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IL MAIS “MIRACOLOSO”

UNRRA= (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), della


"Amministrazione delle Nazioni Unite per l'assistenza e la ri-abilitazione", con la quale è
nota l'organizzazione internazionale costituita, dal 9 novembre 1943 al 30 giugno 1947 (in
Cina 31 dicembre), dalle Nazioni Unite per l'assistenza economica e civile alle popolazioni
delle Nazioni Unite, danneggiate dalla guerra, e i cui aiuti furono successivamente estesi
anche a paesi ex-nemici.

ERP (European Recovery Program) Piano di sostegno alla ricostruzione europea varato
dal governo degli Stati Uniti nel 1948. All’interno della strategia definita nel piano Marshall
gli Stati Uniti misero in atto una serie di provvedimenti volti a rilanciare l’economia europea
e a favorirne il reinserimento nel sistema degli scambi internazionali. Il decreto istitutivo
dell’ERP fu firmato dal presidente Truman il 3 aprile 1948.

ECA= Economic Cooperation Administaration, Nuovo ente amministrativo per la gestione


dell’ERP

FAO= L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, in sigla


FAO, è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite con lo scopo di contribuire ad
accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle
popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale

MSA= Mutual Security Agency10 ottobre 1951, responsabile dello sviluppo e


l’amministrazione militare ed economica per la ripresa europea

MAIS IBRIDO, innovazione sul piano economico-scientifico dalle grandi potenzialità. Con
l’incrocio di due o più tipi auto fecondati di granturco, all’inizio del 900, era stato possibile
ottenere esemplari identici fra di loro, privi d’impurità, raggiungendo un’uniformità colturale
che poteva risultare funzionale alla meccanizzazione e alla razionalizzazione delle diverse
fasi del raccolto, quelle piante manifestavano dimensioni maggiori che in passato delle
pannocchie e delle foglie. Ma il suo seme poteva essere usato una sola volta per ottenere
rese superiori alle varietà ad impollinazione libera, se riutilizzato il raccolto sarebbe stato
disastroso.
CAPITOLO 1 PR1-2-3-4-5

PARAGRAFO 1

Luigi Fenaroli all’inizio degli anni 40 era un semplice docente di Selvicoltura e apicoltura
presso la facoltà di Agraria di Milano. Nell’aprile del 46viene nominato direttore della
stazione sperimentale di Bergamo con sede a Curno. Siamo negli anni della sconfitta
militare Italiana e l’occupazione angloamericana della penisola, si salda l’interrogativo su
come riattivare le differenti economie dei paesi Europei. Gli Stati Uniti prendono la
responsabilità della ricostruzione collettiva consentendogli di influenzare l’agricoltura e la
tecnologia dei paesi europei. Nel breve periodo di collaborazione Usa-Urss l’UNRRA
distribuì gratuitamente anche strumenti di lavoro, fertilizzanti, sementi. Inoltre avviò un
programma di assistenza tecnica alle nazioni partecipanti con 155 borse di studio. Tra
luglio 46 e febbraio 47 Fenaroli si recò negli USA da qui si mette in moto la catena del
mais ibrido che si sarebbe presto diffuso in Italia. La “Battaglia del grano” durante gli anni
30 del fascismo aveva portato ad un vero e proprio mercato di sementi elette nel centro-
nord, ottenute con processi di ibridazione, che si diffusero più lentamente al sud. Le
misure protezionistiche del 1931 avevano contribuito ad accendere l’attenzione anche sul
granturco considerato cereale minore. Diversamente da quanto accadeva per il grano e
nonostante l’intensa attività di ricerca svolta dall’istituto sperimentale di Bergamo, alla
caduta del fascismo la strada di un incremento delle rese maidicole tramite sementi
selezionate non era ancora intrapresa da contadini ed agricoltori legati a metodi più
tradizionali (impollinazione libera) che si era creato una fama di produttività ed elasticità.
Conosciuto con nomi diversi, in base alle zone. Quando Fenaroli nel 1946 giunge negli
USA la coltura del mais aveva un importanza relativa in Italia, egli mostrò da subito le sue
doti, promosse l’invio su larga scala di sementi e piante di vario tipo da provare in
laboratorio o introdurre in Italia. Una volta rientrato in patria realizzò una serie di esami nei
campi controllati dalla stazione che sembravano prefigurare un discreto successo.
Propone dunque di ampliare la scala di sperimentazioni permettendo a tutt’Italia di
partecipare al clima di cambiamento agricolo; la motivazione principale era dettata
dall’emergenza alimentare, cercando dunque di migliorare le coltivazioni locali con il
trasferimento tecnologico e arrivando alla creazione di piante <<euroamericane>>. Il
tentativo era basato sule vicinanze del clima europeo con quello nord americano, dando
alle differenze un approccio riduzionistico. La principale condizione di successo per
l’iniziativa era quella di creare un sistema agricolo uniforme che avrebbe sostituito quello
variegato dell’agricoltura Italiana. Nel dicembre del 1946 si stabilisce il passaggio dei
progetti dell’assistenza tecnica promossi dall’UNRRA alla FAO, nata l’anno prima. All’inizio
del 47 si ha una fase piuttosto tesa a livello politico, nel maggio del 47 con le elezioni si
forma un governo che esclude le sinistre permettendo alla DC (De Gasperi) di gestire con
più libertà le leva della ricostruzione economica.

IL 5 Giugno 1947 viene lanciato il piano Marshall, preceduto dalla dottrina Truman
che tentava di contenere la diffusione del comunismo nel mondo. Il piano M avvia uno dei
processi di trasformazione più articolati contribuendo ad aumentare la produzione fino al
Novecento, la base di fondo era quella dell’UNRRA, che cambia direzione con lo scoppio
della Guerra Fredda (esclusione URSS e paesi satelliti), basato difatti sull’idea di
superiorità americana rispetto all’Europa.
Gli Usa abbandonavano il protezionismo cercando di espandere un aumento
produttivistico nell’ Europa postbellica.
L’amministrazione americana provvedeva a raccogliere materiali genetici dai 4 angoli del
mondo o semplicemente ricevendo piante e semi da istituzioni pubbliche. Mesi cruciali del
47 nel quale si va a delineare la futura economia Italiana, essa abbandona ogni tipo di
velleità autarchica confermando la centralità del grano ma cercando di rendere autonoma
la propria produzione cerealicola aprendosi alla concorrenza. Afflitta da numerosi problemi
le coltivazioni ibride avrebbero dovuto permettere un aumento della produzione in tempo e
su una superficie minore. Il mais viene dunque inserito nell’economia italiana, esso
avrebbe dovuto portare la produzione fino a 30 milioni di quintali di granturco alla fine del
piano Marshall; indirettamente stimolato anche da un ampliamente zootecnico (esso
avrebbe difatti costituito una buona risorsa per sfamare ovini, bovini…). In realtà il governo
italiano punto soprattutto sulle importazioni di mais dall’estero per mantenere i prezzi bassi
al consumo e favorire la zootecnia, rinunciando di fatti ad avere un programma agricolo
produttivo alla luce di problemi sociali che sembravano potersi risolvere tramite una
riforma agraria (modernizzazione più graduale). Sembravano realizzabili accordi agricoli
internazionali per regolare i mercati e stabilirne i pezzi, al punto che si tende a non far
sottostare la FAO eccessivamente all’amministrazione di Truman. Paolo Albertario fu uno
dei più grandi sostenitori della diffusione del mais ibrido in Italia. Durante il periodo di
sperimentazione possiamo notare una reale efficienza e sviluppo nelle aree sotto il
controllo della stazione di Bergamo, nel resto d’Italia contadini esprimono opinioni
contrastanti (alcuni rimangono piacevolmente soddisfatti delle piantagioni ibride, mentre
altri si rifiutano di piantarle nuovamente). Fenaroli nel suo rapporto finale conferma che in
realtà vi è la possibilità di successo anche nelle aree del centro-meridione e invita gli
agricoltori a non scoraggiarsi dal momento che le prove generali sembrerebbero aver
ottenuto un discreto successo. Il mais ibrido viene sperimentato anche in altri paesi
europei: Francia, successo soprattutto nella zona sud-occidentale. INCIPIT
TRASFORMAZIONE AGRICOLA.

PARAGRAFO 2
Il mais ibrido sembrava ottenere un buon successo tra il 1948-49, al punto che il ministero
dell’Agricoltura decise di acquistare una grande quantità di sementi. (Fenaroli scrive circa
l’importanza di non riutilizzare il prodotto ottenuto, così rischiando di perdere produttività e
uniformità).Il carattere globale della strategia americana viene espresso il 20 gennaio 1949
da Truman nel noto <<punto IV>>. La strategia americana si muoveva su 2 binari,
coinvolgendo anche i paesi extraeuropei: costruzione di alleanze americane per prevenire
attacchi da Est, espansione nella produzione e nei consumi come mezzo di diffusione
della democrazia contro il comunismo. Ampliamento che doveva consentire loro di
attingere alle inesauribili risorse degli USA. Si iniziano a sentire le prime tensioni nell’ECA
in quanto se da un lato l’aiuto americano si improntava su una modernizzazione
tecnologica, dall’altro rischiava un aumento di competitività e concorrenza. (“ rischioso per
la stessa America”). Modernizzazione e autosufficienza dovevano essere i due capisaldi
del piano Marshall garantendo all’Italia di recuperare il gap accumulato negli anni del
fascismo. Si inizia a verificare la possibilità di ampliamento delle colture anche nel
Mezzogiorno, ben 86 province vengono coinvolte nel progetto del mais ibrido, soprattutto
in Lombardia e Veneto. La sperimentale di Bergamo gioca in questi anni un ruolo chiave
divenendo punto di collegamento tra agricoltori ed enti commerciali. Nonostante ciò si
iniziano a mostrare le prime debolezze delle sperimentazioni ( frammentazione del
sistema della ricerca e della sperimentazione, ricercata dipendenza dei finanziamenti
americani, rivalità trai istituti e corporative …) La nuova agricoltura avrebbe dovuto
portare ad un cambiamento di mentalità nei contadini, eliminando la trasmissione di
saperi. Essi investivano ora un ruolo passivo, non dovevano più scegliere piantine o
semini da coltivare, razionalizzazione della produzione. Questo rapporto verticistico (top-
down) creava una divisione tra un polo dotato di conoscenze e una massa di consumatori
costretti ad adeguarsi all’innovazione.
Invito ad aumentare la concimazione primo segnale di mutamento del sistema. Inizio di
una campagna informativa, che sfiora la propaganda. Iniziano a comparire le immagini
delle <<miracolose pannocchie >> piene di chicchi. INFORMAZIONI TECNICO
SCIENTIFICHE VENIVANO INTRECCIATE ALLA COSTRUZIONE STILIZZATA E
SEMPLIFICATA DI UN IDEA DI MODERNITA E SVILUPPO. Tuttavia la propaganda era
relativamente importante per far si che i contadini fossero influenzati ad accettare le
sementi proposte, portando ad un fallimento del mercato libero.
PROBLEMA DI SPESE: importazione, conservazione nei magazzini, distribuzione,
brevetti. Spesa complessiva ammontava a 8/10 milioni di dollari. Viene quindi proposto un
abbassamento del prezzo cosi da renderla competitiva con le sementi già esistenti.

PARAGRAFO 3

La campagna agricola del 48-49 sembrò inaugurarsi con i migliori auspici, anche se in
realtà non tardarono a manifestarsi le prime tensioni all’interno dell’istituto maidicolo di
Bergamo; si sviluppano due tesi contrastanti su come strutturare i rapporti tecnico-
commerciali con le aziende americane, assumendo presto ricadute nel rapporto USA-IT.
-La maggioranza del Consiglio di amministrazione , presieduto da Baizini, intendeva
utilizzare gli aiuti americani per valorizzare il patrimonio genetico dell’Istituto, puntare poi
ad ampliare l’offerta ai fini commerciali grazie all’integrazione con il genoplasma
americano e al trasferimento di “know how”. Priorità a valorizzare i tipi locali, le peculiarità
del territorio, interagire con gli agricoltori e gli enti nazionali.
- Nell’altra direzione incarnata da Fenaroli, il rapporto con gli USA e i fondi dell’ERP erano
un importantissima occasione economica, così da incrementare in tempi brevi la
produzione nazionale di mais e altri generi alimentari , nonché costruire legami duraturi
con le aziende americane.
Si confrontavano, dunque, due diversi modelli di impresa agricola: uno basato sulle piccole
imprese, l’altro ispirato alla grande azienda moderna meccanizzata , con lo sguardo rivolto
all’America. Nonostante i tentativi di difendere il territorio nazionale, l ERP riuscì
comunque a facilitare la penetrazione di nuove imprese americane: Asgrow, Funk-Bros,
United Hybrid Growers. I primi contrasti all’istituto maidicolo si manifestano alla riunione
del Consiglio di amministrazione del 3 dicembre 1948 durante il quale Fenaroli avanza una
serie di richieste e il Consiglio ne rifiuta la maggior parte. (Scambio lettere sulla questione
tra Albertario ( che crede di poter accontentare alcune richieste di F. cercando di
contenerle) e Carrante. Quest’ultimo convoca una riunione il 12 marzo 49 nella quale
precisa che l’importazione degli ibridi dall’America non doveva essere di “ostacolo” per la
selezione delle varietà nostrane. In una situazione già difficile la United Hybrid Growers
avanza la proposta di inviare un contributo di 40mila lire per 3 anni in cambio di avere un
proprio rappresentante nel consiglio.
De Beni contro la proposta che non salvaguarda l’interesse nazionale.
Blattner  a favore in quanto appartenente alla FRAGD e interessato al potenziamento
della stazione bergamasca.
Alla fine si decide di accettare il contributo dell’azienda declinando però l’idea di un
collaboratore all’interno del consiglio.

PARAGRAFO 4

Mentre si consumava il micro-conflitto nella stazione sperimentale di Bergamo, partiti


organizzazioni sindacali e religiose prendono posizione rispetto agli aiuti americani. In
generale i sostenitori del governo De Gasperi erano a favore della collocazione
occidentale dell’Italia, al contrario i movimenti di sinistra guardavano le esperienze ad Est,
criticando gli aiuti in quanto provenienti dall’America. IL VATICANO svolge un ruolo
importante, schierandosi a favore dell’America, nella ricostruzione e stabilizzazione del
paese. (Truman – PioXII) I ceti agricoli dovevano essere difesi dal “pericolo rosso” in
quanto baluardi dei valori democratici di pace e ordine. La chiesa di Pio XII si presenta
dunque come attore in grado di indirizzare e affiancare in questa trasformazione
produttivistica e capitalistica. Il papa, considerandolo solo una continuazione dell’UNRRA,
da il suo appoggio al piano Marshall prima e al “Punto IV” poi. La chiesa si adeguava ad
una civiltà che credeva di poter difendere dai valori del comunismo, tenendola al contrario
legata al Cristianesimo.
2 visioni: ECA, animata dai criteri della crescita, della produttività, del business (american
way of life); Associazioni religiose, distributiva ed assistenziale, contro la povertà e a
difesa delle classi più deboli ( verticistico e paternalista). La conciliazione fra i due lati si
ha con l’attuazione del ERP, che va a fungere da nodo nel rapporto tra Cristianesimo e
modernità. Mediata dalla DC che seppe muoversi all’interno di queste due spinte differenti.
A sinistra in particolare il PCI, si guardava con entusiasmo alla Russia e alle teorie
dell’agronomo Lysenko. Egli negava i principi della genetica elaborati da Mendel(…)
considerati reazionari ed idealistici. Sereni, segretario PCI, mostra come la Russia
rappresenti un’alternativa alla capitalizzazione dell’agricoltura, destinata ad avvantaggiare
solo una ristretta parte della borghesia. Mentre i comunisti concentravano maggiore
importanza sulle opere di bonifica, lo Stato dava una maggioranza di fondi alle
sperimentazione ibrida. ( “L’avanti!”, giornale PSI, ignoranza di Segni, sta sotto padrone.) .
Differenza ad approcciare la situazione, alcuni accettano comunque la modernizzazione
altri rifiutano le piantagioni ibride in quanto limitazione della sovranità nazionale. Forma al
ribellismo contadino, dando una spinta verso la riforma agraria, pur non compromettendo il
raccolto nazionale, incisero negativamente sui bilanci. L’antiamericanismo e
l’anticapitalismo non si tradussero in azioni di sabotaggio o posizioni radicalmente
conservative ed antiscientiste.
| divisione tra chi voleva spingere i contadini ad occupare i terreni, chi si ergeva a difesa
dei raccolti, chi promuoveva lotte democratiche e chi sosteneva azioni di disturbo
mantenendo alta la tensione |
Anche in Francia vi è la diffusione di mais ibrido, essa tenta però di difendere un proprio
modello di sviluppo e modernità. Gli altri sindacati accettano gli inviti produttivistici
dell’ECA :
CONFAGRICOLTURA  rilancio produzione viene strumentalizzato in senso difensivo,
per rafforzare la propria opposizione alla riforma agraria.
COLDIRETTI il piano M doveva essere lo strumento con il quale rafforzare i coltivatori
diretti contro ogni ipotesi collettivistica. Nonostante la coordinazione fra le due
organizzazioni sindacali, entrano in competizione per sfruttare i benefici del mais ibrido
proveniente dall’America. Il comportamento dei grandi proprietari terrieri non fu univoco,
molteplici utilizzi del mais che do conseguenza toccavano diversi settori, non solo i
contadini.

PARAGRAFO 5

1949 il raccolto del mais rimane uguale a quello dell’anno precedente, presentando in
realtà uno sviluppo nelle zone già sviluppate e nessun progresso nelle altre aree
(nonostante i sussidi). Si ritiene dunque una buona rendita generale considerando
maltempo, attacchi degli insetti e scioperi dei braccianti durante l’estate. Durante
l’incontro degli esponenti del congresso McClelland conferma le potenzialità espansive di
questo programma agricolo, che aveva colpito positivamente l’opinione pubblica
americana. La differenziazione dei risultati rimane comunque un dato evidente ed
importante, alla cui base si trova l’inadeguatezza delle sperimentazione, che può essere
riscontrato anche in altri paesi Europei ( Francia, Germania occ., Spagna, Portogallo
positivi \ Austria negativo \ attesa di Paesi bassi, G.b., Grecia, Svezia, Iugoslavia) . Un
interessante nota lasciata rilasciata dall’Agenzia Romana e apparsa su “ l’informatore
agrario” denota 2 pregi al mais ibrido: -produce il 20-30% in più, -le sue radici non
allettavano mai. Ma ben 8 difetti:
--Non aveva dato i favolosi risultati decantati
–non vengono attaccati dalla batteriosi, ma dall’afis radicicola majdis (40-60% dei danni)
– Scarto superiore rispetto a quelli bergamaschi
–più esigenti in concimazione organica e chimica dei nostrani
– i mais ibridi tardivi esigono più calorie
– Si devono cambiare ogni anno, acquistandoli
– Seminare a distanza, necessità di cambiare le macchine agricole, non tutti i contadini
possono \ vogliono.
Viene indetta una riunione di tutti i direttori delle Stazioni agrarie sperimentali e degli Istituti
di allevamento vegetale: quest’innovazione non poteva essere valutata solo dal punto di
vista produttivistico dal momento che metteva in circolo le abitudini alimentari, i saperi e le
pratiche dei contadini. Il mais era uno dei prodotti più consumati dall’uomo durante il
fascismo, questa nuova tipologia prevedeva invece un uso per lo più a consumo animale. I
sapori dei piatti locali venivano alterati, si tratta di un’ innovazione che avrebbe realmente
sconvolto la vita degli uomini. Per di più pochi agricoltori avevano accettato di modificare i
macchinari agricoli e la disposizione delle loro piante, molti avevano deciso di non
riacquistare il seme, cercando di utilizzare il salvabile del raccolto precedente, in più la
nascita di nuove malattie come il nanismo ruvido rendeva spesso i raccolti disastrosi. In
Lombardia e Piemonte vengono condotti i due studi più significativi degli anni 50 volti ad
appurare le caratteristiche del novello mais. Antoniani ( attento osservatore dei
cambiamenti delle campagne italiane) scrisse a Fenaroli in quanto riteneva necessario
uno studio biochimico delle nuove varietà introdotte in Italia, studio pubblicato solo 4 anni
dopo la prima coltivazione a campo aperto e la commercializzazione degli ibridi, in esso si
era dedotto che il mais ibrido aveva un minor contenuto di proteine digeribile (6,7%)
rispetto al granturco usato comunemente, venne infatti consigliato agli allevatori che vi
nutrivano il bestiame di aggiungervi delle integrazioni vitaminiche. Ben presto ci si rese
conto anche che le piante tradizionali avevano sviluppato una sorta di resistenza agli
insetti portatori del virus locali, le piante Americane erano invece state attaccate e
conseguentemente distrutte da essi.
Alla conferenza di Annecy del 1949 l’Italia conferma l’importazione di mais ibrido in cambio
di concessioni sul altri generi alimentari quali gli ortofrutticoli. Il Governo decise di non
disciplinare il settore sementiero e di non dare seguito a provvedimenti di garanzia per i
consumatori sulla base della scia di deregolamentazione intrapresa anche dagli USA ( si
ricorda che siamo nel periodo di diffusione dei cibi in scatola. Società veloce ). L’Italia di
fronte all’apertura dei suoi mercati trova però paesi incentrati sullo sviluppo interno,
abbaiamo un blocco pressoché totale delle esportazioni di limoni, castagne, pecorino,
ciliegie. <<ASIMMETRIA COMMERCIALE>>.

CP 2 PR 1-2-3-4-5-6-7

PARAGRAFO 1

1950 anno del:


-Giubileo
– riforma agraria
–Cassa per il Mezzogiorno
– crisi bellica in Corea

In questo stesso anno il Piano M. fu affiancato da un iniziativa dei cattolici e protestanti


d’America: ECA e organizzazioni religiose divennero (con Federconsorzi e Coldiretti) il
centro di alcune trasformazioni delle pratiche degli agricoltori. Ligutti, direttore della
NCRLC (Natonal Catholic Rural Life Conference) , riteneva che fornire sementi ad alta
resa che avevano portato cospicui miglioramenti in America avrebbe risolto buona parte
dei problemi alimentari nell’Europa Mediterranea, rispondendo anche al disagio sociale
che favoriva la diffusione del comunismo. Venne nominato osservatore ufficiale della
Santa Sede presso la Fao, questo gli permise di convincere il Papa a sostenere la
diffusione del mais ibrido in Italia dando alla Chiesa l’opportunità di affrontare in prima
linea il problema della fame. Si tratta di un’innovazione diplomatica che rivela un
attenzione alle Nazioni Unite che la Chiesa non aveva mai dimostrato. Nel 1950
nonostante numerose pressioni degli Americani perché il programma agricolo fosse
ampliato, il Governo Italiano importa la stessa quantità di mais ibrido dell’anno precedente.
In questo periodo la federconsorzi apre in loco un ufficio così da creare un rapporto
privilegiato con gli USA e diventando tramite organizzativo e punto di riferimento per le
altre società. Nonostante ciò enfatizza l’esigenza di individuare e fornire varietà adatte ai
vari ambienti agricoli italiani. Sul fronte delle organizzazioni religiose, l’articolato
meccanismo messo in moto alla fine della guerra entra in pieno regime: CROP
responsabile di raccogliere le donazioni \ War Relief Services di assegnarle e di
organizzare il trasporto in Italia \ la NCRLC di promuoverle \ la Pontificia Commissione di
distribuirle \ l’Istituto sperimentale di Bergamo di selezionare i tipi di semi \ la United Hybrid
Growers di fornire le sementi ed assistere il complesso dell’iniziativa. Ligutti in persona
viene ricevuto dal Papa presentando un esemplare di Mais che viene benedetto dal
PapaPiena legittimazione sia sul piano legislativo che simbolico. Unione tra materialità e
trascendenza. Continuavano le promesse di un netto miglioramento agricolo e di un
sostantivo aumento della produzione, il mais veniva distribuito gratuitamente dalle Chiese
solo ai piccoli imprenditori che non potevano permetterselo. Contemporaneamente esso
era venduto sul mercato a prezzo di vantaggio arrivando ad oltre 40 mia quintali di mais
utilizzabili, non abbastanza per gli Americani che speravano di raggiungere la modica cifra
di 4000 tonnellate.
La missione ECA riteneva che il governo italiano stesse mal utilizzando i fondi ERP
procedendo con criteri eccessivamente prudenziali. Vi fu una sorpresa generale quando
si scoprì che la vendita delle sementi in Italia avveniva molto lentamente al punto che circa
la metà di esse rimase invenduta.
McClelland  interpretazione ideologico politica delle difficoltà, dovute dall’opposizione
delle sinistre in particolare del PCI.
Non vengono presi in considerazione le motivazioni scientifiche o culturali: considerato
come una delle eccedenze della produzione americana che si volevano smaltire nel bel
paese, troppo morbido e dolce per fare la polenta, provocato nuove malattie alle colture,
deturpato i terreni e ridotto la fertilità.
Cottam (a breve sostituto di McClelland come responsabile dell’agricoltura per
l’ECA)problema principale un difetto di pubblicità: necessità di un programma
d’informazione massiccia che avrebbe coinvolto i contadini sulla pratica, su una base
imitativa, permettendo di persuaderli e di sconfiggere le resistenze del p.m.
Federconsorzi alcune di tipo tecnico: distribuzione gratuita dei mais, ritardo con cui le
sementi erano giunte rispetto all’inizio della semina … altre di tipo politico: azione critica
delle sinistre.
Nonostante ciò il governo Italiano decide di non abbandonare l’iniziativa e di continuare ad
importare sementi ibride americane, sia per venire incontro alle richieste della
Federconsorzi, sia per tutelare le relazione con gli USA, viene quindi sviluppata un’intensa
campagna divulgativa ed informativa.

PARAGRAFO 2
Il ministero dell’Agricoltura stabilisce un nuovo provvedimento che sancisce la somma di
250 mila lire per incentivare i sussidi dell’adozione delle sementi.
DC cerca di non favorire motivi di critica agli altri parlamentari. Viene evitato l’argomento
del mais invenduto dei Federconsorzi e non vengono accusate le sinistre per l’annata
difficile.
Si formano sempre gruppi trasversali con opinioni differenti, chi è favorevole
all’innovazione e ad una sperimentazione in campo aperto vedendo gli USA ricoprire un
ruolo guida; un altro gruppo in cui convivevano figure favorevoli all’innovazione ma al
contempo sensibili al tema della sovranità alimentare, che criticavano l’attuazione
dell’ERP, e un gruppo minoritario che criticava completamente l’inserimento di sementi
ibride.
Di base la DC si mostra favorevole agli aiuti americani, ma con un desiderio di sviluppo
dell’autosufficienza italiana, da questa considerazione scaturisce un grande paradosso
che vede l’impiego di 198 milioni di lire come contributo di integrazione per l’acquisto da
parte dei produttori, e solo 52 per le ricerche.
PCI Cremaschi e Grifone manifestano numerosi dubbi circa le sperimentazioni
americane. Il primo riteneva fossero necessarie maggiori ricerche dal momento che
risultati lusinghieri erano stati ottenuti dal mais proveniente dall’Ungheria; il secondo
riteneva che vi fosse un costo decisamente elevato per il mais ibrido il quale non dava
nemmeno i risultati promessi.
PSISansone, le riserve contro il mais erano le stesse avanzate in passato con la vite
americana poi perfettamente ambientata nell’habitat Italiano. Dubbi invece sul prezzo.
Segni a sua volta rassicurò i dubbi affermando la regolarità e la correttezza dei prezzi
affidati ad aziende esperte. Il ministro stabilisce 2 emendamenti volti a coprire le spese
della Federconsorzi e a non discriminare le ditte sementiere americane. Una legge per
loro chiaramente svantaggiosa che vedeva il passaggio da 250 a 300 milioni di lire di
rimborsi sia per i consorzi agrari che per le ditte produttrici. Fabbri si espone
sull’importanza della sperimentazione e di un maggior controllo su di essa. Fra i più
contrastanti troviamo Carrelli che nega la superiorità della tecnica americana su quella
italiana, l’incapacità delle sementi di attecchire nel nostro territorio e di conseguenza
l’inutilità di queste continue ricerche e spese.

PARAGRAFO 3

Le crescenti tensioni tra USA e URSS portano ad una nuova fase produttiva L’ECA e il
piano M. lasciavano il posto alla MSA(Mutual Security Agency) che avrebbe gestito una
nuova dotazione di fondi con una particolare attenzione alla crescita produttiva. La guerra
di Corea funge da spartiacque, gli USA tornano ad essere afflitti da una crisi di
sovrapproduzione agricola. La Gran Bretagna cercava invece di importare il necessario
per i primi (possibili) 12-18 mesi di guerra. In quest’ottica di nuova crisi mondiale
numerosi riunioni del CIR in Italia furono dedicate alle politiche di approvvigionamento di
materie prime considerate strategiche. Dal 1951 vi è un generale sviluppo della
produzione maidicola, in Italia, ma anche in Francia dove vengono istituzionalizzati
programmi organici di sperimentazione Sul piano internazionale entrano in contrasto le
logiche militari americane, il multilateralismo della FAO e il pacifismo assistenzialistico
della Chiesa. Per facilitare la vendita delle sementi, che non aveva ottenuto i riscontri
aspettati negli anni precedenti, le aziende americane ed italiane si incentrarono su una
potente pubblicità: Testi elogiativi sul mais ibrido, con colori immagini di pannocchie
abbandonanti pensati per un pubblico poco alfabetizzato. Opuscoli in cui venivano
ricordati i punti centrali per un raccolto efficace, primo fra tutti il rinnovamento annuale del
seme. Filmati in bianco e nero come quello del “Il prossimo anno” dove il protagonista di
ritorno a casa dopo una giornata di lavoro incontra un suo amico il quale gli racconta di
quest’incredibile innovazione che gli ha portato un grandissimo successo. Queste
pubblicità riscontreranno risultati favorevoli portando ad un incremento di ben 8 milioni
(che non raggiunge comunque gli anni del fascismo, nonostante venga definito un
“record”). Questo avrebbe permesso all’Europa di recuperare il<< tempo perduto >>, al
tempo stesso le abitudini degli Italiani si avviano ad un cambiamento, iniziando a
privilegiare il consumo di frutta fresca, carne e pesce. Inizia inoltre un nuovo consumo del
mais  il Pop Corn.

PARAGRAFO 4

Novembre 1951 alluvione devasta il Polesine Centinaia di migliaia di naufraghi e almeno


80 morti oltre ad ingenti danni all’agricoltura e alla zootecnia. Teatro di un’inaspettata
mobilitazione nazionale e internazionale. Questo consentì agli USA di rafforzare la propria
influenza sul territorio italiano ed evidenziò la capacità d’intervento della NATO e dei paesi
occidentali. Gli USA inviarono aiuti che permisero di rafforzare ulteriormente la relazione
tra i due paesi, divenendo un mezzo per costruire fedeltà politiche territoriali e
internazionali, legami profondi di solidarietà e carità. Al contempo anche Canada, Gran
Bretagna, Germania e il Vaticano entrarono in soccorso al disastro italiano, il Vaticano in
particolare si erse come punto di riferimento per la popolazione fornendo alimenti,
sementi, animali, piccoli attrezzi. A differenza di quanto affermato, a tanti anni di distanza
possiamo notare come quell’ ”idillica cooperazione” fu in realtà un momento divisivo che si
rifletté sugli indirizzi della ricostruzione. Mentre il governo De Gasperi prendeva impegni
per un riarmo, il PCI di Rovigo, le camere del lavoro … collaborano nel raccogliere aiuti e
donazioni da varie parti d’Italia dando il via ad una gara di solidarietà. Per tutta risposta la
prefettura di Rovigo scioglie immediatamente il comitato d’emergenza del PCI . L’America
oltre ad inviare sementi veloci e ad alta resa, esperti in alluvioni. Questa catastrofe
naturale provoca ingenti danni creando un forte ritardo nell’agricoltura colpendo le regioni
più fertili quali Veneto ed Emilia. Anche l’URSS contribuisce agli aiuti in Italia inviando per
lo più farina bestiame, trattori, latte condensato, grano e semi per la ripresa economica. I
doni vengono accettati, ma non vengono richiesti dall’Italia suscitando la rabbia del PCI
secondo il quale non era stato riconosciuto il dovuto all’Unione Sovietica. Difatti con
l’alluvione si viene a dimostrare il funzionamento della solidarietà occidentale e della
NATO, il quale era invece incompatibile con gli ideali del PCI e di Togliatti. L’alluvione del
Po era stata dunque una mancata occasione di confronto e di possibile distensione
politica, accentuando fratture ideologiche destinate a caratterizzare e a permanere negli
Italiani.

PARAGRAFO 5

Il consolidamento delle strutture sperimentali e il buon andamento del 1951 non


interruppero la fitta corrispondenza tra l’amministrazione americana e il ministero
dell’Agricoltura italiano. Svolge in questi anni un importante ruolo l’ambasciata americana
che vede a capo gli stessi uomini del piano Marshall ( Zellerbach e McClelland) Nel 1952
gli americani volevano arrivare ad un maggior sviluppo italiano comprendendo
l’esportazione non più solo di mais ibrido ma anche di semi di patata, barbabietola, riso,
pomodoro … Il passo successivo per il miglioramento dell’agricoltura italiana era basato
sul potenziamento dell’irrigazione e dell’utilizzo di fertilizzanti, vista la grande quantità di
azoto necessitata dalle piante ibride. Nel 1951 viene portata avanti una politica economica
liberista che porta ad un forte aumento del prezzo del mais in confronto a quello delle
carni, portando improvvisamente gli allevamenti in crisi.
Vengono ulteriormente sviluppate le linee iniziative della stazione sperimentale di
Bergamo, arrivando a metà degli anni 50 alla creazione del primo mais ibrido euro-
americano. L’Italia si avviava così verso l’autosufficienza ad esportare le sementi, anche
grazie alla costruzione dell’Ente Nazionale di Sementi elette. La stazione bergamasca
iniziava, inoltre, la costituzione di una banca sperimentale per la preservazione delle
varietà locali tradizionali ( che sarebbero potute tornare utili per nuovi tipi di piante
ibridate). Questo non cambiava però i rapporti con gli USA sempre segnati da contatti e
scambi culturali.
In questi anni la strategia considerata vincente è quella di un alternanza tra doni e
mercato, per l’appunto a metà degli anni 50 l’Italia aveva abbassato o abolito dazi
doganali mentre gli USA ricevevano forti sussidi dalla patria, non c’è dunque da stupirsi se
alla richiesta Italiana di evitare l’erogazione di sussidi per la produzione e l’esportazione di
genere alimentare non si sviluppano particolari contrasti. Grosse partite di mais non
trovavano spazio nel mercato Statunitense e attraverso il “Food for Peace Program”
( PL480) vennero collocati in vari paesi europei, destando critiche e dibattiti all’interno
della stessa maggioranza della DC, in quanto ulteriore aggiunta i problemi dell’economia
essa alterava i normali traffici commerciali. Per di più gli americani chiedevano (1955) che
la Cassa per la piccola proprietà contadina, finanziata tramite il PL480, non creasse unità
contadine concorrenziali sui mercati stranieri. L’anno successivo viene anche richiesto agli
italiani di mantenere quote di importazioni sui mais americani , nonostante l’Italia su
approvvigionasse anche sul altri mercati quali Argentina, Romania … Le importazioni
dall’Italia iniziano a crescere notevolmente trovando le critiche e la preoccupazione per un
ulteriore ribasso dei prezzi della Coldiretti e della Confagricoltura,nel tentativo di non
pregiudicare la stabilità del mercato interno i due chiesero ed ottennero dalla
Federconsorzi l’attivazione dell’ammasso volontario, che avrebbe assicurato agli
agricoltori una quota del costo di produzione.
Tema del riarmo e del confronto militare Est-Ovest  1953 congresso, Ligutti ribadisce
che le politiche dovevano essere mantenute indipendenti dalle strategie militari, dovevano
dare una risposta in breve tempo alle emergenze umanitarie cercando di sviluppare
l’autonomia delle nazioni.
Grazie alle politiche di vantaggio verso i coltivatori diretti e al legame con la Federconsorzi,
la Coldiretti riuscì a consolidare la propria dimensione nazionale rispetto alle altre
organizzazioni sindacali e anche sul piano internazionale arrivando a svolgere un ruolo
importante nel contesto della guerra fredda. Bonomi anticomunismo e difesa della
libertà individuale erano dei valori irrinunciabili . Per la Coldiretti le sementi donate dai
cattolici americani o sussidiate dallo Stato erano gli strumenti essenziali per una ripresa
agricola dopo la guerra e al tempo stesso per rafforzare la propria identità e funzione
rappresentativa. Ogni anno gli ispettori agrari, i dirigenti della Coldiretti, della Dc e delle
cooperative s’incontrano per la divisione e la distribuzione gratuita agli agricoltori dei doni
di cattolici americani.  accrescere la produttività senza modificare la dimensione
familiare delle piccole unità contadine . Convivevano tradizione e modernità che porta ai
primi flussi migratori verso i centri industriali del Nord, si inizia a credere che fosse in atto
un processo di ristrutturazione produttiva contro il lavoro manuale.
PCI e PSI danno vita nel 1955 alla prima organizzazione autonoma di coltivatori diretti
( l’Alleanza nazionale dei contadini) dimostrando consapevolezza dei ritardi accumulati in
questo campo, allo stesso tempo continuarono a ritenere però che il problema
produttivistico potesse essere risolto solo su base nazionale con una riforma fondiaria
generale che limitasse la proprietà terriera legata alla vendita. Il PCI e l’Alleanza
criticarono poi i tentativi di indirizzare l’agricoltura alle correnti commerciali. Venne invece
ribadito il sostegno a tutte le categorie di contadini, intimoriti di poter subire discriminazioni
dalla Federconsorzi.
1956 colpo di scena Con la morte di Stalin e l’avvento di Chruscev si inizia nell’URSS
l’utilizzo del mais ibridato così da poter rinnovare l’agricoltura Sovietica; Egli esprime una
vera a propria ammirazione per la tecnologia americana e riprendendo le idee di Lenin
ricorda l’importanza di apprendere dal capitalismo. Con al conferenza di Ginevra del 55 sul
disarmo e i rapporti Est-Ovest e con la parziale ripresa degli scambi culturali e
commerciali, gli USA ottengono l’autorizzazione ad esportare semi di mais ibrido verso i
paesi dell’est per un valore di 1.961.000 dollari. L’idea dell’economia sovietica fu
duramente scossa , dimostrando la consapevolezza dei sovietici degli errori commessi in
passato. L’Italia doveva, secondo alcuni leader della DC come Fanfani, farsi ponte tra Est
ed Ovest; altri come la Coldiretti ritenevano un’impossibilità di compromesso fra due realtà
politiche e sociali estremamente diverse.

PARAGRAFO 6

Per tutti gli anni 50 i tecnici americani e la stazione sperimentale di Bergamo


riconoscevano gli alti costi della sperimentazione, ma ritenevano che le alte rese
avrebbero permesso di ricompensarle. Difatti nel 1957 la produzione superò il punto
massimo mai raggiunto, quello del 1940 con il fascismo, con quasi 35 milioni di quintali .
Ma in questi anni più di una voce iniziava a sottolineare i costi eccessivi di
quell’innovazione, la mancanza di regole per le sementi. Vi era per di più una forte
difformità nella diffusione dovuta a disuguaglianze territoriali, sfasamenti temporali
caratterizzando un processo molto meno lineare di quello che era stato previsto dai politici.
Nel Nord Italia si sviluppa da subito un ambiente molto più prospero rispetto al Sud, dove
vi è una predisposizione economico-imprenditoriale già proiettati verso i mercati
internazionali.
LOMBARDIA  Perfetto esempio di un’integrazione con l’innovazione americana, nel
1960 ricopriva 1\3 della produzione maidicola nazionale. Quella notevole capacità
permise all’Italia di entrare, anche se per un breve periodo, sul mercato sementiero
esportando nei paesi danubiani.
VENETO Il processo di diffusione del mais ibrido è evidente seppur piuttosto lento. Alla
base di queste difficoltà troviamo un tessuto sociale e culturale legato alle tradizioni,
influenzato dalle organizzazioni religiose e collaterali della DC, unità contadine più piccole
rispetto a quelle lombarde, legate al consumo della polenta ( che come già detto con le
sementi ibride veniva più dolciastra)
EMILIA ROMAGNA  Regione rossa a maggioranza comunista, dove oltre la metà
dell’area coltivata era stata invasa dalle sementi ibride. L’iniziale ostracismo delle sinistre
non comportò grandi ostacoli, dal momento che il mais ibrido stava comunque declinando
in favore di un forte sviluppo di altri prodotti quali barbabietole da zucchero e alberi da
frutto.
Centro processo procedeva lentamente
Sud la diffusione del mais ibrido non ebbe una significativa rilevanza statistica fino alla
metà degli anni sessanta. Le colture tradizionali risultavano essere molto più resistenti e
adatte al clima meridionale.
A giustificare questa differenza non vi erano tuttavia solo questione climatiche territoriali; al
sud assistiamo ad una frammentazione aziendale sociale, una burocrazia ministeriale
lontana dai contadini, la prevalenza del grano e dell’ortofrutticola, una conflittualità sociale
tra proprietari terrieri e il movimento contadino. Tuttavia tra il 52 e il 61 bonifiche ed
infrastrutture promosse dalla cassa del mezzogiorno portano ad un aumento di oltre 1
milione e 300 mila quintali di granturco. Al nord il progresso agricolo veniva portato con le
sementi ibride mentre al sud con le smenti tradizionali, dove però continuavano ad essere
portate avanti le sperimentazioni ibride.

PARAGRAFO 7
La valenza internazionale del metodo produttivistico degli Stati Uniti si manifestò nel
tentativo di replicare in più contesti la trasformazione delle agricolture locali. Il mais ibrido
era l’emblema della egemonica potenza americana. L’Italia in questo punto cruciali si
presenta come alleato principale in grado sia di interpretarlo al proprio interno sia di
rifletterne l’immagine in altri paesi. Nell’amministrazione americana ci si interroga circa
problematiche economico-organizzative del processo di diffusione non toccando i limiti
della proposta tecnologica in rapporto alle specificità e alle peculiarità degli ambienti
riceventi. L’Italia consapevolmente segue un’ottica geopolitica verso le ex-colonie
speranzosa di riacquistare un ruolo di potenza nel Mediterraneo. Ben presto si arriva ad
una sorta di “spartizione del mondo” cercando di sviluppare zone d’interesse e di contatto
anche in paesi extraeuropei ( Guerra Fredda). Verso la metà degli anni 50 Egitto, Somalia,
Marocco divengono aree di forte attività politico-diplomatica nonché di molteplici iniziative
delle aziende sementiere. La SOMALIA in particolare fu l’unica ad essere riaffidata all’Italia
democratica dal 1950 in amministrazione fiduciaria per 10 anni; il mais qui ricoprire un
ruolo importante in quanto tradizionalmente legato a coltivazioni e a culti religiosi. Tecnici
americani (Germann) ed Italiani ( Fenaroli e Brandolini) , già coinvolti nelle iniziative di
trasformazione fondiaria, studiano le capacità produttivistiche in Somalia, in realtà si
limitano ad applicare il medesimo “ pacchetto tecnologico” già sperimentato in Italia anche
in Africa. Viene anche qui sottolineata l’arretratezza dei contadini e la necessità di
cambiamento per uno sviluppo agricolo e per l’autosufficienza del paese. Il 28 giugno
1954 Usa e Italia stipulano un accordo di cooperazione per programmi di assistenza
tecnica sul territorio somalo. Accanto all’intensificazione colturale vi è un fitto programma
di bonifiche e finanziamenti a piccole attività industriali, parallelamente ad un
rafforzamento militare della nazione in funzione antisovietica. Pur non divenendo mai un
vero e proprio paese donatore, l’Italia svolgerà un ruolo da mediatore riuscendo a dare
parte delle eccedenze americane alla Somalia.

CAPITOLO 3 (PR 1-2-3)

PARAGRAFO 1
Inizio anni 60: nascita CEE e lancio tardivo della PAC (Politica Agraria Comunitaria),
prende forma un’<< europeizzazione della protezione dell’agricoltura>>. In questi anni gli
USA tendono a occupare uno spazio predominante nelle correnti commerciali dei prodotti
agricoli verso i paesi del mercato comune europeo. Contrariamente alle promesse e
speranze di autosufficienza durante il piano Marshall, l’Italia vede aggravarsi il proprio
deficit agricolo-alimentare e la dipendenza tecnologica dall’estero, rimane infatti
schiacciata da un lato dalle politiche economiche tedesche associate all’intransigenza
francese di Charles de Gaulle, dall’altro dalle politiche tecnologiche e commerciali
cerealicole degli Stati Uniti. Con i rapporti di forza tra i paesi i cereali minori furono
sottomessi ad un apertura commerciale difficilmente modificabile, che portò ad una
privilegiata produzione di grano. Da questo ne consegue che il mais importato era
acquistabile ad un prezzo migliore rispetto a quello italiano. La CEE importava 12 milioni di
tonnellate di granturco e 8 milioni rimanevano come eccedenze. Le forze europee non
furono in grado di coordinarsi e recuperare il GAP accumulato con gli USA a causa dei
molteplici interessi commerciali in gioco e i differenti punti di vista nazionali . In Italia il
mais continuava ad avere un buon attecchimento e un buon rendimento nelle aree
settentrionali, mentre al sud ci si incentrava sempre di più sulla produzione di ortofrutticoli.
Difatti mentre sugli altri generi alimentari ci si interrogava circa la qualità, volendo
avanzare l’importanza della tipicità italiana e della credibilità agroalimentare, con il mais
era un fattore quantitativo.
FRANCIA grazie all’INRA e alle politiche degli anni 40 e 50 che avevano portato ad
accettare l’assistenza tecnica del piano Marshall ma anche a creare uno sviluppo
autonomo, nel 63 la produzione maidicola francese superò quella italiana arrivando a
diventare secondo esportatore mondiale dopo gli USA.
Italia, cattolici idea di assistenzialismo, si riscontra una differenza di fronte all’esportazione
e alla produzione maidicola di paesi extraeuropei quali ad esempio l’America Latina, gli
americani vedono nell’arretratezza il principale motivo di difficoltà, gli italiani ritenevano
fondamentale concedergli degli spazi di mercato nell’ambito della CEE.
Triangolo industriale migrazioni verso nord, soprattutto nella Padania, in quanto regione
più tecnologicamente sviluppata, oppure verso le città o verso l’estero. Si assiste ad un
sempre maggiore sviluppo della tecnologia e della meccanizzazione che inizia a
razionalizzare totalmente il lavoro agricolo. Nel 1971 5 regioni del Nord ( Piemonte,
Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) producevano circa l 80% del
totale, cominciavano a sparire le varietà locali. E circa il70% dell’area a coltivazione
maidicola totale, che iniziava a scomparire nel Mezzogiorno.
1967 Governo Moro fa confluire l’Istituto sperimentale di Bergamo con il nuovo Istituto
sperimentale per la cerealicoltura con sede a Roma , di breve durata in quanto ruolo sarà
poi ricoperto dalle Regioni ( cessa l’attività di Fenaroli). Si andavano ad acuire sempre di
più le differenze tra Nord e Sud e la subordinazione tecnologica dell’Italia verso l’estero.

PARAGRAFO 2
Anni 70, le sementi ibride selezionate acquistano una corsia privilegiata rispetto alle altre
l’interno del mercato comune,saranno difatti inserite nel registro comunitario così da
tutelare la loro produzione. Nei 25 anni successivi alla guerra l’Italia aveva sviluppato una
condizione vincolante: il mais ibrido si era affermato quale coltivazione cerealicola
principale( nel 70 copriva circa il 70% della superficie maidicola, in Francia il 90% e in
Spagna la quasi totalità), la ricerca privata delle multinazionali prevaleva su quella
pubblica. Non era infatti conveniente cambiare la regolamentazione nazionale
allontanandosi da quella internazionale, creando un vero e proprio ostacolo per gli istituti
di ricerca, come ricorda il socialista Manlio Rossi-Doria. <<La rivoluzione nel campo degli
ibridi americani è stata possibile grazie alle attrezzature americane, che altrimenti in Italia
non avrebbero visto la luce ancora per molto tempo. E’ dunque necessario dettare norme
che non siano in contrasto con quelle internazionali, perché altrimenti danneggeremo la
nostra economia e i nostri agricoltori.>>

La società dei consumi porta un significativo cambiamento nella dieta degli Italiani che
iniziano a consumare molta carne e derivati animali rispetto al mais, il quale viene
comunque consumato indirettamente. Il mais nostrano restava comunque più vantaggioso
rispetto a quello ibridato, era si più costoso ma più ricco di proteine e più adatto ai sapori
della cucina italiana. Il mais ibridato veniva comunque utilizzato nelle bevande gassate alla
birra, per il pop-corn, nello sciroppo al fruttosio; nonostante stesse sparendo dalle tavole
degli Italiani rimaneva comunque presente nei suoi prodotti derivati.
1973 la Cassa per il Mezzogiorno avvia un “Progetto speciale carne”, vengono ampliate le
aree irrigate al sud per sostenere la produzione di granturco e quindi più mangime per il
bestiame. Si tenta di rafforzare il Mezzogiorno per avviarlo sulla strada della
modernizzazione zootecnica già intrapresa al nord. Viene abbandonata la rotazione
agraria in favore della monosuccessione (mais dopo il mais), ma questo avviamento
avveniva paradossalmente in parallelo con la distruzione di quasi il 50% del raccolto degli
Usa a causa di un fungo, la crisi petrolifera e la conseguente uscita dagli accordi di Bretton
Woods, che incisero pesantemente sulle correnti agro-alimentari italiane e sui prezzi
interni.

Assistiamo, difatti, ad un repentino rialzo del prezzo del mais che influenzò
negativamente gli allevamenti italiani rendendo nuovamente più economico importare
carni dall’estero piuttosto che produrle. In pochi anni l’Italia accumula un deficit di circa 4
mila miliardi di lire nel 76, si sviluppa un forte dibattito politico interno che porta alla legge
“Quadrifoglio” del 77 che prevede un incremento della produzione maidicola così da poter
passare dall’importazione alla produzione, eccetto il frumento tutte le altre produzioni
registrano un incremento notevole. Ci si avvia verso la definitiva sostituzione del mais
ibridato a quello nostrano che arriva a coprire il 92,3% delle superfici maidicole italiane. Da
un punto di vista produttivistico le politiche di questi anni permettono di ridurre il deficit
italiano con l’estero e di avviare nuove politiche di sperimentazione e ricerca; al contempo
non riescono a risolvere il Gap strutturale tra Nord e Sud e a modificare la dipendenza
tecnologica dall’estero. Con l’ondata del 68, la crisi economica internazionale ci si inizia ad
interrogare sull’inquinamento e i limiti della crescita economica, nascono i movimenti
“Verdi” ( che ottengono il 2,5% alle elezioni del 87). L’impiego massiccio di diserbanti quali
l’atrazina si rivelano nocivi per l’uomo provocando ingenti danni al bestiame.

PARAGRAFO 3
Inizio anni 90 il mercato mondiale del mais è dominio degli USA, quest’elemento è
divenuto una delle colture economicamente più importanti ed inquinanti nel panorama
mondiale.

Il XX secolo si chiude con una nuova innovazione tecnologica negli Stati Uniti : le piante
OGM che prendono presto il posto degli ibridi. Le strategie capitalistiche sopravvivono e
vengono portate avanti anche alla fine della Guerra Fredda, utilizzando le strategie affinate
negli ultimi anni con gli ibridi e le OGM, si muovono infatti sempre sulle tattiche di dono-
mercato, aiutando le popolazioni in difficoltà (vedi terremoto ad Haiti 2010) alternandosi ad
una penetrazione sul mercato. La crisi del comunismo gioca un ruolo importante
nell’emergere di nuovi paesi importatori ed esportatori (Cina, Brasile …) contribuendo a
ridefinire le relazioni economiche internazionali. L’Europa vede un’agricoltura che si
afferma dapprima limitando la centralità americana e poi entrando in competizione con le
economie dei paesi emergenti. Dopo 50 anni dalla prima visita di Chruscev nei campi di
mais dello Iowa, la fine della guerra fredda viene celebrata come il risultato di una
condivisione tecnologica verso la pace. Di fronte alla diffusione degli OGM l’Europa
prende posizioni contrastanti autorizzandone l’introduzione e poi vietandola in alcuni
paesi, rifacendosi alla <<clausola di salvaguardia>>. 5 paesi accettano l’introduzione e
altri 7 la vietano (tra cui Francia, Germania, Italia) pur importandone per uso zootecnico.
Mentre il mais ibridato era stato un collante fra i vari paesi del blocco occidentale, gli OGM
finiscono per ottenere delle divisioni tra i paesi e gli usa. L’Europa si avvia ad un nuovo
processo di differenziazione e di modernizzazione autonomo dall’America, con una
maggiore attenzione verso la saluta umana, degli animali e della terra. (N. Sarkozy giunge
ad ipotizzare un <<piano Marshall per l’ambiente>> senza OGM <<europeizzando>>
l’immagine di un piano e la sua valenza modernizzatrice.) Gli USA per
contro cercano di attirare l’attenzione della Chiesa verso gli OGM, ma

Giovanni Paolo 2 oppone problemi riguardanti la ricaduta che quest’innovazione avrebbe


portato nelle società riceventi. Si intreccia quindi un nuovo dubbio tra bioetica e
biotecnologia che si scontrano con l’etica, la scienza e la politica.
Intanto in Italia l’importo di mais ibrido cresce fino alla metà degli anni novanta per poi
arrestarsi nel 2005 ed iniziare a calare nel 2008. Sempre più drammatica è la differenza
tra Nord e Sud, dove le campagne sono quasi completamente abbandonate.
Coldiretti e Confagricoltura assumono posizioni diverse circa gli OGM:
Coldiretti inizialmente a favore di quest’innovazione, intorno agli anni 2000 cambia
radicalmente opinione. Bedoni si dichiara contrario al loro utilizzo senza stretti controlli
sanitari e scientifici. Diviene portavoce di una battaglia etica a favore della salvaguardia
dell’ambiente, delle tipicità, di un agricoltura di qualità. “No OGM”.
Confagricoltura a favore dell’inserimento degli OGM
CIA (Confederazione Italiana degli Agricoltori)  nonostante le sementi ibride avevano
portato un buon successo, si doveva guardare ad un agricoltura che provocasse minori
danni, minori consumi energetici. Chiede però che siano fatte le giuste sperimentazioni
con l’ambizioso obbiettivo di ottenere maggior prodotto con costi energetici più bassi.

PCI si era inizialmente mostrato impassibile di fronte l’innovazione, convinto che non
sarebbe stato possibile impedirne la diffusione e avevano, dunque, proposto di governare
quella tecnologia sottraendola dalle logiche del mercato libero per controllare gli effetti
economici sociali ed ambientali. Anni 2000 anche qui prevalgono le idee di chiusura.

Berlusconi, Forza Italia a favore degli OGM criticando alla sinistra un eccessivo
tradizionalismo e passivismo.
Fallisce la Federconsorzi il mais viene importato sempre meno, e si sviluppano un ampio
fronte di associazioni (WWF, Greenpeace) idee di un agricoltura poco inquinante,
biologica, su piccola scala, che possa trovare un suo spazio specializzato nel mercato
globale degli scambi.
Specializzazione produttiva di qualità l’unico mezzo per rendere l’Italia competitiva sul
mercato. Nel frattempo il mais coltivato intensivamente comporta numerosi problemi
fitosanitari che richiedono interventi chimici potenti e dannosi per la fertilità del terreno. Gli
OGM ( visto il rallentamento rispetto altri paesi) iniziano a trovare maggiori consensi, ma
tutti i partiti mostrano una generale prudenza , interrogandosi sui problemi di qualità e
della salute dei consumatori.
In Friuli Venezia Giulia un agricoltore ha illegalmente coltivato il mais OGM MON810
causando danni gravissimi all’ambiente e ai campi circostanti. Inizia una difficile battaglia
legale in quanto le decisioni assunte in Europa influenzeranno anche le politiche dei paesi
più poveri. Anche all’interno della Chiesa ci sono dei contrasti, l’arcidiocesi di Udine
continua una mobilitazione a favore degli OGM, mentre il Papa continua a mostrarsi
dubbioso. Si richiedono ricerche specifiche che assicurino la sicurezza di
quest’innovazione. E’ difficile prevedere cosa accadrà con gli OGM ma possono essere
lanciate delle chiavi di lettura: in un mercato liberalizzato, senza organismi regolatori e
attrezzature inquadrate in un programma di ricerca, gli OGM, rafforzeranno la dipendenza
tecnologica dell’Italia dall’estero, porteranno ad un abbandono delle zone marginali non
soggette a piogge regolari, acuendo le differenze inter-regionali, la concentrazione della
meccanizzazione porterà a sua volta ad un aumento della disoccupazione, limiteranno la
biodiversità. Ricadute che potrebbero essere evitate solo attraverso una politica di
governo all’innovazione tecnologica, di ricerca scientifica che le classi dirigenti Italiane
hanno mostrato solo per brevi tratti del 900. Gli OGM appaiono come un ulteriore
esasperazione di un traguardo già raggiunto con le sementi ibride, l’innovazione nel nostro
paese sarebbe la ricerca di un modello produttivo territorialmente più equo attento alla
qualità e all’ambiente.