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Approvazione del processo verbale della seduta precedente

Il processo verbale della seduta di ieri è stato distribuito .


Vi sono osservazioni ?
Signor Presidente , lunedì ho fatto un richiamo al Regolamento in merito alle
dichiarazioni che , secondo la stampa britannica , la Presidente Fontaine avrebbe
rilasciato dopo essersi incontrata con Sua Maestà la regina Elisabetta II .
L ' onorevole Miller , un eurodeputato laburista britannico , ha ripetuto in questa
sede le affermazioni attribuite alla regina e non una volta soltanto , ma in ben
tre occasioni : lunedì , martedì e mercoledì .
Egli ha cercato di trascinare la regina in una controversia politica , servendosi
del nome di Sua Maestà per ottenere un meschino successo politico .
Signor Presidente , forse la Presidente Fontaine non ha familiarità con le norme di
protocollo che si applicano in queste circostanze in Gran Bretagna , ma l '
onorevole Miller non ha scusante alcuna .
Egli sa perfettamente che la regina è un Capo di stato senza poteri politici ; egli
sa perfettamente che per quasi cinquant ' anni lei ha evitato di farsi coinvolgere
in questioni politiche controverse ; egli sa perfettamente che la regina non può
venire in questo Parlamento per rettificare le affermazioni che le sono state
attribuite .
Il comportamento dell ' onorevole Miller costituisce è scandaloso .
Signor Presidente , sono orgoglioso della mia nazionalità britannica , ma oggi mi
vergogno di condividerla con quest ' uomo , che sembra ignorare ogni sentimento di
pudore e di rispetto .
L ' onorevole Miller è dunque totalmente privo di onore e dignità ?
Signor Presidente , come posso replicare a un attacco di tal fatta ?
Quando ho sollevato la questione lunedì , martedì e mercoledì ho chiesto all '
onorevole Helmer di esprimere un parere sull ' euro , ma finora egli si è ben
guardato dal raccogliere il mio invito .
Vorrei inoltre rilevare che , nel colloquio con Sua Maestà la regina , la
Presidente Fontaine ha posto alcune domande cui la regina ha risposto a nome del
proprio governo , che è un governo laburista .
Questo forse non piacerà all ' onorevole Helmer , ma mi duole dovergli ricordare
che le cose stanno proprio così .
Per concludere , onorevole Helmer : sono scozzese , sono britannico , ma sono anche
europeo e ne sono fiero .
Signor Presidente , approfitto di questo richiamo al Regolamento per intervenire in
qualità di presidente della delegazione per l ' America centrale e il Messico .
Come tutti sanno , signor Presidente , la scorsa domenica si sono tenute le
elezioni in Messico .
La delegazione da me presieduta , nell ' ambito della riunione tenuta oggi , ha
avuto l ' opportunità di discutere la relazione dei nostri colleghi che hanno
assistito a tali elezioni come osservatori in rappresentanza del Parlamento .
Signor Presidente , chiedo che la nostra risoluzione , di cui riceverà oggi il
testo completo , sia inviata alle autorità messicane dalla Presidente del
Parlamento .
Molto bene , onorevole Seguro .
Ne informerò senz ' altro la Presidente Fontaine .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , intervengo per segnalare un errore nel
processo verbale che è stato all ' origine di notevole malumore .
Del processo verbale fanno parte anche i testi approvati .
Ieri avevo fatto presente che la traduzione inglese dell ' articolo 6, paragrafo 3
della direttiva sulla lotta contro il riciclaggio di danaro , su cui abbiamo votato
, doveva essere corretta in conformità dell ' emendamento n . 26, poiché la
versione inglese è sbagliata .
Il testo inglese contiene infatti a metà del secondo paragrafo solo il riferimento
alla rappresentanza nel procedimento giudiziario , non quello alla consulenza
giuridica , che compare invece nel testo tedesco .
Si tratta , peraltro , di un punto di importanza decisiva per la direttiva e ,
poiché il gruppo di lavoro del Consiglio utilizza come testo base la versione
inglese , è assolutamente necessario apportarvi le dovute correzioni .
Avevo già segnalato il problema ai servizi linguistici durante la seduta della
commissione , ma in quell ' occasione si è deciso di non presentare un emendamento
in sede di commissione perché il testo originale è quello tedesco , essendo il
tedesco la lingua del relatore .
Ieri ho nuovamente segnalato il problema , dato che non era stato ancora risolto ,
e ora lo risegnalo per la terza volta !
Ritengo che i servizi del Parlamento dovrebbero prestare maggiore attenzione e cura
a simili aspetti , che rivestono importanza fondamentale . E ' inaccettabile che ,
nonostante le mie rimostranze di ieri , il processo verbale contenga tuttora l '
errore da me evidenziato !
La invito ad andare a fondo della questione e a far correggere la versione inglese
in questo punto decisivo , di grande rilevanza per la direttiva !
Certamente , onorevole Lehne .
Lei lo ha già chiarito molto bene ieri ; provvederemo senz ' altro a far apportare
la necessaria correzione .
Signor Presidente , ieri abbiamo ricevuto da parte del Vicepresidente aderente al
gruppo Verts / ALE una lettera di colore giallo alla quale erano attaccate delle
noci .
Nella missiva si afferma che occorre sostenere l ' esportazione dei prodotti di
Vanuatu , un paese del Pacifico in via di sviluppo .
Trovo che tale richiesta sia senz ' altro valida e seria e penso che la potrò
sostenere con piacere .
C ' è , però , un punto che non mi convince del tutto , dove il Vicepresidente
dichiara espressamente che l ' importazione di queste noci da parte dell ' Unione
europea è illegale .
Mi permetto d ' invitare il Vicepresidente in questione a chiarire come sia
avvenuta l ' importazione illegale delle noci da Vanuatu , visto che ce le ha
date !
Mi pare di vedere una contraddizione in questa vicenda e vorrei che egli ce la
spiegasse .
( Ilarità e applausi )
( Il Parlamento approva il processo verbale )
Benvenuto
Onorevoli colleghi , ho il grande piacere di porgere oggi il benvenuto alla
delegazione dell ' Assemblea federale svizzera , guidata dal suo presidente , l '
onorevole Marcel Sandoz , presente in tribuna d ' onore .
I membri della delegazione sono in visita qui a Strasburgo per incontrare i propri
interlocutori del Parlamento europeo in occasione del diciannovesimo incontro
interparlamentare Svizzera - Parlamento europeo .
Gli incontri sono iniziati ieri e proseguiranno nella giornata di oggi .
Fra i temi all ' ordine del giorno vi sono gli accordi bilaterali Unione europea -
Svizzera , gli sviluppi futuri della politica d ' integrazione svizzera , le
prospettive della Conferenza intergovernativa dell ' Unione europea e il processo
di ampliamento dell ' Unione europea stessa .
A nome di tutta la nostra Assemblea , auguro alla delegazione una proficua
partecipazione alle riunioni e un piacevole soggiorno in questa stupenda città di
Strasburgo .
Commissione per le petizioni -- Mediatore europeo
L ' ordine del giorno reca , in discussione congiunta , presentate a nome della
commissione per le petizioni , le seguenti relazioni :
( A5 - 0162 / 2000 ) , dell ' onorevole Lambert , sulle delibere della commissione
per le petizioni nell ' arco dell ' anno parlamentare 1999 - 2000 ;
( A5 - 0181 / 2000 ) , dell ' onorevole Thors , sulla relazione annuale di attività
del Mediatore europeo per l ' anno 1999 .
Signor Presidente , sono lieto che mi si offra l ' occasione di informare il
Parlamento europeo sui risultati del mio lavoro in qualità di Mediatore europeo per
il 1999 .
La relazione annuale per il 1999 riguarda l ' ultimo anno del primo mandato del
Mediatore europeo .
L ' anno scorso l ' ufficio del Mediatore ha ricevuto 1.577 denunce , con un
incremento di quasi il 15 percento rispetto alle 1372 del 1998 .
Il numero delle indagini avviate è passato dalle 171 del 1998 alle 206 del 1999,
registrando un aumento superiore al 20 percento .
La notorietà del Mediatore europeo sta crescendo . Inoltre il nostro ufficio riceve
una maggior quantità di denunce gravi che richiedono indagini approfondite .
Vi interesserà sapere che abbiamo osservato questa tendenza anche nell ' anno in
corso : nei primi sei mesi del 2000, il numero delle nuove indagini è salito del 32
percento rispetto allo stesso periodo del 1999 .
Tra le attività del Mediatore europeo , le indagini sono quelle che richiedono il
maggior impiego di risorse ; è quindi estremamente impegnativo far fronte a quest '
incremento cercando al contempo di mantenere la qualità del nostro lavoro e di
rispettare l ' obiettivo di concludere gran parte delle inchieste nel giro di un
anno .
Spero che il Parlamento europeo aiuti il Mediatore ad ottenere le risorse
necessarie per svolgere efficacemente la propria opera .
Più del 70 percento delle denunce da noi ricevute nel 1999 esulava dal mandato del
Mediatore europeo ; tale percentuale ha registrato addirittura un leggero aumento ,
probabilmente a causa del sempre maggiore numero di denunce che ci giungono per
posta elettronica .
Siamo più che disposti ad accettare denunce per posta elettronica , molte delle
quali riguardan. o riguardavan. casi concreti o presunti di cattiva amministrazione
.
Nel complesso , gran parte delle denunce inviate per posta elettronica è diretta
contro le autorità degli Stati membri .
L ' anno scorso , allorché si era in procinto di eleggere il Mediatore europeo ,
alcune voci critiche suggerirono di ampliare il suo mandato così da includere le
denunce contro gli Stati membri che riguardassero casi relativi alla normativa dell
' Unione europea .
Mi chiedo se costoro avessero ben compreso che ciò significherebbe accollare al
Mediatore europeo compiti attualmente di competenza della Commissione europea nella
sua veste di custode del Trattato e del Parlamento europeo nella sua veste di
istanza democratica alla quale i cittadini possono indirizzare petizioni .
Noi esaminiamo attentamente tutte le denunce che ci pervengono , soprattutto se
riguardano diritti sanciti dalla normativa comunitaria .
Nel 1999 siamo riusciti ad assistere il ricorrente o a trasmettere la denuncia all
' autorità competente all ' incirca nella metà dei casi ; di questi , 71 sono stati
inviati al Parlamento europeo perché li esaminasse come petizioni ; inoltre abbiamo
informato altri 142 ricorrenti del diritto di presentare una petizione al
Parlamento europeo .
In molti casi , delle denunce sporte contro enti od organismi nazionali , regionali
o locali si sarebbe potuto occupare efficacemente un Mediatore nazionale .
In ogni Stato membro dovrebbe esistere un ' autorità non giudiziaria in grado di
assistere i cittadini europei nelle controversie con l ' amministrazione degli
Stati membri relativamente ai diritti previsti dalla normativa comunitaria .
Quale sostenitore della sussidiarietà , sono convinto che la maniera più efficace
di raggiungere questo risultato sia lo sviluppo di una rete di cooperazione con
questi Mediatori e organismi analoghi come le commissioni per le petizioni .
Assieme al Mediatore francese , signor Stasi , abbiamo organizzato un seminario per
i Mediatori nazionali e gli organismi analoghi .
L ' onorevole Perry , primo vicepresidente della commissione per le petizioni , ha
rappresentato il Parlamento europeo nel corso del convegno svoltosi settembre 1999
a Parigi .
Un altro seminario è previsto a Bruxelles per il 2001, quando il Belgio assumerà la
Presidenza del Consiglio , in collaborazione con la Commissione e con i Mediatori
belgi a livello regionale e federale .
L ' anno scorso i Mediatori regionali e gli organismi analoghi sono stati invitati
a Firenze per una riunione cui era presente anche l ' onorevole Gemelli ,
presidente della commissione per le petizioni ; i Mediatori regionali e gli
organismi analoghi saranno anche invitati a Bruxelles l ' anno prossimo .
I Mediatori e gli organismi analoghi degli Stati membri hanno dimostrato un ' ampia
disponibilità a collaborare con il Mediatore europeo e sono fermamente convinto che
, cooperando con loro su basi paritarie , sarà possibile ottenere risultati
soddisfacenti per i cittadini europei .
Inizialmente si temeva che il Mediatore europeo non disponesse dei poteri
sufficienti per aiutare in maniera concreta i cittadini .
Questi timori si sono rivelati infondati , poiché le Istituzioni e le autorità
comunitarie hanno collaborato con il Mediatore .
Dall ' inizio della loro attività , esse sono riuscite a ricomporre più di 180
controversie con piena soddisfazione del ricorrente .
Per esempio , si sono occupate della corrispondenza inevasa , hanno effettuato i
dovuti pagamenti e annullato precedenti decisioni sfavorevoli .
Tutto ciò è indice di una tempestività e di una flessibilità superiori a quelle da
me sperimentate nei miei contatti con le amministrazioni nazionali .
Sessantadue di queste composizioni hanno avuto luogo lo scorso anno , riducendo il
margine d ' applicazione delle soluzioni amichevoli proposte dal Mediatore .
Abbiamo comunque ottenuto una soluzione amichevole nel 1999, per un caso in cui
Commissione e Consiglio hanno concordato che il ricorrente aveva diritto a ricevere
l ' importo dovutogli per il suo lavoro di coordinatore regionale dell ' Unione
europea addetto al monitoraggio delle elezioni palestinesi .
Qualora l ' Istituzione o l ' autorità interessata non risolvano direttamente i
casi di cattiva amministrazione , l ' unica alternativa che rimane al Mediatore è
quella di presentare una raccomandazione seguita , se necessario , da una relazione
speciale al Parlamento europeo .
Cinque anni fa , molti sostenevano che le Istituzioni e le autorità comunitarie non
prestavano la dovuta attenzione al Parlamento europeo .
Forse allora era così , ma la situazione è decisamente mutata a partire dal
Trattato di Amsterdam e dopo la caduta della Commissione Santer .
Nel 1999 abbiamo presentato dieci proposte di raccomandazioni .
In sette casi , l ' Istituzione interessata ha accettato le proposte in questione .
In due casi , il Mediatore ha inoltrato una relazione speciale al Parlamento
europeo .
Un caso è ancora pendente , dal momento che EUROPOL ha bisogno di più tempo per
garantire un maggior accesso del pubblico ai documenti , come previsto dalla
posposta di raccomandazione .
Credo che le attività del Mediatore europeo abbiano ormai raggiunto il livello che
si può esigere da un organismo nuovo , composto da 25 persone che operano in un
ambiente giuridico piuttosto complesso .
Stiamo ottenendo dei risultati per i cittadini europei e questo è ciò che importa .
Vorrei approfittare di quest ' occasione per ringraziare tutte le Istituzioni e le
autorità comunitarie per un altro anno di cooperazione costruttiva .
In particolare , mi rivolgo alla Commissione e al Commissario responsabile ,
signora De Palacio , ringraziandola per aver continuato l ' opera del suo
predecessore a favore di una cooperazione onesta e costruttiva con il Mediatore .
Desidero altresì esprimere il mio più sincero apprezzamento per la disponibilità e
la collaborazione offerte all ' Ufficio del Mediatore dalla commissione per le
petizioni e soprattutto dal suo vicepresidente , onorevole Gemelli . Infine vorrei
ringraziare la relatrice della commissione per le petizioni , onorevole Thors , per
la sua eccellente ed esaustiva relazione .
Vi ringrazio per l ' attenzione .
Signor Presidente , la relazione che presento questa mattina si compone di due
parti : l ' una riflette il lavoro svolto dalla commissione stessa , l ' altra l '
opera della onorevole Banotti , Mediatore del Parlamento per i rapimenti
transnazionali di minori .
Desidero quindi esprimere il mio personale apprezzamento per il lavoro del
Mediatore europeo Söderman .
Vorrei anche ringraziare la segreteria della commissione , soprattutto per la
ripartizione statistica che è stata effettuata e che , devo confessarlo , non è
opera mia .
Esorto i deputati che non hanno dimestichezza con la commissione per le petizioni a
leggere queste relazioni che potrebbero dimostrarsi utili per la loro opera a
favore di coloro che rappresentano .
Vorrei anche attirare l ' attenzione dei deputati sul sito che viene citato dalla
relazione e che è stato istituito nell ' ambito dell ' Iniziativa Europa in diretta
; esso potrebbe fornire informazioni utili e forse evitare la necessità di una
petizione o , al contrario , confermarne l ' opportunità come utile strumento .
Cresce la necessità di questo tipo di informazioni , poiché l ' opinione pubblica
acquista sempre maggiore consapevolezza dell ' importanza e del significato delle
iniziative prese a livello di Unione europea .
L ' obiettivo della commissione per le petizioni è di fornire un servizio valido ed
efficiente ai singoli cittadini dell ' Unione europea e alla società civile in
generale .
Qualunque individuo , cittadino , residente o gruppo può rivolgere petizioni al
Parlamento ogniqualvolta ritenga che il diritto o i principi della Comunità non
vengano applicati adeguatamente a qualsiasi livello .
L ' anno scorso abbiamo ricevuto 958 petizioni , 492 delle quali sono state
giudicate ricevibili .
Ne ricorderò soltanto due , per dimostrare l ' ampia gamma di argomenti e la
potenziale efficacia del meccanismo .
Una cittadina britannica è riuscita ad ottenere il riconoscimento della sua
precedente esperienza didattica da parte delle autorità francesi , il che
probabilmente influirà sul suo salario e sulle sue possibilità di carriera .
In un altro caso , una petizione presentata da un cittadino spagnolo , che agiva a
nome di un ' associazione ambientalista , ha dato avvio a una procedura di
violazione contro le autorità spagnole in relazione alla direttiva sugli habitat ,
causa frequente di denunce ( la direttiva , non le autorità ) , e ha prodotto
effetti durevoli a livello nazionale .
Casi di questo tipo forniscono un feedback importante al Parlamento europeo e alle
altre Istituzioni sulle modalità operative della nostra legislazione a favore ( o a
detrimento , secondo i casi ) degli individui e della società .
Non avremmo potuto svolgere il nostro lavoro in seno alla commissione in maniera
efficace senza il sostegno dei numerosi funzionari della Commissione che conducono
le indagini e , se necessario , promuovono procedure ; quindi vorrei porgere loro i
nostri più sentiti ringraziamenti .
Sappiamo che potremmo fornire un servizio più rapido ed efficace se gli Stati
membri rispondessero con altrettanto impegno alle richieste di informazioni e
spiegazioni .
In un caso di cui ci stiamo occupando , sono stati necessari 14 mesi perché una
lettera ottenesse risposta e non si tratta di un caso isolato .
Ecco perché raccomandiamo che alle riunioni della nostra commissione assistano il
Consiglio o un ' adeguata rappresentanza permanente , affinché possano comprendere
a fondo i problemi dei cittadini e rispondere efficacemente .
Se un rappresentante del Consiglio fosse presente in questo momento , vorrei
attirare la sua attenzione sui punti 8 e 10 della relazione .
La nostra commissione intende migliorare la qualità complessiva dei nostri
meccanismi di feedback ; nella relazione troverete alcune delle nostre idee , altre
compariranno in un ' altra relazione che sarà presentata dagli onorevoli Perry e
Keßler nel mese di settembre .
Proponiamo , come già abbiamo fatto l ' anno scorso , di realizzare una banca dati
così che gli autori delle petizioni e i deputati possano seguirne il corso ed
individuare gli eventuali problemi .
Confidiamo che le autorità competenti ne tengano conto quest ' anno e accolgano
questa proposta .
Ci sono vari punti che riguardano i nostri rapporti con le altre commissioni ;
chiediamo loro di contattare più spesso la commissione per le petizioni per
esprimere un ' opinione su alcuni settori di particolare interesse .
Vorremmo essere coinvolti nella preparazione di relazioni comuni su temi rilevanti
quali l ' ambiente , la previdenza sociale , la tutela dei consumatori , eccetera .
Vorremmo anche sfruttare l ' esperienza acquisita dai membri della nostra
commissione attraverso il loro lavoro in altre commissioni del Parlamento per
realizzare un sistema basato sulla centralità del relatore per temi specifici .
Desideriamo inoltre instaurare rapporti con le commissioni per le petizioni di
altri Stati membri , per favorire lo scambio di idee e la comprensione reciproca .
La nostra commissione ritiene che le petizioni rappresentino uno strumento prezioso
ed efficace per la democrazia , in quella che può spesso apparire un ' istituzione
remota e anonima .
Dobbiamo apprezzare questo meccanismo e sfruttare l ' esperienza di coloro che
rappresentiam. esperienza che emerge dalle loro petizion. per migliorare
globalmente il nostro lavoro .
Raccomando al Parlamento di approvare la relazione .
Signor Presidente , signora Commissario , signor Mediatore , la valutazione data
dal relatore e dalla commissione alla relazione del Mediatore europeo per il 199.
anno contraddistinto dalla crisi in seno alle Istituzioni dell ' Unione e da una
sfiducia generalizzata verso l ' amministrazione comunitari. è la seguente : i
cittadini legittimeranno l ' integrazione europea soltanto se si vedranno
riconosciuti diritti tali da consentire loro di partecipare a un dialogo politico
con le Istituzioni .
Il dialogo politico , tuttavia , non sarà un vero dialogo se i cittadini non
avranno diritto all ' informazione e accesso ai documenti desiderati , se le loro
opinioni non verranno tenute in considerazione , esaminate e prese sul serio .
Che cosa ha tutto ciò a che vedere con la missione del Mediatore ?
Secondo il relatore , tale missione consiste nell ' indagare sui casi di cattiva
amministrazione presso le Istituzioni e all ' interno degli organismi comunitari .
Su esortazione del Parlamento europeo , nella relazione per il 1997 il Mediatore
aveva fornito una definizione di " cattiva amministrazione " .
Si può parlare di cattiva amministrazione quando un ente pubblico omette di agire
in ottemperanza a norme o principi vincolanti per tale ente pubblico .
Nel precedente mandato del Mediatore , le Istituzioni hanno concordato l '
applicazione di tale definizione che rappresenta quindi , per il momento e per il
futuro , il punto di partenza dell ' attività del Mediatore .
Nella relazione la commissione sottolinea che questa definizione comunemente
accettata di " cattiva amministrazione " contempla anche il diritto di esaminare in
che modo le Istituzioni interpretino il diritto comunitario .
A prescindere dalla forma giuridica definitiva della Carta dei diritti fondamentali
, essa rappresenterà comunque un ' espressione delle comuni tradizioni
costituzionali degli Stati membri che l ' Unione è tenuta a rispettare in base all
' articolo 6 del Trattato , essendovi perciò tenuti anche gli organismi e le
Istituzioni comunitarie .
La commissione rileva inoltre che il Mediatore ha un importante ruolo da svolgere
per quanto concerne l ' applicazione della futura Carta dei diritti dei cittadini .
La nostra commissione ha inoltre espresso pieno sostegno a una Carta dei diritti
fondamentali che includa regole tali da conferire ai cittadini il diritto a una
buona amministrazione all ' interno dell ' Unione .
" Buona amministrazione " intesa come contrario di " cattiva amministrazione " .
Il diritto a una buona amministrazione , sia per quanto concerne la Carta di
diritti dei cittadini che per quanto concerne il codice di buona condotta chiesti
dal Parlamento e dal Mediatore , deve contemplare come minimo : il diritto di
essere ascoltati in relazione al proprio caso , il diritto di accesso agli atti ,
il diritto a una risposta celere da parte dell ' amministrazione , il diritto a una
risposta motivata .
Tutti questi aspetti hanno rivestito un ruolo fondamentale nel lavoro svolto dal
Mediatore .
Questi diritti rappresentano il presupposto di quella cittadinanza attiva di cui l
' Unione ha bisogno per poter riguadagnare la fiducia dei cittadini .
Sono questi diritti a far sì che la cittadinanza non sia passiva , ma attiva .
Una buona amministrazione può gettare le basi per una cittadinanza attiva , mentre
una cattiva amministrazione può minarle .
Quali sono le categorie più comuni di denunce presentate al Mediatore ?
Diniego di informazioni o informazioni incomplete , ritardi che si sarebbero potuti
evitare , discriminazioni , negazione del diritto alla difesa .
I cittadini chiedono un ' amministrazione adeguata , e chiedono di essere cittadini
attivi .
Queste sono le conseguenze che si traggono esaminando l ' oggetto delle sempre
crescenti denunce al Mediatore europeo .
Il Mediatore si è distinto per il suo operato a favore di una maggiore pubblicità
degli atti .
A tale proposito , è d ' uopo tributargli un grande elogio .
Diversi anni fa , un ' indagine avviata di propria iniziativa ha fatto sì che oggi
la maggior parte delle Istituzioni e degli organismi comunitari sia dotata di norme
concernenti l ' accesso del pubblico agli atti .
Il Mediatore ha proseguito instancabilmente il suo lavoro per assicurare una vera
trasparenza e per evitare che la riservatezza dei dati e la tutela della privacy
possano essere sfruttate per negare al pubblico la trasparenza .
Passo dopo passo , il Mediatore ha costruito il proprio lavoro adoperandosi per una
migliore amministrazione , conquistando la fiducia dei cittadini .
E ' inoltre importante la cooperazione instaurata con i Mediatori nazionali e , in
seguito , anche con i corrispondenti organismi dei paesi candidati .
Si tratta di un lavoro valido , che il Parlamento deve sostenere .
Ciò dovrebbe accadere mettendo a disposizione del Mediatore risorse sufficienti ,
cosicché egli possa svolgere le impegnative indagini imposte dal suo mandato .
Anche in futuro , quindi , dovremo appoggiare un Mediatore indipendente nelle sue
decisioni .
Rivolgo un sentito ringraziamento al Mediatore e al suo staff , nonché alla
segreteria della commissione per le petizioni , che , come sappiamo , lavora in
condizioni difficili .
Signor Presidente , la commissione per le petizioni del Parlamento europeo è un
organo particolare .
Infatti , come hanno giustamente sottolineato le due oratrici che mi hanno
preceduto , essa vaglia le denunce presentate da cittadini che vedono lesi i propri
diritti sanciti dalla cittadinanza dell ' Unione .
In qualità di relatore di un parere sul diritto di soggiorno , vorrei fare alcune
osservazioni sui particolari problemi che esistono in questo campo .
La libera circolazione delle persone è una delle libertà fondamentali che abbiamo
ottenuto grazie all ' integrazione europea .
Con la firma del Trattato di Maastricht è stato introdotto un diritto generale di
soggiorno di cui si può godere a condizione di possedere sufficienti mezzi di
sostentamento e di disporre di un ' adeguata tutela assicurativa sulle malattie .
La libertà di circolazione e il diritto di soggiorno possono essere limitati
soltanto in presenza di motivi di ordine pubblico , di sicurezza e di salute .
L ' esperienza della commissione per le petizioni dimostra che , nella pratica , l
' esercizio del diritto alla libera circolazione si scontra con numerose difficoltà
a causa di tre ordini di fattori : primo , la lentezza con cui le disposizioni del
diritto comunitario vengono attuate da parte degli uffici responsabili negli Stati
membri ; secondo , i problemi relativi all ' esercizio della professione legati al
riconoscimento di diplomi e titoli di studio ; terzo , la mancata applicazione
delle disposizioni in materia di previdenza sociale a causa , ad esempio , della
complessità dei moduli da riempire per poter ottenere il rimborso delle spese
mediche sostenute .
Un ' analisi delle procedure avviate per infrazione dei Trattati nel periodo 1996 -
1999 rivela che in 97 casi si è riscontrato un nesso diretto tra la petizione
presentata e la procedura di infrazione aperta dalla Corte di giustizia europea .
Purtroppo , il Consiglio dei ministri ignora spesso le comunicazioni inviategli
dalla commissione per le petizioni sulle gravi violazioni commesse dalle autorità
degli Stati membri contro il diritto comunitario , un fatto che testimonia dell '
atteggiamento negativo verso il diritto di petizione di cui godono i cittadini
europei .
In futuro , il Consiglio dovrebbe riservare la dovuta attenzione ai diritti dei
cittadini dell ' Unione .
Signor Presidente , il diritto di presentare petizioni e denunce non è un '
invenzione dei tempi moderni .
Già duemila anni fa i postulanti potevano esporre i propri problemi agli imperatori
romani .
Questo diritto , però , ha sempre corso il rischio di essere modificato , limitato
o abolito .
I postulanti di allora sono diventati gli emancipati cittadini europei di oggi .
Nessuna amministrazione e nessuna istituzione sono infallibili .
Molte petizioni denunciano incongruenze tra le disposizioni di legge e l '
integrazione europea .
Le petizioni sono quindi una cartina al tornasole dei rapporti tra il cittadino e
il legislatore .
Esse affrontano un ' ampia gamma di problematiche , che vanno dalla colonia di
criceti in un ' area industriale al divieto di utilizzare protesi al silicone fino
all ' introduzione di una tassa sugli automezzi pesanti .
Per quanto concerne il Mediatore europeo , il mio gruppo si congratula con lui per
il lavoro svolto nel 1999 .
Il merito del Mediatore Söderman è stato ed è quello di impegnarsi soprattutto per
assicurare una maggiore trasparenza ed apertura nelle amministrazioni europee .
Poiché la maggior parte delle denunce di competenza del Mediatore riguardano la
Commissione europea e sono motivate dall ' assenza di trasparenza , è necessario
adoperarsi per migliorare questa situazione .
A tal fine occorre garantire l ' accesso ai documenti non solo ai cittadini europei
, ma anche al Mediatore .
L ' utilizzo negli uffici delle nuove tecnologie non può essere una scusa per
impedire la trasparenza .
Dare ai cittadini risposte concrete e motivate significa creare un clima di fiducia
; un comportamento di segno contrario , invece , non solo ingenera sfiducia , ma fa
anche aumentare il numero di denunce da esaminare , il che comporta nuovi oneri .
Particolarmente lodevole è l ' iniziativa del Mediatore a favore di un codice di
buona condotta amministrativa .
Il cittadino ha il diritto fondamentale ad essere governato da un ' amministrazione
trasparente , responsabile e che operi in uno spirito di servizio , considerato che
è lui in quanto contribuente a finanziare l ' amministrazione .
Attribuisco grande importanza al ruolo indipendente svolto dal Mediatore europeo ,
che può fungere da esempio per l ' istituzione della figura del Mediatore nazionale
nei paesi candidati e nel mio Land , la Turingia .
Signor Presidente , signor Mediatore , i liberal. ed io in prima person. sono
orgogliosi del coraggio , dell ' attivismo e della determinazione del Mediatore .
E ' essenziale che esista una persona di tanta integrità , che ha avuto il coraggio
di battersi per la trasparenza e l ' apertura contro la cultura dell '
insabbiamento , del segreto e in alcuni casi , purtroppo , persino della frode e
della corruzione esistenti anche in seno alle Istituzioni europee .
Soltanto un ' amministrazione trasparente e aperta può guadagnarsi il sostegno dei
politici che lavorano qui e dei cittadini che rappresentano .
La linea portata avanti dal Mediatore gode di vasto consenso fra i cittadini di
tutti gli Stati membri .
E ' un dato di fatto incontrovertibile , come dimostrato in più relazioni
scientifiche internazionali , l ' incontestabile legame esistente fra elevato grado
di trasparenza e pubblicità nell ' amministrazione , da un lato , e basso livello
di corruzione , dall ' altro .
Anche il contrario è vero , ossia che un ' amministrazione chiusa e piena di
segreti tende a registrare un grado di corruzione più elevato .
Ciò vale anche per le Istituzioni europee .
Ecco perché è tanto importante disporre di un Mediatore indipendente e in grado di
agire in modo autonomo , senza alcun tipo di pressioni o di interessi che tentino
di influenzarne l ' operato .
Anche la crescente quota di denunce provenienti dai cittadini dimostra la necessità
di disporre di un Mediatore che agisca nell ' interesse dei cittadini .
L ' unica critica che è possibile rivolgere al Mediatore consiste nel fatto che
questa istituzione è purtroppo ancora poco conosciuta in troppi Stati membri e che
sono pochi i cittadini al corrente di questo diritto .
Ecco un aspetto sul quale , in futuro , ritengo che ci dovremo concentrare .
Per ricapitolare , il Mediatore svolge una funzione molto importante .
Mi congratulo con lui per il lavoro svolto nel corso dell ' anno e gli auguro buona
fortuna per il futuro .
Signor Presidente , signora Commissario , signor Mediatore , è forse bene ricordare
che soltanto un anno e mezzo fa in questa sede si è discusso sulla necessità o meno
della commissione per le petizioni .
Sono molto contenta di poter constatare che la commissione per le petizioni ha
nuovamente dimostrato di essere indispensabile , specie se vogliamo rafforzare la
posizione del cittadino nell ' Unione europea .
Spero proprio che l ' anno prossimo la commissione per le petizioni riuscirà ad
attuare una proficua cooperazione con le altre commissioni ; credo , infatti , che
possiamo elaborare relazioni comuni sulle problematiche più rilevanti .
Per quanto concerne il Mediatore , questi ha rinsaldato la propria posizione e
riconfermato la propria indipendenza ; il crescente numero di denunce è la
dimostrazione del fatto che i cittadini ne hanno scoperto l ' esistenza ; noi
parlamentari abbiamo spesso potuto indirizzare a lui i cittadini per ottenere una
risoluzione ai loro problemi .
In futuro ci occuperemo della questione legata alla pubblicità dei documenti ,
sulla quale abbiamo ottenuto valide informazioni dal Mediatore .
Signor Presidente , in un minuto si può dire molto poco , per cui sarà sintetica .
In primo luogo , vorrei esprimere la mia gratitudine alla relatrice Lambert per
aver accolto nel corso del dibattito tutte le nostre proposte .
Proprio per questo non sono stati neppure presentati emendamenti .
In secondo luogo , vorrei dire che , a questo punto , nessuno nutre dubbi sul fatto
che la commissione per le petizioni e il Mediatore europeo contribuiscano in
maniera assai importante a far rispettare il diritto comunitario .
Lo stiamo vedendo tutti i giorni in seno alla commissione per le petizioni .
Pertanto , anch ' io come la onorevole Hautala , sono estremamente lieta che la
commissione per le petizioni sia sopravvissuta ai tentativi di farla scomparire ,
dato che , oltre a chiedere il rispetto del diritto comunitario , essa è la
commissione più vicina ai cittadini .
E ' la commissione che rende le Istituzioni più visibili ai cittadini .
Probabilmente , il problema più rilevante è quello delle lunghe procedure che
seguono la denuncia presentata da un cittadino .
Un cittadino deve studiare il diritto comunitario per poter presentare una
petizione per poi vedere , mese dopo mese , come la risposta tardi ad arrivare .
Le petizioni più importanti riguardano argomenti sociali e relativi all '
ambiente , che sono i temi che più ci preoccupano .
Signor Presidente , in alcune occasion. e qui concludo - , quando si denuncia l '
espulsione di un cittadino oppure la distruzione di una zona naturale , la risposta
arriva a fatto compiuto , quando non c ' è più nulla da fare .
Lo snellimento delle procedure è pertanto una questione importante che la onorevole
Lambert ha saputo evidenziare .
Signor Presidente , i deputati radicali della Lista Bonino sosterranno le due
relazioni , così come apprezzano e sostengono il lavoro del Mediatore .
Ma al Mediatore vorremmo rivolgere una domanda precisa e puntuale in merito al
fatto che ancora non esiste la possibilità di presentare denunce utilizzando la
firma elettronica .
E ' un problema , questo , che secondo noi riguarda tutte le Istituzioni , anche
per quello che concerne il lavoro all ' interno del Parlamento , ma in
particolare , proprio perchè il Mediatore è impegnato e interessato acché ci sia la
massima attenzione verso il proprio lavoro , pensiamo che la firma elettronica ,
per quanto concerne il Mediatore , può essere il primo atto per introdurre l ' uso
di questo strumento all ' interno delle Istituzioni .
Vorrei solamente estrapolare un passaggio importante che è stato sottovalutato .
Il 77 percento delle denunce ricevibili concernono la Commissione .
Il Mediatore ci ha detto che quest ' anno non sono stati compiuti progressi nel
campo della trasparenza da parte della Commissione , trasparenza che è uno
strumento efficace contro la frode e la corruzione .
In particolare , il Presidente Prodi , il 7 dicembre 1999, si era impegnato a
trovare e a proporre delle soluzioni giuridiche e organizzative per dare ai
candidati ai concorsi , interni ed esterni , della Commissione la possibilità di
accedere ai propri elaborati d ' esame .
Vorremmo sapere dal Mediatore , così come ci ha ricordato che EUROPOL ha ancora
bisogno di tempo , se l ' impegno preso il 7 dicembre dal Presidente Prodi di
concedere l ' accesso agli elaborati per il 1 º luglio 2000, è di già operativo .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , dalla relazione annuale del Mediatore
europeo apprendo che il motivo principale per cui i cittadini presentano denunc.
come abbiamo testé udit. è la mancanza di trasparenza .
A quanto pare , non tutte le parti interessate sono consapevoli dell ' esistenza di
questo problema .
La Commissione ha presentato una proposta di regolamento sull ' accesso pubblico ai
documenti che lei , Mediatore Söderman , ha giustamente e pubblicamente criticato
in quanto non abbastanza ampia .
Abbiamo potuto leggere qualcosa al riguardo .
Da quale spirito sia mossa questa proposta si può evincere leggendo quanto
affermato dal Comitato di esperti indipendenti .
Nella seconda relazione è riportato che , cito , " ... la Commissione , come tutte
le istituzioni politiche , necessita di spazi per riflettere , al fine di definire
la sua politica prima che essa diventi di dominio pubblico , giacché una politica
fatta davanti all ' opinione pubblica è spesso una cattiva politica " .
Per me , nella mia veste di rappresentante dell ' opinione pubblica europea , un
simile approccio alle questioni inerenti alla trasparenza e alla politica in
generale è inaccettabile .
Pertanto , Mediatore Söderman , appoggio vivamente le sue critiche del tutto
giustificate !
Signor Presidente , vorrei porgere anch ' io le mie congratulazioni e i miei
ringraziamenti al Mediatore per la relazione che ha presentato quest ' anno ,
nonché alle onorevoli Thors e Lambert per le relazioni che hanno sottoposto al
Parlamento .
Tutte e tre le relazion. soprattutto quella del Mediator. sono la prova del lavoro
serio e attendibile che è stato svolto nel corso dell ' anno .
Certamente i cittadini europei hanno bisogno di qualcuno a cui rivolgersi se hanno
problemi con l ' amministrazione ; so che il signor Söderman è un Mediatore
affidabile .
Ne ho avuto la prova quando ho partecipato al seminario di Parigi ; è stato un
piacere constatare il rispetto di cui gode il Mediatore europeo presso i suoi
omologhi nazionali .
Da questo lato dell ' Emiciclo siamo convinti che il Mediatore debba avere tutti i
poteri di cui ha bisogno per adempiere le proprie responsabilità .
Per quanto riguarda l ' accesso ai documenti , riteniamo che le opinioni della
commissione per gli affari costituzionali siano indubbiamente importanti , ma ciò
non significa che nutriamo dubbi sul diritto del Mediatore di accedere ai documenti
; su questo punto , egli può contare sul nostro appoggio incondizionato .
E ' sorprendente pensare che soltanto lo scorso anno la commissione per le
petizioni si trovava in una situazione alquanto precaria ; la relazione della
onorevole Lambert illustra l ' eccellente opera svolta dalla commissione per le
petizioni .
Insieme al nostro presidente , onorevole Gemelli , stiamo cercando di rendere la
nostra commissione più efficace e più efficiente nel lavoro che svolge a nome dei
cittadini .
Una delle cose più importanti che presenteremo al Parlamento è un codice di buona
condotta amministrativa .
I cittadini e i funzionari delle Istituzioni sanno che cosa sia una condotta
ragionevole e quindi dispongono di standard a cui fare riferimento .
Infine vorrei ringraziare la Commissione per il sostegno offerto alla nostra
commissione , un sostegno valido e costante per tutto l ' anno .
Spero che anche durante la Presidenza francese otterremo lo stesso appoggio da
parte del Consiglio , appoggio che sfortunatamente ci è venuto a mancare in passato
.
Signor Presidente , anzitutto mi complimento con le due relatrici per le
interessanti osservazioni formulate .
Abbracciando sfere d ' attività sempre nuove , che ormai comprendono un ampio
spettro di interessi dei cittadini , l ' Unione europea si trasforma in un moderno
Leviatano , con gli inevitabili abusi che accompagnano qualsiasi strumento
amministrativo e che in certo qual modo tendono a essere più pericolosi di quelli a
livello di servizi nazionali .
La ragione di ciò è che i meccanismi di controllo non hanno seguito l ' evolversi
dell ' attività .
Esistono tre modi per scongiurare i pericoli derivanti dall ' esteso meccanismo
amministrativo dell ' Unione .
Il primo è rappresentato dal più diretto e frequente coinvolgimento del Parlamento
nel controllo delle singole attività degli organismi comunitari ; a tale proposito
si deve dare seguito alle proposte della relatrice , onorevole Thors , secondo cui
la Commissione dovrebbe includere nella relazione annuale sul diritto comunitario
una sezione in cui si esaminino le petizioni e le denunce , nonché elaborare un
accordo interistituzionale che porti ad un trattamento più rapido delle denunce .
Sviluppando il senso di queste proposte , direi che in futuro il Parlamento
dovrebbe dedicare più tempo a tali questioni che , ai fini della valorizzazione del
suo ruolo , sono importanti tanto quanto il suo diritto di partecipare alla
procedura di codecisione con il Consiglio .
Più in generale , è ormai tempo di affrontare la questione del controllo
parlamentare in un modo nuovo .
Il secondo modo è costituito dall ' adozione della Carta europea dei diritti
fondamentali , con valore vincolante , comprendente la tutela dei diritti per i
cittadini europei che potranno presentare direttamente le proprie rivendicazioni ;
si garantiranno così non solo i diritti procedurali , ma anche i diritti
sostanziali , che tuteleranno gli interessi dei cittadini in modo ragionevole e che
comprenderanno anche il diritto al risarcimento nel caso in cui tali interessi
vengano lesi .
L ' eventualità , già ventilata , di elaborare una Carta che sia una semplice
dichiarazione di intenti nuocerebbe indubbiamente alla credibilità dell ' Unione la
quale , pur dichiarando che la trasparenza dell ' operato delle sue Istituzioni
costituisce il suo scopo fondamentale e che l ' avvicinamento al cittadino europeo
è un elemento essenziale per la sua integrazione , evita di ammettere che questo
strumento fondamentale è imprescindibile per il conseguimento di detti obiettivi .
La terza via è rappresentata dal potenziamento e dal miglioramento del ruolo del
Mediatore , specie agevolandone l ' accesso a tutti i documenti per rendere
possibili le indagini .
Nel contempo , gli interessanti contenuti della sua relazione dovrebbero essere
oggetto di un attento studio e diventare il punto di partenza per le necessarie
riforme del funzionamento delle Istituzioni comunitarie .
Al Mediatore auguro di avere coraggio e di proseguire nella sua opera .
-- Signor Presidente , innanzitutto un ringraziamento al Mediatore europeo , signor
Söderman , alle due relatrici , l ' onorevole Lambert e l ' onorevole Thors , a
tutti i colleghi della commissione per le petizioni e al Segretariato .
La nostra premessa è costituita dalla convinzione che le Istituzioni siano
strumento al servizio dei cittadini e , quindi , la presunta violazione del diritto
del cittadino crea una crisi di fiducia verso le Istituzioni .
Oggi credo che abbiamo l ' esigenza della formazione di un contesto giuridico
complesso , complessivo , armonico e funzionale , quindi abbiamo anche l ' esigenza
di creare degli strumenti giurisdizionali : la Carta dei diritti , la formazione di
un corpus juris che crei un diritto penale , un diritto civile e un diritto
amministrativo , le procedure di accordo per il mutuo riconoscimento delle sentenze
degli Stati membri , l ' EUROPOL e gli accordi settoriali , la costituzione dell '
OLAF come strumento di accertamento delle violazioni del diritto , la probabile
creazione dell ' istituzione di un Procuratore europeo che dovrebbe essere l '
ufficio inquirente della Corte di giustizia , la distinzione tra l ' esercizio del
potere inquirente e del potere giudicante , la distinzione del profilo delle
responsabilità penali , civili e amministrative : tutte cose , queste , strumenti
che fanno progredire l ' Unione europea .
L ' accordo quadro di ieri è una pietra miliare in questo senso .
Un ' altra cosa vorremmo chiedere , in ultimo : che la commissione per le petizioni
possa dare , come Parlamento , in codecisione , l ' interpretazione autentica di
alcune sue decisioni , e poi la modifica dei Trattati , nel senso della
razionalizzazione di tutto il sistema giuridico e giurisdizionale e degli strumenti
in atto .
Signor Presidente , signor Mediatore , signora Commissario , onorevoli colleghi ,
ringrazio le relatrici per il loro lavoro proficuo , coscienzioso ed esauriente .
Il Mediatore controlla e risolve le controversie tra l ' autorità e coloro che vi
sono soggetti , che l ' anno scorso sono state quasi duemila .

Elencherò sette principi : quanto più estesa è un ' unione , tanto maggiore è l '
esigenza di apertura ; quanto più è recente , tanto maggiore è questa esigenza ;
quanto più è complessa , tanto maggiore è il bisogno di trasparenza ; quanto più è
informatizzata , tanto più aperta dev ' essere ; quanto più è istruita , tanto più
dev ' essere pubblica ; quanto più è multiculturale , tanto più è trasparente ;
quanto più è democratica , tanto più è aperta .
Siamo abituati a trovare istruzioni per l ' uso dappertutto e su tutti gli
apparecchi , persino sugli sbattitori da cucina ; i principi della buona
amministrazione , meritevolmente creati dal Mediatore , costituiscono le istruzioni
per l ' uso nei confronti dell ' euroburocrazia .
Diciamo pure la verità , queste istruzioni sono necessarie !
Non c ' è democrazia senza buona amministrazione ; pertanto il Trattato dell '
Unione europea deve assolutamente contenere i principi della buona
amministrazione .
Vi è ancora un aspetto importante : nella società dell ' informazione la pubblicità
dei documenti ufficiali e i principi relativi ad essi devono essere portati a un
livello ad essa corrispondente , con l ' aiuto delle nuove tecnologie ; in altre
parole , la denuncia si deve poter presentare tramite Internet e anche gli atti
precedenti e i relativi documenti devono essere disponibili in tempo reale .
Ritengo che abbiamo bisogno di una porta sulla rete per il Mediatore .
Grazie per il lavoro svolto !
Signor Presidente , in veste di membro della commissione per le petizioni , vorrei
porgere le mie congratulazioni alla onorevole Lambert per l ' ottima relazione e
ringrazio la Commissione europea per il prezioso contributo all ' esame delle
petizioni che riceviamo .
La petizione è un diritto riconosciuto ai cittadini europei e ai residenti dell '
Unione che consente loro di far valere i diritti garantiti dai Trattati .
Tuttavia pochi cittadini sono consapevoli di poter presentare una petizione .
Dai dossier che trattiamo si evince peraltro una scarsa conoscenza dei diritti
conferiti dalla cittadinanza europea , cosa che si traduc. purtropp. in un 50
percento di petizioni irricevibili .
Le petizioni ricevibili si riferiscono in particolare a problemi a livello di
libertà di circolazione , di stabilimento , di prestazioni di servizi , di
prestazioni sociali , di riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche , nonché a
problemi fiscali .
Si assiste inoltre ad un aumento delle petizioni collettive che vertono su temi
legati all ' ambiente ed è probabile che , con l ' ampliamento delle competenze
dell ' Unione , crescerà il numero di tali petizioni e degli ambiti trattati .
Per soddisfare le aspettative dei cittadini occorre una buona coesione tra
commissione per le petizioni , Istituzioni europee e amministrazioni nazionali .
E ' altresì necessario che le altre commissioni parlamentari tengano maggiormente
conto del lavoro della nostra commissione .
Il corretto esame delle petizioni risente della cronica assenza del Consiglio alle
riunioni .
Le amministrazioni nazionali sono infatti le prime ad applicare il diritto
comunitario ed è pertanto indispensabile che esse lavorino in linea con le
Istituzioni europee , in particolar modo Parlamento e Commissione .
La commissione per le petizioni deve attendere tropp. a volte perfino molti ann. le
risposte delle amministrazioni nazionali .
Siamo pienamente consapevoli dell ' entità del compito e delle difficoltà da
superare .
E ' innegabile la mancanza di notorietà della commissione per le petizioni , il cui
lavoro è indispensabile per rafforzare il legame tra cittadini ed Unione europea .
Si devono inoltre consolidare le strutture e gli strumenti di tale commissione per
migliorare la sua efficacia e sarebbe auspicabile stabilire relazioni più strette
con le commissioni per le petizioni dei parlamenti nazionali .
Infine , un ' Europa più vicina ai cittadini costituisce uno dei punti di forza del
programma della Presidenza francese .
Il lavoro della nostra commissione rientra in tale quadro ; sta a noi tradurre in
pratica questa aspettativa .
Signor Presidente , questa mattina vorrei porgere il benvenuto al signor Söderman e
congratularmi con le onorevoli Lambert e Thors per le relazioni che hanno
presentato .
La situazione della nostra società è tale per cui , se governi e autorità potessero
fare a modo loro , farebbero volentieri a meno delle commissioni per le petizioni e
dei Mediatori ; per natura infatti tendono ad essere piuttosto reticenti .
Le suddette commissioni e i Mediatori esistono soltanto perché i cittadini e i loro
pubblici rappresentanti li richiedono e si ergono in loro difesa quando ci sono ;
di conseguenza , è importante che continuiamo a chiedere risorse adeguate sia per
la commissione per le petizioni che per l ' ufficio del Mediatore .
Negando loro tali risorse , infatti , ne limiteremmo l ' efficacia .
E ' una vergogna che il Parlamento riservi un simile trattamento alla commissione
per le petizioni , il collegamento diretto più importante di cui dispongono i
cittadini con questa Istituzione e con le altre Istituzioni dell ' Unione europea .
La commissione manca di un adeguato servizio di segreteria e viene trattata in
maniera abominevole per quanto riguarda le traduzioni , che sono in fondo alla
lista .
E ' un trattamento palesemente insufficiente .
Inviterei i rappresentanti della Commissione e del Consigli. se fossero qui , ma
essi ignorano la commissione per le petizioni , come pure il Parlamento - ,
chiederei loro di fornire le risorse necessarie a questi organismi per espletare il
loro compito .
La commissione per le petizioni in modo particolare è un importante meccanismo d '
accesso per i popoli d ' Europa , ed è quindi essenziale garantire che essa possa
svolgere la propria opera in maniera efficace .
Le due questioni più importanti di cui si occupa la commissione per le petizioni
sono il riconoscimento dei titoli di studio perché un cittadino possa lavorare in
altri Stati membri e l ' impatto ambientale dello sviluppo edilizio .
In particolare , vi è un diffuso timore che gli studi di impatto ambientale
previsti dalla normativa comunitaria vengano trattati come qualcosa di scarso
valore ; infatti vengono ignorati o comunque non vengono affrontati i problemi
reali. .
Signor Presidente , desidero congratularmi con Jacob Söderman per l ' ottimo lavoro
svolto , che ha condotto alla sua rielezione il 27 ottobre dello scorso anno .
Al contempo , desidero elogiare il Mediatore europeo per la sua relazione annuale ,
esemplare per chiarezza e completezza .
Dalla relazione emerge che è la Commissione il principale oggetto delle indagini
svolte , quasi nel 77 percento dei casi .
Certo , viene sottolineato come ciò dipenda soprattutto dal fatto che la
Commissione è l ' Istituzione che prende il maggior numero di decisioni
suscettibili di un impatto diretto sul cittadino .
Nell ' esposizione sulle singole denunce emerge comunque un insufficiente grado di
trasparenza .
La mancanza o il rifiuto di informazioni hanno rappresentato infatti la principale
causa delle denunce .
La trasparenza è importante per garantire al cittadino una maggiore possibilità di
incidere sul funzionamento dell ' Unione e per contrastare ogni tendenza alla
corruzione , alla frode e alle irregolarità .
Desidero far presente che nella relazione viene ribadito che tutte le Istituzioni e
gli organismi dell ' Unione dovranno dotarsi di un codice di buona condotta
amministrativa .
Esiste tuttavia il rischio , cui accenna la relazione del Mediatore , che detto
codice possa ricevere contenuti molto diversi a seconda delle Istituzioni e degli
organismi .
L ' aspetto delle pubbliche relazioni nell ' attività del Mediatore , già trattato
da altri oratori , non può in alcun caso essere sottovalutato .
Desidero concludere il mio intervento con alcune domande : quali conseguenze avrà
una Carta dei diritti fondamentali sul lavoro del Mediatore ?
Vi sono risorse a sufficienza per assicurare un lavoro eseguito correttamente ?
Quali sono le principali ragioni delle mancanze delle varie Istituzioni nei loro
rapporti con i cittadini ?
E ' la volontà che manca , sono le risorse a essere insufficienti oppure esiste una
burocrazia che impedisce e intralcia l ' evasione delle pratiche ?
Signor Presidente , in base alla relazione del Mediatore e alla relazione Thors si
può constatare che l ' istituzione del Mediatore ha rinsaldato la sua posizione .
La commissione apprezza l ' attività svolta da Jacob Söderman e anche i cittadini
hanno scoperto l ' esistenza del Mediatore .
I pilastri del lavoro del Mediatore sono l ' indipendenza e l ' apertura ; è giusto
sottolineare il significato della buona amministrazione per i cittadini e per l '
autorità dell ' Unione europea agli occhi dei cittadini ed è bene che la
commissione sostenga gli sforzi del Mediatore nell ' applicare le regole della
buona amministrazione .
Il principio della buona amministrazione sta per essere adottato anche nella Carta
dei diritti fondamentali in corso di preparazione .
Dalla relazione si evince che solo circa il 30 percento delle petizioni indirizzate
al Mediatore ricade nella sua sfera di competenza ; pertanto si deve ulteriormente
rinsaldare la cooperazione tra il Mediatore europeo e i suoi omologhi nazionali e
locali .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , è per me motivo di soddisfazione prendere
parte al dibattito di oggi insieme al Mediatore europeo Söderman , la cui opera al
servizio dei cittadini dell ' Unione è davvero importante e molto apprezzata dalla
Commissione .
La Commissione è consapevole che il cittadino dev ' essere sempre al centro delle
nostre preoccupazioni , perché è il cittadino il destinatario di tutte le nostre
attività e la giustificazione della nostra ragione d ' essere .
In questo senso , sia la commissione per le petizioni che il Mediatore europeo
svolgono un compito fondamental. a livelli diversi , con effetti divers. ed
essenziale per il miglioramento del funzionamento delle istituzioni .
La commissione per le petizioni si occupa delle preoccupazioni concrete dei
cittadini e come sottolinea la onorevole Lambert , con la quale mi congratulo
sinceramente per la relazione , le petizioni presentate al Parlamento illustrano i
problemi incontrati dai cittadini nei rapporti con le amministrazioni europee e
spesso anche nazionali , mettendo in rilievo allo stesso tempo le lacune
legislative che esistono a livello sia europeo sia nazionale .
Il Mediatore europeo , come afferma la onorevole Thors , che colgo l ' occasione
per ringraziare per la relazione , si occupa delle denunce contro le Istituzioni e
gli organismi dell ' Unione europea per inadempienze amministrative ; egli ci
sprona a migliorare la gestione e la qualità dei servizi segnalandoci i punti
deboli , che necessitano di miglioramenti e di maggiore attenzione .
Tuttavia , i primi a volere un ' amministrazione più efficace e trasparente siamo
proprio noi , i responsabili di questa amministrazione e in tal senso sono
benvenute le critiche rivolte ai nostri difetti .
Infatti soltanto conoscendo i difetti è possibile porvi rimedio .
E ' per questo , insisto , che per il buon funzionamento delle istituzioni
attribuiamo grande importanza al lavoro svolto sia dal Mediatore europeo sia dalla
commissione per le petizioni .
In riferimento alla relazione della onorevole Lambert , vorrei affrontare due
aspetti concreti .
Uno riguardante la cooperazione tra Istituzioni , indispensabile per migliorare il
funzionamento della commissione per le petizioni e la sua capacità d ' azione .
Vorrei esprimere la mia soddisfazione perché la relazione sottolinea il ruolo
costruttivo svolto dalla Commissione al momento di esaminare le petizioni e perché
lo considera complessivamente soddisfacente .
Essa ci dà una specie di approvazione di cui siamo grati , ma cercheremo di
migliorare .
Questo non è altro che un incentivo per arrivare ad un maggior impegno , un miglior
lavoro e una maggiore collaborazione .
In secondo luogo , la relazione propone una revisione delle procedure d ' esame
della commissione per le petizioni .
Ebbene , desidero dire che mi sembra magnifica l ' idea di raggruppare l ' esame
delle petizioni per argomento , affidare a relatori specializzati il compito di
esaminare tali petizioni nel dettaglio ed eventualmente di trarre conclusioni che
consentano di correggere i difetti , di prendere decisioni per risolvere eventuali
lacune dei testi legislativi o di contrastare effetti indesiderati di tali testi .
Allo stesso modo , la Commissione è disposta a prendere in considerazione la
revisione dell ' accordo interistituzionale con il Parlamento e il Consiglio sulla
presentazione delle petizioni che modifichi quello in vigore , risalente al 1989,
soprattutto in un ambito che ritengo fondamentale e che è stato segnalato da alcuni
oratori , ovvero il problema dei tempi di risposta .
E ' vero che , a volte , le nostre risposte si fanno attendere a lungo .
Non sempre la colpa va attribuita alla Commissione ; a volte dipendiamo dalle
risposte delle amministrazioni nazionali ; tuttavia è vero che in questo ambito
dobbiamo fare uno sforzo per migliorare e per poter contribuire in maniera ancora
più soddisfacente al lavoro della commissione .
Desidero sottolineare l ' importanza della collaborazione con altre amministrazioni
, collaborazione che vorremmo migliorare il più possibile .
La Commissione è aperta al dialogo sia con il Parlamento che con il Consiglio per
migliorare i tempi di risposta ed accrescere la trasparenza e la comunicazione con
il Parlamento e la commissione per le petizioni .
Riguardo alla relazione Thors , posso dire che concordiamo sulla necessità di
consolidare l ' indipendenza del Mediatore europeo come istituzione e di sostenere
la sua opera a favore della trasparenza e dell ' apertura .
Riteniamo che il principio della motivazione delle decisioni che riguardano i
cittadini sia essenziale e cerchiamo di applicarlo in maniera sistematica .
Inoltre , desidero aggiungere che accettiamo la definizione secondo cui si ha una
cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non agisce conformemente ad
una regola o a un principio a cui è vincolato .
Vorrei tuttavia dire che , come ha sottolineato assai bene Jacob Söderman , il
Mediatore europeo è un organo non giudiziario e pertanto non può mai sostituirsi
agli organi giudiziari .
I suoi compiti sono diversi da quelli dei tribunali .
Ritengo che sia importantissimo , nelle relazioni che si sviluppano tra Commissione
, Mediatore europeo e altre Istituzioni od organi , rispettare sistematicamente l '
equilibrio istituzionale definito nei Trattati .
E ' vero che la realtà , ogni giorno più importante , dell ' istituzione del
Mediatore europeo , che è un ' istituzione più giovane per alcuni aspetti rispetto
ad altre della struttura europea , richiede un certo tempo di maturazione affinché
i cittadini possano conoscerla .
Il Mediatore europeo , nella sua relazione , ha riferito che è stato registrato un
forte aumento delle denunce e delle indagini nel corso di quest ' ultimo anno e ciò
va attribuito ad una maggiore conoscenza dell ' istituzione da parte dei
cittadini .
E ' necessario un periodo di maturazione nei rapporti tra il Mediatore europeo e le
altre Istituzioni allo scopo di stabilire gli equilibri desiderati e risolvere le
tensioni logiche che possono esistere finché le cose non si avviino .
Devo dire , però , che finora la collaborazione tra Commissione e l ' istituzione
del Mediatore europeo e della persona che lo rappresenta , Jacob Söderman , è stata
magnifica .
Onorevoli deputati , vorrei sottolineare brevemente la positività di queste
Istituzioni , in quanto qualsiasi azione da parte di un ' amministrazione può in un
determinato momento mancare di trasparenza e di efficacia , può violare diritti
fondamentali o persino macchiarsi di corruzione .
Tuttavia , vorrei dire che non è possibile additare l ' amministrazione comunitaria
come particolarmente affetta da questi difetti .
Se la paragonassimo ad altre amministrazioni , ritengo che sosterrebbe assai bene
il confronto e che meriterebbe addirittura un bel voto .
Da ultimo , desidero rinnovare le mie congratulazioni al Mediatore europeo Söderman
per l ' attività svolta , per il consistente aumento dei suoi interventi e del suo
lavoro , per la sua collaborazione , a volte critica ; tuttavia è questa la sua
opera e la sua funzione e noi della Commissione così la interpretiamo .
L ' elaborazione di un codice di condotta applicabile ai rapporti dei funzionari
comunitari con i cittadini è una priorità ed è in questo senso che stanno lavorando
il Commissario Kinnock e la Commissione in generale .
Riguardo alle modifiche dello statuto del Mediatore europeo è la commissione
competente che , al momento opportuno , deve emettere un parere in conformità all '
articolo 195 del Trattato e quando il Parlamento prenderà l ' iniziativa
analizzeremo tutte le questioni pertinenti .
Onorevoli deputati , rinnovo ancora una volta le mie congratulazioni alle due
relatrici e colgo l ' occasione per esprimere la mia gratitudine al Mediatore
europeo Söderman per l ' ottimo lavoro svolto dalla sua posizione di indipendenza e
dal rigore del suo incarico .
, Mediatore . ( EN ) Signor Presidente , la ringrazio per avermi dato la parola :
ho così la possibilità di rispondere alle domande che sono state poste .
La domanda dell ' onorevole Turco riguardava il diritto di presentare denunce
utilizzando la posta elettronica ; l ' ufficio del Mediatore europeo riconosce
questa prassi ormai da qualche anno , poiché l ' onorevole Dell ' Alba ci ha
convinto dell ' importanza di questa opportunità .
Attualmente , circa il 20 percento delle denunce che riceviamo giungono per posta
elettronica ; se consultate il nostro sito , troverete un modulo che può essere
inviato direttamente per posta elettronica .
L ' onorevole Paasilinna ha parlato della possibilità di sviluppare il sito in tale
direzione ; abbiamo già accesso diretto a tutti i siti dei Mediatori regionali o
nazionali , ma ovviamente tutto ciò è suscettibile di ulteriori sviluppi .
La onorevole Raschhofer ha ricordato la proposta di regolamento sull ' accesso
pubblico ai documenti , una questione che è stata oggetto di dibattito ; vorrei
sottolineare che attualmente il documento è in discussione al Parlamento .
Il lavoro della commissione può cominciare .
Nei colloqui che ho avuto con il Presidente Prodi , egli mi ha detto che è disposto
a guardare con favore a tutte le proposte ragionevoli volte a migliorare tale
regolamento che , come ho detto , viene discusso in Parlamento .
La onorevole Malmström ci ha informato che alcuni Stati membri ignorano l '
esistenza dell ' ufficio del Mediatore ; purtroppo , se ci facessimo troppa
pubblicità , riceveremmo molte denunce che esulano dal nostro mandato .
Cerchiamo quindi d ' individuare quei cittadini che hanno problemi con le autorità
e le cui denunce sono motivate .
I deputati del Parlamento rappresentano un ' importante fonte di informazione per
molti cittadini ; sarei lieto se voleste collaborare con noi per far conoscere ai
cittadini la possibilità di presentare petizioni e denunce .
Grazie , signor Söderman .
La discussione è chiusa .
La votazione si svolgerà oggi , alle 12.00
Cielo unico europeo
L ' ordine del giorno reca la discussione sulla relazione ( A5 - 0141 / 2000 ) ,
presentata dall ' onorevole Atkins a nome della commissione per la politica
regionale , i trasporti e il turismo , sulla comunicazione della Commissione al
Consiglio e al Parlamento europeo relativa alla creazione del cielo unico europeo (
COM ( 1999 ) 61 .
C5 - 0085 / 200 .
2000 / 2053 ( COS ) ) .
Signor Presidente , ci riuniamo quando ormai la congestione dello spazio aereo ha
raggiunto livelli senza precedenti .
Secondo le statistiche , la percentuale dei ritardi di 15 minuti è aumentata dal
12,7 percento del 1991 al 30,3 percento del 1999 e continua a crescere .
Non siamo preoccupati soltanto per gli effetti della congestione in termini di
disagi e di implicazioni per la stabilità economica della nostra Unione ; quello
che ci preoccupa più di ogni altra cosa è che essa potrebbe pregiudicare la
sicurezza .
La carenza di controllori del traffico aereo è una realtà ed è una realtà la
carenza di investimenti nei sistemi di controllo del traffico aereo .
La domanda in materia di trasporto aereo cresce quasi giornalmente a causa del
basso costo dei biglietti , del desiderio della gente di andare all ' estero in
vacanza o per affari e della possibilità di concedersi una pausa di qualche giorno
senza doverci pensare troppo ; tutto questo aumenta la pressione sul traffico aereo
, e perciò dobbiamo congratularci con coloro che lavorano nel settore e
ringraziarli per quanto hanno fatto finora .
Purtroppo essi non riescon. e ciò non dipende soltanto da loro - a reggere la
pressione nel migliore dei modi ; abbiamo potuto sperimentarlo di recente , in
seguito ai ritardi provocati dallo sciopero che ha interessato la Francia .
Tutto ciò ha avuto un effetto deleterio sulla mobilità dei nostri cittadini , anche
in relazione ai costi economici , finanziari e sociali sostenuti dalle nostre
imprese e da diverse categorie colpite giornalmente da questi eventi .
Vorrei congratularmi con il Commissario , signora De Palacio , per aver sottoposto
la questione alla nostra commissione in questi termini , per la forza e il vigore
che essa ha mostrato , inizialmente , nell ' istituire il gruppo ad alto livello e
per la decisione con cui ha affrontato il problema .
La Commissione ha quindi contribuito in maniera sostanziale ad affrontare il
problema della saturazione dello spazio aereo .
Il Consiglio " trasporti " deve adottare una decisione politica per affrontare il
problema ; non possiamo rimandarla ; è necessario pensarci subito .
Abbiamo bisogno di un cielo unico che sovrasti il mercato unico , ma si deve
riconoscere che i singoli Stati hanno una propria opinione sul modo di affrontare
tale questione , soprattutto nella misura in cui essa influisce sul mantenimento
della forza lavoro e per quanto riguarda l ' uso dello spazio aereo nazionale a
scopi militari .
Lo spazio aereo militare e le violazioni che vi sono connesse in alcuni paesi sono
un altro punto che dobbiamo affrontare per quanto concerne non solo lo spazio
occupato dall ' aviazione militare , ma anche le violazioni dei corridoi aerei
civili da parte dall ' aviazione militare che non rispetta le prassi del trasporto
aereo civile .
Anche questo è un aspetto di cui dobbiamo occuparci .
Nella relazione ho propost. e la commissione si è in linea generale dichiarata d '
accord. che Eurocontrol diventi un ' autorità preposta alla regolamentazione
fornita di maggiori poteri , capace di imporre sanzioni più efficaci e che i
diretti interessati possano rivolgersi ad essa .
D ' altra parte , crediamo che l ' offerta di servizi nel settore del traffico
aereo debba essere aperta alla liberalizzazione e soggetta alle decisioni dei
singoli Stati .
I deputati sanno bene che nel Regno Unito abbiamo affrontato la questione
introducendo il principio della privatizzazione ; ciò può andar bene per noi , ma
non è necessariamente la soluzione più opportuna per tutti .
Sta ai singoli Stati decidere ; essi però devono affrontare il problema della
divisione tra regolamentazione del proprio spazio aereo e gestione dei servizi
aerei , che potrebbe essere offerta da una o più organizzazioni .
Siamo convinti che sia necessario fornire criteri obiettivi e indipendenti per la
gestione del sistema ; riteniamo ugualmente indispensabile offrire incentivi a
coloro che a tali criteri si adeguano , imponendo invece sanzioni a coloro che non
soddisfano gli standard auspicati .
Stimiamo opportuno compensare i passeggeri per i ritardi ingiustificati e crediamo
che i loro diritti in questi casi dovrebbero essere chiari e conosciuti .
Soprattutto desideriamo che il Commissario , signora De Palacio , faccia pression.
col nostro appoggi. sul Consiglio e sugli altri organismi ad esso associati
affinché adottino decisioni con urgenza .
Se c ' è una critica generale che è stata mossa alla relazione da parte dell '
industria , è che forse essa è poco audace o si muove troppo lentamente .
Non si può continuare così : è giunto il momento di affrontare la questione .
Signor Presidente , se me lo consente , vorrei esporre brevemente alcune
osservazioni in merito alla relazione in esame .
E ' evidente che l ' organizzazione del controllo aereo nei cieli europei dev '
essere totalmente rivista .
In tal senso l ' iniziativa della Commissione è encomiabile .
Tuttavia , anche se non si può negare che essa debba essere ripensata e che tutto
vada chiarito , ritengo che si debba diffidare di alcune delle idee esposte nelle
relazioni , nelle comunicazioni e negli interventi sul tema .
E ' altrettanto evidente che la frammentazione politica del cielo europeo non
corrisponde più alle esigenze tecniche e di mercato .
E ' con grande sorpresa che ho appreso che nell ' Europa d ' oggi sono ancora
essenzialmente le frontiere politiche a prevalere in materia di organizzazione del
controllo aereo .
Si deve creare uno spazio europeo del controllo aereo . Tuttavia tale spazio va
totalmente unificato ?
In base a quali criteri ? Le conclusioni della relazione suscitano molteplici
interrogativi .
A mio avviso è ovvio che il frazionamento del controllo aereo comporti alcuni
vantaggi . Il controllo aereo presuppone infatti una suddivisione del territorio ed
i limiti di sicurezza tecnic. così come i limiti uman. presuppongono che ciascun
controllore e ciascuna postazione di controllo abbiano un territorio limitato ed un
numero limitato di voli da seguire .
In tal senso , l ' organizzazione a maglie del territorio europeo deve essere
mantenuta e , in un certo senso , ampliata .
Sono pertanto favorevole ad aumentare i centri di controllo purché non si parli di
unificazione dell ' intero controllo , bensì di unificazione del sistema giuridico
e di unificazione tecnologica , poiché la relazione e l ' istruzione di tale
relazione hanno evidenziato la mancanza di una volontà europea.. .
( Il Presidente toglie la parola all ' oratore )
Signor Presidente , signora Vicepresidente , onorevoli colleghi , desidero innanzi
tutto ringraziare sentitamente l ' onorevole Atkins per l ' eccellente relazione
che ha preparato .
Egli si è impegnato a fondo non solo per commentare le proposte della Commissione ,
ma anche per indicare le linee da seguire .
Ritengo che sia giusto fare una netta distinzione tra la funzione regolamentatrice
e quella operativa , e ai punti 4 e 5 ribadiamo che noi , come Parlamento , abbiamo
deciso già due volte che la funzione regolamentatrice dev ' essere demandata all '
Unione europea .
Mi riallaccio così alle argomentazioni formulate dal precedente oratore .
E ' ovvio che occorre distinguere e specificare che nel settore operativo ci
possono essere diverse o anche molte società di servizi ; la funzione
regolamentatrice , però , deve restare di competenza dell ' Unione europea o ,
piuttosto , deve diventarlo .
Ma questo non è un problema .
L ' Unione europea conta oggi quindici Stati membri , mentre altri dodici hanno
chiesto di aderirvi .
Se si procede sin d ' ora in base al sistema dello Spazio economico europeo
fissando le regole comuni e poi interpellando i paesi candidati , questi ultimi
possono essere integrati .
Anche alla luce di ciò reputo giusto l ' approccio in base al quale la Commissione
europea , stante l ' attuale situazione relativamente alla funzione
regolamentatrice , debba riunire sotto Eurocontrol gli interessi di tutti gli Stati
membri .
Per quanto concerne la funzione regolamentatrice , abbiamo bisogno non di
frammentazione , ma di unità .
Rivolgo un pressante invito alla signora Commissario affinché sottoponga nuovamente
al gruppo di lavoro le proposte su cui il Parlamento delibererà oggi , e la
sollecito a proseguire nel suo impegno per condurre il gruppo di lavoro a risultati
validi e concreti .
Nutriamo grande stima per la Vicepresidente della Commissione , cui si deve l '
istituzione di questo gruppo composto da esperti civili e militari che lavora
alacremente , nonostante il persistere di qualche resistenza da parte di alcuni
paesi .
Formuliamo i nostri migliori auguri alla Vicepresidente , nell ' auspicio che in
ottobre possiamo disporre di un programma eccellente .
Signor Presidente , a nome del gruppo PSE vorrei innanzitutto compiacermi per l '
iniziativa della signora Commissario , di cui condividiamo gli obiettivi e
sosteniamo le finalità .
Lamentiamo però la mancanza di integrazione con le altre iniziative che ella
persegue , come risulta evidente dalla sua comunicazione .
Notiamo inoltre la mancanza di volontà politica in seno sia della Commissione sia
del Consiglio , sebbene valga la pena di ricordare che l ' iniziativa è stata
avviata nel giugno dello scorso anno dal Consiglio che ha chiesto al Commissario di
presentare la comunicazione in esame .
In effetti , nel marzo di quest ' anno , il Consiglio di Lisbona ha cercato di fare
dei progressi : progressi che , sono certo , noi tutti auspichiamo .
Inoltre il gruppo PSE sostiene e condivide la posizione del relatore , che ci
appare assai ponderata e con cui si materializza la sussidiarietà : a livello
europeo se necessario , a livello nazionale se possibile .
Vorrei quindi ringraziarlo per aver tenuto conto di molte delle nostre
preoccupazioni , soprattutto nel settore della sicurezza , che nella relazione
rappresenta la priorità fondamentale .
La principale preoccupazione del gruppo PSE riguarda il mancato approfondimento
della causa dei ritardi del traffico aereo : lo sviluppo incontrollato della
capacità degli aeroporti , la programmazione delle compagnie aeree , il
comportamento dei passeggeri , le infrastrutture aeroportuali e la carenza di
controllori , ricordata dal relatore .
Ci sta poi molto a cuore un principio fondamentale che sosteniamo e che dev '
essere ulteriormente sviluppato : quello della separazione dell ' attività di
regolamentazione da quella dei prestatori di servizi .
Questo dev ' essere un elemento chiave del nostro nuovo approccio .
Anche Eurocontrol dev ' essere riformato , rinnovato e rilanciato .
Il terzo principio che noi sosteniamo è la liberalizzazione , ma non la
privatizzazione ; infine vogliamo che queste proposte vengano sviluppate insieme
alla Autorità europea per la sicurezza aerea , di cui è stata proposta la creazione
.
Infatti , la sicurezza dev ' essere per noi una norma guida e sono certo che
diverrà il nostro principio ispiratore nei mesi a venire .
Tra il 1986 e il 1996 il traffico aereo in Europa è raddoppiato e raddoppierà
ancora nei prossimi dieci anni ; dobbiamo affrontare la questione con urgenza , ma
in maniera coerente .
Ciò che oggi gradiremmo sentire dalla signora Commissario è un programma che
definisca i tempi di attuazione per i mesi futuri .
Sappiamo tutti che quest ' estate le sale d ' aspetto degli aeroporti saranno
affollate di persone che chiederanno perché il loro volo è in ritardo , non di
pochi minuti , ma di ore .
Spero che oggi la signora Commissario possa presentarci un programma che ci dica
quando questi ritardi cesseranno .
Attendo con impazienza i suoi commenti e soprattutto mi auguro che informi il
Parlamento sulle conclusioni raggiunte la settimana scorsa dal Consiglio che ha
ricevuto la relazione interinale del gruppo ad alto livello .
Sollecito i colleghi ad approvare la proposta del relatore ed esorto la signora
Commissario a presentare un programma ben definito .
Signor Presidente , signora Commissario , onorevoli colleghi , penso che l '
onorevole Atkins abbia elaborato un ' ottima relazione , nella quale indica con
chiarezza la direzione che dobbiamo prendere in quanto ci troviamo in una
situazione paradossale in cui abbiamo un mercato unico per il trasporto aereo , ma
abbiamo un cielo diviso in maniera del tutto assurda .
Abbiamo già avuto modo di sentire alcuni colleghi che hanno descritto le
conseguenze di tale paradosso .
Se vogliamo uno spazio aereo unico , dobbiamo fare degli investimenti , come
sottolineato nella relazione .
Mancano migliaia di persone e occorre investire in infrastrutture tecniche .
Pertanto è evidente che bisogna reperire i fondi necessari .
Ciò significa anch. e penso che si tratti di un punto ancor più difficil. che si
devono adottare con grande rapidità decisioni politiche , che possono puntare in un
' unica direzione .
Noi dobbiamo affrontare la questione a livello europeo .
Siamo tutti concordi nel ritenere che gli Stati membri debbano finalmente decidere
che cosa fare .
Anche i servizi nazionali devono capire che hanno fatto il loro tempo , che
dobbiamo avere un servizio europeo e non più nazionale , perché questa è la causa
di tutti i mali , se così posso dire .
Naturalmente i servizi devono occupare una posizione di primo piano , perché il
controllo del trasporto aereo non è un settore a sé , ma rappresenta un servizio
offerto ad una compagnia aerea e ai suoi clienti .
Talvolta lo si dimentica e si pensa ad una cerchia ristretta di persone .
Quando parliamo di servizi su un mercato unico , ciò implica la fine dei monopoli e
significa che dobbiamo disporre di una normativa europea chiara , senza monopoli
nel campo dei servizi .
Siamo tutti d ' accordo su questo punto e mi auguro che potremo procedere a grandi
passi .
Un aspetto importante , sul quale ha già richiamato l ' attenzione l ' onorevole
Watts , è costituito dalla sicurezza . A tale proposito non si può fare alcune
concessione .
Signora Commissario , il punto essenzial. e penso che anche lei lo riconosca senza
problem. è che , quando in ottobre il gruppo ad alto livello pubblicherà le sue
conclusioni , lei presenti quanto prima delle proposte , che successivamente tutti
esercitino delle pressioni sul Consiglio , che gli Stati membri adottino le
decisioni che devono adottare e che queste si muovano nella direzione da noi già
indicata alcune volte in seno al Parlamento europeo e che ora è stata ribadita
nella relazione dell ' onorevole Atkins .
Signor Presidente , la relazione si occupa del problema dell ' aumento del traffico
aereo ; vorrei concentrarmi soltanto su un aspetto della relazione o , meglio , su
un ' importante omissione .
La relazione avanza alcune proposte , ma a mio avviso il problema principale sta
nel suo principio ispiratore , secondo il quale si può risolvere la congestione
liberalizzando il sistema di controllo e la gestione del traffico aereo .
Le opzioni che ci vengono offerte si concentrano su aspetti tecnici piuttosto che
sulle tendenze fondamentali .
Indubbiamente un cielo unico europeo renderebbe più efficiente l ' utilizzo dello
spazio aereo europeo e migliorando la gestione del traffico aereo aumenterebbe lo
spazio disponibile .
Anche la limitazione dello spazio aereo utilizzato dai trasporti militari sarebbe
un intervento significativo .
Nessuna di queste soluzioni tecniche potrà influire significativamente nel lungo
periodo se non affronteremo prima il problema fondamentale : la crescita
insostenibile del traffico aereo .
La relazione non riesce a collegare il problema della congestione con la riduzione
del traffico aereo , non accenna ad una strategia vitale .
E ' come se cercassimo di arrestare un allagamento cambiando posizione ai secchi
sotto il rubinetto senza considerare la possibilità di girare il rubinetto per
ridurre il flusso d ' acqua .
Consideriamo i fatti .
La recente relazione della Commissione ci ha già informato che la crescita del
settore aereo è insostenibile e dev ' essere arrestata e che nei prossimi 15 anni
si prevede il raddoppiamento del traffico aereo .
Ciò provocherà gravi problemi di congestione , ma anche ambientali. legati non solo
al rumore e l ' inquinamento che affliggono i residenti delle zone vicine agli
aeroporti , ma anche all ' impatto sul clima .
A livello mondiale , il trasporto aereo è già la fonte di emissioni di gas a
effetto serra in più rapida crescita ed entro il 2050 potrebbe ammontare al 15
percento .
Purtroppo la relazione non individua il collegamento vitale fra riduzione della
congestione e del traffico aereo e si lascia quindi sfuggire una grande occasione
per dare a questi problemi una risposta a lungo termine .
Signor Presidente , signora Commissario , ritengo che l ' espressione " cielo unico
europeo " sia ambigua , poiché è risaputo che il controllo aereo è già , di fatto ,
un ambito d ' attività europeo .
Esiste un controllo europeo dello spazio aereo con Eurocontrol ed esiste un ente
preposto , il Central Flow Management Unit , con sede a Bruxelles .
Il sistema non è perfetto , è vero , tuttavia esiste .
Si deve pertanto migliorare la situazione a partire dall ' ovvia constatazione che
i ritardi si sono accentuati e che , dato che il traffico tende a crescere , essi
aumenteranno ancor di più .
E ' ampiamente riconosciuto che i ritardi sono imputabili a molteplici cause ;
tuttavia ritengo che ci si trovi di fronte ad un ' offensiva tesa a presentare il
controllo aereo come l ' unico responsabile dei ritardi .
Sarebbe opportuno , credo , considerare anche molto di più i problemi riconducibili
ai diversi tipi di aerei , alle tipologie dei flussi , degli scali e delle
rotazioni , nonché i problemi che sussistono sul versante della difesa .
Ho l ' impressione che ci si lanci in una fuga in avanti con soluzioni in apparenza
ovvie , che però non tengono conto della specificità del controllo aereo .
L ' onorevole Zimeray lo diceva poc ' anzi : il tragitto di un aereo è frazionato
in spazi e quanto più il traffico è denso , tante più sono le divisioni in spazi .
La divisione in spazi corrisponde infatti alla capacità umana di controllare , di
gestire un determinato numero di aerei .
Pertanto , ritenere che vi sia un eccessivo numero di centri di controllo è , a mio
avviso , un ' assurdità .
Perché non sostenere allora che ci sono troppi aerei ?
Non vi sono neanche , che io sappia , posti di blocco del controllo aereo specifici
alle zone di frontiera .
La grande proposta che ci viene presentata per migliorare il traffico consiste nel
separare le funzioni di regolamentazione e di controllo .
Tuttavia qual è l ' interesse di tale misura ?
La necessità di riflettere su frazionamenti più appropriati è plausibile , ma non è
questo il contenuto della proposta .
La separazione delle funzioni condurrebbe alla liberalizzazione della fornitura dei
servizi del traffico aereo e alla creazione , come dice la relazione dell '
onorevole Atkins , di un mercato interno liberalizzato .
Parlare di controllo aereo non equivale a parlare di una compagnia aerea né di un
settore commerciale .
La sua principale funzione , non va dimenticato , è di garantire la sicurezza .
Credo pertanto che sia contrario alla sicurezza sottoporre gli organismi di
controllo o di certificazione degli aerei alla pressione dei mercati .
Va dunque preservata la capacità d ' investire in nuovi strumenti tecnologici e
nella formazione .
In Franci. e non pretendo di farne un modell. esiste una direzione generale che
gestisce tutto e , nel corso degli ultimi anni , ci sono stati investimenti ,
nonché assunzioni di controllori di volo .
Il sistema funziona .
In nome di cosa si vuole spezzare.. .
( Il Presidente toglie la parola all ' oratore )
Signor Presidente , la presente relazione parte da una constatazione ovvia ,
seppure molto sentita da noi parlamentari europei , che utilizziamo di frequente l
' aereo come mezzo di trasporto : quella che il cielo è sempre più congestionato a
causa della crescente domanda .
A questo eccesso di aerei corrisponde inevitabilmente un aumento dei ritardi , con
i conseguenti danni per i passeggeri , le imprese , le attività commerciali e il
turismo .
Come ha asserito il relatore , pensiamo che il trasporto aereo vada considerato un
sistema organico a cui fanno capo gli operatori , gli aeroporti e i servizi di
sicurezza aerea , i cui elementi sono direttamente interdipendenti e , pertanto ,
riteniamo che l ' unico modo per risolvere i problemi di capacità dello spazio
aereo consista nell ' avviare un ' analisi globale .
Ecco perché accogliamo con favore la creazione del gruppo ad alto livello composto
da rappresentanti civili e militari e presieduto dalla signora Commissario De
Palacio , che si occuperà di studiare la questione dei ritardi aerei al fine di
ridurre al minimo i problemi causati dal trasporto aereo e che dovrà presentare in
merito una relazione al Consiglio .
Da parte nostra , speriamo che la relazione si concentri sull ' elaborazione di
proposte fattibili e di soluzioni concrete , realistiche ed efficaci per una
soluzione del problema dei ritardi aerei in Europa e ci auguriamo che non vengano
presi in considerazione i suggerimenti polemici che contribuiscono poco o niente a
tale obiettivo , come ad esempio nel caso della difesa della libera concorrenza tra
prestatori di servizi di gestione del traffico aereo .
Non vediamo , infatti , quale sia il nesso tra questa pretesa liberalizzazione e la
questione dei ritardi , che occorre risolvere con urgenza .
D ' altro canto , siamo d ' accordo con il fatto che le soluzioni proposte devono
essere prese nel rispetto della sovranità nazionale degli Stati membri , limitando
l ' accentramento dell ' attività normativa alle materie strettamente necessarie ;
esse devono , inoltre , tutelare le esigenze particolari legati alla difesa e alle
necessità militari specifiche di ciascuno Stato , nonché rispettare gli impegni
sottoscritti da tutti in seno alle organizzazioni internazionali .
Ciò non significa che gli Stati non siano tenuti a rendere il più flessibile
possibile il transito degli aerei nello spazio aereo superiore e a trovare formule
di coordinamento più efficaci con le necessità operative di natura militare .
Anche il programma di gestione aerea europea , che mira ad ottenere il
coordinamento e l ' integrazione completa dei sistemi ATM su scala europea , dev '
essere approfondito nell ' ambito di Eurocontrol , visto che il problema non
risiede tanto nella divisione dello spazio aereo , che può essere giustificabile
dal punto di vista dell ' adeguamento del numero di aerei e di rotte sotto la
responsabilità di ogni controllore , quanto nell ' armonizzazione tecnica dei
sistemi ATM .
Signor Presidente , la relazione è pregevole : affronta un tema veramente delicato
e , direi , estremamente tecnico , ma il problema è essenzialmente politico .
E ' giusto allora auspicare un unico controllo del traffico aereo , quanto meno per
tutta l ' Unione europea , ovviamente includendo , anche per ragioni tecniche , la
Confederazione elvetica .
Questo è il punto fondamentale e questo permetterà di risolvere molti problemi ,
unitamente allo sviluppo della tecnica , e qui penso ai sistemi TCAS , ai sistemi
GPS , ai sistemi GNNS , che ovviamente favoriscono una più fluida scorrevolezza del
traffico aereo .
Vorrei concludere con qualche perplessità riguardo al principio di sussidiarietà :
è un principio fondamentale , però non sempre facile .
Proprio le regole del trasporto aereo , del traffico aereo sono forse le regole più
internazionali che esistano , insieme a quelle della navigazione marittima , e
quindi è difficile poi scendere nei particolari .
Un ' ultima cosa : vedo che la relazione punta soprattutto sui grandi vettori aerei
, le compagnie aeree .
Non dimentichiamo che esistono altri utilizzatori dello spazio aereo : gli aerotaxi
, le compagnie private e anche gli utenti privati degli aerei degli aeroclub .
Signor Presidente , signora Commissario , bisogna fare molta fatica per
conquistarsi un posticino sul mercato dei trasporti , di sicuro se vi è un ' aspra
concorrenza , se vi è un grande affollamento , se vi sono organizzazioni di
cooperazione a livello mondiale e se vi sono considerevoli voci di spese esterne .
Questa è la situazione in cui versa il settore del trasporto aereo .
Pertanto dobbiamo riflettere sul futuro del settore .
A mio giudizio , non possiamo accettare come un dato di fatto una crescita
illimitata .
E ' vero che determinati flussi di trasporto non possono essere espletati in altro
modo se non per via aerea , ma ciò non riguarda la stragrande maggioranza dei
casi .
La nostra politica si deve orientare su tale constatazione , il che richiede un
approccio di ampio respiro e investimenti mirati ed efficaci in modi di trasporto
alternativi .
Non siamo però ancora giunti a questo punto : lo sviluppo delle reti transeuropee
vive fasi altalenanti .
E ' indispensabile ricercare soluzioni alternative a breve termine .
Mi sembra soprattutto essenziale puntare allo sfruttamento ottimale dello spazio
esistente sia nei cieli sia negli aerei . Ciò richiede , come sottolineato dal
relatore , misure sotto il profilo personale ed organizzativo .
La creazione di un unico spazio aereo europeo ci darà per il momento sufficiente
respiro per poter configurare , partendo dalla situazione attuale , misure
strutturali per contrastare la crescita sfrenata del trasporto aereo .
Infatti è questo che dobbiamo fare , se vogliamo trasformare in realtà le
aspirazioni ad una politica dei trasporti sostenibile .
Non dobbiamo soltanto stimolare , ma anche imporre restrizioni , ove necessario .
Per il momento però il relatore offre alcuni spunti interessanti .
Non molliamo la presa , ma continuiamo a riflettere sul futuro del settore dei
trasporti e del trasporto aereo in particolare .
La relazione Atkins concerne uno degli ambiti più importanti tra le competenze
della signora Commissario De Palacio e del Parlamento europeo per i prossimi
quattro o cinque anni ; desidero quindi congratularmi con l ' onorevole Atkins per
l ' approccio adottato nella relazione in questione .
E ' ovvio che il problema è enorme .
Tenuto conto di tutti i voli , i ritardi sono passati dal 12,7 percento del 1991 al
30 percento del 1999 ed entro il 2010 i voli sono destinati a raddoppiare . Tutto
ciò ha come conseguenza perdite di tempo , danni economici , saturazione e
possibili rischi per la sicurezza .
Per quanto riguarda la gestione del traffico aereo , il sistema Eurcontrol si è
rivelato inadeguato .
In tale contesto è indispensabile necessario che la Vicepresidente , signora De
Palacio , proceda con fermezza , come ha fatto sinora , verso la creazione di un
cielo europeo veramente unico .
Abbandonando la loro giustificata preoccupazione per la gestione dello spazio aereo
, gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di guardare al futuro , superando i propri
confini e le necessità congiunturali .
Dobbiamo provvedere immediatamente alla definizione dei numerosi dettagli tecnici ,
come ad esempio i rapporti tra aviazione civile e militare .
Nel frattempo , però , i viaggiatori devono ottenere un risarcimento per i ritardi
delle compagnie aeree ed essere informati dei loro diritti .
Concludo l ' intervento ribadendo la posizione del Parlamento : al momento di
votare la relazione sulla CIG , abbiamo stabilito che il piano regolatore del
traffico aereo negli Stati membri debba passare all ' Unione .
Signor Presidente , desidero ringraziare l ' onorevole Atkins per la sua relazione
e anche per la sua disponibilità a collaborare per la stesura del documento non
solo con il mio gruppo , ma anche con gli altri .
Non ci sono dubbi : i ritardi causati dal controllo del traffico aereo sono un
problema , come risulta evidente visitando qualsiasi grande aeroporto in questo
periodo .
Mi dicono che il ritardo medio si aggira sui 20 minuti .
Per esperienza personale , dirò soltanto che qualcuno deve nutrire un ' avversione
particolare per l ' aeroporto di Manchester : infatti quando devo volare con Sabena
da Bruxelles a Manchester il ritardo è sempre ben superiore ai 20 minuti .
Posso dire con certezza che , per chi deve programmare un viaggio , l ' orario è
puramente indicativo .
Si tratta quindi di un problema che dobbiamo affrontare .
La relazione deve prendere in esame tutti le questioni relative al traffico aereo e
adottare un duplice approccio , come ha proposto la Commissione .
Non tutti i ritardi sono però dovuti ai controlli del traffico aereo .
Per le compagnie aeree è un ' ottima scusa scaricare la colpa dei ritardi sul
traffico aereo ; in aeroporto non c ' è mai nessun rappresentante dei controllori
del traffico aereo per dire che ciò non è vero .
Francamente , molti ritardi sono provocati dall ' inefficienza di alcune compagnie
aeree .
I passeggeri non si trovano : mi ha sempre stupito il gran numero di passeggeri che
manca all ' appello negli aeroporti .
Che cosa combina questa gente , mi chiedo !
Invariabilmente anche loro , al pari del traffico aereo , provocano ritardi .
La questione di Eurocontrol è importante ; siamo a favore del compromesso raggiunto
a questo proposito con il punto 8 .
Concordiamo inoltre sul fatto che i militari debbano cedere parte del loro spazio
aereo .
Infine ci sono alcuni emendamenti presentati dal gruppo TDI .
Sono particolarmente interessato all ' emendamento n .
24 ; posso soltanto presumere che il gruppo TDI debba.. .
( Il Presidente interrompe l ' oratore )
Signor Presidente , anch ' io vorrei ringraziare il relatore per l ' ottimo
lavoro .
L ' esperienza di lunedì scorso conferma che si tratta di una relazione
estremamente importante .
Molti parlamentari hanno impiegato persino quindici ore per arrivare qui a
Strasburgo in aereo : alcuni voli sono stati cancellati e molti erano in enorme
ritardo .
La situazione è davvero insostenibile : lo spazio aereo è congestionato , i voli
subiscono continui ritardi e i diritti dei passeggeri sono del tutto inesistenti .
La relazione propone alcune azioni giuste , che vanno attuate senza esitazione .
Non credo comunque che bastino , visto che si prevede il raddoppio del traffico
aereo nel prossimo decennio .
Alcuni voli brevi devono essere sostituiti dal servizio ferroviario , per riservare
spazio ai voli su distanze più lunghe , per i quali non ci sono alternative .
Le relazioni volte a migliorare la competitività del trasporto ferroviario sono
importantissime anche da questo punto di vista .
Si deve anche porre in evidenza la tassa sull ' ambiente prevista dai programmi sul
traffico aereo , affinché non gravi in maniera irragionevole sui voli a lungo
raggio e incoraggi a trasferire i voli brevi su linee ferroviarie .
Signor Presidente , signora Commissario , onorevoli colleghi , con la
globalizzazione abbiamo scoperto che , partendo dalla nostra città , gli aerei ci
portano in qualsiasi parte del mondo e ciò ci è piaciuto tanto che non possiamo più
vivere senza volare .
Tuttavia , così come ad un certo momento abbiamo scoperto che le città erano
congestionate a causa delle automobili , ora è lo spazio aereo che si sta
congestionando per via dell ' eccessivo traffico : si accumulano abitualmente
ritardi , le valigie si smarriscono e abbiamo dovuto sopportare qualsiasi tipo di
sciopero bianco e di agitazione sindacale .
Noi consumatori riteniamo che i nostri diritti vadano stabiliti e difesi e che
occorra gestire meglio le linee aeree , gli aeroporti , gli orari dei voli e il
controllo della navigazione aerea .
Tuttavia , pensiamo che occorra condividere maggiormente la sovranità aerea tra
tutti gli europei e che esista una vasta parte dello spazio aereo riservato che non
viene sfruttato socialmente come i tempi richiedono .
Per questo motivo , oltre a riformare Eurocontrol , ad aumentare il numero di
frequenze radio e ad applicare tecnologie migliori e nuove nella gestione del
traffico affinché possano trovare posto più corridoi aerei e più aerei , negli
attuali tempi di normalità è necessario che l ' aviazione commerciale civile possa
utilizzare gli spazi riservati , soprattutto alle quote o alle altitudini più
elevate , che di solito non sono molto usate dai militari .
I cittadini lo chiedono e credo che sia possibile trovare una soluzione accettabile
per tutti condividendo , lo sottolineo ancora una volta , la sovranità e lo spazio
riservato utilizzato per l ' aviazione militare .
Signor Presidente , signora Commissario , onorevoli colleghi , al pari del relatore
e degli oratori precedenti penso anch ' io che urga adottare misure adeguate per
affrontare e risolvere una volta per tutte il problema dei crescenti ritardi nel
traffico aereo europeo .
La discussione in sede di commissione ed anche oggi , qui in Assemblea plenaria ,
insiste sui modi , i mezzi e i metodi migliori per cambiare la gestione del
traffico aereo .
L ' onorevole Atkins , di cui apprezzo la competenza specifica , e la maggioranza
della commissione per la politica regionale , i trasporti e il turismo ritengono
che tale obiettivo possa essere raggiunto soprattutto attraverso misure di
liberalizzazione .
E ' fuor di dubbio che la liberalizzazione porta ad un aumento del numero dei
prestatori di servizi ; essa però non è in grado di risolvere determinati
problemi , anzi , ne crea di nuovi .
Primo : finché gli Stati membri continueranno a porre i loro legittimi interessi
nazionali al di sopra di quelli paneuropei per quanto concerne il coordinamento e l
' utilizzo dello spazio aereo europeo , non si avrà alcun cambiamento sostanziale .
Secondo : tale situazione è anche una causa della scarsa efficienza di
Eurocontrol .
Non importa che si giunga o meno ad una separazione tra organi competenti per la
regolamentazione e quelli competenti per il controllo , non importa che si
liberalizzi oppure si privatizzi : finché non ci sarà la volontà politica di
accettare il fatto che la questione dello spazio aereo europeo va affrontata in un
contesto paneuropeo , non ci sarà nulla da fare e non ci potranno essere d ' aiuto
neppure altre dieci relazioni !
Terzo : va privilegiato lo sfruttamento civile dello spazio aereo .
In un ' Europa unita e pacificata , non c ' è più alcun motivo valido per
continuare a riservare al settore militare gran parte dello spazio aereo .
Quarto : non credete che , facendo della liberalizzazione un feticcio , la
possibilità che le offerte di servizi per le rotte meno lucrative si riducano al
minimo e che non si possa sviluppare una concorrenza leale se non si stabiliscono
standard sociali e di sicurezza vincolanti e unitari ?
Quinto : non c ' è alcun bisogno che la Commissione eserciti la sua influenza sui
governi nazionali in caso di conflitti di lavoro , come si chiede al punto 14 della
relazione ; c ' è bisogno invece di un dialogo sociale ben funzionante tra tutte le
parti interessate al traffico aereo !
Signor Presidente , la relazione dell ' onorevole Atkins espone alcuni problemi
sollevati dall ' evoluzione del sistema aereo in Europa .
La questione della sicurezza innanzitutto .
Le controversie del lavoro che a volte creano scompiglio nel traffico prendono in
ostaggio , senza preavviso , migliaia di utenti .
I ritardi sempre più numerosi ed intollerabili non sono soltanto imputabil. come
già segnalat. alla congestione degli spazi aerei , ma anche alla pretesa delle
compagnie , per esigenze di redditività , di far effettuare ai propri aerei
rotazioni , con tempi eccessivamente brevi , irragionevoli e , in definitiva ,
impraticabili .
La relazione non accenna tuttavia ad una questione essenziale : quella dei diritti
del traffico . Attualmente è molto difficile per una compagnia europea che copre ad
esempio la tratta Parig .
Housto . San Francisco , imbarcare passeggeri in California perché dal punto di
vista giuridico ciò è considerato cabotaggio , mentre una compagnia aerea americana
con un volo New Yor .
Madri .
Parigi può imbarcare passeggeri in Spagna e farli sbarcare in Europa . E ' nel
negoziato internazionale dei diritti del traffico che tale concetto di spazio aereo
europeo.. .
( Il Presidente toglie la parola all ' oratore )
Signor Presidente , si può osservare che il trasporto aereo è diventato
progressivamente accessibile ad un maggior numero di cittadini europei .
Tale democratizzazione è certo bene accetta , ma solleva importanti questioni per
il futuro : crescita del traffico , intasamento degli aeroporti , congestione dello
spazio aereo e mancanza di rispetto dell ' ambiente , segnatamente in termini di
inquinamento acustico .
La volontà di creare un traffico aereo ottimale in Europa è animata da buoni
sentimenti , ma perché la Commissione dovrebbe rimettere in discussione le
politiche aeree degli Stati membri ed i loro accordi bilaterali mediante uno spazio
aereo unico ?
Sottoscrivo , da un lato , l ' obiettivo di razionalizzazione dei movimenti di
aerei e , dall ' altro , l ' obiettivo di ricerca di una migliore fluidità del
traffico nel pieno rispetto della tutela dei consumatori e della sicurezza degli
utenti .
Mi piacerebbe credere alla signora Commissario De Palacio quando assicura che ,
cito , " nei lavori della Commissione non si accenna affatto a mettere in
concorrenza i servizi del controllo aereo né a privatizzarli " .
Le agitazioni del personale interessato sarebbero quindi prive di fondamento ?
La Commissione chiede l ' avvento di un ' autorità preposta alla gestione del
traffico aereo che sia un ' autorità regolamentatrice forte .

Sono contrario a tale proposta ; mi oppongo ad una completa revisione di


Eurocontrol , così come ad una nuova struttura normativ. l ' attuale funzionamento
organizza con efficacia , a conti fatti , in particolare in materia di sicurezza ,
un traffico equilibrato rispettando i sistemi nazionali a cui ciascuno Stato deve
poter avere diritto - , nonché al fatto che la Commissione rappresenti gli Stati
membri presso gli altri Stati , annullando di fatto qualsiasi potere decisionale
politico in materia di trasporto aereo .
Signor Presidente , signora Vicepresidente della Commissione , tanto la
comunicazione della Commissione quanto l ' eccellente documento del relatore sono
in linea con lo scorso Consiglio europeo di Lisbona , durante il quale è stata
chiesta alla Commissione una serie di proposte concrete nel minor tempo possibile .
Ora spetta al Consiglio prendere le decisioni politiche necessarie e urgenti che
consentano d ' integrare il mercato unico dell ' aviazione con un sistema unico di
controllo del traffico aereo .
Attualmente la crescita della domanda si colloca tra il 5 e il 7 percento annuo ed
è probabile che si mantenga sullo stesso livello nei prossimi anni , il che rende
ancora più arduo il lavoro di uno dei sistemi europei di gestione del traffico
aereo che hanno dimostrato di non essere in grado di far fronte a tale sviluppo e
ai quali è dovuto oltre il 50 percento dei ritardi , anche se vi sono altre cause ,
come le limitazioni degli aeroporti , nonché una programmazione dei voli che non
tiene conto dei limiti delle infrastrutture .
Ulteriori cause della scarsa efficacia del sistema attuale sono la diversità dell '
organizzazione del sistema civile rispetto a quello militare , nonché i diversi
standard relativi alle infrastrutture tecniche di terra .
Lo spazio aereo dev ' essere accessibile alle stesse condizioni all ' aviazione
generale , commerciale e militare , il che non significa che non si attribuisca
priorità o addirittura esclusività di accesso ai militari nell ' eventualità di una
crisi .
Il semplice fatto che si possa verificare una crisi non giustifica che alcuni Stati
membri mantengano le norme che vigevano durante la guerra fredda .
E ' necessario che i controllori civili e militari presso le torri di controllo
lavorino in stretta collaborazione .
E ' chiara la necessità di arrivare ad una cooperazione più efficace tra i diversi
usi dello spazio e , a mio avviso , tale cooperazione o impostazione comune dovrà
essere ricercata a livello europeo .
Mi congratulo con il relatore e con la Vicepresidente della Commissione per i punti
in comune individuati in un settore così importante e delicato per la vita
quotidiana dei cittadini .
La relazione dell ' onorevole Atkins è un documento dettagliato ed equilibrato ,
che riflette esattamente l ' attuale posizione del Parlamento .
Signora Vicepresidente , sappia che siamo al corrente degli sforzi da lei compiuti
e che avrà il nostro sostegno lungo la linea da lei intrapresa .
Signor Presidente , nutro grosse riserve in merito alla relazione Atkins , in
quanto dietro alle migliori intenzioni del mondo essa cela interessi commerciali .
In realtà , le compagnie aeree auspicano la liberalizzazione totale del controllo
aereo , non tanto per motivi di sicurezza , di interoperabilità o di riduzione dei
ritardi , quanto per poter accedere ad un mercato dei servizi di controllo che
consentirebbe alle più potenti di pagarsi bande orarie care , ma protette , e di
lasciare alle altre e all ' aviazione privata il peso dei ritardi .
Una tale liberalizzazione , sotto forma di cielo unico , comporterebbe un cielo a
più velocità .
Non mi spiego diversamente la caccia alle streghe che emerge dalla relazione nei
confronti dei servizi di controllo civile .
Sappiamo tutti che il grosso dei ritardi dipende dalle servitù militari , dato che
soltanto il 30 percento di ess. che va peraltro indubbiamente contrastat. è
riconducibile al controllo aereo .
Si tratta di un problema politico che dipende innanzitutto dalle politiche .
E ' risaputo che il notevole aumento del traffico aereo è la principale causa
tendenziale di congestione e di saturazione dello spazio aereo , così come si sa
che occorrerebbe ridurre il numero di piste e piattaforme per avere una qualche
possibilità di ottenere una pausa , una semplice interruzione nella saturazione .
Nel mio paese le compagnie aeree hanno deciso di predisporre alcune navette che
inviano tutte le mattine dalle 6.30 alle 8.30, da ciascuna città di provincia
francese , una dozzina di aeromobili di piccole dimensioni sulla sola piattaforma
parigina .
E ' forse colpa del controllo aereo se esso nega loro l ' autorizzazione ad
atterrare tutte insieme a Parigi ?
Ecco le principali cause dei ritardi aerei .
Si deve instaurare il cielo unico tramite la riforma di Eurocontrol e tramite
servizi di controllo armonizzati su scala europea .
Tuttavia mi risulta difficile immaginare che dei servizi di sicurezza collettivi
possano essere guidati dal solo profitto sotto il controllo di azionisti e che il
cielo unico europeo possa trasformarsi domani in un cielo disuguale tra compagnie
aeree .
Signora Commissario , spero che la Commissione , nel predisporre la futura
direttiva sul cielo unico , sappia affrontare tale questione con maggiore
imparzialità , globalità e serenità .
Signor Presidente , mi faccio portavoce della protesta dei controllori aerei contro
il progetto della Commissione europea che , con il riuscito slogan di " cielo unico
europeo " , aprirà la strada alla privatizzazione del controllo aereo .
La relazione Atkins si presta alle interferenze da parte di gruppi privati che
ambiscono a metter mano sul controllo aereo che , con la crescita del traffico ,
diventerà assai redditizio .
La relazione parla di ritardi sempre più frequenti .
Tuttavia in che modo il fatto di sottoporre il controllo aereo alle esigenze del
profitto privato potrebbe porre fine ai ritardi ?
E ' proprio la corsa al profitto delle compagnie aeree che le porta ad effettuare
scelte che provocano tali ritardi .
E ' nell ' interesse degli utenti e della loro sicurezza , così come nell '
interesse dei lavoratori del settore , che il controllo aereo rimanga un servizio
pubblico , con la vocazione esclusiva di assicurare il buon svolgimento del
traffico aereo .
La concorrenza , la ricerca del profitto in un settore così delicato quale il
controllo aereo condurranno inevitabilmente alla catastrofe .
Se è necessario metter fine ai particolarismi nazionali in materia di gestione del
traffico aereo e se è legittimo unificare lo spazio aereo europeo , lo si deve fare
ricusando qualsiasi idea di privatizzazione , di concorrenza e di ricerca di
redditività . Pertanto voteremo contro tale relazione .
Signor Presidente , mi congratulo con il collega Atkins , del partito conservatore
britannico , per l ' eccellente relazione sul cielo unico europeo .
Essa prova al di là di ogni dubbio che la principale ambizione dell ' Unione
europea è quella di formare una nazione unica con un ' unica bandiera nazionale ,
un unico inno nazionale , uno spazio giuridico unico , confini nazionali unici ;
ben presto i cittadini d ' Europa potranno respirare l ' aria unica europea .
Tuttavia , dopo il fallimento della politica della terra unica europea ( nota come
PAC ) , e quello della politica del mare unico europeo ( nota come PCP ) , possiamo
aspettarci un fallimento analogo per la politica del cielo unico ; anzi , visto il
gran numero di scioperi dei controllori del traffico aereo , penso che possiamo
attenderci lo sciopero unico europeo .
Sir Robert , devo farle le mie congratulazioni : lei ha segnato un punto a favore
del movimento degli euroscettici nel Regno Unito .
Signor Presidente , non c ' è dubbio che è necessario affrontare con urgenza il
problema dei ritardi nel traffico aereo ; tuttavia , non bisogna dimenticare che il
33 percento dei ritardi ATM registrati fra gennaio e giugno 1999 è dipeso
soprattutto da temporanee riduzioni di capacità causate non da ultimo dalla crisi
del Kosovo .
Il problema reale è quello dei settori che si estendono a cavallo tra le zone a
nord e a sud ( Svizzera , Francia , Italia , Spagna , parti della Germania , nonché
lo spazio aereo di alta quota fissato a Maastricht ) , che costituiscono la causa
del 44 percento dei ritardi ATM e di 30 strozzature .
In passato , anche la Grecia rientrava in questo problema .
Tuttavia , gli ottimi risultati raggiunti da questo paese dimostrano che , quando
un governo nazionale agisce con decisione e autentico spirito di cooperazione , i
miglioramenti sono senz ' altro possibili .
Troppo spesso Eurocontrol viene usato come capro espiatorio ed è accusato di essere
la causa dell ' attuale situazione , ma la vera responsabilità ricade sull '
inerzia dei governi nazionali nelle zone che ho appena menzionato .
E ' evidente che il Consiglio " trasporti " deve agire immediatamente affinché le
decisioni inerenti il controllo del traffico aereo siano applicate dagli Stati
membri in tutta Europa .
Non dimentichiamo che Eurocontrol è l ' unica istituzione paneuropea nel campo
della gestione del traffico aereo : è quindi necessario sostenerla .
Infine , i governi nazionali devono affrontare con urgenza una delle questioni
sollevate in questa sede : la grave carenza di personale ( 1000 persone circa ) tra
i controllori del traffico aereo in tutta Europa .
La soluzione di questo problema basterebbe da sola a migliorare notevolmente il
controllo del traffico .
Inoltre sia gli aeroporti che le compagnie aeree devono esaminare attentamente le
proprie procedure di lavoro , poiché troppo spesso anch ' essi sono responsabili di
numerosi ritardi .
Signor Presidente , mi permetta di iniziare ringraziando il relatore Atkins per
avere agito con determinazione , la Commissione per avere inserito questo tema fra
le sue priorità e il Commissario competente , signora De Palacio , per avere avuto
il coraggio di passare dalle parole ai fatti .
Ciò ha fatto sì che in breve tempo la questione di un controllo comune del traffico
aereo si sia più che mai avvicinata ad una soluzione .
Certo , molto ancora resta da fare .
Non da ultimo , occorre convincere una serie di Stati membri recalcitranti , ma
proprio per questo è così importante che il Parlamento europeo dia oggi alla
Commissione il suo pieno appoggio per il prosieguo dei lavori .
Ci troviamo proprio nel bel mezzo dell ' ennesima estate all ' insegna del caos
negli aeroporti .
L ' evoluzione in corso condurrà al raddoppio del traffico aereo a partire dal 2010
.
Ciò richiede che vengano prese le decisioni politiche del caso , altrimenti
rischieremo che , in futuro , il congestionamento dello spazio aereo non si limiti
a causare ritardi di quindici , trenta o sessanta minuti , cosa che al limite
potremmo anche accettare : ci sarà il rischio di non poter più garantire la
sicurezza ; questo è del tutto inammissibile .
E ' in questa prospettiva che occorre valutare la relazione Atkins e l ' operato
della Commissione .
L ' Unione europea ha dedicato parecchio tempo ed energia all ' abolizione dei
confini e alla creazione del mercato interno .
Chiunque viaggi a diecimila metri di quot. e noi lo facciamo spesso e volentier. si
rende tuttavia conto che lì vi sono frontiere ovunque .
La relazione contiene un calendario molto stretto .
E ' un ' ambizione che io condivido .
Provvediamo insieme affinché l ' estate del 2000 sia l ' ultima all ' insegna del
caos nei cieli d ' Europa .
Con l ' ausilio della relazione Atkins , la Commissione può effettivamente ottenere
questo risultato .
Signor Presidente , signora Vicepresidente della Commissione , onorevoli colleghi ,
non esiste alcuna relazione che sia di maggiore attualità di quella ora in
discussione .
Appena in tempo prima della pausa estiva , quando tutti vanno in vacanza e sempre
più persone viaggiano anche in aereo , il Parlamento si occupa oggi della questione
del traffico aereo .
Un tema non piacevole , come sappiamo bene noi e come sanno bene anche tutti gli
utenti del trasporto aereo , spesso costretti a subire ritardi di ore e ore , che
toccano noi tutti .
Fa parte ormai della quotidianità degli aeroporti l ' immagine di passeggeri
annoiati , nervosi , se non addirittura aggressivi , che riempiono le sale d '
aspetto .
Noi deputati subiamo questo fenomeno forse più ancora degli altri , ma lo subiscono
pure ampi strati della popolazione che utilizzano l ' aereo per le vacanze .
Vorrei citare un altro aspetto .
Il problema dei ritardi nei collegamenti aerei ha conseguenze negative non soltanto
per i passeggeri che usano l ' aereo per viaggi di lavoro e vengono così a trovarsi
in gravi difficoltà personali perché non possono rispettare impegni ed appuntamenti
; il ritardo di un volo comporta anche oneri aggiuntivi sotto forma di spese per il
carburante , nonché un maggiore inquinamento ambientale .
Mi fa pertanto piacere che la Commissione abbia presentato una relazione su questa
tematica così importante e che sia stato coinvolto anche il gruppo ad alto livello
che si occupa dei problemi e della creazione di uno spazio aereo europeo .
Mi auguro che in autunno potremo disporre puntualmente dei risultati definitivi
delle ricerche condotte , per passare poi dalle parole ai fatti d ' intesa con la
Commissione .
L ' aspetto della sicurezza di tutti i passeggeri , ma soprattutto di chi utilizza
l ' aereo frequentemente , è al primissimo posto .
Gli standard di sicurezza non devono in nessun modo essere messi in pericolo .
A tale scopo , gli spazi di volo devono essere controllati e tutelati al meglio .
Eurocontrol deve soddisfare i requisiti di sicurezza , ma noi dobbiamo creare le
necessarie condizioni quadro .
. ( ES ) Signor Presidente , in primo luogo desidero congratularmi con l '
onorevole Atkins per l ' impegno e il lavoro serio e rigoroso svolto in questi mesi
e che , come ha detto molto bene il relatore della commissione per l ' industria ,
onorevole Zimeray , ha richiamato l ' attenzione sulla situazione di frammentazione
dello spazio aereo per quanto riguarda sia le frontiere amministrative esistenti
sia le frammentazioni tecnologiche , dovute ai diversi sistemi applicati nei vari
paesi .
Detto questo , onorevoli deputati , occorre prendere spunto da quanto sottolineato
dalla relazione : l ' incremento del traffico aereo e l ' aumento dei ritardi ; non
c ' è nessuno più adatto degli onorevoli parlamentari per testimoniare questa
situazione .
Bisogna dire chiaramente che non tutti i ritardi sono dovuti alla gestione del
traffico aereo ; quasi la metà è dovuta alle compagnie aeree , agli aeroporti e , a
volte , alle condizioni meteorologiche .
Tuttavia è vero che vi è un 50 percento o forse poco più di ritardi che è
attribuibile a problemi di gestione del traffico aereo .
Vorrei sottolineare , inoltre , che ciò non significa che i colpevoli siano i
controllori di volo .
Non è un problema attinente ad alcune persone che svolgono un lavoro di grande
tensione , estremamente difficile e complesso e che fanno quanto possibile per
garantire il massimo livello di sicurezza , che è il problema principale : il
massimo livello di sicurezza .
A volte , i controllori devono svolgere il proprio lavoro con un sovraccarico di
voli , con scarsità di personale , il che li obbliga a lavorare più ore del
dovuto , nonché con metodi , tecnologie , sussidi tecnologici non sufficientemente
sviluppati .
Desidero chiarire che non è un problema che concerne le persone , cioè i
controllori , i qual. insist. svolgono un lavoro magnifico .
Devo dire loro che è impressionante vederli all ' opera perché essi hanno la
responsabilità della vita di tutti i passeggeri che in quel momento si trovano a
bordo dell ' aereo .
A mio giudizi. come sottolinea l ' iniziativa " Cielo unico " , è il sistema di
gestione che non funziona , che ci pone dinanzi ad una situazione frammentata ,
contraddistinta da barriere e frontiere amministrativ. in un ' Unione che è stata
in grado di mettere in comune tante cose - , nonché dalle divisioni artificiali tra
cielo ad uso militare e cielo ad uso civile che sussistono in molti paesi , quando
ormai da tempo abbiamo superato la guerra fredda e che , oltre tutto , non
corrispondono alle necessità reali di difesa .
Infatti , onorevoli deputati , la maggior parte dei voli di difesa ha luogo alle
quote basse dello spazio aereo e non a quelle alte .
Inoltre , queste zone dello spazio aereo vengono utilizzate solo poche ore al
giorno , non tutti i giorni e molte di esse solo poche volte all ' anno .
Onorevoli deputati , si tratta quindi di mettere in comune la zona superiore dello
spazio aereo , di gestirla in comun. come suggerito poco fa da un oratore - ,
dimenticandoci delle frontiere in quella zona superiore dello spazio aereo ;
smettendo di parlare di spazio aereo britannico , spagnolo , francese o svedese e
parlando semplicemente di spazio aereo europeo in questa zona alta e lasciando la
gestione nazionale al di sotto dei 29.500 piedi o dei 31.000 piedi . Questa zona
andrà specificata , per quanto in questo caso sorga un altro tipo di problemi e l '
uso militare risulti più chiaro .
Ad ogni modo , è necessario impostare in maniera flessibile l ' uso civile e
militare dello spazio aereo , migliorare l ' efficacia della gestione e fornire ai
controllori aerei , che ora , a volte , lavorano in situazioni francamente
complesse , un ambiente più facile che consenta loro di svolgere meglio il proprio
lavoro .
Onorevoli deputati , si è parlato di tempi .
In linea di massima , il gruppo ad alto livello , a cui trasmetterò le conclusioni
del Parlamento durante la prossima riunione del 14 luglio , concluderà i lavori
entro il mese di ottobre .
Pertanto le proposte concrete che potranno avere origine in seguito saranno
presentate nei mesi successivi e speriamo che per il prossimo Consiglio europeo di
primavera , sotto la Presidenza svedese , le proposte concrete siano già state
avviate .
La tabella di marcia è questa .
L ' iniziativa " Cielo unico " non vuol dire affatto sopprimere Eurocontrol .
Al contrario , Eurocontrol è assolutamente indispensabile ; è un elemento
essenziale che va rafforzato , integrato , dato che nell ' Unione europea è
possibile andare oltre l ' ambito di Eurocontrol .
Su questa base , onorevoli deputati , è necessario parlare di un ente regolatore
europeo comune e forte e occorre abbandonare la polemica , secondo me artificiale ,
tra privatizzazione o non privatizzazione , perché non vi è dubbio che essa non
troverebbe mai posto nella comunicazione o nelle proposte della Commissione .
Non addentriamoci in questo tipo di questioni .
Non è questo l ' obiettivo dell ' iniziativa .
Lo potrà fare un paese nell ' ambito delle sue competenze , ma certamente al
margine dell ' iniziativa " Cielo unico " .
Al contrario , questa iniziativa consentirà di garantire un ente regolatore europeo
pubblico forte .
L ' iniziativa consiste in questo , ossia nel superare le frammentazioni e nell '
introdurre maggiore flessibilità .
Onorevoli deputati , ringrazio tutti per il lavoro svolto , in particolare il
relatore , l ' onorevole Atkins , e mi auguro che tra tutti riusciremo a migliorare
la gestione del traffico aereo in uno degli aspetti , non è l ' unico , che
riguarda i ritardi .
Stiamo lavorando anche per risolvere il problema degli slot e altri problemi , ma
dobbiamo affrontare una cosa per volta e al momento opportuno .
La ringrazio , signora Commissario .
La discussione è chiusa .
La votazione si svolgerà oggi , alle 12.00 .
Sicurezza e salute delle lavoratrici gestanti
L ' ordine del giorno reca la discussione sulla relazione ( A5 - 0155 / 2000 ) ,
presentata dalla onorevole Damião a nome della commissione per l ' occupazione e
gli affari sociali , sulla relazione della Commissione sulla trasposizione della
direttiva 92 / 85 / CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 concernente l '
attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della
salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti , puerpere o in periodo di
allattamento .
Signor Presidente , ritengo che lo strumento legislativo , che oggi esaminiamo
nella relazione valutativa inviataci dalla Commissione , abbia concluso il suo
percorso per quanto concerne i diritti contrattuali e i sistemi di previdenza
sociale .
Questo strumento , che ha apportato vantaggi a migliaia di lavoratrici in numerosi
paesi dell ' Unione , è ormai superato .
E ' superato perché sta per concludersi la revisione della convenzione dell ' OIL
che risale al 1952 e ci si attende che la maggior parte dei paesi del mondo
migliori sostanzialmente la tutela della maternità .
Chiaramente si sperav. e si sper. che l ' Unione continui a essere , in questo
campo come in altri , socialmente più progredita .
Di conseguenza , non tutto è superato perché in materia di organizzazione del
lavoro la direttiva ha avuto una trasposizione insufficiente e la sua applicazione
è stata ancor più inadeguata .
Nella maggior parte dei paesi non vengono rispettate le tre fasi dell '
organizzazione del posto di lavoro , ossia : cambiamento del posto di lavoro nei
posti giudicati pericolosi , cambiamento di lavoratrice e solo dopo rilascio di un
congedo di malattia che riduce gli introiti della lavoratrice , nonché le sue
aspettative di carriera .
A titolo esemplificativo , dirò che in alcuni paesi non si rispetta nemmeno il
periodo minimo di recupero postnatale , che secondo gli specialisti è di 45 giorni
per un parto normale in un posto di lavoro normale .
Vi sono pertanto paesi che in qualche modo non rispettano queste regole con il
pretesto di offrire alle donne un ' alternativa .
Riteniamo che debba essere garantita alle donne l ' alternativa di avere un buon
congedo di maternità , ripartito con il padre , ma il congedo relativo al rischio
per la sua salute dev ' essere valutato e garantito .
D ' altro canto , la valutazione dei rischi in questa direttiva non è collegata con
le altre , segnatamente la direttiva quadro sulla valutazione dei rischi e sull '
informazione ai lavoratori .
Oltre a non essere collegata , fa ricadere sull ' occupazione femminile un anatema
ingiusto , ossia che i costi dei rischi per la maternità si applicano
esclusivamente alle donne in età fertile .
Questi costi sono sottovalutati e non devono gravare sul datore di lavoro o
costituire un obbligo del datore non appena il medico della lavoratrice lo informa
dello stato di quest ' ultima .
In primo luogo , perché è tardi : i rischi derivanti dalle radiazioni , dagli
ambienti chimici e da una postura scorretta sono già stati corsi e possono avere
conseguenze nefaste sulla salute della donna e del feto proprio nelle prime
settimane .
In secondo luogo perché non tutelano la capacità riproduttiva di uomini e donne e l
' infertilità ha attualmente una dimensione considerevole nell ' Unione ; infatti
oltre l ' 11 percento delle coppie europee ha questo problema , che deriva dallo
stile di vita causato dall ' organizzazione economica che abbiamo e anche dal fatto
che non si prendono le dovute cautele contro questi pericoli : per fare un
esempio , posso citare le temperature estreme che provocano l ' infertilità
femminile e maschile .
Sarebbe opportuno che l ' Unione elaborasse e applicasse delle leggi in questo
senso , oggi che è nelle condizioni di poterlo fare . Per quanto riguarda i congedi
, siamo a conoscenza dei costi molto più elevati nel caso di assunzione di una
donna .
Sappiamo anche che gli specialisti raccomandano cinque mesi , come minimo , perché
il bambino appena nato si senta in una casa protetta dal mondo esterno e ,
soprattutto , cresca in un ambiente psico - affettivo favorevole , che gli dia l '
equilibrio necessario per svilupparsi con questa sicurezza , perché ha bisogno dei
genitori .
E ' per questo che il congedo dev ' essere esteso a entrambi i progenitori in una
condivisione sana .
Consentitemi di aggiungere che la direttiva deve prendere in considerazione anche l
' economia sommersa e i contratti di lavoro atipici .
Infine , spero che la Commissione ci dirà che cosa intende fare a questo riguardo ,
dato che oggi dispone di una base giuridica ampi. gli articoli 13 e 11. che
permette di affrontare altri aspetti a cui si fa riferimento nella relazione .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , la onorevole Damião ha preparato un '
eccellente relazione , nella quale ha ben recepito il parere da me formulato a nome
della commissione per i diritti della donna e le pari opportunità .
Il miglioramento della sicurezza e della tutela della salute sul posto di lavoro di
lavoratrici gestanti , puerpere e in periodo di allattamento è di particolare
rilevanza per tutti , sia per la donna sia per il nascituro .
Si tratta di un tema che coinvolge l ' intera società e che va affrontato con la
massima cura .
La relazione della Commissione sulla direttiva del 1992 si occupa soltanto dell '
applicazione concreta della direttiva e non tiene conto delle condizioni del posto
di lavoro , che si sono in parte modificate , né del mutato ruolo della donna nella
società .
E ' cambiato , inoltre , il numero delle madri sole , e , infine , non va
dimenticato che per le donne l ' obiettivo dell ' indipendenza economica diventa
sempre più importante .
La Commissione deve presentare una proposta di modifica della direttiva che tenga
conto di tutti questi cambiamenti , e lo deve fare quanto prima possibile , entro l
' anno in corso .
Occorre adeguare e migliorare le disposizioni legislative sotto molti aspetti , in
particolare introducendo misure preventive a tutela della salute sul posto di
lavoro tanto per la madre quanto per il nascituro .
Bisogna eliminare i fattori di rischio .
Mansioni nocive alla salute devono essere vietate senza eccezione alcuna .
Occorre regolamentare gli orari di allattamento e dev ' essere possibile allattare
sul posto di lavoro .
Il congedo post - parto dovrebbe avere una durata minima di otto settimane .
Inoltre , vanno definite chiaramente due questioni : il sostegno finanziario da
concedere sia durante il congedo di gravidanza sia dopo il parto e il reinserimento
nel posto di lavoro .
Tutte queste disposizioni , di cui si avverte la necessità , non devono tuttavia
comportare discriminazioni a carico delle donne , né indebolire la loro posizione
sul mercato del lavoro .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , la direttiva 92 / 85 / CEE del Consiglio
del 19 ottobre 1992, della cui attuazione stiamo discutendo , è una delle direttive
più importanti nel settore della tutela tecnica e sanitaria dei lavoratori .
Ricordo benissimo la fase preparatoria della direttiva , come pure i problemi
affrontati all ' epoca .
Va valutato positivamente il fatto che in quella occasione , nonostante i contrasti
sulla base giuridica , fu riconosciuta l ' importanza della direttiva per le
lavoratrici del mercato unico e si compì il primo passo verso la fissazione di
standard minimi di tutela delle lavoratrici gestanti e delle giovani madri .
Nella relazione della Commissione oggi in esame si evidenziano , una volta di più ,
le carenze di attuazione della direttiva . Ciò deve indurci ad aumentare il nostro
impegno volto a realizzare una tutela non solo giuridica , ma anche effettiva delle
donne che si trovano in una fase particolare della loro vita .
Per una società , infatti , è molto triste dover constatare che si deve riservare
ancora tanta attenzione a questa tematica .
Appoggio quindi la richiesta di sottoporre quanto prima la direttiva ad una
revisione ; credo però che non riusciremo a farlo entro la fine del 2000 .
Gli emendamenti presentati contengono richieste singole che devono trovare spazio
in una proposta di modifica della direttiva . Il gruppo PPE - DE appoggia alcuni di
questi emendamenti ; mi riferisco innanzitutto alla richiesta di introdurre un
severo divieto di licenziamento durante il congedo di gravidanza e maternità ,
nonché la garanzia che , alla conclusione del periodo di congedo , le lavoratrici
siano reintegrate nel vecchio posto di lavoro o siano assegnate ad uno equiparabile
.
Le violazioni contro tali divieti devono essere sanzionate in maniera efficace . In
caso contrario , le donne che vogliono o devono conciliare la professione con la
maternità subirebbero una penalizzazione o un ' ingiustificata discriminazione
nella loro vita professionale e privata .
In tale ottica , un ' efficace tutela delle lavoratrici gestanti e delle giovani
madri rappresenta uno dei più importanti contributi ad un ' attiva politica a
favore della famiglia .
In considerazione dell ' ampliamento ad est e della tutela esistente in quei
paesi , rilevo che non è ammissibile che il mercato unico abbia conseguenze
negative per la tutela delle gestanti e delle giovani madri .
Signor Presidente , signora Commissario , innanzitutto un ringraziamento alla
relatrice per il lavoro approfondito , serio e senza reticenze fatto con questa
relazione .
Parliamo di un tema molto sensibile che ha strette relazioni con problemi che
periodicamente vengono evocati : l ' invecchiamento della popolazione , l '
andamento demografico , il basso tasso di natalità , il diritto alla salute , il
diritto al lavoro , il diritto alla maternità , il valore sociale della maternità ,
che non può restare solo un problema individuale della donna ma deve trovare tutela
e sostegno nella società .
La direttiva del 1992, di cui valutiamo oggi l ' applicazione negli Stati membri ,
ha proprio l ' obiettivo di stabilire misure minime per promuovere il miglioramento
della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti e puerpere in
periodo di allattamento .
La relazione di valutazione della Commissione dimostra che la direttiva si è
dimostrata utile , ha portato alcuni vantaggi in taluni Stati membri su alcuni
aspetti del problema , quali congedi per motivi di salute e sicurezza , eccetera .
A parte però queste considerazioni di carattere generale , noi condividiamo il
giudizio critico della relatrice sulla relazione della Commissione .
E ' una relazione presentata in ritardo rispetto ai tempi stabiliti e che si
sofferma quasi esclusivamente sugli aspetti del recepimento a livello giuridico e
tecnico .
Mancano , infatti , statistiche e dati concreti sugli aspetti vitali della
direttiva , come la verifica della valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro per
le lavoratrici gestanti , la frequenza degli incidenti e delle malattie
professionali ; non ci sono informazioni soddisfacenti sul coordinamento dell '
adeguamento regolamentare delle ispezioni specialistiche , delle sanzioni applicate
, delle ricerche scientifiche mirate a riconoscere , prevenire , eliminare ,
risarcire i rischi professionali .
E ' mancat. ci sembr. un serio controllo da parte della Commissione ; è mancato un
coordinamento fra la direzione salute e sicurezza e quella delle pari opportunità
ed è venuta alla luce l ' ambiguità che , da questo punto di vista , la direttiva
stessa presenta .
Il ritardo di un rapporto di valutazion. ricordo che proprio per i bassi standard
minimi previsti si ottenne il consenso dell ' Italia solo in cambio dell ' impegno
di una rapida verific. avrebbe dovuto portare ad una proposta , da parte della
Commissione , di una revisione della direttiva , particolarmente su alcuni aspetti
che vengono richiamati dalla relatrice : la durata del congedo di maternità , il
prolungamento del congedo di maternità in situazioni di rischio , una definizione
più precisa del concetto di indennità adeguata , il divieto di licenziamento
durante la gravidanza e il congedo di maternità con sanzioni efficaci , il divieto
di qualsiasi discriminazione per quanto attiene ai percorsi professionali e al
miglioramento delle condizioni di lavoro , la messa in atto di tutte le misure
necessarie , atte a tutelare la salute e la sicurezza della donna e del feto ,
senza pregiudizio per il diritto al lavoro e al percorso professionale , favorire l
' allattamento al seno attraverso misure diversificate .
Pur tenendo conto di tutte le compatibilità necessarie , ciò che dovrebbe ispirare
la Commissione e gli Stati membri , nella revisione della direttiva , è il
principio di non discriminazione e il riconoscimento della maternità e della
paternità quali diritti fondamentali , essenziali all ' equilibrio della società .
Signor Presidente , è importante che alle donne durante la gravidanza e il parto
siano assicurate serenità e sicurezza , affinché la madre e il bambino inizino la
nuova vita con il piede giusto , ed è importante che la gravidanza e la maternità
non riducano le possibilità delle donne sul mercato del lavoro .
Abbiamo una direttiva del 1992 che stabilisce i diritti minimi in materia di
congedi di maternità e il diritto ad un ' indennità per le donne mentre sono
lontane dal mercato del lavoro per maternità .
La Commissione ha esaminato la trasposizione della direttiva negli Stati membri e
nella relazione la onorevole Damião segnala , a ragione , che il documento della
Commissione offre solo un sommario tecnico e fattuale del recepimento della
direttiva e non valuta se la direttiva nella pratica assicuri alle gestanti o alle
puerpere condizioni migliori .
Per questo la relatrice ritiene che il documento della Commissione non rappresenti
una base sufficiente su cui effettuare una revisione della direttiva .
Sono d ' accordo con la relatrice .
Per questo , non sono favorevole a sollecitare una revisione della direttiva adesso
.
Non credo che dovremmo chiedere una proposta di una nuova direttiva che contenga il
diritto al prolungamento del congedo di maternità e l ' estensione del congedo
obbligatorio e che stabilisca requisiti più precisi in merito all ' indennità non
tenendo conto in misura sufficiente delle differenze tra i sistemi sociali degli
Stati membri .
Le norme attuali prevedono una grande flessibilità e la maggior parte dei paesi
garantisce alle donne condizioni migliori di quelle previste dalla normativa
comunitaria .
Ci si può chiedere se nuove norme possano avere un grande impatto a livello pratico
.
In ogni caso , il congedo di maternità e l ' aiuto economico fanno parte di
priorità che devono essere definite nei singoli paesi .
Ritengo invece che sarebbe positivo avere un ' immagine più chiara delle condizioni
esistenti nei vari paesi , affinché i governi possano imparare dalle esperienze
positive e negative degli altri ed ispirarsi a vicenda .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , alla fine del 2000 la Commissione europea
deve presentare una proposta di direttiva sulle misure relative alle lavoratrici
gestanti , puerpere o in periodo di allattamento .
La valutazione delle misure esistenti giunge con quattro anni di ritardo e non
soddisfa ai requisiti posti all ' epoca dal Parlamento europeo ; inoltre non va
dimenticato che tale valutazione era mirata a portare ad una modifica .
Il gruppo Verts / ALE vuole che la tutela venga ampliata .
Nella relazione vengono citati soprattutto aspetti istituzionali .
Riteniamo che debba essere aggiunto il diritto a rientrare , dopo il congedo di
maternità , nella stessa funzione o in una funzione equivalente presso il medesimo
datore di lavoro .
Si chiede un ampliamento dei diritti delle lavoratrici gestanti o in periodo di
allattamento .
Nella realtà pratica infatti spesso le donne vengono discriminate durante quel
periodo malgrado i diritti teorici di cui godono .
Pertanto chiediamo l ' inversione dell ' onere della prova .
Sarà il datore di lavoro a dover dimostrare che un licenziamento o un trasferimento
non sono conseguenti alla gravidanza .
Infine esortiamo la Commissione a spiegare perché , in occasione dell ' ultima
riunione dell ' ILO , gli Stati membri non abbiano adottato i pareri comuni .
Com ' è possibile che il Regno Unito si sia astenuto durante la votazione finale ,
il che , vista la procedura , equivale ad un voto contrario ?
Infine ringrazio la onorevole Damião per il lavoro svolto .
Signor Presidente , in un momento in cui l ' Europa sottolinea , nella riunione di
Pechino + 5 a New York , il proprio ruolo di pioniere nell ' attuazione del
principio di eguaglianza tra uomini e donne , pare altrettanto importante garantire
la loro libertà .
Tale libertà passa attraverso un diritto di tutela specifico delle donne , diritto
sempre legato al loro corpo , in particolar modo alla maternità , più precisamente
alla gravidanza .
Ci congratuliamo con la onorevole Damião per l ' ottima relazione che evidenzia l '
urgenza di rivedere la direttiva del 1992 .
La sua richiesta di formale divieto di licenziamento durante la gravidanza è
fondamentale e mi soffermerei unicamente su tale punto .
Mi pare pericoloso lasciare al datore di lavoro un margine di manovra , che egli
saprà sempre utilizzare a proprio vantaggio .
Oggi , con la revisione della Convenzione 103, l ' OIL livella al basso la tutela
delle lavoratrici gestanti , accettando alcuni licenziamenti detti senza nesso con
la gravidanza .
L ' Europa , con la relazione della onorevole Damião e la revisione della direttiva
, ha il dovere di porsi come riferimento politico per i diritti delle donne del
mondo intero .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , desidero innanzitutto rallegrarmi con la
nostra collega , la onorevole Elisa Damião , per lo straodinario lavoro da lei
eseguito con questa relazione , alla quale abbiamo dato il nostro contributo in
commissione , non soltanto appoggiandola totalmente ma anche introducendo alcune
rettifiche che sono state in seguito accolte nella versione finale .
Consideriamo l ' approvazione di questa relazione un momento importante nell '
ambito di questa sessione legislativa per quattro ragioni fondamentali :
in primo luogo , perché riteniamo inaccettabile che la donna sia socialmente
danneggiata o discriminata a causa della gravidanza e della maternità ;
in secondo luogo , perché è necessario che ci dedichiamo con vigore ai problemi dei
rischi per la salute della madre e del bambino che derivano dalle condizioni di
lavoro ;
in terzo luogo , perché nella società moderna è sempre più importante , per quelli
che , come noi , si preoccupano della realtà delle persone , riuscire a conciliare
la vita personale con la vita professionale , la famiglia con il lavoro , e il
settore in questione è proprio uno dei più importanti in cui tale conciliazione
deve essere operata in modo responsabile ;
infine , perché le politiche per la maternità devono essere coerenti con le
politiche per la famiglia e per la natalità in generale , ma particolarmente in un
momento in cui l ' invecchiamento della popolazione europea richiama la crescente
attenzione degli Stati membri su questo tema .
In questa sede discuteremo anche alcune modifiche . La nostra posizione si ispirerà
all ' equilibrio che riteniamo sia stato raggiunto nella relazione .
Ciononostante , non le appoggeremo tutte perché riteniamo che l ' equilibrio
raggiunto nella relazione sia migliore di alcuni brani suggeriti nelle modifiche .
Sosterremo le modifiche suggerite dai nostri colleghi conservatori britannici , del
nostro collega Bushill - Matthews , che richiama l ' attenzione sulla questione
delle piccole e medie imprese , che crediamo debbano essere prese in considerazione
nella regolamentazione , sia a livello comunitario che a livello nazionale .
Tuttavia , in compenso , gradiremmo che i conservatori britannici appoggiassero la
relazione perché , se è vero che alcune conclusioni della Presidenza portoghese
richiamano l ' attenzione su questo , desidero sottolineare che nel testo finale
del Consiglio di Feira , paragrafo 36, si evidenzia l ' importanza della
responsabilità sociale delle imprese .
E questo , per noi , democratici cristiani e conservatori portoghesi , è un tema
molto importante : pensiamo che le imprese abbiano una responsabilità sociale .
Mi rimane da aggiungere che vorremmo che alcune votazioni venissero fatte
separatamente per migliorare la relazione laddove si immagina che saranno inserite
alcune cose non pertinenti .
Non pensiamo che la gravidanza sia una risorsa sociale , e c ' è anche un altro
punto per il quale desidereremmo che la votazione fosse fatta separatamente ,
sempre allo scopo di migliorare la relazione .
Infine , faccio appello a tutti i democratici cristiani affinché appoggino la
relazione della mia collega socialista .
Signor Presidente , desidero manifestare il mio disappunto per l ' inerzia
dimostrata dalla Commissione che fino a oggi non ha preso nessuna posizione in
merito alla revisione , valutazione e diffusione della direttiva 92 / 85 sulla
tutela della maternità .
Al di là di tutto , al di là dei notevoli danni per la donna - madre derivanti da
questa omissione , non tutti i mali vengono per nuocere e la relazione ,
brillantemente redatta dalla collega Damião , ne è un esempio , poiché ha permesso
al Parlamento europeo di poter andare oltre .
La relazione chiarisce concetti , armonizza norme a livello comunitario , crea
responsabilità ripartite , tiene conto dei nuovi rischi derivanti all ' attuale
organizzazione del lavoro , fornisce incentivi all ' aumento demografico in un '
Europa invecchiata e considera la gravidanza uno stato naturale della madre che va
rispettato e protetto .
Esplicita i diritti delle lavoratrici indipendenti e impegnate nel telelavoro e
mette in risalto le crescenti preoccupazioni per i casi di monoparentalità che
hanno sempre maggiore rilevanza nel panorama europeo .
L ' obiettivo del prolungamento del congedo di maternità a venti settimane è un
obiettivo ambizioso e tecnicamente raccomandato , che deve essere messo in pratica
in maniera graduale e per il quale ci dobbiamo preparare sotto il profilo economico
, ripartendo le responsabilità in modo solidale tra gli Stati , i datori di lavoro
e i lavoratori .
Per conseguire i fini proposti è inoltre essenziale incentivare maggiormente il
dialogo , l ' interconnessione e l ' articolazione tra operatori sanitari e quelli
dell ' igiene e della sicurezza sul lavoro al fine di ottenere un miglior ambiente
di lavoro per la donna gravida .
Per quanto riguarda i paesi candidati , l ' Unione europea deve impegnarsi per
ottenere la loro solidarietà in modo da svolgere nei loro confronti una rapida
opera di sensibilizzazione in merito all ' adozione delle misure previste in questa
relazione , poiché è lì che le resistenze potranno essere maggiori e di difficile
risoluzione .
In conclusione , intendo lanciare un segnale d ' allarme per quanto concerne il
punto 9 della relazione , visto che le misure che proteggono le donne durante la
maternità , quali i congedi postnatali molto lunghi , possono avere effetti
perversi in quanto i datori di lavoro cominciano ad avere degli svantaggi nell '
assumere donne e preferiscono impiegare uomini .
La Commissione deve pertanto mettere in pratica un sistema di individuazione delle
frodi e di applicazione di pene severe per le imprese nei casi di discriminazione
di questo tipo .
Signor Presidente , adottare una direttiva non significa necessariamente che la
realtà diventa come noi vogliamo .
Questo ne è un chiaro esempio .
Secondo la valutazione della Commissione , la situazione in termini di sicurezza e
salute delle gestanti è positiva . Tutto ciò viene però dimostrato solo sulla carta
, ma le cose stanno davvero così ?
Non ne sono certa .
Il ritmo sul mercato del lavoro è più serrato di quanto non lo sia mai stato , si
richiede un ' efficienza elevata , le donne devono lavorare come se non fossero
incinte anche se lo sono .
Questo provoca stress ed è nocivo sia per la madre che il per feto .
Lo sappiamo perché è dimostrato dagli studi effettuati .
Il Parlamento europeo , in quanto legislatore , e noi come rappresentanti della
popolazione abbiamo il diritto di sapere se la legislazione che adottiamo funzioni
nella realtà .
Ritengo che questo sia un esempio del fatto che la Commissione dà troppa poca
importanza a questo settore .
Per questo il messaggio dal Parlamento alla Commissione deve essere il seguente :
il lavoro effettuato è insufficiente .
Dev ' essere modificato .
Dobbiamo sapere se la legislazione funziona .
Le analisi meramente giuridiche della Commissione dimostrano già che occorre una
maggiore protezione .
Credo che ci sia una maggiore esigenza di sapere che cosa sia effettivamente un '
indennità adeguata e ci devono essere norme più severe contro i licenziamenti
durante la gravidanza .
La Commissione deve rimettersi al lavoro e deve ritornare al tavolo per presentare
le proposte necessarie .
Il modello sociale europeo è caratterizzato dalla presenza di un elevato livello di
protezione .
Deve essere un settor. e lo dico rivolgendomi gruppo ELDR che ha assunto una
posizione molto divers. nel quale l ' Unione europea deve esercitare una forte
influenza .
L ' azione non deve essere delegata ai singoli Stati membri .
La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è un presupposto necessario per
realizzare gli obiettivi ambiziosi che ci siamo prefissi in materia di occupazione
e modernizzazione del modello sociale europeo .
Per questo , la modernizzazione e l ' impegno in tale settore sono fondamentali e
non possono essere delegati agli Stati membri : è l ' Europa che deve occuparsene .
Signor Presidente , molte donne sono oggi discriminate sul posto di lavoro .
Sappiamo che molte vengono licenziate quando rimangono incinte .
Questo è totalmente inammissibile !
La relazione Damião contiene molte buone proposte , ma noi liberali svedesi
avanziamo alcune riserve di principio sulla relazione .
All ' oratore che mi ha appena preceduto desidero dire che il Parlamento dovrebbe
porsi più spesso l ' interrogativo : di che cosa deve occuparsi un Parlamento
europeo ?
A quale livello di dettaglio è opportuno scendere ?
Noi crediamo al principio di sussidiarietà , ossia al concetto che le decisioni
vadano prese il più possibile vicino alle persone interessate .
La politica sociale è un settore in cui l ' Unione europea dovrebbe avere
competenze limitate , tranne quando si parla di libera circolazione dei cittadini
all ' interno dell ' Unione .
Ogni Stato membro dovrebbe essere pienamente responsabile e avere il pieno diritto
di decidere del rispettivo Stato sociale .
Noi non crediamo in una dettagliata legislazione comune europea in campo sociale .
Ciò non impedisce che gli Stati membri possano coordinarsi e scambiare idee in
ambito sociale .
Nella relazione Damião sono prese in esame alcune legittime rivendicazioni per una
migliore sicurezza delle lavoratrici di tutta Europa , per una migliore mobilità e
per un mercato interno meglio funzionante , e viene altresì rivendicato il diritto
all ' autodeterminazione per quanto riguarda i dettagli delle varie politiche
sociali nazionali .
A tale riguardo , la relazione è squilibrata .
La mia domanda conclusiva è : perché il Parlamento europeo dovrebbe decidere che
ogni donna , in tutta Europa , debba prendersi otto settimane di permesso dopo il
parto ?
Conosco diverse donne che sono volute tornare al lavoro prima di questo termine .
La libertà di scelta va tutelata .
Signor Presidente , è giusta la critica che la onorevole Damião , autrice di questa
relazione , muove nei confronti della Commissione per il ritardo registrato nel
processo di revisione della direttiva in questione .
E ' positivo che la relazione lamenti il fatto che la Commissione non abbia
rispettato il calendario definito dalla direttiva e che non sia stata effettuata la
valutazione di efficacia della sua pratica , ponendo l ' accento sulla necessità di
una proposta per la revisione urgente , per la quale suggerisce l ' introduzione di
varie misure , che essenzialmente appoggiamo e con le quali siamo d ' accordo .
Durante il dibattito in seno alle commissioni parlamentari , abbiamo presentato
diverse proposte al fine di garantire il diritto obbligatorio agli intervalli
durante il lavoro per consentire l ' allattamento , il diritto alla non -
discriminazione sul lavor. segnatamente in termini salarial. delle lavoratrici
gestanti , puerpere o in periodo di allattamento , il diritto di avanzamento nella
carriera , nonché il diritto di assunzione , richiamando l ' attenzione in
particolare sulla situazione delle lavoratrici con contratti a termine o atipici .
In linea di massima tutte le proposte sono state accettate , ad eccezione di quella
che si riferiva al pagamento dell ' indennità durante la sospensione dell '
attività e del congedo di maternità , che dovrebbe corrispondere al 100 per cento
del salario precedente ed essere preso in considerazione per effetto dell '
acquisizione dei diritti pensionistici .
Auspico che il Parlamento approvi la proposta .
Signor Presidente , se l ' intento della Commissione sull ' argomento era quello di
migliorare effettivamente la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti o
puerpere , possiamo dire che essa non ha centrato il suo scopo .
Sono due , infatti , le evidenti lacune della sua relazione : la tardività e la
limitazione .
La relazione avrebbe dovuto trovare luce già nel 1997 ma , se pur tardiva , avrebbe
dovuto almeno porre rimedio alla formulazione poco chiara di alcuni articoli della
direttiva , nonché definire i tanti , indeterminati concetti che hanno suscitato
molteplici interpretazioni ; senza parlare , tra i vari dati utili assenti , delle
risultanze dei questionari inviati agli Stati membri , nonché dei risultati del
coordinamento legislativo e delle attività in merito da parte del Centro europeo di
normalizzazione .
Già nel 1992, il Parlamento europeo riteneva necessaria la revisione di quella
direttiva , perciò oggi , data la necessità di un ' economia sociale di mercato ,
sono condivisi gli obiettivi della relazione della collega Damião : legare le
politiche per la maternità alla politica della famiglia ed eliminare le
indeterminazioni dando un concreto , quantificato miglioramento ai diritti delle
lavoratrici gestanti e puerpere .
Signor Presidente , signora Vicepresidente della Commissione , l ' inserimento
della donna nel mercato del lavoro fa sì che , ad un certo momento , la sua vita
lavorativa venga a coincidere con una gravidanza , il che , a volte , la obbliga a
chiedere permessi supplementari al fine di non mettere a repentaglio né la propria
salute né quella del bambino che porta in grembo .
La gravidanza è uno stato naturale della donna che la società deve rispettare ,
salvaguardare e proteggere .
La società deve tutelare in particolare la donna lavoratrice facilitando la sua
permanenza sul posto di lavoro .
L ' inserimento della donna nel mondo del lavoro è una realtà irreversibile e le
donne non devono essere messe nella situazione di dover scegliere tra avere figli o
mantenere il posto di lavoro a causa delle complicazioni a cui una gravidanza
potrebbe dar luogo .
L ' invecchiamento della popolazione , unito al basso tasso di natalità nell '
Unione europea , fa sì che questo sia un argomento di enorme importanza per tutte
le parti sociali .
Tanto importante quanto la tutela della donna gestante è agevolare l ' allattamento
materno , che va a beneficio della salute sia della madre sia del bambino .
Proteggere la maternità e l ' allattamento materno non può essere considerata una
disparità di trattamento tra uomini e donne , dato che la maternità è esclusiva
delle donne ed è la donna che va protetta , indipendentemente dal fatto che anche
gli uomini possano beneficiare del congedo di paternità .
Gli Stati membri devono accogliere gli eventuali effetti negativi della direttiva
facilitando per gli imprenditori l ' assunzione di donne giovani ed esonerandoli
dal pagamento degli oneri sociali durante il congedo di maternità .
La direttiva deve includere un permesso minimo di 20 settimane , con un periodo
obbligatorio di almeno otto settimane dopo il parto .
Va garantito uno stipendio minimo pari all ' 80 percento dello stipendio precedente
senza alcuna perdita dei diritti pensionistici .
Il divieto di licenziamento durante la gravidanza dev ' essere osservato in modo
rigoroso .
La gravidanza non dev ' essere in nessun caso motivo di discriminazione nei
confronti della donna .
La Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità deplora in modo
unanime , attraverso il parere presentato , il ritardo con cui ha operato la
Commissione ; tale ritardo appare ancor più grave alla luce del fatto che copre il
periodo dal 1992 al 2000, vale a dire una fase in cui si sono verificati i maggiori
cambiamenti per quanto riguarda l ' entrata della donna nel mondo del lavoro .
Inoltre riteniamo che questa mancanza normativa favorisca un fenomeno molto grave
che si sta verificando fra i giovani , vale a dire la rinuncia alla maternità .
Chiediamo alla Commissione che , prima della fine del 2000, presenti una proposta
di modifica della direttiva 92 / 85 / CEE e che tale direttiva possa essere
applicata a tutte le lavoratrici gestanti , in tutti i campi e mansioni , senza
eccezioni né condizioni .
La nuova normativa deve essere chiara e innovativa .
Deve contemplare i casi di nuove situazioni lavorative e anche la nuova situazione
familiare costituita dalle famiglie monoparentali .
La lavoratrice gestante deve poter disporre di una tutela adeguata , specifica per
il suo stato , ma questo non deve implicare alcuna discriminazione né riduzione
delle sue opportunità di accesso al posto di lavoro , anzi .
Dobbiamo essere in grado di mettere a disposizione i mezzi adeguati affinché il
periodo di allattamento sia compatibile con il lavoro .
Signor Presidente , oggigiorno , nell ' Europa di oggi , non è possibile che le
donne si trovino a rinunciare a un ' occupazione e ancor meno alla maternità .
Signor Presidente , nella relazione della Commissione , che ho letto con grande
attenzione , si legge : " in linea generale la direttiva 92 / 85 / CEE è stata
adeguatamente applicata dagli Stati membri , come dimostra lo scarso numero di
denunce per violazioni dei diritti delle lavoratrici gestanti pervenute alla
Commissione " .
La relatrice però ha ignorato queste osservazioni , considerandole irrilevanti e
affermando invece che la direttiva originaria non era abbastanza audace .
Innanzitutto la relazione intende armonizzare la politica sociale in tutta l '
Unione europea , anziché lasciare agli Stati membri il compito di definirne i
dettagl. questo particolare è stato sottolineato con grande vigore dall ' onorevole
Olle Schmidt nell ' odierno dibattito .
In secondo luogo la relazione vorrebbe migliorare le condizioni occupazionali delle
lavoratrici gestanti e puerpere con la concessione di congedi di maternità
supplementari e salari minimi garantiti : né l ' una né l ' altra di queste
proposte rientrano nel campo della salute e della sicurezza ; la relatrice propone
soluzioni ad un problema che non riguarda né la salute né la sicurezza .
Come conservatori britannici confermiamo il nostro impegno a favore della salute e
della sicurezza di tutti i lavoratori , con speciale riguardo per le categorie più
vulnerabili , e ci dichiariamo ancora una volta fautori della sussidiarietà in
materia di condizioni occupazionali .
Ribadiamo però la nostra volontà di aiutare un numero sempre maggiore di donne a
entrare nel mondo del lavoro , senza erigere invece ulteriori barriere all '
occupazione femminile .
Invitiamo quindi l ' Assemblea a respingere la relazione .
Signor Presidente , il testo è importante nella misura in cui la legislazione
interessata ha ripercussioni non trascurabili sul benessere delle donne e dei
bambini , vale a dire sul futuro della nostra società .
E ' sorprendente che la Commissione abbia atteso così a lungo prima di presentare
al Parlamento la relazione di valutazione sull ' applicazione della direttiva e
alcune proposte volte a migliorare le condizioni di accesso al congedo di maternità
.
Ho l ' impressione che , nella proposta di revisione della direttiva che chiediamo
alla Commissione di presentare rapidamente , sia essenziale preservare la realtà di
tre principi fondamentali per la donna ed il suo sviluppo : il divieto di
licenziamento durante la gravidanza o il congedo di maternità , il diritto ad un
congedo minimo obbligatorio remunerato e la contabilizzazione ai fini pensionistici
di tale congedo .
Mi pare peraltro che la nuova direttiva dovrebbe comportare sostanziali
miglioramenti , in modo particolare la possibilità offerta a tutte le donne di
beneficiare di un congedo di maternità di venti settimane , senza obbligo di
usufruirne integralmente , ma con l ' obbligo per il datore di lavoro di proporlo e
con un obbligo minimo di otto settimane dopo il parto per favorire lo sviluppo del
legame madre - figlio .
Per quanto riguarda le gravidanze a rischio e la nascita di bambini disabili , è
evidente che andranno elaborate proposte che prevedano , tenuto conto delle
specificità , una maggiore durata del periodo di astensione per maternità .
In merito alla definizione dell ' importo , sembra che la cifra da prendere in
considerazione debba corrispondere quanto meno all ' 80 percento della retribuzione
precedente , compresa la maturazione dei diritti pensionistici .
E ' infine auspicabile che il testo rafforzi contemporaneamente il divieto formale
di licenziamento durante la gravidanza ed il congedo di maternità .
Signor Presidente , mi complimento con la relatrice per il lavoro svolto a
salvaguardia della donna in un momento particolare della sua vita , quale quello
della gravidanza e della maternità .
Rappresenta certo un passo avanti , non solo a favore della donna in generale , ma
tutela il diritto di famiglia e ne difende i valori fondamentali .
Il Partito popolare europeo ha sempre ritenuto che il concetto di famiglia , inteso
come nucleo fondamentale della società , sia la base per la costruzione europea e i
valori cristiani cui si ispira ne impongono il rispetto .
In un momento , poi , in cui l ' Europa presenta problemi demografici , è
necessario che le Istituzioni diano un segnale forte nel rassicurare le donne che
lavorano , le quali devono avere la serenità sufficiente e le garanzie necessarie
per scegliere di essere madri .
Ecco perché è necessario disporre di un periodo adeguato di astensione dal lavoro
prima del parto e ancor più dopo , in presenza di un bambino da allattare , da
crescere e da educare .
L ' indennità quindi in questo periodo non deve subire particolari decurtazioni e
tanto meno può soffrire il trattamento pensionistico .
Aggiungo che , nella fattispecie , vanno garantite anche le lavoratrici autonome
mediante un diritto all ' indennità , la cui copertura è da costituirsi con fondi
nazionali settoriali a base contributiva .
Esprimo , infine , il mio accordo nel sostenere il divieto di licenziamento della
donna durante questo periodo , unitamente al fatto che i costi derivanti dalle
indennità destinate a una lavoratrice in maternità non gravino direttamente sull '
azienda privata ove essa lavora , ma siano assunti per intero dall ' istituzione
pubblica , e ciò al fine di evitare penalizzazioni della donna sul mercato del
lavoro e fatti discriminatori .
Onorevoli deputati , vi chiedo di fare silenzio , non pretendo un religioso
silenzio , ma il silenzio che si conviene a questa sede per poter ascoltare con
attenzione il Commissario , signora De Palacio .
-- ( ES ) Signor Presidente , in primo luogo desidero ringraziare la onorevole
Damião per la bellissima relazione che ha presentato , anche se contiene una serie
di critiche nei confronti del lavoro della Commissione .
Ritengo di dover accettare le critiche in quanto sono certa che si basano su fatti
concreti .
Ritengo anche , però , di dover dare una giustificazione e una spiegazione .
Per preparare il suo testo , la Commissione ha dovuto basarsi sulla documentazione
fornita dai diversi Stati e , purtroppo , tale documentazione non è stata
consegnata con la celerità e la disponibilità che la Commissione si aspettava .
Questo spiega il ritardo con cui la relazione è stata pubblicata .
La Commissione condivide pienamente l ' interesse del Parlamento per il
miglioramento della tutela delle lavoratrici gestanti e puerpere .
La legislazione comunitaria e la giurisprudenza della Corte di giustizia europea
non offrono ancora una struttura sufficiente anche se , senza dubbio ,
costituiscono elementi chiave per poter continuare a progredire in questo aspetto
essenziale della garanzia dei diritti alle lavoratrici gestanti .
La direttiva 92 / 85 fu adottata prima del Trattato di Amsterdam .
Riteniamo che adesso , dopo il Trattato , potremo spingerci ancora più in là e fare
qualche passo avanti .
Questo è quello che ci proponiamo e per questo prepareremo una relazione
complementare sull ' applicazione di questa direttiva , che verrà presentata nel
2002 .
Come ben sapete , onorevoli deputati , la settimana scorsa la Commissione ha
approvato la nuova agenda sulla politica sociale per il periodo 2000 - 2005 ed è in
questo ambito che speriamo di dare una soluzione adeguata , non solo a questo
problema concreto , ma anche a tutta una serie di altre questioni .
Signor Presidente , questa è l ' ultima volta nel corso della settimana in cui
siamo presenti in gran numero in quest ' Aula .
Desidero richiamare l ' attenzione sua e degli onorevoli colleghi su un fatto
alquanto spiacevole .
Il Parlamento gode di un ' ottima reputazione presso la stampa , perché è riuscito
per vent ' anni a emettere due volte al giorno un comunicato destinato alla stampa
scritta .
Il sistema adesso è stato modificato .
Ho appena verificato come ha funzionato questa settimana .
Il comunicato stampa relativo alla commemorazione dell ' ex Presidente Pflimlin è
stato divulgato appena alle 23.22 di lunedì .
La relazione sul Vertice di Feira è stata resa pubblica martedì mattina . La
relazione sulla seduta in materia di discarico di martedì mattina è stata
pubblicata alle 21.12. La relazione sullo Zimbabwe di martedì pomeriggio è stata
divulgata alle 22.55. La relazione sulla BCE di mercoledì mattina è stata diffusa
alle 20.00 di quello stesso giorno .
Ciò fa sì che la stampa non tragga alcun beneficio da questo tipo di resocontazione
.
Infatti a quell ' ora le redazioni sono già chiuse e si offrono notizie vecchie .
Signor Presidente , la invito a ripristinare il vecchio sistema e a far sì che le
relazioni e i comunicati stampa quotidiani non solo vengano pubblicati per tempo ,
ma forniscano anche una panoramica completa e decentrata in base alla lingua .
La esorto a chiedere all ' Ufficio di presidenza di riflettere seriamente al
riguardo e di ritornare su una decisione assunta in precedenza .
Onorevole collega , le sue osservazioni saranno naturalmente comunicate ai nostri
servizi , in modo che possiamo fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile .
Signor Presidente , un richiamo al Regolamento . So benissimo che l ' ordine del
giorno prevede un gran numero di votazioni , e mi dispiace di ritardare i lavori
del Parlamento .
Ho appena scoperto però che la votazione sulla mia relazione sarà l ' ultima ;
vorrei dire che non sono stato consultato in proposito .
Anzi , in precedenza ho fatto notare che la votazione dovrebbe aver luogo quanto
prima , visto che ho un unico volo per tornare a cas. ed essendo un esperto del
settore dell ' aviazione , sono consapevole più di chiunque altro del problema .
Mi trovo perciò bloccato qui .
Mi affido alla clemenza dell ' Assemblea : sarebbe possibile anticipare la
votazione sulla relazione Atkins ?
Prendo atto della sua richiesta .
Signor Presidente , nel caso lei accolga la richiesta del collega , propongo che
almeno l ' ordine di votazione sia fissato così come deciso ieri .
Sarebbe un ' altra cosa !
Onorevole Mombaur , io non ho accolto la richiesta dell ' onorevole Atkins , l ' ho
semplicemente registrata .
C ' è un determinato ordine di votazione , che seguirò , e mi dispiace se alcune di
queste relazioni non saranno votate stamattina ma nel pomeriggio .
Passiamo ora alle votazioni .
VOTAZIONI
Signor Presidente , come ha già rilevato , la votazione riguarda proposte di
compromesso che sono state definite nell ' ambito di una concertazione informale
con la Commissione .
Il 16 maggio abbiamo rinviato la relazione , alla quale nel frattempo abbiamo
apportato miglioramenti .
Con questa procedura , il Parlamento ha dimostrato nuovamente alla Commissione la
propria volontà di avere pieno potere di codecisione anche a livello di commissione
per l ' agricoltura e nel settore agricolo e proprio la procedura seguita in questa
vicenda ci ha permesso di ottenere ciò che volevamo .
Ringrazio la Commissione per la collaborazione ed esprimo l ' auspicio che la
Commissione difenda ora di fronte al Consiglio i compromessi raggiunti , in modo
che essi possano essere respinti soltanto all ' unanimità .
La Commissione e il Parlamento , agendo di comune intesa , hanno conquistato una
posizione di forza e mi auguro che questa esperienza possa fungere da esempio anche
per la Conferenza intergovernativa di Nizza .
Signor Presidente , signora Commissario , onorevoli colleghi , desidero esprimere
la mia sincera e sentita gratitudine non solo alla Commissione , ma anche a tutti i
collaboratori e a tutti i colleghi della commissione per l ' agricoltura per essere
riusciti a raggiungere insieme questo compromesso .
Vi chiedo di approvare oggi il dossier poiché , in caso contrario , il Consiglio
del 16 e 17 luglio sarebbe nella condizione di prendere una decisione in assenza di
un parere del Parlamento , non avendo noi tenuto fede , secondo una sentenza della
Corte di giustizia europea , al nostro dovere di collaborare in modo leale e
disponibile .
Per questo motivo vi invito ad approvare oggi il dossier in esame .
Rinnovo i miei ringraziamenti per la collaborazione .
Signora Commissario , vuole rispondere alla domanda del collega ?
Signor Presidente , onorevoli deputati , farò alcune brevi osservazioni .
Posso confermare che la Commissione accoglie dodici dei tredici emendamenti di
compromesso presentati .
Peraltro , la Commissione nutre alcune riserve sulla formulazione legislativa e
sull ' inserimento degli emendamenti nel testo , mentre per quanto concerne il
contenuto la Commissione appoggerà senz ' altro le proposte di compromesso durante
la discussione con il Consiglio . In merito all ' emendamento n .
46, vorrei rilevare che i trasferimenti volontari di quote da uno Stato membro ad
un altro possono essere eseguiti una volta soltanto , poiché altrimenti si
verificherebbero facilmente distorsioni nel sistema di ripartizione . Riguardo all
' emendamento n .
51, la Commissione prende atto della preoccupazione manifestata dalla commissione
sul livello degli aiuti per la coltivazione di piante a fibra lunga ; nel
contempo , però , non può che far presente ancora una volta che le possibilità di
valutazione sono limitate se si chiede la presentazione di una relazione già dopo
il primo anno della riforma .
Infine , a nome del mio collega Commissario Fischler e della Commissione tutta
desidero ringraziare il Parlamento per la collaborazione .
Ritengo che le proposte di compromesso che sono state elaborate abbiano contribuito
non solo ad un miglioramento , ma anche e soprattutto all ' ulteriore sviluppo di
questo dossier .
( Il Parlamento approva la risoluzione legislativa )
Relazione senza discussione ( A5 - 0182 / 2000 ) dell ' onorevole Stauner a nome
della commissione per l ' occupazione e gli affari sociali , sul progetto di
orientamenti relativi ai vari tipi di azioni innovative nel contesto dell '
articolo 22 del Regolamento generale ( CE ) 1260 / 1999 del 21 giugno 199 .
Azioni innovative nel quadro dell ' articolo 6 del regolamento FSE [ C5 - 235 / 200
.
2000 / 2127 ( COS ) ]
( Il Parlamento approva la proposta di risoluzione )
Relazione ( A5 - 0183 / 2000 ) dell ' onorevole Bourlanges a nome della commissione
per i bilanci , sul progetto di bilancio rettificativo e suppletivo n . 1 / 2000 al
bilancio delle Comunità europee per l ' esercizio 2000 [ C5 - 0314 / 2000 ]
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0192 / 2000 ) dell ' onorevole Virrankoski a nome della
commissione per i bilanci , sul progetto di bilancio rettificativo e suppletivo 2
al bilancio delle Comunità europee per l ' esercizio finanziario 2000 [ C5 - 0342 /
2000 ]
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0190 / 2000 ) dell ' onorevole Stauner a nome della commissione
per il controllo dei bilanci , sul discarico da concedere alla Commissione sull '
esecuzione del bilancio generale dell ' Unione europea per l ' esercizio 1998 [ SEC
( 1999 ) 41 .
C5 - 0006 / 199 .
1999 / 2050 ( DEC ) ]
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0167 / 2000 ) dell ' onorevole Rühle a nome della commissione per
il controllo dei bilanci , sulla concessione del discarico alla Commissione per la
gestione finanziaria del sesto , settimo e ottavo Fondo europeo di sviluppo per l '
esercizio 1998 [ COM ( 1999 ) 22 .
C5 - 0003 / 199 .
1999 / 2004 ( DEC ) ]
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0189 / 2000 ) dell ' onorevole Kuhne a nome della commissione per
il controllo dei bilanci , sulla concessione del discarico sull ' esecuzione del
bilancio generale per l ' esercizio 1998 Sezione .
Parlamento europeo / Allegato Mediatore [ SEC ( 1999 ) 41 .
C5 - 0008 / 199 .
1999 / 2051 ( DEC ) ]
Signor Presidente , onorevoli colleghi , mi rincresce di dover intervenire sulla
relazione dell ' onorevole Kuhne , ma si tratta di una vicenda assai complessa .
In questa relazione , che , come tutti sanno , riguarda la concessione del
discarico sull ' esecuzione del bilancio del Parlamento per l ' esercizio 1998, ci
sono un punto 18 e un trattino 6 .
Il trattino 6 si occupa del nostro gruppo .
I presidenti dei gruppi avevano concordat. e tutti i presidenti lo possono
confermar. che nella relazione non sarebbero stati affrontati casi concreti
relativi a singoli gruppi e che eventuali problemi sarebbero stati affrontati
insieme anche in futuro .
Dopo aver rilevato che questa formulazione è ripresa tale e quale nella relazione ,
a nome del mio gruppo ho presentato una proposta di compromesso che , come mi è
stato comunicato qualche giorno fa , avrebbe incontrato il favore del relatore .
Successivamente abbiamo rinunciato a presentare una proposta che riguarda i
problemi del gruppo PSE .
Ora apprendo che il gruppo PSE non intende appoggiare il nostro emendamento n . 10,
che porta il mio nome .
Dichiaro in questa sede con molta chiarezza e con grande serietà , nonché con
notevole rincrescimento , che l ' accordo concluso tra i presidenti dei gruppi è
stato tradito .
E ' stata tradita la correttezza !
Dichiaro altresì che il nostro gruppo si sente preso in giro , e parlo non solo a
titolo personale bensì a nome dell ' intero gruppo !
Se il gruppo PSE non voterà a favore dell ' emendamento n . 1. e questo è un suo
problema - , mi permetto di rilevare che la decisione che il gruppo PSE prenderà
oggi sarà una decisione molto pesante .
( Applausi dai banchi del gruppo PPE - DE )
Onorevole Poettering , come lei sa , le dichiarazioni di voto si fanno dopo le
votazioni .
Ora non possiamo aprire un dibattito , anche se il soggetto è molto delicato .
Signor Presidente , ho constatato che la legge non è uguale per tutti . Volevo fare
un intervento sulla stessa linea , in occasione dell ' Assemblea plenaria
precedente , sulla risoluzione su Feira , ma non mi concessero l ' autorizzazione
di farlo e perciò intervenni in un altro momento , alla fine .
Ricordo che ci fu una protesta generale fra quei seggi affinché si rispettasse il
Regolamento . Oggi non è stato così .
Quello che voglio sottolineare a nome del mio gruppo è che è assolutamente
inammissibile in primo luogo che si citi un accordo che non esiste , in secondo
luogo che si minacci il mio gruppo .
Non ha senso condizionare il voto degli altri .
Accetto il fatto che uno possa difendere le proprie posizioni , quello che non si
può accettare è che a questo punto , prima della votazione , si minacci il mio
gruppo riguardo un tema che è stato votato dalla commissione per il controllo dei
bilanci , con i voti , tra l ' altro , anche dei deputati di quei seggi .
Inoltr. e con questo concludo signor President. è stato detto che nella relazione
Kuhne non si fa menzione di alcun gruppo .
Consiglio all ' onorevole Poettering di leggere attentamente la relazione .
( Applausi del gruppo PSE )
Signor Presidente , nella mia veste di relatore desidero fare qualche breve
osservazione .
La prima è di carattere generale .
Ritengo che sarebbe bene se in questo Parlamento ci abituassimo in futuro a non
sentire violata la nostra sensibilità , durante le procedure di discarico del
bilancio , soltanto quando sono in gioco i nostri comportamenti .
Seconda osservazione : nella mia relazione originaria , approvata dalla commissione
in marzo e sottoposta al voto dell ' Assemblea in aprile , avevo proposto di
affrontare nella relazione un problema che riguarda il mio gruppo .
A suo tempo , in sede di commissione , il mio gruppo e il gruppo Verts / ALE
avevano deciso di risolvere tale problema , che riguarda il pagamento di funzionari
del partito con fondi riservati al gruppo .
Con una maggioranza di voti , espressa dai gruppi PPE - DE ed ELDR , la mia
richiesta fu depennata dalla proposta di relazione .
Se l ' onorevole Poettering non era già a conoscenza di questa circostanza , può
prenderne atto adesso .
Mi sia concessa un ' osservazione di principio in quanto relatore per la procedura
di discarico .
Il discarico per l ' esecuzione del bilancio del Parlamento è stato collegato alla
questione delle finanze dei gruppi a seguito di una proposta in tal senso
presentata nel mese di aprile dall ' onorevole Elles a nome del gruppo PPE - DE .
Quella che avete portato avanti era una proposta vostra , del vostro stesso
gruppo !
Ed è in base proprio a questa proposta che la relazione contiene il punto da voi
contestato .
Allora fu fatto esplicito riferimento alla relazione della Corte dei conti .
A nessun relatore per una procedura di discarico in cui siano coinvolti i gruppi
può essere negato il discarico in forza di un accordo tra i presidenti dei gruppi ,
che tale accordo esista o meno .
Richiamarsi al fatto che i presidenti dei gruppi si autoconcedano il discarico , è
di per sé un fatto che merita ulteriori approfondimenti .
Un ' ultima osservazione sul carattere di compromesso .
E ' successo più di una volta che qualcuno abbia dichiarato come compromesso una
propria proposta .
Nessuno , in nessun momento , è venuto da me per discutere se questo sia o meno un
compromesso .
Mi è stato chiesto semplicemente se potevo accettare la proposta ed io ho risposto
di no , perché non crea affatto maggiore trasparenza nella questione in gioco . Per
tale motivo continuo ad essere contrario alla proposta .
( Applausi )
( Il Parlamento approva la proposta di decisione )
Raccomandazione per la seconda lettura ( A5 - 0193 / 2000 ) della commissione per l
' ambiente , la sanità pubblica e la politica dei consumatori , relativa alla
posizione comune presentata dal Consiglio in vista dell ' azione del regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema di identificazione
e di registrazione dei bovini e relativo all ' etichettatura delle carni bovine e
dei prodotti a base di carni bovine e che abroga il regolamento ( CE ) n . 820 / 97
[ 8251 / 1 / 200 .
C5 - 0270 / 200 .
1999 / 0204 ( COD ) ] ( Relatore : onorevole Papayannakis )
Gli emendamenti nn . 1, 2, 3 e 5 mirano ad abolire l ' obbligo di indicare sulle
etichette la categoria dell ' animale .
Ci sono già state discussioni sulla definizione della categoria degli animali in
sede di comitato amministrativo e la Commissione è fiduciosa che si troveranno
soluzioni tali da soddisfare la maggioranza degli Stati membri , se non addirittura
tutti .
La Commissione ritiene pertanto che sia fondamentale far entrare in vigore le
disposizioni sull ' etichettatura il 1o settembre .
Se si riaprisse l ' intera discussione , si farebbe slittare l ' entrata in vigore
delle norme .
Di conseguenza , gli emendamenti non possono essere accolti .
Sull ' emendamento n . 4, la Commissione è giunta alla conclusione che la proposta
di regolamento assicuri già la piena sicurezza sull ' origine dei prodotti .
Pertanto la Commissione non ritiene che sussista alcun motivo per accettare questo
emendamento , che dunque respinge insieme con l ' emendamento n .
6 . A nome della Commissione desidero tuttavia rilevare che è possibile già ora
indicare in etichetta la data di produzione della carne macinata , secondo la
procedura volontaria semplificata .
Mi permetto di segnalare ancora una volta che il Commissario Fischler ha dichiarato
ieri che la maggior parte degli emendamenti sono già stati approvati ed inseriti
nel testo dopo le discussioni avvenute in Parlamento durante la prima lettura .
( Il Presidente dichiara approvata la posizione comune così modificata )
Raccomandazione per la seconda lettura ( A5 - 0165 / 2000 ) della Commissione per l
' ambiente , la sanità pubblica e la politica dei consumatori , relativa alla
posizione comune definita dal Consiglio in vista dell ' adozione del regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio sull ' adesione volontaria delle
organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit ( EMAS ) [ 10677 / 2
/ 199 .
C5 - 0098 / 200 .
1998 / 0303 ( COD ) ] ( Relatore : onorevole García - Orcoyen Tormo )
La Commissione può accogliere gli emendamenti nn . 1, 2, la terza parte del n .
19, i nn . 3, 4, 16, la quarta parte del n .
19, i nn . 22, 25 nonché la prima e terza parte del n .
30 ; approva in linea di principio gli emendamenti n . 32 e la seconda parte del
n .
33, mentre non può accettare tutti gli altri .
Dopo l ' emendamento n. 49
Signor Presidente , affinché il gruppo PPE e il gruppo ELDR possano accettare l '
emendamento n .
41, presento un emendamento orale . Propongo di sostituire la dicitura " l '
inserimento attivo dei lavoratori e dei loro rappresentanti " con " l ' inserimento
dei lavoratori e dei loro rappresentanti nell ' organizzazione " .
( Il Presidente dichiara approvata la posizione comune così modificata )
Raccomandazione per la seconda lettura ( A5 - 0166 / 2000 ) della commissione per l
' ambiente , la sanità pubblica e la politica dei consumatori , relativa alla
posizione comune definita dal Consiglio in vista dell ' adozione della direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio concernente i valori limite per il benzene
ed il monossido di carbonio nell ' aria ambiente [ 5860 / 1 / 200 .
C5 - 0182 / 200 .
1998 / 0333 ( COD ) ] ( Relatore : onorevole Breyer )
La Commissione non può accogliere l ' emendamento n .
4 . Accoglie , invece , in linea di principio gli emendamenti nn .
5 e 6 e pienamente gli emendamenti nn . 2 e 3 .
Non ci sono gli emendamenti 5 e 6 .
Qui ci sono solo quattro emendamenti .
( Il Presidente dichiara approvata la posizione comune così modificata )
Consiglio europeo del 19 / 20 giugno 2000 a Santa Maria da Feira
Proposta di risoluzione ( B5 - 0583 / 2000 )
( Il Parlamento respinge la proposta di risoluzione )
Proposta di risoluzione ( B5 - 0585 / 2000 )
( Il Parlamento respinge la proposta di risoluzione ) - Proposta di risoluzione
comune ( ) sulle conclusioni del Consiglio europeo di Feira del 19 e 20 giugno 2000
( Il Parlamento approva la risoluzione ) Proposta di risoluzione comune ( ) sulla
delegazione di osservatori dell ' Unione sulle elezioni nello Zimbabwe
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Tratta di esseri umani
Proposta di risoluzione B5 - 0595 / 2000 sull ' immigrazione clandestina e la
scoperta dei cadaveri di 58 immigranti clandestini a Dover
( Il Parlamento respinge la proposta di risoluzione ) - Proposta di risoluzione
comune ( )
Signor Presidente , in quanto rappresentante popolare trovo sia molto importante
mantenere gli impegni sottoscritti .
Mi rendo conto che , nella prassi parlamentare , può non essere piacevole doversi
rimangiare la parola data , però nel nostro gruppo ci sono posizioni diverse sulla
tematica dell ' immigrazione illegale e delle organizzazioni criminali che si
occupano di immigrazione clandestina .
Per questo motivo abbiamo ritirato la nostra firma dalla risoluzione comune .
La prego di prenderne atto .
( Il Parlamento approva la risoluzione comune )
Presidente .
Data l ' ora , interrompiamo qui il turno di votazioni , che riprenderà alle
17.30 .
Signor Presidente , rispetto la sua decisione .
Vorrei tuttavia far presente che votare un giovedì pomeriggio di luglio su
questioni legislativ. la prossima relazione in votazione è infatti una relazione
legislativ. è , a dir poco , sconsiderato Mi oppongo recisamente a una simile
decisione !
Onorevole Roth - Behrendt , la voglio informare che non c ' è solo una relazione
legislativa , ma ben quattro !
Di conseguenza , se si voleva trattarle tutte allo stesso modo avremmo dovuto
votare ben oltre le 14.00, cosa che non possiamo fare .
Eppoi si vota normalmente quando c ' è un ' Aula disponibile a farlo , non quando c
' è una situazione di indisponibilità .
Termina qui il turno di votazioni .
DICHIARAZIONI DI VOTO
Signor Presidente , per quanto riguarda la votazione sulla relazione Papayannakis
chiedo alla Commissione di convocare un comitato di conciliazione per la settimana
prossima , in modo da risolvere la questione prima della scadenza del 1 º settembre
.
La prego di informare la signora Commissario , visto che in questo momento non sta
ascoltando .
Relazione Schierhuber ( A5 - 0124 / 2000 )
Esistono gravi riserve in merito alla proposta di regolamento CE 1251 / 1999
concernente il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre , in quanto la
ripartizione delle quote tra gli Stati membri è sproporzionata .
Paesi come la Grecia , aventi un settore agricolo rilevante ed un ' elevata
percentuale di occupati in lavori agricoli , hanno a disposizione quote inferiori
per quanto riguarda sia il lino che la canapa .
Colgo l ' occasione per sottolineare che è necessaria una campagna d ' informazione
negli Stati membri in modo da arginare la demagogia e l ' ignoranza circa la canapa
tessile , che nel caso della Grecia hanno portato alla chiusura , da parte della
polizia , di negozi che vendevano tessuti di canapa , nonché alla rovina di piccole
imprese .
Relazione Stauner ( A5 - 0182 / 2000 )
Signor Presidente , i pensionati , come gli anziani , sono favorevoli alle novità ,
anche se qualcuno potrebbe pensare il contrario e quindi , ogni occasione nella
quale , nel decidere sui Fondi strutturali , si inseriscono delle regole affinché
ci siano delle azioni innovative , non può che trovarmi favorevole quale
rappresentante del Partito dei pensionati .
In questa occasion. e lo faccio volentier. auspico , dopo aver spiegato ovviamente
che ho votato a favore , che in futuro si inseriscano , tra i progetti da
finanziare come azioni innovative , anche progetti che si rivolgono non soltanto al
miglioramento dell ' attività lavorativa in senso stretto , ma anche a tutto quanto
riguarda i pensionati , i quali godono , nel loro periodo di assenza di attività
lavorativa , della contribuzione versata in occasione di lavoro , periodo che , in
senso lato , è un continuamento dell ' attività lavorativa .
Relazione Virrankoski ( A5 - 0192 / 2000 )
Signor Presidente , intervengo semplicemente per dire che i deputati radicali si
sono astenuti su questo voto della relazione Virrankoski , perché il Consiglio ha
voluto accaparrare a sé , al bilancio del Consiglio , anche le spese derivanti
dalle missioni , che esperti militari o altri potrebbero essere condotti a fare nel
quadro della PESC .
Poiché il nostro Parlamento è stato sempre molto vigilante a che le spese relative
alla PESC siano parte integrante del bilancio dell ' Unione , e quindi rientrino
nel bilancio della Commissione , noi siamo preoccupati dalla deriva che può
giungere dalla relazione Virrankoski , dalla tendenza cioè a mettere sempre più nel
bilancio del Consiglio spese di funzionamento , spese operative per quanto riguarda
la PESC .
E ' per questo che ci siamo astenuti sulla relazione Virrankoski .
Abbiamo votato contro la concessione di fondi supplementari ai consiglieri militari
perché crediamo che una politica di pace abbia bisogno di esperti di pace e di una
risoluzione non violenta del conflitto .
Relazione Stauner ( A5 - 0190 / 2000 )
Signor Presidente , ritengo che il Parlamento non possa accontentarsi di quanto ha
ottenuto finora .
Concedendo il discarico alla Commissione , corre il rischio di perdere credibilità
nel settore del controllo dei bilanci e della lotta contro le frodi .
Mi chiedo se l ' Assemblea sia realmente consapevole del fatto che , accordando il
discarico , si assume la responsabilità per i danni conseguenti .
Sarà difficile spiegare ai cittadini europei che nel caso Fléchard sono stati
insabbiati 14 milioni di euro versati da loro stessi in quanto contribuenti , e che
il Parlamento si accontenta di vuote promesse .
Tutti coloro che in quest ' Aula hanno votato a favore del discarico del bilancio
della Commissione si sono così assunti personalmente la responsabilità di quei
fatti .
Non c ' è da meravigliarsi se i cittadini nutrono sempre meno fiducia nell ' Europa
.
A nome del mio gruppo dichiaro che , per il motivo esposto , abbiamo votato contro
il discarico alla Commissione .
I membri del gruppo UEN hanno espresso voto contrario in occasione della votazione
del 6 luglio 2000 sul discarico per l ' esecuzione del bilancio generale dell '
Unione europea per l ' esercizio 1998 .
Il motivo è che l ' attuale Commissione , che si è impegnata ad attuare una
radicale riforma amministrativa , non dà prova di sufficiente volontà di portare a
termine tale riforma .
I numerosi esempi di riluttanza , ritardi e rifiuti di consegnare documenti alla
commissione per il controllo dei bilanci , unitamente al fatto , inaudito , che
relazioni e verbali di primaria importanza spariscono dagli archivi dove dovrebbero
stare , sono spiacevoli conferme del fatto che si continua a mantenere una gestione
tipica dell ' epoca dell ' assolutismo .
E ' palese che la chiusura ha lo scopo di proteggere i membri e i funzionari della
Commissione dalle sanzioni che si applicano in qualsiasi amministrazione nazionale
democratica , e senza le quali l ' amministrazione dell ' Unione europea non potrà
mai funzionare .
Durante la discussione sulla relazione ho citato due delle questioni ancora
aperte , ma sono solo i sintomi di una malattia .
Ad un anno dal suo insediamento , la Commissione non ha ancora presentato alcuna
proposta di modifica sostanziale delle disposizioni dello statuto dei funzionari ,
che garantiscono una protezione giuridica dell ' incapacità e della disonesta e che
sono assolutamente assurde in un ' amministrazione che asserisce di essere
democratica .
La discussione di questa relazione in seno alla commissione per il controllo dei
bilanci ha già dimostrato che alcuni deputati del Parlamento sono più impegnati nel
proteggere la Commissione dai cittadini che finanziano il bilancio dell ' Unione
europea , che a difendere il diritto di questi stessi cittadini ad una gestione
onesta ed efficiente del loro denaro .
Viene esercitata una pressione inaccettabile su molti relatori e quei gruppi
disonesti che hanno interesse ad ostacolare il chiarimento e la risoluzione di
gravi casi di frode e truffa nell ' amministrazione della Commissione non hanno
esitato ad arrivare alle minacce fisiche .
Oggi la maggioranza dei deputati del Parlamento ha votato a favore del discarico .
Non credo che molti di questi deputati siano soddisfatti della gestione economica
della Commissione , ma siamo arrivati al punto in cui la maggioranza preferisce
chiudere gli occhi piuttosto che rischiare che i propri cittadini ed elettori
ottengano informazioni esaurienti sulle situazioni scandalose che si ripetono anno
dopo anno .
Sono convinto che la maggioranza dei deputati finirà a lungo andare col rimpiangere
la propria indulgenza .
Il 6 giugno , nella mia qualità di relatrice , ho raccomandato alla commissione per
il controllo dei bilanci la concessione del discarico per l ' esecuzione del
bilancio della Commissione relativo all ' esercizio 1998 .
Oggi ho votato contro la concessione del discarico .
Il motivo determinante è stato il comportamento tenuto dal Commissario competente
per i bilanci nel caso Fléchard , una società sospettata di frode già dal 1992 .
Nonostante i sospetti , a questa società è stata condonata una penale di 14,6
milioni di euro ; nonostante i sospetti , in tutti questi anni la Commissione ha
continuato tranquillamente a fare affari con detta società senza chiederle nessuna
spiegazione .
Ora la Guardia di finanza italiana sta conducendo delle indagini e corre voce che
la Fléchard sia coinvolta in traffici illeciti e adulterazioni aventi come oggetto
il burro .
Non è sicuramente corretto emettere condanne a priori ; tuttavia , il Commissario
competente per i bilanci non ha il diritto di rifiutarsi di dire quanti milioni la
Commissione abbia pagato negli anni scorsi alla società in questione .
Il 24 maggio il Commissario , signora Schreyer , aveva promesso di comunicare tali
cifre alla commissione per il controllo dei bilanci , ma non lo ha ancora fatto ,
ricorrendo a sempre nuove scuse .
Martedì scorso , in questa sede , ci ha voluto far credere , asserendo il falso ,
di non poter fornire quelle cifre perché lo impedirebbe il regolamento n . 2390 /
1999 .
Il bilancio della Comunità non è un bilancio segreto .
Se la Commissione si rifiuta di render conto dei suoi atti , non possiamo che
reagire rifiutando la concessione del discarico .
E ' tutt ' altro che scontato concedere il discarico alla Commissione europea .
Negli anni passati le irregolarità finanziarie sono state tali da costringerci a
negare il discarico e ciò ha portato alle dimissioni della Commissione Santer .
Questa volta ci occupiamo dell ' esercizio 1998 e la valutazione è estremamente
difficile .
La responsabilità è tutta della Commissione precedente , ma ne stiamo discutendo
con l ' attuale Commissione Prodi , che ha dato avvio ad una gestione più corretta
e ad un ' indagine sulle frodi commesse in passato .
Nella primavera di quest ' anno il Parlamento ha giustamente rinviato la
concessione del discarico per l ' esercizio 1999 al fine di ottenere maggiori
chiarimenti e miglioramenti .
Tali miglioramenti in gran parte sono stati promessi , anche se una percentuale di
errori gravi superiore al 5 percento è spaventosamente elevata .
Il fatto che la relazione sulla riunione della Commissione in cui è stata ridotta
all ' osso la multa per l ' affaire Fléchard sia introvabile non è altro che una
presa in giro .
La commissione per il controllo dei bilanci è stata dibattuta tra un giudizio
severo e il beneficio del dubbio .
Quanto accaduto per ciò che concerne la motivazione del relatore può essere
definito vergognoso e rovina la reputazione della commissione .
In relazione alla valutazione finale se concedere o meno il discarico , abbiamo
concesso all ' odierna Commissione il beneficio del dubbio per quanto riguarda il
1998 .
La Commissione deve rendersi conto che ciò non crea un precedente per il discarico
per l ' esercizio 1999, in considerazione del fatto che per esso in parte è
personalmente responsabile e che inoltre nel frattempo ha avuto modo di mettere la
situazione a posto .
L ' onorevole Redondo mi ha chiesto la parola per una questione di procedura .
Signor Presidente , vorrei chiedere che la votazione sulla relazione relativa alla
protezione dei boschi venga rimandata alla prossima sessione in quanto oggi , per
questioni inderogabili , devo lasciare l ' Aula alle 17.00 .
Onorevole Redondo , ci sono diverse relazioni di carattere legislativo che non
abbiamo potuto mettere in votazione , perché non c ' era assolutamente tempo e
che , di conseguenza , saranno messe in votazione oggi pomeriggio , al termine del
turno di votazione delle urgenze , come sempre .
Come lei sa , determinate decisioni vengono prese dalla Conferenza dei presidenti .
Normalmente , quando cominciamo a votare a mezzogiorno , lo facciamo per un ' ora .
Oggi abbiamo iniziato alle 12.15 e abbiamo terminato di votare verso le 13.30. Il
tempo per votare alcune risoluzioni , come il Consiglio europeo di Feira , lo
Zimbabwe e la tratta degli esseri umani era un tempo relativamente breve .
Il voto per i progetti legislativi è relativamente lungo .
In ogni caso non è un tema da riprendere ora .
Terremo conto della sua osservazione e la faremo conoscere alla Conferenza dei
presidenti , perché nell ' ordine delle votazioni , così come abbiamo votato ,
tutti gli esami in seconda lettur. che sono un elemento che riguarda la nostra
capacità di Assemblea legislativ. si votano anche nell ' ordine dei progetti che
sono relativi al nostro potere di colegislazione .
Voglia scusarmi , signor Presidente , se riprendo il punto su cui ho concluso il
mio intervento precedente e se mi riallaccio a quanto testé detto dall ' onorevole
Swoboda .
Signor Presidente , ho ben compreso tutte le sue argomentazioni , però questa
settimana , per la prima volta , non abbiamo avuto alcuna votazione nel giorno di
martedì .
E ' stato deciso così .
Noi eravamo contrari , ma credo che anche la maggioranza del Parlament. se lo
avesse saput. e i relator. la onorevole Redondo Jiménez o l ' onorevole Arvidsson e
altr. sarebbero stati sicuramente contrari .
Se prendiamo una decisione del genere , dobbiamo dar prova di una certa dose di
flessibilità .
In questa cerchia un po ' ristretta mi permetto di rilevare che la maggior parte di
noi sono parlamentari esperti , e sappiamo bene che non tutte le sedute sono uguali
.
La seduta di giovedì della sessione di luglio è una seduta altamente delicata .
Lo sappiamo , non sarà bello però è così .
La prego quindi di verificare se i quattro progetti legislativi che sono ancora all
' ordine del giorno e sui quali si può votare senza impiegare troppo tempo possono
essere aggiornati alla prossima seduta .
La stessa onorevole Redondo Jiménez lo ha chiesto per la sua relazione , ed io
appoggio senz ' altro tale richiesta .
Credo e spero che anche l ' onorevole Arvidsson possa essere d ' accordo per quanto
riguarda gli aspetti di mia conoscenza .
La invito a mettersi in contatto con i relatori e con i gruppi .
L ' onorevole Swoboda ha già detto , e per parte mia posso ribadire a nome del mio
gruppo , che saremo favorevoli ad un rinvio della votazione su questi quattro
progetti legislativi alla tornata di settembre oppure ad una seduta a Bruxelles .
Onorevole Roth - Behrendt , lei sa che si può ottenere un rinvio della discussione
sia all ' inizio della seduta , il mattino , sia all ' inizio della votazione .
Quindi oggi pomeriggio , quando inizieranno le votazioni , ci sarà un relatore o un
collega che chiederà di votare a settembre .
Su questa esigenza non ho alcuna obiezione .
Signor Presidente , lei ha pienamente ragione .
Quella da lei proposta è senz ' altro la giusta procedura da seguire ; tuttavia ,
per correttezza nei confronti dei relatori dovremmo informarli di questa
possibilità quando si programma la seduta e quando si sa per certo che l '
onorevole Swoboda o io o altri deputati interverranno in merito .
In ogni caso , il Presidente di turno sarà informato di questa richiesta e darà
naturalmente la parola a un deputato che in quel momento la formalizzerà .
Relazione Rühle ( A5 - 0167 / 2000 )
Signor Presidente , ho votato contro la relazione Rühle .
In primo luogo ritengo che ci sia un errore di cifra , perché si parla di
bilancio , nel 1998, di ben 10.940.000 milioni di eur. questo almeno nella versione
italian. cosa che mi sembra , così a prima vista , un po ' troppo ; credo che ci
sia un errore di almeno tre zeri .
Chiusa questa parentesi , vorrei sottolineare che , tra gli altri aspetti che ,
come già il relatore ha sottolineato nella sua relazione , non vanno ben. per cui
sarebbe stato logico concludere con una richiesta di votazione contro il proprio
document. sarebbe opportuno che in futuro si lasciasse almeno una parte di questi
fondi anche alle associazioni di volontari , molti dei quali sono anziani e
pensionati , che sono disponibili ad andare nel mondo per aiutare lo sviluppo dei
paesi che ne hanno necessità .
Giustamente , durante seduta del 13 aprile 2000, il Parlamento europeo decideva di
rinviare la decisione sulla concessione del discarico alla Commissione europea per
l ' esecuzione del bilancio per l ' esercizio 1998 .
Si trattava di una decisione legittima , visto che i cittadini degli Stati membri
hanno il diritto di chiedere spiegazioni sul modo in cui viene speso il denaro dell
' Unione europea , il loro denaro .
Il nostro gruppo , estremamente determinato a questo proposito , è pienamente
favorevole alle misure che possono essere intraprese per la lotta contro la frode e
le malversazioni .
Le irregolarità costatate , quelle affrontate nella relazione Stauner sulla
contestabile gestione effettuata dalla Commissione e quelle messe in evidenza nella
relazione della onorevole Rühle sui Fondi europei di sviluppo , non possono
lasciarci indifferenti e nuocciono all ' immagine e alla credibilità della Comunità
nel suo insieme .
Quindi , onorevoli colleghi , dobbiamo trarre tutte le conseguenze , sia che si
tratti di sanzionare i sicuri responsabili che di applicare procedure più
trasparenti .
Come si evince dai voti espressi in seno alla commissione per il controllo dei
bilanci , le relazioni delle onorevoli Rühle e Stauner vanno , crediamo , in questa
direzione .
La relazione della onorevole Rühle sui FES pone la Commissione di fronte alle sue
responsabilità , domandando maggiore chiarezza per l ' insieme dei futuri aiuti
erogati dall ' Unione ai paesi in via di sviluppo .
La preoccupazione di una maggiore moralizzazione della politica degli aiuti e l '
efficacia del loro utilizzo è un principio ormai chiaramente riconosciuto e il
nostro gruppo ne è soddisfatto .
E ' tuttavia inaccettabile che , con il pretesto di un controllo migliore mirante
ad un utilizzo più onesto e razionale dei fondi europei - mi riferisco in
particolare ai paesi dell ' Africa , dei Caraibi e del Pacific. la nostra decisione
diventi una scusa per organizzare altrove un processo ingiusto contro alcuni paesi
dell ' Unione , attraverso una caccia alle streghe che , sembra , mira a colpire
alcuni alti funzionari di una stessa nazionalità . Mi riferisco ad uno dei
principali contribuenti netti , la Francia .
La nostra preoccupazione principale è una maggiore trasparenza sulle finanze dei
gruppi politici di quest ' Assemblea ; inoltre i cittadini europei non capirebbero
se noi tenessimo un altro discorso .
Dobbiamo dunque prendere atto delle risposte date dalla nostra Istituzione in
seguito alle osservazioni della Corte dei conti e incoraggiare , senza indugi ,
qualsiasi riforma pertinente , in conformità con il regolamento finanziario e il
principio della trasparenza .
Per concludere , come sappiamo , è preferibile non creare confusione fra la
procedura di discarico , che rappresenta una valutazione globale sulla gestione
della Commissione europea , prevista dal Trattato , e il disbrigo di certe
questioni specifiche , palesemente gravi , che hanno anche un carattere specifico e
importi minimi rispetto alla globalità del bilancio .
Occorre essere ragionevoli !
Inoltre , prendere atto delle precisazioni supplementari che avevamo richiesto alla
Commissione in primavera , nell ' ambito della relazione Stauner , non legittima
assolutamente per il nostro gruppo il fatto che la nostra Istituzione sia poi
colpita da amnesia , in seguito a pratiche inaccettabili e a scapito del denaro dei
nostri concittadini .
Il nostro gruppo si congratula per il lavoro svolto dalle relatrici , onorevoli
Stauner e Rühle e dall ' onorevole Kuhne .
Tuttavia , è necessario rimanere vigilanti e osservare , attraverso l ' esperienza
diretta , l ' atteggiamento della Commissione europea per quanto concerne gli
impegni presi .
Quindi , per il momento , il nostro gruppo preferisce astenersi .
Relazione Kuhne ( A5 - 0189 / 2000 )
Ho votato contro il discarico al Segretario generale perché , in occasione dell '
acquisto dell ' edificio ASP a Bruxelles , ha fornito informazioni fuorvianti agli
organi competenti per la decisione .
Si è fatto credere che Commissione e Consiglio avessero approvato un finanziamento
dell ' edificio con l ' aiuto del promotore immobiliare dell ' epoca .
Si è fatto credere , inoltre , che il finanziamento dell ' immobile con l ' aiuto
del promotore immobiliare fosse una forma indiretta di finanziamento .
Di fatto , invece , nel 1998 il Parlamento si è indebitato direttamente per importi
pari a 472 milioni di ECU e 7 miliardi di franchi belgi nei confronti di un
consorzio di banche guidate dalla WestLB , senza che prima comparisse un bando
sulla Gazzetta ufficiale .
Secondo quanto stabilito dalla Corte dei conti , sono state violate anche le
relative normative finanziarie .
Relazione Papayannakis ( A5 - 0193 / 2000 )
E ' servito lo scandalo della mucca pazza per rendersi conto della necessità di
migliorare l ' identificazione e l ' etichettatura dei prodotti alimentari .
L ' Europa ha reagito molto tardi , accumulando un notevole ritardo soprattutto per
quel che concerne la carne bovina .
Oggi , sulla base di un accordo unanime in seno al Consiglio , possiamo finalmente
dimostrare un po ' di determinazione .
La posizione comune sottopostaci riprende infatti molti degli emendamenti adottati
dal nostro Parlamento in prima lettura .
Per quel che concerne le diciture obbligatorie , l ' indicazione dell ' origine ,
le date della lavorazione , le carni macinate e il sistema facoltativo ritengo che
il Parlamento possa essere soddisfatto , visto che il Consiglio ci ha ascoltati .
E ' per questo motivo che ho sostenuto con determinazione questa posizione comune
così com ' è e non ho votato nessun emendamento .
Il dibattito si è incentrato su alcuni punti specifici e , in particolare , sull '
indicazione della categoria dell ' animale sull ' etichetta .
Alcuni parlamentari ci hanno spiegato , in buona fede , che tale dicitura non
facilita l ' identificazione della carne bovina ed hanno ragione .
Tuttavia , dopo il susseguirsi degli scandali alimentari , sempre denunciati con
forza dal nostro Parlamento , come potremmo oggi non tenere conto del ruolo
fondamentale svolto dal consumatore ?
L ' indicazione esplicita della categoria risponde ad una richiesta in quanto
contribuisce a restituire la fiducia ai consumatori .
Occorre distinguere fra due tipi di informazioni :
quelle che facilitano l ' identificazione , ma che non sono direttamente destinate
ad informare il consumatore finale .
Sono infatti troppo specifiche , formalmente comprensibili solo dai professionisti
e svolgono una funzione di tipo sanitario .
I controlli potranno essere effettuati sulla base di queste diciture .
Parliamo quindi dell ' attuazione del sistema d ' identificazione e dell '
etichettatura ;
il secondo tipo di informazioni è rivolto direttamente al cittadino che , come
noi , acquista la carne tutti i giorni .
Cosa vuole sapere ?
Vuole essere sicuro che il prodotto che consumerà sia sano : il sistema di
identificazione e di etichettatura permetterà di garantire la sicurezza e la
qualità della carne bovina .
Ma il cittadino desidera anche sapere di che tipo di carne si tratta .
Questo tipo di dicitura sull ' etichetta si rivolge direttamente al consumatore
finale fornendogli un ' informazione intelligibile .
E ' sbagliato dire che questo non serve a niente .
Al contrario , questa etichettatura è tanto importante quanto l ' attuazione di
garanzie sanitarie .
L ' Europa deve ridare fiducia ai suoi consumatori che diffidano della carne bovina
dopo lo scandalo della mucca pazza , del quale tutto il settore agroalimentare ,
violentemente colpito da questa crisi , paga le conseguenze .
Questi due tipi di informazioni non sono in contrasto , ma sono complementari tra
loro e contribuiscono , ciascuno al suo livello , a riconquistare la fiducia dei
consumatori europei .
Non possiamo decretare la fiducia dei nostri consumatori , dobbiamo conquistarla .
Relazione Garcia - Orcoyen Tormo ( A5 - 0165 / 2000 )
Un corretto obiettivo politico dell ' Unione europea è quello di garantire che le
imprese svolgano la propria attività nel rispetto dell ' ambiente .
Il sistema comunitario di ecogestione e audit , noto come EMAS , offre alle imprese
dell ' Unione l ' occasione di ottenere una certificazione del fatto che svolgono
la loro attività nel rispetto dell ' ambiente .
Oggi discutiamo la revisione del regolamento originario del 1993 che ha istituito
il sistema comunitario di ecogestione e audit .
I criteri per l ' iscrizione nel registro EMAS sono molto rigorosi .
In pratica vi è una rendicontazione pubblica dei risultati ottenuti da ogni ente
nazionale per gli standard in ogni Stato membro .
Ognuno di questi enti svolge un esame completo ed esaustivo , secondo il sistema
EMAS , dell ' impatto ambientale di tutte le attività del potenziale candidato .
Secondo il nuovo regolamento che stiamo discutendo oggi , le piccole e medie
imprese potranno richiedere più facilmente la certificazione EMAS , che finora è
stata richiesta soprattutto dalle maggiori aziende industriali .
Dobbiamo ricordare che l ' EMAS è la versione europea dello standard internazionale
noto come ISO14001 ; in pratica , lo standard internazionale ISO è l ' equivalente
dell ' ISO9000 per le aziende europee , elaborato però secondo un adeguato
approccio ambientale .
E ' perciò opportuno che la politica dell ' Unione europea in questo settore
garantisca che tutte le aziende europee rispettino l ' ambiente e che adottino le
iniziative necessarie affinché la loro attività non eserciti alcun impatto negativo
sull ' ambiente .
Ecco perché approvo le proposte volte ad assicurare un più facile accesso delle PMI
al sistema EMAS .
Tale sistema dovrà divenire più flessibile , nonostante le sue norme rigorose , per
permettere a tutti i settori e a tutte le imprese dell ' Unione europea di ottenere
la certificazione secondo il sistema comunitario di ecogestione e audit .
Mi dichiaro a favore del programma e raccomando l ' approvazione della relazione .
Raccomandazione per la seconda lettura Breyer ( A5 - 0166 / 2000 )
Signor Presidente , ho votato a favore di questa raccomandazione che stabilisce dei
valori limite per il benzene e il monossido di carbonio nell ' aria ambiente .
Sono naturalmente favorevole in quanto , se qualcuno viene danneggiato , tra questi
i primi sono sicuramente gli anziani e i pensionati , che evidentemente hanno già
qualche volta i polmoni un po ' malandati .
A parte questo , vorrei sottolineare la mia richiesta che in futuro non ci si
preoccupi solamente di quello che respirano i cittadini , ma anche di quello che
respirano i lavoratori che hanno a che fare , ad esempio , appunto con il benzene e
il monossido di carbonio .
Sarebbe bene che ci interessassimo anche perché i loro orari di lavoro siano
ridotti rispetto agli altri lavoratori , in modo che possano usufruire della media
della vita di tutti i cittadini .
Credo che l ' Unione europea dovrebbe interessarsi particolarmente di come e quanto
lavorano i cittadini che respirano quelle sostanze dannose , che giustamente ci
preoccupiamo di non far respirare ai pedoni .
I lavoratori devono essere ancora più protetti .
Raccomandazione per la seconda lettura Jackson ( A5 - 0164 / 2000 )
Signor Presidente , ho votato a favore e mi congratulo con la relatrice , onorevole
Jackson , che ha tanto insistito perché si trasformasse in direttiva questa
raccomandazione sull ' organizzazione concreta di ispezioni ambientali .
E ' inutile che questo Parlamento approvi centinaia e centinaia di direttive , di
regolamentazioni importantissime e utilissime se poi non si svolgono degli
effettivi , concreti e sufficienti controlli affinché tali regolamentazioni vengano
realmente applicate e concretamente ci sia un beneficio per tutti i cittadini dell
' Unione europea , particolarment. come ho detto poc ' anz. quando si tratta di
salute ambientale , come in questo caso , e quando l ' inosservanza delle regole
porta danno soprattutto agli anziani e ai pensionati .
L ' obiettivo principale della raccomandazione è di favorire il rispetto della
legislazione ambientale comunitaria negli Stati membri e di contribuire ad una sua
più coerente applicazione .
La proposta di raccomandazione fissa dei criteri minimi da applicare nell '
organizzazione , nello svolgimento , nel follow - up e nella informazione sui
risultati delle ispezioni ambientali .
Essa prevede ispezioni ambientali in tutte le aziende , industriali o d ' altro
tipo , le cui emissioni e i cui scarichi nell ' ambiente siano soggetti ad
autorizzazioni o licenze specifiche ; questo varrebbe certamente per tutte le
aziende che ottengono licenze per il controllo dell ' inquinamento sotto gli
auspici delle agenzie per l ' ambiente .
Secondo il testo di questa raccomandazione , le ispezioni ambientali comprenderanno
: visite in sito ; verifica dell ' automonitoraggio effettuato dai gestori degli
impianti controllati ; controllo dei locali , delle attrezzature e dell '
adeguatezza della gestione ambientale del sito nonché degli archivi tenuti dai
gestori .
Si prevedono due tipi di ispezioni : quelle di routine , effettuate secondo un
programma ispettivo pianificato , e ispezioni straordinarie in seguito a denunce
relative alle licenze , al loro rinnovo o alla loro modifica .
Gli Stati membri dovranno elaborare preventivamente dei piani di ispezione
ambientale che coprano tutto il territorio nazionale e i relativi impianti ; questi
piani saranno a disposizione di chiunque voglia consultarli nell ' ambito delle più
ampie campagne informative contemplate da questa proposta .
Secondo questa proposta di raccomandazione , ogni piano dovrà definire la relativa
area geografica , coprire un periodo di tempo definito , comprendere provvedimenti
specifici per la sua revisione , individuare i siti o i tipi di impianti di cui
dovrà occuparsi , indicare i programmi per le ispezioni ambientali di routine ,
prevedere e definire le procedure per le ispezioni ambientali straordinarie ,
disporre il coordinamento fra le diverse autorità ispettive .
Vorrei congratularmi con la onorevole Jackson per la sua relazione , in cui chiede
di tradurre la proposta in una direttiva che possa essere applicata uniformemente
in tutta l ' Unione europea .
La relatrice ritiene infatti che soltanto una direttiva potrà costringere gli Stati
membri a introdurre questi sistemi ispettivi .
Quale membro della commissione per l ' ambiente , la sanità pubblica e la politica
dei consumatori , credo che gli Stati membri debbano istituire ispezioni ambientali
armonizzate .
Il Consiglio deve ascoltare il Parlamento europeo a questo proposito .
Noi tutti dobbiamo ricordare che il Parlamento europeo ha potere di codecisione su
questioni ambientali , in seguito all ' attuazione delle disposizioni del Trattato
di Amsterdam .
L ' Unione europea è anche competente per le questioni ambientali ai sensi dell '
articolo 130 del Trattato di Maastricht .
Consiglio europeo del 19 / 20 giugno 2000 a Santa Maria da Feira
In merito alla Presidenza portoghese e al Vertice conclusivo di Santa Maria da
Feira , vorrei formulare quattro osservazioni .
Anzitutto l ' Unione ha compiuto un ennesimo passo pericoloso verso la
militarizzazione , promovendo l ' organizzazione di una forza militare e di polizia
dell ' Unione e lo sviluppo dell ' ambito atlantico entro cui opererà detta forza .
Sono invece mancate azioni positive a favore della pace , visto che la situazione
in Jugoslavia continua a ristagnare .
I lavori in corso della CIG , in secondo luogo , sono orientati più verso " un '
Europa a due velocità " che non verso la democratizzazione , come dimostrano sia il
continuo riferimento alla " cooperazione rafforzata " che le varie proposte di
ridurre il ruolo dei paesi piccoli in Consiglio e Commissione .
In terzo luogo , sotto la pressione esercitata in particolare dal Regno Unito , l '
Unione non è riuscita ad elaborare un accordo concreto e un calendario vincolante
relativamente all ' informazione fiscale , lasciando piena libertà ai paradisi
fiscali " dentro l ' Europa " .
Infine , il Vertice di Lisbona a metà della Presidenza portoghese ha dato il via
libera all ' abbandono del modello previdenziale europeo e al suo adeguamento al
modello americano .
I socialdemocratici danesi del Parlamento europeo oggi hanno votato a favore della
risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo di Feira del 19 - 20 giugno
2000 .
Lo abbiamo fatto perché apprezziamo il lavoro svolto dalla Presidenza che ha
elaborato un programma valido e rivolto al futuro dell ' Europa , come emerge anche
nel capitolo della risoluzione sul seguito del Consiglio europeo di Lisbona .
Il nostro voto globale non deve essere però interpretato come un sostegno da parte
nostra all ' auspicio di ampliare l ' ordine del giorno della CIG e all '
inserimento della Carta dei diritti fondamentali con effetto giuridico vincolante
nel Trattato ; a tale riguardo rinvio alle nostre dichiarazioni di voto espresse
per il Consiglio europeo di Helsinki , la convocazione della CIG , la posizione del
Parlamento europeo in relazione alla Conferenza intergovernativa e la preparazione
del Consiglio europeo di Feira .
. ( FR ) Mi è stato impossibile votare a favore della risoluzione di compromesso ,
soprattutto perché la parte relativa alla tassazione è troppo povera e fornisce un
giudizio falso su ciò che è stato effettivamente deciso a Feira .
Il Parlamento avrebbe fatto meglio a rilevare , certo con soddisfazione , la
determinazione dei Capi di Stato e di governo di raggiungere un accordo integrale
sulla totalità del pacchetto fiscale ( tassazione dei redditi da risparmio ,
tassazione delle imprese , interessi e canoni ) entro la fine del 2002 .
Sarebbe stato necessario confermare la necessità di preservare la competitività dei
mercati finanziari europei , adottando contemporaneamente misure equivalenti nei
maggiori paesi terzi e misure identiche nei territori dipendenti o associati .
Sarebbe anche stato necessario chiedere di poter esaminare le relazioni che la
Commissione dovrà presentare , a intervalli regolari , sull ' applicazione dei
sistemi di scambio d ' informazioni e di ritenuta alla fonte in materia di
tassazione del risparmio , così come la relazione sulla base della quale saranno
decise l ' adozione e l ' applicazione della direttiva .
Vorrei ricordare che ciò non è avvenuto .
Sono consapevole che i pareri sul compromesso fiscale negoziato con enorme
difficoltà a Feira sono molto eterogenei , come emerge dalla stampa europea .
Non posso fare a meno di citare alcuni titoli : " Compromesso dilatorio sulla
tassazione del risparmio " , " Dubbi sul compromesso fiscale di Feira " , " Accordo
fittizio e divergenze persistenti " , " Accordo zoppicante " , " Ritenuta alla
fonte , coesistenza , inutili " ?
o ancora " Lo scozzese Brown rafforza Londra come piazza finanziaria .
Londra si impone nel contenzioso fiscale dell ' Unione " , " Le banche svizzere non
vedono la necessità di agire " , " Prima che sia abolito il segreto bancario ,
tutte le piazze finanziarie devono collaborare " .
Anche l ' osservazione pubblicata sul Basler Zeitung del 24 giugno scorso la dice
lunga a questo proposito : " E ' più probabile che crolli il Matterhorn che i
cittadini svizzeri votino per l ' abolizione del segreto bancario e che il Ministro
delle finanze di Berna diventi l ' esattore fiscale di Bruxelles " .
In tale contesto , il titolo dell ' Écho del 24 giugno , che osserva giustamente
che " senza garanzie sufficienti , Lussemburgo bloccherà la direttiva sulla
tassazione " e che " lo scambio di informazioni dovrà essere attuato anche dalle
piazze concorrenti " , riflette ciò che è stato effettivamente deciso a Feira .
Il fatto che la nostra risoluzione deplori il calendario fissato a Feira mostra l '
ignoranza o l ' illusione dei suoi autori , ai quali vorrei ricordare ciò che il
Primo ministro lussemburghese ha tenuto a precisare in proposito a Feira , ovvero
che in materia di tassazione dei risparmi " rimangono ancora una cinquantina di
problemi tecnici che il Consiglio non ha mai affrontato " .
Rimproverare al calendario previsto di non riflettere l ' urgenza del problema
dimostra un ' assoluta mancanza di realismo e di responsabilità .
. ( FR ) Un ' espressione sorprendente è comparsa sulle labbra dell ' ultimo
Presidente del Consiglio quando ci ha presentato , lunedì sera , il bilancio della
Presidenza portoghese .
Il Primo ministro Antonio Guterres ha dichiarato che " non bisogna lasciare spazio
ad una deriva intergovernativa , .
E ' necessario che il dibattito sull ' Europa federale , che è appena stato
rilanciato , sia portato avanti nella sua interezza " .
Non è paradossale vedere il rappresentante dei governi degli Stati membri
denunciare il rischio di " deriva intergovernativa " dell ' Unione europea ?
Il paradosso è ancora più evidente visto che è chiaro agli occhi di tutti , o quasi
, l ' impasse a cui conducono le formule federaliste e , in particolare , le ultime
in ordine di tempo , ovvero le cooperazioni rafforzate . Per cercare di risolvere l
' insanabile contraddizione tra federalismo e ampliamento , durante tutta la
Presidenza portoghese è stata messa in evidenza con particolare vigore la formula
miracolosa delle cooperazioni rafforzate .
Lo stesso Presidente Chirac ne ha parlato in quest ' Aula presentandola come una
sorta di soluzione universale con " un ' avanguardia " di " paesi pionieri " pronti
ad indicare la strada a tutti gli altri .
Osserviamo inoltre che , per quel che concerne l ' avanguardia , nell ' ambito del
federalismo europeo sono ricomparse espressioni che hanno avuto in passato enorme
fortuna in altri ambiti ideologici .
La presentazione di una simile formula , in maniera lirico - ideologica , dissipa i
reali pericoli insiti nella generalizzazione del principio della maggioranza
qualificata e quindi l ' eliminazione della regola dell ' unanimità .
Le cooperazioni rafforzate sono denunciate con forza , e a giusto titolo , dagli
Stati membri piccoli e medi come attentatrici della loro dignità , visto che la
sovranità è un principio che garantisce l ' uguaglianza e il rispetto di ciascuno .
Inoltre , nell ' ambito delle stesse cooperazioni rafforzate , l ' applicazione del
principio della maggioranza , in luogo dell ' unanimità , rischia di creare
tensioni insostenibili , conferendo un monopolio di fatto per le decisioni ad un
unico paese dominante .
E ' quindi evidente che il principio della maggioranza qualificata , se è
inapplicabile con 35 Stati , non lo è nemmeno con 2 o 3 .
La " soluzione miracolosa " si rivela in realtà una doppia fonte di tensioni che
rischiano di ledere profondamente la cooperazione europea .
Per questo motivo proponiamo , invece delle cooperazioni rafforzate che sarebbero
necessariamente un fattore di pericolose tensioni , cooperazioni differenziate ,
concluse fra Stati sovrani , liberi di concludere gli accordi che vogliono negli
ambiti che desiderano , purché tali accordi non ledano gli interessi fondamentali
dei loro partner .
Tratta di esseri umani
. ( FR ) I deputati di Lotta operaia condividono l ' indignazione espressa nella
proposta del gruppo GUE , che abbiamo votato , per la morte dei 58 immigrati a
Dover e di tanti altri che cercavano di varcare le frontiere esterne o interne dell
' Unione europea .
Per mettere fine ad una situazione in cui la miseria spinge migliaia di essere
umani verso luoghi dove sperano di vivere in condizioni migliori , bisognerebbe
porre fine ad un sistema sociale che , per concentrare ricchezze enormi nelle mani
di pochi , costringe alla povertà la maggior parte della popolazione del pianeta .
Non è certo un voto del Parlamento che porterà un cambiamento , sebbene sia una
necessità vitale per l ' umanità .
E ' scandaloso che le Istituzioni attuali , nazionali e europee , restino
indifferenti anche negli ambiti nei quali potrebbero intervenire .
Il dramma di Dover si è consumato fra due Stati europei .
Le barriere erette attorno all ' Unione europea sussistono anche al suo interno per
i cittadini di paesi terzi e queste barriere possono uccidere .
Denunciare i farabutti che si arricchiscono con la tratta degli esseri umani non
basta : occorre assicurare agli immigrati i diritti che dovrebbero essere garantiti
a ciascun essere umano .
Occorre assicurare la libera circolazione delle persone , porre fine a politiche
dell ' immigrazione che trasformano gli immigrati in una razza inferiore priva di
qualsiasi diritto o in clandestini , vittime della polizia .
Protestiamo con vigore contro la politica del governo francese che si compiace del
suo ruolo di Presidente dell ' Unione europea , ma che si rifiuta di regolarizzare
65.000 lavoratori immigrati , divenuti clandestini a causa di leggi inique ed
esigiamo che siano regolarizzati immediatamente .
Il dramma che si è consumato nel porto di Dover , che ha causato la morte di 58
immigranti , e a quello che alcuni mesi fa ha provocato la morte di due bambini
della Guinea durante l ' atterraggio di un aereo della Sabena sono tragici segnali
delle politiche di cooperazione e di sviluppo insufficienti ed errate in vigore e
delle politiche di immigrazione e di asilo inadeguate che vengono messe in pratica
dall ' Unione europea e dai suoi Stati membri .
Questi event. che vanno ad aggiungersi all ' elenco degli effetti nefasti provocati
della globalizzazion. segnalano l ' urgenza di adottare orientamenti e mezzi capaci
di diminuire il divario che separa i paesi industrializzati da quelli in via di
sviluppo , nonché la profonda necessità di concretizzare misure legislative
nazionali e comunitarie audaci e tolleranti nel settore dell ' emigrazione ,
destinate soprattutto a migliorare le condizioni di accoglienza degli immigranti
per favorirne l ' integrazione e il pieno riconoscimento dei diritti civili ,
economici , sociali e culturali .
E ' con questo spirito che abbiamo avanzato una proposta di risoluzione .
E , proprio perché la proposta di compromesso si allontana da questo spirito , non
intendiamo sottoscriverla , anzi la bocciamo , in quanto si basa sul presupposto
negativo della costruzione di una " fortezza europea " e vuole giungere a una "
soluzione " dei programmi legati all ' emigrazione attraverso una via degna di uno
Stato di polizia .
Signor Presidente , effettuerò la mia dichiarazione di voto per iscritto .
Mi si consenta però una mozione di procedura .
In passato , quando si partecipava alla votazione e si effettuavano dichiarazioni
di voto per iscritto , si poteva lasciare l ' Aula in quanto la Presidenza
comunicava di avere ricevuto per le varie relazioni delle dichiarazioni di voto
scritte .
Oggi invece occorre attendere ; ieri ho atteso ben 40 minuti per poter comunicare
che avrei effettuato la mia dichiarazione di voto per iscritto !
E ' tempo perso , considerando che i nostri ritmi sono già disumani .
Le votazioni infatti si svolgono dalle 12 alle 13.30, dopodiché occorre rimanere
qui fino alle 16.00 per comunicare che si intende effettuare la dichiarazione di
voto per iscritto !
I servizi mi hanno detto che era necessario rimanere qui .
Forse l ' avreste accettata... tuttavia , non potremmo chiarire le cose ?
Sono d ' accordo sul fatto che chi non prende parte alla votazione su una relazione
o una risoluzione non possa effettuare una dichiarazione di voto scritta . Tuttavia
, perché coloro che hanno preso parte alla votazione e forniscono una dichiarazione
scritta devono rimanere qui ancora mezz ' ora ?
Può spiegarmene il motivo ?
Onorevole Lulling , con chi se la deve prendere ?
Con i suoi colleghi che fanno le dichiarazioni di voto !
Se tutti quelli che sono qui le facessero per iscritto , lei avrebbe potuto fare la
sua un po ' di tempo prima .
Comunque , i suoi colleghi hanno il diritto di fare le dichiarazioni di voto su
tutte le relazioni che votiamo .
Signor Presidente , un commento sui paragrafi 2 e 3, in cui si afferma che la CIG
rappresenta la questione chiave in vista dell ' ampliamento .
Non è così .
La questione chiave è piuttosto il modo in cui verranno gestiti i negoziati con i
paesi candidati , e il risultato a cui porteranno .
Oggi non esiste un termine ultimo e i paesi candidati ritengono che l ' Unione sia
del tutto vaga nella sua posizione .
Desidero fare inoltre un commento sul paragrafo 10, il cui contenuto adombra , a
mio avviso , un ' infelice evoluzione verso la militarizzazione dell ' Unione
europea .
Lo dico anche come rappresentante di un paese non allineato .
In conclusione , desidero dedicare due parole al paragrafo 11, in cui si parla di
un passo positivo verso il necessario coordinamento fiscale in Europa .
Che cosa significa questa affermazione ?
In questo contesto , mi preme citare la costituzione svedese , che riconosce " il
consolidato diritto del popolo svedese di decidere delle proprie imposte " .
( La seduta , sospesa alle 13.50, riprende alle 15.00 )
DISCUSSIONE SU PROBLEMI D ' ATTUALITA
L ' ordine del giorno reca il dibattito su problemi d ' attualità , urgenti e di
notevole rilevanza .
Per un richiamo al Regolamento , ha la parola l ' onorevole Maaten .
Signora Presidente , vorrei intervenire all ' inizio della discussione su problemi
di attualità perché , ai sensi dell ' articolo 46 del Regolamento , penso che sia
il momento più opportuno per farlo .
L ' ordine del giorno prevede una risoluzione su EURO2000 e gli hooligan .
Sebbene siamo favorevoli a discutere tale problema , il testo contiene alcuni
elementi che sono tuttora al vaglio delle autorità giudiziarie dei Paesi Bassi .
Riteniamo quindi che prendere già una decisione significhi precorrere i risultati
del suddetto esame .
Pertanto , in conformità dell ' articolo 146, propongo di rinviare la discussione
sulla risoluzione alla tornata di settembre .
Il summenzionato articolo prevede che una richiesta di questo tipo debba essere
immediatamente posta in votazione .
Onorevole collega , innanzitutto l ' articolo di cui lei parla fa riferimento
esclusivamente ad un gruppo o a 32 deputati .
Tale articolo inoltre non riguarda direttamente la questione delle urgenze . Il
principio stesso delle urgenze prevede che si delibi all ' inizio della sessione
per stabilirne l ' ambito , il che è diverso dal rinvio in commissione .
Di conseguenza , l ' urgenza può essere accettata o rifiutata .
Se è accettata , dobbiamo andare fino in fondo alla procedura ed è necessario
tenere il dibattito .
Signora Presidente , chiediamo che trasmetta alla onorevole Fontaine , la quale se
ne farà carico dinanzi alle Istituzioni competenti , la grande preoccupazione
suscitata dalla presenza da oltre due mesi nella baia di Algesiras di un
sottomarino nucleare del Regno Unito , l ' HM Tireless , in avaria , che sembra
abbia un gravissimo problema nel sistema di raffreddamento .
Secondo le ultime notizie , pare che lo vogliano riparare sul posto .
Gli abitanti della zona si oppongono categoricamente , con una risoluzione
congiunta di tutti i gruppi politici approvata proprio oggi , a che la riparazione
venga effettuata in loco .
Presentiamo da questa Assemblea una richiesta urgente al governo del Regno Unito
affinché rimorchi immediatamente quell ' affare fuori dalla baia e che lo ripari in
Inghilterra , dove si suppone che perlomeno ci siano installazioni adatte al caso .
Onorevole collega , le sue osservazioni saranno comunicate alla onorevole Fontaine
che , sono certa , ne terrà conto .
Signora Presidente , ci sono alcuni gruppi che appoggiano la richiesta dell '
onorevole Maaten .
Egli ha parlato a nome del gruppo ELDR e io mi associo alla richiesta a nome del
gruppo EDD .
Pertanto la invito a procedere alla votazione , come previsto dal Regolamento .
No , onorevole Blokland , il Regolamento non prevede che si possa mettere ai voti
il rinvio di un ' urgenza .
La questione delle urgenze è molto particolare , è stata messa ai voti lunedì e l '
Assemblea sovrana ne ha stabilito l ' ambito .
Dal momento in cui si stabilisce che si tratta di un ' urgenza , non può esserci un
rinvio .
Durante il dibattito si potrà tenere conto delle argomentazioni sviluppate da lei e
dall ' onorevole Maaten , ma non posso mettere ai voti il rinvio di questo
dibattito .
Signora Presidente , lei lo interpreta in un modo , ma io ho riletto il testo e non
c ' è scritto che sono escluse le discussioni su problemi d ' attualità .
Su qualsiasi argomento iscritto il lunedì all ' ordine del giorno da parte dell '
Assemblea nel corso della settimana può essere deciso , ad un ' analisi più attenta
condotta sulla scorta di nuovi elementi , di toglierlo dall ' ordine del giorno .
In questo caso ci sono nuovi argomenti .
Nel frattempo sappiamo che le autorità giudiziarie olandesi stanno compiendo un '
indagine .
Pertanto mi sembra chiaro che lunedì , quando abbiamo deciso di discutere questo
tema , non eravamo a conoscenza di tale fatto .
Disponiamo di nuove informazioni e dobbiamo tenerne conto .
Perciò ritengo che la sua interpretazione del Regolamento non rispetti la lettera
del Regolamento stesso .
Onorevole Blokland , mi sembra che la mia interpretazione corrisponda allo spirito
e alla lettera del nostro Regolamento .
Il Regolamento prevede che l ' ordine del giorn. abbiamo infatti a che fare con la
stesura dell ' ordine del giorn. sia stabilito dall ' Assemblea all ' inizio delle
sessioni ed è ciò che è stato fatto .
A prescindere da ciò , nel caso in cui vi siano elementi nuovi , potrete farli
presenti nel corso del dibattito e serviranno a chiarire il voto dei nostri
colleghi .
Tuttavia , io mi attengo a questa interpretazione che tiene conto sia del principio
dell ' ordine del giorno sia di quello delle urgenze .
Signora Presidente , intervengo solo per unirmi a quanto ha detto il collega del
partito andaluso , dell ' Andalusia , e proporre , come luogo per la riparazione
del sottomarino britannico , i giardini di Buckingham Palace dove possono portare
detto " mostro " .
Onorevoli colleghi , la questione del rinvio ha suscitato queste argomentazioni .
Rimango sulla mia posizione e propongo di passare direttamente al dibattito sulle
isole Figi e Salomone , poiché i nostri colleghi lo stanno aspettando .
Isole Figi e Salomone
L ' ordine del giorno reca in discussione congiunta le seguenti proposte di
risoluzione :
B5 - 0607 / 2000 dell ' onorevole Speroni , a nome del gruppo TDI , sulle isole
Figi ;
B5 - 0616 / 2000 della onorevole Ludford , a nome del gruppo ELDR , sulla
situazione nelle isole Figi e nelle isole Salomone ;
B5 - 0620 / 2000 degli onorevoli Corrie e Van Hecke , a nome del gruppo PPE - DE ,
sulla situazione nelle isole Figi e nelle isole Salomone ;
B5 - 0629 / 2000 dell ' onorevole Marset Campos , a nome del gruppo GUE / NGL ,
sulla situazione nelle isole Figi e nelle isole Salomone ;
B5 - 0636 / 2000 dell ' onorevole Lucas , a nome del gruppo Verys / ALE , sulla
situazione nelle isole Figi ;
B5 - 0640 / 2000 dell ' onorevole Lucas , a nome del gruppo Verts / ALE , sulla
situazione nelle isole Salomone ;
B5 - 0644 / 2000 degli onorevoli Van den Berg e Kinnock , a nome del gruppo PSE ,
sulle isole Figi e le isole Salomone .
Signora Presidente , quello che sta succedendo nelle isole Figi dimostra ancora una
volta che le patetiche illusioni di chi crede nella società multietnica e
multirazziale in realtà non hanno un riscontro .
Vediamo infatti che il conflitto in queste isole tra l ' etnia originaria e l '
etnia immigrata è esploso in maniera non molto cruenta , a dire il vero , ma
comunque deflagrante .
Lo stesso sta succedendo nelle vicine isole Salomone , lo stesso sta accadendo in
varie parti del mondo ; basti pensare a quello che è successo nella regione dei
Grandi Laghi africani , basta pensare a quello che è successo all ' isola di
Timor , basta pensare a quello che sta succedendo nelle Molucche , dove viene
dimostrato che la convivenza tra comunità con tradizioni , cultura , storia
completamente diverse , al di là dei buoni propositi di chi auspica la
globalizzazione totale anche sotto questo profilo , in realtà non accade .
Allora bisogna , secondo me , puntare soprattutto sulla tutela delle etnie indigene
, per evitare che i figiani originari facciano la fine degli indios sudamericani ,
facciano la fine delle popolazioni originarie del Centro e Nordamerica , e fare in
modo che la loro cultura venga preservata attraverso un controllo dell '
immigrazione selvaggia , perché quello che succede là non succeda , come purtroppo
è già successo nei Balcani , anche nella nostra Europa .
Signora Presidente , il Parlamento rivolge particolare attenzione a quelle regioni
in cui le tensioni etniche provocano conflitti e tentativi di rovesciare la
democrazia e lo Stato di diritto .
Sia nelle isole Figi che nelle isole Salomone il governo democratico , la legge e l
' ordine sono gravemente minacciati .
Nelle Figi il nostro obiettivo dev ' essere di ripristinare il governo legittimo
eletto sulla base della costituzione multirazziale del 1997, che è stata approvata
da entrambi i gruppi etnici : i figiani di origine indiana e i figiani indigeni .
La violenza contro cose e persone deve cessare e gli ostaggi devono essere
rilasciati .
Il governo civile provvisorio instaurato nelle Figi non rispetta né i principi
costituzionali né quelli democratici ; esortiamo quindi la Commissione ad avviare
con decisione le procedure necessarie a sospendere la cooperazione allo sviluppo
con le isole Figi .
Gli sfortunati abitanti delle Figi guardano all ' Unione europea , faro di
democrazia ed uguaglianza razziale , affinché giunga in loro aiuto .
Vorremmo anche far sapere alle isole Salomone che potrebbe essere necessaria una
sospensione degli aiuti per ripristinare la democrazia , la pace e la stabilità .
Signora Presidente , intendo dedicare il mio intervento principalmente alle isole
Salomone , ma prima mi permetta di accennare brevemente alle isole Figi ; infatti ,
il vicepresidente della delegazione ACP - UE di cui faccio parte è uno degli
ostaggi e vorrei chiedere di scrivere una lettera di solidarietà alla sua
famiglia .
La delegazione ACP - UE si è recata alle isole Salomone per studiare le tensioni
etniche che affliggono quel paese ; dopo i colloqui avuti , è stato subito chiaro
che un colpo di Stato era imminente .
Ma perché si è verificato ?
Al nostro arrivo abbiamo trovato una situazione di completo vuoto di potere : non
vi era alcun dialogo tra le fazioni in conflitto e il parlamento non si riuniva .
Nessuno faceva rispettare la legge , poiché coloro che di giorno rappresentavano la
polizia si trasformavano di notte in militanti malaitani : sono stati proprio
costoro ad aprire le proprie armerie ai malaitani la mattina del colpo di Stato .
Il 99,9 percento di Guadalcanal è controllato dal gruppo IMF , mentre i malaitani
occupano soltanto Honiara : la situazione è insostenibile .
Il conflitto etnico scaturisce dall ' espulsione da Guadalcanal di 40.000 malaitani
che sono stati rispediti senza alcun indennizzo nella propria isola , dove li
attendono gravi difficoltà .
Poiché erano gli unici a lavorare , adesso a Guadalcanal c ' è il blocco totale di
ogni attività sia nelle aree urbane che in quelle rurali .

L ' azione svolta dalla onorevole Kinnock e da me ha avuto effetti positivi : siamo
riusciti ad avviare il dialogo ; siamo riusciti a far ritirare l ' ultimatum che
intimava al Primo ministro di dimettersi entro quarantott ' ore ; abbiamo suggerito
di convocare il parlamento per discutere la situazione e il nostro invito è stato
accolto .
Inopinatamente , il capo dell ' opposizione è divenuto ora Primo ministro .
Tutto ciò è successo perché abbiamo fatto capire che , se fosse prevalsa la forza
delle armi , l ' Unione europea avrebbe potuto ritirare i propri aiuti : questi
aiuti ammontano al 25 percento del PIL del paese .
Vorrei concludere con un ringraziamento ai membri dell ' ufficio della delegazione
per il loro prezioso aiuto .
Signora Presidente , onorevoli colleghi , è vero che il Pacifico evoca sempre
immagini paradisiache : spiagge , palme da cocco , sole .
Oggi la realtà è molto più triste , infatti i due colpi di Stato verificatisi
recentemente nelle isole Figi rivelano Stati instabili , divisi dalla povertà .
Oltre all ' indifferenza delle nostre Istituzioni , la cosa incredibile è che la
causa di questi conflitti viene sempre ricercata nelle tensioni interetniche .
Sappiamo però che le vere cause non sono solo queste .
Nelle isole Salomone , la maggioranza della popolazione è melanesiana e cristiana ;
nelle isole Figi , quasi la metà della popolazione è di origine indiana , ma questa
origine risale al secolo scorso .
Tuttavia , malgrado queste differenze , ciascuno è a casa propria nelle Figi .
Credo che le cause siano altre , diverse da questi conflitti interetnici .
Si nega , ad esempio , il ruolo svolto da coloro che traggono vantaggio dai
conflitti , ovvero le multinazionali e i politici locali .
Per le prime , i periodi di instabilità significano meno obblighi in ambito sociale
, fiscale , ambientale , in quanto lo Stato diventa molto debole e i conflitti
favoriscono l ' industria delle armi in quanto occorre armare i gruppi politici .
Scagliarsi gli uni contro gli altri è una pratica che permette ai politici di
creare uno spazio politico o mantenere il potere . E ' ciò che fa , ad esempio , l
' estrema destra da noi .
Questa pratica è possibile solo perché la popolazione è povera e non conosce
altro .
Nel caso attuale , i due conflitti avrebbero dovuto permettere ad alcuni di
ricominciare o di ottenere un potere che non riuscivano a raggiungere con le
elezioni .
Nelle Figi , il colpo di Stato è stato fomentato da un uomo d ' affari in
fallimento che ha approfittato delle sue lontane origini figiane per legittimare la
sua azione ; anche il nuovo Primo ministro proviene dal mondo degli affari .
Nelle isole Salomone , un voto apparente del Parlamento ha portato al potere un
nuovo Primo ministro eletto grazie alle armi .
Questi due esempi rafforzano la nostra idea del conflitto .
La risoluzione congiunta è tuttavia troppo moralizzatrice e chiede , di fatto , un
ritorno alla situazione precedente .
Essa non affronta , come troppo spesso accade , le vere cause dei conflitti quali
la povertà e il ruolo latente e interessato di attori economici e politici .
Da questo punto di vista , per essere efficienti , occorre prevenire i nuovi
conflitti , incentivando concretamente lo sviluppo dell ' istruzione , dell '
economia locale e della democrazia locale .
Così facendo riusciremo forse a far cambiare le cose .
Signora Presidente , intendo parlare delle isole Figi .
Alcuni giorni fa , un gruppo di figiani di origine indiana , i quali
rappresentavano sia quella comunità che la diaspora indiana , hanno visitato il
nostro Parlamento per esporci le loro preoccupazioni in merito a questi conflitti .
Hanno espresso profondi timori per la situazione delle isole Figi , che riveste un
grande valore simbolico e che potrebbe ripercuotersi sulla sorte delle comunità
indiane in altre parti del mondo ; ma la loro angoscia non riguardava solo la
comunità etnica indiana , bensì il destino stesso delle Figi .
Dal 1997 vige in quel paese una costituzione multirazziale che aveva lo scopo di
risolvere i problemi etnici delle isole , tra cui soprattutto la questione
agraria ; la costituzione era stata approvata all ' unanimità da un parlamento
dominato dal gruppo etnico figiano e aveva ricevuto pure l ' approvazione del Gran
consiglio dei capi .
Per la prospera società multirazziale di queste isole si trattava di una
costituzione modello .
L ' illegalità e la violenza hanno indebolito la costituzione , ma dobbiamo
esaminare in maniera più approfondita le cause del conflitto .
Il nostro Parlamento deve vigilare su ogni manifestazione di violenza e di
illegalità che si verifica nei paesi che ricevono i nostri aiuti ; dobbiamo altresì
vegliare sulla sorte delle minoranze etniche minacciate .
I timori che sono stati espressi dai nostri ospiti sono ben concreti .
Abbiamo la facoltà di sospendere gli aiuti se giungiamo alla conclusione che la
situazione delle isole Figi è divenuta inaccettabile .
Glenys Kinnock ed io , insieme agli altri colleghi che hanno incontrato la comunità
etnica indiana , vogliamo contribuire alla soluzione del conflitto .
Signora Presidente , onorevoli parlamentari , la Commissione osserva con crescente
preoccupazione quanto avviene nelle isole Figi dal 18 maggio .
E ' davvero scoraggiante constatare come si mettano a repentaglio le conquiste di
un intero secolo .
C ' era una costituzione che non si fondava sul razzismo ; ora è stata soppressa .
Esisteva un governo eletto democraticamente ; è stato abbattuto e sostituito da un
governo di transizione civile , ma nominato dai militari .
Le Figi hanno già subito enormi danni economici .
Le Figi rischiano di perdere la fiducia degli investitori .
Guardando alla situazione in un ' ottica politica , le Figi , che orgogliosamente
avevano voluto dare il loro nome al nuovo accordo di ventennale collaborazione tra
paesi ACP e Unione europea , rischiano di compromettere le loro relazioni con la
comunità internazionale .
Rischiano , addirittura , di essere escluse dal Commonwealth .
La Commissione sta preparando una proposta indirizzata al Consiglio sull '
applicazione dell ' articolo 366 lettera a ) della Convenzione di Lomé , in quanto
ritiene che i principi fondamentali della Convenzion. ovvero la democrazia , lo
Stato di diritto e la salvaguardia dei diritti dell ' uom. non siano più garantiti
nelle isole Figi .
Ricordo comunque che questa decisione prevede una consultazione preliminare delle
parti .
Si prenderanno in esame altri provvedimenti o sanzioni solo in una seconda fase ,
in base all ' esito delle consultazioni e a come questo verrà valutato .
In questo momento , dunque , è prematuro discutere di altre misure o di sanzioni .
Qualsiasi risposta dovrà essere attentamente formulata e seguita in modo mirato .
Dovremo evitare effetti come quelli indotti dal divieto di interscambio imposto dai
sindacati in Australia e Nuova Zelanda , ovvero il licenziamento di oltre 4.000
lavoratori dell ' industria dell ' abbigliamento e del turismo .
Passiamo ora alle isole Salomone . Anche qui la Commissione ha constatato con
preoccupazione l ' aggravarsi delle condizioni di sicurezza .
La Commissione sostiene tutti gli sforzi intrapresi dai mediatori per fare in modo
che i problemi aperti e le divergenze di opinione vengano risolti tra le parti in
questione apertamente e senza la minaccia di ricorrere alla forza .
La Commissione tiene pronti gli strumenti di cui dispone per sostenere il processo
di pace non appena la situazione politica e di sicurezza lo consentiranno .
La discussione congiunta è chiusa .
La votazione si svolgerà alle 17.30 .
Tibet
L ' ordine del giorno reca , in discussione congiunta , le seguenti proposte di
risoluzione :
B5 - 0608 / 2000, presentata dall ' onorevole Pannella e altri a nome del gruppo
TDI , sulla necessità di fermare la colonizzazione cinese e adottare un nuovo
status per il Tibet ;
B5 - 0610 / 2000, presentata dalla onorevole Sanders - ten Holte a nome del gruppo
ELDR , sull ' urgente necessità di negoziati sino - tibetani in vista dell '
adozione di un nuovo status per il Tibet ;
B5 - 0617 / 2000, presentata dalla onorevole Muscardini e dall ' onorevole Collins
a nome del gruppo UEN , sul Tibet ;
B5 - 0621 / 2000, presentata dagli onorevoli Thomas Mann e Bowis a nome del gruppo
PPE - DE , sul progetto di riduzione della povertà nella Cina occidentale e futuro
del Tibet ;
B5 - 0641 / 2000, presentata dall ' onorevole Messner e dalla onorevole Frassoni a
nome del gruppo Verts / ALE , sull ' urgente necessità di negoziati sino - tibetani
in vista dell ' adozione di un nuovo status per il Tibet ;
B5 - 0645 / 2000, presentata dagli onorevoli Sakellariou e Veltroni a nome del
gruppo PSE , sul Tibet .
Signora Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , ritengo che il testo
sul Tibet che ci apprestiamo a votare sia un testo importante , e che oggi abbiamo
la possibilità di compiere un progresso significativo in questa battaglia
fondamentale .
E ' una battaglia per la legalità a livello internazionale .
Il Tibet , invaso nel 1949 dalle truppe cinesi , è da allora occupato e colonizzato
dai cinesi .
Penso che dobbiamo certamente votare compatti per questa risoluzione , ma anche per
l ' emendamento presentato dall ' onorevole Mann a nome del gruppo liberale e del
gruppo Verde . Con tale emendamento si richiede ai nostri governi di considerare la
possibilità di riconoscere il governo tibetano in esilio se , entro tre anni , le
autorità cinesi e il governo tibetano in esilio non saranno ancora giunti ad un
accordo per una sostanziale autonomia del Tibet .
Non possiamo più lasciare alla sola buona volont. e in questo caso alla cattiva
volont. delle autorità di Pechino la più ampia libertà di non affrontare tale
problema ; dobbiamo obbligarle a farlo .
Mediante l ' azione politica del nostro Parlamento dobbiamo affermare la nostra
volontà di trovare una soluzione a questa situazione che perdura da oltre cinquant
' anni .
Vorrei rivolgere un appello particolare agli amici di sinistra , agli amici
socialisti e comunisti : non continuate ad adottare due pesi e due misure !
Noi tutti ricordiamo le grandi battaglie per l ' indipendenza dell ' Africa , per
la liberazione dell ' Algeria e del Vietnam .
Stando a quanto ci è dato di constatare oggi , questo paese è ancora nelle mani di
un regime totalitario e dittatoriale .
In questo momento in Tibet è in atto una battaglia non violenta per la democrazia .
Non vi è alcun motivo per non intervenire ora così come in tanti avevamo fatto in
quegli anni .
La questione del Tibet deve diventare , oggi , un caso di diritto per l '
affermazione del principio della non violenza da parte della comunità
internazionale .
Certo , la Cina è un grande paese che ha diritto alla democrazia , ma questo fatto
non può costituire un pretesto per negare ancora il diritto del popolo tibetano a
vivere secondo la propria cultura e in piena autonomia nei vari ambiti che
regolamentano la vita di un popolo .
Invito pertanto gli amici socialisti e comunisti a votare a favore della
risoluzione e di questo emendamento e a fare in modo che , almeno per una volta ,
il nostro Parlamento sia in prima linea in questa battaglia per la libertà , per la
democrazia e la non violenza .
Signora Presidente , auguro buon compleanno al Dhalai Lama , anche se non so se per
lui si tratti davvero di un giorno felice , perché il più importante contributo che
l ' Unione europea può fornire al mondo è quello di battersi per il rispetto dei
diritti dell ' uomo e della democrazia , che nel Tibet vengono tuttora calpestati .
Alla luce di tale considerazione desidero evidenziare quanto segue .
Primo : com ' è possibile che non vi sia ancora un vero dialogo a livello ufficiale
tra governo cinese e governo tibetano in esilio ?
Tutti i cosiddetti contatti indiretti non portano a nulla .
Il Parlamento europeo deve assumere un atteggiamento più deciso per sostenere il
principio della non violenza , ed è a questo obiettivo che mira la presente
risoluzione .
Secondo : com ' è possibile che un ' istituzione tanto rinomata come la Banca
mondiale sia sul punto di finanziare un programma cinese che implica la
colonizzazione del Tibet ?
Bisogna impedire che ciò accada , ed è a questo obiettivo che mira la presente
risoluzione .
Terzo : com ' è possibile che anche l ' Unione europea lasci che nei suoi rapporti
con la Cina prevalgano gli interessi economici ?
Non è possibile che rivolgiamo l ' attenzione al popolo tibetano soltanto quando ci
conviene !
Signora Presidente , in breve la invito a far sì che si sviluppi un vero dialogo
secondo le linee del piano di pace in cinque punti elaborato dal Dhalai Lama :
allora sì che sarà un giorno felice per tutto il popolo tibetano !
Signor Presidente , Commissario Verheugen , onorevoli colleghi , domani la Banca
mondiale prenderà una decisione di importanza fondamentale per il Tibet .
L ' aiuto internazionale dovrebbe attenuare l ' indigenza nella parte occidentale
della Cina , e chi non è disposto , in linea di principio , ad aiutare coloro che
non sono in grado di aiutare se stessi ?
Nell ' ambito di questo progetto , però , 58.000 esseri umani devono essere
forzatamente trasferiti in Tibet .
Ma con uno spostamento di tale entità i tibetani si ritroverebbero gradualmente ad
essere una minoranza nella loro stessa patria , e tutto ciò dopo che in quel paese
già da decenni la cultura e i luoghi sacri vengono distrutti e la popolazione viene
minacciata e perseguitata !
I membri del nostro Tibet - Intergroup e molti altri parlamentari europei quindici
giorni fa si sono rivolti al Presidente della Banca mondiale a Washington affinché
non venga meno ai principi , riconosciuti dalla stessa Banca mondiale , di tutela
dei popoli minacciati .
Ci siamo rivolti ai Parlamenti nazionali , ai Ministeri delle finanze degli Stati
europei e degli Stati Uniti d ' America e di altri continenti , e naturalmente ci
siamo rivolti anche al Commissario Chris Patten .
Abbiamo chiesto con urgenza ai membri del Board della Banca mondiale di eseguire ,
prima di tutto , un ' attenta analisi della relazione degli ispettori
indipendenti .
Essi infatti si dicono molto preoccupati : questo spostamento di popoli nell '
ambito di un programma di irrigazione sarà giusto dal punto di vista della politica
ambientale ed al tempo stesso sarà socialmente sostenibile ?
Se si devono utilizzare fondi pubblici , è doveroso che anche le motivazioni del
progetto siano rese pubbliche .
Recentemente ho potuto rendermi conto di persona , durante una visita a Pechino ,
che , resa più forte dalla prevista adesione al WTO , la Cina è sempre più
consapevole del suo ruolo di prossima potenza mondiale .
Questo però deve essere contemporaneamente anche un impegno a comportarsi più
responsabilmente di quanto sia avvenuto finora e , per esempio , a mettere in
pratica il concetto one Chin. many systems .
La piena autonomia promessa per il Tibet deve essere finalmente garantita .
E nel concetto di autonomia rientrano la libertà di religione , la libertà d '
opinione e la libertà di vivere le proprie scelte culturali e sociali .
Si devono avviare colloqui bilaterali con i responsabili autorizzati : il Dhalai
Lama è sempre disponibile .
Come ha ricordato la mia collega , oggi il Dhalai Lama , premio Nobel per la pace e
personalità universalmente accettata , festeggia i suoi 65 anni ed il cinquantesimo
anniversario come capo spirituale dei tibetani .
Resta sempre valido il suo piano di pace articolato in cinque punti , che
testimonia della sua scelta profondamente non violenta .
Sarebbe davvero il momento di avviare dialoghi costruttivi su queste basi .
A nome del gruppo del PPE e del Tibet - Intergroup mi appello a tutti i membri del
Parlamento europeo affinché sostengano la nostra risoluzione .
Solo una protesta di dimensioni mondiali poco prima della decisione della Banca
mondiale , prevista domani , può impedire che la situazione volga al peggio con
gravi conseguenze .
Tashi delek ! .
Signora Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , siamo sul punto di
votare per la tredicesima volta una risoluzione sul Tibet e , se analizziamo i
risultati fin qui ottenuti , dobbiamo constatare che sono oltremodo scarsi .
Pertanto mi rivolgo al signor Commissario : vorrei che l ' Unione europea con le
sue tre forti Istituzioni si indirizzasse all ' opinione pubblica mondiale , alle
autorità cinesi e alla Banca mondiale in particolare .
I colleghi lo hanno già detto : dobbiamo porre fine alla colonizzazione interna ,
al massacro dell ' identità culturale del popolo tibetano .
Ciò sarà possibile soltanto se la Banca mondiale cesserà di finanziare proprio il
contrario di tutto questo , ossia l ' importazione dei cinesi in Tibet allo scopo
di annientare la cultura originale .
Non possiamo destinare il denaro dei contribuenti a un simile obiettivo !
Mi auguro che lei collabori con noi per imprimere una svolta , come richiesto negli
emendamenti presentati dai colleghi , una svolta per cui , se entro tre anni non si
sarà verificato alcun mutamento , riconosceremo il governo provvisorio del Tibet ,
invece che continuare a vivere in una situazione di stallo .
Queste trattative dovrebbero essere fondat. come è già stato ricordat. sui cinque
punti del programma del Dhalai Lama , che appoggiamo in tutti i modi e al quale
facciamo anche gli auguri per il suo compleanno .
Signora Presidente , negli ultimi anni abbiamo celebrato il cinquantenario della
fine della seconda guerra mondiale , poi quello della fondazione delle Nazioni
Unite e dell ' Organizzazione mondiale della sanità e , ancora , il ritorno all '
indipendenza degli Stati baltici dopo cinquant ' anni di dominazione sovietica .
Purtroppo però dobbiamo commemorare anche il cinquantenario dell ' illegittima
occupazione del Tibet da parte della Cina : cinquanta anni in cui il popolo
tibetano ha sofferto l ' oppressione e la repressione del regime cinese .
Non dobbiamo permettere che tale situazione diventi un fatto compiuto ; da ciò
scaturisce l ' emendamento apportato a questa risoluzione per esercitare pressioni
sulla Cina , emendamento che sostengo vigorosamente .
Da ciò scaturisce anche la risoluzione generale che chiede alla Banca mondiale di
ritirare il proprio appoggio al nostro cosiddetto progetto , che significherebbe
non solo il trasferimento di circa 60.000 cinesi in una zona attualmente popolata
da 4.000 tibetani dediti alla pastorizia , ma anche lo sfruttamento delle risorse
naturali del Tibet .
Entrambe queste iniziative sono immorali , entrambe contrastano con il diritto
internazionale , a entrambe devono reagire il nostro Parlamento e l ' Unione
europea , levandosi in difesa del Tibet e del suo popolo .
Signor Presidente , devo iniziare dicendo che intervengo ora a nome della Sinistra
verde nordica .
Noi riteniamo che i tibetani debbano vedersi riconosciuta l ' autonomia cui essi
stessi ambiscono .
Siamo inoltre preoccupati per l ' indisponibilità al dialogo manifestata dalla Cina
.
Mi rivolgo ora al Commissario : spero che la Commissione abbia degli ottimi
contatti con i rappresentanti della Banca mondiale .
La decisione , infatti , va presa già domani .
Abbiamo quindi pochissimo tempo per cercare di intervenire presso la Banca mondiale
, alla quale questa risoluzione , dopo tutto , si rivolge in via prioritaria .
E ' solitamente difficile influire sulla Banca mondiale .
Desidero pertanto sapere se sia possibile contattare questa istituzione , oppure se
non sia meglio utilizzare le ore notturne per tentare di contattare i nostri
esponenti di governo .
Peraltro , non mi pare che ora il Consiglio sia molto rappresentato .
Signora Presidente , ho avuto modo di verificare personalmente la situazione in
Tibet , una situazione ben più grave , umiliante e penosa di quello che si può
esprimere in quest ' Aula , così come in qualsiasi altro convegno .
I cinesi , in questi ultimi quarant ' anni , hanno negato veramente con la forza la
libertà ai tibetani , hanno annullato l ' identità di questo popolo e , ancora di
più , hanno calpestato i diritti umani e soprattutto la dignità delle persone .
Ecco perché è necessario che un Parlamento così sensibile ai diritti dell ' uomo e
alla lotta alla xenofobia e al razzismo pretenda dalla Cina la negoziazione di un
nuovo statuto proprio per il pieno riconoscimento dei diritti dei tibetani , uno
statuto che garantisca veramente la piena autonomia a questo popolo .
Voglio però essere chiara fino in fondo , anche a rischio , forse , di sembrare
polemica .
Bisogna fare attenzione alle ipocrisie ; è infatti inutile sottoscrivere , come
oggi stiamo facendo , una risoluzione comune piena di buoni principi , belle parole
e anche piena di sdegno e poi lasciare che le massime autorità cinesi , magari per
motivi economici e commerciali , vengano accolte con i massimi onori dai nostri
ministri o dai sindaci delle varie capitali europee , come avverrà , per esempio ,
proprio domani a Roma , dove Rutelli , che è sindaco di Roma nonché eurodeputato ,
riceverà ufficialmente il Primo ministro cinese o comunque una delegazione .
Credo che , se continueremo a sacrificare i principi e i diritti in nome dell '
economia , sarà ben difficile , al di là delle dichiarazioni di principio che si
possono fare nelle aule parlamentari , arrivare a un ' autentica soluzione per il
popolo tibetano .
Signora Presidente , come il Parlamento , anche la Commissione nutre profonda
preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Tibet .
In particolare siamo in ansia per il rispetto dell ' identità culturale ,
linguistica e religiosa della regione autonoma del Tibet da parte delle autorità
cinesi .
Abbiamo affrontato ripetutamente questo tema nell ' ambito del dialogo bilaterale
con la Cina sul tema dei diritti dell ' uomo .
Più esattamente , l ' Unione europea ha esortato la Cina a riprendere quanto prima
le relazioni con il Dhalai Lama .
Riteniamo infatti che un dialogo diretto fra Dhalai Lama e autorità cinesi sia l '
unica strada realistica che possa portare a una soluzione pacifica e duratura della
questione tibetana .
Per quanto riguarda poi la cooperazione , l ' Unione europea ritiene che il
sostegno di progetti di aiuto sia nell ' interesse della popolazione del Tibet
purché il gruppo etnico tibetano tragga diretto profitto da questi progetti ed
abbia la priorità nella gestione degli stessi .
In passato si è verificato proprio questo , con la relativa assicurazione ufficiale
delle autorità cinesi .
Per quanto riguarda il progetto della Banca mondiale , posso solo comunicarvi che
la Commissione non vi partecipa .
Non ritengo pertanto che , arrivati ormai all ' ultimo momento , noi possiamo
influenzare molto la situazione .
Se c ' è ancora qualche possibilità d ' influenza è solo da parte degli Stati
membri .
Diritti dell ' uomo
Signora Presidente , signor Commissario , si può dire molto su questa vicenda .
In primo luogo , spero soprattutto che il Consiglio e la Commissione si attivino
affinché questo tema sia affrontato in seno al Consiglio di sicurezza , che a fine
mese discuterà del piano d ' azione relativo ai bambini nei conflitti armati .
In secondo luogo , oggi abbiamo potuto notare con soddisfazione che si tenta di
giungere a una soluzione comune almeno per quanto attiene all ' ennesimo conflitto
in cui sono coinvolti bambini soldato : mi riferisco alla cosiddetta " risoluzione
sui diamanti " all ' esame del Consiglio di sicurezza .
In terzo luogo , possiamo constatare di avere compiuto alcuni progressi generici
per quanto riguarda il problema dei bambini soldato .
Esiste infatti il protocollo aggiuntivo volontario contro il fenomeno dei bambini
soldato , e poi ci sono ancora le attività in corso in Africa .
Chiedo all ' Aula di appoggiare la risoluzione .
Mi auguro inoltre che anche l ' Unione europea affronti congiuntamente questo
problema in seno al Consiglio di sicurezza a fine mese , in occasione del seguito
dato alla discussione generale sui bambini nei conflitti armati .
Signora Presidente , in particolare la situazione nella regione dell ' Uganda
settentrionale e del Sudan meridionale dà in qualche modo l ' immagine del dramma
dei bambini - soldato .
Questo intervento ha il senso , come la risoluzione che è stata presentata , di
spingere il Parlamento e le Istituzioni europee ad iniziative più stabili , che
vadano al di là del momento dell ' urgenza .
Il conflitto armato , è in questa regione , una costante di questi ultimi trent '
anni ; la società civile è stata completamente devastata e , per più di dodici anni
, vari gruppi di ribelli hanno compiuto stragi tra le popolazioni dell ' Uganda
settentrionale .
Le loro vittime preferite sono stati i bambini e gli adolescenti , perchè più
vulnerabili e influenzabili .
Ad oggi , circa il 60 percento dei soldati della Lord ' s Resistance Army sono
bambini al di sotto dei sedici anni .
La strategia è appunto quella di manipolarli e di costringerli con brutalità ,
cosicché a loro volta possano uccidere e torturare altri .
Le ragazze adolescenti vengono date ai ribelli come mogli , ma quello che
soprattutto va rimarcato è che l ' atteggiamento dell ' LRA non è affatto mutato ,
neanche dopo gli accordi di Nairobi tra Uganda e Sudan dello scorso dicembre .
Ho avuto occasione , nei giorni scorsi , di parlare con una delle ragazze che è
scappata dai campi del Sudan meridionale e che ha confermato che l ' LRA non ha
alcuna intenzione di mutare la propria posizione .
Questo è dimostrato anche dal fatto che oggi si sono celebrati in Uganda i funerali
di John Baptista Ochaia , che è il rappresentante del presidente del distretto di
Kitgum , morto giusto l ' altro ieri a seguito di ferite riportate in un '
imboscata dell ' LRA .
E ' inaccettabile , pertanto , che vi sia un atteggiamento da parte delle autorità
europee e da parte di molti enti commerciali europei quasi di complicità con questa
situazione , senza voler in qualche modo rompere il cerchio che sta rubando il
destino di una generazione .
Signora Presidente , onorevoli colleghi , le guerre sono sempre orribili e le
guerre civili sono ancora più spaventose .
Ma servirsi di bambini per combattere , per uccidere o farsi uccidere oltrepassa
ogni limite di barbarie e di orrore .
La Lord ' s Resistance Army , l ' organizzazione della resistenza armata , non
esita a rapire bambini di sette anni , a sottoporli a inaudite brutalità per
insegnare loro a battersi e a seminare il terrore tra gli abitanti dei villaggi ,
così come non esita a violentare donne e ragazze .
Bisogna sapere che questi fanciulli , se sopravvivono , sono segnati per il resto
della loro vita .
Occorrono tempo , pazienza e amore per ridare loro un po ' di speranza .
Per questo motivo è necessario accrescere l ' aiuto e il sostegno all ' UNICEF ,
che ha predisposto un programma d ' azione per permettere ai bambini di condurre
nuovamente una vita normale .
Signora Presidente , dobbiamo smetterla di tergiversare : il Sudan non deve più
sostenere l ' LRA .
E ' una forma di complicità che rende quel paese altrettanto colpevole .
Il Parlamento deve fare pressione sul governo ugandese affinché trovi una soluzione
pacifica al conflitto che ha luogo nel nord del paese e che , in quindici anni , ha
fatt. tengo a ricordarl. centomila morti .
Tutta la popolazione lo attende e tutti i bambini lo sperano .
Il Consiglio di sicurezza deve ascoltare questo appello .
Signora Presidente , sono davvero lieta che questa risoluzione sia stata presentata
.
Spero che la Commissione e gli Stati membri vengano così incitati ad agire davvero
in questo campo .
Qualche settimana fa la televisione svedese ha trasmesso un documentario sul
Sudan , in cui si spiegava che gli investitori e le compagnie petrolifere estere ,
fra cui una del mio paese , la Svezia , ricevono protezione da truppe che impiegano
bambini soldato .
Queste denunce sono corroborate da Amnesty International , che ha chiarito come
alcuni introiti petroliferi siano impiegati per finanziare la guerra civile in
corso nel Sudan meridionale .
In quel conflitto sono impiegati bambini soldato ugandesi , costretti a partecipare
a scontri armati .
Occorre fare pressioni sulle compagnie petrolifere e sugli investitori
internazionali .
E occorre , come chiede il paragrafo 8 della risoluzione , esortare con
determinazione queste società a cessare le loro attività nel Sudan sino a quando
non sarà raggiunta una soluzione pacifica al conflitto .
Signora Presidente , innanzitutto desidero esprimere la mia riconoscenza al collega
Van Hecke e a sua moglie Els De Temmerman per l ' impegno profuso al fine di
pubblicare , a livello europeo , tutto ciò che si sa sulla questione dei bambini
soldato nell ' Uganda settentrionale .
Ciò che è evidente è che non si è riusciti ad attuare in misura sufficiente l '
accordo di Nairobi del 1999 .
Così passiamo al problema dell ' influenza dell ' Unione europea e della nostra
disponibilità ad agire assieme in quanto Stati membri compiendo un passo comune .
Vorrei sapere dal Commissario Verheugen se condivide il punto sottolineato con
grande chiarezza nella presente risoluzione , ossia il blocco immediato degli
investimenti relativi al petrolio e agli oleodotti in Sudan .
Se esercitiamo pressioni a favore della pacificazione e assicuriamo il controllo
nella regione settentrionale del paese , possiamo dare concreto avvio ad una
politica estera che coniughi sia la parte concernente gli aiuti sia la parte estera
sia la parte commerciale .
E ' auspicabile con la massima urgenza un ' azione di questo tipo .
In questo momento assistiamo ad un aumento delle cifre e degli esempi e nel
contempo rileviamo che stiamo esercitando troppo poco potere , mentre in quell '
area disponiamo in effetti di più potere di quello che abbiamo finora utilizzato .
Passo così al punto più ampio relativo alle Nazioni Unite .
In maggio l ' Assemblea generale ha approvato il protocollo .
In luglio si aprirà il dibattito nel Consiglio di sicurezza .
Questo potrebbe rappresentare un ' ottima occasione per dimostrare che l ' Europa
non si limita a professare le proprie idee al proprio interno , ma lo fa anche all
' esterno ; inoltre , in tale sede lanciamo congiuntamente , in quanto Stati membri
, un appello accorato a favore dei diciott ' anni , di una rapida firma e di un '
azione coordinata ed efficace da parte dei diversi paesi per quanto riguarda l '
istruzione e il reinserimento nel mondo del lavoro dei bambini soldato .
A tale riguardo possiamo vantare un buono stato di servizio .
Sarebbe bello se potessimo intervenire con un unico volto ed un ' unica voce .
Vorrei sapere dal Commissario Verheugen se ritiene che in luglio vi siano buone
opportunità di successo .
Signora Presidente , ero in Uganda nel gennaio scorso quando sono state liberate
alcune delle ragazzine che erano state rapite e costrette ad arruolarsi nell '
LRA .
Molte di loro hanno perso ogni contatto con le proprie famiglie e non fanno ritorno
a casa da molti anni ; in seguito agli stupri subiti sono diventate madri a loro
volta , e ciò le emargina ulteriormente dalle comunità dalla quale sono state
brutalmente strappate .
Potremo continuare in eterno ad emettere risoluzioni eleganti ed elaborate , ma
finché la Comunità europea non riuscirà ad affrontare efficacemente i problemi dei
nostri bambini , non potremo levare la nostra voce su questo tema .
Molte delle nostre politiche riguardano i diritti e gli interessi dei bambini ,
eppure questa settimana il Presidente Prodi ha dichiarato di non ritenere
necessaria un ' unità speciale dedicata ai diritti dei bambini nell ' ambito della
Comunità .
Questo indebolirà la nostra posizione in occasione del Vertice speciale dell ' ONU
sui bambini che si terrà l ' anno prossimo , e nel corso del quale si dedicherà
particolare attenzione al problema dei bambini soldato .
Situazione nelle isole Molucche
Signora Presidente , quest ' oggi le Molucche richiamano nuovamente la nostra
attenzione .
Dopo un periodo relativamente tranquillo , il recente arrivo di alcune migliaia di
combattenti della jihad che mirano ad islamizzare le Molucche ha portato ad una
nuova escalation di violenze .
La pluriennale coesistenza pacifica di musulmani e cristiani sembra definitivamente
cessata .
Non intendo passare sotto silenzio il coraggioso atteggiamento del Presidente Wahid
.
La scorsa settimana egli ha persino osato criticare la posizione di alcuni deputati
.
Se dipendesse dal Presidente indonesiano , potremmo sperare in un futuro pacifico
nelle Molucche .
Le forze oscure tuttora presenti nell ' apparato amministrativ. esercito , polizia
e autorit. provocano però una considerevole destabilizzazione della situazione .
Occorrono ancora molti sforzi per eliminare gli elementi fondamentalisti da tutti i
raggruppamenti religiosi .
Desidero sottoporre al governo indonesiano alcune raccomandazioni concrete .
Innanzitutto bisogna opporsi con la massima decisione , mediante severi controlli
di frontiera , all ' arrivo di combattenti e di armi .
Inoltre va ripresa in considerazione l ' opportunità di inviare truppe d '
intervento internazionali .
Sembra che i profondi contrasti all ' interno di esercito e polizia impediscano di
giungere ad una conclusione autonoma dei conflitti in Indonesia .
Infine vorrei richiamare l ' attenzione sulle vittime di questi conflitti , i
comuni cittadini .
Non dobbiamo occuparci soltanto di individuare i colpevoli del conflitto , bensì
anche e soprattutto di fornire aiuti adeguati ai cittadini in fuga .
E ' indispensabile creare un corridoio umanitario .
Sosteniamo con decisione l ' appello lanciato alla Commissione e agli Stati membri
affinché prestino aiuti generosi .
La mancanza di interessi politici ed economici in quella regione non deve ridurre l
' entità dei nostri aiuti ; si tratta di lenire gravi sofferenze , che nelle
Molucche non mancano di certo .
Signora Presidente la storia in Indonesia si ripete ?
I sanguinosi contrasti tra musulmani e cristiani mettono in pericolo la sicurezza
nelle Molucche .
Migliaia di persone sono state uccise o sono fuggite e anche il recente e fragile
processo di democratizzazione , avviato con tante ambizioni dal governo di Wahid ,
è a rischio .
Soltanto pochi mesi fa la stessa situazione si presentava a Timor est .
In qualità di eurodeputato ho avuto modo di rilevare in loco , durante una visita
compiuta assieme alla delegazione di osservatori , quanto possano essere terribili
le conseguenze di tutto ciò Dobbiamo renderci conto che la violenza nelle Molucche
comporta un pericolo per la stabilità della regione .
Pertanto è importante che la comunità internazionale offra immediatamente aiuti
finanziari e morali per contribuire a risolvere i problemi in Indonesia .
La comunità internazionale ha inoltre il dovere di seguire costantemente e con la
massima attenzione la situazione locale e di aiutare , per quanto possibile , il
governo a porre fine a questa tragedia umana .
Signora Presidente , in qualità di relatrice della commissione per gli affari
esteri sull ' Indonesia ho esitato al momento di presentare la risoluzione , perché
quest ' autunno avremo certamente un ' importante discussione sui rapporti tra
Unione europea ed Indonesia .
La situazione nelle Molucche è però così grave che è davvero necessario trattare
con urgenza questo argomento .
In quell ' area , dopo alcuni mesi di tranquillità , si è assistito nelle ultime
settimane ad una recrudescenza delle violenze ; di nuovo sono state uccise decine
di persone , di nuovo migliaia di persone si sono date alla fuga .
Il dramma dell ' imbarcazione stracolma di profughi provenienti da Duma sull '
isola di Halmahera è probabilmente costato la vita a cinquecento persone .
Ieri due quartieri di Ambon sono stati rasi al suolo da incendi appiccati da
combattenti della jihad .
Nell ' area si sono finora registrati più di tremila morti e centomila profughi .
E ' una catastrofe e molte famiglie molucchesi che risiedono nei Paesi Bassi vivono
in uno stato di profonda preoccupazione o dolore .
Signora Presidente , malgrado questa tragedia ritengo che dobbiamo dare il nostro
supporto al Presidente Wahid e alla Vicepresidente Sukarnoputri .
A quanto sembra , non sono loro bensì le forze che si oppongono al governo ad aver
causato l ' attuale situazione nelle Molucche .
A quanto pare , le milizie della jihad vengono finanziate e armate da questi gruppi
e talvolta vengono anche sostenute da forze militari regionali che , in realtà ,
dovrebbero proteggere la popolazione .
Riteniamo che il governo indonesiano debba intervenire con maggiore decisione al
fine di tutelare gli abitanti delle Molucche .
A nostro giudizio , inoltre , per poter assistere i cittadini molucchesi , dev '
essere assicurato l ' accesso all ' area agli osservatori internazionali , ai
giornalisti e a coloro che forniscono gli aiuti .
Soprattutto riteniamo che l ' Unione europea debba assumere un atteggiamento chiaro
, così come gli Stati Uniti , e che l ' Unione europea debba fornire aiuto alle
vittime di questi conflitti .
Signora Presidente , i nostri colleghi del gruppo Verde / Alleanza libera europea
hanno presentato una serie di emendamenti che forse sono animati da buone
intenzioni , ma che a mio parere sono controproducenti , in quanto potrebbero fare
il gioco delle forze che si oppongono al governo in carica e che contribuiscono a
fomentare le provocazioni in atto nelle Molucche .
Pertanto respingo l ' emendamento all ' articolo 7 a ) e invito i colleghi degli
altri gruppi a seguire il mio esempio .
L ' aspetto più importante è però rappresentato da un intervento più attivo da
parte dell ' Unione europea .
La risoluzione lancia un appello in tal senso e auspico che la Commissione risponda
in maniera positiva a questo invito .
Signora Presidente , onorevoli colleghi , è sempre più evidente che la violenza
nelle Molucche non è provocata da un conflitto caotico e spontaneo sorto tra la
popolazione locale , tra musulmani e cristiani locali , bensì è una brutale lotta
per il potere e un conflitto ben orchestrato tra parti dell ' esercito , tra il
governo e i suoi oppositori a scapito della popolazione del luogo .

Da un lato c ' è la Laskar Jihad , un gruppo di musulmani fanatici che conta sul
sostegno di parte dell ' esercito ; dall ' altro reparti speciali della polizia che
appoggiano i cristiani : in altre parole , l ' apparato di sicurezza che dovrebbe
garantire la stabilità è diviso tra le due fazioni .
Il messaggio che , a mio giudizio , il Parlamento europeo dovrebbe inviare al
Presidente Wahi. e in tal senso spero di poter tranquillizzare la onorevole Maij -
Wegge. è che da un canto manteniamo un atteggiamento critico per quanto concerne i
progressi e la velocità a cui vengono attuate le riforme , nonché in merito alla
situazione relativa ai diritti dell ' uomo e alla maniera in cui il governo
protegge i cittadini nelle Molucche ; dall ' altro lo appoggiamo nella sua lotta
contro quelle parti dell ' esercito che cercano di mettere a repentaglio le riforme
democratiche , nella sua lotta contro personaggi quali Amien Rais , il Presidente
del Congresso del popolo che , ad esempio , ha definito i giovani aderenti alla
Laskar Jihad " cuore della nazione " .
In tal senso Wahid merita il nostro appoggio , ma voglio che conserviamo un
atteggiamento critico per quanto riguarda quello che ancora non va in Indonesia .
Signora Presidente , a nome del gruppo PSE appoggio quanto affermato dalla
onorevole Maij - Weggen .
In questo momento è essenziale dare il nostro sostegno al governo Wahid .
Tale sostegno significa anch. penso che si tratti di una posizione ragionevole
della Commissione e del Consigli. ricercare esplicitamente mezzi per supportare il
governo nel suo tentativo di pacificazione e intervenire in maniera attiva , ed
anche noi lanciamo un appello in questo senso .
Anche noi conserviamo un atteggiamento assai critico nei riguardi di quanto avviene
in quell ' area e siamo molto preoccupati anche per la comunità molucchese che vive
nei Paesi Bassi , per i sentimenti e l ' ansia che prova .
Chiediamo che a Wahid sia dato l ' appoggio di cui ha bisogno , perché nel momento
in cui si offrono osservatori internazionali o altro al di fuori del controllo del
Presidente , si interviene e si mina il suo potere .
In tal senso sono nettamente favorevole alla posizione del gruppo PPE e lancio un
appello all ' Assemblea affinché venga adottato un approccio in conformità del
quale esprimiamo profonda preoccupazione , grande disponibilità a dare il nostro
sostegno , ma attraverso Wahid , avanzando sì delle richieste , ma attraverso il
Presidente , perché è lui la carta che dobbiamo giocare in questo momento .
Signora Presidente , la nostra collega onorevole Maij - Weggen ha ragione a
definire la situazione catastrofica .
Si tratta , infatti , di una situazione complicata , con molti morti , che merita
la seguente riflessione : perché comunità che convivevano in modo relativamente
pacifico hanno subito quest ' improvvisa evoluzione sfociata in un tale livello di
tensione e di minacce ?
Ritengo che dietro queste azioni si stiano muovendo alcune forze e la somiglianza
che si nota fra quello che accade oggi nelle Molucche e quello che succedeva ieri a
Timor est è molto significativa .
In effetti , dietro questi movimenti ci sono delle forze che vogliono sabotare gli
sforzi di democratizzazione del presidente Wahid , forze che dobbiamo capire e
combattere .
Da questo punto di vista , credo che siano molto opportuni i riferimenti inseriti
nella risoluzione di compromesso che è stata presentata e che merita tutto il
nostro appoggio .
Pena di morte negli Stati Uniti
Signora Presidente , nella risoluzione sulla pena di morte che abbiamo concordato
con gli altri gruppi , abbiamo chiesto al governatore della Virginia di risparmiare
la vita di un condannato a morte .
Nell ' elenco dei destinatari , a cui va la nostra risoluzione , è stato omesso per
errore il nome del governatore della Virginia ; la prego se vorrà disporre , nel
testo della nostra risoluzione , alla fine , di aggiungere il nome del governatore
della Virginia , cui va appunto la nostra petizione .
Certo , onorevole collega , ha perfettamente ragione .
Nel testo della risoluzione si fa riferimento a questo Stato .
E ' necessario , dal punto di vista tecnico , che la risoluzione sia inviata al
governatore della Virginia , ed essa sarà votata con questa modifica .
Signora Presidente , noi possiamo sottoscrivere tutto quanto figura nella
risoluzione .
Sappiamo che la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha decretato ,
nell ' aprile dello scorso anno , una moratoria .
Quest ' anno , tale richiesta è stata ribadita .
E ' stato inoltre chiesto a tutti gli Stati in cui ancora vige la pena di morte di
ridurre progressivamente il numero di reati per i quali viene comminata la pena
capitale .
Disponiamo di dati davvero inquietanti per quanto concerne il numero di persone
ancora in attesa di esecuzione negli Stati Uniti .
Stando alle informazioni in mio possesso , si tratterebbe di 3670 persone .
Nella risoluzione , noi poniamo l ' accento sull ' incertezza del diritto che
aleggia intorno ai casi in esame .
Vi è pertanto motivo di esigere che ogni caso sia oggetto di un ' indagine ;
ossia , che vengano passati in rassegna i casi di tutte le persone in attesa di
esecuzione per verificare , per esempio , se abbiano ottenuto un processo equo .
Ecco perché occorre una moratoria su tutti i casi , anche su quelli non menzionati
nella risoluzione .
Possiamo inoltre constatare con fiducia che la questione della pena di morte negli
Stati Uniti ha ottenuto un peso politico completamente inedito .
Valuto positivamente anche il lavoro svolto dalle organizzazioni per i diritti
umani per dare risalto a questo problema .
Signor Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , come ha detto la
onorevole Thors , la nostra Assemblea sostiene unanimemente questa risoluzione .
Dobbiamo porci alcune domande a proposito dell ' azione dell ' Unione europea e
della sua capacità di portare avanti , a livello delle Nazioni Unite e della
comunità internazionale , tale iniziativa a favore di una moratoria
internazionale .
Conosciamo le difficoltà che le nostre Istituzioni incontrano , essenzialmente a
causa del loro carattere molto complesso , soprattutto in politica estera , per la
quale sono responsabili un Commissario , un Alto rappresentante e quindici Ministri
degli affari esteri .
Per evitare che si riproponga lo scacco dello scorso anno alle Nazioni Unite , è
urgente coordinare l ' azione dell ' Unione europea .
Ho presentato quindi un emendamento per chiedere che questa politica per l '
istituzione di una moratoria universale sia coordinata , a livello delle Nazioni
Unite , dall ' Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune .
Invito i colleghi a sostenere gli emendamenti che vanno in tal senso .
Signor Presidente , colleghi , stiamo chiedendo in questa sede al governatore della
Virginia di risparmiare la vita di un condannato a morte probabilmente innocente ,
Derek Rocco Barnabei .
Mentre discutiamo di questa nostra risoluzione , in una cella della morte dello
stesso Stato , stanno sterilizzando gli aghi per l ' iniezione letale con cui verrà
ucciso , tra qualche ora , Michael Clagget , probabilmente colpevole di omicidi
plurimi perpetrati anni fa .
Non so più quante risoluzioni abbiamo approvato nelle ultime due legislature nel
vano tentativo di por fine , negli Stati Uniti e altrove , alla pena di morte ;
certo è che molte altre esecuzioni , a ritmi sempre più sostenuti , verranno poste
in atto entro agosto in Virginia e in altri Stati , primo tra tutti il Texas , il
cui governator. quasi certamente il futuro Presidente degli Stati Uniti d ' Americ.
detiene un primato assoluto , quello di avere messo a morte 132 esseri umani negli
ultimi cinque anni .
Non so se George W . Bush meni gran vanto di questo primato , ma s. perché me l '
ha scritto lui stesso in una lettera del 22 marz. che egli è certo di assolvere
serenamente ai supremi compiti di una giustizia equa e senza errori .
Nella risoluzione all ' esame di questo Parlamento abbiamo preso atto del nuovo
dibattito in corso negli Stati Uniti : non certo sull ' abolizione della pena
capitale ma su una moratoria che porti ad una sua gestione più certa , ma non meno
spietata .
Forse abbiamo fatto bene , ma temo che tutti questi nostri tentativ. come del resto
l ' ha scritto recentemente il quotidiano statunitense Herald Tribun. siano
destinati a rimanere flatus vocis , lettera morta , e allora , cari colleghi ,
forse è giunto il momento non certo di boicottaggi e sanzioni , che aborriamo , ma
ad esempio di promuovere il turismo europeo solo in quella dozzina di Stati d '
America che non praticano la pena di morte .
Il rischio di ritorsioni è grave , gravissimo : se rinunzieremo a Donald Duck e a
Disneyworld in Florida , avremo il boicottaggio americano della Gioconda al
Louvre .
E ' un rischio che ormai va corso , in un ultimo tentativo di porre fine ad un
istituto così barbarico , così infamante per la famiglia dell ' uomo .
Signor Presidente , gli Stati Uniti sono , lo ricordiamo , il paese che da più
tempo dispone di una dichiarazione dei diritti consolidata e applicabile in sede
giudiziaria .
E ' perciò una terribile ironia che gli Stati Uniti siano uno dei pochi paesi del
mondo sviluppato a mantenere e soprattutto a praticare la pena di morte .
Oggi abbiamo davanti a noi il caso di Derek Rocco Barnabei : ogni essere umano gode
di inalienabili diritti personali , e per questo va difeso .
Chiediamo che a Barnabei venga risparmiata la vita ; egli è anche un simbolo di una
prassi a nostro avviso abominevole che , come sappiamo , è adottata in diverse
parti degli Stati Uniti .
Personalmente amo molto gli Stati Uniti e vari aspetti del loro stile di vita ; ho
visitato spesso la facoltà di giurisprudenza dell ' Università del Texas ed altre
facoltà di legge negli Stati Uniti .
Li ammiro moltissimo , ma è per me un dolore constatare con quale frequenza il
Texas applichi la pena di morte e ascoltare il governatore di questo Stato che se
ne vanta nel corso della campagna presidenziale .
Signor Presidente , l ' urgenza della nostra risoluzione è motivata dal caso di
Derek Rocco Bernabei .
In questo caso specifico ci sono fondati dubbi , anche nell ' opinione pubblica
americana , che ci sia stato un errore giudiziario .
E ' ovvio che quando si tratta di pena di morte , l ' errore giudiziario è
particolarmente grave ; non si dimentichi che errori giudiziari in casi analoghi
sono stati riconosciuti e , non per caso , si trattava di persone che non avevano
potuto permettersi degli avvocati costosi .
Credo che anche le facoltà di diritto degli Stati Uniti funzionino bene perché gli
avvocati sono molto ben pagati , ma ben pagati da coloro che hanno i soldi per
permetterseli .
Dunque , chiediamo la sospensione di questa sentenza , chiediamo che la Presidenza
del Parlament. tenuto conto anche del documento firmato da numerosissimi colleghi
in questi giorn. scriva direttamente alle autorità competenti per richiamare , in
modo particolarmente pressante , l ' attenzione su questo tema e poi , naturalmente
, che si abolisca la pena di morte negli Stati Uniti , verso i quali la nostra
ammirazione per tanti aspetti è molto pronunciata : proprio per questo è tanto più
scandaloso vederli mantenere questo rituale barbarico .
Hooligan
Signor Presidente , il calcio è una festa .
All ' insegna di questo slogan Belgio e Paesi Bassi hanno organizzato nelle scorse
tre settimane Euro 2000 .
Sul piano sportivo è stata anche una festa , tranne forse che per i nostri amici
italiani , una festa che però è stata ancora una volta turbata dal comportamento di
alcuni supposti tifosi .
Ci sono stati violenti scontri soprattutto prima e dopo la partita Germania -
Inghilterra .
Complessivamente 173 persone sono finite all ' ospedale , 1400 sono state fermate e
500 sostenitori inglesi sono stati rimpatriati a bordo di C - 130 .
Alcuni , fra cui anche degli europarlamentari , cercano di minimizzare l ' accaduto
.
Signor Presidente , a mio giudizio ci sono però dei limiti per quanto riguarda gli
elevati costi sociali legati al fenomeno degli hooligan .
Non è possibile che un paese assuma per dei giorni l ' aspetto di uno Stato di
polizia a causa di un campionato di calcio .
In Belgio sono stati impiegati in media 1500 gendarmi per partita , con l '
aggiunta di centinaia di poliziotti locali .
E ' ora che i governi nazionali adottino misure preventive per far stare a casa lo
zoccolo duro degli hooligan .
La Germania ha dato al riguardo il buon esempio .
Concretamente bisogna imporre un divieto di viaggio e di espatrio ai cosiddetti
tifosi che siano già stati arrestati in passato in quanto coinvolti nella violenza
negli stadi .
Pertanto non si tratta in primo luogo di una questione di maggiori o minori
controlli alle frontiere , ma di una cooperazione valida e coerente tra le forze di
polizia .
Dobbiamo trarre le debite conclusioni da quanto accaduto a Bruxelles e Charleroi .
Per arginare questa assurda violenza sono necessari più che mai severi
provvedimenti e una stretta collaborazione .
Il fenomeno degli hooligan ha superato ogni limite , in senso sia letterale che
figurato .
Signor Presidente , troppe tragedie negli stadi e fuori di essi : fenomeni che sono
segnali di un disequilibrio e di un disagio sociale individuale , di una cultura
della forza dove la ragione si perde e prevale la violenza .
La risoluzione del Parlamento ribadisce le proprie preoccupazioni per l '
ampliamento del fenomeno degli hooligans e chiede misure di prevenzione , alle
quali mi associo .
Ma proprio in questa situazione è indispensabile che le forze dell ' ordine , nel
loro difficile compito , non perdano anch ' esse la ragione .
Vorrei esprimere qui la mia protesta per i comportamenti delle forze dell ' ordine
olandesi nei confronti di una troupe di giornalisti italiani che riprendevano le
sofferenze di un gruppo di disabili portati a braccia sugli spalti perché non vi
erano sufficienti posti a loro disposizione .
I giornalisti sono stati impediti nello svolgimento delle loro funzioni , sono
stati picchiati , buttati a terra e fermati .
Abbiamo visto nel filmato , trasmesso questa mattina qui al Parlamento , immagini
che non lasciano dubbio sulla precisa volontà di impedire la libertà della stampa ;
vi sono interpretazioni diverse sull ' evento e per questo chiediamo , da parte
delle autorità olandesi , un ' indagine per definirne la responsabilità e vogliamo
che episodi di questo genere non abbiano mai più a ripetersi .
Signor Presidente , il titolo della discussione non è " Hooligan " , ma " Euro 2000
" , e mi sembra perfetto .
L ' intera Europa è riuscita ad organizzare una grande festa del calcio , in cui le
autorità belghe ed olandesi si sono impegnate in prima linea per ottenere tale
risultato . Un ' enorme massa di tifosi di tutta Europa si è mobilitata per
assistere alle partite .
Tutti avevano tanta paura di possibili violenze e situazioni pericolose .
In realtà , il tutto si è trasformato su ampia scala in una grande e riuscitissima
festa e giustamente la risoluzione sottolinea che ci congratuliamo con le autorità
olandesi e belghe per tale successo .
C ' è poi un ristretto gruppo di hooligan attivi già da tempo e che mira a guastare
simili feste .
In questo caso ci è riuscito soltanto in minima parte , solo su alcuni punti .
Ciò costa molto denaro , è spiacevole e pertanto diamo il nostro appoggio alla
risoluzione .
Sosteniamo anche l ' iniziativa dei Ministri degli interni olandese e belga tesa a
verificare se sia possibile imporre il divieto di viaggiare a questi hooligan in
caso di manifestazioni a rischio .
Passiamo al terzo punto : l ' incidente italiano .
Ciò che è evidente , è che i colleghi sono stati informati da diverse fonti su
quanto avvenuto nello stadio di Rotterdam e di conseguenza alcuni hanno l '
impressione che la situazione sia del tutto sfuggita di mano , che si tratti di un
fatto molto grave ed è in tale prospettiva che si sono formati un ' opinione ;
altri invece , sulla scorta di altre informazioni , hanno l ' impressione che la
situazione sia , sì , sfuggita di mano , ma non in maniera così grave .
Ciò che reputo fondamental. e parlo in qualità di olandese che ovviamente avrebbe
desiderato diventare campione d ' Europa , e colgo l ' occasione per congratularmi
con i francesi - , ciò che avrei voluto e lo dico anche rivolgendomi ai miei
connazionali è che , se si verificano dei fatti per cui alcuni colleghi ricavano
dalle immagini l ' impressione che ci sia stato qualcosa che non andava , allora :
a ) non ci comportiamo come se ciò riguardi l ' intera manifestazione di Euro 2000
e b ) non ci comportiamo come se ciò abbia mandato a monte la festa .
Dobbiamo invece riconoscere che è accaduto qualcosa e che vogliamo conoscere i
fatti .
Pertanto sono favorevole a che le autorità olandesi procedano ad un ' indagine
approfondita .
Per fortuna il Primo ministro Kok lo ha promesso ed è su tale base che intendo
formare il mio giudizio finale .
Desidero , come ovvio , sin d ' ora esprimere la mia simpatia e la mia
partecipazione ai colleghi italiani , ma per formulare un giudizio definitivo
intendo attendere di conoscere i fatti .
Signor Presidente , premetto anzitutto che quest ' argomento mi tocca molto da
vicino : infatti ho cominciato ad arbitrare ai massimi livelli diciotto anni fa , e
sono un tesserato della Federazione calcio inglese . Vorrei inoltre congratularmi
con la Francia , che ha ottenuto una fantastica vittoria ai campionati europei di
quest ' anno e infine , sia pure a malincuore , congratularmi con la Germania cui è
stata assegnata l ' organizzazione della Coppa del mondo del 2006 .
Mi preme soprattutto che il nostro Parlamento condanni con estrema severità gli
hooligan , tutti gli hooligan , da qualsiasi paese provengano e quale che sia la
loro estrazione sociale .
Riprendo ora l ' accenno dell ' onorevole Van Hecke sul rimpatrio di alcuni tifosi
inglesi effettuato con aeroplani C130 .
La reazione della polizia belga è stata eccessiva e addirittura vergognosa ;
infatti moltissimi appassionati di calcio , semplici e inoffensivi , sono stati
prelevati con la forza dai bar e accomunati così alla peggior feccia degli hooligan
.
Chiediamoci ora : quale messaggio hanno trasmesso le autorità calcistiche nei mesi
che hanno preceduto i campionati europei ?
I problemi sono iniziati quando l ' assassinio di due tifosi del Leeds , in
occasione della partita di coppa UEFA giocata a Istanbul contro il Galatasaray , è
rimasto impunito : il Galatasaray , infatti , non è stato estromesso dalla
competizione .
In occasione della partita fra Galatasaray e Arsenal giocata in Danimarca ,
numerosi tifosi dell ' Arsenal sono stati arrestati ma non sono stati accusati di
atti di teppismo .
Dobbiamo poi denunciare l ' inerzia del governo britannico che ha scelto di non
imporre alcuna sanzione supplementare che impedisse di spostarsi all ' estero
almeno agli individui notoriamente pericolosi .
L ' intreccio di questi fattori ha indotto molti a pensare : " questi campionati
europei saranno un gioco da ragazzi ; nessuno ci impedirà di andar lì a sfasciare
tutto " , mentre invece avrebbero dovuto limitarsi ad assistere a quella che doveva
essere una splendida festa del calcio .
Come altre istituzioni non direttamente coinvolte , anche il nostro Parlamento
dovrebbe fare un passo indietro : ci si offre ora una pausa di riflessione per
ragionare sulle iniziative più realistiche da intraprendere per combattere il
teppismo , senza dimenticare però il diritto delle persone di muoversi liberamente
in tutto il continente .
Signor Presidente , vorrei far notare che questa risoluzione ha per titolo " Euro
2000 " e non " Hooligans " , come appare sulla lavagna .
E dire che come parlamentari e politici , noi abbiamo una grande responsabilità
rispetto ai fenomeni sportivi , in particolare a quello calcistico : quella di
ricordare sempre che si tratta di un gioco .
Dobbiamo perciò essere preoccupati quando , su questo gioco , si caricano troppo
sia interessi economici sia emotività eccessive , che la politica non deve
assolutamente aiutare .
Credo che ai nostri giovani , anche a quelli più tifosi , a quelli che investono di
più , sentimentalmente , in questi eventi , dobbiamo sempre ricordare che si tratta
di un gioco e quando il gioco è bello , com ' è stato anche in questi europei ,
credo che sia il grande successo di tutti noi .
Capisco anche perché , per le autorità che devono organizzare questi eventi , si
tratta di eventi particolarmente complessi .
Ci ricordiamo la tragedia dello stadio di Heysel . Per questo credo che ci dobbiamo
congratulare per l ' organizzazione .
Tuttavia , in questo quadro positivo , ricordiamo l ' episodio dello stadio di
Rotterdam , anche perché questo è avvenuto in una circostanza molto particolare ,
che riguarda la possibilità di accesso di persone handicappate a questi eventi ,
che dovrebbe potersi svolgere con serenità e con accoglienza .
Inoltre ci ha stupito la brutalità della polizia nel colpire i giornalisti che
segnalavano un problema molto serio rispetto alla possibilità di accesso e di
comportamento delle persone handicappate .
Ribadisco che , secondo noi , non esiste un clima creato dalle autorità ; si è
trattato però di un grave comportamento da parte delle forze dell ' ordine , per
cui invito tutti i colleghi a non fare di questo un elemento nazionale , perché
penso che il contenuto della risoluzione di compromesso può essere condiviso e
votato da tutti .
Grazie , onorevoli deputati .
Viste le reiterate allusioni di molti di voi al titolo del punto dell ' ordine del
giorno e affinché non perdiate altro tempo per un equivoco , perderò io due minuti
per chiarire la questione .
Il punto dell ' ordine del giorno approvato dal plenum è " Hooligan " .
Effettivamente , il titolo della risoluzione può essere quello a cui vi state
riferendo , ma nell ' ordine del giorno figura come " Hooligan " nell ' ambito del
titolo " Diritti dell ' uomo " .
Approfitto dell ' occasione per ribadire , per quanto riguarda gli atti , che in
castigliano " hooligan " rappresenta un anglicismo usato per indicare un
particolare tipo di teppista , in generale di origine britannica .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , la risoluzione di compromesso , che fra
poco voteremo , mi sembra particolarmente equilibrata .
In particolare la vicenda di Rotterdam non intacca il giudizio sui diritti umani o
sulla qualità della democrazia in Olanda , che reputo tra i paesi più liberi al
mondo , ma rimane un brutto episodio , sia per l ' atteggiamento disdicevole nei
confronti di portatori di handicap sia per la violenza contro giornalisti che non
facevano altro che il proprio dovere .
Poco importa che questi siano italiani o meno .
L ' Unione europea , attraverso la sua massima espressione democratica che è il
Parlamento , stigmatizza una vicenda verificatasi al proprio interno .
Questo mi sembra lo spirito più giusto !
Tutto ciò che riguarda gli aspetti nazionali sarà oggetto di eventuali azioni dei
rispettivi governi e non ci riguarda .
Del resto , l ' Unione europea , soprattutto con le proprie risoluzioni d ' urgenza
, non si esime dall ' esprimere posizioni rigorose su alcuni paesi o su alcuni
episodi verificatisi in ogni parte del pianeta , nei quali non vengono rispettati i
diritti umani .
Quale credibilità avrebbe essa in tale sua azione , se non fosse capace di
riconoscere episodi del genere anche al proprio interno ?
Signor Presidente , per quanto riguarda i campionati sarò telegrafico : la Francia
è meritatamente campione europeo e la paura che la situazione potesse sfuggire di
mano non ha trovato riscontro nella realtà , nonostante alcuni incidenti di cui ha
riferito l ' onorevole Van Hecke che hanno coinvolto in particolare i sostenitori
inglesi .
Al termine della final. ed è su questo che rischia di incentrarsi l ' intera
discussione , anche se non si può fare altr. sono avvenuti dei fatti sui quali , a
mio giudizio , non si può chiudere un occhio e mi riferisco in particolare al
trattamento dur. fin troppo dur. riservato ai giornalisti .
A mio parere , poliziotti e assistenti troppo nervosi hanno chiaramente passato i
limiti .
Ma su quanto è successo prima e su quella che è stata la causa scatenante c ' è
ancora molta incertezza .
Che cosa è accaduto veramente ai disabili italiani ?
Si sapeva che ne sarebbero giunti tanti ?
Lo dico in veste di frequentatore abituale dello stadio di Rotterdam e so che lì c
' è , sì , posto per tifosi portatori di handicap , ma non per un numero illimitato
di disabili .
Questi tifosi non volevano oppure non dovevano essere ripresi dalle telecamere ?
Bisogna trovare una risposta a questi interrogativi e il governo olandese ha
promesso di procedere ad un ' indagine al riguardo .
Fino a che non saranno pubblicati i risultati di tale indagine mi asterrò dal
formulare qualsiasi giudizio .
Pertanto il mio gruppo voterà contro le parti della risoluzione in cui invece è già
stato espresso un giudizio .
Desidero lanciare un accorato appello ai colleghi e alla stampa italiani , ma in
particolare ai colleghi italiani , affinché non si paragoni la vicenda di Rotterdam
con il dramma dell ' Heysel , ché non è assolutamente il caso .
Facendolo , si mettono solo in dubbio le gravi questioni che devono ancora essere
vagliate .
Suggerisco quanto segue : è accaduto qualcosa , si farà un ' indagine a tale
proposito , ma , per favore , guardiamo le cose nelle loro giuste dimensioni .
Signor Presidente , la ringrazio di aver ricordato che il titolo del punto dell '
ordine del giorno che stiamo affrontando è il fenomeno degli hooligan .
Due mesi fa presentai un ' interrogazione al Parlamento sulla necessità di
intervenire contro le violenze che gli hooligan avrebbero sicuramente commesso in
occasione di Euro 2000 .
Le misure adottate dalle autorità belghe hanno permesso di attenuare le violenze
chiaramente razziste , xenofobe e contro gli omosessuali degli hooligan .
E ' indispensabile capire quali mezzi debbano essere adottati per neutralizzare gli
autori di tali atti di violenza , spesso manipolati da movimenti di estrema
destra .
E ' ancora troppo facile per gli hooligan spostarsi impunemente all ' interno dei
paesi dell ' Unione .
Dovrebbero essere previste sanzioni immediate nei paesi in cui gli hooligan
commettono dei crimini .
Coloro che sono identificati e schedati per aver commesso atti di aggressione non
devono essere autorizzati a entrare negli stadi durante le grandi manifestazioni
sportive .
I club di calcio e di tifosi devono essere maggiormente responsabilizzati perch.
bisogna riconoscerl. per il momento soffiano sul fuoco .
Il Ministro francese per la gioventù e lo sport , Marie - Georges Buffet , ha
promosso un ' azione di responsabilizzazione che sta dando i suoi frutti .
Ritengo che il Parlamento possa avere un vero e proprio ruolo di stimolo presso gli
Stati membri e l ' UEFA affinché tali misure siano di applicazione immediata : il
cartellino rosso deve valere in campo , ma anche per gli hooligan dentro e fuori
gli stadi .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , devono essere condannate tutte le forme di
violenza , anche le biasimevoli espressioni di hooliganismo manifestatesi in
occasione di Euro 2000 .
Ad ogni modo , non posso fare a meno di pensare che i riprovevoli incidenti
verificatisi siano stati ingigantiti a dismisura sia da una parte della stampa sia
da una parte della classe politica .
Pertanto non è stata sottolineata a sufficienza la buona organizzazione di Euro
2000, un ' organizzazione che rimarrà per molti milioni di persone un ricordo
indelebile .
In qualità di rappresentante di uno dei due paesi organizzatori , mi congratulo con
tutti coloro che sono stati impegnati nell ' organizzazione e nel mantenimento dell
' ordine pubblico .
La riuscita di Euro 2000 ha dimostrato che piccoli paesi sono in grado di compiere
grandi azioni . Il successo di Euro 2000 non dev ' essere offuscato dall '
atteggiamento vandalico di una minoranza .
Tutti gli Stati membri devono , di comune accordo , adottare misure adeguate .
Euro 2000 non è stata soltanto una grande festa del calcio , ma anche della
fratellanza e della solidarietà tra i cittadini dell ' Unione europea .
Signor Presidente , lunedì il gruppo ELDR ha votato contro l ' iscrizione di questo
punto all ' ordine del giorno ; leggendo la risoluzione , penso che avevamo ragione
.
Naturalmente è bello congratularsi in una risoluzione , ma non mi sembra che sia
questo il compito del Parlamento .
L ' argomento hooligan non può essere definito urgente in quanto è un fenomeno che
si manifesta già da anni ; è importante trattarlo , anche da parte del Parlamento ,
ma non va discusso come un problema urgente .
C ' è poi la questione dei fatti di Rotterdam .
E ' ovvio che è necessario condurre un ' indagine dato che le accuse mosse sono
assai gravi .
Se una troupe televisiva è stata trattenuta in stato di fermo per una notte , è
indispensabile indagare in maniera approfondita e bisogna scoprire se ci siano
state delle valide ragioni per farlo .
Le indagini sono in corso .
Il procuratore olandese se ne sta occupando e pertanto è del tutto prematuro che il
Parlamento esprima un giudizio al riguardo . A mio parere , non è il momento di
farlo .
Ritengo che sia fuori luogo tranciare un giudizio politico nel momento in cui un
procuratore sta vagliando i fatti .
Penso che anche gli emendamenti relativi a questa vicenda debbano essere respinti .
Potremo ritornare sulla questione quando risulterà che effettivamente è accaduto
qualcosa che possa avere a che fare con una violazione dei diritti umani , ma credo
che a voler esprimere sin d ' ora un simile giudizio ci si spinga troppo in là .
Signor Presidente , vorrei innanzi tutto rivolgermi al collega Heaton - Harris che
circa un mese fa aveva creduto di dover vietare la manifestazione sportiva a
Charleroi , perché riteneva che si sarebbero verificati gravi episodi di violenza .
A lui che è stato arbitro direi , sportivamente , che avevo fatto bene allora a
fischiarlo .
In secondo luogo , ritengo che sia necessario considerare con attenzione la
questione : infatti , se riuscissimo , come indica la risoluzione , a raggiungere
una maggiore cooperazione tra i diversi Stati membri in occasione di manifestazioni
come questa , faremmo un passo in avanti .
Se un domani riuscissimo ad ottenere che gli hooligan recidivi non siano più
autorizzati ad assistere agli incontri e se , infine , come ricordava poc ' anzi l
' onorevole Sylla , avessimo la possibilità di continuare a seguire da vicino un
tema come questo per inaugurare una nuova pedagogia sul comportamento negli stadi ,
sarebbe lo sport a vincere e non l ' inquietudine politica .
Concludo , signor Presidente , augurandomi che il contenuto e il modo in cui ho
presentato questa riflessione avessero una dimensione umana , come da lei auspicato
.
Iraq
Signor Presidente , le Nazioni Unite sono state indebolite da due membri del
Consiglio di sicurezza per quanto riguarda le sanzioni all ' Iraq .
Kofi Annan è un uomo retto e giusto , ma dovrebbe comunque dare le dimissioni ,
nella consapevolezza che il mondo è decisamente contrario all ' eccessiva severità
delle sanzioni .
L ' Unione europea deve levare la propria voce e protestare contro sanzioni che
equivalgono a un genocidio virtuale .
Lo scopo presunto di tali sanzioni è di sbarazzarsi di Saddam Hussein ; dieci anni
dopo l ' imposizione delle sanzioni egli è ancora al potere .
In realtà , il vero scopo delle sanzioni è di controllare gli approvvigionamenti
petroliferi e di garantire una zona di addestramento ai piloti statunitensi e
britannici in modo da assicurare la sopravvivenza dei complessi militari -
industriali dei due paesi .
In occasione della mia recente visita in Iraq , ho visto bambini morire di
infezioni respiratorie , dissenteria , leucemia , gastroenterite e denutrizione .
Dobbiamo ricordare che questo paese dispone della seconda riserva petrolifera al
mondo .
Nelle sale operatorie ci sono infiltrazioni di liquami e attrezzature antiquate .
Stiamo assistendo al lento soffocamento di una nazione e di un popolo
meravigliosi .
Sono un amico dell ' islam e credo che l ' Unione europea e questo Parlamento
debbano smettere di demonizzare gli arabi e l ' islam .
Signor Presidente , inizialmente avevamo presentato un testo sullo stesso argomento
e della medesima portata ma più ricco di sfumature rispetto alla cosiddetta
risoluzione comune .
Avrei di gran lunga preferito discutere un testo con più sfumature .
Come mai il nostro testo non compare ?
Eppure noi abbiamo ritirato la nostra firma !
A nostro giudizio , il testo originale da noi presentato avrebbe potuto fungere
assai meglio da base per la discussione .
Onorevole Maes , forse non ci siamo capiti bene , ma se avete ritirato la vostra
firma dalla risoluzione comune oppure non la avete firmata , il testo continuerà ad
essere in discussione e verrà sottoposto a votazione secondo le regole stabilite
Verrà distribuito ? E ' forse a disposizione ?
Noto infatti che molti colleghi non hanno visto il testo in questione .
Sì , certamente .
Non sapevamo che esistesse un problema di distribuzione , ma se lo dice lei , lo
verificheremo e distribuiremo il testo .
Signor Presidente , la guerra tra Iraq e Iran è durata dal 1980 al 1989 ; in quel
conflitto , gli Stati Uniti e l ' Unione europea hanno appoggiato l ' Iraq perché
consideravamo l ' Iran la vera minaccia per il Medio Oriente .
L ' Iraq ha invaso il Kuwait il 2 agosto 1990, con un ' azione ingiusta e
inaccettabile ; l ' ONU ha risposto con la risoluzione 661 imponendo sanzioni all '
Iraq .
L ' azione dell ' ONU era giustificata .
Nell ' aprile 1991 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno imposto una no - fly
zone .
Nel 1994 l ' Iraq ha riconosciuto l ' integrità territoriale del Kuwait .
Dal 1991 al 1997 gli ispettori dell ' ON .
UNSCO. hanno ispezionato , distrutto e verificato sistematicamente e su larga scala
la capacità irachena di produrre armi di distruzione di massa .
Nel 1997 l ' ONU è stata informata dal proprio rappresentante che il lavoro dell '
UNSCOM si era esteso in pratica all ' intero Iraq .
Nel 1998 l ' Agenzia internazionale per l ' energia atomica ha dichiarato che la
capacità nucleare dell ' Iraq era ormai inesistente .
Il programma Oil for Food , avviato nel 1996, è stato caratterizzato da un '
eccessiva burocrazia e da una generale incompetenza , provocando gravi ritardi
negli approvvigionamenti dei farmaci essenziali e dei prodotti alimentari .
Dei 28 miliardi di dollari di proventi petroliferi accumulati in tre anni ,
soltanto 7 miliardi sono stati utilizzati per le importazioni , mentre 12 miliardi
sono ancora congelati in una banca di New York .
Se lo scopo delle sanzioni era di distruggere la capacità militare dell ' Iraq , l
' obiettivo è stato raggiunto ; se invece miravano a sbarazzarsi di Saddam
Hussein , dopo dieci anni questa meta è ancora lontana .
Tuttavia , dieci anni di sanzioni hanno provocato immense sofferenze e privazioni
ai 22 milioni di iracheni ; alta mortalità infantile , ridotte aspettative di
vita , maggiore incidenza del cancro e delle malattie curabili continuano a
devastare il tessuto sociale di un paese che un tempo godeva di un alto tenore di
vita .
L ' embargo intellettuale ha impedito a medici , insegnanti e altri professionisti
di godere dei progressi scientifici e tecnologici .
Credo che l ' Unione europea debba rivedere la propria posizione , aiutando coloro
che soffrono maggiormente ; attualmente , sei Stati membri dell ' Unione hanno una
rappresentanza diplomatica in Iraq : Germania , Francia , Italia , Spagna ,
Portogallo e Grecia .
I diplomatici di questi paesi condividono l ' opinione dell ' Ufficio delle Nazioni
Unite in Iraq , dell ' Organizzazione mondiale della sanità , della Croce Rossa e
di altre organizzazioni non governative : attraverso l ' attività diplomatica , l '
Unione potrà ottenere una vera svolta .
I nostri deputati e i funzionari della Commissione devono recarsi in Iraq in
missioni esplorative per incontrare i rappresentanti del Parlamento iracheno , i
diplomatici dell ' UE , le agenzie internazionali e le ONG .
Questo dialogo contribuirà a stabilire quale sia la realtà odierna e ad individuare
il modo di rompere l ' impasse per eliminare le sanzioni nel settore degli
approvvigionamenti non militari .
Spero che il Parlamento voterà a favore di questa risoluzione .
Signor Presidente , a dimostrazione del fatto che il perpetuarsi delle sanzioni
contro l ' Iraq provoca gravi problemi , basterà ricordare il gran numero di
dimissioni di funzionari d ' alto livello delle Nazioni Unite Possiamo anche notare
le parole di Mary Robinson , che ha aspramente condannato le conseguenze delle
sanzioni .
Il bombardamento illegittimo ad opera degli Stati Uniti e della Gran Bretagna non è
contemplato da alcuna risoluzione del Consiglio di sicurezza dell ' ONU , non è
previsto da alcun mandato ed è decisamente vergognoso : non possiamo permettere che
vada avanti .
La nostra acquiescenza per la continuazione di questo bombardamento ha dell '
incredibile .
Le infrastrutture irachene sono state completamente distrutte ; anche in questo
caso , le vittime sono persone innocenti prive di ogni potere .
In quest ' occasione , devo congratularmi con alcune organizzazioni delle nostre
comunità che stanno facendo qualcosa in proposito , o stanno cercando di diffondere
una maggiore consapevolezza del problema : queste voci nel deserto che si oppongono
alle sanzioni stanno svolgendo un ruolo essenziale , e vorrei offrire loro tutto il
mio appoggio .
Dobbiamo anche ricordare che qualunque tipo di misura venga adottata in futuro
contro l ' Iraq , dobbiamo cercare di salvaguardare i diritti umani e la democrazia
; dobbiamo inoltre proteggere i curdi al nord e gli sciiti al sud , per garantire
loro qualche forma di autonomia .
Non possiamo certo dimenticarci di queste popolazioni .
Signor Presidente , il 15 aprile , dopo un dibattito approfondito con Consiglio e
Commissione , abbiamo varato una risoluzione cui la stragrande maggioranza di
questo Parlamento ha potuto esprimere il suo appoggio .
In tale risoluzione ci appellavamo a Consiglio e Commissione affinché facessero il
possibile per risparmiare l ' esistenza e la salute del popolo iracheno e per
mettere fine alle sue sofferenze .
Chiedevamo l ' abolizione dell ' embargo anche per generi alimentari e medicinali ,
perché esso colpisce non già Saddam Hussein , bensì il popolo iracheno .
Esortavamo a far cessare immediatamente i bombardamenti che Stati Uniti e Regno
Unito stanno compiendo senza alcun mandato da parte del Consiglio di sicurezza dell
' ONU , perché anche questi colpiscono e puniscono in Iraq non i colpevoli ma le
vittime .
Ovviamente , già all ' inizio della risoluzione confermavamo e sottolineavamo la
necessità che il governo iracheno si impegnasse ad accettare e favorire il
controllo da parte delle Nazioni Unite sulla distruzione delle armi ABC , e a
contribuire a far luce sul destino delle persone scomparse in Kuwait .
Con la discussione di oggi e con la nuova proposta ci prefiggiamo altri tre
obbiettivi .
Innanzi tutto vogliamo integrare l ' appello a Consiglio e Commissione con una pari
esortazione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite .
Secondo , proponiamo che questa assemblea operi di sua iniziativa e intraprenda sul
posto una fact finding mission .
Terzo , desideriamo confermare che le Nazioni Unite , l ' Organizzazione mondiale
per la sanità e la Croce Rossa in Iraq stanno operando affinché i più bisognosi ed
i più deboli possano trarre beneficio dall ' attuale programma " Oil for Food " .
Signor Presidente , premesso che , al pari dell ' onorevole Andrews , mi considero
amico del mondo arabo ed islamico , voglio dire che il nucleo fondamentale di tutta
la risoluzione , senza il quale essa non può essere accolta , risieda nel
considerando A e nel primo paragrafo , ove si afferma che solo il rispetto delle
risoluzioni delle Nazioni Unite da parte dell ' Iraq può condurre ad un
allentamento delle sanzioni .
In particolare , si chiede all ' Iraq di cooperare con il Comitato internazionale
della Croce Rossa per rintracciare i 604 cittadini kuwaitiani scomparsi dopo l '
illegittima occupazione del paese da parte dell ' Iraq .
Nel caso di una visita dell ' Unione europea in Iraq , essa dovrebbe prevedere un
incontro con le famiglie del Kuwait che , da dieci anni , stanno attendendo di
sapere cosa sia accaduto ai loro cari .
Una posizione più morbida da parte europea non sarebbe di alcun aiuto per il popolo
iracheno , il quale sarebbe , anzi , così condannato a subire una tirannia eterna .
Signor Presiedente , un minuto è veramente poco per un tema così grave .
Dico grave perché abbiamo a che fare , né più né meno , con la sopravvivenza di un
popolo , e con un atto che si deve chiamar. come fece tempo fa un Ministro della
difesa francese , Chevènemen. una spedizione punitiva internazionale contro una
nazione che osava sottrarsi al nuovo ordine mondiale .
Un atto come questo è di cattivo auspicio per il futuro .
Il nuovo ordine mondiale , espressione di Bush per nascondere gli interessi delle
grandi multinazionali , e in questo caso dei petrolieri americani , è per noi
sempre più intollerabile .
Ci stupiamo del silenzio delle associazioni umanitarie di fronte alla situazione
degli iracheni che soffrono e muoiono ( le vittime sono ormai più di un milione )
per mano nostra .
Che contrasto e che ipocrisia tra l ' umanitarismo e questo olocausto del quale
siamo tutti responsabili collettivamente a causa della pura e semplice codardia di
fronte alla potenza americana ! Il Parlamento in particolare e l ' Europa in
generale non sono capaci di opporsi a questo grande impero su alcun tema , come si
è visto ancora ieri nella votazione su ECHELON .
Il fatto più grave , e con questo concludo perché ci sarebbero decisamente troppe
cose da dire , è che per una volta un paese del sud riusciva a svilupparsi e i
paesi del nord , allineati dietro a Washington , non hanno esitato a distruggerlo .
E ' un fatto estremamente grave ed inquietante per il secolo che comincia .
Signor Presidente , chi mai potrebbe non provare simpatia per la popolazione
irachena , così duramente provata ?
Parto dal presupposto che questa sia la molla che ha spinto coloro che hanno
presentato la risoluzione comune .
L ' effetto politico del loro intento è un ' occasione fallita , anzi per la parte
curda liberata dell ' antica Mesopotamia è assolutamente catastrofico .
Voglio essere concreto .
In pieno contrasto con quanto lasciano supporre i consideranda B e C , l ' odierna
personificazione di Nabucodonosor , ossia Saddam Hussein , ha già distrutto l '
antica civiltà da lui tanto ammirata .
Basta pensare alla prima e alla seconda guerra del Golfo e aggiungere ancora cinque
anni , ossia il periodo 1991 - 1996, in cui Baghdad si è rifiutata categoricamente
di collaborare al programma Oil for Food , causando il protrarsi , del tutto
inutile , delle sofferenze da parte della popolazione .
Attualmente il governo iracheno può persino esportare petrolio senza limitazioni
per acquistare beni umanitari .
In breve , che cosa fa Saddam per lenire le sofferenze dei suoi conterranei ?
Che cosa accadrà del 13 percento riservato ai curdi se le sanzioni verranno
inopinatamente cancellate ?
Trovo alquanto bizzarro l ' uso dello strano termine " embargo intellettuale " di
cui al considerando D .
In effetti , l ' intellighenzia irachena soffre già da anni a causa dell ' embargo
intellettuale imposto dal Baath , il partito di Saddam .
Il tiranno del Tigri è infatti interessato ad un unico tipo di scienziato : quello
che mette a punto armi per la distruzione di massa .
Proprio questa ossessione di Saddam Hussein mette a nudo la pericolosa ingenuità
del paragrafo 3 della risoluzione comune , in quanto l ' abolizione della no - fly
zone nel nord dell ' Iraq , ossia la garanzia internazionale che tutela i curdi dal
loro nemico mortale , Saddam , costringerà probabilmente milioni di curdi a darsi
di nuovo alla fuga .
Essi infatti sanno fin troppo bene che valore abbiano le promesse di Saddam .
E ' impossibile che coloro che hanno presentato la risoluzione comune mirino ad una
simile prospettiva spaventosa .
Perciò respingo con decisione il documento .
Signor Presidente , mi si consenta di dire che la risposta della Commissione e la
maniera sbrigativa con cui essa ha trattato la questione dell ' Iraq mi hanno
lasciato sconvolto e indignato .
Voglio citare , a beneficio del Commissario e della Commissione tutta , quel detto
di Oscar Wilde , secondo il quale nelle cose della nostra vita il destino non
chiude mai il suo libro .
L ' Iraq merita ben più della risposta fornita dalla Commissione .
Sono davvero indignato .
Desidero esprimere la mia più totale insoddisfazione per la risposta fornita dalla
Commissione e non ho altro da aggiungere .
A voler essere giusti , signor Presidente , mi si deve concedere di esprimere la
mia più totale soddisfazione per la risposta fornita dalla Commissione .
Perfetto , c ' è stato un turno a favore e uno contrario .
Ringraziamo il signor Commissario che non desidera intervenire .
Dobbiamo essere brevi e andare avanti .
La discussione è chiusa .
La votazione si svolgerà alle 17.30 .
Venezuela
L ' ordine del giorno reca , in discussione congiunta , le seguenti proposte di
risoluzione :
B5 - 0615 / 2000, presentata dagli onorevoli Di Pietro e Sánchez García a nome del
gruppo ELDR , sul Venezuela ;
B5 - 0627 / 2000, presentata dagli onorevoli Salafranca Sánchez - Neyra e altri a
nome del gruppo PPE - DE , sulla ricostruzione e la ripresa delle regioni colpite
dalle catastrofiche inondazioni abbattutesi sul Venezuela nel dicembre l999 ;
B5 - 0634 / 2000, presentata dagli onorevoli Wurtz e altri a nome del gruppo GUE /
NGL , sul Venezuela ;
B5 - 0642 / 2000, presentata dagli onorevoli Frassoni e Knörr - Borràs a nome del
gruppo Verts / ALE , sulla ricostruzione delle regioni colpite nel dicembre 1999
dalle inondazioni in Venezuela .
B5 - 0652 / 2000, presentata dagli onorevoli Linkohr e Menéndez del Valle a nome
del gruppo PSE , sulla ricostruzione delle regioni colpite nel dicembre 1999 dalle
inondazioni in Venezuela .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , oggi abbiamo l ' opportunità di dimostrare
la nostra solidarietà al popolo venezuelano , che nel dicembre dell ' anno scorso
subì le conseguenze del disastro naturale che colpì il litorale degli Stati di
Vargs e Miranda e causò la morte di 50.000 persone .
Per questo , insistiamo nel ribadire l ' importanza che riveste l ' approvazione di
questa risoluzione , la quale , in definitiva , rappresenta la conseguenza logica
della relazione della commissione speciale che si è recata in Venezuela per
conoscere sul posto la realtà del disastro naturale e riflette la coerenza degli
impegni politici presi dall ' Unione europea .
Mi auguro che sia così possibile finanziare in modo significativo il programma di
ripresa delle zone colpite e che si proceda seguendo gli schemi di questo tipo di
azione .
Allo stesso modo , sarebbe opportuno che si tenesse conto , per il coordinamento ,
dei programmi di aiuti finanziari degli Stati membri e delle regioni comunitarie .
Signor Presidente , come ha appena ricordato l ' onorevole Sánchez García , questa
risoluzione rientra nell ' ambito della decisione della Conferenza dei presidenti
di inviare una missione ad hoc in Venezuela per fare un bilancio delle tragiche
conseguenze delle inondazioni avvenute nel mese di dicembre in quel paese .
Il caso venezuelano è grave e richiede misure urgenti .
E ' grave perché si calcol. e non si ha ancora un bilancio definitivo delle vittim.
che in questa tragedia abbiano perso la vita più di 30.000 persone .
Richiede misure urgenti perché , signor Presidente , la missione del Parlamento
europeo risale al mese di febbraio e fino ad oggi non siamo stati in grado di
giungere a delle conclusioni definitive .
Credo che qui sia in gioco la credibilità del Parlamento .
Approfitto della presenza della Commissione per chiedere al signor Commissario che
ci illustri il modo in cui la Commissione ha svolto il mandato affidatole dal
Parlamento nella risoluzione approvata nel mese di gennaio , in cui si chiedeva che
venisse fatta una valutazione della risposta comunitaria alla tragedia che aveva
colpito il Venezuela .
Spero che la Commissione sia in grado di mobilitare le risorse umane necessarie per
rispettare le priorità indicate dal Parlamento e sono sicuro che se la
Commissione , come è stato proposto nella sua bozza di bilancio del 2001, può
permettersi di spendere 815 milioni di euro nei Balcani , potrà anche spendere
almeno 50 milioni di euro in Venezuela .
La questione , signor Presidente , pone un problema che va oltre la risoluzione sul
Venezuela .
Il problema consiste nel conservare la capacità di risposta del Parlamento a questo
tipo di situazioni .
Signor Presidente , deve essere chiaro ciò che vogliamo : vogliamo un parlamento
vero e proprio o vogliamo un parlamento di cartapesta ?
Vogliamo un parlamento che sia in grado di assumersi pienamente le proprie
responsabilità o vogliamo un parlamento che si occupi di avallare le priorità di
altre istituzioni ?
Vogliamo un parlamento in grado di adempiere alle proprie responsabilità o vogliamo
un parlamento che si occupi di firmare l ' assegno per impegni presi da altre
istituzioni ?
E ' questo il dibattito per il bilancio dell ' anno 2001 e questo è stato il
dibattito sostenuto per il bilancio dell ' anno 2000 .
Quello che voglio semplicemente dire , signor Presidente , è che quando c ' è la
volontà si trova sempre la strada e che questa risoluzione rispecchia l ' impegno
assunto dal Parlamento di manifestare la propria volontà , che è quella di aiutare
e di esprimere solidarietà , la solidarietà dell ' Unione europea , con la società
e con la popolazione del Venezuela .
Sono convinto , signor Presidente , che grazie a questa volontà saremo capaci di
trovare in un bilancio in cui quest ' anno figurano 100.000 milioni di euro e in
cui figureranno cifre simili nei prossimi anni , una strada per andare incontro ai
bisogni delle vittime di questa tragedia .
Signor Presidente , le tre questioni che il gruppo confederale della Sinistra
unitaria europea / Sinistra verde nordica desidera sottolineare sugli aiuti che l '
Unione europea può e deve dare al Venezuela a seguito della terribile catastrofe
provocata dalle inondazioni sono : in primo luogo , dedicarsi con risorse
economiche e tecniche a trovare una soluzione alla conseguenze e non diminuire gli
aiuti , come richiede la Commissione , per far fronte finanziariamente ad un '
altra catastrofe , questa volta artificiale , provocata da noi nel Kosovo e in
Jugoslavia , nei Balcani .
In secondo luogo , ratificare e applicare le condizioni e le decisioni del vertice
di Kyoto per ridurre l ' emissione degli agenti che inquinano l ' atmosfera
producendo l ' effetto serra e , quindi , i cambiamenti climatici e i conseguenti
danni .
E in terzo luogo , dimostrare la solidarietà dell ' Unione europea al Venezuela , e
in generale all ' America Latina , affinché si possano così contrastare gli effetti
negativi del peso del nord del continente sul resto .
Signor Presidente , desidero esprimere il nostro completo appoggio a questa
risoluzione che parla di solidarietà con il popolo venezuelano , e desidero farlo
avanzando alcuni punti .
In primo luogo , abbiamo una richiesta da fare , vale a dire che i soccorsi
arrivino effettivamente alle persone e ai gruppi che più ne hanno bisogno .
Come gruppo , non ci opponiamo , logicamente , al fatto che si parli , come si sta
facendo , delle PMI e dell ' industria in generale , ma ci sembra eccessivo che se
ne parli con questo zelo mentre , invece , si tace di altri gruppi che si trovano
in maggiore difficoltà .
Soprattutto , come ha indicato l ' onorevole Salafranca , è necessario che le
misure adottate per gli aiuti siano efficaci e non risentano della mancanza di
risorse umane .
In secondo luogo , desideriamo denunciare il fatto che non sia stato accettato un
principio tanto elementare per il nostro gruppo come quello di coinvolgere le
popolazioni colpite nella programmazione e applicazione delle misure di aiuto ,
affinché non ci si trovi alla fine a fare cose che non sono necessarie o che non
sono state chieste .
Infine , last but not least , è necessario riflettere sul nostro modo di produrre e
sul nostro modo di consumare le risorse naturali , poiché questo è alla base delle
catastrofi , e tale riflessone ci può aiutare a non dover constatare , ciclicamente
e tristemente , che si sono verificate .
Signor Presidente , non voglio dire che il fatto che in questa Assemblea si sia
sviluppata una sensibilità particolare verso la regione latino - americana
impedisca che si appoggino anche gli sforzi che la Commissione sta facendo nei
confronti dell ' Europa centro - orientale e per la ricostruzione dei Balcani .
Quello che ci preoccupa in questo momento è la sensazione che nell ' ultimo anno la
nuova Commissione abbia abbandonato il suo interesse verso quella zona .
E ' come se , improvvisamente , l ' America Latina fosse scomparsa dalla carta
geografica delle preoccupazioni della Commissione .
Senza dubbio , il contributo dell ' Unione europea alla regione centro americana
dopo la catastrofe del Mitch ha costituito un ' esperienza positiva , come positiva
è stata la reazione iniziale della Commissione , che si è precipitata a destinare
400.000 euro per gli aiuti umanitari di emergenza al Venezuela quando è avvenuta la
catastrofe citata dagli oratori che mi hanno preceduto .
Sappiamo che in questo momento la Commissione ha la possibilità , i mezzi , le
risorse per offrire un aiuto più consistente .
Sfortunatamente , questo tipo di disgrazie stanno avvenendo con una certa frequenza
e ho l ' impressione che la regione latino - americana utilizzi bene gli aiuti
comunitari .
Possiamo contare su strumenti , mezzi , bravi rappresentanti e possiamo contare
anche sulla presenza europea in quelle zone .
Bisogna ricordare , per esempio , che l ' Unione europea è il maggior investitore
straniero in Venezuela e che abbiamo molti legami culturali e sociali con quei
paesi .
Spero , quindi , che la Commissione accolga con la migliore disponibilità e volontà
le petizioni avanzate dal Parlamento e che , con le risorse disponibili e con
quelle che si possono mobilitare in tempi brevi , prenda in debita considerazione
tali petizioni ed elabori un piano che non si limiti all ' aiuto umanitario
essenziale , bensì contribuisca ad aiutare anche quel paese , che sta facendo un
grosso sforzo , a realizzare la ricostruzione per il bene suo e , probabilmente
anche per il bene nostro , dal momento che il continente che può trarre maggior
beneficio dallo sviluppo dell ' America Latina è probabilmente proprio quello
europeo .
Signor Presidente , sono passati ormai più di sei mesi dalle tragiche inondazioni
verificatesi in Venezuela .
La delegazione ad hoc del Parlamento europeo ha avuto l ' opportunità di vedere gli
effetti terribili di quella che è considerata la più grande catastrofe naturale mai
avvenuta in America Latina .
Bisogna vedere per credere . Per quanto impressionanti siano state le fotografie e
le immagini televisive divulgate dai media , esse danno solo una pallida idea delle
reali dimensioni del disastro .
Abbiamo avuto anche l ' opportunità di costatare l ' inestimabile azione di
solidarietà delle organizzazioni non governative nei confronti delle popolazioni
colpite dalle inondazioni .
Questo aiuto umanitario d ' emergenza prestato dalle ONG non sarebbe stato
possibile senza l ' appoggio finanziario della Commissione . A tutti quelli che lo
hanno reso possibile va la mia più profonda stima .
Ora , tuttavia , la priorità deve essere la ricostruzione di tutta la zona
colpita , nonché lo stimolo della ripresa economica .
Nel quadro di una nuova pianificazione territoriale , è necessario ricostruire le
abitazioni e tutti i tipi di infrastrutture , nonché incentivare le piccole e medie
imprese , che si sono viste distruggere tutto , a ricominciare in molti casi da
zero .
Sono consapevole che il prezzo della ricostruzione è colossale .
Forse questo è il motivo del ritardo .
Sono state sgombrate appena alcune strade , è stata disciplinata con qualche
provvedimento la fornitura di acqua e di elettricità , e poco più . Le persone
colpite sono disperate per il ritardo , anche perché migliaia di loro continuano a
dipendere dagli aiuti alimentari per la propria sopravvivenza .
E ' fondamentale creare le migliaia di posti di lavoro persi a causa delle
inondazioni .
Il governo venezuelano ha bisogno di un grande sostegno per promuovere questo
lavoro ciclopico .
La Commissione , per ciò che riguarda il prezzo della ricostruzione , che è
improrogabile , deve agire con la stessa solidarietà con cui ha agito in occasione
della fornitura di aiuti umanitari d ' emergenza , o come quando ha aiutato i paesi
colpiti dal ciclone Mitch .
Chiediamo quindi alla Commissione di compiere un significativo sforzo finanziario
nei prossimi cinque anni .
Oltre a un dovere elementare di solidarietà , lo esigono i rapporti storici che ci
legano al Venezuela e la stabilità democratica in quel paese .
Innanzi tutto desidero precisare che , a differenza delle affermazioni fatte qui in
Assemblea , la Commissione valuta moltissimo l ' importanza politica dell ' America
Latina e proprio di recente ha intrapreso una serie di iniziative che sottolineano
quanto l ' America Latina sia politicamente importante per l ' Europa .
In secondo luogo desidero osservare che , anche in occasione della catastrofe
verificatasi in Venezuela , è opportuno riflettere sulle cause e sugli effetti e
sulle responsabilità collegate .
In fin dei conti , l ' Unione ha dato fin dall ' inizio aiuti di vasta portata e
continuerà a farlo .
Due sono gli aspetti di questi aiuti .
Da un lato si tratta di sostenere la ricostruzione nello stato federale di Varga :
oggi è già possibile vedere con maggiore chiarezza quali sono le esigenze reali .
All ' inizio non era così .
Posso ben capire che ci sia una certa impazienza perché a volte le cose si muovono
con lentezza .
Dal governo venezuelano però non sono arrivate proposte di progetti .
Sia chiaro , non c ' è critica nelle mie parole : probabilmente per il governo
venezuelano è difficile decidere in tempi molto rapidi quali siano le priorità .
Per questa ragione inizialmente abbiamo dovuto inviare una commissione di esperti
in Venezuela affinché verificassero in modo diretto quali potevano essere le
priorità .
I risultati sono ora disponibili .
Fra qualche giorno verrà inviata una comunicazione al Consiglio con indicazioni su
quali siano i provvedimenti da adottare e con quanto danaro vadano finanziati .
Il secondo aspetto , a mio avviso ancora più importante degli aiuti alla
ricostruzione , è l ' aiuto a prevenire le catastrofi .
Noi vogliamo dare il nostro contributo affinché si decidano e si avviino programmi
dedicati alla gestione dei rischi naturali negli Stati federali di Falcon , Miranda
e Jarakui .
Nell ' ambito della prevenzione delle catastrof. abbiamo dovuto impararlo proprio
dalla catastrofe venezuelan. c ' è ancora molto da migliorare .
Io credo che l ' aiuto più valido che possiamo dare a quelle genti consista nel
concentrarsi su questo aspetto .
La questione della dotazione finanziaria di queste due misure è molto complessa .
La Commissione riceve continuamente da Consiglio e Parlamento indicazioni su ciò
che deve fare e su chi deve aiutare , ma nessuno dice mai alla Commissione dove
troverà il denaro per fare tutto ciò .
Come ben sapete , noi della Commissione non possiamo battere moneta .
Troveremo un modo per finanziare queste attività e faremo delle proposte
realistiche , anche proposte sul tipo di contributo che il paese stesso è in grado
di dare grazie ai proventi dell ' esportazione del petrolio , che sono aumentati
notevolmente .
La ringrazio , signor Commissario .
La discussione congiunta è chiusa .
La votazione si svolgerà alle 17.30 .
Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia
L ' ordine del giorno reca , in discussione congiunta , le seguenti proposte di
risoluzione :
B5 0628 / 2000, presentata dall ' onorevole Van Velzen a nome del gruppo PPE -
DE , sulla polemica sull ' Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia ;
B5 0635 / 2000, presentata dagli onorevoli Wurtz e altri a nome del gruppo GUE /
NGL , sulle dimissioni del professor Pelinka , rappresentante austriaco nel
Consiglio di amministrazione dell ' Osservatorio europeo contro il razzismo e la
xenofobia ;
B5 0651 / 2000, presentata dall ' onorevole Ford e altri a nome del gruppo PSE ,
sulle dimissioni del professor Pelinka , rappresentante austriaco nel Consiglio di
amministrazione dell ' Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia .
Signor Presidente , condivido l ' opinione dell ' onorevole Watson , presidente
della commissione per le libertà civili e i diritti dei cittadini , la giustizia e
gli affari interni , il quale in un ' intervista ha affermato che la proposta d '
urgenza presentata dall ' onorevole Swoboda è la via sbagliata , e che egli si
aspetta un comportamento più maturo .
Sono d ' accordo con questa affermazione perché in una motivazione presentata al
Parlamento l ' onorevole Swoboda faceva riferimento a conflitti ben anteriori fra
il governo austriaco e la Direttrice dell ' Osservatorio europeo contro il razzismo
, conflitti risalenti all ' epoca in cui Viktor Klima , uomo dell ' SPÖ , era a
capo del governo austriaco e tale governo era dominato dall ' SPÖ .
Se un socialista austriaco fa una cosa simile , si crea una situazione delicata ma
assolutamente non urgente .
Condivido le parole dell ' onorevole Watson perché l ' onorevole Swoboda conferma
al governo attuale che le relazioni con l ' Osservatorio stanno rifiorendo .
Dovrebbe rallegrarsene , come faccio io e come fanno molti altri .
Questo non è un motivo per un ' urgenza , ed ancor meno dà motivo d ' urgenza il
fatto che io citi qui parole pronunciate dalla Direttrice dell ' Osservatorio in un
' intervista da lei stessa autorizzata .
La Direttrice loda esplicitamente la nuova politica estera dell ' Austria e concede
al governo che ovviamente non c ' è stata nemmeno una iniziativa xenofoba ma che ,
al contrario , si stanno registrando molti progressi .
Afferma inoltre che tali progressi non erano stati possibili con il governo rosso -
nero , ma anche che , naturalmente , non viene ostacolata nel suo lavoro .
Cosa vuol dire dunque tutto questo , onorevole Swoboda ?
Evidentemente lei , come socialista austriaco , vuole semplicemente gettare le basi
per una polemica contro l ' Austria .
E ' una cosa vergognosa e decisamente deplorevole per un austriaco !
Signor Presidente , mi scuso con gli interpreti se poc ' anzi ho parlato troppo
velocemente .
Vorrei intervenire a proposito delle dimissioni del professor Pelinka dal Consiglio
d ' amministrazione dell ' Osservatorio di Vienna .
Ritengo che quello che è accaduto a Pelinka , docente universitario di chiara
fama , rispettato dalla comunità scientifica , è rivelatore della vera natura della
coalizione al potere in Austria .
L ' estrema destra , soprattutto quando è al potere , è abile nell ' arte di
esasperare gli oppositori .
Ciò che è accaduto al professor Pelinka non è né una coincidenza né un caso .
Si è cominciato con il calunniarlo , lo si è poi perseguitato mediante una sentenza
iniqua emessa da un giudice agli ordini dell ' FPÖ , visto che l ' attuale Ministro
della giustizia dell ' FPÖ era l ' avvocato di Jörg Haider nel caso di diffamazione
contro il professor Pelinka .
Infine , l ' attività dell ' Osservatorio è stata resa impossibile mediante una
campagna di pressione pubblica contro i suoi membri .
Ritengo che Haide. dobbiamo esserne consapevol. stia mostrando il proprio sprezzo
per le sanzioni che l ' Unione europea gli impone attualmente . Infatti , quando la
Presidenza portoghese prese l ' iniziativa di proporre la nomina di tre saggi ,
egli decise di reagire indicendo un referendum per la cessazione delle sanzioni ,
un referendum chiaramente demagogico , populista e antieuropeo .
Inoltre , questa è una sfida che Jörg Haider lancia alla Comunità intera .
Ci ricorda che l ' Osservatorio è una creazione dell ' Unione europea e che il
nostro Presidente era presente all ' inaugurazione tre mesi fa .
Questa è la riprova , per quanti ancora avessero dubbi , che non bisogna venire a
patti con l ' estrema destra , perché ogni piccola vittoria che essa ottiene la
rende più forte e più accettabile .
Non sarà certo perché l ' Unione europea ammorbidisce le proprie posizioni sull '
Austria che Haider e i suoi amici cominceranno miracolosamente a difendere i
diritti dell ' uomo e a rinnegare la loro ideologia .
In risposta , dobbiamo accordare il nostro totale appoggio al professor Pelinka e ,
parimenti , sostenere l ' Osservatorio sul piano umano , politico e finanziario .
Infine , gli Stati membri devono continuare a isolare il governo austriaco e , pur
mantenendo il nostro appoggio al popolo austriaco , isolare questa coalizione
inaccettabile e pericolosa .
Signor Presidente , ho avuto l ' onore di rappresentare il Parlamento europeo nel
Consiglio di amministrazione dell ' Osservatorio europeo contro il razzismo e la
xenofobia e di avere come collega il professor Anton Pelinka , rappresentante del
governo austriaco .
Egli ha svolto un ruolo importante nelle deliberazioni di quell ' organo ,
consigliando alla moderazione quando altri premevano per assumere posizioni più
forti o più avanzate e respingendo le facili caratterizzazioni di bassa lega di
coloro su cui stavamo indagando e ai quali opponevamo fatti e non fantasie .
Tutto sommato , egli è stato un amico assai poco conciliante per quanti fra noi
volevano agire con maggiore velocità e con più decisione .
Mi ha lasciato stupefatto , perciò , assistere alla persecuzione di Stato messa in
atto contro il professor Pelinka in primo luogo dall ' avvocato del signor Haider ,
il quale ha agito da accusatore e giudice nella causa di diffamazione contro il
signor Haider , colpevole , secondo il professore , di aver reso politicamente
accettabili posizioni e affermazioni di stampo nazionalsocialista .
In secondo luogo da parte di alcuni settori dell ' attuale governo austriaco ,
che , con una serie di attacchi a livello amministrativo , gli hanno implicitamente
tolta la posizione di Vicepresidente del Consiglio di amministrazione dell '
Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia .
La risoluzione al nostro esame , come auspicato lunedì dall ' onorevole Watson ,
chiede alla commissione per le libertà e i diritti dei cittadini di seguire con
attenzione gli sviluppi del caso .
Quanto è accaduto , non può , io credo , sorprendere .
Nel 1992, quando il professor Pelinka aveva richiamato il passato nazista di Hans
Steinecker , un predecessore del Partito liberale , il signor Haider così si era
espresso riguardo al professore : " E ' finito il tempo dei falsificatori della
storia e di coloro che insultano l ' Austria .
Pelinka ha un rapporto psicologicamente patologico con la Carinzia e il suo modo di
propagare in continuazione falsità è inaccettabile " .
Nel marzo di quest ' anno , il Partito liberale ha affermato : " I giornali ancora
una volta hanno avuto ragione .
Ora egli ( Haider ) è per noi un pericolo " .
Ma Haider non è una minaccia per nessuno e l ' intera vicenda non è poi così
incomprensibile .
Se nutro un cane e questi mi morde , preferisco non farlo più per non rischiare di
farmi mordere di nuovo .
Nei prossimi sei mesi , le persone di buon senso dovranno affrontare un compito
impegnativo .
Signor Presidente , signor Commissario , desidero innanzi tutto respingere con
fermezza l ' osservazione dell ' onorevole Sylla secondo cui nel nostro paese , la
Repubblica Austriaca , ci sarebbe una giustizia politica .
In secondo luogo desidero far notare che vi sono parecchi temi di attualità che
meriterebbero di essere trattati in seno al Parlamento .
Il tema dell ' Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia con sede a
Vienna , idea proposta dall ' onorevole Swoboda , non merita un ' interrogazione
urgente perché la motivazione è , in effetti , una questione squisitamente
personale che riguarda il professor Pelinka .
Le sue dimissioni dal Consiglio di amministrazione dell ' Osservatorio sono state
volontarie .
Il vero motivo va ricercato nel suo rifiuto di compiere un atto dovuto che compete
a qualsiasi cittadino austriaco e che consiste nel render conto dell ' attività
svolta quando per tale attività si viene remunerati dalla Repubblica Austriaca .
Che cosa c ' entri il Parlamento europeo in tutto questo , rimane un interrogativo
senza risposta .
E ' pertanto evidente che ci rifiutiamo di votare a favore del considerando A della
proposta di risoluzione , essendo per noi impossibile condividere le preoccupazioni
espresse su questo caso .
Va inoltre ricordato che l ' Osservatorio contro il razzismo ha sede a Vienna anche
grazie all ' impegno dell ' attuale Cancelliere ed allora Ministro degli esteri
Wolfgang Schüssel . Siamo orgogliosi di ospitare a Vienna tale istituzione , che
mantiene uno sguardo vigile sui fenomeni della xenofobia e del razzismo in tutti i
paesi europei , perché , come si deduce dalla relazione , nessun paese è al riparo
da tali tendenze .
In Austria ci sono inoltre delle normative assai severe sul neonazismo e sul
reiterarsi di tali fenomeni .
A questo punto andrebbe forse ricordato che un triste caso , il caso di Omufuma ,
ebbe luogo sotto la responsabilità di un ministro degli interni socialista .
Evidentemente anche l ' onorevole Swoboda era cosciente della pochezza della sua
proposta originaria , altrimenti non si sarebbe giunti ad una proposta di
risoluzione ragionevole ed edulcorata nei suoi punti essenziali che può essere
appoggiata da tutti .
( Applausi )
Signor Presidente , non ho alcuna intenzione di approfondire le polemiche di bassa
lega , in particolare quella innescata dall ' onorevole Pirker , e desidero invece
mantenere la discussione ad un certo livello ed attenermi ai fatti .
Il fatto è che l ' Osservatorio contro il razzismo e la xenofobia , nelle prime
settimane di attività , ha incontrato delle difficoltà di natura politica e che in
particolare il collega Pirker ha insultato rozzamente la Direttrice , che oggi
invece ha presentato come testimone del buon andamento delle cose in seno all '
Osservatorio .
Il fatto è ch. ed ho ricordato anche nel mio primo intervento odierno che i
parlamentari che ora si profondono in lodi non erano qui luned. grazie a Dio le
cose sono migliorate perché la dottoressa Winkler , Direttrice dell '
Osservatorio , si è impegnata , accanto al nuovo rappresentante del governo
austriaco , a riportare le cose in equilibrio .
E c ' è un altro fatto , cioè che la situazione continua ad essere precaria ; su
questo punto sostengo , come la dottoressa Winkler , che non soltanto il governo
austriaco ma anche altri governi non forniscono sufficiente appoggio all '
Osservatorio .
Vi è quindi l ' urgenza di chiedere a tutti i govern. come da me propost. di
sostenere l ' Osservatorio .
A ciò si aggiunge un altro fatto , ovvero che , purtroppo , l ' annunciato
referendum in Austria , contro il quale si sono espressi alcuni giorni fa i
rappresentanti del Partito popolare europeo ed in particolare del Partito popolare
austriaco appartenenti a questo Parlamento , potrebbe acuire la situazione ed
esacerbare gli animi in Austria , risvegliando sentimenti antieuropei che non
gioverebbe certo all ' operato dell ' Osservatorio .
Pertanto desidero esprimere la mia opinione in questa sede e lanciare un appello al
governo , ai responsabili del governo austriaco , affinché prendano le distanze dal
referendum e non fomentino nuovo odio , non fomentino un nuovo sentire
antieuropeo , che non può essere gradito ad un partito che , come il Partito
popolare austriaco , è sempre stato europeista .
Mi oppongo con decisione a tale clima e ripongo la mia speranza in questo
Parlamento .
Signor Presidente , premetto che il gruppo ELDR ha rifiutato di sottoscrivere la
risoluzione comune per un semplice motivo : ci sembra un po ' troppo emotiva , le
manca il rigore necessario e non offre la possibilità di una risposta più politica
e più equilibrata da parte del Parlamento .
Non voteremo la risoluzione perché è troppo debole .
Riteniamo che il problema connesso alle dimissioni del professor Pelinka sia
sufficientemente importante per non essere affrontato con una risoluzione che
lascia spazio alle passioni , che non dice niente di preciso ed è molto blanda .
Consentitemi di rivolgere un ' osservazione al gruppo confederale della Sinistra
europea e al gruppo del Partito del socialismo europeo .
Non capisco il loro assenso sul testo presentato , molto diverso dalla versione
iniziale che questi due gruppi avevano proposto .
Noi del gruppo liberale auspichiam. ed è l ' auspicio dell ' onorevole Watso. che
la sua commissione sia interpellata effettivamente su questo tema e che venga
accertato in modo inequivocabile se il governo austriaco ha infranto l ' articolo
10 del Trattato , non adempiendo i propri obblighi nei confronti dell '
Osservatorio .
Se esso è venuto meno ai suoi obblighi , spetta al Parlamento prendere dei
provvedimenti di fronte alla Commissione e al Consiglio .
Il punto è saperlo con certezza , e al momento non lo sappiamo .
Signor Presidente , anche il mio gruppo appoggia la proposta del presidente della
commissione per le libertà e i diritti dei cittadini , la giustizia e gli affari
interni di trattare tutta la questione con grande attenzione in seno a questa
commissione .
Ciò nonostante , votiamo a favore della risoluzione perché , rispetto alle prime
bozze , essa rappresenta una reazione moderata e responsabile alle dichiarazioni
fatte dalla Direttrice dell ' Osservatorio dinanzi alla commissione per gli affari
interni .
Il Partito popolare europeo ha partecipato alle trattative ed alla definizione dell
' attuale testo della risoluzione .
Mi sorprende quindi moltissimo che i parlamentari del Partito popolare austriaco
non possano votare a favore della risoluzione che esprime unicamente una prima
preoccupazione , un primo invito al governo austriaco , e che ci diano invece un
assaggio dell ' atteggiamento che il governo austriaco riserva a chi lo critica .
L ' onorevole Pirker ha dato lettura delle affermazioni della Direttrice dell '
Osservatorio tacendo le dichiarazioni più sconvolgenti sulla diffamazione dell '
Osservatorio in Parlamento , sugli abusi di potere , sull ' assenza di disposizioni
in materia di sicurezza , sulla mancanza di appoggi che la Direttrice aveva invece
esternato in seno alla commissione , dove era stata più volte aggredita con
veemenza dallo stesso onorevole .
Mi rincresce che i deputati del Partito polare austriaco ci diano una dimostrazione
di come vengono trattati i detrattori del governo nel loro paese , ossia alla
stregua di traditori della patria .
Se avete udito le dichiarazioni dell ' onorevole Pirker in cui egli afferma che i
critici del governo si rivoltano contro l ' Austria , non potete che considerarlo
come un miserabile tentativo di generare artificialmente un conflitto tra la difesa
dei diritti umani e il patriottismo .
Una pratica spregevole !
Signor Presidente , onorevoli colleghi , stiamo discutendo su una proposta di
risoluzione che è priva di sostanza .
Non è chiaro quali siano esattamente i punti in discussione ; stiamo , cioè ,
discutendo di qualcosa il cui contenuto non è chiaro .
Chi conosce veramente la lettera di dimissioni del professor Pelinka ?
Chi conosce le vere circostanze in cui hanno avuto luogo le dimissioni ?
Ciò che si sa delle dimissioni del professor Pelinka in Austria è che al riguardo
si intrecciano versioni diverse provenienti da più parti .
Ciò che so per certo è che è ancora in corso un procedimento giudiziario tra l '
onorevole Haider e il professor Pelinka .
Non spetta comunque al mondo politico né ad un qualsiasi parlamento criticare un
procedimento giudiziario ancora in corso presso un tribunale indipendente .
In ogni Stato di diritto ci sono strumenti giuridici costituzionali .
Un mondo politico che non rispetta l ' indipendenza della giustizia , non rispetta
il principio cardine della divisione dei poteri e , di conseguenza , viola uno dei
principi cardine della democrazia .
Il razzismo e la xenofobia sono un grave problema in tutta l ' Unione europea e
vanno presi seriamente .
Laddove il fenomeno si manifesta , va combattuto con tutti i mezzi possibili .
Ciò che mi attendo dall ' Osservatorio è una constatazione obiettiva dei fatti ed
un ' analisi comparativa che metta il mondo politico in condizioni di reagire .
Ciò che invece non mi aspetto dall ' Osservatorio è che si intrometta in questioni
di politica quotidiana e che eserciti il proprio mandato seguendo un ' ideologia ,
perché dietro i concetti di razzismo e di xenofobia si celano persone ed i loro
destini , che mal si adattano ad essere sfruttati per una messa in scena politica .
Ciò che non posso accettare è che questa proposta di risoluzione indifferenziata
giunga anche da quei deputati austriaci che dicono di impegnarsi per la loro patria
.
Signor Presidente , la Commissione è grata per il contributo prezioso che il
professor Pelinka ha fornito , in qualità di membro del Consiglio di
amministrazione , all ' istituzione di un Osservatorio europeo contro il razzismo e
la xenofobia .
Rientra tra le procedure abituali della Commissione non esprimere alcun parere su
procedimenti giuridici che interessino singole persone nei paesi membri .
Ciò vale in modo particolare per questo caso , che non rientra nel campo di
applicazione del diritto comunitario .
Inoltre la Commissione non si può esprimere sui motivi che hanno indotto il
professor Pelinka a presentare le dimissioni dal Consiglio di amministrazione dell
' Osservatorio .
I Servizi della Commissione hanno già invitato le autorità austriache a nominare un
nuovo membro all ' interno del Consiglio di amministrazione .
La Commissione ribadisce l ' importanza dell ' indipendenza dei membri del
Consiglio di amministrazione , come stabilito nel regolamento che istituisce l '
Osservatorio .
Non vedo la necessità di ulteriori rassicurazioni da parte nostra essendo noto a
tutti che la Commissione ha sostenuto l ' Osservatorio a Vienna con tutti i mezzi a
sua disposizione e che lo farà anche in futuro .
Siamo profondamente convinti che l ' Osservatorio svolga una funzione importante
nella lotta contro il razzismo , la xenofobia e l ' antisemitismo .
Desidero ricordare ancora una volta ed in modo esplicito che per la Commissione è
di fondamentale importanza che , in qualsiasi circostanza , si preservi il
carattere dell ' Osservatorio inteso come istituzione indipendente che gode della
massima autonomia nell ' esercizio delle proprie funzioni .
La discussione sui problemi di attualità , urgenti e di notevole rilevanza è chiusa
.
Passiamo ora alla votazione .
Prima della votazione sui bambini - soldato in Uganda
Signor Presidente , abbiamo concertato una proposta di risoluzione alla quale hanno
collaborato cinque gruppi .
A documento ultimato , un sesto gruppo si è associato alla risoluzione .
Ritengo che sia contrario al Regolamento che un nuovo gruppo aderisca ad una
proposta senza prima aver interpellato gli altri .
Il mio gruppo lo considera una violazione del Regolamento e le chiedo pertanto ,
signor Presidente , di verificare la situazione .
Avendo partecipato alla stesura della proposta di risoluzione , voteremo a favore ;
la invito a far sì che la firma del sesto gruppo venga cancellata dalla presente
proposta .
La questione è già stata affrontata e , per quanto è di nostra conoscenza , non vi
è alcuna norma che impedisca di firmare un ' altra risoluzione .
La firma , perciò , può restare al suo posto .
Tuttavia suggerisco di approfondire la questione a beneficio di casi futuri .
Prima della votazione sul Venezuela
Signor Presidente , si tratta della medesima situazione che ho delineato prima .
Insisto nel richiedere una verifica della situazione perché proprio durante le
sedute di questa settimana un nostro collega voleva sottoscrivere la proposta di
risoluzione presentata da altri gruppi ed ha dovuto fornire l ' autorizzazione
scritta di questi ultimi .
Non possono essere applicate due procedure diverse nella stessa settimana .
La prego pertanto di effettuare tale verifica e di comunicarcene i risultati .
Appoggiamo questa proposta che ci ha visto partecipi nella stesura .
Comprendo perfettamente quanto lei sta dicendo .
Studieremo la questione ma , al momento , non sembra esserci alcuna norma al
riguardo .
Signor Presidente , come lei ha ricordato , all ' inizio della sessione l '
onorevole Sakellariou ci ha deliziato con quattro richieste di modifica dell '
ordine del giorno che sono state tutte respinte , ed ora vuole concludere la
sessione con un ' altra richiesta che , come lei ha già dichiarato , è del tutto
irricevibile .
Possiamo continuare in questo modo , ma perderemmo tempo .
Il Presidente ha già risposto e mi pare che abbia assolutamente ragione .
Non intendo avviare un ' ulteriore discussione sull ' argomento .
La Presidenza provvederà certamente ad approfondire la questione .
VOTAZIONI
Signor Presidente , intervengo per una questione di procedura .
Considerando la discussione con il Consiglio avvenuta ieri sera , mi chiedo se la
relazione in questione sia in effetti abbastanza coerente con la proposta originale
, tanto da consentirci di procedere in prima lettura .
Su un certo numero di emendamenti è certamente necessario avere ulteriori
chiarimenti e mi pare che , mettendo ora in votazione tali emendamenti , l ' esito
della relazione contrasterebbe con ciò su cui quest ' Aula è legittimata a votare .
Mi riferisco in particolare agli emendamenti nn . 4, 5, 6, 18, 21, 33, 36, 40, 42 e
46, alcuni dei quali implicano direttamente un ' azione politica a livello delle
singole scuole negli Stati membri .
Vorrei quindi sapere se da un punto di vista procedurale sia corretto che l ' Aula
effettui la votazione in questo momento .
Tutti gli emendamenti sono stati esaminati e considerati ricevibili dai Servizi
competenti , e perciò la votazione su di essi avrà luogo adesso .
( Il Parlamento approva la risoluzione legislativa )
Relazione ( A5 - 0180 / 2000 ) dell ' onorevole Mombaur a nome della commissione
per l ' industria , il commercio estero , la ricerca e l ' energia sulla seconda
relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sullo stato di
liberalizzazione dei mercati dell ' energia ( COM ( 1999 ) 19 .
COM ( 1999 ) 16 .
COM ( 1999 ) 61 .
COM ( 2000 ) 29 .
C5 - 0163 / 200 .
2000 / 2097 ( COS ) )
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0169 / 2000 ) dell ' onorevole Radwan a nome della commissione per
i problemi economici e monetari sul Rapporto annuale 1999 della Banca centrale
europea ( C5 - 0195 / 200 .
2000 / 2118 ( COS ) )
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0170 / 2000 ) dell ' onorevole Karas a nome della commissione per
i problemi economici e monetari sulla comunicazione della Commissione relativa alla
strategia di comunicazione nelle ultime fasi della realizzazione dell ' UEM ( COM (
2000 ) 5 .
C5 - 0104 / 2000 .
2000 / 2019 ( COS ) )
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0162 / 2000 ) della onorevole Lambert a nome della commissione per
le petizioni sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nell ' anno
parlamentare 1999 - 2000
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0181 / 2000 ) della onorevole Thors a nome della commissione per
le petizioni sulla relazione annuale del Mediatore europeo relativa al 1999 ( C5 -
0303 / 2000 )
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0141 / 2000 ) dell ' onorevole Atkins a nome della commissione per
la politica regionale , i trasporti e il turismo sulla comunicazione della
Commissione " Trasporti aerei : la creazione del cielo unico europeo " ( COM ( 1999
) 61 .
C5 0085 / 200 .
2000 / 2053 ( COS ) )
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Relazione ( A5 - 0155 / 2000 ) della onorevole Damião a nome della commissione per
l ' occupazione e gli affari sociali concernente la relazione della Commissione
sull ' applicazione della direttiva del Consiglio 92 / 85 / CEE del 19 ottobre 1992
relativa all ' attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della
sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti , puerpere o in
periodo di allattamento ( COM ( 1999 ) 10 .
C5 0158 / 199 .
1999 / 2151 ( COS ) ) Relatrice per parere " Procedura Hughes " : Emilia Franziska
Müller , commissione per i diritti della donna e le pari opportunit .
( Il Parlamento approva la risoluzione )
Presidente .
La votazione è chiusa .
Signor Presidente , intervengo solo per fare una precisazione in merito alle
informazioni comunicate a questa Assemblea alcuni minuti fa .
In effetti , l ' incidente accaduto in Spagna è molto grave .
Il numero di bambini che vi hanno perso la vita è 27 e le loro famiglie , alle
quali desideriamo porgere le nostre più sentite condoglianze , sono di Cerdanyola
del Vallés e di Viladecans , a Barcellona .
Provvederò ad accertare che la Presidente sia pienamente informata dei fatti e che
si faccia quanto da lei richiesto .
Signor Presidente , non sono al corrente della gravità dei fatti , ma se alcuni
bambini sono morti , vorrei proporre all ' Assemblea di osservare un minuto di
silenzio .
E ' necessario disporre di maggiori informazioni sulla gravità della tragedia .
DICHIARAZIONI DI VOTO - Relazione Redondo Jiménez ( A5 - 0152 / 2000 )
Signor Presidente , ho votato a favore della relazione Redondo , che regolamenta l
' intervento dell ' Unione europea in caso di incendi e di inquinamento atmosferico
.
Certamente è un provvedimento positivo .
Ho votato a favore , ma gradirei che in futuro si tenesse conto , nell '
applicazione di questa proposta , che presso le foreste vivono molti anziani e
pensionati che sono , a volte , gli unici rimasti nelle campagne e nelle zone
isolate , nelle quali di frequente si verificano degli incendi .
Sarebbe bene , quindi , anzi opportuno , utilizzare queste persone nella lotta
contro gli incendi .
Nella presente relazione sono previste modifiche agli attuali regolamenti sulla
protezione delle foreste della Comunità contro l ' inquinamento atmosferico e gli
incendi .
Per il Portogallo hanno particolare importanza le modifiche al regolamento relativo
alla lotta contro gli incendi forestali .
In realtà è necessario attribuire sempre maggior attenzione alla macchia
mediterranea in quanto è colpita da incendi forestali , e quindi è necessaria una
grande disponibilità di mezzi finanziari per procedere al rimboschimento e per
attuare le opportune misure di prevenzione degli incendi .
Per il Portogallo , dove gli incendi hanno distrutto importanti zone forestali , è
fondamentale aumentare gli stanziamenti onde integrare gli investimenti nazionali ,
includendo la costruzione di infrastrutture e l ' acquisizione di attrezzature fra
le attività da svolgere ai fini della prevenzione degli incendi , sia attraverso le
autonomie amministrative sia attraverso associazioni di proprietari privati o
organi di gestione dei terreni incolti .
Di conseguenza , devono essere sempre più considerevoli le dotazioni comunitarie ,
che la relatrice propone di aumentare fino a 77 milioni di euro in luogo dei 50
milioni previsti nella proposta della Commissione .
E ' importante , inoltre , creare un sistema comunitario di informazione sugli
incendi forestali che permetta una conoscenza più approfondita della situazione
attuale , in modo da permettere una lotta più efficace contro gli incendi forestali
e le loro cause .
Vorrei esprimermi a titolo personale sulla relazione a proposito delle foreste .
So che la commissione per l ' agricoltura sostiene che sbagliamo discussione quando
chiediamo un aumento degli stanziamenti nel quadro di questa relazione .
Da parte mia , ritengo che abbiamo la responsabilità politica di inviare segnali
politici forti alla Commissione , al Consiglio e ai cittadini .
Nel dicembre 1999, una parte dell ' Unione europea è stata devastata da terribili
tempeste che hanno distrutto gran parte delle foreste della Francia meridionale e
orientale e indotto alla disperazione le vittime dei disastri , in particolare i
piccoli proprietari .
So anche che non si veste Pietro togliendo i vestiti a Paolo .
Votando a favore delle proposte del relatore ho voluto contribuire alla messa in
opera di una vera politica forestale dell ' Unione . Nonostante il bilancio
colossale della PAC , il patrimonio forestale , che rientra nella politica agricola
, continua ad essere trascurato .
Sono in esame due regolamenti del Consiglio che istituiscono un sistema , unico al
mondo , di sorveglianza sistematica degli ecosistemi forestali .
Il regolamento n . 3582 / 86 concerne la protezione delle foreste dall '
inquinamento atmosferico , mentre il regolamento n .
2158 / 92 definisce un quadro nella lotta contro gli incendi delle foreste . Il
relatore propone di aumentare gli stanziamenti destinati a questi due programmi ,
mentre la Commissione vuole ridurli drasticamente .
L ' approccio del relatore è quello giusto .
Sarebbe logico tenere in conto che dal 199. data dell ' ultimo ampliament. la
superficie boschiva della Comunità è quasi raddoppiata , nonché agire in conformità
delle esigenze della strategia forestale dell ' Unione europea .
Certo , nel Trattato non c ' è una base giuridica che autorizzi una politica
forestale comune .
Non si tratta di servirsi della relazione per rilanciare il dibattito , bensì di
ricordare che la strategia forestale europea si basa sulla sussidiarietà .
In altri termini , un ' azione viene proposta solo se essa presenta un valore
aggiunto rispetto ad un ' azione a livello nazionale .
Il punto è di sapere quando c ' è un valore aggiunto .
In questo ambito preciso , la sussidiarietà gioca a favore di un ' azione
comunitaria .
E ' vero che i problemi non si pongono negli stessi termini per le foreste dei
Quindici .
Ad esempio , i paesi nordici ( che hanno fornito il grosso del capitale boschivo al
momento dell ' ampliamento del 1998 ) sono sensibili all ' inquinamento atmosferico
, all ' incidenza dei cambiamenti climatici e all ' acidificazione del suolo ,
mentre gli Stati dell ' Europa meridionale sono più esposti agli effetti della
desertificazione , della siccità e degli incendi .
Ma le differenze non devono far dubitare della necessità di un dispositivo di
sorveglianza gestito a livello comunitario , tanto più che l ' interdipendenza dei
fattori di stress che colpiscono gli ecosistemi forestali è universalmente
riconosciuta .
L ' aumento degli stanziamenti giunge al momento opportuno . A seguito delle
spaventose tempeste del dicembre scorso , i nostri massicci boschivi sono esposti
al pericolo di incendi , e in queste zone infatti sono stati recensiti numerosi
casi d ' incendio .
La prevenzione di catastrofi come queste presuppone un miglioramento della
sicurezza per i casi d ' incendio .
Considerato che la Commissione , nella sua comunicazione del 2 febbraio 2000,
auspica il ricorso generalizzato al principio della precauzione e che un programma
d ' azione comunitario a favore della protezione civile , istituito da una
decisione del Consiglio del 9 dicembre 1999, aspetta solo di essere utilizzato ,
non è opportuno amputare finanziariamente il regolamento n . 2158 / 92 .
Per quanto riguarda l ' inquinamento atmosferico , esso sta acquisendo una nuova
dimensione alla luce degli orientamenti che la Commissione si è prefissata in
materia di cambiamenti climatici , di biodiversità e di gestione duratura .
La sorveglianza degli ecosistemi si prospetta come un ambito multidisciplinare .
Se l ' inquinamento atmosferico ha perso la sua attualità scottante rispetto a
queste nuove priorità , esso si integra in modo coerente nelle sfide planetarie .
Il merito del problema resta in ogni caso politico .
Sono stati avanzati alcuni dubbi a proposito dell ' importanza delle foreste per
gli Stati membri , quando l ' industria forestale in Europa dà lavoro a due milioni
duecentomila persone e le foreste ricoprono il 36 percento della superficie dell '
Unione !

E ' come un cane che si morde la coda : i regolamenti in esame necessitano di un


sostegno politico , ma perché tale sostegno venga loro accordato è necessario che
le reti di sorveglianza siano in grado di individuare i cambiamenti e i rischi . Un
sostegno finanziario è necessario per provare scientificamente l ' esistenza di
tali rischi .
In attesa dell ' estensione dei programmi oltre il 2001, fa parte delle nostre
responsabilità politiche sostenerli finanziariamente .
I dati raccolti dovrebbero infatti servire come supporto tecnico alle decisioni
politiche in ambiti in cui vige il principio " senza evidenza , nessun intervento "
.
Le foreste sono estremamente importanti ai fini del mantenimento di fondamentali
equilibri ecologici nell ' ecosistema del pianeta , ma purtroppo non possono
contare su una tutela e un ' attenzione proporzionate .
Le immani catastrofi che hanno colpito le foreste negli ultimi anni e le carenze
nell ' azione di contenimento mettono a repentaglio sia l ' equilibrio ecologico
sia la salute , la sicurezza e i valori sociali e culturali indissolubilmente
legati al patrimonio forestale .
Negli ultimi anni le regioni montane e boschive , specie quelle del bacino del
Mediterraneo , hanno gravemente sofferto a causa del disboscamento , degli
incendi , della desertificazione , dell ' abbandono , dello sfruttamento abusivo e
di un rimboschimento insufficiente , con la conseguente perdita di decine di
migliaia di ettari di preziose superfici boschive .
Vorrei proporvi l ' esempio drammatico della Grecia , che vanta il triste primato
europeo di superfici bruciate .
Solo il 10 percento delle aree andate distrutte in Grecia viene rimboscato ; il
restante 90 percento viene abbandonato o , nella maggior parte dei casi , viene
sfruttato per costruirvi abusivamente ( ad esempio , imprese turistiche di norma
favorite dal governo di turno ) da chi ha l ' interesse economico e sa approfittare
degli incendi ( o ne è direttamente responsabile ) , dell ' irrisolto problema
della proprietà , della mancanza di un catasto forestale e della mancata
registrazione del patrimonio forestale dello Stato , al fine di massimizzare i
propri profitti .
E ' un fatto che nell ' Unione esistono una grande varietà di foreste ( boreale ,
temperata , mediterranea e tropicale ) e altrettanta varietà di problemi e
peculiarità .
Sinora la politica forestale dell ' UE , con le sue azioni frammentarie ,
congiunturali , incongruenti e limitate e con fondi insufficienti a disposizione ,
non solo non è riuscita ad affrontare alla radice i problemi , ma si scontra ora
anche con le decisioni della Commissione , che propone di ridurre ulteriormente i
già scarsi fondi per la tutela delle foreste dagli incendi e dall ' inquinamento
atmosferico .
La motivazione dei tagli proposti è un minore assorbimento degli stanziamenti nel
periodo precedente !
I problemi non sono stati risolti , ma anzi si sono aggravati .
Una simile politica è tipica non di un ipocrita , ma di un complice o di un
incendiario .
Persistiamo quindi nelle nostre posizioni .
Esortiamo il Parlamento a ricordare le ripetute risoluzioni e le prese di posizione
circa la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e di lotta agli incendi ,
nonché di tutela e valorizzazione del patrimonio forestale in tutte le regioni dell
' Unione .
Riteniamo che le risorse finanziarie dell ' UE , destinate alle foreste , siano
state e continuino ad essere inadeguate e quindi chiediamo un loro incremento per
soddisfare il fabbisogno reale e per tener conto dell ' importanza delle foreste .
E ' necessario intraprendere , in collaborazione con le autorità e gli organismi
competenti nazionali e locali , le opportune iniziative per elaborare un ' efficace
politica forestale e attuare un ' azione immediata e coordinata , allo scopo di
rilanciare e rimboschire le aree boschive andate distrutte , rispettando le
condizioni climatiche ed ecologiche di ciascuna regione e tenendo conto dei più
moderni dati e metodi scientifici a disposizione . Occorre ribadire che è
imprescindibile che l ' Unione e i vari governi mettano a disposizione fondi per la
creazione delle necessarie infrastrutture e per l ' assunzione di personale
adeguato , dato che quello attuale , a giudicare dalla situazione in Grecia , è
assolutamente insufficiente .
In tal modo potremo contribuire alla tutela , allo sviluppo , al riassetto
ecologico e alla valorizzazione produttiva delle foreste in detti paesi .
Signor Presidente , mi sono astenuto nella votazione sulla relazione Arvidsson
sulla proibizione dell ' uso degli ftalati .
Mi sono astenuto come tutto il gruppo del Partito popolare europeo , ma la mia è
stata un ' astensione ulteriormente dubbiosa ; dubbiosa perché poco prima di venire
in Aula per la votazione mi sono chiesto : visto che proibiamo l ' uso di una
sostanza , gli ftalati , non ovunque e sempre nel nostro territorio ma soltanto
allorquando si usano gli ftalati nei giocattoli per bambini , che succederà alle
ditte che producono gli ftalati ?
Non succederà che magari utilizzeranno questi ftalati per altri scopi ?
Forse per oggetti che possono essere di uso degli anziani e dei pensionati ?
O forse di altro uso ?
Questo mi preoccuperebbe molto !
Non voglio continuare , signor Presidente , perché non siamo a porte chiuse ,
quindi preferisco fermarmi qui .
Ove venga adottato l ' emendamento n . 6 all ' articolo 2 della direttiva , vale la
seguente dichiarazione di voto del gruppo PPE - DE del Parlamento europeo .
I deputati del gruppo PPE - DE hanno scelto di astenersi dal voto sul progetto di
risoluzione legislativa in quanto è stato adottato l ' emendamento n . 6 all '
articolo 2 della direttiva .
La causa : l ' avvertenza riportata su giocattoli e articoli per l ' infanzia ,
prodotto integralmente o parzialmente in PVC morbido contenente ftalati , e sulle
loro confezioni , destinati a bambini fra i 3 e i 6 anni d ' età è molto difficile
da gestire e rischia di rivelarsi in realtà una sorta di indiretto divieto
generalizzato .
Il contenuto di questa decisione presa sull ' etichettatura va pertanto al di là
del fondamento scientifico su cui si regge la direttiva .
Il dossier sulla sicurezza dei giocattoli mi sta particolarmente a cuore .
Sono stato relatore su questo tema nel 1992 e seguo con la massima attenzione gli
sviluppi legislativi in tale materia .
Per quanto riguarda gli ftalati , sostanze chimiche utilizzate per rendere il PVC
più morbido , mi sono sempre battuto a favore di misure efficaci per tutelare nel
modo migliore quel gruppo di consumatori particolarmente vulnerabili costituito dai
bambini .
Sperimentazioni sugli animali hanno dimostrato la tossicità e il carattere
cancerogeno di taluni ftalati . Tali sostanze possono infatti provocare malattie al
fegato , ai reni e ai testicoli in bambini che succhiano o mordicchiano ciucci ,
dentaroli o giocattoli .
L ' elenco dei rischi ha suscitato la legittima inquietudine dei genitori , e
questo avrebbe dovuto portare all ' adozione di misure decise dettate dal principio
della precauzione .
Ora , il meno che si possa dire è che la reazione della Commissione , sebbene sia
stata relativamente rapida ( richiesta di parere al comitato scientifico , studi di
tossicità , di ecotossicità e di effetti sull ' ambiente , decisione di divieto d '
urgenza e proposta di modifica delle direttive interessate ) è stata insufficiente
rispetto alla posta in gioco e all ' obiettivo di garantire un livello elevato di
protezione dei consumatori e della salute umana .
Cosa ci ha proposto la Commissione europea ?
Ci ha proposto di vietare i giocattoli contenenti uno dei sei ftalati incriminati ,
destinati a essere introdotti in bocca dai bambini di età inferiore ai tre anni , e
di rivedere la direttiva tra quattro anni .
Ovviamente questi provvedimenti sono del tutto insufficienti !
E ' assurdo prevedere un divieto solo per i giocattoli o gli oggetti destinati ad
essere introdotti in bocca .
Infatti , come i genitori sanno , i bambini piccoli mettono tutto in bocca .
E ' necessario dunque vietare i giocattoli e gli oggetti che contengono ftalati che
potrebbero essere totalmente o parzialmente messi in bocca .
La mancanza d ' informazioni scientifiche affidabili sulla migrazione di tali
sostanze chimiche nell ' organismo deve indurci ad applicare il principio della
precauzione .
Vorrei sottolineare che sarà necessario controllare con grande attenzione le
sostanze impiegate per sostituire gli ftalati .
E ' indispensabile rendere obbligatoria l ' etichettatura dei giocattoli e degli
articoli per l ' infanzia che contengono ftalati e che potrebbero essere messi in
bocca .
Per evitare di incitare i bambini a mordere o succhiare i loro giocattoli ,
dovrebbe essere aggiunta una disposizione supplementare che preveda il divieto di
utilizzare sostanze aromatiche .
Occorre prevedere una revisione della direttiva in modo da aggiornarla in funzione
dei progressi delle conoscenze scientifiche .
Sono convinto che , allo stato attuale delle nostre informazioni , dobbiamo dare
prova della massima prudenza .
Ho sostenuto gli emendamenti presentati dai deputati socialisti della commissione
per l ' ambiente .
Concludo ricordando che , per quanto riguarda il dossier sulla sicurezza dei
giocattoli , le norme in materia di marchi CE sono troppo ambigue e dovrebbero
rapidamente essere chiarite .
. ( FI ) Non si è potuta dimostrare scientificamente la tossicità degli ftalati per
la salute umana .
Negli Stati Uniti , ad esempio , la ricerca effettuata dalla U.S. Consumer Product
Safety Commission ha stabilito che è ben rar. posto che accad. che un bambino possa
correre il rischio di essere esposto a sostanze chimiche nocive , dato che la
quantità di ftalati presenti nei giocattoli non supera il livello di tossicità .
Data l ' esigua quantità di ftalati che potrebbero passare dai giocattoli all '
organismo del bambino , i ricercatori non si pronunziano a favore del divieto degli
ftalati .
Personalmente , non incoraggio " gli eccessi di protezione allarmistica " e il
divieto portato all ' estremo che non sia fondato su dati scientifici .
Gli ftalati hanno scarsi effetti tossici immediati e non irritano né le mucose né
la pelle .
Nonostante negli anni ottanta sia stato dimostrato che ingenti dosi di ftalati
causano ai ratti e ai topi neoformazioni tumorali al fegato , le fonti ufficiali in
Europa e negli Stati Uniti non hanno confermato il pericolo che gli ftalati
provochino tumori nell ' uomo .
Inoltre , aborrisco il pensiero che gli ftalati siano sostituiti da sostanze di cui
non si conoscono gli effetti .
Sono , comunque , a favore della conduzione di ulteriori ricerche su quegli ftalati
dei cui effetti non si può essere certi .
Dal punto di vista pratico , tuttavia , il problema è di poco conto , giacché l '
industria europea dei giocattoli ha per la maggior parte abbandonato l ' uso degli
ftalati .
Relazione Hieronymi ( A5 - 0186 / 2000 )
Signor Presidente , sulla relazione MEDIA ho votato a favore ma credo che , essendo
gli anziani e i pensionati quelli che seguono più di frequente le nostre
televisioni e che quindi sono molto interessati a questi aiuti dell ' Unione
europea , sarebbe bene che potessero vedere una televisione europea , dei programmi
europei che vanno in onda su una televisione europea .
Credo che si riuscirebbe maggiormente a mantenere la cultura delle nostre nazioni ,
conosciuta in Europa , anziché importare solamente filmati di altri Stati tra cui ,
soprattutto , gli Stati Uniti d ' America .
Mi auguro quindi che nell ' attuare questo documento si abbia riguardo a questa mia
proposta .
I cristiano democratici svedesi avanzano obiezioni di fondo , in base al principio
di sussidiarietà sancito dai Trattati di Maastricht e di Amsterdam , contro l '
idea che fondi dell ' UE possano essere impiegati per lo sviluppo , la produzione e
la commercializzazione di ciò che si definisce film europeo e per la formazione
cinematografica .
Questi fondi sarebbero ben più necessari alla ricostruzione in Kosovo , un
intervento di assistenza europea che non ha ancora trovato una soluzione sul piano
finanziario dopo un anno di scontri sul bilancio all ' interno dell ' Unione .
L ' intenzione di controbilanciare lo strapotere americano in ambito
cinematografico e culturale è comprensibile e lodevole , ma si tratta di un compito
che spetta all ' industria cinematografica privata e agli Stati membri stessi .
L ' Unione europea deve piuttosto pensare a fare piazza pulita di tutti i compiti
che non hanno a che vedere con le sue finalità principali .
Signor Presidente , per quanto concerne le relazioni seguite da discussione ,
vorrei che lei pregasse gli onorevoli colleghi di presentare le proprie
dichiarazioni di voto per iscritto o almeno di rimanere in Aula sino alla fine per
esprimerle oralmente , così come hanno diritto di fare .
Per ciascuno di noi , a quest ' ora la dichiarazione di voto per iscritto
rappresenta una questione di rispetto nei confronti dell ' Assemblea .
Prendiamo nota della sua osservazione , onorevole Mastorakis .
Relazione Sanders - ten Holte ( A5 - 0185 / 2000 )
Ci siamo astenute dalla votazione su questo progetto sebbene siamo persuase che una
politica di scambi e di cooperazione tra i diversi paesi nell ' ambito dell '
insegnamento contribuirebbe a migliorarne la qualità , favorendo l ' incontro tra
le culture e gli scambi tra i popoli che vivono in Europa .
Tuttavia , un tale orientamento sarà un fattore di progresso solo se sarà basato su
una politica dell ' educazione dei diversi Stati che miri ad accordare maggiori
mezzi all ' insegnamento pubblico accessibile a tutti .
Tale priorità non figura nei testi , ma soprattutto non è applicata in alcuno degli
Stati dell ' Unione europea .
Ci preoccupa il fatto che diverse affermazioni esprimano una concezione limitata e
utilitaristica di una cooperazione i cui obiettivi sarebbero dettati dalle esigenze
del mercato e dalle iniziative di imprese o di organismi privati a caccia di mano d
' opera che intendono formare e qualificare in funzione dei loro bisogni .
Introdurre le leggi del mercato nell ' educazione vuol dire renderla peggiore per
la maggioranza e riservare la qualità a una minoranza .
Per questo motivo abbiamo votato a favore degli emendamenti che mettono in guardia
contro un ruolo troppo importante del mercato nell ' educazione .
E ' noto che la definizione della qualità dell ' insegnamento è una questione
politica molto complessa , dato che dipende in particolare dagli obiettivi
predefiniti , dai mezzi a disposizione per conseguirli e dalle condizioni che
caratterizzano la sua realizzazione .
Di conseguenza , la cooperazione a livello europeo sulla valutazione della qualità
e sugli indicatori di qualità non deve servire a produrre modelli di valutazione ,
dato che è essenziale mantenere la diversità dei metodi e degli approcci tenendo
presenti i diversi contesti nazionali , la situazione storica , sociale , culturale
e politica di ogni paese .
La cooperazione possibile fatta in base allo scambio di esperienze sulla
valutazione della qualità dell ' insegnamento elementare e secondario deve ,
pertanto , tener conto del fatto che riguarda un settore particolarmente
sensibile , che deve rispettare integralmente la responsabilità degli Stati membri
circa il contenuto dell ' insegnamento e l ' organizzazione dei sistemi di
educazione e formazione , unitamente alla diversità culturale e linguistica .
Relazione Mombaur ( A5 - 0180 / 2000 )
Signor Presidente , ho votato a favore anche perchè in un considerando è scritto
che la concorrenza non impedisce agli Stati di imporre obblighi di servizio
pubblico nell ' interesse generale .
Vorrei auspicare che , nell ' attuazione di questo considerando , si stabilisca che
, per quanto riguarda le forniture di gas ad uso domestico , si tenga conto che
tante persone non hanno reddit. e tra questi i pensionati che non hanno abbastanza
per viver. per cui dovrebbe essere prescritta una franchigia per utilizzare una
certa quantità di gas , o di energia di altro tipo , fornita gratuitamente .
Questa relazione è , nel merito e in ciascuna delle sue affermazioni , un
panegirico della concorrenza e dell ' economia di mercato .
L ' unica preoccupazione del suo autore , con il pretesto di unificare i mercati
dell ' energia in Europa , è quella di affidare l ' intero settore nelle mani dei
privati .
Più esattamente , separando la produzione dell ' elettricità dalla gestione delle
reti di distribuzione , il relatore concede agli Stati di occuparsi delle attività
che richiedono enormi investimenti e sono poco redditizie , a condizione che essi
lascino ai privati le attività più redditizie .
L ' unificazione della produzione e della distribuzione dell ' energia di tutta l '
Unione europea e la pianificazione e razionalizzazione di questi due aspetti
potrebbero rappresentare un progresso , se l ' insieme continuasse ad essere un
servizio pubblico esclusivamente volto al soddisfacimento dei bisogni e non alla
massimizzazione del profitto privato .
L ' approccio del relatore è esattamente antitetico .
Se il " processo di liberalizzazione " che egli auspica avesse luogo ci sarebbe una
regressione ; di conseguenza abbiamo votato contro la relazione .
Come nuovo deputato di questo Parlamento , confesso di essere sgomento !
Non ho partecipato alla precedente legislatura durante la quale si è assistito alla
grande " svendita " del concetto di servizio pubblico " alla francese " . Parlo
proprio di svendita , come quella organizzata nei settori dei trasporti , delle
poste o delle telecomunicazioni .
Prefiggendosi di analizzare lo stato di applicazione delle direttive sull '
elettricità ( del dicembre 1996 ) e sul gas ( del giugno 1998 ) , la relazione
Mombaur lascia chiaramente trasparire la filosofia ultraliberale della
Commissione , la quale chiede , col pretesto di realizzare il mercato interno dell
' energia a tutto vantaggio dei consumatori , la totale apertura dei mercati alla
piena concorrenza .
Il processo è sempre lo stesso : la Commissione propone una direttiva minimalista
argomentando che la liberalizzazione può avere effetti positivi soltanto in un
contesto di deregolamentazione .
I sostenitori del " sempre più Europa " , quindi , recepiscono la direttiva
spingendosi persino oltre ( ad inizio dell ' anno , il 65 percento del mercato
europeo risultava liberalizzato mentre la direttiva imponeva soltanto un 30
percento ) !
e la Commissione , infine , " regolarizza " successivamente una situazione di fatto
in maniera ancora più vincolante .
Un processo , quindi , tanto più inaccettabile in quanto i problemi sono ancora
irrisolti .
Perché realizzare un mercato unico dell ' energia quando elettricità e gas non sono
comparabili ( in termini di produzione / distribuzione , di andamento del mercato ,
di nozione di servizio pubblico ) ?
Come chiedere ad un prestatore di un servizio pubblico di assicurare continuità ed
equità quando tale esercizio non è economicamente redditizio ?
E allo stesso tempo , come chiedere ai vecchi monopoli di entrare oggi in un regime
di piena concorrenza quando devono continuare ad ammortizzare pesanti investimenti
che sono il frutto delle scelte politiche di un tempo ?
Come pretendere prezzi sempre più bassi in nome di una ormai insindacabile
concorrenza , senza rimettere in discussione le attuali esigenze di sicurezza
nucleare ?
Come sostituire il concetto nazionale di servizio pubblico con quello comunitario ,
molto più restrittivo , di missione di interesse generale ?
Potrei andare avanti così per pagine e pagine .
Non dimenticate che ci sono voluti decenni di tradizione repubblicana per costruire
un po ' alla volta i nostri servizi pubblici , mentre quattro anni di periodo di
recepimento basteranno per vanificarli completamente !
Non possiamo quindi votare a favore della presente relazione che esprime la volontà
dell ' onnipotente Commissione di andare sempre oltre e sempre più in fretta verso
la liberalizzazione .
Il liberismo può essere opportuno , è vero , ma a condizione che venga gestito con
gradualità , moderazione e senza escludere definitivamente l ' intervento dello
Stato , salvo rischiare , un domani , di subire le conseguenze finanziarie di una
simile rinuncia .
In seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona , tenuto il 23 e 24
marzo di quest ' anno , in cui si è stabilito di accelerare la liberalizzazione in
settori come quelli della fornitura di gas ed elettricità , dei servizi postali e
dei trasporti , il Commissario europeo per l ' energia ha presentato un insieme di
misure volte ad accelerare la liberalizzazione nel settore dell ' elettricità ,
includendo l ' applicazione di meccanismi di concertazione per superare eventuali
impedimenti alla liberalizzazione e negoziare l ' accesso al mercato comunitario
con paesi terzi .
Com ' è noto , al Consiglio europeo di Santa Maria da Feira la Commissione era
stata invitata a " presentare una relazione sull ' evoluzione dei mercati dell '
energia , fino al marzo 2001, nei termini della strategia di Lisbona " , in modo da
valutare i progressi compiuti nell ' ambito della liberalizzazione del mercato dell
' elettricità in occasione del Consiglio di Stoccolma del marzo 2001 .
Di conseguenza , con l ' appoggio di vari governi e durante la Presidenza
portoghese , sono stati rafforzati diversi meccanismi di pressione destinati ad
accelerare il processo che era già in corso con una direttiva sull ' elettricità
risalente al dicembre 1996, che prevedeva l ' apertura a fasi del mercato , da
attuarsi in modo graduale fino al 2003, mentre la direttiva del 1998, relativa al
gas naturale , prevede l ' ultima fase di apertura di questo settore nel 2008, con
gravi conseguenze per il Portogallo , soprattutto per l ' EDP , i suoi lavoratori e
i consumatori portoghesi .
In questo modo , sono messi in secondo piano sia i problemi dell ' impiego dei
lavoratori delle imprese del settore , sia gli interessi di ogni Stato membro ,
compresa la difesa di un servizio pubblico di qualità che venga incontro agli
interessi dei consumatori .
A tutto ciò noi siamo assolutamente contrari .
Scopo della presente relazione è giustificare la liberalizzazione del settore non
solo dell ' energia elettrica ma anche del gas naturale .
In sostanza , essa sottrae allo Stato un settore produttivo d ' importanza
strategica e ne consegna l ' intera attività nelle mani del capitale privato ,
affinché quest ' ultimo possa aumentare i propri profitti .
Lo Stato è relegato al ruolo di semplice coordinatore degli interessi monopolistici
e di supervisore degli orientamenti stabiliti dall ' UE a scapito dell ' economia
nazionale e degli interessi del popolo .
La logica della relazione non è certo dettata dall ' esigenza di rispettare gli
interessi popolari , cioè del semplice cittadino , o di sviluppare il paese , bensì
dal soddisfacimento degli interessi dei grandi monopoli .
La relazione contiene diverse imprecisioni nel tentativo di presentare nel modo
migliore la liberalizzazione del settore energetico .
Ad esempio , non è vero che in Gran Bretagna la concorrenza abbia portato ad una
riduzione dei prezzi e ad un incremento nel numero degli occupati .
A quattro - cinque anni dalla privatizzazione dell ' energia elettrica , si sono
registrati un forte aumento dei prezzi e una riduzione del personale , ed è stata
sospesa l ' elaborazione di un programma nazionale di sviluppo a lungo termine nel
settore dell ' energia elettrica .
In un altro punto della stessa relazione si ammette che c ' è stato un calo del
numero degli occupati come conseguenza della liberalizzazione , ma si prevede anche
un aumento del numero di posti di lavoro in settori non produttivi , in borsa ,
nella pubblicità , nelle società di intermediazione finanziaria , eccetera .
Secondo uno studio effettuato dalla Società pubblica per l ' elettricità ( DEI ) in
Grecia , la liberalizzazione dell ' energia elettrica comporterà una riduzione del
personale da 32.000 a 20.000 unità , segnando anche la fine di molti servizi utili
per la DEI e per l ' economia nazionale , come la promozione delle nuove tecnologie
, gli studi sulle centrali , eccetera .
La privatizzazione e la liberalizzazione causeranno un aumento dei prezzi
particolarmente considerevole per gli utenti nelle piccole isole dell ' Egeo , che
pagano i chilowattora ad un prezzo decisamente inferiore rispetto al costo
effettivo .
E ' inaccettabile che , nel nome della presunta concorrenza , un ente pubblico sia
costretto a mettere a disposizione dei privati una rete di trasporto e
distribuzione di enorme valore .
Se l ' Unione europea volesse veramente una sana concorrenza , secondo il suo modo
di vedere , dovrebbe obbligare i privati a costruire le proprie reti e unità
produttive per mettersi in concorrenza con gli enti pubblici , senza costringere
invece gli enti pubblici ad " offrire " le proprie reti ai concorrenti .
Così facendo vogliono semplicemente agevolare il trasferimento di ricchezze a
favore del grande capitale .
Per questo motivo si tenta di separare i settori , in modo da impedire all ' ente
pubblico di puntare ad un risultato ottimale nelle sue attività verticalizzate ed
essere così competitivo .
La produzione di energia non è un semplice bene di consumo , in quanto questo
settore è particolarmente importante per lo sviluppo economico di un paese e vitale
per la sua difesa .
La liberalizzazione dei mercati dell ' energia mette quindi a repentaglio non solo
la sicurezza , ma anche lo sviluppo del paese .
Il pericolo è tangibile visto che , come si sottolinea nella relazione , " le
imprese dei servizi pubblici devono operare sul mercato europeo , nell ' Europa
senza frontiere ; tali imprese non sono più strettamente nazionali , come non lo
sono nemmeno i loro azionisti " .
Per queste considerazioni , gli europarlamentari del gruppo GUE / NGL hanno votato
contro la relazione Mombaur .
E ' positivo che gli sforzi volti alla creazione di un mercato dell ' energia
liberalizzato sembrino ora dare frutti .
La maggior parte dei paesi è ormai in una fase avanzata della ristrutturazione del
mercato .
Alcuni paesi hanno già attuato una piena liberalizzazione , e mi fa particolarmente
piacere che la Danimarca faccia parte del gruppo di testa .
La Danimarca deve sfruttare questa posizione favorevole e completare la
liberalizzazione , come è già avvenuto , tra gli altri paesi , in Svezia .
E ' perciò deplorevole che il governo danese non preveda apparentemente per il
momento di compiere l ' ultimo passo verso la piena liberalizzazione .
L ' ottima relazione dell ' onorevole Mombaur colpisce nel segno su molti punti .
Occorre in particolare segnalare che è importante che si pensi sin d ' ora alla
situazione dei paesi candidati .
La liberalizzazione del mercato dell ' energia dei paesi dell ' Europa orientale
richiederà misure particolari , e occorre soprattutto tenere conto dell ' aspetto
ambientale .
E ' altresì importante sottolineare che la produzione di energia elettrica deve
essere trasparente e che un aiuto speciale non deve in alcun modo costituire una
distorsione della concorrenza .
Relazione Radwan ( A5 - 0169 / 2000 )
Signor Presidente , queste non sono dichiarazioni di voto , ma una prosecuzione
della discussione .
Non so ancora come abbia votato l ' onorevole Berthu , né mi interessa saperlo , ma
questa non è una dichiarazione di voto , ma una continuazione della discussione .
Signor Presidente , ho votato a favore della relazione Radwan nonostante al punto
9, a pagina 8, si chieda di accelerare le riforme strutturali dei sistemi di
previdenza sociale , con una formulazione che , per così dire , mi ha lasciato
qualche dubbio .
Che sia la solita richiesta che tante volte , sotto queste parole , nasconde la
richiesta di diminuire le prestazioni pensionistiche ai cittadini per diminuire le
uscite nei bilanci dei governi nazionali ?
Ecco , se fosse questa l ' intenzione della relazione , vorrei sottolineare che si
dovrebbe invece intendere come una razionalizzazione nell ' evitare gli sprechi nei
pagamenti di prestazioni previdenziali assistenziali che , se fossero meglio
amministrate , eviterebbero di dover continuamente diminuire le prestazioni ,
tagliando le pensioni agli anziani in tutta l ' Europa .
La relazione in esame fa l ' apologia delle politiche monetarie della Banca
centrale europea ( BCE ) , segnatamente della stabilità dei prezzi , dimenticando
che , attualmente , non viviamo in un momento di diminuzione continua dei tassi di
interesse bensì , al contrario , in una fase di continui aumenti , con
ripercussioni molto gravi sui redditi delle famiglie con scarse risorse
economiche , che ricorrono al credito bancario per acquistare una casa di proprietà
, come succede in Portogallo .
Per il relatore , che si congratula con l ' attuazione della BCE , è fondamentale l
' osservazione rigorosa dei criteri di convergenza nominale del patto di
stabilità , anche per i paesi candidati all ' adesione , e delle politiche connesse
, in particolar modo la moderazione salariale , la flessibilizzazione del mercato
del lavoro e dei sistemi di sicurezza sociale e l ' accelerazione della
liberalizzazione dei servizi e dei capitali .
Alle sue critiche il relatore aggiunge anche quella verso i paesi della zona euro
che hanno ridotto il tempo di lavoro e , così facendo , hanno contribuito , dal suo
punto di vista , a " rendere il mercato del lavoro più rigido invece di renderlo
più flessibile " .
In questo modo il relatore si colloca nella posizione di difesa del più raffinato
neoliberalismo capitalista , al quale possiamo replicare solo con le nostre più
vive proteste esprimendo un voto negativo .
Relazione Karas ( A5 - 0170 / 2000 )
Signor Presidente , verrò incontro alle aspettative dell ' onorevole Peijs
abbreviando il mio intervento e limitandomi a dire che ho votato a favore di questa
relazione con l ' auspicio che a tutti i pensionati , il 31 dicembre 2001, venga
consegnata una calcolatrice che trasformi la loro moneta in euro .
Signor Presidente , sono anch ' io fra i deputati che hanno presentato l '
emendamento n . 7 in cui si chiede che la campagna della Commissione a favore dell
' euro si limiti ai soli paesi che partecipano alla valuta comune .
Ciò implica che Svezia , Danimarca e Gran Bretagna dovrebbero essere mantenute al
di fuori da tale campagna fintantoché la corona e la sterlina rimarranno le valute
di questi paesi .
Mi pare logico chiedere che l ' Unione non attui nei paesi membri campagne
finanziate con fondi pubblici su temi tanto sensibili ai fini della politica
interna .
In ultima analisi , è una questione di tolleranza e rispetto per i processi
democratici di ogni popolo .
I socialdemocratici danesi oggi hanno votato a favore della relazione dell '
onorevole Karas sulla strategia di comunicazione per la realizzazione dell ' UEM .
L ' introduzione delle nuove banconote e monete comuni avrà un impatto pratico di
enorme portata sui cittadini e sulle aziende , non solo perché le monete e le
banconote sono nuove , ma anche perché sarà necessario abituarsi ai " nuovi prezzi
" , quando si farà la conversione nella moneta unica .
Nel denaro occorre avere fiducia .
E ' perciò importante che vi sia l ' informazione necessari. che dovrà essere
naturalmente più ampia di quella alla quale si assiste oggi quando i paesi mettono
in circolazione un nuovo design per le banconote e le monete .
Con il nostro voto abbiamo voluto insistere sul fatto che è importante che le
attività di informazione siano svolte nei singoli paesi dagli Stati membri , e che
vengano conclusi in merito accordi separati con i singoli paesi .
Siamo d ' accordo che è giusto che il governo danese non abbia concluso un accordo
di questo tipo .
Auspichiamo che anche la Danimarca lo possa fare quando la popolazione danese ,
come speriamo , avrà detto sì alla moneta unica in occasione del referendum del 28
settembre 2000 .
Il mio partito , il Partito socialista dei Paesi Bassi , non è mai stato favorevole
ad un ' introduzione precipitosa di una moneta comune nell ' Unione europea .
L ' euro ci impedisce di regolare l ' economia mediante l ' adeguamento dei tassi d
' interesse e dei corsi di cambio .
Inoltre la cosiddetta stabilità dell ' euro viene determinata dai grandi risparmi
sui redditi di coloro che non lavorano e sui tagli all ' istruzione , alla sanità
pubblica , all ' edilizia popolare e ai trasporti pubblici .
Ritengo che l ' euro sia utile soltanto per gli uomini d ' affari , i ricchi
vacanzieri e i deputati del Parlamento europeo , ma non per la grande maggioranza
delle persone .
La fiducia che c ' era nell ' euro è assai scemata ora che l ' euro ha perso valore
nei confronti della corona danese , della corona svedese , della sterlina inglese e
delle monete di molti altri paesi al di fuori dell ' Unione europea .
Pertanto posso supporre che i fautori dell ' euro abbiano adesso bisogno di una
campagna propagandistica .
La relazione Karas è volta soprattutto a indurre maggiore fiducia nell ' opinione
pubblica nei confronti dell ' euro , fra l ' altro coinvolgendo associazioni
sportive e il mondo della scuola .
D ' altro canto il documento vuole puntare il dito contro le prassi di truffatori e
speculatori che approfittano dell ' introduzione dell ' euro .
Condivido questa parte del testo , ma non la proposta nel suo insieme .
Respingo in toto la relazione Karas .
Se l ' obiettivo di far acquisire agli europei familiarità con la loro futura
moneta è perfettamente legittimo in quanto la decisione di abbandonare le monete
nazionali ormai è stata presa ( in condizioni , peraltro , che non condivido
affatto ) , mi oppongo invece fermamente alla propaganda che la relazione Karas
organizza a favore di quello che il collega chiama " un elemento essenziale del
processo di integrazione europea , atto a favorire lo sviluppo di un ' identità
comune " .
Il testo dell ' onorevole Karas ha comunque il merito di portare alla luce l '
enorme menzogna a cui sono ricorsi , nel 1992, i sostenitori di un ' Europa
federale quando chiesero ai francesi di ratificare il Trattato di Maastricht : la
moneta unica veniva allora presentata come uno strumento meramente tecnico per far
funzionare meglio l ' economia nei confronti del dollaro e dello yen , nonché come
un ' operazione priva di qualsiasi effetto sulla sovranità nazionale .
Come si era lontani , allora , dall ' attuale " elemento essenziale del processo di
integrazione " !
E ' indubbio che la relazione Karas sarà un ' arma preziosa per tutti coloro che ,
in Gran Bretagna , in Svezia e in Danimarca , lottano per difendere le rispettive
democrazie nazionali .
Per quanto i sostenitori dell ' euro , in alcuni paesi , oggi lo neghino , la
moneta unica è proprio la macchina da guerra di un ' Europa federale che la
stragrande maggioranza dei popoli europei rifiuta .
Quando i miei colleghi , quindi , respingono l ' emendamento presentato dall '
onorevole William Abitbol che chiede semplicemente che i programmi di comunicazione
della Commissione dichiarino apertamente tale obiettivo di integrazione , non fanno
altro che contribuire ad alimentare una campagna di menzogne che gli elettori
sicuramente faranno loro pagare .
La risoluzione della relazione Karas sostiene che le donne , per inspiegabili
motivi , non partecipano dell ' entusiasmo generale che avrebbe dovuto accompagnare
l ' istituzione dell ' euro .
Vi si ritrovano pure i toni sgradevoli dei propagandisti rivoluzionari di ogni
epoca , che in ogni famiglia vedevano un complotto reazionario di preti e donne che
rifiutavano un futuro radioso .
A nessuno sembra essere venuto in mente , invece , che forse è proprio per la loro
esperienza di economia domestica quotidiana che le donne nutrono forti riserve sul
passaggio alla moneta unica .
Un atteggiamento davvero spregevole , che coincide peraltro con la dittatura di
quel pensiero uniformante che consiste nel tacciare di ignoranti , analfabeti e
sottosviluppati gli oppositori o i riluttanti , donne o uomini che siano .
Ecco a cosa porta un federalismo cieco !
Relazione Lambert ( A5 - 0162 / 2000 )
Le relazioni annuali presentate ogni anno dal mediatore europeo e dalla commissione
per le petizioni sulle attività da loro svolte fanno parte delle nostre
tradizioni .
Ai consuntivi di questi due organi , il Parlamento risponde a sua volta con due
relazioni abbastanza simili da un anno all ' altro .
Tuttavia , vi è una novità : la relazione Thors , basata sostanzialmente sui lavori
della commissione per gli affari istituzionali e sulla richiesta del Mediatore
Söderman , pretende di assegnare alla figura del Mediatore un diritto di accesso
generalizzato a tutti i documenti la cui consultazione è necessaria per l '
istruzione dei ricorsi .
Ci opponiamo a questa proposta non perché siamo contrari a priori ad un controllo
sull ' operato dell ' amministrazione , ma perché simili poteri vanno ben oltre le
competenze di un mediatore e si avvicinano piuttosto a quelle di un giudice .
E ' ovvi. e non saremo di certo noi ad affermare il contrari. che la delirante
amministrazione comunitaria e i danni che ne derivano possono soltanto alimentare
nei nostri concittadini una sempre maggiore insoddisfazione e , di conseguenza , un
crescente numero di ricorsi .
Ma il potenziamento delle competenze , la diversificazione dei campi di intervento
e la bulimia legislativa della Commissione e della nostra Assemblea non
risolveranno probabilmente il problema .
Ma nemmeno il Mediatore , assieme ai suoi collaboratori , potrà rispondere
adeguatamente a tali richieste .
Abbiamo la responsabilità politica di esaurire le fonti stesse di una tale
litigiosità anteponendo la qualità del lavoro pratico all ' attivismo testuale ,
che ci serve talvolta per giustificare la nostra esistenza , e rispettando davvero
il principio di sussidiarietà , che eviterà all ' Unione di doversi pronunciare su
questioni che non la riguardano . Dovremo esercitare invece noi stessi , se occorre
, le competenze di cui disponiamo in materia di controllo degli organi comunitari .
Troppo spesso abbiamo visto la nostra Assemblea nascondersi dietro a comitati di
esperti soltanto perché si rifiutava di assumersi le proprie responsabilità
politiche .
Se è necessario lasciare al Mediatore il controllo dei problemi di pura operatività
amministrativa , noi dobbiamo , da parte nostra , imparare a tenere costantemente a
freno la macchina comunitaria lanciata a folle velocità in una corsa mortale .
Gli eccessi contro cui lottare derivano spesso dalla natura stessa dell ' attuale
costruzione comunitaria e vanno quindi affrontati alla radice .
Relazione Atkins ( A5 - 0162 / 2000 )
Signor Presidente , non dica all ' onorevole Peijs che non le vengo incontro .
Ho infatti votato a favore della relazione Atkins perché per i pensionati , che
hanno poco da vivere , la puntualità di arrivare a destinazione quando prendono l '
aereo è importantissima , avendo , appunto , poco tempo a disposizione .
Questa sessione è ricca di relazioni dedicate al tema dei trasporti .
Peccato , però , dover constatare che il settore viene analizzato unicamente nell '
ottica della liberalizzazione .
La relazione dell ' onorevole Atkins , che tratta della proposta della Commissione
europea di creare un cielo unico europeo , rientra in questa logica di
liberalizzazione a tutto spiano .
Da qui lo sciopero , la settimana scorsa , dei controllori di volo francesi , che
hanno così espresso le loro preoccupazioni per una concezione meramente commerciale
della loro professione .
Comprendo la loro protesta , contrariamente all ' onorevole Atkins , il quale ,
nella sua relazione , " invita la Commissione ad esortare i governi degli Stati
membri che tollerano oggi che il traffico aereo venga perturbato da vertenze
sindacali nazionali ad affrontare urgentemente il problema " .
E ' semplicemente ridicolo !
Nessuno nega che la situazione del traffico aereo sia peggiorata .
I corridoi aerei e gli aeroporti , in effetti , sono saturi ; i ritardi sono ormai
all ' ordine del giorno ( un aereo su tre non atterra in orario ) , e al tutto si
aggiungono l ' inquinamento acustico e quello ambientale .
Plaudo quindi alla disponibilità del Commissario incaricato del dossier trasporti ,
signora De Palacio , di afferrare il toro per le corna al fine di giungere
rapidamente alla creazione di un cielo unico europeo .
Non sono tuttavia per nulla d ' accordo sui mezzi che il Commissario ci propone ,
così come disapprovo le proposte contenute nella relazione .
Si tratterebbe , infatti , di mettere in concorrenza i centri di controllo aereo ,
separando le autorità di controllo del traffico da quelle di fornitura dei
servizi .
La funzione di controllo potrebbe essere esercitata da imprese indipendenti , il
cui capitale sarebbe aperto alle compagnie aeree oppure ai partner privati .
Una tale liberalizzazione diminuirebbe la sicurezza del trasporto aereo , il che
sarebbe inaccettabile ed incoerente con il Trattato dell ' Unione , secondo il
quale il miglioramento della sicurezza dei trasporti è uno dei principali obiettivi
della politica comune dei trasporti .
La Francia , certo , è un caso a se stante rispetto alla maggioranza degli altri
paesi europei , dove il controllo aereo è gestito da agenzie poste sotto la tutela
dello Stato ma aperte ai capitali privati .
La Francia d ' altronde ci tiene a preservare la natura pubblica di tale attività .
Ma è necessario applicare il principio di sussidiarietà e lasciare ad ogni Stato
membro la facoltà di organizzare il proprio controllo aereo .
E ' indispensabile , tanto più che i ritardi non sono imputabili al controllo , se
non nel 25 percento dei casi a malapena !
Per concludere , sostengo le proposte che mirano a consolidare il ruolo di
Eurocontro. l ' agenzia paneuropea di gestione dello spazio aereo degli Stati
membri dell ' Unione e di alcuni paesi terz. come autorità con funzioni di
regolazione .
La relazione sbaglia nel sottovalutare il potenziale di quest ' agenzia .
Comunque , voto contro una relazione assolutamente inaccettabile .
Ho votato contro la relazione dell ' onorevole Atkins in quanto la ritengo
completamente avulsa dalla realtà e dettata più da una visione ideologica
aprioristica che non dalla preoccupazione di rispondere alle reali esigenze dei
cittadini europei e degli utenti del trasporto aereo .
Con ciò non intendo negare di certo la necessità di migliorare la regolazione e il
controllo del traffico aereo in Europa , nell ' ottica di un cielo unico europeo .
Mi sembra ovvio che gli aerei che attraversano i nostri cieli non possono più
subire l ' attuale gestione incoerente , scoordinata e complicata delle loro
traiettorie di volo .
Ed è vero che , se sono stati realizzati progressi attraverso Eurocontrol , è
giunto il momento di andare oltre e di migliorare il dispositivo , con un
imperativo assolutamente prioritario : la sicurezza , la regolazione e il controllo
del traffico aereo non devono dipendere dalla legge della concorrenza , bensì dal
concetto di servizio di interesse generale .
D ' altronde , nemmeno gli Stati Uniti hanno liberalizzato il controllo del
traffico aereo , la cui gestione è affidata ad un ' agenzia statale .
Il che è tutto dire !
Ebbene , la relazione Atkins persegue l ' obiettivo di mettere in concorrenza un
servizio che non si vede come potrebbe essere fonte di profitto per i privati ,
secondo criteri di efficienza connessi agli utili realizzati .
D ' altra parte , il pretesto che si adduce a favore della liberalizzazione è il
ritardo degli aerei .
E ' opportuno , in effetti , porvi rimedio , ma affinché questa proposta possa
essere efficace sarà bene analizzare le cause dei ritardi nonché le effettive
possibili soluzioni .
Ricordiamo innanzi tutto che quest ' anno la situazione talvolta è migliorata in
quanto i ritardi , ad esempio in Francia , sono notevolmente diminuiti .
Ne consegue che è bene comunque distinguere le disfunzioni congiunturali ( utilizzo
dello spazio da parte dei militari per il Kosovo , cambiamento del sistema di
controllo , ecc ) .
da quelle strutturali .
Bisogna anche valutare la questione delle compagnie aeree o quella della
ristrettezza dello spazio civile europeo rispetto al numero di sorvoli .
La colpa dei ritardi , in fondo , non è tutta del controllo aereo e , comunque ,
migliorare il sistema vuole dire coordinare meglio i vari sistemi di controllo
negli Stati membri , rafforzando il ruolo di Eurocontrol .
Dovrebbero essere questi l ' obiettivo e gli orientamenti del cielo unico europeo .
Pare però , purtroppo , che la Commissione non sia di quest ' idea , e la relazione
Atkins ancora meno .
Il settore del trasporto aereo è da moltissimo tempo organizzato in maniera
oltremodo liberale .
Il motivo di tutto ciò sta nel fatto che le autorità si fanno concorrenza mettendo
a disposizione aeroporti sempre più grandi e numerosi e che , al di fuori di quegli
aeroporti , non sono necessarie altre infrastrutture paragonabili con le ferrovie o
le autostrade .
Pertanto in questo settore è da lungo tempo abituale che diverse compagnie si
facciano la concorrenza sulle medesime rotte .
Anche i prezzi dei biglietti aerei sono una dimostrazione di questa libertà : non
esiste infatti alcun rapporto tra distanza da percorrere e prezzo del volo .
Dove si vogliono più passeggeri , i prezzi sono bassi ; dove invece si ritiene che
ci siano già passeggeri a sufficienza , i prezzi sono alti .
In questo settore non resta molto da liberalizzare .
Tuttavia ci sono persone che si aspettano da un ' ulteriore liberalizzazione la
panacea a tutti i mali .
Essa porterebbe ad un abbassamento del costo dei biglietti , ad un aumento dell '
offerta di voli e alla scomparsa dei ritardi .
Il gruppo GUE ritiene tale valutazione unilaterale , in quanto si limita a
considerare solo due interessi : da un lato quelli delle compagnie aeree , dall '
altro quelli dei consumatori , che mirano soltanto a volare a costi sempre più
ridotti .
A nostro giudizio ci sono altri aspetti che sono più importanti , come la sicurezza
dei passeggeri , le garanzie occupazionali e la situazione lavorativa del personale
, la tutela dell ' ambiente e delle ferrovie dal dumping dei prezzi e da altre
forme di concorrenza sleale .
Non ha senso addossare tutte le colpe per i disagi di cui possono soffrire i
passeggeri al personale , che a volte è costretto a scioperare per autodifesa .
Non è neppure colpa di Eurocontrol , che si è assunto una serie di funzioni statali
transfrontaliere .
La sicurezza non dev ' essere subordinata alle mire di profitto di imprese che
intendono rilevare il mercato di Eurocontrol .
Il problema è legato invece alla crescita spropositata del trasporto aereo e alla
concorrenza a livello di prezzi , che sono andate a scapito del trasporto
ferroviario a lungo raggio .
Tale problema non verrà risolto con le proposte odierne .
Partendo da questa visione critica abbiamo presentato undici emendamenti .
Poiché è emerso che la maggioranza del Parlamento non condivide il nostro punto di
vista , non abbiamo potuto votare a favore della versione definitiva della
relazione Atkins .
La presente relazione , sebbene parta da alcune situazioni real. come l ' aumento
del traffico aereo o i ritardi che si verificano su diverse rott. e da alcune
premesse corrett. segnatamente la necessità di garantire e rafforzare la sicurezza
del trasporto aere. rivela , tuttavia , le cause profonde di tali situazioni ,
indivisibili dalle continue liberalizzazioni delle linee aeree e dalla conseguente
concorrenza sfrenata .
In particolare , la relazione trae conclusioni precipitose ed errate , in quanto
chiaramente a favore della liberalizzazione dello spazio aereo e del controllo
futuro da parte delle principali linee aeree .
Poiché è evidente che in questo settore si impone una cooperazione effettiva e che
sono indispensabili misure tecniche e disciplinari , non intendiamo sostenere tali
orientamenti , ancora più liberali di quelli suggeriti dalla Commissione .
Se attuati , questi orientamenti non farebbero altro che accentuare le difficoltà
nel campo della sicurezza e farebbero emergere ulteriori problemi sociali , oltre a
suscitare problemi relativi alla sovranità di ogni Stato sul proprio spazio aereo ,
tanto più rilevanti nella misura in cui esso è condiviso dalle rispettive aviazioni
militari .
Il 26 giugno 2000 gli addetti al controllo aereo francesi scioperavano per
protestare contro i progetti dell ' Unione europea di liberalizzare il controllo
aereo : ci tengo a dichiarare loro la mia solidarietà e il mio rispetto per le
rivendicazioni dei sindacati di categoria .
Le risposte alla congestione dello spazio aereo europeo inducono un precipitare
degli eventi , con il proliferare degli aeroporti e delle piste di decollo e
atterraggio , il degrado delle condizioni di lavoro dei dipendenti del settore e l
' aumento dell ' inquinamento .
Noi siamo invece a favore di uno sviluppo armonizzato dei trasporti su scala
europea che privilegi innanzitutto il soddisfacimento dei bisogni sociali reali e
che potenzi , ad esempio , la rete ferroviaria come soluzione alle esigenze dei più
, specie per le percorrenze inferiori ai cinquecento chilometri .
La liberalizzazione del controllo aereo non risolverà il problema dei ritardi
giacché questi dipendono dal controllo del traffico aereo soltanto per il 20 - 30
percento .
Si sa che i servizi militari dispongono oggi , in Francia ad esempio , dell ' 80
percento dello spazio aereo .
Come mai questo non viene rimesso in discussione ?
La Commissione fa leva sui ritardi per proporre la separazione tra un ' agenzia
europea di regolazione e l ' istituzione di un mercato interno liberalizzato di
prestazione di servizi di traffico aereo .
Misure di questo tipo , decise per la pressione esercitata dalle compagnie aeree ,
potranno solo andare a scapito della sicurezza , tanto più che le compagnie stesse
potranno candidarsi per la fornitura di tali servizi .
Per questi motivi voto contro la presente relazione .
Relazione Damião ( A5 - 0141 / 2000 )
Ho votato a favore della relazione Damião , signor Presidente , anche perché ho
votato a favore dell ' emendamento che prevede il 100 percento dell ' indennità di
maternità .
La maternità non è una malattia .
Stamattina sui giornali , in Italia , c ' è scritto che ci toglieranno dalle tasse
le cure per i cani e per i gatti .
Allora , se ci sono soldi per cani e gatti , ce ne devono essere anche per le donne
che partoriscono , che non sono malate ma sono persone che hanno diritto all '
intera indennità .
Signor Presidente , la presente relazione concernente l ' attuazione di misure
volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle
lavoratrici gestanti , puerpere o in periodo di allattamento è certo lodevole e
incamminata nella giusta direzione .
Non da ultimo , il paragrafo 11 contiene molte proposte positive .
Nel contempo , mi preme mettere in guardia contro la tendenza a far sì che il
Parlamento si occupi di politica e legislazione sociale , materie a mio avviso di
competenza degli Stati membri in ogni loro aspetto .
Si tratta di un elemento importante dell ' identità culturale e sociale di ogni
paese e di ogni popolo .
E si tratta anche di uno degli aspetti più importanti in ogni campagna elettorale ,
in Svezia come in altri paesi .
Lasciamo che resti una competenza nazionale .
Signor Presidente , la lavoratrice gestante e il bimbo che deve ancora nascere , ma
lo stesso vale per le lavoratrici puerpere o in periodo di allattamento , hanno
bisogno del maggior sostegno possibile in una fase della loro vita importante non
solo per loro stesse e per il bambino ma per la società tutta , considerando il
basso tasso di natalità e l ' invecchiamento della popolazione attualmente presenti
in Europa .
Se è pur vero che le aziende hanno un ruolo di responsabilità sociale , i governi
dovrebbero essere certamente di esempio , specie in quei paesi , come il mio , in
cui il ruolo della madre e della famiglia è tutelato dalla Costituzione .
Purtroppo non è questo il caso dell ' Irlanda quanto a indennità per congedo di
maternità , agevolazioni per le necessità connesse all ' allattamento e esonero dai
turni notturni .
Ho citato questi esempi per segnalare che la semplice approvazione di una direttiva
non significa automaticamente la sua attuazione .
Non è davvero più tollerabile che nella Comunità europea ci si limiti a parlare
senza poi agire a favore delle madri lavoratrici , dei loro figli e delle famiglie
a cui appartengono .
Della presente relazione abbiamo votato i paragrafi che mirano ad una maggiore
tutela della donna lavoratrice , sia dal punto di vista della sua salute e del suo
salario , che dal punto di vista della salute dei suoi figli .
E ' deplorevole , tuttavia , che la relazione non proponga nemmeno di allineare ,
in tutti i paesi , vantaggi e diritti a quelli più favorevoli riconosciuti in
alcuni paesi alle donne gestanti che lavorano .
D ' altra parte non vogliamo che il nostro voto a favore di una tutela specifica ,
durante la gravidanza , delle donne che lavorano di notte possa essere interpretato
come il riconoscimento della legittimità del lavoro notturno femminile .
Anzi , vogliamo ribadire qui la nostra opposizione al lavoro notturno , quando non
socialmente utile , non solo delle donne ma anche degli uomini .
Il divieto del lavoro notturno delle donne fu una conquista del movimento operaio
in Francia .
Ritornarci , ora , sarebbe una vera regressione sociale .
Tirare in ballo la parità dei sessi , poi , sarebbe soltanto ipocrisia .
Un ' ipocrisia destinata a celare il fatto che il legislatore è più attento ad
assicurare ai padroni un uso proficuo dei macchinari di produzione che non a
garantire salute e sicurezza sul lavoro ai suoi dipendenti .
. ( EN ) Mi sono astenuto sull ' emendamento n . 2 presentato a firma dell '
onorevole Bushill - Matthews con il quale si chiedeva il riconoscimento di
particolari necessità delle PMI in fase di attuazione delle norme sulla salute e la
sicurezza .
Ho la massima considerazione per tale richiesta , ma l ' emendamento è superfluo ,
dato che l ' articolo 137 ( 2 ) del Trattato afferma chiaramente che " le direttive
in materia sociale evitano di imporre vincoli amministrativi , finanziari e
giuridici di natura tale da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e
medie imprese " .
Credo , quindi , che l ' auspicio espresso nell ' emendamento sia già soddisfatto e
che non sia necessario formularlo nuovamente nella relazione in esame .
Ci troviamo di nuovo di fronte ad una raffica di buone intenzioni che , anche
qualora si traducano in una serie di proposte positive , sono condannate a restare
lettera morta poiché evitano di affrontare l ' essenza del problema o l '
orientamento principale che lo determina .
La proposta del Parlamento europeo contiene molti spunti positivi , che però
vengono annullati dalla sua stessa pecca di voler affrontare in modo globale il
problema dell ' impatto negativo sul lavoro e sulle relazioni industriali , in
quanto non mette in discussione l ' orientamento fondamentale costituito dalla
riorganizzazione delle relazioni industriali e dall ' annullamento dei diritti e
delle conquiste dei lavoratori . Il quadro che ne emerg. flessibilità dell ' orario
e delle condizioni di lavoro , occupazione temporanea e a tempo parziale , tagli
alla previdenza e alla protezione social. è assolutamente negativo e ostacola l '
attuazione di qualsiasi politica di tutela delle donne lavoratrici durante e dopo
la gravidanza .
Vorremmo richiamare l ' attenzione sui rischi inerenti al divieto assoluto di
licenziare , specie nell ' attuale e diffuso sistema di estensione dei contratti di
lavoro atipici , sull ' esclusione indiretta dalla procedura di assunzione delle
gestanti , sull ' esigenza non solo di mantenere e tutelare ma , anzi , di
estendere il congedo di maternità , sull ' esistenza di una definizione chiara del
congedo retribuito , sull ' esecuzione di controlli più rigorosi e sostanziali sul
lavoro notturno delle lavoratrici gestanti e puerpere .
Nel contempo , con il rafforzamento del quadro giuridico di tutela relativo alla
sicurezza e alla salute delle gestanti , volto a colmare le lacune e a far luce sui
lati oscuri , che potrebbero diventare eventuali scappatoie , si deve fronteggiare
la mancanza di volontà politica da parte degli Stati membri di attuare tale
tutela , mancanza facilmente dimostrabile con l ' atteggiamento assunto dagli
organismi di controllo degli Stati membri nel periodo precedente .
E ' indicativo l ' esempio della Grecia e dei suoi controlli lacunosi sull '
obbligo per i datori di lavoro di elaborare per iscritto una valutazione completa
dei rischi professionali sul posto di lavoro , in cui deve rientrare anche un '
analisi specifica dei pericoli per le lavoratrici gestanti e puerpere .
La realtà dimostra che , quando la capacità di occupazione e l ' " adattabilità "
diventano le linee guida delle priorità comunitarie in materia d ' occupazione , la
protezione si rivela inesistente e le singole norme vengono in pratica cancellate .
Resta da vedere quali siano gli orientamenti prescelti e che tipo di politica per l
' occupazione si preferisca seguire .
Come si è potuto constatare , l ' Unione purtroppo persiste in un ' ulteriore
riduzione drastica delle indennità e della previdenza sociale , modifica in peggio
le disposizioni relative ai licenziamenti e limita o abolisce le normative di
tutela concernenti le condizioni di lavoro .
Non ci si può illudere nemmeno sulla natura della politica per l ' occupazione e ,
più in generale , della politica sociale dell ' UE , né tanto meno sugli interessi
che essa predilige . Per tali motivi , pur condividendo la posizione positiva del
Parlamento in materia di tutela delle lavoratrici gestanti , riteniamo che si
tratti semplicemente dell ' ennesima espressione di buone intenzioni .
Invitiamo pertanto le lavoratrici e i lavoratori a proseguire la lotta sociale per
una modifica globale della politica attuata , promuovendone una diversa che abbia
come fulcro l ' uomo e il rispetto dei suoi bisogni e della sua dignità .
Lo scopo primario di questa lotta è la realizzazione del principio dell '
occupazione piena e stabile , con diritti sociali totali per tutti .
Solo così si potranno garantire i diritti della categoria particolarmente
vulnerabile delle gestanti , i diritti e il rispetto della vita , che non è una
materia prima per accrescere i profitti né è soggetta alle leggi crudeli dei
costi , della concorrenza e del mercato .
Siamo favorevoli a qualsiasi modifica della direttiva che punti a una maggiore
tutela delle lavoratrici gestanti prima , durante e dopo il congedo di maternità .
La risoluzione propone di colmare le lacune dell ' attuale direttiva e di
armonizzare le legislazioni europee per allinearle a quelle che garantiscono il
maggior numero di diritti .
Sottoscriviamo tali proposte in nome della garanzia del diritto alla salute dei
lavoratori subordinati . Tanto più che i progetti di modifica della Convenzione
dell ' Organizzazione internazionale del lavoro sulla protezione della maternità
( Convenzione 103 ) ci fanno temere un ' involuzione , con l ' esclusione di alcune
donne dal beneficio del congedo di maternità , la durata minima dello stesso e la
possibilità di licenziare una lavoratrice durante la gravidanza .
E ' necessario predisporre un rigoroso quadro europeo che tuteli le donne gestanti
da qualsiasi forma di discriminazione nella procedura di assunzione , relativamente
alle condizioni di lavoro , all ' accesso e alla durata del congedo di maternità :
venti settimane , di cui otto obbligatorie dopo il parto .
Esse devono essere protette da qualsiasi licenziamento abusivo e deve essere loro
garantito il livello salariale antecedente la gravidanza .
Infine , il lavoro notturno di donne e uomini deve essere vietato nei settori in
cui non è strettamente indispensabile , anziché essere riorganizzato per le donne
gestanti .
Sviluppo del traffico marittimo a corto raggio
L ' ordine del giorno reca la relazione ( A5 - 0139 / 2000 ) , presentata dalla
onorevole Peijs a nome della commissione per la politica regionale , i trasporti e
il turismo , su una comunicazione della Commissione al Consiglio , al Parlamento
europeo , al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sullo
sviluppo del trasporto marittimo a corto raggio in Europa : un ' alternativa
dinamica in una catena di trasporto sostenibile .
Seconda relazione biennale di avanzamento .
La parola alla relatrice , onorevole Peijs .
Signor Presidente , nel 1995 la Commissione presentò , sulla base della strategia
formulata nel Libro bianco sulla politica comune dei trasporti , la comunicazione
sullo sviluppo del trasporto marittimo a corto raggio .
Adesso disponiamo della seconda relazione annuale di avanzamento al riguardo .
Tuttavia , dopo cinque anni è evidente che il trasporto marittimo a corto raggio è
rimasto una bella promessa che non è stata mantenuta , malgrado il sostegno verbale
espresso in occasione del Consiglio " trasporti " dell ' 8 dicembre 1999, che
individuava in tale settore una priorità .
Non è per idealismo che cerchiamo di esaltare il trasporto marittimo a corto raggio
come il trasporto marittimo per eccellenza .
Il fatto è che nei prossimi dieci anni questo settore registrerà un aumento del 70
percento .
E ' impossibile rispondere alla crescente domanda soltanto con il trasporto su
strada .
Il trasporto marittimo a corto raggio non rappresenta un concorrente del trasporto
su strada , su rotaia o fluviale , bensì è una delle modalità della catena di
trasporto .
Tutti abbiamo interesse a mantenere entro limiti il più possibile ristretti l '
insofferenza della gente a causa della contiguità tra le abitazioni e le arterie
dove scorre il traffico pesante .
Inoltre il trasporto deve avvenire , per quanto possibile , nel rispetto dell '
ambiente e anche in tale prospettiva il trasporto marittimo risponde ad elevati
requisiti .
La velocità non rappresenta forse la caratteristica principale di questo settore ,
ma la sicurezza sì .
Divieti di circolazione durante il fine - settimana e ingorghi del traffico mettono
a dura prova il trasporto su strada .
In molti casi il trasporto marittimo a corto raggio può risolvere tali problemi se
utilizzato ad integrazione di altre forme di trasporto .
Non intendo comunque sostenere che esso rappresenti sempre una soluzione a tutti i
problemi .
Elimineremo molti problemi già se ci impegneremo a sfruttare e a combinare al
meglio le modalità di trasporto esistenti , ma a tale scopo bisogna rispettare
determinate condizioni .
Nella sua comunicazione , la Commissione fa un esplicito riferimento alle imprese .
Ciò è senza dubbio possibile , ma , in qualità di relatrice , desidero rimettere un
po ' in equilibrio le cose .
Su alcuni punti sono chiaramente soprattutto le autorit. nazionali , locali e
regional. a poter far sentire il loro peso e imprimere un impulso al trasporto
marittimo a corto raggio .
La Commissione ha cercato , nella comunicazione , di valutare sistematicamente il
problema .
Il Parlamento e la relatrice hanno analizzato con occhio critico i progetti della
Commissione e hanno elaborato la relazione qui in esame nell ' ambito di un dialogo
con tutte le parti interessate , così come si addice al Parlamento .
E ' stato chiesto alle imprese di far presenti quegli elementi pratici che , a loro
giudizio , ostacolano lo sviluppo del trasporto marittimo a corto raggio ; siamo
tuttora in attesa della relazione .
Desidero sottolineare alcuni aspetti .
Ribadisco che questo settore può avere successo in Europa soltanto se verrà
considerato una parte integrante della catena di trasporto .
Collegamenti con l ' entroterra mediante rotaia , lungo le acque interne e su
strada sono indispensabili in tale contesto .
Pertanto occorre assicurare l ' integrazione con le altre modalità di trasporto , e
ciò pone delle esigenze a livello di infrastrutture .
Il trasporto marittimo a corto raggio è anche particolarmente adatto per il
trasporto specializzato : mi riferisco ad esempio alle automobili .
In questo ambito riveste enorme importanza l ' innovazione nella costruzione di
navi specializzate , che può inoltre dare impulso alla cantieristica .
Grande rilevanza assume anche l ' immagine di questo tipo di trasporto , che dev '
essere migliorata .
Il settore del trasporto marittimo a corto raggio soffre sotto il peso della
burocrazia .
Le procedure si protraggono all ' infinito .
Tuttavia , un po ' alla volta si stanno anche evidenziando gli aspetti positivi .
E ' qui che le imprese devono assumersi le loro responsabilità , ad esempio
istituendo uffici regionali di promozione e di marketing . Il mercato , però , non
può farcela da solo .
Gli Stati membri devono eliminare gli ostacoli .
Mi riferisco , ad esempio , al monopolio del trasporto su strada , con tutte le
relative conseguenze per i prezzi a cui si deve adeguare il trasporto marittimo a
corto raggio nello short sea port di Bilbao .
Dappertutto sono previste per l ' accompagnamento del carico procedure burocratiche
spropositate e un ' infinita serie di formalità amministrative .
Ciò danneggia il trasporto marittimo a corto raggio rispetto ad altre forme di
trasporto .
Il Parlamento chiede di adottare un approccio flessibile nei confronti del
settore , in modo che esso possa conquistare una posizione migliore per quanto
concerne i prezzi .
Ci riferiamo , per esempio , ad un ' esenzione dai servizi di pilotaggio per quei
porti in cui il comandante ha evidentemente acquisito notevole esperienza .
Peraltro , su questo punto si è incappati in un errore particolarmente spiacevole .
Nel documento si parla di esperienza dei piloti ; è ovvio che si deve parlare del
comandante , perché in caso contrario sarebbe un ' assurdità .
In questo momento il mercato è ancora frammentato .
Pertanto , nella sua relazione il Parlamento richiama l ' attenzione sull '
esigenza di un approccio del tipo one stop shop a livello di offerta di servizi
logistici agli utenti finali , che devono comprendere tutti i servizi di trasporto
multimodale , ponendo così fine all ' attuale frammentazione dei servizi .
Nella relazione esorto inoltre la Commissione a varare misure d ' incentivazione ;
occorrono infatti degli stimoli per incoraggiare il trasporto marittimo a corto
raggio .
In riferimento ai collegamenti europei chiedo poi progetti d ' investimento in
particolare per il bacino del Mediterraneo e per i porti che si affacciano sull '
Adriatico .
Il trasporto marittimo a corto raggio ha bisogno di destinazioni .
A Rotterdam si possono avere splendidi short sea terminal , ma ci vogliono anche
delle mete .
Nella messa a punto di nuove linee è necessaria la massa critica e possono essere
necessari uno o due anni prima di raggiungerla .
Per poter superare questa difficoltà , l ' Unione europea dovrà contribuire con
prestiti a basso costo della BEI .
Mancano inoltre dati e statistiche sui quali le imprese possano basarsi per i loro
investimenti .
Nessuno sa che cosa trasportiamo , come , verso quali destinazioni e in che
quantità .
Penso che le statistiche su ciò che trasportiamo e verso quali destinazioni
rappresentino uno degli elementi di cui abbiamo urgente bisogno per poter portare
avanti una politica per il settore dei trasporti che nei prossimi anni registrerà
un aumento tanto rilevante .
Signor Presidente , a nome dei colleghi Ripoll e Pérez Álvarez che hanno lavorato
su questa relazion. ma che hanno dovuto assentarsi - , desidero congratularmi con
la relatrice , onorevole Peijs , per l ' eccellente relazione presentata ,
soprattutto perché affronta un importante problema da un punto di vista
estremamente reale e pratico .
Vorrei inoltre esprimere il mio rammarico per due circostanze : la prima , che non
sia possibile conoscere l ' opinione del nostro amico Fatuzzo riguardo agli effetti
del trasporto marittimo a corto raggio sugli interessi dei pensionati europei ; e ,
in secondo luogo , che siano così pochi i colleghi deputati presenti , dato che ,
pensando agli egoistici interessi di quest ' Assemblea , è probabile che un giorno
rimpiangano di avere trascurato il trasporto marittimo a corto raggio , poiché
forse uno di questi giorni dovremo utilizzarlo per poter andare e venire da
Strasburgo .
Entrando nel merito della questione , bisogna dire alla onorevole Peijs che abbiamo
seguito con grande interesse gli sviluppi e le azioni che negli ultimi anni , e
particolarmente in seguito alla costituzione del Forum delle industrie marittime ,
sono stati realizzati nell ' Unione europea per promuovere il trasporto marittimo a
corto raggio come alternativa al trasporto terrestre .
Sia la relazione della Commissione che quella della relatrice mettono in evidenza
vantaggi di tipo diverso nella comparazione fra i due tipi di trasporto . Riguardo
al trasporto marittimo , sottolineerei la minore saturazione delle infrastrutture ,
il costo inferiore delle stesse , il minor consumo energetic. con la conseguente
minore emissione di sostanze inquinanti nell ' atmosfer. ed il miglioramento delle
comunicazioni con le regioni periferiche dell ' Unione europea .
Riteniam. e credo che su questo siamo tutti d ' accord. che il trasferimento di
traffico dalla modalità terrestre a quella marittima dovrebbe diventare un
obiettivo prioritario delle politiche di trasporto dell ' Unione europea .
Vorrei evidenziare il fatto che negli ultimi anni sono state prese numerose
iniziative che hanno avuto effetti positivi per il trasporto marittimo a corto
raggio .
Ciò ha reso possibile , come segnala la relazione della Commissione , un aumento
dell ' attività del trasporto marittimo intracomunitario del 23 percento tra il
1990 e il 1997 .
Si tratta tuttavia di un aumento oggettivamente modest. soltanto il 3 percento
annuo accumulat. ed inferiore a quello registrato nello stesso periodo dalla
modalità terrestre , pari al 26 percento .
Di conseguenza , invece di un avvicinamento delle posizioni relative fra trasporto
marittimo e stradale , si è verificato un ulteriore aumento del differenziale .
Tutto pertanto indica che non soltanto sono necessarie misure quantitativamente più
energiche , ma che c ' è probabilmente bisogno di un approccio qualitativamente
diverso .
La relazione della onorevole Peijs ci sembra molto equilibrata , ma vorremmo
richiamare l ' attenzione su uno degli obiettivi chiave per la promozione del
trasporto marittimo a corto raggio : la contemporanea riduzione dei tempi e dei
costi diretti relativi alle operazioni portuali delle imbarcazioni che effettuano
questo genere di servizi .
I servizi portual. sia per le navi che per le merc. vengono spesso prestati senza
un ' effettiva concorrenza o con una concorrenza molto limitata . Ne consegue che
si verifichino frequentemente abusi di posizione dominante , come l ' imposizione
di servizi obbligatori che non sono necessari e che non vengono nemmeno utilizzat.
per esempio il pilotaggio , il rimorchio , l ' ormeggio o la movimentazione
portual. o come il pagamento di tariffe molto elevate .
Il dato certo è che , salvo limitate eccezioni , i servizi marittimi transoceanici
non devono affrontare la concorrenza delle strade e , nella maggior parte dei
casi , nemmeno il trasporto aereo costituisce una reale concorrenza per questo
genere di servizi .
Pensiamo quindi che , se si vuole promuovere il trasporto marittimo a corto raggio
in modo realistico ed efficace , è indispensabile rivedere il modo in cui vengono
attualmente prestati i servizi portuali , migliorandone l ' efficienza e
riducendone i costi .
Bisogna altresì considerare le conseguenze per l ' economia delle zone in cui è
presente l ' industria navale , dato che tutto ciò costituirebbe una forma di
rilancio per queste aree , come ben sa chi vive in quelle città e in quelle regioni
in cui l ' industria navale rappresenta un elemento attivo dell ' economia locale .
Signor Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , mi è stato chiesto
perché ci impegniamo così tanto a livello europeo per il trasporto marittimo a
corto raggio .
La risposta è questa : abbiamo un grande visione .
Navi sicure ed ecologiche trasportano attorno al nostro continente grandi
quantitativi di merci .
Le merci vengono scaricate dove sono più vicine via terra alla loro destinazione
finale .
Si alleggeriscono così i trasporti via terra perché si completa un altro anello
della catena di trasporto intermodale .
Siamo lontani mille miglia da questa realtà , è vero , anche se negli ultimi tempi
è stato fatto qualcosa , come si desume dalla relazione .
L ' ottima relazione della onorevole Pejjs affronta le attuali difficoltà e le
strategie attuate per realizzare il nostro obiettivo .
Si è giunti ad un ampio consenso in seno alla commissione .
Che cosa possiamo fare internamente a favore del trasporto marittimo a corto raggio
?
Vorrei citare soltanto alcuni esempi : da un punto di vista tecnico possiamo
sviluppare motori ecologici e terminal specifici che consentano un rapido trasbordo
delle merci .
Dal punto di vista organizzativo i temi da affrontare riguardano in particolare i
traffici transfrontalieri , la standardizzazione dei documenti di trasporto , la
semplificazione dei procedimenti amministrativi e un minor ricorso ai servizi di
pilotaggio , qualora essi non risultino assolutamente indispensabili .
Cosa possiamo fare per il trasporto marittimo a corto raggio quale anello della
catena intermodale ?
Innanzitutto migliorare le interfacce con altri mezzi di trasporto mediante
attrezzature moderne per il trasbordo delle merc. in particolare per quanto
riguarda il trasporto fluviale - , unificare i container , favorire i servizi di
logistica dei trasporti per la catena di trasporto nel suo complesso e adottare
molte altre misure previste nella relazione .
Ritengo che tali riflessioni dovrebbero tener conto anche della strategia di
preadesione .
Nel frattempo si tengono tavole rotonde sul tema .
Nella relazione si auspica l ' utilizzo di metodi di best practice .
Ed è giusto , altrimenti per quale motivo sosterremmo da qualche tempo un centro di
riferimento per il trasporto intermodale ?
Sarebbe sensato fare più ricerca e soprattutto creare progetti dimostrativi nel
settore intermodale .
La relazione offre nel suo complesso un pacchetto di proposte sensate e mi auguro
che tra due anni , quando ci sarà la prossima relazione , ci saremo avvicinati un
po ' di più al nostro obiettivo , ad un funzionante sistema di trasporto
intermodale in Europa .
Signor Presidente , ci sono tre aspetti dell ' ottima relazione della onorevole
Peijs che desidero sottolineare e illustrare per mezzo di un esempio , il quale ,
pur riferendosi al mio collegio elettorale , so essere rappresentativo della
situazione di molte regioni simili a quella da cui provengo .
Mi riferisco , in primo luogo , all ' intermodalità e alla necessità di ottimizzare
le infrastrutture di collegamento con l ' entroterra .
Questa settimana abbiamo approvato alcune misure finalizzate al rispetto dell '
ambiente con le quali si intende promuovere un maggiore utilizzo del trasporto di
merci su rotaia .
In tale contesto , è essenziale che l ' accesso ferroviario ai porti sia di ottima
qualità .
Dobbiamo , tuttavia , prendere atto che in taluni casi sia la strada a fornire il
necessario accesso all ' entroterra .
Voglio citare , a questo riguardo , l ' inclusione nel piano delle reti
transeuropee dell ' autostrada A75 che da Gretna porta a Stranraer , in
considerazione della sua importanza per il trasporto marittimo da e verso l '
Irlanda del nord .
In secondo luogo , si deve considerare in quale misura le regioni e le isole
periferiche dipendano dai trasporti marittimi per le relazioni con le regioni
vicine .
Spesso pensiamo al mare come a un fattore di separazione tra le diverse comunità ,
quando dovremmo invece considerarlo una sorta di collegamento autostradale .
Per questo motivo , il mio gruppo accoglie con favore gli emendamenti nn .
1 e 4 . Voglio poi aggiungere che , in tema di compatibilità ambientale , dovremmo
considerare nello stesso modo i collegamenti tra penisole .
Nella zona occidentale della Scozia , la distanza via mare tra Gourock e Dunoon è
inferiore di venti volte rispetto al tragitto via terra e per il tragitto da
Tarbert a Portavadie la distanza si accorcia fino a venticinque volte .
Voglio poi sottolineare quanto sia necessario che il Parlamento continui a
riconoscere il carattere essenziale di molti tragitti marittimi di corto raggio , e
non mi riferisco solo alla necessità di sostenere gli obblighi del servizio
pubblico .
Dobbiamo , infatti , trovare altre vie percorribili per ridurre i costi connessi
con il trasporto verso le isole e le comunità periferiche .
Le economie di queste zone sono sempre contraddistinte da una certa fragilità e non
è certamente giusto che i contadini dell ' isola di Lewis debbano pagare per il
fieno il doppio di quanto pagano i contadini che vivono nell ' area di Inverness .
Spero che la Commissione voglia considerare con attenzione quanto ho indicato ,
quando si tratterà di sviluppare una politica relativa a questo settore .
Signor Presidente , il mio gruppo accoglie con favore la relazione della onorevole
Peijs e la posizione della Commissione a cui la relazione stessa risponde .
E ' effettivamente vero che il traffico marittimo a corto raggio sia compatibile
con l ' ambiente e vantaggioso in termini di costo ed è del pari vero che esso
costituisca un fattore di sostegno per lo sviluppo economico delle regioni
marittime . Noi che proveniamo dalla Scozia , tuttavia , chiediamo alla Commissione
di agire con responsabilità in vista dell ' imminente liberalizzazione del
trasporto marittimo nella Scozia occidentale .
Come ha appena ricordato la onorevole Attwool , in Scozia la questione riguarda non
solo il trasporto verso le isole ma anche i collegamenti marittimi di breve
percorso lungo i cosiddetti lochs , ovvero , in termini geologici , i fiordi . L '
attraversamento via nave di questi stretti bracci di mare consente di evitare
percorsi di 150 chilometri lungo strade strette che si inerpicano sui passi di
montagna .
Dovessimo interpretare con buon senso la normativa in materia di cabotaggio ,
dovremmo dire che è ovvio che queste penisole siano equivalenti in termini
funzionali alle isole e che gli obblighi del servizio pubblico si applicano anche
ad esse , rendendo legittimo il sostegno dello Stato ai servizi di trasporto .
Allo stesso modo , si dovrebbe considerare in maniera complessiva l ' insieme dei
tragitti che attraversano la Scozia occidentale , invece di spezzettarlo e
prospettare una facile raccolta di utili a quegli imprenditori privati che
intendono gestire i pochi tragitti economicamente vantaggiosi , rendendo più arduo
sostenere quei tragitti che non producano profitto nel corso dell ' intero anno .
Chiediamo insomma che il problema sia considerato in modo complessivo in tutta l '
Europa e auspichiamo che la Commissione adotti un ' impostazione improntata ad una
maggiore previdenza .
Già sei settimane or sono ho rivolto alla Commissione un ' interrogazione ,
chiedendo se essa avesse intenzione di trattare le penisole in maniera equivalente
alle isole .
Prima dell ' interrogazione , la Commissione aveva vantato una profonda conoscenza
della Scozia occidentale .
Non ho ancora ricevuto risposta e chiedo perciò alla Commissione di replicare
considerando l ' urgenza della questione .
Signor Presidente , signora relatrice , onorevoli colleghi , la comunicazione della
Commissione sullo sviluppo del trasporto marittimo a corto raggio in Europa e la
successiva ottima relazione della onorevole Peijs ci forniscono un quadro
realistico dell ' andamento registrato negli ultimi due anni da questa ecologica
modalità di trasporto .
E ' stato soprattutto grazie allo sviluppo e alla promozione del trasporto
marittimo a corto raggio che si è potuto compiere un passo importante verso la
realizzazione di un sistema di trasporto multimodale nell ' Unione europea e nelle
regioni confinanti .
Efficienza , costi favorevoli , compatibilità ambientale e sostenibilità sono gli
elementi che distinguono il trasporto marittimo a corto raggio dal trasporto su
strada , rendendolo una valida alternativa a quest ' ultimo nelle zone costiere .
Tuttavia occorre anche potenziare l ' interazione tra le diverse modalità di
trasporto per consentire ai peculiari elementi di forza di ciascuna modalità di
esprimersi al meglio .
A tal fine sono necessari una serie di provvedimenti di sostegno a livello
europeo , nazionale e regionale da parte del settore pubblico e di quello privato
affinché i porti , che costituiscono il punto nevralgico della catena di
trasporto , si possano orientare e sviluppare in modo mirato alle esigenze
specifiche .
Inoltre si devono modificare i requisiti tecnici ed organizzativi , come ad esempio
le formalità amministrative e la documentazione , le procedure doganali e di
scarico , in maniera tale da consentire un passaggio rapido e tranquillo da una
modalità di trasporto ad un ' altra e da un paese ad un altro .
Vanno , poi , compiuti ulteriori passi per favorire il trasporto marittimo a corto
raggio introducendo incentivi speciali al fine di sviluppare tecnologie
innovative , costruire terminal per il disbrigo delle operazioni che siano
riservati esclusivamente a questa modalità , nonché favorire l ' integrazione dei
porti nella strategia di sviluppo delle regioni costiere .
Fare tutto ciò è di importanza fondamentale nell ' ottica del rafforzamento della
coesione economica e sociale e dei legami tra i centri e le regioni periferiche all
' interno dell ' Unione europea .
La crescente collaborazione economica tra l ' Unione e i paesi confinanti e il
conseguente aumento del bisogno di trasporto possono trovare un ' efficiente
realizzazione grazie all ' integrazione del trasporto marittimo a corto raggio
nella catena logistica delle forniture da porta a porta .
Signor Presidente , intervengo a nome del collega Van Dam .
La politica dei trasporti esige delle scelte .
Una politica dei trasporti sostenibile esige ancora più o , in ogni caso , altre
scelte .
Il compito che spetta a quest ' Assemblea consiste nell ' agevolare i flussi di
merci e di persone in modo da provocare il minor numero possibile di ripercussioni
negative .
La forma di trasporto in esame , il trasporto marittimo a corto raggio , ha la
reputazione di essere una forma di trasporto che rappresenta da più di un punto di
vista un ' alternativa alle conseguenze negative del settore dei trasporti , in
particolare occupazione dello spazio e inquinamento ambientale .
Tuttavia , come sottolineato giustamente dalla onorevole Peijs , il settore non
sfrutta al massimo le opportunità che gli vengono offerte .
Desidero evidenziare alcuni punti .
Spesso sentiamo dire che il trasporto marittimo a corto raggi. e il trasporto su
vie d ' acqua in gener. costituiscono una forma ecologica per quanto riguarda le
emissioni per unità trasportata .
Ciò è vero , se visto in un ' ottica relativa .
Tuttavia l ' evoluzione registrata in questo ambito da altri settori , in
particolare dal trasporto su strada , mette a rischio questa posizione .
Bisogna intervenire con urgenza , prima che sia troppo tardi .
In considerazione degli sviluppi manifestatisi nel settore del trasporto su strada
in seguito alle nuove norme europee in materia di emissioni previste per i
carburanti , ritengo che sia necessario stimolare un miglioramento delle
prestazioni ambientali del trasporto marittimo a corto raggio varando una direttiva
europea sulle emissioni massime consentite dei motori delle navi .
Inoltre , a differenza di alcuni colleghi , penso che il trasporto marittimo a
corto raggio debba fungere non soltanto da integrazione delle modalità di trasporto
esistenti , ma anche da alternativa ai flussi di trasporto intracomunitari .
Tenuto conto della problematica relativa alla distribuzione e allo sconto sugli ECO
- punti in Austria , è estremamente opportuna una rotta alternativa sull ' asse
nord - sud .
In tale contesto , una parte del traffico può senz ' altro essere assorbita dal
trasporto marittimo a corto raggio .
Un terzo punto riguarda la situazione nei porti .
Se il trasporto marittimo a corto raggio intende diventare più competitivo anche
per quanto concerne la velocità , occorre varare misure in materia di sdoganamento
e attività di carico e scarico , come giustamente evidenziato dalla relatrice .
Se poi questo settore funzionerà meglio e in maniera più moderna , sarà necessario
rendere note le opportunità che offre .
In alcuni Stati , fra cui i Paesi Bassi , sono stati realizzati a tale scopo , e
con successo , uffici d ' informazione .
Si raccomanda inoltre che le autorità nazionali e regionali contribuiscano in
questo modo alla crescita del settore .
In breve , la relazione della onorevole Peijs è assai completa e mi congratulo per
il lavoro svolto .
Se gli interessati si assumeranno le loro responsabilità , tra un paio d ' anni non
potremo fare altro che concludere con un motto che nei Paesi Bassi è già ben
conosciuto : " trasporto via acqua , la via migliore " .
Signor Presidente , per i visitatori stranieri , la traversata verso le isole
scozzesi è un ' esperienza romantica , e in effetti la bellezza di quei luoghi non
manca mai di stupire sia la gente del luogo che i turisti .
Però , per coloro che là risiedono e si guadagnano da vivere , i servizi marittimi
verso le isole hanno certamente un ' importanza vitale ma sono anche un ostacolo
oneroso che limita il benessere sociale ed economico .
Gli oneri non riguardano solo le tariffe , spesso impegnative , ma anche gli
inconvenienti legati alla prenotazione , alle file di attesa , alla necessità di
adeguarsi ad orari che prevedono poche corse e per giunta soggette a variazioni ;
vi è poi da mettere in conto il rischio di ritardi e cancellazioni dovuti alle
condizioni meteorologiche o a guasti meccanici o , ancora , a scioperi che di tanto
in tanto relegano le isole in una condizione di isolamento forzato .
Le isole scozzesi seguono con preoccupazione la politica dell ' Unione europea in
materia di concorrenza , la quale , richiedendo di sottoporre i servizi di
trasporto a gare improntate appunto al principio della concorrenza ,
comprometterebbe la qualità di questi essenziali servizi già al livello in cui essi
si trovano adesso e provocherebbe un ' ulteriore spinta verso l ' alto del costo
della vita e dei costi legati alla conduzione di attività economiche .
Dobbiamo invece rassicurare coloro che vivono e lavorano su queste vulnerabili
isole e sulle più remote penisole , dicendo loro che non avranno nulla da temere
dall ' introduzione di misure di concorrenza nel processo di aggiudicazione dei
servizi in oggetto .
Vorrei perciò chiedere alla Commissione di fare quanto le è possibile per
rassicurare la popolazione isolana , il Parlamento e il governo della Scozia , che
peraltro sta affrontando con difficoltà l ' attuale situazione , e di affermare la
propria disponibilità a garantire che il processo di liberalizzazione si svolga
correttamente , senza peggiorare ma anzi migliorando i servizi marittimi delle
isole scozzesi .
Colgo l ' occasione per chiedere al Commissario Verheugen di trasmettere alla sua
collega , il Commissario ai trasporti signora de Palacio , l ' invito ad
accompagnarmi in una romantica gita nelle isole della Scozia .
Signor Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , essendo un isolano
che vive in un paese con coste molto estese e moltissime isole , conosco assai bene
l ' importanza del trasporto marittimo a corto raggio .
Il settore fondamentale è chiaramente rappresentato dal trasporto passeggeri ,
mentre la relazione in discussione si concentra sul trasporto delle merci e fa
riferimento ad una comunicazione della Commissione in proposito .
Vale la pena ricordare che , malgrado l ' aumento del volume dei trasporti di
questo genere negli ultimi anni , il trasporto su strada è cresciuto molto di più ;
ciò significa che si deve prestare particolare attenzione al trasporto marittimo ,
che è più rispettoso dell ' ambiente .
La sua immagine attuale non è affatto attraente per il consumatore , che lo
considera alquanto sorpassato , lento e complesso .
Ulteriori ostacoli allo sviluppo del trasporto marittimo sono rappresentati dalle
procedure amministrative , certo migliorabili , dai ritardi , dalle infrastrutture
incomplete , dalle tasse portuali non sempre trasparenti , nonché dagli oneri di
ormeggio che si potrebbero evitare .
E ' comunque possibile migliorare quest ' immagine , presentando il trasporto
marittimo come un ' alternativa duratura per i carichi trasportabili con altre
modalità .
Mi riferisco naturalmente alle località che non sono dipendono esclusivamente dal
trasporto marittimo , come accade invece per le isole , che necessitano sempre di
particolare attenzione .
Pur essendo fondamentale il ruolo del settore privato , vi sono aspetti del mercato
che impongono l ' intervento degli enti pubblici a livello regionale , nazionale ed
europeo e un apposito contributo economico , affinché gli abitanti delle isole non
si sentano cittadini europei di seconda categoria .
Lo sviluppo del cabotaggio è una conseguenza diretta del progresso socioeconomico
delle nostre regioni e quindi della coesione nell ' Unione .
E ' certo con questo spirito che la relatrice ha affrontato la problematica ,
occupandosene con grande serietà , e credo che ad un isolano come me non resti che
congratularmi con lei .
Ringrazio anche il Commissario Verheugen , che sta ascoltando la traduzione in
cuffia , per l ' attenzione riservata alle dichiarazioni di voto degli onorevoli
colleghi che mi hanno preceduto .
Signor Presidente , onorevoli colleghi , signor Commissario , la relazione della
onorevole Peijs , che tratta dei trasporti marittimi a corto raggio e chiede agli
Stati membri e alla Commissione l ' adozione di misure che promuovano questo genere
di trasporti , appare estremamente opportuna in quanto coincide con il nostro
tentativo di correggere le disparità regionali .
Mi permetto come sempre di ricordare che la politica regionale e strutturale dell '
Unione costituisce , nel suo insieme , una risposta alle specifiche difficoltà che
devono affrontare alcune regioni europee , come le cosiddette regioni
ultraperiferiche .
La Commissione ha presentato nel marzo scorso una relazione nella quale si delinea
una strategia orientata allo sviluppo sostenibile di queste aree e che prevede vari
aspetti principali , fra cui quello dei rapporti delle regioni ultraperiferiche con
i rispettivi contesti geografici , che ne condizionano in buona parte lo sviluppo .
Valutiamo dunque in modo positivo la relazione della onorevole Peijs , soprattutto
se perfezionata grazie all ' emendamento da me presentato riguardo all ' inclusione
del trasporto via mare fra porti situati nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi
del loro contesto geografico .
Si potrà in tal modo correggere l ' errore in cui è incorsa la Commissione allorché
ha elaborato la relazione biennale sullo sviluppo di questo genere di trasporti ,
avendo utilizzato una definizione incompleta del trasporto marittimo a corto raggio
.
Signor Presidente , signor Commissario , onorevoli colleghi , per le regioni
periferiche il trasporto marittimo a corto raggio è decisamente la soluzione più
economica , efficace e appropriata .
Ringrazio la onorevole Peijis per l ' interessante e buona relazione .
Nel mio paese il trasporto marittimo è quasi interamente costituito dal trasporto a
corto raggio , che ha dunque per noi una grande importanza .
Rappresentiamo un ' eccezione anche perché siamo collegati via terra agli altri
paesi dell ' Unione europea solo al nostro confine settentrionale , per cui il
traffico marittimo riveste un enorme significato .
Oltretutto , le nostre linee ferroviarie hanno uno scartamento diverso da quello
degli altri paesi dell ' Unione .
L ' aspetto più particolare è , però , dato dal fatto che il trasporto marittimo si
ferma sempre d ' inverno , a meno che non si adottino misure adeguate , perché il
mare si ghiaccia .
A causa di ciò ci siamo dovuti dotare di una flotta speciale di navi
rompighiaccio ; si tratta di navi potenti , l ' energia di una delle quali
corrisponde all ' energia usata da una città .
Così stando le cose , ossia avendo noi questo ostacolo alla circolazione , speriamo
che sia possibile finanziare l ' impiego delle navi rompighiaccio , dato che l '
ostacolo è stato messo da Dio e noi non possiamo farci assolutamente nulla .
E ' , inoltre , deprecabile che non siano messi abbastanza in evidenza i risvolti
sociali e occupazionali del traffico marittimo .
La forza lavoro a basso prezzo è , in quelle condizioni , un rischio
straordinario , specialmente nei paesi nordici e specialmente tra i ghiacci .
Come potrà cavarsela una persona che usa i pantaloni corti , che non ha un briciolo
di competenza , a trenta gradi sotto zero e con uno strato di ghiaccio di tre metri
?
E ' un problema che va affrontato .
Il personale di volo viene sempre ben istruito , ma lo stesso non si può dire della
forza lavoro a buon mercato che lavora sulle navi .
Aspetto l ' intervento della Commissione in questa questione .
Signor Presidente , anche io voglio congratularmi con la onorevole Peijs per la sua
valida relazione .
Il traffico europeo presenta molti problemi e difficoltà : le linee terrestri e gli
spazi aerei sono congestionati e le linee ferroviarie non sono competitive .
Questa settimana qui in Parlamento ci sono state molte relazioni importanti
concernenti i trasporti , tutte miranti ad eliminare la congestione dei traffici ed
a diminuire le difficoltà .
L ' ottima relazione della onorevole Peijs mira a sfruttare le possibilità offerte
dal trasporto marittimo a corto raggio ed è un importante compendio alle relazioni
sul traffico aereo e quello ferroviario .
Abbiamo proprio bisogno di catene logistiche funzionanti e competitive , che
colleghino il trasporto stradale , ferroviario e marittimo a corto raggio e anche
la moderna tecnologia dell ' informazione .
Per i paesi di confine e separati dal mare , tra cui la Finlandia , il trasporto
marittimo a corto raggio è una vera e propria necessità vitale , come ha constatato
un attimo fa l ' onorevole Paasilinna .
Voglio ancora sottolineare l ' adeguatezza e la disponibilità dei porti e dei
servizi portuali .
I porti devono essere inseriti nelle grandi reti europee come parte della struttura
di base dei trasporti .
L ' attuazione delle misure proposte nella relazione presuppone un contributo
effettivo allo sviluppo del trasporto marittimo a corto raggio nonché una buona
cooperazione da parte dell ' Unione , degli Stati membri anche a livello locale e ,
inoltre , delle aziende .
Signor Presidente , voglio innanzitutto esprimere il mio ringraziamento alla
relatrice , la quale con tutta evidenza ha dedicato a questa ottima relazione molto
tempo , portando alla luce una cospicua serie di questioni .
A seconda del luogo da cui li si guarda , i problemi appaiono assai differenti tra
loro poiché ogni regione dell ' Unione europea ha le proprie , particolari
difficoltà da affrontare .
Dobbiamo riconoscere che ci vorrà un certo tempo per raggiungere l ' obiettivo
finale , ma non c ' è dubbio che è nostro dovere cercare di promuovere il traffico
marittimo a corto raggio ben più di quanto abbiamo fatto finora .
E ' certamente sensato trasportare una maggior quantità di merci via mare piuttosto
che su gomma , essendo tale modalità di trasporto maggiormente compatibile con l '
ambiente e più vantaggiosa da ogni punto di vista .
Dobbiamo però essere certi di ottenere il giusto equilibrio e proprio su questo
punto la relatrice ha insistito .
Tra i maggiori problemi da affrontare , vi sarà sempre quello dell ' incidenza dei
costi .
Per essere competitivi , i porti devono essere più efficienti e per essere tali
avranno certamente bisogno di maggiore sostegno .
Appoggio la richiesta della onorevole Attwooll in merito all ' autostrada A75 .
Essa prende atto che , nell ' Irlanda del nord , l ' esportazione di merci deve
misurarsi con i costi molto elevati dell ' attraversamento del tratto di mare che
separa l ' Irlanda del nord dalla Scozia , la regione verso la quale si dirigono
gran parte dei nostri prodotti e dalla quale essi raggiungono poi l ' Inghilterra .
Quel servizio di trasporto può certamente essere effettuato in modo più efficiente
ed ecologicamente sostenibile , ma non in modo più economico .
Perché le nostre industrie e l ' agricoltura possano sopravvivere , deve esserci un
rapporto vantaggioso tra costi e benefici .
Fino a qualche tempo fa , i collegamenti tra Ballycastle e la Scozia meridionale
erano garantiti da un ottimo servizio di traghetti , che però è stato costretto a
cessare l ' attività a causa della mancanza di sostegno e della burocrazia .
Signor Presidente , signora relatrice , vorrei innanzitutto congratularmi con lei
per la qualità della relazione da lei presentata .
I colleghi intervenuti finora hanno tutti ricordato , come lei , che il trasporto
marittimo a corto raggio gode purtroppo di un ' immagine negativa a causa della sua
lentezza o della sua inefficacia , mentre offre una risposta al problema della
congestione del traffico , dell ' elevato costo delle infrastrutture e dell '
inquinamento .
D ' altra parte , questa modalità di trasporto ha registrato negli ultimi anni un
indiscutibile successo , benché poco nota e ancora carente .
Ma come ha detto lei , il trasporto marittimo a corto raggio presenta vantaggi in
termini di costi , di energia , di efficienza , di coesione regionale , di ambiente
e persino di intermodalità , essendo un mezzo ideale per la realizzazione di
trasporti multimodali .
Vanno quindi prese rapidamente misure finalizzate ad ottimizzare le operazioni
portuali nonché a ridurre i tempi di attesa nei porti .
Insisto , personalmente , affinché il settore pubblico svolga il ruolo che gli
compete , sia a livello regionale che nazionale ed europeo .
Nella sua relazione , tuttavia , vi sono due punti che mi lasciano perplesso .
Prima di tutto , la proposta di compilare un elenco dei porti particolarmente
adatti al trasporto marittimo a corto raggio .
Non mi sembra necessario , in quanto si rischia di penalizzare quelli che oggi non
sono ancora del tutto adeguati ma che potranno attrezzarsi per il futuro .
Si suggerisce peraltro anche di centralizzare in un unico punto l ' offerta di
servizi logistici di trasporto agli utenti finali .
Sono senz ' altro favorevole ad un sistema informativo , ma sono personalmente
contrario all ' idea che un grande porto , già in posizione di forza , diventi il
catalizzatore di tutti i servizi .
Infine , come membro della commissione per l ' industria , il commercio estero , la
ricerca e l ' energia , avrei auspicato che si dichiarasse apertamente che il
trasporto marittimo a corto raggio non deve essere considerato un ' alternativa ,
ma che sarebbe necessaria una strategia intermodale che renda complementari le
diverse forme di trasporto .
In quest ' ottica e in un simile contesto , gli Stati membri dovrebbero del resto
armonizzare le relative regolamentazioni , specie per il trasporto terrestre , che
spesso provoca , in termini di distorsioni , delle interruzioni nella catena del
sistema dei trasporti .
Se si vuole realizzare un sistema davvero intermodale , è essenziale disporre di un
insieme di mezzi di trasporto e di regole che sia non tanto necessariamente
comune , quanto perlomeno perfettamente armonizzato .
. ( EN ) Signor Presidente , mi si consenta di ringraziare la onorevole Peijs per l
' eccellente relazione e per l ' impegno profuso nell ' elaborarla .
La relazione dimostra che il traffico marittimo a corto raggio è un tema sul quale
vi è un ampio accordo tra il Parlamento , gli Stati membri e la Commissione e che
tale accordo non si limita alle nostre Istituzioni .
Non ho notizia , infatti , di alcuna organizzazione o persona che non desideri lo
sviluppo del traffico marittimo a corto raggio .
In passato abbiamo colpevolmente sottovalutato il settore in questione .
Facendo menzione del suo potenziale , abbiamo implicitamente affermato che esso non
versa in una situazione positiva , quando invece sta agendo al meglio .
Pur non essendo stato pubblicizzato a dovere , è tuttavia un dato di fatto che il
trasporto marittimo a corto raggio è stato l ' unica modalità di trasporto che ,
nel corso degli anni novanta , ha dimostrato di essere in grado di reggere il passo
con lo sviluppo del trasporto su strada .
Dobbiamo perciò dare credito a questo settore , anche se c ' è sempre spazio per
ulteriori miglioramenti e il settore marittimo è il primo ad ammetterlo .
Mi si consenta ora di fare riferimento ad alcuni punti della relazione della
onorevole Peijs .
Dobbiamo adottare un ' impostazione globale per rendere tale modalità di trasporto
un effettivo servizio porta a porta .
Esso deve diventare parte integrante della catena di trasporto ed essere offerto
con una logistica centralizzata .
Alcune strozzature inibiscono ancora lo sviluppo del traffico a corto raggio .
I Servizi della Commissione , in collaborazione con i nuovi Stati membri e con l '
industria del settore , stanno operando per localizzare tali strozzature , insieme
con le possibili soluzioni .
Un ' area già individuata è rappresentata dalla diversità dei documenti richiesti .
In modo da raggiungere una maggiore uniformità , la Commissione intende
presentare , entro la fine del corrente anno , una proposta finalizzata ad
armonizzare una serie di documenti marittimi di arrivo e partenza .
L ' efficienza dei porti è essenziale per questo tipo di trasporto e al riguardo ,
sempre entro la fine dell ' anno , la Commissione presenterà un pacchetto di misure
volte a migliorare l ' efficienza per mezzo di un processo di liberalizzazione .
E ' poi necessario aggiornare l ' immagine ormai obsoleta di questo tipo di
traffico marittimo .
La questione è già stata menzionata nel corso della presente discussione e al
riguardo esprimo tutto il mio apprezzamento .
La presenza di uffici nazionali per la promozione del trasporto a corto raggio
assume un ruolo fondamentale nell ' attuazione della politica in materia .
Alcuni di questi uffici già esistono e la Commissione intende incoraggiarne l '
ulteriore diffusione , in modo da formare una rete europea di promozione .
Nel corso della discussione , è stata sollevata la questione degli aiuti comunitari
e voglio cogliere l ' opportunità per fornire qui una risposta .
La fonte principale degli aiuti comunitari al settore del trasporto marittimo a
corto raggio è stata , in passato , il programma PACT , che consiste in un ' azione
pilota a favore del trasporto combinato .
Lo scorso anno , il 40 percento circa della dotazione PACT , pari a 2,3 milioni di
euro , è stata utilizzata a favore del trasporto marittimo a corto raggio combinato
.
Nel 2000 tale quota aumenterà ; è nostra intenzione , infatti , portarla al 50
percento .
La Direzione generale competente intende mantenere questa linea d ' azione , in
modo che il trasporto marittimo a corto raggio continui a fruire della giusta quota
della dotazione PACT .
In occasione dell ' imminente revisione del programma , si potrebbe anche arrivare
ad incorporare tale principio nel testo ufficiale .
L ' onorevole Purvis mi ha chiesto di trasmettere il suo invito alla mia collega ,
Commissario signora de Palacio .
Lo farò senz ' altro e la signora apprezzerà certamente la prospettiva di una
romantica gita in Scozia , che peraltro sarebbe ancora più romantica se l '
onorevole Purvis volesse cedere a me il piacere di accompagnare il Commissario de
Palacio .
Onorevole Peijs , la ringrazio per il lavoro svolto e per avere confermato che
tutti ci stiamo muovendo nella stessa direzione .
Auspico che si possa agire in un clima di collaborazione e garantisco che la
Commissione farà del proprio meglio .
Signor Presidente , desidero esprimere il mio disappunto in merito ad una questione
, già oggetto di un ' interrogazione scritta alla Commissione da me presentata più
di sei mesi fa , che ho riproposto nel corso della discussione e sulla quale non ho
ancora ricevuto alcun segnale , tanto meno una risposta .
La ringrazio , onorevole MacCormick .
La votazione si svolgerà domani , venerdì , alle 9.00 .
Dialogo civile
L ' ordine del giorno reca l ' interrogazione orale alla Commissione ( B5 - 0533 /
2000 ) , a nome della commissione per l ' occupazione e gli affari sociali , sul
futuro finanziamento del dialogo civile .
Ha facoltà di parlare l ' onorevole Pronk .
Signor Presidente , mi auguro che a quest ' ora tarda non avremo bisogno di molto
tempo .
E ' un peccato che dobbiamo concludere questa discussione di per sé assai
importante .
Se mi è consentito cogliere l ' occasione , penso che forse sarebbe opportuno se in
futuro il martedì non decidessimo di introdurre il martedì sera un ' ulteriore
tornata di votazioni , in modo da non incorrere in ulteriori ritardi nel corso
della settimana .
Forse sarebbe bene che lei presentasse questa proposta all ' Ufficio di
presidenza .
Naturalmente ciò non ha nulla a che fare con tali problemi .
Non c ' è bisogno che mi dilunghi in molte spiegazioni .
In primo luogo è indubbio che le organizzazioni non governative svolgono un ruolo
estremamente importante sia negli Stati membri sia nell ' Unione europea sia al di
fuori di essa .
Tutti sono d ' accordo su questo , lo ha detto il Consiglio , lo ha affermato più
volte la Commissione e anche il Parlamento lo ha ribadito in più occasioni .
Inoltre , all ' articolo 13. se associato alle dichiarazioni 23 e 3. il Trattato
sottolinea che ci dev ' essere collaborazione con , in particolare , i
Wohlfahrtsverband , che ovviamente sono anche ONG .
Il Parlamento europeo lo ha sempre fatto e a tale fine ha creato già parecchio
tempo fa una linea di bilanci. la B3 410. per rendere possibile il finanziamento
delle ONG .
Però , in seguito alle diverse disposizioni concordate con il Consiglio e alle
sentenze della Corte di giustizia , dopo circa tre anni la suddetta linea si è
praticamente esaurita .
Già da tre anni Commissione sapeva che ciò sarebbe accaduto .
Non è questo il problema , bensì il fatto che si faccia così poco .
Da un lato vediamo grande interesse , dall ' altro notiamo relativamente poche
azioni concrete , ad eccezione del documento elaborato dalla Commissione , che noi
richiediamo a gran voce .
Il punto è come riuscire a tradurre in realtà le belle idee espresse .
A ciò si aggiungono spess. non lo dico a nome della commissione , ma a titolo
personal. problemi di carattere burocratico .
E ' possibile che ciò sia dovuto al fatto che sono coinvolte diverse Direzioni
generali della Commissione .
Le ONG non ricadono sotto un ' unica DG .
E ' possibile che si cerchi un ' ottica comune e che allo stesso tempo si vogliano
individuare delle ottiche specifiche , ma ad ogni modo ciò richiede troppo tempo ,
perché le linee di bilancio si esauriscono .
Questo è il motivo per cui stasera , a quest ' ora di per sé inopportuna ,
richiamiamo l ' attenzione della Commissione su questo problema .
In particolare si tratta di una questione di velocità ; non si tratta dell '
intento della Commissione , ma della velocità alla quale è possibile realizzare i
diversi obiettivi , poiché altrimenti rischiamo che sia uno dei compiti chiave
affidatoci dal Trattato nelle dichiarazioni sia quanto ribadito nell ' ambito del
Vertice di Feira non possano essere attuati per il fatto che le ONG , o almeno la
maggior parte di ess. questo è l ' unico problema - , sono estremamente vulnerabili
per quanto riguarda le interruzioni nei pagamenti , lo sono molto di più rispetto
ad altre organizzazioni e certamente agli Stati membri .
Ciò significa che , se si aspetta troppo , esse sono destinate a morte sicura .
Questa è la grande preoccupazione che serpeggia nella commissione ed è il motivo
per cui poniamo i quesiti in oggetto e per cui ci auguriamo che la Commissione
affronti in tempi rapidi il problema nel quadro delle possibilità offerte dal
Trattato e nel quadro del clima di globale disponibilità che il Consiglio ha fatto
trasparire a Feira , che il Parlamento ha percepito e che la Commissione ha fatto
vedere .
Signor Presidente , sarò telegrafico .
Ritengo che la risposta del signor Commissario sia di per sé incoraggiante .
Penso che in effetti il Parlamento debba fare del suo meglio per non ostacolare le
procedure .
Devo però rilevare che il Parlamento , con le possibilità che gli si offrivano ,
soprattutto sotto il profilo finanziario , ha fatto del suo meglio per mantenere le
linee di bilancio che consentivano di continuare a finanziare le ONG , solo che , a
partire da un certo momento , ciò non è più possibile e pertanto acquista grande
rilevanza la velocità .
Un ' ultima osservazione in relazione alla risposta ufficiale del Commissario in
merito alla Conferenza intergovernativa .
Non si tratta tanto del contenuto dell ' attuale Trattato o delle attuali
dichiarazioni , bensì di elaborare le dichiarazioni in modo da poter creare una
base giuridica sulla quale fondare un programma .
Questo è il vero problema e chiedo al signor Commissario se la Commissione possa
rivolgere l ' attenzione su questo aspetto .
Non chiediamo quindi un nuovo Trattato , ma maggiore attenzione .
Infine , in considerazione del fatto che anche nel quadro dell ' ampliamento
dobbiamo affrontare il tema dello sviluppo delle ONG nei nuovi Stati membri ,
riteniamo che a tale problematica debba essere riservata la massima priorità .
Signor Presidente , intervengo a nome del gruppo socialista a sostegno di quanto ha
espresso l ' onorevole Pronk a nome di tutta la commissione .
Devo dire , riferendomi alle risposte del Commissario , che non mi hanno del tutto
soddisfatto , nel senso che i documenti , cui si è fatto riferimento , li
conosciamo , però , come diceva l ' onorevole Pronk , ci vuole tempestività e forse
un po ' più di decisione nella concretezza .
Sappiamo che da anni esiste un colloquio .
Noi , come Parlamento , abbiamo avuto un ruolo fondamentale in questo , pero ' ,
ora , dai colloqui e dalle dichiarazioni occorre passare agli atti concreti .
Io credo che la Commissione debba muoversi nella direzione di proporre delle
soluzioni concrete , perché altrimenti questo problema non si risolve .
Trovo anche una certa contraddizione e provo una certa preoccupazione , che non è
solo mia ma credo anche della commissione per l ' occupazione e gli affari
sociali , perché mi sembra che i comportamenti della Commissione siano un po '
contraddittori fra di loro .
Il ruolo delle organizzazioni non governative nel processo di costruzione
democratica dell ' Unione e il ruolo anche sul piano economico e sociale che esse
svolgono in Europa , tutto il settore dell ' economia sociale , del terzo settore ,
ormai è riconosciuto , non solo nei documenti ma nella concreta realt. se teniamo
conto che circa nove milioni di lavoratori sono occupati in questo settor. come un
settore fondamentale e importante .
Ebbene , la Commissione , nelle sue ultime scelt. mi riferisco alla Direzione
generale industri. ritiene che questa sia una priorità negativ. ora hanno inventato
le priorità positive e negativ. e ha soppresso l ' unità operativa " economia
sociale " .
Bene , io credo che questo sia gravissimo e non ci fa ben sperare che le
dichiarazioni che qui vengono riaffermate , che abbiamo sentito più volte , portino
poi a degli atti concreti nella direzione contraria .
La piattaforma delle ONG , strumento con cui la Commissione e il Parlamento hanno
mantenuto un colloquio , tutto questo mondo si sente un po ' preso in giro , e
credo che anche noi parlamentari ci sentiamo un po ' presi in giro , quando le
dichiarazioni vanno in una certa direzione e , poi , le decisioni concrete vanno in
un ' altra .
La mancanza di un interlocutore , anche dal punto di vista funzionariale , renderà
più difficile la soluzione di questi problemi , invece di renderli più facili .
Allora , se davvero vogliamo affrontarli in senso positivo , accelerare le
procedure e dare delle risposte positive , non solo alle organizzazioni non
governative ma ai cittadini europei , credo che occorrerebbe ripensare tutta una
serie di decisioni e ritornare , soprattutto , su una serie di decisioni .
Signor Presidente , molti di noi , nel gruppo Verde / Alleanza libera europea ,
hanno cominciato la propria attività aderendo al movimento delle organizzazioni non
governative e a quello attivista . Si tratta quindi di un mondo a noi molto caro .
Proprio oggi abbiamo discusso sulla relazione annuale della commissione per le
petizioni , ovvero di quella parte relativa alle doglianze che concorre a formare
il processo di valutazione di ciò che accade nell ' Unione europea .
Le ONG , dal nostro punto di vista , agiscono come una parte del processo di
prevenzione e costituiscono un meccanismo di indagine , un modo per accertare che
non vadano perduti taluni aspetti delle norme che andiamo elaborando .
Esse ci portano a considerare elementi di novità e sono fondamentali nel processo
di cui noi siamo parte , oltre ad essere tra le poche organizzazioni che agiscono
davvero per conto dei cittadini . Se intendiamo davvero creare un clima di fiducia
entro le strutture che cerchiamo di costruire , il loro ruolo è certamente
essenziale .
Un elemento di indubbia importanza riguarda il fatto che le ONG possono
controbilanciare i tanti interessi economici che non sembrano avere difficoltà
finanziarie a trovare una strada che conduca alla nostra porta , mentre per molte
ONG l ' azione a livello internazionale è enormemente costosa .
Il lavoro svolto dalle varie commissioni nel corso delle ultime settimane sull '
articolo 13, quello contro la discriminazione , sarebbe stato impossibile senza la
collaborazione di questi soggetti .
E ' quindi essenziale e necessario definire con chiarezza una base giuridica per la
partecipazione e il finanziamento delle ONG , perché senza di esse la nostra
Istituzione non può funzionare .
Si è parlato dei paesi candidati e non posso che ripetere le parole del mio collega
, onorevole Pronk , e riaffermare che il movimento costituito dalle ONG e dalla
società civile in quei paesi sarà fondamentale per realizzare un ' Unione europea
costruita sui valori della giustizia e della democrazia .
Voglio infine insistere sul fatto che si debba trovare una via per creare un
meccanismo serio e affidabile di finanziamento almeno a favore delle organizzazioni
che rappresentano i cittadini poveri , esclusi e discriminati , in modo che esse
non debbano affannarsi ogni anno a reperire finanziamenti senza sapere se
riusciranno a sopravvivere e a proseguire l ' opera per la quale sono state
istituite .
Signor Presidente , negli ultimi anni l ' Unione ha ricevuto sempre più importanti
competenze in materia sociale , però non ha avuto a disposizione fondi
corrispondenti per risolvere i problemi di natura sociale .
Fintantoché gli Stati membri riterranno che le questioni sociali rappresentino una
competenza sostanzialmente nazionale , questo stato di cose non cambierà in tempi
rapidi .
Sappiamo che i fondi disponibili sono strettamente legati al bilancio e che operare
storni non è facile .
E , sino a quando questa sarà la concezione degli Stati membri , sarà molto
difficile soddisfare nuove esigenze .
Per tali ragioni ritengo della massima importanza per noi , che lavoriamo in seno
alle Istituzioni comunitarie , riconoscere alle organizzazioni non governative che
operano in ambito sociale in Europa molta più importanza di quanto accade ora .
Tutti riconosciamo la necessità di azioni transfrontaliere anche in ambito
sociale .
Ecco perché vi è spazio per le ONG .
Ma sarebbe del tutto infelice , ed è forse proprio questa l ' intenzione degli
Stati membri , se le ONG divenissero economicamente dipendenti dall ' UE , e
politicamente del tutto vincolate a quest. ancor più di quanto non stia già
accadendo .
Il loro valore risiede proprio nel loro carattere volontario e civico e nella
capacità di vedere i problemi sociali in un ' altra prospettiva rispetto alle
autorità ; ciò consente alle ONG di fungere da complemento , da alternativa
rispetto a Commissione , Consiglio e Parlamento .
Nonostante siano in pochi ad ascoltar. vedo che i parlamentari in Aula sono circa
sei soltant. vorrei presentare una proposta .
Propongo che la Commissione si dia da fare per istituire un fondo europeo
finalizzato proprio alle ONG operanti in ambito sociale .
Propongo che la Commissione interpelli il Consiglio e gli Stati membri nel
tentativo di ottenere un contributo per tale fondo .
Dovrebbe trattarsi di un fondo creato a titolo di organismo indipendente , con un
consiglio di amministrazione composto da persone provenienti dalle organizzazioni
sociali stesse , da ricercatori e da esperti di questioni sociale .
Si potrebbe ipotizzare che una simile organizzazione possa sottrarsi a una parte
dei problemi connessi alla burocrazia .
Il controllo economico avverrebbe a cura di revisori professionisti .
Credo che , se tale sfida verrà raccolta con una certa finezza diplomatica , gli
Stati membri reagiranno positivamente alla proposta .
E credo ancora che le altre parti , sia i soggetti socialmente penalizzati , sia le
ONG , sia gli Stai membri , sia le Istituzioni dell ' Unione si rallegrerebbero
enormemente della creazione di un simile fondo .
Signor Presidente , concordo con quanto hanno affermato le onorevoli Lambert e
Ghilardotti .
Le ONG europee attive in campo sociale hanno assunto un ruolo essenziale per il
lavoro del Parlamento .
Chiunque abbia partecipato all ' elaborazione del pacchetto contro la
discriminazione , ovvero l ' articolo 13, se ne è reso ben conto .
A partire dalla crisi di bilancio del 1998, a causa della quale sono stati
congelati i fondi destinati all ' azione delle ONG a favore dei cittadini più
deboli in Europa e nei paesi in via di sviluppo , sono stati fatti molti
progressi .
La Presidenza portoghese ha avviato un nuovo corso , invitando la Piattaforma
europea delle ONG al vertice informale di Lisbona in materia di affari sociali , e
la Presidenza francese sta percorrendo la stessa via .
Le conclusioni del vertice di Lisbona contengono un esplicito riferimento a questo
genere di iniziative .
Ma le parole non bastano e le difficoltà , due anni dopo la crisi del 1998, non
sono affatto scomparse .
Dopo un biennio di consultazioni con le ONG , la Commissione è stata in grado solo
di produrre un documento di riflessione e di costituire due gruppi interni di
lavoro che hanno lavorato assai poco .
Nel frattempo il settore delle ONG , in cui io stesso ho avuto modo di lavorare ,
sta soffocando a causa di norme burocratiche che , introdotte per promuovere la
trasparenza e la responsabilità , alla fine hanno creato soltanto ulteriori oneri
burocratici .
Anche la nostra Assemblea , signor Presidente , contribuisce a complicare la
situazione già difficile delle ONG , approvando complesse norme in materia di
requisiti di cofinanziamento a cui si accompagnano scadenze strettissime .
L ' unica linea di bilancio a disposizione , la B3 4101, è stata smantellata e la
Commissione non ha prodotto alcuna proposta finalizzata a stabilire una base
giuridica per il dialogo civile per mezzo di un regolamento del Consiglio o di un
articolo del Trattato .
Ma quel che è peggio , alle ONG attive in campo sociale la Commissione ha
comunicato che il finanziamento a loro favore dovrà utilizzare le nuove linee di
bilancio dedicate alla lotta alla discriminazione e all ' esclusione sociale .
Ma come sarà possibile farlo se i fondi a disposizione per quei programmi sono
stati ridotti oltre ogni misura ragionevole ?
Molte ONG , la cui azione in campo sociale è preziosa , devono fronteggiare una
situazione di grave crisi a causa dell ' inerzia della Commissione e del
Consiglio .
Conosco il caso di una ONG che ha richiesto il finanziamento su alcuni progetti per
i quali era necessario presentare ottanta pagine di documenti di bilancio e un tale
numero di documenti di supporto che la domanda di finanziamento alla fine pesava
oltre dodici chilogrammi .
Questa situazione deve mutare , signor Presidente .
Le ONG sono fondamentali per il nostro lavoro e noi abbiamo il dovere di sostenerle
.
Ringrazio tutti gli onorevoli deputati che sono intervenuti nella discussione per
le loro osservazioni , anche per quelle negative .
Sarà mia cura inoltrarle a chi di dovere e iscriverle nell ' agenda della
Commissione .
Risponderò ora brevemente a due sole osservazioni .
La prima riguarda le basi giuridiche e il finanziamento .
Non va dimenticato che l ' elemento distintivo delle organizzazioni non governative
è che esse non dovrebbero dipendere da finanziamenti pubblici , ché altrimenti non
potrebbero chiamarsi " organizzazioni non governative " , bensì dovrebbero
chiamarsi " organizzazioni governative " .
Mi riesce pertanto difficile comprendere la richiesta , espressa più volte ,
secondo cui dovrebbero essere i governi o la Commissione ad assicurare
integralmente il finanziamento delle ONG .
No , ci possono essere solo e soltanto forme di sostegno e di collaborazione ai
progetti .
Un tanto per mettere in chiaro una questione di principio .
La seconda osservazione si riferisce ad un punto che è stato affrontato
ripetutamente , ossia le ONG e l ' allargamento .
Desidero rispondere perché questa materia rientra nelle mie competenze dirette .
Tutte le proposte che sono state formulate in proposito durante la discussione
odierna sono divenute realtà già da lungo tempo .
Nell ' ambito degli aiuti di preadesione siamo fortemente impegnati nella
collaborazione con le ONG dei paesi candidati , mentre la strategia di
comunicazione , il cui quadro organizzativo e finanziario è stato nel frattempo
precisato , è rivolta anch ' essa in modo particolare alle ONG di detti paesi ,
poiché l ' obiettivo è esattamente quello di coinvolgere appieno la società civile
in questo importante processo politico .
Riporterò fedelmente alla Commissione tutte le altre osservazioni fatte oggi ,
dalle quali , se ho bene interpretato , emerge un atteggiamento di fondo negativo .
Vi posso ad ogni modo garantire che io stesso mi darò da fare con grande impegno
affinché le procedure siano semplificate e le decisioni siano accelerate .
Vi ringrazio , onorevoli colleghi .
( La seduta termina alle 21.08 )