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La scala WISC III

La storia
L’interpretazione del test
La clinica
David Wechsler (1896-1981)

03/05/07
• Nasce in Romania 1896
• La famiglia Wechsler emigra a New York nel
1902
• Nel 1917 consegue la laurea in lettere (MA), con
una tesi in psicopatologia sperimentale sulla
memoria nella psicosi di Korsakoff (Psychological
Bulletin, 2, 403-451)
• Tra i suoi docenti: J.M. Cattell (1860-1944), E.L.
Thorndike (1874-1949)

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• Nel 1917 gli Usa si trovano nella necessità di
reclutare molto rapidamente un esercito e di
stabilirne i quadri.
• Per il reclutamento dei piloti venne costituito un
comitato presieduto da Thorndike
• Un altro comitato si occupa della valutazione delle
competenze professionali delle reclute: il Comitato
Generale Medico dell’esercito affida il compito di
presiedere a R.M. Yerkes (1876-1956) una
specifica equipe composta da 24 psicologi civili.

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• La commissione era composta da H. Goddard, il
traduttore della Scala Binet-Simon, L. Terman
curatare della standardizzazione della Stanford-
Binet, Hayes che adattò la Stanford-Binet ai
ciechi, A.S. Otis e al.
• Nasce da questo lavoro l’Army Alpha Test e
l’Army Beta Test
• Nel 1919 viene fondata la Psychological
Corporation, primo organismo di
commercializzazione dei test.

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• Da questa esperienza il primo studio sull’applicazione
dei reattivi di efficienza
• Army Alpha consta di otto prove:
3. Ordini da comprendere ed eseguire
4. Ragionamento aritmetico
5. Piccoli problemi di buon senso
6. Discriminazione di due parole di senso uguale od
opposto
7. Frasi in disordine da riordinare
8. Serie di cifre da completare
9. Analogie
10. Informazione generale

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• Wechsler assiste nella base di Camp Yaphank a
Long Island, E.G. Boring (1886-1968) alla
valutazione della prima somministrazione
dell’Army Alpha Test
• Si forma in questo periodo anche come clinico
• Nell’agosto 1919, congedato l’esercito, si reca
presso l’University College di Londra, dove segue
gli studi di K. Pearson e di Ch Spearman

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• Spearman fin dal 1904 aveva elaborato una
originalissima concezione delle funzioni mentali dei “due
fattori”: ogni prestazione dipende dalla cooperazione di
due funzioni o fattori mentali indipendenti, uno generale
(G) che agirebbe in tutte le prestazioni ed uno specifico
(S), diverso per ogni prestazione
• In seguito, Wechsler riterrà un po’ semplicistica questa
teoria.
• Da 1920 al 1922, frequenta l’Università di Parigi
• Nel 1925 ottiene il Ph. D.
• Lavora come psicologo clinico presso il Dipartimento
Psichiatrico Bellevue Hospital di New York ed assume
l’incarico di clinical professor presso l’University College
of Medicine di New York.
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• A partire dal 1934 lo sforzo professionale e scientifico
di W. È diretto allo sviluppo ed alla stadardizzazione
della scala di Intelligenza:
2. 1939. The Bellevue-Wechsler Scale Form 1
3. 1941. comincia a lavorare alla The Wechsler mental
Ability Scale form B
4. 1944, edizione di guerra; 1946 pubblicata per uso
civile
5. 1958, revisione completa della W-B, da cui deriva la
WAIS.
6. 1951 e seg. WISC-R
7. 1991 WISC-III
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Caratteristiche della scala dal
1939
• Offre contemporaneamente una misura
generale di abilità e misure distinte per le
scale verbale e di perfomance
• Punteggi riassuntivi, o QI, calcolati come
punti standard in modo da avere le stesse
caratteristiche distributive a tutte le età
• Il punteggio di ciascun subtest
contribuisce in eguale misura al QI di ogni
età
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La concezione dell’Intelligenza
• Può manifestarsi in molte forme, si tratta
di un’entità aggregata e globale
• “la capacità dell’individuo di agire con uno
scopo, di pensare razionalmente e di
confrontarsi efficacemente con il proprio
ambiente” (Wechsler, 1944; pag.3).

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In Italia

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Orsini, 1986
Orsini e Picone, 2006
• Si tratta della taratura dell’adattamento italiano
della terza edizione della Wechsler Intelligence
Scale for Children
• Nel 1991la scala viene pubblicata negli Usa, nel
1992 in GB, nel 2006 in Italia.
• Il campione è costituito da 2200 soggetti (metà
maschi e metà femmine); da 6,0,0 a 16,11 e 30
gg. Il calcolo dell’età attribuisce ad un soggetto
di 10 anni ogni bambino di età compresa tra 10
anni, 0 mesi e 0 giorni e 10 anni, 11 mesi e 30
giorni.
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Il TEST
S Verbale
 Informazione
U 

Somiglianze
Ragionamento aritmetico
 Vocabolario
B  Comprensione
 Memoria di cifre
T
Performance
E  Completamento di figure
 Cifrario
 Riordinamento di storie figurate
S  Disegno con i cubi
 Ricostruzione di oggetti
T  Ricerca di simboli
03/05/07  Labirinti
Ordine di somministrazione
● Completamento di figure
● Informazione
● Cifrario
● Somiglianze
● Riordinamento di storie figurate
● Ragionamento aritmetico
● Disegno con i cubi
● Vocabolario
● Ricostruzione di oggetti
● Comprensione
● Ricerca di simboli
● Memoria di cifre
● Labirinti
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WISC-r e WISC III
a confronto

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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (1a)

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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (1b)
14
12
frequenza di soggetti

10

6
4

2
0
1 3 5 7 9 11 13 15 17 19
punteggio subtest

Punti z

03/05/07 -3 -2 -1
Le tabelle di QI
• Per ciascun soggetto è stata calcolata la somma
dei punteggi ponderati dei 5 subtest verbali
(eccetto memoria di cifre), dei 5 subtest di
performance (eccetto Ricerca di simboli e
Labirinti), dei 10 subtest della scala totale
• Delle tre distribuzioni sono state calcolate medie e
dev.standard per tutti i soggetti (N=2200),
trasformando dapprima i punti ponderati in punti
z, quindi in punti standard lineari con M=100 e
DS 15.
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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (2)

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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (3)

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Attendibilità
• Con il metodo split-half: tuttti i subetst,
eccetto Cifrario, Ricerca di simboli e
Memoria
• Test - retest, da 3 a 15 giorni: Cifrario,
Ricerca di simboli
• Memoria di cifre: split half per memoria in
avanti e memoria all’indietro, e poi
l’attendibilità di tutto il subtest.
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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (4)

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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (5)
• Errore standard di misura (ESM):Xi =Vi + ei

• ESM: sono stati calcolati in unità di punti


ponderati per i subtest ed in unità di punti QI per i
tre QI.
• E’ stato calcolato l’errore standard medio di
ciascun subtest e QI su tutte le età.

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PROPRIETA’ PSICOMETRICHE
DELLA WISC-III (6)

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Stabilità del QI
Autori Obiettivo Soggetti Esito
Canivez,-Gary-L; Stabilità a lungo 522 ss; intervallo QIT è un indice accettabile come
Watkins,- termine del test-retest 3 misura di stabilità per i tre gruppi.
Marley QI tra anni; Non lo sono gli indici fattoriali e i
(2001) studenti con RM, LD, disabilità singoli subtest
varie emotiva
disabilità

Truscott,- Effetto Flynn in 171 ss con LD, Non c’è significativa differenza
Stephen-D; LD 59 ss dell’effetto Flynn in ss LD anche
Frank,-Alicia- normali in relazione al genere, razza.
J
(2001)
Smith,-Teresa; Stabilità WISC III 54 scuole rurali QIT non si modifica
Smith,-Billy-L; dopo tre anni (ss 6-16 significativamente, nel campione.
Bramlett,- in LD anni) Tuttavia, il 20 % cambia il punteggio
Ronald-K; complessivo, il 33% almeno uno
Hicks,-Nancy dei tre punteggi (QIT, QIV, QIP).
(2000)

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Analisi Fattoriale
• E’ una tecnica che permette di
conoscere, attraverso lo studio dei
coefficienti di correlazione tra un
qualsivoglia numero di variabili, il
legame tra le prove;
• le prove così raggruppate consentono
di individuare un elemento sottostante
l’insieme di dati, così raggruppati,
denominato “fattore”

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La procedura dell’AF
– Presa in esame della matrice delle
correlazioni fra le variabili

– Calcolo della covarianze e delle


comunanze

– Estrazione dei fattori

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AF
SOLUZIONE A 2 FATTORI

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Il calcolo del DAQI

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AF:
SOLUZIONE A 3 FATTORI

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AF:
SOLUZIONE A 4 FATTORI

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Fattori della WISC-III
STUDI SUI DATI DEL CAMPIONE
DI STANDARDIZZAZIONE

Percentuale di varianza spiegata o


eigenvalue: non riportata

elaborazione (VE)
distraibilità (LD)
Organizzazione
percettiva (OP)
Comprensione

Libertà dalla
verbale (CV)

Velocità di
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I Quozienti di Deviazione Fattoriali
• La tecnica di calcolo consiste nel creare quattro
somme di punti ponderati (PPCV, PPOP, PPLD,
PPVE)
• Le quattro somme di punti ponderati vengono
trasformate in punti z
• Successivamente in punti standard equivalenti
con M=100 e DS=15
• L’attendibilità media del QDFCV (.94) non si
discosta dal QIV (.95), così come il QDFOP (.90)
dal QIP (.91).

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Il fattore g
• Viene calcolato attraverso una
valutazione statistica basata sulla
saturazione fattoriale
• Il primo fattore non ruotato dell’analisi
della componente principale come abilità
generale (g) ed il quadrato di queste
saturazioni come la proporzione di
varianza di ciascun subetst attribuibile
all’intelligenza principale

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Come spiegare una bassa
saturazione di MC rispetto al
fattore g
• Questo è un dato presente in letteratura
• Il punteggio considera due prestazioni di
memoria: lo span diretto e inverso (quest’ultimo
richiede un’operazione da parte del soggetto di
controllo della memoria di lavoro sul compito con
informazioni specifiche). Si tratta dunque di due
prestazioni diverse con diversa incidenza nella
definizione dell’intelligenza
• La prova quindi può essere considerata
fondamentale per la comprensione di profili DSA,
ma non per spiegare il fattore g.
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Altre misure del controllo della ML
sono presenti nei subtest

• Comprensione
• Disegno con cubi
• somiglianze

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CONFRONTI IPSATIVI
• E’ il soggetto stesso che funge da unità di misura.
• Il metodo consiste nel confrontare il punteggio di
ciascun subtest con la media di più subtest, cui
partecipa il subtest stesso
• Scopo del confronto è quello di identificare i punti
cognitivi di forza e di debolezza.
• Nella WISC-R: questo confronto veniva indicato
come DAPP.

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