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1.3.2.

Il metodo PDCA

Il PDCA, inteso come modello fondamentale per il miglioramento continuo e meglio


conosciuto come “ruota di Deming”, è stato teorizzato negli anni ’50 dallo studioso
americano durante i suo lavori svolti in Giappone.
Deming ha condotto importanti studi nella statistica applicata ai processi produttivi nel
tentativo di scuotere le coscienze dei dirigenti, prima negli USA senza però trovare
interlocutori e dopo in Giappone, con lo scopo di ricercare con continuità una riduzione
della variabilità associata ai processi attraverso l’analisi delle cause e della loro
eliminazione. A tal fine Deming, anche grazie al lavoro di Swehart, introdusse le carte di
controllo del processo.
La rappresentazione della ruota di Deming per il miglioramento continuo è da subito
accolta con successo nel paese del sol levante, in quanto comprendente un nuovo modo di
pensare al processo produttivo: un modo orientato e attento al cliente nel quale le fasi di
progettazione, produzione e commercializzazione si ripercorrono continuamente in un
cerchio che introduce nuove logiche del miglioramento continuo. Questo ciclo può essere
inteso come l’applicazione del metodo scientifico alla produzione industriale
formalizzando di fatto le procedure produttive ed il “buonsenso” degli operatori.
Il metodo PDCA costituisce così una guida metodologica per il controllo, che non va
inteso come verifica, ma nel senso di mantenimento del livello di prestazione di un’attività
e del suo costante miglioramento. Controllo assume di fatto il significato di mantenere e
migliorare.
Il termine PDCA deriva dalle iniziali delle quattro fasi in cui è possibile suddividere il
processo di pianificazione:

plan:
• determinare obiettivi ed i destinatari definendo il problema;
• documentare la situazione di partenza;
• determinare metodi per raggiungere gli obiettivi;
• pianificare le azioni da realizzare
do:
• addestrare le persone incaricate della realizzazione;
• svolgere il lavoro,
check:
• verificare i risultati e confrontarli con gli obiettivi;
act:
1. obiettivo raggiunto:
• standardizzare, consolidare e addestrare gli operatori;
• ripetere il PDCA per un ulteriore miglioramento,
2. obiettivo non raggiunto: ripetere il PDCA sullo stesso problema, analizzando
criticamente le varie fasi del ciclo precedente per individuare le cause del fallimento.

Il ciclo PDCA è da vedersi come una sorta di framework che può essere applicato sia a
livello di organizzazione che di dettaglio, fino al lavoro del singolo uomo. Anche le singole
fasi del ciclo PDCA possono farne nascere uno nuovo fino ad arrivare al dettaglio
necessario.

1.3.2.1. Plan – Pianificare


• Determinare gli obiettivi e i destinatari. Gli obiettivi risultano evidenti soltanto se
l’alta direzione ha formulato la politica dell’organizzazione. Gli obiettivi devono essere
indicati in modo concreto e dettagliato e occorre fornire a tutti gli operatori le informazioni
necessarie. Devono essere quantificati e devono riguardare problemi che l’organizzazione
può risolvere con la collaborazione di tutte le funzioni. Sia le politiche che gli obiettivi
devono essere calati nell’organizzazione senza limitazioni di livelli gerarchici. Quanto più
l’organizzazione è orizzontale, e priva di frontiere, tanto più sarà facile coinvolgere il
personale nel raggiungimento degli obiettivi;
• Determinare i metodi per raggiungere gli obiettivi. Per raggiungerli occorre mettere
a punto procedure razionali e facili da seguire. Determinare un metodo significa
standardizzarlo e renderlo utile e accessibile. Solo l’esperienza e l’abilità delle persone
possono supplire all’inadeguatezza di standard e regole, quindi quest’ultime sono
necessarie in assenza di formazione e di risorse umane giovani

1.3.2.2. Do - Svolgere il lavoro.


• Nessuna procedura basata su standard, ritenuti erroneamente perfetti, può garantire
un’esecuzione priva di difetti. L’operatore applica quanto sa e ha appreso, tenendo presenti
gli standard, ma utilizzando la propria esperienza e abilità. Il singolo operatore può però
applicare anche solo nel proprio ambito un ciclo PDCA contribuendo in modo
determinante al miglioramento continuo dell’organizzazione;
• Formazione e istruzione. La formazione del personale è indispensabile per la
comprensione, applicazione e miglioramento degli standard di lavoro. La distribuzione e la
delega di responsabilità, fattore insostituibile per la realizzazione di un sistema qualità,
risulta possibile solo con operatori formati;

1.3.2.3. Check – Controllare gli effetti della realizzazione


• Lo scopo del controllo è scoprire ciò che viene realizzato in modo non accettabile e
contrario ai risultati attesi. Il problema, in questo caso , diventa come scoprire le non
conformità. A questo scopo occorre “controllare le cause”, utilizzando il diagramma
“cause/effetto” o “spina di pesce”;

1.3.2.4. Act – Intraprendere azioni adeguate


• L’essenziale non è trovare le cause delle negatività, quanto prendere le iniziative
adeguate per eliminarle. Non è sufficiente apportare modifiche ai fattori casuali
individuati, occorre eliminarli. Correggere e prevenire sono due azioni diverse e separate.
Per eliminare le cause delle criticità è necessario risalire fino alla fonte stessa del problema
e prendere le misure adeguate.
Figura 1.2 Il ciclo PDCA

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