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Tav: Revisione:

AGENZIA TERRITORIALE PER LA CASA


DEL PIEMONTE CENTRALE
Corso Dante, 14 - 10134 Torino
P. I.V.A.: 00499000016
Internet: http:// www.atc.torino.it E-mail: costruzioni@atc.torino.it
C1608002 0
Codice Intervento - EPM: [20xx_xxx] Codice CUP: [___________] File: C1608002.DOC

COMUNE DI CHIERI
VIA DELLA RESISTENZA 4
INTERVENTO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA:
BONIFICA DELLA COPERTURA IN CEMENTO AMIANTO E
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
SICUREZZA
Schede tecniche allegate
Studio Preliminare Studio Fattibilita’ Preliminare Definitivo Esecutivo Direzione Lavori Scala:
COMMITTENTE
CONDOMINIO AUTONOMO IN CHIERI- Via della Resistenza 4
RAPPRESENTATO DA: PRESIDENTE ATC
MARCELLO MAZZU’
Codice fiscale n. MZZMCL57M16L219E

CASA ATC SERVIZI srl


C.so Dante n°14 – 10134 Torino
P.I. 08366880016
Tel +390113130557 - Fax +390113130567

RESPONSABILE TECNICO: Arch. Roberto PEROL


Codice Fiscale n. PRLRRT55M25L013J
Ordine Provincia di Torino n. 2482

PROGETTO ARCHITETTONICO
PROGETTISTA: Arch. Stefania BORRELLI
Codice Fiscale n. BRRSFN79C50F839Y
N. Ordine Provincia di Torino n. 7605

PROGETTO STRUTTURE
PROGETTISTA: Ing. Antonino SARACENO
Codice Fiscale n SRNNNN78M19H224M
N. Ordine Provincia di Reggio Calabria n. A2606

PROGETTO IMPIANTISTICO
PROGETTISTA: Arch. Gian Piero AUTINO
Codice Fiscale n. TNAGPR74R218L219L
N. Ordine Provincia di Torino n.6408

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

RESPONSABILE DEI LAVORI IN FASE DI PROGETTAZIONE


Direzione Lavori

Arch. Stefania BORRELLI

COORDINATORE PER LA PROGETTAZIONE: Arch. Stefania BORRELLI


Codice Fiscale n. BRRSFN79C50F839Y
N. Ordine Provincia di Torino n.7605

Codice CASE SRL: 16_00X Elaborato di: Variante Dettaglio

Redatto da: Data Firma Verifica interna N. Descrizione sintetica delle modifiche Data
Redazione

1
Revisioni

2
3
4

Progettista RESPONSABILE LAVORI Visti: Proprietà:


Emissione

CASA ATC SERVIZI_S_R_L


CASA ATC SERVIZI_S_R_L Condominio Autonomo di
Via della Resistenza 4- Chieri
Firma Firma

Data: GIUGNO_2016
Approvazioni: Numero Data Impresa:

Commissione Tecnica Consultiva

Consiglio di Amministrazione

Testalino Codice: IO 07-80-03 Ed. 0 del 01.03.2013 Rev. 1 del 16.02.2015


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INDICE ALLEGATI

TITOLO SCHEDA DA PAGINA A PAGINA

Allegato A 3 13
Utensili
Allegato B 14 19
DPI
Allegato C 20 46
Attrezzature
Allegato D 47 57
Opere provvisionali
Allegato E 58 77
Sostanze pericolose
Allegato F 78 133
Fasi / sottofasi e valutazione dei rischi

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UTENSILI

INDICE – ALLEGATO A

1. ATTREZZATURA MANUALE DA TAGLIO ............................................................................................................... 4


1.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 4
1.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 4
2. AVVITATORE ELETTRICO ....................................................................................................................................... 5
2.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 5
2.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 5
2.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ........................................................................................... 6
3. CANNELLO PER GUAINA ........................................................................................................................................ 6
3.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 6
3.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 6
3.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ........................................................................................... 7
4. MARTELLO DEMOLITORE ELETTRICO ................................................................................................................. 7
4.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 7
4.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 7
4.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ........................................................................................... 7
5. SEGA CIRCOLARE PORTATILE .............................................................................................................................. 8
5.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 8
5.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 8
5.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ........................................................................................... 8
6. SCANALATRICE ....................................................................................................................................................... 9
6.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 9
6.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................... 9
6.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ........................................................................................... 9
7. SEGHETTO ALTERNATIVO ..................................................................................................................................... 9
7.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 9
7.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 10
7.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 10
8. PISTOLA PER VERNICIATURA A SPRUZZO ........................................................................................................ 11
8.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 11
8.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 11
8.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 11
9. TRAPANO ELETTRICO .......................................................................................................................................... 11
9.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 11
9.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 11
9.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 12
10. UTENSILI A MANO ............................................................................................................................................. 12
10.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 12
10.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 12
10.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 12
11. VIBRATORE PER CLS ....................................................................................................................................... 13
11.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 13
11.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 13
11.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 13

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1. ATTREZZATURA MANUALE DA TAGLIO

PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Nel caso degli utensili e degli attrezzi manuali le cause più frequenti di infortunio derivano dall'impiego di utensili
difettosi o usurati e dall'uso improprio o non conforme alla buona pratica.
Quindi, la prima regola da seguire è la scelta e la dotazione di attrezzi appropriati al lavoro da svolgere, sia dal punto
di vista operativo, sia, specialmente, da quello dei rischi ambientali presenti sul luogo di lavoro.
Gli attrezzi utilizzati debbono essere anche in buono stato di conservazione e di efficienza, non va trascurato, quando
si tratti di lavori di riparazione o manutenzione, di fare ricorso ad attrezzature che consentano di effettuare i lavori
nelle migliori condizioni di sicurezza. Di conseguenza, gli attrezzi devono essere sempre controllati prima del loro
uso e, se non sono in buone condizioni di efficienza, devono essere sostituiti con altri o sottoposti ad idonea
manutenzione. Per impedire, durante l'esecuzione di lavori in altezza (su scale, ad es.), che gli utensili non utilizzati
possano cadere e recare danno alle persone sottostanti, questi debbono essere conservati in apposite guaine o tenuti
assicurati al corpo in altri modi.
Un corretto impiego degli attrezzi a mano spesso richiede di essere integrato anche con l'uso di accessori di sicurezza
(mezzi per l'accesso e la permanenza in sicurezza sui luoghi di intervento, scale, piattaforme ed altre opere) oppure con
il ricorso sistematico a mezzi personali di protezione (ad es. per cacciavite, punteruoli, coltelli, lame, asce, ecc.), si
devono impiegare mezzi di protezione per le mani, e debbono essere disponibili apposite custodie ove riporli quando
non adoperati).

1.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Proiezione di schegge di materiale
• Ferite, tagli, abrasioni per contatto con parti taglienti
• Lesioni dovute a rottura dell'utensile

1.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:

• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di
resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza (Art. 71 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione individuale
• Evitare l'utilizzo di attrezzi muniti di manico o d'impugnatura, se tali parti sono deteriorate, spezzate o
scheggiate o non siano ben fissate all'attrezzo stesso (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature
• Rimuovere le sbavature della testa di battuta degli utensili per evitare la proiezione di schegge
• Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso a cui è destinato e nel modo più appropriato
• Non prolungare con tubi, o altri mezzi di fortuna, l'impugnatura dell’attrezzo

DURANTE L’USO:

• Non appoggiare il manico al torace mentre con le due mani si fa forza sull'altro
• Non appoggiare gli attrezzi in posizione di equilibrio instabile
• Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori, durante l’utilizzo dell’attrezzo
• Durante l'uso dell'attrezzatura, i materiali verranno irrorati con acqua per ridurre il sollevamento della polvere
(Allegato IV punto 2.2.1.8.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)

DOPO L’USO:

• Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto

• DPI
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In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed
i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Casco Protettivo Dispositivo utile a proteggere il - punti 3, 4 n.1 del D.lgs.
lavoratore dal rischio di offesa n.81/08 come modificato dal
Proiezione di schegge
al capo per caduta di materiale D.lgs n.106/09
di materiale
dall'alto o comunque per UNI EN 397(2001)
contatti con elementi pericolosi Elmetti di protezione
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Puntale rinforzato in acciaio
Scarpe - punti 3, 4 n.6 del D.lgs.
contro
antinfortunistiche n.81/08 come modificato dal
Ferite, tagli, abrasioni schiacciamento/abrasioni/perfor
D.lgs n.106/09
per contatto con parti azione/ferite degli arti inferiori e
UNI EN ISO 20344 (2008)
taglienti suola antiscivolo e per
Dispositivi di protezione
salvaguardare la caviglia da
individuale – Metodi di prova
distorsioni
per calzature
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Guanti in crosta Da utilizzare nei luoghi di
- punti 3, 4 n.5 del D.lgs.
lavoro caratterizzati dalla
Ferite, tagli, abrasioni n.81/08 come modificato dal
presenza di materiali e/o attrezzi
per contatto con parti D.lgs n.106/09
che possono causare fenomeni
taglienti UNI EN 388 (2004)
di abrasione/taglio/
Guanti di protezione contro
perforazione delle mani
rischi meccanici

2. AVVITATORE ELETTRICO

2.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Elettrici

2.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a bassissima tensione di sicurezza (50
V), comunque non collegati elettricamente a terra;
• Controllare l’integrità dei cavi e della spina d’alimentazione;
• Verificare la funzionalità dell’utensile;
• Verificare che l’utensile sia di conformazione adatta.

DURANTE L’USO:
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Interrompere l’alimentazione elettrica nelle pause di lavoro;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’utensile.

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2.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi

3. CANNELLO PER GUAINA

3.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Calore, fiamme, incendio
• Scottature, ustioni
• Rumore
• Gas, vapori, fumi nocivi
• Esposizione a irraggiamento di calore
• Bitume (Fumi, Gas/Vapori, Allergeni)

3.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Trasportare le bombole sul posto utilizzando appositi carrelli o analoghi dispositivi;
• Verificare l’integrità dei tubi in gomma e le connessioni tra bombola e cannello;
• Verificare l’efficienza del cannello;
• Verificare la funzionalità del riduttore di pressione;
• Verificare che nelle vicinanze non vi siano materiali infiammabili;
• Effettuare un’accurata pulizia della superficie di posa, con attenzione all’eliminazione di scarti di lavorazione
(trucioli, polvere ecc.) che potrebbero accendersi;
• Proteggere le tubazioni dai punti di passaggio, proteggendole da calpestio, scintille, fonti di calore e dal
contatto con attrezzature o rottami taglienti

DURANTE L’USO:
• Evitare di usare la fiamma libera in corrispondenza del tubo e della bombola del gas;
• Tenere la bombola nei pressi del posto di lavoro ma lontano da fonti di calore;
• Tenere la bombola in posizione verticale;
• Nelle pause di lavoro, spegnere la fiamma e chiudere l’afflusso del gas;
• E’ opportuno tenere un estintore sul posto di lavoro;
• Porre attenzione a non lambire con la fiamma altri elementi combustibili fissi non rimovibili (lucernari in
materiale plastico, legno strutturale ecc.)
• Non sottoporre le tubazioni di alimentazione del cannello a trazione;
• Non piegare le tubature di alimentazione per interrompere il flusso del gas;
• Accendere i cannelli con appositi accenditori (no fiammiferi, torce di carta, scintille prodotte da mole o da altre
sorgenti di fortuna)
• Se il cannello non si accende tempestivamente controllare che non si sia accumulato gas in sacche o interstizi o
nell’ambiente di lavoro;
• In caso di principio di incendio o di fuga di gas, chiudere immediatamente le bombole agendo sulla valvola
principale.

DOPO L’USO:

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• Spegnere la fiamma chiudendo le valvole d’afflusso del gas sul cannello e sulla bombola;
• Riporre la bombola nell’apposito deposito di cantiere;
• Non abbandonare l’attrezzatura sul luogo di lavoro;
• Segnalare malfunzionamenti.

3.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi

4. MARTELLO DEMOLITORE ELETTRICO

4.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Vibrazioni
• Elettrici
• Rumore
• Polveri, fibre
• Allergeni

4.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare che l’utensile sia del tipo a doppio isolamento (220 V), o alimentato a bassissima tensione di
sicurezza (50V), comunque non collegato a terra;
• Verificare l’integrità del cavo e della spina di alimentazione;
• Verificare il funzionamento dell’interruttore;
• Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato;
• Utilizzare la punta adeguata al materiale da demolire.

DURANTE L’USO:
• Impugnare saldamente l’utensile con le due mani tramite le apposite maniglie;
• Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Staccare il collegamento elettrico durante le pause di lavoro.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’utensile;
• Controllare l’integrità del cavo d’alimentazione;
• Pulire l’utensile;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

4.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti antivibrazioni
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• Indumenti protettivi

5. SEGA CIRCOLARE PORTATILE

5.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Punture, tagli, abrasioni


• Vibrazioni
• Elettrici
• Rumore
• Polveri, fibre

5.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare che l’utensile sia del tipo a doppio isolamento;
• Verificare la presenza e l’efficienza del carter di protezione;
• Verificare l’integrità del cavo e delle spine di alimentazione;
• Controllare l’integrità ed il regolare fissaggio della lama;
• Verificare l’efficienza dell’interruttore.

DURANTE L’USO:
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti;
• Non rimuovere il carter di protezione;
• Durante le pause di lavoro scollegare elettricamente l’utensile.

DOPO L’USO:
• Staccare il collegamento elettrico;
• Controllare l’integrità del cavo e della spina;
• Pulire l’utensile.

5.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Otoprotettori
• Guanti antivibrazioni

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6. SCANALATRICE

6.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Punture, tagli, abrasioni
• Vibrazioni
• Elettrici
• Rumore
• Polveri, fibre
• Allergeni

6.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare che l’utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V);
• Verificare la presenza del carter di protezione;
• Verificare l’integrità del cavo e delle spine di alimentazione;
• Controllare il regolare fissaggio della fresa o dei dischi;
• Segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato.

DURANTE L’USO:
• Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Evitare turni di lavoro prolungati e continui;
• Interrompere l’alimentazione elettrica durante le pause di lavoro.

DOPO L’USO:
• Staccare il collegamento elettrico dell’utensile;
• Controllare l’integrità del cavo e della spina;
• Pulire l’utensile;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

6.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti antivibrazioni
• Indumenti protettivi

7. SEGHETTO ALTERNATIVO

7.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Punture, tagli, abrasioni


• Vibrazioni
• Elettrici
• Rumore
• Polveri, fibre

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7.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare il corretto fissaggio della lama;
• Verificare che la lama sia idonea ed integra;
• Verificare l’efficienza dell’interruttore;
• Verificare l’integrità del cavo e della spina;
• Verificare l’efficienza e l’integrità del carter di protezione della lama.

DURANTE L’USO:
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Regolare il carter di protezione;
• Non tagliare spessori superiori a quelli riportati dal costruttore;
• Utilizzare lame idonee al materiale da tagliare;
• Durante le pause di lavoro o per la sostituzione della lama, scollegare elettricamente l’utensile;
• Segnalare eventuali gravi malfunzionamenti.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’utensile;
• Controllare l’integrità del cavo e della spina;
• Pulire l’utensile.

7.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi

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8. PISTOLA PER VERNICIATURA A SPRUZZO

8.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Nebbie
• Getti, schizzi
• Gas, vapori
• Allergeni

8.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Controllare le connessioni tra tubi di alimentazione e pistola;
• Verificare la pulizia dell’ugello e delle tubazioni.

DURANTE L’USO:
• In caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione vapori e/o di
ventilazione;
• Interrompere l’afflusso dell’aria nelle pause di lavoro.

DOPO L’USO:
• Spegnere il compressore e chiudere i rubinetti;
• Staccare l’utensile dal compressore;
• Pulire accuratamente l’utensile e le tubazioni;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

8.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Guanti
• Indumenti protettivi

9. TRAPANO ELETTRICO

9.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Punture, tagli, abrasioni


• Elettrici
• Rumore
• Polveri, fibre

9.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare che l’utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza
(50V), comunque non collegato elettricamente a terra;
• Verificare l’integrità e l’isolamento dei cavi e della spina di alimentazione;
• Verificare il funzionamento dell’interruttore;
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• Controllare il regolare fissaggio della punta.

DURANTE L’USO:
• Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
• Interrompere l’alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione.

DOPO L’USO:
• Staccare il collegamento elettrico dell’utensile;
• Pulire accuratamente l’utensile;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

9.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

• Calzature di sicurezza
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti

10. UTENSILI A MANO

10.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Urti, colpi, impatti, compressioni


• Punture, tagli, abrasioni

10.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Controllare che l’utensile non sia deteriorato;
• Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature;
• Verificare il corretto fissaggio del manico;
• Selezionare il tipo di utensile adeguato all’impiego;
• Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature.

DURANTE L’USO:
• Impugnare saldamente l’utensile;
• Assumere una posizione corretta e stabile;
• Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori;
• Non utilizzare in maniera impropria l’utensile;
• Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto;
• Utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia.

DOPO L’USO:
• Pulire accuratamente l’utensile;
• Riporre correttamente gli utensili;
• Controllare lo stato d’uso dell’utensile.

10.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

• Casco
• Calzature di sicurezza
• Occhiali
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• Guanti

11. VIBRATORE PER CLS

11.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Vibrazioni
• Elettrici
• Allergeni

11.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare l’integrità dei cavi di alimentazione e della spina;
• Posizionare il trasformatore in un luogo asciutto.

DURANTE L’USO:
• Proteggere il cavo d’alimentazione;
• Non mantenere a lungo fuori dal getto l’ago in funzione;
• Nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’utensile;
• Pulire accuratamente l’utensile;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

11.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi

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DPI

INDICE – ALLEGATO B

1. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE................................................................................................ 15


2. MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE .......................................................................................................... 16
2.1. Casco o elmetto di protezione ................................................................................................................ 16
2.2. Calzature di sicurezza ............................................................................................................................... 16
2.3. Occhiali di sicurezza e visiere................................................................................................................. 16
2.4. Maschera antipolvere, apparecchi filtranti o isolanti ........................................................................ 17
2.5. Otoprotettori (cuffie e tappi auricolari) ................................................................................................. 17
2.6. Guanti ............................................................................................................................................................ 17
2.7. Tute, grembiuli, gambali, ginocchiere, copricapo ............................................................................. 17
2.8. Giacconi, pantaloni, impermeabili, gambali, indumenti termici ..................................................... 18
2.9. Indumenti ad alta visibilità: bracciali, bretelle, giubbotti, gilè fosforescenti .............................. 18
2.10. Cinture di sicurezza, funi di trattenuta, sistemi di assorbimento frenato di energia................ 18
2.11. Gilè di sicurezza, giubbe e tute di salvataggio ................................................................................... 18
2.12. DPI per uso simultaneo ............................................................................................................................ 18
2.13. Istruzioni per gli addetti ............................................................................................................................ 19
2.14. Dispositivi di protezione individuale ..................................................................................................... 19
2.15. Procedure di emergenza .......................................................................................................................... 19
2.16. Sorveglianza Sanitaria .............................................................................................................................. 19
2.17. Informazione, formazione e addestramento ........................................................................................ 19
2.18. Segnaletica................................................................................................................................................... 19

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1. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

PROTEZIONE RISCHI / PERICOLI

Protezione del capo 03 Urti, colpi, impatti, compressioni


13 Caduta materiale dall’alto
Protezione del piede 03 Urti, colpi, impatti, compressioni
04 Punture, tagli, abrasioni
06 Scivolamenti, cadute a livello
Protezione degli occhi e del volto 10 Radiazioni non ionizzanti
22 Getti, schizzi
Protezione delle vie respiratorie 17 Polveri, fibre
18 Fumi
20 Nebbie
23 Gas, vapori
26 Infezioni da microrganismi
27 Amianto
Protezione dell’udito 11 Rumore
Protezione delle mani 04 Punture, tagli, abrasioni
05 Vibrazioni
07 Calore, fiamme
08 Freddo
24 Bitume
25 Allergeni
26 Infezioni da microrganismi
28 Oli minerali e derivati
Indumenti protettivi del corpo 07 Calore, fiamme
08 Freddo
17 Polveri, fibre
22 Getti, schizzi
24 Bitume
26 Infezioni da microrganismi
27 Amianto
28 Oli minerali e derivati
Indumenti di protezione contro le intemperie 08 Freddo
Indumenti ad alta visibilità 15 Investimento
Attrezzature di protezione anticaduta 01 Cadute dall’alto
Attrezzature di protezione antiannegamento 14 Annegamento

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2. MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE

2.1. Casco o elmetto di protezione


Sono necessari praticamente in quasi tutti i lavori edili, ad esclusione di alcuni lavori di finitura e manutenzione, in
particolare si richiamano:
• Lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati,
montaggio e smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione;
• Lavori su opere edili in struttura di acciaio, prefabbricato e/o industrializzate;
• Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie;
• Lavori in terra e roccia, lavori di brillatura mine e di movimento terra;
• Lavori in ascensori, montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori.
Il casco o elmetto, oltre ad essere robusto per assorbire gli urti e altre azioni di tipo meccanico, affinché possa essere
indossato quotidianamente, deve essere leggero, ben aerato, regolabile, non irritante e dotato di regginuca per garantire
la stabilità nelle lavorazioni più dinamiche (montaggio e smontaggio ponteggi, montaggio prefabbricati in genere).
Il casco deve essere costituito da una calotta a conchiglia, da una bordatura e da una fascia anteriore antisudore. La
bordatura deve permettere la regolazione in larghezza.
L’uso del casco deve essere compatibile con l’utilizzo di altri DPI eventualmente necessari: vi sono caschi che per la loro
conformazione permettono l’installazione di visiere o cuffie antirumore.
Il casco deve riportare la marcatura “CE”, che attesta i requisiti di protezione adeguati contro i rischi, conformemente alle
relative norme armonizzate.

2.2. Calzature di sicurezza


In generale nel settore delle costruzioni edili sono necessarie scarpe di sicurezza, alte o basse, con suola imperforabile,
protezione della punta del piede, tenuta all’acqua e al calore, suola antiscivolamento.
In particolare si richiamano: lavori di rustico, di genio civile e lavori stradali; lavori su impalcature; demolizione di rustici;
lavori in calcestruzzo, in elementi prefabbricati, montaggio e smontaggio di armature; lavori in cantieri edili e in aree di
deposito; lavori su tetti.
Per i soli lavori di impiantistica e di finitura possono essere utilizzate scarpe di sicurezza senza suola imperforabile.
Per lavorazioni con rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse, nella movimentazione di materiale di grandi
dimensioni e nei lavori nei quali il piede può rimanere imprigionato è richiesto lo slacciamento rapido.
Nei lavori su superfici in forte pendenza (tetti) le scarpe di sicurezza devono avere suola continua ed essere antiscivolo.
Nei lavori da svolgere in immersione parziale occorre indossare adeguati stivali dotati, se necessario, di suola
antiperforazione e/o puntale antischiacciamento.
Nei lavori che richiedono l’impiego di seghe a catena portatili (motoseghe), che espongono le gambe e i piedi al rischio di
tagli profondi o amputazioni è necessario utilizzare gli stivali di protezione.
Le calzature di sicurezza devono riportare la marcature “CE”, ed essere corredate da nota informativa che ne identifica la
caratteristiche ed il livello di protezione.

2.3. Occhiali di sicurezza e visiere


L’uso degli occhiali di sicurezza è obbligatorio ogni qualvolta si eseguono lavorazioni che possono produrre lesioni agli
occhi per la proiezione di schegge o corpi estranei o per l’esposizione a radiazioni.
Le lesioni possono essere di tre tipi:
• Meccaniche: schegge, trucioli, aria compressa, urti accidentali;
• Ottiche: irradiazione ultravioletta, luce intensa, raggi laser;
• Termiche: liquidi caldi, corpi estranei caldi.
In particolare si richiamano le seguenti lavorazioni:
• Lavori di saldatura, molatura e tranciatura;
• Lavori di scalpellatura;
• Lavorazioni di pietre;
• Rimozione e frantumazione di materiale con formazione di schegge;
• Operazioni di sabbiatura;
• Impiego di pompe a getto di liquido;
• Manipolazione di masse incandescenti o lavori in prossimità delle stesse;
• Lavori che comportano esposizione a calore radiante;
• Impiego di laser.
Gli occhiali devono avere sempre schermi laterali per evitare la proiezione di materiali o liquidi di rimbalzo o comunque di
provenienza laterale.
Per gli addetti all’uso di fiamma libera (saldatura guaina bituminosa, ossitaglio) o alla saldatura elettrica o ad arco
voltaico, gli occhiali o lo schermo devono essere del tipo inattinico, cioè di colore e composizione delle lenti (stratificate)

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capaci di filtrare i raggi UV (ultravioletti) e IR (infrarossi) che possono provocare lesioni alla cornea ed al cristallino ed in
alcuni casi anche alla retina.
Le lenti degli occhiali devono essere realizzate in vetro o in materiale plastico (policarbonato).
Gli occhiali devono riportare la marcatura CE ed essere corredati da nota informativa sulle caratteristiche e grado di
protezione.

2.4. Maschera antipolvere, apparecchi filtranti o isolanti


I pericoli per le vie respiratorie sono essenzialmente di due tipi:
• Deficienza di ossigeno nella miscela inspirata e/o presenza di gas venefici;
• Inalazione di aria contenente inquinanti nocivi, solidi (polveri, fibre, amianto), gassosi (fumi e vapori di
combustione e di sintesi), liquidi (nebbie prodotte da attrezzature e macchinari).
La scelta del tipo di DPI deve essere fatta in relazione al tipo di attività svolta ed all’agente inquinante presente.
In generale sono da utilizzare autorespiratori: nei lavori in contenitori, vani ristretti, cunicoli, qualora sussista il rischio di
intossicazione da gas o di carenza di ossigeno; nei lavori di verniciatura a spruzzo senza sufficiente aspirazione; nei
lavori in pozzetti, canali o altri vani sotterranei nell’ambito della rete fognaria; nei lavori di sabbiatura.
Possono essere invece utilizzate: maschere antipolvere monouso in presenza di polvere e fibre; respiratori semifacciali
dotati di filtro in presenza di vapori, gas, nebbie, fumi, polveri e fibre; respiratori semifacciali a doppio filtro sostituibile in
presenza di gas, vapori, polveri.
In tutti i casi il D.P.I. scelto deve riportare il marchio di conformità CE ed essere corredato da nota informativa sulle
caratteristiche e grado di protezione.

2.5. Otoprotettori (cuffie e tappi auricolari)


La caratteristica fondamentale di un DPI contro il rumore è quella di filtrare le frequenze sonore pericolose per l’udito,
rispettando nello stesso tempo le frequenze utili per la comunicazione e per la percezione dei pericoli. E’ necessario
pertanto nella scelta dei DPI valutare prima l’entità e le caratteristiche del rumore. Inoltre nella scelta dei DPI si deve
tenere conto della praticità di utilizzo per soddisfare le diverse esigenze di impiego.
Nel settore delle costruzioni si possono fornire le seguenti indicazioni di carattere generale: cuffie di protezione, di solito
associate ai caschi, per i lavori di perforazione nelle rocce, nei lavori con martelli pneumatici, nei lavori di battitura di pali
e costipazione del terreno, presso le macchine rumorose; cuffie di protezione o archetti con tappi auricolari nei lavori di
breve durata presso macchine ed impianti rumorosi (sega circolare, sega per laterizi, betoniere); tappi auricolari
monouso nelle attività che espongono indirettamente i lavoratori a situazioni di rumore diffuso nell’ambiente, dovuto alla
presenza di attività comunque rumorose.
La disponibilità di tappi auricolari monouso deve sempre essere prevista nei cantieri di costruzione.
Cuffie, tappi auricolari con e senza archetti, tappi monouso devono riportare il marchio “CE” ed essere corredati da
etichetta in cui sia indicato il livello di diminuzione acustica, nonché il valore dell’indice di comfort offerto dal DPI; ove ciò
non sia possibile l’etichetta deve essere apposta sulla confezione (imballaggio).

2.6. Guanti
I guanti devono proteggere le mani contro uno o più rischi o da prodotti e sostanze nocive per la pelle. A seconda delle
lavorazioni si deve fare ricorso ad un tipo di guanto appropriato. In generale sono da prendere in considerazione:
• Guanti contro le aggressioni meccaniche: resistenti a tagli, abrasioni, strappi, perforazioni, al grasso e all’olio;
utilizzati nel maneggio di materiali da costruzione, mattoni, piastrelle, legname, costruzioni di carpenteria in
legno e metallica;
• Guanti antitaglio: nei lavori dove si impiegano seghe a catena portatili (motoseghe);
• Guanti contro le aggressioni chimiche: resistenti ai solventi, prodotti caustici e chimici, taglio, abrasione,
perforazione ed impermeabili; utilizzati per lavori di verniciatura (anche a spruzzo), manipolazioni di prodotti
chimici, acidi ed alcalini, solventi, oli disarmanti, lavori con bitume, primer, collanti, intonaci;
• Guanti antivibrazioni: resistenti al taglio, strappi, perforazioni, e ad assorbimento delle vibrazioni; utilizzati nei
lavori con martelli demolitori elettrici o pneumatici;
• Guanti per elettricisti: resistenti al taglio, abrasioni, strappi, perforazioni e isolanti elettricamente; utilizzati per
interventi su parti in tensione e di emergenza in presenza di energia elettrica;
• Guanti di protezione contro il calore: resistenti all’abrasione, tagli e anticalore; utilizzati nei lavori di saldatura e
di manipolazione di materiali e prodotti a temperatura elevata;
• Guanti di protezione dal freddo: resistenti al taglio, strappi, perforazione e isolanti dal freddo; utilizzati per
movimentazione manuale dei carichi o lavorazioni in condizioni climatiche fredde;
• Guanti monouso in lattice o vinile: per lavori con problemi esclusivamente di carattere igienico.
Tutti i DPI scelti devono riportare la marcatura CE e devono essere corredati da nota informativa sulle caratteristiche e
grado di protezione.

2.7. Tute, grembiuli, gambali, ginocchiere, copricapo


Oltre ai DPI tradizionali, una serie di indumenti protettivi in talune circostanze e particolari attività lavorative svolgono
anche funzioni di DPI. Per il settore delle costruzioni possiamo prendere in considerazione:

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• Indumenti di lavoro cosiddetti “di sicurezza” (due pezzi e tuta) per la protezione della epidermide da prodotti
allergenici, oli minerali, vernici, emulsioni, lavori di saldatura, applicazioni di fibre minerali, manutenzioni
meccaniche;
• Indumenti di lavoro cosiddetti “di sicurezza” (tuta) monouso per lavori di decoibentazione e/o rimozione di
materiali contenenti amianto e di bonifica ambientale in genere;
• Grembiuli e gambali per asfaltisti;
• Giacconi impermeabili e gambali per lavori in sotterraneo in presenza di forte stillicidio;
• Ginocchiere per lavori da svolgere in ginocchio come può essere la posa dei pavimenti;
• Copricapi a protezione dei raggi solari nei lavori all’aperto quando non necessiti l’uso del casco;
• Tute antimpigliamento e antitaglio per la protezione degli arti inferiori durante l’utilizzo di seghe a catena portatili
(motoseghe);
• Tute a due pezzi o pezzo unico antimpigliamento per gli interventi in prossimità di organi di macchine in
movimento;
• Grembiuli per saldatori per la protezione da proiezioni di particelle incandescenti e dal calore.
Quando gli indumenti protettivi svolgono le funzioni di DPI, come sopra richiamato, devono riportare la marcatura CE a
garanzia della loro idoneità ed affidabilità.

2.8. Giacconi, pantaloni, impermeabili, gambali, indumenti termici


Nei lavori edili all’aperto con clima piovoso e/o freddo è necessario mettere a disposizione dei lavoratori giacconi e
pantaloni impermeabili, indumenti termici e gambali per proteggersi contro le intemperie.
Anche questi DPI, rientranti nella prima categoria secondo la classificazione di legge, sono oggetto di dichiarazione di
conformità e pertanto devono riportare la marchiatura CE.

2.9. Indumenti ad alta visibilità: bracciali, bretelle, giubbotti, gilè fosforescenti


Nei lavori in presenza di traffico o anche stradali in zone a forte flusso di mezzi d’opera, quando si preveda necessario
segnalare individualmente e visivamente la presenza del lavoratore, devono essere utilizzati indumenti con
caratteristiche di alta visibilità, diretta o riflessa, che devono possedere intensità luminosa e opportune caratteristiche
fotometriche e colorimetriche.
Tutti i DPI devono riportare la marchiatura CE ed essere utilizzati secondo le istruzioni fornite dalle note informative.

2.10. Cinture di sicurezza, funi di trattenuta, sistemi di assorbimento frenato di energia


Nei lavori presso gronde e cornicioni, sui tetti, sui ponti sviluppabili, sui muri in demolizione, nei lavori di montaggio e
smontaggio di ponteggi, strutture metalliche e prefabbricati, nei posti di lavoro sopraelevati di macchine, impianti e nei
lavori simili ogni qualvolta non siano attuabili o sufficienti le misure tecniche di prevenzione e protezione collettiva, si
devono utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto. Nei lavori in pozzi, fogne,
canalizzazioni e lavori simili in condizioni di accesso disagevole e quando siano da temere gas o vapori nocivi, devono
essere parimenti utilizzate cinture di sicurezza e funi di trattenuta per l’eventuale soccorso al lavoratore. Tali dispositivi,
consistono in cinture di sicurezza con bretelle e fasce gluteali, collegate a fune di trattenuta che limiti la caduta a non più
di 1,5 m.
L’uso della fune deve avvenire in generale in concomitanza a dispositivi di assorbimento di energia (dissipatori) perché
anche cadute da altezze modeste possono provocare forze d’arresto molto elevate.
Sono inoltre da prendere in considerazione specifici sistemi di sicurezza che consentono una maggior mobilità del
lavoratore, pur garantendo i requisiti generali di sicurezza richiesti, quali: avvolgitori/svolgitori automatici di fune di
trattenuta; sistema a guida fissa e ancoraggio scorrevole per il montaggio dei ponteggi metallici; altri sistemi analoghi.
I DPI in oggetto, rientrano fra quelli destinati a salvaguardare da rischi elevati (con conseguenze gravi o gravissime) e
sono soggette a particolari procedure di certificazione CE, devono pertanto essere marchiati e corredati dalle necessarie
note informative.

2.11. Gilè di sicurezza, giubbe e tute di salvataggio


Nei lavori in presenza di corsi e specchi d’acqua, e su natanti, quando non siano attuabili o sufficienti i sistemi di
sicurezza atti ad evitare la possibilità di caduta in acqua devono essere utilizzati idonei indumenti DPI atti a mantenere a
galla in posizione corretta le persone cadute in acqua.
Tali dispositivi devono essere idonei ad un uso protratto per tutta la durata dell’attività che espone l’utilizzatore
eventualmente vestito ad un rischio di caduta in ambiente liquido.
In tutti i casi sono da tenere a disposizione per gli interventi di soccorso e/o emergenza.
Il marchio CE deve essere apposto sul DPI e sul relativo imballaggio in modo visibile, leggibile ed indelebile.

2.12. DPI per uso simultaneo


In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da
mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e di rischi corrispondenti.
Per il settore delle costruzioni edili possiamo prendere in considerazione:
• Casco con cuffie;
• Casco con visiera;
• Casco con visiera e cuffie.

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2.13. Istruzioni per gli addetti


I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di
prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
I DPI devono inoltre: essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore; essere
adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.
I dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti ai lavoratori, quando possono diventare veicolo di contagio, devono
essere personali e contrassegnati con il nome dell’assegnatario o con un numero.
I DPI devono essere tenuti con cura e mantenuti in efficienza ed in condizioni di igiene mediante la manutenzione, le
riparazioni e le sostituzioni necessarie, secondo le istruzioni contenute nella nota informativa rilasciata obbligatoriamente
dal fabbricante.

2.14. Dispositivi di protezione individuale

Sono l’oggetto della presente scheda.

2.15. Procedure di emergenza

Le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio non sono considerati dispositivi di protezione individuale.
Le procedure di emergenza, peraltro, possono prevedere l’uso di DPI conformi a quelli individuati dalla presente scheda,
da utilizzare in soccorso dei lavoratori.

2.16. Sorveglianza Sanitaria

La sorveglianza sanitaria è prevista ed effettuata in presenza di agenti chimici, fisici e biologici nei casi previsti dalla
vigente normativa, indipendentemente dall’uso dei dispositivi di protezione individuale.
In tali casi il medico competente collabora alla predisposizione dell’attuazione delle misure per la tutela della salute e
dell’integrità psicofisica dei lavoratori e quindi anche alla scelta dei DPI eventualmente necessari.

2.17. Informazione, formazione e addestramento

Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione sui rischi specifici cui è esposto in
relazione all’attività svolta e sulle normative di sicurezza e disposizioni aziendali in materia, compreso l’uso dei DPI.
Pertanto il datore di lavoro fornisce istruzioni comprensibili ai lavoratori; assicura una formazione adeguata e organizza,
se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.
In ogni caso l’addestramento è indispensabile per ogni DPI che appartenga alla terza categoria, ai sensi del D.Lgs.
475/92; in particolare per l’edilizia si richiamano:
• Gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi,
tossici o radiotossici;
• Gli apparecchi di protezione isolanti (autorespiratori), ivi compresi quelli destinati all’immersione subacquea;
• Otoprotettori (cuffie o tappi auricolari);
• Guanti contro le aggressioni chimiche;
• Guanti per attività che espongono a tensioni elettriche pericolose (per elettricisti);
• I DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall’alto (attrezzatura anticaduta).

2.18. Segnaletica

Negli ambienti di lavoro, presso le macchine e gli impianti che comportano l’uso dei DPI da parte dei lavoratori addetti,
devono essere affissi cartelli di prescrizione richiamanti l’obbligo di utilizzo dei DPI. Sono in particolare da prendere in
considerazione: protezione obbligatoria delle vie respiratorie; guanti di protezione obbligatoria; protezione obbligatoria
dell’udito; calzature di sicurezza obbligatorie; protezione individuale obbligatoria contro le cadute dall’alto.

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ATTREZZATURE

INDICE – ALLEGATO C

1. ACCESSORI DI SOLLEVAMENTO.......................................................................................................................... 22
1.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL
LAVORO 22
1.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 22
1.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ......................................................................................... 22
2. AUTOCARRO ........................................................................................................................................................... 22
2.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 22
2.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 22
2.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 23
3. AUTOCARRO CON CESTELLO .............................................................................................................................. 24
3.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 24
3.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 24
3.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 25
4. AUTOCARRO CON GRU ......................................................................................................................................... 25
4.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 25
4.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 25
4.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 25
5. AVVITATORE / INCAVIGLIATRICE ......................................................................................................................... 26
5.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 26
5.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 26
5.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 26
6. BATTIPIASTRELLE ................................................................................................................................................. 27
6.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 27
6.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 27
6.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 27
7. BETONIERA ............................................................................................................................................................. 27
7.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 27
7.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 28
7.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 28
8. CANALE PER SCARICO MACERIE ........................................................................................................................ 29
8.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 29
8.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 29
8.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 29
9. CAROTATRICE ........................................................................................................................................................ 29
9.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 29
9.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 30
10. ELEVATORE A BANDIERA ............................................................................................................................... 30
10.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 30
10.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 30
10.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 31
11. ELEVATORE A CAVALLETTO.......................................................................................................................... 31
11.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 31
11.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 31
11.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 31
12. GRUPPO ELETTROGENO ................................................................................................................................ 31
12.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 31
12.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 32

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12.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 32


13. IDROPULITRICE ELETTRICA ........................................................................................................................... 32
13.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 32
13.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 32
14. IMPASTATRICE ................................................................................................................................................. 34
14.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 34
14.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 34
15. MONTACARICHI ................................................................................................................................................ 34
15.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 35
15.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 35
15.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 36
16. PIATTAFORMA DI LAVORO MOBILE ELEVABILE munita di braccio telescopico o articolato ................. 36
16.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 36
16.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 36
16.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 39
17. PONTEGGIO AUTOSOLLEVANTE ................................................................................................................... 39
17.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 39
17.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 39
17.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 40
18. SEGA A DISCO PER METALLI ......................................................................................................................... 40
18.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 40
18.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 40
18.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE......................................................................................... 40
19. SMERIGLIATRICE ANGOLARE O FLESSIBILE .............................................................................................. 41
19.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 41
19.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 41
20. TAGLIASFALTO A DISCO ................................................................................................................................ 43
20.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 43
20.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 43
21. TAGLIASFALTO A MARTELLO ........................................................................................................................ 44
21.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO 45
21.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ............................................................. 45

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1. ACCESSORI DI SOLLEVAMENTO

1.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL
LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Punture, tagli, abrasioni
• Caduta materiale dall’alto

1.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare l’idoneità dell’accessorio in funzione del tipo di carico, dei punti di presa, del dispositivo di aggancio
e delle condizioni atmosferiche;
• Verificare la portata dell’accessorio sulla relativa tabella in base all’eventuale configurazione dell’imbracatura;
• Verificare l’esistenza della marcatura;
• Verificare l’integrità dell’accessorio.

DURANTE L’USO:
• Mantenere il controllo diretto o indiretto dell’operazione di aggancio o sgancio del carico;
• Utilizzare appositi contenitori per i materiali minuti curando di non riempirli totalmente;
• Nell’utilizzare giochi di catene o funi curare che il carico non subisca danneggiamenti tali da provocare cadute
di materiale;
• Utilizzare il forcone solo se il pallet è sufficientemente robusto ed esistono sistemi adeguati di contenimento
della eventuale caduta di materiale;
• Accompagnare l’accessorio di sollevamento fuori dalla portata di agganci accidentali.

DOPO L’USO:
• Verificare l’integrità dell’accessorio segnalando eventuali danneggiamenti.

1.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti

2. AUTOCARRO

2.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Vibrazioni
• Calore, fiamme
• Cesoiamento, stritolamento
• Polveri, fibre
• Oli minerali e derivati

2.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere;
• Verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
• Garantire la visibilità del posto di guida;
• Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
• Verificare la presenza in cabina di un estintore.

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DURANTE L’USO:
• Segnalare l’operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
• Non trasportare persone all’interno del cassone;
• Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità dei posti di lavoro;
• Richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta;
• Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata;
• Non superare la portata massima;
• Non superare l’ingombro massimo;
• Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante
il trasporto;
• Non caricare materiale sfuso oltre l’altezza delle sponde;
• Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
• Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
• Segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti.

DOPO L’USO:
• Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per pneumatici e freni,
segnalando eventuali anomalie;
• Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.

2.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


(da utilizzare durante le operazioni di carico-scarico al di fuori della cabina)
• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi

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3. AUTOCARRO CON CESTELLO

3.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Punture, tagli, abrasioni
• Calore, fiamme
• Elettrici (contatto con linee elettriche aeree)
• Cesoiamento, stritolamento
• Oli minerali e derivati

3.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere;
• Verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
• Garantire la visibilità del posto di guida;
• Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
• Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le
manovre;
• Verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere;
• Ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori;
• Verificare l’efficienza del braccio del cestello, compresa la sicura del gancio;
• Verificare la presenza in cabina di un estintore.

DURANTE L’USO:
• Non trasportare persone all’interno del cassone;
• Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità dei posti di
lavoro;
• Non attivare il braccio durante gli spostamenti;
• Non superare la portata massima e del mezzo e dell’apparecchio di sollevamento;
• Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa
subire spostamenti durante il trasporto;
• Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
• Mantenere sgombro e pulito il cestello;
• Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
• Segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose;
• Utilizzare adeguati accessori di sollevamento e cinture di sicurezza ancorate a punti stabili del
cestello;
• Non sporgersi dal cestello;
• Segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose
• Mantenere i comandi puliti da grasso, olio, ecc.;
• In caso di visibilità insufficiente sospendere i lavori.

DOPO L’USO:
• Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego a motore spento;
• Posizionare correttamente il braccio telescopico e bloccarlo in posizione di riposo;
• Pulire convenientemente il mezzo;
• Segnalare eventuali guasti.

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3.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi
• Cinture di sicurezza

4. AUTOCARRO CON GRU


4.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Punture, tagli, abrasioni
• Calore, fiamme
• Elettrici (contatto con linee elettriche aeree)
• Cesoiamento, stritolamento
• Oli minerali e derivati

4.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere;
• Verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
• Garantire la visibilità del posto di guida;
• Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
• Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre;
• Verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere;
• Ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori;
• Verificare l’efficienza della gru, compresa la sicura del gancio;
• Verificare la presenza in cabina di un estintore.

DURANTE L’USO:
• Non trasportare persone all’interno del cassone;
• Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità dei posti di lavoro;
• Non azionare la gru con il mezzo in posizione inclinata;
• Non superare la portata massima e del mezzo e dell’apparecchio di sollevamento;
• Non superare l’ingombro massimo;
• Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante
il trasporto;
• Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
• Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
• Segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose;
• Utilizzare adeguati accessori di sollevamento;
• Mantenere i comandi puliti da grasso, olio, ecc.;
• In caso di visibilità insufficiente richiedere l’aiuto di personale per eseguire le manovre.

DOPO L’USO:
• Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego a motore spento;
• Posizionare correttamente il braccio telescopico e bloccarlo in posizione di riposo;
• Pulire convenientemente il mezzo;
• Segnalare eventuali guasti.

4.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi

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5. AVVITATORE / INCAVIGLIATRICE
5.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Vibrazioni
• Scivolamenti, cadute a livello
• Calore, fiamme
• Rumore
• Movimentazione manuale dei carichi
• Oli minerali e derivati

5.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare il funzionamento dei comandi;
• Posizionare correttamente la macchina;
• Rimuovere eventuali ostacoli dal binario;
• Montare correttamente l’utensile.

DURANTE L’USO:
• Mantenere puliti i comandi;
• Effettuare il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare;
• Tenere a distanza di sicurezza gli altri lavoratori;
• Spostare la macchina, dal binario o dal mezzo di trasporto, con un apparecchio di sollevamento o
con un aiutante;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

DOPO L’USO:
• Effettuare la manutenzione e la revisione della macchina attenendosi alle istruzioni riportate sul
libretto;
• Segnalare eventuali anomalie;
• Lasciare la macchina in condizioni di stabilità.

5.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Copricapo
• Calzature di sicurezza
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi
• Indumenti ad alta visibilità

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6. BATTIPIASTRELLE

6.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Vibrazioni
• Elettrici
• Rumore
• Movimentazione manuale dei carichi

6.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare l’efficienza delle protezioni;
• Verificare l’efficienza delle parti elettriche visibili;
• Verificare l’efficienza dei comandi.

DURANTE L’USO:
• Segnalare la zona di intervento esposta a livello di rumorosità elevato;
• Non rimuovere o modificare i dispositivi di protezione;
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione posizionandolo in modo da evitarne il
danneggiamento.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente la macchina;
• Pulire accuratamente la macchina;
• Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.

6.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza
• Ginocchiere
• Otoprotettori
• Guanti antivibrazioni

7. BETONIERA
7.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni (ribaltamento)
• Elettrici
• Rumore
• Cesoiamento, stritolamento
• Caduta materiale dall’alto
• Movimentazione manuale dei carichi
• Polveri, fibre
• Getti, schizzi
• Allergeni

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7.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: al bicchiere, alla corona, agli organi di trasmissione, agli organi di
manovra;
• Verificare l’efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza;
• Verificare la presenza e l’efficienza della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia);
• Verificare l’integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra per la parte visibile ed il corretto funzionamento degli
interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra.

DURANTE L’USO:
• E’ vietato manomettere le protezioni;
• E’ vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia, manutenzione o riparazione sugli organi in movimento;
• Nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo macchina prima di eseguire interventi sui sistemi di
caricamento o nei pressi di questi;
• Nelle betoniere a caricamento manuale le operazioni di carico non devono comportare la movimentazione di carichi troppo
pesanti e/o in condizioni disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le opportune attrezzature manuali quali pale o secchie.

DOPO L’USO:
• Assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all’interruttore generale di alimentazione al quadro;
• Lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine dell’uso e l’eventuale lubrificazione;
• Ricontrollare la presenza e l’efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto alla ripresa del lavoro la macchina potrebbe
essere riutilizzata da altra persona).

7.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Occhiali
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi

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8. CANALE PER SCARICO MACERIE

8.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO
• Caduta materiale dall’alto
• Polveri, fibre

8.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:

• Verificare che i vari tronchi del canale siano ben imboccati e che gli eventuali raccordi siano adeguatamente
rinforzati;
• Verificare che il piano di scarico non disti più di 2 metri dall’estremo inferiore del canale;
• Verificare che l’ultimo tratto del canale sia leggermente inclinato per ridurre la velocità e la polvere del
materiale scaricato;
• Controllare che il canale sia ancorato in maniera sicura curando che il suo peso venga, se necessario, ripartito
sull’impalcatura;
• Verificare che le imboccature di scarico non consentano la caduta accidentale delle persone;
• Delimitare l’area di scarico se accessibile.

DURANTE L’USO:
• Non scaricare materiali di dimensioni eccessive;
• Inumidire il materiale prima di scaricarlo.

DOPO L’USO:
• Segnalare l’operazione di sgombero macerie dal piano di raccolta vietando momentaneamente l’utilizzo del
canale;
• Verificare e segnalare l’eventuale presenza di danneggiamenti del canale e dei relativi supporti.

8.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Guanti

9. CAROTATRICE

Macchina dotata di trivella per il carotaggio

9.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Inalazione di polveri e fibre Probabile Modesta Notevole

o Elettrocuzione Possibile Grave Notevole

o Proiezione di schegge Possibile Grave Notevole

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o Punture, tagli e abrasioni Possibile Modesta Accettabile

o Urti, colpi, impatti e compressioni Possibile Modesta Accettabile

9.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza
e la salute dei lavoratori:
• La macchina deve essere utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza
delle corrette procedure di utilizzo (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi
condizione pericolosa
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di
resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza (Art. 71 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE" (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L'attrezzatura deve essere corredata da un libretto d'uso e manutenzione (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare la funzionalità dei comandi della carotatrice
• Eseguire la manutenzione attenendosi alle indicazioni del libretto
• Posizionare saldamente la carotatrice
• Fissare efficacemente l'alimentazione idrica della carotatrice
• Verificare che la carotatrice sia a doppio isolamento con grado di protezione IP55
• Controllare l'integrità dei cavi e delle spine di alimentazione della carotatrice
• Scollegare l'alimentazioni della carotatrice nelle pause di lavoro
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)

10. ELEVATORE A BANDIERA


10.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Cadute dall’alto
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Elettrici
• Caduta materiale dall’alto
• Scivolamenti, cadute a livello

10.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare la presenza dei parapetti completi sul perimetro del posto di manovra;
• Verificare la presenza degli staffoni e della tavola fermapiede da 30 cm nella parte frontale dell’elevatore;
• Verificare l’integrità della struttura portante l’argano;
• Con ancoraggio: verificare l’efficienza del puntone di fissaggio;
• Verificare l’efficienza della sicura del gancio e dei morsetti fermafune con redancia;
• Verificare l’integrità delle parti elettriche visibili;
• Verificare l’efficienza dell’interruttore di linea presso l’elevatore;
• Verificare la funzionalità della pulsantiera;
• Verificare l’efficienza del fine corsa superiore e del freno per la discesa del carico;
• Transennare a terra l’area di tiro.
DURANTE L’USO:
• Mantenere abbassati gli staffoni;
• Usare la cintura di sicurezza in momentanea assenza degli staffoni;
• Usare i contenitori adatti al materiale da sollevare;
• Verificare la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta chiusura della sicura del gancio;
• Non utilizzare la fune dell’elevatore per imbracare carichi;
• Segnalare eventuali guasti;
• Per l’operatore a terra: non sostare sotto il carico.
DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’elevatore;

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• Ritrarre l’elevatore all’interno del solaio.

10.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi
• Attrezzatura anticaduta

11. ELEVATORE A CAVALLETTO


11.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Cadute dall’alto
• Urti, colpi, impatti, compressioni (ribaltamento)
• Scivolamenti, cadute a livello
• Elettrici
• Caduta materiale dall’alto

11.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare la presenza dei parapetti completi sul perimetro del posto di manovra;
• Verificare la presenza degli staffoni ribaltabili e della tavola fermapiede da 30 cm nella parte frontale dell’elevatore;
• Verificare l’integrità della struttura del cavalletto portante l’argano;
• Verificare l’integrità della zavorra, dei contenitori, del contenuto dei cassoni e la presenza del dispositivo di chiusura;
• Con ancoraggio: verificare l’efficienza del puntone di reazione o altro tipo di fissaggio in assenza di zavorra;
• Verificare la presenza, alle estremità delle rotaie, dei tamponi ammortizzanti;
• Verificare l’efficienza della sicura del gancio e dei morsetti fermafune con redancia;
• Verificare l’integrità delle parti elettriche visibili;
• Verificare l’efficienza dell’interruttore di linea presso l’elevatore;
• Verificare la funzionalità della pulsantiera;
• Verificare l’efficienza del fine corsa superiore e del freno per la discesa del carico;
• Transennare a terra l’area di tiro.

DURANTE L’USO:
• Mantenere abbassati gli staffoni ribaltabili;
• Usare l’imbracatura di sicurezza in momentanea assenza degli staffoni ribaltabili;
• Usare i contenitori adatti al materiale da sollevare;
• Verificare la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta chiusura della sicura del gancio;
• Non utilizzare la fune dell’elevatore per imbracare carichi;
• Segnalare eventuali guasti;
• Per l’operatore a terra: non sostare sotto il carico;
• Mantenere sgombra la zona di lavoro da materiale che possa provocare inciampo o ostacolare i movimenti.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente l’elevatore;
• Bloccare l’argano sul fine corsa interno della rotaia.

11.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Indumenti protettivi
• Attrezzatura anticaduta

12. GRUPPO ELETTROGENO

12.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE
IL LAVORO
• Calore, fiamme
• Elettrici
• Rumore

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• Gas, vapori
• Oli minerali e derivati

12.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Non installare in ambienti chiusi e poco ventilati;
• Collegare all’impianto di messa a terra il gruppo elettrogeno;
• Distanziare il gruppo elettrogeno dai posti di lavoro;
• Verificare il funzionamento dell’interruttore di comando e di protezione;
• Verificare l’efficienza della strumentazione.

DURANTE L’USO:
• Non aprire o rimuovere gli sportelli;
• Per i gruppi elettrogeni privi di interruttore di protezione, alimentare gli utilizzatori interponendo un quadro
elettrico a norma;
• Eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare;
• Segnalare tempestivamente gravi anomalie.

DOPO L’USO:
• Staccare l’interruttore e spegnere il motore;
• Eseguire le operazioni di manutenzione e revisione a motore spento, segnalando eventuali anomalie;
• Per le operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto.

12.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza
• Otoprotettori
• Guanti
• Indumenti protettivi

13. IDROPULITRICE ELETTRICA


13.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI
PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Elettrici
• Caduta materiale dall’alto
• ustioni
• Movimentazione manuale dei carichi

13.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

- Non usate l’apparecchio in prossimità di persone e e apparecchi in tensione. Durante il lavoro non ammettete
la presenza di altre persone non autorizzate entro un raggio di 5m.
- I getti d’acqua ad alta pressione possono essere pericolosi se usati impropriamente, nelle vicinanze del getto
potrebbero inoltre essere scagliate particolari o schegge staccatisi dall’oggetto lavato. Il getto non deve essere
diretto verso persone, apparecchiature elettriche sotto tensione o contro l’apparecchio stesso.
- Spegnere il motore e scollegare la macchina dalla alimentazione elettrica e idrica prima di ogni operazione di
pulizia, manutenzione e controllo, quando non viene usata, il cavo di alimentazione è danneggiato, viene
trasportata da un posto all’altro.
- Scaricare la pressione residua prima di staccare il tubo flessibile ad alta pressione dall’idropulitrice.
- L’uso della macchina è vietato ai lavoratori non perfettamente a conoscenza delle istruzioni d’uso contenute nel
presente manuale.. Non lasciare l’idropulitrice incustodita.

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- Controllate periodicamente e prima di ogni uso il cavo di alimentazione, se non risultasse in buone condizioni
non usate la macchina ma fatela riparare presso un centro di assistenza autorizzato.
- Posizionate l’idropulitrice su una superficie piana. Non avviate la macchina se è capovolta o non è in posizione
di lavoro.
- Non spostate la macchina tenendola per il cavo di alimentazione o tirandola con il tubo flessibile di alta
pressione, usate la maniglia per trasporto. Non tirate il cavo di alimentazione o l’apparecchio stesso per
scollegare la spina dalla presa
- di corrente.
- Quando lavorate mantenete sempre una posizione stabile e sicura. Non battete la macchina contro oggetti duri
che potrebbero danneggiarla
- Nell’area di lavoro l’operatore è responsabile verso terzi di eventuali danni causati dall’uso della macchina.
Non utilizzate l’idropulitrice con fluidi infiammabili, tossici o aventi caratteristiche non compatibili con il
corretto funzionamento dell’idropulitrice stessa.
- Non introdurre mai nel barattolo detergente o tramite il tubo di aspirazione dell’acqua qualsiasi tipo di liquido
infiammabile (solventi, diluenti per vernici, colori, olii, carburanti ecc) anche se disciolti o diluiti in acqua, la
nebbiolina che si formerebbe durante la pulizia ad alta pressione è fortemente infiammabile e velenosa. Le
tenute della macchina, inoltre, potrebbero danneggiarsi in modo irreparabile. Utilizzate solo detergenti
compatibili con i materiali di rivestimento del tubo ad alta pressione e del cavo di alimentazione.
- Se durante il funzionamento venisse a mancare l’alimentazione elettrica o idrica, per motivi di sicurezza e per
non rovinare l’apparecchio, spegnete la macchina e scollegatela dalla rete idrica.
- Durante il funzionamento non coprite la macchina, non collocatela in zone dove sia precaria l’aerazione.
Durante il funzionamento lasciate libere le griglie di ventilazione.
- Lavorate solo durante le ore di buona luminosità o con una illuminazione artificiale corrispondente.
- Non bloccate la leva della pistola in posizione di funzionamento.
- Non variare il diametro originale del getto dell’ugello.
- La manutenzione e/o la riparazione dei componenti elettrici deve essere fatta da personale qualificato.
- Prima di staccare il tubo ad alta pressione dall’idropulitrice scaricate la pressione residua, chiudere il rubinetto
dell’acqua prima di staccare il tubo di alimentazione.
- Non manomettere o variare la taratura della valvola di regolazione della pressione.
- Utilizzate la macchina solo nei modi descritti in queste istruzioni e solo in posizione descritta nelle figure e
istruzioni. Ogni altra posizione potrebbe essere pericolosa.
- Verificate periodicamente il fissaggio dei raccordi.
- Non distraetevi e controllate sempre quello che state facendo. Usate il buon senso.
- L’azionamento della pistola provoca un contraccolpo, impugnare saldamente la lancia con le due mani mentre
si agisce sul grilletto, evitate di salire su supporti instabili mentre lavorate come scale, scivoli...
- Rispettare le prescrizioni dell’ente locale di distribuzione dell’acqua.
- Prima di mettere in funzione l’idropulitrice assicurarsi che sia correttamente alimentata dall’acqua. L’utilizzo a
secco provoca gravi danni al sistema di tenuta. L’elettropompa deve essere continuamente e sufficientemente
alimentata con acqua.
- L’idropulitrice deve essere posizionata il più vicino alla rete idrica da cui si approvvigiona.
- Gli elementi dell’imballo sono facilmente riciclabili, devono essere smaltiti secondo le norme vigenti nel paese
di installazione.
- Non ostruite, piegate o schiacciate il tubo flessibile ad alta pressione, ciò potrebbe provocare lo scoppio del
tubo con pericolo per persone, e cose situati nelle immediate vicinanze. Non usare il tubo nel caso di
rigonfiamenti e danneggiamenti del rivestimento esterno, non cercate mai di fare riparazioni sul tubo e in caso
di anomalie sostituitelo con uno di nuovo.
- Materiali contenenti amianto o contenenti oltre sostanze dannose per la salute non devono essere lavati a
spruzzo.
- Impiegate soltanto cavo di prolunga omologato per l’uso all’aperto, la spina e la presa devono essere del tipo a
tenuta stagna. Tenetelo lontano dalla zona di lavoro, da superfici umide, bagnate, oliate, con bordi taglienti, da
fonti di calore e da combustibili.
- Non usate la macchina all’aperto in caso di pioggia. Evitate che venga bagnata, esposta ad umidità o a
temperature inferiori a 3°C. Non lasciatela all’aperto durante la notte.

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14. IMPASTATRICE

14.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Elettrici
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Caduta materiale dall’alto
• Allergeni
• Polveri, fibre
• Movimentazione manuale dei carichi

14.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Verificare l’integrità delle parti elettriche;
• Verificare la presenza delle protezioni agli organi di trasmissione (pulegge, cinghie);
• Verificare l’efficienza dell’interruttore di comando e del pulsante di emergenza;
• Verificare l’efficienza della griglia di protezione dell’organo lavoratore e del dispositivo di blocco del moto per il sollevamento
accidentale della stessa;
• Verificare la presenza della tettoia di protezione del posto di lavoro (dove necessario).

DURANTE L’USO:
• Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
• Non manomettere il dispositivo di blocco delle griglie;
• Non rimuovere il carter di protezione della puleggia.

DOPO L’USO:
• Scollegare elettricamente la macchina;
• Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a motore fermo;
• Curare la pulizia della macchina;
• Segnalare eventuali guasti.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Maschera per la protezione delle vie respiratorie
• Guanti
• Indumenti protettivi

15. MONTACARICHI

L’elevatore (detto comunemente “montacarichi”) è una macchina molto utilizzata in edilizia per il trasferimento di
carichi di modesta entità su piani diversi. L’argano elettrico può essere montato in posizione scorrevole su una rotaia
sostenuta da cavalletti oppure sistemato in modo da ruotare orizzontalmente appeso ad una apposita struttura portante
(bandiera).

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L’elevatore è una macchina (quindi marcatura CE) soggetta, se di portata superiore ai 200 kg, al rilascio del
“libretto delle verifiche per apparecchi di sollevamento” (a cura dell’ISPESL) ed alle verifiche periodiche sulla
sua efficienza (Aziende Sanitarie Locali-ARPA). È quindi necessario richiedere inizialmente il “collaudo” all’ISPESL
e successivamente comunicarne il piazzamento alla ASL-ARPA locale. È altresì soggetta all’effettuazione della
verifica trimestrale dello stato di conservazione delle funi, tale verifica va fatta a cura del proprietario e l’esito va
annotato su un’apposita pagina del “libretto” (fino al rilascio del libretto tali verifiche vanno eseguite ed annotate
cronologicamente, le annotazioni verranno inserire poi nel libretto non appena disponibile). L’uso dell’elevatore deve
essere oggetto di adeguata formazione agli addetti, la portata deve essere chiaramente indicata sul paranco, le
funzioni dei comandi devono essere richiamate sulla pulsantiera. Se non è possibile montare parapetti adeguati l'addetto
deve utilizzare dispositivi anticaduta.

15.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Rovesciamento o caduta della macchina


Caduta dall’alto dell’addetto
Caduta di materiale dell’alto
• Rischi di natura elettrica

15.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

• È necessario che la macchina sia installata come previsto dal costruttore su una superficie sufficientemente
ampia e di adeguata resistenza. Nel caso che si realizzino sistemi di ancoraggio diversi da quelli previsti dal
costruttore, gli stessi devono essere progettati e calcolati da un tecnico abilitato. Sia i calcoli suddetti che la
documentazione fornita dal costruttore va conservata in cantiere.
• Controllare periodicamente l’efficienza degli ancoraggi.
Le aperture e gli spazi prospicienti il vuoto devono essere dotati di parapetto normale. Nella zona ove viene
movimentato il carico, può essere lasciato nel corrente superiore un varco sufficiente al passaggio della fune
che sostiene il carico (abbassando gli elementi metallici ribaltabili fissati al cavalletto anteriore); in questo caso
il carico può passare fra tali elementi mobili e la tavola fermapiede (alta 30 cm almeno). Analoga soluzione può
essere adottata (per esempio utilizzando stocchi metallici opportunamente collegati a strutture fisse) per gli
elevatori a bandiera. Se il carico da movimentare è ingombrante è possibile ampliare il varco per il suo
passaggio togliendo parti di parapetto, gli operatori dovranno però
essere efficacemente protetti contro il rischio di caduta mediante imbracatura di sicurezza e dispositivi
anticaduta.
I parapetti dovranno ovviamente essere rimontati non appena terminata l’operazione.
• L’imbracatura dei carichi deve essere fatta in modo idoneo per evitare la caduta o lo spostamento del carico
durante il sollevamento. Non utilizzare mezzi di fortuna per imbracare e sollevare i carichi (corde “di
recupero”, tondini piegati a gancio, tubi o barre di ferro, filo di ferro, reggette di plastica, ecc...), usare solo
materiale certificato CE (ganci con chiusura, corde metalliche o in tessuto, fasce in tessuto, catene, ecc...). La
marcatura CE unitamente alla portata deve essere indicata (con piastrine, anelli, ecc...) anche sul materiale
stesso. È da tenere presente che ampi angoli di apertura delle funi al gancio fanno diminuire significativamente
la portata generale dell’accessorio usato per l’imbracatura riducendone pericolosamente l’efficacia.
• Esporre una tabella indicante tale rischio e le variazioni di portata in funzione delle condizioni di utilizzazione
delle brache di sollevamento chiarendone il significato agli addetti al sollevamento ed all’imbracatura dei
carichi, potrebbe evitare gravi incidenti.
• Particolare attenzione va prestata al sollevamento di materiale che potrebbe scivolare durante la
movimentazione o elementi che potrebbero scivolare o fuoriuscire dall’insieme per effetto di oscillazioni, urti,
ecc... (fasci di tubi lisci, sacchi che si rompono, ecc...). Il materiale sfuso (mattoni, pietrame, giunti per
ponteggi, ecc...) va sollevato entro contenitori idonei (benne, cassoni, cestelli). L’addetto alla pulsantiera deve
sempre porsi in posizione adeguata per poter osservare la zona di lavoro e non iniziare ad operare se vi sono
persone sotto il carico. Il collega a terra non sosterà nella zona di carico e sorveglierà che nessuno vi acceda.
• Il paranco elettrico deve essere dotato di dispositivo automatico di fine corsa superiore (per evitare l’urto del
gancio contro la struttura dell’elevatore) ed inferiore (a fine corsa devono restare ancora almeno due spire di
fune avvolte sul tamburo).

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• Gli elevatori a cavalletto, alle estremità del binario di corsa del paranco devono avere appositi arresti
ammortizzati. È opportuno controllare periodicamente l’efficacia di tali dispositivi come anche dei sistemi di
ancoraggio, zavorre, integrità della fune, efficacia degli ancoraggi della fune, del gancio e del freno.
• La macchina deve essere collegata a terra mediante il cavo di alimentazione che deve comprendere il
conduttore giallo -verde: “la terra” (meglio definito: conduttore di protezione).
• A protezione della linea di alimentazione della macchina, contro i contatti indiretti, deve essere installato un
interruttore magnetotermico-differenziale con soglia di massima di intervento non superiore a 30 mA (tipo
“salvavita”).
• A bordo macchina, per la protezione contro le sovracorrenti, deve essere installato un interruttore
magnetotermico o fusibili (entrambi opportunamente dimensionati). I componenti elettrici esterni (motore,
interruttore, scatole di derivazione, prese a spina ecc...) per la presenza di polvere ed umidità devono avere un
grado di protezione adeguato (almeno IP 44). Usare cavi flessibili resistenti all’acqua ed all'abrasione.
I componenti elettrici non devono essere rotti o fessurati, i pressacavi devono essere idonei e ben posizionati.
• Le prolunghe “giuntate” e “nastrate” o con prese a spina o adattatori di uso “civile” per la probabile presenza di
acqua sono estremamente pericolose. Non usare la pulsantiera per manovrare (tirare) il carrello o per ruotare la
“bandiera” del paranco elettrico.

15.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Dispositivi di protezione
• tuta e guanti ordinari.
• calzature antinfortunistiche con puntale di sicurezza.
• elmetto (per l’operatore a terra).
• imbracatura di sicurezza (operatore ai piani alti).

16. PIATTAFORMA DI LAVORO MOBILE ELEVABILE munita di braccio telescopico o articolato

16.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Caduta dall’alto operatore


• Caduta materiale dall’alto
• Urti, colpi, impatti, compressioni
• Punture, tagli, abrasioni
• Vibrazioni
• Elettrici (contatto con linee elettriche aeree)
• Rumore

Alla base della prevenzione degli incidenti ci deve essere una valutazione dei rischi specifica in relazione a
tipo di lavoro, luogo e attrezzatura.

16.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

FORMAZIONE- ADDESTRAMENTO
Secondo le norme ANSI/SIA A92, quando un utilizzatore indirizza o autorizza un individuo ad operare una
piattaforma aerea di lavoro, l'utilizzatore deve assicurarsi che la persona sia stata formata prima di poter
essere incaricata ad utilizzarla. L'operatore deve ricevere una formazione generale sulle categorie di PLE che
deve utilizzare. Le istruzioni devono comprendere l'ispezione, l'applicazione, il riconoscimento e la
prevenzione dei rischi e pericoli connessi con tali attrezzature. L'operatore deve inoltre ricevere una
familiarizzazione specifica sul modello di PLE (PIATTAFORME LAVORO MOBILI ELEVABILI) che dovrà
utilizzare.
La "familiarizzazione" sulla macchina deve comprendere:

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- “le istruzioni e gli avvertimenti del produttore;


- le caratteristiche del particolare modello;
- le funzioni di comando;
- i dispositivi di sicurezza;
- le procedure per la discesa di emergenza”.

Tutti coloro coinvolti nelle operazioni di


valutazione dei rischi,
pianificazione,
gestione,
supervisione
realizzazione dei lavori, comprese le operazioni di soccorso,

devono possedere sufficiente


formazione,
conoscenza,
esperienza
delega di autorità da parte del datore di lavoro
in modo da identificare i rischi di intrappolamento e svolgere i propri compiti in maniera sicura
secondo il livello di responsabilità assegnato loro.

Il POS deve esser basato sulla valutazione dei rischi e identificare


il tipo di PLE da utilizzare
i pericoli di cui tener conto per gli spostamenti da e verso l'area di lavoro o per i lavori all'interno della
stessa,
le misure di prevenzione da adottare
le competenze e i requisiti di formazione per tutti coloro che sono coinvolti nel lavoro
il piano di emergenza

Supervisione e monitoraggio
I preposti devono essere istruiti sul POS e averlo a disposizione per il lavoro da controllare.
I preposti devono monitorare il lavoro e fornire consigli per il riesame e la revisione della valutazione
dei rischi e dei POS durante i lavori.
È consigliata la familiarizzazione dei preposti, secondo quanto su indicato.

PRIMA DELL’USO
- Scegliere un modello e tipo di PLE con dimensione adatta per il percorso di accesso richiesto;
- Verificare la posizione delle linee elettriche che possano interferire con le manovre;
- Dove possibile, scegliere un percorso che evita le ostruzioni in altezza.
- Verificare che ci sia spazio sufficiente durante lo spostamento sotto o accanto alle ostruzioni in
altezza, considerando i movimenti possibili della piattaforma durante lo spostamento.
- indossare sempre imbracature di ritegno con cordino di lunghezza regolabile che garantisca il
necessario sostegno e che va regolato nella misura più corta possibile per impedire l'uscita
accidentale dalla piattaforma”; La raccomandazione riguarda le seguenti categorie di
piattaforme aeree: Statiche a braccio (1b) ed Mobili a braccio (3b). (Con i sollevatori verticali le
persone che lavorano dal cesto di una piattaforma verticale, “salvo circostanze eccezionali di
rischio”, “non sono normalmente tenute ad indossare protezioni anticaduta complete”).
- nel muovere ed allestire le macchine, accertarsi di aver transennato o comunque delimitato
l'area di lavoro, specialmente nelle zone di grande traffico”;
- far controllare la consistenza del terreno e la presenza di eventuali zone di pericolo come
scarichi, tombini, condotte, fognature ecc. prima di posizionare la macchina”;
- usare un anemometro per accertare che la macchina non venga utilizzata in avverse condizioni
del vento” e usare sempre piastre di appoggio sotto gli stabilizzatori;

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DURANTE L’USO
SPOSTAMENTI DA E VERSO L'AREA DI LAVORO
- Non procedere ad alta velocità quando si è vicini a ostacoli.
- Sulle PLE con comandi remoti della piattaforma, utilizzare il telecomando invece di passare vicino
agli ostacoli con difficoltà e garantire una libertà di movimento sufficiente.
- manovrare la macchina con massima attenzione”, “osservare costantemente l'ambiente nei dintorni
ed a terra e, se necessario, incaricare una persona a terra che tenga libera l'area di lavoro
- Posizionare il carro su terreno solido ed in posizione orizzontale, controllando con la livella o il
pendolino;
- L’area sottostante la zona operativa del cestello deve essere opportunamente delimitata;
- Utilizzare le cinture di sicurezza, da collegare agli appositi attacchi, per particolari esigenze operative;
- Segnalare tempestivamente eventuali gravi malfunzionamenti;
- Eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare.
- Non sporgersi dai comandi della piattaforma durante i movimenti.
- Evitare le distrazioni, ad esempio l'uso di telefoni cellulari, mentre ci si sposta o si muove la
piattaforma.
- Non collocare oggetti sul pannello di comando della piattaforma che potrebbero muoversi e attivare i
comandi.
- Non sistemare materiali sui parapetti che potrebbero muoversi e distrarre l'operatore;
- Predisporre un'illuminazione adeguata di fondo e dell'area di lavoro dove necessario, tenendo conto
di condizioni metereologiche, ora del giorno, cambiamenti di stagione e ambiente di lavoro.
L'illuminazione aggiuntiva deve essere progettata attentamente.
- Isolare le strade trafficate il più possibile. Dove necessario, utilizzare un assistente nelle aree dove
sono presenti i pedoni. I pedoni devono indossare abbigliamento ad alta visibilità.

ACCESSO ALL'AREA DI LAVORO E LAVORI IN QUOTA


- Utilizzare gli appositi stabilizzatori;
- Le manovre devono essere eseguite con i comandi posti nella piattaforma;
- Salire o scendere solo con la piattaforma in posizione di riposo;
- Durante gli spostamenti portare in posizione di riposo ed evacuare la piattaforma;
- Non sovraccaricare la piattaforma;
- Non aggiungere sovrastrutture alla piattaforma;
- Le PLE verticali, a braccio articolato o telescopico presentano differenti caratteristiche di accesso e
deve esser scelto il tipo più adatto per le operazioni da eseguire e l'ambiente nel quale devono
essere utilizzate
- Verificare sempre che ci sia uno spazio verticale adeguato tra il punto più alto della piattaforma e gli
ostacoli durante le operazioni di guida o sollevamento/ rotazione della piattaforma
Non sollevare la piattaforma:
- su terreni cedevoli,
- accanto a gradini
- sopra vuoti o condutture di servizio
e utilizzare mezzi di ripartizione del carico se necessario.
Sporgersi oltre i parapetti per vedere la base, le ruote o i cingoli della PLE durante la manovra, non guardare
gli ostacoli adiacenti o passare con difficoltà vicino agli ostacoli in quota fa parte delle cattive prassi e
dovrebbe essere proibito.

DOPO L’USO
- provvedere a far rientrare in posizione di sicurezza le macchine quando non utilizzate,
controllare gli stabilizzatori e livellare nuovamente le macchine ogni mattino prima di
svilupparle;
- Posizionare correttamente il mezzo portando la piattaforma in posizione di riposo ed azionando
il freno di stazionamento;
- Lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia e la manutenzione
secondo le indicazioni del costruttore.

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16.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Attrezzatura anticaduta
• Indumenti protettivi

17. PONTEGGIO AUTOSOLLEVANTE

17.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE


DURANTE IL LAVORO

• Caduta dall'alto;
• Caduta di materiale dall'alto o a livello;
• Elettrocuzione;
• Punture, tagli, abrasioni

17.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Deve essere previsto il collegamento all’impianto di terra (Art. 80 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i)
Occorre verificare:
• Lo stato delle parti meccaniche ed elettriche
• la stabilità delle basi di appoggio
• la stabilità dei parapetti
• il corretto funzionamento dei comandi, del segnalatore acustico e del pulsante di emergenza
• l’assenza di ostacoli al movimento
• la solidità dell'ancoraggio dei tralicci alla parete dell'edificio
• la presenza delle protezioni alle cremagliere
• il funzionamento dei limitatori di corsa, sia in salita che in discesa
• il funzionamento del blocco meccanico qualora la piattaforma assuma inclinazione superiore al 10%
DURANTE L'USO:
• evitare assolutamente di aggiungere sovrastrutture al ponteggio o di installarvi apparecchi di
sollevamento;
• porre costante attenzione, durante la movimentazione, che il ponteggio mantenga la sua
orizzontalità;
• prima di movimentare il ponte, comunicare la manovra e verificare l'assenza di ostacoli, mentre
durante gli spostamenti deve verificarsi la costante orizzontalità
• non sovraccaricare l'impalcato, ad esempio, mediante depositi di materiali in quantità eccedente le
immediate necessità;
• indossare l'imbracatura di sicurezza per ridurre o ampliare l'impalcato;
• evitare assolutamente di salire o scendere lungo i tralicci;
• utilizzare l'imbracatura ed il dispositivo anticaduta in dotazione per le evacuazioni di emergenza;
• informare tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che
dovessero evidenziarsi durante il lavoro
• riportare a terra il ponteggio, qualora la velocità del vento superi i 60 Km/h

DOPO L'USO:
Al termine di ciascun turno di lavoro:

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• riportare a terra il ponteggio e ricordarsi di disalimentare i circuiti elettrici e asportare il quadro di


manovra;
• Verificare che l’accesso al ponteggio sia impedito agli estranei a mezzo di opportuni sbarramenti e
ostruzioni
• lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia e la manutenzione secondo
le indicazioni del libretto.

17.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Casco
• Calzature di sicurezza
• Guanti
• Attrezzatura anticaduta
• Indumenti protettivi

18. SEGA A DISCO PER METALLI

18.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO
• Punture, tagli, abrasioni
• Elettrici
• Getti, schizzi
• Oli minerali e derivati

18.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

PRIMA DELL’USO:
• Accertare la stabilità ed il corretto fissaggio della macchina;
• Verificare la disposizione del cavo di alimentazione affinché non intralci i passaggi e non sia esposto a
danneggiamenti;
• Verificare l’integrità dei collegamenti elettrici di messa a terra visibili e relative protezioni;
• Verificare il corretto fissaggio del disco;
• Verificare l’efficienza dell’interruttore di alimentazione;
• Verificare l’efficienza del tasto di avviamento a “uomo presente”;
• Controllare l’efficienza dell’impianto di lubrificazione della lama;
• Verificare che l’area di lavoro sia libera da materiali.

DURANTE L’USO:
• Fissare il pezzo da tagliare nella morsa;
• Indossare indumenti aderenti al corpo senza parti svolazzanti.

DOPO L’USO:
• Interrompere l’alimentazione elettrica agendo sul quadro o sull’interruttore a parete;
• Eseguire le operazioni di revisione, manutenzione e pulizia;
• Sgomberare l’area di lavoro da eventuali materiali;
• Segnalare eventuali guasti.

18.3. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE


• Calzature di sicurezza

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• Occhiali
• Guanti

19. SMERIGLIATRICE ANGOLARE O FLESSIBILE


La smerigliatrice angolare a disco o a squadra (più conosciuta come mola a disco o flessibile
o flex) è un utensile portatile che reca un disco ruotante la cui funzione è, secondo il tipo di
disco (abrasivo o diamantato), quella di tagliare, smussare, lisciare superfici anche estese.
Le smerigliatrici si differenziano per l’alimentazione (elettrica o pneumatica) ed il
funzionamento (le mini smerigliatrici hanno potenza limitata, alto numero di giri e dischi di
diametro che va dai 115 mm. ai 125 mm., mentre le smerigliatrici hanno potenza maggiore,
velocità minore, ma montano dischi di diametro da 180 mm. a 230 mm.).
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere tecnico, dal libretto di garanzia e
dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e
l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le
riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle
vibrazioni prodotte. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o
segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di
manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per
ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità
della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Prima dell'introduzione di
utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere
eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali
necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna
parte della macchina.

19.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO

Descrizione

Elettrocuzione

Ferite, tagli e lacerazioni

Inalazione di polveri e fibre

Proiezione di schegge o dell’utensile

Ustioni e bruciature

Rumore

Vibrazioni

19.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte
a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione individuale
• Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso cui è destinato e nel modo più appropriato
• Verificare che la smerigliatrice angolare sia provvista di doppio isolamento, riconoscibile dal simbolo del
doppio quadrato
• Verificare che il cavo di alimentazione della smerigliatrice angolare sia provvisto di adeguata protezione
meccanica e sicurezza elettrica (Art. 80 del D,.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09)

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• Verificare che la smerigliatrice angolare sia dotata di una impugnatura antivibrazioni (Allegato V parte I punto
10 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09)
• Verificare che la smerigliatrice angolare sia dotata di comando a uomo presente e di cuffia protettiva (Allegato
V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09)
• Verificare che sulla smerigliatrice angolare sia riportata l’indicazione del senso di rotazione e il numero
massimo di giri
• Verificare che la smerigliatrice angolare sia corredata da un libretto d’uso e manutenzione (Art. 70 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09)
• Iniziare il lavoro progressivamente per permettere alla mola fredda della smerigliatrice di raggiungere
gradualmente la temperatura di regime
• Evitare di far esercitare alla mola della smerigliatrice una pressione eccessiva contro il pezzo
• Durante la lavorazione, assicurarsi che l’usura della mola della smerigliatrice avvenga in modo uniforme; in
caso contrario verificare l’esatto montaggio della mola
• Nell’appoggiare la molatrice su piani o pezzi prestare attenzione affinchè la mola non sia più in rotazione ed
evitare sarà di farle subire degli urti
• Per l’uso della smerigliatrice osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali
• Vietare ai lavoratori della fase coordinata di avvicinarsi alla smerigliatrice angolare finchè la stessa è in uso
(Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D. Lgs. 106/09)
• Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori, durante l’utilizzo dell’attrezzo
• Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D. Lgs. 106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D. Lgs. 106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed
i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII
Casco Protettivo Dispositivo utile a proteggere il - punti 3, 4 n.1 del D.lgs.
lavoratore dal rischio di offesa n.81/08 come modificato dal D.
Proiezione di schegge al capo per caduta di materiale Lgs. 106/09
dall'alto o comunque per contatti UNI EN 397(2001)
con elementi pericolosi Elmetti di protezione
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Tuta di protezione Da utilizzare nei luoghi di
- punti 3, 4 n.7 del D.lgs.
lavoro caratterizzati dalla
n.81/08 come modificato dal D.
Impigliamento, presa presenza di materiali e/o attrezzi
Lgs. 106/09
e trascinamento che possono causare fenomeni
UNI EN 340(2004)
di abrasione /taglio/
Indumenti di protezione.
perforazione
Requisiti generali
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Puntale rinforzato in acciaio
Scarpe - punti 3, 4 n.6 del D.lgs.
contro
antinfortunistiche n.81/08 come modificato dal D.
schiacciamento/abrasioni/perfor
Lesioni per caduta di Lgs. 106/09
azione/ferite degli arti inferiori e
materiali movimentati UNI EN ISO 20344 (2008)
suola antiscivolo e per
Dispositivi di protezione
salvaguardare la caviglia da
individuale – Metodi di prova
distorsioni
per calzature
Da utilizzare nei luoghi di Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Lesioni per contatto lavoro caratterizzati dalla - punti 3, 4 n.5 del D.lgs.
con organi mobili Guanti in crosta presenza di materiali e/o attrezzi n.81/08 come modificato dal D.
durante l’uso che possono causare fenomeni Lgs. 106/09
di abrasione/taglio/ UNI EN 388 (2004)

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perforazione delle mani Guanti di protezione contro


rischi meccanici

Art 75 – 77 – 78 , Allegato
Mascherina VIII-punto 3, 4 n.4 del D.lgs.
antipolvere FFP2 Mascherina per la protezione di n.81/08 come modificato dal D.
polveri a media tossicità, fibre e Lgs. 106/09
Inalazione di polveri e
aerosol a base acquosa di UNI EN 149 (2003)
fibre
materiale particellare >= 0,02 Apparecchi di protezione delle
micron. vie respiratorie - Semimaschera
filtrante contro particelle -
Requisiti, prove, marcatura.
Occhiali di protezione Con lente unica panoramica in Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
policarbonato trattati anti punto 3, 4 n.2 del D.lgs. n.81/08
graffio, con protezione laterale come modificato dal D. Lgs.
Proiezione di schegge 106/09
UNI EN 166 (2004)
Protezione personale degli occhi
- Specifiche.
Cuffia antirumore Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
I modelli attualmente in
punti 3, 4 n.3 del D.lgs. n.81/08
commercio consentono di
Presenza di come modificato dal D. Lgs.
regolare la pressione delle
apparecchiature/ 106/09
coppe auricolari, mentre i
macchine rumorose UNI EN 352-2 (2004)
cuscinetti sporchi ed usurati si
Protettori dell'udito. Requisiti
possono facilmente sostituire
generali. Parte 1: cuffie

20. TAGLIASFALTO A DISCO

Trattasi di macchina utilizzata per il taglio dell'asfalto e dotata di regolazione della profondità di taglio
per mezzo dell'abbassamento del disco.

20.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

Rumore Probabile Modesta Notevole

Calore, fiamme, esplosione Possibile Grave Notevole

Investimento Possibile Grave Notevole

Punture, tagli e abrasioni Possibile Modesta Accettabile

Vibrazioni Possibile Lieve Basso

20.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di
idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza (Art. 71 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE" (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L'attrezzatura deve essere corredata da un libretto d'uso e manutenzione (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)

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• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione
pericolosa
• Delimitare e segnalare l'area d'intervento del tagliasfalto a disco (Allegato V, Parte I, Punto 2 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Controllare il funzionamento dei dispositivi di comando del tagliasfalto a disco
• Verificare l'efficienza delle protezioni degli organi di trasmissione del tagliasfalto a disco (Allegato V, Parte I, Punto 6 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Prima dell'uso, segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato (Art. 192, comma 3 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti
normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Casco Protettivo Dispositivo utile a proteggere il Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII -
lavoratore dal rischio di offesa al punti 3, 4 n.1 del D.lgs. n.81/08
Proiezione di schegge capo per caduta di materiale come modificato dal D.lgs n.106/09
dall'alto o comunque per contatti UNI EN 397(2001)
con elementi pericolosi Elmetti di protezione

Indumenti alta visibilità Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-


punti 3, 4 n.7 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09
Fluorescente con bande rifrangenti,
UNI EN 340-471 (2004) Indumenti
Investimento composto da pantalone e giacca ad
di protezione - Requisiti generali.
alta visibilità
Indumenti di segnalazione ad alta
visibilità per uso professionale -
Metodi di prova e requisiti.
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio contro
punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
schiacciamento/abrasioni/perforazio
Lesioni per caduta di come modificato dal D.lgs n.106/09
ne/ferite degli arti inferiori e suola
materiali movimentati UNI EN ISO 20344 (2008)
antiscivolo e per salvaguardare la
Dispositivi di protezione individuale
caviglia da distorsioni
– Metodi di prova per calzature
Guanti in crosta Da utilizzare nei luoghi di lavoro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
caratterizzati dalla presenza di punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
Lesioni per contatto con
materiali e/o attrezzi che possono come modificato dal D.lgs n.106/09
organi mobili durante
causare fenomeni di UNI EN 388 (2004)
l’uso
abrasione/taglio/ Guanti di protezione contro rischi
perforazione delle mani meccanici
Cuffia antirumore Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
I modelli attualmente in commercio
punti 3, 4 n.3 del D.lgs. n.81/08
Presenza di consentono di regolare la pressione
come modificato dal D.lgs n.106/09
apparecchiature/ delle coppe auricolari, mentre i
UNI EN 352-2 (2004)
macchine rumorose cuscinetti sporchi ed usurati si
Protettori dell'udito. Requisiti
possono facilmente sostituire
generali. Parte 1: cuffie

21. TAGLIASFALTO A MARTELLO

Trattasi di macchine utilizzata per il taglio dell'asfalto.

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21.1. RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI


PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

Rumore Probabile Modesta Notevole

Calore, fiamme, esplosione Possibile Grave Notevole

Investimento Possibile Grave Notevole

Punture, tagli e abrasioni Possibile Modesta Accettabile

Vibrazioni Possibile Lieve Basso

21.2. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di
idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza (Art. 71 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE" (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L'attrezzatura deve essere corredata da un libretto d'uso e manutenzione (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione
pericolosa
• Delimitare e segnalare l'area d'intervento del tagliasfalto a martello (Allegato V, Parte I, Punto 2 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Controllare il funzionamento dei dispositivi di comando del tagliasfalto a martello
• Verificare l'efficienza delle protezioni degli organi di trasmissione del tagliasfalto a martello (Allegato V, Parte I, Punto 6
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare il corretto fissaggio del tagliasfalto a martello
• Prima dell'uso, segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato (Art. 192, comma 3 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti
normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Casco Protettivo Dispositivo utile a proteggere il Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII -
lavoratore dal rischio di offesa al punti 3, 4 n.1 del D.lgs. n.81/08
Proiezione di schegge capo per caduta di materiale come modificato dal D.lgs n.106/09
dall'alto o comunque per contatti UNI EN 397(2001)
con elementi pericolosi Elmetti di protezione

Indumenti alta visibilità Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-


punti 3, 4 n.7 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09
Fluorescente con bande rifrangenti,
UNI EN 340-471 (2004) Indumenti
Investimento composto da pantalone e giacca ad
di protezione - Requisiti generali.
alta visibilità
Indumenti di segnalazione ad alta
visibilità per uso professionale -
Metodi di prova e requisiti.

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Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -


Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio contro
punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
schiacciamento/abrasioni/perforazio
Lesioni per caduta di come modificato dal D.lgs n.106/09
ne/ferite degli arti inferiori e suola
materiali movimentati UNI EN ISO 20344 (2008)
antiscivolo e per salvaguardare la
Dispositivi di protezione individuale
caviglia da distorsioni
– Metodi di prova per calzature
Guanti in crosta Da utilizzare nei luoghi di lavoro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
caratterizzati dalla presenza di punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
Lesioni per contatto con
materiali e/o attrezzi che possono come modificato dal D.lgs n.106/09
organi mobili durante
causare fenomeni di UNI EN 388 (2004)
l’uso
abrasione/taglio/ Guanti di protezione contro rischi
perforazione delle mani meccanici
Cuffia antirumore Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
I modelli attualmente in commercio
punti 3, 4 n.3 del D.lgs. n.81/08
Presenza di consentono di regolare la pressione
come modificato dal D.lgs n.106/09
apparecchiature/ delle coppe auricolari, mentre i
UNI EN 352-2 (2004)
macchine rumorose cuscinetti sporchi ed usurati si
Protettori dell'udito. Requisiti
possono facilmente sostituire
generali. Parte 1: cuffie

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OPERE PROVVISIONALI

INDICE – ALLEGATO D

1. ANDATOIE E PASSERELLE ................................................................................................................................... 48


1.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 48
1.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 48
1.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 48
2. BALCONCINI DI CARICO E SCARICO MATERIALI ............................................................................................... 49
2.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 49
2.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 49
2.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 49
3. CASTELLI DI TIRO.................................................................................................................................................. 50
3.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 50
3.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 50
3.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 50
4. INTAVOLATI ............................................................................................................................................................ 51
4.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 51
4.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 51
4.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 51
5. PARAPETTI ............................................................................................................................................................. 52
5.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 52
5.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 52
5.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 52
6. PARASASSI ............................................................................................................................................................ 53
6.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 53
6.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 53
6.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 53
7. PONTEGGI METALLICI .......................................................................................................................................... 53
7.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 53
7.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 54
7.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 54
8. PONTI SU CAVALLETTI ......................................................................................................................................... 55
8.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 55
8.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 55
8.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 55
9. PONTI SU RUOTE .................................................................................................................................................. 56
9.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 56
9.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 56
9.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 56
10. PROTEZIONE APERTURE ................................................................................................................................ 57
10.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ............................................................................................................ 57
10.2. MISURE DI PREVENZIONE .......................................................................................................................... 57
10.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI ................................................................................................................... 57

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1. ANDATOIE E PASSERELLE

1.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• Devono essere allestite con buon materiale ed a regola d’arte, essere dimensionate in relazione alle specifiche
esigenze di percorribilità e di portata ed essere conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro;
• Devono avere larghezza non inferiore a cm 60 se destinate al passaggio di sole persone e cm 120 se destinate
al trasporto di materiali;
• La pendenza massima ammissibile non deve superare il 50% (altezza pari a non più di metà della lunghezza);
• Nel caso di passerella inclinata con lunghezza superiore a m 6 deve essere interrotta da pianerottoli di riposo.

1.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Verso il vuoto passerelle e andatoie devono essere munite di parapetti normali e tavole fermapiede, al fine della
protezione contro la caduta dall’alto di persone e materiale;
• Sulle tavole che compongono il piano di calpestio devono essere fissati listelli trasversali a distanza non
maggiore del passo di un uomo carico (circa cm 40);
• Qualora siano allestite in prossimità di ponteggi o comunque in condizioni tali da risultare esposte al pericolo di
caduta di materiale dall’alto, vanno idoneamente difese con un impalcato di sicurezza sovrastante (parasassi).

1.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la stabilità e la completezza delle passerelle o andatoie, con particolare riguardo alle tavole che
compongono il piano di calpestio ed ai parapetti;
• Verificare la completezza e l’efficacia della protezione verso il vuoto (parapetto normale con arresto al piede);
• Non sovraccaricare passerelle o andatoie con carichi eccessivi;
• Verificare di non dover movimentare manualmente carichi superiori a quelli consentiti;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

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2. BALCONCINI DI CARICO E SCARICO MATERIALI

2.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA

• I balconcini o piazzole di carico vanno realizzati a regola d’arte, utilizzando buon materiale, risultare
dimensionati e idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l’intera durata del lavoro;
• L’intavolato dei balconcini di carico deve essere costituito da tavole di spessore non inferiore a cm 5, poggianti
su traversi con sezione ed interasse dimensionati con riferimento al carico massimo previsto;
• Gli impalcati devono risultare sufficientemente ampi e muniti sui lati verso il vuoto di parapetti completamente
chiusi, per evitare la possibilità che il materiale scaricato cada dall’alto;
• Nel caso di ponteggi metallici, i balconcini di carico vanno realizzati conformemente a quanto previsto dalla
autorizzazione ministeriale, con particolare riguardo alle dimensioni di larghezza e profondità. In caso contrario
è necessario predisporre specifico progetto e relazione;
• I montanti del ponteggio e i rispettivi ancoraggi in corrispondenza dei balconcini di carico-scarico devono
risultare conformi a quelli previsti nella autorizzazione ministeriale alla costruzione ed all’impiego dei ponteggi
metallici od alla specifica progettazione: in genere devono essere raddoppiati ed ancorati a tutti i piani.

2.2. MISURE DI PREVENZIONE

• I balconi o piazzole di carico devono essere dimensionati per ricevere dagli apparecchi di sollevamento di
servizio al cantiere il materiale da usare nei diversi lavori;
• La loro composizione va eseguita con particolare cura;
• Ai fini di agevolare lo scarico dei materiali è opportuno sfalsare i balconcini di carico-scarico presenti ai diversi
piani;
• E’ opportuno che un cartello indicatore ben visibile segnali la portata massima ammissibile della piazzola di
carico.

2.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

• Verificare la stabilità, la tenuta, l’allineamento in verticale e la corretta esecuzione dei balconcini di carico;
• Controllare la presenza del parapetto cieco e del cartello indicatore della portata massima;
• Non rimuovere le protezioni adottate;
• Accedere al balconcino di carico in modo sicuro;
• Verificare di avere una completa visione della movimentazione del carico effettuata mediante l’apparecchio di
sollevamento;
• Coordinare le segnalazioni operative (addetto all’imbracatura del carico) per l’addetto alla manovra della gru, al
fine di impedire manovre intempestive che possono provocare urti ed impatti o lo sganciamento accidentale del
carico;
• Badare a non trasferire manualmente dal balconcino carichi eccessivi;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto disposto.

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3. CASTELLI DI TIRO

3.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• I castelli di tiro, collegati ai ponteggi per le operazioni di sollevamento e discesa di materiali mediante elevatori,
devono essere realizzati a regola d’arte, utilizzando buon materiale, risultare idonei allo scopo ed essere
mantenuti in efficienza per l’intera durata dei lavori;
• La loro costruzione deve rispondere a rigorosi criteri tecnici che ne garantiscano solidità e stabilità;
• I castelli di tiro vanno ancorati alla costruzione ad ogni piano di ponteggio;
• I montanti devono essere controventati per ogni due piani di ponteggio;
• Gli impalcati devono risultare ampi per quanto necessario e robusti;
• Gli intavolati devono essere formati con tavoloni di spessore non inferiore a cm 5, poggianti su traversi aventi
sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascun piano;
• Su tutti i lati verso il vuoto deve essere installato un parapetto normale, con tavola fermapiede.

3.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Per il passaggio del carico può lasciarsi un varco nel parapetto, delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali e
purché in sua corrispondenza l’altezza della tavola fermapiede non sia inferiore a cm 30;
• Dal lato interno dei sostegni laterali vanno applicati due staffoni in ferro, sporgenti almeno cm 20, che servano
per appoggio e riparo all’addetto;
• Il parapetto del castello di tiro può anche essere realizzato a parete piena;
• Poiché il castello di tiro è a tutti gli effetti assimilabile ad un ponte di servizio, va corredato di un sottoponte;
• Sul castello di tiro vanno applicati, in posizione visibile (a terra e ai piani), cartelli con la indicazione della portata
massima;
• E’ buona norma ripartire la pressione esercitata a terra sulle basette di sostegno mediante opportuni
accorgimenti, quali robusti tavoloni.

3.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la stabilità, l’ancoraggio e la tenuta strutturale del castello di tiro;
• Controllare che le protezioni perimetrali del castello siano complete e che compaia il cartello di portata
massima;
• Verificare che l’eventuale posto di carico e scarico a terra sia segnalato e protetto, ovvero delimitato con
barriera per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi.

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4. INTAVOLATI

4.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• Le tavole che costituiscono il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie, impalcati di servizio e di
qualunque genere e tipo devono essere ricavate da materiale di qualità e mantenute in perfetta efficienza per
l’intera durata dei lavori;
• Devono essere asciutte e con le fibre che le costituiscono parallele all’asse;
• Le tavole devono risultare adeguate al carico da sopportare e, in ogni caso, le dimensioni geometriche non
possono essere inferiori a cm 4 di spessore e cm 20 di larghezza, devono avere lunghezza di m 4 e appoggiare
sempre su 4 traversi;
• Non devono presentare nodi passanti che riducano più del 10% la sezione di resistenza;
• Le tavole devono risultare di spessore non inferiore ai cm 5 se poggianti su soli 3 traversi, come è nel caso dei
ponteggi metallici.

4.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Non devono presentare parti a sbalzo oltre agli appoggi eccedenti i cm 20;
• Nella composizione del piano di calpestio, le loro estremità devono essere sovrapposte per non meno di cm 40
e sempre in corrispondenza di un traverso;
• Un piano di calpestio può considerarsi utilizzabile a condizione che non disti più di m 2 dall’ordine più alto di
ancoraggi;
• Le tavole messe in opera devono risultare sempre bene accostate fra loro e, nel caso di ponteggio, all’opera in
costruzione. Solo per le opere cosiddette di finitura è consentito un distacco massimo dalla muratura di cm 20;
• Quando tale distacco risulti superiore può realizzarsi un piano di calpestio esterno ai montanti e poggiante su
traversi a sbalzo. Soluzione, questa, contemplata anche in alcune autorizzazioni ministeriali;
• Le tavole vanno assicurate contro gli spostamenti trasversali e longitudinali, in modo che non possano scostarsi
dalla posizione in cui sono state disposte o, nel ponteggio, scivolare sui traversi;
• Nel ponteggio le tavole di testata vanno assicurate;
• Nel ponteggio le tavole esterne devono essere a contatto dei montanti;
• Le tavole costituenti un qualsiasi piano di calpestio non devono essere sollecitate con depositi e carichi
superiori al loro grado di resistenza;
• Il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie, impalcati di servizio e di qualsiasi genere e tipo, va mantenuto
sgombro da materiali e attrezzature non più in uso e se collocato ad una altezza maggiore di m 2, deve essere
provvisto su tutti i lati verso il vuoto di un robusto parapetto.

4.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare con attenzione l’integrità e la completezza dei piani di calpestio, specie degli impalcati del ponteggio;
• Accertare che tutti gli intavolati ed i piani di calpestio a qualsiasi fine utilizzabili siano raggiungibili in modo
sicuro, sia che l’accesso avvenga in modo diretto o con il ricorso a mezzi diversi, la cui rispondenza allo scopo
deve risultare idonea;
• Evitare di rimuovere le tavole dei ponteggi anche se in quel punto i lavori già sono stati completati;
• Prima di abbandonare il luogo di lavoro ripristinare la situazione di sicurezza originaria se per necessità si sono
dovute rimuovere delle tavole;
• Eseguire la pulizia degli impalcati, posti di lavoro e di passaggio, accumulando il materiale di risulta per poterlo
quindi raccogliere ed eliminare;
• Verificare che gli intavolati, specie quelli dei ponti di servizio, non vengano trasformati in depositi di materiale;
• Controllare che gli intavolati non siano resi scivolosi dal depositarsi di ghiaccio, polvere e quant’altro;
• Evitare di correre o saltare sugli intavolati;
• Procedere ad un controllo accurato degli intavolati quando si prende in carico un cantiere avviato, vale a dire
con opere provvisionali già installate o in fase di completamento;
• Le tavole da utilizzare per piani di calpestio e impalcati che non risultino più in perfette condizioni vanno
immediatamente sostituite;
• Le tavole ritenute ancora idonee all’uso vanno liberate da eventuali chiodi, pulite e conservate in luoghi asciutti
e ventilati, senza contatto con il terreno;
• Segnalare al responsabile di cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

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5. PARAPETTI

5.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• Devono essere allestiti con buon materiale e a regola d’arte, risultare idonei allo scopo, ed essere conservati in
efficienza per l’intera durata del lavoro;
• Il parapetto regolare può essere costituito da:
• Un corrente superiore, collocato all’altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede,
aderente al piano di camminamento, di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il
mancorrente superiore, maggiore di cm 60;
• Un corrente superiore, collocato all’altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede,
aderente al piano di camminamento, di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il
mancorrente superiore, maggiore di cm 60.

5.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Vanno previste per evitare la caduta nel vuoto di persone e materiale;
• Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti o degli appoggi
sia quando fanno parte dell’impalcato di un ponteggio che in qualunque altro caso;
• Piani, piazzole, castelli di tiro e attrezzature varie possono presentare parapetti realizzati con caratteristiche
geometriche e dimensionali diverse;
• Il parapetto con fermapiede va anche applicato sul lato corto, terminale, dell’impalcato, procedendo alla
cosiddetta “intestatura” del ponte;
• Il parapetto con fermapiede va previsto sul lato del ponteggio verso la costruzione quando il distacco da essa
superi i cm 20 e non sia possibile realizzare un piano di calpestio esterno, poggiante su traversi a sbalzo, verso
l’opera stessa;
• Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi delle solette che siano a più di m 2 di altezza;
• Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi degli scavi che siano a più di m 2 di altezza;
• Il parapetto con fermapiede va previsto nei tratti prospicienti il vuoto di viottoli e scale con gradini ricavate nel
terreno o nella roccia quando si superino i m 2 di dislivello;
• E’ considerata equivalente al parapetto qualsiasi altra protezione - quale muro, parete piena, ringhiera, lastra,
grigliato, balaustrata e simili - in grado di garantire prestazioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti
non inferiori a quelle richieste per un parapetto normale.

5.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la presenza del parapetto di protezione dove necessario;
• Verificare la stabilità, la completezza e gli aspetti dimensionali del parapetto di protezione, con particolare
riguardo alla consistenza strutturale ed al corretto fissaggio, ottenuto in modo da poter resistere alle
sollecitazioni nell’insieme ed in ogni sua parte, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica
funzione;
• Non modificare né, tanto meno, eliminare un parapetto;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

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6. PARASASSI

6.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• Il parasassi deve essere realizzato con materiale in buone condizioni e mantenuto in efficienza per l’intera
durata dei lavori;
• Il parasassi è costituito da un robusto intavolato inclinato aggettante verso l’esterno, la cui estensione, variabile
a seconda del tipo di ponteggio e di autorizzazione, va da m 1,10 a m 1,50;
• Lo spessore minimo delle tavole che compongono l’intavolato deve essere di cm 4;
• Il parasassi può essere sostituito da una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, ma solo a
condizione che presenti le stesse garanzie di sicurezza oppure operando la completa segregazione dell’area
sottostante.

6.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Il parasassi è predisposto per evitare la caduta nel vuoto di materiale a protezione dei luoghi di stazionamento e
transito;
• Corre lungo tutta l’estensione dell’impalcato di lavoro escluso lo spazio necessario al passaggio di materiali
movimentati con apparecchi di sollevamento montati sul ponteggio;
• Il parasassi va montato all’altezza del solaio di copertura del piano terreno o all’altezza prevista nello schema
del ponteggio allegato alla autorizzazione ministeriale, il parasassi va sempre raccordato con un impalcato del
ponteggio;
• Nel caso di costruzioni estese in altezza, sono da prevedere altri parasassi ogni qualvolta si superi la distanza di
m 12 fra il piano di calpestio cui è raccordato il primo e qualsiasi altro impalcato utile;
• Nei ponteggi del tipo prefabbricato la realizzazione del parasassi è uno di quei casi in cui si deve ricorrere
all’utilizzo di elementi a tubo e giunto appartenenti ad altro tipo di ponteggio. L’assemblaggio se risulta
contemplato nella autorizzazione ministeriale non necessita di calcolo e disegno appositi;
• La chiusura frontale del ponteggio mediante teloni, non realizza le stesse condizioni di sicurezza del parasassi
e, di conseguenza, non può essere sostitutiva delle anzidette protezioni, pur se trattasi di una sicurezza
aggiuntiva che può essere adottata, a condizione che non venga modificata la funzione protettiva del parasassi.

6.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la presenza del parasassi dove necessario e previsto;
• Controllare la sua corretta realizzazione, sia a livello del materiale utilizzato che a livello dimensionale;
• Non rimuovere parasassi esistenti;
• Segnalare al responsabile di cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

7. PONTEGGI METALLICI

7.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• I ponteggi metallici saranno messi in opera, smontati e tenuti in perfetto stato di manutenzione secondo il PIMUS
redatto dall’impresa esecutrice;
• I ponteggi metallici, siano essi a tubi e giunti o ad elementi prefabbricati, devono essere allestiti a regola d’arte,
secondo le indicazioni del costruttore, con materiale autorizzato, ed essere conservati in efficienza per l’intera
durata del lavoro;
• I ponteggi metallici possono essere impiegati solo se muniti della autorizzazione ministeriale;
• Ogni ponteggio deve essere ancorato alla costruzione per mezzo dei sistemi, indicati dai libretti di autorizzazione
ministeriale quali: a cravatta, ad anello o a vitone. Eventuali altri sistemi possono essere utilizzati se hanno almeno
pari efficacia documentata da indicazioni tecniche e da progettazione;

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• I ponteggi che non rispondono anche ad una soltanto delle precedenti condizioni non garantiscono il livello di
sicurezza presupposto nella autorizzazione ministeriale e devono pertanto essere giustificati da una
documentazione di calcolo (oltre ad un disegno esecutivo aggiuntivi redatti da un ingegnere o architetto iscritto
all’albo professionale, che è in tutti i casi obbligatorio);
• Nel caso di ponteggio misto - unione di prefabbricato e tubi e giunti - se la cosa non è esplicitamente prevista dalla
autorizzazione ministeriale è necessaria la documentazione di calcolo aggiuntiva;
• Anche l’installazione sul ponteggio di tabelloni pubblicitari, teloni e reti obbliga alla elaborazione della
documentazione di calcolo aggiuntiva;
• Oltre ai ponteggi, anche le altre opere provvisionali costituite da elementi metallici o di notevole importanza e
complessità in rapporto alle dimensioni ed ai sovraccarichi devono essere erette in base ad un progetto
comprendente calcolo e disegno esecutivo;
• Le eventuali modifiche al ponteggio devono restare nell’ambito dello schema-tipo che giustifica l’esenzione
dall’obbligo del calcolo;
• Quando non sussiste l’obbligo del calcolo, il disegno esecutivo deve riportare le generalità e la firma del
responsabile di cantiere;
• Tutti gli elementi metallici costituenti il ponteggio devono avere un carico di sicurezza non inferiore a quello indicato
nella autorizzazione ministeriale;
• Tutti gli elementi metallici del ponteggio devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, il nome o il marchio del
fabbricante.

7.2. MISURE DI PREVENZIONE

• Il ponteggio, unitamente a tutte le altre misure necessarie ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose, va
previsto nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore ai due metri;
• In relazione ai luoghi ed allo spazio disponibile è importante valutare quale sia il tipo di ponteggio da utilizzare che
meglio si adatta;
• Costituendo, nel suo insieme, una vera e propria struttura complessa, il ponteggio deve avere un piano di appoggio
solido e di adeguata resistenza su cui poggiano i montanti dotati di basette semplici o regolabili, mezzi di
collegamento efficaci, ancoraggi sufficienti, possedere una piena stabilità;
• Distanze, disposizioni e reciproche relazioni fra le componenti il ponteggio devono rispettare le indicazioni del
costruttore che compaiono sulla autorizzazione ministeriale;
• Gli impalcati, siano essi realizzati in tavole di legno che con tavole metalliche o di materiale diverso, devono essere
messi in opera secondo quanto indicato nella autorizzazione ministeriale e in modo completo (per altre informazioni
si rimanda alle schede “intavolati”, “parapetti”, “parasassi”);
• Sopra i ponti di servizio è vietato qualsiasi deposito, salvo quello temporaneo dei materiali e degli attrezzi in uso, la
cui presenza non deve intralciare i movimenti e le manovre necessarie per l’andamento del lavoro ed il cui peso
deve essere sempre inferiore a quello previsto dal grado di resistenza del ponteggio;
• L’impalcato del ponteggio va corredato di una chiara indicazione in merito alle condizioni di carico massimo
ammissibile;
• Il ponteggio metallico è soggetto a verifica rispetto al rischio scariche atmosferiche e, se del caso, deve risultare
protetto mediante apposite calate e dispersori di terra;

7.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI

• Verificare che il ponteggio venga conservato in buone condizioni di manutenzione, che la protezione contro gli
agenti nocivi esterni sia efficace e che il marchio del costruttore si mantenga rintracciabile e decifrabile;
• Verificare la stabilità e integrità di tutti gli elementi del ponteggio ad intervalli periodici, dopo violente perturbazioni
atmosferiche o prolungate interruzioni delle attività;
• Procedere ad un controllo più accurato quando si interviene in un cantiere già avviato, con il ponteggio già installato
o in fase di completamento;
• Accedere ai vari piani del ponteggio in modo agevole e sicuro, utilizzando le apposite scale a mano sfalsate ad
ogni piano, vincolate e protette verso il lato esterno;
• Non salire o scendere lungo gli elementi del ponteggio;
• Evitare di correre o saltare sugli intavolati del ponteggio;
• Evitare di gettare dall’alto materiali di qualsiasi genere o elementi metallici del ponteggio;
• Abbandonare il ponteggio in presenza di forte vento;
• Controllare che in cantiere siano conservate tutte le documentazioni tecniche necessarie e richieste relative
all’installazione del ponteggio metallico;
• Verificare che gli elementi del ponteggio ancora ritenuti idonei al reimpiego siano tenuti separati dal materiale non
più utilizzabile;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

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8. PONTI SU CAVALLETTI

8.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• I ponti su cavalletti sono piani di lavoro realizzati con tavole fissate su cavalletti di appoggio non collegati
stabilmente fra loro;
• I ponti su cavalletti devono essere allestiti con buon materiale e a regola d’arte ed essere conservati in
efficienza per l’intera durata del lavoro;
• Possono essere usati solo per lavori da eseguirsi al suolo o all’interno degli edifici;
• Non devono avere altezza superiore a m 2. In caso contrario vanno perimetrati con un normale parapetto;
• I ponti su cavalletti non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi esterni;
• I ponti su cavalletti non possono essere usati uno in sovrapposizione all’altro;
• I montanti non devono essere realizzati con mezzi di fortuna, del tipo scale a pioli, pile di mattoni, sacchi di
cemento o cavalletti improvvisati in cantiere.

8.2. MISURE DI PREVENZIONE


• I piedi dei cavalletti devono poggiare sempre su pavimento solido e compatto;
• La distanza massima fra due cavalletti può essere di m 3,60 se si usano tavoloni con sezione trasversale
minima di cm 30 di larghezza e cm 5 di spessore;
• Per evitare di sollecitare al limite le tavole che costituiscono il piano di lavoro queste devono poggiare sempre
su tre cavalletti, obbligatori se si usano tavole lunghe m 4 con larghezza minima di cm 20 e cm 5 di spessore;
• La larghezza dell’impalcato non deve essere inferiore a cm 90;
• Le tavole dell’impalcato devono risultare bene accostate fra loro, essere fissate ai cavalletti, non presentare
parti a sbalzo superiori a cm 20.

8.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la planarità del ponte. Se il caso, spessorare con zeppe in legno e non con mattoni o blocchi di
cemento;
• Verificare le condizioni generali del ponte, con particolare riguardo all’integrità dei cavalletti ed alla
completezza del piano di lavoro; all’integrità, al blocco ed all’accostamento delle tavole;
• Non modificare la corretta composizione del ponte rimuovendo cavalletti o tavole né utilizzare le componenti -
specie i cavalletti se metallici - in modo improprio;
• Non sovraccaricare il ponte con carichi non previsti o eccessivi ma caricarli con i soli materiali ed attrezzi
necessari per la lavorazione in corso;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze o mancanza delle attrezzature per poter
operare come indicato.

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9. PONTI SU RUOTE

9.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• I ponti a torre su ruote vanno realizzati a regola d’arte, utilizzando buon materiale, risultare idonei allo scopo
ed essere mantenuti in efficienza per l’intera durata del lavoro;
• La stabilità deve essere garantita anche senza la disattivazione delle ruote - prescindendo dal fatto che il ponte
sia o meno ad elementi innestati - fino all’altezza e per l’uso cui possono essere adibiti;
• Nel caso in cui invece la stabilità non sia assicurata contemporaneamente alla mobilità - vale a dire che è
necessario disattivare le ruote per garantire l’equilibrio del ponte – i ponti anche se su ruote rientrano nella
disciplina relativa alla autorizzazione ministeriale, essendo assimilabili ai ponteggi metallici fissi;
• Devono avere una base sufficientemente ampia da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle
oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento ed in modo che non
possano essere ribaltati;
• L’altezza massima consentita è di m 15, dal piano di appoggio all’ultimo piano di lavoro;
• Per quanto riguarda la portata, non possono essere previsti carichi inferiori a quelli di norma indicati per i
ponteggi metallici destinati ai lavori di costruzione;
• I ponti debbono essere usati esclusivamente per l’altezza per cui sono costruiti, senza aggiunte di
sovrastrutture;
• Sull’elemento di base deve trovare spazio una targa riportante i dati e le caratteristiche salienti del ponte,
nonché le indicazioni di sicurezza e d’uso di cui tenere conto.

9.2. MISURE DI PREVENZIONE


• I ponti con altezza superiore a m 6 vanno corredati con piedi stabilizzatori;
• Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare compatto e livellato;
• Le ruote devono essere metalliche, con diametro non inferiore a cm 20 e larghezza almeno pari a cm 5,
corredate di meccanismo di bloccaggio. Col ponte in opera devono risultare sempre bloccate dalle due parti
con idonei cunei o con stabilizzatori;
• Il ponte va corredato alla base di dispositivo per il controllo dell’orizzontalità;
• Per impedirne lo sfilo va previsto un blocco all’innesto degli elementi verticali, correnti e diagonali;
• L’impalcato deve essere completo e ben fissato sugli appoggi;
• Il parapetto di protezione che delimita il piano di lavoro deve essere regolamentare e corredato sui quattro lati
di tavola fermapiede alta almeno cm 20;
• Per l’accesso ai vari piani di calpestio devono essere utilizzate scale a mano regolamentari. Se presentano una
inclinazione superiore a 75° vanno protette con paraschiena, salvo adottare un dispositivo anticaduta da
collegare alla cintura di sicurezza;
• Per l’accesso sono consentite botole di passaggio, purché richiudibili con coperchio praticabile;
• All’esterno e per altezze considerevoli, i ponti vanno ancorati alla costruzione almeno ogni due piani.

9.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare che il ponte su ruote sia realmente tale e non rientri nel regime imposto dalla autorizzazione
ministeriale;
• Rispettare con scrupolo le prescrizioni e le indicazioni fornite dal costruttore;
• Verificare il buon stato di elementi, incastri, collegamenti;
• Montare il ponte in tutte le parti, con tutte le componenti;
• Accertare la perfetta planarità e verticalità della struttura e, se il caso, ripartire il carico del ponte sul terreno
con tavoloni;
• Verificare l’efficacia del blocco ruote;
• Usare i ripiani in dotazione e non impalcati di fortuna;
• Predisporre sempre sotto il piano di lavoro un regolare sottoponte a non più di m 2,50;
• Verificare che non si trovino linee elettriche aeree a distanza inferiore a m 5;
• Non installare sul ponte apparecchi di sollevamento;
• Non effettuare spostamenti con persone sopra.

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10. PROTEZIONE APERTURE

10.1. CARATTERISTICHE DI SICUREZZA


• Le protezioni devono essere allestite a regola d’arte utilizzando buon materiale; risultare idonee allo scopo ed
essere conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro;
• Le aperture nei solai, nel suolo, nei pavimenti e nelle piattaforme di lavoro, comprese fosse e pozzi, devono
essere provviste di solide coperture o protette con parapetti normali;
• Quando si ricorra alla copertura con tavole deve essere solidamente fissata in modo da rimanere sempre nella
posizione giusta e di resistenza per lo meno non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio. Se
ottenuta con altri materiali deve poter sopportare un carico eguale a quello previsto per il pavimento circostante.

10.2. MISURE DI PREVENZIONE


• Le protezioni sono predisposte per evitare la caduta di persone e la precipitazione di cose e materiale nel vuoto;
• Le protezioni vanno applicate alle aperture di ogni genere e tipo, (asole, botole, fosse, buche);
• Per le aperture di modeste dimensioni è meglio la copertura; per quelle più grandi è meglio ricorrere alla
perimetrazione con parapetto normale;
• Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o persone, un lato del parapetto di protezione
può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo
necessario al passaggio. La protezione va estesa anche all’area di arrivo/partenza o aggancio/sgancio del
carico posta al piano terra;
• Il vano-scala deve essere coperto con una robusta impalcatura posta all’altezza del pavimento del primo piano
a difesa delle persone che transitano al piano terreno contro la caduta dei materiali. È bene, inoltre, allestire
impalcati successivi in relazione all’avanzamento dei lavori ed all’altezza della costruzione;
• Il vano-corsa dell’ascensore deve essere protetto;
• Gli intavolati di protezione non devono costituire motivo di inciampo.

10.3. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI


• Verificare la presenza e l’efficacia delle protezioni alle aperture nel suolo, pavimenti, solai e tutto dove
necessario;
• Non rimuovere le protezioni adottate;
• Non accatastare materiale di sorta sugli intavolati utilizzati come copertura di protezione;
• Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.

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SOSTANZE PERICOLOSE

INDICE – ALLEGATO E

SOSTANZA: CEMENTO O MALTA CEMENTIZIA ................................................................................................. 59


SOSTANZA: ACETONE ................................................................................................................................................ 60
SOSTANZA: ACIDI ....................................................................................................................................................... 62
SOSTANZA: ACQUA RAGIA ...................................................................................................................................... 64
SOSTANZA: ADDITIVI A BASE DI RESINE EPOSSIDICHE ........................................................................... 66
SOSTANZA: ADDITIVI PER MALTE CEMENTIZIE .............................................................................................. 68
SOSTANZA: DETERGENTI E DETERSIVI ............................................................................................................. 72
SOSTANZA: INTONACI .............................................................................................................................................. 74
SOSTANZA: PITTURE PER MANO DI FINITURE E DI FONDO ...................................................................... 75

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SOSTANZA: CEMENTO O MALTA CEMENTIZIA


In edilizia per “cemento” (o cemento idraulico) si intende una varietà di materiali da costruzione che
miscelati con acqua sviluppano notevoli proprietà adesive.
Il cemento viene impiegato come legante in miscela con materiali inerti (sabbia, ghiaia) a formare la
malta e per preparare il calcestruzzo, utilizzato per la costruzione di edifici e strutture in cemento armato.
Esistono diversi tipi di cemento, differenti per la composizione, per le proprietà di resistenza e
durevolezza e, quindi, per destinazione d’uso.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Irritazione delle vie respiratorie per


Probabile Significativo Notevole
inalazione di polveri
o Irritazione per contatto con la pelle e con gli
Probabile Significativo Notevole
occhi

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità
d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227, comma 1
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti
adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Durante l’uso del cemento saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli
occhi
• Nel caso di contatto cutaneo esteso con il cemento ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi
abbondantemente con acqua e sapone
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

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• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
Probabilità di
pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
irritazione cutanea
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
durante l’uso del
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
cemento
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Mascherina per la Art 75 – 77 – 78, Allegato
Facciale filtrante per protezione di polveri a VIII-punto 3, 4 n.4 del
polveri FFP2 media tossicità, fibre e D.lgs. n.81/08 come
aerosol a base acquosa modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di polveri
di materiale particellare UNI EN 149(2003)
durante l’uso del
>= 0,02 micron. Apparecchi di protezione
cemento
delle vie respiratorie.
Semimaschera filtrante
contro particelle. Requisiti,
prove, marcatura
Tuta di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato
Tuta da lavoro da VIII-punto 3, 4 n.7 del
Contatto con il corpo indossare per evitare D.lgs. n.81/08 come
durante l’uso della che il prodotto venga a modificato dal D.lgs n.106/09
sostanza contatto con la pelle UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione.
Requisiti generali

SOSTANZA: ACETONE
L'acetone (anche chiamato dimetil chetone, propanone e beta-chetopropano) è il chetone più semplice
esistente; è un liquido incolore e infiammabile con un odore caratteristico (fruttato); è miscibile con
acqua, etanolo e etere e trova principalmente impiego come solvente.
Viene utilizzato in edilizia per rimozione di vernici e lacche, lavaggi e la rimozione di sporco, per la pulizia
di attrezzi e utensili.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

Aerosol di gas, fumi e vapori Possibile Grave Notevole

Dermatiti irritative da contatto (eczemi ed


Possibile Grave Notevole
arrossamenti locali)

Irritazione delle vie digerenti per ingestione


Possibile Grave Notevole
(nausea, vomito dolori addominali ecc…)

Irritazione dell’apparato respiratorio per


inalazione prolungata (tosse, edema polmonare, Possibile Grave Notevole
dispnea, ecc.)

Irritazione delle mucose oculari Possibile Grave Notevole

Esplosione ed incendio (per presenza di prodotti


Possibile Grave Notevole
infiammabili)

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• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità) durante le
operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto
(Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto in ambienti adeguatamente areati e in locali a norma per prodotti infiammabili
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Aerare gli ambienti durante l’uso (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono favorire un maggior
assorbimento del prodotto tossico
• In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua per alcuni minuti e contattare un
medico
• In caso di contatto con la pelle lavare abbondantemente con acqua e sapone
• In caso di contatto con gli occhi lavare immediatamente con acqua per almeno 10 minuti
• In caso di ingestione fare sciacquare subito la bocca con molta acqua senza deglutire, provocare il
vomito
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Poiché il prodotto è facilmente infiammabile, tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le
fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali CO2 o schiuma resistente all’alcool
(Allegato IV Punto 4.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Verificare la presenza di impianti elettrici di sicurezza (Art. 80 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Vietare severamente di versare in fogna
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
D.lgs. n.81/08 come
Guanti in gomma pesante
modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con prodotti o neoprene, resistenti ad
UNI EN 374(2004)
chimici agenti chimici aggressivi
Guanti di protezione contro
ed irritanti
prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Semimascherina FFABE1P3 Art 75 – 77 – 78, Allegato
Maschera con filtri
in gomma ipoallergenica VIII-punto 3, 4 n.4 del
per vapori organici
completa di due filtri D.lgs. n.81/08 come
Esposizione ad aerosol intercambiabili per vapori modificato dal D.lgs n.106/09
di gas, fumi e vapori organici, gas vapori UNI EN 149(2003)
inorganici, gas acidi e Apparecchi di protezione delle
polveri, con valvola di vie respiratorie.
espirazione. Semimaschera filtrante contro

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particelle. Requisiti, prove,


marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati anti modificato dal D.lgs n.106/09
chimici
graffio, con protezione UNI EN 166 (2004)
laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.

SOSTANZA: ACIDI
Viene definita “acido” , ogni sostanza che dissociandosi in acqua produce ioni H+, invece la “base” è una
sostanza che dissociandosi in acqua produce ioni OH-. In generale, l’acido è un accettore di elettroni,
ossia una sostanza in grado di cedere protoni, mentre le basi sono in grado di accettare protoni. Ogni
acido, per definizione, produce una base, coniugata all'acido, per perdita di un protone. Allo stesso modo
una base, acquistando un protone, si trasforma nel suo acido coniugato.
Nell'uso comune gli acidi vengono identificati sia per la loro azione irritante sui tessuti viventi e corrosiva
sui metalli, sia per la loro capacità di far virare opportunamente sostanze indicatrici.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Ustioni chimiche (irritazioni e causticazioni) Possibile Grave Notevole

o Lesioni gravissime per ingestione delle vie


Possibile Grave Notevole
digerenti, degli occhi e della cute

o Intossicazioni acute per inalazione (bronchiti


Possibile Grave Notevole
croniche e polmoniti)

o Esplosione ed incendio (per contatto con


Possibile Grave Notevole
prodotti infiammabili)

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello
specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto in ambienti adeguatamente areati e in contenitori non soggetti a corrosione e
protetti da eventuali urti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante l’uso (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande, perché
possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico
• Impedire il più possibile l'eventuale evaporazione inutile dei prodotti usandone la quantità minima
per il lavoro, mantenendo i coperchi sui contenitori e usando contenitori sigillati.
• L'uso e la conservazione devono avvenire sempre secondo quanto riportato sull'etichetta dei prodotti
in esame
• Non lasciare in giro indumenti contaminati dai prodotti in esame
• Nel caso di contatto cutaneo con la sostanza, ai lavoratori viene raccomandato di utilizzare le
sostanze specifiche indicate per la detersione e di lavarsi con abbondante acqua corrente. Togliere
scarpe e vestiti contaminati sotto getto d’acqua e consultare il medico.

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• In caso di ingestione, non indurre il vomito perché provoca il rischio di perforazione e chiedere
immediatamente l’intervento medico
• Collocare in prossimità del luogo di lavoro docce di emergenza e fontanelle oculari
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Il prodotto non è infiammabile, ma può provocare incendi o esplosioni a contatto con materiali
combustibili, perciò tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le fiamme libere e le possibili
fonti di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali povere chimica o acqua nebulizzata
per raffreddare i contenitori integri, facendo attenzione a non immettere acqua nei contenitori
(Allegato IV Punto 4.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare la presenza di impianti elettrici di sicurezza (Art. 80 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Vietare severamente di versare in fogna i residui chimici, contattare le Autorità preposte o Aziende
specializzate ed autorizzate allo smaltimento di tali rifiuti secondo la normativa vigente.
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute protettive, maschere respiratorie con filtri
e grado di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali) individuale verificandone
preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e
manutenzione (Art. 75 - 78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO

Art 75 – 77 – 78, Allegato


Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del D.lgs.
Guanti in gomma n.81/08 come modificato dal
pesante o neoprene, D.lgs n.106/09
Contatto con prodotti
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
chimici
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Maschera con filtri VIII-punto 3, 4 n.4 del D.lgs.
per vapori acidi Maschera a pieno
n.81/08 come modificato dal
facciale in gomma
D.lgs n.106/09
policloroprenica
Esposizione ad aerosol di UNI EN 148 (2000)
completa di filtri B2P3
gas e vapori acidi Apparecchi di protezione delle
intercambiabili per gas
vie respiratorie- Filettature per
acidi e polveri
facciali - Raccordo con
filettatura centrale. Parte, 1,2 e
3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
VIII-punto 3, 4 n.7 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09
Tuta protettiva UNI EN 943-1 (2003)
Tuta in materiale
Indumenti di protezione contro
antiacido in modo da
Esposizione a prodotti prodotti chimici liquidi e
evitare che il prodotto
chimici gassosi, inclusi aerosol liquidi e
venga a contatto con
particelle solide - Requisiti
la pelle
prestazionali per tute di
protezione chimica, ventilate e
non ventilate, a tenuta di gas
(Tipo 1) e non a tenuta di gas
(Tipo 2).

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Art 75 – 77 – 78, Allegato


Schizzi di prodotti chimici Stivali di protezione VIII-punto 3, 4 n.6 del D.lgs.
Stivali in PVC antiacido n.81/08 come modificato dal
con suola antiscivolo D.lgs n.106/09
resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione contro
agenti chimici - Parte 1:
Terminologia e metodi di prova

SOSTANZA: ACQUA RAGIA


L’acqua ragia è una miscela di idrocarburi ricavati dalla distillazione frazionata del petrolio, aromatizzata
con trementina ed essenze, che trova impiego come diluente e come smacchiatore. Viene utilizzata,
prevalentemente, come solvente per la diluizione di vernici e smalti sintetici, oleo-sintetici, cere, polish ed
antiruggini. L'acquaragia, infatti, grazie al suo forte potere solvente, conferisce una perfetta dilatazione
del film e quindi un’ottima brillantezza delle superfici verniciate, aumentando la resa della vernice stessa.
Può venire utilizzata, inoltre, per semplici operazioni di lavaggio e sgrassaggio, come decerante e
desiliconizzante di tutte le superfici anche verniciate.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Aerosol di gas, fumi e vapori Possibile Grave Notevole

o Dermatiti irritative da contatto (eczemi ed


Possibile Grave Notevole
arrossamenti locali)

o Irritazione delle vie digerenti per ingestione Possibile Grave Notevole

o Irritazione dell’apparato respiratorio per


Possibile Grave Notevole
inalazione prolungata

o Irritazione delle mucose oculari Possibile Grave Notevole

o Esplosione ed incendio (per presenza di


Possibile Grave Notevole
prodotti infiammabili)

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello
specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto in ambienti freschi adeguatamente areati e in locali a norma per prodotti
infiammabili (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto lontano da calore, fiamme libere, scintille o altre sorgenti di accensione
(Allegato IV Punto 4.1. del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Non fumare durante la manipolazione (Allegato IV Punto 4.1.1. del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante l’uso (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande, perché
possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico

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C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

• Utilizzare sostanze dotate della minore tossicità possibile ed attivare, ove possibili, lavorazioni in
ciclo chiuso
• Impedire il più possibile l'eventuale evaporazione inutile dei prodotti organici usandone la quantità
minima per il lavoro, mantenendo i coperchi sui contenitori e usando contenitori sigillati.
• L'uso e la conservazione dei prodotti devono avvenire sempre secondo quanto riportato sull'etichetta
• Non lasciare in giro indumenti contaminati dalle sostanze chimiche.
• Nel caso di contatto cutaneo con tale sostanza ai lavoratori viene raccomandato di utilizzare le
sostanze specifiche indicate per la detersione e di lavarsi con abbondante acqua e sapone. In caso di
persistenza dell’irritazione, consultare il medico
• In caso di contatto accidentale con gli occhi, lavare immediatamente ed abbondantemente con acqua
per almeno 15 minuti e consultare il medico
• In caso di inalazione, portare il soggetto all’aria fresca e consultare il medico
• In caso di ingestione accidentale, consultare immediatamente il medico
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Poiché il prodotto è facilmente infiammabile, tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le
fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali CO2, schiuma, o polvere chimica per
liquidi infiammabili (Allegato IV Punto 4.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare la presenza di impianti elettrici di sicurezza (Art. 80 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Vietare severamente di versare in fogna e seguire le disposizioni locali per lo smaltimento
• Utilizzare il prodotto secondo le buone pratiche lavorative evitando di disperderlo nell'ambiente
• Avvisare le autorità competenti nel caso che il prodotto si versi accidentalmente in corsi d'acqua o
fognature o nel caso contamini il suolo o la vegetazione
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute impermeabili, maschere respiratorie con
filtri e grado di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali) individuale verificandone
preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e
manutenzione (Art. 75 - 78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con prodotti
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
chimici
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Semimascherina
VIII-punto 3, 4 n.4 del
Maschera con filtri per FFABE1P3 in gomma
D.lgs. n.81/08 come
vapori organici ipoallergenica completa
modificato dal D.lgs n.106/09
Esposizione ad di due filtri
UNI EN 149(2003)
aerosol di gas, fumi e intercambiabili per
Apparecchi di protezione
vapori vapori organici, gas
delle vie respiratorie.
vapori inorganici, gas
Semimaschera filtrante
acidi e polveri, con
contro particelle. Requisiti,
valvola di espirazione.
prove, marcatura
Occhiali di protezione Con lente unica Art 75 – 77 – 78, Allegato
panoramica in VIII-punto 3, 4 n.2 del
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati D.lgs. n.81/08 come
chimici
anti graffio, con modificato dal D.lgs n.106/09
protezione laterale UNI EN 166 (2004)

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C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

Protezione personale degli


occhi - Specifiche.
Art 75 – 77 – 78, Allegato
VIII-punto 3, 4 n.7 del
D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09
Tuta protettiva UNI EN 943-1 (2003)
Tuta in materiale
Indumenti di protezione
antiacido in modo da
Esposizione a prodotti contro prodotti chimici liquidi
evitare che il prodotto
chimici e gassosi, inclusi aerosol
venga a contatto con la
liquidi e particelle solide -
pelle
Requisiti prestazionali per
tute di protezione chimica,
ventilate e non ventilate, a
tenuta di gas (Tipo 1) e non
a tenuta di gas (Tipo 2).
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Schizzi di prodotti Stivali di protezione VIII-punto 3, 4 n.6 del
chimici Stivali in PVC antiacido D.lgs. n.81/08 come
con suola antiscivolo modificato dal D.lgs n.106/09
resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione
contro agenti chimici - Parte
1: Terminologia e metodi di
prova

SOSTANZA: ADDITIVI A BASE DI RESINE EPOSSIDICHE


Per additivo si intende una sostanza naturale o artificiale che, aggiunta in quantità calcolate e predefinite,
conferisce particolari caratteristiche, quali ad esempio aspetto, durata, rendimento, conservabilità,
durezza, elasticità, malleabilità, volume, oppure elimina o riduce taluni suoi difetti, prima, durante e dopo
l'applicazione.
Le resine epossidiche sono sostanzialmente dei polieteri, ma vengono definite con il nome di “resine
epossidiche” sulla base del materiale di partenza utilizzato per produrle e in virtù della presenza di gruppi
epossidici nel materiale immediatamente prima della reticolazione.
Il principale utilizzo delle resine epossidiche è come adesivi nel campo dei rivestimenti, in quanto queste
resine combinano proprietà di flessibilità, adesione e resistenza chimica praticamente ineguagliabili.
Inoltre, le resine epossidiche vengono utilizzate anche per lavori di riparazione o prevenzione dall’osmosi
su scafi in vetroresina, per risanare, incollare e proteggere il legno in ambiente marino, poiché consente
spessori elevati, ottima adesione e resistenza all’umidità.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Irritazione delle vie respiratorie per


Probabile Significativo Notevole
inalazione del prodotto

o Irritazione per contatto con la pelle e con gli


Possibile Modesto Accettabile
occhi

o Allergeni Non probabile Significativo Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art. 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

66
Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità


d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227, comma 1
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti
adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Durante l’uso saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con
acqua e sapone
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Fare uso di creme barriera in caso di sensibilizzazione al prodotto
• Effettuare la detersione frequente delle mani e delle superficie esposte con acqua e saponi
ipoallergeni
• Fare uso di guanti idonei al processo lavorativo, fermo restando i limiti posseduti da questi mezzi di
protezione ivi compresi quelli di natura irritante od allergizzante in grado quindi di causare dermatite
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con prodotti
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
chimici
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Semimascherina
VIII-punto 3, 4 n.4 del
Maschera con filtri per FFABE1P3 in gomma
D.lgs. n.81/08 come
vapori organici ipoallergenica completa
modificato dal D.lgs n.106/09
Esposizione ad di due filtri
UNI EN 149(2003)
aerosol di gas, fumi e intercambiabili per
Apparecchi di protezione
vapori vapori organici, gas
delle vie respiratorie.
vapori inorganici, gas
Semimaschera filtrante
acidi e polveri, con
contro particelle. Requisiti,
valvola di espirazione.
prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati modificato dal D.lgs n.106/09
chimici
anti graffio, con UNI EN 166 (2004)
protezione laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.
Tuta da lavoro da Art 75 – 77 – 78, Allegato
Contatto con il corpo
Tuta di protezione indossare per evitare VIII-punto 3, 4 n.7 del
durante l’applicazione
che il prodotto venga a D.lgs. n.81/08 come

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contatto con la pelle modificato dal D.lgs n.106/09


UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione.
Requisiti generali

Art 75 – 77 – 78, Allegato


Schizzi di prodotti Stivali di protezione VIII-punto 3, 4 n.6 del
chimici Stivali in PVC antiacido D.lgs. n.81/08 come
con suola antiscivolo modificato dal D.lgs n.106/09
resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione
contro agenti chimici - Parte
1: Terminologia e metodi di
prova

SOSTANZA: ADDITIVI PER MALTE CEMENTIZIE


Per additivo si intende una sostanza naturale o artificiale che, aggiunta in quantità calcolate e predefinite,
conferisce particolari caratteristiche, quali ad esempio aspetto, durata, rendimento, conservabilità,
durezza, elasticità, malleabilità, volume, oppure elimina o riduce taluni suoi difetti, prima, durante e dopo
l'applicazione.
Nello specifico, gli additivi per malte cementizie, che si presentano sotto forma di polvere di colore grigio,
possono essere:
o Fluidificanti - aumentano la fluidità degli impasti consentendo una riduzione dell’acqua da
impiegare;
o Ritardanti - sostanze che rallentano la velocità delle reazioni tra il legante e l’acqua, aumentando
il tempo necessario per il passaggio delle malte e dei calcestruzzi dalla fase liquida a quella
rigida;
o Acceleranti - agiscono in senso contrario ai precedenti facilitando l’impiego degli impasti nella
stagione fredda;
o Antigelo - abbassano il punto di congelamento dell’acqua accelerando così alle basse temperature
i processi di posa e di indurimento degli impasti cementizi;
o Aeranti - provocano nelle paste e nelle malte la formazione di bolle d’aria così aumentando la
resistenza al gelo;
o Idrofughi - soluzioni acquose o polveri da aggiungere all’acqua di impasto o da spargere sul
cemento;
o ad azione mista - additivi fluidificanti aeranti, fluidificanti acceleranti, polivalenti.
Questi additivi contengono acidi organici o sostanze alcaline, come soda potassa od anche ammoniaca.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Irritazione delle vie respiratorie per


Probabile Significativo Notevole
inalazione del prodotto
o Irritazione per contatto con la pelle e con gli
Possibile Significativo Notevole
occhi

o Allergeni Non probabile Significativo Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art. 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità
d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)

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• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227, comma 1
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti
adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Durante l’uso saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con
acqua e sapone
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Fare uso di creme barriera in caso di sensibilizzazione al prodotto
• Effettuare la detersione frequente delle mani e delle superficie esposte con acqua e saponi
ipoallergeni
• Fare uso di guanti idonei al processo lavorativo, fermo restando i limiti posseduti da questi mezzi di
protezione ivi compresi quelli di natura irritante od allergizzante in grado quindi di causare dermatite
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
Probabilità di
pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
irritazione cutanea
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
durante l’applicazione
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
del prodotto
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Mascherina per la Art 75 – 77 – 78, Allegato
Facciale filtrante per protezione di polveri a VIII-punto 3, 4 n.4 del
polveri FFP2 media tossicità, fibre e D.lgs. n.81/08 come
aerosol a base acquosa modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di polveri
di materiale particellare UNI EN 149(2003)
durante l’uso della
>= 0,02 micron. Apparecchi di protezione
sostanza
delle vie respiratorie.
Semimaschera filtrante
contro particelle. Requisiti,
prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati modificato dal D.lgs n.106/09
chimici
anti graffio, con UNI EN 166 (2004)
protezione laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.
Tuta di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato
Tuta da lavoro da
VIII-punto 3, 4 n.7 del
Contatto con il corpo indossare per evitare
D.lgs. n.81/08 come
durante l’uso della che il prodotto venga a
modificato dal D.lgs n.106/09
sostanza contatto con la pelle
UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione.

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Requisiti generali

Art 75 – 77 – 78, Allegato


Schizzi di prodotti Stivali di protezione VIII-punto 3, 4 n.6 del
chimici Stivali in PVC antiacido D.lgs. n.81/08 come
con suola antiscivolo modificato dal D.lgs n.106/09
resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione
contro agenti chimici - Parte
1: Terminologia e metodi di
prova

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità
d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227, comma 1
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti
adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto imballato in luogo coperto ed asciutto, lontano da acidi e liquidi
• Durante la manipolazione della calce sfusa, prevedere la captazione delle polveri per evitarne la
dispersione (Allegato IV Punto 2.2 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Durante l’uso saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con
acqua e sapone
• Nel caso di contatto con gli occhi, non strofinare, ma lavare immediatamente ed abbondantemente
con acqua potabile o specifiche lavande oculari e consultare il medico
• In caso di inalazione irrigare naso e gola con acqua e se il malessere persiste, consultare il medico
• In caso di ingestione accidentale, non provocare il vomito, sciacquare la cavità orale con acqua, bere
abbondantemente e consultare il medico
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Fare uso di creme barriera in caso di sensibilizzazione al prodotto
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI

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Art 75 – 77 – 78, Allegato


Guanti anticalore VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti pesanti per D.lgs. n.81/08 come
Ustioni per contatto
manipolazione di modificato dal D.lgs n.106/09
del prodotto con la
sostanze ad alta UNI EN 407 (1994)
pelle
temperatura Guanti di protezione contro i
rischi termici (Calore e/o
fuoco)
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
Manipolazione di pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
prodotti chimici resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
corrosivi chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Facciale filtrante per VIII-punto 3, 4 n.4 del
polveri FFP2 Mascherina per la D.lgs. n.81/08 come
protezione di polveri a modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di polveri e
media tossicità, fibre e UNI EN 149(2003)
fibre durante l’uso del
aerosol a base acquosa Apparecchi di protezione
prodotto
di materiale particellare delle vie respiratorie.
>= 0,02 micron. Semimaschera filtrante
contro particelle. Requisiti,
prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati modificato dal D.lgs n.106/09
chimici
anti graffio, con UNI EN 166 (2004)
protezione laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.
Art 75 – 77 – 78, Allegato
VIII-punto 3, 4 n.7 del
D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09
Tuta impermeabile UNI EN 943-1 (2003)
Indumenti di protezione
In modo da evitare che
Contatto con il corpo contro prodotti chimici liquidi
il prodotto venga a
durante l’uso di calce e gassosi, inclusi aerosol
contatto con la pelle
liquidi e particelle solide -
Requisiti prestazionali per
tute di protezione chimica,
ventilate e non ventilate, a
tenuta di gas (Tipo 1) e non
a tenuta di gas (Tipo 2).
Schizzi di prodotti Stivali di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato
chimici VIII-punto 3, 4 n.6 del
Stivali in PVC antiacido D.lgs. n.81/08 come
con suola antiscivolo modificato dal D.lgs n.106/09
resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione
contro agenti chimici - Parte
1: Terminologia e metodi di
prova

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SOSTANZA: DETERGENTI E DETERSIVI


I detergenti sono sostanze chimiche sotto varie forme (liquide, polvere, pasta, barre, pani ecc.), che, a
determinate concentrazioni, rimuovono lo sporco dalle superfici. Generalmente si distinguono in
detergenti alcalini inorganici propriamente detti (soda e potassa caustica) e detergenti tensioattivi
organici e la loro composizione varia in funzione dell’utilizzo finale del prodotto.
Nei detersivi vi sono composti tensioattivi organici che abbassando la tensione superficiale dei liquidi
permettono un elevato effetto bagnante e penetrante nel substrato da lavare, l’emulsionamento dei
grassi con l’acqua e quindi la detergenza. Ad essi vengono aggiunte molte altre sostanze complementari
(solventi, silicati, fosfati, metasilicati, enzimi, solfonati, ecc.) che conferiscono caratteristiche particolari,
soprattutto per favorire il distacco e l’emulsionamento dello sporco sia grasso che proteico.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi dei


Possibile Grave Notevole
prodotti utilizzati
o Dermatiti irritative ed allergiche per contatto
cutaneo (nel caso in cui il soggetto presenti
Possibile Modesto Accettabile
una già conclamata sensibilizzazione al
prodotto)

o Allergie respiratorie per inalazione di vapori Possibile Modesto Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello
specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conservare il prodotto in ambienti adeguatamente areati e in locali a norma per prodotti infiammabili
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante l’uso (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse
• Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che dovesse
manifestarsi
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande, perché
possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico
• Prima dell’utilizzo, leggere sempre con attenzione l’etichetta e seguire le istruzioni per l’uso
• L'uso e la conservazione dei prodotti devono avvenire sempre secondo quanto riportato sull'etichetta
dei prodotti
• Riporre i prodotti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia
• Non mescolare prodotti diversi perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare vapori
pericolosi, infatti la muscolazione di prodotti come la candeggina, l’ammoniaca e di anticalcari
generano vapori molto tossici che possono avere addirittura effetti letali
• In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua
• Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale evitare le pratiche di eccessiva
detersione e strofinio delle mani e degli avambracci che ledono l’integrità del film idrolipidico, il quale
svolge un’azione protettiva sulla pelle (l’integrità del mantello cutaneo è essenziale per minimizzare
il passaggio di allergeni agli strati più profondi della cute)
• Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale utilizzare quelli a pH fisiologico
(5,5)
• Preferire l’utilizzo di detergenti o detersivi privi di aggiunta di coloranti o profumi

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• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Poiché il prodotto è facilmente infiammabile, tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le
fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali CO2 o schiuma resistente all’alcool
(Allegato IV Punto 4.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• In funzione delle caratteristiche delle sostanze chimiche che compongono il detersivo, utilizzare
mascherine con filtri adeguati
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute impermeabili, maschere con filtri e grado
di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali) individuale verificandone
preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e
manutenzione (Art. 75 - 78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
D.lgs. n.81/08 come
Guanti in gomma pesante
modificato dal D.lgs n.106/09
Manipolazione di o neoprene, resistenti ad
UNI EN 374(2004)
detersivi e detergenti agenti chimici aggressivi
Guanti di protezione contro
ed irritanti
prodotti chimici e
microrganismi. Parte, 1,2 e
3
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Semimascherina VIII-punto 3, 4 n.4 del
Maschera con filtri per
FFABE1P3 in gomma D.lgs. n.81/08 come
vapori organici
ipoallergenica completa di modificato dal D.lgs n.106/09
In caso di esposizione
due filtri intercambiabili UNI EN 149(2003)
prolungata ad aerosol
per vapori organici, gas Apparecchi di protezione
di vapori
vapori inorganici, gas delle vie respiratorie.
acidi e polveri, con Semimaschera filtrante
valvola di espirazione. contro particelle. Requisiti,
prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati anti modificato dal D.lgs n.106/09
chimici
graffio, con protezione UNI EN 166 (2004)
laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.
Art 75 – 77 – 78, Allegato
VIII-punto 3, 4 n.7 del
D.lgs. n.81/08 come
Tuta protettiva modificato dal D.lgs n.106/09
UNI EN 468 (1995)
In modo da evitare che il
Esposizione a prodotti Indumenti di protezione
prodotto venga a contatto
chimici contro prodotti chimici liquidi.
con la pelle
Metodo di prova:
determinazione della
resistenza alla penetrazione
mediante spruzzo (prova allo
spruzzo).
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Schizzi di prodotti Stivali di protezione VIII-punto 3, 4 n.6 del
chimici Stivali in PVC antiacido D.lgs. n.81/08 come

73
Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

con suola antiscivolo modificato dal D.lgs n.106/09


resistente agli agenti UNI EN 13832-1(2007)
aggressivi Calzature di protezione
contro agenti chimici - Parte
1: Terminologia e metodi di
prova

SOSTANZA: INTONACI
L'intonaco è uno strato di rivestimento protettivo delle murature, oltre alla funzione protettiva, ha anche
una funzione puramente estetica.
L'intonaco può essere formato da malta di calce o cemento, di gesso o altri materiali che formano un
rivestimento compatto e sottile della muratura.
Il primo strato a contatto con la muratura si chiama rinzaffo (o talvolta intonaco rustico o abbozzo); esso
forma la struttura portante in aderenza alla muratura ed è resistente a sollecitazioni fisiche.
Il secondo strato è definito stabilitura, arricciatura o intonaco civile, ed ha la funzione di rifinire l'opera e
di permettere l'applicazione di uno strato protettivo. L'ultimo strato ha generalmente due funzioni:
proteggere l'intonaco e renderlo esteticamente gradevole.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Irritazione delle vie respiratorie per


Probabile Significativo Notevole
inalazione di polveri

o Intossicazione durante l'uso dell'intonaco Non probabile Grave Accettabile

o Irritazione per contatto con la pelle e con gli


Possibile Modesto Accettabile
occhi
o Corrosione se nell'intonaco è presente soda
Non probabile Significativo Accettabile
caustica

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art. 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità
d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze (Art 227, comma 1
del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti
adeguati (Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Mantenere il prodotto al riparo dai raggi del sole diretti e dal gelo.
• Conservare il prodotto a temperatura ambiente e lontano da acidi potenti, alcali o agenti ad elevata
ossidazione
• Durante l’uso saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con
acqua e sapone
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art. 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)

74
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• Fare uso di creme barriera in caso di sensibilizzazione al prodotto


• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti di protezione VIII-punti 3, 4 n.5 del
Guanti in gomma D.lgs. n.81/08 come
Probabilità di
pesante o neoprene, modificato dal D.lgs n.106/09
irritazione cutanea
resistenti ad agenti UNI EN 374(2004)
durante l’applicazione
chimici aggressivi ed Guanti di protezione contro
di intonaco
irritanti prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Mascherina per la Art 75 – 77 – 78, Allegato
Facciale filtrante per protezione di polveri a VIII-punto 3, 4 n.4 del
polveri FFP2 media tossicità, fibre e D.lgs. n.81/08 come
aerosol a base acquosa modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di polveri
di materiale particellare UNI EN 149(2003)
durante l’uso del
>= 0,02 micron. Apparecchi di protezione
cemento
delle vie respiratorie.
Semimaschera filtrante
contro particelle. Requisiti,
prove, marcatura
Tuta di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato
Tuta da lavoro da VIII-punto 3, 4 n.7 del
Contatto con il corpo indossare per evitare D.lgs. n.81/08 come
durante l’applicazione che il prodotto venga a modificato dal D.lgs n.106/09
di intonaco contatto con la pelle UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione.
Requisiti generali
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del
panoramica in D.lgs. n.81/08 come
Schizzi di intonaco policarbonato trattati modificato dal D.lgs n.106/09
anti graffio, con UNI EN 166 (2004)
protezione laterale Protezione personale degli
occhi - Specifiche.

SOSTANZA: PITTURE PER MANO DI FINITURE E DI FONDO


Rivestimento a base di resine e pigmenti, di facile applicazione, resistente agli sbalzi termici,
impermeabile ed isolante, con caratteristiche inalterabili anche per molti anni. Può essere trasparente o
pigmentato e per entrambi, lucido od opaco.

• Valutazione e Classificazione Dei Rischi


Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Esplosione / incendio in quanto i vapori delle


pitture, eventualmente potrebbero reagire Non Probabile Grave Accettabile
con l'aria

o Intossicazione per inalazione durante


Non probabile Grave Accettabile
l’utilizzo

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o Irritazione cutanea ed agli occhi durante


Possibile Modesto Accettabile
l’utilizzo

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici
ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi (Art 223, 224, 225 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello
specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto (Art 227, comma 1 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Lo stoccaggio delle pitture avverrà in contenitori sigillati in luogo asciutto (Allegato IV Punto 2.1 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Durante l'uso sarà raccomandato di garantire una buona ventilazione dei locali (Allegato IV punto
2.1.8.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione
(Allegato IV Punto 2.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L’inalazione dei fumi solventi, di polvere tossica o dei vapori della pittura deve essere ridotta con un
adeguato sistema di ventilazione (Allegato IV punto 2.1.8.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Raccomandare ai lavoratori di usare crema protettiva prima dell'uso dei prodotti
• Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con la sostanza
• In caso di contatto con gli occhi ai lavoratori sarà raccomandato di sciacquarli con acqua fresca e
pulita per almeno 15 minuti tenendo le palpebre ben aperte e contattare immediatamente un medico
• In caso di contatto con la pelle ai lavoratori sarà raccomandato di pulirsi con acqua e sapone, o
detergente per la pelle ed applicare della crema
• In caso d'inalazione sarà raccomandato di portare il lavoratore all'aria aperta e ricorrere al medico
• Non consumare, stivare o preparare cibo e bevande nello stesso luogo dove si impiega o
immagazzina la pittura.
• Lavarsi le mani con detergente delicato e non con solvente e cambiare gli indumenti contaminati
dopo il lavoro
• Riporre i prodotti negli appositi armadi al termine del lavoro
• Lo smaltimento dei rifiuti delle vernici avverrà tramite impresa specializzata e secondo le disposizioni
normative locali
• Evitare scintille provocate da metalli, l’accensione di apparecchi elettrici, e comunque la presenza di
impianti elettrici difettosi
• Non lasciare stracci imbevuti di pittura incustoditi, nelle tasche della tuta oppure nella spazzatura
• Durante l'uso sarà raccomandato di non fumare e usare fiamme libere (Allegato IV punto 4 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Poiché il prodotto è facilmente infiammabile, tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le
fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare (Allegato IV Punto 4 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal
medico competente con adeguata motivazione (Art 229 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal
D.lgs n.106/09)
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità
e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 -
78 del D.lgs. n. 81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la
descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO
EVIDENZIATI
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Guanti in gomma pesante
VIII-punti 3, 4 n.5 del D.lgs.
Contatto con prodotti o neoprene, resistenti ad
Guanti di protezione n.81/08 come modificato dal
chimici agenti chimici aggressivi
D.lgs n.106/09
ed irritanti
UNI EN 374(2004)

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Guanti di protezione contro


prodotti chimici e microrganismi.
Parte, 1,2 e 3

Art 75 – 77 – 78, Allegato


Semimascherina VIII-punto 3, 4 n.4 del D.lgs.
Maschera con filtri per
FFABE1P3 in gomma n.81/08 come modificato dal
vapori organici
ipoallergenica completa di D.lgs n.106/09
Esposizione ad
due filtri intercambiabili UNI EN 149(2003)
aerosol di gas, fumi e
per vapori organici, gas Apparecchi di protezione delle vie
vapori
vapori inorganici, gas respiratorie.
acidi e polveri, con Semimaschera filtrante contro
valvola di espirazione. particelle. Requisiti, prove,
marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato
Occhiali di protezione Con lente unica VIII-punto 3, 4 n.2 del D.lgs.
panoramica in n.81/08 come modificato dal
Schizzi di prodotti
policarbonato trattati anti D.lgs n.106/09
chimici
graffio, con protezione UNI EN 166 (2004)
laterale Protezione personale degli occhi -
Specifiche.
Art 75 – 77 – 78, Allegato
VIII-punto 3, 4 n.7 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal
Tuta protettiva D.lgs n.106/09
In modo da evitare che il UNI EN 468 (1995)
Esposizione a prodotti
prodotto venga a contatto Indumenti di protezione contro
chimici
con la pelle prodotti chimici liquidi. Metodo di
prova: determinazione della
resistenza alla penetrazione
mediante spruzzo (prova allo
spruzzo).

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FASI E SOTTOFASI – VALUTAZIONE RISCHI

INDICE – ALLEGATO E

1. ACCANTIERAMENTO ............................................................................................................................ 80
1.1. RECINZIONE CON ELEMENTI IN FERRO, RETE METALLICA O PLASTICA .................................................... 80
1.2. RECINZIONE METALLICA PREFABBRICATA .................................................................................................... 81
1.3. RECINZIONE MOBILE ......................................................................................................................................... 81
1.4. MONTAGGIO DI BARACCHE DI CANTIERE ....................................................................................................... 82
1.5. IMPIANTI ELETTRICO E DI TERRA DI CANTIERE ............................................................................................. 83
1.6. INSTALLAZIONE DI GRUPPO ELETTROGENO ................................................................................................. 84
1.7. REALIZZAZIONE DI IMPIANTO IDRICO – FOGNANTE DI CANTIERE .............................................................. 85
1.8. INSTALLAZIONE DI MACCHINE VARIE DI CANTIERE ...................................................................................... 86
1.9. ALLACCIAMENTI AI SERVIZI .............................................................................................................................. 87
2. OPERE PROVVISIONALI ....................................................................................................................... 88
2.1. ALLESTIMENTO DI PONTEGGIO METALLICO FISSO ....................................................................................... 88
2.2. MONTAGGIO DI ARGANO A CAVALLETTO ....................................................................................................... 89
2.3. MONTAGGIO DI ARGANO A BANDIERA ............................................................................................................ 90
2.4. ALLESTIMENTO DI CASTELLI DI TIRO METALLICO ......................................................................................... 91
2.5. MONTAGGIO DI PONTEGGIO AUTOSOLLEVANTE/MONTACARICHI .............................................................. 91
2.6. REALIZZAZIONE DI LINEE DI ANCORAGGIO .................................................................................................... 92
3. BONIFICA AMIANTO.............................................................................................................................. 93
3.1. FASE DI LAVORO: ALLESTIMENTO AREA DI DECONTAMINAZIONE ............................................................. 93
3.2. INCAPSULAMENTO DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO ........................................................................ 95
3.3. RIMOZIONE DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO ..................................................................................... 97
3.4. RIMOZIONE CANNE FUMARIE CONTENENTI AMIANTO ................................................................................ 100
3.5. IMBALLAGGIO RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO............................................................................................. 103
3.6. RESTITUZIONE DELL’AREA BONIFICATA ....................................................................................................... 105
4. COPERTURA........................................................................................................................................ 107
4.1. MONTAGGIO PANNELLI ISOLANTI DI COPERTURA ...................................................................................... 107
4.2. MANTO DI COPERTURA IN TEGOLE O COPPI SU ORDITURA IN LEGNO................................................... 108
4.3. COMPLETAMENTO DEL MANTO DI COPERTURA- inserimento linea vita ...................................................... 110
5. DEMOLIZIONI ....................................................................................................................................... 111
5.1. DEMOLIZIONI DI INTONACO ESTERNO .......................................................................................................... 111
5.2. DEMOLIZIONI DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI ESTERNI E RELATIVI SOTTOFONDI ................................. 112
5.3. RIMOZIONE LASTRE DI PIETRA DI RIVESTIMENTO ...................................................................................... 113
6. MURATURE ESTERNE ........................................................................................................................ 114
6.1. RISARCITURA DI CALCESTRUZZO AMMALORATO ....................................................................................... 114
6.2. RIPRISTINO INTONACI...................................................................................................................................... 115
6.3. PREPARAZIONE, PULITURA E VERNICIATURA OPERE IN FERRO ALL’ESTERNO .................................... 116
6.4. RIMOZIONE TINTE E RITINTEGGIATURA........................................................................................................ 116
6.5. SOSTITUZIONE PORZIONI RINGHIERE.......................................................................................................... 117
6.6. RASCHIATURA MECCANICA SUPERFICI METALLICHE ................................................................................ 118
6.7. APPLICAZIONE DI SMALTO BICOMPONENTE SU SUPERFICI METALLICHE .............................................. 119
7. OPERE DA LATTONIERE .................................................................................................................... 120
7.1. RIMOZIONE DI CANALI E DISCENDENTI ......................................................................................................... 120
7.2. SOSTITUZIONE DI CONVERSE, CANALI E SCOSSALINE METALLICI ......................................................... 121
7.3. POSA IN OPERA DI PLUVIALI METALLICI O PLASTICI ................................................................................... 122
8. IMPIANTI GAS ...................................................................................................................................... 123
8.1. RIMOZIONE DI IMPIANTI ................................................................................................................................... 123
8.2. RETE GAS NEGLI ALLOGGI.............................................................................................................................. 124
8.3. SOSTITUZIONE BOYLER- CALDAIA ................................................................................................................. 124
8.4. REALIZZAZIONE FORI CON CAROTATRICE ................................................................................................... 125
8.5. REALIZZAZIONE FORI CON CAROTATRICE DA PIATTAFORMA ELEVATRICE ........................................... 126
8.6. AERAZIONE CUCINE ......................................................................................................................................... 127
8.1. COMPLETAMENTO IMPIANTO ELETTRICO INTERNO ................................................................................... 129
9. SMOBILIZZO DEL CANTIERE.............................................................................................................. 129
9.1. DISINSTALLAZIIONE DI MACCHINE VARIE DI CANTIERE ............................................................................. 129
9.2. SMONTAGGIO DI BARACCHE DI CANTIERE .................................................................................................. 130
9.3. SMANTELLAMENTO IMPIANTI DI CANTIERE .................................................................................................. 132
9.4. SMONTAGGIO DI OPERE PROVVISIONALI METALLICHE ............................................................................. 133
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria 78
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9.5. SMANTELLAMENTO RECINZIONE E PULIZIA FINALE ................................................................................... 133

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria 79


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1. ACCANTIERAMENTO

1.1. RECINZIONE CON ELEMENTI IN FERRO, RETE METALLICA O PLASTICA

Lavorazione:
Recinzione di cantiere eseguita con paletti in ferro infissi nel terreno e rete metallica elettrosaldata o rete plastica colorata.

Attrezzature adoperate
autocarro, compressore d'aria, martello demolitore, attrezzi d'uso comune

Rischi
investimento schiacciamento punture, tagli, abrasioni
polvere gas, vapori urti, colpi, impatti, compressioni
rumore incendio, esplosione movimentazione manuale dei carichi
elettrocuzione vibrazioni

Prescrizioni
Delimitare l'area di lavoro con nastro di segnalazione.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Verificare la presenza di eventuali linee elettriche interrate prima di iniziare l'intervento.
I percorsi non devono avere pendenze trasversali eccessive.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Posizionare il compressore in posizione stabile, in luogo sufficientemente areato e il più lontano possibile dal luogo di lavoro.
Verificare periodicamente la valvola di sicurezza del compressore.
Allontanare materiali infiammabili dalla macchina.
Verificare la funzionalità della strumentazione, l'integrità dell'isolamento acustico e dei tubi, la corretta connessione all'utensile.
Prima dell'uso del martello demolitore verificare l'efficienza della cuffia antirumore, del dispositivo di comando.
Durante l'uso, impugnare saldamente l'utensile, usare guanti imbottiti ed eseguire il lavoro in posizione stabile.
Eseguire i necessari collegamenti elettrici di terra.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995.
In questa fase i lavoratori devono indossare scarpe di sicurezza, guanti, facciale filtrante.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria 80


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1.2. RECINZIONE METALLICA PREFABBRICATA

Lavorazione:
Recinzione di cantiere eseguita con grigliati metallici prefabbricati poggianti su blocchetti in calcestruzzo.

Attrezzature adoperate
autocarro, attrezzi manuali d'uso comune

Rischi
investimento ribaltamento punture, tagli, abrasioni
urti, colpi, impatti, compressioni movimentazione manuale dei carichi rumore
vibrazioni

Prescrizioni
Delimitare l'area di lavoro con nastro di segnalazione.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
Non è consentita la movimentazione manuale dei carichi eccessivamente pesanti o ingombranti. Per carichi di tale genere è
necessario ricondurre il carico antro limiti di sicurezza, attraverso una movimentazione ripartita tra più addetti o con l'utilizzo di mezzi
meccanici.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare scarpe di sicurezza, guanti, facciale filtrante.

1.3. RECINZIONE MOBILE

Lavorazione:
Recinzione mobile di cantiere eseguita transenne, paletti su basi in cemento o plastica, nastro segnalatore di colore rosso/bianco.

Attrezzature adoperate
autocarro, utensili

Rischi
investimento ribaltamento urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni movimentazione manuale dei carichi vibrazioni
rumore

Prescrizioni
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale istituire un sistema di segnalazione manuale con palista.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995. In questa fase i lavoratori devono indossare scarpe di sicurezza, guanti,
facciale filtrante.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria 81


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1.4. MONTAGGIO DI BARACCHE DI CANTIERE

Lavorazione:
Montaggio di baracche da assemblare in cantiere o monoblocco.

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, autogrù semovente, attrezzi d'uso comune, scale a mano o doppie, trabattelli

Rischi
investimento ribaltamento punture, tagli, abrasioni
caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto urti, colpi, impatti, compressioni
rumore elettrocuzione movimentazione manuale dei carichi
vibrazioni

Prescrizioni
I percorsi interni al cantiere non devono avere pendenze trasversali eccessive.
Assistere a terra i mezzi in manovra.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Durante ogni fase transitoria deve essere garantita la stabilità tramite sostegni provvisionali.
Tenersi a distanza di sicurezza dal mezzo in movimento e dal suo campo d'azione.
Predisporre, eventualmente, idoneo fermo meccanico in prossimità del ciglio degli scavi.
L'operatore dell'autogrù o dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non via siano ostacoli nel raggio d'azione della gru; in particolare che possa mantenere la distanza di sicurezza dalle
linee elettriche aeree a conduttori nudi, considerando l'ingombro del carico e la sua oscillazione.
Assicurarsi della stabilità del terreno, evitando di posizionare il mezzo vicino al ciglio degli scavi, su terreni non compatti o con
pendenze laterali.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Vietarne l'uso in presenza di forte vento.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Verificare, prima e durante l'uso, le condizioni degli attrezzi con particolare riguardo alla solidità degli attacchi dei manici di legno agli
elementi metallici.
Usare scale a mano o doppie regolamentari per altezze inferiori a due metri (fornire scale semplici con pioli incastrati o saldati ai
montanti e con le estremità antisdrucciolevoli; le scale doppie non devono superare i 5 metri di altezza; verificare l'efficienza del
dispositivo che limita l'apertura della scala).
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria 82


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1.5. IMPIANTI ELETTRICO E DI TERRA DI CANTIERE

Lavorazione
Realizzazione di impianto elettrico di cantiere, con posa cavi aerei e interrati, e relativo impianto di terra.

Attrezzature adoperate
attrezzi d'uso comune (mazza, piccone, martello, pinza a compressione, pinza, spellacavo, tronchese, cacciavite), utensili elettrici
portatili (trapano), scale a mano o doppie, trabattelli, escavatore

Rischi
contatti con gli attrezzi contatto con le macchine operatrici investimento
ribaltamento vibrazioni caduta dall'alto e in piano
polveri schizzi e allergeni rumore

Prescrizioni
La presente fase lavorativa, interessando l'intero cantiere, può costituire motivo di interferenza con altre attività svolte
contemporaneamente, pertanto è necessario che sia svolta sotto la sorveglianza di un preposto.
Operare all'interno del cantiere (zona già delimitata); se il lavoro interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale,
predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Gli impianti elettrici preesistenti devono essere identificati e chiaramente segnalati. Le eventuali linee elettriche aeree devono essere
deviate fuori del cantiere o messe fuori tensione. Se ciò non fosse possibile si devono prevedere barriere e/o si deve mantenere
sempre la distanza di sicurezza da esse (minimo 5 metri).
Le linee interrate devono essere poste ad una profondità tale da evitare danni dovuti al passaggio degli automezzi.
Le linee aeree devono avere un tracciato ed un'altezza tali da evitare contatti accidentali con i mezzi operanti in cantiere.
Il lavoro deve essere eseguito “fuori tensione”, ovvero sezionando a monte l'impianto, chiudendo a chiave il sezionatore aperto e
verificando l'assenza di tensione.
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima
tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
In presenza di tensione elettrica devono essere utilizzati utensili con impugnatura isolata.
I componenti elettrici utilizzati nei cantieri devono essere muniti di certificato di qualità o di una dichiarazione di conformità (è
sufficiente anche la dichiarazione su catalogo).
Nei lavori a quota superiore a due metri utilizzare trabattelli a norma, secondo le istruzioni del costruttore.
Usare scale a mano o doppie regolamentari per altezze inferiori a due metri (fornire scale semplici con pioli incastrati o saldati ai
montanti e con le estremità antisdrucciolevoli; le scale doppie non devono superare i 5 metri di altezza; verificare l'efficienza del
dispositivo che limita l'apertura della scala).
Verificare prima dell'uso le condizioni generali dell'utensile e l'efficienza del dispositivo di comando a uomo presente.
Immettere in cantiere mezzi in perfetto stato di efficienza tecnica e di sicurezza, in conformità alle norme specifiche di appartenenza.
I percorsi stradali interni al cantiere non devono avere pendenza trasversale eccessiva.
Segnalare le zone di operazione dell'escavatore e mantenere a distanza di sicurezza i lavoratori a terra.
Durante l'escavazione meccanica segnalare l'operatività del mezzo tramite il girofaro.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Fornire idonei dispositivi di protezione individuale (guanti dielettrici e guanti protettivi in genere, calzature di sicurezza, casco), con
relative istruzioni all'uso.
A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

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1.6. INSTALLAZIONE DI GRUPPO ELETTROGENO

Lavorazione:
Installazione di gruppo elettrogeno.

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, autogrù semovente, attrezzi d'uso comune da elettricista

Rischi
investimento urti, colpi, impatti, compressioni punture, tagli, abrasioni
caduta di materiale dall'alto movimentazione manuale dei carichi elettrocuzione
rumore ribaltamento vibrazioni

Prescrizioni
I percorsi interni al cantiere non devono avere pendenze trasversali eccessive.
Assistere a terra i mezzi in manovra.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
L'operatore dell'autogrù o dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non via siano ostacoli nel raggio d'azione della gru; in particolare che possa mantenere la distanza di sicurezza dalle
linee elettriche aeree a conduttori nudi, considerando l'ingombro del carico e la sua oscillazione.
Assicurarsi della stabilità del terreno, evitando di posizionare il mezzo vicino al ciglio degli scavi, su terreni non compatti o con
pendenze laterali.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Vietarne l'uso in presenza di forte vento.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Verificare il piano di appoggio del gruppo elettrogeno ed eventualmente provvedere al suo consolidamento.
Installare il gruppo elettrogeno a distanza di sicurezza da scavi a da materiali infiammabili.
Per l'installazione dei gruppi elettrogeni di potenza superiore a 25 kW è necessario ottenere il certificato di prevenzione incendi.
Installare il gruppo elettrogeno quanto più distante possibile dai posti di lavoro (rumore) e mantenere chiuso il cofano.
Il lavoro deve essere eseguito “fuori tensione”, ovvero sezionando a monte l'impianto, chiudendo a chiave il sezionatore aperto e
verificando l'assenza di tensione.
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima
tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Collegare il gruppo elettrogeno ad un quadro elettrico fornito di interruttore generale magnetotermico differenziale da 0,03°.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore:

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1.7. REALIZZAZIONE DI IMPIANTO IDRICO – FOGNANTE DI CANTIERE

Lavorazione:
Realizzazione di impianto idrico e fognante al servizio del cantiere.
Attività contemplate:
scavi a sezione ristretta;
posa in opera di tubazioni in acciaio, PVC, PE, simili;
posa in opera di accessori vari;
allacciamenti.

Attrezzature adoperate
autocarro, escavatore, terna con pala, utensili d'uso comune (piccone, badile, mazza, smerigliatrice, seghetto), saldatore termico,
cesoia manuale, avvitatore elettrico, trasformatore di sicurezza, lubrificante, malta confezionata a mano

Rischi
investimento ribaltamento dei mezzi caduta di materiali nello scavo
caduta nello scavo seppellimento, sprofondamento contatto con organi in movimento
elettrocuzione contatto con le macchine operatrici urti, impatti, compressioni
calore fumi incendio
rumore vibrazioni

Prescrizioni
Scavi
Prima di effettuare lo scavo, gli operatori verificano che l'area di lavoro sia opportunamente delimitata, con nastro di segnalazione
bianco-rosso, e opportunamente segnalata.
Assistere, con personale a terra, in ogni fase (accesso, circolazione e uscita dal cantiere) le manovre effettuate dai mezzi.
Prima di iniziare i lavori deve essere effettuato un sopralluogo più accurato per rilevare la presenza nell'area interessata dai lavori di
pericoli intrinseci al cantiere, quali i sottoservizi cittadini (condutture gas e acqua, linee elettricità area o interrata, telefono, …),
interferenti con le operazioni da eseguire.
Adottare le precauzioni previste per escavazioni nelle immediate vicinanze di corpi di fabbrica esistenti.
Predisporre vie obbligatorie di transito per i mezzi di scavo e di trasporto e regolamentarne il traffico.
Se necessario, il fondo delle vie di transito deve essere costituito da massicciata opportunamente livellata e costipata.
La circolazione dei mezzi all'interno dell'area di lavoro deve essere opportunamente regolata, evitando, se possibile, il doppio senso
di marcia.
La viabilità in vicinanza degli scavi deve essere attentamente studiata e disciplinata al fine di impedire ribaltamenti a seguito di
cedimenti delle pareti degli scavi.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
L'operatore addetto posiziona l'escavatore in prossimità dello scavo da realizzare e lo rende stabile tramite gli stabilizzatori, a meno
che non è su cingoli.
Se lo scavo da effettuare è più profondo di 1,50 metri e le condizioni del terreno lo richiedono, procedere all'armatura dello scavo.
L'autocarro si posiziona lateralmente al cumulo di terra da allontanare.
L'operatore addetto all'escavatore, coadiuvato dall'altro al suolo che sorveglia, carica sul cassone il materiale.
A carico avvenuto l'operatore addetto all'autocarro mette il mezzo in assetto di viaggio, coadiuvato dall'aiutante a terra.
Controllare la portata dei mezzi di trasporto e non sovraccaricarli.
Immettere in cantiere mezzi in perfetto stato di efficienza tecnica e di sicurezza, in conformità alle norme specifiche di appartenenza.
È fatto divieto di usare i mezzi per scopo differenti da quelli stabiliti dal costruttore e dalle norme.
Le macchine operatrici devono essere provviste di struttura di protezione in caso di ribaltamento (ROPS) e in caso di caduta di
oggetti (FOPS), dotate di marcatura CE.
Per l'accesso al fondo degli scavi è necessario utilizzare scale a mano di tipo regolamentare, ancorate e sporgenti di almeno un
metro oltre il piano d'accesso.
Per gli attraversamenti trasversali degli scavi predisporre idonee passerelle (di larghezza non inferiore a cm 60 per il passaggio di
sole persone e di cm 120 per il passaggio anche di materiali) munite di parapetti regolamentari con arresto al piede su entrambi i lati.
Lo scavo, se lasciato incustodito, deve essere segnalato con idonei cartelli monitori e circoscritto con opportuni tavolacci per
impedire eventuali cadute all'interno.
Esecuzione impianti
Accertarsi che siano in atto tutte le precauzioni di ordine generale riportate in precedenza.
Per l'accesso al fondo dello scavo è necessario utilizzare scale a mano di tipo regolamentare, ancorate e sporgenti di almeno un
metro oltre il piano d'accesso.
Per gli attraversamenti trasversali degli scavi predisporre idonee passerelle (di larghezza non inferiore a cm 60 per il passaggio di
sole persone e di cm 120 per il passaggio anche di materiali) munite di parapetti regolamentari con arresto al piede su entrambi i lati.
Se l'escavatore è utilizzato per il sollevamento dei carichi tramite ganci o altri dispositivi di trattenuta del carico deve essere
omologato per il sollevamento e il trasporto dei materiali.
Il deposito dei tubi, se non sono forniti in pallets o impaccati, deve essere effettuato per pile entro staffe di contenimento.
Impartire le necessarie informazioni per la corretta movimentazione manuale dei carichi.
Gli operatori addetti calano le tubazioni all'operatore in trincea.
L'operaio in trincea provvede a spingere il tubo fino ad innestarlo nell'altro già posato e/o ad effettuare il tipo di giunzione previsto,
applicando le relative procedure di sicurezza.
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Prima di effettuare questa operazione, verificare che l'attrezzatura sia dotata di marcatura CE, che l'alimentazione elettrica venga
fornita da trasformatore di sicurezza posto fuori dello scavo (luogo conduttore ristretto), stato di efficienza meccanica ed elettrica
dell'impianto.
In questa fase i lavoratori devono indossare, casco, scarpe di sicurezza con suola imperforabile, guanti.
Durante la saldatura utilizzare guanti isolanti, visiere con vetro attinico, facciale filtrante con filtro specifico (fumi del PVC e di altri
prodotti plastici).

DPI comuni alle varie attività


A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

1.8. INSTALLAZIONE DI MACCHINE VARIE DI CANTIERE

Lavorazione:
Installazione di macchine varie di cantiere (tipo betoniera, impastatrice, molazza, piegaferri/tranciatrice, sega circolare, …).

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, autogrù semovente, attrezzi d'uso comune

Rischi
investimento ribaltamento urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni caduta di materiale dall'alto elettrocuzione
movimentazione manuale dei carichi rumore vibrazioni

Prescrizioni
I percorsi interni al cantiere non devono avere pendenze trasversali eccessive.
Assistere a terra i mezzi in manovra.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
L'operatore dell'autogrù o dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non via siano ostacoli nel raggio d'azione della gru; in particolare che possa mantenere la distanza di sicurezza dalle
linee elettriche aeree a conduttori nudi, considerando l'ingombro del carico e la sua oscillazione.
Assicurarsi della stabilità del terreno, evitando di posizionare il mezzo vicino al ciglio degli scavi, su terreni non compatti o con
pendenze laterali.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Vietarne l'uso in presenza di forte vento.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Verificare il piano di appoggio della macchina da installare.
Installare la macchina nel luogo indicato nel progetto di cantiere o concordato con il coordinatore per l'esecuzione.
Installare, se possibile, le macchine più rumorose quanto più distante possibile dai posti di lavoro (rumore) e mantenere le protezioni
acustiche.
Installare la macchina completa di ogni dispositivo di sicurezza (alla tazza, alla corona, agli organi di trasmissione del moto, agli
organi di manovra, agli eventuali sistemi di caricamento) e verificarne il buon funzionamento (interruttore di marcia/arresto, pulsante
d'emergenza).
L'installazione delle macchine (in particolare della betoniera) deve essere eseguita secondo le indicazioni fornite dal costruttore nel
libretto d'uso e manutenzione.
I collegamenti elettrici devono essere eseguiti “fuori tensione”, ovvero sezionando a monte l'impianto, chiudendo a chiave il
sezionatore aperto e verificando l'assenza di tensione.
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima
tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Collegare la macchina ad un quadro elettrico fornito di interruttore generale magnetotermico differenziale da 0,03A e all'impianto di
terra.
Accertarsi dell'esistenza, altrimenti prevederne l'installazione, della protezione contro il riavviamento automatico dell'impianto dopo il
ripristino dell'alimentazione elettrica (bobina di sgancio).
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.

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Realizzare un solido impalcato di protezione, di altezza non superiore a 3,00 m da terra, sopra il posto di lavoro dell'addetto alla
centrale di betonaggio.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

1.9. ALLACCIAMENTI AI SERVIZI

Lavorazione:

La fase riguarda la realizzazione di un'opera propedeutica all'apertura cantiere, che consiste nell'allacciamento alle reti idriche, fognarie ed
elettriche dei baraccamenti, dell'ufficio, del locale adibito a ricovero operai - dormitorio, della mensa, dei servizi igienici.

Attrezzature adoperate
Martelli.
Scalpelli.
Mazze.
Flessibile.
Pinza.
Betoniera a bicchiere.
Autocarri.
Escavatore.

Rischi

Urti, colpi, impatti, compressioni, tagli,


Rischi derivanti dalla movimentazione Elettrocuzione
abrasioni, in particolare agli arti superiori ed
inferiori manuale dei carichi.
Scivolamenti, cadute a livello
rumore

Prescrizioni

Valutare il cantiere in termini di organizzazione generale per il corretto posizionamento dei servizi e relativi allacciamenti.
Usare DPI: guanti, scarpe di sicurezza, elmetto, imbracatura di sicurezza (se necessaria), tuta ad alta visibilità.
Utilizzare materiale che conservi le sue caratteristiche di resistenza durante tutta la durata dei lavori.
Sensibilizzazione periodica al personale operante relativamente ai rischi specifici delle operazioni da eseguire.
Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al
rumore.
Verificare l'uso costante dei D.P.Ida parte di tutto il personale operante.

DPI comuni alle varie attività

In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.

Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

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2. OPERE PROVVISIONALI

2.1. ALLESTIMENTO DI PONTEGGIO METALLICO FISSO

Lavorazione:
Il lavoro comprende:
- delimitazione e regolamentazione dell'area di montaggio;
- deposito provvisorio elementi;
- montaggio ponteggio;
- allontanamento mezzi e sistemazione finale.

Attrezzature adoperate
autocarro con braccio gru, argano a mano, attrezzi manuali d'uso comune (martello, pinze, tenaglie, chiavi di serraggio)

Rischi
caduta dall'alto caduta di materiali dall'alto investimento
punture, tagli, abrasioni scivolamenti, cadute a livello urti, colpi, impatti
vibrazioni

Prescrizioni
Il ponteggio deve essere montato sulla base di uno schema tipo dell'autorizzazione ministeriale e secondo i disegni esecutivi ed
eventuale progetto, da personale formato ed addestrato a norma di legge, sotto la diretta responsabilità di un preposto
appositamente designato e nel rispetto delle prescrizioni contenute nel piano di montaggio, uso e smontaggio, da predisporre a cura
dell'impresa esecutrice.
Delimitare, comunque, l'area di lavoro delimitazioni/recinzioni.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Vietare l'accesso alle persone non addette ai lavori.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Verificare preventivamente la capacità portante della base d'appoggio, eventualmente disporre elementi ripartitori del carico.
Qualsiasi variante allo schema tipo del ponteggio impone la progettazione preventiva del ponteggio.
Mantenere la distanza di sicurezza dalle linee elettriche aeree a conduttori nudi.

Durante il montaggio i pontisti e gli aiutanti devono utilizzare la cintura di sicurezza ancorata ad una fune tesa tra due montanti.
È vietato depositare materiale (di ponteggio) in quantità eccessive.
La chiave per il serraggio dei bulloni deve essere assicurata alla cintola con un moschettone di sicurezza.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
Movimentare il materiale con cautela in modo non generare oscillazioni pericolose.
L'utilizzo del ponteggio deve essere consentito, per la durata necessaria, solo al personale addetto ai lavori.
È vietato salire e/o scendere lungo i montanti o gettare dall'alto elementi di ponteggio.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza antisdrucciolevoli, guanti, cintura di sicurezza.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

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2.2. MONTAGGIO DI ARGANO A CAVALLETTO

Lavorazione:
Montaggio di argano a cavalletto.

Attrezzature adoperate
autocarro con braccio gru, attrezzi manuali d'uso comune (martello, mazzetta, chiave dinamometria, chiavi)

Rischi
Investimento caduta dall'alto caduta di materiali dall'alto
elettrocuzione punture, tagli, abrasioni urti, colpi, impatti, compressioni
rumore vibrazioni

Prescrizioni
L'argano, se immesso sul mercato o messa in servizio dopo il 21.09.96, deve essere conforme ai requisiti essenziali di cui
all’allegato I del DPR 459/96; se immesso sul mercato o messa in servizio entro il 21.09.96, deve essere conforme ai requisiti
generali di sicurezza di cui all'allegato V del DLgs. 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il montaggio deve essere eseguito da personale specializzato, secondo le istruzioni del costruttore e dietro rilascio, a fine
installazione, di verbale attestante il corretto montaggio (art. 71, comma 8, punto 1, D.Lgs. 81/2008 come modificato dal D.Lgs. n.
106/2009).
Segnalare l'area interessata dal montaggio e vietare il passaggio sotto la zona sottostante.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Porre particolare attenzione nel predisporre i dispositivi idonei e conformi alle indicazioni del costruttore per evitare il ribaltamento
dell'apparecchio durante il suo utilizzo.
L'installazione dell'argano a cavalletto va completata provvedendo alle protezioni contro la caduta dall'alto.
In particolare, per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un varco al piano del montacarichi, purché in
corrispondenza di esso, sia applicato, sul lato interno, un fermapiede alto non meno di 30 centimetri. Il varco deve essere delimitato
da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto alla posizione di tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi
fissi dell'impalcatura o dell'opera. Dal lato interno dei sostegni di cui sopra, all'altezza di m 1,20 e nel senso normale all'apertura,
devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno 20 centimetri, da servire per appoggio e riparo del lavoratore.
Collegare il quadro dell'argano all'impianto elettrico di cantiere, verificandone la sezione dei cavi, i percorsi di sicurezza dei cavi e le
protezioni, nonché il relativo collegamento all'impianto di terra.
Delimitare definitivamente l'area di base dell'argano a cavalletto e segnalarne la presenza in conformità alle norme.
Collocare in posizione ben visibile le norme di imbracatura e il codice dei segnali per la movimentazione dei carichi.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Manutenzione, controlli periodici e straordinari
Se l'argano è di potata a 200 kg, il datore di lavoro dovrà garantire l'effettuaizone delle verifiche annuali da parte dell'ASL
competente per territorio.
Il datore di lavoro dovrà comunque garantire il controllo e la manutenzione priodica dell'attrezzatura secondo quanto stabilito dal
fabbricante ovvero dalle norme di buona tecnica o, in assenza di quest'ultime, dai codici di buona prassi.
Ogni qual volta avvengono eventi eccezionali (riparazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività) il datore di
lavoro dovrà effettuare controlli straordinari dell'attrezzatura.
DPI
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

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2.3. MONTAGGIO DI ARGANO A BANDIERA

Lavorazione:
Montaggio di argano a bandiera.

Attrezzature adoperate
attrezzi manuali d'uso comune (martello, mazzetta, chiave dinamometria, chiavi)

Rischi
caduta dall'alto caduta di materiali dall'alto urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni elettrocuzione rumore

Prescrizioni
L'argano, se immesso sul mercato o messa in servizio dopo il 21.09.96, deve essere conforme ai requisiti essenziali di cui
all’allegato I del DPR 459/96; se immesso sul mercato o messa in servizio entro il 21.09.96, deve essere conforme ai requisiti
generali di sicurezza di cui all'allegato V del DLgs. 81/2008.
Il montaggio deve essere eseguito da personale specializzato, secondo le istruzioni del costruttore e dietro rilascio, a fine
installazione, di verbale attestante il corretto montaggio (art. 71, comma 8, punto 1, D.Lgs. 81/2008).
Segnalare l'area interessata dal montaggio e vietare il passaggio sotto la zona sottostante.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Rispettare con particolare attenzione le indicazioni fornite dal costruttore contro il ribaltamento dell'apparecchio di sollevamento.
Se è montato su ponteggi, i montanti delle impalcature devono essere rafforzati e controventati in modo da ottenere una solidità
adeguata alle maggiori sollecitazioni a cui sono sottoposti.
Nei ponti metallici, su cui sono montati direttamente gli elevatori, devono essere di numero ampiamente sufficiente ed in ogni caso
non minore a due.
I bracci girevoli portanti le carrucole ed eventualmente gli argani degli elevatori devono essere assicurati ai montanti mediante staffe
con bulloni a vite, muniti di dado e controdado.
Se non può essere applicato un parapetto sui lati e sul fronte dell'argano, è obbligatori l'uso della cintura di sicurezza da parte
dell'operatore addetto.
Collegare il quadro dell'argano all'impianto elettrico di cantiere, verificandone la sezione dei cavi, i percorsi di sicurezza e le
protezioni, nonché il collegamento all'impianto di terra.
Delimitare definitivamente l'area di base dell'argano a cavalletto e segnalarne la presenza in conformità alle norme.
Collocare in posizione ben visibile le norme di imbracatura e il codice dei segnali per la movimentazione dei carichi.
Manutenzione, controlli periodici e straordinari
Se l'argano è di potata a 200 kg, il datore di lavoro dovrà garantire l'effettuaizone delle verifiche annuali da parte dell'ASL
competente per territorio.
Il datore di lavoro dovrà comunque garantire il controllo e la manutenzione priodica dell'attrezzatura secondo quanto stabilito dal
fabbricante ovvero dalle norme di buona tecnica o, in assenza di quest'ultime, dai codici di buona prassi.
Ogni qual volta avvengono eventi eccezionali (riparazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività) il datore di
lavoro dovrà effettuare controlli straordinari dell'attrezzatura.
DPI
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

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2.4. ALLESTIMENTO DI CASTELLI DI TIRO METALLICO

Lavorazione:
Allestimento di castello di tiro metallico.

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, attrezzi d'uso comune

Rischi
investimento caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto
urti, colpi, impatti, compressioni punture, tagli, abrasioni elettrocuzione
movimentazione manuale dei carichi rumore vibrazioni

Prescrizioni
Delimitare l'area di lavoro con nastro di segnalazione.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Vietare l'accesso alle persone non addette ai lavori.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, medianti avvisi e sbarramenti.
Verificare preventivamente la capacità portante della base d'appoggio, eventualmente disporre elementi ripartitori del carico (robusti
tavoloni).
Montare un castello di tiro appartenente ad un ponteggio dotato di autorizzazione ministeriale e sulla base di un progetto (calcoli e
disegni) redatto da un ingegnere o architetto abilitato.
Mantenere la distanza di sicurezza dalle linee elettriche aeree a conduttori nudi.
La fase di montaggio deve essere effettuata da personale pratico, in buone condizioni fisiche e sotto il controllo diretto di un
preposto.
Durante il montaggio i pontisti e gli aiutanti devono utilizzare la cintura di sicurezza ancorata ad una fune tesa tra due montanti.
È vietato depositare materiale (di ponteggio) in quantità eccessive.
La chiave per il serraggio dei bulloni deve essere assicurata alla cintola con un moschettone di sicurezza.
Ancorare il castello di tiro alla costruzione ad ogni piano di ponteggio.
Controventare i montanti ogni due piani di ponteggio.
Dotare tutti i lati prospicienti il vuoto di parapetto normale con tavola fermapiede.
È vietato salire e/o scendere lungo i montanti o gettare dall'alto elementi di ponteggio. Fornire le informazioni necessarie ad eseguire
una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
Movimentare il materiale con cautela in modo non generare oscillazioni pericolose.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza antisdrucciolevoli, guanti, cintura di sicurezza.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

2.5. MONTAGGIO DI PONTEGGIO AUTOSOLLEVANTE/MONTACARICHI


Lavorazione:
Montaggio di ponteggio auto sollevante o montacarichi.

Attrezzature adoperate
autocarro con braccio gru, attrezzi manuali d'uso comune (martello, mazzetta, chiave dinamometria, chiavi)

Rischi
caduta dall'alto scivolamenti, cadute a livello investimento
caduta di materiali dall'alto ribaltamento gru movimentazione manuale dei carichi
punture, tagli, abrasioni urti, colpi, impatti, compressioni elettrocuzione
vibrazioni

Prescrizioni
Il ponteggio autosollevante, immesso sul mercato a partire dall'entrata in vigore dopo il 21.09.96, deve essere conforme al DPR
459/96, pertanto deve essere dotato di marcatura CE, di dichiarazione di conformità e libretto di istruzioni del costruttore.
Il ponteggi autosollevante immessi in mercato entro il 21 settembre 1996, deve essere dotatato di autorizzazione ministeriale come
per i ponteggi metallici fissi.
Il montaggio del ponteggio autosollevante deve essere eseguito da personale specializzato, secondo l'osservanza scrupolosa delle
istruzioni fornite dal costruttore e sotto la diretta sorveglianza di un preposto.
Il corretto montaggio dovrà essere attestato dal datore di lavoro della ditta addetta al montaggio/smontaggio.
Delimitare l'area di lavoro con nastro di segnalazione.
Durante le fasi di scarico dei materiali vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
L'area di lavoro deve avere dimensioni sufficienti per la movimentazione degli elementi e il relativo montaggio.
Vietare l'accesso alle persone non addette ai lavori.

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Vietare l'avvicinamento all'area di lavoro ad altri mezzi meccanici.


L'operatore dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non vi siano ostacoli nel raggio d'azione della gru; in particolare che possa mantenere la distanza di sicurezza dalle
linee elettriche aeree a conduttori nudi, considerando l'ingombro del carico e la sua oscillazione.
Assicurarsi della stabilità del terreno, evitando di posizionare il mezzo vicino al ciglio degli scavi, su terreni non compatti o con
pendenze laterali.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Vietarne l'uso in presenza di forte vento.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Verificare la distanza si sicurezza del ponteggio da eventuali linee elettriche aeree.
Accertarsi della consistenza della base d'appoggio ed eventualmente provvedere al suo consolidamento.
La base d'appoggio deve risultare perfettamente orizzontale.
L'ancoraggio dei castelli all'edificio deve essere effettuato ogni due elementi sovrapponibili.
Verificare che gli argani del ponteggio autosollevante siano collaudati e sottoposti a verifica biennale.
Collegare il quadro della gru all'impianto elettrico di cantiere, verificandone la sezione dei cavi, i percorsi di sicurezza e le protezioni,
nonché il collegamento all'impianto di terra.
Collegare la macchina ad un quadro elettrico fornito di interruttore generale magnetotermico differenziale da 0,03A e all'impianto di
terra (contro i contatti indiretti).
Realizzare, se necessario, l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche.
Il montaggio deve essere rigorosamente fedele allo schema di montaggio previsto dal costruttore.
Verificare gli ancoraggi.
A fine installazione allontanare i mezzi garantendo l'assistenza di personale a terra.
Delimitare definitivamente l'area di base del ponteggio ed apporre la necessaria segnaletica di sicurezza.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
DPI
In questa fase i lavoratori devono indossare cintura di sicurezza (lavoro in elevato), casco, scarpe di sicurezza, guanti.
Idonei otoprotettori devono essere consegnati ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

2.6. REALIZZAZIONE DI LINEE DI ANCORAGGIO


Lavorazione:
Realizzazione di punti e linee di ancoraggio per agganciare con cordino di ritenuta le imbracature degli operai addetti ai lavori di
rimozione della copertura.

Attrezzature adoperate
Autocestello, piattaforma su carro, ponte su ruote, utensili d'uso comune, aste tendicavo da parete o da soletta o da travetto, funi,
ganci, tasselli.

Rischi
inalazione di polveri contenenti amianto caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto
dermatiti da contatto elettrocuzione vibrazioni

Prescrizioni
Nei punti non proteggibili con parapetti o ponteggi, indicati nella planimetria allegata, si predisporranno dei punti e/o delle linee di
ancoraggio, al fine di consentire l'aggancio dei cordini di ritenuta delle imbracature individuali degli operai addetti alla rimozione.
La realizzazione dei punti di ancoraggio dovrà avvenire operando da posizione sicura su autocestello o su ponte su ruote o su
piattaforma su carro o tramite un sistema di accesso e di posizionamento già realizzato o da predisporre in luogo protetto contro la
caduta dall'alto.
Predisporre, in ogni caso, un sistema di accesso alla copertura protetto contro la caduta dall'alto.
Verificare preventivamente la conformità alle norme e lo stato manutentivo dei mezzi o delle opere provvisionali destinate al lavoro in
quota (ponte su ruote – autopiattaforma su carro).
Nell'uso attenersi al libretto di istruzioni del fabbricante.
Spostare il carro o il ponte su ruote quando è non presente sul cestello alcun lavoratore.
Gli utensili e le apparecchiature elettriche dovranno essere derivate da prese poste su quadro elettrico di cantiere di tipo ASC.
Accertarsi del percorso dei cavi di alimentazione al fine di impedire che possano essere interessati da fenomeni di usura o
tranciatura.

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Realizzati i punti di ancoraggio e le linee di ancoraggio, prima dell'uso, è necessario effettuare le prove previste dalla norma UNI EN
795/1998. È obbligatorio effettuare una prova di cui ai punti 4.3.1.2 della predetta norma per la verifica di dispositivi di ancoraggio
(punti di ancoraggio) progettati per il fissaggio su tetti inclinati. Per quanto concerne le linee di ancoraggio di corda di fibra, cinghie o
funi metalliche la resistenza minima a rottura della corda o cinghia deve essere almeno il doppio della tensione massima applicata a
detta corda o cinghia nel momento dell'arresto della caduta previsto per tale dispositivo. Tutti gli ancoraggi strutturali di estremità e
intermedi, utilizzati nel dispositivo, devono essere in grado di sopportare il doppio della forza massima prevista. Nel caso in cui non è
possibile produrre un calcolo di progettazione, l'installatore deve accertarsi che vengano soddisfatti i requisiti di prova 4.3.3 della
norma UNI EN 795.
In ogni caso il cordino di posizionamento da adoperare deve essere tale da impedire una caduta dall'alto dell'operatore maggiore di
un metro e mezzo, compresa la freccia della linea di ancoraggio. È preferibile adottare un cordino di ritenuta con dissipatore di
energia.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Valutazione preventiva del rischio rumore.

3. BONIFICA AMIANTO

3.1. FASE DI LAVORO: ALLESTIMENTO AREA DI DECONTAMINAZIONE


L’ingresso e l’uscita dall’area di lavoro del personale e dei materiali devono avvenire esclusivamente attraverso unità di
decontaminazione sia del personale sia dei materiali, per decontaminare adeguatamente gli addetti e gli involucri di rifiuti
del cantiere, nonché per limitare al massimo la dispersione di amianto all’esterno del cantiere.

L’area di decontaminazione è composta da 4 zone distinte:


o Locale di equipaggiamento
Questa zona avrà due accessi, uno adiacente all'area di lavoro e l'altro adiacente al locale doccia. Pareti, soffitto e pavimento saranno ricoperti con un foglio
di plastica di spessore adeguato. Un apposito contenitore di plastica deve essere sistemato in questa zona per permettere agli operai di riporvi il proprio
equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
o Locale doccia
La doccia sarà accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria. Questo locale dovrà contenere come minimo una doccia con acqua calda e
fredda e sarà dotato ove possibile di servizi igienici. Dovrà essere assicurata la disponibilità continua di sapone in questo locale.
Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di essere scaricate.
o Chiusa d'aria
La chiusa d'aria dovrà essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio incontaminato. La chiusa d'aria consisterà in uno spazio largo circa 1.5 m
con due accessi. Uno degli accessi dovrà rimanere sempre chiuso: per ottenere ciò è opportuno che gli operai attraversino la chiusa d'aria uno alla volta.
o Locale incontaminato (spogliatoio)
Questa zona avrà un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita attraverso la chiusa d'aria. Il locale dovrà essere munito di armadietti per
consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno. Questa area servirà anche come magazzino per l'equipaggiamento pulito.

• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Utensili manuali d’uso comune
o Utensili elettrici portatili
o Martello demolitore
o Gruppo elettrogeno

• Opere provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere provvisionali:
o Scala portatile

• Sostanze/Preparati Pericolosi
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori utilizzano le seguenti sostanze/preparati:
o Fibre di amianto

• Valutazione e Classificazione dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Inalazione di fibre di amianto Probabile Significativo Notevole

o Caduta dall’alto Probabile Significativo Notevole

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o Caduta di materiali dall’alto Probabile Significativo Notevole

o Elettrocuzione durante l’uso degli attrezzi elettrici portatili Probabile Significativo Notevole

o Incendio Non probabile Grave Accettabile

o Ferite alle mani nell'uso di attrezzature manuali Possibile Modesto Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la
salute dei lavoratori:
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle
attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Tutti gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle maschere respiratorie e sulle procedure
per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro (Art. 257-258 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni (Art. 252 lettera a) del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro, oltre all'installazione delle barriere deve essere impiegato un sistema di estrazione
dell'aria allo scopo di mettere in depressione il cantiere di bonifica rispetto all'esterno
• Elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di decontaminazione che devono essere
eseguite dagli operai (Art. 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• La doccia deve essere dotata di acqua calda e fredda e deve essere assicurata la disponibilità continua di sapone (Art. 252 , Allegato IV del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Le acque di scarico delle docce devono essere filtrate prima di essere scaricate
• La chiusa d'aria deve essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio incontaminato e consisterà in uno spazio largo circa 1.5 m con
due accessi. Uno degli accessi rimane sempre chiuso: gli operai attraverseranno la chiusa d'aria uno alla volta
• Il pavimento della doccia deve essere dotato di un “troppo pieno” al fine di mantenere sempre un pelo d’acqua per un’adeguata pulizia della
suola delle calzature
• Lo spogliatoio deve essere dotato di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno (Allegato IV del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Le porte dei locali in successione devono essere realizzate con teli di polietilene contrapposti fissati a guisa di tenda, oppure possono essere
rigide e intelaiate provviste di griglie unidirezionali per il passaggio dell’aria, dotate anche di molle di richiamo, in modo che si richiudano
automaticamente dopo ogni passaggio
• Il passaggio dei rifiuti e degli altri materiali deve avvenire attraverso un’unità distinta che non deve essere usata per l’entrata e l’uscita degli
addetti (Art 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Le acque di scarico del lavaggio dei materiali devono essere filtrate, a pressione, prima di essere immesse nelle fognature
• Usare filtri riempiti con ossido di magnesio granulare con diametri diversi, per garantire una filtrazione di particelle fino a 5 micron
• I filtri devono essere sostituiti frequentemente ed uniti al materiale inquinato da amianto da smaltire
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 )

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Maschera pieno facciale Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII - punto


3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08 come modificato
Filtro antipolvere tipo P3 a facciale dal D.lgs n.106/09
Inalazione di fibre di amianto totale e fattore di protezione non UNI EN 143(2007)
inferiore a 400 Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Filtri antipolvere - Requisiti,
prove, marcatura
Guanti a manichetta lunga Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3,
Impermeabili, di tipo a manichetta 4 n.5 del D.lgs. n.81/08 come modificato
lunga ed in grado di garantire una dal D.lgs n.106/09
sufficiente resistenza alle sollecitazioni UNI EN 388(2004) Guanti di protezione
Contatto con fibre di amianto
meccaniche; al di sotto dei guanti è contro rischi meccanici
consigliato l’utilizzo di sottoguanti in UNI EN 421 (1995) Guanti di protezione
cotone contro le radiazioni ionizzanti e la
contaminazione radioattiva.
Puntale rinforzato in acciaio contro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3,
Ferite, tagli e lesioni per caduta
Scarpe antinfortunistiche schiacciamento/ 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come modificato
di materiali o utensili vari
abrasioni/perforazione/ dal D.lgs n.106/09

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ferite degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (08)


antiscivolo e per salvaguardare la Dispositivi di protezione individuale –
caviglia da distorsioni Metodi di prova per calzature

Tuta in tyvek con cappuccio Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punto


In tessuto liscio per non trattenere le 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08 come modificato
fibre completa di cappuccio, dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto senza tasche esterne, chiusa (o UNI EN 1149-1 (1997)
chiudibile) ai polsi e alle caviglie con Indumenti di protezione. Proprietà
elastici o nastro adesivo elettrostatiche. Resistività di superficie
(metodi di prova e requisiti).
Calzari in tyvek
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3,
Calzari in tyvek idonei alla protezione 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come modificato
delle fibre di amianto e abbastanza alti dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
da essere coperti dai pantaloni della UNI EN ISO 20345 (08)
tuta Dispositivi di protezione individuale -
Calzature di sicurezza

3.2. INCAPSULAMENTO DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO


L'intervento di incapsulamento viene eseguito attraverso l'applicazione di appositi impregnanti che penetrano
all'interno del materiale e determinano l'aggregazione delle fibre di amianto all'originario supporto cementizio.
Un successivo strato di materiale ricoprente, a seconda delle proprie caratteristiche, avrà capacità protettiva o
capacità di garantire il ripristino e il rafforzamento dei requisiti meccanici.

E’ un procedimento manutentivo che permette di allungare la durata della lastra, comunque, ma non elimina il problema dello smaltimento
definitivo del materiale inquinante, ma lo rimanda ad un intervento successivo. Per ottenere una corretta applicazione dei prodotti bisogna
sempre eseguire un'accurata pulizia delle superfici da trattare per garantire un buon esito dell'intervento:
o Depolverizzare e rimuovere residui vegetali, oli, grassi, detriti vari
o Controllare gli agganci meccanici e le relative guarnizioni e rondelle o rimuovere le piccole parti distaccate

• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Idropulitrice ad alta pressione
o Utensili manuali d’uso comune
o Utensili elettrici portatili
o Gruppo elettrogeno
o Pompa manuale a bassa pressione
o Aspiratore portatile con filtro assoluto

• Opere provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere provvisionali:
o Ponte su cavalletti
o Ponteggio

• Sostanze/Preparati Pericolosi
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti sostanze pericolose:
o Fibre di amianto
o Resina incapsulante

• Valutazione e Classificazione dei Rischi


• Rottura delle lastre utilizzate come camminamento
• Caduta dall'alto
• Inalazione di fibre di amianto per rottura dei manufatti
• Elettrocuzione durante l'uso degli utensili elettrici
• Inalazione di prodotto durante la fase di spruzzatura dell'incapsulante

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


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A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la
sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo
delle attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni (Art. 252 lettera a) del d.lgs. n.81/08)
• Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla
contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Pulire ogni giorno, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che
sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti alle lavorazioni svolte (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• L'impresa deve elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di
decontaminazione che dovranno essere eseguite dagli operai (Art. 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Prima dell'inizio dei lavori gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle
maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro (Art. 257 – Art. 258 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L'impresa deve indicare nel Piano di Lavoro le procedure che gli operai devono seguire all'accesso e all'uscita della zona di lavoro
attraversando correttamente il sistema di decontaminazione (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il trattamento preliminare della superficie deve essere effettuato con attrezzature idonee che impediscano la liberazione di fibre di
amianto nell'ambiente (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Sono vietati trattamenti preliminari di preparazione all'incapsulamento di manufatti in cemento-amianto in ambienti confinati
• Le superfici dei manufatti in cemento-amianto devono essere accuratamente pulite ad umido allo scopo di rimuovere lo sporco che
può impedire il fissaggio dell'incapsulante
• Le acque di lavaggio devono essere veicolate lungo i canali di gronda e successivamente filtrate
• Provvedere alla raccolta dei residui e/o dei detriti di materiale probabilmente contaminato in appositi big-bags indicanti il contenuto
di MCA
• Pulire i canali di gronda ove si riscontri presenza di accumulo di fibre inumidendo la crosta presente fino ad ottenere una fanghiglia
densa che viene raccolta e smaltita come rifiuto contenente amianto
• Raccogliere in appositi sacchi di tutto il materiale a perdere (tute in tyvek, filtri delle maschere, facciali filtranti, guanti, etc.) e
successivo smaltimento come MCA (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere depositati in un'area, chiusa ed
inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purché chiusi anche nella parte
superiore e posti in un'area controllata (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Allontanare i rifiuti dall'area di lavoro in modo da ridurre il più possibile la dispersione di fibre seguendo dettagliatamente le
modalità indicate nel Piano di Lavoro (Art. 251 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• I materiali rimossi e di risulta (compresi filtri dell'acqua), opportunamente imballati ed etichettati, saranno conferirti a trasportatore
autorizzato che li consegnerà a discarica autorizzata. La titolarità del trasportatore e della discarica e le relative procedure
amministrative devono essere opportunamente documentate nel Piano di Lavoro (Art. 251 – Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Prima dell’inizio dei lavori su coperture in MCA è obbligatorio procedere alla verifica delle condizioni di stabilità delle lastre e delle
strutture di sostegno. In relazione al risultato di tali verifiche, eseguire eventuali puntellamenti e rafforzamenti
• Nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore a 2 m. allestire idonee opere provvisionali dotate di parapetti regolamentari atte ad
eliminare il pericolo di caduta di persone e di cose (Art. 122 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il parapetto del ponteggio, ove presente, deve sovrastare il piano di gronda di almeno 1.20 mt. (Art. 125 comma 4del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Sui tetti a falda i parapetti di protezione di ponteggi, ponti a sbalzo, opere provvisionali in genere, devono essere tali da non
consentire il passaggio dell’operatore in fase di caduta (Art. 146 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nei luoghi di transito, all'altezza della copertura deve essere sistemato un impalcato di sicurezza (mantovana parasassi) contro la
caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio,
qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con il transennamento dell’area sottostante (Art. 129 comma 3 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• In mancanza di impalcati o parapetti, si deve fare uso di cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta (Art. 115 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Evitare di assumere posizioni disagevoli (su scale o spazi ristretti) perché eventuali contraccolpi possono far perdere l’equilibrio
all’operatore (Art. 71 comma 6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Le caratteristiche dei rivestimenti incapsulanti dovranno essere documentate nel Piano di Lavoro da schede tecniche e di
sicurezza nonché da attestazione di conformità rilasciata al fornitore del prodotto da laboratori di analisi autorizzati (Art. 256 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• E’ necessario il preventivo esame della scheda di sicurezza (tossicologica) delle sostanze utilizzate per l’adozione delle specifiche
misure di sicurezza
• Per evitare la dispersione delle fibre di amianto, eventualmente emerse in superficie a seguito della preparazione del supporto, le
successive fasi del ciclo incapsulante dovranno avvenire al più presto possibile
• Non usare la macchina prima di collegare l'intero sistema di filtrazione
• Sostituire i filtri esausti e trattarli come RCA
• Convogliare le acque reflue nel gruppo filtrante seguendo scrupolosamente le procedure previste dal Piano di lavoro.
• I lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro/dirigenti/preposti utilizzando correttamente
i dispositivi di protezione messi a disposizione (quali maschere filtranti e indumenti non riutilizzabili) (Art. 78 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)

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• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Maschera pieno facciale Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII -


punto 3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08 come
Filtro antipolvere tipo P3 a facciale modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di fibre di amianto totale e fattore di protezione non UNI EN 143(2007)
inferiore a 400 Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Filtri antipolvere -
Requisiti, prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti
Guanti a manichetta lunga 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08 come
Impermeabili, di tipo a manichetta
modificato dal D.lgs n.106/09
lunga ed in grado di garantire una
UNI EN 388(2004) Guanti di
sufficiente resistenza alle
Contatto con fibre di amianto protezione contro rischi meccanici
sollecitazioni meccaniche; al di
UNI EN 421 (1995) Guanti di
sotto dei guanti è consigliato
protezione contro le radiazioni
l’utilizzo di sottoguanti in cotone
ionizzanti e la contaminazione
radioattiva.
Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio contro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti
schiacciamento/ 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come
Ferite, tagli e lesioni per
abrasioni/perforazione/ modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di materiali o utensili
ferite degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (08)
vari
antiscivolo e per salvaguardare la Dispositivi di protezione individuale –
caviglia da distorsioni Metodi di prova per calzature
Tuta in tyvek con
cappuccio Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punto
In tessuto liscio per non trattenere 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08 come
le fibre completa di cappuccio, modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto senza tasche esterne, chiusa (o UNI EN 1149-1 (1997)
chiudibile) ai polsi e alle caviglie Indumenti di protezione. Proprietà
con elastici o nastro adesivo elettrostatiche. Resistività di superficie
(metodi di prova e requisiti).

Calzari in tyvek
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti
Calzari in tyvek idonei alla 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come
protezione delle fibre di amianto e modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
abbastanza alti da essere coperti UNI EN ISO 20345 (08)
dai pantaloni della tuta Dispositivi di protezione individuale -
Calzature di sicurezza
Imbracatura e cintura di
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII punti
sicurezza
Cintura di sicurezza utilizzata in 3, 4 n.9 del D.lgs. n.81/08 come
edilizia per la prevenzione da modificato dal D.lgs n.106/09
Caduta dall’alto caduta di persone che lavorano in UNI EN 361/358 (2003)
altezza su scale o ponteggi. Da Specifiche per dispositivi di protezione
utilizzare con cordino di sostegno individuale contro le cadute dall'alto.
Imbracature per il corpo

3.3. RIMOZIONE DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO


Trattasi della rimozione di lastre ondulate da coperture costituite da materiale cementizio contenente amianto a
matrice compatta, cosiddette eternit, che è stato uno dei materiali più utilizzati per realizzare coperture di edifici
industriali e civili fino agli anni 80.

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Generalmente, l’attività lavorativa prevede le seguenti fasi operative:


o Rilevamento della quantità del materiale da rimuovere;
o Prelievo di campioni da sottoporre ad analisi;
o Elaborazione del Piano di Lavoro da presentare all’A.S.L. di competenza;
o Spruzzatura lastre sulle superfici a vista con liquido inglobante colorato, per evitare la dispersione delle fibre di amianto nell’aria;
o Taglio dei sistemi di ancoraggio esclusivamente con attrezzi manuali (forbici, cesoie, ecc.) non con smerigliatrici e simili;
o Rimozione delle lastre effettuata manualmente da due operatori e accatastamento su bancali in sicurezza, cercando di non
romperle;
o A terra le stesse dovranno essere trattate con inglobante colorato sulle superfici dove non è stato possibile farlo prima;
o Protezione delle lastre su bancali con telo trasparente neutro (cellophane);
o Fissaggio dei teli cellophane di protezione delle lastre con nastro adesivo ed etichettatura prevista dalla legge per la segnalazione
del materiale contenente amianto;
o Carico dei bancali su automezzo e trasporto delle lastre in discarica autorizzata;
o Dopo la rimozione l'area di lavoro deve essere adeguatamente pulita mediante aspiratori a filtro assoluto e i materiali di consumo
utilizzati andranno irrorati con il preparato incapsulante. Tutta l'area interessata deve essere priva di amianto.

• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Utensili manuali d’uso comune
o Utensili elettrici portatili
o Idropulitrice ad alta pressione
o Pompa a bassa pressione
o Spruzzatrice airless
o Cestelli elevatori o ponte sviluppabile su carro

• Opere provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere provvisionali:
o Ponte su cavalletti
o Ponteggio

• Sostanze/Preparati Pericolosi
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti sostanze pericolose:
o Fibre di amianto
o Resina incapsulante

• Valutazione e Classificazione dei Rischi

- Inalazione di fibre di amianto per rottura dei manufatti


- Caduta dall'alto
- Caduta di materiali dall’alto
- Seppellimento, sprofondamento
- Elettrocuzione durante l'uso degli utensili elettrici
- Schiacciamento durante la fase di rimozione
- Inalazione di prodotto incapsulante durante la fase di spruzzatura
- Movimentazione manuale dei carichi
- Microclima

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la
sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo
delle attrezzature
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni
• Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla
contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Pulire ogni giorno, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che
sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti alle lavorazioni svolte (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• L'impresa deve elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di
decontaminazione che dovranno essere eseguite dagli operai (Art. 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• La zona di rimozione deve essere, ove possibile, circoscritta e/o confinata, ricoprendo il pavimento e gli arredi sottostanti il punto
di lavoro o sigillando o semplicemente chiudendo le aperture di comunicazione del locale con l’esterno
• Prima dell'inizio dei lavori gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle
maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro (Art. 257 – Art. 258 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)

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• L'impresa deve indicare nel Piano di Lavoro le procedure che gli operai devono seguire all'accesso e all'uscita della zona di lavoro
attraversando correttamente il sistema di decontaminazione (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il trattamento preliminare della superficie deve essere effettuato con attrezzature idonee che impediscano la liberazione di fibre di
amianto nell'ambiente (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Provvedere all’irrorazione con specifico prodotto incapsulante dei manufatti e di tutte le zone esposte a deposizione di polvere e di
sfridi durante le operazioni di rimozione
• Provvedere alla aspirazione delle superfici e di tutte le zone esposte a deposizione di polvere e di sfridi durante le operazioni di
rimozione
• Provvedere all’impacchettamento dei manufatti con teli in plastica di adeguato spessore ed indicanti il contenuto di MCA
• Le superfici dei manufatti in cemento-amianto devono essere accuratamente pulite ad umido allo scopo di rimuovere lo sporco che
può impedire il fissaggio dell'incapsulante
• Le acque di lavaggio devono essere veicolate lungo i canali di gronda e successivamente filtrate
• Provvedere alla raccolta dei residui e/o dei detriti di materiale probabilmente contaminato in appositi big-bags indicanti il contenuto
di MCA
• Pulire i canali di gronda ove si riscontri presenza di accumulo di fibre inumidendo la crosta presente fino ad ottenere una fanghiglia
densa che viene raccolta e smaltita come rifiuto contenente amianto
• Raccogliere in appositi sacchi di tutto il materiale a perdere (tute in tyvek, filtri delle maschere, facciali filtranti, guanti, etc.) e
successivo smaltimento come MCA (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere depositati in un'area, chiusa ed
inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purché chiusi anche nella parte
superiore e posti in un'area controllata (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Allontanare i rifiuti dall'area di lavoro in modo da ridurre il più possibile la dispersione di fibre seguendo dettagliatamente le
modalità indicate nel Piano di Lavoro (Art. 251 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• I materiali rimossi e di risulta (compresi filtri dell'acqua), opportunamente imballati ed etichettati, saranno conferirti a trasportatore
autorizzato che li consegnerà a discarica autorizzata. La titolarità del trasportatore e della discarica e le relative procedure
amministrative devono essere opportunamente documentate nel Piano di Lavoro (Art. 251 – Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore a 2 m. allestire idonee opere provvisionali dotate di parapetti regolamentari atte ad
eliminare il pericolo di caduta di persone e di cose (Art. 122 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il parapetto del ponteggio, ove presente, deve sovrastare il piano di gronda di almeno 1.20 mt. (Art. 125 comma 4del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Sui tetti a falda i parapetti di protezione di ponteggi, ponti a sbalzo, opere provvisionali in genere, devono essere tali da non
consentire il passaggio dell’operatore in fase di caduta ( Art. 146 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nei luoghi di transito, all'altezza della copertura deve essere sistemato un impalcato di sicurezza (mantovana parasassi) contro la
caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio,
qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con il transennamento dell’area sottostante (Art.129 comma 3 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• In mancanza di impalcati o parapetti, si deve fare uso di cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta (Art. 115 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Evitare di assumere posizioni disagevoli (su scale o spazi ristretti) perché eventuali contraccolpi possono far perdere l’equilibrio
all’operatore (Art. 71 comma 6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Provvedere alla aspirazione delle superfici liberate dalle lastre e di tutte le zone esposte a deposizione di polvere e di sfridi durante
le operazioni di rimozione
• Trasportare le lastre impacchettate in zona appositamente definita per lo stoccaggio temporaneo
• Depositare i manufatti su appositi pallets
• Provvedere al trattamento superficiale delle lastre sul lato interno
• Eseguire monitoraggi ambientali (prelievo di campioni di aerodispersi): durante l'esecuzione delle operazioni di rimozione delle
lastre in CA per verificare il livello di esposizione personale del lavoratore
• Impartire tempestivamente agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione di carichi pesanti o ingombranti
(Art. 169 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Rispettare le istruzioni ricevute per un’esatta e corretta posizione da assumere nella movimentazione dei carichi (Art. 168 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Per carichi pesanti o ingombranti la massa va movimentata con l’intervento di più persone al fine di ripartire e diminuire lo sforzo
(Art. 168 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• I lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro/dirigenti/preposti utilizzando correttamente
i dispositivi di protezione messi a disposizione (quali maschere filtranti e indumenti non riutilizzabili) (Art.78 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art.77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII-


Filtro antipolvere tipo P3 a
punto 3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08
Inalazione di fibre di amianto Maschera pieno facciale facciale totale e fattore di
come modificato dal D.lgs n.106/09
protezione non inferiore a 400
UNI EN 143(2007)
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RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Apparecchi di protezione delle vie


respiratorie - Filtri antipolvere -
Requisiti, prove, marcatura

Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -


Tuta in tyvek
In tessuto liscio per non punto 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08
trattenere le fibre completa di come modificato dal D.lgs n.106/09
cappuccio, UNI EN 1149-1 (1997)
Contatto con fibre di amianto
senza tasche esterne, chiusa (o Indumenti di protezione. Proprietà
chiudibile) ai polsi e alle caviglie elettrostatiche. Resistività di
con elastici o nastro adesivo superficie (metodi di prova e
requisiti).
Calzari in tyvek Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Calzari in tyvek idonei alla punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
protezione delle fibre di amianto come modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
e abbastanza alti da essere UNI EN ISO 20345 (08) Dispositivi
coperti dai pantaloni della tuta di protezione individuale - Calzature
di sicurezza
Guanti Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Impermeabili, punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
di tipo a manichetta lunga ed in come modificato dal D.lgs n.106/09
grado di garantire una UNI EN 388(2004) Guanti di
Contatto con fibre di amianto sufficiente resistenza protezione contro rischi meccanici
alle sollecitazioni meccaniche; al UNI EN 421 (1995) Guanti di
di sotto dei guanti è consigliato protezione contro le radiazioni
l’utilizzo di sottoguanti in cotone ionizzanti e la contaminazione
radioattiva.
Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
contro schiacciamento/ punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
Ferite, tagli e lesioni per
abrasioni/perforazione/ferite come modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di materiali o utensili
degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (08)
vari
antiscivolo e per salvaguardare Dispositivi di protezione individuale
la caviglia da distorsioni – Metodi di prova per calzature
Imbracatura e cintura di
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
sicurezza Cintura di sicurezza utilizzata in
punti 3, 4 n.9 del D.lgs. n.81/08
edilizia per la prevenzione da
come modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di persone che lavorano
Caduta dall’alto UNI EN 361/358 (2003) Specifiche
in altezza su scale o ponteggi.
per dispositivi di protezione
Da utilizzare con cordino di
individuale contro le cadute dall'alto.
sostegno
Imbracature per il corpo

3.4. RIMOZIONE CANNE FUMARIE CONTENENTI AMIANTO

Trattasi della rimozione di canne fumarie contenenti fibre di amianto

• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Utensili manuali d’uso comune
o Utensili elettrici portatili
o Idropulitrice ad alta pressione
o Pompa a bassa pressione
o Spruzzatrice airless
o Cestelli elevatori o ponte sviluppabile su carro

• Opere provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere provvisionali:
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria100
Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

o Ponte su cavalletti
o Ponteggio

• Sostanze/Preparati Pericolosi
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti sostanze pericolose:
o Fibre di amianto
o Resina incapsulante

• Valutazione e Classificazione dei Rischi


• Caduta dall'alto
• Caduta di materiali dall’alto
• Inalazione di fibre di amianto per rottura dei manufatti
• Elettrocuzione durante l'uso degli utensili elettrici
• Schiacciamento durante la rimozione dei manufatti
• Inalazione di prodotto durante la fase di spruzzatura

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la
sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo
delle attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni (Art. 252 lettera a) del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla
contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Pulire ogni giorno, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che
sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti alle lavorazioni svolte (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato
dal D.lgs n.106/09)
• L'impresa deve elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di
decontaminazione che dovranno essere eseguite dagli operai (Art. 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• La zona di rimozione deve essere, ove possibile, circoscritta e/o confinata, ricoprendo il pavimento e gli arredi sottostanti il punto
di lavoro o sigillando o semplicemente chiudendo le aperture di comunicazione del locale con l’esterno
• Prima dell'inizio dei lavori gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle
maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro (Art. 257 – Art. 258 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• L'impresa deve indicare nel Piano di Lavoro le procedure che gli operai devono seguire all'accesso e all'uscita della zona di lavoro
attraversando correttamente il sistema di decontaminazione (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il trattamento preliminare della superficie deve essere effettuato con attrezzature idonee che impediscano la liberazione di fibre di
amianto nell'ambiente (Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Provvedere all’irrorazione con specifico prodotto incapsulante dei manufatti e di tutte le zone esposte a deposizione di polvere e di
sfridi durante le operazioni di rimozione
• Provvedere alla aspirazione delle superfici e di tutte le zone esposte a deposizione di polvere e di sfridi durante le operazioni di
rimozione
• Provvedere all’impacchettamento dei manufatti con teli in plastica di adeguato spessore ed indicanti il contenuto di MCA
• Le superfici dei manufatti in cemento-amianto devono essere accuratamente pulite ad umido allo scopo di rimuovere lo sporco che
può impedire il fissaggio dell'incapsulante
• Le acque di lavaggio devono essere veicolate lungo i canali di gronda e successivamente filtrate
• Provvedere alla raccolta dei residui e/o dei detriti di materiale probabilmente contaminato in appositi big-bags indicanti il contenuto
di MCA
• Pulire i canali di gronda ove si riscontri presenza di accumulo di fibre inumidendo la crosta presente fino ad ottenere una fanghiglia
densa che viene raccolta e smaltita come rifiuto contenente amianto
• Raccogliere in appositi sacchi di tutto il materiale a perdere (tute in tyvek, filtri delle maschere, facciali filtranti, guanti, etc.) e
successivo smaltimento come MCA (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere depositati in un'area, chiusa ed
inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purché chiusi anche nella parte
superiore e posti in un'area controllata (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Allontanare i rifiuti dall'area di lavoro in modo da ridurre il più possibile la dispersione di fibre seguendo dettagliatamente le
modalità indicate nel Piano di Lavoro (Art. 251 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• I materiali rimossi e di risulta (compresi filtri dell'acqua), opportunamente imballati ed etichettati, saranno conferirti a trasportatore
autorizzato che li consegnerà a discarica autorizzata. La titolarità del trasportatore e della discarica e le relative procedure
amministrative devono essere opportunamente documentate nel Piano di Lavoro (Art. 251 – Art. 256 del D.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore a 2 m. allestire idonee opere provvisionali dotate di parapetti regolamentari atte ad
eliminare il pericolo di caduta di persone e di cose (Art. 122 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il parapetto del ponteggio, ove presente, deve sovrastare il piano di gronda di almeno 1.20 mt. (Art. 125 comma 4del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)

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Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

• Sui tetti a falda i parapetti di protezione di ponteggi, ponti a sbalzo, opere provvisionali in genere, devono essere tali da non
consentire il passaggio dell’operatore in fase di caduta (Art. 146 del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Nei luoghi di transito, all'altezza della copertura deve essere sistemato un impalcato di sicurezza (mantovana parasassi) contro la
caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio,
qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con il transennamento dell’area sottostante (Art. 129 comma 3 del D.lgs.
n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• In mancanza di impalcati o parapetti, si deve fare uso di cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta (Art. 115 del
D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Evitare di assumere posizioni disagevoli (su scale o spazi ristretti) perché eventuali contraccolpi possono far perdere l’equilibrio
all’operatore (Art. 71 comma 6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• La canna fumaria va smontata senza romperla, garantendo l'integrità dei singoli elementi, avendo cura di smurare i gruppi di
fissaggio senza danneggiare i materiali di amianto.
• I singoli pezzi della canna fumaria vanno imballati, preferibilmente sul ponteggio e calati a terra con idoneo mezzo di sollevamento
• I coperchi dei serbatoi vanno incapsulati su entrambi i lati
• I cassoni dei serbatoi vanno mantenuti integri e come tali imballati e conferiti al trasportatore.
• Verificare sempre che la porta della cabina idrica consenta agevolmente l'uscita dei cassoni stessi
• Di norma i serbatoi vanno calati a terra all'esterno dell'edificio mediante idoneo mezzo di sollevamento
• Trasportare i manufatti impacchettati in zona appositamente definita per lo stoccaggio temporaneo
• Depositare i manufatti su appositi pallets
• I lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro/dirigenti/preposti utilizzando correttamente
i dispositivi di protezione messi a disposizione (quali maschere filtranti e indumenti non riutilizzabili) (Art. 78 del D.lgs. n.81/08
come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs
n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Maschera pieno facciale Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII-


punto 3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08
Filtro antipolvere tipo P3 a come modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di fibre di amianto facciale totale e fattore di UNI EN 143(2007)
protezione non inferiore a 400 Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Filtri antipolvere -
Requisiti, prove, marcatura
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
Tuta in tyvek
In tessuto liscio per non punto 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08
trattenere le fibre completa di come modificato dal D.lgs n.106/09
cappuccio, UNI EN 1149-1 (1997)
Contatto con fibre di amianto
senza tasche esterne, chiusa (o Indumenti di protezione. Proprietà
chiudibile) ai polsi e alle caviglie elettrostatiche. Resistività di
con elastici o nastro adesivo superficie (metodi di prova e
requisiti).
Calzari in tyvek Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Calzari in tyvek idonei alla punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
protezione delle fibre di amianto come modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
e abbastanza alti da essere UNI EN ISO 20345 (08) Dispositivi
coperti dai pantaloni della tuta di protezione individuale - Calzature
di sicurezza
Guanti Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Impermeabili, punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
di tipo a manichetta lunga ed in come modificato dal D.lgs n.106/09
grado di garantire una UNI EN 388(2004) Guanti di
Contatto con fibre di amianto sufficiente resistenza protezione contro rischi meccanici
alle sollecitazioni meccaniche; al UNI EN 421 (1995) Guanti di
di sotto dei guanti è consigliato protezione contro le radiazioni
l’utilizzo di sottoguanti in cotone ionizzanti e la contaminazione
radioattiva.
Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
contro schiacciamento/ punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
Ferite, tagli e lesioni per
abrasioni/perforazione/ferite come modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di materiali o utensili
degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (08)
vari
antiscivolo e per salvaguardare Dispositivi di protezione individuale
la caviglia da distorsioni – Metodi di prova per calzature
Cintura di sicurezza utilizzata in Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
Imbracatura e cintura di
Caduta dall’alto edilizia per la prevenzione da punti 3, 4 n.9 del D.lgs. n.81/08
sicurezza
caduta di persone che lavorano come modificato dal D.lgs n.106/09
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in altezza su scale o ponteggi. UNI EN 361/358 (2003) Specifiche


Da utilizzare con cordino di per dispositivi di protezione
sostegno individuale contro le cadute dall'alto.
Imbracature per il corpo

3.5. IMBALLAGGIO RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO

I rifiuti provenienti dalla rimozione di MCA da edifici o impianti in genere possono essere così raggruppati:
o indumenti a perdere contaminati, teli di polietilene del confinamento, materiale di consumo vario (bombole spray
adesivo), ecc.
o porzioni di lastre di copertura, condotte di areazione, tubazioni, manufatti, ecc.

• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Utensili manuali d’uso comune
o Utensili elettrici portatili
o Cestelli elevatori
o Autogrù
o Aspiratore portatile con filtro assoluto

• Sostanze/Preparati Pericolosi
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti sostanze pericolose:
o Fibre di amianto
o Resina incapsulante

• Valutazione e Classificazione dei Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Inalazione di fibre di amianto Probabile Significativo Notevole

o Caduta di materiali dall’alto Possibile Significativo Notevole

o Elettrocuzione durante l’uso degli utensili elettrici Probabile Significativo Notevole

o Lesioni al sistema dorso-lombare durante la fase di


Probabile Significativo Notevole
movimentazione dei rifiuti imballati

o Urti, schiacciamenti durante la movimentazione dei rifiuti


Possibile Modesto Accettabile
imballati

o Ferite alle mani nell'uso di attrezzature manuali Possibile Modesto Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la
salute dei lavoratori:
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle
attrezzature (Art. 71 comma 7 lettera a) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni (Art. 252 lettera a) del d.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti vengono depositati in container scarrabili, segnalati e chiusi anche
nella parte superiore e posti in un'area controllata (Art. 251 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)

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• Il percorso dal cantiere all'area di stoccaggio in attesa del trasporto in discarica deve essere preventivamente studiato, in moda da evitare di
attraversare aree occupate (Art. 252 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Gli ascensori e i montacarichi utilizzati devono essere rivestiti con teli di polietilene, in modo che possano essere facilmente decontaminati
nell'eventualità della rottura di un sacco
• I sacchi dei rifiuti devono essere movimentati evitando il trascinamento, utilizzare sempre un carrello chiuso (Art. 251 del d.lgs. n.81/08 come
modificato dal D.lgs n.106/09)
• Il materiale deve essere insaccato nell'area di lavoro e i sacchi, dopo la chiusura e una prima pulizia della superficie, vengono portati nell'unità
di decontaminazione
• L'unità di decontaminazione dei sacchi deve essere costituita da tre locali: locale di lavaggio dei sacchi, locale destinato al secondo
insaccamento e locale di deposito dei sacchi per l'allontanamento dall'area di lavoro
• All'interno dell'unità di decontaminazione devono operare due distinte squadre di lavoratori: la prima provvede al lavaggio, al secondo
insaccamento ed al deposito dei sacchi; la seconda entra dall'esterno nell'area di deposito e porta fuori i rifiuti
• L'allontanamento dei rifiuti dall'area di lavoro deve essere effettuato in modo da ridurre il più possibile il pericolo di dispersione di fibre (Art.
251 lettera e) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Tutti i contenitori devono essere etichettati (Art. 251 lettera h) del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• La chiusura deve essere a doppio legaccio ed effettuata a mezzo termosaldatura
• L'aria in eccesso deve essere aspirata con un aspiratore a filtri assoluti
• L'imballaggio deve essere del tipo a doppio contenitore: il primo contenitore è un sacco di materiale impermeabile (polietilene) e di spessore
adeguato (almeno 0.15 mm), il secondo è un sacco o fusto rigido
• L'uso del doppio contenitore è fondamentale, in quanto il primo sacco, nel quale l'amianto viene introdotto appena rimosso all'interno del
cantiere, è inevitabilmente contaminato
• Il secondo contenitore non deve mai essere portato all’interno dell'area di lavoro, ma solo nei locali puliti dell'unità di decontaminazione
• I materiali taglienti devono essere imballati separatamente
• L'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture accidentali
• L'imballaggio e l'allontanamento dei rifiuti devono evitare una contaminazione di amianto all'esterno dell'area di lavoro
• Gli automezzi utilizzati devono avere il pianale dotato di sponde ed essere completamente chiusi o telonati con materiale impermeabile oppure
essere muniti di container scarrabile.
• I sacchi devono essere riempiti per non più di due terzi, in modo che il peso del sacco pieno non ecceda il peso previsto dalle norme vigenti
(Art. 168 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art. 75-78 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Maschera pieno facciale Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII-punto


3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08 come
Filtro antipolvere tipo P3 a facciale modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di fibre di amianto totale e fattore di protezione non UNI EN 143(2007)
inferiore a 400 Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Filtri antipolvere -
Requisiti, prove, marcatura
Tuta in tyvek Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
In tessuto liscio per non trattenere punto 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08 come
le fibre completa di cappuccio, modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto senza tasche esterne, chiusa (o UNI EN 1149-1 (1997)
chiudibile) ai polsi e alle caviglie Indumenti di protezione. Proprietà
con elastici o nastro adesivo elettrostatiche. Resistività di superficie
(metodi di prova e requisiti).
Calzari in tyvek Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-punti
Calzari in tyvek idonei alla 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come
protezione delle fibre di amianto modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
e abbastanza alti da essere coperti UNI EN ISO 20345 (2008)
dai pantaloni della tuta Dispositivi di protezione individuale -
Calzature di sicurezza
Guanti Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-punti
Impermeabili, 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08 come
di tipo a manichetta lunga ed in modificato dal D.lgs n.106/09
grado di garantire una sufficiente UNI EN 388(2004) Guanti di
Contatto con fibre di amianto resistenza protezione contro rischi meccanici
alle sollecitazioni meccaniche; al di UNI EN 421 (1995) Guanti di
sotto dei guanti è consigliato protezione contro le radiazioni
l’utilizzo di sottoguanti in cotone ionizzanti e la contaminazione
radioattiva.
Puntale rinforzato in acciaio contro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-punti
Urti e schiacciamenti durante la
schiacciamento/ 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come
movimentazione dei rifiuti Scarpe antinfortunistiche
abrasioni/perforazione/ferite degli modificato dal D.lgs n.106/09
imballati
arti inferiori e suola antiscivolo e UNI EN ISO 20344 (2008)
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per salvaguardare la caviglia da Dispositivi di protezione individuale –


distorsioni Metodi di prova per calzature

3.6. RESTITUZIONE DELL’AREA BONIFICATA

Lavorazione:
Restituzione dell'area bonificata, previa pulizia dell'area di lavoro ed allontanamento dei materiali a discarica autorizzata.

Attrezzature adoperate
Aspiratore con filtri assoluti, utensili d'uso comune, strumenti per il campionamento.

Rischi
inalazione di polveri contenenti amianto caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto
elettrocuzione

Prescrizioni
Prima di iniziare i lavori accertarsi della presenza delle previste protezioni contro la caduta d'alto e dei punti e/o delle linee di
ancoraggio lungo i lati non proteggibili con ponteggi o parapetti.
Assicurarsi dell'esistenza di analoghe protezioni o della presenza di un soppalco in corrispondenza dei lucernari.
Indossare preventivamente:
- tuta monouso o riutilizzabile;
- facciale filtrante tipo FFP3 o, se l'operazione dovesse risultare particolarmente polverosa, semimaschera con filtro P3;
- stivali in gomma;
- guanti protettivi;
- imbracatura di sicurezza (nei luoghi necessari).
Accedere al tetto attraverso le scale interne ovvero attraverso la scala esterna allo scopo predisposta. Nel caso si adopera una scala
a mano, accertarsi preventivamente della sua regolamentarità, che sia vincolata idoneamente alla parete e che sporga di almeno un
metro oltre il piano di arrivo della copertura.
Accertarsi della solidità della copertura ed eventualmente predisporre camminamenti antiscivolo (tavole da ponte con listelli
trasversali estradossati o passerella prefabbricata) ovvero predisponendo una rete di sicurezza al di sotto della copertura in cemento
amianto.
A fine lavoro si dovrà provvedere a:
- pulire con accuratezza, mediante aspirazione, i residui di materiale contenente amianto presenti nell'area interessata dai
lavori;
- insaccare con delicatezza tutto il materiale utilizzato (fogli di plastica, nastri, materiali di pulizia, filtri ed altro) e allontanarlo
come rifiuto contenete amianto;
- pulire ad umido tutte le superfici interessate dai lavori;
- pulire gli attrezzi.
A questo punto si dovrà procedere ad un'ispezione.
Nel caso le superfici risultano a vista pulite si deve accertare la restituibilità dei locali tramite la determinazione delle fibre di amianto
aerodisperso. I prelievi devono essere richiesti all'Organo di vigilanza competente per territorio entro 48 ore dall'ultima pulizia.
Nel caso la concentrazione delle fibre di amianto aerodisperso supera il valore di riferimento (0,6 f/cm3 per il crisotilo e 0,2 f/cm3 per
le altre forme) tutta l'area di lavoro dovrà essere nuovamente pulita.
Solo dopo che i campionamenti dell'aria forniranno valori inferiori a quelli di riferimento, potranno essere rimossi tutti i teli, le unità di
decontaminazione e spenti gli estrattori.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF. NORMATIVO

Maschera pieno facciale Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII-


punto 3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08
Filtro antipolvere tipo P3 a come modificato dal D.lgs n.106/09
Inalazione di fibre di amianto facciale totale e fattore di UNI EN 143(2007)
protezione non inferiore a 400 Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Filtri antipolvere -
Requisiti, prove, marcatura

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Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -


Tuta in tyvek
In tessuto liscio per non punto 3,4 n.7 del D.lgs. n.81/08
trattenere le fibre completa di come modificato dal D.lgs n.106/09
cappuccio, UNI EN 1149-1 (1997)
Contatto con fibre di amianto
senza tasche esterne, chiusa (o Indumenti di protezione. Proprietà
chiudibile) ai polsi e alle caviglie elettrostatiche. Resistività di
con elastici o nastro adesivo superficie (metodi di prova e
requisiti).
Calzari in tyvek Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Calzari in tyvek idonei alla punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
protezione delle fibre di amianto come modificato dal D.lgs n.106/09
Contatto con fibre di amianto
e abbastanza alti da essere UNI EN ISO 20345 (08) Dispositivi
coperti dai pantaloni della tuta di protezione individuale - Calzature
di sicurezza
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
Guanti
Impermeabili, punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
di tipo a manichetta lunga ed in come modificato dal D.lgs n.106/09
grado di garantire una UNI EN 388(2004) Guanti di
Contatto con fibre di amianto sufficiente resistenza protezione contro rischi meccanici
alle sollecitazioni meccaniche; al UNI EN 421 (1995) Guanti di
di sotto dei guanti è consigliato protezione contro le radiazioni
l’utilizzo di sottoguanti in cotone ionizzanti e la contaminazione
radioattiva.
Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-
contro schiacciamento/ punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
Ferite, tagli e lesioni per
abrasioni/perforazione/ferite come modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di materiali o utensili
degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (08)
vari
antiscivolo e per salvaguardare Dispositivi di protezione individuale
la caviglia da distorsioni – Metodi di prova per calzature
Imbracatura e cintura di
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII
sicurezza Cintura di sicurezza utilizzata in
punti 3, 4 n.9 del D.lgs. n.81/08
edilizia per la prevenzione da
come modificato dal D.lgs n.106/09
caduta di persone che lavorano
Caduta dall’alto UNI EN 361/358 (2003) Specifiche
in altezza su scale o ponteggi.
per dispositivi di protezione
Da utilizzare con cordino di
individuale contro le cadute dall'alto.
sostegno
Imbracature per il corpo

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4. COPERTURA

4.1. MONTAGGIO PANNELLI ISOLANTI DI COPERTURA

Lavorazione:
Imbracatura pannelli orizzontali su automezzo e sollevamento per lo scarico, elevazione in quota, collocamento in opera, centraggio
e allineamento.

Attrezzature adoperate
autocarro, gru idraulica semovente, funi con anelli e ganci, funi di manovra a distanza, neoprene, spessori, palanchino, dadi e chiavi
di serraggio, strumenti di misura

Rischi
schiacciamento caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto o a livello
tagli, abrasioni, punture colpi, impatti, urti danni alla cute e all'apparato respiratorio
interferenze con altri mezzi investimento e ribaltamento scivolamenti e cadute
rumore vibrazioni

Prescrizioni
Verificare l'idoneità statica della gru in rapporto allo sbraccio e al peso del manufatto come indicato in targhetta.
Il gruista deve evitare di passare carichi sospesi sopra i lavoratori o sulle aree pubbliche (segregare la zona sottostante); se ciò non
è evitabile le manovre di sollevamento devono essere preannunciate con apposite segnalazioni per l'allontanamento delle persone
sotto il carico.
L'imbracatura dei carichi deve essere effettuata usando mezzi idonei per evitare la caduta del carico o il suo spostamento dalla
primitiva posizione di ammaraggio. Le funi e le catene degli impianti ed apparecchi di sollevamento devono essere utilizzate con un
coefficiente di sicurezza di almeno 6 per le funi metalliche, 10 per le funi composte di fibre e 5 per le catene. Il calcolo della portata
della braca a quattro tratti deve essere effettuato come se tutto il carico sia sostenuto da una braca a due tratti (consiglio). Le funi e
le catene debbono essere sottoposte a verifiche trimestrali a cura del datore di lavoro. Effettuare la sostituzione delle funi, con altre
dello stesso diametro e carico di rottura, quando si riscontra la rottura di un trefolo, o di una quantità di fili valutabili intorno al 10%
della sezione metallica o sono visibili ammaccature, strozzature, asole e nodi di torsione (consiglio).
I ganci da utilizzare per il sollevamento devono essere provvisti di dispositivo di chiusura dell'imbocco ed avere in rilievo o incisa la
loro portata massima. Utilizzare funi e catene a maglia che abbiano attestazione e contrassegno apposto o collegato in modo
leggibile su ogni tratto. Fare attenzione alle linee elettriche aeree mantenendo il carico a distanza non inferiore a m 5.
Il pannello viene imbracato su appositi ganci dall'automezzo di trasporto, quindi sollevato per lo scarico. L'imbracatura avviene o
con bilancino o in alternativa con funi ed anelli. Le funi dovranno essere idonee a sopportare un tiro pari al peso "P" del manufatto
più un coefficiente di carico dinamico, l'angolo d'inclinazione delle funi ed il fattore d'inclinazione delle funi. La loro lunghezza deve
essere uguale o maggiore alla distanza degli agganci; è importante che l'utilizzatore esegua una manutenzione ordinaria del sistema
di sollevamento, ovvero effettui un controllo visivo ad ogni aggancio che consiste nella verifica del funzionamento della molla di
sicurezza del chiavistello ed un controllo funzionale da effettuarsi sempre ad ogni aggancio che consiste nella verifica degli
scorrimenti del chiavistello, mentre il controllo dimensionale che consiste nella verifica delle eventuali deformazioni del corpo
maniglione, dei denti d'appoggio piastra, del chiavistello, dell'anello e degli snodi va effettuato ogni sei mesi. Preliminarmente al
montaggio occorre verificare che i piani di posa siano complanari (con tolleranza di 5 mm); ed inoltre sia che i pannelli siano
orizzontali o verticali bisogna segnare a terra (cioè sui cordoli) lo spiccato in modo da compensare, ripartendoli, eventuali errori di
spiccato pilastri.
A questo punto si effettua il sollevamento in quota utilizzando gli appositi ganci progettati ed esso viene indirizzato da terra fino a
circa 1-2 cm dalla battuta ai pilastri, con gli addetti che guidano il manufatto con fune di trattenuta.
Solo allora un operatore per il posizionamento del pannello sale su di una scala allungabile per indicare gli spostamenti finali,
avendo agganciato il moschettone della cintura di sicurezza alla fune predisposta a circa 120 cm., il quale sarà aiutato da un collega
o da terra o da una scala. Le scale da utilizzare dovranno essere dotate di basette e ramponi di ancoraggio ai pannelli.
I pannelli devono essere montati per campi pilastro dal basso all'alto.
I pannelli appesi devono essere montati avendo già predisposte e livellate le mensole di appoggio in quota.
Per agganciare alla copertura i pannelli-fascione, bisogna provvedere ad agganciare il moschettone della cintura di sicurezza alla
protezione anticaduta predisposta sulle travi o sui copponi (sistema Rurefast).
Appena possibile spostare le funi di sicurezza anticaduta dai copponi ai pannelli al fine di raggiungere la massima sicurezza.
La posa in opera termina con il bloccaggio meccanico del manufatto e con il successivo sgancio dello stesso dal mezzo di
sollevamento.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe di sicurezza, occhiali o visiera di protezione degli occhi. Prima di
salire in quota indossare imbracatura anticaduta.

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4.2. MANTO DI COPERTURA IN TEGOLE O COPPI SU ORDITURA IN LEGNO


L’attività lavorativa prevede, essenzialmente, le seguenti fasi:
o posa in opera dei listelli in legno;
o posa in opera delle tegole o coppi.
La prima fase consiste nella realizzazione della struttura secondaria del tetto in
legno mediante assemblaggio dei vari elementi fino alla creazione del piano di
appoggio per gli elementi di finitura (isolante termico, eventuale
impermeabilizzazione e manto di tegole).
La seconda fase consiste nelle posa in opera, sulla superficie inclinata
predisposta, di coppi o tegole alla romana, di tegole portoghesi, di tegole
marsigliesi, ecc…
Infine, il completamento del manto di copertura prevede la realizzazione di colmi,
compluvi, aeratori, comignoli, ecc.

Attrezzature adoperate
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Attrezzi manuali di uso comune
o Martello manuale
o Sega manuale per legno
o Flessibile o smerigliatrice
o Betoniera a bicchiere
o Gru a torre

• Sostanze pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Sostanze Pericolose :
o Cemento
o Polveri di legno
o Polveri di inerti

• Opere Provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali :
o Ponteggio metallico a tubi giunti/telai prefabbricati

Rischi

Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe

o Caduta di materiale dall'alto Possibile Significativo Notevole

o Caduta dall'alto Possibile Significativo Notevole

o Inalazione di polveri e fibre Possibile Modesto Accettabile

o Punture, tagli e abrasioni Possibile Modesto Accettabile

o Urti, colpi, impatti e compressioni Possibile Modesto Accettabile

o Microclima Probabile Lieve Accettabile

• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi


A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria108
Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
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• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività
e di utilizzo delle attrezzature
• Recintare l’area di lavoro onde impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni
• Delimitare le zone di transito e di accesso e proteggerle con robusti impalcati (parasassi) contro la caduta di
materiali dall’alto
• Istallare ponteggi esterni sovrastanti almeno mt 1.20 il filo di gronda
• Non accatastare materiali ed attrezzature sui ponteggi
• Non rimuovere le protezioni allestite ed operare sempre all’interno delle stesse
• Allestire parapetto completo di tavola fermapiedi su tutto il perimetro dell’area del piano di gronda, preferibilmente
realizzato con correnti ravvicinati
• Nel caso in cui non sia possibile predisporre regolamentari protezioni collettive (ponteggi e parapetti), gli addetti
devono indossare le cinture di sicurezza opportunamente ancorate a parti stabili
• Salire e scendere dal tetto utilizzando apposite scale
• Per i lavori su falde inclinate usare calzature con suole antisdrucciolevoli
• Le eventuali aperture lasciate nelle coperture per la creazione di lucernari devono essere protette con barriere
perimetrali o coperte con tavoloni
• Il sollevamento delle tegole al piano di lavoro, deve essere effettuato con apposite ceste chiuse ai lati e tenendo
presente l’azione del vento
• Durante l’esecuzione di opere di manutenzione i lucernari, la cui conformazione non sia tale da offrire garanzie
contro la possibilità di caduta accidentale, devono essere protetti
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei materiali impiegati
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, le modalità d'uso ed i tempi di contatto
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti (Art.75-78 del D.lgs. n.81/08)
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.lgs. n.81/08)

• DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i
riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE NOTE


Rif. Normativo
Guanti di protezione Guanti di protezione
Art 75 – 77 – 78 D.lgs. n.81/08
meccanica da utilizzare nei
Punture, tagli ed Allegato VIII D.lgs. n.81/08
luoghi di lavoro caratterizzati
abrasioni per contatto come modificato dal D. Lgs.
dalla presenza di materiali e/o
con le attrezzature 106/09 punto 3, 4 n.5
attrezzi che possono causare
durante le lavorazioni UNI EN 388(2004)
fenomeni di abrasione/taglio/
Guanti di protezione contro
perforazione delle mani
rischi meccanici
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.lgs. n.81/08
Scarpe Puntale rinforzato in acciaio
Allegato VIII D.lgs. n.81/08
antinfortunistiche contro schiacciamento/
come modificato dal D. Lgs.
Lesioni per contatto con abrasioni/perforazione/
106/09 punti 3, 4 n.6
le attrezzature ferite degli arti inferiori e suola
UNI EN ISO 20344 (2008)
antiscivolo e per salvaguardare
Dispositivi di protezione
la caviglia da distorsioni
individuale – Metodi di prova
per calzature.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.lgs. n.81/08
Casco Protettivo Allegato VIII D.lgs. n.81/08
Dispositivo utile a proteggere il
come modificato dal D. Lgs.
lavoratore dal rischio di offesa
Probabile caduta di 106/09 punto 3, 4 n.1
al capo per caduta di materiale
materiale dall’alto UNI EN 11114(2004)
dall'alto o comunque per
Dispositivi di protezione
contatti con elementi pericolosi
individuale. Elmetti di
protezione. Guida per la
selezione

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Mascherina per la protezione Rif. Normativo


Facciale filtrante per di polveri a media tossicità, Art 75 – 77 – 78 D.lgs. n.81/08
polveri FFP2 fibre e aerosol a base acquosa Allegato VIII D.lgs. n.81/08
di materiale particellare >= come modificato dal D. Lgs.
0,02 micron. 106/09 punti3,4 n.4
Inalazione di polveri e
UNI EN 149(2003)
fibre
Apparecchi di protezione delle
vie respiratorie.
Semimaschera filtrante contro
particelle. Requisiti, prove,
marcatura
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.lgs. n.81/08
Allegato VIII D.lgs. n.81/08
come modificato dal D. Lgs.
106/09 punto 3, 4 n.9
Imbracatura e cintura UNIEN 361(2003)
di sicurezza Cintura di sicurezza utilizzata
Dispositivi di protezione
in edilizia per la prevenzione
individuale contro le cadute
da caduta di persone che
dall'alto. Imbracature per il
lavorano in altezza su scale o
Caduta dall’alto corpo
ponteggi. Da utilizzare con
UNIEN 358 (2001)
cordino di sostegno
Dispositivi di protezione
individuale per il
posizionamento sul lavoro e la
prevenzione delle cadute
dall'alto. Cinture di
posizionamento sul lavoro e di
trattenuta e cordini di
posizionamento sul lavoro

4.3. COMPLETAMENTO DEL MANTO DI COPERTURA- inserimento linea vita

Lavorazione:
Il lavoro consiste nel completamento del manto di copertura del tetto e l'esecuzione dei raccordi con la posa in opera dei pezzi speciali
occorrenti, e nel montaggio della linea vita. E’ compreso anche l’inserimento delle retine di protezione dei comignoli.

Attrezzature adoperate
Attrezzi manuali comuni.
Utensili elettrici comuni.
Ponteggi.
Apparecchio di sollevamento.
Rischi

caduta di persone dall'alto.


caduta materiali dall'alto movimentazione manuale dei carichi
Collasso del solaio di copertura.
Tagli, lesioni ed abrasioni alle mani. Scivolamento di persone su manto
bagnato.
Contusioni e distorsioni agli arti inferiori.
Prescrizioni
Devono essere costruiti parapetti su tutti i lati prospicienti il vuoto, dotati di tavola fermapiedi, correnti medi e superiori, controventati e
d'altezza adeguata ad impedire la caduta dall'alto dei lavoratori..
Il posto di carico e di manovra degli argani, a terra, per la movimentazione dei materiali, deve essere delimitato con barriera tale da impedire,
a persone non addette, il transito o la permanenza sotto i carichi sospesi.
Prima dell'impiego degli operai sul solaio di copertura, questo dovrà essere verificato staticamente e, in caso di dubbio sulla stabilità del
piano di calpestio, usare tavolati di ripartizione e/o impalcati.
Durante le fasi di verifica e di lavoro, gli addetti devono operare in sicurezza, altrimenti devono essere dotati di cinta con bretelle collegata a
fune di trattenuta di lunghezza max. m.1,50, collegata a parti stabili.
Divieto di lavoro in caso di pioggia o gelo.
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Uso DPI: elmetto, tuta, guanti, calzature.


Verificare l'efficienza e l'efficacia dei dispositivi.
Uso DPC: reti di salvataggio.

5. DEMOLIZIONI

5.1. DEMOLIZIONI DI INTONACO ESTERNO

Lavorazione:
Demolizione di intonaco esterno.

Attrezzature adoperate
mazza e punta, martello demolitore a percussione, tubi per il convogliamento dei materiali di risulta, gru, autocarro

Rischi
caduta dall'alto colpi, tagli, punture, abrasioni cesoiamenti, stritolamenti, impatti,
lacerazioni
caduta materiali dall'alto elettrocuzione; movimentazione dei carichi
inalazione di polveri, fibre, gas, vapori disturbi alla vista proiezione di schegge
vibrazioni rumore

Prescrizioni
Prima di procedere alla demolizione accertarsi che non siano presenti materiali contenenti amianto, eventualmente procedere alla
loro preventiva eliminazione in conformità a quanto disposto dai decreti del Ministero della sanità del 6.09.1994 e del 14.05.1996.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi.
Le demolizioni devono procedere dall'alto verso il basso, bagnando frequentemente le parti da rimuovere.
Accertarsi preventivamente delle condizioni del ponteggio e della sua regolarità alle norme, idonee ad eliminare il pericolo di caduta
di persone e cose ogni qualvolta si eseguono lavori superiori a m. 2,0 da terra ed accertarsi che sotto il ponte di servizio sia presente
un ponte di sicurezza realizzato allo stesso modo.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Prima di iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere ed i preposti devono mettere a disposizione dei lavoratori utensili adeguati al
lavoro da svolgere ed idonei ai fini della sicurezza e salute. Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco
ingombranti. Accertarsi del buono stato di conservazione e di efficienza degli utensili e delle attrezzature. Programmare una
sistematica manutenzione preventiva degli utensili.
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
I materiali rimossi devono essere depositati in idonei contenitori e calati in basso.
Non è consentito l'uso di forche o piattaforme semplici.
Utilizzare funi in regolare stato di conservazioni (annotazione trimestrale sul libretto dell'apparecchio) e ganci con sistema di chiusura
a norma.
È vietato depositare materiali sugli impalcati, salvo quantità minime e temporanee (consultare il libretto del ponteggio sui carichi
ammessi).
L'allontanamento dei materiali deve essere curato al fine di evitare pericolosi accatastamenti su strutture interne. Questo verrà
effettuato o con argani o utilizzando tubi di convogliamento dei materiali. Vietare categoricamente di gettare materiali dall'alto; i tubi
di convogliamento avranno imboccatura anticaduta per l'uomo e parte terminale inclinata per ridurre la velocità d'uscita dei materiali.
La parte inferiore del canale, comunque, non dovrà superare l'altezza di 2 metri dal piano di raccolta. I detriti potranno essere
accatastati temporaneamente nell'area di cantiere specificatamente destinata allo scopo o convogliati direttamente nel cassone di un
autocarro.
I materiali di dimensioni tali da non poter essere convogliati con il canale dovrà essere movimentanti con mezzi idonei al fine di
scongiurare lesioni dorso lombari ai lavoratori.
L'area sottostante agli argani deve essere inaccessibile ai non addetti ai lavori. I lavoratori, invece, non devono rimanere sotto il
raggio d'azione degli apparecchi di sollevamento durante il tiro.
Nei casi di utilizzo di bombole di gas queste devono essere posizionate e conservate lontane da fonti di calore. Nei casi di trasporto
di bombole di gas queste devono essere movimentate tramite apposito carrello e vincolate in posizione verticale. Prima dell'inizio dei
lavori deve sempre essere verificata l'installazione di valvole di sicurezza a monte del cannello e sui riduttori di pressione per evitare
il ritorno di fiamma.
Osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali a seconda delle stagioni.
Predisporre idonea segnaletica di sicurezza, sia diurna che notturna.

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Il datore di lavoro deve informare i lavoratori sulle corrette modalità di esecuzione della movimentazione manuale dei carichi. Ogni
qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione manuale dei
carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe di sicurezza, occhiali o visiera di protezione degli occhi,
respiratore con filtro specifico.

5.2. DEMOLIZIONI DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI ESTERNI E RELATIVI SOTTOFONDI

Lavorazione:
Demolizione di pavimenti e rivestimenti esterni e relativi sottofondi.
Attrezzature adoperate
mazza e punta, martello elettrico, canali per il convogliamento dei materiali, gru, flessibile, utensili manuali d'uso comune, autocarro

Rischi
caduta dall'alto colpi, tagli, punture, abrasioni cesoiamenti, stritolamenti, impatti,
lacerazioni
caduta materiali dall'alto elettrocuzione movimentazione dei carichi
inalazione di polveri, fibre, gas, vapori disturbi alla vista proiezione di schegge
vibrazioni rumore

Prescrizioni
Prima di procedere alla demolizione accertarsi che non siano presenti materiali contenenti amianto, eventualmente procedere alla
loro preventiva eliminazione in conformità a quanto disposto dal decreto del Ministero della Sanità del 6.09.1994. Curare le
condizioni di rimozione dei materiali pericolosi.
Irrorare frequentemente le parti da rimuovere. Procedere mediante l'ausilio di mazza e punta o di martello elettrico.
Si procederà bagnando frequentemente le parti da rimuovere.
Se il lavoro è svolto ad altezza superiore a metri 2,0 è necessario l'allestimento di opera provvisionale, nel qual caso, accertarsi
preventivamente delle condizioni del ponteggio e della sua regolarità alle norme; oppure utilizzare trabattelli regolamentari (montate
per l'altezza massima prevista dal fabbricante senza l'aggiunta di sovrastrutture, con ruote bloccate, con ponte di servizio dotato di
parapetto regolamentare con tavola fermapiede su ogni lato) o ponti su cavalletti regolamentari (tavolato di larghezza non inferiore a
90 cm e di altezza non superiore a 2 metri, costituito da tavoloni lunghi 4 metri e poggianti, ben accostati e fissati su tre cavalletti,
con parte a sbalzo non eccedente i 20 cm).
Accertarsi che sotto il ponte di servizio sia presente un ponte di sicurezza realizzato allo stesso modo.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Prima dell'uso dei trabattelli controllare la corretta stabilizzazione della base.
Utilizzare con cautela il martello elettrico al fine di non arrecare danni a murature e impianti sottostanti.
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco ingombranti.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Nei casi di utilizzo di bombole di gas queste devono essere posizionate e conservate lontane da fonti di calore. Nei casi di trasporto
di bombole di gas queste devono essere movimentate tramite apposito carrello e vincolate in posizione verticale. Prima dell'inizio dei
lavori deve sempre essere verificata l'installazione di valvole di sicurezza a monte del cannello e sui riduttori di pressione per evitare
il ritorno di fiamma. L'allontanamento dei materiali deve essere curato al fine di evitare pericolosi accatastamenti su strutture interne.
Questo verrà effettuato utilizzando tubi di convogliamento dei materiali, vietando categoricamente di gettare materiali dall'alto, con
imboccatura anticaduta per l'uomo e parte terminale inclinata per ridurre la velocità d'uscita dei materiali. La parte inferiore del
canale, comunque, non dovrà superare l'altezza di 2 metri dal piano di raccolta. I detriti potranno essere accatastati
temporaneamente nell'area di cantiere specificatamente destinata allo scopo o convogliati direttamente nel cassone di un autocarro.
I materiali di dimensioni tali da non poter essere convogliati con il canale dovrà essere movimentanti con mezzi idonei al fine di
scongiurare lesioni dorso lombari ai lavoratori.
L'allontanamento di questi materiali potrà avvenire anche mediante il carico dello stesso su appositi cassoni, calati a terra dalla gru.
L'uso della gru dovrà avvenire manovrandola da posizione sicura, avvisando preventivamente la manovra con segnalatore acustico,
attenendosi alla tabella dei carichi riportata sul traliccio della gru e sullo sbraccio, eseguendo le manovre con gradualità, evitando
categoricamente il passaggio dei carichi sopra le aree di lavoro o all'esterno del cantiere, evitando i tiri obliqui. L'imbracatore dovrà
conoscere preventivamente il carico da sollevare in modo da predisporre imbracature (funi o catene) idonee, dovrà allontanarsi dal
carico durante il tiro e seguirlo, eventualmente, a distanza di sicurezza fino al suo arrivo.
Osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
Predisporre idonea segnaletica di sicurezza, sia diurna che notturna.

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Attenersi al DPCM 1/03/91, relativo ai limiti di emissione di rumore ammessi negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con
riguardo alle attività cosiddette temporanee quali i cantieri. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori è possibile
chiedere deroga al sindaco, dimostrando che tutto è stato fatto per rendere minima l'emissione di rumore.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe di sicurezza, occhiali o visiera di protezione degli occhi,
respiratore con filtro specifico.

5.3. RIMOZIONE LASTRE DI PIETRA DI RIVESTIMENTO

Lavorazione:
Rimozione di lastroni in pietra di rivestimento.

Attrezzature adoperate
mazza e punta, martello elettrico, trabattelli o ponteggi in genere, flessibile, utensili manuali d'uso comune, autocarro

Rischi
caduta dall'alto colpi, tagli, punture, abrasioni cesoiamenti, stritolamenti, impatti,
lacerazioni
caduta materiali dall'alto elettrocuzione movimentazione dei carichi
inalazione di polveri, fibre, gas, vapori disturbi alla vista proiezione di schegge
vibrazioni rumore

Prescrizioni
Prima di procedere alla demolizione accertarsi che non siano presenti materiali contenenti amianto, eventualmente procedere alla
loro preventiva eliminazione in conformità a quanto disposto dal decreto del Ministero della Sanità del 6.09.1994.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi.
Irrorare frequentemente le parti da rimuovere. Procedere mediante l'ausilio di mazza e punta o di martello elettrico.
Se il lavoro è svolto ad altezza superiore a metri 2,0 è necessario l'allestimento di opera provvisionale, nel qual caso, accertarsi
preventivamente delle condizioni del ponteggio e della sua regolarità alle norme; oppure utilizzare trabattelli regolamentari (montate
per l'altezza massima prevista dal fabbricante senza l'aggiunta di sovrastrutture, con ruote bloccate, con ponte di servizio dotato di
parapetto regolamentare con tavola fermapiede su ogni lato) o ponti su cavalletti regolamentari (tavolato di larghezza non inferiore a
90 cm e di altezza non superiore a 2 metri, costituito da tavoloni lunghi 4 metri e poggianti, ben accostati e fissati su tre cavalletti,
con parte a sbalzo non eccedente i 20 cm).
Accertarsi che sotto il ponte di servizio sia presente un ponte di sicurezza realizzato allo stesso modo.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Prima dell'uso dei trabattelli controllare la corretta stabilizzazione della base.
Utilizzare con cautela il martello elettrico al fine di non arrecare danni a murature e impianti sottostanti.
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco ingombranti. Programmare una sistematica manutenzione preventiva
degli utensili.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Nei casi di utilizzo di bombole di gas queste devono essere posizionate e conservate lontane da fonti di calore. Nei casi di trasporto
di bombole di gas queste devono essere movimentate tramite apposito carrello e vincolate in posizione verticale. Prima dell'inizio dei
lavori deve sempre essere verificata l'installazione di valvole di sicurezza a monte del cannello e sui riduttori di pressione per evitare
il ritorno di fiamma.
L'allontanamento dei materiali deve essere curato al fine di evitare pericolosi accatastamenti su strutture interne. Questo verrà
effettuato utilizzando tubi di convogliamento dei materiali, vietando categoricamente di gettare materiali dall'alto, con imboccatura
anticaduta per l'uomo e parte terminale inclinata per ridurre la velocità d'uscita dei materiali. La parte inferiore del canale, comunque,
non dovrà superare l'altezza di 2 metri dal piano di raccolta.
I detriti potranno essere accatastati temporaneamente nell'area di cantiere specificatamente destinata allo scopo o convogliati
direttamente nel cassone di un autocarro.
I materiali di dimensioni tali da non poter essere convogliati con il canale dovrà essere movimentanti con mezzi idonei al fine di
scongiurare lesioni dorso lombari ai lavoratori.
Osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
Predisporre idonea segnaletica di sicurezza, sia diurna che notturna.

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Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe di sicurezza, occhiali o visiera di protezione degli occhi,
respiratore con filtro specifico.

6. MURATURE ESTERNE

6.1. RISARCITURA DI CALCESTRUZZO AMMALORATO

Lavorazione:
Rifacimento di calcestruzzo ammalorato (frontalini balconi etc)

Attrezzature adoperate
autocestello, PLE, mazzuola e scalpello, trapano a percussione, pompa ad aria, malte additivate, trabattelli o ponte su cavalletti,
ponteggi.

Rischi
ribaltamento del veicolo caduta dall'alto caduta materiali dall'alto
abrasioni, punture, tagli, lacerazioni alle urti, colpi, impatti, compressioni alle mani elettrocuzione
mani
dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni inalazione di polveri, fibre, gas, vapori rumore
allergiche
polveri vibrazioni

Prescrizioni
Delimitare le aree di lavoro.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Prima di utilizzare la betoniera accertarsi dell'esistenza delle protezioni fisse sugli organi di trasmissione del moto (pulegge, pignone
e corona), della chiusura dei raggi del volano, della protezione sopra il pedale di sblocco del volano, dell'integrità dei cavi elettrici, del
corretto collegamento all'impianto di messa a terra, del corretto funzionamento degli interruttori e dei dispositivi elettrici di accensione
e arresto. Accertarsi della stabilità della betoniera (la betoniera deve essere montata secondo le indicazioni fornite dal costruttore e
rilevabili nel libretto d'uso). Verificare che sia presente un solido impalcato a protezione del posto di lavoro.
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore ai m. 2,00 devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate
impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Usare ponteggi di facciata regolamentari.

Prima dell'autorizzazione all'accesso in cantiere dell'autocestello verificare che l'autocestello sia stato verificato dall'Azienda USL da
non oltre un anno.
L'uso del mezzo deve avvenire in conformità alle istruzioni fornite dal fabbricante.
Prima dell'uso dell'autocestello verificare l'efficienza del mezzo nel suo insieme; in particolare verificare il funzionamento
dell'autocestello, rilevando l'assenza di perdite d'olio dall'impianto idraulico e la sua pressione, l'assenza di segni di rigonfiamento
sulla struttura.
Durante l'uso posizionare il mezzo su terreno stabile e bloccarlo con il freno a mano.
Nel caso di terreno in pendenza (max 8% ca.), posizionare la parte anteriore rivolta verso la salita ed applicare le calzatoie alle ruote
anteriori.
Verificare la messa in forza del sistema idraulico controllandone la pressione attraverso l'apposita strumentazione.
Stabilizzare il mezzo estraendo completamente tutti i piedini stabilizzatori.
Nel caso di terreno soffice (per esempio, prato o giardino) applicare sotto i piedini stabilizzatori le piastre ripartitrici in dotazione e/o
tavole.
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Vietare l'avvicinamento, la sosta e il transito delle persone mediante avvisi e sbarramenti nella zona sottostante le demolizioni.
Valutare le possibili interferenze con le linee elettriche aeree; vietare i lavori a distanza inferiore a metri 5 dalle stesse linee aeree,
anche se a bassa tensione.
Si procederà dall'alto verso il basso, bagnando frequentemente le parti da rimuovere.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Gli utensili elettrici portatili sono a doppio isolamento ed è controindicato dalle norme CEI il collegamento all'impianto di terra.

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Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
I compressori devono essere provvisti di una valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di esercizio e di dispositivo che
arresti automaticamente il lavoro di compressione al raggiungimento della pressione massima di esercizio.
L'allontanamento dei materiali deve essere curato al fine di evitare pericolosi accatastamenti su strutture interne.
I materiali rimossi devono essere depositati in idonei contenitori e calati in basso.
Non è consentito l'uso di forche o piattaforme semplici.
Utilizzare funi in regolare stato di conservazioni (annotazione trimestrale sul libretto dell'apparecchio) e ganci con sistema di chiusura
a norma.
È vietato depositare materiali sugli impalcati, salvo quantità minime e temporanee (consultare il libretto del ponteggio sui carichi
ammessi).
I lavoratori, invece, non devono rimanere sotto il raggio d'azione degli apparecchi di sollevamento durante il tiro.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
Attenersi alle precauzioni riportate sulle schede tecniche dei prodotti utilizzati (protettivi del ferro, aggrappanti, malte premiscelate,
additivi di malte).
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe di sicurezza, occhiali o visiera di protezione degli occhi.
Il personale deve indossare cintura di sicurezza con fune di trattenuta quando le condizioni di lavoro lo richiedono.

6.2. RIPRISTINO INTONACI

Lavorazione:
La fase riguarda la spicconatura e il rifacimento di intonaci in genere.

Attrezzature adoperate
Attrezzi d'uso comune: martello, scalpello e punta, spazzola d'acciaio, pennelli, cazzuola.
Ponte su cavalletti.
Martelli elettrici.
Flessibile.

Rischi

Crolli improvvisi di parti strutturali con


Scivolamenti, cadute a livello. Getti, schizzi.
caduta di materiale di risulta dall'alto.

Rischi derivanti dalla movimentazione


Inalazione polveri, fibre vibrazioni
manuale dei carichi.
urti, colpi, impatti, compressioni,
rumore
cesoiamento, stritolamento, punture, tagli,
abrasioni

Prescrizioni
Usare DPI: guanti, scarpe di sicurezza, elmetto, tuta, dispositivi per la protezione delle vie respiratorie, cuffia o tappi antirumore.
Verificare preventivamente la stabilità delle strutture da demolire.
Individuare, precedentemente alle operazioni, tutti i servizi murati segnalandoli.
Stabilire la sucessione e l'ordine delle demolizioni.
Formare dei ponti di servizio indipendenti dall'opera di demolizione.
Non lavorare sui muri in demolizione.
Convogliare i materiali di risulta entro appositi canali.
Sbarrare la zona sottostante la demolizione.
Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al
rumore.
Sensibilizzazione periodica al personale operante relativamente ai rischi specifici delle operazioni da eseguire.

NOTE OPERATIVE
La larghezza dell'impalcato del ponte su cavalletti non deve essere inferiore a 90 cm.
Le tavole da ponte lunghe 4 m e di sezione 5 x 20 o 4 x 30, devono poggiare su tre cavalletti, essere ben accostate, fissate ai cavalletti e
non presentare parti al sbalzo superiori a 20 cm.

DPI comuni alle varie attività


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C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.

Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

6.3. PREPARAZIONE, PULITURA E VERNICIATURA OPERE IN FERRO ALL’ESTERNO

Lavorazione:
Verniciatura all'esterno opere in ferro previa preparazione del fondo.

Attrezzature adoperate
smerigliatrice, spazzole rotanti e molatrici, stucco, carta vetro, pennelli, vernici e smalti, solventi, minio o cementite

Rischi
colpi, tagli, punture, abrasioni caduta materiali dall'alto elettrocuzione
dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni inalazione di polveri, fibre, gas, vapori rumore
allergiche
vibrazioni

Prescrizioni
Prima dell'utilizzo degli utensili elettrici e manuali
§ accertarsi che gli utensili elettrici siano a doppio isolamento;
§ accertarsi che siano collegati con presa a spina di tipo industriale senza adattatore, salvo che per lavori temporanei;
§ accertarsi che i cavi siano in buono stato di conservazione e che il loro percorso sia tale da non sottoporli a pericolose
azioni meccaniche o costituiscano motivo d'intralcio;
§ verificare la presenza e la funzionalità delle protezioni;
§ accertarsi del buon funzionamento delle attrezzature e della loro idoneità all'uso.
Prima dell'utilizzo dello smalto bicomponente:
§ acquisire scheda tecnica e tossicologica del prodotto ed attenersi alle caute di sicurezza riportate;
§ depositare il prodotto in luogo aerato, esente da qualsiasi sorgente d'innesco, apporre idonea segnaletica di sicurezza
esterna ed interna (divieti ed estratto norme di miscelazione e comunque d'uso del prodotto);
§ gli stracci sporchi imbevuti di sostanze infiammabili ed altri rifiuti pericolosi devono essere raccolti in appositi contenitori
antincendio.
Durante il lavoro
§ nei lavori ad altezza superiore ai due metri adottare idonee opere provvisionali o parapetti;
§ evitare in ogni caso il contatto del prodotto utilizzato con le mani e soprattutto degli occhi (delle mucose);
§ in caso di spandimento del prodotto coprire con terra asciutta, sabbia o latri materiali assorbenti non combustibili;
§ vietare di fumare o di utilizzare fiamme libere;
§ accertare che i lavoratori indossino scarpe di sicurezza, guanti, casco.

DPI comuni alle varie attività


In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

6.4. RIMOZIONE TINTE E RITINTEGGIATURA

Lavorazione:
Rimozione tinte e ritinteggiature

Attrezzature adoperate
attrezzi manuali d'uso comune, idropulitrice, pittura di diversa natura, solventi, trementina, acquaragia, attrezzi d'uso comune
(pennelli, rulli), ponteggio o altra opera provvisionale

Rischi
caduta dall'alto caduta materiali dall'alto dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni
allergiche
inalazione di polveri, fibre, gas, vapori incendio rumore

Prescrizioni
Se il lavoro è svolto ad altezza superiore a metri 2,0 allestire ponteggi o altre idonee opere provvisionali.
Prima dell'esecuzione dei lavori, procedere all'accertamento della regolarità dell'opera provvisionale adoperata e della presenza
delle prescritte protezioni verso il vuoto.
Accertarsi che sotto ogni ponte di servizio sia presente un ponte di sicurezza realizzato allo stesso modo del primo.
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L'ultimo impalcato dovrà avere un'altezza adeguata ad impedire la caduta dall'alto dei lavoratori.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti del ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Proteggere con teli le aree che potrebbero essere interessate dal getto e dagli schizzi di acqua e particelle.
È vietato sovraccaricare gli impalcati.
È vietato ingombrare gli impalcati di servizio.
Prima dell'uso della pittura e dei relativi solventi consultare la relativa scheda tossicologica della ditta produttrice ed applicarne le
precauzioni indicate.
Se il prodotto è in miscela solvente, è vietato fumare o utilizzare fiamme libere.
Ventilare abbondantemente l'ambiente di lavoro.
Accertarsi preventivamente che nella zona di lavoro non ci siano potenziali sorgenti d'innesco d'incendio.
Non stoccare quantità superiori all'uso strettamente necessarie per la giornata.
Non eccedere nell'uso dei solventi in ambienti chiusi.
Depositare il prodotto in luogo aerato, esente da qualsiasi sorgente d'innesco, apporre idonea segnaletica di sicurezza esterna ed
interna (divieti ed estratto norme di miscelazione e comunque d'uso del prodotto).
Nei locali dove vengono effettuati travasi e miscelazioni di vernici e solventi devono essere predisposti idonei mezzi di estinzione
incendi e cartelli richiamanti i principali obblighi, pericoli e cautele.
In caso di spandimento di vernici e solventi, questi devono essere prontamente eliminati medianti sostanze assorbenti e
neutralizzanti.
Evitare in ogni caso il contatto con le mani e soprattutto degli occhi (delle mucose).
I recipienti contenenti vernici e solventi devono essere riempiti non oltre il 90% della loro capacità e devono recare sempre
l'indicazione del contenuto.
I contenitori vuoti devono essere chiusi ermeticamente con i loro coperchi.
Gli stracci sporchi imbevuti di sostanze infiammabili ed altri rifiuti pericolosi devono essere raccolti in appositi contenitori antincendio.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare guanti, stivali in gomma, indumenti protettivi (tute), mascherina con filtri specifici
(consultare scheda tecnica del prodotto).

6.5. SOSTITUZIONE PORZIONI RINGHIERE

Lavorazione:
Riparazione ringhiere

Attrezzature adoperate
apparecchio di sollevamento carichi, ponteggio, trabattelli, ponte su cavalletti, scale a mano semplici o doppie, attrezzi manuali d'uso
comune, utensili elettrici portatili (trapano, avvitatrici, ecc.)

Rischi
caduta dall'alto ed a livello abrasioni, punture, tagli, lacerazioni alle urti, colpi, impatti, compressioni alle mani
mani
elettrocuzione caduta materiali dall'alto movimentazione manuale dei carichi
inalazione polveri, fibre, gas, vapori proiezione di schegge vibrazioni
rumore

Prescrizioni
Eseguire i lavori procedendo dall'alto verso il basso al fine di ridurre al minimo il rischio di caduta in zona non protetta da parapetto.
Segregare la zona sottostante al montaggio.
I parapetti provvisori allestiti sulle scale e sui pianerottoli vanno rimossi esclusivamente al momento della posa di quelli definitivi. La
rimozione comunque deve essere graduale e il più possibile limitata.
Per la posa delle ringhiere dei balconi accertarsi della presenza del ponteggio e della sua regolarità alle norme (presenza di
parapetti regolamentari, di sottoponte di sicurezza realizzato allo stesso modo del ponte, condizioni generali di stabilità , verifica
ancoraggi e delle basi).
L'ultimo impalcato dovrà avere un'altezza adeguata ad impedire la caduta dall'alto dei lavoratori.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Le protezioni adottate vanno adeguate allo sviluppo dei lavori.
In tutte le postazioni di lavoro (dislivello superiore a m 0,50) deve sempre essere garantita la protezione verso il vuoto con parapetto
solido o mezzi equivalenti.
Nei lavori sopraelevati con pericolo di caduta nel vuoto, nella impossibilità di allestire parapetti o altre opere provvisionali, utilizzare
cinture di sicurezza con bretelle, cosciali e fune di trattenuta lunga massimo m 1,5 ancorata a punto sicuro.
Gli addetti alla posa della ringhiera del balcone devono lavorare dall'interno.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi dello stato e del funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare. (stato d'usura, protezioni, integrità dei cavi elettrici, prova di
funzionamento con avviamento a uomo presente dell'utensile)

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E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco ingombranti.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Se vengono eseguite opere di saldatura il cavo di massa e quello portaelettrodo devono essere integri e garantire il necessario
isolamento.
Le operazioni di saldatura devono essere eseguite in luogo aerato prendendo tutte le necessarie precauzioni contro l'innesco
dell'incendio
Nel caso di interruzione delle operazioni di saldatura spegnere la macchina agendo sull'interruttore generale.
Le ringhiere devono essere imbracati sull'autocarro, quindi sollevati fino al piano di sbarco del materiale, tramite gru a torre, gru a
braccio dell'autocarro o altro apparecchio di sollevamento dei carichi.
Impartire adeguate istruzioni sui sistemi d'imbracatura da adottare e verificarne l'idoneità.
Impartire istruzioni particolari sulla sequenza delle operazioni da doversi eseguire.
Verificare il sistema d'attacco degli elementi.
Verificare le condizioni dei ganci e dei dispositivi contro lo sganciamento accidentale.
Verificare frequentemente le condizioni della fune di sollevamento e quelle di imbracatura.
Impartire tempestivamente agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione di carichi pesanti e/o ingombranti.
Gli addetti all'imbracartura dei carichi devono avvicinarsi ai carichi, per le operazioni di imbracatura e slegatura delle funi,
esclusivamente quando sono in prossimità del pavimento.
L'area sottostante il sollevamento dei materiali deve essere opportunamente recintata. Se permangono lavoratori o terzi sotto il
percorso del carico, il manovratore dovrà interrompere l'operazione fino al loro allontanamento.
Se nell'area sono presenti addetti a diverse lavorazioni coordinare gli interventi e assicurare spazio e viabilità che consentano i
movimenti e le manovre necessarie alla lavorazione.
Predisporre idonea segnaletica di sicurezza, sia diurna che notturna.
Attenersi al DPCM 1/03/91, relativo ai limiti di emissione di rumore ammessi negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con
riguardo alle attività cosiddette temporanee quali i cantieri. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori è possibile
chiedere deroga al sindaco, dimostrando che tutto è stato fatto per rendere minima l'emissione di rumore.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, guanti, scarpe antinfortunistiche, occhiali o visiera di protezione degli occhi,
respiratore con filtro specifico.

6.6. RASCHIATURA MECCANICA SUPERFICI METALLICHE

Lavorazione:
Raschiatura meccanica superfici metalliche di rivestimento delle facciate dell'edificio, tramite l'utilizzo nelle parti basse di trabattello e
nelle parti alte di autocestello.

Attrezzature adoperate
Trabattello, autocestello, attrezzi d'uso comune manuali ed elettrici

Rischi
ribaltamento del veicolo o del trabattello caduta dall'alto caduta materiali dall'alto
abrasioni, punture, tagli, lacerazioni alle urti, colpi, impatti, compressioni alle mani elettrocuzione
mani
dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni inalazione di polveri, fibre, gas, vapori polveri
allergiche
rumore vibrazioni

Prescrizioni
Prima dell'uso dell'autocestello:
accertare che il peso a pieno carico del mezzo sia inferiore alla portata del piano di appoggio;
verificare che il mezzo sia stato sottoposto a verifica periodica da non oltre un anno dall'Azienda USL competente per
territorio;
utilizzare il mezzo in conformità alle istruzioni fornite dal fabbricante, ed in particolare verificare l'efficienza del mezzo nel
suo insieme; il funzionamento dell'autocestello, rilevando l'assenza di perdite d'olio dall'impianto idraulico e la sua
pressione, l'assenza di segni di rigonfiamento sulla struttura;
stazionare il mezzo su terreno stabile e bloccarlo con il freno a mano;
nel caso di terreno in pendenza (max 8% ca.), posizionare la parte anteriore rivolta verso la salita ed applicare le calzatoie
alle ruote anteriori;
verificare la messa in forza del sistema idraulico controllandone la pressione attraverso l'apposita strumentazione;
stabilizzare il mezzo attenendosi alle istruzioni del fabbricante;
accertarsi che durante mezzo mantenga in ogni conformazione la distanza minima di 5 metri da linee elettriche aeree a
conduttori nudi ovvero adottare una misura di sicurezza alternativa, di concerto con il distributore dell'energia elettrica.
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Prima dell'uso del trabattello


- se il ponte su ruote è utilizzato senza ancoraggio alla costruzione sino ad un'altezza massima di 8 metri, deve essere
certificato dal costruttore che è costruito conformemente alle norme UNI HD 1004, marcato CE ed utilizzato in conformità
alle indicazioni del costruttore stesso;
- il ponte non conforme alle norme UNI HD 1004 deve avere caratteristiche ed essere utilizzato conformemente a quanto
stabilito dall'art. 25 del DPR 547/55, dagli artt. 30 e 52 del DPR 164/56, dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 24/1982
e dal DM 27 marzo 1998;
accertarsi che il trabattello sia a distanza minore di 5 metri da linee elettriche aeree a conduttori nudi ovvero adottare una
misura di sicurezza alternativa, di concerto con il distributore dell'energia elettrica.
Prima dell'utilizzo degli utensili elettrici e manuali
accertarsi che gli utensili elettrici siano a doppio isolamento;
accertarsi che siano collegati con presa a spina di tipo industriale senza adattatore, salvo che per lavori temporanei;
accertarsi che i cavi siano in buono stato di conservazione e che il loro percorso sia tale da non sottoporli a pericolose
azioni meccaniche o costituiscano motivo d'intralcio;
verificare la presenza e la funzionalità delle protezioni;
accertarsi del buon funzionamento delle attrezzature e della loro idoneità all'uso.
Prima dell'esecuzione dei lavori:
segregare l'area sottostante i lavori con barriere amovibili o paletti e nastro di sicurezza ed apporre la segnaletica di divieto
d'accesso, pericolo proiezione schegge, caduta materiali dall'alto, rischio elettrico;
accertare che l'autocestello non possa entrare accidentalmente in collisione con eventuali ostacoli.
Durante l'esecuzione dei lavori:
i lavoratori sul cestello devono adottare per tutta la durata del lavoro dispositivi anticaduta che consentono o una caduta
totalmente prevenuta o una caduta contenuta, con punto di ancoraggio sulla struttura del cestello;
consentire il deposito sul cestello o piano di lavoro del materiale strettamente necessario all'esecuzione immediata dei
lavori senza che ciò possa costituire pericolo d'inciampo e nei limiti del sovraccarico massimo consentito;
ogni spostamento dell'autocestello deve essere effettuato con assistenza da parte di personale a terra e sempre
circoscrivendo l'area di manovra per renderla inaccessibile a terzi;
ogni spostamento del trabattello deve avvenire senza la presenza di personale sul ponte;
accertare che i lavoratori indossino scarpe di sicurezza, guanti, casco e occhiali o visiere protettivi, facciale filtrante.

DPI comuni alle varie attività


In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

6.7. APPLICAZIONE DI SMALTO BICOMPONENTE SU SUPERFICI METALLICHE

Lavorazione:
Applicazione di smalto bicomponente a rullo su superfici metalliche di rivestimento delle facciate dell'edificio, utilizzando nelle parti
basse un trabattello e nelle parti alte un autocestello.

Attrezzature adoperate
Trabattello, autocestello, attrezzi d'uso comune

Rischi
ribaltamento del veicolo o del trabattello caduta dall'alto caduta materiali dall'alto
abrasioni, punture, tagli, lacerazioni alle urti, colpi, impatti, compressioni alle mani elettrocuzione
mani
dermatiti, irritazioni cutanee, reazioni inalazione di polveri, fibre, gas, vapori polveri
allergiche
rumore incendio vibrazioni

Prescrizioni
Prima dell'uso dell'autocestello:
accertare che il peso a pieno carico del mezzo sia inferiore alla portata del piano di appoggio;
verificare che il mezzo sia stato sottoposto a verifica periodica da non oltre un anno dall'Azienda USL competente per
territorio;
utilizzare il mezzo in conformità alle istruzioni fornite dal fabbricante, ed in particolare verificare l'efficienza del mezzo nel
suo insieme; il funzionamento dell'autocestello, rilevando l'assenza di perdite d'olio dall'impianto idraulico e la sua
pressione, l'assenza di segni di rigonfiamento sulla struttura;
stazionare il mezzo su terreno stabile e bloccarlo con il freno a mano;
nel caso di terreno in pendenza (max 8% ca.), posizionare la parte anteriore rivolta verso la salita ed applicare le calzatoie
alle ruote anteriori;
verificare la messa in forza del sistema idraulico controllandone la pressione attraverso l'apposita strumentazione;
stabilizzare il mezzo attenendosi alle istruzioni del fabbricante;
accertarsi che durante mezzo mantenga in ogni conformazione la distanza minima di 5 metri da linee elettriche aeree a
conduttori nudi ovvero adottare una misura di sicurezza alternativa, di concerto con il distributore dell'energia elettrica.

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Prima dell'uso del trabattello


- se il ponte su ruote è utilizzato senza ancoraggio alla costruzione sino ad un'altezza massima di 8 metri, deve essere
certificato dal costruttore che è costruito conformemente alle norme UNI HD 1004, marcato CE ed utilizzato in conformità
alle indicazioni del costruttore stesso;
- il ponte non conforme alle norme UNI HD 1004 deve avere caratteristiche ed essere utilizzato conformemente a quanto
stabilito dall'art. 25 del DPR 547/55, dagli artt. 30 e 52 del DPR 164/56, dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 24/1982
e dal DM 27 marzo 1998;
accertarsi che il trabattello sia a distanza minore di 5 metri da linee elettriche aeree a conduttori nudi ovvero adottare una
misura di sicurezza alternativa, di concerto con il distributore dell'energia elettrica.
Prima dell'utilizzo dello smalto bicomponente:
acquisire scheda tecnica e tossicologica del prodotto ed attenersi alle caute di sicurezza riportate;
depositare il prodotto in luogo aerato, esente da qualsiasi sorgente d'innesco, apporre idonea segnaletica di sicurezza
esterna ed interna (divieti ed estratto norme di miscelazione e comunque d'uso del prodotto);
gli stracci sporchi imbevuti di sostanze infiammabili ed altri rifiuti pericolosi devono essere raccolti in appositi contenitori
antincendio.
Prima dell'esecuzione dei lavori:
segregare l'area sottostante i lavori con barriere amovibili o paletti e nastro di sicurezza ed apporre la segnaletica di divieto
d'accesso, pericolo proiezione schegge, caduta materiali dall'alto, rischio elettrico;
accertare che l'autocestello non possa entrare accidentalmente in collisione con eventuali ostacoli.
Durante l'esecuzione dei lavori:
i lavoratori sul cestello devono adottare per tutta la durata del lavoro dispositivi anticaduta che consentono o una caduta
totalmente prevenuta o una caduta contenuta, con punto di ancoraggio sulla struttura del cestello;
consentire il deposito sul cestello o piano di lavoro del materiale strettamente necessario all'esecuzione immediata dei
lavori senza che ciò possa costituire pericolo d'inciampo e nei limiti del sovraccarico massimo consentito;
ogni spostamento dell'autocestello deve essere effettuato con assistenza da parte di personale a terra e sempre
circoscrivendo l'area di manovra per renderla inaccessibile a terzi;
ogni spostamento del trabattello deve avvenire senza la presenza di personale sul ponte;
evitare in ogni caso il contatto con le mani e soprattutto degli occhi (delle mucose) con il solvente;
in caso di spandimento del prodotto coprine con terra asciutta, sabbia o latri materiali assorbenti non combustibili;
vietare di fumare o di utilizzare fiamme libere;
accertare che i lavoratori indossino scarpe di sicurezza, guanti, casco.

7. OPERE DA LATTONIERE

7.1. RIMOZIONE DI CANALI E DISCENDENTI

Lavorazione:
Rimozione di canali di gronda e converse in rame o altro metallo

Attrezzature adoperate
ponteggi, gru o altro apparecchio di sollevamento materiali, elettrocesoia o elettroroditore per il taglio dei canali, utensili manuali
d'uso comune ed elettrici portatili

Rischi
caduta dall'alto colpi, tagli, punture, abrasioni cesoiamenti, stritolamenti, impatti,
lacerazioni
Investimento schiacciamenti caduta materiali dall'alto
elettrocuzione movimentazione dei carichi inalazione di polveri, fibre, gas, vapori
disturbi alla vista ustioni proiezione di schegge
vibrazioni rumore

Prescrizioni
Accertarsi preventivamente dell'esistenza del ponteggio su tutte le facciate, di altezza adeguata ad impedire la caduta dall'alto dei
lavoratori, dotato di mantovana parasassi sulle zone di passaggio.
Prima di procedere alla esecuzione di lavori sui tetti e coperture varie deve accertarsi della loro resistenza in relazione al peso degli
operai previsti e dei materiali da utilizzare ed eventualmente disporre tavole ripartitrici dei carichi e sottopalchi per la riduzione
dell'altezza di caduta.
Quando non è possibile realizzare idonei impalcati, che raggiungano un'altezza adeguata ad impedire la caduta dall'alto dei
lavoratori, gli operai devono adottare idonea cintura di sicurezza con fune di trattenuta tale da limitare la caduta a non oltre m. 1,50.
Disporre una protezione intorno ai lucernari o coprirli con tavole di idoneo spessore e se ciò non è possibile è necessario allestire un
sottopalco di sicurezza in modo da ridurre l'altezza di caduta e proteggere la zona sottostante.
Non ingombrare i posti di lavoro sui ponteggi.
I lavori sul tetto devono essere sospesi quando le condizioni atmosferiche sono avverse e, in ogni caso, quando la velocità del vento
supera i 60 Km/h.
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria120
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Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Mettere a disposizione dei lavoratori utensili adeguati al lavoro da svolgere ed idonei ai fini della sicurezza e salute.
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco ingombranti.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali.
Usare l'apparecchio di sollevamento in modo regolamentare.
L'allontanamento dei materiali deve essere curato al fine di evitare pericolosi accatastamenti su strutture interne. Questo verrà
effettuato mediante il carico dello stesso su appositi cassoni, calati a terra dalla gru o altri mezzi di sollevamento, vietando
categoricamente di gettare materiali dall'alto.
L'uso della gru dovrà avvenire manovrandola da posizione sicura, avvisando preventivamente la manovra con segnalatore acustico,
attenendosi alla tabella dei carichi riportata sul traliccio della gru e sullo sbraccio, eseguendo le manovre con gradualità, evitando
categoricamente il passaggio dei carichi sopra le aree di lavoro o all'esterno del cantiere, evitando i tiri obliqui. L'imbracatore dovrà
conoscere preventivamente il carico da sollevare in modo da predisporre imbracature (funi o catene) idonee, dovrà allontanarsi dal
carico durante il tiro e seguirlo, eventualmente, a distanza di sicurezza fino al suo arrivo.
I materiali rimossi potranno essere accatastati temporaneamente nell'area di cantiere specificatamente destinata allo scopo e
successivamente caricati nell'autocarro ed allontanati.
La movimentazione manuale di carichi pesanti (>30 Kg) o ingombranti deve avvenire con l'intervento di più persone al fine di ridurre
il peso dei carichi e il relativo sforzo richiesto per il sollevamento e trasporto.
Osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
Predisporre idonea segnaletica di sicurezza, sia diurna che notturna.
Attenersi al DPCM 1/03/91, relativo ai limiti di emissione di rumore ammessi negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con
riguardo alle attività cosiddette temporanee quali i cantieri. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori è possibile
chiedere deroga al sindaco, dimostrando che tutto è stato fatto per rendere minima l'emissione di rumore.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza con suola imperforabile e suola antiscivolo, guanti, maschere
antipolvere, cinture di sicurezza complete di bretelle e cosciali.

7.2. SOSTITUZIONE DI CONVERSE, CANALI E SCOSSALINE METALLICI

I
Lavorazione:
sostituzione di converse, canale di gronda, scossaline in rame o altro metallo.

Attrezzature adoperate
ponteggi, gru o altro apparecchio di sollevamento materiali, elettrosaldatore, stagno, elettrocesoia o elettroroditore per il taglio dei
canali, utensili d'uso comune

Rischi

caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto impatti, lacerazioni


colpi, tagli, punture, abrasioni proiezione di schegge freddo
movimentazione manuale dei carichi Scivolamenti- cadute a livello rumore
vibrazioni Calore, fiamme, incendi

Prescrizioni
Prima di procedere alla esecuzione di lavori sui tetti e coperture varie deve accertarsi della loro resistenza in relazione al peso degli
operai previsti e dei materiali da utilizzare ed eventualmente disporre tavole ripartitrici dei carichi e sottopalchi per la riduzione
dell'altezza di caduta.
Accertarsi che il ponteggio sia provvisto al piano di lavoro di regolare ponte di servizio e sottoponte di sicurezza.
Accertarsi dell'esistenza di regolare sistema di accesso al luogo di lavoro.
Individuare preventivamente i punti di ancoraggio della lattoneria di supporto e del metodo relativo, in relazione alla natura del
materiale (rame, acciaio, PVC) e dei carichi da sopportare.
Eseguire i lavori sempre in posizione stabile e protetta contro la caduta dall'alto.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Adoperare elettroutensili a bassissima tensione di sicurezza (a pile o alimentati da trasformatore di sicurezza).
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento elettrico di terra, di utensili elettrici portatili con doppio isolamento certificati tali da
istituto di prova riconosciuto dallo Stato (DM 20.11.68 art.2).
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria121
Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale
C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Usare l'apparecchio di sollevamento in modo regolamentare.
Utilizzare funi in regolare stato di conservazioni (annotazione trimestrale sul libretto dell'apparecchio) e ganci con sistema di chiusura
a norma.
Non ingombrare i posti di lavoro sui ponteggi.
È vietato depositare materiali sugli impalcati, salvo quantità minime e temporanee (consultare il libretto del ponteggio sui carichi
ammessi).
Il datore di lavoro deve informare i lavoratori sulle corrette modalità di esecuzione della movimentazione manuale dei carichi. Se i
pesi da movimentare superano i 30 Kg o sono ingombranti, bisogna attuare misure tecniche e/o procedure di lavoro tali da evitare
sforzi pericolosi da parte dei lavoratori.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori dovranno utilizzare guanti protettivi, scarpe antinfortunistiche, casco, occhiali di forma avvolgente durante
l'utilizzo degli elettroutensili.

7.3. POSA IN OPERA DI PLUVIALI METALLICI O PLASTICI

MONTAGGIO PLUVIALI METALLICI


Lavorazione:
Posa in opera di pluviali metallici o PVC.

Attrezzature adoperate
ponteggi, gru o altro apparecchio di sollevamento materiali, seghetto, utensili d'uso comune

Rischi

caduta dall'alto caduta di materiale dall'alto impatti, lacerazioni


colpi, tagli, punture, abrasioni proiezione di schegge freddo
movimentazione manuale dei carichi Scivolamenti- cadute a livello rumore
vibrazioni Calore, fiamme, incendi

Prescrizioni
Prima di procedere alla esecuzione di lavori sui tetti e coperture varie deve accertarsi della loro resistenza in relazione al peso degli
operai previsti e dei materiali da utilizzare ed eventualmente disporre tavole ripartitrici dei carichi e sottopalchi per la riduzione
dell'altezza di caduta.
Accertarsi che il ponteggio sia provvisto al piano di lavoro di regolare ponte di servizio e sottoponte di sicurezza.
Accertarsi dell'esistenza di regolare sistema di accesso al luogo di lavoro.
Individuare preventivamente i punti di ancoraggio della lattoneria di supporto e del metodo relativo, in relazione alla natura del
materiale (rame, acciaio, PVC) e dei carichi da sopportare.
Eseguire i lavori sempre in posizione stabile e protetta contro la caduta dall'alto.
È vietato adottare scale, ponti su ruote o su cavalletti sui ponti di ponteggio. Eventualmente predisporre le mezzepontate (impalcati
intermedi).
Interdire la zona sottostante i lavori e proteggere i passaggi obbligatori.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Adoperare elettroutensili a bassissima tensione di sicurezza (a pile o alimentati da trasformatore di sicurezza).
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento elettrico di terra, di utensili elettrici portatili con doppio isolamento certificati tali da
istituto di prova riconosciuto dallo Stato (DM 20.11.68 art.2).
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Usare l'apparecchio di sollevamento in modo regolamentare.
Utilizzare funi in regolare stato di conservazioni (annotazione trimestrale sul libretto dell'apparecchio) e ganci con sistema di chiusura
a norma.
Non ingombrare i posti di lavoro sui ponteggi.
È vietato depositare materiali sugli impalcati, salvo quantità minime e temporanee (consultare il libretto del ponteggio sui carichi
ammessi).
Il datore di lavoro deve informare i lavoratori sulle corrette modalità di esecuzione della movimentazione manuale dei carichi. Se i
pesi da movimentare superano i 30 Kg o sono ingombranti, bisogna attuare misure tecniche e/o procedure di lavoro tali da evitare
sforzi pericolosi da parte dei lavoratori.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria122


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In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori dovranno utilizzare guanti protettivi, scarpe antinfortunistiche, casco, occhiali di forma avvolgente durante
l'utilizzo degli elettroutensili.

8. IMPIANTI GAS

8.1. RIMOZIONE DI IMPIANTI

Lavorazione:
Rimozione di impianti elettrici

Attrezzature adoperate
mazza e punta, fiamma ossiacetilenica, flex, utensili d'uso comune

Rischi
caduta dall'alto ed a livello colpi, tagli, punture, abrasioni cesoiamenti, stritolamenti, impatti,
lacerazioni
caduta materiali dall'alto elettrocuzione movimentazione dei carichi
inalazione di polveri, fibre, gas, vapori disturbi alla vista proiezione di schegge
vibrazioni rumore

Prescrizioni
E' vietato eseguire lavori su elementi in tensione e nelle loro immediate vicinanze quando la tensione supera i 25 volts verso terra se
alternata.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi.
Accertarsi che le parti da rimuovere non contengano amianto - serbatoi in cemento amianto, guaine per l'isolamento delle tubazioni
in amianto, ecc. - ed eventualmente procedere preventivamente alla loro eliminazione in conformità a quanto disposto dai decreti del
Ministero della sanità del 6.09.94 e del 14.05.1996.
E' vietato il taglio a cannello od elettricamente su recipienti o tubi chiusi, su recipienti o tubi aperti che contengano materie che
possono dar luogo ad esplosione, in locali, recipienti o fosse non sufficientemente ventilati; il taglio può comunque essere consentito
sotto la diretta sorveglianza e su disposizioni di un esperto.
Effettuare i tagli o le saldature con fiamma ossiacetilenica rispettando le misure di sicurezza.
Se il lavoro è svolto ad altezza superiore a metri 2,0 utilizzare trabattelli regolamentari (montate per l'altezza massima prevista dal
fabbricante senza l'aggiunta di sovrastrutture, con ruote bloccate, con ponte di servizio dotato di parapetto regolamentare con tavola
fermapiede su ogni lato) o ponti su cavalletti regolamentari (tavolato di larghezza non inferiore a 90 cm e di altezza non superiore a 2
metri, costituito da tavoloni lunghi 4 metri e poggianti, ben accostati e fissati su tre cavalletti, con parte a sbalzo non eccedente i 20
cm), oppure scale doppie conformi alle norme.
Non spostare il trabattello con persone o materiale su di esso. Non spostare il trabattello su superfici non solide e non regolari.
Prima d'iniziare qualsiasi lavoro, il dirigente di cantiere e i preposti devono sempre accertarsi del buon funzionamento delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di sicurezza d'adoperare.
Utilizzare con cautela il martello elettrico al fine di non arrecare danni a murature e impianti sottostanti.
E' consentito l'uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature elettriche mobili purché dotati di
doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto.
Le attrezzature da utilizzare dovranno essere leggere e poco ingombranti.
Verificare l'integrità dei cavi dell'alimentazione elettrica, predisporre le linee in modo da non poter essere danneggiati
meccanicamente durante l'esecuzione dei lavori, utilizzare prolunghe a norma e collegarli correttamente al quadro di cantiere
protetto da interruttore magnetotermico.
Curare che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente.
L'allontanamento dei materiali dovrà avvenire mediante il calo a terra o con l'argano a bandiera o con altro mezzo di sollevamento su
appositi cassoni, e successivo trasporto con autocarro.
Utilizzare allo scopo idonei sistemi di imbracatura costituiti da funi e gancio regolamentari.
L'imbracatore dovrà conoscere preventivamente il carico da sollevare in modo da predisporre imbracature (funi o catene) idonee,
dovrà allontanarsi dal carico durante il tiro e seguirlo, eventualmente, a distanza di sicurezza fino al suo arrivo. Durante il calo
l'operatore dell'apparecchio di sollevamento non deve passare con i carichi sospesi sopra le persone o aree di lavoro. Deve
segnalare preventivamente ogni operazione di movimentazione verticale dei carichi, in modo da consentire l'allontanamento delle
persone. L'area sottostante il calo dei materiali deve essere opportunamente recintata.
Ogni qualvolta il carico è superiore a 30 Kg, devono essere messe a disposizione dei lavoratori addetti alla movimentazione
manuale dei carichi idonee attrezzature o devono esser adoperate opportune procedure (pesi trasportati da più operai).
Disporre in prossimità dei lavori idonei mezzi estinguenti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza con suola imperforabile, guanti, maschere antipolvere,
occhiali o visiera di protezione.

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8.2. RETE GAS NEGLI ALLOGGI

Lavorazione:
Riparazione/rifacimento o modifica di tratto tubazione gas, con tubazioni metalliche.

Attrezzature adoperate
attrezzatura manuale d'uso comune
perforatore elettrico, scanalatrice elettrica
tubazioni, curve, raccordi, saldatrici ossiacetileniche, cannello a gas
pompe e manometri
isolante

Rischi
caduta dall'alto caduta materiali dall'alto contatto con le attrezzature
elettrocuzione proiezione di schegge allergeni (cemento)
movimentazione manuale dei carichi inalazioni di fumi inalazione fibre (isolanti)
incendio rumore vibrazioni

Prescrizioni
Operazioni preliminari
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
Accertarsi preventivamente che le attrezzature manuali siano idonee al lavoro, funzionanti e in buono stato di conservazione.
Posa in opera di tubazioni
Effettuate le verifiche similmente all'attività precedente, gli operatori predispongono la tubazione da utilizzare tagliandola con il
seghetto per metalli nelle dimensioni previste; qualora necessario verranno predisposte le saldature fra i vari elementi e le curve di
raccordo.
Conservare le bombole lontane da fonti di calore e vincolate in posizione verticale.
L'apparecchiatura per la saldatura deve essere adoperata in ambiente ventilato e da personale formato.
Predisporre un estintore nelle vicinanze del lavoro di saldatura o taglio con fiamma ossiacetilenica.
Durante l'uso della fiamma ossiacetilenica utilizzare occhiali o visiere.
Le tubazioni verranno bloccate per punti con malta di cemento o se in esecuzione a vista con collari fissati con tasselli ad
espansione.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
L'operatore a terra dovrà sempre portare l'elmetto.
Durante la fase di isolamento delle tubazioni con materiali a base di fibre di vetro o di roccia adoperare idoneo facciale filtrante.
Prove di tenuta
Dopo aver tappato le estremità utilizzando tappi con elementi a serrare e guarnizioni o con la saldatura dei lembi, l'impianto viene
messo in pressione con la pompa e ne viene misurata la pressione d'esercizio per tempi predefiniti.

DPI comuni alle varie attività


In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

8.3. SOSTITUZIONE BOYLER- CALDAIA

Lavorazione:
Smontaggio vecchio boyler/caldaia e rimontaggio boyler/caldaia ed accessori vari.

Attrezzature adoperate
Macchine, materiali e attrezzature adoperate:
attrezzatura manuale d'uso comune
tubazioni, curve, raccordi
isolante

Rischi
allergeni contatto con le attrezzature elettrocuzione
movimentazione manuale dei carichi inalazioni di fumi inalazione fibre (isolanti)
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incendio punture, tagli, abrasioni, ferite rumore


proiezione di schegge

Prescrizioni
Operazioni preliminari
Accertarsi preventivamente che:
- le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0.50 siano munite di normale parapetto e
tavole fermapiede oppure convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone;
- le aperture lasciate nei solai siano circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure siano coperte con tavolato
solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.
Le scale portatili possono essere utilizzati come posto di lavoro per attività svolte ad un'altezza da terra fino a 2 metri.
Per altezze superiori a 2 metri, le scale portatili possono essere utilizzate come posto di lavoro solo per attività di breve durata e con
rischio di livello limitato.
Negli altri casi si predisporranno le necessarie opere provvisionali (trabattelli) per i lavori in elevato.
I trabattelli dovranno essere conformi alla norma UNI HD 1004.
È vietato spostare il trabattello con persone o materiale su di esso.
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima
tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
Accertarsi preventivamente che le attrezzature manuali siano idonee al lavoro, funzionanti e in buono stato di conservazione.
Montaggio accessori vari
Utilizzare attrezzature atte ad agevolare la movimentazione manuale dei carichi e fornire le opportune informazioni necessarie ad
eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
Se si utilizza la saldatrice elettrica o ossiacetilenica, accertarsi preventivamente che l'ambiente sia ventilato, che non ci siano
materiali infiammabili nelle immediate vicinanze, verificare le condiziono delle tubazioni e della valvola contro il ritorno di fiamma,
predisporre un estintore nelle vicinanze del luogo di esecuzione dei lavori.
Durante il lavoro indossare guanti e scarpe antinfortunistiche.
Durante l'uso della saldatrice adoperare inoltre occhiali e schermi protettivi.

8.4. REALIZZAZIONE FORI CON CAROTATRICE

Lavorazione:
Realizzazione di fori con carotatrice, a distruzione del nucleo, su pavimenti, pareti, soffitti o altri elementi strutturali di laterizio o calcestruzzo
o altro assimilabile, con estrazione finale del materiale di risulta.
La fase lavorativa, eseguita con mezzo meccanico in sostituzione della stessa fase manuale, si applica per realizzare fori di passaggio
condotte, cavi, elementi strutturali di rinforzo (catene, tiranti ecc.).
La fresa diamantata può essere azionata da motore elettrico o motore oleodinamico o motore ad aria compressa.
La fase consiste nel posizionare l'apparato di fresatura sulla postazione di lavoro, ancorarlo al pavimento o al ponteggio, opportunamente
rinforzato e controventato, procedere al taglio della muratura con costante spruzzatura d'acqua sulla fresa ed estrazione finale della “carota”
di risulta.

Attrezzature adoperate
Attrezzi manuali.
Impalcati.
Carotatrice o fresa diamantata.

Rischi

Schiacciamento della mano, abrasione,


Schizzi d'acqua sugli occhi e sulla persona. Schizzi d'acqua sul motore elettrico.
tagli.
elettrocuzione
Sollevamento o movimentazione manuale
di pesante apparato.

Prescrizioni
Usare D.P.I.: elmetto, occhiali protettivi, scarpe di sicurezza, otoprotettori, tuta di lavoro, guanti.
Ancorare la macchina a terra per impedire spostamenti durante la fresatura.
Verificare periodicamente la tenuta stagna della scocca del motore elettrico, soprattutto prima di eseguire fori inclinati sopra la linea
dell'orizzonte, visto il riflusso dell'acqua di raffreddamento della fresa.
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Non sollevare o movimentare carichi superiori a 30 Kg./persona.


Verificare, prima dell'inizio d'ogni fase lavorativa, lo stato d'isolamento dei cavi elettrici d'alimentazione dell'apparato.
La linea elettrica d'alimentazione, deve essere aerea, onde evitare rischi di contatto con l'acqua utilizzata per la fase lavorativa.
Verificare periodicamente la scorrevolezza della cremagliera posta sul carrello di scorrimento della fresa.
Durante la fase di rotazione e penetrazione della fresa nella struttura, spruzzare acqua per favorire il raffreddamento dell'utensile raschiante.
Quando la fresa è applicata a trapano elettrico, mancando una struttura di sostegno dell'apparato, oltre a quanto sopra detto occorre
prestare la massima attenzione durante la fase di rotazione dell'attrezzo, in quanto può dare violenti contraccolpi all'operatore.
La postazione di lavoro, se sollevata da terra, deve essere opportunamente segnalata e protetta nel suo perimetro, delimitata alla base con
barriera tale da impedire la permanenza ed il transito sotto la macchina operatrice.

NOTE OPERATIVE
Il personale deve essere specificatamente informato e formato sull'utilizzo dell'attrezzatura.

8.5. REALIZZAZIONE FORI CON CAROTATRICE DA PIATTAFORMA ELEVATRICE

Lavorazione:
Uso della PLE per arrivare alla quota richiesta, previa interdizione dell’area nella porzione a terra. Vedi scheda attrezzatura n. 8 all’allegato
C

Realizzazione di fori con carotatrice, a distruzione del nucleo, su pavimenti, pareti, soffitti o altri elementi strutturali di laterizio o calcestruzzo
o altro assimilabile, con estrazione finale del materiale di risulta.
La fase lavorativa, eseguita con mezzo meccanico in sostituzione della stessa fase manuale, si applica per realizzare fori di passaggio
condotte, cavi, elementi strutturali di rinforzo (catene, tiranti ecc.).
La fresa diamantata può essere azionata da motore elettrico o motore oleodinamico o motore ad aria compressa.
La fase consiste nel posizionare l'apparato di fresatura sulla postazione di lavoro, ancorarlo al pavimento o al ponteggio, opportunamente
rinforzato e controventato, procedere al taglio della muratura con costante spruzzatura d'acqua sulla fresa ed estrazione finale della “carota”
di risulta.

Attrezzature adoperate
Attrezzi manuali.
Impalcati.
Carotatrice o fresa diamantata.

Rischi

Schiacciamento della mano, abrasione,


Schizzi d'acqua sugli occhi e sulla persona. Schizzi d'acqua sul motore elettrico.
tagli.
elettrocuzione
Sollevamento o movimentazione manuale Caduta dall’alto
di pesante apparato.

Prescrizioni
Stabilizzazione della PLE – interdizione dell’area sottostante attraverso installazione di opportuna recinzione ; Usare D.P.I.: elmetto, occhiali
protettivi, scarpe di sicurezza, otoprotettori, tuta di lavoro, guanti.
Ancorare la macchina a terra per impedire spostamenti durante la fresatura.
Verificare periodicamente la tenuta stagna della scocca del motore elettrico, soprattutto prima di eseguire fori inclinati sopra la linea
dell'orizzonte, visto il riflusso dell'acqua di raffreddamento della fresa.
Non sollevare o movimentare carichi superiori a 30 Kg./persona.
Verificare, prima dell'inizio d'ogni fase lavorativa, lo stato d'isolamento dei cavi elettrici d'alimentazione dell'apparato.
La linea elettrica d'alimentazione, deve essere aerea, onde evitare rischi di contatto con l'acqua utilizzata per la fase lavorativa.
Verificare periodicamente la scorrevolezza della cremagliera posta sul carrello di scorrimento della fresa.
Durante la fase di rotazione e penetrazione della fresa nella struttura, spruzzare acqua per favorire il raffreddamento dell'utensile raschiante.
Quando la fresa è applicata a trapano elettrico, mancando una struttura di sostegno dell'apparato, oltre a quanto sopra detto occorre
prestare la massima attenzione durante la fase di rotazione dell'attrezzo, in quanto può dare violenti contraccolpi all'operatore.
La postazione di lavoro, se sollevata da terra, deve essere opportunamente segnalata e protetta nel suo perimetro, delimitata alla base con
barriera tale da impedire la permanenza ed il transito sotto la macchina operatrice.

NOTE OPERATIVE
Il personale deve essere specificatamente informato e formato sull'utilizzo dell'attrezzatura.

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8.6. AERAZIONE CUCINE

Lavorazione:
Montaggio elettroaspiratori

Attrezzature adoperate
attrezzatura manuale d'uso comune
utensili elettrici manuali (trapano, avvitatore..)
scala a mano

Rischi
caduta dall'alto caduta materiali dall'alto contatto con le attrezzature
elettrocuzione proiezione di schegge allergeni (cemento)
rumore inalazioni di fumi incendio
vibrazioni

Prescrizioni
Operazioni preliminari
Accertarsi preventivamente che:
- le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0.50 siano munite di
normale parapetto e tavole fermapiede oppure convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di
persone;
- le aperture lasciate nei solai siano circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure siano coperte
con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.
• Le scale portatili possono essere utilizzati come posto di lavoro per attività svolte ad un'altezza da terra fino
a 2 metri.
• Per altezze superiori a 2 metri, le scale portatili possono essere utilizzate come posto di lavoro solo per
attività di breve durata e con rischio di livello limitato.
• Negli altri casi si predisporranno le necessarie opere provvisionali (trabattelli) per i lavori in elevato.
• I trabattelli dovranno essere conformi alla norma UNI HD 1004.
• È vietato spostare il trabattello con persone o materiale su di esso.
• Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
• Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a
bassissima tensione di sicurezza (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
• L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili
alimentate a bassissima tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
• Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
• Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
• Accertarsi preventivamente che le attrezzature manuali siano idonee al lavoro, funzionanti e in buono stato
di conservazione.

DPI comuni alle varie attività


In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i
riferimenti normativi:

RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE RIF.NORMATIVO

Casco Protettivo Dispositivo utile a proteggere il Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII -


lavoratore dal rischio di offesa al capo punti 3, 4 n.1 del D.lgs. n.81/08
Urti, colpi, impatti e come modificato dal D.lgs n.106/09
per caduta di materiale dall'alto o
compressioni UNI EN 397(2001)
comunque per contatti con elementi
pericolosi Elmetti di protezione

Tuta di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -


Da utilizzare nei luoghi di lavoro
punti 3, 4 n.7 del D.lgs. n.81/08
caratterizzati dalla presenza di materiali
Polveri e detriti durante le come modificato dal D.lgs n.106/09
e/o attrezzi che possono causare
lavorazioni UNI EN 340(2004)
fenomeni di abrasione /taglio/
Indumenti di protezione. Requisiti
perforazione
generali
Lesioni per caduta di Puntale rinforzato in acciaio contro Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -
materiali movimentati e/o per Scarpe antinfortunistiche schiacciamento/ punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08
presenza di chiodi, ferri, ecc. abrasioni/perforazione/ come modificato dal D.lgs n.106/09
ATC Projet.to srl Società di Ingegneria127
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ferite degli arti inferiori e suola UNI EN ISO 20344 (2008) Dispositivi
antiscivolo e per salvaguardare la di protezione individuale – Metodi di
caviglia da distorsioni prova per calzature

Guanti in crosta Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII -


Da utilizzare nei luoghi di lavoro
punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08
caratterizzati dalla presenza di materiali
Probabilità di punture, tagli come modificato dal D.lgs n.106/09
e/o attrezzi che possono causare
ed abrasioni UNI EN 388 (2004)
fenomeni di abrasione/taglio/
Guanti di protezione contro rischi
perforazione delle mani
meccanici
Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII-
Mascherina antipolvere Mascherina per la protezione di polveri punto 3, 4 n.4 del D.lgs. n.81/08
FFP2 a media tossicità, fibre e aerosol a base come modificato dal D.lgs n.106/09
acquosa di materiale particellare >= UNI EN 149 (2003)
Inalazione di polveri e fibre 0,02 micron. Apparecchi di protezione delle vie
respiratorie - Semimaschera filtrante
contro particelle Requisiti, prove,
marcatura.

Occhiali di protezione Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII-


Con lente unica panoramica in punto 3, 4 n.2 del D.lgs. n.81/08
Proiezione di materiali e policarbonato trattati anti-graffio, con come modificato dal D.lgs n.106/09
schegge protezione laterale UNI EN 166 (2004)
Protezione personale degli occhi -
Specifiche.

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria128


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8.1. COMPLETAMENTO IMPIANTO ELETTRICO INTERNO

Lavorazione:
Completamento impianto elettrico interno agli edifici.
Attività contemplate:
- montaggio placche, coperchi, simili;
- montaggio corpi illuminanti.

Attrezzature adoperate
attrezzatura manuale d'uso comune (cacciaviti, forbici, tronchesi, spellacavi), avvitatore elettrico, perforatore elettrico, ganci, tasselli
ad espansione, bulloni e viti varie, fune di servizio, ponte metallico su ruote, ponte metallico su cavalletti, scala a mano

Rischi
caduta dall'alto caduta materiali dall'alto contatto con le attrezzature
elettrocuzione proiezione di schegge allergeni (cemento)
movimentazione manuale dei carichi rumore vibrazioni

Prescrizioni
Operazioni preliminari
Il lavoro s'intende eseguito “fuori tensione” (in assenza di rete elettrica).
Accertarsi preventivamente dell'assenza di servizi a rete incassati lungo il tracciato da eseguire.
Le scale portatili possono essere utilizzati come posto di lavoro per attività svolte ad un'altezza da terra fino a 2 metri.
Per altezze superiori a 2 metri, le scale portatili possono essere utilizzate come posto di lavoro solo per attività di breve durata e con
rischio di livello limitato.
Negli altri casi si predisporranno le necessarie opere provvisionali (trabattelli) per i lavori in elevato.
I trabattelli dovranno essere conformi alla norma UNI HD 1004.
È vietato spostare il trabattello con persone o materiale su di esso.
Gli operatori predispongono le opere provvisionali (trabattelli e ponti su ruote) per i lavori in elevato, le attrezzature e i materiali.
Preventivamente verificano l'idoneità all'uso specifico e la conformità alle norme delle opere provvisionali.
Accertarsi preventivamente che:
- le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0.50 siano munite di normale parapetto e
tavole fermapiede oppure convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone;
- le aperture lasciate nei solai siano circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure siano coperte con tavolato
solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio.
Gli utensili elettrici portatili devono essere a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra.
Gli utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
L'illuminazione provvisoria per eseguire i lavori può essere ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima
tensione (=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
In presenza di tensione elettrica devono essere utilizzati utensili con impugnatura isolata.
Accertarsi preventivamente che le attrezzature manuali siano idonee al lavoro, funzionanti e in buono stato di conservazione.
Dal punto di vista operativo è necessario controllare, prima di effettuare i vari lavori, che si operi in assenza di rete, provvedendo alla
misura con apposito strumento di tensione.
I lavoratori durante il lavoro devono indossare scarpe antinfortunistiche, guanti dielettrici, casco nei casi in cui vi sia rischio di caduta
di materiali dall'alto, occhiali nelle lavorazioni con proiezione di schegge.
In presenza di tensione elettrica devono essere utilizzati utensili con impugnatura isolata.
DPI comuni alle varie attività
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere forniti ed utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.

9. SMOBILIZZO DEL CANTIERE

9.1. DISINSTALLAZIIONE DI MACCHINE VARIE DI CANTIERE

Lavorazione:
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Disinstallazione e allontanamento di macchine varie di cantiere (tipo betoniera, impastatrice, molazza, piegaferri/tranciatrice, sega
circolare, …).

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, autogrù semovente, attrezzi d'uso comune

Rischi
investimento ribaltamento urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni caduta di materiale dall'alto elettrocuzione
movimentazione manuale dei carichi rumore vibrazioni

Prescrizioni
Disattivare preventivamente l'alimentazione elettrica.
Assistere a terra i mezzi in manovra.
L'operatore dell'autogrù o dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non via siano ostacoli nel raggio d'azione della gru.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Durante le fasi di carico vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Controllare la portata dei mezzi per non sovraccaricarli.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
Realizzare un solido impalcato di protezione, di altezza non superiore a 3,00 m da terra, sopra il posto di lavoro dell'addetto alla
centrale di betonaggio.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.

9.2. SMONTAGGIO DI BARACCHE DI CANTIERE

Lavorazione:
smontaggio ed allontanamento di baracche da assemblare in cantiere o monoblocco.

Attrezzature adoperate
autocarro con o senza braccio idraulico, autogrù semovente, attrezzi d'uso comune, scale a mano o doppie, trabattelli

Rischi
investimento ribaltamento urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni caduta di materiale dall'alto caduta dall'alto
elettrocuzione movimentazione manuale dei carichi rumore
vibrazioni

Prescrizioni
Disattivare preventivamente l'alimentazione degli impianti.
Assistere a terra i mezzi in manovra.
Tenersi a distanza di sicurezza dal mezzo in movimento e dal suo campo d'azione.
L'operatore dell'autogrù o dell'autocarro con braccio gru deve avere piena visione della zona.
Assicurarsi che non via siano ostacoli nel raggio d'azione della gru.
Assicurarsi della stabilità del terreno, evitando di posizionare il mezzo su terreni non compatti o con pendenze laterali.
Posizionare gli stabilizzatori in modo da scaricare le balestre ma senza sollevare il mezzo.
Prendere visione del diagramma portata/braccio dell'autogrù e rispettarlo.
Utilizzare idonei sistemi di imbracatura dei carichi (in relazione al peso, alla natura e alle caratteristiche del carico), verificarne
preventivamente l'integrità delle funi, catene, dei ganci e la loro portata, in relazione a quella del carico, nonché il sistema di chiusura
dell'imbocco del gancio.
Sollevare il carico di pochi centimetri per verificare se il carico è in equilibrio ed il mezzo è stabilizzato.
Non effettuare tiri inclinati.
Evitare categoricamente il passaggio dei carichi sopra i lavoratori durante il sollevamento e il trasporto dei carichi.
Segnalare l'operatività con il girofaro.
Durante le fasi di carico vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Controllare la portata dei mezzi per non sovraccaricarli.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
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C1608002 PSC- Schede Tecniche Allegate

In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza, guanti.

ATC Projet.to srl Società di Ingegneria131


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9.3. SMANTELLAMENTO IMPIANTI DI CANTIERE

Lavorazione:
Smantellamento impianti elettrico e di terra, parafulmini, idrico e fognario di cantiere e allontanamento dei vari elementi.

Attrezzature adoperate
attrezzi d'uso comune (mazza, piccone, martello, pinze, cacciavite), utensili elettrici portatili (trapano), scale a mano o doppie, tra
battelli, escavatore

Rischi
contatti con gli attrezzi contatto con le macchine operatrici investimento
ribaltamento vibrazioni caduta dall'alto
polveri schizzi e allergeni rumore
vibrazioni

Prescrizioni
Il lavoro deve essere eseguito “fuori tensione”, ovvero sezionando a monte l'impianto elettrico, chiudendo a chiave il sezionatore
aperto e verificando l'assenza di tensione.
Operare all'interno del cantiere (zona già delimitata); se il lavoro interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale,
predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Gli impianti definitivi devono essere identificati e chiaramente segnalati per evitare danni e pericoli.
Porre particolare attenzione alle linee interrate.
Utilizzare:
- utensili elettrici portatili a doppio isolamento e non collegati all'impianto di terra;
- utensili elettrici portatili e mobili utilizzati in luoghi conduttori ristretti alimentati a bassissima tensione di sicurezza (=50V forniti
mediante trasformatore di sicurezza);
- illuminazione provvisoria per eseguire i lavori ottenuta utilizzando lampade elettriche portatili alimentate a bassissima tensione
(=50V forniti mediante trasformatore di sicurezza).
Verificare preventivamente lo stato di usura degli utensili e la loro rispondenza all'uso che andrà fatto.
Verificare, in particolare, l'attacco tra il manico di legno e gli elementi metallici.
In presenza di tensione elettrica devono essere utilizzati utensili con impugnatura isolata.
Nei lavori a quota superiore a due metri utilizzare trabattelli a norma, secondo le istruzioni del costruttore.
Usare scale a mano o doppie regolamentari per altezze inferiori a due metri (fornire scale semplici con pioli incastrati o saldati ai
montanti e con le estremità antisdrucciolevoli; le scale doppie non devono superare i 5 metri di altezza; verificare l'efficienza del
dispositivo che limita l'apertura della scala).
Verificare prima dell'uso le condizioni generali dell'utensile e l'efficienza del dispositivo di comando a uomo presente.
Durante le fasi di carico vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Controllare la portata dei mezzi per non sovraccaricarli.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
Fornire idonei dispositivi di protezione individuale (guanti dielettrici e guanti protettivi in genere, calzature di sicurezza, casco), con
relative istruzioni all'uso.
A tutti coloro che devono operare in prossimità di zone di transito veicolare vanno forniti gli indumenti fluorescenti e rifrangenti aventi
le caratteristiche previste dal decreto del 9 giugno 1995.

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9.4. SMONTAGGIO DI OPERE PROVVISIONALI METALLICHE

Lavorazione:
Smontaggio ed allontanamento dei vari elementi di opere provvisionali metalliche (ponteggi metallici fissi e simili).

Attrezzature adoperate
autocarro con braccio gru, argano a mano, attrezzi manuali d'uso comune (martello, pinze, tenaglie, chiavi di serraggio)

Rischi
investimento caduta dall'alto scivolamenti, cadute a livello
caduta di materiali dall'alto movimentazione manuale dei carichi urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni rumore vibrazioni

Prescrizioni
Delimitare l'area di lavoro con nastro di segnalazione.
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Vietare l'accesso alle persone non addette ai lavori.
La fase di smontaggio deve essere effettuata da personale pratico, in buone condizioni fisiche e sotto il controllo diretto di un
preposto.
Durante lo smontaggio i pontisti e gli aiutanti devono utilizzare la cintura di sicurezza ancorata ad una fune tesa tra due montanti.
È vietato salire e/o scendere lungo i montanti o gettare dall'alto elementi di ponteggio.
È vietato depositare materiale (di ponteggio) in quantità eccessive.
La chiave per il serraggio dei bulloni deve essere assicurata alla cintola con un moschettone di sicurezza.
Durante le fasi di carico vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Controllare la portata dei mezzi per non sovraccaricarli.
Movimentare il materiale con cautela in modo non generare oscillazioni pericolose.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare casco, scarpe di sicurezza antisdrucciolevoli, guanti, cintura di sicurezza.

9.5. SMANTELLAMENTO RECINZIONE E PULIZIA FINALE

Lavorazione:
Rimozione ed allontanamento degli elementi di recinzione provvisoria di cantiere, ritiro segnaletica e pulizia finale.

Attrezzature adoperate
autocarro, attrezzi d'uso comune

Rischi
investimento ribaltamento urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni polvere movimentazione manuale dei carichi
rumore vibrazioni

Prescrizioni
Se interessa o è nell'immediata vicinanza della sede stradale, predisporre la necessaria segnaletica stradale, attenendosi alle norme
del codice della strada e al regolamento d'attuazione.
Verificare la presenza di eventuali linee elettriche interrate prima di iniziare l'intervento.
Durante le fasi di carico vietare l'avvicinamento del personale e di terzi, mediante avvisi e sbarramenti.
Controllare la portata dei mezzi per non sovraccaricarli.
Fornire le informazioni necessarie ad eseguire una corretta movimentazione manuale dei carichi pesanti ed ingombranti.
In relazione alla valutazione del rischio vibrazioni si adotteranno le cautele conseguenti conformi alle norme.
Idonei otoprotettori devono essere utilizzati in base alla valutazione del rischio rumore.
In questa fase i lavoratori devono indossare scarpe di sicurezza, guanti, facciale filtrante.

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