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CLAC Italiano III | 2016.

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Insegnante: Beatriz Alves

I pronomi combinati

Ricordando i pronomi
Sappiamo che i pronomi sostituiscono un complemento verbale, ossia, un termine
chiesto dal verbo. I pronomi possono essere diretti, se sostituiscono i complementi
diretti, o indiretti, se sostituiscono i complementi indiretti.
E cosa sono i complementi diretti e indiretti?
Sappiamo anche che i complementi diretti sono quei che non presentano
preposizione, e i complementi indiretti sono quei che invece presentano la
preposizione.
Esempi di complementi e pronomi diretti:
Compro la borsa > La compro
Ho cercato i ragazzi > Li ho cercati
Dobbiamo sempre ricordarci che, con i pronomi diretti, quando abbiamo un tempo
composto (che utilizza l’ausiliare essere/avere + il participio passato del verbo
principale), il verbo principale al participio deve sempre concordare con il pronome
diretto usato – li ho cercati; le ho cercate; l’ho cercata; l’ho cercato.
In questi casi, attenzione ai pronomi diretti al singolare: essi soffrono elisione,
processo in cui cade l’ultima lettera e si mette al suo posto un’apostrofo. Il
participio deve concordare con il pronome usato – la ho cercata > l’ho cercata; lo ho
cercato > l’ho cercato.
Esempi di complementi e pronomi indiretti:
Ho parlato a Carlo ieri sera > Gli ho parlato ieri sera
Ho dato il regalo a Maluena > Le ho dato il regalo
In questi esempi, abbiamo sempre presente la preposizione (a) dopo il verbo, perciò
i complementi sono indiretti.

Andiamo ai combinati
Osserviamo che, sia diretto o indiretto, il pronome si mette sempre prima dal verbo.
Così saranno i pronomi combinati, mettendosi anche essi davanti al verbo, eccetto
con verbi all’imperativo, all’infinito o al gerundio.
E cosa sono quindi i pronomi combinati?
Se vogliamo sostituire i complementi diretti del verbo, usiamo i pronomi diretti, e se
vogliamo invece sostituire i complementi indiretti usiamo i pronomi indiretti. Ma

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quando il verbo chiede i due complementi, il diretto e quello indiretto, dobbiamo


sostituire ambidue dai suoi rispettivi pronomi. Così si formano i pronomi combinati.
Esempio:
Tu hai dato a noi le chiavi
A noi (indiretto) – ci
Le chiavi (diretto) – le
Tu ce le hai date
Osserviamo che il pronome ci diventa ce. Questo succede perché, quando un
pronome è davanti all’altro, la –i del primo diventa –e. Esempi: mi+li=me li; vi+ la=ve
la ecc. Non dimentichiamo la concordanza con il pronome diretto: le hai date.
È importante pure sapere cosa accade ai complementi indiretti di terza persona (a
lei, a Lei, a lui, a loro). Quando sono sostituiti dai pronomi indiretti, tutti diventano
“glie-” e si uniscono al pronome diretto, formando una sola parola.
Esempio:
Ho dato il regalo a Maluena
Il regalo (diretto) – lo
A Maluena (indiretto) – le
Gliel’ho dato
Cos’è successo? [Le + lo] è diventato glielo, e il pronome diretto ha sofferto
l’elisione, facendosi normalmente la concordanza del participio – lo ho dato > l’ho
dato. Non dimentichiamo che qualsiasi pronome indiretto di terza persona (sia
maschile, femminile, singolare o plurale), nei pronomi combinati, diventa glie-.
Questo fenomeno nei pronomi combinati succede con i pronomi indiretti di terza
persona perché non si può fare “gle” in italiano; allora, invece di sostituire la –i dalla
–e, soltanto aggiungiamo la –e al pronome indiretto gli, che diventa glie + il
pronome diretto in questione.
Adesso ricordiamoci un attimo delle eccezzioni: quando i pronomi si mettono si
mettono alla fine del verbo, e non prima – con verbi all’imperativo, all’infinito o al
gerundio. Vediamo alcuni esempi:
Fammi vedere i libri > Fammeli vedere (verbo all’imperativo)
Ho sentito il professore dicendo alla classe che domani ci sarà l’esame > Ho sentito
il professore dicendoglielo (verbo al gerundio)
Non ho avuto il coraggio di dire la verità a Marco > Non ho avuto il coraggio di
dirgliela (verbo all’infinito)
Nel caso di verbi all’infinito, il verbo perde l’ultima vocale, la –e, e si aggiungono i
pronomi. In tutti i casi, il verbo più i pronomi diventano una sola parola.

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I pronomi combinati possono formarsi anche con i verbi riflessivi. In questo caso,
invece del pronome indiretto si usa il pronome riflessivo.
Esempio:
Mi ho mangiato la mela
Mi (pronome riflessivo)
La mela (complemento diretto) – la
Me l’ho mangiata
Il pronome riflessivo viene al posto del pronome indiretto, perchè non c’è
complemento indiretto da sostituire, e l’elisione (in caso di pronome diretto al
singolare) e la concordanza del participio con il pronome diretto si fanno – la ho
mangiata > l’ho mangiata.

Gl’italiani a volte non sostituiscono i complementi verbali dai pronomi, ma usano


tutti e due (i complementi e anche i pronomi).
Esempio:
Ho dato il regalo a Maluena può dirsi Gliel’ho dato oppure A Maluena gliel’ho dato il
regalo

Riassumendo

Cose importanti da sapere sui pronomi combinati

Vengono sempre prima dal verbo, eccetto



quando il verbo è all'imperativo, all'infinito o al gerundio

Il pronome indiretto viene



sempre prima dal pronome diretto

3ª La -i del pronome indiretto diventa -e

Con i complementi indiretti di terza persona


(maschili, femminili, singolari, plurali), i pronomi indiretti

diventano sempre glie- e si aggiungono al pronome
diretto, formando una sola parola

I pronomi combinati