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PSICOLOGIA DEI GRUPPI – MODULO 1

GRUPPO: insieme di individui che interagiscono tra loro influenzandosi reciprocamente e che condividono,
più o meno consapevolmente, interessi, scopi, caratteristiche e norme comportamentali.

KAES: è difficile partecipare a un gruppo perché a causa dell’impensabilità vi è ambivalenza tra la capacità
dei gruppi di definire l’identità del singolo e la paura di perdere la propria individualità (ansia di fusionalità).
Questo succede spesso nelle coppie occidentali.

LE BON: ispira Freud con Psicologia delle Folle. L’individuo nella massa regredisce a uno stato primitivo,
ossia perde la capacità di ragionare che invece ha da solo. Isolandosi ragiona, nel gruppo non ragiona.

FREUD: Nel modello psicoanalitico freudiano individuo e gruppo costituiscono una dicotomia in cui
l’individuo riveste una posizione di priorità ontologica rispetto al gruppo, gli individui vengo prima e dopo
formano un gruppo. Tra i 3-5 anni il bambino vive il complesso edipico perché si concentra sul genitore del
sesso opposto al suo ma subentra “l’altro” ossia l’altro genitore creando una prima sorta di irruzione del
sociale nella vita psichica degli individui e si costituisce l’istanza del Super-Io (il bambino interiorizza le
regole e le norme sociali). Per Freud l’aggressività deriva verso chi arriva da “fuori” dal gruppo.

LEWIN: il gruppo è un fenomeno a sé stante, non una somma di fenomeni espressione delle sue
componenti, rappresenta dunque un’unità non riconducibile alle singole particelle che lo compongono. Il
gruppo è cioè qualcosa di più o di diverso dalla somma dei suoi membri, ha una struttura propria e un
peculiare modo di funzionamento, è in sostanza rappresentabile come una totalità dinamica. Secondo
Lewin è il concetto di interdipendenza, e non la somiglianza, il vero legame che unisce i membri del gruppo,
anche del gruppo sociale.

PRATT: Iniziò a curare con un trattamento di gruppo pazienti tubercolotici con la convinzione che la
psicoterapia coincidesse con "l'influenza benefica di una persona sull'altra". Pratt organizzò classi di pazienti
che discutevano l'andamento della malattia di ciascuno.

BURROW: uno dei fondatori della moderna terapia di gruppo, il primo a utilizzare il termine “analisi di
gruppo”. Burrow porterà dagli anni Quaranta in poi all’utilizzo sempre più diffuso del gruppo in campo
analitico, e sarà sviluppato attraverso tre modalità: l’analisi in gruppo, l’analisi di gruppo e l’analisi
mediante il gruppo.

BION: “gruppo di lavoro” e “mentalità di gruppo”.

PSICOLOGIA DEI GRUPPI – MODULO 2

FAMIGLIA: è istituzionale perché è la formazione primaria di gruppo. Le prime erano le tribù matriarcali poi
arriva il modello patriarcale con il matrimonio e i legami più definiti socialmente. La famiglia è come un
“laboratorio” dove ogni membro costruisce il senso di identità che si erige due due elementi: il sendo di
appartenenza e il senso di differenziazione.

SISTEMA FAMILIARE: Complesso di elementi connessi l’un l’altro da reciproche relazioni. Questi elementi,
pur mantenendo ognuno una propria individualità, nel loro insieme danno vita a un tutt’uno con proprietà
nuove e diverse. La famiglia è paragonabile a un sistema le cui parti sono i diversi suoi membri che tramite
le loro azioni contribuiscono a determinarne il suo sviluppo come entità dotata di caratteristiche e norme
proprie. L’azione di ogni componente esercita un’influenza sugli altri e sull’intero sistema famigliare, che
modifica i suoi equilibri e ne esce trasformato, ma questo cambiamento, a sua volta, ha un effetto
trasformativo anche su ogni singolo individuo. Ecco perché nella terapia sistemico-relazionale il disagio
della persona viene analizzato alla luce della rete delle sue relazioni familiari e l’individuo stesso è
considerato come parte di un tutto.

SISTEMA-FAMIGLIA secondo Minuchin è l'invisibile insieme di richieste funzionali che determina i modi in
cui i componenti della famiglia interagiscono.

STRUTTURA DELLA FAMIGLIA: sistema socio-culturale aperto, capace di autogovernarsi, in costante


trasformazione e con propri confini interni ed esterni. L’insieme dei confini definisce la struttura familiare. Il
modello strutturale considera la gerarchia generazionale e i confini tra i sottosistemi come le due
dimensioni strutturali fondamentali della famiglia.

 gerarchia familiare riguarda la presenza, più o meno esplicita, di regole che prescrivono e
stabiliscono i livelli diversi di potere decisionale associati a ciascun sottosistema.
 confini riguardano le regole che definiscono ciascun sottosistema e, allo stesso tempo, lo
differenziano dagli altri;

SOTTOSISTEMI FAMIGLIA: Nel sistema famiglia Minuchin individua dei sottosistemi che raggruppano i
membri per funzioni o caratteristiche. Le stesse persone possono appartenere a sottosistemi differenti
avendo differenti gradi di potere e funzioni: coniugale, genitoriale, dei fratelli. I sottosistemi sono
delimitati tra loro dai confini, cioè da regole che definiscono chi e come partecipa ad un determinato
sistema e che differenziano i sottosistemi rispetto a funzioni e ruoli.

 confini chiari (funzionali) le info scambiate sono adeguate per quantità e pertinenza rispetto alla
relazione e alla fase del ciclo vitale.
 confini diffusi (famiglie invischiate - disfunzionali) passaggio di informazioni quantitativamente
eccessive e qualitativamente non pertinenti.
 confini rigidi (famiglie disimpegnate - disfunzionali) membro ottiene quantità insufficiente di
informazioni o viene privato di alcune che gli competerebbero

TRIADE RIGIDA (Minuchin)struttura triadica in cui il confine tra il sottosistema genitoriale e il figlio è diffuso,
mentre il confine intorno alla triade genitori-figlio è rigido. Le triadi rigide sono classificate in:

 Coalizione genitore-figlio è definita come l’unione tra due persone a danno di un terzo. Diversa
dall’alleanza in cui, nel rispetto delle relazioni generazionali e dei confini interni ed esterni alla
relazione stessa, si crea un’unione tra due o più individui finalizzata al raggiungimento di un
determinato scopo. Alleanza = configurazione funzionale, coalizione = configurazione tipicamente
disfunzionale.
 Triangolazione: coalizione instabile (altamente disfunzionale) in cui due genitori in conflitto
tentano di portare il figlio dalla loro parte mettendolo contro l’altro; quando il figlio si schiera,
l’altro definisce la sua presa di posizione come un tradimento.
 Deviazione: genitori spostano il loro conflitto sul figlio; il conflitto non è esplicitato per cui non è
possibile negoziarlo e risolverlo, e il sottosistema coniugale mantiene un’apparente armonia. La
deviazione può assumere la forma di attacco, se il comportamento del figlio è considerato
distruttivo e i genitori in disaccordo si uniscono per combatterlo e controllarlo; oppure di appoggio,
se il figlio viene definito bisognoso di aiuto e i genitori in conflitto si associano per proteggerlo,
(tipico delle famiglie psicosomatiche).