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Questione terminologica sulla parola calice

Per comprendere la questione terminologica della parola “calice” è bene fare una
panoramica nelle lingue semitiche, di quali siano le parole usate per indicarlo, se ce
ne siano di più se ci siano delle sfumature.
Si potrebbe ipotizzare anche un certo legame con alcuni verbi che ne potrebbero
arricchire la sfumatura. Ciò si può fare anche in riferimento alla parola latina calix e
un riferimento al greco ποτήριον.
In Nell’AT ci sono diversi modi per esprimere la parola “calice”, quello più comune è
la parola “‫”כּוֹס‬. Si potrebbe ipotizzare un legame con il verbo “‫”כּ ַָסה‬,
ָ cioè “coprire”,
“perdonare”, “seppellire” ha, come concetto generico quello di coprire, sia in senso
fisico che in senso spirituale, può arrivare a indicare il dissimulare la propria
coscienza.
Tuttavia, “calice” può essere espresso anche da altri termini, che sono molto meno
frequenti nella Bibbia.

Tra questi, abbiamo: “‫”כּפוֹר‬


ְ che indica “bicchiere”, “coppa”, “calice” e che lo
ritroviamo in Esd 1,10 e 1Cr 28,17. Nonostante che possa significare anche “brina”.
Anche qui abbiamo un’analogia con il verbo “‫”כּ ַפר‬
ָ che in campo profano significa
“indennizzare” mentre in quello cultuale indica “espiare”. Questa parola somiglia
anche alla parola “‫”כּ ָפר‬
ָ cioè “villaggio” da lì la parola “Cafarnaum”, può significare
“pece”, “bitume” (Gn 6,14) e anche “‫ ”כּ ֶֹפר‬indica “ligustro” e “riscatto”, “compenso”.

Un altro termine usato per indicare il calice o coppa è “�‫ ”גָ ִב ַי‬che si trova in Gn 44; ed
Es 25, 37 e Ger 35. Sembra che questo denoti proprio il calice con un gambo e una
pianta.

In Aramaico la parola “calice si esprime con il termine “‫ ”כס‬anche qui è ancora più
vicina la somiglianza con il verbo “coprire”, “nascondere”, “ignorare”, “essere
nascosto, “‫”כסי‬.

Per il greco vediamo che la LXX nelle traduzioni usa il termine “ποτήριον” che in
greco è un eufemismo