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Aspetti strategici: come studiare


B. Bertani

Pianificare > organizzare tempo e materiale

Progettare > organizzo in funzione di una progettualità. Questi aspetti non possono prescindere dal
regolare la mia attività per raggiungimento di obiettivo.

1.domanda da farsi: quanto tempo ho prima dello scritto? > imp per materiale che devo assorbire

Organizzazione è di tutte le attività (famiglia/studio/lavoro/rilassamento) > per prepararmi su obiettivo non


posso mettere tutte le mie energie su obiettivo. Devo avere in mente quanto tempo avrò per prepararmi e
quanto tempo conservare per attività di cornice (sport amici…).

Principi:

- Valutazione più realistica possibile della mole di lavoro da svolgere


- Valutazione più obiettiva possibile del rendimento personale della singola disciplina
- Flessibilità (circostanze a cui si è obbligati, essere flessibili per adattarsi alle circostanze)

Pianificazione settimanale > riuscire a distribuire nell’arco della giornata spazio studio

Pianificazione mensile complessa. Uno può darsi obiettivi macro e micro (settimanali). Darsi obiettivi
settimanali significa anche verificare se obiettivi sono stati raggiunti e avere gratificazione (riconfermare che
pianificazione funziona, rinforza a livello comportamentale).

Apprendimento è collegato alla memoria.

Memoria > è archivio non statico e passivo, ma costruttore attivo di rappresentazioni sul mondo. Nel
processo di memorizzazione la memoria è di tipo ricostruttivo: non riproduciamo solo informazioni, ma
processo mnemonico rielabora info in entrata e le cambia (pensa a ricostruzione di incidente stradale).

Memoria ricostruttiva ha 3 fasi: fase di codifica, fase di ritenzione e fase di recupero.

Prima fase (codifica): modo in cui la informazione è inserita in un contesto di info precedenti > interessante
perché è più facile dal nostro punto di vista apprendere info all’interno di info precedentemente già
raccolte. Nuova info viene trasformata in codice che la memoria riconosce. Processo di codifica è
influenzato da diversi fattori. A seconda dello stimolo che abbiamo la nostra codifica può essere di diversi
tipi. Diversi fattori influenzano: emozione fa memorizzare o meno (stato di ansia e arrivo al pronto
soccorso, e qualcuno mi dice qualcosa, io non trattengo informazione). Fattori di tipo cognitivo: tipo di
struttura che ha lo stimolo dal punto di vista cognitivo (mia reazione a quel tipo di stimolo) e aspetto
motivazionale: codifica legata alla motivazione, motivo che mi spinge a.

Seconda fase (ritenzione): ricordo consolidato e stabilizzato, condizione essenziale (alcune info passano e
scompaiono). In altri casi stabilizzazione rimane a lungo termine, mi serve per arrivare a recupero.

Terza fase (recupero): ricordo dalla memoria a Lungo Termine alla memoria di lavoro. Utilizzo info di
memoria di lavoro per i fini necessari. Errore frequente: pensare di comprendere e memorizzare ogni
elemento del testo. Quando si studia bisogna fare prima una lettura veloce del testo, per poi riprenderlo
2/3 volte focalizzandosi. Leggere indice di un testo ad esempio (capire la struttura sottostante).
Per memorizzare qualcosa bisogna attivare canali paralleli (leggere, sentire lezione e vedere quello che altro
mi propone). Ricordiamo 70% di ciò di cui parliamo con altri = dimensione sociale. Momenti di gruppo in cui
mi ritrovo a ripetere i contenuti oggetto del concorso. Fare in modo che ragazzi e studenti nel momento in
cui sperimentano esperienza hanno possibilità di trattenere info. Più facilmente ricordiamo ciò che
insegniamo all’altro > costretto a interiorizzare contenuto per riproporlo a persona che ho davanti.
Memoria collegata a fattori. Dimensione emotiva: noi apprendiamo anche in situazioni in cui vengono
attivate emozioni di un certo tipo

>> costruzione del setting: elemento imp.

Ciclo autoregolazione dello studio: prevede prima fase di preparazione, seconda fase di attuazione e fase
di autoriflessione (auto valutarsi e valutare il processo di autoregolazione).

Fase preparazione > ruolo di definizione obiettivo è essenziale. Convinzioni di autoefficacia molto imp:
convinzioni che abbiano relative al nostro se sono quelle più influenti nel determinare comportamento di
individuo. Aspettative che ho relative a capacità di azione determinano mia convinzione e percezione di
autoefficacia. Come si formano? Perché alcuni hanno buona / bassa self efficacy?

- Persona ha già svolto pratica ed è andata bene (chi ha fatto concorso o esami e sono andati bene)
- Aver visto altre persone svolgere compito con successo
- Capacità di gestire proprie emozioni legate al compito

C’è diversità tra autoefficacia e autostima: autoefficacia è valutazione di mia capacità in contesto
specifico

Autostima è dimensione altra, è valutazione generale del proprio valore personale, rimanda a una
dimensione non concreta ma astratta. Sono due aspetti differenziati.

Basso livello di autoefficacia > in quale vi ritrovate? Alto livello > si riprendono velocemente in
condizione di stress.

Locus of control > persona di fronte a evento può attribuire questo evento a interno o a esterno: io
posso intervenire (interno), oppure gli eventi sfuggono al proprio controllo (esterno): interno > sono in
grado di superare esame (non è che le domande sono troppo difficili, come in caso opposto in cui
l’evento è attribuito a cause esterne).

Autoefficacia percepita

Attuazione > imp è utilizzare strategie di autocontrollo: capacità di verbalizzare a voce alta quelli che
sono i comportamenti che guidano le performance > rivolgere a se stessi strategie / riferimenti,
permette autoregolamentazione rispetto a processo di apprendimento (recupero, collegamento = più
facile memorizzazione). Perché è così importante questo argomento? Cercare di collegare tematiche
che affronto con la vita professionale. Quanto più collego domanda a esperienza professionale
successiva tanto più questa modalità mi permette apprendimento più facilitato.

Fase di autoriflessione: capacità di auto valutarsi > livello di conoscenza che abbiamo di noi stessi.
Ognuno di noi ha sviluppato un metodo personale del metodo di studi. Attenzione che magari
preparazione per concorso presuppone modalità di apprendimento (di tipo colmativo) diverso da
apprendimento di prima: ognuno ha modo di sistematizzare conoscenze, spesso stili di apprendimento
che persona stessa non conosce. Conoscere quindi i miei stili di apprendimento e cognitivo. Stile
dipende da caratteristiche individuali, da educazione e da aspetto motivazionale.

Stile cognitivo: analitico o intuitivo


Analitico > studio più sistematico, in maniera più logica, tempi più lunghi, facilitata nella pianificazione,
maggior resistente al cambiamento

Intuitivo > vede insieme il globale, tende a creare, più veloce, visivo

Quale è la predominanza (emisfero sx/dx). ognuno di noi si avvicina a contenuti leggendo materiali
(canale percettivo visivo) o studenti che chiedono mi può mostrare risoluzione (bisogno di vedere
mappe per trattenere contenuti) o persona che ha bisogno di uditivo (registratore) o esperienziale.

Anche per voi, quando vi mettete a studiare (e siamo nella fase di autoriflessione) tanto più riconoscete
vostro stile predominante tanto più potete decidere il vostro metodo più efficace. Di fatto ci deve
essere sempre una sinergia tra tipo di materiale che utilizzate e tipo di strategia. Tanto più sono
consapevole del materiale, tanto più metto in sinergia degli aspetti > trasformare materiale con mie
caratteristiche: regolare mio stile in funzione di materiale che sono costretta a studiare.

Che cosa ci si aspetta in questi concorsi? Grossa conoscenza e buona capacità di ragionamento logico.
Richiesta che va nella direzione di apprendimento colmativo, non di rielaborazione di esperienze e
contenuti. Mantere sempre elevata flessibilità di tipo cognitivo: maturazione della conoscenza di voi
stessi (consapevoli del vostro comportamento cognitivo) che non può prescindere da controllo
metacognitivo. Attenzione che avete in certi casi compito specifico, ma anche velocità di risposta >
controllo livello metacognitivo sulla proposta che mi viene fatta.

Elemento imp come voi affrontate il compito > dimensione atteggiamento: stato mentale neurologico
di poter in maniera pronta e veloce avere influenza su risposta che mettiamo in atto. La domanda che vi
vorrei porre: quale è l’atteggiamento verso il concorso?

Atteggiamento negativo > quello che sto studiando non mi serve a niente. Dove vien meno interesse
viene meno anche capacità cognitiva. Atteggiamento negativo > svalore su quello su cui sto investendo
= comportamento che non mi permetterà di avere successo del compito che sto sviluppando.

Tenere presente elementi da cui siamo partiti (di tipo strutturale) tenere presente metodologia di
studio, tenere presente processo di memorizzazione e quale atteggiamento ho in questo tipo di
esperienza > solo così posso affrontare obiettivo con serenità e di curiosità rispetto a ciò che non
conosco e potrei approfondire e investimento di energie che riporta a interno della nostra attività di
studio.