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Test Modulo 1

1) Un limite dei metodi tradizionali nello studio del funzionamento mentale nel primo anno di vita è l’essersi
basati sull’osservazione dell’azione che il bambino può esercitare sugli oggetti.
x Vero
- Falso

2) Il secondo sottostadio (1-4 mesi) dell’intelligenza sensomotoria è caratterizzato dalle reazioni circolari
secondarie
- Vero
x Falso

3) L’intervista clinica come metodologia di valutazione diagnostica delle conoscenze si ispira al colloquio
clinico piagetiano.
x Vero
- Falso

4) Si definisce “abituazione/disabituazione” la tecnica che consiste nel confronto fra i tempi dedicati
all’osservazione di stimoli presentati ripetutamente in coppia, alternando la disposizione a destra e sinistra.
- Vero
x Falso

5) Non prima dei 6-7 anni, secondo Piaget, i bambini acquisiscono il concetto di numero
x Vero
- Falso

6) Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo cognitivo? Come avvengono i cambiamenti? Sono due
domande fondamentali in relazione alle quali danno risposte diverse la teoria piagetiana e l’approccio
innatista-modulare.
x Vero
- Falso

7) Tra 0 e 4 mesi, quando un oggetto sparisce dal campo percettivo, l’infante smette di seguirlo con lo
sguardo
x Vero
- Falso

8) Con l’accesso al pensiero operatorio-concreto, nella visione piagetiana, gli schemi d’azione diventano
schemi mentali.
- Vero
x Falso

9) "Assimilare", secondo il pensiero piagetiano, significa modificare la struttura cognitiva in rapporto alle
caratteristiche della realtà assimilata
- Vero
x Falso
10) Secondo le osservazioni condotte da Piaget, i bambini producono il cosiddetto “errore A non B” tra gli 8
e i 12 mesi.
x Vero
- Falso
11) Si definisce artificialismo la tendenza a considerare gli oggetti inanimati come provvisti di coscienza, di
sensibilità e di intenzionalità.
- Vero
x Falso

12) Piaget concentrò i suoi studi sul pensiero infantile nel trentennio dello strutturalismo genetico
- Vero
x Falso

13) Secondo Houdé il bambino fallisce al compito di conservazione di quantità discrete perché è incapace di
inibire una strategia percettiva: l’euristica “lunghezza=numero”.
x Vero
- Falso

14) La struttura cognitiva dello stadio dell’intelligenza sensomotoria è lo schema d’azione.


x Vero
- Falso

15) La valutazione delle funzioni cognitive si basa su una coordinata strutturale (architettura della funzione
in esame) e su una coordinata evolutiva (sviluppo della funzione in esame).
x Vero
- Falso

16) Wynn (1992) nei suoi esperimenti sul primo sviluppo della cognizione numerica ha osservato come
neonati agiscono su collezioni di oggetti.
- Vero
x Falso

17) La costruzione della permanenza dell’oggetto, nella visione piagetiana, non si completa prima
dell’accesso al pensiero operatorio-concreto.
- Vero
x Falso

18) Secondo Piaget verso i 7 anni il pensiero diventa reversibile e, nei compiti di conservazione di quantità
discrete, l’azione di allontanare i gettoni può essere corretta e annullata dall’operazione inversa.
x Vero
- Falso

19) I bambini superano le prove con spostamenti invisibili dell’oggetto (permanenza dell’oggetto) tra i 4 e
gli 8 mesi.
- Vero
x Falso
20) Alcuni Autori hanno interpretato l’errore “A non B” in relazione alla pragmatica, cioè alla comprensione
della situazione in cui l’adulto propone il compito.
x Vero
- Falso

21) Diamond (1985) ha indagato il ruolo della memoria di lavoro nel compito di permanenza dell’oggetto
x Vero
- Falso

22) Nella concezione piagetiana il numero si costruisce attraverso la sintesi logico-matematica di due
operazioni cognitive: la classificazione (inclusione delle classi) e la seriazione.
x Vero
- Falso

23) Un’interpretazione alternativa a quella piagetiana ha spiegato l’errore “A non B” in rapporto alla
difficoltà di inibizione di un gesto motorio.
x Vero
- Falso

24) Secondo Siegler la dinamica dello sviluppo numerico può essere rappresentata con un modello scalare
- Vero
x Falso

25) Animismo, artificialismo e finalismo sono espressioni dell’egocentrismo che permea il pensiero dei
bambini dai 3 ai 6-7 anni
x Vero
- Falso

26) L’errore “A non B” permane tra i 12 e i 18 mesi ma solo se gli spostamenti degli oggetti sono invisibili
x Vero
- Falso

27) Piaget ha indagato le idee dei bambini intorno a vari fenomeni fisici e psichici nell’opera “La
rappresentazione del mondo nel fanciullo”.
x Vero
- Falso

28) Studi condotti con la tecnica della violazione dell’aspettativa hanno ipotizzato che l’oggetto permanente
sia già presente intorno a 5 mesi.
x Vero
- Falso

29) Nel compito di conservazione di quantità discrete, il bambino di 4-6 anni (livello 2) non effettua la
corrispondenza 1:1 ma procede per corrispondenza globale, basata sulla percezione della lunghezza della
fila, indipendentemente dal numero dei gettoni.
- Vero
x Falso
30) L’animismo è la tendenza del pensiero infantile a ritenere qualsiasi evento finalizzato ad uno scopo
umano
- Vero
x Falso

31) Houdé (2010) ha ipotizzato che l’errore del bambino prescolare al compito di conservazione di quantità
discrete sia attribuibile a ragioni diverse dal possesso del concetto di numero.
x Vero
- Falso
32) I bambini non hanno concettualizzazioni nel dominio dell’astronomia fino alla fine della scolarizzazione
primaria
- Vero
x Falso

33) Il modello della dinamica evolutiva ipotizzato da Piaget ha un caratteristico andamento “a onde”.
- Vero
x Falso

34) Si definiscono conoscenze tacite i contenuti informativi verbalizzabili a seguito di una focalizzazione
attentiva.
- Vero
x Falso

35) Il “compito A versus il compito B” è uno strumento metodologico della valutazione delle funzioni
cognitive
x Vero
- Falso

Test Modulo 2

1)  I bambini con ADHD presentano profili diversi di compromissione a carico delle funzioni esecutive
fredde e calde.
x Vero
- Falso

2)  Nella sindrome disesecutiva la sintomatologia può essere molto variabile e riguardare aspetti cognitivi e
socio-affettivi del funzionamento dell’individuo.
x Vero
- Falso

3)  La pianificazione è un’abilità monocomponenziale.


- Vero
x Falso

4)  Il test “Statua” della NEPSY II valuta la capacità di inibire una risposta verbale in bambini dai 7 ai 16
anni
- Vero
x Falso

5)  SAS è l’acronimo di “Sistema Attentivo Supervisore”


x Vero
- Falso

6)  L’attenzione è una funzione multicomponenziale in cui si distinguono componenti intensive e selettive.


x Vero
- Falso

7)  Tra le principali componenti delle Funzioni Esecutive vi sono l’inibizione, la pianificazione, la


flessibilità, la fluenza e la memoria di lavoro.
x Vero
- Falso

8)  Si chiama “Iowa Gambling Task” un compito ideato per valutare le funzioni esecutive “calde”
x Vero
- Falso

9)  Vigilanza e attenzione sostenuta sono componenti selettive della funzione attentiva


- Vero
x Falso

10)  A livello evolutivo, le abilità di inibizione di risposte motorie e cognitive iniziano a emergere verso la
fine dell’età prescolare.
- Vero
x Falso

11)  Il paradigma del rinvio della gratificazione è stato impiegato dalla ricerca sperimentale per esplorare le
capacità di pianificazione dei bambini prescolari.
- Vero
x Falso

12) I risultati ottenuti a un test di attenzione visiva non possono essere generalizzati all’attenzione uditiva.
x Vero
- Falso

13) Si definisce attenzione selettiva la capacità di distribuire le risorse attentive  su due compiti o sorgenti di
stimoli simultaneamente.
- Vero
x Falso

14) La prova di “Raggruppamento di animali” contenuta nella NEPSY II è considerata una misura della
flessibilità cognitiva.
x Vero
- Falso

15) La diagnosi di ADHD si basa principalmente sui risultati del testing neuropsicologico.
- Vero
x Falso

16) I test che valutano l’attenzione sostenuta propongono ai bambini compiti brevi della durata di 1-2 minuti.
- Vero
x Falso

17) Il test della Torre di Londra è considerata una prova di pianificazione.


x Vero
- Falso

18) La valutazione dell’attenzione e delle funzioni esecutive deve avvalersi di test e di informazioni sul
funzionamento del bambino nella vita quotidiana ricavate mediante interviste, colloqui, osservazioni, ecc.
x Vero
- Falso

19) L’allerta tonica si misura con la registrazione dei tempi di reazione.


x Vero
- Falso

20) All’inizio i bambini non concepiscono che l’attenzione sia mediata dall’attività mentale. Piuttosto
considerano lo “stare attenti” come conseguenza dell’osservanza di una regola educativa
x Vero
- Falso

21) Il Test delle Campanelle è una misura dell’attenzione uditiva selettiva


- Vero
x Falso

22) Il SAS permette di generare risposte nuove in situazioni impreviste, conflittuali e problematiche,
inibendo schemi comportamentali precedentemente appresi.
x Vero
- Falso

23) Il test “Inibizione” della NEPSY II valuta la capacità di inibire una risposta motoria.
- Vero
x Falso

24) Una metodologia utilizzabile nella valutazione delle conoscenze che i bambini hanno sul processo
attentivo (natura del fenomeno, cause della distrazione e strategie) è la tecnica della favola.
x Vero
- Falso

25) In funzione del locus lesionale si hanno differenti quadri sintomatologici nella sindrome frontale
x Vero
- Falso

26) Compiti di ricerca visiva hanno permesso di evidenziare il cosiddetto “effetto pop out”
x Vero
- Falso

27) Il test “Inibizione” della NEPSY II si articola in tre parti: prova di denominazione, prova di inibizione e
prova di switching.
x Vero
- Falso

28) Ecolalia ed ecoprassia possono essere considerate manifestazioni di un deficit di controllo inibitorio.
x Vero
- Falso

29) Bambini con deficit attentivo-esecutivi possono avere difficoltà a livello conversazionale
x Vero
- Falso

30) “La principessa imprigionata” è il titolo della favola con cui è stata studiata da Vianello e collaboratori la
meta-attenzione nei bambini
- Vero
x Falso

31) Nelle prove di fluenza fonemica il bambino deve dire in un minuto tutte le parole appartenenti a
determinate categorie semantiche (per es.: animali, cibi, ecc.)
- Vero
x Falso

32) I compiti di barrage sono un classico compito di valutazione dell’attenzione visiva selettiva


x Vero
- Falso

33) Un caso classico di sindrome frontale descritto in letteratura è quello di P. Gage.


x Vero
- Falso

34) Nelle ricerche sullo sviluppo della meta-attenzione non sono state trovate concettualizzazioni fin verso
gli 8-10 anni.
- Vero
x Falso

35) Dal punto di vista ontogenetico il sistema attentivo anteriore emerge più tardivamente rispetto al sistema
attentivo posteriore
x Vero
- Falso

Test Modulo 3
1) Nel modello standard di memoria di lavoro la componente del ciclo fonologico è formata da due
sottocomponenti: il magazzino fonologico (sottocomponente passiva) e il ripasso articolatorio
(sottocomponente attiva). 
x Vero
- Falso

2) Il test degli elmetti spaziali (Flavell, Beach e Chinsky, 1966) valuta la capacità di rievocare un racconto
letto dall’adulto al bambino. 
x Vero
- Falso

3) Nei bambini con ADHD non sono state trovate compromissioni a carico della memoria di lavoro
- Vero
x Falso

4) Le tavole costituiscono parte del materiale (favola della Principessa imprigionata) con cui vengono
valutati i processi di meta-attenzione dei bambini dall’età prescolare a tutto l’arco della scolarità
obbligatoria.
- Vero
x Falso

5)  I bambini con Sindrome di Down presentano un profilo mnestico caratterizzato da un punto di forza nella
memoria verbale e un punto di debolezza nella memoria visuo-spaziale.
- Vero
x Falso

6) La tecnica della favola è una metodologia particolarmente utile per esplorare le conoscenze di
metamemoria (processi di immagazzinamento, oblio e recupero) dei bambini.
x Vero
- Falso

7) Nello sviluppo tipico della memoria di lavoro si registrano cambiamenti di tipo quantitativo e di tipo
qualitativo.
x Vero
- Falso

8) Nello sviluppo della memoria a breve termine verbale (ciclo fonologico) si assiste a una sfasatura
temporale tra l’emergenza della componente del magazzino (più precoce) e quella del ripasso articolatorio. 
x Vero
- Falso

9) La comprensione del testo scritto nella lettura sembra richiedere un buon funzionamento della memoria di
lavoro, ad esempio della capacità di inibire informazioni irrilevanti.
x Vero
- Falso

10) Un deficit nel ciclo fonologico può influire negativamente sull’acquisizione del lessico e
sull’apprendimento della lettura e della scrittura
x Vero
- Falso

11) In un tipico esercizio di memoria visuo-spaziale, nella griglia vengono presentati dei pallini in ordine
sparso. Dopo alcuni secondi la griglia scompare e riappare vuota. Il bambino deve cliccare nei riquadri in cui
erano collocati i pallini.
x Vero
- Falso

12) Il modello originario di memoria di lavoro, proposto da Baddeley e Hitch nel 1974, prevede un sistema
quadripartito formato da una componente sovraordinata (esecutivo centrale) e tre servosistemi (ciclo
fonologico, taccuino visuo-spaziale e buffer episodico).
- Vero
x Falso

13) La prova di Ripetizione di Non Parole è considerata una misura “pura” del taccuino visuo-spaziale. 
- Vero
x Falso

14) Il Listening Span test è una misura della memoria di lavoro che correla con le prestazioni ai compiti di
comprensione del testo scritto. 
- Vero
x Falso

15) Il Test dei Cubi di Corsi,  è una prova impiegata per esplorare la memoria di lavoro visuo-spaziale.
x Vero
- Falso

16) Fino a 8 anni i bambini non hanno conoscenze di metamemoria ossia non hanno alcuna consapevolezza
dei processi di immagazzinamento e oblio e delle variabili che possono influenzarli
- Vero
x Falso
17) La prova di Rievocazione di cifre in avanti richiede di mantenere e elaborare l’informazione (inversione
della sequenza).
- Vero
x Falso

18) Nei processi di “controllo” della metamemoria si distinguono varie componenti: previsione,
pianificazione, monitoraggio e revisione.
x Vero
- Falso

19) Nello sviluppo tipico, secondo Gathercole, lo span aumenta da 2-3 item a 4 anni a 9 item a 10-12 anni
(Gathercole, 1998).
- Vero
x Falso

20) Il buffer episodico (modello di memoria di lavoro di Baddeley) è un magazzino temporaneo a capacità
limitata che serve da interfaccia fra diversi sistemi che usano codici diversi; integra le informazioni
provenienti dai due servosistemi (verbale e visuo-spaziale) e le informazioni provenienti dalla MLT.
x Vero
- Falso

Test Modulo 4
1) Il Rapporto NELP (2009) ha individuato 5 importanti indicatori e precursori dell’acquisizione della lettura
e della scrittura.
x Vero
- Falso

2) Il processo di concettualizzazione del sistema di scrittura è sempre dipendente dall’età cronologica del
bambino.
- Vero
x Falso

3) La strategia “logografica” consiste nel riconoscimento immediato di parole sulla base di caratteristiche
esclusivamente visive.
x Vero
- Falso

4) Nella costruzione cognitiva del principio alfabetico si distinguono tre grandi periodi.
x Vero
- Falso

5) I processi di concettualizzazione del sistema di scrittura non possono essere potenziati prima dell’ingresso
nella scuola primaria.
- Vero
x Falso

6) Secondo la “regola della quantità minima”, scritte con più di 3 lettere non sono “buone” da leggere.
- Vero
x Falso

7) Un bambino prescolare che alla richiesta di scrivere “LUMACA” produce i seguenti segni: NOT  e poi li
rilegge nel modo seguente:
N à /lu/
O à /ma/
T à /ca/
utilizza una strategia di rilettura alfabetica
- Vero
x Falso

8) La lettura lessicale si caratterizza per una conversione grafema per grafema molto accurata.
- Vero
x Falso

9) Secondo il modello di lettura a due vie di fronte a una stringa di lettere si attivano due procedure che
partono insieme. Il processo di elaborazione termina quando una delle due permette l’accesso lessicale e/o la
pronuncia della stringa
x Vero
- Falso

10) Prima di saper leggere (decodificare) i bambini “interpretano testi” ossia attribuiscono un significato alle
stringhe in base allo schema concettuale secondo cui “le scritte sono i nomi”.
x Vero
- Falso

11) La “regola della quantità fissa” è utilizzata da alcuni bambini nelle prime fasi del processo di
concettualizzazione
x Vero
- Falso

12) Il processo di fonetizzazione si articola in tre momenti caratterizzati da differenti modalità di lettura delle
scritte, modalità che rinviano - nell’ordine - a un’ipotesi sillabica, sillabico-alfabetica e alfabetica.
x Vero
- Falso

13) L’analisi e la sintesi fonemica sono compiti di consapevolezza fonologica analitica.


x Vero
- Falso

14) L’analisi dei protocolli di scrittura spontanea deve tener conto delle caratteristiche dei segni prodotti e
della modalità di rilettura (con il dito) delle scritte.
x Vero
- Falso

15)  I segni utilizzati da questi bambini nelle loro scritture spontanee sono di tipo discreto.
- Vero
x Falso

16) Questo bambino, dopo aver scritto TAVOLO, ha riletto la parola utilizzando una scansione alfabetica. 
- Vero
x Falso

17) Nella valutazione la prima richiesta che va avanzata al bambino è sempre la scrittura del monosillabo
(per es.: RE) per il numero minimo di segni di cui è costituito. 
- Vero
x Falso

18) Nel protocollo di scrittura spontanea la richiesta di scrittura del nome proprio può essere proposta sia
all’inizio sia alla fine.
x Vero
- Falso
19) Nel modello di Frith (1985) le varie fasi evolutive dell’apprendimento della lettura e della scrittura
prendono nome dalla strategia prevalente. 
x Vero
- Falso

20) Nella lettura fonologica frammentata il bambino ipotizza la parola associando il suono a qualche lettera
(per es.: utilizza la S di SPADA per ipotizzare SEDIA
- Vero
x Falso

21) Ciascuna fase (logografica, alfabetica e ortografica) del modello di Frith (1985) si articola in tre passi.
- Vero
x Falso

22) Nella scrittura spontanea l’utilizzo di segni con “valore sonoro stabile” e di segni con “valore sonoro
stabile e convenzionale” riflette consapevolezze diverse sul piano concettuale. 
x Vero
- Falso

23) Il primo sviluppo della lettura nei bambini italiani, secondo gli studi di Orsolini (2006), ha inizio con una
strategia pre-alfabetica
x Vero
- Falso

24) Si definisce “indovinare da indizi fonetici” l’ultima tappa nello sviluppo della lettura fonologica.
- Vero
x Falso

25) Nella sua opera “Alfabetizzazione” (2003), Emilia Ferreiro riferisce l’evoluzione degli schemi
concettuali di un bambino, Santiago, osservato dai 2 anni di età.
x Vero
- Falso

26) I processi di concettualizzazione del sistema di scrittura non possono essere potenziati prima
dell’ingresso nella scuola primaria.
- Vero
x Falso

Test Modulo 5

1) La prova di “Confronto di quantità” della BIN (Batteria per la valutazione dell’intelligenza numerica)
richiede al bambino di  comparare due set di pallini (dots) stabilendo qual è il maggiore. I confronti sono in
tre diverse condizioni: (a) congruente: il set a numerosità maggiore presenta i pallini di dimensioni più
grandi; (b) incongruente: il set a numerosità maggiore è costituito da pallini più piccoli; (c) neutra: i pallini
dei due set sono di uguale dimensione.
x Vero
- Falso

2)  L’acquisizione del conteggio è un processo che inizia e si conclude entro il quarto anno di vita.  
- Vero
x Falso

3) Nel lessico dei numerali verbali gli elementi lessicali (primitivi e miscellanei) vengono fra loro combinati,
sulla base di regole sintattiche (rapporti additivi e/o moltiplicativi), per formare i numerali composti.
x Vero
- Falso

4) Si definisce “errore lessicale” un’alterazione nei processi di transcodifica numerica che modifica la
grandezza del numero: per esempio, “ventisette” è scritto 207.
- Vero
x Falso

5) Nel TEDI-MATH si utilizza questa tavola per valutare il possesso del principio dell’irrilevanza
dell’ordine.
- Vero
x Falso

6) Si definisce “transcodifica” l’insieme dei processi che permettono il passaggio da un codice simbolico
(per es.: arabico) a un altro (per es.: verbale orale o scritto).
x Vero
- Falso

7)  Nella descrizione del caso clinico di V. (dispensa relativa al Modulo 5) la valutazione delle abilità
numeriche e di calcolo si basa su un uso congiunto di strumenti standardizzati (BIN) e di attività
di assessment dinamico.
x Vero
- Falso

8) Si definisce acalculia un disturbo del calcolo conseguente a lesione cerebrale acquisita.


x Vero
- Falso

9) Il principio dell’irrilevanza dell’ordine (Gelman e Gallistel, 1978)  stabilisce che elementi non omogenei
(per es.: per colore, forma, ecc.) ossia entità distinte possano essere categorizzati in base alla numerosità
- Vero
x Falso

10) L’architettura del modello modulare di McCloskey è stata concepita analizzando pattern di risposta a
compiti aritmetici di pazienti con acalculia e di individui neurologicamente indenni
x Vero
- Falso

11)  Il sistema del calcolo (modello modulare di McCloskey) è formato da due componenti: la componente
della comprensione e la componente della produzione dei numeri.
- Vero
x Falso

12) Dalla valutazione delle funzioni cognitive della bambina V (Parte III della dispensa) emergono punti di
forza nella costruzione delle conoscenze sociali, nell’impegno a terminare un’attività e nella disponibilità a
comunicare
x Vero
- Falso

13) Nello sviluppo i processi di quantificazione basati su codici simbolici precedono i processi di
quantificazione preverbale. 
- Vero
x Falso

14) Nella scrittura dei numeri alcuni bambini prescolari utilizzano intenzionalmente una “strategia della specularità”
volontaria
x Vero
- Falso

15)  L’ANS (Approximate Number System) è un sistema che fornisce una rappresentazione non esatta ma
approssimativa della numerosità di un insieme.
x Vero
- Falso

16) Nei codici iconici la grandezza della rappresentazione (significante) è proporzionale a ciò che
rappresenta (significato).
x Vero
- Falso

17) Secondo il modello del Triplo Codice di Dehaene, il codice visuo-arabo avrebbe il suo correlato neurale
nell’emisfero sinistro, dominante per il linguaggio, precisamente nella regione del giro angolare.
- Vero
x Falso

18) Secondo Brian Butterworth il bambino nasce con la capacità di percepire la numerosità di piccoli
insiemi. Questa speciale capacità utilizzerebbe un “modulo numerico” innato.
x Vero
- Falso

19) Al primo livello del processo di acquisizione della catena numerica, secondo Fuson, le parole-numero
sono trattate dai bambini come unità distinte
- Vero
x Falso

20) La strategie del counting on ha due varianti: “contare oltre dal primo addendo” e “contare oltre
dall’addendo più grande”. 
x Vero
- Falso

21) Le attività relative al dominio numerico proposte nell’intervento rivolto alla bambina V. (Parte III della
dispensa) hanno avuto una durata di 6 mesi.
- Vero
x Falso

22)  I termini “numero” e “numerale” possono essere considerati sinonimi.


- Vero
x Falso

23) Il paradigma sperimentale, schematizzato e raffigurato qui sotto, ha permesso di studiarele aspettative
aritmetiche dei bambini di 4-5 mesi.
x Vero
- Falso
24) Secondo K. Wynn si definiscono “arraffoni” quei bambini che a 3 anni in risposta alla domanda “Dammi
N di x” prendono una manciata di oggetti senza contarli.
x Vero
- Falso
25) I fatti aritmetici sono risultati noti di operazioni depositati in forma di conoscenze dichiarative nella
memoria semantica.
x Vero
- Falso

26) Attraverso il “gioco delle scatole”, Hughes ha potuto individuare l’evoluzione dei sistema di notazione
nei bambini prescolari. Una strategia cui ricorrono i bambini è quella delle “risposte iconiche”: segni (aste,
stanghette, cerchietti) che non raffigurano l’immagine degli oggetti ma intrattengono con questi una
relazione di corrispondenza biunivoca. 
x Vero
- Falso

27) Nel modello di Gelman e Gallistel la componente procedurale del conteggio consiste nel possesso dei
cinque principi (corrispondenza uno a uno, ordine stabile, cardinalità, irrilevanza dell’ordine e astrazione).
- Vero
x Falso

28)  Nella tecnica della violazione dell’aspettativa, utilizzata nella ricerca sulla cognizione numerica
infantile, si espone il bambino a un certo  insieme di eventi per un determinato numero di volte fino a
renderlo familiare. In fase di test, il bambino è poi esposto a un setting che può essere congruente   all’azione
mostrata precedentemente oppure inaspettato.
x Vero
- Falso

Test Modulo 6
1) Una metafora sensoriale, secondo la letteratura evolutiva, accosta due oggetti appartenenti alla stessa sfera
fisico-concreta (per es.: “il sole è un’arancia”).
x Vero
- Falso

2) L’empatia è la capacità di sperimentare sensazioni corporee in seguito all’osservazione del


comportamento altrui.
x Vero
- Falso

3) Il deficit di teoria della mente nell’autismo è specifico e universale.


- Vero
x Falso

4) I bambini con ASD non hanno difficoltà sul versante pragmatico della competenza linguistica.
- Vero
x Falso

5) Nella ricerca di Baron-Cohen, Leslie e Frith (1985) furono confrontate le prestazioni di bambini con
autismo e con Sindrome di Williams a un compito di falsa credenza
- Vero
x Falso
6) Nei bambini con autismo non sono state identificate alterazioni a carico dei processi della cognizione
sociale.
- Vero
x Falso

7) La competenza pragmatica costituisce un’area di intersezione tra linguaggio e cognizione sociale


x Vero
- Falso

8)  Il rapporto “metafora-autismo” è stato trattato per la prima volta dalla ricerca sperimentale negli anni
Novanta del secolo scorso.
- Vero
x Falso

9) Il bambino SC (caso clinico) di cui abbiamo descritto il percorso di potenziamento della Cognizione
sociale aveva un QIV di 136.
- Vero
x Falso

10) La distinzione tra pattern “attivo ma strano”, “passivo” e “isolato” è stata posta da Wing e Gould (1977)
per descrivere l’eterogeneità con cui si manifesta la sintomatologia autistica sul piano interattivo e
comunicativo.
x Vero
- Falso

11) La batteria NEPSY II contiene un dominio, denominato “Percezione sociale”, in cui è incluso un test che
valuta il riconoscimento dei significati mentalistici della voce umana.
- Vero
x Falso

12) I bambini a sviluppo tipico, secondo i risultati delle prime ricerche sperimentali, superano i compiti di
falsa credenza di 1° livello (domanda classica: Dove X andrà a cercare y) verso i 4 anni.
x Vero
- Falso

13) Nella produzione linguistica spontanea i bambini iniziano coniando metafore in forma esplicita (del tipo:
“X è Y” oppure “X è come Y”) e soltanto in seguito producono metafore in forma implicita (“X”)
- Vero
x Falso

14) Il TVSM valuta la comprensione delle informazioni trasmesse dalla voce (prosodia).
x Vero
- Falso

15) Si definiscono “ridenominazioni” le prime produzioni di linguaggio metaforico con cui i bambini
prescolari attribuiscono “nuovi nomi a vecchie cose” (Winner, 1979)
x Vero
- Falso
16) Secondo ricerche recenti il deficit di comprensione delle metafore nei bambini con autismo ad alto
funzionamento non può essere considerato un deficit del tipo “tutto-niente”.
x Vero
- Falso

17) Secondo le ricerche evolutive più recenti i bambini prescolari non comprendono alcuna tipologia di
metafora.
- Vero
x Falso

18) Studi condotti con pazienti con lesioni cerebrali hanno permesso di individuare le componenti coinvolte
nella risoluzione dei compiti di falsa credenza (per es.: capacità di inibizione, di orientamento attentivo,  di
memoria di lavoro, di pianificazione, e conoscenze depositate in MLT.
x Vero
- Falso

19) Il Test di Teoria della mente (Parte B) della NEPSY II chiede al bambino di spiegare alcune situazioni
sociali e di etichettare l’emozione provata dal protagonista
- Vero
x Falso

20) Nella ricerca di Asch e Nerlove (1960) sull’applicazione degli aggettivi a doppia funzione (per es.: caldo,
brillante, duro, ecc.) a persone  i bambini, fino a 6 anni, sono fortemente ancorati all’interpretazione letterale
(per es.: “caldo è chi ha la febbre”).
x Vero
- Falso

21) Molti individui con ASD ad alto funzionamento superano le prove di falsa credenza utilizzando strategie
vicarianti.
x Vero
- Falso

22) Sono state definite “derive di tipo A e B” alcune modalità di risposta rilevate alla richiesta di
comprensione di metafore in bambini con ASD ad alto funzionamento. 
x Vero
- Falso

23) Il “Gioco dei Colori” dell’APL Medea valuta alcune capacità connesse con la Teoria della mente. Il
bambino deve spiegare le regole del gioco a un interlocutore immaginario che non le conosce.
x Vero
- Falso

24) Asperger (1944) aveva rilevato una particolare rigidità nell’uso delle parole e una totale assenza di
creatività nei bambini con psicopatia autistica
- Vero
x Falso
25) Si definisce “Teoria della mente” la componente della cognizione sociale che permette di attribuire stati
mentali e di prevedere e spiegare il comportamento
x Vero
- Falso

26) Una metafora nella forma “X è Y” è detta “metafora nominale”.


x Vero
- Falso

27) Nella letteratura evolutiva si definiscono “metafore basate sull’azione” le ridenominazioni in cui i
bambini dapprima applicano uno schema di azione a un oggetto e poi lo ridenominano.
x Vero
- Falso

28) La batteria NEPSY II valuta le competenze legate alla cognizione sociale attraverso i test afferenti al
dominio dell’attenzione e delle funzioni esecutive
- Vero
x Falso

29) Il riconoscimento della violazione delle massime conversazionali è un aspetto carente della competenza
pragmatica dei bambini con ASD ad alto funzionamento
x Vero
- Falso

30) Il profilo metalinguistico di SC (caso clinico) è stato interpretato in rapporto alla nozione di
sistematizzazione. Il bambino mostrava capacità metalinguistiche migliori nei domini fonologico e
grammaticale (sistemi chiusi) rispetto a quello semantico (sistema aperto).
x Vero
- Falso

31) Happé nelle sue ricerche sulla comprensione del linguaggio figurato negli individui con autismo ha
trovato che la comprensione di metafore non correla con la risoluzione delle prove di falsa credenza. 
- Vero
x Falso

32) I deficit conversazionali dei bambini con ASD ad alto funzionamento si manifestano con difficoltà nella
gestione dell’argomento, dell’informazione e degli strumenti (verbali e non verbali) che permettono di
regolare la  reciprocità sociale.
x Vero
- Falso

33) La Batteria NEPSY II permette di valutare lo sviluppo neuropsicologico da 6 a 16 anni.


- Vero
x Falso

34) Il modello della Teoria della mente permette di interpretare in maniera coerente alcuni aspetti della
sintomatologia autistica.
x Vero
- Falso
35) La tecnica del “Social Reading” (Letture sociali) di Gray (2007) consiste nel proporre al bambino con
autismo brevi video di situazioni sociali sollecitando i processi di comprensione.
x Vero
- Falso

36) Nei compiti di falsa credenza di 1° livello (paradigma dello spostamento inatteso) i bambini a sviluppo
tipico, a 5 anni, sanno anche spiegare perché il personaggio si reca a cercare l’oggetto nel posto X anziché
Y. 
x Vero
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37) Il compito di Sally e Anne è una versione del paradigma dello spostamento inatteso.
x Vero
- Falso

38)  L’APL Medea, batteria per la valutazione delle competenze pragmatiche, esplora queste abilità in
bambini da 4 a 18 anni.
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39) Una metarappresentazione (per es.: “Max crede che la cioccolata sia nell’armadietto verde”) è formata da
tre elementi: un agente, un atteggiamento proposizionale e una proposizione.
x Vero
- Falso

40) Il test di “Lettura della mente dagli occhi” è un compito tipico del sotto-dominio socio-cognitivo.
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