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Quinta lezione (13/03/2018)

Vi sono tre grandi dizionari storici, tre momenti importanti nella storia della lingua italiana:
1. 1612 – Vocabolario degli accademici della Crusca: primo grande vocabolario europeo
l’unità che in Italia non esisteva sul piano politico, fu realizzato a livello linguistico. Le altre
nazioni europee hanno preso a modello questo vocabolario.
2. Tommaseo-Bellini, metà anni ‘800: vocabolario storico utilizzato fino alla metà del ‘900.
3. GDLI, 1961, fondato da Salvatore Battaglia. Opera in 21 volumi pubblicata tra il 1961 e il
2000. Preziosissimo perché si avvicina allo studio della lingua italiana.
Differenza tra dizionario dell’uso e dizionario etimologico: l’etimologico offre informazioni più
approfondite e spesso rinvia a saggi che trattano l’origine di una parola. Spesso si riporta la fonte da
cui è tratta la prima attestazione scritta, non si limita a indicare la data.
Motivazione:
La formazione delle parole non è una semplice somma di elementi ma presuppone che il parlante
abbia una certa consapevolezza del rapporto tra forma e significato che lega un derivato alla sua
base. Questo rapporto si chiama motivazione. Il parlante in genere conosce la motivazione
consapevolezza intrinseca nel parlante. Quando un parlante non capisce la motivazione può arrivare
a……..

Questo fenomeno si chiama Paraetimologia o Etimologia popolare, processo attraverso il quale


l’origine di una parola viene reinterpretata dalla fantasia creatrice del popolo mediante
l’accostamento ad altre parole che presentano un’analogia di forma o significato.
Es. lastrico  via pavimentata con lastre di pietra, che oggi si usa principalmente in senso figurato
(gettare qualcuno sul lastrico). Deriva dal greco ostrakon = coccio (base del sostantivo ostracismo)
 da questo i latini ricavarono astracu(m) = terrazzo pavimentato con i cocci. (le parole italiane
derivano dall’accusativo latino). Quando nella lingua si inserisce l’articolo, i parlanti, anziché
l’astracum, capiscono lastracum, e lo associano alla parola “lastra” non capendo la motivazione.
Avviene quindi un cambiamento semantico da coccio a lastra, e un cambiamento fonologico, con
l’agglutinazione o concrezione dell’articolo.
Es. Nell’antichità i venditori ambulanti che vendevano i propri prodotti, li magnificavano ad alta
voce ed erano chiamati “cerretani” perché provenivano da Cerreto, in Umbria. Nome/aggettivo
etnico diventa “venditore ambulante” con spostamento di significati. Questi venditori
ciarlano(chiacchierano) sempre i parlanti avvicinano “cerretano” al verbo “ciarlare” nasce
Ciarlatano. Il popolo ha dato una nuova motivazione ha inventato una parola che non esisteva e
ha cambiato la forma della parola…….
Es. stravizio  eccedere nei piaceri. Ci fa subito venire in mente l’etimologia: suffisso stra- più
vizio= vizio eccessivo. In realtà è una paraetimologia; è una voce di origine serbo-croata che vuol
dire “brindisi” o “sfida nel bere” (zdravica). I parlanti l’hanno collegata al sostantivo vizio e al
prefisso …. …. stra- hanno attribuito una nuova motivazione e modificato la forma esterna
Es. stoccafisso  merluzzo essiccato all’aria. Deriva dall’antico olandese stokvisch, letteralmente
“pesce bastone”, perché veniva essiccato su dei bastoni/tavole di legno, o perché rimane molto
rigido come un bastone. I parlanti hanno collegato il pesce alla parola “fisso”, perché è molto
rigido, fisso, immobile.
Es. aguzzino  carceriere spietato, in senso traslato una persona che opprime, tormenta, perseguita
gli altri. Deriva dall’arabo  al-waziz, che significava “luogotenente”, “ministro”. Cambia
completamente il significato  i parlanti lo mettono in collegamento con la parola aguzzare
(rendere appuntito), come se l’aguzzino tormentasse le proprie vittime con un oggetto appuntito.
Es. figlio di mignotta  origine romanesca. Un tempo nelle anagrafi, se il bambino era un orfano o
un trovatello, scriveva filius matris ignotae. L’espressione era troppo lunga  processo di ellissi, si
scriveva m-ignotae, da cui l’insulto mignotta….. È un’etimologia popolare  in realtà la parola ha
origine francese da mignon, che significava preferita, una donna particolarmente ricercata.
Es. liquirizia  origine greca da glykys (dolce) riza (radice). Spesso usata per fare infusi, i parlanti
avvicinano glykys alla parola liquido e modificano la forma esterna della parola per adeguarla alla
nuova motivazione che avevano inventato.
Un altro concetto importante nella formazione delle parole è quello di produttività: un prefisso o
un suffisso è altamente produttivo se viene usato per creare molti neologismi; se non viene più
usato, anche se magari in passato è stato molto produttivo, si dice che è “fossile”. Questo ci fa
capire quali siano le linee di tendenza di una lingua nel campo della formazione delle parole.
Es. -ismo  suffisso molto produttivo. Spesso parole formate con questo suffisso hanno una certa
connotazione negativa. Per dare una connotazione positiva, viene ripresa dall’inglese la parola
welfare.
 Assistenzialismo  “tendenza dello stato a svolgere una funzione assistenziale nei confronti
delle persone disagiate”.
 Decisionismo  “tendenza a prendere rapidamente delle decisioni”.
 Garantismo  “tendenza a garantire i diritti individuali contro eventuali soprusi della
magistratura, adire che una persona è innocente fino a quando non venga condannata in
terzo grado”
Una variante del suffisso -ismo (suffisso dotto) è -esimo (suffisso popolare).
Hanno la stessa base -ismu(m). -esimo è molto meno produttivo di -ismo (cristianesimo,
urbanesimo). Nelle parole recenti non è più usato, ed è quindi un suffisso fossile.
Il suffisso -ista è molto produttivo (standista, visagista). Il corrispondente -aio, molto produttivo
nell’antichità, è oggi fossile. Spesso i due suffissi si contraggono:
 es. fiorista (nuova professione, “cura l’allestimento”) / fioraio (vende fiori).
Suffisso -ardo  origine germanica (diverse invasioni germaniche hanno lasciato tracce nella
lingua). È un suffisso completamente fossile.
 Es. testardo, codardo, dinamitardo (‘800), patriottardo (‘800).
Per formare i verbi oggi usiamo solo due suffissi: -are, -izzare.
 Rottamare  ha alla base la parola rottame, un suffissato verbale denominale. Nasce in un campo
specifico con un significato specifico: nel campo della vendita di automobili, ambito
commerciale……………. Rottamare  ritirare la vecchia auto (rottame) praticando uno sconto
sulla vendita dell’auto nuova. ……………………………………. Il verbo ha talmente tanto
successo che viene utilizzato anche per le persone. Il termine in politica………………..
 Commissariare  spesso usato quando un’azienda, società, Regione, Comune è in crisi.
“Viene commissariata” un commissario nominato autorità prende in gestione la società
………………………………………………………………..
 Indicizzare  i salari/gli affitti. “mettere in rapporto un valore economico con un parametro
di riferimento (es. costo della vita: se aumenta il costo della vita, aumenta il salario).
Derivato: indicizzazione  abbiamo poi ricavato deindicizzazione ……
(può essere considerato sia come parasintetico che come prefissato)????
Prefisso con valore sottrattivo de- è molto produttivo:
 Deforestazione  “sfoltimento progressivo delle foreste per ricavare legname o un
terreno abitabile. Possiamo interpretarlo in vari modi nella formazione delle parole
 Deindustrializzazione  riduzione dell’attività industriale
 Deindicizzare  non collegare un valore economico a un parametro di riferimento
Altro suffisso molto produttivo è -eria. È uno dei suffissi più produttivi per formare nomi di nuovi
esercizi commerciali (es. jeanseria, spaghetteria, panineria, risotteria – queste denominazioni
posso avere connotazioni regionali).
Paninoteca è invece un composto: teca  luogo in cui si conservano delle cose