digitale. L’art. 47 del Cad ritiene, infatti, valide le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni
anche se non sottoscritte digitalmente, se trasmesse tramite PEC, ovvero se dotate di segnatura

5
La firma digitale, ancorché sia scaduto, revocato o sospeso il relativo certificato qualificato del sottoscrittore, è valida se alla
stessa è associabile un riferimento temporale opponibile ai terzi che colloca la generazione di detta firma digitale in un
momento precedente alla sospensione, scadenza o revoca del suddetto certificato.

6
Sistema di comunicazione in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta e di fornire ricevute
opponibili a terzi (art. 1, comma 1 lett. V-bis del CAD) Per quanto riguarda le modalità di utilizzo e gestione della PEC si veda
il Disciplinare approvato con Delibera di Giunta 262/2010.

9
di protocollo informatico (Unico). Le specifiche tecniche del Regolamento Suap, all’art. 10,
non prevedono nulla di diverso.

Qualora la PEC presenti delle irregolarità rispetto alla struttura tecnica prevista dalle regole tecniche
del DPR 160/20107, si ritiene applicabile il generico principio di conservazione degli atti: pertanto se
sono individuati gli elementi fondamentali dell’istanza (es. soggetto, oggetto, intervento, elenco
endoprocedimenti8 attivati, elenco degli allegati per ciascun endoprocedimento attivato) la mail di
trasmissione può ritenersi valida.
Le istanze e gli allegati pervenuti tramite PEC dovranno essere salvati in apposite cartelle di rete secondo
le modalità indicate dalla Direzione Risorse Tecnologiche nella Rete intranet.

Le mail semplici, anche qualora contengano allegati firmati digitalmente, non saranno protocollate.
Il cittadino dovrà, comunque, essere avvertito via mail “semplice” dell’inadeguatezza dell’invio.
L’invio alla casella PEC del SUAP di una mail semplice, non garantendo al cittadino la certezza
dell’arrivo dei documenti alla Pubblica Amministrazione, non può costituire, per le pratiche Suap, idoneo
ricevimento: in questo caso, infatti, il cittadino non riceve in automatico dal ‘’provider’’ alcuna ricevuta
di avvenuta consegna e i termini del procedimento non decorreranno. Pertanto tale modalità ha lo scopo
di dare certezza all’utente dell’avvio del procedimento.
Eccezione

7
La pratica SUAP è trasmessa al Portale o al sito istituzionale del SUAP tramite Web Browser, previa autenticazione
informatica secondo le modalità previste dal CAD, ovvero in allegato ad un messaggio PEC indirizzato alla casella PEC
individuata da ciascun SUAP e pubblicata nel Portale. In caso di utilizzo di PEC: il contenuto del messaggio PEC avrà il
seguente formato:
- Nell’oggetto del messaggio i seguenti campi:
«SUAP: xidentificativo sportello destinatario> - - ».
- Nel corpo del messaggio i seguenti campi:
«SUAP: »;
«Pratica: »;
«Impresa: - »;
«Richiesta ».
- In allegato:
Il file di pratica SUAP («codice-pratica.SUAP.zip») previsto ai paragrafi precedenti.
Il campo potrà assumere i valori pubblicati nel Portale nell’ambito delle specifiche tecniche. A titolo di esempio : «richiesta»,
«esito», «domanda».
6. Invio della pratica telematica tra pubbliche amministrazioni
La pratica SUAP è trasmessa via SPC o, nelle more della definizione degli accordi di servizio, tramite PEC, secondo le
specifiche descritte all’ articolo 10 del presente allegato.
8
È parte di un procedimento che ha come scopo la predisposizione di un provvedimento parziale necessario per il
completamento dell’intero procedimento stesso. Quando un’impresa richiede, attraverso una domanda unica, un’autorizzazione
allo Sportello Unico, tale istanza si segmenta in una serie di endoprocedimenti (es. richiesta di permesso di costruire, richiesta
certificato prevenzione antincendi, richiesta autorizzazione sanitaria etc.) ciascuno in capo ad un’Amministrazione coinvolta
nel procedimento Unico dallo Sportello stesso.

10
Al fine di agevolare la presentazione delle istanze da parte di società e imprese aventi sede legale fuori
dal territorio della Repubblica Italiana, si prevede che tali soggetti possano validamente trasmettere
istanze, comunicazioni o documenti mediante mail semplice, purché contenente allegati sottoscritti
digitalmente.

4.7 Domicilio elettronico


Si sancisce il principio per cui si presume quale domicilio elettronico quello indicato come tale nella
procura.

4.8 Procura Speciale


La presentazione di istanze alla PA comporta conoscenze tecniche approfondite per cui il cittadino può
avvalersi di professionisti (ingegneri, architetti, geometri, periti), che gestiscono la pratica con la PA .
Nelle procedure telematiche, il rapporto di rappresentanza si realizza tramite lo strumento giuridico della
procura speciale, ossia relativa alla singola pratica SUAP.0.
Sono due i tipi di procura che possono coesistere o meno:
Procura all’inoltro tramite PEC
Procura alla sottoscrizione digitale

La procura speciale quando necessaria è, quindi, un allegato obbligatorio alla pratica SUAP inviata
tramite PEC.
A tal fine, anche in ottemperanza a quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione digitale (art. 57,
d.lgs. n. 82/2005), è stato predisposto un formulario “tipo” di procura speciale reperibile sul sito del
Comune di Firenze all’indirizzo suap.comune.fi.it.
Il modello deve essere utilizzato per il conferimento della procura speciale9 da parte di chi ha titolo a
presentare la “pratica”10 secondo la seguente procedura:
- chi ha titolo a presentare la pratica conferisce la procura speciale tramite il modello, debitamente
compilato, al professionista, sottoscrivendola:
• Con firma autografa e allegandolo alla stessa i documenti d’identità validi del/dei firmatari
così come previsto dall’art. 38 DPR 445 /2000; in questo caso la procura è un documento nativo
cartaceo;
• Con firma digitale , il documento è sottoscritto dall’intestatario o dagli intestatari della pratica ;
in questo caso la procura è un documento nativo informatico.

9
Sia procura a sottoscrivere che a presentare.
10
Di norma l’intestatario della pratica ma in alcuni casi potrà essere un tecnico.

11
Nel caso di procura speciale “cartacea”, il professionista acquisisce, tramite scansione, la procura e i
relativi documenti d’identità allegati, creando la c.d. copia per immagine, ai sensi del comma 3
dell’art.22.
Il destinatario della procura alla sottoscrizione digitale ( e non all’inoltro tramite PEC) appone la
propria firma digitale sulla copia per immagine senza alcuna dichiarazione di atto notorio relativa alla
conformità all’originale.
Nel caso di procura speciale “digitale”, ossia di procura sottoscritta digitalmente dai soggetti conferenti la
pratica SUAP, il professionista potrà inviarla tramite PEC allegandola alla pratica.

Riassumendo, l’invio tramite PEC può essere demandato a soggetto diverso dall’intestatario o dagli
intestatari della pratica, indicando la relativa opzione nel modello stesso di procura. In tal caso, tale
soggetto, non è obbligato a firmare digitalmente la procura, ove non abbia contestualmente procura alla
sottoscrizione digitale.

4.9 Perizia giurata


La perizia è l'analisi tecnica di una particolare situazione redatta da un perito, esperto in una determinata
disciplina non giuridica (per dirimere una questione tecnico-economica (come la stima di un bene o di un
danno o per attestare la verità riguardo ad una questione tecnica (come la conformità di un bene a
specifiche norme).

Si ha una perizia asseverata se il perito ne conferma la certezza dei contenuti "sotto la propria personale
responsabilità", attestandone, con un'ulteriore dichiarazione apposta nella perizia stessa, la veridicità e
rispondendo così penalmente per eventuali falsi ideologici e materiali in essa contenuti.

Si ha, invece, una perizia giurata (o asseverata e giurata) quando la stessa, oltre alla dichiarazione che
assevera la veridicità del contenuto, riporta in calce il verbale del giuramento di "aver bene e
fedelmente adempiuto alle funzioni affidategli al solo scopo di far conoscere la verità", reso dal perito
dinnanzi al cancelliere di un qualsiasi ufficio giudiziario, compreso quello del giudice di pace, ai sensi
dell'art. 5 del r.d. 9 ottobre 1922, n. 1366,[2] o dinnanzi ad un notaio, ai sensi dell'art. 1, n. 4, del r.d.l. 14
luglio 1937, n. 1666.

Esempio di Verbale di giuramento di perizia stragiudiziale

12
L’anno…………, il giorno ……………. del mese di …………… avanti il sottoscritto cancelliere è comparso il
Sig. ………………………………………………………………… il quale chiede di asseverare con giuramento l’unita
perizia. Il Cancelliere, previe le ammonizioni di legge, invita il perito al giuramento di rito che lo
stesso presta ripetendo la formula: “Giuro di avere bene e fedelmente adempiuto alle funzioni
affidatemi al solo scopo di far conoscere ai giudici la verità

Nel caso in cui debba essere allegata una perizia asseverata alla pratica on line, la perizia dovrà essere
considerata valida se sottoscritta con firma digitale da parte del professionista. La firma digitale
sostituisce anche l’apposizione del timbro.

Per quanto riguarda la perizia giurata, si procederà all’invio di una copia per immagine della stessa.

4.10 Firme multiple sul medesimo modulo SUAP


La modulistica è quella reperibile sul sito del Suap.
Per garantire la firma digitale multipla da parte di soggetti diversi, la modulistica SUAP sarà
progressivamente rivista, prevedendo dei moduli a sé stanti a cui dovrà esse apposta la firma digitale.

5. Protocollo

Il Comune di Firenze ha adottato un sistema di protocollazione (SIGEDO) già utilizzato da 15 Direzioni


per la protocollazione dei documenti e in parte anche per la gestione del wokflow procedimentale.
Sia Sigepro che Gespra hanno già un loro sistema di gestione del workflow procedimentale, cioè a fronte
di una domanda inoltrata da un cittadino/professionista, gestiscono l’iter del processo per l’emissione di
autorizzazioni o pareri; per protocollare i documenti relativi al Suap e tendere sempre più verso un
sistema di Protocollo Unico dell’Ente è stato necessario effettuare l’integrazione di tali applicati con
SIGEDO11 .Tale integrazione consente l’invio anche della documentazione allegata alla pratica, così
come di tutti gli atti connessi che saranno emessi a seguito ad es. di un parere autorizzatorio.
Secondo tale considerazione SIGEDO si costituisce come il “repository” documentale di riferimento dal
quale potranno essere inviati successivamente i documenti al sistema di conservazione di lungo periodo e
di conservazione a norma.

Dal 1° Giugno, data dalla quale per i procedimenti SUAP si dovranno ricevere solo documenti in formato
elettronico, sono individuati i seguenti flussi:

11 Per l’integrazione con il sistema SIGEDO, è stato realizzato dall’azienda ADS (sviluppatrice del sistema di protocollo) un
modulo Web Service con interfaccia e messaggistica standard allo scopo di rendere le cose più “agevoli” sia in relazione alla
sicurezza sia a garanzia dell’indipendenza delle differenti piattaforme utilizzate dalle diverse applicazioni di protocollo
informatico.

Più precisamente, per chiarezza, il progetto DOCAREA , basandosi anche sulla normativa, ha definito le “regole” relative al
flusso dei documenti che vengono trattati da un Ente.

13
1) comunicazione cittadino/professionista allo sportello SUAP tramite PEC

La comunicazione tra il cittadino/professionista e lo sportello SUAP avviene, di norma, tramite la casella


di posta certificata (suap@pec.comune.fi.it).
Una volta pervenuta la pratica all’indirizzo PEC del Suap la stessa sarà contestualmente protocollata da
Sigepro, che è il collettore di ingresso per tutte le pratiche SUAP):

• qualora il formato di trasmissione della pratica rispetti quello definito dal DPR 160/2010,
la protocollazione avverrà automaticamente, senza l’intervento di un operatore.
• nel caso che SigePro verifichi che la pratica non rispetta i canoni di formato definiti dal
DPR 160 la pratica potrà essere comunque accolta, ma l’operazione di protocollazione
avverrà solo tramite l’intervento di un operatore.

Qualora la pratica Suap arrivi alla casella istituzionale dell’Ente la protocollazione verrà effettuata dall’
applicazione di protocollo SIGEDO e smistata sulla scrivania virtuale della Direzione Sviluppo
Economico.

2) comunicazione tra SigePro e Gespra

Una volta che la pratica è stata protocollata in Sigepro questa dovrà essere passata a Gespra (per le
pratiche edilizie). SigePro e Gespra colloquiano tramite un modulo applicativo denominato STC
(“Sistema territoriale di connettività”) e sono in grado di scambiarsi notifiche ed allegati.

Nel caso che Gespra riceva una pratica da SigePro secondo la modalità di cooperazione applicativa – STC
- non si procederà ad effettuata di nuovo la protocollazione dei documenti; questi saranno semplicemente
acquisiti associando alla pratica il riferimento di protocollo già presente in SigePro.

L’integrazione tra i tre sistemi (SIGEDO, SigePro e Gespra) consente di salvare i documenti relativi alla
stessa pratica in un solo repository e condivisi in tutti e 3. In questo modo si garantisce una consultazione
immediata da parte dell’operatore.

6. Diritti Suap e oneri interni e Enti Terzi


Gli utenti potranno effettuare il pagamento per i diritti e le imposte relativi ai procedimenti gestiti dal
SUAP direttamente on line attraverso l’apposito portale.

14
Qualora l’importo da pagare non consenta il pagamento on line si potrà comunque utilizzare il bonifico
bancario o il conto corrente postale. In tal caso le ricevute di pagamento vanno scansionate e allegate alla
pratica.

7. Bollo virtuale
L’assolvimento del bollo in modo virtuale è previsto dall’art. 15 del DPR 642 /1972 (disciplina imposta
di bollo)12. La procedura da seguire per la presentazione dell’istanza presso l’agenzia delle entrate è la
seguente:

12 Art.15 DPR 642/1972:’’Pagamento in modo virtuale. Per determinate categorie di atti e documenti, da stabilire con decreto
del Ministro delle finanze, l'intendente di finanza può, su richiesta degli interessati, consentire che il pagamento dell'imposta
anziché in modo ordinario o straordinario avvenga in modo virtuale . Gli atti e documenti, per i quali sia stata rilasciata
l'autorizzazione di cui al precedente comma, devono recare la dicitura chiaramente leggibile indicante il modo di pagamento
dell'imposta e gli estremi della relativa autorizzazione. Ai fini dell'autorizzazione di cui al precedente comma, l'interessato
deve presentare apposita domanda corredata da una dichiarazione da lui sottoscritta contenente l'indicazione del numero
presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi durante l'anno. L'ufficio del registro competente per territorio,
ricevuta l'autorizzazione dell'intendenza di finanza, procede, sulla base della predetta dichiarazione, alla liquidazione
provvisoria dell'imposta dovuta per il periodo compreso tra la data di decorrenza dell'autorizzazione e il 31 dicembre
ripartendone l'ammontare in tante rate uguali quanti sono i bimestri compresi nel detto periodo con scadenza alla fine di
ciascun bimestre solare . Entro il successivo mese di gennaio, il contribuente deve presentare all'ufficio del registro una
dichiarazione contenente l'indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell'anno precedente distinti per voce di
tariffa, nonché degli assegni bancari estinti nel suddetto periodo. L'ufficio del registro, previ gli opportuni riscontri, procede
alla liquidazione definitiva dell'imposta dovuta per l'anno precedente imputando la differenza a debito o a credito della rata
bimestrale scadente a febbraio o, occorrendo, in quella successiva (. Tale liquidazione, ragguagliata e corretta dall'ufficio in
relazione ad eventuali modifiche della disciplina o della misura dell'imposta, viene assunta come base provvisoria per la
liquidazione dell'imposta per l'anno in corso. Se le modifiche intervengono nel corso dell'anno, a liquidazione provvisoria già
eseguita, l'ufficio effettua la riliquidazione provvisoria delle rimanenti rate con avviso da notificare al contribuente entro il
mese successivo a quello di entrata in vigore del provvedimento che dispone le modifiche. La maggiore imposta relativa alla
prima rata oggetto della riliquidazione è pagata unitamente all'imposta relativa alla rata successiva. Non si tiene conto, ai fini
della riliquidazione in corso d'anno, delle modifiche intervenute nel corso dell'ultimo bimestre. Se le modifiche comportano
l'applicazione di una imposta di ammontare inferiore rispetto a quella provvisoriamente liquidata, la riliquidazione è effettuata
dall'ufficio, su istanza del contribuente, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza (20). L'autorizzazione di cui ai
precedenti commi si intende concessa a tempo indeterminato e può essere revocata con atto da notificarsi all'interessato.

15
L’istanza sottoscritta ( e senza bollo!) può essere consegnata brevi manu oppure inviata per posta
all’ufficio di Via Santa Reparata. Nell’istanza devono indicarsi necessariamente il numero di atti che si
presume di ricevere nel corso dell’anno di riferimento e soggetti ad imposta di bollo. Inoltre deve
indicarsi l’importo del bollo richiesto. Conclusa l’istruttoria l’ufficio delle entrate notificherà all’indirizzo
indicato nell’istanza l’autorizzazione emessa nonché il decreto di liquidazione. Quest’ultimo riporta
l’importo complessivo dovuto per l’anno in corso calcolato moltiplicando il numero degli atti per
l’importo del bollo. La liquidazione delle somme dovute avviene a scadenza bimestrale con tali date 28/2,
30/4 30/6, 31/10, 31/12 . Entro il 31 gennaio dell’anno successivo andrà presentata la dichiarazione
consuntiva degli atti effettivamente assoggettati all’imposta di bollo rispetto a quelli previsti nella
richiesta di autorizzazione. Seguirà a tale dichiarazione un nuovo avviso di liquidazione dell’ufficio delle
entrate che valuterà se si è maturato un credito ovvero un debito rispetto alle somme pagate nel corso del
2011, e stabilirà le somme per l’anno 2012, le date di pagamento sono sempre le stesse.
Si riporta in allegato il modello per la presentazione dell’istanza (allegato n. 6)

8. Suap, Camera di Commercio, Agenzie per le imprese


da implementare progressivamente in base agli sviluppi e ai rapporti che si andranno a delineare

- Camera di Commercio Il nuovo regolamento SUAP prevede la possibilità di presentazione contestuale,


al registro dell’imprese, della “ComUnica”, ex art. 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, per l’avvio e
le modifiche relative all’impresa, e delle segnalazioni di inizio attività (art. 5, comma 1 e 2).

- Agenzie per le Imprese, soggetto privato al quale sono riconosciute funzioni di natura istruttoria e
d’asseverazione e di ulteriore punto d’accesso al SUAP, oltre alla Camera di Commercio.
Il regolamento che specificamente le riguarda (DPR 159/2010) contiene la regola per l’accreditamento di
associazioni di categoria, di professionisti e delle altre figure espressamente indicate, mentre è il
regolamento per la semplificazione e il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività
produttive che ne descrive le competenze e le modalità operative.

9. Accesso agli atti

L'interessato, che intenda rinunziare all'autorizzazione, deve darne comunicazione scritta all'intendenza di finanza presentando
contemporaneamente la dichiarazione di cui al quinto comma per il periodo compreso dal 1° gennaio al giorno da cui ha effetto
la rinunzia. Il pagamento dell'imposta risultante dalla liquidazione definitiva dovrà essere effettuato nei venti giorni successivi
alla notificazione della liquidazione’’. Art. 15-bis. Versamento dell'acconto sull'imposta di bollo assolta in
modo virtuale. Poste italiane s.p.a., le banche e gli altri enti e società finanziari indicati nell'articolo 1 del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, entro il 30 novembre di ogni anno, versano, a titolo di acconto, una somma pari al
settanta per cento dell'imposta provvisoriamente liquidata ai sensi dell'articolo 15; per esigenze di liquidità l'acconto può essere
scomputato dai versamenti da effettuare a partire dal successivo mese di febbraio (22).

16
Attraverso il SUAP dovrà essere garantito l’esercizio del diritto di accesso agli atti e ai documenti
amministrativi da esso detenuti con le modalità disciplinate dalla legge n.241/1990 e nel rispetto della
normativa in materia di trattamento dei dati personali come da ultimo modificata.

Ricordarsi che l’art 4 del DPR 160 prevede che


Il responsabile del SUAP costituisce il referente per l'esercizio del diritto di accesso agli atti e
documenti detenuti dal SUAP, anche se provenienti da altre amministrazioni o da altri uffici
comunali. Rimane ferma la responsabilità delle amministrazioni o degli uffici comunali per altri
atti, comunque connessi o presupposti, diversi da quelli detenuti dal SUAP.

AVVERTENZA

Il numero di copie degli elaborati tecnici indicati in riferimento ai singoli


endoprocedimenti ha valore esclusivamente per gli elaborati il cui peso superi 30 MB.
Per gli eleborati tecnici il cui peso complessivo è inferiore a 30 MB saranno presentati
on line
PARTE II

PROCEDIMENTI E ADEMPIMENTI (TECNICI)


DI ENTI TERZI E DIREZIONI INTERNE
(nel procedimento Suap uffici di staff)
INDICE
1 AMBIENTE
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente
EMISSIONI IN ATMOSFERA
PRODOTTI VEGETALI
IMPATTO ACUSTICO
ABBATTIMENTO PIANTE

2 IGIENE E SANITA'
a cura del Servizio Attività produttive

3 INSEGNE E MEZZI PUBBLICITARI


a cura del Servizio Suolo Pubblico

4 PARERI PREVENTIVI
a cura del Servizio Attività produttive

5 PREVENZIONE INCENDI
a cura del Servizio Attività produttive

6 SCARICHI IDRICI
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

17
7 SICUREZZA IMPIANTI E LUOGHI DI LAVORO
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

8 SUOLO PUBBLICO
a cura del Servizio Suolo Pubblico

9 URBANISTICA/EDILIZIA
a cura del Servizio Edilizia Privata e del Servizio Attività produttive

N.B.: su sfondo giallo le istruzioni operative

18
1) AMBIENTE
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

EMISSIONI IN ATMOSFERA
a cura di Mariella Bergamini, Alessandro Cecchini, Anna Pia Mezzina

NORMATIVA
D. Lgs. 3/4/2006 n° 152
D.P.R. 24/5/1988 n° 203
L.R. 5/5/1994 n° 33
D.G.R.T. 10/8/1992 n° 6855
D.G.R.T. 4/10/1993 n° 8807
Det. Dir.le Prov. Firenze n° 319 del 4/2/2005

Premessa Generale
Ai sensi dell’art. 269 del D. Lgs. 152/2006, sono soggetti ad autorizzazione (ordinaria o in
via generale come di seguito meglio indicato) gli impianti da cui originino emissioni in
atmosfera nei casi di loro nuova installazione, di trasferimento e/o modifica
sostanziale.
Per modifica sostanziale si intende quella che comporta un aumento o una variazione qualitativa
delle emissioni o che altera le condizioni di convogliabilità tecnica delle stesse.

In realtà, il D. Lgs. 152/06 prevede ulteriori fattispecie di attività soggette, pur in assenza di
impianto, ad autorizzazione (art. 269 c. 10 e sgg.).
Più precisamente, l’autorizzazione alle emissioni è prescritta anche per le attività di:
 verniciatura;
 lavorazione, trasformazione o conservazione di materiali agricoli, qualora siano prodotte
emissioni;
 produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali
polverulenti
nel caso in cui vengano effettuate in modo non occasionale, in assenza di impianto ed in un
luogo a ciò adibito.
L'autorizzazione rilasciata ha una durata di quindici anni. La domanda di rinnovo deve essere
presentata almeno un anno prima della scadenza.
L’ente competente al rilascio dell’autorizzazione (e rinnovo) è la Provincia.

Non sono invece soggette a preventiva autorizzazione o comunicazione le


emissioni in atmosfera originanti da:

Fanno eccezione:
- gli impianti disciplinati dal D. Lgs. 11/5/2005 n° 133 in materia di incenerimento di
rifiuti (v. art. 267 c. 2 del D. Lgs. 152/06) per i quali occorre far riferimento invece alla
normativa speciale di riferimento;
- gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale (v. Allegato I del D. Lgs.
59/2005) così come previsto dall’art. 267 c. 3 del D. Lgs. 152/06;
- gli impianti termici finalizzati alla produzione di energia elettrica (cui è applicabile la L.R.
39/2005);

19
- gli impianti esclusi dall’obbligo di preventiva autorizzazione indicati all’art. 269 c. 14 (v.
di seguito la norma in questione) e per i quali è teoricamente previsto l’assoggettamento,
previo provvedimento dell’autorità competente che disponga detto adempimento, ad
obbligo di comunicazione preventiva di avvio attività/messa in funzione (la Provincia di
Firenze non ha adottato ad oggi il provvedimento che dispone detto adempimento);
- gli impianti di deposito di oli minerali, compresi i gas liquefatti (art. 269 c. 16);
- gli impianti che producono emissioni c.d. scarsamente rilevanti (v. di seguito All. IV –
parte I - D. Lgs. 152/2006), soggetti a comunicazione solo ove previsto dalla Provincia
con proprio provvedimento generale – art. 272 c. 1 – (la Provincia di Firenze non ha
infatti adottato il provvedimento richiesto, per cui può ritenere che detti impianti/attività
non siano soggetti ad alcun adempimento preventivo e che riguarda solo gli impianti di
cui alle lettere t e z dell’elenco richiamato da detto articolo).

ATTIVITA’ NON SOGGETTE A COMUNICAZIONE/AUTORIZZAZIONE


Art. 269 D. Lgs.152/2006 c. 14-15 e 272 – c. 1

Di seguito sono riportati gli elenchi delle attività/impianti in precedenza citati (art. 269 c. 14 e
All. IV – parte I -), non assoggettati né ad autorizzazione né a preventiva
comunicazione (comunque denominata) mancando il provvedimento generale prescritto
a tal fine dal D. Lgs. 152/2006.
Art. 269 D. Lgs.152/2006 c. 14-15
14. Non sono sottoposti ad autorizzazione i seguenti impianti:
a) impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni a cogenerazione, di potenza
termica nominale inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse di cui all'Allegato X alla parte quinta
del presente decreto, a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel;
b) impianti di combustione alimentati ad olio combustibile, come tale o in emulsione, di
potenza termica nominale inferiore a 0,3 MW;
c) impianti di combustione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale
inferiore a 3 MW:
d) impianti di combustione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti,
alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza
termica nominale non superiore a 3 MW, se l'attività di recupero è soggetta alle procedure
autorizzative semplificate previste dalla parte quarta del presente decreto e tali procedure sono
state espletate;
e) impianti di combustione alimentati a biogas di cui all'Allegato X alla parte quinta del
presente decreto, di potenza termica nominale complessiva inferiore o uguale a 3 MW;
f) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica
nominale inferiore a 3 MW;
g) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a benzina di potenza termica nominale
inferiore a 1 MW;
h) impianti di combustione connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi
funzionanti per meno di 2200 ore annue, di potenza termica nominale inferiore a 5 MW se
alimentati a metano o GPL ed inferiore a 2,5 MW se alimentati a gasolio;
i) impianti di emergenza e di sicurezza, laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per
prove, ricerche, sperimentazioni, individuazione di prototipi. Tale esenzione non si applica in
caso di emissione di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di
sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate, come individuate dalla parte II
dell'Allegato I alla parte quinta del presente decreto.
15. L'autorità competente può prevedere, con proprio provvedimento generale, che i gestori
degli impianti di cui al comma 14 comunichino alla stessa, in via preventiva, la data di messa in
esercizio dell'impianto o di avvio dell'attività.

20
Allegato IV D. Lgs. 152/06:
Impianti e attività in deroga.
Parte I
Impianti ed attività di cui all'articolo 272, comma 1
1. Non ricadono nell'elenco che segue gli impianti e le attività in cui si utilizzano le sostanze o i
preparati classificati dal decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, come cancerogeni, mutageni o
tossici per la riproduzione e ai quali sono state assegnate etichette con le frasi di rischio R45,
R46, R49, R60, R61.
2. Le soglie di produzione e di consumo indicate nelle lettere f), t), u), v), w), x), y), si intendono
riferite all'insieme delle attività esercitate nello stesso luogo, mediante uno o più impianti o
macchinari e sistemi non fissi o operazioni manuali.
3. Il provvedimento previsto dall'articolo 272, comma 1, non può essere adottato per gli impianti
e le attività di cui al punto 4 lettere da t) a z).
4. Elenco degli impianti e delle attività:
a) Impianti adibiti esclusivamente a lavorazioni meccaniche con esclusione di attività di
verniciatura, trattamento superficiale dei metalli e smerigliature.
b) Impianti di aspirazione situati in:
(1) laboratori orafi in cui non è effettuata la fusione di metalli;
(2) laboratori odontotecnici;
(3) esercizi in cui viene svolta attività estetica, sanitaria e di servizio e cura della persona;
(4) officine ed altri laboratori annessi a scuole.
c) Impianti destinati alla decorazione di piastrelle ceramiche senza procedimento di cottura.
d) Impianti adibiti esclusivamente alle seguenti lavorazioni tessili: preparazione, filatura,
tessitura della trama, della catena o della maglia di fibre naturali, artificiali o sintetiche, con
eccezione dell'operazione di testurizzazione delle fibre sintetiche e del bruciapelo; nobilitazione
di fibre, di filati, di tessuti limitatamente alle fasi di purga, lavaggio, candeggio (ad eccezione dei
candeggi effettuati con sostanze in grado di liberare cloro e/o suoi composti), tintura e
finissaggio a condizione che tale fase sia effettuata nel rispetto delle seguenti condizioni:
i) le operazioni in bagno acquoso devono essere condotte a temperatura inferiore alla
temperatura di ebollizione del bagno, oppure, nel caso in cui siano condotte alla temperatura di
ebollizione del bagno, ciò deve avvenire senza utilizzazione di acidi, di alcali o di prodotti
volatili, organici o inorganici, o, in alternativa, all'interno di macchinari chiusi;
ii) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i trattamenti con vapore espanso o a bassa
pressione devono essere effettuate a temperatura inferiore a 150° e nell'ultimo bagno acquoso
applicato alla merce non devono essere stati utilizzati acidi, alcali o prodotti volatili, organici od
inorganici.
e) Cucine, esercizi di ristorazione collettiva, mense, rosticcerie e friggitorie.
f) Panetterie, pasticcerie ed affini con un utilizzo complessivo giornaliero di farina non superiore
a 300 kg.
g) Stabulari acclusi a laboratori di ricerca e di analisi.
h) Serre.
i) Stirerie.
j) Laboratori fotografici.
k) Autorimesse e officine meccaniche di riparazioni veicoli, escluse quelle in cui si effettuano
operazioni di verniciatura.
l) Autolavaggi.
m) Silos per materiali da costruzione ad esclusione di quelli asserviti ad altri impianti.
n) Macchine per eliografia.
o) Stoccaggio e movimentazione di prodotti petrolchimici ed idrocarburi naturali estratti da
giacimento, stoccati e movimentati a ciclo chiuso o protetti da gas inerte.
p) Impianti di trattamento acque.
q) Macchinari a ciclo chiuso di concerie e pelliccerie.

21
r) Attività di seconde lavorazioni del vetro, successive alle fasi iniziali di fusione, formatura e
tempera, ad esclusione di quelle comportanti operazioni di acidatura e satinatura.
s) Forni elettrici a volta fredda destinati alla produzione di vetro
t) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di frutta, ortaggi, funghi con
produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg.
u) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di carne con produzione giornaliera
massima non superiore a 350 kg.
v) Molitura di cereali con produzione giornaliera massima non superiore a 500 kg. A tali attività
non si applica quanto disposto all'articolo 272, comma 1.
w) Lavorazione e conservazione, esclusa surgelazione, di pesce ed altri prodotti alimentari
marini con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg.
x) Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo giornaliero di materie prime non superiore
a 350 kg.
y) Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg.
z) Allevamento di bestiame che, per ciascuna delle quantità indicate nella seguente tabella in
funzione delle categorie animali allevate, dispone di almeno un ettaro di terreno su cui
l'utilizzazione agronomica degli effluenti è effettuata in base al decreto previsto dall'articolo 112,
comma 2, della Parte Seconda del presente decreto ed in base alle relative norme regionali di
attuazione, ove adottate.
Categoria animale allevata Peso vivo medio per anno
(t)
Scrofe con suinetti fino a 30 kg 3,4
Suini in accrescimento/ingrasso 3,0
Vacche da latte in produzione 2,5
Rimonta vacche da latte 2,8
Bovini all'ingrasso 4,0
Galline ovaiole 1,5
Polli da carne 1,4
Tacchini 2,0
Cunicoli 2,4
Ovicaprini 3.4
Equini 4,9

Ai fini della comprensione della terminologia utilizzata dalla normativa qui richiamata, è
opportuno tenere presenti le definizioni che seguono (art. 268 D. Lgs. 152/2006):

- Per impianto, ai sensi dell’art. 268 lett. h) si intende: “h) impianto: il macchinario o il
sistema o l'insieme di macchinari o di sistemi costituito da una struttura fissa e dotato di
autonomia funzionale in quanto destinato ad una specifica attività; la specifica attività a
cui è destinato l'impianto può costituire la fase di un ciclo produttivo più ampio;”.
- Per stabilimento, il complesso unitario e stabile, che si configura come un complessivo
ciclo produttivo, sottoposto al potere decisionale di un unico gestore, in cui sono presenti
uno o più impianti o sono effettuate una o più attività che producono emissioni
attraverso, per esempio, dispositivi mobili, operazioni manuali, deposizioni e
movimentazioni. Si considera stabilimento anche il luogo adibito in modo stabile
all'esercizio di una o più attività;
- Per stabilimento nuovo, uno stabilimento che non ricade nelle definizioni di cui alle
lettere i) e i-bis) dell’art. 268 D. Lgs. 152/2006);
- Per modifica dello stabilimento, installazione di un impianto o avvio di una attività
presso uno stabilimento o modifica di un impianto o di una attività presso uno
stabilimento, la quale comporti una variazione di quanto indicato nel progetto o nella
relazione tecnica di cui all'articolo 269, comma 2, o nell'autorizzazione di cui all'articolo
269, comma 3, o nella domanda di adesione all'autorizzazione generale di cui all'articolo
272, o nell'autorizzazione rilasciata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica

22
24 maggio 1988, n. 203, o nei documenti previsti dall'articolo 12 di tale decreto; ricadono
nella definizione anche le modifiche relative alle modalità di esercizio o ai combustibili
utilizzati;
- Per modifica sostanziale, modifica che comporta un aumento o una variazione
qualitativa delle emissioni o che altera le condizioni di convogliabilità tecnica delle stesse;
per le attività di cui all'articolo 275 valgono le definizioni di cui ai commi 21 e 22 del
medesimo;
- Per gestore, la persona fisica o giuridica che ha potere decisionale circa l'installazione o
l'esercizio dello stabilimento e che è responsabile dell'applicazione dei limiti e delle
prescrizioni disciplinate nel presente decreto.

Oneri Istruttori
Per ogni endoprocedimento attivato sono richiesti € 30,00 a titolo di diritti d’istruttoria SUAP e
la tariffa prevista dalla Provincia ai sensi della Del. G.P. Firenze n° 229 del 2009.
Tutti gli importi dovranno essere versati tramite le modalità di pagamento on-line o sul c/c n.
35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti
terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.

DEL. G.P. Firenze n° 229 del 2009


- Nuovo impianto (art. 269 comma 2) € 293,00
- Trasferimento di impianto (art. 269 comma 2 ) € 136,00
- Modifica sostanziale (art. 269 comma 8) € 366,00
- Modifica non sostanziale (art. 269 comma 8) € 125,00
- Rinnovo(art. 269 comma 7) € 136,00
- Autorizzazione in via generale (art. 272 comma 2) € 188,00
- Impianti termici civili superiori alle soglie di cui all’art. 269 comma 14 (art. 282 comma
1) € 157,00

In ragione di quanto sopra indicato sono pertanto concretamente attivabili, in


materia di emissioni in atmosfera, gli endoprocedimenti di seguito indicati:

*****************************************************

AUTORIZZAZIONE ORDINARIA (RINNOVO AUTORIZZAZIONE)


ALL’EMISSIONI IN ATMOSFERA EX ART. 269 D. LGS. 152/2006
(PROVINCIA)

Autorizzazione Ordinaria (Nuovi Impianti, Trasferimenti,


Endo n. Modifiche Sostanziali) alle emissioni in atmosfera ex art. 269 D.
245 Lgs. 152/2006 (Provincia)
PROVINCIA FIRENZE - Emissioni in Atmosfera

PROCEDURA

La domanda (v. apposito modello predisposto dalla Provincia -


http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePage=popupcentro.
asp&Inventario=245&campo=13 -) è proposta in 5 copie + una copia su CD (il CD, assieme ad
una copia cartacea, è trasmesso alla Provincia) corredata dei relativi allegati (progetto, relazione

23
tecnica e quadro riassuntivo di cui al c. 2 dell’art. 269 D. Lgs. 152/2006). Con riguardo agli
Oneri Istruttori, si veda quanto indicato in proposito nella Premessa Generale di cui sopra.

La domanda è trasmessa a:
- PROVINCIA DI FIRENZE – UFFICIO EMISSIONI IN ATMOSFERA – VIA
MERCADANTE, 42 – 50144 FI
- ARPAT SERVIZIO SUBPROVINCIALE DI FIRENZE S/E - VIA PONTE ALLE MOSSE,
211 – 50144 FIRENZE
- ASL FIRENZE
- UU.FF. ISP – PISSL – VIA DELLA CUPOLA, 64 – 50127 FIRENZE
- DIREZIONE AMBIENTE – VIA B. FORTINI, 37 – 50125 FIRENZE

- Ai fini del rilascio dell’autorizzazione per i nuovi stabilimenti, la Provincia indice, entro
30 gg. dal ricevimento, una Conferenza dei Servizi (istruttoria, ex art. 2 – c. 3 – L.
241/90, “…per l’esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti
amministrativi connessi, riguardanti medesimi attività o risultati. …”);
- La Provincia si pronuncia entro 120 gg. (150 gg. in caso di integrazioni documentali
richieste nel corso del procedimento) dal ricevimento della domanda; in caso contrario
l’interessato può chiedere di provvedere, entro i successivi 60 giorni, al Ministero
Ambiente e della Tutela del Territorio (notificando detta richiesta anche alla Provincia)
che si esprime, sentito il Comune interessato, entro 90 gg. (150 gg nei casi di cui all’art.
281 – c. 1 – del D. Lgs. 152/2006). Nel caso in cui il Ministero non si pronunci entro tale
termine, si applica l’art. 2 c. 5 L. 241/90 (azioni proponibili avverso il silenzio della
Pubblica Amministrazione secondo il Codice del Processo Amministrativo). Eventuali
integrazioni richieste nel corso del procedimento devono essere trasmesse alla Provincia
(ed agli altri enti interessati) entro 30 gg. dalla richiesta medesima.

Non appena la Provincia (o il Ministero dell’Ambiente) avranno adottato l’atto di competenza


relativo all’endoprocedimento, questo confluirà con la veste di parere nel procedimento unico e
troverà espressione, anche congiuntamente ad altri attivati a tutela di interessi pubblici diversi
ma connessi all’intervento progettato, nel provvedimento finale di competenza del SUAP che
concluderà l’iter procedimentale nel suo complesso.
La messa in esercizio dell’impianto andrà comunicata alla Provincia almeno 15 gg. prima della
stessa.

********************************************

24
COMUNICAZIONE EX ART. 269 – C. 8 – D. LGS. 152/2006 – PER
MODIFICA NON SOSTANZIALE (PROVINCIA) QUESTO
ENDOPROCEDIMENTO È ATTUALMENTE IN FASE DI COSTITUZIONE EX
NOVO

Comunicazione ex art. 269 – c. 8 – D. Lgs. 152/2006 - per


Endo modifica non sostanziale - (Provincia)
n. PROVINCIA FIRENZE - Emissioni in Atmosfera [In corso di
costituzione]

Il gestore che intende effettuare una modifica dello stabilimento, ne dà comunicazione alla
Provincia. Se la modifica non è sostanziale, l'autorità competente provvede, ove necessario, ad
aggiornare l'autorizzazione in atto. Se l'autorità competente non si esprime entro sessanta
giorni, il gestore può procedere all'esecuzione della modifica non sostanziale comunicata.

PROCEDURA

La comunicazione (ad oggi la Provincia non ha predisposto alcun modello) è proposta in 4 copie
(teoricamente sarebbero sufficienti 2 copie, ma a titolo cautelativo, è ritenuto opportuno, per le
verifiche in ordine alla conformità ambientale ed edilizia, trasmettere una copia della domanda
anche ad ARPAT e a Direzione Urbanistica), corredata degli allegati illustranti le modifiche che
l’impresa intende realizzare.
Con riguardo agli Oneri Istruttori, si veda quanto indicato in proposito nella Premessa Generale.

La domanda è trasmessa a:
- PROVINCIA DI FIRENZE – UFFICIO EMISSIONI IN ATMOSFERA – VIA
MERCADANTE, 42 – 50144 FI
- ARPAT SERVIZIO SUBPROVINCIALE DI FIRENZE S/E - VIA PONTE ALLE MOSSE,
211 – 50144 FIRENZE
- DIREZIONE URBANISTICA .- P.O. EDILIZIA PRODUTTIVA – VIA A. DEL CASTAGNO,
2 FIRENZE

*******************************************

AUTORIZZAZIONE IN VIA GENERALE (RINNOVO) ALLE EMISSIONI


IN ATMOSFERA (CD IMPIANTI A RIDOTTO INQUINAMENTO
ATMOSFERICO) EX ART. 272 – C. 2 – E SEGG. D. LGS. 152/2006
(PROVINCIA)

Endo Autorizzazione in via generale (Rinnovo) alle emissioni in


atmosfera (cd impianti a ridotto inquinamento atmosferico) ex art.
n. 272 – c. 2 – e segg. D. Lgs. 152/2006 (Provincia)
248 PROVINCIA FIRENZE - Emissioni in Atmosfera

25
L’art. 272 c. 2 e seguenti prevede che la Provincia possa adottare autorizzazioni in via generale
per specifiche categorie di stabilimenti con riguardo ad impianti/attività in esso indicati (cd.
impianti a ridotto inquinamento atmosferico). L'autorizzazione generale stabilisce i requisiti
della domanda di adesione e può prevedere appositi modelli semplificati di domanda.

La Provincia di Firenze ha provveduto all’adozione di autorizzazioni di carattere


generale per le attività indicate nell’Atto Dirigenziale n. 1978 del 24/05/2011.

Adesione all’Autorizzazione Generale


Almeno quarantacinque giorni prima dell'installazione, il gestore degli stabilimenti di cui sopra
presenta alla Provincia una domanda di adesione all'autorizzazione generale corredata dai
documenti ivi prescritti. La Provincia può, con proprio provvedimento, negare l'adesione nel
caso in cui non siano rispettati i requisiti previsti dall'autorizzazione generale od i requisiti
previsti dai piani e dai programmi o dalle normative di cui all'articolo 271, commi 3 e 4, del D.
Lgs. 152/2006 o in presenza di particolari situazioni di rischio sanitario o di zone che richiedono
una particolare tutela ambientale. Tale procedura si applica anche nel caso in cui il gestore
intenda effettuare una modifica dello stabilimento. Resta fermo l'obbligo di sottoporre lo
stabilimento all'autorizzazione di cui all'articolo 269 in caso di modifiche per effetto delle quali
lo stabilimento non sia più conforme alle previsioni dell'autorizzazione generale.

Eccezioni. Necessità di autorizzazione ordinaria:


Le ditte che, pur rientrando nelle autorizzazione generali di cui alle DGRT 10 agosto 1992 n.
6855 e DGRT 4 ottobre 1993 n. 8807 (cioè le fattispecie sopra indicate di cui ai nn. 1 e 2),
ricadono nell'art. 272 comma 4, [emissioni di sostanze cancerogene o mutagene etc. individuate
dalla parte II dell'Allegato I alla parte quinta del Dlgs. n. 152/2006 o nel caso vengano
impiegate sostanze o preparati classificati dal Dlgs. n. 52/97 ai quali è stata assegnata etichetta
con le frasi di rischio R45, R46, R49,R60 e R61] dovranno presentare regolare istanza di
autorizzazione ex. art. 269 (preso da sito Provincia).

Rinnovo dell’Autorizzazione Generale


L'autorizzazione generale si applica a chi vi ha aderito, anche se sostituita da successive
autorizzazioni generali, per un periodo pari ai dieci anni successivi all'adesione. Non hanno
effetto su tale termine le domande di adesione relative alle modifiche dello stabilimento. Almeno
quarantacinque giorni prima della scadenza di tale periodo, il gestore presenta una domanda di
adesione all'autorizzazione generale vigente, corredata dai documenti ivi prescritti. L'autorità
competente procede, almeno ogni dieci anni, al rinnovo delle autorizzazioni generali adottate ai
sensi del presente articolo.

PROCEDURA

La domanda (v. apposito modello predisposto dalla Provincia -


http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePage=popupcentro.
asp&Inventario=248&campo=13 -) è proposta in 4 copie (teoricamente sarebbero sufficienti 2
copie, ma a titolo cautelativo, è ritenuto opportuno, per le verifiche in ordine alla conformità
ambientale ed edilizia, trasmettere una copia della domanda anche ad ARPAT e a Direzione
Urbanistica) corredata dei relativi allegati (v. in proposito quanto stabilito in ogni modello di
domanda).
Con riguardo agli Oneri Istruttori si veda quanto indicato in proposito nella Premessa Generale
di cui sopra.

La domanda è trasmessa a:
26
- PROVINCIA DI FIRENZE – UFFICIO EMISSIONI IN ATMOSFERA – VIA
MERCADANTE, 42 – 50144 FI
- ARPAT SERVIZIO SUBPROVINCIALE DI FIRENZE S/E - VIA PONTE ALLE MOSSE,
211 – 50144 FIRENZE
- DIREZIONE URBANISTICA .- P.O. EDILIZIA PRODUTTIVA – VIA A. DEL CASTAGNO,
2 FIRENZE

************************************************

27
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE AI SENSI DELL’ART.
29 BIS E SEGUENTI DEL D. LGS. 3/4/2006 N° 152.

Endo Autorizzazione Integrata Ambientale


n. 259 PROVINCIA DI FIRENZE
a cura di Servizio Attività Produttive

La modulistica ed i relativi allegati sono reperibili sul sito www.provincia.fi.it


I soggetti che intendono realizzare nuovi impianti per l’esercizio di una o più attività di cui
all’Allegato VIII della Parte II, titolo III bis del D.Lgs. 152/06 devono presentare al SUAP la
relativa istanza, unitamente agli elaborati tecnici ivi indicati (schede A,B,C,D,E,F,G,H).

L’autorizzazione integrata ambientale, contenente tutte le misure necessarie a conseguire un


livello di protezione elevato dell’ambiente, deve essere rilasciata nel termine di 150 giorni
dall’avvenuta presentazione della domanda, ovvero, nel caso di cui al comma 8 dell’art. 29
quater, entro 180 giorni dalla presentazione della domanda.

Il procedimento si svolge secondo le tappe sotto indicate:

• La domanda contenente l’indicazione dell’impianto, il tipo delle attività, le materie prime


etc (art 29 ter) viene presentata all’ autorità competente.
• L’autorità competente, entro 30 gg. dal ricevimento della domanda, comunica al gestore
dell’impianto la data di avvio del procedimento o di mancato avvio e la sede degli uffici.
• Il gestore dell’impianto, entro 15 gg. dal ricevimento della comunicazione, provvede a
proprie spese a pubblicare su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, un
annuncio indicando la localizzazione dell’impianto, il nominativo del gestore e il luogo
dove è possibile prendere visione degli atti.
• Entro 30gg. dalla pubblicazione dell’annuncio, i soggetti interessati possono presentare
in forma scritta osservazioni sulla domanda.
• Entro i successivi 30 gg. dalla data di fine del periodo delle osservazioni, la Provincia
convoca apposita Conferenza dei Servizi invitando le amministrazioni competenti in
materia ambientale. Con il medesimo avviso, la Provincia chiede ai soggetti invitati i
relativi pareri di competenza, da formulare in forma scritta entro 30 gg. dal ricevimento
della convocazione o comunque da esprimere in sede di Conferenza dei Servizi
(nell’ambito di tale Conferenza sono acquisite le prescrizioni del Sindaco di cui agli artt.
216 e 217 del Regio Decreto 1265/1934 -attività insalubri).
• Il procedimento può essere sospeso per eventuali richieste di integrazioni
• Al termine dei lavori della conferenza, le valutazioni della CDS sono trasmesse all’Ufficio
AIA ai fini della conclusione del procedimento;
• l’autorizzazione integrata ambientale o il diniego motivato verranno trasmessi
dall’Ufficio AIA al Suap, che provvederà ai conseguenti atti.

28
PROCEDURA

- L’istanza in questione deve essere presentata in n°6 copie più una ulteriore su CD, (sulla
copia destinata al SUAP – oppure sulla domanda unica - marca da bollo da € 14,62). Essa
deve essere redatta sull’apposito modello predisposto dalla Provincia
(http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePage=popup
centro.asp&Inventario=259&campo=13)
- La richiesta deve essere corredata di attestazione di versamento dei diritti SUAP di €
30,00 congiuntamente alla Tariffa dovuta alla Provincia (tramite le modalità di
pagamento on-line o sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione
Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122
Firenze).
- Ad ogni copia dovrà essere allegata altresì la documentazione indicata nel modello di
richiesta di autorizzazione in precedenza indicato e copia di documento d’identità dei
sottoscrittori.
- La Provincia trasmette al Suap l’autorizzazione o il diniego motivato. Nel primo caso il
Suap provvede a recepire e rilasciare l’atto della Provincia, nel secondo procederà con la
comunicazione dei motivi ostativi (art. 10 bis L 241/1990 e successive modifiche e
integrazioni).
Delle sei copie ricevute:
- una rimarrà depositata presso il SUAP;
- una copia sarà trasmessa alla PROVINCIA DI FIRENZE – P.O. QUALITA’ AMBIENTALE
– VIA MERCADANTE, 42;
- una copia sarà trasmessa ad ARPAT SERVIZIO SUBPROVINCIALE DI FIRENZE S/E –
VIA PONTE ALLE MOSSE, 211 ;
- una copia sarà trasmessa ad ASL FIRENZE – UF. PISSL – VIA DELLA CUPOLA, 64;
- una copia sarà trasmessa ad ASL FIRENZE – UF IGIENE E SANITA’ PUBBLICA – VIA
DI SAN SALVI, 12 ;
- una copia sarà trasmessa a DIREZIONE AMBIENTE – VIA B. FORTINI, 37.

******************************************

29
AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DI IMPIANTI DI SMALTIMENTO
E/O RECUPERO RIFIUTI AI SENSI DELL’ART. 210 D. LGS. 3/4/2006
N° 152

Autorizzazione all'esercizio di impianti di smaltimento e/o


Endo
recupero rifiuti ai sensi dell'art. 210 D.Lgs. 3 aprile 2006 N° 152
n. 625 PROVINCIA DI FIRENZE

La modulistica e i relativi allegati reperibili sul sito www.provincia.fi.it


I soggetti che intendono realizzare nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti devono
presentare al SUAP la relativa istanza, allegando il progetto definitivo dell’impianto e la relativa
documentazione tecnica, che deve dimostrare la piena compatibilità dell’intervento con le
vigenti discipline in materia di urbanistica, di tutela ambientale, di salute ed igiene pubblica e
relativamente alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’autorizzazione deve essere rilasciata nel termine di 150 giorni dall’avvenuta presentazione
della domanda, salvo interruzioni dei termini per integrazioni istruttorie. Se l’impianto è
sottoposto a VIA (valutazione impatto ambientale) i termini restano sospesi fino all’acquisizione
della pronuncia sulla compatibilità ambientale.

Il procedimento si svolge secondo le tappe sotto indicate:


- Il Suap trasmette l’istanza e una copia degli allegati agli enti coinvolti nel procedimento
(v. in proposito l’iter operativo di seguito descritto);
- Entro 30 gg. dal ricevimento della domanda, la Provincia convoca, ai sensi dell’art. 14
ter della L. 241/1990, una Conferenza di Servizi a cui sono invitati a partecipare i
rappresentanti delle autorità d’ambito e degli enti locali sul cui territorio è realizzato
l’impianto, oltre all’interessato;
- Il procedimento può essere sospeso per eventuali richieste integrazioni;
- I lavori della Conferenza si concludono entro il termine di 90 giorni; dopodiché le
valutazioni della conferenza sono trasmesse all’Ufficio competente della Provincia.

PROCEDURA

- L’istanza di assimilazione in questione deve essere presentata in n° 8 copie più una


ulteriore su CD, (sulla copia destinata al SUAP – oppure sulla domanda unica - marca da
bollo da € 14,62). Essa deve essere redatta sull’apposito modello predisposto dalla
Provincia (www.provincia.fi.it);
- La richiesta deve essere corredata dall’attestazione di versamento dei diritti SUAP di €
30,00 congiuntamente alla Tariffa dovuta alla Provincia (tramite le modalità di
pagamento on-line o sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione
Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122
Firenze);
- Ad ogni copia dovrà essere allegata altresì la documentazione indicata nel modello di
richiesta di autorizzazione in precedenza indicato e copia di documento d’identità dei
sottoscrittori;
- La Provincia trasmette al Suap l’autorizzazione o il diniego motivato. Nel primo caso il
Suap provvede a recepire e rilasciare l’atto della Provincia, nel secondo procederà con la

30
comunicazione dei motivi ostativi (art. 10 bis L 241/1990 e successive modifiche e
integrazioni).
Delle otto copie ricevute**:
- una rimarrà depositata presso il SUAP;
- una copia sarà trasmessa alla PROVINCIA DI FIRENZE – UFFICIO GESTIONE RIFIUTI
E BONIFICA SITI INQUINATI DELLA PROVINCIA – VIA MERCADANTE, 42;
- una copia sarà trasmessa ad ARPAT SERVIZIO SUBPROVINCIALE DI FIRENZE S/E –
VIA PONTE ALLE MOSSE, 211;
- una copia sarà trasmessa ad ASL FIRENZE – UF. PISSL – VIA DELLA CUPOLA, 64;
- una copia sarà trasmessa ad ASL FIRENZE – UF IGIENE E SANITA’ PUBBLICA – VIA
DI SAN SALVI, 12 ;
- una copia sarà trasmessa a DIREZIONE AMBIENTE – VIA B. FORTINI, 37.

**N.B. Si noti che residuano due ulteriori copie (8 presentate contro le 6 utilizzate nei modi
sopra descritti). Il numero delle copie richieste è infatti superiore alle ordinarie necessità, ma è
stato ritenuto comunque congruo dalla Provincia in relazione all’esigenza di coinvolgere nel
procedimento ulteriori enti a seconda della complessità.

Rinnovo
L’autorizzazione è concessa per un periodo di 10 anni ed è rinnovabile.
Il rinnovo deve essere presentato almeno 180 giorni prima della scadenza dell’autorizzazione
con le stesse modalità previste per il rilascio dell’autorizzazione.

Procedimento per Modifiche sostanziali


Le procedure sopra descritte si applicano anche per la realizzazione di varianti sostanziali in
corso d’opera o di esercizio che comportino modifiche a seguito delle quali gli impianti non sono
più conformi all’autorizzazione rilasciata.

******************************************

COMUNICAZIONE CLASSIFICAZIONE PER INDUSTRIE INSALUBRI


(ASL)

Endo Comunicazione classificazione per industrie insalubri (ASL)


n. 277 A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica

Premessa
Il testo unico delle leggi sanitarie definisce, all'art. 216, industrie insalubri "le manifatture o
fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro
modo pericolose alla salute degli abitanti".
Tali industrie sono "indicate in un elenco diviso in due classi di cui la prima comprende le
industrie che devono essere isolate nelle campagne e lontano dalle abitazioni, la seconda quelle
che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato".
L'elenco viene elaborato dal Consiglio superiore di sanità, è sottoposto di norma a revisione
triennale, ed è contenuto in un decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro
dell'industria e del commercio (art. 101, R.D. 3 febbraio 1901, n. 45).
Detta classificazione è attualmente stabilita dal DM 5/5/1994
Classificazione

31
Le industrie insalubri si dividono in industrie di I classe e di II classe, e ciascuna comprende tre
elenchi concernenti:
A) - sostanze chimiche
B) - prodotti e materiali
C) - attività industriali
Nel decreto ministeriale del 5 settembre 1994 sono riportati gli elenchi delle industrie insalubri
divise nelle due classi.
Le industrie insalubri di I classe devono essere collocate lontano dalle abitazioni e isolate nelle
campagne "salvo che l'industriale che la eserciti provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o
speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato" (art. 216, comma
5°, R.D. n. 1265/1934). Tali requisiti devono essere valutati dalla Giunta del Comune in cui
esiste l'azienda, sentita la locale autorità sanitaria (art. 104, R.D. n. 45/1901).
Le industrie di II classe possono essere ubicate in vicinanza dei centri abitati a condizione che
siano adottate speciali cautele per il vicinato.
In linea generale, nella realizzazione di insediamenti industriali dovrà essere valutato con
particolare rigore l'impatto sull'ambiente esterno procurato dalle emissioni liquide, aeriformi,
solide e sonore.

Adempimenti amministrativi
L'inizio di una attività industriale compresa tra quelle insalubri deve essere preceduta (almeno
15 giorni prima di avviare l'attività) da una notifica scritta al Sindaco (art. 216, R.D. n.
1265/1934) che ha facoltà di vietarla o di prescrivere particolari cautele nell'interesse della
salute pubblica sentita la USL territorialmente competente.
L’obbligo di comunicazione di avvio di industria insalubre fa capo a tutte le attività (anche non
industriali) così come confermato da sentenza Consiglio di Stato 8/6/1998 n° 78 (convalidata
anche da ulteriore sentenza TAR Parma 25/7/1989 n° 260).
In caso di controversia è ammesso il ricorso al Prefetto (art. 64, R.D. n. 773/1931) il quale,
sentito il parere della competente autorità sanitaria locale o l'ufficio del genio civile, può
annullare o confermare i provvedimenti adottati con atto definitivo (artt. 65 e 67, R.D. n.
773/1931).
Gli adempimenti di cui sopra devono essere espletati anche dalle industrie riconosciute
insalubri successivamente al loro avvio.

ITER OPERATIVO
La comunicazione (da presentarsi, si ripete, almeno 15 gg. prima dell’avvio dell’attività) deve
essere:
- redatta su apposito modello
(http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePage=popu
pcentro.asp&Inventario=277&campo=13);
- corredata degli allegati in essa indicati ( Relazione illustrativa dell’attività, mappa di
zona, versamento diritti istruttoria SUAP di € 30,00 tramite le modalità di pagamento on-line o sul
c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi – Servizio Tesoreria
Palazzo Vecchio 50122 Firenze);

Detta Comunicazione deve essere quindi trasmessa alla ASL Firenze – Dipartimento di
Prevenzione – U.F. Igiene e Sanità Pubblica – Via di S. Salvi, 12 .

ALLEGATO di cui a DM 5/5/1994 – Elenco delle industrie insalubri di cui all’art. 216 TULLS
Parte I - INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE
A) Sostanze chimiche
Fasi interessate dell'attività industriale
1. Acetati di metile e di omologhi superiori lineari o ramificati - produzione
2. Acetilene - produzione

32
3. Acetone - produzione
4. Acido acetico - produzione
5. Acido benzoico - produzione
6. Acido bromidrico - produzione, impiego, deposito
7. Acido cianidrico - produzione, impiego, deposito
8. Acido cloridrico - produzione, impiego, deposito
9. Acido fluoridrico - produzione, impiego, deposito
10. Acido formico - produzione, impiego, deposito
11. Acido fosforico - produzione
12. Acido nitrico - produzione, impiego, deposito
13. Acido ossalico - produzione
14. Acido picrico - produzione, impiego, deposito
15. Acido solfidrico - produzione, impiego, deposito
16. Acido solforico - produzione, impiego, deposito
17. Acqua ossigenata, perossidi e persali - produzione
18. Acqua ragia - produzione
19. Acrilamide - produzione, impiego
20. Allumina - produzione, impiego, deposito
21. Alluminio - produzione, deposito, polveri
22. Alogeno-derivati organici (non compresi in altre voci) - produzione, impiego, deposito
23. Amine - produzione, impiego, deposito
24. Amino-derivati organici (non compresi in altre voci) - produzione, impiego, deposito
25. Ammoniaca - produzione, impiego, deposito
26. Anidride acetica - produzione, impiego, deposito
27. Anidride carbonica - produzione
28. Anidride fosforica - produzione, impiego
29. Anidride ftalica - produzione, impiego, deposito
30. Anidride maleica - produzione, impiego, deposito
31. Anidride solforosa - produzione, impiego, deposito
32. Antimonio e composti - produzione, impiego
33. Argento - produzione
34. Arsenico e composti - produzione, impiego
35. Benzolo ed omologhi - produzione, impiego
36. Berillio e composti - produzione, impiego
37. Boro trifluoruro - produzione, impiego, deposito
38. Bromo - produzione, impiego, deposito
39. Bromuri alcalini - produzione
40. Cadmio e composti - produzione, impiego
41. Calcio ossido - produzione
42. Calcio carburo - produzione
43. Calcio cianamide - produzione
44. Calcio nitrato - produzione
45. Carbonile cloruro (fosgene) - produzione, impiego
46. Carbonio solfuro - produzione, impiego, deposito
47. Ciano-derivati organici (non compresi in altre voci) - produzione
48. Cianogeno (composti del) - produzione, impiego, deposito
49. Cianuri - produzione, impiego, deposito
50. Cicloesile acetato - produzione, impiego, deposito
51. Clorati e perclorati di sodio e di potassio - produzione, impiego, deposito
52. Cloriti - produzione
53. Cloro - produzione, impiego, deposito
54. Cloro biossido - produzione, impiego, deposito
55. Cloropicrina - produzione, impiego, deposito
56. Cobalto e composti - produzione, impiego
57. Cromo e composti - produzione, impiego
58. Dietil-solfuro - produzione, impiego, deposito
59. Dimetil-solfuro - produzione, impiego, deposito
60. Esteri acrilici e metacrilici - produzione, impiego
61. Etere cianocarbonico - produzione, impiego, deposito
62. Etere etilico - produzione, impiego, deposito
63. Etilene ossido - produzione, impiego, deposito
64. Etilsopropilsolfuro - produzione, impiego, deposito
65. Fenolo e clorofenoli - produzione, impiego
66. Fluoro - produzione, impiego, deposito
67. Fosforo - produzione, impiego, deposito
68. Fosforo, derivati organici (non compresi in altre voci) - produzione
69. Furfurolo - produzione
70. Gas tossici dell'elenco allegato al regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147, e successive modifiche (non compresi in altre voci) -
produzione, impiego, deposito

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71. Gesso - produzione
72. Glicerina - produzione
73. Glucosio - produzione
74. Idrogeno - produzione, impiego, deposito
75. Idrogeno fosforato - produzione, impiego, deposito
76. Iodio - produzione
77. Ipocloriti, conc. C1 attivo 10% - produzione
78. Isonitrili - produzione, impiego
79. Magnesio - produzione, impiego
80. Manganese e composti - produzione, impiego
81. Mercaptani - produzione, impiego, deposito
82. Mercurio e composti - produzione, impiego
83. Metile bromuro - produzione, impiego, deposito
84. Metile cloruro - produzione, impiego, deposito
85. Metile solfato - produzione, impiego, deposito
86. Naftalina - produzione
87. Nerofumo (nero di carbone) - produzione
88. Nichel e composti - produzione, impiego
89. Nitrocomposti organici (non compresi in altre voci) - produzione, impiego, deposito
90. Nitrocellulosa - produzione, impiego, deposito
91. Nitroglicerina ed altri esteri nitrici di polialcooli - produzione, impiego, deposito
92. Osmio e composti - produzione, impiego
93. Piombo e composti - produzione, impiego
94. Piombo-alchili (tetraetile e tetrametile) - produzione, impiego, deposito
95. Policlorobifenili e policloroterfenili - produzione, impiego, deposito
96. Potassio - produzione, impiego, deposito
97. Potassio idrossido - produzione
98. Propilene ossido - produzione, impiego, deposito
99. Rame - produzione, metallurgia
100. Silicio - produzione
101. Sodio - produzione, impiego, deposito
102. Sodio carbonato - produzione
103. Sodio idrossido - produzione
104. Sodio solfuro - produzione
105. Solfiti, bisolfiti, metasolfiti, iposolfiti - produzione, impiego
106. Solfoderivati organici (non compresi in altre voci) - produzione
107. Sostanze chimiche classificate come pericolose dal decreto ministeriale 3 dicembre 1985. Produttori di olio delle sanse -
produzione, impiego, deposito
108. Sostanze chimiche provvisoriamente etichettate come pericolose ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24
novembre 1981, n. 927 (non comprese in altre voci) - produzione, impiego, deposito
109. Stagno - produzione
110. Tallio e composti - produzione, impiego
111. Tetraidrotiofene - produzione, impiego, deposito
112. Titanio biossido - produzione
113. Vanadio e composti - produzione, impiego
114. Zinco e composti - produzione, impiego
115. Zolfo - produzione, impiego, deposito
116. Zolfo dicloruro - produzione, impiego, deposito
B) Prodotti e materiali
1. Abrasivi - produzione di abrasivi naturali e sintetici
2. Accumulatori - produzione
3. Acetati di olio di flemma - produzione
4. Agglomerati di combustibili in genere - preparazione
5. Aggressivi chimici - produzione, deposito
6. Agrumi, frutta, legumi - deposito con trattamento mediante gas
7. Alcooli - produzione
8. Aldeidi - produzione
9. Amianto (asbesto): prodotti e materiali che lo contengono - produzione, impiego
10. Amido e destrina - produzione
11. Antibiotici - produzione
12. Antiparassitari soggetti a registrazione ed autorizzazione come presidi sanitari (decreto del Presidente della Repubblica 6
agosto 1968, n. 1255, e successive modificazioni) - produzione, formulazione
13. Asfalti e bitumi, scisti bituminosi, conglomerati bituminosi - distillazione, preparazione, lavorazione
14. Benzina (vedi idrocarburi)
15. Bozzoli - lavorazione, impiego
16. Budella - lavorazione, impiego, deposito
17. Calce - produzione
18. Calcestruzzo - produzione centralizzata di impasti
19. Canapa - trattamento, lavorazione

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20. Carbone animale - produzione
21. Carbone attivo - produzione
22. Carni e prodotti della pesca - lavorazione, conservazione
23. Carte e cartoni - produzione, recupero
24. Cartoni - catramatura, bitumatura con resine a solvente organico
25. Cascami di legno - lavorazione con colle animali e resine sintetiche
26. Catalizzatori - produzione, impiego, rigenerazione
27. Catrame - produzione, frazionamento
28. Cavi e fili elettrici - smaltatura
29. Cellulosa rigenerata - produzione
30. Celluloide - produzione, lavorazione
31. Cellulosa acetati ed altri esteri della cellulosa - produzione
32. Cellulosa e paste cellulosiche - produzione
33. Cementi - produzione
34. Ceramiche, gres, terre cotte, maioliche e porcellane - produzione
35. Coke - produzione
36. Colle e gelatine animali e sintetiche - produzione
37. Collodio - produzione
38. Cloranti - produzione, impiego
39. Compensati, truciolati, paniforti - produzione
40. Concianti naturali e sintetici - produzione, preparazione
41. Concimi chimici - produzione, formulazione
42. Concimi da residui animali e vegetali - preparazione
43. Conserve, semiconserve ed estratti alimentari animali e vegetali - produzione
44. Cosmetici - produzione di materie prime, di intermedi, di principi attivi
45. Detergenti - produzione
46. Disinfestanti e insetticidi per uso domestico, civile e veterinario, soggetti a registrazione come presidi medico-chirurgici -
produzione, formulazione
47. Ebanite - produzione
48. Elettrodi di grafite - produzione
49. Erbicidi (non compresi in altre voci) e fitoregolatori - produzione, formulazione
50. Esplosivi - produzione, manipolazione, deposito
51. Estratti d'organo - produzione
52. Farmaceutici - produzione di materie prime, di intermedi, di principi attivi
53. Fecole - produzione
54. Fenoplasti - produzione, lavorazione
55. Ferro, ghisa, acciaio - produzione
56. Ferro-silicio ed altre ferroleghe - produzione
57. Fiammiferi - produzione
58. Fibre chimiche - produzione
59. Fibre tessili - filatura, tessitura
60. Filati (vedi tessuti)
61. Formaggi - produzione
62. Gas compressi, liquefatti - produzione, deposito presso produttori e grossisti
63. Gas illuminante - produzione
64. Gas povero (gas misto) - produzione
65. Gomma naturale - vulcanizzazione, altri trattamenti chimici
66. Gomma sintetica - produzione, lavorazione
67. Grafite artificiale - produzione
68. Grassi ed acidi grassi - grassi: estrazione, lavorazione di grassi animali e vegetali (con l'esclusione della prima spremitura
delle olive per la produzione dell'olio vergine di oliva); acidi grassi: produzione, lavorazione (saponificazione, distillazione)
69. Grassi idrogenati - produzione
70. Idrocarburi - frazionamento, purificazione, lavorazione, deposito (esclusi i servizi stradali di sola distribuzione)
71. Inchiostri - produzione
72. Intermedi per coloranti - produzione
73. Lana - carbonizzo con acidi
74. Leghe metalliche - produzione
75. Legno - distillazione, trattamento per la conservazione
76. Lino - trattamento, lavorazione
77. Linoleum - produzione
78. Lucidi per calzature - produzione
79. Mangimi semplici di origine animale - preparazione intermedia, produzione
80. Materie plastiche - produzione di monomeri, di intermedi; produzione di resine per polimerizzazione, poliaddizione,
policondensazione; trasformazione (con esclusione delle lavorazioni meccaniche a freddo)
81. Metalli (quelli non già considerati come singola voce) - lavorazione dei minerali per la separazione, raffinazione di metalli
82. Metalli - fucine, forge, laminatoi a caldo e a freddo, estrusione, stampaggio, tranciatura, altri trattamenti termici; fonderie di
rottami di recupero, smaltatura
83. Minerali e rocce - macinazione, frantumazione
84. Minerali non metallici - lavorazione, trasformazione

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85. Minerali solforati - arrostimento
86. Oli di flemma (acetati di) - produzione
87. Oli essenziali ed essenze - produzione, lavorazione, deposito
88. Oli minerali - lavorazione, rigenerazione
89. Oli sintetici - produzione, lavorazione, rigenerazione
90. Opoterapici (vedi estratti d'organo)
91. Ossa e sostanze cornee - deposito, lavorazione, impiego
92. Pelli fresche - deposito, trattamenti
93. Peltro (vedi leghe metalliche)
94. Pergamena e pergamina - produzione
95. Pigmenti metallici - produzione
96. Pitture e vernici - produzione, miscelazione, confezionamento
97. Piume, mezze piume e piumini - deposito e trattamenti di materiale grezzo
98. Pneumatici - produzione, ricostruzione
99. Resine sintetiche (vedi materie plastiche)
100. Rifiuti solidi e liquami - depositi ed impianti di depurazione, trattamento
101. Rifiuti tossici e nocivi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, ed alla deliberazione del
Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 e successive modificazioni - trattamento, lavorazione, deposito
102. Sangue animale - lavorazione
103. Sanse - estrazione con solventi
104. Saponi (vedi grassi ed acidi grassi)
105. Sardigne
106. Scisti (vedi asfalti)
107. Seta - preparazione
108. Smalti e lacche (non comprese in altre voci) - produzione, miscelazione, confezionamento
109. Solventi alogenati - produzione, impiego (ad esclusione dell'impiego nelle lavanderie a secco), deposito, miscelazione,
confezionamento
110. Tabacchi - manifattura
111. Tannici, estratti e scorze concianti (vedi concianti naturali e sintetici) - produzione, formulazione
112. Tessuti (filati) - catramatura, bitumatura, smaltatura, impregnazione con resine e solvente organico; impermeabilizzazione,
appretto, colorazione, stampa
113. Torba - lavorazione
114. Vetro - produzione di lastre, contenitori, fibre ottiche, vetri ottici
115. Vinacce - lavorazione
C) Attività industriali
1. Allevamento di animali
2. Stalla sosta per il bestiame
3. Mercati di bestiame
4. Allevamento di larve ed altre esche per la pesca
5. Autocisterne, fusti ed altri contenitori; lavaggio della capacità interna; rigenerazione
6. Carpenterie, carrozzerie, martellerie
7. Centrali termoelettriche
8. Concerie
9. Deposito e demolizione di autoveicoli ed altre apparecchiature elettromeccaniche e loro parti fuori uso (e recupero materiali)
10. Distillerie
11. Filande
12. Galvanotecnica, galvanoplastica, galvanostesia
13. Impianti e laboratori nucleari: impianti nucleari di potenza e di ricerca; impianti per il trattamento dei combustibili nucleari;
impianti per la preparazione, fabbricazione di materie fissili e combustibili nucleari; laboratori ad alto livello di attività
14. Inceneritori
15. Industrie chimiche: produzioni anche per via petrolchimica non considerate nelle altre voci
16. Liofilizzazione di sostanze alimentari, animali e vegetali
17. Macelli, inclusa la scuoiatura e la spennatura
18. Motori a scoppio: prova dei motori
19. Petrolio: raffinerie
20. Salumifici con macellazione
21. Scuderie, maneggi
22. Smerigliatura, sabbiatura
23. Stazioni di disinfestazione
24. Tipografie con rotative
25. Verniciatura a fuoco e con vernici a solvente organico
26. Verniciatura elettrostatica con vernice a polvere
27. Zincatura per immersione in bagno fuso
28. Zuccherifici, raffinazione dello zucchero
Parte II INDUSTRIE DI SECONDA CLASSE
A) Sostanze chimiche
Fasi interessate soglia quantitativa
1. Acido citrico - produzione
2. Acido lattico - produzione

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3. Acido salicilico - produzione
4. Acido tartarico - produzione
5. Allume - produzione
6. Alluminio solfato - produzione
7. Bario idrossido - produzione
8. Bario perossido - produzione 9. Calcio citrato - produzione
10. Zinco e composti - produzione con processo elettrolitico
B) Materiali e prodotti
1. Abrasivi fabbricazione di mole e manufatti
2. Accumulatori - carica (con esclusione delle officine di elettrauto)
3. Aceto - produzione, deposito
4. Alluminio - lavorazione
5. Benzina (vedi idrocarburi)
6. Bevande fermentate - produzione
7. Bianco di zinco - produzione
8. Cacao e surrogati - torrefazione
9. Caffe' e surrogati - torrefazione
10. Nocciole - tostatura
11. Calzature di cuoio - produzione
12. Candele di cera, stearina, paraffina e simili - produzione
13. Cappelli - produzione
14. Cartoni per confezioni di valigie ed altro - lavorazione
15. Cementi - produzione industriale di manufatti (ad eccezione del cemento-amianto contemplato alla voce amianto nella parte
1-B)
16. Ceralacca - produzione
17. Compensati, truciolati, paniforti - lavorazione
18. Componenti elettronici e circuiti stampati - produzione
19. Cosmetici - formulazione
20. Cotone - trattamenti, lavorazioni con esclusione della filatura e tessitura
21. Cremore di tartaro - produzione
22. Cuoio rigenerato - produzione
23. Detergenti - formulazione
24. Farmaceutici - formulazione
25. Fecce di vino - essiccazione
26. Formaggi - deposito
27. Frutta e verdura - deposito
28. Grassi e acidi grassi - grassi: deposito; acidi grassi: lavorazioni non contemplate nella prima classe e deposito
29. Idrocarburi - servizi stradali di sola distribuzione
30. Iuta - trattamenti, lavorazione con esclusione della filatura e tessitura
31. Kapok - trattamenti, lavorazione con esclusione della filatura e tessitura
32. Laminati plastici - lavorazioni meccaniche a freddo
33. Lana - preparazione e puficazione
34. Lana meccanizzata - lavorazione
35. Lanolina - produzione
36. Laterizi - produzione
37. Legno - ionifumazione
38. Liscivia da bucato - produzione
39. Magnesio - lingottatura in sali fusi
40. Mangimi semplici di origine vegetale, e mangimi composti, integrati e non - produzione, deposito
41. Mangimi semplici di origine animale e chimico industriale - deposito
42. Materie plastiche - lavorazioni meccaniche a freddo
43. Pegamoide - produzione
44. Peli animali - lavorazione, impiego per la produzione di pennelli, feltri e affini
45. Pelli conciate - rifiniture
46. Piume, mezze piume e piumini - lavorazione, deposito di materiale, di materiale bonificato
47. Profumi - preparazioni
48. Resine e lattici naturali non compresi in altre voci - preparazioni
49. Riso - lavorazione
50. Semi (non compresi in altre voci) - torrefazione
51. Specchi - produzione
52. Stracci - cernita, deposito
53. Sughero - lavorazione
54. Taffetà, cerate, tele cerate - produzione
C) Attività industriali
1. Calderai
2. Candeggio
3. Cantine industriali
4. Decaffeinizzazione
5. Falegnamerie

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6. Fonderie di seconda fusione
7. Friggitorie
8. Impianti e laboratori nucleari: laboratori a medio e basso livello di attività
9. Lavanderie a secco
10. Macinazione, altre lavorazioni della industria molitoria dei cereali
11. Officine per la lavorazione dei metalli: lavorazioni non considerate in altre voci
12. Salumifici senza macellazione
13. Stazioni di disinfezione
14. Stazioni di servizio per automezzi e motocicli
15. Tinture di fibre con prodotti che non ricadono in altre voci
16. Tipografie senza rotative

38
PRODOTTI VEGETALI

Endo Prodotti vegetali - Variazione dati ditta/cessazione


n. 583 Regione Toscana Servizio Fitosanitario Regionale

Endo Prodotti vegetali - Variazioni dati centri aziendali


n. 630 Regione Toscana Servizio Fitosanitario Regionale
Prodotti vegetali - Prima iscrizione
Endo
autorizzazioni/iscrizioni/produzioni varie
n. 584 Regione Toscana Servizio Fitosanitario Regionale

NORMATIVA
D. Lgs. 214/2005 - L.R. 57/2000
Titolo IV - AUTORIZZAZIONE E REGISTRAZIONE DEI PRODUTTORI

Art. 19. Autorizzazione


1. Chiunque svolge attività di produzione e commercio dei vegetali, prodotti vegetali ed
altre voci disciplinate dal presente decreto deve essere in possesso di apposita
autorizzazione.
2. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1 spetta ai Servizi fitosanitari regionali
competenti per l'ubicazione dei centri aziendali, e deve essere richiesta da:
a) i produttori di piante e dei relativi materiali di propagazione, comprese le sementi, destinati
alla vendita o comunque ad essere ceduti a terzi, a qualunque titolo, con l'esclusione di coloro che
moltiplicano sementi per conto di ditte autorizzate all'attività sementiera o cedono piante adulte
ad aziende autorizzate ai sensi del presente articolo;
b) i commercianti all'ingrosso di piante e dei relativi materiali di propagazione, compresi i tuberi-
seme, escluse le sementi se già confezionate ed etichettate da terzi;
c) gli importatori da Paesi terzi dei vegetali, dei prodotti vegetali o altre voci di cui all'allegato V,
parte B;
d) i produttori, i centri di raccolta collettivi, i centri di trasformazione o i centri di spedizione, che
commercializzano all'ingrosso tuberi di Solanum tuberosum L. destinati al consumo o frutti di
Citrus L., Fortunella Swingle, Poncirus Raf. e relativi ibridi, situati nelle zone di produzione di
detti vegetali;
e) i produttori e i commercianti all'ingrosso di legname di cui all'allegato V, parte A.
3. Sono esonerati dal possesso dell'autorizzazione di cui al comma 1 i commercianti al dettaglio
che vendono vegetali e prodotti vegetali a persone non professionalmente impegnate nella
produzione dei vegetali ed i produttori di patate da consumo e di agrumi che conferiscono a
centri di raccolta autorizzati oppure che cedono direttamente a utilizzatori finali.
4. I Servizi fitosanitari regionali stabiliscono le procedure per il rilascio delle autorizzazioni di cui
al comma 1, conformemente a quanto previsto dall'articolo 49, comma 2, lettera d).

Art. 20.
Iscrizione al Registro ufficiale dei produttori
1. I soggetti che producono o commercializzano i prodotti di cui all'allegato V, parte A, o
importano i prodotti di cui all'allegato V, parte B devono presentare richiesta di iscrizione al
Registro Ufficiale dei Produttori (RUP) al Servizio fitosanitario regionale competente per
territorio ove hanno sede legale, indicando almeno i dati di cui all'allegato IX.

39
2. I soggetti di cui al comma 1 se posseggono centri aziendali in regioni diverse da quella in cui
hanno la sede legale, devono presentare richiesta di iscrizione presso ciascun Servizio
fitosanitario regionale competente per territorio.
3. Il Servizio fitosanitario regionale, esaminata la richiesta di iscrizione e verificato il possesso dei
requisiti, nonché l'impegno ad adempiere agli obblighi di cui all'articolo 21 e 22, provvede
all'iscrizione dei richiedenti al RUP rilasciando apposita certificazione che riporta almeno i dati
di cui all'allegato X.
4. Il Servizio fitosanitario regionale non procede all'iscrizione o la sospende nei casi in cui non
ricorrono le condizioni di cui all'articolo 21 e 22.
5. I Servizi fitosanitari regionali sono tenuti ad inviare i dati relativi al RUP al Servizio
fitosanitario centrale per la tenuta del Registro nazionale dei produttori, secondo le modalità da
esso stabilite.
6. Sono esonerati dall'iscrizione al RUP i «piccoli produttori», cioè coloro che producono e
vendono vegetali e prodotti vegetali che nella loro totalità sono destinati come impiego finale,
nell'ambito del mercato locale, a persone o acquirenti non professionalmente impegnati nella
produzione dei vegetali, a condizione che presentino ai Servizi fitosanitari regionali una
dichiarazione attestante il possesso di tale requisito.

Art. 21. Obblighi dei soggetti autorizzati


1. I soggetti autorizzati sono vincolati ai seguenti obblighi:
a) tenere presso ciascun Centro aziendale una pianta aggiornata relativa ai vegetali coltivati,
prodotti, conservati, immagazzinati od utilizzati di cui all'articolo 19;
b) tenere presso ciascun Centro aziendale un registro, vidimato dal Servizio fitosanitario
competente, contenente almeno i dati di cui all'allegato XI, ai fini della registrazione degli
estremi dei passaporti e del relativo movimento dei vegetali e prodotti vegetali acquistati per
essere conservati o piantati nell'azienda, in produzione o trasferiti a terzi;
c) conservare per almeno un anno i documenti relativi al materiale ricevuto, in particolare i
passaporti delle piante;
d) designare il titolare o altra persona tecnicamente esperta in materia di produzioni vegetali e di
questioni fitosanitarie attinenti alla produzione, per mantenere i contatti con il Servizio
fitosanitario competente per territorio;
e) eseguire i controlli visivi nel periodo vegetativo, ad intervalli appropriati, secondo i tempi e i
modi eventualmente stabiliti dal Servizio fitosanitario regionale;
f) informare immediatamente il Servizio fitosanitario competente di qualsiasi manifestazione
atipica di organismi nocivi, di sintomi o di qualsiasi altra anomalia relativa ai vegetali presenti in
azienda;
g) permettere l'accesso in azienda alle persone incaricate dal Servizio fitosanitario regionale
competente, in particolare per ispezioni e/o per campionamenti, e permettere altresì l'accesso ai
registri di cui al punto b) e ai documenti relativi;
h) ottemperare alle prescrizioni impartite dal Servizio fitosanitario competente e collaborare con
essi in ogni altro modo;
i) comunicare ogni variazione dei dati indicati nella richiesta di autorizzazione entro sessanta
giorni dal verificarsi della stessa e restituire entro gli stessi termini l'autorizzazione di cui
all'articolo 19 nel caso di cessazione dell'attività;
l) per i produttori, riportare gli estremi dell'autorizzazione su tutta la documentazione
amministrativa concernente la propria ditta;
m) indicare nella richiesta di autorizzazione le specie che intendono produrre o
commercializzare;
n) comunicare ai Servizi fitosanitari regionali competenti per territorio i campi di piante madri e
di produzione.

40
2. Il Servizio fitosanitario regionale al momento dell'iscrizione delle ditte nel Registro dei
produttori, fatte salve le normative vigenti, può stabilire altri obblighi di ordine generale
finalizzati alla valutazione o al miglioramento della situazione fitosanitaria nell'azienda.
3. I soggetti autorizzati che producono o commercializzano vegetali e prodotti vegetali, per i quali
non vige l'obbligo del passaporto delle piante, sono vincolati solamente al rispetto degli obblighi
di cui al comma 1, lettere c), d), e), f), g), h), i), l), m) e n).
4. Gli importatori, i centri di raccolta collettivi, i centri di spedizione o altri soggetti, non
rientranti nella categoria dei produttori, che commercializzano vegetali e prodotti vegetali per i
quali vige l'obbligo del passaporto delle piante, sono vincolati solamente al rispetto degli obblighi
di cui al comma 1, lettere b), c), d), f), g), h), e i).
5. I piccoli produttori sono esonerati dagli obblighi di cui al comma 1, lettera b).

Titolo V - PASSAPORTO DELLE PIANTE


Art. 25. Passaporto delle piante
1. I vegetali, prodotti vegetali e le altre voci elencati nell'allegato V, parte A, sezione I, anche se
originari di Paesi terzi, ad eccezione di quelli prodotti ai sensi dell'articolo 20, comma 6, possono
circolare solo se sono accompagnati dal passaporto delle piante.
2. Gli spostamenti di piccoli quantitativi di vegetali, prodotti vegetali, derrate alimentari o
alimenti per animali, di cui al comma 1, destinati ad essere utilizzati dal possessore o dal
destinatario a fini non industriali, ne' agricoli, ne' commerciali o consumati durante il trasporto,
possono circolare anche se non sono accompagnati dal passaporto delle piante, a condizione che
non vi sia alcun rischio di diffusione di organismi nocivi.
3. In deroga a quanto previsto dal comma 1, i vegetali, i prodotti vegetali e altre voci destinati ai
Paesi terzi possono circolare in territorio nazionale qualora siano accompagnati dai certificati di
cui all'articolo 44.

Art. 26. Autorizzazione all'uso del passaporto delle piante


1. I soggetti iscritti al RUP che intendono utilizzare il passaporto delle piante, devono
richiedere apposita autorizzazione al Servizio fitosanitario regionale competente per
territorio, indicando almeno i dati di cui all'allegato XII.
2. Qualora i soggetti interessati posseggano centri aziendali in regioni diverse dalla regione in cui
hanno la sede legale, devono presentare la richiesta di autorizzazione all'uso del passaporto delle
piante presso ciascun Servizio fitosanitario regionale competente per territorio.
3. I Servizi fitosanitari regionali stabiliscono le procedure per il rilascio delle autorizzazioni di cui
al comma 1, conformemente a quanto previsto dall'articolo 49, comma 2, lettere d) ed e).

________ °°° _______


La competenza era stata attribuita in precedenza all’ARPAT, ma recentemente è tornata di
competenza della Regione Servizio Fitosanitario Regionale di conseguenza la procedura deve
essere ridefinita
I procedimenti relativi ai “prodotti vegetali” vengono di solito presentati da commercianti
all’ingrosso o vivaisti.
Il modello riporta in cima la dicitura “richiesta di autorizzazione”, ma in realtà non in tutti i casi
in esso contenuti si tratta di autorizzazione, quindi non in tutti i casi deve essere apposto il bollo.
Nel Sigepro sono stati configurati 3 endoprocedimenti:

Naturalmente nelle note della pratica sarà necessario indicare puntualmente di quale
procedimento si tratta.

L’endoprocedimento 584 è di natura autorizzatoria, quindi la richiesta è in bollo ed è soggetta al


pagamento di una tariffa fitosanitaria, che deve essere pagata sul nostro c/c). Anche
sull’autorizzazione al momento del rilascio deve essere in bollo virtuale. Va però detto che in

41
genere l’autorizzazione che arriva è già con il bollo apposto sopra, in quanto l’ufficio regionale
richiede direttamente la marca al richiedente. In questo caso sul nostro atto unico (recepisce e
rilascia) non va apposto il bollo, bensì va scritto che il bollo è stato assolto su autorizzazione
rilasciata dall’ufficio regionale.

L’endoprocedimento 630 non è un’autorizzazione, quindi la richiesta non è in bollo e non è


previsto il pagamento di una tariffa fitosanitaria. Viene però trattato come un’integrazione
all’autorizzazione già esistente, quindi ci rimanda appunto un’integrazione ad autorizzazione,
che noi rilasciamo con un atto unico (recepisce e rilascia).

L’endoprocedimento 583 è una semplice comunicazione, quindi l’ufficio regionale non ci


rimanda niente indietro, non è in bollo e non è previsto il pagamento di una tariffa fitosanitaria.

Se gli utenti vi chiedono informazioni specifiche potete indirizzarli a:


- REGIONE TOSCANA Direzione Servizio Fitasanitario (Via Pietrapiana 30)

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IMPATTO ACUSTICO
a cura della Direzione Ambiente

Endo Dichiarazione previsione di impatto acustico


n. 303 Direzione Ambiente

Endo Nulla Osta acustico con valutazione previsionale


n. 304 Direzione Ambiente

43
ABBATTIMENTO ALBERI
a cura della Direzione Ambiente

Autorizzazione abbattimento alberi privati posti in proprietà di


Endo
attività produttive
n. 242 Direzione Ambiente

44
2) IGIENE E SANITA’

Notifica sanitaria per alimenti e bevande (igiene alimenti) R. CE


Endo
852/04
n. 307 A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica

L'avvio delle attività del settore alimentare ed ogni modifica successiva quale trasferimento,
ampliamento della superficie di attività, modifica tipologia produttiva, è soggetta a Notifica ai
sensi dell’art.6 del Regolamento CE 852/2004.

Articolo 6 REG. CE 852/2004

1. Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti conformemente ad
altre normative comunitarie applicabili o, in mancanza, conformemente alla legislazione
nazionale.

2. In particolare, ogni operatore del settore alimentare notifica all'opportuna autorità


competente, secondo le modalità prescritte dalla stessa, ciascuno stabilimento posto sotto il suo
controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di
alimenti ai fini della registrazione del suddetto stabilimento.
Gli operatori del settore alimentare fanno altresì in modo che l'autorità competente disponga
costantemente di informazioni aggiornate sugli stabilimenti, notificandole, tra l'altro,
qualsivoglia cambiamento significativo di attività nonché ogni chiusura di stabilimenti esistenti.
La responsabilità principale per la sicurezza degli alimenti incombe
sull''operatore del settore alimentare. Gli operatori del settore alimentare garantiscono
che tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti
sottoposte al loro controllo soddisfino i pertinenti requisiti di igiene fissati nel Regolamento CE
852/2004 e nel Regolamento comunale di igiene.
Di conseguenza le procedure amministrative relative all'avvio, trasferimento, variazione,
subingresso e cessazione dell'attività sono dirette a garantire l'acquisizione delle informazioni
strettamente necessarie ai fini di registrazione dello stabilimento e di vigilanza nel settore.

Ogni operatore del settore alimentare ha l’obbligo di notificare all’autorità


competente (ASL), al fine della sua registrazione, ogni stabilimento (impresa
alimentare) posto il suo controllo e che svolge una delle fasi di produzione,
trasformazione e distribuzione degli alimenti.

In applicazione del Regolamento CE 852/2004 la Regione Toscana ha emanato il Regolamento


D.P.G.R. 40/2006 aggiornato dal successivo D.P.G.R. 41/2008 che in particolare prevede
all’art.10
Obbligo di registrazione:
1. Sono soggetti a registrazione ai sensi del Reg. (CE) 852/2004, con le modalità
di cui all'articolo 11, tutti gli stabilimenti del settore alimentare che eseguono una
qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione, trasporto, magazzinaggio,
somministrazione e vendita ai quali non si applica il Reg. (CE) 853/2004.
2. Sono soggette a registrazione, con le modalità di cui all'articolo 11, anche le seguenti attività
che trattano prodotti di origine animale alle quali non si applica il Reg. (CE) 853/2004:
a) la vendita di carni di pollame o lagomorfi macellati nell'azienda agricola fino a un
massimo di 10.000 capi all'anno, da parte del produttore direttamente al consumatore finale,

45
su sua richiesta, oppure a laboratori annessi agli esercizi di commercio al dettaglio o di
somministrazione, posti nell'ambito del territorio della provincia in cui insiste l'azienda o nel
territorio delle province contermini, che forniscano direttamente al consumatore finale tali
carni come carni fresche (6) (7);
b) la cessione di alimenti di origine animale effettuata unicamente da un laboratorio
annesso ad un esercizio di commercio al dettaglio ad un altro esercizio di commercio al
dettaglio posto nell'ambito della stessa provincia o delle province limitrofe, a condizione che
l'attività in questione non rappresenti l'attività prevalente dell'impresa alimentare in termini
di volumi di prodotto (8);
c) l'attività di cacciatori che, in assenza di strutture e attrezzature dedicate, forniscono per
ciascuno un massimo di 500 capi all'anno di selvaggina selvatica piccola o di un capo all'anno
di selvaggina selvatica grossa direttamente al consumatore finale oppure a laboratori annessi
agli esercizi di commercio al dettaglio o di somministrazione, posti nell'ambito del territorio
della provincia in cui insiste la zona di caccia o nel territorio delle province contermini, che
riforniscono il consumatore finale.
3. Nei casi di cui al comma 2, lettera c), il cacciatore deve comunicare in forma scritta
all'esercente l'attività di commercio al dettaglio o di somministrazione la zona di provenienza
degli animali cacciati, al fine di garantirne la rintracciabilità. Sono fatte salve le disposizioni
in materia di accertamenti sanitari per le carni di suidi ed altri animali selvatici sensibili alla
trichinellosi.
4. Gli stabilimenti e le attività di cui ai commi 1 e 2 che siano già in possesso di autorizzazione
o altra registrazione assimilabile, rilasciata in base a norme specifiche in materia di alimenti,
non sono soggette a nuova registrazione. Le aziende USL provvedono a trasferire i dati
relativi a tali imprese nell'anagrafe delle registrazioni di cui all'articolo 15 entro il 31 dicembre
2009, richiedendo se del caso le necessarie integrazioni.
5. Gli stabilimenti che siano già in possesso di autorizzazione o altra registrazione
assimilabile, rilasciata in base a norme specifiche di settore diverse da quelle di cui al comma
4, non sono soggetti a nuova registrazione.

All’art. 12
la Procedura di registrazione.
1. I titolari di stabilimenti ed i soggetti che svolgono le attività di cui all’articolo 10 inviano
al comune una dichiarazione di inizio attività attestante il possesso dei requisiti previsti
dal regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile
2004, relativo all’igiene dei prodotti alimentari, corredata dalla documentazione prevista
dal comune; le attività possono essere avviate dalla data di ricevimento della
dichiarazione

2. Entro trenta giorni dal ricevimento della dichiarazione di cui al comma 1, il comune, in
caso di accertata carenza delle condizioni, modalità e fatti legittimanti, adotta motivati
provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo
che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare l’attività ed i suoi effetti alla
normativa vigente entro un termine fissato dal comune, in ogni caso non inferiore a
trenta giorni.
3. Il comune trasmette la dichiarazione di inizio attività all’azienda USL, che effettua la
registrazione.
Ed il successivo art.13

l’Aggiornamento della registrazione


1. Salvo quanto previsto al comma 2, i titolari di stabilimenti registrati ed i soggetti che
svolgono attività registrate comunicano al comune la variazione dei dati identificativi, la
cessione o la cessazione dell'attività, nonché ogni variazione significativa dell'attività, delle

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strutture o del ciclo produttivo, allegando la relativa documentazione; il comune trasmette la
comunicazione all'azienda USL per l'aggiornamento dell'anagrafe delle registrazioni. In caso
di cessione dell'attività, la comunicazione è effettuata dal nuovo titolare.
2. In caso di variazione significativa dell'attività, delle strutture o del ciclo produttivo, l'azienda
USL, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, può effettuare un sopralluogo di verifica con
le modalità di cui all'articolo 14.

Art. 14
Il Sopralluogo di verifica
1. Nei casi di cui all'articolo 12 e 13, comma 2, l'azienda USL può effettuare un sopralluogo di
verifica presso la sede operativa dell'attività entro trenta giorni dal ricevimento della
dichiarazione di cui all'articolo 12, comma 1 o della comunicazione di cui all'articolo 13, comma
1, al fine di verificarne la conformità ai requisiti generali e specifici previsti dal reg. (CE)
852/2004.
2. Qualora, nell'esercizio dell'attività di cui al comma 1, l'azienda USL accerti la mancata
conformità ai requisiti previsti dal regolamento (CE) 852/2004 e la non conformità riscontrata
non sia tale da rappresentare un pericolo per la sicurezza degli alimenti, comunica al
titolare l'esito del sopralluogo, assegnando un termine per l'adozione delle misure correttive
eventualmente necessarie.
3. Qualora le non conformità rilevate siano tali da rappresentare un rischio anche potenziale per
la sicurezza degli alimenti, l'azienda USL notifica l'esito del sopralluogo al titolare ed al comune,
il quale adotta un provvedimento motivato di divieto di iniziare o proseguire l'attività, salvo che
il titolare provveda a conformare la stessa ai requisiti di cui al comma 1
N.B.: nei casi previsti dall’art.10 e 12del D.P.G.R.40/2006 e succ. modificazioni il
provvedimento prescrittivo viene emesso in genere dall’Ufficio Igiene Pubblica (Dr. Maselli)
che sulla base di quanto rilevato da ASL assegna all’azienda un tempo per risolvere le non
conformita’.

Adempimenti SUAP:
Con riferimento alla Notifica, si possono verificare tre dichiarazioni possibili:
1. la Notifica è presentata contestualmente al titolo abilitativo all’esercizio dell’attività:
se non viene presentata, dopo aver eventualmente esperito un tentativo telefonico per
farsi mandare la pratica entro massimo 2 gg., scrivere all’interessato e
contemporaneamente per conoscenza alla Asl . Quando arriva la notifica occorre
attivare il relativo endoprocedimento, protocollare e inoltrare alla Asl
2. la Notifica è stata presentata ad altro Ufficio SUAP: verificare sempre l’indicazione
fornita attraverso l’accesso agli moduli di registrazione informatica (SIGEPRO), non
attivare l’endoprocedimento e scrivere nelle note “verificata presentazione notifica ad
altro ufficio, indicandone la denominazione ed il numero di pratica. Se l’indicazione
non risulta corretta, scrivere all’interessato.
3. la Notifica verrà presentata successivamente: scrivere solo ad Asl facendo presente il
contenuto della dichiarazione resa per eventuali controlli.

NOTIFICA DI AVVIO-MODIFICHE LOCALI/ATTIVITÀ (Procedura generale)

E’ compito del Suap la verifica della completezza formale della Notifica in particolare:

4. la notifica deve essere firmata e compilata in tutte le sue parti


5. la relazione dettagliata è obbligatoria: deve essere datata e firmata sempre dal titolare,
eventualmente dal tecnico

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6. la planimetria è facoltativa: deve essere firmata e timbrata sempre dal tecnico,
eventualmente dal titolare.

Qualora la relazione dettagliata non venga allegata alla Notifica il Suap contestualmente
all’inoltro ad Asl della Notifica, richiede all’interessato la presentazione al Suap della relazione
stessa.

la planimetria: non è compito del Suap richiederla poiché è “eventuale”:


- qualora carente, se comunque richiesta dalla Asl, tale richiesta:
- deve essere per iscritto
- deve essere motivata
- deve indicare con precisione le modalità (per esempio, chi la deve firmare, se deve essere
datata, timbrata ecc..)

NOTIFICA DI SUBINGRESSO
E’ compito del Suap:
- la sola verifica della completezza formale della Notifica poiché non è richiesta alcuna
documentazione allegata

Il D.Lgs. 193/2007 (attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di


sicurezza alimentare e applicazione dei Regolamenti comunitari nel medesimo settore)

Prevede all’art.6 co.3 delle specifiche

Sanzioni :
Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, nei limiti di applicabilità del regolamento (CE) n.
852/2004 ed essendovi tenuto, non effettua la notifica all'Autorità competente di ogni
stabilimento posto sotto il suo controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione,
trasformazione e distribuzione di alimenti ovvero le effettua quando la registrazione e'
sospesa o revocata, e'punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro
9.000 o con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 3.000, nel caso in cui,
pur essendo condotte presso uno stabilimento gia' registrato, non siano state comunicate
all'Autorita' competente per l'aggiornamento della registrazione

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Questi Endoprocedimenti riguardano solo le attività relative

Scia in materia igienico-sanitaria per le strutture ricettive


Endo A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica
n. 297 Inizio attività

Scia in materia igienico sanitaria per attività estetiche


Endo A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica
n.502 Inizio attività

Autorizzazione sanitaria per detenzione, vendita, toilette animali


Endo
A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica
n. 507 Domanda alla struttura

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3) INSEGNE E MEZZI PUBBLICITARI
a cura del Servizio Suolo Pubblico

Insegne di esercizio - scritte - apparecchi illuminanti - targhe -


Endo iscrizioni riprodotte sulla carrozzeria dei veicoli
n. DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Insegne e Pubblicità

Insegne di esercizio – scritte - apparecchi illuminanti - targhe - su


Endo immobili sottoposti a vincoli ambientali, paesaggistici e culturali
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Insegne e Pubblicità
n.

Pubblicità provvisoria
Endo DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Insegne e Pubblicità
n.

Pubblicità provvisoria su immobili sottoposti a vincoli ambientali,


Endo paesaggistici e culturali
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Insegne e Pubblicità
n.

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4) PARERI PREVENTIVI IGIENICO SANITARI

Endo Parere preventivo (non procedimentale) sull'attività produttiva


n. DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Sportello Unico

Parere preventivo (non procedimentale) in materia edilizia (ASL) - art. 82


Endo c. 5 lett. A e 86 c. 6 L.R. 1/2005
n. A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica

Parere preventivo (non procedimentale) in materia di igiene degli alimenti


Endo art. 82 comma 6 ultima parte L.R. 1/2005 (ASL)
n. A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica

Endo Parere preventivo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (PISLL -ASL)
A.S.L. 10 Firenze - U.F. P.I.S.L.L.
n.
Parere preventivo (non procedimentale) ambientale su lavori edilizi (Arpat)
Endo - art. 86 c. 6 L.R. 1/2005
n. A.R.P.A.T. Dipartimento Provinciale

(Parere preventivo) Istanza di assimilazione ad acque reflue domestiche di


Endo scarichi idrici in pubblica fognatura (AATO)
n. AUTORITA` DI AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE 3 (AATO)

Facendo salvi i pareri igienico sanitari richiesti espressamente da singole normative specifiche
di settore, i pareri da acquisire nell’ambito della procedura SUAP sono delle seguenti tipologie,
in virtù dell’art 82 della Legge Regionale Toscana n. 1/2005 e della normativa sullo Sportello
Unico Attività Produttive.
In rosso e corsivo sono riportate le parti normative.

Legge Regionale 1/2005


Art. 82 - Disposizioni generali
(omissis)
Comma 5. Le funzioni attinenti la certificazione dei requisiti igienico sanitari sono attribuite:
a) al professionista abilitato qualora il progetto riguardi interventi di edilizia residenziale
oppure nel caso in cui la verifica di conformità alle norme igienico-sanitarie non
comporti valutazioni tecnico-discrezionali;
1a) Parere preventivo non procedimentale (facoltativo) sui lavori
edilizi art. 82 c. 5 lett. a)
dunque in tutti i casi in cui il tecnico abilitato, pur dovendo attestare lui i requisiti, vuole
preventivamente acquisire un parere ASL chiederà un parere preventivo
facoltativo, è una sorta di consulenza al tecnico
non procedimentale
non possono essere richieste integrazioni da parte di ASL, ne accettate integrazioni spontanee
da parte del richiedente.

51
Tempi ¾ di 90 giorni
30 euro per Suap + tariffario Asl

b) all'azienda USL competente,


b1)nei casi di deroga, previsti dalla normativa vigente, alle disposizioni igienico-
sanitarie e comunque
b2) nei casi in cui siano necessarie valutazioni tecnico-discrezionali.
2) Parere procedimentale (obbligatorio e vincolante) art. 82 c. 5 lett. b)
L.R. 1/2005
Procedimentale
Possono essere richieste integrazioni
Quando la ASL risponde, se ci sono state integrazioni, fa riferimento agli allegati finali
(indicando la data) e il Suap rigira gli stessi al richiedente insieme al parere e comunica
all’Edilizia l’acquisizione del parere positivo.
Tempi ¾ di 90 giorni
30 euro Suap+ tariffario Asl

Comma 6. Su richiesta dell'interessato o del Comune, l'azienda USL esprime inoltre parere
sui progetti di interventi edilizi che riguardano immobili con destinazione ricettiva,
scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, sportiva, ricreativa,
stabilimenti balneari e termali, cimiteri
3) Parere procedimentale (facoltativo ma vincolante) art. 82 c. 6 L.R.
1/2005
E’ facoltativo richiederlo, ma una volta richiesto diventa vincolante
e di conseguenza è procedimentale.
Possono essere richieste integrazioni
Quando la ASL risponde, se ci sono state integrazioni, fa riferimento agli allegati finali (con
data) e il Suap riconsegna gli stessi al richiedente insieme al parere e comunica all’Edilizia
l’acquisizione del parere positivo
Tempi ¾ di 90 giorni
30 euro Suap+ tariffario Asl

e nei casi in cui sia prevista l'autorizzazione sanitaria di cui all' articolo 2 della legge 30
aprile 1962, n. 283 (Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 262 del testo unico delle leggi
sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n.1265: Disciplina igienica della produzione e
della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) da ultimo modificata dal decreto
legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 .
il riferimento ai procedimenti sull'igiene degli alimenti è superato, non solo perché non più
attuale la procedura autorizzatoria né la legge che la prevedeva, ma proprio perché in caso
contrario finirebbe per aggirare e depotenziare la Notifica igiene degli alimenti di
derivazione comunitaria.
Conseguentemente il tecnico che deve attestare in sede di notifica i requisiti può chiedere, se
vuole, un parere del primo tipo, cioè si ritorna al
1b) Parere preventivo non procedimentale in materia di igiene degli
alimenti
Non procedimentale
ma la durata del procedimento è 45 giorni o meglio ¾ di 45 gg

52
7. Sono fatte salve le procedure indicate dal decreto del Presidente della Repubblica. 20
ottobre 1998, n. 447 (Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di
autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di
impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la
determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell' articolo 20,
comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59 ) da ultimo modificato d al decreto del Presidente
della Repubblica 7 dicembre 2000, n. 440, per le opere dallo stesso disciplinate.
Dunque si applicano tempi e procedure SUAP.

C’è anche questa previsione normativa:


ART 86
(omissis)
comma 6. L'interessato, direttamente, o attraverso il comune, ovvero attraverso lo sportello
unico istituito ai sensi dell' articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
(Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali,
in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ) da ultimo modificato dalla legge 16
marzo 2001, n. 88 , può richiedere alle strutture tecniche competenti in materia
sanitaria ed ambientale pareri preventivi sugli eventuali lavori edilizi all'avvio dei
procedimenti di cui al presente capo.
Per dare un senso compiuto alla stessa non rimane che prevedere che nei casi diversi dall’art 82
comma 5 lettera b (b1+b2) e comma 6 (immobili con destinazione ricettiva, scolastica,
sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, sportiva, ricreativa, stabilimenti balneari e
termali, cimiteri) e dunque in casi di immobili con destinazione artigianale, industriale,
direzionale può essere chiesto questo tipo di parere che è del primo tipo
1a) Parere preventivo non procedimentale (facoltativo) sui lavori
edilizi art. 82 c. 5 lett. a)
_____ °°° _____

RIEPILOGO

PARERI PROCEDIMENTALI PREVENTIVI ASL IN MATERIA


EDILIZIA
(Vedi sezione URBANISTICA-EDILIZIA)

Endo n. 123 - Parere procedimentale (ASL) in materia edilizia art. 82 comma 5 lett. B1
e B2 e 82 comma 6 L.R. 1/2005
- Art. 82 comma 5 lettera B (B1 – deroga e B2 – valutazioni tecnicodiscrezionali) -
obbligatorio e vincolante
- e art 82 comma 6 - facoltativo ma diventa vincolante se richiesto (per immobili con
destinazione ricettiva, scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, sportiva,
ricreativa, stabilimenti balneari e termali, cimiteri)
in questo caso c’è un unico endo per entrambe le fattispecie (stessi tempi e stessa Asl)
tempi: 90 giorni

PARERI PREVENTIVI non PROCEDIMENTALI


Il parere preventivo è uno strumento in più per il progettista o l’imprenditore o chiunque
intenda chiederlo; non ha dunque validità procedimentale né è abilitativo; è una sorta di
consulenza.

53
Di conseguenza non è necessario che il soggetto richiedente sia un soggetto qualificato, può
chiederlo chiunque e, nel proprio interesse, più chiede più ottiene.
Questo spiega anche perché non sono ammissibili integrazioni documentali né d’ufficio né su
iniziativa di parte.

Endo n. 121 - Parere preventivo (non procedimentale) in materia edilizia (ASL) - art. 82
c. 5 lett. A e 86 c. 6 L.R. 1/2005
- art. 82 comma 5 lett. a) (il tecnico vuole una pura consulenza se non la sente lui di asseverare i
requisiti igienico sanitari della struttura)
- art. 86 comma 6 per immobili artigianali, industriali, direzionali etc.. (ovvero diversi da
immobili con destinazione ricettiva, scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale,
sportiva, ricreativa, stabilimenti balneari e termali, cimiteri)
tempi: 90 giorni

Endo n. 232 - Parere preventivo (non procedimentale) in materia di igiene degli


alimenti
- art. 82 comma 6 ultima parte = igiene degli alimenti
tempi: 45 giorni

Endo n. 620 - Parere preventivo (non procedimentale) sull’attività produttiva


da gestire genericamente per tutte le materie o attività suap
tempi: 90 giorni

Endo n. 234 - Parere preventivo (non procedimentale) ambientale sui lavori edilizi
(Arpat)
- Art 86 comma 6
tempi: 90 giorni

Endo n. 264 - Istanza di assimilazione ad acque reflue domestiche di scarichi idrici in


pubblica fognatura (Aato)
tempi: 90 giorni

54
5) PROCEDIMENTI DI PREVENZIONE INCENDI
Lo schema dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi è chiaro e schematico.
Ad oggi i procedimenti fondamentali previsti dalla normativa di riferimento (decreto del
Ministro dell'Interno del 16/2/1982) sono quattro, distinti fra procedimenti finalizzati
all’acquisizione di un parere.bbligatorio e vincolante (I e II) o ad atti abilitativi propriamente
detti (III e IV). Di conseguenza, i primi due sono preventivi rispetto all’esecuzione dei
lavori, gli altri sono necessariamente successivi. V’è, inoltre. il rinnovo del CPI o la voltura del
medesimo.

1° FASE
RICHIESTA DI ESAME CONFORMITA’ PROGETTO

Endo (PIN 1) Esame conformità progetto prevenzione incendi


n. 126 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Modulistica PIN 1 e i relativi allegati


L`interessato deve presentare al SUAP la relativa e corrispondere come diritti di istruttoria 30
euro per il Suap oltre ai diritti di competenza dei Vigili del Fuoco; in caso di dubbio sugli importi
consultare la sezione altri documenti o impostare la ricerca su
http://www.vigilfuoco.it/speciali/sicurezza/prevenzione_incendi/attivita_soggett
e/default.asp.

Entrambi gli importi dovranno essere versati con il metodo di pagamento on-line oppure sul c/c
n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz. Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi
- Serv. Tesoreria Palzzo Vecchio 50122 Firenze.

Sulla base del progetto elaborato dal tecnico competente (tutte le attività devono essere
progettate e seguite da un tecnico iscritto allo speciale albo ex L. 818/94 ) il Comando
Provinciale dei VVF esamina la conformità alla normativa tecnica di prevenzione incendi
generale e, per alcuni settori, speciale (regole tecniche per le strutture ricettive, per le
autorimesse, per i locali di pubblico spettacolo etc), rilasciando un parere positivo, un parere
positivo a condizione ( sono specificate le condizioni) o talvolta negativo.
Quest’ultimo è sempre preceduto dalla comunicazione prevista dall’art. 10 bis della l. 241/90 di
preavviso di rigetto che il Comando invia al Suap che la rigira all’interessato, il quale dal
ricevimento ha il numero di gg indicato ( talvolta i VVF indicano 20 giorni su nostra
sollecitazione, talvolta 10 come previsto dalla 241/90) per presentare proprie memorie o
osservazioni; se le stesse pervengono il Suap le inoltra ai VVF (oppure comunica che non sono
pervenute); I VVF, considerate opportunamente le stesse, emetteranno parere definitivo, per lo
più di conferma del parere negativo, a fronte del quale riprende la procedura suap con la ns
comunicazione di parere negativo all’istante entro 3 gg e facoltà per lo stesso di richiedere la
Conferenza di servizi prevista dall’art. 4 comma 2 del DPR 447/98, che può celebrarsi come di
consueto o seguendo una specifica procedura che i VVF hanno richiesto in proposito per evitare
se possibile la celebrazione della Conferenza stessa: se l’interessato ha capito bene le
motivazioni del diniego e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni può depositare nuovo progetto
(con nuovo pagamento dei diritti ) che il Comando Provinciale si impegna a valutare entro 30 gg

55
, in caso di ritardo noi li convochiamo in Conferenza a rendere il parere definitivo sul secondo
progetto.

Il Parere Favorevole confluisce nell’atto unico Suap; accade talvolta che sia l’unico
endoprocedimento autorizzatorio e in questi casi abbiamo escogitato un atto più semplice che
“RECEPISCE E RILASCIA” il parere.

DEROGA

Endo (PIN 2) Deroga prevenzione incendi


n. 163 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Modulistica PIN 2 e i relativi allegati


L`interessato deve presentare al SUAP la relativa istanza e corrispondere come diritti di
istruttoria 30 euro per il Suap oltre ai diritti di competenza dei Vigili del Fuoco sempre da
versare con il metodo di pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di
Firenze - Direz. Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti.

E’ possibile richiedere su singoli aspetti la DEROGA al rispetto della normativa di


prevenzione incendi; questo procedimento è di competenza della Direzione Regionale poiché
occorre una valutazione unitaria a livello regionale da parte dell’organo “sovraordinato” ma si
inoltra sempre al Comando Provinciale, anche perché i due procedimenti si “fondono” nel senso
che passano al vaglio sia del Comando Provinciale che della Direzione Regionale (per questo
motivo occorre una copia in più della documentazione).

Per motivi legati per lo più alla quantificazione dei diritti (per la Deroga ammontano a 1 volta e
mezza rispetto al tariffario ordinario) il tecnico può scegliere se fare soltanto il procedimento di
deroga, oppure fare contestualmente l’esame conformità progetto; vanno bene entrambe le
modalità e per noi sarà attivato 1 o 2 procedimenti a seconda del caso.

Il parere finale, sempre su progetto, sarà complessivo e potrà essere favorevole, favorevole a condizione, o negativo.

Motivi ostativi ai sensi dell’art. 10 bis della l. 241/90 (preavviso di rigetto)


Inviare la comunicazione all’istante ( attenzione ai giorni indicati come scadenza dei termini per
poter presentare osservazioni ).

ESAME PROGETTO:
1) se decorrono i termini senza che siano state prodotte osservazioni inviare comunicazione al
Comando Provinciale;
2) se l’istante deposita osservazioni, trasmettere il tutto al Comando Provinciale.
DEROGA:
1) E’ stato concordato con la Direzione Regionale che in questi casi la medesima invierà
direttamente al SUAP, la comunicazione ex art. 10 bis; se decorrono i termini senza osservazioni
la nostra comunicazione deve essere inoltrata direttamente alla Direzione Regionale, dandone
comunque notizia anche al Comando Provinciale;
2) la stessa procedura deve essere seguita anche quando sono state prodotte osservazioni, con le
stesse modalità.

56
Rigirare gli oneri di competenza solo se la comunicazione perviene nei termini
previsti per l’espressione del parere (in regime di DPR 447/1998) cioè sino a settembre
2011

***

Particolarita’ prevista dal protocollo d’intesa del 2001


In sede di prima applicazione del presente protocollo, considerato che la procedura di deroga
coinvolge anche la Direzione Regionale attraverso una procedura (DPR 37/1998) che prevede
una tempistica diversa da quella prevista nella normativa sullo Sportello Unico, si concorda che:
- il termine per il rilascio del parere di deroga al SUAP sia di 120 giorni;
- il Comitato Tecnico Regionale potrà chiedere integrazione documentale suppletiva
sospendendo, per una sola volta, il termine per il rilascio del parere (termine che
continuerà a decorrere dalla presentazione, da parte dell’interessato, della
documentazione richiesta);
- il termine per il rilascio dell’eventuale esame progetto conseguente al rilascio della deroga
è di 60 giorni.
In caso di parere negativo conseguente alla richiesta di deroga il SUAP:
1) trasmette il parere negativo pervenuto all’interessato;
2) comunica la conclusione e l’archiviazione del relativo procedimento.
In sede di prima applicazione del presente protocollo, preso atto del particolare regime
procedimentale previsto dalla normativa di settore per la quale non risulta applicabile il
procedimento mediante conferenza dei servizi di cui al DPR 447/1998, l’interessato potrà
presentare nuova istanza di deroga ( versando di nuovo l’importo dovuto per il procedimento),
trasmettendo anche documentazione integrativa volta al superamento del parere negativo, la
quale sarà visionata con priorità dal competente Comando. Il relativo procedimento si conclude
entro 90 giorni.

Terminata la prima fase, il parere va a confluire nell’atto unico SUAP.


Da quel momento gli interessati eseguiranno il loro intervento di predisposizione o di
adeguamento dei locali sulla base delle indicazioni contenute nel parere/atto predetto (che in
particolare quando contiene condizioni detta le regole da rispettare e comunque in generale
prescrive già cosa l’interessato dovrà produrre nella fase successiva); finiti gli interventi si passa
alla seconda fase.

2° FASE
CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI e DIA

Endo (PIN 3) Richiesta sopralluogo ai fini del rilascio del CPI


n. 165 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Endo (PIN 4) D.I.A. provvisoria prevenzione incendi


n. 168 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Modulistica rispettivamente PIN 3 e PIN 4 e i relativi allegati


L’interessato deve richiedere la visita di sopralluogo finalizzato al rilascio del
Certificato Prevenzione Incendi (che si abbrevia con CPI) corredata da certificazioni di conformità
dei lavori eseguiti al progetto approvato e, se vuole iniziare subito l’attività, presentare al Comando una
dichiarazione con la quale attesta che sono state rispettate le prescrizioni vigenti in materia di sicurezza antincendio e si impegna al
rispetto degli obblighi di legge (DIA).

57
In realtà si tratta di due procedimenti distinti che normalmente vengono effettuati
contestualmente, ma potrebbe anche accadere che la Dia non venga presentata affatto o
presentata in un secondo momento: in tal caso si attende il rilascio del CPI, nel termine di 90 gg;
in sostanza la Dia è un titolo abilitativo “temporaneo” sino a quando viene effettuato il
sopralluogo di verifica e il rilascio del CPI se è tutto conforme; se non è conforme invece i VVF
trasmettono al SUAP e all’interessato il Verbale d’Ispezione, stabilendo il da farsi, ma per lo più
considerano concluso negativamente il procedimento relativo, invitando gli interessati a
conformarsi entro un termine indicato dai VVF e a depositare al SUAP una nuova richiesta di
CPI (qui la situazione può essere molto variabile: ci può essere un ordine di cessazione
immediata dell’attività o al contrario un termine congruo entro cui regolarizzarsi, oltre ad
eventuali ipotesi di false dichiarazioni).

Particolarità del protocollo d’intesa


In sede di prima applicazione del presente Protocollo d’Intesa, ove l’interessato presenti,
unitamente o successivamente alla richiesta di CPI, denuncia di inizio attività ai sensi dell’art. 3
comma 5 del DPR 37/1998 al procedimento di rilascio del CPI non si applica l’art. 10 del DPR
447/1998.
In questo caso l’interessato effettuerà il versamento dei diritti di competenza dei VV.FF.
direttamente su bollettino intestato alla Tesoreria Provinciale ovvero con altro
sistema di versamento previsto dalla vigente normativa (attenzione solo se
contestualmente viene depositata la Dia; in difetto il procedimento torna normale,
i VVF devono rilasciare il parere nei termini di 90 gg e il versamento deve essere
effettuato sul C/C Suap perché non verrà rigirato ai VVF se non rispettano i
termini).
In merito al predetto sopralluogo il Comando, in base all’esito dello stesso, trasmette i relativi
atti:
IN CASO DI ESITO FAVOREVOLE: Il Comando trasmette al SUAP il parere di competenza
(Certificato prevenzione incendi) intestato alla ditta interessata con le relative scadenze e
condizioni di esercizio. Il SUAP rilascia atto unico, allegando copia informatica del C.P.I. e
richiamando le prescrizioni ed i vincoli ivi contenuti. L’imposta di bollo è assolta, in modo
virtuale, sull’atto unico.
IN CASO DI ESITO NEGATIVO: Il Comando comunica al SUAP i relativi atti notificati
all’interessato ed alle autorità competenti.

DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA’:


Il procedimento di cui all’art. 3 comma 5 del DPR 37/1998, a seguito dell’entrata in vigore del
DPR 447/1998, come modificato dal DPR 440/2000, costituisce “endo-procedimento” di
competenza dello Sportello Unico delle attività produttive, ove la Dia è trasmessa.
Il sub-procedimento è attivato presso il SUAP con la presentazione dei modelli di richiesta
previsti dalla vigente normativa., che la trasmette al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di
Firenze.
Lo Sportello Unico rilascia l’attestazione di ricezione della dichiarazione con l’attribuzione del
protocollo, con riserva di verifica della completezza formale e sostanziale della documentazione.
L’acquisizione da parte del SUAP della dichiarazione di inizio attività costituisce autorizzazione
provvisoria all’esercizio dell’attività ai soli fini antincendio, fino alla comunicazione dell’esito del
sopralluogo da parte del Comando.
Pertanto i termini previsti dal DPR 37/1998 ed i relativi effetti abilitativi decorrono dalla data di
protocollazione dell’istanza allo Sportello Unico delle Attività Produttive.

58
RINNOVO CPI (Certificato Prevenzione incendi)

Endo (PIN 5) Rinnovo certificato prevenzione incendi


n. 169 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Nel rilasciare il CPI, i VVF avevano originariamente indicato il termine di validità dello stesso;
dunque prima della scadenza l’interessato dovrà provvedere a richiedere il rinnovo

Modulistica
INFO:Rinnovo certificato prevenzione incendi Allegati e Modelli
Richiesta rinnovo modello PIN 5
Dichiarazione situazione non mutata PIN 6
Perizia giurata modello PIN 7
Nominativo del responsabile del servizio di protezione e prevenzione
Nominativo degli addetti alla sicurezza antincendio ed all`evaquazione
Copia degli attestati di frequenza o di idoneità (allegato 10 del DM 10/03/98) degli addetti
antincendio di cui sopra
Dichiarazione del titolare dell`attività attestante l`avvenuta predisposizione del piano di
emergenza e di evaquazione
(Certificato di prevenzione incendi ORIGINALE) nella nuova modulistica si chiede copia
(informatica)del certificato.
Protocollo d’intesa
In questo caso l’interessato effettuerà il versamento dei diritti di competenza dei Vigili del Fuoco
direttamente su bollettino intestato alla Tesoreria Provinciale ovvero con altro sistema di versamento
previsto dalla vigente normativa.
Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze trasmette il proprio atto di competenza allegando
eventuale documentazione a corredo.
Lo Sportello Unico rilascia l’atto unico o comunica all’interessato esito negativo pervenuto allegando
l’eventuale documentazione trasmessa.

59
VOLTURA CPI (Certificato Prevenzione incendi)

Endo (PIN 6) Voltura certificato prevenzione incendi


n. 628 VIGILI DEL FUOCO - COMANDO PROVINCIALE

Se il soggetto originariamente indicato nel CPI varia, è necessario chiedere al Comando


Provinciale la voltura del medesimo . L'interessato deve depositare mod. PIN6.VOLTURA o
dichiarazione, resa sotto forma di atto sostitutivo di notorietà, del precedente intestatario del
Certificato Prevenzione Incendi, attestante che l’attività, all’atto della cessione, è invariata
rispetto a quanto rilevato al momento del rilascio del C.P.I., documentazione in copia dalla
quale si evinca l’avvenuta cessazione e/o subentro (es.: camera di commercio,atto notarile o
altro).

Inoltre deve essere depositato l'originale del Certificato di Prevenzione Incendi di cui si chiede
voltura.Da verificare con i Vigili del Fuoco

E' previsto il pagamento di 30 Euro quali Diritti di Segreteria con il metodo di pagamento on-
line oppure sul c/c n. 35281542. Congiuntamente al modello PIN 6 deve essere depositata anche
la “ Dichiarazione di situazione non mutata” ( sulla modulistica dei VVF) a firma del precedente
intestatario del CPI. Attenzione al modello di “ Dichiarazione di situazione non mutata” poiché i
VVF hanno predisposto due diverse versioni, una per la voltura e una per il rinnovo CPI.

ISTRUZIONI OPERATIVE•PROCEDURA

Verificare sempre che gli oneri siano pagati sul conto corrente giusto; tutti gli endo sul c/c Suap,
eccetto PIN 3+PIN 4 o PIN 5 che devono essere pagati sul c/c dei VV.F.

I FASE (procedimenti preventivi)

A) ESAME PROGETTO (PIN1)


B) ESAME PROGETTO IN DEROGA (PIN2) (termine proc.to 180 gg.)
1. (controllare che gli allegati tecnici siano timbrati e firmati dal tecnico)
2. se riscontrati ulteriori documenti rispetto a quelli che il programma propone in automatico,
aggiungere col bottone “Nuovo” un documento chiamato “Altra documentazione tecnica” senza
bisogno di specificare niente
3. oneri: € 30,00 + tariffario che deve essere PAGATO SU NS. C/C. Se sono stati pagati sul c/c dell’ente
terzo non vanno registrati ma comunque indicati nella lettera di trasmissione (togliendo i
riferimenti alla possibilità per il Suap di non girare oneri se il parere non è reso nei termini), fare
fotocopia del bollettino e inviare ai VV.F. l’originale.
4. Elaborazione Istanza: nelle note del frontespizio precisare sempre chi si tratta di DEROGA-
Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata la ricevuta a mano - Esame
pratica SI - movimento di “Richiesta parere ad Amministrazione” – protocollare.
5. dopo il calcolo dei termini mettere la pratica in attesa di rientro del parere.
6. quando arriva dai VV.F. la ricevuta di avvio del loro procedimento, con il nome del responsabile e
della password, per la consultazione on line sul loro sito, da consegnare all’interessato scrivere
questi dati nello spazio “Parere” del movimento di trasmissione “Richiesta Parere ad
Amministrazione”

60
data - COMUNICAZIONE AVVIO ISTRUTTORIA -
RESPONSABILE ASSEGNATO: ING. Nome e cognome -
SITO: WWW.VIGILFUOCO.IT (N° PRATICA xxx - PIN xxx - VVF FIRENZE) ;
Pubblicare il movimento
7. se arriva ulteriore comunicazione del Com. Provinciale aggiungere il movimento “Comunicazione in
entrata” rinominandolo: “VV.F.– (specificare)” (se già protocollato riutilizzare il numero) –
Pubblicare il movimento – analizzare bene il contenuto
a. se trattasi di semplice richiesta integrazioni procedere a richiederle (come si fa con tutte le
altre richieste di integrazionise trattasi di comunicazione motivi ostativi ( 10bis) formulare
richiesta in tal senso;
8. quando arrivano le integrazioni registrarle con il movimento specifico e mandarle solo al Com.
Provinciale
9. la Dir. Regionale
a. PARERE FAVOREVOLE > deve comunque arrivare il parere definitivo del Com.
Provinciale, quindi predisporre atto unico solo dopo aver ricevuto parere del Com.
Provinciale - aggiungere movimento “Comunicazione in entrata” rinominandolo: “VV.F.–
Parere Provvisorio Dir. Regionale” (se già protocollato riutilizzare il numero)
b. PARERE FAVOREVOLE con CONDIZIONI > qualora la Dir. Regionale conceda la deroga,
ancorché indichi una qualche prescrizione, aspettare comunque il parere definitivo del
Com. Provinciale quindi predisporre atto unico. Il Com. Provinciale nel parere favorevole
infatti richiamerà le prescrizioni della Dir. Regionale Quando poi verrà domandato il
Rilascio CPI, il richiedente integrerà la pratica con quanto aveva prescritto la Dir.
Regionale. Registrare comunque col movimento “Comunicazione in entrata”
rinominandolo: “VV.F.– Parere Provvisorio Dir. Regionale” (se già protocollato
riutilizzare il numero)
c. RICHIESTE > il CTR (Comitato Tecnico Regionale) potrà chiedere integrazione
documentale supplettiva sospendendo, per una sola volta, il termine per il rilascio del
parere (termine che continuerà a decorrere dalla presentazione, da parte dell’interessato,
della documentazione richiesta)
d. PREAVVISO DINIEGO 10BIS > aggiungere movimento “Comunicazione in entrata”
rinominandolo: “VV.F.- Dir. Reg. – Comunicazione 10bis” (se già protocollato riutilizzare
il numero); scrivere al richiedente con movimento SU3010 “Preavviso di parere negativo
ex 10bis. L.241” (doc.to 176) allegando copia della comunicazione della Dir. Regionale;

10. quando il richiedente presenta memorie/prescrizioni/integrazioni esitare il movimento che viene


automaticamente proposto in elaborazione istanza “Risposta da parte dell’interessato 10bis””
(SU3011) di conseguenza elaborare il movimento “Trasmissione integrazioni documentali
all’amministrazione” (SU6007) - Pubblicare il movimento – per velocizzare mandare direttamente
una copia alla Direzione Regionale e le altre al Provinciale dicendo che sono già state trasmessa alla
Direzione Regionale; se non c’è documentazione a corredo, anticipare via fax al n. 055.5525210 alla
Dir. Regionale comunicando contestualmente al Com. Provinciale;
se entro i termini assegnati non viene presentato nulla scrivere alla Dir. Regionale (anticipando via
fax al n. 055.5525210) e comunicando contestualmente al Com. Provinciale utilizzando il
movimento “Comunicazione in uscita” rinominandolo: “A VV.F.- Mancata risposta da parte
dell’interessato” (protocollare)
11. aspettare parere del Com. Provinciale che sarà Favorevole o Negativo e registrarlo con il movimento
(TTSU3) “Rientro parere da Amministrazione”
12. FAVOREVOLE > rilascio atto unico di deroga con allegati (se successivamente viene richiesto “esame
progetto” il termine per il rilascio dello stesso è di 60gg e non 90gg) – movimento (SU5001)
“Emissione provvedimento autorizzativo” ecc. ecc.
13. NEGATIVO > movimento (SU3003) “Comunicazione Deroga pronuncia negativa dei VV.F.” (doc.to
29)
- trasmettere il parere negativo all’interessato entro 3 gg.
- comunicare la conclusione del relativo procedimento
- per la normativa di settore non è applicabile la CDS e l’interessato
può eventualmente presentare richiesta di nuova deroga (versando di nuovo l’importo dovuto

61
per il procedimento trasmettendo anche documentazione integrativa volta al superamento
del parere negativo) > in questo caso il termine è di 90 gg. e non 180 gg.
- normalmente i VV.F. restituiscono gli allegati timbrati in loro
possesso che verranno restituiti; pertanto quando arriva parere senza allegati fare una
telefonata ai vigili;
14. Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

MANCATO RITIRO DEROGA: da contatti col responsabile dei VVF (Stefanelli Mauro) >”la deroga
non ha scadenza; se l’ufficio ha fatto di tutto per contattare il richiedente (raccomandata con ricevuta
di ritorno) e ne può dare prova, l’atto non ritirato può essere archiviato” (può andar bene anche
avvertire per il ritiro via fax – l’atto non ritirato metterlo nel fascicolo del procedimento tecnico suap)

CALCOLO PER GIRARE ONERI: Se c’è 10bis, si considera il parere pervenuto nei termini
per girare gli oneri se la data del prot. del 10bis regionale rientra nei termini previsti.

II FASE – (procedimenti istruttori)

C) CPI (PIN3) E DIA (PIN4)


SCRIVERE NELLE NOTE DELL’ISTANZA CHE SI TRATTA DI UN PIN3 + PIN4
Il PIN 4 è una “dichiarazione che costituisce, ai soli fini antincendio, autorizzazione provvisoria
all’esercizio dell’attività”.
1. controllare che la richiesta (PIN 3) e gli allegati vengono prodotte in 2 copie - di cui una in bollo -
(altrimenti: fare copia dei frontespizi, telefonare per farsi portare le copie mancanti, se non ci si
riesce, scrivere); una copia di tutto è per il Suap e 1 copia di tutto mandarla al Comando Provinciale
2. controllare che la dia (PIN 4) sia prodotta in 3 copie; una copia è per il Suap, 1 copia mandarla al
Comando Provinciale e 1 copia restituirla timbrata (se presentata una bolla si restituisce quella!!)
con la ricevuta al richiedente (se viene presentato un solo originale si restituisce la copia con il ns.
timbro di ricevimento in originale) - LASCIARE TRACCIA SCRITTA DELLA CONSEGNA
DEL PIN 4
3. la copia del PIN 3 in bollo dobbiamo tenerla noi (scrivere “Bollo assolto al Suap” con un timbro
tondo, sulla copia/e che trasmettiamo). Non accettare le marche che vengono prodotte in
più e che quindi non devono essere spillate alle pratiche.
4. gli allegati che rimangono all’utente non si timbrano (SOLO se lo chiedono espressamente: fare
un verifica veloce che tali allegati corrispondano a quelli che vengono consegnati)
5. se riscontrati ulteriori documenti rispetto a quelli che il programma propone in automatico,
aggiungere col bottone “Nuovo” un documento chiamato “Altra documentazione tecnica” senza
bisogno di specificare niente
6. oneri: € 30,00 + tariffario che deve essere PAGATO SUL C/C dei VVF (il tariffario non va
registrato).
7. se è stata prodotta la Domanda Unica in più di una copia, inoltrarne una ai VV.F.
8. Elaborazione Istanza: nelle note del frontespizio precisare sempre che si tratta di RICHIESTA CPI
+ DIA - Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata la ricevuta a mano -
Esame pratica SI - poichè sono attivati 2 endo (cpi e dia) esitare tutti e due i movimenti ma la
lettera di trasmissione “particolare” (612) va stampata sul movimento di “Richiesta parere
ad Amministrazione” – protocollare.
9. quando torna la ricevuta mettere il fascicolo regolarmente nell’archivio dei
Procedimenti Tecnici e lasciarla “IN CORSO”.
10. quando arriva dai VV.F. la ricevuta di avvio del loro procedimento, con il nome del responsabile e
della password da consegnare all’interessato scrivere questi dati nello spazio Parere del movimento
di trasmissione “Richiesta Parere ad Amministrazione”
data - COMUNICAZIONE AVVIO ISTRUTTORIA -
RESPONSABILE ASSEGNATO: ING. Nome e cognome -
SITO: WWW.VIGILFUOCO.IT (N° PRATICA xxx - PIN xxx - VVF FIRENZE) ;
Pubblicare il movimento

III FASE

62
A) RINNOVO CPI (PIN5)
1) Attivare endo di “Rinnovo cpi” (169)
2) Copie: n. 2 (una per il Suap in bollo e una per i VV.F)
3) CPI originale e perizia giurata > devono essere consegnate
in originale come richiesto dalla modulistica e vanno inoltrato ai VVF.
4) Oneri: € 30 per diritti suap + tariffario su c/c dei VVF
5) Trasmette richiesta e allegati al Comando Provinciale
secondo la procedura impostata automaticamente
6) Quando torna indietro il CPI: non può essere spedito e
quindi fare il movimento “Invito Ritiro documentazione” (CO0118) e stampare la lettera n° 33 da
archivi di base
7) al momento del ritiro, aggiungere il movimento
“Consegna documentazione” (CO0116) e nel parere del movimento scrivere una dicitura di
riferimento es: “Ritirata documentazione timbrata da Arch. X munito di delega del Sig. Y”
8) stampare la ricevuta allegata come documento tipo e fare
firmare (per avvenuta consegna documentazione); mettere agli atti; consegnare i documenti
timbrati spettanti all’utente
9) chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento
Tecnico

B) VOLTURA CPI
10) Attivare endo di “Voltura cpi” (628)
11) Copie: n. 2 (una per il Suap in bollo e una per i VV.F)
12) CPI originale > deve essere consegnato come richiesto
dalla modulistica e va inoltrato ai VVF.
13) Oneri: € 30 per diritti suap
14) Trasmette richiesta e allegati al Comando Provinciale
secondo la procedura impostata automaticamente
15) Quando torna indietro il CPI volturato: non può essere
spedito e quindi fare il movimento “Invito Ritiro documentazione” (CO0118) e stampare la lettera
n° 33 da archivi di base
16) al momento del ritiro, aggiungere il movimento
“Consegna documentazione” (CO0116) e nel parere del movimento scrivere una dicitura di
riferimento es: “Ritirata documentazione timbrata da Arch. X munito di delega del Sig. Y”
17) stampare la ricevuta allegata come documento tipo e fare
firmare (per avvenuta consegna documentazione); mettere agli atti; consegnare i documenti
timbrati spettanti all’utente
chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

63
6) SCARICHI IDRICI
Decreto Legislativo n. 152 Parte III del 03.04.2006
Decreto Legislativo n. 4 del 16.01.2008 (a modifica D. Lgs. 152/06)
Legge Regionale n. 20 del 31.05.2006
DPGR 8/8/2008 n° 46/r – Reg. di attuazione LR 31/5/2006 n° 20 – (in vigore con decorrenza
17/3/2009, fatta eccezione per il suo titolo IV, capo II e III – relativi all’utilizzazione agronomica
delle acque)
Legge Regionale n. 28 del 3.3.2010

Premesse Generali

Gli scarichi si distinguono in relazione


al ricettore:
- IN FOGNATURA
- FUORI FOGNATURA
natura dello scarico:
- DOMESTICI O ASSIMILATI A DOMESTICI
- INDUSTRIALI O URBANI

Fermi restando gli approfondimenti che seguono, si possono individuare 4


casistiche:
1) SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE O ASSIMILATE IN PUBBLICA
FOGNATURA occorre il rispetto delle norme ma non è necessaria nessuna
autorizzazione;
2) SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI IN PUBBLICA FOGNATURA
competenza AATO 3 (Autorità di Ambito territoriale ottimale;
3) SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE O ASSIMILATE NON IN
PUBBLICA FOGNATURA competenza del Comune, nel nostro caso Direzione
Ambiente e per quanto riguarda il SUAP scarichi di acque reflue da
insediamenti produttivi assimilati a domestici ;
4) SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI (E URBANE) NON IN
PUBBLICA FOGNATURA competenza Provincia
***
Tutte le domande devono essere trasmesse all’ente competente per l’autorizzazione
entro 7 gg. dal loro ricevimento da parte del SUAP (art. 6 DPGR 8/8/08 n° 46/r).
La modulistica è predisposta a cura degli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni (art. 7
Reg. Reg.le 46/r).

Ai fini della comprensione della complessiva normativa in materia di scarichi idrici, è opportuno
conoscere il significato della terminologia in proposito utilizzata:
- acque meteoriche dilavanti (AMD): acque derivanti da precipitazioni atmosferiche;
si dividono in acque meteoriche dilavanti non contaminate e acque meteoriche dilavanti
contaminate, che includono anche le acque meteoriche di prima pioggia salvo quelle
individuate dall'articolo 8, comma 8;
- acque meteoriche dilavanti contaminate (AMC): acque meteoriche dilavanti,
diverse dalle acque meteoriche dilavanti non contaminate, ivi incluse le acque meteoriche
di prima pioggia, derivanti dalle attività che comportano oggettivo rischio di
trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di
determinare effettivi pregiudizi ambientali individuate dal regolamento di cui all'articolo

64
13; (tali sono quelle derivanti dagli stabilimenti in cui sono esercitate le attività indicate
nella tabella 5 contenuta nell’allegato 5 alla Reg. Reg.le n. 46/r);
- acque meteoriche dilavanti non contaminate (AMDNC): acque meteoriche
dilavanti derivanti da superfici impermeabili non adibite allo svolgimento di attività
produttive, ossia: le strade pubbliche e private, i piazzali di sosta e di movimentazione di
automezzi, parcheggi e similari, anche di aree industriali, dove non vengono svolte
attività che possono oggettivamente comportare il rischio di trascinamento di sostanze
pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali; sono
AMDNC anche le acque individuate ai sensi dell'articolo 8, comma 8;
- acque meteoriche di prima pioggia (AMPP): acque corrispondenti, per ogni evento
meteorico, ad una precipitazione di cinque millimetri uniformemente distribuita
sull'intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio; ai fini del calcolo delle
portate si stabilisce che tale valore si verifichi in quindici minuti; i coefficienti di deflusso
si assumono pari ad 1 per le superficie coperte, lastricate od impermeabilizzate ed a 0,3
per quelle permeabili di qualsiasi tipo, escludendo dal computo le superfici coltivate; si
considerano eventi meteorici distinti quelli che si succedono a distanza di quarantotto
ore; NDR esse sono assimilate alle acque meteoriche dilavanti non contaminate quando
non siano entrate in contatto con altre acque e derivino da tetti/tettoie di edifici o da altre
superfici impermeabili di stabilimenti in cui NON siano svolte le attività indicate nella
tabella 5 contenuta nell’allegato 5 al Reg. Reg.le n. 46/r (art. 8 c. 8 LR 20/06);
- acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo
residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività
domestiche;
- acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o
installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle
acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento;
- acque reflue urbane: il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue
industriali e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche
separate, e provenienti da agglomerato;
- aree pubbliche: le strade, come definite dall'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificato dal decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, e le relative pertinenze anche destinate alla sosta o movimentazione
dei veicoli, che non siano parte di insediamenti o stabilimenti;
- fognatura mista: la rete fognaria appositamente progettata e realizzata per la
canalizzazione in un'unica condotta degli scarichi di acque reflue e delle acque
meteoriche di dilavamento; tale sistema è dotato di idonei dispositivi per lo sfioro delle
acque di piena (scaricatori di piena successivamente definiti) ed è realizzato per
convogliare le acque di tempo asciutto ed, in quantità stabilita, le acque di pioggia verso il
recapito finale;
- fognatura pubblica: complesso di canalizzazioni di proprietà pubblica, servite o meno
da impianto di depurazione, specificamente destinate a raccogliere e portare al recapito le
acque meteoriche e di lavaggio provenienti da agglomerati e quelle reflue domestiche,
urbane, industriali;
- fognatura separata: la rete fognaria costituita da due canalizzazioni, la prima delle
quali adibita alla raccolta ed al convogliamento delle sole acque meteoriche di
dilavamento, e dotata o meno di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque di
prima pioggia, detta condotta bianca, e la seconda adibita alla raccolta ed al
convogliamento delle acque reflue urbane unitamente alle eventuali acque di prima
pioggia, detta condotta nera.

65
SCARICHI IDRICI IN PUBBLICA FOGNATURA
Tutti gli scarichi in pubblica fognatura devono essere preventivamente autorizzati, ad eccezione:
- delle acque meteoriche di prima pioggia derivanti dalle aree pubbliche ove siano
rispettate le condizioni fissate all’art. 8 c. 1 della LR. 20/06;
- di quelli relativi a reflui domestici ed assimilati per i quali, ai sensi dell’art. 29 Reg. AATO
del Dicembre 2003, non occorre alcuna autorizzazione. Sono assimilati ai reflui domestici
quelli derivanti da insediamenti del tipo indicati nella Tabella 1 contenuta nell’Allegato 2
al DPGR 8/8/08 n° 46/r a patto che siano rispettate le prescrizioni contenute in detto
Allegato 2 e le condizioni indicate nelle colonne “C” e “D” della Tabella 1 già citata.
Assimilati ai reflui domestici anche le acque di condensa degli impianti di
condizionamento/climatizzazione (art. 18 Reg. Reg.le n. 46/r)

66
Tabella 1 Allegato 2 al DPGR 8/8/08 n° 46/r

67
Sono soggetti, invece, ad autorizzazione anche gli scarichi, in pubblica fognatura mista o nella
condotta nera delle fognature separate, delle acque meteoriche di prima pioggia NON originanti
da aree pubbliche, bensì derivanti da stabilimenti che svolgano le attività previste nella tabella 5
contenuta nell’allegato 5 al Reg. Reg.le n. 46/r (elenco delle attività che comportano rischio di
contaminazione delle acque meteoriche dilavanti).

Da notare che, con riguardo alle autorizzazioni degli scarichi delle acque meteoriche di prima
pioggia, la LR 20/06 (art. 8 c. 3) prevede espressamente anche il previo parere di
Publiacqua (gestore del servizio idrico ingrato); diversamente, invece, per le altre
autorizzazioni di competenza di AATO 3 (si parla infatti di collaborazione tecnica con Arpat –
art. 5 LR 20/06 e di semplice collaborazione con Publiacqua art. 11 Reg. Reg.le n. 46/r).

Tutte le domande devono essere trasmesse all’ente competente per l’autorizzazione


entro 7 gg. dal loro ricevimento da parte del SUAP (art. 6 DPGR 8/8/08 n° 46/r).
La modulistica è predisposta a cura degli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni (art. 7
Reg. Reg.le 46/r).

La competenza al rilascio delle autorizzazioni allo scarico in pubblica fognatura è di AATO 3.


Da notare che per le autorizzazioni agli scarichi in pubblica fognatura mista o nella condotta
nera delle fognature separate, delle acque meteoriche di prima pioggia NON originanti da aree
pubbliche, bensì derivanti da stabilimenti che svolgano le attività previste nella tabella 5
contenuta nell’allegato 5 al Reg. Reg.le n. 46/r (elenco delle attività che comportano rischio di
contaminazione delle acque meteoriche dilavanti) è previsto il previo parere di Publiacqua
(gestore del servizio idrico integrato) e non della loro collaborazione (come invece previsto per
l’autorizzazione degli altri tipi di scarichi). AATO 3 è tenuto a trasmettere a Publiacqua e ad
ARPAT copia delle autorizzazioni rilasciate.

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NUOVA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO AUTORIZZAZIONE AGLI


SCARICHI IN PUBBLICA FOGNATURA

Autorizzazione/Rinnovo scarichi produttivi in pubblica fognatura


Endo
(Aato)
n. 219 AUTORITA` DI AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE 3 (AATO)

Nuove Autorizzazioni
Le nuove autorizzazioni devono essere rilasciate entro 90 gg. dal ricevimento della
domanda (art. 2 c. 12 D.Lgs. 4/2008).
L’importo dovuto all’atto della presentazione della domanda di nuova autorizzazione, quale
condizione di procedibilità della domanda (ed a titolo di deposito), non può essere rimborsato.

Iter Operativo
- La richiesta di nuova autorizzazione deve essere presentata al Suap con il pagamento del
bollo virtuale da € 14,62. Essa deve essere redatta sull’apposito modello predisposto da
AATO3 (http://www.ato3acqua.toscana.it – sezione utenti/aziende -);
- La richiesta deve essere corredata di attestazione versamento della Tariffa per AATO 3 di
€ 100,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 (con il metodo di pagamento on-line oppure sul

68
c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti
Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze);
- dovrà essere altresì allegata la documentazione tecnica indicata nel modello di richiesta
in precedenza indicato.
La pratica verrà inoltrata in modalità informatica
- ad AATO3
- a Publiacqua – Via Villamagna, 90/C –Chiedere PEC
- all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211

Rinnovo autorizzazione
Ogni autorizzazione ha una validità di 4 anni decorrenti dalla data del suo rilascio; un anno
prima della sua scadenza deve esserne richiesto il rinnovo.

Le autorizzazioni sono rinnovate nei termini e con le modalità stabilite dall’art. 124 c. 8 D. Lgs.
152/06 il quale non prevede un termine del procedimento (lo scarico può essere
provvisoriamente mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella
precedente autorizzazione, fino all'adozione di un nuovo provvedimento, se la domanda di
rinnovo è stata tempestivamente presentata), fatta eccezione per gli scarichi contenenti sostanze
pericolose di cui all'articolo 108 D. Lgs. 152/06, per i quali il rinnovo deve essere concesso in
modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale
termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente.

Iter Operativo
- La richiesta di nuova autorizzazione deve essere in bollo (virtuale) da € 14,62). Essa deve
essere redatta sull’apposito modello predisposto da AATO3
(http://www.ato3acqua.toscana.it – sezione utenti/aziende -);
- La richiesta deve essere corredata di attestazione versamento della Tariffa per AATO 3 di
€ 100,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 (con il metodo di pagamento on-line oppure sul
c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti
Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze);
- dovrà essere altresì allegata la documentazione tecnica indicata nel modello di richiesta
in precedenza indicato.
La pratica verrà inoltrata in modalità informatica
- ad AATO3
- a Publiacqua – Via Villamagna, 90/C –Chiedere PEC
- all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211

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COMUNICAZIONE DI VARIAZIONE DI SCARICHI PRODUTTIVI IN


PUBBLICA FOGNATURA.

Comunicazione variazione scarichi produttivi in pubblica


Endo
fognatura (Aato)
n. 220 AUTORITA` DI AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE 3 (AATO)

La comunicazione ha per oggetto:

69
- la Volturazione dell’autorizzazione – (Modifiche della titolarità della società
autorizzata, modifiche del legale rappresentante od altre analoghe modifiche che
attengono alla natura della Ditta o all’identificazione della responsabilità dello scarico);
- Variazioni senza modifica del punto di scarico e delle caratteristiche quali-
quantitative dello scarico autorizzato (Relative a insediamenti soggetti a modifiche,
ad ampliamento o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche
qualitative o quantitative UGUALI a quelle dello scarico autorizzato);
- Variazioni con miglioramento quali-quantitativo dello scarico (relative a
riduzioni quantitative significative dello scarico e/o al miglioramento della qualità dello
scarico).

Iter Operativo
- La comunicazione di variazione in questione NON deve essere in bollo. Essa deve essere
redatta sull’apposito modello predisposto da AATO3 (http://www.ato3acqua.toscana.it –
sezione utenti/aziende -)
- La richiesta deve essere corredata di attestazione versamento della Tariffa per AATO 3 di
€ 100,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 (con il metodo di pagamento on-line oppure sul
c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti
Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze);
- dovrà essere altresì allegata la documentazione tecnica indicata nel modello di richiesta
in precedenza indicato.
La pratica verrà inoltrata in modalità informatica
- ad AATO3
- a Publiacqua – Via Villamagna, 90/C –Chiedere PEC
- all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211 PEC

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PARERE PREVENTIVO – ISTANZA DI ASSIMILAZIONE AD ACQUE


REFLUE DOMESTICHE DI SCARICHI IDRICI IN PUBBLICA
FOGNATURA

(Parere preventivo) Istanza di assimilazione ad acque reflue


Endo
domestiche di scarichi idrici in pubblica fognatura (AATO)
n. 264 AUTORITA` DI AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE 3 (AATO)

I reflui produttivi possono essere assimilati a quelli domestici in conseguenza di corrispondente


parere adottato da AATO3 a seguito di presentazione della relativa istanza di assimilazione da
parte dell’interessato.

Iter Operativo
- L’istanza di assimilazione in questione deve essere presentata in bollo (virtuale) da €
14,62. Essa deve essere redatta sull’apposito modello predisposto da AATO3
(http://www.ato3acqua.toscana.it – sezione utenti/aziende -);
- La richiesta deve essere corredata di attestazione versamento della Tariffa per AATO 3 di
€ 40,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 (con il metodo di pagamento on-line oppure sul c/c
n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti Suap
Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze);
- Ad ogni copia, dovrà essere altresì allegata la documentazione indicata nel modello di
comunicazione in precedenza
70
- sarà trasmessa solo ad AATO3 –tramite PEC

SCARICHI ASSIMILATI A DOMESTICI NON IN PUBBLICA


FOGNATURA
a cura della Direzione Ambiente

Endo Autorizzazione scarichi domestici NON in pubblica fognatura


n. 241 Direzione Ambiente

……………………………………….

SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI (E URBANE) NON IN


PUBBLICA FOGNATURA competenza Provincia

Questo tipo di scarichi fuori fognatura devono essere preventivamente autorizzati.


Fanno eccezione:
- gli scarichi di acque meteoriche di prima pioggia derivanti dalle aree pubbliche (art. 8 c. 2
LR 20/06)
- gli scarichi di acque meteoriche dilavanti non contaminate (v. in proposito definizione) e
quelli di prima pioggia (art. 8 c. 4 LR 20/06) NON derivanti da attività comprese
nell’elenco di cui alla tabella 5 dell’allegato 5 del Reg. Reg.le n. 46/r (elenco delle attività
che comportano rischio di contaminazione delle acque meteoriche dilavanti) o dalle aree
di cava di cui all’art. 39 Reg. Reg.le n. 46/r c. 5, 6 e 7, (assimilate alle acque meteoriche
dilavanti non contaminate ai sensi dell’art. 39 c. 4 Reg. Reg.le n. 46/r).
Per contrario, sono invece soggetti ad autorizzazione gli scarichi delle acque meteoriche di prima
pioggia e dilavanti contaminate derivanti da stabilimenti che svolgano le attività previste nella
tabella 5 contenuta nell’allegato 5 al Reg. Reg.le n. 46/r (elenco delle attività che comportano
rischio di contaminazione delle acque meteoriche dilavanti).

Tabella 5 contenuta in allegato 5 DPGR 8/8/2008 n° 46/r

Tab. 5. Elenco delle attività di cui all'art. 2 comma 1 lett. e) comma 1


della L.R. n. 20/2006 e disposizioni correlate
A B
Tipo di attività svolta in via principale
1 Le attività di cui all'allegato I del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59
(Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione
integrate dell'inquinamento - IPPC);
2 Le attività stradali di distribuzione del carburante, come definiti dalla normativa
regionale vigente in materia di rete distributiva dei carburanti. Impianti di stoccaggio
di idrocarburi.
3 Gli stabilimenti di lavorazione di oli minerali non rientranti nelle fattispecie di cui al
punto 1 ed i depositi per uso commerciale delle stesse sostanze soggetti ad

71
autorizzazione ai sensi della normativa vigente in materia
4 I centri di raccolta, deposito e trattamento di veicoli fuori uso;
5 I depositi e le attività soggetti ad autorizzazione o comunicazione ai sensi della vigente
normativa in materia di gestione dei rifiuti e non rientranti nelle attività di cui al punto
1;
6 Le attività industriali destinati alla fabbricazione di pasta per carta a partire dal legno
o da altre materie fibrose e/o di carta e cartoni
7 Le attività per il pretrattamento (operazioni di lavaggio, imbianchimento,
mercerizzazione) o la tintura di fibre o di tessili
8 Le attività per la concia delle pelli
9 Le attività per il trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando
solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, spalmare, sgrassare,
impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare
10 Aziende in cui si svolgono le produzioni di cui alla tabella 3A dell'allegato 5 al decreto
legislativo (ndr NON esiste alcuna tabella 3° allegato 5 del D. lgs.152/06; di seguito si
riporta in ogni caso l’allegato 5 a detto decreto)

L’ente competente in materia è la Provincia di Firenze - Ufficio tutela e risorsa idrica e


scarichi – Via San Gallo, 32 Firenze - con riguardo alle acque reflue industriali ed
urbane (ed anche in caso di scarico congiunto di reflui domestici) nonché per gli scarichi di
acque meteoriche di prima pioggia derivanti dagli stabilimenti in precedenza
indicati e di acque meteoriche dilavanti contaminate.
Da notare che, con riguardo alle autorizzazioni degli scarichi delle acque meteoriche di prima
pioggia, la LR 20/06 (art. 8 c. 3) prevede espressamente anche il previo parere dell’ARPAT
e non la sua semplice consulenza tecnica (come invece previsto per i reflui industriali ed urbani).
La Provincia è comunque sempre tenuta a trasmettere ad Arpat copia delle autorizzazioni
rilasciate. Criteri e modalità di esercizio di dette competenze sono definiti dalla Provincia con
proprio atto.

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72
NUOVA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO SCARICHI PRODUTTIVI
FUORI PUBBLICA FOGNATURA

Autorizzazione/Rinnovo scarichi produttivi NON in pubblica


Endo
fognatura (Provincia)
n. 209 PROVINCIA DI FIRENZE – Uff. Tutela e Risorsa Idrica e Scarichi

Nuove Autorizzazioni
Devono essere rilasciate dalla Provincia entro 90 gg. dal ricevimento della domanda (art. 2 c. 12
D. Lgs. 4/2008).
Le variazioni qualitative-quantitative dello scarico preesistente ed autorizzato ai sensi della L.R.
20/2006, sono soggette a nuova autorizzazione (salvo il caso delle fattispecie, di seguito
illustrate, per le quali è sufficiente la semplice comunicazione).

Iter Operativo
- La richiesta di nuova autorizzazione deve essere presentata in triplice copia, più
un’ulteriore copia in formato digitale (sulla copia destinata al SUAP – oppure sulla
domanda unica - marca da bollo da € 14,62). Essa deve essere redatta sull’apposito
modello predisposto dalla
Provincia;(http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePa
ge=popupcentro.asp&Inventario=209&campo=13)
- La richiesta deve essere corredata da attestazione di versamento della Tariffa per la
Provincia di € 100,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 sul c/c n. 35281542 intestato a
Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi - Servizio
Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze;
- Ad ogni copia dovrà essere altresì allegata la documentazione tecnica indicata nella
“sezione 7” del modello di richiesta in precedenza indicato.
Delle quattro copie ricevute:
- una rimarrà depositata presso il SUAP;
- due copie (una cartacea e l’altra in formato digitale) saranno trasmesse alla Provincia di
Firenze Ufficio tutela e risorsa idrica e scarichi – Via San Gallo, 32 Firenze;
- una sarà trasmessa all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211.

Rinnovo autorizzazione:
Ogni autorizzazione ha una validità di 4 anni decorrenti dalla data del suo rilascio; un anno
prima della sua scadenza deve esserne richiesto il rinnovo.
Le autorizzazioni sono rinnovate nei termini e con le modalità stabilite dall’art. 124 c. 8 D. Lgs.
152/06, il quale non prevede un termine del procedimento (lo scarico può essere
provvisoriamente mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella
precedente autorizzazione, fino all'adozione di un nuovo provvedimento, se la domanda di
rinnovo è stata tempestivamente presentata), fatta eccezione per gli scarichi contenenti sostanze
pericolose di cui all'articolo 108 D. Lgs. 152/06, per i quali il rinnovo deve essere concesso in
modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale
termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente.
Per il rinnovo si applicano le procedure istruttorie previste per le nuove autorizzazioni (art. 13 c.
2 Reg. Reg.le n. 46/r).

Iter Operativo

73
- La richiesta di rinnovo deve essere presentata in triplice copia, più un’ulteriore copia in
formato digitale (sulla copia destinata al SUAP – oppure sulla domanda unica - marca da
bollo da € 14,62). Essa deve essere redatta sull’apposito modello predisposto dalla
Provincia
(http://suap.comune.firenze.it/popUp.asp?g_IstatComuni=DEF&g_IncludePage=popup
centro.asp&Inventario=209&campo=13);
- La richiesta deve essere corredata di attestazione versamento della Tariffa per la
Provincia di € 50,00 e dei diritti SUAP di € 30,00 sul c/c n. 35281542 intestato a
Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi - Servizio
Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.
- Ad ogni copia di dovrà essere altresì allegata la documentazione tecnica indicata nella
“sezione 7” del modello di richiesta in precedenza indicato.
Delle quattro copie ricevute:
- una rimarrà depositata presso il SUAP;
- due copie (una cartacea e l’altra in formato digitale) saranno trasmesse alla Provincia di
Firenze Ufficio tutela e risorsa idrica e scarichi – Via San Gallo, 32 Firenze;
- una sarà trasmessa all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211.

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COMUNICAZIONE VARIAZIONE SCARICHI PRODUTTIVI NON


PUBBLICA FOGNATURA

Comunicazione variazione scarichi produttivi NON pubblica


Endo
fognatura (Provincia)
n. 222 PROVINCIA DI FIRENZE

In caso di variazioni delle caratteristiche qualitative e quantitative dello scarico, deve essere
inviata apposita comunicazione all’ente competente (art. 12 Reg. Reg.le 46/r).

Comunque, anche se la norma sopra indicata non lo prevede espressamente, le variazioni


dell'autorizzazione allo scarico che rientrino nei sotto elencati casi, sono soggette a semplice
comunicazione:

1. Variazioni prodotte da sole modificazioni della titolarità dello scarico, modifiche del
legale rappresentante o altre analoghe modificazioni che attengono alla natura della Ditta
o all'identificazione della responsabilità dello scarico;
2. Variazioni relative ad ampliamento o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico NON
avente caratteristiche qualitative o quantitative diverse da quelle dello scarico
preesistente ed autorizzato ai sensi della L.R. 20/2006 (es. variazioni relative a riduzioni
quantitative significative dello scarico e/o ad un miglioramento della qualità dello
scarico).

Solo in tali casi, il titolare dell'autorizzazione è tenuto alla COMUNICAZIONE di variazione.

Nel caso in cui invece la variazione qualitativa-quantitativa degli scarichi non sia
riconducibile alle fattispecie sopra indicate, detta variazione costituisce il presupposto per la
richiesta di una nuova autorizzazione agli scarichi.

Iter Operativo

74
- La comunicazione di variazione deve essere presentata in triplice copia.
- La comunicazione deve corredata di attestazione versamento dei diritti SUAP € 30,00 sul
c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo Economico - Diritti
Suap Enti terzi - Servizio Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.
Delle tre copie ricevute:
- una rimarrà depositata presso il SUAP;
- una copia sarà trasmessa alla Provincia di Firenze Ufficio tutela e risorsa idrica e scarichi
– Via San Gallo, 32 Firenze;
- una sarà trasmessa all’ARPAT – Dipartimento Provinciale – Via Ponte alle Mosse, 211.

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75
7) SICUREZZA IMPIANTI E LUOGHI DI LAVORO
a cura del Servizio Attività produttive e Direzione Ambiente

DEPOSITO PROGETTO IMPIANTI (L. 248/05 - D.M. 37/08)


a cura della Direzione Ambiente

Deposito progetto impianti - L. 248/05 e D.M. 37/08 (Direzione


Endo Ambiente)
n. 39 DIREZ. AMBIENTE - Servizio Management Energetico e Rischio
Idraulico

E’ necessario redigere un progetto per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli


impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, oppure
collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze, di seguito indicati:
- impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia
elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per
l'automazione di porte, cancelli e barriere;
- impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
- impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di
qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e
delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
- impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
- impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di
evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
- impianti di protezione antincendio.
Il progetto, nei casi di cui all’art. 5 comma 2 del D.M. 37/2008 e fatta salva l'osservanza delle
normative più rigorose in materia di progettazione, deve essere redatto da un professionista
iscritto negli albi secondo la specifica competenza richiesta (in tutti gli altri casi il progetto può
essere redatto, in alternativa, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice, cioè dal
soggetto, in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 4 del DM 37/08, preposto in
proposito, con atto formale, dalla stessa impresa installatrice).
Non vi è obbligo di redazione del progetto, né di rilascio in caso di manutenzione ordinaria degli
impianti (interventi finalizzati a contenere il degrado normale d'uso, nonché a far fronte ad
eventi accidentali che comportano la necessità di primi interventi, che comunque non
modificano la struttura dell'impianto su cui si interviene o la sua destinazione d'uso secondo le
prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal libretto di uso e manutenzione del
costruttore).

Adempimenti
Il deposito del progetto, redatto secondo i criteri indicati all’art. 5 del D.M. 37/2008
dell’impianto è effettuato:
- per il rifacimento o installazione di nuovi impianti di cui all’art. 1 – c. 2 D.M. 37/2008 (lettere
a, b, c, d, e, g, h) relativi ad edifici per i quali è già stato conseguito il certificato di agibilità
(fermi restando gli obblighi di atti d’assenso comunque denominati), dall’impresa installatrice
entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori;
- in caso di opere di installazione, trasformazione o ampliamento di impianti connesse ad
interventi edilizi subordinati a permesso di costruire o DIA, dal soggetto titolare del permesso di
costruire o che ha presentato la DIA edilizia contestualmente alla presentazione del progetto
edilizio.

76
I progetti contengono almeno gli schemi dell’impianto e i disegni planimetrici, una relazione
tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell'installazione/trasformazione o dell'ampliamento
dell'impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e
componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare.

Detta documentazione deve essere trasmessa al Suap e inoltrata alla Direzione Ambiente -
Servizio Energia e rischio Idraulico – di questo Comune. A dimostrazione dell’avvenuto deposito
all’utente viene consegnata ricevuta Suap.

Sono dovuti 30 euro a titolo di diritti di istruttoria SUAP da versarsi con il metodo di
pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz. Sviluppo
Economico - Diritti Suap Enti terzi - Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.

La documentazione oggetto del deposito è costituita da:


- Scheda prospetto L. 248/05 (consultabile e scaricabile alla voce “modulistica”);
- Progetto (composto almeno da: schemi dell’impianto e i disegni planimetrici, una relazione
tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell'installazione/trasformazione o dell'ampliamento
dell'impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e
componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare);
-Attestazione versamento diritti di istruttoria
N.B.:il modello è scaricabile sul sito del Comune – Servizi – Modulistica – Guide
tematiche - Ambiente

REGOLA GENERALE
• La legge stabilisce i casi in cui gli impianti sono soggetti a “deposito progetto” (1° fase)
• (2° fase)” Deposito dichiarazione di conformità dell’impianto” (endo 44)

PROCEDURA (1° fase)


- il deposito progetto deve essere presentato prima del deposito della dichiarazione di
conformità dell’impianto (endo 44)
- C’è uno specifico modello per presentare il deposito progetto (in rete)
- Il Deposito progetto va mandato sempre alla DIREZIONE AMBIENTE anche se
presentato contestualmente ad una dia edilizia o permesso di costruire
- Allegati: relazione tecnica (obbligatoria), elaborati grafici (obbligatorio), eventuale
procura speciale (quando richiesta)
- La Direzione Ambiente provvede a protocollare il deposito nel Gespra così che la
Direzione Urbanistica ne possa avere notizia

• Per l’utente è sufficiente la ricevuta Suap per attestazione dell’avvenuto deposito


• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: movimento di Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è
stata consegnata la ricevuta a mano, “SUAP - Trasmissione progetto impianti” –
protocollare
• Quando torna la ricevuta: Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

77
DEPOSITO DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ IMPIANTI ART. 11
D.M. 37/08
a cura della Direzione Ambiente

Deposito dichiarazione di conformità art. 11 D.M. 37/08


Endo
DIREZ. AMBIENTE - Servizio Management Energetico e Rischio
n. 780 Idraulico

DEPOSITO PROGETTO IMPIANTI TERMICI ART. 28 L. 10/91


a cura della Direzione Ambiente

Deposito progetto impianti termici art. 28 L. 10/91 (Direzione


Endo Ambiente)
n. 602 DIREZ. AMBIENTE - Servizio Management Energetico e Rischio
Idraulico

Gli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d’uso, e gli impianti non di
processo ad essi associati devono essere progettati e messi in opera in modo tale da contenere al
massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica.
Sono regolati dalla legge n. 10/91 i consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque
ne sia la destinazione d’uso, nonché, l’esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.
Il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare al Suap, insieme alla denuncia
dell’inizio dei lavori relativi alle opere di realizzazione degli edifici e impianti, il progetto delle
opere stesse corredata da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista o dai progettisti, che
ne attesti la rispondenza alle prescrizioni della legge n. 10/91.
Una copia della documentazione è conservata dal Comune (Direzione Ambiente) ai fini dei
controlli e delle verifiche.
La seconda copia della documentazione restituita dal Suap timbrata quale l’avvenuto deposito,
deve essere consegnata a cura del proprietario dell’edificio, o di chi ne ha titolo, al direttore dei
lavori ovvero, nel caso l’esistenza di questi non sia previsto dalla legislazione vigente,
all’esecutore dei lavori. Il direttore, ovvero l’esecutore dei lavori, sono responsabili della
conservazione di tale documentazione in cantiere.

Adempimenti
Prima dell’inizio dei lavori il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve provvedere al
deposito del progetto e della relazione tecnica allegandoli alla “scheda prospetto legge n° 10/91”
consultabile e scaricabile alla voce "modulistica", detta documentazione dovrà essere presentata
in duplice copia.

Entro 30 giorni dalla fine dei lavori


provvedere al deposito della dichiarazione di conformità impianti, in duplice copia, (la
modulistica è scaricabile consultando il relativo procedimento) alla quale dovranno essere
allegati i seguenti documenti:

- Certificato di Conformità alle regole dell' arte

78
- Relazione della tipologia dei materiali usati
- Schema grafico e/o descrittivo dell' impianto realizzato, qualora non sia stato presentato il
progetto ( solo per impianti elettrici /o assimilati )
- Certificato Camerale della Ditta installatrice

Per gli impianti non contemplati nella norma dell' art. 4 del DPR n. 447/91 non soggetti al
deposito del progetto si deve, solo a fine lavori, presentare obbligatoriamente i seguenti
documenti (entro 30 giorni dalla fine dei lavori ):

- Certificato di Conformità alle regole dell' arte


- Relazione della tipologia dei materiali usati
- Schema grafico e/o descrittivo dell' impianto realizzato, qualora non sia stato presentato il
progetto ( solo per impianti elettrici /o assimilati )
- Certificato Camerale della Ditta installatrice

La documentazione deve essere trasmessa al Suap


Sono dovuti 30 euro a titolo di diritti di istruttoria SUAP da versarsi con il metodo di
pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz. Sviluppo
Economico - Diritti Suap Enti terzi - Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.

REGOLA GENERALE
• La legge stabilisce i casi in cui gli impianti termici sono soggetti a “deposito progetto” (1°
fase)
• (2° fase) “Deposito dichiarazione di conformità dell’impianto” (endo 44)

PROCEDURA (1° fase)


- il deposito progetto deve essere presentato prima del deposito della dichiarazione di
conformità dell’impianto (endo 44)
- C’è uno specifico modello per presentare il deposito progetto (in rete)
- Il Deposito progetto va mandato sempre alla DIREZIONE AMBIENTE
- Allegati: relazione tecnica (obbligatoria), elaborati grafici (obbligatorio), eventuale
procura speciale (quando richiesta)
- La Direzione Ambiente provvede a protocollare il deposito nel Gespra così che la
Direzione Urbanistica ne possa avere notizia

• Per l’utente è sufficiente la ricevuta Suap per attestazione dell’avvenuto deposito


• timbrare tutti i documenti prodotti e scrivere il n° di protocollo
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano, movimento di “SUAP - Trasmissione progetto impianti” –
protocollare
• Quando torna la ricevuta: Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

79
DEPOSITO DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ IMPIANTO TERMICO
ART. 11 D.M. 37/08 (PER IMPIANTI TERMICI L. 10/01)
a cura della Direzione Ambiente

Deposito dichiarazione di conformità art. 11 D.M. 37/08 (per


Endo Impianti termici L. 10/01)
n. 781 DIREZ. AMBIENTE - Servizio Management Energetico e Rischio
Idraulico

Entro 30 giorni dal termine dei lavori (Installazione, trasformazione ed ampliamento)


relativi agli impianti di cui all’art. 1 – c. 2 - del D.M. 37/2008, previa effettuazione delle verifiche
previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa
installatrice rilascia la dichiarazione di conformità degli impianti.
Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all’allegato I al citato D.M., fanno parte
integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto
dell’impianto redatto ai sensi dell’art. 5, sempre del D.M. 37/2008.
La dichiarazione di conformità è anche rilasciata dai responsabili degli uffici tecnici interni delle
imprese non installatrici, in questo caso sulla base del modello di cui all’allegato II al D.M.
37/2008.
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, essa
è sostituita, per gli impianti eseguiti prima del 27/3/2008, da una dichiarazione di rispondenza
redatta da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze richieste
(art. 7 – c. 6 – D.M. 37/02008).

Adempimenti
Entro 30 gg. dalla conclusione dei lavori l’impresa installatrice deve effettuare Il deposito della
dichiarazione di conformità di cui all’art. 7 del D.M. 37/2008 relativa agli impianti di cui all’art.
1 – c. 2 - del D.M. 22/1/2008 e dei relativi allegati.
Detta documentazione deve essere trasmessa al Suap.
Per l’utente è sufficiente la ricevuta Suap quale attestazione dell’avvenuto deposito.

Gli atti depositati saranno quindi inoltrati alla Direzione Ambiente - Servizio Energia e rischio
Idraulico – di questo Comune la quale successivamente provvederà anche alla trasmissione
della dichiarazione di conformità alla locale Camera di Commercio.
Sono dovuti 30 euro a titolo di diritti di istruttoria SUAP da versarsi con il metodo di
pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz. Sviluppo
Economico - Diritti Suap Enti terzi - Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze SOLO se
non sono già stati versati all’atto del deposito del Progetto al Suap.

La documentazione oggetto del deposito è costituita da:


Dichiarazione di Conformità alla Regola d’Arte (resa secondo l’allegato I o II al D.M 37/2008
consultabile e scaricabile alla voce “modulistica”);
Relazione con tipologia dei materiali utilizzati
Progetto dell’impianto
Attestato di collaudo, ove prescritto ai sensi delle vigenti norme (impianti gas, antincendio …..)
Eventuale riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti
Copia di certificato iscrizione alla CCIAA
Attestazione versamento diritti di istruttoria con il metodo di pagamento on-line oppure sul
conto corrente postale n 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direzione Sviluppo
Economico - Diritti SUAP - Enti terzi - Servizio Tesoreria (Euro 30)

80
PROCEDURA (2° fase)
- “Deposito dichiarazione di conformità dell’impianto” (relativo sia all’endo 39 che
all’endo 602)
- La dichiarazione di conformità deve essere sicuramente presentata a seguito di un
“deposito progetto (elettrico o termico)” ma può esserci anche indipendentemente dal
deposito di un progetto
- NON c’è uno specifico modello per presentare la dichiarazione di conformità (ci sono
modelli ministeriale ma gli utenti se li possono anche fare autonomamente)
- La Dichiarazione di conformità va mandata sempre alla DIREZIONE AMBIENTE
- La Direzione Ambiente provvede a protocollare la dichiarazione nel Gespra così che la
Direzione Urbanistica ne possa avere notizia
- Allegati: Dichiarazione di conformità alla regola d’arte (leggibile in tutte le copie),
Relazione con tipologia dei materiali utilizzati, Schema impianto realizzato, Attestato di
collaudo ove richiesto, Riferimenti a dichiarazioni di conformità precedenti se esistenti,
Copia di iscrizione alla cciaa.

• Per l’utente è sufficiente la ricevuta Suap per attestazione dell’avvenuto deposito


• timbrare tutti i documenti prodotti e scrivere il n° di protocollo
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano, movimento di “SUAP - Trasmissione progetto impianti” –
protocollare
• Quando torna la ricevuta: Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

81
DEPOSITO ATTESTATO CERTIFICAZIONE ENERGETICA (A.C.E.)
a cura della Direzione Ambiente

Deposito attestato certificazione energetica (A.C.E.)


Endo
DIREZ. AMBIENTE - Servizio Management Energetico e Rischio
n. 769 Idraulico

DEPOSITO DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ IMPIANTI ELETTRICI


(MESSA A TERRA – DISPOSITIVI DI PROTEZIONE SCARICHE
ATMOSFERICHE) –
DPR 462/01- ART.2 - (ISPESL+ASL)

Deposito dichiarazione di conformità impianti elettrici di messa a


Endo terra e di protezione contro le scariche atmosferiche art. 2 DPR
n. 41 462/01 (ISPESL - ASL UF Verifiche Impianti e Macchine)
I.S.P.E.S.L. - Istituto Superiore Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro

Dal 23 gennaio 2002 i procedimenti relativi alle installazioni ed ai dispositivi di protezione


contro le scariche atmosferiche, agli impianti di terra e agli impianti elettrici in luoghi con
pericolo di esplosione sono regolati dal D.P.R. 22 ottobre 2001, n. 462, pubblicato sulla G.U. n.6
del 8 gennaio 2002.
In relazione a quanto sopra si può così sintetizzare:
1) per verifica dell'impianto di terra si deve intendere la verifica del sistema di protezione dai
contatti indiretti, realizzato mediante interruzione automatica del circuito, secondo quanto
definito dalla legislazione vigente in materia (L. 1/3/1968, n. 186).
2) Per verifica dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche si deve intendere
la verifica del sistema di protezione dalle fulminazioni dirette per le attività di cui agli articoli 38
e 39 del D.P.R. 547/55.
Più precisamente:
< strutture metalliche e camini industriali se non “autoprotetti”;
< attività elencate nel D.P.R. 26/5/1959, n. 689
Per queste ultime, a differenza di quanto avveniva in regime di omologazione da parte
dell'ISPESL con il D.M. 519/93, saranno assoggettati alle verifiche a campione solo gli impianti
non “autoprotetti”, di cui si dispone la dichiarazione di conformità.

Obblighi del datore di lavoro nei confronti dell'ISPESL


L'art. 2 comma 2 del D.P.R. 462/01 prevede che il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa
in esercizio dell'impianto, debba inviare la dichiarazione di conformità allo Sportello Unico che
provvede all’inoltro rispettivamente all'ISPESL ed alla ASL competente per territorio (ASL U.F.
Verifiche Impianti e Macchine).

Tale obbligo sussiste solo su impianti di nuova installazione o che abbiano subito un
rifacimento totale (esempio: cambio del contratto di fornitura da bassa tensione ad alta
tensione, cambio di destinazione di uso dei locali da ordinari a speciali ad esempio locali uso
medico, ecc.).

82
Quindi non sussiste nessun obbligo di invio della dichiarazione di conformità per gli impianti
che abbiano subìto ampliamenti e modifiche dei quadri elettrici principali e secondari. Per
questi la dichiarazione di conformità deve essere conservata sul posto a disposizione degli
organi di vigilanza.

Per gli impianti che non rientrano nel campo di applicazione della L. 5/3/1990, n. 46 (es.
impianti di scariche atmosferiche in ambienti industriali, impianti di illuminazione pubblica,
ecc.), deve essere rilasciata dall'installatore una dichiarazione di verifica dell'impianto e di
installazione “a regola d'arte” ai sensi della L. 1/3/1968, n. 186.
Non è necessario inviare con la dichiarazione di conformità anche gli allegati obbligatori e
facoltativi previsti dal DM 20/02/92. Tali allegati devono, invece, essere conservati presso il
luogo dove è situato l'impianto e resi disponibili in occasione della visita del verificatore, che
potrà richiedere in visione ed eventualmente acquisirli in copia, ai fini dell'effettuazione degli
accertamenti tecnici.
Inoltre si precisa che la dichiarazione di conformità in originale, copia conforme o fotocopia, va
inoltrata all’ISPESL unitamente alla lettera di accompagnamento firmato dal datore di lavoro, al
fine di acquisire i dati necessari per la formulazione dei criteri di campionatura. Per alcuni
dipartimenti territoriali tale modulo può presentare alcune variazioni per accordi regionali.
Ai sensi del Decreto del Presidente dell’ISPESL 7/7/2005 per ogni dichiarazione di conformità
presentata all’ISPESL è dovuto un contributo forfetario in c/c postale pari a 30 euro finalizzato
alla formazione e gestione dell’anagrafe degli impianti denunciati.
Dopo la campionatura, l’ISPESL procederà all’invio dei bollettini di pagamento delle proprie
competenze ai vari utenti e successivamente darà comunicazione scritta o telefonica della data
di verifica (le indicazioni tariffarie sono riportate in corrispondenza dei relativi servizi Decreto
del Presidente dell’ISPESL 7/7/2005).

Impianti di terra
Per quanto indicato nella premessa, devono essere inviate le dichiarazioni di conformità degli
impianti elettrici relativi ad attività dove c'è la presenza di lavoratori subordinati o similari (es.
soci di cooperative, apprendisti, ecc). Non devono pertanto inviare la dichiarazione di
conformità le aziende a conduzione familiare, condomini in assenza di portierato o personale
dipendente, ecc.
Non rientrano nell'obbligo della denuncia gli impianti telefonici e tutte le attività regolamentate
da apposite normative (esempio produttori e distributori di energia elettrica).

Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche


Per quanto indicato nella premessa, sono soggetti all'obbligo dell'invio della dichiarazione di
conformità:
< gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche installati per la protezione delle
attività elencate nel D.P.R. 689/59, se non autoprotette;
< le strutture metalliche se non autoprotette.
La valutazione della autoprotezione della struttura deve essere effettuata a cura del datore di
lavoro avvalendosi di un esperto.

Obblighi di verifica da parte del datore di lavoro


Il datore di lavoro è tenuto, oltre ad effettuare regolare manutenzione dell'impianto, a far
sottoporre lo stesso a verifica periodica (art. 4 – D.p.r. 462/01) ogni cinque anni, ad
esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a
maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale.
< per impianti in cantieri devono intendersi quelli installati in cantieri di costruzione e di
demolizione quali definiti dalla norma CEI 64-8/7, art. 704.1;

83
< per impianti in locali adibiti ad uso medico devono intendersi quelli installati in locali
destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o riabilitazione dei pazienti
(inclusi i trattamenti estetici e i solarium), ecc. come definiti nella norma CEI 64-8/7-V2,
sezione 710;
< per impianti negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio devono intendersi, in
accordo con la norma CEI 64-8/7, sezione 751, quelli installati in ambienti che presentano, in
caso di incendio, un maggior rischio di quello che presentano gli ambienti ordinari. In ogni caso
l'individuazione di tali ambienti rientra tra le specifiche responsabilità del datore di lavoro, che
vi dovrà provvedere in fase di valutazione dei rischi presenti nelle attività aziendali.
Per l'effettuazione di queste verifiche il datore di lavoro può rivolgersi all'ASL o ad eventuali
organismi individuati dal Ministero delle Attività Produttive, sulla base della Direttiva 11 marzo
2002 “Procedure per l'individuazione, ai sensi degli articoli 4, 6 e 7 del D.P.R. 462/01, degli
organismi di ispezione di tipo A”.
Le verifiche periodiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore
di lavoro.

Sono previste anche verifiche straordinarie (art. 7 – D.p.r. 462/01) per:


• esito negativo della verifica periodica
• modifica sostanziale dell’impianto
• su richiesta del datore di lavoro (in qualsiasi momento lo ritenga opportuno)

PROCEDURA
• controllare che la dichiarazione e la lettera di accompagnamento del datore di lavoro
vengono prodotti in 3 copie
• Una copia di tutto è per il Suap, 1 di tutto si manda a ISPESL Via G. La Pira, 17 Firenze
e 1 alla ASL U.F. Verifiche impianti e macchine Via Righi, 4 Sesto F.no (attenzione:
questo secondo indirizzo va aggiunto fra i destinatari della lettera – non viene in
automatico perché ad ogni endo può essere associata solo 1 amministrazione)
• Una copia della dichiarazione di conformità (se non già in precedente presentata e quindi
già inviata alla Direzione Ambiente, va inoltrata alla Direzione Ambiente); se ci sono
elaborati grafici questi vanno inviati in originale alla Direzione Ambiente e non all’Ispesl;
quest’ultimo provvederà eventualmente a richiedere gli elaborati al richiedente.
• timbrare tutti i documenti prodotti e scrivere il n° di protocollo
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP + € 30 per ISPESL sul c/c 73629008 intestato a
ISPELS – OO133 Roma (finalizzati alla formazione e gestione dell’anagrafe degli
impianti denunciati)
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano, movimento di “SUAP - Trasmissione progetto impianti “–
protocollare
• Quando torna la ricevuta: chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

84
DEPOSITO DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ IMPIANTI ELETTRICI
CON PERICOLO DI ESPLOSIONE - D.P.R. 462/01 - ART. 5 (ASL)
Deposito dichiarazione conformità impianti in luoghi con pericolo
Endo di esplosione art. 5 DPR 462/01 (ASL UF Verifiche Impianti e
n. 42 Macchine)
A.S.L. 10 Firenze - U.F. Verifiche Impianti e Macchine

Il datore di lavoro deve inviare le dichiarazioni di conformità degli impianti elettrici


pericolosi relativi ad attività dove c'è la presenza di lavoratori subordinati o similari (es. soci di
cooperative, apprendisti, ecc). Non devono pertanto inviare la dichiarazione di conformità le
aziende a conduzione familiare, condomini in assenza di portierato o personale dipendente, ecc.

Capo III DPR 462/2001- Impianti in luoghi con pericolo di esplosione


Art. 5 - Messa in esercizio e omologazione.
La messa in esercizio degli impianti in luoghi con pericolo di esplosione non può essere
effettuata prima della verifica di conformità rilasciata al datore di lavoro ai sensi del comma 2.
Tale verifica è effettuata dallo stesso installatore dell'impianto, il quale rilascia la dichiarazione
di conformità ai sensi della normativa vigente.
Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, il datore di lavoro invia la
dichiarazione di conformità al Suap con una lettera di accompagnamento che provvede ad
inoltrarla all'ASL territorialmente competenti (ASL U.F. Verifiche Impianti e Macchine).
L'omologazione è effettuata dalla ASL competente per territorio, che effettua la prima verifica
sulla conformità alla normativa vigente di tutti gli impianti denunciati.
Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

Obblighi del datore di lavoro nei confronti dell’ASL


L'art. 5 comma 3 del D.P.R. 462/01 prevede che il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla messa
in esercizio dell'impianto, debba inviare la dichiarazione di conformità allo Sportello Unico che
provvede all’inoltro rispettivamente alla ASL competente per territorio (ASL U.F. Verifiche
Impianti e Macchine).

Art. 6 - Verifiche periodiche - Soggetti abilitati.


1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell'impianto, nonché a far
sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni.
2. Per l'effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all'ASL ad eventuali organismi
individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa
tecnica europea UNI CEI.
3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro
che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.
4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

Art.7 - Verifiche straordinarie


Sono previste per:
• esito negativo della verifica periodica
• modifica sostanziale dell’impianto
È facoltà del datore di lavoro richiederla in qualsiasi momento lo ritenga opportuno.

Il modello di trasmissione firmato dal datore di lavoro e la dichiarazione di conformità della


ditta installatrice devono essere presentati al Suap in 2 copie che provvederà ad inoltrarli ad Asl
- UF Verifiche Impianti e Macchine.
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Per questo endoprocedimento sono dovuti euro 30 come diritti SUAP.

PROCEDURA
• controllare che la dichiarazione e la lettera di accompagnamento del datore di lavoro
vengono prodotti in 2 copie
• Una copia di tutto è per il Suap, 1 di tutto si manda alla ASL U.F. Verifiche impianti e
macchine) Via Righi, 4 Sesto F.no
• Una copia della dichiarazione di conformità (se non già in precedente presentata e quindi
già inviata alla Direzione Ambiente, va inoltrata alla Direzione Ambiente)
• timbrare tutti i documenti prodotti e scrivere il n° di protocollo
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano, movimento di “SUAP - Trasmissione progetto impianti” –
protocollare
• Quando torna la ricevuta: Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

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ASSEGNAZIONE N° MATRICOLA ASCENSORI E MONTACARICHI
(D.P.R. n. 459 del 24 luglio 1996, D.P.R. n. 162 del 30 aprile 1999)

Endo Assegnazione n° matricola ascensori/montacarichi


n. 122 DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Ascensori e Montacarichi

Art. 12 DPR 162/1999


Messa in esercizio degli ascensori e montacarichi in servizio privato
1. È soggetta a comunicazione, da parte del proprietario o del suo legale rappresentante, al
comune competente per territorio la messa in esercizio dei montacarichi e degli ascensori
non destinati ad un servizio pubblico di trasporto.
2. La comunicazione di cui al comma 1, da effettuarsi entro dieci giorni dalla data della
dichiarazione di conformità dell'impianto di cui all'articolo 6, comma 5, lettera a), contiene:
a) l'indirizzo dello stabile ove è installato l'impianto;
b) la velocità, la portata, la corsa, il numero delle fermate e il tipo di azionamento;
c) il nominativo o la ragione sociale dell'installatore dell'ascensore o del costruttore del
montacarichi, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1996, n. 459;
d) la copia della dichiarazione di conformità di cui all'articolo 6, comma 5;
e) l'indicazione della ditta, abilitata ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46, cui il proprietario ha
affidato la manutenzione dell'impianto;
f) l'indicazione del soggetto incaricato di effettuare le ispezioni periodiche sull'impianto, ai sensi
dell'articolo 13, comma 1, che abbia accettato l'incarico.
3. L'ufficio competente del comune assegna all'impianto, entro trenta giorni, un numero di
matricola e lo comunica al proprietario o al suo legale rappresentante dandone contestualmente
notizia al soggetto competente per l'effettuazione delle verifiche periodiche.
4. Quando si apportano le modifiche costruttive di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), il
proprietario, previo adeguamento dell'impianto, per la parte modificata o sostituita nonché per
le altre parti interessate alle disposizioni del presente regolamento, invia la comunicazione di cui
al comma 1 al comune competente per territorio nonché al soggetto competente per
l'effettuazione delle verifiche periodiche.
5. È fatto divieto di porre o mantenere in esercizio impianti per i quali non siano state effettuate,
ovvero aggiornate a seguito di eventuali modifiche, le comunicazioni di cui al presente articolo.
6. Ferme restando in capo agli organi competenti le funzioni di controllo ad essi attribuite dalla
normativa vigente, e fatto salvo l'eventuale accertamento di responsabilità civile, nonché penale
a carico del proprietario dell'immobile e/o dell'installatore, il comune ordina l'immediata
sospensione del servizio in caso di inosservanza degli obblighi imposti dal presente
regolamento.
7. Gli organi deputati al controllo sono tenuti a dare tempestiva comunicazione al comune
territorialmente competente dell'inosservanza degli obblighi imposti dal presente regolamento
rilevata nell'esercizio delle loro funzioni.

Art. 13 DPR 162/1999 - Verifiche periodiche


1. Il proprietario dello stabile, o il suo legale rappresentante, sono tenuti ad effettuare regolari
manutenzioni dell'impianto ivi installato, nonché a sottoporre lo stesso a verifica periodica
ogni due anni. Alla verifica periodica degli ascensori e montacarichi provvedono, secondo i

87
rispettivi ordinamenti, a mezzo di tecnici forniti di laurea in ingegneria, l'azienda sanitaria locale
competente per territorio, ovvero, l'ARPA, quando le disposizioni regionali di attuazione della
legge 21 gennaio 1994, n. 61, attribuiscano ad essa tale competenza, la direzione provinciale del
lavoro del Ministero del lavoro e della previdenza sociale competente per territorio per gli
impianti installati presso gli stabilimenti industriali o le aziende agricole, nonché, gli organismi
di certificazione notificati ai sensi del presente regolamento per le valutazioni di conformità di
cui all'allegato VI o X.
2. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia al proprietario, nonché alla ditta
incaricata della manutenzione, il verbale relativo e, ove negativo, ne comunica l'esito al
competente ufficio comunale per i provvedimenti di competenza.
3. Le operazioni di verifica periodica sono dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la
sicurezza di esercizio dell'impianto sono in condizioni di efficienza, se i dispositivi di sicurezza
funzionano regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in
precedenti verifiche. Il soggetto incaricato della verifica fa eseguire dal manutentore
dell'impianto le suddette operazioni.
4. Il proprietario o il suo legale rappresentante forniscono i mezzi e gli aiuti indispensabili
perché siano eseguite le verifiche periodiche dell'impianto.
5. Le amministrazioni statali che hanno propri ruoli tecnici possono provvedere, per i propri
impianti, alle verifiche di cui al presente articolo, direttamente per mezzo degli ingegneri dei
rispettivi ruoli. In tal caso il verbale della verifica, ove negativo, è trasmesso al competente
ufficio tecnico dell'amministrazione che dispone il fermo dell'impianto.
6. Le spese per l'effettuazione delle verifiche periodiche sono a carico del proprietario dello
stabile ove è installato l'impianto.

Art. 14 DPR 162/1999 - Verifiche straordinarie


1. A seguito di verbale di verifica periodica con esito negativo, il competente ufficio comunale
dispone il fermo dell'impianto fino alla data della verifica straordinaria con esito favorevole. La
verifica straordinaria è eseguita dai soggetti di cui all'articolo 13, comma 1, ai quali il
proprietario o il suo legale rappresentante rivolgono richiesta dopo la rimozione delle cause che
hanno determinato l'esito negativo della verifica.
2. In caso di incidenti di notevole importanza, anche se non sono seguiti da infortunio, il
proprietario o il suo legale rappresentante danno immediata notizia al competente ufficio
comunale che dispone, immediatamente, il fermo dell'impianto. Per la rimessa in servizio
dell'ascensore, è necessaria una verifica straordinaria, con esito positivo, ai sensi del comma 1.
3. Nel caso siano apportate all'impianto le modifiche di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), la
verifica straordinaria è eseguita dai soggetti di cui all'articolo 13, comma 1.
4. Le spese per l'effettuazione delle verifiche straordinarie sono a carico del proprietario dello
stabile ove è installato l'impianto.
5. Nell'ipotesi prevista dall'articolo 13, comma 5, le amministrazioni statali possono provvedere
alla verifica straordinaria avvalendosi degli ingegneri dei propri ruoli.

Adempimenti
Prima di mettere in esercizio un impianto di ascensori o montacarichi, civile o industriale, il
proprietario di un impianto, o il suo legale rappresentante, deve comunicare al Comune la messa
in esercizio dell`impianto di ascensore o montacarichi utilizzando il modello AS1.
Detta modulistica, entro 10 gg. dalla data della dichiarazione di conformità CE, deve essere
inoltrata in doppia copia alla Direzione Sviluppo Economico – P.za Artom, 17 con i relativi
allegati.
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Sono dovuti 30 euro a titolo di diritti di istruttoria SUAP da versarsi con il metodo di
pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze – Direz. Sviluppo
Economico – Diritti Suap Enti terzi – Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.
Il competente ufficio della Direz. Sviluppo economico procederà all’attribuzione del n° di
matricola ed alla comunicazione dello stesso al proprietario dell’impianto.
La documentazione oggetto della richiesta di assegnazione (tutto in 2 copie) è costituita da:
Mod. “Attribuzione numero di matricola – AS1”
Copia di accettazione d’incarico per effettuare le verifiche periodiche biennali dell’Organismo
notificato
Dichiarazione di conformità CE dell’impianto
Attestazione versamento diritti di istruttoria con il metodo di pagamento on-line oppure sul c/c
n. 35281542 intestato a Comune di Firenze – Direz. Sviluppo Economico – Diritti Suap Enti
terzi – Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze (Euro 30)
Copia del documento d’identità in corso di validità di quanti sottoscrivono la documentazione
presentata (salvo la sottoscrizione avvenga in presenza del dipendente addetto).

REGOLA GENERALE
• L’Ufficio dell’attività produttiva di riferimento deve prendere la comunicazione
dell’utente
• L’Ufficio ricevente trasmette la comunicazione all’Ufficio competente Ascensori
• Quando verrà attribuito il numero di matricola da parte del competente ufficio sarà lo
stesso a comunicare il n° di matricola assegnato direttamente al richiedente
PROCEDURA
• Controllare che la comunicazione venga prodotta in 2 copie con i relativi allegati.
• Una copia di tutto è per il Suap, 1 di tutto si manda all’Ufficio ascensori
• timbrare tutti i documenti prodotti e scrivere il n° di protocollo
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano
• Esitare il movimento “SUAP - Richiesta parere ad amministrazione.” – stampare la
relativa lettera e protocollare
• Esitare subito il contromovimento “Rientro parere da amministrazione” indicando nel
campo Parere (che deve essere “Pubblicato”): “Sarà cura dell’Ufficio Ascensori
l’attribuzione del n° di matricola”
• Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

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NOTIFICA NUOVI IMPIANTI PRODUTTIVI art. 67 D. Lgs. 81/08 (ASL
– G.I.S.)

Notifica nuovi insediamenti produttivi art. 67 D.Lgs 81/08


Endo
(G.I.S.)
n. 223 A.S.L. 10 Firenze - Gruppo Interdisciplinare Suap - G.I.S.

Art. 67. Notifiche all'organo di vigilanza competente per territorio


1. La costruzione e la realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché
gli ampliamenti e le ristrutturazioni di quelli esistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della
normativa di settore ed essere notificati all'organo di vigilanza competente per territorio.
2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi:
a) alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità' di esecuzione delle
stesse;
b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.
((Entro trenta giorni dalla data di notifica, l'organo di vigilanza)) territorialmente
competente può chiedere ulteriori dati e prescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati.
3. La notifica di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove é prevista la presenza di
più di tre lavoratori.
4. La notifica di cui al presente articolo e' valida ai fini delle eliminazioni e delle semplificazioni
di cui all'articolo 53, comma 5.
--------
Coloro che intendano costruire, ampliare od adattare un edificio od un locale per adibirlo a
lavorazioni industriali, cui debbano essere addetti più di tre lavoratori, devono effettuare la
preventiva notifica ex. art. 67 D.lgs. 81/08.
La notifica deve essere presentata prima dell'inizio dell'attività.
--------
Chi intende costruire o realizzare edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché
ampliare o ristrutturare quelle esistenti, nell'esecuzione deve rispettare la normativa di settore e
notificare l'intervento all'organo di vigilanza competente.
La notifica deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi:
- alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle
stesse;
- alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.
La notifica è richiesta per i luoghi di lavoro ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori.

Negli addetti vanno considerati anche i soci, i dipendenti,le collaborazioni coordinate e


continuative e le altre forme di lavoratori presenti in azienda.

---------
La notifica ex art. 67 Dlgs 81/2008 deve essere compilata utilizzando esclusivamente la
Modulistica SUAP consultabile e scaricabile alla voce "modulistica".

La modulistica dovrà essere presentata in presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive -

Sono dovuti 30 euro, a titolo di diritti SUAP, l'importo totale dovrà essere versato con il
metodo di pagamento on-line oppure sul c/c n. 35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz.
Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi - Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.

90
PROCEDURA
• Controllare che la comunicazione venga prodotta con i relativi allegati.
• si manda al G.I.S. (Asl)
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano
• Esitare il movimento “SUAP - Trasmissione scia ad enti terzi” – stampare la relativa
lettera e protocollare
• Chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

DEROGA art. 65 (sotterranei) e All. IV (altezza, cubatura, superficie)


D.Lgs. 81/08 (ASL – P.I.S.S.L.) (vedi anche PARERI > PARERI
ENDOPROCED.)

Deroga art. 65 (sotterranei) e All. IV (altezza, cubatura,


Endo
superficie) D.Lgs. 81/08 (P.I.S.L.L. - ASL)
n. 239 A.S.L. 10 Firenze - U.F. P.I.S.L.L.

Art. 65 D. Lgs. 9/4/2008 n° 81


1. E’ vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei.
2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro locali chiusi
sotterranei o semisotteranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi il datore
di lavoro provvede ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di
microclima.
3. L’organo di vigilanza può consentire l’uso dei locali chiusi o semisotterranei anche per altre
lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano
luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decreto
legislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2.

Art. 1.2 dell’ allegato IV del D.Lvo 81/2008 “ Altezza, cubatura e superficie”:
1.2.1. i limiti minimi per altezza, cubatura e superficie dei locali chiusi destinati o da destinare al
lavoro nelle aziende industriali che occupano più di cinque lavoratori, ed in ogni caso in quelle
che eseguono le lavorazioni che comportano la sorveglianza sanitaria sono i seguenti:
1.2.1.1 altezza netta non inferiore a m. 3;
1.2.1.2. cubatura non inferiore a mc. 10 per lavoratore;
1.2.1.3. ogni lavoratore occupato in ciascun ambiente deve disporre di una superficie di almeno
mq. 2.
1.2.2. Valori relativi alla cubatura e alla superficie si intendono lordi cioè senza deduzione dei
mobili, macchine ed impianti fissi.
1.2.3. L’altezza netta dei locali è misurata dal pavimento all’altezza media della copertura dei
soffitti o delle volte.
1.2.4. Quando necessità tecniche aziendali lo richiedono, l’organo di vigilanza competente per
territorio può consentire altezze minime inferiori a quelle sopra indicate e prescrivere che siano
adottati adeguati mezzi di ventilazione dell’ambiente. L’osservanza dei limiti stabiliti dal
presente articolo circa l’altezza, la cubatura e la superficie dei locali chiusi di lavoro è estesa
anche alle aziende industriali che occupano meno di cinque lavoratori quando le lavorazioni che
in esse si svolgono siano ritenute, a giudizio dell’organo di vigilanza, pregiudizievoli alla salute
dei lavoratori occupati.
1.2.5. Per i locali destinati o da destinarsi a uffici, indipendentemente dal tipo di azienda, e per
quelli delle aziende commerciali, i limiti di altezza sono quelli individuati dalla normativa
urbanistica vigente.
91
1.2.6. Lo spazio destinato al lavoratore nel posto di lavoro deve essere tale da consentire il
normale movimento della persona in relazione al lavoro da compiere.

Adempimenti
La richiesta di deroga art. 65 e 1.2 All. IV D. Lgs. 9/4/2008 n° 81 deve essere predisposta
utilizzando la modulistica SUAP consultabile e scaricabile alla voce "modulistica".
La richiesta di deroga viene inoltrata all`Azienda Sanitaria di Firenze – P.I.S.L.L. e la domanda
viene esaminata dal Gruppo Interdisciplinare Suap (G.I.S.) che emette il parere vincolante con
eventuali prescrizioni.

Oltre agli oneri richiesti dall`Azienda Sanitaria per il procedimento di sua competenza, sono
dovuti ulteriori 30 euro a titolo di diritti di istruttoria SUAP.
L`importo totale dovrà essere versato con il metodo di pagamento on-line oppure sul c/c n.
35281542 intestato a Comune di Firenze - Direz. Sviluppo Economico - Diritti Suap Enti terzi -
Serv. Tesoreria Palazzo Vecchio 50122 Firenze.

PROCEDURA

• si manda alla Asl – P.I.S.L.L.


• Se c’è dia edilizia o altro titolo, scrivere anche p.c. alla Direzione Urbanistica, sia quando
si trasmette la richiesta di parere al Pisll sia quando torna la Deroga
• oneri: € 30,00 come diritti SUAP + tariffario Asl
• Elaborazione Istanza: Comunicazione Avvio Procedimento solo se non è stata consegnata
la ricevuta a mano
• Esitare il movimento “SUAP - Richiesta parere ad amministrazione.” – stampare la
relativa lettera e protocollare

92
AUTORIZZAZIONE ALL'UTILIZZO, CUSTODIA E CONSERVAZIONE
DEI GAS TOSSICI
in attesa di definizione della competenza

Autorizzazione all'utilizzo, custodia e conservazione dei gas


Endo
tossici
n. 623 A.S.L. 10 Firenze - Commissione Tecnica Gas Tossici

93
8) SUOLO PUBBLICO
a cura del Servizio Suolo Pubblico

Endo Autorizzazione per installazione tende solari


n. 673 Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Quando si vuole installare presso il proprio esercizio una tenda solare che occupi
per proiezione il suolo pubblico o un'area privata, comunque soggetta a pubblico
passaggio (es. parte di marciapiede o sede stradale) è necessaria l’autorizzazione
comunale.

Normativa:
Ordinanza Sindacale n° 1013 del 30.10.2007
Art. 192 Regolamento edilizio
---------------

Verificare a quale classe del PRG appartiene l’edificio.


Se la classe è una delle seguenti: 0,1,2,3,4,8 la tenda deve essere esclusivamente a braccio
estendibile quindi pantografo o tradizionale e esclusivamente in tela, inoltre la sporgenza della
tenda non deve superare 1,20 m.

Se la classe di appartenenza è la 0, significa che l’edificio è vincolato, dovrà quindi essere


richiesto il parere della Sovrintendenza.

Se la classe di appartenenza è una delle seguenti: 5,6 o 7 la tenda può essere anche in PVC o a
carrozza e la sporgenza della tenda può arrivare fino a 1,50 m.

Comunque indipendentemente dall’appartenenza a una delle classi sopra richiamate,


l’installazione deve avvenire all’interno delle mazzette e le tende devono avere una sporgenza
massima dal filo della facciata inferiore di almeno 30 cm rispetto alla larghezza del marciapiede.
La colorazione deve essere uniforme e comunque compatibile con l’assetto cromatico della
facciata.

Nel caso in cui la tenda venga installata al di fuori delle mazzette, è necessario il parere della
Commissione suolo pubblico e il parere dell’Urbanistica; quando invece la tenda è di un colore
particolare è necessario il parere dell’Urbanistica.

Essendo un procedimento autorizzatorio la richiesta è in bollo.


Oneri: € 30,00 come diritti Suap
Anche sull’autorizzazione al momento del rilascio dovrà essere apposto il bollo.

94
Concessione per occupazione temporanea di suolo pubblico per
Endo
manifestazioni senza pubblico spettacolo con o senza pubblicità
n. 676 Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Quando si intende occupare suolo pubblico per realizzare una manifestazione


temporanea senza pubblico spettacolo, con o senza pubblicità.

Normativa:
Regolmento COSAP
Regolamento utilizzo piazze
---------------
L’interessato deve comunicare dove e in che periodo intende realizzare la manifestazione,
specificando le dimensioni dell’occupazione e la motivazione.

La domanda viene esaminata dalla Commissione suolo pubblico e dalla Sovrintendenza nel caso
in cui il luogo sia sottoposto a vincolo.

Essendo un procedimento autorizzatorio la richiesta è in bollo.


Oneri: € 30,00 come diritti Suap e COSAP (in base ai mq occupati e alla durata
dell’occupazione).
Anche sulla concessione al momento del rilascio dovrà essere apposto il bollo.

Nel caso in cui la manifestazione preveda pubblicità, è necessario che siano specificati: numero
delle strutture, dimensioni e bozzetti.
Oneri: € 30,00 come diritti Suap e CIMP .

Concessione di suolo pubblico ed autorizzazione per


Endo manifestazione su suolo pubblico con o senza spettacolo con
n. 677 pubblicità
Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Concessione di suolo pubblico ed autorizzazione per


Endo
manifestazione su suolo pubblico con pubblico spettacolo
n. 678 Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Concessione di suolo pubblico per occupazione temporanea


Endo
ricorrente per attività di ristoro all’aperto
n. 681 Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Endo Subingresso o modifica della ragione sociale per occupazione

95
n. 683 permanente o temporanea ricorrente di suolo pubblico
Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

Occupazione e/o alterazione permanente di suolo e sottosuolo


Endo
pubblico
n. 751 Direzione Sviluppo economico – Uff. Occupazione suolo pubblico

LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO

ATTIVITA’ CINEMATOGRAFICHE
Endo
ESERCIZI CINEMATOGRAFICI
n. 56
Apertura nuovo esercizio
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
MUVT- Variazione titolarietà
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Variazione dati impresa
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo

AUTORIZZAZIONE ai sensi art. 80 DEL T.U.L.P.S. 18.06.31, n° 773 (

Dati generali

La sala cinematografica è uno spazio al chiuso dotato di uno schermo, adibito a pubblico spettacolo cinematografico.
Il cinema-teatro è lo spazio al chiuso dotato di uno schermo, destinato, oltre che alle proiezioni cinematografiche,
anche alle
rappresentazioni teatrali di qualsiasi genere, da effettuare
mediante la costruzione di una struttura caratterizzata dalla scena comprendente allestimenti scenici fissi e mobili con
relativi meccanismi ed attrezzature.
La multisala è l`insieme di due o piu`sale cinematografiche,
adibite a programmazioni multiple accorpate in uno stesso
immobile sotto il profilo strutturale.
L' arena è il cinema all`aperto, funzionante esclusivamente nel periodo tra il 15 maggio ed il 30 settembre, costruito
su un`area
delimitata ed appositamente attrezzata per le proiezioni
cinematografiche.
Il cinema ambulante è l`esercizio commerciale di proiezioni
cinematografiche attuabili con l`impiego di attrezzature
mobili installabili in luoghi chiusi o all`aperto, appositamente attrezzati.

PRESUPPOSTI D'ESERCIZIO:
Nel caso in cui la capienza complessiva sia o divenga superiore a trecento posti la realizzazione, la trasformazione e
l'adattamento di immobili da destinare a sale e arene per spettacoli cinematografici, nonché l'ampliamento di sale
cinematografiche già in attività, sono subordinati all'autorizzazione di competenza della Regione, prevista e
disciplinata dalla Legge Regionale della Toscana n.78 del 27.12.2004 e relativo Regolamento di attuazione del 30.3.05
n.42/R. L'istanza con l'allegata documentazione deve essere inoltrata alla Regione tramite il Comune.
Non sono soggette ad autorizzazione regionale le arene cinematografiche che utilizzano le aree adiacenti a sale
esistenti ed autorizzate per la programmazione di rappresentazioni cinematografiche ed a condizione che:
1. l`attivita`sia svolta nell`ambito del periodo tra il 15 maggio e il 30 settembre;
2. l`arena non abbia una capienza superiore a quella interna della sala;
3. siano rispettate le condizioni di sicurezza e siano ottenute le altre autorizzazioni previste dalla normativa di settore.

L'autorizzazione regionale per l'esercizio di cinema ambulante riguarda esclusivamente le attività che si svolgono in
località provvista di sala
cinematografica e che disti almeno cinque chilometri, in linea d'aria, dalla più vicina sala cinematografica.
Per l'apertura di cinema occorre, inoltre, richiedere ed ottenere l'autorizzazione di AGIBILITA' prevista ai sensi

96
dell'articolo 80 del T.U.L.P.S., da rilasciarsi a cura del Comune ove ha sede l'esercizio cinematografico. Per il rilascio di
detta autorizzazione dovranno essere richiesti e ottenuti preventivamente:
- il parere di fattibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Detto parere attiene ad un
esame del progetto per la nuova realizzazione di un locale, ovvero per modificare un locale già autorizzato.
- la verifica di agibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo solo per i locali aventi una
capienza massima superiore a nr. 200 persone.
Per i locali aventi la capienza massima inferiore o pari a 200 persone non è richiesta la verifica di agibilità alla
Commissione Provinciale, ma occorre allegare alla domanda di autorizzazione una relazione tecnica redatta da un
professionista iscritto nell'albo degli ingegneri, architetti o nell'albo dei geometri che attesta la rispondenza del locale
alle regole tecniche stabilite con Decreto del Ministero dell'Interno.
Prima di richiedere l'autorizzazione al Comune, occorre verificare che il locale sia compatibile con le norme
urbanistiche-edilizie vigenti nonché con le norme a tutela delle aree di particolare interesse e valore archeologico,
storico, artistico ed ambientale. Queste ultime norme vietano nuovi insediamenti (anche per trasferimento o
ampliamento della superficie di vendita o di esercizio) nei perimetri individuati nella planimetria - allegato A del
Regolamento comunale di cui alla Deliberazione n.876/130 del 28.7.2000.
Nell'ipotesi in cui la capienza del locale sia superiore alle 99 persone, occorre ottenere il Certificato Prevenzione
Incendi da rilasciarsi a cura del Comando Provinciale Vigili del Fuoco.

REQUISITI SOGGETTIVI:
Tutti i soggetti interessati (se persona giuridica i legali rappresentanti e/o soci e/o membri del C.d.A) devono rendere
la dichiarazione di possesso dei requisiti morali ed antimafia.
Infatti, non devono sussistere le cause di divieto, decadenza o sospensione di cui all'art.10 della L.575/1965
(antimafia) e devono essere rispettati gli artt. 11 e 92 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. 18/06/1931n.773.
Art. 11 - Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere
negate:
1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non
colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;
2) a chi è sottoposto all`ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale,
professionale o per tendenza.
Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello
Stato o contro l`ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina,
estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all`autorità, e a chi non
può provare la sua buona condotta.
Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le
condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare
circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione.
Art. 92 - Oltre a quanto è preveduto dall`art. 11, la licenza di esercizio pubblico e l`autorizzazione di cui all`art. 89
non possono essere date a chi sia stato condannato per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, o contro la
sanità pubblica o per giuochi d`azzardo, o per delitti commessi in istato di ubriachezza o per contravvenzioni
concernenti la prevenzione dell`alcoolismo, o per infrazioni alla legge sul lotto, o per abuso di sostanze stupefacenti.

L'esercizio dell'attività è soggetto all'iscrizione al Registro delle Imprese.

REQUISITI OGGETTIVI:
relativamente al locale di esercizio dell'attività, devono essere rispettate:
- le norme in materia di inquinamento acustico
- il regolamento edilizio, comprese le norme in materia di agibilità/abitabilità dei locali.

Normativa

T.U.L.P.S. 18.06.31, n° 773 (articoli 68 e 80) e Regolamento di esecuzione (R.D. 6.05.40, n° 635), D.P.R. N.311 DEL
28.5.2001 D.P.R. 616/1977 ART.19
D.P.R. 26.04.92, n° 300
D.P.R. 9.05.94, n° 407
D.M. 19.08.1996 (Regola tecnica di prevenzione incendi per locali di pubblico spettacolo)
Legge Regionale n.78 del 28.12.2004 e D.P.G.R. N.42/R del 30.03.2005
Delibere Giunta Regionale n.1154 del 28.12.2005 e n.939 del 18.12.2006
Legge Regionale 25.02.2010 n.21

Ordinanza del Sindaco n.0598 del 26.7.2006

97
Discoteche-Teatri-Auditorium Per Musica – Night Clubs
AUTORIZZAZIONE ai sensi artt. 68 e 80 DEL T.U.L.P.S. 18.06.31, n° 773

INFO
TEATRI, DISCOTECHE, NIGHT CLUB
n. 57
Variazione titolarietà (subingresso)
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Apertura nuovo esercizio
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Variazione dati impresa
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo

Dati generali

La definizione di locale o un luogo di pubblico spettacolo si ottiene in primo luogo dalla Circolare del Ministero Interni
n. 16 del 1951 agli artt. 16 e 17, successivamente dal D.M 19 agosto 1996.

Adempimenti

Quando si vuole esercitare un'attività di discoteca, night clubs, arte varia, auditorium per musica, in un locale, anche
se all'aperto, occorre richiedere ed ottenere la preventiva autorizzazione del Comune di Firenze.
Per il rilascio dell'autorizzazione, dovranno essere richiesti e ottenuti preventivamente:
- il parere di fattibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Detto parere attiene ad un
esame del progetto per la nuova realizzazione di un locale, ovvero per modificare un locale già autorizzato (Modello
PS-Esame fattibilità progetto)
- la verifica di agibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo solo per i locali aventi una
capienza massima superiore a nr. 200 persone.

Per i locali aventi la capienza massima inferiore o pari a 200 persone non è richiesta la verifica di agibilità alla
Commissione Provinciale, ma occorre allegare alla domanda di autorizzazione una relazione tecnica redatta da un
professionista iscritto nell'albo degli ingegneri, architetti o nell'albo dei geometri che attesta la rispondenza del locale
alle regole tecniche stabilite con Decreto del Ministero dell'Interno.

Normativa

T.U.L.P.S. 18.06.31, n° 773 (articoli 68 e 80) e Regolamento di esecuzione (R.D. 6.05.40, n° 635), D.P.R. N.311 DEL
28.5.2001 D.P.R. 616/1977 ART.19
D.P.R. 26.04.92, n° 300
D.P.R. 9.05.94, n° 407
D.M. 19.08.1996 (Regola tecnica di prevenzione incendi per locali di pubblico spettacolo)
L.575/1965

Ordinanza del Sindaco n.0598 del 26.7.2006

98
Apertura nuovo impianto SPORTIVO (COMPRESE LE
PISCINE) CON SPETTATORI
AUTORIZZAZIONE ai sensi art.68 e 80 T.U.L.P.S.

INFO
IMPIANTI SPORTIVI CON SPETTATORI
n.58
MUVT- Variazione titolarietà
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Apertura nuova piscina con spettatori
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Apertura nuovo impianto
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo
Variazione dati impresa
INFO
DIREZ. SVILUPPO ECONOMICO - Uff. Pubblico Spettacolo

Adempimenti

Per il rilascio dell'autorizzazione, dovranno essere richiesti e ottenuti preventivamente:


- il parere di fattibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Detto parere attiene ad un
esame del progetto per la nuova realizzazione di un locale, ovvero per modificare un locale già autorizzato.
- la verifica di agibilità della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo solo per i locali aventi una
capienza massima superiore a nr. 200 persone.
Per i locali aventi la capienza massima inferiore o pari a 200 persone non è richiesta la verifica di agibilità alla
Commissione Provinciale, ma occorre allegare alla domanda di autorizzazione una relazione tecnica redatta da un
professionista iscritto nell'albo degli ingegneri, architetti o nell'albo dei geometri che attesta la rispondenza del locale
alle regole tecniche stabilite con Decreto del Ministero dell'Interno.

Normativa nazionale

T.U.L.P.S. 18.06.31, n° 773 (articoli 68 e 80) e Regolamento di esecuzione (R.D. 6.05.40, n° 635), D.P.R. N.311 DEL
28.5.2001 D.P.R. 616/1977 ART.19
D.P.R. 26.04.92, n° 300
D.P.R. 9.05.94, n° 407
D.M. 18.03.1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti sportivi)
D.P.R. 26.04.92 n° 300
D.P.R. 9.05.94, n° 407
L.575/1965

Normativa regionale SOLO PER PISCINE

Legge Regione Toscana n.8 del 9-3-2006


Regolamento di esecuzione DPGR 23/r del 26-2-2010

Regolamenti

Ordinanze del Sindaco n.0598 del 26.7.2006 e n. 00598 del 29.6.2007

Variazione titolarietà (subingresso)


COMUNICAZIONE

Art.8 T.U.L.P.S.: le autorizzazioni di polizia sono personali, pertanto le variazioni della titolarietà dell'autorizzazione
rilasciata per l'apertura, devono essere tempestivamente comunicate al Comune

99
Nel caso in cui il titolare dell'attività di pubblico spettacolo sia anche soggetto gestore dell'attività di somministrazione
deve attivare i seguenti endoprocedimenti:

1. SOMMINISTRAZIONE EFFETTUATA AI SENSI ART. 48:CATERING,IN LIBRERIE, MUSEI, MENSE AZIENDALI-


Apertura/modifiche di esercizio di somministrazione escluso dalla programmazione comunale-
2. Notifica sanitaria per alimenti e bevande (igiene alimenti) R. CE 852/04

100
9) URBANISTICA/EDILIZIA
a cura del Servizio Edilizia Privata e del Servizio Attività produttive

PARERI PROCEDIMENTALI IN MATERIA EDILIZIA

Parere procedimentale (ASL) in materia edilizia art. 82 comma 5


Endo
lett. B1 e B2 e 82 comma 6 L.R. 1/2005
n. 123 A.S.L. 10 Firenze - U.F. Igiene e Sanità Pubblica

- Art. 82 comma 5 lettera B (B1 – deroga e B2 – valutazioni tecnicodiscrezionali) -


obbligatorio e vincolante
- e art 82 comma 6 - facoltativo ma diventa vincolante se richiesto (per immobili con
destinazione ricettiva, scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, sportiva,
ricreativa, stabilimenti balneari e termali, cimiteri)
in questo caso c’è un unico endo per entrambe le fattispecie (stessi tempi e stessa Asl)
tempi: 90 giorni

GENIO CIVILE

Endo Genio civile (deposito progetto e inizio lavori)


n. 118 GENIO CIVILE - Ufficio Regionale Tutela del Territorio (URTTF)

Endo Genio civile (variante)


n. 629 GENIO CIVILE - Ufficio Regionale Tutela del Territorio (URTTF)

Endo Genio civile (comunicazione fine lavori)


n. 240 GENIO CIVILE - Ufficio Regionale Tutela del Territorio (URTTF)

Endo Comunicazione/Deposito Certificato di Collaudo Statico


n. 609 GENIO CIVILE - Ufficio Regionale Tutela del Territorio (URTTF)

NORMATIVA

D.P.R. 380/2001 “TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E


REGOLAMENTARI IN MATERIA EDILIZIA”
Art. 65 (R) - Denuncia dei lavori di realizzazione e relazione a struttura ultimata di
opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura
metallica
1. Le opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura
metallica, prima del loro inizio, devono essere denunciate dal costruttore allo sportello unico,
che provvede a trasmettere tale denuncia al competente ufficio tecnico regionale. (testo rettificato
con comunicato G.U. n. 47 del 25 febbraio 2002)
2. Nella denuncia devono essere indicati i nomi ed i recapiti del committente, del progettista
delle strutture, del direttore dei lavori e del costruttore.

101
3. Alla denuncia devono essere allegati:
a) il progetto dell'opera in triplice copia, firmato dal progettista, dal quale risultino in modo
chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite, l'ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture, e
quanto altro occorre per definire l'opera sia nei riguardi dell'esecuzione sia nei riguardi della
conoscenza delle condizioni di sollecitazione;
b) una relazione illustrativa in triplice copia firmata dal progettista e dal direttore dei lavori,
dalla quale risultino le caratteristiche, le qualità e le dosature dei materiali che verranno
impiegati nella costruzione.
4. Lo sportello unico restituisce al costruttore, all'atto stesso della presentazione, una copia del
progetto e della relazione con l'attestazione dell'avvenuto deposito.
(testo rettificato con comunicato G.U. n. 47 del 25 febbraio 2002)
5. Anche le varianti che nel corso dei lavori si intendano introdurre alle opere di cui al comma
1, previste nel progetto originario, devono essere denunciate, prima di dare inizio alla loro
esecuzione, al SUAP nella forma e con gli allegati previsti nel presente articolo.
6. A strutture ultimate, entro il termine di sessanta giorni, il direttore dei lavori deposita presso
lo Sportello unico una relazione, redatta in triplice copia, sull’adempimento degli obblighi di cui
ai commi 1, 2 e 3, esponendo:
a) i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da laboratori di cui all’articolo 59;
b) per le opere in conglomerato armato precompresso, ogni indicazione inerente alla tesatura
dei cavi ed ai sistemi di messa in coazione;
c) l’esito delle eventuali prove di carico, allegando le copie dei relativi verbali firmate per copia
conforme.
7. Lo sportello unico restituisce al direttore dei lavori, all’atto stesso della presentazione, una
copia della relazione di cui al comma 6 con l’attestazione dell’avvenuto deposito, e provvede a
trasmettere una copia di tale relazione al competente ufficio tecnico regionale.
8. Il direttore dei lavori consegna al collaudatore la relazione, unitamente alla restante
documentazione di cui al comma 6.

Art. 67 (L, comma 1, 2, 4 e 8; R, commi 3, 5, 6 e 7) - Collaudo statico


1. Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53, comma 1, la cui sicurezza possa comunque
interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico.
2. Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno
dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione
dell’opera.
3. Contestualmente alla denuncia prevista dall’articolo 65, il direttore dei lavori è tenuto a
presentare presso lo sportello unico l’atto di nomina del collaudatore scelto dal committente e la
contestuale dichiarazione di accettazione dell’incarico, corredati da certificazione attestante le
condizioni di cui al comma 2.
4. Quando non esiste il committente ed il costruttore esegue in proprio, è fatto obbligo al
costruttore di chiedere, anteriormente alla presentazione della denuncia di inizio dei lavori,
all'ordine provinciale degli ingegneri o a quello degli architetti, la designazione di una terna di
nominativi fra i quali sceglie il collaudatore.
5. Completata la struttura con la copertura dell’edificio, il direttore dei lavori ne dà
comunicazione allo sportello unico e al collaudatore che ha 60 giorni di tempo per effettuare il
collaudo.
6. In corso d’opera possono essere eseguiti collaudi parziali motivati da difficoltà tecniche e da
complessità esecutive dell’opera, fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni.
7. Il collaudatore redige, sotto la propria responsabilità, il certificato di collaudo in tre copie che
invia al competente ufficio tecnico regionale e al committente, dandone contestuale
comunicazione allo sportello unico.
8. Per il rilascio di licenza d’uso o di agibilità, se prescritte, occorre presentare
all’amministrazione comunale una copia del certificato di collaudo.

102
Art. 83 (L) - Opere disciplinate e gradi di sismicità
1. Tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da
realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo, sono
disciplinate, oltre che dalle disposizioni di cui all’articolo 52, da specifiche norme tecniche
emanate, anche per i loro aggiornamenti, con decreti del Ministro per le infrastrutture ed i
trasporti, di concerto con il Ministro per l'interno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori
pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e la Conferenza unificata.
2. Con decreto del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, di concerto con il Ministro per
l'interno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e
la Conferenza unificata, sono definiti i criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche e
dei relativi valori differenziati del grado di sismicità da prendere a base per la determinazione
delle azioni sismiche e di quant’altro specificato dalle norme tecniche.
3. Le regioni, sentite le province e i comuni interessati, provvedono alla individuazione delle
zone dichiarate sismiche agli effetti del presente capo, alla formazione e all’aggiornamento degli
elenchi delle medesime zone e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità, nel rispetto dei criteri
generali di cui al comma 2.

Art. 93 (R) - Denuncia dei lavori e presentazione dei progetti di costruzioni in zone
sismiche (Legge n. 64 del 1974, art. 17 e 19)
1. Nelle zone sismiche di cui all'articolo 83, chiunque intenda procedere a costruzioni,
riparazioni e sopraelevazioni, è tenuto a darne preavviso scritto allo sportello unico, che
provvede a trasmetterne copia al competente ufficio tecnico della regione, indicando il proprio
domicilio, il nome e la residenza del progettista, del direttore dei lavori e dell'appaltatore.
2. Alla domanda deve essere allegato il progetto, in doppio esemplare e debitamente firmato da
un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei limiti delle rispettive
competenze, nonché dal direttore dei lavori.
3. Il contenuto minimo del progetto è determinato dal competente ufficio tecnico della regione.
In ogni caso il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni ed
accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in
fondazione sia in elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
4. Al progetto deve inoltre essere allegata una relazione sulla fondazione, nella quale devono
essere illustrati i criteri seguiti nella scelta del tipo di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli
svolti nei riguardi del complesso terreno-opera di fondazione.
5. La relazione sulla fondazione deve essere corredata da grafici o da documentazioni, in quanto
necessari.
6. In ogni comune deve essere tenuto un registro delle denunzie dei lavori di cui al presente
articolo.
7. Il registro deve essere esibito, costantemente aggiornato, a semplice richiesta, ai funzionari,
ufficiali ed agenti indicati nell’articolo 103.

Art. 94 (L) - Autorizzazione per l'inizio dei lavori


(Legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 18)
1. Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all’intervento edilizio, nelle località sismiche, ad
eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all’articolo 83, non si
possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico
della regione.
2. L'autorizzazione è rilasciata entro sessanta giorni dalla richiesta e viene comunicata al
comune, subito dopo il rilascio, per i provvedimenti di sua competenza.
3. Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione, o nei confronti del
mancato rilascio entro il termine di cui al comma 2, è ammesso ricorso al presidente della giunta
regionale che decide con provvedimento definitivo.

103
4. I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto
nell'albo, nei limiti delle rispettive competenze.

L.R. Toscana 1/2005 “NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO”


Art. 105-ter Verifiche nelle zone a bassa sismicità.
1. Fermo restando l'obbligo dei titoli abilitativi all'intervento edilizio, nelle zone, classificate ai
sensi degli atti di cui all'articolo 96, commi 2 e 3, a bassa sismicità non si possono iniziare i
lavori di costruzione, riparazione e sopraelevazione, senza darne preavviso scritto, con
contestuale deposito del progetto, alla struttura regionale competente.
2. L'obbligo di dare il preavviso con contestuale deposito del progetto di cui al comma 1 sussiste
anche con riferimento alle varianti che nel corso dei lavori si intenda apportare al progetto
originario depositato.
3. Nelle zone di cui al presente articolo, la struttura regionale competente, preso atto della
relazione di calcolo asseverata dal progettista, effettua attività di vigilanza e verifica, sia dei
progetti che dei lavori in corso o ultimati mediante il metodo a campione, salvo quanto previsto
ai commi 4 e 5.
4. Qualora i lavori di costruzione, riparazione e sopraelevazione abbiano ad oggetto opere di
carattere strategico e rilevante, i progetti sono assoggettati obbligatoriamente a verifica.
5. Le opere di carattere strategico e rilevante da assoggettare alla verifica obbligatoria sono
individuate mediante deliberazione della Giunta regionale.

ATTENZIONE: gli oneri devono essere pagati sul c/c del genio e NON sul c/c del Suap. Se vi
capitano utenti che hanno pagato sul nostro è necessario fargli richiedere il rimborso e farlo
pagare sul loro C/C.

PROCEDURA

Ndr: Questa procedura fu concordata con l’Ufficio del Genio civile. Rileggendo però la normativa
credo sia necessaria una revisione di alcune parti proprio con riferimento agli adempimenti che la
norma prevede per il Suap. Non appena riusciamo a contattare i responsabili del Genio civile
concorderemo le eventuali variazioni.

A) DEPOSITO PROGETTO / VARIANTI IN CORSO D’OPERA / RELAZIONI DI FINE


LAVORI

1. la MODULISTICA (due in bollo ed una no) predisposta dal Genio Civile deve essere
presentata in TRE copie IN ORIGINALE.
il PROGETTO STRUTTURALE e relativi ALLEGATI devono essere presentati in TRE
copie! (**)
(**) per la Fine Lavori gli allegati possono non esserci!

2. l’operatore allo sportello accerta:


• l’equivalenza tra le tre copie del progetto (**)
• la presenza delle firme dei soggetti interessati (committente, progettista, direttore
lavori, impresa) sui progetti
• per l’imposta di bollo:
a. se presentata la domanda unica: questa deve essere presentata in bollo + un
modello in bollo (che sarà quello che dovremo restituire all’interessato numerato
insieme ad un elaborato)
b. se non presentata la domanda unica: entrambi i modelli che rimangono a noi
devono essere in bollo

104
• i diritti di istruttoria: 30 € x Suap e tariffario genio (per la Fine Lavori entrambi
NON ci sono)
• al cittadino NON si rilascia nulla, solo la ricevuta

3. in back-office:
- timbrare tutti gli atti presentati con il nr. Istanza Suap
- trasmettere al Genio UN SOLO MODELLO di DEPOSITO (in originale) SENZA
BOLLO (scrivere Bollo assolto al Suap) e UNA SOLA COPIA del PROGETTO
STRUTTURALE e degli ALLEGATI (**)
- in questa fase rimangono al Suap: DUE modelli in bollo con relativi progetto e
allegati (se c’è la domanda unica, uno dei due bolli è apposto sulla stessa)
- mettere la pratica “IN ATTESA DI RIENTRO FAX GENIO CIVILE”

4. il Genio (esaminati gli atti trasmessi) può chiedere al Suap delle integrazioni o procede al
“deposito” trasmettendo via fax “attestazione di deposito” comprensiva di:
• NUMERO IDENTIFICATIVO del progetto (in caso di FINE LAVORI il n° di progetto
sarà quello vecchio e la data di decorrenza quella del nuovo timbro del Genio Civile)
• DATA di DECORRENZA
Per protocollare il fax aggiungere in elaborazione istanza il movimento “Comunicazione
in entrata” e rinominarlo: “DA GENIO CIVILE – Trasmissione x nuovo progetto”
rendendolo pubblico e indicando nel parere il numero identificativo e la data di
decorrenza (es. PROGETTO N. 141847 DEL 09.10.2009).
Per fine lavori rinominare: “DA GENIO CIVILE – Trasmissione x relazione di fine
lavori” rendendolo pubblico e indicando nel parere il numero identificativo e la data di
decorrenza (es. PROGETTO N. 141847 DEL 09.10.2009 - datario GENIO CIVILE
13.11.2009).

5. ricevuto il fax di attestazione È NECESSARIO ED INDISPENSABILE timbrare TUTTI


gli elaborati, gli allegati e la modulistica del Genio in ns. possesso (anche quelli
che devono rimanere a noi).
Usare sempre il timbro del SUAP aggiornato con la DATA di DECORRENZA e scrivere il
NUMERO IDENTIFICATIVO, che in caso di Varianti e Fine Lavori è il n° di Progetto già
precedentemente assegnato

6. dividere i documenti in due parti:


• per SUAP: 1 modello Genio IN BOLLO (oppure domanda unica in bollo e modello
senza bollo) + originale attestazione di deposito (fax del Genio) + elaborati ed allegati
• per RICHIEDENTE da restituire: 1 modello Genio IN BOLLO + copia elaborati ed
allegati timbrati
• scrivere all’URBANISTICA (con movimento TTED101 “SUAP – Notifica
Comunicazione generica a Edilizia (specificare)” e apposita lettera tipo) allegando la
fotocopia del fax di attestazione del Genio
• scrivere al RICHIEDENTE - con movimento CO0118 “Invito Ritiro
Documentazione” con apposita lettera tipo S-INVITO RITIRO GENIO CIVILE (591)-
invitandolo al ritiro della documentazione timbrata

7. CONSEGNA DOCUMENTAZIONE: al ritiro entrare in elaborazione istanza e:


 aggiungere il movimento CO0116 “Consegna Documentazione” e nel parere del
movimento CO0116 scrivere una dicitura di riferimento es: “Ritirata documentazione
timbrata da Arch. X munito di delega del Sig. Y”.

105
 stampare la ricevuta allegata come documento tipo, far firmare (per avvenuta
consegna documentazione) e mettere agli atti.

8. chiudere la pratica come un qualsiasi Procedimento Tecnico

B) COMUNICAZIONE / CERTIFICATO DI COLLAUDO STATICO

Se viene presentata al Suap:


• una SEMPLICE COMUNICAZIONE che il certificato è stato depositato al Genio civile:
scrivere all’URBANISTICA (con movimento TTED101 “SUAP – Notifica Comunicazione
generica a Edilizia (specificare)” e apposita lettera tipo modificata all’occorrenza) allegando la
fotocopia della comunicazione. Chiudere quindi la pratica come un qualsiasi procedimento
tecnico

• il CERTIFICATO DI COLLAUDO STATICO: Il CERTIFICATO deve essere


presentato in TRE copie (2 in bollo e 1 no) IN ORIGINALE (formato uso bollo con 1 marca
ogni 4 pagine)
L’operatore allo sportello:
• accerta l’equivalenza tra le tre copie del certificato (**)
• verifica la presenza della firma del collaudatore e del timbro dell’ordine
• non sono dovuti diritti di istruttoria
• al cittadino NON rilascia nulla, solo la ricevuta

Da ora in poi la procedura è uguale a quella per il deposito progetto – back-office.

(**) per la Fine Lavori gli allegati possono non esserci!

106
18)

EDILIZIA PRIVATA

Procedimento Autorizzazione Paesaggistica


Campo di Tutti gli interventi che alterino lo stato dei luoghi o l’aspetto esteriore degli edifici in
applicazione aree soggette a vincolo paesaggistico ex D.lgs 42/04

Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)


procedimento
Normativa che D.lgs 42/04
disciplina il DPCM 12/12/2005
procedimento
Atti Presupposti No
Normativa che Singoli Decreti di vincolo
disciplina
l’ammissibilità
dell’intervento
proposto
Tempi per il 40 gg. da ricezione: verifica e trasmissione relazione a Sovrintendenza per
rilascio/diniego acquisizione parere vincolante
45 gg. dalla ricezione degli atti da parte della Sovr.: parere della Sovrintendenza
20 gg. da ricezione parere Sovr.: adozione del provvedimento
30 gg. da rilascio: efficacia dell’autorizzazione
Termini di validità 5 anni
Modalità di Cartacea, come da indicazioni presenti nelle schede informative di dettaglio
deposito (Modalità che si protrarrà fino alla conclusione della prima fase di sperimentazione,
come da allegato 3, convertibile alla modalità telematica previa valutazione degli esiti
della fase di sperimentazione)

Procedimento Autorizzazione Paesaggistica semplificata


Campo di Tutti gli interventi che alterino lo stato dei luoghi o l’aspetto esteriore degli edifici in
applicazione aree soggette a vincolo paesaggistico ex D.lgs 42/04

Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)


procedimento
Normativa che D.lgs 42/04
disciplina il DPCM 12/12/2005
procedimento DPR 139/2010
Atti Presupposti No
Normativa che Singoli Decreti di vincolo
disciplina
l’ammissibilità
dell’intervento
proposto
Tempi per il 30 gg. da ricezione: verifica e trasmissione relazione a Sovrintendenza per
rilascio/diniego acquisizione parere vincolante
25 gg. dalla ricezione degli atti da parte della Sovr.: parere della Sovrintendenza
5 gg. da ricezione parere Sovr.: adozione del provvedimento (efficacia immediata)
Termini di validità 5 anni
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie."

107
Procedimento Permesso di costruire
Campo di a) interventi di nuova edificazione e cioè di realizzazione di nuovi manufatti edilizi diversi
applicazione da quelli specificati alle lettere successive e da quelli assoggettati a Denuncia di Inizio
Attività;
b) installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali
roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di
lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare
esigenze meramente temporanee, quali esplicitamente risultino in base alle vigenti
disposizioni;
c) realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria da parte di soggetti
diversi dal comune;
d) realizzazione di infrastrutture e d'impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la
trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e) realizzazione di depositi di merci o di materiali e la realizzazione d'impianti per attività
produttive all'aperto, che comporti l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione
permanente del suolo inedificato;
f) interventi di ristrutturazione urbanistica, cioè quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto
urbanistico - edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico d' interventi edilizi,
anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale;
g) addizioni volumetriche agli edifici esistenti non assimilate alla ristrutturazione edilizia;
h) interventi di sostituzione edilizia, intesi come demolizione e ricostruzione di volumi
esistenti non assimilabile alla ristrutturazione edilizia, anche con diversa articolazione,
collocazione e destinazione d'uso, senza alcun intervento sulle opere d'urbanizzazione.
Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)
procedimento
Normativa che DPR 380/01
disciplina il L.R.1/05
procedimento Regolamento Edilizio Comunale
Atti Presupposti Nulla Osta/Autorizzazione ai sensi della normativa in materia di tutela dei beni
Culturali e Ambientali (D.lgs 42/04), in presenza di relativo vincolo (beni culturali e
paesaggistico.
Autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico, in presenza di relativo vincolo.
Normativa che Normativa sovraordinata vigente in materia di:
disciplina - protezione geologica, idrogeologica e idraulica
l’ammissibilità - dotazione parcheggi
dell’intervento - permeabilità dei suoli
proposto - sicurezza sui luoghi di lavoro
- abbattimento delle barriere architettoniche
- protezione acustica
- protezione ambientale (bonifica siti inquinati, terre e rocce da scavo)
Strumenti della Pianificazione sovraordinata (P.A.I. dell’Arno, P.I.T della Regione
Toscana, PTCP della Provincia di Firenze)
Strumenti Urbanistici comunali (PRG, PS, RU)
Regolamento Edilizio Comunale
Discipline comunali di settore (igiene alimenti, acustica, commercio,
somministrazione, attività estetiche, turismo, alberature)
Tempi per il 15 gg.: per richiesta integrazioni
rilascio/diniego 60 gg. (da deposito o da acquisizione integrazioni): proposta di provvedimento
15 gg. da proposta di provvedimento: adozione del provvedimento
Termini di validità Inizio lavori: 1 anno dal rilascio
Fine lavori: 3 anni dall’inizio lavori
Modalità di Cartacea, come da indicazioni presenti nelle schede informative di dettaglio
deposito
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie.”

108
Procedimento Autorizzazione Temporanea
Campo di Strutture assimilabili a manufatti edilizi destinati ad un utilizzo temporaneo tale da
applicazione non determinare una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio
Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)
procedimento
Normativa che Regolamento Edilizio Comunale All. B
disciplina il
procedimento
Atti Presupposti Nulla Osta/Autorizzazione ai sensi della normativa in materia di tutela dei beni
Culturali e Ambientali (D.lgs 42/04), in presenza di relativo vincolo (beni culturali e
paesaggistico.
Autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico, in presenza del relativo vincolo.
Normativa che Normativa sovraordinata vigente in materia di:
disciplina - protezione geologica, idrogeologica e idraulica
l’ammissibilità - abbattimento delle barriere architettoniche
dell’intervento - protezione ambientale (bonifica siti inquinati, terre e rocce da scavo)
proposto
Tempi per il 15 gg.: per richiesta integrazioni
rilascio/diniego 60 gg. (da deposito o da acquisizione integrazioni): proposta di provvedimento
15 gg. da proposta di provvedimento: adozione del provvedimento
Termini di validità 6 mesi
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie.”

109
Procedimento Denuncia di Inizio Attività Edilizia
Campo di - NUOVI INTERVENTI E TRASFORMAZIONI
applicazione a) interventi soggetti a Permesso di Costruire quando specificamente disciplinati dai
regolamenti urbanistici, dai piani complessi d'intervento, dai piani attuativi, laddove tali
strumenti contengano precise disposizioni planovolumetriche, tipologiche, formali e
costruttive, e ciò sia stato esplicitamente dichiarato ai sensi di Legge;
b) opere di reinterro e di scavo non connesse all'attività edilizia o alla conduzione dei fondi
agricoli e che non riguardino la coltivazione di cave e torbiere;
c) mutamenti di destinazione d'uso degli immobili, edifici ed aree anche in assenza di opere
edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni
ex L.R. 1/05;
d) demolizioni di edifici o di manufatti non preordinate alla ricostruzione o alla nuova
edificazione;
e) occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci o materiali, che non comportino
trasformazione permanente del suolo stesso;
f) ogni altra trasformazione attuata per mezzo di opere edilizie che, in base alla presente
legge, non sia soggetta a permesso di costruire.
- INTERVENTI EDILIZI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE.
b) interventi di manutenzione straordinaria, eccetto le casistiche ricomprese nell’attività
edilizia libera, ossia le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti
strutturali degli edifici, che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari
non comportino aumento del numero delle unità immobiliari, incremento dei
parametri urbanistici o modifiche della destinazione d'uso;
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo, ossia quelli rivolti a conservare
l'organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere
che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne
consentano destinazioni d'uso con essa compatibili
d) interventi di ristrutturazione edilizia, ossia quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi
mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in
tutto o in parte diverso dal precedente; tali interventi comprendono il ripristino o la
sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e
l'inserimento di nuovi elementi ed impianti; tali interventi comprendono altresì:
1) le demolizioni con fedele ricostruzione degli edifici, intendendo per fedele ricostruzione
quella realizzata con gli stessi materiali o con materiali analoghi prescritti dagli atti di cui
all' articolo 52 ovvero dal regolamento edilizio, nonché nella stessa collocazione e con lo
stesso ingombro planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie
per l'adeguamento alla normativa antisismica;
2) la demolizione di volumi secondari, facenti parte di un medesimo organismo edilizio, e la
loro ricostruzione nella stessa quantità o in quantità inferiore ancorché in diversa
collocazione sul lotto di pertinenza;
3) le addizioni funzionali di nuovi elementi agli organismi edilizi esistenti, che non configurino
nuovi organismi edilizi, ivi comprese le pertinenze; non sono computate ai fini
dell'applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale le addizioni con le quali
si realizzino i servizi igienici, i volumi tecnici e le autorimesse legate da vincolo
pertinenziale ad unità immobiliari esistenti all'interno dei perimetri dei centri abitati, nonché
il rialzamento del sottotetto, al fine di renderlo abitabile;
e) interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche ed all'adeguamento
degli immobili per le esigenze dei disabili, anche in aggiunta ai volumi esistenti e in deroga
agli indici di fabbricabilità.
- varianti ai permessi di costruire aventi ad oggetto opere ed interventi assoggettabili
a DIA che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire .
Tipologia del Titolo edilizio che si forma in forza della dichiarazione asseverata del tecnico
procedimento incaricato per decorrenza del termine di 20 gg. a partire dal deposito (i termini si
interrompono in caso di comunicazione di carenze/difformità entro i 15 gg. dal
deposito e decorrono nuovamente per intero a partire dalla data di presentazione
delle integrazioni)
Normativa che DPR 380/01
disciplina il L.R.1/05
procedimento Regolamento Edilizio Comunale
Atti Presupposti Nulla Osta/Autorizzazione ai sensi della normativa in materia di tutela dei beni
Culturali e Ambientali (D.lgs 42/04), in presenza di relativo vincolo (beni culturali e
paesaggistico.

110
Autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico, in presenza di relativo vincolo.
Normativa che Normativa sovraordinata vigente in materia di:
disciplina - protezione geologica, idrogeologica e idraulica
l’ammissibilità - dotazione parcheggi
dell’intervento - permeabilità dei suoli
proposto - sicurezza sui luoghi di lavoro
- abbattimento delle barriere architettoniche
- protezione acustica
- protezione ambientale (bonifica siti inquinati, terre e rocce da scavo)
Strumenti della Pianificazione sovraordinata (P.A.I. dell’Arno, P.I.T della Regione
Toscana, PTCP della Provincia di Firenze)
Strumenti Urbanistici comunali (PRG, PS, RU)
Regolamento Edilizio Comunale
Discipline comunali di settore (igiene alimenti, acustica, commercio,
somministrazione, attività estetiche, turismo, alberature)
Tempi per 15 gg dal deposito: richiesta integrazioni
l’attivazione 20 gg. a partire dal depositoo dalla data di presentazione delle integrazioni
Termini di validità Inizio lavori: 1 anno dall’efficacia
Fine lavori: 3 anni dall’inizio lavori
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie.”

111
Procedimento Comunicazione per attività edilizia libera ex art. 6 del DPR 380/01
Campo di a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui ivi compresa l’apertura di porte
applicazione interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti
strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e
non implichino incremento dei parametri urbanistici;
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad
essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un
termine non superiore a novanta giorni;
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta,
che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento
urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente
interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
d) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a
servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al;
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali
degli edifici.
Tipologia del Segnalazione corredata delle autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi
procedimento delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla lettera a),
comprendente anche:
- i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei
lavori;
- relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati
progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di
non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che
asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli
strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi
la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo
Normativa che DPR 380/01
disciplina il
procedimento
Atti Presupposti Nulla Osta/Autorizzazione ai sensi della normativa in materia di tutela dei beni
Culturali e Ambientali (D.lgs 42/04), in presenza di relativo vincolo (beni culturali e
paesaggistico.
Autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico , in presenza di relativo vincolo.
Normativa che Normativa sovraordinata vigente in materia di:
disciplina - sicurezza sui luoghi di lavoro
l’ammissibilità - abbattimento delle barriere architettoniche
dell’intervento Strumenti Urbanistici comunali (PRG, PS, RU)
proposto Regolamento Edilizio Comunale
Discipline comunali di settore (igiene alimenti, acustica, commercio,
somministrazione, attività estetiche, turismo, alberature)
Tempi per Immediati
l’attivazione
Termini di validità Non applicabile/non definito
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie.”

112
Procedimento Permesso di costruire in sanatoria
Campo di Attività edilizia in assenza di titolo a partire dalla Ristrutturazione Edilizia
applicazione
Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)
procedimento
Normativa che DPR 380/01
disciplina il L.R.1/05
procedimento Regolamento Edilizio Comunale
Normativa che Normativa sovraordinata (vigente al momento della realizzazione dell’opera e vigente
disciplina al momento della richiesta) in materia di:
l’ammissibilità - Tutela dei beni culturali ed ambientali
dell’intervento - protezione geologica, idrogeologica e idraulica
proposto - dotazione parcheggi
- permeabilità dei suoli
- sicurezza sui luoghi di lavoro
- abbattimento delle barriere architettoniche
- protezione acustica
- protezione ambientale (bonifica siti inquinati, terre e rocce da scavo)
Strumenti della Pianificazione sovraordinata (P.A.I. dell’Arno, P.I.T della Regione
Toscana, PTCP della Provincia di Firenze)
Strumenti Urbanistici comunali (PRG, PS, RU)
Regolamento Edilizio Comunale
Discipline comunali di settore (igiene alimenti, acustica, commercio, somministrazione,
attività estetiche, turismo, alberature)
Tempi per il 15 gg.: per richiesta integrazioni
rilascio 60 gg. (da deposito o da acquisizione integrazioni): per proposta di provvedimento di
sanzionamento (messa in pristino/pecuniario)
15 gg. da proposta di provvedimento: per adozione del provvedimento di
sanzionamento
60gg da notifica provvedimento (90 per paesaggistiche): per esecuzione coattiva
(immissione in possesso e demolizione/iscrizione a ruolo sanzione pecuniaria
rilascio previo pagamento sanzione
Termini di validità Interviene quando l’opera è già stata realizzata senza titolo, può prevedere un termine
per la realizzazione delle opere di adeguamento, quando necessarie
Modalità di Cartacea, come da indicazioni presenti nelle schede informative di dettaglio
deposito

Procedimento Attestazione di conformità


Campo di Attività edilizia in assenza di titolo fino a Restauro e Risanamento Conservativo
applicazione
Tipologia del Autorizzatorio (soggetto a rilascio/diniego)
procedimento
Normativa che DPR 380/01
disciplina il L.R.1/05
procedimento Regolamento Edilizio Comunale
Normativa che VEDI PERMESSO DI COSTRUIRE A SANATORIA
disciplina
l’ammissibilità
dell’intervento
proposto
Tempi per il 15 gg.: per richiesta integrazioni
rilascio 60 gg. (da deposito o da acquisizione integrazioni): per proposta di provvedimento di
sanzionamento (messa in pristino/pecuniario)
15 gg. da proposta di provvedimento: per adozione del provvedimento di
sanzionamento
60gg da notifica provvedimento (90 per paesaggistiche): per esecuzione coattiva
(immissione in possesso e demolizione/iscrizione a ruolo sanzione pecuniaria
rilascio previo pagamento sanzione
Termini di validità Nessun limite: Interviene quando l’opera è già stata realizzata senza titolo

113
Modalità di Telematica in via sperimentale, entro i limiti di formato e dimensione definiti nell’
deposito Allegato n.3 “ Modalità operative e Specifiche tecniche per la presentazione in via
telematica delle pratiche edilizie.”

114
Allegati
Allegato n. 1 Normativa di riferimento Suap, evoluzione normativa

Lo Sportello Unico Attività Produttive è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico dal d.lgs. 31
marzo 1998, n. 112 (artt. 23 e ss.) – che conferiva ai comuni le funzioni amministrative concernenti
l’insediamento d’attività produttive e stabiliva che queste dovevano essere esercitate, singolarmente o in
forma associata, attraverso un’unica struttura ed un unico procedimento – la disciplina del quale era
rinviata ad un successivo regolamento.
Quest’ultimo è stato adottato con il d.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447 “Regolamento recante norme di
semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l’ampliamento, la
ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l’esecuzione di opere interne ai fabbricati,
nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell’articolo 20,
comma 8, della
l. 15 marzo 1997, n. 59”.

Si segnala la sentenza della Corte Costituzionale n. 376 del 23 luglio 2002:


La disciplina concernente il cosiddetto “sportello unico per le attività produttive” è dettata dagli articoli
da 23 a 27 del d.lgs. n. 112 del 1998, non contestati in questa sede. Essa è fondata sulla concentrazione
in una sola struttura, istituita dal comune, della responsabilità dell’unico procedimento attraverso cui i
soggetti interessati possono ottenere l’insieme dei provvedimenti abilitativi necessari per la realizzazione
di nuovi insediamenti produttivi, nonché sulla concentrazione nello “sportello unico”, presso la predetta
struttura, dell’accesso a tutte le informazioni da parte dei medesimi soggetti interessati: ciò al fine di
evitare che la pluralità delle competenze e degli interessi pubblici oggetto di cura in questo ambito si
traduca per i cittadini in tempi troppo lunghi e in difficoltà di rapporti con le amministrazioni.
Quello che la legge configura è una sorta di “procedimento di procedimenti”, cioè un iter
procedimentale unico in cui confluiscono e si coordinano gli atti e gli adempimenti, facenti capo a
diverse competenze, richiesti dalle norme in vigore perché l’insediamento produttivo possa
legittimamente essere realizzato. In questo senso, quelli che erano, in precedenza, autonomi
provvedimenti, ciascuno dei quali veniva adottato sulla base di un procedimento a sé stante, diventano
“atti istruttori” al fine dell’adozione dell’unico provvedimento conclusivo, titolo per la realizzazione
dell’intervento richiesto (cfr. art. 4, comma 1, del d.P.R. n. 447 del 1998, come modificato dall’art. 1 del
d.P.R. n. 440 del 2000). Ciò non significa però che vengano meno le distinte competenze e le distinte
responsabilità delle amministrazioni deputate alla cura degli interessi pubblici coinvolti: tanto è vero
che, nel cosiddetto “procedimento semplificato”, ove una delle amministrazioni chiamate a decidere si
pronunci negativamente, “il procedimento si intende concluso”, salva la possibilità per l’interessato di
chiedere la convocazione di “una conferenza di servizi al fine di eventualmente concordare quali siano le
condizioni per ottenere il superamento della pronuncia negativa” (art. 4, comma 2, del d.P.R. n. 447 del
1998, come modificato dall’art. 1 del d.P.R. n. 440 del 2000).
In ogni caso, la configurazione delle competenze in questa materia risulta dai citati articoli da 23 a 27
del d.lgs. n. 112 del 1998 (...) prevedere che ciascuna delle diverse amministrazioni competenti adotti,
nella propria autonomia, le misure organizzative necessarie perché le attività ad essa demandate siano
svolte nel modo più rapido, così da coordinare i termini stabiliti per ciascuna di tali attività con i termini
previsti per il compimento del procedimento unico di cui all’art. 25, comma 1, del medesimo d.lgs. n. 112
del 1998 (afferisce ad) un’esigenza di coordinamento (...) che si correla naturalmente con l’intento
unificante e semplificante che sta a base della scelta del legislatore.
Nelle realtà comunali ove è stato attivato (e mantenuto), lo sportello unico ha favorito la riduzione dei
tempi d’attesa, ha dato un forte impulso all’autocertificazione, ha permesso comunicazioni ed
informazioni sempre più efficaci, e-government e l’avvio di un’interazione in precedenza inesistente tra
pubbliche amministrazioni e tra uffici diversi della stessa amministrazione comunale.

115
In questo corso va ad incanalarsi la sua riforma, varata con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale,
Serie Generale n. 229 del 30-9-2010, dei regolamenti attuativi dell’art. 38, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133: il regolamento per la
semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico e il regolamento recante i requisiti
e le modalita' di accreditamento delle agenzie per le imprese.

Applicabile il vecchio regolamento SUAP, il DPR 447/1998, per la disciplina delle autorizzazioni
espresse sino al 30 settembre 2011.
Le nuove disposizioni hanno acquisito ed acquisiranno efficacia, difatti, in due momenti distinti: sei mesi
per il così detto procedimento automatizzato, ossia quello fondato sulla Segnalazione Certificata d’inizio
attività (SCIA) e sul silenzio-assenso, un anno per il procedimento ordinario, che contempla i casi in cui
sia ancora richiesta l’autorizzazione, non superabile con il silenzio assenso, dalla pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale.
Inoltre, entro centoventi giorni i Comuni sono stati chiamati ad attestare la sussistenza, in capo ai SUAP
del proprio territorio, dei requisiti di cui all’articolo 38, comma 3, lett. a (“…lo sportello unico costituisce
l’unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la
sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le pubbliche
amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento…”) e a-bis (“viene assicurato, anche attraverso
apposite misure telematiche, il collegamento tra le attività relative alla costituzione dell’impresa di cui
alla comunicazione unica…”) del decreto legge 112/1998, come modificato dalla legge 133/2008 e
all’art. 2, comma 2 del medesimo regolamento (“Le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni e le
comunicazioni concernenti le attivita' di cui al comma 1 ed i relativi elaborati tecnici e allegati sono
presentati esclusivamente in modalita' telematica”), trasmettendola al Ministero per lo sviluppo
economico che cura la pubblicazione dell’elenco dei SUAP sul portale www.impresainungiorno.it, onde
evitare la delega di funzione alla camera di commercio competente per territorio.

D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160 - Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo
sportello unico per le attivita' produttive
D.P.R. 9 luglio 2010, n. 159 - Regolamento recante i requisiti e le modalita' di accreditamento delle
agenzie per le imprese
Art. 41 Costituzione
D. L. n. 112/2008 conv. nella L. n. 133/2008 - Art. 38
L. n. 241/1990 e s.m.i. - Artt. 14 e ss., 19 e 20
D.Lgs. n. 112/1998 - Artt. 23-24-25
D.Lgs. n. 59/2010 - Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno - Artt.
25 e 26
Direttiva servizi (Direttiva 2006/123/CE)

Allegato n. 2 Link a siti istituzionali utili

- Il portale www.impresainungiorno.it diviene il sito SUAP per eccellenza, che consente a tutti i SUAP di
garantire il servizio, evitando nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica. Per gli operatori del SUAP
sarà strumento di supporto, dunque, in tutte le attività che sono chiamati a svolgere – ivi compresa la
riscossione di diritti, imposte e oneri, comunque denominati – di là dalle informazioni da rendere
all’utenza. La logica è quella del link di link: nella nostra realtà, oltre all’accesso diretto al portale del
SUAP, ci si avvarrà dei servizi del portale regionale, se non anche di quello provinciale.
- Ancitel www.suap.ancitel.it
- Rete regionale dei Suap Regione toscana www.suap.toscana.it
- Provincia di Firenze Sito del Coordinamento Provinciale degli Sportelli unici Bozza di Istanza

116
Allegato n. 3. MODALITA’ OPERATIVE E SPECIFICHE TECNICHE PER LA
PRESENTAZIONE IN VIA TELEMATICA DELLE PRATICHE EDILIZIE

A seguito delle più recenti innovazioni in materia di Sportello Unico delle Attività Produttive, anche le
pratiche di edilizia sono soggette alle modalità di deposito e trattamento in via telematica.

Per una efficace applicazione della modalità telematica al deposito delle pratiche edilizie e per consentire
la piena lettura e comprensione degli elaborati grafici, sono definite le seguenti modalità operative di
presentazione e le specifiche tecniche:

a. Procedimenti interessati
1. Comunicazione di Inizio Lavori ex art. 6 del D.P.R. 380/01
2. Segnalazione Certificata di Inizio Attività
3. Denuncia di Inizia Attività Edilizia
4. Deposito di agibilità
5. Procedimenti edilizi di natura autorizzatoria, per i quali, si procede in via sperimentale in
relazione agli adeguamenti strutturali necessari per la piena funzionalità.

b. Presentazione delle pratiche in modalità telematica


Per la presentazione delle pratiche di cui alla lettera “a” in modalità telematica dovranno essere utilizzati i
moduli forniti dalla Direzione Urbanistica e resi disponibili sulla rete civica (portale SUAP e Area
servizi/Urbanistica). I moduli saranno messi a disposizione in formato editabile/modificabile, per poter
essere compilati con maggior facilità. Ai fini della sottoscrizione digitale e dell’inoltro, i moduli,
compilati in ogni loro parte, compreso i campi firma, dovranno essere salvati nel formato pdf\a13.

c. Requisiti di sottoscrizione della modulistica e degli elaborati allegati


E’ necessario che le sezioni che compongono i modelli siano sottoscritte, secondo quanto specificamente
indicato, dal titolare e/o dal professionista incaricato.
La firma digitale deve essere propria del/dei soggetto/i indicato/i come dichiarante e del professionista
asseverante.
La carenza delle dovute firme digitali o l’invalidità delle stesse comporta l’irricevibilità dell’atto.
Nella modalità telematica è possibile che il titolare sottoscriva apposita procura al professionista per la
presentazione e gestione dell’intero procedimento, come da modello disponibile sulla rete civica: in tal
caso, allegando il documento di procura in formato .pdf/a, la sottoscrizione digitale potrà essere
interamente a carico del professionista, che agisce in nome e per conto del titolare e pertanto assume
anche la veste di dichiarante nella sezione I del modello.
Il documento nativo di procura può essere cartaceo od informatico: nel primo caso (nativo cartaceo) è
sottoscritto con firma autografa dall’intestatario o dagli intestatari della pratica, allegando alla stessa i
documenti d’identità validi del/dei firmatari e quindi acquisito al formato pdf/a tramite scansione, nel
secondo caso (nativo informatico) è salvato in formato pdf/a e sottoscritto con firma digitale
dall’intestatario o dagli intestatari della pratica. In entrambe i casi le istruzioni operative di dettaglio sono
definite nell’apposita sezione del manuale operativo. La scansione di firma autografa applicata su file non
costituisce una valida sottoscrizione.

d. Specifiche tecniche di formato e di rappresentazione degli elaborati progettuali


1. Dimensione (peso) massima di ciascun file: 600 Kbyte. Sono ammissibili formati maggiori,
comunque non superiori ad 1 Mbyte per le tavole grafiche ed a 5 Mbyte per la

13
Se l'allegato è solo fotografico può essere jpg o pdf/a .Se all'interno di una composizione è sicuramente pdf/a

117
documentazione fotografica, e nel rispetto della dimensione massima complessiva degli
elaborati informatizzati definita al successivo punto 3
2. Numero massimo elaborati del progetto edilizio: 30
3. Dimensione massima complessiva degli elaborati informatizzati compreso relazioni,
documentazione fotografica, elaborati allegati ad autorizzazioni o nulla osta che costituiscono
presupposto per il titolo edilizio: 30 Mbyte
4. formato file: .pdf/a per elaborati testuali e comprendenti immagini, .dwf per gli elaborati
grafici;
5. Contenuto del singolo file: ogni file deve contenere, su un unico livello, al massimo una delle
rappresentazioni richieste (planimetria di un singolo piano, sezioni, prospetti), o porzione di
essa, ove le dimensioni non siano contenibili entro i limiti di formato indicati
6. la rappresentazione deve essere contenuta entro i limiti del formato UNI A3, anche operando
tramite “scomposizione” in diversi “quadranti di rappresentazione, opportunamente individuati
ed identificati con riferimento al quadro di unione complessivo
7. Nome del file: costituito da 9 caratteri alfanumerici, distinti in tre gruppi, separati con
tratteggio basso (underscore), tipo SA_ P01_r0, così definiti:

- Il primo, descrittivo di Stato, è composto da due caratteri alfabetici in maiuscolo, ad


indicare se trattasi di Stato Attuale (SA), oppure stato di progetto (SP), oppure Stato
Sovrapposto (SS) precisando che dette rappresentazioni non possono convivere all’interno del
medesimo file.

- Il secondo, descrittivo del tipo di rappresentazione, è composto da tre caratteri che


indicano, con una lettera, maiuscola, il tipo di rappresentazione, (utilizzando
convenzionalmente la Q per Inquadramento Planimetrico, la P per le planimetrie ai
vari livelli, la S per le Sezioni, la V per Viste/prospetti, la R per Rendering, la T per
Particolari, la X –per Schemi, la I per Impianti, la G per elaborati geologico-
idrogeologico) e con due caratteri numerici la numerazione progressiva, da assegnare
partendo da “01”, per ognuno dei tipi di rappresentazione

- Il terzo, descrittivo dello stato di aggiornamento, è composto da due caratteri, di cui il


primo è stabilito convenzionalmente nella lettera “r” minuscola ed il secondo è un
numero progressivo, a partire da “0” (che indica la prima emissione), da aggiornare ad
ogni successiva revisione dell’elaborato (r0, r1, r2,…)

8. ognuna delle distinte rappresentazioni, ove non contenibile entro i limiti di formato assegnati,
potrà essere suddivisa in massimo due quadranti;
9. Nel caso siano prodotti elaborati integrativi in sostituzione di elaborati già depositati, la
trasmissione dovrà essere completata allegando anche gli elaborati originali non oggetto di
sostituzione;
10. Modalità di redazione degli elaborati grafici, in linea con i disposti del vigente Regolamento
Edilizio:
 il file dovrà avere le dimensioni della stampa reale nelle scale grafiche richieste per i
diversi tipi di rappresentazione, ai sensi del vigente Regolamento Edilizio,:
 la mascherina dovrà essere contenuta entro le dimensioni del formato UNI A6
 gli elaborati del progetto edilizio sono quelli definiti all’allegato “E” del regolamento
Edilizio
 la rappresentazione degli elementi dell’organismo edilizio fornita tramite file dovrà
essere del tipo a segno grafico nero su fondo bianco e con utilizzo di
retinatura/riempimento in colore nero-grigio per murature sezionate. Sono ammesse
colorazioni per gli elaborati di stato sovrapposto, nei tradizionali colori (giallo per

118
demolizioni e rosso per costruzioni), e i casi in cui l’utilizzo del colore sia finalizzato
ad una migliore comprensione di tematismi/areali.
 la rappresentazione deve obbligatoriamente comprendere la quotatura plano-
altimetrica, il dimensionamento degli infissi, la destinazione funzionale, superficie
calpestabile, altezza netta e superficie aero-illuminante di ogni locale con formati di
quotatura idonei a garantirne la leggibilità a video, in scala di visualizzazione reale
 Per una migliore leggibilità a video, e per contenere il formato dell’elaborato, le
tabulazioni di verifica di parametri/rapporti/etc., non dovranno, essere riportate
all’interno della tavola di riferimento grafico delle verifiche stesse, ma dovranno essere
parte della relazione tecnica, con idoneo richiamo alla tavola grafica dimostrativa
11. Modalità di redazione degli elaborati relazionali: per una migliore leggibilità a video, nel caso
in cui siano dovute verifiche di parametri/rapporti/etc tramite tabulazioni di dettaglio e di
riepilogo, tali tabelle dovranno essere parte della relazione tecnica, con idoneo richiamo alla
tavola grafica dimostrativa

e. Particolari specifiche per formati superiori ad UNI A3: Elaborati che superino i limiti del formato
A3 sono ammessi esclusivamente nel caso in cui la rappresentazione d'inquadramento generale dell'area
di intervento, alla scala 1:400, o quella dell'edificio, alla scala 1:200, esuberi dal formato A3. In tali
fattispecie il formato massimo ammissibile è l’UNI A2.

f. Invio telematico della documentazione


Fino all’adozione della modalità interamente telematica, del tipo on-line, i documenti devono essere
inviati nei formati indicati ed in unica copia tramite Posta Elettronica Certificata, all’indirizzo:
suap@pec.comune.fi.it.
Gli invii e depositi privi dei requisiti di presentazione, sottoscrizione e formato definiti alle precedenti
lettere, saranno ritenuti irricevibili: di tale condizione, come delle eventuali possibilità di
regolarizzazione, sarà data opportuna comunicazione, via PEC.

g. Particolari specifiche per i casi in cui la dimensione dei file ecceda i limiti dimensionali e di
formato definiti ai punti “d” ed “e”:
Nel caso in cui la dimensione dei file ecceda i limiti definiti alla precedente lettere “d”, ed “e” o la
rappresentazione d'inquadramento generale dell'area di intervento, alla scala 1:400, o quella dell'edificio,
alla scala 1:200, esuberi dal formato A2, per cui non si possa operare, anche tramite scomposizione della
rappresentazione alla scala 1:100 entro i limiti del formato UNI A2, si configura una fattispecie di
esclusione dal procedimento automatizzato, da certificare a cura del progettista con apposita
dichiarazione che dia conto di tale circostanza e motivi la necessità di procedere al deposito cartaceo degli
elaborati progettuali, da effettuare presso gli uffici della Direzione Urbanistica, previo inoltro della sola
modulistica in via telematica tramite lo Sportello unico.

119
Allegato n. 4 Divisione competenze per materie all’interno del Suap interdirezionale
Motivazione della ripartizione di competenze tra le Direzioni del Suap interdirezionale

Lo Sviluppo Economico oltre alle attività tradizionalmente di competenza, prende in carico tutte le
attività produttive e i servizi in cui non sono prevalenti gli aspetti amministrativi e, comunque, in maniera
residuale le materie che non trovano più adeguata collocazione nelle altre Direzioni;

la Direzione Sicurezza Sociale e Sport:


SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE (esclusi gli asili nido)
ATTIVITA' SPORTIVE e qui c'è da segnalare un incongruenza perché le piscine vengono seguite dalla
Direzione Sviluppo economico;

la Direzione Istruzione
ISTRUZIONE;

la Direzione Ambiente
l'AGRICOLTURA e l'ESTRAZIONE di minerali da cave e miniere, in quanto è prevalente l'impatto
ambientale che tali attività hanno sull'ecosistema (inquinamento del suolo, delle acque, dell'aria)
Installazione di motori, di cisterne etc
FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA CONDIZIONATA
FORNITURA DI ACQUA; RETI FOGNARIE, ATTIVITÀ DI GESTIONE DEI RIFIUTI E
RISANAMENTO
per coerenza con i compiti di tale Direzione e per la presenza, all'interno della stessa, di personale
competente in tali materie

TELECOMUNICAZIONI
ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE E TRASMISSIONE
per espansione delle materie già seguite

SERVIZI VETERINARI materia già seguita dalla P.O. Igiene Pubblica


e Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) per naturale espansione della
precedente

81.22.01 Attività di sterilizzazione di attrezzature medico sanitarie


81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali
81.29.10 Servizi di disinfestazione
81.29.91 Pulizia e lavaggio di aree pubbliche, rimozione di neve e ghiaccio

81.30.00 Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)


in quanto alcuni aspetti sono già seguiti dalla P.O. Igiene Pubblica

120
ALLEGATO 5 TABELLA CODICE ATECO
Tabella dei titoli a sei cifre della classificazione delle attività economiche Ateco 2007

attribuzione note
CODICE DESCRIZIONE
A AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA
01 COLTIVAZIONI AGRICOLE E PRODUZIONE DI PRODOTTI ANIMALI,
CACCIA E SERVIZI CONNESSI
01.11.10 Coltivazione di cereali (escluso il riso) Direzione Ambiente
01.11.20 Coltivazione di semi oleosi Direzione Ambiente
01.11.30 Coltivazione di legumi da granella Direzione Ambiente
01.11.40 Coltivazioni miste di cereali, legumi da granella e semi oleosi Direzione Ambiente
01.12.00 Coltivazione di riso Direzione Ambiente
01.13.10 Coltivazione di ortaggi (inclusi i meloni) in foglia, a fusto, a frutto, in radici, bulbi e
tuberi in piena aria (escluse barbabietola da zucchero e patate)
Direzione Ambiente
01.13.20 Coltivazione di ortaggi (inclusi i meloni) in foglia, a fusto, a frutto, in radici, bulbi e
tuberi in colture protette (escluse barbabietola da zucchero e patate)
Direzione Ambiente
01.13.30 Coltivazione di barbabietola da zucchero Direzione Ambiente
01.13.40 Coltivazione di patate Direzione Ambiente
01.14.00 Coltivazione di canna da zucchero Direzione Ambiente
01.15.00 Coltivazione di tabacco Direzione Ambiente
01.16.00 Coltivazione di piante per la preparazione di fibre tessili Direzione Ambiente
01.19.10 Coltivazione di fiori in piena aria Direzione Ambiente
01.19.20 Coltivazione di fiori in colture protette Direzione Ambiente
01.19.90 Coltivazione di piante da foraggio e di altre colture non permanenti Direzione Ambiente
01.21.00 Coltivazione di uva Direzione Ambiente
01.22.00 Coltivazione di frutta di origine tropicale e subtropicale Direzione Ambiente
01.23.00 Coltivazione di agrumi Direzione Ambiente
01.24.00 Coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo Direzione Ambiente
01.25.00 Coltivazione di altri alberi da frutta, frutti di bosco e frutta in guscio Direzione Ambiente
01.26.00 Coltivazione di frutti oleosi Direzione Ambiente
01.27.00 Coltivazione di piante per la produzione di bevande Direzione Ambiente
01.28.00 Coltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche Direzione Ambiente
01.29.00 Coltivazione di altre colture permanenti (inclusi alberi di Natale) Direzione Ambiente
01.30.00 Riproduzione delle piante Direzione Ambiente
01.41.00 Allevamento di bovini e bufale da latte, produzione di latte crudo Direzione Ambiente
01.42.00 Allevamento di bovini e bufalini da carne Direzione Ambiente
01.43.00 Allevamento di cavalli e altri equini Direzione Ambiente
01.44.00 Allevamento di cammelli e camelidi Direzione Ambiente
01.45.00 Allevamento di ovini e caprini Direzione Ambiente
01.46.00 Allevamento di suini Direzione Ambiente
01.47.00 Allevamento di pollame Direzione Ambiente
01.49.10 Allevamento di conigli Direzione Ambiente
01.49.20 Allevamento di animali da pelliccia Direzione Ambiente
01.49.30 Apicoltura Direzione Ambiente
01.49.40 Bachicoltura Direzione Ambiente
01.49.90 Allevamento di altri animali nca Direzione Ambiente
01.50.00 Coltivazioni agricole associate all'allevamento di animali: attività mista Direzione Ambiente
01.61.00 Attività di supporto alla produzione vegetale Direzione Ambiente
01.62.01 Attività dei maniscalchi Direzione Ambiente

121
01.62.09 Altre attività di supporto alla produzione animale (esclusi i servizi veterinari) Direzione Ambiente
01.63.00 Attività che seguono la raccolta Direzione Ambiente
01.64.01 Pulitura e cernita di semi e granaglie Direzione Ambiente
01.64.09 Altre lavorazioni delle sementi per la semina Direzione Ambiente
01.70.00 Caccia, cattura di animali e servizi connessi Direzione Ambiente
02 SILVICOLTURA ED UTILIZZO DI AREE FORESTALI
02.10.00 Silvicoltura e altre attività forestali Direzione Ambiente
02.20.00 Utilizzo di aree forestali Direzione Ambiente
02.30.00 Raccolta di prodotti selvatici non legnosi Direzione Ambiente
02.40.00 Servizi di supporto per la silvicoltura Direzione Ambiente
03 PESCA E ACQUACOLTURA
03.11.00 Pesca in acque marine e lagunari e servizi connessi Direzione Ambiente
03.12.00 Pesca in acque dolci e servizi connessi Direzione Ambiente
03.21.00 Acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi connessi Direzione Ambiente
03.22.00 Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi Direzione Ambiente
B ESTRAZIONE DI MINERALI DA CAVE E MINIERE
05 ESTRAZIONE DI CARBONE (ESCLUSA TORBA) Direzione Ambiente
05.10.00 Estrazione di antracite e litantrace Direzione Ambiente
05.20.00 Estrazione di lignite Direzione Ambiente
06 ESTRAZIONE DI PETROLIO GREGGIO E DI GAS NATURALE Direzione Ambiente
06.10.00 Estrazione di petrolio greggio Direzione Ambiente
06.20.00 Estrazione di gas naturale Direzione Ambiente
07 ESTRAZIONE DI MINERALI METALLIFERI Direzione Ambiente
07.10.00 Estrazione di minerali metalliferi ferrosi Direzione Ambiente
07.21.00 Estrazione di minerali di uranio e di torio Direzione Ambiente
07.29.00 Estrazione di altri minerali metalliferi non ferrosi Direzione Ambiente
08 ALTRE ATTIVITÀ DI ESTRAZIONE DI MINERALI DA CAVE E MINIERE
Direzione Ambiente
08.11.00 Estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e
ardesia
Direzione Ambiente
08.12.00 Estrazione di ghiaia, sabbia; estrazione di argille e caolino Direzione Ambiente
08.91.00 Estrazione di minerali per l'industria chimica e per la produzione di fertilizzanti
Direzione Ambiente
08.92.00 Estrazione di torba Direzione Ambiente
08.93.00 Estrazione di sale Direzione Ambiente
08.99.01 Estrazione di asfalto e bitume naturale Direzione Ambiente
08.99.09 Estrazione di pomice e di altri minerali nca Direzione Ambiente
09 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI SUPPORTO ALL'ESTRAZIONE Direzione Ambiente
09.10.00 Attività di supporto all'estrazione di petrolio e di gas naturale Direzione Ambiente
09.90.01 Attività di supporto all'estrazione di pietre ornamentali, da costruzione, da gesso, di
anidrite, per calce e cementi, di dolomite, di ardesia, di ghiaia e sabbia, di argilla, di
caolino, di pomice
Direzione Ambiente
09.90.09 Attività di supporto all'estrazione di altri minerali nca Direzione Ambiente
C ATTIVITÀ MANIFATTURIERE
10 INDUSTRIE ALIMENTARI Direzione Sviluppo Economico
10.11.00 Produzione di carne non di volatili e di prodotti della macellazione (attività dei
mattatoi)
Direzione Sviluppo Economico
10.12.00 Produzione di carne di volatili e prodotti della loro macellazione (attività dei
mattatoi)
Direzione Sviluppo Economico
10.13.00 Produzione di prodotti a base di carne (inclusa la carne di volatili) Direzione Sviluppo Economico
10.20.00 Lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi mediante surgelamento,
salatura eccetera
Direzione Sviluppo Economico
10.31.00 Lavorazione e conservazione delle patate Direzione Sviluppo Economico
10.32.00 Produzione di succhi di frutta e di ortaggi Direzione Sviluppo Economico
10.39.00 Lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi (esclusi i succhi di frutta e di
ortaggi)
Direzione Sviluppo Economico

122
10.41.10 Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria
Direzione Sviluppo Economico
10.41.20 Produzione di olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi prevalentemente
non di produzione propria
Direzione Sviluppo Economico
10.41.30 Produzione di oli e grassi animali grezzi o raffinati Direzione Sviluppo Economico
10.42.00 Produzione di margarina e di grassi commestibili simili Direzione Sviluppo Economico
10.51.10 Trattamento igienico del latte Direzione Sviluppo Economico
10.51.20 Produzione dei derivati del latte Direzione Sviluppo Economico
10.52.00 Produzione di gelati senza vendita diretta al pubblico Direzione Sviluppo Economico
10.61.10 Molitura del frumento Direzione Sviluppo Economico
10.61.20 Molitura di altri cereali Direzione Sviluppo Economico
10.61.30 Lavorazione del riso Direzione Sviluppo Economico
10.61.40 Altre lavorazioni di semi e granaglie Direzione Sviluppo Economico
10.62.00 Produzione di amidi e di prodotti amidacei (inclusa produzione di olio di mais) Direzione Sviluppo Economico
10.71.10 Produzione di prodotti di panetteria freschi Direzione Sviluppo Economico
10.71.20 Produzione di pasticceria fresca Direzione Sviluppo Economico
10.72.00 Produzione di fette biscottate, biscotti; prodotti di pasticceria conservati Direzione Sviluppo Economico
10.73.00 Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili Direzione Sviluppo Economico
10.81.00 Produzione di zucchero Direzione Sviluppo Economico
10.82.00 Produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie Direzione Sviluppo Economico
10.83.01 Lavorazione del caffè Direzione Sviluppo Economico
10.83.02 Lavorazione del tè e di altri preparati per infusi Direzione Sviluppo Economico
10.84.00 Produzione di condimenti e spezie Direzione Sviluppo Economico
10.85.01 Produzione di piatti pronti a base di carne e pollame Direzione Sviluppo Economico
10.85.02 Produzione di piatti pronti a base di pesce, inclusi fish and chips Direzione Sviluppo Economico
10.85.03 Produzione di piatti pronti a base di ortaggi Direzione Sviluppo Economico
10.85.04 Produzione di pizza confezionata Direzione Sviluppo Economico
10.85.05 Produzione di piatti pronti a base di pasta Direzione Sviluppo Economico
10.85.09 Produzione di pasti e piatti pronti di altri prodotti alimentari Direzione Sviluppo Economico
10.86.00 Produzione di preparati omogeneizzati e di alimenti dietetici Direzione Sviluppo Economico
10.89.01 Produzione di estratti e succhi di carne Direzione Sviluppo Economico
10.89.09 Produzione di altri prodotti alimentari nca Direzione Sviluppo Economico
10.91.00 Produzione di mangimi per l'alimentazione degli animali da allevamento Direzione Sviluppo Economico
10.92.00 Produzione di prodotti per l'alimentazione degli animali da compagnia Direzione Sviluppo Economico
11 INDUSTRIA DELLE BEVANDE Direzione Sviluppo Economico
11.01.00 Distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici Direzione Sviluppo Economico
11.02.10 Produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d. Direzione Sviluppo Economico
11.02.20 Produzione di vino spumante e altri vini speciali Direzione Sviluppo Economico
11.03.00 Produzione di sidro e di altri vini a base di frutta Direzione Sviluppo Economico
11.04.00 Produzione di altre bevande fermentate non distillate Direzione Sviluppo Economico
11.05.00 Produzione di birra Direzione Sviluppo Economico
11.06.00 Produzione di malto Direzione Sviluppo Economico
11.07.00 Industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia
Direzione Sviluppo Economico
12 INDUSTRIA DEL TABACCO Direzione Sviluppo Economico
12.00.00 Industria del tabacco Direzione Sviluppo Economico
13 INDUSTRIE TESSILI Direzione Sviluppo Economico
13.10.00 Preparazione e filatura di fibre tessili Direzione Sviluppo Economico
13.20.00 Tessitura Direzione Sviluppo Economico
13.30.00 Finissaggio dei tessili, degli articoli di vestiario e attività similari Direzione Sviluppo Economico
13.91.00 Fabbricazione di tessuti a maglia Direzione Sviluppo Economico
13.92.10 Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l'arredamento Direzione Sviluppo Economico
13.92.20 Fabbricazione di articoli in materie tessili nca Direzione Sviluppo Economico
13.93.00 Fabbricazione di tappeti e moquette Direzione Sviluppo Economico

123
13.94.00 Fabbricazione di spago, corde, funi e reti Direzione Sviluppo Economico
13.95.00 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di
abbigliamento)
Direzione Sviluppo Economico
13.96.10 Fabbricazione di nastri, etichette e passamanerie di fibre tessili Direzione Sviluppo Economico
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali Direzione Sviluppo Economico
13.99.10 Fabbricazione di ricami Direzione Sviluppo Economico
13.99.20 Fabbricazione di tulle, pizzi e merletti Direzione Sviluppo Economico
13.99.90 Fabbricazione di feltro e articoli tessili diversi Direzione Sviluppo Economico
14 CONFEZIONE DI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO; CONFEZIONE DI
ARTICOLI IN PELLE E PELLICCIA Direzione Sviluppo Economico
14.11.00 Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle Direzione Sviluppo Economico
14.12.00 Confezione di camici, divise ed altri indumenti da lavoro Direzione Sviluppo Economico
14.13.10 Confezione in serie di abbigliamento esterno Direzione Sviluppo Economico
14.13.20 Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno Direzione Sviluppo Economico
14.14.00 Confezione di camicie, T-shirt, corsetteria e altra biancheria intima Direzione Sviluppo Economico
14.19.10 Confezioni varie e accessori per l'abbigliamento Direzione Sviluppo Economico
14.19.21 Fabbricazione di calzature realizzate in materiale tessile senza suole applicate Direzione Sviluppo Economico
14.19.29 Confezioni di abbigliamento sportivo o di altri indumenti particolari Direzione Sviluppo Economico
14.20.00 Confezione di articoli in pelliccia Direzione Sviluppo Economico
14.31.00 Fabbricazione di articoli di calzetteria in maglia Direzione Sviluppo Economico
14.39.00 Fabbricazione di pullover, cardigan ed altri articoli simili a maglia Direzione Sviluppo Economico
15 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PELLE E SIMILI Direzione Sviluppo Economico
15.11.00 Preparazione e concia del cuoio e pelle; preparazione e tintura di pellicce Direzione Sviluppo Economico
15.12.01 Fabbricazione di frustini e scudisci per equitazione Direzione Sviluppo Economico
15.12.09 Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria Direzione Sviluppo Economico
15.20.10 Fabbricazione di calzature Direzione Sviluppo Economico
15.20.20 Fabbricazione di parti in cuoio per calzature Direzione Sviluppo Economico
16 INDUSTRIA DEL LEGNO E DEI PRODOTTI IN LEGNO E SUGHERO
(ESCLUSI I MOBILI); FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PAGLIA E
MATERIALI DA INTRECCIO Direzione Sviluppo Economico
16.10.00 Taglio e piallatura del legno Direzione Sviluppo Economico
16.21.00 Fabbricazione di fogli da impiallacciatura e di pannelli a base di legno Direzione Sviluppo Economico
16.22.00 Fabbricazione di pavimenti in parquet assemblato Direzione Sviluppo Economico
16.23.10 Fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte blindate) Direzione Sviluppo Economico
16.23.20 Fabbricazione di altri elementi in legno e di falegnameria per l'edilizia Direzione Sviluppo Economico
16.24.00 Fabbricazione di imballaggi in legno Direzione Sviluppo Economico
16.29.11 Fabbricazione di parti in legno per calzature Direzione Sviluppo Economico
16.29.12 Fabbricazione di manici di ombrelli, bastoni e simili Direzione Sviluppo Economico
16.29.19 Fabbricazione di altri prodotti vari in legno (esclusi i mobili) Direzione Sviluppo Economico
16.29.20 Fabbricazione dei prodotti della lavorazione del sughero Direzione Sviluppo Economico
16.29.30 Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio Direzione Sviluppo Economico
16.29.40 Laboratori di corniciai Direzione Sviluppo Economico
17 FABBRICAZIONE DI CARTA E DI PRODOTTI DI CARTA Direzione Sviluppo Economico
17.11.00 Fabbricazione di pasta-carta Direzione Sviluppo Economico
17.12.00 Fabbricazione di carta e cartone Direzione Sviluppo Economico
17.21.00 Fabbricazione di carta e cartone ondulato e di imballaggi di carta e cartone (esclusi
quelli in carta pressata)
Direzione Sviluppo Economico
17.22.00 Fabbricazione di prodotti igienico-sanitari e per uso domestico in carta e ovatta di
cellulosa
Direzione Sviluppo Economico
17.23.01 Fabbricazione di prodotti cartotecnici scolastici e commerciali quando l'attività di
stampa non è la principale caratteristica
Direzione Sviluppo Economico
17.23.09 Fabbricazione di altri prodotti cartotecnici Direzione Sviluppo Economico
17.24.00 Fabbricazione di carta da parati Direzione Sviluppo Economico
17.29.00 Fabbricazione di altri articoli di carta e cartone Direzione Sviluppo Economico
18 STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI REGISTRATI Direzione Sviluppo Economico

124
18.11.00 Stampa di giornali Direzione Sviluppo Economico
18.12.00 Altra stampa Direzione Sviluppo Economico
18.13.00 Lavorazioni preliminari alla stampa e ai media Direzione Sviluppo Economico
18.14.00 Legatoria e servizi connessi Direzione Sviluppo Economico
18.20.00 Riproduzione di supporti registrati Direzione Sviluppo Economico
19 FABBRICAZIONE DI COKE E PRODOTTI DERIVANTI DALLA
RAFFINAZIONE DEL PETROLIO Direzione Sviluppo Economico
19.10.01 Fabbricazione di pece e coke di pece Direzione Sviluppo Economico
19.10.09 Fabbricazione di altri prodotti di cokeria Direzione Sviluppo Economico
19.20.10 Raffinerie di petrolio Direzione Sviluppo Economico
19.20.20 Preparazione o miscelazione di derivati del petrolio (esclusa la petrolchimica) Direzione Sviluppo Economico
19.20.30 Miscelazione di gas petroliferi liquefatti (GPL) e loro imbottigliamento Direzione Sviluppo Economico
19.20.40 Fabbricazione di emulsioni di bitume, di catrame e di leganti per uso stradale Direzione Sviluppo Economico
19.20.90 Fabbricazione di altri prodotti petroliferi raffinati Direzione Sviluppo Economico
20 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI Direzione Sviluppo Economico
20.11.00 Fabbricazione di gas industriali Direzione Sviluppo Economico
20.12.00 Fabbricazione di coloranti e pigmenti Direzione Sviluppo Economico
20.13.01 Fabbricazione di uranio e torio arricchito Direzione Sviluppo Economico
20.13.09 Fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici Direzione Sviluppo Economico
20.14.01 Fabbricazione di alcol etilico da materiali fermentati Direzione Sviluppo Economico
20.14.09 Fabbricazione di altri prodotti chimici di base organici nca Direzione Sviluppo Economico
20.15.00 Fabbricazione di fertilizzanti e composti azotati (esclusa la fabbricazione di compost)
Direzione Sviluppo Economico
20.16.00 Fabbricazione di materie plastiche in forme primarie Direzione Sviluppo Economico
20.17.00 Fabbricazione di gomma sintetica in forme primarie Direzione Sviluppo Economico
20.20.00 Fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura (esclusi i
concimi)
Direzione Sviluppo Economico
20.30.00 Fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici
(mastici)
Direzione Sviluppo Economico
20.41.10 Fabbricazione di saponi, detergenti e di agenti organici tensioattivi (esclusi i prodotti
per toletta)
Direzione Sviluppo Economico
20.41.20 Fabbricazione di specialità chimiche per uso domestico e per manutenzione Direzione Sviluppo Economico
20.42.00 Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili Direzione Sviluppo Economico
20.51.01 Fabbricazione di fiammiferi Direzione Sviluppo Economico
20.51.02 Fabbricazione di articoli esplosivi Direzione Sviluppo Economico
20.52.00 Fabbricazione di colle Direzione Sviluppo Economico
20.53.00 Fabbricazione di oli essenziali Direzione Sviluppo Economico
20.59.10 Fabbricazione di prodotti chimici per uso fotografico Direzione Sviluppo Economico
20.59.20 Fabbricazione di prodotti chimici organici ottenuti da prodotti di base derivati da
processi di fermentazione o da materie prime vegetali
Direzione Sviluppo Economico
20.59.30 Trattamento chimico degli acidi grassi direzione Sviluppo economico
20.59.40 Fabbricazione di prodotti chimici vari per uso industriale (inclusi i preparati
antidetonanti e antigelo)
direzione Sviluppo economico
20.59.50 Fabbricazione di prodotti chimici impiegati per ufficio e per il consumo non
industriale
direzione Sviluppo economico
20.59.60 Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio direzione Sviluppo economico
20.59.70 Fabbricazione di prodotti elettrochimici (esclusa produzione di cloro, soda e potassa)
ed elettrotermici
direzione Sviluppo economico
20.59.90 Fabbricazione di altri prodotti chimici nca direzione Sviluppo economico
20.60.00 Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali direzione Sviluppo economico
21 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE E DI
PREPARATI FARMACEUTICI direzione Sviluppo economico
21.10.00 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base direzione Sviluppo economico
21.20.01 Fabbricazione di sostanze diagnostiche radioattive in vivo direzione Sviluppo economico
21.20.09 Fabbricazione di medicinali ed altri preparati farmaceutici direzione Sviluppo economico
22 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE PLASTICHE direzione Sviluppo economico

125
22.11.10 Fabbricazione di pneumatici e di camere d'aria direzione Sviluppo economico
22.11.20 Rigenerazione e ricostruzione di pneumatici direzione Sviluppo economico
22.19.01 Fabbricazione di suole di gomma e altre parti in gomma per calzature direzione Sviluppo economico
22.19.09 Fabbricazione di altri prodotti in gomma nca direzione Sviluppo economico
22.21.00 Fabbricazione di lastre, fogli, tubi e profilati in materie plastiche direzione Sviluppo economico
22.22.00 Fabbricazione di imballaggi in materie plastiche direzione Sviluppo economico
22.23.01 Fabbricazione di rivestimenti elastici per pavimenti (vinile, linoleum eccetera)
direzione Sviluppo economico
22.23.02 Fabbricazione di porte, finestre, intelaiature eccetera in plastica per l'edilizia direzione Sviluppo economico
22.23.09 Fabbricazione di altri articoli in plastica per l'edilizia direzione Sviluppo economico
22.29.01 Fabbricazione di parti in plastica per calzature direzione Sviluppo economico
22.29.02 Fabbricazione di oggetti per l'ufficio e la scuola in plastica direzione Sviluppo economico
22.29.09 Fabbricazione di altri articoli in materie plastiche nca direzione Sviluppo economico
23 FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI
MINERALI NON METALLIFERI direzione Sviluppo economico
23.11.00 Fabbricazione di vetro piano direzione Sviluppo economico
23.12.00 Lavorazione e trasformazione del vetro piano direzione Sviluppo economico
23.13.00 Fabbricazione di vetro cavo direzione Sviluppo economico
23.14.00 Fabbricazione di fibre di vetro direzione Sviluppo economico
23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia direzione Sviluppo economico
23.19.20 Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico direzione Sviluppo economico
23.19.90 Fabbricazione di altri prodotti in vetro (inclusa la vetreria tecnica) direzione Sviluppo economico
23.20.00 Fabbricazione di prodotti refrattari direzione Sviluppo economico
23.31.00 Fabbricazione di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti direzione Sviluppo economico
23.32.00 Fabbricazione di mattoni, tegole ed altri prodotti per l'edilizia in terracotta direzione Sviluppo economico
23.41.00 Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali direzione Sviluppo economico
23.42.00 Fabbricazione di articoli sanitari in ceramica direzione Sviluppo economico
23.43.00 Fabbricazione di isolatori e di pezzi isolanti in ceramica direzione Sviluppo economico
23.44.00 Fabbricazione di altri prodotti in ceramica per uso tecnico e industriale direzione Sviluppo economico
23.49.00 Fabbricazione di altri prodotti in ceramica direzione Sviluppo economico
23.51.00 Produzione di cemento direzione Sviluppo economico
23.52.10 Produzione di calce direzione Sviluppo economico
23.52.20 Produzione di gesso direzione Sviluppo economico
23.61.00 Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l'edilizia direzione Sviluppo economico
23.62.00 Fabbricazione di prodotti in gesso per l'edilizia direzione Sviluppo economico
23.63.00 Produzione di calcestruzzo pronto per l'uso direzione Sviluppo economico
23.64.00 Produzione di malta direzione Sviluppo economico
23.65.00 Fabbricazione di prodotti in fibrocemento direzione Sviluppo economico
23.69.00 Fabbricazione di altri prodotti in calcestruzzo, gesso e cemento direzione Sviluppo economico
23.70.10 Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo direzione Sviluppo economico
23.70.20 Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in mosaico direzione Sviluppo economico
23.70.30 Frantumazione di pietre e minerali vari non in connessione con l'estrazione direzione Sviluppo economico
23.91.00 Produzione di prodotti abrasivi direzione Sviluppo economico
23.99.00 Fabbricazione di altri prodotti in minerali non metalliferi nca direzione Sviluppo economico
24 METALLURGIA direzione Sviluppo economico
24.10.00 Siderurgia - Fabbricazione di ferro, acciaio e ferroleghe direzione Sviluppo economico
24.20.10 Fabbricazione di tubi e condotti senza saldatura direzione Sviluppo economico
24.20.20 Fabbricazione di tubi e condotti saldati e simili direzione Sviluppo economico
24.31.00 Stiratura a freddo di barre direzione Sviluppo economico
24.32.00 Laminazione a freddo di nastri direzione Sviluppo economico
24.33.01 Fabbricazione di pannelli stratificati in acciaio direzione Sviluppo economico
24.33.02 Profilatura mediante formatura o piegatura a freddo direzione Sviluppo economico
24.34.00 Trafilatura a freddo direzione Sviluppo economico
24.41.00 Produzione di metalli preziosi e semilavorati direzione Sviluppo economico

126
24.42.00 Produzione di alluminio e semilavorati direzione Sviluppo economico
24.43.00 Produzione di piombo, zinco e stagno e semilavorati direzione Sviluppo economico
24.44.00 Produzione di rame e semilavorati direzione Sviluppo economico
24.45.00 Produzione di altri metalli non ferrosi e semilavorati direzione Sviluppo economico
24.46.00 Trattamento dei combustibili nucleari (escluso l'arricchimento di uranio e torio)
direzione Sviluppo economico
24.51.00 Fusione di ghisa e produzione di tubi e raccordi in ghisa direzione Sviluppo economico
24.52.00 Fusione di acciaio direzione Sviluppo economico
24.53.00 Fusione di metalli leggeri direzione Sviluppo economico
24.54.00 Fusione di altri metalli non ferrosi direzione Sviluppo economico
25 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO (ESCLUSI MACCHINARI
E ATTREZZATURE) direzione Sviluppo economico
25.11.00 Fabbricazione di strutture metalliche e parti assemblate di strutture direzione Sviluppo economico
25.12.10 Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici direzione Sviluppo economico
25.12.20 Fabbricazione di strutture metalliche per tende da sole, tende alla veneziana e simili
direzione Sviluppo economico
25.21.00 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento
centrale
direzione Sviluppo economico
25.29.00 Fabbricazione di cisterne, serbatoi e contenitori in metallo per impieghi di stoccaggio
o di produzione
direzione Sviluppo economico
25.30.00 Fabbricazione di generatori di vapore (esclusi i contenitori in metallo per caldaie per
il riscaldamento centrale ad acqua calda)
direzione Sviluppo economico
25.40.00 Fabbricazione di armi e munizioni direzione Sviluppo economico
25.50.00 Fucinatura, imbutitura, stampaggio e profilatura dei metalli; metallurgia delle polveri
direzione Sviluppo economico
25.61.00 Trattamento e rivestimento dei metalli direzione Sviluppo economico
25.62.00 Lavori di meccanica generale direzione Sviluppo economico
25.71.00 Fabbricazione di articoli di coltelleria, posateria ed armi bianche direzione Sviluppo economico
25.72.00 Fabbricazione di serrature e cerniere e ferramenta simili direzione Sviluppo economico
25.73.11 Fabbricazione di utensileria ad azionamento manuale direzione Sviluppo economico
25.73.12 Fabbricazione di parti intercambiabili per macchine utensili direzione Sviluppo economico
25.73.20 Fabbricazione di stampi, portastampi, sagome, forme per macchine direzione Sviluppo economico
25.91.00 Fabbricazione di bidoni in acciaio e contenitori analoghi per il trasporto e
l'imballaggio
direzione Sviluppo economico
25.92.00 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo direzione Sviluppo economico
25.93.10 Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici direzione Sviluppo economico
25.93.20 Fabbricazione di molle direzione Sviluppo economico
25.93.30 Fabbricazione di catene fucinate senza saldatura e stampate direzione Sviluppo economico
25.94.00 Fabbricazione di articoli di bulloneria direzione Sviluppo economico
25.99.11 Fabbricazione di caraffe e bottiglie isolate in metallo direzione Sviluppo economico
25.99.19 Fabbricazione di stoviglie, pentolame, vasellame, attrezzi da cucina e altri accessori
casalinghi non elettrici, articoli metallici per l'arredamento di stanze da bagno
direzione Sviluppo economico
25.99.20 Fabbricazione di casseforti, forzieri e porte metalliche blindate direzione Sviluppo economico
25.99.30 Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli direzione Sviluppo economico
25.99.91 Fabbricazione di magneti metallici permanenti direzione Sviluppo economico
25.99.99 Fabbricazione di altri articoli metallici e minuteria metallica nca direzione Sviluppo economico
26 FABBRICAZIONE DI COMPUTER E PRODOTTI DI ELETTRONICA E
OTTICA; APPARECCHI ELETTROMEDICALI, APPARECCHI DI
MISURAZIONE E DI OROLOGI direzione Sviluppo economico
26.11.01 Fabbricazione di diodi, transistor e relativi congegni elettronici direzione Sviluppo economico
26.11.09 Fabbricazione di altri componenti elettronici direzione Sviluppo economico
26.12.00 Fabbricazione di schede elettroniche assemblate direzione Sviluppo economico
26.20.00 Fabbricazione di computer e unità periferiche direzione Sviluppo economico
26.30.10 Fabbricazione di apparecchi trasmittenti radiotelevisivi (incluse le telecamere) direzione Sviluppo economico
26.30.21 Fabbricazione di sistemi antifurto e antincendio direzione Sviluppo economico
26.30.29 Fabbricazione di altri apparecchi elettrici ed elettronici per telecomunicazioni direzione Sviluppo economico

127
26.40.01 Fabbricazione di apparecchi per la riproduzione e registrazione del suono e delle
immagini
direzione Sviluppo economico
26.40.02 Fabbricazione di console per videogiochi (esclusi i giochi elettronici) direzione Sviluppo economico
26.51.10 Fabbricazione di strumenti per navigazione, idrologia, geofisica e meteorologia
direzione Sviluppo economico
26.51.21 Fabbricazione di rilevatori di fiamma e combustione, di mine, di movimento,
generatori d'impulso e metal detector
direzione Sviluppo economico
26.51.29 Fabbricazione di altri apparecchi di misura e regolazione, strumenti da disegno, di
contatori di elettricità, gas, acqua ed altri liquidi, di bilance analitiche di precisione
(incluse parti staccate ed accessori)
direzione Sviluppo economico
26.52.00 Fabbricazione di orologi direzione Sviluppo economico
26.60.01 Fabbricazione di apparecchiature di irradiazione per alimenti e latte direzione Sviluppo economico
26.60.02 Fabbricazione di apparecchi elettromedicali (incluse parti staccate e accessori) direzione Sviluppo economico
26.60.09 Fabbricazione di altri strumenti per irradiazione ed altre apparecchiature
elettroterapeutiche
direzione Sviluppo economico
26.70.11 Fabbricazione di elementi ottici e strumenti ottici di precisione direzione Sviluppo economico
26.70.12 Fabbricazione di attrezzature ottiche di misurazione e controllo direzione Sviluppo economico
26.70.20 Fabbricazione di apparecchiature fotografiche e cinematografiche direzione Sviluppo economico
26.80.00 Fabbricazione di supporti magnetici ed ottici direzione Sviluppo economico
27 FABBRICAZIONE DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED
APPARECCHIATURE PER USO DOMESTICO NON ELETTRICHE direzione Sviluppo economico
27.11.00 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici direzione Sviluppo economico
27.12.00 Fabbricazione di apparecchiature per le reti di distribuzione e il controllo
dell'elettricità
direzione Sviluppo economico
27.20.00 Fabbricazione di batterie di pile ed accumulatori elettrici direzione Sviluppo economico
27.31.01 Fabbricazione di cavi a fibra ottica per la trasmissione di dati o di immagini direzione Sviluppo economico
27.31.02 Fabbricazione di fibre ottiche direzione Sviluppo economico
27.32.00 Fabbricazione di altri fili e cavi elettrici ed elettronici direzione Sviluppo economico
27.33.01 Fabbricazione di apparecchiature in plastica non conduttiva direzione Sviluppo economico
27.33.09 Fabbricazione di altre attrezzature per cablaggio direzione Sviluppo economico
27.40.01 Fabbricazione di apparecchiature di illuminazione e segnalazione per mezzi di
trasporto
direzione Sviluppo economico
27.40.09 Fabbricazione di altre apparecchiature per illuminazione direzione Sviluppo economico
27.51.00 Fabbricazione di elettrodomestici direzione Sviluppo economico
27.52.00 Fabbricazione di apparecchi per uso domestico non elettrici direzione Sviluppo economico
27.90.01 Fabbricazione di apparecchiature elettriche per saldature e brasature direzione Sviluppo economico
27.90.02 Fabbricazione di insegne elettriche e apparecchiature elettriche di segnalazione
direzione Sviluppo economico
27.90.03 Fabbricazione di capacitori elettrici, resistenze, condensatori e simili, acceleratori
direzione Sviluppo economico
27.90.09 Fabbricazione di altre apparecchiature elettriche nca direzione Sviluppo economico
28 FABBRICAZIONE DI MACCHINARI ED APPARECCHIATURE NCA direzione Sviluppo economico
28.11.11 Fabbricazione di motori a combustione interna (esclusi i motori destinati ai mezzi di
trasporto su strada e ad aeromobili)
direzione Sviluppo economico
28.11.12 Fabbricazione di pistoni, fasce elastiche, carburatori e parti simili di motori a
combustione interna
direzione Sviluppo economico
28.11.20 Fabbricazione di turbine e turboalternatori (incluse parti e accessori) direzione Sviluppo economico
28.12.00 Fabbricazione di apparecchiature fluidodinamiche direzione Sviluppo economico
28.13.00 Fabbricazione di altre pompe e compressori direzione Sviluppo economico
28.14.00 Fabbricazione di altri rubinetti e valvole direzione Sviluppo economico
28.15.10 Fabbricazione di organi di trasmissione (esclusi quelli idraulici e quelli per
autoveicoli, aeromobili e motocicli)
direzione Sviluppo economico
28.15.20 Fabbricazione di cuscinetti a sfere direzione Sviluppo economico
28.21.10 Fabbricazione di forni, fornaci e bruciatori direzione Sviluppo economico
28.21.21 Fabbricazione di caldaie per riscaldamento direzione Sviluppo economico
28.21.29 Fabbricazione di altri sistemi per riscaldamento direzione Sviluppo economico
28.22.01 Fabbricazione di ascensori, montacarichi e scale mobili direzione Sviluppo economico

128
28.22.02 Fabbricazione di gru, argani, verricelli a mano e a motore, carrelli trasbordatori,
carrelli elevatori e piattaforme girevoli
direzione Sviluppo economico
28.22.03 Fabbricazione di carriole direzione Sviluppo economico
28.22.09 Fabbricazione di altre macchine e apparecchi di sollevamento e movimentazione
direzione Sviluppo economico
28.23.01 Fabbricazione di cartucce toner direzione Sviluppo economico
28.23.09 Fabbricazione di macchine ed altre attrezzature per ufficio (esclusi computer e
periferiche)
direzione Sviluppo economico
28.24.00 Fabbricazione di utensili portatili a motore direzione Sviluppo economico
28.25.00 Fabbricazione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la
ventilazione; fabbricazione di condizionatori domestici fissi
direzione Sviluppo economico
28.29.10 Fabbricazione di bilance e di macchine automatiche per la vendita e la distribuzione
(incluse parti staccate e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.29.20 Fabbricazione di macchine e apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e
petrolifere (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per
l'imballaggio (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.29.91 Fabbricazione di apparecchi per depurare e filtrare liquidi e gas per uso non
domestico
direzione Sviluppo economico
28.29.92 Fabbricazione di macchine per la pulizia (incluse le lavastoviglie) per uso non
domestico
direzione Sviluppo economico
28.29.93 Fabbricazione di livelle, metri doppi a nastro e utensili simili, strumenti di precisione
per meccanica (esclusi quelli ottici)
direzione Sviluppo economico
28.29.99 Fabbricazione di altro materiale meccanico e di altre macchine di impiego generale
nca
direzione Sviluppo economico
28.30.10 Fabbricazione di trattori agricoli direzione Sviluppo economico
28.30.90 Fabbricazione di altre macchine per l'agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia direzione Sviluppo economico
28.41.00 Fabbricazione di macchine utensili per la formatura dei metalli (incluse parti e
accessori ed escluse le parti intercambiabili)
direzione Sviluppo economico
28.49.01 Fabbricazione di macchine per la galvanostegia direzione Sviluppo economico
28.49.09 Fabbricazione di altre macchine utensili (incluse parti e accessori) nca direzione Sviluppo economico
28.91.00 Fabbricazione di macchine per la metallurgia (incluse parti e accessori) direzione Sviluppo economico
28.92.01 Fabbricazione di macchine per il trasporto a cassone ribaltabile per impiego specifico
in miniere, cave e cantieri
direzione Sviluppo economico
28.92.09 Fabbricazione di altre macchine da miniera, cava e cantiere (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.93.00 Fabbricazione di macchine per l'industria alimentare, delle bevande e del tabacco
(incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.94.10 Fabbricazione di macchine tessili, di macchine e di impianti per il trattamento
ausiliario dei tessili, di macchine per cucire e per maglieria (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.94.20 Fabbricazione di macchine e apparecchi per l'industria delle pelli, del cuoio e delle
calzature (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.94.30 Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per lavanderie e stirerie (incluse parti
e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l'industria della carta e del cartone (incluse parti e
accessori)
direzione Sviluppo economico
28.96.00 Fabbricazione di macchine per l'industria delle materie plastiche e della gomma
(incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.99.10 Fabbricazione di macchine per la stampa e la legatoria (incluse parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
28.99.20 Fabbricazione di robot industriali per usi molteplici (incluse parti e accessori) direzione Sviluppo economico
28.99.30 Fabbricazione di apparecchi per istituti di bellezza e centri di benessere direzione Sviluppo economico
28.99.91 Fabbricazione di apparecchiature per il lancio di aeromobili, catapulte per portaerei e
apparecchiature simili
direzione Sviluppo economico
28.99.92 Fabbricazione di giostre, altalene ed altre attrezzature per parchi di divertimento
direzione Sviluppo economico
28.99.93 Fabbricazione di apparecchiature per l'allineamento e il bilanciamento delle ruote;
altre apparecchiature per il bilanciamento
direzione Sviluppo economico

129
28.99.99 Fabbricazione di altre macchine ed attrezzature per impieghi speciali nca (incluse
parti e accessori)
direzione Sviluppo economico
29 FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E SEMIRIMORCHI
direzione Sviluppo economico
29.10.00 Fabbricazione di autoveicoli direzione Sviluppo economico
29.20.00 Fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi direzione Sviluppo economico
29.31.00 Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche per autoveicoli e loro
motori
direzione Sviluppo economico
29.32.01 Fabbricazione di sedili per autoveicoli direzione Sviluppo economico
29.32.09 Fabbricazione di altre parti ed accessori per autoveicoli e loro motori nca direzione Sviluppo economico
30 FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO direzione Sviluppo economico
30.11.01 Fabbricazione di sedili per navi direzione Sviluppo economico
30.11.02 Cantieri navali per costruzioni metalliche e non metalliche (esclusi i sedili per navi)
direzione Sviluppo economico
30.12.00 Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive direzione Sviluppo economico
30.20.01 Fabbricazione di sedili per tram, filovie e metropolitane direzione Sviluppo economico
30.20.02 Costruzione di altro materiale rotabile ferroviario, tranviario, filoviario, per
metropolitane e per miniere
direzione Sviluppo economico
30.30.01 Fabbricazione di sedili per aeromobili direzione Sviluppo economico
30.30.02 Fabbricazione di missili balistici direzione Sviluppo economico
30.30.09 Fabbricazione di aeromobili, di veicoli spaziali e dei relativi dispositivi nca direzione Sviluppo economico
30.40.00 Fabbricazione di veicoli militari da combattimento direzione Sviluppo economico
30.91.11 Fabbricazione di motori per motocicli direzione Sviluppo economico
30.91.12 Fabbricazione di motocicli direzione Sviluppo economico
30.91.20 Fabbricazione di accessori e pezzi staccati per motocicli e ciclomotori direzione Sviluppo economico
30.92.10 Fabbricazione e montaggio di biciclette direzione Sviluppo economico
30.92.20 Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette direzione Sviluppo economico
30.92.30 Fabbricazione di veicoli per invalidi (incluse parti e accessori) direzione Sviluppo economico
30.92.40 Fabbricazione di carrozzine e passeggini per neonati direzione Sviluppo economico
30.99.00 Fabbricazione di veicoli a trazione manuale o animale direzione Sviluppo economico
31 FABBRICAZIONE DI MOBILI direzione Sviluppo economico
31.01.10 Fabbricazione di sedie e poltrone per ufficio e negozi direzione Sviluppo economico
31.01.21 Fabbricazione di altri mobili metallici per ufficio e negozi direzione Sviluppo economico
31.01.22 Fabbricazione di altri mobili non metallici per ufficio e negozi direzione Sviluppo economico
31.02.00 Fabbricazione di mobili per cucina direzione Sviluppo economico
31.03.00 Fabbricazione di materassi direzione Sviluppo economico
31.09.10 Fabbricazione di mobili per arredo domestico direzione Sviluppo economico
31.09.20 Fabbricazione di sedie e sedili (esclusi quelli per aeromobili, autoveicoli, navi, treni,
ufficio e negozi)
direzione Sviluppo economico
31.09.30 Fabbricazione di poltrone e divani direzione Sviluppo economico
31.09.40 Fabbricazione di parti e accessori di mobili direzione Sviluppo economico
31.09.50 Finitura di mobili direzione Sviluppo economico
31.09.90 Fabbricazione di altri mobili (inclusi quelli per arredo esterno) direzione Sviluppo economico
32 ALTRE INDUSTRIE MANIFATTURIERE direzione Sviluppo economico
32.11.00 Coniazione di monete direzione Sviluppo economico
32.12.10 Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di
metalli preziosi
direzione Sviluppo economico
32.12.20 Lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale
direzione Sviluppo economico
32.13.01 Fabbricazione di cinturini metallici per orologi (esclusi quelli in metalli preziosi)
direzione Sviluppo economico
32.13.09 Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili nca direzione Sviluppo economico
32.20.00 Fabbricazione di strumenti musicali (incluse parti e accessori) direzione Sviluppo economico
32.30.00 Fabbricazione di articoli sportivi direzione Sviluppo economico
32.40.10 Fabbricazione di giochi (inclusi i giochi elettronici) direzione Sviluppo economico
32.40.20 Fabbricazione di giocattoli (inclusi i tricicli e gli strumenti musicali giocattolo) direzione Sviluppo economico

130
32.50.11 Fabbricazione di materiale medico-chirurgico e veterinario direzione Sviluppo economico
32.50.12 Fabbricazione di apparecchi e strumenti per odontoiatria e di apparecchi medicali
(incluse parti staccate e accessori)
direzione Sviluppo economico
32.50.13 Fabbricazione di mobili per uso medico, chirurgico, odontoiatrico e veterinario
direzione Sviluppo economico
32.50.14 Fabbricazione di centrifughe per laboratori direzione Sviluppo economico
32.50.20 Fabbricazione di protesi dentarie (inclusa riparazione) direzione Sviluppo economico
32.50.30 Fabbricazione di protesi ortopediche, altre protesi ed ausili (inclusa riparazione)
direzione Sviluppo economico
32.50.40 Fabbricazione di lenti oftalmiche direzione Sviluppo economico
32.50.50 Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali
comuni
direzione Sviluppo economico
32.91.00 Fabbricazione di scope e spazzole direzione Sviluppo economico
32.99.11 Fabbricazione di articoli di vestiario ignifughi e protettivi di sicurezza direzione Sviluppo economico
32.99.12 Fabbricazione di articoli in plastica per la sicurezza personale direzione Sviluppo economico
32.99.13 Fabbricazione di articoli in metallo per la sicurezza personale direzione Sviluppo economico
32.99.14 Fabbricazione di maschere antigas direzione Sviluppo economico
32.99.19 Fabbricazione di altre attrezzature ed altri articoli protettivi di sicurezza direzione Sviluppo economico
32.99.20 Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e affini direzione Sviluppo economico
32.99.30 Fabbricazione di oggetti di cancelleria direzione Sviluppo economico
32.99.40 Fabbricazione di casse funebri direzione Sviluppo economico
32.99.90 Fabbricazione di altri articoli nca direzione Sviluppo economico
33 RIPARAZIONE, MANUTENZIONE ED INSTALLAZIONE DI MACCHINE
ED APPARECCHIATURE direzione Sviluppo economico
33.11.01 Riparazione e manutenzione di stampi, portastampi, sagome, forme per macchine
direzione Sviluppo economico
33.11.02 Riparazione e manutenzione di utensileria ad azionamento manuale direzione Sviluppo economico
33.11.03 Riparazione e manutenzione di armi, sistemi d'arma e munizioni direzione Sviluppo economico
33.11.04 Riparazione e manutenzione di casseforti, forzieri, porte metalliche blindate direzione Sviluppo economico
33.11.05 Riparazione e manutenzione di armi bianche direzione Sviluppo economico
33.11.06 Riparazione e manutenzione di container direzione Sviluppo economico
33.11.07 Riparazione e manutenzione di carrelli per la spesa direzione Sviluppo economico
33.11.09 Riparazione e manutenzione di altri prodotti in metallo direzione Sviluppo economico
33.12.10 Riparazione e manutenzione di macchine di impiego generale direzione Sviluppo economico
33.12.20 Riparazione e manutenzione di forni, fornaci e bruciatori direzione Sviluppo economico
33.12.30 Riparazione e manutenzione di macchine e apparecchi di sollevamento e
movimentazione (esclusi ascensori)
direzione Sviluppo economico
33.12.40 Riparazione e manutenzione di attrezzature di uso non domestico per la
refrigerazione e la ventilazione
direzione Sviluppo economico
33.12.51 Riparazione e manutenzione di macchine ed attrezzature per ufficio (esclusi
computer, periferiche, fax)
direzione Sviluppo economico
33.12.52 Riparazione e manutenzione di bilance e macchine automatiche per la vendita e la
distribuzione
direzione Sviluppo economico
33.12.53 Riparazione e manutenzione di macchine per le industrie chimiche, petrolchimiche e
petrolifere
direzione Sviluppo economico
33.12.54 Riparazione e manutenzione di macchine per la dosatura, la confezione e
l'imballaggio
direzione Sviluppo economico
33.12.55 Riparazione e manutenzione di estintori (inclusa la ricarica) direzione Sviluppo economico
33.12.59 Riparazione e manutenzione di altre macchine di impiego generale nca direzione Sviluppo economico
33.12.60 Riparazione e manutenzione di trattori agricoli direzione Sviluppo economico
33.12.70 Riparazione e manutenzione di altre macchine per l'agricoltura, la silvicoltura e la
zootecnia
direzione Sviluppo economico
33.12.91 Riparazione e manutenzione di parti intercambiabili per macchine utensili direzione Sviluppo economico
33.12.92 Riparazione e manutenzione di giostre, altalene, padiglioni da tiro al bersaglio ed
altre attrezzature per parchi di divertimento
direzione Sviluppo economico
33.12.99 Riparazione e manutenzione di altre macchine per impieghi speciali nca (incluse le
macchine utensili)
direzione Sviluppo economico

131
33.13.01 Riparazione e manutenzione di apparecchiature ottiche, fotografiche e
cinematografiche (escluse videocamere)
direzione Sviluppo economico
33.13.02 direzione Sviluppo economico
33.13.03 Riparazione e manutenzione di apparecchi elettromedicali, di materiale medico-
chirurgico e veterinario, di apparecchi e strumenti per odontoiatria
direzione Sviluppo economico
33.13.04 Riparazione e manutenzione di apparati di distillazione per laboratori, di centrifughe
per laboratori e di macchinari per pulizia ad ultrasuoni per laboratori
direzione Sviluppo economico
33.13.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature elettroniche (escluse quelle per
le telecomunicazioni ed i computer)
direzione Sviluppo economico
33.14.00 Riparazione e manutenzione di apparecchiature elettriche (esclusi gli
elettrodomestici)
direzione Sviluppo economico
33.14.01

direzione Sviluppo economico


33.14.09

direzione Sviluppo economico


33.15.00 Riparazione e manutenzione di navi commerciali e imbarcazioni da diporto (esclusi i
loro motori)
direzione Sviluppo economico
33.16.00 Riparazione e manutenzione di aeromobili e di veicoli spaziali direzione Sviluppo economico
33.17.00 Riparazione e manutenzione di materiale rotabile ferroviario, tranviario, filoviario e
per metropolitane (esclusi i loro motori)
direzione Sviluppo economico
33.19.01 Riparazioni di pallets e contenitori in legno per trasporto direzione Sviluppo economico
33.19.02 Riparazione di prodotti in gomma direzione Sviluppo economico
33.19.03 Riparazione di articoli in vetro direzione Sviluppo economico
33.19.04 Riparazioni di altri prodotti in legno nca direzione Sviluppo economico
33.19.09 Riparazione di altre apparecchiature nca direzione Sviluppo economico
33.20.01 Installazione di motori, generatori e trasformatori elettrici; di apparecchiature per la
distribuzione e il controllo dell'elettricità (esclusa l'installazione all'interno degli
edifici)
direzione Ambiente
33.20.02 Installazione di apparecchi elettrici ed elettronici per telecomunicazioni, di
apparecchi trasmittenti radiotelevisivi, di impianti di apparecchiature elettriche ed
elettroniche (esclusa l'installazione all'interno degli edifici)
direzione Ambiente
33.20.03 Installazione di strumenti ed apparecchi di misurazione, controllo, prova, navigazione
e simili (incluse le apparecchiature di controllo dei processi industriali)
direzione Ambiente
33.20.04 Installazione di cisterne, serbatoi e contenitori in metallo direzione Ambiente
33.20.05 Installazione di generatori di vapore (escluse le caldaie per il riscaldamento centrale
ad acqua calda)
direzione Ambiente
33.20.06 Installazione di macchine per ufficio, di mainframe e computer simili direzione Sviluppo economico
33.20.07 Installazione di apparecchi medicali, di apparecchi e strumenti per odontoiatria
direzione Sviluppo economico
33.20.08 Installazione di apparecchi elettromedicali direzione Sviluppo economico
33.20.09 Installazione di altre macchine ed apparecchiature industriali direzione Sviluppo economico
D FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA
CONDIZIONATA
35 FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA
CONDIZIONATA direzione Ambiente
35.11.00 Produzione di energia elettrica
Esclusi se
direzione Ambiente pubblici
35.12.00 Trasmissione di energia elettrica direzione Ambiente
35.13.00 Distribuzione di energia elettrica direzione Ambiente
35.14.00 Commercio di energia elettrica direzione Ambiente
35.21.00 Produzione di gas direzione Ambiente
35.22.00 Distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte direzione Ambiente
35.23.00 Commercio di gas distribuito mediante condotte direzione Ambiente
35.30.00 Fornitura di vapore e aria condizionata direzione Ambiente
E FORNITURA DI ACQUA; RETI FOGNARIE, ATTIVITÀ DI GESTIONE DEI
RIFIUTI E RISANAMENTO
36 RACCOLTA, TRATTAMENTO E FORNITURA DI ACQUA direzione Ambiente

132
36.00.00 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua direzione Ambiente
37 GESTIONE DELLE RETI FOGNARIE direzione Ambiente
37.00.00 Raccolta e depurazione delle acque di scarico direzione Ambiente
38 ATTIVITÀ DI RACCOLTA, TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI
RIFIUTI; RECUPERO DEI MATERIALI direzione Ambiente
38.11.00 Raccolta di rifiuti solidi non pericolosi direzione Ambiente
38.12.00 Raccolta di rifiuti pericolosi solidi e non solidi direzione Ambiente
38.21.01 Produzione di compost direzione Ambiente
38.21.09 Trattamento e smaltimento di altri rifiuti non pericolosi direzione Ambiente
38.22.00 Trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi direzione Ambiente
38.31.10 Demolizione di carcasse direzione Ambiente
38.31.20 Cantieri di demolizione navali direzione Ambiente
38.32.10 Recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici direzione Ambiente
38.32.20 Recupero e preparazione per il riciclaggio di materiale plastico per produzione di
materie prime plastiche, resine sintetiche
direzione Ambiente
38.32.30 Recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, industriali e
biomasse
direzione Ambiente
39 ATTIVITÀ DI RISANAMENTO E ALTRI SERVIZI DI GESTIONE DEI
RIFIUTI direzione Ambiente
39.00.01 Attività di rimozione di strutture ed elementi in amianto specializzata per l'edilizia
direzione Ambiente
39.00.09 Altre attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti direzione Ambiente
F COSTRUZIONI
41 COSTRUZIONE DI EDIFICI
41.10.00 Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione
Verranno seguiti
dal Suap i
procedimenti
inerenti la sede
legale o le unità
locali
direzione Sviluppo economico dell'impresa
41.20.00 Costruzione di edifici residenziali e non residenziali
ma non i
procedimenti
relativi alle opere
direzione Sviluppo economico pubbliche
42 INGEGNERIA CIVILE
42.11.00 Costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali direzione Sviluppo economico
42.12.00 Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane direzione Sviluppo economico
42.13.00 Costruzione di ponti e gallerie direzione Sviluppo economico
42.21.00 Costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi direzione Sviluppo economico
42.22.00 Costruzione di opere di pubblica utilità per l'energia elettrica e le telecomunicazioni
direzione Sviluppo economico
42.91.00 Costruzione di opere idrauliche direzione Sviluppo economico
42.99.01 Lottizzazione dei terreni connessa con l'urbanizzazione direzione Sviluppo economico
42.99.09 Altre attività di costruzione di altre opere di ingegneria civile nca direzione Sviluppo economico
43 LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI
43.11.00 Demolizione direzione Sviluppo economico
43.12.00 Preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno direzione Sviluppo economico
43.13.00 Trivellazioni e perforazioni direzione Sviluppo economico
43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa
manutenzione e riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione) direzione Sviluppo economico
43.21.03 Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione,
illuminazione delle piste degli aeroporti (inclusa manutenzione e riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria
(inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
direzione Sviluppo economico

133
43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e
riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la
manutenzione e riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.22.04 Installazione di impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e
riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.22.05 Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e
riparazione)
direzione Sviluppo economico
43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili direzione Sviluppo economico
43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni direzione Sviluppo economico
43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione nca direzione Sviluppo economico
43.31.00 Intonacatura e stuccatura direzione Sviluppo economico
43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate direzione Sviluppo economico
43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili direzione Sviluppo economico
43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri direzione Sviluppo economico
43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri direzione Sviluppo economico
43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili (muratori) direzione Sviluppo economico
43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici nca direzione Sviluppo economico
43.91.00 Realizzazione di coperture direzione Sviluppo economico
43.99.01 Pulizia a vapore, sabbiatura e attività simili per pareti esterne di edifici direzione Sviluppo economico
43.99.02 Noleggio di gru ed altre attrezzature con operatore per la costruzione o la
demolizione
direzione Sviluppo economico
43.99.09 Altre attività di lavori specializzati di costruzione nca direzione Sviluppo economico
G COMMERCIO ALL'INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI
AUTOVEICOLI E MOTOCICLI
45 COMMERCIO ALL'INGROSSO E AL DETTAGLIO E RIPARAZIONE DI
AUTOVEICOLI E MOTOCICLI
45.11.01 Commercio all'ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri direzione Sviluppo economico
45.11.02 Intermediari del commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri (incluse le agenzie
di compravendita)
direzione Sviluppo economico
45.19.01 Commercio all'ingrosso e al dettaglio di altri autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.19.02 Intermediari del commercio di altri autoveicoli (incluse le agenzie di compravendita)
direzione Sviluppo economico
45.20.10 Riparazioni meccaniche di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.20.20 Riparazione di carrozzerie di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.20.30 Riparazione di impianti elettrici e di alimentazione per autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.20.40 Riparazione e sostituzione di pneumatici per autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.20.91 Lavaggio auto direzione Sviluppo economico
45.20.99 Altre attività di manutenzione e di riparazione di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.31.01 Commercio all'ingrosso di parti e accessori di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.31.02 Intermediari del commercio di parti ed accessori di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.32.00 Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli direzione Sviluppo economico
45.40.11 Commercio all'ingrosso e al dettaglio di motocicli e ciclomotori direzione Sviluppo economico
45.40.12 Intermediari del commercio di motocicli e ciclomotori direzione Sviluppo economico
45.40.21 Commercio all'ingrosso e al dettaglio di parti e accessori per motocicli e ciclomotori
direzione Sviluppo economico
45.40.22 Intermediari del commercio di parti ed accessori di motocicli e ciclomotori direzione Sviluppo economico
45.40.30 Manutenzione e riparazione di motocicli e ciclomotori (inclusi i pneumatici) direzione Sviluppo economico
46 COMMERCIO ALL'INGROSSO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E
DI MOTOCICLI)
46.11.01 Agenti e rappresentanti di materie prime agricole direzione Sviluppo economico
46.11.02 Agenti e rappresentanti di fiori e piante direzione Sviluppo economico
46.11.03 Agenti e rappresentanti di animali vivi direzione Sviluppo economico
46.11.04 Agenti e rappresentanti di fibre tessili gregge e semilavorate; pelli grezze direzione Sviluppo economico
46.11.05 Procacciatori d'affari di materie prime agricole, animali vivi, materie prime e
semilavorati tessili; pelli grezze
direzione Sviluppo economico

134
46.11.06 Mediatori in materie prime agricole, materie prime e semilavorati tessili; pelli grezze
direzione Sviluppo economico
46.11.07 Mediatori in animali vivi direzione Sviluppo economico
46.12.01 Agenti e rappresentanti di carburanti, gpl, gas in bombole e simili; lubrificanti direzione Sviluppo economico
46.12.02 Agenti e rappresentanti di combustibili solidi direzione Sviluppo economico
46.12.03 Agenti e rappresentanti di minerali, metalli e prodotti semilavorati direzione Sviluppo economico
46.12.04 Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'industria direzione Sviluppo economico
46.12.05 Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'agricoltura (inclusi i fertilizzanti)
direzione Sviluppo economico
46.12.06 Procacciatori d'affari di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici direzione Sviluppo economico
46.12.07 Mediatori in combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici direzione Sviluppo economico
46.13.01 Agenti e rappresentanti di legname, semilavorati in legno e legno artificiale direzione Sviluppo economico
46.13.02 Agenti e rappresentanti di materiale da costruzione (inclusi gli infissi e gli articoli
igienico-sanitari); vetro piano
direzione Sviluppo economico
46.13.03 Agenti e rappresentanti di apparecchi ed accessori per riscaldamento e
condizionamento e altri prodotti similari
direzione Sviluppo economico
46.13.04 Procacciatori d'affari di legname e materiali da costruzione direzione Sviluppo economico
46.13.05 Mediatori in legname e materiali da costruzione direzione Sviluppo economico
46.14.01 Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature ed impianti per l'industria ed il
commercio; materiale e apparecchi elettrici ed elettronici per uso non domestico
direzione Sviluppo economico
46.14.02 Agenti e rappresentanti di macchine per costruzioni edili e stradali direzione Sviluppo economico
46.14.03 Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature per ufficio, attrezzature per le
telecomunicazioni, computer e loro periferiche
direzione Sviluppo economico
46.14.04 Agenti e rappresentanti di macchine ed attrezzature per uso agricolo (inclusi i trattori)
direzione Sviluppo economico
46.14.05 Agenti e rappresentanti di navi, aeromobili e altri veicoli (esclusi autoveicoli,
motocicli, ciclomotori e biciclette)
direzione Sviluppo economico
46.14.06 Procacciatori d'affari di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine
agricole, macchine per ufficio, attrezzature per le telecomunicazioni, computer e loro
periferiche
direzione Sviluppo economico
46.14.07 Mediatori in macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine agricole,
macchine per ufficio, attrezzature per le telecomunicazioni, computer e loro
periferiche
direzione Sviluppo economico
46.15.01 Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie plastiche direzione Sviluppo economico
46.15.02 Agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage direzione Sviluppo economico
46.15.03 Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in vetro eccetera
direzione Sviluppo economico
46.15.04 Agenti e rappresentanti di vernici, carte da parati, stucchi e cornici decorativi direzione Sviluppo economico
46.15.05 Agenti e rappresentanti di mobili e oggetti di arredamento per la casa in canna,
vimini, giunco, sughero, paglia; scope, spazzole, cesti e simili
direzione Sviluppo economico
46.15.06 Procacciatori d'affari di mobili, articoli per la casa e ferramenta direzione Sviluppo economico
46.15.07 Mediatori in mobili, articoli per la casa e ferramenta direzione Sviluppo economico
46.16.01 Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento direzione Sviluppo economico
46.16.02 Agenti e rappresentanti di pellicce direzione Sviluppo economico
46.16.03 Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed arredamento (incluse merceria
e passamaneria)
direzione Sviluppo economico
46.16.04 Agenti e rappresentanti di camicie, biancheria e maglieria intima direzione Sviluppo economico
46.16.05 Agenti e rappresentanti di calzature ed accessori direzione Sviluppo economico
46.16.06 Agenti e rappresentanti di pelletteria, valige ed articoli da viaggio direzione Sviluppo economico
46.16.07 Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie e materassi
direzione Sviluppo economico
46.16.08 Procacciatori d'affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in
pelle
direzione Sviluppo economico
46.16.09 Mediatori in prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle
direzione Sviluppo economico
46.17.01 Agenti e rappresentanti di prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati direzione Sviluppo economico

135
46.17.02 Agenti e rappresentanti di carni fresche, congelate, surgelate, conservate e secche;
salumi
direzione Sviluppo economico
46.17.03 Agenti e rappresentanti di latte, burro e formaggi direzione Sviluppo economico
46.17.04 Agenti e rappresentanti di oli e grassi alimentari: olio d'oliva e di semi, margarina ed
altri prodotti similari
direzione Sviluppo economico
46.17.05 Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari direzione Sviluppo economico
46.17.06 Agenti e rappresentanti di prodotti ittici freschi, congelati, surgelati e conservati e
secchi
direzione Sviluppo economico
46.17.07 Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli alimenti per
gli animali domestici); tabacco
direzione Sviluppo economico
46.17.08 Procacciatori d'affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco direzione Sviluppo economico
46.17.09 Mediatori in prodotti alimentari, bevande e tabacco direzione Sviluppo economico
46.18.11 Agenti e rappresentanti di carta e cartone (esclusi gli imballaggi); articoli di cartoleria
e cancelleria
direzione Sviluppo economico
46.18.12 Agenti e rappresentanti di libri e altre pubblicazioni (incluso i relativi abbonamenti)
direzione Sviluppo economico
46.18.13 Procacciatori d'affari di prodotti di carta, cancelleria, libri direzione Sviluppo economico
46.18.14 Mediatori in prodotti di carta, cancelleria, libri direzione Sviluppo economico
46.18.21 Agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico
per uso domestico
direzione Sviluppo economico
46.18.22 Agenti e rappresentanti di apparecchi elettrodomestici direzione Sviluppo economico
46.18.23 Procacciatori d'affari di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per
uso domestico, elettrodomestici
direzione Sviluppo economico
46.18.24 Mediatori in elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso
domestico, elettrodomestici
direzione Sviluppo economico
46.18.31 Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria per uso
medico
direzione Sviluppo economico
46.18.32 Agenti e rappresentanti di prodotti sanitari ed apparecchi medicali, chirurgici e
ortopedici; apparecchi per centri di estetica
direzione Sviluppo economico
46.18.33 Agenti e rappresentanti di prodotti di profumeria e di cosmetica (inclusi articoli per
parrucchieri); prodotti di erboristeria per uso cosmetico
direzione Sviluppo economico
46.18.34 Procacciatori d'affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici direzione Sviluppo economico
46.18.35 Mediatori in prodotti farmaceutici e cosmetici direzione Sviluppo economico
46.18.91 Agenti e rappresentanti di attrezzature sportive; biciclette direzione Sviluppo economico
46.18.92 Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e oreficeria
direzione Sviluppo economico
46.18.93 Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili; strumenti
scientifici e per laboratori di analisi
direzione Sviluppo economico
46.18.94 Agenti e rappresentanti di saponi, detersivi, candele e prodotti simili direzione Sviluppo economico
46.18.95 Agenti e rappresentanti di giocattoli direzione Sviluppo economico
46.18.96 Agenti e rappresentanti di chincaglieria e bigiotteria direzione Sviluppo economico
46.18.97 Agenti e rappresentanti di altri prodotti non alimentari nca (inclusi gli imballaggi e
gli articoli antinfortunistici, antincendio e pubblicitari)
direzione Sviluppo economico
46.18.98 Procacciatori d'affari di attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti nca direzione Sviluppo economico
46.18.99 Mediatori in attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti nca direzione Sviluppo economico
46.19.01 Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno direzione Sviluppo economico
46.19.02 Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno direzione Sviluppo economico
46.19.03 Mediatori in vari prodotti senza prevalenza di alcuno direzione Sviluppo economico
46.19.04 Gruppi di acquisto; mandatari agli acquisti; buyer direzione Sviluppo economico
46.21.10 Commercio all'ingrosso di cereali e legumi secchi direzione Sviluppo economico
46.21.21 Commercio all'ingrosso di tabacco grezzo direzione Sviluppo economico
46.21.22 Commercio all'ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante
officinali, semi oleosi, patate da semina
direzione Sviluppo economico
46.22.00 Commercio all'ingrosso di fiori e piante direzione Sviluppo economico
46.23.00 Commercio all'ingrosso di animali vivi direzione Sviluppo economico
46.24.10 Commercio all'ingrosso di cuoio e pelli gregge e lavorate (escluse le pelli per
pellicceria)
direzione Sviluppo economico
46.24.20 Commercio all'ingrosso di pelli gregge e lavorate per pellicceria direzione Sviluppo economico

136
46.31.10 Commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi freschi direzione Sviluppo economico
46.31.20 Commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi conservati direzione Sviluppo economico
46.32.10 Commercio all'ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata direzione Sviluppo economico
46.32.20 Commercio all'ingrosso di prodotti di salumeria direzione Sviluppo economico
46.33.10 Commercio all'ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova direzione Sviluppo economico
46.33.20 Commercio all'ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale direzione Sviluppo economico
46.34.10 Commercio all'ingrosso di bevande alcoliche direzione Sviluppo economico
46.34.20 Commercio all'ingrosso di bevande non alcoliche direzione Sviluppo economico
46.35.00 Commercio all'ingrosso di prodotti del tabacco direzione Sviluppo economico
46.36.00 Commercio all'ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi e prodotti da forno direzione Sviluppo economico
46.37.01 Commercio all'ingrosso di caffè direzione Sviluppo economico
46.37.02 Commercio all'ingrosso di tè, cacao e spezie direzione Sviluppo economico
46.38.10 Commercio all'ingrosso di prodotti della pesca freschi direzione Sviluppo economico
46.38.20 Commercio all'ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati, conservati, secchi
direzione Sviluppo economico
46.38.30 Commercio all'ingrosso di pasti e piatti pronti direzione Sviluppo economico
46.38.90 Commercio all'ingrosso di altri prodotti alimentari direzione Sviluppo economico
46.39.10 Commercio all'ingrosso non specializzato di prodotti surgelati direzione Sviluppo economico
46.39.20 Commercio all'ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e
tabacco
direzione Sviluppo economico
46.41.10 Commercio all'ingrosso di tessuti direzione Sviluppo economico
46.41.20 Commercio all'ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria direzione Sviluppo economico
46.41.90 Commercio all'ingrosso di altri articoli tessili direzione Sviluppo economico
46.42.10 Commercio all'ingrosso di abbigliamento e accessori direzione Sviluppo economico
46.42.20 Commercio all'ingrosso di articoli in pelliccia direzione Sviluppo economico
46.42.30 Commercio all'ingrosso di camicie, biancheria intima, maglieria e simili direzione Sviluppo economico
46.42.40 Commercio all'ingrosso di calzature e accessori direzione Sviluppo economico
46.43.10 Commercio all'ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di consumo audio e video
direzione Sviluppo economico
46.43.20 Commercio all'ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd, Dvd e altri supporti)
direzione Sviluppo economico
46.43.30 Commercio all'ingrosso di articoli per fotografia, cinematografia e ottica direzione Sviluppo economico
46.44.10 Commercio all'ingrosso di vetreria e cristalleria direzione Sviluppo economico
46.44.20 Commercio all'ingrosso di ceramiche e porcellana direzione Sviluppo economico
46.44.30 Commercio all'ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti per la pulizia direzione Sviluppo economico
46.44.40 Commercio all'ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame direzione Sviluppo economico
46.45.00 Commercio all'ingrosso di profumi e cosmetici direzione Sviluppo economico
46.46.10 Commercio all'ingrosso di medicinali direzione Sviluppo economico
46.46.20 Commercio all'ingrosso di prodotti botanici per uso farmaceutico direzione Sviluppo economico
46.46.30 Commercio all'ingrosso di articoli medicali ed ortopedici direzione Sviluppo economico
46.47.10 Commercio all'ingrosso di mobili di qualsiasi materiale direzione Sviluppo economico
46.47.20 Commercio all'ingrosso di tappeti direzione Sviluppo economico
46.47.30 Commercio all'ingrosso di articoli per l'illuminazione; materiale elettrico vario per
uso domestico
direzione Sviluppo economico
46.48.00 Commercio all'ingrosso di orologi e di gioielleria direzione Sviluppo economico
46.49.10 Commercio all'ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria direzione Sviluppo economico
46.49.20 Commercio all'ingrosso di libri, riviste e giornali direzione Sviluppo economico
46.49.30 Commercio all'ingrosso di giochi e giocattoli direzione Sviluppo economico
46.49.40 Commercio all'ingrosso di articoli sportivi (incluse le biciclette) direzione Sviluppo economico
46.49.50 Commercio all'ingrosso di articoli in pelle; articoli da viaggio in qualsiasi materiale
direzione Sviluppo economico
46.49.90 Commercio all'ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare nca direzione Sviluppo economico
46.51.00 Commercio all'ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di
software
direzione Sviluppo economico
46.52.01 Commercio all'ingrosso di apparecchi e materiali telefonici direzione Sviluppo economico

137
46.52.02 Commercio all'ingrosso di nastri non registrati direzione Sviluppo economico
46.52.09 Commercio all'ingrosso di altre apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e
di altri componenti elettronici
direzione Sviluppo economico
46.61.00 Commercio all'ingrosso di macchine, accessori e utensili agricoli, inclusi i trattori
direzione Sviluppo economico
46.62.00 Commercio all'ingrosso di macchine utensili (incluse le relative parti intercambiabili)
direzione Sviluppo economico
46.63.00 Commercio all'ingrosso di macchine per le miniere, l'edilizia e l'ingegneria civile
direzione Sviluppo economico
46.64.00 Commercio all'ingrosso di macchine per l'industria tessile, di macchine per cucire e
per maglieria
direzione Sviluppo economico
46.65.00 Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi direzione Sviluppo economico
46.66.00 Commercio all'ingrosso di altre macchine e attrezzature per ufficio direzione Sviluppo economico
46.69.11 Commercio all'ingrosso di imbarcazioni da diporto direzione Sviluppo economico
46.69.19 Commercio all'ingrosso di altri mezzi ed attrezzature di trasporto direzione Sviluppo economico
46.69.20 Commercio all'ingrosso di materiale elettrico per impianti di uso industriale direzione Sviluppo economico
46.69.30 Commercio all'ingrosso di apparecchiature per parrucchieri, palestre, solarium e
centri estetici
direzione Sviluppo economico
46.69.91 Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso scientifico
direzione Sviluppo economico
46.69.92 Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso non
scientifico
direzione Sviluppo economico
46.69.93 Commercio all'ingrosso di giochi per luna-park e videogiochi per pubblici esercizi
direzione Sviluppo economico
46.69.94 Commercio all'ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici direzione Sviluppo economico
46.69.99 Commercio all'ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l'industria, il commercio
e la navigazione nca
direzione Sviluppo economico
46.71.00 Commercio all'ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di
combustibili per riscaldamento
direzione Sviluppo economico
46.72.10 Commercio all'ingrosso di minerali metalliferi, di metalli ferrosi e prodotti
semilavorati
direzione Sviluppo economico
46.72.20 Commercio all'ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati direzione Sviluppo economico
46.73.10 Commercio all'ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale direzione Sviluppo economico
46.73.21 Commercio all'ingrosso di moquette e linoleum direzione Sviluppo economico
46.73.22 Commercio all'ingrosso di altri materiali per rivestimenti (inclusi gli apparecchi
igienico-sanitari)
direzione Sviluppo economico
46.73.23 Commercio all'ingrosso di infissi direzione Sviluppo economico
46.73.29 Commercio all'ingrosso di altri materiali da costruzione direzione Sviluppo economico
46.73.30 Commercio all'ingrosso di vetro piano direzione Sviluppo economico
46.73.40 Commercio all'ingrosso di carta da parati, colori e vernici direzione Sviluppo economico
46.74.10 Commercio all'ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta) direzione Sviluppo economico
46.74.20 Commercio all'ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di
riscaldamento e di condizionamento
direzione Sviluppo economico
46.75.01 Commercio all'ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l'agricoltura
direzione Sviluppo economico
46.75.02 Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l'industria direzione Sviluppo economico
46.76.10 Commercio all'ingrosso di fibre tessili gregge e semilavorate direzione Sviluppo economico
46.76.20 Commercio all'ingrosso di gomma greggia, materie plastiche in forme primarie e
semilavorati
direzione Sviluppo economico
46.76.30 Commercio all'ingrosso di imballaggi direzione Sviluppo economico
46.76.90 Commercio all'ingrosso di altri prodotti intermedi nca direzione Sviluppo economico
46.77.10 Commercio all'ingrosso di rottami e sottoprodotti della lavorazione industriale
metallici
direzione Sviluppo economico
46.77.20 Commercio all'ingrosso di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carta,
cartoni eccetera); sottoprodotti non metallici della lavorazione industriale (cascami)
direzione Sviluppo economico
46.90.00 Commercio all'ingrosso non specializzato direzione Sviluppo economico
47 COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E
DI MOTOCICLI) direzione Sviluppo economico

138
47.11.10 Ipermercati direzione Sviluppo economico
47.11.20 Supermercati direzione Sviluppo economico
47.11.30 Discount di alimentari direzione Sviluppo economico
47.11.40 Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari direzione Sviluppo economico
47.11.50 Commercio al dettaglio di prodotti surgelati direzione Sviluppo economico
47.19.10 Grandi magazzini direzione Sviluppo economico
47.19.20 Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,
elettrodomestici
direzione Sviluppo economico
47.19.90 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari direzione Sviluppo economico
47.21.01 Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca direzione Sviluppo economico
47.21.02 Commercio al dettaglio di frutta e verdura preparata e conservata direzione Sviluppo economico
47.22.00 Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne direzione Sviluppo economico
47.23.00 Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi direzione Sviluppo economico
47.24.10 Commercio al dettaglio di pane direzione Sviluppo economico
47.24.20 Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria direzione Sviluppo economico
47.25.00 Commercio al dettaglio di bevande direzione Sviluppo economico
47.26.00 Commercio al dettaglio di generi di monopolio (tabaccherie) direzione Sviluppo economico
47.29.10 Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari direzione Sviluppo economico
47.29.20 Commercio al dettaglio di caffè torrefatto direzione Sviluppo economico
47.29.30 Commercio al dettaglio di prodotti macrobiotici e dietetici direzione Sviluppo economico
47.29.90 Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati nca direzione Sviluppo economico
47.30.00 Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione direzione Sviluppo economico
47.41.00 Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per
ufficio in esercizi specializzati
direzione Sviluppo economico
47.42.00 Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in
esercizi specializzati
direzione Sviluppo economico
47.43.00 Commercio al dettaglio di apparecchi audio e video in esercizi specializzati direzione Sviluppo economico
47.51.10 Commercio al dettaglio di tessuti per l'abbigliamento, l'arredamento e di biancheria
per la casa
direzione Sviluppo economico
47.51.20 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria direzione Sviluppo economico
47.52.10 Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e
termoidraulico
direzione Sviluppo economico
47.52.20 Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari direzione Sviluppo economico
47.52.30 Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle direzione Sviluppo economico
47.52.40 Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura;
macchine e attrezzature per il giardinaggio
direzione Sviluppo economico
47.53.11 Commercio al dettaglio di tende e tendine direzione Sviluppo economico
47.53.12 Commercio al dettaglio di tappeti direzione Sviluppo economico
47.53.20 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e
linoleum)
direzione Sviluppo economico
47.54.00 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati direzione Sviluppo economico
47.59.10 Commercio al dettaglio di mobili per la casa direzione Sviluppo economico
47.59.20 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame direzione Sviluppo economico
47.59.30 Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione direzione Sviluppo economico
47.59.40 Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico
direzione Sviluppo economico
47.59.50 Commercio al dettaglio di sistemi di sicurezza direzione Sviluppo economico
47.59.60 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti direzione Sviluppo economico
47.59.91 Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per
uso domestico
direzione Sviluppo economico
47.59.99 Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca direzione Sviluppo economico
47.61.00 Commercio al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati direzione Sviluppo economico
47.62.10 Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici direzione Sviluppo economico
47.62.20 Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio direzione Sviluppo economico

139
47.63.00 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati
direzione Sviluppo economico
47.64.10 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero
direzione Sviluppo economico
47.64.20 Commercio al dettaglio di natanti e accessori direzione Sviluppo economico
47.65.00 Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli (inclusi quelli elettronici) direzione Sviluppo economico
47.71.10 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti direzione Sviluppo economico
47.71.20 Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati direzione Sviluppo economico
47.71.30 Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie direzione Sviluppo economico
47.71.40 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle direzione Sviluppo economico
47.71.50 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte direzione Sviluppo economico
47.72.10 Commercio al dettaglio di calzature e accessori direzione Sviluppo economico
47.72.20 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio direzione Sviluppo economico
47.73.10 Farmacie
47.73.20 Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a
prescrizione medica
direzione Sviluppo economico
47.74.00 Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
direzione Sviluppo economico
47.75.10 Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene
personale
direzione Sviluppo economico
47.75.20 Erboristerie direzione Sviluppo economico
47.76.10 Commercio al dettaglio di fiori e piante direzione Sviluppo economico
47.76.20 Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici direzione Sviluppo economico
47.77.00 Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria direzione Sviluppo economico
47.78.10 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio direzione Sviluppo economico
47.78.20 Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia direzione Sviluppo economico
47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d'arte (incluse le gallerie d'arte) direzione Sviluppo economico
47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d'artigianato direzione Sviluppo economico
47.78.33 Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi direzione Sviluppo economico
47.78.34 Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori direzione Sviluppo economico
47.78.35 Commercio al dettaglio di bomboniere direzione Sviluppo economico
47.78.36 Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli
articoli di promozione pubblicitaria)
direzione Sviluppo economico
47.78.37 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti direzione Sviluppo economico
47.78.40 Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento direzione Sviluppo economico
47.78.50 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari direzione Sviluppo economico
47.78.60 Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini direzione Sviluppo economico
47.78.91 Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo direzione Sviluppo economico
47.78.92 Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per
l'imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone)
direzione Sviluppo economico
47.78.93 Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali direzione Sviluppo economico
47.78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop) direzione Sviluppo economico
47.78.99 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca direzione Sviluppo economico
47.79.10 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano direzione Sviluppo economico
47.79.20 Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato direzione Sviluppo economico
47.79.30 Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati direzione Sviluppo economico
47.79.40 Case d'asta al dettaglio (escluse aste via internet) direzione Sviluppo economico
47.81.01 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli direzione Sviluppo economico
47.81.02 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici direzione Sviluppo economico
47.81.03 Commercio al dettaglio ambulante di carne direzione Sviluppo economico
47.81.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca direzione Sviluppo economico
47.82.01 Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di
abbigliamento
direzione Sviluppo economico
47.82.02 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie direzione Sviluppo economico
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti direzione Sviluppo economico

140
47.89.02 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per
l'agricoltura; attrezzature per il giardinaggio
direzione Sviluppo economico
47.89.03 Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri
detergenti per qualsiasi uso
direzione Sviluppo economico
47.89.04 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria direzione Sviluppo economico
47.89.05 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e
stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico
direzione Sviluppo economico
47.89.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca direzione Sviluppo economico
47.91.10 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet direzione Sviluppo economico
47.91.20 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione direzione Sviluppo economico
47.91.30 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio,
telefono
direzione Sviluppo economico
47.99.10 Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l'intervento di un dimostratore o di
un incaricato alla vendita (porta a porta)
direzione Sviluppo economico
47.99.20 Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici direzione Sviluppo economico
H TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO
49 TRASPORTO TERRESTRE E TRASPORTO MEDIANTE CONDOTTE
49.10.00 Trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano) escluso dal Suap
49.20.00 Trasporto ferroviario di merci escluso dal Suap
49.31.00 Trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane escluso dal Suap
49.32.10 Trasporto con taxi direzione Sviluppo economico
49.32.20 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente direzione Sviluppo economico
49.39.01 Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito
urbano o suburbano
direzione Sviluppo economico
49.39.09 Altre attività di trasporti terrestri di passeggeri nca
solo per le sedi e
le unità locali di
trasportatori
privati non
dunque per il
servizio di
direzione Sviluppo economico trasporto
49.41.00 Trasporto di merci su strada direzione Sviluppo economico
49.42.00 Servizi di trasloco direzione Sviluppo economico
49.50.10 Trasporto mediante condotte di gas escluso dal Suap
49.50.20 Trasporto mediante condotte di liquidi escluso dal Suap
50 TRASPORTO MARITTIMO E PER VIE D'ACQUA
50.10.00 Trasporto marittimo e costiero di passeggeri escluso dal Suap
50.20.00 Trasporto marittimo e costiero di merci escluso dal Suap
50.30.00 Trasporto di passeggeri per vie d'acqua interne (inclusi i trasporti lagunari) escluso dal Suap
50.40.00 Trasporto di merci per vie d'acqua interne escluso dal Suap
51 TRASPORTO AEREO
51.10.10 Trasporto aereo di linea di passeggeri escluso dal Suap
51.10.20 Trasporto aereo non di linea di passeggeri; voli charter escluso dal Suap
51.21.00 Trasporto aereo di merci escluso dal Suap
51.22.00 Trasporto spaziale escluso dal Suap
52 MAGAZZINAGGIO E ATTIVITÀ DI SUPPORTO AI TRASPORTI
52.10.10 Magazzini di custodia e deposito per conto terzi direzione Sviluppo economico
52.10.20 Magazzini frigoriferi per conto terzi direzione Sviluppo economico
52.21.10 Gestione di infrastrutture ferroviarie escluso dal Suap
52.21.20 Gestione di strade, ponti, gallerie escluso dal Suap
52.21.30 Gestione di stazioni per autobus escluso dal Suap
52.21.40 Gestione di centri di movimentazione merci (interporti) escluso dal Suap
52.21.50 Gestione di parcheggi e autorimesse direzione Sviluppo economico
52.21.60 Attività di traino e soccorso stradale direzione Sviluppo economico
52.21.90 Altre attività connesse ai trasporti terrestri nca direzione Sviluppo economico

141
52.22.01 Liquefazione e rigassificazione di gas a scopo di trasporto marittimo e per vie d'acqua
effettuata al di fuori del sito di estrazione
direzione Sviluppo economico
52.22.09 Altre attività dei servizi connessi al trasporto marittimo e per vie d'acqua escluso dal Suap
52.23.00 Attività dei servizi connessi al trasporto aereo escluso dal Suap
52.24.10 Movimento merci relativo a trasporti aerei escluso dal Suap
52.24.20 Movimento merci relativo a trasporti marittimi e fluviali escluso dal Suap
52.24.30 Movimento merci relativo a trasporti ferroviari escluso dal Suap
52.24.40 Movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri escluso dal Suap
52.29.10 Spedizionieri e agenzie di operazioni doganali direzione Sviluppo economico
52.29.21 Intermediari dei trasporti direzione Sviluppo economico
52.29.22 Servizi logistici relativi alla distribuzione delle merci direzione Sviluppo economico
53 SERVIZI POSTALI E ATTIVITÀ DI CORRIERE
53.10.00 Attività postali con obbligo di servizio universale escluso dal Suap
53.20.00 Altre attività postali e di corriere senza obbligo di servizio universale direzione Sviluppo economico
I ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI ALLOGGIO E DI RISTORAZIONE
55 ALLOGGIO
55.10.00 Alberghi direzione Sviluppo economico
55.20.10 Villaggi turistici direzione Sviluppo economico
55.20.20 Ostelli della gioventù direzione Sviluppo economico
55.20.30 Rifugi di montagna direzione Sviluppo economico
55.20.40 Colonie marine e montane direzione Sviluppo economico
55.20.51 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and
breakfast, residence
direzione Sviluppo economico
55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole direzione Sviluppo economico
55.30.00 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte direzione Sviluppo economico
55.90.10 Gestione di vagoni letto escluso dal Suap
55.90.20 Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero direzione Sviluppo economico
56 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE
56.10.11 Ristorazione con somministrazione direzione Sviluppo economico
56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole direzione Sviluppo economico
56.10.20 Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto direzione Sviluppo economico
56.10.30 Gelaterie e pasticcerie direzione Sviluppo economico
56.10.41 Gelaterie e pasticcerie ambulanti direzione Sviluppo economico
56.10.42 Ristorazione ambulante direzione Sviluppo economico
56.10.50 Ristorazione su treni e navi direzione Sviluppo economico
56.21.00 Catering per eventi, banqueting direzione Sviluppo economico
56.29.10 Mense direzione Sviluppo economico
56.29.20 Catering continuativo su base contrattuale direzione Sviluppo economico
56.30.00 Bar e altri esercizi simili senza cucina direzione Sviluppo economico
J SERVIZI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
58 ATTIVITÀ EDITORIALI
58.11.00 Edizione di libri direzione Sviluppo economico
58.12.01 Pubblicazione di elenchi direzione Sviluppo economico
58.12.02 Pubblicazione di mailing list direzione Sviluppo economico
58.13.00 Edizione di quotidiani direzione Sviluppo economico
58.14.00 Edizione di riviste e periodici direzione Sviluppo economico
58.19.00 Altre attività editoriali direzione Sviluppo economico
58.21.00 Edizione di giochi per computer direzione Sviluppo economico
58.29.00 Edizione di altri software a pacchetto (esclusi giochi per computer) direzione Sviluppo economico
59 ATTIVITÀ DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA, DI VIDEO E DI
PROGRAMMI TELEVISIVI, DI REGISTRAZIONI MUSICALI E SONORE

59.11.00 Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi direzione Sviluppo economico
59.12.00 Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi
direzione Sviluppo economico

142
59.13.00 Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi direzione Sviluppo economico
59.14.00 Attività di proiezione cinematografica direzione Sviluppo economico
59.20.10 Edizione di registrazioni sonore direzione Sviluppo economico
59.20.20 Edizione di musica stampata direzione Sviluppo economico
59.20.30 Studi di registrazione sonora direzione Sviluppo economico
60 ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE E TRASMISSIONE
60.10.00 Trasmissioni radiofoniche Direzione Ambiente
60.20.00 Programmazione e trasmissioni televisive Direzione Ambiente
61 TELECOMUNICAZIONI
61.10.00 Telecomunicazioni fisse Direzione Ambiente
61.20.00 Telecomunicazioni mobili Direzione Ambiente
61.30.00 Telecomunicazioni satellitari Direzione Ambiente
61.90.10 Erogazione di servizi di accesso ad internet (ISP) direzione Sviluppo economico
61.90.20 Posto telefonico pubblico ed Internet Point direzione Sviluppo economico
61.90.91 Intermediazione in servizi di telecomunicazione e trasmissione dati Direzione Ambiente
61.90.99 Altre attività connesse alle telecomunicazioni nca Direzione Ambiente
62 PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E
ATTIVITÀ CONNESSE
62.01.00 Produzione di software non connesso all'edizione direzione Sviluppo economico
62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica direzione Sviluppo economico
62.03.00 Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware - housing (esclusa la
riparazione)
direzione Sviluppo economico
62.09.01 Configurazione di personal computer direzione Sviluppo economico
62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell'informatica nca direzione Sviluppo economico
63 ATTIVITÀ DEI SERVIZI D'INFORMAZIONE E ALTRI SERVIZI
INFORMATICI
63.11.11 Elaborazione elettronica di dati contabili (esclusi i Centri di assistenza fiscale - Caf)
direzione Sviluppo economico
63.11.19 Altre elaborazioni elettroniche di dati direzione Sviluppo economico
63.11.20 Gestione database (attività delle banche dati) direzione Sviluppo economico
63.11.30 Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP) direzione Sviluppo economico
63.12.00 Portali web direzione Sviluppo economico
63.91.00 Attività delle agenzie di stampa direzione Sviluppo economico
63.99.00 Altre attività dei servizi di informazione nca direzione Sviluppo economico
K ATTIVITÀ FINANZIARIE E ASSICURATIVE
64 ATTIVITÀ DI SERVIZI FINANZIARI (ESCLUSE LE ASSICURAZIONI E I
FONDI PENSIONE)
64.11.00 Attività della Banca Centrale esclusa dal Suap
64.19.10 Intermediazione monetaria di istituti monetari diverse dalle Banche centrali
Suap solo per i
procedimenti
inerenti la sede
legale o le unità
direzione Sviluppo economico locali
64.19.20 Fondi comuni di investimento monetario direzione Sviluppo economico
64.19.30 Istituti di moneta elettronica (Imel) direzione Sviluppo economico
64.19.40 Cassa Depositi e Prestiti esclusa dal Suap
64.20.00 Attività delle società di partecipazione (holding) direzione Sviluppo economico
64.30.10 Fondi comuni di investimento (aperti e chiusi, immobiliari, di mercato mobiliare)
direzione Sviluppo economico
64.30.20 Sicav (Società di investimento a capitale variabile) direzione Sviluppo economico
64.91.00 Leasing finanziario direzione Sviluppo economico
64.92.01 Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi direzione Sviluppo economico
64.92.09 Altre attività creditizie nca direzione Sviluppo economico
64.99.10 Attività di intermediazione mobiliare direzione Sviluppo economico
64.99.20 Attività di factoring direzione Sviluppo economico
64.99.30 Attività di merchant bank direzione Sviluppo economico

143
64.99.40 Attività delle società veicolo direzione Sviluppo economico
64.99.50 Attività di intermediazione in cambi direzione Sviluppo economico
64.99.60 Altre intermediazioni finanziarie nca direzione Sviluppo economico
65 ASSICURAZIONI, RIASSICURAZIONI E FONDI PENSIONE (ESCLUSE LE
ASSICURAZIONI SOCIALI OBBLIGATORIE) Suap solo per i
procedimenti
inerenti la sede
legale o le unità
locali
65.11.00 Assicurazioni sulla vita direzione Sviluppo economico
65.12.00 Assicurazioni diverse da quelle sulla vita direzione Sviluppo economico
65.20.00 Attività di riassicurazione direzione Sviluppo economico
65.30.10 Attività dei fondi pensione aperti direzione Sviluppo economico
65.30.20 Attività dei fondi pensione negoziali direzione Sviluppo economico
65.30.30 Attività dei fondi pensione preesistenti direzione Sviluppo economico
66 ATTIVITÀ AUSILIARIE DEI SERVIZI FINANZIARI E DELLE ATTIVITÀ
ASSICURATIVE Suap solo per i
procedimenti
inerenti la sede
legale o le unità
locali
66.11.00 Amministrazione di mercati finanziari direzione Sviluppo economico
66.12.00 Attività di negoziazione di contratti relativi a titoli e merci direzione Sviluppo economico
66.19.10 Attività di gestione ed elaborazione di pagamenti tramite carta di credito direzione Sviluppo economico
66.19.21 Promotori finanziari direzione Sviluppo economico
66.19.22 Agenti, mediatori e procacciatori in prodotti finanziari direzione Sviluppo economico
66.19.30 Attività delle società fiduciarie di amministrazione direzione Sviluppo economico
66.19.40 Attività di Bancoposta esclusa dal Suap
66.19.50 Servizi di trasferimento di denaro (money transfer) direzione Sviluppo economico
66.21.00 Attività dei periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni direzione Sviluppo economico
66.22.01 Broker di assicurazioni direzione Sviluppo economico
66.22.02 Agenti di assicurazioni direzione Sviluppo economico
66.22.03 Sub-agenti di assicurazioni direzione Sviluppo economico
66.22.04 Produttori, procacciatori ed altri intermediari delle assicurazioni direzione Sviluppo economico
66.29.01 Autorità centrali di vigilanza su assicurazioni e fondi pensione esclusa dal Suap
66.29.09 Altre attività ausiliarie delle assicurazioni e dei fondi pensione nca direzione Sviluppo economico
66.30.00 Gestione di fondi comuni di investimento e dei fondi pensione direzione Sviluppo economico
L ATTIVITA' IMMOBILIARI
68 ATTIVITÀ IMMOBILIARI
68.10.00 Compravendita di beni immobili effettuata su beni propri direzione Sviluppo economico
68.20.01 Locazione immobiliare di beni propri o in leasing (affitto) direzione Sviluppo economico
68.20.02 Affitto di aziende direzione Sviluppo economico
68.31.00 Attività di mediazione immobiliare direzione Sviluppo economico
68.32.00 Amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per conto terzi direzione Sviluppo economico
M ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
69 ATTIVITÀ LEGALI E CONTABILITÀ
69.10.10 Attività degli studi legali direzione Sviluppo economico
69.10.20 Attività degli studi notarili direzione Sviluppo economico
69.20.11 Servizi forniti da dottori commercialisti direzione Sviluppo economico
69.20.12 Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali direzione Sviluppo economico
69.20.13 Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono
attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi
direzione Sviluppo economico
69.20.14 Attività svolta dai Centri di assistenza fiscale (Caf) esclusa dal Suap
69.20.15 Gestione ed amministrazione del personale per conto terzi direzione Sviluppo economico
69.20.20 Attività delle società di revisione e certificazione di bilanci direzione Sviluppo economico
69.20.30 Attività dei consulenti del lavoro direzione Sviluppo economico

144
70 ATTIVITÀ DI DIREZIONE AZIENDALE E DI CONSULENZA
GESTIONALE
70.10.00 Attività delle holding impegnate nelle attività gestionali (holding operative) direzione Sviluppo economico
70.21.00 Pubbliche relazioni e comunicazione direzione Sviluppo economico
70.22.01 Attività di consulenza per la gestione della logistica aziendale direzione Sviluppo economico
70.22.09 Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-
gestionale e pianificazione aziendale
direzione Sviluppo economico
71 ATTIVITÀ DEGLI STUDI DI ARCHITETTURA E D'INGEGNERIA;
COLLAUDI ED ANALISI TECNICHE
71.11.00 Attività degli studi di architettura direzione Sviluppo economico
71.12.10 Attività degli studi di ingegneria direzione Sviluppo economico
71.12.20 Servizi di progettazione di ingegneria integrata direzione Sviluppo economico
71.12.30 Attività tecniche svolte da geometri direzione Sviluppo economico
71.12.40 Attività di cartografia e aerofotogrammetria direzione Sviluppo economico
71.12.50 Attività di studio geologico e di prospezione geognostica e mineraria direzione Sviluppo economico
71.20.10 Collaudi e analisi tecniche di prodotti direzione Sviluppo economico
71.20.21 Controllo di qualità e certificazione di prodotti, processi e sistemi direzione Sviluppo economico
71.20.22 Attività per la tutela di beni di produzione controllata direzione Sviluppo economico
72 RICERCA SCIENTIFICA E SVILUPPO
72.11.00 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie
unicamente se
privati e per
adempimenti
relativi alla sede
direzione Sviluppo economico o unità locale
72.19.01 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo della geologia direzione Sviluppo economico
72.19.09 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e
dell'ingegneria
direzione Sviluppo economico
72.20.00 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche direzione Sviluppo economico
73 PUBBLICITÀ E RICERCHE DI MERCATO
73.11.01 Ideazione di campagne pubblicitarie direzione Sviluppo economico
73.11.02 Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari direzione Sviluppo economico
73.12.00 Attività delle concessionarie e degli altri intermediari di servizi pubblicitari direzione Sviluppo economico
73.20.00 Ricerche di mercato e sondaggi di opinione direzione Sviluppo economico
74 ALTRE ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
74.10.10 Attività di design di moda e design industriale direzione Sviluppo economico
74.10.21 Attività dei disegnatori grafici di pagine web direzione Sviluppo economico
74.10.29 Altre attività dei disegnatori grafici direzione Sviluppo economico
74.10.30 Attività dei disegnatori tecnici direzione Sviluppo economico
74.10.90 Altre attività di design direzione Sviluppo economico
74.20.11 Attività di fotoreporter direzione Sviluppo economico
74.20.12 Attività di riprese aeree nel campo della fotografia direzione Sviluppo economico
74.20.19 Altre attività di riprese fotografiche direzione Sviluppo economico
74.20.20 Laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa direzione Sviluppo economico
74.30.00 Traduzione e interpretariato direzione Sviluppo economico
74.90.11 Consulenza agraria fornita da agronomi direzione Sviluppo economico
74.90.12 Consulenza agraria fornita da agrotecnici e periti agrari direzione Sviluppo economico
74.90.21 Consulenza sulla sicurezza ed igiene dei posti di lavoro direzione Sviluppo economico
74.90.29 Altra attività di consulenza in materia di sicurezza direzione Sviluppo economico
74.90.91 Attività tecniche svolte da periti industriali direzione Sviluppo economico
74.90.92 Attività riguardanti le previsioni meteorologiche
sole se attività
direzione Sviluppo economico privata
74.90.93 Altre attività di consulenza tecnica nca direzione Sviluppo economico
74.90.94 Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport direzione Sviluppo economico
74.90.99 Altre attività professionali nca direzione Sviluppo economico
75 SERVIZI VETERINARI
75.00.00 Servizi veterinari direzione Ambiente

145
N NOLEGGIO, AGENZIE DI VIAGGIO, SERVIZI DI SUPPORTO ALLE
IMPRESE
77 ATTIVITÀ DI NOLEGGIO E LEASING OPERATIVO
77.11.00 Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri direzione Sviluppo economico
77.12.00 Noleggio di autocarri e di altri veicoli pesanti direzione Sviluppo economico
77.21.01 Noleggio di biciclette direzione Sviluppo economico
77.21.02 Noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da diporto (inclusi i pedalò) direzione Sviluppo economico
77.21.09 Noleggio di altre attrezzature sportive e ricreative direzione Sviluppo economico
77.22.00 Noleggio di videocassette, Cd, Dvd e dischi contenenti audiovisivi o videogame
direzione Sviluppo economico
77.29.10 Noleggio di biancheria da tavola, da letto, da bagno e di articoli di vestiario direzione Sviluppo economico
77.29.90 Noleggio di altri beni per uso personale e domestico nca (escluse le attrezzature
sportive e ricreative)
direzione Sviluppo economico
77.31.00 Noleggio di macchine e attrezzature agricole direzione Sviluppo economico
77.32.00 Noleggio di macchine e attrezzature per lavori edili e di genio civile direzione Sviluppo economico
77.33.00 Noleggio di macchine e attrezzature per ufficio (inclusi i computer) direzione Sviluppo economico
77.34.00 Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale direzione Sviluppo economico
77.35.00 Noleggio di mezzi di trasporto aereo direzione Sviluppo economico
77.39.10 Noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri direzione Sviluppo economico
77.39.91 Noleggio di container adibiti ad alloggi o ad uffici direzione Sviluppo economico
77.39.92 Noleggio di container per diverse modalità di trasporto direzione Sviluppo economico
77.39.93 Noleggio senza operatore di attrezzature di sollevamento e movimentazione merci:
carrelli elevatori, pallet eccetera
direzione Sviluppo economico
77.39.94 Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed
audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi
direzione Sviluppo economico
77.39.99 Noleggio senza operatore di altre macchine ed attrezzature nca direzione Sviluppo economico
77.40.00 Concessione dei diritti di sfruttamento di proprietà intellettuale e prodotti simili
(escluse le opere protette dal copyright)
direzione Sviluppo economico
78 ATTIVITÀ DI RICERCA, SELEZIONE, FORNITURA DI PERSONALE
78.10.00 Servizi di ricerca, selezione, collocamento e supporto per il ricollocamento di
purchè attività
personale
direzione Sviluppo economico private
78.20.00 Attività delle agenzie di fornitura di lavoro temporaneo (interinale) direzione Sviluppo economico
78.30.00 Altre attività di fornitura e gestione di risorse umane (staff leasing) direzione Sviluppo economico
79 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DELLE AGENZIE DI VIAGGIO, DEI TOUR
OPERATOR E SERVIZI DI PRENOTAZIONE E ATTIVITÀ CONNESSE
79.11.00 Attività delle agenzie di viaggio direzione Sviluppo economico
79.12.00 Attività dei tour operator direzione Sviluppo economico
79.90.11 Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e
d'intrattenimento
direzione Sviluppo economico
79.90.19 Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle
agenzie di viaggio nca
direzione Sviluppo economico
79.90.20 Attività delle guide e degli accompagnatori turistici direzione Sviluppo economico
80 SERVIZI DI VIGILANZA E INVESTIGAZIONE
80.10.00 Servizi di vigilanza privata direzione Sviluppo economico
80.20.00 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza direzione Sviluppo economico
80.30.00 Servizi di investigazione privata direzione Sviluppo economico
81 ATTIVITÀ DI SERVIZI PER EDIFICI E PAESAGGIO
81.10.00 Servizi integrati di gestione agli edifici direzione Sviluppo economico solo privati
81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici direzione Sviluppo economico
81.22.01 Attività di sterilizzazione di attrezzature medico sanitarie Direzione Ambiente
81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali
Direzione Ambiente
81.29.10 Servizi di disinfestazione Direzione Ambiente
81.29.91 Pulizia e lavaggio di aree pubbliche, rimozione di neve e ghiaccio Direzione Ambiente
81.29.99 Altre attività di pulizia nca direzione Sviluppo economico
81.30.00 Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole) Direzione Ambiente

146
82 ATTIVITÀ DI SUPPORTO PER LE FUNZIONI D'UFFICIO E ALTRI
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE
82.11.01 Servizi integrati di supporto per le funzioni d'ufficio direzione Sviluppo economico
82.11.02 Gestione di uffici temporanei, uffici residence direzione Sviluppo economico
82.19.01 Spedizione di materiale propagandistico, compilazione e gestione di indirizzi direzione Sviluppo economico
82.19.09 Servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e altre attività di supporto
specializzate per le funzioni d'ufficio
direzione Sviluppo economico
82.20.00 Attività dei call center direzione Sviluppo economico
82.30.00 Organizzazione di convegni e fiere direzione Sviluppo economico
82.91.10 Attività di agenzie di recupero crediti direzione Sviluppo economico
82.91.20 Agenzie di informazioni commerciali direzione Sviluppo economico
82.92.10 Imballaggio e confezionamento di generi alimentari direzione Sviluppo economico
82.92.20 Imballaggio e confezionamento di generi non alimentari direzione Sviluppo economico
82.99.10 Imprese di gestione esattoriale direzione Sviluppo economico
82.99.20 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste direzione Sviluppo economico
82.99.30 Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche direzione Sviluppo economico
82.99.40 Richiesta certificati e disbrigo pratiche direzione Sviluppo economico
82.99.91 Servizi di stenotipia direzione Sviluppo economico
82.99.99 Altri servizi di sostegno alle imprese nca direzione Sviluppo economico
O AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E DIFESA; ASSICURAZIONE SOCIALE
OBBLIGATORIA
84 AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E DIFESA; ASSICURAZIONE SOCIALE
OBBLIGATORIA Escluse dal Suap
84.11.10 Attività degli organi legislativi ed esecutivi, centrali e locali; amministrazione
finanziaria; amministrazioni regionali, provinciali e comunali
Escluse dal Suap
84.11.20 Attività di pianificazione generale e servizi statistici generali Escluse dal Suap
84.12.10 Regolamentazione dell'attività degli organismi preposti alla sanità Escluse dal Suap
84.12.20 Regolamentazione dell'attività degli organismi preposti all'istruzione Escluse dal Suap
84.12.30 Regolamentazione dell'attività degli organismi preposti alla gestione di progetti per
l'edilizia abitativa e l'assetto del territorio e per la tutela dell'ambiente
Escluse dal Suap
84.12.40 Regolamentazione dell'attività degli organismi preposti ai servizi ricreativi, culturali
e sociali vari
Escluse dal Suap
84.13.10 Regolamentazione degli affari concernenti i combustibili e l'energia Escluse dal Suap
84.13.20 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti l'agricoltura, silvicoltura, caccia e
pesca
Escluse dal Suap
84.13.30 Regolamentazione degli affari e dei servizi concernenti le industrie estrattive e le
risorse minerarie (eccetto i combustibili) le industrie manifatturiere, le costruzioni e
le opere pubbliche ad eccezione delle strade e opere per la navigazione

Escluse dal Suap


84.13.40 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti la costruzione di strade Escluse dal Suap
84.13.50 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti la costruzione di opere per la
navigazione interna e marittima
Escluse dal Suap
84.13.60 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti i trasporti e le comunicazioni
Escluse dal Suap
84.13.70 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti il commercio interno Escluse dal Suap
84.13.80 Regolamentazione degli affari e servizi concernenti il turismo Escluse dal Suap
84.13.90 Regolamentazione di altri affari e servizi economici Escluse dal Suap
84.21.00 Affari esteri Escluse dal Suap
84.22.00 Difesa nazionale Escluse dal Suap
84.23.00 Giustizia ed attività giudiziarie Escluse dal Suap
84.24.00 Ordine pubblico e sicurezza nazionale Escluse dal Suap
84.25.10 Attività dei vigili del fuoco Escluse dal Suap
84.25.20 Attività di protezione civile Escluse dal Suap
84.30.00 Assicurazione sociale obbligatoria Escluse dal Suap
P ISTRUZIONE
85 ISTRUZIONE Escluse dal Suap se pubbliche

147
85.10.00 Istruzione di grado preparatorio: scuole dell'infanzia, scuole speciali collegate a
quelle primarie
Direzione Istruzione
85.20.00 Istruzione primaria: scuole elementari Direzione Istruzione
85.31.10 Istruzione secondaria di primo grado: scuole medie Direzione Istruzione
85.31.20 Istruzione secondaria di secondo grado di formazione generale: licei Direzione Istruzione
85.32.01 Scuole di vela e navigazione che rilasciano brevetti o patenti commerciali
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
85.32.02 Scuole di volo che rilasciano brevetti o patenti commerciali
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
85.32.03 Scuole di guida professionale per autisti, ad esempio di autocarri, di autobus e di
pullman
Direzione Sviluppo economico
85.32.09 Altra istruzione secondaria di secondo grado di formazione tecnica, professionale e
artistica
Direzione Istruzione
85.41.00 Istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) Direzione Istruzione
85.42.00 Istruzione universitaria e post-universitaria; accademie e conservatori Direzione Istruzione
85.51.00 Corsi sportivi e ricreativi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
85.52.01 Corsi di danza
85.52.09 Altra formazione culturale Direzione Istruzione
85.53.00 Autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche direzione Sviluppo economico
85.59.10 Università popolare Direzione Istruzione
85.59.20 Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale Direzione Istruzione
85.59.30 Scuole e corsi di lingua Direzione Istruzione
85.59.90 Altri servizi di istruzione nca Direzione Istruzione
85.60.01 Consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico Direzione Istruzione
85.60.09 Altre attività di supporto all'istruzione Direzione Istruzione
Q SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
86 ASSISTENZA SANITARIA
86.10.10 Ospedali e case di cura generici
Direzione Sicurezza sociale e Esclusi dal Suap
Sport quelli pubblici
86.10.20 Ospedali e case di cura specialistici
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.10.30 Istituti, cliniche e policlinici universitari
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.10.40 Ospedali e case di cura per lunga degenza
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.21.00 Servizi degli studi medici di medicina generale
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.01 Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.02 Ambulatori e poliambulatori del Servizio Sanitario Nazionale
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.03 Attività dei centri di radioterapia
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.04 Attività dei centri di dialisi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.05 Studi di omeopatia e di agopuntura
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.06 Centri di medicina estetica
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.22.09 Altri studi medici specialistici e poliambulatori
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.23.00 Attività degli studi odontoiatrici
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.11 Laboratori radiografici
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.12 Laboratori di analisi cliniche
Direzione Sicurezza sociale e
Sport

148
86.90.13 Laboratori di igiene e profilassi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.21 Fisioterapia
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.29 Altre attività paramediche indipendenti nca
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.30 Attività svolta da psicologi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.41 Attività degli ambulatori tricologici
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
86.90.42 Servizi di ambulanza, delle banche del sangue e altri servizi sanitari nca
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
87 SERVIZI DI ASSISTENZA SOCIALE RESIDENZIALE
87.10.00 Strutture di assistenza infermieristica residenziale per anziani
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
87.20.00 Strutture di assistenza residenziale per persone affette da ritardi mentali, disturbi
Direzione Sicurezza sociale e
mentali o che abusano di sostanze stupefacenti
Sport
87.30.00 Strutture di assistenza residenziale per anziani e disabili
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
87.90.00 Altre strutture di assistenza sociale residenziale
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
88 ASSISTENZA SOCIALE NON RESIDENZIALE Direzione Sicurezza sociale e
Sport
88.10.00 Assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
Servizi di asili nido;
88.91.00 assistenza diurna per minori disabili
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
88.99.00 Altre attività di assistenza sociale non residenziale nca
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
R ATTIVITÀ ARTISTICHE, SPORTIVE, DI INTRATTENIMENTO E
DIVERTIMENTO
90 ATTIVITÀ CREATIVE, ARTISTICHE E DI INTRATTENIMENTO
90.01.01 Attività nel campo della recitazione Direzione Sviluppo economico
90.01.09 Altre rappresentazioni artistiche Direzione Sviluppo economico
90.02.01 Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
Direzione Sviluppo economico
90.02.02 Attività nel campo della regia Direzione Sviluppo economico
90.02.09 Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche Direzione Sviluppo economico
90.03.01 Attività dei giornalisti indipendenti Direzione Sviluppo economico
90.03.02 Attività di conservazione e restauro di opere d'arte Direzione Sviluppo economico
90.03.09 Altre creazioni artistiche e letterarie Direzione Sviluppo economico
90.04.00 Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche Direzione Sviluppo economico
91 ATTIVITÀ DI BIBLIOTECHE, ARCHIVI, MUSEI ED ALTRE ATTIVITÀ
CULTURALI
91.01.00 Attività di biblioteche ed archivi
Esclusi dal Suap
Direzione Sviluppo economico quelli pubblici
91.02.00 Attività di musei Direzione Sviluppo economico
91.03.00 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili Direzione Sviluppo economico
91.04.00 Attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali Direzione Sviluppo economico
92 ATTIVITÀ RIGUARDANTI LE LOTTERIE, LE SCOMMESSE, LE CASE
DA GIOCO
92.00.01 Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio eccetera Direzione Sviluppo economico
92.00.02 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a
gettone
Direzione Sviluppo economico
92.00.09 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse Direzione Sviluppo economico
93 ATTIVITÀ SPORTIVE, DI INTRATTENIMENTO E DI DIVERTIMENTO
93.11.10 Gestione di stadi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport

149
93.11.20 Gestione di piscine
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.11.30 Gestione di impianti sportivi polivalenti
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.11.90 Gestione di altri impianti sportivi nca
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.12.00 Attività di club sportivi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.13.00 Gestione di palestre
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.19.10 Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.19.91 Ricarica di bombole per attività subacquee
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.19.92 Attività delle guide alpine Direzione Sviluppo economico
93.19.99 Altre attività sportive nca
Direzione Sicurezza sociale e
Sport
93.21.00 Parchi di divertimento e parchi tematici Direzione Sviluppo economico
93.29.10 Discoteche, sale da ballo night-club e simili Direzione Sviluppo economico
93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali Direzione Sviluppo economico
93.29.30 Sale giochi e biliardi Direzione Sviluppo economico
93.29.90 Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca Direzione Sviluppo economico
S ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI
94 ATTIVITÀ DI ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE
94.11.00 Attività di organizzazione di datori di lavoro, federazioni di industria, commercio,
artigianato e servizi, associazioni, unioni, federazioni fra istituzioni
Esclusi dal Suap
94.12.10 Attività di federazioni e consigli di ordini e collegi professionali Esclusi dal Suap
94.12.20 Attività di associazioni professionali Esclusi dal Suap
94.20.00 Attività dei sindacati di lavoratori dipendenti Esclusi dal Suap
94.91.00 Attività delle organizzazioni religiose nell'esercizio del culto Esclusi dal Suap
94.92.00 Attività dei partiti e delle associazioni politiche Esclusi dal Suap
94.99.10 Attività di organizzazioni per la tutela degli interessi e dei diritti dei cittadini Esclusi dal Suap
94.99.20 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di
hobby
Esclusi dal Suap
94.99.30 Attività di organizzazioni patriottiche e associazioni combattentistiche Esclusi dal Suap
94.99.40 Attività di organizzazioni per la cooperazione e la solidarietà internazionale Esclusi dal Suap
94.99.50 Attività di organizzazioni per la filantropia Esclusi dal Suap
94.99.60 Attività di organizzazioni per la promozione e la difesa degli animali e dell'ambiente
Eslusi dal Suap
94.99.90 Attività di altre organizzazioni associative nca Eslusi dal Suap
95 RIPARAZIONE DI COMPUTER E DI BENI PER USO PERSONALE E PER
LA CASA
95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche Direzione Sviluppo economico
95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari Direzione Sviluppo economico
95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni Direzione Sviluppo economico
95.21.00 Riparazione di prodotti elettronici di consumo audio e video Direzione Sviluppo economico
95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa Direzione Sviluppo economico
95.22.02 Riparazione di articoli per il giardinaggio Direzione Sviluppo economico
95.23.00 Riparazione di calzature e articoli da viaggio in pelle, cuoio o in altri materiali simili
Direzione Sviluppo economico
95.24.01 Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento Direzione Sviluppo economico
95.24.02 Laboratori di tappezzeria Direzione Sviluppo economico
95.25.00 Riparazione di orologi e di gioielli Direzione Sviluppo economico
95.29.01 Riparazione di strumenti musicali Direzione Sviluppo economico
95.29.02 Riparazione di articoli sportivi (escluse le armi sportive) e attrezzature da campeggio
(incluse le biciclette)
Direzione Sviluppo economico

150
95.29.03 Modifica e riparazione di articoli di vestiario non effettuate dalle sartorie Direzione Sviluppo economico
95.29.04 Servizi di riparazioni rapide, duplicazione chiavi, affilatura coltelli, stampa
immediata su articoli tessili, incisioni rapide su metallo non prezioso
Direzione Sviluppo economico
95.29.09 Riparazione di altri beni di consumo per uso personale e per la casa nca Direzione Sviluppo economico
96 ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI PER LA PERSONA
96.01.10 Attività delle lavanderie industriali Direzione Sviluppo economico
96.01.20 Altre lavanderie, tintorie Direzione Sviluppo economico
96.02.01 Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere Direzione Sviluppo economico
96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza Direzione Sviluppo economico
96.02.03 Servizi di manicure e pedicure Direzione Sviluppo economico
96.03.00 Servizi di pompe funebri e attività connesse Direzione Sviluppo economico
96.04.10 Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali) Direzione Sviluppo economico
96.04.20 Stabilimenti termali Direzione Sviluppo economico
96.09.01 Attività di sgombero di cantine, solai e garage Direzione Sviluppo economico
96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing Direzione Sviluppo economico
96.09.03 Agenzie matrimoniali e d'incontro Direzione Sviluppo economico
96.09.04 Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) direzione Ambiente
96.09.05 Organizzazione di feste e cerimonie
Codice inserito a
partire dal 1
Direzione Sviluppo economico gennaio 2009
96.09.09 Altre attività di servizi per la persona nca Direzione Sviluppo economico
T ATTIVITÀ DI FAMIGLIE E CONVIVENZE COME DATORI DI LAVORO
PER PERSONALE DOMESTICO; PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI
INDIFFERENZIATI PER USO PROPRIO DA PARTE DI FAMIGLIE E
CONVIVENZE
Estranea al Suap
97 ATTIVITÀ DI FAMIGLIE E CONVIVENZE COME DATORI DI LAVORO
PER PERSONALE DOMESTICO
97.00.00 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
Esclusi dal Suap
98 PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI INDIFFERENZIATI PER USO
PROPRIO DA PARTE DI FAMIGLIE E CONVIVENZE
98.10.00 Produzione di beni indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze
Esclusi dal Suap
98.20.00 Produzione di servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze
Esclusi dal Suap
U ORGANIZZAZIONI ED ORGANISMI EXTRATERRITORIALI
99 ORGANIZZAZIONI ED ORGANISMI EXTRATERRITORIALI
99.00.00 Organizzazioni ed organismi extraterritoriali Esclusi dal Suap

divisione di competenze non del Codice Ateco

Procedimenti tecnici

Direzione Ambiente se la
Regione toscana confermerà che
se relativi ad attività e impianti esclusi dal SUAP: la competenza è del Comune
1 Autorizzazione all'utilizzo, custodia e conservazione dei gas tossici ASL Direzione Ambiente
2 Autorizzazione/Rinnovo scarichi produttivi in pubblica fognatura (Aato 3) Direzione Ambiente
3 Comunicazione variazione scarichi produttivi in pubblica fognatura (Aato 3) Direzione Ambiente
Rilascio/revisione patente di abilitazione all'uso gas tossici Direzione Ambiente
5 Certificato di abilitazione per i prodotti fitosanitari Direzione Ambiente
6 Scarichi in fognatura bianca Direzione Ambiente

151
Allegato n. 6 Note tecniche sulla casella di posta elettronica certificata (pec), sui i formati a corredo
delle istanze e sulla loro sottoscrizione.
A cura della Direzione Risorse Tecnologiche – Servizio Sviluppo Sistemi – PO Innovazione

1 Obiettivi del documento


L’obiettivo del presente documento è quello di fornire un primo insieme di indicazioni sulle modalità di
invio delle pratiche, con particolare riferimento all’uso della posta elettronica certificata, ai formati da
utilizzare per la produzione della documentazione e sui meccanismi di sottoscrizione.

Le presente note tecniche saranno periodicamente aggiornate ed integrate alla luce delle indicazioni di
legge, delle prescrizioni comunicate dagli Enti Terzi che concorrono ai procedimenti, delle specifiche
pubblicate sul portale www.impresainungiorno.it.

1.1 Riferimenti
http://www.digitpa.gov.it/amministrazione-digitale/CAD-testo-vigente
http://www.impresainungiorno.gov.it/web/regole-tecniche/pubblicate
http://www.impresainungiorno.gov.it/web/home/contesto-normativo-di-riferimento

2 Ricezione delle pratiche


In ottemperanza da quanto previsto dal Art. 5 Comma 5 dell’Allegato Tecnico al DPR 160/2010, fermo
restando che a regime le pratiche perverranno attraverso il portale SUAP comunale (servizi on-line),
attualmente l’invio è previsto via posta elettronica certificata (PEC) alla casella dedicata
suap@pec.comune.fi.it.

Attualmente la casella pec suddetta accetta in arrivo/partenza messaggi da/verso caselle mail anche non
pec.

Dal 01 ottobre 2011 (data di attivazione dei servizi on-line ):

 la casella suap@pec.comune.fi.it accetterà solo comunicazioni che perverranno da caselle pec;


 le comunicazioni con caselle di posta elettronica non certificate saranno circoscritte ai soggetti
non residenti sul territorio nazionale che sono impossibilitati all’accreditamento sul portale con gli
strumenti di autenticazione previsti e che non sono in grado di ottenere una casella PEC da un
gestore italiano14. Si ricorda che nell’invio per mail tradizionale non è prevista la presenza di
ricevute di accettazione e consegna (vedi articolo 6 comma 1).

2.1 Allegati alla pratica SUAP

2.1.1 File ZIP


In ottemperanza da quanto previsto dal Art. 5 Comma 1 dell’Allegato Tecnico al DPR 160/2010, la
pratica è composta da un unico file compresso in formato ZIP. Questo è ottenibile sia attraverso le
funzionalità messe a disposizione in maniera nativa dal sistema operativo che mediante l’utilizzo di
prodotti gratuiti a codice sorgente aperto15 e/o con prodotti commerciali16 a pagamento.

14
Si fa presente che alcuni dei gestori italiani prevedono una modalità di rilascio che non prevede il ritiro fisico ad uno sportello sul
territorio. Quindi sarebbe possibile anche per soggetti presenti sul territorio non italiano dotarsi di una casella PEC.
15
Ad esempio 7-zip (http://www.7-zip.org/)
16
Ad esempio WinZip (http://www.winzip.com)

152
A partire dal 01 settembre 2011 non saranno accettati file compressi con algoritmi diversi da quelli di cui
all’RFC-1950; pertanto le pratiche che presentano allegati compressi con algoritmi proprietari (es. ACE o
RAR) sono da dichiarare irricevibili.

Il file dovrà essere tassativamente nominato secondo le specifiche indicato all’Art 5 Comma 2 del
suddetto DPR, ovvero <codice-fiscale>-<GGMMAAAA-HHMM>.SUAP.zip17. La stringa di valori
<codice-fiscale>-<GGMMAAAA-HHMM> rappresenta il cosiddetto codice pratica.

2.1.2 Elementi del file ZIP


All’interno del file compresso è presente una collezione di documenti (file) così strutturati:

Documento Obbligatorio/Facoltativo Tipo file Denominazione


Modello
Obbligatorio XML <codice-pratica>.suap.xml18
riepilogo
Distinta del
PDF/A sottoscritto
modello Obbligatorio <codice-pratica>.suap.pdf.p7m19
digitalmente
riepilogo
Modello
Obbligatorio XML <codice-pratica>.mda.xml20
attività
Distinta del
PDF/A sottoscritto
modello Obbligatorio <codice-pratica>.mda.pdf.p7m21
digitalmente
attività
Sia obbligatori (come
Nei formati di
specificato nelle indicazioni
seguiti indicati, <codice-pratica>.<nnn
Allegati dei singoli
sottoscritti progressivo>.tipofile.p7m22
endoprocedimenti) che
digitalmente
facoltativi

Dal 01 settembre 2011 non saranno più accettati allegati che risultino incompleti dei file non XML
indicati come obbligatori.

Dato che la presenza dei file XML è condizione necessaria per poter garantire l’importazione automatica
nel back-office comunale, dalla data di pubblicazione delle specifiche definitive che descriveranno il
contenuto formale degli stessi, non saranno più accettati allegati che risultino incompleti dei file XML
indicati come obbligatori.

3 Formati dei file

3.1 Criteri di scelta


L’indicazione sui formati da adottare è stata operata sulla base dei seguenti criteri:

 caratteristiche dei formati da utilizzare (aperti e non soggetti a royalty );


 implicazioni tecnologiche legate alla conservazione nel lungo periodo;
 prescrizioni desumibili da DPR 160/2010;
 conformità alle specifiche tecniche e di formato pubblicate sul portale impresainungiorno.gov.it;

17
Es. una pratica del codice fiscale 123456789 predisposta il 14.07.1970 alle ore 12:30 sarà nominata 123456789-14071970-1230.SUAP.zip.
18
Ad esempio 123456789-14071970-1230.SUAP.XML
19
Ad esempio 123456789-14071970-1230.SUAP.PDF.P7M
20
Ad esempio 123456789-14071970-1230.MDA.XML
21
Ad esempio 123456789-14071970-1230.MDA.PDF.P7M
22
Ad esempio, nel caso di 3 allegati, in primo PDF, il secondo JPG e il terzo DWF, 123456789-14071970-1230.001.PDF.P7M / 123456789-
14071970-1230.002.JPG.P7M / 123456789-14071970-1230.003.DWF.P7M

153
 recepimento delle circolari degli Enti Terzi23.

3.2 Formati richiesti

Tipologia documenti Formato


24
PDF/A - Portable Document Format/Archiving per
Elaborati letterali
l’archiviazione a lungo termine
Elaborati tecnici DWF25 / DWFx - Design Web Format
Allegati provenienti da acquisizione da
PDF/A
analogico (scansioni)
Documentazione fotografica PDF/A26
Joint Photographic Experts Group27
Singole fotografie
JPG - JPG200028

3.3 Specifiche per l’acquisizione da analogico

Tipologia documenti B/N – Colore Dpi


Documenti testuali B/N 200
Documenti testuali scarsamente leggibili Scala di grigi 200
Documenti per i quali l’informazione colore sia fondamentale Colore 200
Fino a 400, in
relazione alla
Materiale fotografico Colore
qualità
dell’originale

I documenti PDF/A sono visualizzabile con qualsiasi reader PDF e producibili sia attraverso prodotti
gratuiti a codice sorgente aperto29 che con prodotti commerciali30 a pagamento.

Si sottolinea che altri formati sono da considerarsi come non ricevibili in quanto proprietari o con
possibile presenza di codice dinamico e/o macro.

3.4 Sottoscrizione dei file (firma digitale)


Dal 01 ottobre 2011 l’unica modalità di sottoscrizione ritenuta accettabile è quella in formato pkcs#7,
meglio noto come p7m. Questo formato, previsto fin dal 1999 dalla normativa vigente
sull’interoperabilità della firma digitale, è quello che le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad
accettare.31 Fino a quella data, nel caso che lo sportello SUAP verifichi la presenza di un documento

23
In particolare si fa riferimento alla circolare DCRISLOG nr. 7227 del 21.03.2011 del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del
Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile -
http://www.sindirvvf.it/Documenti/Norme/Pocket%20Norme/PI/LC%20MI%20DCRISLOG_7227%2021_03_2011%20-
%20Prevenzione%20on%20line%20-%20Acquisizione%20documenti%20digitali.htm
E alla nota 133408 del 24.05.2011 del Genio Civile dell’area vasta FI-AR-PO-PT
24
Standard ISO 19005-1:2005 “Document Management - Electronic document file format for long term preservation - Part 1: Use of PDF
1.4 (PDF/A-1)” pubblicato il 1º ottobre 2005 che definisce un formato (PDF/A) per l'archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici
ed è basato sulla versione 1.4 del formato PDF di Adobe Systems Inc., implementato in Adobe Acrobat versione 5 e successive.
25
http://en.wikipedia.org/wiki/Design_Web_Format
26
La documentazione. fotografica non è una mera raccolta di scatti, ma contiene indicazione dei punti di ripresa e gli opportuni riferimenti
testuali per ogni foto.
27
http://it.wikipedia.org/wiki/Joint_Photographic_Experts_Group
28
http://it.wikipedia.org/wiki/JPEG_2000
29
Ad esempio Open Office (http://it.openoffice.org/) o PDF Creator (http://sourceforge.net/projects/pdfcreator/)
30
Ad esempio Adobe Acrobat o Office 2010
31
Si precisa, però, che attualmente il nostro ordinamento prevede l’utilizzo di tre formati possibili per produrre file firmati digitalmente:
 firma digitale in formato pkcs#7
 firma digitale in formato PDF

154
sottoscritto nel formato PDF, nel caso in cui le firme siamo valide, il documento viene dichiarato come
irricevibile, ma sarà richiesta la conformazione.

La sottoscrizione dovranno essere conformi alle regole tecniche vigenti, che sono aggiornate
periodicamente.

La verifica della firma digitale e la successiva estrazione degli oggetti firmati può essere effettuata con
qualsiasi software in grado di elaborare file firmati in modo conforme alla Deliberazione CNIPA N. 45 -
21 Maggio 200932. Sul sito di DigitPA33 è disponibile un elenco dei software di verifica disponibili.

 firma digitale in formato XML.


Il DPR 160/2010, indicando esplicitamente l’estensione .P7M, di fatto indica come non accettabile gli altri due tipi di firma.
32
http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/normativa/Deliberazione_CNIPA_N_45_21-Mag-09.pdf
33
http://www.digitpa.gov.it/principali-attivit%C3%A0/software-di-verifica-della-firma-digitale

155
Allegato n. 7 Modello di presentazione autorizzazione pagamento

Alla Agenzia delle entrate


Ufficio Firenze 1
Via Santa Reparata
Firenze

Istanza per l’assolvimento in modo virtuale dell’imposta di bollo ai sensi dell’art.15 DPR/1972
Il sottoscritto…………………………..nella sua qualità di Direttore della direzione……………………..
del Comune di Firenze chiede che la propria Direzione sia autorizzata da Codesto spett. ufficio
all’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale a tal fine dichiara che:
1. il numero di atti presunto (telematici e cartacei) per i quali è prevista l’imposta di bollo per l’anno
2008 è ………….
2. l’imposta di bollo ad essi afferente è di euro 14,62 (n.b. verificare: questo è l’importo per gli atti a
bollo unico indicati nella tariffa 1 del D.m. 30 agosto 1992)
La persona alla quale rivolgersi per informazioni è………….
Firma data

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