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Caro Marco,

trovo desolante che tu non abbia considerato le mie scuse sufficienti e che tu non concordi che la
soluzione migliore per entrambi sarebbe chiudere la faccenda e passare ad occuparci di altre cose.

Attualmente, in parecchi Paesi e regioni del mondo (di cui diversi in piena estate e con condizioni
climatiche simili a quelle siciliane) che hanno adottato restrizioni meno rigorose o che le hanno
levate troppo presto, il contagio risale spaventosamente e lascia la sua scia di sofferenza e di morte,
obbligando i loro leader (o almeno quelli che mettono la salute pubblica prima della politica) a
reintrodurre delle misure di lockdown.

In Sicilia stessa, la settimana dall’11 al 18 luglio sembra essere stata la peggiore da maggio a questa
parte, altro indizio che se il numero dei contaminati è rimasto così basso, non è stato grazie al clima
ma principalmente grazie alle misure draconiane applicate nella regione, dove, se errori sono stati
fatti, sono stati nel senso di un giustificabilissimo eccesso di prudenza.

In questo contesto, io resto sempre più scioccato che tu, andando contro il semplice buon senso,
possa continuare ad affermare di avere ragione, pur essendo incapace di dimostrare che senza le
misure che tu hai pubblicamente osteggiato ignorando il principio di massima precauzione che ogni
studioso coscienzioso dovrebbe applicare, i contagi in Sicilia sarebbero restati ugualmente così
limitati e che non ci sarebbe stato neanche un solo morto in più.

Evidentemente, continuiamo ad avere delle divergenze profonde su ciò che è corretto dal punto di
vista scientifico o accademico e ancora di più, tristemente, dal punto di vista deontologico, etico o
semplicemente civico.

Nella mia lettera del 14 maggio ho già espresso le mie scuse per i toni e le parole de me usate e, per
venire incontro alle tue richieste, potrei prendere in considerazione di dare maggiore diffusione a
tale lettera, sebbene non alle condizioni che tu pretendi1.

D’altra parte, fortunatamente è dai tempi dell’Inquisizione che le verità scientifiche non sono più
stabilite tramite la minaccia, il ricatto o l’estorsione.
Pertanto, se da un lato posso certamente giustificare le mie parole come tu lo richiedi (sebbene
ritenga di averlo già abbondantemente fatto), dall’altro non potrei « dare atto della [tua] correttezza
scientifica ed accademica » senza abiurare i fondamenti del metodo scientifico e tutta una serie di
principi in cui ho sempre creduto, incluso il mio diritto/dovere di semplice cittadino di usare tutti i
mezzi a mia disposizione per contrastare affermazioni arbitrarie che possono costituire un pericolo
per la popolazione, qualora le mie conoscenze mi permettano di individuarle.

A questo si aggiunge mio dovere, indicato come best practice per esempio nel Codice Deontologico
Della Professione Docente dell’ADI (Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani), « di non
tollerare, con il silenzio o l’indifferenza, comportamenti di colleghi che possano nuocere [...] alla
dignità della professione docente.»

Qualora dunque tu insistessi su questo aspetto, e con lo scopo di risponderti il più esaurientemente
possibile, ho cominciato a consultare un gruppo di scienziati e accademici – di diverse specialità e
affiliati a diverse università, inclusa UNIPA ed inclusa la tua facoltà, dove le tue esternazioni a tutto
campo sembrano sollevare delle perplessità – che condividono il mio punto di vista sia scientifico
che deontologico.

1 Non avrebbe senso per esempio pubblicare qualsiasi cosa su questo tema sul mio profilo Facebook. Visto che tu
sembri preoccupato dell’opinione dei tuoi seguaci e non dei miei, sarebbe piuttosto logico farlo sul tuo.
Bisognerebbe spiegare inoltre perché queste scuse vengono pubblicate, fornendo il contesto e le motivazioni.
Diversi di loro sono disposti a sostenere ufficialmente e pubblicamente le mie posizioni, ad
assistermi a “giustificare le mie parole” e ad illustrare perché certe tue affermazioni possano
considerarsi sbagliate dal punto di vista scientifico, scorrette dal punto di vista deontologico e
potenzialmente pericolose per la salute pubblica in una situazione di emergenza sanitaria nazionale.

Inoltre, per avere un ulteriore punto di vista da una parte terza, potrei proporti di fare analizzare i
tuoi post da un debunker scientifico di chiara fama come Enrico Bucci, creatore del sito
cattiviscienziati.com che probabilmente conoscerai di già.

Continuo ovviamente a ritenere che nessuna di queste tappe sarebbe necessaria, soprattutto dal
momento che i tuoi post sono già stati ampiamente commentati da numerosi esperti che ne hanno
già messo in evidenza i punti deboli.

Spero quindi ancora una volta che tu ne convenga e ti indirizzo i miei distinti saluti.

Roberto Mantaci

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