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L’Inghilterra dalla repressione alle riforme

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UN DECENNIO DI TENSIONI POLITICHE E SOCIALII
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L’Inghilterra non fu esente da problemi durante il periodo della restaurazione.
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LEE, ad esempio, privò l’Inghilterra delle importazioni di cereali che dovevano completare la produzione
interna. Per risolvere il problema furono estense le coltivazioni granarie a terreni prima destinati ad altri usi, e da questo ne
trassero vantaggio i proprietari terrieri, in quanto i loro prodotti vendevano di più non potendo essere importati. Essi, infatti,
chiesero protezione al parlamento che nel 1815 con la legge sul grano impedì le importazioni di cereali solamente se i prezzi
interni fossero stati troppo alti. Questa legge danneggiò:
- Il proletariato industriale: Che si trovò a pagare più caro il grano;
- Gli imprenditori: Che avrebbero preferito una politica economica favorevole allo scambio tra loro manufatti e grano straniero.

Un altro problema fu il ritorno del F FE


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MOO, derivato dalla crisi economica e dalla smobilitazione dei
soldati. Tale fenomeno rallentò la meccanizzazione del lavoro, quindi i parlamentari e magistrati reagirono molto duramente,
moltiplicando le ipotesi di reato per cui era prevista la pena di morte per gli episodi di danneggiamento. Le tensioni sociali
toccarono il loro apice nel 16 agosto 1817, quando ci fu una dura manifestazione operaia, repressa nel sangue dalla polizia con
11 morti e 400 feriti: battaglia di “Peterloo”.
Ma la situazione inglese era differente dagli altri paesi europei per due motivi:
 L’apparato poliziesco era meno numeroso e meno potente;
 La piccola nobiltà terriera era contro alle limitazioni della liberta personale, di riunione e di stampa: funzione
riformatrice.
Nel 1822, sotto il governo tory, l’Inghilterra:
1. Si staccò dalla quadruplice alleanza e dal sistema dei congressi, appoggiando invece i movimenti nazionali e costituzionali.
2. Modificò profondamente il diritto penale, diventato caotico per quanto riguarda la casistica dei casi puniti con la pena di morte.
3. Abolì la legge contro le associazioni operaie, legalizzando le attività sindacali volte a migliorare le condizioni salariali e di lavoro
a condizione che rinunciassero all’uso dello sciopero.
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LA QUESTIONE IRLANDESE E L’ABOLIZIOEN DEL TEST ACT
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Preoccupati per la grande rivolta armata Irlandese, si ebbe l’unione della Gran Bretagna e dell’Irlanda nel “Regno Unito”, con
l’aggiunta di 100 seggi irlandesi al parlamento. In Irlanda erano presenti i Test Act, che imponevano, a chiunque volesse ricoprire
una carica pubblica, di riconoscere l’autorità della Chiesa Anglicana. Il movimento politico del cattolico Daniel O’Connell ottenne un
clamoroso successo simbolico, poiché entrò a far parte del parlamento di Londra, ma il Test Act gli impediva di entrare alla camera
dei comuni. Il timore di una rivolta dei cattolici portò il governo tory, sotto Giorgio IV, ad abolire il Test Act (1829) e da qui parti
un profondo mutamento dell’opposizione irlandese al dominio britannico che in seguito venne superata completamente.

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LA RIFORMA ELETTORALE E LA NUOVA LEGISLAZIONE SOCIALE
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Nel 1830, con il ritorno al potere dei whigs, fu approvato il progetto elaborato da Russel (a nome dei whigs) che estese il diritto
di voto da 500 mila elettori a 750 mila elettori; inoltre vennero modificati i parametri per diventare parlamentari, vennero aboliti i
seggi nei:
 Borghi putridi: Ovvero nei collegi con pochi elettori;
 Borghi tascabili: Ovvero nei collegi in cui nessuno si scontrava con il signore locale.
Naturalmente questi seggi non è che andavano “perduti”, ma venivano riassegnati in parte alle città industriali in via di crescita,
in parte a Londra per aumentarne la rappresentanza, e in parte alle contee. I seggi vennero distribuiti in rappresentanza degli
interessi agrari, industriali e commerciali (e non in base al numero della popolazione).
Tale riforma, conservando la distinzione tra eletti nelle contee e nei borghi, agì con moderazione:
- Il numero di deputati degli agrari fu aumentato, e molti borghi putridi sopravvissero;
- Mentre nei borghi tascabili la consuetudine di votare “per deferenza” un membro dell’aristocrazia terriera, scomparve.
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Contemporaneamente alla riforma elettorale, si scatenò una vasta rivolta contadina (contro l macchine: vd. Luddismo) che
venne soppressa. Questo spinse ad una riflessione sulle leggi riguardanti i poveri e in special modo sul “Sistema
Speenhamland”. Così nel 1834 fu approvata una nuova legge che interruppe i “benefici” a chi considerato in grado di lavorare. I
poveri quindi poterono trovare assistenza solo nelle Workhouses. Inoltre venne introdotta una legislazione sociale che
regolamentava il lavoro industriale.
- L’orario di lavoro dei minori di 18 anni: 8 ore;
- Fu proibito il lavoro minorile nelle miniere;
- L’orario di lavoro dei minori di 13 anni: 6 ore e mezzo;
- L’orario di lavoro delle donne: 12 ore;
- Legge generale sulle 10 ore di lavoro.