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L’ammortamento è il processo tecnico contabile di ripartizione dei costi delle

immobilizzazioni, Materiali e Immateriali, in quote per più esercizi contabili.

Sono soggette ad ammortamento le Immobilizzazioni materiali e immateriali


secondo l’art. 2426 del Codice civile:

● “Il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è


limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio
in relazione con la loro possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei
criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate
nella nota integrativa.”

Per “sistematicamente” si intende che per ogni cespite è necessario predisporre il


relativo piano di ammortamento.

Per “residua possibilità di utilizzazione” si intende il valore residuo del cespite: si


calcola sottraendo al costo di acquisto, il fondo di ammortamento.

ESERCIZIO
Redigere il piano di ammortamento di una (Cucina) cespite acquistato al costo di
100.000€ nell’anno 2010; aliquota (coefficiente) di ammortamento 12%.

ANNO QUOTA DI FONDO AMM.TO VALORE


AMM.TO RESIDUO
2009 12.000 12.000 88.000
2010 12.000 24.000 76.000
2011 12.000 36.000 64.000
2012 12.000 48.000 52.000
2013 12.000 60.000 40.000
2014 12.000 72.000 28.000
2015 12.000 84.000 16.000
2016 12.000 96.000 4.000
2017 4.000 100.000 0

La quota di ammortamento è calcolata moltiplicando il costo di acquisto per


l’aliquota di ammortamento
Quota ammortamento = 100.000 * 12% = 12.000 €
Essa rimane costante per tutti gli anni del piano di ammortamento tranne per l’ultimo
anno in cui coincide con il costo residuo. L’ultima riga del piano di ammortamento
deve presentare:
• Un fondo di ammortamento dello stesso importo del costo di acquisto
• Un valore residuo nullo (zero)

Il fondo ammortamento è calcolato sommando la quota di ammortamento dell’anno


a quelle precedenti e va’ inserita tra le passività dello Stato Patrimoniale (di fianco
alla voce del costo storico che è tra le attività)
Il valore residuo è calcolato sottraendo al costo di acquisto il fondo ammortamento.
Per redigere il piano di ammortamento è necessario individuare:
1. Il valore da ammortizzare

2. Il criterio di ammortamento

1) VALORE DA AMMORTIZZARE
Il valore da ammortizzare è costituito dalla differenza tra il valore di acquisizione del
bene ed il suo valore residuo che si presume di realizzare al termine del periodo di
vita utile, al netto di eventuali spese di rimozione.
Valore da ammortizzare = Costo di acquisto – Valore di presunto realizzo
Il valore residuo è, in genere, così esiguo rispetto al costo originario che normalmente
non se ne tiene conto nella determinazione del valore da ammortizzare;
vi sono però situazioni particolari in cui il presunto ricavo di eliminazione deve
essere considerato,
Un caso particolare è costituito dagli immobili, beni il cui valore di realizzo è quasi
sempre superiore al valore originario di acquisizione.
Considerato che la differenza tra valore iniziale dei fabbricati e il loro presumibile
valore di realizzo è pari a zero, se non addirittura di segno negativo, queste
immobilizzazioni devono essere ugualmente ammortizzate?

Pertanto generalmente si avrà:


Valore da ammortizzare = Costo di acquisto
I criteri di ammortamento possono essere differenti:
• Economici se stimiamo l’effettivo valore residuo del cespite ( Procedura molto
complessa e poco applicata)
• Matematici se si calcolano le quote di ammortamento moltiplicando il costo
d’acquisto per una percentuale di ammortamento (aliquota determinata nel
TUIR) “coefficiente di ammortamento”.
I terreni non vengono ammortizzati in quanto non subiscono deprezzamento.

Il criterio di ripartizione del valore da ammortizzare

Come si è detto, con l'ammortamento si ripartisce il costo comune a più esercizi di un


bene per poter esprimere la sua partecipazione alla produzione di ciascun esercizio.

Se ne esaminano di seguito i tre principali criteri di ammortamento:


- metodo a quote variabili in aderenza al principio funzionale;
- metodo a quote costanti;
- metodo a quote decrescenti.

a) Metodo a quote variabili in aderenza al principio funzionale

Esso considera il fatto che l'immobilizzazione partecipa alla produzione d'impresa in


misura variabile in ogni esercizio; suggerisce quindi che gli ammortamenti siano
determinati in misura tale da riflettere i diversi volumi d'impiego dei cespiti nei
processi svolti in ciascun periodo amministrativo.
Non potendo misurare oggettivamente il grado di utilizzazione effettiva
dell'immobilizzazione nel periodo (immaginato), si ricorre all'ipotesi-finzione che il
volume di impiego del cespite sia espresso da determinate quantità, quali:
- il numero delle ore di funzionamento degli impianti o delle macchine (ore
macchina);
- il volume fisico della produzione;
- le quantità di materie trasformate;
- altri dati tecnici, come ad esempio i chilometri percorsi da un automezzo.

Le quote di ammortamento saranno poi rese proporzionali al variare della quantità


prescelta.
Per un impianto, ad esempio, si può rendere proporzionale la quota di ammortamento
al numero delle ore-macchina lavorate nel periodo, rispetto al totale delle ore-
macchina che si presume risulteranno lavorate nel corso dell'intera vita utile del
cespite.
Si ha così:

Dati i seguenti elementi:


- valore da ammortizzare dell'impianto: 600.000;
- ore-macchina stimate per l'intera vita utile dei bene: 57.600;
- ore-macchina lavorate nel periodo: 4.800;

si avrà:

4.800
q=600.000 x =50.000
57.600

Riprendendo il valore da ammortizzare di € 600.000 dell'esempio precedente e


considerando i seguenti volumi di produzione:
- unità che si stima siano prodotte nell'intera vita utile del bene: 75.000
- unità prodotte nel periodo: 15.000;

risulterà:

q= 600.000 x 15.000 =120.000


75.000

In entrambi i casi, a ben vedere, la base di ripartizione prescelta non è perfettamente


aderente al principio funzionale, in quanto le ore-macchina non tengono conto della
diversa intensità di utilizzazione dell'impianto, mentre i volumi produttivi non sono
esattamente proporzionali ai volumi di utilizzo.
Ciò nonostante, i risultati cui si perviene sono in grado di esprimere meglio, rispetto
alle determinazioni degli altri criteri che si esamineranno nel prosieguo, l'effettiva
utilizzazione dell'immobilizzazione nella produzione dei periodo.
Il metodo a quote variabili in aderenza al principio funzionale è applicabile
principalmente agli impianti, ai macchinari ed eventualmente agli automezzi, mentre
per altre immobilizzazioni come gli immobili e i mobili non può essere seguito in
quanto mancano parametri significativi di riferimento: per questi beni può costituire
solo un punto di riferimento nella scelta del criterio più idoneo ad esprimere la loro
partecipazione alla produzione.

b) Metodo a quote costanti

Si fonda sull'ipotesi semplificatrice che l'immobilizzazione venga utilizzata nella


stessa misura in ogni anno della sua vita utile; quindi, la quota di ammortamento si
determina dividendo il valore da ammortizzare per il numero degli esercizi cui tale
valore è comune.
Se il valore da ammortizzare è VA e n è il numero degli esercizi fra i quali
suddividere il predetto valore, la quota di ammortamento q di un qualsiasi esercizio è
pari a:

Dati, ad esempio, un valore da ammortizzare di 60.000.000 e una vita utile di 10 anni,


la quota di ammortamento è:

Allo stesso risultato si perviene applicando al valore da ammortizzare un coefficiente


percentuale costante determinato in base alla vita utile del bene (ad esempio, una vita
utile di 10 anni determina un'aliquota del 10%).
L'ammortamento a quote costanti è il più diffuso nella pratica perché è di facile
applicazione: un pregio, questo, che anche la dottrina essenzialmente gli riconosce.
La revisione del piano di ammortamento

L'ordine prestabilito nel piano di ammortamento non deve necessariamente essere


mantenuto fino al termine dell'ammortamento; deve invece essere modificato qualora
si manifestino apprezzabili variazioni negli elementi che lo compongono, e
precisamente:
Il valore da ammortizzare: si procede, nel caso di aumento, ad opportune
rivalutazioni fuori esercizio, mentre nel caso di diminuzione a necessarie
svalutazioni.
La vita utile residua delle immobilizzazioni rispetto a quella che
originariamente si era stimata: il valore netto contabile va ripartito sulla nuova
vita utile del bene. Questo comporta una "diluizione" del residuo da
ammortizzare su un maggior numero di esercizi, se la durata
dell'immobilizzazione aumenta; quote più rilevanti, se la durata diminuisce.
Qualora la vita utile diminuisca drasticamente per fatti di natura straordinaria,
come ad esempio una repentina obsolescenza tecnica, non ci si deve limitare ad
aumentare il valore delle residue quote di ammortamento: si deve invece
ridurre il valore da ammortizzare (svalutazione).
Altri eventuali dati (come le ore macchina o i volumi di produzione, nel caso
si sia applicato il metodo funzionale): i calcoli proporzionali delle quote di
ammortamento devono considerare i nuovi dati di riferimento.

In conclusione, il piano di ammortamento non deve essere considerato


immutabile:
al contrario, deve essere riadeguato quando risulti necessario per una corretta
rappresentazione dell'ammortamento in bilancio.

CONCLUSIONI e SINTESI
L’art.102 del TUIR fissa i criteri generali per il calcolo delle quote di ammortamento
relativo alle immobilizzazioni materiali.
• Le quote di ammortamento sono deducibili dal reddito d’impresa a partire
dall’esercizio di entrata in vigore del bene, quindi, un’immobilizzazione è
ammortizzabile solamente a partire dall’esercizio nel quale è stata
effettivamente inserita nel processo produttivo.
La quota di ammortamento non può superare l’importo ottenuto dall’applicazione dei
coefficienti previsti nel TUIR. Tali coefficienti variano per settore produttivo e con il
variare della categoria di appartenenza del bene (cespite).

Nel PRIMO ESERCIZIO (di bilancio) in cui il bene è ammortizzato, la quota di


ammortamento ordinario è ridotta della metà.

Quota di Amm.to
ESERCIZIO DI 10.000 x12,5% /2 1250/2= 625€
ENTRATA IN FUNZIONE
II ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
III ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
IV ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
V ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
VI ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
VII ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
VIII ESERCIZIO 10.000 X 12,5% 1250€
IX ESERCIZIO PARTE RESIDUA DEL 625€
COSTO
TOTALE 10.000€
AMMORTIZZATO

Per le immobilizzazioni materiali ammortizzabili di importo modesto è consentita la


deduzione integrale del costo in un unico esercizio (costo non superiore a € 516,46).

Nel caso di immobilizzazioni dismesse o cedute nel corso dell’esercizio sono


deducibili le relative quote di ammortamento (pro-rata temporis)