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PSICOLOGIA DELLA SALUTE C A

MODULO 1
SVILUPPO DELLA PSICOLOGIA DELLA SALUTE
La psicologia della salute ha radici sin dall’antica grecia.
Date importanti:
1976 primo gruppo di lavoro all’interno dell’american psycological association (APA)
1979 creazione della sezione 38 dell’ APA: Health Psychology
1980 definizione di Matarazzo: la psico salute è l’insieme dei contributi specifici della
disciplina psicologica alla promozione e al mantenimento della salute, alla prevenzione e
trattamento della malattia e all’identificazione dei correlati eziologici diagnostici della
salute nella elaborazione delle politiche della salute.
1987 congresso a roma il ruolo psico salute
1988 istituzione di un corso di perfezionamento post laurea psico salute
1997 viene costituita la societa italiana psico salute
1998 la società da vita alla rivista psico salute
Secondo MAES 3 sono i fattori
1. Cambiamento delle cause di mortalità
2. Ci si è resi conto che la spesa sanitaria era elevata meglio prevenire che curare
3. Lo sviluppo della psicologia che offre metodi di intervento efficaci
Per Amerio ci sono 3 direzioni:
1. Autonomizzazione (rendere autonomo) rispetto al modello medico tradizionale
2. Allargamento dall’individuale al sociale
3. Attenzione all’incrocio tra l’operare dello psicologo e le politiche della prevenzione
della salute
Nel modello di Engels, biopsicosociale, la diagnosi e il trattamento devono considerare
aspetti biologici psicologici e sociali, cioè un sistema multidisciplinare, gli aspetti
problematici è la mancanza di una metodologia. Gli aspetti sociali indicano le norme sociali
cioè non fumare, cambiare il comportamento , classe sociale, appartenenza etnica, per il
sociale si intende social cognizione, cioè cognizione sociale consiste nell’attività mentale
con la quale arriviamo a conoscere il mondo sociale
Teoria della motivazione a proteggersi
Deriva dalla percezione della gravità della minaccia e dell’efficacia della risposta di coping
(prevenire e fronteggiare lo stress) nella riduzione della minaccia
Teoria del comportamento pianificato
L’assunto della teoria è che le decisioni al comportamento da adottare si basano sul
ragionamento delle informazioni, cioè intenzione di mettere in atto un comportamento, sono
influenzati dalle credenze delle persone rispetto al comportamento e dalla valutazione e cosa
le persone si aspettano da lui.
Modello transteorico
Creato da Di Clemente e Prochaska è suddiviso in 5 fasi:
1. Fase precontemplativa: i soggetti non sono consapevoli
2. Fase contemplativa: modificare il comportamento senza azione
3. Fase di preparazione: Intenzione di agire su un futuro prossimo
4. Fase dell’azione Il soggetto si convince di essere capace di cambiare
5. Fase di mantenimento l’azione si prolunga abbastanza
Il passaggio da una fase all’altra avviene in maniera discontinua e con continui ritorni alla
fase precedente. Il passaggio di cambiamento è facilitato da:
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1.Attività esperienziali
2.Attività comportamentali
Approccio del processo di azione sulla salute
E’ un processo di 2 fasi:
la fase di motivazione cioè intenzione e fase volontaria cioè azione, si svolge in 3 livelli:
• Cognitivo cioè elaborazione di piani d’azione e controllo
• Comportamentale cioè azione
• Situazionale ostacoli e risorse esterne
È importante il concetto di autoefficacia che rappresenta l’inizio e la continuità.
Modelli integrati
Da critiche fatte sui modelli sociocognitivi si ha il modello di Norman e Connor.
Nella fase precontemplativa il soggetto non è intenzionato a cambiare comportamento;
nella seconda fase di motivazione o decisione, il soggetto pensa di modificare il suo
atteggiamento.
Nella fase terza di pianificazione, riguarda il passaggio dell’intenzione all’azione,
nell’ultima fase azione e mantenimento, il soggetto si impegna a controllare il suo
comportamento, i processi di autoefficacia, identità e impegno intervengono.
Modello di Rutter Quine e Chesham
Ci sono 2 variabili: socioemotive, sostegno, esperienza di vita, esperienze sulle emozioi,
depressione ect. variabili cognitive accesso alle informazioni, coping conoscenze, le
variabili influenzano le strategie e le risorse per affrontare le difficoltà.
Le teorie del senso comune
Rappresentazione cognitiva della malattia, modello di LEVENTHAL, MEYERS NAZENZ
prende spunto dello stesso scarto tra la sintomatologia delle persone e la tendenza a
rivolgersi dal medico e la difficoltà di accettare le cure prescritte. Si da il ruolo centrale alla
rappresentazione della malattia che si compone di:
• Identità nome della malattia
• Causa
• Dimensione, durata
• Effetti
• Trattamento azioni che servono per riprendersi ristabilirsi
Teoria rappresentazioni sociali
E’ la teoria di Moscovi, si focalizza sulla natura sociale collettiva della comprensione che ha
la gente di se stessa e del mondo, si concentra sulle concezioni condivise, sul modo in cui
queste vengono comunicate e si modificano. Vi sono 3 concezioni di salute:
malattia in quanto distruzione, annientamento sul piano personale e porta al rifiuto della
cura o all'accettazione passiva; liberazione, rompe la routine che permette all'individuo di
esprimere componenti della sua personalità che in stato di salute vengono sacrificati;
professione diventa integrante della vita, e della personalità sei soggetti che sviluppano
modalità per adattarsi e fronteggiarla.
Verso un modello integrativo
Modello biomedico
Modello della medicina moderna, si basa sulla separazione mente corpo, l’attenzione è sulla
malattia che sulla persona, è un approccio causa-effetto utile per malattie infettive,
insufficiente per malattie tumori e cardivascolari.
Corrente psicosomatica

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per questa corrente lo sviluppo di alcune malattie, respiratorie cardiovascolari tumorali è
associato ad fattori psicologici quali conflitto psichico.
Approccio epidemiologico
Ricerca tutto ciò che distingue i gruppi di soggetti malati da quelli sani in base a fattori
ambientali, psicologici e sociale
Modello biopsicosociale
Nasce con Engels, secondo cui gli aspetti relativi a salute e malattia sono organizzati in
modo generico. Il modello biopsicosociale. La psicologia della salute si propone di
muoversi in un'ottica completamente diversa rispetto alla tradizionale psicologia metodica.
Si è passati infatti dal modello biomedico tradizionale, al nuovo modello biopsicosociale.
In base al primo modello, per ogni malattia esiste una causa biologica primaria,
oggettivamente identificabile. I fattori comportamentali e i problemi psicologici non sono
considerati cause potenziali di malattia e quindi non vengono valutati nel processo di
diagnosi. Il modello biopsicosociale proposto da Engel tiene conto dei fattori psicosociali e
ritiene che la diagnosi medica debba considerare l'interazione degli aspetti biologici,
psicologici e sociali nel valutare lo stato di salute dell'individuo e nel prescrivere un
trattamento adeguato. Si tratta di un modello integrativo, che mira al superamento del
vecchio dualismo tra psiche e soma, nonché della concezione semplicistica di cause singole
e di sequenze unilineari nell'insorgenza della malattia individuando alla base dell'alterazione
della salute l'interazione dinamica dei fattori multipli. L’adozione del nuovo approccio
presenta però delle problematiche: • carenza di metodologie adeguate • scarsa chiarezza
concettuale nell’articolazione tra i diversi livelli.
Modello transazionale
Di Lazarus e Folkman, alla base vi sono transazioni uomo e ambiente. Si svolgono in 2
fasei: valutazione ed elaborazione di strategie.
Modello integrativo e multifattoriale
Modello che analizza separatamente fattori ambientali individuali e processuali.
Fattori ambientali: la malattia deriva da agenti patogeni esterni:
• eventi di vita, lutto matrimonio ect e come vengono percepiti
• rete sociale è l’insieme delle persone con le quali l’individuo è in relazione
Fattori personali: stili di vita a rischio
Tipo a impazienza, ostilità, si associa a malattia cardiovascolari
Tipo b personalità di soggetti colpiti da tumore difficoltà di identificazione, manifestazioni
di malattie negative.
Tratti patogeni: ostilità. Nevrosi, depressione.
Caratteristiche salutogene: ottimismo, locus of control cioè luogo di controllo.
Autoefficacia
Nozione compositive: resistenza, resilienza
Fattori di personalità: affettività negativa e/o positiva. AN emozioni spiacevoli quali
tristezza sconforto. AP emozioni di entusiasmo, piacere, curiosità
PROCESSI TRANSAZIONALI
Lazarus e Folkman, alla base dell’approccio transazionali uomo – ambiente cioè gli sforzi
cognitivi emozionali comportamentali che egli dispiega per adeguarsi ad una situazione
sfavorevole specifica, transazioni a due fasi: valutazione ed elaborazione di strategie di
aggiustamento. Questi processi modulano l’impatto degli antecendenti ambientali a
disposizione sullo stato di salute. Modello che minimizza aspetti situazionali e
disposizionali
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Valutazione, cioè ciò che l’individuo valuta la situazione, natura significato, gravità e le
risorse per fronteggiarla. Processi transazionali:
• stress percepito, cioè le ripercussioni
• controllo percepito cioè credere di disporre delle risorse personali
• sostegno emozionale è importante quando proviene dalle famiglie, non è sempre
positivo perché si deve considerare come si percepisce
Strategie di coping, incentrato sul problema corrispondente agli sforzi cognitivi e
comportamentali per modificare la situazione, elaborazione di piani d’azione, ricerca
informazioni. Coping focalizzato sull’emozione comprende l’evitamento, la distrazione,
negazione.
APPROCCIO CLINICO IN PSICOLOGIA DELLA SALUTE
LAGACHE 1955 CIOE’ PSICOLOGIA MEDICA
disciplina con argomenti vicini alla psicologia della salute:
sostenere psicologicamente i pazienti affetti da malattie somatiche, analizzare gli effetti e le
conseguenze del rapporto medico/malato/famiglia; descrivere i tratti psicologici in base alle
forme di malattia; capire il peso dei valori e delle credenze dei gruppi e le loro influenze
sugli esiti delle prescrizioni, le direttive sulle prevenzioni ecc. Ma non può rinunciare al
metodo clinico Lagache sostiene che l’attività del soggetto nel proprio mondo interiore ed
esteriore non può essere ignorata la psicologia medica deve mettere in risalto
l’interdipendenza tra organismo ed ambiente, da un punto di vista pratico. Gli psicologi
clinici investirono il campo della psicologia medica di lagache, imponendo approccio
psicoanalitico e/o psicosomatico creando così confusione tra metodo clinico e teoria
psicoanalitica, perciò questa disciplina si è estesa poi tra i medici.
L’approccio clinico si riferisce ai metodi clinici che possono essere utilizzati da tutte le
sottodiscipline della psicologia, la psicologia clinica è una sottodisciplina della psicologia.
IL PERCORSO CLINICO IN PSICOLOGIA DELLA SALUTE
CORRENTE QUANTITATIVA: esperimenti in psicologia non diversi da quelli delle
scienze naturali, l’esistenza umana quindi è come oggetto naturale, si passa da psicologia
concreta ad oggettiva le scienze naturali non ammettono soggettività, lontana da logiche
soggettive e sociali non si possono utilizzare gli stessi metodi e gli stessi strumenti utilizzati
con gli oggetti naturali.
METODOLOGUE QUALITATIVE: postulati trasversali nelle metodologie qualitative: 1)
primato della psico. Concreta del soggetto esaminato sempre in una situazione; 2)
linguaggio, come mediatore dell’esperienza umana; 3) analisi fenomenologica
dell’esperienza umana, in un quadro sistemico, dove l’atto primeggia sull’oggetto; 4) rifiuto
di ridurre lo spazio psicosociale ad un soggetto fuori contesto; 5) analisi del ruolo del
ricercatore nel lavoro di ricerca.
METODO CLINICO: Assunti fondamentali del metodo clinico in psicologia: 1) primato del
legame con la pratica; 2) primato della relazione e della domanda, fenomeno intersoggettivo
alla base; 3) attività mediatore tra soggetto e società; 4) linguaggio e simbolizzazione alla
base; 5) analisi del ruolo del ricercatore nella costruzione della ricerca e dei suoi risultati.
POSTUALTI FONDAMENTALI IN UN METODO CLINICO IN PSICOLOGIA
DELLA SALUTE:
• la norma non è necessariamente l’ideale, l’OMS definisce la salute come benessere
psicologico e sociale, anche se delle persone fisiologicamente stanno bene, non si
sentono in buona salute, quindi dipende da norma, biologia e ambiente di
espressione;
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• ruolo dell’intersoggettività nell’affermazione di salute o malattia cioè si distingue
l’essere ammalato dallo scambio intersoggettivo;
• la partecipazione alla co-costruzione di un sistema di cure, il percorso di cura entra
nella vita e trasforma il rapporto con il mondo.
• Attività creatrice di significati e ricostruzione dell’essere nel mondo del soggetto
malato
PSICOLOGIA FENOMENOLOGICA NEL SETTORE DELLA SALUTE Lagache: la
psicologia della salute doveva mettere in rilievo l’interdipendenza dell’organismo e
dell’ambiente rifiutando la dicotomia tra organismo e situazione, propone il concetto di
campo psicologico
Per Merlau-ponty questa nozione rinvia ai lavori di koffka, campo psicologico che
corrisponde ad un rapporto di forze, tensioni, reazioni, la cui rappresentazione è la condotta
umana.
Per Husserl privileggiava l’atto a scapito della rappresentazione e della mentalizzazione, si
riferisce all’esperienza di comferimento di senso considerando che il senso del fenomeno
risiede nell’atto di esperienza e non nell’oggetto percepito.
STRESS E MALATTIA
Lo stress è una risposta dell’organismo a qualsiasi stimolo ne alteri l’equilibrio
E’ una condizione psicologica e fisiologica nella quale si trova l’uomo quando deve
fronteggiare un cambio di equilibrio
Esiste una transazione persona ambiente nella quale vengono valutate le richieste e
mobilitate le risorse che se vengono percepite insufficienti provocano lo stress
SELYE stress come una sindrome generale di adattamento
RISPOSTA ASPECIFICA ad uno stressor (fattore stressante)
Lo stressor attiva e rompe l’equilibrio
Fase di allarme: Viene avvertito il Cambiamento di equilibrio
Fase di resistenza: Vengono mobilitate le risorse Vengono attivate strategie di COPING
cioè strategie di adattamento
Fase di Esaurimento, Ritorno all'equilibrio pregresso o Creazione di un nuovo equilibrio
LAZARUS
RISPOSTA RELATIVAMENTE ASPECIFICA
Valutazione primaria:Valuto le caratteristiche dello stressor, Transazione persona-
ambiente:
• INDIFFERENTE
• GRADEVOLE, La valutazione tiene conto di componenti affettive, cognitive,
comportamentali, viscerali ed endocrine ed interagiscono tra loro (e’ una posizione
condivisa che lo stress indebolisce il sistema immunitario)
• MINACCIOSO Valutazione secondaria: Guardo se ho risorse sufficienti per
fronteggiarlo Viene introdotto il concetto di COPING
Per questo motivo si innesca lo stress solo dopo la doppia valutazione e non tutti gli stressor
la provocano, si è potuto però constatare che le persone tendono a dare risposte simili per
eventi simili
Fattori ambientali e personali implicati nell’esperienza di stress
Entrambi i fattori possono assumere ruolo di stressor o un ruolo protettivo
I test: -Schedule Of Recent Experiences; Hassles Scale;LifeI event Schedule (in seguito, test
più complesso e basato su interviste)
FATTORI AMBIENTALI
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Gli eventi di vita possono assumere un ruolo di stressor sia che essi siano grandi
cambiamenti o che siano l’accumularsi di piccoli eventi di vita quotidiana.
Tutti questi cambiamenti richiedono uno sforzo di adattamento e per tanto anche gli eventi
positivi importanti possono essere considerati stressor
Fattori ambientali e personali implicati nell’esperienza di stress
FATTORI PERSONALI Nella prospettiva transazionale giocano un ruolo di rilievo i fattori
percettivo-cognitivi della persona nei confronti dello stressor
Lazarus, definisce le modalità con le quali il soggetto prepara la risposta di coping
all’evento che è stato valutato minaccioso (appraisal primario)
APPRAISAL viene definito come un processo di negoziazione tra le richieste ambientali e
le credenze e scopi del soggetto. La valutazione della minaccia è strettamente collegata alle
modalità di fronteggiamento. Recentemente l’appraisal definito come un processo
collettivo mediante il quale più individui interagiscono nella valutazione degli stressor.
Vengono distinti 4 tipi di valutazione:
1. Individuale solitaria
2. Individuale parallela
3. Relazionale indiretta
4. Relazionale condivisa
COPING sono gli sforzi effettuati dal soggetto per far fronte alle richieste esterne ed
interne fatte dalla relazione uomo-ambiente e ritenute come eccedenti rispetto a quelle
possedute
STRESS – insieme di processi di transazione tra ambiente ed individuo
PERSONA – Agente attivo in grado di influenzare l’impatto degli eventi mediante strategie
emotive, cognitive, comportamentali
Le modalità di coping attuate dipendono da abilità e risorse personali e variano dalla misura
in cui un agente esterno viene percepito come stressor
COPING E’ un’attività cognitiva atta a valutare: il significato dell’evento e l’effetto sul
benessere verificare gli effetti sulla Base di cambiamenti esterni o interni.
PERCEZIONE DELLA SALUTE E DELLA MALATTIA
MODELLI TEORICI
• non più messaggi destinati ad evocare paura
• I modelli teorici si sono focalizzati sullo studio di comportamenti salutogeni e sulla
reazione alla malattia
• La finalità di alcuni di questi modelli è esplicitamente quella di essere in grado di
prevedere l’intraprendere di un determinato comportamento, mentre altri sono
modelli generali del comportamento
I modelli teorici partono da presupposti differenti e possono essere raggruppati nei seguenti
modi:
MODELLI ASPETTATIVA-VALORE
Atteggiamenti e credenze delle persone determinano il loro comportamento
Tipo di VALUTAZIONI
Quanto prevedo che l’azione che voglio intraprendere condurrà a una serie di risultati
Come valuto i risultati che intraprendo con la mia azione
Si presume che i soggetti sceglieranno di agire razionalmente intraprendendo
comportamenti che condurranno a conseguenze positive o eviteranno conseguenze negative.
n.b. le varie teorie propongono nell’elaborazione di questo assunto di base delle variabili
aggiuntive
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MODELLI INTEGRATI oltre alle variabili cognitive del modello precedente sono prese
in esame anche:
• motivazionali
• emotive
• aspetti processuali legati alla dimensione temporale
MODELLI CON AL CENTRO IL CONCETTO DI RAPPRESENTAZIONE
SOCIALE:
• Tenendo in considerazione tutto ciò che viene prodotto nello scambio con l’ambiente
• E nel quotidiano e tutte le relazione che si instaurano con oggetti sociali complessi
Le varie teorie
• Il VALORE DELLA SALUTE- LAU E COLL., 1986, un concetto generale in cui
descrive il valore che gli individui riconoscono alla salute in relazione ad altre
variabili, felicità ricchezza.
• MODELLO DI CREDENZA IN MATERIA DI SALUTE –ROSENSTOCK E
POI BECKER E MAIMAN, 1984, l’assunto di base è che la disposizione degli
individui a mettere in atto un comportamento di salute specifico, indossare cintura
di sicurezza, cioè la percezione del rischio si basa su cosa si crede.
• TEORIA DELLA PIANIFICAZIONE DEL COMPORTAMENTO, Rivisitata da
ARZENI, 1991, le intenzioni comportamentali sono determinate da tre variabili
chiave di credenza e di atteggiamento:
1. L’atteggiamento verso il comportamento fare ginnastica è una cosa buona
2. La norma soggettiva, cioè le pressioni che ci arrivano dall’ambiente
sociale
3. Il grado di controllo che il soggetto crede di avere sul comportamento di
salute.
• CREDENZE RELATIVE ALL' AUTOEFFICACIA, BANDURA, 1994, si
riferiscono all’aspettativa che ha l’individuo sulla propria capacità di effettuare
un’azione specifica.
• CREDENZE RELATIVE AL LOCUS OF CONTROL, NORMANN E BENNET,
1996, fanno capo alla valutazione individuale dei fattori, se stesso, l’altro, il caso
che il soggetto credi di controllare. Locus of control interno hanno un livello di
manipolazione dei comportamenti più elevato.
• CREDENZE DI ATTRIBUZIONE, l’insieme di quelle convinzioni che il
soggetto adotta per spiegare la causa di eventi accaduti.
• MODELLO DI ADOZIONE DI PRECAUZIONE, WEINSTEIN, 1988, ci sono
stadi precisi, consapevolezza del rischio; credenza di vulnerabilità, decidere di
agire, agire, attendersi alla modificazione del comportamento.
• MODELLI COGNITIVI DELLA MALATTIA E DEL TRATTAMENTO, i
pazienti raggruppano 5 temi detti percezioni della malattia,
1. nominare ed etichettare la malattia,
2. la causa che include idee personali,
3. risultati attesi,
4. la guarigione, controllo
secondo questo modello la risposta cognitiva ed emozionale associate trasformate in tre
stadi : la rappresentazione, i processi di gestione e le valutazioni.

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MODULO 2
MODELLO DI AUTOREGOLAZIONE, RIADATTATO DA LEVENTHA E COLL.,
1992

L’autoregolazione è un processo che si basa sulle credenze e schemi di malattia che il


soggetto matura per esperienza diretta o indiretta, può essere una strategia di coping se
affiancata ad un processo d’intellettualizzazione.
La valutazione delle percezioni di malattia
modelli cognitivi dei pazienti sono, per loro natura, personali.
I pazienti spesso esitano a condividere questi schemi per timore di essere giudicati mal
informati o perché i tempi di durata del colloquio medico sono insufficienti.
QUESTIONARIO DELLA PERCEZIONE DI MALATTIA
Weinman e coll. 1996
Poi Moss e Morris, 2002
Più una Scala per valutare credenze sia sulla medicazione che sulla funzione generale dei
farmaci
Bishop ha dimostrato che i soggetti tentano di capire i loro sintomi ricollegandoli ai loro
prototipi di malattia; l’interpretazione dei sintomi data dal paziente influenza la contingenza
della richiesta di aiuto.
SALUTE MALATTIA E IDENTITA’
Psicologia della salute non solo psicologia della malattia, deve occuparsi di sofferenza e
difficoltà della vita, interessandosi a qualità e valore della vita. Esaminando le relazioni tra
salute, malattia e identità poniamo il soggetto in una posizione dinamica, attiva e
responsabile del proprio stare, in possibile relazione con la sua identità di paziente e il suo
ruolo di malato.
QUALITÀ DELLA VITA
Identità sono state riconosciute una serie di funzioni:
• ancoraggio, permette di sentirsi uguali;
• coerenza, genera il sentimento di unità;
• positività funzione importante dell’autostima.
IDENTIZZAZIONE
processo che consolida sia il sentimento di continuità (“rimanere lo stesso”) di unità
(“essere te stesso”) nonostante il cambiamento, la vecchiaia e la malattia, processo
funzionale ai meccanismi di adattamento e integrazione.
STRATEGIE IDENTITARIE
risposte più o meno rigide, più o meno adattate, più o meno consapevoli che cercano di
mantenere l’identità personale (o collettiva) considerando le pressioni evocate.
IDENTITÀ RETE E SOSTEGNO SOCIALE
IDENTITÀ si costruisce grazie a plurimi attaccamenti strutturati e in clima cooperativo
RETI SOCIALI Indirizzano l'individuo verso un sano sviluppo biopsicosociale
SOSTEGNO SOCIALE maggiormente implicato in infanzia adolescenza e senescenza
AUTOSTIMA valutazione intima del soggetto di fronte a se stesso (Maisonneuve)
IDENTITÀ E MALATTIE CRONICHE
Malattia: sia come life event che come una contraddizione che mette a rischio il soggetto
esponendolo a una pressione a carico dell’identità.
• soggetto malato opera prese di coscienza, cerca di sopportare elaborando strategie di
coping e testando la sua resilienza.
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• ri-composizione di un “sé possibile” immaginato (Markus & Nurius, ‘86), l’adozione
di un nuovo sé.
LA RICERCA IN PSICOLOGIA DELLA SALUTE: i metodi quantitativi
PROCESSO DI RICERCA scelto un argomento di ricerca bisogna fare il punto sullo stato
attuale delle conoscenze. Mitchell e Jolley: partire da un'idea di ricerca anteriore è più
semplice che partire da zero -più facile conseguire i risultati che convalidano le ipotesi.
PIANIFICAZIONE PROGETTO DI RICERCA
4 FASI
• Oggetto e condizioni
• Modo in cui verrà condotto lo studio – procedure
• Natura del campionamento
• Inquadrare tipo di analisi che permette di verificare l'ipotesi
DEFINIZIONE DOMANDE E IPOTESI DI RICERCA
• -costruzione questionario
• -validità e affidabilità
• -tipi di modelli di ricerca
• -campionamento
• -analisi dei dati
• -rapporto della ricerca
LA RICERCA IN PSICOLOGIA DELLA SALUTE: i metodi qualitativi
METODI QUALITATIVI
-Ricerche contestualizzate attraverso studio di casi particolari
-analisi del discorso
-osservazione naturale
-descrizione dei dati
Esaminano la comprensione del mondo del soggetto e la determinazione di meccanismi
psichici nella co-costruzione del mondo
Approfondire studio del caso singolo nell'ambiente sociale e interazione individuo-ambiente
Metodi qualitativi complementari ai metodi quantitativi
PRINCIPALI APPROCCI QUALITATIVI IN PSICOLOGIA DELLA SALUTE
approcci etnometodologici e analisi del discorso, attenzione particolare ai dati orali
raccolti in situazione concreta e quotidiana, linguaggio: mediatore privilegiato
dell'esperienza umana
interazionismo simbolico, rifiuto di ridurre lo spazio temporale umano ad un soggetto fuori
contesto e storicizzazione. I metodi devono permettere la raccolta dei dati capaci di spiegare
i processi in gioco nella co- costruzione sperimentale
approcci fenomenologici, l'interesse per lo studio concreto dei casi singoli studiati nel loro
contesto naturale. Esperienza vissuta e parola riflessiva. I metodi devono essere adattati per
esplicitare il senso del vissuto delle esperienze umane.
LIMITI DEI MODELLI QUALITATIVI
1. Mancanza di riproducibilità della maggioranza dei lavori, dovuta alla focalizzazione
sull'esperienza concreta dei soggetti
2. debolezza della generalizzazione delle ipotesi qualitative, dovuta alla grande
contestualizzazione delle ricerche
3. limitazione alla descrizione comprensiva, che evita qualunque ricerca esplicativa che
produca conoscenze generali.
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LIMITI DEL CRITERIO DI CREDIBILITÀ:
1. l'impegno prolungato nella ricerca, che permette di giustificare una conoscenza
approfondita del
campo e del materiale raccolto
2. la triangolazione, che presuppone che le informazioni siano ottenute da diverse fonti e
addirittura con diversi metodi
3. controllo dei pari, che permette un'analisi delle pratiche e un'analisi incrociata del
materiale
4.l'analisi dei casi negativi, ovvero prendere in esame anche i fatti che contraddicono le
ipotesi di lavoro
5.il confronto con i soggetti della ricerca (meno frequente), che richiede una restituzione dei
risultati ai soggetti che hanno preso parte allo studio.

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MODULO 3
IL CANCRO: ASPETTI BIOMEDICI E PSICOLOGICI

Durante il secolo scorso molti progressi nel campo della lotta contro il cancro, grazie
all'intervento di più fattori:
1) ottimismo dovuto ai traguardi terapeutici raggiunti dalla chirurgia, la radioterapia e dai
trattamenti medici
2) approccio pluridisciplinare alla malattia nelle sue varie fasi (oncologo, chirurgo,
psicologo, ecc)
3) nuovo dialogo tra paziente e medico che pone le basi della relazione attorno alla malattia
4) miglioramento delle cure complementari
5) ridefinizione delle cure palliative
6) definizione dei diritti dei pazienti
IL CANCRO: ASPETTI BIOMEDICI
L'aspetto istologico, Con i prelievi istologici si possono rilevare 4 tipi di tumori:
– i carcinomi, sviluppati a scapito degli epiteli,
– i sarcomi, sviluppati a scapito dei tessuti congiuntivi,
– i tumori germinali, sviluppati a scapito di alcune cellule dei testicoli o delle ovaie,
– i tumori celebrali.
La classificazione TNM
In funzione dello stadio di sviluppo della malattia, è stata riconosciuta una classificazione
basata su:
– T: le dimensioni del tumore primitivo e l'invasione eventuale degli organi vicini,
– N: l'invasione o meno delle ghiandole di drenaggio del tumore primitivo,
– M: l'esistenza o meno di metastasi a distanza.
Malattia localizzata malattia metastatica
La metastasi risulta dalla disseminazione del tumore primitivo verso gli organi,per via
sanguigna o linfatica. Può essere presente al momento della diagnosi iniziale o in un
secondo momento.
Alcuni tumori apparentemente localizzati al momento della diagnosi iniziale presentano
delle metastasi a distanza non individuabili con esami ordinari, dette micrometastasi (fonti
di ricaduta in assenza di trattamento generale attivo)

IL CANCRO: ASPETTI BIOMEDICI


La carcinogesi
La trasformazione di una cellula normale in una cellula tumorale è dovuta all'influenza di
diversi fattori:
– gli agenti chimici (amianto)
– i virus (papilloma virus);
– i fattori genetici o ereditari
– fattori psicologici
– fattori ambientali (inquinamento, dieta)
– fattori ormonali
Lo sviluppo di un tumore non può essere ricondotto ad uno solo di questi fattori, ma ad una
vera e propria cascata di eventi che confluiscono in un'alterazione di uno o più geni.
Il fenomeno metastatico

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Le diverse tappe che permettono ad una cellula di migrare dal tumore primitivo verso altri
organi per permettere lo sviluppo di metastasi.
1.La crescita tumorale →
2.L'invasione →
3.La circolazione sanguigna →
4. L'aggregazione →
5.L'invasione →
6.La crescita →
Strategie terapeutiche
1.trattamenti locali
-chirurgia
-radioterapia
2.trattamenti generali:
-chemioterapia
-terapia ormonale
-immunoterapia
IL CANCRO: ASPETTI PSICOLOGICI
Gli aspetti psicologici vengono descritti tenendo conto di due aspetti:
1) l'impatto psicologico del cancro e dei suoi trattamenti sui pazienti, il suo ambiente e i
curanti
2) le risonanze potenziali degli interventi psicologici sul tumore, soprattutto sulla sua
prognosi e su alcuni parametri biologici
Impatto psicologico del cancro:
-Fattori legati alla malattia
-Fattori legati al paziente
-Atteggiamento mentale e prognosi
Modello emozionale del cancro
Contrada e coll. (1990) creano un modello che stabilisce un legame tra fattori psicologici e
diminuzione delle difese immunitarie. Secondo questo modello un evitamento emozionale
costituirebbe un fattore capace di generare dei processi cognitivi quali una percezione
tergiversata dei sintomi o un ritardo della consultazione che può condurre ad uno sviluppo
della malattia in assenza di trattamento medico.
Evitamento emozionale: fattore di esposizione a un rischio di tumore
LA COMPLIANCE E LA RELAZIONE MEDICO-PAZIENTE
COMPLIANCE= osservanza terapeutica
comportamento di un paziente che segue il trattamento che gli è stato prescritto, tenendo
conto delle raccomandazioni mediche, quindi comprende più fattori, non solo medicinali.
Il termine compliance è apparso nel lessico medico nel 1975, per sostituire l’espressione
“fuga del paziente” ma, sul piano storico sembrerebbe che l’interesse per la compliance
possa essere attribuito ad almeno tre fattori:
1. Evoluzione delle terapie
2. Cambiamento di mentalità
3. Campo aperto
Alcuni psicologi francesi utilizzano, a seconda dei casi, adesione od osservanza terapeutica.
In quest’ottica, la compliance non come fenomeno omogeneo per tutti i pazienti, sarebbe
necessario distinguere almeno due processi.

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1. fiducia accordata al medico, al suo sapere e al suo status che condurrà i pazienti alla
compliance.
2. forma di percorso cognitivo dei pazienti, che li condurrebbe ad essere sensibili alla
qualità degli argomenti, alla loro portata in materia di salute, piuttosto che all’autorità
medica in quanto tale.
Uno studio (Rost 1989) distingue 4 tipi di pazienti:
A. quelli che rispondono alle domande del medico
B. quelli che cercano l’informazione
C. quelli che interrompano il medico
D. quelli che fanno domande
I tipi (b) e (d) hanno migliori comportamenti di compliance.
Valutazione della compliance: Misure dirette cioè marcatori biologici presenti
nell’organismo e hanno il vantaggio di essere oggettivi possono essere vissute come
intrusive e misure indirette sono il questionario ed il colloquio semi-direttivo, sono meno
oggettive ma più facili da applicare, non consentono di ottenere dati più ampi.
MODELLI TEORICI, Cercano di spiegare le variazioni del comportamento relativo alla
compliance a partire dalle credenze e dalle rappresentazioni dei malati
- Healt belief model, sottolinea l’importanza delle valutazioni che fanno i pazienti
delle prescrizioni e del trattamento medico, come si sviluppano, dalla minaccia della
terapia stessa.
- Modello dell'azione ragionata l’atteggiamento deriva dalle credenze e
dall’informazioni disponibile per il soggetto, questo modello sostiene l’idea che le
intenzioni comportamentali sono influenzate dagli atteggiamenti e dalle norme
soggettive dei pazienti.
• Sentimento di efficacia personale, di Bandura, questo sentimento permette ad un
individuo di creare la propria realtàci sono 2 credenze:
▪ i risultati legati a sforzi personali,
▪ la convinzione di aver a disposizione le risorse per
arrivare ad uno scopo
- Modello di autoregolazione della salute, i comportamenti dei pazienti vengono intesi
come il risultato dell’interpretazione e della valutazione che questi ultimi fanno a
proposito della loro malattia, quindi i comportamenti di compliance verso non
compliance sono messi in atto non per far fronte alla malattia, ma alla
rappresentazione di malattia., c’è un Questionario di valutazione sulle
rappresentazioni di salute, Weinmann, 1996.
Il vissuto della malattia
L’inizio di un trattamento significa l’ingresso nella malattia implica modificazione
identitarie e adattamento. Questa fase è accompagnata da uno sconvolgimento emotivo che
può influire su una buona compliance attribuire un importanza particolare a questo
momento e tener conto del contesto sociale nel quale si trovano i pazienti. Il rigetto o il
sostegno sociale percepito crea condizioni del suo adattamento e della sua compliance La
questione dell’informazione sulle conseguenze della malattia non è mai semplice da
affrontare, quale che sia il trattamento permetterà di ancorare la relazione medico-paziente
sulla fiducia, nella quale l’avvento dell’inaspettato (effetti secondari) e la mancanza di
anticipazione possono condurre al sospetto e rigetto di una relazione che deve essere la base
della compliance dei pazienti.
La relazione medico-paziente:
13
aspetto informazione comprensione, una cattiva compliance è legata ad una mancanza di
spiegazione da parte dei medici e di comprensione dei pazienti. Si distinguono 2
atteggiamenti nei medici: diretto e indiretto, il primo si fanno domande precise ai pazienti
sulla loro compliance cause e conseguenze, il secondo affronta l’argomento in modo
evasivo.
la dimensione affettiva, la compliance dei pazienti è determinata dalla soddisfazione tratta
dalla visita medica e dal modo di interagire e di comportarsi del medico con i loro malati.
Importanti sono l’atteggiamento positivo del medico, che se ne preoccupa relativamente, e
più il medico incoraggia il paziente e supporta, più il paziente sarà osservante.
ASPETTI PSICHICI E TRATTAMENTO DEL DOLORE
1974 > IASP International Association for the Study of Pain
1975 > primo numero "PAIN" rivesta scientifica
dolore: "esperienza sensoriale ed emozionale sgradevole associata ad una lesione tessutale
reale o potenziale, o descritta in termini tali da evocare siffatta lesione" (1974, IASP). Si
distingue in DOLORE ACUTO, è provocato da stimolazioni dannose per i tessuti, è intenso
e avviene in modo brutale. DOLORE CRONICO, è un dolore quotidiano che tende a
persistere per più di tre/sei mesi e non è più da considerare un segnale di allarme.
Si distinguono 3 TIPI DI MECCANISMI GENERANO DOLORE
• l'eccesso di stimolazioni nocicettive dolore di origine nocicettiva
• le disfunzioni a livello del sistema nervoso periferico o centrale dolore di origine
neurogena
• le difficoltà sociali e psicologiche, dolore di origine psicogena
NEUROFISIOLOGIA DEL DOLORE
-Ricezione e trasmissione, i principali recettori del dolore nocicettori sono delle
terminazioni libere disseminate in tutti i tessuti e organi tranne il cervello
-Proiezione gli influssi dolorosi sono distribuiti nell’insieme dell’encefalo
-Modulazione: l aspetto mutevole del dolore nell’essere umano lascia pensare all’esistenza
di meccanismi inibitori della trasmissione nocicettiva, in particolare a livello midollare, ci
sono 2 meccanismi:
1. Meccanismi di controllo segmentario
2. Controllo di origine sovraspinale
Teoria della porta-controllo del dolore, la trasmissione dei messaggi nocicettivi dipende da
interazioni fra msg inibitori e messaggi eccitanti, il dolore è provocato dallo squilibrio nella
bilancia eccitazione-inibizione o per eccesso di stimolazione o per difetto di controlli
inibitori.
VALUTAZIONE DEL DOLORE
SVA: scala visuale analogica
Localizzazione del dolore, Descrizione verbale:
– Melzack (1975): Mac Gill Pain Questionnaire (MPQ)
– Boureau, Luu, Gay, Doubrere (1984): Questionario di Dolore di Sant'Antonio (QDSA)
Valutazione comportamentale, comprende le credenze personali e le strategie di soping
relative al dolore.
Valutazione delle credenze:
-PBAPI Pain Beliefs and Perceptions Inventory scala che valuta 4 dimensioni: colpevolezza,
percezione, credenze relative, presenza permanente
Ansia: Pain Anxiety Symptoms Scale, o PASS, 3 tipi di risposta fisiologica,
comportamentale e cognitiva.
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Paura e dolore, secondo WADDELL E COLL il paziente immagina per anticipazione che
una attività andrà ad aumentare il suo dolore e la sua sofferenza.
Coping:
CSQ Coping Strategies Questionnaire comprende 5 strategie cognitive
CPCI Chronic pain coping inventory 75 item che misurano 11 strategie diverse
Memoria del dolore
La memoria esplicita di tipo episodico conserva e richiama le info contestuali che
permettono di descrivere a distanza un dolore acuto, esempio l’arto fantasma.
Trattamenti del dolore dopo aver ben definito l’intensità e la causa del dolore potrà essere
proposto al paziente un trattamento appropriato, nei centri antidolore la presa in carico del
paziente è globale.

15
MODULO 4 IL COPING NELLA MALATTIA CRONICA.
TEORIE SULL' ADATTAMENTO ALLA MALATTIA CRONICA

La vita è un processo in continua trasformazione, la salute risulta in un equilibrio


provvisorio che può essere minacciato dall’insorgenza di una malattia.
Stanton, Collins, Sworowchi rilevano 5 criteri di adattamento positivo alla malattia:
• Successi ai comportamenti adattivi alla malattia cronica
• Assenza di sconforto psicologico
• Esperienze affettive positive e poche negative cioè paura della malattia
• Rispetto del ruolo in vari ambiti es ritorno al lavoro
• Soddisfazione per la vita
• Prospettive teoriche sui fattori di adattamento alla malattia cronica
TEORIE SULL' ADATTAMENTO ALLA MALATTIA CRONICA:
TEORIA COGNITIVA DELLO STRESS (Lazarus e Folkman, 1984), per questi autori lo
stress è descritto come processo che include gli stimoli stressanti e le risposte generate, ma
anche la relazione fra la persona e l’ambiente ed è modulata da due processi: primaria e
secondaria (vedi lezioni precedenti pag 5). La stessa situazione è valutata diversamente da
persona a persona. La valutazione di perdita generano emozioni negative, ansia collera,
paura. La valutazione di sfida generano emozioni positive, gioia, esaltazione, dopo la
valutazione primaria c’è quella secondaria cioè quando una persona si reputa capace di
controllare la situazione, questa dipende dia dalle credenze personali, sia alle possibilità
reali di controllo sulla transizione specifica.
LA STRATEGIA DI ADATTEMENTO O COPING, il concetto di Coping fa riferimento al
modo di adattarsi alle situazioni e alla messa in atto di una risposta per farvi fronte, le
strategie di coping sono processi che la persona interpone Sé e la situazione percepita come
minaccia. Per Lazaurus e Folkman il coping è l’insieme di sforzi cognitivi e
comportamentali destinati a controllare, ridurre o tollerare le esigenze interne o esterne che
minacciano o eccedono le risorse di una persona.
TEORIA DELLO STRESS E DEL COPING (Moos e Schaefer, 1993) ci sono diversi tipi di
fattori che modulano la transizione in rifermento al sistema ambientale, sistema personale e
sistema di crisi.
MODELLO ESTESO DELLO STRESS E DEL COPING (Vari Autori) le valutazioni e gli
sforzi di coping sono modulati dalle risorse e dalle fratture personali, così come dalle
fratture indotte dal contesto, che si raggruppano tra: risorse tangibili cioè soldi e tempo;
eventi di vita importanti cioè lutto matrimoni; sostegno sociale ricevuto e percepito.
MODELLO DI ADATTAMENTO ALLA MALATTIA CRONICA (Maes, Leventhal e De
Ridder, 1996), la messa in atto di determinate strategie di adattamento alla malattia cronica
dipende dalla combinazione di: fattori contestuali, caratteristiche della malattia, del
trattamento e personali, eventi primordiali cioè comunicazione della malattia le cause ect.
STRATEGIE DI COPING
Due principali tipologie di risposta di coping che possono essere messe in atto (Lazarus e
Folkman) :
1) Coping incentrato sull’emozione
Risposte orientate verso le reazioni emozionali, verso lo stato interno della persona che
hanno come funzione principale la regolazione delle emozioni.
2) Coping incentrato sul problema

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Risposte orientate verso l’evento stesso che hanno come funzione principale la risoluzione
del problema.
STILI DI COPING
Endler e Parker, 1990, le persone preferiscono mettere in piedi stili di coping relativamente
invarianti nel tempo e attraverso una moltitudine di situazioni.
Lazarus e Folkman : Coping come processo dinamico
Psicologia della salute: 2 tipi di approcci non per forza opposti: inter-individuale, intra-
individuale
Nella prevenzione: è pertinente identificare gli stili di coping più stabili ed usuali: più o
meno funzionali e hanno un impatto particolare sulla salute a lungo termine.
Quando compare una malattia il paziente mette in atto delle strategie che non utilizzava
prima, in questo caso parliamo di strategie di coping elaborate dalla persona per rendere
tollerabile la tensione emozionale e per tentare di migliorare la situazione.
LA VALUTAZIONE DELLE STRATEGIE DI COPING:
• Lazarus e Folkmann: hanno sviluppato 2 scale WCC (1984), Ways of Coping check
list;WCC-R (1985), Revised;WCQ (1988), Ways of Coping Questionnaire.
• Endler e Parker: CISS (1990), propongono una scala specifica ai problemi di salute
Coping Inventory for Stressfull Situation CHIP (1998), Coping whit Healt Injuries
and Problems, scala specifica ai problemi di salute:
4 tipi di strategie di COPING:
-incentrato sul problema
-incentrato sulla distrazione
-incentrato su se stesso
-incentrato su preoccupazioni angoscianti
Carver: BRIEF COPE (1997),14 strategie di COPING:
Coping attivo
Pianificazione
Ricerca di sostegno sociale
Espressione dei sentimenti
Disimpegno comportamentale
Distrazione
Biasimo
Reinterpretazione positiva
Umorismo
Diniego
Accettazione
Religione
Consumo di sostanze scala specifica ai problemi di salute
Oggi ci si orienta ad affrontare la valutazione del coping in funzione della specificità delle
patologie, del momento della vita, e più recentemente anche della cultura.
ADATTAMENTO A MALATTIE CRONICHE SPECIFICHE:
MALATTIA TUMORALE Razavi e Delvaux (1998) momenti cardine che vive il paziente:
1) Fase di crisi esistenziale
2) Fase del trattamento medico
3) Fase di ricaduta
4) Fase pre-terminale e terminale
5) Fase di remissione e guarigione
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MAC ( Mental Adjusted to Cancer) di Watson (1988), è la scala ideata per valutare
l’adattamento alla malattia cancerosa, ha 5 strategie , lo spirito combattivo, l’evitamento, il
fatalismo, la rassegnazione/sconforto e le preoccupazioni ansiose.
DINIEGO è un modo di minimizzare una parte dell’evento per diminuire la paura. l’ansia.
MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Van Elderen, Maes e Dusseldrop, 1999: ricerca effetti di 2 tipi di Coping (Vigilante e
Evitante) sull’ansia, la depressione e il benessere nei pazienti coronarici valutati in tre tempi
(1 ,3 e 12 mesi) dopo l’incidente cardiaco in studi longitudinali e trasversali.
Risultati dello studio trasversale: Coping vigilante relazione positiva con l’ansia e negativa
con il benessere.
Risultati dello studio longitudinale Coping vigilante a T1 e T2 correlava positivamente con
il benessere a T3.
In conclusione, malgrado non sia benefico a breve termine, il coping vigilante attenua lo
sconforto emozionale a lungo termine.
INTERVENTI CHE MIGLIORANO LE STRATEGIE DI COPING:
MIGLIORARE COPING INCENTRATO SUL PROBLEMA cercano di incrementare la
capacità del paziente di gestire i problemi di salute, Educazione del paziente o autogestione,
cercano di fornire al paziente un ruolo attivo nel controllo della malattia e nell’impedimento
di conseguenze e complicazioni. Il paziente può imparare tecniche di PROGRAMMI DI
AUTOGESTIONE, è una combinazione di autosorveglianza, porsi degli obiettivi. Le
malattie croniche oggetto di programmi di autogestione sono per la malattia di ipertensione
arteriosa, i problemi cardiaci, l’asma, il diabete.
MIGLIORARE COPING INCENTRATO SULL'EMOZIONE
Stimolare i processi di accettazione della malattia e di adattamento psicologico
Ridurre le conseguenze psicosociali della malattia e/o del trattamento
Ridurre Stress, dolore e problemi relativi alle attività quotidiane: lavoro attività sociali
familiari svago
Concetto di QUALITÀ DELLA VITA a 4 APPROCCI:
• Approccio Filosofico, partendo dalla nozioni di felicità, piacere e desiderio i filosofi
sono giunti al concetto di benessere, non si deve confondere la qualità della vita con
felicità e piacere, anche se sono importanti.
• -Approccio Psicologico secondo Bradburn il concetto di qualità della vita, rimane
legato alla salute e permette un’analisi del livello di stress, delle motivazioni e della
qualità delle relazioni.
• -Approccio Politologico, il concetto di qualità della vita non è individuale ma
collettiva.
• -Approccio Medico OMS fornì una definizione di salute molto vicina con quella di
benessere.
Approcci oggettivi e soggettivi di qualità della vita
qualità di vita soggettiva → misure soggettive della qualità di vita rinviano agli item o alle
scale che tendono a determinare come l'individuo valuta le ripercussioni della malattia sul
suo funzionamento fisico, sociale e/o affettivo
qualità di vita oggettiva → rinviano agli item o alle scale che mirano a determinare il
numero o l'intensità di esperienze osservabili nella vita di una persona. Corrisponde alle
condizioni di vita del soggetto così come appaiono ad un osservatore esterno.
punto di vista collettivo: l'idea di qualità di vita sia legata all'ambiente naturale, economico,
sociale e politico in cui vive la persona.
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punto di vista individuale: la qualità di vita implica anche l'idea che esista un giudizio sulla
qualità della sua vita
Numerose definizioni di qualità di vita
OMS (1993)→ percezione soggettiva che un individuo ha della propria posizione nella vita,
nel contesto di una cultura e di un insieme di valori nel quale egli vive, anche in relazione ai
propri obiettivi, aspettative e preoccupazioni. E' un concetto che integra la salute fisica della
persona, il suo stato psicologico, il suo livello di indipendenza, le sue credenze personali, le
sue relazioni sociali, così come la sua relazioni con gli elementi essenziali del suo ambiente.
La maggior parte dei teorici della salute riconosce che uno studio sulla qualità di vita
dovrebbe permettere di valutare almeno cinque aspetti della vita di un individuo:
1. Dimensione biologica
2. Dimensione psicologica
3. Dimensione interpersonale
4. Dimensione sociale
5. Dimensione economica
valutare la qualità di vita: le diverse problematiche della qualità di vita, esistono diverse
scale che misurano la qualità di vita e si dividono in 2 categorie
SCALE GENERICHE
utilizzate con tutti i pazienti a prescindere dalla patologia. Si tratta di scale
multidimensionali, il cui principale svantaggio è quello di essere troppo generiche. SF-36
(Short Form-36 Health Survey Questionnary) che rimane uno standard del settore,
nonostante l'aspetto psicologico della qualità di vita sia poco affrontato.
SCALE SPECIFICHE
sono adatte ad una malattia specifica Sono di due tipi: scale di autovalutazione e scale di
etero-valutazione.
Molti autori propongono di associare una valutazione generica ad una specifica.
CANCEROLOGIA
Uno dei strumenti di valutazione della qualità di vita è FLIC (Functional Living Index-
Cancer) Shipper, 1984, pazienti cancerosi possono avere una valutazione relativamente
positiva della loro vita, vivere un'esperienza negativa può portare l'individuo a modificare i
valori nei confronti dei quali egli valuta la qualità della sua vita. La valutazione della qualità
di vita è influenzata da evoluzione personale modificazione dei valori rivalutazione della
situazione e i fattori affettivi.
CARDIOPATIE
due aspetti distinti:
• Preventivo: le aspettative dei pazienti relativamente ai benefici del trattamento incidono
sulla valutazione positiva della qualità di vita.
• Curativo: ad esempio nel caso dell'insufficienza cardiaca o dell'infarto del miocardio, i
quali hanno un maggiore impatto sulla qualità di vita, soprattutto sotto forma di dolori
/malesseri cronici diminuzione delle attività, di effetti secondari dei farmaci, di reazioni
psicologici, di effetti sulla dinamica e sulla vita sociale.
Quality of Life after Myocardial Infarctus (QLML) Hillers, 1994
MALATTIE CRONICHE
-Diabete
-Reumatologia
-Affezioni respiratorie
DISTURBI PSICHIATRICI
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Pinel: precursore della qualità di vita in psichiatria, PQVS cioè il profilo di qualità di vita
soggettivo è un auto questionario, che si focalizza sul vissuto del soggetto.
LE RISORSE PSICHICHE E IL CAMBIAMENTO DI VALORI NELLA
MALATTIA GRAVE
MALATTIA stato di salute caratterizzato da una perturbazione più o meno grave dei
processi vitali dell’organismo, provocata da agenti patogeni.
ESPERIENZA DI MALATTIA GRAVE
momento in cui si fa ricorso a risorse psichiche insperate per far fronte alla situazione la
malattia grave sconvolge lo stato di salute, ma anche la vita psichica, facendo precipitare il
soggetto in condizioni di vita radicalmente diverse e minacciandone l’esistenza stessa.
Nessuno è pronto ad affrontare tali sconvolgimenti, poiché gli apprendimenti anteriori e le
acquisizioni dell’esperienza sono impotenti nel loro insieme ad affrontare l’impensabile.
Durante queste situazioni drammatiche, la persona realizza che il rischio di morire
realmente ad una certa data è del tutto diverso dal sapersi mortale. Insieme di fratture
nell’esperienza stessa di vivere rottura dell’identità precedente, malati spogliati dei gusci
tranquillizzanti che assicuravano stabilità e autostima distruzione dell’immagine personale
che si erano creati Essere malato: entrare in una nuova identità sociale, imposta da nuove
regole di conformità, esperienza di de socializzazione e risocializzazione che si basa
particolarmente sul sistema dei valori. Per far fronte alla situazione e sopravvivere, bisogna
inventarsi nuovi valori laddove al momento non ce ne sono.
ADATTAMENTO
non più semplice aggiustamento ma vero e proprio meccanismo di sopravvivenza “molla
invisibile” poiché si fa ricorso in queste situazioni a risorse psichiche che normalmente il
soggetto non pensa neanche di possedere. Nel corso di questa mobilitazione di risorse, vi è
una trasformazione di sé che porta ad un altro modo di vivere, grazie al cambiamento dei
valori.
VALORI E LORO CAMBIAMENTO
valori non solo giudizi sulla realtà esterna o su se stesso, né delle semplici credenze
percepite come desiderabili e alle quali si aderisce; queste sono solo le dimensioni che fanno
parte di ciò che si chiama “scala di valori”. i valori: ragioni di vivere che organizzano le
emozioni, le percezioni, le credenze degli individui e attorno alle quali si costruisce
l’immagine di loro stessi, il sentimento che hanno nei confronti della vita ed i loro progetti.
Nelle malattie gravi, un certo numero di questi valori essenziali va in frantumi, ed il ricorso
a nuovi valori diventa l’espressione stessa dell’adattamento.
4 ASPETTI MODIFICATI CON LA MALATTIA
-immagine del corpo
-Rapporto con il tempo
-Filosofia della vita
-Relazione con il morire
Da studi sul campo: malati di AIDS si trova la ricerca di equilibrio e di forma di pace
interiore, malati di CANCRO si osserva la filosofia dell’esistenza, godersi la vita, avere
fiducia, prendersi cura di sé.
LA MORTE E IL LUTTO
La perdita del conosciuto e l’angoscia del dopo sono sicuramente i tormenti più manifesti di
coloro che vivono i loro ultimi momenti.
In molti casi, questi pazienti finiscono nella depressione e nell’ansia, che sono indici di
conflitti non risolti prima della fase terminale
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Barraclough (1999): personalità di “tipo C” tendenza dei pazienti cancerosi a negare o
reprimere le emozioni negative per paura che la loro espressione sia giudicata socialmente
inaccettabile, esternano una grande gentilezza e amano far piacere agli altri, ma quando la
malattia esplode, una parte importante di loro crolla, e si congelano psichicamente
Un sostegno assicurato da una piccola équipe, idealmente composta da un medico,
un’infermiera e uno psicologo, potrebbe diminuire le conseguenze del disastro e in questo
modo prevenire l’aumento dell’ansia dovuta all’isolamento
IL RUOLO DELLO PSICOLOGO:
L’approccio sarà basato sull’accompagnamento in cui l’offerta della propria presenza come
punto di appoggio sarà innanzitutto finalizzata a contenere l’angoscia del paziente all’idea
di attraversare gli ultimi passi della sua vita
Lo psicologo potrà dapprima offrire le proprie parole al malato taciturno, per evitare questo
silenzio terrorizzato dall’atto di morire. La comunicazione si formulerà in seguito sotto una
domanda esplorativa del tipo “quali sono attualmente le vostre preoccupazioni principali?”.
Gli interventi psicologici non devono più essere considerati come opzionali ma come parte
integrante di un piano di gestione delle cure di ogni paziente
Lo psicologo deve, lavorando in maniera parallela col paziente, costruire un senso alla
sofferenza, intercettare l’angoscia, identificare le forze insospettabili del paziente e
facilitarne la comunicazione con le persone significative. Questo incontro con l’altro,
permetterà l’incontro con sé.
LA FAMIGLIA comprende la morte del congiunto sin dal momento della diagnosi. Come
lui, va fra la speranza e lo sconforto la fede e la perdita delle sue credenze, le aspettative e le
delusioni. La lotta del paziente invita la persona cara a scortarla nei rischi di questo percorso
gesti e gli scambi spontanei sono inibiti, il paziente evita di essere un peso per i suoi cari e
la famiglia sembra risparmiare il malato reprimendo i propri sentimenti. Grande richiesta
dei servizi psicologici spesso non desiderati dal malato. “Morte”: per molti resta
innominabile anche all’ultimo stadio, poiché persiste il pensiero magico “non parlare della
morte permette a tutti di eliminarla”.
Reazioni alla morte
-Diniego
-Senso di colpa
-Rimpianto
il perdono viene identificato come modo di non lasciare niente in sospeso al fine di non
appesantire la durata del lutto.
APPROCCIO INTERAZIONISTA E DEI FATTORI EZIOLOGICI NELL'
ALCOLISMO
L'interesse dello psicologo della salute per l'eziologia non è giustificato solo a livello teorico
e curativo, ma è altrettanto necessario per la prevenzione della malattia, per la riduzione dei
danni e per la promozione della salute.
i fattori di rischio secondo l'approccio eziologico:
adottare il principio duale ma non contraddittorio
-"della diversità del problema di alcol" e di -"un continuum possibile ma non obbligato fra
questi problemi e i tipi di uso del prodotto": è l'insieme dei dati eziologici che porta dei
chiarimenti sia in relazione alla prevenzione che alle cure e al sostegno delle persone in
difficoltà con l'alcol.
necessario aggiungere la variabilità individuale dei percorsi a rischio che possono poi
sfociare o meno in uno stato patologico
21
l'azione degli specialisti dovrebbe essere rivolta maggiormente verso le strategie di
riduzione dei danni piuttosto che nei confronti della prevenzione dell'alcolismo in senso
stretto
Distinzione tra:
-cause necessarie
-cause sufficienti
APPROCCIO INTERAZIONISTA E DEI FATTORI EZIOLOGICI NELL'
ALCOLISMO
La matrice biopsicosociale del rischio, secondo ZUCKER: "il concetto di eziologia fa
riferimento ad un processo di cambiamento che va da uno stato che comprende il rischio ad
uno stato che implica l'emergenza dell'entità di malattia." Necessario utilizzare un modello
eziologico probabilistico che concepisca il rischio come una variabile "fluida" piuttosto che
"statica". Distinzione tra il rischio e la diagnosi è semplicemente questione di soglia. Il
rischio implica una "dimensione" mentre la diagnosi implica una "frontiera discreta" fra la
malattia o l'assenza di essa, e il grado di rischio varia in funzione della tappe della vita.
influenza della famiglia, come il gruppo dei pari, più livelli di influenza per studiare
l'impatto familiare sui comportamenti di alcolismo:
-influenza individuale, cioè l’impatto di un individuo della famiglia su un altro.
-parenti alcolizzati
-interazioni genitori/figli
-problemi coppia genitoriale
-rapporto con i fratelli
-gemelli omo e dizigoti
-sistema familiare
Fra le constatazioni eziologiche più appurate in particolare:
1.Disturbi Comportamentali del bambino, la delinquenza / Comportamento Antisociale
adulto
2. Comportamento Antisociale adolescenziale e iniziazione abuso alcol
3. Comp. Antisociale adulto/alcolismo adulto
Sindrome di alcolismo adulto antisociale, Zucker dice: una forma di sviluppo e limitata di
alcolismo che si differenzia dall’alcolismo antisociale per il suo carattere non duraturo e
circoscritto all’adolescenza;
un alcolismo associato a degli effetti interni, depressione ansia ect
forme primarie di alcolismo relazionali ed episodiche, legati ha forme scatenanti non
specifici prive di comorbità.
influenza dei pari, relazione statisticamente significativa tra le difficoltà precoci di
relazione con i pari e la natura antisociale e delinquenziale del comportamento futuro
dell'adolescente; inoltre, il coinvolgimento in un gruppo deviante è stato spesso associato
all'abuso di alcol.
Jacob e Leonard:
-l'aggressività precoce del bambino è un fattore predittivo del comportamento antisociale
migliore del rigetto dei pari alla stessa età;
-l'aggressività precoce nel bambino è un antecedente maggiore del rigetto dal gruppo dei
pari
-quando l'esclusione dal gruppo dei pari diventa effettiva, per il soggetto aumentano i
potenziali rischi in cui incorrere.

22
BECKER (1963, 1985) Modello di socializzazione alla marijuana, l’affiliazione ad un
gruppo di pari risponderebbe a delle aspettative anteriori del soggetto basate sui suoi
atteggiamenti antisociali e sul bisogno interno di consonanza, e discenderebbe da un
processo di selezione individuale. Gli adolescenti si influenzano tra loro.

Comorbità: coesiostenza di più patologie diverse in uno stesso individuo

23
MODULO 5
MES (modello teorico delle influenze eziologiche dovute ai genitori e ai pari),
Newcomb, 1994
modello ad equazioni strutturali (MES) che tenga di conto dei costrutti caratteristici del
campo biopsicosociale; l'effetto di influenza di queste variabili latenti potrà essere poi
testato sulle variabili risultati, sia a livello di fattore comune che a livello di parti specifiche
giocate da ognuna delle componenti del costrutto
costrutto latente definito come "disfunzione familiare": diversi aspetti comuni a vari
indicatori di problemi familiari (conflitto genitoriale, deficit di comunicazione nella
famiglia, etc) ogni tipo di problema familiare può essere utilizzato come predittore a tutti gli
effetti
Newcomb individua 4 "percorsi causali":
1. da un costrutto latente ad un altro latente;
2. da un costrutto latente ad una misura residuale specifica;
3. da una variabile caratterizzata dalla sua misura residuale ad un costrutto latente;
4. da una variabile residuale ad un'altra residuale
ALCOLISMO FEMMINILE, Eziologia profana, 2 TIPI DI ALCOLISMO:
• ricorso all'alcol si presenterebbe in tempi tardivi, significativamente associato
all'esperienza detta del "nido vuoto" trauma esistenziale
• Ingresso nel mondo dell'alcolismo precoce, almeno un familiare alcolizzato che ha
pesato sullo sviluppo del soggetto, Influenza ulteriore del gruppo di amici
ALCOLISMO MASCHILE, Eziologia profana, BIPOLARITÀ DEGLI SCHEMI
RAPPRESENTATIVI
1. evento scatenante unico e senza precedenti psicologici, culturali o biografici è sufficiente
per indurre all'alcolismo
2. ruolo patogeno dell'ambiente professionale entrano nella sfera dei problemi di alcol in età
avanzata (40aa,circa)
SAVADA: propone una "psicologia morale interazionale", più appropriata allo studio dei
tipi di comportamenti e ai problemi complessi iscritti nella durata
JESSOR
TEORIA DEL COMPORTAMENTO-PROBLEMA
consumo di alcol si colloca in un insieme più ampio di comportamenti e di variabili
psicosociali
5 SISTEMI IN INTERAZIONE, di cui 3 interni al soggetto:
Sistema di personalità, che comprende 3 sotto insiemi, motivazione credenze e valori,
atteggiamenti e sentimenti di controllo di fronte alla devianza;
Sistema dell’ambiente percepito, formano 2 sotto insiemi, la struttura distale, che include il
supporto genitoriale percepito, la natura delle relazioni percepite fra gli amici e i genitori, e
la struttura prossimale che tiene conto dell’atteggiamento percepito dei genitori nei
confronti del comportamento-problema e l’atteggiamento percepito degli amici;
Sistema comportamentale che riunisce la struttura dei comportamenti problematici, uso di
droghe, precocità di rapporti sessuali, e la struttura di comportamenti convenzionali profitto
scolastico;
poi ci sono 2 strutture esterne:
Antecedenti caratteristiche socio-demografiche;
fondamento modalità di socializzazione della famiglia.
24
In conclusione per alcuni soggetti il rischio nascerà poco dopo l’incontro con il prodotto,
per altri il rischio esiste già prima di qualsiasi consumo effettivo o, per altri il rischio si
manifesterà dopo anni di consumo controllato oppure dopo svariati episodi etilici acuti,
torneranno ad un consumo controllato. il concetto di rischio proposto da Zucker si incastra
ben con la realtà di un fenomeno in movimento e sensibile ai processi di assimilazione e
accomodamento, così si affrontano lo studio sui fattori di resilienza che proteggono alcuni
soggetti ad alto rischio.
CAMBIAMENTO DEI COMPORTAMENTI DI SALUTE
Cambiare un comportamento legato alla salute non è un compito facile Un comportamento è
prima di tutto un’azione osservabile, ma non sono le motivazioni personali che permettono
di qualificarlo come comportamento legato alla salute sono piuttosto le conseguenze,
positive o negative che può avere sulla salute.
Ci sono teorie generali e specifiche del settore della salute.
Secondo Sutton vi sono le teorie di predizione e quelle di cambiamento.
Le teorie generali di predizione sono:
 -Teoria azione ragionata, autori Fishbein e Ajzen l’adozione di un comportamento
controllato dalla volontà dipende dalla motivazione, e a sua volta canalizza tt gli
atteggiamenti e le regole che un individuo segue nei suoi confronti in un contesto ben
definito. Include solo comportamenti sorretti dalla volontà, che è limitato, per
ovviare a questa lacuna Ajezen ha introdotto,
 -la Teoria del comportamento pianificato, che riflette la capacità di adottare un
comportamento generale o al momento di superare alcune difficoltà, il valore
predittivo eo la forza di associazione saranno dipendenti di 4 elementi: l’azione,
l’oggetto, il contesto e il tempo.
 -Teoria sociale cognitiva di Bandura la spiega con 2 credenze, la credenza
dell’efficacia del comportamento e quella dell’autoefficacia. Un individuo adotta un
comportamento di salute se considera che raggiunge un determinato risultato, deve
avere fiducia nella sua capacità di realizzarlo.
 -Teoria dei comportamenti interpersonali di Triandis il comportamento risulta da 3
fattori: la forza dell’abitudine, l’intenzione di adottare il comportamento e la
presenza di condizione che ne facilitano l’adozione. I 2 primi fattori variano a
seconda delle novità del comportamento studiato. La forza dell’intenzione importante
per l’adozione di un nuovo comportamento, quella dell’abitudine aumento con il
grado dell’automatismo. Le condizioni che facilitano l’adozione del comportamento
includono contesti vari che possono favorire l’adozione del comportamento.
L’intenzione o la motivazione associata all’adozione si definisce in 4 costrutti:
componente cognitiva dell’atteggiamento
componente affettiva dell’atteggiamento
determinanti sociali
convenzioni personali
questo modello è stato adottato in diversi ambiti: utilizzo contraccettivi, diritti di condotta
automobilistico, vaccinazione contro l’influenza, pratica esercizio fisico, osservanza alla
mammografia, utilizzo del preservativo, consumo marjuana, scambio delle siringhe.
Il modello integrato, il comportamento sarebbe predetto dall’intenzione sempre in
condizioni siano favorevoli: ci sono 8 variabili raggruppati in 3 categorie:
categoria 1, atteggiamento delle persone nei confronti del comportamento da adottare è
suddiviso in componente cognitiva e dimensione affettiva
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categoria 2, norme percepite che esercitano un’influenza sulla motivazione ad agire,
possono essere le norme sociali che sono definite dalle credenze normative e dalle pressioni
avvertite e norme comportamentali.
Categoria 3 rappresenta la ns capacità ad adottare un comportamento, che è formata dalle
barriere percepite e dall’efficacia personale.
Le teorie specifiche di predizioni sono:
• -Modello credenze relative alla salute, è stato utilizzato per comprendere i
comportamenti associati alla prevenzione delle malattie es vaccinazione e
all’osservanza terapeutica. Esempio smettere di fumare
• -Teoria della motivazione a proteggersi
• -Modello informazione, motivazione e comportamento
Le teorie generali di cambiamento è il modello transteorico.
Le teorie specifiche di cambiamento sono:
 Modello del processo prudenza adattamento
 -Modello di riduzione del rischio di AIDS
IL SOSTEGNO SOCIALE E LA PRESA IN CARICO
SOSTEGNO SOCIALE
La nozione di sostegno sociale è stata introdotta in psicologia della salute per indicare
l’ambiente sociale del malato, inteso non solo nelle sue caratteristiche oggettive, ma anche
nel modo in cui gli individui lo percepiscono
Dressler e Bindon, 2000; Seeman 2001, L’importanza e la specificità del sostegno sociale
risiedono nella qualità dei supporti affettivi che queste rappresentano per il malato,
importante è il modo in cui l’individuo percepisce questo sostegno sociale
Schumaker e Brownell (1984), il sostegno sociale può definirsi come uno scambio fra 2
persone allo scopo di migliorare la qualità di vita di una di loro
Kobasa(1985) sostegno sociale: risorsa psicologica che definisce le percezioni di un
individuo rispetto alla qualità delle sue risorse sociali.
Siegel (1993) considera che la funzione principale del sostegno sociale è quella di fornire
delle informazioni ad una persona nel quadro di una rete di comunicazione formale o meno.
I pazienti devono essere in grado di identificare le fonti potenziali di sostegno sociale
all’interno del loro ambiente, al fine di poterle utilizzare efficacemente, I membri della
famiglia e l’ambiente diretto del malato hanno talvolta bisogno di essere guidati nei loro
percorsi di sostegno, aiuto tangibile, concreto, come condurre ed accompagnare un malato
alle visite mediche, può rilevarsi importante in alcuni momenti in altri momenti, sarà
preferibile il sostegno emozionale. GRUPPI DI SOSTEGNO rivolti ai malati possono essere
di importante aiuto per evitare il ripiego dei malati su loro stessi
gruppo di sostegno rivolti ai malati
• gruppi organizzati da specialisti della salute
• gruppi organizzati dai malati stessi o gruppi di auto-aiuto
gruppo di sostegno per le famiglie
• con obiettivi di prevenzione e trattamento
i gruppi di auto e mutuo aiuto:
Una considerazione preliminare deve essere fatta sottolineando l’importanza di istituire una
realizzazione del benessere mista che integra le modalità formali con quelle informali (la
differenza riguarda la relazione del paziente con il caregiver)
Ogni membro è chiamato a svolgere uno sforzo individuale e sociale ( i soggetti devono
dare oltre che ricevere aiuto)
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Si ricorda gli alcolisti anonimi
elementi specifici: origine spontanea motivata dalla problematica condivisa, lo scopo è
l’aiuto reciproco, i membri hanno tutti la stessa importanza e sono tutti uguali, le attività
sono autofinanziate e autogestite
dinamiche di gruppo: il dare e ricevere aiuto accresce il senso di autoefficacia, i soggetti
sviluppano le loro capacità e aiutano i confronti. L’esperienza diretta dei soggetti può
fornire informazioni importanti, e favorire l’incremento della rete sociale e suggerire
strategie di coping favorendo anche un processo di empowerment. Hanno una propria
ideologia (12 passi) se affiancati da un professionista questo dopo che il gruppo è decollato
deve fare un passo indietro e richiede un training specifico
IL SOSTEGNO INDIVIDUALE:
interventi psicoterapeutici brevi
proposti per alleviare lo sconforto emozionale dei pazienti colpiti da una malattia cronica il
ristabilirsi del sentimento di controllo, che può assumere diverse forme, deve essere
considerato come un obiettivo specifico della presa in carico dei malati.
Strategie di sostegno
Il sostegno deriva da un atteggiamento positivo, di non giudizio e di accettazione del malato
da parte del curante il modo non verbale utilizzato nella strategia di sostegno offre ai
pazienti la possibilità di esprimere le loro emozioni, di essere riconosciuti e di restaurare
una certa forma di autostima
Identificazione proiettiva, una forma di sostegno patogena
un tentativo da parte del curante di dissolvere integralmente le distanze fra curante e curato
da una presa in carico attiva e globale della sofferenza del malato
LA RELAZIONE MEDICO-PAZIENTE E LA SOFFERENZA
La non adesione terapeutica, è un tema cruciale, il grado di COMPLIANCE e’ la misura in
cui i pazienti eseguono le prescrizioni e raccomandazioni terapeutiche del medico e seguono
i trattamenti medici. Non sempre la non adesione terapeutica è da considerarsi negativa o
illegittima, poiché in alcuni casi può essere un modo per esercitare controllo sulla malattia e
il processo terapeutico
Ad influenzare l’adesione terapeutica giocano un ruolo rilevante LA BUONA
INFORMAZIONE, LA COMPRENSIONE, E L’ALLEANZA
Successivamente si è passati al concetto di ADHERENCE per sottolineare il ruolo attivo e
partecipativo del paziente
Esiste anche una gruppalità sotterranea che entra in gioco negli scambi medico-paziente
condizionandone la relazione. I gruppi di sostegno si affiancano e implicitamente
promuovono un atteggiamento negativo nei confronti delle cure tradizionali
COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE
Sono 2 le prospettive teoriche che hanno spiegato le relazioni tra
soddisfazione/insoddisfazione e compliace, un centrata sugli aspetti affettivi dell’interazione
l’altra su quelli cognitivi
Il modello affettivo, l’autrice Korsch mostra come la soddisfazione per la consultazione
medica fosse collegata alla valutazione relative a tre aspetti el comportamento medico:
essere amichevole, mostrare di capire i timori ed essere dotato di abilità comunicative
positive, se mancano i pazienti potrebbero sentirsi insoddisfatti (intervista 800 madri, che
avevano portato i figli in una clinica pediatrica)
Il modello cognitivo di ley sottolinea l’importanza della comprensione e memorizzazione
del messaggio che aumenta la soddisfazione e la compliance
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Hinckley analizza la relazione mediante le VARIABILI MODERATRICI che comprendono
le caratteristiche personali, le credenze, gli atteggiamenti e le variabili situazionali
Gli aspetti importanti della comunicazione riguardano, la comprensione, la soddisfazione, e
il ricordo delle indicazioni ricevute che facilitano e si traducono nell’osservanza delle
prescrizioni
modello dell’elaborazione dell’informazioni di frederikson 1992 propone la dinamica
delle interazioni medico paziente suddivisa in tre fasi : input, processo e risultato. La
comunicazione avviene su tutte le dimensioni (verbale e non) e ad ogni fase possono essere
individuati errori comunicativi.
Questo processo si basa sulla costruzione del rapporto in maniera attiva da entrambi i
partecipanti e sulla reciprocità
variabili di risultato:
I cambiamenti possono avvenire a livello cognitivo, comportamentale ed emotivo. Per gli
aspetti non verbali, l’abilità del medico sta a decifrare questi msg. Per le forme verbali c’è la
scelta lessicale, cioè se si ha un linguaggio tecnico si sente la superiorità del medico; fare
domande rivela la relazione tra medico paziente
Problemi riguardanti la percezione del paziente:
 Carenza quantitativa delle informazioni, questa sia per livelli d’ansia che riducono la
comprensione, sia per scarsa informazione fornita
 Lacune comunicative dovute alla terminologia usata nella comunicazione
 Difficoltà di memorizzazione: solitamente dovuta alla mancanza di nesso esplicito
con il problema del paziente
 Scarsa partecipazione emotiva: avvertire indifferenza può provocare scarsa
cooperatività
 Ruolo passivo: il paziente spesso risponde a domande chiuse senza comprendere il
nesso tra queste. Nella modalità storytelling spesso fornisce mole di dati non
rilevante
Problemi riguardanti la percezione del medico:
• Difficoltà controtrasferali
• Scarsità di informazioni fornite dal paziente
• Scarsa adesione da parte del paziente alle prescrizioni
Un tratto caratterizzante la relazione curante-curato è la SOFFERENZA
i malati si aspettano dai curanti due cose complementari:
-la guarigione della loro malattia e
- la presa in carico della loro sofferenza.
Dolore fisico, cioè avere male; sofferenza psicologica, cioè sentirsi male; dolore morale,
cioè essere male.
La malattia genera 2 tipi di angoscia:
• Angoscia di castrazione, paure cosce e inconsce per punizione di una colpa;
• Angoscia di morte, la malattia conferisce una potenzialità concreta.
Meccanismi adattivi del malato
• -Adattamento, cioè presa di coscienza
• -Diniego, occulta la realtà
• -Persecuzione, il paziente attribuisce ad un oggetto esterno la causa del male
• -Isolamento, apparente assenza di emozioni
• -Annullamento consiste nel sopprimere la rappresentazione fastidiosa dalla coscienza
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• -Spostamento trasferisce l’angoscia ad un problema meno grave
• -Controllo, cerca compulsivamente di conservare il controllo, si rifiuta di lasciare
andare.
la cura relazionale:
La cura: fra atto e accompagnamento, la dinamica della sofferenza si affronta con
l’accompagnamento, la verbalizzazione e il lavoro psichico, mentre la siderazione dolorosa
richiede prima un’azione terapeutica,
la malattia: supporto e non supporto, supporto è un processo mobile di appoggio esterno
grazie al quale ogni uomo si costruisce e si sviluppa.
-sostegno del corpo, attraverso cure terapeutiche, per dar sollievo e buon funzionamento del
corpo
-sostegno della madre, intesa come qualità regressiva per la cura.
-sostegno del gruppo, riconoscimento del paziente nel gruppo dei malati che gli procura
identità
-sostegno dell'io, un sostegno alla capacità di pensiero che gli permette di far fronte alla
malattia.
La messa in relazione, Essere un curante sufficientemente buono significa poter contenere
la sofferenza dei pazienti che non possono gestirla da soli. Significa aiutare il paziente, per
mezzo della relazione, a ritrovare le sue capacità e il suo equilibrio per affrontare la malattia
Stress e sofferenza del curante:
I MECCANISMI DI DIFESA
L’isolamento permette al gruppo curante di affrontare i malati in modo tecnico e scientifico.
La sublimazione implica interesse intellettuale per le patologie
Questi atteggiamenti generano una certa asimmetria della relazione curante-malato,
attaccando l’ideale di cura che abbiamo nel profondo e rendendo ancora più vulnerabili
all’esaurimento professionale.
IMPLICAZIONE PERSONALE
Il legame che unisce un paziente che soffre e un curante è un legame che potenzialmente
crea sofferenza. Affiancare ogni giorno pazienti in crisi, essere semplicemente in relazione
con con qualcuno che soffre, pone a disagio ogni curante sollecitandolo in ciò che è, anche
se cerca di mantenere una certa distanza. Tra i fenomeni che sottostanno a questo vissuto
troviamo:
-Identificazione semplice
-Identificazione proiettiva
STRESS ED ESAURIMENTO PROFESSIONALE
Il risveglio delle sofferenze personali attraverso questi due tipi di identificazione possono
portare ad un vero e proprio vissuto di esaurimento professionale: il burn out. Un quadro
depressivo aspecifico con perdita di efficacia nel lavoro, somatizzazioni multiple, difficoltà
personali, consumo eccessivo di psicotropi, ecc.
Il burnout
Burnout. Le "helping profession" sono tutte quelle professioni caricate da una doppia
fonte di stress: personale e quella della persona aiutata. Queste professioni sono considerate
a rischio: in chi svolge questi tipi di professioni, si mobilitano alcune dinamiche che se non
sono rese consapevoli rischiano in alcuni casi di intrappolare il lavoratore a causa di un
eccessivo investimento emotivo dello stesso; l'operatore sente di non poter realizzare le
proprie aspettative d’aiuto e sperimenta un sentimento di frustrazione, manifestandolo in
atteggiamenti di distacco e apatia nei rapporti con il suo paziente e nei propri rapporti
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interpersonali. Dinamiche come queste se non gestite, possono alla lunga condurre a una
sindrome definita “sindrome del burnout”. Secondo Cherniss, il burnout è il culmine di un
processo stressogeno che si articola in tre fasi: Percezione della situazione stessante;
Emotività negativa; Coping. La promozione della salute La promozione della salute è un
processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di
migliorarla. E’ essenziale mettere in grado le persone di imparare durante tutta la vita, di
prepararsi ad affrontare le sue diverse tappe e di saper fronteggiare le lesioni e le malattie
croniche. Ciò deve essere reso possibile a scuola, in famiglia, nei luoghi di lavoro e in tutti
gli ambienti organizzativi della comunità. E’ necessaria un’azione che coinvolga gli
organismi educativi, professionali, commerciali e del volontariato, ma anche le stesse
istituzioni.
È la sindrome derivante dai costi di coloro che svolgono una professione d’aiuto!
1974 Freudenberger propone questa terminologia
Negli anni ’80 viene definito lo strumento (maslach burnout inventory) con la finalità di
iniziare un lavoro empirico sull’argomento.
IL BURNOUT è una specifica risposta fornita ad una situazione dove le richieste degli
utenti sono insoddisfacibili sulla base delle proprie risorse percepite come insufficienti.
La sindrome è caratterizzata nella combinazione di reazioni di stress generiche e specifiche
alterazioni di atteggiamenti e comportamento
I SINTOMI:
FISICI: fatica, insonnia, dist.gastrointestinali, cambiamenti alimentari e uso di farmaci
PSICOLOGICI: senso di colpa, negativismo, scarsa fiducia in sé, irritabilità, scarsa empatia
e capacità di ascolto
COMPORTAMENTALI: ritardi e assenza, scarsa creatività, ricorso a procedure standard,
evitare contatti telefonici
ATTEGGIAMENTO: chiusura al dialogo con pazienti, cinismo, spersonalizzazione,
distacco emotivo ed indifferenza
Maslach e jackson, 1984:
• Esaurimento emotivo
• Depersonalizzazione
• Ridotta realizzazione personale
IL BURNOUT viene definito come un processo dove il disequilibrio tra le risorse e le
richieste (stress) viene seguito da una fase di esaurimento immediato, tensione emotiva,
fatica (strain), che culmina nell’attuazione di comportamenti distaccati e meccanici con i
pazienti, finalizzati a preservare il proprio benessere.
Di importante rilevanza appare il concetto di self-efficacy lavorativo. I soggetti colpiti da
burnout perdono di autoefficacia lavorativa che gli impedisce appagamento e soddisfazione.
Fattori predittivi, principali approcci teorici
FATTORI DI TIPO INTRAINDIVIDUALISTICO: sottolineano la discrepanza tra
aspettative e realtà quotidiana
FATTORI DI TIPO INTERPERSONALE: confronto tra il cargiver e le richieste dell’utenze
e confronto con i colleghi per verificare la propria l’appropriatezza(colleghi considerati più
competenti servono da modello e aiutano)
FATTORI ORGANIZZATIVI: l’ambiente e la struttura possono influenzare i livelli di
stress

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Il burnout risulta per tanto una possibile modalita’ di risposta di stress. E’ strettamente
correlato all’ambiente lavorativo, alle variabili individuali e alla percezione di controllo e di
risorse disponibili per far fronte alle richieste
VARIABILI DEMOGRAFICHE come sesso età e anni di servizio sono connesse al burnout
(donne di età media e anzianità maggiore)
TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ COME TIPO A, NEUROTICISMO, LOCUS OF
CONTROL INTERNO, ALTE ASPETTATIVE
CARATTERISTICHE PERSONALI:
debole e remissivo nel rapporto con gli altri, scarso controllo degli impulsi ostili, frustrato
dagli ostacoli, , dipendenza e ricerca di approvazione, eccessivo coinvolgimento con le
richieste dell’utente
CARATTERISTICHE SOTORICO-CULTURALI influenzano come la relazione medico-
paziente viene vista, vissuta ed interpretata e possono influenzare l’insorgere della sindrome
Strategie di gestione e prevenzione:
APPLICAZIONI INDIVIDUALI lavorano e rafforzano: le modalità cognitive errate,
suggeriscono tecniche di rilassamento, gestione dello stress, del tempo, rafforzano abilità
sociali, forniscono tecniche di distanziamento come il detached concern( interessamento
distaccato) e offrono strategie di coping alternative
È opportuno che L’ORGANIZZAZIONE lavori per piani e obiettivi, promuova la
partecipazione degli operatori nei processi decisionali, agisca sulla struttura dei compiti e
delle mansioni, monitori periodicamente il personale.
APPLICAZIONI NEL CONTESTO LAVORATIVO: ritengono necessario considerare la
sindrome nel suo contesto e diventa necessario la FORMAZIONE DELLO STAFF aiutando
gli operatori a definire i propri obiettivi e ridurre l’ambiguità, aiutare lo staff ad adattarsi ai
CAMBIAMENTI offrendo periodi di riposo e alternando compiti gratificanti e non, fornire
programmi di formazione sviluppando il MANAGEMENT per fornire feedback positivi
regolari in base alle prestazioni, incrementare il PROBLEM SOLVING e definire gli
OBIETTIVI

LOCUS OF CONTROL: LUOGO DI CONTROLLO. INDICA LA MODALITA’


CON CUI UN INDIVIDUO RITIENE CHE GLI EVENTI DELLA SUA VITA SIANO
PRODOTTI DAI CUOI COMPORTAMENTI O DA AZIONI OPPURE DA CAUSE
INDIPENDENTI ALLA SUA VOLONTA’

31
MODULO 6
LA SALUTE E L'INTERVENTO CENTRATO SULLA CULTURA
Cultura: è la matrice all’interno della quale opera qualsiasi comportamento umano, ed è
anche ciò che contraddistingue il comportamento umano dal comportamento animale. Le
variabili culturali non sono solo dei filtri attraverso i quali vengono percepiti la salute ed il
trattamento delle malattie, ma anche parte integrante dei processi biologici della salute e
della malattia.
La ricerca interculturale può aiutare a chiarire la natura delle interazioni fra fattori biologici,
psicologici e culturali
studi monoculturali
limitati per quanto riguarda la generalizzazione ad altri ambienti o gruppi
Studi Interculturali
permettono invece di identificare dei fattori di rischio che si possono applicare alla cultura
in generale. Essi identificano anche fattori di rischio significativi che sono amplificati, o in
alcuni casi attenuati per mezzo della cultura
I 12 INDICATORI DI SALUTE DELL'OMS:
I. Gli indicatori delle politiche di salute sono:
1. Numero di paesi in cui si continua a sancire la salute per tutti, ai livelli ufficiali più
elevati.
2. Numero di paesi in cui i meccanismi che permettono di incitare gli individui ad
implicarsi nella salute per tutti funzionano al massimo o sono in via di sviluppo
3. La percentuale del Prodotto Nazionale Lordo speso per la salute
II. Gli indicatori sociali ed economici sono:
4. La percentuale della spesa nazionale per la salute destinato ai servizi di salute locali.
5. Una distribuzione più equa delle risorse in cure elementari.
6. L'ammontare dell'aiuto internazionale ricevuto o donato per la salute
III. Gli indicatori dei servizi di salute elementari sono:
7. La percentuale della popolazione che beneficia di cure elementari e che dispone al
minimo delle seguenti risorse: acqua potabile a domicilio o a distanza accettabile;
facilità adeguate di eliminazione degli escrementi; immunizzazione contro la differite,
il tetano, la pertosse, il morbillo, la poliomielite e la tubercolosi; servizi di salute locali
che includono l'accesso ai farmaci essenziali a un'ora di marcia o di trasporto;
assistenza da parte di personale formato in gravidanze, parti e cure per bambini fini a
un anno di età; percentuale di donne in età fertile e che fanno uso della pianificazione
familiare.
IV. Gli indicatori di status di salute sono:
8. Percentuale di neonati che pesano almeno 2,5 Kg e la percentuale di bambini il cui
peso per l'età e/o per l'altezza siano accettabili
9. Tasso di mortalità infantile e materna e probabilità di decesso prima dei 5 anni d'età
10. Aspettativa di vita alla nascita secondo il sex
11. Tasso di alfabetizzazione adulto secondo il sex
12. Il PNL pro-capite
Studi sulla variabilità degli schemi di malattia in malattie trasmissibili e parassitarie:
LA CECITÀ FLUVIALE, Africa occidentale, Hunter, 1966, 1980, Cartina delle frontiere
geografiche di cecitàOMS: sforzi di prevenzione
MALATTIA DEL VERME DELLA GUINEA,Ghana e Nigeria, 1987, 1988

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MALARIA, Sri Lanka e Bangladesh,Studi sulle Irritazioni da clorochina farmaco
antimalarico
AIDS,Alcuni studi in USA hanno scoperto legame tra sconforto/depressione e un rischio
accresciuto di contagio clinico e sotto-clinico
Studi sulle componenti psicologiche e comportamentali nella malattia cronica:
• STUDIO DI FRAMINGHAN, Disturbi Cardiaci
• STUDIO DI NI-HON-SAN, E DI HONOLULU, Disturbi Cardiaci
• STUDIO DI SALUTE AVVENTISTA, Qualità e durata della vita
• PROGETTO DELLA CARELIA SETTENTRIONALE
CONTESTO SOCIALE E SALUTE
Contesto sociale, Sistema di interpretazione delle malattie e dei rischi, come sistema di
relazioni tra persone collocate in uno spazio di negoziazione, scambi e di percorso di cura.
Ineguaglianze sociali:
-Degrado: crescita delle ineguaglianze relative a morte e malattia
Influenza del sociale sulla salute e sulla malattia
Effetti nocivi del lavoro e della disoccupazione :
-intensificazione del lavoro
-disoccupazione
Difficoltà di prevenzione primaria
Difficoltà della presa in carico medica
-sociale componente importante della pratica medica
-accoglienza popolazioni emarginate
-non compliance
Gli approcci teorici considerano il SOCIALE a vari livelli
MODELLO DEI MEDIATORI DELLA SALUTE
(Rutter e coll., 1993)
sociale agisce come input a due vie: da una parte crea gli eventi di vita e il sostegno sociale
correlato (mediatori socio-emozionali), dall’altra conoscenze e informazioni (mediatori
cognitivi); questi mediatori determinano le strategie di coping.
MODELLO TRANSAZIONALE
(Bruchon, Schweitzer, 2000)
Contesto sociale considerato su due livelli:
-come Insieme di Variabili Antecedenti ( livello socioeconomico, eventi stressanti,
appartenenza e reti sociali)
-come una Possibilità percepita (valutazione) o una richiesta di sostegno relazionale
(COPING)
MODELLO SOCIOCONTESTUALE DELL'AUTOREGOLAZIONE DELLE
CONDOTTE DI SALUTE
(Ewart, 1991)
Psicologia della salute pubblica
Contesto sociale come determinante per l’autoregolazione della vita individuale e delle sue
possibilità di cambiamento, e non come diretta degli esiti di salute. Nel suo modello le
influenze socio contestuali inquadrano e determinano dei processi di cambiamento
autoregolati che intervengono su stati d’azione, solidificati in abitudini di attori socialmente
interdipendenti.
LE RELAZIONI PERSONA-AMBIENTE E LA SALUTE
Psicologia ambientale
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Nasce negli anni '70
2 obiettivi:
1.analisi e spiegazione transizioni persona-ambiente
2. Intervento per ottimizzare relazioni delle persone con i loro ambienti di vita
Congruenza persona-ambiente
La congruenza persona-ambiente si riferisce al grado di adeguatezza fra i bisogni biologici,
comportamentali e socioculturali delle persone e le risorse ambientali disponibili (bell e
coll, 1996). L' adeguatezza persona- ambiente non è dunque rigida. Essendo frutto di
un'interazione è in continua trasformazione nel tempo e nello spazio a seconda dei valori
culturali di una società, dell'età degli individui (esempio, differenza fra esigenze ambientali
di bambini e anziani) e del cambiamento dell'ambiente stesso che modifica retroattivamente
gli stessi bisogni ed esigenze.
Ambiente
Ambiente sociale e la rete relazionale di un certo individuo, l'ambiente culturale (stato
socio-economico, gruppo etnico, valori condivisi) e non meno importante, l'ambiente fisico,
naturale o costruito. L'attenzione all' ambiente-contesto come fondamentale per predire il
comportamento umano ha goduto di un interesse crescente nel tempo.
Ambiente sfavorevole alla salute: Alcuni ambienti sono considerati sfavorevoli alla salute
o comunque essere in grado di portare modificazioni accreditate sul grado di wellness degli
individui
Agenti ambientali stressanti
-Rumore
-Sovraffolamento residenziale
-Catastrofi ambientali
Irritanti ambientali
-Alloggio di qualità scadente
-Quartiere di qualità scadente
-Sclerosi ambientale
Minacce ecologiche
-Minacce che sfuggono alla coscienza
-Coscienza delle minacce
-Ruolo di variabili intermedie
Ambiente favorevole alla salute:
Potenziale psico-ambientale
Capacità di un luogo di favorire l' adeguamento fra la persona o il gruppo e l' ambiente.
Ispirandosi al modello di attualizzazione di maslow (1970), steele (1973) descrive sei
funzioni che un' ambiente dovrebbe sostenere:
-riparo e sicurezza
-bisogno di contatto sociale
-identificazione simbolica
-strumentalità legata al compito
-piacere
-crescita
Esperienza ambientale riparatrice
Tipo di esperienza che permetta di riposare l' attenzione, costantemente focalizzata su
compiti noiosi o nel rispondere a situazioni ambientali esigenti o nell' inibire la voglia di
rispondere a distrazioni.
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La restaurazione è associata ad una riduzione dello stress psicofisiologico.
L' obbiettivo è di facilitare il recupero dell' attenzione e offrire l'opportunità di riflessione, si
possono trovare 4 fattori centrali: Evasione- fascino-coerenza-compatibilità
Competenza ambientale portatrice di salute
Prendere coscienza dei propri bisogni e obbiettivi in un dato ambiente e di modificarlo di
conseguenza. Il controllo dell'individuo sul proprio ambiente permette di ottimizzare la
congruenza. Lo sviluppo della competenza ambientale appare qui come un mezzo per
sviluppare il proprio benessere.
Salute e lavoro
Il rapporto tra salute e lavoro: influenza nociva del lavoro sulla salute ė argomento molto
dibattuto. Il lavoro rappresenta anche una fonte intrinseca di profitti psicologici.
La prestazione sul lavoro, ha infatti acquisito un ruolo centrale nella costruzione
dell’autostima. Con il lavoro, l’individuo acquisisce ruoli sociali, esercita le proprie
competenze, sviluppa una rete di supporto sociale, guadagna benessere psicologico
La privazione di lavoro è in genere associata ad un deterioramento della salute psicologica e
fisica.
Principali modelli di stress lavorativo
Modello dell'adattamento persona /ambiente, propone il concetto che gli individui
ricerchino ambienti di lavoro compatibili con le loro caratteristiche, cioè permettono di
esprimere il proprio valore e competenze, lo stress sarà dunque il risultato di un difetto
adattamento fra le caratteristiche della personale e quelle dell’ambiente.
Modello domanda-controllo, gli stressor sono diversi e numerosi, karasek presenta un
modello operatorio in cui vengono sottolineate due caratteristiche comuni a questi stressor:
le esigenze o le pressioni di lavoro, il basso costo.
Modello sforzi-ricompense, secondo Siegrist il lavoro permette di accordare i bisogni
psicologici essenziali, l’autostima e autoefficacia con la struttura sociale nella quale
l’individuo esercita le proprie competenze, le ricompense sono denaro, stima, opportunità di
carriera.
Modello psicodinamico della salute
approccio della salute in termini di equilibrio psichico, ossia una visione della SALUTE
PSICHICA al lavoro intesa in funzione di una interazione dinamica, da un lato, fra
l’organizzazione del lavoro con i suoi obiettivi e le sue costrizioni e, dall’altro, gli
orientamenti e le aspirazioni dell’individuo che cerca di realizzarsi
l’organizzazione stessa del lavoro deve essere pensata collettivamente e, per questo, essere
facilitata da spazi di comunicazione che permettono di affrontare collettivamente le attività,
laddove sorga un problema.
conflitto fra costrizione dell’organizzazione e desiderio dell’individuo sfocia in uno stato di
salute al lavoro contrassegnato da sofferenza
3 FATTORI in gioco nella Salute Psichica sul lavoro
1. tutto ciò che contribuisce a mantenere o a sviluppare l’equilibrio psichico sul lavoro
2. possibilità di investimento concreto delle capacità cognitive, affettive, relazionali, che
permette il lavoro
3. qualunque lavoro è oggetto di
una valutazione al tempo stesso sociale (il giudizio degli altri) e professionale (il bilancio di
competenze)

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questo modello fornisce una griglia di lettura dei rapporti fra salute e lavoro che si basa su
una comprensione dell’equilibrio psichico o del disadattamento psichico dalle situazioni si
lavoro.
Dagli anni '60 in poi viene ampliamente preso in considerazione l’impatto dell’ambiente di
lavoro sulla salute.
Differenze interindividuali
Le differenze individuali possono determinare l’esperienza dello stress e le sue conseguenze
per la salute.
Per capire il legame fra individuo, lavoro e stress, ci si è fortemente interessati alle variabili
di personalità l’impatto dei tratti di personalità sullo stress lavorativo è complesso
Le differenze individuali possono servire come base per la selezione dei lavoratori?
Cause organizzative
Caratteristiche dell'ambiente lavorativo causa di malessere fisico e psichico
Conflitto di ruolo e ambiguità di ruolo
il conflitto di ruolo genera comportamenti e scopi contraddittori, l’ambiguità di ruolo
intralcia la realizzazione degli obiettivi.
Controllo e partecipazione alle prese di decisione
capacità di fare delle scelte e di agire di conseguenza, ma anche la capacità di predire le
conseguenze delle proprie azioni, è segno di benessere
Relazioni interpersonali
conflitti fra colleghi, fra subordinati e gerarchia, o nelle relazioni di servizi, fra
professionisti e clienti, sono fonti di stress, di ansia e di condotte di dipendenza.
Delle ricerche basate sulla teoria dell’equità hanno dimostrato che delle relazioni percepite
come inique non generano semplicemente un sentimento di ingiustizia, ma anche burn-out.
Il sovraccarico di lavoro è un fonte di stress evidente, si distingue il carico quantitativo, cioe
quantità di lavoro da compiere, e il carico qualitativo cioè la difficoltà del lavoro, ed il
carico di ruolo che rinvia alle situazioni nelle quali i lavoratori hanno troppe responsabilità.
La prevenzione
3 TIPI DI PREVENZIONE:
-Primaria, si tratta di prevenire lo stress agendo sulle sue origini o sui fattori favorenti, cioè
selezionare le persone più adatte per un compito
-Secondaria, cerca di ridurre le conseguenze dello stress prima che queste assumano
proporzioni più gravi
-Terziaria, interviene laddove l’individuo abbia subito un trauma profondo proponendogli
un trattamento o una modificazione delle condizioni di lavoro con l’obiettivo di un ritorno
all’occupazione.
INTERVENTI CENTRATI SULL' INDIVIDUO, possono consistere nel fornire agli
individui delle informazioni sui sintomi gli effetti o le cause dello stress, una delle tecniche
usate è il diario di bordo, si annoterà l’ora il luogo il contesto i fattori dell’evento stressante
e le reazioni.
INTERVENTI CENTRATI SULL' ORGANIZZAZIONE, può consistere nell’osservare il
livello di stress nell’istituzione.
Secondo l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, la categorie di rischi
considerate più importanti per l’avvenire sono gli agenti chimici, cancerogeni, la sicurezza e
gli aspetti psicosociali, stress sul lavoro
La percezione vulnerabilità e ottimismo

36
Il concetto di rischio ha molteplici sfumature l’attenzione della psicologia va sul RISCHIO
SOGGETTIVO
È importante distinguere:
-LA PERCEZIONE DEL RISCHIO riferita ai processi cognitivi
-L’ASSUNZIONE DEL RISCHIO riferita ai comportamenti nocivi
-LA PROPENSIONE AL RISCHIO tratto di personalità in grado di orientare percezione e
comportamento
La concezione COGNITIVISTA interpreta il rischio come spinta motivazionale alla
cessazione di comportamenti nocivi e l’incentivo nell’intraprendere comportamenti
salutogeni e preventivi
Il rischio viene considerato anche come la probabilità del verificarsi di eventi nefasti e le
loro conseguenze, In altri casi ci si limita a valutarlo in termini di vulnerabilità.
HEALT BELIEF MODEL, RISCHIO come percezione soggettiva in relazione ad una
minaccia, TEORIA DELLA MOTIVAZIONE A PROTEGGERSI, Valuta quanto il
soggetto si sente vulnerabile al rischio, non hanno dimostrato con certezza la relazione tra:
Percezione di rischio/Vulnerabilità e comportamento
Markova, 1996, Valutare concetto di VULNERABILITÀ
In 2 aspetti distinti:
Valutazione cognitiva
Valutazione emozionale
(Paura)
Valutazione della probabilità di accadimento
I rischi vengono valutati in termini di probabilità. Più i rischi sono disponibili, più risultano
probabili, Anche se ha difficoltà nel quantificare
Nonostante la valutazione, i soggetti sono riluttanti a considerarsi personalmente vulnerabili
Questo sembra dovuto al fenomeno dell’ottimismo comparativo. Il soggetto tende a
sottovalutare il rischio per sé per preservare la propria autostima ed incrementare il
benessere
Queste valutazioni errate sono determinate da:
-Variabili cognitive (euristiche)
-Variabili motivazionali (ridurre ansia)
-Fattori contestuali (tipo di domanda)
Altro aspetto è la
Valutazione delle conseguenze La maggior parte dei comportamenti a rischio avranno
conseguenza a lungo termine e non nell’immediato. La percezione del rischio per tanto si
basa anche sulla fruibilità di immagini e convinzioni e non su esperienze
IL RUOLO DELL' OTTIMISMO:
Carcer e scheier 1990 ottimismo come tratto di personalità soggetti inclini ad aspettarsi
del futuro eventi positivi. L’ottimismo è correlato con buoni livelli di benessere, I soggetti
sono più inclini a comportamenti preventivi e hanno buone strategie di coping.
Ottimismo come stile attribuzionale È la specifica modalità attribuzionale sia per eventi
positivi che negativi.Gli ottimisti fanno attribuzioni: ESTERNE, SPECIFICHE, INSTABILI
Le conseguenze positive come stabili e le negative come instabili.
Ottimismo come esito imperfetto di una valutazione cognitiva I risultati positivi
accadono più a noi che agli altri. Ottimismo comparativo
VAN DER PLIGT (1994): Fattori responsabili dell'ottimismo

37
Fattori cognitivi bias egocentrico, esperienza personale, credenze stereotipiche controllo
personale
I biases ottimistici sono distorsioni deliberate e hanno un ruolo strumentale nel
raggiungimento dei risultati desiderati
Fattori motivazionali: difesa dell’autostima, negazione difensiva
Esistono ancora dibattiti sul ruolo dell’ottimismo che e’ riconosciuto ora in maniera positiva
per il suo valore protettivo e rafforzativo ora in maniera negativa poiche’ aumenta il rischio
di sottostimare e di esporsi a rischi riducendo l’uso di precauzioni

COPING: STRATEGIE DI ADATTAMENTO. INSIEME DI MECCANISMI


PSICOLOGICI ADATTIVI MESSI IN ATTO DALL’INDIVIDUO PER
FRONTEGGIARE PROBLEMI PERSONALI ALLO SCOPO DI GESTIORE O
RIDURRE LO STRESS ED IL CONCETTO

38
MODULO 7
IL CONTROLLO
Il controllo costituisce uno dei processi più importanti e diffusi e produce effetti sulla salute
sia in maniera diretta che indiretta
Il controllo può essere guardato da molti punti di vista diversi, come proprietà del contesto,
della persona o come interazione tra questi
Tipi di controllo
CONTROLLO COME VARIABILE DI CONTESTO È un processo PERCETTIVO-
COGNITIVO transitorio elaborato in situazioni particolari (può essere manipolato
acquisendo abilità di fronteggiamento)
CONTROLLO COME CARATTERISTICA DI PERSONALITÀ È una modalità d’essere
dell’individuo ed è una caratteristica stabile
CONTROLLO COME STILE COGNITIVO Modalità cognitiva modificabile nel situazioni
CONTROLLO COME INTERAZIONE Intesa come modalità di interazione tra soggetto e
ambiente (processo psicosociale) e si identifica con il POTERE
Teoria dell'apprendimento sociale Rotter,1966
Questa teoria sosteneva che la relazione tra le proprie azioni e determinati risultati sia
guidata da un’aspettativa. il soggetto intraprendera’ un determinato tipo di azione se si
aspetta di raggiungere uno scopo e se questo ha un valore Rotter successivamente distingue
gli orientamenti di controllo in esterni ed interni, locus of control. Critiche: il costrutto è
stato criticato il fatto che non si sa che valore le persone attribuiscono alla salute e che
questo costrutto non possa essere considerato un tratto stabile di personalità
LA TEORIA DELL’HARDINESS – Kobasa, 1979
Il controllo percepito diventa una dimensione essenziale di un tipo particolare di personalità:
HARDY, Effetto di protezione contro lo stress ma può portare alla negazione dei problemi.
Ci sono tre fattori: impegno, le persone sono molto impegnate nella vita e nel lavoro; sfida,
percepiscono i cambiamenti come sfida; controllo pensano di padroneggiare gli eventi;
Controllo come attribuzione
Studi hanno dimostrato che i soggetti fanno attribuzioni causali sulla propria malattia, con la
finalità di rintracciarne le cause ed esse variano in relazione alla dimensione di internalità
esternalità. Queste possono contribuire a determinare comportamenti successivi.
L’ATTRIBUZIONE CAUSALE è la tendenza a ricercare cause che possano spiegare gli
eventi, L’attribuzione interna (è colpa mia) è comune con malattie gravi. I processi di
attribuzione riguardano le regole per fare inferenze sulle attribuzioni. L’attribuzione può
essere interna o esterna, ma è un concetto distinto dal locus of control. Questa avviene a
posteriori ed è un processo percettivo cognitivo.
Locus of control e impotenza appresa Seligman 1975
La teoria sostiene che i soggetti possono apprendere di non avere controllo su ciò che
succede loro in determinate circostanze
Mancata corrispondenza tra sforzi per l’evitamento e verificarsi di una determinata
condizione
Gli esiti negativi vengono attribuiti a se’ stessi, quelli positivi a fonti esterne
I soggetti che spiegano gli eventi negativi in termini di cause esterne, stabili e globali sono
più inclini alla depressione e a reagire con impotenza quando si verificano questi eventi.
Questo può inficiare la terapia e rendere i pazienti meno collaborativi.
LA SELF-EFFICACY, Bandura
Il senso di autoefficacia ha 2 effetti sulla salute molto importanti:
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Fronteggiare eventi stressanti, Le reazioni allo stress sono dovute allo scarso controllo
percepito dal soggetto su situazioni minacciose, se il soggetto ritiene invece di poter
affrontare l’evento potrà attivare processi biologici che limiteranno la risposta da stress.
Modificare comportamenti nocivi, L’autoefficacia è la credenza che ha il soggetto di poter
esercitare un controllo diretto sui propri comportamenti. Per tanto i soggetti potranno
mettere in atto strategie efficaci per modificarli e saranno in grado di autoregolare il proprio
comportamento continuando a lottare e mantenendo gli obiettivi raggiunti
PROMOZIONE DELLA SALUTE
1974: Il concetto di promozione della salute fece la sua comparsa con il primo ministro
canadese Lalonde, 1977: OMS fa suo questo concetto, 1986: concetto di PROMOZIONE
DELLA SALUTE nella Carta di Ottawa.
In questo documento la promozione della salute veniva definita come un intervento
multifattoriale teso a ridurre i divari sociali nelle opportunità di raggiungere e mantenere lo
stato di salute incrementando la prevenzione e rafforzando le risorse tese a migliorare la
qualità della vita dell’individuo nella sua comunità.
Gli interventi sono passati da una sola riforma ambientale ad un’attenzione finalizzata a
modificare gli stili di vita promuovendo i fattori protettivi e riducendo i rischi.
L’approccio alla promozione della salute così come lo intendiamo oggi è emerso negli anni
’80.
PROMOZIONE DELLA SALUTE – Aboud (1998) la promozione della salute consiste in
un’azione politica, sociale ed educativa che rafforza la consapevolezza pubblica della salute,
incentiva gli stili di vita sani e l’azione della comunità in favore della salute, e rende le
persone potenti nell’esercitare i propri diritti e responsabilità nel modellare gli ambienti, i
sistemi e le politiche che conducono alla salute e al benessere.
strategie su tre fronti:
-politico (richiedere risorse e accessibilità)
-sociale ( sviluppare sistemi di comunità a sostegno dei comportamenti di salute),
-educativo (fornire alla persone conoscenze).
la promozione si occupa di migliorare la condizione di salute degli individui e delle
comunità, ha portata più ampia della prevenzione (la cui finalità si limita al mantenimento
della stato di salute attuale).
OMS: PROMOZIONE DELLA SALUTE
promozione della salute come il processo mediante il quale si cerca di incrementare il
controllo e di migliore la salute delle persone. La promozione della salute mira ad
incrementare il controllo e il potere delle persone sugli aspetti che influenzano la salute.
Uno dei concetti chiave è pertanto quello di potere che in questo ambito fa riferimento al
coinvolgimento di tutta la comunità nella promozione di iniziative a favore della salute.
McDonald (1998) la promozione della salute include 3 tipi di attività:
1.l’educazione/comunicazione sulla salute, allo scopo di educare chi occupa posizioni di
potere e la comunità in generale, sulla salute positiva;
2.la prevenzione delle malattie, per ridurre i rischi di malattie e disabilità;
3.la protezione della salute, che deriva dall’approccio tradizionale della salute pubblica
Ewles e Simnet (1999) propongono 7 ambiti di attività all’interno della promozione della
salute:
1. Programmi di Educazione alla Salute
2. Servizi Sanitari Preventivi
3. Lavoro nella Comunità
40
4. Sviluppo organizzativo
5. Agenzie Pubbliche e volontarie
6. Misure sulla salute ambientale
Attività economiche e regolatorie
Evoluzione della promozione della salute
-prima metà del ‘900: si identificava con l’approccio della salute pubblica, il quale si
concentrava sulle riforme ambientali.
-anni ‘50-’60: l’attenzione si è spostata sul bisogno di modificare i comportamenti di salute
individuali.
-anni ’70: l’approccio educativo è stato criticato, troppo ristretto
-anni ’80: è emerso l’approccio che conosciamo oggi: racchiude l’educazione alla salute, ma
mostra una attenzione crescente verso le determinanti della salute (condizioni sociali,
politiche, economiche, ambientali) e il coinvolgimento delle persone nel plasmare la propria
salute.
Approccio ECOLOGICO alla promozione della salute:
L’accento viene posto sulle dinamiche fuori e dentro i sistemi che ne prendono parte
valutando la salute come prodotto di queste interazioni.
Gli aspetti che vengono presi in considerazione vagliano le conseguenze che ogni modifica
ha, dal fatto che il funzionamento chiama in causa l’interazione uomo ambiente
(empowerment) e che ogni ambiente ha delle specificità e peculiarità da tenere in
considerazione. Inoltre risulta importante tenere presente interventi multilivello e
multisettoriali.
Diventa obiettivo importante educare alla salute in termini di PREDISPORRE,
FACILITARE E RINFORZARE.
Gli interventi devono essere determinati caso per caso poiché spesso il fine dei soggetti non
è quello di garantirsi la salute, ma quello del soddisfacimento dei propri bisogni, rendendo il
benessere non un fine (come per i salutisti) ma un mezzo. Diventa perciò determinate
conoscere i BISOGNI DELL’UTENZA.
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
Il punto di partenza per ogni azione preventiva per “creare salute” è l’approccio educativo,
anche quando si ricorre ad altri tipi di intervento (es. economici, legislativi) (Green e
Kreuter 1999)
Educazione alla salute (Green, 1990)
"Ogni combinazione di esperienze di apprendimento che mirano a predisporre, facilitare e
rinforzare gli adattamenti volontari del comportamento di salute individuale e collettivo”
Cambiamenti nelle principali cause di mortalità, necessità di cambiare i messaggi educativi
oggi centrati sulla probabilità e focalizzati su stili di vita duraturi
In un primo momento si mirava a modificare i comportamenti in modo da accrescere la
sicurezza e le pratiche igieniche
la diminuzione di mortalità per malattie infettive e l’aumento per quelle croniche hanno
fatto sì che i comportamenti non venissero condannati sulla base del danno, ma sulla base di
eventi personali, futuri, distanti e forse improbabili (fumare=cancro)
Principali modelli di educazione alla salute
MODELLO DEL FORNIRE INFORMAZIONI, Basato sul modello biomedico, l’esperto
fornisce informazioni ad un pubblico passivo spiegando e come modificare i comportamenti
nocivi. Questo avviene basandosi sul presupposto che i soggetti siano interessati ad adottare

41
comportamenti adeguati e a migliorare il proprio comportamento sulla base delle
informazioni
MODELLO DEL SELF-EMPOWERMENT Questo modello sostiene che il rafforzamento
dell’autostima e la fiducia in sé stessi siano indispensabili per far si che il soggetto si trovi
nella posizione migliore per attuare strategie preventive e stili di vita sani. Persone
indipendenti e potenti attueranno comportamenti sani
MODELLO DI SVILUPPO DELLA COMUNITÀ Questo modello coinvolge i soggetti
nella progettazione della propria educazione focalizzandosi su soluzioni collettive (gruppi di
donne e omosex)
Progettazione di interventi educativi per la promozione della salute
L’efficacia degli interventi di educazione e promozione alla salute dipende dalla qualità del
processo di progettazione, questa deve partire da una conoscenza approfondita delle teorie
psicologiche del comportamento e da conoscenze pratiche derivate dall’esperienza.
La progettazione di un intervento educativo segue la sequenza procedurale della ricerca
intervento o ricerca-azione, e implica 3 fasi principali:
Valutazione dei bisogni
Sviluppo del programma
Valutazione effetti prodotti
Livelli di intervento
Approccio della comunicazione persuasiva usato per spiegare come sia possibile
modificare le conoscenze, le credenze e poi il comportamento.
Approccio cognitivo-comportamentale si focalizza sull’azione e individua comportamenti
specifici da modificare usando i principi della teoria dell’apprendimento, esso include fasi
distinte:
• Identificare i comportamenti da modificare
• Il comportamento ideale va scomposto in parti che vanno apprese passo passo
• Si forniscono ricompense per incoraggiare l’apprendimento.
Approccio ecologico Deve tenere conto che l’individuo è immerso in una trama di relazioni
sociali, pertanto occorre introdurre una dimensione interpersonale, nella convinzione che le
dinamiche che si attivano nelle relazioni siano più efficaci nell’influenzare i comportamenti
di salute e siano più duraturi.
Livelli di intervento Sulla base del livello di analisi e dei contesti in cui l’intervento si
realizza cambiano in parte anche le tecniche da usare.
Interventi sui gruppi
Potenziamento dell’autostima, della abilità interpersonali, dell’empowerment individuale.
Reti relazionali: si individuano almeno 4 modalità su come agire sulle reti:
1. Rafforzare quelle esistenti
2. Svilupparne nuove
3. Rafforzarle attraverso l’uso di self helpers presenti nelle comunità
4. Rafforzarle attraverso la partecipazione alla soluzione dei problemi.
Approccio della comunicazione dei rischi
Affronta lo scambio di informazioni sui rischi esistenti e le strategie per affrontarli.
-livello individuale: lezioni di esperti, mass media, screening, materiale informativo
-livello di gruppo: comunicazione, brainstorming, soluzione collaborativa dei problemi,
presa di decisione collettiva.
-livello di sistemi sociali:

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tecniche che tengano conto della struttura dei ruoli, delle distribuzione del potere: lavoro di
rete, coinvolgimento dei membri
-sottogruppo difficilmente raggiungibile attraverso contesti più strutturati, l’educativa di
strada è particolarmente consigliata
EDUCAZIONE AFFETTIVO – SESSUALE FATTA ETIVATY
Nessuno ha davvero bisogno di un libro o di un insegnante per capire quali sono i gesti e le
cose del sesso. Noi umani siamo stati capaci di riprodurci per millenni senza avere a
disposizione alcun libro o educatore sessuale. Non c’è bisogno dell’educazione sessuale per
capire come si fa il sesso. C’è invece bisogno dell’educazione sessuale per imparare come
proteggere la nostra salute in relazione ai nostri comportamenti sessuali. I nostri bambini
hanno bisogno di adulti capaci di promuovere un’educazione sessuale che li sollevi dalle
loro paure ed ansie, un’educazione sessuale davvero capace di proteggerli. G.G.Abel e
N.Harlow The stop child molestation book. Xlibris Corporation, 2001
La sessualità è parte della vita degli esseri umani. Dalla relazione che gli adulti hanno con i
bambini, dipende anche il tipo di messaggio che i bambini ricevono intorno alla sessualità,
quale idea essi si fanno del sesso. Cosa può fare allora l’adulto a proposito della sessualità
nel rapporto con i bambini? Noi suggeriamo che innanzitutto verifichi la propria idea
riguardo alla correlazione tra sessualità e progetto di vita per verificare se la sessualità è per
lui un fatto espansivo, di realizzazione di sé, di raggiungimento della pienezza del proprio
essere. La seconda cosa che suggeriamo è che l’adulto dia segnali che il sesso non è una
cosa sporca, da nascondere, da negare, da proibire senza dare spiegazioni o motivazioni. Il
cattivo uso del sesso può diventare un fatto negativo, ma il sesso è un fatto positivo ed è
parte integrante della vita. La terza cosa: dare segnali che la vita è anche piacere, e non solo
fatica, sofferenza delusioni.” Giommi, M.Perrotta (1994) Guida all’educazione sessuale.
Juvenilia, Milano
“Se vogliamo parlare con i figli adolescenti di sesso “dobbiamo avere in mente qualcosa di
molto bello che ancora ci appassiona. Dobbiamo poter trasmettere loro il gusto per un
grande piacere che si può raggiungere soltanto se si è disposti a spendere un po’ di impegno
e di fatica. Dobbiamo far nascere in loro il desiderio di una sessualità fatta di gioia, di corpi
che si prendono, di emozioni, di piacere dei sensi e di gioco, d’amore, di stupore e di doni.
Dobbiamo convincerli che ne vale la pena, anche quando il cammino può sembrare un po’
troppo lungo e difficile. Sia pure la nostra, una battaglia contro il fast food del sesso, contro
l’inevitabile delusione del tutto e subito, ma sia combattuta con la forza del piacere più che
con codici e divieti. Soltanto per qualcosa che merita i ragazzi sono disposti ad accettare la
scommessa con se stessi e con la vita. Qualcosa che dia un senso al sesso. Fabio Veglia,
Rossella Pellegrini (2003) C’era una volta la prima volta. Come raccontare il sesso e
l’amore a scuola, in famiglia, a letto insieme. Erickson, Trento
PAROLE CHIAVE
• EDUCARE vs CONDIZIONARE
• PROMUOVERE vs PREVENIRE
• ACCOMPAGNARE vs DIRIGERE
• SERENITA’ vs ANSIA
• STILE DI VITA vs COMPORTAMENTO A RISCHIO
• AFFETTIVITA’ vs GENITALITA’
• SESSUALITA’ vs SESSO
L’atteggiamento di chi parla di sesso è quasi sempre poco disinvolto. Per non farsi vedere
troppo emozionati, spesso si ride o si scherza, trasformando la vita sessuale in una continua
43
barzelletta. O se ne parla tra amici al bar come si fa per il campionato di calcio. E, al bar, sul
sesso, si inventa quasi tutto
Fabio Veglia, Rossella Pellegrini (2003) C’era una volta la prima volta. Come raccontare il
sesso e l’amore a scuola, in famiglia, a letto insieme. Erickson, Trento
Nel passaggio da infanzia a preadolescenza tutte le sfide evolutive ruotano intorno ai
cambiamenti corporei e alle nuove funzioni che il corpo deve assolvere.
La tappa conclusa dell’acquisizione dello schema corporeo evolve ora nella nuova sfida: la
mentalizzazione corporea
“Pensare al proprio corpo non significa pensare il corpo. Pensarci è facile, pensarlo è arduo
perché significa tentare di rappresentarlo nel suo insieme, nel suo aspetto complessivo,
partitamene nelle sue funzioni, regalargli un significato relazionale, sociale, sentimentale,
erotico, generativo ed etico: e riuscire a ipotizzare il suo sviluppo, la sua decadenza e la sua
morte, raccogliere e dare senso alle nuove esperienze del desiderio ingovernabile e del
piacere perturbante. L’adolescente prevede di affrontare e riuscire a realizzare questo
compito di sviluppo che definiamo “mentalizzazione del corpo”, per sottolinearne
l’aspetto centrale e cioè la costruzione mentale di un’immagine, di una rappresentazione
ricca di affetti; un evento psichico diverso da quello previsto dalla costruzione dello schema
corporeo” 

G.Pietropolli Charmet 

Gli adolescenti vivono immersi in un bagno di suoni provenienti da congegni elettronici che
incanalano verso le orecchie un flusso di sonorità musicale mentre i loro occhi sono
bombardati da uno stormo di immagini televisive. Il loro spazio sociale di incontro e di
apprendimento sta diventando sempre più Internet e il loro modo di comunicare è quello
legato alla posta elettronica. Una delle immediate conseguenze di questa esperienza è la
diminuzione dell'importanza del corpo. Il corpo naturale rimane punto d‘appoggio di
immense protesi elettroniche che creano un nuovo concetto di corpo dai confini assai
indefinibili. G. Pietropolli Charmet Ragazzi cibernetici ascoltate il vostro corpo.Corriere
Salute, 17/1/1999
Quando le ragazze nel diciannovesimo secolo pensavano a come migliorare se stesse quasi
sempre si concentravano sulle proprie caratteristiche interiori e a come queste si riflettevano
nel loro stile di vita e nei loro comportamenti esteriori. Nel 1892, il diario personale di
un’adolescente così riportava: “Sono risoluta a non parlare ad altri di me stessa o dei miei
sentimenti. A pensare prima di parlare. A lavorare seriamente. Ad essere dignitosa. Ad
avere più interesse negli altri.” Un secolo dopo, negli anni ’90 le ragazze americane avevano
un punto di vista completamente diverso. In una risoluzione scritta da un adolescente sul
proprio diario, questo è quanto si legge” Cercherò di migliorarmi in tutti i modi possibili
con l’aiuto della mia paghetta e del denaro che guadagno come baby-sitter. Dovrò perdere
peso, procurarmi un nuovo paio di occhiali, ho già cambiato il mio taglio di capelli, mi
truccherò e vestirò in modo nuovo e acquisterò nuovi accessori”. Loan Jacobs Brumberg
The Body Project: An Intimate Hystory of American Girls
Che impatto hanno i media sulla mentalizzazione corporea e sulle fantasie dei soggetti in
eta’ evolutiva?
Educazione affettivo-sessuale
Neocorteccia pensiero e cognizioni
Risposta automatica schema azione-reazione
Arra limbica emozioni e regolazioni
Quale relazione esiste tra le diverse dimensioni in cui puo’ essere declinata la sessualita’ e le
strutture deputate al funzionamento mentale?
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Il cervello triuno di maclean:
• Complesso r (cervello rettiliano o arcaico)
comparso in rettili e anfibi, contiene le
strutture anatomiche del tronco encefalico e dei nuclei della base. Regola funzioni
fisiologiche essenziali, e istinti che implicano interazioni sociali minimali :
predazione, raccolta, sessualità, reazioni di attacco-fuga, territorialità ed
esplorazione.
• Paleocortex (o sistema limbico) 
emerge nell’ evoluzione di uccelli e mammiferi.
Contiene strutture come l’ amigdala, l’ippocampo, e il giro del cingolo. Shore (2003)
considera la corteccia orbitofrontale parte essenziale del sistema limbico (integra
informazioni corticali e subcorticali). Regola le interazioni sociali
• Neocortex compare nei primati e nell’uomo raggiunge un’enorme espansione specie
in sede prefrontale. Regola le funzioni cognitive superiori, tipicamente umane.
Le tre dimensioni della sessualità
• ISTINTUALE – RIPRODUTTIVA (cervello rettiliano)
• 2. EMOZIONALE – SENSAZIONALE (cervello limbico)
• 3. MATURA – RELAZIONALE (neo-cortex)
Educazione alimentare linee guida –miur, ottobre 2015
le tappe principali dell'educazione alimentare: dagli anni '80 al 2000:
1975: a Roma, Prima Conferenza Nazionale per l'Educazione AlimentareOrganizzata dall
'Istituto Nazionale della Nutrizione
1981: a Bologna, primo convegno, "Educazione Alimentare in Europa", promosso dalla
Cooperazione dei consumatori
Punti fermi:
-Bisogno di distinzione tra momento informativo e momento educativo
-Riconoscimento della complessità dell'atto alimentare
-Necessità di affrontare l'Educazione Alimentare in modo sistemico
Limiti dei Progetti presentati nei 10-15 anni successivi:
-Identificazione dell'Educazione Alimentare con l'educazione nutrizionale
-Parcellizzazione e dispersione delle esperienze
Dagli errori degli anni precedenti si arriva agli '90:
Cambiare il modo di approcciare all'educazione alimentare nella scuola
Spostare l'approccio su un piano realmente motivante più aderente alla realtà, agli interessi e
all'esperienza quotidiana dei giovani interlocutori
due fenomeni degni di attenzione:
1. Diffondersi dei Progetti di Educazione sensoriale
2. Rivalutazione delle attività di cucina all'interno del percorso scolastico
Giovani realmente motivati e disponibili a riflettere sul propio comportamento: primo passo
per diventare protagonisti attivi delle proprie scelte e modificare le abitudini personali
Dal 2001 ai giorni nostri:
2001, Roma: seconda "Conferenza Nazionale per l'Educazione Alimentare
Idea di qualità del cibo in 4 parametri:
1. Sicurezza
2. Caratteristiche sensoriale
3. Valore nutritivo
4. Gratificazione
Entra in gioco oggi un altro parametro:
La SOSTENIBILITÀ:
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Legata all'impatto che le produzioni alimentari hanno sull'ambiente e sull'organizzazione
sociale, considerando anche aspetti etici della produzione e del consumo
Prevale ancora un'idea di Qualità tecnica del cibo che non corrisponde alla qualità globale
del sistema alimentare
Il salto da operare è: sensibilizzare i giovani su un'idea di qualità più complessiva che
coinvolge il benessere del singolo è quello della società in cui vive e dell'ambiente da cui
ottiene risorse
CIBO DI QUALITÀ OGGI:
-Sicurezza
-Caratteristiche sensoriali
-Valore nutritivo
-Rispetto dell'ambiente e delle risorse
-Rispetto di fondamentali principi etici
-Gratificazione
MIUR: Programma Nazionale Pluriennale "Scuola e cibo" Piani di Educazione scolastica
alimentare AA: 2009-10 al 2011-2012
Obiettivi attuali dell'educazione alimentare a scuola:
1. Incentivare la consapevolezza
2. Favorire adozione di sani comportamenti alimentari
3. Promuovere conoscenza settore agro-alimentare
4.promuovere trasversalità dell' educazione alimentare
5.promuovere concetto di socialità complessiva del cibo
Educazione alimentare scolastica:
Approccio sistemico
5 aree tematiche fondamentali:
1. Rapporto sensoriale con gli alimenti
2.nutrizione ambito scientifico
3.merceologia (conoscenza del cibo)
4.igiene e sicurezza alimentari
5.approccio culturale al cibo
La carta di milano (17 febbraio, expo 2015)
Nutrire il pianeta, energia per la vita
-italia riconosciuta dall'unesco per la dieta mediterranea
-fare educazione alimentare
-la scuola può fare molto
EDUCAZIONE ALIMENTARE
Integrare progressivamente aspetti fondamentali dei rapporti uomo/salute-cibo-
cultura/ambiente. Percorso a spirale che accompagni gli individui all'acquisizione di un
adeguato grado di consapevolezza e di capacità critica e operativa rispetto alla complessità
dell'atto alimentare
Percorso inteso in 4 momenti significativi:
Io, il cibo nel mio piatto e il mio corpo
Io, il cibo nella mia giornata, la scuola e la famiglia
Io, il cibo, la stagione, gli amici e il territorio in cui vivo
Io, il cibo e la società, nel mondo e nel tempo

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MODULO 8
PROMOZIONE ALLATTAMENTO AL SENO- Programma d'azione per l'Europa
Il Programma d’Azione per l’allattamento al seno in Europa è un progetto che mira ad
aiutare le donne ad avere un atteggiamento positivo nei confronti dell’allattamento e ad
aumentare il numero di quelle che scelgono di alimentare in questo modo i loro figli. Il
progetto ha identificato un certo numero di azioni che possono essere messe in pratica a
livello nazionale e locale per promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento al seno. Il
Programma d’Azione che ne consegue è un modello che politici, amministratori ed
operatori sanitari possono tradurre in piani operativi. Questo pieghevole ti offre una rapida
carrellata sul Programma in modo che tu possa scoprire cosa si fa o non si fa nella tua
regione.
Il progetto è appoggiato dalla Commissione Europea ed è stato sviluppato da specialisti in
allattamento e da madri di 29 paesi.
La promozione dell’allattamento al seno è una priorità di salute pubblica perchè:
• È il modo naturale di alimentare i bambini ed è l’inizio ideale per la vita.
• È il miglior modo di assicurare una crescita ed uno sviluppo salutare nei primi sei
mesi di vita.
• Il latte materno, accompagnato da altri alimenti, fornisce vantaggi nutrizionali anche
dopo i sei
• mesi.
• Ha un impatto positivo sulla salute di donne e bambini, con una ridotta spesa
sanitaria e meno diseguaglianze.
• I Paesi Europei si sono uniti per sviluppare questo Programma d’Azione
OBIETTIVI DEL PROGRAMMA
• Migliorare le pratiche riguardanti l’allattamento al seno nei servizi sociali e sanitari.
• Aumentare il numero di madri che scelgono di allattare i propri figli
• Aiutare le madri a sentirsi fiduciose, determinate e soddisfatte
• Migliorare le competenze pratiche e la soddisfazione degli operatori sanitari.
IL PROGRAMMA D'AZIONE:
È uno strumento pratico per gli amministratori locali, costruito su una storia significativa di
iniziative mondiali ed Europee a favore dell’allattamento al seno.
Il Programma d’Azione fa notare come sia importante che tutte le madri ricevano
un’informazione di alta qualità ed indipendente da interessi commerciali sull’alimentazione
dei propri figli.
Il Programma riconosce che le madri che decidono di non allattare devono essere rispettate
ed aiutate ad alimentare artificialmente i figli nel miglior modo possibile; devono ricevere
anche un’adeguata informazione, indipendente da interessi commerciali, su come e quando
introdurre alimenti complementari.
I servizi e le strutture per sostenere l’allattamento al seno variano molto in Europa, ma
sappiamo che:
• Alcuni paesi hanno un coordinatore ed un comitato nazionale per promuovere
l’allattamento al seno e leggi per proteggere il diritto ad allattare delle donne che
lavorano.
• In molti paesi le leggi per la protezione della maternità vanno al di là degli standard
minimi pattuiti ed approvati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

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• In molti paesi la formazione degli operatori sanitari non dà loro le competenze
pratiche necessarie a sostenere l’allattamento al seno.
• In generale, le leggi che regolano la commercializzazione dei sostituti del latte
materno non soddisfano gli standard internazionali dell’OMS.
• Gruppi di sostegno mamma-a-mamma e gruppi di sostegno tra pari sono attivi in
molti paesi, ma non sono ampiamente disponibili e spesso operano senza la
collaborazione dei servizi sanitari locali.
Breve storia della promozione dell’allattamento
La Strategia Globale per l’Alimentazione del Neonato e del Bambino è stata approvata da
tutti i paesi membri dell’OMS nel Maggio del 2002. Raccomanda l’allattamento al seno
esclusivo per sei mesi e la continuazione dell’allattamento, con adeguati alimenti
complementari, fino a due anni ed oltre.
La Strategia Globale tiene conto dei bisogni speciali di bambini in circostanze difficili ed
include politiche per l’alimentazione complementare
La Strategia si basa sul Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del
Latte Materno (1981) che si propone di proteggere le madri ed i bambini da pratiche
pubblicitarie inappropriate
Mira anche ad assicurare che le madri ricevano informazioni accurate dagli operatori
sanitari e vieta la promozione commerciale di sostituti del latte materno, biberon e tettarelle
Primo Piano d’Azione per una Politica sugli Alimenti e la Nutrizione dell’Ufficio Europeo
dell’OMS (2000-2005).
Altre risoluzioni dell’Assemblea Mondiale per la Salute
• La Dichiarazione degli Innocenti (1990) sulla Protezione, la Promozione ed il Sostegno
dell’Allattamento al Seno
• L’Iniziativa Ospedale Amico del Bambino dell’OMSe dell’UNICEF (1991)
• La Dichiarazione ed il Piano d’Azione Mondiali per la Nutrizione della FAO e dell’OMS
(1992)
Cosa influenza la decisione di una madre di allattare al seno?
Madre bambino: Età, salute, stili di vita, allattamento precedente, istruzione, occupazione,
classe sociale, paese di provenienza, atteggiamento verso l’allattamento, stato civile,
dimensione della famiglia, sostegno in famiglia, modelli da seguire, durata della gravidanza,
peso alla nascita, salute del bambino, tipo di parto
Sistema sanitario, Cure prenatali, assistenza al parto e nei primi giorni, assistenza dopo il
parto, sostegno professionale, sostegno tra pari
Politiche di salute pubblica, Priorità per l’allattamento, politiche e piani, sorveglianza,
formazione degli operatori, fondi per progetti di volontariato, informazione, educazione,
comunicazione
Cultura e politiche sociali Rispetto del codice internazionale, leggi per la protezione della
maternità, raffigurazione dell’allattamento sui media, ostacoli all’allattamento in pubblico,
gruppi di sostegno nella comunità
Cosa porta al successo di un programma per la promozione dell’allattamento al seno?
Combina molti elementi diversi come:
- campagne di comunicazione
- educazione sanitaria adattata alla situazione locale
- formazione integrale degli operatori sanitari
- cambiamenti delle politiche nazionali/regionali ed ospedaliere
- sostegno per le madri, compreso il sostegno tra pari.
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Sostiene le donne prima, durante e dopo il parto, compresi i giorni cruciali subito dopo il
parto.
Migliora il modo di fornire servizi, per esempio attraverso una migliore formazione del
personale, l’impiego di consulenti per l’allattamento al seno, informazioni scritte per il
personale e gli utenti, il rooming-in (madri e figli assieme 24 ore al giorno in ospedale).
Offre informazioni in forme diverse. La più efficace è quella faccia-a-faccia, estesa su un
lungo periodo. L’informazione scritta è la meno efficace.
Poggia su una legislazione e ambiente di lavoro favorevoli. Le madri che lavorano devono
avere un impiego garantito e la flessibilità di optare per un lavoro part-time; devono avere
anche tempo e spazio per allattare o spremere il latte, se necessario.
In tutti i paesi dovrebbe essere istituito un programma efficace come l’Iniziativa Ospedale
Amico del Bambino, che comprende interventi in ospedale e sul territorio, per proteggere,
promuovere e sostenere l’allattamento al seno.
Valutazione di efficacia e definizione di un modello integrato di promozione della
salute (progetto ex art. 12 lett. b) del d. lgs 229/99
RACCOMANDAZIONI PER GLI OPERATORI
"lo stile di vita è un modo di vivere basato su profili identificabili di comportamento che
sono determinati dall'interconnessione tra caratteristiche individuali, interazioni sociali e
condizioni socioeconomiche e ambientali. Se si deve migliorare la salute delle persone
attraverso il cambiamento dei loro stili di vita, gli interventi devono essere diretti non solo
verso gli individui stessi ma anche alle condizioni sociali e all'ambiente di vita quotidiano
che interagiscono nel produrre e mantenere questi profili di comportamento."OMS,
Glossario della promozione della salute, 1998
Quali sono i criteri e i requisiti di un programma integrato per l'acquisizione di
comportamenti sani in relazione all'alimentazione, all'attività fisica e al tabagismo
Quali passaggi metodologici padroneggiare nel disegno e nell'implementazione della
valutazione d'efficacia di tali programmi
Rileggere quanto fatto finora in Italia ed elaborare un modello di promozione della salute
integrato con un corrispondente quadro di riferimento per la valutazione d'efficacia dei
progetti per la promozione di stili di vita sani
Indirizzate ai professionisti del settore sanitario e di altri settori
Progettare e implementare azioni di promozione della salute e di educazione sanitaria
Supportare il disegno, l'implementazione e la valutazione del l'efficacia di programmi
integrati per la promozione di stili di vita sani nell'ambito dell'alimentazione, dell'attività
fisica e del tabagismo
Realizzate per la necessità di valutare l'efficacia delle azioni per promuovere stili di vita sani
Definizione di un modello integrato di promozione della salute:
Definire il modello di educazione alla salute e promozione della salute
(Utilizzare le evidenze per presentare campo d'azione dell'intervento)
Individuare capacità e opportunità per lo sviluppo del potenziale di salute in riferimento alla
tematica oggetto dell'intervento (utilizzare evidenze per sviluppare progetti giustificato a
livello epidemiologico, politico, finanziario)
Definire framework di teorie sui comportamenti da implementare o modificare
(Utilizzare evidenze per mostrare possibili obiettivi raggiungibili nella modificazione di
fattori di salute)
Individuare attraverso il framework tecniche e strumenti appropriati per la valutazione
diagnostica
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(Utilizzare evidenze per trasferire strumenti e tecniche nella blu fazione diagnostica dei
fattori di salute)
Ogni step richiede una revisione della letteratura attraverso una ricerca ad hoc o media col
dai centri di documentazione presenti sul territorio nazionale
Definire il modello di valutazione di efficacia in promozione della salute EVIDENZA:
un fatto o un dato che è, o può essere, usato per prendere una decisione, esprimere un
giudizio, risolvere un problema
Esplicitare la coerenza tra principi della promozione della salute e modello di valutazione di
efficacia degli interventi ( la valutazione deve essere orientata all'empowerment,
intersettoriale, partecipata)
Tenere conto della natura multidisciplinare della valutazione degli interventi e delle
epistemologia connesse alle diverse discipline
(La composizione del team di valutazione riflette diverse competenze disciplinari)
Valutare le prove (EVIDENZE) di efficacia in modo coerente con i principi della
valutazione di efficacia in promozione della salute
(Non c'è uno standard di riferimento, occorre tenere incorporare il contesto nell'evidenza)
Tenere conto della distinzione tra efficacia teorica ed efficacia pratica
(Utilizzare un approccio scientifico al processo di adattamento di un intervento di provata
efficacia teorica al contesto reale)
Includere la sostenibilità nel modello di valutazione di efficacia
(Rilevare le caratteristiche ambientali che sostengono il programma)
Definire impianto per valutazione di un programma integrato
Definire impianto per valutazione di un programma di intervento
• Istruzione della responsabilità per la valutazione del programma
• Produrre raccomandazioni a partire dalla valutazione
• Identificare i concetti e le domande fondamentali
• Progettare e implementare la rilevazione dei dati
• Analizzare e interpretare i dati
• Produrre raccomandazioni a partire dalla valutazione
• Diffondere i risultati
• Rendere evidente la ricaduta della valutazione
Il modello precede-proceed
modello multidimensionale dell’educazione/promozione della salute sviluppato con il
contributo di discipline diverse.
anni ’70 (PRECEDE), poi ampliato con la componente PROCEED alla fine degli anni ’80
progettazione dei programmi, inoltre l’ampiezza della sua portata consente di applicarlo ad
innumerevoli contesti.
i fattori che agiscono sulla qualità della vita e sulla salute devono essere valutati prima della
progettazione dell’intervento, tramite varie procedure. Questo aiuta il promotore a
circoscrivere il sottoinsieme di fattori causali significativi ai quali sarà indirizzato
l’intervento.
PRECEDE individua obiettivi e criteri specifici per la valutazione dell’efficacia
dell’intervento.
Successivamente il PROCEED individua fasi aggiuntive che riguardano l’implementazione
dell’intervento e la sua valutazione.

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l’identificazione delle priorità nelle fasi del PRE conduce alla formulazione di obiettivi che
diventeranno gli scopi e i target della fase di implementazione del PRO, nonché i suoi criteri
di successo.
Validazione italiana delle psychological well-being scales (pwb) di carol ryff
PWB: questionario autovalutativo composto da 84 items suddivisi in 6 scale che
rappresentano le dimensioni del benessere psicologico
AUTOACCETTAZIONE Atteggiamento positivo verso se stessi, riconoscimento e
accettazione degli aspetti del Se e della propria storia passata
AUTONOMIA Autodeterminazione e indipendenza Abilità di resistere alle pressioni
sociali, pensare e agire in modi non convenziona
CONTROLLO AMBIENTALE Senso di padronanza controllo e competenza nel gestire
l'ambiente
CRESCITA PERSONALE Apertura alle esperienze Capacità di provare sentimenti
crescita per la realizzazione del proprio potenziale Valorizzare e migliorare il
comportamento nel corso degli anni
SCOPO NELLA VITA Volizione e intenzionalità sensazione che le esperienze di vita
passate presenti e future abbiamo un significato
Sensazione che le esperienze di vita passate presenti e future abbiano un significato
RELAZIONI POSITIVE Avere relazioni, Calorose Soddisfacenti, Fiduciose
La classe di esercizi bioenergetici come intervento di promozione del benessere psico-
fisico
La Bioenergetica può essere definita come una forma di terapia che interviene
contemporaneamente sul corpo e sulla mente per aiutare le persone a risolvere i propri
problemi emotivi e realizzare in misura più ampia il proprio potenziale energetico e vitale.
La classe di esercizi bioenergetici è focalizzata sul sentire, piuttosto che sul fare. Questo
metodo lavora in piccoli gruppi, accompagnati da brani musicali piacevoli e adeguati,
cercando l’integrazione e l’unità dell’organismo. Durante una classe possono essere praticati
varie tipologie di esercizi con lo scopo di creare uno stacco dal mondo esterno e favorire
l'incontro con il proprio corpo; esercizi di grounding, per autoregolarsi, approfondire la
respirazione; esercizi di espressione: finalizzati ad esprimere emozioni e sentimenti,
attraverso lo sguardo, la voce, il movimento; - di rilassamento ed esercizi che permettono di
riacquisire la piena consapevolezza di sé e di ritornare alla realtà circostante integrando
quanto è avvenuto durante l'esperienza. Tali esercizi in poche parole promuovono il piacere
di essere vivi.
La classe d’esercizi è uno degli strumenti più affascinanti della bioenergetica: permette
infatti di curare la salute e vitalità del corpo in senso globale – sia fisico che emotivo – e,
senza essere uno strumento di psicoterapia, permette di raggiungere un benessere
psicofisico.
Il lavoro della bioenergetica è finalizzato al pieno conseguimento della nostra totalità di
esseri umani La persona compiuta è quella che è in contatto con le proprie sensazioni e con
le proprie emozioni. Entrambe – emozioni e sensazioni- sono localizzate e talvolta rinchiuse
nel corpo
aiutare a sbloccare l’energia intrappolata o confinata all’interno del corpo e accrescere la
mobilità ai livelli muscolare ed emozionale
La classe d’esercizi bioenergetici è uno degli strumenti tipici della bioenergetica e si colloca
nell’alveo delle attività di prevenzione e promozione della salute
Principi fondamentali del lavoro corporeo nelle classi
51
la priorità dell’approccio fisico che si basa sul grounding per inserire poi gli altri esercizi,
l’importanza di stabilire questa priorità fin dall’inizio
incoraggiare tutti i partecipanti a concentrarsi su ciò che accade all’interno del proprio
corpo, a entrare e a vivere nel proprio corpo, lasciando cadere il controllo e mantenendo la
mente nell’esperienza, per quanto possibile, durante la sessione di esercizi
ampliamento dell’onda respiratoria attraverso opportuni movimenti;
la classe offre una opportunità per aumentare la consapevolezza di sé (Self – awareness), per
esprimersi (self – expression) mantenendo la padronanza di sé (self –possession)
"A noi qui interessa acquistare la capacità di esprimere ciò che sentiamo, ma quando e come
farlo, dipende da una decisione consapevole circa l’adeguatezza delle nostre azioni rispetto
alla situazione. Il raggiungimento di un controllo consapevole di ciò che sentiamo è un
fattore importante della padronanza di se" stessi. A. Lowen
Grounding: il radicamento nella realtà:
classe d’esercizi: un percorso di radicamento nella realtà di noi stessi e nella realtà in cui
viviamo
Necessità di rispetto dei tempi personali, dei tempi del gruppo e di rispetto delle naturali
capacità di autoregolazione, presenti in ciascuno di noi. Il lavoro del conduttore non è quello
di trasformare ma di sostenere i meccanismi di autoregolazione.
processo naturale di approfondimento del respiro e di liberazione delle energie bloccate nei
muscoli tesi.
Qualche volta i movimenti che ne risultano sono ampi e attivi, ma il proposito non è mai la
perfezione meccanica dell’esecuzione.
qualsiasi “fare” nelle classi è in relazione alle sensazioni e ai vissuti corporei ed è quindi un
” fare che conduce all’essere”
Sequenza di esercizi
ASPETTO INDIVIDUALE:
IDENTITÀ
Tensioni muscolari croniche
-Movimenti emozionali
-Procedure senso-motorie-emozionali
Gruppo di persone
ASPETTO RELAZIONALE:
INTERAZIONE
-Imitazione
-Regolazione interattiva
-Autoregolazione
CLASSE DI ESERCIZI BIOENERGETICI GROUNDING
Posizione di base del percorso, permette la percezione del proprio corpo in relazione allo
spazio e all'ambiente circostante:
• Esercizi di orientamento spaziale
• Carica energetica
• Scarica energetica
• Esplorazione e percezioni confini corporei
• Esercizi assertivi
RESPIRAZIONE AMPIA E PROFONDA
• Produce aumento metabolico di ossigeno e una maggiore attivazione dell'organismo
che può prendere poi direzioni emozionali soggettive
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VOCE E SUONO
• Creano immediata risonanza con echi affettivi profondi, da una voce sommessa ad
una alta e determinata, possibilità di affermare il proprio Io.
MOVIMENTI ESPRESSIVI
• Scalciare, battere con piedi, lanciare, ecc., favoriscono l'autoespressione di emozioni
come la rabbia spesso trattenute motivo di tensioni muscolari attuali o croniche
ALLUNGAMENTO RILASSAMENTO A TERRA E CONTATTO
• Scioglimento di tensioni muscolari, apertura, lasciarsi andare, fidarsi, affidarsi
IL PROGRAMMA NAZIONALE "GUADAGNARE SALUTE"
• MALATTIE CRONICHE: ALLARME MONDIALE
• 57 milioni di decessi nel 2008:
• - 63% (36 milioni) dovuto a malattie
• croniche non trasmissibili
• - 25% circa premature (sotto 60 anni)
• malattie cardiovascolari (48%)
• tumori (21%)
• malattie respiratorie croniche (12%)
• diabete (3,5%)
Secondo l’OMS il numero totale di decessi annuali per NCD (non malattie trasmissibili-non
comunicable diseace) potrebbe aumentare a 55 milioni entro il 2030
Obiettivi strategici
-Promuovere stili di vita salutari nella popolazione
-Modificare l’ambiente di vita e lavoro
Per Facilitare comportamenti e scelte salutari
La strategia italiana:
approccio innovativo alla “salute”, non più responsabilità solo del sistema sanitario, ma
obiettivo prioritario per tutti i settori del Paese approccio “multistakeholder” con
coinvolgimento di altri soggetti istituzionali e della società civile per facilitare scelte e
comportamenti adeguati attraverso:
• interventi normativi e/o regolatori
• modifiche ambientali
• l'educazione, l'informazione, la comunicazione quali strumenti di empowerment
Il programma nazionale "guadagnare salute"
Strategia globale di promozione della salute attraverso integrazione tra le azioni che
competono alla collettività e quelle che sono responsabilità dei singoli lavorare insieme (con
alleanze, intese, accordi, progettualità integrate) per favorire un doppio effetto
• empowerment del cittadino per favorire responsabilità e consapevolezza creare
consapevolezza
• responsabilità degli stakeholder e delle istituzioni per favorire e sostenere l'adozione
di comportamenti corretti creare contesti
Promuovere stili di vita sani e comportamenti salutari
Health in all policies Politiche intersettoriali che coinvolgano tutte le istituzioni
Azione sui determinanti della salute
Coinvolgimento della società Impegno condiviso e collaborativo di tutti i settori della
società e coinvolgimento del settore sanitario per azioni specifiche di prevenzione e cura
delle malattie

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Approccio "Life course" Intervenire lungo tutto il corso dell’esistenza per garantire una
maggiore aspettativa di vita in buona salute e un “bonus” in termini di longevità, fattori che
possono produrre benefici importanti a livello economico, sociale e individuale
Guadagnare salute
Sviluppo dell’approccio intersettoriale ai determinanti di salute attraverso partnership e
collaborazioni (Piattaforma e Protocolli d’intesa)
Sviluppo dell’«Empowerment» dei cittadini (educazione, informazione e comunicazione)
Attivazione e consolidamento delle sorveglianze nazionali
Sperimentazione e consolidamento di «modelli di intervento» (progetti CCM e PNP)
Promozione di interventi normativi e/o regolatori
Guadagnare salute rendendo più facile l’attività fisica e il movimento:
Sensibilizzare la popolazione, in particolare i giovani, sull’ importanza di uno stile di vita
attivo
Favorire il “movimento” a tutte le età, a scuola, al lavoro e nel tempo libero, quale momento
di aggregazione sociale, nonché attività formativa ed educativa dell’individuo
Favorire la pratica sportiva delle persone diversamente abili o portatrici di ritardo, disagio o
malattia mentale
Promuovere stili di vita attivi per contrastare la sedentarietà, il sovrappeso e l’obesità,
soprattutto in età pediatrica, con azioni di sensibilizzazione e proposte tese diffondere la
cultura del movimento, a partire dalle abitudini quotidiane
PNPAM: Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria
• Diffondere iniziative efficaci e sostenibili per la modifica dei comportamenti
sedentari che possano essere facilmente adottate e sostenute dai diversi attori sociali
• Individuare modi e tecniche di modifica del territorio di facile applicazione per
favorire il coinvolgimento delle amministrazioni locali nell’impresa difacilitare le
scelte salutari
• Aumentare il livello delle conoscenze degli operatori sanitari sui benefici dell’attività
motoria per migliorare la capacità di promuovere stili di vita attivi
• Attuare campagne informative generalizzate che forniscano ai cittadini strumenti
utili per fare scelte consapevoli per la salute e che creino un clima culturale
favorevole

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MODULO 9
PROMOZIONE DELLA SALUTE A SCUOLA-Progetto Heartbeat, CNR
Regioni coinvolte: lazio, sicilia, veneto
Global School Health OMS:Una scuola che promuove salute é una scuola che rafforza
continuamente la propria capacità di essere un ambiente sano in cui vivere, imparare e
lavorare.
Il mondo della scuola e quello della salute hanno interessi comuni e la combinazione di tali
interessi consente alle istituzioni scolastiche di diventare luoghi migliori in cui poter
apprezzare maggiormente l'apprendimento, l'insegnamento e il lavoro.
La vera salute è quella olistica, che si traduce in un equilibrio mentale e fisico, in un
ambiente pulito, nella cooperazione tra le persone, nel giusto riposo e in un’alimentazione
equilibrata.
Le scuole che promuovono salute sostengono migliori processi di insegnamento e di
apprendimento.
Se gli studenti sono in buona salute apprendono meglio, così come il personale scolastico
lavora meglio ed è maggiormente soddisfatto del proprio lavoro se in buona salute.
Il compito principale della scuola è di aiutare a raggiungere il miglior rendimento scolastico.
Le scuole che promuovono salute facilitano le stesse scuole nel raggiungimento dei propri
obiettivi educativi e sociali.
Promuovere il benessere dei giovani ed il loro percorso educativo nella scuola e nella
comunità.
Lavorare per l’empowerment giovanile.
Promuovere il protagonismo dei giovani
Offrire agli adolescenti una comunità adulta responsabile e coerente che li affianca, sostiene
ed accompagna nella vita.
LIFE SKILLS: abilità-competenze necessarie per un comportamento positivo e adattivo che
permette agli individui di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita
quotidiana.
PEER EDUCATION: scambio di messaggi educativi e di modelli di vita tra coetanei
partecipi delle medesime esperienze di vita.
STRATEGIA DI SISTEMA:
E’ necessario attivare percorsi di lunga durata ed evitare i finanziamenti di singoli progetti a
breve termine
E’ necessaria una rete sul territorio di soggetti che concorrono ad agire sui determinanti di
salute
E’ necessario un approccio globale
E’ necessario un sapere condiviso attraverso alleanze e rispetto reciproco
ALLEANZA TRA SCUOLA E SALUTE:
La scuola rappresenta un setting importante
E’ assolutamente necessario un nuovo approccio
L’intervento informativo dell’esperto che tende ad esaurirsi in una o più sessioni non risulta
efficace per la scuola ed in particolare per i ragazzi che assumono un ruolo passivo e non da
protagonisti
UNA SCUOLA CHE PROMUOVE LA SALUTE:
Adottare politiche che promuovono salute e benessere
Curare l’ambiente fisico e sociale della scuola
Accrescere le competenze individuali e la capacità di agire
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I legami con la comunità.
Sensibilizzazione del collegio docenti
Formazione di base dei docenti
Informazione-formazione dei genitori;
Formazione di studenti futuri per educator;
Attività dei per educator con i coetanei;
Formazione specifica di II livello di insegnanti e studenti;
Allargamento della rete operativa.
PET - THERAPY
Risulta che negli ultimi anni il rapporto uomo-animale è diventato sempre più stretto e
profondo. In Italia gli animali domestici sono circa 45 milioni di cui 7 milioni cani, 7,5 gatti,
ma si parla anche di uccelli, pesci, roditori ed altre specie.
XVIII secolo per avere teorizzazioni in merito al sollievo dovuto alla presenza di animali,
nello specifico cani e gatti, in casi di pazienti con disturbi mentali.
Per questi ultimi entrare in relazione con questi animali significava entrare in relazione con
il mondo esterno. In seguito gli studiosi hanno notato miglioramenti anche nei casi di reduci
del secondo conflitto mondiale.
La definizione teorica del ruolo degli animali nella salute dell’uomo viene enunciata per la
prima volta nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris Levinson. Egli notò l’effetto benefico
del suo cane durante le sedute con pazienti affetti da disturbi psichici.
All’interno del suo libro “Il cane come coterapeuta” troviamo per la prima volta il termine
“Pet Therapy”, terapia per mezzo degli animali.
PET-THERAPY:
l’insieme delle terapie strutturate sul rapporto uomo – animale atte ad intervenire a livello
terapeutico, ricreativo ed educativo.
La diffusione di questo metodo di cura è dovuto anche all’attività della “Delta Society”,
fondazione americana, nata nel 1981, socio assistenziale punto di riferimento in questo
ambito.
Gli obiettivi sono principalmente di natura psicologica e cognitiva, come ad esempio, la
diminuzione dell’ansia e del senso di solitudine, il miglioramento dell’autostima, l’aumento
dell' attenzione, l’interesse per la partecipazione ad attività di gruppo e alle interazioni con
l’esterno.
In Italia l’interesse per questo tipo di terapie è molto aumentato negli ultimi anni,
coinvolgendo il Ministero della Salute, scuole, centri di riabilitazione, case di riposo, Istituti
scientifici e di ricerca
3 differenti tipologie di interventi
ATTIVITÀ SVOLTA CON AUSILIO DI ANIMALI: La AAA riguarda le attività
finalizzate a migliorare la qualità della vita di ipovedenti, anziani, bambini e malati
terminali. Sono interventi educativi e ricreativi che possono essere condotti in differenti
ambienti, sotto il diretto controllo di professionisti. Si tratta di incontri e visite con animali
da compagnia
TERAPIE ASSISTITE CON GLI ANIMALI AAT: è un’attività terapeutica che agisce sulla
salute del paziente. È importante ricordare che nessuna di queste terapie può sostituire
quella medica. Questa tipologia ha degli obiettivi ben precisi e deve essere analizzata e
valutata. È destinata a pazienti con problemi cognitivi, comportamentali e psicosociali ed è
finalizzata al miglioramento di alcune capacità mentali, di interazione, al controllo

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dell’iperattività, al trattamento delle fobie animali. In questo caso gli animali sono co-
terapeuti, parte attiva della terapia.
EDUCAZIONE ASSISTITA CON ANIMALI EAA: consiste in progetti portati avanti in
scuole, materne e elementari, aventi gli obiettivi di educare alla conoscenza, al rispetto e di
sviluppare un sano rapporto con gli animali, di promuovere l’interazione dei bambini con
l’ambiente esterno.
In alcuni casi si è osservato il miglioramento da parte dei bambini più problematici
dell’attenzione, dei voti a scuola e dei rapporti con gli altri bambini.
Prevista la costante supervisione di un’equipe specializzata
LINEE GUIDA APPROVATE IN CONFERENZA STATO-REGIONI
Le Linee Guida hanno lo scopo di armonizzare l'attività degli operatori che svolgono questo
tipo di interventi e di garantire la tutela sia delle persone che degli animali impiegati.
Gli IAA hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e
comprendono:
Terapie Assistite con gli Animali (TAA), finalizzate alla cura di disturbi della sfera fisica,
neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale;
l’Educazione Assistita con Animali (EAA), finalizzata a promuovere, attivare e sostenere le
risorse e le potenzialità di crescita, relazione e inserimento sociale delle persone in
difficoltà;
le Attività Assistite con gli Animali (AAA), finalizzate al miglioramento della qualità della
vita e della corretta interazione uomo-animale.
Rischi stress lavoro-correlato nella scuola
I RISCHI PSICOSOCIALI
L’insieme delle variabili organizzative, gestionali, ambientali e relazionali che possono
causare un danno psicologico, sociale o fisico alle persone e determinare effetti negativi in
termini di efficienza e di immagine a livello organizzativo, economico, sociale e ambientale
I rischi che hanno origine da situazioni stressanti in ambito lavorativo fanno parte della più
ampia categoria dei rischi di natura ergonomica e, per tipo di conseguenze cui possono
portare, vengono classificati all’interno dei rischi psicosociali.
Nonostante si possa affermare che l’esperienza dello stress ha senza dubbio una matrice
individuale, in quanto dipende dalla capacità delle singole persone di far fronte agli stimoli
prodotti dal lavoro e alle eventuali forme di disagio che ne derivano, la letteratura e la
normativa ( europea e nazionale) concordano nel dare un’importanza determinante
all’ambiente di lavoro e, ancor più, all’organizzazione del lavoro e al suo contenuto
specifico
La valutazione dei rischi da stress lavoro correlato è obbligatoria anche per le scuole, così
come è obbligatorio, nei casi in cui si dimostri necessario, adottare specifiche ed adeguate
misure di prevenzione, cioè mettere in atto tutte quelle azioni che possano migliorare
l’organizzazione del lavoro e che afferiscono principalmente al Dirigente Scolastico.
Il miglioramento dell’organizzazione del lavoro è un processo che deve nascere all’interno
di ogni singola istituzione scolastica con l’obiettivo di
Armonizzare il potenziale rappresentato dalla popolazione lavorativa
con le esigenze della popolazione lavorativa stessa
con le regole e le priorità che la scuola si è data
con le criticità e le opportunità individuate
con i vincoli di natura contrattuale e normativa
con le istanze espresse dagli allievi e dalle loro famiglie
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Fattori di rischio psicosociale:
Aspetti ambientali Rumorosità, Vibrazioni, Variazioni di temperatura, ventilazione,
umidità, Carenze nell’igiene ambientale
Caratteristiche del lavoro
a) Contesto del lavoro Funzione e cultura organizzativa, Ruolo nell’organizzazione,
Sviluppo di carriera, Modalità di presa di decisione, stili di gestione e di controllo, Relazioni
interpersonali, Mobilità e trasferimenti, Equilibrio tra lavoro e vita privata.
b) Contenuto del lavoro, Tipo di compito, Carico, ritmi e orari di lavoro
Nell’Unione Europea, lo stress legato all’attività lavorativa è il secondo problema di salute
più comune nel mondo del lavoro, dopo i dolori alla schiena, che colpisce quasi un
lavoratore su tre.
Tra i dipendenti pubblici che chiedono l’inabilità al lavoro per motivi di salute, gli
insegnanti risultano essere i più affetti da patologia psichiatrica: addirittura uno su due.
Ci sono voluti anni e alcune centinaia di casi per trasformare l’ironia e lo scetticismo di
molti in dubbio e in ammissione dell’esistenza del problema
Origine di tutto è sempre un insegnante in difficoltà al quale, invece di aiuti e cure, vengono
comminate sanzioni e provvedimenti disciplinari, trascinando in questo modo alcune lunghe
e penose storie a detrimento di tutti.
Così il docente vede aggravarsi nel tempo la propria patologia mentre l’utenza combatte
impotente i disservizi.
I dirigenti scolastici spesso si barcamenano tra improvvidi trasferimenti per incompatibilità
ambientale o la formulazione di ipotesi diagnostiche, per giustificare la richiesta di visita
medica per inabilità al lavoro.
ALCUNI TRATTI CARATTERISTICI (dell’insegnante a rischio)
• ANZIANITA’ DI SERVIZIO (superiore ai 20 anni, “quasi a testimoniare lo stretto
legame tra usura psicofisica e insegnamento”)
• AGGRESSIVITA’ (verso colleghi, studenti, genitori e dirigente)
• MANIA DI PERSECUZIONE (effetto di mobbing riflesso)
• TRASFERIMENTI FREQUENTI
• ASSENZE (con frequenza crescente, per numero e quantità, con l’aggravarsi del
quadro psicopatologico)
• ACCANIMENTO VERSO EVENTUALI STUDENTI DISABILI
• IDENTIKIT INSEGNANTE A RISCHIO
• -Ha bassa autostima, è costantemente preoccupato e si sente incompreso.
• -Tende ad isolarsi, possiede una vita privata povera di stimoli, manifesta
comportamenti ossessivo - compulsivi, a loro volta dettati da un perfezionismo
esasperato.
• -E’ tipicamente ansioso, nevrotico, impulsivo, litigioso, ambizioso, incapace a
mediare, aggressivo, ostile, idealista e con una forte componente onirica, che lo
sgancia dalla realtà.
“Affrontare la questione dello stress lavoro-correlato può condurre ad una maggiore
efficienza e ad un miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori, con conseguenti
benefici economici e sociali per imprese, lavoratori e società nel suo complesso” Accordo
interconfederale per il recepimento dell'accordo quadro europeo sullo stress lavoro-
correlato
Azioni di miglioramento
Misure di gestione e comunicazione
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-chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore.
-assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di
lavoro.
-migliorare l’organizzazione, i processi, le condizioni e l’ambiente di lavoro.
-formazione dei dirigenti e dei lavoratori
-informazione e consultazione dei lavoratori
-qualità dell’offerta formativa
-coerenza dei messaggi educativi
-sviluppo e ricerca didattica
-iniziative ed attività di ampliamento dell’offerta formativa
-iniziative di apertura al territorio e ad altre istituzioni scolastiche
DEFINIZIONE DI MOBBING:
Il terrore psicologico o mobbing lavorativo consiste in una comunicazione ostile e non etica,
diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo
che, a causa del mobbing, è spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa e lì
costretto per mezzo di continue attività mobbizzanti. Queste azioni si verificano con una
frequenza piuttosto alta e su un lungo periodo di tempo. Heinz Leymann
Con la parola mobbing si intende una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro,
esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti da parte di colleghi o
superiori. Harald Ege
STORIA DEL MOBBING
To mob: accerchiare, assaltare;
1800 Konrad Lorenz: il nido di uccelli assaltato;
1985 Heinz Leymann: prime ricerche;
1991 Heinz Leymann: primo libro in Svezia;
1993: libro in Germania;
1996 numero 2/1996 della rivista europea di Psicologia del Lavoro EAWOP;
1996 Harold Ege: primo libro a Bologna e fondazione di PRIMA
Mobbizzato: vittima.
Mobber : aggressore.
Co-mobber : spettatore che non interviene.
Tipologie di mobbing
Per modalità:
• mobbing verticale:
Capi o superiori che aggrediscono un subordinato.
Dei subordinati che aggrediscono un capo. ( più raro ma possibile).
• mobbing orizzontale
Aggressioni di colleghi contro un collega.
Tipologie di mobbing
Per intenzione:
Strategico:
Secondo Renato Giglioli, Direttore del Centro Disadattamento Lavorativo presso la Clinica
del Lavoro dell’Università di Milano, più della metà dei denunciati ha subito un cosiddetto
“mobbing strategico” cioè una persecuzione psicologica pianificata.
Emozionale o relazionale
Legato a rapporti interpersonali. All’attivazione all’interno di questi rapporti di sentimenti
di invidia, gelosia, competizione, odio, risentimento,ecc.
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LE FASI DEL MOBBING:
Secondo Harald Ege, 1998
-CONDIZIONE ZERO (conflittualità aziendale)
-PRIMA FASE (il conflitto mirato)
-SECONDA FASE (inizio del mobbing)
-TERZA FASE (primi sintomi psicosomatici)
-QUARTA FASE (errori e abusi dell'amministrazione del personale)
-QUINTA FASE (aggravamento psicofisico serio della vittima)
-SESTA FASE (esclusione dal mondo del lavoro)
Le cinque categorie
1.Condotte che agiscono sulla comunicazione professionale
2.Condotte che agiscono sulla comunicazione interpersonale. 


3.Condotte che agiscono sulla reputazione (perdita dell'altrui considerazione).


4.Condotte che agiscono sulla posizione occupazionale (perdita della sicurezza di sé).


5.Condotte che agiscono sulla salute fisica o psichica.
Azione del medico competente: Possiamo distinguere due fasi
1.preventiva; 2.riabilitativa
Promuove presso l’azienda, la definizione una procedura di
“ascolto mobbing” interno che indichi:
la politica aziendale nei riguardi di tale fenomeno;
i comportamenti che il lavoratore deve seguire in caso di disagio psicologico che possa
essere ricondotto a situazione di mobbing;
indicazioni per segnalare situazioni di mobbing a carico di colleghi di lavoro;
esplicitazioni chiare che prevedono garanzie per chi denuncia situazioni di mobbing o
anche solo sospette.
L’ascolto e la valutazione delle situazioni segnalate possono essere effettuate da soggetti
istituzionali interni all’azienda quali il medico competente , RSPP , ufficio personale o da
soggetti esterni (consulenti ) che siano portatori di garanzie.
Solo in caso di malafede da parte del lavoratore o di chi segnala una situazione di mobbing
devono essere previste sanzioni (fino al licenziamento) a secondo della gravità del
comportamento.
Cosi come deve essere previsto un richiamo ai lavoratori, che pure assistendo a situazioni
di chiaro mobbing (co-mobber) omettono di segnalarli. Situazione prevista dall’art. 20 del
D.Lgs 81/2008 “Obblighi dei lavoratori” al comma primo cita:
“Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre
persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni,
conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

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