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ENCICLOPEDIA

DELL'ARTE ANTICA

CLASSICA E ORIENTALE

ISTITVTO DELLA

ENCICLOPEDIA ITALIANA
FONDATA DA GIOVANNI TRECCANI

ROMA

©
PROPRlETA ARTISTICA E LETTERARlA RISERVATA
Copyright by

Istituto della Endclopedia ltaliana

foodata da Giovanni Treccani

I985

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Siampato in Ita/in - Prm/ra in I/alY

ROMA - ISTITUTO POUGRAFICO E ZECCA DELLO STATO


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ATLANTE

DELLE FORME CERAMICHE

II

CERAMICA FINE ROMANA

NEL BACINO MEDITERRANEO

(TARDO ELLENISMO E PRIMO IMPERO)


ENCICLOPEDIA DELL'ARTE ANTICA CLASSICA E ORIENTALE

DIRETTORE DI REDAZlONE

GIOVANNI PUGLIESE CARRATELLI, Profe,sore nellll Scuola Normale Superiore, Pi,a

REDAZIONE
Dr. IDA BALDASSARRE, Professore nell'Istirur. Universirario Orientale di Napoli; Dr. TERESA LANZILLOTTA;

Dr. GRAZL~ MANNIRONI LUBRANO; Dr. SALVATORINO SALOMI; Dr. EVA MARGARETA STEINBY,

Universita di Helsinki

SEGRETERIA

Dr. SIMONETTA PAOLUZZI

COLLABORATORl DEL VOLUME II

J. W. HAYES, Royal Ontario Museum Toronw


J

MARIA ANGELES MEZQUIRIZ, Museo de Navrra, Pamplana

LUISA MAZZEO SARACINO, I,dlUt, di Arcluo/Qgia, Univer,;r" di Bologna

ANDREINA RICCI, Universit" Iii Pisa

GIUSEPPE PUCCI, Universira di Siena

Coordinatrice: IDA BALDASSARRE

Disegni di TOMMASO SEMERARO

SOMMARIO

l'REsENTA210NE • • • . . • . Pag. xv

SIGILLATE ORIENTALI (J. W. Hayes) " » I

AVVERTENZE . )} 2

ABBREVIAZIONI » 3

1. SIGILLATA ORIENTALE A (Eastern Sigillata A) » 9

Definizione . . . . . » 9

Caratteristiche materiali » 9

Area di provenienza » 10

Caratteri distintivi » 10

Classificazione I) I I

Decorazione . . . )} II

Cronologia . . . . 1) 12

Area <Ii diffusione » 13

Infiuenze . . . . » 13

FORME APERTE; SERlE ELLENISTICA: Piatti e scodelle (Forme 1-14); Coppe e tane (Forme 16-25); Crateri

(Forme 15: 26-27) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . » 13

FORME APERTE: SERlE ROMANA DEL I PERlODO (Early Roman): Piatti e scodelle (Forme 28-41); Coppe e taz2e

(Forme 42-51) » 27

FORME APERTE: SERlE MEDlo-IMPERIALE (Middle Roman): Piatti e coppe (Forme 52-61) » 38

FORME APERTE; SERlE CON VERNICE VARIEGATA (Forme 62-65) . . . . » 41

FORME APERTE: Serie tanla (aotonina) " 42

FORME cmUSE: Serie (f ellenisticu e sue derivazioni (Forme 101-105) » 42

FORME CHWSE; Brocche tarde (Forme I06-II2) e Bottiglie biansate (Forme II3-II6) » 44

FORME CHIUSE: Ftammenti non dassificati 1) 47

FORm RARE E DOBBIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . I) 47

II. SIGILLATA ORmNTALE B (Eastern SigilIata B) " 49

Definizione ..... » 49

Provenienza .. . . . i} 49

Caratteristiche materiali I) 49

Oassificazione . . . . » 50

Le Forme ..... )1 50

SIGILLATA ORIENTALE B1 » 50

SIGILLATA ORIENTALE B2 » 51

Distribuzione ) 52

lnfIuenze ) 52

(SIGn.LATA BI (Fonne I-50): Piatti (1-15); Piatti a fonda plaoo (Forme 16-20); Ciotole con piede (Forme

~ 21-33); Ciotole a fonda piatto (Forme 34-37); Vatie (Forme 38-50) » 53

SIGILLATA B2 (Forme 51-100); Piatti (Forme 51-64): Ciotole (Forme 65-76); Piatti (Forme 77-80) »62

FRAMMENTI NON CLASSIFICATI .. . . . . . . • . » 70

III. CERAMfCA DI <';ANDARLI. Produzione Pergamcna » 71

Definizione . . . . . ) 71

Caratteristiche materiali . " 71

Classificazione .. . . . » 72

Caratteristiche principali " 72

Diffmdone ~ 72

Infiuenze l~ 72

XI

SERlE AUGUSTEA (Serie A) .


Pag. 73
SERlE DEL LOESCHCKE (materiale di (andarIi: Serie L) » 7S

SERlE TARDA (Serie H di Hayes) »


77
IV. SlGILLATA CIPRIOTA »
79
Tenninologia e provenienza
79
Caratteristiche materiali . . »
79

Cronologia e forme » 80

Decorazione ed altte caratteristiche 80

Diffusione . . . . . . . . . . . » 80

SERIE TIPOLOGIClIE: Piatti (Forme PI-PI3); Coppe (Forme PI4-P32); Tazze biansate (Forme P33-P3S);

Carini (Forme P36-P42); Forme chiuse varie (Forme 43-59) 81

V. SIGILLATA PONTICA »
92

Definizione » 92

FORME »
93
Forme varie » 9S
CLASSI CONNESSE CON LA SIGILLATA PONTlCA » 9S

TERRA SIGILLATA ISPANICA (M. A. Mezquiriz) Pag.


97

ABBREVlAZIONI »
99

INTRoDuzIONE » 109

CARATTERISIICHE GENERALI » 109

L'argilla » 109

La vernice » 109

Cronologia . » no

Influenze » no

Esportazione » III

OmCINE » III

Centro di Abella-Solsona » II2

Otficme della zona mediterranea » 112

Sabadell » lIZ

Ruidoms · . , . » lIZ

Montroig ·. ,) lIZ

Comella del Terri » lIZ

Centro di Bronchales ,) lIZ

Centro di Tririum Magullum » 113

Bezares · . . . . . » 113

Tricio . . . . . . . » 113

Arenzana de Arriba ,)
1I3

Najera · . .... » 114

Ollicine della zona di Navarra ') 1I4

Pamplona » 114

Liedena . . . . . . . . . . » II4

.
Corella · . . . . . . . . » 1I4

Officinc della Valle del Duero » 1I4

Uxama ·......... »
Tiermes ·........ , 1I4

1I4
Ollicine della Valle del Tajo » II4
Talavera de la Reina » 1I4
Pantoja ·......... » II4
Ercavica ·
.., ..... » II4
Centri ceramici e ollicine della Berica » 1I4
Centro di Andujar » 1I4
La Cartuja . . » lIS
Albaicin . . . » lIS
Singilia Barba » lIS
Alameda ·. » lIS
Ollicine di epoca tarda della Meseta » lIS
Officine di epoes tarda della Lusitania » 1I6

XII
TECNICA Dr FABBRICAZIONE
Psg. It6
Elementi tecnologici
, n6
n tornio .
n6
Matrici .

Punzoni e utensil! per 1a decorazione


, "61[7
Forni .
"7
Dispositivi della officina
tt8
Utensili del forno u8
FIRME DI VASAl nS
FORME useE Lj2
"
FORME DECORATE 166

TERRA SIGILLATA NORD-ITALlCA (L. Mazzeo Saracino) Pag. t75


AVVERTI:NZE • t7 6
ABBREVIAZlONI , 177

INTRODUZlONE • 185

PRODUZIONE LlSCIA , IS5


PRODUZ]ONE DECORATA 18 7

a) Bicehieri d.i « tipo Aco); 188

b) Bicchieri di «tipo Aco-gillico"


" 189

c) Coppe di «tipo Sarius',


190

FIRME DELLA PRODUZlONE DEC('RATA


"
Bicchieri di « ripo Aco II
"
192

192

Coppe di "tipo Sarins" " 193

"
MORFOIOGIA - PRODUZIDNE LISClA 193

MORFOLOGIA - PRODUZIONE DE-:DRATA 209

CERAMICA A PARETI SOTTILI (A. Ricci) Pag. ~31

AVVERTENZE 23 2

AnBREVIAZIONI
" 233

brrnODUZIONE 241

1. I tipi mOIfologici
" 242

2. Tipi di argille " 242

3. Tipi di dcoorazione "


" 242

A. Catalogo dei tipi (motfologici) ., 242

B. Catalogo delle decoxazioni ., 243

CATALOGO DEI TIP] • • • • • , 243

CATAlOGO DELLE DECORAZIOKI > 313

I CENTRI DI PRODUZIONE , 343

Produzione dell'Etruria . 343

Produzione di Sutri 346

Produzione centro-italica
346

Produzione campana
• 347

Produzione eli Siracusa. . .


3.;.7
Produzione della valle padana (centto-occidentale)
,. 348

Produzioni dell'area adriatica e della valle padana orientale


349

Produzione di Merida 349

Prodnzione della Betica . . .


349

Produzione del Medio-Egitto


350

Prodnzione sod-gallica
350

Prodnzione della Gallia centrale


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351

Produzione di Lione . . . 35 1

Prodnzione del basso Reno " 352

Produzione di Colchester 353

INDlCE DE! TIP! 354

INDICt: DELLE DECORAZIONI . 356

"
XIII

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TERRA SIGILLATA ITALICA (G. Pucci) Pag. 359


"
ABBREVlAZIONI . . . . . })
36r
INTRODUZIONE ••••• 365

Problemi terminologici 365

Centri di produzioDe e fonti letterarie 365

Carattexisriche tecniche e procedimenti di fabbricazione »


367

Localizzazione delle officine di AIezzo » 368

II problema delle succorsali . . . . . . . . 368

I primi studi umanistico-antiquari . . . . . 37 1

I primi inquadramenti tipologici e cronologici })


372

Goudioeau e l'aretina di Bolsena 373

II Corpus Vasorum Arretinorum 375

Origine della sigillata italica . • })


375

Organizzazione della produzione »

37 6

L'ultima sigillata italica . . . . » 377

Per un repertorio morfologico . })


379

BIBLIOGR.O\FIA DEI PRINCIPALI RITROVAMENTI » 400

NOTA BIBLIOGRAFICA • • • • • • • • • • » 40 5

TAVOLE I-CLIX

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PRESENTAZIONE

Con questo secondo volume, che appare quattro anni dopo il prim(}, giunge a compimento la
sezione dell' Atlante delle forme ceramiche dedicata alla ceramica di eta. romana. Altri tipi e forme nuove
non mancheranno di venir aI1a luce negli scavi che si vanno moltiplicando nel bacino mediterraneo,
e probabilmente giiL si tr(}vano nei depositi, non sempre accessibili, di numemsi musei: mttavia Ie
sistematiche indagini su cui s(}no fondate Ie c1assificazioni proposte ne! nostr(} Atlante fanno di esso
un modello orientativo e un valida sussidio per ogni ulteriore ricerca ne! settore dell'arche(}logia
considerato.
Diversamente dal primo, che estato redatto da un gruppo di stndiosi uniti da una comune espe­
rienza di indagine, il presente volume raccoglie contributi di autorevoli esperti che hanno lavorato
indipendentemente. I singoli capitoli costitniscono pertanto monograJie distinte, e ciascuna di esse e
provvista di un suo partiCGlare repertorio bibliograJico; ad alcune I: aggiunto un indice dei tipi e delle
dec(}razioni.
La prima redazione dei capitoli de! Dr. Hayes e della Dr. Mezquiriz i: stata compiuta con qualche
anno di anticipo rispetto a quella degli altri: i: stato quindi necessario un lavoro di aggiomamento,
che ha imposto rinvii nella pubblicazione e, in aggiunta all'ordinario lavoro redazionale, la traduzione
delle parti nuove 0 rielaborate nei contributi dei collaboratori stranieri. II doveroso avvertire, inoltre,
che per evitare ulteriori ritardi nella pubblicazione de! volume, la Redazione si e prodigata in un'at­
tenta revisione - che non i: stata soltanto tipograJica - dei testi; e per non poche rettifiche si deve
esser grati specialmente a Ida Baldassarre e a Margareta Steinby.
Come nel volume precedente, Tommaso Semeraro ha saputo armonizzare la raffinatezza artistica
con l'appagamento delle esigenze scientifiche.

GIOVANNI PuGLffiSE CARRATELLI

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AVVERTENZE

II testo originale'di questo contributo e stato dato alla redazione ne! 1975; gli ultimi aggiornamenti bibliografici
datano all'ottobre 19&1. In genetaIe non sono citate Ie pubblicazioni pin recenti.
Esprimo qni i miei pin profondi ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribnito in ogni modo al perfeziona­
mento di questa mia opera. II prof. H. S. Robinson ha fornito alcuni profili tratti daIla sua opera sui trovamenti
dell'Agora di Atene, di prossima pubblicazione. II prof. C. K. Williams mi ha gentihnente permesso la pubblicazione
di vari oggetti dai vecchi scavi di Coriuto; i profi1i di questi, fatti da me stesso tanti anni fa su scala ridona, non
sono sempre molto accurati. La tipelogia qni presentata della Sigillata Cipriota e quella utilizzata nella prossima
pubblicazione degli scavi del fu K. Nicolaou a Nea Paphos, pubblicata qni in anticipe con il cortese assenso della
stesso. Molti prototipi della Sigillata Orientale A provengono dallo stesso scavo (Casa di Dioniso; sigla 0[;). Gli
altri disegni, quando non tratti da pubblicazioni, sono dell'autore; questi sono stati fatti in un arco di pin di venti
anni con il gentile assenso dei conservatori e direttori di numerosi musei, e scavi, troppe numerosi per poterli
ringraziare individuahnente. I miei disegni e quelli tratti da pubblicazioni sana stati Iiprodotti da T. Semeraro su
~
formato e scala uniformi, secondo Ie norme dell'Enciclopedia dell'Arte Antica.
ABBREVIAZIONI

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SIGILLATE ORIENTALI

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1. SIGILLATA ORIENTALE A (EASTERN SIGILLATA A)

DEFINIZIONE delle impurita. AI coutrario, la vernice e composta da


un'argilla piu ferruginosa, che varia da un colore rosso­
Eastern Sigillata A (SigiIIata Orientale A) e iI nome arancione ad un rosso-marrone. Una Glanztonfilm fine,
proposto da K. M. Keoyon (Samat"ia-Sebaste III, p. 282) Iucida e di colore rosso cupo (MUNSELL 2.5YR 4/6-4/8),
per Ia piiI diffusa tra Ie terre sigiIIate orientali (vernice affine per quaIitii a quella della ceramica aretina, e cornu·
rossa), <Ii origine siro-palestinese. II suo nome originario ne ai prodoni del I sec. a.c.; essa generaImente si accom·
e e
ci sconoseiuto e non riportato da aIcona fonte antica. pagna ad una argilla di colore giaIIastro. Altri esemplari
Studiosi tedeschi ed arncricani (Za1m e Robinson, ad tardo--ellenistici presentano una vemice liscia rosso-bruna
esempio) si sana moIto spesso serviti per definiria del (all'incirca 2.5YR 516) ed una argilla color camoscio chiaro
termine (i pergamena »; tale uso in realta si fonda su (7 ·5YR 7/6), dura e di consistenza fine. Su esemplari di eta
una falsa identificazione di questa cerarnica can quella imperiale si riscontra comunemente una vernice brillante,
prodotta a Pergamo e ricordata da PIinio (N.H. XXXV, 12, di colore rosso vermiglione, insicmc ad una argilla di
46, 160), rna che ora si e riconosciuto essere una diversa consistenza piuttosto taIcosa e di colore arancione chiaro.
classe (efr. oItte il capitola La cerarnica di <;andarIi, Si­ NormaImente I'appIicazione della vernice avveniva im·
gillata Orieotale C). NeIl'e!euco dei rittovamenti di Ao­ mergendo iI manufano prima da una parte e poi daI·
tiochia, Waage ne defioisce Ie piiI antiche varieta, col I'aItra; in tal modo si produceva una striseia piu scura,
termine di Late Hellenistic Red (Hellenistic ' Pergamene ') dove Ie due fusi di appIicazione della vernice venivano
Ware (cfr. Antioch IV.I, pp. 18 ss.) e Ie piiI tarde con a sovrapporsi - la cosiddetta « sniseia di doppia im­
queIlo di Early Roman 'Pergamene' Pottery (ibid., pp. mersione" (double dipping streak) (Athenian Agora
32 5S.); Ie forme finali della seric sono raggruppate .0ttO V, p. 6). Una caratteristica simile, anche se in genere
Ia denominazione di Regional Middle Roman Pottery, meno chiaramente visibiIe, e presente in aItre classi di
onitameute ad alcone classi cerarniche che presentano rela­ cerarnica Sigillata Orientale (cfr. Ie descrizioni piu avanti).
zioni can esse (ibid., pp. 32 ss.). Waage fomisce anche un TaIi snisee compaiono meoo frequentemente su coppe
panorama degIi studi precedeoti relativi a questa cerarnica. e forme chiuse che non su piatti, dove es~e costituiscono
F. F. Jones, occupandosi dei rirrovamenti di Tarso, usa i quasi la norma (anche se mancano su aIcone forme piu
termini di Hellenistic Pergamene e Roman Pergamene per antiche). Le impronte di tre piatte pallottoline di argiHa,
descrivere rispettivamente Ie varieta piu antiche e queUe usate per tener sepatato iI vase11ame durante Ia cottura,
piiI tarde (Tarsus I,pp. 172-6; 180-3; 201). Le serie delle appaiono sui piede e sui fonda di taIoni piani di piu
coppe a mattice vengono esaminate a parte da entrambi grandi dimensioni, sopratlUllO di quelli piu antichi (efr.
gli autori (Antioch IV.I, p. 30; Tarsus I, pp. 177-8). Tarsus I, fig. r36 A-C; Hama III.2, fig. 28 in alto e fig.
34 in alto; tale particolarita e caratteristica anche della
CARATTERISTICHE MATERIAL! cerarnica di <;andarIi. La patte esterna del vasellame
si presenta Iisciata con cura, mentre Ie superfici interne
Sono descritte in rnaniera dettagIiata dalla Kenyon sia dei piani che delle coppe sana spesso rifipite con
(Samaria-Sebaste III, p. 284), fa quale tenta qualche un pennella, iI quaIe Iascia una serie di fini ,triature
suddivisione e presenta alcone analisi di argille (ihid., paralleIe; un tale modo di procedere diverr. poi comune
pp. 473 ss.; efr. inoItre WRIGHT 1980, pp. 175-7, cam­ sugli esemplari di epoca romana. Su tali superfiei Ii­
pioni un. 2, 7, 9, 12). Le caratteristiche della cerarnica sciate col pennella, Ia vernice tende a sfaldarsi in sottili
sana state deseritte anche dal Waage (Antioch IV.I, scaglie e talvoIta questo processo conduce alIa totale
pp. 21, 32) e d. altri. L'argill. varia d. un giallo duro sparizioue della superfieie stessa. In alconi degii esem­
e granuloso ad un colore arancione chiaro di consi­ plari piu tardi delIa serie elleoistica (per un esempio
stenza fine 0 talcos. (MUNSELL IOYR 814 fino • 7.5YR significativo cfr. D'ANJ)RIA 1969, tav. I6,t-2) e nei pro­
7/6--8/6); raramente ad occhio nuda si possono notare doni del II sec. d.C. accade talvoIta che la sfaldatura sia

SIGILLATE ORIENTAL!

presente su entrambe Ie superfici come risultato della iufatti recentemente proposta in GUNNEWEG 1983, sulla
esplosione di particeUe di calce. Alcuni dei piu antichi base di analisi per attivazione neutronica. Non sono del
manufatti ellenistici si presentano neri, perche delibera­ tutto convinto dei risultati, soprattutto perche mancano
tamente cotti per raggiungere questo effetto, ovvero con ancora analisi analoghe su materiali provenienti dal1a Siria.
una vernice a due tonalita, nera e rossa, perche passati Negev (Oboda, p. 35) offre Ie testimonianze di un pos­
attraverso una cottura poco accurata. Piu tardi, la cottura sibile centro di produzione ad Oboda, rna Ie forme e Ie
veniva sempre regolata iu modo tale da ottenere una caratteristiche materiali del vasellame non cotto, prove­
superficie uniforme, di colore rosso. niente da una fornace, non sono descritte nei dettagli, e
Una piccola classe ceramica, che si puo grosso modo l'attribuzione a questa classe ceramica resta quiudi dub­
datare all'epoca di Domiziano e di Traiano, presenta una bia. Inoltre la grande varieta di SigiUata, Orientale e
superficie variegata, che ricorda vagamente la sigillata Nabatea, presente iu questa Iocalita rende molto iucerta
sud-gallica marmorizzata (sebbene ben difficihnente possa l'attribuzione di tutta la produzione a questa zona, come
essere stata influenzata da questa). In questo caso I'ef­ l'autore sembra affermare. Una produzione tanto diver­
fetto veniva prodolto mediante una spugna passata sulla sificata avrebbe comportato l'uso di differenti tipi di
vernice, immediatamente dopo la sua applicazione. Nor­ argilla, che difficilmente si potevano procurare sul Iuogo.
malmente la superficie appare variegata iu maniera uni­ Ci troviamo forse di fronte ad una manifattura, su pic­
fonne, rna in alCUDe bottiglie si e voluto creare un ben cola scala, di ceramica Nabatea comune (e dipiuta?) che
preciso disegno (efr. Forma fI7, prototipo). L'intenzione nello stesso tempo diffondeva sigillata importata? La ce­
degli artigiani (del resto riscontrabile in altre classi cera­ ramica comune di Oboda (NEGEV Oboda, p. II, tav. 2,1)
miche simili) era probabilmente quella di imitare l'aspetto sfortunatamente non e descritta nel volume.
del vasellame iu bronzo; il vaseUame iu questione spesso Leggere differenze nelle caratteristiche material! sng­
presenta delle modanature piuttosto elaborate, com­ geriscono I'ipotesi che Ie officine fossero diffuse sui terri­
binate iu cetti casi con piccoli ornamenti a stampo suI torio di una intera regione, piuttosto che concentrate
bordo 0 con piccole rosette centrali,. sempre a stampo. in un siugolo centro di produzione, fermo restando il fatto
L'ambito cronologico di questa classe sembra possa essere che esse devono trovarsi allJinterno di una stessa, ampia
definito daUa sua assenza, da un lato a Pompei, dal­ regione geologica. In effetti, i prodotti delle varie sotto­
l'altro in contesti tardo-adrianei. officine, iudividuate sulla base dell'argiUa, non sernbrano
poter essere differenziati con precisione; in tal modo, e
assai probabile che tutta questa ceramica fosse originaria
AREA Dr PROVENIENZA
eli una stessa zona in generale, cosl come accade per Ie
L'identificazione dei centri di produzione di questa priucipali categorie delle Sigillate Galliche. L'esistenza,
ceramica, largamente esportata, rimane uno dei piil im­ aI di fuori di tale zona, di «succursali » va esclusa sulla
portanti problemi ancora iusoluti nell'ambito degli studi base delle stesse forme dei vasi e delle loro caratteri­
sulla ceramica romana. Le fonti antiche traseurano com­ stiche rnateriali (diversamente TECHNAU 1929 ed altri):
pletamente tale ceramica (sebbene Plinio il Vecchio debba infatti su ritrovamenti che provengono da regioni molto
averla ben vista nelle citta della Campania!). Tutto cio distanti fra di loro (ad esempio Ia Palestina, Cipro, la
che si puo dire di sieuro e che essa proviene dal1a regione Grecia, l'Italia, ecc.) 5i possono osservare esattamente ie
siro-palestinese, dove e assai piu diffusa di qualunque stesse differenze. Le somiglianze notate da Crowfoot
altra classe ceramica di lusso contemporanea e dove cerri (Samaria-Sebasre III, pp. 346 ss.) sono state ampiamente
sottogruppi (come ad esempio Ie coppe megaresi e Ie confermate altrove daUe mie osservazioni.
forme chiuse) sono meglio rappresentati.
Si confronti su questo argomento la discussione iu CARATTERI DISTINTIVI
Antioch IV. I, pp. 20-21 e iu Samaria-SebaSle III, p. 288.
Una origine alessandriua per una parte di questa produ­ II modo di trattare i piedi, cosi come si presenta nella
zione e stata anche proposta, ma neU'improbabile caso piu antica serie (ellenistica), non si riscontra iu genere
che essa sia stata prodolta ad Alessandria l'argilla sarebbe iu altre ceramiche a vernice rossa. I piatti hamro piedi
comunque stata importata. 10 non accetto questa teoria. bassi e pesanti, profondamente incavati all'intemo, men­
AIlo state attuale degli studi non si puo essere cetti se la tre il fondo si ispessisce progressivamente verso la base.
ceramica fosse prodotta nelle regioni costiere siro-pale­ I piedi dei piatti e delle coppe piu antiche hanno gene­
stinesi od in queUe dell'entroterra; la sua presenza sem­ ralmente una modanatura aggettante in basso ed il piano
bra essere ugnalmente comune iu entrambe Ie aree. d'appoggio concavo; tale caratteristica iu genere scom­
Per l'iutensita della ricerca archeologica, si puo quasi pare aU'epoca di Augusto ed e sostituita da un profilo ':-1
certamente escludere che un'area di produzione si possa basso e squadrato (pur mantenendo sempre la faccia '~
ancora trovare entro i limiti di Israele. Un numero ab­ iutema iucliuata). Pressappoco a partire daI1'iuizio della 1
bastanza cospicuo di fonne chiuse (Ie quali ben si pre­ nostra era, divenne usc comune incavare profondamente
stano ad essere validi iudicatori di provenienza), e at­ il fondo dei vasi con lievi riseghe 0 gradini formando -ili
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testato come originario dell'Hauran, nel S della Siria; una serie di bande iuclinate che rispecchiano il profilo r1;'.\
d'altro canto vi eda rilevare che Ie stesse forme sono tnt­ della faccia opposta del piede; tale caratteristica e tipica ~
t'altro che rare a Cipro (altra possibile, anche se molto irn­ di questa ceramica, anche se nella Sigillata Cipriota se i
probabile, zona di provenienza). Un'origine cipriota e stata ne possono vedere esempi piu rozzi (efr. sotto). La mag-
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SIGILLATA ORIENTALE A

gior parte dei vasi datati tra l'inizio e la meta del I sec. lana, in piatti, coppe e forme chiuse, senza tener conto
d.C. presentano questa specificit3.; in epoca flavia essa :: del periodo. Tale seriazione tipologica, che I: ben lungi
quasi del tuno abbandonata, mentre nel II sec. il suo dall'essere esaustiva, viene seguita pedissequamente in·
uso si restringe ad una serie di piatti e di coppe dal Hama III. 2, dove ogni forma che non compaia gia a
fondo piatto cd a certe forme chiuse. In akuni pi~tti di Samaria I: catalogata come SJttotipo. Rispetlo alle serie
dimensioni maggiori ed in celte ceppe della nne del I e di Antiochia, si ha un magg,or numero di ptofili oom­
dell'inizio del II sec. d.C., si riscontrano alti pied; sot­ pleti 0 ricostruibill.
till, venicali e squadrati, che chiaramente derivano dalle La nuova classificazione cho si propane qui di seguito,
forme della Terra Sigillata ltalica piu tarda; raramente, adotta un criterio CTonologico piu preciso di quanto fosse
suI fondo di tali vasi, sono presenti riseghe. possibile in precedenza. Viene mantenuta la sud::livisio~ ill
Ii tipo piu comune di ansa relativo a vasellame di Waagl: in tre grandi periodi; 211'intemo di ciascuno di essi
forma chiusa conshte in una banda piatta, modellata a vengono elencati separatameue, e per quanto I: possibile
forma di doppio bastoncino dalla parte esterna. Tali anse in online cronologico, piatti, coppe/tazze e forme chiuse.
sono pedopiu a gomito anche se non cosl fortemente
pronunciato, come nei corrispettivi esemplari ciprioti. DECORAZIONE
Talvolta (dr. ad esempio la Forma I 15), esse S1 presentano
con la superficie liscia verso I'esterno. In generale si tende I. Sulle forme di piatti del periodo tardo-ellenistico
ad evitare Ie forme piu complicate, sebbene aleum esem­ (in particolare efr. Ie Forme 3-4), compaiono frequente­
plari presentino anse a nastro con scanalature a pettine. mente piccoli motivi impressi~ insieme a solehi con­
cenrrici 0 fasce incise a rotelli. Essi continuano I. tradi­
CLASSIFICAZIONE zione della decorazione impre5sa gia presente sulla ce:ra­
mica ellenistica a vernice neta, con aIcuni petfezicna­
Correntemente si usano due tipologie, quella di Waage menti nei holli; in entrambe Ie serie cer.miche compa­
(Anrioch IV.I, pp. 22 ss.) e quella di Kenyon e Crow­ iono gli stessi motivi (soprattutto palmette). Queste ultime
foot (Samaria-Sebaste III, pp. 3°6-42, ripresa in Hama ed i bolli con la corona di Iside ad esse connesse (anche
III. 2, pp. 57 ss.). In quella presentata qui di seguito se quasi sempre piu tarde), SO:1O stati classificati ed inter­
5i e fane riferimento ad entrambe, Una nuova classifi­ pretati d211a Crowfoot (Samaria-Sebaste Ill, pp. 3r6--24)
cazione di questa classe e della Sigillata Orientale B e da C. Friis Johansen (Hama lIb, pp. 65-76). I motivi
I: anche stata promessa da Robinson. impressi non continuano oltre la prima eta augustea e
Nella classificazione del Waage, comprensiva di tuna mancano sulle forme che deri'lano dalla c"amica aretba.
1a ceramica fine, ellenistica e ramana, trovata ad Antio­ 2. Meno comuni dei precedenti sono i motivi ad 0..,1i
chia (non solo quindi della Sigillata Orientale A), la e frecce impressi singolarmenre e gli ornamenti a perline
suddivisione viene attuata prima su base cronologica e poi et similia che sl rinvengono mgli orli sporgenti di una
per forme. I prototipi selezionati dal Waage per Ie i1­ serie di grandi vassoi e piccole coppe (Forme 9- II) della
Iustrazioni della relazione sugli seavi di Antiochia, si fine del I sec. a.C., che ovviamente traggono ispirazione
trovano ora nelle Collezioni delle Universita di Princeton da prototipi metallici. Una amloga decorazione dell'orlo
e Cornell. Le forme 101-200 vengono asseguate alie serie si ritrova anche nella serie della piu tarda ceramica varce­
ellenistiche della Sigillata Orientale A, Ie forme 40r-500 gata (efr. Forma 63), mentre una decorazione a perline
invece aIle prime serie romane; la maggior parte degli quasi ugnale, anch'essa derivata da prototipi metailici, I:
esemplari che egli assegna alia sua Regionol Middle presente sugli orli di alcuni TJ'mtai antichi (Forma 17).
Raman Potrery (dar~ti aI II sec. d. C.) e ciol: Ie forme 3. AIcuni motti 0 nomi di ceumisti sono incisi con gran­
601-700, appaTtiene anch'essa alia Sigillara Orientale A. di lettere rilevate sulJa serie delle coppe megaresi esc­
AIcuni pezzi piu antichi sono classificati insieme alia guite a mattice, ma i veri e propri bolli dei ceramisti
ceramica ellenistica a vcrnicc nera, nella serie 1-100. compaioneo quasi solo su piatti e coppe del periodo me
All'interno di questa serie, I'ordinamento viene elfettuato va dal 10 aI 70 d.C. circa. Un'ir.seolita firma I: iI graffito sui
esclusivamente per forme, procedendo da quelle piu fondo di una bottiglia monoansata relativamente tarda,
aperte a quelle piu chiuse; 10 sviluppo interno di cia­ del Museo di Nicosia (efr. Fo:ma 108). I holli dei cera­
scuna singola forma ':I>asato sui contesti di ritrovamento) misti, che compaiono spesso (ma non sempre), sono por
viene distinto tramite Iettere sussidiarie (ad esempio 10 piu di semplice forma ,ettango!are e 'empre in ca­
'401 a-z ,». Per rendere 1Jl classificazione quanto piu pos­ raneri greci; non si hanno testimonianze di bolli multipli.
sibile comprensiva, vengono inseriti esemplari provenienti I caratteri sono in genere meno curati di queIli presenti
da aItri siti, come l'Agora di Atene; questi uItimi non nelle altre classi di ecramica sigillata. Le fume piu anti­
hanno iIlustrazioni. Le forme aperte vengono documen­ che sembrano essere degli aute::lucl nomi, spess<> di ori­
tate mediante i prolili; quelle chiuse, in maniera piu gine latina (ad esempio MAPKOY, TITOY, i\OYI(IOy); Ie
selettiva, mediante fo"rograne. La grande maggioranza dei forme di questi bolli (tta Ie a1tre, quella a coda di rondine),
pezzi iIlustrati non sono che dei frammenti. suggeriscono un'imitazlone <!iretta dei bolli aretini GIi
La c1Jlssificazione di Kenyon/CroVifoot I: molto meno esempi piu tardi, forse sotto I'influenza della SigiIlata
dettagliata e comprende solo 28 forme, tra cui sono Sau'­ Orientale E, sono costituiti sopraltutto da me-tti e da
sarnente rappresentate quelle piu antiche e quelle piu pseudo-nomi (i1 piu frequente, che risale alla mera del
tarde. Esse vengono divise in maniera abbastanza grosso­ I sec. d.C., I: XAPIC). Tra Ie forme dei bolli vi I: ancbe

II

SIGILLATE ORIENTALI

quella a quadrifoglio, presente molto piiJ frequentemente ranee produzioni in vetro. Ne I'uno ne l'altro di t.ali pro­
qui che nella ceramica aretina; spesso Ia scritta risulta cedimenti decorativi e attestato comunemente.
delimitata io basso ed in alto da linee io rilievo. La quasi 9. Su questa cerarnica non si trova la decorazione appli­
totale assenza 0 scarsita di bolli, in questa cerarnica, cata, a menD che non si vogliano considerare come 2ppar­
a Pompei e ad Ercolano, ci o!fre un terminus ante quem tenenti a questa classe alcuni frammenti di eta ant.onina,
per il Ioro uso. L'uuica eccezione puo essere costituita provenienti da Antiochia (efr. Antioch IV.I, fig. 24.1-7).
dai pochi bolli in planta pedis cbe, come io tutta la cera­
mica Sigillata Orienrale, sono tardi (probabilmente ascri­ CRONOLOGIA
vibili al periodo che va da Nerone ai Flavi); solo po­
chi nomi (ad esempio EPMHC, XAPIC) vi compaiono. La cerarnica Sigillata Orientale A insieme ai tardi
Assai rari 'Ono i bolli semplicemenre figurati, se si esclude prodotti ellenist.ici della regione di Pergamo, si col­
la piccola serie delle impressioni a rosetta, di epoca loca tra Ie piiJ antiche ceramiche romane a vemice rossa
piiJ tarda di quelli precedenti (tardo-fiavia 0 traianea). che compaiono sui mercato, e precede I'apparizione
4. Nella cospieua serie delle {( coppe megaresi » (Forme della ceramica aret.ina di circa un secolo. In t.ermini
24-25) e nelle piiJ rare imitazioni delle coppe su piede are­ generali, si puo a/fermare che essa fu prodotta a par­
tine (Forme 26-27) compare una decorazione a rilievo ese­ tire dalla meta del II sec. a.c., sioo a quasi Ia Iioe del
guita a matrice. In generale i motivi decorativi sono II sec. d.C.; il periodo di maggior produzione ed espor­
e
modellati con trascuratezza, il rilievo assai iocerto (cio tazione si ebbe all'incirca dal 100 a.C. all'epoca adria­
e specialmente vero per Ie piiJ tarde {( coppe megaresi »), nea. La data esatta della sua comparsa e controversa.
analogamente aile piiJ povere classi di coppe megaresi La Kenyon (Samaria-Sebaste III, pp. 284-8) propende
di produzione orientale, e notevolmente piiJ scadenti di salla base dei ritrovamenti di Samaria per una appa­
quelli della ceramica aretioa. Questa serie, che ha una rizione tarda, contenuta aII'intemo del I sec. a.C.; in
zona di diffusione assai limitata, e da considerare pint­ tal senso si esprime anche Friis Johansen. Ora pero
tosto come una tarda derivazione locale della tradizione sembra ampiamente confermata, sulla scorta delle recenti
ellenistica. Gli elementi di datazione per entrambi i tipi scoperte di Tel Anafa (Israele) e di Paphos (Cipro), Ia
di coppe sono assai scarsi e non e ancora certo se, dopa datazione pin alta (150 a.C. circa od ancora prima), pro­
i primi anni del I sec. d.C., ne continuasse ancora Ia posta nella studio su Antiochia (Antioch IV. I, p. 25).
produzione. Le piiJ ampie raecolte pubblicate di queste Numerosi repetti cerarnici provenienti da Delo provano
coppe sono quelle di Antiochia e di Hama (Antioch IV.t, che I'esportazione su larga scala verso mercati Ionrani era
pp. 29-30, io particolare Ia serie piiJ tarda; Hama IIL2, gia cominciara nel primo 0 secondo decennio del I sec. a.C.
pp. 124-59, 194-204). La datazione del vasellame del I sec. a.c., ed in par­
5. La decorazione a rotella e comune in tutti i periodi. ticolare i piatti e Ie coppe delle ricorrenti Forme 3-4 e
Se ne possono notare Ie seguenti varieta: a) su piatti del 22 rimane abbastauza fiuida. Un punto fisso nel terzo
periodo rardo-ellenistico, come bordo decorativo dei mo­ venticinquennio del secolo (0 un po' pin tardi) e fomito
tivi a stampo 0 a file multiple che sostituiscono i bolli da una nave a!fondata sulle coste turche in una localitil
stessi; b) aII'iotemo del vasellame rardo-ellenistico, siogo­ a N di Faselis, pubblicata dalla Mitsopoulos Leon (v.
Iarmente 0 accoppiata, in alternativa aile solcature; c) io MITSOPOULOS LEON '975, pp. 101-12, raw. 27-30).
strette fasce od in file raggrnppate sulle pareti e sngli orli Sforrunatamenre non e documenrata alcuna moneta tro­

dei piatti e delle coppe del primo periodo romano alia ma­ vata in associazione. II limite cronologico alto (75 a.C.),

niera della ceramica aretina (efr. io particolar modo Ia proposto per il materiale ultimamenre rinvenuto a Tel

Forma 30;'; d) sotto forma di un'uuica fascia di hmghi Anafa (non ancora pubblicato in dettaglio), contraddice

tratti tutt'atromo al fondo di grandi piatti (Iioe I, ioizio Ie testimonianze provenienti da altri siti, soprattutto Sa­

II sec. d.C.; efr. Terra Sigillata Tardo-iralica);e) in fasce maria ed Antiochia, dove si hanno dati sicuri per una

sovrapposte, a ricoprire il corpo di bottiglie (Forma III). datazione iotomo agli ultimi decenni del secolo. Questi

6. La decorazione a la barbotine compare tardi, in ultirni, insieme ai ritrovamenti provenienti da altre Ioca­

alcune razze e coppe piiJ grandi, che possono essere deri­ lita, come ad esempio Knossos, tendono a confermare

vate dalla ceramica italica a pareti sottili del I sec. d.C. che il vasellame che presenta una marcata rassomigliauza

(eft. Ia Forma 61). II repertorio e limitato a semplici e


con Ie comuui forme di aretina non attestato prima

motivi a foglia, talvoha accompagnati da decorazione a della nascita di Cristo: una chiara iodicazione questa

rotella. Sembra accettabile una datazione intorno alla che non si tratta che di copie delle forme aretine in que­

prima metil del II sec. d.C. stione e non gia di loro prototipi.

7. Assai raramenre compare una decorazione dipinta Alcuni imporranti dati sui momento di transizione dalla

(color crema); essa e limitara ad alcune coppe e bottiglie serie Hellenistic alia Early Roman del Waage ci vengono

monoansate antiche e con tratti marcatamente ellenistici fomiti da nuovi ritrovamenti di Corinto del 22/23 (?)

(efr. Forme 15, 16, 102). d.C. (WRIGHT '980, pp. t35-77 passim). 'I
8. La decorazione a baccellature verticali compare in Daile scoperte pin recenti resta generalmente confer­

una serie di coppe del periodo tardo-ellenistico, ispirate mata Ia suddivisione della serie del I sec. d.C. io cinque

a modelli metal1ici (Forme 15, 19 B; eft. Ia Sigillata fasi futta dal Waage (Antioch IV.I, p. 38). II materiale

Cipriota). Alcune rozze coppe di epoca antonina pre­ di Pompei comunque comprende una 0 due forme elen­

sentano delle sfaccettature alla maniera delle contempo­ cate in un primo tempo come Middle Roman (e quindi

I2
SIGILLATA ORIENTALE A

datate al II sec.). Va notato iI fatto che alcuni tipi, per I sec. d.C. ed i primi anni del II, la Sigillata Orientale A
i quali nello studio sui materiale di Samaria viene sug­ compare in localitil egee e Iibiche, insieme ad altre cerami­
gerita una datazione tarda (generalmente sulla base dt che di origine orientale. In Siria ed in Palestina essa ebbe
scarse evidenze archeologiche), sono in realta, come indi­ seropre il monopolio quasi assoluto dei mercati, mentre
cato dal Waage, della pIima eta impetiale (Early Imperial), a Cipro rivaleggio attivamente con produzioni locall. Le
in particolare la Forma 12 di KenyonjCIowfoot = Forma COppe a marrice e Ie fonne chiuse ebbero un'area di diffu­
30. La rara Forma 32 si accompagna ad esse. sione pin limitata, pia 0 meno coincidente con il Levante.
Per Ie fasi finali di questa ceramica, I, ancora una volta
Antiocbia a forniIci Ie migliori pIove di darazione. Sco­ INFLUENZE
perte piit recenti sembrano confermare .Ia data delle pri­
me forme del II sec. d.C., mentre per il periodo antonino Rimane controversa 1a questiune se la Sigillata Orien·
~ la sola Antiocbia a fornirci elementi utili a riguardo. tale A, con la sua ampia diffusione, abbia daro 10 stimolo
RitrulIle una questione del tutto aperta se la produzione iniziale al cambiamento della vernice, dal nero al rosso,
sm continuata, seppure su scala ridona, anche durante nelle offiOOe italiche (e specificamente ad Arezzo) sui fi­
rinizio de! III sec. d.C., oppure sia cessata del tutto nire del I sec. a.C. In ogni modo, Ia sua influenza sembra
all'incirca un mezzo secolo prima della comparsa mas­ essere stata forte soprattutto nel periodo preaugustco,
siccia della sigiIlata africana in questa patte dell'Impero, quando i comnni piatti ad orlo ricurvo e talune forme di
verso gli anni 240---250. coppe futono amplamente imitate in Oriente. DaIl'epoca
Rimangono difficili da datare Ie forme chiuse, anche se di Augusto in poi, iI suo ruolo 8embra essersi limitato a
i: possibile fare una cetta distinzione tra Ie prime fonne qualche reciproca contaminazione con la Sigillata Cipriota
e quelle piu tarde. Cettc forme (ad esempio, quelle che (vedi pp. 79) ed atla assunzione di ceIle forme cmuse di
presentano una superficie variegata) possono essere datale quest'ubima (a meno che queste non siano piuttosto dirette
in base ad analogie tecniche con te forme aperte. derivazioni da esemplari metallic!). Altrimenti, per la mag­
gior parte, i nuovi sviluppi delle forme si possono assai ben
AREA DI DIFFUSIONE vcdere come intitazioni della ceramica aretina, che comin­
cia ad apparire in Oriente, in limitate quantitil., intomo
La Sigillata Orientale A si ritrova in abhondanza in all'inizio dell'era cristiana; qualsiasi profonda influenza in
rotta rarea del Mediterraneo orientale, mentre ad occi­ senso contrario sembra improbabile, data la mancanza di
dente raggiunge Pompei c la Tripolitania. Ad Est se ne repetti di Sigillata Orientale nell'Italia settentrionale. Inol­
conoscono esemplari provenienti d. Dura Europo' e da tre nessuna delle fonne «romane » della Sigillata Orienta­
Seleucia, mentre in Egino la sua diffusione si limita nor­ le A pub essere sicuramente considerata anteriore a queUe
rnalmcnte alla regione del delta del Nilo. Rararoente com­ oorrispondenti in aretina (se si eselude forse la Forma 29).
pare nelle localiti del Mar Nero. Per quel che rignarda Ie sue relazioni con Ie altre Sigit­
L'esportazione piu massiccia sembra sia avvenuta du­ late Orientali (che sl possono forse cogliere meglio ne!
rante il I sec. a. c., prima della comparsa generalizzata modo di configurarc i bolli dei cerarnisti), la Sigillata
della cerarnica aretina, quando cioe alcuni esemplari rag­ Orientale A sembra essere stata piuttosto ricettrice che
giunsero persino iI Mediterraneo occidentale (dove, da iniziatrice; alenne delle caratteristiche {' occidentali » adot­
Lamboglia ed altri, sono srati inseriti nella classe della tate ne! I sec. d.C., possono in realtil essere state trasmesse
ceramica {( presigillata .). Durante la prima meta del I sec. dalle produzioni dell'Asia Minore (Sigillata Orientale B,
d.C. in questi mercati occidemali essa fu soppiantata ceramica di Candarli; v. pp. 49 e pp. 7r). Durante il
dalla aretina e dalle altre ceramiche italiche, sebbene si II sec. d.C., privata dall'influenza preponderante delle
possa notare una cetta ripresa alla fine del sccolo (questa ceramiche italiche, la Sigillata Orientale A decadde in
classe cerarnica I, presente in quantita modeste a Pompei, un provincialismo ehe uon venne influenzato dagli altri
insieme ad aItrc varieta di Sigillate Orientali). Durante il maggiori centri di produzione.

FORME APERTE: SERlE «ELLENlSTlCA »


Piatti e scodelle (Forme 1-14)· Coppe e tazze (Forme 16-25). Crateri (Forme 15, 26-27).

FORMA 1. Diametto (mass.) cm 20-21 circa.

«Piatto da pesce •. Antiochia, forma 10 k. Prototipi.


Fondo inclinato con una concavitil al centro, orlo pen­ HAVFS Royal Ontario Museum, p. 21, nota 6, fig. 4, A
dente e piede basso e squadrato. Aleuni esemplari sono (n. inv. 910 X 201.3). (Tav. I, I).
a vernice nera, altri prescntano una superficie misra, Variante grande: Paphos, Casa di Dioniso, OLl 1666
rossa e nera. (diaro. mass. em 28,6; rotellatnta aggiunta sul fondo so­
Non comune. pra il piede). (Tav. I, 2).

I}
SIGILLATE ORIENTALI

Cronologia. DEBEVOISE Seleucia, pp. 22; 114, tipo 349, fig. 349.
Una vers:ione tarda di una forma ceramica assai ca­ Antioch IV. I, p. 23, tav. III, forma IZO.
mune in epoca ellemstica. E una delle prime forme della Dura Europos-Final Report IV. 1.2, p. 8, nn. 39 (?), 42.
Sigillata Orientale A, insieme alia Forma 17 (vedi piu Tarsus I, p. 231 (sotto la categori" B), fig. 188 A.
avanti); non e presente a Samaria e risulta scarsamente SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. I, 18.
esportata al di fuori dell'area siro-palestinese. Samaria-Sebasre III, pp. 312-14, fig. 73. 1-2 (il n. 2 i:
Datazione: prima del 100 a. C. circa. Ci transizione alia Forma 3).
JONES Kululu, p. 91, e fig. a p. 95, passim.
Altri esempJa,i.
Hama III. 2, p. 58, forma I a, 3-5, fig. 26.
Antioch IV. I, p. II, tav. I, forma 10 k. Forse anche in Arsameia am Nymphaios, p. 237, n. 9,
Dura Ewopos-Fi11J:l1 Report IV. 1. 2, p. 8, n. 44. tavv. 57, 67 (Forma 3 I).
Samaria·-Sebaste III, p. 262, nota 5 (can riferimento ai Inediti: Paphos, Of, 1661, 1664-: (tipi A e B).
ritrovamentidi Dura e di Hama).
Hama III. 2, p. 192, n. 6, fig. 72; forse anche p. 60,
fig. 26, forma 1. IO b. FORMA 3.
HAYES RaJ-a! Ont"rio Museum, p. 21, nota 6, fig. 4, B Piatta a rondo ridotto ed orlo ricu,""o verso l'alto. Antio­
(n. inv. 9IO X 201.2). chia, forme 121-124; Samaria, forma I (assieme alia se­
gnente Forma 4); LAPP PCC, tipo 253.4.
FORMA 2. Norrnalmente di grandi dimensiom. Piede basso e pe­
sante, di piccolo diarnetro, fonda piatto a leggermente
Piattolsc.della con arlo basso e ricurvo .'erso I'atlo.
inclinato, orlo rieurvo in alto, di dimensiom maggiori di
Antiochia, forma 120.
'luella della Forma 2 e generalmente quasi verticale, can
Piede basso con modanarura aggetrante alia base. Due la parte estema piu 0 meno rotondeggiante e labbro
versioni: rastremato; talvolta si osserva una lieve angolatura
A. Piccola, diametro 17 fino a 25 em circa. Sill fondo all'esterno, nel punto di giunzione tra orIo e parete.
due scanalatnro 0 linee fatre a rotella. Raramente com­ II fonda aumenta in spessore ,'ers<> iI piede, che i: in
paiono Ie scrisce di doppia immersione; talvolta mal cotta. genere profondamente incavato all'intemo. Negli esem­
B. Grande, diametro em 25-40 circa. Piede di piccolo plari piu antichi i piedi tendono ad avere una sporgenza
diametro (como nella Forma 3), fondo inclinato; talvolta rotondeggiante alla base ed una snperficie d'appoggio
Ie pareti si assortigliano verso l'orlo. Rotellatura a cerchi concava, mentre quelli piu tardi sana piu squadrati; in
multipli al centro del fonda. entrambi i casi la faccia interna i: obliqua. Pochi esem­
Assai comUI:e nei contesti piu antichi, diventa sempre plari malta tardi presentano una risega sill fonda, all'in­
piu rara in seguito. terno dell'area delimitata dal piede (efr. Forma 30 e ss.).
La spessore del fonda all'angolo esterno del piede pub
Protoripi. raggiungere 1,5-2,0 em, mentre forlo e
spesso solo
A. Paphos, Oll 1662 (HAYES Paphos, fig. 7.1 a p. 108); alenni millimetri. Non si pub chi.ramente individuare
Of;. 1663 (Tav. I, 3-4). una evoluzione nella forma dell'orlo, cbe talvolta si pre­
Esemplare a vemice nera: Paphos Oll 5IZO, frammen­ seuta marcatamente convesso, talaltra quasi piano e ver­
tario (Tav. I, 5). ticale. I.e strisce di doppia immersione compaiono nor­
B. Malta, Museo della villa romana di Rabat (Tav. malmente. La forma piu comune ci decorazione consi­
I, 6). ste in numerose scanalature 0 fasee a rotella, attoIna al
centro (di frequente tre fasee interne circondate da al­
Cronologia. tre due, rna talvoha negli esemplari piu grandi si hanna
E una forma amica, probabilmente quella cbe prece­ tre gruppi). QnaIche volta compare la decorazione a
dette Ie Forme 3-4 e che in una cerra misura si venne a stampo assieme a quella a rotella (come nella Forma 4);
sovrapporre ad es'e. L'esemplare di Tarso sta in un un certo numero del pezzi piu tardi non i: decorato. Al­
contesto databile al II sec. a.c.; testimonianze da Paphos cuni esemplari piu antichi hanna la vernice nera.
sembrano indicare cbe iI tipo A appartiene escIusiva­ Molto comune.
menteal II sec., mentre iI tipo B si trova anche piu Diametro: 24-50 em circa (sopratlUtto tra i 28 ed i
tardi ed i: presente a Samaria. 40 em).
Datazione:
A. Principalmente nella seconda metil del II sec. a.c., Proto!ipi.
non oltre il 100 a.C. circa. Samaria-Sebaste III, p. 296, fig. 68.2 (Tav. I, 7).
B. Inizia nel II 'ec. a.c. e continua fino a c. 75;50 a.C. HAYES Knossos, p. 252, n. I, fig. 3 (Tav. I, 8).

Altri esemplari. Cronologia.


Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipe 18 a, Questa forma e la Forma 4 sono Ie due piu camuni
fig. 185; II, tav. 74 f ~ DUNCAN Corpus, tipe 6N4. forme di piatti del I sec. a.C.; Ie si ritrovano in depositi

14

SIGILLATA ORIENTALE A

di que! periodo in tuuo il Mediterraneo orientale. 1 Prababili fondi: Labraunda II. I, p. 67, nn. '99, 200
primi esemplari datati con precisione sono ancora queUi (?),201, lav.35; Guzzo 1970, p. 124> n. 70, figg.la8,202.
provenienti dall'Agora di Atene, gruppo E '5'-'52 (Ia Probabili orli (0 Forma 4 ?): BROCK 1949, p. 69, fig.
data del comesto, secondo G. R. Edwards, e circa il 14, 9; Dura Europos-Final Report IV. 1.2, p. 8, n. 41;
1I0 100 a.c.). La flne di questa serie ci e data dai re­ SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. I, 19; QIJILTCI
perti tardo-erodiani ed angustei di Samaria e di Knossos. 1971, p. 139, n. 224, fig. 88 e forse aitri.
Altre versioni di questa stessa forma r!corrono frequen­ Numerosi gli esemplari inediti, prevenienti da molte
temente nella ceramica tardo-ellenistica, in particolar localita. Anche: British Museum 1936.7-20.1.
modo nella serie della ceramica italica « Campana ". Variante pin piccola (probabilmente tarda): Samaria­
Datazione: tardo II sec. - ultimo decennia de! I sec. Seha,te III, p. 314, fig. 73, 9.
a.C. circa. II pezza a vernice nera di forma simile e pubblicato
come pcrgaminien noir in Delo' XXVII, p. 249, D 64,
Altri esemplari. fig. 127, tav. 43 ha una deooraziane a rotelIa del tutto
Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 3 e insolita e non pui> rientrare in questa ambito; potrebbe
tipo t8 b 0), fig. 185; II, tav. 74 h ~ DUNCAN Corpus, appartenere alIa ceramil..ll « Campana I).
tipo 16W8.
OXE 1927, pp. 2t6-17, fig. I, Bell. XXVI, n. 4. FORMA 4.
TECHNAU '929, p. 49, fig. 37·
WAAGE 1933, p. 286, u. 46, tav. VIII (?).
Piatto a Jondo largo con arlo ricurvo verso l' alto. Antio­
chia, forme I25-I26; Samaria, forma 1 (can la Forma 3
THOMPSON '934, p. 422, E 151-152, figg. 1I0, n6.
'opra esaminata); LAPP PCC, tipo 253, I (anche souo
Antioch I, p. 71, nn. 7, 10-12, ravv. XIV, XV.
253, 4)·
HORSFIELD 1942, p. 203, n. 470, fig. 55, tav. XLVIII. Piede basso di grande diametro (piu della meta di
Antioch IV. I, p. 23, figg. 4-5 passim, tav. III, forme quello deD'orlo), fonda piatto, arlo verticale oct indinato,
122-124 p. rotandeggiante nella parte esterna (cfr. Forma 3). Gene­
Tar",s I, p. 231 (categoria C: senza illustrazione). rahnente piil piccola della Forma 3; i frammenti dell'arlo
DAKARIS '953, p. 172, fig. 5 d. dell'una 0 dell'a1tra fa= non si passona distinguere net­
Samaria-Sebaste III, pp. 291-6 passim, 309, 314, figg. tamente (salvo che in ba,e aI diametra). L'anello del
65, 3; 66, 2-4; 68, I; 73, 5,13-14; tav. XXI; alcune piede e basso ed ampio, con la parte interna inclinata;
sono state ripubblicate dal LAPP PCC, p. 216, tipo 253.4, aleuni esemplari antichi harmo una madanatura alIa base
A-G. ed un fondo concavo (cfr. Forma 3), mentre i piil tardi
CARErroNI 1959, p. 318, n. 5, fig. 23 f (dalla Sicilia). sono piu rozzi, piu pesanti e squadrati. Compaiono nor­
Nessana I, pp. 282-3, tav. XLIII A 8-9 e fondi 4-5, mahnente Ie ,trisce di doppia immersiane. Quasi tutti
8 (?); forse anche tav. XLVII; can incisioni 7-8; can de­ gli esemplari presentano una fascia di decorazione a
corwone a stampo pp. 2-3. stampo sui fonda, fiancheggiata da fasce oUenute a ro­
Arsameia am Nymphaios, pp. 237-8, nu. 10 (e 18-20 ?), tella 0 da soleature (due all'esterno, tre all'interno);
raw. 56, 58, 67. di salito si tratta di cinque pahnette impresse, a cui tal­
ROBINSON 1965, pp. 28-9, no. 6-7, figg. 5-6 (= 'Eq>. volta ,i aggiunge una piccola rosena a stampa al centro.
'ApX" 1902, pp. 163-4, n. 23, tav. 8). Aleuni esemplari hanoo solo la decorazione a rotella
VUlLLEMOT 1965, p. 206, fig. 83, AN 150. (3~2 fasce 0 simili, come nella Forma 3), mentrc un =10

Ashdod I ('Atigor, English series VII, Jerusalem 1967), numero dei pezzi' pin tardi sano privi di decorazione. Ne
esistono due vcrsioni;
figg. 2,4; 5, 14; 6, 1-2; taw. VII, 2; VIII, 6-7; proba­
bilmente anche i fondi in fig. 10, 13-16; tav. X, 4-5. A. arlo pin 0 meno verticale, sottile, con In parte
Ashdod II-III, fig. 15, t4. esterna ben arrotondata e labbro lievemente incurvato.
Antiachia 125. Antica.
JONES Kululu, pp. 91-2, fig. a p. 95, n. 16.
B. arlo inclioato, meno nettamente incurvata. Antio­
Probabilmente HAYES Knossos, p. 257, nn. 1-2, fig. 8
chia 126, anche 132 k. Un certo numero di piccoli esem­
e p. 270, n. I, fig. 18.
plari tard! present. una risega sui fonda, all'interna del
Hama III. 2, pp. 57-61, forma I a, nn. 1-2, 6-9, 10 a piede (cfr. Arlwnian Agora V, F 3). Non e raro che pre­
(?), 16 a, 24, figg. 26, 28, Con decorazione pp. 65-76 senti una fattura piuttosto rozza e pareti spesse, con rin­
passim, figg. 29-32; farse anche p. 8, n. 32, figg. 4-5 temo rifinito a pennello e ricopetto da una verDice sea­
(con vernice bruna). gliosa, caratteristica del primo periodo romano (efr.
NEGEV Oboda, p. 36, no. 130-132, tav. 24. D'ANnRIA 1969, tav. 16, 1-2).
THAlMANN Tell 'Arga, p. 59, fig. 42, 13 (tarda; spar­ Malta comune.
genza sul fonda esterno). Diametra: generalmente em 14-29, con esemplari tal­
BOUNNI 1978, p. 287, fig. 39, I (?), 2, 4. volta pin grandi ehe raggiungano i 34 em. Gli esemplari
Kenchreai IV, p. 54, ER 16, tav. '4. provenienti dalla nave naufragala di Phaselis (tipo B,
Forse anche O,tia III, p. 244. fig. 481; qnalehe altro antico) presenrano due d.Istinte misure: diametro circa
passibile frammento e1eneato in Ostia II. 18-18,5 em e diametro circa 26 em.

If
SIGILLATE ORIENTALI

Prototipi. Arsameia am Nymphaios, p. 238,nn. II-12, 14, 17 (pro­

babilmente totte di questa forma).

I I
A. MITSOPOULOS LEON 1975, p. 102, fig. 1.5. (Tav. 1,9).
Athenian Agora V, F 2, tav. 60. Piccolo. (Tav. I, 10). ROBINSON 1965, p. 289, nn. 1-5, 8, figg. 1-4 (= 'E<p.

B. HAYES Knossos, p. 25 a, n. 3, fig. 3. (Tav. I, II). ,ApX" 1902, pp. 163-4, nn. 20-22, lav. 8); ripubblicati

da MITSOPOULOS LEON 1975, pp. lII-12, fig. 4, 1-6.

Museo eli Cipro, da Polis tomba 104, n. 103. (Tav.


I, 12). Labraunda II. I, p. 67, n. 198, lav. 35.
Frammenti elencati da STUCCHI 1965, p. 234.
Cronologia.
Assai comune dutante il I sec. a.C., assieme alia For­
ma 3; queste due forme si trovano regolarmente asso­
AsluWd I, figg. 5.13, 10.6, 10-12 (?), tav. X, 3.
Ashdod II-III, fig. 10.5 (?), 18-19, e fig. 15. II-12,
15-16.
I
,

ciate e devono essere pin 0 menD contemporanee. Le WEINBERG, in Muse, 3, 1969, p. 20, fig. in alto al cen­

vetsioni pili degenetate del tipo B compaiono nei gruppi tro, da Tel Anafa; anche: ID., in IE], 21, 1971, p. 102,

e
tardo augustei, laddove la Forma 3 non pili presente. tav. 15 C.

Pochi sono gli esempi pubblicati dai contesti piu antichi, D'ANDRIA 1969, pp. 81-2, lav. 16.1-2.

e
rna la forma comune a Delo e a!trove. Delos XXVII, pp. 245-6, 043-44, fig. 126, tav. 42.

KEOPOTKIN 1970, p. 83, n. 699, 0, tav. 36.8 (Tipo

I
Datazione: fine II sec. a.C. - 10/20 d.C. circa. II tipo
B e augusteo. B, tardo).

HAYES Knossos, p. 252, n. 2, fig. 3, e pp. 263-4, nn.


~

Altri esemplari. 1-2, fig. 14.

Buss-MACALISTER 1912, p. 128, tav. 61, 3-4, 12-14. Hama III. 2, pp. 57-8, 60-64, figg. 27-28, forma I b

Sieglin Expedition II. 3, p. 143, fig. 159, un. 22-24. (eselusi i un. 16 a, 23 a, 24 a, 26 b, 35-'37); decotazione

Harvard Excavations at Samaria I, p. 304, ripo 2 a~j,


pp. 65-76 e figg. 29-32 passim.

ecc., fig. 185; II, tav. 74, c = DUNCAN Corpus, tipo 14 CoLDSTREAM Knossos, p. 47, J3-4, fig. 17, tav. 28.

G5-6, J2, 4, 6, 7, M4. HAYES Corinth, p. 451, n. 123, tav. 85.

OxE 1927, pp. 216-17, fig. I, Beil. XXVI, n. I (e 2-3 I). MITCHELL Afvan Kale, pp. 123, 126, figg. 16.9,21.

NEUFFER 1931, p. 62, fig. 7. I, forse ancbe i frammenti MITSOPOULOS LEON 1972-5, ce. 504, 521, fig. 3 a.

in fig. 6.8 e fig. 7.2, 5-6, 16. MITSOPOULOS LEON 1975, pp. 101-102, nn. 1-6, figg.

Antioch I, p. 71, nn. 6, 13, taw. XIV, XV. I, 3, tavv. 27; 28; 29, 1-2; 30.
Beth-Shan III, tav. XXXIV, 28>31; riprodotta in parte NEGEV Oboda, pp. 35-6, nn. 122-9, 133, taw. 23-24, 32.

in Antioch I, p. 7J, fig. 3. HAYES Carthage I, p. 80, fig. 12, A 44.

HOLWERDA Cat. Leiden, p. 36, nn. 434-439, 442-3, HAYES Paphos, fig. 7.2 a p. 108.

fig. II, tav. IV. SCHINDLER-SCHEFFENEGGER 1977, p. 25, tav. 1. 8-9, II,

LAMB-PRYCE 1940, pp. 96-7, fig. I, n. I. 12 (,)


..

HORSFIELD 1942, p. 120, n. 36, fig. 5, tav. X; pp. 129­ THALMANN Tell 'Arqa, p. 59, fig. 42, Io-II (~ Forma

30, nn. 83, 86, 87, figg. 9-", tav. XVI; p. 202, n. 468, 4 B), 12, 15-18.

fig. 55, tav. XLVIII.


Quseir al-Qadim, pp. 69, 74-5, 84-5, 88-9, taw. 20 k

Antioch IV. I, pp. 23-24, figg. 4-5 passim, tav. III, (?), 21 d, 26 f (?), m, 28 d (alenne piccole, totte forse di

forma 125 f-k, tav. IV, forme 126 g, k, s, x, 132 k.


Forma 4 B).

BROCK 1949, p. 69, fig. 14. I, tav. 22, '7.


Forse anche gli orli pubblicati in Guzzo 1970, p. II4,

Tarsus I, pp. 175, 232, categoria E, un. 257-265, figg. n. 9, figg. 98, 199; QmUCl 1971, p. 76, fig. 20, n. 4;
136, 188. p. 79, fig. 21, nn. 56-57; p. 122, fig. 63, n, 33; p, 140,

KELSo-BARAMKl 1951, p. 24, A 104 (?), 106, tav. 22. fig, 91, n. 2.

LAMBOGLIA 1951, pp. 36-8, fig. 2 e probabilmente Variante tarda vicina alla Forma 38:

anche fig. 3.
WRIGHT 1980, p. 143, n. 18, fig. 3, da un contesto del

Fouilles de Byblos II. 2, p. 923, n. 17463, fig. 1081. prinIo periodo tiberiano (22/23 d.C. ?).

SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. 1, 20. Alenni altri possibili fraromenti sono elencati in Ostia II.

Samaria-Sebaste III, pp. 292, 309, 314, fig. 66, I; fig. Numerosi esemplari inediti da molte localira. Una va­

73, 3-4, 6-8, 10-12, taw. XX-XXI; v. anche CHAR­ riante tarda di piccolo formato, simile ad un piattino

LESTON Roman Pottery, p. 7, tav. I, e LAPP PCC, p. 216, compare nelle collezioni del British Museum (53.5-28.67;

tipo 253. 4, B. eliametro 12,4 em), Una variante tara e pesante del tipo

AURIGEMMA Forte della Vite, p. 36, n. 3. B, probabilmente tarda, presenta un orlo con labbro

Athenian Agora V, p. II, F 1-3, tavv. I, 57, 60. modanato simile a quello della Forma 12; questa potrebbe

LAPP PCC, pp. 214, 216, tipo 253. I, A-H, tipo essere considerata una variante della Forma 29 (oppure

253· 4, B. forse della piu tarda Forma 53): cfr. Antioch IV.l, p. 24,

Nessana I, pp. 282-3, tav. XLIII, A 1-7, forse an­ forma 142, tav. IV; Hama III.2, p, 90, forma 10.20,

che i fond; 1-3, 6-7, 9-10; forse anche tav. XLVII, con fig. 36. Per una formaposteriore, con un orlo simile al

bolli, I. tipo A, clr, Forma 38, piu avanti.

16
SIGILLATA ORIENTALE A

FORMA 5. 94. Simile, ma pin piccola: Paphos Ob. 4122. Un'alrr.


variante bassa: MITSOPOULOS LEON 1975, p. 102, n. 7,
Coppa bassa con pareti curve 0 inclinate. Antiochia, satto fig. 2, 4 (non decomta).
Ie forme 132, (ISO), 151; Samaria, forma 2 a. Una variante raIlIa presenta due scanalature snlla pa­
Un corrispondente pili profondo della Forma 4, con rete ed un labbro sottile (efr. certe coppe di Forma 42):
la stessa imposrazione del piede; il diamerro varia. Lo cfr. Antioch IV.I, p. 24, tav. IV, forma ISO; Hama I1L2,
sviluppo segue quello della Forma 4, cosl pure la deco­ p. 78, nn. 8, 10 a-i, figg. 33-34. Forse questa e la classi­
e
razione che simile. Se ne distinguono due varianti: ficazione giusta anche per un rirrovamento da Tel Anafa,
A. Pareti curve e menD inclinate, con labbro come nella WEINBERG, in IEJ, 21, 1971, p. I02, rav. 15 D, al cenrro
Forma 4 A; sul fondo decorazione a stampo ed a rotella. (pili antico ?).
Antica, piuttosto rara.
B. Pareti dritte e pili inclinate, orlo liscio; talvolra FORMA 6.
con impresse delle «corone di Iside " 0 due fasce otte­
tenute a rotella suI fondo, oppure anche non decorata Piatto a fondo ridotto con orlo ampio. Antiochia, forma
(dr. Antiocma forma 151 f). Alcune presenrano una 137; Samaria, forma 3; LAPP, tipD 253, 5.
risega sul fondo esterno. Pili comune della variante A. Di grandi dimensioni. Fondo piuttosto piatto e ri­
Molto meno frequente delle Forme 3-4, rna non rara. dotto, modellato come nella Forma 3; orlo ampio, piu
Diametro: cm 14-26 e oltre. II tipo B oscilla rego­ o meno orizzonLale, con angolo interno ill poco rilevato
larmente intorno ai 22-26 em. rispetto al piano del fonda; modanatura a solehi sulla
sommita del labbro. La decorazione e simile a quella
Prototipi. della Forma 3, dalla quale non pui> essere distiora se
A. Paphos, Ob. 747. (Tav. II, I). l'orIo manca. Su alcuni esemplari antichi manca la stri­
B. Hama IIL2, p. 77, fig. 27, forma 2, n. 6. (Tav. scia di doppia immersione, mentre compare di notma
II, 2). su quelli pili rardi. Taluni Ira i primi esemplari hanno
la vernice nera.
Cronologia. Comune (rna meno delle Forme 3-4).
Approssimativamente nello stesso ambito cronologico Diamerro: cm 25-43.
delle Forme 3-4, con Ie quali generalmente compare
assodara: dal rardo II sec. a.C. fino all'inizio del I sec. Prototipo.
d.C. Soprattutto augustea. Samaria-Sebaste III, fig. 66.5. (La datazione ptoposra
Altri esemplari. per questo piatto da Kenyon erroppo rarda). (Tav. II, 3).
Esemplare a vernice nera: Paphos 0/1 5121 (fram­
Buss-MACALISTER 1912, p. 128, rav. 61. 5, 16.
mento). (Tav. II, 4).
Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 7 a-b,
fig. 185 (= LAPl' PCC, p. 214, tipo 253.1, J-K). Cronologia.
Antioch IV.I, p. 24, tav. IV, forme 132 f(?), 151 f. E la versioue in Sigillara Orientale A di una comune
Tarsus I, p. 233, categoria G, n. 270, fig. 188. forma tard<r-ellenistica, prodotta in vernice nera sia nel
Samaria-Sebaste III, pp. 309, 315, fig. 73, 16. Mediterraneo orientale che in !talia (efr. Lamboglia,
N,ssaua I, p. 282, tav. XLIII, A 10, B 1-4. forma 6, in ceramica Campana). E una delle forme pili
Arsameia am Nymphaios, pp. 23Sf-40, nn. 25-26, 32 comuni nella prima meta del I sec. a.C., rinvenuta assieme
(?), raw. 58, 67· alle Forme 3 e 4 a Delo ed alrrove; reperti provenienti
WEINBERG, in Muse 3, 1969, p. 20, fig. in alto a desrra, da Papho' suggeriscono !'ipotesi che essa abbia raggiunto
da Tel Anafa. !'apice della sua popolaritil intorno all'anno 100 a.C. La
HAYES Knossos, p. 264, n. 3, fig. '4. forma continua fino alla meta del I sec. a.C. (esemplari
Hama I1I.z, pp. 76-78, forma 2, figg. 27, 33, 34; provenienti da Samaria, ecc.).
probabilmente anche p. "4, fig. 45, forma 16.g c. Darazione: tardo II sec. a.C.-50 a.C. circa.
QUILICI 1971, p. 82, n. 8, fig. 25 (forse si ttatta di
qnesra forma). Altri esemplari.
HAYES Corinth, p. 451, n. 125, tav. 85. HORSFIELD 1942, p. 121, n. 39, fig. 6, rav. X.
MlTSOPOULOS LEON 1975, p. 102, n. 10, fig. 2, I, Antioch IV.I, p. 24, tav. IV, forma 137 f, p.
tav. 29, 3. Tarsus I, p. 231, categoda A, nn. 252-253, fig. 188
NEGEV Oboda, p. 36, n. '34, fig. 25. (fra cui un esemplare nero).
THALMANN Tell 'Arqa, p. 59, fig. 42, 9· Samaria-Sebaste III, pp. 294, 309, 325-6, figg. 66·5,
Kenchreai IV, p. 54, ERI5, tav. 14. 77.1; un pezzo elencato da LAPP PCC, p. 217, tipo
Esemplari inediti da Atene (Agora, Ceramico), Co­ 2i3.5, A.
rinto (CP 429), Paphes, ecc. Athenian Agora V, p. II, I' 5, ravv. I, 60.
Per una variante antica, forse meglio classificara come NICOLAOU Nea Paphos, p. 125, D. 18, tav. XXIV. 4.
Forma 4 A!5 A, efr. QUILICI 1971, p. 14, n. 48, figg. 93, JONES Kululu, p. go, e fig. a p. 94> n. 8 (a vernice nera).

3- f,nciclopedia detl'A:te - Att F, c., II


17
SIGILLATE ORIENTALI

QmucI 197" p. 83, n. 34, figg. 25, 26. pintlosto squadrato. Un'anticipazione della Forma 29.
Hama III.2, pp. 78-80, nn. 1-2, figg. 33, 35. Non decorata.
Forse anche: Ashdod I, fig. 2.5. Non frequente.
Esemplari inediti da Atene (Agora), Delo, Pella, Pa­ Diametto: cm '3-18.
phos, ecc.
Prototipo.
Hama III.2, p. 82, fig. 33, forma 5.3i. (Tav. II, 6).
FORMA 7.
Cronoiogia.
Piatto a fondo ridotto, eun orlo piano supenormenre. Probabihnente analoga a quell. della Forma 7 (cioe
Antiochia, forma 105; Samaria, forma 5; LAPP, tipo 253.6. terzo quarto del I sec. a. C., forse contiuua fino alla fine
Fondo e piede come nella Forma 3; pareti basse incli­ del seeolo).
nate e angolate; orlo stretto e piatto (sia a livello, sia
AltTi esemplari.
leggermente pendente). Grandi dimensioni. Generahnente
non decorata. Priene, p. 437, n. '59, fig. 551.
Piuttosto comune. Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 17
Diametro: em 32-42 circa. a, fig. 185 (cit.to come prototipo da Kenyon-Crowfoot,
form. 9 in Samaria-Sebaste III, p. 310).
Prororipo. Antiach IV.I, p. 22, tav. III, forma 106 p-r.
Samaria-Sebaste, III, p. 296, fig. 68.3; ripubblicato Samaria-Sebaste III, p. 326, fig. 77-5.
da LAPP PCC, p. 217, tipo 253.6, A. (Tav. II, 5). Hama III.2, p. 82, form. j.3h, fig. 33.
Forse anche: Buss-MACALISTER '912, p. 128, tav.
Crunoiogia. e
61.11 (se quest. non la Forma 29 0 30).
Una delle derivazioni tarde della Forma 3 nella serie Inediti: Corinto, CP 1866.
ellenistica, presente nel periodo cesariano ed augusteo ad
Autiochia (cfr. Antioch IV.I, p. 27) cd a Samaria. Un
FORMA 9.
esemplare tardo con una Iisega sui fondo compare nella
fase romana Ia a Samaria. Piatto afonda ridotro, con orlo pendente decorato a stampo
Datazione: circa 50-1 a.C. e a perline. Antiochia, forma 101; Samari., forma R(a).
Piede e fondo come nella Forma 3, pareti b.sse ed
Aim esemplari. inelinate, orlo piano superiormente con piccola moda­
Antioch IV.I, p. 22, tav. III, forma 105 f, k, p. natura in alto aI margine e Iabbro pendente. Di grandi
Samaria-Sebaste III, pp. 309, 326, fig. 77.3-4. dimensioni. Decorazione a stampo: ovoli e freece sui
Hama lIb, p. 82, fonna 5 (eselusi 3 h-i), fig. 33. labbro pendente, perline suIla modanatara. In taluni
HAYES Carinrh, p. 451, n. 126, tav. 85. esemplari, suIla parte superiore delI'orIo si presenta una
MrrsopoULoS LEON 1972-5, C. 521, fig. 3 b. grande varieta di motivi (gull/ache, spirali, rametti con
Kenchreai IV, p. 58, ER 27, fig. 9. foglie, ecc.). II motivo ad ovoli e frecce era otlenuto
mediante I'impressione di un singolo pnnzone che re­
Forse anche PELAGATII 1970, p. 461, fig. 21 d (da
cava un ovolo e la freccia ad esso adi.cente. II fondo non
Akrai); Quseir al Qadim, pp. 74-5, tav. 21, 1 (piutlosto
piccolo).
e decor.to. Una forma corrispondenle si trov. anche in
atgento.
Inediti: Atene, Agora (P 25930, ecc.), Corinto.
Non comnne.
Una variante presenta un labbro triangolare pendente,
con una faccia esterna piatta (eft. anche Forma 9); cfr. Diametro: ern 27-5' e oltre (un frammento prove­
NEUFFER 1931, p. 62, fig. 7.3; Hama III.2, p. 85, forma niente da Atene pUG essere di 57 em).
8, nn. 15-17, fig. 33; CoLnsTREAM Knossos, p. 47, J 2,
fig. '7, tav. 28. Didimensioni simili.
Prototipo.
Variante (?) tarda con decorazione a rotella e so1ca­ AURIGEMMA Forte del/a Vite, p. 28, n. 4, con figara
ture all'esterno del fondo: WRIGHT '980, pp. '43-5, nel testo. (Tav. II, 7).
n. '9, fig. 3.
Cronoiogia.
E contemporanea della Forma 7, con eli SI associ.
FORMA 8. nel deposito 17 {) di Autiochia (Antioch IV.I, p. 27), rna
finor. non testimoni.ta nei livelli augustei.
Pi=lo piatlO cun orlo piano superiormente. Antiochia, Datazione: circa 50-25 a.c.
forma 106.
E la forma piccola corrispondente alia precedente; Airri esemplari.
simile l'impostazione del!'orIo, rna il fondo e piatto e MYRES-{)HNEFALSCH-RtCHTER A Catalogue of the Cy­
piu largo in rappotto all'orlo. Piede basso, pesante e prus Museum, Oxford 1899, p. 92, n. 2113 = Museo di

18

SIGILLATA ORIENTALE A

Cipro, D. '34. '935, da Katydala-Linu (diametro em B. Con orlo non decorato.

5',0 circa). Non comune.

BLlSS-MACALlSTER '9'2, p. 128, tav. 61, 21. Diametro: '4,5-'7 em circa.


Ha:rvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 6, b
ecc., fig. 185. Prototipo.
oxE 1927, pp. 216-17, fig. I, Beil. XXVI, un. 5-7. HAYES Knossos, p. 253, n. 5, fig. 3· (Tav. II, 9).
Antioch I, p. 70, n. 5, law. XIV, XV.
Gronologia.
Antioch IV.I, p. 22, fig. 4.5-15, laV. III, fOIma 101 f, u.
Dura Europos-Final Report, IV.I.2, p. IO, un. 56-57, Questa tazza forma un I' servizio}) con Ie Forme 9-10
tav. III. (alla maniera delle Forme con orlo curvo 3-5). Sembra
BROCK '949, p. 69, fig. '4, 2, lav. 22, 28. sopravvivere alle forme di piatti ad essa accoppiate: iI
tipo A si ritrova nel tardo I sec. a. C., nel grnppo
Tarsus I, p. 233, categoria F, n. 269, fig. 137 (con
della Cisterna a Volta 2, a Samaria, mentre esemplari
A-C).
di entrambi i tipi sono presenti a Cnosso in un depo­
Samaria-Sebaste III, pp. 3'°, 327-8, fig. 78.1-6, tav. sito protoaugusteo.
XXIL9·
Labraunda ILl, p. 67, n. 205, taw. '3, 35· Dalazione: 50-20/1 a.C. circa.
Hama lIb, pp. 84-85, forma 8 a, un. 1-14, figg. Altri esemplari.
33, 37·
COLDSTREAM Knossos, pp. 46-7, J I, fig. '7, lav. 28. BLISS-MACALISTER '912, p. 128, taw. 22.9, 61.2.
Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 6, a,
Inediti: Atene (Agora), Delo; anebe al Toledo Mu­
ece., fig. 185 = DUNCAN Gorpus, tipo 2P4 = LAPP PGG,
seum of Art (Obio), provenieute da Seleucia.
p. 215, tipo 253.2, A ~ Istanbul 3584 (?).
HORSFIELD '942, pp. 128-9, n. 82, fig. 8, tav. XVI.
FORMA 10. SGE II, tav. CXLVL2-3 = SGE IV.3, fig. 27, 4
(Ia datazione e troppo alta).
Piccolo piatto can arlo pendente decorato a stampo. An­
Antioch IV.I, p. 24, tav. IV, fortna '40 f.
tiochia, forma 102; Samaria, fortna 8 (b).
Samaria-Sebaste III, pp. 309, 3'0, 328, fig. 78, 8 e p.
Versione ridotta della Fortna 9; sintile iI labbro pen­ 326, fig. 77,7.
dente, decorata a stampo, con mativi ad avaH e frecce e, HAYES Knossos, p. 253, un. 6-7, fig. 3.
sopra di essi, perline in rilievo; qui peril la parte piana
e
in alto dell'orlo sempre liscia. Fonda come nella Fortna 8.
Hama lIb, pp. 82, 84, forma 6, n. 2, fig. 33; p. 88,
forma 8 c, un. 19-24, figg. 34, 36-37.
Rara.
MrrsoPouLOS LEON '975, p. 102, n. 8, fig. 2, 5.
Diametro: intorno ai 16 em.
Una versione grande: M!TSOPOULOS LEON '972-5, C.
Prototipo. 521, fig. 3 d.
Samaria-Sebaste III, pp. 3IO, 328, fig. 78.7. (Tav. II, 8).
Gronologia. FORMA 12.
Presumibilmente come per la Forma 9 (0 pin tarda; Piatto a fonda piano. Antiochia, forme '43-'44; Sa­
efr. Forma II sotto). maria, forma 10; LAPP, tipo 253.3.
Altri esemplari. Fondo piano, con ampio listello sotto l'angolo esterno,
Antioch IV.I, p. 22, tav. III, forma I02. costituente la supetficie d'appoggio; pareti basse, con­
vesse ed espanse, odo con piccola modanatura esterna. AI­
Hama lIb, p. 88, fonna 8 b, n. 18, fig. 33 (?).
cuui esemplaIi (probabilmente qnelli pin tardi), presen­
tano la parte inferiore a gradini, come nelle serie di piatti
FORMA II. della prima etil romana. Alcuui pezzi in versione ri­
dotta, di dalazione incerta, hanno iI fondo liscio e piatto.
Tazza poco profonda can orlo pendente, genera/mente In genere compaiono due coppie di fasce a rotella sui
decorato a stampo. Antiochia, fanna 140; Samaria, forma fondo interno, spesso profondamente impresse, si da
8 (c); LAPP, tipo 25302. formare delle scanalature. Gli esemplari pin grandi mo­
Fondo piatto, paIeti concave ed espanse, orlo ad uncino strano 10 stesso tipo di faltura, pesante e con supetficie
con labbro pendente; piede ad anello, basso e pesante, interna scagliosa, con segni del peunello clie i:. tipico dei
impostato sotto la parte esterna del fondo. Fondo non manufatti pin tardi della Forma 4.
decorato. Alcuui esemplari presentano una risega al­ Comune.
l'esterno sui fondo, all'interno del piede. Due varieta: A quanto pare, ne esistono tre formati: diametri em
A. Con decorazione a stampo sull'orlo, come nella '3-17 e oltre, 22-28, 32-33 citca (quest'ultimo i:. raro:
Forma 10: ovoli e frecce sui labbro pendente, perline efr. Antioch IV.I, lav. IV, '43 a, e Samaria-Sebaste
lungo il margine superiore. III, p. 329, fig. 79.7).

Ig

SIGILLATE ORIENTALI

Prototipo. B. Carenata, con pareti verticali concave; in qualche


Antioch IV.I, tav. IV, forma 143 f. (Tav. II, 10). caso compare una piccola modanatura sui labbro. Un
corrispondente in piccolo delle Fortne 29-30?
Cronologia. Non comune.

Si trana fondamentalmente di un tipo augusteo, seb­ Diametro intorno agli 8-9 em.

bene a1cuni esemplari possano essere un poco anteriori.


Presente nel-deposito I7--{) di Antiochia e nella Cisterna Prototipi.
a Volra 2 a Samaria. Frammenti sana ancora presenti in A. HAYES Knossos, p. 253, fig. 3, n. 12. (Tav. II, II).
contesti rardoaugustei a Paphos. B. Hama lIb, p. II3, fig. 45, forma 15.1. (Tav.
Datazione: 40 a.C. Circa-IO d.C. II, 12).

Aim esemplari. Cronologia.


BLISs-MACALISTER 1912, p. 128, rav. 61.6. La presenza di un esemplare di questa forma di tipo A
Harvard Excavations at Samaria I, p. 304, tipo I, in un contesto del tardo I sec. a.C. a Cnosso ed il fondo
a--<:, fig. 185 = DUNCAN Corpus, tipo I4GIo-II = LAPP a gradini di certi pezzi, indicano una continuazione
PCC, p. 215, tipo 253.3, A-B. durante I'eta augustea e possibilmente anche un po'
NEUFFER 1931, p. 63, figg. 6,7, 7,7.
piiI tardio
WAAGE 1933, p. 286, un. 48, 56, rav. VIII.
e
II tipo B presente nel gruppo di ceramiche dal telitto
Antioch I, p. 70, n. 4, rav. XV.
di nave di Phaselis e puo essere la piiI antica versione
HOLWERDA Cat. Leiden, p. 36, un. 440-1, tav. IV.
della forma.
Antioch IV.I, p. 24, rav. IV, forme 143 a-p, 144 f,
Darazione: seconda mem del I sec. a.C.-inizi I sec. d.C.
u (?).
Tarsus I, pp. 231-2, categoria D, un. 255-6, fig. 188 C Altri esemplari.
e p. 272, n. 769, fig. 203. BLISS-MACALISTER 1912, p. 128, tav. 61.1.
DARARIS 1953, p. 172, fig. 5 a. Harvard Excavations at Samana I, pp. 305-6, tipo 2, r
Samaria-Sebaste III, pp. 310, 329, fig. 79.1-4, 7. (~. Tipo A) e tipo 5, a-e (~ Tipo B), fig. 185 = DUN­
DUNHAM Royal Cemeteries of Kush IV, p. 87, fig. 131, CAN Corpus, tipo I4X2-5.

n. 16-2-332. Sarnaria-Sebaste III, pp. 309, 315, forma 2 b, fig.


Nessana I, pp. 283-4, rav. XLIV, Misc. I e forse 73.15, 17 (= Tipo A).
anche H 10. Nessana I, p. 283, rav. XLIV, Misc. 2.
Guzzo 1970, p. 472, n. 558, fig. 578. MtTSOPOULOS LEONI975, p. 102, n. 9, fig. 2, 3 (Ti­
HAYES Knossos, p. 253, n. 13, fig. 3; p. 270, n. 14, po B).
fig. 18. WRIGHT 1980, p. 145, n. 22, fig. 3 (Tipo B tardo; fondo
Hama III.2, pp. 88--91, forma 10 (esclusi i un. 14 d, inclinato).
20), figg. 36-37. Inedito: Corinto C-26-1.
HAYES Corinth, p. 451, n. 124, tav. 85.
MtTSOPOULOS LEON 1972-75, C. 521, fig. 3 e.
FORMA 14.
Kenchreai IV, p. 55, ER 18, tav. 14.
Forse anche: Beth-Siuln III, tav. XXXIV, 17. Piattino con piede basso e pateti basse e ricurve.
Dura Europos-Final Report, IV.I.2, p. II, n. 62. E una via di mezzo tra la Forma 5 e gli esem­
NEGEV Oboda, p. 37, n. 136, tav. 25. plari piiI rardi della coppa di Fortna 22. Non e deco­
Probabilmente anche QUILICI 1971, p. roo, fig. 44, rata.
n. 16. Fattura scadente e vernice sottile. Piede ad anello quasi
Inediti: Atene (Agora), Carinto, Tripoli (a Leida), sempre di dimensioni ridotte, ma talvolta ampio come
Paphos, ecc. nella Fortna 5 B.
Rata.
FORMA 13. Diametro: em I I- 14,5 circa.

Piatto in miniatura con arlo verticale. Samaria, forme Prototipo.


2 b, 15. Harna lIb, p. 77, fig. 27, forma 2.5. (Tav. II, 13).
Fondo piuttosto piatto, piede basso e sottile, talvolra
can un listello sui fondo, di contro alIa parte interna.
CronolOgla.
Alcuni esemplari presentano rotellature sui fondo. A Tarsus viene attribuita aI primo periodo romano
Ne esistono due varieta (piuttosto dissimili nella fortna, (Early Roman); probabilmenre si tratta di una deriva­
ma affini per dimensioni e per presumibile funzione): zione tarda dalla serie ellenistica. Non ci sono elementi
A. Can arlo curvo verso l'a1to, leggertnente convesso, di datazione sicuri.
con brusco trapasso dalle pareti al fondo. Cfr. Forme 4-5. Datazione: illizi del I sec. d.C. ?

20

SIGILLATA ORIENTALE A

A/'ri e>emp/ari. Hama III.2, pp. 188-91, forma 27, figg. 71,72 e forse
Tarsus I, p. 243, categoria H, nn. 398-401, figg. 144, anche i frammenti di parete a p. 124, fig. 46, forma 19.9-10.
193, con figg. 144 B, 193 A-B. Forse anche: Nessana I, tav. XLVII, J 3 e 6 decorata
ad incisione.
Inediti: Kormakiti, Cipro; ne esistono esemplari alia
Universitil di Durham (Dept. of Classics) e a Belfast. Inediti: Delo 7488 (frammenti).

FORMA 15. FORMA r6.


Cratere. Samaria, forma 27. Mastos can decorazione difrinta.
Carpo di forma rotondeggiante, ineurvato all. som­ Ampia forma couica, curvata in alto in un arlo Iiscio;
mit?! con un orlo pressocche verticale 0 sporgente al­ piede b.sso e piccolo, sottolineato alI'estemo alI'attacco
I'esterno; piede disrinto con modanatura intorno alia della parete can una seanalatura. Cappia di salehi sulla
base (efr. Forme 22-23). Doe piccole« anse > om.mentali superficie esterna della parete; all'intemo, singoli salehi
al di sotto dell'orlo, impostate verticahnente, con la patte delimitano Ie 20ne ave compaiono i motivi dipinti.
centrale incurvata fino ad aderire alia parete. Satta il Solo un esemplare: ROBINSON 1969, pp. 27-8, n. 60,
e
Iivello delle anse, il corpo del vasa ricoperto da Iinee figg. 3, 10, tav. 3 (Catinto, G-{i5-g6). Diametro: em 17,1­
verticali ottenute a sgorbia, poste in una serie conrinua circa. Fattura tipica, con la striscia di doppia immer­
ad in fasee (talvoha oblique), in eerti casi limitate alia sione; i motivi sono dipinti in colore arancio pallido.
sommitil mediante scanalature; frequeutemente al di (Tav. III, 3).
satta dell'arlo si nota una fila di goeee dipinte di colore Antioch IV.I, p. 12, forma 53. Anche Ie basi dipinte
bi.nco-crema. a fig. 3.r2-14, possono essere messe in relazione con
La tr.ttazione pill complet. di questa form. ci e data questa form.; probabilmente anche Kenchreai IV, p. 58,
dalla Friis Johansen (Hama III.2, pp. 188-gI, forma 27, ER26, tav. IS (data incertal. Non proviene dalla mede­
configg. 71-72); ell. distingue, snlla base della forma del­ sima officina della Forma 17 seguente.
I'odo, due variet', osservando ancbe la presenza di una
Cranolagia.
versione pill grande (forma 27 C). 10 seguitb la sua
classificazione: Probabilmente la metil del II sec. a. C.
A Can arlo inclinato all'estemo, che si unisce al corpo
con un angolo. Ne sono noti solo frammenti. FORMA r7.
B. Con orlo concavo, ricurvo verso l'esterno, che con­
tinua I. curva del corpo; Iabbro provvisto di lIangi•. Mastos con arlo modanato. Samaria, forma 18, LAPP
e
Non comune; di solita non si trovata a1 di firoti della PCC, tipo 251.2 b.
regione siro-palestinese. Corpo semi--<lvoidale, con fondo poco appuntito; una
Diametro dell'orlo: r6-r8 em circa. serie di piccole modanature corre alI'interno sotto l'orlo.
Pareti sottili. Ne esistono due versioni:
ProlOtipi.
A. Con perline a stampo sullo pill evidente modanatura
A Hama III.2, fig. 72, forma 27 AI. (Tav. III, I). deU'orio.
B. Harvard Excavations at Samaria I, fig. 185.II a. B. Can modanature lisce.
(Tav. III, 2). Alcuni esemplari presentano un. vemice Iiscia ed opa­
Cronologia. ca, senza 1a striscia di doppia immersione. E Ia veIsione
La presenza di due esemplati del Tipo B nella Cistern. in ceramica di una forma metallica: eft. g1i esemplari in
a Volta 2 a Samaria (terminus ante quem: tardo I sec. argento, STRONG 1966, pp. I08-g.
a.C.) ci fomisce I'unica prova attendibile di datazione. Per una discussione della forma, efr. Samaria-Sebasre
La decorazione a sgorbia (efr. Forma r9) ed il modo can IU, pp. 335--6.

Non comune.

cui e costruito i1 piede, suggeriscono una data intomo


alia prima mem del I sec. a.C., sebbene Ie gocee di pit­ Diametro: em 12-20 circa.

tura potrebbero indicare un'otigine pill antica. A Delo


Prototipo.
sono stati trovati frammcnti di quest. forma e di una
corrispondente di dimensioui ridotte, di una c1asse di­ Tipo B. Paphos ot, 1656. (Tav. III, 4).
versa, non identificata (quest'u1tima: Delo 6o.N.24). Cranologia.
Datazione: forse 100-50 a.C. circa.
E Ia forma corrispondente a quella eUenistica a vemice
Altr; esemplan. nera lucida del II sec. a.C.; e stata tinvenuta in contesti
Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo II, antichi (Delo, Paphos). II peZ20 frarnmentario prove­
a~ (e forse anche tipo f2, a), fig. 185; efr. ancbe LAPP niente dalla Cisterna a Volta 2 a Samaria dovrebbe essele
PCC, p. 213, tipo 252.3,A. un residuo.
Tarsus I, pp. 161, 219-20, un. 120-122, fig. 126 (in­ Darazione: seconda met. del II sec. a.C. e forse un
c1uso A). po' oItle.

21
SIGILLATE ORIENTALI

Altri "emplari. FORMA 19.


Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 9, a,
fig. 185 = DUNCAN Corpus, tipo 15 L 3 ~ LAPP PCC, Coppa emisferica con scanolatureJsolcature a sgorhia ai­
p. 212, tipo 251.2 b, A (Tipo B).
l'esterno. Sarraria, forma 19; Antiochia, forme 173, 175,
Dura Europos-Final Report IV.1.2, pp. 5, 9, n. 46; In
ibid., p. 9, n. 47, !aV. III (con Wl' rosetta bianca dipinta Orlo liscio, fondo arrotondato; un paio di scanalature
snI fondo) puo anch'essa essere inserita qui. attomo alle pateri ed al fonda; talvolta compaiono dei
cerchi od un cerchio inciso al centro del fondo esterno.
Tarsus I, p. 234, categoria L, nn. 294-5, figg. 137,
188 (Tipo B). Ne esistono due versioni.
A. Liscia. Rara.
Samaria-Sehaste III, pp. 3Il, 335-6, fig. 80.15-22.
B. Om soleature vertieali ottenute a sgorbia nella parte
Tell Halaf IV, pp. 90, 107, nn. Il6-I2I, tavv. 73, 81.
inferiore all'esterno, delimitate da scanalature; 1a parte
Ashdod II-III, fig. 16, 14-16, tav. XVI, 5 e fig. 99, 1. superiore resta liscia. Ad Antiochia taluni esemplari pre­
Hama lIb, pp. Il7-8, forma 18 A, nn. 1-3, figg. sentano dei cerchi onenuti a TOtella all'intemo. Piuttosto
46, 61. rara (ma non quanto il Tipo A).
TIL'li.MANN Tell 'Arqa, p. 59, fig. 41, 19. Forme simili si ritrovano in vetm.
Inediti: Delo B 2430 (Tipo B, completo). Diametro: intorno ai 12-13 em; ne esiste anche una
Gli esemplati che seguono, con vemiee nera e prove­ versionc pia piccola di 8--9 em circa (efr. Antioch IV.I,
nienti da Iocalira della Siria, potrebbero essere di pro­ fig. 7.8).
dU2ioni affine:
Prototipi.
Antioch IV.I, p. 12, sotto Ia forma 55, fig. 3.7-Il,
tav. II; Dura Europos-Final Report IV.1.2, p. 5, n. 25; A. Paphos, 0'"' 1229. (Tav. III, 6).
Samaria-Sehaste III, p. 260, fig. 53, 5. B. Hama IIL2, p. 122, fig. 46, forma 19.2. (Tav. III, 7).
Cronologia.
FORMA 18. n prototipo del Tipo A proviene da un deposito del­
l'inizio del I sec. a.C.
Coppa emisfericaJsemi-lYVoidale. Antiochia, for= 170. Datazione: probabilmente la prima meta del I sec. a.C.
Pareri sortili con orlo liscio e fondo arrotondato (0
Ieggermente rientrante). Frequentemente compaiono due Aleri <semplari.
fasee a rotella 0 due scanalature snI fonda. E un'imita­ (Del Tipo B, salvo indicazione contraria).
zione di una coppa a novo di struzzo; il tipo 10 si ritrova Antioch IV.I, p. 24, forma 175, fig. 7-7-8.
anche in argento. nura Europos-Finol Report IV.I.2, p. t3, n. 77>
Non comune. tav. IV.
Diametro: em II -IS circa. Tarsus I, p. 234, eategorm K, n. 293, figg. 137, 188.
Samaria-Sehaste III, pp. 3Il, 342, fig. 82.7 (con i
Prototipo. paralleli citati).
Paphos 0'"' 1655. (Tav. III, 5). Nessano I, p. 284, tav. XLV, Mg 27, e il fondo; p. 287,
tav. XLVII, ad incisione 1-5.
Cronalogia. QUILICI 1971, p. 146, n. 163, fig. 95.
E una forma antica. Due esemplari sono presenti in Hama lIb, pp. 120--124, forma 19 (esc1usi inn. 9­
un gruppo databile intomo a1 100 a.C. a Paphos (Ot!. 10), figg. 46-7; anche il frammento di fonda a p. 120,
1655, 2798). forma 18, 5 d, fig. 46 (come il Tipo A).
Datazione: tardo II 0 inizio del I sec. a.c. Forse anche BROCK 1949, p. 69, tav. 22.27. Potrebbe
trattarsi della Forma 15.
Altri esemplari. Inediti: Delo (Tipo E, dimensioni normali e piccole).
Antioch IV.I, p. 24, forma 170, fig. 7.1-2. Variante del Tipo B con orlo Ieggermente incurvato al­
Tarsus I, p. 234, n. 292, figg. 137, 188. Non decorato. l'esterno: Antioch IV.I, p. 24, forma 173, fig. 7.9.
Ca,. illuser. Damas, p. 85, n. 26 (tav. XLII, I). Variante con decorazione che arriva sin quasi all'orlo
Hama IIL2, pp. 1I8-20, forma 18 B, 4-4 b, 5-5 c, (forse piu antiea): ibid., p. 24, forma 177, fig. 7.6.
fig. 46; anche p. II4, forma 16·9 a (1), 9 b, fig. 45.
Varianri (con datazioneanaloga): Antioch IV. I, p. 24, FORMA 20.
forme 167, 168, fig. 7, 3-5.
Per una variante piccola unica nel suo genere, con in­ Coppa con piede ed orlo incurvaro. Antiochia, forma 157.
ciso snIla parete estema un motivo a favo, cfr. Hama Tipiea forma di coppa ellenistica, con fondo e parcte
JIL2, p. 120, forma 18 C.6, fig. 61. ricurvi e orlo rientrante; piede inclinato e pinttosto sot­
Sinrile, con modanature snI fondo estemo: SETON­ tile. SnI fondo decorazione a stampo e/o eerchi a rotella.
LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. r.r6. Rara.

22

SIGILLATA ORIENTALE A

I;
Prototipo.
Filadelfia 29-102-562, da Beth-Shan (Antioch I, p.
70, fig. 2, citata anche in Antioch IV.I, p. 24). Super­
fondo aII'intemo compaiono talvolta una
rotella oppure una 0 due soicature.
0 due fasee a

Si tratta di una serie numerosa, con mohe varianti


,i
ficie per 10 pill nera, con solo Ia decorazione a rotella.
Diametro: em 16. (Tav. III, 8).
minori. I.e pareti sottili, la buona fattura e Ia verniee
Iucida di un colore rosso intenso, indicano generalmente I
Cronologia.
una datazione piuttosto alta; ma nella stessa serie sono
presenti anche pezzi di inferiore qualita tecnica, probabil­ I
Antica; si tratta di una copia di una forma ellenistica
assai comune, ritrovata ovunque nella ceramica a vernice
nera. Forse della seconda meta del II sec. a.C.
mente provenienti da a1tre botteghe. II fatto che compaiono
dei Iabbri modanati e rotellature 0 scanalature sui fondo,
non sembra avere un partico!are sigoificato cronologico. I
I I

Alm esemplari.
Atene, Agora P 9667. Diametro circa 17,5 em; profilo
del piede convesso, decorazione a stampo e a rotella.
piedi alti e strerti sembrano essere pill antichi (cfr. la
Forma 23). La forma pub essere grossolanarnente divisa
in un tipo antico e in un tipo tardo:
A. Cnrpo emisfetico, piede con accurata modanatura
i!.
:1
Cnrinto C-28-I05; potrebbe essere una versione in alia base (in qualche caso con una superficie d'appoggio
miniatura. concava, in qualche a1tro con una decorazione a rotella).
Per una forma corrispondente in vernice nera (forse B. Cnrpo di forma piil aperta, che si incurva brusca­
si tratta di una ceramica affine), cfr. Harvard Excava­ mente neUe vicinanze del piede, iI quale e piil sempliee
tions at Samaria I, p. 299, tipo 9 f, fig. 174, n. 16; II, e pesante di quello del Tipo A. l'er 10 pill privo di de­
tav. 74 b. corazione.
Assai comune.
FORMA 21. Diametro: em 7,7-14 circa; occasionalmente compaio­
no esemplari con un diarnetro che raggiunge 16,2 em; non
Coppa con piede pesante e scanalato. e possibile attuare una divisione chiara in formati pill
Fondo piatto, pareti poco inclinate, piede abbastanza grandi e piil piccoli.
pesante, che si allarga in una base squadrata con due
scanalature sull'ampia superficie d'appoggio. Ineerta la Prototipi.
forma deU'orio. II fondo edecorato da eerchi incisi al A. Hama II1.2, forma 17, n. 7, fig. 45. (Tav. III, 10).
centro, con intomo un paio di fasee a rotella. Variante antica con orlo modanato (3 linee in rilievo:
Rata; si conoscono solo frammenti. Paphos, Oil 5129.
Variante a piede basso di grandi dimensioni: Paphos,
Prototipo. Oil 1657. Fattura grossolana, vernice poco lucida. II
Hama III.2, p. rr6, fig. 45, forma IFI b. (Tav. III, 9). contesto e
forse del II sec. a.c. (Tav. III, rr).
Probabilmente andrebbe ricostrnita con un orlo piatto B. British Museum, 48.8-4.15. (Tav. III, I2).

o espanso, a1la maniera di certe coppe ellenistiche a Athenian Agora V, F 6, tav. 60. (Tav. III, 13).

vernice nera; quasi certamente antica. n caratteristico


profilo del piede mostra che questa forma differisce dalla Cronologia.
22, ed e percib ad essa riservato un a1tro numero.
II la forma della coppa tipica del I sec. a.c., che costi­
Pub essere messa in relazione con questa forma una
tuisce un (' servizio » assierne ai piatti ed aile coppe delle
coppa inedita proveniente dal\' Agora di Atene (P 6026)"
con un orlo piatto, simile a quello del piatto di Forma 6 Forme 3-5. Presente in tutti i maggiori depositi del pe­
riodo. Gli esemplari pill antichi (Delo, Paphos, ecc.) risal­
rna senza decorazione sulla parte piana.
gono aI tardo II sec. a.c., mentre gli esemplari del Tipo
Alm esemplari. B sono comum in contesti augustei abbastanza tardi (eft.
Athenian Agora V, gruppo F; Samaria, Roman I a; an­
Nessana I, p. 284, tav. XLIV, 14-15. che al Musco di Cipro, tomba Polis 104, con la Forma
Hama III.2, p. rr6, forma I7.rr a-b, fig. 45. 44, di cui si dira piil avanti). Essi non compaiono ge­
netalmente assieme aile tipiche forme «romane », come Ia
FORMA 22. Forma 47.
Datazione: dal tardo II sec. a.C. al 10 d.C. circa.
Coppa/tazza emis/erica con piede. Aotiochia, forme 164­
165; Samaria, forma 16; LAPP, tipo 251.2, 2 a. Alm esemplari.
Corpo pill 0 meno emisferico, talvolta con iI fondo BLlSS-MACALISTER 1912, p. 128, tav. 61, 7-8.
appiattito; orlo sia liscio che con piccolo labbro. II piede Priene, p. 437, n. 160, fig. 5S1.
pub essere a piccolo piedistallo con una modanatura Sieglin Expedition II.3, pp. 148, ISO, figg. 159, 161,
concava aggettante in basso, oppure meno alto, con Ia nn. 19, 38, 39.
e
faccia estema sfaccettata; la superficie d'appoggio con­ Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 7,
e
cava 0 piatta, mentre la parte interna incliuata. In taluni c-d, cec., tipo 8, a-d, ecc., fig. 185; II, tav. 74 g =
esemplari iI centro esterno del fondo e appuntito. Sui DUNCAN Corpus, tipo I5 L 6-7, N 4-5, P 2, 4, 6.

23

SIGILLATE ORIENTALI

TECHNAU 1929, p. 49, fig. 39. Inediti: numerusi esemplari da molle localit'.
Beth~Shan III, tav. XXXIV.I5, 2<)-30, e forse an­ Variante con modanarura pronunciata sull'orlo: SETON
che 25; Antioch I, p. 71, fig. 4 (d. Beth Shan); Filadelfia, LLOYD SuItantepe, pp. 102-3, fig. I, 17; Hama IIL2,
University Museum, 31-50--60 (sostituisee la numera­ p. I14, forma 17.1, fig. 45; Salamine de Chypre IX, p.
zione 3G-<)-I9). 33, n. 102, tavv. 9-10 (v. anche 1a variante precedenle).
NEUFFER 1931, p. 63, fig. 7. 12, 14.

WAAGE 1933, p. 287, un. 62 a, 63, tav. VIII.


FORMA 23.
Antioch I, pp. 7I~72, n. 14, tav. XV.

LAMB-PRYCE 1940, pp. 96-7, fig. I, n. 2.


Coppa campaniforme con piede. Antiochia, forma 160;
HORSFIELD 1942, p. 192, n. 396, fig. 53, tav. XLIII.
Samaria, fonna 21; LAPP, tipo 252.2.
Antioch IV.I, p. 24, forme I64~5, fig. 6, 1-12.
Piede stretto ed alto, con modanatura in basso e spesso
Dura Europos~FinaI Report IV.I.2, p. 9, nn. 48-49,
con una superficie d'appoggio coucava, corpo piu 0 meno
e forse anche il piede n. 53. carenato, con pareti alte ed espanse in alto ed esile labbro.
Tarsus I, pp. 233-4, categoria H, nn. 271-89, figg. 137, Spesso sui fondo all'interno compaiono due cerchi otte­
188 (con 188 D). nuti a rotella.
SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. I, IS. Abbastanza comune.
Fouilles de Byblos II, I p. 279, n. 9375, fig. 302. Diametro: em <)-12,5, in qualche caso fino a 16.
Samaria-Sebaste III, pp. 291, 295, 298, 306, 3I1, 332~
5, figg. 65,1-2; 67, 10; 68, 9; 80,1-8 e I1-I3, tav. XXII,
Prototipo.
8; alcuni ripubblicati da LAPP PCC, p. 2I1, lipo 251.2 Paphos 0/1 4992. (Tav. III, 14).
A-B (anche tipo 251.2 a, A-C, da scavi di Harvard).
Athenian Agora V, p. II, F 6-I1, taw. I, 58, 60, e Cronologio.
p. 23, G I, tav. 4. Compare piu frequentemente in contesti della prima
Nessana I, pp. 283-4, tav. XLIV, G I~8, H 1-9, e i metil del I sec. a.C., assieme aile Forme 3~4 e 22. Forse
fondi 1-9, 11-13. si tratta dell'antecedente della Forma 42; per un esem­
ROBINSON 1965, p. 29, n. 9, fig. 7 (= 'E<p. 'Apx., plare di forma transizionale, cfr. Harvard Excavations
1902, pp. 164-5, n. 24, tav. 8). at Sarnq,ria I, fig. 185.10 b.
Lahraunda ILl, p. 67, n. 204. Datazione: intorno al lOG-50 a.c. Gli esemplari di
Ashdod I, fig. 10, 9, lav. X, 7; probabilmenle anche trausizione, piu bassi, potrebbero essere piu tardio
Ashdod II-III, fig. 78, 4, tav. LXXI, I.
Altri esemplari.
Delos XXVII, pp. 245---6, D 46-47, fig. 126, tav. 42.
WEINBURG, in Muse, 3,1969, p. 20, fig. in alto a sinistIa, HaY'lJard Excavations at Samal,a I, p. 306, tipo ro,
da Tel Anafa; anche ID., in IE] 21, 1971, p. 102, lav. a-b, fig. 185 = DUNCAN Carpus, lipo 4 A, B = LAPP
15 D, a sinistra e a destra. PCC, p. 213, tipe 252.2, A-B.
HAYES Knossos, p. 253, un. 8-9, fig. 3; p. 257, un. 3, Antioch IV.I, p. 24 (riferimenlo ai ritrovamenti di
6, fig. 8; p. 264, n. 4, fig. 14. Samaria).
QUILICI 1971, pp. 76, 78, nn. 6, 20, fig. 20; p. 101, Tarsus I, p. 234, categoria I, n. 290, fig. 188 (da rico­
n. 19, fig. 44. strnirsi con un piede piu alto).
Hama IIL2, pp. I13-17, forme 16 e 17, fig. 45 (escIuse Samaria-Sebaste III, p. 334, fig. 80, la, e pp. 31I,
16.9 b, I7-I I a-b). 336, fig. 81, 1-2.
HAYES Corinth, pp. 45I~2, nn. I17~8, tav. 85 (proba­ Nessa.a I, p. 284, tav. XLIV, fondi 18--19 e forse anche
bilmente si tratta di residni augustei anteriori a quanta p. 283, Misc. I (variante tarda bassa).
e delta nell'articolo). Delos XXVII, pp. 245-6, D 49, fig. 126, tav. 42.
NEGEV Oboda, p. 38, un. 151-155, law. 27, 32. HAYES Know", p. 253, n. la, fig. 3.
MrrSOPOULOS LEON 1975, p. 104, n. II, fig. 2, 2. Hama lIb, pp. 159, 162, forma 21, figg. 64-65.
MrrsOPOULOS LEON 1972-5, C. 521, fig. 3 g. Inediti: esemplari da Delo, Paphos.
TIIALMANN Tell 'Arqa, p. 59 (data come comune a
Tell 'Arqa; non illustrato.
Kenchreai IV, p. 56, ER 20 a~b, taw. 14, 15 (Tipo B). FORMA 24.
Quseir al Qadim, pp. 68, 74-5, tav. 21 c, e pp. 100-1, Coppa megarese}) con orlo liscio. Samaria, forma 20.
«(
rav. 34 i (ambedue Tipo B).
Corpo entisferico realizzato a matriee, con decorazione
Salamine de Chypre IX, p. 33, un. 103-105, taw. <)-10. in rilievo; aggiunto in seguito I'orlo abbastanza alto e
Forse anche: leggermente espanso all'alte2za del labbru. L'inlerno c
BROCK 1949, p. 69, fig. 14.8. generalmente rifinito a pennello. Questa serie e stata tal­
CoMFORT 1958, p. 204, n. II, tavv. 133-134. volta considerata separatamente rispetto alle forme lisee,
SCIIINDLER-SCHEFFENEGGER 1977, p. 25, tav. I, 13. rna non pub essere correttamente distinta dalla principale
e
Un possibile frammento menzionato in Ostia II, P.I93. serie della Sigillata Orientale A, anche se talnni esem­

24

SIGILLATA ORIENTALE A

plari presentano una cottnra abbastanza trascurata. Spesso Ashdod I, fig. 4, 2"3; figg. 5,9, II, 12 e forse anche
sana presenti Ie caratteristiche strisce eli doppia immer­ figg. 10, 19, tav. VII, 8-9 (1), 10.
sione. Risulta comunque diflicile tracciare una chiara JONES Kululu, p. 92, fig. a p. 96, un. 1-6 (tarde?).
linea eli demarcazione tra Ia serie a vernice rossa e Ie pili PIERlDOU 1969, p. 67, gruppo D, 1-3, fig. 2, lav. XI,
antiche coppe megaresi (in genere a vernice nera), rin­ 2-3, 5-8.
venute in alcuni siti come Antiochia. In generale la serie WEINBERG, in Muse, 8, 1974, pp. 24-25, fig. 9, da Tel
a vernice rossa presenta dei motivi mode1lati in maniera Anafa.
assai grossolana, talvolta graneli e posti ad interva1U piut­
Hama lIb, pp. 124-59, figg. 46, 48-63 (n. 30 va
toslO ampi. Aleuni esemplari portano una singola lettera forse considerato assieme alla forma seguente).
o un'iscrizione in rilievo, a grandi caratteri.
THALMANN Tell 'Arqa, p. 59, fig. 41, 9-12, 15 (?), 16.
I ritrovamenti eli Rama (Hama lIb, figg. 48-63)
dauno i1 quadro pili chiaro del repertorio dei motivi BOUNNI 1978, p. 287, fig. 36 (aleuni esempi).
impiegati. Un sottogruppo particolare verra trattato in Anche: Ashmolean Museum, Oxford 1914.778 (da
seguito come Forma 25. Nukhi) e 1956.1°47.
Comune nelle localita della Siria, rna raramente espor­ Forse anche LANGLOTZ 1932, p. 163, un. 918-919,
tata pili lantana. tav. 252.
Diametro: em 13-14 circa. Variante can nervature verticali: Kenchreai IV, p. 59,
ER 31, tav. 16.
Prototipi.
Cornell University, dagli scavi di Antiochia = Antioch
IV. I, p. 29, figg. 13, 15; 18, 2; tav. IV, H M 3. Nero FORMA 25.
intorno alI'orlo, rossa nella parte inferiore (cfr. Forma I, « Coppa megarese» con orlo alto ed inc/inalo.
prototipo). Antica. (Tav. IV, I).
Museo eli Cipro, D 667-1935 (= SCE IV.3, fig. 27, 9). Una variante non c1assificata della precedente: con
(Tav. IV, 2). pareti inclinate e fondo appiattito. II corpo e piuttosto
+
Variante (tarda I): Boston MFA. 24.855 16-2-192, basso. Alto arlo inclinato, separato dal corpo da una
banda piatta a da una concavita. I motivi sana assai
da Gebel Barkal (Sudan) (= DUNHAM Royal Cemeteries
of Kush IV, p. 93, fig. 61). (Tav. IV, 3). irnpoveriti; comprendono rametti sparsi can fogUe e sin­
gale ligurazioni ripetute ad ampi interval1i tutt'intorno
Cronologia. al vasa.
La datazione non e precisa. La serie probabilmente Non comune e raramente esportata.
abbraccia i1 I sec. a.c. e continua nel I sec. d.C. Diametro: em 12-15 circa.

Altri esemplari. Prototipo.


BLISS-MACALISTER 1912, p. 128, tav. 61, 17-19. Newcastle upon Tyne, Greek Museum (recente acqni­
CVA Providence I, tav. 31.4. sizione). (Tav. IV, 4).
BAUR 1941, p. 243, elenca esempJari eli Berlino.
HORSFIELD 1942, p. Il9, n. 34, fig. 3, tav. X e p. 202, Cronologia.
un. 46S-6, tav. XLVIII.
Datazione incerta; pili larda della Forma 24, forse
Antioch IV.I, pp. 29-30, figg. 9-18, passim; in parti­ continua nella prima mera del II sec. d.C. (per Ie os­
colare p. 30, « coppe larde locali", fig. 15, 19-31; fig. 16 servazioni sul pezzo proveniente da Dura Europos, v.
passim; fig. 17, I-10; fig. 18,3 (?), 4-6,8, tav. IV, HM 1. sotto).
Dura Europos-Final Report IV.1.2, pp. 12-13, un.
71-74, lav. IV. Altri esemplari.
Tarsus I, pp. 177-8, 23S-8, nn. 30S-348, passim e
Dura Europos-Preliminary Report IX.2, pp. 32, 101­
figg. 138-42, 189.
2, fig. 7, tav. XXXIV = Dura Europos-Final Report
Cat. illustre Damas, p. 83, un. 9-10, tav. XLII.I (al IV.1.2, p. 12, n. 70, lav. III (con Ja firma EPMAIO/Y), con
centro a sinistta ed al centro a destra). II n. 9 can iscri­ osservazioni cronologiche alla p. '3.
zione 01 KePAMOnWIIAI XAIPeTe (retrograda) con una
Antioch IV.I, p. 30, fig. 16, II, 12, 29, ecc.; fig. 18,
A sui fonda.
7, 9·
SCE IV.3, fig. 27.9-10. Probabilmente anche SETON LLOYD Sultantepe, tav.
Samaria-Sebaste III, p. 280, n. 22 e p. 3Il, forma 20. VII, I in alto a destta; ed anche il fonda assai piatto
DUNHAM Royal Cemeteries of Kush IV, p. 93, fig. 61, in Tarsus I, p. 266, n. 692, figg. 156, 199 (can iscri­
n. 16-2"191. zione).
CVA Mannheim I, laV. 54.25. Inediti: Papho. (frammenti).

Nessana I, p. 284, tav. XLV, Mg I-IS, 17-20 e pp. Esemplari eli ttansizione: (Forma 24/25): BAUR 1941,

28S-7, tavv. XLVI-XLVII, A-I. (escluso R 1-2). p. 243, fig. '3, lav. XI ~ DEL CHIARO, in EAA, s. v.
Arsameia am Nymphaios, pp. 242-3, un. 41-42, tav. 59. Megaresi, Vasi, fig. IIS9 (Yale 1930.255).

25

SIGILLATE ORIENTAL!

FORMA 26. datazione cade forse alI'intemo di quello della serie di .


ceramica aretina a rilievo, che la nostra imita; un punta
Cratere con decorazione a rilievo. Antiochia, forme 485, Iisso per la cronologia edata dal cratere Corinto C-I976-2r
4 86 . (v. sotto, il Tipo A), che e stato ritrovato in un contesto
La forma e Ia Dragendorff II (Dragendorff/Wat­ della prima eta tiberiana (22/23 d.C. ?). Suggerirei, per
zinger tipo I) in ceramica aretina, in questa caso senza tutta la forma, limiti cronologici che vanna daI ro a.C.
dubbio imitata: coppa profonda e rotondeggiante, appog­ al 20--30 d.C. circa. II Tipo A, che imita direttamente Ia
gio a piedistallo cava, can base a gradini a sguinciata; antica forma in aretina Dragendorff/Watzinger I a, puo
varie modanature sull'orlo. Corpo fatto al tornio su ma­ considerarsi la prima versione della Forma 26.
trice, con decorazione a rilievo figurata, rozzamente
modellata. Altri esemplari.
Nella Sigillata Orientale A la decorazione figurata si Tipo A: cfr. sopra; anche Antioch IV.I, p. 35, tav. VI,
limita a questa forma ed alia segoente, che probabil­ forma 485; Hama III.2, p. 99, forma 13.25 b, fig. 39;
mente non furono fabbricate nelle stesse ollicine delle WILLIAMS Hesperia, 46, 1977, pp. n-8,
n. 33, tav. 30 =
coppe megaresi pili tarde, Ie quali sana inferiori quali­ WRIGHT 1980, p. 143, n. 17, fig. 3, tav. 28 (Corinto C­
tativamente. La ceramica e di buona qualita, Ie pareti 1976- 21).
sana sottili e la vernice e rossa, brillante e lucida, come Tipo B: Antioch IV.l, p. 35, fig. 22, 17, tav. VI, for­
e normale nelle vatieta del primo periodo romano (efr. ma 486.
Forma 30 e ss.). La trattazione pili completa di questa se­
rie, e quella apparsa in Hama IIL2, pp. 194~204, figg. 72 Tipo C: HORSFIELD 1942, p. 201, n. 462, tav. XLVIII;
(serie R), 74-77. Sulla base della forma dell'orlo si sana Cat. illustre Damas, p. 84, n. 15 (tav. XLII, I).
distinte in via sperimentale quattro varianti: Tipo incerto: Kenchreai IV, p. 61, ER 36, tav. 16.
A. Con arlo espanso all'estemo, al di sopra di una Frammenti del corpo e del fonda: Antioch IV.l, p. 35,
banda liscia; labbro ad uncino; due scanalature a modana­ fig. 22; Tarsus I, pp. 196, 266, nn. 693-{)94, fig. 156;
Me all'interno dell'arlo ed un ampio rilievo convesso, Hama lIb, pp. 194-204, fig. 72, R I, figg. 74-77 (esclu­
leggermente sporgente in maniera da formare una risega so R 6, 22, 23) e forse anche gli orli non classificati a
sulla parete interna. Malta profondo.Antiochia 485. p. 99, fig. 39, forma 13.24, 25 c; HAYES Royal Ontario
Museum, pp. 18-19, nn. 77-81, tav. ro; Kenchreai IV,
B. Can piccola, convessa modanatura scanalata sullab­
pp. 60--61, ER 33, 35, tav. 16.
bra, al di sopra di una fascia concava, lievemente spor­
gente dal corpo; all'intemo dell'orlo una modanaMa Inedito: Delo 5658.
concava al di sotto di esso una fascia convessa, con ri­
seghe inferiormente e superiormente. Antiochia 486.
C. Con un piccolo arlo verticale sporgente (concavo FORMA 27.
all'esterno), al di sopra di una fascia concava; fasce con­
cave e eonvesse all'interno, con piccole riseghe. Sem­ Coppa (?) su piede con decorazione a rilievo. Antiochia,
bra doversi associare a questa tipo un piede di forma forma 480.
semplificata, basso, can semplice base espansa. Provvisoriamente ho classificato sotto 10 stesso titolo
D. Pareti pili coniche, arlo semplice, piede piuttosto un frammento di arlo da Antiochia ed alcuni fondi pro­
basso. L'orlo e appiattito superiormente, e segnato in venienti da Hama, che hanna in comune Ie pareti dtitte
basso da due larghi salehi. Decorazione f1orea1e conven­ e inclinate; il piede ad anello (di altezza incertal ha un
zionale. Questa variante si avvicina alIe '< coppe megaresi» diarnetro piuttosto grande. La forma si puo rialIacciare
tarde (eft. Forma 25), ma il formato e pili grande. Un ad alcune ciotole a rilievo, tarde, con un basso piede,
esemplare soltanto, v. il prototipo. in ceramica aretina oppure a qualche cosa di pili alto,
Non comune; scarsi i reperti al di fuori dell'area siro­ vicino al modiolus (efr. DragendorffJWatzinger tipo X
palestinese. in ceramica aretina).
Rara.

Diametro: em 18-20 circa.


Diarnetro (dell'arlo): cm 18 circa.

Protoripi.
Protoripo.
A. HAYES Royal Ontario Museum, p. 18, nn. 75 (arlo),
76 (piede), fig. 4, tav. 10. (Tav. IV, 5.6). Antioch IV.I, p. 35, tav. VI, forma 480. (Tav. IV, ro).
B. Antioch IV.I, forma 486 (tav. VI). (Tav. IV, 7).
Cronologia.
C. HORSFIELD r942, n. 463, fig. 55. (Tav. IV, 8).
Presumibilmente vicina a quella della Forma 26; non
D. Edimburgo, Royal Scottish Museum, 01-288.
si hanna prove sicure.
(Tav. IV, 9).

Cronologia. Altri esemplari.


Non ci sono elementi diretti di datazione, ma la serie Ha11Ul III.2, pp. 196, 200, R 6,22,23, figg. 72, 75, 76.
e piccola eprobabilmente ebbe vita breve. L'ambito di Kenchreai IV, pp. 5~I, ER 32, 34.

26
SIGILLATA ORIENTALE A

FORME APERTE: SERlE ROMANA DEL PRIMO PERIODO (EARLY ROMAN)


Piatti e scodelle (Forme 28-41). Coppe e tazze (Forme 42-51).

FORMA 28. Athenian Agora V, p. II, F 4, tav. 60. (Tav. IV, 13).
Labraunda 11.1, p. 67, n. 202, tav. 35.
Piatto imitame ,1 tipo Haltern I. Antiochia, forme III'­ Ashdod II-III, fig. 15.17.
rr3; Hama, forma 13. Hama lIb, pp. 95-99, forma 13 (esclusi i nn. 4, 8,
Fondo qua,i piatto, rilevato verso il margine; pareti 14, 24-25), fig. 39. Induse aIcune varianti.
basse ed inclinate, modanate all'interno con una fascia NEGEV Oboda, p. 37, nn. 142-144, tav. 26 (induse
convessa a1 dri sopra di una fascia concava e rilevata; varianti).
piccolo orlo sporgente; fondo ampio, con piede squa­
RILEY Caesarea, pp. 44-5, 50-I, nn. 84, 138, con figg.
drato, pesante e basso. II fondo si ispessisce verso il
piede. All'intemo del piede compare generalmenle una Probabilmente anche: NEUFFER 1931, p. 64, fig. 7, 17.
risega. Di regola, sempre sui fondo compaiono uno 0 pia Nessana I, p. 282, tav. XLIII.C I, 2 (?).
paia di [asee a rotella. Le dimensioni variano; spesso sono Inediti: Atene, Agora P 19268 ed altri.
notevoli. Serohra essere una copia della forma aretina Atene, Ceramico.
Haltern 1. Museo di Cipro D 130.1935.
Abbastanza comune. Puo essere qui elencato l'esemplare pia piccolo (diame­
Diametro: em II,6-43 (di solito nell'ambito dei 12­ tro cm 10) in Buss-MACALISTER 1912, tav. 61, ro.
20,5 e 26-40 cm). Variante con orlo rivolto verso l'estemo: Antioch IV.I,
p. 22, lav. Ill, forma IIO.
Prototipi. Un'aItra variante poco frequente (sarebbe forse meglio
chiamarla Forma 6/28), presenta un orlo sporgente, piatto
Atene, Agora P 3461. (Tav. IV, II).

superiormente e delle piccole modanature sui labbro;


Hama lIb, p. 98, forma 13.9 a, fig. 39. (Tav. IV, 12).
il profilo inlemo delle pareti e normale. Esempio a Co­
rinto C-33-I255 (orlo framm., diametro 35 em circa).
Cronologia.
Pochi sono gli esemplari ben datati. Waage (Antioch
IV.I, pp. 27, 38) pone questa forma all'interno della FORMA 29.
fase I della sua sequenza del primo periodo romano Piccolo piatto can basso orlo inclinato. Antiochia, forme
(Early Roman;, indicando una data tra l'ulrimo quarto Il5-II6; (Samaria: sotto la forma II).
del I sec. a.C. e il primo quarto del I sec. d.C.; non
sono seguaiati i rispettivi luoghi di rinvenimento. Dei Fondo quasi piatto ed ampio con piede basso e squa­
frammenti provengono dai depositi tardoaugustei di Pa­ dralO; leggermente carenato, con parete bassa ed incli­
phos. Non so di aIcun ritrovamento certo prima dell'ini­ nata, terminante in un Iabbro un poco espanso 0 modanato.
zio della nostra era; non e presente nella Cisterna a Gli esempi pin antichi (?) presentano un fondo liscio
Volta 2 di Samaria, ne nei gruppi pubblicati provenienti all'esterno, mentre i piu tardi possono avere ivi una ri­
da Cnosso; percio la sua comparsa sembra essere pin sega a breve distanza dal piede. Non e decorata; nessun
tarda di quella della corrispondente forma in aretina. bollo. Va notata una somiglianza con l'antica forma in
arelina Goudineau I (si trarta forse di un caso).
Datazione: probabilmeute 10/1 a.c. circa-15130 d.C.
Comune.
Altri esemplari. Diametro: cm 13,5-17,5 circa.
TECHNAU 1929, p. 49, fig. 38, Beil. XXVII, 1. Prototipo.
Beth-Shan III, tav. XXXIV, 36; CuMFORT-WAAGE
Museo di Cipro, tomba Polis 1°4, n. Ill. (Tav. IV, 14).
1936, p. 224, tav. II, fig. 6.
WAAGE 1933, p. 286, u. 49, tav. VIII. Cronologia.
Antioch IV.I, pp. 22-23, tav. III, forme III f-k, II2 Questa forma ,embra abbracciare il periodo augusteo
a-f, rr3 f-u, con l'argomentazione sulla datazione aUe e il primo periodo tiberiano; potrehbe trattarsi di uno
pp. 27-8, 31. sviluppo pin tardo della Forma 8. Non e presente ilel
Dura Europos-Final Report IV.1.2, p. 10, nn. 58 (con deposito I7-<J di Antiocltia, ne nella Cisterna a Volta 2
piede allotrio?), 59, 60. a Samaria. A Corinto due esemplari ben conoervati
Tarsus I, p. 181 (categoria A ?), fig. 192 A. sono presenti Ira materiali della prima eta tiberiana (vedi
KELso-BARAMKI 1955, p. 24, tav. 22, A 471, A 474. oltre, sotto WRIGHT). Soppiantata dal1a Forma 30.
E probabile l'appartenenza a questo tipo. Datazione: 30 a.C. circa (?) - 20125 d.C.

27

SIGILLATE ORIENTALI

Altri esemplari. confermando oos1 l'ipotesi del Waage, che oollocava l'ini­
Ephesos I, p. 175, n. 67. zio eli questa forma nella fase II della sua sequenza del
Beth-Shan III, tav. XXlV, nn. 23, 32 (?). primo periodo romano (efr. Antioch IV.I, p. 38). Altri
esemplari si trovano in contesti tra l'inizio e la meta
WAAGE 1933, p. 286, n. 47, tav. VIII.
del I sec. d.C. (efr. l'elenco sotto), in partioolare il de­
Antioch I, p. 71, n. 8, tav. XV.
posito (setrore 16-P) del Ninfeo eli Antiochia, del primo
HORSFIELD 1942, p. 192, n. 395, fig. 53, !aV. XLIII. quarto del secolo (ibid., p. 37). La data del II-III sec.
Antioch IV.l, p. 23, tav. III, fonne II5 f-p, n6 f-p d.C. proposra per questa forma su tesrimonianze piut­
(non x). tosto labili dalIa Crowfoot (Samaria-Sebaste III, p. 331),
BROCK 1949, p. 69, fig. 14, 3. ed aceetrata acriticamente da Johansen in Hama IIL2,
Tarsus I, pp. 174-5, fig. 188 B; forse anche p. 241, non PUQ venire accettata.
n. 371, fig. 192. DataziOlle: la-50 d.C. circa.
PRITCHARD 1958, p. 52, tavv. 45, I, 6 e 58, 17, 19;
due ripubblicati da LAPP PCC, p. 214, tipo 253.1, L-M. Altri esemplari.
Samaria-Sebaste III, p. 329, fig. 79.6, 8 (?). Suglin Expedition II, 3, p. 146, fig. 158, n. 13 (forse
Athenian Agora V, p. 24, G 9, !aV. 60. Forma 33).
Nessana I, p. 282, tav. XLIII, E 2 e forse anche C 2. Antioch IV.l, p. 33, tav. IV, forme 405 a-k, 407,
Guzzo 1970, p. 471, n. 557, fig. 574· 4IOf-p.
HAYES Knossos, p. 252, n. 4, fig. 3 e p. 264, n. 17, Dura Europos-Final Reporr, IV.I.2, p. II, un. 63-64,
fig. 15. !aV. III.
Hama IIb, p. 91, fonna II (escluso il n. 7), figg. Tarsus I, p. 241, n. 378, fig. 192. Variante picoola.
35-36; forse anche p. 88, forma 9.2, fig. 36. SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. I, 14.
MITSOPOULOS LEON 1972-5, C. 521, fig. 3 f. Samaria-Sebaste III, p. 296, fig. 68.4 (variante delle
NEGEV Oboda, p. 37, n. 140, tav. 26 (variante ?). Forme 3°/33), e aile pp. 310, 329-31, fig. 79.5, 9-12.
WRIGHr 1980, p. 145, un. 20-21, fig. 3, tav. 28. Per il primo di questi esempi, efr. anche LAPP PCC,
Inediti: Atene, Agora P 1963, ecc.; Corinto; Museo eli p. 218, tipo 254.2, B.
Cipro, D 26.1935. AURIGEMMA Forte della Vite, p. 30, n. 6 e p. 47, (I are­
Variante (can una risega all'estremita del fondo oome tina' n. 4 bis.
nella Forma 28): Hama IIL2, p. 65, forma 1.36, fig. 27. Hama IIL2, pp. 91-4, forma 12 (e forma 11.7), figg.
35, 36, 38; forse anche il fondo alle pp. 61, 64, forma
1.26 b, fig. 27.

FORMA 30. HAYES Corinth, p. 451, n. 129, tav. 85.

Piatto con orlo/parete bassa ed inclinata. Antiochia, for­ NEGEV Oboda, p. 37, n. 137-9, tav. 25.

me 405, 4°7, 410; Samaria, forma 12. Quseir al Qadim, pp. 68, 74-5, !aV. 21 b.

Come la Forma 29, rna con un profilo piu angoloso: Inediti: Atene, Agora P 20224, ece.; Paphos.

fondo piatto, pareti dritte 0 leggermente concave, eli re­ Per un possibile picoolo esemplare nero, eft. Tarsus I,

gola ricoperte da numerose fasce a rotella; sono presenti p. 252, n. 541, figg. 146, 196.
anche dei bolli eli ceramisti. Dimensioni sia grandi che
piccole. Spesso all'altezza del labbro compare una pic­
cola modanatnra ad una a due sottili scanalature. SuI FORMA 31.
fonda all'estemo si hanoo regolarmente una 0 piu ri­
seghe; talvolta oompaiono, all'interno, suI fonda uno 0 Piccolo piatto con orlo piatto e modanato. Antioehia,
piu solcatnre 0 fasce a rotella e suI labbro una solcatnra. forma 108.
Si tratra di uno sviluppo tardo della Forma 29, piu in­ Fondo piatto, orlo leggermente rilevato can una serie
f1uenzato dalla ceramica aretina. Si registrano i segnenti eli modanatnre e solcatnre sulla parte superiore; piede
bolli eli ceramisti. h.AMA (?), eHM, XAIPEOY. La basso e squadrato, suI fondo all'estemo compaiono delle
Forma 45 PUQ essere oonsiderata il tipo corrispondente riseghe, oome nelle forme precedenti. Non s1 registrano
di ooppa. bolli di eeramisti.
Abbastanza comune. Rara.

Diametro: em 10,5-35. Diametro: em 14-15,5.

Prototipi. Prototipo.
Paphos Oh. 4797. (Tav. IV, 15).
Paphos Oh. 976. (Tav. V, I).
Hama III.2, p. 92, forma 12 n. I, fig. 36. (Tav. IV, 16).

Crunologia.
Cronalogia. Non ci sana prove dirette eli datazione, ma il modo
II primo prototipo e state rinvenuto associato oon cera­ oon cui e oostruito il piede fa propendere per una data­
mica aretina del periodo tardoaugusteo (0 prototiberiano ?), zione intomo ai primi anni del I sec. d. C.

28
SIGILLATA ORIENTALE A

Altri esemplari. Si registra il seguente bollo di ceramista: XAPIC (in I'


Antioch IV.I, p. 22, tav. III, t08 (con fasce a rotella un quadrifoglio). , ~
Piuttosto rara. ,*\
sui fondo).
Harna lIb, p. 96, fonna 13.4 a-b, fig. 39. Diarnetro: em 12-16 circa.
Inedito: Corinm C-36--2343. Prototipo. rl
, I~
Antioch IV.I, p. 33, tav. IV, 412 f. (Tav. V, 3).
FORMA 32. Cronologia.
Piccola scodella a fondo piatto ('<piattino ») con scana­ Waage (Antioch IV.I, p. 38) colloca la forma entro Ie
lature all'interno ed alresterno de/rorlo. Antiochia, sue fasi II-III, che dovrebbero abbracciare la prima mem
forma 650. del I sec. d.C. A1cuni frammenti in altri gruppi di que­
sto periodo. Conremporanea alia corrispondente forma
Fondo piatto con piede a listello al di sotto dello spigolo in aretina?
ed una 0 pili riseghe sill fondo esterno (come nella Forma
12); pareti poco inclinate con una fascia concava de­ Data2ione: I-3D/50 d.C. circa.
limitata da scanalature all'interno, all'altezza dell'orlo, Altri esemplari.
ed una coppia di solehi su1Ia parte esterna. Sui fondo
due serie costituite da due sottili solcature 0 fasce Antioch IV.I, p. 33, lav. IV, 412 k.
a rotella. II una deriva2ione della Forma 12, che risente Tarsus I, p. 182, categoria E, fig. 192 B-C.
dell'influenza della ceramica aretina; per Ie modanature Samaria-Sebasre III, pp. 310, 331, fig. 79.13.
all'interno dell'orlo efr. Forma 33. Nessun bollo di Kenchreai IV, p. 58, lav. 15.
ceramista. Probabilmente appattiene a quesla forma il frammento
Rara; non si conoscono esemplari completi. in Hama lIb, p. 108, forma 14.40, fig. 40. (Tav. V, 4).
Diarnetro: em t 3-r4 circa. Forse anche NEGEV Oboda, p. 38, n. 150, tav. 27. ~
i
Inedito: Corinto C-34-24II. !
Prototipo. II1<
Paphos Of" 4698. (Tav. V, 2). Ii
FORMA 34.
Cronologia.
Piatto con arlo verticale delimitato da modanature in
~
In via sperimentale la forma e posta dal Waage nella basso ed in alto; parete inrerna a sbalzi. Antiochia, fonne
sua serie medio-romana (Middle Roman; vale a dire 41 5, 41 7.
nel II sec. d.C.), ma un frammento (non incluso nella
Fondo e piede come nella forma precedente; piccole
pubblicazione) compare in effetti nel deposito 16-P ad
modanarure nella parte inferiore e superiore della parete/
Antiochia (adesso nel magazzino di Princeton). II proto­
orlo, con una scanalatura 0 risega al di sotto della care­
tipo era associato con materiale dell'inizio del I sec. d.C.
narura; nella parte interna, due bande lisce con una ri­
Le scanaIature sull'orlo indicano una datazione analoga. sega lungo la linea mediana ed un'altra rutt'intorno
Data2ione: 1-30 d. C. circa. al margine del fondo. II piede ad angolo tende ad assot­
tigliarsi verso iI fondo. Esistono formati grandi e piccoli.
Altri esernplari. E una forma rara in ceramica aretina; forse si tratta di
Antioch IV.I, p. 40, tav. VII, 650 a, f. una copia della Sigillata Orientale B I, Forma 6. Sill fondo
Tarsus I, pp. 270-1, n. 745, fig. 202. e presente una fascia a rotella 0 simile; negli esem­
Harna lIb, pp. 192-4, n. 9, fig. 72-73. plari pili grandi si aggiungono delle solearure. Esistono
alcuni holli di ceramisti. Nei pezzi pili rardi (meta del
I sec. ?), il fondo ha una pendenza notevole. I holli di
FORMA 33. ceramisti (entro cornici rettangolari 0 a forma di quadrifo­
glio) noti sono: KEPf"OC, J\OYKIOY, TITOY, XAPIC.
Piaolo piotto imitante il tipo Haltern 2. Antiochia, Non comune.

forma 412; Samaria, forma 13.


Diarnetro: em I2-t6, 19-20, 23-35.

Fondo piatto, piede basso e squadrato, una 0 pili riseghe


sui fondo esterno (come nella Forma 30); orlo un po' Prolotipi.
inclinato, con modanatura bassa convessa-concava-con­ Museo di Cipro D.I32.1935 (bollo: J\OYKIOY).
vessa, delimitata da sottili solcature; su1Ia parte interna (Tav. V, 5).
corrispondono delle curve (una banda concava tra scana­ Variante senza sbalzo interno: Cornell University =
latnte nella parte superiore). Spesso Ie patti convesse Antioch IV.I, tav. V, 417 a (senza bollo). (Tav. V, 6).
dell'orlo sono decorate a rotella; sill fondo una 0 due
solcatnte 0 fasce a rotella. Talvolta compaiono dei holli Cronologia.
di ceramisti. II un'imita2ione molto fedele della fonna Assegnata daI Waage alia sua fase romana antica (Early
Haltem 2 in aretina, sebbene qui Ie modanatnte siano Roman) III; aItri pezzi sono presenti in contesti della
pili trascurate. Costituisce un '< servizio}} con la Forma 47. meta del I sec. d.C.

29
SIGILLATE ORIENTALI

Datazione: intorno aI secondo quarto e fino alia meta tlplCO dei ritrovanIenti di quella localita; dovrebbe es­
del I sec. d.C. sere pili antico del 79 d. C.
Datazione: intorno agli anni 40-70 d.C.
Altri esemplari.
LAUFFRAY t940, p. 16, fig. 6, il secondo in basso a Altri esemplari.
sinistra (frammento di fonda). BMGal. Roman Pottery, p. 18, L 36.
Antioch IV.l, p. 33, tav. V, 4'5, 417 a-f. EMERY-KiRWAN Wadi-es-Sebua, pp. 93, 5'4, tav. 3', n.
Dura Europos-Final Report IV.I.2, p. 12, n. 68. Antioch IV.l, pp. 33-34, tav. V, 425, 430 f-p.
Ashdod II-III, fig. '5,'9. BROCK 1949, p. 70, fig. '4, 5 (forse si tratta di questa
Hama III.2, p. 102, forma '4.'4-'7, fig. 40 e forse forma).
anche p. 82, forma 4.3, fig. 33; anche i fondi aile pp. 105, Tarsus I, pp. 24'-2, no. 374-7, figg. '75, 192 (tutti
108, forma '4.33-40, figg. 40-4' (qualcuno forse appar­ can bolla XAPIC); anche i no. 385, 388, fig. 144 A.
tiene alIa seguente Forma 35); anche un numero inde­ Athenian Agora V, p. 24, GIl, tav. 60. (Tav. V, 8).
terminato dei franImenti con bolla alle pp. 108-12, figg.
AMIRAN-EITAN '970, p. '3, rav. 7 A = Eretz-Israel
42-44· II, '973, tav. 43·5·
Forse anche il fondo in Arsameia am Nymphaios,
Hama III.2, pp. lOG-I, forma '4.4-II, fig. 40.
p. 239, n. 24, ravv. 58, 67 e l'orlo in QUILICI 1971, p. 72,
NEGEV Oboda, p. 38, n. '46, rav. 27.
n. 30, fig. '7.
KAMENETSKI '974,4, fig. 6, 2 a p. 219; bolla in planta
Inediti: Atene, Agora P 23771, Corinto, Delo, ecc.
pedis (da Podazovskoie, Tanais).
Varianti senza sbalzi all'interno della parete:
Inediti: Corinto; University College, Dublino UCD82I.
Tarsus I, p. 24', n. 373, figg. 144, 192 (can bolla XAPIC).
La forma classica ricorre in un esemplare problema­
Hama III.2, p. 102, forma '4.14 k, fig. 40.
tico proveniente da Siracusa, can bolli italici (CULTRERA
Forse anche Ashdod I, fig. 10, 18.
'95', c. 799, fig. 75, descritto come « terra sigillata chiara ,».
Kenchreai IV, p. 59, ER 29 a-e, fig. 9, rav. '5. Variante (?): Ashdod I, fig. 10,17.
Esemplari simili (i dettagli dell'orlo sana incerti):
Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 4, B,
fig. 185 ~ LAPP PGG, p. 218, tipo 254.2, A. Variante FORMA 36.
can una modanatura interna dell'orlo come nella Forma 33:
Corinto, frammento inedito (C-34-20I7). Piccolo piatto con pareti verticali. Antiochia, forma 432;
Samaria, forma 14 (b) (versione piccola).
Come la precedente, ma can pareti lisce; un listello
FORMA 35. nel punta di giunzione can il fonda. Piede malta basso,
Piccolo piatto can pareti verticali. Antiochia, forme di forma triangolare appiattita (spesso poco pili che un
listello), can una leggera risega nel punta di giunzione
425, 43°· con il fonda. Non i: decorara; nessun bolla.
Fonda piatto, piede piuttosto sottile e rastremato in Cornune.
basso, pareti basse e verticali, lisce all'intemo, con orlo
DianIetro: in genere em 14-16.
a fascia piatto e sui fondo all'esterno un listello sporgente.
Di norma decorato a rotella sulla fuscia dell'orlo, raI­ Prototipo.
volta si trova una soleatura od una fascia a rotella sui
fonda. L'esterno di quest'ultimo, all'interno del piede, Napoli II6994. (Tav. V, 9).
si presenra liscio. E una derivazione semplificara dalla
Granologia.
Forma 33, corrispondente pili omena alle forme in aretina
° in Sigillata Orienrale B I della meta del I secolo. Molti E una derivazione dalla Forma 35; si tratta di una delle
esemplari porrano il bolla del ceramisra XAPIC (in un forme pili cornuni a Pompei (eft. Instrumentum domesticum,
rett1lIlgolo dentato ad in planta pedis); si e rinvenuto pure p. '9, con la rab. IX). Waage la collOC'd nelle fasi finali
un piccolo bolla circolare @; gli a1tri esernplari sana (IV-V) della sua sequenza romana del prinIo periodo.
sema bolla. Datazione: 60-100 d.C. circa.
Abbastama comune.
Altri esemplari.
DianIetro: em 9-'0, '3,5-,6 (talvolta di formato in­
termedio). CROWFOOT '936, p. 22, rav. IV.l b.

HOLWERDA Gat. Leiden, p. 36, no. 444-7, fig. II, tav. IV.

Prototipo. HORSFIELD '942, p. 192, n. 399, fig. 53, tav. XLIII;

Pompei 9655 (bolla XAPIC?). (Tav. V, 7). p. 202, n. 467, fig. 55, rav. XLVIII.
Antioch IV.l, p. 34, tav. V, 432 a-po
Granologia. Tarsus I, p. 242, no. 386, 394 (?), fig. '92.
In generale questa forma sembra essere presente in con­ Samaria-Sebaste III, p. 331, fig. 79.17-18.
testi claudio-neroniani. L'esemplare di Pompei non i: AURIGEMMA Forte della Vite, p. 36, un. 4-5.

SIGILLATA ORIENTALE A

---

Athenian Agora V, p. 24, G 10, taV. 60. (Tav. V, 10). Samaria-Sebaste III, pp. 296-8, fig. 68.6; pp. 331-2,
Guzzo 1970, p. 45, n. II6, figg. 22, 57· fig. 79.16, 19-21 (induse alcune varianti).
Hama III.2, p. IDO, forma 1+1 d, fig. 39. Athenian Agora V, p. 24, G 8, tav. 60.
HAYES Corinth, p. 451, nn. 127-8, tav. 85. Ashdod II-III, fig. 15.18.
NEGEV Oboda, p. 38, n. 148, tav. 27. QUILICI 1971, pp. IIo-II, un. 55, 60, 72, 73, figg.
Inediti: Corinto, Cartagine (nel museo); Leida (da 52, 56.
Tripoli); Vienna IV.1637 (dalla Tunisia); Museo di Hama III.2, pp. 99, 102-5, forma 14.[ a-e, 2, 18-26,
Cipro D 71.1935; Leptis Magna. 29-30, figg. 39-41.
Variante con il piede come nella Forma 35: Dura NEGEV-SlVAN 1977, p. III, fig. 2, n. 1.
Europos-Final Report IV.I.2, p. 12, un. 65-66. Inediti: Atene, Agora; Museo di Cipro (da Spilia,
tipo B); Princeton 43.127.
Variante con piccolo labbro (come nella Forma 34;
FORMA 37. forse ·antica):
Samaria-Sebaste III, p. 331, fig. 79.14 (con bollo).
Grande piatto can pareti verticali ed alto piede. Antio­
Hama III.2, p. 101, forma 14.12 a, fig. 40.
chia, forma 426; Samaria, satta la forma 14.
Fondo do1cemente inelinato, pareti verticali con li­ Variante di piccolc dimensioni:
stella alI'estremim inferiore e talvolta una modanatura Antioch I, p. [6, fig. 17.3.
piatt. nella parte superiore (efr. la Forma 35); alto piede Nessana I, p. 283, tav. XLIV, F 3-4.
ad anello, squadrato e sottile, con il diametro pari a Salamine de Chypre IX, p. 45, n. 162, t.v. 15.
circa fa meta di quello dell'orlo. All'estemo il fondo e
generalmente liscio, senza riseghe. Presenti alcuni bolli FORMA 38.
di ceramisri di forme insolite (planta pedis, impressioni
a sigillo). E una derivazione dalla form. Goudineau Piatto con arlo ricurvo e p£ede sottile. Antiochia, forma
39 c in aretina; si tratta del cortispettivo in grandi di­ 128 k.
mensioni delle Forme un. 35-36. Ne esistono due ver­ Forma uguale alia n. 30, ma con I'orlo ricurvo ed in­
siam: clinato verso l'estemo. Piede piuttosto sottile e squadrato;
A. Con modanatura piatta dell'orlo; sul fondo una sul fondo alI'esterno una risega. All'interno, sempre sul
unica fascia con rotellatura a tratti lunghi. fondo, fasce a rotella, talvolta fra soleature. I frammenri
B. Senza modanatura sull'arlo; di solita non decorata dell'orlo sono pressoccbe indistinguibili da quelli dei pili
e senza bolli. antichi e,emplari dell. Forma 4. Pareti abbastanza sottill.
Rara.
Si registrano i segnenti bolli di ceramisti: EPMHC.
XAPIC. Diametro: em 16 circa, em 25 circa.
Comune.
Protoripi.
Diametro (alI'orlo): em 21-28, e oltre.
Antioch IV.I, pp. 23-4, fig. 19.1, tav. IV, 128 k (con
il bello XAPIC). (Tav. V, 13).
Prototipi.
Hama IIb, p. 64, forma I, n. 35, figg. 27-28. (Tav.
A. Napoli, Museo Naz., vecchio n. 1240. Bolio: gallo V, 14).
a destra (impressione d. un int.glio). (T.v. V, II).
B. Hama IIb, fig. 39, forma 14.1 a. (Tav. V, 12). Altri esemplari.
Atene, Agera P 15205. Probabilmente anche AURIGEMMA
Cronologia. Forte della Vite, p. 30, n. II (can leggera rotellatura sul
La datazione f1avia che ci viene dal prototipo A sembra labbro).
essere confermata dai ritrovamenli effettuati altrove.
Gronologia.
n Waage l'assegna alIe fasi pili tarde (IV [?]-V) della
sua prima serie ramana. Per 1a decorazione a 'catella Sil Waago considera questa forma come una derivazio­
questa fotma, efr. Ie Forme 52-53. II frammento Samaria­ ne tarda dalla Forma 4, come sembrerebbe s'.lggeme
Sebaste III, fig. 68.6, registrato come proveniente da un l'aspetto dell'orlo. Comunque, un'angolatura dell'orlo cosl
contesto augusteo, e sicuramente un'intrusione piu tardu. accentuata non e tipie. dcgli esernplari pili tardi della
Forma 4> mentre Ie pareti pili sottili e l'alto piede la met­
Datazione: intorno agli anni 60-100 d.C.
terebbero in relazione pili con la Forma 30. In questa
Aim esemplari. caso l'odo ricurvo sembra essere una imitazione della
forma Haltern 4 in aretina, la quale ebbe una lunga du­
Antioch I, p. 71, n. 9, tav. XV. rata. Sembra probabile che esista un certo intervallo
CROWFOOT 1936, p. 22, tav. IV. I a. di tempo tra la scomparsa della Forma 4 e I'apparizione
HORSFIELD 1942, p. 194, n. 401, fig. 53, tav. XLIII. della Forma 38, I. cui decorazione ed i belli dei cerami­
Antioch IV.I, p. 33, tav. V, 426 f-u. sri dinIostrano che essa e contemporanea dena Forma
Dura Europos-Final Report IV.1.2, p. 12, n. 67. 35. Tuttavi. un piano da Corinto con il largo piede

31

SIGILLATE ORIENTALI

ad anello della Forma 4 e con la parete piu verticale B. British Museum, Egyptian Dept. 5255 (forse dalla
della Forma 38 (WRIGHT '980, p. r43, n. r8, fig. 3; Tripolitania). (Tav. V, 17).
cfr. sotto la Forma 4) puo costituire un demento di con­ C. Paphos OD. 5019. (Tav. VI, I).
nessione.
Cronologia.
Datazione: meta del I sec. d. C.
II prototipo A proviene da una necropoli di epoca

I
flavio -traianea; il C da un contesto traianeo (1). La fOIma
FORMA 39. non e stata trovata a Pompei.
Piccolo piatto con orlo CU1"/Jato all'interno. Antiochi., Datazione: 80-120 d.C. circa.
forma 128 u. Altri esemplari.
Fondo ampio ed indinato, piede alto e sottile (in ta­ Sebha II 94 (10 stesso Iuogo di ritrovamento del pro­
e
luoi casi la superficie d'appoggio scana1ata), orlo con­ totipo).
vesso e verticale, che alia sommiti piega verso l'intemo. Potrebbe appartenere a questa forma il fondo in REED
SuI fondo, all'estetno nessuna risega. Pareti sottili. Una Dlbon, p. 74, tav. 70,22 (cfr. anche a lav. 16,12).
versione rara e antica (?) presenta dei bolli; gJi esem­
plari piu accenruatamente carenati (come quelli prove­
nienti da Pompei) non sono bollati. Probabilmente si
tratta di una derivazione dalla Forma 38. Si registrano
i segnenti bolli: XAPIC (entro un quadrifoglio); esistono
FORMA 41.
Grande piatto con pareti inclinate a gradini. Anriochia,
I
pure dei bolli in planta pedis (frammentari). forma 610.
Non comune. Fonda pianeggianle, piede basso e squadrato, una 0
Diametro: em II, 14-15, 18. piit riseghe sul fonda, all'estemo; pareti indinate con
due bande lisee, sfalsate di piano all'eslemo ed una serie
Prototipo. di modanature piatte e solcature all'interno; labbro ri­
valla all'infuori. Probabilmente il fonda non era deco­

I
Pompei 1176-3. (Tav. V, 15).
rato; si e registrato un bollo a rosetta centrale.
Cronologia. Non comnne.

E una delle forme piu comuni a Pompei; oltre quaranta Diametro: em 25-35 circa e oltre.

esemplari sono stati notati da Pucci (Instn.nnentum do­


Prototipi.
mestieum, p. 19, tab. IX); gli esemplari con bollo sono
probabilmente un poco piu antiehi. Orlo: Corinlo C-36-2435~HAYES Corinth, p. 45', n.
'30, lav. 85. (Tav. VI, 2).
Datazione: 60-80/100 (1) d.C. circa.
Base: Paphos, OD. 4703 (can bolla a rosetta). (Tav.
Altri esemplari. VI, 3).
Antinch IV.l, p. 23, tav. IV, 128 u.
Tarsus I, pp. 242-3, categoria G, un. 396-7, fig. 193.
Hama III,2, p. 65, forma I, n. 37, fig. 27.
Cronologia.
Soprattutto flavia. II frammento di CorinlO, se il con­
teslO e sicuro, puo risalire piu indietro. Waage (Antioch
I
Instrumentnm domesticum, p. 19, tav. IV, 17. IV.I, PP' 39, 41) suppone che la forma si CQlIochi all'ini­
Inediti: Paphos OD. 4699. zio della sua sequenza romana media (Middle Roman),
cioe nel II secolo.
Datazione: 60/75-100 circa e oltre.
FORMA 40.
Altri esemplari.
~

Piccolo piatto con pareti inclinate. Non classificato.


Fonda ampio cd indinato, pareti che si piegano obli­
quamente al di sopra di un angolo; arlo liscio; piede
squadrato rastremato in basso. In alcuoi casi compare
Antioch IV.I, p. 39, tav. VI, 610 a, k.

Tarsus I, p. 270, nn. 74'-3, fig. 202.

NEGEV Oboda, p. 37, n. 135, tav. 25.

I
..
: :1
~

una risega suI fondo esterno. All'estemo, aI di satta


dell'orlo, dne scanalature; in taluoi casi compaiono an­ FORMA 42.
che anelli in rilievo all'interno, attorno al centro del
fonda. Nessun bollo. Si tratta di nn'imitazione della for­ Coppa con pareti espanse versa I'alto. Autiochia, forme
ma Goudineau 43 in tarda Sigillata lOOca (cfr. pure la 445-446; Samaria, forma 22.
Forma 53 piu avanti). Fondo piatto, pareti lisce che tendono ad esp:mdersi,
Rara. piede basso e piuttosto squadrato. In taluni casi si nota
Diametro: em 15-16,5. sul fondo eslemo un piccolo gradino che si appoggia
alia faccia interna del piede.. Non e decorata; nessnn bolla.
Prototipi. Corrisponde al piatto di Forma 29. Forse deriva dalla
A. Sebha, Libia H 80, da Germa. (Tav. V, 16). Forma 23 oppure si tratra di un'imitazione di anlichi

32
SIGlLLATA ORIENTALE A

esemplari in eeramica aretina 0 in Sigillata Orientale B 1. presenta una piccola modanatnra (talvolta doppia). Cor­
Certi pezzi, pili profondi, si possono considerare pia tardio risponde alla Forma 28 0 31; cfr. Ia forma Haltem 7 in
Comane. aretina.
Diametro: cm 9-13,5 (in qua1che caso pia grande). Rata.

Diametro: em 10-14 circa.

Prototipi.
University of Newcastle upon Tyne, provenieote dalla Prototipo.
regione <Ii Gerasa (Giordania). (Tav. VI, 4). Arene, Agora P 16726. (Tav. VI, 8).
Athenian Agora V, p. 12, F '4, rav. 60. (Tav. VI, 6).
Variante con due scanalture all'esteIjlo: Antioch IV.r, Cronologia.
tav. V, 446 k. Datazione incerta, probabilmeote tardoaugustea (ana­
Iogarneotc alla Forma 42). La rarim di questa forma puil
Cronologia. essere il riflesso del fatto che la forma Haltern 7 in areti­
La troviarno nel gruppo F (tardo augusteo) dell'Agora na scomparve prima della corrispondente forma di piatto
<Ii Atene; dal Waage viene collocata in una prima fase Haltem 1.
della sua sequenza romana antica ad Aotiochia. n con­
testo <Ii Samaria-Sebaste III, fig. 70.1 (Roman 2 a) puil Altri esempiari.
essere post augnsteo. Beth-Shan III, tav. XXXIV.26.
Datazione: dal 10 a.C. circa al 20/30 d.C. 0 ancora Hama 111.2, p. 192, n. 8, fig. 72.
pili tardio NEGEV Oboda, p. 39, n. 156, tav. 28 (probabilmeote
questa forma).
Altri esemplarl.
Forse anche Kenchreai IV, p. 56, ER 21, tav. IS.
BLISSMACALlSTER 19[2, p. 128, tav. 61.9. La coppa in Samaria-Sebaste III, p. 334, fig. 80.9
Sieglin Expedition II. 3, p. 148, fig. 159, n. 21. (cataIogata sotto Ia forma 17) pu" essere un'anticipa­
Beth-Shan III, lav. XXXIV, II. zione, seoza Ie modanatute interne; il contesto in cui si
WAAGE 1933, p. 287, n. 67, tav. VIII. trova suggerisee una datazione alta.
Antioch IV.l, p. 34, rav. V, 445, 446 f, p, U.
Tarsus I, p. 249, categoria Q, n. 500, fig. 194. FORMA 44.
Samaria-Sebaste III, p. 300, fig. 70.1, e pp. 3II-12,
336, fig. 8I.3-4. Coppa con profilo del corpo a doppia convessita. Aotio­
Athenian Agora V, p. 12, F 12-13, tavv. I, 58, 60. chia, forma 450.
AshdiJd I, fig. 10, 7-8, tav. X, 1. E un'imitazione del tipo Haltern I I in aretina, affine
HAYES Knossos, p. 253, n. II, fig. 3. alia fonna Dragendorff 27 in sud-gallica: corpo sempliee
Bama III.2, pp. 162-3, forma 22, no. 1-3,figg. 64, 65. con doppia convessira, piede basso (come nelle forme
(Tav. VI, 5). precedenti), per 10 pili con on gradino aderente alla parte
CoLDSTREAM Knossos, p. 47, J 5, fig. 17, tav. 28 (con intema di esso. Gli esemplari piil antichi hanno due sca­
rotellatura sui labbro ?). ualatnre all'interno delI'odo; taluni di questi mancano
MI1S0POULOS LEON 1972-5, C. 521, fig. 3 C. del gradino suI fondo. Non si oonoscono bolli <Ii eera­
RILEY Caesarea, pp. 44-5, n. 75, con fig. (probabil­ misti.
mente questa forma). Non comune.

Kem;hreai IV, p. 56, ER 22, tav. 15. Diametro: em 9,5-r4 (soprattutto em 9,5-10,5).

Inediti: Colinto; Museo di Cipro D 21.t935; Oxford Prototipo.


(Ashmolean Museum) 1959.368.
Museo <Ii Cipro, tomba Polis r04, n. 99. (Tav. VI, 9).
Variante con due scanalatnre all'esterno: Hama 111.2,
p. 163, fOlma 22 n. 3, figg. 64-65; NEGEV Oboda, p. 39, Cronologia.
n. 158, tavv. 28, 33 (argilla atipica); THALMANN Tell'Arqa,
p. 59, fig. 41, 47; anche Atene, Agora P 28468.
n prototipo c stato trovato associaro ad esemplari tardi
di Forma 4 B e 22 Bead un piatto di Forma 29. Un
Variante aperta: THAlMANN Tell 'Arqa, fig. 4I.I8.
frammeoto proviene da Atene, gruppo F dell'Agora (ine­
dito). Versioni pili banalizzate (seuza scanalatnre all'in­
temo dell'orlo), possono. continuare fino alla met. del
FORMA 43.
. I sec. d.C. Waage pone questa fonna nelle prime due
Coppa rotondeggiante con orlo espanso e decorato con fasi della sequeoza romana antica di Aotiochia.
modanature. Datazione: I-50 d.C. circa.
Coppa bassa e rotondeggiante; piede basso e piunosto
squadrato, con un gradino che si appoggia alla sua parte Altri esemplari.
interna; orlo ricurvo all'infuori, con una fascia convessa, TECHNAU r929, p. 49, fig. 40.

delirnitata da due riseghe, nella parte superiore; illabbro Antioch I, p. r6, fig. 17.7.

4- EncidQpcdir:l ddt'Arfl: - ArI, F. C, II


33
SIGILLATE ORIENTALI ]

Antioch IV.I, p. 34, tav. V, 450 f-u. Tarsus I, p. 244 (sotto la categoria M), no. 4,6-17,
Tarsus I, p. 243, categoria K, n. 4II, fig. 144. figg. 144, 194.

Arsameia am Nymphaios, p. 242, n. 38, tav. 67 (forse KELso-BARAMKI 1955, p. 24, A 41, 105, tavv. 13, 22.

nn orIo di questa forma). Samaria-;Sebaste III, p. 338, fig. 81, 6 (sotto la forma

Hama lIb, pp. 163, 166, forma 22 A, figg. 64, 66. 23); alcnni dei foneli in fig. 81, 12-15, possono rienttare

HAYES Corinth, p. 451, n. 122, tav. 85. in questo ambito.

Nessana I, p. 283, rav. XLIV J (1-) 2.

I
NEGEV Oboda, pp. 40-I, n. 175, tav. 29. (Tav. VI, 10).
Inediti: Museo di Cipro, D 44.1935; anche tombo STUCCHI 1965, p. 217, tav. XXXVIII.7 b.

Polis 104, nn. 100-102. Hama III,2, pp. 166-7, forma 23, no. 1-5, fig. 64, 66.
i
HAYES Corinth, p. 451, n. II9, rav. 85.
NEGEV Oboda, pp. 39-40, no. 157 (?), 160-4; 166-7,

FORMA 45. tavv. 28, 33 (comprende varianti; alcnne forse imita­

Coppa/tazza con corpo conico ed arlo coru;aoo. Antio­ zioni).

chia, forme 453, 455· Quseir al Qadim, pp. 74-5, tav. 21 q (?).

Pareti coniche, leggermente concave; piede basso e Inediti: Atene, Agora P 21721 (Tipo B), ecc.; Corinto,

squadrato, con all'interno nno 0 piiJ. gradini tutt'intorno CP 416, ece.; British Museum 53.5-28.71.

e talvolta una piccola risega all'esterno; orIo basso e Variante con orIo doppio e concavo: Beth-Shan III,

concavo, al di sopra di nn angolo fonemente marcato. tav. XXXIV.21.

L'interno della coppa presenta nn profilo rotondeggiante. Variante piiJ. bassa: Samaria-Sebaste III, p. 338, fig.

Apparentemente forma nn «servizio» con la Forma 30. 81, 5.

Ne esistono due versioni:


A. Liscia.

B. Con decorazione a rotella sull'orIo.


FORMA 46.
Nessnn bollo di ceramista. II Tipo B sembra comin­

ciare piiJ. tardi del Tipo A; gli esemplari piiJ. antichi


Tazza/coppa can arlo verticale e svasato. Antiochia, I
forma 457.
tendono ad essere abbastanza bassi, mentre alcnni altri,
pii! rardi (generalmente del Tipo B), sono piiJ. profoneli. Forma simile alia precedente, ma con l'orIo a graelino 1j
In alcnni pezzi antichi (?) manca il fondo «a gradino ». sporgente, concavo esternamente e con solcature all'in­
Comnne. terno. Sotto eli esso una fascia liscia ed inclioata, delimi­ "1!
I
"

tata da scana!ature, con decorazione a rotella; spesso la


Due formati: diametro em 7,5-9,5 e II,5-I3 e oltre stessa decorazione a rotella riCOITe nell'incavo dell'orIo.

(talvolta fino a 16 em).


All'interno il corpopresenta un profilo rotondeggiante.

Prototipi. Talvolta compaiono, tutt'intorno alia pane interna del

vaso, due solcature 0 fasce a rotella. Nessun bollo eli

HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 82, fig. 4,


ceramista. II piede si presenta talvolta piiJ. alto e sottile

tav. 10. (Tav. VI, II).


MrTSOPOULOS LEON 1972-5, C. 521, fig. 3 h. (Tav.
VI, 12).
che nelle forme precedenti, con gradino all'interno.

Si tratta di una antica, sovraccaricata imitazione del tipo


Haltern 8 in arclina, con forme corrispondenti nella Si­
r
\
Cronologia. gillata Orientale B I.
Presente in depositi tardo augustei 0 prototiberiani a PiuttoslO infrequente.
Paphos e nel contemporaneo deposito I6-P ad Antiochia Due formati: diametro em 10 circa e diametro em 14­
(Antioch IV.I, p. 37); Waage assegna questa forma alle 16,5·
fasi I-II della sequenza romana antica (Early Roman) eli
Prototipi.

Antiochia. Trovata in associazione con Ie Forme 46 (?)


e 47 (antica) a Beth-Shan; gli esemplari presentati in Samaria-Sebaste III, p. 298, fig. 68,8 = LAPP PCC,

Antioch I, p. 72, fig. 5, 1-4 provengono da un singolo p. 212, tipo 251.6 A. (Tav. VI, 13).
deposito. Hama lIb, fig. 64, forma 23, n. 14. (Tav. VI, 14)·
Datazione: 1/10-50/60 d.C. circa.
Cronologia.
Altri esemplari. Ben rappresentara nel deposito 16-P ad Antiochia,

Beth-Shan III, tav. XXXIV, 14. e


assieme alia forma 45; un buon esemplare si trovato

NEUFFER 1931, p. 63, fig. 7.10, 15· anche in un contesto databile agli anni 22/23 d.C. circa,

WAAGE 1933, p. 287, n. 62, tav. VIII. a Corinto (v. Wright).

Antioch I, p. 72, fig. 5, I, da Beth-Shan. Darazione: primi del I Sec. d.C.


Antioch I, p. 72, n. 15, tav. XV (forse si tratta di que­
sta forma). Altri esemplari.

CVA Cambridge 2, tav. XIV.34. Antioch 1, p. 72, fig. 5-3 (e 5-2 ?), da Beth-Shan.

Antioch IV.I, p. 34, tav. V, 453 a-u, 455. Antioch IV.I, p. 34> tav. V, 457 p, r.

34
SIGILLATA ORIENTALE A

Dura Europos-Final Report IV.1.2, p. 12, n. 69, tav.III. nel deposito I6-P di Antiochia), diviene sernpre pi" co­
SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, fig. 1.1, 4, tav. mnne verso Ia metil del I sec. d. C. Waage Ia colloca
VII, 2 a dema. nelle fasi I-III della sua sequenza rornana antica di An­
Hama III.2, pp. 168.-70, forma 23, un. 14-27, figg. tinehia. Soppiantata dal1a Forma 50.
64-66; forse anche forma 22.4 b. Datazione: 10-60170 d.C. circa.
THALMANN Tell 'Arqa, p. 59, fig. 42.8.
WRIGHT 1980, p. 145, n. 23, fig. 3· Altri esemplari.
Probabilmente anche: NEUFFER 1931, pp. 63-4, fig. Ephesos I, p. 175, un. 65-66.
7.9; Samaria-Sebaste III, p. 338, fig. 8I.I6; Labraunda BMCat. Roman Pottery, p. 18, L 38.
II.I, p. 68, n. 208. Sieglin Expedition II.3, pp. II6, 148, fig. 128, I =
Inediti: Atene, Paphos. fig. 159, 15 (e forse anehe fig. 159, n. 27).
Una versione piccola con piede come nella Forma 45: Cat. Stoddard Coil., p. 243, n. 516 (bollo: ramo di
Leptis Magna (diametro em 7,6). palma).
OxE 1927, p. 223, n. 19, figg. 2, e 3, 10, Beil. XXVI.
Beth-Shan III, tav. XXXIV.7, 19, 34. Ripubblicati
FORMA 47. in: Antioch I, p. 72, fig. 5.4-5 (a Filadelfia); CoMFORT­
WAAGE 1936, pp. 223-4, tav. II, fig. 5 (Filadelfia,
Tazzajcoppa con pareti espanse ed orlo verticale moda­ University Museum 29-102-554).
nato. Antiochia, forma 460; Samaria, forma 23 (in pane). Antioch I, p. 17, fig. 18, I, 8, e p. 72, n. 16, tav.
Fondo piatto, piede ad anello di piccolo diametro e xv (?).
squadrato, generabnente con uno 0 phi gradini all'in­ CVA Pologne 3, tav. 104.II.
temo; pareti alte e tendenti ad espandersi in alto, con LAUFFRAY 1940, p. 16, fig. 6, Ia quana in basso a de­
un angolo assai marcato nell'estremitil inferiore; orlo ver­ stra (da Byblos).
ticale e sottile con modanature convesse-concave-eon­ Antioch IV.I, pp. 34-5, tav. V, 460 a-u.
vesse, delimitate da scanalature. Di formato grande e Dura Europos - Final Report IV.1.2, p. 12 (eleneo di
piccolo. Sulle modanature convesse dell'orlo si incontra possibili esemplari).
frequentemente una fine decorazione a rotella e talvolta Tarsus I, p. 244, categoria L, un. 412-15, figg. 144,
anebe scanalature poco profonde unite a modanature 193·
nella parte intema dell'orlo. Frequenti i bolli di cera­ Cat. illustre Damas, p. 84, n. 20 (tav. XLII.I).
e
misti; di solito Ia lora forma quella di un rettangolo
SETON LLOYD Sultantepe, pp. 102-3, figg. I, 2-3, 5, 7,
allungato, spesso con terminazioni a dente; al di sopra tav. VII, 2.
ed al di sotto della riga delle lettere, sottili Iinee in
rilievo. SCE IV.3, fig. 30.3 (= Musco di Cipro D.657.I935).
Questa forma della Sigillata Orientale A deriva dal tipo Samaria--5ebaste Ill, p. 338, fig. 8I.7-II.
Haltem 8 in aretina; se ne differenzia pero nella posi­ Nessana I, p. 284, tav. XLIV, base 17.
zione e nella forma del piede, che e tipica di questa Arsameia am NymPhaws, pp. 241-2, un. 34-36, tavv.
forma. Gli esemplari pi" profondi, dalle pareti alte, 59, 67·
tendono ad essere i pi" antichi, cosi come quelli che Ashdod II-III, fig. 16, 20-21, tav. XVI, 2.
hanno tre scanalature ben marcate (imitazione dall'are­ HAYES Knossos, p. 264, n. 18, fig. 15.
tina) nella pane interna dell'orlo. Se si eccetrua Ia For­ COURBIN Ras el Bassit, p. 47, fig. 9.
ma 48, questa e Ia coppa pi" frequentemente bollata Hama lIb, pp. 163-9, forme 22.5, 23.6-12, figg. 64­
con nomi dei ceramisti. La Forma 33, meno co­ 68; anebe pp. 174-9 passim, fig. 69, F 19, 48, ecc.
mune, e Ia sua corrispondente forma di piatto. Per i HAYES Corinth, p. 451, un. 120-1, tav. 85.
bolli dei oeramisti, cfr. l'elenco in Antixh IV.I, pp. 34­
NEGEV Oboda, pp. 3~40, un. 159, 168-9, 170 (varian­
35 (da aggiungere Vienna III.64t: AnE/AM).
te), tav. 29.
Per i ritrovamenti di Pompei assegnati da Pucci alla
forma 23 di Samaria (Instrumentum domestiaml, p. 19) RILEY Caesarea, pp. 44-5, un. 80, 82 (?), con figura.
cfr. il commento sotto Ia Forma 50. HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 83, fig. 4,
Molto comune. tav. 10.
Diametro: em 7,5-9, II-I6. Kenchreai IV, pp. 57-58, ER 24-25, tav. 15.
Salamine de Chypre IX, p. 42, n. 146, tavv. 13-14.
Prototipo. Forse anehe HORSFIELD 1942, p. 192, n. 397, fig. 53,
University of Newcasde upon Tyne, dal1a regione di tav. XLIII; flammento in Ostia II, p. 193.
Gerasa (Giordania). (Tav. VI, 15). lnediti: Cotinto, Atene (Agora), Itaca, ecc.; anehe
British Museum, 76.9-9.40; Ashmolean Museum, Oxford,
Cronologia. 1910.801 e 1959.367.
Presente per Ia prima volta in strati tarOO augusteij Esemplari a vernioe nera: Tarsus I, p. 251, un. 530-1,
prototiberiani (ad esempio a Paphos OLl, pozzo 18 e figg. 146, 195.

35
SIGILLATE ORIENTALI

Alenne varianti presentano un piede liscio ed alto, con Antioch I, p. 17, fig. 18.7.

fonda liscio: vedi Tarsus I, p. 249, n. 509, fig. 194 (can LAUFFRAY 1940, p. 16, fig. 6, la terza in basso a de­
bolla XAPIC). stta (da Byblos).

HARDING 1946, p. 61, n. 7, fig. 2, tav. XX.

Antioch IV.I, p. 35, tav. VI, 473 f-u.

FORMA 48. Tarsus I, pp. 244-8, categoria P, un. 423-499, figg.

144-5, 175, 194·

Coppa emis/erica su piede con modanature esterne. An­ Samaria-Sebaste III, pp. 312, 339, fig. 81.20, 22-23

tiocbia, forma 473. (satta la forma 24).

Corpo piu omena emisferico (talvolta leggermente ca­ Nessana I, p. 283, tav. XLIV, F 1-2, tav. XLVII,

renato), can piccola flangia che delimita una parete Misc. 10.

quasi verticale, decorata con una sottile modanattua,


Halna IIL2, pp. 172-80 passim, fig. 69, forma 24,

doppia a ttipla; esile e piatta modanattua sui labbro,


un. 5-9; F I (?), 45, 58; anche figg. 67-68.

talvolta decorata a rotella. Stretta base a piedistallo, a


gradini nella parte esterna e con cavitil di forma conica Ostia III, p. 258, fig. 537 a.

a11'interno; attorno alia spigolo interno della superficie NEGEV-SIVAN 1977, pp. III-I2, fig. 2, un. 2-3.

d'appoggio vi sana una a piu scanalattue. Assai frequen­ KARAGEORGHIS Salami IV, pp. 38, 54> loculo e, n. 5,

ti i bolli dei ceramisti; essi sana per 10 piu rettan­ tavv. XXVII, XLVIII.
golari, can lettere disposte su due righe, a presentano Inediti: Atene (Agora); Corinto.
lati frastagliati e lettere a forma di quincunx. Waage I

(Antioch IV.I) nota che gli esemplari di graodi di­


mensioni e quelli sema bolla sana quasi sempre tardi;
FORMA 49.
non disponiamo di alenna testimoniama ulteriore al
riguardo.
Coppa su piede can orlo verticale. Antiochia,forma 470 (?).

La particolare imposta2ione del piede e la forma del


bollo indicano chiaramente nn'imita2ione dalla Sigillata Come la forma precedente, ma con nn arlo verticale
i
Orientale B I, sebbene la forma dell'orlo non acquisti liscio, can delle modanature in basso ed in alto (come ,i
particolare rillevo in questa caso. nella Forma 50); talvolta, nel punta di giunzione can
Sono attestati i seguenti bolli (cfr. Antioch IV.I, p. il corpo della coppa, si ha nno spigolo piuttosto mar­
35 e Tarsus I, PP.244 e ss., fig. 175): particolarmente i cato aU'interno del vasa. Su possibill esemplari della
bolli con motti M>POMITH, KAICY, KAllA, KAAON, forma provenienti da Antiochia, sana attestati numerosi
Kf:PLlOC, XAPIC, XAPITEC (XAPIC eil piu comnne a Tar­ bolli (varie versioni di LlHMHTPIOY, KAICY, KAAA,
so); presenti anche bolli con nomi propri (?) AM<lJIWN, XAPIC).
LlHME, TAYPOY, TITOY. Rara.
A Tarso si e trovato un bolla can ramo di palma. Diametro: em circa. ,I
\,'.;
11-12
Assai comune. j
Per 10 piu due formati. Diametti: em 6,2-8, II-I6, Prototipo. i
in qualche caso pili grandi (fino a 21 em). Paphos, Casa di Dioniso, sema numero. (Tav. VI, 17). i'
Prototipo. Cronologia.
I
I
Atene, Agora, P 17735. (Tav. VI, 16). Apparentemente analoga a quella della Forma 48.

Cronologia. Altri esemplari.


Waage pone la forma nelle filsi III-V della sua se­ Antioch IV.I, p. 35, tav. VI, 470.

quema romana antica (Antioch IV.I, p. 38), ma Ie te­ Hama IIL2, p. 172, forma 24.1, fig. 69.

stimonian2e di altte localitil, cos! come si presentano, Kenchreai IV, p. 57, ER 23 e, tav. 15.

suggeriscono una data2ione soprattutto intorno alla metil Variante, can piede modificato: LAUFFRAY 1940, p. 16,

del I secolo. Non e presente a Pompei 0 nei depositi fig. 6, il secondo in basso a destta.
tardoflavi (Atene, Agora, Paphos, ecc.).
Inedito: Kormakiti (Cipro), Panayia, P 5. Profilo intero.
Datazione: 40-70 d.C. circa e oltre.

Altri esemplari.
FORMA 50.
WOOLLEY-RANDALL MAcIVER Karanog, pp. 53, 2II,
tav. 94, G 591, 8875. Coppa conica con orlo verticale. Antiocbia, forme 465-8.

Sieglin ExpeditWn II.3, pp. II8, 148, fig. 128, n. 10 = A Samaria elencata sotto la forma 24.

fig. 161, n. 37. Coppa conica can orlo verticale, can nn piccolo den­

Beth-Shan III, tav. XXXIV.9. tello nel punta di ginnzione con il corpo del vasa; go­

}O
SIGILLATA ORIENTALE A

I
nera1mente si ha una moOOnatnta del Iabbro rivolta al­ Kenckreai IV, pp. 56-7, ER 23 a, b, d, rav. 15. I:
I'ingia; piede squadrato piuttosto sottile ed inclinato NEGEV Oboda, p. 40, n. 171, tavv. 29, 33 (n. 172 \~
obliquamente, fondo rotondeggiante. Nessuna risega nella l\;i
forse una variante).
~!i
parte esterna del fondo stesso. Pareti sottili (soprattutto
all'orlo). Non decorata; nessun bollo. Corrisponde ai
RILEY Caesarea, pp. 44-5, un. 73, 74, 78, con figura. !,
piani di Forma 36-37. Secondo Crowfoot e Kenyon,
Forse anche Beth-Shan III, tav. XXXIV. 20, e iI fondo ,
FI:

QUILICI 1971, p. 145, n. 142, figg. 92, 95.


se ne distinguono due versioni (eft. Forma 37):
A. Con Iabbro modanato: orlo dritto, in ceni casi com­ Inediti: pareeehi esemplari 00 Pompei (del Tipo A),

pare una scanalatnta sotto Ia carenatnra. Antiochia, compreso LeiOO XXVIII.6; Corinto; Paphos; Vienna

forma 465. V.II47 (da Idalion, Cipro); Princeton 40-323.

B. Con Iabbro liscio; I'orlo tende a farsi convesso.


Antiochia, forma 468. i~1
Comune.
FORMA SI.
Due forroati: diametro em 7-8 circa e 1O-r5.
I'I
;1

Coppa rotondeggianle con orlo incurvato. Antiochia, !!,I


Protoripo. forma 670.
;'j~1
Tipo A: Oxford, Ashmolean Museum 1959.366,00 Tre­ Corpo abbastanza profondo, eurvato in modo brusco 'i

rnithos (Cipro). (Tav. VI, 18). alia sonnnita; piede alto, sottile, quasi verticale, squadrato ::1,

o rastremato verso iI basso. In genere Ie pareti sono sottili.


Cronologia. Seuza decorazione; nessun bollo. ~}
Comune. 11
E una forma comune a Pompei; secondo Ie testimo­ II
nianze che ci vengono 00 Paphos, scompare prima della Due forroati: diametro em 7,2-8,2 e 10-13,5.
~l
Forma 51 (vedi pia avanti). I ritrovamenti 00 Antiochia,
Prototipi. ';1
da assegnarsi aile ultime fasi della sequenza romana an­
tica (IV?-V), conferroano, insieme aile testimonianze
suddette, una OOtazione per 10 pia flavia. La versione
Pompei 16701. (Tav. VI, 19).
HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 84, fig. 4
il
B, con I'orlo liscio, dovrebbe essere pia tarOO, essendo (n. inv. 910 x 156.12). (Tav. VI, 20).
associata con forroe del II secolo a Sbeita. I ritrovamenti
di Pompei sembrano essere stati assegnati 00 Pucci so­ Cronologia.
prattutto alia forma Samaria 23 (efr. Instrumenttltn do­
Waage Ia pone nella sua serie romana media; non e

mesticum, p. 19, tab. IX).


presente nei contesti di I sec. ad Antioehi., dove del

Datazione: 60/70-100 d.C. circa (i1 Tipo B e forse pia resto e abbastanza infrequente. Comunque, essa e tra

tardo). Ie pia comuni • Pompei (Instrumentum damestialm, p. 19,

tab. IX, sotto I. forma Samaria 16), cos! ehe bisogna spo­

Altri esemplari. starne indietro Ia ootazione, Iino alia prima epoea flavia.

Anrioch I, p. 16, fig. 17.6 (Tipo B). A Paphos Ia si ritrova in contesti Ilavi 0 pia tardi,

CROWFOOT 1936, p. 22, tav. IV.5 (Tipo B). ma in genere manca nei depositi tardoadrianei di quel

HORSFIELD 1942, p. 121, un. 38 (?), 40, fig. 7, rav. X. sito.

HArmING 1946, p. 61, n. 8, fig. 2, tav. XX. D.tazione: 70-120 d.C. circa.
Antioch IV.l, p. 35, tav. V, 465 f, p, 467, 468.
BROCK 1949, p. 69, fig. 14.10 e forse anehe tav. 37.9. Altri esemplari.
Tarsus I, p. 244, un. 418, 419 (?), figg. 144, 194. WAAGE 1933, p. 287, n. 68, rav. VIII (?).

KELso-BARAMRI 1955, p. 24, A 40, tavv. 13, 22. Anrioch IV.l, p. 40, rav. VII, 6]0 f, k.

Samaria-Sebasle III, pp. 312, 338-9, fig. 81.17-19,21, Tarsus I, p. 244, ca!egoria 0, un. 420-422, figg. 144,

24 (sotto la forma 24). 194 (n. 421, con bollo XAPIC, e incerto).

Nessana I, p. 284, rav. XLIV, fondo 16. GIVEON 1963, p. 28, fig. 2.1, da Mishmar h.-'Emeq.

REED Dibon, p. 74, rav. 70.14. Ashdod II-III, fig. 16.10, 17-18, rav. XVI.I.

Ashdod II-III, fig. 16, 13 e 22. Ostia III, p. 258, fig. 537 b.

NEGEV Nabalean Sigillata, p. 392, un. 58-59, fig. NEGEV-SIVAN 1977, p. II2, fig. 2, n. 5.

4.12-13, rav. XXXIV. I. Instrumentum domesricum, p. 19, tav. IV.18.

TUSHINGHAM Dibon, pp. 127, 133, figg. 3.31, 4.60, Forse anche GEBHARD 1973, p. 84, fig. 45.1; Salamine

tav. XXlI.23. de Chypre IX, p. 48, n. 176, tavv. 16-17.


Hama III.2, p. 172, fig. 69, forma 24.2-3, F 54, 56, Inediti: Paphos, Of!. 686, 690, ece.; Cyprus Survey

57; anehe p. 101, forma 1.1.12 b, fig. 40. (Nicosia), d. Soli; Sebha (Libia), Museu, H 79, da

NEGEV-SIVAN 1977, p. II2, fig. 2, n. 4. Germa.

37
SIGILLATE ORIENTALI

FORME APERTE: SERlE MEDIO-IMPERIAL! (MIDDLEROMAN) i

Piatti e coppe (Forme 52-61). , I

FORMA 52. Altri esemplari.


Antioch IV.r, p. 40, tav. VI, 620; forse ancbe p. 24,
Grande piatto 0 coppa espansa, con pareti lisee ed inclinate.
tav. IV.I42 (v. alia Forma 4).
Fondo espanso ed inclinato, pareti alte, dritte ed obli­ Tarsus I, p. 240, categoria B, nn. 366-7, figg. 144, '92.
que con orlo Iiscio. Piede basso ed abbastanza squadrato. Nessana I, p. 282, tav. XLIII, E 1.
All'esterno il fondo e Iiscio. All'interno esso presenta
una fascia di lunghi tratti ottenuti a rotella. Forma affine
a quella degli esemplari pin tardi della Forma 5, ma con
il fondo realizzato in modo diverso. E improbabile un FORMA 54.
legame diretto tra Ie due forme. Piatto con pareti inclinate cd ampio orlo. Antiochia,
Rara. forme 615 a-f, 618 f; Samaria, forma 4.
Prototipo. II fondo ed il piede sono come nelle forme prece<!enti;
talvolta all'esterno, sui fondo compare una risega. Le
Papbos OIJ. 3869 (diametro em 33,3). (Tav. VI, 21).
pareti sono inclinate uniformemente, rna a mezza sttada,
Gronologia. all'interno, presentano un basso gradino; orlo ampio
e rigonfio, concavo alla sommita, talvolta con un labbro
II contesto del prototipo e adrianeo. rivolto all'insn. Alcuni esemplari di grandi dimensioni
hanno sui fondo una fascia di lunghi tratti a rotella.
FORMA 53. Un certo numero di pezzi presenta bolli in planta pedis
(XAPIC, EPMHC; eft. Antioch IV.I, p. 40); sono pure
Piatto ,"mitante fa forma Goudineau 43. Antiochia, attestati bolli a rosetta.
forma 620. Comune.
Fondo piano al centro cbe sale ai margini; pareti incli­
Diametro: em '5,5-40 circa.
nate con orlo modanato, delimitato da una solcatura;
piede spigoloso, squadrato 0 rastremato. II fondo all'esterno Prototipi.
presenta un gradino; in taluni esemplari di grandi dimen­
e
sioni vi una fascia di lunghi tratti a rotella sopra il piede. Papbos OIJ. 4702. Piccolo. (Tav. VII, 4).
Compare anche il bollo centrale (a rosetta 0 in planta Samaria-Sehaste III, pp. 309, 326, fig. 77-2. Grande.
pedis). Gli orli si possono confondere con quelli della Fascia a rotella sui fondo. (Tav. VII, 5).
Forma r2.
Non comune.
Gronologia.
i'
Diametto: em t 8,5-34. II prototipo, proveniente da un contesto dell'iniz;o ;
i
dell'eta flavia, dimQstra che la forma veune prodotta dal
Prototipi.
Papbos, Casa di Dioniso (seU2a n. inv.). (Tav. VII, I).
tempo di Vespasiano in avanti; gli esemplari piiI tardi
sono frequenti nei depositi degli inizi del II sec. ad An­
I
Museo di Cipro, D 93-1935. Bolio a rosetta. (Tav. tiochia e nei contesti adrianei di Paphos.
VII, 2). Datazione: 75(80-r30(t50 d.C. circa.
UUFFRAY 1940, p. r6, fig. 6, in basso a sinistra (con
bollo in planta pedis illeggibile). (Tav. VII, 3). AIm esemplari.
CROWFOOT 1936, p. 22, tav. IV.2.
Gronologia. HORSFIELD 1942, p. 202, n. 469, fig. 55, tav. XLVIII.
II bollo a rosetta, comune anche alle Forme 4', 54 Antioch IV.I, pp. 39-40, tav. VI, 615 a-f, 618 f.
ed alla serie con vemice variegata, suggerisce una data­ Tarsus I, p. 270, n. 740, fig. 202. '~ :
zione intomo al 100 d.C. Si tratta di una versione dege­ Athenian Agora V, p. 24, G 12, tav. 60 (1).
nerata della Forma 40. L'esemplare trovato in un con­ ~ !
Nessana I, p. 282, tav. XLIII, D I, 2-4 (1), forse #,
testo tardoantonino ad Antiochia, si deve forse consi­
derare un residuo di epoca pin antica (Antioch IV.I,
ancbe i fondi II-I2. ,j
Hama lIb, p. 82, forma 4.2, fig. 33. <I
P·4 )· :i l
' NEGEV-SrvAN 1977, p. II2, fig. 2, n. 7; anche p. II5, 'i
Granologia. fig. 6, n. 40 (i un. 39, 41 sono tipologicamente vicini). "0

Fine I-inizio II sec. d.C. (e forse pin tardi). Inediti: Paphos, OIJ. 4966.
:i'
""
Of'

:~i
~~I

38 :J;
~
~;
SIGILLATA ORIENTALE A

A/m esemp/ari. Inediti: Cyprus Survey, Soli, tomba 5, n. 29 (con deco­


razione); Cambridge, Museum of Classical Archaeology,
SGE IV.3, fig. 30.9. Om decorazione.
UP 23 (con decorazione); Princeton, Art Museum 172
Samaria-Sebaste III, p. 335, fig. 80.14 (fondo, forse di (con decorazione); York, Yorkshire Museum H.47 (liscia).
questa forma). Forse anche: Dwa Europos - Fina/ Report IV.I.2, p.
Ashdod II-III, fig. 16.23, tav. XVI.4. Con decorazione. 13, n. 75, tav. IV (con decorazione a barbottina).

FORME APERTE: SERlE CON VERNlCE VARlEGATA


(Forme 62-65).

Per Ia serie in generale, cfr. Tarsus I, p. 250, un. 513­ FORMA 64.
22, fig. 145. Forme chiuse: efr. sotto Ie Forme u5, u6.
Si tratta di una serie poco numerosa. La vernice, Gappa su piede con or/o nvo/to all'esterno. Antiochia,
piuttosto che veramente «marmorizzata », appare mac­ forma 660f.
chiata. Coppa con pareti poco inclinate e con all'interno mo­
danature concave e convesse; orlo rivolto all'esterno con
scanalature alia sommita 0 su entrambe Ie facce. Un
FORMA 62. frammento indica Ia presenza di un piede. Nessuna de­
Piauo CiJrt or/o appiauito. corazione a stampo.
Piatto con pareri basse ed inclinate ed ampio orlo Pr%tipo.
piatto, inclinato verso l'interno; piccola modanatufa suI Antioch IV.I, p. 40, fig. 23.15, tav. VII, 660 f (dia­
labbro; riseghe alia sommitil ed alia base deUe pareti in­ metro em 28). (Tav. VIII, 2).
terne. Fondo piatto con piede a listello posto sotto 10
spigolo; all'esterno una risega. Non decorata (?). Gron%gia.
Solo un esemplare frammentario (= prototipo): Pa­ La datazione e incerta.
phos, Oll 4697, da un pozzo datato aI 90-120 d.C. circa. A/Ira esemp/are.
Diametro ricostroito: em 18,,( circa. (Tav. VII, 16).
Si tratta forse di un'anticipazione della Forma 57. Ateoe, Agora P 4370 (diametto ricostroito em 22).

FORMA 63. FORMA 65.


Piauo con oria appiattito e decorato con motivi a stampo. Goppa a segmento di cerchio. Antiochia, forma 660.
Antiochia, forma 603. Corpo apetto e ricurvo, con orlo liscio e rivolto al­
Orlo piatto con una 0 pin piccole modanatore suI lab­ l'insn, piccolo fondo incavato. All'interno, sui fondo,
bro, pareti basse ed inclinate, con a1tre modanatore al­ una serie di piccole riseghe 0 listelli digradanti (in taluni
l'interno e satto J'orlo; I'andamento del piede e del fondo casi compaiono anehe all'esterno). AI centro spesso si
non si conosce con sicurezza. Lungo Ia parte superiore ha un bollo (generahnente una rosetta ad otto petali). Ii
dell'orlo compaiono dei motivi a stampo ripetuti. Sono una imitazione di una forma metallica; corrisponde alia
documentati solo frammenti. Forma 23 in Sigillata Orientale B 2.
Rara. Piuttosto infrequente, ma Ia pin comune fra Ie forme
a vernice variegata.
Prototipo. Diametro: em 14-16 circa.
Antioch IV.l, p. 39, fig. 23.16, tav. VI. 603 (diame­ Prototipi.
tro em 26). (Tav. VIII, I).
Antioch IV.l, p. 40, fig. 23, 18, tav. VII, 660a. Un
Cron%gia. lato e restaurato.
Non ci sono sicuri elementi di datazione. Tarsus I, p. 250, n. 513, fig. 194. (Tav. VIII, 3)·
Cronologia.
A/m esemplari.
La rosetta impressa prova che questa forma e contem­
Antioch I, p. 73, n. 17, tavv. XIV, XV. poranea alle un. 41, 53 e 54. n prototipo era associato
Tarsus I, p. 250, n. 516, figg. 145, 194. con materiale dell'inizio/mera del II secolo; un fram­
Un possibiJe fondo (con piede basso e fondo esterno mento e stato attestato in un groppo daUa meta (?) del II
con gradino) si ba in: Tarsus I, p. 250, n. 517, fig. 195. secolo ad Antiochia (Antioch IV.I), sebbene in questo caso

41

SIGILLATE ORIENTALI

si potrebbe trattare eli un residuo. La testimonianza piiJ im­ Athenian Agora V, p. 47, H I, tavv. 8, 57, 60 (con
portante per Ia datazione della forma ci viene da Paphos, bollo a foglia).
dove si trovano parecchi frammenti nei livelli domizianei Inediti: vari frammenti da Paphos e dall'Agora eli
e traianei, mentre in contesti tardoadrianei generalmente Atene, compreso uno con anelli suI fondo esterno e pied;'
non compaiono. basso (Agora P 4173).
Datazione: 80-120 d.C. circa.
Altn' esemplari. Vaselklme non classificato, con vernice marmorizzata:
Antioch IV.I, p. 40, fig. 23.17, 19, tav. VII, 660 a, k Tarsus I, un. 515, 518-22 e fig. 145 D (soprattutto
(660 f appartiene aUa Forma 64). forme chiuse).

FORME APERTE: SERlE TARDA (ANTONINA)

Un certo numero eli altre forme, in un'argilla piuttosto c) corrisponde al b, ma con Ie pareti vettica1i: cfr.
scadente e mal cotta, e attestato in contesti antonini Antioch IV.I, pp. 40-1, forma 680, fig. 23.II, tav. VII
(tardo II secoIo); alenne presentano una decorazione a (Tav. VIII, 7);
sgorbia (generalmente sotto forma eli sfaccettature, ad Ii) coppa carenata eli graneli dimensioni con orIo
imitazione del vettu tagliato) ed a rotella, piuttosto gros­ espanso e roz2O decorazione a rotella: cfr. Hama III.2,
solana. Queste forme hanoo un'area eli e1isttibuzione ab­ p. 194, D 10, figg. 72, 73 (Tav. VIII, 8);
bastanza ristretta, limitata piiJ 0 meno alla Siria ed alIa e) scodella a fondo piatto, con orIo appiattito oppure
Cilicia; quasi tutti i pezzi pubblicati provengono da Antio­ Ieggermente inc1ioato verso l'aIto: Antioch IV.I, p. 40,
chia e da Tarso. Data Ia mancanza eli esemplari noti, sem­ forme 630-635, tavv. VI-VII (Tav. VIII, 9.10); Tarsus
bra piiJ corretto non asseguare ad essi deg1i specifici nu­ I, p. 249, categoria R, un. 501-3, figg. 145, 194;
meri eli forma; alIo stato attuale delle cose, basteci Ia tipo­
f) piatto a fondo apode con pareti lisce ed inc1inate.
Iogia eli Antiochia. La serle comprende Ie seguenti forme:
Versione antica (?): Drew University, Madison, New
a) coppa con piede, paragonabile alla Sigillata Ci­ Jersey (U.S.A.), da Iznik (Nicea) (Tav. VIII, II). Ver­
priota P 40-41, con orIo squadrato al eli sopra eli una sione normaIe: Antioch IV.I, p. 40, forme 645, 647, tav.
banda verticale piatta; sui corpo, decorazione a rotella. Un VII (Tav. VIII, 12-14);
esemplare completo (proveniente da Cipro) e conservato
nel Musco eli Istanbul (n. 751; e1iametro em II,3). Simili, g) piatto a fondo apode, con pareti ricurve e orio
rna frammentari in: Tarsus I, p. 272, n. 763, fig. 160; rientrante Antioch IV.I, p. 40, forme 653, 655, tav. VII
Nessana I, p. 284, tav. XLIV in fondo, misc. 2; (Tav. (Tavv. VIII, 15; IX, I); Tarsus I, p. 271, un. 747,
VIII, 4); RILEY Caesarea, pp. 44-5, n. 77, con figura; 751 (?), 754, figg. 176, 202.
b) simile ad a, ma piiJ Iarga, con orIo incurvato Forse anche h, piccola coppa con pareti rientranti:
e corpo decorato a sgorbia, a rotella, a testine applicate, Antioch IV.I, p. 40, forme 672-5, tav. VII. La classe
ecc. cfr. Antioch IV.I, pp. 40-1, forma 677, fig. 23.13, eli queste ultime e dubbia.
tav. VII, forse fig. 24.1-7 (Tav. VIII, 5); Tarsus I, p. 270,
n. 744, figg. 160,202; Hama III.2, p. 194, D II, 12 (?), Gli elementi eli datazione eli queste forme sono esposti
figg. 72, 73 (Tav. VIII, 6); in Antioch IV.I, pp. 41-2.

FORME CHIUSE: SERlE <' ELLENISTICA» E SUE DERIVAZIONI


(Forme 101-lOS).

FORMA 101. Prototipo.


Samaria-Sebaste III, p. 340, fig. 82.1. (Tav. IX, 2).
Brocca, a forma di« lagynos '. Samaria, sotto Ia forma 25.
Corpo svasato e carenato, con Ia panda convessa infe­ Cronologia.
riormente e concava alIa sommitil; ampia spalla, fusa con
un collo lunge e stretto; orIo espanso; piede basso, fondo Forse I sec. a.c. (non ci sono elementi sicuri).
esterno liscio. Ampia ansa ad angoIo, con soicature pro­
Altri esemplari.
""
fonde su1la superficie esterna.
Non comune; esemplari per 10 piiJ frammentari. Tarsus I, pp. 175, 234, categoria M, n. 296, fig. 189 A.

42

SIGILLATA ORIENTALE A

Inediti: Museo di Gipro, D.36.I935; forse anche Mu­ Gronologia.


seo di Llmassol (CipIO), 2/53 (se non si tratta della forma Fa chiaramente parte dello stesso «servizio' delle
descritta qui sotro). Forme 9-II; la datazione dovrebbe essere analoga (cioc
Variante con piccolo labbro ad uncino rivolto in alto seconda mera del I sec. a.C.).
(come nella Forma 102): Museo della Palestina, Gemsa­
lemme, Gallery Book, n. 1329. Altri esemplari.
arIi inerliti da Delo (59.M.6220) e nella Colle:zione
Una serie di lagynoi a veruice rossa di mauifattu­ Benaki.
ra cipriota (?), di cui si sono rinvenuti esemplari a Pa­
phos, in contesti della meta del I sec. a.C., sono piut­
tosto simili in apparenza a questa forma (argilla gialIa­ FoRl'vlA 104.
stra, veruice rossa brillante). Queste hanno un corpo Brocca can corpo globulare.
molto espauso e basso ed un'aosa a cioghia, con co­
Corpo globulare, collo stretto e cilindrico, orIo sem­
stolature mediana; il collo ed il corpo si uniscono con
plice e rivolto all'esterno; aosa a gomito con due ba­
uno spigolo. A1tezza em 22-26 circa, simile la misura del
'toncini sul lato esterno e Iiscia sul lato interno. Pi:ode
diametro del corpo. Esempi: basso che circonda un fondo piatto; taIuni esemplari
Car. Stoddard Gall., p. 241, n. 509, fig. 47.
conservaoo il «seguo del toruio " un cerchio inciso 0
GVA Bruxelles 3, III N, rav. 2.20.
leggere riseghe sul fondo stesso, all'esterno. Normalmente
Gat. illu,tre Damas, p. 83, n. II, tav. XLII.I, in basso
non c decorata. Due i tipi:
a destra. A. Con collo lungo e stretto. Talvolta con scanalature
SGE IV.3, p. 65, fig. 29.4. sulla paocia.
Forse 30che il piede in Hama III.2, p. 181, n. 9, B. Con collo piu COrto, piuttosto piccolo in propor­
fig. 69. zione al corpo.
Inediti: Paphos (all). Abbastauza comune in Sitia, Palestina e Cipro; il Tipo
e
B piu frequente del Tipo A. A1tezza: em 14-21 (Lpo
A piu grande, fino ai 26 em).
FORl'v1A 102.
Prototipi.
Brocca lagyrwide di dimensi<Jni ridotte. A. HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 85, tav. 6.
Corpo abbastauza espaoso, con fondo ampio; spalle (Tav. IX, 4).
ampie quasi piatte, piede basso, collo tubolare, con pe­ B. Museo di Gipro, D.6.I935. (Tav. IX, 5).
sante modanatura piatta sull'orIo. Ansa a profilo aogo­
lare, a doppio bastoncino 0 simili. Talvolta compare una Gronologia.
decorazione dipinra color gialIo chiaro. Piuttosto scarsi gli elementi dataoti; esemplari rli que­
Rara. sta forma si incontraoo in contesti dell'epoca di Erode
Piu piccola della Forma lOr. in Palestina (ad esempio a Masada). n Tipo A e proba­
bilmente piu aotico; esernplari del Tipo B con riseghe sul
Prototipo. fondo potrebbero essere paralleIi alla serie antica dei
Harvard Excavations at Samaria, p. 306, tipo 14 a, piatti e delle coppe di epoca romana.
fig. 185 (dalla Cisterna a Volta 2; tardo I sec. a.C.) = Gronologia.
LAPP PGG, p. 210, tipo 228 A. (Tav. IX, 3). Datazione proposta: seconda meta del I sec. a.C. ­
primi del I sec. d.C.
Gronologia.
Probabilmente del I sec. a.c. (la data c incertal.
e
La forma presenrata da KERN 1961, pp. 316-20, con
una ravola, dove viene dato un elenco degIi esemplari
pubbIicati.
Altri esemplari.
SGE IV.3, fig. 23-1. Altri esemp/an·.
A1tri frammenti di brocche dipinte (si tratIa di questa Tipo A:
forma?): Samaria-Sebaste III, pp. 34<>-2, fig. 824-6. Gat. Stoddilrd Gall., p. 241, n. 510, fig. 47.
GVA Robinson Gall. I, tav. III.IO ~ SGE IV.3, fib'
FORl'vlA 103­ 3r.2.
NICOLAOU Kitian, p. 261, tav. XXXIII.3.
Brocca con orlo decorato a stampo. Aoche: Vienna, V.II9I (da Idalion, Cipro).
Brocca con orIo ad uncioo, decorato da un motivo ad Tipo B: cfr. KERN I96r. In aggiunta:
ovoIi e freece sulla faccia piana esterna dellabbro; sullo Museo della Palestina, Gerusalemme, Gallery Book,
spigolo superiore compare una fila di perle; collo 'tretto. n. 1328. "
Sconosciuto il profilo del corpo. Gat. illustre Dama" pp. 83-4, n. 12, tav. XLII.I, in
Si conoscono solo pochi frammenti. basso a destra.
(Nessun escmplare illustrato). SGE IV.3, fig. 3r.l, 3.

43

SIGILLATE ORIENTALI

BARAMKI 1967, tav. XXVI, terzo esemplare. piccolo beccuccio per versare. Piede basso, ansa scana­
NEGEV-SlVAN 1977, p. 1l2, fig. 2, n. 6. lata dal collo alla spalla. Non decorata. Rara; si cono­
Forse anche Samaria-Sebaste III, p. 340, fig. 82.2. scono esemplari per 10 pili assai franunentari.
Inediti: Museo di Cipro (numerosi esemplari); Bri­
tish Museum 1908.4-1I.10, II, 13, 14 (4 esemplari), e Prototipo.
94.II-1.547; Victoria and Albert Museum, 217-1901; HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 87, fig. 5,
Londra, Institute of Archaeology, 47.24/1; Oxford, tav. 6. (Tav. IX, 6).
Ashmolean Museum, C 169; Yale 1930.253; Brooklyn
Museum 22.18; Boston, Museum of Fine Arts 58.1275; Cronologia.
Harvard, Peabody Museum, 36-72-40/3663; Museo di Oatazione incerra, probabilmente comincia ne! I sec.
Limassol (Cipro), 197/3-4, 274/2, anche 306/2-3 (da a.C. L'impostazione de! fondo ne! prototipo potrebbe
Arnatunte), ecc. indicare una data piuttosto tatoo.
Possibili orli: HORSFIELD 1942, p. 130, n. 88, fig. 12,
tav. XVI; Nessana I, p. 285, tavv. XLV, CV, 6; Ashdod Altri esemplari.
II-III, fig. 16.28.
Possibile fondo: HORSFIELD 1942, p. 121, n. 37, tav. X. Expedition Suglin 11.3, p. 145, fig. 153 a sinistra.
Variante con orlo sottile, incavato alia sommira: CRow­ Harvard Excavations at Samaria I, p. 306, tipo 15 a,
FOOT 1936, p. 22, tav. IV-4­ fig. 185.
lmitazione in ceramica a vernice rossa (Cipriota?): Samaria-Sebaste III, pp. 298, 312, 340, figg. 68.7, 82.3
Filadelfia, University Museum, M.5.480. ~ LAPP PCC, p. 210, tipo 228, B.
Hama III.2, p. 186, un. 33-36, fig. 70.
II pezzo di Thera, citato da KERN 1961 e chiaramente Instrumentum domesticwn, p. 19, tav. VI, 19.
estraneo a questa classe ceramica.
Forse anche Nessana I, p. 285, tavv. XLV, CV,9.

FORMA 105.
Inediti: Yale, 1912.295; Chicago, Oriental Institute,
1062.
Brocca con bocca rigonjia e arlo concavo. Samaria, for­ Versione con largo corpo (altezza circa em 23-25), e
ma 26. ansa larga a bastoncino quadruplo: Oublino, National
Brocca dal corpo piccolo e snello (ampolla ?), con collo Museum of Ireland, 19°°: 65 (da Cipro) ~ GUTCH 1908,
stretto, rigonfio aIla sommira ed una bocca ristretta con p. 1I5 (n. 65--<JO).

FORME CHlUSE
Brocche tarde (Forme 106-112) e bottiglie biansate (Forme II3-II6).

FORMA 106. Esemplari.


Museo della Palestina, Gerusalemme, Gallery Book,
Brocca con corpo spigoloso e profilo a doppia conves­
n. 1331.
sira, formato 00 una spalla angolare a superficie piatta,
HOLWERDA Cat. Leiden, p. 31, n. 361, fig. 9, proba­
impostata su una sezione pili ampia e bassa di forma glo­
bilmente e 00 ascriversi a questa forma.
bulare tronca. Collo cilindrico e stretro con piccola mo­
danatura sull'orlo, ansa corta a doppio bastoncioo, a Museo di Cipro, 0.81.1935.
gomito leggermente appuntito, impostata sul collo e Forse ancbe il frammento WRIGHT 1980, p. 145, n.
sullo spigolo della spalla. Piede semplice e basso, ad 24, fig. 3 (contesto tiberiano; catalogato ,?me un possi­
anello, fondo esterno piatto (talvolta con un cerchio bile coperchio).
inciso sotto il centro). Si tratta di una derivazione della
Forma 104 B, con un diverso trattamento della spalla.
A1tezza em 15-18 circa. FORMA 107.

(Nessun esemplare iIIustrato).


Brocca, come Ia precedente, rna pili alta, con corpo
ovoide, panciuto in basso; un secondo rigonfiamento ap­
pare sulla spalla arrotonOOta; collo abbastanza alto.
Cronologia.
Non esiste alcuna prova diretta di OOtazione, ma sem­ Prototipo.
bra si possa indicare una data analoga a quella della HOLWERDA Cat. Leiden, p. 32, n. 364, tav. III. (Tav.
Forma 104 B; forse l'inizio del I sec. d.C. IX, 7).

44

SIGILLATA ORIENTALE A

Cronologia. Protoripa.
Datazione probabilmente vicina alla precedente. Yale 1930.254. (Tav. X, 2).
Altri esemplari. Cronologia.
Cat. illustre Damas, p. 83, n. 4, lav. XLII, a destra For.e abbastanza antica; 10 sviluppo del collo potreobe
dal centro. Glllo corto. es.ere paralIelo a QUe110 della Forma 104­
Musco di LimassoI, 20I!2 (con due fasce di rotella­
Altri esemplari.
tnra sul corpo).
Cnme il prototipo: Cat. illustre Damas, p. 82, n. 3,
XLII. I, in basso a destra.
FORMA 108.
Glu collo piu corto:
Brocca, simile alia Forma lOS, rna piu larga, con un Cat. Greek and Erruscan Vases Boston I, p. 6:5, n. 239,
profilo del corpo spigoloso. Sill fondo esterno compare tav. XVII.
una risega. Talvolta i; decorata , rotella sui gradino della Cat. illustre Damas, p. 84, n. 17, tav. XLILI, in ba;so
spalla. Un esemplare (v. sotto) porta una firma im:isa asinistra.
sill fondo: ONH/CATOC. KAPUN 1964, fig. a p. 275, a destra.
Prototipo. BCH 99, 1975, (Chronique des Fouilles), p. 593, fig.
13 (Museo Benaki 22877, da Alessandria).
Manchester Museum, R 872. Provenien2a incerta; forse
da GlIoma. (Tav. IX, 8). Vienna, V.II25 (00 Idalion, Cipro); Musco di Limass,}I,
349/I.
Ctonologia. Variante con ran.. a scanalature rnilltiple (fotse un'al­
Nessuna prova direna di datazione; probabilmente si tra classe ceramica): SCE IV.3, fig. 31.13 (Mnseo di
trotta di una versione pill tatoo delle forme precedenti. Cipro, D.83.1935).
La variante citata pill sotto patrebbe giungere fino agli
inizi del II sec. d.C. FORMA III.
Datazione suggerita: ini2io - fine del I sec. d.C.
Brocca pirifornu. [mboccarura strena con orlo piatm,
Aim esemplari. ansa a gomito a doppio bastoneino, imposrata da1 coro
SCE IV.3, fig. 30.19 (~ Musco di Cipro, D4.1935). al corpo. Si passa dal collo al COIpO senza solmione di
Inediti: Musco di Cipro, D.32.1935 (con decorazione continuiti. Piede basso e rastremato in basso; all'csterm>
a rotella e firma), e D.78.1935; Museo di LimassoI, i1 fondo pui'> essere tanto liscio che con riseghe 0 con Ull
109/7, e variante con corpo alto 2/5I. cerehio impresso. L'impostazione dell'orlo e dell'ansa
Variante (probabilmente tanla): SeE IV.3, fig. 30.20. deriva daIla Forma 1°4 B. II corpo e sollramente tice­
perto 00 fasce sovrapposte di decorazione a rotella, cbe
si estendo:lO da1 !ivello della base dell'ansa in gill.
FORMA 109. Piu comune delle forme precedenti.
Grande brocca. Versione alIungata della Forma 104 A1tezza: cm 15,5-21 circa.
con corpo piu grande, pressoeche ovoide, con spalIa
ampia ed inclinata. Glllo alto e ci1indrico, arlo ad un­ Prototipo.
cino con modanatura, ansa a profilo angolare can sol<2­ British Museum, 94-n-1.512 (da Amatume, Cipro).
lura mediana. Piede a listello e fundo esterno con gra­ (Tav. X, 3).
dino. Non deeorata.
Cronologia.
Protolipo. Frarnmenti di un vaso .imile a1 prototipo sono testi­
HAYES Royal Ontario Museum, p. 19, n. 86, fig. 5, moniati in un contcsto della mera del I sec. d.C. a Co­
tav. II. (Tav. X, I). rinto. La d~corazione a roteIIa va forsc avviciua\a a quel1a
ehe compare sill piatto di Fonna 30. Si tratta di una
Cronologia. versione piu tarda della Fotma no? La dataziOlle medic­
Databile fotse alla seconda mera del I sec. d.C. (su romana Stlbllerita in SCE IV.3, probabilmentc e troppe
basi stilistiche). Non si conoscom> altti esemplari. bassa.
Datazione: forse dalIa meta alIa fine del I sec. d.C.
FORMA IIO. (forse anche prima).

Brocca con grossa pancia curva, rigonfia in basso; Altri esemplari.


collo, orIo ed ansa come nella Forma 104. L'altezza dei SCE II, tav. CXLVIII.7 = SCE IV.3, fig. 3I.IO.

co11o varia; Ialvolta alla giunzione di questo con il eorpc LAUFFRAY 1940, p. 16, fig. 6 in alto a .ini'tra.

compare una risega. Non decorata. Nessana 1, p. 285, tavv. XLV, CV 15.

Altezza: em 18-24 circa. HAYES Q;rinth, pp. 451-2, n. 131, tav. 85.

45
SIGILLATE ORIENTALI

NEGEV Oboda, p. 40, n. 173, lav. 29. e alia spalla. Aleuni esemplari hanno delle fasce di
Forse anche: KRAELING Gerasa, p. 571, fig. 47, n. 122; decorazione a rotella sul corpo, al di satta delle anse.
QUILICI 1971, p. 142, n. 51, figg. 92, 93. AltezlO: fino ai 39 em.
Inediti: British Museum, 76.9-9.47; Ashmolean Mu­
seum, Oxford, 1946.60; University College, Dublino Prototipo.
UCD 1301 (da Amatunte); un altIo esemplare nella Yale, 1912.289. (Tav. X, 5).
Universita di Alberta, Edmonton, Canada; Museo di
Cipro, D.5.1935, D.65.I935, D.670.1935, 1933.V-3.1, ed Cronologia.
altIi; Museo di Limassol (Cipro), 109121, 471/5, e LMR. Un'imitazione della fonna appare a Corinto nella meta
R.2.49. Versione !iscia: Mnseo di Cipro, D.l.1935. del I sec. d.C. (efr. HAYES Corinth, p. 465, n. 227, tav.
e
91). 11 colla ampio di forma cilindrica, generalmente
una caratteristica antica, tIa Ie bottiglie biansate di epoca
FORMA Il2. romana.
BrolXalbottiglia monoansara con corpo ci/indrico. Corpo A/tri esemplari.
cilindrico molto largo, decorato da coppie di soleature
Car. illusrre Damas, p. 83, n. 5, lav. XLILI aI centIo.
poste ad intervalli regolari; collo ampio di forma cilin­
drica, modanature a gradini sull'orlo, ansa a gomiro Tarsus I, pp. 249-50, n. 512, fig. 145.
Iarga, percorsa da nervature. Fonda piatto. Un'imila­ SCE IV.3, fig. 32.7 = L. P. Dl CEsNOLA Cesnola Col­
zione assai fedele di una forma vitIea comune; ansa e lectUm II, lav. 137, n. 999 (da Maroni).
dimensioni del colla come nella Forma "7. Museo della Palestioa, Gerusalenune, 40.336, da Gezer
(Gallery Book, n. 1330).
Esemplari (nessuno illustrato). Forse anche iI frammento del corpo in Ne,sana I,
Cat. illustTe Damas, p. 82, n. 2, tav. XLII.I, in alto p. 285, law. XLV, CV8.
a destIa. Altezza em 24. Sul corpo sette paia di soleature.
Museo di Limassol, 30611, da Amatunte (cinqne sal­ ~ ,

ehi, alcuni doppi). FORMA IrS.

Cronologia. Bottiglia biansara. Corrisponde alia brocca di For­


Datazione: probabilmente daI tardo I sec. aII'inizio del ma 108.
II sec. d.C., per analogia con la corrispondente forma Corpo globulare ovoide, con spalla convessa 0 a gr2­
vitIea. dina, colla sottile, arlo espanso, anse a gomito e piede
basso. Talvolla all'atracco della spalla ed il corpo, com­
pare una decorazione a rotella.
FORMA II3. (Nessun esemplare iIlustrato).
Brocca. Corpo g10bulare ovoidale, fonda abbastanza Cronologia.
ampio can piede basso; colla pressocche verticale, ab­
bastanza ampio; arlo piatto e sporgente. Ansa a nastIo Non ci sono prove dirette di dalazione. Seconda meta
impostata sulla parte inferiore dell'orlo e sulla spalla, del I sec. d. C. ?
con soleatura centrale. Una risega sul fonda esterno. E,emplari.
Piccole modanature alia giunzione del colla col corpo,
una solealUra snlla spalla. Si tratra probabilmente del­ SCE IV.3, fig. 30.24, da Amatunte. Due fasee otte­
l'imitazione . di una forma metalliea. nnte a rotella sulla concaviffi della spalla (non indicata
ne! disegno pubblicato).
Prototipo. Museo di Gipro, D.79.1935. Spalla convessa, anse a
Londra, Institute of Archaeology, K.VI.3/7 (altezza sezione piatra.
em 16, 4). (Tav. X, 4). Variante con arlo a tIe gradini: Car. illusrre Dama',
Cronologia. p. 83, n. 7, lav. XLII. I, seconda in basso a sinistra.
Datazione incerta (tardo I sec. d.C. ?).
(Non sana conosciuti altri esemplari).
FORMA II6.

FORMA Il4. Botliglia bian,ara, con corpo piriforme, rigonfio in


basso; nessuna soinzione di contiouiffi dall'orlo aI corpo.
Bottiglia biansara, di grandi dimensioni, con corpo Imboccatura piuttosto stretra con arlo a gradini, anse
ovoide, rigonfio in basso, colla alto ed abbastanza ampio, Iisce a sezione ovoidale, terminanti • a coda di topo',
con piccola modanalUra, orlo sottile e piatto; piede basso. piede basso, fonda esterno a gradini. Sul corpo, immedia­
Due larghe anse a gamito leggermente appuntito per­ tamente satta Ie anse, compare una fascia di decorazione
COrse da nervature, atraccate alia modanatura sul collo a rotella, deJimitala da scanalature. Si tratra di un adat­

46

SIGILLATA ORIENTALE A

tamento di una forma metallica databile al tardo I st:<:. FORMA II7.


d.C. Attestora pure con vernice variegam.
AItezza: em 22-35 circa. Bottiglia biamata, con larga panda. Corpo_ tozzo daJ
profilo spigoloso con pareti verticali, collo ampio con orlo
Prototipi. espan'o, anse larghe e percorse da nerv.ture. Piede basso,
A. Yale 1912.290 (variante non decorota). (Tav. X, 6}. con riseghe sui fondo esterno. AI liveUo dell'.ttaccatura
B. HAYES Royal Ontario Museum, pp. 19-"20, n. 88, delle anse, compaiono sui coUo due scanalature.
fig. 5, tav. II. (Tov. XI, I). AItezza: cm 20 circa.

Gronologia. Prototipo.
E databile al tardo I sec., sulla base di paralIeli con HAYES Royal Ontario Museum, p. 20, n. 89, fig. 5,
vasel1ame metallico; l' esemplare a vemice variegara po­ tav. II (oon vemice variegata). (Tav. XI, 2).
trebbe portare la forma agli inizi del II secolo. Erronea
la datazione tardo-romana indicara in SGE IV+ Granologia.
Datazione: 70--120 ? d.C. circa. Fine I - inizi II sec. d.C. (come 10 Forma n6).

ATtri esemplari. Altri esemplari.


Cat. illustre Damas, p. 83, n. 6, rav. XLILI, a sinistra Cat. illus!re Damas, p. 83, n. 8, tav. XLII.I, in altc
dal centro. a sini,tra (sul1a spalla, gradini poco pronnnciati ed una
SGE IV.3, fig. 32.6. fascia di decorazione a rotella).
Inediti: Musco di Cipro, D.213.1935; British Museum, SCE IV.3, fig. 29.6.
76.9--9.49; Hebrew University, Gerusalemme, 2428 (con Inedito: un esemplare intero nel Museo d'Israele a
vernice variegam). Gerusalemme.
PUQ rientrare in questa serie il frammcnto in DUl'I'HAM.
Royal Cemeteries 0/ Kush IV, p. 100, fig. 66, 16--2-364
FORME CHlUSE NON CLASSIFlCATB (frammenti).
(e 357 ?).
Variante con solcalure (seuza decorazione a rotella): Antioch IV.I, p. 35;
NEUFFER 1931, p. 64, fig. 7.13;
GVA Cambridge 2, mv. XIV.32. Dura Europos-Final Report IV.1.2, p. 13, tav. IV; Arsa­
Versionepiusnella,non decorota: Ashmolean Museum meia am Nymphaios, pp. 240--1, nn. 29-"32, ravv. 59,
Oxford, 107.1881. 67; Hama IIb, pp. r80--88 passim, figg. 69-70.

FORME RARE E DUBBIE

Le forme che seguiranno sono in genere rappresentate e incerta. L'impostazionc del piede risulta imitara daIla
solamente da esemplati unici, oppure compaiono solo in ceramica a veroice nera.
nna singola Iocalitil. Ho potuto verificare Ie caratteri­ Datazione: II a inizi I sec. a.G.
stiche materiali eli quelle contraddistinte da nn asterisco; c) Piatto can pareti inclinate ed orlo sporgente; iI
e
per Ie altre necessario rifarsi :ille descrizioni gi' pub­ piede presenta nna modanarura arrotondata "hlla base.
blicate. Sembra prematuro assegnare ad esse un numero Attestata solo ad Hama: Hama III.", p. 88, forma 9.1-4,
da inserire nella principale serie tipologica. Quasi sem­ figg. 35, 36. Forse simile: Harvard Excavations at Sa­
pre mancano prove per la datazione. maria I, p. 306, tipo 17 a-b, fig. 185. ProbabiImente tra
• a) Piccola coppa su piede, con pareti dritte ed Ie forme antiche della serie «eUenistica •. (Tav. XI, 4).
inc1inate ed esile labbro; piede inc1inato; sulle pareti un tl) Piarro di grandi dimensioni con orIo rivolto in alto
paio di scanalature. Esemplare pubblicato: Delos XXVII, e modanato "ella patte intema. Cfr. Hama IIb, p. 61,
pp. 245-6, D 48, fig. 126, rov. 42. Un altro frammento forma 1.23 a, fig. 26. (Tav. XI, 5).
e
proveniente da Delo (inv. 7483) sicurarnente di Si­ e) Piatto piano con orlo verticale curva[o verso l'alto;
gi!lata Orientale A. La datazione risale presurnibiImente piccolo Iabbro, resti eli nn piede. Cfr. Dura Europos­
:ill'inizio del I sec. a.G. (Tav. XI, 3). n
Final Report IV.I.2, p. 8, n. 45. tipo di argil1a non e
• b) Piatto 0 coppa con fondo piano e piede rastremato conosciuto.
in basso, convesso su entrambi i lati. Sui fonda alI'in­ f) Piccola dotola/coppa con fondo piatto, piede a Ii­
terno scanalature e cerchi incisi a1 centro. Prototipo: stello, pareti poco inclinate ed orlo verticale concavo.
Paphos, OD. 4695. Anche: HORSFIElD 1942, p. r29, Esemplari: Antioch IV.I, p. 35, tav. V, forma 463; Tarsus
n. 84, rav. XVI. Frammenti di fondo; Ia forma dell'orlo I, p. 244, categoria N, fig. 194 A. (Tov. XI, 6).

47

SIGILLATE ORIEXTALI

g) Piatto 0 vassoio con prcse piatte c decorate attae­ una datazione eli tardo I 0 irrizi II sec. d.C., conveniente .
cae aL'orlo. Solamente a Tarso; Tarsus I, on. 687-{)9I. anche al prototipo in met.llo.
E un'imitazione di vaseJlame argenteo della fine del i) Coperchio, con flangi. esterna e decorazione • rotella
I sec. d.C. 0 mcOl' poi: tardo. La classe ceramica e snll. s·,mnll:a. Bump/ari; Tarsus I, p. 183, figg. 145 A-C,
ir.eerta. 194 B•
* h) Profonda p.tera eon presa piatta orizzonlale e j) Bottiglia/unguentario. Forma snella, con sommila
con decorazione a macrice in rilievo. Pareti alte e coniche, conica. Solamente a Tarso: Tanus I, pp. 234-5, categoria
fOIldo piatto COD piede a listello posto allo spigolo; orlo
piatt, con modanarura spessa. Prototipo (non illnstr.):
Istanbnl8158 (provenienza sconosciuta). Le carattcristiche
N, nJ:. 297-303, figg. 137, 189 (n. 304 e un. variante
.tipica). La classe ceramica e dubbia. (Tav. XI, 7).
Per altri frarnmenti di forme diverse, cfr. Hama III.2,
I
materi.1i e l'imponaziane del fondo concordano per pp. 191-4, figg. 72-73­

48

II. SIGILLATA ORIENTALE B (EASTERN SIGILLATA B)

DEFINIZIONE lariva abbondanza tra Ia ceramica pubblicata da Efeso


e Priene (Ephesos I, pp. 167-74; Priene, pp. 430-5)
Questa classe ceramica, ]a secanda nella classificaziane fanno pensare ad una proveuienza da1l'Asia Minore
della Kenyon, can un'area di diffusiane commerciale occidentale e cos! pure il particolare impasto con forte
sapranutto egea, camprende due serie ripolagiche di­ presenza di mica. Si puo comunque esc1udere Sarno,
stinte, differenziate tra laro sia per Ie caratteristiche giacche i reperti provenienti dagli scavi dell'Heraion
materiali e per Ie forme che per Ia diversa cranologia. (perlopili non pubblicari) comprendono una quantitit
Queste due serie strettamente interrelate possono can­ piuttosto alta di sigillata di altro tipo; fatto questo che
siderarsi prodotte da due gruppi di officine vicini, ov­ si spiegherebbe assai difficihnente, qualora si presuppo­
vero da un singolo centro rna in periodi di tempo suc­ nesse che Ia Sigillata Orientale B venisse ivi fabbricata.
cessivi; fuori discussione sembra essere invece la possi­ In effetti Tralles, posta a circa 50 km all'interno, sem­
bilitit che tale produzione provenga da vari cenrri di­ brerebbe maggiarmente proponibile come luogo di pro­
spersi. Pochi esemplari hanno in comune caratteristiche venienza, sebbene tale ipotesi non sia a tutt'aggi confer­
di entrambe Ie serie e per questo possono essere definiri
come transizionali. I.e due varietit di questa classe ce­
e
mata da dati di scavo. Questa una delle localitit i cui
prodotti vengono ricordati da Plinio (N.H. XXXV.12-46.
ramica saranno qui denominate rispettivamente Si­ 160); inoltre aleuni frammenti bollati da Notion, con il
gillara Orientale B I e B 2 (HAYES Late Roman Pottery, nome di Caesarea (Ia denominazione ufficiale di Tralles
Londra 1972; Labraunda 11.1, p. 30, «B I» e '< B II »). nel primo periado dell'Impera) mostrano caratteristiche ti­
La stessa ceramica viene chiamata (orientale) «Samia » piche della Sigillata Orientale B I: bolli piccoli e .emplici
da Zahn, Waage, Robinson ed altri; come nel caso della su due righe, e .ottili Iinee oblique ottenute a rotella sul
ceramica '< Pergamena» l'attribuzione e
sbagliata e ba­ fondo intemo (eft. DEMANGEL-!.AUMONIER 1923, p. 385,
sata su di un'errata interpretazione delle fonri letterarie. e
fig. 23). Non chiaro se Tralles fasse it antro di pro­
I.e origini del termine vasa Sarma sono del tutta diverse duzione della serie pili tarda B 2.
(su questo tema v. A. KING, in Britannia, II, '980, pp.
139-43). In questo contesto l'aggettivo « Sarnia» deve
essere chiaramente distinta da qUel «samia » (con ]a esse CARATTERISTICHE MATERIALI
minuscola) che indica Ia terra ,igillata gallica e che 1:
usato nell'ambito dell'archeologia britannica locale; Ie due La caratterisrica ripica di questa classe ceramica, ri­
classi sono infatti totahuente diverse sia per caratteri­ e
conosciuta da tutti gli autori, quella dell'impasto pa­
sticbe che per area di diffusione. La «Sarnia B " e Ia pili raso e con forte presenza di mica, incanfondibile nella
tarda «B II " del Robinson corrispondono nella presente .erie B 2, mascherata talvolta da un'accurata prepara­
terminologia alia Sigillata Orientale B I, mentre Ia sua . zione dell'argi1la nella B 1. In contrasto con Ia Sigillata
{( Samia A l) e la «( B I >', che comprende anche una serie Orientale A, sia l'impasto che ]a vernice sono prodotti
tardoellenisrica che non rientra nella classificazione pre­ con Ia stessa argilla, pili ferruginosa di quella della mag­
sente, corrispondono alia pili tarda B 2. Butrambe Ie gior parte delle ceramiche microasiariche (se .i eccetroa
serie corrispandono alla '< Gattung B <' di Knipovic (KNl­ quella di l;:andarli), Ia quale generalmente dopo la cot­
povle albia, pp. 12-21). tura raggiunge un colore vermiglione vivo 0 rosso aran­
ciata [Munsell 10 R 5/16 (vernice); 10 R 6/14 (argi1la);
PROVENIENZA
gli esemplari di B I sono spesso nelI'ambito 2.5 YR-IO
R 5/12]. La mica compare sotto forma di sottili scaglie
La distribuzione dei ritravamenti di tale c1asse cera­ o macchioline di muscovite, di a.petto argent",,; ad
mica (efr. pili avaori p. 000, ed in panicolare la sua re­ occhio nudo non si distinguono altre impuritit. La strut-

5 - Encidopedia de1l'Arf~ _ Atl. F. C., 11


4!J

SIGILLATE ORIENTALI

tura del1'argilla si presenta scagliosa e stratificata, tranne affioi a quelle di vascIIarnc meraIlico (cfr. ad es. Ia cio­
che negli esemplari pili antichi e pili accurati; questa tola di Pompei in Pompeii AD 79, Cat. mostra, Londra
ceramica offre poca resistenza alla usura e presenta spesso 1976, no. 320-t). I bicchieri con costolatnre della Forma I
una superficie molto danneggiata con Ia perdita dei par­ 39 ttovano confronti in vetto (v. Palladian, Antike Kunst,
ticolari decorativi pili sottili. La vernice ha un aspetto Basel, Katalog 1976, n. 120, r ~ p. 102, fig. a p. lOt),
opaco, saponoso, simile ana cera, ben lontano dalla mentre i fondi di questi e della Forma 40 imirano il
brillantezza della cerantica aretina. Nella serie B I sonG vasellame metallico di epoca alto-imperiale decorato a
frequenti Ie strisce di doppia immersione, mentre nella tomio.
serie B 2 esse vengono nascoste daIIa vemice di maggior Malti tipi, tardi e antichi, formano «servizi )) omogenei,
spessore. comprendenti piatti e ciotole di due formati, pressocche
Aleuni pezzi in tarda B loin B 2 iniziaIe furono corti uguaIi per dimensioni ai servizi in aretina (se si esclu­
fino a raggiungere deliberatamente il colore nero, con­ dono i grandi piatti). Un tale «servizio » eben illusrrato
trariamente a quanto di solito avveniva nel I sec. d.C., da un rirrovamento in una tomba databile all'epoca flavia
forse con l'intenzione di imitare gli oggetti in MetallO. o traianea, a Siracusa (GENTtu 1956, p. 157, fig. 8, ri­
Una discrera quantita di altti pezzi risultano corti male; prodOlta da PELAGATTt 1969-70, tav. I seguente a p. 88).
in questi casi il colore esterno puo andare dal bianco Finora, in nessuna delle due versioni di questa cerautica
crema aI martone cioccoIata scuro (circa Munsell 2.5 sona sicuramente attestate forme chiuse.
YR 3/2 0 2.5/4). Casi accidentaIi di bruciatnra hauno
prodotto una simile gamma di colori. SIGILLATA ORIENTALE B I
Un prototipo di questa ceraroica per quel che riguarda
Ie caratteristicbe tecniche anche se non per Ie forme Questa serie tipologica, che 1: Ia pili antica e la pili
e per Ia decorazione, puo essere identificato in una serie fine (=« Samia B» del Robinson), 1: riconoscibile per B
di grandi vassoi in cerantica grigia, assai comuni nel
I sec. a.C. e nei primi anni del I d.C. (esempIari in:
la sua argilla finemente depurata, per Ie pareti sottili
e per Ie delicate modanatnre. Queste ultime sono eseguite l
Ephesos I, pp. 175--6, con illusrrazioni; Antioch IV.I, con la stessa accuratezza di quelle cbe compaiono su1la
p. 60, GW 2-3, tav. XI; Tarsus I, p. 253, un. 556-7, ceramica aretina, con una tendenza alia proliferazione
fig. 196). di delicate, sottilissime scanalatnre. Sul fondo interno
del vasa e spesso presente una elegante decorazione a
CLASSIFlCAZIONE rotella, Ia quale in particolare si presenta in forma di
«ghirlanda» costitnita da singoli minuscoli tratti obli­
Nessuna serie tipologica di questa cerarnica 1: stata qui, non accompagnati da scanalature (rrartamento quc­
pubblicata, sebbene H. S. Robinson ne abbia preparato sto non riscontrabile in aItre cIassi cerantiche). La evo­
una roIativa ai rirrovamenti dell'Agora di Atene (citata luzione dell'orlo segue pressocche'parallelamente quella
appena da F. F. Jones in Tarsus 1). Fino a pochi anni delle forme in aretina, mentre Ia quaIita stessa dell'ar­
fa, i ritrovamenti da altre Iocalita sonG stati troppo scarsi gilla imponeva necessariamente una diversa configura­
e troppo frammentari perche si potesse costirnirc una zione del piede, il quale 1: quasi sempre basso, tranne
cIassificazione articolata. La presente serie tipologica 1: nei casi in cni viene modellato a forma di piedistallo,
un tentativo di coIIazionare Ie testimonianze attualmente e presenta sottiIi modanatnre e solehi alia giunzione
utilizzabili, anche se si riconosce Ia sua insufficienza, con il corpo del vaso. In aggiunra aile forme con piede
soprattutto per que! che riguarda la ceramica B I, con esiste una serie parallela a fondo piatto con piede a forma
Ie sue innumerevoli minime varianti. Ho ritenuto che di listello (vedi sopra), che continua anche nella B 2.
fosse opportuno presentare separatamente Ie due serie Spesso una sottile decorazione a rotella si risconua
B I e B 2 (assegnando alia prima i numeri da I a 50 sulle modanatnre dell'orIo, come nella cetautica aretina.
ed alia seconda da 51 a 100); cio comporta in qualche Alcuni esempIari pili anrlchi (?), forse da crateri con
caso la dnplicazione delle forme, rna sottolinea Ia so­ piede, mostrano incisi e dipinti (in bianco) dei motivi
stanziale differenza tra Ie due serie, Iasciando aperta floreali, secondo un trascurato stile «West Slope », che
Ia questione della provenienza 0 delle provenienze. risente (e forse 1: imitazione) di quella produzione di
I sec. a.C. provcniente daIIa regione di Pergamo. Al­
LE FORME I'esterno di aleuni piatti e ciotole a pareti verticali com­
paiono delle decorazioui applicate, che sono Ie antcce­
Esse sono inizialmente influenzate da quelle della denti dirette delle spirali ad S proprie della serie pili
ceramica aretina, rna presentano, gia in una fase iniziale, antica di B 2.
delle caratteristiche pecu1iari, in parte comuni ai prodotti I diametti dei piatti nelle serie pili antiche variano
delle ollicine di Pergamo (vedi pili avanti). Nelle fasi enormemente e vanno dai 9 em degli esemplari pili
pili tarde non esiste praticamente pili alcuna influenza piccoli via via fino ai 40 em di quelli pili grandi. Si pos­
occidentale sulle forme (le comuni forme Goudineau sono forse distinguere tre formati base: piatrini (di circa
38 b e 43 non furono mai imitate in questa classe Cera­ 9-12 em); piatti medi (circa 15-20 em); piatti grandi
utica). Caratteristica di questa ceraroica 1: tuna una serie (oltte i 25 em). I piatti pill grandi SODO tendenzialmenre
numerosa di forme con fondo piatto sotretto da un Ieg­ di fanura piuttosto robusta ed hanno Ie pareti relativa­
gero listello; tali forme, come alcune altre, sembrano mente spesse. La tendenza poi delle ciotole e delle coppe

fO
SIGILLATA ORIENTALE B

a presentarsi in due formati (diametri di circa 7-10 em 21). Percio i cotrispondenti holli in Sigi11ata Orientale A
e 12-15 em), puo venit documentata piu chiaramente e, in un ambito pill ristretto, nella ceramica di 9mdarli,
nell'ambito della sigillata B 2, ma sembra di poterla sonO probabilmente derivati da questa produzione.
riscontrare gia in questa serie pin antica. Nei bolli greci pill antichi, la forma squadrata delle
La fragile consisteU2a materiale di questa ceramica, lettere (forse per l'influenza delle forme latine) sembra
accentuata dal fatto di essere rimasta sepolta per duemila essere la norma, ma ben presto compaiono forme lunate
anni, risulta generalmente dallo stato assai frarnmenta­ e corsive, anche se usate in modo irregolare. Ii attestato
rio in cui si trovano i reperri ad essa pertinenti; si con­ un numero veramente alto di nomi di ceramisti, il che
servano re1ativamente pochi esemplari interi 0 quasi. fa supporre l'esiste= di numerose, piccole ollicine, che
Tutto cio ha portato a notevoli diflicolta di classifica­ per altro non sono tutte attestate dai ritrovamenti di
zione per la serie di ciotole/coppe, data la grande va­ Efeso e Priene. Raramente compaiono i holli in planta
rieta di profili del piede. Questa classificazione (che pedis, come generalmente accade nelle ceramiche orien­
va considerata come prelirninare) si basa sull'assunto tali, mentre il bollo rertangolare su due righe (inizial­
che certi profili di piede si trovano regolarmente asso­ mente imitazione dalla ceramica aretina di epoca augu­
ciati a particolari forme di orlo, anche se spesso vengono steal, si mantiene fino al terw quarto del I sec., quando
a mancare gli esemplari interi che 10 comprovino. Un decade l'uso del bollo con il nome. Aleuni holli figurati
altrO fattore di complicazione deriva dalla varieta dei (rosette, ecc.) sono presenti negli esemplari piu tardi
formati all'interno di ogni singola forma ceramica; in della serie e prefigurano quelli comuni nella B 2.
certi casi non si puo essere sicuri se un frammento di Un certo numero di esemplari pill tardi in B I, asso­
orlo provenga da un'ampia ciotola 0 da un piatto. ciati principalmenre con i bolli KEP£lOC e KOIPANOY
Quasi turti gli esemplari in B I recano il bollo del e databili probabilmente verso la meta del I sec. 0 poco
ceramista, impresso al centro del fondo interno, gene­ prima, cominciano a mostrare quella vemice spessa e
ralmente piccolo e rettangolare con minuscole ma ni­ saponosa al tatto caratteristica della produzione in B 2,
tide lettere su una 0 due righe. Facsimili di questi bolli unita ad una semplificazione del profilo del piede, alia
si trovano principaimente in Priene, pp. 431-7 e in Ephe­ presenza occasionale della decorazione applicatli di spi­
sos I, pp. 168-74; un ulteriore elenco e in MITSOPOULOS rali ad S e cosi via. Questi possono essere i primi prodorti
LEON 1972-5, cc. 5Io-U. La maggioranza di essi e di quelle ollicine che fabbricarono la cerarnica transizio­
in greco, solo alcuni sono in latino; tra i nomi pill anti­ nale B 1/2, di cui si parlera pill avanti.
chi alcuni compaiono sia in greco che in latino (ad esem­
pio IATROCLI/IATPOKI\EOYL). Tra quelli latini i piu SIGILLATA ORIENTALE B2
degni di nota sono que1li di C. SENTIVS, un cera­
mista aretino di eta augustea, il cui bollo con caratteri­ La serie tipologica piu tarda, frequente a partire da1
stiche legartue viene riprodotto in quest'ambito, sug­ 70 d. C. circa fino al ISO, e chiaramente individuabile
gerendo cosi l'ipotesi che egli sia stato uno degli inizia­ per la sua fartura pill pesante e povera e per la maggiore
tori della produzione di Sigi11ata Orientale B. La sua standardizzazione e semplificazione delle forme. La ce­
cronologia (intorno al 20-1 a.C.) si accorda bene con i ramica ora si presenta uniformemente di colore rosso
primi esemplari datati di questa ceramica, i quali possono aranciato, con una vemice porosa, spessa e saponosa al
essere collocati intorno al passaggio dell'era (cfr. Athe­ tatto, che se danneggiata si stacea a larghe scaglie (ar­
nian Agora V, F 15). Alcuni altri pezzi di eta augustea, gi11a del Munsell 10 R 6/14, vernice 10 R 5/16). In par­
recanti il bollo ARRETINA, testimoniano dell'origine ticolare gli esemplari pill tardi risultano piuttosto mal
di questa nuova industria, cosi come Ie forme ceramiche, corti e poco comparti in fratutra. Semplici bolli a forma
che iniziano con imitazioni di certune forme della Aretina di rosette 0 palmette sostitniscono di solito i holli dei
di prima eta augustea (cfr. Forme 1-3, 21-22 pill avanti). ceramisti presenti nella serie pill antica. La maggioranza
Per rari esemplari di bolli disposti radiahnente, tipici delle forme piu comuni e stata illustrata dal Robinson
dell'eta augustea, v. MITSOPoULOS LEON 1972-5, C. in Athenian Agora V, tavv. 61-62 (con i holli pill carat­
510 e WRIGHT 1980, p. 146, n. 27, tav. 34. Ii anche at­ teristici riportati alia tav. 57).
testato un bollo circolare (cfr. J, F. WRABETZ, in Harvard Gli esemplari pill antichi, i quali costitniscono una
Studies in Classical Philology, 81, 1977, pp. 195-7, con serie transizionale che si sovrappone ai prodorti in tarda
2 tavv. nel testo): il nome SERENI e la forma indicano B I, mostrano una certa continuita nelle forme rispetto
un nesso con la Campania, e pill esatramente con Pu­ a quest'ultima serie. Essi hanno sempre pareti piuttosto
teoll, nella fase iniziale della produzione. sottili, ma presentano la nuova vernice pill spessa, che
Un'alta percentuale dei bolli greci e costituita da pseu­ serve a mascherare Ie strisoe di doppia immersione che tal­
donimi 0 da morti, come ad esempio £lOPON, KEP£lOC volta compaiono. Un buon numero di esemplari sono di
e XAPIC; questi sono elencati, assieme ai loro corri­ colore nero. I piedi, che nella serie B I crano modellati
spettivi (0 derivati) in Sigi11ata Orientale A, da I1iffe in maniera articolata, si riducono qni a poco piu che
e Comfort (ILIFFE 1936, pp. 4 ss.; IUFFE 1939, pp. 31 ss.; semplici liste1li, mentre i piedi a listello delle forme a
JOln'naI of the American Oriental Society, 58, 1938, pp. fondo piatto sono distinti superiormente da un solco
30 ss.). Anche se la maggioranza di tali holli sembra pronunciato. Una caratteristica frequente nei piatti e
datarsi a partire da1 periodo tiberio-elaudio, essi tutta­ nelle coppe di questo periodo lcioe a dire 50-75 d.C.)
via compaiono fin dall'inizio della serie (cfr. Forme I, e la presenza di un paio di piccoll"motivi applicati a forma

f1
SIGILLATE ORIENTALl

di S (adattamento delle spirali ad occhiali della ceramica sono ben rappresentate tutte Ie fasi. Paradossalmente
aretina) collocati in posizioni opposte snll'orlo e spesso Ia serie B 2, inferiore per qualita, raggiunse Ia piu am­
in combinazione con una decorazione a rotella. pia diffusione, risultato questo dovuro principalmente
La datazione finale di qnesta serie pno essere fornita al declino della ceramica aretina e delle altre conenrrenti;
dai ritrovamenti di Pompei, dove essa predomina, anche essa, a sua volta, fu soppiantata (0 comunque sopravan­
se sono presenti esemp1ari di ver. e propria sigillata B 2. 2Ota) dalla ceramica di Candarli. La sigillata B I, a di­
Una bnona quantita di qnesto vaselJame reca bolli spetto della sua qualita, non fu largamente esportata
con nomi 0 simili, in particolar modo cno/POY e Ia al di fuori della regione egea, fana eecezione forse per
forma affine pay/eno (entrambe comuni), EPMHC e Alessandria, dove se ne riscontra una discreta quantita,
KEP/ilOcp· e forse anche per Ie coste del Mar Nero. E searsamente
Un campionario dei tipi prodotti ne! decennio 70-80 presente in ltalia e rara in Oriente. Alcuni pezzi rag­
e fornito dai ritrovamenti a Pompei, cbe inclndono Ie giunsero comunque elienti lontani ne! Sudan, in Etio­
Forme 53, 58, 59 (?), 60-62, 64, 68, 70-72 e 74-76, di pia, nell'Arabia meridionale cd in India (vedi TIPo­
cui alenne in versioni antiche (cfr. Instrumentum do­ LOGIA, sotto Ie Forme I, 5, 7, 8, 3I), assieme alia ceramica
mesticum, p. 20, nota 66). aretina esportata anch,essa in quei luoghi. In epoca
Pncci ha notato sn queste non meno di diciollO esem­ flavia e traianea Ia sigillata B 2 conquisto una parte del
plari dei bolli della serie CfTO/POY e POY/CITO; al­ mereato precedentemente dominato daII'aretina a Creta,
tri nomi compaiono di rado 0 per niente, i1 che e indizio nella Grecia occidentale, lungo Ie coste dell'Adriatico e
della Ioro scomparsa verso I'inizio dell,eta flavia (anche nell'Italia meridionale, cos! come testimoniano i reperti
se un paio di bolli KEPilOC provenienti da altri Inoghi di Pom!;."i (oltre un centinaio, v. PuCCI Instrumentum
potrebbero essere datati a qnesta epoea, v. Athenian domesticum, pp. r9-2o) e poem frammenti sparsi negli
Agora V, G 2I, e Paphos Oil I285).
strati contemporanei di Ostia (efr. PORL 1970, pp. 154-5,
Le stereotipate forme vascolari della principale serie fig. 73 ed alcuni frustuli pubblicati in Ostia II e Ill).
B 2 traggono per 10 piu origine da1 periodo di transi­
Dal tardo I sec. in avanti essa raggiunse un modesto
zione, pur se sono presenti alenne forme nnove (ad esem­
liveUo di vendita anche a Cipro, a dispetto della concor­
pio, Ia ciotola di Forma 80, derivata da esemplari metal­ renza locale e siriaca.
Iici). In via di ipotesi si pui> distinguere una fase rarda,
in cui scompaiono pili. 0 meno tutti i tipi di boUo e l'am­
bito tipologico si restringe aile Forme 60, 76 B e 80, INFLUENZE
generalmente di fattura poco fine. La fase piu importante
(cioe a dire 75-I25 d.C.) si earatterizza per Ia presenza Nata, come si e detto prima, come deriva7jone della
Iargamente diffusa di bolli figurati, a forma di rosette/ ceramiea aretina, Ia sua sfera di influenza abbraccia
asterischi stilizzati e di palmette, per Ia presenza di una
serie di piatri e ciotole a orlo verticale derivati da forme
esclusivamente I'area orientale. La tradizione italica di
hollare Ia produzione con iI nome del ceramista sembra II
I
in aretina (Forme 58, 70) e per i recipienti a fondo in­ essersi trasferita in Oriente tramite questa ceramica, lj
terno piatto con basso piede a listello (Forme 62-63, mentre certe modificazioni (soprattutto i bolli con motti)

~'

74-75). Questi ultimi si trovano ancora oceasionalmente furono introdotte per accontentare iI gusto locale. Que­

nella versione nera (cfr. in particolare iI gruppo prove­ sta pratica fu poi imitata dai ceramisti della Sigillata

il
~..

niente da Siracusa). II gruppo G, livello II b dell'Agora Orientale A in questa forma modifieata. Fino a qual

(Athenian Agora V) dovrebbe collocarsi all'inizio di punto Ia Sigillata Orientale B abbia infiuenzato anche

questa fase, mentre un gruppo proveniente da Stobi Ie vicine ollicine di <;;artdarli nou i: chiaro; la comparsa

(WISEMAN-MANO ZISSI Stobi, pp. 392-3) potrebbe porsi di bolli di ceramisti e di forme ispirate aII'aretina in que­

alia fine. ste produzioni pressappoco nello stesso periodo, va forse

Esiste una tendenza per alenne forme (soprattutto interpretato come frutto di una singola ondata di attivitil

per Ie Forme 60, 76) ad aumentare progressivamente commerciale italica nella regione; contatti reciproci tra
,
di dimensioni. La decorazione a rotella, meno raffi­ i due centti dell'Asia Minore sono probabili. La sigillata !

nata che nella B I, e una caratteristiea di certune forme in B I rimase per lung<> tempo dipendente dall'aretin. an­

B 2, anche se diventa progressivamente sempre piu rara che nelle sue forme successive; fu solo con l'introduzione
e trascurata. di nuove forme distinte della B 2 che Ia si comincio

Alenne forme a fondo piatto hanno piccole e rozze ad imitare direttamente.

anse a nastro (che talvolta presentano inclusioni di pa­ La sua area di influenza puo essere qnindi delineata ,".' i

glia) applicate aII'esterno dell'orlo sporgente. A questa I


intorno a1!'Egeo ed in particolare ad Atene, dove furono
serie sembrano pure appartenere alcuni frammenti di imitate numerose delle sue forme (soprattutto i piarti a ~I:~
.

piatti con file di bolli (palmette, perline) nell'interno. fondo piatto di Forma 60), destinati a sopravvivere ai 'j
loro slessi modelli. il
DISTRIBUZIONE
Alcune forme in Sigillata Orientale A del I sec. d.C. ~
ft i ,~

possono anche essere debitrici di questa c1asse eeramica


L'ambito di diffusione commerciale della Sigillata in qualche particolare (si possono citare i piedi delle

Orientale B coincide grosso modo con l'area egea, dove coppe in Sigillara Orientale A, Forma 48). J!

'1
.j
f2
I
SIGILLATA ORIENTALE B

SIGILLATA ORIENTALE BI (FORME I-50)


Piatti (Forme I-IS); piatti a fondo piano (Forme 16-20); dorole con piede (Forme 21-33);
ciotole a fondo piatto (Forme 34-37); varie (Forme 38-50).

Data 1a grande quantit" di varianti minori soprattutto considerare completa. Solo la pubblicazione eli numerosi
nella forma degli orli, presente in questa tipologia, la esemplari risolvera i problemi attuali; si spera che tutti
e
c1assificazione che qui si propone per forza di cose in gli editori di scavi dell'area egea tengano pIesente que­
qualche misura arbitraria. Uguahnente non la si pno sto problema Sen2a uIteriori ritardi.

FORMA 1. FORMA 3.
Piatto poco profondo con pareti basse e sporgenti Piatto poco profondo, come 1a Forma I, rna con pa­
all'esterno; piede basso con superficie interna inclinata, reti brevi e quasi verticali e piccolo labbro, con scana­
distinta da una piccola cresta. Al centro, attomo al bollo latura all'intemo. Sottili solehi suI fondo alI'interno (due
del ceramista, una 0 pili lince scmplici Qttenute a £Otella. attomo al bolio, uno verso 10 spigolo 0 simili), bollo del
ar. la forma Goudineau I in ceramica aretina. Per la ceramista. Aleuni esemplari con un soleo vicino alIo spi­
ciotola corrispondente, vedi 1a Forma 21. golo suI fondo cd un ahro sulla parete, sembrano essere
Formam medio: diametro di circa 13-16 em. imitazioni della forma Haltem 1 in ceramica aretina.
ar. anche Ie forme Goudineau 12, 23. Di turti i for­
Prototipo. m'lti.
Ashmolean Museum, Oxford 1910.361, da Kerch
(bollo: t>Q/PON). (Tav. XI, 8). Protoripi.
Formato piccolo: British Museum, 48.8-4.1 da Kerch =
Cronologia.
BMCat. Roman Pottery, p. 14, L 8. Bolio: IATPO/KAHL.
Probabilmente augustea. Si tratta chiaramente di una (T.v. XI, 10).
forma antica.
Formato medio: Corinto e-35-886 (diam. ricostruito
Altri esemplari. 18 em). (Tav. XI, II).
HAYES Connth, p. 453, n. 133, tav. 86; Corinto C-33-974 Cronologia.
(bollo ARRIITINA).
Forse anche: DUNHAM Royal Cemeteries of Kush IV, Probabilmenre di etil augustea.
p. 85, fig. 55, tav. XLVI.C, n. 22-I-II3.
Altri esemplari.
II fondo Corinto C-I976-33 (WRIGHT 1980, p. t46,
n. 27, fig. 3, tav. 34) con il bollo IATR/OCLI impresso Priene, p. 433, n. 132, fig. 550 (diam. ricosrruito
radialmente potrebbe appartenere a questa forma oppure 40 em).
alIe Forme 2-3. Tarsus I, p. 253, n. 560, fig. 196 (come it prototipo,
rna pili grande).
MITSOPOULOS LEON '972-5, ce. 508, 523, fig. 5 h.
FORMA 2.

Piatto poco profondo, come la Forma I, lOa con FORMA 4.


otlo piatto e labbro rovesciato; decorazione simile alia
precedente. Probabilmente puo essere messo in rela­ Pialto con pareti verticali modanate: l'orlo e la parte
zione con la forma Goudineau 6, in aretina antica. infcriorc della parete sono distinti da scanalature, e tal­
Formato medio, come 1a Forma I. volta decorati a rorella; solehi solto la carenarura; fa­
scia concava, delimitata anch'essa da solcarure, all'interno,
PrototipO. al eli solto dell'orlo. Piede piccolo e scanalato di ampio
Ephesos I, p. 171, n. 28 (con fig. ne! testo). Bolio: diametro. Un'imitazione molto vicina al tipo Haltem 2
lATPOKjAEOYL. (Tav. XI, 9). in aretina, rna con l'usuale iropostazionc del picdc della
Sigillata Orientale B. Per it cotrispondente tipo di coppa,
Cronologia. vedi la Forma 24. Gli esemplari sono generalmente fram­
Probabilmente augustea, come la Forma 1, sulla base mentari; la decorazione de! fondo intemo e probabil­
della forma e de! bollo. mente analoga a quella della Forma 5. Vari i formati,
Non si conoscono altri esemplari. inc1uso qneilo grande.

53
SIGILLATE ORIENTALI

Prototipi. Vari esernplari non pubblicati provengono dall'Agora


Formato piccolo/medio: Priene, p. 432, n. 131, fig. di Atene, da Corinto, da Rodi e cosi via. Anche: Meroe,
550 (con spira1i ad S applicate; probabilmente tardo). Sudan (scavi eli P. Shinnie), n. inv. 910.
(Tav. XI, 12). Versione di piccolo formato: Priene, p. 431, n. 125
can fig., figg. 550, 552.
Formato grande: Corinto G-33-1I4I. (Tav. XI, 13).
Per una variante semplificata sema decora2ione a ro­
Cronologia. tella, efr. Ephesos I, p. 174, n. 62.
Con tutta probabilit' risale principalmente ai primi
anni del I sec. d.C. (come il tipo in aretina), anche se i FORMA 6.
peui che presentano Ie spirali applicate possono rism­
tare di poco piu tardio Piatto apparentato can la Forma 5, ma con bassa pa­
rete che presenta un profondo incavo delimitato da un
Altri esemplari. orlo espanso e da una fiangia molto pronunciata; scanala­
Priene, p. 432, n. 130, fig. 550; Corinto C-35-799 ture mmtiple nella parte snperiore dell'orlo ed mteriori sol­
(simile, diam. di 8,8 em con bollo impresso ad asterisco). cature all'interno della parete ed intomo al fondo, cos!
KNrPOVIC Olbia, p. 14, tipo 1 b, fig. 3.7, tavv. I, 1 b; come sullo spigolo estemo della flangia. La decorazione
IV, I a-b (con spirali applicate; bollo LONE!) e l'esem­ e l'impostazione del piede sono apparentemente simili
plare affine: Sammlung Vogell, n. 5II. a quelle della Forma 5. Alcune version! piu semplici
ar. anche: MITSOPOULOS LEON 1972--5, cC. 508, 522, presentano Ie pareti lisce all'interno. Questa forma tende
fig. 5 e. ad essere assorbita dalla segnente.
Come Forme 4--{i (non si indica la forma esattamente): Diametro: 14-20 em circa.
Sammlung Vogel!, n. 509 = LOESCHCKE Tschandarli, p. 361
(bollo: XAPI/CIOy). Prototipi.
Per il tipo elaborato, HAns Corinth, p. 453, n. 136,
FORMA 5. tav. 86. (Tav. XI, 15).
Per il tipo piu semplice, Ephesos I, p. 170, n. 18
Piatto analogo alla Forma 4, rna con orlo rigonfio (bollo: LlILlY/MOy). (Tav. XI, 16).
al eli sotto del quale vi e una fiangia ad angolo acuto ;
scanalato sia inferiormente che superiormente; all'in­ Cronologia. ,-j
terno, solcatura smlabbro ed una fascia concava a quarto :-1
eli cerchio, posta alla giuntura con il fondo. Decorazione Probabilmente analoga a quella delle Forme 5 e 7. I
multipla a rotella su1la fascia dell'orlo. Piede basso con ~
solcature su1la faccia interna. Fascia decorata a rotella
tra Ie solcature sui fondo interno, che circonda il bollo
Allri esemplari.
HOLWERDA Cat. Leiden, p. 35, n. 406, fig. 9, tav. IV,
da Olbia (bollo: EPMA).
I11
del ceramista al centro. Variiformati (diametro allabbro -'I
eli circa 10-26 em). Bolli attestati: M2PON, EP/[MHjC, Lahraunda II.I, p. 68, un. 212-213, tav. 35. ~
I!IC, TIOeOY. NEGEV Oboda, p. 38, n. 147, tav. 27. ~
:c),
Piuttosto comune, come il tipo corrispondente eli Variante piccola: Ephesos I, p. 174, n. 58 (bollo: aste­

coppa (Forma 31). risco).

Forse questa forma 0 comunque una ad essa corre­


Prototipo. lata (efr. Forme 7-8) in: Materiali 57, 1956, p. II8,
HAns Knossos, p. 264, fig. 15, n. 19. (Tav. XI, 14). fig. 4.10, da Phanagoreia (bollo: OPH/Oy). Ne viene il­
lusttata solo una vista dall'alto (il vaso potrebbe essere I
Cronologia. anche a fondo piatto).
J
Probahilmente postaugustea (soprattutto secondo quar­
to del I sec. d.C. ?). !

FORMA 7.
Altri esemplari.
Piatto a pareti verticali, con modanature sporgenti
Priene, p. 431, n. 126, fig. 552. alla somrnita ed inferiormente; scanalature nella parte
axE 1927, pp. 222, n. II, fig. 2, Beil. XXVI. superiore dell'orlo, sotto la fiangia e allo spigolo del fondo ~
Materiali 98, 1961, pp. 27, 66-.7, tav. XXVII, da interno. In taluni casi compare anche una scanalatura/
Tanais. sporgeIl2a a mera della parete interna (cfr. Forma 3). 41n i

DE CoNTENSON 1963, p. II, tav. xx, f, da Aksum. n piede eanalogo a quello della Forma 5. Un triplo solco :i:
Lahraunda II. I, p. 68, n. 2II, tav. 35 (classilicato come 'i~
o una fascia ottenuta a rotella tta scanalature circonda ~.
ceramica B 2). il bolla del ceramista al centro; compare talvolta anche
HAns Knossos, p. 258, fig. 8, n. 13. un'ulteriore fascia eli rotellature lungo il bordo del fondo. l
HAns Corinth, p. 453, n. 135, tav. 86.
WRIGHT 1980, pp. 145-{i, n. 25, fig. 3, tav. 34 = WIL­
LIAMS Hesperia, 46, 1977, pp. 78-g, n. 37, tav. 30.
Bolli attestati: LlQ/PON, LlEI/m:, XAP/:1:.
I formati vanno da1 medio al grande (diametri da 14,5
ern in avanti). Piuttosto comune.
t
-g,

54
j
SIGILLATA ORIENTALE B

Protoripi. inclinata. Salehi sui fonda, lungo gli spigoli delle pareti,
Corinto C-34-1908. (Tav. XI, 17). si. all'interno che all'esterno, e anche all'interno del
Variante di grande formato: Priene, p. 433, n. '33, !abbro. Di formato piccolo a media.
fig. 550. (Tav. XI, 18). Prototipo.
Cronologia. HAYES Royal Ontario Museum, p. 20, n. 9', fig. 4,
Post augnste.; questa e la Forma 5 sembrano rappre­ tav. 9 (bolla: KOIP/ANOy). (Tav. XII, 1).
senrare Ie comuni varianti locali della Forma 4. Forse si Cronologia.
collocano intorno aI 25-50 d.C. circa.
Sulla base del bolla, probabilmente secondo quarto del
Altri esemplari. I sec. d.C.
CVA Pologne 2, M.nsee Czartoryski, tav. '9.'4 (= tav.
73. 14). FORMA 10.
COMFORT '960, pp. 16-18, figg. 1-4 (da Khor Rori,
Piatto vicino alla Forma 9, can pareti ricurve, malta
Oman).
svasate, che formano una risega all'incontto col fonda;
Louvre, AM '478; altri esemplari provengono da Rodi, e
orlo piano can scanalature all'intemo; il piede analogo
Corinto, ecc. a quello della Forma 8, can solcature in basso. Fini sttla­
Si tratta probabilmente di questa forma in: Sammlung ture .ll'interno, sia aI di sopra che aI di satta della risega
Vogell, pp. 48, 52, un. 507, 508 (?) (bolli: EPMA). e vicino allo spigolo fondo/parete. Un esemplare ine­
dito esiste ne! Museo di Rodi; non e srato possibile averne
FORMA 8. il disegao. La Forma 52, pur can un'articolazione su­
Versione semplificata della Forma 7, probabilmente
e
periore pill bassa, assai affine a questa. La corrispon­
dente in ceramica aretina: HAYES Corinth, tav. 82, n. 5.
pill tarda, corrisponde aI tipo Goudineall 39 c in aretilla,
ma senza la decorazione applicata. Pareti verticali, Call
una semplice modanatura sui labbro ed una flangia FORMA II.
pronunciata in basso. Singoli salehi all'interno del !ab­ Pi.tto/vassoio piano con una fascia rialzata liscia at­
bra, lungo 10 spigolo del fonda interno e, occasionalmente, tomo allo spigolo del fonda; piede basso, arlo verticale (?).
al di sopra di esso, nella parte bassa della parete; sul1a Forse si ttatta della forma corrispondente alla forma are­
faccia inferiore della flangia compaiono delle sottili stria­ tina Ohlenroth 5 (cfr. I'argomentazione di COMFORT
ture. Piede basso e sottile con superficie d'appoggio '97', pp. 201-6, tavv. 18-19 riguardo a questa forma).
scanalata. Alcuni esemplari presentano sui fonda una
e
fascia ottenuta • rotella tra solcature; non certa I'at­ Prototipo.
testazione di bolli. E il prototipo immediato (ovvero con­
Atene, Agora P 9165 (con piccola flangi. all'esterno,
temporanea) della Forma 57 nella serie tipologica B 2.
resto di un arlo verticale [?] e la fine di un piccolo bolla
Piuttosto piccola: diarnetro di 9-13 em circa.
in planta pedis, can lettere latine; cIr, Jr,IFFll 1939, p. 55).
Protoripo. (Tav. XII, 2).
E attestata pure una verslone pit! platta COil picco1;l
HAYES Corinth, p. 453, n. '37, tav. 86 (a vernice nera). modanatura alla sommiti. della banda liscia al posta
(T.v. XI, 19). .
dell'arlo verticale (i frannnenti $ono inediti).
Cronologia.
Inrorno alla meti. del I sec. d.C. FOMiA 12.

Ailri esemplari. Piatto can fonda inclinato, lati atrotondati e fascia


superiore dell'arlo diritta e sporgente; piede basso e
Ephesos I, p. '74, n. 63. Altri frammenti da Corinto, ecc. scanalato. Linee ottenute a rotella sul1a fascia dell'arlo,
Versione piccola: WILLIAMS '980, p. 122, n. 4, tav. 21, come pure sui fonda, tra scanalarure. Al!'interno del­
da Corinto, con bolla MAT /PEOY. I'orlo un'altra scanalatura ed un'altra aIlcora lungo 10
Vadante della Forma 6 a 8, con pareti pili incurvare: spigolo del fonda interno. Forse derivata dalla Forma 3.
WHEELER Ancient India 2, luglio '946, p. 36, n. '9, fig. 5
(da Arikamedu). Prototipo.
Tipi affini: Kenckreai IV, pp. 66-7, ER 48-49, fig. 9. Corinto, C-34-19I4 (bolla: KfA]PfITOL). (Tav. XII, 3).
Non si conoscono altri esemplari.
FORMA 9.
FORMA 13.
Piatto can parete a profilo a quarto di cerchio, termi­
nanre in un piccolo labbro; cfr. Dragendorff, forma 16 Piatto can pareti tondeggianti ed arlo sporgente. Piede
in Terra Sigillata Occidentale. Fonda piano, piede basso basso con modanatura lungo 10 spigolo interno, (cfr.
con una scanaIatura ed una cresta sul1a faccia interna FOmIa 1). Solehi attorno aI bolla centrale, solco lungo

55

SIGILLATE ORIENTALI

10 spigolodel fondo intemo e alia sommita dell'orlo. Prototipo.


Alcuni esemplari si presentono di colore nero. Due ver­ Ashmolean Museum, Oxford, 140.1880, da Napoli
sioni: A, can soleature anche aJI'intemo delle pareti; (caratteristiche materiali del tipo B 1/2; bollo KOIPI
B, con pareti lisce. .:'-NO[Y]; resti di spirali ad S sull'orlo). (Tav. XII, 7).
Formato medio: diarnetro di 14-17 em circa.

Prorotipo. FORMA 16.


A. Monaco, Museum antiker Kleinkunst, non cata­ Piatto poco profondo a base piatta. Piede a listello, pa­
logato (bolla: EPIMOY). (Tav. XII, 4). reti basse ed inclicate, piccolo 1obbro. Talvolta compaiono
B. HAYES Royal Ontam Musewn, p. 20, U. 92, fig. 4, delle scana1ature tutt'attomo a11a faccia intema delle po­
tav. 9 (bollo: ArA80/ITObOC?). (Tav. XII, 5). reti e sui fondo intemo. Bolli attestati: ARRIIITINA,
IAT[R]/OC[LI], b>ljPON (1), EI~I/bQPOY.
Cronologia.
Di formato medio: diametto di 14-16 em circa.
Forse meta del I sec. d.C. (non amica aJI'intemo
della tipologia). Prototipi.
HAYES Royal Ontario Museum, p. 20, n. 90, fig. 4,
Altri esemplari. tav. 9. Bolio: ARRII/TINA. (Tav. XII, 8).
HAYES Corinth, p. 453, n. 134, tav. 86. Tipo B. MITSOPOULOS LEON 1972-5, cc. 508, 522-3, fig. 5 g.
Paphos, Casa di Dioniso, Ob 2888. Tipo B. Nero; (Tav. XII, 9).
probabilinente si tratta di ceramica B I I 2.
Cronologia.
Come 10 Forma I (soprattutto augustea).
FORMA 14.
Altri esemplari.
Piatto con pareti semplici e arrontondate, piede basso
con modanatura lungo 10 spigolo intemo. Di solita com­ Coriuto C-36-1659 (con bollo) e vari frammenti di
paiono delle linee semplici ottenute a rotella sui fondo orlo. La base in Athenian Agora V, p. 12, F 15, rav. 61,
interno, tutt'intomo al bollo del ceramista. Si tratta de1la dovrebbe appartenere ad un vaso di questa forma.
prinra versione della Forma 53, con 10 quale essa si La forma pottebbe essere derivata da un tipo della
fonde. ceramica a vemice fossa interna di eta augustea.
Bolli attestati: b>lIPON, bEllOY (1), asterisco.
Formato medio: diarnetto di II- I7 em circa. FORMA 17.

Prototipo. Analoga alia Forma 16, rna piu profonda. Piu rarda.
Ephesos I, p. 170, n. 20. (Tav. XII, 6). Ne disringuo due varieta:
A. Piuttosto bassa e con pareti poco inclinate (talvolta
Cronologia. con scana1ature aJI'intemo).
Incerta, rna alcuni pezzi pottebbero essere antichi. B. Piu profonda, con parete ricurva aJI'estemo alla
sommitil, con una scanalatura nella parte interoa del­
Altri esemplari. I'orlo; efr. la Forma 13.
Priene, p. 431, un. 123-124, fig. 550. Prototipi.
Ephesos I, pp. 170; 174, un. 17 (?), 60, can illnstra­
A. KNIPovlc albia, p. 15, tipo 3, rav. 1.3. (Tav. XII, 10).
zione nel testa.
KNrPOVlC albia, p. 15, tipo 2, tav. 1.2.
B. HAYES Corinth, p. 454, n. 149, tav. 87. (Tav. XII, II).
MITsOPOULOS LEON 1972-5, cc. 508, 522, fig. 5 c (fig. Altri esemplari.
5 a e simile, forse piu antica). Frammento della variante A daPergamo, bollato ITAM<P/
Per quella che pottebbe essere una variante antica, I/\OY.
con un fondo fortemente convesso posto su piede a li­
stella, dr. Priene, p. 431, n. 122, fig. 550 (forse deve es­
FORMA 18.
sere classificata assieme a1la Forma 16).
Piatto a fondo piatto con pareti semplici ed inclinate;
FORMA 15. corrisponde a11a Forma 59 in B 2.
Bolli attesrati: EP/MOY, /\E/QNA, XAPIC. Talvolta
Piatto con pareti arrotondate, can minuscolo piede ad compaiono delle sotrili solcature attomo al bollo.
anelIo ed orlo piatto ed inclinato, decorato a rote1la sn­ Formato medio: diarnetto II-18,5 em circa.
periormente e con 1obbro tivolto aJI'insu. Precorre 10
Forma 56? Un soleo aJI'interno dell'orlo ed un'altro sui Prototipo.
fondo intemo, attomo al bolla del ceramista. Ephesos I, p. 171, n. 27, con i1lusttazione nel testo.
Solo di formato piccolo? (Tav. XII, 12).

56
SIGILLATA ORIENTALE B

Cronologia. piccola risega ne! punto di intersezione interno con il


Probabilmente intorno alia meta del I sec. d.C. corpo del vaso; sulla superficie di .ppoggio una scana­
latura verso 10 spigolo interno. AI centro il bollo del
AIm esemplari. ceramista e attorniato da un cerchio eli sotrili linee obli­
Priene, p. 431, nn. II6-II9, fig. 550. qne ottenute a rotella. Bolli attestati: llQPON, ITPATQ­
Ephesos I, pp. 172-3, nn. 34> 51. NOL; AAEAjNllPOY (appattiene a questa forma 0 alia
Sieglin Expedition 11.3, p. 148, fig. 159, n. 26. segnente); anche IATR/OCLL
SCHAFER 1962, c. 787, n. 9, fig. 1.9 (si tratta eli que­ Sembra avere due formati (vedi oltre).
sto tipo di ceramica ?). Prototipo.
Ancbe: Corinto C-33-175 eee.
Corinto CP 408. Diametro: 15,1 em. (Tav. XII, 15).

FORMA 19. Cronolvgia.


Si tratta presumibilmente di una forma antica, come
Piatto analogo al precedente, ma con orlo smussato, la Forma 1.
scanalato all'interno; si tratta della versionc antica della
Forma 60. Sonili linee incise attorniauo il bollo del cera­ Sinrile, pubblicata: LEVI 1964, p. 17, fig. 13.2.
mista. Scarsamente attestata in vera e propria B I. II Corrispondente in formato piccolo: Atene, Agora P
prototipo dato come B I da Hellstrom, sembra appar­ 643 (diaroetto: 9,7 em). Coosso, seoza n. (ritrovamento
tenere a questo ambito a causa del suo bollo. Per il dell'anno 1951) con bollo IATR/OCLL
profilo si accompagna ai primi tipi della Forma 60.
Prototipi. FORMA 22.
Labraunda II.l, p. 68, n. 217, taw. 13, 35 (bollo: Simile alia precedente, rna con orlo ripiegato in basso
XAPIJTE~. (Tav. XII, 13).
e con solcatura alla sommita. Corrisponde aile Forme
MITSOPOULOS LEON 1972-5, cc. 508, 523, fig. 5 i (va­ 2-3. Cfr. in aretina Ie forme Goudineau 7 e LOESCHCKE
riante antica ?). (Tav. XII, 14). 1942, tipo 9. Non si conoscono esemplari interi. Formati
simi\i a quelli della Forma 21.
Cronologia.
Prototipo.
Probabilmente meta del I sec. d.C.
HAYES Gorinth, p. 454, n. 141, tav. 86 in piccolo
Altri esemplaN. formato. (Tav. XII, 16).
Priene, p. 431, n. 121, fig. 550. Gronologia.
WRIGHT 1980, p. 146, n. 26, fig. 3. Probabilmente si tratta di un'altra forma di eta augn­
stea.
FORMA 20. Versione di grande formato: Corinto C-35-86r. (Tav.
XII, 17).
Piatto a fondo piatto, pareti concave ricurve all'infuori
ed orlo verticale. Piede basso e pesante, impostato sotto 10
spigolo del fondo e distinto dalla parete da un sottile FORMA 23.
solco. Sonili linee incise fianeheggiano gli spigoli all'in­
Coppa/ciotola con corpo rotondeggiante e profondo ed
terno della parete e dell'orlo e corrono lungo 10 spigolo
orlo espanso in fuori, leggermente ad uneino; piede basso
fondo/parete. Sembra apparentemente il diretto proto­
e rilevato con modanatura esterna e faccia interna incli­
tipo della serie tipologica dei piatti con piede a Iistello
nata, delimitata in aIto da una risega (come nella Forma
in B2.
21), in basso da una scanalatura. Sottili linee incise al­
Prototipo. I'interno dell'orlo, a mem della parete ed attorno al
fondo interno; un paio di scanalature stanno intorno aI
Vienna, Kunsthistoriches Museum 2162, da Efeso.
bollo del cerarnista al centro. A quanta pare e modellata
(Diametro: II,5 em; bollo MAT/PEOy). Non illustrato. sulla forma HaItern 7 in aretina (si osservi la bipatti­
Cronologia. zione della parete); cfr. sopra il piatto di Forma 3.
Probabilmente intorno alia meta del I sec. d.C. Dimensioni: diaroetro 8-10 em e forse anche eli for­
mato piu grande (eliametro da 14 em in su).
Non se ne conOSCOno altri esemplari.
Prototipo.
FORMA 21. Atene, Agora P 15060. Bollo: rosetta. (Tav. XII, 18).

Ciotola con fondo piatto e pareti Iisce svasate; corri­ Gronologia.


sponde aI piatto di Forma 1. Piede basso e pesante, Si tratta probabilmente eli una forma piuttosto antica
arrotondato aIl'esterno ed inclinato all'interno, con una nella serie tipologica.

57

SIGILLATE ORIENTALI

Altri esemplari. Questa forma sembra essere ripica dell'Asia Minore; e

HAYES Corinth, p. 454, n. 140, tav. 86. strettamente apparentata con Ia Forma A 6 (a) della cera­

Appartengono a questa forma forse anche i fondi in mica di Gandarli. Bolli attestari: lIn/PON, KEP/lIOL,

Priene, p. 436, nn. 147, 149, fig. 551. AINE/OY, ONHL/IMOY, ed il bollo lati0i2zato COEI3-/

ANV.

Piullosto comune.
FORMA 24. Diametro: 7--9 em circa e, in un formato piu grande

15 em (?) circa.

La si ririene una ciotola con profilo del COtpo arro­


tondato, piu ampia e bassa (?) della Forma 23; Ia fOI­ Prototipo.
ma dell'orlo e incerta (piana? espansa ?). II piede e HOLWERDA Cat. Leiden, p. 34, n. 402, tav. IV.

ana1ogo a quello delle forme precedenri. Attomo al


bollo del ceramista un paio di linee incise; un'altra sca­ Probabilmente si tratta di una forma piUllosto anrica

nalatura nella parte esterna del fondo (dr. Ia Forma 23). nella serie ripologica B 1. (Tav. XII, 22).

II protoripo presenta un'altra solcatura all'intemo, aIla e


La forma intera ci data da due esemplari non pub­

giunzione della parete con I'orlo. Bolli di ceramisri sulle blicari provenienri dagli scavi di Afrodisia (1962). Cfr.

Forme 23-24 (0 ripi sintilari): lIn/PON e lInpfON, anche i fondi in Priene, p. 437, n. 152, fig. 551 (bollo

KAllA, eEO¢./WPOY, <DIIIHJTOY, OPH/OY, ecc. nOLllIjnNIOy) in HOLWERDA Cat. Leiden, p. 35, n.

404, tav. IV (bollo: COERjANEI) e in HAYES Corinth,

Prototipo. p. 454, n. 142, tav. 86.


Per Ie versioni di altezza maggiore dello stesso carat­

HAYES Corinth, p. 454, n. 143, tav. 86. (Tav. XII, 19). terisrico fondo pertinenri ad esemplari di grande formato

Fondi simili: Priene, p. 436, n. 145, fig. 551; !ZNIPOVIC (alcune forse appartengono a crateri), vedi:

O/lna, p. 19, tav. I, b; WAAGE 1933, p. 292, n. 99, fig. I, Priene, p. 437, n. 153, fig. 551 (CjSENT).

tav. IX. Ephesos I, pp. 171, 173, un. 25, 44 (bolli: EP/MH[,

Vari frammenri simili da Atene, Corinto, ecc. nOel/linN/lOY).

KNIPOVIC Olbia, p. 17, Tipo 7 b, tavv. I, 7 b; VIII, 8

(bollo: LONEr).

FORMA 25.

Ciotola a fondo piatto; Ie pareri si aIlargano gradnal­


mente e presentano modanature convesse (?) e concave FORMA 27.
al di sopra di una carenatura; in corrispondenza con
queste all'inlemo, altre modanature; piede pesante e mo­ Piccola ciotola can piede a piedistallo simile a quello

danato, di fOmIa intermedia Ira quelli delle Forme 24 e della Forma 26; in questo caso peri> Ie pareti sono piu ad

26. Un paio di scanalature circondano il bollo del cera­ andamento conico e rorlo verticale (?) 1: posto su di

mista sui fondo interno. Non si conosce il profilo del­ una piccola sporgenza. Si tratta forse del protoripo delle

rorlo. Forme 48-49 in Sigillata Orientale A.

Prototi';. Prototipo. 1
t
!ZNIPOVIC Olbia, p. 17, ripo 7 a, tav. I, 7 a (bollo:
Ephesos I, p. 171, n. 29 (bollo KAllA). (Tav. XII, 20).
Cfr. anche (derivata daIla forma Haltem 8 ?): MITso­
POULOS LEON 1972-5, ce. 508, 522, fig. 5 d. BolIo
LONEr). (Tav. XII, 23).
l I
IATI;'OjCLI (?). (Tav. XII, 21).
FORMA 28.
,I
I
Ciotola poco profonda con piede stretto, dentellato ed
FORMA 26.
a fOmIa di piedistallo. Corpo dal profilo basso ed arro­
Ciotola di fOmIa arrotondata, con fondo intemo piut­ tondato con spalla appena accennata, decorata da una
tosto piatto; !e pareti sono convesse ed indinate e rorlo fascia di linoo ottenute a rotella, delimitata da scanala­
consiste in una profonda concavitil posta Ira due spor­
genze (delta concavitil ha un profilo pressappoco semi­
ture; piccolo orlo ingrossato, posto al di sopra di una
!eggera concavitil. Nel piede vi 1: una risega alI'attacca­
:
'II
.•.•
..•.

!\:

circolare). Piede pesante e a forma di piedistallo, con una tura con il corpo; Ia superficie d'appoggio escanalata, ~; ­

risega alia sommitil in corrispondenza dell'attacco del mentre all'intemo compare un incavo di fOmIa conica.

corpo; Ia superficie esterna del piede e dentellata, Ia Sui fondo interno linoo Ollenute a rotella, Ira solehi, cir­

e
superficie d'appoggio scanalata e Ia faccia intema incli­ condano il bollo.

nata, comprendendo in essa anche una piccola proiezione


conica sotto il centro. Sottili solcature sulla faccia supe­ Prototipo.
riore del labbro e sotto Ia sporgenza inferiore dell'orlo, Atene, Agora P 4290 (nero). (Tav. XII, 24).

una fine solcatura lungo Ia parete interna e un paio di La forma dell'orJo ci e data da un frammento di Co­

linee incise allomo al bollo impresso al centro del fondo. rinto (G-36-1354 a). (Tav. XII, 25).

}8
I
SIGILLATA ORIENTALE B
---------------------
FORMA 29. Due formari: diametri di base 2,84,3 em circa e 5.0­
6,3 em circa; all'orlo 7-8 em circa e intorno ai 13 em
Profonda coppa emisferica con piede piuttosto piccolo, (misura riscontrata su pocbi esemplari).
pili semptiee di quello delle forme precedenti e general­
mente non scanalato. All'estemo, al di sotto dell'orlo Prototipo.
compaiono due solcature, tra Ie quali talvolta vi e una Orlo: Ann Arbor, University of Michigan, 22497,
fascia decorata a rotella; all'interno dell'orlo compaiono proveniente da Karanis. (Tav. XIII, r).
una 0 pili scanalatnre. Eil prototipo della Forma 66 in B 2.
Piuttosto piccola: diametro di 6-10,5 em circa. Cronologia.
Forse soprattutto il secendo quarto del I sec. d.C.
Prototipi. D contesto dell'esemplare di Barkal, di cui si parla piiI
Eplresos I, p. r74, n. 55 con iliustrazione ne! testo. avanti, sembra appattenere a queste periode.
(Tav. XII, 26).
Altri esemplari.
Forma 29/66: MITsoPoULOS LEON 1972-5, cc. 508,
522, fig. 5 b. (Tav. XII, 27). Per il profilo intere, efr. WATZINGER r901, p. 58,
classe IS, a (con iliustraziene; la scala non e indicata).
Altri esemplari. Cfr. .nche DUNHAM RQYal Cemeteries of Kush IV,
A qnesta forma si possono riferire i fondi in Ephesos p. 1I3, fig. 1I3, n. 16-2-385.
I, un. 24, 38. KNIPOVIC Olhia, p. 20, tav. I, d.
LabraunJa 11.1, p. 69, n. 228, tav. 35. Per fondi che potrebbero essere anche di Forma 3D 0
32, Y. Priene, p. 436, un. 142-3, fig. 550.
FORMA 30. Bphesos I, pp. 169 ss., nn. 7, 26, 33,48-50, con illu­
Coppa a profilo conico con orlo verticale modanato, strazione nel teste. Cft. i1 profilo del n. 33. (Tav. XIII, 2).
stretta imitazione della forma Haltem 8 in aretina. Cor­ TECHNAU 1929, p. 51, fig. 43.1 (se non e ceramica di
risponde al piatto di Forma 4, con la stessa inrpostazione <;;andarli).
dell'orlo e decorazione a rotella. L'aspetto del fondo non KNrPoVIC 01hia, p. '9, tav. I,., a destr•.
si conosec per cetto; probabilmente doveva essere ana­ HAYES Kncssos, p. 258, n. 14, fig. 8.
logo a quello della Forma 31. HAYES Corinth, p. 454, n. 146, ravv. 86; 94 a, c.
Forse anche CoMFORT 1958, pp. 204-5, n. 12, taw.
Protoripo.
135-136.
HAYES Curinth, p. 454> n. 147, tav. 86. (Tav. XII, 28).
Cronologia. FORMA 32.
Presumibilmente analoga a quella della Forma 4. Coppa a profilo conico ed orle verticale, leggermenre
concavo, fiancheggiato alle due estremitil da modanalure
FORMA 3I. sporgenti, talvolta decorate a rotella; Ie pareti sono un
poco espanse; la forma del fondo e incerta, probabil­
Coppa a profilo conico, con orlo convesso e vertica1e mente si presenrava con un fondo intemo piano ed un
inrpostato sn di una fiangia pinttosto rilevata, scana­ piede semplice e sporgente (analogamente ai prirni esem­
lata sia superionnente che inferiormente; i solehi si ri­ plati di Forma 70, di cui si dira piiI avanti), rna forse
petono all'interno della parete. Fondo stretto, con piede anehe come nella Forma 31. I1labbro e piuttosto squa­
basso e pesante, solcato all'esterno e lungo 10 spigolo drato, con all'interno una samalatura; al di sotto della
interno della superficie d'appoggio; alla giunzione in­ membratnra pili bassa dell'orlo compaiono delle solca­
terna tra corpo e piede compare una risega 0 modana­ rute 0 una piccola risega, a cui talvolta corrlsponde nel­
rurn di piccole dimensioni. I.e pareti all'esterno si inrpo­ l'interno una sottile linea incisa. Corrlsponde ai piatti <Ii
stano direttanIente suI piede, mentre il fondo interno
presenta un profilo arrotondato. Una fitta decorazione
Forma 6-8. Non e del rutto chiara la linea discrimi­
nante tra questa forma e gli esempIari piiI anticbi della
a rotella ricopre la parte superiore (convessa) dell'orlo, Forma 70, cbe ad essa succede; taluni esemplari a fondo
separato dalla f1angia tramite una piccola concavitil fian­ piatto sembrano segnare la fase di transizione alla piiI
cbeggiata da solcarute; nella parte interna compaiono antica produzione in B 2. Essi presentano dei bolli KOIP/
una sottile linea incisa suI labbro e delle scanalarute ANOY e EPMHC.
attorno alla concavita cortispondente alla flangia. SuI
Piuttosto comune.
fondo interno il bollo del cerarnisra ecircondato cia un paiD
di solearure. Corrisponde al piatto di Forma 5. La forma Diametri: 7 em circa e 1I-14 em circa.
del fondo pub essere ugua1e a quella delle Forme 30 e 32. Prototipo.
Bolli attestati su questa forma e su altre ad essa appa­ HAyES Corinth, p. 454, n. 145, rav. 86. (Tav. XIII, 3).
rentabili: lillPON (su una 0 due righe e varianti), OPHI
OY eQPH/OY, IALlQIPON, KOIP/ANOY, MI8PIHOYC, Cronologia.
nO/80Y, XAIPl!. Soprattutto i1 seconde quarto 0 la metil del I sec. d. C.
Comane. D frarnmento citato proveniente da Karanis appartiene

59

SIGILLATE ORIENTALI

aIIo stesso contesto di quello della Fonna 31 ricordato Si tratta con ogni probabilita di questa forma in: ibid.,
sopra. n frammento invece che proviene dall'Agora di n. 37 (bollo: OPH/Oy).
Atene dovrebbe essere un po' pili antico (circa intorno L'esemplare piccolo, Corinto C-36-34, classilicato al­
aII'I-25 d.c.). l'interno della Forma 76 A, va forse collocato in questo
ambito.
AIm esemplari.
Athenian Agora V, p. 24, G 18, tav. 61. FORMA 36.
HAYES Gorinth, n. 144 (si tratta probabilmente di que­
sta forma). Ciotola con pareti netramente espanse all'esterno, arlo
MITSoPouLOS LEON 1972-5, cc. 508, 522, fig. 5 f. corto e verticale, fonda piatto can pesante piede a listello
University of Michigan, 22496, da Karanis. scana!ato, intpostato sotto 10 spigolo esterno. La faccia
interna del piede e modanata come nella Fonna 21,
Fondi probabilmente pertinenti a questa forma in: mentre all'esterno presenta una sottile linea incisa.
Priene, pp. 434--{;, un. 138, 140, 141, fig. 550; Ephesos Due scanalature compaiono alia sommita della parete, al
I, p. 174, n. 54 con illustra2ione nel testo. disotto dell'orlo; nella parte interna di esso e presente
una modanatura concava per un quarto di cerchio, !ian­
FORMA 33. cheggiata da scanalature. Corrisponde al piatto di Fonna
20; Ia data2ione e simile.
Ciotola a pareti verticali, fondo piatto e piccolo piede,
come nella Fonna 65, pili tarda (v.). Alcuni esemplari Prototipo.
linemente modellati devono forse considerarsi pertinenti EpheSOS I, p. 173, n. 52. Bolio: X[A]/P[I~. (Tav. XIII, 6).
alia B I, in corrisponden2a con i piarti di Forma 8: ad
esempio HAYES Knossos, p. 270, n. 15, fig. 18 (notare
Ie due sottili linee incise al di sotto della flangia). Un FORMA 37.
esemplare in miniatura a fondo piatto: Corinto, CP 1882. Ciotola con ripide pareti tondeggianti, pili curve verso
il fonda, e base piatta. In taluni esemplari compaiono
FORMA 34. sottili linee incise aII'esterno ed aII'interno dell'orlo. Una
a due scanalature circondano il bollo del ceramista al
Piccola ciotola a fondo piatto, poggiata su di un pic­
centro. Bolli attestati: EP/MHC, KOIP/ANOY, QPH/OY,
colo listello posto lungo 10 spigolo esterno, il quale si
asterisco. Per la sua versione in B 2, cfr. Ia Forma 71.
fonde con una parete espansa e con orlo sporgente al­
l'infuori. Singole e sottili linee incise alia sommita del­ Diametro: 7-13 em.
I'orlo, a meta della parete interna ed intorno al fondo Prototipo.
interno; il bollo del ceramista e attorniato da due sol­
cature. Corrisponde al piatto di Forma 17 B. Ephesos I, p. 174, n. 57 con illustrazione nel testo.
(Tav. XIII, 7).
Prototipo.
Gronologia.
HAyES Royal Ontaric Museum, pp. 21>-21, n. 93, fig. 4,
tav. 9 (bollo: XAPA). (Tav. XIII, 4). Meta 0 terzo quarto del I sec. d.C.
Simile: Corinto C-36-1652. Aim esemplari.
Priene, p. 431, n. 120, fig. 550.
FORMA 35. Lahraunda 11.1, p. 69, n. 229, tav. 35.
Ciotola con fondo piatto, poggiata su di un piccolo Esemplari inediti da Atene (Agora) e Corinto.
listello con superficie d'appoggio scanalata, posto lungo Variante: Kenchreai IV, p. 64, ER 41 a, tav. 17.
10 spigolo esterno; pareti molto ripide, curve aII'altezza Si tratta probabilmente di questa ceramica in: Tarsus
del fondo, con piccola modanatura sull'orlo. Si tratra di I, p. 254, n. 563, figg. 147, 196.
una versione antica, pili accurata della Forma 76 in B 2 Una variante pili bassa e di grande fonnato (Forma
(vedi pili avanti). L'interno e liscio 0 percorso da varie 18/37), con orlo scanalato e pure attestata (Atene, Agora
e sottili linee incise. Corrisponde al piatto di Forma 17 A. P II212).
Non comune.
Diametro: 7,5-II cm circa. FORMA 38.
Prototipo. Cratere can piede «a piedistallo ». In generale Ia forma
Ephesos I, p. 172, n. 39, con illustrazione nel testo e quella dei crateri decorati in aretina (Dragendorff II,
(bollo: ITO/GOY). (Tav. XIII, 5). ecc.): corpo profondo e tondeggiante, piede che com­
prende un supporto can un cordolo nella parte pili stretta
Granologia. ed un fondo che va mano a mana dentellandosi, mo­
Probabilmente intorno alia meta del I sec. d.C. danata sia aII'interno che all'esterno. La forma del piede
Esernplare simile: Ephesos I, p. 174, n. 61, con illu­ varia, come pure quella dell'orlo (attestato solo in rari
slrazione nel testo. casi), che nel prototipo e accostato agli orli delle Forme

60

SIGILLATA ORIENTALE B

5 e 31, con un'analoga decorazione a rotella. Dna caw Altri esemplari.


ratteristica dei crateri di quesra classe ceramica sembra Priene, p. 435, n. 139, figg. 550, 552.
essere rappresenrata dalla presenza a meta circa della HAYES Corinth, p. 455, n. r58, tav. 87.
parete di d'.le sottili linee incise chc fiancheggiano una WILLIAMS 1980, p. 122, n. 5, rav. 21, da Corinto (ver­
solcatura pili ampia (eft. anche la Forma 40). In a!curl sione larga).
non numerosi frammenti di quesra forma (esempi 1 Meroe, Sudan (scavi di P. L. Shinnie), MR 66/1Yi,
Vienna, e da Sardis) si e rinvenura una decoraziono F 50 (3) (frantmenro, versione larga).
a volute f10reali assai traseurata, secondo 10 stile « Well Forse questa ceramica: BELOV 1973, PI'. 46-7, fig. 2
Slop,,) (rametri incisi, fiorami dipinti in bianco). Nelli (del rardo I sec. d. C. a Chersoneso).
maggioranza dei casi al centro del fondo interno com­
pare il 00110 del ceramista, circondato da due solca­
FORMA 40.
ture. Bolli anestari: CSENT, AINEjOY, EP/MHC (?)o
KOIPjANOY. Bicchiere cilindrico a fondo piatto simile al tipo Hal­
Diametro (all'altezza del1'orlo e della flangia): attornc tern 16 in ceramica aretina. Pareti sottili. Due sottili
ai 16-18 em.
line.: incise fiancheggiano una scanalatura pin ampia a
meta della parete. Un'esile cresta al di sorro della spi­
Protolipo. golo del fondo costimisce il piede; su1la parete, irnmedia­
Corinto C-36-45I. II piede, in questo caso mancante, lamente al di sopra di questo compare un sottile soleo.
si ritrova in HAYES Corinth, p. 455, n. t56, rav. 87 Sui fondo, all'esterno, si hanno una 0 piu cop;>ie di sottili
(si tratta fon;e dello stesso vasa). (Tav. XIII, 8). e
anelli rilevati. La fattura analoga a quella della Forma
39, con analoga gamma di colori.
Cronologia. Diarnetro: perlopin intorno agli 8-II em, rna talvolu
La presenza della decorazione « West Slope >, ed i bolli anche piu piccolo (6 em circa).
in latino fanno pensare ad una data:zione alta (0 perlo­
Protozipo.
meno ad un inizio della forma in epoca antica). Inizic
del I sec. d.C. ? HAYES Corinth, p. 455, n. 159, rav. 87. (Tav. XIII, II).
II fondo si puil ritrovare in Corinto C-36-2269.
Altri esemplari.
eronologia.
Altre versioni possono essere quelle rappresentate dal­
Probabilmente agli inizi del I sec. d.C. Una fortrul
l'orlo in Atr.enian Agora V, p. 40, G 169, rav. 61 (con
decorazione a rotella su1labbro) e da1 fondo in E#es05
e
simile attestara nella ceramica a pareti 80ttili italica di
questo periodo (esempio in: Atene, Agora P 8137).
I, p. 168, n. 6 (bollo: C Sf:~Tl. Inoltre: Chios, Museo
1429 (fondo). Altri esemplari.
Boston, Museum of Fine Arts, 00.365 = Athenian
FORMA 39. Agora V, p. 47, nora 6, rav. 43 in alto (intero).
Priem, p. 434, n. 137, figg. 550, 552.

Bicchiere a pareti sotrili. Pareti verricali nel1a parte


Ephesos I, p. 174, n. 64.

superiore, arrotonOOte inferiormente, che si curvano a


formare un fondo piatto ~on un sottile listello a mo' di Antioch IV.t, p. 38, tav. VI, S 5.

piede. Parte superiore liscia ed ;nferiore modanara da MrrsopoULos LEON 1972-5, cc. 509, 523, fig. 5 j. (Tav.
una serie di piccole fasce convesse, distinte 00 sottili XIII, 12).
creste; altre sotrili creste e linee incise fiancheggiano il
picde, mentre sui fondo esterno compaiono degli anelli FORMA 41.
appena tilevati (a coppie 0 singoli). L'interno e liscio, Patera con ansa a manico. Un frantmento di ansa pro­
con esili traeee de11a lavora:zione al tomio. II punto di veniente da LabraunOO con anelli concenrrici modanati'
COllura varia pili che nelle altre forme; alcuni esemplari all'estremita (al1a maniera degli esemplari in bronzo) e
si presenrano di color bianco avorio 0 giallo aranciato. attualmente I'unica testimonianza dell'esistenza di questa
Sono attesrate sia versioni strette che larghe. forma: cfr. Lahraunda 11.1, p. 69, n. 233, tav. 13. t
Pinttosto comune, generalmente in frantmenti minu­ possibile che sia in B 2.
scoli.
Diametro (all'orlo); 7-7,5 e 9-I! em circa. ESEMPLARI NON CLASSIFICATI

Prototipi. Due frantmenti di coppa con decorazione incisa e di­


pinra (10 stile e analogo a quello della Forma 38) 80no
Versione pill aperta: Corinto C-33-307. (Tav. XIII, 9). pubblicati nel1a relazione degli scavi di Labraunda come
Versione pin stretta: HAYES Corinth, p. 455, n. 157, appartenenti a questa ceramica: Labraunda II.I, p. 69,
rav. 87. (Tav. XIII, 10). un. 234-5, rav. 13.
Cronologia.
FORME 42-50.
La OOrazione e incerta (prima mera 0 meta del I sec.
d.C.). Le Forme 42-50 sono srate lasciate libere.

61
SIGILLATE ORIENTALI

SIGILLATA ORIENTALE B2 (FORME 51-100)


Piatti (Forme 51-64); ciotole (Forme 65-76); piatti/ciotole di epoca tarda (Forme 77-80).

FORMA 51. Altr; esemplari.


TECIINAU 1929, p. 51, fig. 43.2.

Piatto con profilo della parete doppiamente convesso,


piede piccolo e semplice e Iabbro ugualmente piccolo, Tarsus I, p. 253, n. 555, figg. 147, 197.

WISEMAN 1967, p. 425, n. 6, tav. 86 a.

enttarnbi modanati. Corrisponde al tipo Dtagendorff 16


nella Terra Sigillata Occidentale e trova confronti in Forse anche POHL 1970, p. 155, n. 31, fig. 73; Ostia

vetro e in metallo. AlIo spigolo intemo dell'orlo com­ II, p. 177, fig. 150. Pucci (lnstrumentum domesticum,
pare una scanalatura; non si osserva altra decotazione. p. 20, tab. X), segnala un altro esemplare proveniente
E incerta Ia presenza di bolli. Antica (Sigillata B 1/2). da Pompei.
Gli esemplari in Athenian Agora V, G 16 e G 31, di
Rata.
forma simile, non appartengono a questa c1asse cerarnica,
Diametro: 15-20 (?) em circa.
bensi sono di fabbricazione ateniese; in ogni modo po­
Prototipo. trebbero tappresentare delle irnitazioni.
HAYES Corinth, p. 453, n. 139, tav. 86. (Tav. XIII, 13).
FORMA 54.
Altri esemplari.
Piatto simile a quello di Forma 53, rna con in pili
Antioch IV.l, p. 38, tav. VI, S 3.
una modanatura dell'orlo piuttosto squadrata. AlI'esterno
di questo compare una decorazione a rotella. Non tarda.
FORMA 52. Rara.
Piatto analogo a quello di Forma 51, rna con la se­ Prototipo.
zione superiore della parete espanaa a formate un'ampia Corinto C-34-2283 (bollo: cno/poY). (Tav. XIII, 17).
piattabanda con orlo volto in su; questa fascia si pre­
senta scanalata e decorata a rotella all'esterno e sempli­
cemente scanalata all'interno (efr. il trattamento dell'orlo FORMA 55.
nella ciotola di Forma 73). Si trana con molta probabi­
lita di un prototipo della Forma 77. Antica (Sigillata Piatto con pareti arrotondate, abbastanza pili profondo

dei precedenti; orlo liscio, scanalato lungo 10 spigolo in­

B 1/2).
temo; il piede consiste in una semplice modanatura

Rata. Di vari formari.


bassa. Sotto I'orlo all'estemo ed attomo alla parte infe­

Prototipo. riore delle pareti all'interno, compare una scanalatura.

Sembra appartenere a questa forma tuna una serie di

Corinto C-37-294 (neta, con resti delle anse applicate


fi'ammenti di fondi con anel1i modanati all'interno aI cen­

sull'orlo). (Tav. XIII, 14).


tro. A1euni esemplari si presenrano neri.

Altri esemplari. Non comune.


Si trana solo di frarnmenti inediti. Diametro: attorno ai 18 em.
Prototipo.
FORMA 53. Corinto C-35-869. Frammento di base: Corinto C-33­
\ ;

Piatto con pareti basse e curve a quarto di cerchio; 1922 (nero). (Tav. XIII, 18-19).

piede basso e modanato, come nella Forma 51. Di solito Altri esemplari.
compare un bollo del ceramista al centro, circondato da
una singola fascia ottenuta a rotella. Antica (Sigillata Frammenti inediti da Corinto, ecc. Appartiene a que­

sta forma probabilmente anche il fondo in WAAGH 1933,

B 1/2).
Piuttosto comune. Pili spesso di formato medio (dia­ p. 293, n. 114, fig. I, tav. IX.
metro 15-20 em circa), talvolta di formato pili grande. .~~ }

Prototipi. FORMA 56.


Pompei 502-3 (bollo: POy/cnO). (Tav. XIII, 15). Piatto con pareti arrotondate e piede basso, come nelle

Antioch IV.l, p. 38, tav. VI, S 2 (bollo: forse XAPIC). Forme 53-54> rna con una fiangia piana decorata a ro­

(Tav. XIII, 16). tella che sporge da1l'orlo. Su tale fiangia compaiono delle

"

62
.~---
SIGILLATA ORIENTALE B

spirali ad S applicate. Per ]a sua corrispondente a fondo depo,it piit lardi in cni compare quesra classe ceramica;
piatto, cfr. la Forma 61. Antica (S,gillara B r/2). il periodo della sua masslma diffusione si potrebbe col­
Rara. locare in epoca flavio-traianea.
Prototipo. Cr'Jnc[og£a.
COMFORT-WAAGE '936, p. 222, tav. II, fig. 3 (Fila­
I.e venioni antiche con Ie spirali, attorno agli anni 50­
de1fia 2<r-I02-580, da Beth-Shan). (Tav. XIV, I).
75 d.C., Ie attre attoroo agli arun 75-125 d.C.
Altri esemplari.
Aim eSimplari.
Solo pocbi ftammenti inediti.
Versione antica:
FORMA 57­ Kml'CVIC albia, pp. 13-14, tipo I a, fig. 3.4, tav. I,
r a (00[,>; KEP/.lI0C).
Piccolo piatto con pareti verticali Imposrate su di una Labrcmnda 11.1, p. 68, n. 210, tav. 35.
piccola flangia; I'orlo e costituito da una piccola moda­ His;r;" II, p. 219, n. XXV 1.2, tavv. 31, lOr.
natura ed il piede e basso e semplioe. Delle scanalamre SACKlITT '972-73, fig. 17 a pag. 67, in basso a destra,
compaiono al di sotto della f1angia ed all'interno del­ (da C:l.osso).
l'orlo. Sulle pareti 8i hanno delle spirali ad S applicate. E
Forse mche Ostia III, p. 218 (senza illustrazione).
derivato dalle antiche Forme 4-8. Antica (Sigillara B 1/2).
Rara. boltre: Volos K 354; esemplari provengono da Co­
rinm, Pergamo, Cnosso ed .Itri luoghi aneora.
Prototipo. Tipo • standard »:

British Museum, 68.6-20.261, d. Efeso (bollo in planta HOLW"RDA Cat. Leiden, p. 36, n. 429, fig. 9, tav. IV.

pedis, illeggibile). (Tav. XIV, 2). Athenian Agora V, pp. 25, 49, 54, G 20, H 30, J 28,

Aitri esemplari. t.v. 61.


WISEMAN-MANo ZlSSI StolJi, p. 393, n. 3, ill. 4 (si
Solo poch! frammenti inediti.
tratta di no vero e proprio csemplate di questa classe
ceramica, in parte bruciato, e non di un'imitazione, come
FORMA 58. iv! si aflerma).
Piatto con orlo verticale, scanalato e decorato a rotella, Kenchreai IV, p. 67, ER 50, fig. 9. Forse anche La­
piccola flangia, fondo inelinato c piedc piccolo e semplioe. bra"",la II.r, p. 68, n. 214, tav. 35.
Si tratta della versione piit rard. del modello rapptcscn­ Inoltre: numerosi esemplari inediti dall'Agora di Atene,
tato dallc Forme 4-8 in Sigill.ra B r. L'orlo i: scanalato da Corinm e da vade localitit dell'area egea, ecc. Sem­
sia superiormente che inferiormente in modo da definire bra presenre anche a Pompei; Pucci (Instrumentum do­
fasce di decorazione a rotella sui labbro e sulla flangia; l!tmU:um, p. 20, tab. X), attribuisce molti esemplari
una 0 due scanalature sotto Ia flangia, due tutt'attorno al tipo I b di Knipovic (efr. Forma 4, rna sembr. inten­
alia parte interna dell'orlo, una 0 due sui fondo interno. dere quc>c' variante, cioi: la 58), il che avvalora questa
Ai centro il bolIo, di norma una rosetta, un asterisco 0 ipotcsi.
simili, rna talvolta (sugli csemplari piu antichi) il nome del
oetamista (KEP/.lIOC, POy/eno, ecc.). Gli csemplati piu
FOR.\\A 59.
antichi hanno Ie pareti piuttosto sottili e nettamente arti­
colote; frequentemente presenrano due spirali ad S ap­ Piatto a fondo piatto con pareti dritte e melinate.
plicate ad estremit. opposte dell'orlo. Sugli csemplati All'interno del fondo compaiono due scar:alature 0 una
piu wdi, di manifattuta plu scadente, anche la decora­ fuscia di decorazione a rotella tta due linee incise; atle­
zione a rotella diviene pili traseurata e tende a scompa­ staU bolli del ceraruista. Antica (Sigillara B 1/2). Cor­
tire, unitamente alle scanalatute che l'accompagnano; il risponde ilia comurre ciotola di Forma 71, rna non e
piede diviene un poco piu largo. durata cosi a lungo. Per la versione antica, cfr. la For­
Assai comune. ma 18.
Diametro all'orlo: 12-18 em circa. Non comune.
Diametro: 15-17 em circa.
Prototipo.
Athenian Agora V, pp. 24-5, G 19, tavv. 4, 61. (Tav. Prorvtipo.
XIV, 3).
lL\YES Corinth, p. 454, n. 151, rav. 87. (Tav. XIV,4).
Gli csemplati piu antichi con spirali applicate compaiono
in contesti che approssirnativarnente si possono darare at­ Altri esemplari.
torno al terzo quano del I sec. d.C.; il prototipo, Heve­
mente piu tardo all'interno della serie tipologica, pro­ T(]J'su, I, p. 253, n. 554> fig. 147 (bollo a rosetta; fOrse
viene da un gruppo risalente agli ann! 80-100 d.C. circa. pertincnte alIa B I).
La forma i: quasi sempre boll.ta e sembra mancare ne! Corium C-34-2225 (bollo: eITo/POY).

6}
SIGILLATE ORIENTALI

Forse anche Instrumentum domesticum, p. 20, rav. IV.20, Forse anche Labraunda 11.1, p. 69, n. 232, tav. 35.

con tab. X (ibid., tav. V.22 deve essere una variante an­ Indtre: Paphos, Of:!. 4701 (in contestv f1avio) e vari

rica di questa forma oppure della seguente). altri esempIari da Corinto, I>thmia, Pergamo, eec.
I
EsempIari inediri da Atene (Agora), Corinto e varie Versione «standard,);

altre lc""lita. TECHNAU 1929, p. 50, fig. 42, Beil. XXVII.2.

WAAGE 1933, p. 293, un. 107-III, tav. IX. I

FORMA 60.
Anlioch IV.I, p. 38 (solo come riferimemo).

Piatto a fonda piano can pareti inclinate ed arlo cur­ BROCK 1949, p. 70, fig. 13.8.
vato aJ'interno, convesso all'esterno, con due scanala­ l(};IPOVIC, in Materiali 25, 1952, p. 297, fig. 1.5; tipo

tnre 0 riseghe nel punta di giunzione can Ia parete, al­ 5 (M).

I'interr.o. Di solito alI'interno del fonda compaiono due


M,o~LWlTZ 1958, p. 60, figg. 47 d, 48.

serie di scanalature ,< a pettine", can un bollo a palmetra


(0 a morivi analoghi) al oentro. Sugli esempIari piu an­ SALLER 1957, p. 259, n. 7, fig. 49, nn. 4823, 4955

(= B~GATTI 1953, p. 70, tav. XVII b.I).

tiehi (m B 1/2) l'orlo e basso e triangoIare, carenato


Atizenian Agora V, p. 25, G 27.

all'esterno, mentre su quelli pin tardi esso diviene piu


grande, can riIevante sporgenza in basso e parte interna Crru.IOS~'IK 1962, pp. 128-9, tipo ,< Hofheim 97 Ab ",

conve"a (assume pressappoco il profilo di un martello); taw. IV.I, 10-12, Vb2.

Ie due sotrill linee incise che sotrolineavano I' arlo aI­ LaOraunda 11.1, p. 69, n. 240, tav. 35.

l'esterno negli esemplari piu antichi, si mutano in sem­ CoLDSTREAM Kythera, p. 203, Ul 327, fig. 58, tav. 58

plici coneavita con lievi risa/ti. Una risega piutrosto pro­ (catabgata come ceramica di <;:andarli).

nunciata alla giunzione interna del fonda con Ia parete GI:ZZQ 1972, pp. 373-375, nn. 258, 16487, figg. 442,

eostituisce tID'altra caratrerisrica comune degli esemplari


piu tardio Su quelli piu antichi (in B 1/2) Ia decora­
2ione dell'interno del fonda puo presentarsi come una
454·

CoLDSTREAM Knossos, p. 48, J 16, fig. 17, !aV. 28.

SACKETT 1972-73, p. 68, fig. 21 a sinistra e al oentro


,j
I
!

fascia otrenuta a rotella, delimitata da scanalature (efr. (da Cuosso).


~l
frij
Ia Forma 59). Grosso modo si puo dire che gli esemplari .',llRCANDO 1974, p. 305, tomba 136 n. 5, fig. 219.

piu llItichi con pareti sottili harmo un formato tra il t~


HAYES Paphos, p. 97, fig. q.

piccolo e il medio (diamerro alI'orio di 14-20 em circa), ilr*


Monte Irsi, Southern Italy, pp. 192-3, n. 312, fig. 36.
~;
mentre quelli piu recenti si presentano in due formati
l'vlERCANDO 1979, p. 147, n. r6, fig. 59 a.
~:
(diaoerro di 15-18 e 22-30 cm circa); alcuni esemplari
l\t\IOLI Glasse, p. 96, n. 4.IO, e fig. alia p. 95 (can

poi insolitamente piccoli e trascurati (diametro di 12­


datanone rroppa tarda).
15 em circa), perlopiu se02a bolla e can un gruppo di
scanal.ture all'interno del fonda solamente (e talvolta Inoltre: Stobi C-72-76 (citato in WISEMAN-MANO

nemmeno quelle), si poosono collocare proprio alia fine ZISSI Stom, p. 393), Paphos Of:!. 4938 e numerosi altri

della serie tipologica, tra Ie produzioni piu tarde in Si­ esempIari dalI'Agora di Atene, da Corinto e da varie

localitil deU'area egea.

gillata Orientale B.
Molto comune. I fonnati sana quelli indicati sopra. Forse anche: GRIFFITH 1924, p. 179, tav. LXXLI6

(da Faras in Nubia); TUCHELT 1971, p. 76, no. 2IO-II,

Prot9ripi. fig. I8 (da Didirna).

Antico: Napoli 121749. (Tav. XIV, 5). Versione tarda di piccolo formato: CoWS'l'RlL'IM Knossos,
Athenian Agora V, p. 25, G 25-26, taw. 4, 61. (Tav. p. 54, K 25, fig. 17, tav. 32.
XIV, 6). Altri esempIari provengoIW da Cuosso, da Tebe nella

T.rdo: Paphos, Of:!. 4998. (Tav. XIV, 7). Phtiotide, eCC.

Tardo, di piccolo formato: Cnosso, Villa di Dioniso


58/P 30 = HAYES Villa Dionysos, p. II8, n. 32, fig. 4. FORMA 6r.
(Tav. XIV, 8).
Piatro a fonda piatro con pareti bas,e ed inclinate e

Gron%gia. con arlo a f1angia spargente (cfr. Forma 56). Piede basso

Per il tipo piu antico, 50/60-80/90 d.C. circa; il tipo a li,tello, impastato sotto 10 spigolo del for,do e distinto

piu ttrdo continua fin verso il 150 d. C. daIIa parete esterna mediante una scanalatura. Sulla parte

superiore della sporgenza dell'orlo compare una decora­

Altn esempla,,·. 2ione a rotelIa e talvolta anche un paio di spirali ad S

Versione antica: applicate; una sottile linea incisa e presente al di sotto

Antioch IV.I, p. 38, tav. VI, S I. dell'orlo, alI'interno. I.'interno del fonda e liscio, trarme

POHL 1970, p. 155, n. 30 a-b, fig. 73 (p. 195, n. 412, che per il motivo impressa al centro (asterischi a simili).

fig. 73 e simile a piu tardo). Alcuni esempIari sono di colore nero. Per 1a ciotoIa cor­

HAYES Corinth, p. 454, n. 152, tav. 87. rispondente efr. Ia Forma 72. Antica, per 10 piu in

Ostia III, p. 192, fig. 270 a-b. B 1/2, can pareti pintrosto sotrill.

Ins:rumentum domesticwn, p. 20, tab. X (con riferi­ Non comune.

mento al G 25, dalI'Agora di Atene, v. sopra). Diametro: 8-18 em circa.

64
SIGILLATA ORIENTALE B

Prototipo. Una variante antica (con ampio orlo, efr. la ciotola di


Pompei 504-3 (Tav. XIV, 9). Forma 73) in: Athenian Agora V, p. 25, G 22, laV. 61.
Di piccolo formato. Vedi il profilo. (Tav. XIV, II).
Altri esempla,-i.
Damasco "3'72 (Cat. illustre Damas, p. 85, n. 30). FORMA 63.
Esemplare di piccolo formato (diametro 7,8 em), di co­
Piatto a fondo piatto, come ]a Forma 62, ma con orlo
lore nero, COil bollo di ceramista su due righe.
sporgente ed incurvato all'estemo, non decorato.
SCHAFER 1962, c. 789, fig. 1.18.
Bolli: eno/POY; inoltre vari motivi impressi (ro­
HAYES Corinth, p. 454, n. 153, laV. 87.
sette, ecc.).
Forse anche: Ostia III, p. 258, fig.' 538.
Abbastanza comune.
Inoltre: Corinto C~36--1431 (diametro 18 em, nero).
Diametro: '5-r8 em circa.
Proz9 tipi.
FORMA 62.
Athenian Agora V, p. 44, G 213, lav. 61. (Tav. XlV, 12).
Piatto a fondo piarto, come nella Forma 61, rna abba­ PEUGAITI 1969--70, fig. 3f a p. 87 (da Siracusa).
stanza pili spesso, con piccolo orlo sporgente, ripiegato (Tav. XIV, 13).
in alto ad uncino. Taluni esemplari presentano due ro2ze
ptese ad occhiello applicate al\'estemo dell'orlo. Al centro Cronologia.
del fondo, all'interno compaiono lalvolla dei belli a ro­ Analoga a quella della Forma 62, apparentemente fla­
setta a simili; il fondo per il resto e senza altre decora­ vio-traianea.
zioni. Si possono distinguere dne tipi: A - non decorato;
B - can labbro scanalato e decorato a rotella nella parte Alui esemplari.
inferiore. Non proprio antico.
Tarsus I, p. 253, n. 559, figg. '47, 196.
n tipo A e comnne, il tipo B e piuttosto raro. Guzzo 1970, p. 45, n. Il2, figg. 22, 57 (da Sibari).
Diametro (per entrambi i tipi): quasi sempre di 16­
r8 em; ralvolra compaiono degli esempiari di formato looltre: esemplari inediti da Corinto, Paphos, ecc. Cfr.
pili grande. anche il £Iammento di base in Athenian Agora V, p. 40,
G r68 (Forma 62 0 63 I). II piccolo vasa in Athenian
Prototipo. Agora V, p. 25, G 24, tavv. 4,6r va probabilmenre con­
siderato come una variante antica. V. anche Kenchreai
A. PELAGATTI r969-70, fig. 3 e (p. 87). (Tav. XIV, TO).
IV, p. 66, ER 47, tav. '7.
CTonologia.
Questa, Ia Forma 63 ad esso vicina e Ie ciotole delle FORMA 64.
corrispondenti Forme 74-75, compaiono per la prima Piccolo piattino a pareti verticali, con modanature alla
volla, come pare sempre in versioni antiche, fra i reperti sommita ed in fondo alle pareti; quest'ultima modana­
provenienti da Pompei e iniziano qnindi presumibil­ tura forma il piede; l'interno del fondo e piano. Ne
mente pili lardi che la Forma 60; d'altra parte esse sem­ esistono due versioni: A - con due solcature sulla parete
branD essere rare 0 addirittura asscnti nei contesti pia (cfr. Ia Forma 65 A); B - can decorazione a rotella sulle
lardi in cui questa ceramica presente. e n
contesto de­ modanature e pareti lisee. In taluni casi compare una
gli esemplari proveniellti da Siracusa non dovrebhe an­ solcatura all'interno del labbro. NOll si sa se fosse 001­
dare oltre il 120 d.C. circa. La darazione pili probabile lata. La forma si pui> confrontate con il tipo Dragen­
per entrambi i tipi e 70/75-I20 d.C. circa. dolff 4 in Terra Sigillala Italica.
Rata, probabilmente piuttosto antica.
Altri esempla,-i.
Tipo A: GENTILI r956, p. r57, un. r7 20, fig. 8.r-4, Prototipo.
da Siracusa (neri, cIassificati come « Campana C»), ri­ B. Corinto G--35-948. (Tav. XIV, 14).
prodorti da PELAGAITI '969-70, fig. 3 c-e a p. 87, lav. I, efr. CVA Pologne 3, lav. r06,7; Insrrumenrum do­
Ia fila in alro. mesticum, p. 20, tav. IV.21 (tipo A).
VERMASEREN-VAN ESSEN Santa Prisca, p. 425, n. 600, Il tipo A e anestato a Pergamo (Asklepieion, KO/458)
tav. CLr.
e fotse anche ad Ostia (Ostia II, p. 228, fig. 163).
Forse anche Pergamon 1.2, p. 236, fig. 66, n. 9.
Tipo B: forse MF.RCANDO '974, p. '57, tomba 3, n. 21,
fig. 9 a, con ballo, fig. 334 c (trovato in associazione can FORMA 65.
una moneta del 6466 d.C.; pui> essere una irnitazione). Ciotola a pareti verticali, di solito di piccolo formato,
Vari esemplari inediti di entrambi i tipi provengono con fondo piatto e piede sottile. Piccola modanatura a
da Corinto e da altre localit'. Forse anche DEGAN! '949, mo' di orlo can una solcatura lungo 10 spigolo interno;
fig. 5 a p. 28, a sinistra in alto, da Reggio Emilia (tipo sulla parete compaiono due scanalature distinte (cfr. For­
inceno). ma 64 A) ed una piccola Bangia in fondo allastessa.

6}
6 - EUiclopedia dl.'lI'Arte _ Atl. F. c., II
SIGILLATE ORIENTALI

Normalmente e bollata aI centro (bollo del ceramis!a in FORMA 68.


planta pedis, asterisco 0 simili). Frequentemente e di
colore nero. Per una sua forma corrispondenre, ma pili Cietola cial corpo rotondeggiante, orlo ricurvo all'in­

bassa, cr. Ia Forma 57; in B I cfr. invece Ia Forma fuori e piede basso. Sul1a sommitll dell'orlo compaiono

33. Poc::ll esemplari hanno nella parte superiore della delle scanalature. In B 1/2.

parete un paio (?) di decorazioni applicate. Antica IB 1/2).


Protoripo.
Abbastanza comune.

Napoli, 784-1875, Bolio: enO/POY.- (Tav. XIV, 18).

Diametro: 5-II em.

Non se ne conoscono altri esemplari. 1

;
Prototip.1.
HAYES Corinth, p. 453, n. 138, tav. 86. (Tav. XiV, IS). FORMA 69.
Cronologia. Ciotola emisferica, con Bangia piatta decorata a rotella

all'esterno dell'orlo; piede basso. Comsponde aI piatto

5a-80 d.C. circa. di Forma 56.

Altri esemplari. Antica.


i
\
SamtrJung Vogell, n. 498. Se ne conosce solo un esemplare (non illustrato):
Beth-Shan III, p. 39, tav. XXXlV.43 = Co,vll'ORT­ Damasco 13170 (Cat. illustre Damas, p. 85, n. 28). Dia­

WAAGE 1936, pp. 221-2, tav. II, fig. I (Filade1fia 29­ merro 7,2 em, Di colore nero. Bollato. Senza decorazione

102-547). Con c.ecorazioni applicate. (Tav. XIV, r6). applicata.

HOLWERDA Cat. Leiden, p. 34, n. 399, rav. IV. Con


decorazione applicata. FORMA 70.
Inoltre: Atene, Agora P 14990; Corinto C-36-I87 (in
Ciotola/coppa con corpo a profilo conico con orlo ver­
miniatu:a); Main2, RGZM, 04211.
Una variante con pareti lisce in: KNIPOVIC Glbia, p.
ticale modanato e piede basso non decorato; comsponde ,
aI piatto di Forma 58. L'orlo si presenra come nella 1
17, tav. 1.8. I
Forma 58: decorazione a rotella su una 0 entrarnbe Ie

modanature, distinte tra loro mediante solcamre; due


j
FOR.1\1A 66. solcature compaiono pure all'interno, aI di sotto deliah­

Ciotola emisfedca con piede basso, pesante e moda­ bro. Gli esempi piiJ antichi (in B 1/2) tendono ad I

nato. Una 0 pili sottili linee incise compaiono all'esterno, avere pareti sottili e, solitamente, due spirali ad S appli­

all'aItezza dell'orlo ed attomo all'intemo del fondo. Pre­ cate sul1'orlo. Di norma hanno iI bolio, che piu di fre­
I

senti b~lli dei ceramisti. Antica (B 1/2). Si tratta di e


quente un asterisco/rosetta 0 simili; in alcuni casi pili
un'e,oluzione 0 di una versione meno rifinita della For­ antiem, peril, compaiono anche bolli di ceramisti (CnOI
ma 29 in B I, non del tutto chiaramente differenziata d. POY. €P/MHC, K£PjliOC), Lo sviluppo dell'orlo e del I
quest'ultima. piede i: analogo a quello della Forma 58; gli esemplari
Non comune. rardi mosrrano Ia tendenza a divenire piu piatti e larghi, JI
con il piede pili sporgente. I
Diametro: la-II em circa.
A~sai comune. •

Prototipo. Diametro (all'orlo): 7,5-14 em; si presenta di solito

Co0S50, Villa di Dioniso 35/P 4 = HAYES Ville Diony­ in due totmati: 7,5-9 e 10,5-13 em.

sos, p. 138, n. 2.09, fig. 17, tav. 5. Bolio: E~/MA. (Tav.


Protolipi.
XIV, 17).
Antico: Verulamium Museum, Inghilterra, H.C.M. 7
Altri "emplari. (Coil. e
Evans; secondo quanto assedto stato rinvenuto '1
Labruunda II.I, p. 69, un. 228-9, tav. 35.
BUCOVAIA 1968, pp. 279-80, fig. 8. Bolio: € ? MA.
a Vemlamium,
decorazione a
ma forse proviene da un'altra localitll), La
rotella i: obliterata. (Tav. XIV, 19). 1 I

Atene, Agotll P 17210 (inedito). Tardi: Athenian Agora V, p. 87, M 33, taw. 18, 62.

(Ta>. XV, I).

WISEMA--.,-MANo ZIssI Stom, pp. 392-3, n. I, ill. 2.

FORMA 67. I
Piccola ciotola con pareti a profilo a doppia oonves­ Cr01!ologia.
'itll, piede basso ed orlo costimito da una piccola mo­
danatuta; comsponde aI piatro di Forma 51. Cfr. iI tipo
Come quella della Forma 58.

Altri esemplan',
I
Halten: 10 e D:agendorff 27 in Terra Sigillata Occiden­
Iale. Probabilmente in B 1/2. Antichi (con spirali applicate):

Se ne conosce solo un esemplare (non illustra:o): KNIPOVIC Olbia, PP.I5-I6, tipo 4, fig. 4.2, taw. 1.4,

Damasco 13169 (Cat. illustre Damas, p. 85, n. 27). IV.2.


Diamerro: 7,3 em. Colore nero. Bolio illeggibile. Tarsus I, p. 254, n. 564, figg. 147, 197.
;i
;)1

66 \':
ij
~ii
SIGILLATA ORIENTALE B
----------------------
Labraunda 11.1, pp. 68-9, nn. 224-5 (anche il 226 ?) Altl'i esemplari.
e probabilmente anche p. 68, n. 222, ravv. 13, 35 (am­ WOOLLEY-RANDALL MAcIVER KaraniJg, pp. 53, 227, tav.
messo che quesra non sia B I). 93, G 701, 8874.
Materiali 155, 1970, p. 98, rav. 15 (a p. 126), n. 8, KNIPovic albia, p. 18, tipo II, fig. 3.13-14., rav. 1.11.
da Kerch. CVA Pologne 2, rav. 92.36 (daIl'Egitto).
HAns Corinth, p. 454, n. 148, rav. 86. HOLWERDA Cat. Leiden, p. 33, n. 369, fig. 7 (da Olbia).
Inoltre: vari esemplari da Corinto, Cuosso, Paphos, ecc. Tarsus I, pp. 253-4, nn. 561-3, figg. 147, £96. II n.
Versione normale; 563 e forse la Forma 37.
KNrpovlc OIbia, p. 40, satta il tipo 33 b, tav. II, 33 b. Athenian Agora V, p. 25, G 30, tav. 62.
Athenian Agora V, pp. 25, 54, G 28, J 29, taw. 4, HAYES Col'inth, p. 454, n. 155, rav. 87.
9, 62. Ostia III, pp. 192{?), 273 (non illustrato).
Arch. Delt., 20, 1965, Chronika, p. 562, n. 6, rav. 708/3, PUCCI Instrumentum domesticum, p. 20, tab. X (con
da Afrati, a Creta. riferimento sia al tipo II di Knipovic, sia al G 30 del­
Labraunda II.I, p. 68, nn. 221, 223, rav. 35; forse l'Agora di Atene; manca una illustrazione).
anche it fonda a p. 70, n. 246, rav. 36. Versione antica (ceramica B I?): MrrSOPOULOS LEON
POHL 1970, p. 154, n. 29, fig. 73 e p. 202, n. 493, 1972-5, cc. 508-9, 523, fig. 5 j.
fig. 73. Numerosi esemplari inediti provengono daIl'Agora di
SACKETT 1972-73, p. 68, fig. 21 a desrrd. Atene, da Corinto, ecc.
PHILLIPS Apollonia, p. 114, con nota 26, rav. XVIII b. Aleuni fondi in Kenchreai IV, p. 64, n. ER 41, sana
Vari esemplari di questa forma sana srati ritrovati vicini a questa forma.
anche a Pompei, efr. Instrnmentum domesticum, p. 20, Una versione in miniatuta in: Tarsus I, p. 254, n. 565,
tab. X, satta it tipo 4 di Knipovic. fig. 196.
Una vaIiante amica di piccolo fonnato in: British Mu­
Inoltte: British Museum 68.6-20.263 e 72.4-5.205, da seum, 68.6-20.260 (da Efeso), bollara EPMHC.
Efeso; Monaco, N.!. 6813; Pella, A 805; vari gli esem­
plari da Corinto, Isthmia, I'Agora di Atene ed altte loea­
lita dell'area egea.
FORMA 72.
Forse anche BROCK 1949, p. 70, fig. 13.g-10 (il tipo
e incerto). Cfr. inoltre il fonda Kenchreai IV, p. 65, ER Ciotola a profilo conico can fonda piatto e piccolo
42, fig. 9, ed it conftonto ivi citato. piede a Iistello, distinto daIla parere mediante una sca­
nalatura; Bangia piatta con una decorazione a rotella al­
I'esterno dell'arlo; nella parte interna dellahbro compare
FORMA 71. una sottile linea inelsa. Nella maggior parte dei casi e
Ciotola a fonda piatto, can pareti inclinate Iisce e leg­ piuttosto piccola e !avorat. linemente; taluni esemplari
germente arroroudate. Sull'interno del fonda una singola sanD di colore nero. Corrisponde al piatto di Forma 61.
linea inclsa circonda il bolla (quasi sempre un asterisco/ Spesso presenra due spirali ad S applicate sulla decor.­
rosetr.). Pochi esemplari antiehi con pareti sottili mo­ zione a rotella della f1angia all'a1tezza dell'orlo. General­
sttano minori variazioni. La maggior parte degli esem­ mente bollat., sia can bolli di ceramisti che con semplici
plari sana can pareti piuttosto spesse rispetto alia mole motivi figurati.
generale del vasa. Cotrisponde al piatro di Form. 59, e
Antica (B t/2); probabilmente soprattotto del terzo
rna e assai pin comune, riuscendo a sopravvivere bene quatto del I sec. d.C.
lin enrro it II sec. d.C. Per i suoi prototipi eft. la Forma Non comune.
37. (Un raro corrispondente in Terra Sigillat. ltalica si Diametto: 6,5-12 em.
ritrova nel Manchester Museum, R 850).
Assai comune. Prototipi.
Diametto: 7,5-13,5 em circa; quasi sempre in due Istanhul 7613 (dall. regione di Balikesir). II bolla del
formati: 9-9,5 e to,8-t3 em. e
ceramista piccolo e allung.to (illeggibile). (Tav. XV, 3).
Athenian Agora V, p. 25, G 2t, ravv. 4, 62. Bolla:
Prototipo. I<EP/llOC. (Tav. XV, 4).
Athenian Agora V, p. 25, G 29, tavv. 4, 62. (Tav. XV, 2). Altri e,emplari.
Cronologia. KNIPOVIC albia, p. 16, tipo 5, raw. 1.5, IV.3.
Quest. forma e pili comune in vera e propria B 2 che COMFORT-WAAGE 1936, p. 222, rav. II, fig.--2 (= Fila­
in B 1/2; sembra pero maneare dai gruppi pili tardi delfia 29-102-544, da Beth Shan).
contenenti questa tipo di ceramica. lOOlli a rosetta in­ Cat. illume Damas, p. 85, n. 29. Nero, ­
dicano una d.tazione essenziaImente f1avio-ttaianea, pa­ Samaria-Sehaste III, p. 345, fig. 83, 16.
rallela a quella delle Forme 5& e 70. Non e chiaro in Labraunda ILt, p. 68, n. 219 potrebbe appartenere a
quale variante la forma compaia a Pompei. quesra forma.

67

SIGILLATE ORIENTALI
----------------
Ostia II, p. 190, fig. lOI. Nero. Tipo B.
domestieum, p. 20, tab. X (sotto il tipo 5
Insl1'Ul1U!ntUln Lahrautrda 11.1, p. 68, n. 220, tav. 35.
di Knipovic e la forma G 21 dell'Agora di Atene). Corinto, C-29-37, C-36-2128 (nero).
Apparentemente anche BoYER 1959, p. 95, n. 23, fig.
6.6, d. 1.0:5 Blais, Var.
FORMA n Tipo incetto: Instrumentum domesticum, p. 20, tab. X
(sotto il tipo 10 di Knipovic).
Ciotola a profilo conioo, come ia Forma 72, rna con
orlo piatto e labbro girato all'insu, a mo' di uncino;
l'odo presenta delle sottili linee incise sulla parte supe­ FORMA 75.
riore. Tllivolta e di colore nero. Antica (B 1/2). Ciotola simile alia Forma 74, ma con orlo liscio, arro­
Rara. tondaro e .porgeute a1J'estemo. Corrispoude al piatto
di Forma 63. Alcuni poehi esempi sono di color·~ nero.
Prototipo.
Bolli: eno/pOY, rosette.
Paphos, Casa di Dioniso, OlJ. 2626. Nero. Bollo: una Piuttos-o rara.
rosetta. (Tav. XV,S)· Diametro: 9,5-13 em circa. ,
efr. Tarsus I, p. 254, n. 566, figg. 147, 196.
Prototipi.
Boston, Museum of Fine Arts, da Barkal, Sudan
FORMA 74. (n. 2302.288) = DUNHAM Royal Gemete'ies of Kush IV,
p. r53, lL 23-2-288, fig. F 22 (senza indicazione di bollo).
Ciotola a profilo conico, come Ia Forma 72, ma con
Bollo su due righe: ... //i>Qf; (forse KEP/.(>Q<;:J. Antico.
l'orlo stretto e sporgeote ed il labbro girato all'rnsil.
(Tav. XV, 8).
Abbastaoza piil aperta e bassa delle Forme 72-73; Ie
pareti sono pill spesse. Corrisponde al piano di Forma 62,
Athenian Agora V, p. 87, M 32, tav. 62. (Tav. XV, 9).
con pressoccho identiche prese ad occhiello applicate Altri esemplari.
snU'orlo di taluni eserr,piari. Se ne distinguono due tipi,
come per i piatti: A - oon orlo liscio; B - con orlo !C1­ KNIPOVlC alma, r6, tipo 6, tav. 1.6. Variante di pic­
naJ.to e deoorato a rotella. Alcuni pezzi sono di colore colo formato (diametro 6,4 em).
nero. Bolli: nella maggior parte dei casi 51 tratta di ro­ InstruMentum domesticum, p. 20, tab. X (con riferi­
sette; anche enojPOY e POy/eno. mento al sopra citato esemplare dall'Agora di Atene).
n tipo A e comunc, mentte il tipo B e abbastanza raro. Ulteriori esempJari da Corinro, dall'Agora di Atene, da
Diametro ~in due formati): 8,8-10 em circa e H,5­ Isthmia, Pergamo, ecc.; anche Museo di Volo, K r9'9.
12,5 em. L'orlo in CREMosNrK '962, p. 121, tav. V.6 (sotto il
tipo 6), pub forse indudersi in quest'ambito.
Prototipi.
A. l'ELAGATTI 1¢9-jO, fig. 3 a (p. 87). (Tav. XV, 6). FORMA 76.
B. Corinto C-36-724. « Prese >} applicate. Bollo:
Ciotola con pareti quasi vertica1i, fondo piatto e pic­
POy/eno. (Tav. XV, 7). colo orlo aggettante. La parte inferiore delle pareti si
Granologia. cur"a all'intemo sl da fonnare un leggero spigolo 0
listello, su cni poggia tutto il vaso; il fondo e piatto con
Questa forma, assieme alle altre forme che presenrano un leggero incavo all'esteroo. Dapprima I'orlo ha una
bolli con rosette di aspetro piuttosto sommario, dO'Teb­ forma semplicemente ricurva all'infuori, distinta all'interno
bero avere soprattutto una datazione flavia e troianea da una scanaJarura, poi tende a divenire un elemento
(efr. ]a Forma 62). Datazione probabile (ambedue 1
piano ed affusolato, generalmente convessa nella parte .1'
tipi): 70/75-120 d.C. circa. alta, con una solcatura interna, immediatamente sotto di
essa. Di norma nella parte superiore della parete com­
Altri esemplari.
pare u:J. solDO poco profondo; il piede a listello non
Tipo A. e distinto come nelle forme precedenti. II bollo 0 aI
KNIPOVIC albia, p. 18, tipo 10, tav. 1.10. centro; talvolta snU'interoo del fondo appare una sol­
GENTILI 1956, p. 157, un. 21-28, fig. 8.5-12 (nero), catura. Questa forma Ia troviamo per la prima volta alia
illustrato da l'ELAGAITI 1969-70, fig. 3 a-b (a p. 87), meta del I sec. d.C. in un formoto piccolo, rna progres­
tav. I, nelle file centrale ed inferiore. sivamente tende ad aumentare di dimensioni; Ie "ersioni
Guzzo 1970, p. 40, n. 79, figg. 22, 57· simili a grandi bacinelle sono fra gli ultimi prodotti in
Inoltre: Londra, giil Guildhall Museum, 3176; Mainz, Sigillatl Orientale B. Ne disringuo due tipi (non chiara­
RGZM, 0 13751, 13752; Vienna, Kunsthisrori3ches mente diJferenziati) snlla base delle dimensioni:
Museum, 1309; Vienna, collezione dell'Universiti, da A. Piccola (diametro 7-16 em circa). In genere e an­
Efieso; \'3ri esempJati provengono dal1'Agora di Atene, tica (in B r/2 0 in B 2 antiea) ed in taluni easi pre­
da Corinto e da altre localita dell'area egea. senta boIli di ceramisti.

68
SIGlLLATA ORIENTALE B

B. Grande (diametro 16-30 em circa). Predomina in Cronologia.


B 2 tarda (roO-ISO d.C. circa). Bolli: palmette 0 motivi Quesra forma la si ritrova in contesti della prima
simili (dove esistono). meta del II sec. d.C.
E molto comune nella versione tarda.
Altri esemplari.
Prototipi. Labraunda 11.1, p. 68, nn. 215, 216, rav. 35.
A. HAVE, Corinth, p. 454, n. '54, tav. 87 ~ Corinto Inoltre: Corinto C-34-2200; Atene, Agora P 26716 e
G-36-34. In B I tanla? (Tav. XV, ro). esemplari provenienti da Paphos, ecc., tnrti frarnmentari.
BMCat. Roman Pottery, p. 38, I. 135 (bollo: AIIE=.Aj
NLlPOY).
FORMA 78.
B. Paphos, Casa di Dioniso, Of:. 4939. (T.v. XV, II).
Grande piatto, simile a quello di Forma 77, ma con
Altri esemplari. ampio orlo ricurvo, con Iabbro piegato verso iI basso.
Tipo A. I.e pareti sono basse e tondeggianti, distinte all'intemo
KNIPOVIC albia, pp. '7-18, tipo 9, rav. 1.9. in alto ed in basso mediante solcature 0 risaIti. In raluni
WAAGE '933, p. 293, n. ro4, rav. IX. esemplari 10 spigolo del Iabbro compare decorato a ro­
tella. Non sono attesrati bolli. La datazione e probabiI­
COMFORT '960, p. '9, fig. I, in alto a destra, fig. 5.
mente vicina a quella della Forma 77.
POHL '970, p. '95, n. 4'3, fig. 73. Rata.

Ostia III, p. '92, fig. 270 c.


Diametro: 27-30 em circa ed oltre.

Inediti: Paphos at; 687; altri esemplari da varie loca­


lita dell'area egea. ProlO/ipo.
Si tratta forse di questo tipo in Tarsus I, p. 253, n.
Corinto C-36-2306. (Tav. XV, 13).
558, fig. 196; Instrumentum domesticum, p. 20, mb. X
Cfr. Labraunda 11.1, p. 70, n. 248, rav. 36.
(tipo 9 di Knipovic). Per un'imitazione in ceramica ateniese, efr. Athe1lian
Tipo B. Agora V, G 50, tav. 65.
Ostia III, p. '92, fig. 270 d, e p. 218, fig. 408.
Inediti: Paphos aLl 2645, at; 4939 e frarnmenti; nu­ FORMA 79.
merosi esemplari frammentari provengono da Corinto,
ecc. Ciotola carenara, con piccolo piede ed arnpio orlo
La piccola ciotola di buona fartura in Tarsus I, p. 253, piatto, con Iabbro bruscamente ricurvo all'iusli. A1I'in­
n. 558, fig. 196 (probabilmente in B I) potrebbe essere terno 10 spigolo tra l' orlo e la parete e fiancheggiato da
una direrra antecedente di questa forma (ammesso che scanalatnte. Non sono attesrati bolli.
non sia da restaurare con un piede). Non comune.
Proto/ipo.
FORMA n HAYES Paphos, fig. 7.4 a p. 108. (Paphos Of:. 4980; il
Grande piatto a fondo piano, con piede basso di note­ contesto sembra Bavio). (Tav. XV, 14).
vole diametro; 1e pareti sono basse e tondeggianti e
Cronologia.
1'0tIo e piatto, obliquo ed ampio, con Iabbro ingrossato e
pendente. A1I'interno delle pareti compaiono modanatnre Fine I-inizio II sec. d.C. ?
convesse e concave con sezione di un quarto di cerchio; Forma affine: Corinto C-34-2276 (diarnetro 13 em).
quesle modanature sono distinte da scanalature 0 risaIt!; Qualche altro frannnento da Corinto denuncia l' esistenza
iI Iabbro comprende una membratura verticale ed una di una versione pili grande di quesra forma.
flangia che sporge obliquamente (in genere presenta una Per un'imitazione in ceramica ateniese, cfr. Athenian
decorazione a rotella) ed e distinto all'interno mediante Agora V, p. 48, H '3, rav. 8.
una 0 pili solcature; aI di sotto della fascia dell'orlo si
possono talvolra avere due sottili linee incise. L'intera
impostazione del vasa fa pensare ad un'imitazione da FORMA 80.
una forma metallica. Non si sa se vi fossero bolli 0 de­ Ootola bassa e tondeggiante con orlo piatto inclinato
corazioni suIl'intemo del fondo. L'argilla ,i presenta di verso iI Iabbro, distinto da due scanalature all'esterno
solito pesante e scagliosa. e da una sola all'interno; piede piccolo e basso; due
Non oomune. " gradini " attoma aI centro all'interno del fondo, cir­
Diametro: 24-30 em circa. condato da una sottile linea incisa. Non attesrati bolli.
Sembra si tratti di un'imitazione da una patera di metallo,
Prototipo. della varieta con ansa .teriomorfa, ma sonza quest'ultima.
Paphos Of:., non camIogato (vassoio Zt; 401). (Tav. Assai camune.
XV, 12). Dne formati: diarnetro 14-r6:e r8-20 em.

09

SIGILLATE ORIENTALI

Prototipo. Questa produzione, oppure una versione italica della


forma: Ordona V, p. r41, n. 254 (e n. 2S3 ?), tav. So.
Athenian Agora V, p. 87, M 31, tavv. 18, 61. (Tav.
Per una variante pili e!aborata (pili antica ?), che imita
XV, IS). strettamente prototipi meta1lici, con una decorazione ap­
plicata al centro, dr. Athenian Agora V, sotro M 31,
Cronologia. tav. 43 in basso a sinistra. II fondo con una decorazione
applicata in HOLWERDA Cat. Leiden, p. 34, n. 396, fig. 7,
Si tratta di un tipo tardo non presente a Pompei. Ver­
pub essere riferito a quest'ambito.
sioni fabbricate in modo molto grossolano continuano
Per Ie imitazioni, cfr. CREMOSNlK 1962, pp. r23-4,
fino alla fine della serie tipologica della Sigillata Orien­
tipo 7, tav. V.3-4. Una variante pili grande fir pure
tale B. 80-ISO d.C. circa.
fabbricata ad Atene: dr. Athenian Agora V, G r8s,
tavv. 7, 67·
Altri esempiari.
FRAMMENTI NON CLASSIFICATI.
WAAGE 1933, p. 293, nn. IOS-D, H3, fig. I, tav. IX.
COLDSTREAM Knossos, p. 48, J IS, fig. 17. Alcuni pochi frammenti di piatti (?), con file di bolli
(ad esempio palmette) e decorazione a perline all'intemo,
MERCANDO 1979, p. 223, n. 33, fig. 132 h. sembrano appartenere a questa cIasse ceramica. La ridon­
Numerosi esemplari inediti provengono da Corinto, danza di modanature suggerirebbe un'imitazione da for­
da11' Agora di Atene, da varie localita dell'area egea e me metalliche. I profili non sono completamente defi­
da Paphos. nibili.

III. CERAMICA Dr CANDARLI


., - PRODUZIONE PERGAMENA

DEFINIZIONE da Loescbcke a Pergamo, e quelle cbe ad esse succedono


ne! III sec. e forse anche ne! IV sec. d. c.; come punto
Questa classe ceramica, l'unica ceramica fine orien­ di partenza si considera il regno di Augnsto. La serie
tale i1 cui centro di produzione sia staro riconosciuto tipologica di epoca ellenisrica di colore rosso e perti­
su base archeologica, prende i1 nome dall'odiemo porto nenre all'area pergamena e esc1usa (efr. SCHAFER 1968);
di Yndarli (l'anrica Pitane) siro su11a cosra egea, presso cosl pure Ia tarOO Late Roman C (produzione della re­
Pergamo, dove Loeschcke rinvenne ed analizza gli sear­ gione di Focea), che pua comunque essere messa in cor­
ri di fornace ne! r9II (efr. LOESCHCKE Tschandarli, pp. re1azione con questa.
344-407). Plinio (N. H., XXXV. 12. 46. 160) menziona
Pergarno come un centro di produzione di bella ceramica, CARATTERISTICHE MATERIAL!
Ia quale deve essere senz'altro idenrificata con Ia produzio­
ne di 9mdarli, cosl abbondanre nell'area pergamena. Se Le caratteristiche della ceramica furono individuate 00
poi Ia sressa ceramica fosse prodotta anche in altri Inoghi Loeschcke (Tschandarh), il quale ne descrive due varietil
attoroo a Pergarno, timane ancora una quesrione aperta. principali, entrambe presenti a Qlndarli. Entrambe hanno
Kenyon (Samaria-Sebaste III, p. 282) propone per un'argi11a a grana fine, che si rompe con frattura netta;
questa ceramica il nome di « Sigi11ata Orientale C ,) ma, qualche volta nell'argilla sonG presenti delle scaglie di
dato che d e noto i1 centro di produzione (0 perlomeno mica dorata (biotite). In tutte e due Ie varieta Ia vernice
un centro di produzione), si potrebbe considerare tale compatta e levigata contrasta con quella saponosa e
denominazione superflua. 10 rnantengo qui l'anrico nome, seagliosa della serie tipologica di epoca e1Ienistica. La va­
applicandolo, per chiarezza, a tutti i prodotti a vernice riante romana piu antica, in uso per tutto il I sec. d.C.,
rossa di eta romano-imperiale provenienri da11a regione si presenta in generale con un'argil1a di un colore che
di Pergarno. Tale ceramica va nettamenre distinta da va da1 rosso-arando al rosso-vermiglione (Munse1l2.5YR
quella chiarnata (' Pergamena" 00 Zahn, F. F. Jones, 6/12), ed una vernice di simile tonalita (10 R 5/16 circa),
Robinson ed altti; questa in realta e la Sigillata Orien­ che non sempre ricopre il fondo; lucente all'intemo e
e
tale A, di cui si parlato precedentemente e che non ha quasi sempre opaca all'esterno. II vasellarne piu tardo
alcnn legame con Ia regione di Pergamo. Per evitare (II-III sec. d.C.) e staro cotto ad una temperatura un
confusione, Schafer ha cornato i1 termine di lokalper­ poco piu alta e tende percia ad essere di un rosso-bruno
gamenisch per Ia ceramica di Yndarli (in senso lato). cupo (Munsell 10 R 5/8-5/12, vernice da 10 R 4/6 a
Quest'ultima e una diretta conrinuazione delle serie tipo­ 4/10-5(10); Ia superficie e lucente e compatta. Per la
logiche di ceramica pergarnena a rilievo, risalente all'etil qualitil dell'argilla e per il colore, questa variante e pra­
ellenistica, studiata 00 Courby e da altri e piu di recente ticamente identica alla Terra Sigillata ltaliea piu tarda,
ana1izzata in particolare da J. Schafer in Hellenistische da cui si differenzia solo per Ie pareti poco piu spesse,
Keramik aUS Pergamon, Berlino r968. per leggere differenze nelle forme, per Ia sporadiea pre­
Knipovic (in Olbia e Materiali 25) pubblica un certo senza di scaglie di biotite e per Ie sttiature orizzontali
numero di pezzi in ceramica di YnOOrli, rna non di­ che compaiono all'esterno, come risultato di una non per­
sringne in maniera chiara quelli della serie «. Pontica" di fetta lavorazione al tomio. Una variante di argilla usata
cui si parla piu avanti (pp. 92--96); esemplari di questa in maniera particolare nei piatti tardi di Forma Hayes 4>
ceramica sono classificati nella pubblicazione di Olbia mostra in altemativa una vernice di colore rosso piu
sotto i titoli di Gattungen C e D. scuro, con rnassiccia presenza di mica argentea (musco­
La classe ceramica che qui si prende in esame com­ vite). Comunque per tutte Ie altre earatteristiche Ia pro­
prende Ie serie piu antiche e quelle piu tarde, osservate duzione e riferibile alia stessa serie tipologica; potrebbe

71

SIGILLATE ORIENTALI

trattarsi della produzione di un centro periferico. Un'ul­ risalente probabilmente all'inizio del I sec. d.C. e pochi
teriore variante con argilla di colore molto chiaro i: de­ vasi decorati con motivi dipinti. Generalmente non com­
scritta sotto il tipo 19 del Loescheke. In tutti i casi la pare la decorazione a rotella. Si possono invece trovare
cottum i: del rutto uniforme; non sono attestati esempi talvolta delle decorazioui a motivi applicati (ad esempio
di vernice fatta diventare deIiberatamente nera con la spirali ad S come in Sigillata Orientale B), 0 prese or­
cottum. namentali. E invece opinabile se Ia decorazione a bar­
bottina, usat. con una certa frequenza nella sintile ce­
CLASSIFICAZIONE rarnica «Pontica ), sia stata impiegata anche in area
pergamena.
La serie tipologica del Loeschcke (Tschandarli, tav. I bolli dei cerantisti compaiono abbastanza di fre­
XXVIII) comprende pili 0 meno tutte Ie forme vasco­ quente sui tipi ,I augustei Il, ma in seguito sono comple­
Iari note, dalla meta del I sec. all'inizio del II sec. d.C., tamente assenti, ad eccezione di un piccolo gruppo di
mentre Ie forme pill srandardizzate di epoca tarda ven­ rozze plantae pedis, risalenti al tardo I sec. d.C., trovate
gono elencate da Hayes in Late Roman Pottery, pp. 318­ su piatti di forme derivate da quelle in aretina. Tutti i
322. Tra i ritrovamenti da Pergamo pubblicati da Schafer bolli sono in greco e la maggior pane i: del tipo rettango­
(SCHA:FER 1962, coli. 777-802) e da De Luca (Pergamon lare con testo su una 0 due righe, strettamente affine
XI. I) si puo, in via di ipotesi, distingoere un gruppo ai bolli contemporanei in Sigillata Orientale B. Quasi tutti
anteriore di forme, fabbricate con Ia variante di argilla questi bolli pergameui contengono dei veri nomi, alia
pili antiea, databili a quanto sembra all'eta augusteo­ maniera della ceramica aretina; di essi, pochi sona in
tiberiana e bollate assai frequentemente con i nonti dei comune con Ie altte serie tipologiche orientaIi. Un ri­
ceramisti; queste furme sono state elencate, nelle pagine stretto numero di bolli con motti, del genere cosi fre­
che seguono, con la sigla (I A» (ovvero tipi «augustei »), quente in Sigillata Orientale A e B, i: comunque presente
mentre Ie tipologie di Loeschcke e di Hayes (siglate qui (ad esempio XAPIC, KAl\HC). Per elenchi dei bolli dei
«L» e «H» rispettivamente) sono state mantenute per cerantisti in questa produzione, cfr. LOESCHCKE Tscha,,­
que! che riguarda Ie serie pill tarde. darli, pp. 374-5, fig. 6; Pergamon 1.2, p. 271; HOL­
WERDA Cat. Leiden, pp. 33-4, llU. 383-91, tav. IX;
CARATTERISTICHE PRINCIPALI Sca:.iFER 1962, coli. 797-802, con fig. 5.

In generale i profili sono pili sempIici di quelli in Si­ DIFFUSIONE


gillata Orientale B, anche se molti si basano su modelli
in cerantica aretina. I piedi degli esemplari del periodo n mercato principale di questa classe ceramica i: con­
iniziale tendono ad avere delle sporgenze di base roton­ centrato, come per i tipi che l'avevano preceduta in eta
deggianti, dapprima decorate con solcarure, di chiara de­ ellenistica, a1!'ioterno di una fascia che andava da N
rivazione da tipi di ceramica tardo-elleuistica locale; Ie a S, partendo dall. Russia meridionale, fino alia eire­
sagome pill elaborate dei piedi in Sigillata Orientale B naica e che abbracciava tutta l'area egea; dei ritrova­
possono considerarsi con molta probabilitit delle copie. menti occasionali si sono verificati anche a CipIO ed in
Durante iI I sec. d.C. questi stessi piedi mostrano la Iralia. Durante iI I sec. d.C. la feroce concorrenza eser­
tendenza a diveuire pill a1ti c squadrati, alia maniera citata dalle a1tre ceramiche sembra aver ristretto iI suo
degIi esemplari in aretina e completamente diversi ri­ mercato alia parte serrentrionale e nord-occidentale de1­
speno all'andamento generale che si rileva all'interno I'area egea, con !intitate esportazioui nel N, nelle re­
della produzione rivale dell'Asia Minore. I piedi poi dei gioui del Mar Nero. In ogui modo, nel periodo che va
tipi pill tardi si distinguono per Ia lora massiccia impo­ daI 150 aI 250 d.C. circa, in seguito alia decadeuza della
stazione; qnelli dei piatti e delle bacinelle che derivano Sigillata Orientale B, la ceramica di <;andarli divenne
dalla forma italica Goudineau 43 (Dragendorff 18), molto la ceramica fine pili usata nella regione egea ed in tutta
ampi, bassi all'estemo e profondamente incavati all'in­ la Grecia, soggetta alia sola concorrenza delle sigillate
terno, sono riconoscibili immediatamente. La maggior africane nella parte occidentale di quest'area. Sporadici
parte di questo vasellame nei tipi pill rardi mostra inol­ esemplari di questo periodo sono stati trovati in localita
tre Ie impronte dei tre divaricatori usati per Ienere sepa­ remote come la Palestina.
rati i vasi durante la cottura; tali impronte compaiono
sul fondo e alia base del piede (per una chiara esempli­ INFLUENZE
ficazione cfr. KmPOVIC Olbia, tav. VI.7). AIeuui di que­
sti divaricatori furono trovati durante gli scavi del Loe­ Se si paragonano la cerantica di <;:andarli e la Sigillata
scheke. Proprio all'estremo !intite finale di questa serie Orienrale B delI'inizio 0 della meta del I sec. d.C., ap­
tipologica, troviamo anche, come carattere distintivo, iI paiono parecchi punti di contatto (ad esempio nel modo
piede rastrenrato della Forma Hayes 4. di impostare iI piede e nel tipo dei bolli dei ceramisti);
In contrasto con la Sigillata Orientale B, quasi tutta queste due classi ceramiche furono infaIti pili profonda­
); ,
Ia ceramica di <;:andarli i: completamente seuza decora­ mente influenzate dalle forme vascolari e dagli stili de­
zione, se si eccettuano delle occasionali solcature sul corativi presenti nella ceramica aretina che non Ie a1tre
fondo interno. Casi a parte sono una piccola serie ti­ classi ceramiche prodotte nell'.rea orientale. Talune in­ I:;
pologica, che deriva dalla ceramica aretina a rilievo, fluenze reciproche tra Ie due produzioui dell'Asia Mi­

J2
CERAMICA DI <;:ANDARLI

nore sana dunque innegabili. Ad ogni modo, l'influen7.a mentre Ie comuni forme di epoea tarda (in particolare Ie
esercitata daI1e forme vascolari della ceramica aretina Forme Hayes 3, 4) sana imitate in ceramica locale in
duro pill a lungo a Pergamo che non in altre localita. lutta I'area egea (efr. Athenian Agora V, K 35, ecc.). I
Talune imitazioni da forme in ceramica di Candarli piatti ad orlo ricurvo di Forma Hayes 4 scmbrano costi­
del I sec. d.C. si possono riconoscere tra Ia produzione tuire il punta di inizio della serie tipologica in Late
che proviene daI1e regioni del Mar Nero (vedi pili avanti), Roman C.

SERlE AUGUSTEA (SERlE A)

FORMA A 1. FORMA A4.


Grande vassoio can pareti basse e labbro ricurvo al­ Piattino a fondo piatto, con pareti inclinate c basse,
l'infuori, con un medaglione centrale applicato all'interno terminanti con un labbro scanalato (bifido, ecc.). E il
del fondo, cbe e piatto; sotto il suo spigolo esterno com­ prototipo della Forma L 9 ?
pare un sottile piede. In via di ipotesi e stato classificato
in quest'ambito sulla base delle caratreristiche materiali, Prototipo.
rna potrebbe anche essere di poco pili antico ed appar­ Pergamon XLI, p. 157, n. 373, tav. 66. II contesto e
tenere alia serie tardo-ellenistica di Schafer. 10 stesso della Forma A 2. (Tav. XVI, 5).
Ibid., n. 455, tav. 66 puo essere un aitro esemplare di
Prototipo.
questa forma.
Louvre, CA 1624 (da Smime). Vernice di colore rosso
vermiglione, che si voIgc in aleunc parti in. color seppia,
con striscia di doppia immersione. Sui medaglione com­ FORMA A 5.
pare un'iscrizione: 8[.]NlN I 8[[1]0181. (Tav. XVI, I).
Ciotola con il corpo dal profilo arrotondato, orIo ri­
curvo all'infuori e piede basso. Talvolta compare una
FoRll'.A A 2.
scanalatura a meta altezza della parete esterna. Cfr. la
Piatto can pareti hasse e verticoli ed orlo ad uncino. Forma 23 in Sigillata Orientale B antica; come quest'ul­
II prototipo presenta un basso piede a listello, con una rima, puo essere avvicinata al tipo Haltem 7 in aretina.
modanatura all'interno, paragonabile ai piedi dei piarti
in Sigillata Orientale B antica. Afline alia Forma A I ? Prototipo.
PergamDn XLI, p. 158, n. 384, tavv. 56, 67 (fram­
Prototipo. mentario). (Tav. XVI, 6).
Pergamon XI.I, p. 157, n. 369, tavv. 56, 66. In un
contesto che sembra augnsteo. (Tav. XVI, 2). Esemplari simili.
Un esemplare afline (0 una variante della Forma A 3): Pergamon 1.2, p. 269, n. 14 (con illustrazione).
ibid., n. 372 (Ia datazione e la stessa). Sammlung VogeIl, n. 497, con bollo rAIOY (bollo che
si ritrova altrove in questa serie).
FORMA A3.
Piatto Vlemo a1 ripo Haltern 2 in ceramica aretina. FoRMA. A 6.
arlo verticale concavo, quasi sempre can modanature
nella parte interna; all'esterno e talvolta scanalato, rna Giotola con profilo del corpo tondeggiante ed orlo ver­
senza decoranone a rotella. In rari casi compare una ticale concavo, impostato su di una tagliente carenatura.
decorazione a rotella all'interno del fondo. II profilo del Spesso bollata. La forma si lega con Ia ceramica aretina
piede varia. (tipo Haltern 8), sebbene Ia profonda concavita dell'orlo
Diametro: 15-32 em circa. si riscontri con maggiore approssimazione nella Sigillata
Orientale B (Forma 26). II diametro e di !}-I4 em circa.
Prototipo. SCHAFER 1962, coil. 791-2 distingue due varieta in base
SCHAFER 1962, pp. 787-8, 00. II, 14, figg. I.II e 14. all'impostazione del piede: a) con piede scanalato in
(Tav. XVI, 3-4). maniera elaborata (efr. Ie forme in Sigillata Orientale
B); b) con un piede pili semplice e tondeggiante.
Altri esemplari.

Pergamon 1.2, pp. 268-9, n. 3 (con illustrazione).


Prototipi.
LAMB-PRYCE 1940, p. 98, fig. I, n. 16.
a) SCHAFER 1962, col. 791, fig. 2, n. 22. (Tav. XVI, 7).
SCHAFER 1962, coIl. 787-%, n. 12, fig. 1.12.
b) Atene, Agora P 3564. (Tav. XVI, 8).

73
SIGILLATE ORIENTALI

Altn' esemplari. b) Non decorati:


Pergl11fWn 1.2, p. 269, n. 18 (con illustrazione). Sammlung Vogell, p. 50, n. 471, tal'. VII.25.
SCHAFER 1962, coIl. 791-2, un. 23-27, figg. 2, 5. Pergarf'.lJn XLI, p. 157, n. 387, tavv. 56, 67. Per una
Probabilmente anche KNIPOVIC Olbia, p. 3z, tipo 28, imitazione in cerarnica attica grigia, in un gruppo di
fig. 8.3, tav. 11.28; IV.7. eta augustea, efr. Athenian Agora V, p. 13, F 26, tal'. 63.

FORMA A7. FORMA A 10.

Simile alla precedente, rna con pareti piu ripide e dritte Grande coppa con un'unica ansa e con alte pareti
e
ed orlo verticale decorato da sottili linee incise; il piede concave. Solo un O8emplare, con decorazione in bianco
basso e pesante. Corrisponde al piatto di Forma A 3. E come nella Forma A 9. Appartiene probabilmente a que­
I'immediato prototipo della Forma L 15 nella serie tipo­ sta classe ceramica; si tratta di una versione tarda dei
logica di <;:andarli. vasi cou decorazione applicata in ScHAFER 1968, coil. 68-9,
98, taw. 33, 39, E 64-{}6.
Prototipo.
Prototipo.
SCHAFER 1962, col. 793, n. 28, fig. 2.28 ~ Pergaman
XLI, pp. 158-9, n. 386, taw. 56, 67. (Tav. XVI, 9). KN!POVlC Olbia, p. 33, tipo 31, tav. 11.31. (Tav. XVI,12).

FORMA A II.
FORMA AS.
Biccbiere a pareti verticali, come il tipo Haltem 16
Ciolola a fondo piatto, con pareti verticali ed orlo in aretina. Decorato a rotella.
piatto e scanalato. Se ne conosce un solo esemplare, pro­
babilmente pertinente a questa classe ceramica. Protoripo.
Atene, Agora P 9990 (Athenian Agora V, G 44, tav.
Prototipo.
4. Incompleto). (Tav. XVI, 13). II contesto e del primo
Mainz, RGZM, 028669. Con bollo AIt10/yXOY; quarto del I sec. d. C.
sull'orlo compaiono due spirali ad S applicate (nessuna
decorazione a rOlella). (Tal'. XVI, 10).
Lo stesso bollo e stato ritrovato su un frammenlo FORMA A 12.
di forma diversa provenienle da Olbia (efr. KNIPOVlC
Olbia, p. 32, n. 21374; seuza ill.). Per un'altra spirale Cratere su piede, con decorazione a rilievo da ma­
ad S su di una ciotola in ceramica di <;:andarli 0 «Pon­ trice; imitazione stretta del comune tipo in aretina
tica", cfr. ibid., p. 33, tipo 30, tav. II.30, con i citati (DragendorfIjWatzinger, tipo I; DragendorfI, tipo II).
confronti dalla Collezione Vogell. Pocbi frammenti di questa forma sono stati trovati a
Pergamo: alcuni, pertinenti al corpo del vaso, sono stati
pubblicati da Schafer (SCHAFER 1962, coil. 795-{), un.
FORMA A9. 33-35, fig. 4); vi e inoltre almeno un orlo dalla caratte­
ristica fonn. ricurva alJ'infuori tra i reperti catalogati pro­
Coppa a due anse, piuttosto bassa, con un)ampia mo­ venienti da quella localita (Asklepieion, inv. 680). Una
danatura concava fiancheggiata da scanalature su11a pa­ forma simile, con motivi dipinti, esiste nella serie tipo­
rete. Una versione antica (?) presenta una decorazione logica tardo-ellenistica. La versione non decorata L 10
dipinta in bianco (festoni di foglie) su11a fascia piatta (vedi piu avanti) e con rutta probabilita il risultato di
dell'orlo. Del tardo I sec. a.c. (?) e degli inizi del I un tardo sviluppo di questa forma.
e
d. C. La decorazione una versione larda della serie e!­
lenistica D in SCHAFER 1968.
FORME AFFINI.
Prototipo.
En passant si possono inoltre considerare due altre
Atene, Agora P 16717 (Athenian Agora V, tav. 39). fonne, Ie quali probabilmente si collocano ne! periodo di
Non decorata; anse a nastro con linee incise al centro. transizione dalla serie tipologica ellenistica di Schafer
n e
oont08to dell'inizio del I sec. d.C. (Tav. XVI, II). a quella augustea (A).
Altri esemplari.
a. Modiolus con motivi applicati. Versioni antiche fu­
rono osservate da Schafer (SCHAFER 1968, pp. 69-70,
a) Decorati (tutti frammentari):
e
<)6, E 6), ma I. forma probabile che sopravviva in pe­
Atene, Agora P 4644.
riodo augusteo, costituendo un possibile prototipo per
KNlPOVlC Dlbia, p. 20, tav. I, e (si tratta di questa
la versione in aretina. Un esemplare da Schitul in Roma­
. ).
ceraffilca. nia potrebbe essere di questa fase transizionale: efr.
SCHAFER 1968, tav. 9, D 32 (antica ed e!abotata). SLOBOZIANU 1959, pp. 285-{}, figg. 1-2.

74

CERAMICA DI <;:ANDARLI

b. Ciotola carenata con anse ricurve applicate alia 13-14, F 2l)--32, taw. I, 64). (Tav. XVI, 14). E molto
parete e piede massiccio e tondeggiante con modanature; probabile che questa forma sia stata copiata in una serie
di norma presenta tra Ie anse dei motivi incisi e dipinti. di ciotoIe ateoiesi tarde del tipo West Slope, databili in
Questa forma non compare tra quelle pubblicate pro­ epoca augustea. (Cfr. ibid., p. 12, F 16-17, taw. I, 63).
venienti da Pergamo, ma Ia sua decorazione e nella tra­
dizione tardo-el1enistica di Pergamo e l'impostazionc Esemplan pubblicati.
stessa del piede e paragonabile a quella di aIcuoe forme
KNIPovIC, in Materiali 25, 1952, p. 309, fig. 8, da
elencate precedentemente. Potrebbe trattarsi di un'altra Tiritaka. (Tav. XVI, 15).
forma transiziouale di eta ellenistic<>-romana. La forma
e simile a quella di un esempIare in tarda ceramica at­ ARsENIEVA 1963, p. 192, fig. I.
tica a vernice nera e di tutta una serie particoIare di cio­ Materiali 155, 1970, p. 102, tav. I5 (a p. I26), n. ro,
tole carenate (I di Coo') (efr. Athenian Agora V, pp. da Kerch.

SERlE DEL LOESCHCKE (MATERlALE DI <;ANDARLI: SERlE (I L ,»

Per I'originaria tipoIogia si veda LOESCHCKE Tschan­ L ro, un cratere su piede simile alla Forma A J2 (di
darli, tav. XXVIII (ecceno i tipi II, 24); il lenore si cui si e parlato precedentemente), rna senza decorazioni,
riferid a questa per Ie forme meno frequenti, che sono: stando a quanto a!ferroa il Loeschcke, era eom1L~e nei
L 2-5, 7-8, II-I4, I6-18, 21-22, 24-25, 27-28, Ie forme depositi pili anticm di <;mdarli (efr. LOESCHCKE Tschan­
chiuse L 3<>-39, Ia patera L 40 ed i bacili parziahuente darli, pp. 366-7; un esemplare a Maim, RGZM, 0 6655);
veroiciati delle forme L 41 -42. La maggior parte di que­ essa pero non e attestata con sicurezza in altri Iuoghi.
ste non sono state mai trovate aI di fuori di <;:andarli. Poem frammenti del coperchio a cupola di Forma L 23
Per poem casi si puo parlare di pezzi (I sopravvissuti", ci sono noti da a1tre Iocalita (ad esempio Atene, Agora
contemporanei alia serie tipoIogica (I A,) (ad eseropio L 5, P 23390). La ciotoIa L 22 di cui il Loeschcke da il pro­
che sembra porsi in relazione con la forma HaItem I filo ricostruito, porrebbe essere a fondo piatto; vedi Per­
i." aretina). La maggior parte di esse e stata ritrovata nei gamon XI.I, p. 159, n. 388, tavv. 56, 67.
livelli pili antiehi di C;:andarli, a!lehe se Ie Forme L 21 e 27 Le forme piil comuoi fra la meta del I e gli ini2i
e forse qnalche a1tra, dovrebbero appartenere al gruppo del II sec. d.C. sono elencate ed illustrate qui di
pili tardo di <;:andarli (inizio del II sec. d.C). La Forma seguito.

FORMA L 1. Una forma simile e presente tra i tipi {< Pontici I);
taIuoi repetti della Russia meridionale possono in realta
Piano con orlo verticale, con lIangia aIla base (cfr. appartenere a questo ambito. Gli esemplari con l'intcmo
Goudineau, tipo 39 e in Terra Sigillata Italica). SuI fondo
del foudo inclinato e piede rozzamente modellato non
interno compare una scanalatura; non sono attestati bolli.
sono con tutta probabilita prodotti petgameoi (vedi pili
Serie antica, dalla meta alia fine del I sec. d. C.
avanti, a p. 92).
Diametro: 15-26 em circa.

Protonpo. FORMA L6.


Atene, Agora P 22324 (frammentario; un Iato restau­
Piatto con orio ricurvo all'insil (forse di derivazione
rato). (Tav. XVI, I6).
dalla forma Haltern 4 in aretina). Nessun bollo atrestato.
Altri esemplan. La fartura e la decorazione sono Ie stesse della Forma
L I; identica la datazione. Si tratta probabilmente del
LOESCHCKE TschanJarlt~ pp. 360-2, tav. XXVIII.
prototipo delIa Forma H 4 Iarda, di cui si parIera piil
KNIPOVIC Olbia, pp. 29-30, tipo 19, tav. II, 19 a.
avanti, anche se cio non e chiaramente verificato.
SC!lAFER 1962, col. 788, n. 16, fig. 1.16.
Diametro: quasi sempre inrorno ai 14-18 em.
Forse anche: Sammhmg Vogell, p. 52, un. 503-506,
fig. a p. 48; HOLWERDA Cat. Leiden, p. 36, n. 433, tav. Prototipo.
IV; KN!POVIC, in Materiali 25, 1952, p. 298, tipo 6 (M), Atene, Agora P 27553. (T.v. XVII, I).
fig. 2.1; Histria II, pp. J99-200, n. XXX.13, tav. 99.
Varianti: SCHAFER 1962, col. 788, nn. 15, 17, fig. 1.15 Altri esemplan.
e J7. LOESCHCKE Tschandarli, pp. 363' 4, tav. XXVIII (un
HAYES Corinth, p. 456, n. 164, tav. 88. campione a Mainz, RGZM, 0 6650).
Forse anche KNIPOVIC Olbia, p. 30, tipo 20, tav. 11.20; SCHAFER 1962, col. 787, nn. 6-8, fig., 1.7.
IV·5; VIII.9 (con bollo in planta pedis). HAYES Corinth, p. 456, n. 165, tav. 88.

75

SIGILLATE ORIENTALI

Inoltre (inediti): Museo di Volos K 667; Thasos 659; FORMA L 19.


Atene, Agora P 22136, ecc.
L'esemplare in KNIPOVIC Olhia, p. 22, tipo 14, tav. Ciotola emisferica con flangia. Corrisponde al tipo Gou­
1.14 (con decorazione a rotella sull'interno del fondo) dineau 38 b in Terra Sigillata Italica; la versione di <;:an­
i: forse una versione antica (se pure appartiene a questa darli comunque non i: mai decorata, ne solcata sull'orlo.
classe ceramica). Comune sia nella produzione antica che tarda. Nella
Quello in MAFFRE 1971, p. 785, fig. 12 al centro, puo prima abbiamo esemplari con piede tratrato come nella
segnare 1a transizione alla pili tarda Forma H 4. Forma I. 15, mentre nella seconda ne abbiamo con piedi
pesanti e squadrati, che li distinguono dai rozzi esem­
FORMA L9. plari italid della stessa forma. n tipo i: anche attestato
in una variante ceramica con 1a solita vernice, rna con
Piatrino a fondo piano, con pareti basse ed inclinate un'argilla pili chiara, color crema e gumulosa; pezzi di
ed orlo piatto. Seuza decorazioni 0 con una semplice questo genere possono facilmente confondersi con la Si­
linea indsa sull'interno del fondo. Loeschcke osserva gillata Orientale A, rna in realta so ne trovano solamente
che tale forma i: comune in entrambe Ie fasi a <;:andarli; nella regione dell'Egeo. La serie tipologica pili antica
esemplati se ne ritrovano sia in produzioni di I che di si data dalla meta alla fine del I sec. d.C. (come Ie Forme
II sec. d.C. I. 15, 20), quell. pili tarda all'inizio del II sec. d.C. 0
Diametro: 10-16 em circa. comunque intorno a questo periodo; alcune versioni
)) degenerate» daranno origine alla Forma H 3 (vedi sotto).
Prototipi.
La serie con argilla cblara va dal tardo I all'inizio del II
Antico: Mainz, RGZM, 06649. sec. d.C.
Tardo: Atene, Agora P 25266 = HAYES Late Roman Diametro: 8-22 em circa (Ia serie pili antica 8-13 em
Pottery, fig. 63 a (frammentario; restaurato da un lato). circa).
(Tav. XVII, 2).
Prototipi.
Altri esemplari.
Antico: Yale 1913.525 (Cat. Stodd.,.d Coli., p. 245,
LOESCHCKE Tschandarli, pp. 365-6, tav. XXVIII. n. 525). (TO". XVII, 5).
HOLWERDA Gat. Leiden, p. 34, n. 400, fig. 7, tav. III
Tardo: Atene, Agora P 1125° (il contesto i: della
(si tratra probabilmente di questa ceramica).
fine del I 0 degli inizi del II sec. d.C.). (Tav. XVII, 6).
Variante (pili vicina all'antica Forma A4?): HAYES
Corinth, p. 457, n. 167, tav. 88, con scanalature all'in­ Produzione con argilla chiara: Atene, Agora P 9868
terno Iungo Ia linea che divide il fondo dalle pareti. (Athenian Agora V, p. 24, G 14, taw. '" 61; il contesto
(Tav. XVII, 3). i: tardo-f1avio). (Tav. XVII, 7).

Altri esemplari.
FORMA L 15.
LOESCHCKE Tschandarli, pp. 37G-l, tav. XXVIII (esem­
Coppa con orlo verticale, con fungia alla base, e pareti plate a Mainz, RGZM, 0 6647).
a profilo conico, Ieggermente curvate ad S. Si tratra di Pergamon 1.2, pp. 236-7, fig. 66, n. II; p. 269, n. 15
una versione tarda della Forma A 7, corrispondente ad (con illustrazione).
un modello sempre tardo in Terra Sigillata ltalica (Co­ LAMB-PRyCE 1940, p. 98, fig. 1.10.
rinto forma 23); spesso piuttosto bassa. Questa forma
SCHAFER 1962, coIl. 793-4, fig. 2, nn. Zl}-30 (compresa
e la L 20 (vedi sotto) tendono a mostrarsi in due formati
una variante).
(diametri di 8 e 12 em circa), analogamente a quanto suc­
cede nella serie di coppe in Terra Sigillata Italica. Senza
Pergamon XLI, p. 158, n. 385, taw. 56, 67.
decorazioni; non sono attestati bolli. Corrisponde al HAYES Villa Dionysos, p. 118, n. 29, fig. 3.
piatto di Forma L I; la datazione i: Ia stessa (me­ Inoltre (inediti): Paphos, Of:,. 678, Of:,. 1271 (serie
ta-fine I sec. d.C.). antica, contesto flavio); Atene, Agora P 3249 (~HAYES
Late Roman Pottery, fig. 63 b) ed altri.
Prototipo. Versione con argilla chiara: Athenian Agora V, p. 24,

Atene, Agora P 9171. (Tav. XVII, 4). G 13; Kavalla, Museo, 621 IT, da Amphipolis.

Altri esemplari.
LOESCHCKE Tschandarl~ pp. 369-70, tav. XXVIII.
FORMA L20.
KNIPOVIC, in Materiali 25, 1952, pp. 298-9, tipo 8 (M),
fig. 2.5. Ciotola emisferica con orlo liscio (solitarnente sfac­
Athenian Agora V, p. 84, M I, tav. 18.70. cetrato). Produzione antica. Non decorata. Di due for­
SCHAFER 1962, colI. 793-4, sotto (d), con il n. 29. mati: diamerri di 8 e di 12 em circa (eft. la Forma L 15).
HAYES Gorinth, p. 456, n. 163, tav. 88.
Gronalogia.
La L 18 i: forse da considerarsi una variante bassa di
questa forma. Dalla meta alla fine del I sec. d.C.

76 1
,I
I.
CERAMICA DI CANDARLI

Prototipo. dersi can il corpo del vasa. La datazione e della prima


Pompei 561-3. (Tav. XVII, 8). meta del II sec. d. C. Le versioni piu tarde di questa
forma danno luogo alla Forma H 2 (vedi pili avanti).
Altri esemplari. Entrambe Ie versioni di cui abbiarno parlato poc'anzi
LOESCHCKE Tschandarli, p. 371, tav. XXVIII. sono quelle che pili di frequente sana state rinvenute nei
HOLWERDA Cat. Leiden, p. 33, nn. 377-82, fig. 7, depositi di <;:andarli; esse sono anche presenti in maniera
tav. III. consistente tra gli esemplari esponati di questa classe
Histria II, p. 222, n. XXX.I.2, tav. IOI. ceramica.
HAYES Corinth, p. 456, nn. 160--1, tav.88. (Tav. XVII, 9)· Prototipi.
BRONEER 1')62, p. 25, n. 24, tav.· II d = GEBHARD
1973, pp. 76, 85 (can nota 4), fig. 38 (Isthmia, IP 2823, 26 A: Atene, Agora P III67 (il contesto e
della fine
anehe CodnlO CP 418). del I-illizio II sec. d.G). (Tav. XVII, raj.
Inoltre (inediti): Paphos Of', 688 e frammenti non 26 B: Atene, Agora P 27507 (il eontesto e adrianeo).
catalogat; (il contesto eflavio); Atene, Agora P 27548. (Tav. XVII, II).
Altr£ esemplari.
FORMA Lz6. LOESCHCKE Tschandarli, pp. 373-7, tav. XXVIII, can
Piatto a fondo piano, pareti inclinate e piede basso, bolli a fig. 6.
largo e squadrato. Piccola modanatora in funzione di orlo; HOLWERDA Cat. Leiden, p. 33, n. 383, tav. III (efr.
sull'interno del fondo una 0 due 'canalature. Corrisponde anehe i frammenti bollati nn. 384-7).
al tipo Dragendorff 18 e Goudineau 43, in Terra Sigil­ Tarsus I, pp. 240--1, n. 368, fig. 192. (Antico).
lata dell'area occidentale. KNIPoVIC, in Materiali 25, 1952, pp. 304-5, fig. 5.3.
Diarnetro: quasi sempre 24-30 em circa. (Tardo).
Due versioni (individuate da! Loeschcke): HAYES Late Roman Pottery, fig. 63 c (da Sparta; tardo).
L 26 A. Ptoduzione antica. Pareti molto ripide, con HAYES Corinth, p. 457, n. 166, tav. 88. (Antico).
piede decisamente squadrato; di solita sull'interno del HAYES Paplws, p. 97, fig. 1.8. (Tarda).
fondo compaiono due scaualature. Un certo numero di HAYES Villa Dionysos, p. II8, n. 7, fig. 2.
bolli di ceramisti in planta pedis possono essere attri­ Inoltre (serie tarda): Atene, Agora (vari esemplari
bniti a qnesta forma; tra essi quello piiJ. frequentemente inediti), Paphos e enosso (villa eli Dioniso, 581P 22, ece.).
att""tato e ANLlPEOY (probabiltnente f1avio). La data­ Forse anche Ostia II, p. 205, fig. 153 e il fondo in
zione va dalla meta a1la fine del I sec. d.C. KNIPOVIC Olbia, pp. 47-8, fig. II, tav. VI.7 (tardo).
L 26 B. Prodnzione tarda, con verniee fine, assai ras­ Per una versione pili schiacciata, forse un prototipo
somigliante a1la Terra Sigillata Tardo-Italica (I'impo­ del Tipo A, eft. Pergamon XLI, p. 166, n. 442, tav. 60, 67.
stazione del fondo e il prineipale carattere distintivo). (llav. }(1{II, 12).
Le pareti sono inelinate; il piede e largo, profondamente Per Wla variante tarda ad orlo piatro, cfr. la Forma L 27
incavato alFintcrno, mentre all'estcrno tende a confon­ e Pergamon I.2, pp. 268-9, n. 5 (con illustrazione).

SERlE TARDA (SERIE «H,) DI HAYES)

Forme non presenli a Qmdarli, descritte e classifi.­ Guzw 1972, p. 373, n. 256, figg. 407, 449 (da Sibari).
cate da Hayes in Late Roman Pottery, pp. 316--22. Kenchreai IV, p. 93, LRB 17·
Inediri: Coosso, villa di Dioniso (a1Iri esemplad);
FORMA HI. Cosa (WI orlo); Mitilene, cee.
Profondo bacile, derivato dalla Forma L 29. Cfr. HAYES Esiste una variante di questa forma con corpo emisfe­
Late Roman Pottery, pp. 318-19, fig. 64, con riferimenti rico: v. HAYES Villa Dionyws, p. II8, nn. 14-19, fig. 3.
citati. Dalla metil del II aI III sec. d.C. e
La datazione la stessa.
Prototipo.
HAYES Villa Dionysos, p. II8, n. 2, fig. 2. (llav. XVII, 13). FORMA Hz.
Altri esemplari. Piatto dal profilo scmacciato con pareti espanse al­
WAAGE 1933, p. 289, nn. 93-94, fig. I, tav. IX. I'esterno; deriva dalla Forma L 26. KNIPOVIC, in Materiali
MAFPRE 1971, p. 785, fig. 12 in alto (Thasos). 25, tipi 17 (M), 18 (T). Cfr. HAYES Late Roman Pottery,
CoLDSTREAM Knosso,·, p. 47, J 12, 14, fig. 17, tav. 28. pp. 3I~2I, fig. 64, can riferimenti citati. Si data dal1a
(Tav. }(VIII, I). meta del II at III sec. d.C.

77

SIGILLATE ORIENTALI

Prototipo. HAYES Villa Dionysos, p. lI8, un. 26-28, 3Q-Jl, fig. 3.


Leiden, I 1922/4, p. 30 (HOLWERDA Cat. Leiden, p. 34, Inoltre (inediti): Museo di Volos, K 669 e K I268;
n. 394, tav. III). (Tav. XVIII, 2). Samotracia 52-57; esemplari provengono anche dalla
Agora di Atene, da Argo, Sarno (Heman), Corfu e nu­
Alt?i esemplari. merose localira dell'Egeo.
KN1POVIG, in Materiali 25, 1952, pp. 304-5, fig. 5.2.
Kenchreai IV, p. 93, LRB 18.
FORMA H4.
HAYES Villa Dionysos, p. II8, un. 8-13, fig. 2.

Piatto eli altezza 1imirara, can alto arlo ricurvo verso


Esemplari anche da Cnosso (villa di Dioniso), Argo,

I'alto e piede rastremato. Forse deriVa da1la Forma L 6.


Mi:ilene e varie localita dell'Egeo; pochi frammenti da1la
La maggior parte degli esemplari eli questa forma e in
Cirenaica. una particolare ceramica dalla vernice opaca e can in­
clusioni di mica argentea.
FORMA H3. Cfr. HAYES Late Roman Pottery, pp. 321-2, fig. 64,
can riferimenti cirati. Darabile sopratrutto tra la fine del
Ciotola a profilo emisferico con Bangia, derivara dalla II ed il III sec. d.C. (e forse piu rareli).
Forma L 19; orlo basso e piede ugualmente basso e pe­
sante. KNIPOVIC tipi 13 (M), 14 (T). ar. HAYES Late Prototipo.
Roman Pottery, p. 321, fig. 64, con riferimenti citati. Leiden, I 1922/4 31 (HOLWERDA Cat. Leiden, n. 395,
Si dara dalla meta del II al III sec. d.C. tav. III). Antico? L'argilla e della produzione standard
<Ii Qrndarli. (Tav. XVIII, 4).
Prototipo.
Atene, Agora P 2005 = HAYES Late Roman Pottery, Altri esemplari.
fig. 64, esemplare a sinistra. (Tav. XVIII, 3). Kemhreai IV, p. 93, LRB 19.
HAYES Villa Diony,os, p. II8, un. 20--23, fig. 3.
Altn' esemplari.
TEGHNAU 1929, p. 51, fig. 43-3.

FORMA HS.
BROCK 1949, p. 70, fig. 13.5, rav. 30.2.

Samothrace IIL2, p. 194, n. 48.183 B (illustrazione


Si tratra di una forma rara, simile ad una piccola cia­
ne! testo), e pp. 196-7, n. 62.SN 326-1, con fotografia. tola, che corrisponde alla Forma H 4; efr. HAYES Late
MAFFRE 1971, p. 785, figg. II, 12 in basso (Thasos). Roman Pottery, p. 322, fig. 64.
COLDSTREAM Knosso" p. 47, J II, fig. r7, tav. 28. Darazione: prima mera del III sec. d. C. ?
RILEY Caesarea, pp. 41-3, n. 70, con fig. (da Cesarea,
Palestina). Aim esemplari.
Kenchreai IV, pp. 93-4, LRB 20 a-b, tavv. 17, 36. HAYES Villa Diony,o" p. II8, un. 24-25, fig. 3.

78

IV. SIGILLATA CIPRIOTA

TERMINOLOGIA E PROVENIENZA Oboda di altre conternporanee classi cerarniche fini nello


stesso periodo - ed in quantitil ancora maggiore nella
Uno studio preliminare di questa classe cerarnica, volro vicina Nessana (Auja Hafir) - rende piurtosto incerta
a rendere nore Ie sue cararteristiche principaIi, e staro l'identificaziolle di questa regione come centro produt­
pubblicato in RDA Cyprus 1967 (HAYES Cypriot Sigilla­ tore. L'aspetto uniforme di questi vasi, indipendente­
ra, pp. 65-77, tav. XVI). mente dalle diverse localiti di rinvcnimento, non testi­
n termine Sigillata Cipriora viene usato con qualche monia a favore dell'esistenza di succursaIi in centri dis­
riserva, d.al momento che a Cipro non e stato messo in serninati su largo raggio.
Iuce aIcun centro di produzione, rna sembra giustificato, La classe comsponde a quella classificata da F. F.
sia dilla posizione predominante di questa classe nei ritro­ Jones come Red Glazed Ware with Metallic Luster
vamenti di terre sigillate effettuati nell'isola, si. daIl. (Tarsus I, pp. ,84, 250, 272), ed alia cerarnica CI di
relativa frequenz. di rinvenimeuti di forme chiuse, nor­ BaIy a Nessana (Nessana I, p. 272). Westholm elenea
maImente non testimoniate aItrove. inoltre frammenti provenienti da Soli come ceramica
n numero delle forme cerarniche documentate con­ e Red Lustrous e Black Polished (WESTHOLM Soli, pp.
siderevolmente aument.to risperto • quello pubblicato US-I21, taw. XXIX-XXX).
neUo studio iniziale, grazie soprattutto ai receuti ritrova­
menti di Paphos, aIcuni dei quali verranno qui ilIustrati. CARATTERISTICHE MATERIALI
Su questa base e stato quindi possibile srabilire una
nuova elassificazione (questi rinvenimenti saranno pub­ Le cararteristiche generali della classe, descrirte in
blicati definitivamente nella relazione finale sulla cera­ HAYES Cypriot Sigillata, p. 66, sono Ie seguenti. L'ar­
mica ritrovata nella Casa eli Dioniso a Paphos, purtroppo gilla e estremamente depurata e Ie uuiehe impuritil visi­
rimandata). Per evitare confusioui con la serie tipologica bili sono rari noduli di calce di varia misura. La cottura
originale, le forme rinumerate e inscrite in una sequenza dil origine a diversi colori, piu comnne e una colorazione
unitaria sono precedute dalla lettera P (= forme rieor­ che va daI rosso martone aI marrone purpureo (Munsell
renti a Paphos) ed X (= forme ritrovate in altri luoghi). 10 R 6/r2 a 2.5 R 4/6; una colorazione rosata circa Mun­
Un altro possibile centro eli produzione eli questa co­ sell 5 R 6/8 e piurtosto comune), ma taIvoita puo essere
rarnica nella zona Sud di Israele e stato proposto da bruno seuro 0 grigio. n vasa veniva coperto con un
A. Negev che ha coniato il termine di Sigillata Nabatea sottile strato eli veruice 0 baguo della stessa argilla e
per questa classe, preferendolo a ,Cipriota» (NEGEV acquista cosi una lucentezza metallica quando e ben cotta.
Nahatean Sigillata, pp. 3S1· 398, taw. XXXII-XXXIV). La eottura e generalmente uuiforme, rna a causa della
Va sonolineato che la cerarnica descritta nel presente collocazione in pile all'interno della fornace la parte su­
studio comprende soitanto la pili fine delle due produ­ periore dell'estemo (esposta) puo raggiungere un colore ehe
zioni di sigillata riconosciute daI Negev ad OOOda (Na­ tende aI bruno· seppia 0 aI grigio purpureo. Sni piatti
batean Sigillata, pp. 396--98), e riguarda sostanzialmente si ha generalmente una striscia di doppia immersione,
Ie forme I e 7 di Negev (= P 22 e P 19/37 pili avanti). non sempre facilmente visibile. Queste caratteristiche
Esiste la possibilitil che questa ceramica, insieme a pro­ tecniche differenziano abbastanza chiaramente questa
duzioni pill correnti, 8ia stata prodotta neUe fomad seQ­ produzione da quelle finora descrirte, ma corrispondo­
perre ad Oboda, rna Ia gamma di forme qui ritrovate e no da vicino alle cararteristiche della Ceramica «Ponti­
piuttosto limitata e sono assenti cornpletamente Ie forme ca >, illustrata pili avanti; tuttavia Ie forme e Ie aree
chiuse. Cio puo tuttavia essere solo una conseguema del di distribuzione delle due classi sono molto diverse.
breve periodo di funzionamento di queste particolari for­ Si puo notare che aIcunc delle forme piu antiehe (ad
naci (inizio I sec. d.C. ?). D'aIna parte, Ia presenza ad es. p 33-36 e Ie forme di piatti «ellenistici» P 1-2) hanno
SIGILLATE ORIENTALI

pareti decisamente pili sottili, sono rifinite con maggiore rna, in alcune forme del I sec. a.c., copre tutta la parete;
cura e sono spesso (sebbene non sempre) cotte fino al i segui della rotella sono brevi e uetti. Un'alternativa
grigio scuro. In seguito 10 spessore delle pareti dei vasi della decorazione a rotella su alcune delle prime forme
aumenta e 1a rifinitura diviene meno accurata. Un'altra (v. P 18, 37) e la decorazione verticale a sgorbia, simile·
serie antica, costituita soprattutto dal boccale laginoide a quella che si trova sulla Sigillata Orientale A della
della Forma P 44, costituisce un tramite tra la prima stessa epoca, 0 disegui a foglie di loto scltematizzate im­
ceramica ellenistica cipriota ricoperta di colore (v. pressi con sttumenti a due 0 tre punte e delimitati da
SCE IV.], sotto Ia voce Glazed Ware) e Ia « Sigillata rotellature (esempi: Antioch IV.I, fig. 23.10; Tarsus I,
Cipriota,j vera e propria. La stessa forma compare in n. 774, fig. 160; NEGEV Nahatean Sigillata, p. 384, fig.
diverse produzioni (per un esempio vedi il commento 2.1-4, tav. XXXII.5-7). In alcuni casi una fila di pun­
alia Sigillata Orientale A, Forma 101). Forse queste tini biancbi costituisce i1 limite superiore della decora­
ceratuiche dovrebbero essere classificate separatamente. zione (come nella Sigillata Orientale A, Forma IS). Al­
cuni piatti della Forma P 4 hanno una serie di anelli
CRONOLOGIA E FORME in rilievo sui fondo, ad imitazione dei manufatti in me­
tall" lavorati al tornio.
La ceramica ritrovata a Paphos fa risalire gli inizi della e
II piede in questa classe generalmente basso e fatto
produzione al principio del I sec. a.c., anche se Ia pro­ al tornio. Un piede ad anello doppio e piuttosto comune
duzione su larga scala, legata all'esportazione, non deve nei piatti della fine del I sec. a.C. e degli inizi del I sec.
essere cominciata prima degli anni 40-20 a.c. E anoora d.C. Mo!to caratteristica e la rozza concavita centrale
incerto quando questa classe ceramica abbia cessato all'esterno cite riduce 10 spessore del fondo, spesso cir­
di essere prodotra, verosimihnente intorno alia meta del condata da una larga e bassa scanalatura. Questa ca­
II sec. d.C. A Cipro e ancora comune in contesti di eta ratteristica compare gia in eta augustea ed e molto usata
adrianea, sebbene in questo periodo compaiano regolar­ nei vasi piu tardi a pareti pili spesse. Un piede pinttosto
mente soltanto quattro forme ceramiche (P II, 13,29 e 40). pesante di forma triangolare e arrotondato all'esterno,
La serie originaria di forme tardo-ellenistiche mostra e tipico delle coppe di epoca fiavia e successive (in par­
influenze della Sigil1ata Orientale A, una classe in quel ticolare P 40). I piedi ad astragalo dei crateri P 37-38
periodo molto comune a Cipro (v. Forme P I, 16, 18). sono peculiari ill questa classe e possono essere stati
AIl'inizio dell'et' augustea (0 poco prima) appaiono nuo­ copiati direttamente da suppelletti1e in metallo. Si hanno
ve forme, in particolare il cratere con piede ad astragalo due diversi tipi di anse: i1 tipo a gomito con esterno sca­
della Forma P 37 e la coppa con orlo inclinato all'in­ nalato, cite compare su molte delle forme cbiuse, e Ie
terno (Forma P 22 A), che sono Ie prime forme frequen­ anse ad anello a sezione quadrata sulle razze P 33-34.
ti in aree non cipriote e cbe si sviluppano fino al II I bolli sono molto rari: dagli scavi di Paphos ne sono
sec. d.C. II maggior numero di forme compare nella venuti in luce altri cinque, tutti diversi, da aggiungere
prima met. del I sec. d.C. quando il repertorio si arric­ all'unico esemplare gi' noto (Pompei 374-3 iIlustrato in
cbisce di un certo numero di forme derivate dalla cera­ HAYES Cypriot Sigillata, fig. a p. 71; si legge A61AAT
mica aretina (Forme P 7-9, 25, 28). L'infiuenza della in planta pedis, come Ita gii notato PUCCI Instrumentum
ceramica aretina ha comunque vita relativamente breve. domesticum, p. 21, nota 74). I belli trovati, rettangolari cd
Nei ritrovamenti di epoca flavia si nota una maggiore in planta pedis, sono tutti su piatti; uno e in lalino, gli al­
semplicit' delle forme ceramiche ed un impoverimento ui in greco. Sembrano assenti i «motti )} trovati su altre
del repertorio, come in altre sigillate orientali, anche se ceramiche orientali. Si tratta, chiaramente, di una moda
Ie forme preferite a Cipro erano notevolmente diverse da straniera. Lo stesso dicasi della ceramica decorata a ri­
quelle in uso a!trove. lievo che imita Parelina, della quale sono noti pocbi esem­
Scomparsa la Forma P 22, all'inizio del II sec. ven­ plari (vedi Forma X 39).
gono ancora prodotte solo quattro forme aperte (vedi L';nfiuenza di questa classe sulle altre appare quasi
sopra); Ie unicbe forme nuove apparse dopo Pet. adrianea inesistente, eccetto cite nell'ultimo periodo di produzione,
sembrano essere Ie P 41 e P 42. Non e cbiaro se alenne quando Ie imitazioni dei crateri P 40-41 compaiono in
delle forme chiuse sotto elencatesiano state ancora fab­ un certo numero di classi, compresa forse Ia Sigillata
bricate cosi tardi, dato che i ritrovamenti hanno avute Orientale A al momento del suo declino (v. la Sigil­
luogo per 10 pili in tombe ad uso multiplo e non per­ lata Orientale A, serie antonina raJ).
mettouo qnindi una datazione precis..
E diflicile stabilire quale fosse la ceramica fine - se DIFFUSIONE
mai ce ne fu - in uso a Cipro nella seconda meta del
II sec. ed agli inizi del III, prima che la Sigillata Mri­ Come gi' notato sopra, Ie forme piu antiche sono do­
cana/terra sigillata chiara divenisse comune in questa cntnentate soltauto a· Cipro ed anche qui in quantit'
parte del Mediterraneo. relativamente piccole; una maggiore esportazione di que­
sta produzione inizi" soltauto nella seconda met. del I
DECORAZIONE ED ALTRE CARATTERISTICHE sec. a.C.
Da allora in poi si rileva un grosso contrasto tra Cipro
La decorazione, quando esiste, si limita generalmente cd i1 Negev, dove questa ·ceramica e comune, e la Siria
alia rotellatura, normalmente sotro forma di singole fasce, e Ia Paleslina (mercato principale della Sigillata Orien­

80

SIGILLATA CIPRIOTA

tale A), dove essa e rara. L'esporrazione in Occiden­ atetina), 0 all'eta flavia (in counessione con il suo de­
te sembra rispecchiare su scala minore quella della Si­ clino). Sebbene venduta anche molto lontano dal luogo
gilIota Orientale A; 13 maggior parte degli esemp13ri di fabbricazione, come a Pompei ed in Tripolitania, non
trovati in Occidente sono databili 0 alia fine del I sec. si puo dire che sia stata mai usuale nella regione egea
a. C. (precedendo 13 diffusione massiccia della cerarnica o nelle zone pill occidentali.

SERlE TIPOLOGlCHE
Piatti (Forme 1-13); coppe (Forme 14-32); tazze biansate (Forme 33-35);
catini, «crateri}} (Forme 36-42); forme chinse varie (Forme 43-59).

FORMA P 1. Due ripi:


A. Parete a profilo rotondeggiame; piede a doppio
Piauo con orlo rivolto in alto.
anello. Deeorato a rotella sia sull'orlo ehe suI fondo.
Pareti sotrill. Forma del fondo incerta. Cfr. Sigillata Raro cd apparentemente antico (intorno alIa fine del I
Orientale A, Forme 3-4. Soltanro frammenti, da conte­ sec. a.C.).
sti del I sec. a.C.
B. Con un angolo alla base della parete. II piede, ehe
Prototipo. per 10 pill e doppio, in alcuni esemplari tardi e semptiee.
Questi uItimi possono e"ere avvicinaIi alla Forma P I I.
Paphos, Casa di Dioniso, Of:, 5251 (= HAYEs Paphos, Nella parte superiore. dell'orlo due fasee a rotellatuIa, 0
fig. 2). (Tav. XVIII, 5). profondamente incise) tanto da formare scanalature, op­
La strano orlo, QUILICI 1971, p. 142, n. 55, fig. 93
pure in forma di leggera dentellatura lungo il margine
puo essete messo in relazione con il nostro (ma eft. del labbro (per 10 pill tardi ?). Alcuni esemplari tardi
Forma P 20).
hanno un orlo non deeorato. Incisioni od una serie di
modanature (ad imitazione di manufatIi metallici) al cen­
FORMA P2. tro del fondo. Abbastanza eomuae. Intorno all'ioizio-me­
til del I sec. d.C.
Piatto con amp£o orlo convesso.
Pareti sotrili, come 13 precedente. Labbro pendente, Prototipo.
fonna del fondo incena. DerivaIa da una comune forma
A. Paphos, Casa di Dioniso, 0/1 5253 (= HAYES
ellenistica. Soltanto frammenti, in contesti del I sec. a.c.
Paphos, fig. 2; restaur.to). (Tav. XVIII, 8).
Prototipo. B. MuseD di Cipro, Polis tomba 104, n. 109 (HAYES
Paphos, Casa ill Dioniso, Of:, 5252 (= HAYES Paphos, Cypriot Sigillata, fig. a pag. 68).
fig. 2). (Tav. XVIII, 6). SinIiIi (mIte di ripo B):
Non esistono confronti pubblicati. . KEUFFER 1931, p. 64, fig. 8.1.
McFADDEN 1946, p. 483, n. 85, fig. 16, tav. 43.
QUILICI 1971, pp. 149-50, un. 282, 285, fig. 97, e
FORMA P 3.
p. 156, n. 108, fig. WI.
Piccolo piauo a fondo piano, parete indinata ed arlo NEGEV Nahalean Sigillata, p. 391, n. 54, fig. 4.8.
pendente con labbro ad uncino. Paphos, Casa di Dioniso, 0/1 4796 (= HAYES Paphos,
Piede largo e basso. Forma non decorata. Forse augu­ fig. 3). (T.v. XVIII, 9).
stea. Rara. II ripo A puo essere rappresentato dal frammento di
orlo pubblicato da QUILICI 1971, p. 96, n. 47, fig. 42.
Prototipo.
Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato. Supemeie
nera. (Tav. XVIII, 7). FORMA P 5.
Simile: QUILICI 1971, p. 78, n. 21, fig. 20.
Piatto can bassa parete curva.

HAYES Cypriot Sigillata, p. 69, forma 2.

FORMA P 4.
Versione tarda della Forma P 1 ? Cfr. Sigillata Orien­

Piatto poco profando con un piccolo arlo piano, general­


tale A, Forma 4. Piede doppio 0 semplice (come nel
mente decorato a rotella nella parte superiore. caso di P 4 B). Talvolta solehi suI fondo. Poco comune.
HAYES Cypriot Sigillata, p. 69, forma 3. Intomo all'inizio-met' del I sec. d.C.

81
7 - Ellcidopedia deft'l.de - AlL c., II
SIGILLATE ORIENTALI

Prototipo. Prototipi.
Museo di Cipro, Polis tomba 104 n. 106 (HAYES Cy­ Paphos, Casa di Dioniso, non catalogati (esemplari in
priot Sigillata, fig. a p. 68 = HAYES Paphos, fig. 3). versione grande e piccola = HAYES Paphos, fig. 3). (Tav.
(Tav. XVIII, 10). XVIII, 12-13).
Aim esemplari.
Aim esemplari.
Tarsus I, pp. 24r-2, un. 382, 393 (?), figg. 173, 192.
WESTHOLM Soli, fig. 63.12, tav. XXX, seconda fila, a
sinistra.
Tarsus I, p. 249, n. 505, fig. 194. FORMA P9.
Per altri esemplari di piede doppio (connessi con Ie Piatto a basse pareti verticali con modonature in alto e
Forme P 4 B, 5-7), vedi QUILICI 1971, p. 74, n. 90, in basso.
fig. 17, e p. 159, n. 194, fig. 105· Fondo piano, piede piuttosto basso e squadrato. ar.
Ia forma aretina Goudineau 39 c, di cni e probabilmente
FORMA P6. una copia. Rara. Probabilmente metil del I sec. d.C.

Piotto profondo, come 10 Forma P 5 rna Con parete pi" Prolotipo.


alta. Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato. (Tav.
Tipo di piede e decorazione come P 5. Poco comune. XVIII, 14).
Intomo alI'inizio-metii del I sec. d. C.
FORMA P 10.
Prototipo.
Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato (dal pozzo Piattino (<<salsiera ») con bassa parete arrotondata e
n. 18; con testo dell'inizio del I sec. d.C.). Un Iato e fonda rientrante.
restaurato. HAYES Cypriot Sigillata, pp. 70-72, forma 9.
Orlo arrotondato 0 segnato da una scanalatura; pic­
cola sporgenza intomo aI bordo del fondo; soleo 0 in­
FORMA P7.
cavo sotto Ia parte centrale del fondo. Non deeorata.
Piotto con modanature all'interno della parete, imitante Probabilmente derivata dalla Sigi1lata Orientale A Forma
la forma aretina Hal1ern r. 12. Non molto comune. DaII'inizio alia fine del I sec. d.C.
'i
HAYES Cypriot Sigillata, p. 69, forma 4. 'j
Prototipo. 'I
AII'interno doppia modanatura (convessa in alto, con­ .j
Museo di Cipro, D.89.1935 (HAYES Cypriot Sigl7lata :1
cava in basso) con un piccolo orlo come nella Sigillata
fig. a p. 71). (Tav. XIX, I). "1.,
Orientale A, Forma 28, che pub esseme i1 prototipo pill ~l
vicino. E documentato un piede doppio in un esemplare Altri esemplari. I
grande. Talvolta sui fondo appaiono alcune fusee di de­
Tarsus I, p. 272, un. 768, 770, 771, fig. 203. !
I
corazione a totella. Rara. Inizi I sec. d.C.
Napoli, Mus. Naz., non catalogato (forse da Pompei).
Prototipo. n fondo ricordato da QUILICI 1971, p. 142, n. 49, !I
Atene, Agora P 26607 (HAYES Cypriot Sigillata, fig. a
p. 68). Un Iato e restaurato. (Tav. XVIII, II).
fig. 93 probabilmente appartiene a questa forma.
I
Altro esemplare. FORMA P II.
HAYES Paphos, fig. 2 (Casa di Dioniso, frammento non Piotto con bassa parete ricuroa e orlc arrotondato.
catalogato). HAYES Cypriol Sigillata,. pp. 71-2, forma 10.
Piede basso, concavitil ole solco sui fondo esterno. De­
FORMA P8. rivato daIIa Forma P 4 (?), con piede ad una sola moda­
natora; forse inJ!uenzato daIIa Forma P 13, vedi oltre.
Piatto a fondo piano con orlo concavo verticole, decorato Un certo numero di esemplari pill antiehi presenta una
a rotella. decorazione a rotella e/o bolli di ceramisti sui fondo;
Piede semplice e basso sotto Ia parete esterna del normalmente non decorata. Alcuni esemplari hanno
fondo. Fine decorazione a rotella sull'esterno dell'orlo pareti piuttosto spesse. Molto eomune. Seconda meta del
(generalmente singole fusee in alto e in basso). Sui fondo I - prima metil del II sec. d.C.
cerehi a rotella 0 solehi circolari. Sembra un libero
adattamento della forma aretina Haltem 2. In versione PrOlotipi.
grande e piccola. Poco comune. Particolarmente diffusa Pompei 374-3 (HAYES Cypriot Sigillala, fig. a p. 71).
alI'inizio del I sec. d.C. Bolio MlliAT in planta pedis. (Tav. XIx, 2).
Diametro: circa n-13 e 27 em. Athenian Agora V, p. 41, G 174> tav. 67. (Tav. XIX, 3).

82

SIGILLATA CIPRIOTA

Altri csemp/ari. tella suI fonda. Forma dell'arlo incerta. I sec. a.C. a
DIKAlOS 1937-9, P. 201, fig. 44­ inizi del I sec. d.C. Un unico esemplare proveniente da
Tarsus I, p. 250, Il. 523, fig. 195 (antico ?), e p. 272, Paphos; non sono disponibili disegni.
n. 772, fig. 203 (t.relo).
Samaria-Sebaste Ill, p. 345, fig. 83-15 (versione in FORMA P 15.
. 10, anuca
pICCO . ,)
.. Coppa mastoide.
QUILICI 1971, p. 156, un. I09-IIO, fig. 101 e forse
Ricostruita in base a frammenti dell'arlo e del fondo.
anche p. '42, n. 53, fig. 93, e p. 157, un. III-II2, fig. 101.
Pareti sottili. Otlo arrotondatc, ricurvo 'ierso l'interno;
NEGEV Nacatean Sigillata, pp. 392, 394> un. 64 (?),
fonda a punta. Non decorata. I sec. a.c., fONe inizi.
65, 66, 73 (?), fig. 5, rav. XXXIV·3-4,7; Rara. Diarnetro circa II-I3 em.
InoltIe Pompei 1023-3, 13280; esemplari da PetIa e
Cipro illustrati in fu.YES Cypriot Sigillala, fig. a p. 11. Prototipo.
Paphos, Casa di Dioniso, arlo non catalogato e fondo
FORMA P 12. Oli 5254 (= HAYES Papkos, fig. 2). Forma restaurata.
(Tav. XIX, 6).
Piatto con parete o1Jliqua convessa e orlo ricuroo.
Altri e,emplari.
HAYES Cypriot Sigilliua, pp. 71-2, forma II; inoltre
Nessana I, forma 21. Forse rorlo, QUILICI 1971, p. 135, n. 102, fig. 84.
La sezione del fondo e della paretei: simile a1la Forma
FORMA P 16.
P II, rna in generale i: un po' piu profonda; alcuni degli
esemplari piiI tardi presentano un pesante orlo rotondeg­ Coppa emisferica (?) con or/o liscio.
giante nella parte interna. Non decorata. E una dcriva­ Corrispettivo della Forma 19 della Sigillata OtienIale
zione delle Forme P 5-6, con piede ad un solo anello. A. Pareti sottili. Decorazione a sgorbia a simili all'<:sterno,
Generalmente Ie pareti sana piuttosto spesse e lavorate completato in alto da due 0 tre leggeti salehi; un sclco
in modo trascurato. Una versione in piccolo, a pareti si trova anche all'interno dell'orlo. La forma del fondo
sottili, puo essere precedente. Molta comune. Seconda e incerta. Rata; degli orli sana presenti a Paphos. I sec.
meta del I - ptinIa meta del II sec. (pro comune nella a.C. Non sono e1isponibili disegni.
seconda meta del perindo). Apparentemente di due mi­
sure: diametto circa 17 - 21 em e circa 25-27. La versio:Ie
piccola, rara, ha un diametro eli circa 13 em. FORMA P 17.
Prototipi. Piccola coppa profonda con orlo ricurvo "erso {'interno.
Coriuto, C-36-1271 = HAYES Corinth, p. 458, n. 16g, Pareti sottili. L'esterno i: copetto da rotellanore can
tav. 87. Antico. (Tav. XIX, 4). tIe leggeri solehi sull'orlo. La forma del fonda i: ineerta.
Museo eli Sebha, Libia, H 78, da Genna = HAYES Alcuni esemplari neri per effetto di cottura. Non comu­
Cypriot Sigillata, pp. 71-2. (Tav. XIX, 5). ne. Meta (?) I sec. a.c. Diametto rnassimo circa 10 em.
Prototipo.
A/tri esemp/ari.
Faphos, Ca,a di Dioniso, non catalogato (frammento
HORSFIELD 1942, p. II4, n. 4, fig. I, tav. VI, da Petra. dell'orlo). Nero. (Tav. XIX, 7).
Nessana I, p. 289, forma 21.1-3, rav. XLIX (classe
non sempre identificata).
HAYES Cypriot Sigil/.ata, fig. a p. 7' (esemplari ncl FORMA P 18.
Musco di Cipro), can :iferimento a Pompei 5130 (p. 72). Coppa emisferica con orlo riCUT'VO 'Verso I'esterno.
Forse anche Ashd(JI! II-III, fig. 15.13. Corrispettivo in piccolo del cratere P 37 (e suo pre­
cedente ?). Pareti sottili, talvolta colore gr:gio-nero per
FORMA P 13. e!fetto di cottura. A fonda arrotondato. Orlo concavo,
con leggera risega suI punta di giunzione con il corpo.
E riservata ad un piatto can parete inclinata come :a II corpo i: decorato con (tre) leggeri salehi in alto e una
Forma P II, rna can un piede piiI alto ed un fonda pro o piu coppie di salehi in basso.
piccolo; serobra apparentemente copiate il tipo Goudineau Due versioni: A. Can decorazione verticale a .gorbia
43 ed il tipo Dragendorff 18 in terra sigi1lata occidentale. suI corpo; B. Con decorazione a rotella. .
Alcuni frammenti provengono da Paphos; non sono <1::­ Poco comune. I sec. a.C., probabilmente dall'inizio alia
sponibili disegni. fine.
Una prima versione (vedi oltre) i: piu profonda che
emisferica, con un arlo non ben definito; sembra essere
FORMA P 14­
una vera e propria copia di manufatti in metalln.
Riservata ad un piatto a coppa con fonda piano e largo Diametro: circa em 8,5-14 e oltre (forsein due mi­
piede ad anello, inclinato all'interno; decorazione a ro­ sure).

83

SIGILLATE ORIENTALI
i
ProlOtipi. P 21.
Tipo A: Paphos, Casa di Dioniso, Oll. 5255 (~C HAYES
PapJws, fig. 2. Un lato restaurato). (Tav. XIX, 9).
FORMA

Coppa con fondo arrotondalO ed inc/inato e parere in­


II
clinata verso I'interno con due solchi sull'orlo.
British Museum 81.8-24.70 (variante autica di buona
qualitil). (Tav. XIX, 8). Pareti sottili. Forse derivata dalla P 20; e i1 precedente
Tipo B: Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato
della P 22. Piede basso e sottile; la parte superiore del­ I
!'orlo e modauata. Si puo trovare un soleo poco profondo
(un lato restaurato). (Tav. XIX, 10).
sui fondo. Non comune. Intomo alia mem del I sec. a.C. 1,
,
Prototipo. i
FORMA P 19. Paphos, Casa di Dioniso, Oll. 748 (= HAYES PapJws,
Piccola coppa emisfer0l con orlo verticale concavo e fig. 2). (Tav. XIX, 13).
piccolo fondo piano. AItti frarnmenti da Paphos. Non esistono confronti
pubblicati.
HAYES Cypriot Sigil/ata, pp. 67, 69, forma I B (ver­
sione piccola).
Succede alia Forma P 18, con un orlo pill concavo. FORMA P22.
Due 0 tre tinee singole 0 doppie di decorazione a rotella,
Coppa con parete inclinata e orlo ad uncino 0 rotondeg­
intervallate sui corpo, talvolta impresse pill profonda­ giante.
mente e formanti scana1ature. Per !'eqnivalente di graodi
dimensioni vedi g1i esemplari tardi della Forma P 37 HAYES Cypriot Sigillata, p. 70, forma 7 A-B; inoltre
e della Fonna P 38. Nessana I, forma r5.
Poco comune. I sec. d.C., dall'inizio alia fine. Piede basso. Non decorata. Due versioni, entrambe
Diametro: circa em 9-10. Frammenti di vasellame di comuni:
dimensioni maggiori con decorazione simile (diametro A. Con parete curva e convessa su un fondo inclinato;
em 12-14 e oltre) possono appartenere alia serie dei piccolo orlo modauato, leggermente ad uncino; piede pic­
crateri (v. P 38); non si conservano fondi. colo e netto. Generahnente a pareti sottili e lavorata
accuratamente. E comune una scoloritura nella parte
Protoripo. superiore esterna (esposta duraute la cottura). Molto
Museo di Cipro, D. 379.1935 (= HAYES Cypriot Si­ comune in contesti della fine del I sec. a.C.-inizi del I
gil/ata, fig. a p. 67). (Tav. XIX, II). sec. d.C.; gli esempi pin wdi risalgono circa alia metil
del I sec. d.C. NEGEV Nabatean Sigillata, p. 390, men­
AIm esemplari. ziona cinque dimensioni diverse: diametro circa em 10,
Samaria-Sebaste III, p. 344, fig. 83-9. 12, 14, 16, e 18,75. La maggior parte degli esemplari
ha dimensioni variabili tta circa em II,5-12,5 (diametro
SCE IV.3, fig. 27.7 (da Amanmte).
dell'orlo; massimo qualche mm in pin) e circa 14-16;
QUILICI 1971, p. 142, n. 56, fig. 93; p. 156, n. 98, fig.
il pin piccolo misura circa ern 9,5. Per Ie varianti pill
101; p. 161, n. 251, figg. 107, 108; forse auche !'esem­
grandi, che sono pill rare, vedi oltre. q
plare pin graode, p. II8, n. 19, fig. 63 ed i frammenti,
p. 154, un. 14-15, fig. 101 e p. 157, un. II5, II (?), fig. 101. B. Carenata, con parete pin bassa e dritta e orlo con
NEGEV Nabatean Sigillata, p. 382, un. 6-8, 10, fig. I. pin profonda modanatura; pareti pin spesse e piede
,
i

pin pesante che nella A. Dalla fine del I sec. d.C. all'eta

Kenchreai IV, p. 63, n. ER 38 a, tav. 16.


tramnea (sembra essere scomparsa in eta adrianea). Dia­

Inoltre: British Museum, 96.2-1.258, da Curium; metro (massimo) circa ern II-14.

Londra, Institute of Archaeology, K,VI.3/8.


Protoripo.
FORMA P20.
A. Paphos, Casa di Dioniso, Oll. 4795 (~HAYES
Paphos, fig. 3). (Tav. XIX, 14).
1
Coppa con orlo ricurvo verso I'interno. B. Pompei 9651 (= HAYES Cypriot Sigillata, fig. a
p. 68). (Tav. XIX, 15).
Pareti sottili. Piede basso, corpo arrotondato. Versione
cipriota di una forma ellenistica comune; vedi Forma P I AIm esemplari.
per il piatto cilrtispondente. Rara. Probabilmente inizi
del I sec. a.C. Diametro: circa 12-14 em. Tipo A:

WESTHOLM Soli, fig. 63.14, tav. XXIX (sopra la fila


i
Prototipo. inferiore a destra).

Soli (Cipro), frammento non catalogato trovato du­ Tarsus I, p. 250, n. 524, fig. 195.
11
rante gli scavi del 197r (ora perduto ?). (Tav. XIX, 12). Samario-Sebaste III, p. 344, fig. 8po. "H1
l\. Paphos ed a Soli si sono notati alenni orli simili; Nessana I, p. 289, forma 15.1--6, tav. XLVIII; efr. 'j
vedi HAYES PapJws, fig. 2; forse auche QUILICI 1971, auehe i fondi, p. 298, un. 2-4, tav. LVIII. Vedi auche

p. 91, n. 239, fig. 31. HAYES Cypriot Sigillata, fig. a p. 68.


I

34
SIGILLATA CIPRIOTA

QUILICI 1971, pp. "56-7, nn. 99, 101 (?), II'" fig. FORMA P 25.
101; p. '59, n. '93, fig. IDS; p. 161, n. 253, fig. 107;
ibid., p. "57, n. I19, fig. 101 e un possibile fondo. Coppa cen corpo arroto"dato e arlo concavo sporgenre.
NEGEV Nahatean SigillaUl, pp. 387-90, fig. 3, t:lv. Orlo uguale a quello di P 24, de'inito all'interno da
XXXIII. un soleo. Piede basso a profilo netto. Derivato dalla
Tipo B: forma aretina Haltem 8 (0 dalla Sigillata Orientale B
Forma 26 e daI suo equivalente in ceramlca <;:andarli
NEUFFER 193", p. 64, fig. 8.5.
Forma A 6), Non decorat:l. Non comune. lnizi I sec. d.C.
HAYES Cypriot SigillaUl, fig. a p. 68 (da Soli), e p. 76
(pompei 9650, 9652). Diametro: circa 9 em.
Salamine de Chypre IX, pp. 41-2, n.I45, t:lvv. "3-14. Protoripo.
C. FRIIS JOHANSEN, in Hama lII.2, p. 192, n. 7, figg. Paphos, Casa di Dioniso, Of', 4789 (= HAYES Paphos
72, 73 (diametro 19.2) PUO essere una variante piu grande. fig. 3). (Ta·... XX, 3).
Un framment" di dimensioni simili dall'Agora di Arene
NOll esismno eonfronti pubblicati.
(P 27506) presenta un'impronta che fa presupporre una
ansa ricurva orizzontale sulla parete.
FORMA P 1.6.

FORMA P 23. Coppa a forma arrolondaUl, piuttosw bassa, CO" piccola


m'Jdanatura suil'orlo.
Piccola coppa rotondeggiante con orlo a ricurvo verso Equivalente meno profonda della Forma P 22 A, eon
il basso a piatto con decorazione a rotella. fonda piatto. Talvolra sui fonda si trova un soleo od
HAYES Cypriot Sigiliata, p. 70, forma 5. una risega. Non decorata. Non cvmune. Dalla metil alla
fine del I sec. d.C.
Due versioni: A. Con arlo ricurvo verso il basso. B. Con
arlo piano. Due linee di decorazione a rotella sull'orlo, Diarnetro: aca em II-I3.
talvolta profondamente impresse, t:lnto da formare solchi. Prototipo.
Inizi I sec. d.C. Forma servizio eol piatto Founa P 4.
Rara. Sono stati trovati soltanto frarrnnenti dell'orlo, ec­ Paphos, easa di Dioniso, oon cataIogato (frammentario).
(Tav. XX, 4).
cetto che per il prototipo della versione B che ha un 'ot­
tile piede inclinato, piu alto di quanto sia usuale in questa Simile: Samaria-Seba're III, p. 344, fig. 83.8.
classe ceramica.
Diametro: circa 8-12 em. FORMA P 27.
Protolipo. Piccola coppa bassa con palate vcrticaZe, decorata can
A. (Non ,ono disponibili disegni). 11U!danature in Qlto ed i" basso.
B. Soli, tomba 6 (Cyprus Survey, "506), n. 18 = HAYES Cypriot Sigillata, p. 70, fonna 6.
HAYES Cypriot Sigillala, fig. a p. 68. (Tav. XX,I). Una rara variante antica della Forma P 28, can corpo
al. il frammento d'orlo, QUILICI 1971, p. 161, n. 250, piu basso e piede sottile a profilo netto. Non de:orata.
figg. 107, 108. Modanature piceole e nette.
Diarnetro: circa 8 em.
Protaripo.
FORMA P 24.
Museo di Cipro, D.6$8.1935 (~HAYES Cypriot Sigil­
Piaola coppa a corpo pro/ando, probabilmente fornil" lata, fig. a p. 68). (Tav. XX,S).
di pietk, can arlo a doppia modanatura. E pIobabile che il fonda NEUFFER "931, p. 64, fig. 8.3
Soleo all'intemo tra orlo e cotpo; una 0 due fasce 5ia riferibile a questa forma.
di decorazione a rotella suIIa modanatura inferiore dell'orlo
ejo sui corpo. Poco comune; rimangono solt:lnto fram­ FORMA P 28.
menti di arlo. 11 piede (se esistente) doveva essere stretto.
Inizi I sec. d.C. Coppa carenata con parte supericre ""'TVa, tkcora:a con
Diametro: circa em 9 e em 12; possibile anche una modanature in alto ed in basw.
dimensione piu piccola. HAYES Cypriot Sigillara, p. 70, forma 8.
Prototipo. Piede basso, triangolare 0 ingrossato. Proporzioni si­
mill alla Forma P 22, con l'agglunta di una f1angia. Non
Paphos, easa di Dioniso, non catalogato (= HAYES decorata. Gli esemplari pin antichi tendono ad avere una
Paphos, fig. 3). (Ta'r. XX, 2). parete abbastama verticale can Ie modanature sottoli­
Cfr. WESTHOLM Soh; fig. 63.32, tav. XXX, in alto a neate da leggere incisioDi, ed un arlo piatto; i piedi sonO
destra. piu piccoli e pin accurati. Nel I sec. questa forma e aI

8}

SIGILLATE ORIENTALI

secondo posto per Ja frequenza nella setie delle coppe. FORMA P3I.
Datazione: I sec. d.C., da!l'inizio alia fine.
Diametro (otlo): citca ],5-8,5 e 10--"12 em. Coppa con parele earenata a rctondeggiante e deeora­
zione a rotella.
Prototipi. Due versioni, entr.mbe piuttosto grandi (forse si
Variante pill antica: Paphos, Casa di Dioniso, at; 4790 tratta di due forme diverse; i fondi non sono conservati):
(= HAYES Papho" fig. 3). (Tav. XX,6). Tipo A: copia in grande della Foroa P 22 B, carenata,
Versione notmale: Corinto, C-36--1277 (HAYES Cypriot con piccolo Jabbro voltato in basso. Tipo B: con pa­
SigilJata, fig. a p. 68, e HAYES Conntk, p. 458, n. 170, rete bassa e atlotondata e Jabbro arrotondato. Rara. AI­
tav. 87). (Tav. XX, 7). coni esemplari in contesti di II sec. d.C.
Diametro: circa 24 cm.
Altri esemplari.
WESTHOLM Soli, fig. 63.28, tav. XXIX (sotto il cen­ Prototipo.
tro), e forse anche fig. 63.27. Tipo A:
HORSFIELD 1942, p. '92, n. 394, fig. 53, tav. XLIII. Paphos, Casa di Dioniso, frammento non catalogato.
LAUFFRAY 1940, p. 16, fig. 6 in basso a destra (da Un foro e srato praticato sulla parete sotto rotlo (e
Byblos). possibiJe che altri fori manchino). :T.v. XX, 10).
Tarsus I, p. 250, n. 526 (e n. 525?), fig. 195. Non esistono confronti pubblicati.
SCE IV.3, fig. 3°04­
HAYES Cypriot Sigillata, fig. a p. 68 (Museo di Cipro, FORMA P32.
D.24· 1935)·
HAYES Papko" fig. 4 (= Casa di Dioniso at; 681). Forma Iibera.
Nora: i vasi e1encati daI NEGEV Nabatean SigilJata,
p. 392, come forma 8, sono in Sigi1Jata Orientale A, ecc. FORMA P 33.
Tazza biansata con arlo ispe,silo e corpo piutto,to basso
FORMA P29. e arrotondato.
Coppa rotonda non decorata con piede bas,o. In ceramica rossa 0 grigia; per 10 pill con pareti sot­
Basso corpo emisfetico 0 atrotondato con piede a pro­ till. Una coppia di solehi, 0 decorazione a sgorbia 0 a
filo quasi triangolare. Non decorata. Olmune. Prima rotella sulla pancia. Piccole anse ad anello a sezione
meIi del II sec. d.C. quadrata, scanaJate all'esterno, attaccate sulla patte alta
Diametro: circa 16--20 em. delcorpo e sulla pane inferiore dell'orlo. Una variante
presenta una decorazione a puntini bianchi dipinti sopra
Prototipo. Ie strisce di decorazione a rotella. N~n comune. Intorno
Paphos, Casa di Dioniso, Ot; 51 I4 (= HAYES Pa­ alla mera del I sec. a.C. (e pili rardi ?).
pho" fig. 5). (Tav. XX, 8). Diametro: circa em 8-12 all'orlD.
Non esistono confronti pubblicati.
Prototipo.
Una variante (Ieggermente pill grande) ba una nerra
e poco profonda linea di decorazione a rotella all'esterno Paphos, Casa di Dioniso, at; 4130 (HAYES Papko"
sotto rotlo. Forse leggermente pill tarda. fig. 2). Grigio-nero. (Tav. xx, II).
Una variante e ripottata in HAYES Cypriot Sigillata,
p. 76 (il frammento da Derbe e di questa forma).
FORMA P 30.
Coppa can parete arrotondato e orlo ispe'sito ,eanalaw FORMA P 34.
alia ,ommita.
Otlo piatto 0 ingrossato, generalmente ricurvo ad un­ Tazza mansata come la P 33, ma pi.. profonda, con
dno; per 10 pill presenta due solehi. II fondo e inceno. parer< verticale.
Una stretta e nettamente incisa fascia di decorazione a Ceramica generalmente grigia. Otlo verticale, separa­
rotella sulla parete sottO rotlo; talvolta una seconda to daI corpo da una scanalatura. Decorazione a rotella
pill in basso. Poco comune. Prima meta del II sec. d.C. o simili che ricopre I'esterno, con 'orti!i incisioni in citna
o pill tardio
(come in P 18, 37). Non sono conservati profili completi.
Abbaslanza grande: diametro citca 23-28 em.
Rara. I sec. a.C.

Protoripo. Prototipo.
Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato. Frammenro Paphos, Casa di Dioniso, at; 5256 (HAYES Papko"
dell'orlo (HAYES Papho" fig. 5). (Tav. XX, 9). fig. 2). (Un Iato e restaurato). (Tav. XX, 12).
Non esistono confronti pubblicati. Non esistono confronti pubblicati,

86 .
SIGILLATA CIPRIOTA

FORMA P 35. tosto comune. Seconda meta del I sec. a. C. e ptima meta
e
del I sec. d. C.; una maggiore precisione impossibile,
Tazza biansata (?), da mettere in relarione con P 33-34. mancando esempIari ben datati. I pezzi provenienti
e
Questa forma assegnata ad aleuni frammenti con orlo da Oboda sono probabilmente per la maggior parte
verticale sporgente su una profonda rientranza, che al­ dell'etli di Augusto e di Tiberio. Una rara variante,
I'interno forma una sporgenza; il profilo del corpo e qui contrassegnata come forma X 37 B, ha un piede a
apparentemente rotondeggiante; ransa, 0 Ie anse, SOIlO piedistallo modanato (forse copiato dalla eeramica aretina)
ugnali alle forme precedenti. Rara; testimoniata soltanto che sostituisce gli astragali (vedi il prototipo); sotto tutti
da piccoli frammenti. I sec. a.C. Non sono disponibili e
gli alrri aspetti normale.
disegni. NEGEV Nahatean Sigillata, p. 384, distingue cinque di­
meosioni (diametro circa em 10, 12, 15,20,25). La pili
piccola di queste dovrebbe coincidere con la Forma P 19
FORMA P 36. (0 P 18, tarda) e rimane in dubbio la attribuzione delIa
Catino a paret£ verticali con largo orlo ricurvo in bass(I; seconda tnisura; la dimensione tnininta degli esempIari
anse a nastro ad angolo applialte ,otto l'orlo. con piede ad astragalo non e fino ad ora deterntinata
(diametro circa em 14-15, possibile anche circa 12). Da
Compare nelIa produzione pin antica caratterizzata da altre ptovenienze sono disponibili solo misurazioni insnf­
pareti sottili (come Ie forme precedenti). Abbastanza ficienti per poter controllare la validita delIa classifica­
grande. Solehi sulla parte alta delIa parete, a livello delle zione del Negev, e per poter stabilire se gli esempIari
anse; non presenta aItre decorazioni. La forma del fond' pill antichi differiscono per dimensioni dai piu tardio Un
e incetta. Aleuni esempIari sono testimoniati nella cera­ certo numero di esemplari si pub collocare tra Ie dimen­
mica atnica a verniee rossa di transizione. Metil I sec. sioni enumerate, mentre aIrri sono pill gtandi (dianIetro
a.c. 0 pill antica. Non comune. fino a em 30 e oltre). Si puo notare che i piedi raggiun­
Diametro: circa 20-25 em. gono un diametro quasi pin grande di quello delI'orio.
Prototipo. Prototipi.
Paphos, Casa di Dioniso, Obo 5257 (HAYES PapJws, Samaria-Sebaste III, fig. 83.1.
fig. 2). (Un lato e
restaurato). (Tav. XX, 13). Forma 37 B: Yale, 1912.298 (acquistato ad Aleppo).
Non esistono confronti pubblicati. (Tav. XX, 14).
II piede Samaria-Sebaste III, fig. 83.7, pub apparte­
nere a questo tipo.
FORMA P 37.
EsempIari pllbblicati, di tipo normale:
Coppa col fondo arrotondato (cratere) con alto collo can­ HORSFIELD 1939, pp. U8-19, n. 32, tav. X, piede.
orlo ricurvo ver,o il basso e tre piedi ad astragalo.
Ca'IJO, Antioch IV.l, p. 4Z (sotto RM 5), fig. 23-10.
HAYES Cypriot SigilIata, pp. 67, 69, forma I A; anche Tarsus I, p. 272, n. 774, fig. 160.
Nessana I, forma 5. Samaria-Sebaste III, pp. 34Z-4, fig. 83-1-2, 3 (?), 5-6.
Versione pin grande delIa Forma P 18. Ceratnica rossa, Nessana I, p. 287, forma 5-1-4, tav. XLVIII; (forma
marrone scuro 0 grigi(}-nera; gli esemplari pill piecoli 5.1 riprodotta da HAYES Cypriot Sigillata, fig. a p. 67).
hanno in generale pareti piuttosto sottili. L'orio presenta QUILICI 1971, p. u9, n. 35, fig. 62.
un solco in cima cd ha il bordo inciso. L'esterno della NEGEV Nahatean Sigillata, p. 382, nn. 1-5, fig. I e
e
coppa copetto da decorazioni a sgorbia 0 da rotelIature p. 384, nn. rr-14, fig. 2, tav. XXXILr-7.
multiple, decorazione completata in alto da due 0 tre Possibile anche Ostia III, p. 267, fig. 591 (vedi anche
leggere incisioni e sui fondo da uno 0 due solehi; questi Forma P 40).
ultitni servono come linee di gnida per la applicazione Alrri esempIari sono ricordati da HAYES Cypriot Sigil­
dei pied! modelIati separatamente. A volte una ulteriore lata, p. 76.
coppia di solehi 0 delle modanature compaiono al cen­ Variante con basso collo (Forma 37138): Museo di
tro del fondo esterno. La decorazione a sgorbia puo Cipro, D.95.1935 (~HAYES Cypriot Sigillata, p. 67, tav.
prendere la forma di scanalature verticali 0 di disegni XVI in alto a sinistral.
ehe si ripetono (ad es. foglie di loto, foglie stilizzate) in­ Fondo (Forma 370.38): Kenchreai IV, p. 63, sotto iI
cise con uno strurnento a pettine dentato; queste ultime n. ER 38 (n. inv. P 596).
sonG generalmente bordate da linee fatte a rotelIa in
alto cd in basso (vedi i disegni). La decorazione a rotella FORMA X38.
e di due tipi: 0 sotto forma di una fascia multipla che
copre tutta Ia superficie 0 sotto forma di due 0 tre srri­ Coppa a fondo arrotondato su piedi ad a'tragalo,. come
e
see strette; quest'ultimo schema probabilmente tardo P 37, rna con collo piU basso e piccola mvdanatura sull'lJ1'lo.
(cfr. Forma P 38). Talvolta compare, in cima al corpo, HAYES Cypriot Sigillata, p. 69, forma I B (versione
oltre alIe incisioni una fila di puntini bianchi. Per esempi grande).
circa la varietli di rnotivi decorativi, v. NEGEV Nahatear. Corrispondente grande della Forma P 19. Soleo sui lab­
Sigillata, figg. 1-2 a pp. 383, 385, e tav. XXXII. Pillt­ bro. Tre strette fasce di decorazione a rotelIa sui corpo.

87

SIGILLATE ORIENTALI

Tre piedi ad .stragaIo. II eorto eollo vertieale e presenre Variante antica: Paphos, Casa di Dioniso, Oil 4705
anche uelle tarde (?) v.rianti della Forma P 37 (vedi (HAYES Paphos, fig. 4). (Tav. XXI, 4).
wpra), m' e diverso il tratt.mento dell'orio (a meno che
questo sia L risultato di un incidente durante la lavora­ Allri esemplari.
zione). II prototipo :Ieriva da un gmppo flavio. WESTHOLM Soli, fig. 63.30, tav. XXIX, in basso. si­
nistra.
Prototipo.
ADRIANI 1935-9, fig. 53.50 ap. II7 (versione piccola).
Atene, Agora P II544 (= HAYES Cypriot Sigillata, fig.
Tarsus I, p. 272, n. 773, fig. 203 (probabihnente que­
a p. 67). Diametro: cm 15,3. (Tav. XXI, I).
sta forma).
Non sono noti altri esemplari, a meno che il fram­ COLDSTREAM Kythera, p. 170, 'P 26, fig. 51, tav. 48.
mento QUILICI 1971, p. 159, n. 192, fig. 105, non vada HAYES Paphos, figg. I, 5 (frammenti).
asseguato a questa forma.
Questa forma, 0 un. forma di transizione dalle Forme
37-38: Ostia III, p. 193, fig. 271, e p. 267, fig. 591.
FORMA X39. Variante, vicina alia Forma P 41: Ashdod I, fig. 13.2.
Si tratta di questa produzione?
Cratere con piede e decorazione a rilievo latta a matrice.
Una copia della forma aIetina Dragendorlf II (Dra­
gendorlf/Watzinger, tipo I); coppa arrotondata, orio ad FORMA P 41.
uncino ricurvo 2.11'esterno, piede a piedistallo modanato.
Cratere, uguale a P 40, ma con arlo piu pesante e squa­
Solo un esem;>lare: drato.
Metropolitan Museum, New York, c.P. IIO, da Kiti =
Piccola modanatura sull'orio Iungo iI Iabbro. Grandi
L. P. DI CEsNOLA Cesnola Collection II, tav. cxxxn, dimensioni. Rara. II sec. d.C., probabilmente pin tarda
n. 979; MYRES Cesnola Collection, p. 120, n. 986. Diametro
in alto sulI'orio em 15,2, diametro in basso cm 7,6, aI­ di P 40.
tezza em II,I-II,7. Argilla e vernice di colore ross(}-­ Prototipo.
alancio, apparentemente appaItiene a questa classe. Tre
Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato (= HAYES
figure corniche su ogni lato, modellate grossolanamente.
Paphos, fig. 5). (Tav. XXI, 5).
(Tav. XXI, 2).
Non esistono confronti pubblicati.

FORMA P 40.
FORMA P 42.
Catino/cratere, normalmente grande con alta pancia ro­
tondeggianti e ampio orlo ricurvo verso il basso. Cratere, uguale a P 40, rna con corto eoUo concavo, arlo
Odo couvesso in alto" spesso, con bordo inciso, separato ad uncino ed anse.
dal eorpo da una fascia rientrante convessa. Piede pesante Le anse sono applicate orizzontalmente nella parte su­
a profilo triangolare aIrotondato. La paIte inferiore del periore del corpo. Decorazione a rotella sul corpo. Non
corpo fino alla mem dell'aItezza compIessiva, e quasi co­ comune. Probabilmente II sec. d.C.; pin taIda di P 40.
nica ed ha una convessitit maIcata aI centro del fondo
esterno. Normalmente decorata a rotella, una fascia sulla Prototipo.
parte superiore del corpo, una seconda sotto la pancia. Paphos, Casa di Dioniso, non catalogato (= HAYES
Le grandi dimensioni, Ie spesse pareti ed iI piede pe­ e restaurato. (Tav. XXI, 6).
Paplws, fig. 5). Un lato
sante di questi vasj (e dei successiVi) Ii rendono faciI­
mente rice.noscibiIi; quasi tutti seguono 10 stesso mo­ Altri esemplari.
dello. La forma puo essere copiata in Sigillata Orientale Tarsus I, p. 272, n. 765, figg. 160, 203.
A. Una variante antica a pancia rotondeggiante, Vicina KAPLAN 1964, fig. a p. 275 (a sinistral, da Jaffa.
alla Forma 37/38 per Ie proporzioni, appare a Paphus L'orio in Samaria-SebastiIII, p. 344, fig. 83.4 (diame­
in un coutesto d.i epoca flavia; possono essere messi in tro em 22) puo rappresentare una versione pin piccola.
rclazione con questa ,lenni pezzi di forma simile ma ill
argilla diversa trovati a Pompei e ad Ercolano. La forma
standaId e moito comune in contesti della prima mem FORMA P 43.
del II sec. d.C. rna la sua presenza e documentata giit
neI 100 d.C. 0 Ieggermente prima. An/ora con corpo strigilalo e piede pesante modanato.
Due misure principali: diametro circa em 37-40 e Versione in Sigillata Cipriota del tipo «West Slope
circa 15)-22. Ne esiste ancbe una versione piccola con ware» a vernice nera. Rata in questa produzione; un
caratteristkhe sirnili (vedi il prototipo). esempIare frammentario, maneante dell'orIo, da Paphos
(n. Oil 4038) nella ceramica antica di transizione (non
Prototipo. e disponibile un disegno). Mem (?) I sec. a.c. I fraIn­
Versione piccola: Paphos, Casa di Dioniso, Oil 4986 menti, QUILICI 1971, p. 96, n. 20, fig. 42, possono ap­
(HAYES Paphos, fig. j). (Tav. XXI, 3). paItenere a un vaso di questo tipo.

88
SIGILLATA CIPRIOTA

FORMA P 44. FORMA P 48.


Lagynos. Broeea con jiltro.
Forma pili a meno simile a SCE IV.3, fig. 29+ La Corpo a bulbo, con pancia bassa, imboccatura a imbuto
forma compare io un certo numero di prodU2ioni cera­ con labbro sporgente inciso, piede basso. Ansa a nastro
rniche, inelusa la Sigillata Cipriota vera e propria, seh­ impostat. sotto I'arlo, e suI corpo piccolo heccuccio ra­
bene in quest'ultima sia rara. Intorno alia meta del I sec. stremato impostato a 90" rispetto all'ansa, Filtro can
a. C. Per esemplari io una argilla giallastra, vedi elenco numerosi fori sul coIla. Meta (?) I sec. a.C. Rara.
relativo alIa Sigillata Orientale A, Forma lOr.
Non sana disponibili disegni. Prototipo.
Paphes, Casa eli Dioniso, 0/1 4060. AItezza: circa
FORMA X45.
e
13,8 em. (Non disponibile un disegno).

Lagynos. FORMA P 49.


HAYES Cypriot Sigillata, p. 72, forma 12.
Sottile brocca cilindr£ca, versione antica.
Succede alla P 44, ma il corpo non e cosl a campana;
arlo verticale; ansa angolare a nastro del ripo nonnale Orlo f1angiato, coIla stretto e verticale, leggera spor­
nella Sigillata Cipriota. Salehi sui colla, all'altezza della genza alla base del colla e satta di essa dei solehi; corpo
parte superiore dell'ansa. Corrispondente della Sigillata alto e ciliodrico can base piatta, Ieggermeute rientrante a
Orientale A, Forma 102 ? Augnstea. Poco comune. can salehi sopra e satta I'angolo tra corpo e fonda; corta
ansa dall'orlo alI'ioizio del corpo vero e proprio. A pareti
Prototipo. sottiIi, con buone rifiniture. Un po' piu comune delIe
Museo eli Cipro, Polis tomba I04, n. 43 (= HAYES forme precedenti. Dalla meta alia fine de~ I sec. a.c.
Cypriot Sigillata, tav. XVI io alto al centro). (e forse anche piu tardi). AItezza: circa 17-22 em.
Due esemplari quasi completi da Paphes (O/:; 1265,
O/:; 3973); non sana disponibili discgni.
FORMA X 46.
Alta brocea con eollo lungo e stretro e earpo ehe si allarga FORMA P 50.
verso il basso.
Assegnata ad una brocca a corpo rotondeggiante con
HAYES Cypriot Sigillata, p. 73, forma 13. coIla quasi ciliodrico, alcuni frammenti della quale sono
Collo che 8i restringe leggermente, decorato Con dei stari trovati io strati di tarda eta augtJ>'tea a Paphos.
salehi (come su X 45). Piede basso, piccola concavita Nou sono disponibili disegni.
al centro del fonda esterno. Ansa a gornito can salehi
poco profondi alI'esterno. Fioe I sec. a.C:;;. a leggermente
piu tarda. Ram. FORMA X 51.
AItezza: circa 25 em. Brocca larga e panciuta con collo stretto ea ansa a go~
mito.
Prototipo.
HAYES Cypriot Sigillara, p. 73, forma 15.
Paphos, Museo r309/25, dalla Polis tomba ,,6 =HAYES
Cypriot Sigillata, p. 73, tav. XVI, in alto a destra. Corpo che si aIlarga verso il basso, piccolo arlo moda­
Simile: Istanbul 914, proveniente da Cipro.
nato, piede basso. La larghezza del corpo evarlabile.
I sec. d.C. (inizi 1).
Prototipo.
FORMA P 47.
HOLWF..RDA Cat. Le£den~ p. 32, n. 362, tav. ill. Decorata
Piccola broeca con flltro. a rotella. (Tav. XXII, I).
Forma biconica carenata, con carenatura piuttosto bassa. Altri esemplari.
Imboccatura bassa con filtro, ansa a gomito (?) a nastro.
Meta [ sec. a.c. a piu tardi. Rara. Vienna, IV 4389 = HAYES Cypriot Sigillata, tav. XVI,
al centro. Larga e panciuta; una scanalatura.
Prototipo. Istanbul 234, da Cipro. Non decorata.
Paphos, Casa di Dioniso, 0/1 5006 (frammentario;
eliametro del corpo ricostruito em II,0). Grigio nero. FORMA X 52.
(Tav. XXI, 7).
Brocea con eorpo che si allarga in basso.

Sioaile, piu grande: Buss-MACALISTER 1912, p. 127,


tav. 60.23 = Palestioe Museum, Gerusalemmc, da TclI HAYES Cypriot Sigillata, p. 73, forma 10.

Sandabannah. Grigia, con decorazione a rotella sui CoIla ciliodrico, con pesante modanatura suII'orlo,

corpo. spalla strerra e piatta, ansa a gomito, piede 'JaSSO. L'al­

8f}

SIGILLATE ORIENTALI

tezza del corpo e vaIiabile. Piede basso, fondo estemo FORMA X55.
concavo con so!cbi. Segue nel tempo la Forma X 46,
datazione incetta (seconda meta del I sec. d.C. ?). Una Broc,;a con eorpo r!llondeggianre basso e panciuro, collo
delle forme di brocca pill comune in questo tipo di stretto, ampia bocca rlilobara.
ceramica. A1tezza: circa 18-22 em.
HAYES Cyplior Sigillara, p. 73, forma 18.
Prototipo. Ansa a gomito a nastro con leggere rilevature. Fondo
Oxford Ashmolean Museum, 1935.580, da Cipro. (Tav. q'lasi piatto, con solchi, leggermente incavato. Non de­
XXII, 2). corata. Datazione incerta.
Un solo esemplare: Museo di Gipro, D.66.I935 =HAYES
Alrri esemplmi. CypliOi Sigillata, tav. XVI, forma 18. A1tezza cm 16.
SCE IV.3, fig. 30.18 (variante).
HAYES Cypriot Sigillata, tav. XVI al centro a destra
(Museo di Cipro D.9.1935). FORMA X56.
Manchester Museum, '918.,65; Baltimore Museum of
Art 26.1.22 (Collezione Cesnola, Metropolitan Museum Bro<,herra con corpo C!W si allarga verso il basso.
New York, c.P. 106); Princeton Art MuseUl!l 29-81; HATIS Cypriot Sigillata, p. 74, forma 19.
numerosi esemplaIi inediti nel Museo di Gipro; Ashmo­ Booca svasata, piede basso, piccole riseghe suI fondo
lean Museum, I960.IIIO; Vietoria and Albert Museum, esterno; ansa tra iI Iabbro e iI corpo. Non decorata.
Londta, 2075-'76. Datazione incerta.

Prororipo.
FORMA X53.
Londra, Inst. of Archaeology, K VI.3/5 = HAYES Cy­
Broeea con eorpo angolare. prior Sigillata, tav. XVI. A1tezza 8,9 em (unico escm­
HAvES Cypliot Sigillara, p. 73, forma 17. plare). (Tav. XXII, 3).
Collo ed ansa come X 52, orlo con piccola modarunura
scanalata. Basso corpo carenato a campana, con riccolo
piede. Datazione incerta. FORMA X57.
Un solo esemplare: Vienna, IV.I531 = HAYES Cypriot
Sigillata, tav. XVI fila in basso, secondo pezze. Piccola brorxa con eorpo ehe si allarga verso il fondo e
boeea imbutiforme.
HAYES Cyplior Sigz1lala, p. 74, forma 20.
FORMA P 54.
Piccola ansa grezza; talvolta un cordolo alia congiun­
Brocca a filEro, versione rarlia.
zione cra corpo e bocca. Piede basso. Rata. Probabilmente
II sec. d.C. (0 pill tardi), appare associata alia Forma X 58
HAYES Cyprior Sigillara, p. 73, forma 14·

e con vetri d.i media eta romana.


L'imboccatura e bassa ed ha Ia forma di una coppa,

con Iabbro incurvato; incorpora un filtro. Corpo ovoidale Altr£ demplari.


che si allarga verso il basso, piede basso, con Ii,ega 0
cavitil sotto il fondo, ansa a gomito a nastro con (tre) Museo di Cipro, D.27.I935 e D.51.I935 (a1tezza circa
leggere rilevature; un beccuccio tubolare e affusolato 'i em II); cfr. per iI primo HAYES Cyprior Sigillara, tav.
imposta obliquamente sulla spalla, a 90° rispetto aII'ansa. XVI in basso a sinistra.
La parte esterna del labbro puo essere incisa; in a1cuni University of .Wchigan 7290, da Karams (Egitto).
esemplati si notano uno 0 pill so!chi sulla spalla. Poco Altezza 14,7 em.
comune. Di eta f1avia; forse anche poco prima (0 poco
dopo.
FORMA X58.
Prototipo.
Museo di Cipro, D.85.1935 Bro.«a cilindrita, slanciata fJersWne tarda.
= HAYES Cypmr Sigilla­
ra, tav. XVI, secondo in basso a sinistra. HA-,l!S Cyplior Sigillara, p. 74, forma 21.
Corpo alto, che si restringe in alto; piccolo orlo in­
Altli esemplari.
curvato all' esterno con attaccata una corta ansa; fondo
SCE IV.3, fig. 27, 22-23. Per il primo di questi, vedi incamo, talvolta samalato, che poggia su di una spor­
anche L. P. DI CESNOLA Cesnola Collution II, tav. genza del bordo. Tclvolta sotto I'orlo si trovano delle
CXXXVII, n. 998; MYRES Cesnola Collution, p. 120, scanaIature. Ansa a se2ione concava 0 incisa nella meta
n. 987; Tarsus I, fig. 170 E. inferiore. L'orlo puo essere ingrossato a sezione Irian­
Ashdod II-III, fig. 23.9 (e 23.8 ?), tav. XVIII.6. golare. Produzione spesso piuttosto scadente. Datazione
Paphos, Casa di Diomso, Oil r267. probabile fine I sec.-II sec. d.C. (ricorre associata con

.90

SIGILLATA CIPRIOTA

la Forma P II, ecc.). Succede alia Forma P 49. Ab­ FORMA XS9.
bastanza comune fra i ritrovamenti in necropoli. A1tez­
za: circa 16-18 em. Brocca globulare. can co/lo cilindrico.
Fattura scadeIlte, a pareti spesse. Una venione pili
Prototipo. grezza della Forma X 51, con piede piu pesante e corpo
Ashmolean Museum, Oxford, 1960.754. (Tav. XXII, 4). piu g1obulare; ansa comune a gomito. Leggere scana­
lature sul collo. Datazione incerta, probabilmer.te tarda.
Altri e,emplan.
HAYES Cypriot Sigillata, tav. XVI in basso a destra Prototipo.
(= Musco di Cipro, D.320.1935), e numerosi altri esem­ British Museum, 80.7-10.70. A1tezza circa 20,6 em.
plari nel Museo di Cipro. Non ne sono noli altri esemplari. (Tav. XXII,S).

9I

SIGILLA'fA PONTICA

DEFINIZIONE L. f.ttnta degli esemplari ptovenienti dalla Russia


Meridionale (e da altre 10ca1ita) e simile alla Sigillat.
Una classe di terra sigillata ben distinta dal1e produ­
Ci?riota, tranoe che, normalmente, nella classe pontica.
ZiOll dell'area mediterranea finora esaminate e documen­
Le pareti non sono spesse e la vernice non copre il fondo
tata in alcune loealita intomo al Mar Nero, specialmente
esterno arrestandosi sui piede 0 poco sopra (come nella
nella Russia Meridionale, e sembm essere originari. di
CeramiC! di <;andarli antica). Forrunatamente Ie forme del
queste stesse regioll. Alcune forme, sebbene non tutte,
vasellame e Ie aree di esponazione delle due prodozioni
sono elencate da Kcipovie nelle pubblicazioll di ritrova­
coincidono di rado, tanto do poter essere normalmente
menti provenienti da OIbia, Minueki e Tiritaka dove
distinte l'una dall'altta. L'argilla ben depurata ha spesso
essa rappresenta il tipo di terr. sigillata piu frequente­
un colore rosa 0 rosa-marrone (circa Munsell 5 R 6/8),
mente attestata (KN1POV1C Olbia; Materiali 25, 1952,
sebbene in altri casi sia rosso-arancio, coperta poi da un
pp. 289-326; altri esemplari in Sammlung Vagell; HOL­
sottile ,trato di vernice, ben levigato, di aspetto quasi
WERDA Cal. Leiden, pp. 31-33, fig. 9; Materiali 85, 1958,
metallieo, dello stesso colore (brillante negli esemplari
pp. 283-3n). Le versioll piu .ntiche e pill recenti di
rosso-arancio). Questi ultimi non semp!e sono facilmente
questa produzione ceramiea eostituiscono la maggior
distinguibili dolla prima versione della Ceramica di <;an­
pane delle , Gattungen» C, D ed E di Knipovic, nella
darli, che ba circolato abbondanteroente nelle stesse re­
sua relazione su Olbia. Kropotkin elenea alcuni esem­
gioni. Perranto alcune identificazioni f.tte sulla base di
plari di tipi classici sotto «ceramiea bosforana a verniee
profili pubblicati sono ipoteticbe. Sembrano mancare Ie
rossa» (KRoPOTKIN 1970, p. 17; per una discussione
colorazinui marrone scuro, frequenti nell. Sigillata Ci­
generale sulle ceramiche a vernice rossa provenienti d.
priota, e questo rende prnbabile l'esistenza di un con­
siti della Russia, v. ilnd., pp. 14-20, e eataloghi pp. 76-85).
trollo piu accurato sulle cnndizioni di cottuIa.
L'origine 0 Ie origini di questa classe ceramiea rinI.n­
Le forme comprendono una numerosa serie di broc­
gODO sconosciute, sebbene sia comune tra i ritrovamenti
che, sia lisce che decorate; una selezione significativa di
del Sud della Russia e abbastanza comune in localita
queste forme e riporrata in Sammlung Vagell. Anche
della Bulgaria e Romania. Non e sicuro che questi tro­
Kroporkin da un elenco abbastaoza complero di forme
vamenti possano dare una indicazione fedele sulla ori­
(KROPOTK1N 1970, pp. 17-20). Alcuni dei piatti piu an­
gine di questa classe, • causa della totale mancanza di
tiehi si avvicinano alle forme della Ceramic. di <;andarli.
pubblicazioni sulla pin antica ceramica romana rinve­
La decorazione caratterisr:ca consiste in foglie a barhot­
nuta sulla costa settentrionale della Turchia, cioe il
rina disposte a tralcio continuo oppure a grnppi di tre
Pontus e la Bitinia anti<:bi; KNIPOVIC Olbia, pp. 34-37,
in una sequenza orizzonule. Si not. che la decorazione
considerava gli esempIari provenienti da Olbia import.ti
a barbottina e oomune anche nelle contemporanee cera­
dal1'l\sia Minore. La possibilitil di una provenienza da
quest'ultima region. e suggerita do alcuni pezzi CODser­ wiehe invetriate trovate nella Russia ~eridionale (v.
vati nel Museo di Istanbul, che sembrano simili alla MARCIENKO r971, pp. 21-32). Una numerosa serie di
Sigillata Pontica. Provvisoriamente noi proponiamo questa coppe (0 gr.ndi tazze) in Sigillat. Pontica appare deco­
definizione di SilJl~lala Pontica per tutta la categoria. rat. con un motivo di dc·ppi archi applicati sull'esterno
11 progresso degli studi pom render possibile una mag­ dell'orlo - apparentemente una versione degradata delle
giore differeoziazione di stili regionali. La descrizione anse ricurve che compaiono sulle ciotole carenate meno
che qui si presenta riguarda pertaoto solo Ie earntte­ profonde tardo-ellenistiche (vedi Ceramica di <;andarli,
ristiehe genetali. Una categoria sinrile di brocche ed forma ~ nella serie pill antica), forse infIuenzata dalle
un'altra di vassoi ovoidoli sono deseritte separatamente «spirali ad occhiali» della ceramica aretina. Uno 0
(efr. p. 95). due esemplari con decorazione applicata di spirali ad S

92

SIGILLATA PONTICA

(come nella Sigillata Orientale B) potrebbero appartenere luppo in alcune delle forme pill comuni. Mcuni piatti
a questa classe. L'influenza della ceramica aretina si nota dataIi al III 0 agli iuizi del IV sec., elencati da Kuipovic,
in a1cuni crateri a piedistallo (cfr. Dragendorff tipo II) potrebbero appartenere alla stessa serie.
che pero presentano Ia caratteristica decorazione a bar­ Qnesta classe si rinviene raramente al di fuori delle
bottina invece dei rilievi a matrice. Fra Ie forme tipiche coste del Mar Nero: un piccolo numero di esem!,lari del
eli questa ceramica si annoverano anche tazze schifoidi I e degli iuizi del II sec. proviene da Atene e Carinto
con ame che portano sulla sommitil delle prese a pollice (vedi gli elenchi pill avanti) ed un certo numero eli pez­
decorate a matrice (eli imitazione metallica). La decora­ zi Sono stati identificati a Bengasi (informazione di
zione a rotella e poco comune, ma compare sui fondo eli P. Kenrick); i ritrovamenti eli Ostia (Ostia II, pp. 66,
a1cuni piatti insieme a bolli eli ceramisti generalmente 205 (?), 212, 243, figg. 155, 156 (?); Ostia III, pp. 122,
nella forma eli planta pedis, oppure coppie di pahuerte 168, 193, 230, 236, 244, figg. 226, 451 a) sono eccezionali
contrapposte a formare un motivo a rombo. (Per un e presumibihuente sono un riflesso della ampiezza dei
elenco completo eli bolli eli ceramisti trovati in Russia commerci che interessavano questo porto.
v. KROPOTK1N '970, pp. 15-16). Una Iipologia particolareggiata di questa classe sareh­
La classe ceramica eben documentata in localita della be prematnta; gli esemplari sono quindi elencati secondo
Russia dall'etil di Augusto fino alla fine del II sec. d.C.; ampie categorie, con riferimento alla tipologia gia pubbli­
lungo questo periodo si PUQ notare un progressivo svi­ cata da Knipovic. La bibliografia citata non e esauriente.

FORME

I. Piatto can orlo verticale. sta sembra generalmente tarda. ar. Tiritaka tipo 20,
Flangia sotto rorlo, generalmente con labbro modana­ e Materiali 85, 1958, pp. 298 ss., figg. 12.3, '7.1, 5, ecc.
to. Olbia tipi 21, 21 A, Mirmeki tipi 6, 7, II, Tiritaka II. Grande piatto poco pro/ando con orlo sporgente, ri­
tipi 9, 9 A. Diametro circa em '3-29. Camune. curvo verso ['alto. Mirmeki tipo 18.
Equivalente del tipo 1 del Loeschcke in Ceramica di Diametro circa em 25 e oltre. Per il trattamento del­
Qmdarli. II normale un fondo inclinato. La linea di l'otlo, cfr. Ie coppe della Forma VI. Variamente datata
demarcazione tra gli esemp1ari pill antichi e Ie forme dalla fine del I al III secolo.
della Ceramica di y.ndarli non e chiara; alcuui piatti
decorati a stampo appartengono probabilmente alla pro­ Prototipo.
duzione pontica. I.e versioui pill tarde (vedi Olbia tipo Matenali 98, 1961, tav. XXVIII.I. (Tav. XXIII, 2).
21 Ae, Mirmeki tipo II) presentano un orlo basso con
flangia, corpo couico, poco profondo, e piede molto Altri esemplari.
basso. Matenali 85, 1958, p. 288, fig. 4.4; Materiali 98, 1961,
Un ipotetico sviluppo e presentato da KNIPOV1C Olbia, tav. XX.I.
fig. 12. Talvolta si trovano sui fondo una 0 dne fasce di
decorazione a rotella (vedi ad esempio HOLWERDA Cat. III. Piatto can arlo picgato verso il basso e labbro ad
Leiden, n. 375). Knipovic propone una datazione dalla uncino.
meta del I sec. alla fine del II sec. d.C.; Ie serie da llyrat
Un solo esemplare elencato qui per i1 bollo e la deco­
(pubblicate da Silantyeva) possono essere addiritrura da­
razione a rotella: Athenian Agora V, p. 28, G 61,
tate al III secolo.
tavv. 5, 57, 66. (Tav. XXIII, 3).
Prototipo. Datazione: eta flavia.

Materiali 155,1970, p. 126, tab. 15.1-3,5-6, e tab. 18.10.


(Tav. XXII, 6-10). IV. Piccola coppa rotonda. Oibia ripo 26.

Orlo incurvato, fondo concavo con bassa modanatura.

Altri esemplari. Generalmente con bollo (planta pedis 0 bollo a foglia


romboidale).
HOLWERDA Cat. £eiden, p. 33, un. 372-375, fig. 9,
tav. III (da Olbia); Materiali 85, 1958, pp. 285 ss., figg. Prototipo.
I, 2.1, 3.1-2, 5, 12.1-2. (Tav. XXIII, I). Carinto C-37-2160 = HAYES Corinth, p. 457, n. 168,
BOGnANOVA 1964, 1, p. 325, figg. 1.4, 4.3; BoGnANovA tav. 88. (Tav. XXIII, 4).
1976, p. 135, figg. 2-8, 10 passim. Datazione: terzo quarto del I sec. d.C. I tipi pill tareli
La bassa coppa Olbia tipo 27 rappresenta un legame (?) Olbia 26 A e 32 (con piede) e Mirmeki 14 possono
tra questa forma e Ie coppe/ciotole della Forma V. Que­ essere dei derivati.

93

SIGILLATE ORIENTALI

V. Piccola coppa coJlli;a con orlo verticale. Mirmeki tip; p. 588, n. 54, figg. 62, 72; Materiali 85, 1958, pp. 287­
4, IZ, Tirittka tipo ~ A. Comune. 309 passim, figg. 3·4, 6.4,6, 14.3, 17.2,6, 18.1, 19.2-3
Aleuni esemplari hanno un piccolo piede, aItri il fondo (da Ilyrat); Materiali 155, 1970, p. 28, Eg. 22.5 e fig.
piatto. PreEentano una scanalatura sotto il labbro, ad ecce­ 4LID ; BCCOVALA 1970, p. 195, fig. 2 c; KUNINA-SORO­
zione degli esemplari degradati (Mirmeki tipo 12); non KINA, Tp),a" 3p.•um=, 13,1972, fig. 8.47 a p. 163 (da
esistono abe decorazioni. Kepoi); !l:pam.ue Cooo., 130, 1972, p. 85, fig. 33.4; BOG­
Datazione: approssimativamente come Ia Forma I; DANOVA 1976, p. 135, figg. 4.12, 8.75, 9.21. Anche
in genere gIi esemplari sembrano databili dalla meta alIa Magonza, RGZM, 0 5747 (medito).
fine del I sec. d.C.
VII. Cratere a piedistallo, Imitante la aramita aretina.
Prototipi. (Dragendorff II, DragendorffjWatzinger tipo I). Non
1. Leida I 1'}08!I.I7 = HOLWERDA Cat. Leiden, p. cIassificato.
33, n. 367, fig. 9, tav. III; C!!ARLESTON Ruman Pottery, Decorazione a barbottina sui corpo del vaso (ramoscelli
tav. 9 A (da Olbia). (Tav. XXIII, 5). di fiori cisposti in senso obliquo 0 simili). Presumibil­
2. Manchester };!useum, IV.R.819. (Tav. XXIII, 6)
mente inizi I sec. d. C.
Nessun prototipo illustralo.
Alrri esemplari. Altri esemplari.
HOLWERD~ Cat. Leiden, p. 33, n. 368, fig. 7; !'JpPIDI
Sammlung Vogel!, tav. VII.23; HOLWERDA Cat. Leiden,
1959, p. 3°3, fig. 7 d = Histria II, p. 210, tav. 100, p. 31, n. 357, fig. 9 (da Olbia); LEVI 1964, p. 17,
tomba VIII.r; ApxOO.wzU'IX1! l{a.u;ltmxu YPCP, II, 19'52,
fig. 13-1.
tav. V.9; Materiali 85, 1958, pp. 286 8S., figg. 3·3, 5,
6 (?), 6.3,5; KROPOTKIN 1970, p. 77, n. 600, fig. 38.8;
Kp"m"ue Co,>6., 128, 1971, p. 82, fig. 34.9 (da nyrat), VIII. Grande coppa con pareti verticali e piccolo piede
anche p. 88, fig. 35.5; ibid. 130, 1972, p. 84, fig. 33-3 a piedisralh>.
(da I1yrat); Ostia Ill, pp. 168, 230, figg. 226, 451 a; Non classificata. Decorazione a barbottina 0 a rotella
Sm;. Arch., 1974.4, fig. 6.1, 3 (?) a p. 219; BOGDANOV.~ sulla parete. Meta I sec. d.C. 0 pill tardio La forma e
1976, p. 135, figg. 2.14, 3.29, j.II4· peculiare di questa cerantica. La vernice non copre Ie
Forse anche Histria II, p. 200, tav. 99, tomba XXX.14. patti inferiori.
Vedi la Forma I per un corrispondente pili basso,
Prototipi.
VI. Coppa profonda, con parere arrotondata a leg.er­ Princeton 455 (senza provenienza; sembra appartenere
mente cu1'l!a ad S ed arlo vertiwle spergente. Spesso de­ a questa classe). (Tav. XXIII, 9).
oorata oon motivi a doppio arco applicati (vedi sopra). lnoltre (con decorazione a barbottina): Hisrria II,
Olbia tipi 24, 24 A; Mirmeki tipi 9, 9 A. Comune. p. 198, tavv. 79, 99, tomba XXX.ID.
Piede bosso, fondo arrotonelato. TaIvolta aII'interno
della parete si trovano una 0 pili fasce a rotella. L'orlo e
normaImen:e scanaIato in alto ed in basso. E la forma pm IX. Bicchiere con pareti dritte, che 'i incurvano alIa
caratteristica di questa classe ceramica. n profilo arro­ base a furmare un piccolo piede. Una striscia di motivi
tondato ed il marcato aggetto dell'orlo sembrano indicare a barbottina al centro unita a solem. Olbia tipo 16;
lILa datazione tarda aII'intemo della serie; gli orli dei
Mirmeki tipo 2.
pe2zi pili antichi sono pili 0 meno simili a queIli La versione da Mirmeki, che e la pill eIaborara, pub
della Forma V. E testimoniatt anche una variante a essere Ia pili antica; daI Inogo di ritrovamento si pub
corpo profondo eorlo non decorato (vedi Olbia tipo proporre una datazione alIa meta del I secolo. La forma
24 Ab). La dataziOlle proposta da Knipo,~c va dalla pub derivare dai bicchieri in ceramica aretina e SigilIata
meta (?) del I alIa fine del II secolo d.C.; aleuni p~zzi Orientale B.
provenienti da nyrat sembrano essere del III see;,!o.
Alrri e..mplari.
La magg:.or parte degli esemplari appartengono proba­
bilmente al II secolo. BELOV 1973. pp. 46--7, lig. I (da Chersoneso).

Prototipi. X. Bassa coppa schifoide oon anse ad anello a cui e


Atene, Agora P 8151. Srilisticamente antica. Contesto: sovrapposta una pres. a pollice decorata a rilievo, di
inizi II sec. d.C. (Tav. XXIII, 7). imitaziooe metaIlica. NormaImente decorata a barbottina.
Due versioni: A: arrotondata in basso, B: piu bassa,
Materiali 155, 1970, fig. 4LU. (Tav. XXIII, 8).
carenatt.. II tipo A che presenta una deoorazione pill
Allri esemplari. elaborata, potrebbe essere il pill antico. Dall'inizio alia
metit (?) del I sec. d.C.
DRAGENDORFF 1895, p. 34, fig. 3; Sammlung Vogel!,
p. 51, on. 481-48", fig. a p. 48; NlCO~CU 1927-32, Tipo A: Olbia tipo 15­

94

SIGILLATA PONTICA

Prototipo. snl corpo. albia tipo 18, Tiritaka tipo 4. I sec. lie.
Londra, Bri:ish Museum 7708-5.2 = BMCat. Roman (non si pub proporre una datazione piil esatta).
Pottery I. 15. (Tav. XXIII, 10). Altri esemplari.
n prototipo di Olbia e anche descritto in Olbia 1972, HOLWEIOA Cat. Leiden, p. 31, n. 355, fig. 9 (da Olbia).
tav. XLIX.2. Forse anchc: Dublino, University College,
UCD 1299, con prese a pollice Iisce (la provenicnza e
data come Orneto!). XII. Bottiglia dol colla metto.

Corpo ovoidale che si alIarga verso il basso, pesante

Tipo B: Tiritaka tipo 3.


orlo modanato, piede basso, decorazione a barbottina 0
Prototipo. dipinta. Prima meta del I sec. d.C.?
Monaco, Museum antiker Kleinkunst, N.r. 5969. (Tav. Esemplari (nessuno illustrato).
XXlII,u). Anche: HOLWERDA Cat. Leiden, p. 31, n. 354 HOLWERDA Cat. Leiden, p. 31, n. 359, fig. 9 = CHAR­
fig. 9 (da albia). lESTON Raman Pottery, tav. 18 (da Olbill); aneie Bal:i­
mora, Walters Art Gallery 48.105 (argilla solita, ma di­
XL Coppa "hi/oide. pinta in bianco).
Piil profonda della Forma X, con corpo semi ovoidale
che si curva verso l'intemo all'altezza dell'orlo; anse ad XIII. M.diolus di forma apparentemente augu.;tta.
anello, a cui e sovrapposta una presa a pollice; piede L'individuazione di questa forma non e accertata. Cfr.
basso e stretto. Non e documentata a1cuna decorazione Sov. Arch. 1974.4, fig. 6.5 e p. 219. (Tav. XXIII, 12).

FORME VARIE

Possono essere elencati qni vari altri tipi di brocche L'anribuzione di un certo numero di alm tipi da
e di bottiglie: vedi HOLWERDA Cat. Leiden, p. 31, nn. Mirmeki, Tiritaka e Uyrat e incerta; probabilinente la
350, 358, 360; Sammlung Vogell, fig. a p. 48. I.e maggior parte di questi potrebbero e'Sere compre;i
coppe, KNIPOVlC Olbia, tipi 12, 17,25,29,30 (e proba­ in questa cblsse.
bilmente a1tri) sembrano appanenere alia stessa categoria.

CLASSI CONNESSE CON LA SIGILLATA PONTICA

I. Bottiglu ron decorazione a barbotrina ad altoriliRvo.


fascia superiore formata da una serie di ovuli c simi!:,
Questa piccola classe ceramica e stata stndiata da D.
a harbottiua, con una serie di piccoli punti aI di sopn;.
K. HILL, Roman Jugs with Barbotine Decoration, in Journal Le due forme conosciute fino ad oggi derivano daIh
of the Walters Art Gallery, 9, 1946, pp. 69--79, che de­ forma del lugynos, una con un corpo ovoidale <he .i
scrive u esemplari interi e frammentari. A questi bisa­ allarga in fondo, l'altra con corpo globulare, ambedue con
gna aggiungere due frammenti dell'Agora di Atene (P collo cilindrico ed anse ad angolo, scanalate.
7190, 21729) ed una bortiglia quasi intera nel Museo di La zona di produzione di questa classe e sconosciuta,
Cipro (1953.Xn-28.1; vedi MEGAW 1954, p. 175, tav. ma va forse cercata nella regione del Mar Nero (proba­
XI b, e KARAGEORGIDS 1963, C. 600, fig. 63). L'argilla bilinente nel Ponto od in Bitinia). I luoghi di ritto'll­
e giallastra tendente all'arancio e leggermente grannlosa, mento degli esemplari conosciuti sono lungo tune Ie rive
a differenza dell'argilla depurata rosso-rosata, tipica del Mar Nero, oltre a Troia e all'Agora di Aten~.
della Sigillata Pontica. La vemice lucente rossa ha a La tipiea decorazione a barbonina e presente 30me in
volte una superlicie che sembra di lacca 0 di cera. La una piccola c1asse di ceramica inventtiata a piombo
decorazione a barbottina, particolarmente ricca ed abil­ (lead glazedj protoirnperiale stndiata in particolare da
mente eseguita ad altorilievo, comprende scene con uc­ Zalm (ZAHN 1923) e Robinson (ROBINSON 1965 a, Pl'.
celli 0 figure umane grottesche (compresi schelem) 179--185, tavv. LVIII-LXVI; ROBINSON 1972, pp. 355-6,
i cui paralleli nell'arte augnstea sono individuari nel­ tavv. 74-75), della qualc sono stati tro>llti esemplari
l'articolo di Hill. Caratteristica di questa classe e una in alcune localita del Mar Nero e dell'Egeo; il collega­

95

SIGILLATE ORIENTALI

mento e Hato gia notam da lahn. Presentano una serie morivi f10reali tra volute doppie in ba"o rilievo. II fondo
di motivi si:nili e potrebbero essere stati prodotti nelle puo essere decorato con un medaglione 0 essere lisco.
stesse officioe della serie a vernice rossa. Una datazione Frammenti di ceramica di questo tipo sono stati trovati in
agli inizi del I sec. d. C. e fomita dal contesro del vaso di localita della Russia meridionale, Romania e Grecia. Sono
questa classe tovato a Kenchreai, presso Corinto e pub­ databili probabilmente alla fine del I-II sec. d.C., per
blicato da Robinson; una datazione simile pub essere ipo­ confronto con grandi piatti in metallo dei quali sono una
teticamente asseguata aIle borriglie a vernice rossa (questa imitazione. Essi vanno distinti dalla serie occidentale di
ipotesi sembra essere confermata dai ritrovamenti del­ piatti con fregi di animali sall'orlo studiati da Toynbee
I'Agora di Atene). (efr. TOYNBEE 1957) che sono molto simili per temica e
argilla.
II. Grandi vassai ovali a vemice rossa. Prowtipo.
Questa classe pub avere la stessa provenienza della KNIPOVIC Olbia, p. 44, tav. III, tipo 46. (Tav.
Sigillata Pontica; l'argilla e rossa e a grana fine, la ver­ XXIII,I3)·
nice e pure rossa e abbastanza lucida. Della forma stan­
dard sono stati pnbblicati due esemplari ben conservati Al"i esemplari.
(efr. Sammlung Vagel!, n. 5t7, fig. a p. 48; Materiali 25, Sammlung Vogel!, n. 517, con fig. a p. 48; Chersones­
1952, p. 306, fig. 6.2. II pezza della collezione Vogell !k£i Sbornik (X6POO1WCC1l:t~11 C6opnmc) 2, 1927, p. 247,
ha ause pit elaborate del solito, potrebbe essere fra i fig. 20.2; SAUCIUC-SAVEANU 1927-32, p. 433, fig. 46;
piu antichi della sede). Si tratta di un grande piatto ovoi­ KKrPOVlC Materiali 25, 1952, pp. 306-7, figg. 6-7;
dale fatto a matrice a pareti sottili con un piccolo piede PIPPIDI 1959, p. 287, fig. 9.5; Materiali 85, 1958,
a listello, orlo piatto e alle estremit" due prese piatte de­ p. 301, fig. 16; CREMOSNlK 1962, p. 127, tav. Vr.I (da
corate a dentelli. L'orlo e decorato Con una serie di inci­ VisiCi); LEVl 1964, p. 23, fig. 20.
sioni e di rilievi con perle a stampa lungo il bordo, men­ Frammenti inediti dall'Agora di Atene, da Corinto e
tre Ie pareti superiori delle anse sono decorate con piccoli Cuosso.

96

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ABBREVIAZIONI

AA .
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AAH .
Acta ArqueolOgica Hispdnica.
MERGE Teruel. J. Vicente Redan-A. I. Mcree
San .Miguel, Carta ArquealOgica
ABASOLO Santuola II ....
J.A. Aba-solo-I. Ruiz Velez, El de Espana. Teruel, Ternel 1982.
yacimiento arqueo16g£co de Ca­
strjeriz. Avance al eSludio de las BAIRRAO OLEIRO Elemen­J. M. Bairrao Oleiro, Eleme.ntos
cerdmicas indigenas, S:mtuoJa tos 1. para 0 estudo da ~ Terra sigil­
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lata)} em Portugal. 1. Mareas de
oleiro encontradas no pais, in
ACUNA-ELORZA Nota; .. P. Acuna-J. C. Elorza, Noras sabre RevGuim., LXI, 1951, pp. gl·
cerdmica ramana en fa provincia de II3·
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BAIRRAO OLEffiO Elemen­
tos 11. para 0 estudo cia 1I Terra sigil­
AEArq . Archivo Espaiiol de Arqueologia. lata)} em Portugal. II. Vaso Dra­
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cropale lusOT01IU/;na de Valdota J. M. Bairrao Oleiro-J. AIarcao,
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99

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56, pp. 279-282 . Supplement II au catalogue des
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r07

TERRA SIGILLATA ISPANICA

INTRODUZIONE L'argilla.
Dopo 10 pubblicazione del nostro studio sul1a terra Le caratteristiche esterne dell'argilla della sigillata
sigillata ispanica, apparso nel 1961, numerosi dati sono ispanica sono il colore rossiccio, con vacuoli, inclusi vari
intervenuti a confetlnare Ie ipotesi allora formulate sulla e aspetto granuloso. Queste caratteristiche sono dovute
cronologia e I'evoluzione di questo tipo di ceramica. a diversi motivi: I'uso contcmporaneo di argille di di­
Lo studio e la pubblicazione dei risulrati degli scayi versa qualita per maggiore 0 mioore decanrazione e per
delle officine di Andujar e di Bezares, COS! come quelli grado di depurazione; 10 temperatura del forno ed anche
della sigillata ispanica della Mauritania e di Coimbra, Ia posizione del pezzo durante Ia cottura.
e infine i ritrovamenti della Meseta e di Levante, hanno Questa differenza di qualiti dell'argilla si <ccentua
confermato Ie principali conc1usioni del nostro primo con il passare del tempo, tanto che possiamo distinguere
studio: Ia sigillata ispanica e Ia ceramica a verrtice rossa due periodi: il primo che comprende i mannfatti del I
fabbricata nella Penisola Iberica a partire dal 4Cl-50 d.C. e del II sec., di cui sono caraneristici i1 colore Iossiccio
come risultato della apetlUra di officine in numerosi cen­ e una lavorazione relativamente accurata, e il secondo
tri di produzione, in seguito aI favore incontrato da que­ che comprende Ia produzione di epoca tardo-imperiale.
sto tipo ill ceramica a pattire daII'eui di Augusto. In questo ultimo periodo, generalmente, !'argilla e piu
Probabilmente all'impianto di queste prime fabbriche scadente ed e di colore rosa-arancione 0 seoplicemente
ispaniche contribuirono artigiani provenicnti cia officinc arancione.
italiche e galliche. Nella ptoduzione del I sec. e infatti
evidente un'influenza exrrapeninsulare, sia per Ia pre­
La vernice.
senza delle forme piu comun; della sigillata, sia per al­
cuni elementi decorati'i. Tuttavia e indubitabile I'ap­ Anche per quanto riguarda Ia qnalit. e il colore della
porto, anche in queste ptime fabbriche, di vasai ispanici, vernice bisogua fare riferimento a quanto derto preceden­
perche nei piu antichi mannfatti della sigillata ispanica temente sulle due fasi eronologiche. Nei prcdotti del I
sono presenti forme tipiche della tradizione iberica e cel­ e del II sec. la vernice e di colore rosso chiaro, campatta
tiberica, oltte a motivi decorativi di ttadizione indigena. e brillante, mentre in epoca piutarda tende alI'arancione
e 10 sua qualit. i: inferiore. In generale ne viene applicato
uno strato sottile, poco aderente e opaco, ehe si deteriora
CARATTERISTICHE GENERALI
con faeilita.
La terra sigillata ispanica presenta alcune caratteri­ Queste caratteristiche, naturalmente, presentano delle
stiche nel colore e nel trattamento delle argille, oltte che variazioni di colore nei vari centri di produzione e non
nella verniee che Ia differenziano chiaramenre dai pro­ sempre corrispondono esattamente alIe caratteristiche ge­
dotti importati, italici 0 gallici. Questa differenza, nei nerali prima illustrate.
manufatti pili antichi e meno accentuata e do e attribui­ Se potessimo conoscere esattamente la co:npo5izione
bile alia maggiore aceuratezza del ptodotto oltte che ai mioeralogica sia della pasta che della vernice usata nei
motivi decorativi che dipendono, in genere, da quelli diversi centri produttori della terra sigillata ispanica,
importati. Possiamo affermare che queste preoccupa­ sarebbe facile studiare Ia distribuzione dei prodotti di
zioni di carattere estetico durano per tutto il I sec. e si oguuno di essi. Studi rigorosi sono stati avviati proprio
perdono a poco a poco duranre il II. La maggior parte in questa direzione dato che l'approfondimento in questo
degli acqnirenti chiedeva articoli a buon mercato il che, campo non pnQ Iimitarsi alia osservazione empirica delle
necessariamente, comportava un aumento della quantira caratteristiche estemc, rna deve giungere sinQ all'analisi
a discapito della qualita. minuziosa delle argille e delle verrtici.

[09

TERRA SIGILLATA ISPANlCA


------------
Cronologia. E indiscutibile che nella produzione della sigi11ata
ispanica sono distinguibili due periodi: uno, che va sino ,1
I primi dati cronologici sulla terra sigillata ispanica si alIa fine del II sec., influenzato dai prodotti itillci e gal­ !

~
onenner·) dalla stratigrafia del Decumano A di Ampurias, lici, e l'altro corrispondente alla tarda antichim che pre­
che documentan la presenza della sigi1l.ta ispanica ,in senta affinim con la sigillata chiara.
dall'anno 40 d.C., senza scendere rn.ai oltre il 200 d.C.,
con un apice ptoduttivJ anOffio alla fine del I sec. e I'ini­
!

zio del II. Nei livelli pili tardi la produzione dominante


Influenze.
I

era la terra sigillata chiara, con una totale assenza della I.e importazioni di sigi1lata aretina, sopranuno quella I

terra sigillita ispanica. La siruazione geografica di Am­


purias fa pensare che ~e conc1usioni cronologiche a cui si
e ginnti grazie a questi dati possano essere valide per
liscia inf1uenzarono notevolmente la produzione ispanica
all'inizio e questa ciroostanza e documentata ,m lungo
la costa che all'intemo, sopranuno nelle localiffi di una
II
quant:l riguardI la fascia costiera sui Mediterraneo, men­ certa :mportanza. Tuttavia, queste impor:azioni dovet­ I J

tre 10 stesw non si puo dire per quanto riguarda l'inte:no


della penisola.
Le zone peninsulari non costiere ci offrono una pili
tero cessare abbastanza presto, sostituite da quelle della
sigillata sudgallica: questa spiega la se'mi:a ·di ritrova­
menti di pezzi tardo--aretini.
d

1 '.,
II
ricca dccumentazione, dIto che la terra sigillata ispanica D'altra parte, possiamo affermare che i prodmti sud­
e la ceramica maggionnente anestata negli scavi. Farti­ gaI1ici furono venduti nella Penisola Iberica sin dai primi 11

colarmente importante e la stratigrafia di Pompae1o (:fr. anni ill attivita delle officine, Ie quali, simate vi·:ino alla I I
MEzQuIRlZ Pompaelo I; MEzQuIRIZ Pompaelo II) :he Hispania e favorite da buone vie di co:nunieazione sia 1-]
!
presenta I'evoluzione della terra sigi1lata ispanica dalla terrestri che marinime, intensificarono la preduzione di
mem del I sec. d.C. sino agli inizi del V, documentando cer:nri.ca fine, destinata a tutta l'area del Mediterraneo,
l'evo1nzione delle forme soprattuno a pattire dal II sec.: e che nella Penisola Iberica fu importata massicciamente.
si plliJ q-.rindi assnrnero questa stratigrafia come hase In linea generale possiamo a!ferrnare che I'ioportazione
cronologica per questo tipo di ceramica. Scavi successivi, sudgallica fu copiosa nel periodo fra Claudio e Vespasiano,
come quello di Conimbriga, pur non apponando a!:;un rna che diminni verso la fine del sec. I. La presenza sui
elemento parti:olarmente nuovo hanno ccnfermato questi mercato di questi mannfatti dovette influenzare notevol­
dati "ronologici. Indubbiamente i ritrov:unenti di searti mente i primi prodotti ispanici. La tecciea di fabbrica­
di ollicine come que11i di Andujar, Granada, Bezares, zionee la stessa e in molti casi la decorazione segue schemi
hanno permesso di precisare meglio l'epoca dell'inizio
della produzione e di individuarne 10 relazioni inmali.
tipieamente sudgallici: possiamo verosirni1meme ipotiz­
lOre la ptesenza nella Penisola Iberica di artigiani sud­
i f,."
Pe: quanto riguarda Ie forme pili tarde della sigi1lata
I

I
gallici.
ispanica, Ie serie tipologiche e la 10tO cronologia sono L'influenza sudgallica, evidente nella prima produzione
state sistemat' grazie ai lavori di P. Palol nei giaci­ di alcuni centri del N della penisola non ,embra ri­
menti della Meseta, e da quelli di M. Delgado in scontrabile nelle fabbriche di Andujar e Granada. M.
PortoJ5<'llo. Roea, su1la base della studio dei materiali ve:mti in luce
L'-onia: officina che presenta dati utili per determi::lare in quest! centri, ipotizza un rapporto cm la pmduzione
\
l'epom dell'inizio della sua attivita e quella di Andujar. italica e tardo-·italica; inoltre segnala la presenza di bolli
M. Roca la stabilisee negli anni 40-50 d.C. ca. Negli strati
pi-" ?rofondi degli scaricbi sono state trovate luc;:rne
a volute e becco ttiangolare databili all'epoca claudia.
In tune Ie altre officine conosciute mancano dati cro­
di vasai con i tria nomma, alcnni dei quali testimo­
niati abbondantemente nel Nord dell'hali. (Valle del
Po e Locarno), e da questc fano deduce 1a possibilita
che fossero state aperte alcune soccursali. :E evidente che
I

nologiei sicuri. Questo e il caso di Broncbales e Bezares, nella seconda mem del I sec. il nwnero di Italici presenti
dove si ricavano unicamente dati riguardanti la tipologia nella Baetica era relativamente aboondanre, per cui pos­
dell~ forme. Alcune di queste imitano molto da vicino siamo supporre una presenza di ceramisti italici ad An­
i modelli gallici, tanro nei profi1i che nelle decorazioni, dujar, oppure una elipendenza delle officine ispaniche da
e cio las:ia supporre che non siano distanti, cronologi­ quelle italiche che avrebhero trasmesso i oolli e alcune
camente, dai prototipi. caratteristiche partico1ari nelle forme e nella decorazione.
Per tutti questi mativi pensiamo di poter affermare che Mediante questi collegamenti pia 0 mono diretti con Ie
l'attivi:a delleofficine ispaniche ha amto inizio poco prima fabbriche italiche, M. Roca cerea di spiegare 10 presenza,
dell' meta del I sec. d.C. Risulta tuttavia evidente che nella produzione ispanica, di alcuni motivi e di alcune
tuUe raggi·)mero il loro apogeo nella seconda meta del fonne, sconosciute nella prnduzione sudgallica, rna che
I se·o. d.C. e nella prima mem del II d.C., mentre negli si trcvano invece in quella delle officine del centro e deJ­
ultimi anai del II sec. si assiste alIa decadenza e, in molti I'E della Gallia.
casi, ill'abbandono delle stesse officine. Ciononostante,
la fab"orieazione di sigi1lata ispanica continua, anche se
in picoole officine con searsa penetrazione commerciale,
Quantunque sia evidente che non e possibile sonova­
lurare il ruolo giocato dalle legioni italiche clslocate nella
Penisola Iberica nei primi tempi della produzione della
'I I
I
sino. tuno il IV sec. d.C. oppure sino agli inizi del V, Sigi1l1ta ispaniea, riteniarno che l'influenza cella sigillata
periodo in cui possiamo afferrnare che cessa la plodu­ sudgallica sm stata pia profunda e pili continua, poiche
zioue di questo tipo di ceramica. i suoi sistemi eli produzione su larga scala e il suo sviluppo

no

TERRA SIGlLLATA ISPANICA

commerciale, facilitato dalla successiva romanizzazioue i prodotti ispanici sono presenti in maggior quantita
delle province dell'Impero, hanno comportato, come 10­ di quelli gallici. Posslarno afferrnare che, a partire dal­
gica consegueuza, la domanda di prodotti tipicameute l'ultiroo terzo del I sec., esiste una corrente di espanslone
romani e la decadenza delle antiche produzioni indigene. verso 11 N del Pirenel, probabihnente lungo la strada
I prodotti italici, invece, erano soggetti a costi di ttaspono da Astorga a Bordeaux. Questa esportazione e evidente­
piu elevati. mente meno importante <Ii quella dei prodotti sudgallici,
I! II sec. segna un'inlport:mte svolta nel mondo del rna e superiore a quanto sl poteva supporre sino ad aleuni
commercio =arnico. Le cerarn.eche di Vindonissa, Rhein­ anni fa, ed e chiaro che questo movimento, conttariamente
zabem, ed anche Lezoux, arrivano solo eccezionalmente a quanto suggerlvano I ptimi ritrovarnenti a Marsiglia
nella Penisola Iberica. Indubbiamente sono presenti nella ed Ostia, non si e svolto unicamcnte per via marittima.
sigillata ispanica alcune forme simili, Ie cui origini do­ Tnttavla non possiamo individuare con certezza Ie
vrauno essere studiate. A partire dallI sec. cessa la dipen­ officine da cui sono partite Ie esporrazioni. Probabil­
ueuza dai prodotti imponati e vengono creati nuove mente Ia zona di produzione importante piu vicina era
forme e nuovi motivi decorativi otiginali ispanici. quella di Tricio, Bezares, Arenzana, 0 fOISe Ie plccole
NelIa Penisola Iberica si manifesra un chiaro dualismo officine della zona di Navarra; tuttavia non possiamo
che sl estrinseca in due aspetti distinti: cerarnica di fab­ nemmeno scartare la possibilitil. che qua/che officina ispa­
bricazione ispanica (terra sigillata Ispanlca) e cerarnica di nica sl sla stabilita in Aquitania.
Importazione (sigillata chiara) corrispondenti ad una chia­ Altro mercato importante raggiunto dalla espanslone
ra distrlbuzione geograftca: all'interno e lungo la costa. commerciale della sigillara ispanica e il Nord-Africa,
La sigillata ispanica del II sec., nelle stratigrafie della dove arrivarono i prodotti dei vasai betici e lusitani,
costa mcditcrranea, si presenta sempre unita ad una grande soprattIltto di quelli del centro di Andujar durante la
quantita di sigillara chiara, soprattIltto del tipo A. Secondo seconda meta del I sec. e la prima meci del II. Quesra
G. Martin, sulla base <Ii csperienze personali <Ii scavl nostta affermazione e docuroenrata dai risultati degl!
lungo illitorale valenziano, a sDIi poehi chilomettl verso scavl nella necropoli di Sala. I due tipl di ceramica, A e
l'interno) diminuisce la prcsenza di sigillara chiara ed B, segnalati da Boube iu Mauretaoia, compaiono anche ad
aumenta invece la quantitil di sigillata ispanica. Andujar e con gli stessl bolli. Merirano anche di es­
Quest. nerra separazionc geografica, che ha inizio nel sere segnalati I nuroerosi bolli di vasai del N della
II sec., si accentua nel III e nel IV nei due gruppl, I tipi penisola (zona di Triclo), che sl incontrano nelle strati­
di sigillata chiara tarda e quelli di slgillata ispanica tania, grafte <Ii Lixus, Cotta, Volubilis, Banasa, Sala e Tamuda;
mentre in questa stessa epoca e molto scarsa la preseuza la circostanza non pub essere attribuita a semplice omo­
di terra sigillata ispanica lungo Ie coste. Coutemporanea­ nimia dato che anche la grafia del bolli e nguale. Que­
mente, all'interno la terra slgi11ata chiara risuIra poco sta esporrazlone di ceramica proveniente dalla penisola
frequente, soprattl1tto in confr:>nto aUe stratigrafie co­ verso Ia Mauretaoia non eselude una produzione di si­
stiere mediterranee, sia Ispaniche che mauritane. Oono­ gillara di tipo «ispanico )} nel Nord-Africa, sia con la pre­
nostante, da Costantino sino alla meta del V sec., 1a si­ senza <Ii succursali di detetminate fabbriche, sia con la
gillata ispanica presenta una produzione di grandi piatti, imitazione di forme e motivi ornamentali, poiche questa
vasi, ecc. che hanno un tipo <Ii fabbricazione e forme di zoua vanta una Innga ttadizione di produzione vascoIare.
ispirazlone mediterranee, anche se e palese I'influenza Benche la ceramica sia un elemento secondario nella
della produzioue della slgillata chiara soprattutto di tip" D. storia economica di un paese) scarsita di dati sull'eco­
Probabilmente i vasai Ispanici della Meseta imitano forme nomia amica ci obbliga a rlcorrere ad essa come fonte
importate dal Nord-Africa, adattaodole pero al gosto del valida per conosccre Ie relazioni commerciali che inter­
lora clienti. correvano iTa i popoli delI'antichita. Per questi motivl,
10 stndio della terra sigillata ispanica ci puo servire per
capire quale sia srata la dilfuslone del prodotti Ispanici
Esportazione. e quale il livelio di produzione raggiuuto in alcune zone.
Le officine Ispaniche di ceramica da tavola non riusci­ n fatto di avere ritrovato un marchio di Valeri", Pa­
rono mai, sin dall'inizio, a rag~ungere un alto livello temus neli'accarnparnento <Ii Kastell Stoksrad in Ger­
di esportazlone. Tuttavia, gli scavi effettnati negli ultimi mania (OSWALD Index, p. 324) deve conslderarsl, per il
anni hanno permesso di arnpliare la conoscenza dell'espan­ momento, un dato isolato do cui non dobbiamo trarre
slone delIa slgillata ispanica al di iii. dei Pirenei. Nuroerosl conclusioni awentate; tuttavia, rimangouo chiari i Iegami
scavi effettuati nel S-E della Francia hanno fomito nuovi Ira I'Aquitania e 11 N della penisola Ispanica, cosl come Ie
dati sull'espansione della sigillata ispanica al di fuoci della strette re1azioni commerciali esistenti tra Ie officine della
penisola. Sono stati effettuati scavi, oitre a quelli gia co­ Baetica, Lusitaul. e della valle dell'Ebro coula Maurerania.
nosciuti <Ii Marsiglia, a Saint-Berttand-de-Comroinges, a
Dax, Saint-Jean-Ie-Vleux, Camblanes, Bordeaux e Saintes;
quest'ultimo centro, per il momeuto, eil plu settentrionale. OFFICINE (Tav. CXLV).
n materiale messo in luce puo essere datato ad un'epoca
che va dalla mern del I sec. alia fine del III, ma la maggior NeI 196r, quando pubblicamroo la prima classifica­
parte dei frammenti appartiene al periodo tta il 70 ed II zione della terra sigillata ispanica, si conosceva l'esistenza
ISO d.C. A Saint-Jean-Ie-Vleux, dalla fine del I sec., solo di aicune matrici di slgillata Ispanica in diveISi luo-

III

TERRA SIGILLATA ISPANICA

ghi della penisola. I ritrovamenti piu imponanti erano gialIo pallido, e meno fine di queila della sudgallica
quelIi di Bronchllies e il gruppo di matrici trovate a Sol­ e della aretina. Cos! anche la vemice e poco omogenea
sona e Abella. Per il resto ci si limitava alia localizzazione e bril1ante.
di piccoli frammenti a Pamplona, Corella, Tricio. Tra Ie forme lisce troviamo Ie Fonne 27, 35, 15/17
Oggi, la conoscenza delle ollicine di terra sigillata e 4; quelle decorate sono rappresentate dalla sola Forma
ispanica si e ampliata notevolmente grazie agli scavi 37, con un orlo verticale molto alto che termina in un
effetruati ad Andujar, Granada, Arenzana, Bezares e labbro arrotondato.
Tricio che ci h:mno fornito dati sui forni, sul sistema La decorazione consiste in una sola fascia con motivi
di fabbricazicne ed anche sul numero dei vasai che Iavo­ geometrici formati da linee oblique 0 verticali, oppure
ravano in questi centri (Tavv. LI-LIII). fregi in cui si altemano 0 si ripetono rosette, palmette e
E ora chiaramente documentata per il I e il II sec. cerchi.
I'esistenza nella Penisola Iberica di grandi centri di pro­
duzione della sigillata ispanica. Nella zona settentrionale
si puo indiviluare la concentrazione maggiore di queste Ollicine della zona mediterranea.
ollicine milla valle del Najerilla, nell'antico territorio
dei Berones, dove la citra. antica piu vicina e Tritium Sahadell (Bareel/ona).
Magallum. Personalmente abbiamo scavato e studiato
Nell'anno 1978 M. Roca pubblico una serie di fram­
l'ollicina di Bezares e vi abbiamo ritrovato sette forni
menti di matrice provenienti da seavi precedenti fatti
e tulla una serie di reperti e resti di utensili che ci
da V. Remon e L. Mas. In queslO contesto egli pub­
hanno permesso di conoscerne il funzionamento e l'orga­
blicb anche un gruppo d.i frammenti di forme decorate
nizzazione.
con motiv; identici a quelli delle mattici. Si sono anche
D'altra parte, sta per essere completata la pubblicazione
di un buon numero di frammenti di matrici e di ceramica scoperti alcuni forni, di cui uno di pianta circolare con
pilone centrale, molto simile ad altri che sono serviti
(GARABITO GOW.EZ Alfares riojanos) ritrovati in localitil
vicine quali Arenzana, Tricio, Banos del Rio Tobia,
alia cottura di terra sigillata. Pare che si pnssa datare fra
il I e il II secolo.
ecc., che testimoniano Ia presenza di ollicine di sigillata
ispanica in tulla Ia zona. Pensiamo che i prodotti di
queste ollicir.e abbiano raggiunto gran parte dei mercati Ruidoms (Tarragona).
della mem settentrionale della Penisola Iberica cos! come In una localitil chiarnata « Forno romano di Maspu­
la Lusitania e la Mauretania durante i prime due secoli jals») e stato ritrovato un frammento d.i mattice, forse
della nostra era, dato che I'ollicina di Bronchales, della del I sec. 0 dell'inizio del II, che presenta il motivo di
stessa epoea, era situata in una posizione geografica tale un leone, molto caratteristieo per la tipologia della si­
da far supporre notevoli difficoltil ne! traspnrto verso que! gillata ispaniea.
mercato. I prodotti della ollicina di Bronchllies si ritro­
vano invece lungo la costa di Valencia, dove seuza dub­
Momraig (Tarragona).
bio l'accesso er. piu facile.
Ne! S della penisola sono state messe in luce Ie ollicine In seavi dell'anno 1983 L. Palleja ha scoperto, oltre
di Granada e d.i Andujar; l'importanza di quest'ultima abbondanti resti d.i sigillata ispanica, anche un frammento
e enorme, pniche i suoi prodotti sono stati ritrovati, in d.i matrice della Fonna 37 e vari dh·aricatori.
gran .quantitil, in tulla la Baetiea e persino nell'Africa
de! Nord. Comella del Tem (Gerona).
Questa organizzazione della produzione ceramica con­
centrata in grandi centri, con ampia diffusione e con pro­ ~e!la carta archeologica della regiooe Geruna - Nolla ­
dotti di bmna qualim, scompare a partire dalla fine del Casas e segnalato, nella localitil di Cal Menut, il ritrova­
II secolo quando si assiste ad una frantumazione della mento di un frammento d.i matrice con decorazione oom­
produzione in una serie di piccole ollicine, quali quelle pnsta da eerchi concentrici.
d.i Pamplona, Corella, Clunia, ecc., secondo un proce­
dimento simile a quello della piccola industria ceramica
spagnola che, illiziata ne! Medioevo, continua ancora ai Centro di Bronchales (Terue1).
giomi nOSlrL
L'ollicina di Bronchales e stata pubblicata da P. Atrian
ne! 1960. Si distinguono due tipi di eeramica, uno
con argilla rossiccia, molto depurata, compatta e ben la­
Centro di Abella-Solsona (Urida). vorata, vitrea in fraltura, e un altro con argilla meno
depurata, granulosa in frattura e di oolore rosso-aran­
Si tralla di officine situate in localltil vicine alIa pro­ cione. AI primo tipo cotrispnnde una vernice omogenea,
vincia di Lenda, fra i fiumi Segre e Llobregat. Le carat­ brillante, di colore rosso intenso e molto aderente, e al
teristiche della ceramiea prodolla da queste ollicine secondo una vemice che, quantunque omogenearnente
sono simili: seoondo la descrizione di Semi Vilar6, che distribuita, si presenta pooo aderente, opaca e di oolore
Ita individuato questa produzione, I'argilla e di colore arancione.

Il2
TERRA SIGILLATA ISPANICA

Queste differenze sana signiJicative di due momenti lnoltre, impressi nelle matrici di Bezares si trovano
tecnici e cronologici ben distinti; pensiamo che questa marchi:
officina sia stata attiva nella seconda meta del I sec. d.C.

(?~{~ ~7
e nel II secolo.
I motivi decoralivi nella ceramica eli Bronchales sono
quelli a metope e a zone. Vi sana punzoni di chiara deri­
vazione gallica, mentre altri sono caratteristici del reper­
M
JV~
torio ispanico.

\\~~
Tra Ie Forme decorate troviamo la 29/37, 30 , 37,
mentre tra quelle lisce la 15/17, 31, 35, 36, 44, 46 e 2.
La diffusione dei prodotti di BroncJlllles avvenne, come
risulta dagli scavi di Javea e Sagunto, in direzione della
costa di levante.

Centro di Tritium Magallum (Rioja).


{\(yDgg ht
Di questo centro produttivo sono state studiate varie
officine situate nelle localita odierne di Bezares, Tricio,
Arenzana e Najera dove sana stati effettnati scavi siste­
)
matiei. Si tratta di documenti provenienti da una zona
molto vasta il cui nudeo urbano nell'antichita era Tri­
tium Magallum, citta dei Berones. Oltre aile officine di
cui parleremo in seguito, ritrovamenti si sona avun in
AVf
una zona malta vasta: Manjarres, Banos del Rio Tabla, Tricio (Rioja).
Bobadilla, Estollo, Sotes e Camprovin.
L'officina di Tricio 8i trova COllUcssa con la zona ur­
Bezares (Rioja). bana dell'antica cina di Tritium Magal1um da dove
provengono Ie matrici per 1a produzione di terra sigil­
Centro produnore di sigillata ispanica, aneora in corso lata ispanica note da molti anni. E stato scavato da T.
di smdio. Tutta la ceramica ritrovata presenta colorazione Garabito.
e caratteristiche molto simili. L'argilla e di colore roseo, Materiali trovati in associazione permettono di inqua­
can pochi e piccoli vacuoli, di a.petto granuloso e con drare Ia cronologia di questa produzione tra il I e il IV
sfumamre di colore diverse secondo il grado di decan­ sec. d.C., anche se pensiamo che, come per mtte Ie officine
tazione dell'argilla. In mttura presenta taglio vitreo nei della zona, il periodo di maggiore attivid produttiva non
casi di migliore lavorazione, oppure, nei vasi piu scadenti, abbia oltrepassato il II sec. d.C., mentre nel periodo suc­
friabile 0 granuloso. E evidente, tuttavia, che la materia cessivo sopravvive una produzione scarsa e di limitata
prinlll, per tutto il periodo di produzione di questa offi­ espansione.
cina, proviene da un'unica cava di argilla. Sono stati trovati molti bolli di vasai sn frammenti
e
La vemice rosso chiaro, aderente, compatta e gene­ ceramici, troppo numerosi perche si possa considerare
ralmente brillante. La ceramica di Bezares, all'interno la cosa casuale pur costituendo Ia documentazione di
della produzione ispanica, pUO essere considerata di buona tutto il perimetro municipale di Tricio; tuttavia non e
qua!ita. possibile attribuire mtte Ie fume a vasai delle officine
L'officina era situata nella conca del Najerilla, un af­ locali; almena in alcuni casi si tratta di ceramiche giunte
liuente dell'Ebro, so un piccolo declivo, vicino a un ru­ a Tricio da altri centri.
scello chiarnato Barranco de Sandices. Sulla base di questi bolli, grazie aIlo. studio delle
E stata completamente chiarita Ia struttura dell'offi­ aree di diffusione, della frequenza dei ritrovamenti ecc.,
cina, con sette forni, di tre tipi diversi, la vasca per im­ possiamo titenere che solo Ie .eguenti firme corrispon­
pastare Ia materia prima e un magazzino per riporre dano a vasai che hanno lavorato a Tricio, non solo per
I'argilla preparata in blocchi. la lora presenza a Tticio, rna in qualche caso anche
In questa officina venivano fabbricati vasi del tipo deco­ perche sana stati trovati solo in qUc>ta localita: EX· O·
raW come Ie Forme 2, IO, IS, 20, 29,37,30,13; nella pro­ IVMA, OF V· CRE, ACVNICI, VM· F, E· SCRIBON,
duzione !isda sana numerose soprattutto Ie Forme IS/I7, EX 0 KO.
27, 35, 38, meutre poco frequenti sono Ie Forme 7, 4,
29 liscia, 37 !iscia, 39. Quest'ultima era una forma nuova, Arenzana <k Arriba (Rioja).
evidente derivazione da alcuni vasi celtiberici.
CIonologicamente l'attivitit di questa officina si situa tra In questa localitit, vicina a Tricio, T. Garabito trovo
Ia metit del I e la med del II secolo. uel 1978 i resti di un fomo a pianta eircolare con pi/a­
I bolli ritrovati sono i segueoti: OF RE, Q·P·R·, stro centrale. II suddetto autore ha pubblicato un buon
Q.p. RE, OF FVS, OF SE, CI AE.F, OF AN MTR, numero di rnatrici e di frammeoti di ceramica ritrovati
EX OF SA, EX OF T L S. in superficie nelle vicinanze.

II}
9 _ Endclopedio dell'Ar!e - At!. F. c., II
i

I
TERRA SIGILLATA ISPANICA

Le caratteristkhe deU'argilla e della verDice sana simili Corella (Navarra).

a queUe delle ceramiche della ZOna. Per quel che riguarda


L'officina di Corella e documentata solo dal ritrova­
il repertorio di fcrme segualiamo Ia 29, 29/37, 37, 20, mento di un frammento di matrice in cui appare un solo
30 , 13· motivo decorativo, ripetuto, consistente in una rosetta
I bolli rittovati nella zona sono: C FRONTONII,
a otto petali, tipica della produzione ispanica.
EX 0 L MARC, PATRIClAE, TITI FACTVS e
I
ANIVS. Questi due ultimi si presentano all'estemo dei }
vasi. Officine della Valle del Duero.
Najera (Rioja). In diverse localita della Valle del Duero sono stati I
recuperati frammenti di matrici della terra sigi11ata ispa­
In questa centro sono stati localizzati alcuni frammeuti nica che possono attestare l'esistenza di alttettante officine.
di matrice con motivi delle forme decorate dei secoli
IV e V d.C. Pensiamo che, insieme ai ritrovamenti di Uxama (Osma, Soria).
Bezares questi siano i primi rinvenimenti di questa tipo
in Spagna. Inoltre e stato studiato uno scaIico con cera­ E stato ritrovato un unico frammento di mattice, si­
mica di quest'epo,:;a. mile ad una matrice di Bronchales. Questa rassorniglianza
t'
dimostta rinterscambio che senza dubbio vi fu fra i ce­
ramisti ispanici e di cui bisogua tener conto nelle artri­
Officine della zona di Navarra. buzioni basate principalmente su motivi decorativi.

Elencheremo una serie di localita nelle quali sono stati Tiermes (Soria).
rinvenuti frammenti di matrici a strurnenti da vasaio, K. Spinter raccolse nell'anno 1967 un frammento di
tutri indizi della esistenza di una officiua anche se non matrice, e negli scavi degli anni 1979-1982 sono venuti
possono d. soli costituire una testimonianza inconfu­ fuori vari altri frammenti, per un totale di qu.ttordici
tabile. pezzi. La datazione e grosso modo I-II secolo. i
'I
Pamplona (Namrra).
Officine della Valle del Tajo. j
Nel corso delle campagne di scavo condotte nell'an­
tica Pamplona sono stati trovati diversi frammenti di
matrici per 1a produzicme della sigi11ata ispanica. Talavera de la Reina (Toledo). !
Nel 1956, nella strato IV del settore AB, venne tro­ Nel 1983 sono stali trovati i resti di un'officina, che
vato un frammento di :natrice che puo essere assegnato pare sia stata distrntta a causa di opere successive. Sono
al III sec. d.C. Anche ne! 1965, negli strati IV e V, si state scoperte delle matrici e un punzone con 1a firma
ttovaIono matrici di sigi11ata ispanica che si possono da­ del ceramista Calvinus (OF· CALVINI PRJ. II timbro
tare tra 1a fine del II e il III secolo. Finalmente, nel 1972, e stato realizzato con un frammento di sigi1lata ispa­
nello strato IV del settore D-E, fu rinvenuto un piccolo nica, incidendo Ie lettere in capitale rustica su11a frattara.
frammento con decorazione a circoli concentrici. L'andamento del testa e da sinistra verso destra; pare
Si tratra sempre eli natrici di Forma 37, con decor.­ percio che il timbro venisse usato specialmente per
zione form.ta da zone di cercm. L'esecuzione delle ma­
trici e rozza e la decorazione impressa sembra posteriore al
mattici.
Talavera de Ia Reins ha conservato questa ttadizione
1
sec. II. Si tratta, probabilmente, di una delle tante picco­ in quanta ancora oggi Ia produzione di cerarnica costi­
Ie botteghe di vasaio ciJe dalla fine del II sec. Iavora­ tuisce una delle industrie piu imporranti del luogo. i
rona nella Penisola Iberica con aree di di1fusione molto
limitate. Pantoja (Toledo). I
Recentemente e stato pubblicato i1 ritrovamento di
Liedena (Nava"a). un fomo e di due punzoni. II fomo e stato distrntto;
si hanna notizie di altri due forni, anch'essi spariti.
1
f
Proveniente dalIa <villa» di LiMen., esiste un cilin­
dro pieno, che presenta, incise in negati·,o, fasce con i
motivi caratteristici della sigillata ispanica del IV sec.: Ercavica (Caiiaveruelas, Cuenca). I
rozze rosette all'intemo di una mota dentata e serie di Abbiamo notizia di receati rittovamenti di m.trici
piccoli intaglio provenienti da questa sito: I
Questo strumento dimostra che, almeno in alcuni casi,
il processo di fabbricazione poteva avvenire in questa
Centri cerarnici e officine della Baetica.

~
modo: invece di ottenere Ia decorazione mediante ma­
trici preventivamente fabbricate, si potcva raggiungere
il medesimo risultato usando questo strurnento, 0 rullo, Centro a; Andujar (Jain).
dopo aver modellato i1 vaso, ma prima del completo La officiua piu importante scoperta sino ad oggi nel I
indurimento dell'argi11a, anche se questa doveva avere S della Penisola Iberica e indiscutibilmente Andujar. La
gia una cerra ·:onsistenza per evitare deformazioni. scopetta si deve a M. Sotomayor; si tratta di un im­

II4 I
~.
TERRA SIGILLATA ISPANICA

portante centto di fabbricazione di sigillata ispanica che Pare che questa officina abbia qualche Iegame con
e stato attivo dalla met. del I sino alla meta del II centri italici della vane del Po.
sec. d.C.
Secondo la descrizione di M. Roca, si possono distin­ La Cartuja (Granada).
guere due tipi: uno con argilla scura (siena) con abbon­
danti particelle gialloguole argilloS<Ka!caree, vacuoli ab­ Nella citt' di Granada si e scopetta un'officina cma­
bastanza grandi e allungati, e frattura friabile. La vernice mata de 'Ia Carmja', situata presso i1 precipizio del
e di un colore tta il siena tostato e il rosso inglese, poco Beiro e vicino alia Facolta di Teologia della Compailia
brillante, spessa, omogenea ed aderente. Questo tipo di de JesUs. Essa fit scopetta da M. Sotomayor nel 1965;
cerantica presenta Ie stesse caratteristicbe di quella che futono individuati otto forni per la cottura di cerantica
Boube, in Mauretania, cbiarna «serie B,. Un altto tipo comune fine, tegole e mattoni, oltte la sigillata ispanica,
di sigillata ispanica individuata nella officina di Andujar la cui produzione in questo Iuogo era gi' nota.
anche se presente in minor quantit', e quello con argilla Caratteristica per questa cerantica e l'argilla di un co­
rosa-giallognola, con vacuoli, indusi e frattura di aspetto lore ocra cmaro, abbastanza dnra e omogenea. La ver­
granuloso. La vernice e ocra rossiccio, bri1lante e Ieg­ nice e generalmente rosso-JIIancione, non molto bril­
germente granulosa al tatto, poco spessa, omogenea e Iante. Fra Ie forme lisce ttoviamo Ie Forme 15/17, 18,
aderente. Questo tipo coincide con la «serie A >, segualata 4, 27, 24/25, 44 e 2. Fra quelle decorate la forma pia
da Boube nel Nord-Africa. comune e la 37; la Forma 29 compare molto di rado.
La cerantica di Andujar, per questi motivi, ripropone Nella decorazione e evidente l'inJluenza di Andujar,
il problema della distinzione tta Ie serie A e la B, fatta tanto nei motivi quanto nei tipici vasi decorati a rotella.
da Boube, i1 quale attribnisce origine ispanica alia serie A, M. Sotomayor propone per questa officina una data­
mentte considera la B come un'intitazione mautitana zione nel II secolo.
molto pia tarda. La gran quantit' di bolli che si ri­
sconttano nd vasi con caratteristiche della serie B ri­ Albaicin (Granada).
ttovati vicini ai forni, cosi come la presenza, indifferen­
Dentto la stes.. citta di Granada, nel quarriere del
temente, degli stessi marchi sia in vasi di serie A come
Albaicin, Sotomayor ha scoperto nel 1983 due forni
di serie B, fa ritenere Andujar un centto produttore di
situati molto vicino alle mnra della Iliberris romana.
enttambi questi tipi.
Pare che uno di questi forni, di forma rettangolare, sia
Numerosi cerantisti hanno lavorato ad Andujar: finora
servito alia cottura di sigillata. Si sono anche rittovati
sono stati identificati 46 bolli diversi. Generalmente sono
frammenti di ceramica e di matrici.
a duo 0 tria nomina, e appaiono solo sulle Forme lisce
La datazione dovrebbe timanere entto i due printi se­
27 e 15/17, e sulle Forme decorate 29 e 37. Una pecu­
coli della nostta era.
liarit' della produzione di Andujar sono Ie firme incise
su forme della fine del II 5Ocolo.
Tra i diversi marcrn di vasai rinvenuti ve ne sono al­ Smgilia Barba (Antequera, Malaga).
cuni impressi all'esterno del vaso, quali M· S·M·, QVAR­ Recentemente e stata pubblicata da E. Serrano una
TIO, TITI OPPI OF, e CVDAS, rittovati su frammenti nuova officina situata nella provincia di Malaga. II
di ceramica 0 di matrici. Tra quelli impressi all'interno materiale consiste in quattro frammenti di mattici e in
sul fondo possono essere attribniti a vasai della officina, una serie di frammenti di sigillata. Si sono anche rittovati
sulla base della frequenza dei rittovamenti, quelli di frammenti di equilibratori il che dimostta l'esistenza,
EX OM, EX OF CA, EX· OF· OCT, EX OF LCA, nelle vicinanze, di forni.
EX OF PT, EX 0 AHE. I bolli impressi nelle matrici
sono i seguenti: Alameda (Malaga).
La Dott.ssa Serrano ha di recente scoperto un ab­

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bondante materiale che documenta l'esistenza di un'offi­
cina di terra sigillata ispanica. Sono appatsi scarti di
forno, vasi deformati, supporti e separatori, elementi
cioe che si rittovano associati a forni. L'insieme della
cerantica e databile fra la fine del I e l'inizio del II secolo.

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Ollicine di epoca tanla della Meseta.


L'abbondanza dei rittovamenti di vasi di tarda sigil­
lata ispanica negli scavi del N della Meseta, con carat­
teristicbe molto particolari, ci lasciano supporte I'esi­
e alenni elementi vegeta1i. stenza di officine ceranticbe durante la tarda anticbitil.
Le forme pia frequenti sono Ie Forme 29 e 37 tta la Diversi fattori econontici provocano un calo delle espor­
produzione decorata e Ie Forme 15/17, 24/25, 27, 33/35, tazioni cerantiche verso la costa e verso il S della peni­
43, 13, I, 2. sola, i cui mercati risultano dontinati da1la presenza della

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TERRA SIGILLATA ISPANlCA

sigillata chiara. Bisogna iooltre segnalare l'iofluenza che Elernenti tecnologici.


quest'ultimo tipo di ceramica esercita sulla produzione
ispanica del IV e V sec. d.C. Benche 10 strumento principale del vasaio fossero Ie
Questa produzione tarda e caratterizzata dall'argilla mani, esisteva anche una serie di strumenti di legno,
rozza e dalla vernice arancione, leggera e poco aderente. cuoio e osso per lisciare, tagliare ecc.) che i vasai ispa­
Le fotme prodotte da queste officine sono state io­ nici dovettero utilizzare, anche se non sono stati ritro­
elnse nelle nostre tavole tipologiche e provengono dagli vati in nessuno degli scavi effettuati.
scavi di Podrosa de la Vega (Palencia), daTIe necropoli
del Duero, quali San Mignel de Arroyo e Fuentesprea­
II rormo.
das. Abbiamo adottato la tipologia stabilita da Palol per Lo strumento fondamentaIe per modellare era il tor­

questo tipo di ceramica. uio; non ci addentriamo io una dettagliata spiegazione

Si sono trovati frarnmenti di matrici di tipo tardo a del suo funzionamento e della sua struttura perche nota
Gunia, Solarana, Mecerreyes, Quintanilla de las Viiias a tutti. Di questo strumento a Bezares si sono ritrovati
e Santo Domiogo de Silos. solo frammenti di dischi di ceramica che dovevano for­
mare il piatto superiore su cui si posava la massa d'ar­
gi1la.
Officine d'epoca tarda della Lusitania.
In questa regione. e stato localizzato un tipo di cera­ MatTici.
mica che gli studiosi portoghesi chiamano {( tarda sigiI­ Nel caso della sigillata ispanica decorata iI prototipo
lata regionale ", che corrisponde per cronologia e stile dei vasi veniva realizzato mediante matriei al cui ioterno,
alia produzione delle officine d'epoca tarda della Meseta. quando l'argilla era ancora morbida, si imprimeva io
La grande quantit. dei ritrovamenti a Conimbriga e negativo 1a decorazione costimita da una serie di motivi
nel S del Portogallo lasciano supporre I'esistenza di organizzati secondo una precisa e meditata siotassi de­
officine locali. corativa. Le matrici percio sono i reperti piil signifi­
Le sue caratteristiche sono generahnente: argilla rossa, cativi per la localizzazione delle officine della sigillata
poco depurata, con molta mica, carbonato calcico e quar­ ispanica.
zo; la vernice e rosso-arancione, poco aderente ed opaca' Le matrici possono essere monovalvi e bivaIvi, e que­
La tipologia coiocide, per alcurre forme, con quella sto a seconda della forma del vaso prevista; tra quelle
delle produzioni della Meseta; numerosi soprattutto Ie del primo tipo si trovano matriei con la parete perpen­
coppe e i piatti, qualche volta di grande formato, deco­ dicolare, curva 0 carenata, che corrispondono alle Forme
rati con cerchi a rotellatura e rosette. 30, 37 0 29. Tra Ie seconde i riovenimenti piu frequenti
rignardano matria per la fabbricazione della Forma 13
(Tav. CXXXV, 5-<i).
TECNICA DI FABBRICAZIONE Spesso nelle matrici si trovano ioeise sul fondo ioterno
una 0 piil lettere di grande formato, generahnente in
Le diverse fasi del processo di fabbricazione dei vasi corsivo, completamente separate dalla zona decorata. Que­
di sigillata ispanica costimiscono, nel loro iosieme, la ste lettere non compaiono mai sulla superficie del vaso
tecnica ceramica che va dall'approvvigionamento del­ poiche il vasaio attaccava iI piede dopo aver estratto iI
l'argilla, 0 materia prima, fino all'immagazzioamento e vaso da1la matrice; prohabiImente si tratta della sigla
alla consegnente commercializzazione del prodotto finito. de11'attigiano a cui si deve la matrice stessa.
In primo luogo, tutte Ie officine conosciute hanno io Un problema clie si pone e se vi fossero officioe che
comune una situazione geografica ben precisa: esse sono producevano eselusivamente matriei, e che quindi ave­
dislocate io territori io cui Ie condizioui naturali olfrono vano una particolare clientela di vasai, 0 se erano gli
argille di qualitit e io cui vi sono molti alberi. Probabil­ stessi vasai