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Corso di Laurea in Matema�ca | Fisica Generale 1 | Prof.ssa A. Guglielme�, Prof. N. Piovella, Prof. G. Fratesi

3. Si consideri il condotto raffigurato costituito da un tubo orizzontale di sezione S1 che


si raccorda in un tubo pure orizzontale di sezione S2 inferiore, da cui fuoriesce acqua
a velocità v. Nel primo tubo si innesta un tubo verticale di sezione S3 in cui è stato
versato dell’olio (non miscibile all’acqua, densità ρo = 800 kg/m3 ) per un tratto verticale
di altezza h. Assumendo un regime stazionario per un fluido ideale, si determini la
pressione del fluido nei due tubi orizzontali. Quale sarebbe la minima velocità di uscita
dell’acqua v per la quale l’olio non entra nel condotto orizzontale? Sono noti: v = 7 m/s,
S1 = 3.3 cm2 , S2 = 2.2 cm2 , h = 1.5 m.

La portata lungo il condotto è costante, per cui:

q = v1 S1 = v2 S2

Dal teorema di Bernoulli,


1 1
p1 + ρa v12 = p2 + ρa v22
2 2
ove p2 = p0 pressione atmosferica essendo il tubo aperto e v2 = v velocità in uscita. Si
ricava quindi
S22
 
1
p1 = p0 + ρa v 1 − 2 = 1.15 × 105 Pa
2
2 S1

Il tubo verticale è riempito per un tratto h0 di acqua e per un tratto h di olio. L’olio
non entra nel condotto orizzontale se h0 > 0. Dalla legge di Stevino:

p1 = p0 + ρa gh0 + ρo gh
p1 − p0 ρo
h0 = − h>0
ρa g ρa
Inserendo il valore di p1 sopra determinato, la condizione diventa:

v2 S22
 
ρo
1 − 2 > h, ossia:
2g S1 ρa
v
u ρo 1
v > t2gh = 6.5 m/s
u
ρa 1 − S22
S12

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Corso di Laurea in Matematica | Fisica Generale 1 | Prof.ssa A. Guglielmetti & Dott. G. Fratesi

3. Un contenitore cilindrico di raggio interno R = 10 cm contiene abbondante acqua


e 1.63 l di olio (densità ρ1 = 800 kg/m3 ). Un oggetto cilindrico al suo interno, di
raggio r = 4.5 cm e altezza h = 13 cm, vi galleggia in posizione coassiale, sporgendo
dai liquidi di una distanza d = 2.5 cm. Determinare la profondità di immersione del
cilindro galleggiante in olio e in acqua e la sua densità ρ.
Il galleggiante si trova in equilibrio. Esso è soggetto alla forza di Archimede e alla forza
peso, le cui componenti lungo l’asse verticale y, preso diretto verso l’alto, sono:

Py = −mg = −πr2 hρg

FA,y = (πr2 d1 ρ1 )g + (πr2 d2 ρ2 )g


avendo separato la spinta ricevuta dall’olio soprastante (1) e dall’acqua sottostante (2);
indichiamo la profondità di immersione in olio con d1 e in acqua con d2 . Infine la densità
dell’acqua è ρ2 = 1000 kg/m3 .
Determiniamo d1 dal volume dell’olio,

V1 = π(R2 − r2 )d1

V1
d1 = = 6.5 cm
π(R2 − r2 )

Si deve avere: h = d + d1 + d2 , con tutti numeri positivi (altrimenti l’oggetto galleggia


in olio senza immergersi nell’acqua sottostante). Questa condizione è verificata, con:

d2 = h − d − d1 = 4.0 cm

Infine, avendo Py + FA,y = 0, segue:

FA d1 ρ1 + d2 ρ2
ρ= 2
= = 708 kg/m3
πr hg h

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3. Un pistone può scorrere in un contenitore cilindrico di lunghezza L = 5 cm e raggio


interno R1 = 1.0 cm, pieno di acqua e posto orizzontalmente. Il cilindro termina con
un foro di raggio R2 = 0.2 cm. Il contenitore viene svuotato facendo defluire l’acqua
attraverso questo foro, applicando una forza F = 1.5 N sul pistone. Determinare il
tempo necessario per lo svuotamento.
La sezione della superficie corrispondente al pistone vale S1 = πR12 = 3.14 cm2 ;
dall’altra parte essa vale S2 = πR22 = 0.13 cm2 .
La forza applicata esercita una pressione P1 = F/S1 = 4777 Pa.
Valgono l’equazione di continuità:

S1 v1 = S2 v2 , v2 = S1 v1 /S2

e il teorema di Bernoulli (P0 pressione atmosferica, ρ = 1000 kg/m3 ):

1 2 1
ρv1 + P1 + P0 = ρv22 + P0
2 2
che risolviamo per v1 ottenendo:
s
2P1 S22
v1 = = 0.12 m/s
ρ S12 − S22

da cui t = L/v1 = 0.40 s.

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3. Sul fondo di una piscina piena d’acqua è ancorata una fune di massa trascurabile, alla
quale sono fissate, immerse nell’acqua e a distanze diverse, due boe A e B, entrambe di
massa m = 3 kg e densità media ρ pari ad un terzo di quella dell’acqua. Determinare le
tensioni T1 e T2 nei tratti di fune compresi tra il fondo e la prima boa A e tra la prima
e la seconda boa B.
Fissato un asse di riferimento verso l’alto, sulla boa A agiscono le tensioni T1 , T2 , il peso
mg e la spinta d’Archimede ma g, dove ma è la massa d’acqua spostata; per l’equilibrio
si ha,
−T1 + T2 − mg + ma g = 0.
Detta ρa la densità dell’acqua, risulta ma = m(ρa /ρ), per cui la relazione precedente
diventa
ρa
T1 − T2 + mg − m g = 0
ρ
D’altra parte per l’equilibrio della boa B si ha:

−T2 − mg + ma g = 0

da cui  
ρa
T2 = mg −1 = 58.8N
ρ
Sostituendo nella prima relazione,
 
ρa
T1 = 2mg − 1 = 2T2 = 117.6N
ρ

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3. Un cubo di ghiaccio di lato L=20.0 mm galleggia in un bicchiere di acqua fredda con


una delle sue facce parallela alla superficie dell’acqua.

(a) A quale distanza dalla superficie dell’acqua si trova la faccia inferiore del cubo?
(b) Viene versato lentamente sulla superficie dell’acqua dell’alcool etilico alla stessa
temperatura dell’acqua, fino a formare uno strato orizzontale di d=5.0 mm al
di sopra del livello dell’acqua. L’alcool non si mescola con l’acqua. Una volta
raggiunto l’equilibrio idrostatico, quale sarà la distanza tra la superficie dell’acqua
e la faccia inferiore del cubo?
(c) Viene versato dell’altro alcool etilico, fino a che la faccia superiore del cubo di
ghiaccio non è allo stesso livello dell’alcool (all’equilibrio). Qual è lo spessore dello
strato di alcool etilico?

[densità dell’acqua: ρa = 1.00 g/cm3 ; densità del ghiaccio: ρg = 0.92 g/cm3 ; densità
dell’alcool etilico: ρe = 0.79 g/cm3 ]

(a) Se chiamo V = L3 il volume del cubo di ghiaccio e V 0 = L2 ∗ h il volume della sua


parte immersa alla profondità h dal pelo libero dell’acqua, all’equilibrio la forza
peso è bilanciata dalla spinta di Archimede in acqua:

ρg V g = ρa V 0 g

per cui
ρg
h= L = 18.40 mm.
ρa
(b) Versando uno strato di alcool etilico di d = 5.00 mm, la faccia inferiore del cubo
di ghiaccio è immersa alla profondita h0 sotto l’interfaccia acqua-alcool. Il bilancio
delle forze è ora:
ρg L3 g = ρa L2 h0 g + ρe L2 d g
per cui
ρg ρe
h0 = L − d = 14.45 mm.
ρa ρa
(c) Aggiungendo altro alcool fino a quando il cubo di ghiaccio è completamente im-
merso, avrà una profondità di immersione di h00 in acqua e di d0 in alcool, tali che
h00 + d0 = L. In tal caso l’equilibrio delle forze dà:

ρg L3 g = ρa L2 (L − d0 ) g + ρe L2 d0 g

per cui
ρa − ρg
d0 = L = 7.62 mm.
ρa − ρe

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3. Un blocco di legno ha una massa di 3.00 kg e una densità di 600 kg/m3 . Viene caricato
di piombo in modo da galleggiare con il 90% del suo volume immerso in acqua. Che
massa di piombo è necessaria (a) se il piombo è collocato sopra il legno o (b) se è
attaccato sotto il blocco di legno. La densità del piombo è 11.3 ×103 Kg/m3 .
Detta ρA = 1000kg/m3 la densità dell’acqua, ρL = 600kg/m3 la densità del legno
e ρp = 11300kg/m3 la densità del piombo, nel caso (a) il piombo non risente della
spinta di Archimede, per cui, se V 0 = 0.9V è il volume immerso del blocco di legno,
all’equilibrio:
(mL + mp )g = ρA V 0 g
da cui si ricava, poiché mL = ρL V ,
 
ρA
mp = (0.9ρA − ρL )V = 0.9 − 1 mL = 1.5kg
ρL

nel caso (b) il piombo è completamente immerso ed è soggetto alla spinta di Archimede,
per cui
(mL + mp )g = ρA (V 0 + Vp )g
dove Vp = mp /ρp é il volume del piombo, da cui
 
ρA ρA
mp = 0.9 − 1 mL + mp
ρL ρp

e infine  
ρA
0.9 −1
ρL 1.5
mp = ρA mL = kg = 1.65kg.
1 − ρp 0.911

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3. Una diga di larghezza L = 1200 m é piena d’acqua fino a una altezza H = 150 m.
Calcolare la forza risultante sulla diga. Assumiamo la diga di forma rettangolare.
La forza prodotta dalla pressione è data da F = pA. La pressione, per la legge di
Stevino, aumenta con la profondità h, p(h) = p0 +ρgh, dove p0 è la pressione atmosferica
e ρ la densità dell’acqua. Se considero un elemento di superficie della diga dA = Ldy
costituito da una striscia di spessore verticale dy e lunghezza L alla profondità y, la
pressione a quella profondità è:

p(y) = p0 + ρgy,

con 0 < y < H. Quindi, la forza esercitata dal liquido sull’elemento di superficie dA
della diga è:
dF = p0 dA + ρgydA
Dato che sull’esterno della diga agisce la stessa pressione atmosferica p0 che agisce
dall’interno, la forza totale netta sulla diga la ottengo integrando in y da 0 a H:
Z H
1
F = ρgyLdy = ρgH 2 L
0 2
1 kg m
= × 1000 3 × 9.8 2 × (150)2 m2 × 1200 m = 1.32 × 1011 N. (1)
2 m s

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3. Un recipiente cilindrico con area di base A é riempito di acqua fino ad una quota h.
Ad una quota h1 < h é praticato un forellino di sezione A1 da cui zampilla acqua che
giunge al suolo ad una distanza x dalla parete del cilindro.
a) Determinare l’espressione di x in funzione di h, h1 , A e A1 . b) Determinare (nel
limite di A1 << A) quanto deve essere il rapporto tra h e h1 affinché lo zampillo d’acqua
raggiunga il suolo ad una distanza x = h1 .
Essendo l’acqua un fluido incomprimibile possiamo applicare il principio di Bernoul-
li. Considerando un punto sulla superficie dell’acqua a quota h e un secondo in
corrispondenza del forellino otteniamo:

p0 + ρgh + 1/2ρvh2 = p0 + ρgh1 + 1/2ρvh1


2

dove vh e vh1 sono le velocitá del fluido nei due punti considerati.
Inoltre, considerando le sezioni A e A1 , la portata volumica deve essere conservata e
quindi:

Avh = A1 vh1

da cui vh = A1 vh1 /A.


Sostituendo nella prima equazione si ottiene:

1 1 2
gh + (A1 /A)2 vh1
2
= gh1 + vh1
2 2

1
[1 − (A1 /A)2 ]vh1
2
= g(h − h1 )
2
e
1 2 g(h − h1 )
vh1 =
2 [1 − (A1 /A)2 ]

da cui: s
2g(h − h1 )
vh1 =
[1 − (A1 /A)2 ]

Se le particelle seguono un moto analogo a quello di un proiettile, allora seguono le leggi


del moto parabolico:

x(t) = vh1 t
y(t) = h1 − (1/2)gt2

da cui, quando le particelle raggiungono il suolo (y(t)=0) vale:


p
t = 2h1 /g

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p
x = vh1 2h1 /g

che, espresso in funzione delle grandezze richieste, diventa:


s
4h1 (h − h1 )
x=
[1 − (A1 /A)2 ]

Se x = h1 :
p
h1 = vh1 2h1 /g

e
2
vh1 = (gh1 )/2
2 e imponendo A << A si ricava:
Sostituendo nella formula sopra relativa a vh1 1

1
h1 = h − h1
4
da cui h = (5/4)h1 .

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3. Un bacino di superficie S = 120000 m2 e profondità dell’acqua h = 20 m alimenta una


centrale tramite una condotta che pesca dal fondo del bacino. La condotta ha diametro
2 m, lunghezza L = 250 m e inclinazione 45◦ ed è inizialmente chiusa all’uscita. Si
determini la pressione dell’acqua all’uscita e all’ingresso della condotta. Si apre quindi
la condotta: si determinino pressione e portata in uscita (si assuma un regime di fluido
ideale).
Poniamo A un punto alla superficie del bacino, B all’ingresso e C all’uscita della condot-
ta. Scegliamo un asse z diretto verso l’alto, con origine nel punto C. Abbiamo quindi:
zC = 0; zB = H = 177 m, con H = L sin(45◦ ); zA = h + H = 197 m.
Con condotta chiusa, applichiamo la legge di Stevino tra A e B, con pA = 1 atm:

pB = pA + ρgh = 297 kPa

tra A e C:
pC = pA + ρg(h + H) = 2.03 MPa

Con la condotta aperta, applichiamo il teorema di Bernoulli tra A e C:


1 2 1 2
pA + ρvA + ρg(h + H) = pC + ρvC + ρg(0)
2 2
trascurando la velocità in A essendo la superficie del bacino molto maggiore della sezione
della condotta. L’acqua all’uscita si trova a pressione atmosferica

pC = pA = 101 kPa

e la velocità vale quindi


p
vC = 2g(h + H) = 62.1 m/s

La portata è
q = vC π(d/2)2 = 195 m3 /s

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3. Un’abitazione é dotata di una cisterna cilindrica pensile posta ad un’altezza h= 32 m e


collegata all’abitazione tramite una conduttura orizzontale a livello del suolo. L’afflusso
di acqua nella casa é controllato da una valvola che, se aperta, consente all’acqua di
scorrere. Il diametro della cisterna é D= 3.0 m mentre quello del condotto orizzontale
é d= 2.54 cm. Per soddisfare le esigenze dell’abitazione il condotto deve fornire una
portata d’acqua pari a 0.0025 m3 /s. Il secondo piano della casa, posto ad un’altezza
h’=7.25 m da terra, é alimentato da un tubo piú sottile, con diametro d’= 1.27 cm che
deve fornire la stessa portata d’acqua.

d h

d’

h’

a) Determinare di quanto varia la pressione nel condotto orizzontale quando la valvola


viene aperta. b) Determinare la velocitá e la pressione dell’acqua nel tubo che alimenta
il secondo piano.
a) Per determinare la pressione nel condotto orizzontale (identificato qui con B) si ap-
plica l’equazione di Bernoulli tra un punto nel condotto stesso e il pelo libero dell’acqua
alla sommitá della cisterna (che identifichiamo con A).
2 2
pA + 1/2ρvA + ρgyA = pB + 1/2ρvB + ρgyB

Nel caso statico (valvola chiusa) le velocitá in A e B sono nulle e la pressione in B vale:

pB = pA + ρgh = 4.15 × 105 P a

dove si é utilizzata pA uguale alla pressione atmosferica (1.01 × 105 P a)


Quando la valvola viene aperta l’acqua fluisce nel condotto con velocitá vB e acquista
al pelo dell’acqua nella cisterna una velocitá vA . Le due velocitá possono essere ricavate
dalla costanza della portata:

R = vA π(D/2)2 = vB π(d/2)2 = cost

Si ottiene:
vA = 3.54 × 10−4 m/s

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vB = 4.94m/s

La pressione in B vale in questo caso:

2 2
pB = pA + ρgh + 1/2ρ(vA − vB ) = 4.03 × 105 P a

Quindi aprendo la valvola la pressione si riduce di 0.12 × 105 P a.


b) Se il tubo (C) che fornisce il secondo piano deve mantenere la stessa portata la
velocitá deve essere:
vC = R/AC = 19.75m/s
Dall’equazione di Bernoulli applicata tra un punto nel tubo al secondo piano (C) e il
punto A si ricava la pressione:
2 2
pC = pA + ρg(yA − yC ) + 1/2ρ(vA − vC ) = (1.01 + 2.43 − 1.95) × 105 P a = 1.49 × 105 P a

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