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F.C. Bagliano - G.

Marotta, Economia monetaria, Il Mulino, 2010

Capitolo 1 - Moneta fiduciaria, banca centrale e si-


stemi di pagamento
Esercizio: Costo di detenzione della moneta. Partendo dal modello di
scambio considerato nel paragrafo 1.3, supponiamo ora che la moneta abbia
un costo di conservazione per periodo pari a d: chi arriva al termine di un
periodo detenendo moneta subisce una diminuzione di utilità pari al costo
d.
a) Si determinino le espressioni dell’utilità attesa dagli agenti nei due casi
di detenzione di un bene e detenzione di moneta al termine del periodo e si
ricavino la funzione di risposta ottima dell’agente e le possibili situazioni di
equilibrio dell’economia, rappresentandole graficamente in maniera analoga
alla Figura 1.1;
b) quale dei tre equilibri visti nel testo sicuramente esiste anche in questo
caso? Quale condizione deve valere per l’esistenza di un equilibrio monetario
puro?

Soluzione: L’unica modifica da apportare al procedimento di soluzione


del modello seguito nel testo consiste nel sottrarre il costo d al valore del
possesso di moneta VM al termine del periodo.
a) Considerando situazioni di equilibrio simmetrico e stazionario, con VC
e VM costanti nel tempo, le utilità ottenibili dal possesso di un bene e di
moneta sono ora pari a:
1 h i
VC = (1 − M ) x2 U + (1 − M xΠ) V C +M xΠ (V M −d)
1+r
1
VM = [(1 − M )xΠ (U + VC ) + (1 − (1 − M )xΠ) (V M −d)] .
1+r
Combinando le due equazioni esprimiamo la differenza fra le utilità come:

(1 − M ) x U (x − Π) + (1 − xΠ) d
VC −V M =
r + xΠ
(ovviamente, per d = 0, ritroviamo la (1.7) del testo). Ora, ponendo VC =
VM , notiamo che il valore di Π che rende indifferenti fra il possesso di un
bene o di moneta, che chiamiamo ΠM , è:

(1 − x2 ) d
ΠM ≡ x+ > x.
(1 − M ) x U + xd

Per rendere gli individui indifferenti alla detenzione di beni o moneta, il


grado di accettabilità di quest’ultima deve esere superiore a quello dei beni
di consumo: ΠM > x. Questa maggiore accettabilità serve a compensare chi

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possiede moneta del costo di detenzione che si deve sopportare terminando
il periodo ancora con moneta. La strategia ottimale per gli agenti ed i
corrispondenti equilibri, rappresentati nel grafico, sono quindi i seguenti:

• Π < ΠM : in questo caso VC > VM , gli agenti non accettano moneta e


l’equilibrio è non monetario (Π = 0);

• Π > ΠM : gli agenti accettano sempre la moneta, poiché VC < VM , e


vi è un equilibrio monetario (Π = 1);

• Π = ΠM : ciò comporta VC = VM e l’indifferenza degli agenti fra


detenzione di moneta e di beni. L’equilibrio corrispondente è quello
monetario misto (Π = ΠM ).

45°

x
Π
0 ΠM 1

b) In presenza di costi di detenzione della moneta, mentre l’equilibrio


non monetario esiste sempre, non è detto che esistano gli altri due equi-
libri possibili. L’esistenza degli equilibri monetari (misto e puro), come nel
grafico, dipende dalla grandezza del costo d. Infatti, se d è molto elevato,
neanche la certezza dell’accettabilità della moneta (Π = 1) può compensare
gli agenti per il costo di detenzione sopportato. Per trovare i valori del costo
d che ammettono un equilibrio monetario puro consideriamo la condizione
VC < VM , imponendo Π = 1:

VC < VM ⇒ (1 − M ) x U (x − 1) + (1 − x) d < 0
⇒ d < (1 − M ) x U .

Il termine di destra dell’ultima diseguaglianza rappresenta l’utilità attesa del


consumo per un agente che detiene moneta universalmente accettata negli
scambi (pari all’utilità U moltiplicata per la probabilità che l’agente incontri

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un individuo dotato di un bene a lui gradito, (1 − M )x). Solo se il costo
di detenzione della moneta è inferiore a questo valore esiste un equilibrio
monetario puro, come nel caso riportato più sopra in Figura.