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CAPITOLO 2 – ASPETTI METODOLOGICI DELLA RICERCA CRIMINOLOGICA

PROBLEMATICHE GENERALI
La possibilità di misurare la criminalità dipende sia dallo strumento metodologico sia dalla
“qualità” dei dati elementari a disposizione, ossia il grado di oggettività che essi possono
assicurare. Se la rilevazione è estesa a tutto il territorio nazionale, i modelli di raccolta
devono essere uniformi su un unico modello di classificazione e su un unico sistema di
procedure per la registrazione. Se ci si volesse allargare a livello internazionale si
incontrerebbero 2 ostacoli:
1. I differenti criteri di rilevazione da paese a paese
2. I differenti modelli di legislazione penale e penitenziaria, che riflettono diversi
standard di condotta sociale.
Alcuni studiosi hanno elaborato una serie di criteri di base che per la scelta dei reati
assumono funzione di “indicatori standard di devianza”. Questi criteri sono:
 Considerare solo fatti previsti come reati da tutte le legislazioni
 Che siano rappresentativi dello standard di devianza caratteristico dei singoli paesi
 Che siano di elevata frequenza relativa
 Che si delineino facilmente classificabili
Ovviamente non sono gli unici. Un altro problema legato alla comparazione sorge dal fatto
che la probabilità di denuncia non è uniforme tra gli Stati e, spesso, all’interno dello stesso
paese vigono omertà e vendetta privata.
Particolare attenzione è rivolta alle statistiche dell’ISTAT. In Italia non esistono rilevazioni
costanti sulle vittime dei reati, come avviene in altri Paesi. Quindi le notizie sui soggetti
passivi del reato si hanno solo grazie alle indagini sulla vittimizzazione e su determinati
delitti.
Compito principale della criminologia è quello di acquisire conoscenza e concordanza di
idee sulla devianza e la criminalità, su autori e vittime e sulla reazione sociale ad essi, al
fine di costruire modelli teorici di riferimento per la politica criminale e per la politica
generale di uno stato. Lo scopo ultimo è quello di fornire indicazione per un’adeguata ed
efficace attività di controllo sociale. Questa attività si svolge lungo due direttrici principali:
1. Prevenzione primaria, che tende a ridurre la criminalità attraverso interventi di
politica sociale
2. Prevenzione secondaria, diretta a ridurre le iniziali espressioni di comportamento
deviante soprattutto negli adolescenti
3. Prevenzione terziaria, tesa al recupero dei condannati per mezzo di trattamenti
risocializzativi dentro e fuori dalle strutture penitenziarie.
La ricerca criminologica è diretta all’individuazione di obiettivi concreti.

LA RICERCA EMPIRICA: METODI E STRUMENTI


La ricerca consiste in uso di metodologie standardizzate e sistemiche. Si parte dall’ipotesi:
 che definisce il campo di indagine
 è basata su questioni empiricamente rilevanti
 ha sempre carattere di provvisorietà
 non dovrebbe essere influenzata dalle credenze del ricercatore
Fasi successive:
1. analisi e commento critico della letteratura sull’argomento
2. scelta del metodo e degli strumenti
3. a seconda del metodo, l’approccio può essere di due tipi:
 quantitativo tende a quantificare il fenomeno indagato e a porlo in
rapporto ad altri indicatori sociali. Può essere esplicativo, che spiega il perché
si verifichi il fenomeno, o descrittivo, che descrive come esso si manifesti in
un determinato periodo storico.
 Qualitativostudia le caratteristiche, omologie, connessioni logiche e
funzionali tra i fenomeni osservati. Si applica sia a fatti complessi considerati
nella loro unicità, sia a pochi casi come in campo clinico o sociologico.
4. Svolgimento di uno studio pilota, utilizzando lo strumento di rilevazione prescelto su
un numero limitato di casi per tararlo sul campo.
5. Raccolta dei dati attraverso lo strumento adottato
6. Elaborazione dei dati, che va eseguita dopo averli codificati e informatizzati
7. Sintetizzazione dei dati attraverso rappresentazioni/visualizzazioni con tabelle.
8. Interpretazione dei dati, da svolgere in maniera obiettiva e senza forzare i risultati.
L’interpretazione svolge anche una funzione di valorizzare il dato imprevisto ed
anomalo, chiamata serendipity indica la valorizzazione del dato nuovo, non
previsto nell’ipotesi di ricerca, che introduce un rapporto non direttamente
osser4vabile e supera l’aspetto constatativo della generalizzazione, riferibile ad
entità ipotetiche, e costruzioni logico-deduttive.
Attraverso l’indagine criminologica si passa dal momento constatativo, di analisi con leggi
statisticamente verificabili di aspetti direttamente osservabili di un fenomeno, al momento
teorico-scientifico che stabilisce leggi generali e teorie valide in ogni tempo e luogo.
Merton sottolinea che le previsioni verificate, derivate da una teoria, non “provano” o
“dimostrano” quella teoria, ma forniscono una misura di conferma. È sempre necessario
verificare i risultati di una ricerca con un’indagine successiva; essi dovrebbero così
diventare l’ipotesi di partenza di un nuovo studio. In definitiva, si può dire che la validità di
una ricerca empirica ha il suo fondamento prima di tutto nell’”onestà intellettuale” del
ricercatore.

STRUMENTI PER LA RACCOLTA DEI DATI

QUESTIONARIO
 Consente di verificare le ipotesi di ricerca di la raccolta di dati in tempo breve.
 Viene compilato dall’intervistatore e viene spedito, telematicamente, ad un
campione specifico di persone considerate rappresentative.
 È meno costoso rispetto ad altre forme di raccolta dati, ma presenta alcuni
problemi:
 Rifiuto di rispondere
 Fraintendimento delle domande
 Risposte compiacenti o pregiudizi inconsci dello studioso
 I dati quantitativi ottenuti sono un dato grezzo che richiede un’interpretazione
adeguata ricca di difficoltà.
 Può essere sviluppato con risposte “chiuse” o “aperte”
 La disposizione delle domande deve tener conto delle reazioni psicologiche del
soggetto. È preferibile richiedere i dati personali (sociodemografici) alla fine. Le
domande che richiedono l’opinione dell’intervistato devono garantire che ad ogni
opinione possa corrispondere un tipo di atteggiamento.

INTERVISTA