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RISCHIO ELETTRICO

La corrente elettrica non si vede....


...............................ma se ne vedono gli effetti

In Italia ogni anno si hanno 10000 infortuni da contatti elettrici

…con 400 decessi per elettrocuzione

Il 95% degli infortuni avviene in ambito domestico

Circa il 10-15% di tutti gli incendi hanno origine da problemi elettrici

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RISCHIO ELETTRICO
• Il rischio elettrico è per
definizione la fonte di un
possibile infortunio o danno per
la salute in presenza di energia
elettrica di un impianto
elettrico.

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INFORTUNIO ELETTRICO
L’infortunio elettrico, ovvero la lesione personale o
addirittura la morte, può essere causato:
- da shock elettrico (o folgorazione),
- da un’ustione elettrica, da arco elettrico, o
da incendio od esplosione originati dalla
energia elettrica a seguito di una qualsiasi
operazione di esercizio su un impianto elettrico.

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• In Italia si verificano mediamente 5 infortuni elettrici
mortali la settimana (per folgorazione).
• I luoghi più pericolosi dal punto di vista elettrico sono i
cantieri edili ed i locali da bagno o per doccia.
• La maggior parte degli infortuni sono causati dagli
impianti a bassa tensione ed in misura minore dai
componenti elettronici e da rischio umano.
• Il 10-15 % di tutti gli incendi hanno origine dall’impianto
elettrico o dagli apparecchi elettrici utilizzati.

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DEFINIZIONI

IMPIANTO ELETTRICO:
insieme dei componenti (cavi,
canalizzazioni, apparecchiature
di manovra, apparecchiature di
protezione, quadri elettrici,
prese a spina, ecc.) compresi
tra il punto di fornitura
dell’energia (contatore ENEL) e
il punto di utilizzazione.

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DEFINIZIONI

UTILIZZATORI ELETTRICI:
apparecchiature che utilizzano
l’energia elettrica per produrre
lavoro, calore, luce, come pure
le apparecchiature
informatiche, le
apparecchiature per
telecomunicazioni, ecc.

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• TENSIONE DI ALIMENTAZIONE:
unità di misura del S.I. volt (V)

• INTENSITÁ DELLA CORRENTE ELETTRICA:


rapporto tra la quantità di carica Δq che attraversa una
sezione qualsiasi del conduttore durante l’intervallo di
tempo Δt e l’intervallo di tempo stesso.
unità di misura del S.I. ampere (A) [unità fondamentale]

• POTENZA:
unità di misura del S.I. watt (W)
W = VI
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• EFFETTO JOULE:
Il calore prodotto da un conduttore
percorso da corrente elettrica è direttamente proporzionale
alla resistenza del conduttore, al quadrato dell’intensità della
corrente e all’intervallo di tempo durante il quale passa la
corrente.

• Alcune applicazioni dell’effetto Joule:


- amperometri termici;
- riscaldamento elettrico;
- illuminazione elettrica;
- valvole fusibili.

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Caratteristiche del rischio elettrico

Dal punto di vista infortunistico, e dunque delle conseguenze


derivanti da incidenti di natura elettrica, le principali tipologie
possono essere ricondotte a:

- incendio, dovuto alla contemporanea presenza di materiale


infiammabile e fenomeni elettrici (archi, scintille, punti caldi
superficiali) atti ad innescare l’incendio;
- esplosione, dovuta alla contemporanea coesistenza di
atmosfera pericolosa (presenza di sostanza miscela gas, vapore
o polvere potenzialmente esplosivi) e fenomeni elettrici (archi,
scintille, punti caldi superficiali) atti ad innescare l’esplosione.
- elettrocuzione.
Caratteristiche del rischio elettrico

Incendi di origine elettrica

• Sovracorrenti nei cavi


• Dispersioni e correnti di guasto
verso terra
• Cattivi contatti
• Guasti nelle apparecchiature
• Archi elettrici
Caratteristiche del rischio elettrico
Le sovracorrenti negli impianti

Sovraccarichi Corto circuiti


Circuiti sani Contatto tra due parti a tensione
differente: guasto
Cause
Errato dimensionamento dei cavi Cause
Condizioni di funzionamento Rotture meccaniche,
diverse da quelle di progetto invecchiamento dell’isolante,
interposizione di solidi o liquidi …
Conseguenze
Effetti termici Conseguenze
Effetti termici
Effetti elettrodinamici
Archi elettrici
Arco: Passaggio di corrente attraverso canali di particelle
ionizzate (scarica) per effetti termici o per effetto della tensione
Rigidità dielettrica: massimo valore di campo elettrico
sopportabile dall’isolante prima di originare la scarico

V
E =  Rigidità dielettrica
d
L’isolamento deve esser correttamente dimensionato per la
tensione nominale e le condizioni di installazione.
Cause dell’arco: sovratensioni, riduzione delle distanze, riduzione
delle proprietà isolanti
EFFETTI DELLA CORRENTE
SUL CORPO UMANO
Il corpo umano è un
conduttore di elettricità, che
presenta una resistenza
elettrica variabile da
persona a persona e dalle
condizioni ambientali.

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EFFETTI DELLA CORRENTE
SUL CORPO UMANO
Se il corpo umano viene attraversato da corrente
elettrica si possono verificare i seguenti
fenomeni:
a) tetanizzazione;
b) arresto della respirazione;
c) fibrillazione ventricolare.

Altri effetti derivanti dalla elettrocuzione sono quelli


di tipo termico, come bruciature ed ustioni
(generalmente profonde) che vanno spesso a
sommarsi agli effetti precedenti
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a) Tetanizzazione:
- Consiste nella contrazione dei muscoli del
corpo che spesso non permette il rilascio delle
parti in tensione con cui si è venuto a contatto.
- Il mancato rilascio inoltre consente alla
corrente elettrica di continuare ad attraversare il
corpo umano.
- Il valore minimo della corrente per cui
accade la tetanizzazione e il mancato rilascio
delle parti in tensione è detta “corrente di
rilascio”.
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b) Arresto della respirazione:
- Consistente nella tetanizzazione dei
muscoli respiratori.
- Il perdurare di tale tetanizzazione può
condurre alla morte per asfissia.

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c) Fibrillazione ventricolare:
- Dovuta alla interferenza della corrente elettrica con
la normale attività elettrica del cuore che dà luogo ad
una contrazione irregolare dei ventricoli che conduce
nella maggior parte dei casi all’arresto cardiaco.
- La fibrillazione ventricolare è considerata un
fenomeno quasi irreversibile, poiché quando si innesca il
cuore non ritorna a funzionare spontaneamente, salvo
con l’applicazione di un defibrillatore di difficile
reperibilità in tempo utile (generalmente 10 – 15 minuti).

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Elettrocuzione
La pericolosità della corrente
oltre che dalla sua intensità
(che a parità di tensione
dipende dalla resistenza del
corpo umano), dipende
anche dalla durata del
contatto, cioè dall’intervallo
di tempo in cui la corrente
agisce sul corpo umano.

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Il corpo umano riporta meno danni, a parità di intensità, al
passaggio della corrente continua piuttosto che a quello
della corrente alternata.
Ciò in quanto le correnti pulsanti a 50 Hz risultano
particolarmente dannose per il sistema nervoso (provocano
la tetanizzazione dei
muscoli, cioè ripetute e velocissime contrazioni), mentre la
corrente continua ha prevalentemente un effetto di
riscaldamento resistivo dei tessuti.

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Il CEI (Comitato Elettrotecnico
Italiano) ha fissato i fattori di
percorso F della corrente
attraverso il corpo; più elevato è il
valore di F, maggiore è il pericolo

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Percorso Fattore F Valutazione
Mano sinistra-piede sinistro 1 Situazione di perfetta equivalenza
Mano sinistra-piede destro 1
Mano sinistra-entrambi i piedi 1
Mano destra-piede sinistro 0.8 Situazioni meno pericolose
Mano destra-piede destro 0.8
Mano destra-entrambi i piedi 0.8
Schiena - mano sinistra 0.7
Glutei - mani 0.7
Mano sinistra – mano destra 0.4
Schiena - mano destra 0.3
Torace - mano sinistra 1.5 Situazioni più pericolose
Torace - mano destra 1.3

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La norma CEI 64-8 definisce la tensione di
contatto limite convenzionale UL nel modo
seguente.
CURVE DI SICUREZZA La tensione di contatto limite convenzionale
UL è il massimo valore della tensione di
contatto che è possibile mantenere per un
tempo indefinito in condizioni ambientali
specificate.
I valori di tale tensione si deducono dalle
curve di sicurezza e sono pari a:
— UL = 50 V per i contatti in condizioni
ordinarie;
— UL = 25 V per i contatti in condizioni
particolari.
Nel caso di corrente continua, i valori della
tensione di contatto limite convenzionale
sono rispettivamente pari a 120 V per le
condizioni ordinarie e 60 V per quelle
particolari

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AC assenza di reazione tetanizzazione
50 Hz

Arresto
respirazione
Tempo di contatto

Assenza di effetti
pericolosi per il corpo
umano

Intensità della corrente


fibrillazione
a: corrente di soglia = minimo valore percepito
b: corrente di rilascio = massima corrente che consente di interrompere il contatto
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Leggi e Normative
• D.Lgs. 81/08 (Nuovo Testo Unico sulla
sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro)
• Legge 186/68 (impianti a regola d’arte)
• D.M. 37/08 (sicurezza degli impianti)

• Norme CEI (Italia)


• Norme CENELEC (Europa)
• Norme IEC (Ente normatore extraeuropeo)
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MARCATURA CE

• La Marcatura CE è un logo che attesta la conformità di


un prodotto ai requisiti di sicurezza previsti da una o più
direttive comunitarie.
• CE è l’acronimo di Conformità Europea e non di
comunità europea o altre sigle che erroneamente
circolano.
• Non si tratta né di un marchio di qualità, né di un
marchio di origine.
• La sua presenza su un prodotto attesta che questo è
stato costruito nel rispetto delle direttive comunitarie.
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• Il marchio CE deve obbligatoriamente
essere apposto su un prodotto quando
una direttiva comunitaria lo preveda.
• Se correttamene apposto, conferisce al
prodotto il diritto alla libera circolazione in
tutto il territorio comunitario.
• Negli altri casi, non potrà essere apposto.

13/12/2019 A cura del Tavolo Tecnico 33


Sicurezza
• Nel caso un prodotto rientri nel campo di
applicazione di più direttive (p.es. le direttive
“bassa tensione” e “compatibilità
elettromagnetica”), il marchio CE indicherà la
conformità del prodotto a tutte le direttive
coinvolte.
• Il marchio CE che garantisce gli standard di
qualità riconosciuti dalla Comunità Europea, è
stato sapientemente copiato dalle aziende cinesi
che hanno creato un nuovo marchio CE a danno
dei consumatori: il China Export.
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• Il marchio CE come Conformità Europea ha più spazio
tra le lettere; vi è uno spazio ampio tra le due lettere che
è quasi pari alla C rovesciata orizzontalmente. La C e la
E devono essere ricavate da due cerchi che
si compenetrano e la dimensione minima in altezza deve
essere di 5 mm.
• Il marchio CE come China Export, ha invece uno spazio
tra le due lettere quasi nullo.
• L’utente finale ha il diritto ad acquistare dei prodotti che
siano controllati e testati in base alle normative, per
evitare anche problemi gravi con oggetti
apparentemente innocui che possono divenire pericolosi.
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COMPORTAMENTI IN
EMERGENZA
A. FOLGORAZIONE
1) Staccare immediatamente la corrente
agendo sull'interruttore centrale e non toccare
assolutamente l'infortunato, prima di questa
manovra: in caso contrario, anche il corpo del
soccorritore si trasforma in un mezzo di
conduzione per l'elettricità, innescando un
meccanismo a catena per cui anziché
soccorritore si diventa vittima.

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2) Se l'interruttore è molto lontano e
se il suo spegnimento implica una forte
perdita di tempo, staccare la spina e
allontanare l'infortunato dalla fonte
elettrica usando un bastone, una sedia
o il manico di una scopa. L'importante
è che il mezzo prescelto sia di legno,
materiale che non fa da conduttore e
che consente al soccorritore di
rimanere isolato e quindi di non subire
danni.

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3) Valutare lo stato di coscienza dell'infortunato,
chiamandolo ad alta voce e scuotendolo leggermente.
Se questo è cosciente va portato al Pronto Soccorso per
valutare gli eventuali danni cardiaci e per trattare
l'ustione: questa non va infatti assolutamente affrontata a
livello casalingo.
Se l'infortunato è incosciente, occorre chiamare il 118
definendo chiaramente la serietà della situazione: nelle
città più grosse, viene inviata un'ambulanza dotata di
tutti gli strumenti necessari.

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4) Stendere a terra la vittima con la
schiena poggiata al terreno, il capo, il
tronco e gli arti allineati.

5) Garantire il passaggio dell'aria


sollevando con due dita il mento
dell'infortunato e spingendogli indietro la
testa con l'altra mano: la perdita di
coscienza determina un rilassamento
totale dei muscoli compresi quelli della
mandibola. La lingua può cadere
all'indietro e ostruire le vie della
respirazione.
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• L'elettrocuzione avviene mediante contatto con parti
in tensione.

• CONTATTO DIRETTO:
con parti attive.
• PARTE ATTIVA: parte conduttrice
di un impianto elettrico
normalmente in tensione
durante il funzionamento.

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CONTATTO INDIRETTO:
con una massa o con una parte conduttrice connessa
ad una massa durante un cedimento dell’isolamento.

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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
• ISOLAMENTO FUNZIONALE:
ha lo scopo di far funzionare l’apparecchio o
l’impianto.

• ISOLAMENTO PRINCIPALE:
realizzato per proteggere dalla folgorazione.

• ISOLAMENTO SUPPLEMENTARE:
si aggiunge all’isolamento principale per garantire la
protezione dai contatti elettrici anche in caso di
cedimento dell’isolamento principale.

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MASSA:

parte conduttrice di un impianto elettrico.


- può essere toccata;
- non è in tensione nel funzionamento
normale;
- può andare in tensione per cedimento
dell’isolamento principale.

• Non è una massa una parte conduttrice


generica che può andare in tensione solo
perché in contatto con una massa.
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PROTEZIONE CONTRO I
CONTATTI DIRETTI
• Generalmente la protezione contro i contatti
diretti viene realizzata con tecniche di
“protezione passiva”, cioè senza interruzione
automatica del circuito segregando le parti
elettricamente attive in modo da renderle
inaccessibili e quindi impedendone il contatto.

• Le misure di protezione, indicate nella parte 4


della norma CEI 64-8.
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PROTEZIONE CONTRO I
CONTATTI DIRETTI
• possono essere di due tipi:
- protezione totale:
destinata ad impianti accessibili a tutti;
- protezione parziale:
destinata ad impianti accessibili solo a
personale addestrato, le cui conoscenze
tecniche e l’esperienza sono tali da
costituire di per se una protezione contro i
pericoli dell’elettricità.
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Protezione differenziale

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PROTEZIONE TOTALI
a) Isolamento delle parti attive:
• Le parti che sono normalmente in tensione
devono essere ricoperte completamente da un
isolamento non rimovibile, se non per
distruzione dello stesso.
• L’isolamento deve resistere agli sforzi meccanici,
elettrici
e termici che possono
manifestarsi durante il
funzionamento.
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PROTEZIONE TOTALI

b) Protezione con involucri e


barriere
- Vi sono parti attive che, per la
funzione da svolgere, devono essere
accessibili e dunque non possono
essere isolati in modo completo (ad
es. i morsetti).

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PROTEZIONE TOTALI
b) Protezione con involucri e barriere
- In tal caso la protezione può essere effettuata
mediante involucri e barriere. Per “involucro” si
intende un “elemento costruttivo tale da
impedire il contatto diretto in ogni direzione”; la
“barriera” è un “elemento costruttivo tale da
impedire il contatto
diretto nella direzione
abituale di accesso.”

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c) Ostacoli

- Devono impedire, oltre all’avvicinamento non


intenzionale a parti attive, anche il contatto
casuale con esse durante i lavori sotto tensione
o di manutenzione.
- Nei luoghi accessibili al personale
addestrato devono essere rispettate distanze
minime per i passaggi tra ostacoli, organi di
comando e pareti (tali distanze sono riportate
nella norma 64-8 /4).
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d) Distanziamenti:
- La norma CEI 64.8 prescrive che il “distanziamento”
delle “parti simultaneamente accessibili” deve essere
tale che esse non risultino a “portata di mano”. Per
parti “simultaneamente accessibili” si intendono quelle
parti che possono essere toccate simultaneamente da
una persona.
- Si ritengono simultaneamente accessibili quelle parti
che distano fra loro non più di 2,5 m. in verticale e di 2
m. in orizzontale.
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Contatto diretto

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PROTEZIONE DA CONTATTI DIRETTI
Protezione totale (persone non addestrate e ambienti ordinari)
Isolamento delle parti attive con materiali non removibili. L'isolante
può essere rimosso solamente tramite distruzione;
Involucri o barriere per impedire l'accesso alle parti pericolose.
L'involucro può essere rimosso tramite l'uso di un attrezzo o di una
chiave affidata a personale responsabile.
Protezione parziale (persone addestrate e ambienti ad accesso
limitato)
Mediante ostacoli;
Distanziamento in modo da impedire un contatto accidentale.
Protezione addizionale
Interruttori differenziali ad alta sensibilità (questa protezione non
dispensa dall'applicazione di una o più delle misure sopra indicate).

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CONTATTI INDIRETTI

• In assenza di impianto di terra tutta la


corrente di guasto attraversa il corpo
umano.

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• Le misure di protezione contro i contatti
indiretti sono prevalentemente di tipo
attivo.
• Le protezioni hanno la funzione di
interrompere il circuito in caso di guasto,
impedendo ad eventuali tensioni
pericolose che possono venire a crearsi, di
persistere per un tempo sufficiente a
provocare effetti fisiologici pericolosi.
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PROTEZIONE DA
CONTATTI INDIRETTI

La protezione dai contatti indiretti (protezione in condizioni


di guasto), secondo la norma CEI 64‐8, si realizza mediante:
● Installazione di un interruttore differenziale con corrente
di intervento differenziale non superiore a 30 mA.
● Collegamento a terra di tutte le masse del sistema.
● Coordinamento dei valori della resistenza di terra e della
corrente di intervento differenziale dell’interruttore.

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IMPIANTO DI TERRA

• Nel sistema di protezione contro i contatti


indiretti la funzione dell’impianto di terra è quella
di convogliare verso terra la corrente di guasto,
provocando l’intervento delle protezioni ed
evitando così il permanere di tensioni pericolose
sulle masse.
• Il principio base di un impianto di terra è quello
della equipotenzialità.

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IMPIANTO DI TERRA
• L’impianto di terra ha la funzione di
rendere quanto più possibile
equipotenziale l’ambiente, riducendo al
massimo le differenze di potenziale fra
masse, masse estranee e terreno.

• Gli impianti di terra sono soggetti a


prescrizioni di legge (DPR 547/55) e alla
normativa tecnica (CEI 64-8 e 64-12).

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L'impianto di terra convoglia verso terra la corrente di
guasto.
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INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO DIFFERENZIALE

• É comunemente noto come “salvavita”.


• É un dispositivo indispensabile per la sicurezza della nostra
abitazione o dei locali in cui lavoriamo.
• Agisce interrompendo l’alimentazione
del circuito elettrico.

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Protezione Elettrica da dispersione e
cortocircuito/sovracorrente
Int. differenziale Int. magnetotermico
magnetotermico

Sono dispositivi che automaticamente aprono il circuito, cioè sconnettono il


dispositivo collegato, in caso venga riscontrata la condizione di emergenza a
cui sovraintendono.

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• L’interruttore differenziale controlla il valore della
corrente entrante ed uscente di un circuito e nel
caso la differenza delle due correnti superi un
certo valore di soglia interrompe il circuito.
• Il valore della soglia di intervento del salvavita è
fisso per i piccoli interruttori, mentre è regolabile
per gli interruttori impiegati in impianti con valori di
corrente elevati.

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Svolge tre funzioni:
- magnetica (protegge in caso di cortocircuito);
- termica (protegge da un sovraccarico, cioè da
un assorbimento di corrente superiore a quella di
corretto funzionamento dell’impianto);
- differenziale (protegge dai contatti accidentali
con parti in tensione o dalle dispersioni di
corrente).
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Schema di principio di un interruttore differenziale

1-Alimentazione
2-Uscita verso circuito utilizzatore
3-Toroide in materiale ferroso al alta permeabilità
4-Avvolgimenti dei conduttori di linea (con correnti
uguali in entrata è uscita i flussi generati si annullano)
5-Avvolgimento rivelazione corrente differenziale(se i
flussi generati dai conduttori di linea sono diversi si
genera nel toroide un flusso magnetico che induce a sua
volta una f.e.m con il compito di comandare il
dispositivo di sgancio
6-Dispositivo di sgancio per l'apertura dell'interruttore
7-Tasto di prova
8-Resistore per limitare corrente di prova
9-Contatti dell'interruttore

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COORDINAMENTO TRA
DIFFERENZIALE E TERRA
Deve essere soddisfatta la condizione

RA·Idn  50
• RA = resistenza totale dell’impianto di terra (dispersore +
conduttori di protezione + masse) in ohm.
• Idn = corrente differenziale nominale dell’interruttore
differenziale in ampere.
• 50 = limite massimo consentito per la tensione di contatto
in volt.
MANUTENZIONE:
L’interruttore salvavita è presente nei quadri elettrici degli
appartamenti e si riconosce per la presenza di un tasto
contrassegnato con la lettera T.
Per mantenerlo in efficienza il tasto che apre il circuito va
premuto regolarmente una volta al mese.
Leva per il riarmo
Blocco differenziale

Interruttore
Tasto per lo sgancio
generale
magnetotermico

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PRESE A SPINA B.T.

Presa industriale
circuiti monofase
16 A

2 poli - per circuiti monofase senza terra 4 poli - per circuiti trifase con terra
3 poli - per circuiti monofase con terra 5 poli - per circuiti trifase con neutro e terra

Il neutro è il conduttore che serve da ritorno per la corrente che arriva al carico tramite il
conduttore di fase, nei sistemi monofase; mentre serve da ritorno per la corrente di
squilibrio del sistema trifase
Il conduttore di neutro è da considerarsi a tutti gli effetti conduttore attivo, come quello di
fase, anche se nella maggioranza dei casi avrà una tensione rispetto a terra di pochi volt.

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Un’altra spina utilizzata su molti apparecchi è
quella di tipo tedesco/francese, detta anche “Shuko”.
Il collegamento con la terra avviene tramite due linguette
laterali.
Non entrano nelle prese di tipo italiano ma solo in quelle
a loro dedicate

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Uso delle prese Schuko solo
mediante
adattatore
Esiste un certo livello di
compatibilità meccanica fra
gli spinotti di fase e di neutro delle
spine italiane e
del Schuko ma non dello spinotto
di terra.
Pertanto se non si usa l’adattatore si
ha la corretta
funzionalità (con illusione che tutto
vada bene) ma
non la sicurezza
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Tabella Gradi Protezione IP
La 1° cifra rappresenta l’indice di protezione contro la penetrazione di oggetti solidi e polveri,
mentre la 2° cifra l’indice di protezione contro la penetrazione di liquidi entrambi validi in
condizioni ambientali standard.

1° Cifra Descrizione 2° Cifra Descrizione


Protezione da oggetti solidi 1 Protezione da gocce d'acqua
1 maggiori di 50 mm
Protezione da gocce d'acqua
Protezione da oggetti solidi 2 deviate fino a 15°
2 maggiori di 12 mm
Protezione da oggetti solidi 3 Protezione da vapori d'acqua
3 maggiori di 2.5 mm
Protezione da oggetti solidi
4 Protezione da spruzzi d'acqua
4 maggiori di 1 mm
5 Protezione da getti d'acqua

5 Protezione da polveri Protezione da getti forti d'acqua


6 o mareggiate
6 Protezione forte da polveri
7 Protezione contro l'immersione

Protezione contro l'immersione


8 continua

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CORTOCIRCUITO

• L’interruttore contiene due sganciatori che


permettono di aprire il circuito elettrico in caso di:
- cortocircuito (sgancio istantaneo
dell’interruttore);
- sovraccarico (sgancio dell’interruttore quando
c’è un assorbimento di corrente maggiore di
quella consentita).

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• Intensità di corrente che la linea può
sopportare in caso di guasto.
• Il valore della corrente è molto
elevato, in genere
circa 20-30
volte la corrente
nominale.
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La durata del corto circuito (prima cioè che gli
interruttori di protezione isolino il guasto,
interrompendo la circolazione della corrente) è
normalmente di 0,2-0,3 sec.

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SOVRACCARICO

E’ una condizione anomala di funzionamento, in


conseguenza del quale i circuiti elettrici sono
percorsi da una corrente superiore rispetto a
quella per la quale sono stati dimensionati.
La non tempestiva interruzione di questa
“sovracorrente” può dar luogo all’eccessivo
riscaldamento dei cavi o di altri componenti
dell’impianto elettrico.

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METODI SENZA INTERRUZIONE DELL’ALIMENTAZIONE
1) Doppio isolamento.

2) Bassissima tensione di sicurezza o protezione


(SELV - PELV).

3) Separazione dei circuiti.

4) Locali isolanti.

5) Collegamento equipotenziale locale.

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Per fare in modo che l’eventuale
contatto con le parti attive non sia pericoloso
si adotta

Alimentazione con tensione di


sicurezza inferiore a 50 V attraverso
una sorgente di sicurezza:
(sistema SELV = Safety Extra Low Voltage)
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DOPPIO ISOLAMENTO

• Gli apparecchi a doppio isolamento sono


progettati in modo da non richiedere (e pertanto
non devono avere) la connessione delle masse a
terra.
• Sono costruiti in modo che un singolo guasto
non possa causare il contatto con tensioni
pericolose da parte dell'utilizzatore.
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DOPPIO ISOLAMENTO

• Ciò è ottenuto in genere realizzando l'involucro


del contenitore in materiali isolanti, o comunque
facendo in modo che le parti in tensione siano
circondate da un doppio strato di materiale
isolante (isolamento principale + isolamento
supplementare) o usando isolamenti rinforzati.
• Esempi: televisore, radio, videoregistratori, dvd.

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Apparecchiaura in classe 2

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La norma tecnica CEI 11-48 (CEI EN 50110-1) stabilisce che per
qualsiasi genere di
lavoro elettrico o non, in cui vi è la possibilità di rischio elettrico, ne
deve essere valutata la
complessità, al fine di individuare le figure professionali idonee ad
operare; queste sono
così classificate:
Persona esperta PES Persona con istruzione, conoscenza ed
esperienza rilevanti tali
da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l
elettricità può creare.
Persona avvertita PAV Persona adeguatamente avvisata da persone
esperte per
metterla in grado di evitare i pericoli che l elettricità può creare.

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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

• I dispositivi di protezione individuale stabiliscono una


barriera di sicurezza fra gli operatori che li utilizzano e le
parti attive (sotto tensione o accidentalmente in tensione)
dell’impianto elettrico.
• Proteggono dai pericoli da shock elettrico e dall’arco
elettrico.
• Esempi:
- elmetto dielettrico;
- guanti isolanti;
- calzature isolanti.

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