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NUOV
I
RIVISTA MENSILE
Sp ed. Abb. post. Gr. IV

ANN01- n.1
AGOSTO 1969

2 RADIOMICROFONI in
FM con portata da 1 KM.

Un WATTMETRO per BF

Con un FET il vostro tester diven-


terà un VOLTMETRO elettronico

2 ALIMENTATORI stabilizzati

Un amplificatore STEREO in sca-


tola di montaggio
EK-10
Radio1nicrolono in FM
Quante volte nei films polizieschi abbiamo visto
in funzione questi piccoli oggetti dalle molteplici
applicazioni, e quante volte abbiamo desiderato
possederne uno! Se fino a ieri questo desiderio
doveva restare inappagato, oggi invece con una
modica spesa potremo facilmente realizzarlo.

A CHE PUO' SERVIRE UN RADIOMICROFONO introdursi in esso. Oppure come dispositivo di


controllo, per sorvegliare dalla cucina o dalla sala
Ammettiamo di essere in possesso di una emit- da pranzo il pupo che dorme, senza dover abban~
tente piccolissima, alimentata da una sorgente donare le consuete occupazioni. Infine per a-
autonoma di energia, fornita di una buona por- scoltare le varie indiscrezioni in nostra assenza .
tata e di una buona autonomia di esercizio, con e in questi casi sarà sufficiente nascondere l'ap-
un'ottima sensibilità e che possa essere captata parecchio in un cassetto e noi. al riparo da occhi
da un qualunque apparecchio transistorizzato indiscreti, saremo in wado di ascoltare tutto
o no, purché fornito della gamma FM. Non richie- quanto avviene nella stanza sotto controllo. Un
dendo una tale emittente alcun collegamento altro impiego, possedendone due esemplari, po-
tra microfono e ricevitore potremo impiegarla trebbe essere quello di saper mantenere il contat-
per gli usi più svariati, di cui vogliamo fornirvene to fra due auto (è naturalmente necessario che
un esempio. esse siano provviste di autoradio dotate della
Si potrebbe \Jtilizzarlo come apparecchio anti- gamma FM) distanti l'una dall'altra mezzo chi -
furto per poter tenere sotto controllo, a distanza. lometro o più, anche viaggiando a 100 Km. od
il negozio, o l'ufficio ed essere avvertiti tempesti- oltre, proprio come fossero dotate di telefono.
vamente se qualcuno fraudolentemente volesse Questo sistema risulterebbe molto comodo per

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far comprendere a chi ci precede o a chi ci segue
la nostra intenzione di fe rmarci o di svoltare,
T!'NlfOftfl:
sen-za dover fare incomprensibili segnalazioni
con il clacson o con le mani. Coloro che si di-
let1ano di caccia o di pesca troveranno il Radiomi-
crofono utilissimo per comunicare coi compagni
F"SQVEHZA 89 9 MH:t 91
di battuta senza dover abbandonare la posta
ed eventualmente spaventa re la preda.
Come vedete le applicazioni sono tante che
sarebbe troppo lungo descriverle tutte: persone
da noi interpellate in proposito ci hanno risposto Fig. 1 per conoscere la differenza
nelle maniere più disparate ed imprevedibili.
che esiste fra la modulazione di am-
« lo, ci diceva un signore, lo userei per con -
piezza e quella di frequenza, faremo
trollare la fedeltà di mia moglie. Sarebbe troppo
un piccolo esempio esplicativo pren-
bello poter controllare a distanza tutto quanto
dendo come paragone una emittente
avviene in casa. » Un nostro conoscente, fratello
che trasmetta sui 90 MHz.
di una parrucchiera ed inveterato curioso, vorreb-
be introdurlo clandestinamente nella boutique
della sorella per ascoltare impunemente i pette-
golezzi delle presenti. Uno studente poi. dimo-
strando più fantasia che amore per lo studio,
pensava che sarebbe stato molto utile averne
uno durante gli esami per poter comunicare
all'esterno i compiti d'esame ed attendere una
sicura traduzione.
In campo professionale c'è poi chi lo vorrebbe
usare per registrare a distanza discussioni d' affari,
vertenze, ecc. Un allenatore . di calcio se ne sa-
rebbe servito per carpire le disposizioni tecniche
della squadra avversaria quando i giocatori sono
negli spogliatoi. Fig.2 Se questa fosse a modulazione
Si potrebbe continuare per pagine e pagine, di ampiezza, la frequenza risulterebbe
ma pensiamo che lo stesso lettore in possesso di fissa sui 90 MHz. mentre gli impulsi
un radiomicrofono saprà usarlo nel modo più op- di BF agendo sul segnale di AF, lo
portuno e come meglio riterrà utile. modificherebbero in tensione cioè
allargandolo o restringendolo in am -
piezza.
IL MICROFONO MINIATURIZZATO EK 10

Il primo modello che qui vi insegneremo a co-


struire presenta le seguenti caratteristiche:

Portata: 1 Km; effettivo


Potenza: circa 50 mW FREQUEN ZA 89
Dimensioni (esclusi pile): 25 X 50 mm.
Frequenza di lavoro: 80- 12 0 MHz
Modulazione: F.M. con diodo VARICAP
Tre transistors NPN al silicio
Microfono piezoelettrico
Fig.3 Nella modulazione di frequenza,
l'ampi ezza rimarrebbe invece rigoro-
Prima di descrivervi il circuito elettrico sarà
samente costante (tensione costante),
opportuno soffermarci sulla portata di questo
gli impulsi di BF, agirebbero in questo
radiomicrofono, elemento sul quale molti lettori
caso provocando variazioni laterali,
faranno affidamento nelle loro future applica-
cioè variazioni di frequenza.
zioni.

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Fig.4 Moll i progetti di radiomicrofono
..... per modulare in FM, inviano diretta•

mente il segnale di BF, attraverso
un condensatore di forte capacità,
sull'oscillatore di AF. Con tale sistema
l'oscillatore risulta esclusivamente
modulato in ampiezza. La modulazione
di frequenza è comunque presente per
uno slittamento irra zionale dell'o-
scillatore.

Fig.5 Per ottenere una vera


modulazione di frequenza
il segnale di BF deve essere
sfruttato solamente per
modificare la capacità
di un diodo Varicap, il
quale trovandosi in paral-
lelo alla bobina oscillatrice
ne provocherà solamente
variazioni di frequenza.
Per questo motivo C1
possiede una capacità
di 1 -2 pF.

Noi abbiamo indicato come ponata effettiva Al mare poi, da una barca, si pu6 trasmettere
km .• ma non è che questo dato sia matemati- e ricevere anche a distanza di 4 km.
camente assoluto; essa pu6 variare in modo Nell'uso in città è conveniente tenere ramenna
considerevole a seconda delle condizioni am- lontana dai muri, e possibilmente in prossimità
bientali. di una fin estra.
Nelle nostre esperienze siamo arrivati a ricevere
fi no a tre chilometri di distanza mentre in altri
casi già a cinquecento metri la ricezione diventa- PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
va problematica.
Si hanno le massi m e portate quando tra posto Abbiamo accennato prima al fatto che il nostro
trasmittente e quello ricevente, non vi sono in- microfono funziona in F.M .. occorre quindi in-
gombri di notevoli proporzioni. capaci di riflet- nanzitutto sapere cosa significa Modulazione
tere le onde elettromagneticlre, quali ad e- di ampiezza e Modulazione di frequenza. Forse
sempio silos metallici, palazzi di cemento arma- i pi ù conosceranno già tale differenza, quindi
to ecc. Cosi pu6 accadere specie in città che in queste poche righe che dedicheremo all'argomen-
una zona la portata pu6 essere limitata a 500 to serviranno più che altro a coloro che non
metri, mentre nella parte opposta può tranquil- hanno avuto modo di approfondire !"argomento.
lamente raggiungere il chilometro. Supponiamo di sintonizzare su un ricevitore
Per punt ualizza re ancora, se il radiomicrof ono una stazione sulla frequenza di 90 MHz (fig. 1 ):
viene installato al piano terra di un palazzo. ha se questa stazione fosse a modulazione di am-
una data portata. se invece viene posto all'ul piezza noi avremo un segnale di A .F. che varie-
timo piano. essa verrà considerevolmente aumen- rebbe in altezza (si dice appunto in ampiezza)
tata. cioè con più o meno intensità, e si manterebbe

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sempre fissa la frequenza a 90 MHz. (Fig. 2) per modulare in A.M. un oscillatore, ma sfrut-
Se invece tale stazione fosse a modulazione tata esclusivamente per far vari are la sola
di frequenza (Fig. 3) si noterebbe che l'ampiezza frequenza. Per ottenere queste condizioni oc-
rimane invariata mentre varierebbe la frequen- corre impiegare degli speciali diodi, chiamati
za di emissione che da 90 M Hz andrebbe VARICAP, che si potrebbero paragonare a veri
per esempio da 89 a 91 MHz. e propri condensatori con la sola differenza
Puntualizziamo innanzitutto il fatto che un che hanno la J;>roprietà di modificare la loro
ricevitore adatto a ricevere in modulazione capacità interna a seconda della tensione
d'ampiezza non riesce a rivelare la modula- applicata ai loro capi. Tanto per fare un esem-
zione di frequenza e viceversa. Sta di fatto pio esplicativo. se mettiamo in parallelo ad
per6 che la modulazione di frequenza presenta un diodo Varicap una tensione di 1 volt: esso
tali e .tanti vantaggi che qualsiasi radio moderna. assume ad esempio una capacità di 40pF (questi
anche portatile è provvista di tale gamma dati sono puramente teorici). Se aumentiamo la
d'onde. tensione e la portiamo a 5 V. la sua capaci tà
Infatti la fedeltà di riproduzione della F.M. diminuisce a 36 pF., e continuerà a diminuire
non è paragonabile a quella in A.M. (la F.M. fino a 30 pF. se portiamo il potenziale applicato
riesce a irradiare tutte le frequenz~ acustiche fino a 10V.
~ 20 a 30.000 hertz mentre la modulazione Questo diodo si comporta, quindi, come un
d'ampiezza è limitata da 100 a 5.000 hertz); condensatore variabile che teoricamente muova
in F.M. inoltre sono praticamente eliminate le sue lamelle aumentando o diminuendo la capa-
scariche atmosferiche, disturbi, interferenze, cità sotto gli impulsi a bassa frequenza della
col vantaggio di una ricezione pressoché per- tensione applicata ai suoi capi. Se il Varicap
fetta per chia rezza e fedeltà. si trova applicato alla bobina dell'oscillato're
A.F.. il segnale di 8 . F. provocherà colle sue varia-
zioni una vera e perfetta modulazione di frequen-
za, senza che in essa vi sia presente la benché
COME SI PU6 MODULARE IN FREQUENZA minima parte di modulazione di ampiezza. In
UN PICCOLO TRASMETTITORE fig. 5 potete trovare uno schema che illustra il
principio oscillatore A .F. modulato in F.M. con
Un primo sistema potrebbe essere quello tale sistema.
di moclulare in ampiezza un oscillatore di A.F. Il segnale di B.F., prelevato da un qualsiasi
autooscillante; non è per6 che tale sistema amplificatore di bassa frequenza. viene inviato
venga comunemente utilizzato per radiomi- tramite JAF 1 (una impedenza di A.F.) al diodo
crofoni in F.M. e non è certo il più idoneo, Varicap (DV 1 ), che sotto gli impulsi sinusoi-
perché si ottengono risultati mediocri sia in dali del segnate varia la sua capacità interna .
fedeltà, sia in sensibilità. In fig. 4 vediamo ap- In serie al diodo, e quindi in parallelo alla bobina
punto uno schema che impiega tale procedi- di sintonia L 1 dell'oscillatore, vi è un normale
mento. Un amplificatore di bassa frequenza am- condensatore C l di piccolissima capacità ( 1,5-
plifica il segnale captato dal microfono e lo invia, 2 - 3 pF), per impedire che un qualsiasi segnale
tramite un condensatore di grande capacità, di B.F. giunga ad influenzare l'oscillatore in A.F .•
ali' oscillatore. Il trasmettitore è cosi essenzial- e per limitare la larghezza della modulazione F.M.
mente modulato in AMPI EZZA, ma dato che Dopo questa semplice ma necessaria premessa
l'oscillatore non è pilotato a quarzo, le variazioni affinché anche il lettore più sprovveduto abbia
di 8 .F. producono degli slittamenti di frequenza modo di comprendere la funzione dei vari com-
che possono essere rivelati da un ricevitore ponenti di un Radiomicrofono in F.M., passiamo
in F.M. Come precedentemente precisato, i a descrivere due modelli che pur avendo uguale
risultati lasciano parecchio a desiderare in potenza, e quindi analoga portata, variano solo
quanto in pratica il segnale emesso risulta per in sensibilità.
il 90 % in A.M. e solo il rimanente 10 % in F.M. Il modello EK-10 serve per usi normali, in
Questi tipi di trasmettitori sono completamente quanto ha la possibilità di captare voci e suoni
da scartare come veri radiomicrotoni a livello ad una distanza variabile di 2- 4 metri, mentre
professionale e possono servire tuttalpiù come il modello EK 12. più sensibile, pu6 essere impie-
giocattolo gato per usi speciali, poiché è in grado di << sen-
Per ottenere una vera modulazione di fre- tire» il rumore di una moneta da cinque lire che
quenza è necessario che qualsiasi variazione cada a terra ad una distanza anche di 10- 12
di un segnale di 8 .F. non venga mai impiegata metri dal microfono.
pag. 5
Fig. 6
-
..

...
e, c11 +

R1 = 1.000 ohm
. C7 1,5 pF
R2 = 220.000 ohm ca = 4 ,5-20 pF compensatore
R3 = 10.000 ohm C9 1,5 pF
R4 = 100.000 ohm C10 = 5 pF
RS = 2.200 ohm C11 = 5 mF elettr.
R6 = 4.700 ohm L1 = vedi articolo
R7 1.000 ohm DV1 Diodo Varicap BA 102
R8 = 68.000ohm TR1 Transistor NPN tipo BC107
C1 10.000 TR2 Transistor NPN tipo BC107
C2 5 mF elettr. TR3 Transistor NPN tipo BSX 26
C3 = 100.000 pF JAF1 = lmped. di AF per FM e VHF
C4 100 mF elettr. JAF2 = lmped. di AF per FM e VHF
es 5 mFelettr. MICROFONO Piezoelettrico
C6 50 mF elettr. Pila da 9 volt

IL CIRCUITO ELETTRICO DEL MODELLO EK 1O propria frequenza di em1ss1one seguendo fedel-


mente le vibrazioni trasmesse dal microfono.
Il complesso EK 1 O il cui schema elettrico Il seçinale fornito dall'oscillatore viene poi tra -
è visibile - in fig. 6 impiega, come anticipato, 3 sferito attraverso il condensatore C9 all'antenna
transistors al silicio di tipo NPN, due BC 107 e irradiato nello spazio.
e un BSX 26. Due dr questr servono nella sezione Come alimentazione si è scelta la tensione di
di B. F. ad amplificare il segnale captato dal mi- 9 V. onde poter usare le comuni pile per transi-
crofono piezoelettrico ed il terzo viene impiegato stor.
per produrre un segnale di A.F . L'oscillazione di Il microfono dovrà essere di tipo esclusiva-
TR3 viene causata da una reazione positiva sta- mente piezoelettrico per ottenere una elevata
bilita , tra collettore ed emettitore, da un conden- fedeltà di riproduzione.
satore da 5 pF.
La fl'eQuenza di oscillazione è determinata dal REALIZZAZIONE PRATICA
valore dei componenti il gruppo L1, C8, C7, DV1.
Il diodo DV1, come si pu6 notare, col con- In possesso del circuito stampato già inciso,
densatore C7 in serie, e tramite un'impédenza la realizzazione pratica del piccolo trasmettitore
d i A.F., è collegato allo stadio finale di bassa risulta di semplicissima esecuzione. ChiunQue,
frequenza. Le variazioni determinate dal segnale, anche con una pratica molto modesta. sarà in
come precedentemente accennato, determinano grado in un tempo molto breve di terminare la
quei mutamenti di capacità del Varicap che per- propria fatica con sicurezza totale di funziona-
mettono al circuito oscillante di modificare la mento.

pag. 6
Nella fig. 7 è visibile il circuito stampato mentre ottenere un apparecchio di minimo ingombro
in fig 8 sono indicati in modo molto chiaro la di- ed una certa eleganza abbiamo montato quiisi
sposizione degli elementi così come li abbiamo tutti i pezzi verticalmente
sistemati noi: seguendo fedelmente tale disegno
Il microcompensatore C8 montato in prassi
non potete sbagliare. La bobina di sintonia (L 1)
mità della bobina L 1 è indispensabile per modi-
che dovrete avvolgere consta d1 cinque spire di
ficare la frequenza di emissione da 80 a 120 MHz
rame da O.8 mm awolte in aria con diametro di
in modo da avere la possibilità di sintonizzarsi
mm. 6 e stirata fino ad una lunghezza di 11 mm.
su d1 una porzione di gamma non disturbata da
Le JAF 1 e JAF2 sono impedenze di A. F. adatte
stazioni di radio diffusioni che, avendo ovvia-
per le VH F e le FM che otterremo avvolgendo con
filo smaltato di 0.20 mm. 15-20 spine attorno ad mente una potenza ben superiore a quella del
un nucleo ferro magnetico filettato da 3 mm .. nostro radiomicrofono, ne impedirebbero l'uso
cioè, tanto per intenderci su ad uno di quei nuclei Nella realizzazione pratica occorre tenere pre
tolti da una bobina di sintonia o per media fre- sente un ultimo particolare: la massa del micro
quenza fono. Controllate con un ohmetro I terminali
Nel fissare i condensatori elettrolitici e i tran- per conoscere qual è quello di massa cioè quello
sistor raccomandiamo rli rispettare scrupolosa- .collegato alla carcassa metallica del microfono
mente le polarità e la disposizione dei terminali. ' c!,e dovremo collegare alla calza metallica. col
Per ridurre le dimensioni del radiomicrofono ed legata a sua volta alla massa del circuito stam

ANTENNA Fig.8 Circuito di montaggio


sulla basetta del circuito
stampato visto dal lato dei
componenti. Ricordatevi, usan-
do un cavetto schermato per
collegare il microfono al cir-
cuito stampato, che la massa
del cavetto dovrà risultare
collegata al terminale del
microfono m contatto con
la carcassa metallica dello
stesso.

PILA MICROFONO

pag. 7
pato. (In mancanza di uno strumento adatto sa- A questo punto si procede al primo esperi-
rà opportuno procedere per tentativi). mento: col radiomicrofono in una stanza e qual-
li trasmettitore senza antenna ha una portata cuno incaricato di parlare ad una distanza di circa
di 30-50 metri, quindi se desiderate raggiungere mezzo metro da esso e voi in un'altra col ricevi-
e superare il chilometro sarà indispensabile ap- tore controllate se la ricezione è perfetta. sinto-
plicarne una. Non è d'altronde indispensabile nizzando eventualmente in maniera più precisa
usarne una a stilo. Noi abbiamo ottenuto ottimi la frequenza di emissione. Se tutto risulterà nor-
risultati con uno spezzone di filo di rame isolato male, è giunta l' ora di provarlo all'aperto. Se lo
in plastica della lunghezza di 70 cm. tenete in mano, ricordatevi che dovete modifi-
care la sintonia nel ricevitore per compensare
la capacità aggiunta al circuito stampato dal
nostro corpo. Qualora notaste ad una prima prova
che la portata non risulta superiore ai 1 5 metri,
TARATURA DEL RADIOMICROFONO
niente paura, il radiomicrofono è perfetto, soltanto
che esso trasmette non sulla frequenza da voi
Terminato il montaggio sarà necessario proce-
sintonizzata, ma su altra diversa, cioè avete
dere ad una taratura di sintonia in modo che la
commesso un piccolo ma scusabile errore di
nostra frequenza non si trovi in prossimità o
taratura. Se esplorerete la sintonia del ricevi-
addirittura proprio sopra una stazione RAI.
tore noterete che il segnale del radiomicrofono
Questa operazione non presenta alcuna difficoltà
sarà molto più forte su un'altra frequenza della
e la si esegue in pochi secondi. Prendete il vostro
scala parlante; e tutto questo può accadervi
ricevitore predisposto sulla gamma delle F.M.
e sintonizzatelo su di una lunghezza d'onda libera se durante la taratura di es avrete tenuto la
da qualsiasi altra trasmissione (noi di solito usia- radio troppo vicino al trasmettitore captando
mo frequenze varianti da 101 a 104 MHz) così non la frequenza fondamentale, ma un'ar-
e mantenetene il volume a circa 3/4 di potenza; monica, che essendo tale, a distanza superiore
Appoggiate il vostro radiomicrofono su di un ai 10-15 metri non è più percepibile. In questi
tavolo ad una distanza di circa 5 metri dal rice- casi occorre riprovare a ruotare C8 col ricevi-
vitore (non tenetelo in mano per non influenzare tore a 5-6 metri tino a trovare la frequenza
la bobina di sintonia e ciò anche durante la tara- giusta.
tura) e con un piccolo cacciavite di plastica (in
mancanza potete sempre usare una lamina di pla- LA SCATOLA DI MONTAGGIO
stica perché il metallo di un normale cacciavite La scatola di montaggio completa di circuito
potrebbe variare la capacità del condensatore) stampato, microfono piezoelettrico, e di ogni
agite sul compensatore es. Quando sentirete altro componente è disponibile presso la ditta
nel ricevitore un forte fischio potete essere certi EURO-KIT Via Alidosi 32/a Bologna al prezzo
di esservi sintonizzati sulla frequenza predisposta di L. 6.000 comprese le spese postali.
del ricevitore.

IIIIIIIIICA
Se avete trovato il primo numero di questa rivista interessante, noi Vi diciamo
subito che non condividiamo appieno il Vostro parere, perché proprio noi
che l'abbiamo preparata non ne siamo pienamente soddisfatti. Volevamo
fare molto di più, renderla ancora più intereS"Sante, ma niente all'inizio pu6
essere perfetto.
Ci proponiamo pero di colmare in futuro quelle lacune che la nostra esperienza
e il Vostro giudizio suggeriranno.

pag, 8
un fET farà del
vostro tester un

VOLTMETRO
ELETTRONICO

A coloro che posseggono un normale tester e non possono,


o non vogliono oberarsi della spesa di un voltmetro elet-
tronico, consigliamo di realizzare questo circuito, che
senza modificare alcuna parte dello strumento, lo tra-
muterà in un efficientissimo voltmetro elettronico con
una resistenza d' ingresso vicinissima ai 30 megaohm.

Non sono molti coloro che nel loro laboratorio di un voltmetro elettronico.
possiedono un Voltmetro elettronico, chi per Per giungere al nostro scopo ci siamo avval-
l'elevato costo dello strumento, altri perché non si dell'apporto di un FET. componente relati-
ne conoscono ancora con esattezza le ottime vamente nuovo della tecnica moderna, che ci
caratteristiche e possibilità d'impiego e con- permette di ottenere elevate prestazioni ed
siderano pertanto un comune tester più che un' alta sicu rezza di funzionamento accoppiate
sufficiente per ogni misura. . ad un circuito estremamente semplice e compat-
Costoro per6 non tengono conto che il tester, to, dotato inoltre di alimentazione autonoma.
in particolari situazioni, può dar luogo ad er- Il progetto che presentiamo ai nostri lettori
rori del 50 % ed anche più, poiché la sua resi- è stato a lungo provato e riprovato, al fine di
stenza interna altera in modo determinante il ottenere uno strumento pratico e funzionale,
circuito sotto misura, fattore a volte fonte di e sopr~ttu.t to di faci le costruzione.
notevoli inconvenienti. Inoltre la possibilità di usufruire del circuito
Quest'articolo ed il progetto che esso descri- stampato preinciso contribuisce ad eliminare
ve rappresentano la migliore soluzione al pro- ogni probabilità di errore nel montaggio anche
blema sopra accennato, naturalmente per coloro per quei lettori che sono alle prime armi. Credia-
che, già in possesso di un normale tester, non mo comunque che questa iniziativa sarà gradi-
possono, o non vogliono, oberarsi della spesa ta a tutti e non solo ai principianti.

pag. 9
L'IMPORTANZA DEL VOLTMETRO le resistenze d'ingresso del Tester e del Volt-
t:LETTRONICO metro a FET, perché esse giuocano un ruolo
molto importante per quanto riguarda l'esat-
Prima di iniziare la descrizione vera e propria tezza di una misura.
del nostro« voltmetro », sarà bene spiegare sem- Ad esempio quando si applicano i puntali di
plicemente i problemi connessi alla misura di un tester per conoscere la tensione esistente
tensioni su circuiti elettronici, per mettere meglio tra due punti di un circuito, pure la resistenza
in evidenza le più importanti cause di errore del interna dello strumento viene collega ta in paral-
metodo tradizionale e come eliminarle. lelo a quella del tratto in esame. Il circui to
Un normale TESTER PRESENTA UNA CERTA« re- originale risulta così modificato con l'aggiunta
sistenza interna » o resistenza d'ingresso e di di una resistenza non desiderata che altera a vol-
solito come caratteristica fondamentale dello te in modo drastico, la tensione realmente pre-
strumento, si suole dire che esso è da 20.000 sente tra i due capi del tratto di misuré! .
ohm per volt (o 10.000 o ancora 5.000 ohm per
volt, nei tester più economici). A
Ci6 significa per esempio, facendo un rapido
9V
calcolo, che nella portata « 1 O volts fondo scala »
il Tester presenta una resistenza interna di 1
20.000X 10= 200.000 ohm, mentre nella porta-
R1 4 ,5 V
ta di « 30 volts fondo scala », la resistenza interna
salirà a 600.000 ohm. Il fatto importante da no-
tare è che nella misura di tensioni piuttosto bas-
se. come quelle che di solito s'incontrano nei
circuiti a transistor o sulle griglie controllo delle
valvole termoioniche, il Tester presenta una re- R2
l
4,5 V
sistenza Interna minima: alla portata di 100
millivolts f.s., ormai inserita in quasi tutti i Tester,
la resistenza interna è di appena 2.000 ohm
(20.000 ohm X O, 1 volt).
! e

Nel Volmetro elettronico, invece la resistenza


interna è sempre molto elevata dell'ordine dei Fig.1 In un partitore composto da due
10-20 Megaohm, indipendentemente dalla por- resistenze di uguale valore, al centro
tata, tanto cioè a 0 , 1 V. f.s. come a 500 V. f.s.; apparirà sempre una tensione metà
vale a dire superiore dalle 100 alle 1.000 volte di quella totale.
a quella che posseggono i normali Tester.
Ci siamo soffermati sui valori che assumono

Fig.2 Se nel partitore di fig.1


A
si misura la tensione con un
9V
comune t ester, la resistenza
g interna di questo venendo ad
R1
- o
~ inserirsi in parallelo a quella
8 esistente (fig.3) ne provocherà
delle variazioni di tensioni
vedi le figg . 4).
R2

pag. 1O
Qual'è allora la condizione affinché l'influenza ed il circuito viene modificato come in flg. 4.
negativa dello strumento sia trascurabile? Evi-
In queste condizioni vi è ai capi del ramo infe-
dentemente bisognerà far sì che il voltmetro
riore del partitore una caduta di tensione dop-
abbia una resistenza d'ingresso quanto più alta
pia di quella esistente tra i punti A e B. Ai ca-
possibile, al limite infinita. All'atto pratico dovrà
pi dei due punti in esame ora, cioè a tester in-
essere, in generale molto più grande delle re-
serilo, vi sono. invece dei 4 ,5 V. originali, 3 V. ,
sistenze presenti nel circuito.
ed è proprio quella che la lancetta dello stru-
Cerchiamo di rendervi la cosa più semplice mento ci indica. Si commette , come si vede un
con un esempio. Supponiamo di voler misurare intollerabile errore di 1 ,5 volts in meno . pari al
la tensione esistente t ra i punti A e B del par- 33%. Addirittura catastrofico sarebbe il risul -
titore di flg. 1; avendo stabilito che le due resi- tato della misura qualora R, ed Ri fossero di
stenze del partitore sono uguali, ai capi di esse 2 Megaohm perché, in questo caso. il risulta -
vi sarà la stessa differenza di potenziale, e nel to del parallelo tra una resistenza di detto va-
nostro caso, avendo usato una tensione di 9 V., lore e quella dello strumento darebbe luogo
dovremo trovare 4,5 volts. a un circuito come quello di fig. 48 con un valore
Vediamo cosa accade invece su un circuito dell'accoppiamento uguale a 180.000 ohm. Al
del genere quando si vuol eseguire una misura capi di tale sistema verrebbe quindi ad esistere
con un Tester da 20.000 ohm X volt predisposto una tensione di poco meno 1/ 1O di quella totale
a 1 O V. f.s. (la resistenza interna dello strumento applicata al partitore, cioè circa 1 volt (Fig. 4C).
assumerà in questo caso un valore di 20.000 X Si commette cosi un errore di circa 1'80 %. Si
10=200.000 ohm). deduce da ciò come misure di questo genere non
Nelle figg. 2-3 è analizzato il caso in cui possano essere eseguite con un normale Tester
R, = R2 200.000 ohm. inserito il Tester ai capi ma solo con l'ausilio di un voltmetro ad altissima
di R,, la resistenza interna dello strumento, pure resistenza di ingresso come presenta appunto
essa di 200.000 ohm come detto, viene a trovar- uno strumf:nto elettronico.
si in parallelo ad R,. Per una nota legge fisica, Nell'ultimo caso citato sopra (Fig. 5), verrebbe
il valore di due resistenze in parallelo (nel nostro ad essere applicata ai capi di R, una resistenza
caso R, ed R tester) equivale a quello di una sola, di 22 Megaohm (resistenza abbastanza comune
secondo l'equazione ed il circuito viene modificato nei buoni voltmetri elettronici) che, in parallelo
ai 200.000 ohm, non avrebbe praticamente
R. totale = (R1 X R tester) : (R1 = R tester) alcuna influenza apprezzabile, considerando
che l'accoppiamento delle due resistenze darebbe
cosicché nel nostro caso la resistenza totale sarà
un valore efficace di circa 199.000 ohm, con
una variazione di appena lo O, 1 %, assolutamente
200.000 X 200.000 t-rascurabile.
200.000 + 200.000
=100.000 ohm.,

Fig.3

A A
9V
9V

RToWe !2 R1 3V

8 8

R2 !
o

~
R2
I
6V

e e

pag. 11
'

Fig.4A Se le resistenze del


A
partitore anziché 0,2 m egaohm
9V

...
~
e

:li
R1
I
1 V
o
o
o
o
fossero da 2 megaohm, si
avrebbe in pratica un partitore
o

I come visibile in fig. 48, ed il


N N

B tester in questo caso indiche-

...
s
e

R2
I rebbe sul punto B una tensione
di 1 volt anziché 4,5 volt.

1c

Crediamo con questo di aver chiarito, sia pure feriscono a t ratti di circuito le cui resistenze siano
sommariamente, i limiti del Tester come misura- inferiori di gran lunga a quella dello strumento,
tore di potenziale, e la necessità, per uno spe- Il discorso fatto fino ra porta a concludere che
rimentatore che si rispetti, di di~orre di un volt- il voltmetro elettronico fornisce misure più accu-
metro elettronico. Naturalmente abbiamo dovuto rate di un normale Tester. natural m ente in quei
per chiarezza, fissare la nostra attenzione su di casi in cui il fatto re resistenza interna giochi un
un unico esempio particolarmente semplice e ruolo determinant e nella misura. mentre in casi
non bisogna credere che simili casi siano rari nei analoghi l'ultimo esempio, quest'ult imo diventa
circuiti elettronici, anzi esistono in numero più preferibile in vi rt ù della sua m aggior sensibilità.
grande di quanto si possa immaginare e possono Tanto per precisare. i Tester in- commercio offrono
dar luogo ad inconvenienti non avvertibili a vista. precisioni valutabili attorno al 2-5 %, mentre
Per questo raccomandiamo l"uso del voltmetro nei voltmetri elettronici si oscilla tra il 5- 1O %,
elettronico in tutti quei casi in cui sussista anche ciò natu ralment e senza riferimenti a strumenti
il più piccolo dubbio. Il Tester rimane comunque professionali di alta classe (e ancor più alto prez-
uno strumento valido per una vasta gamma di zo).
misure, quando cioè le tensioni da misurare si ri - Per concludere, il Tester offre senz"altro una

pag. 12

L
I ..
I

A A

9V
o
o
RTotal e
9V

-..
i R1 1 V
I
~
l
N

B B

..,.- R2
..
i R2 8 V
1

l
N N

e e

maggior precisione nel valutare la tensione effet- i'n un circuito senza alterarlo; tutte quelle opera-
tivamente presente tra i capi che interessano, zioni insomma che necessitano di un minimo
quando però si può essere sicuri che l'inserimento assorbimento di corrente, da parte di uno stru-
dello strumento non abbia causato variazioni mento di misura.
circuitali, tali da far apparire la tensione di mi-
sura profondamente diversa da quella effettiva- SCHEMA ELETTRICO
mente esistente ad apparecchio disinserito.
La nostra esperienza vi consiglia comunque, Premettiamo che il nostro sistema elettronico
quando lo si abbia a disposizione, di utilizzare è un insieme a se stante che n·on comporta quindi
il Voltmetro elettronico perché, in cambio di una alcuna modifica al tester che, quando avremo
precisione inferiore del 3-4 %, ci garantisce però necessità di effettuare misure grossolane, potre-
dal non incorrere in grossolani errori del 30 % mo sempre normalmente usarlo, mentre per ri -
ea oltre, molto dannosi e più frequenti di quanto velazioni sui transistors o per conoscere la vera
non si creda. tensione imperturbata presente nelle varie parti
Con esso potrete leggere le debolissime tensio- del circuito, sarà sufficiente applicare innanzi
ni di griglia, sulle basi dei transistors, ottenere ad esso il nostro Voltmetro a FET.
informazioni precise sui poten-ziali agli elettrodi Il circuito elettrico del Voltmetro è chiara -
delle valvole, leggere a funzionamento, i valori mente riportato in fig. 7 ed in esso si noterà che

Fig.5 Disponendo i vol tmetri elettronici di


una resistenza d'ingresso elevata superiori
ai 20 megaohm tali i nconvenienti risultano
limitati, in quanto 20 m egaohm collegati in
parallelo a qualsiasi circuito non ne alterano
minimamente il valore reale.

A
A

l
9V 9V
o

R1 4,5 V i RTtùl>

1 B B

R2
I
4,5 V
g
2
R2

e e

pag. 13
fET fET

,J ..
S,3 --.

•' '
'
~

$0y
IOV

.Ji.•
tf?
' ' -..
100v.
'W··
r
o
~ ' O G S

R28

R5 Rl3

• R6 Rl4
R25

• R7 R11 R'IS

l~
R26

~
R21

R27

FIG. 7
II II
R1 5,6 Megaohm resisten-
za da applicare al punta-
le, vedi Fig.8
R2 = 1 Megaohm
R3 = 1 O Megaohm
R4 1 Megaohm trimmer
RS 6,8 Megaohm C1 = 47.000 pF
R6 22 Megaohm S 1.S2 = doppio deviatore a levetta
R7 220.000 ohm trimmer S3.S4 = commutatore 5 posizioni 2 vie
R8 ,.. 33.000ohm S5 = interruttore di alimentazione
R9 6,8 Megaohm 021 = diodo ZENER da 7 volt
R10 22 Megaohm FT1 =Fettipo2N3819-TIS39
R11 1 Megaohm trimmer 1 presa JACK
R12 82.000ohm 1 = spina JACK
R13 4, 7 Megaohm 1 = boccola per puntale negativo
R14 22 Megaohm
R15 = 1 Megaohm trimmer
R16 1 Megaohm
R17 3,9 Megaohm
R18 22 Megaohm
R19 1 Megaohm trimmer
R20 1,8 Megaohm
R21 4,7 Megaohm
R22 2,2 Megaohm
R23 1.800 ohm
R24 = 470ohm
R25 = 10.000 ohm
R26 = 1 .000 ohm potenziometro
R27 = 2.200 ohm
R28 = 390 ohm

pag. 14
l'entrata è collegata ad un commutatore a 5 po-
sizioni , due vie. La prima sezione commutailgrup -
po di resistenze ad alto valore ohmico, mentre
la seconda preleva da un potenziometro la ten-
sione da appl.i.care al terminale G del FET per es-
sere amplificata .
I potenziometri semifissi da noi impiegati sono
indispensabili per correggere e ritoccare, in fase
di messa a punto, il nostro voltmetro, non essen-
do per niente facile trovare in commercio resisten-
ze di così elevato ordine di ohm con una preci-
sione sufficiente all'uso che ne facciamo.
Sul terminale S del FET è saldato il capo posi-
tivo da collegare al nostro Tester, mentre quello
negativo è in congiunzione col potenziometro
da 1000 ohm R26 necessario per l'azzeramento.
Per rendere il nostro strumento preciso ed
insensibile a qualsiasi differenza di potenziale
la tensione viene stabilizzata da un diodo Zener

In alto, come si presenta


frontalmente il pannello
di questo voltmetro a
Fet. Questo strumento
può essere collegato a
qualsiasi tester 20.000
ohm X volt.

Di lato, dimensioni reali


. . o e

del circuito stampato visto


dal lato del rame.

"
MMM st • • § llD
R26
~
- - , _c ;--"Ml,-L __-__- __- __- _-__-_ r--
: -- _-L-....."'°'·
•t '•f.JA ,._C: A\'O M:HI...At~ - ........ J____ •

da 7 volt mentre la pila di alimentazione da 9V,


necessariamente di grande capacità, pu6 essere
sostituita da due del tipo quadro da 4,5 V. messe
in serie, se lo spazio dentro la cassetta lo permet-
terà. Sono comunque da scartare le comuni bat-
terie da transistor per la loro scarsa capacità.
Il FET da noi impiegato è il tipo 2N3819 o il
TIS34, comunque altri Fet si sono dimostrati
Fig.8 Per le misure in corrente continua è necessa- adatti senza bisogno di apportare modifiche.
rio impiegare un puntale cui internamente risulti Si nota inoltre nello schema del nostro volt-
inserito una resistenza R.1 da 5,6 megaohm, che metro, che esso è stato provvisto anche di cam-
si collegherà al jack di entrata con cavo schermato. bio di polarità del puntale di lettura, in quanto
Per la corrente alternata in serie alla resistenza si è tenuto presente che molti transistors, quali
occorrerà applicare anche un diodo al germanio ad esempio i PNP, hanno la tensione del collet-
o silicio. tore negativa, mentre in quelli NPN è positiva.

pag. 15
R9 R10 R17 R18

o
R25 R24

Fig.g In. alto, è visibile lo schema pratico di


montaggio del circuito stampato vista dal
E non è vero, come qualcuno potrebbe sug- lato dei componenti .
gerire in questi casi, che sarebbe sufficiente
invertire i puntali, perché dove dobbiamo misu- Fig.1 O Di lato possiamo vedere le connessioni
rare la tensione, occorre sempre collegare il pun- esterne che dal circuito stampato si diramano
tale con inserita la resistenza da 5,6 Megaohm- verso i relativi accessori. la bocce.la d'entrata
(fig. 8) per non modificare le caratteristiche del
è una presa jack in modo da collegare a massa
circuito.
una volta inserita la spina, lo schermo dal
Volendo, poi esiste anche la possibi lità di ser-
cavetto schermato del ountale positivo.
virsi di una sonda per leggere le tensioni in al-
ternata, o la B.F. o l'AF e in questo caso è neces-
Fig.11 In · basso, si potrà notare nel retro del
sario un nuovo puntale, come visibHe in fig. 8.
coperchio le due prese d'uscita da collegare
al tester 20.000 ohm X volt.

MESSA A PUNTO

Una volta terminata la realizzazione occorre


procedere alla taratura del nostro Voltmetro,
operazione per niente complessa. Come prima •
cosa applicheremo all'uscita dello strumento
da tarare il Tester sulla posizione 50 micro-
ampère f.s. (oppure nella posizione corrisp9nden -
te a 100 millivolts f.s.) rispettando la polari tà
dello strumento.
Acceso S 1, si regolerà il potenziometro R2 6 fi -
no a portare la lancetta i'ndicatrice sullo ZERO.
Si dovr2 poi lasciare il voltmetro in funzione
per- qualche secondo affinché il FET si stabilizzi
e raggiunga la temperatura ideale di lavoro, pro-
cedendo infine ad una più accurata azzeratura
sempre attraverso il potenziometro, perché
senz'altro la lancetta si sarà spostata di qualche
linea.

pag. 16
Fatto ci6 si potrà dar inizio alla taratura. l'indicatore segni esattamente 45 V per avere
Prendete una pila da 9 V. assolutamente nuova rispettivamente tarare le due altre portate da 50
e, predisposto il commutatore sulla posizione e da 100 V.f.s. Ogni qùalvolta effettuate un'ope-
dei 1O V. f.s., misurate con i puntali del volt- razione controllate prima che la lancetta sia a
metro elettronico la tensione presente nella pila zero. ritoccando. se nP.cessario. la R26.
ruotando con un piccolo cacciavite il potenzio- Terminate queste ultime fatiche potete rinchiu-
metro trimmer R15 cercate di far coincidere la dere l'apparecchio nella sua scatola metallica per
lanceua dello strumento sui 9 volt. Ottenuto avere così a vostra disposizione un ottimo Volt-
ci6 applicate in parallelo alla pila un potenzio- metro a FET che non mancherà di darvi grandi
metro da 100.000 ohm, e prelevando la tensione soddisfazioni, perché riuscirete finalmente a leg-
da un estremo della batteria ed il terminale cen - gere quelle tensioni alle quali non vi era possibile
trale del potenziometro, ruotatelo fino a leggere arrivare fino ad ora con apparecchiature normali.
sulla scala dello strumento 5 volt. A coloro che sono interessati alla realizza-
Commutate S3-S4 sulla portata 5 volt f.s. e zione di tale utilissimo strumento con sicuro
agendo su R 19 cercate di far coincidere la lan- risultato e minor spreco di tempo, cqnsigliamo
cetta dello strumento a fondo scala. di rivolgersi alla nostra redazione la quale prov-
Regolate o~a il potenziometro da 100.000 vederà a disporre, tramite una ditta di ns. fidu-
ohm in parallelo alla pila in modo da leggere cia l'invio della relativa scatola di montaggio
1 volt, commutate S3-S4 in posizione 1 volt. completa di ogni minimo particolare al prezzo di
e operate su R4 fino a portare la lancetta a fondo L. 7 .200. Naturalmente potrete sempre richiede-
scala. Per avere la quarta e la quinta portata. vi re i singoli componenti a prezzi concorrenziali
consigliamo di sostituire la pila finora usata con come deducibili dalla seguente tabella:
due da 22,5 volts. poste in serie così da ottenere
FET L.1.100
45 V. Non vi resta altro da fare che manovrare
Circuito stampato L. 600
sui potenziometri, con denominazione di figura
R 1 1 ed R7, in modo che sul quadrante c;lel tester Scatola metallica L. 1.300

RS
R6
""'1A
o
R7

:fr
o o

pag. 17
Dietro l'insistenza dì alcuni appassionati radio-
amatori, abbiamo deciso dì presentare a tutti
coloro che sì dilettano dì trasmissioni questo
semplice oscilloscopio che già da alcuni anni
noi usiamo con profitto per il controllo dell'ap-
parecchio trasmittente durante i QSO.
Esso esplica le funzioni di un monitor, in quanto
dà la possibilità di osservare sullo schermo sia
l'alta frequenza, sia la percentuale di modulazione
e permette inoltre di controllare la taratura degli
stadi di AF, l'accordo a Pi-Greca dello stadio
finale e la messa a pumo dell'antenna.
Il nostro oscilloscopio è fornito di un tubo
2AP1 che per6 in Europa pu6 essere sostituito
con tipi di uguali caratteristiche quali il. 902A,
il 084/2, 084/1 oppure con altri anche dì uguafe

per gli OM un
FOCUS

diametro come i comunissimi 087, senza alcuna


modifica dei valori circuitali.
Lo schema è veramente molto semplice; non
esistono infatti valvole amplifìcatricì, genera-
tori di onde a sega. ma solo un alimentatore dì
alta tensione completo dei comandi di lumino-
sità (R7). dì messa a fuoco (R5). dì guadagno
orizzontale (R12). e comandi dì spostamento
della traccia orizzontale (RB) e verticale (R9).
Il segnale pu6 essere inviato in entrata in tre
modi; o inserendo nella boccola J2 un corto
spezzone dì filo dalle .funzioni dì antenna, o colle-
gandolo direttamente all'uscita antenna del tra- Siete certi che il vostro trasmet-
smettitore, ed in questo caso occorrerrà inseri-
re un carico costituito da un gruppo di resi-
titore risulti modulato al 100 % ?
stenze in parallelo ( R13) per avere un wattaggio In questo articolo, che interes-
pari alla potenza erogata dallo stadio finale di AF
ed una resistenza complessiva uguale alla impe- serà certamente tutti coloro
denza di uscita del trasmettitore, 52-72-300
ohm. Infine si pu6 prelevare il segnale sia nei
che si dilettano di trasmissione,
trasmettitori a valvolél che in quelli a transistor, viene presentato il progetto di
dopo il trasformatore di modulazione, come da
fig. 4 e ìi:i quest'ultimo caso avremo sullo scher- un oscillografo che ci è stato
to una traccia trapezoidale simile a quella di fìgg.
9 - 10- 11 - 12. La bobina dì sintonia L 1 deve es-
inviato dal nostro collaboratore
sere accordata sulla frequenza di lavoro scelta; Friedman Herb 2W6045.
così se la vostra frequenza di trasmissione è di
27-28 MHz la bobina sarà accordata su tale gam-
ma, mentre,.se lavorate sui 14 MHz. dovrà essere
adatta a tale frequenza .

pag. 18
Qualora poi il vostro apparecchio avesse la pos- tore di alimentazione da 30-50 Watt con un se-
sibilità di lavorare su diverse gamme, sarà op- condario di 250+250 V. duplicando tale tensione
portuno, e sufficiente, applicare internamente con quattro diodi al silicio, fino ad ottenere valori
all'oscilloscopio diversi tipi di bobine accordate di 800- 100 volt necessari per l'alimentazione del
sulle gamme prescelte con un' commutatore tubo e raggi catodici.
che le possa agevolmente inserire secondo la ne- La realizzazione pratica non presenta delle
cessità del momento. difficoltà, ed il montaggio va eseguito nella
Il condensatore di accordo C 11 messo in paral- maniera p1u opportuna secondo l'operatore.
lelo alla bobina di sintonia può essere a capacità Occorre solamente ricordarsi di fissare il tra -
fissa, ed in questo caso si provvederà a regolare sformatore di alimentazione dietro il tubo per
la bobina sul centro gamma in modo da coprire evitare che il flusso magnetico, prodotto dalla
senza difficoltà tutta la gamma. Altrimenti si tensione di alimentazione durante i! funziona-
sostituisce C11 con un piccolo variabile ad aria mento; non influenzi le placche deviatrici.
da 1 OOpF colla possibilità di sintonizzarsi con Sarà inoltre opportuno scegliere sperimental-
più precisione sulla frequenza di emissione. mente il condensatore di accoppiamento C1 O
L'alimentazione prevede un comune trasforma- in base alla potenza del vostro trasmettitore:

CitizenScope
Fig. 1 La realizzazione pratica di questo oscillografo ris ulta facile;
occorre solta nto ricordarsi di collegare il trasformatore di alimentazione
alquanto distante dal tubo catodico, e possibilmente dietro di esso,
ond e evitare che i l suo flusso magnetico influenzi le placchette devia-
trici.

pag. 19
Fig. 2

T1
os•
+

C3

I RI

R10

Rs ~. ruuu,
OSI
e• - , - cg
C7 c,o -'-
C5

.....12
~

C8 ENTRATA
C6
R7

J3~
R12 R13 R13
!

'f'· - --- - - .
~====--- ~-·~=~:~·~::::::.::.:~~~::·~~:~:_. ----· .. --.. . .-::_-:::::+-
-:-...
COMPONENTI CITIZENSCOPE
R1=27 ohm 2 Watt C1= 4.700 pF. 1.000 volt ceramico T1 =trasformatore di alimentazione da 30-50
R2= 470.000 ohm 1 Watt C2 = 4. 700 pF. 1.000 volt ceramico Watt con secondario 250+250 volt 25 mA
R3=470.000 ohm 1 Watt C3=250.000 pF. 600 volt e 6,3 volt per l'accensione del filamento
R4=470.000 ohm 1 Watt C4= 250.000 pF. 600 volt del tubo oscillografico
R5=500.000 potenz. Lineare C5:0,1 mF 1.000 volt (si possono collegare
R6 =270.000 ohm 1/2 Watt in parallelo anche due condensatori da l 1..bobina di sintonia. primario 3 spire e seconda-
R7 = 100.000 ohm potenz. lineare 50.000 pF 1.000 volt) rio adatto a sintoniuarsi sulla frequenza
R8 = 1 megaohm potenz. lineare C6=10.000 pF ceramica 1.500 volt che si desidera controllare all'oscillografo
R9 = 1 megaohm potenz. lineare C7= O, 1 mF 1.000 volt
R10=1 megaohm 1/2 Watt CS =100 pF. 1.000 volt S1 =interruttore di rete applicato su R7
R11 = 1 megaohm 1 /2 Watt C9 = 10.000 pF ceramica 1.500 volt. S2 = deviatore (posto sul retro del pannello)
R12=1 megaohm potenz. Lineare C10= da 9 pF a 33 pF vedi articolo S3=deviatore (posto sul retro del pannello)
R13 = 50 Ohm 50 Watt. (utilizzare tante resi- =
C11 33 pF fisso oppure variabile da 1 00 pF
stenze a carbone in parallelo fino ad otte- C12=10.000 pF ceramica 1.500 volt S01-SD2-SD3-SD4. diodi al silicio di qualsiasi
nere la potenza di uscita del trasmet- C13=4.700 pF ceramica 1.000 volt tipo purché adatti a sopportare 400 voi~
titore e della potenza uguale a quella di tubo oscilloscopico tipo 2AP1 o similari ed erogare 400 mA esempio BY.100 BY.114
AF. BY.126

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Il
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IU2·
1115·
C10

(11

per potenze fino ad 1,5 Watt si pu6 sempre im- In alto a sinistra osservate come si collega la
piegare un condensatore da 33 pF. per quelle bobina di sintonia al deviatore S2 e alla resi-
fino a 5 Watt la capacità necessa ria sarà di 15 stenza di carico R13 poste in parallelo onde
pF, e per potenze maggiori si useranno condensa- ottenere un wattaggio pari o superiore a quello
tori da 9 pF. del trasmettitore in prova. In centro si può no-
Se poi diminuendo il valore di questo conden- tare come viene realizzato il Link: due o tre
satore constaterete che l'ampiezza della trac- spire avvolte sulla bobina di sintonia dal lato
cia supera i limiti dell'area dello schermo, potete massa.
sempre applicare tra C1 O e la massa un piccolo A destra le varie connessioni allo zoccolo del
potenziometro da 10.000 ohm regolando lo in
tubo a raggi catodici.
modo da ottenere un'ampiezza regolare.

L'INTERPRETAZIONE DELLE TRACCE

Usando l'oscilloscopio come monitor, sulla ~ANT.


boccola di entrata verrà inserito, come prece-
I_ I
,.. ..
dentemente accennato, un corto spezzone di
filo con funzione di antenna. Dopo aver acceso ~t
H
I
l'apparecchio si procederà alla regolazio ne della
messa a fuoco con l'apposito comando, ed al
centraggio della traccia attraverso i potenzio-
metri R8-R9. In assenza di segnale cli AF sullo
.:r.. B+
Ct

schermo sì avrà una linea orizzontale, mentre,

~
se mettiamo in funzione anche il trasmettitore,
apparirà una t raccia rettagola re dove l'altezza
della figura è proporzionale alla potenza erogata
dallo stadio di AF. com e in fig. 4.
A questo punto ci si occuperà della taratu ra
del nucleo di L1 o del condensatore variabile
(in sostituzione di C 1 1) fino ad ottenere la mas-
Fig. 4 Per ottenere sullo schermo onde trape-
sima ampiezza verticale possibile.
In tale condizione l'oscilloscopio è pronto per ziodali, il segnale dal trasmettitore dovrà essere
effettuare la taratura degli stadi AF del trasmet- prelevato sul lato freddo della bobina di sinto-
titore, per il controllo dell'accoppia m ento dell'an- nia dello stadio finale attraverso un condensa -
tenna, e per la taratura dell'antenna stessa, os- tore indicato nello schema con Ct. la cui capa-
servando se, agendo sui vari circuiti di accordo cità è di circa 47 .000 pf.

pag. 22
Fig. 5 Quando la bobi na Fig. 6 Se la modulazio - Fig. 7 S e il tras mettito- Fig. 8 Sovramodulan-
L 1 capta un segnale di ne è insufficiente ad re risulta modulato al d o: s, n oterà un netto
AF. sullo schermo ap- esempio 30% notere- 100% le sue semiond e distacco tra le due se-
parirà una t raccia ret- mo che le due semion- riescono a congiunger- mionde - M o dulazione
tangolare. de non si congiungono. si. distorta.

Fig.9 Con i l sistema tra- Rg.1 O Se la modulazio- Fig.11 Modulando al Fig.12 Sovramodulan-
pezi odale, come si pre- ne risulta insufficiente 100% la figura da t ra- do la t raccia sullo
sent a la t racci a sullo otterremo sullo scher- peziodale si modifiche- schermo sarà un tri an-
sch ermo i n assenza di mo una figura t rapezio- rà in una perfettamente golo con una linea
modulazion e. dale. t riangolare. oriuontale

del trasmettitore, la traccia si riduce o aumenta la moaulazione con le tracce trapezioidali ed in tal
di ampiezza. caso il segnale verrà inviato ali' entrata diretta-
Per controllare la modulazione sarà poi suffi- mente prelevandolo dopo il trasformatore di mo-
ciente inviare all'entrata del modulatore un se- dulazione come da fig. 8 A trasmettitore spento
gnale di B F, oppure parlare al microfono o fare sullo schermo apparirà un punto (ricordarsi però
fischi. di non tenere a lungo l'oscilloscopio in tale con-
Se il modulatore non modula al 100% si osser- dizione se non volete che si bruci con conse-
verà che le due semionde apparse sullo schermo guente comparsa di una zona d'ombra), mentre
non riescono a congiungersi al centro, fig. 5. accendendolo sarà visibile una traccia verticale di
Se invece l'amplificatore dispone della potenza ampiezza proporzionale alla potenza del trasmet-
necessaria allora le due semionde appariranno co- titore, come in fig. 9. Entrando in modula-
me quelle di fig. 6, cioè congiunte al centro. zione, se gli stadi di B F non raggiungono un ren-
Se il segnale risulta sovramodulato, vale a di- dimento del 100%, sullo schermo apparirà una
re esiste una potenza eccessiva di B F. le due se- figura trapezoidale, fig. 1 O, mentre a modula-
mionde presenteranno un netto distacco al centro zione perfetta la figura sarà triangolare, fig. 11.
e la modulazione risu lterà distorta. Bisognerà Nel caso di sovvramodu lazione, con tate siste-
in questo caso ridurre il fattore amplificazione e ma, la figura apoarsa sull'oscillografo avrà come
riportare il trasmettitore a condizioni di funzio- caratteristiche una breve linea orizzontale che ec-
namento normali. cederà dalla punta del triangolo come chiaramen-
Oltre che con questo sistema sì pu6 controllare te vi indichiamo in fig. 12.

pag. 23
Il mobiletto metallico già
inciso e verniciato vi
permetterà di realizzare
un alimentatore di aspetto
tipicamente commerciale.

La valvola termoionica che fino a pochi anni C"è chi ha già pensato a risolvere il problema
fa era considerata la regina delrelettronica, si delle pile costruendo un alimentatore in corrente
è vista detronizzare, in poco tempo, da un minu- alternata. capace di erogare i 6 o i 9 volt richie-
scolo componente il cui nome è a voi ben noto: sti onde risparmiare le pile quando tali apparec-
il Transistor. chi vengono usati in casa in modo da riservare
Il perché della grande diffusione del transi- l'impiego delle pile quando sia impossibile usu-
stor in campo radio si intuisce facilmente: le fruire della normale rete di alimentazione.
ridotte dimensioni del componente hanno per- Crediamo. però, opportuno far presente al
messo ai tecnici di realizzare progetti microsco- lettore che un comune alimentatore. collegato
pici a cui non si sarebbe mai giunti con l'uso del- alla rete luce. presenta parecchi inconvenienti
le valvole. Oltre a questo, che é già un grosso van - che non si possono riscontrare con l'uso delle
taggio, il minuscolo componente ne presenta pile se non è costruito con i dovuti accorgimenti.
altri che non sono affatto da sottovalutare. L'inconveniente maggiore è determinato dalla
Il transistor non ha filamento. lavora con ten- variazione di tensione che è molto pericolosa
sioni e correnti ridotte e quindi con bassa poten- per i transistor perché potrebbe pregiudicare
za di alimentazione; inoltre ha una durata pra- il funzionamento se non addirittura rovinare ir-
ticamente senza limiti. reparabilmente il ricevitore ad esso .collegato.
Proprio in grazie di queste caratteristiche è Non si deve credere. pertanto, che un alimen-
stata possibile. presso il grosso pubblico. la enor- tatore per transistor sia così facilmente rea liz-
me diffusione di radioportatili, registratori, rice- zabile come quello per un apparecchio a valvole.
trasmettitori, mangiadischi, tutti indipendenti dal- È necessario soprattutto. fare in modo che la
la rete di illuminazione, cioè alimentati esclusi- tensione in uscita - sia essa di 6- 9 o 12 volt -
vamente a pile. Queste, però, pur essendo consi- rimanga costante anche se la tensione di rete
derate come la miglior fonte di alimentazione dovesse subire un'improvvisa variazione. I tran-
per apparecchi transistorizzati hanno il grave sistor. inoltre. durante il loro funzionamento,
inconveniente di esaurirsi alquanto velocemente. assorbono dall'alimentatore una quantità di !cor-
Avviene, infatti. molto frequentemente che le rente non sempre costante ma soggetta ad im-
pile ci lascino mentre siamo beatamente in ascol- provvisi sbalzi per cui non è possibile mantenere
to del nostro programma preferito. la tensione erogata ad un livello costante facendo

pag. 24
le pile sono un'ottima fonte di energia, ma si
esauriscono con estrema facilità. Un alimentato-
re stabilizzato invece ha il vantaggio di potervi
fornire, con minore spesa e maggior sicurezza,
qualsiasi tensione a intensità sempre costante.
Eccovi, in scatola di montaggio, un ottimo e com-
pleto alimentatore stabilizzato per il vostro ricevi-
tore e per le vostre esperienze.

·.· . . .

·.·,STABILIZZATORE . .
economico
.
. . .

uso di una semplice resistenza perché questa È chiaro, invece, che se tale alimentatore viene
provocherebbe una caduta di tensione propor- collegato ad un ricevitore che assorbe solo 30 mA
zionale alla corrente assorbita. Se si realiz- lascerà giungere, non i 9 volt richiesti, ma molti
za un alimentatore per impiegarlo per un ricevito- di più. Oècorre, inoltre, tener presente che i tran -
tore che assorbe 30 mA. questo non potrebbe es- sistor sono molto delicati per cui, se non sono
sere impiegato per un amplificatore che assorba fatti lavorare nelle loro giuste tensioni si di-
invece 100 mA e viceversa. Infatti un errore che struggono con grande facilità. Una delle principa-
molti commettono è proprio quello di costruire un li cause che pu6 portare alla eliminazione di un
alimentatore che eroghi 9 volt adatto per alimen- transistor è, infatti, l'aumento della tensione
tare un amplificatore che assorbi 400 o più mA di alimentazione. In effetti. come potrete no-
e volerlo impiegare anche per altri apparecchi. tare, quando ad un apparecchio a transistor viene
applicata una tensione di alimentazione superiore

Il circuito stampato una


volta completato dei
singoli componenti verrà
fissato sulle guide interne,
come vedesi nella foto.
Sul pan11ello frontale
come vedesi nella foto
di testa, troveranno posto
il commutatore S2,
l'interruttore di rete, la
lampadina spia, il fusi-
bile e le due boccole
colorate Nera e Rossa
per distinguere la popo-
larità della tensione in
uscita.

pag. 25
'"'

. ..
Cl

e,
Fig. 1

.~,,,
.,,
R1 = 1.000 ohm 1 watt
R2 300 ohm 1 /2 watt DZ1 Diodo Zener da 18 V. 1 Watt
R3 300 ohm 1 /2 watt RS1 Raddrizzatore a ponte 840. C3.200
R4 300 ohm 1 /2 watt LP1 Lampadina spia da 9 V.
R5 150 ohm 1 /2 watt TR1 = Transistor PNP ASZ 15
R6 150 ohm 1/2 watt S1 Interruttore
R7 300 ohm 1 /2 watt S2 = Commutatore a 6 posiz.ioni 1 via
R8 1.000 ohm 2 watt T1 = Trasformatore da 15/20 Watt con secondario
C1 1.000 mF 50V. elettr. da 30 Volt 1 Ampère

a quella necessaria in rapporto al valore delle e ci siamo, Inoltre, procurati tutti i componenti
resistenze di polarizzazione calcolate per una necessari onde essere in grado di soddisfare
tensione inferiore. transistor si riscalda più del le richieste che i lettori che desiderano realizzare
normale. In conseguenza di ciò aumenta la cor- tale apparato vorranno farci pervenire.
rente di riposo che, automaticamente, provoca
un ulteriore aumento di temperatura fino ad un L'alimentatore che presentiamo offre questi
punto CRITICO che è in g~ado di danneggiare vantaggi:
irreparabilmente il transistor stesso.
L'alimentatore stabilizzato che abbiamo pro- 1) Una stabilità totale per qualsiasi radio o gi-
gettato e realizzato per voi non presenta nessuno radischi;
degli inconvenienti accennati, esso, infatti, è in
grado di erogare tutte le tensioni più comuni 2) Una stabilità entro le norme consentite, per
3-4-5-6-9- 12- 18 volt stabilizzate. Se le ten- amplificatori fino a 2 Watt di potenza;
sioni da noi scelte non fossero adatte all'uso
che qualche nostro lettore intendesse fare del 3) Una stabilità con una riduzione in meno di
nostro alimentatore, ma gli fossero necessarie circa il 1 0% entro il valore richiesto per am-
tensioni diverse, ad esempio di 1 ,5-3-7 volt, plificatori fino a 6 Watt di potenza;
precisiamo che con la semplice sostituzione
di una sola resistenza, è possibile ottenere dal 4) Una stabilità con una riduzione in meno della
nostro alimentatore qualsiasi altra tensione sta- tensione richiesta del 14% per assorbi menti
bilizzata compresa fra 1 e 18 volt.
superiori a mezzo amper.
Considerando, inoltre, che molti lettori avreb-
bero potuto incontrare delle difficoltà nella ri- Per essere p1u chiari, vi diremo che alimentan-
cerca di alcuni componenti quali il raddrizzatore, do un qualsiasi ricevitore supereterodina, la ten-
il trasformatore di alimentazione. il diodo Zener sione di alimentazione a ricevitore collegato
ecc., abbiamo pensato di far loro cosa gradita rimane sempre costante sul valore richiesto; per
fornendo il necessario per questa realizzazione. un amplificatore di potenza vi sarà, invece, una
Abbiamo. infatti, costruito il trasformatore di riduzione di tensione proporzionale all'aumento
alimentazione come descritto nello schema, della corrente assorbita. Ben difficilmente, però,
abbiamo preparato il circuito stampato già inciso al lettore capiterà di dover collaudare apoarec-

pag. 26
chiature che assorbono oltre mezzo Amper. tazione. Poiché questo alimentatore dovrà eroga-
Per tutte queste caratteristiche risulta evidente re una forte corrente (max 1 Ampèr), il trasforma-
che il nostro alimentatore consentirà al ricevitore tore di alimentazione dovrà disporre di un secon-
od all'amplificatore ad esso collegato di funzio- dario in grado di erogare 1 Amper alla tensione di
nare proprio come se fosse alimentato diretta- 30 Volt. Tale tensione sarà poi resa da alternata
mente da pile. in continua da un raddrizzatore a ponte capace di
Il nostro apparecchio sarà quindi non solo ne- sopportare 40 Volt erogando 2 Amper; abbiamo
cessario ma, diciamo pure, indispensabile sia a impiegato, per questo, un raddrizzatore Siemens
coloro che vorranno alimentare con la tensione 840 C. 3.200 al silicio che meglio di ogni altro
di rete la propria radio o il giradischi transisto- si è dimostrato idoneo alla realizzazione di tale
rizzati, sia, t! soprattutto ai radioriparatori od agli progetto. La tensione - una volta raddrizzata -
sperimentaton che potranno eseguire le loro ri- verrà livellata dal condensatore elettrolitico a
parazioni o prove senza la preoccupazione di forte capacità C1 dopo di che, come si potrà
rimanere con il lavoro a metà per esaurimento constatare controllando lo schema, il terminale
della scorta di pile. di polarità negativa verrà collegato diretta-
mente al collettore del transistor ASZ 1 5.
Tra 11 terminale positivo e quello negativo verrà
SCHEMA ELETTRICO
inserito il gruppo delle resistenze. indicate nello
schema con le sigle comprese fra R 1 e R7. Tali
Il circuito elettrico del. nostro alimentatore
si differenzia sostanzialmente da quelli finora resistenze. come potrete più chiaramente vedere
presentati in quanto, nel progettarlo, abbia mo in seguito, risultano indispensabili per poter ot-
voluto prefiggerci il raggiungimento di due sco- tenere, all'uscita, le diverse tensioni a noi neces-
pi: sarie. La resistenza R1 ha lo scopo di polarizzare
il diodo Zener. 11 valore di tale resistenza è molto
1) Ottenere un ottimo alimentatore stabiliz- importante poiché determina la percentuale
zato; di stabilizzazione alle più forti correnti. Una re-
2) Ridurre al minimo il costo di realizzazione. sistenza di valore inferiore a quello richiesto,
permetterebbe una maggiore stabilizzazione
Dallo schema elettrico di figura 1 potrete con forti carichi; nel caso però, che l'alimenta-
tore venisse normalmente impiegato per piccoli
notare che il nostro alimentatore impiega un solo
o medi assorbimenti causerebbe un sovracca-
transistor di elevata potenza (ASZ 1 5). un com-
rico del diodo Zener.
mutatore per il cambio delle tensioni di uscita,
Una resistenza di valore superiore a quella
un diodo Zener a 18 volt, 2 condensatori elettro-
indicata, permetterebbe un minor sovraccarico
litici e, ovviamente, un trasformatore di alimen-
al diodo Zener ma causerebbe, all'uscita, una
caduta di tensione di qualche volt nel caso l'ali-
mentatore venisse impiegato per 0,3- 0,5 Amoer.
Ai capi R1 . come è facilmente comprensibile,
è presente una tensione stabilizzata di 18 volt
30 (valore del diodo Zener). Per ottenere tensioni
inferiori a quella indicata è sufficiente collega-
re tra R 1 e la massa, tante resistenze di valore
9
appositamente calcolato in modo che ai capi
o di ogni resistenza sia presente la tensione che noi
vorremmo prelevare all'uscita dell'alimentatore.
Poiché, in pratica, le tensioni più comuni di
esercizio risultano essere di 3 volt 4 .5 volt- 6 volt
9 volt-12 volt- 18 volt, ci e semorato superfluo
inserire altre portate; potremmo, è vero, colle-
gare, in sostituzione delle resistenze fisse, un
potenziometro, ma ciò potrebbe causare diversi
Fig. 4 Nel disegno la disposizione dei terminali inconvenienti primo fra i quali quello di inviare
sul trasformatore T1 impiegato sia per il mo- al ricevitore inserito una tensione superiore a
dello EK101 e l'EK102 descritto sempre in quella richiesta. Un potenziometro, inoltre, avreb-
questo numero. be richiesto l'uso di un voltmetro onde stabilire

pag. 2 7
r -,
+

o o

EK 101

o o
L _J

volta per volta la tensione di uscita; meglio impie- R3 - R4 ed il terminale positivo. Per questa stabiliz-
gare, quindi, un commutatore che scelga la ten- zazione supplementare è necessario, però, che su
sione richiesta e niente altro. Il lettore che desi- R3- R4 esista una tensione superiore a quella da
derasse. comunque, modificare le tensioni di u- stabilizzare cioè, nell'esempio che abbiamo ripor-
scita per ottenere, ad esempio, 1,5- 3- 9 - 1 2 volt tato prima, 1 O volt anziché 9 volt perché, diver-
oppure 6-8-9-12-1 5 volt, potrà limitarsi a varia- samente, il diodo Zener non potrà lavorare ade-
re i valori delle resistenze da R2 a R6. guatamente e quindi provvedere a rendere stabile
Siccome è risaputo che le resistenze hanno una la tensione. Secondo il nostro parere ciò non
notevole tolleranza e che, quindi, il valore di- dovrebbe mai essere necessario; potrebbe, co-
chiarato del codice ben difficilmente corrispon- munque, accadere che qualche lettore fosse
derà a quello reale, il lettore farà bene a misu- in possesso di una speciale apparecchiatura
rare con un voltmetro quale tensione appare ai che richieda una alimentazione con tensione
capi della base del transistor. per ogni diversa diversa da quelle da noi proposte.
posizione. modificando, ovviamente, il valore
Se ad esempio qualcuno dei nostri lettori a-
della resistenza interessata in più od in meno
vesse bisogno, di una alimentazione con tensione
a seconda che la tensione dovesse risultare in-
di 2 .4 volt e non riuscisse. con il valore delle re-
feriore o superiore a quella richiesta.
sistenze disponibili in commercio, a reperire il
È questa una operazione alquanto semplice valore richiesto, potrebbe adottare l'accorgimento
da eseguire e che. siamo certi, tutti coloro che di cui abbiamo parlato per ottenere la tensione
si accingono alla realizzazione di questo progetto desiderata.
vorranno compiere perché richiede solo un po'
Crediamo inoltre rendervi noto che la tensione
di pazienza ed, in compenso, vi aiuterà non poco
in uscita dall'emettitore del transistor ha quindi,
ad ottenere una perfetta realizzazione.
polarità negativa; sarà bene contraddistinguere i
Se dovesse essere richiesta, ad esempio, una
terminali di uscita con una boccola nera per il
super-stabilizzazione sopra un particolare vol-
negativo e rossa per il positivo. È importante ef-
taggio. sera sufficiente applicare tra Ja ten- fettuare questa distinzione visiva perché i transi-
sione richiesta ed il terminale positivo, un secon- stor sopportano mal volentieri che sia loro appli-
do diodo Zener della tensione voluta. cata una tensione di polarità contraria a quella per
Infatti, se, ad esempio, necessitasse una ten- cui sono stati costruiti. In uscita non è necessario
sione maggiormente stabilizzata su 9 volt, sarà applicare nessun condensatore di filtro perché la
sufficiente inserire un diodo Zener da 9 V. tra tensione risulta già perfetta mente livellata.

pag. 28

Di lato il circuito
N
stampato del modello
"'
EK101 a grandezza
naturale.

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: e=(!Il)- G-======:::J
"'- ~ -«ml- @.:==========-'
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lii

..
"'

Fig. 4

Schema pratico di montaggio di tutti


i componenti sul circuito stampato,
e dei collegamenti tra questo e il
transistor TR1, commutatore S2 e
interruttore di rete. Nel disegno non
sono stati riportati il fusibile e le con-
nessioni della lampadina spia LP1.

pag. 29
REALIZZAZIONE PRATICA Del secondario del trasformatore si impieghe-
ranno i due estremi; la presa centrale dei 9 volt
Il montaggio di questo alimentatore risulterà servirà solo per l'accensione della lampadina
enormemente facilitato dall'impiego del circuito spia LP1.
stampato che possiamo fornire già inciso. Su È indispensabile montare il transistor TR 1
questo (come potrete vedere dal disegno di sulla piastra posteriore con gli appositi isolanti,
fig. 3) andranno applicati tutti i componenti ne- affinché la scatola metallica non risulti sotto
cessari. Durante l'operazione di montaggio occor- tensione.
rerà prestare particolare attenzione al raddrizza- Terminato il montaggio di tutti i componenti
tore a ponte RS 1 e collocarlo in modo che il + ed sul circuito stampato, provvederemo a fissare
il - risultino posti nel giusto verso. sul pannello anteriore del mobile il commutatore
Riteniamo di aver facilitato in questo coloro S2, il fusibile, la lampadina spia, l'interruttore
che impiegheranno il nostro circuito stampato di rete S 1 e le boccole.
in quanto abbiamo in esso indicato il relativo In seguito si potrà fermare con viti autofilet-
segno di riferimento. Non sarà pero, difficile tanti il circuito stampato dentro alla scatola as-
evitare di commettere un errore in quanto anche sicurandolo alla parte inferiore di alimentazione
nel corpo del diodo sono ben contraddistinti T1 eccederebbe dal bordo della scatola e quindi
sia il lato positivo che quello negativo. ci troveremmo nella impossibilità di applicarci
11 trastormatore di alimentazione (come vedesi il coperchio.
nel disegno di fig. 4) è previsto per più tensioni Non resta ora che saldare i terminali del com-
di rete ( 125- 160-220 volt): naturalmente il let- mutatore dell'interruttore, delle boccole d'uscita
tore userà quella relativa alla propria rete. e del fusibile alla corrispondente sezione del cir-
cuito stampato per aver terminato definitiva-
mente la costruzione pratica dell'alimentatore.
Vi ricordiamo che il cordone di alimentazione
di rete, verrà fatto fuoriuscire dalla parte poste-
riore della scatola.
Un'ultima raccomandazione: cercate di ruotare
il commutatore per le tensioni di uscita solo ad
alimentatore spento, eviterete così qualsiasi
inconvenieme. Infatti se. tanto per fare un esem-
pio, accendete l'alimentatore quando il commu-
tatore è sulla portata di 1 8 volt poi lo ruotate
immediatamente sui 6 o 4.5 volt, i condensatori
elettrolici per qualche secondo manterranno
la tensione iniziale.
Ed ora, cari amici, dopo che vi abbiamo risolto
il problema dell'alimentazione, per i vostri ap-
parecchi transistorizzati, non possiamo che la-
sciarvi augurandovi un buon lavoro. Voi avrete
certamente il desiderio di iniziare subito il mon-
taggio mentre noi dobbiamo metterci nuovamen-
te all'opera per ideare e sperimentare altri nuovi
ed interessanti progetti per la gioia (siamo forse
un po' troppo presuntuosi!) e la soddisfazione
dei nostri lettori.

LA SCATOLA DI MONTAGGIO
La scatola di montaggio EK-101 completa di
Il transistor TR1 dovrà essere fissato tutti i componenti necessari alla realizzazione
del nostro progetto incluso anche il mobiletto
sul coperchio posteriore, che agirà
metallico già verniciato e inciso. pu6 esservi
come una efficiente aletta di raffred-
fornita da una ditta di ns. ficfucia, inviando la vs.
damento di grande dimensione. Sul
richiesta alla ns. redazione al prezzo di L. 11 .000
retro si farà uscire il cordone di rete.
+ spese postali.

pag. 30
L'ONDA
QUADRA
per contro I I a re
gli
amplificatori

HI- FI
Sono molti coloro che, appassionati dell'alta a nostro avviso, in poche parole: nessuno h'a mai
fedeltà, realizzano per conto proprio o per terzi spiegato in maniera esauriente l'utilità e le carat-
degli amplificatori, abbinando parti di schemi teristiche di questo tipo di onde, limitandosi,
prelevati da più progetti per ottenere un com- la maggior parte delle volte, ad affermare che.
plesso la cui linearità di risposta sia ottima, sia perché un amplificatore risulti perfetto, deve
alle frequenze più basse (20- 30 Hertz) sia a quel- riprodurre esattamente un'onda quadra in uscita,
le più alte (20.000-30.000 hertz). non specificando neppure, cosa molto importan-
Nella maggior parte dei casi per verificare te, come collegare l'oscillografo all'amplificato-
tale linearità si usa inviare all'entrata dell'am- re.
plificatore delle onde sinusoidali, controllando È nostra intenzione, e speriamo di riuscire
poi all'uscita con un oscilloscopio se avvengono a farlo, spiegarvi in maniera approfondita i van-
distorsioni e a quale frequenza. taggi che si ottengono quando si riescono ad in-
Pur essendo tale sistema ottimo sotto tutti gli terpretare in modo giusto le diverse deformazioni
aspetti, a volte, specialmente se gli apparecchi di un'onda quadra.
da controllare sono molti, può diventare abba- Sarà bene perciò partire dall'onda sinusoi-
stanza noioso. Comunaue, anche se l'onda sinu- dale che la fig. 1 riproduce come appare sullo
soidale risulta indispensabile, tuttavia essa non schermo dell'oscillografo quando è priva di de-
permette di esaminare contemporaneamente formazioni, mentre in linea tratteggiata vi ab-
una vasta gamma di frequenze, cosa che invece bia mo indicato la stessa onda. ma di forma
diventa possibile impiegando in sostituzione quadra.
un'onda quadra. che si pu6 ottenere, come verrà Un amplificatore, perché possa rendere in
spiegato in altro articolo, applicando tra il ge- modo perfetto tutte le sfumature di un suono,
neratore di onde sinusoida li e un oscilloscopio dovrà riprodurre, oltre alla frequenza fonda-
uno squadratore di facile costruzione. mentale, anche le sue armoniche, fintanto che,
Il motivo principale che forse impedisce al- sommando all'onda fondamentale la 3°, la 5°,
l'amatore di servirsi di un'onda quadra. anziché la 7° armonica, e così via, la forma dell'onda
di una sinusoidale, potrebJ:>e essere riassunto, non comincia ad assomigliare grossolanamente

pag. 31
Fig.1 Ecco come appare Fig.2 Aggiungendo alla Fig. 3 Un'onda perfetta-
dall'oscillografo un'onda frequenza fondamentale mente quadra, cioè con
sinusoidale. la linea anche le armoniche, l'onda spigoli vivi potrebbe essere
tratteggiata rappresenta sinusoidale comincia gros- paragonata ad un sinu-
la stessa onda in forma solanamente a diventare soidale con almeno 100
quadra. quadra. armoniche.
ad un'onda quadra, come in fig. 2, anche se
non ha ancora raggiunto gli spigoli vivi presenti
in essa come appare in fig. 3, cui generalmente
si arriva aggiungendo almeno un centinaio di
armoniche. ACUTI'\ MEDI
Un'onda quadra ottenuta da una frequenza / BASSI
di 1.000 hertz è più che sufficiente per stabilire /
se un amplificatore è in grado di riprodurre fede!- .----•
mente fino a 25.000 hertz (cioè fino alla 25°
armonica) ed è sufficiente controllarlo con solo
tre onde quadre esattamente a 100, a 1.000 e a
5.000 Hz per sapere se risulta lineare da un mi- ----------- ... ------ ---
nimo di 10 hertz fino ad un massimo di 250.000
hertz, mentre con l'onda tradizionale è neces-
sario provare singolarmente ogni gamma.
Naturalmente l'onda sinusoidale è indispensa-
bile per trovare l'esatta frequenza dove l'ap-
parecchio distorce; come dire che l'onda quadra Fig.4 ACUTI
/ \ "BASSI
serve per indirizzare rapidamente lo sperimenta- MEDI
tore nella sua ricerca di imperfezioni, l'altra
invece ad averne una visualizzazione più parti-
colareggiata.
L'onda quadra inoltre non serve solo per con-
trollare la linearità di un amplificatore, ma risul-
ta utilissima anche per svelare disturbi, inversio-
ni di fase del segnale, o instabilità, sintomi che
verranno implacabilmente denunciati dalla forma
che appare sul video del nostro oscilloscopio.
Quindi se desiderate controllare il rendimento
del vostro amplificatore nelle varie frequenze
corrispondenti ai bassi e agli acuti basterà sot-
toporlo alia prova dell'onda quadra nelle tre fre-
quenze di 100. 1.000, 5.000 Hz per sapere con e- Fig.5 Se sull'oscilloscopio
sattezza « tutto » sul vostro apparecchio da 1O appare una figura similare
fino a 250.000 hertz. potremo subito dedurre
Inoltre la forma dell'onda vi darà immedia- guardando la fig.4 che
tamente, colle sue deformazioni, precise indica- l'amplificatore attenua
zioni sulla parte del circuito da controllare. È i BASSI.
necessario infatti che sappiate che lo spigolo

pag. 32
vivo sinistro corrisponde al tono degli acuti, quel- zione o controreazione, e modificandoli speri-
lo destro dà il responso sui bassi, mentre la linea mentalmente, vedremo nell'oscillografo se il
di centro riguarda le frequenze medie, come vi difetto si attenua o si accentua.
facciamo notare in fig. 4. Le forme dell'onda non limitano la nostra
Perci6 se sullo schermo dell'oscillografo si no- conoscenza solo a questo ma, riprendendo quanto
terà una forma d'onda del tipo di fig. 5 si saprà detto in proposito di fig. 4, sarete convenien-
subito che l'amplificatore attenua nei bassi, men- temente edotti alla prima occhiata su tutto quanto
tre va benissimo nei toni acuti e in questo caso concerne il vostro amplificatore.
il difetto facilmente pu6 consistere nei conden- Se per esempio apparirà sullo schermo una
satori di accoppiamento di capacità inferiore al forma simile alla fig. 8 ne potremo dedurre che
necessario, oppure nel controllo dei toni messo l'amplificatore in prova non è in grado di ripro-
in posizione Attenuazione toni bassi ed esaltazio- durre fedelmente né le basse, né le frequenze
ne acuti. medie, mentre funzionerà perfettamente sui toni
Se invece l'amplificatore attenua troppo le fre- alti.
quenze alte e risponde in modo corretto sui bas- Un oscillogramma come presenta la fig. 9
si la forma dell'onda sarà simile a quella di fig. 6. che assomiglia vagamente a un'onda a dente
Un apparecchio che distorca sulle frequenze di sega, ci mostrerà un'elevata attenuazione
medie corrisponderà ad un'onda quadra come delle frequenze acute, inconveniente percepi-
quella di fig. 7 . Tale inconveniente pu6 essere bile anche con il solo ascolto dell'altoparlante.
causato da valori imprecisi dei filtri di attenua- Se poi ancora l'amplificatore innesca o· pro-

Fig.8 Un'onda incurvata Fig.9 Quando 'amplifi· Fig.1 O Se l'amplificatore Fig.11 Se le deform.izioni
al centro e mancante degli catore attenua in modo presenta inneschi sulle sono presf!nti st•lla destra
spigoli di destra denota esagerato le frequenze frequenze alte appariranno dell'onda quadre. l'ampli-
distorsione sia sulle fre- Alte l'onda quadra risul- sulla sinistra dell'onda ficatore innesca sulle
quenze Alte e Basse. terà deformata come in piccole deformazioni. frequenze dei bessi.
figura.

duce oscillazioni spurie. l'onda quadra ,.., lo sve-


la con increspamenti in prossimità dellP •ruwenze
interessate e porti a mo come esempiu la fig. 1O
per un caso di instabilità nelle alte fr 'quer:w e
la fig. 11 per oscillazioni spurie sui bassi .
La frequenza da noi indicata di 1.000 hertz
ci dirà già sufficientemente se l'amplificatore
in esame pu6 essere considerato di rendimento
comune oppure un HI- FI, comunque coloro che
appartengono alla schiera dei pignoli potranno
Fig.6 Quando un'ampli-
raggiungere la matematica certezza effettuando
Fig.7 Se l'onda quadra
ulteriori prove e su una frequenza più bassa, a
ficatore attenua invece appare incurvata sulle
100 hertz, e su una più alta, a 5.000 hertz.
le freq~enza ALTE sull'o- linee centrali come vedesi
Ecco in fig. 13 come ci appare un'onda quadra
scilloscopio appare una in figura, l'amplificatore
per u·n amplificatore la cui linearità risulta
traccia simile a questa. distorce sui MEDI.
eccellente da 20 a 25.000 hertz, men.re in fig. 12
ed in fig. 14 figurano le contrcprove d1 cui ab-

p:;ig, 33
Fig.12 Applicando sul- Fig.13 Con un'onda quadra Fig.14 Impiegando un'onda
l'entrata di un'amplificatore a 100 Hz. ancl]e il migliore quadra da 5.000 Hz.
un'onda quadra da 1.000 degli amplificatori pre- qualsiasi amplificatore
Hz. se questo è perfetto senterà una attenuazione delle frequenze alte
in uscita l'onda quadra sulle frequenze dei Bassi. (200.000 Hz).
risulterà regolare.

biamo parlato prima e che mostrano rispettiva- causata dal cavo di collegamento o dal disadat-
mente come coi bassi si possa scendere fino a tamento di impedenza tra oscillografo ed ampli-
5 hertz usando un·onda quadra da 100 hertz, e ficatore.
la linearità degli acuti risulti esatta fino a Unendoli semplicemente con due fili, come
200.000 hertz come dimostra la forma legger- fanno normai mente tutti, gli stessi conduttori
mente arrotondata degli spigoli dell'onda qua- possono essere influenzati induttivamente da
dra da 5.000 hertz corrispondenti alla 25° ar- qualche sorgente esterna provocando distor-
monica. sioni non presenti nell'amplificatore.
In ogni modo un amplificatore che funzioni Per evitare tutti questi inconvenienti occorre
perfettamente in una gamma compresa da 5 a usare una sonda perfettamente schermata e
oltre i 25.000 hertz pu6 già considerarsi ec- collegata all'oscillografo con un cavo pure
cellente senza aver bisogno di spingerci a prove schermato mai superiore in lunghezza al mezzo
più approfondite. metro. La sonda di carico è composta normal-
mente da una resistenza di valore variabile da
2,2 a 1 O megaohm, a seconda della sensibilità
dello strumento rivelatore, con in parallelo una

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t.__,,,.,._.....
capacità compensatrice da 40 pF max.
Tale sistema comporta naturalmente una at-
tenuazione del segnale, ma un qualsiasi buon
oscillografo dispone sempre di una sensibilità
L--- - - - ..J
tale da riprodurre in modo idoneo una traccia
sufficiente per un'ottima interpretazione .
Fig.15 Per collegare l'oscilloscopio all'am- Occorrerrà infine tarare la sonda, cosa molto
plificatore occorre impiegare cavo schermato semplice a farsi: infatti una volta costruita, la
di lunghezza inferiore a mezzo metro ed una si collega direttamente all'uscita del generatore
sonda provvista di una resistenza da 2,2
di onde quadre poi, ruotando il compensatore, si
cercherà sperimentalmente di ottenere sull'o-
megaohm con in parallelo un compensatore
scilloscopio un'onda quadra, la più perfetta pos-
da 40 pF.
sibile.
Giunti a questo punto la t;Onda è tarata e ser-
COME SI COLLEGA L'USCITA DI BF virà in futuro senza più bisogno di essere ritoc-
ALL'OSCILLOGRAFO cata . Così crediamo di avervi fatto capire l'impor-
tanza di un' onda quadra per il controllo di ampli-
Nel collegare l'oscilloscopio all'uscita del- ficatori di B.F. ed in seguito vi presenteremo an-
l'amplificatore di bassa frequenza occorre evitare che dei progetti di tali generatori che voi potrete
qualsiasi deformazione di segnale che pu6 essere convenientemente utilizzare.

pag. 34
EK-12 ~
RADIOMICROFONO
In FM ultrasensibile
Pur mantenendo la stessa potenza e le medesime
caratteristiche di funzionamento, questo radiomicrofono
si differenzia dall'EK 1 O soltanto nella maggiore sen-
sibilità che lo rende capace di captare il suono di una
moneta di 5 lire lasciata cadere ad una distahza di
20-25 metri dal microfono.

Nel presentare sullo stesso numero della rivi- un bimbo nella sua culla, a riprendere conversa-
sta due modelli dalle stesse caratteristiche basi- zioni in una stanza di limitate dimensioni, mas-
lari. non abbiamo inteso ovviamente deprezzarne simo 4 X 4 metri, a ritrasmettere attraverso l'am-
uno a diretto vantaggio dell'altro, ma il nostro plificatore della radio il suono di una chitarra,
intento è stato piuttosto quello di completare a mantenere il contatto fra due auto durante una
l'argomento sapendo che se un modello pu6 e- gita ecc. ecc., cioè in tutti quei casi che non ri-
splica re con la massima garanzia la f unzione chiedano una sensibilità di captazione superiore
per la quale è stato costruito, l'altro che in più ai 4 metri.
possiede una sensibilità molto elevata pu6 essere Se invece desiderate impiegare il radiomicro-
adibito anche a scopi del tutto particolari. fono come trasmittente, spia, per stanze di dimen-
Facciamo un esempio. Se desiderate impiega- sioni fino a 1O X 1 O metri, oppure vi interessa
re il radiomicrofono come un piccolo t rasmetti- captare voci e rumori anche sommessi, allora noi
tore, il modello più idoneo a tale scopo è sen- vi consigliamo di orientarvi sul modello EK 12.
z'altro l'EK 1 O, che, più semplice ed economico, Tale progetto infatti, equipaggiato con uno
si presta, e con successo, alla sorveglianza di stadio preamplificatore supplementare di B.F.

pag. 35
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Fig.
y

R1 = 220.000 ohm R15 =


4 .700 ohm C14 = 4,5/20 pF compensat.

R2 = 1 50.000 ohm R16 =


1.000 ohm C1 5 = 100.000 pf
C1 = 10.000 pF C16 = 5 mf elettr.
R3 = 330.000 ohm
R4 = 120 ohm
C2 =
5 mf. 6 V. elettr. L1 = vedi articolo
R5 = 2.700 ohm
C3 = 1 O mF. elettr. JAF1 = imped. di Af. (Vedi articolo)

R6 = 82.000 ohm
C4 = 50 mf. elett r. JAF2 = imped. di Af. (Vedi articolo)
R7 = 2.200 ohm
C5 = 1O mf. elettr. DV1 = Diodo Varicap BA 102
C6 = 5 mf. elettr. TR1 = transistor N PN-BC 108
R8 = 2.200 ohm C1 = 100.000 pf TR2 = transistor PNP-AC 125
R9 = 56.000 ohm C8 = 10 mf. elettr. TR3 = transistor PN P-AC 125
R1 O = 15.000 ohm C9 = 5 mf. elettr. TR4 = transistor NPN-BSX 26
R11 = 4.700 ohm C1 O = 100 mF. elettr.
R12 = 2.700 ohm C11 = 1,5 pf. pin-up
R13 = 560 ohm C12 = 2 pf. pin-up
R14 = 100.000 ohm C13 = 9 pf. pin-up
riesce addirittura a captare e trasmettere parole i vari stadi sono stati opportunamente contro-
e rumori distanti 20 metri e più dal radiomicro- reazionati.
fono anche se lo stesso dovesse essere occultato Quest'ultimo pregio è importante perché impe-
su un armadio o in un cassetto. disce che segnrdi d'intensità particolare, come
È tale la sensibilità di questo apparecchio che, si potrebbero a·,1ere parlando troppo vicini al
come premesso e facilmente appurabile a costru- microfono, possano mandare in saturazione il
zione avvenuta, è chiara mente percepibile at- transistor finale o causare distorsioni con conse-
traverso la radio adibita a ricevitore il suono guente difficoltà di comprensione per chi sta
di una moneta da 5 lire lasciata cadere a terra ascoltando.
alla distanza di 20 metri dal trasmettitore, pro- Questa caratteristica circuitale risulta parti-
prio come se la stessa fosse caduta vicino al colarmente interessante se si considera poi l'im-
microfono. Da ci6 si pu6 dedurre come possa di- piego speciale per cui l'apparecchio è stato
venire semplice un perfetto controllo di qualsia- costruito.
si ambiente potendo essere tempestivamente e Sarebbe infatti piuttosto difficile, per chi even-
chiaramente informati su tutti i rumori , anche i tualmente lo impiegasse come radio-spia, dover
più tenui, prodotti nel locale interessato, non rego lare il volume con un potenziometro, adattan-
sfuggiranno quindi alla vostra attenzione passi, dolo di volta in volta alle esigenze d'impiego.
porte o cassetti che vengono aperti , conversa- Riassumendo, la parte amplificatrice è stata
zioni telefoniche, ecc. ideata apposita mente per mantenere inalterata,
e massima, la sua sensibilità, e poter quindi
captare ugualmente tanto i segnali più deboli,
quanto quelli di intensità più elevata, senza pro-
CIRCUITO ELETTRICO DEL MODELLO EK 12 vocare distorsioni di alcun tipo.
Il segnale di B.F. preamplificato, giungerà
Questo secondo modello di radiomicrofono poi al diodo Varicap DV1, dopo essere passato
presenta le seguenti caratteristiche: attraverso l'impedenza di A.F, JAF.1 , ed il con-
densatore elettrolitico C9. Il Varicap, come
Portata: 1 Km effettivo spiegato anche nell'articolo riguardante l' EK 1 O,
Potenza: circa 50 m W . in presenza di variazioni del segnale di B.F., mo-
Frequenza di lavoro: 80- 12 0 MHz. difica la sua capacità interna, ed essendo questo
Modulazione F.M. con diodo Varicap collegato, attraverso il condensatore C11, alla
Quattro transistor 2NPN e 2PNP bobina del circuito oscillante, automaticamente
Microfono piezoelettrico ne varierà la frequenza di emissione.
Sensibilità elevatissima Lo stadio oscillante di A.F. dell'EK 12 non si dif-
ferenzia sostanzialmente da quello del modello
Nel modello EK 12, di cui vi presentiamo lo EK 1 O, anche se, avendo la massa collegata al
schema in fig. 1, vengono impiegati quattro tran - terminale positivo della pila. si è reso necessa rio
sistors, contro i tre usati per il modello EK 1 O, Includere tra la base di TR 4 ed il negativo il con-
di questi uno serve per lo stadio di A.F. e gli densatore C 1 5 per evitare autooscillazioni su
altri tre per quello di B.F. frequenze spurie.
Poiché la massa di questo trasmettitore è col- In ogni modo anche in questo modello il tran-
legata al terminale positivo della pila di alimen- sistor di AF da impiegare è un NPN al silicio.
tazione, come primo transistor di preamplifica- tipo BSX 26 , adatto per le V H F.
zione si usa un NPN al silicio tipo BC 108, diret- Nessuna differenza dal precedente modello
tamente collegato alla base del secondo transistor per quanto concerne l'alimentazione, in quanto
un PNP al germanio tipo AC 125, tramite le due pure questo radiomicrofono impiega una normale
resistenze R5 ed R7 che provvedono pure alla pila da 9 volt per transistor.
loro polarizzazione.
Attraverso il condensatore C6 il segnale, dal
collettore del secondo transistor, passa alla base
dell'ultimo transistor preamplificatore di B.F., REALIZZAZIONE PRATICA
anch'esso un PNP tipo AC 125.
Il circuito è stato studiato e progettato per Potendo usufruire del circuito stampato già inci-
ottenere, oltre ad un'elevata preamplificazione, so, ottenibili inviando alla ns. redazione a richie -
anche una notevole fedeltà, e per questo motivo sta come specificheremo alla fine dell'articolo,

pag. 37
la realizzazione del progetto non presenta diffi- TARATURA DEL RADIOMICROFONO
coltà rilevanti, anche per il lettore più sprovve-
duto. Occorrerà infatti solamente forare con una Per ottenere il regolare e doveroso funziona-
punta da 1 mm nei relativi punti segnati sulla mento dell'apparato che avrete diligentemente
basetta ed effettuare la saldatura dei vari compo- montato, é necessario procedere ad una adeguata
nenti sistemandoli come indicato nel orospetto taratura della frequenza di emissione per sinto-
di fig. 2. nizzarla entro la gamma F.M. del vostro ricevi-
Consigliamo vivamente di puli re accuratamente tore.
la parte ramata della basetta con tela smeriglio
a grana fine per eliminare quelle tracce di sporco Prima di eseguire tale verifica, sarebbe utile
che potrebbero impedirvi di effettuare delle ot- controllare l'assorbimento totale del radiomi-
time saldature, pregiudicando talvolta il buon crofono e stabilire se il transistor TR4 oscilla.
funzionamento del radiomicrofono. Per questo controllo collegate in serie alla pila
Per coloro che intendessero invece costruirsi un milliamperometro con portata di 50 mA fondo
da sé il circuito, stampato, precisiamo che, in scala ed osservate se l'assorbimento è mantenuto
fig. 2 lo schema è riportato a grandezza naturale. nei limiti regolari dei 16-25 mA, in pratica non

Fig. 2 Nel disegno viene rap-


presentato in grandezza natu-
rale il circuito stllmpato del
radiomicrofono EK.12.

A costo di diventare noiosi, raccomandiamo dovrà mai risultare inf eriore ai 14mA o superiore
ancora di fare attenzione, durante il montaggio, ai 25 mA.
a non confondere i terminali E-8-C dei transistor Sempre col milliamperometro inserito provate
e le polarità dei condensatori elettrolitici e del a toccare con un dito.il corpo del transistor TR 4:
diodo Varicap. se, come dovrebbe, l'oscillatore eroga energia
La bobina di sintonia L 1 viene fornita nella di A. F. la corrente segnalata dallo strumento
scatola di montaggio già avvolta, ma coloro che subirà una brusca diminuzione, per tornare al
desiderassero autocostruirsela dovranno avvol- livello normale appena avrete lasciato il transi-
gere su di un supporto di 6 mm di diametro, n.5 stor. Questa operazione di controllo pu6 essere
spire di filo di rame argentato da 0,7 mm, allun- adottata anche per il modello EK 1 O. Torniamo
gandola poi fino ad ottenere una spirale lunga pure a ripetere che, qualora la corrente di assor-
all'incirca 6 mm. bimento fosse notevolmente diversa da quella
Le impedenze JAF 1 e JAF 2 sono di tipo spe- regolare, l'errore è solamente da imoutare alle
ciale, avvolte su nucleo ferromagnetico ed adatte resistenze R 15 ed R16 e ai condensatori C11 e
per la gamma delle VHF. ed essendo esse dif- C13 che possono non corrispondere al valore rea-
ficilmente reperibili in commercio, verranno for- le indicato dal codice dei colori. per le imman-
nite assieme al KIT di montaggio. Nel collegare cabili tolleranze ammesse dai costruttori. Per ri-
il microfono piezoelettrico al circuito occorrerà mediare a questo inconveniente e riportare l'as-
ricordarsi quanto detto in proposito nell'articolo sorbimento a livelli accettabili è sufficiente variare
precedente, cioé che il terminale in diretto con- il valore di R 15 portandolo a 5.600 ohm, se la
tatto con la carcassa metallica dello stesso andrà corrente supera i 25 mA, abbassandolo a 3.900
saldato alla massa del circuito stampato, vale ohm qualora essa risu ltasse inferiore ai 16 mA.
a dire per il modello EK 12 alla traccia di rame Terminata questa operazione, accendete il vo-
in contatto con il polo positivo della pila di ali- stro ricevitore disposto sulla gamma delle FM
mentazione. e sintonizzatelo su di una qualsiasi frequenza
Come antenna si impiegherà uno spezzone compresa tra gli 80 e i 108 M Hz, che per6 risulti
di filo di rame isolato in plastica della lunghezza libera da qualsiasi trasmissione radiofonica, e re-
di 70 cm oppure di 140 cm. golatelo su circa i 3/4 di volume. Accendete

pag. 38
ANTENNA

C3

R2

i~ ~G) Wf~
~
ci~~

MICROFONO
·)~ 11;R'r)) R/ c'cs R13
c!o ov
1
( C15
JAF1 c11 R16
C14 C13

Fig. 3 Disposizione dei componenti necess;1ri


alla realizzazione del radiomicrofono, visti dal
lato degli stessi. Ricordatevi che la massa
metallica del microfono, va collegata alla massa
del circuito stampato tramite la calza metallica
Per stabilire se la frequenza sintonizzata è fon-
damentale e non un'armonica, allontanatevi col
ricevitore ad almeno 1 50 metri e se a questa di-
infine il radiomicrofono completo di antenna e stanza non riuscirete a captare il segnale ruotate
tenetelo ad una distanza di 5-1 O metri dal rice- la sintonia del ricevitore e immancabilmente lo
vitore, e con un cacciavite di plastica ruotate il ritroverete su un'altra posizione molto più intenso.
compensatore C14 fino ad udire nell"altoparlante Se tale nuova frequenza è priva di emissioni
un forte fischio. Questo effetto, che non costi- RAI, potete benissimo mantenere il trasmettitore
tuisce un'anomalia ma si presenta ogni qualvolta su questa posizione, in caso contrario sarà nuova-
il ricevitore è troppo vicino al radiomicrofono, mente necessario correggere la taratura agendo
è noto come effetto LARSEN. e scomparirà auto- sul compensatore C.14. Non volendo po, in-
maticamente quando il microfono non sarà più in correre nell'errore precedente. ed essere certi di
grado di ricaptare il proprio suono emesso dall"al- sintonizzarvi sulla fondamentale. in fase di tara-
toparlante, cioè praticamente quando il ricevitore tura dovete mantenere il ricevitore distante dal
sarà al di fuori dal raggio di influenza della sen- radiomicrofono almeno 20-25 metri. Ruotando
sibilità del trasmettitore. lentamente C14 cercherete ancora di ottenere il
Se la taratura di C 14 è stata fatta nella maniera caratteristico fischio, a tale distanza difficilmente
dovuta, sarete già in grado di allontanarvi col correrete il rischio di captare un'armonica.
ricevitore di un centinaio di metri ed udire attra-
verso l'altoparlante, con forte intensità, tutti i
discorsi e i rumori che vengono fatti nella stanza
ove è situato il radiomicrofono. SCATOLA DI MONTAGGIO
Potrebbe comunque accadervi che a questa
distanza il segnale risulti debole o addirittura im- La scatola di montaggio comprendente tutti i
percettibilè, con consenguente dubbio per i più componenti necessari alla realizzazione del radio-
scettici circa l'effettiva portata dell"apparecchio. microfono modello EK 12, completa di circuito
Non c"è invece niente di strano o di irrepara- stampato, microfono ed accessori vari. pu6 essere
bile· la frequenza che captate nel vostro ricevi- richiesta alla nostra redazione al prezzo di L 8.500
tore non è quella fondamentale, ma la solita comprensive delle spese di spedizione.
armonica, che come tale, non ha la possibilità Naturalmente si pu6 richiedere anche il solo
di superare la portata di 50 60 metri. circuito stampato al prezzo di L. 400.

pag. 39
Avete la necessità di alimentare dei progetti che
richiedono una tensione d'impiego strettamente
stabilizzata?
Questo alimentatore è in grado di .erogare all'u-
scita una corrente di 600 milliampère, .ma pos-
siede, rispetto al modello EK-101 che ha la stessa
potenza, una maggiore stabilità di tensione.

..
.
t7

..
e,
+
..
...
LPt

'='~,\V
e, ..
t '\ "'

COMPONENTI C1 1.000 mF 50V.


C2 = 1.000 mF 50V.
C3 100 mF 25V
R1 = 1 ohm 4 watt
S1 Interruttore di rete
R2 4.700 ohm 1 watt
R3 1.500 ohm 1 watt S2 = Commuttatore 6 posizioni
R4 3.300 ohm 1 watt TR1 = Transistor AC 128
R5 3.300 ohm 1 watt TR2 Transistor ASZ 15
R6 56 ohm TR3 Transistor AC 125
R7 82 ohm RS1 Raddrizzatore a ponte B40-C3.200
R8 47 ohm DZ1 Diodo Zener 3,3 V.
R9 47 ohm LP1 Lampadina spia a 9V.
RlO 22 ohm T1 = Trasformatore da 15/20 Watt
con secondario di 30 Volt con
R11 = 33 ohm
R12 56 ohm presa a 9V. per lampadina
R13 470 ohm 2 watt spia e primario universale.

pag. 40
Questo alimentatore stabiliz-
zato a costruzione ultimata
si presenterà come visibil e
nella fot o.
Il mobiletto, già verniciato ed
inciso, presenta le seguenti di-
mensioni: altezza cm. 16 -
larghezza cm. 10,5 - profondi-
tà cm. 12.

fK-10~ alimentatore STABIUZZATO


Un alimentatore semplice ad un solo transi- CARATTERISTICHE TECNICHE
stor come quello presentato precedentemente
(e cioè il modello EK-101) pu6 risultare molto La stabilità di tensione in questo alimentatore
comodo per riparazioni di apparecchi radio tran- si ottiene impiegando un circuito Darlington
sistorizzati, per ali menta re progetti speri mentali in serie con un amplificatore a controreazione
dove la corrente di assorbimento non debba su- negativa. Il circuito elettrico di tale progetto, la
bire variazioni notevoli, in quei casi cioè dove cui parte alimentatrice non si discosta sostanzial-
occorra una certa corrente sempre costante mente dal modello EK-101, è descritto in fig. 1.
con variazioni di intensità limitate. Un trasformatore di alimentazione da 20 Watt
Ma quando si hanno sotto prova amplificatori dispone di un secondario in grado di erogare
di Bassa Frequenza, ricetrasmettitori e tutti 1 Ampére alla tensione di 30 Volt. Tale tensione
quegli apparati che debbono funzionare alla viene raddrizzata da un raddrizzatore a ponte Sie-
sola tensione prestabilita. si ha necessità di mens B40-C3.200 e livellato da due condensatori
usufruire di un alimentatore la cui stabilità non elettrolitici da 1.000 pF. 50 Volts-lavoro. Il
subisca variazioni oltre r 1 % anche con carichi terminale negativo della tensione viene poi colle-
di oltre mezzo Ampére. gato al collettore del transistor di potenza ASZ 1 5,
A questo scopo abbiamo realizzato per voi indicato nello schema con la sigla TR2. e dalre-
l'alimentatore EK-1 02 funzionante a tre transi- mittore di tale transistor preleveremo la tensione
stors. negativa da applicare al terminale d'uscita.

pag. 41
Nella foto si può vedere
il circuito stampato con
tutti i componenti
già fissati. Non sono
visibili i due elettroli-
tici di filtro C1-C2,
perché come si può
notare a destra essi
debbono risultare fis-
sati sotto alla piastra
dal lato del rame.
Per esigenze di impa-
ginazione facciamo pre-
sente al lettore che il
disegno del circuito
stampato non risulta
a grandezza naturale,
esso presenta identiche
dimensioni al modello
EK.101.

Sull'emettitore del TR2 viene prelevata attraverso abbiamo saldate direttamente sul commutatore
la resistenza R5, la tensione per alimentare l'e- esse serviranno come spiegheremo più avanti a
mettitore del. transistor TR3, un AC12 5, La ten- determinare la tensione stabilizzata in uscita.
sione viene stabilizzata su 3,3 V. tramite il diodo In transistor di potenza TR2 viene fissato sul
Zener 021. Il collettore del TR3 piloterà la base retro della scatola metallica isolandolo conve-
del transistor TR 1, un AC 1 28, che comanda il nientemente con mica e rondelle di plastica onde
potenziale di polarizzazione della base del evitare che il collettore si trovi a contatto col
transistor TR2. Per avere all'uscita tensioni a metallo.
diverso voltaggio si fa infine uso di un partitore Per alimentare la lampadina spia, funzionante
ottenuto mettendo in serie sette resistenze di ad una tensione di 9 V., utilizzeremo, come vede-
valore definito secondo i voltaggi desiderati. si in disegno, la p·resa del secondario del trasfor-
Coi valori delle resistenze da noi indicate si matore di alimentazione corrispondentemente
ottengono le tensioni standard, usate comune- ai 9 Volts richiesti. I due condensatori elettro-
mente nelle varie applicazioni elettriche: 3-4,5- litici di filtro vengono saldati dal lato del rame
6-9-12-18 Volts, ma voi, amici lettori, potrete del circuito stampato. Sarà bene, prima del mon-
modificarli a piacimento variando i valori ohmici taggio, controllare l'effettivo valore delle resi-
dei resistori da R6. a R12. stenze impiegate, per non trovarvi, a montaggio
ultimato, alle prese con incomprensibili errori
nelle tensioni in uscita. È sufficiente infatti che
una resistenza anziché essere di 4 7 Ohm, per
REALIZZAZIONE PRATICA esempio, come figura dai colori di codice sull'in-
volucro, sia di 52 o 42 Ohm perché anche il
Quando per un ~rogetto si dispone di un cir- valore della tensione dipendente da essa subi-
cuito stampato già inciso nelle giuste dimen-
.
•'
sioni, realizzarlo diventa un operazione facilissima
per tutti. In fig. 2 è visibile il disegno pratico
sca delle notevoli variazioni.
Naturalmente esiste pure per questo stru-
mento la relativa scatola di montaggio completa
del montaggio dell'apparecchio visto dal lato di tutti gli accessori necessari, manopole, cordone
dei componenti; consigliamo in fase di montag- di alimentazione, passanti isolanti, circuito stam-
gio la massima attenzione a non confondere i pato, scatola verniciata a fuoco con pannellino
terminali dei transistors la polarità del diodo già inciso, ed è reperibile inviando, la richiesta alla
Zener e del raddrizzatore a ponte. ns. redazione la quale trasmetterà alla ditta inte-
Le resistenze del partitore, da R6. a R. 12., le ressata al prezzo di L. 13.800 + spese postali.

pag. 42
r ì

o
El 02

+
o o
L 111:1 i __J

Fig. 2 Schema pratico di montaggio


dei componenti dell'alimentatore stabi-
lizzato EK.102. Nel disegno pratico non S2
sono stati disegnati le connessioni del
cordone di alimentazione compreso il
fusibile e l'interruttore di rete, e quelle
relative alla lampadina spia, data la
semplicità di tale collegamento. Per i
terminali del trasformatore T1 vedere
l'articolo del modello EK. 101 .

r R12 ij -,

R1 $=
L J

R13
Una sola valvola può permet-
tervi di captare tutte le fre-
quenze comprese dai 26 MHz
fino ai 200 MHz. Vi sarà con-
cesso così di ascoltare qual-
siasi comunicazione, dagli
aerei ai vigili del fuoco, ai
taxi, alle radiomobili della

Uno dei maggiori problemi che si presentano zioni dell'aereonautica alla polizia stradale, dai
al dilettante che desidera esplorare la gamma vigili del fuoco all e stazioni metereologiche, dalle
delle ultracorte, è senz'altro quello del ricevi- torri di controllo ai satelliti artificiali. Ma siccome
tore poiché i modelli normali non riescono la realizzazione di tale ricevitore non sarebbe pos-
a superare la frequenza dei 20 MHz. sibile a molti specialmente per la mancanza di
Esistono sì degli apparecchi professionali in pezzi premontati, qua li i gruppi di A.F., di MF
grado di coprire certe gamme UHF e VHF, ma i ecc., che dovrebbero possedere caratteristiche
loro prezzi oscillano a quote proibitive, supe- ben definite, abbiamo creduto opportuno realiz-
rando con facilità le 100.000 lire. zare un semplice convertitore VHF- UHF che, ap-
Abbiamo quindi ragione nell'affermare che le plicato a qualsiasi radio ricevente, vi permette-
gamme oltre i 20 MHz sono pochissimo esplo- rà di captare con facilità queste gamme.
rate, limitandosi il dilettante a costruire qual- Il costo veramente limitatissi mo dell'apparec-
che sempt~ce ricevitore atto più che altro all'a- chio permetterà certamente a tutti gli amatori
scolto di quella porzione di gamma che maggior- di realizzarlo.
mente l'interessa al momento. Abbiamo quindi
certuni che realizzano progetti per frequenze
dei 2 7-30 M Hz, oppure per la gamma dei 144 LO SCHEMA ELETIRICO
MHz. e altri che, interessati all'ascolto delle gam-
me aereonautiche, si avvalgono di ricevitori ca- Il funzionamento di questo convertitore può es-
paci di coprire soltanto le frequenze da 1 50 a sere così riassunto: il segnale captato da una
180 MHz, e naturalmente tutti questi apparec- qualsiasi antenna viene sintonizzato dal circuito
chi sono predisposti solo per tali gamme d'ascol- in entrata formato da L, - C1 ed applicato alla
to. griglia della prima sezione triadica della valvola
Se invece si avesse la possibilità di utilizzare V, che provvede ad amplificarlo.
un apparecchio capace di coprire con poche bo- La seconda sezione di tale valvola viene impie-
bine tutte le frequenze dai 2 7 ai 200 M Hz, diver- gata come oscillatore locale, e la bobina ~ con-
rebbe semplice poter ascoltare tutto, dai rice- nessa ai terminali del doppio condensatore varia-
trasmettitori portatili ai taxi, dalle comunica - bile C6 serve a generare il segnale di AF che,

pag. 44
miscelandosi con quello in arrivo dall'antenna. rassite dovute al commutatore, l'aumento del-
la converte in una terza frequenza da noi scelta l'induttanza della bobina causato dai collegamen-
in prossimità dei 7 MHz. frequenza sulla quale ti lunghi, impedirebbero il regolare funzionamento
risulta poi sintonizzato il circuito di uscita ~-C 7 • del convertitore.
In poche parole quest'ultimo rappresenterebbe la media frequenza del convertitore è stata
la media frequenza del convertitore; si tratterà da noi scelta sui 7 M Hz senza una ragione lo-
quindi di prelevare con un link il segnale conver- gica, e nulla vi vieterà di sintonizzare C7 -l3 su
tito e inserirlo tra la presa antenna e la terra di una frequenza diversa di 5-6 oppure 8 MHz te-
un qualsiasi ricevitore sintonizzato sui 7 M Hz nendo per6 ben presente che il circuito oscil-
per ottenere così un semplice ricevitore per VH F lante C6 -Li deve lavorare su una frequenza di-
e UHF a doppia conversione di frequenza. Infatti pendente dalla gamma su cui si desidera rice
il nostro convertitore provvederà a convertire vere. Così se si vuole captare i 27 MHz e se la
l'onda in arrivo su quella di 7 MHz che. inviata media frequenza risulta fissata sui 7 M Hz, I oscil-

VHF - UHF
al ricevitore verrà nuovamente dallo stesso ricon-
vertita alla frequenza di 4 70 KHz e quindi rive-
lata dallo stadio di B.F.
Poiché è impossibile coprire la vasta gamma
che va dai 20 ai 220 MHz impiegando un'unica
bobina sia per lo stadio d'entrata che per quello
dell'oscillatore noi ne useremo il minimo indi-
spensabile cioè quattro per la sezione d'entrata latore locale dovrà oscillare sui 20 MHz (27-7=20
ed altrettante per quella oscillante. MHz) mentre con C 7-l3 fissato sui 9 MHz, l'oscil-
Quelle che vi indicheremo vi daranno la possi- lazione di C6 -l2 dovrebbe avvenire a 18 M Hz
bilità di captare, come vedesi in tabella N. 1, (27-9= 18 MHz).
con la prima. le frequenze comprese da 20 a 30 la sintonia di frequenza si ottiene nel nostro
MHz. con la seconda quelle da 30 a 50 MHz. convertitore modificando la capacità del doppio
con la terza quelle da 50 a 140 M Hz. e con la condensatore variabile C6 che dovrà risultare
quarta dai 150 ai 21 O MHz. provvisto di demoltiplica per una sintonia fine.
Per predisporre il convertitore in modo da co- Il condensatore variabile e, serve per aumenta-
prire tutte le gamme interessate, le bobine do- re o diminuire la selettività e sensibilità dell'appa-
vranno essere di volta in volta collegate ai con- recchio, e non interviene nella sintonia come po-
densatori variabili interessati, facendo sì che i trebbe risultare ad un primo esame superficiale.
collegamenti siano più corti possibili specie quan- Tutto il complesso funziona ad una tensione
do si desidera operare sulle alte frequenze. anodica di circa 100-120 volts (eon un assor-
Per i collegamenti possiamo impiegare delle bimento medio di 12 mA) e con una tensione
boccole direttamente saldate sulle lamelle fisse di filamento di 6,3 V (0,45 A). Tali tensioni si pos-
del condensatore variabile. l'uso di commuta- sono avere prelevandole direttamente dal rice-
tori per il cambio gamma, anche se ci6 sembre- vitore abbinato al convertitore oppure realiz-
rebbe accettabile in linea di massima fino ai zando un semplice alimentatore con un piccolo
50 M Hz. va scartato in quanto oltre tale frequen- trasformatore, un diodo al silicio e relativi con
za le perdite di AF, l'aumento delle capacità pa- densatori di filtro.

µa g . 45
r V,
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t-"IM,.,.......- - - " - - - · ' )
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----<------------------------~-----__.--sO
TEttA (.!e!)---......

Fig.1
'------------.o
=
R1 1 Megaohm
R2= 1 0.000 ohm
l 1. Bobina di entrata
R3= 1.000 ohm
21-28 MH/z = 16 spire avvolte su diametro di 10
R4=33.000 ohm
mm r:on fildda 0,8 mm con presa a lla
e1 = 1 S pf. variabile
4 ° spira lato massa
e2=100 pf. ceramico
40-50 MH/ z = 7 spire avvolte su diametro di 1 O
e3=10 pF. ceramico
mm con filo da 0 ,8 mm con presa alla
e4=4.7 pF. ceramico 2° spira lato massa
eS=45 pF. variabile 100-144 MH/z = 2 spire avvolte su diametro 12
e6=12 + 12 pF. variabile mm con filo da 1 mm. con presa a
e1=4s pF. trimmer
3/4 di spira lato massa
e8= 1.000 pF. ceramico 150-220 MH/z 1 spira diametro 7 mm con filo
V1 =doppio triodo Eee91-Eee81-Eee85-6J6 da 1 mm con presa al centro.

l2. bobina oscillatrice


REALIZZAZIONE PRATICA
21 - 28 MH/z = 16 spire come per l1 con presa al
Possiamo realizzare il nostro convertitore su centro e con es in parallelo come da
di un piccolo telaio di alluminio con dimensioni foto 3
scelte a piacere. Sulla parte superiore del telaio 40 - 50 MH/z = 7 spire come per L 1 con presa al
è consigliabile fissare il doppio condensatore centro e con es collegato in parallelo
variabile C6 la cui capacità, come si pu6 appu- 100- 144 MH/z = Mezza spira con presa al centro
rare dalla nota dei componenti, si aggira sui come vedesi da foto 3 e con es da
12+12pF. 20 pF. in parallelo.
Non riuscendo a reperire in commercio un con- 1 50-220 MH/z ~ Mezza spira come per la bobina
densatore professionale adatto, si potrebbe con- dei 144 MH/z, ma con un compen -
venientemente sfruttare un comune variabile satore es da 1 O pF.
ad aria per ricevitori AM -AF, utilizzando ovvia- l3. bobina di media frequenza del convertitore accor-
mente la sola parte utile alla FM, aggirantesi nor- data all'incirca sui 7 MH/z (vedi articolo)
malmente sui 10-1 5 pF. Per chi possiede un po' l4. link composta da 4 spire affiancate avvolte vici-
di pazienza esiste pure la possibilità di ricavarlo nissime a l3 oppure sopra a questa dal l;,to colle-
da un condensatore ad aria per onde medie, to- gato verso R4 -e8.
gliendo delle lamelle in modo di lasciarne solo
tre tanto per la parte fissa quanto per quella
mobile, notevolmente distanziata. Comunque demoltiplica per le ragioni dette prima. Lo zoc-
informativamente, la Ducati e la Geloso compren- colo in ceramica per la valvola sarà bene risulti
dono nella loro produzione condensatori con vicinissimo al variabile C8 e a quello C, che come
capacità non superiori ai 1 5 pF. si nota nella foto di fig. 2 verrà fissato sotto il tela-
Sarà bene che il variabile risulti provvisto di io. Le prese di massa vanno fissate sotto le viti

pag. 46
di bloccaggio dello zoccolo, e sopra di esse an- MESSA A PUNTO
dranno saldati R1 -C 3 -C,-R 2 •
Terminato il montaggio passiamo ora alla
Vi ricordiamo ancora di tenere cortissimi i
messa a punto del nostro apparecchio.
terminali del condensatore C3 saldati di.rettamente
Collegate il cavetto coassiale d' entrata del
uno sul piedino dello zoccolo e l'altro alla massa,
convertitore ad un' antenna e quello d'uscita ad
questo per ovviare a fenomeni di instabilità di
un qualsiasi ricevitore provvisto della gamma
funziona mento.
delle onde corte da 5 a 15 MHz.
Anche per la bobina L, dovete cercare di atte- Poi date tensione al filamento della valvola
nervi alle condizioni sopradescritte, perché non ECC91 e corrente anodica prelevandola dal rice-
risulti distanziata dallo zoccolo di oltre due cen- vitore o da un qualsiasi alimentatore. Il miglior
timetri. Non essendo poi essa reperibile facil- funzionamento di questo convertitore si ha quan-
mente in commercio sarà necessario costruirla do sulla placca della sezione amplificatrice (pie-
su un supporto di plastica provvisto di nucleo
dino 2) risulta presente una tensione' di 75-85
ferromagnetico. Volendo si potrebbe utilizzare
volts. Se la tensione anodica disponibile fosse
una media frequenza FM, per apparecchi a val -
notevolmente superiore a quella indicata, aumen-
vola, che risulta accordata sui 10.7 MHz. Oc.c or-
tate il valore della resistenza R, fino a raggiun-
rerà per6 toglierle uno dei due avvolgimenti
gere il valore voluto.
esistenti ed aggiungere in parallelo a quello
Ora potete controllare se l'oscillatore risponde
rimasto una capacità, oltre a quella già esistente,
alla sua funzione; inserendo dopo la resistenza
di 7-1 O pF circa per riuscire a raggiungere i 7- 9
R3 e la tensione anodica un milliamperometro
MHz richiesti.
50 mA e toccando con un dito la bobina ~ (at:-
Sul supporto della MF dal lato freddo, cioè tenzione a non toccare con l'altra miino la massa
quello che si collegherà con R4 -C 8 , dovremo av- perché la bobina è percorsa dall'alta tensione)
volgere I.,. formata da quattro spire affiancate la corrente assorbita deve aumentare.
vicinissime all'avvolgimento L,. Qualora la corrente fosse notevolmente supe-
La bobina L,. le cui spire saranno scelte a se- riore e, toccando la bobina, non si notasse nes-
conda della gamma interessata, è saldata diret- suna variazione vorrà dire che l'oscillatore non
tamente sui terminali del condensatore C,. dal funziona ed occorrerà quindi controllare il valore
quale partirà un cavetto coassiale per TV, la cui della resistenza R2 e modificarla fino al conse-
calza metallica sarà collegata alla massa del con- guimento delle condizioni indicate. Normalmente
densatore variabile C, e il filo centrale alla presa ci6 non risulterà necessario, ma abbiamo creduto
di L. come indicato nella tabella riportata qui a si-
nistra.
La bobina ~ con annesso il compensatore C5
è fissata ai terminali del doppio commutatore
C6 , e ci servirà per sintonizzare in gamma le varie
bobine dell'oscillatore.
Sulla presa centrale di ogni bobina verrà sal-
data la resistenza R3 come vedesi anche dalla
fig. 3 . Dei terminali della bobina L, vale a dire al-
l'uscita della media frequenza. uno verrà messo a
massa, dall'altro invece verrà prelevato il segnale
da inviare al ricevitore.
Per evitare che quest'ultimo capti dei segnali
spuri, consigliamo di realizzare il collegamento
tra convertitore e ricevitore con uno spezzone
di cavo coassiale per TV, di cui la calza metal-
lica collegherà le rispettive masse.
Fig.2 Nella foto è indicata la disposizione dei
componenti al telatio. Si noterà come il cavo
coassiale proveniente dall'an.tenna, abbia la
calza metallica collegata direttamente al con-
densatore variabile C1 mentre il filo centrale
direttamente alla presa della bobina L1. Si
noti ancora come C3 sia saldato direttamente
sul terminale dello zoccolo a massa.
Fig.3 l e bobine l 1, dovranno risul-
tare avvolte in aria o su ottimi sup-
porti in plastica. l e spire risulte-
ranno leggermente spaziate. Nelle
foto in basso le bobine per la gam-
ma dei 28-50-.144 MHz. le bobine
l2, come vedesi nella parte supe-
riore della foto, dovranno essere
complete cadauna del compensa-
tore C5 e della resistenza R3 sal-
date sulla spira centrale.

opportuno accennarvi nel caso il lettore anziché A questi inconvenienti se ne deve aggiungere
una ECC91 volesse impiegare un altro doppio un altro di carattere contingente: esplorando
triodo per AF quali ad esempio una ECC81 - per esempio la gamma aereonautica occorre te-
ECC85- 6J6 ecc. nere presente che i voli sono subordinati alle
Constatato il perfetto funzionamento del con- condizioni metereologiche, quindi nelle giornate
vertitore non ci resta che stabilire su quale fre- particolarmente sfavorevoli, quando gli aereo-
quenza esso converte il segnale. porti sono chiusi al t raffico, le stazioni di con -
Ruotando la sintonia del ricevitore, se il cavo trollo rimangono inattive, perciò sintonizzandovi
coassiale di uscita è sufficientemente schermato, su tali gamme è più che naturale non riuscire a
noterete che in un sol punto !"altoparlante del captare nessun messaggio.
ricevitore emetterà un particolare fruscio. Occorrerà qualche settimana di )l'scolto per
Su questo punto è accordata la MF d"uscita poter riuscire ad identificare le varie emittenti
del convertitore, e tale frequenza può essere a ricevibili nella vostra zona e, una volta a cono-
piacimento variata manovrando il nucleo di L3 scenza degli orari di trasmissione e delle frequen-
se risultasse disturbata. ze d'uso delle diverse stazioni, sarà vostra cura
A questo punto !"apparecchio è pronto per la prendere nota delle bobine adatte di volta in vol-
ricezione; ruotando C6 avete la possibilità di ta e delle relative graduazioni indicate dalla de-
esplorare tutta la gamma prescelta in base alle moltiplica, per poter facilmente sintonizzarvi
bobine inserite e, captata una stazione, potrete quando volete senza errori, con la possibilità
aumentare la sensibilità agendo su C,. di stabilire se vi sono o no emissioni radio.
Un ultimo avvertimento utile soprattutto a co- Lo stesso ragionamento vale anche per le gam-
loro che per la prima volta si dedicano alla gam- me rigua rdanti la polizia; infatti individuate lé
ma VHF e UHF è quello relativo alla propagazio- varie emittenti e presane nota, all'occorrenza non
ne. dovete far altro che applicare al ricevi t ore la
Per coloro che per la prima volta si addentrano bobina adatta e, dopo averlo acceso, attendere
nei misteri delle gamme VHF e UHF sarà utile i probabili messaggi.
premettere che tali frequenze sono condizionate Certamente non tutti i giorni vi capiteranno
notevolmente dai fenomeni di propagazione, notizie esplosive, od inseguimenti con conflitti
quali le perturbazioni atmosferiche, la rifrazione a fuoco degni dei migliori films di gangsters,
dovuta agli strati ionizzati della stratosfera, ecc. ma in presenza di comunicati, su questa gamma
Di conseguenza vi saranno giorni in cui vi sarà più che su ogni altra avrete la sensazione di es-
possibile con facilità captare un numero rilevante sere partecipi fisicamente agli eventi più segreti
di stazioni emittenti, mentre in altri giorni, per a Bologna, conoscendo già la frequenza e le ore
quanto vi adoperiate, riuscirete a sentirne pochis- più probabili di trasmissione, noi siamo in grado
sime, se non addirittura nessuna. di seguire qualsiasi aereo dalla sua partenza
Ovviamente queste variazioni di efficenza non da Milano fino al suo arrivo a Venezia, intercet-
devono quindi essere imputate al ricevitore, ma tante chiaramente ogni dialogo intercorrente
solamente a fattori indipendenti dalla Vostra tra aereo in volo e torri di controllo. Senza par-
volontà, tra i quali i fenomen i di propagazione lare poi degli aerei di altre nazionalità e di quelli
menzionati sopra. mi litari di stanza a Rimini e nel Veneto.

pag. 48
mobile acustico

PHONOS

Ecco per voi un semplice


mobile acustico capace, im-
piegando naturalmente gli
altoparlanti che vi consi-
gliamo, di riprodurre fedel-
mente un campo di frequenze
compreso da 30 Hz fino a
20.000 Hz.

Un fatto molto i mportante da considera re bassi, e ai 20.000 Hz per gli acuti.


quando ci si accinge alla costruzione di un mo- I consigli sulla scelta degli al toparlanti sono
bile acustico, e molti sono portati a trascurarl o, puramente orientativi. in quanto a quelli che vi
consiste nella scelta degli altoparlanti. Sarebbe indichiamo voi potete benissimo sostituirne al-
pressoché inutile progettare un'ottima cassa t ri, beninteso colle medesime caratteristiche.
sonora adatta alla riproduzi one perfetta delle Inoltre non sussiste certo il problema della re-
note basse, quando poi vi si installino apparec- peribilità degli stessi con tutte le industri e che
chi capaci tuttalpiù di scendere a freq uenze li- ci sono in grado di fornirci altoparlan ti. anche
miti di 100 Hz. Prima di presen tarvi il nostro a prez zo modico e dalle prestazioni eccellenti.
progetto abbiamo inteso fare questa premessa Tanto per farvi un esempio vi abbiamo pre-
necessa ria, perché solo seguendo fede Imente pa rato la tabella dei riproduttori da noi usati
le nostre istruzioni potrete otten ere otti m i risultati. nel« Phonos » con buoni risultati.
Gli altoparlanti da noi impiegati ci hanno per- Per le note acute sarà opportuno scegliere
messo di avere un responso di frequenza quasi un altoparlante in grado di raggiu ngere e supe-
lineare da 50 a 1 5.000 Hz con punte, su atte- rare almeno i 10.000 Hz e tra questi abbiamo
nuazione massima di 1 dB, fino ai 30 Hz per i provato i seguenti tipi:

rn:,rr.~ diametro fr1>nuenza w att ohm S/Qla


PH ILI PS (circo!) 80 mm 230-12.000 Hz 2 3 AD/2.300 z
IREL (ellitt ) 151 X 95 mm 120- 10.000 Hz 3,5 4 E.91562

I SOPHON (circo!) 100 mm 100- 15.000 Hz 2 4 P.10.C

pag. 49
frequenza watt ohm sigla
marca diametro
212 mm 30- 7.000 8 5,6 MW 20.215 X
I REL (circol)

210 mm 50-10.000 4 4 P.21 A


IREL (circol)

ISOPHON (circo!) 200 mm 55-11.000 4 4 P.20 A

ISOPHON (circo!) 150 X210 mm 70-10.000 5 4 E.152.190

90- 8.000 4 4 C.20-90


IREL (ellitt) 205 mm

Per le note basse sono invece consigliabili


altoparlanti per frequenze inferiori ai 100 Hz
e nell'elenco riportiamo quelli da noi sperimen-
tati:

Tutti i tipi indicati sono reperibili presso i mi-


gliori negozi radio, inoltre la GBC dispone di un
catalogo aggiornato coi tipi da noi consigliati,
per coloro che abitano in Liguria, esiste sem-
pre la possibilità di rivolgersi direttamente alla
IREL in via Gastaldi 19/1 GENOVA.
Come detto sopra si possono impiegare anche
altri altoparlanti senza dover modificare il pro-
getto, purché naturalmente vi orientate su mo-
delli dalle stesse caratteristiche di quelli da noi
consigliati.

COSTRUZIONE DEL MOBILE


Attraverso esperienze pratiche si è potuto
constatare che il legno truciolare pressato con
spessore di 1,5 cm, oltre ad essere conveniente
sul piano economico. è capace di ottime presta-
zioni sonore per il suo elevato potere assor-
bente. Volendo si potrebbe impiegare qualsiasi
altro tipo di legno.
Fig.1 I fori da praticare sul pannello anteriore
Le dimensioni esterne del mobile-Fig.1- sono
del mobile saranno subordinati alle forme e
le seguenti
dimensioni degli altoparlanti impiegati. Ad
esempio usando altoparlanti ellitici è ovvio Altezza cm. 30
che il foro anziché circolare sarà ovale. Larghezza cm. 50
Profondità cm. 20

pag. 50
Non ci dilungheremo molto sulla tecnica di il diametro e la forma di tali aperture dovranno
realizzazione del mobile, perché pensiamo che corrispondere ai riproduttori che intendete ap-
tale lavoro verrà eseguito prevalentemente dal plicare.
vostro falegname di fiducia che saprà esatta- Ricordate di far presente al falegname di sago-
mente come incollare i vari pannelli e come mare il pannello anteriore in modo che possiate
inserire internamente i vari listelli di fissaggio incassarlo nel mobile dopo averlo ricoperto di
della parte anteriore e quella posteriore. tela adatta per casse armoniche. A ci6 si dovran-
Il pannello anteriore dovrà essere provvisto no aggiungere sui listelli interni delle striscia
dei due fori per gli altoparlanti e natural mente autoadesive in plastica (q uelle normalmente usa-

...

Fig.5 Per ottenere un corretto funzionamento


del sistema di riproduzione, è necessario inviare
ad ogni altoparlante la sola gamma di frequen- +
za che risulta fdoneo a riprodurre. A t ale scopo
si impiegh erà una bobina, di cui in fig. 6 (1
~
diam o i d ati di rea lizzazione, e due c onden-
sato ri el ettro litici da 16 mF. 500 volt lavoro
colleg at i i n serie con polarità come vedesi
(2
I +

ACUTI

in disegno.

Fig.3 Per ottenere una perfetta chiusura er- Fig.4 Nel pannello posteriore del mobile fis-
metica della cassa acustica dovrete fissare seremo il filtro di frequenza. Prima di colle-
sui listelli, ai quali verranno appoggiati i pan- garlo ai relativi altoparlanti, controllate che gli
nelli anteriori; ottime si sone dimostrate a tale avvolgimenti delle bobine mobili risultino in
scopo, quelle impiegate per chiudere le fessure fase, operazione questa che otterrete sempli -
delle finestre. cemente con l'aiuto di una pila da 4,5 volt.

pag. 51
te per chiudere le fessure delle finestre) per
avere una buona tenuta ermetica della cassa.
la rifinitura esterna rimarrà compito del vostro
buon gusto; noi possiamo consigliare una bella
ricoperturà con legno pregiato o con quella carta
adesiva reperibile in rotoli in ogni cartoleria.

FILTRO DIVISORE DI FREQUENZA

Per avere un corretto funzionamento del si-


stema riproduttore composto da due altopar-
lanti è necessario inviare ad ognuno di essi ~ .35 - - .. ,
la sola gamma di frequenze acustiche che è i-
doneo a riprodurre. È molto semplice realizza -
re dei dispositivi che permettono di selezionare
Fig.6 La bobina L1 necessaria ad impedire
le varie frequenze, in quanto sono composti sem-
che la gamma delle frequenze degli acuti possa
plicemente da una bobina di filo e da due con-
giungere all'altoparlante dei bassi verrà rea-
densatori elettrolitici posti in serie, con pola-
liu ata sopra un rocchetto in legno le cui dimen-
rità opposte (come risulta dal disegno di fig. 5).
sioni sono indicate in disegno. Ricordatevi
che modificando il numero delle spire si modi-
Si pu6 ottenere un semplice filtro avvolgendo
fica la frequenza di taglio.
sopra un rocch etto di legno o di cartone un cer-
to numero di spire. Per il nostro scopo conviene
realizzare la bobina su un tondino di legno dal
diametro di 2 o 2,5 cm, lunghezza di 3,5 cm,
con ai due estremi due sponde di circa 6 cm avanzare in avanti e, cambiando polarità, essa
di diametro ottenute con un cartoncino rigido o viene attratta verso l'interno del cestello. se-
legno compensato. Fig. 6. Attorno a questo sup- gnate con una matita il terminale dove avete in-
porto avvolgete circa 200 spire di filo smaltato viato la tensione positiva della pila. quando la
da 1 mm, e il gioco è fatto. membrana viene att ratta verso l'interno ripe-
tendo l'operazione anche per il secondo altopar-
Ricordatevi che aumentando il numero delle
lante.
spire si riduce la frequenza di taglio, mentre ri-
I terminali positivi dei due altoparlanti vanno
ducendole lé! si aumenta, per cui. a tempo perso.
collegati insieme, mentre degli altri due, uno va
potrete sempre sperimentare diverse bobine fino
alla bobina (altoparlante dei bassi) e l'altro agli
ad avere quella che a vostro giudizio provvederà
elettrolitici posti in serie (quello dell'altopar-
a fornirvi una riproduzione più consona alle vo-
stre esigenze. lante degli acuti).
Termi nati i pochi collegamenti elettrici, sarà
Fisserete il filtro sulla parte interna del coper- necessario prima di chiudere la facciata poste-
chio con qualche vite per evitare le vibrazioni. riore del mobile, imbottire l'interno con materia-
Aggiungiamo ancora che i due altoparlanti le assorbente.
debbono risultare in fase, vale a dire disposti Un buon metodo consiste nell'incollare su ogni
in modo che quando la membrana dell'uno vibra s1,oerfice interna, esclusa quella anteriore sulla
in avanti, pure quella del secondo si comporti quale sono fissati gli altoparlanti, dell'ovatta
nello stesso modo. acquistabile in qualsiasi farmacia, ·o per spendere
ancora meno, in mesticheria, dove chiederete
Con una pila potete facilmente controllare e dell'ovatta normale per carrozzai che, a parità
contrassegnare il terminale positivo della bobina di rendimento risulta più economica.
mobile dei due altoparlanti, provando, con una Richiusa la scatola. 11 progetto è terminato
batteria da 4,5 volt. Toccando i terminali della e potrete iniziare l'ascolto delle vostre melodie
bobina mobile con i terminali della pila consta - preferite con una soddisfazione tanto inaspetta-
terete che in un modo, la membrana tende ad ta quanto facile da ottenere.

pag. 52
un TERGICRISTALLO automatico
Abbassare la levetta del tergicristallo non appena
comincia a piovere e rialzarla non appena la pioggia
cessa, sono operazioni che non richiedono né abilità,
né fatica. Ma se questi movimenti vengono imposti a
ritmo continuo e, magari, per lunghi percorsi, non
tardano a trasformarsi in un'operazione fastidiosa e
snervante. Nulla di meglio, in tal caso, di un tergicri-
stallo automatico che entri disciplinatamente in fun-
zione ogni qualvolta il vetro lo richieda per poi arre-
starsi da solo non appena lo avrà convenientemente
spazzolato.

Sappiamo tutti che l'azione manuale per vettura ci sorpassa sull'asfalto bagnato, il nostro
azionare e spegnere il tergiscritallo è quanto vetro anteriore ha naturalmente bisogno di
mai semplice e non richiede il minimo sforzo. qualche buona spazzolata, ma una volta ripri-
M.a se questo « accendi-spegni » deve essere stinata la normale visibilità, il tergicristallo può
fatto continuamentee magari protratto per essere messo temporaneamente a riposo. Pro-
diverso tempo, non tarda a divenire una opera- trarre lo stropiccio a vetro asciutto non offre al-
zione snervante specie se si viaggia in auto- tro risultato che quello di sporcare maggiormen-
strada a velocità sostenuta o nelle vie di città te il vetro e, magari . di sfregiarlo. Incomincia allo- •
congestionate dal traffico. ra il fatidico accendi-spegni che tanto influisce a
Tale fastidiosa schiavitù si verifica quando logorarci i nervi.
le condizioni metereologiche non sono tali Pensate, quindi, quanto sarebbe utile un
da richiedere un azionamento continuo del dispositivo che, entrando in funzione ad intervalli
tergicristallo. Ad esempio, quando si viaggia prefissati, vi pulisse il vetro, poi si fermasse
con nebbia densa e bassa o quando piove leg- dopo due o tre spazzolate e rientrasse nuovamen-
germente e ad intervalli od ancora quando una te in funzione non appena il vetro ne rivelasse

pag. 53
MASSA

R2
RI

TR1 AL MOTORINO
TEFl61CRISTALLO

..---------ta-----~
I

_________.· 1•1----------
C2

AL CRUSCOTTO
OELL' AUTO

la necessità! Pensate quale risparmio di movi-


menti manuali superflui e snervanti! R1 10.000 ohm
Il vostro compito si limiterebbe soltanto ad R2 2.000 ohm
interrompere questo movimento automatico R3 25.000 ohm potenz. log.
una volta cessato il maltempo. R4 8.200 ohm
Dopo una simile presentazione, degna vera- C1 500 mF 25 V.
mente di un Pascià, ecco, amici lettori, il dispo- C2 100 mF 25 V.
sitivo automatico per il vostro tergicristallo. S1 doppio deviatore
E, statene pur certi, non saranno pochi gli amici TR1 -TR2 = transistor AC 128
che ve lo invidieranno. Relé = Siemens BV. da 385 ohm

Il CIRCUITO ELETTRICO

Come avrete già facilmente compreso la


parte essenziale di questo nostro « tergicristallo
Automatico» è costituita da un temporizzatore o
che permette alla spazzola di entrare in funzione MK-3
ad intervalli prestabiliti. Lo schema elettrico che
vi presentiamo è oltremodo semplice. Il circuito
impiega due transistor di potenza AC 128 colle-
gati tra di loro tramite due condensatori elet- ,-- -------,
IL, _ _ _ _ _ _ .JI
trolitici di forte capacità. Il continuo caricarsi
e scaricarsi dei due condensatori, fa si che la
corrente sul collettore del transistor vari da
O mA a 1 5-1 8 mA permettendo il funziona men- o...1
intermittente del relé. Il tempo dell'intervallo
che intercorre fra due successivi « lavaggi »
è stato da noi calcolato sperimentalmente; Fig.4 In alto il circuito stampato a grandezza
abbiamo, cioè effettuato delle prove su diverse n aturale visto dal lato del rame. Tale circuito
vetture - dato che la velocità delle spazzole pu6 essere fornito già inciso, come indicato
non è uguale in tutti i modelli - onde stabilire nell'articolo.

pag. 54
un valore medio di velocità in modo che il ter-
gicristallo avesse potuto fornire buone presta-
zioni sia con spazzole a velocità elevata sia con
quelle a velocità ridotta. L intermìttenz.a del no-
stro temporizzatore può essere variata a pia-
cere da 2 a 1O secondi onde permettere a chi
guida di variare gli intervalli a seconda della velo-
cità della vettura. Nella progettazione del nostro
apparecchio è stato necessario tenere presente
anche la velocità dell'auto in quanto. in funzione
di questa. aumenta o diminuisce proporzional-
mente il numero delle «spazzolate». Viaggiando
a 120 Km orari, per percorrere 100 metri bastano
circa 3 secondi, mentre a 50 Km. all'ora ne oc
corrono circa 7, occorreranno perciò, nella stessa
distanza, più lavaggi. Potendo variare a piacere
I intermittenza del temporizzatore voi potrete,
a seconda della velocità della vettura e della in-
tensità della pioggia. mettere in funzione il tergi-
cristallo ogni 70-100 metri, oppure ogni
200-400 metri di percorso. Praticamente il tergi-

Fig.2 In alto è visibile la foto del montaggio


del temporizzatore così come appare a costru-
zione ultimata.

R3

AL MOTORINO
TERGICRISTALLO

~"
E
TR1 TR2
C

- 12 VOLT+ pag. 55
RELÈ

ALLA MASSA
CAROZZERIA

ALL'I MPIANTO
ELETTRICO

+ 12 VOLT

Fig.5 Per agevolare il lettore nel montaggio di tale automatismo sulla·


propria auto, abbiamo disegnato l'impianto elettrico dei collegamenti
tra relé e motorino, e quelli relativi a l doppio interruttore S 1.

cristallo automatico funzionerà così: due o tre realizzato per funzionare su vetture con l'im-
spazzolate al vetro (una o due spazzolate a velo- pianto elettrico a 12 volt, pu6 funzionare tut-
cità ridotta), quindi un intervallo di riposo per tavia, senza dover subire rettifiche, anche in
circa 70-200 metri (questo valore verrà determi- vetture con l'impianto a 6 volt.
nato da chi è al volante) poi altre due o tre spaz-
zolate e così via. Si potrebbero comunque au-
mentare a piacere i tempi di riposo o di funziona - REALIZZAZIONE PRATICA
mento delle spazzole, in modo da avere 5 o 6
spazzolate ed un intervallo maggiore, modifican- Data la semplicità dello schema, la realizza-
do uno dei valori dsi seguenti componenti C 1 - zione pratica è molto agevole e priva di dif-
C2- R1. Il relé da noi impiegato è un Siemens ficoltà. Chiunque, infatti. sia in grado di tenere
BV 1 53A da 385 ohm; si potrebbero co- un saldatore in mano e fissare i componenti
munque impiegare indifferentemente altri tipi con una gocciolina di stagno, potrà intrapren-
di relé purché dispongano di uguale resistenza dere la realizzazione del nostro progetto senza
ohmica e siano in grado di funzionare con patemi d'animo, sicuro della perfetta riuscita .
correnti di 10-1 2 mA. 11 nostro progetto, Per aiutare ancora maggiormente i nostri letto-

pag. 56
ri più sprovveduti tecnicamente, abbiamo pre- nare normalmente il tergicristallo, invece inse-
parato il circuito stampato (che il lettore po- rendo il dispositivo automatico, una sezione del-
trà richiedere alla nostra redazione) del sup- l'interruttore consenti rà alla corrente di passare,
porto già inciso e pronto a ricevere tutti i com- mentre l'a ltra sezione dell'interruttore eliminerà
ponenti. Si dovrà presta re un poco di attenzione il corto circuito facendo giungere la corrente, at-
solo quando si tratterà di collegare i due con- t raverso i contatti del relé, al motorino. Più sem-
densatori elettrolitici dato che questi compo- plicemente, la corrente prima di giungere al
nenti - come del resto ben sapete - hanno una motorino che aziona il tergicristallo; passerà
polarità ( + positiva, - negativa) che va rispet- attraverso il dispositivo automatico. Per colle-
tata. Per questo vi sarà di aiuto il nostro dise- gare il nostro temporizzatore al motorino -
gno pratico di fig. 3. Si dovrà prestare ana loga operazione del resto semplicissima - sarà suf-
attenzione anche nel collegamento dei transi- ficente staccare uno dei fili collegati al moto-
stor TR 1 e TR2 (Philips AC 128) i cui termina. rino e fissarlo su una sezione dell'interruttore
li E- B-C dovranno essere posti esattamente S 1 ed inserire sul morsetto del motorino uno
nei fori corrispondenti. Il terminale E, cioè, dei fi li che provengono dal relé. Dal disegno
dovrà essere infilato nel foro E del circuito stam- di fig. 5 potrete vedere chiaramente quanto so-
pato, il terminale B nel foro B ed il C nel foro pra esposto. Ora non vi resta che fissare su
C. Per determinare i tre terminali, osservate qualche punto del cruscotto, o dove credete
il transistor: sul suo involucro noterete un pun- più opportuno l'interruttore S 1 ed il potenzio-
tino rosso che contraddistingue il termina I metro che, come già detto, vi consentirà di rego-
C (collettore); dalla parte opposta si trova il lare gli intervalli di tempo fra i vari periodi di
terminale E, fra i due, ovviamente, è situato funzioname n to ed il numero delle spazzolate per
il terminale B. Se avete ancora qùa lche dubbio, volta.
esso sarà dissipato se osserverete attenta- Ora limitatevi ad attendere la prima piog-
mente il nostro schema pratico, sulla sinistra gerèlla per poterlo collaudare ed apprezzare
dello stesso, infatti, vi abbiamo indicato le con - pratica mente i servigi che saprà rendervi. Non
nessioni dei transistor visti dal lato dei termi- tarderete a convenire che avete in lui un docile
nali. Effettuato il montaggio di tutti i compo- ed intelligente alleato, capace di assicurarvi una
nenti e fissato il relé ed il potenziometro R3 guida distensiva e responsabi le.
del cambio di velocità, provate subito il vostro Se poi si t iene conto che sono proprio gli acces-
temporizzatore prima di installarlo sulla vettu- sori ed i dettagli a creare personalità e carattere.
ra. constaterete subito che il geniale tergicristallo
automatico saprà dare alla vostra vettura una
nota nuova e persona le.
COME INSTALLARLO

Dallo schema pratico che vi prese n tia mo SCATOLA DI MONTAGGIO


potrete facilmente comprendere come va in-
stallato l'apparecchio. Collegherete, dappri- Possiamo fornire al lettore la scatola di mon-
ma, i due terminali centrali del relé (dal lato ove taggio di questo apparecchio comprendente
sono presenti 6 terminali con i due terminali tutti i componenti necessari ivi compresi il de-
esterni. I due fili corrispondenti ai contatti del viatore, il relé ed il circuito stampato. Il tutto
relé, dovranno essere collegati in serie ad un al costo di L. 5.500. Coloro che desiderano rice-
filo che alimenta il tergicristallo, proprio come verlo dovranno indirizzarne la ric hiesta alla no-
si trattasse di montare un interruttore. Inoltre, stra redazione non dimenticando di accludere
dato che quando il dispositivo è disinserito, al relativo importo la somma di L. 300 per spese
cioè i contatti del relé sono aperti, nessuna cor- di spedizione. Su richiesta possiamo fornire il
rente pu6 giungere ai morsetti del tergicristallo, solo circuito stampato a L. 600 oppure il relé
abbiamo dovuto inserire un doppio interruttore a L. 2.000.
- indicato nello schema di figura 1 con la sigla
S1 - che permette al tergicristallo di f unzio- NOTA
nare indipendentemente dal nostro dispositivo. Questo temporizzatore serve esclusivamente per motonni
Quando il dispositivo automatico non è inserito, tergicristallo provvisti di due soli fili di alim enta zione; sui pros-
una sezione del doppio interruttore metterà in simi numeri verrà presentato un modello adatto per i mo-
torini provvisti di quattro fili di alimentazione.
corto circuito i contatti del relé facendo funzio-

pag. 57
AMPLIFICATORE stereoJOLLY
Con questo progetto in scatola di montaggio po-
trete finalmente appagare il desiderio di posse-
dere un vero amplificatore stereofonico, uguale,
come caratteristiche e prestazioni, ai migliori
modelli reperibili in commercio.

Vocaboli come Stereoscopia e Stereofonia soffriamo di distorsioni auditive) da destra e da


fanno ormai parte del linguaggio tecnico di pub- sinistra. Se uno dei due amici tace e l'altro, inve-
blico dominio anche se solo una minima parte ce, parla, noi volteremo la testa verso quesful-
degli « utenti » di tali vocaboli conosce a fondo timo anche se ci trovassimo con gli occhi bendati,
i segreti dei relativi sistemi. in quanto la direzione del suono ce ne indica la
Ciò che conta, comunque. è che il pubblico - provenienza.
sempre duttile ad assimilare gli elementi essen- Prendiamo ora in ascolto un dialogo radio-
ziali di ogni innovazione tecnica - sia riuscito fonico in audizione normale.
a ricavare il preciso concetto degli effetti pratici Noteremo che le varie voci giungono al nostro
forniti dalla stereoscopia e dalla stereofonia. ef- orecchio da un'unica direzione, come se tutti
fetti che sono poi, in fondo. quelli che lo interes- gli interpreti si trovassero ammucchiati in un sol
sano. punto. Ed. infatti, così è realmente poiché i suoni.
Tutti sanno. infatti, che una visione « stereo- in origine provenienti da direzioni diverse, vengo-
scopica » dà la percezione della terza dimensione no ora riprodotti dal medesimo altoparlante.
di qualsiasi immagine. fornendo, cioè. il senso del- In ultima analisi l'ascolto monoaurale (cioè
la profondità; parimenti nessuno ignora che con diffusione dei suoni attraverso un' unica
un'audizione stereofonica consente una riprodu- fonte) è decisamente imperfetto se paragonato
zione dei suoni del tutto conforme alla realtà, all'ascolto dal vero.
permettendo di individuare la direzione e la pro- A questa lacuna supplisce la stereofonia che
venienza dei suoni stessi. ripartisce i suoni trasmessi e li dirige all'ascol-
Questi, dunque. sono gli effetti visivi ed audi- tatore da due fonti; in tal modo di una orchestra
tivi che tutti conoscono ed, in linea di massima si udranno, ad esempio, sassofoni e trombe
ci6 è quanto basta. suonare da destra mentre da sinistra proverranno
Diciamo in linea di massima, poiché ai nostri i suoni degli archi come in presenza dell'orchestra
lettori potrà forse interessare di conoscere qual- medesima.
cosa in più sulla « stereofonia » specie se si tien È una musica che potrete seguire anche con
conto che in questo articolo proponiamo la gli occhi poiché si trasforma in un movimento
realizzazione di un vero amplificatore stereofo- di suoni che si spostano dall'uno all'altro alto-
nico. parlante con effetti spettacolari e realistici; vi
Per dare un'idea più esatta possibile del pro- sembrerà di si:ntire le note rincorrersi per la
cesso di audizione stereo. riteniamo efficace stanza.
prendere come elemento di raffronto le sensa- Chiunque avrà avuto occasione di gustare
zioni auditive che percepiamo« dal vero». qualche buon pezzo di musica in audizione ste-
Quando, ad esempio. noi parliamo con due ami- reofonica difficilmente sarà tornato all'ascolto
ci, uno a destra e l'altro a sinistra, il suono delle monoaurale senza avvertirne i limiti e l'incom-
rispettive voci ci perviene. ovviamente (se non piutezza. E poiché il desiderio del meglio è una

pag. 58
pregevole aspirazione umana, non c'è da stupirsi Un confronto di tali caratteristiche con quelle
se l'idea di possedere un amplificatore stereo- di un qualsiasi amplificatore Hi- Fi stereofonico
foni co sorride alla maggior parte degli ama nti ad alta fedeltà , vi potrà dimostrare che lo STEREO
della musica. -JOLLY pu6 degna mente competere con qual-
Anche noi abbiamo avvertito questi limiti e siasi amplificatore dello stesso tipo reperibile
poiché, oltre ad essere dei progettisti siamo in commercio ad un prezzo notevolmente supe-
anche dei musicofili - il che non guasta - ci siamo riore.
costru it i un amplificatore stereo per nostro uso
e consumo.
Visto poi che questo, dopo un lungo ed accu- SCHEMA ELETTRICO
rato collaudo, forniva prestazioni eccellenti
sotto tutti gli aspetti, abbiamo pensato di pro- L'amplificatore JOLLY pu6 essere realizzato
porne la realizzazione ai nostri lettori. sia nella versione MONO che nella versione
Quali sono le caratteristiche dello STEREO- STEREO. L'unica differenza che esiste fra queste
JOLLY, l'amplificatore che « andiamo a presen- due versioni è nel numero dei gruppi amplifi-
tarvi »? È presto detto: catori presenti - UNO per la versione MONO e
DUE per la versione STEREO - e per la presenza
Potenza d'uscita: 4 Watt continui. in quest'ultima di un potenziometro in più. quello
Rumore di fondo: - 65 dB. del BI LANCIA MENTO - indicato nello schema
Pilotaggio per la piena potenza: 260 mV. elettrico con la sigla R5 - che serve ad equili-
Corrente assorbita in assenza brare il volume dei due canali.
di segnale:23- 30 mA Dato che questi gruppi sono assolutamente
Corrente assorbita al max segnale: 300 mA. identici noi ci limiteremo a descrivere la versione
Risposta di frequenza a - 3 dB: da 20 Hz MONO, riservandoci di darvi, in seguito le infor-
a 20.000 Hz. mazioni necessarie ad eseguire un perfetto colle-
Risposta di frequenza: - 1 dB: da 40 Hz a gamento dei due amplificatori ed ottenere così
15.000 Hz. un apparecchio stereofonico.
Distorsione alla massima potenza: 1 %. La caratteristica fondamentale di questo sche-
Controllo dei bassi: + - 1 O dB. ma è costituita dall'originale sistema di controllo
Controllo degli acuti: + - 1O d B. dei toni e del volume. sistema che si differenzia
Alimentazione: 1 2 o 1 8 Volt. sostanzialmente da qualsiasi altro fino ad oggi
presentato e fa del vostro JOLLY un amplificatore
Per l'alimentazione a 12 Volt va impiegato veramente moderno al passo con i progressi
un altoparlante con impedenza dai 3 ai 5 ohm; dell'elettronica e diverso dagli altri.
Per un'alimentazione a 18 Volt va impiegato li controllo della tonalità viene affidato a due
un altoparlante con impedenza di 8 ohm. circuiti praticamente indipendenti, che influen-

pag. 59
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AMPLIFICATORE
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Fig. 1. Componenti R1 O = 680.000 ohm R20 = 15ohm C7 = 1.500 pf ceramico
R1 = I Megaohm Potenz. Log. R11 = 220.000 ohm R21 = 50 ohm NTC C8 = 47.000 pf elettrolitico
R2 = 330.000 ohm R12 = 10.000 ohm R22 = 1 ohm 1 watt C9 = 250 mf elettrolitico
R3 = 2 Megaohm Potenz. Log. R13 = 680.000 ohm R23 = 560 ohm C1 O = 1.000 pf ceramico
R4 = 100.000 ohm R14 = 56.000 ohm C1 = 4 70 pf ceramico C11 = 1.000 mf elettrolitico
RS = 0,5 Megaohm Potenz. Lin. R1 5 = 1.000 ohm C2 = 4.700 pf TR1 = transistor BC108
R6 = 56.000ohm R16 = 2.700 ohm C3 = 1 5 pf ceramico TR2 = transistor BC108
R7 = 220.000 ohm R17 = 470 ohm C4 = 220.000 pf ceramico TR3 = transistor AC128
R8 = 50.000 ohm R18 = 1 ohm 1 watt es = 4 70.000 pf ceramico TR4 = transistor AC187 K
R9 =
0,5 Megaohm Semifisso R19 = 1.000ohm C6 = 68 pf ceramico TRS = transistor AC188 K
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Fig.2

zano la risposta in frequenza degli amplificatori Il segnale di B F. subita la regolazione di tona-


alle basse ed alle alte frequenze acustiche. L'au- lità e di volume di cui abbiamo parlato sopra,
mento delle note basse viene ottenuto diminuen- viene applicato alla base del primo transisor
do opportunamente il tasso di controreazione per preamplifìcacatore di BF, indicato nello schema
le frequenze inferiori ai 1000 Hertz. La massima con la sigla TRl e costituito da un transistor
esaltazione dei bassi la si ottinene quando il NPN al silicio e precisamente da un BC-108
cursore del potenziometro R8 è ruotato verso Philips che si è dimostrato eccellente sotto tutti
la massa provocando così una reazione negativa i punti di vista, sia per la sua elevata amplificazio-
differenziata affidata al gruppo R11 -C7. reazione ne sia per il rumore di fondo molto basso che
che ritorna alla base del transistor TR 1. Ruotando produce; fattore. quest'ultimo, di enorme impor-
il cursore del potenziometro R8, la tensione di tanza per la buona riuscita di un amplificatore.
controreazione prelevata dal condensatore C5 l i segnale amplificato da TR 1 e presente sul
giunge, tramite R7, alla base di TRl; in tal modo suo collettore. viene applicato direttamente
la risposta sulle basse frequenze viene dapprima alla base di TR2, anch'esso un NPN tipo BC- 108
linearizzata ed in seguito limitata al minimo. della Philips - ed, infine, ai due transistor finali
Per gli acuti si utilizza, invece. una rete di con- TR4 e TR5.
trollo convenzionale costituita da C1-R1-C2. Come si potrà notare i transistor finali da noi
Per quanto riguarda il controllo del volume, impiegati sono: per TR4 un NPN tipo AC187K
abbiamo realizzato un circuito che - man mano per TR5 un NPN tipo AC188K.
si riduce il volume e con esso la sensibilità - Questi due transistor si differenziano dai tipi
impedisce la scomparsa delle note acute e delle normali e cioè l'AC187-AC188 (senza la K) per
basse, fenomeno che si riscontra nei normali il solo fatto di essere incapsulati entro un invo-
amplificatori. lucro a forma di parallelepipedo provvisto di un
Infatti anche a volume molto ridotto si ha una foro che ne agevola il fissaggio sopra un'aletta
sufficiente resa dei toni bassi dovuto all'aumento di raffredamento di adeguate dimensioni.
della impedenza di entrata tra mite R2, mentre Il segnale di BF viene poi prelevato. tramite
le note acute vengono esaltate grazie alla presen- un condensatore di forte capacità C11. dai termi-
za del condensatore C3 posto in modo da mettere na li delle resistenze R22-R 18 ed applicato all'al-
in corto circuito il potenziometro R3. toparlante.
Esaminiamo ora il percorso del segnale fino Fra gli altri componenti precisiamo che R9 è
alla riproduzione in altoparlante. un potenziometro semifisso che dovrà essere

pag. 61
regolato durante le operazioni di messa a punto setta ramata la parte disegnata in rosso ed avrete
come vi spiegheremo in seguito; R21, invece. un circuito perfetto, identico a quello da noi
è una resistenza NTC da 50 ohm. progettato.
Come avrete già potuto constatare leggendo Una volta in possesso della piastra del circuito
i dati con cui vi abbiamo presentato questo stampato sarà necessario praticarvi i relativi fori
nostro apparecchio, l'amplificatore JOLLY pu6 in cui dovranno essere infilati i terminali dei vari
essere alimentato con tensioni che vanno da un componenti. Per questo potrete usare un piccolo
minimo di 12 volt fino a un massimo di 1 8 volt. trapano da traforo con una punta da 1 mm. o,
Logica mente, per ottenere la stessa potenza, al massimo, mm. 1,5. Fatto ci6 piegate i terminali
pur usando tensioni di alimentazione differenti, delle resistenze in m odo tale che possano infi-
è necessario servirsi di altoparlanti diversi. Più larsi agevolmente entro i fori, quindi tagliate
precisamente, se intendete usare una tensione l'eccedenza dei terminali ed effettuate le rela-
di 12 volt dovrete procurarvi un altoparlante tive stagnature. La stagnatura: è questo uno dei
che abbia una bobina mobile con impedenza com- punti « dolenti ». Infatti questa è l'operazione
presa fra i 3 ed i 5 ohm, se invece intendete a cui occorre prestare la massima attenzione
impiegare i 18 volt, occorrerà un altoparlante perché un cattivo collegamento fra componente
che disponga di una impedenza di 8 ohm. e componente pu6 essere causa di difetti di fun-
zionamento che non è facile individuare. Par-
ticolare attenzione dovrete prestare anche ai
REALIZZAZIONE PRATICA collegamenti dei tre terminali E-B-C dei tran-
sistor; per facilitarvi il compito abbiamo cre-
Qualora desideraste realizzare persona I mente duto opportuno presentare sullo schema pratico
il circuito stampato, vi sarà estremamente utile la disposizione dei terminali stessi.
il disegno di figura 2 che riproduce, in grandezza Infatti per ragioni circuitali, TR4 è posto con
naturale, il circuito stampato da noi realizzato. la base verso sinistra, mentre TR5 con la base
Non vi resterà, quindi, che tracciare sulla ba- verso destra; ricordiamo al lettore che nel dise-

pag. 62
ALL' ALTOPARLAHTE

AL SECONDO
AMPLIFICATORE

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ma sempre in più. Infatti, aumentando l'altez-
za - non è possibile aumentare la lunghezza o la
misura della base in quanto l'una è in stretta di-
pendenza con la larghezza del circuito stampato
e l'a ltra è subordinata allo spazio presente nel
circuito - otterrete una dispersione del calore
molto più rapida ed efficace.
Se la base dovesse risultare troppo grande
occorrerà limarla, affinché non venga in contat-
to con le resistenze R22 ed R 1 8. Sarebbe prefe-
ribile che lo spezzone di alluminio anziché ad L
fosse impiegato ad U; si aumenterebbe in tal mo-
do le dimensioni delle alette di raffreddamento
e, in conseguenza. la dispersione del calore.

REALIZZAZIONE STEREO

Come abbiamo già accennato la versione


stereo si compone di due « canali » di ampli-
ficazione completa mente separati. I due ampli-
ficatori, però, debbono essere regolati contem-
poraneamente, al fine di evitare quegli squilibri
estremamente dannosi per una buona riprodu -
zione. Per questo motivo i potenziometri di re-
golazione dei toni e del volume (R 1- R3 - R8 ) sono
Fig.5 I collegamenti tra basetta del circuito
doppi, cioè due potenziometri separati, ma co-
sta mpato ed i potenziometri dovranno essere
effettuati con cavetto schermato. Per evitare
ronzii, le carcasse metalliche dei potenziome-
AL CANALE DESTRO
tri dovranno risultare tutte collegate a massa.

gno pratico, i componen ti, sono visti dal lat o


della bachelite, quindi di sopra.
I transistor pilota e quelli finali , per un ottimo
rendimento, non devono mai avere una tempe-
ratura superiore ai 70 gradi; sarà bene, perci6,
provvederli di aletta di raffreddamento, che au-
mentando la superfice di dispersione del calore,
consentono ai transistor di rimanere al di sotto
della tempera t ura suddetta.
Mentre per TR3 non esistono problemi dato
che la relativa aletta di raffreddamento, a rag-
giera, è inclusa nella scatola, per le alette di TR4 AL CANALE SINISTRO
e TR5 dovrete arrangiarvi un po' nel senso che do-
vrete costruirle personalmente. Sarà sufficiente,
per questo, acquistare uno spezzone di allumi-
nio o di rame o di ottone di 2 millimetri di spes- Fig.7 Se l'amplificatore è realizzato in versione
sore, largo 5 centimetri e alto 4 centimetri che Stereo, risulta necessario un interruttore che
piegherete a L con la base di circa 1 centimetro colleghi in parallelo le due entrate quando si
di larghezza. Le dimensioni che vi forniamo sono desideri farlo funzionare per dischi Mono.
puramente indicative, esse potranno variare

pag. 64
riproduzione stereofonica, non solo l'amplifica-
tore. ma anche il disco e la testina debbono es-
sere stereofonici.

ALIMENTATORE

Con un opportuna scelta. dell'impedenza del-


l'altoparlante, l'amplificatore descritto pu6 es-
sere alimentato con tensioni comprese tra i 12
ed i 18 Volt, come abbiamo già riferito. In tal
modo sarà molto più semplice a tutti procurarsi
l'alimentatore adatto; tuttavia, dovendolo costrui-
re appositamente, vi consigliamo di farlo a 18
Volt. Ma vediamo più dettagliatamente quali re-
quisiti deve avere tutta la parte alimentatrice.
Ogni amplificatore assorbe, in media, una corren-
te di 300-500 milliA.; quindi per la versione
stereo l'alimentatore dovrà fornire una corrente
media di circa 0,6-1 Amper. Ma esiste anche un
ulteriore problema: infatti la corrente assorbita
non è sempre la stessa, ma cambia in funzione
del segnale di ingresso ed, in ultima analisi, si
possono avere dei picchi massimi di circa 2
Amper. Le variazioni della corrente assorbita,
mandati dallo stesso asse. Il collegamento non se l'alimentatore non è abbastanza «grosso».
offre alcuna difficoltà: una sezione del poten- si traducono in variazioni della tensione, non
ziometro per il primo amplificatore, l'altra per il certo favorevole per un perfetto funzionamento
secondo. Se gli amplificatori fossero perfettamen- del l'amplificatore. Per questo motivo è neces-
te identici, ad uguali segnali di ingresso dovreb- sario servirsi di un alimentatore un po· sovra-
bero corrispondere uguali potenze di uscita; in dimensionato, per esempio un trasformatore
realtà piccole differenze nei transistor e negli in grado di erogare circa 1,5 Amper, ed un con-
altri componenti esistono sempre, e vanno, per- densatore di filtro da 2000 microF. almeno. Il
tanto, corrette. A questo scopo provvede il po- circuito elettrico è riportato a fig. 8, assieme
tenziometro di bilanciamento R5 , ii quale, mentre alla nota componenti. La tensione viene raddriz-
aumenta l'amplificazione di un canale. diminuisce zata ad onda intera utilizzando la disposizione
quella dell'altro e viceversa. Il bilanciamento « a presa centra le». Abbiamo proposto questa
è, inoltre, necessario per le dissimmetrie che soluzione perché il trasformatore adatto risulta
potrebbero verificarsi durante l'ascolto: gli alto- più facilmente rintracciabile in commercio, ma chi
parlanti potrebbero essere a diversa distanza volesse potrà sempre far uso di un trasformatore
dell'ascoltatore, creando una sensazione auditi- con un unico secondario a 15 V. séguito da un
va di diversa potenza. raddrizzatore a ponte, per esempio un .tipo Sie-
11 potenziometro R5 , che manca completamente mens 840-C2200 oppure 830-Cl 600.
nella versione « mono ». deve essere inserito co- L'assemblaggio dei componenti pu6 essere
me da schema elettrico e pratico.cioè i due ter- fatto su un telaino metallico, con l'aiuto di qual-
minali estremi al punto di unione delle resistenze che basetta di ancoraggio.
R4 ed R6 dei due amplificatori, mentre il terminale L'amplificatore potrà essere alimentato anche
centrale (cursore) va posto a massa. a batterie, mettendo in serie delle torce da 1,5
Non è detto che un amplificatore stereo venga Volt; in questo caso 1·autonomia dipende dalla
sempre utilizzato come tale, esso pu6 anche es- potenza di uscita e in media sarà di qualche ora.
sere usato per riprodurre esecuzioni monoaura- Nessuna difficoltà vi è, infine, ad alimentare
li: in questo caso bisogna cortocircuitare i due il complesso con la batteria dell'auto, in modo
ingressi degli amplificatori, servendosi di un che questo si presterà egregiamente a ral legrar-
interruttore collegato come in fig 7. vi con della buona musica durante una gita, con
È superfluo ricordare che. per poter avere una autonomia praticamente illimitata.

pag. 65
MESSA A PUNTO Il vostro apparecchio, infatti, dovrà essere
inserito in un complesso di mobili ed è quindi
Terminata la realizzazione, probabilmente necessario dargli anche una certa eleganza
l'amplificatore non funzionerà perfettamente. estetica riponendolo entro un elegante e sobrio
È infatti necessario compiere alcune operazioni mobiletto.
di messa a punto, che non comportano nessuna Questo sarà costituito da un semplice paral-
difficoltà né richiedono particolari attrezza- lelepipedo in legno scuro od in tek il cui dise-
ture; è necessario solamente un semplice volt- gno è chiaramente visibile nella figura di testa
metro. Dovrete innanzitutto preoccuparvi di col- di questo articolo. Se il mobile vi sembrasse
lega re all'amplificatore l'altoparlante (NON met- troppo nudo, potrete abbellirne la parte frontale
tete MAI in funzione l'apparecchio senza l'alto- con una mascherina su cui sia riportata la scala
parlante), quindi applicate il voltmetro tra il ter- graduata dei vari potenziometri o fissarvi una
minale positivo di C11 ed il lato negativo e misu- piastra di alluminio oppure una striscia di legno
rate la tensione. Essa deve essere esattamente chiaro che contrasti con la tonalità scura del
uguale alla META' della tensione totale appli- mobiletto. Anteriormente oltre alle manopole
cata ai capi + e - dell'amplificatore. Se ci6 non di comando dei potenziometri, potrete fissare
fosse dovrete con un cacciavite agire sul poten- le due lampadine spia, l'interuttore di rete, il
ziometro semifisso R9. jack d'entrata, ecc.
Non possiamo mancare di darvi un altro consi-
glio: qualora qualche amico, vedendo il vostro
apparecchio e, soprattutto, ascoltandolo, ne
desiderasse uno identico, non dimenticate
che un amplificatore con le stesse caratteri-
stiche di quello che avete realizzato ha un valore

Dii : : II J--
1
commerciale di 40/50.000 lire.

° PREZZO DELLA SCATOLA COMPLETA

· I
MONOAURALE

La scatola di montaggio che comprende tutti


o i componenti necessari e cioè: potenziometri,
condensatori, resistenze, transistor, circuito
Componenti alimentatore stampato già inciso e l'aletta di raffredamento
per I' AC 128, con l'esclusione del l'altoparlante,
T1 = Trasformatore primario universale
pu6 essere fornita a richiesta dietro versamento
secondario 2 X 1 5 volt 1,5 amper
di L. 6.400 + L. 400 per le spese postali.
RS1 = Diodo al silicio BY126, BY103
o equivalente
RS2 = Diodo al silicio BY126, BY103 o PREZZO DELLA SCATOLA COMPLETA
equivalente
STEREOFONICA
C1 = Condensatore elettrolitico da 2.000
mf 25 volt. oppure due condensatori La scatola di montaggio nella versione stereo
da 1.000 mf posti in parallelo comprende, invece, due circuiti stampati, due
serie di tutti i componenti necessari, potenzio-
RIFINITURA metri doppi, il potenziometro di bilanciamento
R5, le alette di raffreddamento per i due AC128,
Terminata la taratura e controllato il perfetto ad esclusione degli altoparlanti, e pu6 essere
funzionamento dell'amplificatore forse vi si pre- fornità a richiesta a L. 12.000 più L. 400 per le
senterà un problema : « Come renderlo presenta- spese postali.
bile?». Sebbene questo sia un problema di carat- Siamo in grado di fornire anche gli A LTOPAR-
tere esclusivamente estetico dato che l'ampli- LANTI da 5- 6 Watt a L. 1.600 ciascuno. Se gli
ficatore funziona benissimo così com'è, tuttavia altoparlanti vengono richiesti insieme alle sca-
la sua risoluzione è una giusta aspirazione di tut- tole di montaggio, non occorre aggiungere altro
ti i realizzatori dell'apparecchio. supplemento per le spese postali.

pag. 66
ANTI
NOISE ~.-
professionale

I disturbi, specialmente se accentuati come spesso


capita per alcune gamme, possono impedire o al-
meno rendere difficoltosa la normale ricezione di un
apparecchio ricevente. Lo scopo di questo articolo
è appunto quello di prendere in esame vari circuiti
anti-disturbi che potrebbero essere applicati a qual-
siasi ricevitore con ottimi risultati.

Il problema dei disturbi in ricezione 1meressa infine applicare al ricevitore un anti-noise per
in special modo la folta schiera dei radioamatori sopprimere i picchi di disturbo che si elevano
obbligati spesso a tener molto alto il volume del- al di sopra çlel segnale di bassa frequenza.
l'apparecchio per poter seguire, durante i OSO, Poiché il costo di un tale dispositivo è modestis-
le parole dei loro corrispondenti. simo, riducendosi il tutto ad un paio di diodi ed
Se la zona dove essi abitano è tranquilla, allora alcune resistenze, noi opteremo per quest'ultima,
anche il più debole segnale pu6 essere captato e tenendo anche conto che la relativa inclusione
compreso senza nessuna difficoltà, ma basta una in qualsiasi ricevitore a valvola o a transistor
qualsiasi sorgente di disturbo, quale una scarica risulta assai semplice, sia per spazio come per
elettrica o un motore, per interrompere il normale tempo di realizzazione.
ascolto ed il relativo QSO. Abbiamo quindi ritenuto opportuno presen-
Fino alla gamma dei 14 M Hz i fastidi maggiori tare qualche schema di anti-noise perché il lettore
potrebbero essere quelli derivanti da insegne abbia modo di scegliere quello che, secondo i
al neon, motorini, o scariche atmosferiche duran- gusti e le esigenze, lo soddisfi di più.
te i temporali, ma quando si scende a frequenze
dell'ordine dei 28 MHz basta il passaggio di una
comune auto perché i disturbi provocati dalle NOISE- LIMITER PER LE MF
candele impediscano la ricezione. È facile da tutto
ci6 capire l'importanza di un'anti-disturbi, in un'e- I noise-limiter applicati agli stadi di MF sono
ra motorizzata come la nostra quando pu6 benis- poco noti.
simo capitare che sotto casa passino auto 24 Di contro ci risulta che alcuni radioamatori,
ore su 24, con le immaginabili conseguenze. avendoli sperimentati, ne abbiano tratto vantaggi
Le soluzioni a questo problema sono diverse: non indifferenti, al punto che ci siamo convinti
o abbandonare il piacere di un ascolto o di un a presentarne uno molto semplice e funzionale.
dialogo interessante, o ritirarsi in un eremo, o Lo schema elettrico risulta in fig. 1 e consta nei

pag. 67
"' ,"':" _---.,I
r- ---...
'
I
I
" .." I
I
Fig.1
I
I
I
___ .. ::" ~___ :
" I R1 = 27.000ohm
R2 = 27.000 ohm
R3 1.000 ohm
C1 = 10.000 pF
C2 = 10.000 pF
C3 10.000 pF
DS1 Diodo al silicio
DS2 Diodo al silicio

due condensatori C 1-C2 che durante il funziona- ritoccare la taratura delle MF per compensare
mento, si caricano al livello del segnale di MF, le eventuali capacità dei due diodi.
e nei diodi che, conseguentemente polarizzati
in senso opposto da una tensione identica a quel- NOISE- LIMITER PER GLI STADI DI BF
la presente sul collettore del transistor, natural-
mente non conducono. Quando arriva al collettore Sono quelli comunemente più conosciuti dai
un i mpulso di maggiore ampiezza, come quello radioamatori. Per i circuiti a valvola l'applica-
provocato da un disturbo. i diodi oassano in con- zione di un noise-limiter non comporta alcuna dif-
duzione e ne eliminano entrambe le semionde ficoltà, in qua nto la polarità di rivelazione risulta
La limitazione risulta efficace anche se l'aggiunta sempre negativa avendo le valvole il catodo
del circuito al trasformatore di M F ne potrebbe collegato a massa; per quelli a transistor, invece,
abbassare leggermente il O e la selettività. Instal- occorre fare attenzione ai due diversi tipi N PN o
lando questo NOISE-LIMITER sarà necessario PNP. perché nella maggior parte dei casi (impiego

r - ·----------.,.-...1 _ _ _--1
r n 1oc,
:: --;,-1:: 1 - - - - - - - - - 1
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"
11 -- '
I

...
I
Fi g.2
R1 12 0 .000 ohm Fig.3
R2 12.000 ohm R1 47.000 ohm
R2 1 Megaohm
R3 = 50.000 ohm
R3 220.000 ohm
C1 10.000 pF
R4 330.000 ohm
C2 = 220.000 pF
C1 47 pF
C3 10.000 pF
C2 47 pf
S1 Int erruttore
C3 100.000 pf
DG1 Diodo rivel atore DS1 Diodo al silicio
DS1 Diodo al silicio DS2 = Diodo al silicio

pag. 68
--
di transistor PNP) la rivelazione risulta positiva. portuni ed adatti alle caratteristiche del ricevitore
In fig. 3 possiamo vedere il classico schema di tali da ovviare all'inconveniente, tenendo sempre
noise-limiter per apparecchi a valvola o a tran- presente che R4 deve risu ltare maggiore di R3.
sistor N PN ed è notevole il fatto che tale ci rcuito, Ad esempio su molti ricevitori abbiamo provato
come d'altro nde ogni altro che vi proponiamo, ad impiegare per R3 100.000 ohm e per R4
presenti il pregio di regolare automaticamente 1 80.000 ohm.
fa tensione di limitazione in base alla potenza
del segnale ricevuto. NOISE- LIMITER PER TRANSISTOR NPN
Il condensatore C3 si carica a livello del segnale
di MF e polarizza il diodo DS2 con una tensione In fig. 4 abbiamo un altro schema di limitatore
uguale a quella presente ai capi DS1. Quando di disturbi che, come il precedente, pu6 essere
al diodo DS1 giunge un impulso a livello superio- applicato indifferentemente a ricevitori sia a tran-
re del segnale normale di BF, essendo maggiore sistor NPN, sia a valvola.

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..

l I Fi g.5
Fig.4 R2 == 47.000 ohm
R2 100.000 ohm
"
R3 100.000 ohm
R3 = 100.000 ohm R4 330.000 ohm
R4 =
10.000ohm R5 = 1 M egaohm
R5 =
100.000 ohm R6 470.000ohm
C1 10.000 pF R7 =
1, 8 Megaohm
C2 1.000 pF C1 =
10.000 pF
C3 1.000 pF C2 47.000 pF
DG1 = Diodo rivelatore C3 =
47.000 pF
DS1 =
Diodo al silicio DG1 Diodo rivelatore
DS2 Diodo al silicio DS1 = Diodo al silicio

della tensione di polarizzazione di DS2 , passa Si impiegano sempre due diodi DS 1- DS2
attraverso esso e si sca rica a massa. che caricano i condensatori C2-C3 con una ten-
Come avevamo accennato prima, e come sione pari a quella del segnale M F rilevato, rag-
può risultare da vostre personali constatazioni, giungendo così la condizione ideale in quanto i
il noise- fimiter elimina fa seccatura dei disturbi diodi, coi terminali allo stesso potenziale, si com-
ma a volte compensa questo pregio col difetto portano alla stregua di semplici interruttori elet-
di attenuare un po' il segnale di BF. In ogni modo t ro nici, impedendo al segnale B F di scaricarsi
tale svantaggio diventa trascurabile se confron- a massa .
tato coll'innegabile grande utilità del dispositivo. Quando al ricevitore giunge un impulso di di-
Sarà bene aggiungere che un inopportuno sturbo, se esso risu lta di polarità positiva, viene
valore delle resistenze R3 - R4 pu6 dare come con- scaricato a massa attraverso DS 1, se negativa,
seguenza effetti di distorsione. ma risulta comun - invece tramite DS2.
que facile, con qualche prova, trovare valori op- Il valore che si può variare per ottenere il mi-

pag. 69
"'
..
...,~.,
..
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__ -·~
.. ~
---- e,

Fig.6
R2 = 10.000 ohm
..
Fig.7
i
R3 47.000ohm
R4 47.000ohm R2 6 .800ohm
RS 680 .000ohm R3 12.000 ohm
R6 560.0 00 ohm R4 2 7.000ohm
C1 = 1.000 pF RS 2 2.000ohm
10.000 ohm
C2 = 1.000 pF R6
C3 0 ,2 mF C1 1.000 pF
D G1 Diodo rivelatore C2 5 mF el ettr, con negativo verso R2
DG1 Diodo rivelatore
DS1 = Diodo al silicio
DS2 Diodo al silico DS1 = Diodo al silicio

glior stato di funzionamento del dispositivo anti- Quando giunge l'impulso di disturbo (che risul-
disturbi riguarda solo quello della resistenza ta di polarità negativa essendo il catodo del ri -
R4. velatore a massa) l'anodo del diodo DS 1 passa
a un potenziale negativo superiore a quello del
catodo, impedendo al segnale di raggiungere
NOISE LIMITER HALLICRAFTERS lo stadio di BF.

11circuito che vi mostriamo in fig. 5 viene con- NOISE LIMITER RCA


sigliato dalla Hallicrafters e noi l'abbiamo tro-
vato in funzione su un vecchio ricevitore della La RCA ha impiegato in diversi suoi ricevitori
st essa casa con sigla S77. il circuito anti-disturbi che noi vi presentiamo
In questo schema, come pure negli altri. sarà in fig. 6. Come potete notare tale schema prevede
bene adattare come DS 1 un diodo al silicio, men- l'impiego di un diodo in più collegato in parallelo
tre per quanto riguarda la rivelazione noi consi-
alla resisten za R6 colla funzione di impedire
glieremmo l'impiego di un diodo al germanio.
che il catodo di DS 1 raggiunga un potenziale
Volendo, tale schema potrebbe essere impie-
negativo rispetto al condensatore C3.
gato anche nei ricevitori che comportino transi-
La presenza del potenziometro R3 dà la possi-
stor PNP con la naturale precauzione, in questi
bilità di regolare a piacimento il valore di taglio
casi, di invertire la polarità del diodo noise.
del disturbo, consentendo di adeguarlo alle neces-
11 relativo funziona mento si pu6 sintetizza re
sità del momento d'uso.
così: il catodo di DS1 viene a trovarsi, durante
Noi abbiamo riportato fedelmente i valori con-
la ricezione, a potenziale negativo, con una ten-
sigliati dalla RCA, ma da nostre esperienze risulta
sione proporzionale all'intensità del segnale
che. utilizzando in luogo di C3 un condensatore
sintonizzato. L'anodo dello stesso diodo, a po-
da 1 mF invece di uno da 0,2 mF come nello sche-
tenziale inferiore rispetto al catodo, fa sì che
ma originale, il dispositivo acquista maggiore
il segnale di BF passi attraverso esso e giunga
al condensatore d'uscita collegato al potenzio- efficacia.
In ogni modo il lettore avrà la possibilità di
metro di volume. Per evitare che il segnale di
verificare quanto da noi asserito con una sem-
B F si scarichi a massa attraverso C3, tra diodo
e condensatore si inserisce la resistenza R6. plice prova.

pag. 70
NOISE LIMITER PER TRANSISTOR PNP 11 segnale rilevato carica il condensatore elet-
trolitico C2, mentre gli impulsi parassiti creano
Il circuito che vi viene proposto in fig. 7 provie- delle tensioni elevate di breve durata che provo-
ne dallo schema di un ricevitore giapponese e, cano il blocco momentaneo del diodo polarizzato
da come si pu6 dedurre al primo sguardo, è di DS 1 che così impedisce alla bassa frequenza
estrema semplicità. di raggiungere il potenziometro di volume. Tale
La tensione di lavoro dell'anodo del diodo circuito è adatto per ricevitori equipaggiati con
noise- limiter DS 1 è quella presente ai capi del transistor PNP.
condensatore elettrolitico C2, meno la caduta Per terminare vi presentiamo un ulteriore mo-
di tensione causata dalla resistenza R2. Quando dello di anti-disturbi che non si differenzia so-
arriva un impulso di disturbo, il potenziale del stanzialmente dagli altri in precedenza illustrati.
catodo diventa positivo, mentre quello dell'anodo L'unica variante è data da'lla presenza di una
non rimane costante, come ai capi del condensa- resistenza da 220.000 ohm collegata direttamen-
tore C2, perché diminuito dalla caduta su R2. te alla tensione negativa di alimentazione (i tran-
che segue le fluttuazioni del segnale. sistors di questo tipo di ricevitore sono dei PNP).

..

c,1
Fig.9
Fig. 8
R1 12.000 ohm
R2 3.300ohm
R2 6.800 ohm
R3 6.800ohm
R3 3.300 ohm
R4 = 10.000 ohm
R4 5.600 ohm
R5 5.600 ohm
RS 220.000 ohm
Cl 10.000pF Cl 10.000 pF
C2 5 mF elettr. C2 5 mF elettr.
C3 10 mF elettr. C3 5 mF elettr.
DG1 Diodo ri velatore DG1 = Diodo rivelatore
DS1 = Diodo al silicio DS1 Diodo al silicio

Siccome poi le due variazioni hanno polarità Con questo pensiamo di aver concluso la no-
opposte, l'effetto di blocco si manifesta in questo stra carrellata sui diversi modelli di noise-limiter
schema anche per disturbi leggermente superiori impiegati su ricevitori professionali, che, come
al segnale di bassa frequenza. anticipato. possono essere impiegati con estrema
facilità in qualsiasi ricevitore supereterodina
che ne sia sprovvisto. Ai lettori desiderosi di spe-
NOISE LIMITER PER RICETRASMETIITORI ri menta me l'utilità non resta altro che mettersi
GIAPPONESI al lavoro e del resto bastano un paio di diodi,
qualche resistenza e alcune capacità per cercare,
Nei ricetrasmettitori giapponesi della serie con un po' di pazienza e buona volontà, il cir-
TOKAJ viene spesso impiegato il sistema di cuito che potrebbe risultare più idoneo al vostro
noise-limiter che vi riportiamo in fig. 8. ricevitore.

pag. 71
.....
-~-
UH

Se volete esser certi che gli amplificatori


da voi realizzati posseggono la potenza richie-
sta, dovrete misurarla con un Wattmetro di
BF. Se ancora non lo possedete questo arti-
colo vi darà la possibilità di realizzarlo in breve
tempo e con una spesa veramente irrisoria.
Costruire amplificatori di BF oltre ad essere Se poi insieme al Wattmetro possedete anche
un hobby molto interessante per coloro che ama- un oscillatore di B F potrete facilmente consta-
no la buona musica, pu6 diventare anche un'ot- tare se l'amplificatore in esame presenta atte-
tima fonte di guadagno per chi, più intrapren- nuazioni troppo accentuate su una particolare
dente, desideri farne commercio, dato che un parte di gamma di frequenza. od infine control-
buon amplificatore pu6 interessare una vasta lare l'efficenza dei toni acuti e bassi.
cerchia di clientela. Data la praticità e l'utilità di tale strumento,
Un buon amplificatore HI- FI se bene costruito qualità poi accentuate da una spesa di realizza-
non è per niente inferiore come qualità ad uno zione accessibilissima, crediamo che siano parec-
professionale analogo col vantaggio di avere un chi i lettori che, dopo aver letto questo articolo,
costo di gran lunga inferiore. si accingano con entusiasmo alla costruzione
Se appartenete dunque ad una delle categorie di tale apparecchio. La spesa maggiore è rappre-
sopra menzionate, siamo anche certi che abbiate sentata senz'altro dall'acquisto del milliampero-
sentito molte volte la necessità di possedere metro, ma se è il problema finanziario che vi pre-
nel vostro laboratorio un Wattmetro di BF dal clude la possibilità di realizzare lo strumento,
buon funzionamento senza dover ricorrere a me- potete sempre aggirare l'ostacolo inserendo
todi empirici e tantomeno prec1s1 per misurare al suo posto due boccole che serviranno per in-
con esattezza la potenza dell'apparecchio in nestarvi i puntali del vostro tester commutato
esame. sulla posizione di 0,5 o 1 milliampère fondo sca-
Quante volte vi sarete chiesti, ad esempio, se la, con identico risultato.
le caratteristiche dell'amplificatore che vi siete
costruito corrispondono vera mente alle effettive
prestazioni denunciate dallo schema o se invece CIRCUITO ELETTRICO
dei 1 O Watt promessi la potenza erogata raggiun-
ge a malapena i 5 o i 6 Watt 1 Il segnale prelevato ai capi dell'altoparlante
Un Wattmetro non solo sarà in grado di viene inviato al Wattmetro attraverso le boccole
denunciare la potenza effettiva presente al- di entrata. Gli impulsi pervengono poi ad un pri-
l'uscita di un amplificatore, ma risulterà anche mo commutatore S 1 (abbinato ad S2) che dovrà
estremamente utile per stabilire se la differenza risultare ruotato in corrispondenza della impe-
di rendimento acustico fra due progetti uguali denza caratteristica dell'altoparlante, 3-4-8-12-
dipende da qualche componente imperfetto od 16 ohm. Dal cursore di S2 il segnale passa a due
invece dalla diversa efficenza degli altoparlanti. condensatori elettrolitici collegati in serie (da

pag. 72
••

•• -·- _
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--
__f
.
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---- ••

R1 = 2.500 ohm potenz.


R2= 2.500 ohm potenz.
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R3= 2.500 ohm potenz. ..
R4 = 2.500 ohm potenz.
R5= 2.500 ohm potenz.
R6= 25.000 ohm potenz.
..
R7= 25.000 ohm potenz.
R8= 25.000 ohm potenz.
R9: 25.000 ohm potenz.
R10 = 25.000 ohm potenz. DS 1 - DS2 - DS3 - DS4 = 4 diodi a ponte oppure
C1 = 250 mF. 25/ 30 volt elettr. un raddrizzatore a ponte silicio Philips
C2 = 250 mF. 25/ 30 volt elettr. BY . 123 L. 1 .500
S1/S2: deviatore 5 posizioni 2 Vie
S3 = deviatore 5 posizioni 2 Vie 2 boccole per entrata.

notare che le rispettive polarità sono disposte in che, come spiegheremo più avanti, servirà per
modo che i terminali negativi siano a diretto con ottenere la portata in Watt, secondo il fondo
tatto, mentre quelli positivi si trovano all'esterno). scala scelto, tra 1-5-1 O 25 50 Watt.
Il terminale positivo di C2 è collegato ad un
gruppo di diodi raddrizzatori disposti a ponte,
necessari a raddrizzare il segnale di BF. l a po- REALIZZAZIONE PRATICA
larità negativa della tensione raddrizzata prele-
vata dal ponte passa di rettamente al milliam- Tutti i componenti necessari alla realizzazione
perometro (o alle spine del Tester} predisposto, del Wattmetro verranno sistemati in un conte-
come sopra accennato, con fondo scala di 0,5 nitore metallico le cui dimensioni potranno es-
o 1 mA, mentre l'altra presa, quella positiva, sere scelte a piacere dal lettore.
dello strumentino è collegata al ponte attraverso Nel nostro prototipo abbiamo usato dei poten-
un gruppo di potenziometri selezionabili da S3 ziometri di tipo normale a perno, fissandoli, come

pag. 73
Fig. 2 Schema pratico di
montaggio. Come spiegato
in articolo, i potenziometri
a perno, possono conve-
nientemente essere sosti-
tuiti con trimmer semifissi,
che oltre allo spazio, risul-
tano convenientemente
più economici.

risulta dal disegno, su di una piccola basetta tipo purché capaci di sopportare tensioni di
metallica fissata internamente al mobile. Volendo 70 volt e oltre, ad esempio 4 diodi al germanio
si potrebbero anche impiegare dei l)otenziome- tipo OA8 5, oppure anche dei diodi al silicio.
tri di tipo ancora più economico, quali i semifissi Naturalmente, potendo, sarebbe cosa ottima
il cui costo si aggira sulle 200 lire contro le 400 usa re un ponte a diodi quale il Philips BYl 23,
di quelli normali. che offre il non trascurabile vantaggio di pre-
In fig. 2 vi 111ostriamo uno schema pratico sentare quattro soli t erminali, due per l'alternata
di montaggio; è consigliabile esteticamente (uno collegato a C2 e l'altro a massa) e due con-
convogliare i fili che collegano il commutato- trassegnati con il + e il-.
re ai potenziometri attraverso un tubetto di pla- Sul pannello frontale, coi comandi dei commu-
stica. tatori, vanno sistemate anche le due boccole
I due condensatori elettrolitici C1-C2 sono di entrata del segnale.
da 250 mF 25-30 volt lavoro, reperibili con fa- A reali zzazione ultimata sarà necessaria una
cilità presso qualsiasi negozio radio. accurata e perfetta messa a punto per ottenere
I diodi rivelatori possono essere di qualsiasi risultati precisi.

pag. 74
MESSA A PUNTO Comunque per facilitare il lettore nei calcoli
abbiamo presentato nella tabella 1 le tensioni
Quanto semplice e veloce è il montaggio, tanto necessarie per ottenere una data potenza a se-
elaborata e lunga è invece la messa a punto. conda delle varie impedenze di carico. Per ta-
La potenza in Watt, conoscendo la resistenza rare lo strumento, poiché non tutti possono di-
di carico e la tensione di lavoro, si ottiene con sporre di un amplificatore tarato da usare come
l'applicazione di una semplice formula e cioè: riferimento, con un generatore di segnali di BF,
ci serviremo di un qualsiasi trasformatore di ali-
mentazione. Essendo necessario ottenere in u-
Volt X Volt scita delle tensioni particolari come 8,95 V.
Watt = Ohm oppure 2,83 V. con la massima pfecisione possi-
bile, è doveroso applicare all'entrata di t-ale
conoscendo quindi la resistenza di carico e volen- trasformatore una resistenza a filo variabile in
do conoscere il valore della tensione necessaria modo da abbassare la tensione in entrata ed a-
per ottenere 1 O Watt ci avvarremo della equa- vere così in uscita l'esatta tensione richiesta.
zione precedente opportunamente adattata qua-
le: Arrivati a questo punto ruotate il commuta-
tore S 1-S2 sulla posizione corrispondente ai
16 ohm, portate R 1 al suo massimo valore (col
Volt= ~ cursore verso il terminale collegato al peten-
ziometro), ed S3 corrispondentemente ad 1
Per esempio con una resistenza di 8 ohm per Watt in uscita, poi potete applicare alle boc-
ottenere una potenza di 1 O Watt occorreranno: cole d'entrata una tensione alternata di 4 volt
(controllando con un voltmetro in alternata che
il valore di tale tensione sia il più esatto pos-
sibile).
r = 8,95volt

POTENZA
IMPEDENZA ALTOPARLANTE
IN
WATT
3ohm 4ohm Bohm 12ohm 16 ohm
0,5 1,22 1,41 2 2,45 2,82
1 1,7 2 2,83 3,45 4
2 2,45 2,83 4 49 5.65
3 3 3,46 4,9 6 6,93
4 3,45 4 5,65 6,93 8
5 3,87 4,47 6,32 7.74 894
6 4,25 4,9 6,92 8,48 9,8
7 4,6 5,3 7,48 9,16 10,58
8 4,9 5,66 8 9,8 11 31
9 5,2 6 8,48 10,39 12
10 5,5 6,32 8,94 10,95 12,65
15 6,7 7,75 10,95 13,41 15,49
20 7,7 8,94 12,65 15,49 17,89
25 8,65 10 14,14 17,32 20
30 9,5 10,95 15,5 18,97 21,91
35 10,25 11,8 16,73 20,49 23,66
45 11,6 13,4 18,97 23,24 26,83
50 12,25 14,14 20 24,5 28,28

pag. 75
0,1 0,2 0,3 0,4 (\5 0,6 0,1 o.• (\9 t,O n1A

Fig. 3 Le variazioni della


L, I-; 1--, 1--, I,,,; L-1 L..,, L-1 L...; 1,.- I
.. w 20 50 100 150 200 300 400 500 600 700 100 900 1WATT
lancetta dello strumento
non risulta, come potrebbe I I I I I I I I I I I I
0,1 0,5 1,5 2 2,5 3 3,5 4 4,5 5WATT

I I w I I
credersi, lineare, ma, come
vedesi in questo disegno, I I I
logaritmica. Il lettore potrà
0,2 0,5 1.s 4 2 6 1
• 3 5 9 10WATT

a suo piacimento ridisegna- I I lwwl lwwl lwwl iwl lwl -I -I ..I


0,5 2 4 3 5 7,5 10 12,S 15 17,5 20 22.5 ZSWATT

I I I I I w I
re il quadrante dello stru-
mento, o fare un tabella I I I I I 35 40 4W 30
5 IO 20 2S 15
OWATT
comparativa.
I I I I I I L...J

Regolate quindi R6 fino a mandare la lancetta scala che vi indicheremo. Noi consigliamo di li-
dell'indicatore a fondo scala. e se eventualmente mitare il numero delle scale a due, 5 e 1O Watt:
essa dovesse supera rio agite sul potenziometro la prima dei 5 Watt servirà anche per le portate
R 1 per ottenere la condizione richiesta. Il po- di 25 Watt (moltiplicando i valori per 5) e di 50
tenziometro R6 non andrà più ritoccato. (moltiplicando i valori per 1 O) e la seconda di 1 O
Portate ora S3 sulla posizione dei 5 Watt f.s. Watt f.s. servirà anche per la portata di 1 Watt
ed inviate in entrata una tensione di 8,95 V. (previa divisione dei valori segnati dall'indica-
e regolate R7 fino a far coincidere la lancetta tore per 1 O).
col fondo scala. Qualora questa condizione non Se invece vorrete sfruttare il quadrante del Te-
fosse soddisfatta occorrerà aggiungere in serie ster sarà allora necessario preparare a parte una
una resistenza o diminuire il valore di R7 senzz tabella come noi vi prospettiamo in fig. 3 riferita
ritoccare il potenziometro R1. allo strumento con 1 mA f.s.
Uguale operazione verrà ripetuta per le altre Il grafico da noi presentato potrebbe in certi
portate di 10-25- 50 Watt applicando in entrata casi differenziarsi dalle vostre realizzazioni per
tensioni rispettivamente di 12,65-20-28,28 piccole quantità, dovute più che altro all'imman-
volts. cabili diverse tolleranze dei condensatori elet-
Dopo la taratura, i potenziometri da R6 a R 1 O trolitici e alle possibili varie caratteristiche dei
riguardanti la potenza in Watt a fondo scala non diodi rilevatori.
andranno più ritoccati. Potremo sempre correggere gli eventuali erro-
Si passerà poi alla taratura secondo le varie ri prima di disegnare definitivamente le varie
impedenze rappresentate dai vari valori otteni- scale, facendo misure su portate superiori e poi
bili ruotando il commuttatore S 1-S2, cioè a 12- controllandole su una scala inferiore.
8- 4- 3 ohm. Un esempio è doveroso: ammesso che si con-
Inizieremo portando S 1- S2 sulla impedenza trollino i 1O Watt su 8 ohm e di aver già provve-
di 12 ohm. con S3 corrispondente alla portata di duto a regolare R3 in modo che l'indicatore coin-
5 Watt, con una tensione d"entrata di 7,75 V. cida col fondo scala, invieremo in entrata una
e regoleremo solo R2 fino a far coincidere la tensione di 2 V. (corrispondente a 0,5 Watt) e
lancetta dello strumento esatta mente sul fondo osserveremo dove si ferma la lancetta (ad esem-
scala. pio potrà stabilizzarsi sui 0, 1 5 mA) passeremo
Ripeteremo l'operazione per gli 8 ohm, con poi ad 1 Watt con una tensione di 2,83 volt e se
S 1-S2 ruotato su tale valore d'impedenza. e con lo strumento indicherà 0,25 mA tracceremo sul
S3 corrispondente sempre a 5 Watt f.s. La tensio- grafico tale indicazione. Continueremo poi con
ne da applicare in questo caso sarà di 6,33 V. 2 Watt applicando in entrata 4 volt e prenderemo
come risulta dalla tabella N. 1. nota dove la lancetta si ferma. Si effettueranno
Rammentiamo al lettore che la scala dei Watt ancora prove per valori di 3- 4 - 5- 6- 7-8-9 Watt
non è lineare, ma logaritmica. cioè non si pensi curando di segnare le varie posizioni sul nostro
che, con un fondo scala di 1 O Watt, a metà scala grafico in corrispondenza dei valori milliampe-
si abbiano 5 Watt, vedi fig. 3. Se è nostro desi- rometrici.
derio leggere direttamente la potenza in Watt. Dopo una taratura così accurata si potranno
dovremo sostituire la scala lineare dello stru- dividere i vari spazi onde ottenere anche letture
mentino con un'altra logaritmica secondo la intermedie come 4,5-5,5 Watt ecc.ecc.

pag. 76
PROGETTI
In Sintonia

Questa rubrica è aperta alla collaborazione di tutti i lettori. Se avete sperimentato


un progetto interessante, se avete apP.ortato su un qualsiasi schema modifiche sostan-
ziali che ne abbiamo migliorato le caratteristiche, inviateceli, noi ve le pubblicheremo.
I progetti ritenuti più interessanti verranno mensilmente premiati con materiale
el ettronico.
Progetti in sintonia dovrà risultare per lo sperimentatore non un' arida rassegna di
idee, ma una inesauribile fonte di progetti, che potranno all'occorrenza aiutarlo a
risolvere tanti piccoli problemi.

DA 1 2 VOLTS CC A 220 VOLTS CA Il trasformatore T1 ha una potenza di circa 15 watt


e presenta una impedenza primaria di 20.000 ohm
(Sig. Franzetti Carlo, Ravenna) ed una secondaria sui 2.000 ohm con presa centrale.
Come si nota il rapporto tra primario e secondario
Qualche tempo fa ho realizzato un convertitore CC- e all'incirca di 10/1 da cui si deduce che un qualsiasi
CA per sostituirlo ad un vibratore meccanico di una trasformatore di bassa frequenza potrà essere utiliz-
vecchia autoradio. Convinto che questo progettino zato normalmente (ndr. a nostro avviso un trasforma-
possa interessare anche altri lettori desiderosi di tore che disponda di un nucleo di ferroxcube anziché
ottenere da una batteria d·auto a 6-12 volts una cor- di lamierino migliorerà notevolmeote il rendimento e
rente alternata ad alta tensione, le invio lo schema e la lo stesso ragionamento vale anche per T2).
relativa descrizione. Il trasformatore T2 dispone di una potenza intorno
Il progetto comporta l'utilizzazione di due transi- ai 30 watt col primario, da 44 spire di filo smaltato
stor di potenza tipo AS215-AS216, io almeno ho usato da 1 mm per una batteria di 6 volt, di 22 spire con filo
questi con buoni riusultati, montati su un'aletta di di 1.7 mm di diametro qualora di disponga di una
raffreddamento, per6 penso che si ottengano gli stessi batteria di 6 volt, naturalmente con presa centrale.
effetti fissandoli con viti ed isolanti di mica alla scato- Per avere sul secondario una tensione di 220 volt
la che rinchiuderà tutto l'alimentatore. occorrerà avvolgere 2.500 spire di filo smaltato da
0 ,22 mm. •
La resistenza R1 ha un valore di 1.000 ohm 1/2
watt, mentre R2 è di 1 O ohm 1 watt.
(Ci permettiamo di rammentare al lettore che il
T2 valore di R1 è critico per cui sarà necessario trovar
sperimentalmente un valore idoneo, cioè capace di
far erogare dal secondario la potenza richiesta col

........OCII[-• minor assorbimento possibile da parte di TR1 e TR2).

PREAMPLIFICATORE PER USI GENERALI


(Sig. Baradasi Eugenio Castel S. Pietro BO.)

Egregio direttore, ho sperimentato con successo


un semplice preamplificatore che si collega indifferen-

ij
temente ad una qualsiasi presa per Fono della radio
o del magnetofono e pu6 servire per chita rra e gira-
dischi.

pag. 77
C2

VALORI D'IMPIEGO

R1 . = 10 megaohm
R.2 = 180.000 ohm

FONO RIV.
.J
C3
• USCITA

S<GmE
R.3
R.4
R5.
R.6
R.7 =
1.000 ohm
220 ohm
120.000 ohm
120.000 ohm
18.000 ohm
R.8 4 .700 ohm

C.1 1 O mF elettro!
C.2 1.500 pF ceramica
C.3 220.000 pf mica o carta
MICROF. t2V. S1 -S2 = doppio deviatore a levetta
~ H+ ~Mt--_._--'M~--'-----6 TR1 -TR2 = transistor al silicio di tipo BC107
C1

Questo progetto interesserà senz'altro coloro che COMPONENTI


desiderano preamplificare un segnale per aumentare
la sensibilità di un microfono. · R.1 100.000 ohm
L'apparecchio è provvisto di due entrate, una per R.2 56.000 ohm
microfoni piezoelettrici, l'altra per un fonorivelatore. R.3 = 10.000 ohm
I deviatori S 1-S2, abbinati. inseriscono nel circuito R.4 = 10.000 ohm
un filtro per pianificare la risposta del preamplificatore. R.5 = 10.000 ohm
La tensione di alimentazione è contenuta fra i 12 e i R.6 100.000 ohm
22,5 volt. R.7 4 .700 ohm
Tutte le resistenze impiegate sono da 1/4 di watt. R.8 1.500 ohm (vedi articolo)
(A nostro avviso sarebbe oppurtuno ritoccare i valo- R.9 1.000 ohm potenz.
ri di R5 ed R6 per ottenere all'uscita un segnale esente C.1 22.000 pF
da qualsiasi forma di distorsione). C.2 = 10.000 pF
C.3 = 10.000 pF
C.4 10.000 pF
HO MIGLIORATO LA SELETTIVITÀ DEL MIO C.5 22.000 pF
RICEVITORE C.6
TR1
= 100 mF
qualsiasi transistor di B.F. con Beta superiore
(Geom. Fabio Zavatti, Fano AN) a 50

Il mio schema non rappresenta in definitiva che


un moltiplicatore di Q che ho applicato direttamente
ad un ricevitore dilettantistico dopo lo stadio rilevatore
di B.F.
Il vantaggio consiste in un aumento della selettività R2
es
del ricevitore con la conseguente possibilità di sepa- ..,.,.__ _ l--'-11~-'VN,,-I L,..,. USClTA
rare facilmente due emittenti che per la loro vicinanza ~ SEGNALE
C2 C3 C4
di frequenza di trasmissione si disturbano vicende-
volmente.
Viene così eliminato il QRM, l'eterodinaggio, e
posso portare a termine i miei QSO senza pericolo
di interferenze.
Il sistema si pu6 definire come un filtro selettivo di
C6
frequenza, in quanto permette di separare e far giun-
gere in uscita solo il segnale desiderato, eliminando
eventuali disturbi causati da altre stazioni. R3 ed R4
servono per modificare la frequenza del filtro entro
i 400-700 hertz, mentre con R9. agisco sullu c111v;1
di risposta . restringendola od allargandola seco11do
la necessità.

pag. 78
Come transistor si possono impiegare tutti i tipi Inviando in esso il segnale di un ricevitore, prelevan-
PNP di B.F. purché abbiano una amplificazione mag- »olo via via dai diversi stadi, sono in grado di capire
giore di 50. in quale l'amplificazione non avviene in modo corretto
Nel montaggio occorre trovare sperimentalmente e di conseguenza trovare il guasto.
il valore di R8 modificando in più o in meno il valore Per la ripa razione si procede in questo modo: si
da me usato, qualora ponendo R.9 al suo valore mi- applica il segnale alla base del transistor finale, poi
nimo il transistor avesse tendenza ad innescare. a quello del preamplificatore di bassa frequenza ed
La tensione di alimentazione è di 9 V. alle basi dei transistor amplificatori di M.F. per passare
Per l'uso, ho collegato questo filtro selettivo in alla fine allo stadio di A.F.
serie al potenziometro di volume e al filtro selettivo Come si pu6 notare dal disegno, la realizzazione
di B.F. è semplice ed ho impiegato due transistor AC 125
Questo progetto serve anche per apparecchi a ma si possono avere gli stessi risultati usando due
valvole. NPN (tipo AC 107) ricordandosi per6 di invertire la
polarità della pila.

UN INIETTORE DI SEGNALI SEMPLICE TRASMETTITORE PER 28 MHz

(Sig. Bertini Germano, Alba di Cuneo) (Sing. Contini Raffaele, Bologna)

Son un appassionato di elettronica ed ho sperimen- Avendo a disposizione un transistor tipo 2N708


tato positivamente un iniettore di segnali di cui invio ed un quarzo adatto per i 28 MHz sono riuscito a
alla vostra redazione il relativo schema e descrizione. realizzare un piccolissimo trasmettitore per uso locale
Con tale apparecchio riesco in breve tempo ad indivi- capace di coprire facilmente il mezzo kilometro. Con
duare eventuali stadi difettosi in apparecchi di rice- l'aiuto poi di una antenna delle lunghezza di 5 metri
zione a transistor e penso che esso possa interessare è stato possibile farmi sentire da un mio amico distante
seria mente i radioripatori. dal posto di trasmissione quasi un kilometro.
Un iniettore di segnali altro non è che un semplice Non ho la pretesa che il mio apparecchio sia con-
generatore di onde quadre capace di produrre un siderato rivoluzionario, ma penso che potrà dare ad
elevato numero di armoniche fino a raggiungere le un eventuale costruttore delle belle soddisfazioni.
onde ultracorte, cioè fino a 20-30 MHz. Il transistor da me impiegato pu6 in ogni modo
essere sostituito da altri per A.F. di uguali caratteri -
stiche. L'oscillatore a quarzo, modulato direttamente
da un microfono a carbone, pur con lo svantaggio
di non possedere un·elevata fedeltà, permette tut-
tavia di eliminare uno o più stadi di B.F. rendendo
di estrema facilità costruttiva tutto il complesso.
•• Tale progetto pu6 servire anche come trampolino
di lancio per apparecchi più impegnativi.

"1
PILA REALIZZAZIONE

Ho ottenuto la bobina L1 avvolgendo sopra un


supporto di 1O mm di diametro 12 spire di filo smal-
tato da 0 ,8 mm saldando diverse prese in corrispon-
denza alla 2°, 3°, 4°, 5° spira (a partire dal lato freddo
della bobina. cioè quello che la collega al polo positivo)
COMPONENTI che mi sono servite per la taratura più idonea del-
l'antenna.
R.1 100.000 ohm Dopo aver montato il trasmettitore sarà opportuno
R.2 =
10.000 ohm controllare con un milliarriperometro l'assorbimento
R.3 =
100.000 ohm che dovrà essere contenuto sui 40-50 mA. Qualora
R.4 3 .300 ohm il valore fosse diverso bisognerà aumentare il valore
C.1 10,000 pF. di R2, se risultasse superiore, diminuirlo se inferiore
C.2 10 .000 pF. ai 10 mA.
C..3 = 10.000 pF. Terminata questa operazione bisogna ruotare C4
TR1 -TR2 = transistori' PNPAC 125 di BF. ed osservare sullo strumento se la corrente di 50 mA
PILA da 1,5 V. (oppure 3 V.) subisce un repentino abbassamento fino a scendere
a valori intorno ai 20 mA, indice questo che il transi-
stor è entrato in oscillazione ed irradia perci6 A.F.

pag. 79
ANTENNA

Applicando ora l'antenna si prova poi a distanza


XTAL
quale presa è più idonea.
Collegando l'antenna l'assorbimento tende ad
aumentare di nuovo portandosi sui 40 mA.
Se l'oscillatore avesse tendenza a disinnescarsi
occorrerà ruotare ancora leggermente C4. C4
Tutte le resistenze sono da 1/2 watt.

C2 C3
R2 R3 R4

MICROF. Cl

COMPONENTI

R.1 560 ohm


R.2 51.000 ohm C.5 =
4 .700 pf ceramica
R.3 10.000 ohm C.6 =
4 70 pf ceramica
R.4 = 220 ohm XTAL = quarzo per 28 MHz
C.1 0,1 a carta L 1 = vedi articolo
C.2 0, 1 mf a carta TR1 = transistor 2 N708 o simili
C.3 1.000 ceramico MICROFONO a carbone
PILA da 12 V.
C.4 30 pf compensatore
------------------
--------e ,2

FT2
PREAMPLIFICATORE A FET CON ALTO RENDIMENTO

Sign. Zucchi Gianfranco, M estre

Lavorando sui FET che gentilmente mi avete inviato


sono riuscito ad ottenere un preamplificatore il cui e, 03

r
rendimento è davvero superiore ad ogni aspettativa.
Mentre prima ogni schema sperimentato mi permette-
va di raggiungere amplificazioni massime di 30 volte.
con l'impiego di un FET sono riuscito ad ottenere va -
lori vicini alle 500 volte.
ENffATA R1 USCITA
Sono giunto a questo osservando che un segnale
debolissimo di appena 0,003 volt applicato in entrata
al FET ne usciva amplficato fino a 1,5 volt.
Vi ho inviato il sistema di mia concezione perché
penso che possa interessare chiunque desideri portare
un segnale debolissimo a un livello tale da poter essere
inviato direttamente ad un qualsiasi stadio pilota di COMPONENTI
un complesso amplificatore. ,
Per la soddisfazione che mi ha procurato, consiglio R.1 = 1 megaohm
a qualsiasi collega lettore, che possa disporre di due R.2 5.000 ohm trimmer potenz.
Fet di BF, di sperimentare il mio schema.
R.3 = 3 .300 ohm
Come si nota dal disegno. i due FET sono collegati
C.1 = 10.000 pF.
in serie ed alimentati da una tensione di 12 volt. Il
• ~ potenziometro semifisso R2 si deve regolare in modo
C.2 = 25 mf. elettr. 25 V .
C.3 = 10.000 pf.
da ottenere sul terminale Drain del FET.1 una tensione
FT1 - FT2 = FET per B.F.
pari alla metà di quella disponibile dalla tensione di
alimentazione. cioé 6 volt.

pag. 80
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taggi

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437
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capacità
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capacità
capacità
capacità
2,5/4 pF........•.............. L
3/1 O pF........................L
3/15 pF........................ l.
4/20 pF......................•.L
6/30 pF........................ L.,
140
140
170
170
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ART. 350 serie completa della 1°-2°-3° più bobina oscilla-


trice dimensioni delle MF- 7 X 7 X 11 mm. L. 1.020
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dalla 1°-2 °-3° più Il discriminatore L. 3.000
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trice dimensioni 10 X 10 X 13 mm. L. 1.100
Per evitare disguidi o ritardi di spedizione, indicate sempre nei vostri ordini il numero dell'articolo richiesto. Per il paga-
mento servitevi sempre del nostro C.C.P. n.8/ 14154. Per ogni spedizione ricordatevi di aggiungere all'importo dovuto
L.300 per spese di imballo e postali. Le spedizioni si possono richiedere anche in CONTRASSEGNO, rammentiamo
al lettore che gli Uffici Postali per tale servizio pretèndono circa L.600, tale cifra verrà quindi addebitata sul totale
del pacco assegnato.
...

N~.U~TITIOO®~ornm CODICE delle RESISTENZE


~ =ml:]= =Ca]= ={I[[)= ={l[I]= c:{11[]=
10 ohm 100 1.000 10.000 100.000 1 Mega

12 ohm 120 1.200 12.000 120.000 1,2 Mega

15 ohm 150 1.500 15.000 150.000 1,5 Mega

18 ohm 180 1.800 18.000 180.000 1,8 Mega

22 ohm 220 2.200 22.000 . 220.000 2,2 Mega

27 ohm 270 2.700 27.000 270.000 2,7 Mega

33 ohm 330 3.300 33.000 330.000 3,3 Mega

39 ohm 390 3.900 39.000 390.000 3,9 Mega

47 ohm 470 4.700 47.000 470.000 4,7 Mega

56 ohm 560 5.600 56.000 560.000 5,6 Mega

68ohm 680 6.800 68.000 680.000 6,8 Mega

82· ohm 820 8.200 82.000 820.000 8,2 Mega