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Appunti di Teoria dei Segnali - Capitolo 8

fX(x)

x
a b

Fissiamo adesso un intervallo [a,b] generico, con a e b che potrebbero anche essere infiniti; se noi
andiamo a calcolare, mediante la proprietà 3, il valore di P(a<X<b), non facciamo altro che misurare
l’area della regione di piano compresa tra la curva di fX, l’asse delle ascisse ed i punti a e b. Questo
dal punto di vista matematico; dal punto di vista probabilistico, con questo calcolo misuriamo il
PESO dell’intervallo [a,b] relativamente alla variabile aleatoria X presa in esame.

Osservazione: peso nullo dei singoli punti


Consideriamo una variabile aleatoria X continua e consideriamo un qualsiasi punto x di Rk. Se X è
continua, essa avrà una certa densità fX. Vogliamo calcolare la probabilità che per X si osservi il
valore x, ossia vogliamo P(X=x). Utilizzando la terza proprietà di fX, noi abbiamo che

P( X = x) = ∫f X ( x) dx
A = { x}

dove abbiamo cioè posto l’insieme A pari semplicemente al valore x. Tuttavia, proprio per il fatto di
essere costituito da 1 solo punto, è noto che ad A si assegna misura nulla ed un integrale esteso ad un
insieme di misura nulla è sempre 0, quale che sia la funzione integranda. Quindi P(X=x)= 0.
Questa è una proprietà fondamentale delle variabili aleatorie continue: data una variabile
aleatoria, ogni singolo punto del rango (cioè del codominio), che può essere Rk o un suo
sottoinsieme, ha peso 0.
Apparentemente questo fatto può sembrare poco intuitivo: tuttavia, dobbiamo sempre tenere
presente che, se assumiamo che X possa assumere tutti i valori di un determinato intervallo, dobbiamo
da un lato dire che la probabilità che assuma un determinato valore sia 0, ma, contemporaneamente,
dobbiamo anche ammettere che la probabilità uguale a zero non equivalga alla impossibilità.
In altre parole, nel caso di variabili aleatorie continue, il fatto che P(A)=0 NON implica
necessariamente che A sia un insieme vuoto.

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