Sei sulla pagina 1di 8
15 Giugno -2 Luglio - Combattimenti di Col Moschin - Col Fenilon e Col del Miglio I 1 15 giugno il Reggimento trovavasi in riposo a Bassano. Nei giorni precedenti era giunta la notizia che il nemico avrebbe & iniziato un attacco generale. eS Percid, quando alle ore 3 del mattino tutta la cerchia montana si illumind di sinistri bagliori, si ebbe subito la sensazione del furibendo attacco che gli austriaci tentavano contro le nostre 2 linec. eS Alle ore 5,30, d’ordine del Comando della 17° Divisione, il Reggimento, con prontezza meravigliosa, lascid Bassano ed inizid la marcia per raggiungere le posizioni montane, le sue posizioni, quelle che tante volte aveva validamente difese contro gli attacchi & nomici e che in quel momento correvano serio pericolo. @ Giunto a Romano alto, sotto il tiro di interdizione lontana del- Partiglieria nemica, che batteva furiosamente il nodo stradale, donde si dipartiva la principale arteria del Grappa, sostd per attendere gli ordini del Comandante della 17° Divisione, che si era portato sollecitamente in posizione per rendersi conto. degli eS avvenimenti. e 106 2p mippsmbucoy FINAME TOS IEMONIV ALS Hw T09 W ® Le notizie che giungevano dall’alto non erano buone. @ Quelle ore di attesa ansiosa, lungo la rotabile battuta dal tiro sistematico dell’artiglieria nemica, percorsa da autocarri carichi ai materiale bellico, che risalivano l’erta del Grappa, mentre altri ne discendevano carichi di feriti, davano ai nostri soldati 3 dei fremiti d’impazienza. s Finalmente alle ore 9 il Reggimento ricevette l’agognato ordine di lasciare Romano alto e di raggiungere, nel pia breve tempo Col Campeggia, per la mulattiera aspra e serpeggiante, che da ® Pove sale lungo le pendici occidentali del M. Grappa. @ s La marcia fu eseguita con slancio meraviglioso. 6 I bravi soldati intuivano che lassi, oltre il Col Campeggia, verso la loro prima linea, qualche cosa di molto grave doveva essere avvenuto; forse sul Fenilon, sul Moschin gia avanzavano gli e Questo pensiero penoso, molesto, insistente, centuplicava le & austria @ energie di quei valorosi soldati. a Ed essi continuavano a salire, sotto la sferza del sole, con la gola arsa, incuranti della fatica e degli scoppi incessanti delle granate e degli shrapnels che percuotevano rabbiosamente Ja mulattiera ¢ le sue adiacenze, impazienti di raggiungere la vetta fiammeggiante; per aiutare i fratelli a-riprendere quelle posi- @ zioni, sulle quali il nemico era riuscito a mettere il piede. @ Giunto al M. La Gusella, il Reggimento ricevette ordine di sostare nuovamente. Le cattive notizie prendevano consistenza. Tl Comandante della 17° Divisione non voleva avventurare le brave truppe del 92°, senza prima aver conosciuta esattamente &, Ia situazione. 8 Ma Vindugio fn di breve durata ¢ la marcia prosegui rapida, ‘A Col Campeggia un imponente spettacolo si pard agli occhi dei nostri Fanti. Tutta la spianata, dove erano accumulati depositi di munizioni ¢ di materiali di ogni genere, era in preda alle fiamme. 108 Casse di cartuccie bruciavano, scoppiettando e lanciando i pro- iettili in tutte le direzioni, proiettili d’artiglieria esplodevano con immenso fragore, materiali di ogni sorta giacevano ovunque 6 inatilizzati e dispersi. 6 11 Colonnello fermd il Reggimento Iungo la rotabile, facendolo addossare alla parete rocciosa per ripararlo dalle offese della attiglieria nemica, che implacabilmente continuava a battere la 3 strada € tutto il terreno circostante. S Quindi, seguito dallaiutante maggiore in 1*, altraversata la spianata, si diresse sul versante opposto del colle, ov’era il Comando tattico della Divisione. Coli ebbe le prime notivie ufficiali sulla situazione che, senza essere buona, non era perd disperata, com’era apparsa dalle notizie apprese lungo la strada. JI nemico, con intensa preparazione di fuoco, e con attacco tra- volgente eseguito da truppe scelte, era riuscito ad aver ragione delle forze, che stavano tra il Fenilon e la linea avanzata ed aveva occupato il Fenilon ed il Moschin. e Tl Comandante della Divisione, dopo avere reso edotto il Colon- nello della situazione, gli ordind di proseguire la marcia fino in focalita Palazzo Secco, lasciare il Reggimento negli sbancamenti ivi esistenti e portarsi personalmente al Col del-Gallo, per rice- vere ordini dal Comandante della Brigata Basilicata, che aveva preceduto il Reggimento in posizione ed aveva fissato al Col del S Gallo il suo Comando tattico. a @ La marcia venne proseguita con crescente slancio. © Abbandonata la rotabile del Grappa, il Reggimento, percorrendo | Brenta, attraverso mte di la camionabile coperta sul ver nuovi spettacoli di distruzione e di morte, giunse verso le ore 18 a Palazzo Seceo ed ivi si collocd a ridosso degli sbancamenti, in attesa che le disposizioni sup Jit& del compito, che indubbiamente gli sarebbe stato affidato: ® quello di riprendere al nemico il Fenilon ed il Moschin. @ riori precisassero ora e le moda- 109 Tali furono infatti gli ordini, che i] Comandante della Brigata imparti al Colonnelle, al suo arrive al Col del Gallo, soggiun- gendo che V’azione doveva essere energica, decisiva, fuluinea, al fine di sorprendere il nemico prima che avesse avuto il tempo e di rafforzar le nuove posizioni. & Ebbero questi compiti il Battaglione Moni (ID) per il Col Fenilon ® — ed il Battaglione Tomassetti (1) per il Col Moschin. @ Le brave truppe, sebbene stanche per la marcia lunga e fatico- sissima e sebbene il II Battaglione fosse stato duramente provate dal faoco dell’artiglieria, che I'aveva colpito in pieno, uccidendo 20 soldati, nella notte ¢ nel mattino successivo, compirono bril- Jantemente l’impreéa loro affidata, catturando molti prigionieri, armi e materiale bellico; cosi che, verso le ore 7 del giorno 16, ali anstriaci, incalzati dai nostri, gia si ritiravano precipitosa- anente dalla nostra seconda linea, che tanto baldanzosamente avevano occupato nella notte precedente, nella certezza di po- terla tenere e nella speranza di potere di 1A, spiccare’ il volo € verso la pianura. @ Nella giornata del'16, i,due Battaglioni, resistendo alla raffica devastatrice dell’artiglieria avversaria, si rafforzarono nelle ® posizioni riconquistate ¢ vi si affermarono saldamente.. @ La brillante operazione del 15-16 giugno diede modo a numerosi militari del Reggimento di compiere atti di valore che il Comando del Corpo d’Armata volle premiare con la concessione di ricom- pense al valore sul campo: Ricordiamo il Caporal maggiore D’Onofrio Antonio, i soldati Giglioni Emilio, Bianco Paolo, Zammarchi Eugenio, decorati con la medaglia d’argento al valor Se militare. S Ti Reggimento ebbe alto onore di essere citato all’ordine del S giorno dell’Esercito, a Perduto il Fenilon ed il Moschin, rimaneva ancora al nemico la 110 linea C. Conche, Ca’ D*Anna, Col del Miglio, Casera Col degli S Orbi. eS Una siffatta occupazione, dalla quale era facile dominare tutte lp nostre posizioni a nord di Gol Campeggia, costituiva per noi un pericolo permanente, perch’ paralizzava quasi totalmente la nostra difesa ¢ dava al nemico la possibilita, a breve scadenza, di tentare nuovamente un colpo di mano sulla nostra linea dei @ capisaldi, 6 Era pereid indispensabile di non accontentarsi del successo otte- nuto il 15 giugno e persistere nell’axione per costringere il & nemico ad abbandonare quella linea. eS U giorno 16 il Comando della 17° Divisione affidd al Comando della’ Brigata Basilicata la direzione delle operazioni per il rag- giungimento di tale obiettivo, mettendo a sua disposizione, oltre ® le tuppe della Brigata, il 58° Reggimento Fanteria.. @ A sua volta, il Comandante della Brigata, diede al Comandante del 92° Fanteria, il gradito ed onorifico incarico del Comando della linea avanzata, tenendo a sua disposizione il 58° ed il 91° Se Fanteria. eS Nei giorni che seguirono furono messi a disposizione del Co- mando della linea avanzata, due Battaglioni del 58° Fanteria, con i quali il Colonnello Mariotti provvide all’occupazione del- Vobiettivo intermedio, rappresentato da C. Pra Fiolo - q. 1385 di Col dei Grassi, avendo perd sempre di mira V’obiettivo. prin- S cipale Ca d’Anna - Col del Miglio. & Allo ‘scopo di tastare il terreno ed assumere notizie. sull’entita della oceupazione avversaria, la sera del 23 giugno venne inviata verso le linee nemiche una pattuglia di arditi del Reggimento condotta dal Capitano Mario Fontana e dal Tenente Pasquale S Peretti. eS Non vi era da attendersi gran. che da quella ricognizione, data la difficolta del compito, reso arduo sopratutto dall’assidua 11d sorveglianza del nemico, che l’esperienza dei giorni precedenti aveva reso estremamente vigile ¢ circospetto. Tuttavia, avan- zando cauiamente, silenziosamente, nell’ oscurita fittissima, i due ufficiali si portarono inosservati con i loro uomini fin sotto il ciglio della posizione avversaria in corrispondenza di C. Bra- ghesa; quivi, con un balzo rapidissimo, irruppero nella’ linea nemica, ¢ riuscirono a catturare un prigioniero ed una mitra- gliatrice. Individuato tosto il punto dell’irruzione, Vavversario vi conceutré un intenso fuoco di mitragliatrici e di granate a mano, che obbligarono i ‘nostri a ripiegare col prigioniero cat- turato, ma senza la mitragliatrice, che furono costretti ad abban- é donare lungo il tragitto. = T risultati di questa ricognizione furono limitati, ma la prontis- situa reazione avversaria ci forni un indizio di non trascurabile importanza: che'la posizione austriaca di fronte a noi era occu- pata da un avversario tenacemente abbarbicato al terreno, tut- t'altro che disposto a eedereal primo urto. Indizio, che gli avve- nimenti del giorno successive dovevano picnamente confermare. I] 24 giugno, verso mezzogiorno, una notizia inesatta pervenuta ai Comandi superiori, fece ritenere che la linea Ca d’Amna - Col del Miglio fosse stata sgombrata dal nemico © quindi fu dato ordine al Comando del 92° di procedere immediatamente alla eS occupazione della linea stessa. @ Per quanto convinto che l’operazione non potesse ottenere |’ esito desiderato, sia per l'ora poco propizia, sia perché gli indizi rac- colti nella ricognizione del giorno precedente facevano prevedere che l’attacco avrebbe cozzato contro una resistenza ostinata, assai difficile a vincersi con i soli mezai messi a sua disposizione, il Comandante del 92°, in obbedienza all’ordine ricevuto, di- spose che il LI Battaglione (Maggiore Tuccimei) rinforzato dal T del 91° (Maggiore Valletti) procedesse all’attacco, secondo il S piano prestabilito. & 112 { Battaglioni, portatisi con magnifico slancio sulle posizioni di partenza per lo scatto, furono subito individuati e presi sotto un fuoco intenso di artiglicria ¢ di mitragliatrici, che arresté quasi 2 subito la loro avanzata, s S Verso sera i due Battaglioni vennero ritirati. B L*arione del 24 gingno aveva dimostrato che il nemico era-ferma- mente deciso a resistere sul Col del Miglio ad ogni costo ed a 6 contendere il terreno palmo a palmo. e Yenne quindi deciso di procedere all’attacco della posizione avversaria, dopo una potente preparazione d’artiglicria, minu- S lamente studiata e predisposta. S Ngee 113,