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L’ETIMOLOGIA POPOLARE

Quando non riusciamo a capire la motivazione di una parola, spesso accade che inventiamo una
nuova motivazione che sia più chiara e comprensibile, arrivando a cambiare completamente la
parola ( questo ci fa capire la forza dell'uso). Prendiamo come esempio, la parola bonaccia (= la
calma del mare, il mare è in bonaccia, è calmo). Bonaccia in latino si diceva malacia e questa
parola latina deriva dal greco malakía. Da malacia si è passati a bonaccia perché la gente ha
interpretato il mal iniziale come se fosse l'aggettivo malus, cattivo, pensando che non fosse in
sintonia con il significato della parola. Perciò la gente ha deciso di sostituire malus con bonus.
Questo processo in linguistica si chiama paretimologia / etimologia popolare e ci dà la misura
della forza creatrice della gente. La paretimologia è il processo attraverso il quale l'origine di una
parola viene reinterpretata dalla fantasia popolare mediante l'accostamento ad altre parole che
presentano una somiglianza di forma o di significato. Vediamo altri esempi di paraetimologia:

 Astracum è una parola latina che significava terrazzo fatto con cocci. La parola astracum
deriva dal greco óstrakon che vuol dire coccio. Questa parola fa venire in mente
l’ostracismo, una forma di esilio applicata nell'antica Grecia contro una persona rea di azioni
contro lo Stato. Si chiama ostracismo perché le persone che decidevano del destino di quella
persona, scrivevano quale fosse la loro posizione su un coccio. Da óstrakon si sviluppa la
parola astracum. A un certo punto, nel passaggio dal latino all’italiano, la parola cominciò
ad essere usata con l'articolo→ “l’astraco”. Ma si cominciò a pensare che la L non fosse
l'articolo, ma parte della parola e tutto questo è dovuto all’erroneo accostamento con la
parola lastra. Questo determinò l’agglutinazione o concrezione dell'articolo (quando
l'articolo viene incorporato nella parola) e poi la parola lastraco / lastrico acquisì il
significato di pavimentazione stradale fatta con lastre di pietra. Oggi lastrico si usa spesso
in senso figurato per indicare un’estrema povertà (come dire sono in mezzo alla strada per
la povertà). Dunque, i cambiamenti sono stati fonetici e semantici.

 Ciarlatano→ uno che inganna attraverso le parole. Attualmente, la parola ha una


connotazione negativa, ma nasce come un termine neutro che indicava il venditore
ambulante. Il ciarlatano era noto per il suo osannare la propria merce ed è da lì che si è
associato il ciarlatano con uno che parla a vanvera cercando di ingannare le persone, con un
imbroglione o impostore. Nella lingua antica, per indicare i venditori ambulanti si usava il
termine cerretano perché i primi venditori ambulanti venivano dalla località di Cerreto in
Umbria, quindi si tratta di un termine etnico. Da cerretano abbiamo avuto ciarlatano perché
si è associata la figura del cerretano al verbo ciarlare. Dunque, la gente aveva perso la
motivazione della parola e per questo ha cambiato completamente la parola stessa.

 Fare gli stravizi→ quando ci si abbandona ai vizi e al piacere. È una parola che noi
interpreteremmo come un prefissato, ma in realtà si tratta di una paraetimologia. È una
parola di origine serbo-croata che viene da zdravica, che significa sfida nel bere, indica
quindi un eccesso nel bere. Dunque, per etimologia abbiamo abbinato zdravica con la parola
vizio. Abbiamo perso il contatto con la base etimologica e abbiamo trovato una nuova
motivazione alla parola avvicinandola all'italiano vizio e al prefisso stra.
 Stoccafisso→ è un merluzzo che viene essiccato all'aria. Lo stoccafisso si differenzia dal
baccalà perché questo viene salato. Si tratta di due parole di origine olandese, ma il termine
baccalà ci è arrivato dallo spagnolo bacalao. Stoccafisso deriva da stokvisch che
letteralmente significa pesce bastone perché il merluzzo viene essiccato su delle lastre di
legno. Ma perché in italiano diciamo stoccafisso e non stoccavisso o stoccavisco? Perché,
non riconoscendone l'etimologia, l'abbiamo associato all'aggettivo fisso per la sua rigidezza.

 Aguzzino era, secondo il suo primo significato, un carceriere spietato. Da qui è nato il suo
senso traslato in riferimento a un tormentatore, persecutore. Si tratta di una parola di origine
araba, deriva da al-wazir, che in arabo voleva dire luogotenente, ministro. Quindi, si trattava
di una parola con un significato nobile. Da al-wazir si è arrivati a aguzzino perché si è
associato al-wazir con aguzzare, che significa rendere appuntito. È come se l'aguzzino
tormentasse le proprie vittime con un oggetto appuntito, aguzzo.

 Liquirizia deriva dalla parola greca glykýrrhiza, composta da glykýs «dolce»


e rhiza «radice»: tale base era divenuta già nel latino tardo liquiritia (adattamento fonico),
da cui abbiamo l’italiano liquirizia, per accostamento del primo elemento a liquor «liquido»,
probabilmente per l’abitudine a usare la radice per la preparazione di infusi.

 Mignotta ha un’etimologia popolare e spesso la parola è abbinata all’espressione “figlio di”.


Le persone che venivano abbandonate dai genitori venivano registrate all’anagrafe con
l'espressione “filius matris ignotae”. Questa dicitura veniva poi abbreviata in “m.ignotae”.
Questa è una classica etimologia popolare che compare in alcuni dizionari di lessico
romanesco. In realtà, mignotta ha un’etimologia francese, deriva da mignone da cui si è
sviluppato il francese mignotte, che designava la persona favorita con cui uno decideva di
andare a letto.

L’etimologia popolare rientra nell’ambito del cambiamento semantico, ovvero nella lista di quei
fenomeni che determinano il cambiamento di significato di una parola. Tra questi fenomeni
ricordiamo:

 Il restringimento da un significato generico si passa a uno tecnico (il verbo latino cubare
che significa giacere ha assunto il significato specifico di covare).
 L’allargamento da un significato tecnico si passa a uno generico (il latino planta che
significa germoglio diventa pianta).
 L’ellissi riduzione di una combinazione abituale di parole (dal latino via strata = via
lastricata si passa all’italiano strada).
 Il miglioramento il termine “fortuna”, che significava “caso”, acquisisce il significato di
“buona sorte”.
 Il peggioramento il termine “captivus” che significava “prigioniero”, assume un nuovo
significato, “cattivo”.
 Il mutamento di status la denominazione di professioni e gruppi sociali dipende dal
continuo sviluppo della società (il latino villanus=contadino, diventa persona rozza).
 Il prestito spesso le parole che prendiamo in prestito da altre lingue acquisiscono un
nuovo significato nella nostra lingua (l’arabo al wazir=ministro, diventa aguzzino).
 La cortesia i titoli e gli appellativi perdono il loro valore originario perché la cortesia ci
porta a usare titoli più alti rispetto al reale rango di appartenenza dell’interlocutore (il
termine signore prima indicava un principe, ora ha assunto un significato generico).
 L’eufemismo per esprimere tabù linguistici non si ricorre al vocabolo proprio, ma a
un’altra parola che ha una connotazione positiva e ne assume una negativa
(famigerato=noto diventa persona di cattiva fama).
 Il disfemismo parole con connotazione negativa vengono utilizzate per un referente
neutro (la parola chiasso che prima indicava il postribolo, designa oggi il frastuono).
 L’understatement minimizzare ciò che si afferma per prudenza o finta modestia (dire
discreto anziché eccellente).
 L’umanizzazione utilizzare una parola usata per gli animali per il corpo umano (il muso).