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STRUMENTI OPERATIVI PER UNA DIDATTICA MUSICALE INCLUSIVA

Per didattica musicale inclusiva si intende l’insieme di strumenti formativi che utilizzano la musica come
mezzo per promuovere l’integrazione scolastica e sociale di ciascun alunno. La ricerca neuroscientifica
sostiene che la musica favorisce la crescita equilibrata dell’individuo, incidendo sulla sfera emotiva,
cognitiva, gli aspetti motori, la creatività e l’autostima. Inoltre la musica concorrerebbe al miglioramento
delle competenze di lettoscrittura. Il percorso musicale deve mirare allo sviluppo equilibrato di tutti gli
alunni, sia coloro che presentano bisogni educativi speciali sia quelli che hanno competenze adeguate o
d’eccellenza.

EDUCAZIONE MUSICALE NELLA NORMATIVA VIGENTE


Un percorso efficace di educazione musicale contribuisce allo sviluppo delle competenze chiave per
l’apprendimento permanente (8 competenze elaborate a livello europeo) e delle competenze chiave di
cittadinanza (8 competenze elaborate a livello nazionale).
Competenze chiave per l’apprendimento permanente:

 Comunicazione nella madrelingua e nelle lingue straniere


 Competenze matematiche e competenze di base in scienza e tecnologia
 Competenza digitale
 Imparare ad imparare
 Competenze sociali e civiche
 Spirito di iniziativa e imprenditorialità
 Consapevolezza ed espressione culturale
Competenze chiave di cittadinanza:

 Imparare ad imparare
 Progettare
 Comunicare
 Collaborare e partecipare
 Agire in modo autonomo e responsabile
 Risolvere problemi
 Individuare collegamenti e relazioni
 Acquisire e interpretare l’informazione

PROGETTAZIONE DEL CURRICOLO MUSICALE


Didattica musicale inclusiva: affinchè la didattica possa considerarsi tale, l’elaborazione del programma di
musica deve tener conto del principio di personalizzazione degli apprendimenti, ossia l’elaborazione di
percorsi che rispettino le differenze individuali di ciascuno (tenendo conto dei loro interessi, abilità, tempi di
apprendimento, aspettative…). Per ciò che concerne gli alunni con bisogni educativi speciali, i programmi
devono tener conto delle singole situazioni facendo riferimento alle relative documentazioni (PEI e PDP). Un
altro aspetto importante di cui tenere conto è la multisensorialità delle esperienze. In tal senso,
l’elaborazione del programma deve tener conto di alcune pratiche fondamentali:

 Ascolto, volto a sviluppare senso critico e conoscenza e fruizione di repertori di culture differenti
 Improvvisazione e produzione sonora (corpo, strumenti, oggetti, voce…) sperimentando ritmi e
timbri diversi
 Alfabetizzazione musicale
Infanzia e primo biennio scuola primaria: opportuno attribuire ampio spazio alla propedeutica musicale,
avvicinare i bambini alla musica con attività ludiche rivolte all’acquisizione del senso del ritmo, percezione
dell’altezza dei suoni, sviluppo dell’orecchio e coordinazione.
Ordini di scuola successivi: elaborazione di un curricolo verticale, ossia un percorso formativo unitario,
dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore. Il curricolo deve raccordarsi con i principi contenuti nel
PTOF (piano triennale dell’offerta formativa), divenendone parte integrante.

APPORTO DELLA MUSICA NELL’APPRENDIMENTO DI ALTRE DISCIPLINE ???


Multidisciplinarietà: L’ascolto di brani appartenente al contesto storico oggetto di studio può favorire
l’approccio alla metrica e al ritmo del linguaggio poetico; può agevolare la percezione di rapporti logico-
matematici; agevolare lo studio delle lingue straniere.

INCLUSIONE SCOLASTICA E ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI


Inclusione scolastica: si realizza attivando strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle
potenzialità di ciascuno, nel rispetto del principio di autodeterminazione e nella prospettiva di una migliore
qualità di vita. Tutto questo si realizza attraverso la collaborazione fra scuola, famiglia e altri soggetti
pubblici o privati operanti sul territorio.
Bisogni educativi speciali: gli alunni con bisogni educativi speciali sono coloro affetti da:

 Disabilità (certificazione l. 104/92) per i quali viene elaborato il PEI


 Disturbo evolutivo (lex 170/10) per i quali viene elaborato il PDP
 Svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, per i quali viene elaborato il PDP

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI IN MUSICA


Problemi che possono avere gli alunni affetti da bisogni educativi speciali nella pratica musicale:

 Ritmo: difficoltà nella memorizzazione/produzione di cellule ritmiche o pulsazione musicale


 Difficoltà nella percezione di altezza e durata dei suoni
 Difficoltà nella comprensione delle informazioni scritte contenute nei testi di teoria
musicale/storia della musica
 Difficoltà nella memorizzazione (a breve, medio e lungo termine)
 Difficoltà nella coordinazione (sia nel suonare sia nel riprodurre ritmi col corpo)
 Difficoltà di organizzazione (organizzazione e tenuta dei materiali, riconoscimento andamento
ascendente/discendente, lettura contestuale dello spartito e esecuzione strumentale)

SUGGERIMENTI PER UNA DIDATTICA MUSICALE INCLUSIVA


Serie di accorgimenti che possono fungere da strumenti compensativi e misure dispensative:

 Partiture stampate
 Leggii elettronici per spartiti digitali
 Semplificazione della partitura e occultamento degli elementi non essenziali (ad esempio i segni di
dinamica)
 Utilizzo di colori per facilitare l’individuazione di andamenti melodici, armonici e ritmici
 Note colorate/indicazione dei suoni con trattini colorati sotto il pentagramma, uguali per suoni
omofoni
 Utilizzo di alterazioni di cortesia
 Lettura ritmica separata dalla lettura del nome delle note
 Ricorso a segni di allerta (ad esempio cerchi attorno alle note) per richiamare passaggi complessi
 Evidenziazione di andamenti ascendenti/discendenti
 Utilizzo di schemi per indicare la successione ascendente/discendente dei suoni, per lo studio delle
tonalità, accordi e modulazioni
 Realizzazione di mappe concettuali, presentazione di filmati per lo studio degli argomenti teorici,,
ricorso all’utilizzo di software di sintesi vocale/lettura da parte di terzi per facilitare la comprensione
 Fruizione di registrazioni dei brani da eseguire e/o analizzare
 Libri digitali
 Invenzione di testi in relazione all’andamento melodico/ritmico, lettura ritmica dei repertori
vocali/strumentali prima di procedere all’esecuzione
 Braille musicale
 App per pc o tablet
 Tastiere interattive
 Programmi per la creazione di mappe mentali o concettuali
 Software di notazione e editing musicale

PER ALUNNI IPOVEDENTI O NON VEDENTI


Alunni non vedenti: lettura degli spartiti: notazione in braille. Si può richiedere la trascrizione delle
partiture in centri specializzati o produrla utilizzando appositi software. Tecnica strumentale: esercizi per la
postura, consapevolezza posturale e potenziamento della tattilità. Educazione all’ascolto: esercitare la
memorizzazione di elementi musicali di base, consapevolezza delle strutture melodiche principali, dei
disegni ritmici principali e delle strutture formali del discorso musicale. Per fare tutto ciò: supporti auditivi,
software di ear training.
Alunni ipovedenti: ingrandimento della partitura. Per problemi di albinismo: utilizzo di colori diversi da
associare all’altezza dei suoni, o uso di notazioni alternative (ad es. intavolature per strumenti a corda).

PER ALUNNI SORDI O IPOUDENTI


Voce, canto, parola: le parole sono formate da suoni (vocali) e rumori (consonanti). Vocali e consonanti sono
disposte in ordine metrico, anch’esso costituito da tempo, accento, suddivisioni e ritmo.
Progettazione didattica: in questi casi è importante sviluppare la consapevolezza del suono e la sua
localizzazione. Per fare ciò si può fare ricorso a giochi fonici (voce cantata, modulata, parlata) per favorire
l’incremento dell’attenzione, la capacità di imitazione e la capacità di associazione del suono alla sua fonte.
Lavoro sulle strutture ritmiche attraverso l’uso di fonemi e frasi ritmate accompagnate dal movimento,
permette di migliorare l’ascolto e la comprensione del linguaggio. E’ fondamentale la mediazione dell’adulto
nella relazione e comunicazione, così come è importante avvicinare il bambino ai suoni anche in senso
fisico, lasciando percepire le vibrazioni.

EDUCAZIONE INTERCULTURALE
La progettazione può favorire la valorizzazione, espressione e incontro fra le diverse identità musicali degli
allievi della scuola. Educazione musicale interculturale: si articola in una serie di attività diversificate che
offrono a ciascuno la possibilità di esprimersi: lavoro con diversi strumenti, vocalità, gestualità…
Nella prima accoglienza musicale degli alunni con background migratorio si dovrebbe evitare di fare
richieste che puntino il riflettore su di loro, in un momento in cui hanno timore che la propria cultura e
identità non sia accettata. La strategia migliore consiste nell’offrire un ampio ventaglio di proposte di attività,
con l’uso di strumenti diversi, in modo che i nuovi arrivati possano inserirsi secondo le loro attitudini
suonando o cantando con i compagni, acquistando la loro fiducia e la fiducia in sé stessi. Quando gli alunni
si sentiranno più sicuri e accettati, spesso saranno loro stessi a fornire stimoli sulla musica dei loro genitori e
del loro paese di origine.