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Rilevazione degli interventi realizzati

per l’integrazione delle persone autrici di reato

Tavolo nazionale Fse per l’inclusione dei soggetti in esecuzione penale

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Indice

1. Nota metodologica

2. Analisi quantitativa delle principali


principali caratteristiche dei
dei progetti rilevati

3. Approfondimenti tematici degli interventi

3.1. Reti di istituzioni

3.2. Attività formative rivolte ai detenuti

3.3. Preparazione al rilascio/reinserimenti/gestione della transizione

3.4. Formazione degli operatori e dei formatori

3.5. Lavoro intra/extramurario e coinvolgimento delle realtà produttive

3.6. Gruppi specifici (donne, minori)


minori)

4. Conclusioni

Allegati

1. Riepilogo schede progettuali pervenute e Schede descrittive degli


degli interventi per

l’inclusione dei soggetti in esecuzione penale

2. Elenco degli interventi individuati per le aree tematiche della Rete

transnazionale Fse Ex-


Ex-Offenders Community of Practice (ExOCoP)

Autore del testo di analisi è Alessio Scandurra, ricercatore di Sociologia del Diritto presso la
Fondazione Giovanni Michelucci di Firenze

La rilevazione degli interventi e l’elaborazione dei dati e delle schede allegate è stata coordinata da
Giovanna de Mottoni e realizzata da Gianluca Calzolari, Francesco Chiurco, Paola Ferri, Giovanna
Mangano della Struttura di Supporto alla Cooperazione Transnazionale dell’Isfol. Tutte le
Amministrazioni e gli Organismi partner del Tavolo nazionale FSE per l’inclusione dei soggetti in
esecuzione penale hanno preso parte alla definizione della scheda di rilevazione, ed hanno fornito
i dati e prodotto le schede riportate.

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1. Nota metodologica

La presente relazione riguarda la rilevazione avviata per iniziativa del Tavolo nazionale
Fse per l’inclusione dei soggetti in esecuzione penale,
penale, che aveva per oggetto le buone
prassi per l’inclusione degli stessi, individuate come tali dalle Amministrazioni centrali e
regionali partecipanti e non al Tavolo Fse.

Obiettivo della rilevazione era acquisire un quadro informativo delle esperienze più
significative maturate sul territorio nazionale nel contesto della Programmazione
comunitaria - ma anche di altre linee di finanziamento - da utilizzare nel quadro delle
attività della Rete Transnazionale Fse Ex-Offenders Community of Practice (ExOCoP).

Gli interventi qui descritti rappresentano infatti il bacino di informazioni, riguardo le


sperimentazioni più efficaci, che la Comunità di pratiche intende diffondere e trasferire
tra i diversi attori nell’ottica di contribuire a migliorare i processi di inclusione del gruppo
target.

I progetti, allegati alla fine della relazione, sono stati segnalati principalmente dalle
Amministrazioni centrali e dalle Autorità di Gestione Fse a seguito di una selezione da
loro operata, utilizzando per ciascun intervento una scheda di rilevazione elaborata in
seno al Tavolo Fse.

Il quadro che emerge va dunque letto alla luce di due considerazioni. La prima è che la
rilevazione tiene conto solo dei progetti segnalati ed inviati e non dell’universo degli
interventi che si svolgono nel Paese per l’inclusione sociale degli autori di reato. La
seconda è che, per la loro stessa natura “straordinaria”, tali progettualità vanno ad
affiancarsi agli interventi che in via ordinaria tutte le Amministrazioni appartenenti al
Tavolo Fse realizzano per l’inclusione di tali beneficiari. L’insieme delle attività
ordinariamente svolte da quelle Amministrazioni, per quanto significative per
innovatività, efficacia o per la rilevanza del bisogno su cui intervengono, resta dunque
estraneo a questa rilevazione.

Si precisa infine che, per esigenze legate alla partecipazione italiana alla Rete
transnazionale FSE Ex-Offenders Community of Practice (ExOCoP), è stato necessario
stilare una lista (Allegato n. 2) ridotta di progetti, distribuiti in base all’area tematica di
intervento, da presentare ai coordinatori della Rete ed agli organizzatori degli eventi
tematici previsti nei prossimi mesi. Nella lista, allegata alla fine di questo documento,
sono stati inclusi alcuni progetti ritenuti rappresentativi del complesso delle attività
rilevate e di tutte le Amministrazioni ed i territori che hanno partecipato alla rilevazione,
e che evidenziano le esperienze che, anche per le indicazione raccolte degli stessi
compilatori, presentavano i profili di maggior interesse.

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2. Analisi quantitativa delle principali caratteristiche dei progetti
progetti rilevati

Si riporta anzitutto, nella Tabella 1, un quadro di sintesi dei 90 progetti acquisiti,


indicando l’Amministrazione che li ha inviati e le aree tematiche di intervento di ciascun
progetto. Nella lettura della tabella si tenga presente che molti di loro intervengono su
più di un’area, un aspetto che spiega perché la somma dei numeri riportati nell’ultima
colonna a destra sia ben maggiore del numero complessivo dei progetti. Ciò che emerge
è la notevole eterogeneità delle risposte avute da ciascuna Amministrazione: alcune
hanno segnalato un numero limitato di progetti, mentre altre hanno inviato un numero di
schede decisamente maggiore, rimandando ad un secondo momento una ulteriore
selezione dei progetti inviati.

Si tenga presente infine che al momento della redazione di questo documento un quarto
circa dei progetti segnalatici risultavano ancora in corso di svolgimento.

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Tabella 1 Organismi membri Tavolo FSE

Min. Min. I. C. Equal Min. Giustizia BAS PA E_R FVG (1) LAZ LIG LOM MAR PIE TOS VEN Leonar Gru
Istruzione Lavoro ISFOL DAP (9) (3) BZ (6) (1) (3) (1) (1) (11) (31) (2) do (2) ndt
(x) = numero progetti segnalati
(6) DGPOF (8) (3) vig
(1) (1)

Aree tematiche

Attività formative rivolte ai detenuti 5 1 4 1 3 2 3 1 2 1 1 6 25 1 1 57

Rete di istituzioni 1 1 7 3 1 1 4 1 2 1 1 3 11 1 38

Formazione operatori e formatori 3 2 1 1 1 6 9 2 28


2 1
Preparazione al 3 1 5 2 1 4 1 3 9 1 30
rilascio/Reinserimento/Gestione
transizione
Lavoro intra/extramurario 2 3 1 1 2 1 1 3 9 1 24

Gruppi specifici (donne, 1 1 2 1 1 1 1 4 2 1 15


tossicodipendenti, sex-offenders)
Coinvolgimento realtà produttive 1 6 3 1 1 6 1 19

Diagnosis, Profiling, Assessment 1 2 1 2 1 2 9


Relazioni famigliari e reinserimento 1 1 3 1 6

Mentoring 1 1 3 5
Valutazione 1 1 1 1 1 5
Minori 1 1 1 1 1 1 6
Arte negli istituti penitenziari 2 2

E-learning 1 1 2

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Il secondo dato che sembra utile commentare, riportato nella Tabella 2, è relativo alla natura
giuridica degli organismi gestori dei progetti ricevuti.

Tabella 2

Natura giuridica degli organismi gestori


Enti pubblici Enti privati Enti priv. sociale

44 26 20

Si tratta di un dato di grande rilevanza, che evidenzia la notevole presenza di progetti gestiti da
enti di diritto privato (enti privati e organizzazioni del privato sociale). Anche su questo tema
torneremo ampiamente in seguito, ma vale già la pena di accennare come la massiccia presenza
dei privati tra i gestori dei progetti ricevuti, insieme al dato mostrato in Tabella 1, relativo al
numero di progetti che sono intervenuti sul tema delle Reti di istituzioni, mettono subito in
rilievo la centralità della relazione e del coordinamento tra attori istituzionali e società civile per
le politiche di inclusione.

Tabella 3

Tipologia delle attività progettuali


Azioni rivolte alle Azioni rivolte ai sistemi Altro Attività transnazionali
persone
MLSPS 1 1 1
Min. Giustizia 8 3 2
Min. Istr. 6 6 6
I. C. Equal 6 6 3 6
Leonardo 2 2 2 2
Grundtvig 1 1 1 1
Basilicata 3 3 3
P.A. Bolzano 3 1 1 1
Em. Romagna 6 5 5 2
Friuli V.G. 1 1 1 1
Lazio 1 1
Liguria 3 1 1
Lombardia 1 1 1
Marche 1 1 1
Piemonte 11 10 10
Toscana 30 30 19 2
Veneto 2 2

Significativo anche il dato, riportato nella Tabella 3, relativo alla tipologia delle attività
progettuali realizzate. Da segnalare in questo caso il sostanziale equilibrio tra le azioni rivolte

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alle persone e le azioni rivolte ai sistemi. Il dato sembra rafforzare l’interpretazione proposta
sopra, relativamente alla presenza degli enti privati ed alla rilevanza dei progetti sulle reti di
istituzioni. Nonostante infatti la necessaria centralità della persone in esecuzione di pena, per la
realizzazione di percorsi di inclusione efficaci moltissimi progetti hanno sentito la necessità di
intervenire anche sulle organizzazioni deputate all’inclusione degli autori di reato, e sulle
relazioni tra queste organizzazioni. Ci sembra che questo dato, in accordo con i precedenti,
indichi come un intervento sulle caratteristiche del sistema complessivo dell’inclusione abbia
oggi valore strategico per la sua efficacia. In ogni caso questo è un tema su cui torneremo
ampiamente in seguito.

3. Approfondimenti tematici degli interventi

In merito alle principali aree tematiche di intervento, è sembrato utile da un lato individuare le
finalità che il quadro normativo affida alle istituzioni a vario titolo coinvolte nella esecuzione
della pena; dall’altro, indicare quali difficoltà strutturalmente si frapPONgono alla realizzazione
di quelle finalità, difficoltà che spesso i progetti pervenutici segnalano, nella scheda di
rilevazione, nella sezione “Individuazione dell’area problematica”. Da questo punto di vista
auspichiamo che l’analisi qui presentata possa offrire un quadro delle principali problematicità
che caratterizzano l’attivazione di percorsi finalizzati al reinserimento per gli autori di reato, ma
che indichi anche alcune strategie utili, suggerite dai progetti stessi, per il superamento di
quelle problematicità.

Prima di affrontare però le singole aree, è forse utile svolgere un ragionamento complessivo da
un canto sulle finalità che alla esecuzione della pena vengono attribuite dal nostro ordinamento,
e dall’altro sulle principali difficoltà che vi si frapPONgono.

Il tema della finalità dell’esecuzione della pena è noto. Il nostro ordinamento adotta una
concezione polifunzionale della pena, per cui alla finalità rieducativa, solennemente sancita
nell’art. 27 della Costituzione, vanno certamente affiancate le altre tradizionali funzioni cui la
pena deve assolvere, inclusa quella di difesa sociale, anche questa posta a tutela di valori
costituzionalmente garantiti. Da ciò discendono due conseguenze, sancite entrambe dalla Corte
già dal 1974 (sentenza n. 204), ovvero da un canto l’esistenza di un vero e proprio diritto del
detenuto alla rieducazione, e dall’altra della natura necessariamente flessibile della pena, che va
modellata sulle esigenze trattamentali della persona condannata, affermando anche il
conseguente diritto del condannato a che “il protrarsi della realizzazione della pretesa punitiva
venga riesaminato al fine di accertare se in effetti la quantità di pena espiata abbia o meno
assolto positivamente al suo fine rieducativo”. A questi principi di rango costituzionale il
legislatore da attuazione con l’approvazione della legge di riforma penitenziaria (legge n. 354
del 1975) e con le sue successive modifiche (soprattutto la legge n. 663 del 1986, la c.d. legge
Gozzini), allo scopo di predisporre gli strumenti normativi (anzitutto il sistema delle misure
alternative) ed istituzionali (con la creazione della Magistratura di sorveglianza) senza i quali
quei principi sarebbero oggi “scatole” vuote.

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È infine utile precisare che, se il fine della “rieducazione”, che la Corte Costituzionale ha
variamente declinato, parlando ad esempio di “reinserimento nel contesto economico e sociale”
o di “risocializzazione”, è chiaramente la finalità che maggiormente rileva nel contesto di questa
rilevazione, data la natura dei progetti esaminati, le altre caratteristiche che la pena deve
necessariamente avere non vanno affatto considerate in contrasto con la rieducazione ed anzi,
in alcuni casi, sono strumentali alla sua realizzazione. È questo il caso soprattutto dell’altro
precetto contenuto nell’art. 27 della Costituzione, per cui la pena “non può essere contraria al
senso di umanità”. È chiaro infatti come il rispetto dei diritti fondamentali del condannato e la
sua risocializzazione siano due concetti del tutto diversi, ma anche profondamente connessi. Il
primo infatti costituisce un limite al secondo, nel senso che il fine rieducativo non più essere
raggiunto adottando misure che violino i diritti umani fondamentali, ma ne costituisce anche
una precondizione, nel senso che è difficilmente immaginabile un percorso rieducativo in un
contesto in cui non è garantita alla persona condannata una esecuzione della pena pienamente
rispettosa dei diritti fondamentali della persona.

Queste considerazioni offrono l’occasione per accennare subito ad alcune delle maggiori
difficoltà che si frapPONgono alla realizzazione della finalità rieducativa della pena, difficoltà
che tutti i progetti che ci sono stati segnalati, senza eccezioni, mirano a superare.

Anzitutto un po’ di dati. A prescindere dalle attuali gravi condizioni di sovraffollamento degli
Istituti penitenziari, con una popolazione detenuta che ha raggiunto cifre senza precedenti in
Italia, va più in generale constatato come dall’inizio degli anni ’90, con l’unica eccezione della
breve stagione dell’indulto, le presenze nella nostra carceri hanno sempre superato la capienza
regolamentare, creando una condizione di oggettiva difficoltà per l’applicazione della normativa
vigente. A fronte di questo, va segnalato anche come, sempre dall’inizio degli anni ’90, il
numero delle persone tossicodipendenti in carcere raramente sia sceso sotto le 14.000 unità,
rappresentando una percentuale che oscilla tra il 26% ed il 30% dei detenuti, mentre il numero
dei detenuti stranieri, nello stesso periodo è più che raddoppiato, passando dal 15% circa
dell’inizio degli anni ’90 al 37% odierno. È chiaro come questi due fenomeni, unitamente ad
altri, PONgano enormi difficoltà di fronte a chi ha il compito di predisporre quei percorsi
trattamentali che dovrebbero realizzare la finalità rieducativa della pena (Fonte: Dipartimento
dell'Amministrazione Penitenziaria - Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema
informativo automatizzato - Sezione statistica).

A fronte di questa non facile situazione, le risorse a disposizione poi risultano non sempre
adeguate. Da un canto le strutture detentive, basti pensare che oltre il 60% dei circa 205 istituiti
utilizzati (cui vanno aggiunti gli istituti per minori, anch’essi gestiti dalla Polizia Penitenziaria)
risale ad epoche comprese tra il 1.600 ed il 1.800, con le intuibili difficoltà logistiche che questo
comporta (A. Alfano, 15 ottobre 2008 - Festa del Corpo della Polizia penitenziaria, pubblicato
su www.giustizia.it). Inoltre si registra da tempo una carenza del personale di polizia
penitenziaria che ha ormai raggiunto il 16% del personale teoricamente previsto, mentre la
condizione del personale educativo e trattamentale non è meno preoccupante (Fonte DAP,
elaborazione Pianeta Carcere: www.pianetacarcere.it).

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È ovvio che in questa situazione le difficoltà che si incontrano nella realizzazione delle finalità
previste per l’esecuzione della pena, in conformità al dettato costituzionale ed alla normativa in
vigore, sono enormi. Dall’esame dei progetti che abbiamo ricevuto, si evince come la rete degli
attori coinvolti nei percorsi di inclusione dei soggetti in esecuzione penale abbia preso atto da
tempo delle difficoltà ricordate, cercando di mobilitare tutte le risorse a questo scopo
disPONibili, e di attivare sinergie e processi di raccordo tesi a rafforzare tutte le reti e le
relazioni che possono facilitare questi percorsi di inclusione.

Questa considerazione è supportata dal dato relativo alla eterogeneità dei partenariati coinvolti
nei progetti presi in esame, e dal ruolo che in questi partenariati hanno giocato, assumendo il
compito di organismi gestori, numerosissimi enti privati. Infatti molti dei progetti esaminati
sono stati gestiti da enti di diritto privato e questo a nostro giudizio dimostra come le
Amministrazioni dello stato e gli enti locali, quantunque fermi nel rivendicare le proprie
competenze e valorizzare le proprie operatività, al tempo stesso ormai ricorrano sempre più
spesso ad organizzazioni che portano nei progetti professionalità e competenze ulteriori
rispetto alle proprie, arricchendo così l’offerta trattamentale e la sua articolazione.

Per una comprensione più chiara di questi aspetti, passiamo adesso ad un esame più
approfondito dei progetti che hanno concentrato il proprio intervento sull’area tematica delle
Reti di Istituzioni.

3.1 Reti di istituzioni

Il primo dato da segnalare, relativo ai progetti ricevuti che hanno svolto attività sul tema delle
reti di istituzioni, è quello relativo alla rilevanza quantitativa di questo tema. Dei 90 progetti
segnalati, 38 hanno svolto attività relative al tema delle reti. Si tratta della seconda area
tematica per numero di progetti, dopo il tema della formazione per i detenuti, che ha impegnato
57 progetti, ma d’altro canto va evidenziato come la formazione dei detenuti, nei progetti
esaminati, rappresenta spesso una sorta di attività trasversale. Si tratta infatti di una attività
certamente presente in molti progetti, ma che ha natura spesso strumentale, necessaria per la
realizzazione delle finalità specifiche del progetto, come nel caso dei progetti indirizzati a
gruppi specifici di detenuti. Sul tema delle reti di istituzioni, di cui molti progetti hanno fatto il
proprio ambito di intervento prioritario, sono state elaborate proposte innovative ed interessanti
soprattutto in termini di collaborazione tra gli attori e del coordinamento dei servizi in tema di
reinserimento degli autori di reato.

L’insieme di questi interventi non risponde per altro solo ad una necessità di fatto, resa evidente
dai dati segnalati sopra, ma è ormai anche una finalità fatta propria istituzionalmente dal
sistema dell’esecuzione della pena. Limitandoci a citare una importante circolare di qualche
anno fa (Circolare 3593/6043 del 9 ottobre 2003. Oggetto: Le Aree educative degli Istituti), al
fine di promuovere il rilancio della attività trattamentali negli Istituti si evidenziava come “le
obiettive difficoltà degli Istituti da un lato e le risorse esterne che collaborano con gli stessi
dall’altro, sono i due riferimenti di cui prendere atto con realismo nel progetto di rilancio del
trattamento penitenziario” e si indicava, tra le attività proprie dell’area educativa degli Istituti
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“quella dello sviluppo delle attività e dei progetti trattamentali e del coordinamento con le
risorse della Comunità esterna”. La costruzione ed il consolidamento delle reti tra istituzioni per
la realizzazione delle attività trattamentali fanno ormai parte dunque dei compiti istituzionali
dell’Amministrazione Penitenziaria , così come fanno naturalmente parte dei compiti di tutte le
Amministrazioni, nazionali o locali, che hanno Responsabilità nei processi di inclusione sociale
che avvengono sul territorio.

In questo quadro, come detto, molti progetti sono intervenuti proprio sul tema delle reti di
istituzioni, adottando fondamentalmente due diversi modelli di intervento.

Un primo modello è quello fatto proprio da quei progetti che, attraverso una gamma molto
ampia e differenziata di azioni, sembrano appunto mirati soprattutto alla costruzione ed al
consolidamento di una rete di attori. È ad esempio il caso dei progetto “Change – rete attiva per
il lavoro”, realizzato in Emilia-Romagna, o del progetto “Car.Te.S.I.O. – Carcere e Territorio,
Sistemi Integrati Operativi”, realizzato in Piemonte, in cui le azioni di progetto sembrano tutte
orientate a questo fine, cercando di rafforzare e coordinare gli interventi finalizzati all’inclusione
degli autori di reato di una gamma molto ampia di attori. In questi casi ciò che ci sembra di
maggiore interesse non è una specifica attività o un particolare risultato, ma l’azione stessa di
raccordo e coordinamento, in quanto risposta particolarmente valida a quella esigenza di
coordinamento delle risorse a cui accennavamo sopra.

L’altro modello di intervento che è possibile delineare è quello fatto proprio ad esempio dai
progetti “Task Force SPI”, realizzato in Basilicata, e “Affidamento di attività di consulenza a
sostegno dei servizi pubblici per l’impiego per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti”
della Provincia di Siena. I due progetti hanno in comune anzitutto la finalità intermedia, ovvero
quella di rafforzare e riorientare l’attività dei Servizi per l’Impiego, in modo da metterli in
condizione di rispondere con maggiore efficacia ai bisogni delle persone in esecuzione di pena
e degli ex-detenuti. È questo un tema di grandissimo rilievo (cfr. anche il progetto “Verso la
costruzione della Carta dei servizi dei C.S.S.A” della Regione Sicilia), ossia procedere alla
costruzione ed al consolidamento di una rete fortemente caratterizzata dall’obiettivo intermedio
che si intende realizzare, che, senza un forte coordinamento dei soggetti coinvolti, resterebbe
irraggiungibile. La costruzione della rete ha in questo caso una funzione immediatamente
strumentale, ma proprio per questo sentita come assolutamente necessaria.

3.2
3.2 Attività formative rivolte ai detenuti

Come accennato, la maggior parte dei progetti ricevuti ha realizzato attività formative rivolte ai
detenuti. Questo era largamente prevedibile, visto anzitutto il rilievo che, nel nostro
ordinamento, la formazione ha per le finalità della esecuzione della pena.

Come è noto l’Ordinamento Penitenziario del 1975 ha riconosciuto all’istruzione il ruolo di


elemento fondamentale nel programma di trattamento rieducativo del condannato (art. 15), sia
come strumento di approfondimento della formazione scolastica, sia come mezzo per stimolare
nelle persone condannate nuovi interessi, ampliando le loro conoscenze ed eventualmente

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arricchendone la personalità. La formazione dunque, viene vista come attività trattamentale e
“trasformativa”, e non a caso l’articolo 48 dell’Ordinamento Penitenziario, e l’articolo 94 del
Regolamento di esecuzione del 1976, considerano l’istruzione come elemento di valutazione
per la concessione della semilibertà e della liberazione anticipata.

Il secondo comma dell’art. 19 dell’Ordinamento Penitenziario imPONe poi particolare attenzione


alla formazione dei cosiddetti “giovani-adulti”, ovvero a quei ragazzi di età compresa tra i
diciotto ed i 25 anni. L’art. 45 del Regolamento di esecuzione del 2000 conferma infine i
benefici economici per gli studenti detenuti che frequentano i corsi di scuola superiore ed
universitari, benefici già previsti nel precedente regolamento del ‘76, allo scopo di agevolare la
partecipazione alle attività scolastiche anche per coloro che versano in disagiate condizioni
economiche, e per cui quindi il lavoro ha particolare rilievo.

Il quadro normativo attribuisce dunque un ruolo fondamentale alla formazione e all’istruzione


durante l’esecuzione della pena. Al tempo stesso però gli ostacoli che si incontrano nella
costruzione di percorsi formativi per gli autori di reato sono davvero notevoli. Anzitutto a causa
delle caratteristiche della popolazione detenuta, in parte già riferite. Al quadro fatto sopra
vanno qui aggiunti due dati. Il primo riguarda la durata della permanenza in carcere.

È infatti difficile progettare percorsi formativi per persone che si fermano negli Istituti
penitenziari per periodi molto brevi, o che vi si trovano in misura cautelare, e dunque senza una
chiara prospettiva sui tempi di permanenza. Basti pensare che, come sostenuto da una ricerca
realizzata dal Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria (Le Due Città, 30 luglio 2008)
“a livello nazionale risulta che su circa 90.000 ingressi dalla libertà nel 2007, circa 29.000 (ossia
il 32%) sono seguiti da scarcerazione entro i tre giorni successivi”. A ciò si aggiunga che, al 23
Novembre 2009, dei 65.735 detenuti presenti nei nostri Istituti, 31.177 (il 47,4%) erano in
custodia cautelare, privi dunque di un fine pena certo. Al 30 giugno 2009 inoltre, dei 30.549
detenuti che, scontando una pena definitiva, avevano invece un fine pena certo, 9.858 (il 32,2%)
avevano un residuo di pena inferiore all’anno, mentre 19.823 (il 64,8%) aveva un residuo pena
inferiore ai tre anni (Fonte: Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Ufficio per lo
sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato - Sezione statistica).

Il secondo problema riguarda la mobilità dei detenuti durante l’esecuzione della pena. È infatti
molto facile, per chi sconta pene non brevissime, essere trasferito più di una volta da un Istituto
all’altro durante l’esecuzione della propria pena, con notevole pregiudizio delle attività
formative e trattamentali in corso. Tenta di contenere il problema l’art. 41 del Regolamento
penitenziario del 2000 che disPONe che, qualora la direzione reputi opportuno proporre il
trasferimento di uno studente detenuto, si debba acquisire ed unire alla proposta di
trasferimento il “parere degli operatori dell’osservazione e trattamento e quello delle autorità
scolastiche”. Il trasferimento dovrà effettuarsi dunque, per quanto possibile, in modo da
permettergli di continuare il corso di studi intrapreso, e qualora il trasferimento venga disposto,
dovrà essere sempre motivato.

A questo problema ha provato a rispondere ad esempio il progetto “Chance - S.F.I.D.E. Sistema


Integrato di Formazione per Detenuti”, realizzato in Lazio, che ha previsto l’utilizzo di un

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“portfolio mobile”, pensato proprio per accompagnare sistematicamente il percorso degli allievi
e registrare con frequenza i risultati, in modo da garantire una forma di continuità in caso di
trasferimento o interruzione, e facilitando anche il passaggio delle informazioni da un Istituto
carcerario all’altro, in modo da non disperdere nessuna competenza acquisita e rendere
possibile l’inserimento immediato nel percorso formativo attuato nel carcere in cui il detenuto
viene trasferito.

Più in generale, i percorsi di formazione descritti dai progetti inviati possono essere raggruppati
in due gruppi. Da un lato, la formazione per il lavoro, ovvero i casi in cui la formazione è
soprattutto orientata verso l’occupabilità delle persone, ed il loro inserimento lavorativo;
dall’altro i casi in cui i percorsi di formazione sono pensati soprattutto per il loro valore
trattamentale.

Un esempio del primo tipo è rappresentato dal corso per “Addetto alla produzione di profilati
metallici”, organizzato nel carcere di Imperia, mirato a fornire ai frequentanti soprattutto una
concreta opportunità di inserimento lavorativo, strutturando, parallelamente al corso, anche dei
canali di collegamento con aziende attive nel settore.

Quanto agli esempi di attività formative caratterizzate soprattutto per il loro valore
trattamentale, il progetto “Fuoriluogo”, realizzato presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di
Montelupo Fiorentino, il progetto “Voci di dentro - Percorso Avviamento al Lavoro per detenute”,
realizzato nella sezione femminile del carcere di Trani. In questi casi più che l’immediata
occupabilità delle persone, rileva il loro coinvolgimento in percorsi trattamentali personalizzati,
per potenziare competenze trasversali come l’autogestione, la gestione del tempo e il dialogo,
ed avviando percorsi orientati al cambiamento, di cui la ricaduta occupazionale rappresenta uno
sviluppo ultimo ed eventuale.

3.3
3.3 Preparazione al rilascio/Reinserimento/Gestione della transizione

È chiaro come le finalità della preparazione al rilascio, del reinserimento e della gestione della
transizione dovrebbero improntare tutte le attività realizzate durante l’esecuzione della pena.
Abbiamo quindi considerato come particolarmente rappresentative quelle esperienze che hanno
messo al proprio centro azioni specifiche di accompagnamento della persona, individuando
nelle misure di accompagnamento lo specifico di questa area tematica.

Su questo tema il quadro normativo è però piuttosto povero di indicazioni. Nell’art. 43


dell’Ordinamento Penitenziario, in cui si parla della dimissione del detenuto, si disPONe che “il
direttore dell’Istituto dà notizia della prevista dimissione, almeno tre mesi prima, al Consiglio di
aiuto sociale e al centro di servizio sociale del luogo in cui ha sede l’Istituto ed a quelli del luogo
dove il soggetto intende stabilire la sua residenza, comunicando tutti i dati necessari per gli
opportuni interventi assistenziali”.

Per la realizzazione di queste finalità i fondi della Cassa Ammende, non a caso istituita presso il
Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria , erano destinati appunto ai Consiglio di aiuto
sociale, per l’assistenza penitenziaria e post-penitenziaria ai detenuti e alle loro famiglie,

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nonché per il soccorso e assistenza alle vittime del delitto. Pressoché tutte queste funzioni sono
però transitate agli enti locali per effetto del DPR n.616 del 1977, e per questa ragione
l’esperienza dei Consiglio di aiuto sociale non ha fatto in tempo a prendere vita. Non a caso il
Regolamento di esecuzione del 2000, quando parla all’art. 45 di assistenza alle famiglie, o
all’art. 46. di assistenza post-penitenziaria, o all’art. 88 di assistenza ai dimittendi “orientata
alla soluzione dei problemi specifici connessi alle condizioni di vita familiare, di lavoro e di
ambiente a cui dovranno andare incontro”, non parla più dei Consiglio di aiuto sociale, facendo
invece riferimento in maniera aspecifica ai centri di servizio sociale, ai servizi territoriali
competenti e al volontariato, senza indicare però né le modalità organizzative né le risorse
utilizzabili.

Di fatto dunque il tema della preparazione e della gestione del rilascio resta per legge
sostanzialmente lasciato alla iniziativa, piuttosto discontinua, degli enti locali, soprattutto
attraverso i servizi sociali, il cui raccordo con gli Istituti è però molto problematico, specie,
come accade spesso, quanto l’esecuzione della pena avviene in un luogo diverso rispetto a
quello da cui la persona proviene, e dove tornerà finita di scontare la propria condanna. Non
stupisce dunque come una delle criticità che più spesso lamentano operatori e detenuti è il fatto
che, con il fine pena, la persona rilasciata finisce per trovarsi in una condizione di totale
spaesamento.

Tra i progetti che risPONdono a queste problematiche segnaliamo a titolo di esempio il progetto
“Ancora”, realizzato nell’area biellese, e il progetto “S.A.L.I.S. Servizi per l’Autonomia, il Lavoro e
l’Inclusione Sociale”, realizzato in Abruzzo. Si tratta di due esperienze diverse soprattutto per
dimensioni, ma che hanno in comune la messa in campo di una gamma molto ampia di
interventi, volti ad accompagnare la persona durante e dopo la dimissione dall’Istituto. Entrambi
infatti prevedono interventi a sostegno della autonomia abitativa e sociale della persona, nonché
misure specifiche di accompagnamento durante la fase dell’inserimento lavorativo,
eventualmente tramite il ricorso a borse lavoro o ad altre misure di sostegno.

Del tutto diversa, ma non meno interessante, è l’esperienza degli “Sportelli informativi della
casa circondariale di Bologna”. Gli “sportelli informativi” per i detenuti sono ormai una presenza
importante, anche se non ancora capillarmente diffusa, negli Istituti italiani, e solitamente sono
pensati per rispondere alle esigenze delle persone durante la detenzione. Ciò che però diverse
esperienze hanno rilevato è che i problemi più pressanti per i detenuti durante l’esecuzione
della pena non riguardano l’esecuzione della pena stessa, ma appunto il dopo, la preparazione
al rilascio. La ricerca di un lavoro o di un alloggio, entrambi indispensabili quando si torna in
libertà, sono molto difficili per chi è detenuto, ed il sostegno, anche solo informativo, e l’attività
di raccordo con l’esterno che possono essere forniti durante la detenzione si rivelano spesso
preziosissimi. Il progetto citato prova a rispondere a queste esigenze puntando già in fase
progettuale sul tema della transizione al lavoro, attraverso un approccio centrato sulla persona
e sul lavoro di rete, nonché, attraverso la figura dell’assistente sociale, creando un anello di
congiunzione tra carcere e territorio, ed attivando interventi di raccordo con i servizi di
riferimento. In questo caso, rispetto ai due progetti citati in quest’ultimo il servizio di sportello,
è più legato all’attivarsi del detenuto in prima persona, il che probabilmente rende più difficile

13
intercettare la fascia più marginale della popolazione detenuta, ma al tempo stesso garantisce
una maggiore rispondenza dell’offerta ai bisogni espressi dagli utenti.

3.4
3.4 Formazione degli operatori e dei formatori

La rilevanza del tema della formazione degli operatori è di immediata comprensione. È chiaro
infatti come tutte le finalità previste per l’esecuzione della pena, ma lo stesso si può dire per
tutte le aree tematiche di intervento toccate dai progetti qui esaminati, richiamino
necessariamente il tema delle competenze degli operatori a vario titolo coinvolti nei percorsi di
inserimento sociale degli autori di reato. Qualunque siano le attività o gli interventi che durante
l’esecuzione della pena si cerchi di realizzare, è chiaro che questi si avvarranno delle
competenze e delle professionalità degli operatori a ciò preposti.

Le esperienze che mirano alla formazione degli operatori dell’inclusione degli autori di reato
assumono una comprensibile rilevanza. Le esperienze messe in luce da questa rilevazione
possono verosimilmente essere raccolte attorno a due modelli. Il primo, e prePONderante, è
quello che può essere ad esempio rappresentato da progetti come “Tools In Network (T.I.N.): an
e-net approach to share mediation competences”, un progetto transnazionale sulla mediazione
penale minorile, o come il progetto “Supervisione – Percorso di formazione alla funzione di
Supervisione Professionale di Servizio Sociale”, realizzato in Toscana. In questo caso si tratta di
esperienze che arricchiscono lo stock di competenze a disposizione delle istituzioni che
operano nell’area penale, formando figure senza le quali queste istituzioni non potrebbero
svolgere efficacemente il proprio mandato istituzionale. Si tratta dunque di esperienze che
arricchiscono le risorse di chi vi partecipa, e che gli consentono di svolgere al meglio i propri
compiti e le proprie funzioni.

Diverso è invece il caso di progetti, come ad esempio “Il ciclo del riciclo: recuperare e riusare
competenze e risorse dismesse per sviluppare comunità sostenibili”, realizzato in Emilia
Romagna, in cui la formazione degli operatori è finalizzata ad attivare percorsi di inserimento
del tutto nuovi e, in assenza di quelle competenze, assolutamente impraticabili. In questo caso
le opportunità occupazionali, e dunque i possibili percorsi di inserimento, legati al trattamento
dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, sarebbero state inaccessibili in assenza
di competenze specifiche. Il progetto, mettendo a disposizione dei soggetti che avrebbero
potuto sfruttare queste opportunità le competenze necessarie per farlo, ha di fatto aperto un
nuovo canale lungo cui avviare percorsi di inclusione innovativi.

3.5 Lavoro intra/extramurario e coinvolgimento delle realtà produttive

Alla luce di quanto detto fin qui risulta assolutamente prevedibile come il lavoro abbia assunto,
nell’ambito della riforma dell’esecuzione della pena avviata in Italia alla metà degli anni
settanta, una funzione eminentemente trattamentale. L’articolo 20 dell’Ordinamento
Penitenziario non a caso disPONe che “l’organizzazione e i metodi del lavoro penitenziario
devono riflettere quelli del lavoro nella società libera al fine di far acquisire ai soggetti una

14
preparazione professionale adeguata alle normali condizioni lavorative per agevolarne il
reinserimento sociale”. Il lavoro dunque assume un ruolo centrale nell’ambito del trattamento
penitenziario, con lo scopo di offrire a chi sconta una pena la possibilità di acquisire le
competenze trasversali necessarie per un inserimento lavorativo efficace nella società libera. Al
tempo stesso però chi conosce il carcere sa bene come il lavoro abbia da sempre assolto anche
ad un altro fine, ovvero quello di garantire un sostegno economico al detenuto ed ai suoi
familiari. La popolazione detenuta infatti da sempre proviene dagli strati più marginali della
società, e non tutti i detenuti hanno gli strumenti economici per garantire a se stessi e alla
propria famiglia una esistenza dignitosa durante il periodo della detenzione. Il problema è in
particolar modo pressante poi per i detenuti stranieri, i quali raramente possono fare
affidamento su un sostegno, anche economico, da parte di amici o familiari, e dunque per loro
poter lavorare, anche saltuariamente, durante la detenzione, significa poter disporre di qualche
soldo in più da usare per le proprie immediate esigenze o da mandare a casa.

A fronte di queste basilari necessità, a cui va affiancato il già ricordato il valore trattamentale del
lavoro in carcere, le opportunità di lavoro per chi sconta una pena, soprattutto a causa della
carenza di risorse economiche, sono però limitate. Al 30 giugno 2009, quando erano presenti
nelle nostre carceri 63.630 detenuti, quelli che lavoravano erano 13.408 (il 21%). Per altro
questo dato va letto adottando alcune cautele. Non tutti i “lavoranti” infatti lavorano tutti i
giorni, molti lavorano per un numero di ore molto limitato, e la maggior parte per periodi
piuttosto brevi, di pochi mesi, in modo da garantire al massimo numero possibile di detenuti
l’accesso al lavoro attraverso un meccanismo di rotazione.

Se poi si vogliono considerare le mansioni svolte dai detenuti, va rilevato come alla stessa data
solo 1.798 persone (il 13,5% dei lavoranti) lavorava per datori di lavoro esterni, con modalità
organizzative verosimilmente più vicine alle normali condizioni lavorative, in modo, come dice la
norma citata sopra, “da agevolarne il reinserimento sociale”. L’86,5% dei detenuti lavorava
invece alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria , e tra costoro l’82,7% era occupato
nei servizi interni d’Istituto (porta vitto, pulizie all’interno della sezione, scrivani, etc.) (Fonte:
Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Ufficio per lo sviluppo e la gestione del
sistema informativo automatizzato - sezione statistica).

La gran parte dello sforzo per consentire ai detenuti di avere una occupazione resta dunque a
carico della Amministrazione Penitenziaria , e viene realizzato tramite quei servizi interni di
Istituto che vengono comprensibilmente organizzati cercando di rispondere, oltre che al
mandato rieducativo, anche alle esigenze di sostegno economico della popolazione detenuta. Il
lavoro in carcere dunque assume spesso le connotazioni di un welfare intramurario con funzioni
a volte più assistenziali che trattamentali.

A fronte della complessa condizione del sistema lavoro in carcere, i progetti segnalati si
preoccupano dunque soprattutto di arricchire le opportunità occupazionali per i detenuti,
creando le condizioni per poter fare accedere al lavoro un numero maggiore di persone, ed al
tempo stesso cercando di garantire che quel lavoro si svolga secondo modalità organizzative il
più possibile simili a quelle che si hanno all’esterno.

15
Il progetto “Il carcere che lavora”, realizzato nella regione Calabria, ha ad esempio consentito,
tramite il ricorso a manodopera detenuta, la realizzazione di infrastrutture (per floricoltura,
serricoltura, ceramica) nelle tre Case di Reclusione della regione (Vibo Valentia, Rossano, Reggio
Calabria), infrastrutture che rappresentano oggi le pre-condizioni per la creazione di nuovi posti
di lavoro. Un significato simile ha avuto il progetto “Operatore per laboratorio di cosmesi”
realizzato nel carcere femminile di Venezia, che ha consentito ai beneficiari di spendere la
professionalità acquisita sul mercato del lavoro anche in settori produttivi affini, ma anche la
possibilità di inserimento nella Cooperativa Sociale che ha gestito il progetto, in particolare nel
laboratorio all’interno dell’Istituto. Altro progetto mirato ad accrescere le opportunità
occupazionali dei detenuti, questa volta essenzialmente in proiezione verso l’esterno tramite
una “impresa di transizione al lavoro” è il progetto “Società Cooperativa sociale IT2”, realizzato
nella Provincia di Bologna. L’iniziativa, allo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di persone
in condizione di svantaggio sociale, ha sostenuto lo sviluppo e la crescita di una Cooperativa
Sociale che potesse rappresentare un momento di transizione da un ambiente protetto ad un
contesto lavorativo “normale”, offrendo percorsi integrati di lavoro e di formazione. Questo
intervento va evidentemente a consolidare il sistema della cooperazione sociale, che
rappresenta spesso il principale, quando non l’unico, strumento a disposizione degli operatori
per programmare sbocchi occupazionali per le persone in esecuzione di pena, secondo le
esigenze poste da percorsi trattamentali personalizzati.

In questo contesto infine è opportuno citare anche il progetto “Lavoro nell’inclusione sociale dei
detenuti beneficiari dell’indulto” gestito da Italia Lavoro Spa che ha riguardato tutto il territorio
nazionale. Questo progetto ha certamente rappresentato lo sforzo più significativo, realizzato
negli ultimi anni, di costruzione di percorsi di avviamento al lavoro per ex-detenuti e persone a
fine pena, soprattutto tramite il ricorso a tirocini formativi e l’erogazione alle aziende di
incentivi per la formazione. Il progetto, pensato come risposta all’improvvisa scarcerazione di
un gran numero di persone a seguito dell’indulto del 2006, non poteva aspirare ad uno stabile
ampliamento delle opportunità occupazionali dei detenuti, ma al tempo stesso ha certamente
rappresentato, per moltissime persone, un reale accompagnamento nel delicato momento della
transizione verso la libertà.

3.6
3.6 Gruppi specifici (donne, minori)
minori)

L’ultimo gruppo di progetti a cui ci sembra utile accennare è quello dei progetti mirati a gruppi
specifici di utenti, in particolare a donne e minori. Si tratta di progetti che cercano di dare
attuazione al principio, già citato sopra, della flessibilità e della individualizzazione delle
modalità di esecuzione della pena, al fine di consentire la realizzazione della sua finalità
rieducativa. L’art. 1 dell’Ordinamento Penitenziario da subito disPONe infatti che “il trattamento
é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei
soggetti”, mentre all’articolo 13 prevede che “il
“ trattamento penitenziario deve rispondere ai
particolari bisogni della personalità di ciascun soggetto”. Da questa ottica della
individualizzazione dei programmi trattamentali, che devono essere approvati dal Magistrato di

16
Sorveglianza proprio per garantire conformità dell’esecuzione della pena alle leggi e ai
regolamenti, discende logicamente la necessità di interventi specifici per tipologie specifiche di
detenuti.

Un gruppo cui va dedicata certamente una particolare attenzione, è quello rappresentato dai
minori autori di reato. Se in principio infatti nei loro confronti andrebbero applicate le stesse
norme che regolano l’esecuzione della pena degli adulti, non esistendo in Italia un Ordinamento
Penitenziario minorile, va però anche aggiunto che da tempo la Corte Costituzionale ha
riconosciuto la specificità dell’esecuzione della pena per i minori, affermando come il
“progressivo reinserimento armonico della persona nella società, che costituisce l'essenza della
finalità rieducativa, sia assolutamente preminente nell'esecuzione penale minorile” (Sentenza n.
403 del 1997).

Non è dunque un caso se diversi dei progetti segnalatici avevano come target, spesso esclusivo,
i minori detenuti, e miravano ad arricchire nei loro confronti le opportunità di reinserimento
attraverso una gamma molto ampia di azioni. Il progetto più rappresentativo tra quelli segnalati,
“Ipotesi di lavoro”, realizzato su tutto il territorio nazionale e gestito dall’Istituto “Don Calabria”
di Verona, ha svolto ad esempio azioni relative a molte delle aree tematiche fin qui analizzate,
coinvolgendo nel suo complesso circa 1000 operatori e 260 minori, e cercando di garantire
quella “preminenza” della funzione rieducativa della pena a cui accennavamo sopra.

In parte diversa è la condizione delle donne detenute, dato che nei loro confronti non si PONe, a
differenza dei minori, una esigenza particolare di protezione, ad eccezione delle detenute
madri, anch’esse tutelate dell’art. 31 della Costituzione. Nei confronti delle donne semmai
l’esigenza di una maggiore attenzione nella personalizzazione dei percorsi trattamentali deriva
dalla caratterizzazione fondamentalmente maschile della istituzione penitenziaria. Le donne
hanno fatto la loro comparsa in carcere infatti in tempi relativamente recenti, dato che a lungo
la donna “deviante” veniva affidata a strutture, generalmente religiose, che avevano assai più
finalità di educazione morale e emenda che non finalità retributive, ad anche in tempi recenti la
percentuale delle donne sul complesso dei detenuti nelle carceri italiane non ha mai superato il
5%. La detenzione femminile resta dunque un fenomeno fondamentalmente residuale, che
proprio per questo fatica ad affermare le proprie peculiarità nell’ambito del sistema complessivo
dell’esecuzione della pena.

Per contrastare la residualità degli interventi ci sono stati diversi progetti, quali ad esempio
“Donne oltre le sbarre”, realizzato in Lombardia, che si propone tra l’altro appunto di valorizzare
e diffondere le politiche di genere, la cultura della parità e della multiculturalità in ambito
penitenziario, creando e sperimentando modelli innovativi di lavoro per lavoratori e lavoratrici
detenute. Il progetto mira soprattutto ad affermare nuovi modelli di intervento per l’incremento
e al mantenimento del lavoro femminile in situazioni di privazione della libertà, modelli
particolarmente rispondenti alle esigenze specifiche delle donne detenute.

17
4. Conclusioni

A conclusione di questa breve rassegna dei problemi individuati e delle soluzioni proposte dai
progetti che abbiamo preso in esame per l’inclusione sociale delle persone autrici di reato, ci
sembra utile ribadire alcuni punti che ci pare questa rilevazione abbia evidenziato.

Il primo riguarda il tema più volte citato delle reti di istituzioni. Il gran numero di progetti che
sono prioritariamente intervenuti in questa area tematica, nonchè il fatto che notevole
attenzione all’argomento è stata prestata anche da progetti che avevano un diverso obiettivo
principale, dimostra la centralità del tema per l’efficacia dei percorsi di inclusione. Abbiamo
provato ad individuare le ragione di questo grande interesse, che in sintesi possono essere
collegate al fatto che allo stato attuale nessuno degli attori coinvolti nei processi di inclusione
degli autori di reato, Amministrazioni centrali da un lato, ed enti locali dall’altro, è al momento
nelle condizioni di garantire autonomamente la realizzazione della finalità rieducativa della
pena. Consentire ad ogni detenuto la fruizione di questo che la Costituzione individua come
diritto della persona, ma che intuitivamente è anche un interesse prioritario di tutta la
collettività, rappresenta uno sforzo enorme, sia in termini di risorse professionali che di mezzi
economici, che nessun soggetto sembra al momento in grado di garantire da solo e d’altronde,
alla luce della normativa vigente, è la distribuzione stessa delle competenze tra Amministrazioni
centrali ed enti locali ad imporre forme molto strette di raccordo.

In questo contesto i progetti riportati alla fine di questa relazione forniscono molti spunti utili di
intervento sul tema, proponendo vari modelli di azione, tutti però, ci sembra, centrati sulla
necessità di costruire strumenti di raccordo tra l’agire delle istituzioni ed i bisogni degli utenti,
spesso significativamente diversi da persona a persona.

Un secondo aspetto che i progetti esaminati sembrano chiaramente indicare è che le reti di
soggetti che vogliono predisporre e guidare percorsi di inclusione sociale per gli autori di reato
si devono mobilitare soprattutto attorno ai due temi fondamentali, che anche l’Ordinamento
individua come gli strumenti fondamentali per il trattamento rieducativo: la formazione ed il
lavoro. Garantire a tutte le persone in esecuzione di pena l’accesso a percorsi formativi e ad
esperienze di lavoro che abbiano i requisiti sopra individuati, ovvero che siano capaci di operare
una trasformazione profonda della persona, orientandola al cambiamento, e di offrirle anche
strumenti operativi e conoscenze utili per il reingresso nella società, non è certo una meta
semplice, ma è indubbiamente la direzione da perseguire, favorendo il più ampio accesso
possibile a quei percorsi trattamentali che sembrano garantire i maggiori successi
nell’inclusione degli autori di reato e dunque a contenere le probabilità che dopo la fine della
pena le persone tornino a commettere nuovi reati.

Un altro tema che i progetti esaminati sembrano additare come centrale, e rispetto al quale si
rilevano forse le maggiori difficoltà di intervento, è quello dell’accompagnamento alla
transizione dalla detenzione alla libertà. È ampiamente documentato infatti come la detenzione
disabitui alle regole ed ai ritmi del vivere associato, deResponsabilizzando ed infantilizzando la
persona, ed è certamente per questo che il momento della transizione alla libertà risulta così
rilevante. Al momento però, come molti operatori ed ex-detenuti lamentano, non è chiaro chi
18
debba occuparsi di questa fase delicata dei percorsi trattamentali degli autori di reato. La
Responsabilità del sistema della esecuzione delle pene si ferma ai cancelli degli Istituti, ma al
tempo stesso gli enti locali spesso intervengono su chi ha scontato la propria pena
tardivamente, e solo quando le difficoltà di reingresso nella società si fanno più evidenti, e
quindi anche più gravi. Non sembra esservi in altri termini un soggetto, o una rete di soggetti, a
cui spetti istituzionalmente il compito di accompagnare le persone nel periodo a cavallo tra gli
ultimi mesi della propria pena e i primi momenti della libertà, favorendo e sostenendo il loro
reingresso nella società. Numerosi progetti sono intervenuti su questo tema, indicando alcune
utili strategie di azione, ma evidenziando soprattutto, rispetto al tema, una significativa carenza
nelle nostre politiche di inclusione.

19
20
Allegato 1

Riepilogo schede progettuali pervenute

Schede descrittive degli interventi per l’inclusione

dei soggetti in esecuzione penale

21
Min. Lavoro Min. Giustizia
Giustizia Min. Istruzione Basilicata PA Bolzano Emilia Romagna Friuli Venezia
Giulia
DGPOF DAP

1 Progetto Indulto Sistema di intercettazione Multimedialità e Aria3 Sviluppo competenza e Laboratorio teatrale SOLARIS
Titolo e intervento sul disagio intercultura in carcere formazione operatori che Casa circondariale di
progetto psicologico dei detenuti (CTP Castrovillari - CS) interagiscono con carcere Ferrara
e post-carcere

2 Voci di dentro Percorso Italiano e intercultura in Inclusione socio- Formare per Change – rete attiva per
Avviamento al Lavoro per carcere (CTP lavorativa di soggetti risocializzare: percorsi di il lavoro
detenute Castrovillari - CS) sottoposti a sviluppo integrato delle
provvedimento competenze di base
dell'Aut. Giudiziaria
Basilicata

3 S.P.A.R.S.I. Bricolage e pittura in Task-force SPI Oltre le sbarre: percorso Società Cooperativa
carcere (CTP di formazione per sociale IT2
Castrovillari - CS) integrazione e inclusione
socio-lavorativa carcerati

4 Università in carcere con L'italiano come seconda COSTELLAZIONI: azioni


Teledidattica lingua (Ist.Compr. CTP a favore del sistema di
A.Vivaldi, CZ) istruzione e formazione
in carcere

5 Verso la costruzione della Laboratorio Mandala Sportelli informativi


Carta dei servizi dei (CTP - S.M.S. "G. casa circondariale di Bo
C.S.S.A della Regione Diano", Pozzuoli, Na)
Sicilia

6 Il carcere che lavora L'informatica: ausilio INCIPIT


per recupero e orient.
giovani ristretti (scuola
carc. c/o IPM "Bicocca",
CT)

7 Supervisione

8 Tessere

9 Sportello Informativo (SpIn)

22
Lazio Liguria Lombardia Marche Piemonte Toscana Toscana

1 Chance Addetto alla Donna oltre le Intervento sperimentale Progetto inserimento lavorativo di Donne Occupazione I.L. – Incubalavoro
Titolo produzione di sbarre integrato di formazione e un detenuto a conclusione corso Carcere Gourmet
progetto profilati metallici inserimento lavorativo di studio

2 Area Grigia Progetto Ancora Arti e Mestieri -percorso AGAIN - Casa circond.
integrato per operatori femminile a custodia
spettacolo e attenuata
comunicazione

3 Dei delitti e delle Progetto Lazzaro Oltre-Services Lavorare vale la pena


pentole: corso di
qualifica per aiuto
cuochi

4 Progetto Cascina Aurora Inserimento lav. per Riorientare


persona svantaggiata nel
settore traslochi-parco
macchine

5 Informazione e sostegno al Un BIT di Libertà Chance


reinserimento

6 Camminando lungo le sPONde del Ancora Johnatan


vecchio fiume

7 Lavoro nell’inclusione sociale per Socialcarcere Rosaspina


beneficiari indulto

8 Bully Out Gargantua OPG Montelupo e Casa


Cust. Att. Empoli 2000_01

9 Ricomincio da Villa 3 Ge.N.I.O. OPG Montelupo e Casa


Cust. Att. Empoli 2002

10 Discobolo A.L.D.O.

11 Un’alternativa: obiettivo lavoro

23
Toscana Toscana Veneto Iniziativa Comunitaria Programma Grundtvig Programma Leonardo
Equal

1 P.O.R.T.O. E' tempo di uscire Operatore per Cartesio LEGAM I- Partenariato Il ciclo del riciclo
Titolo progetto laboratorio di cosmesi di apprendimento sul
mantenimento del
legame tra figli e
genitori in situazioni
di detenzione

2 NET-MET Orientamento, Operatore grafico RJIUSCIRE TOOLS IN NETWORK


Formazione, Work – multimediale (T.I.N.: an e-net
experience, Incentivi approach to share
all’inserimento mediation
competences
3 Progetto Casa Cos
Circondariale Livorno

4 Il Drago verde OPG Salis


Montelupo

5 Fuoriluogo OPG Petaso


Montelupo

6 A.P.I. Alternative Ipotesi di lavoro


Possibilità d'Impiego

7 Gruppi in Laboris
apprendimento socio-
lavorativo

8 Affidamento attività di OPEN


consulenza a
sostegno Spi per l'ins.
lav. detenuti

9 Imparare per essere


reinseriti

24
Tavolo di lavoro Fse per l’inclusione dei soggetti in esecuzione penale

SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI


DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo
Titolo del progetto

Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto.

Aree territoriali di intervento

L’intero territorio nazionale (12 regioni e 46 province: Napoli, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini,
Forlì, Trieste,
Trieste Gorizia, Udine, Pordenone, Roma, Viterbo, Frosinone, Latina, Genova, La Spezia,
Imperia, Savona, Milano, Torino, Cuneo, Asti, Alessandria, Bari, Foggia, Lecce, Taranto, Cagliari,
Carbonia-Iglesia, Medio Campidano, Catania, Messina, Palermo, Caltanisetta, Agrigento, Trapani,
Firenze, Prato, Pistoia, Massa Carrara, Venezia, Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza).
Il progetto prevedeva inizialmente il coinvolgimento delle sole persone beneficiarie del
provvedimento di indulto residenti nelle 14 aree metropolitane del paese (in grassetto
nell’elenco). In corso d’opera questa restrizione è stata tolta, al fine di ampliare le possibilità di
reperire i destinatari del progetto.

Budget totale € 11.506.469,00

Fonti di finanziamento Fse, PON “Governance e azioni di sistema” e PON “Azioni di sistema”,
Asse Occupabilità, Obiettivo specifico 2.1.

In corso, durata prevista dal10.8.2006 al 31.12.2009

Organismo/i gestore Italia Lavoro Spa

Persona di contatto Mario Conclave, Giovanna Gorini, Italia Lavoro Spa, tel. 011-8395730, 06-
80244555, cell. 392-1553886 , MConclave@italialavoro.it; GGorini@italialavoro.it.

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area
dell’area problematica
problematica

Il progetto, promosso dall’allora Ministero del lavoro e della previdenza sociale e dal Ministero
della giustizia, intendeva supportare l’occupabilità, accompagnare il reinserimento lavorativo e
impedire la recidiva degli ex-detenuti beneficiari della legge di concessione dell’indulto (l. n.
241/2006). Successivamente, viste le difficoltà nel reperire tali soggetti ed il protrarsi delle
attività progettuali, sono state incluse nel progetto anche persone non beneficiarie dell’indulto
- a fine pena o interessate da misure alternative.

25
Obiettivi del progetto

- contribuire all’occupabilità di 2.000 beneficiari della legge n. 241/06 (indulto) (ma v.


anche sopra) tramite la realizzazione di tirocini formativi
- favorire la qualificazione dei servizi pubblici e privati per l’inclusione sociale e
lavorativa delle persone detenute ed ex-detenute
- promuovere le politiche del lavoro territoriali avviando azioni combinate di politiche
attive del lavoro e politiche di sostegno al reddito.

Breve descrizione
descrizione del progetto
Il progetto ha realizzato le seguenti attività:
- azioni propedeutiche: identificazione bacino destinatari, costruzione reti territoriali con
amministrazioni provinciali e comunali, in particolare Spi e servizi sociali, e con
consorzi di cooperative sociali, attivazione sportelli territoriali, realizzazione strumenti
per operatori (guida per tutor, guida per operatori di progetto)
- azioni di re-inserimento: stipula di convenzioni con il sistema delle aziende,
soprattutto cooperative; realizzazione di 2.158 tirocini (1.037 aziende coinvolte), di cui
325 trasformati in contratti di lavoro con erogazione alle aziende di incentivo per la
formazione
- azioni di coordinamento, gestione, promozione e valutazione: realizzazione di
strumenti di comunicazione (kit di presentazione per aziende e beneficiari, locandine,
sito, newsletter), seminari di diffusione sul territorio; con la realizzazione inoltre di
convegno conclusivo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca -
2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X

3. ALTRO

3.1 monitoraggio X

26
3.2 valutazione X

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI -

Sezione IV – Beneficiari
Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


176, tutor, provenienti dalla rete territoriale

BENEFICIARI FINALI (totale) 2158 (1966 uomini, 192 donne)


Numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse -
di cui: M 1966 F 192
* italiani stranieri italiani Stranieri
(Minori) Età 14-20** 100 3
(Giovani adulti) Età 20-24** 106 3
(Adulti) Età > 25 1760 186

Condannati in misura alternativa 240


Ex-detenuti Non rilevato
Detenuti prossimi al fine pena Non rilevato
Madri con bambini Non rilevato
* Gli stranieri sono complessivamente 161. La differenziazione di età e genere tra italiani e
stranieri non è stata rilevata
** Sono state modificate le classi di età in base a come è stato aggregato il dato (aggregazione
normalmente utilizzata nel MDL).

27
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Il carcere che lavora

Area territoriale di intervento Calabria

Budget totale € 462.285,90

Fonte di finanziamento

In corso, avviato nel maggio 2007

Organismo gestore PRAP Calabria

Persona di contatto Letizia De Luca – Educatore C3, tel. 0961-880320

Organismi partner

• Regione Calabria
• Union Camere Calabria
• Confindustria Calabria
• Confartigianato Calabria
• Confagricoltura Calabria.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Obiettivi del progetto

• attivare percorsi di formazione professionale e attività formative qualificate in carcere


• creare un sistema integrato tra il lavoro penitenziario e le realtà produttive del territorio.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

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2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 14, di cui 12 operatori


interni all’Istituto e 2 esterni

BENEFICIARI FINALI (totale) 84 detenuti

29
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


progetto

Titolo del progetto Verso la costruzione della Carta dei servizi dei C.S.S.A della Regione Sicilia

Area territoriale di intervento Sicilia

Budget totale € 34.000,00

Fonte di finanziamento Fondi assegnati dall’Istituto Superiore di Studi Penitenziari – ISSP

Concluso, durata 27.04.2004 - 20.06.2005

Organismo gestore UEPE di Palermo

Persona di contatto Rosanna Provengano, Ass. Soc. C2, tel. 091-7799111

Organismi partner

• Next di Palermo
• ATS di Milano

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area
dell’area problematica
problematica

Istituzione Ufficio Uepe Prap Sicilia

Obiettivi del progetto

Costruzione della Carta dei Servizi dell’Ufficio Uepe della Regione Sicilia. Promozione ed
innovazione dei Servizi ed efficace comunicazione pubblica degli Uepe.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il Progetto è stato l’occasione per creare un contesto di confronto delle differenti esperienze
professionali relative ai temi della qualità nei servizi e l’individuazione e diffusione delle buone
pratiche. Dotare l’Amministrazione di uno strumento finalizzato alla perequazione delle
asimmetrie informative rivolte.

30
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori, accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV
IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 11 operatori di cui:


• 2 dirigenti del PRAP
• 1 dirigente di Servizio Sociale
• 1 direttore di Servizio Socile
• 2 assistenti sociali (uno del Prap e uno dell’Uepe di Palermo).
• 4 Consulenti e Formatori NEXT di Palermo
• 1 consulente e formatore Studio APS di Milano

BENEFICIARI FINALI (totale) 236 unità (n. 7 UEPE della Sicilia)

31
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Sistema di intercettazione e intervento sul disagio psicologico dei detenuti

Area territoriale di intervento Piemonte (Torino)

Budget totale €

Fonti di finanziamento Regione Liguria e Comune di Genova

In corso, avviato il 01.01.2005

Organismo gestore Case Circondariali Lo Russo e Cutugno di Torino

Persona di contatto Anna Cellamaro, Educatrice, tel. 011-4557585

Organismi partner

• ASL di Torino

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Aumento di problematiche di natura psichica della popolazione detenuta.

Obiettivi del progetto

Prevenire gli episodi di auto-etero lesionismo attraverso una riduzione dei fattori di rischio e
l’innalzamento del livello di attenzione nei riguardi delle espressioni di disagio psichico.

Breve descrizione del progetto

Fissazione dei criteri di individuazione dei soggetti a rischio; vaglio da parte del Direttore degli
episodi di espressione di disagio messi in atto dai detenuti; segnalazione da parte dell’Ufficio
Comando delle tipologie dei detenuti destinatari degli interventi.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x

32
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 96 operatori di cui:


• 71 operatori interni
• 25 operatori ASL

BENEFICIARI FINALI detenuti

33
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto SPARSI. Sostegno a Percorsi di Autonomia in una Rete Sociale Integrata

Area territoriale di intervento Lombardia (Varese)

Budget totale € 59.748,00

Fonti di finanziamento
finanziamento Fondazione Carialo, sede Milano

Concluso, durata 01.01.2005 – 31.12.2006

Organismo gestore Comune di Varese

Persona di contatto Maria Mongiello, educ. C3, responsabile area trattamentale Casa
circondariale di Varese, tel. 0332-283708

Organismi partner

• Uepe di Varese
• Centro Psico sociale DSM Varese
• SERT
• Consorzio Cooperative Sociali
• Cooperative sociali di tipo A
• Associazione di volontariato

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area problematica

Promuovere azioni a sostegno dell’integrazione sociale di persone detenute, ex-detenute o


sottoposte a misure alternative, attraverso strategie integrate tra diversi attori del territorio

Obiettivi del progetto

• offrire l’opportunità di un alloggio alle persone senza riferimento sul territorio


• sostenere l’inserimento lavorativo, favorendo una maggiore informazione sulle risorse
presenti sul territorio.
Breve descrizione del progetto

Il progetto ha permesso una ridefinizione all’interno dell’istituto penitenziario delle prassi di


dismissione di persone senza riferimento sul territorio.

Sottoscrizione di un Protocollo d’intesa.

Modalità di lavoro e approccio al problema sostenuto da partner diversi e di diversa natura: Ente
pubblico, terzo settore e volontariato.

34
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 11 operatori di cui:


• 1 assistente sociale del Comune di Varese
• 2 Assistenti sociali UEPE
• 1 operatore del SERT
• 1 operatore del Centro DSM Varese
• 2 educatori del Consorzio di coop. sociali Varese
• 2 educatori della Coop. sociale di tipo A
• 2 volontari dell’Assoc. “Assist. Volontari carcerari San Vittore martire”

BENEFICIARI FINALI (totale) 23 detenuti

35
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Sportello Informativo (SpIn). La presa a cuore per un modello integrato
d’inclusione sociale

Area territoriale di intervento Liguria (Genova)

Budget totale € 25.000,00

Fonti di finanziamento Regione Liguria e Comune di Genova

In corso, avviato nell’aprile 2005

Organismo gestore Regione Liguria e Comune di Genova

Persona di contatto
contatto Santina Spanò, UEPE Genova, Savona, Imperia

Organismi partner

• UEPE di Genova, Savona, Imperia


• Consorzio sociale Agorà
• Centro di Solidarietà Ge
• Coop. Sociale il Biscione
• Amici di Zaccheo
• ARCI
• Comunità San Benedetto
• Croce Rossa italiana
• Università degli Studi di Firenze
• Ordine Professionale degli AA.SS. della Toscana
• Unione Evangelica Solidarietà
• V.C. Misericordia

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Contrasto alla microcriminalità e alla recidiva dei reati.

Obiettivi del progetto Avvicinamento-inclusione e gestione delle risorse territoriali; trattamento


e potenziamento delle risorse personali.

Breve descrizione del progetto

Risultati ottenuti: relazione di fiducia; risposizionamento nella comunità locale con inserimento
lavorativo.

36
Prodotti: convenzioni con il cartello di associazioni di volontariato e coop. Del privato sociale
che sostengono lo Sp.In. attraverso i propri volontari. Protocollo con la Provincia di Genova

Sezione III – Attività progettuali


progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 11 operatori di cui:


• 1 criminologo del Consorzio sociale “AGORA”
• 2 educatori della Coop. Sociale “Il Biscione”
• 3 educatori del Centro di solidarietà di Genova
• 5 assistenti sociali dell’UEPE

BENEFICIARI FINALI Condannati in misura alternativa, ex-detenuti

37
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Supervisione – Percorso di formazione alla funzione di Supervisione


Professionale di Servizio Sociale di n. 12 Ass.ti Sociali della Toscana.

Area territoriale di intervento Toscana

Budget totale € 19.000,00

Fonti di finanziamento Regione Toscana e Università degli Studi di Firenze.

Concluso, durata: 04.07.2005 – 12.03.2008

Organismo gestore PRAP Toscana e Ufficio Esecuzione Penale Esterna

Persona di contatto Susanna Rollino, ass.te soc.le, tel. 055-4607629

Organismi partner

• Regione Toscana
• Università degli Studi di Firenze
• Ordine Professionale degli aa.ss. della Toscana

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area problematica

Esigenza di supervisione professionale manifestata dagli Ass.sti Sociali dell’Uepe locali.

Obiettivi del progetto

Il progetto risponde al mandato dell’art. 118 del DPR 230 per lo svolgimento delle attività
dirette alla supervisione professionale del personale attraverso la costituzione di un gruppo di
Ass.sti Sociali formati a tali funzioni.

Breve descrizione del progetto

Corso di formazione specialistica, costruzione del modello formativo e azione di tutoraggio e


affiancamento. Costituzione di un gruppo di Ass.ti Sociali Supervisori Junior. Elaborazione di un
modello di Supervisione specifico.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

38
1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 64 operatori di cui:


• 12 assistenti sociali dell’UEPE
• 12 assistenti sociali dei Comuni Capoluogo di Provincia della Toscana
• 40 Ass.ti Sociale degli UEPE della Toscana
• Gruppi di Supervisione.

BENEFICIARI FINALI (totale)

39
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto TESSERE

Area territoriale di intervento Emilia Romagna (Ferrara)

Budget totale € 27.926,20

Fonte di finanziamento

Concluso nell’agosto 2007

Organismo gestore Casa Circondariale di Ferrara

Persona di contatto Francesco Cacciolo, direttore C.C. Ferrara, tel. 0532-250011, Luisa
Garofani, responsabile SERT di Ferrara, tel. 0532-233713

Organismi partner

• SERT di Ferrara

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area problematica

All’interno del Carcere di Ferrara viene a mancare la possibilità di intraprendere ed effettuare


percorsi psicologici e di sostegno stabili che prevedono un intervento specifico sulla
prevenzione del rischio suicidario e degli atti anti-conservativi in genere.

Obiettivi del progetto

Prevenzione, diagnosi e conunselling psicologico finalizzato all’assistenza di persone in stato


detentivo con particolare riguardo al rischio suicidario

Breve descrizione del progetto

Somministrazione di test; istituzione del gruppo di sostegno, del gruppo di prima carcerazione
e del gruppo dei protetti, colloqui individuali, riunioni periodiche.

40
Sezione III
III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 15 operatori di cui:


• 10 interni alla C.C. di Ferrara
• 5 psicologi del SERT di Ferrara

BENEFICIARI FINALI (totale) 300 detenuti.

41
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Università in carcere con teledidattica

Area territoriale di intervento Lazio (Roma)

Budget totale €

Fonte di finanziamento

In corso, avviato il 15.03.2007

Organismo gestore Casa Circondariale Rebibbia N.C.

Persona di contatto Giustiniani Luisa, educatore resp. Area Tratt. C. C. Rebibbia N. C. tel. 06-
43980355, cc.rebibbianc.roma@giuustizia.it

Organ
Organismi
anismi partner

• Garante Regione Lazio


• Fastweb S.p.A
• Università degli Studi di Tor Vergata
• LazioIdisu

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area
dell’area problematica
problematica

Difficoltà a garantire un’offerta formativa di qualità e un adeguato tutoraggio agli studenti


detenuti nei vari livelli di studio.

Obiettivi del progetto

Garantire il diritto allo studio delle persone detenute; creare un centro di servizio e-learning per
la formazione a distanza dei detenuti all’interno degli Istituti penitenziari della Regione Lazio.

Breve descrizione
descrizione del progetto
Lezioni universitarie a distanza di alcuni corsi di laurea; tutoraggio e docenza; monitoraggio
delle attività: acquisti e fornitura testi per lo studio; verifica dei risultati.

42
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 6 operatori di cui:


• 1 operatore di Polizia Penitenziaria
• 5 docenti della Coop. Soc. L’Aurora

BENEFICIARI FINALI (totale) 43 detenuti

43
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Voci di dentro. Percorso Avviamento al Lavoro per detenute

Area territoriale di intervento Puglia (Bari)

Budget totale €

Fonte di finanziamento Regione Puglia “Piccoli sussidi”

In corso, avviato il 6.12.2007

Organismo gestore PRAP di Bari

Persona di contatto Giovanni Marsico, Rappr. Legale Coop L’Aurora, tel. 080-775471

Organismi partner

• Cooperativa sociale “L’Aurora”


• Consorzio Meridia
• Regione Puglia

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area problematica

Casa di Reclusione con detenute aventi fine pena lunghi

Obiettivi del progetto

Preparazione di manufatti destinati al mercato esterno. Formazione professionale.

Breve descrizione del progetto


Al fine di creare uno spazio in cui le detenute con pene di lunga durata possano in qualche
modo prendere le distanze dalla loro condizione e iniziare ad investire su loro stesse si è tenuto
un corso di formazione e dei laboratori.

È stata stipulata una convenzione tra la direzione degli Istituti Penali di Trani ed una
Cooperativa Sociale.

44
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione e tirocinio x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 6 operatori di cui:


• 1 operatore di Polizia Penitenziaria
• 5 docenti della Coop. Soc. L’Aurora

BENEFICIARI FINALI (totale) 4 detenute

45
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titoli
Titoli dei
dei progetti
progetti

L’Italiano come seconda lingua.

Passato, presente e futuro.

Lifelong Learning.

Area territoriale di intervento Calabria (Catanzaro)

Budget totale € 11.785,71

€ 11.785,71

€ 9.821,42

Fonte di finanziamento MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:


Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Conclusi nel 2008

Organismo gestore Istituto Comprensivo “V. Vivaldi” e CTP, Viale Crotone, 57, 88100 Catanzaro
Lido

Persona di contatto Prof. Raffaele Cusato, docente di Lettere CTP – Centro Territoriale
Permanente per l’Educazione degli Adulti, di Catanzaro Lido, con sede c/o l’Istituto
Comprensivo “V. Vivaldi” (ex Scuola Media)

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Gli interventi di Educazione per gli Adulti costituiscono per la Scuola Secondaria di I grado “V.
Vivaldi” uno strumento di sviluppo sociale economico e culturale in generale poiché finalizzati a
ridurre i tassi di analfabetismo tradizionale e ad ammortizzare o prevenire le nuove forme di
analfabetismo per effetto dei rapidi cambiamenti e delle innovazioni che caratterizzano la
complessità sociale e le nuove forme che connotano il mercato del lavoro in territorio regionale,
nazionale ed europeo.
In particolare, le attività proposte per la misura B6, nell’ambito del progetto “Lifelong Learning”
sono state finalizzate a:
! formare gli operatori scolastici del CTP e delle scuole carcerarie
! promuovere e sviluppare contesti e metodi innovativi di apprendimento
! offrire qualificate opportunità di formazione permanente per un Sistema EDA europeo

46
! innalzare le competenze di base degli adulti.

Obiettivi del progetto

Per “L’Italiano come seconda lingua”:

! esprimere concetti nella propria lingua e operare confronti culturali a seguito della traduzione
! lettura e comprensione di testi di vario genere
! essere in grado di rielaborare correttamente ed esprimere il proprio pensiero: capire e farsi
capire.

Per “Passato, presente e futuro”:

! sapersi orientare in modo critico nell’universo dei messaggi sonori


! sapere valutare i messaggi sonori e/o le performances musicali, supportando la propria
opinione con osservazioni critiche
! sviluppare le capacità di pensiero produttivo-immaginativo, in particolare nelle attività di
produzione sonora, e il pensiero analitico, logico, inferenziale, in particolare nelle attività di
riflessione e interpretazione.

Per “Lifelong Learning”:

! migliorare le competenze didattiche del personale della scuola


! facilitare l’accesso al sistema di istruzione e formazione
! individuare strategie qualificate di accoglienza ed orientamento
! innalzare la qualità e l’efficacia del sistema di istruzione e formazione degli adulti.

Breve descrizione
descrizione del progetto

In merito a “L’Italiano come seconda lingua” e a “Passato, presente e futuro”, l’attività ha


previsto una prima fase di accoglienza per conoscere anche i singoli corsisti e i livelli di
partenza. Alcuni corsisti hanno da subito messo in evidenza le loro esperienze e competenze
pregresse (alcuni sono in possesso di titoli, validi solo nel paese di provenienza), mentre altri
hanno dimostrato difficoltà a più livelli, sia nella scrittura che nell’espressione orale. Per cui, le
attività sono state differenziate. Per un gruppo è stato attivato il livello A2, mentre per gli altri
le nozioni di base. Le attività hanno previsto approfondimenti, comprensione e produzione
orale, comprensione e produzione scritta. Per quanto riguarda la comprensione e produzione
scritta, anche su richiesta dei corsisti, c’è stato un approfondimento e potenziamento delle
strutture grammaticali.

Per quanto concerne “Lifelong Learning” le fasi di sviluppo si sono articolate in:
! strategie di promozione della domanda di formazione (ore 3)
! modalità e strumenti per l’accoglienza (ore 7)
! strategie e strumenti per l’orientamento (ore 7)
! verifica e valutazione (ore 3)
secondo una metodologia che ha alternato lezioni frontali, attività di ricerca/azione, Focus group
e attività di verifica e valutazione in ingresso, in itinere, finale.

47
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE


NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale
(totale)
otale)
Esperti del Ministero dell’Istruzione e di Istituti scolastici, tutor di Istituti scolastici.

BENEFICIARI FINALI (totale) 56 (20 per “L’Italiano come seconda lingua”, 21 per “Passato,
presente e futuro” e 15 per “Lifelong Learning”

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SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo
Titolo del
del progetto
progetto Laboratorio Mandala – Corso di danze popolari

Area territoriale di intervento Campania (Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli - NA)

Budget totale € 11.785,11

Fonte di finanziamento MIUR PON “Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:
Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Concluso, durata 27.09.2008 – 17.11.2008

Organismo gestore
gestore C.T.P. Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti - S.M.S.
“G. DIANO” – 25° Distretto

Persona di contatto Olimpia Caccavale - CTP “G. Diano” – Scuola Carceraria, tel. 081-5268747,
olimpiacaccavale@libero.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il progetto si è rivolto alle detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli: italiane e
straniere, in particolare rom e africane corsiste anche del PON di “Italiano per stranieri”, dalla
personalità difficile, inconsapevoli delle proprie potenzialità, in possesso di un codice linguistico
diverso; lontane per esperienze di vita e condizioni sociali dalle problematiche della cultura e
società occidentale. Si è individuata un’attività che rispondesse al bisogno di esprimere,
attraverso il linguaggio universale mimico-gestuale, la propria personalità in relazione alla
collettività. Ĕ stato proposto un percorso Responsabilizzante e motivante, per sbloccare ansia e
insicurezze, per lavorare in gruppo stabilendo rapporti di collaborazione e sperimentando una
forma di comunicazione che ha radici antiche.

Obiettivi del progetto

• acquisire diverse tecniche espressive e sviluppare capacità creative non verbali


• saper portare a compimento percorsi per fasi progettuali
essere capaci di comunicare, esprimere e conferire senso all’esperienza del sé sviluppando
armonicamente la propria personalità
• acquisire la capacità di interpretare espressioni, sguardi e il linguaggio del corpo
• liberare l’ansia e recuperare il senso dell’autostima
• apprezzare la musica popolare e attraverso questa gli usi, i costumi, le tradizioni dell’Italia
meridionale

49
• saper riconoscere e interpretare diversi tipi di danza.

Breve descrizione
descrizione del progetto

La ricchezza della cultura del Sud Italia ha permesso di attingere alla tradizione popolare,
tammurriate, pizziche e tarantelle, attraverso le quali le partecipanti al progetto hanno scoperto
un patrimonio legato ad antiche ritualità: il lavoro della terra, le feste religiose, la vendemmia, il
raccolto, la semina. Gesti semplici e sPONtanei che diventano danze popolari. Accompagnano i
movimenti, strumenti come il putipù, le castagnette, la tammorra, scetavaiasse, triccheballacche,
organetto, presi da attrezzi e utensili usati dai contadini.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (tot


(totale
otale)
ale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 15 detenute, di cui tre italiane e 12 straniere.

50
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo
Titolo del
del progetto
progetto L’informatica: ausilio per il recupero e l’orientamento di giovani ristretti

Area territoriale di intervento Sicilia (IPM di Bicocca, Scuola secondaria di 1° grado “Cavour”)

Budget totale € 11.785,71

Fonte
Fonte di finanziamento MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:
Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Concluso, durata 18.09.2008 – 22.12.2008

Organismo gestore

Persona di contatto

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Fruitori del progetto sono i minori dell’IPM di Bicocca; i ragazzi segnati da esperienze
devastanti, sono poco inclini ad entrare nell'istruzione scolastica e nel clima che la connota,
poiché serbano della scuola un ricordo lontano e fortemente frustrante, e si dimostrano
indifferenti e demotivati. La sfida che la scuola nelle carceri deve affrontare è quella di dare un
senso con azioni formative utili alla loro permanenza.

La formazione in carcere è il primo momento per la progettazione di un cambiamento di vita


che faciliti l’inserimento sociale e lavorativo di persone in esecuzione penale. L’esperienza
formativa è l’occasione per conoscere modalità diverse di affrontare la realtà e di educarsi alla
“legalità delle forme”, ovvero alla capacità di raggiungere un obiettivo e un risultato attraverso
il rispetto delle procedure e delle prassi. La professionalità acquisita consente sia la
collocazione nel mondo del lavoro, sia l’approfondimento in una successiva specializzazione,
sia infine il passaggio, attraverso il riconoscimento dei crediti formativi, al sistema scolastico

Gli strumenti informatici sono oggi indispensabili nella realizzazione di progetti , infatti chi vuole
avviare una attività privata o una microimpresa a carattere familiare necessita di strumenti
informatici. C’è un mercato che si conquista per via informatica, ci sono servizi moderni ai quali
accedere, relazioni da costruire su rete globale. Ciò esige competenze aggiuntive che oggi
sfuggono anche ai tanti bravi artigiani e commercianti di cui il meridione è ricco.

I servizi formativi offerti PON) sono finalizzati all’alfabetizzazione culturale e funzionale della
popolazione, alla promozione culturale, all’integrazione fra diritto all’istruzione e diritto
all’orientamento , alla formazione professionale in età adulta nell’ambito delle linee guida del

51
lifelong learning, Essi rappresentano lo snodo principale per risolvere le situazioni di marginalità
culturale, o per completare la scolarità interrotta, magari proseguendo verso livelli superiori.

In tale contesto l’intervento formativo è volto ad acquisire competenze nell’uso del computer,
ormai indispensabili per accedere a qualsiasi tipo di attività lavorativa, diventando un aggancio al
mondo esterno e creando microprofessionalità.

Obiettivi del progetto

• migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani ristretti


• promuovere lo sviluppo delle competenze chiave: competenza digitale, imparare ad
apprendere
• far acquisire le competenze necessarie per esercitare una cittadinanza attiva
• fare scoprire competenze e attitudini.

Breve descrizione
descrizione del progetto
L’intervento si è articolato in sei moduli dai seguenti contenuti:
• i concetti base indispensabili della Tecnologia dell'informazione; il Personal Computer
• il sistema operativo del Personal Computer
• applicazione di videoscrittura: Microsoft Word
• i Database e gli altri strumenti di base di un PC
• le immagini al computer
• le reti informatiche.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale


(totale)
otale) 2 esperti
BENEFICIARI FINALI (totale) 15 detenuti prossimi al fine pena

52
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI IN ESECUZIONE
DELLE BUONE PRASSI PER ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo
Titolo del
del progetto
progetto Bricolage e Pittura in carcere

Area territoriale di intervento Calabria (Castrovillari - CS)

Budget totale € 10.500,00

Fonte di finanziamento MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:


Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Concluso, durata 18.06.2008 – 19.12.2008

Organismo gestore
gestore CTP – Scuola carceraria – Distretto n. 19 Castrovillari (CS), via Coscile n. 28 –
87012 Castrovillari (CS), tel. 0981.21161, fax: 0981209108, csmm07600c@istruzione.it

Persona di contatto Paolo Gallo, tel. 328-3715348, paolo.gallo3@istruzione.it

Organismo
Organismo partner

Casa Circondariale di Castrovillari, direttore: Fedele Rizzo tel. 0981-31827

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il laboratorio è stato rivolto ai detenuti sex offenders della Casa Circondariale di Castrovillari, i
quali ne hanno fatto esplicita richiesta all’Ufficio dell’Educatore, motivandolo come bisogno
formativo basato sull'esigenza di recuperare e/o potenziare le loro capacità manuali.

Il progetto è stato supportato dall’esperienza maturata dai docenti in paralleli percorsi di


formazione per l’insegnamento rivolto agli adulti (MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-
2013 Obiettivo B6 Interventi di formazione dei docenti per l’insegnamento rivolto agli adulti).

Obiettivi del progetto

• favorire la creatività e la manualità come attività espressive dell’individuo


• sensibilizzare all’arte come rappresentazione di idee dell’uomo
• stimolare il senso critico, la discussione e il confronto
• saper operare con materiali e tecniche diverse realizzando prodotti artistici di discreta qualità.

Breve descrizione
descrizione del progetto
L’intervento ha previsto le seguenti attività:
• recupero e rafforzamento delle capacità manuali e abitudine al confronto
53
• finalità: recupero e reinserimento nella società, acquisire capacità manuali
• rilevazione dei bisogni: costante opera di rilevazione tramite colloqui individuali, collettivi e
incontri con l'educatrice
• metodologia didattica: dibattito, lezione con appunti, esercizi di laboratorio singoli e di
gruppo
• strumenti di verifica: verifica in opera del lavoro progettato
• pubblicità: mostra espositiva finale.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale


(totale)
otale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 12 detenuti prossimi al fine pena, di cui 9 italiani e tre stranieri

54
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo
itolo del
del progetto
progetto Italiano e intercultura in carcere

Area territoriale di intervento Calabria (Castrovillari – CS)

Budget totale € 10.500,00

Fonte di finanziamento MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:


Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Concluso, durata: 20.02.2008 – 30.06.2008

Organismo gestore CTP – Scuola carceraria – Distretto n. 19 Castrovillari (CS), via Coscile n. 28 –
87012 Castrovillari (CS), tel. 0981-21161, csmm07600c@istruzione.it

Persona di contatto Paolo Gallo, tel. 328-3715348, paolo.gallo3@istruzione.it

Organismo partner

Casa Circondariale di Castrovillari via Cosmai, 1 – Direttore, Fedele Rizzo tel. 0981-31827

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il corso L2 del CTP di Castrovillari è stato rivolto ad immigrati extracomunitari privi della base di
conoscenze e competenze linguistiche (liv. A.1) L’obiettivo prioritario è stato quello di favorire
l’integrazione incentivando la volontà di formazione con lo strumento della riflessione e del
dialogo.

Il progetto è stato supportato dall’esperienza maturata dai docenti in corsi similari svolti in rete
con il CTP di Rossano, sostenuti da esperienze formative B6 curate da Ispettori Miur.

Obiettivi del progetto

Obiettivi principali del progetto sono stati:


• comprensione delle idee generali di testi orali, espositivi e dialogici
• sapersi esprimere con buona comprensibilità su argomenti di carattere quotidiano
• saper cogliere il senso di testi scritti
• saper produrre in modo comprensibile e corretto testi scritti di uso quotidiano
• favorire processi di inserimento sociale e lavorativo autonomi

55
Breve descrizione
descrizione del progetto

La didattica ha previsto attività di orientamento e formazione con l’obiettivo della socializzazione


e dell’integrazione culturale. Gli utenti hanno svolto un percorso modulare di alfabetizzazione
linguistica L2 basato sui bisogni specifici dei corsisti con riferimento all’apprendimento della
lingua italiana per scopi comunicativi e di lavoro. Il progetto ha avuto un buon livello di
accoglienza e le valutazioni effettuate hanno evidenziato un buon grado di comprensione ed un
gradimento positivo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale


(totale)
otale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 13 detenuti stranieri prossimi al fine pena

56
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Multimedialità e Intercultura in carcere

Area territoriale di intervento Calabria (Castrovillari - CS)

Budget totale € 10.500,00

Fonte di finanziamento MIUR PON“Competenze per lo Sviluppo” 2007-2013 Obiettivo G1:


Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per giovani e adulti.

Concluso, durata
durata 18.06.2008 –09.09.2008

Organismo gestore
gestore CTP – Scuola carceraria – Distretto n. 19 Castrovillari (CS), via Coscile n. 28
– 87012 Castrovillari (CS), tel. 0981-21161, csmm07600c@istruzione.it

Persona di contatto Paolo Gallo, tel. 328-3715348, paolo.gallo3@istruzione.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

L’intervento è stato caratterizzato da un servizio di orientamento volto al recupero di


autonomie personali e relazionali, svolgendo una funzione educativa orientativa e
rimotivazionale sostanziale. L’attività si è impegnata a creare un momento di maggiore
coinvolgimento entrando in contatto con le risorse realmente presenti e utilizzabili.

Il progetto è stato supportato dall’esperienza maturata dai docenti in paralleli corsi B6 sulla
progettazione EDA.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo prioritario è stato incentivare al massimo la determinazione e la volontà di


formazione, cercata con lo strumento della riflessione e del dialogo.

Le attività sono state mirate al raggiungimento degli obiettivi specifici e trasversali ed al


conseguimento dei risultati fissati..

L’obiettivo centrale del progetto è stato offrire agli utenti la possibilità di acquisire conoscenze
e competenze tese a favorire l’accesso al lavoro e l’integrazione professionale.

Breve descrizione
descrizione del progetto

La didattica ha previsto attività di orientamento e formazione e i corsisti hanno svolto moduli


di informatica base con esercitazioni e utilizzo di software e pacchetti applicativi. Sono stati

57
somministrati test valutativi per misurare il grado di comprensione.

Il progetto ha avuto un buon livello di accoglienza e le valutazioni effettuate hanno


evidenziato un gradimento positivo. La comunicazione è stata partecipativa e i corsisti hanno
mostrato un’ottima adesione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale


(totale)
otale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 15 detenuti prossimi al fine pena (8 italiani, 7 stranieri)

58
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto R.J.USC.I.RE- Riqualificarsi on the Job per riUSCire in un Inserimento
Regolare

Area territoriale di intervento Veneto

Budget totale € 744.015,18

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso

Organismo gestore Istituto di Istruzione Superiore “Ruzza Pendola” - Padova

Persona di contatto,
contatto, Istituto di Istruzione Superiore “Ruzza Pendola”, Padova, tel. 049-657287,
info@ruzzapendolapadova.it

Organismi partner

! CNA - Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media Impresa


! Confesercenti Regionale dell’Abruzzo
! Sinergia Advertising S.r.l.
! Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Abruzzo
! ENFAP Abruzzo - Ente Nazionale per la Formazione e l’Addestramento Professionale

Organismi della rete

! Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Pescara


! SILUS del Settore Politiche del lavoro della Provincia di Pescara
! Casa circondariale San Donato di Pescara
! Ser.T.- Dipartimento di salute mentale
! Dipartimento di Alcoologia di Pescara
! Servizi sociali del Comune di Pescara e Francavilla al mare
! Caritas Diocesana di Pescara- Unione dei giovani industriali di Pescara
! Confederazione Italiana Agricoltori

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

La PS ha inteso risolvere le difficoltà di inserimento in contesti di lavoro sia dipendente, sia


autonomo, che le detenute dell’Istituto penitenziario della Giudecca di Venezia affrontano al

59
momento dell’uscita dal carcere. L’intervento ha riguardato anche le aziende, che spesso sono
restie ad assumere ex-detenuti, sia a causa di pregiudizi e atteggiamenti di diffidenza, sia per i
costi e le procedure burocratiche.

Obiettivi del progetto

Il progetto è stato finalizzato a creare le condizioni per facilitare l’inserimento lavorativo delle
beneficiarie intervenendo da un lato, sulle imprese del territorio e, dall’altro, sugli operatori della
struttura penitenziaria e sulle detenute, promuovendone lo sviluppo di competenze di base,
trasversali e tecnico-professionali afferenti al settore della moda, con particolare riferimento ai
costumi d’arte.

Breve descrizione
descrizione del progetto

A favore delle imprese e delle attività commerciali del settore tessile, nonché delle agenzie per il
lavoro e dei centri per l’impiego locali, sono state realizzate azioni di informazione e
sensibilizzazione per rimuovere i pregiudizi legati all’assunzione di ex-detenuti e agevolare le
pratiche burocratiche ad esse connesse.

L’attività formativa svolta in carcere, finalizzata ad acquisire competenze in un ambito


specialistico ma con un forte potenziale di sviluppo – i costumi d’arte – ha costituito la
principale attività del progetto, che ha coinvolto 35 donne italiane e straniere in un percorso
professionalizzante centrato sulla riappropriazione della motivazione e dell’autostima. Per
alcune è stato possibile certificare le proprie competenze attraverso esami di idoneità, di
qualifica e di conseguimento del diploma e fondamentale è stato il ricorso alle nuove tecnologie,
utilizzando Internet nelle esercitazioni per la patente europea del computer (ECDL) e il software
CAD per l’elaborazione dei costumi teatrali. La modalità formativa è stata quella dell’impresa
simulata in laboratorio, per consentire alle ragazze di operare in carcere come se fossero in
azienda.

Il progetto ha inoltre investito sulla formazione di 19 operatori tra docenti, educatori e agenti di
polizia penitenziaria e assistenti sociali del Ministero della Giustizia, focalizzando l’attenzione
sulle competenze indispensabili all’attività di docenza all’interno di un istituto carcerario. Di
rilievo, in merito, il Vademecum realizzato sull’attività di coaching, una metodologia basata su
una partnership tra coach e cliente e volta ad aiutare quest’ultimo a
raggiungere specifici obiettivi in ambito sia personale, sia professionale.

Nell’ambito del percorso professionalizzante il coach è stato il facilitatore che, affiancandosi alla
detenuta, ne ha favorito l’emergere delle principali difficoltà, individuando insieme a lei risultati
da raggiungere e le modalità da adottare allo scopo. In particolare, il lavoro si è concentrato
sulla riappropriazione dell’identità sociale e professionale delle ragazze, promuovendone
competenze di autoanalisi e di sviluppo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

60
1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca x

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 19 (insegnanti scolastici e


formatori, educatori UEPE, agenti di polizia penitenziaria e assistenti sociali del Ministero della
Giustizia)

BENEFICIARI FINALI (totale) 35 detenute condannate in misura alternativa, italiane e straniere,


in età compresa tra i 18-25 anni e di età superiore ai 35 anni.

61
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Car.Te.S.I.O. – Carcere e Territorio, Sistemi Integrati Operativi

Area territoriale di intervento Piemonte

Budget totale € 961.377,83

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal I fase

Concluso, durata 04.06.2002 – 30.06.2004

Organismo gestore CFPP – Casa di Carità Onlus

Persona di contatto Secondo Tessa, CFPP Casa di carità onlus, tel. 335-7449730,
dino.tessa@cfpp.it

Organismi partner

! Confcooperative – Unione regionale del Piemonte


! PRAP– Provveditorato regionale Amministrazione Penitenziaria

Sezione
Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

L’intervento ha affrontato la problematica dell’inserimento socio-lavorativo dei soggetti ex-


detenuti in tutto il territorio piemontese; prendendo avvio dall’individuazione di molteplici fattori
di esclusione tra i quali i bassi livelli di qualifica professionale, la diffidenza dei potenziali datori
di lavoro e la carenza di strutture e figure professionali idonee all’accompagnamento nel mercato
del lavoro.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha mirato a:
1. ridurre la frammentazione degli interventi volti all’inserimento dei beneficiari
2. produrre inserimenti lavorativi diversificando l’offerta delle imprese disposte ad accogliere
soggetti svantaggiati
3. ridurre l’incidenza di fattori ostativi di natura logistico – abitativa nei percorsi d’inserimento
di tali soggetti.

Breve descrizione del progetto

62
Rispetto all’obiettivo 1 la partnership ha creato un sistema a rete in cui essa è affiancata una rete
locale “derivata” alla quale partecipano i 13 GOL (gruppi operativi locali ai quali aderiscono una
pluralità di organismi, quali enti locali, centri per l’impiego, e servizi sociali del carcere) presenti
in ciascun comune piemontese nel quale è situato un istituto penitenziario. Essi di fatto sono
stati i promotori, in una logica bottom-up, del progetto mentre in fase attuativa lo stesso budget
Equal stato suddiviso per ciascuno GOL a seguito della presentazione di microprogetti locali.

Rispetto agli ultimi due obiettivi sono stati realizzati percorsi personalizzati attraverso borse
lavoro in impresa sociale ed in collaborazione con l’Agenzia Piemonte Lavoro. Gli inserimenti si
distinguono qualitativamente per la personalizzazione delle azioni che si concretizza ad esempio
nell’erogazione di voucher volta a soddisfare le esigenze più disparate dei beneficiari e nel
supporto alla soluzione di problemi alloggiativi

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento X

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Il progetto ha preso parte a 3 partenariati transnazionali che hanno visto


coinvolti organismi di Spagna, Germania, Portogallo, Francia, Belgio.

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 34, di cui:


CFPP Casa di carità onlus:

63
! 1 project manager
! 3 progettisti
! 6 tutor

Confcooperative
! 2 Coordinatori
! 18 Tutor
PRAP
! 3 educatori
! 1 Direttore

BENEFICIARI FINALI (totale) 235 condannati in misura alternativa e 400 operatori del sistema
di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21 6
(Giovani adulti) Età 18-25 72 8 6
(Adulti) Età > 25 129 10 4

Condannati in misura alternativa 235


Ex-detenuti
Detenuti prossimi al fine pena
Madri con bambini

64
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto COS – Concrete Opportunità e Servizi per detenuti ed ex-detenuti

Area territoriale di intervento Campania

Budget totale € 550.000,00

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso

Organismo gestore ENOF – Ente Nazionale orientamento e Formazione

Persona di contatto ENOF - Ente Nazionale Orientamento e Formazione Via A. Riboty, 23


00187 Roma (RM), tel. 06-39745688, info@enof.it, www.enof.it

Organismi partner

! Associazione La Mansarda
! COPIM - Consorzio per l’Occupazione e la Promozione
! Imprenditoriale
! In Service

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il problema oggetto dell’intervento è la difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro di


detenuti ed ex-detenuti. In Italia, il tasso di recidiva di coloro che, una volta fuori dal carcere,
non riescono a collocarsi stabilmente sul mercato del lavoro è dell’85%.

Obiettivi
Obiettivi del progetto

Obiettivo della sperimentazione è stato il miglioramento della qualità della vita di detenuti ed ex-
detenuti e della loro condizione sociale e lavorativa nonché la diffusione di una nuova sensibilità
e di un nuovo modo di affrontare il problema del rapporto tra detenzione, mondo del lavoro e
reinserimento nella società.

Breve descrizione del progetto

La PS ha promosso azioni che, da un lato, hanno fornito ai detenuti ed ex-detenuti capacità e


competenze professionali adeguate per inserirsi nel mercato del lavoro e, dall’altro, hanno
sensibilizzato le imprese poco propense ad offrire posti di lavoro ad ex-detenuti. Bacino
d’intervento della sperimentazione sono state le carceri campane, dove si trovano soprattutto
individui giovani e poco scolarizzati, nei confronti dei quali il progetto realizza interventi per far
65
sì che il carcere diventi più efficace nella funzione di recupero e nel favorire il ricorso alle misure
alternative, soprattutto a quelle collegate a percorsi di formazione-lavoro.

Le iniziative hanno previsto interventi di orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro,


di carattere personale e d gruppo, al fine di permettere agli utenti di acquisire tutti gli strumenti
cognitivi e operativi nonché le competenze di base, trasversali e specialistiche necessarie per
inserirsi nel mercato del lavoro con professionalità e consapevolezza. Parallelamente è stata
realizzata un’attenta attività di promozione e di sensibilizzazione diretta a informare piccole e
medie imprese, sui principali vantaggi riconosciuti, dal punto di vista fiscale e contributivo, dalle
leggi vigenti a chi impiega detenuti ed ex-detenuti.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale)

66
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto SALIS Servizi per l’Autonomia, il Lavoro e l’Inclusione Sociale

Area territoriale di intervento Abruzzo

Budget totale € 550.528,00

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso

Organismo gestore Provincia di Pescara

Persona di contatto Provincia di Pescara, tel. 085-724238, presidenza@provincia.pescara.it

Organismi partner

! CNA - Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media Impresa


! Confesercenti Regionale dell’Abruzzo
! Sinergia Advertising S.r.l.
! Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Abruzzo
! ENFAP Abruzzo - Ente Nazionale per la Formazione e l’Addestramento Professionale

Organismi della rete

! Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Pescara


! SILUS del Settore Politiche del lavoro della Provincia di Pescara
! Casa circondariale San Donato di Pescara
! Ser.T.- Dipartimento di salute mentale
! Dipartimento di Alcoologia di Pescara
! Servizi sociali del Comune di Pescara e Francavilla al mare
! Caritas Diocesana di Pescara- Unione dei giovani industriali di Pescara
! Confederazione Italiana Agricoltori

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il progetto ha affrontato gli ostacoli che limitano l’accesso al mercato del lavoro da parte di ex-
detenuti e soggetti sottoposti ad esecuzione penale esterna.

67
Obiettivi del progetto

Scopo dell’intervento è stato lo sviluppo di un percorso innovativo di reinserimento professionale


dei beneficiari attraverso un insieme di azioni integrate volte ad aumentarne l’occupabilità,
agendo sul terreno dell’autonomia, personale e professionale, mediante forme di sostegno al
lavoro indipendente e di acquisizione di metacompetenze e competenze strutturate.

Breve descrizione
descrizione del progetto

E’ stato sperimentato un modello di accompagnamento specialistico finalizzato ad incrementare


l’occupabilità dei destinatari e a soddisfare bisogni connessi con l’inclusione sociale, quale, ad
esempio, la ricerca di un alloggio temporaneo.

Lo sviluppo di un’azione sinergica ed integrata tra i Servizi territoriali, che a diverso titolo si
occupano del target di riferimento, ed alcune Associazioni datoriali operanti nell’area di
intervento ha permesso di attivare, integrare ed armonizzare il modello citato.

Il modello di inserimento lavorativo e sociale si articola nelle seguenti tappe:

! accoglienza e informazione sulle attività del progetto


! valutazione/selezione
! eventuale accesso all’alloggio di transizione
! supporto nell’erogazione dei servizi per l’occupabilità
! invio agli altri servizi del territorio per soddisfazione di altri bisogni
! sensibilizzazione, promozione ed acquisizione disponibilità delle aziende
! definizione e dettaglio del fabbisogno d’impresa
! matching utente-azienda
! formazione on the job
! accompagnamento nella work experience - borsa lavoro
! stabilizzazione utente.

A seguito di una fase iniziale di selezione, orientamento e breve formazione mirata


all’inserimento in una specifica struttura produttiva, gli utenti sono stati inclusi in percorsi
formativi on the job. L’inserimento in azienda, della durata indicativa di sei mesi, è stato
supportato dall’erogazione agli utenti di una borsa lavoro a titolo di rimborso spese, in modo da
offrire alle persone una minima sicurezza economica; inoltre è stata prevista la disponibilità di
alloggi di transizione gratuiti per il periodo di presa in carico da parte del progetto.

L’intera fase di inserimento/re-inserimento degli utenti è stata supportata da una specifica


équipe multidisciplinare, formata ad hoc, che ha fornito sostegno sia agli utenti che ai datori di
lavoro coinvolti nella sperimentazione. Infine, l’utente è stato accompagnato in un percorso di
stabilizzazione lavorativa di lavoro dipendente ed autonomo. In quest’ultimo caso gli utenti
hanno avuto accesso ai servizi di consulenza tecnica erogati dal Centro Integrato Servizi (C.I.S.)
per la creazione di impresa e tutto quanto concerne la sfera del lavoro autonomo.

Nel caso di lavoro dipendente, le aziende interessate ad assumere gli utenti hanno contattato i
servizi di consulenza tecnica erogati dal C.I.S. in modo particolare rispetto agli incentivi e agli
sgravi contributivi e fiscali previsti dalla normativa vigente.

68
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 35 (personale del Ser.T.,


Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Servizi sociali Comuni, SILUS, Caritas, Casa circondariale San
Donato di Pescara)

BENEFICIARI FINALI (totale) 72 uomini e donne di cui 22 condannati in misura alternativa e 50


ex-detenuti

69
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETT
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI
TTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Pegaso – processi plurali di rete per l’inclusione dei detenuti

Area territoriale di intervento Emilia Romagna


Romagna (Province di Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara

Budget totale € 692.708,94

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso, durata 14.07.2005 – 14.01.2008

Organismo gestore Techne S.C.p.A. Ente di formazione accreditato

Persona di
di contatto Barbara Bovelacci, Techne, coordinatori.fo@mailtechne.org, tel. 0543-
410711, Giacomo Sarti, Cefal Bologna, tel. 051-489611, gsarti@cefal.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Difficoltà dei detenuti per: mancanza di opportunità di lavoro stabile, spaesamento sociale e
scarse opportunità di partecipazione; scarse/inadeguate competenze professionali;
aspettative/esigenze professionali e economiche disattese, mancanza di
conoscenze/esperienze nella ricerca di lavoro, difficoltà dei sistemi locali di Rete nel dare
risposte puntuali ai detenuti, carenza di comunicazione e di sensibilizzazione da parte del
sistema di esecuzione penale e reti territoriali al fenomeno della detenzione.

Obiettivi del progetto

Governance delle reti dell’esecuzione penale, del Mondo del Lavoro, dei servizi sociali
pubblici e privati; disponibilità all’accoglienza lavorativa e sociale delle comunità locali;
crescita di: opportunità di accesso ai servizi, partecipazione al proprio progetto di vita,
dell’emancipazione dal contesto delinquenziale. Collaborazione attiva tra sistema
penitenziario, sistema giustizia, sistema economico produttivo. Crescita qualitativa e
quantitativa degli inserimenti lavorativi e sociali dei detenuti.

70
Breve descrizione
descrizione del progetto

MACROFASE 1 consulenza alla pianificazione strategica per la governance istituzionale dei


comitati locali area esecuzione penale adulti;

MACROFASE 2 Iniziative sia trasversali sia specifiche su ognuno dei 3 tre territori coinvolti:
azioni individualizzate di accompagnamento e inserimento lavorativo, tramite laboratori
produttivi e tirocini nelle imprese;

MACROFASE 3 sviluppo di una Agenzia di comunicazione e attivazione di laboratori locali,


negli istituti, di comunicazione sociale e sensibilizzazione della cittadinanza; realizzazione
Bilancio sociale del progetto

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento X
1.2 formazione X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione X
2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali X
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X
3. ALTRO
3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI X

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 24, di cui:


• Techne: 4 tutor psicologi/educatori
• CEFAL: 3 tutor psicologi/educatori
• Enaip: 8 tutor psicologi/educatori/docenti
• Comune di Bologna: 2 counselor
• Techne: 3 coordinatori progetti
• CEFAL: 2 coordinatori progetti
• Enaip: 2 coordinatori progetti

71
BENEFICIARI FINALI 91
di cui: M 85 F 6
italiani stranieri italiani stranieri
(Giovani adulti) Età 18-25 1
(Adulti) Età > 25 61 23 6
Condannati in misura alternativa 28
Ex-detenuti 3
Detenuti prossimi al fine pena 59
Madri con bambini 1

72
DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto Ipotesi di lavoro

Aree territoriali di intervento Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria,
Lombardia, Molise, Marche, Sicilia, Trentino Alto Adige, Veneto

Budget totale € 1.582.500,00

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso

Organismo gestore Istituto “Don Calabria”, Verona

Persona di contatto Alessandro Padovani, Istituto “Don Calabria”, tel. 045-87033698,


mediazione@doncalabria.it

Organismi
Organismi partner

! Dipartimento Giustizia Minorile,


! Ministero della Giustizia
! Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
! Consorzio Nazionale della Cooperazione di Solidarietà
! Sociale ‘Gino Mattarelli’
! Fondazione Enaip Lombardia
! SFERA Servizi Formativi Emiliano Romagnoli Associati
! Comune di Milano - Assessorato Educazione ed Infanzia

Organismi della Rete

! Veneto e Friuli Venezia Giulia: Regione, Province, Comuni, ASL, Enti del Privato Sociale e
Associazioni di categoria
! Trentino Alto Adige: Province, Comuni, ASL, Enti del Privato Sociale
! Lombardia e Liguria: Regione, Province, Comuni, ASL, Enti del Privato Sociale e Associazioni
di categoria
! Lazio e Abruzzo-Molise-Marche: Provincia, Municipalità nel Comune di Roma, ASL, n.30 Enti
del Privato Sociale e del settore lavoro
! Calabria-Basilicata: Regione, Province, Comuni, ASL, Enti del Privato Sociale e Associazioni
di categoria, Fondazione
! Sicilia: Direzione Regionale ed Istituti Scolastici, Province, Comuni, Aziende, Ente di
Formazione, Agenzia per l’impiego, Enti del Privato Sociale

73
Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il progetto ha agito in favore di giovani dai 14 ai 25 anni inseriti nel circuito penale minorile,
che risentono delle condizioni di privazione dovute alla loro posizione giudiziaria e vivono stati
di forte esclusione a causa delle carenze socio-familiari alla base del compimento dei reati e ad
un’eventuale situazione di clandestinità. Ulteriori fattori di discriminazione sono riconducibili
alla bassa scolarità, all’appartenenza a gruppi emarginati e a contesti di illegalità.

Obiettivi del progetto

La PS, composta dalle principali organizzazioni a carattere nazionale e dal Dipartimento per la
Giustizia Minorile, ha inteso risolvere i problemi di cui sopra promuovendo Patti per il lavoro e
sociali e sperimentando modelli di servizi integrati di inclusione socio-lavorativa, al fine di
restituire un progetto educativo capace di attivare piene condizioni di legalità.

Obiettivo dell’intervento è stato favorire l’integrazione di 130 giovani sperimentando percorsi e


pratiche, in cui la dimensione dell’occupabilità è motore di sviluppo della Responsabilità
personale e sociale in relazione alle politiche giudiziarie e di trattamento dei minori e giovani
devianti.

Breve descrizione del progetto


Il progetto ha agito su contesti e sistemi centrali e locali, rafforzando i legami tra politiche
giudiziarie, sociali e del lavoro e individuando nuovi spazi occupazionali per l’inserimento di
giovani del penale minorile.
Tre le principali tipologie di attività realizzate:
! Azioni di informazione e diffusione: la rete e tutti i soggetti coinvolti sono stati
sensibilizzati ed informati in relazione al progetto attraverso: incontri organizzati dagli
stessi partner progettuali a livello centrale e con organizzazioni di supporto, con il
coinvolgimento diretto sia dei livelli politici, sia di quelli tecnico/operativi; creazione di basi
allargate nelle Regioni interessate in favore di una ricognizione dei bisogni; eventi di
diffusione cui hanno partecipato quanti hanno collaborato nelle azioni e i soggetti
istituzionali e non, operanti nel settore dell’inclusione sociale e lavorativa dei minorenni e
giovani.
! Misure formative: attivazione di moduli e percorsi integrati di istruzione/formazione in un
istituto penitenziario, azioni di orientamento, consulenza ed accompagnamento al rientro
nel circuito scolastico o al lavoro attraverso l’istituto dell’apprendistato e progettazione di
percorsi formativi in grado di portare gli allievi, nei tempi di frequenza vincolati dalla durata
della permanenza all’interno dell’istituto penale, ad acquisire un set di competenze
certificabili secondo i repertori nazionali e/o regionali di competenze di base e tecnico
professionali certificate in sede di esame dei percorsi triennali sperimentali.
! Attività svolte con gli organismi coinvolti nella rete di progetto: tavoli di concertazione, azioni di
sensibilizzazione sul progetto e sulle tematiche dell’occupabilità e dell’inclusione socio-lavorativa dei
minori e giovani. Facendo leva sul principio della Responsabilità sociale di impresa, il progetto ha inoltre
ottenuto il supporto finanziario di alcuni enti per proseguire le azioni di inserimento socio-lavorativo a
favore dei beneficiari finali anche dopo la conclusione delle attività progettuali, contribuendo a
migliorare il raccordo tra istituzioni, giovani ed imprese e tra reti dei servizi alla persona e mondo del
lavoro.
74
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento X

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione X

2.2 ricerca X

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI X

Sezione IV – Beneficiari
Beneficiari

OPERATORI
OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI
1000 (operatori di ASL, Comuni, Province, Associazioni di categoria, cooperative, Centri per la
Giustizia Minorile e Dipartimento di Giustizia Minorile)

BENEFICIARI FINALI 260


di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21 X X
(Giovani adulti) Età 18-25
(Adulti) Età > 25

Condannati in misura alternativa X


Ex-detenuti
Detenuti prossimi al fine pena
Madri con bambini

75
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE
DELLE BUONE PRASSI PER INCLUSIONE DEI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto LABORIS – Laboratorio per l’Orientamento e l’Inserimento Sociale

Area territoriale di intervento


intervento Sardegna (area metropolitana di Cagliari)

Budget totale € 692.708,94

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso

Organismo gestore S.O.S. Servizi alla occupazione e allo sviluppo srl

Persona di contatto Fabrizio Floris, SOS Srl Servizi all’Occupazione e allo Sviluppo, tel. 070-
673042, fabfloris@tiscali.it

Organismi partner

! Associazione di volontariato Cooperazione e Confronto Onlus


! Cooperativa Sociale Comunità la Collina Onlus
! Associazione Piccole e Medie Industrie della Sardegna
! Istituto di Formazione dell’API sarda
! Consorzio Sardo fra cooperative di produzione

Sezione
Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

I soggetti sottoposti a misure penali al termine della propria esperienza giudiziaria non avevano
alcun punto di riferimento se non gli operatori del ministero che li avevano seguiti nel loro
percorso. Parallelamente il tessuto imprenditoriale locale non risultava sufficientemente
sensibilizzato sui temi legati all’inserimento delle persone in uscita dal carcere. Oltre a ciò
l’assenza di figure di accompagnamento e affiancamento rendevano difficile l’adesione delle
imprese a processi di avviamento al lavoro e di assunzione.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha voluto offrire un servizio di orientamento negli istituti di pena ed uno di


counselling orientativo in strutture esterne al carcere, volti a valorizzare le competenze dei
soggetti in esecuzione penale e a sostenerne la motivazione al lavoro.

Parallelamente sono state sperimentate due figure tutoriali per i percorsi di inclusione.

76
Breve descrizione
descrizione del progetto

In termini di azioni di sistema è stata formalizzata la rete, che ha visto la contemporanea


presenza di operatori pubblici e privati, profit e no profit. Il compito fondamentale della rete in
generale è stato quello di indirizzare le varie attività verso i bisogni reali dei beneficiari finali. La
rete ha agevolato la conoscenza e l’individuazione dei soggetti, ha suggerito le strategie più
efficaci per il loro coinvolgimento, il rilascio dei vari permessi, la messa a disposizione degli
spazi all’interno degli istituti penitenziari e dei loro uffici, per l’organizzazione dei percorsi di
orientamento e formazione.

Sono state sperimentate due figure tutoriali volte a facilitare l’inserimento lavorativo: il tutor
aziendale ed il tutor psicosociale. Quello aziendale è il punto di riferimento sotto il profilo
tecnico all’interno dell’impresa, del beneficiario. Svolge un ruolo di guida e di facilitatore nel
percorso di inserimento e di apprendimento delle competenze trasversali e di formatore per
l’apprendimento di competenze tecniche. Il tutor psicosociale svolge una funzione di cuscinetto
nei momenti più critici dell’inserimento, conoscendo tutte le caratteristiche del beneficiario.

L’attività formativa in carcere è stata finalizzata all’attivazione di una iniziativa imprenditoriale


all’interno della Casa Circondariale di Cagliari. I contenuti hanno riguardato l’utilizzo di software
di monitoraggio dei mezzi di trasporto. La formazione è stata erogata attraverso formazione
teorica e pratica in presenza.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE
RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

77
Partenariato transnazionale con progetti del Regno Unito, Belgio e Portogallo.
Attività congiunta di modellizzazione di metodologie di orientamento e
formazione – anche attraverso il peer mentoring training. Individuati
protocolli di transizione dal carcere alla società civile basati sul
coinvolgimento di tutte le figure professionali ed organismi operanti.

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) Circa 1.050 persone


appartenenti agli organismi territoriali del Ministero della Giustizia, all’Università, alle imprese e al
terzo settore hanno preso parte ad attività di sensibilizzazione e promozione, attività
propedeutica all’ inserimento lavorativo dei beneficiari finali.

BENEFICIARI FINALI (totale) 100 detenuti, di cui 95 uomini e 5 donne.

78
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione
Sezione I – Anagrafica del progetto
Titolo del progetto OPEN - Offenders Pathwajs to Employment Nazional Network

Aree
Aree territoriali di intervento territorio nazionale

Budget totale € 305.892,94

Fonti di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II Fase, Azione 3

Concluso, durata
durata dal 8.11.2006 al 28.02.2008

Organismo gestore Istituto Don Calabria Verona (ente referente del Partenariato di sviluppo
Ipotesi di Lavoro)

Persona di contatto
contatto Maria Grazia Mastrangelo, tel. 045-8033698, mediazione@doncalabria.it

Organismi partner alla rete OPEN hanno aderito 9 partenariati dell’I. C. Equal: due abruzzesi -
IN.TRA, e SALIS – uno calabrese – POTAMOS – due campani – OLTRE LA LINEA D’OMBRA e COS –
un sardo – LABORIS – un veneto – R.J.USC.I.RE – e un emiliano – PEGASO, oltre al partenariato
settoriale capofila IPOTESI DI LAVORO, per un totale di 57 organismi partner.

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area
dell’area problemati
problematica
tica

Nell’ambito dell’Azione 3 di Equal dedicata al mainstreaming, il Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali in qualità di Autorità di Gestione ha invitato i progetti operanti
nell’ambitodell’area penale a costituire una cordata specifica sul tema. La necessità di
integrazione delle politiche per l’impiego con le strategie a sostegno dell’inclusione sociale ha
rappresentato il punto di riferimento iniziale da cui ha preso avvio l’intero progetto.

Obiettivi del progetto

OPEN ha lavorato all’elaborazione di approcci, metodologie e strumenti innovativi per lo sviluppo


di percorsi di programmazione negoziata di politiche di welfare mix.

Il network ha mirato inoltre a creare un valore di capitale sociale e relazionale per ognuno dei 57
organismi partner, fornendo potenziali basi per una futura cooperazione in interventi tematici sia
a livello nazionale che europeo.

Breve descrizione del progetto

Il network ha sviluppato approcci e capacità di coinvolgimento delle parti sociali, datoriali,


istituzionali per raggiungere un riassetto sociale che includa il reinserimento socio-lavorativo di
ex-autori di reato, integrando tra loro le politiche del lavoro, quelle sociali, educative e della
79
formazione. Sono state realizzate congiuntamente dai partner quattro miniguide operative
sull’inserimento lavorativo dei destinatari finali, rivolte ai diversi attori pubblici e privati coinvolti
nel processo di reinserimento. A queste si è aggiunto un libretto illustrativo delle prassi
d’intervento adottate dai partenariati membri di OPEN. La cordata ha dato vita a due tavoli
tematici sui minori e sugli adulti (autori ed ex autori di reato) che hanno rappresentato un
potenziale punto di raccordo delle reti pubbliche e private esistenti e un primo passo per la
costruzione di una rete nazionale permanente. Nel tavolo sugli adulti sono stati analizzati temi
quali lo sviluppo delle competenze di base e professionali negli ex-detenuti; la legislazione
sull’accesso ai diritti con un’attenzione alla lettura delle varie applicazioni previste
dall’ordinamento. Nel tavolo sui minori, oltre all’aspetto del passaggio di competenze dal DGM al
DAP per i giovani dai 19 ai 22 anni, si è affrontato il Progetto Educativo Individualizzato ed il
diritto/dovere alla formazione, la questione del miglioramento delle misure e degli istituti
giuridici del penale esterno con particolare riguardo a situazioni di maggiori discriminazione
relative ad esempio ai minori stranieri.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione X

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 500 operatori di partner


del Progetto

80
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto LEGAMI – partenariato di apprendimento sul mantenimento del legame
tra figli e genitori in situazioni di detenzione

Area territoriale di intervento Italia (Roma-Latina), Germania, Bulgaria, Spagna, Lettonia

Budget totale € 20.000,00

Fonte di finanziamento Programma di Apprendimento Permanente - Grundtvig

In corso, durata
durata agosto 2008 - luglio 2010

Organismo gestore Bambini senza sbarre

Persona di contatto Lia Sacerdote, presidente di Bambini senza sbarre, Milano, tel. 02-711988,
bambinisenzasbarre@infinito.it

Organismi partner

! Istituto Psicoanalitico per la Ricerca Sociale IPRS (Italia)


! European Network for Children of Imprisoned Parents (Eurochips)
! Action for prisoners' families, Regno Unito
! ASBL: Relais Enfants Parents, Belgio

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

La Convenzione Internazionale dei Diritti dei Minori delle Nazioni Unite, del 1989, precisa che
ogni bambino ha il diritto di mantenere il legame con i genitori, che sia separato da uno o da
tutti e due e nella Draft European Charter on the Rights of the Child del 1992, articolo 9.15, è
specificato il diritto del bambino a mantenere il legame con il genitore detenuto. Bambini Senza
Sbarre e i suoi partner lavorano da molti anni sul divario tra la legge e la realtà e sul
mantenimento della relazione figli-genitori detenuti, sapendo di operare in termini di
prevenzione sociale. Nell’Unione Europea ogni anno si valuta in 800.000 il numero dei bambini
separati da un genitore detenuto. Bambini Senza Sbarre inoltre lavora sullo scambio di buone
prassi e sulla formazione permanente degli operatori penitenziari (educatori, assistenti sociali e
agenti di polizia penitenziaria) a contatto sia con i detenuti che con i bambini in visita in carcere.

Obiettivi del progetto

! migliorare la qualità e l'accessibilità della mobilità, in tutta Europa, dei singoli coinvolti
nell'educazione degli adulti
! migliorare la qualità e aumentare il volume della cooperazione tra le organizzazioni coinvolte
nell'educazione degli adulti in tutta Europa
! prestare assistenza alle persone appartenenti a gruppi sociali vulnerabili e a contesti sociali

81
marginali
! agevolare lo sviluppo di prassi innovative nel settore dell'educazione degli adulti e il
trasferimento di queste prassi anche da un paese partecipante agli altri.

Breve descrizione del progetto

Queste le attività realizzate/in corso di realizzazione:

! approfondimenti e confronti di buone prassi di sensibilizzazione e formazione del personale


della polizia penitenziaria
! creazione di sportelli formativi per le famiglie colpite da restrizione della libertà, sulle forme
di counseling e di lavoro di gruppo divise per genere in carcere
! creazione di “Spazio Giallo” nel carcere di S.Vittore per i figli dei detenuti in attesa di
colloquio
! Seminario di formazione presso il carcere di Bollate, Milano
! conferenza stampa europea/dibattito ‘I bambini invisibili, quando la relazione figli genitori
passa attraverso il carcere’. Milano, carcere di San Vittore, 8 maggio 2009.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (mediazione penale) x
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’
ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 7


! 4 formatori
! 1 psicologa
! 2 addetti all’organizzazione e comunicazione
BENEFICIARI FINALI (totale) 200 circa

82
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione
Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Leonardo TOI 541 – Il Ciclo del Riciclo: recuperare e riusare competenze e
risorse dismesse per sviluppare comunità sostenibili

Area territoriale di intervento Italia (Emilia Romagna), Polonia, Malta

Budget totale € 399.120,00 di cui € 298.840,00 di finanziamento comunitario e € 100.280,00


di cofinanziamento privato

Fonte di finanziamento
finanziamento Programma di Apprendimento Permanente - Leonardo da Vinci

In corso, durata
durata 01.10.2008 – 30.09.2010

Organismo gestore C.E.F.A.L. – Bologna

Persona di contatto Giacomo Sarti – C.E.F.A.L. Bologna, tel. 051-489611, gsarti@cefal.it

Organismi partner

! CEC, Comité Européen de Coordination, Belgio


! AID – Actions Intégrées de Développement asbl, Belgio
! AID Tubize, Belgio
! RAPPEL Scrl, Belgio
! Fundacja Barka, Polonia
! European Consulting LTD, Malta
! A.L.C.G. Association de Lutte Contre le Gaspillage, Francia
! IT2 Cooperativa Sociale, Bologna
! TECHNE Società Consortile per Azioni, Forlì/Cesena
! EnAIP Ferrara, Ferrara
! Cooperativa L’Ulivo, Bologna
! C.I.D.E.S. Centro Internazionale dell’Economia Sociale, Bologna
! SIC Consorzio di Iniziative Sociali Cooperativa Sociale, Bologna
! Cooperativa Sociale La Valle del Lavoro, Bologna
! Consorzio ASAS scarl, Bologna

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il settore del trattamento dei RAEE è sollecitato all’adeguamento alle direttive europee
2002/95/CE, 2002/96/CE, 2003/108/CE. La necessità di adeguamento apre un bacino di
nuova occupazione che rappresenta un potenziale rispetto alle esigenze di inclusione sociale e
gestione responsabile del territorio. In Emilia Romagna, a seguito del progetto EQUAL Pegaso e

83
sulla base delle esperienze di alcuni partner belgi e francesi, è dimostrato che è possibile
coniugare i bisogni del territorio con soluzioni innovative di inclusione socio-lavorativa di
persone in difficoltà.

Obiettivi del progetto

Questi i principali obiettivi:

! adesione a una rete tematica europea dell’economia sociale nel settore RAEE
! elaborazione in Emilia Romagna di un piano di sviluppo della rete di attori sociali che si
occupa di raccolta, trattamento, recupero e riciclaggio di RAEE
! aggiornamento delle competenze delle organizzazioni dei partner italiani, maltesi, polacchi,
relativamente alla gestione di una rete multiservizi nel settore RAEE per la formazione e
l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate, promozione del valore aggiunto creato
dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.

Breve descrizione del progetto

Attraverso il progetto si intende formalizzare una rete ancora più strutturata, completa e multi
servizi, in una forma con caratteristiche di ancora maggiore “stabilità”; il progetto intende quindi
favorire impatti significativi:
! sui beneficiari finali, cioè le persone svantaggiate, in una accezione allargata rispetto alla
definizione della legge 381/91, che dovrebbero vedere accresciute in termini quantitativi e
qualitativi le loro opportunità di formazione e occupazione
! sui beneficiari intermedi, cioè le organizzazioni formative, a diverso titolo, e le imprese
sociali, che dovrebbero migliorare la propria capacità di agire in una logica di rete e di
collaborare in maniera sinergica e integrata con le istituzioni e le aziende del territorio per
rispondere a esigenze di integrazione delle persone svantaggiate creando valore aggiunto
anche dal punto di vista ambientale ed economico

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali X

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2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari
Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 21, di cui:

CEFAL – Bologna
! 1 responsabile di progetti di formazione all’interno del carcere di Bologna

CEC (Comité Européen de Coordination (Belgio):


(Belgio)
! 2 direttori di Ente
! 1 esperto in Valutazione

AID – Actions Intégrées de Développement asbl (Belgio)


! 1 responsabile delle attività di formazione e accompagnamento

AID Tubize (Belgio)


! 1 direttore di ente

RAPPEL
RAPPEL Scrl (social economy) (Belgio)
! 1 responsabile della attività di produzione

Fundacja Barka (Polonia)


! 1 responsabile delle attività di formazione e accompagnamento

European Consulting LTD (Malta)


(Malta
! 1 responsabile delle attività di formazione e accompagnamento

A.L.C.G. Association de Lutte Contre le Gaspillage (Francia)


! 1 responsabile delle attività di produzione

IT2 Cooperativa Sociale (Bologna – Italia)


! 1 responsabile delle attività di produzione
! 1 responsabile di sviluppo e innovazione
! 1 esperto per traduzioni

TECHNE Società Consortile per Azioni (Forlì/Cesena – Italia)


! 1 responsabile di sviluppo e innovazione
! 1 operatore di attività di formazione e accompagnamento

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EnAIP Ferrara (Ferrara – Italia)
! 1 responsabile di attività di formazione e accompagnamento

Cooperativa L’Ulivo (Bologna – Italia)


! 1 direttore di ente;

C.I.D.E.S. Centro Internazionale dell’Economia Sociale (Bologna – Italia)


! 1 responsabile sviluppo e innovazione

SIC Consorzio di Iniziative Sociali Cooperativa Sociale (Bologna – Italia)


Italia)
! 1 referente per attività produttive

Cooperativa Sociale La Valle del Lavoro (Bologna – Italia)


! 1 presidente di ente

Consorzio ASAS scarl (Bologna – Italia)


! 1 responsabile sviluppo e innovazione

BENEFICIARI FINALI (totale) 15 detenuti, di cui 10 prossimi al fine pena e 5 condannati in misura
alternativa.

86
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Tools in Network (T.I.N.): an e-net approach to share mediation
competences

Area territoriale di intervento Italia (Roma-Latina), Germania, Bulgaria, Spagna, Lettonia

Budget totale € 218.489,00

Fonte di finanziamento Programma di Apprendimento Permanente - Leonardo da Vinci

Concluso, durata 15.11.2007 – 14.09.2009

Organismo gestore Ministero di Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile

Persona di contatto Isabella Mastropasqua – Dipartimento Giustizia Minorile, tel. 06-68188239,


isabella.mastropasqua@giustizia.it

Organismi partner

! Istituto Psicoanalitico per la Ricerca Sociale IPRS (Italia)


! Christian Youth Villane Foundation CJD Eutin (Germania)
! Istituto per la Risoluzione dei Conflitti (Bulgaria)
! Fondazione O’Belen (Spagna)
! Riga City Mission (Lettonia)

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il focus del progetto è stato l’approfondimento della mediazione penale (in termini teorici e
metodologici) nei paesi partner, attraverso una ricerca-azione basata sullo studio e-learning di
una piattaforma on-line. Il materiale già esistente sulla piattaforma, in tema di mediazione, è
stato monitorato e confrontato con le differenti situazioni dei vari Paesi. L’esperienza del
progetto T.I.N., rivolta ad operatori ed esperti, è utilizzata per condividere documenti e
informazioni, strategie d’intervento e strumenti operativi sul tema della mediazione,
perseguendo l’intento di analizzare, comparare e definire percorsi comuni e policies nel campo
della giustizia riparativa.

Obiettivi del progetto

Principale obiettivo era l’implementazione di una piattaforma on-line sulla mediazione penale,
attraverso l’analisi e la condivisione dei contenuti e delle tecniche in essa contenute, entro il

87
più generale contesto della devianza e della giustizia minorile nei paesi partner. Altro
importante obiettivo era supportare lo sviluppo delle abilità e delle competenze degli operatori
e delle figure che lavorano nel campo della mediazione penale minorile, attraverso una
sperimentazione della piattaforma on-line e dei servizi ad essa collegati.

Breve descrizione del progetto

Dopo la prima fase di ricerca e rilevazione d’informazioni e dati sui contesti di giustizia e sulle
pratiche di mediazione penale è stata avviata la fase sperimentale in ciascun paese partner,
realizzata attraverso lo strumento della piattaforma on-line con unità didattiche, gestita da un
tutor. Sono stati prodotti inoltre un website, una brochure ed un DVD sulle principali attività e
programmi legati alla mediazione. Si è tenuto un seminario sulle esperienze transnazionali
realizzate durante il progetto.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (mediazione


mediazione penale
penale)
le x

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca x

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (Totale)


55 gli operatori coinvolti in Europa direttamente nella sperimentazione, appartenenti al settore
Giustizia (assistenti sociali, educatori) e, inoltre, mediatori, esperti, studenti tirocinanti.
In Italia la sperimentazione è stata realizzata a Latina, in collaborazione con l’Ufficio di Servizio
Sociale di Roma (sez. staccata Latina) e con l’Ufficio di mediazione e conciliazione di Latina, i
cui componenti sono espressione perfetta del welfare-mix, cioè operatori della Giustizia

88
minorile, degli Enti locali, del privato sociale (Caritas) e delle libere professioni (Avvocati).

Molti operatori della Giustizia minorile hanno chiesto un’estensione dell’esperienza ad altri
territori.

Molti dei minori autori di reato del bacino di utenza degli USSM di Roma e Latina (vd. Statistiche
in www.giustiziaminorile.it) e molte delle vittime dei reati possono beneficiare del progetto e
delle attività di mediazione.
Professori, studenti, rappresentanti degli Enti Locali e mediatori hanno inoltre partecipato al
Seminario finale e beneficiato delle relazioni e dei materiali forniti.

BENEFICIARI FINALI Sono stati beneficiari indiretti i minori autori di reati (transitanti nel
circuito della Giustizia) e le vittime di reato dei territori coinvolti nel progetto come potenziali
fruitori delle attività di mediazione.

89
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE
DELLE BUONE PRASSI PER INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto ARIA3…al cubo

Area territoriale di intervento Basilicata

Budget totale € 1.500.000,00

Fonti di finanziamento Cassa delle Ammende dell’Amministrazione Penitenziaria, P.O.


Basilicata Fse 2007-2013

In corso, durata: 24 mesi, tot. 700 ore

Organismo gestore Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato Regionale


della Basilicata, Potenza

Persona di contatto Giuseppe Palo, referente PRAP del Progetto, palogiuseppe@interfree.it

Organismi partner

! GCI Etabeta Spa, Roma


! Altafilm, Milano
! RCE Multimedia, Napoli

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

La difficoltà delle relazioni familiari nel contesto carcerario è alla base del progetto, che si
propone in primo luogo di fornire gli strumenti e le competenze necessari ad affrontare il
problema dell’accesso lavorativo per i detenuti e i loro figli e, in secondo luogo, di fare impresa
in carcere.

Obiettivi del progetto

! Affrontare il problema dell’inserimento lavorativo dei detenuti, offrendo loro una concreta
occasione di lavoro, preceduta dall’acquisizione di una qualifica professionale nel settore
delle professioni dei set cine-televisivi e teatri di posa (falegnami, elettricisti, illuminotecnici,
ecc.)
! coinvolgere i figli dei detenuti nei percorsi di inserimento formativo e lavorativo
! offrire ai detenuti e al contesto imprenditoriale lucano di fare impresa all’interno delle mura
carcerarie
! attrarre produzioni nazionali e internazionali per operare sul territorio regionale incentivando
la produzione audiovisiva locale.

90
Breve descrizione del progetto Il progetto prevede di organizzare all’interno delle mura
carcerarie uno o più “teatri di posa” come struttura da offrire agli operatori e alle troupes cine-
televisive del meridione e occupare, al loro interno, operai e tecnici formati dall’intervento. Tra
le attività realizzate ad oggi: istituzione dell’Agenzia territoriale su base regionale per
l’industria televisiva e cinematografica “ARIA” 3 (www.aria3.eu) promossa dai partner, dal Dip.
Formazione della Regione Basilicata e dal PRAP della Basilicata; partecipazione della Casa
Circondariale di Potenza alla “XV edizione del Medfilm Festival 2009” a Roma con la
produzione di un cortometraggio sul tema dell’integrazione culturale dal titolo “Tre minuti e
mezzo” (regista Luca Curto e protagonista Neri Marcoré); realizzazione della mostra-catalogo
fotografica “LocKation” sui temi dell’esecuzione penale in Basilicata.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 25 (detenuti e figli di detenuti).

91
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Task Force SPI

Aree territoriali
territoriali di intervento Province di Matera, Potenza, Lecce e Benevento – aree urbane e
limitrofe

Budget totale € 782.019,04

Fonte di finanziamento PON. Fse 2007-2013, Azioni di Sistema per le politiche di inserimento
al lavoro, Obiettivo 1 – Azione II.1.A

Concluso, durata 01.06.2006 – 31.10.2006

Organismo gestore Centro Servizi s.r.l.

Persona di contatto Orsi Simona, Centro Servizi s.r.l. tel. 0835-388251,


sorsi@centroservizimatera.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento


intervento

Difficoltà di integrazione delle persone svantaggiate nel mercato del lavoro e lotta alla
discriminazione nei loro confronti

Obiettivi del progetto

! sperimentare interventi specifici per l'inserimento al lavoro di soggetti incorsi in reati


! promuovere azioni indirizzate a singoli e ad imprese attraverso attività di sensibilizzazione
alla cultura dell'integrazione e di sostegno alla sperimentazione e promozione di specifici
interventi
! dare vita ad una attività di consulenza a sostegno dei Servizi Pubblici per l'Impiego nelle
regioni individuate nell’Obiettivo 1 per favorire l'ingresso lavorativo dei detenuti al fine di
innescare il cambiamento nei ruoli coinvolti nei S.P.I.

Breve descrizione del progetto

Il progetto ha inteso supportare alcuni Centri per l’impiego nell’avvio di azioni specifiche volte
a facilitare l’inserimento occupazionale dei soggetti in stato di detenzione: ciò attraverso un
lavoro congiunto tra gli Istituti penitenziari e i Centri per l’impiego per realizzare un percorso
comune di individuazione delle professionalità disponibili negli Istituti e di quelle richieste dal
mercato, al fine di pianificare i necessari interventi per facilitarne l’incontro. L’ottica è quella di
un’azione di sistema finalizzata alla sperimentazione di interventi specifici per l'inserimento al
lavoro dei beneficiari, e più in generale, alla promozione di azioni per singoli e imprese
attraverso forme di sensibilizzazione alla cultura dell'integrazione.

92
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori, accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 45 operatori dei Centri


pubblici e Servizi pubblici per l’Impiego..

BENEFICIARI FINALI (totale) 300 tra detenuti, ex-detenuti e soggetti sottoposti a misure
alternative.

93
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Programma d’azione per l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti, adulti
e minori, sottoposti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria nella Regione Basilicata

Aree territoriali di intervento Basilicata

Budget totale

Fonti di finanziamento POR FSE Basilicata. 2007-2013, P.O. FESR Basilicata 2007-2013,
Finanza pubblica dell’Amministrazione Penitenziaria

In corso, durata pluriennale

Organismo gestore Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato Regionale


della Basilicata, Potenza; Dipartimento Lavoro Cultura e Sport Regione Basilicata

Persona di contatto Giuseppe Palo, referente PRAP del Progetto, palogiuseppe@interfree.it,


Luigi Magno, Regione Basilicata, luigi.magno@regione.basilicata.it

Organismi partner

! Ministero della Giustizia (Ufficio esecuzione penale esterna, Tribunale di sorveglianza, Centro
per la Giustizia Minorile per la Calabria e la Basilicata, Servizi Minorili Lucani, Tribunale per
Minorenni)
! Regione Basilicata (Dip. Sicurezza Sociale)
! Comuni (Servizi sociali comunali)
! Aziende Unità Sanitarie Locali (servizi socio-assistenziali)
! Province di Matera e Potenza (Centri per l’impiego)
! Partenariato sociale

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Alla luce dei nuovi processi sociali, si è avvertita la necessità di ridisegnare gli interventi dentro
e fuori i contesti penali, per il diffuso emergere di una realtà fatta di iniziative non coordinate.
Ciò ha determinato e determina una somma parziale d’interventi che segmenta l’identità del
soggetto detenuto. Accade così che la maggior parte dei progetti sul carcere raggiunge i
detenuti più tutelati e con più risorse o gli ex-detenuti rintracciabili sul territorio, mentre in
carcere si registra "la mancanza" di detenuti da inserire nei progetti, ed in particolare in quelli
che hanno una chiara finalità di reinserimento della persona.

94
Obiettivi del progetto

L’obiettivo è costruire una rete istituzionale e sociale attraverso la quale realizzare il modello
inclusivo e solidale di comunità regionale ispirato ai principi della “humanitas” e della “societas”
proclamati nei documenti costitutivi della Repubblica italiana e della Unione europea. Obiettivo
strumentale è creare e rendere disPONibili gli strumenti perché anche da parte dei soggetti,
adulti e minori, sottoposti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, siano realmente fruibili i
diritti civili e sociali, in termini di servizi resi alle persone e alle loro famiglie.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il Programma è lo "strumento ordinario" per la messa a sistema degli interventi in carcere


attraverso il quale garantire pari opportunità alle persone soggette a provvedimento
dell’Autorità Giudiziaria, che consentirà un costante adeguamento all’evoluzione dei problemi.
Le proposte d’intervento, dentro e fuori del carcere, a favore di detenuti ed ex-detenuti, adulti
e minori, maschi e femmine, italiani e stranieri, prevedono corsi di formazione professionale e
culturale, apertura di sportelli di informazione sul territorio e all’interno degli istituti stessi,
organizzazione di spettacoli, progetti di inserimento lavorativo, sostegno psicologico ed
economico. Sono anche previsti interventi rivolti a tutti i detenuti (formazione professionale,
scolarizzazione, inserimento lavorativo, casa, cultura ecc) e misure di aggiornamento
professionale degli operatori penitenziari e di quanti e a vario titolo intervengono in carcere
(volontari, imprese, ecc.), nonché azioni in favore delle famiglie dei detenuti.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE
R IVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

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4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) Il progetto intende raggiungere tutta la popolazione carceraria in


esecuzione penale, sia interna, sia esterna, presente nella Regione Basilicata, con azioni
diversificate in base ai vari bisogni, secondo le linee guida del Ministero della Giustizia.
Popolazione di massima: tra 1.600 e 2.000 di cui circa 800 minori.

96
BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE BUONE SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Sviluppo di competenze e formazione per gli operatori che interagiscono
con il carcere e il post carcere

Area territoriale di intervento Provincia Autonoma di Bolzano

Budget totale € 122.113,76

Fonte di finanziamento POR Fse 2007-2013 Asse IV, Ob. specifico 1, Ob. operativo 2

In corso, durata 19.12.2008 – 31.12.2010

Organismo gestore UPAD – Università Popolare delle Alpi Dolomitiche

Persona di contatto Rocco Maurizio Moretti, UPAD Università popolare delle alpi dolomitiche,
Bolzano, tel 0471-502849, maurizio.moretti@upad.it, info@upad.it, www.upad.it

Organismi partner

! Casa Circondariale di Bolzano


! Magistratura di Sorveglianza
! UEPE
! Caritas/Odar
! Ufficio del Lavoro
! Cooperative Sociali
! Sportello del Carcere
! Dozza di Bologna
! Comune di Bologna

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il progetto si è rivolto a soggetti appartenenti a diverse tipologie di svantaggio (portatori di


handicap, persone in percorsi di uscita dalla prostituzione, donne vittime di violenza e
maltrattamenti, ex tossicodipendenti, ex alcolisti, ex-detenuti, nomadi, persone soggette a
nuove povertà), accomunati da difficoltà occupazionali, spesso accompagnate da marginalità
sociale.

Obiettivi del progetto

Il lavoro autonomo è stato considerato una soluzione di inserimento occupazionale percorribile


dalla persona svantaggiata ed un’occasione per ricostruire un’immagine sociale positiva.

97
Finalità del progetto è stata rendere accessibile tale prospettiva attraverso:

! la sensibilizzazione di servizi, istituzioni, soggetti del Terzo settore e del mondo


imprenditoriale;
! il sostegno motivazionale e l’accompagnamento tecnico per la pianificazione dei progetti di
aspiranti imprenditori svantaggiati.

Breve descrizione del progetto

Queste le principali attività realizzate:

! elaborazione del modello di intervento sulla base di interviste a imprenditori svantaggiati;


! convegni e workshop per operatori del Terzo settore, dei servizi e del mondo imprenditoriale
su tematiche inerenti la creazione d’impresa e la relazione d’aiuto con svantaggiati;
! individuazione e orientamento lavorativo di 243 persone svantaggiate;
! accompagnamento imprenditoriale di consulenti e mentor (imprenditori svantaggiati) per 79
aspiranti imprenditori. Sono nate sei imprese.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 41

BENEFICIARI FINALI (totale) 16 ex-detenuti (13 uomini e 3 donne).

98
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Formare per risocializzare: percorsi di sviluppo integrato delle competenze
di base

Area territoriale di intervento Provincia Autonoma di Bolzano

Budget totale € 75.290,30

Fonte di finanziamento
finanziamento POR Fse 2007-2013 Asse III, Ob. specifico G, Ob. operativo 1

Concluso, durata 16.01.2008 – 31.12.2008

Organismo gestore Centro studi UPAD – Università Popolare delle Alpi Dolomitiche

Persona di contatto Maurizio Rocco Moretti, UPAD Università popolare delle alpi dolomitiche,
Bolzano, www.upad.it, tel 0471-502849, maurizio.moretti@upad.it, info@upad.it

Organismi partner

! Direzione Casa Circondariale di Bolzano


! UEPE
! Ser.D. Servizio per le dipendenze
! Hands Ambulatorio convenzionato per le alcoldipendenze
! Centro di Salute Mentale
! ASSB Azienda Servizi Sociali Bolzano
! Tribunale di Sorveglianza, Formazione Professionale in lingua italiana
! Cooperative Sociali

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento


intervento

La scelta di operare all’interno del mondo carcerario nasce dalla convinzione che sviluppare le
risorse di persone svantaggiate come i detenuti, aiutandole a raggiungere abilità in termini di
saper fare, di sapere e di saper essere, migliori la consapevolezza sociale e relazionale e ne
favorisca la “rinormalizzazione” con l’obiettivo di un reinserimento nel tessuto socio lavorativo.
Il progetto nasce dalla necessità di coniugare momenti di educazione e formazione
risocializzante che vengono attuati fra le mura del carcere, sviluppando competenze per il (re)-
inserimento socio lavorativo e creando le condizioni per una reale prevenzione.

Obiettivi del progetto

Il progetto si è posto la duplice finalità di:

! sviluppare competenze professionali spendibili per un’eventuale occupazione lavorativa;


99
! intervenire sulla sottocultura deviante che, nelle relazioni socio lavorative, oltre a divenire
stigmatizzante e a determinare emarginazione ed esclusione sociale, favorisce il radicamento
nei soggetti di quei disvalori che inducono il non riconoscimento delle norme socialmente
condivise.

Breve descrizione del progetto

La principale attività realizzata è stata la formazione di gruppo con elementi di team building e la
realizzazione di quattro moduli: linguistico-culturale, informatico, giuridico ed espressivo e lo
svolgimento di un workshop conclusivo.

Risultati acquisiti: modalità di relazione proattiva, sviluppo di modalità di comportamento


assertive, conoscenza della struttura linguistica della lingua italiana e tedesca e delle rispettive
culture, capacità di gestire pacchetti software di impiego più comune, conoscenza del sistema
giudiziario, del territorio e dei suoi servizi, sviluppo di capacità di analisi rispetto al proprio
vissuto e di capacità di espressione scritta.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)
2. AZIONI RIVOLTE
RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)


BENEFICIARI FINALI (totale) 22 detenuti (13 italiani, 9 stranieri)

100
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Oltre le sbarre: percorso di formazione per l’integrazione e l’inclusione
socio-lavorativa dei carcerati

Area territoriale di intervento Provincia Autonoma di Bolzano

Budget totale € 85.292,350

Fonte di finanziamento POR Fse 2007-2013, Asse III, Ob. specifico G, Ob. operativo 1

Concluso,
Concluso, durata 17.12.2008 – 31.12.2009

Organismo gestore UPAD – Università Popolare delle Alpi Dolomitiche

Persona di contatto Maurizio Rocco Moretti, UPAD Università popolare delle alpi dolomitiche,
Bolzano, www.upad.it, tel 0471-502849, maurizio.moretti@upad.it, info@upad.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

La scelta di operare all’interno del mondo carcerario nasce dalla convinzione che sviluppare le
risorse di persone “svantaggiate”, come i detenuti, aiutandole a raggiungere abilità in termini di
saper fare, di sapere e di saper essere migliori la consapevolezza sociale e relazionale e ne
favorisca la “rinormalizzazione” con l’obiettivo di un reinserimento nel tessuto socio lavorativo.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha 3 finalità:

! sviluppare competenze professionali spendibili per un’eventuale occupazione lavorativa;


! intervenire sulla sottocultura deviante che, nelle relazioni socio lavorative, oltre a divenire
stigmatizzante e a determinare emarginazione ed esclusione sociale, favorisce il radicamento
nei soggetti di quei disvalori che inducono il non riconoscimento delle norme socialmente
condivise;
! indurre a riconoscere, attraverso l’autobiografia, i problemi vissuti e a rileggere l’esperienza
della vita trascorsa, favorendo la messa a fuoco della situazione attuale di vita detentiva
secondo una prospettiva più ampia, che include sia le esperienze passate sia le possibilità
future.

101
Breve descrizione del progetto

La principale attività è la formazione di gruppo con elementi di team building e la realizzazione


di quattro moduli: linguistico-culturale, informatico, giuridico ed espressivo e lo svolgimento
di un workshop conclusivo.

Questi i risultati previsti: modalità di relazione proattiva, sviluppo di modalità di


comportamento assertive, conoscenza della struttura linguistica della lingua italiana e tedesca
e delle rispettive culture, capacità di gestire pacchetti software di impiego più comune,
conoscenza del sistema giudiziario, del territorio e dei suoi servizi, sviluppo di capacità di
analisi rispetto al proprio vissuto e di capacità di espressione scritta.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 12 detenuti (11 italiani, 1 straniero)

102
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Sportelli informativi della Casa circondariale di Bologna

Area territoriale di intervento Emilia Romagna (Bologna)

Budget totale € 140.000,00 (costo annuo), relativo allo Sportello “Info lavoro” gestito da CEFAL

Non rilevato il costo dello Sportello Informativo del Comune di Bologna

Fonti di finanziamento Relativamente allo Sportello Info lavoro i finanziamenti sono di origine
Fse (OB. 3 B1) con la compartecipazione della Provincia di Bologna. Relativamente allo
Sportello Informativo del Comune si tratta di finanziamenti regionali con la partecipazione del
Comune di Bologna.

In corso Lo Sportello Informativo del Comune è stato avviato nel dicembre 1997; lo Sportello Info-
Lavoro è stato avviato nel 2002. Sono entrambi tuttora in essere.

Organismo gestore CEFAL, Comune di Bologna

Persona di contatto Stefano Cuppini, Cefal, tel 051-489611, scuppini@cefal.it

Organismo partner

Relativamente allo Sportello Info Lavoro si segnala l’esistenza di un Tavolo di progetto, volto al
monitoraggio e sviluppo delle attività, composto da: Casa Circondariale di Bologna (Direttore,
Capo educatori), UEPE (Direttore, coordinatore cittadino), Comune di Bologna, Provincia di
Bologna (Assessorato Politiche Sociali) e un referente del Terzo settore.

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

L’area problematica è stata individuata nei seguenti punti :

! elevato numero di detenuti presenti all’interno dell’Istituto


! elevato numero di detenuti non comunitari presenti all’interno dell’Istituto
! detenuti ed ex-detenuti con scarso livello di scolarizzazione e scarse competenze
professionali
! detenuti ed ex-detenuti con scarso livello di conoscenza del sistema dei servizi per
l’impiego e del sistema dei servizi sociali
! basso livello di possibilità, per i detenuti, di accedere alle informazioni, relativamente al
mercato del lavoro
! scarse opportunità di reinserimento sociale, anche a causa di scarse possibilità di offerte
lavorative
! difficoltà di comprensione delle dinamiche penitenziarie.

103
Obiettivi del progetto

Gli Sportelli nascono principalmente per fornire informazioni alla popolazione detenuta ed ex
detenuta.

Da un lato, il progetto vuole aumentare le conoscenze dei detenuti ed ex-detenuti rispetto al


mercato del lavoro con il fine di accrescere il loro potenziale occupazionale (occupabilità)
svolgendo attività di informazione, consulenza orientativa e supporto alla transizione al lavoro,
attraverso un metodo strutturato sull’approccio centrato sulla persona e sul lavoro di rete.
Dall’altro, attraverso la mediazione culturale si vuole facilitare la comprensione e
l’avvicinamento culturale da parte del detenuto straniero alla propria condizione carceraria e
sociale, nonché permettere la decodifica di modelli culturali, di atteggiamenti e comportamenti
che spesso agevolano i rapporti fra gli operatori e i detenuti stranieri. Inoltre, attraverso la
figura dell’assistente sociale, ha la finalità di fungere da anello di congiunzione tra carcere e
territorio, attivando interventi di raccordo con i servizi di riferimento.

Si cerca di agevolare i detenuti nella conoscenza rispetto al contesto sociale nel quale si trova e
a quali servizi potrà fare riferimento qualora, al termine della pena, permanga nel territorio
comunale.

Breve descrizione del progetto

In sintesi, le attività dello Sportello Info-Lavoro prevedono l’erogazione di servizi quali:

! informazioni sulle concrete risorse formative e/o lavorative


! consulenza orientativa, predisposizione di progetti individualizzati di transizione al lavoro
! sostegno all'inserimento lavorativo e/o formativo (accompagnamento, tutoraggio)
! affiancamento nella ricerca autonoma del lavoro (specifico per Sportello Info lavoro esterno)
! realizzazione di materiale informativo.

Le attività dello Sportello Informativo prevedono l’erogazione di servizi quali:


! orientamento e informazione per i detenuti stranieri in relazione ai diritti di tutela giuridica e
fruizione di percorsi alternativi alla detenzione
! attività atte a favorire la circolazione delle informazioni sulla vita interna
! attività di segretariato sociale
! presa in carico di chi sta per uscire dal carcere
! contatti e rapporti con le famiglie dei detenuti
! contatti con figure istituzionali (UEPE, consolati…).

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

104
2. AZIONI RIVOLTE
RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI
COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI
! operatori di Sportello Info lavoro (CEFAL); sono attivi tre operatori, di cui due presenti
all’interno del carcere e uno presente presso il Centro per l’Impiego
! psicologa del lavoro, Psicologa clinica di comunità, pedagogista: attività svolte: informazione,
consulenza, orientamento, accompagnamento, attività promozionali
! mediatore socioculturale (Comune di Bologna): a Bologna operano 2 mediatori, uno di
madrelingua araba-francese e uno albanese-inglese. Attività svolte: compiti di interpretariato
(traduzione linguistica), lettura e decodifica di comportamenti, abitudini, modi di fare, verifica
di possibili risorse dopo la dimissione dal carcere attraverso la messa in rete di servizi del
Terzo settore e Istituzionali, orientamento e informazione in campo giuridico, lavorativo,
amministrativo, affiancamento delle Assistenti sociali durante alcuni colloqui con detenuti
non comunitari per una migliore lettura del bisogno e ricerca poi di possibili risorse;
ricostruzione dei rapporti con le loro famiglie e riavvicinamento alle rappresentanze dei loro
paese
! Psicologo del Lavoro (CEFAL), interventi mirati nello Sportello Info lavoro interno. Attività
svolte: colloqui motivazionali tesi alla definizione dei profili delle persone, in termini di
caratteristiche sociali, cognitive, motivazionali, attitudinali, ecc.
BENEFICIARI FINALI (totale)
Relativamente allo Sportello Info Lavoro accedono al Servizio una media di 230 persone ogni anno
(170 interne, 60 presso il CIP). Allo Sportello informativo del Comune vengono effettuati
indicativamente 700 colloqui all’anno.
Per quanto riguarda il numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse, l’80% sono uomini e il
rimanente donne. Per lo Sportello Info Lavoro la percentuale di italiani è poco superiore a quella
degli stranieri, mentre per lo Sportello del Comune la percentuale è del 90% di colloqui con
detenuti stranieri.

105
SCHEDA DESCRITTIVA PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Change – rete attiva per il lavoro

Area territoriale di intervento Emilia Romagna

Budget totale € 228.865,00

Fonte di finanziamento POR Fse Ob. 3 2000-2006 Asse B Progetto integrato (3 azioni
progettuali)

Concluso, durata 1.11.2001 – 27.06.2003

Organismo gestore EnAIP Emilia Romagna (l’ente è stato soppresso)

Persona di contatto Paolo Klun, Enaip Bologna, tel. 051-257011

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

! difficoltà per i detenuti a svolgere un lavoro


! mancanza di opportunità lavorative sia interne che esterne al carcere
! mancanza di competenze e qualificazione professionale per la maggior parte delle persone
detenute
! difficoltà a porre in relazione precedenti esperienze lavorative con le richieste attuali del
mercato del lavoro
! necessità di avere un punto di riferimento comune tra gli istituti penitenziari gli enti locali
per l'elaborazione di strategie e di progetti, individuando tutti gli strumenti normativi,
organizzativi ed educativi che permettono di collaborare al trattamento penitenziario.

Obiettivi del progetto

! costruire una Rete regionale e locale attiva finalizzata all’inserimento lavorativo e sociale di
detenuti e ex-detenuti, attraverso il coinvolgimento di soggetti istituzionali, del privato
sociale, di attori economici profit, anche realizzando intese e protocolli di collaborazione;
! istituire un sistema integrato di interventi finalizzato ad offrire ai detenuti nuove opportunità
con percorsi che si sviluppino sia all’interno che all’esterno del carcere (cooperative sociali,
mondo del lavoro).

Breve descrizione del progetto

Il progetto ha previsto le seguenti attività:

! sperimentazione di azioni positive ed integrate tra misure a sostegno della inclusione sociale
e lavorativa dei detenuti ed ex-detenuti, anche attraverso lo sviluppo dell'imprenditoria

106
sociale, con lo scopo di: mettere a punto dispositivi/strumenti a sostegno di politiche attive
del lavoro dedicate al target di riferimento
! messa a punto di strategie, tecniche, strumenti per aumentare la capacità imprenditoriale e
produttiva delle Cooperative Sociali
! sostegno alle reti regionali e locali
! definizione di modelli e servizi locali integrati di supporto alla professionalizzazione e al
lavoro
! creazione di partnership territoriali e formalizzate con protocolli; individuazione di nuove
opportunità di lavoro intramurario
! costruzione di un punto di accesso dedicato al target di riferimento e alle loro famiglie, per
l'orientamento all'utilizzo delle risorse già esistente e di quelle che si creeranno attraverso il
lavoro di rete.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x
1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x


2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


Essendo un progetto non corsuale non ci sono dati relativi ai destinatari. Indicativamente le figure
coinvolte erano: Funzionari Assessorati Regionali, Comunali e Provinciali Politiche sociali e
Formazione, Direttori I.P., Dirigenti Provveditorato regionale Amministrazione Penitenziaria

BENEFICIARI FINALI (totale)

107
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Società Cooperativa sociale IT2

Area territoriale di intervento Emilia Romagna

Budget totale €

Fonti di finanziamento A sostenere lo sviluppo e crescita della cooperativa, oltre alle sinergie
M.C.L., FOMAL e Cefal, hanno concorso diverse altre iniziative nell’ambito di progetti sostenuti da
fondi pubblici e privati:

! progetti di Iniziativa comunitaria (Occupazione, Equal...)


! progetti di sostegno allo sviluppo di impresa finanziati da: Comune di Bologna; Sovvenzione
globale “NOICON” per l’“Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati” del
Programma Operativo Fse Ob.3, Misura B1; Provincia di Bologna, Misura D.3 - Sviluppo e
consolidamento dell’imprenditorialità con priorità ai nuovi bacini d’impiego;
! progetti finanziati da Fondazioni bancarie (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna);
! attività di volontariato dei soci della Cooperativa;
Ad oggi esistono molte imprese private ed enti pubblici che commissionano a IT2 varie attività.

Numerose istituzioni pubbliche (Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna, istituzioni


carcerarie e diversi enti locali, soprattutto Comuni) e associazioni usufruiscono regolarmente
del servizio di catering.

In corso la cooperativa sociale IT2 è nata nel 1998, ed è tuttora in essere.

Organismo gestore Attualmente, la cooperativa è gestita da un Cda

Persona di
di contatto Flavio Venturi, tel. 051-489611, fventuri@cefal.it

Organismi partner

La coop IT2 è promossa da MCL (Movimento Cristiano Lavoratori) e Cefal (Consorzio Europeo per
la Formazione e l’Addestramento dei Lavoratori), nasce nel 1998 nell’ambito di un progetto di
Iniziativa comunitaria Occupazione Youthstart denominato YES (Young Enterprise Solutions) che
ha dato vita alla rete nazionale YES delle imprese di transizione in Italia ispirate al modello
francese delle “entreprises d’insertion”.

Ai primi promotori della cooperativa si aggiunge, nel 2002, FOMAL (Fondazione Opera
Madonna del Lavoro), socio di IT2 la cui esperienza maturata come Scuola Regionale di
Ristorazione ha rappresentato un importante contributo per lo sviluppo del settore ristorativo
della cooperativa e del ristorante di transizione“Le Torri”.

108
Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il bisogno cui l’impresa sociale risponde è quello dell’inserimento lavorativo di persone in


difficoltà (detenuti, ex-detenuti) che si trovano in situazione di esclusione, attraverso la
creazione non solo di situazioni lavorative vere e proprie, ovvero di contesti lavorativi “reali”,
ma di ambienti e servizi di mediazione verso una attività lavorativa che coniughi i bisogni
formativi/educativi e di socializzazione degli utenti con le esigenze dell’impresa.

Obiettivi del progetto

Favorire l’inserimento lavorativo di persone in svantaggio sociale e fisico, facendole transitare


da un contesto protetto ad un contesto lavorativo normale, offrendo percorsi integrati di lavoro
e di formazione.

Breve descrizione del progetto

La cooperativa, organizzata come impresa di transizione al lavoro, è integrata in un’ampia rete


di servizi del territorio, ed opera nel settore ristorativo, di banqueting e catering, nel settore
pulizie, e nel riciclaccio di materiali elettronici.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

109
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


! Responsabili di produzione: Partecipano alla definizione del progetto personalizzato e al
monitoraggio del percorso dell’utente all’interno della cooperativa e nella fase iniziale
dell’inserimento presso altre aziende. Tale attività viene effettuata attraverso colloqui
finalizzati alla rielaborazione delle problematiche tecniche o trasversali incontrate;
Competenze: competenze pedagogiche e relazionali in quanto figura centrale nella
costruzione di professionalità dell’utente inserito;
! Responsabili della transizione al lavoro: figure cardine della cooperativa, sono i referente del
progetto costituito assieme alla persona svantaggiata, svolgono un ruolo di riferimento per
l’utente e svolgono un monitoraggio costante delle attività. Agiscono da raccordo tra l’utente
e i servizi del territorio, preoccupandosi di effettuare eventuali segnalazioni o di coordinarne
l’azione; infine curano la fase di transizione in imprese esterne, prendendo contatti con le
aziende, accompagnando l’utente nei primi colloqui e affiancandolo nei primi giorni del
nuovo inserimento. Competenze: figura professionale portatrice di competenze professionali
multiple nell’ambito delle scienze sociali;
! Esperti tecnici in vari ambiti produttivi: ad esempio ristorazione, organizzazione catering, ecc.

In particolare, nel ristorante operano stabilmente tre professionisti con funzioni di coordinamento
e gestione dell’attività ristorativa e due formatori, e più precisamente:
! un cuoco, responsabile della cucina
! un responsabile di sala e bar
! un cuoco-educatore responsabile della formazione di cucina
! una responsabile della cassa
! un responsabile educativo di sala.

Gli altri componenti dello staff di lavoro sono persone che stanno realizzando in IT2 un percorso
di formazione o transizione al lavoro. Sono distribuite tra cucina, bar e sala secondo quanto
previsto per ciascuno dal progetto individualizzato di formazione o transizione al lavoro. Tutti gli
utenti che seguono i progetti personalizzati sono segnalati dai servizi del territorio che
condividono la responsabilità del progetto educativo con lo staff pedagogico di IT2.

BENEFICIARI FINALI (totale) Circa 70 (riferimento anno 2008)


di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21 10% 15% 10 % 15%
(Giovani adulti) Età 18-25 8% 5% 7% 5%
(Adulti) Età > 25 5% 5% 5% 5%

Condannati in misura alternativa 3%


Ex-detenuti 2%
Detenuti prossimi al fine pena 3%
Madri con bambini 20%

110
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Costellazioni: azioni a favore del sistema di istruzione e formazione in
carcere

Area territoriale di intervento Emilia Romagna (Province di Bologna, Forlì-Cesena, Rimini,


Ravenna, Ferrara, Reggio Emilia, Parma e Piacenza)

Budget totale € 94.950,00

Fonte di finanziamento POR Fse Ob. 3, 2000-2006, Asse B

Concluso, durata 27.09.2006 - 31.12. 2007

Organismo gestore Fondazione EnAIP S. Zavatta Rimini a capo di un’ATI

Persona di contatto Giovanna Scaparrotti, Fondazione EnAIP S. Zavatta Rimini, tel 0541-367113

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Nonostante i numerosi provvedimenti legislativi e di indirizzo a favore dell’inclusione socio


lavorativa delle persone detenute, non sempre le risorse e le pratiche messe in campo sono
state coerenti ed efficaci. Spesso è risultato difficile riportare a sistema il lavoro svolto nelle
singole realtà da dirigenti e operatori sia per scarsità di circolazione delle informazioni, sia per
mancanza di azioni di supporto alle reti locali che consentissero agli operatori non solo di
apprendere dalle buone pratiche ma anche di sviluppare nuove competenze sovra funzionali
adatte ad agire nelle aree di confine tra i diversi sistemi.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha inteso consolidare, a livello regionale e provinciale, l’integrazione tra i sistemi


(Provveditorato regionale Amministrazione Penitenziaria, Direzione scolastica regionale,
Formazione professionale) intervenendo in particolare sui nodi critici che ostacolano la
predisposizione di una progettazione congiunta. Fine ultimo era il consolidamento della rete
tra ambito penitenziario e servizi che si occupano del reinserimento sociale e lavorativo dei
condannati in esecuzione penale interna e esterna al carcere. Il progetto ha quindi inteso
fornire strumenti e spazi per condividere i diversi linguaggi analizzare i differenti ruoli e
mandati, considerando mission, vincoli e compiti delle diverse organizzazioni.

111
Breve descrizione del progetto

Sono state realizzate le seguenti azioni di accompagnamento:


1. laboratorio per la costruzione del Portfolio educativo, strumento per registrare le diverse
esperienze educative/ formative, formali e non, del detenuto all’interno del carcere (Bo e
Fc); Laboratori di consolidamento ed allargamento delle reti territoriali indirizzati a rendere
efficienti i GOT (Pr, Pc, Fe, Ra,)
2. laboratorio per le diversità, nella sezione VEGA dell’I.P. di Rimini per Transessuali e
omosessuali, coinvolgendo operatori e detenuti per sviluppare interventi di rafforzamento
delle competenze a partire dal vissuto specifico dei soggetti coinvolti
3. raccolta materiali e diffusione attraverso la produzione di un testo e di un cd
sull’elaborazione dell’esperienze condotte sul territorio regionale
4. monitoraggio e valutazione

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI
COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 131
! 23 Dirigenti scolastici e Direttori Istituti penitenziari
112
! 17 Educatori
! 15 Agenti di Polizia penitenziaria
! 3 Personale Uepe
! 40 Docenti scuola
! 7 Operatori FP
! 4 Operatori Ente locale
! 9 Operatori privato sociale
! 5 Mediatori culturali
! 3 Asl/ Sert
! 3 Sanità IP
! 2 Volontari

BENEFICIARI FINALI (totale) 9 detenuti stranieri dell’Istituto di pena di Rimini della sezione
speciale per omosessuali e transgender.

113
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Laboratorio Casa circondariale di Ferrara

Area territoriale di intervento Emilia Romagna (Ferrara)

Budget totale € 50.000,00 annui circa

Fonti di finanziamento Regione Emilia Romagna, Comune di Ferrara, Centro Servizi per il
volontariato di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara

Durata il Laboratorio, avviato nel 2005, ha carattere permanente con sospensioni estive e
invernali

Organismo gestore Teatro Nucleo

Persona di contatto Horacio Czertok, Teatro Nucleo, tel. 348-2303834, czrhcs@unife.it

Organismi partner

! Comune di Ferrara
! Centro Servizi per il volontariato di Ferrara

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il progetto investe sulla capacità dell’attività creativa, in particolare il teatro, che necessita
dell’impegno collettivo per stimolare nelle persone impulsi solidali, fiducia in se stessi,
conoscenza e governo del sistema emozionale, rispetto di se e degli altri, recupero di dignità
personale ottenuto col lavoro e impegno continuativo

Obiettivi del progetto

Lo scopo dell’intervento è nello stesso tempo pedagogico e produttivo, ossia “allenare” i


detenuti a diventare attori e creare proprie produzioni tali da essere presentate all’interno della
Casa per altri detenuti e per spettatori civili, e al di fuori, in Teatri cittadini e, eventualmente, in
trasferta.

In particolare, si mira ai seguenti obiettivi:

! recupero della dignità – risultato endogeno all’interno del laboratorio


! abbattimento dello stigma – nell’incontro con spettatori civili dentro il carcere e fuori
! stimolo al dialogo interculturale, stimolo all’attività collettiva e solidale, alfabetizzazione

114
emotiva, miglioramento della capacità comunicativa, eventuale professionalizzazione.

Breve descrizione
descrizione del progetto

il progetto, iniziato nel 2005, si è proposto sin dall’inizio come attività continuativa, con
l’obiettivo di creare all’interno della struttura circondariale una compagnia teatrale.
Nel 2007 è stato realizzato il primo spettacolo dal titolo “Schegge da Totò a Beckett” presso il
Teatro Comunale di Ferrara.
Il lavoro è stato poi incorporato nel progetto INSIDE OUT del programma Grundtvig dell’UE, del
quale il Teatro Nucleo è stato coordinatore, con partner locali, tedeschi e francesi, e sarà parte
del nuovo progetto ESPRIT/GRUNDTVIG recentemente approvato dall’Agenzia Nazionale LLP
con partner locali, tedeschi francesi e ungheresi.
Nel 2008/2009 si è realizzato un censimento monitoraggio delle attività di teatro/carcere in
Emilia Romagna, patrocinato dalla Regione e dal Comune, culminato in un forum specifico
nell’aprile 2009, nel corso del quale è nato il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna
del quale il Teatro Nucleo è capofila.
E’ in corso di produzione un nuovo spettacolo ispirato al “Woyzeck” di Georg Buechner, del
quale sono state presentate alcune prove aperte.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca x

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Svolte attraverso i progetti realizzati con il supporto dell’Agenzia


Nazionale LifeLongLearning del programma Grundtvig dell’UE.

115
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 9


! 1 direttore di progetto, 2 operatori teatrali, 2 video operatori del Teatro Nucleo
! 2 funzionari Centro Servizi Volontariato di Ferrara
! 2 funzionari Comune di Ferrara – Assessorato Servizi Sociali

BENEFICIARI FINALI (totale)


Numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse
di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21
(Giovani adulti) Età 18-25 10 12
(Adulti) Età > 25 20 15
Condannati in misura alternativa 1
Ex-detenuti 1
Detenuti prossimi al fine pena 4
Madri con bambini

116
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto INCIPIT, Percorsi di Tirocinio formativo promossi dall’Amministrazione


Provinciale di Forlì-Cesena

Area territoriale di intervento Emilia Romagna (Forlì-Cesena)

Budget totale € 516.430,00 (di cui circa € 58.000,00 destinati all’area esecuzione penale)

Fonte di finanziamento POR Fse 2007-2013

In corso, avviato il 31.10.08

Organismo gestore TECHNE Società Consortile per Azioni Forlì Cesena

Persona di contatto Roberta Montaguti, Techne scpa, tel 0543-410753


roberta.montaguti@mailtechne.org

Organismi partner

! Casa Circondariale di Forlì


! Uepe Bologna
! Comune di Forlì
! Comune di Cesena
! Ausl Forlì e Ausl di Cesena Dsm-Sert
! Centri per l’Impiego
! Direzione provinciale del Lavoro
! Coop sociale B San Giuseppe
! Coop sociale B Gulliver;
! imprese: Mareco luce srl, Vossloh spa, Hera spa;
! Centro Servizi per il volontariato di Ferrara

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

L’intervento si rivolge a donne e uomini in esecuzione penale detenuti presso l’Istituto


penitenziario di Forlì, a persone detenute ammesse al lavoro esterno (art.21 Legge 354/75
Ordinamento Penitenziario), o condannate in misura alternativa in carico all’Ufficio Esecuzione
Penale Esterna di Bologna (affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà). Si tratta
di soggetti che hanno assoluta necessità di trovare un inserimento sociale e lavorativo effettivo
al termine della pena, per contrastare i rischi di recidiva e di rientro nell’illegalità.

Obiettivi del progetto

Obiettivi principali dell’intervento sono:

117
! formare la persona al lavoro, rafforzarne le competenze professionali e la conoscenza dei
servizi del mondo del lavoro
! formare la persona al contesto relazionale e umano del luogo di lavoro, alla gestione del
rapporto e della relazione interpersonale, di consapevolezza del proprio ruolo e capacità, di
gestione dei conflitti, etc.
! promuovere e realizzare un inserimento lavorativo effettivo, stabile, possibilmente
soddisfacente.

Breve
Breve descrizione del progetto

Il progetto prevede un accompagnamento individualizzato al lavoro tramite: colloqui di


selezione, percorsi orientativi individuali e di gruppo, percorsi formativi, ricerca imprese e
incrocio domanda/offerta, inserimento sul luogo di lavoro (tirocinio), tutoraggio prolungato,
successivo al termine del tirocinio, per favorire continuità e stabilizzazione occupazionale.
(Risorse di coordinamento, accompagnamento e tutoraggio, indennità di frequenza, copertura
costi assicurativi e Inail).
I tirocini formativi sono diventati un servizio consolidato, essendosi affermati come prassi
ottimale per un approccio concreto al mondo del lavoro nel contesto dell’esecuzione penale,
rilevando buone possibilità, al termine del tirocinio, di raggiungere la regolarizzazione
occupazionale e la sua stabilizzazione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 7 detenuti, di cui cinque italiani e due stranieri

118
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto SOLARIS – Servizi Orientamento Lavoro Autonomo e Svantaggio

Area territoriale di intervento Friuli Venezia Giulia

Budget totale € 600.565,88

L’importo è comprensivo di tutte le attività del progetto ed è stato destinato ad un’ampia


categoria di persone: dagli operatori di servizi (beneficiari intermedi) alle persone in situazione
di svantaggio fisico, sociale, economico (beneficiari diretti quali: portatori di handicap, ex
tossicodipendenti, ex-detenuti, nomadi, persone che escono da percorsi di prostituzione,
donne che hanno subito maltrattamenti e violenze, persone soggette a nuove povertà).

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso, durata 28.11.2005 – 27.06.2008

Organismo gestore IRES FVG – Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia

Persona di contatto Paolo Molinari, IRES FVG, Udine, tel. 0432-415463, molinari.p@iresfvg.org

Organismi partner

! A.S.S.n.4 - Azienda per i Servizi Sanitari “Medio Friuli”, Dipartimento delle Dipendenze
! C.O.S.M. - Consorzio Operativo Salute Mentale
! Comunità Piergiorgio Onlus
! Associazione IDEA Onlus
! Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine Onlus
! FINRECO - Finanziaria Regionale della Cooperazione
! Cooperativa CRAMARS scarl
! Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Economia, Società e Territorio

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il progetto si è rivolto a soggetti appartenenti a diverse tipologie di svantaggio (portatori di


handicap, persone in percorsi di uscita dalla prostituzione, donne vittime di violenza e
maltrattamenti, ex-tossicodipendenti, ex-alcolisti, ex-detenuti, nomadi, persone soggette a
nuove povertà), accomunati da difficoltà occupazionali, spesso accompagnate da marginalità
sociale.

Obiettivi del progetto

Il lavoro autonomo è stato considerato una soluzione di inserimento occupazionale percorribile

119
dalla persona svantaggiata ed un’occasione per ricostruire un’immagine sociale positiva.
Finalità del progetto è stata rendere accessibile tale prospettiva attraverso:

! la sensibilizzazione di servizi, istituzioni, soggetti del Terzo settore e del mondo


imprenditoriale
! il sostegno motivazionale e l’accompagnamento tecnico per la pianificazione dei progetti di
aspiranti imprenditori svantaggiati.

Breve descrizione del progetto

Queste le principali attività realizzate:

! elaborazione del modello di intervento sulla base di interviste a imprenditori svantaggiati


! convegni e workshop per operatori del Terzo settore, dei servizi e del mondo imprenditoriale
su tematiche inerenti la creazione d’impresa e la relazione d’aiuto con svantaggiati
! individuazione e orientamento lavorativo di 243 persone svantaggiate
! accompagnamento imprenditoriale di consulenti e mentor (imprenditori svantaggiati) per 79
aspiranti imprenditori. Sono nate sei imprese.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

120
OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 41, di cui:
IRES - Friuli Venezia Giulia

! 4 ricercatrici e consulenti tutor imprenditoriali


! 2 psicologi, ricercatori e operatori di sportello sociale
! 1 ricercatrice consulente di marketing

A.S.S. n. 4 - Dipartimento delle Dipendenze

! 1counseullor, operatore di sportello sociale e supervisore dei mentor


! 1 psicologa e operatore di sportello sociale

CARITAS DIOCESANA di Udine

! 2 operatori di sportello sociale

Comunità PIERGIORGIO ONLUS

! 2 operatrici di sportello sociale

C.O.S.M.

! 4 operatrici di sportello sociale

CRAMARS

! 2 operatrici di sportello sociale

Associazione IDEA Onlus

! 2 operatrici di sportello sociale

FINRECO

! 1 consulente finanziario

Esterni
! 2 consulenti tutor imprenditoriali
! 8 commercialisti e consulenti di settori specifici
! 9 imprenditori impegnati nella funzione di mentor

BENEFICIARI FINALI (totale) 16 (13 uomini e tre donne) tra ex-detenuti e soggetti sottoposti a
misure alternative.

121
DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto SFIDE - Sistema di formazione integrato per i detenuti del Lazio

Area territoriale
territoriale di intervento Lazio

Budget totale € 2.500.000,00

Fonte di finanziamento POR Fse 2007-2013, ASSE B1-C1-C2 C3

Concluso, durata 16.11.2007-31.10.2008, prorogata al 31.03.2009

Organismo gestore
gestore EN.A.I.P. LAZIO

Persona di contatto

Organismi partner attuatori del progetto

! Acanto Societa’ cooperativa


! Associazione culturale La ribalta – centro studi “enricomaria salerno”
! Associazione di promozione sociale vita attiva
! Consorzio comuni del cassinate
! Consorzio Lavoro & liberta’
! Cooperativa 29 giugno – cooperativa sociale –onlus
! DLI srl
! eyes srl
! IRI management
! SOLCO srl
! V.I.C.

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il progetto denominato “S.F.I.D.E. Sistema Integrato di Formazione per Detenuti”, presentato dal
raggruppamento temporaneo di scopo con capofila EnAIP Lazio, si inquadra nell’ambito delle
azioni di accompagnamento al lavoro e occupazione.

Sono stati realizzati cinque moduli così articolati:

! Informazione e orientamento 15 ore per 14 edizioni per un totale di 210 ore formative
! Italiano L2 120 ore per 5 edizioni per un totale di 600 ore formative
! Tecnico Professionali 6 edizioni per oltre 1000 ore formative
! Alfabetizzazione informatica-ECDL 80 ore per 14 edizioni per un totale di 1120 ore
formative
122
! Applicazione D.Lgs. 626/94 12 ore per 14 edizioni per un totale di 168 ore formative
! Video-Teatro-Vita 60 ore per 14 edizioni per un totale di 840 ore formative.

Obiettivi del progetto

! Muovere un approccio globale al tema della formazione professionale per le persone in


situazione detentiva: ideazione, diffusione e sperimentazione di un modello d’intervento
innovativo finalizzato a rimuovere la frammentarietà delle prestazioni e la scarsa
integrazione tra i servizi e gli attori interessati; ideazione e messa a punto del metodo, degli
strumenti e del sistema organizzativo necessari per implementare il modello del sistema
formativo
! assicurare pari opportunità di accesso ai servizi formativi e d’orientamento in particolare ai
soggetti più deboli dal punto di vista delle competenze. Si intendono ideare e sperimentare
modalità formative flessibili ed innovative (formazione a distanza, utilizzo di spazi attrezzati
per l’autoformazione assistita da tutor, fornitura di computer e software, componibilità dei
percorsi formativi, certificazione delle competenze), che favoriscano l’accesso ai percorsi
formativi e d’orientamento al maggior numero di soggetti. Si prevede inoltre la messa a
punto di modelli formativi adeguati, in termini di contenuti, ai bisogni di competenze
espressi dai diversi target d’utenza con particolare riferimento alle donne e agli stranieri;
! realizzare un mix di azioni innovative nel campo della formazione professionale e
dell’accompagnamento al lavoro: sperimentazione di piani formativi e di
inserimento/reinserimento lavorativo individualizzati realizzati attraverso la collaborazione
di una rete di strutture e servizi;
! mettere a punto un sistema di comunicazione che faciliti lo scambio, il confronto e la
diffusione dei modelli formativi e organizzativi adottati e sostenga la governabilità e
ripetibilità del modello: adeguamento del CMS e dei Learnig Objects alle caratteristiche
strutturali dell’intervento e ai target individuati, predisposizione di linee guida per la
gestione, il monitoraggio e la riusabilità del sistema e dei materiali.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il progetto S.F.I.DE - Sistema Integrato di Formazione per Detenuti, è un intervento di sistema


che ha previsto l’ideazione e la sperimentazione di un modello formativo in grado di
rispondere alle esigenze di adeguamento formativo di un utenza adulta e in situazione di
disagio e di sostenere nello stesso tempo il sistema carcerario nei compiti di recupero e
riabilitazione connessi con l’esperienza detentiva.

In particolare il progetto risponde all’esigenza, rilevata dalle Direzioni penitenziarie, di


interventi di qualificazione professionale, studiati appositamente per l’utenza reclusa, e
finalizzati ad indirizzare il detenuto verso ambiti professionali e lavorativi immediatamente
fruibili all’uscita dal carcere; ha inoltre inteso definire modalità e percorsi di inserimento
lavorativo, in alternativa e/o al termine degli interventi formativi, attraverso tirocini formativi
e di preinserimento.

Un ulteriore elemento qualificante della proposta, pur con i vincoli relativi all’impianto
approvato, è individuabile, nella flessibilità della struttura organizzativa che demanda alle
singole Direzioni la definizioni dei percorsi formativi e professionalizzanti da realizzare
favorendo in questo modo l’integrazione del soggetto detenuto in attività lavorative interne o
esterne alla situazione carceraria.

123
In particolare, l’attività di formazione a distanza ha riguardato i 43 studenti/detenuti, iscritti
all’Università degli studi di Tor Vergata, di cui:

" 5 iscritti alla Facoltà di Economia e Commercio


" 20 iscritti alla Facoltà di Giurisprudenza
" 18 iscritti alla Facoltà di Lettere e Filosofia

Lezioni in modalità e-learning: le lezioni dei docenti delle tre Facoltà sono state riprese
direttamente in aula secondo il calendario accademico previsto e fatte visionare ai detenuti in
modalità asincrona in aule multimediali attrezzate mediante la piattaforma “dedicata”. Le
modalità d’uso delle singole lezioni registrate è variata da un istituto ad un altro a seconda
della utilizzabilità di aule e di ore a disposizione dei detenuti stessi.
Ore di lezione: 403 di cui
" 148 ore per la Facoltà di Economia
" 159 ore per la Facoltà di Lettere e filosofia
" 96 ore per la Facoltà di Giurisprudenza
Orientamento e tutoraggio: tale servizio si è rivelato fondamentale nel processo di crescita
culturale degli studenti/detenuti sia per gli approfondimenti didattici sia per il sostegno
psicologico e motivazionale.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

124
Sezione
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale)


Il progetto ha coinvolto 1800 utenti, di cui1.704 di sesso maschile, 96 di sesso femminile.

Primo intervento specifico “formazione


formazione tecnico professionale”
Secondo intervento specifico “accompagnatore al lavoro”
la voro”
il progetto proposto prevedeva l’attivazione di tirocini della durata di 3 mesi a favore di 67
detenuti/e. Ogni stage, effettuati sia all’interno che all’esterno delle case di reclusione, per gli
individui in regime di semilibertà, prevedeva l’erogazione di una “borsa lavoro” pari a 450 €
mensili per ciascun tirocinante. Durante l’esperienza i tirocinanti sono supportati dai tutor per un
totale di 20 ore settimanali.
Durata complessiva progetto: 15 mesi poi rimodulata in 12.

125
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Dei delitti e delle pentole - Corso di qualifica per aiuto cuochi

Area territoriale di intervento Liguria (La Spezia)

Budget totale € 60.000,00

Fonte di finanziamento POR Fse 2007-2013

In corso, durata 06.2009 – 03.2010

Organismo gestore Isforcoop - Agenzia formativa

Persona di contatto Maurizio Mezzani, Is.For.Coop. La Spezia, tel. 0187-564974


isforcoopsp@virgilio.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il percorso risponde a diverse problematiche


! qualificazione professionale dei soggetti in esecuzione penale
! inserimento socio lavorativo dei detenuti
! abbattimento delle barriere tra carcere e città
! creazione di nuova occupazione

Obiettivi del progetto

! qualificazione professionale dei soggetti in esecuzione penale


! inserimento socio lavorativo dei detenuti
! abbattimento delle barriere tra carcere e città
! creazione di nuova occupazione

Breve descrizione del progetto

Il corso, rivolto a 12 detenuti, arriverà alla qualifica di aiuto cuoco ed è così strutturato:
! 232 ore di parte tecnica (di cui 156 in codocenza) su:
" materie prime: scegliere e selezionare i prodotti delle singole ricette, controllare
l’integrità e la qualità degli stessi, dosare le quantità in appositi contenitori
" elementi di merceologia alimentare, caratteristiche dei prodotti
" controllo, immagazzinamento, cura e conservazione delle merci
" tecniche operative per preparare le basi per la realizzazione dei piatti (paste, fondi,
126
salse, sughi, minestre, impasti per ripieni, pesce, carne, dolci ecc)
" preparazione di legumi, verdure e frutta (mondatura, taglio conforme ai tipi di
pietanze)
" preparazione di semplici piatti per buffet
" gli strumenti utilizzati: il loro uso, come pulirli e come provvedere alla piccola
manutenzione
" organizzazione e riordino degli spazi all’interno di una cucina
" cottura di semilavorati con le tecniche appropriate per le diverse preparazioni
" controllo dei relativi processi di cottura
" mantenere le adeguate temperature delle preparazioni al momento del servizio
" modalità per affiancare il cuoco durante la preparazione delle comande
" impiattare (sporzionare e disporre nel piatto grammando le quantità)
" testimonianze dirette con esperti di cucina e di gastronomia, cuochi e Responsabili di
aziende (ristoranti, alberghi) che operano nel settore della ristorazione
! 68 ore relative all’acquisizione di abilità trasversali su:
" lrelazione con se stessi: potenzialità individuali e orientamento al ruolo
" relazione con gli altri: colleghi, superiori, fornitori, clienti
" lrelazione con l’ambiente: situazioni critiche e adattamento
" lnorme di igiene, sanità e sicurezza nell’ambito di uno spazio lavorativo specifico quale
la cucina (l.626/94, Sistema H.A.C.C.P., D. Lgs.155/97)
! 480 ore di tirocinio (finanziato dall’Assessorato delle Politiche del lavoro attraverso il
Progetto Rete del Centro per l’Impiego della Spezia).

L’idea portante del progetto è anche quella di “aprire il carcere” alla città e sulla città e quindi,
durante il percorso, i discenti hanno realizzato servizi catering/buffet per manifestazioni
pubbliche in loco (convegni, presentazioni, etc…). Sono previsti momenti conviviali e di
socializzazione, aperti ai famigliari dei detenuti (merenda in carcere) e cene, organizzate in
carcere, aperte alla cittadinanza. Alla fine del percorso sarà realizzato un prodotto
multimediale (DVD) contenente una breve descrizione del progetto, ricette e contributi video
(interviste ai carcerati; riprese dei momenti di convivialità, riprese eventi finali per i quali è
stata richiesta autorizzazione al Ministero).

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

127
2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 6 operatori, di cui:


! 1 progettista interventi formativi rivolti alle fasce deboli
! 1 psicologo del lavoro
! 1 consulente per l’area sicurezza e HACCP
! 2 cuochi professionali
! 1 amministrativo per la gestione del finanziamento isforcoop
Il progetto ha visto inoltre un forte coinvolgimento e la cooperazione del direttore del carcere,
dello psicologo del carcere e degli agenti di polizia penitenziaria.

BENEFICIARI FINALI (totale) 12 detenuti prossimi al fine pena (8 italiani, 4 stranieri)

128
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Area Grigia

Area territoriale di intervento Liguria (Genova)

Budget totale € 50.000,00

Fonte di finanziamento POR Fse Ob. 3 2000-2006 Misure B1, A2, E1

Concluso

Organismo gestore Provincia di Genova

Persona di contatto Laura Costa, Regione Liguria

Organismi partner
partner

! Servizi territoriali socio-sanitari competenti


! Centri per l’Impiego
! Ufficio Inclusione Socio-lavorativa e collocamento disabili

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il progetto si è rivolto a disoccupati o inoccupati che, per diversi motivi, si sentono isolati dal
contesto istituzionale e sociale, con rischio di sviluppare uno stato di disagio sempre più vicino
alla patologia; ma anche a detenuti e ex-detenuti che non sono in carico a programmi specifici di
reinserimento.

Obiettivi del progetto

! rispondere all’esigenza di aumento dell’occupabilità di persone tendenzialmente escluse dai


percorsi ordinari
! In termini di sistema dei servizi per l’impiego, integrazione tra diversi settori e operatori con
competenze diverse.

Breve descrizione del progetto

Area Grigia, realizzato dalla Provincia di Genova in partenariato con i Servizi territoriali socio-
sanitari competenti, ha mirato ad erogare un servizio di orientamento al lavoro co-gestito dai
Centri per l’Impiego e dall’Ufficio Inclusione Socio-lavorativa e collocamento disabili.
La co-gestione ha permesso una scelta più accurata del percorso successivo di inserimento al
lavoro, con utilizzo di strumenti ordinari del CPI, ma anche con il supporto, se necessario, di

129
risorse dell’Ufficio Inclusione (parco aziende per tirocini di osservazione, operatori
specializzati in mediazione al lavoro, conoscenza delle rete dei Servizi territoriali).
L’intervento ha avuto l’obiettivo di:
! fornire alle persone in situazione di particolare debolezza strumenti più adeguati per
l’avvicinamento al lavoro, senza però costruire meccanismi di stigmatizzazione, ma
mantenendo l’utilizzo di strumenti ordinari e il Centro per l’Impiego come struttura di
riferimento
! accrescere in questi lavoratori la consapevolezza circa le proprie risorse e limiti strutturando
strategie di ricerca lavorativa realizzabili
! sviluppare e/o migliorare le capacità di offerta sul mercato del lavoro, prevenire forme più
strutturate di disagio sociale e psicologico delle persone che fanno parte dell’Area Grigia che,
se non accompagnate e supportate, facilmente potrebbero avere derive più pesanti verso la
marginalità.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’


ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)
BENEFICIARI FINALI (totale) 55 disoccupati o inoccupati che, per diversi motivi si trovano in
stato di disagio sempre più vicino alla patologia; detenuti ed ex-detenuti che non siano in carico
a programmi specifici di reinserimento.

130
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Addetto alla produzione di profilati metallici

Area territoriale di intervento Liguria (San Remo – Valle Armea)

Budget totale € 30.000,00

Fonte di finanziamento POR Fse Ob. 3 2000-2006 Misura B1

Concluso nel 2004

Organismo gestore Provincia di Imperia

Persona di contatto Laura Costa, Regione Liguria

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Durante un incontro del Coordinamento Provinciale permanente di Imperia per l’inserimento


lavorativo di fasce deboli, Gruppo Integra, si è definita la possibilità di progettare un corso con
utenti sottoposti a provvedimenti giudiziari dando loro la reale possibilità di un inserimento
lavorativo.

I corsisti sono persone multiproblematiche, inserite in carcere, e contemporaneamente seguite


dai Servizi Sociali, dai Servizi per le Tossicodipendenze o dal Servizio di Salute Mentale.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha inteso favorire gli utenti con meno risorse e possibilità di reinserimento sociale e
lavorativo dopo il periodo di detenzione. Il corso realizzato ha inoltre avuto un riscontro
positivo dal punto di vista psicologico, in quanto momento di “rottura” rispetto alla routine del
carcere, fornendo ai beneficiari un nuovo ruolo sociale oltre che lavorativo.

Ulteriore obiettivo è stato anche quello di lavorare in rete con le altre istituzioni coinvolte.

Breve descrizione del progetto

Il corso, svoltosi nel laboratorio interno al carcere si è strutturato in 4 moduli della durata
totale di 163 ore così articolati:

! orientamento tecnico pratico: rivolto a 15 persone tra le quali sono stati individuati i 9
corsisti
! analisi delle competenze: per comprendere appieno le attitudini e le competenze dei corsistii
e accrescere in loro la consapevolezza
131
! formazione modulare per l’acquisizione di competenze di base: sicurezza, organizzazione
del lavoro
! percorso formazione professionalizzante: per l’acquisizione di competenze teoriche e
pratiche per svolgere i lavori necessari per la fabbricazione e la manutenzione di costruzioni
metalliche.
Già in fase di progettazione una cooperativa aveva dato la disponibilità ad inserire nella propria
compagine sociale 6 partecipanti al corso.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)


BENEFICIARI FINALI (totale) 10

132
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN
IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto DONNA OLTRE LE SBARRE

Area territoriale di intervento Lombardia (sezioni femminili degli Istituti penitenziari di:
Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Milano Opera, Milano S. Vittore, Monza, Vigevano)

Budget totale € 690.886,00 (1° ed. € 405.476,00 + 2° ed. 156.210,00 + 3° ed. 129.200,00)

Fonte di finanziamento POR Fse Ob. 3 2000-2006

Concluso

! 1° ed.12.11.2003 – 31.10.2004
! 2° ed. 10.11.2005 – 29.12.2006
! 3° ed. 30.01.2007-15.10.2007

Organismo gestore

! 1° edizione - GALDUS Società Cooperativa in Associazione Temporanea d’Impresa con


CONSORZIO NOVA SPES ONLUS Società consortile sociale arl (2003) - Progetto n. 141117 -
! 2° edizione - CONSORZIO NOVA SPES ONLUS Società consortile sociale arl in Associazione
Temporanea d’Impresa con GALDUS Società Cooperativa – Anteeo & Partners s.r.l.
(2004/2005) - id. progetto 295443 -
! 3° edizione - Società Cooperativa in Associazione Temporanea d’Impresa con CONSORZIO
NOVA SPES ONLUS Società consortile sociale arl – (2006) - id. progetto 390078 –

Persona di contatto Diego Montrone - Legale Rappresentante GALDUS SOCIETA’ COOPERATIVA


montrone@galdus.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Nelle strutture penitenziarie lombarde è presente meno dell’8% della popolazione carceraria
totale. Poche donne in carcere sono coinvolte in attività formative e lavorative. La possibilità di
un lavoro ed ancor più la permanenza in un ambiente lavorativo sono la migliore garanzia per
un cammino verso uno stabile futuro e la costruzione di una propria identità. Questo può
realisticamente avvenire in un percorso “misto” composto da una occupazione lavorativa che
preveda momenti di accompagnamento e tutoring cui concorrano il sistema dei servizi
pubblici, della formazione e del privato sociale. Il progetto è intervenuto nel mondo poco
conosciuto del lavoro femminile in carcere, in un ambiente umano complesso e con ritmi e
codici relazionali diversi dal “mondo esterno” e assolutamente differente dall’universo maschile

133
che caratterizza la maggioranza dell’ambiente carcerario.

Obiettivi del progetto

Si è inteso offrire ad alcuni gruppi di detenute l’opportunità di acquisire e potenziare le proprie


competenze di base e trasversali per aumentare il proprio grado di consapevolezza e di
motivazione rispetto all’impegno lavorativo. Spesso infatti il lavoro è inteso dai detenuti e dalle
detenute come funzionale ad altro (uscita dagli schemi, posizione di prestigio, remunerazione
economica) e sfugge completamente la comPONente forse più significativa del lavoro, riferita
alla costruzione di sé, alla mobilitazione di risorse interne ed esterne, al processo di
apprendimento e di crescita che maggiormente forniscono soddisfazione e motivazione
sempre rinnovabile. Il progetto si è proposto di adottare una modalità di intervento che,
attraverso il lavoro, ha permesso di ricostruire una qualche normalità, considerata caratteristica
necessaria per il permanere in una condizione socialmente accettabile anche dopo la
cessazione della reclusione.

Breve descrizione del progetto

L’intervento ha costruito, sperimentato e valutato un nuovo modello di azione relativo


all’incremento e al mantenimento del lavoro femminile in situazioni di privazione della libertà,
in un approccio integrato degli attori appartenenti ai diversi sistemi, in vista della permanenza
nel circuito lavorativo anche dopo l’uscita dal carcere. In particolare, si è proposto di
valorizzare e diffondere le politiche di genere, la cultura della parità e della multiculturalità in
questo ambito complesso e problematico. Sono state realizzate azioni di conoscenza (ricerca
preliminare svolta nelle 8 strutture con reparti femminili in Lombardia) e di creazione e
promozione di modelli sperimentali di lavoro per lavoratori/trici detenuti e la loro
sperimentazione. Si ipotizzano possano essere presenti nel contratto 4 giorni di lavoro e 1
giorno di formazione continua da promuovere e sperimentare presso 4 laboratori già avviati
presenti nelle carceri lombarde.

Sezione III
III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x

134
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)


BENEFICIARI FINALI (totale) 128 detenute donne, di cui 43 straniere

135
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Intervento sperimentale integrato di formazione e inserimento lavorativo per
detenuti

Area territoriale di intervento Marche

Budget totale € 200.000,00

Fontie di finanziamento POR FSE 2000-06 Ob.3, Asse B, Misura 1

Concluso, durata 25.07.2005 – 14.12.2006

Organismo gestore Regione Marche

Persona di contatto Enrico Ercolessi funzionario P.F. FSE e Formazione 071-8063668


enrico.ercolessi@regione.marche.it

Organismi partner

! Regione Marche - ente finanziatore: controllo attività attraverso ispezioni d’avvio, in itinere e
finali
! Centri per l’Impiego di Pesaro e Fano della Provincia di Pesaro e Urbino: trasferimento best-
practice sportelli lavoro
! Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria di Ancona: supervisione del progetto
e appartenenza al comitato scientifico
! Casa Circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro: trasferimento best-practice sportelli lavoro e
attività formative attraverso la messa a disposizione dei propri detenuti
! Casa Circondariale di Ancona: attività formative attraverso la messa a disposizione dei propri
detenuti; apertura sportello lavoro
! Casa di reclusione di Fossombrone: trasferimento best-practice sportelli lavoro e attività
formative attraverso la messa a disposizione dei propri detenuti
! Agenzia per l’Innovazione nell’amministrazione e nei servizi pubblici locali - ente gestore
dell’intervento e capofila dell’ATI: formazione; azioni di scambio e trasferimento eccellenze
nei diversi istituti di detenzione; azioni di diffusione finale dell’intervento
! COOSS MARCHE: formazione; azioni di scambio e trasferimento eccellenze nei diversi istituti
di detenzione
! Associazione SMILE: formazione; azioni di scambio e trasferimento eccellenze nei diversi
istituti di detenzione. azioni di diffusione finale dell’intervento
! Centro per l’Impiego di Ascoli Piceno: Stipula di protocolli di intesa con gli istituti di pena per
attivazione di servizi a sportello
! Centro per l’Impiego di Fermo: stipula di protocolli di intesa con gli istituti di pena per
attivazione di servizi a sportello
! Centro per l’Impiego di Tolentino: stipula di protocolli di intesa con gli istituti di pena per
136
attivazione di servizi a sportello.

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Soggetti svantaggiati sottoposti a misure detentive in tre istituti di pena della Regione Marche e
presenza di donne detenute in una delle tre esperienze previste dal progetto.

Obiettivi del progetto

Questi i principali obiettivi:

! inserimento lavorativo di detenuti


! costruzione di una rete di soggetti (istituzioni pubbliche e private)
! attivazione di servizi di sportello, strutturati all’interno degli istituti di detenzione nel campo
dell’informazione e orientamento al lavoro.

Breve descrizione del progetto

L’intervento si è focalizzato su:

! azioni di scambio e trasferimento di esperienze eccellenti maturate nei diversi istituti di


detenzione
! realizzazione di interventi formativi finalizzati al reinserimento lavorativo e sociale dei
detenuti
! organizzazione di un seminario conclusivo, funzionale a capitalizzare l’esperienza condotta.

Questi i principali risultati raggiunti:

! rilascio di attestato di qualifica professionale a n. 7 detenuti. Un detenuto è stato assunto


nella ditta che lo ha ospitato in stage
! stipula di protocolli di intesa tra gli istituti di pena i Centri per l’Impiego provinciali per
l’attivazione di servizi a sportello, strutturati all’interno degli istituti di detenzione nel campo
dell’informazione e orientamento al lavoro
! costruzione di una rete di soggetti (istituzioni pubbliche e private)
! protocolli di intesa e convenzioni con l’Amministrazione Penitenziaria per interventi di
formazione e inserimento lavorativo dei detenuti che abbiano continuità nel tempo
! realizzazione di un convegno finale per la capitalizzazione dell’esperienza condotta e per il
favorire la riproducibilità e la trasferibilità dell’intervento formativo sperimentale
! realizzazione di un opuscolo informativo per i detenuti sui servizi di orientamento al lavoro
! realizzazione di una pubblicazione di descrizione dell’intervento e contenente gli atti del
convegno.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE
RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

137
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI
TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 36 detenuti (24 uomini, 12 donne), di cui 15 condannati in misura
alternativa
Nella prima parte dell’intervento era prevista una formazione frontale d’aula per circa cento ore
(orientamento) sviluppata all’interno di tre istituti di detenzione della Regione Marche, identificati
in Pesaro, Fossombrone e Ancona, che coinvolgeva un numero di destinatari di 36 unità (12 per
ogni istituto, 24 M –12 F). Al termine di questa fase, a beneficio di un numero di destinatari di 15
unità (5 per ogni istituto, 10 M – 5 F) fra coloro che avevano beneficiato delle prime cento ore di
formazione d’aula e che potevano usufruire di misure alternative alla detenzione, è stata offerta
la possibilità di proseguire il cammino formativo attraverso un percorso di altre trecento ore,
l’80% delle quali svolte attraverso la conduzione di tirocini in imprese del territorio per la
formazione on the job.

138
DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Lavoro nell’inclusione sociale per i beneficiari del provvedimento di indulto

Area territoriale di intervento Piemonte (Provincia di Torino)

Budget totale € 11.506.469

Fonti di finanziamento Fondi del Ministero del Lavoro e del Ministero della Giustizia (Cassa delle
Ammende) Risorse POR-FSE linea B1 per detenuti ed ex-detenuti, Legge Regionale 28/93 che
prevede incentivi per assunzione a tempo indeterminato di persone con problemi di giustizia

Concluso, durata 10.10.2006 – 30.04.2009

Organismo gestore Provincia di Torino tramite il GOL in collaborazione con Italialavoro s.p.a.

Persona di contatto Per il GOL, dr.ssa Carla Tonelli cellulare 349-3413762, per Italialavoro
Franco Mittica, Coordinatore territoriale di Italia Lavoro S.p.A. tel. 011-8395730

Organismo partner organismi della Cooperazione sociale che da anni sul territorio si occupano
dell’inserimento sociale e lavorativo di persone con problemi di giustizia in affidamento ai
servizi sociali e ex-detenuti (fino ad un max di 5 anni dall’ultima carcerazione)

Sezione II – Descrizione del progetto


progetto

Individuazione dell’area problematica

Sviluppo di un modello operativo sperimentale di tipo “integrato” che ha delineato una modalità
di intervento fortemente centrata sul coordinamento inter-istituzionale, fra servizi della
formazione e del lavoro, socio-assistenziali e sanitari. Lo scopo è stato consentire la
costruzione di interventi che hanno garantito ai beneficiari finali una presa in carico “globale”
dei bisogni da loro espressi e l’individuazione di soluzioni adeguate alle specifiche esigenze
rilevate nel rispetto delle reciproche competenze, di condivisione di risorse/opportunità e sulla
trans-disciplinarità dell’equipe operativa.

Obiettivi del progetto

Reinserimento lavorativo e sociale di persone in situazione di svantaggio che necessitano di un


approccio multi-dimensionale al fine di favorire la ricostruzione di una complessiva
“progettualità di vita”

Breve descrizione del progetto

Per promuovere l’occupabilità e il re-inserimento lavorativo del target di riferimento sono stati
utilizzati i diversi strumenti a disposizione nell’ambito delle politiche e dei servizi per il lavoro:

139
• servizi di incontro domanda offerta
• tirocini formativi/formazione professionale
• misure di sostegno al reddito nell’ambito di interventi finalizzati al re-inserimento
lavorativo mediante il supporto che può assumere diversi aspetti: sanitario, psicologico,
logistico-abitativo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento X

1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione X


2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X

3. ALTRO

3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI 10 operatori così suddivisi


Gruppo inter-istituzionale – Comitato di Pilotaggio – Dirigente Assessorato Regionale welfare –
dirigente responsabile CPI- direzione area tratta mentale interna per adulti e minori, garante
dei diritti dei detenuti, direzione/responsabile Comune di Torino divisione lavoro e divisione
adulti in difficoltà, coordinatrice del GOL della Provincia di Torino

Equipe operativa trans-diciplinare che ha garantito unitarietà degli interventi attraverso la loro
gestione integrata:

responsabile CPI territorialmente competente, direzione tratta mentale interna, direzione UEPE
e sportello informativo SP.IN, servizi sociali territoriali , servizi sanitari (in particolare con gli
operatori dei SER.T) soggetti attuatori (cooperative sociali, agenzie di formazione, Imprese,
Associazioni culturali

BENEFICIARI FINALI 147, di cui 128 uomini e 19 donne

140
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Progetto ANCORA

Area territoriale di intervento Piemonte (Provincia di Biella)

Budget totale € 23.110,00

Fonti di finanziamento Bando per la concessione di contributi a sostegno di progetti e


iniziative nel settore del contrasto alla devianza e alla criminalità

In corso, avviato a giugno 2009

Organismo gestore Provincia di Biella: Progetto rete Gol e Soc.Coop. Soc. Oltreilgiardino

Persona di contatto Fulvia Zago Provincia di Biella area politiche sociali 015.8480773

Sudano Ilaria, Via La Marmora n.76 015.81159 Presidente Soc. Coop. Soc. Oltre il giardino

Organismo partner Il GOL si attiva attraverso il coordinamento delle risorse-rete, la messa a


disposizione di conoscenze, funzionari, uffici, risorse di personale e strumentali, necessari al
funzionamento del Gruppo medesimo ed al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Del GOL fanno attualmente parte ed hanno aderito al presente progetto:
• Coop. Mosaico
• CFPP Casa di Carità Onlus
• Asl 12 - SERT e Dip. Prevenzione
• Casa Circondariale
• CSA-CTP
• Comune Biella
• Coop. sociale Orso Blu
• Centro Servizi Volontariato della Provincia di Biella
• Ass. Ricominciare
• Coop La Betulla
• Consorzio Socio Assistenziale IRIS
• Comune Cossato,
• Ass Enrichetta Alfieri
• Don Luigi dell’Aravecchia ONLUS
• Comune Valle Mosso
• UEPE di Biella e Vercelli
• Comunità Montana Valsesia e Valsessera
• Centro per l’Impiego della Provincia di Biella
• Cooperativa sociale Aurora
• Cooperativa sociale La Coccinella).
• Associazione di volontariato La rete: La collaborazione avviene attraverso l’ospitalità

141
concessa in immobile gestito dalla stessa associazione di n° 1 o 2 persone a carico del
progetto e il supporto dato da parte dei propri volontari agli stessi soggetti
• Volontariato: La collaborazione avviene attraverso la partecipazione al lavoro di rete e con la
messa a disposizione delle proprie risorse (sostegno materiale e morale)
• Consorzio Sociale Orizzonti: La collaborazione avviene attraverso la partecipazione al lavoro
di rete e con la messa a disposizione delle competenze e delle proprie risorse, in particolare
attraverso le cooperative consorziate

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione
Individuazione dell’area problematica

Immediatamente dopo la scarcerazione le persone hanno espresso richieste di interventi per


assolvere ai più elementari bisogni di sostentamento; le richieste più frequenti sono state:
• immediata accoglienza notturna
• sistemazione alloggiativa stabile
• buoni pasto
• interventi urgenti di sostegno economico
• inserimenti al lavoro
• pagamento di bollette arretrate per utenze di alloggi abbandonati a causa dell’arresto
• sostegno economico per facilitare la stipula di contratti di locazione di abitazioni autonome
Con il progetto si vuole dare una risposta ad una parte delle esigenze sopraelencate, attraverso il
sostegno relativo all’accoglienza residenziale, come primo passo (tenendo in conto che per
l’emergenza è operativo in Biella il Centro di pronta e prima accoglienza), e inoltre rispondere al
problema del reinserimento sociale di persone in uscita dal carcere attraverso l’offerta di
opportunità concrete che possano prevenire la recidiva. Si intende offrire ad esse una presa in
carico globale, che permetta loro di superare il difficile momento.

Obiettivi del progetto

Le azioni di accompagnamento della persona ex detenuta o in esecuzione penale sono


complessivamente finalizzate a :
• consentire ad essa il reinserimento nella vita sociale
• ostacolare il ripetere di comportamenti devianti con benefici diretti per la comunità
• emancipare la persona mediante il transito verso l’essere da assistita a contribuente
• consolidare la rete e le prassi che si attivano a favore di questa fascia debole di popolazione.

Breve descrizione del progetto

In relazione al progetto individualizzato che verrà predisposto al momento della presa in carico si
provvederà ad associare la risorsa al bisogno emerso, sostenendo la persona nel recupero della
propria autonomia e della propria sfera sociale.

Obiettivo 1) Offrire alla persona una presa in carico individualizzata


Azioni
• Valutazione della segnalazione pervenuta (da parte dei servizi competenti: Uepe, Casa
Circondariale, Servizi Sociali, Comuni)
• svolgimento di un primo colloquio per la definizione dei bisogni emergenti

142
• elaborazione di un progetto individualizzato rispondente alle esigenze dell’ utente e in grado
di essere agile, flessibile, immediato, efficace
• attivazione della rete di sostegno con il coordinamento della Provincia attraverso i
componenti il GOL
• proposta all’utente (di tipo pattizio o contrattuale)
• avvio del progetto di presa in carico individualizzata

Obiettivo 2) Offrire strumenti che consentano un’autonomia abitativa e sociale


Azioni
• inserimento presso la soluzione abitativa reperita con il sostegno della rete di riferimento, in
caso di persona con dipendenza il progetto individuale viene integrato con il Programma
terapeutico del SERT
• erogazione di voucher per primarie necessità, eventuale attivazione di borsa lavoro o
inserimento in percorso formativo

Obiettivo 3) Accompagnare la persona in azioni volte a garantire l’effettività della cittadinanza


Azioni
• verifica delle precondizioni per l’esercizio del diritto di cittadinanza (es. possesso dei
documenti personali)
• accompagnamento nell’espletamento di pratiche burocratiche

Obiettivi 4 e 5) sostenere il rafforzamento delle reti di riferimento, sia familiari che del territorio
Azioni
• attivazione della rete relazionale attraverso il volontariato sociale
• attivazioni di risorse per il supporto alla costruzione di una rete di riferimento

Trasversale ad ogni obiettivo:


• lavoro di équipe multidisciplinare al fine di valutare e monitorare il progetto individualizzato
avviato
• verifiche in itinere sullo svolgimento dei percorsi individuali
• rispetto della riservatezza dei dati personali.

L’utilizzo di voucher è finalizzato al sostegno nel percorso di autonomia epotranno essere


utilizzati per le seguenti spese: affitto, arredi essenziali, alimentari, bollette gas, luce ed acqua,
prime necessità quali emergenza alloggiativa, abbigliamento e buoni pasto, trasporti (benzina o
abbonamenti ai mezzi pubblici), gestione del tempo libero: corsi, libri di testo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


X
1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

143
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione


X
2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori


X
2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione
X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’
ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI 1 tutor e rete operativa Gol

BENEFICIARI FINALI 5 ex-detenuti

144
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Progetto LAZZARO

Area territoriale di intervento Piemonte (Provincia di Biella)

Budget totale € 18.630,00

Fonti di finanziamento Bando per la concessione di contributi a sostegno di progetti e


iniziative nel settore del contrasto alla devianza e alla criminalità

Concluso, durata dal maggio 2008 ad agosto 2009

Organismo gestore Provincia di Biella: Progetto rete Gol e Soc.Coop. Soc. Oltreilgiardino

Persona di contatto Fulvia Zago Provincia di Biella area politiche sociali 015-8480773

Sudano Ilaria ,Via La Marmora n.76 015-811595 - Presidente Soc.Coop.Soc.Oltreilgiardino

Organismo partner Il GOL si attiva attraverso il coordinamento delle risorse-rete, la messa a


disposizione di conoscenze, funzionari, uffici, risorse di personale e strumentali, necessari al
funzionamento del Gruppo medesimo ed al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Del GOL fanno attualmente parte ed hanno aderito al presente progetto:
• Coop. Mosaico
• CFPP Casa di Carità Onlus
• Asl 12 - SERT e Dip. Prevenzione
• Casa Circondariale
• CSA-CTP
• Comune Biella
• coop. sociale Orso Blu
• Centro Servizi Volontariato della Provincia di Biella
• Ass. Ricominciare
• Coop La Betulla
• Consorzio Socio Assistenziale IRIS
• Comune Cossato,
• Ass Enrichetta Alfieri
• Don Luigi dell’Aravecchia ONLUS
• Comune Valle Mosso
• UEPE di Biella e Vercelli
• Comunità Montana Valsesia e Valsessera
• Centro per l’Impiego della Provincia di Biella
• Cooperativa sociale Aurora
• Cooperativa sociale La Coccinella).

145
• Associazione di volontariato La rete: La collaborazione avviene attraverso l’ospitalità
concessa in immobile gestito dalla stessa associazione di n° 1 o 2 persone a carico del
progetto e il supporto dato da parte dei propri volontari agli stessi soggetti
• Volontariato: La collaborazione avviene attraverso la partecipazione al lavoro di rete e con la
messa a disposizione delle proprie risorse (sostegno materiale e morale)
• Consorzio Sociale Orizzonti: La collaborazione avviene attraverso la partecipazione al lavoro
di rete e con la messa a disposizione delle competenze e delle proprie risorse, in particolare
attraverso le cooperative consorziate

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il progetto intende rispondere al problema del reinserimento sociale di persone in uscita dal
carcere, anche dipendenti da sostanze, attraverso l’offerta di opportunità concrete che possano
prevenire la recidiva. Si intende offrire ad esse una presa in carico globale, che permetta loro di
superare il difficile momento della scarcerazione. Tale presa in carico viene accompagnata da
una pluralità di enti/associazioni che, ognuno per la sua sfera di competenza e con una
metodologia di rete, si raccordano per realizzare un progetto individualizzato rispetto al singolo
utente

Obiettivi del progetto

- Accompagnare la persona ad un reinserimento nella vita sociale contrasto a forme di disagio


di ex-detenuti:
• con scarso livello di reddito
• senza fissa dimora
• malati, dipendenti da sostanze
• a rischio di dipendenza o di abuso sostanze

- sviluppare tutti quei servizi territoriali in grado di contribuire a sostenere i fabbisogni


espressi dalle su indicate categorie
- accompagnare la persona ad un reinserimento nella vita sociale
- contrastare forme di disagio di ex-detenuti

Breve descrizione del progetto

In relazione al progetto individualizzato che verrà predisposto al momento della presa in carico si
provvederà ad associare la risorsa al bisogno emerso, sostenendo la persona nel recupero della
propria autonomia e della propria sfera sociale.

Obiettivo 1) Offrire alla persona una presa in carico individualizzata


Azioni
• Valutazione della segnalazione pervenuta (da parte dei servizi competenti: Uepe, Casa
Circondariale, Servizi Sociali, Comuni)
• svolgimento di un primo colloquio per la definizione dei bisogni emergenti
• elaborazione di un progetto individualizzato rispondente alle esigenze dell’ utente e in grado
di essere agile, flessibile, immediato, efficace
• attivazione della rete di sostegno con il coordinamento della Provincia attraverso i

146
componenti il GOL
• proposta all’utente (di tipo pattizio o contrattuale)
• avvio del progetto di presa in carico individualizzata

Obiettivo 2) Offrire strumenti che consentano un’autonomia abitativa e sociale


Azioni
• inserimento presso la soluzione abitativa reperita con il sostegno della rete di riferimento, in
caso di persona con dipendenza il progetto individuale viene integrato con il Programma
terapeutico del SERT
• erogazione di voucher per primarie necessità, eventuale attivazione di borsa lavoro o
inserimento in percorso formativo

Obiettivo 3) Accompagnare la persona in azioni volte a garantire l’effettività della cittadinanza


Azioni
• verifica delle precondizioni per l’esercizio del diritto di cittadinanza (es. possesso dei
documenti personali)
• accompagnamento nell’espletamento di pratiche burocratiche

Obiettivi 4 e 5) sostenere il rafforzamento delle reti di riferimento, sia familiari che del territorio
Azioni
• attivazione della rete relazionale attraverso il volontariato sociale
• attivazioni di risorse per il supporto alla costruzione di una rete di riferimento

Trasversale ad ogni obiettivo:


• lavoro di équipe multidisciplinare al fine di valutare e monitorare il progetto individualizzato
avviato
• verifiche in itinere sullo svolgimento dei percorsi individuali
• rispetto della riservatezza dei dati personali.

L’utilizzo di voucher è finalizzato al sostegno nel percorso di autonomia epotranno essere


utilizzati per le seguenti spese: affitto, arredi essenziali, alimentari, bollette gas, luce ed acqua,
prime necessità quali emergenza alloggiativa, abbigliamento e buoni pasto, trasporti (benzina o
abbonamenti ai mezzi pubblici), gestione del tempo libero: corsi, libri di testo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


X
1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE
RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione


X
2.2 ricerca

147
2.3 formazione/consulenza operatori
X
2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione
X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI 1 tutor e rete operativa Gol

BENEFICIARI FINALI 2 ex-detenuti

148
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE
DELLE BUONE PRASSI PER INCLUSIONE DEI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Camminando lungo le sPONde del vecchio fiume

Area territoriale di intervento Piemonte (Comune di Cossato BI)

Budget totale € 30.000,00

Fonti di finanziamento Regione Piemonte ai sensi dell l.r. 45/95 e risorse proprie del Comune
di Cossato

Concluso, durata 01.09.2008 - 31.08. 2009

Organismo gestore Comune di Cossato

Persona di contatto
contatto Chiara Copasso Rochet, Comune di Cossato, Settore socio culturale, tel.
015-9893502, sociali@comune.cossato.bi.it

Organismo partner

• tavolo gol della Provincia di Biella


• Casa Circondariale di Biella
• UEPE. di Biella e Vercelli

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il detenuto in carcere non ha, molto spesso, alcuna possibilità di mantenere/recuperare la


propria capacità lavorativa; sul territorio vi sono vaste zone verdi che richiedono continua
manutenzione.

Obiettivi del progetto

Recupero di un nuovo tratto di area del torrente strona utilizzando tecniche di bioingegneria
naturalistica e mantenimento delle aree precedentemente recuperate con i progetti già conclusi.

Breve descrizione del progetto

L'area oggetto degli interventi negli anni ha cominciato ad assumere i connotati di parco fluviale
urbano con evidenti cambiamenti sul rapporto che intercorre tra il fiume ed i cittadini di Cossato.
Prima degli interventi, infatti, le sPONde risultavano inaccessibili per un copertura fittissima di
robinia pseudoacacia e rovi, il torrente Strona era invisibile e distante da tutte le attività ricreative
della città; oggi il paesaggio è totalmente cambiato, al posto delle robinie e dei rovi vi sono prati
falciati, carpini, aceri e querce e vi è un pullulare di attività legate al torrente come la pesca, il

149
gioco dei bambini e la contemplazione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento
X
1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI


X
2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari
Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 2 dipendenti del Comune di


Cossato dei settori socio culturale e settore tecnico

BENEFICIARI FINALI (totale) 3, di cui due condannati in misura alternativa, 1 prossimo al fine
pena

150
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Progetto Cascina Aurora: lavoro, formazione e inclusione sociale

Area territoriale di intervento Piemonte (Provincia di Biella)

Budget totale € 35.040,00

Fonti di finanziamento Bando per la concessione di contributi a sostegno di progetti e


iniziative nel settore del contrasto alla devianza e alla criminalità - rimodulazione del
“Progetto Cascina Aurora: lavoro, formazione e inclusione sociale”.

Concluso, durata dal maggio 2008 a giugno 2009

Organismo gestore Soc.Coop. Soc. Aurora

Persona di contatto Sudano Ilaria, Via La Marmora n. 76015-811595 - Presidente


Soc.Coop.Soc.Oltreilgiardino

Organismo partner

• UEPE. di Vercelli
• Casa Circondariale di Biella
• Associazione RICOMINCIARE
• Società Cooperativa Sociale LA BETULLA
• Società Cooperativa Sociale OLTREILGIARDINO ONLUS
• CEM (Centro Equestre di Mottalciata)
• GOL BIELLA

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

La problematica principale che si è voluta affrontare riguarda il difficile reinserimento sociale


delle persone che stanno vivendo o hanno vissuto un’esperienza detentiva: il “pianeta carcere”
viene vissuto a fatica come parte integrante del territorio, pur essendo il contenitore della
marginalità cui la società civile non ha saputo/voluto dare adeguate risposte.

E’ invece importante ripensare il carcere come un servizio collocato all’interno di una rete di
servizi: le persone che vi sono rinchiuse devono essere adeguatamente supportate tanto durante
il periodo di detenzione, quanto nel momento critico del ritorno alla società civile, proprio
quando -cioè- si verifica la funzionalità e l’efficacia del percorso intrapreso.

151
In passato queste carenze sotto il profilo dell’accoglienza dimostrate dal nostro territorio di
riferimento sono state spesso “affrontate” anche grazie all’intervento delle Cooperative La Betulla
ed Aurora, le quali, in quanto cooperative di tipo B, hanno sperimentato metodologie di
intervento sempre più definite, formalizzate ed efficaci.

Il desiderio di un miglioramento continuo, in un’ottica di implementazione di competenze e


professionalità, ha indotto le due Cooperative a dare vita ad un nuovo attore sociale, la
Cooperativa sociale di tipo A Oltreilgiardino, cui esternalizzare le attività di orientamento,
accompagnamento e tutoraggio dei percorsi di inserimento lavorativo di persone in difficoltà: le
risorse umane della nuova Cooperativa sono, infatti, Operatori professionisti ed esperti, con una
formazione specifica in ambito socio-psico-educativo.

Riteniamo che, allo stato attuale, i tempi siano maturi per rendere questi canali sempre più
definiti ed istituzionalizzati affinché siano una risorsa di “sapere” fruibile dall’intero territorio:
l’intento che il presente progetto si PONe è, pertanto, anche quello di rafforzare queste
conoscenze e ottimizzare le risorse del territorio proponendo modalità di intervento valide.

Rispetto poi al supporto effettivo e pratico di detenuti ed ex-detenuti, le principali problematiche


che questo progetto si propone di affrontare sono così sintetizzabili:

• difficoltà di trovare un’occupazione, elemento essenziale per un processo di reale inclusione


sociale
• difficoltà di acquisire e sviluppare competenze professionali specifiche e spendibili nel
mondo del lavoro
• difficoltà nel ri-costruire il proprio ruolo sociale e la propria rete di relazioni

Obiettivi del progetto

Il presente progetto si muove su due fronti:


1. OBIETTIVO “GRUPPO ACCOGLIENZA”: da un lato, l’intento forte ed innovativo è quello di
sperimentare e promuovere metodologie di intervento efficaci rispetto all’inserimento
lavorativo di persone con esperienze detentive, rendendo questa esperienza del gruppo di
lavoro una risorsa condivisa ed un punto di riferimento
2. OBIETTIVO “PERCORSO DI AUTONOMIA”: dall’altro lato, fornire, sul territorio biellese, una
risposta adeguata alle esigenze lavorative di carcerati ed ex carcerati.

Gli obiettivi specifici per ciascuno dei macro-obiettivi precedentemente descritti possono essere
così riassunti:

Obiettivo “gruppo accoglienza”


• diffondere protocolli congiunti e metodologie condivise di lavoro fra i partner e non solo
• favorire lo strutturarsi di rapporti di rete sempre più collaborativi tra i partner coinvolti
• predisporre opportuni momenti di riflessione/condivisione allargata, in un’ottica di
miglioramento continuo e di facilitazione/stimolo di iniziative simili
• documentare i percorsi intrapresi per darne visibilità
• supportare detenuti ed ex-detenuti in un percorso di autonomia e di (re)integrazione nel
tessuto sociale

Obiettivo “percorso di autonomia”


• favorire l’acquisizione di una formazione professionale, spendibile anche in futuro,
• stimolare e sostenere i soggetti interessati nella costituzione di una rete sociale che implichi

152
aspetti tanto lavorativi quanto risocializzanti,
• supportare i beneficiari del progetto nel percorso di progressiva autonomia e recupero di
ruolo sociale.

Breve descrizione del progetto

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


X
1.1 orientamento
X
1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori


X
2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione
X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI, 4 di cui:


• 1 job-trainer
• 1 psicologa
• 1 tutor
• 1 formatore
BENEFICIARI
BENEFICIARI FINALI 1 ex-detenuto.

153
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Progetto per l’inserimento lavorativo di un detenuto a conclusione del
corso di studio

Area territoriale di intervento Piemonte (Comune di Alessandria)

Budget totale € 5.757,00

Fonti di finanziamento Regione Piemonte (l.R. n.1 del 08.01.2004) e I.T.G. “P.L.Nervi” di
Alessandria

In corso, avviato nel gennaio 2009

Organismo gestore I.T.G. °P.L. Nervi° Alessandria

Persona di contatto Tagliafico Carlo - I.T.G. °P.L. Nervi° Alessandria, ing.tagliafico@libero.it

Organismo partner

• Casa di reclusione di Alessandria – ospita il corso per geometri da oltre 50 anni e provvede
alla organizzazione interna dello stesso; relativamente al lavoro all’esterno provvede alle
operazione di trattamento del detenuto finalizzate a stabilire la sua idoneità e i termini
d’azione dello stesso

• Provincia di Alessandria – ente coordinatore del progetto attraverso il GOL nonché ente
cofinanziatore del progetto per l’anno 2006.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il problema centrale è la valorizzazione del percorso formativo sviluppato durante la carcerazione


che deve avere continuità con l’ambiente lavorativo, in modo da incentivare, in una prima fase,
l’impegno scolastico e, successivamente, fornire un lavoro presso il laboratorio per le prove sui
materiali da costruzione dell’Istituto “P.L. Nervi”. La continuità esistente tra ambiente scolastico e
di lavoro riteniamo essere particolarmente utile per iniziare, da parte del detenuto, un serio
impegno lavorativo che si svilupperà a conclusione della pena.

Obiettivi del progetto

Il progetto, oltre a fornire un aiuto economico importante in termini di borsa lavoro, contribuisce
al raggiungimento dell’obiettivo sociale più alto ovvero il sostegno ad una iniziativa culturale che
ha origine dal percorso trattamentale ed è rivolta a fornire l’autonomia di azione del soggetto,
potenziata sia dal raggiungimento del diploma, che dall’inserimento in un impegno lavorativo

154
qualificato.

Breve descrizione del progetto

I punti su cui si articola il progetto sono i seguenti:

• continuità tra il corso di studio appena concluso e l’attività che il detenuto svolgerà nel corso
dell’anno di lavoro
• attività lavorativa all’interno della struttura dell’Istituto P.L. Nervi
• opportunità di un lavoro qualificato
• contatto con l’ambiente del lavoro in particolare edile.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento
X
1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


• Docenti del corso per Geometri
• Direttore del Laboratorio Prove sui Materiali da Costruzione
• Direttore amministrativo della scuola
• Personale in servizio presso il Laboratorio
• Educatori della Casa di Reclusione
• Tutor
BENEFICIARI FINALI

155
1 condannato in misura alternativa.

156
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI
DELLE BUONE PRASSI PER DEI SOGGETTI IN ESECUZIONE
ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Informazione e sostegno al reinserimento

Area territoriale di intervento Piemonte (Comune di Cuneo)

Budget totale € 40.000,00

Fonte di finanziamento Regione Piemonte – Assessorato alle Politiche sociali (bando per la
concessione di contributi a sostegno di progetti e iniziative nel settore del contrasto alla
devianza e alla criminalità –

Concluso, durata dal febbraio 2005 al febbraio 2006

Organismo gestore C.F.P. – Casa di Carità Onlus – Via Orvieto, 38 - Torino

Persona di contatto Giordano Gianni - C.F.P.P – Casa di Carità Onlus – Via Orvieto, 38 –
Torino, gianni.giordano@cfpp.it

Organismo partner

• Comune di Cuneo – Settore Socio Educativo


• GOL – Gruppo Operativo Locale Cuneo:
• Ministero della Giustizia – Casa Circondariale di Cuneo
• Ministero della Giustizia – Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Cuneo
• C.F.P.P. Casa di Carità – Onlus
• L’ARCA Cooperativa Sociale - Onlus
• Provincia di Cuneo – Centro per l’Impiego di Cuneo
• Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese
• ASL 15 – Ser.T. di Cuneo
• Associazione ARIAPERTA CARITAS
• Associazione LA TENDA
• Provincia di Alessandria – ente coordinatore del progetto attraverso il GOL nonché ente
cofinanziatore del progetto per l’anno 2006.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il contesto culturale e sociale, i problemi di integrazione dei cittadini extracomunitari, la


disoccupazione, i disagi multipli sociali, personali e famigliari, PONgono le istituzioni di fronte
alla necessità prioritaria di proporre e realizzare orientamenti e interventi nei confronti di una
utenza sempre più complessa ed eterogenea.

Nella progettazione del nuovo piano programmatico si sono presi in considerazione vari aspetti:

157
• la realtà complessa che investe la popolazione detenuta ed ex detenuta
• la presenza predominante di detenuti extracomunitari presso la Casa Circondariale di Cuneo
ha determinato la necessità di ricalibrare gli interventi trattamentali tenendo conto della
specificità di tale utenza
• l’attività del GOL ha favorito in questi anni il reinserimento sociale e lavorativo di detenuti,
ex-detenuti e persone in esecuzione penale esterna, consolidando la rete di collaborazione
tra le realtà istituzionali e associative impegnate nella solidarietà sociale
• i piani di zona recentemente istituiti si sono avvalsi della metodologia del lavoro di rete
ampliamente sperimentata nell’ambito del GOL.

Il Progetto INFORMAZIONE E SOSTEGNO AL REINSERIMENTO promuove una serie di interventi che


collegano ed integrano azioni e percorsi avviati negli anni precedenti, valorizzando in tal modo
le esperienze ed anche la relazione fra le persone che rappresentano le agenzie appartenenti al
GOL. Il progetto vuol essere continuità con il passato, ma anche apertura verso le giovani
generazioni affinché alimenti un concetto di legalità che passi attraverso un sentire comune,
generalmente riconosciuto e condiviso.

Obiettivi del progetto

Il Comune di Cuneo con il GOL (Gruppo Operativo Locale) ha voluto con il Progetto
INFORMAZIONE E SOSTEGNO AL REINSERIMENTO proseguire l’esperienza comune e la
collaborazione che nel corso degli anni sono state portate avanti con la realizzazione dei cantieri
di lavoro, delle borse-lavoro, dei progetti comunitari.

L’obiettivo principale è stato dunque quello di continuare il percorso intrapreso, riproponendo


attività già “rodate” e, allo stesso tempo, sperimentando nuovi interventi in base ad esigenze e
realtà diverse emerse negli ultimi tempi.

Breve descrizione del progetto

Gli interventi, rivolti a detenuti, detenuti extracomunitari e più in generale ad ex-detenuti e


persone con “problemi di giustizia” e/o multiproblematiche, si sono articolati in:

Realizzazione di un servizio di sportello presso la Casa Circondariale di Cuneo rivolto ai detenuti


liberandi o di prossima ammissione a misure alternative al fine di individuarne le necessità e
fornire un sostegno al futuro percorso di reinserimento. Lo Sportello ha previsto la presenza di
due operatrici per due pomeriggi a settimana.

Dopo una prima fase di registrazione delle segnalazioni provenienti dall’area trattamentale della
Casa Circondariale, l’intervento ha previsto un colloquio di accoglienza con il beneficiario volto
alla conoscenza reciproca e ad individuare le necessità dell’utente. Allo sportello sono stati
segnalati 90 casi e si sono effettuati 81 consulenze.

Realizzazione, sempre presso la Casa Circondariale di Cuneo, di un servizio di mediazione


culturale (data la percentuale molto alta di detenuti extracomunitari).

Servizio di sostegno rivolto a persone con caratteristiche di multiproblematicità tramite interventi


riferibili alla metodologia della “Clinica della Concertazione” volti a rendere più efficace la
comunicazione tra gli operatori dei servizi operanti sul territorio. Servizio di sostegno e raccordo
tra i servizi “Clinica della concertazione”. A Cuneo il servizio si è sviluppato in 12 incontri.
L’obiettivo era quello di sostenere e sviluppare la comunicazione tra gli operatori dei vari servizi
del territorio. Si sono affrontati situazioni di utenti “multiproblematici” e consolidate competenze

158
e strumenti di metodologia.

Supporto logistico/abitativo rivolto a persone sottoposte a misure alternative alla detenzione e


più in generale a persone con problemi di disadattamento sociale.

Con il presente intervento si è inteso consolidare un servizio rivolto a detenuti dimittendi,


caratterizzato da azioni di tipo informativo, da percorsi di orientamento individuale finalizzati allo
sviluppo delle abilità sociali necessarie per muoversi correttamente all’interno del mercato del
lavoro e da percorsi di accompagnamento per facilitare l’inserimento nel tessuto sociale di
riferimento. Questo servizio ha coinvolto 9 utenti nell’accoglienza, area abitativa.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI


X
2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca
X
2.3 formazione/consulenza operatori
X
2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione
X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI, 12 di cui:


Comune di Cuneo
• 1 ResPONsabile alle attività sociali
• 1 Istruttore socio-educativo

Centro di Formazione Professionale “Casa di Carità”


• 1 ResPONsabile
• 2 Operatori

159
CASA CIRCONDARIALE
• 1 ResPONsabile
• 2 Educatore

UEPE.
• 1 ResPONsabile
• 3 Assistenti Sociali

BENEFICIARI FINALI 90 uomini, di cui 9 ex-detenuti e 81 detenuti prossimi al fine pena.

160
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto BULLY OUT

Area territoriale di intervento Piemonte (Consorzio Intercomunale dei Servizi Socioassistenziali


dell'Ovest Ticino C.I.S.A. – Comuni di Cameri, Cerano, Galliate, Romentino, Sozzago, Trecate)

Budget totale € 68.046,38

Fonte di finanziamento Regione Piemonte

Concluso, durata dal 02.04.2008 al 29.05.20096

Organismo gestore C.I.S.A. OVEST TICINO

Persona di contatto Ass.Soc. Laura Cottafavi – CISA Ovest Ticino tel. 0321-869921,
minori@cisaovesticino.it

Organismo partner

• UEPE di Novara
• Compagnia Unoteatro Soc. Coop. Di Torino
• Coop. Multidea ONLUS di Novara
• Coop. Vedogiovane di Borgomanero

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica


problematica

• aumento del numero di minorenni coinvolti in reati


• diminuzione dell’età dei ragazzi che commettono reato
• aumento degli extracomunitari sul territorio e conseguente difficoltà di coinvolgimento ed
integrazione
• aumento degli episodi di bullismo
• aumento degli episodi di teppismo e di danneggiamento di edifici e attrezzature pubbliche
• crescita delle difficoltà relazionale già nei primi anni di vita dei bambini
• aumento della devianza, intesa anche come dipendenza da sostanze e da alcool, violenza e
abusi sessuali, comportamenti antisociali
• difficoltà a discriminare ciò che è lecito da ciò che è illecito, nelle nuove generazioni, a causa
della confusione valoriale presente nella nostra società
• difficoltà di reinserimento sociale di minori e adulti che hanno commesso reati

Obiettivi del progetto

Il progetto “Bully out” ha contribuito al raggiungimento dei seguenti obiettivi generali:

161
• migliorare i rapporti tra le persone
• ridurre le forme di disagio, attraverso l’avvio di iniziative che hanno favorito “lo star bene”
dei ragazzi e delle loro famiglie
• favorire un rapporto “positivo” con la “cosa pubblica”;
• favorire il reinserimento sociale di ragazzi ed adulti che hanno avuto problemi con la
giustizia.

Breve descrizione del progetto

Il progetto “Bully out” ha raggiunto i risultati che ci si era prefissati al suo avvio. In particolare
hanno ottenuto risultati particolarmente significativi le azioni rivolte ai bambini/ragazzi delle
scuole elementari e medie (Azioni 1-2-3) e l’azione rivolta ai ragazzi già coinvolti in attività a
rilievo penale (azione 6).
Il progetto “Bully out” ha in particolare:
• offerto ai bambini e ai ragazzi del territorio la possibilità di riflettere, attraverso il gioco e
varie attività, sui valori della condivisione, dell’appartenenza, dell’autostima, del rispetto
reciproco, dell’ambiente (inteso sia come luogo fisico che come relazioni), delle regole
• aiutato i bambini/ragazzi a prendere coscienza del significato del bullismo
• favorito l’inserimento dei ragazzi stranieri e delle loro famiglie, attraverso il loro
coinvolgimento nelle diverse iniziative avviate sul territorio
• contribuito al superamento dell’emarginazione, attraverso il coinvolgimento del gruppo
intero (gruppo/classe)
• coinvolto insegnanti, educatori e genitori in percorsi di ascolto, informativi e formativi sulla
realtà del disagio, della devianza e del carcere
• offerto ai ragazzi che hanno commesso reati la possibilità, non solo di attuare progetti
educativi, di reinserimento sociale, di acquisizione di professionalità e di inserimento
lavorativo, ma anche di potersi confrontare con persone che hanno sperimentato
direttamente la realtà del carcere.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento
X
1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori


X
2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

162
X
3.1 monitoraggio
X
3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI,


PROGETTUALI, (totale) 19 di cui:
• 1 Direttore
• 1 Ass. Soc. ResPONsabile settore minori penale
• 1 pedagogista
• 1 educatore professionale
• 4 assistenti sociali territoriali dipendenti del C.I.S.A. Ovest ticino
• 1 esperto teatrale di Unostilema teatro
• 2 ex-detenuti della Coop. Multidea
• 1 neuropsichiatra infantile come supervisione del Centro studi Nuccia Fonio Mortasa
• 1 pedagogista e 4 educatori della Coop. Vedogiovane di Novara
• 2 educatori della Coop. 2 Mondi di Novara

BENEFICIARI FINALI (totale) 11 uomini, 9 condannati in misura alternativa e due ex-detenuti.

N.B. E’ in corso la realizzazione del progetto “Bully out 2”, come proseguimento ed ampliamento
del progetto Bully out sopra esposto. Il Bully out 2 coinvolge anche i familiari dei detenuti e/o di
ex-detenuti.

163
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto RICOMINCIO ……….. DA VILLA 3

Area territoriale
territoriale di intervento Piemonte (Comune di Villadossola - VB)

Budget totale € 15.099,00 (di cui 10476 carico Regione / 4623 carico Comune)

Fonti di finanziamento Regione Piemonte e Fondi comunali

In corso, durata dal 01.07.2008 al 30.06.2010

Organismo gestore Comune di Villadossola

Persona di contatto Paganoni Andrea, paga2001@libero.it

Organismo partner

• CISS ZONA OSSOLA


• GOL Provincia del Verbanio Cusio Ossola
• Amministrazione Penitenziaria.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Reinserimento sociale per persone provenienti dalla penalità

Obiettivi del progetto

Il progetto mira a:
• sensibilizzare la comunità dei problemi di recupero e reinserimento per detenuti
• costruire un sistema sociale più inclusivo e quindi più sicuro.

Breve descrizione del progetto

Reinserimento lavorativo con autonomia, per facilitare l’integrazione e la socializzazione anche


nel contesto del paese.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X

164
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione X
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali X
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X
3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI, (totale) 19 di cui:


• 1 Direttore
• 1 Ass. Soc. ResPONsabile settore minori penale
• 1 pedagogista
• 1 educatore professionale
• 4 assistenti sociali territoriali dipendenti del C.I.S.A. Ovest ticino
• 1 esperto teatrale di Unostilema teatro
• 2 ex-detenuti della Coop. Multidea
• 1 neuropsichiatra infantile come supervisione del Centro studi Nuccia Fonio Mortasa
• 1 pedagogista e 4 educatori della Coop. Vedogiovane di Novara
• 2 educatori della Coop. 2 Mondi di Novara

BENEFICIARI FINALI (totale) 11 uomini, 9 condannati in misura alternativa e due ex-detenuti.

165
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Discobolo

Area territoriale
territoriale di intervento Piemonte (Alessandria)

Budget totale € 42.302

Fonti di finanziamento

Dal 2000 al 2005 Provincia di Alessandria, Comune di Alessandria e disPONibilità proprie.

Dal 2006 ad oggi Regione Piemonte e disPONibilità proprie.

In corso,
corso, durata dal 01.05.2009 al 31.12.2009 (Discobolo 9) e 28.02.2010 (Discobolo 10)

Organismo gestore UISP – Unione Italiana Sport per Tutti – Dipartimento Politiche Sociali

Persona di contatto Gatti Franco – ResPONsabile Dipartimento Politiche Sociali - UISP Comitato
Territoriale di Alessandria, tel. 0131-253265, alessandria@uisp.it

Organismo partner

• Comune di Alessandria
• Provincia di Alessandria
• CISSACA (Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali dei Comuni dell’Alessandrino)

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

L’attività sportiva praticata dal detenuto all’interno di un Istituto penitenziario, prevista dall’art.
27 della legge 354/75, è un importante elemento del trattamento rieducativo dello stesso e di
prevenzione della recidiva.

Pertanto si intende affrontare il programma sportivo a tutto campo con interventi mirati a
combattere il problema primario del detenuto: “la noia”. Negli anni abbiamo provveduto a
fornire delle dispense tradotte in più lingue (arabo, spagnolo, rumeno, albanese, francese ed
inglese), mirate a promuovere l’attività fisica individuale in cella.

L’eccesso di tempo a disposizione, che nella maggiore dimensione viene “speso” in cella, PONe
l’esigenza di dare risposte a questo bisogno.Si tratta, dunque, di colmare questi spazi e questi
tempi non soltanto per ovviare all’ozio del carcere, ma per cercare di dare basi utilizzabili in
seguito per il cosiddetto trattamento.Il programma delle attività sportive, culturali e ricreative in
questo progetto è articolato in modo da favorire la soluzione “del problema”, con la possibilità
di attuare espressioni differenziate realizzate con l’ausilio di un maggior numero di esPONenti

166
esterni che provengono da esperienze diverse: associazionismo, scuola, mondo sportivo,
volontariato. L’argomento sport è trattato anche nel dopo pena; offre occasione di discussione,
di confronto, impegna quindi il soggetto a pensare, a discutere, a prepararsi per la gara
successiva.

Obiettivi del progetto

L’obiettivo e lo scopo del progetto sono quelli di dare concretezza ad un disegno che coinvolge
centinaia di esseri umani che necessitano di attenzione e risposte positive alla loro vita. Nel
nostro caso attraverso la pratica sportiva.

L’interesse si sviluppa quindi su due livelli: il primo soggettivo per l’influenza che lo sport può
avere sul detenuto stesso, il secondo sociale per il peso che l’attività sportiva esercitata in un
carcere può avere sul rapporto con la comunità esterna.

La nostra proposta, oltre a fornire una valida occasione di svago, aggregazione e alternativa
all’ozio, ha lo scopo di trasmettere valori fondamentali nel processo di crescita personale e
sociale del detenuto, come ad esempio, il fair play, il rispetto delle regole, la partecipazione di
tutti ad un obiettivo comune, il lavoro di squadra, l’accettazione dei limiti, il saper perdere e la
lealtà nei confronti dell’avversario.

Il fare sport in carcere ha rilevanza anche a livello sociale, perciò il nostro obiettivo, e insieme,
il nostro scopo sono quelli di operare affinché sia facilitata la comunicazione tra “il mondo
esterno” e il mondo “recluso”. L’esperienza di questi anni ci ha dimostrato che il nostro lavoro
ha raggiunto positivi risultati anche nel rapporto individuale e collettivo, favorendo una
maggiore integrazione e il fair play, come testimoniano dichiarazioni ufficiali delle rispettive
Direzioni Didattiche

Breve descrizione del progetto

Le attività previste dal programma nel Progetto Discobolo sono aumentate di anno in anno,
sino a definire nel progetto attuale le seguenti attività: palestra e body building, tornei di calcio,
tornei di biliardino a coppie, torneo di pallavolo, tornei di ping PONg, conferenza sul tema
“L’attività sportiva come elemento trattamentale in carcere”, proiezione di film di contenuto
sportivo, corso di yoga, corsi per arbitri di calcio, biliardino e ping PONg, corso di riabilitazione
cinofila. (Realizzate con attrezzature specifiche per ogni singola disciplina – Palestra – Campo
di calcio – Sala conferenze – Proiettori video – Cani da addestrare provenienti dal Canile Rifugio
Cascina Rosa).

ll progetto si PONe l’ambizioso obiettivo di ridurre il comportamento a volte aggressivo dei


detenuti e di avvicinare alla pratica sportiva e motoria dei soggetti a cui il progetto stesso è
rivolto. Non c’è solo l’attenzione al movimento fisico, ma anche la volontà di raggiungere una
migliore condizione di salute dovuta appunto ad un intenso e continuativo movimento sportivo.
Tutto ciò rientra in una prospettiva di partecipazione più ampia possibile coinvolgente le
diverse discipline sportive con l’obiettivo, davvero importante, di promuovere incontri
all’interno del carcere con gruppi sportivi esterni (gruppi sportivi o scolastici).

Con l’ultimo progetto realizzato, si è concluso un ciclo decennale previsto nell’impianto


programmatico ideato e realizzato nel corso degli anni con le rispettive Direzioni Carcerarie e il
GOL, raggiungendo ampiamente gli obiettivi con risultati soddisfacenti che hanno coinvolto
gran parte della popolazione carceraria nelle varie iniziative, realizzato nei precedenti progetti
con operatori UISP ed esterni all’Associazione, anche con il sostegno finanziario della Regione
167
Piemonte, della Provincia e del Comune di Alessandria.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento X

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione X
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI, (totale) 7 operatori, Istruttori di


discipline sportive, volontari appartenenti all’UISP in qualità di dirigenti o tecnici delle rispettive
discipline.

BENEFICIARI FINALI (totale) 518

di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21 - - - -
(Giovani adulti) Età 18-25 12 63 - -
(Adulti) Età > 25 171 272 - -

168
BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE BUONE SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Un’alternativa: obiettivo lavoro

Area territoriale
territoriale di intervento Piemonte (Alessandria
Alessandria e 22 comuni limitrofi)
limitrofi

Budget totale € 26.905,60

Fonti di finanziamento Regione Piemonte – Direzione Politiche sociali e Politiche per la


famiglia D.G.R. n.17 – 11714 del 06.07.2009 e cofinanziemento dell’ente Cissaca

In corso, durata dal 01.01.2009 al 31.12.2009

Organismo gestore CISSACA. Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali dei Comuni
dell’Alessandrino

Persona di contatto Assistente sociale Alessia Gatti dipendente del CISSACA. Via Galimberti
2/A 15121 Alessandria . 0131-229711 centralino cissaca 0131-229718 interno –
gatti.alessia@cissaca.it

Organismo partner

Cooperative sociali di tipo B:


• Società cooperativa “LABI’” Piazzetta Bini n. 3 15121 Alessandria
• Cooperativa sociale “Gardenia” Piazza Ambrosoli n.5 15121 Alessandria

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il Cissaca, quale ente gestore delle funzioni socio assistenziali per conto dei comuni consorziati
sul quale sono presenti due istituti carcerari, accoglie annualmente una crescente richiesta di
presa in carico da parte di soggetti che, a seguito di un periodo di detenzione, “faticano” a
reinserirsi nel contesto sociale presentando problematiche lavorative, oltre che abitative ed
economiche, soprattutto in assenza di una rete familiare e sociale già costituita e solida. Le
offerte lavorative e abitative provenienti dal mercato privato non riescono a soddisfare tali
richieste soprattutto nei confronti di soggetti per i quali può esistere una sorta di pregiudizio
circa l’affidabilità o di cui bisogna comunque testare le capacita a seguito di una prolungata
assenza dal mondo del lavoro.

Obiettivi del progetto

Si è ritenuto prevalente l’interesse ad agevolare il reinserimento di soggetti adulti ex-detenuti,


dando priorità all’ambito lavorativo, quale possibilità di sperimentazione diretta delle proprie

169
capacità per avviare un percorso di indipendenza ma anche di riscatto nei confronti della
società attraverso la restituzione sociale del danno arrecato.

Il progetto di propone inoltre di fornire ai soggetti coinvolti una alternativa all’ambito della
devianza e della criminalità precedentemente sperimentate, con l’obiettivo di evitare la recidiva.

Breve descrizione del progetto

Il progetto ha previsto l’avvio di 5 borse lavoro (formazione in situazione) per l’acquisizione di


competenze nei settori specifici delle cooperative sociali partner del progetto o delle altre
agenzie del territorio resesi disPONibili, attraverso l’affiancamento a personale specializzato,
unitamente ad un tutor. Tale esperienza di “formazione in situazione” è finalizzata all’assunzione
del soggetto o comunque dall’assunzione da parte di terzi sfruttando le abilità acquisite.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X
3. ALTRO
3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI
TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI, (totale) 2 di cui:


• 1 assistente sociale del Cissaca referente per l’ente gestore dei soggetti beneficiari del
progetto di formazione in situazione
• 2 educatori professionali con il ruolo di Tutor, appartenenti alle cooperative partner del
progetto con funzioni di affiancamento nel lavoro, monitoraggio e supporto
BENEFICIARI FINALI (totale) 4 ex-detenuti (3 italiani, uno straniero) e una madre straniera con
bambino.

170
DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto JONATHAN

Area territoriale di intervento Regione toscana

Budget totale € 930.972,96

Fonti di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal II fase

Concluso, durata dal 01.07.2005 al 31.12.2007

Organismo gestore Comune di Firenze

Persona di contatto

Simona Boboli – ResPONsabile P.O. educazione degli adulti - Comune di Firenze tel. 055-
2625708, s.boboli@comune.fi.it

Organismi partner
• Comuni di Prato e Pistoia
• EUROBIC TOSCANASUD
• Consorzio PEGASO Network
• LIBERA
• COSENO scrl
• Coordinamento Nazionale Comunità per Minori
• Ente Camposampiero
• Associazione Agricoltura Biodinamica sez. Toscana

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area
dell’area problematica
problematica

Il mondo dei giovani a rischio sociale si trova schiacciato fra le “categorie protette” e il libero
mercato del lavoro. Questi giovani non hanno problematiche tali da essere inseriti in percorsi
istituzionalmente privilegiati verso il mondo del lavoro, ma vivono in situazioni che li vedono
senza una famiglia di supporto, assente o, ancor peggio, disfunzionale, che toglie loro non solo
possibilità di supporto logistico per sviluppare tranquillamente le prime esperienze lavorative,
ma anche i supporti “valoriali” e “trasversali” di sostegno alla cultura del lavoro.

Obiettivi del progetto

Il percorso ha previsto lo sviluppo di strumenti innovativi quali la creazione di specifici


interventi tesi a favorire l’inserimento lavorativo, ovvero servizi educativi, flessibili, orientati ai
bisogni dei singoli nel contesto socio-economico locale e basati sull’integrazione di
competenze educative, di rete e di tecniche specifiche. L’innovatività è consistita nella

171
modellizzazione di un servizio flessibile, in grado di adeguarsi alle esigenze del territorio.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il progetto si è articolato in 4 Macrofasi:la I° ha sperimentato percorsi di inserimento a livello


territoriale nei Comuni coinvolti. Elemento chiave sono stati gli interventi territoriali tesi a
supportare l’inserimento lavorativo al fine di favorire l’integrazione fra mondo educativo e del
lavoro. La II° ha previsto la sperimentazione di percorsi integrati di formazione professionale per
giovani e minori coinvolti nell’area penale per permettere ai soggetti coinvolti di acquisire
competenze professionali e capacità di rapportarsi al mondo del lavoro. La III° ha consentito ad
un numero significativo di operatori del settore di specializzarsi nella funzione di sostegno ed
accompagnamento dei giovani e minori nell’avvicinamento al mondo del lavoro. Il percorso ha
facilitato un rinforzo delle competenze psico-sociologiche e uno sviluppo delle competenze nel
settore dell’inserimento lavorativo.

Le Reti Locali Leggere di Inserimento (Re.L.L.I.), sperimentate sull’intero territorio regionale,


hanno rappresentato una rete basata sulle competenze e sull’integrazione di saperi ed
informazioni. Particolarmente importante e innovativo è stato il modulo (Macrofase 4
Trasversale) sull’educazione alla cittadinanza e alle pari opportunità, ove si sono declinate le
connessioni fra cittadinanza e lavoro e fra diritti individuali e Responsabilità collettiva. Tutte
queste attività sono state oggetto di un confronto transnazionale con partenariato di Belgio e
Portogallo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento X
1.2 formazione X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI
COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 244
BENEFICIARI FINALI 31 minori detenuti. Il progetto è intervenuto su un totale di 458 minori.
172
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Lavorare vale la pena

Aree territoriali di intervento Toscana (Provincia di Siena, Casa Circondariale di Siena-Casa di


reclusione di Ranza San. Gimignano -UEPE. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Siena e
Grosseto – Centri impiego di Siena e Poggibonsi)

Budget totale € 64.500,00

Fonti di finanziamento Fondi Provincia di Siena

Concluso, durata
durata dal 13.12.06 al 20.08.08

Organismo gestore Provincia di Siena

Persona di contatto Paola Piscopo – funzionario responsabile Politiche attive per detenuti ex-
detenuti –immigrati- sicurezza urbana- Provincia di Siena; tel. 0577-241825 fax. 0577-
241315, piscopo@provincia.siena.it

Organismi partner Casa Circondariale di Siena, Casa di reclusione di Ranza San. Gimignano -
UEPE. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Siena e Grosseto, Prefettura di Siena, Ausl7,
Fondazione Territoriali Sociali Altavaldelsa, Associazioni Sindacali CGIL., CISL., Uilassociazioni
Datoriali, 3° Settore – Consorzi Della Cooperazione Sociale Di Tipo B Organizzazioni Di
Volontariato, Associazioni E Fondazioni.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica


problematica

Mancanza di misure specifiche rivolte all’assistenza delle persone ristrette e liberate con il
provvedimento di indulto.

Obiettivi del progetto

♦ Attivazione di percorsi di accompagnamento/inserimento lavorativo di persone ex-detenute


o in misura alternativa e di persone indultate , presso cooperative o aziende,al fine di
facilitare l’accesso e il mantenimento nel mercato del lavoro di soggetti la cui posizione li
PONe in una condizione di svantaggio, mettendo altresì a frutto le eventuali conoscenze
professionali acquisite durante il periodo di esecuzione penale.
♦ Sviluppo delle reti per l’integrazione sociale, intendendo costruire un modello condiviso di
rete i cui nodi saranno costituiti da soggetti istituzionali e non, per una maggiore efficacia
nell’uso delle opportunità e degli strumenti a disposizione: considerato che la strategia
basata sulla concreta offerta di inserimento nel mondo occupazionale risulta prioritaria per i
soggetti che provengono dalla detenzione, deve essere tuttavia considerato che l’azione

173
complessiva deve coniugarsi con percorsi individuali e individualizzati che non ignorino
necessità abitative,di sostegno ai nuclei familiari,di sostegno a problematiche legate a
situazioni di dipendenza o di disagio psichico.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il progetto ha mirato all’erogazione di borse lavoro e di inserimenti socio-lavorativi nei confronti


dei soggetti dimessi per indulto e carenti di risorse lavorative-economiche e abitative.

Esso si è posto in linea di continuità con le azioni poste in essere dal Servizio formazione-lavoro
dell’Amministrazione Provinciale di Siena in collaborazione con l’UEPE di Siena e con gli Istituti
Penitenziari del territorio, per i soggetti in esecuzione penale,sulla base del protocollo d’intesa
sottoscritto e attivo, tra questi ultimi soggetti.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 16 detenuti

174
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Affidamento di attività di consulenza a sostegno dei servizi pubblici per
L’impiego per favorire L’inserimento lavorativo dei detenuti

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Siena)

Budget totale € 944.155,52

Fonte
Fonte di finanziamento PON Fse Ob. 3 Azioni di Sistema 2000-2006 Asse A Misura B1,
Ministero del Lavoro e Ministero della Giustizia

Concluso, durata dal 10.05.2003 al 20.10. 2006

Organismo gestore Consorzio nazionale della cooperazione sociale CGM

Persona di contatto Paola Piscopo – funzionario responsabile Politiche attive per detenuti ex-
detenuti –immigrati- sicurezza urbana- Provincia di Siena, tel.0577.241825 fax. 0577-241315,
piscopo@provincia.siena.it

Organismi partner Provincie di Siena, Torino e Venezia

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Detenuti con scarse possibilità di inserimento nel breve termine legati al fine pena lungo, a
scarse competenze professionali, a problemi di rimotivazione al lavoro e a un basso livello di
scolarizzazione.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha presentato tre obiettivi

• supportare la politica degli istituti penitenziari volta ad incrementare gli inserimenti


lavorativi esterni e quelli interni con il coinvolgimento non solo delle cooperative di
solidarietà sociale ma anche delle imprese profit e, contemporaneamente, rafforzare le
strategie di politiche attive del lavoro intra ed extramurarie in tre province del Centro-Nord
• svolgere analisi delle opportunità e delle criticità relative all’inserimento lavorativo dei
detenuti, sia nella forma di promozione delle lavorazioni intramurarie sia nella forma di
inserimenti diretti presso le imprese
• messa a punto dello strumento del bilancio di competenze “specifico” per una utenza con
bisogni molto complessi come quella dei detenuti, utile alla progettazione formativa e di
inserimento lavorativo interno.

Breve descrizione del progetto

175
Il progetto ha svolto attività
attività che hanno consentito di

• aumentare la visibilità delle Istituzioni


• effettuare azioni benchmarking tra esperienze provinciali e scambio di buone prassi dei
Centri per l’impiego a favore dei detenuti
• sensibilizzare il sistema imprenditoriale locale promuovendo la conoscenza e l’adesione alle
misure previste dalla Legge Smuraglia
• allargare la rete operativa dei Centri per l’impiego ad altri soggetti, quali UEPE e Comuni, e
alle imprese
• sensibilizzare il livello politico provinciale
• aumentare le occasioni di lavoro all’interno istituti tramite cooperative sociali o imprese
profit
• supportare la realizzazione di nuovi progetti di inserimento lavorativo attraverso una
maggiore efficacia nella collaborazione tra Centri per l’Impiego e Istituti penitenziari.

E’ stato realizzato un progetto di impresa per lo sviluppo di attività agricola di coltura dello
zafferano
za fferano all’interno della casa di reclusione Ranza.

E’ stato predisposto il piano definitivo di start up dell’attività di produzione dello zafferano


sempre presso la Casa di reclusione Ranza;

A partire dal mese di agosto 2006 si sono concretizzate le occasioni occupazionali utilizzando
manodopera detenuta precedentemente formata dal Consorzio Archè attraverso un percorso di
300 ore finanziato con il FSE dall' Amministrazione Provinciale di Siena. Al termine del progetto
sono stati assunti 9 detenuti.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca x

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

176
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


Sono stati svolti incontri formativi ai quali hanno partecipato il Direttore Istituto Ranza, la
responsabile degli educatori, il comandante degli operatori penitenziari, e per la Provincia di
Siena la responsabile provinciale area svantaggio, le operatrici dei Centri per l’impiego di Siena e
Poggibonsi, un operatore del Consorzio Archè.

BENEFICIARI FINALI (totale) 9 detenuti italiani.

177
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto AGAIN

Area territoriale
territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa - Casa Circondariale
femminile a custodia attenuata)

Budget totale € 20.000,00

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, misura B1

Concluso, durata 03.05.2006 - 27.06.2007

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini, Stella Latini, Coop. Sintesi, tel. 0571-924317/27,
info@coopsint.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro per donne escono dal circuito penale.

Obiettivi del progetto

L’intervento ha mirato a facilitare l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro


attraverso un percorso formativo che prevedeva momenti di formazione in aula alternati a
laboratori di formazione pratica.

Breve descrizione del progetto

Sono stati svolti corsi finalizzati a far acquisire competenze di carattere professionale alle
donne della Casa Circondariale Femminile a Custodia Attenuata di Empoli in procinto di essere
reinserite nel mondo del lavoro o con possibilità di svolgimento di mansioni lavorative
all’interno della struttura. In particolare si sono svolti corsi di sartoria e cucito, estetista e
cucina.

178
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori


X

2.4 sviluppo reti territoriali X


2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 12 detenute (9 italiane, 3 straniere)

179
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto A.L.D.O. – Agri-Lavoro-Dogaia

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Prato)

Budget totale € 72.725,48 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B e D, Misura B1 e D3)

Concluso, durata dal 03.10.2005 al 31.07.2006

Organismo gestore Coop. soc. Verdemela

Persona di contatto

Sergio Pagliai, Coop. soc. Verdemela, coop_verdemela@yahoo.it, tel. 055-8711546

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il problema che il progetto ha affrontato è quello della condizione di esclusione sociale che
vivono i detenuti. Particolarmente gravosa è, da una parte, la condizione dei detenuti che non
possono svolgere attività all’esterno.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha avuto la finalità di migliorare le attività svolte dalla Cooperativa nel settore degli
inserimenti e di promuovere le opportunità di lavoro, al momento del tutto assenti,
effettivamente offerte all’interno del carcere di Prato ai detenuti garantendo loro l’acquisizione di
professionalità specifiche e inserendoli in percorsi di socializzazione. L’obiettivo è stato
fronteggiare l’improduttività e le frustrazioni indotte dalla detenzione e migliorare le condizioni
del carcere come istituzione separata.

Breve descrizione
descrizione del progetto

Il progetto si è articolato in due azioni: Azione 1, consulenze e assistenza tecnica per


l’acquisizione di competenze manageriali nella gestione aziendale, nel piano marketing e
vendita, e nell’ambito degli inserimenti lavorativi; Azione 2b, introduzione al lavoro nella coop.
da parte di Responsabili dell’Anfora, formazione, assistenza tecnica e tutoraggio delle attività
lavorative, attività formativa propedeutica al lavoro..

180
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 12, appartenenti alla Coop
Sociale Verdemela, di cui:
• 1 tutor aziendale
• 1 tutor d’aula
• 5 docenti
• 1 assistente tecnico
• 1 responsabile inserimenti)
• 1 consulente (
• 1 coordinatore progetto
• 1 responsabile amministrativo

BENEFICIARI FINALI (totale) 8, di cui sette italiani e due stranieri.

181
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto ANCORA

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Pistoia)

Budget totale € 28.823,00 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B, Mis. B1)

Concluso, durata dal 02.03.2007 al 03.08.2007

Organismo gestore In Cammino Società Cooperativa Sociale

Persona di contatto

Sauro Gori, In Cammino, tel. 0573-451361, 335-5297003, incammino@tnin.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

La cooperativa da anni opera nel settore dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e


constata usualmente che il perdurare negli anni di una situazione di marginalità rende sempre
più difficile un inserimento lavorativo e sociale stabile. In particolare gli anni subito dopo
l’adolescenza sono particolarmente importanti per dare un’“impronta” positiva alla vita.

Obiettivi del progetto

Obiettivo progetto è rendere possibile un inserimento lavorativo stabile. Questa meta spesso ha
bisogno di tempi lunghi per questo è necessaria la presenza di un laboratorio nel quale mettersi
alla prova e poter “ripescare” nel tempo eventuali defezioni.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è rivolto soprattutto a ragazzi di 16/20 anni che sono all’interno di un percorso
giudiziario seguiti dal tribunale dei minori di Firenze.
L’azione si è articolata in tre fasi:
1. individuazione degli utenti e colloqui di verifica motivazionale
2. attività di laboratorio
3. stage e tirocini aziendali.

182
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 4 di cui:


• 1 Coordinatore (In Cammino)
• 1 Amministrativo (In Cammino)
• 1 Tutor (In Cammino)
• 1 Docente (esterno).

BENEFICIARI FINALI (totale) 6 soggetti in esecuzione penale.

183
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto A.P.I. Alternative Possibilità d’Impiego

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa)

Budget totale € 84.518,00 di cui € 18.517,00 per i percorsi riservati alle detenute

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, misura B1

Concluso, durata dal 04.05.2004 al 25.03.2005

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini – Stella Latini, Cooperativa Sintesi, tel. 0571-924317/27,
info@coopsint.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Presenza di un elevato numero di fattori di ostacolo all’inserimento lavorativo delle donne, e


mancanza di efficaci opportunità occupazionali rivolte al settore femminile.

Obiettivi del progetto

Facilitare l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro alternando momenti di aula e
momenti di attività pratica.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è rivolto a donne disoccupate e si è articolato in attività di orientamento,


formazione e accompagnamento al lavoro.

All’interno di questo schema più complessivo il percorso di estetista si è rivolto in specifico alle
donne della Casa Circondariale Femminile a Custodia Attenuata di Empoli in procinto di essere
reinserite nel mondo del lavoro.

184
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI
COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale) 13 detenute, di cui 4 straniere.

185
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto Art.Mes. – Arti e Mestieri-percorso integrato per operatori dello spettacolo
e della comunicazione

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Pisa)

Budget totale € 79.837,87 (importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento)

Fonti di finanziamento POR FSE 2000-2006, (Asse B e D Mis B1 e D3)

Concluso, durata 27.12.2005 – 08.08.2006

Organismo gestore Associazione Cinema Teatro Lux

Persona di contatto Fabrizio Benanti, Associazione Cinema Teatro Lux, tel. 050-830943,
info@cinemateatrolux.it

Organismo partner

Cooperativa Sociale Pinocchi e Lucignoli

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica
problematica di intervento

Il quadro delle fasce di disagio presenti sul territorio, in particolare del Comune di Pisa, si è
delineato in seguito ad azioni strutturate che negli anni sono state realizzate da
CinemaTeatroLux e dal network ad esso connesso e, rispetto alla situazione sociale nel territorio
pisano si sono utilizzati i dati presenti in CERFE, USL 5, Conf. Dei Sindaci, Osservatorio per le
Politiche Sociali in Prov. di Pisa in modo da analizzare le caratteristiche delle fasce vulnerabili e
individuare metodologie di intervento adeguate e innovative.

Obiettivi del progetto

• promuovere una prospettiva di reinserimento sociale e lavorativo all’interno di un ambiente


protetto di soggetti svantaggiati
• creare un contesto stabile che sappia coniugare nel migliore dei modi l’imprenditorialità sul
mercato e l’integrazione sociale dei cittadini svantaggiati
• rispondere alle esigenze del territorio in termini di fabbisogno di professionisti nel campo
dello spettacolo e della comunicazione.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è articolato in 3 azioni: l’Azione 1 potenzia e implementa i servizi della Coop.


Pinocchi e Lucignoli; l’Azione 2b orienta forma e permette di svolgere un tirocinio ai soggetti
selezionati per l’inserimento lavorativo nella coop. sopraccitata; l’Azione 4 eroga forme di
186
sussidio e supporto ai formandi dell’azione 2b per garantire loro la partecipazione reale al
processo.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE


NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 5, di cui

• 1 progettista (Ass. CinemaTeatroLux)


• 1 coordinatore (Ass. CinemaTeatroLux)
• 1 amministrativo (Ass. CinemaTeatroLux)
• 1 tutor (Ass. CinemaTeatroLux)
• 1 tecnico amministrativo (Ass. CinemaTeatroLux)

BENEFICIARI FINALI (totale) 6, 2 ex-detenuti, 4 detenuti prossimi al fine pena

187
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


progetto

Titolo del progetto Progetto Casa Circondariale Livorno - UEPE

Area territoriale di intervento Toscana (Livorno e e ventuali altri centri per l?impiego interessati
ai detenuti della C.C.)

Budget totale € 552.805,13

Fonti di finanziamento POR FSE 2000-2006, misura B1, anno 2003

Concluso, durata 2006 – 2009 (si sta negoziando un nuovo progetto carceri a carattere
Provinciale)

Organismo gestore Provincia di Livorno

Persona di contatto Paolo Borghi – Coordinatore Centri Impiego Livorno – Res. Centro Impiego
Livorno 0586-257235 fax 0586-257684 cell. 329-9610124

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Attività di orientamento individualizzato presso il carcere (con eventuale iscrizione al Centro


Impiego e segnalazione a servizi domanda offerta).

La criticità è rappresentata dalla qualità dei servizi riconosciuti ai detenuti e dalle modalità di
selezione degli stessi alle (scarse) attività occupazionali (lavoro – Tirocinio).(questo elemento
ha aspetti da chiarire ulteriormente rispetto alle prese in carico – decisione relativa alla casa
circondariale e all’uepe e alla necessità di coinvolgere le case di pena di Gorgona e Porto
Azzurro)

Le potenzialità sono rappresentate dalla sperimentata presa in carico degli ex-detenuti da


parte dei Centri per l’Impiego competenti al territorio in cui cercano attivamente lavoro
(indipendentemente dagli scarsi risultati fino a qui conseguiti)

Obiettivi del progetto


progetto

Breve descrizione del progetto

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

188
1.1 orientamento x
1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)


BENEFICIARI FINALI (totale)
Numero totale dei beneficiari finali coinvolti dal progetto Circa 48 detenuti
finanziato
Numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse
di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21 no no no no
(Giovani adulti) Età 18-25
(Adulti) Età > 25
* dati non disPON
disPONibili
PONibili
Condannati in misura alternativa
Ex-detenuti prevalenti
Detenuti prossimi al fine pena prevalenti
Madri con bambini

189
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto CHANCE: Percorso integrato di Orientamento, formazione e


accompagnamento all’inserimento lavorativo di detenuti

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Siena, Firenze, Massa Carrara e Livorno e
relative realtà carcerarie)

Budget totale € 552.805,13

Fonti di finanziamento POR FSE 2000-2006, misura B1, anno 2003

Concluso, durata 03.06.2003 – 30.09.2005

Organismo gestore EUROBIC TOSCANA SUD SPA

Persona
Persona di contatto Simonetta Cannoni, direttore di Eurobic Toscana Sud spa, tel. 0577-99501,
fax. 0577-980217, simonetta.cannoni@bictoscanasud.it

Organismo partner

• COMUNE DI FIRENZE – Ass.to Pubblica Istruzione, Prevenzione Disagio-Punto Giovani


Ruolo nel progetto: gestione e realizzazione di interventi di diffusione e informazione, di
attività di orientamento, selezione, e sostegno all’inserimento lavorativo e alle politiche di
animazione.

• ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – Sezione Toscana, Firenze


Ruolo nel progetto: responsabile dei corsi di “Agricoltura Biologica”

• CE.FO.ART, Siena
Ruolo nel progetto: responsabile del corso di “Quadrista Assemblatore-Cablatore”

• Centro Territoriale Permanente per l’Educazione e la Formazione degli adulti I.C.A. A. DAZZI,
Carrara
Ruolo nel progetto: responsabile del corso di “Saldatore”

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Il progetto Chance nasce da specifiche esigenze rilevate dagli istituti penitenziari, di cui si è fatto
portavoce il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria . Proprio il PRAP ha
promosso l’idea di accedere al finanziamento regionale, e la campagna di sensibilizzazione
rivolta a qualificate agenzie formative toscane. L’idea di fondo è quella di valorizzare il ruolo
della formazione professionale quale efficace strumento rieducativo e di reinserimento sociale

190
dei soggetti ritenuti “categorie a rischio”, e strumento di supporto ai percorsi di recupero che
affiancano quelli di espiazione.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha previsto la realizzazione di percorsi integrati di recupero motivazionale,


informazione, orientamento, formazione finalizzata al reinserimento lavorativo di detenuti. In tal
modo l’obiettivo è fare in modo che il periodo di detenzione assuma una connotazione
“rieducativa”: intervenire prima dell’uscita del detenuto dal carcere in modo da migliorare le sue
abilità professionali e sociali al fine di renderlo più “competente” al momento del suo rientro
nella società. Una volta divenuti “ex” detenuti, è previsto il loro accompagnamento all’esterno
quale concreto sostegno nella delicata fase di inserimento che rappresenta, per i più, un
momento ad alto rischio di ricaduta.

Breve descrizione del progetto

L’intervento ha visto il coinvolgimento dei seguenti istituti penitenziari:

! Casa di Reclusione di Massa


! Casa Circondariale di Sollicciano, sez. maschile
! Casa Circondariale di Sollicciano, sez. femminile
! Casa di Reclusione di Porto Azzurro
! Casa di Reclusione di San Gimignano

e la realizzazione delle seguenti attività:

Informazione e orientamento: tale fase ha riguardato gruppi di 12/15 persone per ogni carcere,
ed è stata organizzata in orientamento motivazionale, bilancio competenze, counseling
individuale, incontri tematici. Fase preliminare di preparazione agli interventi formativi che ha
visto operare congiuntamente il personale degli istituti e lo staff di progetto. Tale fase si è
conclusa con la definizione dei destinatari per ciascun corso selezionati sulla base di requisiti
oggettivi (tipo di condanna, possibilità di usufruire di misure alternative, ecc.) e soggettivi
(interesse e attitudini manifestati dai detenuti stessi per i percorsi formativi proposti).

Percorsi formativi:
! Corso per Saldatori – Casa di Reclusione di Massa (666 ore)
! Corso Agricoltore biologico – Casa Circondariale di Sollicciano, sez. maschile (350 ore)
! Corso Agricoltore biologico – Casa di Reclusione di Porto Azzurro (350 ore)
! Corso Quadrista assemblatore-cablatore – Casa di Reclusione di San Gimignano (400
ore)
! Corso per Commis di Cucina - Casa Circondariale di Sollicciano, sez. femminile (600 ore)

Accompagnamento all’inserimento lavorativo: supporto al fine di facilitare l’accesso al posto di


lavoro.

Il progetto è stato poi caratterizzato da attività collaterali svolte da soggetti terzi:

! CENTRO STUDI ALUDEL: associazione culturale che lavora da anni all’interno dei
penitenziari toscani, specializzata in attività di promozione e diffusione dei risultati
relativi a progetti attinenti il settore carcerario. Nell’ambito del progetto Chance tale ente
si è occupato della realizzazione tecnica della mostra realizzata nella fase di diffusione
dei risultati
! BAUEN SRL: società che vanta una significativa esperienza nel settore del monitoraggio e
191
della valutazione nell’ambito della formazione professionale
! ALFA ELETTRONICA SRL: azienda specializzata in progettazione e produzione di
componentistica elettronica e elettromeccanica che ha svolto varie funzioni nell’ambito
del corso di quadrista assemblatore, cablatore realizzato da Cafoart presso la casa di
reclusione di San Gimignano (consulenza per la preparazione stage, fornitura delle
procedura di qualità atte alla realizzazione del percorso formativo; assistenza durante lo
svolgimento dell’attività pratica)
! PRASSI SRL: azienda di consulenza specializzata sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che
ha operato nell’ambito del corso di quadrista assemblatore, cablatore realizzato da
Cafoart presso la casa di reclusione di San Gimignano (realizzazione di un piano di
sicurezza attraverso l’effettuazione di un sopralluogo dei locali del carcere;
monitoraggio sull’osservanza dell’adozione di strumenti di protezione e del
comportamento individuale durante l’attività pratica).

Il progetto si è concluso con la realizzazione di un convegno finale con annessa mostra


fotografica. In tal occasione è stata presentata la pubblicazione finale realizzata nell’ambito del
progetto relativa ai risultati conseguiti.

Sezione
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 91, di cui


• 25 (dipendenti e collaboratori) delle 5 agenzie formative
• 62 consulenti e fornitori (docenti, tutor, ricercatori, esperti, fornitori vari),
• 4 enti terzi (definiti in fase di progettazione.

BENEFICIARI FINALI (totale)


Numero totale dei beneficiari finali coinvolti dal • Allievi ammessi: 65
192
progetto finanziato • Allievi ritirati: 38
• Nuovi inserimenti: 21
• Allievi qualificati: 46
Numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse
di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21
(Giovani adulti) Età 18-25 4 1
(Adulti) Età > 25 28 6 5 2

193
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto


Titolo del progetto COAST REVITALIZATION

Area territoriale di intervento Regione Toscana (Province di Livorno, Pisa, Lucca, Massa-Carrara,
Grosseto)

Budget totale € 2.575.441,45

Fonte di finanziamento Iniziativa comunitaria Equal I fase

Concluso, durata dal 2002 al 2005

Organismo gestore Provincia di Livorno – Provincia di Livorno sviluppo srl unip

Persona di contatto

Maria Giovanna Lotti, Provincia di Livorno Sviluppo, Piazza del Municipio, 4, 57123 LIVORNO
tel. 0586-257226 fax. 0586-257359, mg.lotti@provincia.livorno.it

Organismi partner Cfr. Compendium Equal II fase

Sezione II – Descrizione
Descrizione del progetto
Individuazione dell’area
dell’area problematica
problematica

Le 5 Province della Toscana Costiera hanno ritenuto che Equal potesse contribuire allo sviluppo

sociale ed economico del territorio: Hanno inteso affermare il metodo della concertazione per

dare una risposta mirata ed adeguata all’utenza che più necessita di supporto per l’inserimento o

il mantenimento occupazionale. Le Province si sono quindi impegnate alla realizzazione del

progetto "Coast Revitalization" il cui principale obiettivo è la costruzione


costruzione di un “laboratorio di

azioni di sistema” teso a sviluppare le potenzialità economiche dell’area costiera toscana in

direzione equa e sostenibile. Le province si sono inoltre impegnate a coinvolgere nel progetto,

ognuna per il proprio territorio, i soggetti


soggetti istituzionali, sociali, economici più idonei a garantirne

l’effettiva realizzazione.

194
Obiettivi del progetto

Gli obiettivi di questo progetto si possono riassumere in 4 aree:

1. eEqualizzare le condizioni di accesso al mercato del lavoro della Toscana costiera, attraverso
azioni di orientamento, formazione e inserimenti lavorativi tutorati ed incentivati
2. costruire una metodologia di intervento efficace, flessibile, personalizzabile finalizzata ad
ottimizzare l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, attraverso la formazione dei
formatori e la creazione di strumenti multimediali di supporto
3. Rafforzare il ruolo e la funzione dei Centri per l’impiego negli interventi a favore dei soggetti
svantaggiati mediante la formazione continua degli operatori e lo sviluppo di strumenti e
sistemi di rete
4. sviluppare una pratica di concertazione in grado di sostenere la rete anche dopo la fine del
progetto attraverso l’apertura di tavoli di concertazione e sistemi di rete integrati.

Breve descrizione
descrizione del progetto
progetto
Livorno
- ricerca dati, sensibilizzazione aziende
- coinvolgimento dei centri per l’impiego e degli altri partner locali per l’individuazione dei
beneficiari finali
- incontro domanda/offerta per l’attivazione dei tirocini formativi
- 57 percorsi individuali di tirocinio formativo finalizzati all’assunzione per: 25 disoccupati,11
detenuti, 21 disabili mentali e psichici (tra cui soggetti tossicodipendenti)
Pisa
- rilevazione dati domanda - offerta di lavoro per l’inserimento di soggetti svantaggiati
- mappatura aziende per inserimenti lavorativi soggetti svantaggiati
- azioni di orientamento al lavoro per 17 donne over 40 con inserimento e recupero formativo
- azioni formative per non vedenti
- 46 inserimenti lavorativi per: 4 over40, 7 tossicodipendenti, 9 detenuti, 26 disabili (di cui 3
non vedenti).
Lucca
- Sensibilizzazione imprese per l’attivazione di borse lavoro
- incontro domanda - offerta di lavoro per soggetti svantaggiati
- ricerca sul territorio per mappatura aziende per inserimenti lavorativi per costruzione banca
dati
- 61 inserimenti lavorativi per: 13 over 40, 16 tossicodipendenti, 10 detenuti, 22 disabili.
Grosseto
- costituzione di un gruppo tecnico tra Provincia, partner e tutor
- sensibilizzazione e coinvolgimento delle imprese del territorio e reperimento utenza
- 38 tirocini formativi per 11 disabili psichici e fisici, 13 tossicodipendenti, 14 detenuti
Massa – Carrara
- azioni di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento delle aziende e delle istituzioni del
territorio
- 2 percorsi formativi (commis di cucina, operatore familiare per l’infanzia) per
autoimprenditoria rivolti a soggetti svantaggiati
- 17 inserimenti lavorativi di 12 soggetti disabili e 5 detenuti

195
Complessivamente sono stati realizzati 219 inserimenti lavorativi

Sezione III – Attività progettuali


progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x

3. ALTRO
3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI X

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) Alle attività progettuali


hanno partecipato operatori delle istituzioni partner: Province, Case Circondariali, CSSA,
Cooperative sociali. Le professionalità impegnate sono state: tutor per l’accompagnamento
all’inserimento lavorativo (formati all’interno del progetto); dipendenti e referenti delle Case
Circondariali; operatori dei Centri per l’Impiego; assistenti sociali; operatori dei servizi sanitari.
BENEFICIARI FINALI 49, tra condannati in misura alternativa e detenuti prossimi al fine
pena

196
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto D.O.C.G. – Donne Occupazione Carcere Gourmet

Area territoriale di intervento Toscana (Territorio dell’Empolese-Valdelsa e del Valdarno


Inferiore)

Budget totale € 113.425,74 (importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento)

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B, D, E Mis. B1, D3, E1)

Concluso, durata dal 22.11.2005 al 30.09.2006

Organismo gestore Consorzio CO&SO Empolese Valdelsa Valdarno

Persona di
di contatto Mirco Regini, Consorzio CO&SO EVV, tel. 0571-922451, 0571-922579,
mregini@coesoevv.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Si è inteso offrire una risposta al divario occupazionale e costruire percorsi d’incremento di


occupabilità per detenute o ex-detenute. Il progetto nasce da riflessioni maturate su progetti già
realizzati e tesi a contrastare la disoccupazione femminile e a creare opportunità per chi si trova
in situazione di marginalità sociale. Si considera strategico l’avvio di un’attività imprenditoriale
rivolta a queste tipologie di utenze e che si fondi su un know how costituito da altri progetti e
tipologie di intervento.

Obiettivi del progetto

Si ritiene il ruolo della cooperazione sociale, in quanto impresa sociale, ancora del tutto
strategico per favorire queste politiche attive del lavoro rivolte a lavoratori svantaggiati, anche
nell’idea di luoghi PONte verso aziende private.

Breve descrizione del progetto

Il progetto ha inteso portare alla costituzione di un’attività imprenditoriale in grado di creare


nuove opportunità di lavoro rivolte a donne in condizioni di svantaggio comprendendo in tale
utenza anche donne detenute, o ex-detenute, della Casa Circondariale di Empoli. L’idea
portante è quella di dare vita a una cooperativa sociale che abbia come elemento di core
business l’erogazione di servizi di catering nel territorio dell’Empolese-Valdelsa e del Valdarno

197
Inferiore.

Sezione
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 20, di cui


• 1 coordinatore
• 1 direttore(
• 10 docenti
• 1 tutor d’aula
• 1 esperto di monitoraggio(
• 1 esperto di valutazione
• 1 progettista
• 1 docente/consulente
• 1 tutor inserimento
• 2 tutor di sportello
BENEFICIARI FINALI
Numero totale dei beneficiari finali coinvolti dal progetto 13
finanziato
Numero totale dei beneficiari finali del Tavolo Fse 5
di cui: M F
italiani stranieri italiani stranieri
(Minori) Età 14-21
(Giovani adulti) Età 18-25 1
(Adulti) Età > 25 3 1
Condannati in misura alternativa

198
Ex-detenuti
Detenuti prossimi al fine pena 3
Madri con bambini

199
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Il Drago Verde

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa, Ospedale Psichiatrico


Giudiziario Montelupo)

Budget totale € 42.144,00

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura B1

Concluso, durata dal 11.05.2004 al 31.05.2005

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini - Stella Latini, Cooperativa Sintesi, 0571-924317/27,


info@coopsint.it,

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione del progetto


Individuazione dell’area problematica

Assenza di interventi specificamente dedicati ad internati dell’OPG.

Obiettivi del progetto

Si tratta di un progetto articolato in più azioni finalizzate all’orientamento, alla formazione

di persone che vogliono inserirsi/reinserirsi nel mercato del lavoro.

Attraverso questo progetto si è mirato al consolidamento dei percorsi di riabilitazione


psichiatrica degli internati in condizione di accedere a licenze esterne o programmi di
semilibertà avviati già da diversi anni.

Breve descrizione del progetto

Sono stati svolti corsi finalizzati a far acquisire competenze di carattere professionale ai
detenuti in procinto di essere reinseriti nel mondo del lavoro o con possibilità di svolgimento di
mansioni lavorative all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

In particolare si sono tenuti corsi di orticoltura, floricoltura e falegnameria.

200
Sezione III – Attività
Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X


2.4 sviluppo reti territoriali X
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI 16 detenuti (14 italiani, 2 stranieri).

201
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto FUORILUOGO

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa - Ospedale Psichiatrico


Giudiziario Montelupo)

Budget totale € 30.000,00

Fonte di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B, Misura B1)

Concluso, durata dal 25.11.2005 al 30.09.06

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini – Stella Latini, Cooperativa Sintesi, tel. 0571-924317/27,
info@coopsint.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il progetto ha preso l’avvio dalla mancanza di collegamenti tra l’OPG di Montelupo e il territorio.

Obiettivi del progetto

Facilitare l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro alternando momenti di aula e
momenti di attività on the job.

Breve descrizione del progetto

Sono stati svolti corsi finalizzati a far acquisire competenze di carattere professionale ai
detenuti a fine pena in procinto di essere reinseriti nel mondo del lavoro o con possibilità di
svolgimento di mansioni lavorative all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

In particolare si sono svolti corsi di giardinaggio, cucina e riciclaggio.

202
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 20 detenuti (19 italiani, 1 straniero)

203
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto GARGANTUA

Area territoriale di intervento


intervento Toscana (Provincia di Firenze, Provincie e Comuni limitrofi)

Budget totale € 36.330,00 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonte di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B e D, Misura B1 e D3)

Concluso, durata dal 22.05.2006 al 22.01.2007 (Mis. B1) e dal 25.07.2007 al 24.01.2008 (Mis.
D3)

Organismo
Organismo gestore Panglos Cooperativa Sociale a r.l. Onlus

Persona di contatto

Sofia Ciuffoletti, Panglos, tel. 055-4368998, sofia.ciuffoletti@yahoo.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto


progetto

Individuazione dell’area problematica

La reclusione, estirpando il soggetto dal contesto sociale e producendo su di esso un effetto di


“prigionizzazione”, rende difficile il ritorno del condannato nel contesto sociale, soprattutto di
coloro che non hanno supporti esterni stabili e affidabili. Al fine per limitare e interrompere tale
emarginazione si intende formare persone in grado di proporsi nel mercato del lavoro avendo
acquisito capacità e competenze concretamente spendibili che li possano aiutare a forzare le
porte del pregiudizio

Obiettivi del progetto

Le finalità del progetto sono quelle della creazione di un nuovo ramo d’azienda e
dell’inserimento lavorativo di 5 detenuti come soci lavoratori nella Coop. Panglos. Lo scopo è di
agevolare il reinserimento nella società di soggetti che vivono o hanno vissuto un’esperienza
detentiva offrendo loro la possibilità di impegnare il tempo di reclusione in modo costruttivo fino
ad ottenere una qualifica e un’esperienza concretamente spendibili nel mondo del lavoro.

Breve descrizione del progetto

Il progetto è stato finalizzato all’inserimento lavorativo (Az. 2) di tre detenute e due persone in
esecuzione penale esterna o ex-detenuti nell’ambito della creazione di un nuovo ramo d’azienda
(Az. 1) dando vita a un servizio di catering preparato all’interno del Carcere di Sollicciano da tre
detenute e distribuito all’esterno da due persone in esecuzione penale esterna o ex-detenuti.
204
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

• 1 Direttore di Progetto (Panglos)


• 1 Coordinatore (Panglos)
• 1 Progettista (Panglos)
• 1 Tutor (Panglos)
• 1 ResPONsabile affiancamento catering (esterno)
• 1 Tutor (esterno)
• 1 Coordinatore (esterno)
• Consulenti

BENEFICIARI FINALI (totale) 11 soggetti in esecuzione penale (un italiano e dieci stranieri).

205
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Ge.N.I.O. - Gestione Nuovi Inserimenti Occupazionali

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Siena)

Budget totale € 46.163,58 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B e D, Misura B1 e D3)

Concluso, durata dal 02.01.2006 al 30.09.2006

Organismo gestore Società Cooperativa Sociale Servizio e Territorio

Persona di contatto

Pier Luigi Bernardi, Società Cooperativa Sociale Servizio e Territorio, tel, 0577-47432,
servizioeterritorio@tin.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del


del progetto

Individuazione dell’area problematica

Nonostante la L. 68/2000 l’ingresso di soggetti svantaggiati portatori di handicap psichico e/o


fisico nel mondo del lavoro rimane uno dei maggiori ostacoli nel percorso socio-riabilitativo
individuale. Analoga riflessione può esser fatta per soggetti detenuti: si deve tenere in
considerazione che nel territorio della Provincia di Siena sono presenti una Casa di reclusione e
una Casa Circondariale al cui interno sono attivati percorsi formativi per l’acquisizione di
competenze professionali in collaborazione con le cooperative sociali di tipo B.

Obiettivi del progetto

Con l’Azione 1 la Cooperativa ha inteso potenziare la propria capacità di svolgere in modo più
efficace l’accompagnamento/tutoraggio di inserimento lavorativi di soggetti svantaggiati
rinnovando la struttura organizzativa e gestionale dell’impresa attraverso l’introduzione di nuovi
strumenti e figure professionali intermedie. Con l’Azione 2b si è voluto rispondere, attraverso
l’inserimento lavorativo stabile di svantaggiati, al proprio scopo statutario e all’ampliamento di
attività nel settore del verde pubblico di qualità.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è articolato in due azioni: l’Azione 1 volta al consolidamento e miglioramento di


prassi già in uso all’interno della cooperativa; l’Azione 2b, che ha previsto un percorso di
accompagnamento in favore di 10 soggetti svantaggiati per l’inserimento lavorativo in forma
206
stabile nella Cooperativa di almeno 4 di loro.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 14, di cui:


• 1 responsabile degli inserimenti lavorativi
• 1 responsabile amministrativo
• 1 responsabile tecnico nel settore manutenzione del verde
• 1 esperto di analisi e sviluppo procedure gestionali informatizzate
• 1 esperto 626 di settore
• 1 esperto di psicologia del lavoro
• 1 esperto di comunicazione interpersonale
• 1 esperto di progettazione monitoraggio e valutazione di progetti di inserimento lavorativo
• 1 psicologo
• 5 operatori intermedi (operatori guida) a carico della cooperativa.

BENEFICIARI FINALI (totale) 5, di cui due condannati in misura alternativa, due prossimi al fine
pena e un ex-detenuto.

207
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Gruppi in apprendimento socio-lavorativo

Area territoriale di intervento


intervento Toscana (Provincia di Pistoia)

Budget totale € 100.000,00

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura B1

Concluso, durata dal 04.04.2006 al 16.07.2008

Organismo gestore Ente Camposampiero

Persona di contatto Federico Grassi – ENTE CAMPOSAMPIERO,

tel. 0573-451348, f.grassi@camposa.it

Organismo partner Istituto tecnico industriale statale “S. Fedi”

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Presenza di fattori di discriminazione nell’accesso al mercato del lavoro per le persone in uscita
dal circuito penale, e contestuale assenza di competenze professionali nei detenuti.

Obiettivi del progetto

Soggetti che da tempo erano prevalentemente inattivi ed avevano perso l’abitudine all’impegno
lavorativo quotidiano sono stati preparati gradualmente ad essere reinseriti all’esterno. Al
momento della presentazione dell’istanza per l’ammissione alle misure alternative o al termina
della detenzione si trovavano in possesso di un bagaglio di competenze spendibile che li avrebbe
dovuti rendere più appetibili nel mercato del lavoro.

Breve descrizione del progetto


Il progetto si è rivolto a detenuti della Casa Circondariale di Pistoia e ha previsto che le attività
avessero luogo nei locali più adeguati (cucina, biblioteca, palestra, cortile) della sezione
comune e di quella per Collaboratori dell’Istituto di pena.

Sono stati realizzati 11 corsi di formazione professionale per:


! acquisizione di competenze nelle materie principali dei vari corsi, considerando la loro
specificità: mentre l’informatica è divenuta oramai indispensabile per svolgere un ruolo
attivo nel complesso mondo del lavoro attuale; le abilità di cucina, muratura,
imbiancatura consentono di potersi poi presentare in settori che al momento non sono

208
toccati da crisi particolari; la potatura artistica tipica del contesto vivaistico e topiario
pistoiese consente ai partecipanti d’immettersi nel cuore della produttività locale
! recuperare, rafforzare e sviluppare competenze di base e trasversali utili per
l’inserimento nel mondo del lavoro e l’eventuale mantenimento del posto di lavoro: per
questo ogni corso ha previsto lo svolgimento di un buon numero di ore dedicate alle
tecniche di ricerca attiva di lavoro, alla gestione delle relazioni in ambienti di lavoro,
alle pari opportunità e discriminazioni, alla sicurezza ed alle prime tecniche di pronto
soccorso.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO
3.1 monitoraggio X
3.2 valutazione X

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale X

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI


2 Progettisti, 1 ResPONsabile di progetto, 1 Direttore di Progetto, 1 Direttore amministrativo, 1
Coordinatore didattico, 2 Tutor, 2 Orientatori, 5 Docenti competenze trasversali (2 psicologhe, 2
orientatori, 1 insegnante di EdA), 4 Docenti sicurezza sui luoghi di lavoro e pronto soccorso (2
medici, 1 infermiere professionale, 1 ingegnere), 5 Docenti di cucina, 2 Docenti di agronomia, 1
Docente di arte topiaria, 1Docente di muratura (incaricato come soggetto terzo delegato), 1
Docente di tinteggiatura, 1 RSGQ, 1 Esperto di monitoraggio, 1 ResPONsabile diffusione
risultati (Ente Camposampiero);1 Coordinatore didattico, 6 Docenti informatica (ITIS S. Fedi di
Pistoia)

2 Addetti amministrativi (1 Ente Camposampiero, 1 ITIS S. Fedi di Pistoia).

BENEFICIARI FINALI (totale) 73 detenuti prossimi al fine pena (44 italiani, 29 stranieri)

209
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto


progetto I.L. - INCUBALAVORO

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Massa Carrara)

Budget totale € 91.630,31 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B e D, Misura B1 e D3)

Concluso, durata dal 11.11.2005 al 30.09.2006

Organismo gestore Stoà Centro Studi Sociali Ricerca e Formazione

Persona di contatto

Piercarlo Alberti, Stoà, tel. 0585-813576/41119, stoa.ms@tiscali.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

L’art. 27 della Costituzione stabilisce che “… le pene … devono tendere alla rieducazione del
condannato”. Uno strumento indispensabile per raggiungere lo scopo è senza dubbio il lavoro,
che acquista una particolare valenza in rapporto al mondo della detenzione. Il carcere di Massa
soffre di tutti i problemi del pianeta carcere: sovraffollamento, scarsità di occasioni lavorative. È
da questi due dati che si è partiti per individuare il problema: i numeri del carcere spesso
impediscono i dettami dell’art. 27.

Obiettivi del progetto

• favorire la nascita di imprenditoria sociale


• offrire la possibilità a persone a rischio di esclusione sociale di costruire/ricostruire
competenze professionali specifiche oltre che di ricostruire un’identità personale, sociale e
lavorativa
• sperimentare nuove organizzazioni del lavoro in raccordo con gli attori e con le peculiarità
dello sviluppo economico e sociale locale.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è proposto di avviare un incubatore d’Impresa dentro la Casa di reclusione di Massa


come servizio multifunzionale finalizzato a: sostegno e avvio di attività artigianali e/o
cooperative di produzione all’interno del carcere, trasformando alcuni laboratori già presenti in

210
piccole botteghe artigiane; possibilità di installare imprese esterne valorizzando il potenziale dei
lavoratori

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 29, appartenenti al centro


Studi.

BENEFICIARI FINALI (totale) 23, di cui 16 italiani e 7 stranieri.

211
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Ins-trasl – Inserimento lavorativo per persona svantaggiata nel settore
traslochi – parco macchine

Area territoriale di intervento Toscana (Comune di Arezzo e aree della Provincia)

Budget totale € 9.552,00

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B, Mis. B1)

Concluso,
Concluso, durata dal 05.10.2005 al 07.08.2006

Organismo gestore Futura Società Cooperativa Sociale a r.l.

Persona di contatto Guido Tredici, Futura Società Cooperativa Sociale a r.l., tel. 0575-27240,
guido@coopfutura.com,

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il problema rilevato è relativo alla limitata capacità di reinserimento nel mercato del lavoro di
soggetti in esecuzione penale esterna. L’attuale configurazione del mercato offre limitate
chances alle classi di lavoratori generici con scarse esperienze di lavoro e/o formative. Negli
ultimi anni anche nella Provincia di Arezzo c’è stato un significativo incremento dell’esecuzione
penale esterna con relativa difficoltà di gestione delle misure alternative.

Obiettivi del progetto

Integrare nella rete del tessuto sociale persone escluse per la propria condizione di svantaggio
(esecuzione penale esterna, tossicodipendenza, sieropositività) sia all’interno del mercato del
lavoro che nella rete delle relazioni sociali: è fondamentale che ognuno abbia diritto ad avere
possibilità e pari opportunità per poter divenire soggetto attivo e partecipativo.

Breve descrizione del progetto

Il progetto mirava all’inserimento lavorativo di un uomo o una donna in esecuzione penale


esterna con problema di tossicodipendenza e/o sieropositività nel settore traslochi e parco
macchine della cooperativa attraverso 3 fasi:

212
1. scelta e conoscenza del soggetto, valutazione motivazionale, requisiti psico-fisici,
presentazione del percorso all’utente
2. inserimento in cooperativa attraverso un tirocinio di 6 mesi
3. assunzione come socio lavoratore a tempo indeterminato.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


PERSONE
1.1 orientamento x
1.2 formazione
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV
IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

• 1 direttore di progetto (Coop. Futura)


• 1 responsabile amministrativo (Coop. Futura),
• 1 responsabile area (Coop. Futura), 2 tutor (Coop. Futura),
• 1 R.S.P.P. (Coop. Futura),
• 1 medico del lavoro (esterno),
• Centro Servizi Sociali Adulti (esterno)
• Servizio Tossicodipendenze di Arezzo (esterno)
• Associazione Aiuto Sieropositivi (esterno)
• C.S.A. (esterno)
• Attività Sociali del Comune di Arezzo (esterno),
• Attività Sociali della Provincia di Arezzo
BENEFICIARI FINALI (totale) un condannato in misura alternativa.

213
Tavolo di lavoro Fse per l’inclusione dei soggetti in esecuzione penale

SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI


DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto I.P.E.R. - Imparare per essere reinseriti

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Prato)

Budget totale € 117.000

Fonte di finanziamento
finanziamento POR FSE Ob 3 2007/2013 (Asse Inclusione sociale)

In corso, durata dal 12.05.2009 al 31.05.2010

Organismo gestore Scuola Formazione e Lavoro “Don Giulio Facibieni”

Persona di contatto dr. Diego Valeri, Scuola Formazione e Lavoro “Don Giulio Facibieni”

via Don Facibeni 30, 50141 Firenze, tel. 055-4368233, sfl.facibeni@tin.it

Organismo partner APAB - Associazione per l'Agricoltura Biologica

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area
dell’area problematica

Il progetto si PONe l'obiettivo di reinserire nella società civile soggetti in stato di detenzione
puntando sull'elemento trattamentale del reinserimento lavorativo attraverso l'acquisizione di
capacità professionali in ambienti particolarmente ricettivi sul piano occupazionale. Durante il
tempo della detenzione in corsisti saranno impegnati nella realizzazione di veri e propri
impianti/azioni sia in ambito intramurario che extramurario.

Obiettivi del progetto

Impartire ai detenuti conoscenze di base, professionali e trasversali relative alle professioni di


elettricista, termoidraulico, falegname e orto-frutticoltore.

Breve descrizione del progetto

L'intervento ha avuto avvio nel mese di maggio scorso e, nella fase attuale, è in corso di
realizzazione il percorso formativo nell'ambito della ortofrutticoltura collegato alle attività
lavorative in svolgimento presso l'azienda agricola interna alla Casa Circondariale. L’attività
coinvolge 12 persone detenute (sex-offender). Nel corso dei prossimi mesi è prevista l'attivazione
dei restanti 3 percorsi previsti dal progetto che verranno rivolti a detenuti in differente posizione

214
penale.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento X

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione X


2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali X


2.5 coinvolgimento delle parti datoriali X

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x


4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI
OPER ATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI
La realizzazione delle attività indicate ha previsto l'impegno di 17 operatori con diversi profili
professionali in coerenza con i percorsi formativi da realizzare. Ad eccezione dell'attività di
orto-frutticoltura che ha visto il coinvolgimento di professionalità dell'Associazione per
l'Agricoltura Biodinamica, il restante personale è stato messo a disposizione dall'Agenzia
capofila.

BENEFICIARI FINALI (totale) 32 detenuti

215
DELLE BUONE PRASSI PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE SOGGETTI IN ESECUZIONE
PENALE

(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Net-met, Network per l’inserimento delle fasce deboli nell’area
metropolitana della Toscana

Area territoriale di intervento Toscana (Province di Firenze, Prato, Pistoia, Circondario


Empolese-Valdelsa)

Budget totale € 1.879.903,00 (relativo a Migranti, disabili, tossicodipendenze e detenuti/ex-


detenuti)

Fonti di finanziamento
finanziamento Iniziativa comunitaria Equal I fase

Concluso, durata 07.2002 – 05.2005

Organismo gestore Associazione Net-met, con 57 soci. Soggetto coordinatore Provincia di


Pistoia

Persona di contatto Bert d’Arragon, Provincia di Pistoia, Piazza San Leone 1, 51100 Pistoia

Organismo partner Cfr. Compendium Equal I fase 2001-2003

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il progetto EQUAL Net-met si rivolgeva a persone che sentono l’esigenza di inserirsi attivamente
nel mondo del lavoro e nella società senza essere discriminati e alle associazioni ed istituzioni
private e pubbliche che si occupano delle loro problematiche.

Il progetto si proponeva di costruire una rete per lo sviluppo e la sperimentazione di modelli e


servizi volti al miglioramento dell‘inserimento lavorativo delle fasce socialmente deboli nell‘area
metropolitana della Toscana centrale.

Gruppi di utenza:

• soggetti abituali utenti dei Servizi Sociali dei comuni, di età variegata, che non fanno
riferimento a servizi specialistici. Si tratta di portatori di vario tipo di disagio sociale.
• disoccupati a seguito di licenziamento o di modifiche del mercato del lavoro, di età media alta
(50 anni), che non fanno riferimento a servizi specialistici
• soggetti appartenenti a culture diverse (extracomunitari, nomadi, ecc.)
• ex tossicodipendenti, compreso gli alcolisti
• ex-detenuti, cittadini soggetti a misura penale esterna, semiliberi
• soggetti portatori di disagio mentale presi in carico dal Servizio Psichiatrico

216
• soggetti portatori di disabilità varie
• Giovani drop out

Obiettivi del progetto

L’obiettivo era creare una rete tra tutti gli attori coinvolti nelle attività di inserimento lavorativo
delle fasce deboli:

• Province (Centri per l‘Impiego, Formazione, Istruzione, Pol. Sociali)


• Comuni (Servizi Sociali)
• Imprenditori e Parti Sociali (Stage e individuazione posti lavoro, definizione contratti)
• Organizzazioni del terzo settore (sostegno ai gruppi d’utenza, tutoraggio)
• ASL (Tossicodipendenze, Disagio Mentale)

La finalità ultima era un pieno ed accompagnato inserimento nel mercato di lavoro delle
persone che vivono direttamente situazioni di svantaggio e che vogliono migliorare la propria
situazione lavorativa e sociale.

Breve descrizione del progetto

Sono stati realizzati sia attività di rete tra i diversi operatori del settore delle aree geografiche
coinvolte, sia sperimentazioni di modalità innovative di inserimento lavorativo e sociale, da
percorsi formativi integrati ad accompagnamenti al lavoro, borse di lavoro e sostegno sociale a
soggetti particolarmente deboli.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca x
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI x

217
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI
OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)
BENEFICIARI FINALI (Numero totale dei beneficiari finali coinvolti dal progetto finanziato) 937

218
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Oltre-Services (Manutenzioni Servizi Cimiteriali per la Coop. Il Nodo)

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Grosseto))

Budget
Budget totale € 30.000,00 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B, D, Mis. B1, D3)

Concluso, durata dal 03.08.2006 al 14.11.2006

Organismo gestore Il Nodo Cooperativa Sociale di tipo B

Persona di contatto Massimo Iacci, Il Nodo, tel. 0566-51537, massimo@coopilnodo.191.it


ilnodo@coopilnodo.191.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione
Individuazione dell’area problematica

L’individuazione del problema è nata da una duplice direzione: la non sostenibilità per i piccoli
comuni di gestire direttamente i servizi cimiteriali; l’ampliamento della mission imprenditoriale
anche ai servizi di manutenzione ambientale e urbana nei comuni. Di qui l’incontro con la
definizione di un’area operativa imprenditoriale aperta a nuovi inserimenti lavorativi.

Obiettivi del progetto

• creare occupazione attraverso la gestione dei servizi cimiteriali di diversi comuni delle Colline
Metallifere
• Adottare procedure operative ispirate a una dimensione etica dell’intervento e alla
Responsabilità sociale dell’impresa
• divenire opportunità lavorativa per persone appartenenti alle categorie protette favorendo il
loro inserimento in ambienti lavorativi a grosso impatto umano implementando azioni di
tutoraggio e affiancamento
• proporre uno standard operativo di qualità.

Breve descrizione del progetto

La cooperativa gestisce i cimiteri delle frazioni di Massa Marittima e del Comune di Scarlino, in
previsione dell’affidamento dei servizi cimiteriali anche del Comune di Massa Marittima col
progetto si vuole: az. 1 formazione e consulenza per l’organizzazione di processi miranti al
consolidamento di un’etica professionale; az. 2 percorso di formazione e consulenza finalizzati
219
all’inserimento lavorativo di due utenti individuati tra detenuti aventi diritto alle misure
alternative alla detenzione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari
Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 5 appartenenti alla Coop..


Sociale “Il Nodo”, di cui:
• 1 esperto di Progettazione
• 1 selezione
• 1 orientamento
• 1 tutoraggio
• 1 amministrazione e rendicontazione

BENEFICIARI FINALI (totale) due condannati in misura alternativa

220
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Ospedale Psichiatrico Giudiziario Montelupo e Casa Custodia Attenuata
Empoli 2002

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa)

Budget totale € 40.800,00

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura B1

Concluso, durata dal 12.09.2002 al 31.01.2004

Organismo gestore Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa

Persona di contatto Tiziano Cini, Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa tel. 0571.76650,
info@agenziasviluppo.it

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Assenza di interventi specificamente dedicati ad internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

Obiettivi del progetto

Inclusione sociale, rafforzamento occupazionale ed inserimento/reinserimento lavorativo.

Si tratta di un progetto articolato in più azioni finalizzate all’orientamento, alla formazione

di persone che vogliono inserirsi/reinserirsi nel mercato del lavoro

Breve descrizione del progetto

Sono stati svolti corsi finalizzati a far acquisire competenze di carattere professionale ai
detenuti in procinto di essere reinseriti nel mondo del lavoro o con possibilità di svolgimento di
mansioni lavorative all’interno della struttura. In particolare corsi di: ceramista, giardiniere,
rilegatore, informatica e aiuto cuoco.

221
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione X

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 70 detenuti (56 uomini, 14 donne; 55 italiani, 15 stranieri).

222
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Ospedale Psichiatrico Giudiziario Montelupo e Casa Custodia Attenuata
Empoli 2000/2001

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa)

Budget
Budget totale € 28.043,61

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura B1 e E1

Concluso, durata dal 28.05.2000 al 31.03.2004

Organismo gestore Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa

Persona di contatto Tiziano Cini, Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa, tel. 0571.76650,
info@agenziasviluppo.it

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Assenza di interventi specificamente dedicati ad internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

Obiettivi del progetto

Acquisire nuove competenze e potenziare le abilità tecnico-manuali per essere in grado di


affrontare un’esperienza lavorativa.

Breve descrizione del progetto

Si tratta di un progetto articolato in più azioni finalizzate alla formazione di persone che
vogliono inserirsi/reinserirsi nel mercato del lavoro o che svolgono le loro mansioni all’interno
della struttura.

Sono stati svolti corsi finalizzati a far acquisire competenze di carattere professionale ai
detenuti in procinto di essere reinseriti nel mondo del lavoro o con possibilità di svolgimento di
mansioni lavorative all’interno della struttura. In particolare corsi di: ceramista, giardiniere,
rilegatore, informatica e corsi “retravailler” rivolti alle donne.

223
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 52 detenuti (37 uomini, 15 donne; 40 italiani, 12 stranieri)

224
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Orientamento, Formazione, Workexperience, Incentivi all’inserimento


lavorativo

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Massa Carrara)

Budget totale € 298.280

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 e Por Fse CRO 2007/2013

In corso:
• Fonte di finanziamento: POR FSE ob 3 2000/2006 e Por Fse CRO 2007/2013 - Sportello di
Orientamento presso Carcere Massa e presso UEPE (ufficio esecuzione penale esterna)
• Fonte di finanziamento: Por Fse CRO 2007/2013 - Progetto integrato delle 5 province
costiere toscane (Costa Toscana per l'Inclusione – CTXI) con attività di formazione, tirocinio
e tutoraggio individualizzato nell’ambito tessile

Concluso:
• Fonte di finanziamento: POR FSE ob 3 2000/2006 - Formazione per riconoscimento
competenze nell’ambito falegnameria, meccanico, carpenteria in ferro, sartoria con
indennità di presenza
• Fonte di finanziamento: Por Fse CRO 2007/2013 - Workexperience intra ed extra murarie
con contributo buono di studio
• Fonte di finanziamento: Por Fse CRO 2007/2013 - Avviso pubblico per Incentivi
all’inserimento lavorativo

Durata

• Sportello di Orientamento presso il Carcere Massa e presso UEPE (ufficio esecuzione penale
esterna), in corso dal 2000
• Progetto Integrato delle 5 Province costiere toscane nell’ambito tessile, in corso dal 2009
• Formazione per riconoscimento competenze nell’ambito falegnameria, meccanico,
carpenteria in ferro, sartoria, dal maggio 2008 al maggio 2009
• Workexperience intra ed extra murarie con contributo buono di studio, da gennaio 2009 a
maggio 2009
• Incentivi all’inserimento lavorativo, da marzo 2009 in corso

225
Organismi gestori

• Servizio Orientamento (Settore F.P. e P.d.L.): Sportello di Orientamento in convenzione


inizialmente con STOA’, attualmente con ATI IAL con capofila Cisl Toscana
• Servizio Lavoro (Settore F.P. e P.d.L.): Workexperience intra ed extra murarie con contributo
buono di studio e Avviso pubblico Incentivi all’inserimento lavorativo
• Servizio Lavoro (Settore F.P.e P.d.L.) in convenzione con Livorno Sviluppo: Progetto
Interprovinciale nell’ambito tessile
• Servizio Lavoro (Settore F.P.e P.d.L.) in convenzione con Agenzie Formative: Formazione per
riconoscimento competenze nell’ambito falegnameria, meccanico, carpenteria in ferro,
sartoria..

Persona di contatto Paola Marini tel. 0585-816662 fax. 0585-816697,


p.marini@provincia.ms.it

Organismo partner

• Settore Formazione Professionale Servizio Lavoro


• ATI
• Livorno Sviluppo
• Casa Circondariale di Massa.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il reinserimento sociale delle persone soggette a provvedimenti privativi o limitativi della libertà
personale si presenta come un processo estremamente problematico, la cui gestione deve tener
conto non solo delle normali difficoltà legate alle dinamiche del mercato del lavoro, ma anche di
pregiudizi sociali e vincoli istituzionali che tendono a perpetuare le condizioni di esclusione
sociale dei soggetti svantaggiati.

A livello statale si è avvertita la necessità di promuovere la massima sinergia tra istituzioni statali,
regionali, locali e società civile per poter conseguire con maggior efficacia quegli obiettivi di
reinserimento sociale, di riduzione della recidiva, di prevenzione della devianza e di sicurezza
sociale.

Obiettivi del progetto

La Provincia di Massa-Carrara nel suo progetto “Il carcere Quartiere della Città” PONe le basi per
dare una risposta concreta ed attuabile alle numerose esigenze/problematiche che nascono
dall’inserimento sociale delle persone recluse. Tra le varie attività viene dato ampio risalto alle
attività di prima informazione ed orientamento (Sportello di Orientamento interno al carcere e
all’UEPE “Liberi di orientarsi”); alla formazione in carcere (corsi di falegnameria, fabbro,
meccanica e tessile), alle works - experience (tirocini intra ed extra murari) e alla
riqualificazione professionale (Progetto Costa Toscana per l’Inclusione) come momenti
indispensabili alla progettazione di un cambiamento di vita e di un nuovo sapere essere che
faciliti l’inserimento sociale e lavorativo di persone soggette a misure di restrizione della libertà
personale.

226
Breve descrizione del progetto

Le azioni a seguire sono contemplate dal protocollo d'Intesa sottoscritto da Provincia e Casa
Circondariale, rivolto a favorire il lavoro intra ed extra murario e percorsi di giustizia riparativa,
come previsto dalla L. 22.06.2000 n. 193 "c.d. legge Smuraglia":

• Prima informazione ed Orientamento


• percorsi di formazione di base nel settore falegnameria e carpenteria metallica sviluppati per
acquisizione di competenze riconoscibili e certificabili (riferibili a U.C. Rep.R.T.).
• Percorsi di formazione iniziale e formazione specialistica per l'acquisizione di competenze
tecniche nella rifinitura sartoriale di biancheria per la casa, (riferibili a U.C. Rep.R.T.)
• azioni di sostegno, anche individualizzate, finalizzate a rimuovere condizioni di esclusione
ed agevolare collocazioni lavorative stabili, attraverso percorsi di work - experience
finanziate
• Incentivi alle assunzioni rivolti a persone soggette a restrizioni della libertà personale
• Progetto integrato delle 5 province costiere toscane, per il potenziamento dell’ Attività
produttiva tessile, per la crescita di opportunità lavorative presso le officine del settore
tessile già presenti ed attive all’interno della Casa di Reclusione di Massa. Sono previste
attività di work experience della durata di 6 mesi rivolte a circa 30 detenuti. Tale intervento
si integra con il progetto finanziato alla Casa Circondariale, da parte della Cassa delle
Ammende del Ministero di Grazia e Giustizia, per l'ammodernamento dei telai al fine di
rendere la struttura penitenziaria un polo di fornitura di tutte le strutture italiane di
reclusione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio
3.2 valutazione
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

227
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI
OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

• Provincia Massa-Carrara:
• 1 Funzionaria P.O. Servizio Lavoro
• 1 Funzionario Servizio Orientamento
• Varie unità di supporto amm.vo/contabile

Soggetti Convenzionati
• ATI (orientamento): 3 operatori
• ATI (formazione): 8/9 unità
• Livorno Sviluppo: 8/9 unità

BENEFICIARI FINALI (Numero totale dei beneficiari finali coinvolti dal progetto finanziato) 74

228
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto POR.TO Percorsi di orientamento, training e occupazione

Area territoriale di intervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa), Ospedale Psichiatrico


Giudiziario Montelupo)

Budget totale € 26.190,00

Fonti di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura B1

Concluso, durata dal 22.05.2003 al 15.09.2004

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini – Stella Latini, Cooperativa Sintesi, 0571-924317/27,


info@coopsint.it

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Basso livello di occupabilità dei soggetti in uscita dall’Ospedale psichiatrico giudiziario di


Montelupo.

Obiettivi
Obiettivi del progetto

Facilitare l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro alternando momenti di aula e
momenti di attività. L’attività formativa prevista è stata incentrata principalmente su attività
manuali, progettate per fornire la possibilità di acquisire quei pre-requisiti lavorativi spendibili
in contesti occupazionali.

Breve descrizione del progetto

Il progetto è rivolto ai detenuti dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario ed è articolato in attività di


orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro. Le attività formative (orticultura,
floricultura e cuoco) sono state tese all’acquisizione di competenze in previsione del
reinserimento nel mondo del lavoro o al fine di svolgere attività all’esterno della struttura.

229
Sezione III – Attività
Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori x


2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 30 detenuti (24 italiani, 6 stranieri)

230
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto RIORIENTARE

Area territoriale di intervento Toscana (Prov. di Siena, Casa Circondariale di Siena-Casa di


reclusione di Ranza San. Gimignano - UEPE. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Siena e
Grosseto – Centri impiego di Siena e Poggibonsi)

Budget totale € 24.000,00

Fonte di finanziamento Bando per contributi regionali “Sostegno alle buone pratiche e alle
politiche di inserimento sociale, e non solo, dei detenuti e dei detenuti scarcerati italiani e
stranieri”

Concluso, durata dal 20.02.08 al 26.03.09

Organismo gestore Provincia di Siena

Persona di contatto Paola Piscopo – funzionario responsabile Politiche attive per detenuti ex-
detenuti –immigrati- sicurezza urbana - Provincia di Siena, tel. 0577-241825 fax. 0577-
241315, piscopo@provincia.siena.it

Organismi partner Casa Circondariale di Siena, Casa di reclusione di Ranza San. Gimignano -
UEPE. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Siena e Grosseto.

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

La crisi economica mondiale che si sta verificando brucia posti di lavoro e aggrava l’emergenza
sociale per questo sarà ancora più difficoltoso ’inserimento lavorativo di persone provenienti
dalle aree di marginalità che, oltre a scontrarsi con una certa chiusura del mondo
imprenditoriale nei confronti dell’impiego di queste persone, dovranno scontrarsi anche con la
crisi del mercato del lavoro. Diventa quindi necessaria la figura di un operatore specializzato che
accompagna il detenuto in tutte le sue fasi per far si che il percorso non rimanga a metà.

Obiettivi del progetto

Sperimentare azioni rivolte a persone in fase di dimissione al fine di fronteggiare l’esclusione


sociale e lavorativa, fornire ai destinatari quegli strumenti che consentano loro di migliorare le
proprie capacità di inserimento nel mercato del lavoro attraverso percorsi di orientamento
finalizzati allo sviluppo delle abilità sociali per la ricerca del lavoro, la propria capacità di
tenuta sul posto di lavoro,educazione alla cittadinanza attiva ed alla partecipazione sociale
attiva. L’iniziativa ha voluto costruire percorsi utili di empowerment. in continuità con le
231
sperimentazioni già sviluppate in tal senso e promosse dall’ Amministrazione Provinciale di
Siena che hanno dato buoni risultati proprio perché alimentati da interventi di sostegno e
accompagnamento concreti e tempestivi, senza i quali ogni ipotesi di contrasto della recidiva è
inevitabilmente fallimentare.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è rivolto a detenuti di nazionalità italiana o straniera con permesso di soggiorno


ospiti della CC di Siena, della Casa di Reclusione di San Gimignano-Ranza, o in carico all’UEPE
di Siena in misura alternativa. I destinatari sono detenuti o in misura alternativa che abbiano
formalmente espresso la propria disPONibilità a prendere parte al progetto e che abbiano
rilasciato il nulla-osta per il trattamento dei dati personali da parte di soggetti o enti terzi con
fine pena residuo a sei mesi. I destinatari sono stati presi in carico dal progetto per un periodo
di massimo tre mesi dopo la dimissione.

Azioni svolte dagli operatori:


- colloquio individuale per definire il patto collaborativi
- riconoscimento delle capacità acquisite per definire un progetto personale finalizzato al
reperimento e mantenimento dell’idoneo inserimento lavorativo
- orientamento al lavoro e gestione delle prospettive: incontri tra operatore e dimesso dove
sono stati affrontati temi quali: la costruzione del curriculum, presentazione della
candidatura utilizzando il servizio di incontro domanda-offerta dei Centri per l’Impiego,
sulla base delle caratteristiche individuali utili al reinserimento lavorativo del destinatario
- reinserimento del dimesso nel tessuto locale ovvero inserimento lavorativo ovvero avvio di
specifici percorsi formativi o accompagnamento al suo territorio di riferimento.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento x

1.2 formazione

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione x

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio x

3.2 valutazione x

232
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale) 15 uomini (ex-detenuti, detenuti in misure alternative e in fine


pena)

233
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto ROSASPINA

Area territoriale di int


intervento
ervento Toscana (Circondario Empolese Valdelsa, Ospedale Psichiatrico
Giudiziario Montelupo)

Budget totale € 55.147,00 di cui € 16.750,00 per i percorsi riservati alle detenute

Fonte di finanziamento POR FSE 2000-2006, Misura E1

Concluso, durata dal 01.03.2005 al 11.11.2005

Organismo gestore Cooperativa SINTESI

Persona di contatto Mirko Regini - Stella Latini, Cooperativa Sintesi, tel. 0571-924317/27,
info@coopsint.it

Organismo/i partner

Sezione II – Descrizione
Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Assenza di opportunità occupazionali, associata alla presenza di fattori di ostacolo all’ingresso


nel mercato del lavoro per le donne.

Obiettivi del progetto

Obiettivo primario del progetto è stato quello di fornire alle donne della Casa Circondariale una
formazione di base che permettesse loro di conoscere le tecniche e le metodologie di lavoro
utili per progettare e realizzare semplici capi di abbigliamento ed accessori (sciarpe, foulard,
borse, grembiuli ecc.), rafforzando le competenze e capacità progettuali delle singole allieve.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è rivolto a donne disoccupate e si è articolato in attività di orientamento,


formazione e accompagnamento al lavoro. All’interno di questo schema più complessivo alcuni
percorsi (sartoria ed informatica) sono stati rivolti in specifico alle donne della Casa
Circondariale Femminile a Custodia Attenuata di Empoli in procinto di essere reinserite nel
mondo del lavoro o con possibilità di svolgimento di mansioni lavorative all’interno della
struttura penitenziaria.

234
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione
X
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di X
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori X

2.4 sviluppo reti territoriali X

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

BENEFICIARI FINALI (totale)


(totale) 16 detenute (9 italiane, 7 straniere)

235
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto


progetto SOCIALCARCERE

Area territoriale di intervento Toscana (Provincia di Prato)

Budget totale € 92.714,12 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006

Concluso, durata dal 22.09.2005 al 07.08.2006

Organismo gestore Coop. soc. L’Anfora

Persona di contatto

Antonina Emilia Patricolo, Coop. soc. L’Anfora, 0574-4471331, coop.anfora@tiscalinet.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

Il problema è la condizione di esclusione sociale che vivono i detenuti. Particolarmente gravosa è,


da una parte, la condizione dei detenuti che non possono svolgere attività all’esterno, dall’altra,
quella dei detenuti extracomunitari.

Obiettivi del progetto

Il progetto ha inteso migliorare le attività svolte dalla Cooperativa nel settore degli inserimenti e
di promuovere le opportunità di lavoro, al momento del tutto assenti, effettivamente offerte
all’interno del carcere di Prato ai detenuti garantendo loro l’acquisizione di professionalità
specifiche e inserendoli in percorsi di socializzazione. La finalità è fronteggiare l’improduttività e
le frustrazioni indotte dalla detenzione e migliorare le condizioni del carcere come istituzione
separata.

Breve descrizione del progetto


Il progetto si è articolato in tre fasi:
4. Azione 1, consulenze e assistenza tecnica specializzata finalizzati agli inserimenti lavorativi
e all’acquisizione del doc. sulla sicurezza
5. Azione 2b, introduzione al lavoro nella coop. da parte di Responsabili dell’Anfora, formazione, assistenza
tecnica e tutoraggio delle attività lavorative, attività formativa propedeutica al lavoro
6. Azione 3, di sostegno alla 2b: sostegno al lavoro, all’inserimento e alla socializzazione da parte di un
mediatore culturale.

236
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali x
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 15 di cui:

• 1 tutor aziendale (L’Anfora)


• 1 tutor d’aula (L’Anfora)
• 4 docenti (L’Anfora)
• 1 assistente tecnico (L’Anfora)
• 1 responsabile inserimenti (L’Anfora
• 3 mediatori culturali (L’Anfora)
• 2 consulenti (L’Anfora)
• 1 coordinatore progetto (L’Anfora)
• 1 responsabile amministrativo (L’Anfora)

BENEFICIARI FINALI (totale) 8 soggetti in esecuzione penale (un italiano e sette stranieri).

237
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto E’ tempo di uscire: allestitore, manutentore di arredi in legno per aree verdi
e parchi

Area territoriale di intervento Toscana

Budget totale € 72.202,00

Fonti di finanziamento POR FSE 2000-2006, Asse B, Misura B1

Concluso, durata: 29.05.2006 – 11.08.2006

Organismo gestore Cooperativa Colline Metallifere

Persona di contatto Vanda Peccanti, tel. 0566-919391, info@coopcollinemetallifere.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

L’esigenza di proporre un intervento formativo a detenuti nasce da alcune considerazioni. Dal


punto di vista sociale si è fatta strada la consapevolezza che il “riempire il tempo vuoto” della
carcerazione con attività trattamentali rappresenta una forma di utilità sociale, in quanto opera
di prevenzione volta a restituire al mondo esterno una persona che abbia ripreso fiducia in se
stesso, che abbia scoperto o rafforzato le proprie competenze umane e professionali. Dal
punto di vista normativo, la finalità costituzionale della rieducazione del condannato, riafferma
il diritto delle persone in esecuzione penale all’istruzione, alla formazione ed al lavoro.

Obiettivi del progetto

La finalità del progetto è fornire ai detenuti un percorso formativo finalizzato ad acquisire


competenze professionali, potenziare le abilità sociali e di integrazione e sviluppare il senso di
autostima. L’ipotesi progettuale si basa sulla necessità di modulare l’offerta formativa secondo
le specifiche e personali esigenze dei singolo utente. Per questa ragione si è teso a garantire
un elevato livello di individualizzazione del percorso, attraverso modalità didattiche volte a far
sperimentare al singolo utente il momento di autoapprendimento in azienda in alternanza
all’esperienza formativa teorica.

Breve descrizione del progetto

Il progetto di propone di creare una figura professionale (allestitore – manutentore di arredi in


legno per aree verdi e parchi) in grado di realizzare arredi in legno sia con l’ausilio di macchine

238
sia con lavorazioni al banco.

Il progetto è di 400 ore di cui 220 di stage. I moduli formativi:

• 10 ore di bilancio di competenze


• 20 ore di orientamento di gruppo
• 30 ore di tecniche di lavorazione
• 50 ore work experience
• 15 ore uso di strumenti ed attrezzatura per la posa ed il montaggio
• 10 ore di manutenzione e attrezzatura strumenti di lavoro
• 10 ore progettazione per esterni
• 20 ore elementi di informatica di base
• 10 ore di cultura d’impresa
• 5 ore di pari opportunità
• 10 ore di manutenzione aree verdi
• 220 ore di stage
Risultati raggiunti:
• 2 assunzioni di due partecipanti al corso
• Acquisizione di contenuti professionali per l’esercizio dell’attività di Manutentore di arredi in
legno da parte dei 10 partecipanti al corso

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali x
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale x
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale) 16, di cui:


• 2 docenti soci di cooperativa
• 1 docente impiegato di cooperativa
• 2 docenti provenienti dal mondo delle imprese
239
• 4 docenti liberi professionisti
• 1 coordinatore dell’agenzia formativa Colline Metallifere
• 2 tutor di stage (n.1 della coop.va Il Nodo, n. 1 della coop.va Eudania)
• 1 amministrativo dell’agenzia Colline metallifere
• 1 tutor d’aula libero professionista
• 1 progettista libero professionista
• 1 personale tecnico della coop.va Il Nodo
• Comitato tecnico scientifico formato da Coop.va Il Nodo, coop.va Collione Metallifere, Casa
Circondariale di Massa Marittima

BENEFICIARI FINALI (totale) 10 detenuti italiani prossimi al fine pena, di cui 9 uomini e una
donna

240
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Un BIT di Libertà

Area territoriale di intervento Toscana (Comune di Arezzo e aree della Provincia)

Budget totale € 91.446,58 importo relativo a categorie più ampie del target di riferimento

Fonti di finanziamento POR FSE Ob 3 2000/2006 (Asse B e D, Mis. B1 e D3)

Concluso, durata dal 12.12.2005 al 08.09.2006

Organismo gestore Il Focolare Cooperativa Sociale Onlus

Persona di contatto

Maria Luisa Valesio, Il Focolare, 0575-900655, ilfocolare_ac@libero.it luisaarezzo@libero.it

Organismo partner

Sezione II – Descrizione del progetto

Individuazione dell’area problematica

L’individuazione del problema è di reinvestire di titolarità e autodeterminazione una minoranza


portatrice di alto disagio alla quale è preclusa la possibilità di vita “normale” anche per periodi
molto lunghi.

Obiettivi del progetto

La finalità è, attraverso un’azione formativa mirata, la creazione di un’impresa interna alla Casa
Circondariale di Arezzo basata principalmente su attività di telelavoro in grado di dare nuova
forza motivazionale e autostima nei corsisti. Lo scopo del progetto risiede nella quasi
impossibilità dei detenuti a poter frequentare altri ambienti al di fuori della Casa Circondariale e
di dare a quest’ultima la possibilità di “aprirsi” all’esterno grazie al telelavoro.

Breve descrizione del progetto

Il progetto si è articolato in 3 azioni:


4. rafforzamento delle competenze degli operatori del Focolare sulle tecnologie informatiche
e sull’implementazione del management aziendale
5. formazione finalizzata all’acquisizione di competenze per poter creare impresa
6. consolidamento del follow up dell’azione 2 fornendo le spese di consulenza necessaria e le
spese per l’acquisto delle dotazioni strutturali.

241
Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE


PERSONE
1.1 orientamento x
1.2 formazione x
1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x
minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)
2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI
2.1 informazione e sensibilizzazione x
2.2 ricerca
2.3 formazione/consulenza operatori x
2.4 sviluppo reti territoriali
2.5 coinvolgimento delle parti datoriali
3. ALTRO
3.1 monitoraggio x
3.2 valutazione x
3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale
4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione
Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI

• 1 Progettista (Il Focolare)


• 1 Coordinatore (Il Focolare)
• 3 Educatori (Il Focolare)
• 1 Tutor (Il Focolare)
• 1 consulente esperto in informatica (Ag. TS Grosseto)
• 1 consulente esperto in certificazioni di qualità (Ag. TS Grosseto)
• 1 consulente esperto in telelavoro (Ag. TS Grosseto)
• 1 consulente esperto in normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Ag. TS Grosseto).
• Ag. TS Grosseto S.a.s.: agenzia formativa accreditata

BENEFICIARI
BENEFICIARI FINALI (totale) 13 soggetti in esecuzione penale.

242
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Operatore per laboratorio di cosmesi

Area territoriale di intervento Veneto (Venezia)

Budget totale € 12.000,00

Fonti di finanziamento Fondi regionali

In corso, durata 15.06.2009 – 02.11.2009

Organismo gestore Soc. coop. Soc. “Rio Terà dei Pensieri”

Persona di contatto Raffaele Lavorato, cell. 338-6243046, riotera@libero.it

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

Dal 1994 la Cooperativa, che disPONe di laboratori attrezzati che producono articoli serigrafati
e di pelletteria, creano linee di cosmetici, coltivano ortaggi biologici, realizzano lavori di
legatoria e di assemblaggio, ha stipulato una convenzione con gli Istituti di Pena
maschili/femminili per fare formazione attraverso percorsi rivolti a detenuti/e. All’interno del
carcere femminile si trova un laboratorio di cosmesi che, utilizzando l’orto situato nel carcere,
impiega piante aromatiche ed officinali per distillare oli essenziali con cui vengono realizzati
vari prodotti di bellezza.

Obiettivi del progetto

Obiettivo è formare una figura in grado di effettuare controlli sui parametri chimici e fisici delle
materie prime e sulla qualità del prodotto finito, nonché sulla capacità di utilizzo di macchinari
per il packaging di prodotti cosmetici ed il loro imballaggio. Si prevede la possibilità di
esercitare la professionalità acquisita anche in settori produttivi affini e dotati di
confezionamento dei prodotti con macchine automatizzate e l’inserimento, a rotazione, nella
cooperativa stessa.

Breve descrizione del progetto

L’operatrice di laboratorio di cosmesi è una figura con nozioni teoriche e pratiche che
consentono la preparazione di prodotti cosmetici secondo formule e procedure ricevute, sia
manualmente, sia con macchinari semiautomatici. Le metodologie adottate, quali la
discussione e il confronto, esercitazioni pratiche per la soluzione di problemi sulle nozioni
acquisite di chimica, biologia, ecc…ed esercitazioni di laboratorio, permettono il
raggiungimento di capacità di affrontare il lavoro con metodicità, accuratezza e precisione. Si

243
prevede la possibilità di commesse in grandi hotel del territorio veneziano e nella grande
distribuzione.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale)


(totale) 15 detenute (6 italiane, 9 straniere)

244
SCHEDA DESCRITTIVA DELLE PER L’INCLUSIONE DEI SOGGETTI
DELLE BUONE PRASSI PER SOGGETTI IN ESECUZIONE PENALE
PENALE
(Programmazione 2000-2006 e attuale, altre linee di finanziamento)

Sezione I – Anagrafica del progetto

Titolo del progetto Operatore grafico multimediale

Area territoriale di intervento Veneto (Treviso)

Budget totale € 9.600,00

Fonti di finanziamento Fondi regionali

Concluso, durata 02.04.2009 – 20.05.2009

Organismo gestore ENGIM Veneto

Persona di contatto Lino Sartori - Engim Veneto – Ist. Turazza Treviso - 0422-412267 cell.
389 1854403

Organismo partner
partner

Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Treviso

Sezione II – Descrizione del progetto

Area problematica di intervento

La Direzione dell’Istituto Penale per i minorenni di Treviso ed il Centro di giustizia minorile


hanno individuato attraverso i propri operatori problematiche relative alla tipologia della
popolazione detenuta: crescente multietnicità, disturbi di carattere psicologico, situazioni di
conflitto e di emarginazione, bassa scolarità e tempi di permanenza limitati che non
consentono di attuare interventi formativi di lunga durata, scarsa conoscenza della lingua
italiana. Tali motivazioni hanno portato ad individuare la proposta di attività formative nel
settore dell’Informatica e della grafica.

Obiettivi del progetto


progetto

Tali attività consentono di utilizzare il computer anche con una scarsa conoscenza della lingua
italiana, fornendo inoltre la possibilità di integrazione con altre attività scolastiche quali:
alfabetizzazione e percorsi di Scuola Media del CTP al fine di fornire le competenze di base, sia
linguistiche che logico-matematiche necessarie per la frequenza del corso; possibilità di
proseguire il percorso formativo in altri Istituti Penali attraverso il rilascio di crediti formativi;
possibilità di inserimenti lavorativi protetti in Comunità che hanno attivato al loro interno
laboratori di produzione grafica o in Cooperative, Tipografie, Studi pubblicitari, Fotografici,
ecc…

Breve descrizione del progetto

245
L’operatore grafico multimediale è in grado di utilizzare i programmi di videoscrittura, grafica,
fotocamere e videocamere digitali, di gestire la stampa degli elaborati grafici e di articolare e
strutturare il progetto grafico. Tale figura lavora coordinando la propria attività con quella di
altri operatori e si muove in funzione delle indicazioni fornitegli. E’ dunque necessario che
disPONga di attitudini a lavorare in gruppo. Le metodologie utilizzate in aula/laboratorio sono:
studio di casi, simulazioni, role-playing, studio e compilazione di schede tecniche finalizzate al
problem-finding and solving. Ciò trova completamento finale nell’esecuzione del project work
nel quale gli allievi dimostrano di: saper impostare un ciclo produttivo completo, tenere sotto
controllo le varie fasi di lavorazione, imparare a stare insieme agli altri in un’ottica di team-
work e cooperative learning, documentare il percorso svolto attraverso una relazione o book
personale. L’elaborato grafico realizzato durante il project work, prevede nella sua fase finale,
la premiazione all’impegno dimostrato attraverso l’elargizione di una borsa lavoro mensile.

Sezione III – Attività progettuali

1. AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

1.1 orientamento

1.2 formazione x

1.3 servizi alla persona (ad es. tutoraggio per l’accompagnamento di x


minori,accompagnamento all’inserimento lavorativo, …)

2. AZIONI RIVOLTE AI SISTEMI

2.1 informazione e sensibilizzazione

2.2 ricerca

2.3 formazione/consulenza operatori

2.4 sviluppo reti territoriali x

2.5 coinvolgimento delle parti datoriali

3. ALTRO

3.1 monitoraggio

3.2 valutazione

3.3 diffusione dei risultati dell’attività progettuale

4. ATTIVITA’ TRANSNAZIONALI

Sezione IV – Beneficiari

OPERATORI COINVOLTI NELLE ATTIVITA’ PROGETTUALI (totale)

BENEFICIARI FINALI (totale)


(totale) 23 detenuti (4 italiani, 19 stranieri)

246
Allegato 2

Elenco degli interventi individuati per le aree tematiche


della Rete transnazionale FSE
Ex-Offenders Community of Practice (ExOCoP)

247
Titolo Organismo gestore Area tematica

Affidamento di attività di consulenza a


sostegno dei servizi pubblici per Consorzio nazionale della
Rete di istituzioni
l’impiego per l’inserimento lavorativo cooperazione sociale CGM
dei detenuti

Task Force SPI Centro Servizi s.r.l. Rete di istituzioni

Change – rete attiva per il lavoro EnAIP Rete di istituzioni

Car.Te.S.I.O. CFPP – Casa di Carità Onlus Rete di istituzioni

Regione Liguria e Comune di


Sportello Informativo (SpIn) Rete di istituzioni
Genova

S.P.A.R.S.I. Comune di Varese Rete di istituzioni

O.P.E.N Istituto Don Calabria Rete di istituzioni

Verso la costruzione della Carta dei


Uepe di Palerrmo Rete di istituzioni
servizi dei C.S.S.A della Regione Sicilia
Sistema di intercettazione e intervento
C.C. Lo Russo e Cutugno di Torino Diagnosis, Profiling, Assessment
sul disagio psicologico dei detenuti

Tessere Casa Circondariale di Ferrara Diagnosis, Profiling, Assessment

Chance EN.A.I.P. Lazio E-learning

Università in carcere con Teledidattica C.C. Rebibbia N.C. E-learning

Intervento sperimentale integrato di


Attività formative rivolte ai
formazione e inserimento lavorativo Regione Marche
detenuti
per detenuti
Addetto alla produzione di profilati Attività formative rivolte ai
Provincia di Imperia
metallici detenuti
Attività formative rivolte ai
Voci di dentro. PRAP di Bari
detenuti
Formazione degli operatori e dei
Il ciclo del riciclo C.E.F.A.L. - Bologna
formatori
Sviluppo di competenze e formazione
UPAD – Università Popolare delle Formazione degli operatori e dei
per gli operatori che interagiscono con
Alpi Dolomitiche formatori
il carcere e il post carcere
Formazione degli operatori e dei
Tools in Netwoork (T.I.N) Ministero di Giustizia - DGM
formatori
PRAP Toscana e Ufficio Esecuzione Formazione degli operatori e dei
Supervisone
Penale Esterna formatori

248
Preparazione al
Progetto Ancora Soc.Coop. Soc.Olteilgiardino rilascio/Reinserimento/Gestione
della transizione
Preparazione al
Net-met, Associazione Net-met rilascio/Reinserimento/Gestione
della transizione
Preparazione al
Sportelli informativi della casa
CEFAL, Comune di Bologna rilascio/Reinserimento/Gestione
circondariale di Bologna
della transizione
Preparazione al
Pegaso Techne S.C.p.A. rilascio/Reinserimento/Gestione
della transizione
Preparazione al
S.A.L.I.S. Servizi per l’Autonomia, il
Provincia di Pescara rilascio/Reinserimento/Gestione
Lavoro e l’Inclusione Sociale
della transizione
Lavoro nell’inclusione sociale dei Coinvolgimento delle realtà
Italia Lavoro Spa
detenuti beneficiari dell’indulto produttive

Jonathan Comune di Firenze Minori

Ancora In Cammino Soc. Coop. Sociale Minori

L’informatica: ausilio per il recupero e Scuola Secondaria di I Grado


Minori
l’orientamento dei giovani ristretti “Cavour” - Catania

Ipotesi di lavoro Istituto Don Calabria Minori

Costellazioni: azioni a favore del


Fondazione EnAIP S. Zavatta Gruppi specifici (ad es. donne,
sistema di istruzione e formazione in
Rimini tossicodipendenti, sex-offenders)
carcere
Gruppi specifici (ad es. donne,
Donne oltre le sbarre Gladus Società Cooperativa
tossicodipendenti, sex-offenders)
Istituto di Istruzione Superiore Gruppi specifici (ad es. donne,
R.J.USC.I.RE
“Ruzza Pendola” tossicodipendenti, sex-offenders)
Fuoriluogo. Ospedale Psichiatrico Gruppi specifici (ad es. donne,
Cooperativa Sintesi
Giudiziario Montelupo tossicodipendenti, sex-offenders)
Gruppi specifici (ad es. donne,
Progetto COS E.N.O.F
tossicodipendenti, sex-offenders)
IRES FVG – Istituto di Ricerche
SOLARIS – Servizi Orientamento Lavoro
Economiche e Sociali del Friuli Mentoring
Autonomo Riabilitazione e Svantaggio
Venezia Giulia
Laboris – Laboratorio per S.O.S. - Servizi alla Occupazione e
Mentoring
l’Orientamento e l’Inserimento Sociale allo Sviluppo S.r.l.
Relazioni famigliari e
Aria3…al cubo PRAP di Potenza
reinserimento
Relazioni famigliari e
Legami Bambinisenzasbarre
reinserimento
Laboratorio teatrale Casa
Teatro Nucleo di Ferrara Arte negli istituti penitenziari
Circondariale di Ferrara
Soc. coop. Soc. “Rio Terà dei
Operatore per laboratorio di cosmesi Lavoro intra/extramurario
Pensieri”
Orientamento, Formazione, Work –
Provincia di Massa Carrara Lavoro intra/extramurario
experience, Incentivi all’inserimento

249
Lavorativo

Società Cooperativa sociale IT2 Cooperativa sociale IT2 Lavoro intra/extramurario

Il carcere che lavora PRAP Calabria Lavoro intra/extramurario

250
251

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