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F.C. Bagliano - G.

Marotta, Economia monetaria, Il Mulino, 2010

Capitolo 3 - Banca centrale, stabilità dei prezzi e


politica monetaria

Esercizi
Esercizio 1:Tendenza inflazionistica. Si supponga che le autorità mone-
tarie massimizzino la seguente funzione-obiettivo: U = (y − ȳ) − 12 βπ 2 , dove
ȳ denota il livello di equilibrio della produzione. La funzione di offerta ag-
gregata è: y = ȳ + α(π − π e ) + e. Si determini la funzione di reazione delle
autorità e il tasso di inflazione di equilibrio in condizioni di discrezionalità.
Esercizio 2: Trigger-strategy. Utilizzando la funzione di perdita intertem-
porale (3.23), si ipotizzi la seguente strategia da parte del settore privato:

- se π t−1 = π et−1 (nessuna sorpresa inflazionistica nel periodo t − 1),


allora π et = π̄ < π D ;

- se invece π t−1 6= π et−1 , allora π et = π D (a differenza del caso visto nel


paragrafo 3.3, qui la “punizione” inflitta alle autorità dura un solo
periodo).

Si ricavino le espressioni per il costo ed il guadagno dalla deviazione (in


funzione di π̄) ed i possibili valori di π̄ sostenibili in equilibrio.
Esercizio 3: Inflation targeting. Si supponga che le autorità monetarie
abbiano l’obiettivo di minimizzare la seguente funzione di perdita:
1 ³ ¡ ¢2 ´
L = E (y − y∗ )2 + βπ 2 + γ π − π T (γ > 0) ,
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dove ai primi due termini consueti si è aggiunta una “penalizzazione” per
gli scostamenti dell’inflazione effettiva da un livello-obiettivo π T fissato dal
governo e attribuito alla banca centrale. L’obiettivo di reddito è: y ∗ = ȳ + k
(k > 0) e la curva di offerta aggregata è: y = ȳ + α(π − π e ) + e.
a) Si risolva il problema della banca centrale in condizioni di discrezion-
alità e si trovi il livello di inflazione di equilibrio;
b) quale livello di inflazione-obiettivo π T il governo dovrebbe assegnare
alla banca centrale al fine di eliminare la tendenza inflazionistica?

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Soluzioni
Soluzione 1: Tendenza inflazionistica. La condizione del primo ordine del
problema è la seguente:
α = βπ ,
da cui si ricavano il tasso di inflazione atteso, π e = α/β, e il tasso di inflazione
di equilibrio: π D = α/β. In questo caso il guadagno marginale dell’inflazione
è costante e pari a α; l’indipendenza dallo shock di offerta e riflette l’assenza
della stabilizzazione della produzione nella funzione-obiettivo delle autorità
(che invece sono interessate ad aumentare la produzione il più posibile oltre
il livello di equilibrio ȳ). La regola ottimale state-contingent e la regola fissa
in questo caso coincidono: π O = π R = 0.
Soluzione 2: Trigger-strategy. Partendo da una situazione in cui, nel pe-
riodo t − 1, non si sono verificate sorprese inflazionistiche, abbiamo π et = π̄.
Per calcolare il guadagno dalla deviazione (limitato al periodo t) deriviamo,
dalla funzione di reazione delle autorità, il tasso di inflazione scelto in caso
di deviazione, π C
t :
α2 α
πCt = 2 π̄ + 2 k.
α +β α +β
Usando la (3.11), il guadagno G(π̄), rappresentato in figura, è quindi deter-
minato come segue:
1¡ 2 ¢ 1 n£ ¡ C ¢ ¤2 ¡ ¢2 o
G (π̄) = k + β π̄ 2 − α π t − π̄ − k + β π C t (*)
|2 {z } |2 {z }
Lt con π t =π̄ Lt con π t =π C
t
" Ã !#
1 2 (k + απ̄)2
= k + β π̄ 2 − .
2 α2 + β

La funzione G (π̄) è decrescente fino ad un livello di inflazione π̄ = (α/β)k =


π D , dove raggiunge un punto di minimo in cui G (π D ) = 0, per poi aumentare
nuovamente per tassi di inflazione superiori. Nel caso di deviazione in t, il
costo C(π̄) per le autorità è limitato al solo periodo t + 1, dal momento
che l’inflazione attesa verrà fissata al livello π D , sicuramente scelto dalle
autorità. Per il successivo periodo t + 2, non essendosi verificata alcuna
sorpresa in t + 1, gli agenti torneranno ad attendersi π̄. Formalmente, tale
costo è ricavabile confrontando il valore di Lt+1 nell’ipotesi di π et+1 = π t+1 =
(α/β)k, già ricavato nella (3.16), con il valore di Lt+1 nel caso di rispetto
della regola, con π t+1 = π̄, già calcolato come primo termine nell’espressione
per G nella (*). Questa differenza, realizzata in t + 1, è poi scontata per un

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periodo dal fattore di sconto δ:
⎡ ⎤
⎢1 µ α2

1¡ 2 ¢⎥
⎢ 2 2 ⎥
C (π̄) = δ ⎢ k 1 + − k + β π̄ ⎥
⎣2 β |2 {z }⎦
| {z }
Lt+1 con π t+1 =π D Lt+1 con π t+1 =π̄
µ 2

1 2α 2
= δ k − β π̄ . (**)
2 β

Guadagno/perdita
dalla deviazione

Perdita con δ alto

Perdita con δ basso

Guadagno

π
π* πD

Il costo è massimo nel caso in cui il tasso di inflazione atteso è pari a quello
ottimale π R = 0 e si annulla per π̄ = π D . Come nel caso visto nel testo,
il costo è anche determinato dalla grandezza del fattore di sconto intertem-
porale delle autorità δ. La funzione C(π̄) è rappresentata in figura per due
diversi valori del fattore δ. Se δ è sufficientemente alto, la “punizione” è in
grado di sostenere qualsiasi tasso di inflazione 0 ≤ π̄ ≤ π D come equilibrio:
in corrispondenza di ognuno di questi tassi, infatti, C ≥ G e le autorità
sceglieranno di attenersi al tasso atteso π̄. Se invece il tasso di sconto è suf-
ficientemente basso vi sarà un intervallo di valori del tasso di inflazione non
sostenibili come equilibrio. In figura tale intervallo è compreso fra 0 e π ∗ :
in corrispondenza di questi livelli di inflazione C < G e le autorità trovano
conveniente deviare dall’inflazione annunciata. Tutti i valori π ∗ ≤ π̄ ≤ π D
sono invece sostenibili in equilibrio, con il tasso critico π ∗ che rappresenta
la “migliore” regola sostenibile (in termini di minimizzazione della funzione
di perdita in ciascun periodo L).

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Soluzione 3: Inflation targeting.
a) Data la specificazione della funzione-obiettivo della banca centrale, la
condizione del primo ordine del problema è:

αk − α2 (π − π e ) − αe = βπ + γ(π − π T ) ,

da cui si ricava la seguente funzione di reazione:

α2 α γ α
π= πe + 2 k+ 2 πT − 2 e
α2 + β + γ α +β+γ α +β+γ α +β+γ
e, dopo aver calcolato l’inflazione attesa, il tasso di inflazione di equilibrio:
α γ α
π= k+ πT − 2 e.
β+γ β+γ α +β+γ

Per ogni dato valore di π T , la presenza di γ riduce la tendenza inflazionistica


della banca centrale ma distorce la risposta al disturbo d’offerta.
b) Per ottenere un livello medio di inflazione pari a zero, il target dovrebbe
essere fissato a
α
πT = − k .
γ