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PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE DI GENERE

CORSO PER
ASSISTENTI
FAMILIARI

FISIOTERAPISTA
BERNARDONI ALDA
Consigli per:
● Assistere la persona anziana ● Muoversi bene con la
nel movimento: persona che si assiste:

● 1- attenzione ● 2-attenzione
dell’operatore verso dell’operatore verso
l’assistito se stesso



Movimento come prevenzione 1- mantenersi in buona
salute
2-Mantenimento buona salute
- si migliora le abilità residue e l’autonomia personale

- non si perdono gli schemi motori necessari alla vita quotidiana

- si acquisiscono e si rafforzano nuovi schemi motori;


- aumenta la capacità respiratoria


-si ritarda la rigidità delle articolazioni
- si riattiva la circolazione venosa ed arteriosa,
3-Mantenimento abilità cognitive
- aumenta la capacità respiratoria
- si migliora l’ossigenazione cerebrale

Stimola la psiche dell’anziano


e mantiene vivo l’interesse
4- migliorano le possibilità di rapporti
sociali
aumenta la sicurezza motoria
1- Attenzione dell’operatore
verso l’assistito

Aiutare e sollecitare la persona con capacità


motorie ridotte a muoversi senza rischi, in
modo corretto, stimolandolo alla
collaborazione
Comunicazione non verbale
È importante essere consapevoli che i momenti di
contatto fisico fanno parte della comunicazione non
verbale.
In questi attimi, l’assistente percepisce e si rende conto:
● dell’umore,
● dello stato d’animo,
● delle potenzialità,
● della motivazione e
● dell’impegno che l’assistito mette nello svolgimento
delle attività.

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Comunicazione non verbale
Ciò consente:
❖ A chi assiste un carico meno pesante nella
movimentazione e minor rischi di sovraccarico alla
schiena
❖ A chi è assistito una maggiore partecipazione alla
movimentazione con riscontri psicologici di
gratificazione e stimolo alla collaborazione

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Il tocco nella relazione di cura
● La cura del gesto, nel rapporto assistenziale con
l’anziano, è importante: non deve essere un tocco
rude, frettoloso, talvolta invasivo e lesivo
dell’intimità, ma un toccare “pathico” dove il gesto
accoglie, consola, lenisce e contemporaneamente
riceve elementi da utilizzare per migliorare la
conoscenza dei bisogni del pz.
● La cura del corpo dell’anziano ed ogni pratica
dell’operatore, se condotte con questo tocco
significativo, diventano “terapeutiche”

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PREVENZIONE CADUTE
● - ATTENZIONE VERSO L’ASSISTITO: far indossare indumenti
comodi, abiti con possibilità di prese di sicurezza es tuta da
ginnastica dove si può sostenere la parte posteriore dell’elastico
uso di calzature idonee (comode, che blocchino il tallone, con
suole antiscivolo, non usare ciabatte), correggere atteggiamenti
sbagliati ( utilizzo scorretto del bastone, il trascinare i piedi, l’
appoggiarsi ovunque).
● - MODIFICHE AMBIENTALI: evitare tappeti, uso di cera, sedute
troppo basse ( water o divani), presenza di ostacoli, spigoli, o fili
elettrici, collocazione di maniglioni e corrimano.
PREVENZIONE LESIONI DA DECUBITO
Lesioni cutanee e sottocutanee in corrispondenza di
sporgenze ossee sottoposte a pressione prolungata con
impedimento della normale circolazione .
Evitare piaghe da decubito:
● - variare la posizione ogni 2 ore,
● - evitare superfici di appoggio troppo rigide,
● - evitare lenzuola troppo ruvide,
● - evitare la formazione di pieghe,
● - evitare teli impermeabili,
● - utilizzo di ausili per mantenere posture corrette.
● Attenzione all’igiene!
Mobilizzazione passiva
Posture corrette
Alcuni ausili utili a mantenere correttamente e
confortevolmente un malato sono:
• Archetto alzacoperte

• Cuscini per la schiena, per le mani, per i piedi


• Sacchetti di sabbia

• Materassi ad aria o ad acqua


• Letti antidecubito

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mobilizzazione

● per mantenere la ● corretto allineamento
funzionalità delle corporeo, aiutando il pz
articolazioni in quei movimenti che
non riesce a compiere
autonomanente

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collaborazione
- stimolare il pz • spiegare bene al pz cosa
deve fare ( non dare nulla
per scontato)
• Assicurarsi che il pz abbia
recepito e compreso cosa gli
è stato richiesto
( attenzione alla fretta!),
• Spesso la persona ha paura
di cadere ed oppone
resistenza alla
mobilizzazione : dare
stabilità attraverso prese
corrette prima di
mobilizzare

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Facilitazioni
● È possibile ridurre il Es. :PP seduto-letto
carico di lavoro e ● seduti sul bordo del
spostare anche masse letto, inclinando il
critiche senza sforzi
tronco di fianco verso il
eccessivi individuando
cuscino si determina
di volta in volta quali
una spinta verso l’alto
forze entrano in gioco.
Impostare le manovre delle gambe ( il bacino
sfruttando le leve del funge da fulcro)
nostro corpo!!

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La testa e il bacino
• Ad ogni movimento del
capo corrisponde uno
spostamento del bacino
nella direzione
opposta.
• Se portiamo il capo in
avanti il bacino scorre • Se estendiamo la testa il
bacino scivola in avanti
all’indietro. • Spesso i pz per paura di
cadere in avanti si portano in
dietro con il tronco
scivolando con il bacino in
avanti, e rischiano di
cadere!!!
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Le leve del corpo
● La flessione laterale del
capo e la rotazione delle
spalle genera una forza
che si ripercuote fino al
bacino che si sposta in
direzione opposta
● Se flettiamo il tronco in
avanti abbassando il
capo, il bacino si muove
verso l’alto

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2- attenzione dell’operatore verso se
stesso
Quando si aiuta una persona anziana o disabile a
spostarsi dalla carrozzina al letto o dal letto alla
carrozzina o nel bagno, spesso si possono compiere
sforzi eccessivi sulla colonna vertebrale, provocati
dall’uso sbagliato del proprio corpo nel muovere gli
assistiti. Questi movimenti scorretti sono
pericolosi e possono creare patologie.
Malattie da movimentazione
Prevalentemente mal di schiena per contratture
muscolari o per patologie della colonna vertebrale:

• - artrosi (formazione di osteofiti)


• - discopatie (degenerazione del disco
intervertebrale )
• - ernia del disco (rottura del disco intervertebrale,
con fuoriuscita del nucleo polposo nel canale
midollare e possibilità di compressione delle radici
nervose)

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Inoltre :
● TENDINITI della SPALLA, del GOMITO, della
MANO, SINDROME del TUNNEL CARPALE
● I gesti lavorativi compiuti con gli arti superiori sono a
rischio se frequenti, ripetitivi, faticosi, con posizioni
scomode delle articolazioni.

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MISURE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ, LA SICUREZZA E I GESTI DI
MOVIMENTAZIONE


è necessario adottare:
● 1. posture
● 2. prese
● 3. tecniche corrette

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1. La postura corretta 


attraverso :
● una buona conoscenza del proprio corpo
● un controllo della postura stessa nei vari
movimenti
● Utile eseguire esercizi di allungamento
● esercizi di tonificazione di muscoli
addominali , di gambe e braccia
per proteggere la colonna con un corsetto
di muscoli

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Rispetto dell’asse vertebrale
schiena dritta e ginocchia
leggermente flesse si crea così
una superficie di contatto più
ampia tra ogni vertebra e il nucleo
polposo al centro che contrasta le
sollecitazioni in compressione
( l’inclinazione del tronco determina
un carico dei muscoli dorsali e dei
dischi intervertebrali deformandoli)
Durante lo spostamento di un
carico è importante evitare le
torsioni del tronco .

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Avvicinamento del peso da sollevare

● Come per una leva di 1° genere la forza necessaria per


equilibrare un peso aumenta con l’aumentare della
distanza del peso dal fulcro. E’ pertanto necessario ridurre
il più possibile la distanza del peso da sollevare dal corpo,
avvicinando se stessi al paziente.

NO

SI

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Mantenimento dell’equilibrio

• Ampliare la base di appoggio
• Flettere le gambe per abbassare il centro di gravità
• ( aumenta la stabilità)
Per mantenere un buon equilibrio:
- durante la fase statica il baricentro deve proiettarsi
all’interno dei piedi,
- nella fase dinamica il baricentro deve proiettasi entro
gli appoggi complessivi (es. paziente e operatore) il più
possibile vicino all’operatore.

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2. Prese corrette
● Devono essere a mano avvolgente, sicure e
possibilmente su segmenti fissi.
● Sugli arti devono essere di sostegno e preferibilmente
prossimali,
● sul tronco devono essere effettuate sui cingoli scapolo-
omerale e pelvico.
NO

SI

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3. Tecniche di movimentazione corretta
del paziente
• La tecnica corretta di movimentazione dei pazienti
comporta la scelta “della manovra giusta al momento
giusto e con il paziente giusto” .

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LE REGOLE D’ORO
1.UTILIZZARE ABBIGLIAMENTO ADEGUATO
2.CREARSI LO SPAZIO ADEGUATO
3. VALUTARE LA COLLABORAZIONE DEL PAZIENTE
4. ALLARGARE LA BASE D’APPOGGIO
5. PIEGARSI SULLE GINOCCHIA
6.MANTENERE LA ZONA LOMBARE IN LIEVE ESTENSIONE
7. UTILIZZARE GLI ARTI SUPERIORI E INFERIORI AL POSTO DELLA
SCHIENA
8. EVITARE I MOVIMENTI DI ROTAZIONE ED INCLINAZIONE
LATERALE
9. TENERE IL PESO VICINO AL CORPO
10. UTILIZZARE PUNTI DI PRESA SPECIFICI
11. SFRUTTARE IL PESO DEL PROPRIO CORPO
12. SINCRONIA FRA OPERATORI

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UTILIZZARE ABBIGLIAMENTO ADEGUATO 

● E’ indispensabile durante la movimentazione indossare
una divisa comoda che consenta
movimenti agevoli e calzature sicure e antiscivolo che
abbraccino il piede (possibilmente chiuse o dotate di
cinturino alla caviglia) e con plantare anatomico per
appoggiarne tutta la superficie e migliorare la base
d’appoggio.

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CREARSI LO SPAZIO ADEGUATO 

Spazi ristretti condizionano la scelta delle posture
dell’operatore, l’equilibrio dei movimenti e l’utilizzo di
ausili.
Prima di iniziare la movimentazione e il trasferimento del
paziente dal letto alla carrozzina è necessario:
• Posizionare la sedia o la carrozzina dal lato più idoneo per il
paziente, togliere le pediere e i braccioli.
• Per lo spostamento con il sollevatore è opportuno spostare
sedie, poltrone e comodini che creano ingombro.

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VALUTARE LA COLLABORAZIONE DEL
PAZIENTE
• Se il paziente non è collaborante la movimentazione
richiederà un numero di operatori più elevato e l’utilizzo di
ausili,
• se il paziente è parzialmente collaborante verrà stimolato a
partecipare attivamente allo spostamento con vantaggio per
l’operatore (minor sforzo) e per il paziente stesso, che
sentendosi parte attiva dello spostamento aumenta la
propria autostima e autonomia.

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ALLARGARE LA BASE D’
APPOGGIO
Per aumentare la stabilità e l’equilibrio del proprio
corpo
Prima d'iniziare il sollevamento o trasferimento del
paziente, l'operatore deve posizionarsi
● con le gambe parallele leggermente divaricate
● o portando un piede davanti all’altro

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PIEGARSI SULLE GINOCCHIA
● Flettere entrambe le ginocchia per abbassare il
baricentro permette un miglior equilibrio sia
durante le movimentazioni che durante gli interventi
di nursing.

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MANTENERE LA ZONA LOMBARE IN LIEVE ESTENSIONE 


• Durante un’azione di sollevamento, mantenere il


corretto allineamento dei corpi vertebrale (lordosi
fisiologica);
• La contrazione dei glutei e degli addominali consente
di mantenere la zona lombare estesa

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UTILIZZARE GLI ARTI SUPERIORI E
INFERIORI AL POSTO DELLA SCHIENA
Fissando correttamente la zona lombare si utilizzano
per gli spostamenti, i sollevamenti e le
manovre di nursing gli arti superiori e inferiori.
E’ opportuno fare ricorso ai muscoli degli arti
inferiori per imprimere la spinta nella direzione del
movimento, tenendo i piedi uno davanti
all’altro o paralleli.

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EVITARE I MOVIMENTI DI ROTAZIONE ED
INCLINAZIONE LATERALE
carichi asimmetrici o torsioni creano sollecitazioni
scorrette sui dischi intervertebrali (spinta del nucleo
polposo contro le fibre dell’anulus)
● Pertanto è consigliabile, per eseguire correttamente tali
manovre, spostare i piedi nel senso della rotazione
stessa

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TENERE IL PESO VICINO AL CORPO
Quando non è possibile avvicinare all’operatore il peso
del paziente, per es. nel caso in cui quest’ultimo si trovi
a letto, occorre farlo posizionando un ginocchio sul
letto accanto al paziente.

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SFRUTTARE IL PESO DEL PROPRIO CORPO
Durante la verticalizzazione del paziente, la base
d’appoggio è costituita dall’insieme operatore +
paziente e il baricentro di entrambi deve proiettarsi
entro gli appoggi complessivi.
In fase dinamica il baricentro del paziente deve
proiettarsi il più possibile vicino all’operatore.
Solo in questo modo si eviteranno perdite di equilibrio
con sbilanciamento del carico che porterebbe a
improvvise contrazioni muscolari e sollecitazioni sulla
colonna.

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SINCRONIA FRA OPERATORI
● Nella movimentazione di un paziente non collaborante
valutare se è necessario l’aiuto di un ausilio o di un
familiare. In tal caso è necessario darsi i tempi
( sincronismo tra gli operatori ) concordando
preventivamente la manovra da effettuare.

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ERGONOMIA
● le Aziende hanno sviluppato AUSILI di tipo
elettrico o meccanico per la movimentazione
che hanno lo scopo di ridurre il sovraccarico
funzionale sulla colonna dell’operatore indotto
dalle operazioni di movimentazione del
paziente.

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I SOLLEVATORI
● Sono l’ausilio fondamentale
per la movimentazione di
pazienti gravi (non
collaboranti) o pesanti.

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I teli e fasce ad alto scorrimento
• I teli possono essere dotati di
maniglie, hanno quindi lo stesso
utilizzo di una traversa, ma sono
più resistenti e garantiscono una
presa più sicura. Evitano di
afferrare il paziente per le braccia o
vestiti e consentono un eventuale
sollevamento del paziente da terra
quando
l'utilizzo del sollevapazienti non è
possibile per via di spazi di
manovra ridotti.

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In particolare col telo ad alto scorrimento sono
possibili:
• mobilizzazione trasversale e longitudinale del paziente
allettato
• rotazione sul fianco del pz in posizione supina
• assunzione di posizione seduta
• spostamento verso il cuscino

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Cinture ergonomiche
• Consentono una presa più valida sia per i trasferimenti
che durante l’assistenza alla deambulazione e servono
all’operatore come validi punti di presa e per adottare
posture meno sovraccaricanti per il rachide.
• Vengono utilizzate soprattutto con pazienti collaboranti
e per movimentare pazienti con ridotte capacità
motorie, ma controllo di almeno un arto inferiore.
Le cinture ergonomiche non
riducono il peso del paziente in
alcun modo e non devono
essere utilizzate per sollevare.

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IL LETTO ARTICOLATO
Con sponde, materasso antidecubito
e trapezio
LA CARROZZINA

3-Carrozzina con sedile


2 –Carrozina ad rigido e schienale alto,
auto spinta anatomico e
1-Carrozzina richiudibile con reclinabile, con pedane
standard ruote grandi con
richiudibile con 4 posteriori per inclinazione regolabile,
ruote piroettanti l’utilizzo dotate di appoggia
autonomo del polpaccio, per pazienti
paziente con scarso controllo del
tronco.

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Carrozzina da esterno
AUSILI
Tripode o tetrapode

bastone

stampella
DEAMBULATORI
Parte teorico-pratica
1) TECNICHE DI POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE

Ricercare sempre il corretto allineamento posturale per prevenire


contratture muscolari, retrazione muscolo-tendinee e capsulo-
legamentose.

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Posture corrette

La postura semiseduta è preferibile per i pz che


hanno difficoltà respiratorie e/o cardiache perché
permette una maggior espansione del polmone
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IMPORTANTE!
• Nei pz sottoposti ad intervento di protesi di anca
– evitare che il pz fletti troppo l’anca ( es sedute troppo
basse senza uso degli appositi rialzi per es nel vater),
oppure inclini troppo anteriormente il tronco ;
– evitare le adduzioni dell’anca: nel posizionamento sul
fianco sano sostenere bene l’arto operato con un cuscino
per mantenere sullo stesso piano orizzontale il piede, il
ginocchio e l’anca. Lo stesso cuscino va posizionato tra le
ginocchia quando il pz è nella posizione supina. Evitare
assolutamente che il pz accavalli gli arti inferiori.

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Parte teorico-pratica
2) TECNICHE DI MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE

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SPOSTAMENTO VERSO LA TESTATA DEL
LETTO
PAZIENTE NON
COLLABORANTE
CON IL TELO AD ALTO
SCIVOLAMENTO O LA
TRAVERSA
• Operatori posizionati ai lati
del letto con le ginocchia
flesse e la schiena diritta
• Presa della traversa o del
telo ad alto scivolamento
• Avvio del movimento
sincrono e coordinato.
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SPOSTAMENTO VERSO LA TESTATA DEL LETTO pz
non collaborante
• Operatori ai lati del letto
con le ginocchia flesse e
la schiena diritta
• Braccia a monte sotto le
spalle del paziente e a
valle sotto il bacino
• Spostamento verso la
testata con movimento
sincrono.

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SPOSTAMENTO VERSO LA TESTATA DEL
LETTO
Presa scapolare
PAZIENTE COLLABORANTE
• Operatore posizionato alla testa
del paziente con ginocchio sul
letto e mani con presa scapole
del paziente
• Paziente con uno o entrambi gli
arti inferiori flessi e presa del
triangolo
• Il paziente e l’operatore
compiono la manovra
simultaneamente verso la
testata.

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SPOSTAMENTO VERSO LA TESTATA DEL
LETTO
Presa ischiatica
• Operatore posizionato
all’altezza del bacino del
paziente
• Con una mano fissa il
piede sul letto e con
l’altra, imprime una
spinta a livello dell’ischio
verso
la testata in sincronia con
il paziente.
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SPOSTAMENTO VERSO IL BORDO DEL
LETTO
PAZIENTE
COLLABORANTE
Operatore posizionati dal
lato verso il quale deve
essere spostato il
paziente con un
ginocchio sul letto facilita
il paziente afferrandolo
nello spostamento del
bacino

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DA SUPINO AL DECUBITO LATERALE

PAZIENTE NON
COLLABORANTE

OPERATORI OMOLATERALI
ALLO SPOSTAMENTO
• Posizionare le braccia del paziente
al centro del corpo in modo che
non rimangano schiacciate
durante la rotazione
• Flettere le gambe del paziente
• Gli operatori eseguono il
movimento con una leggera
trazione a livello della cresta
iliaca e della scapola

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DA SUPINO A SEDUTO CON GAMBE
FUORI DAL LETTO
PAZIENTE NON COLLABORANTE
OPERATORI OMOLATERALI ALLO SPOSTAMENTO
• Lo spostamento del paziente dalla posizione supina
a quella seduta coi piedi fuori dal letto deve sempre
passare prima per la posizione in decubito laterale.
Dopo aver posizionato il paziente sul fianco si può
iniziare lo spostamento in posizione seduta.
• Operatori entrambi dal lato in cui si desidera far
sedere il paziente
• Il primo operatore guiderà il capo e il tronco
abbracciando il pz ed effettuando una presa
sulla scapola
• Il secondo operatore guida il bacino e gli arti inferiori
• Con movimento sincrono e coordinato si fanno
scivolare gli arti inferiori fuori dal letto e si
sollevano contemporaneamente il capo e il tronco.

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DA SUPINO A DECUBITO LATERALE

PAZIENTE
COLLABORANTE
OPERATORE
OMOLATERALE ALLO
SPOSTAMENTO
• La movimentazione si
esegue con la stessa
modalità del paziente
non collaborante.

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DA SUPINO A SEDUTO CON GAMBE
FUORI DAL LETTO
PAZIENTE COLLABORANTE
• Operatore posizionato dal lato in
cui si desidera far sedere il
paziente
• Il paziente porta entrambi gli arti
inferiori fuori dal letto
• Spingendosi contemporaneamente
con il gomito e la mano sul letto
raggiunge la posizione seduta
• L’operatore favorisce il movimento
accompagnando il paziente
sostenendolo dalle spalle e dalle
ginocchia.

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TRASFERIMENTO LETTO-CARROZZINA

PAZIENTE NON COLLABORANTE



CON IL SOLLEVATORE
• Far rotolare il paziente, stendere
l'imbragatura del sollevatore in
posizione idonea a contenere il
corpo del paziente
• Avvicinare il sollevatore al letto
• Agganciare le estremità
dell'imbragatura al bilancino del
sollevatore seguendo le istruzioni
per l'uso
• Favorire il paziente durante la discesa
mantenendo la carrozzina
preventivamente frenata.

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TRASFERIMENTO LETTO CARROZZINA

PAZIENTE COLLABORANTE
MANUALE O CON AUSILI MINORI
• Operatore posizionato davanti al paziente, blocca
gli arti inferiori dello stesso con le proprie
ginocchia e posiziona le mani a livello dei cingoli
scapolare e pelvico
• Il paziente flette il tronco in avanti e si solleva dal
letto spingendosi sulle gambe
• Durante la verticalizzazione l’operatore fa da
“contrappeso” con il proprio corpo ed esegue una
rotazione insieme al paziente spostando uno o
entrambi i piedi oppure lo invita ad
eseguire piccoli passi
• Il paziente di spalle alla seduta porta avanti le
spalle, piega le ginocchia e si siede.
Durante tale spostamento possono essere
utilizzati ausili minori quali la cintura o la fascia
ergonomica.
Si può invitare il paziente ad afferrare il
bracciolo più lontano della carrozzina.

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Trasferimenti letto carrozzina 

pz emiplegico
•Posizionare la sedia a rotelle DALLA PARTE DEL LATO SANO ad un
angolo di 45° rispetto al letto. Chiudere l'appoggia piedi e bloccare le
ruote.

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Trasferimenti pz emiplegico 

dal letto alla carrozzina
• Bloccare le ginocchia del paziente con le proprie
gambe e portarlo in alto verso di sé.
• Si fa appoggiare il braccio vicino alla carrozzina
sul bracciolo più lontano dal letto (è sempre
corrispondente al braccio.)
• Invitare il paziente a piegarsi, facendogli flettere
il busto in avanti.
• Il paziente si siede sulla carrozzina, tenendo
bloccate ancora le gambe.

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Trasferimenti carrozzina-letto
• Il lato sano verso il letto.
• Per ritrovarsi nella giusta posizione alla fine 80 cm
della manovra ( e non dover faticare per
spingersi verso il cuscino) è vantaggioso
sistemare la sedia a rotelle con lo spigolo
anteriore a circa 80cm dalla testiera del letto.
• ( se si effettua il trasferimento a metà del
letto, si rischia che le gambe non possano
venir messe comodamente sul materasso)

• Affinchè il bacino scivoli verso il centro del materasso, è


importante avvicinare la sedia a rotelle al letto con
un’inclinazione di circa 30° rispetto alla sponda laterale 30°
• È inoltre vantaggioso preparare i piedi girandoli nella direzione
in cui dovranno trovarsi alla fine della manovra.

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Trasferimenti carrozzina-letto
• Togliere il bracciolo del lato vicino al letto.
• Bloccare con le proprie ginocchia quelle del paziente, con
il proprio braccio sostenere il braccio malato del
paziente, e portare il paziente verso di sé tenendo il
busto eretto e la pancia in dentro.

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trasferimenti
•...il paziente viene fatto girare verso il letto.
•Il paziente viene fatto sedere, le gambe sempre bloccate, il braccio malato
viene sostenuto.
•Il paziente mette la gamba sana sotto quella malata, con la mano si
appoggia al letto, Aiutare facendolo girare con una mano sotto la nuca e
l’altra sotto le ginocchia.

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ASSESTAMENTO IN CARROZZINA

PAZIENTE NON
COLLABORANTE
PRESA CROCIATA
• Un operatore si posiziona dietro al
paziente con presa crociata delle
braccia
• Il secondo operatore davanti al
paziente abbraccia le ginocchia
dello stesso
• Il sollevamento avviene in maniera
sincrona e coordinata: il primo
operatore sposta il bacino
indietro, il secondo accompagna
il movimento sollevando gli arti
inferiori.

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ASSESTAMENTO IN CARROZZINA
PRESA BACINO
• Paziente posizionato con i piedi
a terra esegue una flessione
massimale di tronco
• L’operatore pone le proprie
ginocchia a contatto con quelle
del paziente ed esegue una
doppia presa ischiatica
• Solleva leggermente il paziente
sfruttando il peso del proprio
corpo e contemporaneamente
spinge contro le ginocchia
dello stesso spostandolo
indietro.

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CONCLUSIONE
● Qualsiasi movimentazione del pz, è importante
perché mantiene un terreno fertile che ci consente
una partecipazione sempre più attiva del pz stesso.

Fondamentale è la costanza nel perseguire gli obiettivi, consci


che si lavora su un terreno delicato e vitale, con persone e famiglie
che hanno paure e attese molto importanti.

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Racconta un aneddoto famoso: “C'è un uomo che
passa lungo una via, vede due operai che fanno
lo stesso lavoro, domanda al primo: cosa fai? E il
primo risponde: ammucchio sassi. Domanda al
secondo: tu cosa fai? Io innalzano una
cattedrale”.

“Quello che facciamo è soltanto una


goccia nell’oceano.
Ma se non ci fosse quella goccia
all’oceano mancherebbe” 77
Grazie per l’attenzione!
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
I giorni si trasformano in anni.
Però ciò che è importante non cambia.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
(Madre Teresa)

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