Sei sulla pagina 1di 31

SUSSIDIO PER I FORMATORI, GLI EDUCATORI

E GLI OPERATORI PASTORALI

2
BUONE PRASSI
DI PREVENZIONE E TUTELA
DEI MINORI IN PARROCCHIA A cura di
d. Gianluca Marchetti
d. Francesco Airoldi
“Le buone prassi”
Le buone prassi, ossia quei modi di agire che mettono al centro i più piccoli va-
lorizzando la corresponsabilità comunitaria attraverso la partecipazione e for-
mazione degli operatori pastorali, sono la concreta espressione della cura e custo-
dia dei più piccoli che è da sempre al centro delle numerose attività della Chiesa,
in particolare delle parrocchie.
Senza alcuna pretesa di esaustività, partendo da alcuni principi importanti e
declinandoli nella concretezza dei diversi e molteplici soggetti e luoghi educativi
nonché delle numerose attività parrocchiali, viene proposto agli operatori pasto-
rali più che un manuale d’azione, uno stile di lettura della realtà e di progetta-
zione pastorale condivisa che, attraverso l’individuazione delle buone prassi più
adatte alla specifica realtà locale, possa consolidare un ambiente sicuro per la
migliore crescita e maturazione dei più piccoli. Di contro, proprio l’acquisizione
di uno stile comunitario e corresponsabile di custodia, mentre evidenzia e conso-
lida le buone prassi pastorali in atto permette, nel contempo, di individuare e
correggere disattenzioni, negligenze o, peggio ancora, scelte e prassi diseducative.
INDICE 5. GLI STRUMENTI 38
L’autorizzazione scritta dei genitori
1. ALCUNE PREMESSE 6 L’uso di strumenti tecnologici
La centralità del minore La pubblicazione di immagini di minori sul notiziario
Mai senza i genitori e su siti internet parrocchiali
Il valore educativo di ciascuna figura pastorale La segreteria parrocchiale
Scegliere con cura gli operatori pastorali
Formare e informare gli operatori pastorali 6. CONCLUSIONI 44
Il mandato educativo, la formazione iniziale e quella permanente
Le regole d’oro APPENDICI 46
Linee operative per la tutela dei minori
2. LE PERSONE 16
A. Il parroco
B. Gli Animatori liturgici (gruppo liturgico, sacristi,
responsabili gruppo chierichetti, coro)
C. I catechisti
D. Gli Animatori ed educatori del settore preadolescenti/adolescenti
E. Allenatori, dirigenti e assistenti di società sportive
F. Volontari del bar/circolo parrocchiale
G. Volontari pulizie e manutenzione

3. LE ATTIVITÀ 22
Attività liturgiche
Catechesi
Attività di animazione e aggregazione
Attività sportive
Attività di bar/circolo parrocchiale

4. I LUOGHI 32
La sicurezza degli spazi per l’incolumità delle persone
La scelta degli spazi in relazione al tipo di attività e ai destinatari
Custodire e presidiare gli spazi
Gestire l’accessibilità: il censimento delle chiavi
Chiesa – sacrestia
Casa parrocchiale e abitazione sacerdoti
Oratorio/centro parrocchiale
La cura e tutela dei minori è una priorità che vede da sempre impegnate
le nostre parrocchie. Per rendere più efficace questo servizio educativo è
ALCUNE PREMESSE decisivo che tutta la comunità si senta compartecipe e corresponsabile
della custodia dei più piccoli.
Ancor prima di individuare quelle indicazioni pratiche che, inevitabil-
mente, non possono che diversificarsi a seconda delle caratteristiche pro-
prie di ogni comunità parrocchiale, degli ambienti utilizzati (chiesa, cen-
tri giovanili, oratori, strutture sportive, campeggi, …), delle attività
svolte (liturgiche, catechistiche, di animazione, sportive, …) e degli ope-
ratori coinvolti (catechisti, animatori, allenatori, …), sono importanti
alcune precisazioni:
• Più che singole e puntuali indicazioni è di fondamentale importanza
– nelle attività parrocchiali che coinvolgono i più piccoli – adottare
un approccio organizzativo centrato sul minore. Si tratta dunque
di avere uno sguardo d’insieme e una visione complessiva che non
perda di vista l’obiettivo fondamentale di educare e tutelare il minore.
• I genitori o i tutori del minore vanno sempre informati e coinvolti
nelle attività parrocchiali che riguardano i loro figli.
• Chiunque collabora nelle attività pastorali della parrocchia ha il dirit-
to di esser preparato per il servizio che svolge: spetta alla parrocchia e
in particolare al parroco provvedere, nelle modalità più opportune, ad
una formazione adeguata.
• Le normative civili a tutela del minore vanno assolutamente e pun-
tualmente rispettate così come quelle relative alla sicurezza delle strut-
ture, all’igiene alimentare (si pensi al servizio mensa o alla sommini-

1
strazione di pasti e merende), alla privacy e così via discorrendo.

LA CENTRALITÀ DEL MINORE

Ogni bambino si aspetta d’essere amato e protetto dai suoi genitori, dai
parenti e, in genere, dagli adulti che si prendono cura di lui. Proprio per
questo l’attività pastorale della Chiesa per i più piccoli non può che esse-
re improntata in modo consapevole ad uno stile “generativo”, che si espri-
me nella forma della cura e della sollecitudine educativa.
L’adozione di un approccio pastorale centrato sul minore richiede che egli

6 7
non sia considerato soltanto come oggetto dell’azione pastorale, ma come Dal punto di vista educativo, ogni operatore pastorale deve avere la piena
soggetto attivo di una relazione di cura e di accompagnamento che lo vede consapevolezza che i genitori sono e restano sempre i primi soggetti attivi
protagonista (in modo diverso nelle varie fasi del suo cammino evolutivo), e protagonisti dell’educazione dei loro figli: l’operare accanto ai più pic-
secondo il principio fondamentale dell’educare: far emergere le forze del sog- coli potrà avvenire sempre e solo in nome di un’alleanza che presenti i
getto, accompagnarlo a scoprirle, a metterle in gioco, a orientarle al bene. caratteri della responsabilità, della collaborazione, del servizio, fuggendo
Il maturare di una tale consapevolezza educativa va continuamente pro- da ogni autoreferenzialità.
mosso, alimentato e verificato in quanti hanno responsabilità nella condu- Perciò qualsiasi attività rivolta a un minore presuppone sempre come re-
zione delle attività pastorali. In ogni caso, occorre prestare attenzione all’età ferente necessario i genitori (o i tutori legali). Essi vanno sempre informa-
del minore e alle sue dinamiche di crescita. Se con i più piccoli prevale una ti e coinvolti nelle attività della parrocchia riguardanti i loro figli. Hanno
modalità di accudimento vigile e premuroso, rassicurante e capace di dare il diritto/dovere di sapere, acconsentire, rifiutare. Questo comporta, ad
orientamento; per i ragazzi e le ragazze più grandi, desiderosi di mettere alla esempio, che anche per i giovanissimi aiuto-animatori ed animatori pre-
prova le loro capacità misurandole sulla forza dell’amicizia e sull’esperienza senti in parrocchia sarà necessario ottenere il consenso e l’autorizzazione
di una maggiore autonomia, sarà importante una presenza educativa dispo- alla partecipazione alle attività parrocchiali. Anche se prossimi alla mag-
sta a un’assertività dialogica più improntata alla condivisione e al confron- giore età e quindi con un certo giusto grado autonomia, essi restano pur
to, per continuare poi ad accompagnarli nella ricerca di una progressiva sempre minori da custodire e di cui rispondere di fronte ai genitori.
definizione di sé, per nulla scontata, e comunque sempre giocata tra indivi- Il dialogo con la famiglia continua, pertanto, anche oltre l’iniziale adesio-
duazione e relazione, tra appropriazione e dono di sé. ne o autorizzazione. Ogni figura pastorale deve essere ben consapevole
Ecco perché l’itinerario educativo suppone e invoca sempre una respon- che la presenza di un minore alle attività e nei luoghi ecclesiali rappresen-
sabilità educativa tanto singolare che collettiva, una messa in gioco e una ta una permanente “consegna di fiducia”, per quanto implicita. In questo
verifica sia personale che comunitaria. senso, anche nei momenti dell’informalità, insieme ad un minore, sono
“sempre presenti” i suoi genitori.
MAI SENZA I GENITORI A loro, pertanto, va riportata ogni questione significativa che riguardi il
figlio, come ogni accadimento degno di rilievo, in quanto responsabili
È la famiglia la culla germinale di ogni processo educativo. I genitori primi ed ultimi della sua educazione e tutela.
rappresentano il fondamentale soggetto attivo del compito educativo e ne
restano i protagonisti. IL VALORE EDUCATIVO DI CIASCUNA FIGURA PASTORALE
Con la crescita dei figli, la famiglia non basta più a se stessa ed incontra
nel suo cammino diverse figure e agenzie educative a cui necessariamente Sono diverse le figure e le responsabilità di coloro che operano, nel con-
si apre e con cui intesse alleanze di fiducia, entrando in dialogo con quan- testo ecclesiale, a contatto con i minori, e ciascuna presenta proprie carat-
ti, a vario titolo, sono progressivamente coinvolti nella cura del minore. teristiche e richiede appropriate attenzioni: sacerdoti, consacrati/e, laici
La comunità ecclesiale, nella sua missione di educare alla fede, si affianca che possono essere impegnati in compiti che vanno dalla catechesi, all’a-
al percorso della piccola “chiesa domestica”: ne accoglie i figli, li accom- nimazione liturgica, fino alla pulizia degli ambienti parrocchiali. Ogni
pagna alla vita sacramentale, offre cammini di catechesi. Oltre a questo, compito ha la sua specificità e dignità.
apre ad un ricco ventaglio di proposte pastorali di natura formativa, ag- Tutti, a prescindere dal ruolo o dal più o meno esplicito mandato educa-
gregativa, caritativa, culturale, sportiva. tivo, hanno un compito e una valenza educativa nei confronti dei piccoli.

8 9
È importante però non considerare l’accompagnamento dei minori come Questo percorso di formazione è in primo luogo, per tutti, un percorso
un incarico delegato ad alcuni operatori: tutta la comunità parrocchiale è di formazione alla maturità come bellezza e dignità dell’essere creati a
chiamata a educare alla fede e a prendersi cura dei più piccoli. immagine di Dio, come uomo o come donna. A cogliere la propria e al-
A tutti è chiesto di offrire la propria disponibilità, ovviamente secondo le trui umanità come tesoro prezioso da custodire. Un cammino continuo,
proprie capacità e possibilità concrete, come segno di una fede adulta, che esistenziale, di apprendimento costante della vita (e dalla vita) come dono
si fa carico dell’altro, specie del minore. Solo se tutta la comunità sente ricevuto che tende a divenire bene donato, come gratitudine che diviene
propria la missione di educare i propri figli può nascere una vera e propria gratuità, come fiducia che genera responsabilità. Lo stato di adulto come
cultura della protezione-prevenzione, che rende più facile lavorare assie- scelta di farsi carico dell’altro. In questo contesto si colloca l’informare,
me per lo stesso scopo. La sfida dunque è quella di educare la comunità formare e rendere corresponsabili gli operatori pastorali e tutti i volontari
perché ogni credente, in forza della sua fede, s’interroghi sul proprio che operano in parrocchia, a qualsiasi titolo, sulle tematiche attinenti alla
modo personale di servire la comunità stessa. tutela dei minori come forma di prevenzione di possibili comportamenti
abusivi oltre che condizione necessaria per rafforzare la sicurezza dei luo-
SCEGLIERE CON CURA GLI OPERATORI PASTORALI ghi frequentati dai minori stessi. A tutti gli operatori pastorali devono
essere rese note le Linee Guida per la tutela dei minori e delle persone vul-
Ogni persona che dona parte del suo tempo per attività in parrocchia nerabili adottate dalla CEI; così come le indicazioni del Servizio Regiona-
dedicate all’accompagnamento e all’educazione di minori rappresenta le/Interdiocesano per la Tutela Minori e del Referente Diocesano per la Tute-
una grande risorsa ed è segno di vitalità della comunità. Anche se non la Minori.
sempre è facile trovare chi si decida per forme di servizio e volontariato in In particolare sarà di grande utilità:
parrocchia, soprattutto se si tratta di attività o proposte pastorali che chie- a) Portare alla luce il tema della tutela dei minori e degli abusi sui più
dono disponibilità nel tempo e assunzione di responsabilità educative nei piccoli, farlo conoscere e parlarne con correttezza e chiarezza, perché
confronti di minori (si pensi all’ambito della catechesi e formazione ado- tutti ne siano consapevoli.
lescenti) occorre prestare molta attenzione a chi si sceglie. L’attività edu- b) Identificare e segnalare i fattori di rischio nell’ambiente e nelle perso-
cativa nei confronti dei minori richiede delle minimali, ma necessarie ne e, al tempo stesso, attivare azioni di protezione.
qualità umane, maturità affettivo sessuale e di credente, oltre che un’ade- c) Progettare e monitorare strategie di prevenzione, indicando modalità
guata e costante formazione, equilibrio, capacità di assunzione di respon- relazionali, attenzioni da avere, condizioni ambientali che rendano lo
sabilità e talvolta anche specifiche competenze. spazio e la convivenza il più possibile sicuri e vivibili.
d) Porre sempre e in tutto al centro la dignità e l’integrità della persona
FORMARE E INFORMARE GLI OPERATORI PASTORALI umana, specie dei più piccoli e vulnerabili.
e) Imparare a vedere, riconoscere e ammettere gli errori, le negligenze, le
A nessuno può esser richiesto di collaborare in ambito pastorale in genere, superficialità nel modo in cui possono essere state gestite le attività
soprattutto con i più piccoli, se non gli si dà, assieme, una preparazione con minori.
specifica. Così come nessuno può improvvisarsi (e autoproporsi) educato- f ) Formare in modo attento e oculato tutte le persone che per motivi di
re. La formazione è un processo che non può ridursi ad alcune semplici lavoro, missione o ministero fanno parte della rete educativa e forma-
indicazioni pratiche, ma che deve assumere la sfida di accompagnare le tiva ecclesiale.
persone a crescere umanamente e a consolidare la propria maturità. g) Lasciarsi aiutare da esperti per capire in profondità la realtà della tu-

10 11
tela dei minori e della prevenzione degli abusi in ambito ecclesiale, che, per affidabilità, qualità umane, responsabilità e capacità, abbia poi il
così da garantire la massima trasparenza e promuovere una cultura compito di accompagnare il momento dell’inserimento effettivo del nuo-
che protegga i minori e agisca tempestivamente nei casi sospetti. vo operatore e la sua formazione iniziale.
h) Fornire indicazioni utili a identificare eventuali segni di già avvenuto L’inserimento e l’accoglienza in un gruppo di educatori che, per quanto
abuso sui minori e quindi indicare gli esperti ai quali rivolgersi per- piccolo, è già ben formato ad uno stile di custodia del minore, aiuta ogni
ché, dopo competente valutazione, attivino azioni di protezione e di nuovo volontario, anche nell’informalità, ad assumere e far propria la
adeguato intervento. buona tradizione coltivata in parrocchia.
i) Collaborare con tutti gli enti della società per promuovere e sviluppa- Formare e informare i volontari su come prevenire comportamenti inade-
re una cultura della tutela e della sicurezza per i minori. guati, quando non addirittura nocivi, è di fondamentale importanza an-
l) Farsi promotori di iniziative e programmi di informazione e forma- che nel tempo successivo alla formazione iniziale.
zione in tutte le realtà ecclesiali rivolti ad ogni categoria di persone, Oltre ad una formazione generale per tutti gli operatori e volontari insie-
coinvolgendole nel cambio di mentalità e di cultura. me, che è bene fare periodicamente, sarà opportuna e necessaria una for-
m) Segnalare all’autorità ecclesiastica competente qualsiasi notizia di mazione specifica in base al tipo di attività svolta.
abuso in ambito ecclesiale. Così, oltre a momenti di formazione esplicita, i coordinatori e i responsabi-
li facciano in modo che anche l’ordinaria attività di programmazione delle
IL MANDATO EDUCATIVO, LA FORMAZIONE INIZIALE E QUELLA proposte contenga sempre l’attenzione alla tutela dei minori, alle esigenze
PERMANENTE tipiche della fascia di età considerata, all’esplicita rilettura delle dinamiche
in atto: una sorta di formazione continua in itinere e sul campo. Lo stile
Ogni collaboratore pastorale, tanto più chi svolge un servizio educativo non sia quello della preoccupazione o dell’ansia, ma quello positivo della
nei confronti dei più piccoli, non può e non deve agire da solo, ma su consapevole assunzione di un compito di custodia. Altro momento impor-
mandato della comunità e dentro la comunità ecclesiale. Ecco perché è tante sarà la riunione di verifica finale dell’attività svolta, che non dovrà li-
importante una fase di affiancamento con chi già ne ha esperienza. Le mitarsi agli aspetti organizzativi, ma dovrà comprendere una rilettura circa
buone prassi sono un abito da tramandare, uno stile da diffondere e testi- la tenuta di uno stile buono e adeguato di tutela dei più piccoli.
moniare. Questo comporta anche il vantaggio di non dover “ricominciare Il cammino di accompagnamento e formazione non si riduca dunque alla
daccapo” ogni volta, e di inserire i nuovi volontari in un percorso in esse- sola supervisione o alla fase iniziale, ma si consolidi come esperienza for-
re già fortemente e consapevolmente improntato alla tutela dei minori. mativa permanente, certamente a livello di gruppo, ma anche in vista di
Di grande utilità potrebbero essere alcune indicazioni pratiche scritte: si un cammino formativo più personalizzato, che potrebbe sicuramente ri-
pensi, per esempio, a un foglio da consegnare ad ogni volontario, con velarsi un momento importante del cammino di crescita nella fede di
brevi e semplici indicazioni. ciascun collaboratore pastorale.
Importante però che il tutto non si riduca alla consegna di un foglietto
senza successiva formazione. L’ideale sarebbe prevedere, all’inizio di ogni LE REGOLE D’ORO
anno di attività, momenti di formazione dedicata che coinvolgano insie-
me i nuovi volontari, magari proposti a più parrocchie vicine. A seconda delle attività, delle concrete situazioni locali, nonché delle per-
Avendone la possibilità e le risorse, potrebbe essere opportuno che in ogni sone impegnate, dovranno essere date puntuali indicazioni pratiche, an-
area di attività (catechesi, animazione, sportiva, …) vi sia una persona che in forma scritta o comunque condivise in appositi incontri.

12 13
Anzitutto queste indicazioni di comportamento dovrebbero contenere la Per quanto possibile è raccomandabile, nelle attività rivolte ai minori, la
sottolineatura di attenzioni positive: presenza di più adulti, anche in proporzione ai ragazzi coinvolti e alle at-
1. trattare tutti i minori con rispetto; tività svolte, questo non solo per motivi di sicurezza, ma anche per l’effi-
2. fornire ai più piccoli modelli positivi di riferimento; cacia delle attività stesse.
3. essere sempre visibili agli altri operatori pastorali o comunque ad altri Tutte le persone maggiorenni, ed in particolar modo gli adulti che accet-
adulti quando si svolge qualche attività con i minori; tano di assumere un compito educativo, devono essere invitati a vigilare
4. segnalare al responsabile, che deve essere sempre e chiaramente iden- affinché possano essere tempestivamente segnalati ai responsabili le situa-
tificabile, comportamenti potenzialmente pericolosi e abusivi; zioni pericolose o anche solo ambigue che si verificano negli ambienti
5. sviluppare una cultura in cui i minori, soprattutto se bambini, possa- parrocchiali.
no parlare apertamente, porre domande ed esprimere eventuali preoc- Proprio per questo motivo è opportuno che siano date indicazioni pun-
cupazioni; tuali ai catechisti, agli educatori, agli allenatori, agli animatori del tempo
6. rispettare la sfera di riservatezza e intimità del minore; libero e delle iniziative ludico-ricreative in occasione degli incontri pro-
7. informare le famiglie delle attività che vengono proposte e delle rela- mossi per loro durante l’anno.
tive modalità organizzative ottenendone le opportune autorizzazioni. È opportuno altresì che gli educatori e tutti i volontari (anche minorenni)
siano avvertiti di tutti quei comportamenti che, pur non integrando veri
In secondo luogo si dovrebbero chiarire i comportamenti nei confronti di e propri atti di molestia, tuttavia pregiudicano e contraddicono un’efficace
un minore che non possono mai essere accettati: educazione cristiana e umana.
1. infliggere castighi fisici di qualunque tipo; Gli adulti e i giovani che più sono a contatto con i ragazzi e gli adolescen-
2. sviluppare un rapporto esclusivo con un singolo minore rispetto ad ti devono dare buona testimonianza del rispetto dell’altro anche nelle
altri; forme fondamentali della relazione (per esempio nel linguaggio e nel
3. lasciare un minore in una situazione potenzialmente pericolosa per la modo di usare il proprio corpo). É importante avvertire gli operatori pa-
sua sicurezza psicofisica; storali dell’importanza del valore simbolico della fisicità e di alcuni gesti
4. parlare o comportarsi con un minore in modo offensivo, inappropria- fisici in relazione alla sensibilità del minore che può essere disorientato da
to o sessualmente provocatorio; alcuni gesti che l’adulto pone senza pensarci perché privi, per lui, di cari-
5. provvedere a gesti di cura della persona (come lavarsi e cambiarsi) che ca emotiva, ma che il minore non sa come interpretare.
un minore potrebbe benissimo fare da solo/a; Ai coordinatori e agli educatori maggiorenni il compito e la responsabili-
6. discriminare un minore o un gruppo di minori; tà di accompagnare e sostenere gli animatori più giovani in queste atten-
7. chiedere a un minore di mantenere un segreto; zioni.
8. fare regali ad un minore discriminando il resto del gruppo; Eventuali episodi di comportamenti inappropriati o atti di bullismo, che
9. fotografare o video filmare un minore e/o diffondere via web o social possono tra l’altro verificarsi pure tra minori, anche se non integrano gli
network immagini di minori e/o chattare con minori senza che i suoi estremi di un reato penale, non vanno mai sottovalutati o taciuti bensì
genitori o tutori ne siano sempre informati e lo abbiano autorizzato. vanno affrontati seriamente, prontamente, con equilibrio e prudenza.
In ogni caso deve essere osservata la massima prudenza e il rigoroso
rispetto delle normative vigenti.

14 15
A. IL PARROCO

LE PERSONE Particolare attenzione e sensibilità è richiesta a chi svolge un ruolo di di-


rezione e conduzione dell’attività pastorale, in modo particolare ai parro-
ci e con loro agli altri sacerdoti che collaborano in parrocchia oltre che ai
religiosi/e e alle persone consacrate/i ai quali è affidato un ruolo di dire-
zione delle attività pastorali parrocchiali. Quella del sacerdote e del parro-
co in particolare è la figura di riferimento e il modello, nei modi di parla-
re e agire, per tutta la comunità ecclesiale e per tutti i collaboratori
pastorali.
Per questo, sacerdoti e consacrati, chiedendo ai propri volontari ed ope-
ratori pastorali di adottare uno stile consono ai principi fondamentali del
bene educare, sono chiamati essi stessi in prima persona a lasciar traspari-
re uno stile che abbia profondo spessore di credibilità.
Ciò comporta la capacità di vivere una vita interiore profonda, nonché la
libertà di entrare in contatto con l’altrui intimità nel ministero della con-
fessione e dell’accompagnamento spirituale, così come nella relazione,
con delicatezza e discrezione, senza esercitare manipolazioni e intrusioni
indebite; e quella rettitudine di coscienza che fa cercare il bene esclusivo
dell’altro, specie di chi è debole e vulnerabile, e rende trasparente il pro-
prio agire e il proprio amare. Dunque il parroco e i sacerdoti che con lui
collaborano nelle attività pastorali mantengano sempre un livello com-
portamentale assolutamente privo di ambiguità, pienamente consapevole
del loro ruolo educativo sia nei confronti dei minori che nei confronti
degli altri operatori ed educatori della parrocchia. Un buon livello di con-

2
sapevolezza delle dinamiche e delle buone prassi a tutela del minore inne-
sca un andamento virtuoso che coinvolge tutta la comunità, sia nei mo-
menti formativi ufficiali e appositamente dedicati che in quelli informali.
Anche nel proprio modo di approcciarsi e di comportarsi quotidiana-
mente con minori, il parroco si mostri esempio e modello per tutti.
Nei momenti di programmazione e preparazione delle diverse attività,
insieme con i propri operatori, il parroco e i sacerdoti suoi collaboratori
diventino costante fattore di formazione “sul campo”. Se certamente
un’intensa vita spirituale sosterrà il sacerdote nel suo ministero, di grande
importanza sarà coltivare sane relazioni con e nel presbiterio diocesano,

16 17
con i propri coetanei e all’interno della comunità parrocchiale che non mente costuditi, perché nessuna ambiguità possa introdursi nel cuore
solo è custodita dai suoi sacerdoti ma, in qualche modo, ne è anche il della vita liturgica della Chiesa.
custode.
C. I CATECHISTI
B. GLI ANIMATORI LITURGICI (GRUPPO LITURGICO, SACRISTI,
RESPONSABILI GRUPPO CHIERICHETTI, CORO) Ai catechisti non è affidato solo l’incarico di trasmettere la conoscenza
intellettuale di alcune verità di fede, ma in primo luogo di testimoniare il
A tutti coloro che sono chiamati a prestare il loro servizio nell’ambito li- Vangelo della Salvezza, nella Chiesa e con la Chiesa. La trasmissione dei
turgico, dalla cura degli spazi liturgici, al canto, alla preparazione delle valori e delle verità del credere passa attraverso anche una buona e sana
liturgie, …, al gruppo lettori, ai responsabili dei chierichetti certamente relazione con la figura del catechista, e il bambino dovrà trovare riscontro
deve essere fornita una formazione adeguata dal punto di vista celebrativo di quanto gli viene detto ed “insegnato” nel comportamento e nella ri-
e liturgico perché la liturgia, cuore pulsante della vita della Chiesa, possa spettosa modalità di vicinanza del catechista.
esprimersi in tutta la sua ricchezza e fecondità. Tuttavia non basta una Nella fatica da parte delle famiglie di trasmettere l’esperienza della fede
buona preparazione liturgica o musicale, o un alto senso del decoro delle spetta ai catechisti, su mandato della comunità, la responsabilità certo
celebrazioni: accanto alla competenza necessariamente richiesta in questi faticosa, ma non per questo meno ricca e significativa, di annunciare la
ambiti della pastorale, gli animatori e i volontari adulti che si occupano bellezza del Vangelo e dell’incontro personale con Gesù. Il loro stile di
di liturgia devono aver ben presente l’alta responsabilità, anche in termini vita, anche fuori dal momento della catechesi, le loro parole, il loro modo
educativi, che comporta il loro prezioso servizio. Se questa attenzione ai di fare, il loro modo di presentare l’esperienza di fede e soprattutto la
più piccoli trova la sua espressione nella collaborazione con il parroco persona di Gesù segnerà la storia di ogni ragazzo, anche solo perché, per
perché tutti i momenti celebrativi possano essere luoghi e tempi acco- un numero sempre maggiore di ragazzi, i percorsi di catechesi in prepara-
glienti anche verso i più piccoli che vi partecipano, a maggior ragione è zione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana restano una delle pochissime
richiesta allorquando, per esempio nei gruppi chierichetti o nel coro, occasioni di incontro esplicito con il messaggio cristiano a volte di tutta
adulti si affiancano a minori per accompagnarli e guidarli nelle funzioni la vita.
sacre. Sarebbe un errore grave pensare che coloro che si prestano all’am-
bito liturgico non possano o non debbano essere formati alle tematiche D. GLI ANIMATORI ED EDUCATORI DEL SETTORE PREADOLESCENTI/
della tutela dei minori, perché ritenute non necessarie o “non consone” ADOLESCENTI
alla dignità della liturgia.
I collaboratori pastorali, anche e soprattutto in questi settori, siano ben Sia che si tratti di animazione formativa (la prosecuzione della catechesi
consapevoli ed esplicitamente formati e informati dell’intrinseca richiesta oltre l’età dei sacramenti dell’iniziazione, o gruppi culturali) oppure ag-
di protezione dei più piccoli che pure le forme dell’agire liturgico custo- gregativo-ricreativa (spazi aggregativi, gruppi musical, laboratori manua-
discono. li, laboratori espressivi, musicali, …), in ogni caso l’adolescente richiede
Il comportamento e la condotta personali, pertanto, siano tali da infon- particolari modalità educative e di presenza improntata maggiormente
dere e testimoniare il profondo ossequio per i luoghi e le cose sacre, e allo all’accompagnamento, alla vigilanza autorevole, credibile, non invasiva.
stesso tempo esprimano uno stile di relazione personale consono e coe- Richiede il riconoscimento di maggiori spazi di autonomia, sempre più
rente: linguaggio, azioni, espressioni corporee e discorsi siano particolar- ampi verso il raggiungimento della maggiore età.

18 19
Certo utile e importante la capacità di un linguaggio capace di relazionar- timi ad uscire. Pur provvedendo ai servizi di bar e custodia dei locali, il
si con le giovani generazioni al tempo stesso però l’educatore dei preado- loro compito non è solo quello di servizio al bancone, ma sono presenze
lescenti e degli adolescenti non deve dimenticare il proprio ruolo educa- attive e attente accanto ai minori, ne sentono i discorsi, ne possono co-
tivo e la responsabilità che la custodia comportano. Anzi, l’adolescente gliere, appunto nell’informalità, molti aspetti importanti. Accanto agli
con le sue fatiche e le sue provocazioni, ma anche con l’esuberanza che la animatori ed educatori che propongono attività pensate e strutturate, i
sua età porta con sé, chiede modelli positivi e propositivi che sappiano baristi e tutti gli adulti impegnati in oratorio rappresentano pertanto una
essere compagni di viaggio con un proprio equilibrio, maturità umana e sorta dei naturale e preziosissimo prolungamento dell’accompagnamento
affettiva, solidità personale, passione educativa, testimonianza trasparente e dello sguardo educativo. La loro presenza sia sempre positiva, e venga
di relazioni buone. sempre evidenziato il valore educativo del loro ruolo.

E. ALLENATORI, DIRIGENTI E ASSISTENTI DI SOCIETÀ SPORTIVE G. VOLONTARI PULIZIE E MANUTENZIONE

Il gioco svolge una parte decisiva nello sviluppo dell’intelligenza e della Potrebbero sembrare figure senza una diretta valenza educativa, ma non è
personalità e lo sport costituisce una risorsa preziosa perché la crescita dei così: ecco perché è importante accreditare tali figure, agli occhi di tutti,
ragazzi si esprima al meglio. Lo sport è infatti un’attività umana che si non solo per il loro servizio di pulizia o manutenzione, ma anche come
fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. È un fattore di in- presenze educative che si prendono cura degli ambienti, e quindi delle
serimento, di partecipazione alla vita sociale, tolleranza, accettazione del- persone che li abitano e che dunque possono insegnare a fare altrettanto.
le differenze e rispetto delle regole. L’attività sportiva deve essere accessi- Il loro servizio e la loro testimonianza oltre a dire concretamente una ge-
bile a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno: lo nerosa disponibilità a che i luoghi abitati anche dai più piccoli siano il più
sport deve essere aggregazione, promozione e anche divertimento, senza ospitali e dignitosi possibile, proprio per la loro presenza capillare e pun-
pressioni e ricordandosi che non tutti nascono campioni. tuale, li rende una grande risorsa anche ai fini della protezione dei più
Proprio per questo è importante che le figure educative dedicate allo sport piccoli. Il loro servizio, infatti, li porta spesso ad osservare gli spazi più
abbiano la necessaria competenza e preparazione: non solo tecnico-moto- remoti o nascosti, a volte quelli meno accessibili. Questo rende tali volon-
ria, ma anche educativa. tari una risorsa preziosa nella conoscenza effettiva degli spazi e nella com-
L’allenatore deve saper discernere e valutare le caratteristiche individuali prensione e consapevolezza di quanto vi accade. Non di rado sono pro-
di ciascun giovane atleta, e proporre ai ragazzi attività consone all’età e prio loro ad accorgersi di eventuali utilizzi non appropriati dei luoghi, o
allo sviluppo psicofisico, sia in base all’età, sia in termini di motricità che, non conosciuti/autorizzati. Siano pertanto, anzitutto, resi consapevoli e
soprattutto, di maturazione personale. valorizzati anche in questo prezioso aspetto del loro servizio. Inoltre gli
addetti alla pulizia e alla manutenzione sono coloro che, per poter svol-
F. VOLONTARI DEL BAR/CIRCOLO PARROCCHIALE gere il loro lavoro in sicurezza, spesso accedono agli spazi parrocchiali in
orari diversi da quelli di apertura, oppure subito dopo l’orario di chiusu-
Pur non gestendo direttamente attività rivolte ai minori, tuttavia sono ra: ciò consente un’attenzione ulteriore ai cortili e agli ambienti ed una
figure adulte importanti nella vita del centro parrocchiale e nell’accompa- vigilanza più attenta e continua.
gnare l’informalità. Non di rado sono coloro che aprono e chiudono gli
spazi dell’oratorio/centro parrocchiale, quindi i primi ad entrare e gli ul-

20 21
L’esperienza pastorale parrocchiale suggerisce alcune piccole, ma concrete
attenzioni perché le attività svolte possano essere davvero segno di quella
LE ATTIVITÀ attenzione di tutti per la cura e custodia dei più piccoli: spetterà poi a
ciascuna comunità trovare le modalità di attuazione più opportune e più
adatte alla situazione locale.

ATTIVITÀ LITURGICHE

Chi ha cura della liturgia sa bene che questa è il luogo dell’accadere reale
ed efficace dell’incontro con il Dio della Salvezza. Spazi, tempi e modi del
celebrare possono e devono tener presente la presenza dei più piccoli per
favorirne l’attiva partecipazione.
Può essere utile che:

1. Nel caso di attività liturgiche di gruppo (diverse da quelle generali e


tipiche di orario come lo è, ad esempio, la messa domenicale) si faccia
pervenire ai genitori un avviso scritto circa l’orario iniziale del mo-
mento di preghiera straordinario (per esempio in avvento o in quare-
sima) oppure dell’appuntamento per le confessioni. Buona cosa sa-
rebbe anche indicare approssimativamente l’orario finale. Sia sempre
indicato anche il luogo (per esempio in chiesa parrocchiale, chiesina
dell’oratorio, …, santuario).

2. La celebrazione del sacramento della riconciliazione avvenga in luo-


ghi liturgicamente consoni e comunque visibili e non appartati (ri-

3
spettando le caratteristiche proprie del sacramento). Il parlare e la
gestualità del confessore non sia mai equivoca, quand’anche essa in-
tenda essere di giusto conforto. Anche e soprattutto in presenza di
bambini si ricordi sempre il dovere di rispettarne l’intimità e la sensi-
bilità. Fermo restando il segreto confessionale, se il bambino facesse
riferimento a possibili abusi subiti, venga incoraggiato e, se del caso
accompagnato, a rivolgersi a chi abbia la competenza anche istituzio-
nale di fornire aiuto e assistenza. Sempre opportuno che le confessio-
ni di minori avvengano in luoghi consoni, preferibilmente in chiesa o
in penitenzieria, visibili da altri adulti, meglio se gli stessi genitori. Da

22 23
evitare che il sacerdote si ritrovi da solo con un minore nella propria la catechesi avvenga in luoghi diversi dal solito, ne venga preventiva-
abitazione. mente informata la famiglia.

3. Nel caso di gruppi di chierichetti o del gruppo di canto, venga sempre 2. All’inizio dell’anno, ma anche durante, nelle riunione con i genitori,
comunicato alle famiglie il calendario delle turnazioni di servizio du- è importante indicare il cammino tematico trattato. Questo si rivela
rante le celebrazioni. Quanto alle prove o agli incontri di formazione, particolarmente utile anche nei cammini dedicati agli adolescenti,
alle famiglie venga comunicato il giorno, la cadenza (settimanale, …, dove la condivisione con i genitori degli argomenti trattati favorisce
mensile), il luogo e l’orario di inizio e fine, in modo che siano infor- l’instaurarsi di positive alleanze educative.
mate in modo preciso. I minori, specie se piccoli, non vanno in alcun
modo trattenuti oltre l’orario concordato con le famiglie. È da evitare 3. Eventuali tematiche delicate vanno sempre affrontate in relazione
la creazione di rapporti esclusivi con qualcuno, o la creazione di pic- all’età dei minori, tenendo conto delle indicazioni emergenti dalla
coli circoli “elitari”. Buona cosa creare condizioni per il coinvolgi- strutturazione dei cammini di catechesi ufficiali: bene non anticipare
mento dei genitori, sia all’inizio dell’anno che durante: anche le atti- le tappe o i tempi in base alla singola personalità o sensibilità del ca-
vità ricollegate alla liturgia, quando coinvolgono gruppi di minori techista, ma quest’ultima sia sempre accordata al senso ecclesiale e
dedicati al servizio all’altare, alla sacrestia e al canto, devono avere comunitario. A riguardo è bene che la programmazione delle tappe
come referente ed interlocutore consapevole la figura dei genitori. In tematiche venga predisposta insieme al sacerdote referente o al coor-
ogni caso, se non possibile contare sulla presenza diretta dei genitori dei dinatore e responsabile della catechesi, e che sia uniforme per tutti i
ragazzi, in tutte le attività liturgiche o relative alla liturgia nelle quali catechisti di quella fascia di età. Sempre valida e solida, anche in rela-
sono presenti dei minori è bene la presenza di almeno due adulti. zione alle tematiche trattate, è l’impostazione dei cammini di cate-
chesi CEI, che contengono anche preziose schede ed indicazioni pe-
CATECHESI dagogiche calibrate in relazione all’età dei minori, soprattutto nella
fase della preadolescenza ed adolescenza, e all’argomento. Nei cammi-
Alcune attenzioni: ni di catechesi dei ragazzi più grandi, le tematiche relative all’affettivi-
tà e alla sessualità vengano affrontate con competenza, preparazione,
1. Poiché le attività di catechesi hanno normalmente un calendario e sensibilità e maturità. Se del caso, utile il coinvolgimento di esperti sia
orari definiti, all’inizio dell’anno, con l’iscrizione, va consegnato ai nel campo della psicologia, della morale, della pedagogia. L’utilizzo di
genitori un foglio informativo con le date degli incontri, specificando immagini e filmografia sia consono all’età dei ragazzi e alla specifiche
anche che al termine dell’orario di attività i minori rientreranno a casa caratteristiche di quel gruppo particolare. Di grande importanza met-
sotto l’esclusiva responsabilità dei genitori stessi. Non si prendano tere a tema, nelle modalità più opportune, l’uso responsabile di inter-
con le famiglie impegni di generale riconsegna diretta dei minori che net e dei social.
invece poi non si è in grado di onorare. Eventuali specifiche esigenze
di rientro e/o riconsegna diretta ai genitori, legate all’età dei minori 4. Le tematiche trattate, e il confronto/confidenza tra bambini e catechi-
(per esempio bambini di 6/7 anni) oppure a condizioni individuali sta, possono portare l’adulto a comprendere particolari bisogni del
particolari, vanno concordate con la famiglia in modo espresso. Si bambino, o intuire fasi delicate, seppur normali, di crescita che non
indichi anche il luogo ordinario sede degli incontri, e nel caso in cui devono portare il catechista ad instaurare corsie preferenziali con que-

24 25
sto o quel minore. La buona e doverosa attenzione verso i bisogni dei ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE E AGGREGAZIONE
bambini e le loro dinamiche di crescita deve semmai portare il/la ca-
techista a parlarne con il/la responsabile dell’attività pastorale che Quando si parla di attività di aggregazione e di animazione per minori ci si
provvederà ad aprire canali di confronto con i genitori del minore: può riferire ad attività animative generali come giochi, danze, feste parroc-
sono i genitori l’interlocutore primo e privilegiato di ogni azione. chiali, ma anche ad attività specifiche per determinati gruppi. Prudenza e
buon senso sono sempre dei buoni compagni di viaggio. In ogni caso:
5. Da non escludere che un catechista si accorga di segnali di disagio nel
minore, identificandone una possibile causa all’interno del contesto 1. La scelta della tipologia di gioco e dei luoghi sia consona all’età dei ra-
famigliare, se non addirittura notare segni di incuria o maltrattamen- gazzi e al numero di animatori che li accompagnano. I più piccoli ven-
to. In questo caso il/la catechista, ne parli in modo riservato, pruden- gano sempre particolarmente custoditi nei movimenti e nell’azione del
te ma non reticente con il parroco, il quale sentirà il Referente/Servi- gioco. I giochi, anche fisici, siano sempre rispettosi della corporeità e del
zio Diocesano Tutela Minori per una valutazione da parte di persone pudore di ciascuno. In caso di danze e balli di gruppo, vanno evitati
competenti e per l’eventuale attivazione dei presidi istituzionali a ciò gesti sconvenienti o che possano avere attinenza alla gestualità sessuale.
preposti.
2. Spesso nelle attività di animazione delle parrocchie sono coinvolti
6. Particolare attenzione va prestata alle modalità di gestione del gruppo educatori ed animatori giovani, poiché più vicini all’età dei minori ed
e di contenimento, nel caso si tratti di un gruppo turbolento: mai in grado di coglierne le simpatie, la stima e la fiducia. Si tratta di figu-
venga usata violenza verbale o eccessiva aggressività nella voce. Posso- re educative meno genitoriali, e più simili alla dinamica da “fratello-
no esservi casi in cui il minore si comporti in modo davvero maledu- sorella maggiore”: spesso figure eccessivamente adulte fanno fatica ad
cato, se non offensivo, verso l’adulto. I richiami, a volte necessari, essere ben accreditate presso adolescenti. Resta vero, tuttavia, che il
abbiano sempre e il senso del rispetto del limite e della dignità dei più compito dell’accompagnare gli adolescenti non può essere affidato
piccoli. Vengano coinvolti comunque i genitori da parte del responsa- solo a figure fraterne, e che tali giovani educatori è bene siano suppor-
bile della catechesi: una buona alleanza tra famiglia e catechista diven- tati ed accompagnati da presenze più adulte. Vi sia sempre almeno
ta il migliore strumento educativo e, se necessario, contenitivo. una figura adulta che svolga il compito di formatore e coordinatore
degli animatori più giovani. Mai il gruppo di giovani animatori degli
7. Altro buon strumento di prevenzione è la virtuosa relazione tra educatori: adolescenti sia lasciato solo a se stesso, presupponendo che abbia tut-
nessun catechista va lasciato solo nel suo compito, ma deve essere e sen- te le risorse necessarie: anche il gruppo dei giovani educatori va edu-
tirsi supportato da tutta l’equipe dei catechisti. Il confronto nel gruppo di cato ed accompagnato.
catechisti della fascia di età interessata, l’ideazione di metodologie con-
divise, la maturazione di buoni consigli, la presenza del sacerdote o del 3. Per moltissime parrocchie il momento delle attività estive, in partico-
responsabile aiuta e supporta gli stessi catechisti. D’altra parte non si lare il Centro Ricreativo Estivo, costituisce un “concentrato” di atti-
può dimenticare come il confronto tra i catechisti porta a trovare mo- vità in cui confluiscono molti più minori che nel resto dell’anno, ra-
dalità di aiuto e sostegno reciproco, comporta la narrazione condivisa gione più che sufficiente perché tutti gli animatori impegnati siano
dei fatti, attribuisce maggiore obiettività alla lettura dei fenomeni. responsabilizzati e consapevolmente sintonizzati su uno stile positivo
e propositivo, ed insieme accorto, prudente e vigilante.

26 27
a) Fondamentale è la formazione dei responsabili e dei coordinatori: l’o- 4. Altro “luogo” importante di aggregazione è dato dai Campi scuola –
biettivo è aiutarli a tenere gli occhi aperti anche su quei comportamen- ritiri di più giorni – campeggi – vacanze. Le attenzioni specifiche
ti o quelle situazioni che potrebbero mettere in pericolo i più piccoli. derivano dal trascorrere fuori casa uno o più giorni, pertanto nella pro-
b) Oltre alla formazione dei coordinatori, sarà necessaria una minima, grammazione si presti attenzione: al numero di ragazzi gestibile; al con-
ma efficace, formazione di tutti gli animatori presenti al CRE: essa seguente rapporto numerico tra accompagnatori e ragazzi iscritti; all’e-
non va data per scontata, o data per fatta una volta per tutte, perché ventuale partecipazione dei genitori o comunque di familiari; alla
ogni anno ci sono nuovi giovanissimi animatori. Inoltre, anche se si presenza di ragazzi con disabilità; ad una selezione accurata degli educa-
tratta di proporre attenzioni e raccomandazioni che alcuni avranno tori e degli accompagnatori; alla scelta di luoghi di destinazione conso-
già sentito più volte, è importante che tale momento di formazione ni all’età dei minori; a che la casa che ospiterà il gruppo sia conforme
avvenga in plenaria per tutti: il fatto di ascoltare tutti la stessa cosa e alle norme di sicurezza. Ancora: la distribuzione dei ragazzi nelle came-
le stesse raccomandazioni contribuisce a creare una “sintonizzazione re/camerate preveda sempre la presenza di almeno un educatore. Me-
ambientale” e una custodia reciproca. Siano sempre esplicitati i com- glio scegliere strutture con camerate con almeno sei/otto posti letto
portamenti non ammissibili. ciascuna, in modo da poter avere presenti almeno due educatori. In
c) Dal punto di vista organizzativo si rinvia anzitutto alle considerazioni strutture alberghiere, a causa di camere con un numero più limitato di
inerenti la scelta dei luoghi opportuni (in relazione all’età dei ragazzi, posti letto, occorre essere particolarmente attenti nella composizione
soprattutto per le attività esterne) e alla sicurezza nella gestione degli delle camere e nella scelta degli educatori. Le camere non vanno mai
spazi parrocchiali ordinariamente sede del CRE. Durante la presenza chiuse a chiave dall’interno. I locali bagni e docce siano vigilati con il
dei ragazzi in oratorio, il cancello di ingresso venga tenuto chiuso o necessario equilibrio tra rispetto del senso del pudore e responsabile
comunque sorvegliato, in modo da evitare l’uscita incontrollata di un presenza. Per quanto riguarda le specifiche attività queste siano divise
minore, o l’ingresso di adulti non autorizzati. per fasce d’età per permettere la formazione di gruppi omogenei e la
d) Importante, proprio in ragione dell’elevato numero di ragazzi, la pun- realizzazione di attività adeguate. Precauzioni opportune siano prese in
tuale tenuta dei registri di presenza: non devono esserci incertezze circa base alla tipologia di destinazione (mare, montagna, città d’arte). Nel
l’effettiva e quotidiana presa in carico di un minore. Vi sia una figura caso di escursioni impegnative sia prevista l’assistenza di una guida.
responsabile incaricata della compilazione del foglio presenza all’inizio Non si dimentichi mai l’autorizzazione dei genitori ai quali devono es-
giornata. Si verifichi la completezza del gruppo in occasione di ogni sere fornite tutte le informazioni necessarie sullo svolgimento delle atti-
spostamento al di fuori degli spazi e cortili parrocchiali. Il foglio presen- vità, il programma delle giornate, l’abbigliamento e l’attrezzatura ade-
ze va consegnato in segreteria, perché vengano annotate le assenze. guata per il tipo di destinazione. Sempre siano indicati i riferimenti per
e) Determinante una buona organizzazione dell’attività di segreteria del contattare il responsabile del gruppo. I ragazzi devono essere in possesso
CRE. All’inizio di ogni giornata il personale di segreteria avvisi il refe- di copia del documento di identità e della tessera sanitaria.
rente di ogni gruppo dell’eventuale autorizzazione all’uscita anticipata
di un minore: non va lasciato uscire in autonomia all’orario indicato, ATTIVITÀ SPORTIVE
ma accompagnato in segreteria. Venga comunicato poi l’elenco dei ra-
gazzi per cui non vi è autorizzazione alla pubblicazione di fotografie e Se non vi è alcun dubbio sulla valenza educativa dello sport e sull’importanza
video, così come l’indicazione dei minori con allergie e/o intolleranze della figura dell’allenatore, possono qui essere richiamate alcune attenzioni
alimentari o a farmaci, o che richiedono particolari attenzioni sanitarie. molto pratiche relative ad uno spazio particolare: quello degli spogliatoi.

28 29
1. Deve sempre essere raccomandata la giusta prudenza e sobrietà negli patto di alleanza con le famiglie: a) espliciti le regole circa la gestione
atteggiamenti. Alcuni gesti di incoraggiamento e vicinanza da parte e vigilanza dello spogliatoio; b) comunichi le modalità della sua pre-
dell’adulto all’atleta, se ben visibili a tutti e non ambigui (ad esempio senza e vigilanza all’interno degli spogliatoi; c) indichi le persone abi-
sui terreni di gioco in occasione di una sostituzione) in contesti mag- litate, su consenso dei genitori, all’accesso negli spogliatoi; d) defini-
giormente riservati e personali, quale può essere l’interno di uno spo- sca l’eventuale modalità di presenza dei genitori per gli atleti più
gliatoio, rischiano di assumere connotati diversi ed anche censurabili. piccoli e per quelli più grandi.
La stessa presenza dell’allenatore all’interno dello spogliatoio, situa-
zione assai frequente, sia per ragioni pratiche di spazio sia per l’obbli- ATTIVITÀ DI BAR/CIRCOLO PARROCCHIALE
go di vigilanza sui minori, impone particolare sobrietà e correttezza
nel comportamento. Per quanto riguarda questa attività, apparentemente di poco rilievo, ma
con invece una sua consistenza pur nell’informalità degli incontri, vale la
2. Lo spazio degli spogliatoi e delle docce va adeguatamente custodito, pena di ricordare, oltre tutte le necessarie autorizzazioni previste e il rigo-
bilanciando con saggezza il rispetto della privacy e dell’autonomia dei roso rispetto dalla normativa vigente (sanitaria, fiscale, …) che:
minori con quello di una giusta e doverosa vigilanza: le liti all’interno
dello spogliatoio in assenza dell’allenatore o comportamenti inappro- 1. I volontari del bar non siano solo minorenni e se vi è qualche mino-
priati non sono certo eventi rari. Possibili anche atti di bullismo, so- renne vi sia sempre almeno un adulto presente come responsabile.
prattutto tra ragazzi adolescenti. Ciò rende opportuno non lasciare 2. Nei momenti di maggiore afflusso, o di prevedibile presenza di adole-
incustoditi gli atleti, specie se piccoli o notoriamente vivaci. Alcune scenti o giovani (al termine di allenamenti, in occasione di attività, o
precauzioni relative all’uso degli spogliatoi: a) si favorisca sempre la in orari particolari) è bene che il barista, anche se maggiorenne, non
contestuale presenza di due adulti idonei; b) mai si consenta la pre- sia troppo giovane e neppure sia solo.
senza di estranei o persone non autorizzate; c) nel caso di atleti davve- 3. Anche per i baristi vengano previsti momenti di formazione sui temi
ro piccoli può essere utile consentire ai genitori l’accesso agli spoglia- della tutela del minore nei quali sia ben esplicitato che il loro servizio
toi. Si raccomanda in ogni caso che l’accesso sia consentito a un solo non è solo quello di distribuire cibi e bevande; ma è soprattutto quel-
genitore per minore o, in alternativa, ad alcuni genitori espressamente lo di essere figure positive e propositive. Siano sempre previste anche
autorizzati ed incaricati con il comune accordo di tutte le famiglie. modalità di revisione delle attività proposte e sul loro andamento.
Anche in questi casi tuttavia, l’allenatore o l’ausiliario di squadra non 4. Non si perda mai di vista la specificità educativa di un bar/circolino
deleghi totalmente il compito della vigilanza, ma sia sempre presente. parrocchiale.
L’allenatore o gli ausiliari adulti non facciano la doccia insieme ai 5. Non si somministrino mai bevande alcoliche a minorenni, e si vigili
minori. Nel caso in cui le strutture non consentano uno spogliatoio affinché non accada che ragazzi appena maggiorenni acquistino be-
dedicato all’allenatore, egli proceda a cambiarsi e lavarsi solo dopo vande alcoliche passandole poi a minorenni all’interno degli spazi
l’uscita dei ragazzi. chiusi o aperti dell’oratorio/centro parrocchiale.
6. Siano sempre e prontamente segnalati al parroco o al responsabile si-
3. Utile, e soprattutto pratico, che l’allenatore all’inizio della stagione tuazioni anomale e presenze sospette nel bar e nelle zone adiacenti.
sportiva, in occasione della riunione con i genitori con le altre figure 7. Al momento della chiusura ci si assicuri che non sia rimasto nella
adulte della società che accompagnano la squadra, stabilisca un buon struttura parrocchiale alcun minore incustodito.

30 31
LA SICUREZZA DEGLI SPAZI PER L’INCOLUMITÀ DELLE PERSONE

I LUOGHI Fondamentale, ovviamente non solo in tema di tutela minori, è la sicurezza


degli ambienti e degli impianti: sia quella strutturale in ossequio alle norme
di legge (uscite di sicurezza, altezza dei parapetti delle finestre ai piani supe-
riori, …, manutenzione delle aree e attrezzature di gioco messe a disposizio-
ne dei più piccoli); sia in termini di manutenzione (tegole, cornicioni insta-
bili, … , regolare e semestrale revisione e manutenzione estintori): spesso
proprio quest’ultima è da seguire con attenzione e prontamente, senza ritar-
do. Opportuno che vi sia almeno un referente adulto incaricato a sovrain-
tendere tali aspetti, che garantisca la periodica manutenzione, che abbia a
disposizione alcuni riferimenti di pronto intervento (idraulico, elettricista,
muratore) e che sia pronto a chiudere e impedire l’avvicinamento a spazi
non sicuri tramite apposite segnalazioni, cartelli, nastri da cantiere.

LA SCELTA DEGLI SPAZI IN RELAZIONE AL TIPO DI ATTIVITÀ


E DESTINATARI

La seconda attenzione riguarda, durante lo svolgimento di attività organiz-


zate, gestite e monitorate da volontari e operatori pastorali, l’opportuna
scelta di spazi e luoghi adeguati al tipo di attività proposta ai minori ed in
relazione alla loro età. All’interno dell’oratorio o del centro parrocchiale
(sia in spazi chiusi che all’aperto): è necessario porre in essere quelle atten-
zioni utili ad impedire che i ragazzi possano essere indotti ad entrare e
permanere in luoghi nascosti alla vista o privi di qualsiasi controllo (per es.

4
ripostigli, seminterrati, locali poco frequentati, angoli dei cortili). Al di
fuori del centro parrocchiale vanno evitati luoghi difficilmente controllabi-
li per giochi dispersivi così come i giochi notturni in spazi aperti per bam-
bini troppo piccoli. Il numero di educatori presenti sia sempre adeguato
all’ampiezza degli spazi, al grado di movimento richiesto dall’attività, all’e-
tà dei minori, all’effettivo controllo del perimetro dell’area di gioco. Venga
sempre fatto un preventivo sopralluogo senza fidarsi eccessivamente della
memoria o del ricordo di come erano gli spazi un tempo, e per verificare
che non vi siano cambiamenti nello stato dei luoghi (come, ad esempio,
eliminazione di recinzioni, apertura nuove strade in prossimità, cantieri).

32 33
CUSTODIRE E PRESIDIARE GLI SPAZI chia: è l’occasione di farsi conoscere e scambiare qualche parola e al tem-
po stesso mostrare che gli spazi sono custoditi.
Più in generale, una buona attività di prevenzione a tutela dei più piccoli Si segua con attenzione la ripetuta presenza di adulti (soprattutto se non
dipende dall’effettiva vigilanza degli ambienti. Un fondamentale criterio conosciuti) che stazionano senza apparente motivo.
di sicurezza, che garantisce la custodia dei luoghi, è quello della loro visi- La vigilanza dei cortili e degli spazi aperti diventa di particolare impor-
bilità. Molto dipende ovviamente dalla conformazione degli spazi e dalla tanza nelle strutture parrocchiali di grossi centri abitativi o poste su strade
loro ampiezza: in alcuni casi le aree e gli edifici parrocchiali dedicati alle di passaggio, che proprio per questo possono attirare l’attenzione di per-
attività dei ragazzi e degli adolescenti possono essere molto ampi, almeno sone (adulte o minorenni) dedite allo spaccio. Frequentazioni di persone
in rapporto al numero di adulti che possono vigilarli, e questo richiede poco note, o di adulti che stazionano nei cortili per poco tempo ingag-
particolare impegno di osservazione e presenza. Spazi meno ampi posso- giando brevi contatti con i ragazzi vanno considerate con attenzione.
no essere più facili da gestire, anche se in ogni caso occorre adoperare una Anche una buona illuminazione delle aree perimetrali e dei cortili può
giusta vigilanza ed evitare che vi siano ambienti, sale, scantinati aperti o essere un valido deterrente a comportamenti non opportuni.
incustoditi. Quel che più conta è che occorre aver buona consapevolezza
della conformazione dei luoghi e degli spazi, delle aree più nascoste, dei GESTIRE L’ACCESSIBILITÀ: IL CENSIMENTO DELLE CHIAVI
rischi connessi: comprendere eventuali limiti e inadeguatezze consente di
porvi rimedio attraverso alcune attenzioni organizzative. Gli spazi della parrocchia sono certamente per tutti e da gestire senza lo-
Telecamere o circuiti di videosorveglianza possono, in alcuni casi, aiutare giche di chiusura, ma affinché siano davvero per tutti, occorre che siano
a prevenire episodi di furto o bullismo. Si ricorda che gli impianti di vi- sicuri per tutti. Questo chiede una gestione sapiente, consapevole e pru-
deosorveglianza vanno installate all’esterno, e preferibilmente in zone pe- dente degli spazi. Essi sono certamente a disposizione, ma questo non
rimetrali o negli spazi più nascosti (accessi a seminterrati, porte nascoste, significa sempre aperti e senza regole di accesso o la piena consapevolezza,
intercapedini, rastrelliera biciclette, …). Impianti interni possono essere in capo a chi ne ha la responsabilità, di chi vi ha accesso e li utilizza, quan-
collocati solo per specifiche e puntuali necessità, in prossimità di accessi o do e con quali finalità.
luoghi di particolare interesse per la vigilanza. Vi sia sempre la necessaria
cartellonistica di legge, indicando il titolare del trattamento e la finalità La sapiente gestione delle chiavi non sia segno di chiusura ma, al contra-
della sorveglianza. La normativa in materia di videosorveglianza e privacy rio, di responsabile vigilanza ed effettiva custodia:
venga sempre rigorosamente rispettata. • sia fatto un censimento delle chiavi, e si faccia in modo che gli spazi
Resta in ogni caso fondamentale sottolineare che le telecamere non pos- più remoti o che si possono sottrarre ad un effettivo controllo non
sono essere l’unica risposta alle esigenze di custodia degli spazi: esse servo- siano lasciati aperti;
no a poco se mancano volontari e adulti di riferimento che svolgono una • in particolare, non siano lasciati liberamente accessibili: seminterrati,
presenza effettiva e cordiale. Meglio quindi, durante gli orari di apertura intercapedini, aree sottoscala, soffitte, solai, locali caldaia, cucine;
delle strutture, che vi sia una minima e discreta vigilanza svolta dai volon- • vi sia un elenco dei collaboratori autorizzati a detenere alcune chiavi
tari e dagli adulti presenti. Un sistema di videosorveglianza può essere di in ragione del tipo di servizio che svolgono;
aiuto soprattutto negli orari notturni e di chiusura degli ambienti. Lo • vengano sostituite le serrature di cui non si è in grado di sapere quan-
sguardo attento di alcuni adulti può consentire di notare, nei cortili, rag- te chiavi sono in circolazione e chi le detiene;
gruppamenti poco chiari di ragazzi che raramente frequentano la parroc- • vi sia una bacheca chiavi posta in segreteria o in altro luogo opportuno;

34 35
• non si diano chiavi a minorenni, senza che il loro accesso alle stanze o ORATORIO/CENTRO PARROCCHIALE
agli spazi sia accompagnato da un adulto.
Le stanze e sale generalmente aperte al pubblico ad orari definiti (saletta
CHIESA – SACRESTIA adolescenti, sala giochi,…) abbiano sempre la presenza o la supervisione
di un volontario adulto.
La custodia dei luoghi liturgici sia consona alla sacralità dei luoghi. Anche Le altre aule, stanze o spazi che vengono usate solo all’occorrenza (per
per gli spazi annessi (sacrestie, magazzini, solai, campanili, accessi alle esempio: aule catechesi, sale per laboratori) vengano aperte quando ser-
cantorie) sia effettivo un controllo dell’accessibilità (anche solo in termini vono, in modo da evitare una presenza di minori o di altre persone non
di chiusura a chiave) sia per questioni di sicurezza che di prudenza. autorizzate. Spazi ad uso specifico (ad esempio palestra, aula musica, …)
abbiano sempre un referente che ne gestisca l’accesso, soprattutto se dislo-
CASA PARROCCHIALE E ABITAZIONE SACERDOTI cate in posizioni decentrate rispetto all’edificio principale.
In caso di ambienti a disposizione per merende o piccole feste, essi venga-
La dimensione ministeriale della vita del prete non deve prestarsi ad equi- no aperti all’occorrenza in base alle richieste delle famiglie. Vengano vigi-
voci circa la necessità di un ambito (e quindi anche di spazi) dedicato alla lati in modo particolare in caso di utilizzo da parte di adolescenti. Solai,
sua vita personale. Per ragioni strutturali a volte l’edificio della canonica cantine, seminterrati, depositi, magazzini, cucine, locali caldaia, cabine
ospita anche la segreteria parrocchiale o aule riunioni: in ogni caso sia elettriche e simili: siano sempre chiusi con accuratezza, sia per ragioni di
chiaramente individuata l’area pubblica, tenuta separata dagli spazi desti- sicurezza di chi vi accede, sia per evitare che possano costituire aree nasco-
nati all’abitazione privata del sacerdote. Nella casa parrocchiale vi risieda ste e fuori controllo.
stabilmente il sacerdote. La parte riservata ad abitazione privata della casa Soprattutto in occasione di attività che prevedono una numerosa presenza
parrocchiale non è luogo di ospitalità continuativa o emergenziale, tanto di persone (centri ricreativi estivi e invernali, …) si provveda ad un giro di
meno di minori. Nel caso in cui qualcuno (noto o meno) si trovi nell’e- controllo finale degli spazi prima della chiusura del centro parrocchiale.
mergenza di trovare momentanea accoglienza, ciò avvenga presso le strut- Nel caso di cortili, campi gioco e aree all’aperto e liberamente accessibili
ture appositamente dedicate (diocesane o parrocchiali) oppure, in assenza (durante gli orari di apertura), in cui si svolgono momenti di aggregazio-
di altra soluzione immediata, in strutture parrocchiali separate dall’abita- ne e gioco spontaneo non organizzato, è sempre opportuna la presenza di
zione del sacerdote e comunque in via del tutto provvisoria. Sempre op- almeno un adulto (per esempio un barista) che garantisca la custodia dei
portuna, in questi casi, soprattutto se sono coinvolti dei minori, anche la luoghi, la vigilanza e la tempestività di intervento in caso di bisogno.
presenza di una terza persona adulta oltre al sacerdote e all’ospite. Anche L’accesso a tali spazi sia consentito comunque solo durante l’orario di
le iniziative di convivenza educativa di adolescenti e giovani avvengano apertura dell’oratorio. Non è prudente che, a cancelli chiusi e senza vigi-
sempre e solo nelle parti pubbliche degli edifici parrocchiali, non nelle lanza, sia consentito il permanere di ragazzi o minori nelle strutture par-
stanze di abitazione del parroco. In ogni caso ci sia un’adeguata presenza rocchiali.
di educatori maggiorenni.

36 37
L’AUTORIZZAZIONE SCRITTA DEI GENITORI

GLI STRUMENTI Un importante e necessario strumento di informazione dei genitori in


relazione alla attività parrocchiali che coinvolgono i loro figli è dato dalla
loro autorizzazione alle specifiche attività proposte dalla parrocchia.
A tale proposito possono giovare alcune raccomandazioni:
1. È bene ottenere l’autorizzazione scritta dei genitori (o tutori legali),
non solo verbale: basta una semplice firma di presa visione e
autorizzazione alla partecipazione da apporre in fondo al foglio di
avviso dell’attività.
2. Il modulo deve essere accompagnato da una descrizione dell’attività,
chi la organizza, gli orari di ritrovo (partenza, arrivo, …, conclusio-
ne), l’indicazione del luogo dove si svolgerà l’attività, nonché delle
modalità di spostamento (a piedi, in pullman, con pulmino della par-
rocchia/oratorio, accompagnati in auto da genitori, …).
3. Importante indicare la persona responsabile/accompagnatore (con re-
lativo recapito telefonico) che il genitore possa contattare in caso di
necessità.
4. Il modulo dovrebbe contenere la richiesta di un recapito telefonico dei
genitori in modo che siano raggiungibili in caso di necessità. È vero che
molte segreterie parrocchiali hanno una rubrica con i contatti di ogni
ragazzo; tuttavia potrebbe non essere aggiornata, oppure i genitori non
essere effettivamente raggiungibili al numero rubricato in segreteria.
Meglio richiedere ogni volta, nel modulo di autorizzazione sottoscritto
dai genitori, il numero telefonico in cui garantiscono la rintracciabilità

5
nel periodo dell’attività per cui si richiede l’autorizzazione.
5. Se previste delle riprese video fotografiche deve essere rilasciato da
parte dei genitori uno specifico consenso al trattamento e alla diffu-
sione nelle modalità indicate da un’apposita informativa.
6. È opportuno che le comunicazioni e le informazioni vengano date
direttamente alle famiglie.
7. Non è opportuno contattare il minore direttamente, per esempio sul
proprio cellulare e/o per effettuare un accordo di qualsiasi tipo, senza
il preventivo consenso dei genitori.

38 39
Non ci si deve dimenticare che i moduli autorizzativi che contengono dati prattutto se si tratta di connessioni wireless. In particolare, a proposito di
personali vanno custoditi con attenzione e cura nel rigoroso rispetto delle cellulari, facebook, instagram, whatsapp e web social media, esiste tutta
normative vigenti: Conferenza Episcopale Italiana, Disposizioni per la tutela una fitta rete di web-contatti virtuale che può coinvolgere minori ed edu-
del diritto alla buona fama e alla riservatezza, 24 maggio 2018; Regolamento catori adulti della parrocchia. Molto frequente l’uso di social da parte
Generale UE per la protezione dei dati personali GDPR n. 679/2016. degli educatori parrocchiali come canale di comunicazione con i minori
Indicazioni operative e modulistica sulla privacy si possono trovare in modo funzionale alle attività parrocchiali. Si pensi all’uso sempre più
sul sito dell’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici della CEI: diffuso di creare gruppi whatsapp per dare avvisi organizzativi, ricordare
https://giuridico.chiesacattolica.it. scadenze di iscrizione, modalità di partecipazione, …, orari. In questi casi
l’uso di gruppi whatsapp è molto comodo, tuttavia si raccomandano al-
L’USO DI STRUMENTI TECNOLOGICI cune importanti precauzioni:
1. Meglio che i gruppi whatsapp siano creati tra adulti: quindi con i
I computer, i telefonini, le macchine fotografiche sono strumenti di gran- genitori dei ragazzi, non con i minori stessi, soprattutto se si tratta di
de utilità che tuttavia possono prestarsi a un utilizzo non corretto. È dun- minori di 14 anni.
que necessario che vi sia un’educazione circa il modo di utilizzarli e che 2. In alternativa, ed in particolare per ragazzi che hanno compiuto i 14
agli educatori, animatori e volontari venga fornita qualche regola puntua- anni: chiedere sempre l’autorizzazione alle famiglie quando si crea un
le. Su questo tema il buon esempio degli educatori è indispensabile. gruppo whatsapp con i figli minorenni, o comunque creare l’occasio-
Anzitutto non è prudente che nelle strutture parrocchiali vi sia la dispo- ne in cui parlarne con i genitori del gruppo in modo da raccoglierne
nibilità di una connessione internet liberamente accessibile. l’approvazione.
Le linee internet utilizzate dalla parrocchia, soprattutto quelle a connes- 3. Esplicitare che tali gruppi whatsapp non servono ad altro che a comuni-
sione wireless, siano sempre protette da una password di accesso, da cam- care avvisi e informazioni inerenti le attività parrocchiali. Un adulto o
biare periodicamente. animatore o catechista non deve intrattenersi a chattare con i ragazzi, e
Sempre si applichino filtri aggiornati che impediscano l’accesso a siti vie- neppure tali gruppi devono servire perché i ragazzi chattino tra di loro.
tati ai minori. 4. Raccomandare che un volontario parrocchiale che svolge attività con
Certamente l’uso di internet risulta prezioso anche per le attività parroc- minori non pubblichi mai in facebook, instagram, e neppure nei
chiali rivolte ai minori e che li coinvolgono: si pensi alla ricerca di video, gruppi di whatsapp, fotografie di minori tanto più se non esiste un
testi canzoni, videoclip, immagini sicuramente utili per una buona meto- esplicito e informato consenso dei genitori in merito.
dologia comunicativa, catechetica ed educativa. Alcune volte sono gli 5. Nel caso in cui uno dei minori pubblichi sul gruppo whatsapp o face-
stessi animatori (anche minorenni) che ne hanno la necessità: si pensi a book una foto o un testo non appropriato o/e offensivo, questo mate-
musiche, video balli o quant’altro serve per le attività parrocchiali. In riale venga immediatamente rimosso e, se del caso, il gruppo sospeso.
questo caso appare consigliabile la predisposizione di uno sdoppiamento
della connessione internet della struttura parrocchiale: una riservata alla LA PUBBLICAZIONE DI IMMAGINI DI MINORI SUL NOTIZIARIO
direzione/segreteria e protetta da password non divulgata; una destinata E SU SITI INTERNET PARROCCHIALI
ad una accessibilità più ampia, opportunamente dotata di buoni filtri e di
una password da fornire all’occorrenza agli animatori/educatori. Per pubblicare sul notiziario o siti o social network ufficiali della parroc-
Importante che questa password venga frequentemente modificata, so- chia foto o immagini che ritraggono in modo riconoscibile dei minori è

40 41
necessario che entrambi i genitori o tutori abbiano espresso il loro pre- Si raccomanda che l’accesso agli elenchi e ai dati personali di ciascun mi-
ventivo e informato consenso scritto. Il consenso deve essere espresso da nore (ma la cosa non vale solo per i minori) sia protetto da una password
entrambi i genitori in forza della condivisa responsabilità genitoriale. riservata al solo personale di segreteria.
Sacerdoti, operatori pastorali e volontari ricordino che la pubblicazione
di immagini e video di minori sulle proprie pagine facebook o instagram Tra i dati per i quali va prevista una custodia con password vanno consi-
personali o altri social networks ricade a tutti gli effetti sotto la loro per- derate anche le fotografie e i video.
sonale responsabilità. Tutti coloro che trattano i dati per conto del titolare all’interno della sua
Da evidenziare la delicatezza della pubblicazione di foto di minori su so- struttura e quindi i membri della segreteria parrocchiale per conto della
cial media quali instagram o facebook (anche della parrocchia): ogni im- parrocchia, assumono il ruolo di “incaricati al trattamento” o “autorizzati
magine pubblicata infatti diventa oggetto d’una vasta diffusione attraver- al trattamento” e, per quanto non necessario, è bene tuttavia che vengano
so la rete di “amicizie”. incaricati con una lettera scritta, nella quale siano specificate le istruzioni
Infine, quanto alla qualità delle immagini pubblicate sul sito, si racco- per il trattamento dei dati. Anche in questi casi si può utilmente consul-
manda comunque l’accortezza che esse non siano ad alta definizione, so- tare il sito dell’ufficio giuridico della CEI.
prattutto quando ritraggano il minore in primo piano. Uguale suggeri- Si ricorda l’importanza della conservazione delle autorizzazioni alla pub-
mento anche nel caso di pubblicazione su cartaceo o on line di fotografie blicazione delle immagini e foto, come pure le dichiarazioni dei genitori/
che ritraggono gruppi numerosi di ragazzi (per esempio tutti i ragazzi tutori che negano il consenso.
della catechesi o del campeggio). Infine: non di rado può capitare che un minore debba lasciare le strutture
Indicazioni preziose e la relativa modulistica si possono trovare sul già parrocchiali prima del termine ordinario dell’attività proposta (per visite
citato sito dell’ufficio nazionale per i problemi giuridici della CEI. mediche, ..., corsi di sostegno o impegni familiari).
In questi casi è opportuno che:
LA SEGRETERIA PARROCCHIALE 1. Le richieste di “uscita anticipata” vengano rilasciate dalla famiglia per
scritto. Si chieda sempre che venga indicato anche l’orario in cui il
Punto di riferimento importante per le famiglie e per il coordinamento genitore verrà a prendere il bambino e se sarà qualcun altro a ritirare
delle attività parrocchiali è certamente la segreteria parrocchiale, la quale il minore anziché il genitore.
è bene che: 2. Se la famiglia desidera che il minore rientri a casa da solo ciò venga
1. Rediga gli elenchi dei ragazzi i cui genitori hanno sottoscritto il con- indicato espressamente e sempre per scritto.
senso a che partecipino alle attività parrocchiali fornendo nel medesi- 3. In ogni caso è importante che, nei vari passaggi, sia sempre presente un
mo modulo di autorizzazione: indirizzi, …, recapiti telefonici. volontario/collaboratore adulto il quale possa assicurarsi, con domande
2. Abbia una copia del programma della attività in modo da far fronte semplici e informali, che la persona a cui viene riconsegnato il bambino
ad eventuali richieste di informazioni o altro da parte delle famiglie. (se non si tratta del genitore) sia veramente quella autorizzata.
3. Conservi i moduli di consenso sottoscritti dai genitori per il tempo
necessario.
4. Abbia un elenco immediatamente consultabile con i numeri di telefo-
no utili in caso di necessità di pronto intervento (pronto soccorso,
vigili del fuoco, …, servizio di guardia medica).

42 43
Queste annotazioni sulle buone prassi di tutela e protezione dei minori in
parrocchia non hanno certo la pretesa di costituire un manuale che possa
CONCLUSIONI rispondere a tutte le molteplici situazioni che possono capitare o dare ri-
sposte esaustive a tutte le domande. Evidentemente non bastano alcuni
accorgimenti pratici se manca una decisa presa di coscienza del proprio
ruolo di testimoni delle fede e di educatori da parte di tutti i collaborato-
ri pastorali. Tuttavia, laddove è condivisa da parte di tutti coloro che de-
cidono di rendersi disponibili per qualche servizio parrocchiale, un’evan-
gelica passione educativa nei confronti dei più piccoli, sarà possibile
trovare le modalità più opportune perché, in ogni specifica realtà parroc-
chiale, la custodia e cura dei più piccoli si concretizzi nelle prassi migliori
e più efficaci.

44
6 45
LINEE OPERATIVE PER LA TUTELA DEI MINORI 1

APPENDICI La tradizione della nostra Chiesa di _________ ci consegna modalità e


attenzioni operative che hanno garantito e garantiscono ai minori un am-
biente sicuro e affidabile.
Proprio per dare continuità e consolidare questa preziosa realtà che carat-
terizza in modo particolare le nostre parrocchie, tanto più a fronte di una
continua evoluzione sociale, basterebbe pensare al mondo delle comuni-
cazioni e dei social network, si rende opportuno e utile esplicitare alcune
attenzioni che devono essere fatte conoscere e devono essere assunte da
tutti gli adulti che, a qualsiasi titolo, sono impegnati a contatto con i
minori nelle realtà ecclesiali.
Le indicazioni che seguono, già in buona parte patrimonio comune delle
nostre comunità, non solo non hanno alcuna pretesa di esaustività, ma
andranno opportunamente adattate a seconda delle diverse realtà eccle-
siali della nostra Diocesi. Esse, in sintonia con le Linee guida per la tutela
dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana,
intendono sostenere e incoraggiare una direzione saggia e prudente, indi-
cando con chiarezza delle prospettive di azione ed evidenziando quindi
quali siano le condotte più rilevanti nel rapporto con i minori che devono
essere perseguite con passione e impegno o quelle che devono essere at-
tentamente evitate, perché a nessun titolo possono essere ascritte a una
corretta prassi pastorale.
In particolare ci si soffermerà su alcuni punti di particolare rilievo: la ti-
pologia prevalente concernente la presenza di minori nelle attività eccle-

8
siali; i possibili abusi che possono verificarsi; i principali impegni da assu-
mere; i criteri per la scelta e la formazione di quanti si occupano di
minori nella Chiesa; le caratteristiche richieste agli ambienti ecclesiali; la
necessità di acquisire il consenso dei genitori.

1 Il presente modello di Linee operative (cfr Arcidiocesi di Milano, Formazione


prevenzione. Linee guida per la tutela dei minori, Milano 2019) che sintetizza in modo
semplice ed essenziale quanto più ampiamente esposto nella descrizione delle buone
prassi di tutela dei minori in parrocchia, potrà essere adattato alle specificità di ogni re-
altà ecclesiale, in particolare di quelle Diocesi che riterranno opportuno adottarlo.

46 47
LA PRESENZA DEI MINORI NELLE ATTIVITÀ ECCLESIALI • l’abuso fisico (le punizioni, l’uso eccessivo della forza, i danni in diver-
so modo indotti alla salute);
I minori sono presenti in molteplici contesti della vita ecclesiale; si • l’abuso emotivo (la critica esagerata, il bullismo, le punizioni inappro-
possono ricordare tra i più rilevanti i seguenti: priate, le aspettative inadeguate);
• la partecipazione alle celebrazioni liturgiche; • l’abuso sessuale (l’atto sessuale, il palpeggiamento, l’invito a parteci-
• il percorso di preparazione ai Sacramenti e le proposte di catechesi; pare a qualsiasi atto indecente, il mostrare materiale espressamente
• l’animazione liturgica, principalmente come ministranti o animatori sessuale, l’esporre un minore a materiale indecente attraverso qualsia-
musicali; si metodo o tecnologia);
• la partecipazione a ritiri o pellegrinaggi; • la trascuratezza o negligenza (il minore lasciato solo, i comportamen-
• la partecipazione ad attività oratoriane, sia in corso d’anno che nell’o- ti contro l’igiene o la corretta alimentazione, la trascuratezza nelle
ratorio estivo; cure mediche).
• le attività sportive;
• i soggiorni formativi: campi estivi o in altri periodi dell’anno; Gli impegni da assumere nella Chiesa per la promozione della tutela dei
• la frequentazione di scuole cattoliche (infanzia, primaria e seconda- minori
ria); Gli adulti operanti negli ambienti ecclesiali si impegnano in favore della
• l’essere destinatari dell’attività caritativa o sanitaria ecclesiale. tutela dei minori sviluppando con cura i seguenti atteggiamenti:
• …….. • prevenire eventuali abusi, adottando le misure necessarie ed idonee a
tale fine, così come stabilite dal presente documento e dalla normativa
Si considerano equiparati ai minori gli adulti in particolari situazioni di inerente il tipo di attività concretamente in questione (ad esempio
fragilità, per limiti di natura psichica (Normae de gravioribus delictis, art. quella scolastica);
6 § 1, 1°). • segnalare con tempestività e in forme conosciute le notizie di eventua-
Nel caso di dubbio sulla maggiore età di un soggetto (ovvero ogni volta li abusi a chi di spettanza.
che la condizione di maggiore età non consti con evidenza o da un docu-
mento) ci si deve rapportare allo stesso come se fosse un minore. Per il rispetto dell’impegno degli adulti in favore della tutela dei minori
Si consideri inoltre la categoria delle persone vulnerabili, così come de- devono essere sempre precisate le figure di responsabilità:
scritte dalla normativa vigente (Vos estis lux mundi, art. 1 § 2.b: «Ogni • per ogni attività coinvolgente i minori (gioco, preghiera, attività di for-
persona in stato d’infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione mazione…), il responsabile della realtà ecclesiale cui detta attività afferisce
della libertà personale che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la deve individuare la figura di un adulto responsabile dell’attività stessa;
capacità di intendere o di volere o comunque di resistere all’offesa». • il responsabile delle attività deve riferire tempestivamente problema-
tiche che dovessero darsi in riferimento alla tutela dei minori al re-
I possibili danni da evitare ai minori durante lo svolgimento delle attivi- sponsabile della realtà ecclesiale cui detta attività afferisce;
tà ecclesiali • il responsabile di una realtà ecclesiale deve riferire tempestivamente
Gli adulti che operano nelle attività ecclesiali non devono mai incorrere problematiche che dovessero darsi in riferimento alla tutela dei mino-
(e garantire che non vi incorrano, nel rapporto tra pari, i minori affidati ri al superiore ecclesiastico da cui dipende (ordinario diocesano, supe-
alle loro cure) in comportamenti che possano comportare per i minori: riore maggiore…).

48 49
Chi riveste ruoli di responsabilità nella Chiesa in ambiti coinvolgenti i • educatori volontari, stabili e occasionali: viene loro proposta dalla re-
minori deve pertanto: altà in cui operano una formazione concernente le attenzioni preci-
• sensibilizzare gli adulti che nella Chiesa hanno rapporti con i minori pue da avere nel rapporto con i minori e partecipano alle iniziative
circa i rischi che possono derivare da una condotta non corretta, adot- formative proposte dalla diocesi (gli educatori più esperti assumono
tando pertanto specifiche iniziative di tutela, di cui rendere partecipi anche il compito di accompagnare e sostenere i meno esperti);
le famiglie stesse dei minori; • figure adulte senza compiti educativi che partecipano alle attività ec-
• scegliere con particolare cura gli adulti che devono o possono avere clesiali (ad esempio chi si occupa del bar o delle pulizie in oratorio):
contatti con i minori; sono informati delle indicazioni del presente documento e delle at-
• stabilire quali indicazioni debbano essere osservate per la formazione tenzioni specifiche da avere in riferimento alla realtà in cui operano;
degli adulti che devono o possono avere contatti con i minori; • i minori chiamati a svolgere compiti di animazione verso altri minori
• garantire la conoscenza e l’osservanza dei criteri di condotta offerti dal fanno riferimento alle figure educative adulte, che vigilano sul loro
presente documento da parte degli adulti che hanno contatti con i operato.
minori;
• rispondere con efficacia e senza indugi ad ogni segnalazione che possa Le suddette indicazioni andranno declinate in riferimento a ciascuno de-
pervenire relativa ad abusi su minori o a condizioni di pericolo per i gli ambiti in cui i minori sono presenti nelle realtà ecclesiali, come indi-
minori, avendo la prima preoccupazione di garantire i minori stessi da cato nel primo punto del presente documento, senza che alcuno di essi
eventuali (ulteriori) danni. possa essere trascurato. Sotto questo punto di vista pertanto anche chi si
occupa a diverso titolo dello svolgimento delle attività sportive in un con-
I criteri di scelta di quanti si occupano di minori nella Chiesa e la loro testo ecclesiale rientra a pieno titolo nelle suddette specificazioni in ordi-
formazione ne alla scelta e alla formazione degli educatori.
I criteri di scelta di chi si occupa di minori e le attività formative/infor-
mative previste sul tema della tutela dei minori devono essere declinati in Gli ambienti ecclesiali frequentati da minori
riferimento alle diverse tipologie di adulti coinvolti: Caratteristiche da osservarsi nei luoghi ecclesiali, per la sicurezza dei mi-
• sacerdoti e diaconi: ricevono specifica formazione sul tema della tute- nori, che devono essere garantite dai responsabili delle realtà ecclesiali cui
la dei minori unitamente alla formazione iniziale del seminario (o detti ambienti afferiscono:
della formazione al diaconato permanente) e all’aggiornamento co- • gli ambienti devono consentire di monitorare lo svolgimento delle
stante garantito dalla formazione permanente del clero; attività (senza presentare aree nascoste o quantomeno indicando con
• consacrati/e: ricevono specifica formazione sul tema della tutela dei chiarezza il divieto di accesso dei minori a dette aree);
minori unitamente alla formazione iniziale e permanente garantita • gli ambienti non devono essere troppo aperti o difficilmente control-
dal proprio istituto e partecipando eventualmente alle iniziative for- labili;
mative proposte dalla diocesi; • l’illuminazione degli ambienti deve essere adeguata sia negli interni
• educatori professionisti: ricevono specifica formazione sul tema della che negli esterni (questi ultimi soprattutto per l’uso serale);
tutela dei minori nell’ambito della loro formazione professionale e • gli ambienti devono essere sicuri rispetto a possibili infortuni;
partecipano alle iniziative formative proposte dalla diocesi (è oppor- • devono essere stabiliti adeguati criteri di vigilanza degli ingressi negli
tuna la verifica dell’assenza di pendenze giudiziarie inerenti i minori); ambienti ecclesiali frequentati da minori, quando sono proposte per

50 51
loro attività organizzate (ad esempio oratorio estivo); Le cautele generali da osservarsi da tutti gli adulti con compiti educati-
• devono essere stabiliti adeguati criteri per regolare le modalità di usci- vi o comunque aventi rapporti con minori nello svolgimento delle attività
ta dei minori quando lasciano gli ambienti in cui si svolgono attività ecclesiali
organizzate, specificando le modalità di affidamento a un adulto per
il rientro a casa (o l’assunzione di responsabilità degli adulti che eser- Azioni da compiere:
citano la potestà genitoriale nel caso in cui sia richiesto di consentire • trattare i minori con eguale rispetto, evitando distinzioni particolari;
il rientro del minore a casa in autonomia); • essere potenzialmente visibili agli altri quando ci si rapporta con uno
• deve essere garantita la costante presenza di figure di vigilanza negli o più minori (evitare luoghi appartati);
ambienti frequentati stabilmente da minori: con un numero adeguato • avere cura del proprio comportamento così che non appaia inappro-
di educatori durante lo svolgimento di attività organizzate, con la pre- priato, offensivo o abusante per il minore: nell’uso del linguaggio,
senza di almeno un adulto responsabile (o di più adulti, se l’ambiente nella conversazione, nei gesti, negli sguardi, nei contatti corporei, nel
non può essere adeguatamente visionato da un’unica persona) duran- modo in cui l’adulto si presenta (decorosità nel vestire, cura della pro-
te lo svolgimento di attività spontanee di aggregazione e di gioco non pria persona);
organizzato. • ascoltare i minori e garantire che possano sempre esprimere libera-
mente le loro emozioni;
• rispettare la sfera di riservatezza e intimità del minore, anche qualora
Il consenso dei genitori allo svolgimento delle attività promosse da sog- il minore abbisogni di essere assistito nel compimento di gesti di cura
getti ecclesiali con minori della persona o nello svolgimento di qualsiasi altra attività di carattere
personale;
Il responsabile delle attività deve essere sicuro che le attività stesse propo- • vigilare sulle condotte tra minori, impegnandosi con adeguata dili-
ste ai minori siano state preventivamente accettate da quanti esercitano genza per evitare il danno che possa derivare da atteggiamenti di pre-
sui minori la potestà genitoriale (entrambi i genitori): varicazione tra pari (ad esempio bullismo);
• occorre il consapevole e documentato (scritto) consenso dei genitori
per la partecipazione dei minori alle attività promosse dalla parroc- • informare le famiglie delle attività previste e delle loro modalità orga-
chia o da qualsiasi altro soggetto ecclesiale; nizzative quando eccedenti la tipologia comune della attività in essere
• il consenso deve essere rinnovato se le attività proposte eccedono per nella realtà ecclesiale interessata;
qualsiasi motivo (per l’ambiente, per la tipologia delle attività, per il • informare le famiglie e confrontarsi con esse circa qualsiasi espressio-
fine delle attività proposte, per il superamento dell’arco temporale ne di disagio che possa essere manifestata dai minori;
previsto) il consenso già prestato; • segnalare con tempestività al responsabile delle attività comporta-
• il responsabile delle attività deve fornire a chi esercita i compiti geni- menti e situazioni potenzialmente pericolosi per i minori;
toriali adeguata informativa sulle attività svolte e sull’identità del o dei • segnalare con tempestività al responsabile delle attività fatti lesivi dei
responsabile/i; minori.
• il consenso dato dai genitori deve essere custodito, per almeno cinque
anni, presso l’archivio della realtà ecclesiale da cui le attività in ogget- Azioni da evitare:
to dipendono. • colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente di un minore;

52 53
• abusare psicologicamente di un minore (con modalità verbali o emo- • partecipare con uno o più minori ad attività goliardiche che risultino
zionali, quali umiliazioni e forme di disprezzo), così da influire nega- essere sessualmente rilevanti;
tivamente sul suo sviluppo armonico e socio-emozionale; • lasciare un minore in una situazione pericolosa per la sua sicurezza
• porre in essere comportamenti che siano di cattivo esempio per i mi- psichica e fisica;
nori; • provvedere a gesti di cura della persona (come lavarsi, cambiarsi, spogliar-
• parlare o comportarsi con un minore in modo offensivo, inappropria- si per la notte o per qualsiasi altro giusto motivo) o a qualsiasi attività di
to o sessualmente provocatorio; carattere personale che il minore potrebbe svolgere in autonomia;
• avere qualsiasi forma di interesse o attività sessuale con un minore, • discriminare un minore o un gruppo di minori;
inclusi i contatti fisici impropri (anche se non inerenti specificamente • essere sotto l’effetto di alcool o di droghe quando ci si rapporta con i
l’area sessuale del corpo); minori;
• inviare al minore e con qualsiasi strumento scritti o messaggi verbali • affidare a un minore un segreto;
dannosi o degradanti; • evitare, oltre alle suddette circostanze, qualsiasi altro comportamento
• accogliere i minori nella propria casa in assenza di altri adulti; o azione che possa essere inappropriato o potenzialmente abusivo nei
• effettuare attività pastorali con minori nell’abitazione di un educato- confronti di minori.
re, se non in presenza di altri adulti, in modo del tutto eccezionale e
con l’espressa autorizzazione del responsabile della realtà ecclesiale da Le cautele da osservarsi da tutti gli adulti con compiti educativi o co-
cui dipende l’attività in essere; munque aventi contatti con minori nel caso di viaggi o di soggiorni pro-
• amministrare il sacramento della confessione a un minore in una casa mossi nell’ambito di attività ecclesiali (pellegrinaggi, gite, ritiri, vacan-
privata, salvo il caso in cui il minore sia per qualsiasi motivo impedito ze comunitarie o altre forme di convivenza e di vita comune)
a uscire da casa e sia presente nell’appartamento un altro adulto;
• intrattenersi da soli con i minori in un luogo appartato o comunque Azioni da compiere:
non visibile; • pianificare attentamente e per tempo il viaggio o il soggiorno stabilen-
• dormire, senza altri adulti, nella stessa stanza (o tenda o altro luogo do le misure di sicurezza da adottare a tutela dei minori (modalità di
comunque circoscritto) con uno o più minori; trasporto, esercizio dell’attività di sorveglianza, gestione delle even-
• dormire nello stesso letto con un minore; tuali emergenze, adeguatezza delle strutture);
• infliggere castighi fisici ai minori o azioni di diversa natura che co- • acquisire il consenso scritto di chi esercita il ruolo genitoriale (che
munque possono essere da loro percepite come umilianti; può essere già incluso in un’autorizzazione acquisita in precedenza,
• sviluppare un rapporto esclusivo o comunque evidentemente prefe- purché adeguatamente comprensiva di tale circostanza) e il sicuro e
renziale con un minore rispetto ad altri, anche mediante il conferi- costante recapito degli stessi;
mento di un regalo (in danaro, beni o altre utilità) a un minore che • fornire alle famiglie adeguata informazione circa il viaggio e i luoghi
risulti discriminatorio rispetto al resto del gruppo o comunque esuli prescelti e comunicare i necessari recapiti di contatto;
dagli scopi stabiliti dalle attività progettuali o comunque laddove il • prevedere un’adeguata supervisione sui minori durante il viaggio e il
responsabile delle attività non ne sia a conoscenza; soggiorno, che tenga conto delle differenze di sesso;
• tollerare o partecipare a comportamenti di minori che siano illegali, • garantire il rispetto della riservatezza dei minori durante il viaggio e
abusivi o che mettano in pericolo la loro sicurezza; nei luoghi di soggiorno;

54 55
• predisporre i luoghi per il riposo notturno; • portare avanti una conversazione online con un minore sino a coin-
• per il pernottamento garantire l’adeguata distinzione tra maschi e volgere la sfera della vita intima ovvero scambiare immagini con un
femmine e prevedere per tutti adeguata supervisione; minore che abbiano contenuto direttamente o indirettamente erotico
• identificare per ogni viaggio e per ogni periodo del soggiorno il re- o sessuale;
sponsabile cui riferirsi per segnalare eventuali criticità; • chiedere a un minore di mantenere segreto il contatto via chat.
• acquisire tutte le informazioni necessarie (intolleranze alimentari, te-
rapie da osservarsi, ogni tipo di ulteriore cautela specifica da osserva-
re) per la salute del minore durante il viaggio e/o il soggiorno.

Le cautele da osservarsi da tutti gli adulti con compiti educativi operan-


ti in ambienti ecclesiali nell’uso di strumenti tecnologici coinvolgenti i
minori

Azioni da evitare:
• contattare un minore sui social media utilizzando profili personali
falsi;
• fotografare o videoriprendere con qualsiasi strumento un minore,
senza il consenso previo dei genitori dello stesso;
• diffondere foto o immagini riconoscibili di uno o più minori attraver-
so qualsiasi strumento visivo (cartaceo, murale o altro) o tecnologico
(notiziario, siti, social network), senza il consenso dei genitori (che
deve concernere espressamente il tipo di diffusione prevista);
• mettere a disposizione di minori accessi informatici da parte di realtà
ecclesiali (rete wireless o strumenti tecnologici con accesso internet
che siano utilizzabili da minori);
• comunicare con un minore mediante strumenti tecnologici in ora
inopportuna (in tarda serata o durante la notte);
• comunicare in chat singola o di gruppo con uno o più minori in
modo inappropriato, offensivo o sessualmente provocatorio, anche se
solo per scherzo; mediante strumenti tecnologici esercitare azioni
scorrette verso un minore: denigrarlo o offenderlo, esercitare nei suoi
confronti indebite pressioni, sottoporlo a un ricatto affettivo/psicolo-
gico;
• sviluppare mediante l’ausilio di strumenti tecnologici un rapporto
esclusivo con un singolo minore;

56 57
MODULO DI ADESIONE ALL’IMPEGNO PER LA TUTELA DEI MINORI
DA PARTE DEGLI EDUCATORI 2

Con la presente affermo di essere a conoscenza delle Linee guida per la


tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale
Italiana, di aver preso attenta visione di quanto stabilito dalle “Linee ope-
rative” per la tutela dei minori nella Chiesa di _________________, di
condividerle, di assumerle e di aver compreso quanto segue:

• quali attenzioni vengono richieste dalla Chiesa nel rapporto verso i


minori;
• cosa sia un abuso su minori e quali siano i comportamenti che non
risultano essere congrui rispetto all’impegno verso i minori richiesto
nella Chiesa;
• a cosa sono tenuto per applicare le indicazioni date nelle “Linee gui-
da” per la tutela dei minori nella Chiesa di ______________;
• a quali procedure sono tenuto nel caso in cui a qualsiasi titolo, nello
svolgimento della mia attività educativa, vengo a conoscenza di abusi
su minori compiuti in ambito ecclesiale;
• chi sia il responsabile cui devo riferirmi con tempestività, qualora ne
ricorrano le circostanze, per ogni questione concernente la tutela dei
minori;
• quali siano le conseguenze del non ottemperare alle indicazioni date
in materia di tutela dei minori.

Luogo, _____________________________________

_______________________________
firma

2 Se ritenuto opportuno, si possono invitare tutti coloro che operano in strutture


ecclesiali come educatori, anche a titolo di volontariato, a dichiarare di conoscere e
quindi di impegnarsi a rispettare le indicazioni delle Linee operative.

58 59
PUBBLICAZIONE A CURA DEL SERVIZIO NAZIONALE
PER LA TUTELA DEI MINORI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
PROGETTO GRAFICO : WWW.OTTAVIOSOSIO.IT

60