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INTELLIGENZA

EMOTIVA

ESPRESSIONE E REGOLAZIONE
DELLE EMOZIONI

Prof. Giannangela Mastrorilli, PhD


Docente di Psicologia Dinamica
Università LUMSA
Sez. Edas (TA)
?

“La capacità di monitorare e


dominare le Emozioni proprie e
altrui e di usarle per guidare il
Pensiero e l'Azione”

(Salovey & Mayer, 1990)

2
Costrutti di Base
Emozione

Regolazione ed Espressione delle emozioni

Competenza Emotiva e Sviluppo

Empatia

Intelligenza e Pensiero

Intelligenza Emotiva

3
Domande stimolo…
• Che cos’è un emozione?

• É possibile differenziare un’emozione da


un’altra?

• A cosa servono le emozioni?

• E’ possibile regolare ed esprimere le


emozioni?

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Distinzioni concettuali

• Umore o stato d’animo (mood) ed


Emozione

• Sentimento ed Emozione

5
Quindi… Emozioni?

Processi psichici complessi che coinvolgono


l’attivazione simultanea di 4 diverse
componenti:

-componente soggettiva (vissuto soggettivo)


-componente fisiologica (arousal)
-componente cognitiva (appraisal)
-componente comportamentale

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Cos' è l'emozione ?
(Darwin, 1859): natura biologica, innata,
carattere adattivo

James (1884):
… l’emozione è il sentire (to feel) i
cambiamenti neurovegetativi che hanno
luogo a seguito di un dato stimolo…

Cannon ( 1927): le emozioni sono


determinate a livello talamico (SNC)

7
Che cosa è un’emozione ??

Schachter e Singer, 1962: attivazione fisiologica ed


interpretazione cognitiva della situazione come
componenti che originano l’emozione

L’individuo analizza costantemente il proprio


ambiente fisico e sociale e lo valuta in relazione ai
propri bisogni ed interessi

Tale processo di valutazione dell’ambiente è


chiamato Appraisal (Arnold, 1960)

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Che cosa è un’emozione ??

L’appraisal consiste in una valutazione


cognitiva dello stimolo e
del significato di ciò che accade
nell’interazione individuo-ambiente

Le emozioni sono il risultato dell’appraisal di


eventi, in rapporto alle implicazioni che essi
hanno per il benessere e la realizzazione di
obiettivi degli individui (Frijda, 1993)

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Appraisal

-valutazione dello stimolo attivante


l 'emozione

-pianificazione della risposta (tendenza all'


azione)

-processo di fronteggiamento (coping)


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Che cosa è un’emozione ??
Lazarus (1977):

Valutazione primaria (appraisal)


lo stimolo visto come benefico/dannoso

Valutazione secondaria (coping)


risorse di cui l’individuo dispone per
affrontare la situazione

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In sintesi…

Le emozioni insorgono nelle situazioni


nelle quali accade qualcosa di
importante e servono a preparare e
motivare l’individuo a rispondervi in
maniera adattiva

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É possibile differenziare un’emozione da
un’altra?

Un certo numero di dimensioni


valutative (di appraisal) sono
sufficienti a differenziare tra di loro la
maggior parte delle emozioni

Dimensioni: valenza,Causalità esterna


Rilevanza rispetto agli obiettivi

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A cosa servono le emozioni?

• Le emozioni come interruzione


(Mandler, 1975 )

• Le emozioni come dispositivi di


adattamento (Lazarus, 1991; Frijda,
1993)

• Le emozioni come dispositivi


relazionali e sociali (Rimè, 2005)
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A cosa servono le emozioni?
Modello Blocco/Interruzione:

Gli eventi che suscitano emozione sono quelli


che bloccano il raggiungimento di un obiettivo
o interrompono un processo in corso

Dispositivi di adattamento:

funzionali alla sopravvivenza della specie:


segnalano la rilevanza degli eventi in relazione
agli scopi dell’individuo

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A cosa servono le emozioni?
FUNZIONE SOCIALE e COMUNICATIVA

Comunicazione intrapersonale
(Ruminazione mentale )

Comunicazione Interpersonale
(condivisione sociale)

Disturbo: Alessitimia

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DUNQUE...
COSA è L'emozione?

-uno stato d'animo


-un sentimento vago ed indefinito
-un processo cognitivo complesso
-un processo fisiologico

Quante componenti attivano l'emozione?


-2
-4
-3
-5
17
DUNQUE...
COSA è L'Apprraisal?

-la motivazione ad agire


-una forma di adattamento all'ambiente
-la valutazione cognitiva dello stimolo
attivante l emozione
-una risorsa comportamentale

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DUNQUE...
COSA è L'arousal ?

-componente cognitiva
-componente soggettiva
-componente motivazionale
-componente fisiologica

Cosa differenzia un emozione dall'altra?


-l ambiente circostante
-le dimensioni di appraisal
-le strategie di coping
- la tendenza all'azione
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DUNQUE...
Che funzione hanno le emozioni?

- esprimere amore ed odio


-adattamento all'ambiente
-introspettiva
-soggettiva

Nell'alessitimia, il soggetto:

-vive preoccupazione
-non esprime le emozioni
-condivide con gli altri
-ripensa all'evento
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Regolazione delle Emozioni
Insieme di strategie cognitive e
comportamentali che l’individuo adopera al
fine di controllare le sue emozioni, la loro
insorgenza ed il modo di esprimerle

Forme di controllo :

-cognitivo = (appraisal)
-fisiologico = tramite il SNC
-del vissuto emotivo
-dell’espressione emotiva (facial display)
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E’ possibile regolare le emozioni?

L’individuo cerca di regolare la sua risposta


emozionale sia sul piano interno (coping)
sia sul piano esterno (facial display)

(Lazarus, 1966):
Coping attivo: centrato sul problema

Coping passivo: centrato sulle emozioni


(sulla reazione)

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Stili e strategie di coping

Stile 1: Soluzione del problema


Ricerca di supporto sociale
Ricerca di distrazioni rilassanti
Investire negli amici più stretti
Attenzione agli aspetti positivi

Stile 2: Coping non produttivo


Preoccupazione
Rifiuto del problema
Chiusura in se stessi
Auto-colpevolizzazione
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E’ possibile regolare le emozioni?

L’espressione emozionale (facial display)

Darwin (1872): Le espressioni emozionali sono


state trasmesse durante la filogenesi perché
utili alla sopravvivenza

Ekman (1972): Esiste una base genetica


finalizzata all’espressione facciale per ogni
emozione primaria

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Funzioni dell'espressione facciale

Funzione comunicativa: l’individuo


comunica agli altri membri della
specie l’apparizione di eventi rilevanti
nell’ambiente

Funzione di preparazione all’azione:


l’organismo si prepara a reagire in
modo rapido e appropriato all’evento
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Le emozioni sono innate (Darwin, Ekman)

Vi è una evidente continuità dell’espressione negli animali


e nell’uomo

Vi è una grandissima somiglianza delle espressioni


emozionali nei diversi popoli e nelle diverse culture,
anche le più lontane

Le espressioni dei bambini molto piccoli sono identiche a


quelle degli adulti

Le espressioni di bambini nati ciechi o sordi sono uguali a


quelle dei bambini normali
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Programma Espressione Facciale (Ekman et al;1973):

• numero ristretto di emozioni di base

• Ognuna ha un comportamento facciale


caratteristico

• Le espressioni emozionali sono universali e


riconoscibili in contesti culturali distinti

• Esistono regole di esibizione differenti, specificate


dalla cultura (Display rules ) le quali prescrivono
quando mascherare l’espressione emozionale
27
Teoria Neuro-culturale (Ekman et al;1973):

Le espressioni emozionali sono universali e


riconoscibili in contesti culturali distinti

Studi transculturali

Metodi di studio: FACS, compiti di


riconoscimento

Concetto di Display rules (= regole di esibizione)


28
Qual è la funzione delle espressioni facciali?

Fridlund (1991): espressioni facciali come segnali


sociali
cioè
messaggi che influenzano il comportamento delle altre
persone

Le espressioni facciali indicano che cosa faremo in


una data situazione e cosa vorremmo che facesse
l’altro

Ad ogni espressione facciale corrisponde una


intenzione (volto della tristezza: indica ricerca di
29 soccorso)
Ruolo del contesto

Le espressioni facciali si possono interpretare


solo nel contesto in cui si manifestano

posso sorridere sia mentre consegno un dono


sia mentre consumo una vendetta

Il sorriso è lo stesso ma è il contesto che ne


stabilisce il significato

30
Emozioni e Menzogna

Menzogna: dissimulare e falsificare

Dissimulare a volte non basta…

Fingere un’emozione...

L'emozione vera trapela spesso dal


mascheramento

31
Emozioni e Menzogna

L’atto di mentire produce attivazione


emozionale

Emozioni legate alla menzogna:

La paura di essere scoperti


Senso di colpa
Piacere della beffa
32
Indizi di menzogna : il sorriso

Sorriso sentito (sorriso di Duchenne)


azione di zigomatico maggiore
che spinge verso l’alto gli angoli delle labbra ed
orbicularis oculi che
completa l’espressione

Sorriso falso:
Solo azione dello
zigomatico maggiore

33
Teoria costruttivista (Averill, 1985)
Le emozioni sono prodotti culturali e sociali.

sono risposte apprese che servono a regolare le


interazioni sociali fra gli individui

Ogni cultura ha proprie configurazioni di emozioni, poiché


esse derivano dalle pratiche sociali e dalla condivisione
di specifici sistemi di credenze e valori

sono una sorta di codice acquisito tramite l’educazione,


costituiscono degli script che guidano l’organizzazione
del comportamento degli individui
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Dunque...

Come si può regolare un'emozione?

-solo a livello di espressione facciale


- in base al contesto
-a livello cognitivo, fisiologico e di mimica facciale
-in base alla cultura di appartenenza

Cosa sono le display rules?

-forme di espressione emotiva


-regole di esibizione
-regole sociali
-regole
35 comportamentali
Dunque...

Ekman definisce le emozioni e la loro espressione come:

-determinate culturalmente
-innate e universali
-apprese
-di natuta sociale

Gli studi di Ekman erano:

-esplorativi
-di laboratorio
-analisi di casi
-transculturali
36
Dunque...
Secondo Fridlund le espressioni facciali sono:

- determinate geneticamente
- segnali sociali
- prescritte culturalmente
- innate

Secondo Averill e i costruzionisti, Le emozioni:

-sono di natura cognitiva


-sono di natura sociale
-sono prodotti culturali
-sono genetiche
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Competenza Emotiva

- Abilità nel gestire le proprie emozioni e


quelle degli altri salvaguardando le
relazioni con il mondo esterno

Regolazione delle emozioni

Comprensione delle emozioni

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Regolazione dell’emozione

Consiste nel controllare o attenuare efficacemente


il proprio stato di attivazione psico-fisiologico (arousal)
per adattarsi e raggiungere uno scopo

L’arousal implica uno stato di allerta o di attivazione

In sostanza:
controllare o attenuare l'arousal per avvicinarsi allo scopo
Usando strategie cognitive e di coping

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Sviluppo della Competenza emotiva:

Quindi come ri-definire le emozioni?

Hanno base biologica:


tuttavia la regolazione e l’espressione delle
emozioni sono modellate da caregivers e fattori
culturali

Caregivers giocano un ruolo nella regolazione


neurobiologica delle emozioni del bambino

40
Sviluppo della Competenza emotiva:

Un tratto distintivo dei bambini e degli


adolescenti problematici consiste nella
difficoltà a gestire le emozioni

Pratiche e stili educativi


attraverso cui gli educatori insegnano ai
propri figli/alunni
come regolare le emozioni

41
Competenza emotiva :

«la capacità di raggiungere


obiettivi personali nelle
interazioni sociali e allo
stesso tempo mantenere
relazioni positive con gli altri
significativi»

42
(Rubin et al., 1991)
Competenza emotiva: le componenti
(Saarni, 1999)

Consapevolezza del proprio stato emotivo

Capacità di riconoscere e discriminare le


emozioni altrui

Capacità di provare empatia

Capacità di affrontare in maniera adattiva le


emozioni negative usando strategie di
regolazione

43
Competenza emotiva
Denham (1998) definisce tre
componenti fondamentali

1)l’espressione delle emozioni


2) la loro comprensione
3) la loro regolazione

44
Competenza emotiva: Denham (1998)

La competenza emotiva può essere definita come


la capacità di esprimere le proprie emozioni e di
riconoscere quelle altrui, la consapevolezza
del proprio stato emotivo e la capacità di
regolarlo incondizioni di difficoltà

Più recentemente, Denham e Dusmore(2001)


hanno usato il termine “competenza sociale-
affettiva”

45
Dunque...Competenza emotiva
“Insieme di abilità pratiche (skills) necessarie per
l’autoefficacia (self-efficacy) dell’individuo nelle transazioni
sociali che suscitano emozioni (emotion-eliciting social
transaction).” (Saarni, 1999)

SKILLS = capacità o abilità di fare qualcosa, piuttosto che


consapevolezza di ciò che si fa o si sa.

SELF-EFFICACY = Capacità e abilità dell’individuo di


raggiungere un risultato desiderato.

EMOTION-ELICITING SOCIAL TRANSACTION : influenza


reciproca tra emozioni e relazioni interpersonali.

46
Competenza emotiva

“Capacità di un individuo di
riconoscere le proprie emozioni e
quelle degli altri, di saperle comunicare
attraverso le espressioni e il
linguaggio della propria cultura e di
regolarle in modo adeguato al contesto,
così da ricavare un senso di efficacia
dagli scambi interattivi”

(Saarni,1990)
47
Competenza emotiva

Corsano e Cigala (2004):

relazione tra la competenza emotiva e alcuni


aspetti della competenza sociale

sottolineando la natura sociale delle emozioni

è nelle interazioni sociali che si apprendono i


diversi aspetti del funzionamento emotivo
proprio ed altrui

48
Competenza emotiva,
competenza sociale
Lo sviluppo della competenza emotiva è in stretta
relazione con il contesto sociale nel quale
l’individuo vive (Lewis e Saarni, 1985)

Parlare di socializzazione delle emozioni vuol


dire: le emozioni che un individuo prova in un
determinato contesto e le modalità per
esprimerle sono in parte apprese nel corso
delle sue interazioni con gli altri
(Saarni, 1993)

49
Lewis e Michalson (1983):

I bambini, attraverso i processi di socializzazione


emotiva, imparano:

-come esprimere le proprie emozioni

-quando esprimerle in funzione del contesto e delle


condizioni sociali

-come interpretare le condotte emozionali proprie


ed altrui entro una situazione sociale dotata di
senso

50
Sviluppo competenza emotiva

A partire dai due anni di vita, il bambino si mostra in


grado di consolare e portare conforto ai propri
fratelli nei momenti di disagio e turbamento
(Dunn, Kendrik, 1982)

Tale capacità presuppone il saper riconoscere una


determinata emozione ed il saper agire in risposta
ad essa in modo intenzionale per poterla
modificare

51
Sviluppo competenza emotiva

I bambini che si dimostrano più abili in questa


capacità, infatti, sono anche quelli
maggiormente in grado di molestare o
consolare gli altri

(Stewart, Marvin, 1984)

52
Sviluppo competenza emotiva
Il bambino presenta:

Risposte emotive già presenti alla nascita


(sorriso endogeno)

tra 2 mesi ed 1 anno – sorriso sociale ed


emozioni di rabbia, tristezza, gioia, paura

Dopo 1 anno – emozioni sociali o complesse –


vergogna, gelosia

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Sviluppo competenza emotiva
Primo stadio: 2-3 anni / 5-6 anni

Comprensione delle cause esterne come


determinanti emotive: riconoscimento sulla
base di indici espressivi, cause situazionali,
ricordi di avvenimenti esterni

Secondo stadio: 5-6 anni / 8-9 anni

Comprensione delle componenti mentali: ruolo


delle conoscenze, dei desideri, delle intenzioni
e delle credenze come determinanti degli stati
54emotivi
Sviluppo competenza emotiva

Terzo stadio: tra 8-9 / 11-12 anni

Comprensione delle componenti riflessive:

comprensione delle emozioni miste (positive e


negative), delle emozioni morali (colpa, vergona) e
di alcune strategie di regolazione

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Età scolare

Dai 4-5 anni in poi utilizzo di strategie di


regolazione dell’attenzione

Dai 6-7 anni controllo delle emozioni ( mostrare


emozione diversa da quella provata)

Tra i 7 e i 10 anni conoscenza esplicita delle


strategie cognitive di regolazione

56
Adolescenza

Importanza dei processi di rielaborazione delle esperienze

Metodologia funzionale: Narrazione


esprime la strutturazione dell’esperienza emotiva
dell’adolescente

•Modello dialogico del Sé:


il Sé si costruisce dialogando con gli altri,
cercando di comprendere la realtà simbolica all’interno di
contesti socio-culturali specifici ( Smorti, 1994).

57
Ruolo attaccamento

Entro il primo anno di vita si definiscono le


differenze individuali nei legami
d’attaccamento che costituiscono i
prototipi della regolazione emotiva

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Competenza emotiva e attaccamento

Legame affettivo, intimo, costante e duraturo che


legamadre/bambino in modo da garantirne
vicendevolmente vicinanza, protezione e
sicurezza

Si basa sulla tendenza a cercare una Base Sicura


Se interrotto, provoca ansia da separazione
(Rollo, 2005).

59
Due chiavi di lettura...

Per Freud: Per Bowlby:

l’affetto del bambino per la l’affetto del bambino per la


madre è determinato da una madre è determinato da una
motivazione secondaria, motivazione intrinseca e
derivante dal soddisfacimento primaria, derivante dal
di bisogni primari di bisogno di contatto e di
alimentazione e pulizia. conforto. La ricerca della
vicinanza è la sua
La madre diventa poi oggetto di manifestazione più esplicita
pulsioni libidiche e aggressive

60 60
Competenza emotiva e attaccamento
Bowlby (1982): il bambino nasce provvisto
di una serie di comportamenti
geneticamente predeterminati, che
svolgono un’importante funzione adattiva

Pianto, sorriso e vocalizzazioni:

fanno parte di un sistema comportamentale


finalizzato a garantire al bambino la
prossimità fisica con l’adulto, necessaria
per la sopravvivenza
61
Competenza emotiva e attaccamento
La reciprocità di questo scambio con la
madre plasmerà i futuri legami

Il bambino interiorizza ed elabora, nel


proprio mondo interno, ciò che sperimenta
nella relazione primaria con la figura di
attaccamento, riportandolo poi nelle
relazini interpersonali

62
Competenza emotiva e attaccamento
Aspetti centrali di tale processo sono
la capacità di riconoscere le emozioni e
la capacità di regolarle in modo funzionale

Il momento di massima plasticità, nella


capacità di regolare le emozioni, si verifica
durante l’infanzia e l’adolescenza, quando
le funzioni emotive e cognitive del
soggetto vanno incontro a rapide
mutazioni (John & Gross, 2004)
63
Competenza emotiva e attaccamento
Se il bambino struttura uno stile di
attaccamento sicuro, le sue capacità di
regolazione emotiva saranno funzionali ed
adattive.

4 stili di attacamento

Sicuro
Insicuro /evitante
Insicuro /ambivalente
Disorganizzato
64
Competenza emotiva e attaccamento
Il bambino con attaccamento sicuro manifesta
un comportamento di base sicura:

appare autonomo nell’esplorazione


dell’ambiente è in grado di segnalare i propri
bisogno e di consolarsi

Ha interiorizzato un solido sentimento di fiducia


nei confronti della presenza e disponibilità
del genitore
65
Competenza emotiva e attaccamento
INSICURO/EVITANTE
Il genitore non rappresenta una base sicura ed il
bambino tende a inibire le manifestazioni dei
propri bisogni psicologici di conforto e protezione

INSICURO/AMBIVALENTE

Il genitore non rappresenta una base sicura ed il


bambino non sembra riuscire a consolarsi con la
sua presenza. Mette in atto forti manifestazioni di
attaccamento caratterizzate da sentimenti di
rabbia o passività
66
Competenza emotiva e attaccamento
DISORGANIZZATO

caratterizzato dalla mancanza di una strategia


organizzata di attaccamento, presenta
contradditorietà dei piani comportamentali

La presenza nella storia materna di gravi traumi o lutti non


ancora rielaborati e risolti dalla persona determinerebbero
un atteggiamento spaventato/spaventante nei confronti
del bambino

67
Competenza emotiva e attaccamento
Come si gestiscono le emozioni quando c’è
insicurezza ?

Strategie di iperattivazione
(Ricerca ansiosa di contatto,
dipendenza, accentuazione emotività)

Strategie di deattivazione
(distanziamento, soppressione, distrazione)

68
Competenza emotiva e attaccamento

Colui che è in grado di identificare le


emozioni, attribuire loro un significato e
gestirle efficacemente, sarà in grado di
rispondere in modo adattivo alle richieste
ambientali e quindi di costruire delle
relazioni interpersonali stabili

69
Dunque...
Quale non è una componente della competenza emotiva
secondo Saarni(1990)?

Capacità di provare empatia


Capacita di riconoscere le emozioni altrui
Capacitàaffettiva
Capacità di affrontare le emozioni negative

Secondo Denham (1998) quante sono le componenti della


competenza emotiva?
Tre
Due
70 quattro
Dunque...
Chi ha usato il termine “competenza sociale-affettiva”?

-Saarni
-Denham e Dusmore
-Goleman
-Rubin

Nella “socializzazione delle emozioni”, le modalità di


esprimerle sono:
- sono apprese nelle interazioni con gli altri
- sono innate
-sono modificabili dall'ambiente
71
Dunque...
Quando inizia lo sviluppo della competenza emotiva?

- 6 mesi
-1 anno
-2 anni
-alla nascita

Cos'è l'attaccamento per Bowlby?

-una motivazione primaria


-una motivazione secondaria
-ansia da separazione
72
-ambivalenza
Il costrutto dell' Empatia

Non è sinonimo di distanza/vicinanza emotiva.

Non significa essere più buoni


Si può essere empatici e allo stesso tempo
mantenere la distanza
è un processo che implica l’esercizio della propria
volontà

è intelligenza percettiva, modalità relazionale


cognitiva di ordine sia verbale che non verbale.
73
EMPATIA

Immedesimazione
consente di entrare nella situazione
dell’altro
Incorporazione
l’esperienza dell’altro viene incorporata
nell’Io
Risonanza
un’interazione tra i propri sentimenti e
l’esperienza dell’altro

74
Tre tipi di comportamento stabiliscono
l'empatia:

1) attenzione: a tutti noi piace essere trattati con


attenzione ed interesse attraverso segnali
verbali e non verbali

2) apprezzamento: coesistere pacificamente pur


non concordando con tutte le idee altrui,
manifestando accettazione

3) accettazione: rispettare le persone con cui


non condividiamo valori e idee

75
Freud (1921): è solo per mezzo dell’empatia che noi
possiamo conoscere l’esistenza di una vita
psichica diversa dalla nostra: non considera
l’empatia come un metodo terapeutico

Kohut: l’empatia è un importante strumento


terapeutico:
l’esposizione ripetuta a esperienze di
comprensione empatica, da parte dell’analista,
serve a riparare i “difetti del Sé” del paziente.

76
Costrutto dell'Empatia

A livello neurobiologico, la comprensione della


mente e dei vissuti dell’altro è sostenuta da una
particolare classe di neuroni:

Neuroni specchio:
partecipare come testimoni ad azioni, sensazioni
ed emozioni di altri individui attiva le stesse aree
cerebrali di norma coinvolte nello svolgimento in
prima persona delle stesse azioni e nella
percezione delle stesse sensazioni ed emozioni
(Gallese, 2005).

77
Martin Hoffman : Empatia

Non ha una struttura “unitaria”, ma


l’articola in diverse forme che
diventano più mature e sofisticate
durante lo sviluppo del soggetto

Propone un modello a tre


componenti: affettiva, cognitiva e
motivazionale

78
Hoffman: l’empatia si manifesta fin dai primi
giorni di vita

In tale fase la dimensione affettiva ha un ruolo di


maggior rilevanza, mentre la dimensione cognitiva è
pressoché assente. Essa si manifesta con lo sviluppo.

Componente motivazionale:
empatizzare con una persona che sta soffrendo,
rappresenta una motivazione per mettere in atto
comportamenti di aiuto

L’effetto motivante dipende dal fatto che condividere


l’emozione dell’altro, soccorrendolo, fa provare a chi
aiuta uno stato di benessere

79
Hoffman: sviluppo dell'empatia

1 anno: empatia globale

( gli altri non sono distinti da sé. il bambino agisce


come se quello che acacde a un altro accadesse a se
stesso)

2 anno: empatia egocentrica


( il bambino non coglie lo stato interiore degli altri)

80
Hoffman: sviluppo dell'empatia

2-3 anni: empatia per i sentimenti dell'altro


( i bambino inizia a comprendere i sentimenti altrui)

Tarda infanzia: empatia per le condizioni di vita


dell'altro
(si sviluppa una rappresentazione mentale delle
reazioni degli altri)

81
“L’empatia in sé e per sé, per la
sua semplice presenza, ha un
effetto benefico, e in senso lato,
un effetto terapeutico, sia nella
situazione analitica che nella vita
in generale.”
(Kohut, 1981)

82
Dunque..
Quali comportamenti indicano empatia?

-distanza/vicinanza/attaccamento
-immedesimazione/incorporazione/risonanza
-comprensione/coinvolgimento/affetto

Secondo Martin Hoffman l'empatia:

- Non ha struttura unitaria


-presenta due componenti
-si manifesta nell'età adulta
83 -è solo motivazionale
Dunque..
Quale affermazione sull'empatia è falsa:

-è determinata dai neuroni specchio


-è presente fin dalla nascita
-ha una componente motivazionale
-non ha effetti benefici

Martin Hoffman propone sull'empatia, 3 componenti:


- cognitiva, motivazionale, ludica
-affettiva, cognitiva, razionale
-razionale, logica, ludica
-affettiva, cognitiva, motivazionale
84
Dunque..
Quali sono secondo Martin Hoffman i quattro livelli di sviluppo
dell'empatia?
A) Empatia locale, empatia egocentrica, empatia per i pensieri
dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro
B) Empatia globale, empatia generosa, empatia per i sentimenti
dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro
C) Empatia globale, empatia egocentrica, empatia per i
sentimenti dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro
D) Empatia locale, empatia egocentrica, empatia per i
sentimenti dell'altro, empatia per le condizionidi vita dell'altro
E) Empatia globale, empatia egocentrica, empatia per i
pensieri dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro

85
COSTRUTTI

INTELLIGENZA e PENSIERO

INTELLIGENZA EMOTIVA

86
Le radici..
Intelligenza ed emozioni considerate aree distinte

intelligenza = razionalità
emozioni = istinto

Non c'è una defizione univoca

“La capacità di produrre un comportamento adattivo e


funzionale al raggiungimento di uno scopo”

87
2 approcci allo studio dell’intelligenza

Unitario

Teorie strutturaliste di tipo psicometrico

Teorie GLOBALI MATURATIVE :


La Teoria Piagetiana
Teorie fattoriali (Spearman)

Multiplo

Teoria delle Intelligenze Multiple (H. Gardner)


Teoria Triarchica dell’intelligenza (R. Sternberg)
88
L’intelligenza è connaturata
o acquisita attraverso l’esperienza ?

Teoria di Cattell

Thorndike (1920) utilizzò il concetto di


“intelligenza sociale” per identificare
aspetti non spiegati dal QI

89
Cattell:
intelligenza fluida è il patrimonio innato che ogni
individuo porta con sé dalla nascita, una forma
di attitudine ad affrontare le situazioni più
diverse e risolvere i problemi

intelligenza cristallizzata è il bagaglio di


competenze, di abilità e di informazioni acquisite
nel corso della vita in un determinato contesto,
applicando la propria intelligenza fluida

90
quella innata, diminuisce con gli anni
dell'adolescenza, fino quasi a scomparire
intorno ai quindici anni

la seconda continua a procedere anche se con


ritmi più lenti

entrano in gioco stimoli ambientali che sono in


grado di compensare tale calo

91
Teoria di Cattell

le persone adulte non hanno semplicemente


accumulato maggiori informazioni ed
esperienze

hanno messo in moto dei meccanismi di


organizzazione del sapere che consentono di
sopperire alla diminuzione della memoria.

92
L’intelligenza cristallizzata è implicata
nei test di tipo verbale (o influenzati dal
livello d’istruzione)

L’intelligenza fluida è implicata nei test


in cui si richiedono processi e modi di
pensare nuovi

93
IL TEST DEL COLORE

GIALLO ARANCIO BLU

NERO VERDE ROSSO

GIALLO VIOLA ROSSO


conflitto tra l’emisfero destro e quello sinistro
Il cervello destro tenta di dire il colore ma il cervello sinistro
insiste nel leggere la parola.
94 ARANCIO VERDE GIALLO
Misurazione dell’intelligenza

• Aspetti quantitativi:
quoziente intellettivo

• Aspetti qualitativi :
costellazione dei tratti cognitivi
95
Misurazione dell’intelligenza

Una stima complessiva e unitaria (QI)

Una raccolta di indici relativi a singoli aspetti


del funzionamento mentale

(percezione, pensiero, memoria,


apprendimento, attenzione)

96
Intelligenza umana
3 tipi generali di capacità:

-capacità di risolvere i problemi


-capacità verbale
-competenza sociale

97
Misure dell’intelligenza

• ETA' MENTALE

Binet e Simon, confrontarono


l’intelligenza di due bambini con stessa
età cronologica

per determinare l’età mentale:


livello medio di intelligenza di una
persona di una data età

98
QI: scala Stanford-Binet

• QI = Età mentale x 100


Età cronologica

Se l’età mentale di Giovanni è uguale alla sua età


cronologica la sua intelligenza rientra nella
media

QI superiore a 100 è più intelligente della media


inferiore a 100 è meno intelligente della media

99
QI
Un bambino di 10 anni con età mentale di 12
avrebbe Un QI
12/10 x 100 = 120

• Oggi tale test è usato di rado

Per Binet, l’età mentale di un bambino era


sufficientemente informativa
Il suo scopo era identificare bambini con
difficoltà
100
La scala di Binet è stata modificata da Terman
mediante la procedura di standardizzazione
Ossia:

Essa determina quali prove corrispondono a


quali età mentali

William Stern = voleva una misura utile a


confrontare i soggetti, indipendentemente
dall’età cronologica
101
Il QI non è mai una misura assoluta

Riflette la posizione relativa di un soggetto


rispetto alle prestazioni di altri di pari età,
presenti nel campione di standardizzazione

Scala Wechsler
È costituita da 12 sub test = ragionamento
aritmetico, somiglianze, memoria, disegno,
labirinti. Si ottiene un punteggio medio.

102
Teoria del minimo dei fattori (Spearman, 1923)
l’intelligenza consiste di 2 fattori

1) Fattore Generale detto “g”


2) Fattore specifico detto “s” specifico di una
particolare abilità cognitiva
verbale, quantitativo, spaziale,mnemonico

103
Teoria del minimo dei fattori (Spearman, 1923)

La performance è data dall’intervento di una


capacità mentale generale (g) e di un’attitudine
mentale specifica (s)

Quanto maggiore è il valore di “G” tanto meglio


l’individuo dovrebbe riuscire in un test di
intelligenza.

104
Teorie Multiple

A metà del XX secolo,


l’attenzione si
spostò sulle componenti
separate, specifiche
dell’intelligenza che secondo
Spearman erano sottese da un
fattore generale

105
Teoria di Guilford (1967)
Si può essere abili o incapaci in qualsiasi
compito differente

chi è abile nel gioco degli scacchi può


essere scadente in compiti di giudizio
sociale

Guilford ha postulato 120 capacità mentali


differenti, tutte teoricamente indipendenti
l’una dall’altra
106
Teoria di Guilford (1967)
pensiero convergente viene attivato nelle situazioni che
permettono un’unica risposta pertinente

pensiero divergente è attivato nelle situazioni


che permettono più vie di uscita

107
Teoria di Thurstone ( 1962)

Teoria delle capacità mentali primarie

L’intelligenza consiste di 7 capacità primarie

Ognuno possiede una piccola quantità di


queste differenti capacità.

108
1 comprensione verbale = stimata tramite test di
vocabolario
2 fluidità verbale = velocità con cui il soggetto riesce a
trovare parole che iniziano per una data lettera
3 capacità numerica = misurata tramite problemi
matematici
4 visualizzazione spaziale = confronto tra configurazioni
spaziali
5 memoria = test di rievocazione
6 ragionamento= risoluzione problemi
7 velocità percettiva = cancellare tutte le “s” in una
stringa di lettere
109
Teoria di Piaget

Identifica l’intelligenza come la


capacità crescente della mente di
ragionare su entità astratte e
sull’adattamento

E' la capacità di pensare logicamente

Lo sviluppo dell’intelligenza procede da ciò


che è concreto a ciò che è astratto.

110
Teoria di PIAGET: 4 stadi

Periodo sensomotorio (0-2 anni)

L’intelligenza assume la forma di azioni motorie; utilizza


i sensi per esplorare il mondo esterno

Periodo pre-operazionale (2-7 anni)

L’intelligenza è intuitiva, ancora non padroneggia le


nozioni di quantità,classe e relazione

111
Teoria di PIAGET: 4 stadi

Periodo delle operazioni concrete (7-11 anni)

La struttura cognitiva è logica ma dipende da contesti


concreti;ha la nozione di quantità e classe

Periodo delle operazioni formali (11-15 anni)


Il pensare implica astrazioni.

112
Teoria delle intelligenze multiple
Gardner (1983)

non è un costrutto unitario

esistono sette tipi di intelligenza tra loro


indipendenti

è una teoria della modularità: queste


diverse intelligenze possono essere
isolate oppure associate a sistemi o
moduli differenti, nel cervello

113
Teoria delle intelligenze multiple
Gardner (1983)

-intelligenza linguistica = leggere libri, scrivere una


tesi, comprendere significati
-intelligenza logico-matematica = usata nella
soluzione di problemi matematici, ragionamento
logico
-intelligenza spaziale = spostarsi da un luogo
all’altro, leggere cartine

114
Struttura dell’intelligenza

-intelligenza musicale = cantare , comporre


testi
-intelligenza corporeo-cinestesica = emerge
nello sport
-intelligenza interpersonale = usata nel
relazionarsi ad altre persone
-intelligenza intrapersonale = usata nel
capire se stessi

115
Struttura dell’intelligenza
Stenberg (1985) Teoria Triarchica

Ci sono 3 aspetti:
L’intelligenza si relaziona al mondo interno
L’intelligenza si relaziona all’esperienza
L’intelligenza si relaziona al mondo esterno

116
L’intelligenza si relaziona al mondo interno

Riguarda l’elaborazione delle informazioni e


comprende

-metacomponenti= per pianificare e valutare la


soluzione dei problemi
-componenti della prestazione
-componenti di acquisizione della conoscenza

Esempio: scrivere una tesina

117
L’intelligenza si relaziona all’esperienza

Ognuno di noi affronta compiti e


situazioni di cui abbiamo diversi livelli
di esperienza, man mano che un
compito diventa familiare, molti aspetti
di esso diventano automatici

Es: visitare un paese straniero,


apprendere una lingua diversa

118
L’intelligenza si relaziona al mondo esterno

Adattamento all’ambiente esterno,


selezione di nuovi ambienti

Stenberg: l’intelligenza comprende abilità


analitiche, creative, pratiche

119
Struttura dell’intelligenza
Triangolo di Stenberg

Pratico
Applica
usa
utilizza

Analizza
Crea
Confronta
Inventa
valuta
progetta

Analitico Creativo
120
Approccio culturale all’intelligenza

l’approccio contestuale

L’intelligenza è concepita come determinata


(parzialmente) da valori culturali

Il significato dell’intelligenza differisce da una


cultura all’altra, ciò che considerato intelligente
in una cultura non lo è in un’altra

121
Approccio culturale all’intelligenza
Relazione tra intelligenza e contesto

Stephen Ceci (1994) ha rilevato gli effetti del


contesto nelle prestazioni di adulti e bambini in
compiti diversi

Il contesto sociale (se un compito è considerato


come maschile o femminile)

Il contesto fisico (se un compito è eseguito in


laboratorio o in spiaggia) influiscono sulla
prestazione

122
Approccio culturale all’intelligenza

Bambini brasiliani venditori ambulanti non


avevano difficoltà nell’eseguire calcoli
aritmetici quando vendevano, ma
incontravano difficoltà nell’eseguire gli
stessi calcoli in un’ aula scolastica

123
Dunque
Cosa è l'intelligenza?

-un processo cognitivo di base


-la capacità di apprendere
-una forma di adattamento
-un processo razionale

L'intelligenza secondo Cattell, si divide in ?

-innata/appresa
-fluida/cristallizzata
-verbale/concreta
124-qualitativa/quantitativa
Dunque
La teoria di Spearman è detta?

-teoria del minimo dei fattori


-teoria strutturale
-teoria delle capacità mentali primarie
-teoria multipla

Come viene modificata la scala di Binet-Simon?

-con la standaridazzione
-con test qualitativi
-con test proiettivi
125-con altri subtest
Dunque
Il fattore “s” nella teoria di Spearman indica?

-una specifica abilità cognitiva


-una abilità generale
-una performance particolare
-un risultato specifico

La teoria di Thurstone (1962) prevede:

-7 capacità primarie
-4 stadi
-5 abilità
126 -6 componenti
Dunque
Quali strutture mentali rendono possibile lo sviluppo
del pensiero operatorio formale secondo Piaget?

-La maturazione della percezione cognitiva


- L’insieme articolato delle capacità astrattive
- La capacità deduttiva
- Il pensiero combinatorio

127
Dunque
Nell' ambito delle ricerche su empatia e intelligenza emotiva, ampio
spazio è stato dato ai comportamenti prosociali. Essi si
concretizzano in azioni come:

-primeggiare, essere socialmente attivi, scontrarsi


-aiutare, collaborare, condividere le risorse
-Aaiutare, competere, primeggiare
-collaborare, scontrarsi, competere

Come definisce Goleman la capacità di prestare attenzione ai propri


stati interiori?
-simpatia
-altruismo
-metacognizione
128 -autoconsapevolezza
Intelligenza emozionale

Il lavoro divulgativo di Daniel Goleman


(1995)contribuisce a "dilatare" la definizione
del costrutto, includendovi aspetti di
personalità, abilità sociali, motivazione ed
empatia.

129
Intelligenza emozionale

Salovey e Mayer, che considerano l'IE come


un'abilità cognitiva di elaborazione delle
informazioni di tipo emotivo
Non come un insieme più o meno stabile di
caratteristiche di personalità, motivazionali e
sociali.

130
Intelligenza emozionale

la capacità degli individui di monitorare le


sensazioni proprie e quelle degli altri
discriminando tra i vari tipi di emozioni e
usando questa informazione per incanalare
pensieri e azioni” (Salovey e Mayer, 1990)

131
INTELLIGENZA EMOTIVA?

Si riferisce alla "capacità, sviluppata durante l’infanzia, di


riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di
motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre
emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni
sociali" (Goleman, 1995)

132
Goleman dichiara che ci sono due
competenze alla base
dell’Intelligenza emotiva

1) Competenza personale
2) Competenza sociale

133
Competenza personale
determina il modo in cui controlliamo noi
stessi e si articola in:

• a) Consapevolezza di sé/conoscenza delle


proprie emozioni
• b) Padronanza di sé/controllo delle proprie
emozioni
• c) Motivazione

134
Competenza personale

Consapevolezza di sé: comporta


la conoscenza dei propri stati interiori

Consapevolezza emotiva:

•Sanno quali emozioni provano e perché

•Riconoscono il modo in cui i sentimenti


influiscono sulla loro prestazione

•Hanno consapevolezza dei propri valori


135
Competenza personale

Consapevolezza emotiva:

Auto-valutazione accurata: conoscenza dei


propri punti di forza e dei propri limiti

Fiducia in se stessi: sicurezza del proprio


valore e delle proprie capacità
136
Competenza personale
Padronanza di sé: capacità di dominare i propri
stati interiori, impulsi e risorse:

• Autocontrollo: dominio delle emozioni e degli


impulsi distruttivi
• Fidatezza: mantenimento di standard di
onestà e integrità

137
Competenza personale
Coscienziosità: assunzione delle responsabilità
sulle proprie prestazioni

Adattabilità: flessibilità nel gestire il


cambiamento

Innovazione: capacità di sentirsi a proprio agio


e di avere un atteggiamento aperto di fronte a
idee nuove
138
Competenza personale
Motivazione:
• Spinta alla realizzazione: impulso a migliorare
• Impegno: adeguamento agli obiettivi del
gruppo
• Iniziativa: prontezza nel cogliere le occasioni
• Ottimismo: costanza nel perseguire gli
obiettivi nonostante ostacoli

139
Competenza sociale

La competenza sociale, determina il modo in cui


gestiamo le relazioni con gli altri, si articola in:

• Empatia/riconoscimento delle emozioni altrui


• Abilità sociali/gestione delle emozioni altrui

140
Le abilità sociali: indurre risposte desiderabili
negli altri:

• Influenza: impiego di tattiche di persuasione


efficienti
• Comunicazione: invio di messaggi chiari e
convincenti
• Leadership: capacità di guidare gruppi

141
• Gestione del conflitto: capacità di negoziare
e risolvere disaccordi
• Costruzione di legami: capacità di favorire
relazioni utili
• Collaborazione e cooperazione: capacità di
lavorare con altri verso obiettivi comuni
• Lavoro in team

142
Alfabetizzazione emozionale

Competenze didattiche
Competenze emozionali

143
Alfabetizzazione emozionale
Si è diffusa nelle scuole USA
tipologia di intervento educativo orientato a promuovere il
benessere socio-emozionale dell’individuo

Identificare le emozioni
Esprimere le emozioni
Valutare l’intensità delle emozioni
Gestire le emozioni
Aumentare la resistenza allo stress
Conoscere la differenza tra emozioni e azioni

144
Alfabetizzazione emozionale

Disturbi di ansia
Disturbi dell’attenzione
Depressione e bassa autostima
Aggressività e bullismo
Gestione dello stress nell’interazione
insegnante-allievo

145
Cosa implica la visione di Goleman?

L'INTELLIGENZA EMOTIVA È SOTTO IL


CONTROLLO DELL'INDIVIDUO

L’INTELLIGENZA LOGICO FORMALE


TENDE A STABILIZZARSI VERSO I
SEDICI ANNI

SECONDO GOLEMAN L’INTELLIGENZA


EMOTIVA PUO’ ESSERE MIGLIORATA
NEL CORSO DI TUTTA LA VITA

146
Come si sviluppa?

1)Sviluppare un alto grado di


autoconsapevolezza
2)Gestire le proprie emozioni

3)Motivare sé stessi

4)Sviluppare capacità di comunicazione

efficaci
5)Sviluppare competenza nei rapporti

inerpersonali
147
Autoconsapevolezza

rappresenta il punto fondamentale dell'Intelligenza


Emotiva poiché solo attraverso di essa è possibile
massimizare i risultati che si ottengono con la
comunicazione efficace, con l'esperienza
interpersonale e la capacità di automotivarsi

L'Intelligenza Emotiva ha inizio solo quando


l'informazione affettiva entra nel sistema
percettivo

148
Persone con alta Intelligenza Emotiva

1) Danno un nome ai propri sentimenti, invece di


etichettare la gente o le situzaioni

1) Usano le emozioni per prendere decisioni

1) Mostrano rispetto per i sentimenti altrui


2) Si motivano invece di arrabbiarsi

1) Ricavano un valore positivo anche alle


emozioni negative

1) Evitano le persone che le rifiutano


149
Alcuni equivoci
Non significa essere sempre “gentili”
ma riflettere e far riflettere

Non significa essere in balia dei propri sentimenti


ma controllarli ed esprimerli in modo efficace per consentire il
raggiungimento di obiettivi comuni

Non è vero che le donne sono più dotate


degli uomini nella gestione dell’esperienza emotiva

150
151
Dunque..
Per Salovey e Mayer l'intelligenza emotiva è:

-la capacità di dominare le emozioni e guidare il


pensiero e l'azione
-la capacità di elaborare gli stimoli esterni e
adattarsi all'ambiente
-la consapevolezza delle proprie emozioni
-la competenza sociale e personale

152
Dunque..

Goleman afferma che l'intelligenza emotiva è


determinata da:

-competenza sociale e personale


-consapevolezza di sé
-alfabetizzazione emozionale
-coscienziosità

153
Dunque
Quale NON è una prassi educativa funzionale allo sviluppo di
competenze di intelligenza emotiva nell’alunno?

A) L'offerta agli allievi di strumenti mirati a sviluppare la capacità di


pensare, riconoscere e nominare le emozioni sottese alle esperienze
emotivamente difficili
B) La strutturazione di momenti di lavoro di gruppo, con lo scopo di
aumentare gli scambi relazionali e la condivisione dei vissuti emotivi e
delle esperienze tra gli allievi
C) L'offerta agli alunni di strumenti finalizzati ad attivare nel gruppo-classe
risposte di comprensione reciproca e di solidarietà
D) L’impiego massiccio di provvedimenti disciplinari per gli alunni che
manifestino comportamenti svalutanti per i compagni,

154
Dunque
Nell' ambito delle ricerche su empatia e intelligenza emotiva, ampio
spazio è stato dato ai comportamenti prosociali. Essi si
concretizzano in azioni come:

-primeggiare, essere socialmente attivi, scontrarsi


-aiutare, collaborare, condividere le risorse
-Aaiutare, competere, primeggiare
-collaborare, scontrarsi, competere

Come definisce Goleman la capacità di prestare attenzione ai propri


stati interiori?
-simpatia
-altruismo
-metacognizione
155 -autoconsapevolezza
Dunque
A quale processo/capacità si riferisce l'identificazione, la
denominazione delle proprie emozioni, il riconoscimento
delle stesse nel tono di voce, nella mimica,nel linguaggio del
corpo e, infine, nel capire le situazioni e le reazioni che
producono gli stati emotivi?

-inconscio emotivo
-attaccamento affettivo
-alfabetizzazione emotiva
-intuizione

156