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Frazioni continue e risoluzione di equazioni algebriche

È possibile utilizzare lo schema delle frazioni continue per approssimare le soluzioni di


un'equazione algebrica? Certamente sì, almeno nel caso in cui l'equazione in questione abbia una
sola soluzione reale positiva, ma anche in tali casi l'efficienza del calcolo decresce al crescere del
grado dell'equazione (l'efficienza è garantita solo per le equazioni lineari e quadratiche).

Vediamo se è possibile costruire uno schema che, data un'equazione algebrica (con certe
caratteristiche, anche di semplicità) permetta di approssimare una sua soluzione (positiva).

Lo schema verrà illustrato su un esempio numerico (equazione cubica: x³-6=0), di cui sia nota la
soluzione (irrazionale) positiva (approssimazione "grossolana": 1<x<2).

Dopo aver scritto x=1+w (con 0<w<1) occorrerebbe sostituire tale espressione al posto di x,
ricavare l'equazione nell'incognita w, porre w=1/t (o anche 1/x, se si vuole riciclare la stessa
incognita), con t>1 (o x>1) e procedere, sempre cercando, per ogni nuova equazione nella variabile
x il massimo valore intero n, tale che risulti n<x<n+1 (è sufficiente verificare che, sostituendo n e
poi n+1 alla x nell'espressione a primo membro i valori ottenuti siano di segno opposto).

Il procedimento algebrico (alla portata di molti alunni del primo anno della scuola secondaria di
secondo grado), può, in realtà, essere abbreviato nel modo seguente. La nota "dolente" (se proprio
devo dirlo) è che, per percorrere questa "scorciatoia", occorre aver visto (almeno) il concetto di
derivata (di solito spiegato, non in tutti gli indirizzi di studio, al termine del ciclo della scuola
secondaria di secondo grado).

Torniamo all'esempio numerico: f(x)=x³-6=0 con 1<x<2: infatti f(1)=-5 ed f(2)=2 hanno segno
opposto, per cui ha senso scrivere: x=1+w (0<w<1), w=1/x (dove la "nuova" x avrà un valore
diverso dalla precedente). Quello che resta da fare è scrivere l'equazione (cubica) di cui la "nuova"
x è soluzione. Procediamo:

Osserviamo, anzitutto, che f '(x)=3x², f "(x)=6x, f "'(x)=6 (le derivate successive sono tutte nulle).
Avendo posto x=1+w (termine noto=1 nella sostituzione) e, successivamente, w=1/x, occorre
calcolare: f(1)/0!=-5, f '(1)/1!=3, f "(1)/2!=3, f "'(1)/3!=1 (v. Nota*). Per costruzione, ogni nuova
equazione in x avrà una sola soluzione reale, con x>1, cioè con n<x<n+1 ed n>0 (da determinare).
In seguito porrò, ancora, x=n+w (0<w<1) e w=1/x, sostituendo n al posto di x nella funzione e in
tutte le sue derivate non nulle (formula di Taylor).
A questo punto è già bell'e pronta (oserei dire confezionata) la successiva equazione (da risolvere)
in x, basta prendere i coefficienti trovati nell'ultimo calcolo e assegnarli alle potenze (decrescenti)
della variabile (x), ottenendo: -5x³+3x²+3x+1=0. Va da sé che (magari per comodità) utilizzerò la
scrittura equivalente: f(x)=5x³-3x²-3x-1=0 ed avendo f(1)=-2 ed f(2)=21 risulterà n=1 (1<x<2)… e
si ricomincia…

Per la cronaca, si otterrebbe: ³√6=[1;1,4,2,7,3,…] e, fermandosi al 3, si otterrebbe, per ³√6, il valore


approssimato 467/257, approssimazione più che apprezzabile (ottenuta con "poco sforzo").

nota* l'apice (o apostrofo), indica l'operazione di derivazione (di un'espressione rispetto ad una
variabile, qualora ve ne sia una sola). La presenza di più apici sta a significare che l'operazione di
derivazione è stata eseguita più volte (derivate successive). La variabile rispetto a cui si deriva è
quella indicata tra parentesi tonde. Se all'interno della coppia di parentesi è presente un numero
(invece della variabile), significa che quel numero va sostituito alla variabile (nella particolare
espressione considerata). Il segno "!" (fattoriale), sta ad indicare che devo eseguire (negli esempi
solo al denominatore), il prodotto di tutti i numeri interi positivi fino al numero scritto (compreso).
Per definizione, si pone 0!=1 e, a seguire, si ottiene: 1!=1, 2!=2, 3!=6, 4!=24, 5!=120, 6!=720,…