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INTRODUZIONE GENERALE

La prima edizione della serie moderna della Biblia Hebraica (BHK 1) apparve a Lipsia all'inizio del XX secolo,
nel 1906. Lungo il corso del secolo, sono state pubblicate nuove edizioni della Biblia Hebraica, edizioni che,
pur mantenendo la struttura fondamentale dell'edizione originale, introdussero tuttavia dei cambiamenti
dovuti allo sviluppo degli studi di critica testuale. Nel 1913, fu pubblicata, sempre a Lipsia, una seconda
edizione (BHK2), che differiva dalla prima solo per minime correzioni. La terza edizione (BHK 3) apparve a
Stoccarda tra il 1929 e il 1937, introducendo cambiamenti più significativi: un nuovo testo base (che
riproduceva il testo del codice di Leningrado al posto di quello di Jacob ben Hayyim [editore Bomberg,
1524-1525]), e un apparato critico completamente rifatto. La Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS, 1967-
1977), la quarta edizione della serie, seguì la BHK 3 nell'uso del codice di Leningrado come testo base, ma
introdusse una nuova presentazione della masora del manoscritto e un nuovo apparato critico.
Nel momento in cui il vecchio secolo cede il passo a quello nuovo, il crescente aumento di scoperte di
manoscritti (specialmente i Rotoli del Mar Morto), i progressi dell'intensa ricerca di decenni sulla
trasmissione del testo della Bibbia ebraica e i conseguenti cambiamenti nella nostra comprensione degli
obiettivi e dei limiti della critica testuale, giustificano una nuova edizione (la quinta), sulla linea della Biblia
Hebraica, che perciò può essere chiamata Biblia Hebraica Quinta (BHQ). Dal momento che questo è il primo
fascicolo della nuova edizione, ci sembra giusto offrire alcune spiegazioni sull'edizione, così da poterla
inquadrare relativamente alle precedenti.
Questa nuova edizione sorge per iniziativa delle Società Bibliche Unite e sotto l'egida della Società
Biblica di Germania, che è in special modo responsabile delle edizioni scientifiche, dentro le quali è inclusa
specificamente la Biblia Hebraica. La peculiarità della BHQ si configura attraverso due percorsi, quello della
Biblia Hebraica e quello dell'Hebrew Old Testamente Project delle Società Bibliche Unite.
Sono state molte le scelte cruciali, nei diversi stadi dello sviluppo della Biblia Hebraica, che diedero alla
serie una ben nota caratteristica, che ora continua in questa edizione. Fin dall'inizio, le edizioni della serie
furono pensate come edizioni manuali. Sempre, fin dall'inizio, come conseguenza di un'esplicita scelta di
Rudolf Kittel, l'edizione non offrì un testo eclettico della Bibbia ebraica, ma pubblicò un testo di una sola
edizione o manoscritto, provvisto di un apparato critico con una selezione di varianti e congetture volte a
emendare il testo, soprattutto quelle più significative per l'esegesi e la traduzione. Nelle prime due edizioni
si usò come testo base quello dell'edizione di Bomberg di Jacob ben Hayyim. A partire dalla terza edizione
(1937) si stampò come testo base, su iniziativa di Paul Kahle, il testo del codice EBP. I B 19a della Biblioteca
Nazionale Russa di San Pietroburgo (M L). Sempre Kahle insistette sull'importanza di stampare anche la
Masora magna e la Masora parva di ML come parte dell'edizione. Questo obiettivo fu raggiunto nella terza
edizione solo per quanto riguarda la Masora parva. Invece, per ciò che concerne la Masora magna, il
desiderio di Kahle fu esaudito per la prima volta nella quarta edizione della serie, la BHS. Quando
cominciarono ad apparire i Rotoli del Mar Morto, sulla fine degli anni Quaranta, la settima ristampa della
BHK3, grazie a Otto Eissfeld, incluse nell'apparato informazioni complete circa le varianti presenti in 1QIsa a
e 1QpHab. La BHQ continua questa tradizione in molti punti, anche se si corregge e si rinnova in altri.
Come le precedenti, questa edizione della Biblia Hebraica vuole essere una edizione manuale, a uso dei
professori, teologi, traduttori e studiosi che non sono necessariamente specialisti di critica testuale.
Considerato che manca ancora una editio critica maior, l'edizione dovrebbe essere lo stesso utile agli
specialisti di critica testuale, anche se non è indirizzata principalmente a loro. La Commissione Editoriale,
all'inizio del suo lavoro, considerò la possibilità di curare un'edizione di questo tipo, però giunse alla
conclusione che al momento attuale non era praticabile e, in ogni caso, non avrebbe soddisfatto ai bisogni
cui risponde la Biblia Hebraica. La Commissione spera vivamente che questa nuova edizione della Biblia
Hebraica possa contribuire alla pubblicazione finale di una editio critica maior.
Seguendo il modello delle precedenti, questa edizione apparirà inizialmente in fascicoli. Il presente
fascicolo, che contiene le Megilloth, è il primo. Ogni fascicolo dei libri biblici che si pubblicano offrirà le
seguenti sezioni:
- una introduzione;
- elenchi di sigle, simboli e abbreviazioni;
- un glossario delle abbreviazioni comuni usate nella Masora parva;
- il testo e la Masora completa di ML;
- l'apparato critico che registra le letture dei testimoni della trasmissione del testo;
- un commento su una selezione di casi dell'apparato critico, la traduzione della Masora magna e un
commento di casi difficili della Masora magna e parva.
Quando tutti i fascicoli saranno pubblicati, l'edizione uscirà in due volumi: il primo conterrà il testo, la
Masora e l'apparato critico insieme con l'introduzione, le sigle, i simboli e le abbreviazioni (cioè, un unico
volume secondo il modello abituale della BHK). Il secondo volume conterrà il commento testuale e la
traduzione delle note della Masora magna.
Questa nuova edizione della Biblia Hebraica segue il modello adottato nel 1937 nel presentare il testo di
un unico manoscritto di buona qualità come testo base e, relativamente ad esso, aggiungere un apparato
critico che offre i testimoni della trasmissione testuale. Si segue naturalmente la struttura scelta da Kittel
per l'edizione del 1906, anche se egli si servì del testo di Bomberg come testo base. La Commissione
Editoriale è perfettamente cosciente riguardo la discussione attuale sui vantaggi di una edizione di questo
genere di fronte a una edizione che presenti, a ragione, il cosiddetto testo eclettico. La Commissione preferì
mantenere la struttura storica delle varie edizioni della Biblia Hebraica per tre motivi. Primo: si pensò che
ancora non si conosce a sufficienza la storia e l'evoluzione del testo della Bibbia ebraica e le sue diverse
tradizioni testuali, in modo da offrire così una base solida per la ricostruzione di un testo eclettico. Secondo:
un'edizione che presenta un testo eclettico della Bibbia ebraica deve scegliere per la ricostruzione del testo
un momento particolare della sua evoluzione. Dal momento che non c'è consenso unanime riguardo lo
stadio più adeguato del testo che debba essere l'obiettivo di una tale ricostruzione, sembrò alla
Commissione che un'edizione, che sarà ampiamente usata dagli studiosi non specialisti, non dovrebbe
presentare come testo scelto una ricostruzione basata solo su una delle varie possibilità. Terzo: la
Commissione pensa che un testo eclettico debba basarsi sulla presentazione di tutte le varianti che si
incontrano nei testimoni che son giunti fino a noi. Una simile presentazione supera i limiti propri di una
edizione in un unico volume.