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Astolfi & Venini

Nuovo
Tecnica
amministrativa
&
economia sociale 2
EDIZIONE MISTA
I materiali digitali di questa opera e i relativi aggiornamenti sono disponibili sul sito
www.rcseducation.it

ISBN 978-88-233-3905-7

© 2013 RCS Libri S.p.A. – Milano


Prima edizione: gennaio 2014
Chiuso in redazione: gennaio 2014

Ristampe
2014 2015 2016 2017
2 3 4 5 6 7 8

Stampa: Cartoedit s.r.l., Città di Castello (PG)

Hanno collaborato alla realizzazione dell’opera:


Redazione e prestampa: Editmedia s.r.l., Omegna (VB)
Progettazione e realizzazione copertina: Studio Cappellato e Laurent s.r.l., Milano
Progetto grafico: Editmedia s.r.l., Omegna (VB)
Coordinamento redazionale: Francesca Nebuloni
Coordinamento editoriale: Anna Maria Massari

I diritti di traduzione e riproduzione, totali o parziali anche a uso interno e didattico con qualsiasi mezzo, sono
riservati per tutti i Paesi.
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è molto difficile evitare completamente errori e imprecisioni.
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Sia le operazioni descritte negli esempi, nelle esercitazioni svolte e negli esercizi da svolgere, sia quelle risultanti
da riproduzioni di titoli di credito e di documenti commerciali e bancari presenti in questo volume sono state
immaginate a scopo esclusivamente didattico, anche nei casi in cui vengono nominate persone, famiglie, imprese
o banche esistenti, e pertanto non rappresentano situazioni o rapporti reali e non indicano prezzi, tassi, valute e
altre condizioni effettivamente applicati.
Inoltre, i testi tratti da articoli di giornale, libri, riviste, internet sono stati liberamente rielaborati dagli autori a
fini didattici.
Presentazione

Il corso Nuovo tecnica amministrativa & economia sociale è stato progettato e realizzato secondo le
indicazioni contenute nel “Regolamento per il riordino degli Istituti Professionali” e nelle Linee
Guida per il quarto e il quinto anno degli Istituti Professionali, settore Servizi, Indirizzo Servizi
Socio-Sanitari.

Questo secondo volume fornisce le competenze, articolate in conoscenze e abilità, fondamentali


per l’inserimento lavorativo nel settore sociale, sanitario e socio-assistenziale o per la prosecuzione
del corso di studi post-diploma.

Riportiamo di seguito una sintesi delle competenze trasversali e disciplinari relative ai vari Moduli
del volume, articolate in conoscenze e abilità professionali di indirizzo, così come previste dalle
disposizioni ministeriali.

Quadro generale delle competenze, conoscenze e abilità


Modulo Competenze professionali Conoscenze Abilità
Modulo 1 • Comprendere e utilizzare i principali con- • Concetto e principali teo- • Cogliere l’importanza dell’eco-
L’economia cetti relativi all’economia, all’organizza- rie di economia sociale. nomia sociale e delle iniziative im-
sociale zione, allo svolgimento dei processi produt- • Redditività e solidarietà prenditoriali fondate sui suoi valori.
tivi e dei servizi. nell’economia sociale. • Realizzare sinergie tra l’utenza e gli
• Collaborare nella gestione di progetti e at- • Imprese dell’economia so- attori dell’economia sociale.
tività dell’impresa sociale e utilizzare stru- ciale. • Distinguere caratteristiche e fun-
menti idonei per promuovere reti territo- zioni di cooperative, mutue, asso-
riali formali e informali. • Documenti europei sull’e-
conomia sociale. ciazioni e fondazioni.
• Utilizzare metodologie e strumenti opera-
tivi per collaborare a rilevare i bisogni socio-
sanitari del territorio e concorrere a predi-
sporre e attuare progetti individuali, di
gruppo e di comunità.

Modulo 2 • Comprendere e utilizzare i principali con- • Sistema previdenziale e • Valutare le tipologie di enti previ-
Il sistema cetti relativi all’economia, all’organizza- assistenziale. denziali e assistenziali e le loro fi-
previdenziale zione, allo svolgimento dei processi produt- nalità.
e assistenziale tivi e dei servizi.
Modulo 3 • Comprendere e utilizzare i principali con- • Rapporto di lavoro dipen- • Raffrontare tipologie diverse dei
La gestione delle cetti relativi all’economia, all’organizza- dente rapporti di lavoro.
risorse umane zione, allo svolgimento dei processi produt- • Amministrazione del per- • Analizzare i documenti relativi
tivi e dei servizi. sonale. all’amministrazione del perso-
• Individuare e accedere alla normativa in nale.
materia di lavoro. • Redigere un foglio paga.
Modulo 4 • Rapportarsi ai competenti enti pubblici e • Strutture dinamiche dei si- • Agire nel contesto di riferimento
Le aziende privati anche per promuovere le compe- stemi organizzativi. per risolvere i problemi concreti
del settore tenze dei cittadini nella fruizione dei servizi. • Strumenti per il monito- del cittadino, garantendo la qua-
socio-sanitario • Intervenire nella gestione dell’impresa raggio e la valutazione lità del servizio.
socio-sanitaria e nella promozione di reti di della qualità. • Utilizzare e trattare i dati relativi
servizio per attività di assistenza e di ani- alle proprie attività professionali
mazione sociale. con la dovuta riservatezza ed eti-
• Utilizzare metodi e strumenti di valutazione cità.
e monitoraggio della qualità del servizio
erogato, nell’ottica dell’orientamento dei
servizi al cittadino e del suo continuo mi-
glioramento.
Guida alla lettura 3 Larisorse
gestione delle

Modulo
umane

Ogni Modulo si apre con l’indicazione dei prerequisiti suddivisi in


termini di conoscenze e abilità.
In apertura di Modulo è inserito anche un riferimento ai materiali PREREQUISITI CONOSCENZE ABILITÀ

digitali a cui potrai accedere su www.rcseducation.it Conoscere gli elementi


e i caratteri del sistema azienda
Individuare il ruolo
delle risorse umane
Fonti del diritto del lavoro

Sistema contrattuale


Individuare la gerarchia delle fonti normative in materia
di lavoro
Distinguere i diritti fondamentali dei lavoratori tutelati
dalle norme giuridiche vigenti

Conoscere la struttura
• Analizzare i contratti di lavoro quali fonti giuridiche
del rapporto di lavoro dipendente
organizzativa, le funzioni
e gli organi dell’impresa
• Identificare il rapporto tra contratti individuali e contratti
collettivi di lavoro e la struttura dei livelli di contrattazione
Identificare gli enti di gestione • Individuare il ruolo delle relazioni industriali
delle assicurazioni sociali Forme di lavoro •

Le Unità aprono con una mappa concettuale che offre una visione sin-
Distinguere le forme principali di lavoro dipendente
Conoscere gli obblighi del dipendente • Riconoscere i caratteri del contratto di apprendistato
datore di lavoro nei confronti Reclutamento e
degli enti previdenziali
• Individuare le funzioni dei piani di reclutamento del personale
inserimento dei lavoratori e le tecniche di valutazione degli aspiranti lavoratori
e assistenziali
• Analizzare i metodi di inserimento dei nuovi assunti nella
struttura organizzativa

tetica del contenuto dell’intera Unità. Ciascuna Unità è suddivisa in •


CONTENUTI
DIGITALI
Ripasso e completo
Contabilità
del personale


Individuare le informazioni retributive e previdenziali gestite
dalla contabilità del personale
Confrontare il contenuto dei libri obbligatori per il datore
di lavoro

Paragrafi e Sottoparagrafi scritti con linguaggio facilmente compren-


File Mp3 Liquidazione • Individuare gli elementi della retribuzione
• Test in autovalutazione delle retribuzioni • Calcolare le ritenute sociali
• Mappa concettuale • Calcolare le ritenute fiscali
• Approfondimenti • Compilare un foglio paga
• Aggiornamenti • Calcolare la quota TFR

sibile e resi vivaci da immagini e schemi illustrativi. A margine sono


spiegati i termini tecnici incontrati nel corso dei Paragrafi (glossario).

Le organizzazioni del settore “non profit” U

Unità Le organizzazioni 1 Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

del settore “non profit” Abbiamo già detto che il terzo settore è un’importante realtà formata da un in-
sieme molto ampio e composito di organizzazioni aventi natura giuridica privata
che agiscono secondo i criteri di solidarietà e di umanità. Si tratta di organizzazio-
ni “volontarie” e questo aggettivo indica che non è obbligatorio aderirvi e che è
assistenza
Le organizzazioni del terzo settore svolgono la loro azione di soli-

cultura,
attività
educazione e sport
fornendo assistenza a persone indigenti, malate, diversamente
abili, migranti, alcoliste, tossicodipendenti, anziane, con fragi-
costituzione valorizzazione del
ONLUS e qualifica patrimonio storico
e ambientale
svolgendo attività nel campo culturale, educativo e dello sport
regime fiscale
agevolato
operando per la valorizzazione dei beni di interesse artistico e
servizi
socio-sanitari
ed educativi Un’importante caratteristica di tutte le organizzazioni del terzo settore è di non
distribuire ai soci e ai dirigenti gli eventuali utili che derivano dallo svolgimento
attività
inserimento di
persone
COOPERATIVE scopo svantaggiate Gli enti di carattere privato che perseguono esclusivamente scopi di solidarietà
SOCIALI mutualistico
sociale sono chiamati organizzazioni non lucrative di utilità sociale

capitale
variabile
Atto pubblico: è il do-
Le ONLUS appartengono a enti privati, con o senza personalità giuridica, che
contrasto cumento redatto da un
notaio o da un altro
alla povertà pubblico ufficiale auto-
Oltre che con le attività istituzionali di solidarietà sociale previste dal loro statu-
attività rizzato ad attribuirgli to, le ONLUS possono finanziarsi svolgendo delle attività connesse da cui posso-
pubblica fede nel luogo no ricavare dei fondi (per esempio la vendita di magliette e di oggetti di scarso
inclusione dove l’atto è formato.
ENTI sociale valore, l’organizzazione di concerti e di rappresentazioni teatrali). Queste attivi-
CARITATIVI tà connesse devono essere sempre strumentali alle attività statutarie e devono
essere presentate come iniziative di sostegno alla fondamentale attività di soli-
social card

intermediazione
creditizia
La qualifica di ONLUS viene attribuita automaticamente alle cooperative sociali,
attività ai consorzi formati esclusivamente da cooperative sociali e alle organizzazioni
orientamento
alla responsabilità di volontariato, che sono quindi “ONLUS di diritto”. Possono acquisire la quali-
COOPERATIVE
sociale fica di ONLUS anche altri enti che perseguono finalità di solidarietà sociale, se
DI CREDITO
ottengono l’iscrizione all’Anagrafe unica delle ONLUS tenuta dalle Direzioni
intreccio tra regionali delle Entrate competenti per territorio.
imprenditorialità
L’iscrizione all’Anagrafe unica attribuisce la qualifica di ONLUS ed è la condi-
e mutualità
zione necessaria per usufruire del trattamento fiscale agevolato.
Modulo 3 La gestione delle risorse umane L’amministrazione del personale Unità 2
13
Statuto dei lavoratori: Statuto dei lavoratori Reddito del nucleo familiare
la legge 20 maggio
1970 n. 300 tutela i di-
ritti individuali dei lavo-
I poteri dei datori di lavoro sono stati delimitati con la legge conosciuta come Il reddito familiare annuo è rappresentato dal reddito globale, assoggettabile
ratori, impedisce ogni Statuto dei lavoratori che venne emanata dopo un lungo periodo di lotte sin- all’IRPEF, conseguito dall’insieme dei suoi componenti nell’anno solare prece-
comportamento scor- dacali e che contiene una serie di norme sulla tutela della libertà e della dignità dente il 1° luglio di ciascun anno, e ha valore per la corresponsione dell’assegno
retto dei datori di lavoro
e sancisce il diritto di li- dei lavoratori, della libertà e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro. Questa fino al 30 giugno dell’anno successivo. Alla formazione del reddito concorrono i
bertà sindacale all’in- legge, la cui entrata in vigore modificò in misura notevole le condizioni dei la- redditi di qualsiasi natura, ivi compresi quelli esenti da imposte e quelli soggetti
terno delle aziende. Un
rilievo del tutto partico- voratori subordinati e i rapporti tra le imprese e i loro dipendenti, ha subìto nel a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (come gli interessi
lare presenta il suo art. corso degli anni alcuni ritocchi ma rimane ancora, dopo la Costituzione, la fonte bancari e quelli dei titoli di Stato) se superiori a 1.032,91 euro.
18 che è stato oggetto di
dibattiti e lotte di carat- principale del nostro diritto del lavoro. Il diritto all’assegno viene riconosciuto a condizione che il reddito familiare
tere ideologico, sociale e In aggiunta ai diritti affermati dalla Costituzione in modo generico, lo Statuto provenga per almeno il 70% da lavoro dipendente.
sindacale e rappresenta
il perno intorno al quale dei lavoratori contiene una serie di disposizioni specifiche riguardanti il rispetto della
ruota la disciplina limita- dignità di ogni lavoratore, la libertà di opinione e l’esercizio delle attività sindacali. Tabelle
tiva dei licenziamenti.
Questo famoso articolo,
In particolare:
che è stato ritoccato con • il lavoratore non può subire un trattamento differenziato a motivo delle sue opi- A determinare l’importo mensile dell’assegno concorrono, dunque, sia l’am-
la recente legge di rifor- piezza e la composizione del nucleo familiare sia l’entità del suo reddito annuo
nioni politiche o religiose e per tali sue opinioni non può essere oggetto di inda-
ma del mercato del lavo-
ro, riguarda la tutela del gine neppure durante la fase di selezione per l’assunzione di nuovo personale; complessivo.
posto di lavoro; esso si Per stabilire l’importo che spetta al lavoratore dipendente occorre utilizzare ap-
applica solo alle aziende
• il lavoratore ha diritto a svolgere attività sindacale, di partecipare ad assem-
con almeno 15 dipen- blee in azienda e a consultazioni referendarie su argomenti connessi all’azione posite tabelle i cui valori:
denti alle quali, in caso sindacale. • vengono rivalutati annualmente in base alla variazione percentuale dell’indice
di licenziamento illegit-
timo, impone il reinte-
ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati;
gro del dipendente nel Inoltre lo Statuto dei lavoratori vieta alle imprese ogni iniziativa che possa vanificare • subiscono modifiche in seguito a provvedimenti adottati per migliorare i trat-
posto di lavoro e il risar-
cimento del danno. alcuni diritti fondamentali dei lavoratori. In particolare: tamenti dei lavoratori dipendenti appartenenti a nuclei numerosi e a basso
Guardie giurate: corpo • l’impresa non può far controllare l’attività dei lavoratori da guardie giurate, reddito.
di soggetti in possesso che possono vigilare solo sul patrimonio aziendale;
dei requisiti professio-
nali e delle capacità • l’impresa non può usare apparecchiature tecnologiche (impianti audiovisivi, sempio ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE PERCEPITO DA UN LAVORATORE
tecniche richiesti dalle navigatori satellitari ecc.) per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori;
leggi di pubblica sicu-
rezza che operano alle • l’impresa deve far conoscere i nomi e i compiti del personale addetto alla vi- Un lavoratore dipendente, sposato e con due figli minorenni, ha un reddito familiare annuo di
dipendenze di privati o gilanza e deve limitare in modo rigoroso le perquisizioni all’uscita dal lavoro 32.150 euro.
di enti pubblici fornen-
do servizi di vigilanza,
rivolte ad accertare che il dipendente non si sia appropriato di materiali o di Calcoliamo l’importo mensile dell’assegno per il nucleo familiare spettante al lavoratore.
di indagine, di scorta prodotti di proprietà dell’azienda;
valori ecc.
• l’impresa non può compiere accertamenti diretti sulla idoneità e sulla infermi-
tà per malattia o infortunio dei dipendenti, ma deve delegare tali accertamenti
alle autorità sanitarie competenti.
All’interno dell’Unità sono presenti le Il lavoratore è sposato e ha due figli di età inferiore a 18 anni. Pertanto il nucleo familiare è formato
da quattro componenti, i genitori e i due figli minorenni.
Dalla tabella per Nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore, in cui non siano pre-
senti componenti inabili, di cui viene riportato uno stralcio, si ottiene che l’importo mensile dell’asse-
gno, incrociando la riga che indica il reddito familiare (compreso tra 32.145,34 euro e 32.258,92 euro)

Veri fic a vel o


ce
Verifiche veloci per poter valutare di vol- e la colonna che indica il numero dei componenti il nucleo, è pari a 86,08 euro.

IMPORTO MENSILE DELL’ASSEGNO PER NUMERO DEI COMPONENTI IL NUCLEO FAMILIARE

1. I lavoratori dipendenti svolgono un lavoro:

2.
a materiale
b intellettuale

La legislazione sociale ha come oggetto:


c dirigenziale o intellettuale
d materiale o intellettuale
ta in volta il livello di comprensione de- 32.031,74
1 2 3 4

.............. .............. .............. ..............


5

..............
6

..............
7

..............

46,63 88,25 24,54 402,96 505,60 634,44 767,28 898,12 1.028,96 1.159,80
8

..............
9

..............
10

..............
11

...................
12

...................

a i livelli retributivi dei lavoratori dipendenti


b i requisiti per l’assunzione dei lavoratori
c le assicurazioni obbligatorie previdenziali e assistenziali
d il diritto di sciopero
gli argomenti trattati. 32.145,33

32.258,92

32.372,50
46,58 87,17 223,58 402,08 504,67 635,37 766,07 896,77 1.027,47 1.158,17

46,54 86,08 222,63 401,21 503,73 634,29 764,85 895,41 1.025,97 1.156,53

46,50 85,00 221,67 400,33 502,80 633,22 763,64 894,06 1.024,48 1.154,90
.............. .............. .............. .............. .............. .............. .............. .............. .............. .............. ................... ...................

78 107

Frequenti sono gli Esempi, che conduco-


no l’alunno alla risoluzione del proble-
ma proposto attraverso il ragionamento.
Verifica finale sull’intero programma di classe quinta Business English
B usine ss E nglish

1 Indica il completamento corretto.


Al termine dell’Unità si trovano le Ve-
1. Il welfare State è reso possibile dagli interventi realizzati da: A
a i soggetti del primo settore
b i soggetti del secondo settore

2. La spesa sociale è prevalentemente finanziata con:


c i soggetti del terzo settore
d da tutti i soggetti del sistema economico
rifiche strutturate e semistrutturate e alla Acquisti

Agenzia viaggi
Purchases

Travel agency
Complete acquisition of goods and/or services needed for
a company or a community to work.
Retail business which sells travel related products to customers
a le imposte b le tasse c i contributi d i fondi UE on the behalf of suppliers such as airlines, hotels, railways etc.

3. Le imposte progressive hanno aliquote:


a costanti
b crescenti rispetto al reddito o al patrimonio
fine del Modulo le Verifiche. Ambiente

Amministratore delegato
(CEO - Chief Executive
Environment

CEO (Chief
Executive
Political, legal, economic demographic circumstances or
conditions sorrounding an individual or a community.
The highest-ranking corporate officer (executive) or
administrator in charge of total management of an
c decrescenti rispetto al reddito o al patrimonio
Officer) Officer) organization.
d crescenti o decrescenti a seconda dei casi
Assegno bancario Cheque A document used by a person, the drawer, to order the bank
4. Il mercato corrisponde: where he/she has an account, also known as the drawee, to pay
a sum of money to another person, specified on the document
a all’intero sistema economico c al secondo settore
itself.
b al primo settore d al terzo settore
Assegno circolare Bank draft A check drawn by a bank because same bank has withdrawn
5. Il bilancio socio-ambientale è uno strumento di comunicazione rivolto: amount of money from person or institution requesting service.
a allo Stato b all’Unione Europea

6. Le ONLUS sono enti di carattere:


a pubblico
b privato
c ai consumatori

c pubblico o privato
d agli stakeholder

d a partecipazione mista pubblica e privata


Il volume si chiude con una raccolta di Assicurazione

Attività
Insurance

Assets
An agreement that ensures full or partial financial compensation
for the loss or damage to products/services caused by specific
events.
Everything tangible and intangible that can generate income.
Divided between fixed and current assets.
7. Le attività istituzionali delle ONLUS sono volte a realizzare obiettivi di:
a lucro
b raccolta fondi
c riscossione di contributi per conto dello Stato
d solidarietà
Esercizi finali per valutare le competenze Attrezzature

Azienda
Equipment

Entity
Machinery and tools needed to fulfill the operations
of a business.
Association of people organized and formed to run an activity
in the name of the organization itself.

acquisite.
8. La qualifica di ONLUS viene attribuita automaticamente:
Azienda agricola Farm Business Organization which cultivates a tract of land for the purpose
a a tutte le imprese sociali c alle società di persone of agricultural production and raising and breeding of
b alle cooperative sociali d alle società di capitali domestic animals.

9. Le cooperative sociali hanno un capitale: Azienda commerciale Trading company A commercial enterprise which trades with general public
or other enterprises.
a di almeno 50.000 euro c stabilito tassativamente dall’atto costitutivo

Le ultime pagine contengono un voca-


b di almeno 120.000 euro d variabile Azienda di servizi Service Business Organization which provides a service to its customers.

10. Nelle assemblee dei soci delle cooperative sociali ogni socio ha diritto a: Azienda industriale Manufacturer Organization which produces products by transforming raw
materials or collecting component parts.
a un numero di voti proporzionale al capitale investito
b un numero di voti proporzionale al lavoro prestato nella cooperativa Azione Share A proportion of a company’s capital which allows holder
to participate in company’s profit or losses.

bolario in inglese, Business English, con


c un solo voto
d un numero di voti stabilito nell’atto costitutivo B
Banca Bank Financial organization which provides services to its customers
2 Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F); quelle che ritieni false riscrivile such as accepting deposits, making loans, clearing checks and
acting as an intermediary in financial transactions.
correttamente sul quaderno.
1. La carta acquisti è chiamata anche carta della solidarietà.
2. Le banche di credito cooperativo hanno come fine prioritario il lucro.
3. Le banche di credito cooperativo sono imprese socialmente responsabili.
V
V
V
F
F
F
definizioni in lingua dei principali voca- Beni economici
Bilancio
Goods
Balance sheet
Tangible physical item that can satisfy a desire or need.
A statement that shows the financial position of an
organization on a certain date. It lists what assets the
organizations owns and liabilities.

178
boli utilizzati nel testo. 245
Indice

Modulo 1 Modulo 2
L’economia sociale: Il sistema previdenziale
principi, teorie e soggetti 1 e assistenziale 37

Unità 1 Unità 1
Il sistema economico e i suoi settori 2 Il sistema di sicurezza sociale 38

1 Il sistema economico 1 Il welfare State 39


e la sua incessante evoluzione 3 2 Gli interventi pubblici di protezione civile 40
2 I tre settori del sistema economico 4 3 La protezione sociale in Italia 42
3 Il “settore pubblico” del sistema economico 4 Ve r if iche di Uni tà 1 45
4 Il “settore for profit” del sistema economico 6
Unità 2
5 Il “settore non profit” del sistema economico 7
Le assicurazioni sociali obbligatorie 48
Ve r if iche di Uni tà 1 8
1 Il sistema di previdenza sociale 49
2 I rapporti con l’INPS 51
Unità 2
Le organizzazioni 3 I rapporti con l’INAIL 53
del “settore non profit” 12 4 La tutela della salute
e della sicurezza sul lavoro 54
1 Le organizzazioni non lucrative
di utilità sociale (ONLUS) 13 Ve r if iche di Uni tà 2 57
2 Le cooperative sociali 14
Unità 3
3 Gli enti caritativi e le “social card” 16 I tre pilastri del sistema previdenziale 60
4 Le cooperative di credito 16
1 Il concetto di “previdenza” 61
Ve r if iche di Uni tà 2 18 2 La previdenza pubblica 61
3 La previdenza integrativa 64
Unità 3
Il collegamento tra efficienza 4 La previdenza individuale 66
economica e dovere sociale 22 Ve r if iche di Uni tà 3 67
1 Il sistema economico globalizzato 23 Ve r if iche di Mo dulo 2 70
2 Il passaggio dall’economia di mercato
all’economia sociale 23
3 L’economia sociale e responsabile 28
Ve r if iche di Uni tà 3 30
Ve r if iche di Mo dulo 1 33
Indice

Modulo 3 Modulo 4
La gestione Le aziende del settore
delle risorse umane 73 socio-sanitario 139

Unità 1 Unità 1
Il rapporto di lavoro dipendente 74 Le stutture organizzative
delle aziende
1 Le fonti giuridiche del rapporto di lavoro 75 del settore socio-sanitario 140
2 I diritti dei lavoratori subordinati 77
1 I valori etici
3 Il sistema contrattuale 79 nell’organizzazione aziendale 141
4 Le forme principali di lavoro dipendente 81 2 L’evoluzione delle teorie organizzative 143
5 Il contratto di apprendistato 85 3 L’organizzazione nelle aziende
6 I piani e le fonti di reclutamento del settore socio-sanitario 144
del personale 86 4 I rapporti tra struttura organizzativa
7 La selezione degli aspiranti 90 e pianificazione strategica 149
8 La nascita del rapporto di lavoro 91 5 Il trattamento dei dati personali 151
9 L’inserimento dei nuovi assunti 92 6 Il Fascicolo Sanitario Elettronico 153
10 La formazione e l’addestramento Ve r if iche di Uni tà 1 155
del personale 93
Ve r if iche di Uni tà 1 95 Unità 2
La qualità della gestione
Unità 2 delle aziende
L’amministrazione del personale 100 del settore socio-sanitario 160
1 La contabilità del personale 101 1 La gestione per progetti 161
2 I libri obbligatori per il datore di lavoro 102 2 La “qualità” dei servizi 162
3 Gli elementi della retribuzione 103 3 Il monitoraggio e la valutazione
4 L’assegno per il nucleo familiare 106 della qualità dei servizi 163
5 Il calcolo delle ritenute sociali 108 4 L’Istituto Italiano di Valutazione 165
6 Il calcolo della ritenuta fiscale 109 5 La “carta dei servizi” 167
7 La liquidazione delle retribuzioni 116 Ve r if iche di Uni tà 2 170
8 Il periodo di prova 120 Ve r if iche di Mo dulo 4 174
9 Le ferie 120
10 Il lavoro straordinario, notturno e festivo 121
Ve r if ic a f in ale sull’in te ro
11 Il trattamento economico
programma di clas se quin t a 178
in caso di malattia o infortunio 123
12 I congedi parentali 124 Simulazione de ll’at t i v i tà azie ndale 181
13 Il conguaglio di fine anno 125
Caso azie ndale :
14 L’estinzione del rapporto di lavoro 126
L’Azienda Ospedaliera “Guido Salvini” 190
15 Il trattamento di fine rapporto (TFR) 128
Ve r if iche di Uni tà 2 130 Ese rcizi di f ine libro 199
Ve r if iche di Mo dulo 3 134 Business English 245

I materiali digitali di ciascun Modulo si trovano on line nel sito www.rcseducation.it e propongono:
• test di verifica per autovalutarti; • Business English, glossario in lingua inglese
• materiali di ripasso; dei termini tecnici con audio;
• audioripasso; • aggiornamenti.
L’economia sociale:
Modulo

1 principi, teorie
e soggetti

PREREQUISITI CONOSCENZE ABILITÀ


Settori del sistema • Individuare gli operatori del sistema economico,
Individuare i soggetti e i flussi
economico le finalità della loro attività e le interrelazioni
del sistema economico
Stato sociale • Analizzare il concetto di welfare State e il suo sistema
Conoscere il concetto di obiettivi
di azienda come sistema
Imprese dell’economia • Individuare le aziende profit oriented e non profit
Distinguere le varie categorie sociale • Riconoscere le sinergie tra gli attori dell’economia
di aziende e i loro obiettivi sociale
e i cittadini
Identificare il ruolo
Tipologie di organizzazioni • Individuare le attività ispirate a criteri di solidarietà
dello Stato nell’ambito
non profit • Riconoscere gli elementi costitutivi delle iniziative
del sistema economico
imprenditoriali fondate sui valori dell’economia sociale
Conoscere i bisogni economici Redditività e solidarietà
e i bisogni sociali
• Analizzare l’attività delle imprese socialmente
nell’economia sociale responsabili
• Individuare la funzione informativa svolta dal bilancio
socio-ambientale
Globalizzazione • Riconoscere gli effetti della globalizzazione sul sistema
dell’economia economico e sociale
CONTENUTI
DIGITALI Rapporti tra economia • Individuare le caratteristiche dei sistemi economici
di mercato ed economia liberista, collettivista e misto
• Ripasso e completo sociale
• File Mp3 • Analizzare i principi costituzionali alla base del sistema
• Test in autovalutazione economico italiano
• Mappa concettuale • Identificare i rapporti tra sussidiarietà e solidarietà
• Approfondimenti Economia sociale • Analizzare i caratteri del sistema dell’economia solidale
• Aggiornamenti e responsabile • Analizzare il concetto di sviluppo sostenibile
Unità Il sistema economico
e i suoi settori

SISTEMA
ECONOMICO

soggetti relazioni 3 settori

primo settore: secondo settore: terzo settore:


STATO “FOR PROFIT” “NON PROFIT”

enti locali imprese ONLUS


commerciali

aziende pubbliche imprese cooperative


autonome sociali sociali

associazioni
di volontariato

associazioni
di promozione sociale
Il sistema economico e i suoi settori Unità 1

1 Il sistema economico e la sua incessante evoluzione


I soggetti che compongono la società umana, i rapporti che tra essi si formano e
le scelte e le azioni che essi compiono danno vita al “sistema economico”.

Sistema Il sistema economico è l’insieme dei soggetti (famiglie, imprese, enti non
economico profit, Stato, resto del mondo) e delle relazioni che tra essi si stabiliscono in
un determinato momento storico per attuare l’investimento, la produzione, la
distribuzione e il consumo della ricchezza.

famiglie

imprese

SOGGETTI
enti non profit
Scienze sociali: discipli-
ECONOMICI
ne che studiano i diver-
si aspetti della società Stato
umana, in particolare
l’origine e lo sviluppo
delle istituzioni, delle resto del mondo
relazioni tra i soggetti e
dei fondamenti della
vita sociale. Le scienze
sociali, come l’econo-
mia, la sociologia ecc.
non sono basate sul Nello svolgersi della storia della società umana, il progresso civile, le scoperte
calcolo o sullo studio di scientifiche, i mutamenti dei sistemi politici, le riforme delle legislazioni e le in-
fenomeni naturali, co-
me la matematica, la novazioni tecnologiche hanno continuamente modificato i caratteri del sistema
fisica, la chimica ecc. e economico, che ha subito profonde trasformazioni.
quindi non sono “scien-
ze esatte” ma rientrano Occorre far presente che nel sistema economico i cambiamenti sono sempre
nella categoria delle avvenuti.
“scienze umane”.
Tuttavia, mentre nei tempi lontani i cambiamenti si manifestavano lentamente
e con gradualità, ciò che contraddi-
stingue l’epoca che stiamo vivendo è
la loro rilevanza e soprattutto la loro
velocità.
Ciò costringe i soggetti che oggi agi-
scono nel sistema economico ad ab-
bandonare ogni forma di resistenza
al cambiamento per adeguarsi con
prontezza alle modifiche delle norme
di legge e all’introduzione delle nuove
tecnologie.
I confronti sia tra le fasi successive
dell’evoluzione del sistema economi-
co sia tra i diversi sistemi economici
presenti nel mondo sono oggetto di stu-
dio da parte delle scienze sociali.

3
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

2 I tre settori del sistema economico


All’interno del sistema economico si individuano tre distinti settori che condivi-
dono la responsabilità dello sviluppo sostenibile della società umana. Tali tre
settori, che sono rispettivamente il settore pubblico, il settore privato for profit e
il settore privato non profit, vengono presentati nei tre successivi paragrafi.

I tre settori del sistema economi-


co dovrebbero sempre operare
SETTORE
tra loro con coesione, competen-
PUBBLICO
za, rigore e onestà, tenendo con-
to dell’esigenza della solidarietà
umana che è in ogni tempo in-
SETTORE SETTORE dispensabile ma che si impone
“NON PROFIT” soprattutto nei periodi in cui il
“FOR PROFIT”
sistema economico è colpito da
crisi economiche.

Sviluppo sostenibile: successione di atti e di inter- È appunto nei difficili periodi delle crisi economiche, carat-
venti rivolti a obiettivi di miglioramento ambien- terizzati dal rallentamento delle attività produttive e dalla ca-
tale, economico e sociale posti in essere per innal-
zare il benessere e il livello di civiltà. La duta dei livelli di occupazione, che i soggetti del sistema eco-
sostenibilità si realizza conciliando l’incremento nomico devono dar prova di una forte carica ideale, intrisa di
della produzione economica, la valorizzazione del
territorio e la difesa delle risorse naturali, in modo amore per il prossimo e per la collettività. Questa carica ideale
da soddisfare i bisogni delle attuali generazioni deve essere indirizzata sia alla ripresa delle attività produttive
evitando al tempo stesso di mettere a repentaglio
la capacità delle future generazioni di soddisfare i
sia ai valori fondanti della solidarietà umana che consistono
propri. nella diminuzione delle diseguaglianze sociali e specialmen-
Solidarietà umana: sentimento di fratellanza e di te nell’attenzione verso le categorie più svantaggiate, tra cui
aiuto vicendevole, sia morale che materiale, tra i
membri di una collettività. i poveri, i sofferenti, i senza lavoro e le persone sole di età
avanzata.

3 Il “settore pubblico” del sistema economico

Primo Il primo settore del sistema economico è quello che eroga beni e servizi pub-
settore blici, considerati essenziali e di rilevante interesse generale.

Questo primo settore, il cui ruolo è importante e complesso, è rappresentato dal-


Welfare State: società
del benessere, nella lo Stato. Esso comprende anche gli enti territoriali locali (regioni, province, comu-
quale viene garantito a ni), che svolgono attività rivolte alla concreta soddisfazione di bisogni collettivi,
tutti i cittadini di riceve-
re i servizi (sicurezza,
e le aziende pubbliche autonome, che forniscono alla popolazione beni e servizi a
tutela della salute, istru- prezzi politici, inferiori ai costi di produzione (ferrovie, sanità, strade ecc.).
zione di base ecc.) che
Si tratta dunque di un settore assai più ampio di quello che viene indicato con
sono considerati social-
mente indispensabili e l’espressione Pubblica Amministrazione (PA) e in molti paesi del mondo i suoi
che, se offerti ai prezzi compiti si sono estesi giungendo a realizzare una sorta di welfare State attraver-
di mercato, sarebbero
inaccessibili alle fasce so interventi che garantiscono condizioni di vita migliori all’intera popolazione.
meno abbienti della Quando lo Stato non si limita a compiere un’attività istituzionale per consen-
popolazione.
tire una convivenza ordinata (esercito, polizia, giustizia ecc.) ma esegue anche

4
Il sistema economico e i suoi settori Unità 1

Spesa sociale: quota numerosi interventi per fornire a tutti una vita dignitosa (istruzione di base,
delle spese sostenute accesso alle risorse culturali, assistenza sanitaria, assegni familiari, pensioni agli
dallo Stato e dagli enti
pubblici che viene de- anziani e agli invalidi, sussidi ai disoccupati ecc.) presenta le caratteristiche di
stinata a finanziare il si- “Stato sociale”.
stema di “welfare State”.

Stato Lo Stato sociale garantisce a tutta la popolazione i servizi essenziali, un li-


sociale vello di vita accettabile e la protezione da eventuali rischi (infortuni, invalidità
ecc.) riducendo le differenze economiche tra i cittadini.

I servizi garantiti dalle forme di Stato sociale com-


portano il sostenimento della spesa sociale.

Finanziamento della spesa sociale


Le risorse finanziarie che sono indispensabili per so-
stenere la spesa sociale provengono principalmente
dalle imposte stabilite dalle leggi fiscali a carico del-
le famiglie e delle imprese. Tali imposte hanno spes-
so il carattere della progressività perché si calcolano
con aliquote percentuali crescenti all’aumentare
dell’imponibile (reddito o patrimonio).

ce
Ve r i f i c a ve l o
1. Quali settori formano il sistema economico?
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.................................................................................................................................................................................................................
.................................................................................................................................................................................................................
2. Qual è l’oggetto di studio delle scienze sociali?
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.................................................................................................................................................................................................................
.................................................................................................................................................................................................................
3. Quali sono gli obiettivi dello Stato sociale?
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4. Come viene finanziata la spesa sociale?
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.................................................................................................................................................................................................................
.................................................................................................................................................................................................................

5
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

4 Il “settore for profit” del sistema economico

Secondo Il secondo settore del sistema economico è quello che opera con scopo di
settore lucro (for profit) ed è rappresentato dal mercato.

Creare valore economico: lo scopo I principali protagonisti del mercato sono le imprese di varia dimensio-
delle imprese, che sono aziende “pro- ne e delle diverse categorie (agricole, assicuratrici, bancarie, commer-
fit oriented”, consiste nell’ottenere
guadagni che risultano dalla differen- ciali, industriali, di servizi) che possono assumere la forma di imprese
za tra i ricavi (valore dei prodotti e dei individuali o di società.
servizi venduti) e i costi generati
dall’esercizio dell’attività valore dei Le imprese esercitano attività organizzate per produrre o scambiare be-
fattori produttivi consumati per otte- ni o servizi con l’obiettivo diretto di creare valore economico che con-
nere i prodotti e i servizi venduti.
siste nell’ottenere degli utili. Occorre però aggiungere che tale obiettivo
Corporate Social Responsibility
(CSR): comportamento socialmente diretto deve essere ottenuto con una condotta giusta e responsabile.
responsabile delle imprese che agi- Pertanto, ogni impresa dovrebbe rinunciare alla ricerca del massimo
scono in modo etico e corretto, an-
dando oltre il puro rispetto delle leggi guadagno per prefiggersi anche, come obiettivo indiretto, la protezione
e arricchendo le proprie scelte con un della salute fisica e morale delle persone con cui viene in rapporto, la
serio e costante impegno sociale e
ambientale. difesa dell’ambiente naturale e l’appoggio a tutto ciò che promuove la
Green economy: con questa espres- pace sociale e migliora la qualità della vita.
sione (economia verde) si indica quel-
la parte dell’attività economica che è
rivolta alla protezione dell’ambiente Globalità della gestione
naturale, come lo smaltimento e il ri-
ciclo dei rifiuti, la depurazione delle
acque e tutte le iniziative rivolte a ri-
Sono molte le imprese che in tempi recenti hanno riconsiderato i loro
durre l’inquinamento e a difendere il obiettivi con criteri sociali e che si sono assunte questo nuovo ruolo
territorio.
nell’affrontare in modo globale i problemi della gestione.
Bilancio socio-ambientale: docu-
mento con cui l’impresa rende note le In particolare, sono numerose le imprese di grande dimensione che
scelte che ha effettuato a favore della oggi si impegnano per costruirsi una legittimità agli occhi dei consu-
collettività e a tutela delle risorse na-
turali, in modo da consentire a tutti gli
matori, dei dipendenti e del vasto insieme di soggetti indicati con la
stakeholder di formarsi un giudizio parola stakeholder, sempre più attenti alle motivazioni che muovono le
consapevole sul suo operato nel cam-
imprese sul mercato e all’impatto che la loro attività esercita sulla po-
po sociale e ambientale.
polazione e sull’ambiente. Si tratta della Corporate Social Respon-
sibility che arriva in certi casi ad essere una vera e propria strategia, perché
procura alle imprese socialmente responsabili dei vantaggi di immagine e si
risolve in un beneficio per la collettività con effetti di ritorno sulla redditività
aziendale. Si crea dunque un circuito tra la strategia imprenditoriale e la strate-
gia sociale perché i migliori rapporti con la collettività si traducono in migliori
risultati economici e quindi in un aumento della redditività..
L’impegno delle grandi imprese nel campo sociale e nella green economy è
annualmente comunicato agli stakeholder mediante un particolare rendiconto
che viene spesso chiamato bilancio socio-ambientale.
Il livello massimo dell’impegno delle imprese socialmente responsabili a van-
taggio di particolari categorie di soggetti o dell’intera collettività è rappresentato
da quella che si definisce “impresa sociale”.

Impresa L’impresa sociale è un soggetto privato e autonomo che esercita la propria


sociale attività secondo criteri economici ma che, a differenza delle altre imprese ope-
ranti sul mercato concorrenziale, persegue obiettivi morali formalmente dichia-
rati a favore di un’intera comunità o di categorie di persone svantaggiate.

6
Il sistema economico e i suoi settori Unità 1

La gestione di un’impresa sociale subordina la ricerca del guadagno ai superiori


obiettivi morali che ha dichiarato. Pertanto non punta alla massima remunerazio-
ne per coloro che hanno conferito il capitale di rischio ed è rivolta alla ricerca di
equità tra la remunerazione dei fattori produttivi che utilizza
e i vantaggi per la comunità o per le categorie di persone in
difficoltà che usufruiscono dei beni o servizi prodotti.
Nella proprietà e nella gestione di un’impresa sociale vengo-
no coinvolte varie categorie di stakeholder e vengono stretti i
rapporti con la comunità territoriale in cui opera. Le risorse
che le occorrono provengono dal suo capitale (proprio e di
debito) ed anche da altre fonti: dalla Pubblica Amministra-
zione (se questa giudica efficaci ed efficienti i servizi che
fornisce alla comunità o alle persone svantaggiate), dalle
spontanee donazioni di denaro, dalla disinteressata opera
dei volontari e così via.

5 Il “settore non profit” del sistema economico

Terzo Il terzo settore del sistema economico è quello che opera senza scopo di lucro
settore (non profit) ed è rappresentato da una serie fitta e preziosa di organizzazioni di
natura privata che occupano una posizione intermedia tra lo Stato e il mercato.

Il terzo settore è formato da un complesso variegato di soggetti che svolgono la


loro azione nei campi assistenziali, socio-sanitari, educativi, della beneficienza,
per il recupero e l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate o per la
tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente.
Le organizzazioni che compongono il terzo settore del sistema economico sono
cooperative sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, cliniche
Etica: che attiene all’a-
e case di riposo gestite da fondazioni o da enti religiosi e altre categorie di sog-
gire umano valutato getti che possono assumere la qualifica di organizzazioni non lucrative di utilità
secondo criteri di ordi- sociale (ONLUS). Si tratta di organismi che rappresentano la risposta privata
ne morale.
Avanzi di gestione:
ai diffusi bisogni pubblici che lo Stato e gli enti locali non sono in grado o non
non è compito delle intendono soddisfare.
organizzazioni del terzo
settore formare cospi-
cui patrimoni. L’accu- Gli elementi che caratterizzano le organizzazioni del terzo settore consistono:
mulazione di beni e di • nell’agire secondo principi di solidarietà e di umanità (aiuto vicendevole, col-
disponibilità liquide,
quando risulta conside- laborazione, fratellanza, giustizia, non violenza, sincerità) con volontà etica e
revole, non può essere senza essere orientate al lucro;
giudicata come indice
di efficiente ammini- • nell’operare con modalità diverse rispetto allo Stato e alle imprese che agisco-
strazione. Potrebbe in- no sul mercato concorrenziale;
fatti dimostrare che so-
no troppo elevate le • nel non distribuire ai partecipanti e ai dirigenti gli eventuali avanzi di gestio-
contribuzioni degli as- ne che derivano dallo svolgimento dell’attività ma reinvestirli all’interno della
sociati oppure troppo loro organizzazione per ampliare e migliorare i servizi.
modesti i servizi assi-
stenziali erogati.
Acronimo: sigla forma-
Dedichiamo la successiva unità didattica all’ampia categoria delle organizzazioni
ta con le lettere iniziali non lucrative di utilità sociale, conosciute con l’acronimo ONLUS, e in partico-
di alcune parole. lare alle cooperative sociali.

7
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

V e r i f i c h e d i U n i tà

1 Indica il completamento corretto.


1. Il sistema economico è costituito dall’insieme:
a degli scambi commerciali regolati in contanti
b dei soggetti e delle relazioni per attuare l’investimento, la produzione,
la distribuzione e il consumo della ricchezza
c dei soggetti che svolgono attività di investimento, produzione, distribuzione
e consumo della ricchezza
d delle esportazioni e delle importazioni relative a uno Stato

2. Il settore pubblico del sistema economico eroga:


a beni e servizi di rilevante interesse generale
b beni e servizi ad alto valore aggiunto
c beni durevoli
d beni non durevoli
3. Nello Stato sociale il settore pubblico fornisce ai cittadini:
a solo i servizi istituzionali
b i servizi sanitari, dell’istruzione e dei trasporti
c i servizi istituzionali e i servizi necessari a consentire a tutti una vita dignitosa
d i servizi destinati esclusivamente alle famiglie e ai minori
4. Il settore for profit del sistema economico è costituito:
a dagli enti pubblici
b dal resto del mondo
c dalle famiglie
d dalle imprese
5. La Corporate Social Responsibility può procurare vantaggi:
a ai consumatori e ai dipendenti
b allo Stato
c alla società e all’impresa stessa
d ai clienti e ai fornitori
6. L’impresa sociale è un operatore:
a privato
b pubblico o privato
c a partecipazione mista pubblica o privata
d individuale
7. Gli avanzi di gestione delle organizzazioni non profit:
a devono essere distribuiti in parti uguali tra i partecipanti
b devono essere distribuiti in parti uguali tra i dirigenti
c devono essere versati allo Stato
d devono essere reinvestiti nell’organizzazione stessa
8. Le modalità operative delle organizzazioni non profit devono essere:
a orientate al mercato concorrenziale
b ispirate ai principi etici di solidarietà e umanità

8
Il sistema economico e i suoi settori Unità 1

Ve r if iche di Uni tà
c ispirate ai criteri di gestione delle imprese industriali
d ispirate ai criteri di gestione delle imprese commerciali

9. L’attività sociale svolta dalle imprese deve essere comunicata ogni anno:
a ai soci
b ai dipendenti
c allo Stato
d agli stakeholder
10. Le risorse dell’impresa sociale provengono:
a dal suo capitale, dallo Stato e da donazioni
b esclusivamente da donazioni
c esclusivamente da contributi pubblici
d dal capitale proprio, di debito dell’impresa e da altre fonti

2 Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F); quelle che ritieni false riscrivile
correttamente sul quaderno.
1. I caratteri del sistema economico restano sostanzialmente stabili
con il passare del tempo. V F

2. Le scienze sociali sono scienze esatte. V F

3. Lo sviluppo sostenibile costituisce una responsabilità


per i tre settori del sistema economico. V F

4. Il terzo settore coincide con la Pubblica Amministrazione. V F

5. La creazione di valore economico è l’obiettivo diretto delle imprese. V F

6. La Corporate Social Responsibility può diventare una strategia di impresa. V F


7. L’attività dell’impresa sociale è anche rivolta a favorire le persone svantaggiate. V F

8. Il terzo settore comprende enti privati ed enti pubblici. V F

9. Le associazioni di volontariato si collocano nel terzo settore. V F

10. Il contenuto del bilancio socio-ambientale è di natura economico-finanziaria. V F

3 In base all’attività svolta, indica a quale settore appartengono i soggetti indicati nella prima
colonna.
Soggetti Settore pubblico Settore “for profit” Settore “non profit”
Fiat S.p.a.
Ferrovie dello Stato
Regione Lombardia
Comitato volontario
di pronto soccorso
ASL Roma D
Cooperativa sociale
Santo Stefano
Officina Barbieri s.r.l.
Istituto di beneficienza
Nuovo mondo

9
Ve r if iche di Uni tà Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

4 Metti in correlazione i termini di sinistra con quelli elencati a lato.


1. Associazione di volontariato A. Settore pubblico
2. Settore for profit B. Soggetti e relazioni
3. Finanziamento spesa sociale C. Soggetto privato e autonomo
4. Impresa sociale D. Terzo settore
5. Stato sociale E. Rendiconto per gli stakeholder
6. Enti locali territoriali F. Imprese industriali
7. Bilancio socio-ambientale G. Imposte
8. Sistema economico H. Protezione dai rischi

1 2 3 4 5 6 7 8

.............. .............. .............. .............. .............. .............. .............. ..............

5 Leggi il brano che segue, tratto dal sito www.europarlamento24.eu, e rispondi alle domande.

Le cose da sapere sulla responsabilità sociale d’impresa

L a Corporate social responsibility


(Csr), o responsabilità sociale d’impre-
sa, è un concetto difficilmente definibile.
Questo concetto porta le imprese ad andare
oltre i semplici aspetti giuridici e le norma-
tive da rispettare. È un impegno costante e
A livello europeo si associa all’integrazione continuo a investire in capitale umano, am-
vvolontaria delle preoccupazioni di caratte- biente e rapporti con gli attori interessati.
re sociale e ambientale nelle attività produt- Molte imprese, infatti, promuovono il con-
tive e commerciali delle imprese e nel loro cetto presso i loro dipendenti affinchè non
relazionarsi con le diverse classi di portatori sia solo un comportamento circoscritto
d’interesse, così come è citato nel Libro ver- all’ambiente aziendale, ma sia anche uno
de della Commissione europea del 2001. stile di vita da diffondere.
La Csr svolge un ruolo molto importante Negli ultimi anni si è rilevata una maggiore
nelle politiche europee in quanto offre un attenzione verso aziende socialmente re-
contributo rilevante alla realizzazione di sponsabili da parte dei consumatori. I con-
un obiettivo strategico che fu fissato dal sumatori di oggi sono molto più informati
Consiglio europeo di Lisbona del 2000: far e attenti ai loro consumi, non solo vogliono
diventare quella europea basata sulla co- acquistare prodotti sicuri ma anche sapere
noscenza la più competitiva e dinamica al che sono stati fabbricati secondo criteri so-
mondo. cialmente responsabili.
Questo nuovo modo di affrontare, in ma- Gli investimenti delle imprese si concen-
niera socialmente responsabile, le prin- trano nel settore della protezione socia-
cipali problematiche di carattere sociale le e ambientale e questa è sicuramente
e ambientale si inserisce in un più ampio un’ottima indicazione per una buona ge-
contesto che coinvolge i momenti delle stione interna ed esterna. Pertanto la prassi
principali organizzazioni internazionali co- socialmente responsabile inaugura un nuo-
me il Global Compact delle Nazioni Unite, vo modo per conciliare lo sviluppo sociale
le linee guida dell’Organizzazione per la alla maggiore competitività.
Cooperazione e sviluppo economico alle In un’economia sempre più globale in
quali l’Europa si adegua. cui le imprese hanno varie sedi e vari si-

10
Il sistema economico e i suoi settori Unità 1

Ve r if iche di Uni tà
ti di produzione nel mondo, la Csr de- le Pmi sulla Csr con programmi specifici e
ve andare anche fuori i confini europei. adeguati al loro business.
La Commissione europea si è prefissa vari Ulteriori iniziative son destinate ai consu-
obiettivi tra i quali l’inclusione di gruppi matori affinchè effettuino acquisti più con-
meno favoriti nel mercato del lavoro, la sapevoli.
formazione permanente, il miglioramento Inoltre, si propongono ricerche costan-
della sanità pubblica, l’innovazione rispon- ti per comprendere appieno il contributo
dente a problemi sociali e ambientali, la della Csr a livello sociale, ambientale ed
riduzione dell’inquinamento, l’utilizzo più economico e i fattori che ne impediscono
consapevole delle risorse naturali, il rispet- lo sviluppo e l’efficacia.
to dei valori e delle norme in materia di di-
Le imprese che decidono di sposare il cre-
ritti dell’uomo, ambiente e lavoro special-
do della Csr sono imprese che vogliono
mente nei paesi in via di sviluppo e, infine,
valorizzare le loro prassi e investire nel
la diminuzione della povertà.
loro avvenire, nella convinzione che que-
Affinchè tali obiettivi siano raggiunti, la sto possa portare a opportunità rilevanti
Commissione propone iniziative che si ba- di mercato: questo è il motivo per cui la
sano sulle sinergie e collaborazioni tra gli Csr non deve essere considerata semplice-
attori coinvolti. In particolare, promuove mente come optional ma come strumento
la collaborazione tra istituzioni europee e di crescita.
nazionali per l’utilizzo di tutti gli strumenti Un comportamento socialmente responsa-
disponibili sia nazionali sia regionali, so- bile contribuisce, infatti, non solo a creare
stiene iniziative plurilaterali che coinvol- reputazione ma anche a sostenere l’imma-
gono le organizzazioni non governative e gine di un’azienda, con notevole impatto in
le parti sociali a livello settoriale; informa termini di profitto.

1. Quale ruolo assume la Corporate Social Responsibility nell’ambito degli obiettivi dell’Unione
Europea?
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2. Quale impegno comporta la CSR per le imprese?
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3. Come si è modificato negli ultimi anni il comportamento dei consumatori?
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4. Quali iniziative vengono promosse dalla Commissione europea?
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11
Unità Le organizzazioni
del “settore non profit”
assistenza

cultura,
attività
educazione e sport

costituzione valorizzazione del


ONLUS e qualifica patrimonio storico
e ambientale
regime fiscale
agevolato

servizi
socio-sanitari
ed educativi
attività
inserimento di
persone
COOPERATIVE scopo svantaggiate
SOCIALI mutualistico

capitale
variabile

contrasto
alla povertà
attività
inclusione
ENTI sociale
CARITATIVI

social card

intermediazione
creditizia
attività
orientamento
COOPERATIVE alla responsabilità
DI CREDITO sociale
intreccio tra
imprenditorialità
e mutualità
Le organizzazioni del “settore non profit” Unità 2

1 Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)


Abbiamo già detto che il terzo settore è un’importante realtà formata da un in-
sieme molto ampio e composito di organizzazioni aventi natura giuridica privata
che agiscono secondo i criteri di solidarietà e di umanità. Si tratta di organizzazio-
ni “volontarie” e questo aggettivo indica che non è obbligatorio aderirvi e che è
loro consentito utilizzare il lavoro gratuito dei cittadini.
Le organizzazioni del terzo settore svolgono la loro azione di soli-
darietà sociale a beneficio della collettività:

• fornendo assistenza a persone indigenti, malate, diversamente


abili, migranti, alcoliste, tossicodipendenti, anziane, con fragi-
lità psichiatriche ecc.
oppure
• svolgendo attività nel campo culturale, educativo e dello sport
dilettantistico
oppure
• operando per la valorizzazione dei beni di interesse artistico e
storico o per la tutela dell’ambiente naturale e del territorio.
Un’importante caratteristica di tutte le organizzazioni del terzo settore è di non
distribuire ai soci e ai dirigenti gli eventuali utili che derivano dallo svolgimento
dell’attività ma di reinvestirli per accrescere e potenziare i loro servizi.

Organizzazioni Gli enti di carattere privato che perseguono esclusivamente scopi di solidarietà
non lucrative sociale sono chiamati organizzazioni non lucrative di utilità sociale
(ONLUS) e beneficiano di un trattamento fiscale agevolato.

Atto pubblico: è il do-


Le ONLUS appartengono a enti privati, con o senza personalità giuridica, che
cumento redatto da un possono essere costituiti con atto pubblico o scrittura privata.
notaio o da un altro
pubblico ufficiale auto-
Oltre che con le attività istituzionali di solidarietà sociale previste dal loro statu-
rizzato ad attribuirgli to, le ONLUS possono finanziarsi svolgendo delle attività connesse da cui posso-
pubblica fede nel luogo no ricavare dei fondi (per esempio la vendita di magliette e di oggetti di scarso
dove l’atto è formato.
valore, l’organizzazione di concerti e di rappresentazioni teatrali). Queste attivi-
tà connesse devono essere sempre strumentali alle attività statutarie e devono
essere presentate come iniziative di sostegno alla fondamentale attività di soli-
darietà sociale esercitata dalle ONLUS.

Qualifica di ONLUS
La qualifica di ONLUS viene attribuita automaticamente alle cooperative sociali,
ai consorzi formati esclusivamente da cooperative sociali e alle organizzazioni
di volontariato, che sono quindi “ONLUS di diritto”. Possono acquisire la quali-
fica di ONLUS anche altri enti che perseguono finalità di solidarietà sociale, se
ottengono l’iscrizione all’Anagrafe unica delle ONLUS tenuta dalle Direzioni
regionali delle Entrate competenti per territorio.
L’iscrizione all’Anagrafe unica attribuisce la qualifica di ONLUS ed è la condi-
zione necessaria per usufruire del trattamento fiscale agevolato.

13
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

Regime fiscale agevolato


Imposte dirette: tributi Le agevolazioni fiscali previste per le ONLUS dalla normativa tributaria consi-
che colpiscono il reddito stono in una serie di esenzioni e di sconti che riguardano sia le imposte dirette
o il patrimonio che sono
considerati espressione sia le imposte indirette.
immediata della capaci- Per quanto attiene le imposte dirette, lo svolgimento delle attività istituzionali
tà contributiva, vale a
dire della esistenza di da parte delle ONLUS non è considerata attività commerciale e quindi i pro-
mezzi economici con cui venti non concorrono alla formazione del reddito imponibile; non concorrono
sostenere il pagamento
dell’imposta. Ne sono
inoltre alla formazione del reddito imponibile i fondi raccolti durante manifesta-
esempi l’IRPEF (Imposta zioni pubbliche e i contributi versati da associati o partecipanti o da enti della
sul reddito delle perso-
ne fisiche) e l’IMU (Im-
pubblica amministrazione.
posta municipale pro- Per quanto riguarda le imposte indirette i benefici previsti dalle norme tri-
pria). butarie esentano le ONLUS dall’obbligo previsto dalle norme IVA di rilasciare
Imposte indirette: tri-
buti che colpiscono la
scontrini e ricevute fiscali e inoltre stabiliscono riduzioni ed esenzioni in mate-
fabbricazione, il trasferi- ria di imposte di bollo, registro, tributi locali e successioni e donazioni.
mento di proprietà o il
consumo di beni, che
I benefici fiscali che la legge riconosce a favore delle ONLUS si estendono anche
sono considerati espres- ai soggetti (persone fisiche o società) che effettuano donazioni o altre erogazioni
sione mediata della ca- liberali perché possono dedurne una percentuale dal reddito tassabile. Inoltre,
pacità contributiva. Ne
sono esempi l’IVA (Im- in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, le persone fisiche pos-
posta sul valore aggiun- sono destinare una quota pari al 5 per mille della propria IRPEF al sostegno
to) e l’imposta di regi-
stro. degli enti del volontariato (tra cui le ONLUS) tracciando la firma nell’apposito
riquadro che si trova sul modulo di dichiarazione.

2 Le cooperative sociali
L’art. 45 della Costituzione della Repubblica Italiana afferma che la Repubblica
riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini
di speculazione privata.
Il Codice civile all’art. 2511 stabilisce che le cooperative sono società a capitale
variabile con scopo mutualistico.
Dalle due norme giuridiche ora citate risulta che la cooperativa è una tipologia
di società commerciale che:
• svolge una funzione sociale;
• ha uno scopo mutualistico, che consiste nel fornire direttamente ai soci beni,
servizi o opportunità di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle praticate
sul libero mercato;
• è priva di finalità speculative (settore non profit);
• ha il capitale variabile perché l’ingresso di nuovi soci non richiede modifica
dell’atto costitutivo e viene deliberato dal consiglio di amministrazione.

Una caratteristica fondamentale delle società cooperative è il “voto capitario”


(una testa, un voto). Questo significa che nelle assemblee ciascun socio cooperato-
re ha diritto a un solo voto, qualunque sia il valore della quota di capitale sociale
che ha sottoscritto o il numero di azioni che possiede. Pertanto le decisioni non
vengono prese sulla base del capitale conferito nella società (come accade per
esempio nelle società per azioni e nelle società a responsabilità limitata) ma in
base alle esigenze del maggior numero di soci.

14
Le organizzazioni del “settore non profit” Unità 2

Tipologie di cooperative
Le società cooperative operano in molti campi dell’attività economica e possono
quindi distinguersi in gruppi differenti in base alla loro tipologia (cooperative
agricole, cooperative di consumo, cooperative di produzione e lavoro, coopera-
tive edilizie, cooperative di credito, cooperative di mutuo soccorso, cooperative
sociali).
In questa sede interessano principalmente le cooperative sociali, per le loro fina-
lità di interesse generale e il loro utilizzo di soci volontari che prestano la loro
opera gratuitamente avendo tuttavia diritto al rimborso delle spese effettivamen-
te sostenute e alle assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali.

Cooperative Le cooperative sociali sono un tipo particolare di società cooperativa che ge-
sociali stisce servizi socio-sanitari e educativi oppure attività di vario genere (agricole,
industriali, commerciali o di servizi) che si prefiggono l’inserimento lavorativo
di persone disabili o svantaggiate.

Le persone svantaggiate delle quali le cooperative sociali curano l’ingresso nel


mercato del lavoro sono gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti
in istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento
psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i
minori in età lavorativa che vivono situazioni
di difficoltà familiare e i condannati ammessi
alle misure alternative alla detenzione.
Per le loro finalità di interesse generale, le co-
operative sociali fanno parte delle categorie
considerate “ONLUS di diritto” e quindi bene-
ficiano delle agevolazioni fiscali previste dalle
norme che regolano l’applicazione delle impo-
ste dirette e indirette.

ce
Ve r i f i c a ve l o
1. Atto pubblico o scrittura privata A. Inserimento lavorativo
2. Scopo mutualistico B. Anagrafe unica
3. ONLUS C. Settore non profit
4. Persone svantaggiate D. Costituzione di una ONLUS
5. Opera senza scopo di lucro E. Cooperativa sociale

1 2 3 4 5

.............. .............. .............. .............. ..............

15
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

3 Gli enti caritativi e le “social card”

Enti Gli enti caritativi sono organismi senza scopo di lucro la cui finalità, indica-
caritativi ta nello statuto, prevede il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale ovvero
la promozione dell’inclusione sociale delle persone di maggior bisogno.

Possono essere enti caritativi le cooperative sociali, le organizzazioni di volonta-


riato, le associazioni di promozione sociale e gli enti religiosi.
Gli enti caritativi curano la distribuzione di derrate alimentari provenienti dalle
scorte di intervento e destinate alle persone indigenti della Unione Europea. Tale
distribuzione si svolge in base a un piano annuale elaborato dalla Commissione
europea tenendo conto delle informazioni fornite annualmente dagli Stati membri.
Inoltre gli enti caritativi distribuiscono la carta acquisti, nota anche come
social card, identificando i potenziali beneficiari tra le persone che versano in
condizioni di particolare bisogno per difficoltà di carattere economico. In questa
loro attività di aiuto ai soggetti bisognosi gli enti caritativi operano in collabora-
zione con i Comuni ai quali compete la selezione delle famiglie a cui concedere
la carta acquisti, il cui importo mensile è crescente in base al numero dei com-
ponenti il nucleo familiare, tenendo conto che l’obiettivo è la lotta alla povertà
minorile a partire dalle famiglie più marginali rispetto al mercato del lavoro.

4 Le cooperative di credito
Le banche di credito cooperativo (BCC), che in passato erano chiamate “casse
rurali e artigiane”, sono imprese bancarie e quindi non fanno parte del “terzo
settore”.
Si tratta però di imprese socialmente responsabili, distribuite capillarmente nel
territorio, il cui obiettivo primario non è il lucro ma il soddisfacimento di esi-
genze di utilità sociale.
La loro attività consiste nel sostenere, con servizi efficienti e con concessioni di
credito a condizioni convenienti, i loro stessi soci, le famiglie, le aziende artigia-
ne e le piccolissime, piccole e medie imprese nonché nel fornire supporto alle
cooperative sociali e alle altre organizzazioni non profit .

Statuto delle BCC


Nello statuto di ogni BCC si legge:

La banca ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle
operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizio-
ni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della
cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza nonché la coesione
sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera.
La banca di credito cooperativo si distingue per il proprio orientamento sociale e
per la scelta di costruire il bene comune.

16
Le organizzazioni del “settore non profit” Unità 2

Doppia essenza
Da questa enunciazione contenuta nel loro statuto risulta la doppia essenza delle
BCC che esercitano la funzione di intermediazione creditizia, che è l’attività
di raccolta del risparmio e di concessione di finanziamenti propria di ogni ban-
ca, abbinandola con la loro natura di imprese a responsabilità sociale.
Ciò significa che le BCC offrono tutti i servizi bancari delle altre banche ma al
tempo stesso presentano, rispetto alle altre banche, delle importanti differenze
che consistono nell’essere società cooperative sensibili nei confronti dell’eco-
nomia locale e delle sue problematiche, nell’essere orientate al benessere dei
soci e nel tendere al soddisfacimento delle necessità economiche e sociali del
territorio in cui operano.
Si tratta dunque di imprese bancarie presenti nel settore della finanza etica,
per la loro attenzione al sostegno di iniziative non profit, per la concessione di
piccoli prestiti (operazioni di microfinanza) a favore delle famiglie in difficoltà,
degli studenti meritevoli ma privi dei mezzi finanziari che occorrono per pro-
seguire gli studi e degli immigrati che oggi svolgono un ruolo importante nel
nostro sistema economico.

Intreccio impresa – mutualità


Il particolare modello delle BCC presenta contemporaneamente il carattere di
imprenditorialità e quello di mutualità.
Mentre l’agire come impresa richiede una gestione economica in grado di ottene-
re un risultato economico positivo, anche se un’alta percentuale degli utili an-
nuali deve essere destinata a riserva legale, l’agire con scopo mutualistico richiede
uno stile operativo basato sulla partecipazione reale dei soci e sul fornire opera-
zioni di credito e servizi a condizioni che soddisfano le necessità economiche e
sociali della comunità locale.
La mutualità delle BCC è sia “interna” (perché rivolta ai soci della banca coope-
rativa) sia “esterna” (perché rivolta anche alle comunità locali in cui operano);
è inoltre una mutualità “di sistema” in quanto mediante contratti di rete le BCC
realizzano la collaborazione e il sostegno reciproco.

17
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

V e r i f i c h e d i U n i tà

1 Indica il completamento corretto.


1. Le ONLUS appartengono:
a al settore pubblico
b al terzo settore
c al settore commerciale
d al settore for profit
2. Le organizzazioni del terzo settore:
a devono reinvestire interamente gli utili
b devono reinvestire gli utili di importo superiore a 100.000 euro
c possono scegliere se distribuire gli utili o reinvestirli
d devono devolvere allo Stato il 30% degli utili
3. Le ONLUS sono organizzazioni che devono costituirsi:
a con scrittura privata o scrittura privata autenticata
b in forma libera
c con atto pubblico
d con atto pubblico o scrittura privata
4. Le cooperative sociali:
a sono automaticamente riconosciute come ONLUS
b possono chiedere la qualifica di ONLUS
c non possono in nessun caso diventare ONLUS
d sono considerate ONLUS se erogano servizi di carattere educativo
5. I proventi delle attività istituzionali delle ONLUS:
a fanno parte del reddito imponibile
b concorrono per il 20% alla formazione del reddito imponibile
c concorrono alla formazione del reddito imponibile se superiori a 120.000 euro
d non concorrono alla formazione del reddito imponibile
6. Gli scontrini e le ricevute fiscali:
a non devono essere emessi dalle ONLUS
b devono essere emessi solo se il cliente è un’azienda
c devono essere emessi a fine mese
d devono essere emessi solo se di importo pari o superiore a 1.000 euro
7. Il diritto di voto dei soci delle cooperative sociali:
a è proporzionale alla quota posseduta
b è previsto solo per quote superiori al 10% del capitale
c è stabilito in un voto per ogni socio
d è riservato ai soci che lavorano all’interno della cooperativa
8. L’attività degli enti caritativi consiste:
a nell’erogazione di prestiti a tasso agevolato
b nella distribuzione di derrate alimentari e di carte acquisti
c nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate
d in servizi di assistenza e cura della persona

18
Le organizzazioni del “settore non profit” Unità 2

Ve r if iche di Uni tà
9. Le banche di credito cooperativo hanno come fine prioritario:
a il profitto
b la distribuzione degli utili ai soci
c la massimizzazione degli interessi attivi
d il soddisfacimento di esigenze di utilità sociale
10. La social card consente alle persone in difficoltà:
a di effettuare acquisti
b di essere agevolate nelle assunzioni
c di usufruire di detrazioni fiscali
d di ottenere prestiti bancari

2 Indica se le seguenti frasi sono vere (V) o false (F) e, in quest’ultimo caso, suggerisci una cor-
retta formulazione.
1. Le organizzazioni di volontariato possono ottenere la qualifica di ONLUS. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................

2. Il soggetto giuridico delle ONLUS può essere di natura privata o pubblica. V F


............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................

3. Le ONLUS non possono esercitare attività da cui derivino entrate monetarie. V F


............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
4. Per ottenere i benefici fiscali è obbligatoria l’iscrizione all’Anagrafe unica
delle ONLUS. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
5. Le persone che effettuano donazioni a favore delle ONLUS non possono usufruire
di benefici fiscali. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................

6. Le cooperative sociali hanno un capitale fisso definito dall’atto costitutivo. V F


............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
7. Le cooperative sociali devono fornire ai soci beni e servizi alle condizioni
praticate sul libero mercato. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................

19
Ve r if iche di Uni tà Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

8. Le cooperative edilizie fanno parte delle cooperative sociali. V F


............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
9. La Commissione europea elabora un piano annuale per la distribuzione
di derrate alimentari a favore dei soggetti bisognosi. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
10. Le cooperative di credito esercitano una funzione di intermediazione creditizia. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
11. Le banche di credito cooperativo possono scegliere se operare come imprese
o con fini mutualistici. V F
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................

3 Leggi il brano che segue, tratto dal sito della rappresentanza in Italia della Commissione euro-
pea www.ec.europa.eu, e rispondi alle domande.

U n bacino da 2 miliardi e mezzo di


euro per aiutare i più bisognosi.
Questa la proposta della Commissione,
ne concreta della solidarietà dell’Unione
europea nei confronti delle persone più
vulnerabili» ha affermato il commissario
da sottoporre al Parlamento e al Consi- europeo responsabile per Occupazione,
glio dei ministri dell’Unione europea, affari sociali e integrazione László Andor.
per aiutare i circa 40 milioni di cittadini «Mi auguro che gli Stati membri e il Par-
europei che si trovano in condizioni di lamento adottino rapidamente la propo-
indigenza o esposti a rischio povertà. sta e il relativo bilancio per far sì che gli
L’obiettivo è quello di creare un fondo co- aiuti arrivino senza indugi ai bisognosi».
mune, a cui partecipano gli Stati membri, Bisognosi che, a causa della crisi, sono
che entro il 2020 dovrebbe raggiungere in costante aumento: rispetto al 2010 la
quota 2,5 miliardi. In questo modo ogni situazione è peggiorata soprattutto per le
Paese potrebbe usufruire del programma fasce di popolazione più a rischio come
per sostenere iniziative nazionali volte i bambini e i senzatetto. Tra il 2009 e il
ad aiutare gli indigenti, i senzatetto e i 2010 i senza fissa dimora erano più di 4
bambini a cui mancano cibo, indumenti milioni, una cifra che secondo dati re-
e altri beni essenziali. Un aiuto per i più centi è aumentata. Ad ingrossarne le fila
poveri ma anche per gli stessi Stati, che soprattutto giovani, migranti e famiglie
pagherebbero così il 15% dei loro piani di con figli. Nei confini dell’Unione sono
assistenza lasciando al fondo la copertura 25,4 milioni i bambini a rischio povertà
del restante 85%. o esclusione sociale, quasi 6 milioni di
loro non possono permettersi indumenti
«Il Fondo rappresenterà una dimostrazio- nuovi.

20
Le organizzazioni del “settore non profit” Unità 2

Ve r if iche di Uni tà
Per quanto riguarda l’Italia, l’Istat ha cal- meccanismi di solidarietà e di risorse
colato che l’11,1% delle famiglie è relati- adeguate per aiutare gli indigenti, che in
vamente povero e il 5,2% lo è in termini molti casi si trovano a vivere una vera e
assoluti. Un fenomeno che si acuisce nel propria situazione d’emergenza sociale»
Mezzogiorno dove la percentuale delle fa- ha detto il presidente della Commissione
miglie a rischio povertà sale fino al 22,3%. europea José Manuel Barroso.
«A livello europeo abbiamo bisogno di

1. Quale obiettivo si pone la Commissione europea?


..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
2. Chi sono i beneficiari del fondo comune?
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
3. Quali fasce della popolazione sono a maggiore rischio di povertà o di esclusione sociale?
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................
..........................................................................................................................................................................................................

4 Completa le seguenti frasi inserendo i termini mancanti; tieni conto che alcuni termini hanno
solo la funzione di distrattori.
attestati – bancaria – colpite – commerciale – connesse – esentate – fiscale –
indirette – industriale – istituzionali – manifestazioni – parallele – patrimonio –
reddito – scontrini – solidarietà – successioni – unica

1. Oltre ad esercitare le attività ..................................... previste dal loro statuto le ONLUS possono
finanziarsi mediante lo svolgimento di attività ..................................... che devono essere presentate
come iniziative di sostegno alla loro fondamentale attività di .............................. sociale.

2. Le vigenti norme tributarie attribuiscono alle ONLUS iscritte all’Anagrafe .............................. un


trattamento ..................................... agevolato che riguarda sia le imposte dirette sia le imposte .......
............................... Infatti, poiché la loro operatività non è considerata di carattere ..............................
......., i proventi che ottengono nello svolgimento delle attività istituzionali, i fondi che raccolgono
durante le ..................................... pubbliche e i contributi che ricevono non concorrono alla ............
......................... del loro ..................................... imponibile.

3. Le ONLUS sono inoltre ..................................... dalle disposizioni sull’IVA che prevedono il rilascio di
..................................... e ricevute fiscali e beneficiano di riduzioni e di esenzioni riguardanti i tributi
di bollo e di registro, le imposte locali e quelle sulle .............................. e donazioni.

21
Unità Il collegamento tra
efficienza economica
e dovere sociale
integrazione
dei mercati

GLOBALIZZAZIONE

interscambi
culturali e sociali

MODELLI
DI SISTEMA
ECONOMICO

liberista collettivista misto

imprese private
e pubbliche
concezioni
antitetiche Stato sociale

principio
di solidarietà

principio
di sussidiarietà

obiettivo:
economia sociale e responsabile

efficienza dovere sviluppo


economica sociale sostenibile
Il collegamento tra efficienza economica e dovere sociale Unità 3

1 Il sistema economico globalizzato


OCSE: organismo inter-
nazionale di studi eco- Nelle precedenti unità di questo primo modulo è stato presentato il sistema eco-
nomici. Ne fanno parte
molti Paesi sviluppati, i nomico con i suoi soggetti, riservando particolare attenzione alle attività che in
cui rappresentanti ed e- esso svolgono le organizzazioni non profit.
sperti si riuniscono pe-
riodicamente per con-
Occorre ora aggiungere che, da qualche tempo, per effetto della progressiva
frontare le proprie eliminazione delle barriere commerciali, della crescente mobilità internazionale
esperienze, discutere i
problemi comuni e indi-
dei capitali e della connessione su scala mondiale dei mercati, delle produzioni
care le misure adatte a e dei consumi, la struttura del sistema economico ha subìto una vera e propria
coordinare i sistemi eco- rivoluzione, indicata con la parola “globalizzazione”.
nomici nazionali nel si-
stema economico mon- Una definizione della “globalizzazione” è stata data dall’Organizzazione per la
diale. cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Globalizzazione La globalizzazione dell’economia è il processo attraverso il quale mercati


e produzioni nei diversi Paesi diventano sempre più interdipendenti, in virtù
dello scambio di beni e servizi e dei movimenti di capitali e tecnologia.

La globalizzazione non può essere vista come una semplice connessione econo-
mica di mercati e produzioni. È anche una situazione nella quale gli stessi modi
di vivere e di pensare si integrano su scala mondiale attraverso un continuo
flusso di contatti e di relazioni tra i popoli che li rende interdipendenti.

2 Il passaggio dall’economia di mercato


all’economia sociale
L’organizzazione e il funzionamento del sistema economico hanno visto per mol-
to tempo la netta contrapposizione tra i sostenitori del “liberismo” e i sostenitori
del “collettivismo”. Oltre a originare un contrasto teorico tra le due opposte opi-
nioni, la contrapposizione ha comportato conseguenze politiche e ha dato luogo
a lunghe situazioni conflittuali tra gli Stati che hanno dato applicazioni concrete
a tali diverse concezioni sul sistema economico.

Concezioni antitetiche
I sostenitori del liberismo considerano il mercato al centro del sistema econo-
mico e sostengono la piena libertà di iniziativa economica. Secondo i fautori di
tale posizione la proprietà dei mezzi di produzione deve appartenere esclusiva-
mente agli imprenditori privati, che ricercano il massimo profitto, mentre lo
Stato deve astenersi completamente dallo svolgere attività produttive limitando-
si a garantire l’ordine pubblico, la difesa e la giustizia ed a fornire le infrastrut-
ture indispensabili (strade, ferrovie, reti di telecomunicazione ecc.).
I sostenitori del collettivismo condannano la ricerca del profitto individuale, che
porta allo sfruttamento dei lavoratori dipendenti (salariati) da parte degli impren-
ditori (capitalisti). Pertanto non può essere consentita la libertà di iniziativa econo-
mica e la proprietà dei mezzi di produzione deve essere totalmente trasferita allo

23
Modulo 1 L’economia sociale: principi, teorie e soggetti

Stato. Compete agli alti funzionari statali programmare l’intera attività economica
redigendo i “piani” che regolano i diversi settori produttivi e stabiliscono i beni e
servizi che servono alla collettività fissandone i prezzi.
L’esperienza storica ha evidenziato i limiti e i difetti di entrambe le teorie riguar-
danti l’organizzazione e il funzionamento del sistema economico.
L’applicazione del sistema liberista, che non assicura la stabilità dei prezzi sul
libero mercato, ha favorito l’alternarsi di fasi a intenso sviluppo economico con
lunghi periodi di profonde crisi caratterizzate dal rallentamento dell’intera attivi-
tà economica (brusco calo degli investimenti e della produzione, aumento della
disoccupazione, violento rialzo dei prezzi e caduta dei consumi delle famiglie).
L’applicazione del sistema collettivista, comporta una totale pianificazione statale
delle produzioni e dei consumi che non può combaciare con le effettive esigenze
della popolazione. Quest’ultima viene privata della libertà di scelta, spesso non
riesce a soddisfare neppure i bisogni primari mentre i lavoratori di ogni livello,
tutti diventati dipendenti pubblici, non sono stimolati a impegnarsi,con conse-
guenti riflessi negativi sulla quantità e qualità della produzione.

Interventi pubblici
Negli Stati occidentali che avevano applicato il sistema liberista è stato constata-
to che, senza una certa dose di interventi pubblici, la libera economia di mercato
non è in grado di garantire il pieno utilizzo dei fattori produttivi, la stabilità dei
prezzi e il ritorno all’equilibrio dopo le ricorrenti fasi di depressione economica.
Pertanto, dopo la grande depressione che aveva colpito gran parte del mondo
negli anni tra il 1929 e il 1932, l’economista inglese John Maynard Keynes co-
struì un nuovo schema teorico. Tale schema keynesiano modificava il modo
di concepire il meccanismo di funzionamento del sistema economico liberista
che, per essere salvato, richiedeva una serie di interventi da parte dello Stato.
Quest’ultimo veniva così a svolgere un ruolo fondamentale nei cicli economici,
perché nelle fasi di depressione la crescita e l’occupazione si ottenevano sti-
molando il mercato con una politica basata sull’aumento della spesa pubblica
(deficit spending) e sulla diminuzione del costo del denaro (tassi di interesse).

John Maynard Keynes (1883-1946)


Economista inglese nato a Cambridge, è stato professore di Economia po-
litica e per la sua crescente reputazione venne nominato direttore dell’E-
conomic Journal e, qualche anno dopo, segretario della Royal Economic
Society. Successivamente fece parte dell’amministrazione del Tesoro e fu
deputato del Cancelliere dello Scacchiere al Consiglio economico supremo.
Autore di numerose pubblicazioni, in un suo famoso articolo del 1926 (The
End of laissez-faire) respinse nettamente l’idea che un singolo, lasciato libe-
ro di agire per il proprio tornaconto, realizzi spontaneamente il massimo
vantaggio per la collettività e mise in risalto i limiti del mercato concorren-
ziale, incapace di assicurare uno sviluppo stabile e il pieno utilizzo delle
risorse. Affermò che l’alternativa non è tra liberismo e collettivismo, ma
esiste la possibilità di “correggere” il sistema capitalistico con un comples-
so di riforme compatibili con la democrazia e con il rispetto della libertà e
dell’iniziativa individuali.

24