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Nessun diritto toccato e difeso il lavoro

Questa la sintesi dell’incontro avvenuto al Conero Break dei direttivi provinciali della Fim Cisl di Ancona,
Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro Marche sul tema degli accordi di Mirafiori. Presenti 190 delegati
sindacali provenienti dai luoghi di lavoro e il Coordinatore Nazionale FIAT della FIM-CISL Nazionale,
Leonardo Burmo. Ai lavori hanno partecipato anche il Segretario Regionale FIM CISL Leonardo Bartolucci
e il Segretario Generale USR Cisl Marche Stefano Mastrovincenzo.

Si è analizzata la situazione di crisi che permane in tutta la Regione Marche


Ci troviamo probabilmente di fronte, da un lato a crisi aventi carattere prevalentemente
strutturale e non transitorio, che riguardano aziende le cui difficoltà hanno dirette
ripercussioni sull’indotto e sul territorio vedi Merloni Fincantieri ed altri casi emblematici,
dall’altro al riposizionamento sul mercato di aziende medio-grandi attraverso processi di
ristrutturazione che potrebbero concludersi con fuoriuscita di manodopera. Riteniamo che per
fronteggiare la crisi oltre all’utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali devono
accompagnarsi l’elaborazione di una politica per lo sviluppo, finora assente; al contempo
l’aumento di tassazione su rendite e patrimoni, la diminuzione delle tasse per lavoratori, e per
le imprese che investono, innovano e creano nuovo lavoro, misure a sostegno del lavoro
giovanile, una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali.
La discussione comunque si è orientata, grazie all’apporto dato dal Coordinatore Nazionale FIM
CISL, sulla vertenza Fiat, analizzando il contesto politico e il merito dell’accordo di
Pomigliano e Mirafiori.
I delegati ritengono importante l’Accordo raggiunto a Mirafiori perché, nell’attuale
contesto di crisi che produce anche nel nostro territorio la continua perdita di posti di
lavoro, ha obbligato Fiat all’investimento e di conseguenza ha mantenuto il settore
dell’auto nel nostro Paese salvaguardando il futuro occupazionale di quei lavoratori e di
quelli dell’indotto e nessun diritto è stato toccato, anzi si è difeso il lavoro e la
prospettiva per migliaia di lavoratori.
La “clausola di garanzia” contenuta negli accordi impegna i sindacati e non tocca minimamente
il diritto di sciopero.
Non è in alcun modo toccato il diritto soggettivo dei lavoratori di partecipare ad
eventuali scioperi, contrariamente alle false informazioni che la Fiom costantemente
diffonde.
Si tratta della cosiddetta clausola di tregua su cui legittimamente le organizzazioni sindacali
possono impegnarsi, tra l'altro già prevista, in altre forme, dal Protocollo del 1993, oppure già
presente in accordi aziendali interessati da turnazioni impegnative o dal ciclo continuo.
L’atteggiamento della Fiom nel non riconoscere il referendum di Pomigliano ha favorito l’uscita
di Fiat dal CCNL, problema al quale la FIM deve costruire una risposta all’interno della
trattativa aperta con Federmeccanica per una disciplina del settore auto dentro il Ccnl. Questa
scelta di Fiat ha generato a sua volta un ritorno al passato nella rappresentanza, con
la designazione paritaria delle Rsa ai soli sindacati firmatari escludendo la Fiom. Riteniamo al
proposito che l’attuale situazione debba essere quanto prima affrontata e chiediamo
alla CISL un impegno politico nel discutere con la CGIL partendo dall’Accordo 2008
votato dagli esecutivi di Cgil Cisl Uil, prevedendo il successivo recepimento in legge.
La scelta della Fiat di escludere la FIOM dalla rappresentanza non è in linea con la
cultura autenticamente democratica della FIM.
Va detto altresì che la Fiom è vittima delle sue stesse scelte anti-cobas nel sostenere la
modifica della legge 300 col referendum del 1995 (la rappresentanza ai soli firmatari dei
contratti e non già ai sindacati maggiormente rappresentativi) e che oggi comportandosi come
cobas ne resta essa stessa vittima.
Inoltre i delegati della FIM delle Marche denunciano l’atteggiamento del Governo ulteriormente
assente nelle politiche industriali del nostro Paese soprattutto in una fase di estrema difficoltà
del tessuto produttivo italiano lasciando soli i lavoratori e il sindacato che li rappresenta nelle
decisioni difficili.
Ritenendo che la FIM ha svolto, con l’accordo FIAT il ruolo che compete ad ogni sindacato
contrattare e di tentare di difendere posti di lavoro garantendone dignità e la salvaguardia dei
diritti fondamentali.
Il segretario Generale Regionale FIM-CISL
Leonardo Bartolucci