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5Cf) Fede

l' zato nel passato e realizzerà versione, timore, ubb-idienza, fer-


1
\ futuro, Essa è dunque rico- ma fiducia nel perdono di Dio ,
n~scirnento dell'agire storico di speranza per l'avvento del suo
;io è lode per i grandi fatti com- regno, confidenza nella certezza

F iuti • è nel presente fedeltà al -


l'alldanza, . che compor~a ubbi-
dier1za e timore; è per 1~ fut~ro
fiducia, speranza. Soggetti dell al-
leanza sono da un lato Dio, nella
concreta fisionomia che assume
del rapporto personale con lui.
I momenti successivi della sto-
ria d'I sraele porteranno -
sempre nella linea in dicata -
nuove accentuazioni. Così la re-
staurazione postesilica accentuerà
pur

nel suo agire storico per Israele; nella fede il carattere di fedeltà
dall'altro Israele, nel suo costi- come ubbidienza alla legge (no-
tuirsi come comunità politica, so- mismo); il confronto con le altre
ciale, culturale: la -requisizione religioni , le esigenze della propa-
FEDE gnificante. ~ la preoccupazione di Dio esige che la fede determini ganda religiosa, porteranno a sot-
pastorale, che ha trovato autore;. la vita del popolo nella sua tolineare nella fede il carattere
So~URIO - I. La teologia della fede vole convalida nella impostazione totalità; solo all'interno di que- di assenso ad una veri tà, il "ri-
oggi . II. La dottrina biblica della d~l Vat II, e che ha agito come
fede: 1. Il VT; 2. Il NT. III. La sto- sta struttura comunitaria acqui- tener vero ", espresso nella confes-
ricità della fede . IV . La fede come stimolo sulle nuove tendenze della sta senso e rilievo· il singolo. Le sione del monoteismo (shema') ed
e!"meneutica storica. V . Fede, rivela- teologia postconciliare ( / Uomo, vicende storiche che scandiscono in genere delle parole e delle
z10ne , confessione. VI. Il soggetto / Umanesimo, / Mondo).
della fede. VII. 11 fon damento del- i tempi dell'alleanza determinano azioni di Dio. Proprio per questa
la fede . VI II . I testimoni della fe- il diverso · configurarsi della fede via inizia i1 processo che condur-
de. IX . Il carattere ecclesiale della II - LA DOTTRINA BIBLICA e delle. sue esigenze, in conseguen- rà all'ob lio de l carattere storico
fede . X. L'uni tà della fede . XI. L' DELLA FEDE - 1. Il VT non pos- za della diversa fisionomia che va della fede ; alla comprensione in-
anat; !,i deila fe de . XII . La fede come
d o:io . XIII . L~ li bertà della fede. XIV. siede un unico termine che corri- assumendo il .rapporto tra Dio e dividualistica e in terioristi a del-
I l ca,attere in tellett uale della fede. sponda al pisteuein neotestamen- il suo popolo. Alla dissoluzione la fede come pietà ; alla dottrina
X\: . I praeambula fide i. XVI. La ve- tario, ed ai nostri "credere fede" dell'ordine originario dell'allean- del merito e della /retribuzione
rità deìla fede. XVII. L 'oggettivazio- za, compiutasi ,all'epoca della mo- individuale : tratti che se hanno
ne de ìa fede: I. Le formule di fede · ma usa un gruppo di ter~ini ed
2. Il cristian o " a nonimo" . XVIII. Fe'. espressioni, tra i quali ap'pare narchia, s'oppone la protesta pro- significato talvolta un positivo ap-
de e scienze umane. XIX. Fede e come di maggior interesse aman fetica che, denunciando l'infedeltà profondimento, più spesso hanno
stor ia .
(= essere saldo) i nella forma d'Israele, la sua colpa, l'insigni- minacciato l'equilibrio e la stes-
causativa he'emin (credere, co_n- ficanza . cui ha · ridotto lo stesso sa essenza della fede veterote-
I - LA TEOLOGIA DELLA FE- fidàre), che nei LXX sarà . resp, culto, si · fa energico richiamo stamentaria.
DE OGGI - Il problema teolo- quasi senza eccezioni, con pi- alla penitenza, alla conversione 2. NEL NT i concetti di fede ,
gie? _d ella fede ha subìto, negli steuein. Ma se questo insieme di interjore. In questò quadro, nel credere, appaiono con maggior
ultimi decenni , una revisione e espressioni dice, dal punto di quale via via più chiara appare frequenza e con più decisiva cen-
uno sviluppo di vasta e pro- vista formale, fiducia, speranza, l'impotenza d'Israele rispetto alle tralità che nel VT, espressi, se-
fonda portata . Non più costretto timore, ubbidienza; se indica, in esigenze dell'alleanza, non solo condo la tradizione risalente ai
nell'ambito del De virtutibus generale, un rapporto dell'uomo s'afferma la fondamentalità esclu- LXX, con i termini pistis, pisteu-
riappare in prospettive divers;, con Dio, nel quale si connota in siva della fedeltà di Dio alle sue ein. Nel mondo greco essi indica-
ma sempre organicamente strut- Dio il carattere di volontà perso- promesse, nonostante l'infedeltà no originariamente " fiducia", ed
turato, in vari settori del discorso nale, moralmente esigente ed ope- del popolo, ma assume rilievo il verbo assume poi la sfumatura
t~?logico;. il che ne comporta di rante, e nell'uomo l'essere seque- - pur sempre in relazione alla di "ubbidire" . Non hanno però
g1a una ncomprensione, coinvol- strato da Dio, ed insieme il su~ comunità - il singolo, che se da carattere essenzialmente o prima-
gendolo a più titoli nel travaglio determinarsi liberamente per lUti u~ lato scopre in misura sempre riamente religioso; presentano al
della teolog~a odierna, sottopo- la concretizzazione storica di tait Piu gravosa e minacciante la sua più la possibilità di essere assunti
~endolo a rmnovate riprese cri- significati li apre ad indicare una radicale inconsistenza e soffre di nel discorso religioso; cosa che di
tiche. Fatti decisivi a tal proposito gamma di realtà varia e compl~s: Profonda insicurezza, dall'altro si fatto avviene nell'ellenismo. so-
s<;>no .st ~ti: l'apporto della teolo- sa, non più afferrabile in termtn1 sente più direttamente interpellato prattutto nel senso di ritener ve-
g~a biblica, l'istituirsi di un vero herc~é egli prenda su di sé, nella ra l'esistenza degli dèi, di aspet-
rigorosamente univoci. tarsi il loro aiuto, d'esser convinti
dialogo con la teologia protestan- La fede nel VT si presenta es· Jdu_c\a e nel timore, il peso della
t~, un più aperto confronto con ec1s1one. La fede si fa dunque, dell'immortalità dell'anima. Ma il
~enzialmente legata all'alle~nza/ NT si muove, in misura determi-
l uomo contemporaneo, per il Il che comporta il preciso r1fer contro la diffusa infedeltà, con-
quale la fede deve diventare si- tro l'incredulità, pentimento. con- nante, nell'alveo della tradizione
mento a quanto Dio ha già rea·
Fede Fede
Sto 511
veterotestamentaria, anche se ad e f~de paolina, vista preval sizioni logicamente struttu- menti per altro di un processo in
essa non può facilmente essere mente come confessione do ente. pr0P0rna inverificabili, e tuttavia cui soggetti sono Dio dvelatore e
ricondotta la formula caratteri- tica 1 ; ma è oggetto di un'e&lll~- r~e, inabili in forza dell'autorità l'uomo, in un rapporto dialogico
stica pisteuein eis (credere in) cita riflessione, della quale è sph. a e:nseca di Dio che rivela; sulla che si concretizza in una trama
nella sua equivalenza a pisteuein ficiente ricordare i temi: fed~uf. est r ità O meno della loro accetta-
1 di interpellazioni di vine e di ri-
oti (credere che) , significante pro- opere, fede e legge, fede e giu ~ t~t~e si misura la pienezza della sposte umane, di /acta Dei, dei
prio il ritenere vero , la fides quae. ficazione. La fede è ubbidienz •
stt
vangelo 2, il cui essenziale co~t1
r!de, l' I' ortodos~_ia o l'~resia. N?~
·sconosciamo l mtenz1.one pos1t1-
quali la bibbia ren de testimo-
nianza, e di responsabili decisioni
Sostanzialmente nel quadro del-
la concezione veterotestamenta- nuto Paolo esprime
. in una for.
e. tlll i questa 1mpos
d
. t azione,
. vo lt a a dell'uomo che, reagendo di fron·-
mu l_a eh e e~11 sa non sua, ma di
va
superare ogm. tentativo . d'1 svuota-
ria resta il concetto di fede in te a quelli , determina l'esser suo,
Gesù e nello strato primitivo della ogm autentico annunciatore dei mento della fede attra~erso la sua nel quadro dei rapporti interuma-
tradizione sinottica. Anche quan- vangelo (Rm 10,9). In questa lu iconduzione al sentimento, al- ni e della configurazione del suo
to di nuovo Gesù apporta non è l'uomo si riconosce. nella fedcee l'emotività, o comunque all'uomo, mondo. Ma questa è storia, e sto-
immediatamente integrato nel con- come pecca t ore graziato; e di qui alla sua struttura, nel senso dun• ria di salvezza; non già nel senso
cetto di fede . Il rivolgimento pro- sorgono la speranza e l'amor que di una riduzione antropolo- di una giustapposizione d i fede e
prio del NT si realizza a par- Il legame tra fede e amore a~: gica della fede stessa. Contro tale storia generale della salvezza ; né
tire dalla fede pasquale, nella st1;me . un'a~centu~zione caratteri. tendenza ha caratte:e esempl~re la fede va intesa come parte ch e
quale si fa anche definitivamente sttca m G1ovanm, a partire dal- la rigorosa · affermazione barthia- debba essere integra ta nel tu tto
esplicito il carattere cristologico l'insistenza sul carattere cristolo- na della fede come fondata sul della stori a salvifica ; si tratta d i
della fede . Per queste ragioni nei gico della fede, che egli riporta suo oggetto, come essenzialmen- identità: la salvezza attraverso la
sinottici , mentre prevale il signi- chiaramente alla vita terrena di te riferita al messaggio divino, fede dice storia della salvezza co-
ficato di fed e come fiducia, Gesù Gesù. Credere in Gesù significa alla dottrina. Con non minor cura me storia della fede ; . Questo
sembra superare gradualmente infatti riconoscerlo come il rive- va evitato il pericolo di ricon- comporta che del processo storico
l'i niziale riserbo circa la sua fun- latore dell'amore di Dio, signi- durre la fede ad una generale la fede ha, con la varietà can-
zi one salvifica di Cristo annun- fica accogliere questo stesso amo- forma di religiosità, ad « una fede giante, l'intrinseca unità ; l'un a e
ciato dai profeti, ed integrarne re, e corrispondervi con un amore religiosa . gt;nerale » 3, moto, inten- l'altra da determinarsi non in un a
progressivamen te il riconoscimen- che s'esprime e si comprova nel- zione privi di contenuto, fonda- qualsiasi comprensione del p ro-
to nella fede; cosa che è ormai l'amore del prossimo (Gv 3,16; mentalmente equiparabili ad altri cesso storico, ma in esplicito rife-
inequi vocabile in formule di Pao- 15,1-17 e passim). In questo qua- atteggiamenti religiosi, sui quali rimento ai tratti tipici della 5to-
lo, ma prepaoline d 'origine, che dro la fede si ripropone ,come possono informarci le scienze del- ria salvifica, come ordita dialogi-
proclamano gli avvenimenti pa- ubbidienza, come retto cammina- la religione, e che solo a partire camente da Dio e uomo. G ià que-
squali come principio di salvezza. re, come conoscere, che include, dal loro contenuto possono deter- sta affermazione suona recisa op-
I credenti diventano perciò, nella con la nuova comprensione di sé minarsi. Radicalmente compro- posizione alla tendenza che vede
chiesa primitiva, semplicemente e della propria cecità, la rinuncia messa ci pare, infatti, in una tal nella fede una · possibilità di sfug-
coloro che credono nel Signore alle pretese del proprio orgoglio concezione, la possibilità di com- gire alla faticosa vicenda delle
Gesù Cristo; credere è accettare - senza che questo comporti un prendere il cristianesimo come realtà intramondane, una realtà
il messaggio apostolico su Cristo sacrificium intellectus, inteso nel- fede, fede che giustifica, secondo essenzialmente astorica, un 'aper-
come salvatore, e implica ri- l'ambito di una mentalità fonda- l'esigen~a autentica espressa dal tura dell'uomo a Dio, ma nel sen-
conoscimento, fiducia, ubbidien- mentalmente razionalistica-, co- sola fide. La riprova più convin- so neoplatonico - mistico e idea-
za, interiore adesione, confessio- me decisione e impegno, come cente ci viene dalle tesi circa l'og- listico - di fuga dal mondano. e
ne. Quanto la nuova comprensio- dono. getto prim~rio della /'rivelazione, di immediato rapporto - calvolta
ne della fede rappresenti di con- dal . suo carattere assolutamente sino all'assorbimento - con l'un-
tinuità e di compimento rispetto III - LA STORICITÀ DELL~ soprannaturale e salvifico, cristo- mobilità dell'eterno.
al VT potrebbe essere esempli- FEDE - Dalle succinte indicazi~n, centrico e crìstologico •. Considerata pos1uvamente la
fi~ato, tra l'altro, dall'interpreta- proposte circa la fede nella bib- Come va dunque intesa la va- storicità della fede la indica nel
zione che VT e NT danno di bia possiamo già trarre alc~- rietà delle concrete espressioni suo essenziale rinvio alla rive-
Abramo come padre dei credenti. ne essenziali considerazioni. Rt· bibliche della fede? Anzitutto co- lazione, la quale, nella proposta
In Paolo la nuova concezione teniamo anzitutto grave fraintef' me storia della fede (genitivo og- biblica, è avvenimento che si
della fede non solo è ormai ma- dimento della fede il risolver 8 gettivo). Le molteplici figure sotto iscrive, pur nella sua divin a qua-
tura, al punto che s'è voluto rico- in un assenso intellettuale a con· le quali essa si presenta non van- lificazione, nella realtà del mondo ,
~os~ere un'opposizione inconci- no semplicemente giustapposte nella vita dell'uomo. I /acta Dei
te!1uti che gli verrebbe~o. pr0 PJ°~ sono avvenimenti localizzabili, da-
ha~Ile t~a fede veterotestamen- come tessere di un mosaico; ma
st1 dalla rivelazione d1vm~- n· Vanno intese come momenti di tabili. L'uomo del VT li ha espe-
t~na - intesa come stabilità rag- questa linea si precisano tah _coin
giunta tramite la fiducia in Dio _ Piena realizzazione di fede, mo· rimentati e quotidianamente li
tenuti come asserti espressi
Fede s12 513 Fede

vive come quelli ai quali tutta la nuovo , unico e decisivo è Gesù •zione ed insieme un di stacco Intendere la fed e come erm e-
fede è fede -in Ut!sù: qui si e' 1a dl
tra'tico verso 1a s tessa 9 .s·1 tratta
sua realtà privata, e specialmente
comunitaria (religiosa, sociale, po-
litica) costantemente rinvia . Il po-
centra tutto il cristianesimo on:
si trova la sua . essenza. La 'fi:t' t un'appropriazione dialettica
d~lla tradizione. I. <;f ue mo men. ti:
neutica storica significa inoltre as-
sumersi il compi to di renderla
significante non so lo per la storia
polo eletto si pone nella storia cristiana è fede m Gesù, e Gesù ~ recepimen to e_ cnt1c~, sono 1m- passata, mostrandone il carattere
come memoria di questi fatti che il Gesù della ~e?e ~. Ma qui no~ 1icàti da 11a nconoscmta presen- storico-salvifi co, ma per la storia
celebra nella sua lode. Ma essi valgono oppo~iziom tra Gesù del. pa della parola di Dio nella storia presente e futura. Significa con-
sono ancora promessa: inaugura- la fede e Gesu della storia; colu· z dalla sua storicizzazione limitan- cretamente misurarsi con la storia
no un futuro , annunciano nuovi cui la fede. rinvia è l'unico Gesò ~e, con la corrispet_tiva necessità compresa come storia dell a liber-
interventi di Dio, preparano un concreto, vissuto e morto, risorto di recupero aut~nt1~amente . per- tà , dell 'au tocostruirsi dell 'uomo ,
avvento. La memoria si fa anti- e glorificato. ~ apparso agli uo. sonale e comumtano. Poss1amo spostando l'asse interpretativo da
cipatrice . La fede nel VT si mini , s'è inserito nella nostra anche vederla come dialettica un a visione contemplati va ad una
presenta come memoria-sperariza, umanità; la verità dell'incarna. della fede e dell'incredulità : cre- p-rassistica, come impegno d i co-
profondamente permeata di tem- zione lo ha reso accessibile al- do Domine, adjuva incredulita- struzione del futuro , confrontan-
poralità. Nel presente, nel quale i 'esperienza diretta dei suoi con. te~ meam (Mr 9,24) . Resta così dosi con l'i deol ogia e l'utopia,
essa rinvia al suo passato-e al suo temporanei, lo rende storiografi. altrimenti definito il rapporto fe- riceven do nella verifica storica la
fu turo, sorge come risposta ad un camente raggiungibile a noi: la de-incredulità: la seconda non è sua convalida (vedi sotto ).
messaggio individuato in una si- critica storica ha una giustifica- più esterna alla prima, ma è Accenniamo solo ancora che in
tuazione: ri suona in una comu- zione teologica 7 • Questo non vuol contrappunto costante-di ogni rea- questa prospetti va vanno i er-
nità. è an nunciato da essa e ne dire che essa sia sufficiente : nel lizzazione storica di quella, a li- pretate le istanze e clesiali che
riceve la su a ultima configura- Gesù di N azaret non cogliamo la vell o personale e comunitario. Il devono servire alla fede : il magi-
zione. è intonato al suo tono , sua attuale presenza, la sua effi. che impedisce la separazione stori- stero (/ Ortodossi a ; / Yii iste-
piegato ai suoi bisogni, alle sue caèia salvatrice, ed egli deve an- ca di credenti e non credenti, e ro), non come autenticazione di
sttese, tal volta sino al frainten- cora venire. Solo la fede cc lo permette ·di integrare organica- verità fisse e im.muta biìi da o-
dime.nto del suo senso originario, rende totalmente accessibile nel men te il discorso dei cristiani ano- gliersi nel passaco, ma come f n-
: al 'alrra in u no sforzo , fecondo suo passato - ed è ancora la me- nimi, la cui. fede può essere vista zione di questa ermeneutica sto-
c· opure mai compiuto , di recupero moria _:_, nel suo presente - come un'interpretazione dei segni rica che è la fede; e con il magi-
della sua autenticità. La decisio- come colui che ci interpella e di dei tempi, e la cui eventuale op- stero, non meno necessariamente ,
ne che il si ngolo assume di fronte fronte al quale assumiamo la re- posizione alla comunità che espli- le al tre istanze istituzionalizzate
a questo messaggio non lo isola sponsabilità della nostra esisten- citamente si riconosce nella fede o meno come i / carismi.
nelì 'interiorità di un rapporto con za - , nel suo futuro di veniente può essere giustificata dall'insuffi-
Dio, ma lo introduce in questa - ed è la speranza - . Ma il tutt? cienza della fede di quest'ultima, V FED E, RI ELAZIO t -E.
comunità d i fede che si arric- dice ancora storia: storia del Cr1- e della lettura sua dei segni dei CONFESSIO NE - Abbiamo già
chisce di questa nuova presenza, sto, nel suo momento terreno, tempi. In questa linea fondamen- indicato il rapporto tra / rivela-
della sua vitalità e insieme per nel suo costruire la storia dalla talmente può interpretarsi anche zione e fede come quello d 'inter-
mille vie la configura . Siamo an- risurrezione · alla parusia; storia l'emergere, nella storia della rive- pellazione e risposta. L'impiego di
cora di fronte alla storicità della della fede per questo suo essen· la~ione, di atteggiamenti critici queste categorie ci pare positiv
fede ; se essa è sempre risposta ziale riferimento a Cristo · come nei confronti della fede storica- ed efficace per so ttolineare il a-
alla rivelazione di Dio, e se questa storia, che è insième inserimen~o mente vigente, come la protesta rattere personale e dialogico della
come interpellazione singolare e responsabile e attivo nella storia Profetica di Gesù e di Paolo nei realtà espressa. Non si orre tutta-
concreta investe una determinata di Cristo. La fede fa dunque sto- co_n fronti della figura loro prossi- via il pericolo di eccessi a ins i-
situazione e una concreta comu- ria: storia della fede (genitivo ma della tradizione di fede . "t il stenza nel richiamare il loro a-
nità, non potrà che essere rispo- soggettivo) . ~ il rifiuto di questa Prevalere del mòmento critico, nel lore analogico. e nel tentati o di
sta singolare, storica . In questa corposa storicità ciò che allenta· qu~le si cela, più profondo e piìt piegarle , affinandole . ad una p iù
linea ci pare chiaramente inter- na dalla fede cristiana non sohlo Valido, il momento costruttivo. precisa aderenza alla realtà i_n
pretabile la gamma delle variazio- l'illuminismo kantiano, ma anc e Condizione di possibilità dì tutto questione. A ques to fin e propo-
ni secondo le quali si presenta la l'esistenzialismo jaspersiano •
8
(ues~o è la fede come libertà. La niamo alcune considerazioni. Sup-
fede nella bibbia ; si tratta di in- °~alt_tà del! 'esigenza divina è non poniamo già chiarita la tes i che
tegrare a pieno titolo nella com- IV - LA FEDE COME. ERME· Itt,
8 0
i11?pegno per l'uomo , ma s~1a Gesìt Cristo è il principio e il
prensione della fede il discorso NEUTICA STORICA - Ci par~, : eraz1one da ciò che non è 010 , vertice della rivelazione di D io '0 •
sui segni dei tempi. sul p·1 che in lui si esprime dunque in
questo punto, d_'esser giunti e· s· ano personale, sociale, ecc 1e-
Il tutto trova non solo con-
ferma, ma più possente fonda-
comprendere la fede come erlll
11
rl~ 1e: li termine adeguato cui si
lll e~isce la fede non è la chiesa,
forma esemplare . Se la parola
di Dio si fa in Cristo parola uma-
neutica storica, che comporta u a
mento nel NT. Il fatto divino legame, un inserimento in un a 11 /regno di Dio. na, questo non avviene per l'as-
Fede 515 Fede
sunzione, da parte di Dio, di un senso . la rivelazione
. è fede
. e ~~
fessione, come riconoscimento d ressione dell 'uomo e come fon - tari a o pratica - comporta , se
linguaggio umano oggettivato,_ di es~a da Dio, ovvero: l'uomo co-
una struttura sintattico-semantica. la propria libera partecipazioe1· non si vuol interiori sticamente
ad un ordine di realtà, ad une da soggetto della fede, Dio come fraintend ere la volontà e la prassi ,
L'incarnazione dice assunzione di fesuo fondamento. Con la locu- che la conoscenza di fede matura
un uomo, nella sua concretezz~ comunione, 1·1 cut· f on d amento naè
1 ·one "soggetto della fede " - nell 'impegno stori co-concreto del-
storica e singolare ; la parola d~ l'oggetto stesso della confession
zton del tutto felice e non scevra la fede? Siamo al centro d i un
Dio si presenta nell 'autenticità dt Da questa che è l'essenza deli"
di possibili fraintendimenti - problema crucial e per la teolo-
un uomo che parla. L'identità tra confessione tra~gon? ?rigine 1: vogliamo _indicare c~e l'u?mo _non gia della fede: quello del suo
parola di Dio e parol~ di Cri~to altre sue determmaz1oni e i signi-
ficati che il termine stesso ha sue. è primariamente ctò di cui la rapporto con l'antropologia , ed in
non esclude ma imphca una in- fede ci ~ice _q ualco~a, a mo' ~i duplice prospettiva : la prima:
terna articolazione di due aspetti cessivamente assunto. Il fonda.
mento è e resta la rivelazione dichiarazione ?~get~tva, tr~duc,- come può l'uomo, dal l'esperienza
opposti e correlativi: interpella- bile in proposiziom . che . 1 uomo che egli ha di sé, aprirsi alla fede?
zione ed ascolto, comandamento in quanto è ricevuta nella fede nei
cuore dell'uomo, per l'azione del- accoglie e fa proprie. S1 tratta Come può la fede trovare nell'uo-
ed ubbidienza: la stessa e iden- invece della fede come modo del mo un punto di inserimento? f.
tica parola è detta a Cristo e da lo Spirito 11 , principio attivo del-
la vita credente. Fede è assenso rapporto deU'~omo co~ Dio, del il problema della filosofia della
Cristo . Non si tratta solo dell'iden- suo incontrarsi con lui, del suo /religione, al quale ritorneremo.
tità concreta per la quale il dire a Cristo, che comporta la libera essere per "lui. Qui· anzitutto l'uo-
accettazione del sequestro di tutta La seconda prospettiva può es-
si pone propriamente i:iell'asco~to, mo - la sua esistenza nella sua to- sere così presen tata : quello che
ma c'è di più: nell 'umco termme la propria esistenza. Questa tota- talità - è posto in gioco, ed egli noi propon iamo della fede , e iò
ad extra della rivelazione si pone lità implica l'espressione vi sibile ne assume responsabilmente l'indi- che nella fede confessiamo . com-
il fatto della rivelazione e dell'ac- e comu,nitaria della risposta cre- rizzo. lo cr~do: nòn aggiungo a porta non solo determinate affer-
cettazione. Ancora: la concreta dente, così che l'assenso si fa con, quello che già conosco della· real- mazioni esplicite e riflesse sul-
realtà di Cristo è la rivelazione senso all'interno della comunità: tà altre notizie attinte ad una l'uomo , ma soprattuno stru rrure
del Padre, ed è insieme, nel suo il consenso che originariamente fonte trascendente le mie umane categoriali non riflesse , eppure
ìibero volersi e determinarsi, la definisce la comunità stessa. La possibilità; non impegno l'uno o condizionanti tune le affermazioni
risposta di Cristo al Padre, la sua proclamazione di questo consen- l'altro aspetto della mia esistenza, direttamente o indirettamente an-
lode , la sua adorazione: è il se- so testimoniato al mondo . fonda- ma sono· totalmente coinvolto, co- tropologiche. È prob lema he tro-
questro radicale e il dono totale. mentalmente nella carità. recipro- sì che nulla· di me resta escluso, va la sua adeguata trattazione nel-
Così la parola che noi cogliamo ca ma traducibile anche in for- come cosa che Iion la riguardi , l'antropologia teologica . alla quale
sull e labbra di Gesù è messaggio m~le verbali che dichiarano gli dalla mia . fede. Posso indicare la rimandiamo (/ Uomo). anche se
di Dio e confessione di Gesù. t avvenimenti fondanti, i /acta Dei, fede come opzione fondamentale in una prospettiva parziale si pre-
l'identità di rivelazione e confes- è il motivo delle formule di con· della persona, se evito il decadi- senta nella teologia della fede .
sione, che potremmo ricercare fessione 12 • mento della concezione di persona che ci offrirà perciò l'occasione di
nella figura storica del discorso di in senso idealistico, interioristico, indicare più d'uno degli aspetti
Gesù quale può risultare dai van- VI . - IL SOGGETTO DE~L~ demondanizzato (/ Uomo) . in gioco. Ma intanto possiamo
geli . FEDE - L'identità proposta di 1:· Particolarmente urgente si fa acquisire un altro element : la
Ma non dissimile si presenta Velazione fede confessione, n· oggi la necessità di porre in luce fede non è qualcosa di sup<!raddi-
la rivelazione negli altri suoi mo- manda a ' un tema' che ormai· d"
ha
la dimensione comunitaria e pra- to all'esistenza dell ·uomo. La sua
menti non immediatamente identi- acquistato pieno diritto di ci~ta ~- tica della fede - nel senso meno assoluta gratuità nulla toglie al
ficabili con la realtà di Gesù . Dal nanza nelle trattazioni teologict~· intellettualistico del termine - . suo carattere profondamente uma-
VT al NT l'azione rivelatrice di la correlazione essenziale tra
e uomo nella comprensione teo O:
i'° Non è il momento di addurre pro- no: perché si radica nella pro-
Dio si propone come parola detta ve in proposito, ma ci pare op- fondità dell'uomo. perché lo coin-
all 'uomo e dall'uomo. t un mes- gica. Questo comporta che non J; portuno richiamare la tesi che ri- volge totalmente nel suo moto.
saggio che sorge da una comu- può comprendere il carattere de . propone il carattere unico della perché ne attua le possibilità più
nità, si propone in una comunità, fede come dono di Dio senzal'i~- conoscenza di fede , la quale « in- proprie e caratterizzanti sino al
crea attorno a sé una comunità. derla come atteggiamento del 808 clude inseparabilmente uniti l'as- punto in cui esse sono apribili
La sua efficacia è la realtà stessa mo; e non se ne coglie l'uro me senso e il consenso: opzione all'esclusiva potenza di ina. per-
dell'accoglimento. t per il singolo
l'illuminazione interiore dello spi-
autenticità senza intei:1d 1;{1»•i~Jllo
la più radicale rinuncia e_ e di
1sp~essa nella confessione e con-
1;ss1one attuata e informata dal-
ché in essa no n ne a d 'altro che
della salvezza definitiva e ultim a
rito, la sua testimonianza e la a se stesso, alla presunz~o~e di opzione » u_ Non è deducibile dell'uomo. La fede è fede che sal-
decisione con la quale egli si in- autofondarsi, nell'accettaJ' 0 ento, c_he l'essere l'assenso - la dimen- va, non in questo o quell 'ordine.
troduce nella /comunità dei cre- Dio come proprio fon ammenti ~one squisitamente intellettuale ma di fronte a Dio, assolutamen-
denti. Per la chiesa è l'atto origi- S'impongono cosl due mo coJlle ella fede - condizionato dal te; e rappresenta perciò per l'uo-
nario del suo essere. In questo della trattazione: la fede consenso - la dimensione volon- mo la sua suprema realizzazio-
Fede
Fede 517
mento assolutamente nuovo p . on valgono semplicemente presente e operante tramite il do-
ne. Qualsiasi interpretazion: lf:si-
va dell'autentica realtà e dignità mo atto della · nuova crea;io ri.
apertura della realtà escatologte,
tt
Cri st nGesù terreno. Risp':tto a
per , Jtimo il VT gode d1 una
no dello Spirito . fl richiamo allo
Spirito, come già prima al Padre ,
umana in qualsiasi settore, sotto
·i ualsia~i aspetto colpisce non me- Solo alla su~ luce_G~sl) assurnec~j gue st di complementarità: Gesù non fa che esplicitare il caratte-
no gravemente l'essenza della fede. suo autentico . .s1gmficato
. . ' e s,. sorta nell'ordine della sua sto- re essenzialmente trinitario del
pone come prmc1p10 un1versaJe ed ap~a~ee è figlio , ne è per . mille di scorso su Cristo e conseguente-
Vll - IL FONDAMENTO DEL- esclusivo di salvezza. Del resto . ria,d . condizionato. Se particolar- mente deJJa fede. Ci limitiamo a
LA FEDE - Fede e Cristo si vangeli hanno chiara coscienz; 1110 I
te Giovanm• ms1s
.
e m a ff erma-
• t . ricordare che l'affermazion e d e l
che solo i! _risorto può affidare ~en1. della carattere cristologico della fede ne
coappartengono indissolubilmen-
te; non tanto perché Cristo è ai discepoh il mandato missiona. :z1on . centralità
, e fondamen-
propone, per iden tita, il carattere
talità di Gesu, _ques!e . vanno
necessario oggetto aella fede rio universale. Paolo si propone . tese oltre che m riferimento trinitario, quando esso sia i nte_so ,
e meno ancora oggetto tra altri - come t~s~imo~e della ~o~yinzione ::l1a t;talità della realtà de!. Cri- come va inteso, nella pros pe tt ,v~
ma perché ne è fondamento e del cr1st1anes1mo pr1m1tivo, se- sto, a partire ~alla quale. s mter: "economica". Si stri ngono cosi
principio. La fede cristiana, della condo la quale la risurrezione di retano metodicamente I tratti ulteriormente i nessi tra fede, /
quale vale « la tua fede ti ha Cristo rappresenta l'avvenimento ~el Gesù terreno (cf Gv 2,19ss), cristologia (/ Gesù C risto , / In-
salvato» (Mr 10,52) , si compie decisivo della salvezza ed il fonda- anche in rapporto al loro c~mcr':to carnazione), do ttri na trinitaria ( /
nell 'incontro personale terreno e mento della fede (lCor 15,14ss). contesto veterotestamentario. Srn- Padre, / Spirito santo, / T rinità).
storico con Gesù. f'. Dio che Ancora una volta diciamo: la ri- mo ben lungi dal riprendere il Solo attraverso la loro puntuale
sal v a e la fede si compie come surrezione non è un nuovo fatto vecchio apologetico argumentum esplicitazione ed il ]oro consequen-
abba~dono totale ed esclusivo che vada ad aggiungersi ad. altri ex prophetiis, ma crediamo di tro: ziale sviluppo può garant irsi il
all'azione salvifica di Dio : ma da elencare in una confessione varci dinanzi ad un nucleo d1 valore delJ 'impegn o volto all 'ela-
tutt o q uesto accade nell 'incontro di fede; essa è piuttosto la condi- verità che, pur velato, ne rappre- borazione dei ~i ngoli temi teo-
ccn G:...sù . Più generalmente pos- zione di possibilità perché tutti sentava il punto di forza. Af- logici .
~;am-;; dire : entra nella storia in gli altri avvenimenti diventino si- fermare il carattere -escatologico
quei p umu che è la storia di Ge- gnificativi per la fede, e possano della risurrezione non rende solo VIII - I T ES TI M01\'I D E L LA
,ù. :::he per questo ne diventa il essere nella fede riconosci uti e possi bile la ripresa cristocentrica FEDE - Se il princi p io della fed e
L"Cr; tro. L'ann uncio neotestamenta- proclamati. Di qui bisogna pren- e cristologica del VT, vale a dire è Cristo, non nella sua semplic e
:-ic• non è pensa bile senza il rife- der le mosse per spiegare come del passato del Gesù storico, ma realtà terrena, ancora parziale .
rim ·ntu alla vicenda terrena di la risurrezione possa essere fonda- anche del suo futuro, perché es- bensì nella vicenda concre ta to-
Gesù. Ogni suo svuotamento do- mento, segno e oggetto della fede; sa rappresenta uri futuro assoluto, tale che va sino al dono dello
cetis tico, qualunque riduzione di di qui ancora possiamo compren- la cui conoscenza può avere ora Spirito, dobbiamo concludere he
Gesù a mito, infligge mortale dere come Cristo possa essere il solo carattere prolettico. il luogo primario d ella presenza
feri ta alla fede cristiana, le sot- vero e perfetto rivelatore del Pa- Avremo modo di riparlarne; ora del Cristo, sul quale la fede si
trae il suo fondamento. Se la ri- dre. Non dobbiamo dimenticare ci preme solo indicare un'altra porta, è il messaggi o apostolico.
cerca sul Gesù storico è intesa che i1 VT è stato ricco di segni conseguenza. Se ii nostro incon- La chiesa sottolinea il valore ori-
come una possibilità del nostro di fede, sufficienti a fondarla e tro con Cristo ha ora solo carat- ginario ed esclusivo della pri-
aprirci alla dimensione storica del ad alimentarla; la sua storia, ab- tere parziale e provvisorio, per- mitiva testimonianza cristi ana.
Cristo della fede, essa non solo biamo detto, è storia della fede. ché solo parzialmente egli è re- nella tesi che afferma la chiusura
non ci è preclusa, ma piuttosto è L'affermare la centralità e l'asso- so accessibile nella nostra storia, della rivelazione con la m rte del-
fondata ed imposta dalla fede, per lutezza di Cristo nella fede non se la sua realtà escatologica è 1'ultimo apostolo. La predi azio-
quanto possano restare scarsi e può recar pregiudizio alla co- essenzialmente trascendente, così ne primitiva ha valore costituti-
problematici i risultati raggiunti, scienza che la chiesa ha costante· · c~e. il suo aprimento di là dai li- vo di quella realtà sulla quale la
e per guanto difficile si presenti
la saldatura tra questi stessi ri-
mente affermato contro tutte l_e
tendenze marcioniane. Ma il per1:
11tt terreni costituirà la visione,
~ lora la fede è legata a questa
fede si porta come a suo fon-
damento e contenuto. ed è non
sultati e le affermazioni ulteriori colo è superabile se si è avve~titi insufficienza del Cristo e del suo solo l' inizio ma il principio della
che la fede propone. Del resto della non coincidenza del Cridtl chrattere di segno; insufficienza nuova storia che la presenza sal-
la rottura di una piatta continui- risorto con il Gesù terreno, e ~
t~ tra il Gesù accessibile all'espe-
rienza storica diretta o indiretta
carattere assolutamente escatolo· 1 richiede la complementarità
e. VT per il passato e della
vifica di Cristo definisce . Al do-
cumento principe di questa tradi-
gico del nuovo ordine instaurat1 ~hiesa per il futuro . La chiesa zione, alla bibbia. come alla carta
ed il Cristo confessato nella fede ' dalla risurrezione di Gesù le cl.lo s eve essere, per il tempo che decisiva per la determinazione
noi! si yone a semplice livello pe; dimensioni né coincidono, né sodi· /Para la risurrezione dalla paru- della fede cristiana, abbiamo fat-
cosi dire gnoseologico, ma è af- semplicemente correlative alle ia c'ii test~mone e segno del Crist<?- to sin dall 'inizio esplicito riferi-
f~rmata come prepotente implica- mensioni esperibili della ~torul lll cui essa direttamente r1- mento; ed il suo uso ci ha · indi-
zwne della risurrezione, avveni- umana. Così le affermazionJ s anda è il Cristo glorioso in lei cato quello che essa essenzial-
Fede Fede
519
mente è: rimando a Cristo. testi- sere sorgente di non lievi diffi1 ·ca comprensione della chiesa,
monianza di Cristo . La fede au-
tenticamente biblica è dunque fe-
tà il riallacciare la fede alla
sa. Non è mancato e non mc1te.
?· ~ quell'atteggiamento che, pre-
s:nte an_che nel y_at II , è sta_to
ciso e condizi onante riferimento
a Cristo, significa non solo frain-
.. d' I . . anca tendere radi ca lmente la fede ridu-
de in Cristo; per quanto ha di cI11 m 1c 11 come u111ca possib'l'. d nominato narc1s1smo eccles1a- cendola a proposizi oni , ma anche
proprio e di esclusivo nei con- tà della fede la sua liberazione~,- e1·co e che ha indirizzato la teo- l'aver dimentica to che l'assenso
fronti di altre testimonianze di ogni forma ecclesiale, la sua t a st ia' in contrasto con l' antica
. tra- in generale termina alla cosa e
Iog '
fede la bibbia ha il valore unico
che, ' nonostante le numerose di-
tale secolarizzazione: esigen °· . . f
dizione c~1sttan~, verso una orma non alla proposizione. Meno an-
della fede cui la chiesa non he d~ eccles1ocentnsmo. cora totalità e unità della fede
vergenze nella varietà delle inter- dato risposta , almeno in mi·su a L'interpretazione della chiesa possono essere ricondotte all'ac-
pretazioni. nella tradizione cri- .
su ffì c1ente; f orme d'1 autoritarisrnra come evento non ne esclude il cettazione di un princi pio pura-
0
stiana le è stato costantemente dogmatico, di oppressione dell carattere istituzionale. Alcuni trat- mente formale , quale potrebbe
riconosciuto. Non si può aggiun- libertà proprio all'interno della ti della chiesa come istituzione essere l'autorità della chiesa, il
gere altro alla fede biblica senza chiesa, delle quali la storia non,: non potrebbero essere fondati magi stero o si mili. Come la fede ,
compromettere il Cristo ed il suo stata avara; una certa propen- in forma più esplicita di quanto così ogni sua interna dimensione
valore salvifico esclusivo; ma è sione a piegare la fede a soste- avvenga nel NT. Si cf, per il no- non ha primariamen te una de-
sostituire Cristo con altro se un gno di ideologie conservatrici e stro tema, Rm 10,14ss. Ma in que- terminazione empiricamente veri-
rigido biblicismo interpreta la fe- restauratrici, e dei poteri che esse sta prospettiva l'istituzione, men- ficabile e non può essere perciò
de in Cristo come fede nella bib- ricoprono, sembrano offrire solido tre è fondata, è anche limitata ed originariamente valutabile secon-
bia. È la grandezza e il limite fondamento a questa proposta. allontanata da ogni pretesa di do istanze dogmatiche e giuridi-
della bibb ia: l'essere il testo di La risposta cristiana non lascia assolutizzazione. Essa è segno, che. L'u nità della fede non è
qu ell'annu ncio che, risuonato la adito a titubanze: la fede com- non fondamento dello Spirito; il dunque una gr andezza storica-
prima YO] ta nella predi cazione porta una necessaria attuazione suo carattere sacramentale la fa mente verificabile. anche se inti-
apostolica . si ripropone costante- storico-ecclesiale. Ma il necessario garantita, non garanzia dello Spi- mamen te guidata ·dall'esigenza di
n~~ '":te e si attuali zza come capace rapporto tra fede e chiesa, mentre rito. La chiesa dunque, in tut- trovare nella storia forme con-
d: nsolieva!'e la fede e di alimen- è garanzia del valore della chiesa, ta la sua realtà, nelle sue istan- crete di espressione, per altro
tarla. l i sola scriptura acquista ne è anche norma e misura. La ze istituzionalizzate e non - o sempre problematiche rispeno a
ir. qu esta linea un senso del tutto chiesa è infatti il luogo storico solo diversamente istituzionaliz- quella che pur devono esprimere.
accetr ao ile, quando non escluda , della fede: la sua credibilità, la zate, come i carismi - , dalla fede Potremmo anche qui servirci del-
ma piuttos to implichi, un riferi- sua forza non le appartengono in trae origine e alla fede è essen- la categoria di sacramen to. La
mento alla vivente /tradizione proprio, ma solo in funzione di zialmente ordinata. La fede ne è chiesa, come funzione della fede ,
nella quale la bibbia è sorta e nella quella fede per la quale essa il sostegno e l'alimento, ma è è pure funzione dell'unità, ne è
quale costantemente risorge come esiste. Anche per la chiesa, c?m~ e deve essere anche il più intima- l'espressione sacramentale . Secon-
messaggio vivo che interpella l 'uo- per il singolo, vivere di fede s1g~1- mente pungente e sconvolgente do la testimonianza della Scrittura
mo nella concretezza della sua fica riconoscere non in sé, ma m stimolo critico ·contro ogni ten- ogni membro della chiesa. ogni
storia , e lo chiama alla decisione Dio il proprio fondamento e la denza ad irrigidirsi, a sottrarsi al- battezzato , vive dell'illuminazione
di fede . E quando la tradizione propria solidità (of Is 7,9). La l'azione vivificante dello Spirito, interiore dello Spirito. che lo apre
è il vero proporsi di questo mes- sua essenza non può essere intes~ a sostituirne l'imprevedibile fecon- alla fede e lo abilita alla confes-
saggio , il suo farsi udibile come dità innovatrice con la cristalliz- sione, compito della chiesa e cli
che come relativa; relativa a Cri: tutti i suoi membri. on si vuole
divina interpellazione, allora pos- sto che attraverso lo Spirito 51 zazione di · acquisizioni passate.
siamo affiancare ad un sola scrip- ~a fede impegna la chiesa, come e non si può misconos ere nella
rende in essa presente, in fu~zio~e chiesa la diversità delle funzioni ,
tura un correlativo e indentico della grazia che è verità, hberta, tl singolo, ad un inesausto pro-
sola traditio. cesso di conversione. la molteplicità dei carismi, la a-
giustizia, speranza, amore_ che
IX - IL CARATTERE ECCLE-
Cristo, tramite lo Spirito, ri~w5~
in essa. t quanto si indica d1c ~-
X - L'UNITA DELLA FEDE - Se
rietà degli uffici e dei ministeri .
Solo si afferma che essi de ono
SIALE DELLA FEDE - Confes- la fede è essenzialmente rapporto realizzarsi in forma di organica
rando la chiesa evento. Il st1;0 0 l\ Ctisto, credere in Christum, la unità , nella quale ciascuno , in
sione della fede , scrittura come te- tuarsi ha come principio il l~e:a
stimonianza, tradizione come in- totalità e l'unità -sue vanno misu- ubbidienza e responsabilità di
dono di Dio, del quale la c "'on rate secondo l'adesione reale a fronte a Cristo, ed in rapporto
terpellazione, ci riportano a forme
stori~he che la fede assume, più non può disporre , al qu_ale iale questa realtà concreta e vivente di carità con tutta la comunità ec-
precisamente ad un concreto mo- può dettar legge, sotto il q ersi che o è colta come realtà unitaria clesiale, adempie fedelmente il
vimento storico nel quale la fede
deve costantemente riconosc808.
strumento e segno d'una sovr nia-
1 non è colta affatto. L'intender
a fede come un credere tutte le
suo compito, risponde alla sua
specifica vocazione, e dona e ri-
a~tua la sua essenza teologica. Ma
dire storicizzazione della fede mente libera divina benevole i·co· Proposizioni di fede o i dogmi , ceve, è misurato e misura, richia-
Non è da misconoscersi I
• ·t perten· ma sé e gli altri ad un insonne
equivale a dire /chiesa. Può es- senza aver illuminato il loro pre-
lo rappresentato, per una au
Fede
szt Fede
impegno di conversione e di edifi- con lo Spirito decide immect· ri luogo ricordare che la testi - Cri sto (i n opposizione a "con o-
cazione, confessa la sua fede , che mente della realtà o meno tata. fuinianza supr~~a a Cristo e alla scere" come ind icazione dell a co-
sorge dall 'ascolto, per l'ascolto fede, nell'affermazione del! delta 111 divina missione può essere noscenza che cresce da ll a fede , e
altrui, e sa e vuole che ogni cessità della Scrittura, ed in a ne. d~~a dalla ~hiesa solo attr~vers~ nell a quale la fede progred isce) ,
ascolto sia stimolo alla fede , e raie della chiesa, va integra~en~. l'àtnore reciproco che umsce 1 ed an che l'atto di qu esta cono-
critica di quell'incredulità che discorso del cristiano anon·o ti oi membri. L'amore è la riprova scenza progredien te ( rispetto al
l'accompagna come ombra in ogni
sua realizzazione. Nella chiesa
d~gl~ apparten~nti a~ altre
giom o a chiese cristiane
1
~f'.
t
d~tl'autenticità della fede , è la qual e il conoscere rappresenta il
testimonian~a ~et fatto . che Di~ primo momen to) 15 • An cora : la
non si dà moto secondo un'unica cattoliche. Se limitiamo il discion abita in no1. St tratta mvero d1 fede può sorgere, svilupparsi, per-
direzione. Non si dà chi solo ail'interno della com~nità ec~~ integrare n~lla ~ede, non solo nel severare, corre re pericolo , ed an-
comanda e chi solo ubbidisce, chi siale, nella quale !e. diverse istan. suo au_te?,t1cars1 , ma ne~ suo co- che spegn ersi .~.
solo parla e chi solo ascolta. ze trovano esphc1to riconosci. stituirsi, il momento pratico; forse La teologia ha designato lo stu-
L'unità nella chiesa può aver solo ~ento, e la fed~ ha la possibilità meglio sare}'be dirt: semplicem_en- di o della natura di quest'atto co-
figura dialogica, anche l'unità nel- d~ una maturazio!l;e storica, dob. te la . prassi, propno per le riso- me anal isi dell a fede , e lo ha
la fede. E se queste sono caratte- biamo _render~ rag~on 7, nella pro. nanze di cui il termine si è ar- svolto, a cavallo dei secc. XIX e
ristiche essenziali della chiesa, spettaz1one d1 cnten di · realiz. ricchito nel pensiero più recente xx, come problema della conci-
debbono trovare concreta espres- zazione e di riconoscimento del- e particolarmente marxista. Chi liazi one di tre aspetti della fede :
sione nell e fo rme secondo le qua- l'unità della fede, della pluralità fa la verità viene alla luce (Gv dono di Dio, ragionevolezza . li-
li, nei di versi momen ti della sua già legittimamente effettuata nella · 3 21). L'interpretazione adeguata bertà 17 • Aspetti senza dubbio es-
storia essa si struttura e si realiz- storia della chiesa in quanto sto. di questa aff ermazit>ne ci porta senziali, ma non gli unici , se non
za. in risposta all e esigenze e ria della fede, e tener conto che lontan0, mette i-n gioco il nostro si vuol indebitamente restringere
e iilie possibilità di questi mo- se per il passato · ·p ossiamo forse tradizionale criterio e concetto di la prospettiva biblica della fede .
m-:-;-;ri - i segn i dei tempi - , più agevolmente .· parlare . di un verità, e la prospetta senza esi- oltre che spostarne gl i a cen _i.
ben d •: isa a non ri nunciare, per pluralismo diacronico, si fa luce tazioni in un indirizzo prassistico Per di più la loro iden ificazione
r. e sé,11; mondano allettamento, al- oggi, all'interno della chiesa, un (/Ortoprassi). Ci· basti l'aver ac- e strutturazione, ma sopra no
L s1..:a f deìtà a Cristo; e ben co- pluralismo sincronico, che inve- cerrnato a questo motivo, dal qua- l'interno sviluppo , sono stati on-
< ,tcr.te che è rinunciare alla fe- ste e compromette profondamen- le 1,uò risultare che anche la rispo- dizionati da un 'antropologia , spes-
dchi a Cristo . signore della sto- te i modi tradizionali di com- sta ultima all'unità della fede va so implicita , di chiaro indirizzo
n s . i'a ~50Jurizzare qualunque mo- prensione e di progettazione del- ricercata nell'ordine della / carità intellettualistico . A questo va ri-
men,o di essa, fosse pur grande 1'unità della fede . Le categorie che unisce i membri della chiesa, condotto il concetto di fede come
incarnazione della fede. concettuali, le mentalità, le cul- che la fede convoca e fonda. cum assensione cogitare 13 • Fede è
fì dialogo comporta distinzione, ture che la chiesa è · chiamata a essenzialmente un livello inferio-
differenza ; se l'unità dell'inten- rappresentare in sé, in risposta Xl - L'ANALISI DELLA FEDE re del sapere, per quanto si a su-
zion e ul tima lo rende sensato e alla sua missione universale, si · La fede è atto dell'uomo, non periore all'opinione : l'intelletto è
possib ile, la differenza degli inter- presentano così profondamente_di- prestazione che l'uomo vuol far condotto ad un assenso assolu-
locutori e la varietà degli apporti verse, che talvolta risulta perstn? valere di fronte a Dio; è anzi ri- tamente certo e stabile dall a o-
lo rendono fecondo ; un qualche impossibile comprendere la post· nuncia ad essa; è accettazione di lontà mossa dalla grazia. he sup-
pluralismo è positivo e necessa- zione dell'altro; tanto più si sp~- Dio come grazia assoluta, è as- plisce così l'insufficienza dei mo-
rio . Pregiudizievole per l'unità gne la speranza di superare e rt· ~oggettarsi alla signoria di Cristo, tivi intellettuali : è la teorizza-
della fede sarebbe il misconoscere comprendere posizioni diverse d~ e avvento del regno di Dio. Ma zione del sacrificium intelle tus.
la assolutezza di Cristo e dello
Spirito. Pregiudizievole sarebbe
un punto di vista più alto. Non J! tutto questo avviene nell'atto del-
l'uomo .che crede, nell'atto di
In tempi più recen ti s'è elabo-
rata una concezione dialogico-pe r-
può negare questo come dato 1
ancora misconoscere il carattere fatto. Se ne deve negare il valore fede 14. Se d'altro canto la fede sonale della fede. che pon e in
unico e irripetibile della Scrit- positivo rispetto alla fede? B forse impegna tutta la vita dell'uomo. luce l'originaria apertura dell ·uo-
tura, la funzione della tradizio- necessario per questa presupporre questo non accade fuori degli atti mo all'altro, al Tu. ed interpreta
ne e delle istanze proprie della l'unità della cultura umana, ,in Un concreti nei quali questa vita si in questa linea la fede come fi du-
struttura ecclesiale, non ultima la ambito, per di più, già oggi, 8• ~ s~olge e si attua , anche se l'atto cia nel Tu divino che si don a al-
funzione del magistero; ma questo luce delle nostre attuali acq~IS di fede non può essere semplice- l'uomo. Concezione più profo nda
a diverso titolo e con diversa in- zioni, prevedibile e prospetta~t e
7 mente isolato tra tanti altri atti e più ricca, ma ancor troppo de-
cidenza. Quella che è infatti istan- La _ris~osta comporta moltt:,phc c~e costituiscono la trama della bitrice di un personalismo interio-
za divina e trascendente non può delicati problemi; ma non e cerhé
10 Vita umana. Su questo fondamen- ristico ed astorico, che non ren-
essere equiparata a nessuna istan- to è comprensibile come la sacra de sufficiente conto dell'ampiezza
questa una buona ragione pere ga cui l'orizzonte della fede biblica
za stor~ca, sacramentale. Così , la si ricerchi e la si propon è ~crittura possa indicare come "cre-
mentre il rapporto con Cristo e ere" l'atto del primo volgersi a è aperto. La fede va certo intesa
semplicemente evitandoli. Non
Fede
Fede s22 523
come atto originario dell 'uomo , tuato; meno ancora il suo rico intrinseca di ciò che in es- fede; segno c he va riconosci uto
anzi come quell 'atto nel quale scimento P';1Ò . essere i1;t quat~o- den~aaffer ma. Positivame nt~ com- in Cri sto , Ver bo fatto ca rne , pa-
l'uomo dischiude a sé e progetta misura sacnfìcium hotnznis. Nete sa stt che esso è libera risposta rola d ivi na che si di ce all ' uomo .
r , ffrirsi dt. D 10
l'\Of a " come motivo . d'1
il senso totale della propria esi-
stenza e della realtà cui questa
è correlata 19 • Fede è decisione
grazia concretamente ne va d a
l'uomo stesso, del suo -essere t
suo realizzarsi, del suo sal;ar ~I
al1 nso Il Vat I precisa , in form a
asse
0

di inciso · , che D 10• ne_c I a_


Il 1,' nec
e, resta ndo divina , gJi s i re nde
access ibi le. E se il m iste ro di Cd-
sto raggiu nge la sua p ienezza n el-
(l 'immensa acquisizione del Bult- Nulla è nell 'uomo che affondi p~\· fatlere potest. Son_o, in _ ~toco la la ri surrezione, in essa , segno su-
mann), è progetto. Ma in essi che la grazia le sue radici p tu set·enza e la verac1ta
. . d1vma
- ; ma premo e supremo oggetto della
l'uomo , rapportandosi a Dio, coin- ché nella grazia è' posto l'~o~r- ello che coshtmsce ,1 vero mo- fede, do bb iamo ri conoscere il mo-
volge totalmente e definitivamen- stesso. In questa linea ci paro d~o è il , porsi_ di g~esta scie!1za men to cu lmin a nte d i questo d ono
te gli altri , il mondo, ogni set- dobbiamo spiegare l'immanenze veracita a d1spos1z1one dell uo- dell a rivelazione di vina . In q uesta
tore della realtà . Solo in questa della grazia e della connatura!/ ~0- è il fatto della rivelazione di li nea s'interpreta il rappo rto r~
infinita dilatazione la fede rag- di rivelazione e fede: è quant~ Di~ appunto il suo donars i come illuminazion e interiore dello Sp i-
giunge la sua misura propria: è la sacra scrittura fonda presen. fondamento della solidità dell 'uo- rito e annuncio del vangelo , nel
atto del pensiero e della volontà , tando lo Spirito santo ' come dono mo, in quel~'ordine concreto _c~e quale il Cristo gJorioso si rende
in terno ed esterno, privato e pub- interiore dell'uomo, la testimo. trova in Cnsto la sua defimz10- presente non ad una stretta cer-
blico , si prospetta in questa vita ni~n:za jnterio~e, il sigillo dello ne come essenzialmente salvifico. ch ia di testimoni , ma a tutte le
terrena e d i là da essa, ha nel Spmto 2 . Ma m questa linea va Anche da questo punto di vista gen er azion i dei creden ti .
passato uno storico aggancio, che ancora riconosciuto che la rivela- del motivo, l'assenso di fede ac-
il presente attualizza, avvi andosi zione è rivelazione di Dio lo quista una _peculiarità che I~ di- XIII - LA LIBERTÀ DELLA F E-
ad un futuro il cui termine asso- Spirito nell'uomo è lo Spiritb di stingue radicalmente da ogm al- DE - Non dobbi amo insistere
lutamente ultimo è la parusia. Dio, quelli sui quali l'tioino nella tro tipo di assenso, col quale può molto sul cara ttere essenzialmente
fede si fonda sono motivi dìvini trovare qualche analogia, che l'as- libero della fede . dopo quanco
Xll - LA FE DE COME DONO - colui che incontra è Dio stesso'. senso di fede misura , senza po- abb iamo già de tto. e be n ella
Di o chi am a l'uomo, gli parla, che si aprirà pienamente nella- vi- terne essere misurato. E questo libertà trova il suo impreteribile
lo gu ida , lo salva: tutto in asso- sione, preparata e anticipata dalla vale per tutti gli aspetti essen- presupposto . Dono d i libenà è la
1ura e sov rana libertà e liberalità, fede 21 • Ancora la bibbia dichiara ziaii in esso rinvenibili : la sua redenzione di Cristo (Gal 5 .1 ):
c:he s: fa. verso l'uomo peccatore, il realizzarsi nella fede della no• traducibilità in discorso riflesso , la verità ci farà liberi (G v ,32 ).
misericor dia, perdono. L'interven- stra figliolanza divina. Il Cristo la sua oggettivabilità, la sua veri- Questo compon a che la fede non è
to di Dio è dunque dono , grazia. che è principio e testimone della tà, la sua certezza. Sono in gioco solo impiego della libenà . non la
Grazia è la rivelazione, la condi- fede , che ne costituisce il motivo la verità ·e la libertà stessa di preesige, la dona . o meglio, si
zione della fede, della sua possi- e l'oggetto, ne è dichiarato anche Dio. Ogni tentativo di sfuggire a costituisce come dono di libertà .
bilità. on che la libera azione il trascendente modello e la pie- queste condizioni, di sostituirle, di Fede è dunque liberazione . il
di Dio ponga una condizione pre- nezza sino al superamento, rap- attenuarle. ci pone fuori dal di- cui orizzonte è quello stess ui
via, cu i la fede succeda , ma pro- presentato dalla sua unità con scorso della fede, e rappresenta la fede è aperta: !"uomo . il m n-
duce la fede stessa, che , come ri- Dio, dalla sua figliolanza divina, una caduta dal Dio vivente al- do , Dio ; il cui momento negati-
sposta, si sa condizionata dall'in- Ma quello che la fede realizza in l'idolo, dalla verità della fede alla vo è rappresentato dal supera-
terpellazione, da quella posta e noi è la partecipazione a questa forza mistificatrice e mortificante mento di tu tto ciò che ha f unzi
donata. È ancora l'unità di fede e unità, a questa figliolanza. In que· dell'ideologia. Ma è ancora da ne oppressiva e morcìfi an te sul-
ri velazione. Né questo comporta sto senso parliamo di divinizza- questo punto di vista che risulta l'uomo e nel mondo : e quell po-
una determinazione di Dio passi- zio_n~ dell 'uomo, e di soprannatu- la ~ecessità della grazia. Il do- sitivo è il raggiungimento dell ·au-
vamente ricevuta : la grazia della rahta assoluta della rivelazione e narsi di Dio come fondamento tenticità dell"u om o. della su a rea-
ri velazione -si pone come libera della fede 22. ~omporta la divina abilitazione lizzazio ne . d ell'ordinamenm del
risposta dell 'uomo, il libero dono La riflessione teologica sui mo· ell'uomo a riconoscere ed acco- suo mondo. del p siti o rap p r to
di Dio è la libera decisione del- tivi della fede conferma e fonda gliere quest o stesso dono ; com- con Dio. A ncora una ol ta do b-
l'uomo. Solo per questo la fede u!teriormente queste afferrnazie>: Porta un 'attuazione delle radicali biamo libera rci d all"ipo te a che
può . essere intesa come un fon- nt. Intendiamo riferirci non at gossibilità dell'uomo , che solo grav a sulla n ostra tradizione e la
dar~t su Dio in modo del tutto motivi d i credibilità ma al mo· io può realizzare. Non s'è an- conduce ad un 'es tenuazione i.nce-
radt~ale, ~he non trova . giusti- tivo formale della · fede, che la cora chiarito tutt a via il modo rìoris tica della libertà. È. e ro : la
ficazione m nessun motivo in- rf.ncreto _col quale la parola di fe de gara ntisce al limite la possi-
tramondano. La grazia della fede
non v~ dunque intesa come un
tradizione_ cattolica riconos 7e ne~
la auctontas Dei revelant1s (D. al? o D10 che parla , st propone bilità suprem a della libe r tà, q uel-
3008) • Negativamente questo s1• d uomo. Questo avviene nel m~- la del ra ppo.r to con Dio. a nch e a
c,he dt ~?v~aggiunto a ciò che
l uomo g1a e, e già da sé ha at- gnifica che l'assenso di fede no~ bl· del segno , non già della credi-
1 ltà - insistiamo - ma ·della
chi è in ce ppi ; ma il car cer a to
non è la figura della libertà cr i-
ha come suo fondamento revt·
Fede 525 Fede

stiana e le possibilità estreme no~ strutturale della fede, non la meglio, non direttamente condi- saggio. JI riconoscimento della
sono 'rideale positivo. I frutti cede, non la segue, quasi 5P~e- 0. nato dall'adesione alla fede -
gliendosi da essa come da Cto. sua tutt'alterità non esclude bar-
della libertà cristiana, che il NT . · .,., movimetno· zd~oq· uella, Per questo lo si intende thianamente, ma esige, il confron-
riconosce soprattutto nell'amore mento .preltmmare . .e I Jido anc h e per I' uomo mcre-
. to con la struttura aprioristica
per il prossimo, non_ son~. rea~tà interno della fede volto nonnto d~lo, Ma la sua prima e fonda- dell'uomo, anche se, è ovvio, il
che possano chiudersi nell mteno- verità astratte, ad un messag .a mentale funzione è per il cre-
rità dell 'uomo , o essere rimandate dottrinale, ma alla parola di l
alla sua volontà salvifica; è asseio,
0
dente, per _il qua~e è esplicitazio-
confronto dichiara solo le condi-
zioni necessarie, non sufficien ti
ad altra vita , ma si esprimono . n- ne evoluzione riflessa della ra- del messaggio stesso. La differen-
già in questa visibilmente, con so come momento mteriore dei gi~nevolezza della fede , attuazio- za di questa impostazione , ri spetto
mondana efficacia, o non sono consenso, dell'a~cettazione· respon. ne della sua efficacia ad ogni li- a quella della trad izionale ap olo-
affatto; e se essi non sono, grave sabile. La ragionevolezza dell vello dell~ realtà umana - al getica , sta pre valen temente nel
pregiudizio si leva contro l'albero. fede va rigorosamente riportata: livello razionale, nel caso - , mo- carattere forma le della prima , in
In tal modo la liberazione umana questa luce interiore dell'atto di mento della rigenerazione che la opposizione all 'in teresse contenu-
integrale si fa dono e compito fede, costitutiva d'ognuno, e non grazia opera nell'uomo. tistico della seconda. Ma sottoli-
per il credente , come singolo e soltanto della fede dell'intellettua. nea anche l'esplicita coscienza
come comunità , come chiesa. La le. t aspetto della fede sempre XV - I PRAEAMBULA FIDE/ - della collocazione storica della fi-
chiesa , evento e istituzione di fe- attuato, non _pura possibilità di Rimandato .alla /teologia fonda- losofia della religione, che si vuo-
de, non può sottrarsi alla libertà attuazione. Questo tuttavia non mentale il discorso "sui" praeam- le non solo come coscien:za spe-
della fede senza negare se stessa . esclude che si possa ritornare sul. bula - la loro giustificazione culativo-trascendentale , ma come
Il suo di sinteresse o la sua oppo- la fede in modo riflesso, e che teologica - , accenniamo al di- prassiologia, inglobante la giusti-
sizione alla libertà e alla libera- nella riflessione si tematizzi quel- scorso "dei" praeambula - l'ese- ficazione del messaggio come for-
ùme dell'uomo - ed, al suo lo che precedentemente è stato cuzione del compito fondato dalla za storica, operau•:a, che si com-
imemo. del creden te - sono la vissuto e compreso in forma irri- teologia - , che abbiamo detto prova nella capacità di guidare
,u~ i ,credulità , il suo peccato; flessa. Non che si faccia propria- dover essere inquadrato nel ·conte- la storia alla costruzione di un
,,ella sressa mi sura che l'impegno mente oggetto di riflessione la sto della filosofia della religione, futuro umano e mondano. anti i-
r;e ;· :a libertà è il compimento del- parola di Dio nella sua assolu- cori la quale .parzialmente coinci- patore della speranza escatologica.
ia rn 2 funz ione di segnL' del Cri- tezza, ma la fede, come umana de. La · filosofia della / religione Nella sua impostazione concreta
risposta ed umana decisione di si presenta· oggi ·essenzialmente la filosofia della religione è er-
fronte alla parola di Dio 24 • come ricerca·· trascendentale aven- meneutica delle masse religiose :
XIV - JL CA R ATTERE INTEL- Possiamo articolare la riflessio- te per oggetto le masse della vita il fatto concreto della religione .
LETTUALE DELLA FEDE - Se ne che dalla fede trae origine, religiosa, e si svolge nel modo della fede , almeno presuntivamen-
la fede è opzione radicale del- giustificazione e in qualche modo della ricerca fondativa delle scien- te divine, in ogni caso compiute-
1'uomo, profondamente libera e il suo fondamento, in· due mo· ze dello ., spirito (Geisteswissen- si come forme storiche . Ed il pro-
responsabile, se essa è la deci- menti: il discorso dei praeambula schaften). Si tratta di individuare blema si pone in modo da non
sione più autenticamente umana, e la teologia in senso stretto. le condizioni di possibilità del poter limitare il proprio orizzon-
nella quale l'uomo si realizza e Propriamente teologico è il com· messagg-io, inteso come il farsi te all'ambito di una sola religione ,
si salva, se in essa l'uomo dà pito di definire se, in qual s~n_so presente di Dio nella storia del- sia pure quella considerata era.
senso a sé e al mondo, essa deve ed in quale misura, è possibile l'~omo., con l'impegno di tutte le Al cristiano lo impedisce la cer-
essere atto sensato, deve aver luce una fondazione razionale della dimensioni dell "ué>mo concreta- tezza della universalità della sal-
di comprensione, deve comportare 'f ede. t il discorso "sui" praean;· men te storico: - personale, sociale, vezza e la dottrina del cristia-
una dimensione intellettuale 23 • Ri- buia, che non deve e non puo, t~oretica (e dunque con esplicito nesimo anonimo, comportanti un '
sulta chiaramente dalla sacra scrit- per definizione, compiere qut~ riferimento alla conoscibilità del efficace presenza del messaggio
tura e particolarmente dal NT: la fondazione - il discorso " ei, messaggio), operativa. Donde la anche fuori dell'ambito feno-
fede è ubbidienza al comandamen- praeambula - , ma deve c051!· necessità di confronto e di rispo- menicamente cristiano. Ma una
to di Dio, accettazione della via tuirne autonomamente la passi· st~ ai problemi sollevati dalle filosofia della religione così in-
di salvezza da lui scelta come ac- bilità, il senso, il limite. Per qu~ scienze umane - analisi del lin- tesa deve fondare anche una
cettazione del messaggio di Dio sto carattere di giustificazio~~d r1,; g~aggio, ermeneutica, epistemolo- teologia della /croce, al cui oriz-
in Cristo, che il credente confessa zionale della fede il discorso e gia, psicologia sociologia del sa- zonte appaiono i temi della morte
come avvenimento. La fede im- praeambula - o apologetica la P~re, ecc. - ~ da tutte le posi-
z~oni teoretiche e pratiche che
dì Dio, della secolarizzazione.
Non è opposta alla teologia della
plica un sapere: sapere dell'av- viene in parte a coincidere conaie
venimento salvifico in Cristo, sa- direttamente o meno contestano la croce la teodicea sicura della sua
filosofia della religione, alla q~eo- possibilità di conoscere Dio, i suoi
pere di sé e del mondo come aggiunge il condizionamen~ pira Possibilità di compimento e di
coinvolti in questo avvenimento . accoglimento - le due cose con- attributi. ecc. Recuperiamo così il
logico sopra accennato. s ..,., discorso contenutistico, nel quale
Ma questo sapere è momento quindi al valore universale cretamente coincidono - del mes•
Fede
Fede 526
521
due temi si sono oggi di _nuovo della fede e delle proposizi . . ed imperativo; è un già e Dio stesso. An cora una volta in-
imposti, anche nella teologia pro- di fede. Ma un'altra consideon, uvo on-ancora; è pegno, possesso contriamo il divario tra fede cri-
testante, tradizionalmente ahen~
·
z10ne s •·impone. È no t a Ia d iverra.. ~n n eranza. Ma il suo futuro non sti ana e fed e filosofi ca di Jaspers.
dalla loro considerazione: quelh tà del concetto biblico di Ver'~~- li1 sP..... plice mondano futuro ; va Ma l'esse re tali eventi /ac ta D ei
rispetto a . quello a è se .., ' d d . . dà ad ess i un a dimen sione irri-
della cosiddetta teologia nat~r~le . hcui la tradi} <-IO. di là del mon an<;>, e ms1e~~
ducibil e all a sem p lice orizzonta-
e del Gesù storico . È possibile ne sco1ast1ca c1 a assuefatti al à l'apparire di ciò che è gta
affermare l'esistenza di Dio - è che, a sua volt~, ?~ un_ lato si è sar rso l'essere di ciò che è lità della storia, e trascendend ola
questo problema centrale -
partire dalla miseria umana , dal~
a distaccato dall,ongm~na conce.
zione greca dell aletheia, dall'altro
ff
11

fe
astat~- Possia~o mo~tiJ?licare
formule dialettiche, bibliche ~
la impegna com e fu tu ro . Quest?
interpreta la prin c ipialità del Cri-
l'umana indigenza, senza fare d1 ci giunge con a~cent_ua_zioni di . rappresentano lo sforzo d, sto la sua mediazi one nella c rea-
0 zio~e. Vale a d ire: l 'apparizione
Dio un " tappabuchi ", costretto chiaro stampo raz10naltstico-carte- ~ ~;tura del pensiero ad una real-
continuamente a ritirarsi di là siano. Così non possiamo acriti- ? che gli sfugge; altre volte sono terren a di Gesù è solo man ifesta-
dove giunge l'uomo con il suo camente assumere come misura 1· s_'è ap-
ita· giochi .ver b a 1·I nei. qua_, zione parz iale di questa princ i-
potere? Ma se si vuol sottolineare della verità della fede la adaequa- ta e corre sempre 11 nschto pialità, alla quale rimand a come
ga
la gratuità assoluta dell 'ipotesi di tio mentis ad rem per le sue ùn- di appagarsi tanta_ teo l og1~.
pa . C e~to a prin cip io suo e di ogni evento
Di o 25 , non si ca de in un arbitrio plicazioni intellettualistiche, per- è che la comprensione puo. vemre stori co ; come al primo che . s1
insign ifi ca nte per l'uomo e per ché la sua interpretazione origi. solo dal rigoroso 1:1-ant~mmento realizzerà complet amente n e ll ul-
il suo destino? Dove fi nisce il ca- naria è condizionata da una men- dei termini della dialettica reale tim o, attraverso la d istensione
rattere salvifico di Dio? Non di- talità c.osmocentrica, e quella più che caratterizza la realtà esca- temporale della storia. Qui v~
venia egli un lusso inutile? Cre- recente non è meno compromes- tologica. In quest'ordine va com- interpretata, con la presenza d 1
diamo che la soluzione si debba sa in senso soggettivistico. Manca presa la verità della fede e la sua Cri sto, quella del suo Spirito
ricercare a partire dalla distin- all'una e all'altra un'equilibrata certezza. La proposizione che la nella storia ; l'incarnazione ome
zione tra le necess ità ed i limiti comprensione del rapporto tra uo- esprime non può essere intesa co- assunzione di t:.::a nanira uma-
conc reti dell 'uomo , categorialmen- mo e mondo, tra intellectus e res. me . un ripiegarsi su ciò che è g~à, na non isol ata , m'.i soli dale on
re deté'rmina ti - il cui supera- Il concetto di realtà che ad essa non può essere pura retrospez10- tutto il mondo. È o ·esta o ggetti-
mento sì pone nell'ambito del soggiace è inoltre statico; astorico. ne, ma anche un proiettarsi ver- . vabilità che penne.tee alla f ed~
mondano. rinvenibile dall'uomo, Nella comprensione biblica, di so . il futuro, che il presente an- di esprimersi in p ro posizioni . ed
,,enza mi racoli sti ci interventi di contro, la verità della fede si pone ticipa, e per il quale è. In questo anche lo esige , perché la fede si a
Dio - , ed un bisogno più radi- anzitutto come luminosa non per senso possiamo dire che la verità pienamente umana. I prob lemi
caìe di ontologico fondamento, chi la consideri oggettivamente, della fede è la verità di un pro- che si presentano sono numer si
un 'apertura trascendentale, la pro- ma per chi l'assume in un impe- getto, che avrà nel futuro la sua e complessi r.. Entrano in gi o:
spettazione di un senso totale gno che compromette tutta la sua verifica· e la sua convalida: sem- la storicità di ogni proposiz:i ne
dell 'esistenza , cui nessuna monda- esistenza. Non è un assenso· che plicemente la sua verità; ed è umana, la sua verità, la sua rela-
na sol uzione o prospettazione pos- fonda una decisione, ma la deci- futuro che è dono di Dio e opera tività, il senso del d ogma ano-
sono soddi sfare. Si tratterà di mo- sione che offre il fondamento ade- dell'uomo. lico, la funzione del magiste
strare che qui è in gioco non una guato all'assenso. Non solo. Pos- ed altro ancora. Ci limi ù amo ad
forma di illusion e trascendentale, siamo dire che la realtà dichiarata XVII · - L'OGGETTIVAZIONE alcune osservazioni generai i.
ma l'originaria apertura a Dio, dalla fede, nella sua concrezione DELLA . FEDE - La fede è au- l . LE FOR M U LE DE LL\.. FEDE -
che è il presupposto stesso della suprema, non precede, ma si pone tenticamente oggettivabile sul fon- Ne abbiamo riconosciuta la ne-
fede, la quale trova in essa il fon- con la fede (sopra: /Fede, V). damento dell'azione di Dio nella cessità in funzione della onJes-
damento della sua coerenza con Se ulteriormente esaminiamo i ca· ~toria. Non è oggettivazione mi- sione, la possibilità a partire dal-
l'umano, e la condizione per la r~tteri di questa realtà, il divario tica dell'autocoscienza atemporale, l'oggettivabilicà della fede: donde
quale essa come atto autentica- s1 accentua ancor più radicabnen· metafisica, dell'uomo, e neppure se ne d efinisce il val re ed il
mente umano può porsi 26 • te. Non solo ci troviamo di fron· di un Dio che è signore della limite. Esse sono espressione og-
te ad una realtà storica, non iJJl• storia solo perché la trascende in- gettivante d "una realtà umano-
XVI - LA VERITÀ DELLA FE- mobile, ma di un ordine che sfug• finitamente o la fonda nella sua divina , e dunque rdarive ed ina-
DE - Il problema della verità ge alle categorie della nostra com· totalità, ma perché penetra in deguate. Loro fun zion e è di o r ien-
della fede va proposto in rap-
porto all'autentica concezione bi-
pren~ione mondana: è realtà ~se~: essa: _pone degli efTettivi eventi
st or!c,, attraverso i quali fa della
tare. di condurre all a realtà della
tolog1ca. Il suo segno è la r 1! 0 .1 fede, non la sono esse stesse: pos-
bl_ica della fede stessa, che non è rezione di Cristo che ne e 1 storia una storia di salvezza. Cri- sono e nunc iare ed interpre tare il
ne esclusivamente né principal- principio,· la sua 'attualità, su! 1a sto è il centro ed ìl culmine di mistero di Dio in Cr isto. ch e
~ente assenso dato a proposizioni . 10·
quale deve portarsi la proposiz .. ~u,esti ev e nti. La sua oggettivabi- sempre le trascende . Che dire
?' fede. Il che comporta che non ne che l'esprime è nascosta, e~tg Ita _storica è il modello della og- quando sono ridotte ad esangui
e Io stesso parlare della verità matica, non apparente; è indica· gettivabilità dei /acta Dei, e di formulazioni dottrinali . o pegg io
Fede
Fede 529
a pure formule verbali, devitaliz• distinzione tra decisione di f ·one critica che le scienze problema, non già privo di se~so,
zate, divenute insignificanti, o ed assenso intellettuale eh ede deraZl possono esercitare sull'og- ma da rinviarsi ad altro ambito .
motivo di fraintendimento? 'f: biamo proposto, tra il te: ~b- u_rn~ndella fede , sottoponendo ad La psicologia della religione of-
chiaro inoltre che non sono esse reale sul quale la fede si llline getto non esso direttamente, ma frirà altre dilucidazioni non solo
0
e le proposizioni riflessive cf tta esame . 1 1 ,
. )"nguaggto ne qua e s ~sprime,
. rispetto al nostro tema , ma anche
la misura ultima della verità o
dell'errore nella fede, dell'orto- esprimono sono ovviamente 10
che condizionano la compre e~1
t 11 fine di metterne in luce il ca- per tutte le forme nelle quali la
dimen sion e re ligiosa deJJ 'uom_o ,
dossia o eterodossia, della fede o al u!re eventua_lmen!e, mi_stificante
dell 'incredulità, anche se proprio ne: !:: la possi~ilità della test~o- ~a simbolico di venta nmosse e sviando dall 'autenticità, si attua m
qui possono e debbono esplicare cnsttano anonimo, o cristiano ~l alienate. forme mistificate e alienanti come
la loro funzione. Parallelamente progetto o di vocazione O alt in La critica marxista e freu- la magia, certe interpretazioni
la funzione della chiesa e delle che dir si voglia. ' ro d" ana ·d ella religione rappresen- della parapsicologia, ecc .
sue istanze gerarchiche e magi- t;no due modelli tipici - ma non
steriali non vanno limitate né XVIII - FEDE E SCIENZE unici - di un !a~ pr<;>ce?imento. XIX - FEDE E STORIA - Ab-
principalmente interpretate come UMANE - Il carattere storico eh I •risultati negativi cm gmngono, biamo ormai con insistenza sot-
istanze formali , in funzione delle compete alla fede come realt: rispetto alla. fe~e, possono. ess_ere tolineato il ·cara ttere storico della
proposizioni della fede , ma della concretamente umana, la rend da questa g1ud1catt come indica- fed e: storicità del soggetto cre-
testimonianza dell 'autentica fede come. atto_ del singolo · - e dun~ zione della loro insufficienza, ma dente ; storicità del suo oggetto e
cristiana , in tutte e nelle più pro- qu_e implicante una dimensione non necessariamente della loro fondament o, Cristo; D io ed il
fonde delle sue dimensioni. Allora ps1co~og1ca -,- ogge~t<;> della psi- inutilità; proprio al fine di libe- Logos che lo rivel a si presentane,
l'a utorità non si presenta più co- col~gia; _ come P?ss1b1lità di og- rare · la fede da sedimentazioni all 'uomo nella sua prop ria sto ·a .
me assolutismo e acriticità, ma getttvaz10ne e dt comunicazione eterogenee ed incompossibili ·con come grandezze storiche : è I "in-
e me garanzia e principio di li- - e dunque implicante una di- essa, e per misurarla concreta- carnazione. Ma abb iamo an he
bé'rtà; ed in questo può eserci- mensione sociale - oggetto della mente con quella cultura nella sottolineato la trascendenza d i
tai , u na mèdiazione tra fede e sociologia. Ma · è possibile a dette quale .,. essa è chiamata ad in- Cristo rispe tto al suo luogo _10-
,·.1or.cio moderno. carnarsi, e di fronte alla quale rico, e la trascendenza d i D io :-i-
scienze cogliere lo specifico della
2. !L C'RTSTJA1'.;0 " ANONIMO" fede? La risposta preesige la chia- - e questo non esclude un " con- spetto ad ogni storicizzazi one: la
L i formul a è di K. Rahner ed rificazione del rapporto tra reli- tro", bensì un irrelato " fuori" - loro principialità li pone come
e:r,- ime um: soluzione del pro- gione e fede. Se, infatti, ci si av- deve. presentarsi come possibilità assoluto fine e viceversa; ogni
bitm a dc:lia sai vezza per i non via ad un'identificazione delle di autenticit~ e di salvezza per affermazione protologica è insie-
crisi :ani e della funzione salvi- due, diventa pura reduplicazio- l'uomo. È possibile rinviare alla me escatologica e viceversa. 1n
fic a delle re ligioni non cristiane. ne, dopo quella della religione, psicologia della religione l'esame questo quacho , distesa tra proro-
La soluzi one proposta da Rahner la considerazione psico-sociologica dell'esigenza religiosa, o fede reli- logia e escatologia, si pone la
impegna tutta la sua compren- della fede. Se invece si tende ad giosa generale, rispetto alla quale fede come storia, per la quale è
sione teologica e filosofica, donde una distinzione per la quale la la fede. e la. religione concrete si necessario abbandonare certe di-
an~he la sua problematicità, sot- fede è disancorata dall'aggetti• pongcmo come attualizzazione e stinzioni che cristalJizzann mo-
tolineata dalle critiche ad essa sviluppa? 29 • La moderna psico- menti vitali della fede in unirà se-
vo e ricondotta all'inoggettivabile
rivolte 28 · Ma ciò che essa afferma l<;>gia si mostra a questo propo- parate, in sé concluse e irrelate .
come dottrina di fede non vuol della religione, la fede in sé resta
sottratta ad ogni possibilità di sito restia e reticente; e critica Ma non sono meno pericolose
e~ser più di quanto è detto nel aspramente chi, come Jung, ha certe distinzioni dialettiche solo
discorso di Paolo all'areopago considerazione scientifica, alla
Preteso di offri·r e una soluzione verbali, appaganti e pacificanti . e
(:',t l 7,22ss) . Si tratta quindi di quale si sottomette, per il suo c~-
del' 'problema. Si tratta infatti per alla fine mistificatorie . Storicità
ncon~scer~ _la possibilità di una r~ttere di oggettivazione, la reb· es~a di restare fedele alle esigen-
g1one. Se d'altra parte si vuol ed escatologicità della fede com-
fede imphc1ta, non riflessamente z~ metodològiche della disciplina, portano precise conseguenze. Ri-
consapevole di sé, eppure autenti- connotare nella fede il momento rrgorosamente ancorata all'osser•
soggettivo del riferirsi all'ogget· spetto al presente esigono che la
camente salvifica, in forza di un vazione del concreto comporta- fede prenda posizione di fronte
reale rapporto a Cristo e alla chie- to della fede stessa ci s'incontra lllento religioso, nel quale si co-
in un'altra difficoltà, proveniente alle nuove tendenze che sono an-

1:
sa. Fed~ che ha una sua dimensio- s!ata sia la possibilità dell 'areligio- date facendosi luce nel nostro
ne. s!on~a e sociale, della quale le
rehg1001 non-cristiane ( "Re] · .
da _quanto abbiamo detto a pr
pos1to della caratterizzazione de
btt~ senza pregiudizio dell 'equili-
1' riio psichico, sia una pratica re-
mondo. La fede non può chiudersi
ne /T I . / 1g10- la fede a partire dal suo oggetto, nelle forme e nelle formule acqui-
, eo ogia delle religioni) pos- ig osa che può condurre al sep- site e cercare in quelle una pre-
~f;~ . essere espressioni privile-
in ra)?porto alle altre forme
il quale, quando non sia inteso co·
me verità rimossa e alien~ta'.
)ellimento della domanda circa
1
senso ed il fine dell'esistenza
sunta sicurezza , a prezzo del suo
11 decadimento a forme di ideologia ,
dne . e quah . l'. esistenza
· credente sfugge alla determinazione sete~ u!Uana :IO, così che non si può vale a dire a forme di coscienza
e1 non cristiani si realizza. La t!fica e positiva. Diciamo po;;: giungere a soluzione del nostro inefficace o falsa. che ricopre, mi-
hva per far luogo ad una con
lS . Dìzionarin
Fede
530 531
Fede gote, la teologia e la sua arch eologia,
/a théologie paulinienne, Pari -
pacità d 'essere per l'uomo 1111 • d~11i5961, J35 . . 20 R . Bultmann , Th eo - Fossano 1974. - 11 Pe r i rapporti tra
stificandolo, il reale, tradendone pulso vitale, di tradursi in en • fede e ideologia cf Metz e Vv . , Com-
g1 . 330s 429 ; W. Kasper, o. c.,
le esigenze e le aspirazioni, asser- ciati che concernano le esper·un. /o~1·ej"_", Alfaro, I. De la Potterie, cf pre nsione del m ondo nella fede ,
vendosi al potere dominante, del ' . . 1en. 79, . 21 Cf J . Alfaro, o. c., 190ss; 339ss; J. Mancini, T eologia ideologia
quale è espressione e giustifica- ze d e li uomo, 1 suoi problemi · . nota 11. · . 22 / vi 266ss. - 23 Cf I vi utopia, Brescia Querin iana 285ss ; K .
progett~ di str~ttura_zione ci'e1r [.453 ; w. Kasper' , o. c., 34-35,. R.'
ass1m- Ra hn e r , Nuovi saggi, J , Roma , E.di -
zione 31. L'accusa marxista alla
religione come oppio del popolo sua esistenza, m azioni effica ~ 45 1tmann, TWNT VI, 229 . 219; Id., zioni Paol ine 1968 , 95ss. - 12 Per il rap-
f,):eo/ogie ... , 426 ._ 327; K . Barth , Dog- porto tra c r istianesimo e utopia cf
trova qui il suo buon fondamen- pe~ la loro r~alizzazi~ne. I cara~'. I. Ma ncin i, o. c ., 467ss . K . R.ahner ,
tique I 221. L. Cerfaux, o. c.
to. Ma la fede cristiana non è ten necessanamente mdefiniti d.
questi progetti, l'impulso a pro'.
i~· _
1
¾ 2i J .' Alfaro, o. c., 425 . - 25 J .
Gonzalez-Ruiz, Il cristianesimo
o. c., 119ss; Concilium, 1969 , t69ss.
ideologia. Essa può accettare la BIBL. - F . Baumgar tel , H . B raun 3,
cedere sempre oltre ç>gni situa- ~ è un umanesimo, Assisi 19723,
provocazione del mondo, può pro-
muovere il suo confronto con es- zione già definita, la ricerca del- f
11 • 26 W. Kasper , o. c., 32ss. -
;, s 5Cf H. Kilng , Infallibile?, Brescia
A. A . van Ruler, H . Grass in RGG
Il, 1588-1611. - R . Schna.ckenburg , J .
so , con la sua nuova realtà, anche l'ideale avvicinano la fede cos' Tri.itsch , W . Pannenberg in LTK IV ,
• 9703, 164~s; _Aa. V". ·• Infallibile?, Ro-
se essa risulta ormai irriducibile mtesa a }}'utopia
• 32 , con la qualeI
1
rna, Ediz1O~1 Paolme _ 1?71: 115s~. :
913-928 . - M . Seckler in Dizionario
c~ndivide. anc~e. l'interesse per Cf ·A. Ròper, I cristiani anonimi, teologico I , Bre scia , Querinia na 1966,
alle categorie nelle quali la fede 28 637-661. In questi testi u lteriore bib l.
stessa , nel suo passato, l'aveva gh aspetti sociali e politici. Ma Brescia, Queriniana. 1_966. Nell'intro- - I. De la Potterie , Ges u V e ri ca, To-
l'essere fede autentica, mentre la duzione A. Ma,rranzm1 presenta una rino 1973. - W. Pannenberg , Il Cre-
interpretato. t l'accettazione del- bibl. vastissima delle opere di K. do , B rescia 1973 . - C. Molari , La
la povertà della fede , povertà es- garantisce dalla riduzione a sem- Rahner sul tema. H. _Kilng , Cristianità fede e il suo linguaggio, Assis i, C it-
senziale, alla quale però Dio stes- plici valori psicologici e sociali in minoranza, Brescia 1967, 50ss ; W. tadella 1972. - J . M . Pohier . R ice rche
le dà la certezza che l'avvenir~ Beinert in Mysterium salutis VII,29Bre- . di teologi.a e psicoanalis i, Assis i, C it -
so si offre come ricchezza, e so- scia, Queriniana 1974, 369. - Cf
lidità. Anche la coscienza di que- sarà ultimamente determinato da R. Aubert, o. c. , 6. - JO Cf A. Ver- tadella 1973 .
sta presenza divina rappresenta "colui che viene" ed essa at-
un pericolo per la fede: quello di tende. G . Bo/
identificarla con la forza delle sue Note - 1 M. Buber, Zwei Glaubens-
realizzazion i; di identificare il weisen, Zurigo 1950. Cf H. U. v. Bal-
fon damento divino con ciò che è thasar, Due modalità di fede in Spi-
ntus Creator, Brescia, Morcelliana
fo ndato e teneno , Dio con l'idolo. 1972, 73-78; W . Kasper, lntrodu ziane
Quando qu es ta povertà sia auten- alla fede, Brescia, Queriniana 1973,
ticamente accolta allora la fede si 94 ; I. De la Potterie, L'onction du
apre la vi a a nuove ed impreve- chrétien par la foi in Bi 40 ( 1959)
18. - 2 R . Bultmann in TWNT VI , 210.
dibil i realizzazioni dell 'esistenza - 3 R. Aubert, Le problème de l'ac-
cristiana. e diventa forza storica- te de foi, Lovanio 19583, 6. L'opera
mente fe conda, così che ad essa si è fondamentale per la storia della
ap re un nuovo futuro . Tanto è teologia della fede. - • Cf J . Alfaro,
Cristologia e antropologia, Assisi, Cit-
arbitrario voler predefinire il vol- tadella 1973. - s G. Ebeling, Das We-
to di questo futuro - affidato, sen des christlichen Glaubens, Mo-
oltre che alle componenti neces- naco 19673, 17ss . . - 6 G. Ebeling, Pa-7
sitanti della storia, alla libertà rola e fede, Milano 1974, 78ss. -
W. Kasper, o. c., 56ss. - s Cf K.
d_ell'u_o1:10 ed ai disegni della gra- Jaspers , Der philosophische Glaube
~1a d1vma - altrettanto è sicuro angesichts der Offenbarung, Monaco
11 permanere, in una inesausta 1963. - 9 Cf K. Kerenyi in Aa. Vv. , Er-
varietà di forme, della fede come meneutica e tradizione, Padova 1962,
129ss .; H . G. Gadamer, Verità e me-
salvezza del mondo e della storia todo, Milano 1972. . 10 Cf J . Alfaro,
total~ .. ~-a questo dice ancora la o. c ., 156ss. - 11 Ivi, 424ss; I. De la
poss1b1lita ed il compito della Potterie, o. c., 12-69 . . 12 W. Kasper,
fede di trovare forme che possano o. c ., 109ss con bibl. . 1i J . Alfaro,
o. c., 445 . - 14 R. Bultmann, o. . c.,
pro~orla .come interpellazione au- 221. · 15 lvi, 219s; 229 . . 16 F. Arn1ot,
tentica d1 Dio agli uomini di ogni Les idées maitresses de St Paul, Pa-
epoca e di ogni cultura, senza rigi 1959, 115; P. Bénoit , Exégèse et
svaluta_re nessuna delle sue con- théologie, Parigi 1961 , I, 151-156; _R,
Bultmann , Theologie des NT, Tubir•-
c~et~ incarnazioni, senza asser- ga, Mohr 1958, 325 . . 11 Cf R . AU·
v!r~1 a nessuna di esse. Autenti- b~rt , _o. c ., VII; P. Parente, Te01~;
c1ta de~la__f:de significa dunque gia viva, Roma 1955 II 27lss. ·
P . Parente, ivi, 240~s; 'w. Kasper,
la po~s1b~hta di fare storia nel o. c., 85ss . - 19 R . Bultmann, The •
0
senso md1cato ed anche come ca- logie ... , 494; L. Cerfaux, Le chréttel1

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