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INilICT

pag 5 C.p. I l[llodúztore

pag. 6 Cap. 2 taftú.ologia cone disclpltna

Csp. 3 Ptccol. sroda .feÍ'Arheologt.

Càp. 4 II Votonladato e I'Arch.ologta

pae.11 Cap. 5 La d.ogrldone (o plo3pedone .rctreologtc.)


pae 12 5.1 Ossètuaziónisrllereno
5.2 Come docúmentare Ia ricognirone
!ag. 1a 5.3 Come si uriljzza úa carta lopografica (lCM) in ricognizione
pag.20 5.4 la'scheda di icognizione"
lag 20 5.5 la ricerca bibliografica e Ia Topónomaslic.
! ag. 21 Cose da fare.. . e da non fare
pae.22 Cap.6 la$lvftà dt @rrtere: Io scas archeologtco
pac.23 61
pag.23
pag.26 6 1.2 PrÒcedinati dj úÒ scavÒ sthtjgralìco
Pag.2 9 6.1.3 La rcgistatone dei dati
Pag 33 6.1.4 La docffienÌazione gtafica: í1îfievo
Pag 34 Rilievi di deposlti e caskú2iÒni
pag.3 5 - RjÚevjdi taglí
pag 35 DisegnÒdi úta seione
pag 36 C!p,7 la stúúedartore ilt 5..vo
pag.38 Cose da fare . e da nÒn fa.e
pag.39 Cap.8 la Hrà ssl nar€tlall
Pag.39 8.1 nlla amenrodei maredaliinsito
8.2 Traliamenlodei r€periiin laboralorio,iavaggio siglatúa € s€parazionep€r classj
8.3 RicÒstrúzionemateriale
pag.42 8.4 La .atalogazione dei reperti
pag.43 8.5 Repeniceramicie schededj catalogazione
8.6 Elemeniidl lipologiadefa ceràúica
pag.4 6 Cap. 9 La folografia ar.heologfca: appúll per úna corèlla docmentaz{one
pag 54 Cap. 10 II disegno dei pt cof epertt
pag 62 Cap. 1 1 Elènèdit dt pdnó so@oÉo

pag.69
Btbltografta
Appendtct
La .èrÉbfechriÌÉ.: terla (pnmam€tdd€ tv s€c a.c ) è odo,
Fr€nze sr kaía dr unodei piu be b,onz.he adè€lrusi;
arèzzoduantè avóí di rodfcazjóieeséqùninet1bS3.in
archeóosr€ oh ancoralà da venr€ (ds pes - prcdam).
lntroduittnc
ln questo volúmeftó si è cercato di al- all alliviià scolasuca.
leggeúre, o meglio semplffica.e, i prin Chi si aw'icina per la prima volta all ar-
cjpi guida necessari per jnizia.e l'aitiviià cheología si deve qújndi accontentare a
di volontario ln ambito archeologico. malincuore di quelle informazioni fram,
Molti .agazzi, appasslonati come noí da meniade dcevule in situ , resiando però
questa affascjnantemateria, hanno do digiúno di numerose delúcidazioni e chja
!'uto fatícare a lungo per acqúisire qúel îimenti indispensabjli per comprende.e
bagaglio dí esperjenzenecessarlea1coî ed apprezzareÍl lavoro svolto.
retto operare nell'ambiio di tm lndagine Come soppeire quindi ad úfla simile
archeologica; questo perché 1() scavo è carenza senza doversi tuffare nefla letiu
di rado esaustivamente "didatrico' e, in ia di manúa1i speciJÌcj, sovente profissí e
g€nere, fornisce al neotla lnformazioni che talvolta non si curano affatto dl rivoi
insufficienli ci.ca i moltepfcj aspelti del gersi ad un púbblico non necessariamen

Una p.eparazione adeguata per Ia com-


prenslone dell ailMlà archeologica rjchje' È qli che si fonda Ia ragione d essere
de dúnqúe la pa.iecipazionea verj e pro- di un maftrale dedlcato prindpalmenie
p.i co.si p.opedeutici che possono ap- ai'volontari aîcheo1ogici".
paîire talvolta noiosi e pdvi di quell altra ll nostro aúsplcio è qúlndi di contribu-
zlone tutta particolarc lipica dello scavo ire a chiarirele idee con se che ognuno
stesso. E fàcfmenie immaqinabile I elÌelto di noipolrebbe avere, consolidandole in
'1ra1-matico che 1ezioni dí qúesto tipo po semplici ma concreie ceriezze, stuzzican
irebbero rappresentare peî chl conside do ínolt.e iinieresse di coloro chevoles
ra l archeologia ún hobby da praiicae nel sero apprcfondire (grazie ad tma biblio
lempo lbero o dlrrante le vacanze esti grafia îagionata) determinatl argomenii
ve, periodo sacro per chi cerca di rlas súi quafi si seniono poco preparati.
sarsl dopo 1o srress dovúto al lavoro o Nosira è, ÍnfÌne, ]a speranza di aric
chire in manie.a chiara ed esaurianrela
conoscenza iecnica adeguata all ade]n
plmento delle basila.i mansioni del vo
lontario ln archeologia.

t.Q

r.l ffi*
=-tL
Cap.2l'ilruheologiatomodisciplina
Pnfl],a di aiahzzare i varí asperti che co antico (.xpYdLoLolad) e letreftlme\te
coniraddisungrono Ia scienzaarcheolo- s€niftca studio dele cose antiche", defi
gca, comeIo scavoo 1osiudiodeímate- níione in parte vera se facclamo preva
riali, dobbiamo chiederci quale concetto lere l'aspelto più pîopîiamenie sìorico ú
di archeologia abbiaao impresso nella sp€tto a quello scientificoi sta di fatto che
mente, owero qúaÌi sono per "coseantiche"possiamo
le noslre idee rigrardo ad genericamenteintenderei
una materia di cri cono molreplicí aspetij del mon
sciamosonmariamenle gli do passato,giunti sino a noi
scopi ma, qualche volta, soito le sembianzedi un bel
ignoriamo í mezzi da essa vaso o rawisabili nei cam
uf lizzati per raggimgerl. biamenii subiti da un pae-
Seognunodi noi doves- saggjoad operadeluomo.
se dsponderealla sempf- Possiamoconsiderare'ar-
ce doll].anda: .Cos è laL cheologia'sia Io studiodei
cheologia?" noteremmo repedi nei quaii è rangibil-
come molte dell€ risposle ment€ ra\,visabfe 1ímpron-
date,mal$ado risuliino co- ta umana, sia I altento esa
múîqre parzíaùnenteva- me delle varíe stratifìcazioni
fde a illús|farne le molte del ter.eno, sovrappostesi
plici vÍdù, raramentesaran nel corso dei secoli, in úna
no in grado di dame lma defin?ione com- zona non antropizzata dove (magarí mi
gliaia dj anni fa, in ún dima diverso dal-
Larcheologíamodema, infatii, Iungí dal l'aituale) cresceva ,lna vegetazione di
rinchiudersíin se slessa, si arvale infaiti
de1supporto di alùe scienzeq1ral1labia Non traintendeieci: qlresio semplíce
iogia, 1achjmica,1ageologia,I'architeitu esempío non vuole indicare che I arche-
ra, Ia pedologiaed alte ancoradele qlrali ología si occupa di indagare esdusiva-
discuieremo più approfonditamente ne1 mente Ie iracce dell uomo del passato,
corso di questo iesto. ma intende rendere palese Ia diIìcoltà di
E comllllque opportuno fornirc lma de detlnîe i mezzl atlÍaveÉo i qrali qresta
finizionegenericadi archeologiache pos scienza opera pe. il raggiungimento dei
sa soddislar€ linteresse dei piill inesper
E, tenúto conto che quanlo detto qui di Nel caso dela scienza archeologica
seglito non sarà in ogni caso sufiÌcienle quesìi dtimí sí concretizzano nella rico
a riassumere tuiÌe le varjabiÍ presenli simzione delle caratieristíche (a volte leg
rÌella materia e taniomeno sarà da rite- gibil con faciltà rna più sovente ber na
nerc prererbile alle eccellenii perifrasj dí scosie) di un mondo passato de1 quale
Iibri specifici. l uomo si è rivelato I elem€nto principale
f iemirc "aÍfreologta" deriva dal gre- dí hrnovazione e di cambiamenlo. a

6
3 Pirrnla
CaU dell'lrcheologia
storia
Graúe alla scienzaatcheologica,intere za úlìcía1e come dala tradizione popo-
civfltà, non altîimenf corìosciute,hanno Iare, prodolli di orÍgine naturale (glosso
poruto esserclllustrate altfavefso I fecu petre, ossia pielre del tuono): nasceva
pero d€i loro resdnaiurali: ben poco, sen così quefo che si può defiflír€ I metodo
za Iintervento archeologico,sarebbe in dell'etnograff a comparata.
fatti noio a proposilo dei Sumeri e delle farcheologia mod€ma è comuflqúe rm
civltà def lndo o ancora, e soprattutto, prodotlo del Settecentoiliuminista.kì par-
della preistoîia. ticolarej.J. Winckelmann( 1717 68) pro-
Larcheologlaha anúch€radicí.i re neo pose uno studio def arte da ú pffito di
babilonesipossonoglà essereconside vísla siorico: il líúile del ricercatoretede-
rati le prlme figure di archeologi per la sco consiste però nef aver ridotto I'area
Ioro opera di restaurodí monumend pre di azione del archeologiaal solo campo
estslenti. Nef Iliade, invece, appale evi-
denre Ia cognizione di come gli anìenalí GII inrerventi di Napol€one in Egitto
usasserola pietra (M 655 ). IÍoltre è si- p€rmisero I'organizzazionedi un primo
gniffcalivo che resti di animali preistoricí studio archeoiogicosistemístico,che ha
scoperti a Caprí e sL.umentiaitribuiti ad awto come oggetto i monumenti fafao
''efoi" facessefomostra nei palazzídi nici. Si fatiò però dí un opera non im-
Augusto(Svetonio,Aug. ,72). Si è co- mune da aspetti negativir si inaugurava
mlmque ancoraloniani daÍa sistematici- inlatti ffia iniensa atiività di rapjna (ne è
là che caftllenzza !Ía qualsiasi rícerca esempio1afamosa 'Steledi Rosetta',con
sciedifìca, così come lontana da una iscrizioni lrilíngue in greco, demoEco e
scienza archeologicaà 1amentaliià me geroglifico, divenuta fondamenrale per
dievale condiionata, per 1aricostruzio gungere aÍa decífraztonedelle due dli
ne de1passalopiù aniico deÍ uomo, qlasi me grafie) da parte di pîivati o di goveml
esclusivamenteda lm interyrcIaz:onelel dell Europa nordoccidentale. Altretlanlo
terale dela Bibbia. emblemaìica è in tal senso I aspodazio-
È con I'Umanesimoche ríprendevaI ifl' ne dei fregidí Fídíadal Padenonead ope-
leresse per l indagíne ín esame, rna co- ra delo scozzese LordElgín( 1766-1841).
munque ancora con firìalilà che non si Sí trattava inoltre di un atività che veni-
djscoslavanodal semplícecollezionismo. va portaia avanti all ombra di pr€tes€gíu
La scoperla def Amerjca si rivelò inve- stílìcazioni morali: 1e popolazioni locali,
ce uno stimolo deierminante per Io svi- iialiane, greche o vicine oríeniali, sareb
luppo delia scienza archeologica ed in bero state troppo arrelrale € quindi ind€
parlicolare dela pr€isioría.LimpaÌto con gne dj conseruarelestimonianzecosì alte
popola2íoniche usavano ancoia strLl- dei passato.
mefltí in pieira podò gli europei a con- È così che, atùaverso dillìcoltà dr varia
&onrarequesìi oggeiti con altri che si fin- natufa, I'archeología Iìnì per affermarsi
venivaflo ne1Vecchío Conunenle e ch€ coúe úna rlcerca pianifìcata, a partre
prima venivano considerati, dalla scien- dalla secondam€tà deli Ottocento.
Abbandonaìala vísione biblica deli ori-
gine deil'úomo e prlma de[ inlrodúzione
di temiche chimico ffsichedi ricerca,una
intuizione assaisignjfìcativasi è do!-uia a
OscarMontelius(1843 1921)cheha in,
trodotto la dalazione assotutaincrociaia
con lonti scdtte: ad esempio, ún ogg€ito
attdbuible ad un determinato periodo
della civltà egjzja, docúm€nlaro da fontí
scrilte, scopefio jn un sito pfolosroríco
sÒaviarcheoogic
a fiomanèt 1313. itaúano, data qu€sio contesto. Alìrenan
to può dirsi pe. Ia dendrocronologia o
Agli lnzi del 900 è omai possibjlepar- studio degli aneli di accrescimenÌodegli
Iare dí modeme tecrìologied indagjne: si alberi. Meno felce è sìato I tentativo di
riconoscedelÌnitivamenteI impoÍlanza dí ArthurEvans(1851 1941)a Cretadi cor
documeniarela successíonestratígraffca rclare il problema dela cronologia del
dei deposiii archeologici (l che sjgniffca I'úomo aÍo spessoredei deposili:qúe
anche ottenere un'informazíone di iipo st uliimo jnfaui può variareln modo con
cronologico, come già avevaintuito Tho- sistente per una seîie innumeîevo1e di
masJefi'erson,iezo presideniedegli Stati
Uniti, e come av€vaconslalalo tra i pdmí Sopîaiiulto nell arco deglí ultmi due
H€iffich Sctliemann - 1a22 lAgA ne1 secoliI archeologiaè diventataúna disci-
condurre gli scavi a Troia), dí studiare plna sdentilìca e nel medesimo tempo
l €voluzíone dell'ambienìe che circonda ha coinvolio rm ftfr1ero sempremaggio-
un síto archeologico(ecofalti) e di avere re di operatori e di púbblíco: è divenuia
un infomazione h dettaglio di quanto in sostanzauna scienzapubblica.Ciòha
viene portaio alla luce per giungere ad poftato spesso gli afcheologi ad inrero
un jnterpretazione il píù fedele possible garsi sd signilìcalo deÍa loro opera (em
di ún sito e dei modi di vjta defe popola blematico I sorgere negli anní 50 dela
zioni che 1ohanno abitato (jntrodrzlone "nuova archeología"americana, convln
deÍa cartograffadi scavo e dello scavo a ta ottimisticamenteche10siúdio dell evo
q113drati). Ìuzione dela civltà possa ofbire un con
E poi alla fine dela secondagueffa iributo concreto aÍa rlsohtziane del pro
mondiale ch€ le applicazionilecnico- blemi deÍa nost.a società). Purtroppo I
sciendtchediventanolma noia dominan- rovescio dela medaglia consist€nei far-
le defa rícercaarcheologica,úna ricerca to che I'archeologia seria la1ora appafe
che awerte sempre più I ffo caraitere poco interessante ed i Iimiti dela docu-
dístutlivo (ogni scavo di per sé distrug- mentazionearcheologícanon sempre
ge un deposio e quindi qualsiasi indagi- vengono accetraticon s€feniràdaglí 'ap-
ne non púò essefe ripetura) e dí conse, passionatj' ed hanno qui favorfto il sor-
guenza Ia necessitàdi dispoffe di daii I gere di lma fanta-archeologia , di ún ar-
più possíbleesalti:in tal sensosi ins€d- cheologia defa sensazíone,dei misiei,
scono 1etecniche di daiazione assolula deflegrandiscopertedei tesori,una pseu
(l problema della periodizza2lor'e de1la do-archeoiogia che irì sostanza rapprc
sloria umana è sempre stalo oggetto dí sentaún saltonel passatopiù remotodj
complesseíndaginiarcheologiche). questa disciplina. a
Cal.{ lllolotttariiloel'aruhmlogia
Volontadaio e Archeologia, Lm binomio
possíble? La rlsposta è senza dubbio af [lroflodolReoolomento
..
Generole
l ,, ..',,.L
fermaliva se prendiamo in considefazio derbrupprArrneologrcr
0 ll0lro
ne quanto è siato fatto lìnora con grande
successodai Gruppl tucheologici d ltalia. aRtI - s(oPl
Un binomio consolidaio che dal 1965 Perl0 re0lùz0zi0ns
deisúoiropi,'Àssoii0zÌone
si
ha dato ouimi risultati e che ci la gua.da
0Ìsensibilù?ore l'0pinione pubbli(0ìl0llsno e rrcniem,
fe a1tuturo del nostro pairimonio cultu
inp0dirohrc i giovoii,0iprcblemi guordo il0luleloe
fale con maggiore oiiimismo. Oggi, in l0volorirzozione deporimonio deiEeni Cuhsrulied lm
latti, sono molÌissimi i giovani che, come bionloli;
noí, si a\,".'icinano a quella splendida di h)nimol're l'opplk0zione delhhg$ivigentl promuov+
sciplina che è l'archeologia, chi pe. cú rcI'emorozioîe dinorme hskl0vee diprowedirìenri
dosità, chiperpassjone e chi atirailo dal 0mminislr0rivi 0llor0podiprolegqere ed0rÍes(ere il p0.
I alone di mistero che la circondai nella rin0ni0dsiteniCuliur0li edAmbietrhli {0ftlle0loqi!i, 0r
maggior paÌte dei casi n€ rimangono de dilerlonid, ombierÍoli 0li5lid, ofóivislki e libr0l;
finitivamenle legati. Un fasclno senza d (0ll0b0r0re on luliels0ss0ri0uÌ0ni, eili prEoriepi
dúbbio irresistibile e, pe. qúanto riguar' votióepsrseguono sliresliliíiinh0li0 e 0ll'61è10;
da la nosira formazione culiúrale, estre dlsv0lssre oflivilòslotulorio 0ndeoll'erero, previ0c
inamenie ricco di soddisfazioni. mrdi(on i governi inlei essoli;
Ma che tipo di voloniarialo èll noslro? el promuovorc l0qerione e^ o.quitod0p0dedell'k
Qúali sono i reali obi€itiví che noi volon- sori0zionedi0ree0r.h00lolióe, m0nummhli, es!05ni0
:ari archeologici ci proponiamo di rag nimuse0li, 0siirur0rdone l0v0lorizùzione el0lureld;
giungere? f) inorossiore e oll0b0rúre 0ll0n€ozione dinuseip€r
È sufficienie leggeîe Io siatuto dei fr!0rie l0piùl0rg0p0ne(ip0?ione deidilodini 0ll0(0n0'
mzo e0ll0v0loÍ20?i0rìso fruizionedelFrln0ni0 &l'
;.A.d ltalia per noiare che f secondo a.
:colo .isponde in maniera chiara a que
g)p0redp0rc 0!iiv0m€nle,nsll'ombilo pub
d! leilr,riLrre
:re domande: L Assocíazione ha Ia sca
blidedipolezione dvilqolleiùirrivepr0m6e peril
30 di indivìdúarc. accertarc, tutelarc e va sovologgiodelpd moniotuhlrde;
lnzzaîe íl patimonia cuítunle... . h)fovorke, promuovers e orqonnzors inirÌolve diluri-
Íalasciando per ora ogni discorso di rmor0.ì0h è siovonile
relompodei0eni (uhur0li;
.:ica e morale, il nostro è senza dúirblo i) promuovercl0 k p!bbliroÌìone,
c0mpÌlorione, l'dùio
:x obleitivo ínequivocabjle ed ímporian r0el0diffusione enolùi0.i,
dÍrivish dis!idè emmosru-
:2, sia]no i prjmi ad essere d accordo súl dì(onemdeolo-
dl0udioviliyj,
ffr,direlozionidiri€ro,
::1o che bisogna smeltere di assistere gide,difol0lmfie dirili*'e quml'ohro
e disesni, ri-
::ssivamenie al depauperamenio e alla gwdonle i Beni[ùlrumi;
::.ina del1eevidenze del noslro passa I pr0m!0wre erg0niaorc 0iivilòdil0mr0zi0ie fthu.
: siar]1ocoscienÌiche nel corso del iem- rolepergiosioriori
:-. ILlomo ha cominciaio a dlmeniicare m)promuove'e l0fruùione,d0porledeidflodin! deiBeri
C!turcliogqeÍo dello
dell'0iiviid iirorioziom lrcmlemo.
-.: che era accaduto nei secoli che lo
: ,!ano preceduto per pensare solo al
presente, ai pfopri intefessi senza curaf è un volontariaio ch€ permeile a ciasclr
si minimamente defe iesùmonianze dei no di noj di accrescere la própda culrura
propri progenilorí. A quesia .egola nel awicÍnandoci in maniera semplice (ma
l'antichità si sono sotÌraiii pochi uomini scíentiffca) alla ricerca archeologica; allo
di cuftura; oggi, Ie loro inruizíonl ed i Io.o siesso tempo, valo.izza e rende truibile
credo, adattatí al mondo in fti víviamo e a rutti il nosrro pairimonio srodco aftísri
ale regole scíentifiche che esso ci impo co, consenlendoci di contríbúir€ al pro
nei rappreseniano il pairjmonio e Io sti-
molo di una pîecjsa categoria di perso- PuI non essendo archeologiprofessio
n€: gli archeologi. nísii auemo sempre Ia possibil à dj Ia-
Inizialmente circondaio da un alone di vofafe con essr,parÌeúpare a campagne
mistero, col tempo la l€ura deÍ archeo di scavo e ad iniziative di valonzzazlone,
Iogo è enlraia a far pade della vila dl rúiti coopefare nell'ambiro della proìezione ci
i giomj. Tuilavia, è solo da poco iempo vfle, púbblicare testi (come qúefo che
che questa dlsciplina è djveniara di do siaie legg€ndo) e qrindi far valeîe le no,
minio pubbiico, rendendosi accessibile a stre ldee, .iempiendo i nostri cuori dí or,
chiunque grazie a1volontariato. gogìío e di ammjrazíone per un passaro
Quelo dei Gftppi Acheologici d lialia di cul siamo consapevoli eredi. O

L ta a è la nazóné Òhe lra îuti Pa€sidÈ nondo ha a p ir g6nde conc€ntraziÒne


d monumenli luóqh é oggell, dicaEtt€re an stcó a.cheotogco E dÒvéredioqnunó
d no conlibu r€ a a lulèla d qu€slo slGordinariopaÍnonò ch€ appadéne à lU a
umanila,cÒsl cohe è muóveÈ con lmedesmo spnjb ne contmnlide e
are nrion É dèi rèst 'iov€roso
archeooqic cha póssedono.
Cap. {oprospedone
5 l,nrirognidone itruheologica
La ricognizione à la prlma defe nume- al sole, dcchí di selvaggina, ín prossimita
ros€ Íaí di ú indagine archeologica; essa dizone con maleiaÌe per costrúire úten-
ha sì come scopo la ricerca di nuovi siti sili (cave di selce), con possibiltà di ap
ma anche I riscontro sd teffeno di indi prowigionameio idríco e così via. A par-
cazioni di cúi siamo già in possesso, in iire da1 Neoliiico, I uomo agricoltoîe cer-
modo da poter ampfare Ie noslrc cono ca lnvece le terre ferúi, senza però jnse-
scenze e lindagine stessa sulla base del diarsi in pianure alluvionaij per il rischio
delle inondazloni; oppure cercherà i fer'
Condúrre úna ricognizione signiffca, in iili alupiani súi quali I'acqua è abbondan'
rernini più ampi, rlevare in modo siste te. Più iardi, diventato completamenie
maiico la morfologia di un ieÍítoiio a1fne sedentario, scende velso la pianura ov€
dt individuafli tracce di atiività umana e l acqúa è più abbondanie e i leffeni più
dí deftime a príori ]a polenzialità archeo adaìú aÍe coliivazioni. Due impefativi gui
Iogica Losseffazione deÌ paesaggionon dano dunque I uomo nela súa ícerca del
porîà fornire alcuna uiile indicazione se luogo ídeale: I acqua e la teffa coliivabi
non verrà sufftagata da una búofla co- 1e.Tutlavia, n€i periodi ffccessivi, l úo
roscenza defe caÉtle.istjche def area ge- mo cambierà ulteriomente qúestí súoí
ogralìca in esame. lnoltre I'indagine de1 críteri per il sopîaggiungere dí núove pro
?assalo archeologico di É"ìa îegione deve blematiche, fra le qúa1i i conflitti fra gtup
renere conto di tutte qúelle varlazíoni pi umani. Qúesto fa sì che 1úomo sl sta
ambíenlali che possono aver deteÍnina- bilisca in lúoghi alo stesso ìempo difen'
.o le strategíe insediarive dell uomo; ad dibli e coltivabili, occúpando posizioni
zsempio, Ia geofoÉta svoige un compito strategícamenie imporlanti, a ffanco del'
òndamentale poiché è in grado di svela le Wali costtuisce í suoi abilati o anco|a
.e 1anatufa del súolo, quindi dj fo.mula ocúpando zone di imporlanza púramen-
.? ipolesi súlla vegetazione pdmaria, sui te geografica (pendí rivoiti a sud ove Ia
::lulamenli ambientali e, inoftre, sul tipo magglore insolazione è ulle al riscalda
:i agricoltura possible. menio e afa coltívazione).
Lindagine sll ìerreno deve comunqúe Duîante la rícerca di un sito safà op
:cnsiderare 1e strateEt€ trs.dtaltve portuno qujndi chied€rci:seguendo i c.i
,-spresse dall uomo sul tel:itorio siesso; teri appena esaminati, dove poieva es
: ima def epoca neolilica, du.mte Ia q1ra- sersi insediaio Iuomo?
? I uomo inizia a pratica.e I'agricoltura e Un allra cosa da rico.dffe nella nostra
:uindi ad abbandonar€ il nomadismo, ricerca è la persistenza ín ia1úni lúoghi, di
I :omo preistorico era soliio múoversi l- Íeóenze, t égende, rijn e superstzloni
:samente e non possede.e sedi ffsse. che, per quanlo sirane ed a prima vísta
::che e precise sono qlindi 1econdizio- incomprensibiÌj possano apparlre, si ri-
-: :deali che I uomo primitivo andava ri- conducono sempre a qualche lraccia di
:u:cando nei suoi vagabondaggi: grotre vedtà. Non dim€nuchiamo infalti che I uo-
-: :roghi dparatí, difendibli e ben esposlj mo tn dalla nolte dei ìempi è sempre

1t
stalo solito giusliffcare la propîia ignoran
za velso fenomeni nalurali o fatti stoiici
rcmoti con spiegazioni che, plaúsibili per
gli uominí di aÍora, sfforano i llmiii del
I'assúrdo pe.I uomo moderno.
Può dare gfandi f.utli 10studio defe orí
gini deí nomi dei luoghi: Ia toponomasll-
ca. Qúesio tipo di jndagine cerca di spie
gare come alcuni nomj atluaú (ad esem
pio nomi di strade, città e località in ge
nere) abbiano origini p.eced€nti, talvolta
assai antiche e .iconducibili a precedenii
riconoscere resti di attività umana in ogni
Sarà opporiúno con&rrreun'appropria- súa manifestazione, dai franmenti afle
ia ricerca di forlt lcrltle che polranno
darci uúlissime i.fomazioni sui luoglìlda ln iútil i casi sa.à uljle, invece, peîcor-
esaminafe. Anche la rlce.ca di lîforma- rendo la nosi|a zona da indagare, rico.
ztonl e di :acconll dalla popolazjone io- darsl di a.noiare ogni partjcolaîe sú1dia
cale sono possibíli fonti di informazioni. io defla ricognizione facendo sempîe ri
Non tralasciamo nula. lerimedo ad una caria geograffca. La ca!-
NeÍa dcerca sisìematica del sito spes tografta è un aspetto estremamenie im
so íl caso rappresenla ún elemenlo de podante dela dcognizione: essa può av
terminante, ma ancor più lre+reniemen vaiersi defe cade iopogîarche mfilari (ta
tepuò essereulfe, qualoîa slapossibile, voletie IGM) o daÍe plù dettagliatee re
awaÌ€rci dí sisiemí ìecnologici come la c€nti Carie Tecniche Regionali. La cado
fotografra aer€a che, permetiendo rma grafia è importanle in qúanto, ollrc a pel
visíone 'dall'alto , ci consede di vedere mettere un acclrato orientamenio duran-
cose che da te.ra non sono visibili. È inol le le úscite sul ierrjtorio, può rivelarc I an-
|fe possíbile úúlizzare sístemi squisita- danento di confini, di strade e sentíeri
mente scientifici quali ricognizioni per che spesso sono í resli "lossfli" di inse-
nezza delàpÌopaÉazlorLe dt orde stsmt- díamenti abbandonaii o dí aniiche cen
cl€ o procedím€rtt magn€ltd ed eleÈ
lromagnettct. Essi pe.ò sono così com- Menireprocederemonefapedústrazio
plessi e poco accessibili (anche dal pun ne del lerfiiorío aînote.emo inolte i p@ii
to di vista... economico) che nel nosiro lavorevof o meno all insediamento úr
caso non è opportmo approfondi.e la dj- bano e quindi le possibilità di coltivare,
di difendersi, Ia vicinanz
dacqua. Cosi, con piena cognizíone dí
causa,polremo ipouzza.enella zona sin
l.l.|lssmlltzioni
sul
lcneno diata l esistenza (o meno) di un sjto e pro
c€defe qu'ndi ad tma più dettagliata ri
Lo studio del teîreno pîesúppone c€rca dele evidenze archeoiogiche.
un importante componente empiríca: A questo punlo approfondiamo I di-
periantopuò essereperfezionato soltan scorso sulle cosiddetie oss"naztont
"a
Ìo allraversoi esperienza;solo un "os vl5tD, ossÍa que[e che poiremo fare tfan-
se!-,'aloreeslremamenteallenatosaprà qúllamenÌ€ a pjedi percorendo la no-

::
stra zona di lndagine. La nostra capactlà possono indicare presenza dj iumuÍ o
dl osservazlor€ andrà sviluppala con strulture íntedaie; quand
oppo.túni accorgimenti che ci permetle- mità spianala può trattaIsi di alturc a.iifi
ramo di notare meglio quelle che sono ciali adibite ad abíiaio foîtiftcato oppu.e
imp o ri a nii pr es enz e a rc h e o i o g i c h e i di spianamenti per agrícoltura;
I idenúficazione di un sito può a\,./enhe . collinette di forma iffegolare che pos
solamenie atiraverso l osservazione ra sono indicare p.eseMa di monumenti dí
gionata deía sua natura e delleintuenze siiutti, Ésti di víllaggi, di case o stanzia
sul terreno che creano particoiad irrego
lariià geomorlologiche. Gli indizi sono co . terrapíeni di forma molio alúngata
stiiúiti da iffegoladtà dei rlievj, da ano possono essere ìfacce di moîene, letu ab-
malíe o particoladlà
della vegetazion€ o
dela faúna, da tracce
di anliche vie di co'
mnnicazione, da mo
dilìcazioni insolile di
a=d evodirefad fipodoB=deprcssióne;c=lvètÒ

Cominciando dai
I oss€rvaztone det d-
Ilevt, indipendenle --\
menÌe dalle rracce
múrarie visibili o no,
numefose fofme di -.é*a-è-
essi sono talvoÌia ifl
regfaie nel paesaggio
in modo tale che solo
occhi esercitaii posso-
no riconoscervi índbi
-+7--------<"à-
Molre sono 1e for-
rle .iscontîabili su1
:eneno (lig. 1), alcu'
îe più semplici da ri-
sconirare, altre di{ncil
: n e n i e vi s ibili, c o
't\
l- s
:iunque cjascuna ac
--.-l\4/$
.ompagnaia da de
:2mlinate caratteflsti

Po i re m o dunqu€

. colline di píccole FG 1 acún proiil siqnlcatv ch€ polrebbeú dedvareda slrutturesepolt€:


a B = rumuoi c, D = mota, aia, base di monum€nrÒ. tómba; E = slrulure in
:îensioni, fotonde, rovnaìF=flrtIcazioni;G= froììa' n€d èva e; H = nècropo
:.alj, o regolaîi che K = a n iilé a ìb :L = vlla SSó M = lo n ificri on€ del '€l à del Ferrc

13
bandonati di fiumi, teru ze fluvíali o per le. ln eslale I eiba sl secca più rapidamen-
sino di anliche strade; te nei luoghi in cui i humus è meno spes
. recinti con rjiievi di tella possono in so (probabiliràdj mura sepolre ffg. 2a).
dicare capanne, opere di difesa, foîtiffca Nei idreni sabbiosí o ínstabili le píanie
zioni e, se dl forma elliitica, ún anfitea- fenoono ad aggrapparsl a stftr úre jnrer
Iate. Alcune pianle (erba medica, asfo
. fossati e depressionl possono .appre deli) índicano la presenza di catcare e
sentare cave, trincee o fossaii di forítìca- qLrinó dj pieìfa dr cosituzion€ (fig. 2b)
zi,onll lungoj pendijla vegerazronee pru fìlra
. recnlj in pietre, se úbjcare sú una a monie di oslacofi che lfaitengono I um]
colina, indicano lìtrrtjlÌcazloni o vlÍaggj. dità (fìg. 2c).
Come regola geneGle basta îicordarsl
Anche I osselvaztone d€lla veEetazto- ciie sopra te cavia e dave íI tenena è úc.
ne può lbmire indicazioni útli a ítrovare ca e ufnida Ia vegetazione cresce mpida
indizi a.cheologici. Essa pe.ò può dare mente ed in altezza, mentte aI dí sopta
dsuliali plù o meno eccellenii a seconda
della siagione dúrante Ia quate viene ef
fettualai I osservazioned inverno, qúan-
do ia neve appiatisce tuni I .itievi. à as
solutamenie sfavorevole, menire in esra
rfldjlliflirrm
te, duranie la massima fogliazione sarà
mofto dificile nolare certj partcolari.
Cí si può acconieftare di efterÌuare d
cognizioní nei mesl primavedli e in au
hrnno inoltrato, o per lo meno rene.e pre
sente di quanto deto.
Sarà un indicazione p.eziosa osserva
re anche i ter.enÍ spoglí di vegeiazione,
notare i colori diversi dellaÌe.ra e sopraf
rútio noiare le anomalie nel1avegelazia-
fle E infatti necessaríoave. p.esente che
Ìe vesiigia sotterale, múrando Ia com-
posizione mineîale e ctumica defa telTa
che le .jcopre, condizjonano Ia crescita
lei\.egeial, o fìiogenesi (ng. 2).
Srlimerie la vegetazionec.esceîigo
:r::: Core Ia ieffa è stata rivoltata pro
::: :?.cié kariiene piij umidità e mag
::::-: ::::r:rrà d fosfatj di qúella non la
r :-::: :::::Íaîoci quindí che, duran
: : : : : : : : . e: ?. . a n e i fo s s a rie l à d o v e
: ..::: la vegeiazione fi

: _ . 1- .: ,j -: I ::i.Di d slbeîi che


' . : . . a: . : .:..::z t.o ú o s s o -
FG 2 BappóÉi
rraso osuóÒe v€getazione.
3 strutturc interrate ta vegetazione è pial superfìcie (avendo precedenlemenie in
ccca, più rada e ta sua crescita meno se.ito nei saccheito un carrellino con i dati
della ricognirone). Quanio ala doclrfter-
Ricordiamo infine ch€ i tumuli di pie tazlone fotograftca, essa è molto impor
:a, essendo di ostacolo alla coltivazio tante sia per accompagn
.-€, spesso sono circondati da albe.ii è io sull jndagine sja per la nostra docú
inleressanie sapere che deierminatj iipj mentazjone del silo. Safà quindj neces
r piante ci possono lndicare detemína saio esser€ muniti di attrezzarna lolo
!e pf€senze nascoste: pianie isolale cre graficacon Ia quale procederemo a foto
s.ono sú ammassl conchiglifdi, sú st.a grafa.e tutlo quanto di importanìe ìrove
Ce antche (asfodeli), su recinzioni molto remo dúranie ]a dcefca (vedi cap. 9).
'-rrÌide (relci), su roùne (rovi, splni, giúg Lindagine vera e propda solllamente è
É:ote).. fappresentata da una sorja di "passeg-
Dopo aver introdotlo quesie conoscen giaia niraia , duranÌe Ia quale i padeci-
ze immaginiamo dúnqúe di intraprende panti sl divide.mno e, alla distanza di
:? un indagine sul teffitorio ed evidenzia qualche mebo I úno dal'ali.o, percorre-
!:,o i passi necessari per pfocedefe cor ranno tutto il rrato da esaminare. Que-
slo metodo pefmetie ún più accurato esa-
knanzilutto, dopo aver individuaìo f me del ieffeno, risparmlando tempo e
Éo o la zona geogfafica favorevole, è op- percor.endo quindi estensioni maggioîi.
Esrtuno raccogliefe il maggjor numefo Quindi, duranle 1a carnminaìa si pro
Fssibfe di fonii, indícazioni letleraríe e cederà con g1iocchi srl terreno alla rícer
jn
Eopolari, una docum€ntazione delsilo ca dí frarnmenti e a re evideve meî,Ee
c:e ci accompagnerà sul teffitorio allo uno o più membí de1 gruppo si occupe
s.opo di vedficame Ia validiià e irovare ranno di segnare il percorso sulla cana
bdiz1 ulili. accompagnandolo con altre pfeziose in
Dovremo sempre portare con noi un dicazioni (altjmetría, orienlamento, leg
aa.rlo ove a.nola.e la data, i padecípan gíbilità del lerreno, infonnazioni geologí
É I perco$o, g1i awisiamenti e iútio ciò
cle può tomare útfe per app.ofondire la Ogni qual volia arvenga un ritrovamen
to oppurc termjnata Ia p€dusirazione di
\on lidiamoci della sola memoîia, po una zona, sarà opportuno ferrnarsi, rac-
bero stuggirciparticolari impo.ianii cogìie.e lutte le jmpr€ssionj o ossefla-
?odiamosemprecon noi ún riscontro zioni e complare una scheda di ricogni-
, ossía úna cartina geografica zione (valida appúnlo per documentare
possible deuagfata (va benissimo anche modesti iraiii de1 percorso o evi
-iù
3 carrina IGM) grazie alla q1lale segúi- denze archeologiche).
:!o I nostro percorso ed avremo sem'
liferlmenli precisi (coordinate, alrime-
E. ecc..) sd punto in cui ci troviamo o 5.2- lornl
dnummflru
larirugttirionr
dobbiamoraggiungere.
:àarmo allresìutili sirúnentí come un Come gjà accennaìo è imporiante do
, una bussolae tuttoquantaltro cumenlare ]a rícognizionejn maniera ac-
?sserc riienuto necessario;rico.dia culala; ecco un elenco di ciò che do!'re-
inollre di porta.e qualche saccheilo mo icordarcí di segnalaresul nostro so-
raccogli€re eveniuali dt.ovamenii di líio diario:
Datae luogo dellaicogflizione,pa.te corco ed i ritrovamenti. Qúesla relazione
cipanii, riferímenlo carlogralÌco in coor elencherài repertí îinveft1ri e dovrà €s
diflai€ (qualora sía possibfle), óescrlzto sere se*ita da una carlina (che ríporti il
re d€[a zona (co]lina, campo arato, ver tracciaro e i ubicazione de1silo) e daÍa
santesoggeitoad erosione,Ietto flúvia- doúmeniazione fotogralica.
le, ecc...),rinvenimenti,osservazioni, fo- La rlcognizíonedoúà aflche servíreper
togralìe,loponimi da studiare,prcposle rcafzzap ú\a sene ó1basi carlografich€
per tutúre indagini e, in defirutiva, kîto che complelino 1adocumentaziane del
ciò che riteniamo uiile. l area e contribuíscanoa1lacomprensio
A[a 8ne delia rícognizioneoppúre ter- ne del contesio.Per comprendereme
minato 10 sludio di una píccola zona, è glio 1úbicazíonedi ún síro venanno Per-
necessariocompilare 1a 'scheda dt dco- ianro rcd:zzale catrl^e rjportanti ta legg
gntztor€ nella +É1e verfanno inserile in bilirà del tereno (ffg. 3), la preser'2adei
matuerapiù coerenteIe infoffnazioní rac_ fepertí ín iermini di frequenzae di riPalo'
colte nel diaiot qúesla op€razíoneè uìi- gia (ffg.4). Saràpoi úlfe la reatizzazione
Iissima ai lÌni archeologico archivistici e di 1macarta più ampia (fìee. 5 6), com-
serve per completafe Ie nostre fonf con i prendenle iutto il leníiorío in esame con
rísconlri su1terreno.Essasaràpoí accom Ia segnalazionedi túlti i síii, preset\zee\'
pagnatada una relafone che fornirà una trasito, antichi tracciativiari e sliutlure ur-
descrtione più dettagliatae servjràa úc bane, scoperiene1corso del indaginesul
cogfere iutte Ie impressioni, i commentl leríioríoj tútlo ciò per capire meglío la
de1ricognitore, nonché riporrerà I per ropografia storica del luogo.

FIG 3 - kempio dì ca'"rna con findicazÒnédél a eqgib ilà dellèréno

10
FrG 4 - Eseúpo di@nna ÒÒn indicazión
è déra d slîibúz Ònède fepefti

:ÌG 5 Eeempiódicarla af.hèÒrogca.

:€.6 Esempio d ca'"taarcheolog


cain
€f€lluara in bas€ad unacan na clF
-Ègrio
djfìcili da disiingu€re e sono riconoscibí-
- Cone
5.1 siuúilizn I come líflee sotlili che intersecanoIe isoí
rnamrta lllìlfìin
topognlfta tirognidompse e non compaionone[a legendacome
tracciatístradali. Una cartínaIGM riporta
Le cartine geografÌche normalfiente inoltre alcunestlntttlle lrbane come edi
trtllizzale iî,fjcagrú oîe sono quele de1 lìci, vÍe di comunicazione,linee elennche
I lsiiiuio Geogîalìco Militare, dette più e gasdotìi che ci aíuteranno alacaJjzzare
semplicemente IGM, in genee in scaÌa meglio sula carta I p1mtoin cui ci vene
1:25.000(ffg.7). Essesonodi normaíf mo a irovare dffante la ricogftzione. ln
Írc1enlerî.eÍredenaúiale anche se spes ffne altd el€m€ntt, come i |pi divegera
so non risdtano moito recen|1. ziorì€predorrúnanie,possonoesserciúlili
Iflrìanzitutlo è bene spiegare come si complando 1a scheda di ricognizone e
Ieggeuna cartinaIGM: i1Ío oríeniamen- descdvendo I nosko sito.
io Nord-Sud conisponde con i bordi si- Su[a cadinain nosiropossessosegne-
nistro e destro del foglio, e qúando man- remo i] percorsoe l areaindagatacoloran-
cano questi bordi (capita se si útlizzano do quest'duma con colore diverso a se-
fotocopíe) ci orientere.no con qúele f- conda dela leggibifrà del ìerreno ossiase
nee orrogonaú che appaiono in tutla la I tefleno à pirì o meno favorcvolea 'indi-
caítina e che rapprcsentanoi meridiani e viduazionedi resti archeologiú (es: teÍe-
i paraleli del globo teffestre (i nomi dei no arata = legglblita ottima = calorctossa
luoghi sono scritti con orientamento a tîatteggiosemplice;tenenoconerbapoco
Ovest-Est).Deito questo avremo sempre !ìfta - leggibllitàbuona = colore blu a tîat
pîeser,teifi qsale dirczbne saràil nord e teggiofiùo; terrcna can erbaalta e vegeta
quindi f nostro sensodí marcia se cí pre zíonecaprente= Ieggibílitàscarsa= colote
oc€rpercmo di glardare 1acartina,in fase nero a tratteggioincrociato).Infine segne
di ricognizione,lenefldola semple a{ine remo sullacaria anchei luogtudei itrova
ara con i p1lnli cardinali. Quanto alla let menti ela presetuadeircperti (più o meno
tura dela cada, ttsognerà imparare la 1e- com€ p€r ia l€ggibftA del terreno).
genda che 1a accompagna e
checi spiegaia simbologíauli
iizzata. knportanle, e non fa
cle da capire, è il fuEiona
meîto delle tuolPs€, o úrve
di liveflo; queste uftime rap-
presefltano i altimetria dela
zona e sono'fonnatecollegan-
do tuìii i punti che sorgono
aÍo siessolivelo; I'eryidistan-
za tra lr,alinea e|'alia è ge-
neralmenie di 25 r.,erri. Le
isoípse più "spesse" rappre
senianole lsoipse fondamen'
lali, cioè q1elle con allimetda
ben deffnila (es. metri 500,
600, ecc..).Icorstflrfetalt,se
non sono colorati, sono assai F lG.7 E sehp'ód'darl naIGM

18
FIGG3e9-EsempiodCariaÌecicaRegionare (cÌB):
padimaB idonola ó da unorqina€in sÒaa 1:5000
conle panizione e lecufredi ivelo (€quidislan'
agrarle
Lè€njne CfF, piirpf6csèdelè GM,pÒssono essere
usat€a loo poslo,ma sonodi dif cile rcpofbilllà.

SENllERO

QUOTAAT-NMETNCA

'("
genericí ri$lardanti f siio, informazioni
i.{ - h'Srhrùr
dillimgniziorrc" súi reperti rinveftrtí (la loro distîibúzio
ne, le tipologie, 1a +lantità, ecc.), nole
La s€l€da dt dcoEatztore va conplla tecniche reialive afa conseffazíone de1
ta I più accrraiamente possible accom sito e, infne, qualche breve appunto di
pagnandolada una cartjna su cui sia ben geogîalìa ffsica.
evidenzjaìo il sito ed il percorso dell in Rlporiiamo di seguiio una scheda com
dagine. La schedadpo.ta, oltre a dati píÌata ln ogni slla pade come esempio.

fra t-r" t6 ú)lè 61

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l --E

r€1-&-a<ttu{€&r:ì?o k

tando pariicolari vicende e distorcendo


'.5- ln cerca
|tiltlittgrafim
r h lopttonùllicilIa realtà)j è per qúesto che 1efontí si rive-
Iano oscúre e diflÌcil da interpretarer è
lmportaniissima,anzi essenziale, è la îaro iuuavia che si rivelino del ìutìo false.
ricercadefe fonti scríile o ltcerca btbllo- Sarà quindi nostro compito, in questa
grafrca.I tesii sono, per tulla 1apart€ sto fase defa ricerca, recarsi negli archjví,
rica dell evolrzione umana, '.lna pîezio nell. bíbúoieche, alla dcerca di cronach€
sa fonre di informazionj p€r I archeolo Iocalí e di ogní índizio che ci aiuii a ri
gia. Gli antíchiperò lramandavano la sto comporre Ia sio.ia del noslro sito o, al
ria in modo lm troppo soggettivo (esa1 m€no, ci indi.izzí verso la sua comp.en

2A
sione. ll compiio non sarà facilissimo, Per ritrovare i nomi anìichi delle locali
anche perché non sempîe le fonii scritte, ià e deí siti sarà utile Ia consútazione dei
ifl particolare qúelle non recenti, sono vecchi documenf, carte, aili notarifi e ar
chÌaramenie inlerpreiabli; ad esempio, chivi sioríci. Per conoscereil loro signifi
rispetto a quelle recenii, le mappe anii cato sarà utile consultare un d]zionario
che rivelano in genere signlncaiM cam ditoponomaslica oppure ci si afiderà ad
biamenli, sia nela disposizione del lúo úno specialisladi etimoiogja.
ghi, sia neÍa presenza di edilìci o siti. In conclúsioneilnostro sito dovrà ave
Tenendo in debila considenzione an re úna documenlazione così composlal
che i1più piccolo indizio, diventeremo in lma storia di lúiii i .it.ovamenti archeolo
vesligato.i alla ricerca dj documenll scom- gici antichi e recenti, accompagnata dai
parsj e di preziose informazioni con ris1rliaii delle nostre dcognizioni; una sio
i obiettivo di dcosiruire, scorrendo i se' ria del luogo riporiante ogni a!'venjmen-
coli, la presenza umana nel nostro sito. to doftmentato súl passaio del luogo
Alrro aspetto importanre della ricercaè jndagaio, che possa aiuta.ci a cfeare una
lappresentato dalla loponomastlca, os- sorla di cadina che ripodí ogni silo del
sia Io studio dej nomi dei Iuoghi geogra- passato, allo scopo dl farsi únidea di
[ci. Nel nosl.o caso si tratlerà owiamente come doveva appaíre Ia zona durante f
di toponimi stretiameni€ Iocaii e solita periodo slorjco studialo con le sue abita
:nenie di caratteîe insediativo: strade, zioni, l€ sue strade, Ie sue citlà e le sue

Alúnl nomi di lúoghi padano da soli


lcasiefetio, Castelazzo,ecc...), altri sono
:neno esplicití perché p.ofondamenl€ l.a
iformatisi con il trascorrere dei secolil
.cco allora che dovremo risalire alla loro {iffidalitru,,.
rdito liìre
Jriginaria denominazione con lmghe ri
:erche in base alla odginaria llngra del . Ricofdarsi semp.e tutta \aliezzatuta,
:rogo. Queste oîigini hanno un impor- altímenii sl rlschierannoinutiú perdite
:aîte valore indicalivo in úna ricerca ar
feologica. Un esempio d1 facjle com- . Annotaîe ognl cosa. banalílà o st|anez-
:rensione sono i nomi come Quarlo, za che sia: sono indizí útilí.
llrifio, Setlimo, che indicano la distan- . Evitare di intrufolarsi in propîietà priva-
:a in miglia dalla ciilà più vicína. Castel' te senza aveî prlma parlalo con i pro,
.rlo, Castelluccioe così vja, sono topo prietari ed aver ottenuto caî.hiiarezza
.lmi chía.amente de.ivanti dall'esisien
:: n€lla zona di un antica tome o caslel . Evitare di fare saegi e buche che, ollr€
r Alcune denominazioní sono semplí a sconvolgere la deposizione degl siraf
:zmenle il .isultato della Ìrasformazione archeologici,possono creare problemí
:j antichi toponimi romani, coúe Aosta con i proprieiarl dei lerfenj e con Ie
= Augúsk Pretotìa, Acqui da AEIE Sta
relóe, Susa da Segúsiurrr così come I . Diflìdiamo della fantasía:l archeologo
: : :Ìantivo Faller, applicato a molu paesl non à mosso dal desidedo di mistero
i.iviterbese, deriva dalla coÍuione del ma cercacomp.ensione scientjica, che
: jginario FaleÍr ,,Vou, nome di ún anil non iroverà di ceilo p.ocedendo a caso
ed in maniera i.razionale. a

2l
Cap.
6 l'attività
ditantiere:h
scavo
aruheologil
Nel corso di un'indagine archeologica úa1imolto fini trasporiati daÍa forza del
si parla molto spessodella fas€ dí scavol vento e deposiiati,ancheper vasteesten
essa coslitúisce Ia rísposta deffniìiva di sioni, suÌ nostro originario stralo. Altro
una ricerca, rapp.esenta cioè ilverfce di fatìore geologicoè rapFesentato da quei
una píramide alla cúi base trovíamo gli fenomeni calastrofìci come i fenomeni
stúdi bibliograffci e Ie prospezioni. sjsmicí e !'ulcanici che ricopdranno í no-
Talvolta f risdtaro di úna ricerca con, sid .esti in modi differenti a s€conda de1
dotra sufe sole fontí púò dimostrarsi co, tipo e de a forza del îenomeno. Llniimo
munqúe sufEcientea compleiare Ia rico- fattore geologico, ed I meno inter€ssarì-
struzione di 1m qradro dí ún'epoca lon- te per via della slra rarilà, è rappr€senta-
iana; resta di fatlo che lo scavo archeo to daf insieme deí fenomeni orogenetici
Iogico in quesf casí si rende útile quale (modificazjoni de1reffilorio do!-uteal sol-
.prova
del nove" per constaiarene1modo levallìento delle terre emersea causadei
più precíso € scienti{ìco l inopinabíita movimenti leilonici che porlano alla crc
dele inlormazioni in nostro possesso e azione dei rilí€vi moniuosl) che possono
sovente ne fornisce di nuove da integra conunque crcare smoltamenti e plega
ment del tareno e quindi ricoprire i no
AIla domanda:perché scavare?Non stri resti. Fatto.i importanti so1ìoqúeÍi zo
basta rispondervi dicendo che i resti si ologici e botanicij animaii e piante gioca
trovano generalmenie(solio leffa"; il no infatd ún tuolo importanie nelo scon
seppeíimeflto di resii € rovine awÍene a volgimerìto della sítúazioneoriginale; al
secondadí díversi faitorir failorí geoiogi- cuni animali viventi nel sottosuolo sono
cí, zoologici, botanici e p.incipalmente in grado di modincare I rerreno e peîsi-
faltori umani. Cominciando dai faìlori no di spostaredei resti archeologicijd'al
geologici,è ideressantenotare come certí ila parte anche i vegeralídoiati di íngenti
agenti sono in grado di seppelte questj insiemi radicali possono sconvolgere Ia
resìi ed occdiarf aÍa flostra vista. lnnan sfaiigralÌa e spostareI materíalearcheo-
ziiutto, ín ordine di freqúenza, paihamo Iogico. Pianie ed animali sono inlìn€ r€-
di fenom€ni erosivlj si lralta deÍa capaci sponsabilí defa creazionedi $re[o stra,
tà di alcuni agenf come I'acquaed f ven to slrperficiale chiamato "húmús", ossia
to, dí copdre di sedimenii, a volle con qrel pîimo siraio che rÍcopre 1amaggior
spessorinotevoli, î nostro origínariopía parle dei súoli geologici e che è compo
no supe ciale. A\,remo, a secolÌda dei sto gefleralmente da malerÍale orgaoico
casi, st.atí compostj da deposiìi aliuvio deúvanie dala de€omposizionee com
naú (con questo termine indichiamo an' pressionedi resti biologici. Perulrimi, ma
che quelli di modest€ dímensioní), com- di primaria importanza, sono i fattori
posli da frammenli di rcccia dí dimen- umani; si tratta di qrell'insíeme dí azioní
sioni variabili a seconda della forza de1- umane come 1acoslftzlone di €difici so-
I'acqra. Altresì possiamo trovare stratiff- pra rovine più anlíche, oppure I abbatli
cazioní formare general,Tenteda mate- m€nto e Io spianamento dj areeurbaniz-

22
zate, e molìi altri eventi iipicamente úma (Harris, 1979); ufl procedímenlo, quin'
ni com€ gli incendi €d altre caiastrolì, che dl, che mira a sfogiiare i] terreno proce-
fanno sì che i resli vengano sepol! e a dendo verso straii sempre più anìichi e
volte sconvoti. Tutie queste modificazioni súddÍvidendo i reperti non più in base ala
e I€ Ioro tracce, dal púnto di vista archeo- sola provenienza geograffca, bensì colle'
logico, non sono afaito negative; inlàiti gando la loro posizione topografica ad (m
esse non fanno altro che accrescere 1a deremjnato periodo sioico (posjnone
storia e l inte.esse del nostro sito per co- tridjmensionale cf onologica).
loro che bramano capíre

ú.1.1' ti$ ia
[hltretttidistr
-l,osritlo
6,1 iru
rlrirligmf
Un deposito o sirato, può inrìanzitrtto
Naro dala ricerca archeologica bdtan avere due dillerenti órigini; artroplca, es
nica intomo agli anní C]nquanla, Io sca- sere quindi gene.ato da azióre ffiúa,
vo stratigralìco è attivo in ltalía da circa oppurc può avere orlglne rakrral€, cioè
venfa.ni. Fruito di una lunga evoluzio essere dovuro a prócessiíndottí da feno
ne defio scavo archeologíco, esso per meni natura1i. Tútte ie folrne di straùffca
mette, a differenza deí prccedenti iipl di zione, siano esse geoiogjcheo archeolo-
scavo che mi.avano unicamente a por- giche, sono I risúraro dj tre djversi pro'
tare ala Iuce i repertj, di estrarre i mate cessi (lig. 9):
ríali secondo un preciso ordine cronolo-
gico e qujndi di approfonójrel'evolltzo 1) erosione, dislruzionej
ne dei sito nelle fasi che hanno poîtato 2) movimento, tGsporto;
alia sua rovina e seppellimento. La stra- 3) deposíto, accumulo;
iigrafìa archeologica trae i úoi concetti
dai fondamenti di staligrafta geologíca, Mentre Ia stratificazione geologíca è
ossia quella branca della geologia che dovula esclusjvamenle ad op€ra di forze
sludia Ie formazioní dei suoli secondo naturaú, que a a.cheologicaè I rirltato
quei I€nomeni di accúmlÍlo di deùiti che di forze naturali e umane, diversamente
creano una serie dí stratilÌcazioni del ler combinaie o sepdaìe fra loro. Un feno
reno, le q1rali sono indice dí un evoluzio meno che però è sempre formato da due
ne nel iempo secondo quei meccanismi azioni príncipal: disùlzione di ún eqúiii
ch€ sono pol i medesimi della stratígra brio e creazione di ún equilibrio nuovo.
!a archeologica; ma mentre Ia geologia ln soslaîza I processo naturale si al-
.iudia qúesìi lenomeni per compîende tua grazle ad un agente erosívo, quale
re neglio l evoluzion€ del suolo, 1a stra l azione del acqua o del venio, in grado
'igraffa archeologíca invece lndinzza q're di sollevare o lrasporiar€ seco maieriaie
sto obíettívo enho i1 campo evolútivo e depositarlo in altre zone quando 1afoF
lel úomo e dei súoí insedíamenti. za de]l agente slesso diminuisce e perde
Per scavo stratigrafico si intende quel qnindi la capacità dí traspodo. fazione
:altività nel corso della quale "t deposttl únana invece è pdncipalmente un azio
a'.í€ologlct veîgorc rlmo$l ln s€nso lú- ne di distruzjone dell eqúílibrio natulale,
verso a qn€[o h cd Et soro fofmatl, snl- che è sempfe prcsente solio forrna di
ta'tam€ate, s€gserdo 1€ loro forme ln- stratigrafìa naturale, per adattare I telfi
dieldúall, I loro contotui, i loro rúevt" torio all€ esigenze def uomo; vi saranno

23
I

strarlflcarlo-
ne poslrtva
(apporro di
maiería1e).
Un azionedi

stalo (o di più
stati) che rap-

superlÌcí€a sé
€hiamata an-

faccia;si iratta
FlG. I Formazionedislral nalurali€anlropicl
di rtratlllca-
perclò azioni di díslruzioneatia aI ricavo ztorc neEaltv-a(dmozione ói rj]'areíale).
di malerie prime e per 1acosimzionestes-
sa deglí ambíenti anùopici. GIi siratj si accuniano in ún area de
La formazione di una stratificazionesi ierminala chiamaia bacino di deposito,
attua per sequenzecidich€, cioè atirav€r- cosiituita per 10più da depressionenaùf
so p€riodi dí attiviià e di pausa. rai€ o ambíente chíuso (coslruzione).
I periodj di attiviià coÍispondono al Bacíni diversí presuppongono stratigra-

q
momento in cui l'agente di trasporto ac fie díverse,menùe le forme del deposilo
crlmula materiale e sono rappres€niati dipendono dal mateiale depositato e
dal volume dello sùato. Le paúse
invece sono úomenti in cúi lo
strato non cresc€.Essesono rap
preseniate dalle sepaftzioni lfa
lma slratilìcazionee I altra e úÍ1-
tano come ífperffci delte lnreÉ
facce (1Ìg.10). Le iflterfacce pos-
sono ancheesseredescfinecom€
i momenlí dí esposizione di uno
slrato e cloè il lasso dí iempo ìra-
scorso fra uno strato fomato e
lmo che comincia a formarsi a1di

Un'azione di deposito/accumu-
lo comporta sempre uno strato e FIG 10 - EsehpiodislEl licazione:sonoevidenzialiuno slfato(a)
1a sua interfaccia. Linsí€me rap- € la súa lnlelaccla ibl con lo sÍalo suDeriorc

24
dalla forza eseîcltata dalla natura o dal-
l uomo nel muovedo. d - Uîa poslzione topogta!Ìca (tre di-
A11osiesso tempo, per d€terminare se
úa reallà srraúgraficaè di odgine natu- e -Una posaone stntigftÍìca, cherap-
iare o aniroprca occone teneî presente; prcsenta l elemeflto cronologico relativo
1) f lipo di mareriale che 1acompone, 2) (conceìto di più antico più rec€nte, ri-
I modo in cúi è stataerosa,3) il modo in spetloagf stari circostadi).
qi è slala accumdaia. î - U^a crcnologíaassolutanppresen-
Le caraneristicheprincipali di úno stra iaia dal rcperìo píù anrico in esso conte-
ro (fig. 11) sono: nuio, f che cí ríctuama al periodo in cui
a - La supeîfrcíe, che pl1ò essereoriz ha a!'uto inizio I deposilo (si prende a
zontale, inclinala o verticale. campione il r€p€rto più antico per evlta
b - Un contomo ed un dlievo, îapprc' re di daiare lo slralo con repedi inlftrsi in
sentati da ctlrve di Iiveío quotate. età pi'i receni€).

FlG. 11 - In alio a sinislh: súp€riici orizzonrali€ vèniÉidi udo sÌEro A destra:conlomo€


d ievo di uno sì€]o rappresenlali da curye di I vel o quoial6. Sono: Posiz onè sl.atigraiica di uno
slralochè Eppfésènlaanohela súa dalazioie cónoìogicarelalva ag sl€lic rcóslanl.
Le leggi che consentono di ricoslruhe za o m€no di mateîiaÌe vegeiale o ar
Ia sequenza degli sirati in geologia sono male può anch'essoatuiarci a distingúe
riassumibíli in un conceto secondo i1 re slraii diveîsj (generalmente Io st.atc
quale <fo stlato più afto è affl€ I ptù sup€ cialeo húmus).
recento; ma qúesio vale solo per la sta lnfine Ia maggiore o minore quantit:
ìigralìa naturale che presúppone stratí in- di maieriale púò essereindice di ún núc
ìoccaii dall'uomo in cúi le eccezíoni a vo slrato;anchese qúesfúlumacarait€
questa caratteristica fappresenlano mo risiica púò solamente indicare una paî€
dificazioni súccessive. ln archeologia il delo stessostraioche ha visto ún mag
conceito sopfa ciraro è valido solo in al giorc ltjl1zzo di n.,arenale.
cuni e límitali casir spesso d troviamo a Certo,non è facle riconosceredifferen
consideraîe 1amaggiore forza dell'uomo ze fta stratíi dowemo comunque pont
a sconvolgereI'orígína.ioequlibîio e do la massima attenzione (úno strato dt-
\,remo q1indi comprendere gli strati se stnrito non è rlcomponlbfle) acquistan-
condo Ia loro posizione e 1aloro compo do esperienzasenzarecare danni.
sizione (ffg. 12).

-Irumdinurfi
1i.1.2 diur malo
stntigrafìro
Una volla individúato I perimetîo del
I'area jn esame, si procedera a dividere
Ia supeúcie da scavare in úna serie di
FG 12 - Darauiónèassólútad unas€redisfal non quadratj (quadr€lhkra) o in sezioni op
sóo consid€randoa poszione m
disloczione e a Losrudio d èi manuialli (€sempio in cu i podunamente númerate. Qúesto non
noó è valdó prncipioch€ lo sl€to più allo è anoheil come metodo di scavo in sè, bensì per
rendeîe più facfe la comprensione, I or
Come è posslble però riconoscere ad díne ed il posizionamenio lridimensionale
occhio nudo le diflerenze tra siraio € sira dei reperti. La quadreìtaìura (fig. 13) vie-
Ìo? Innanzitutto sono diversí i fattod che r,e l|úzzara generalmenie negli scav!
caraiteîizzano gii strati e che ci permet
lono qlindi di nolaîe sosianziali dife.en
ze: coînpaslzione, calorc, pfesenza bla
fogíca, presenza dj reperti.
La compos2ione di uno sfato è îico
noscible grazie ala dimensione dei ma
leúa1i che costiluíscono Ia massa di fon-
do di uno strato (tena corîpaita, liiabile,
pfesenza di pietfe e rocce, ecc..)
ll colore di uno slrato è indice di com-
postione mjneralogica differenie e quindi
disìingue straii archeologici diffarentj an
che se spesso coio.azloni più scure pos-
sono essere atùbúile alla presenza bio
Iogica (radlci che tratlengono l'umidità,

La prcsenza biologica, ossia Ia presen FIG 13- E s6mpodi scavo n quadreaLu,a

26
? - i L j; i' . ,; ',)
"r
4";-l-t-l;1;S
ta'H-
\ro

JS2
ts 4
ScavoVerticale a) ScavoOrizzontale
FASEI FASEII
FIG 14- Esemp licazionèd scavóverlicaleeorzzonlae.

::eisloricí e, più generalmente, dove non mente delimrtato nel suo pedmetro con
ziislono ambientí, né altre dlvísioni evi úna serie di picchetii colegati con del filo
:enti; neÍa maggior parte deí casi invece elasúco (ove non vi síano già dei mud o
:-: pfocede p.endendo come pafametfo aftrestruiiure). Cíòper renderepialaccu
: divisione i slngoli ambientÍ di un com rata la visione del settore agli scavatod e
::esso edlizo oppure separando e distin- aglí addetti al rilevo.
:aendo númericamenle una sepoltura. Verra fotografato il seitore prima delo
.a qúesto modo ogni ambiente o setìore scavo (vedi cap. 9). Si procederà q1indí
,"rfà scavalo e studiato separatamenle con Ia îimozlone degli sirati: panendo
jagú altri, avrà una sua cronologia,i suoi dallo sirato in superfiqe essi veffanno d-
:zperti e sopfaltutto una úa stona che, mossi segúentoil lorc spessoree proff-
:ssieme a qúefe degli altri seltori, awà la Io, cronologicamentee panendo da qúe1-
.ra parte nel ricostruife poi, a ìavolino, Io più recenle(stratopirì allo oppúre q1lel-
: stoia del sjto nella súa campletezza. Io siraìo che copre e flon è copedo da
Concetkral,î€nte, Io scavo sìraligmfi nessunaltrostrato fig. 15).
:r si compone dí due momenti: quello TerminataIa rimozione dí uno straio si
:?Ío scavo ortzzontafe e quefo dello sca- pufrà l intedaccia che rlvelerà la confor
ro verttcale (fig. 14). Essi non sono in mazíonee Ia naturadelo stato soltosian
::.titesi; talvolta si alternano fra Ioro, al re, quest'ultimo veffà a sua vofta foio
r? volte si fondono. grafato,scavatoe cosivia sino al raggjun
I primo lipo di scavo à mirato alla peî gjmeniodel teíeno vergine(fi9. 16).
:'iione e alla messa in luce di paleosu- Ogni siîalo dovrà avereun numero, ed
--erffci di deposizione sulle quaÌi si sono essereaccompagnatoda una schedacon
:.:sillzzale Ie rîacce dr un momento di lutte Ie sue infomazioni (schedaUS).
::JJità (si.ati). lopenziane maffJale dello scavo cioè
:l secondo típo consiste nel metiere in la dissezionedeve essere,qualora sia
r_.:denza 1a tessitura deí vari strati scon' possibfe, effeiiuataevitando qúalsiasi
, nando le pierre, gii oggeiti, i frammentj tipo di inquinamento de1terreno; calpe-
-12 spofgono dalla superficie. con
que stío e a1ìerazioníandrebbefo evilate, fa-
j:: meiodologia è possibfe derivare la cendo ricorso a ponteggi e allre strulture
:::nologia relaiiva d€i contenuli del de che isofno Ia super{ìcieda indagare. AI
tra cosaimpodanteè î trattameniod€i
lgni seltore dovrà essere accurata detrili che vengono rímossi dalio stratol

27
ry. I
*î -4@
FlG.15-lr€lododiscavóimuovérós€mpr€ ostratochocopremanonè6p3no,
quesloperevitare
d doverpunlellare
unorralo sopraíanle{cosacomu^que
assadiflicle).

F l G 1 6 - M e t o d o disca vó :' Òfd in e e sa tlo p é fó sÒa vo d iunastfal i qrari acoméqúesraè1,2,4,6,7.3.9


(3,s,l0nonsonoscavabil nquantosil€tad nlerla@e).

FIG 17-P6runosavoodinaloecorefioo@orerimuover€esuddvidereì detilo.

2A
vanno accufatamente seÌezionati
per dassi(lerra,lalerízi,pie-
ecc...)e accumúlandofin maníera
al di fuori del'area di scavo (fi9.

:^4 terra rimossa generaÌrnenteviene


pef trovare evenluafi repefìi
ala vista dúanre Io scavo (fi9.
i. I reperti che vengono rinvenuti du'
Ia rimozione degli sùari vannol
rímossl se si tratla di reperli di píccole
e assaidispersi fra Ioro (coc
vetri , ecc...) e raccolti in sacchettí di FlG.19 | repenvannó| posliaccuEtam€nlè.
per slrato e classe (cefarftca,
, meta11o,ecc...). Ogní sacchetto
essere accompagnato da un car
riportanledata,silo e stfato. -Iarc$rtruione
li.l.,1 ftiùti
se vengono finvenuti reperti signlÎ
inraiii, o altr€ situazíoni parúcolari Nel sistema di doúmentazione di ún
Ginvenimerìtodi scheleti, inslemi omo- sito in scavosi dlstingúono due aspeltí, I
geflei di ftanrmentí, ecc...) essi vanno rÍ- primo dei quali è q€lo visivo ch€ si espli-
rijIítí I Éù possibil€ serza essereimos- ca sotto forma dr sezioni, rilievi topogra-
s Enchèrìon v€rranno fotograiati e posi- IÌci, disegni, fotogJaffe,ecc... Ii secondo
?ionati su una apposita pianta del setio- è I aspetio scritto che si lradúce in ffi in-
re in scavo (rítcvo). sieme di schede,appunti, altr€ descrizio-
l,a Í].J,ozionedei Íepeù óeve essereu ne scríttee in tutto quefo ch€ può facili-
più accuralae delicatapossibfe onde iare al massimo I interpr€tazíon€ e la
evitare di recarvi altîi danni. pubblicazione. Pur non €ssendociregole
I repeÍli veÍanno poi raccoÌùe conser Iìsse a1riguardo, negli s€avi gestíti dai
vatí in sacch€tti o altri corìleníiorí (rigidi G.A.d Italia esísronoschedestandardper
se si rratta di oggetti fragli), sempre ac docúmenlare I sito, il lavoro, gli stati,
compagnati dal carleliino con data, sito nonchè alcuneregoleimpoitant per ese
e slrato di provenienza (lì9. 19). glire correìam€ni€ 1a documentazione
fotogralica.
Tra i docrmenti principali che devono
seguire I'opera di scavo irovian-lo:
- II diario dl scavo;
- La scheda di Unftà ShtigralÌca (US);
- [ diagrarnrna stafgraftco o matríx;
' Ii rfievo.

II ólarto dl 3cavo (ffg. 20) è una sche-


da che va compfata in ogni gomata di
atiivfta;essariporta tuite Ie ifldrcazionidel
siro, f diario giomaliero, i dnventrnenti, i
partecipantie altre indicazioni utili súll at
FlG 14. Lasela@ialufasèpaÉ f€p6n dalalera.

29
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F G.20. Es6mpiod diaàód soavo(ogioma€diattvità)

30
far confronti con altri strat e al]deicer
l,a scheda dt Ulltà Strattg'attca (US) che geologiche.
è invece una scheda che docunlenta in La scheda riporta vtre le indicaziot\1
maniera accufata ogni strato finvenuio sullo strato, Ia súa natúra, 1esue caratle-
D€lcorsodelloscavo(fi9.21). rístíche,Ia Ía eventualecronologia,i súol
Ogni sìrato deve essereaccompagna- fappoifi con gli altfi shati,
aoda tutta una serie di informazioní che plata per ogrxnúovo staio chevÍene ala
É descrívanoaccúratamentela natura e Iuce, contemporaneamenteall assegna-
rdccolrein una schedache olne ad avere zione a qúest úitimo di lm numero di rí-
tlra fuEione archivisticaè úiíle ancheper

FlG.21 - Esómpo discheda diunila slal qEl ca (schedaUS)


I diagramma stratigîaficoo matrk (fig. Più semplcemente si lralta di un dia
22) accompagna1araccolta dei dari e, a gramma ove i numerí di US sono colo
visia, d permelte una visione immediata caii e colegali fra ioro in una sewenza
della sitúazione stratigralÌca.Questa de- lipo diagramn]a di flusso, in modo ìa1e
termina l ordine crorìologico degli strati da poter capire, anche senzaesser€stati
ed è rappresentata,come abbiamo víslo, presenli sullo scavo, quale era l esaìta
dai rapporti fra i diversi sfari (taglia, co- sequenzadegú strati (che è anche I ordi-
pre, e coperfo,ecc.../. ne in cui sono statj scavati).

"-*.#"
ffiffi
M ._rjx,-

6'"fi;iLrlî@ ln
F G.22'A lalo: ès€mp varldimatr
Soph esempiod malr x @mplessodferlo ad un inl€ro
saggiodisoavo CÒn€ sivedè. in queslocso i malr x
nÒn è soló FISICO (hppono l€ sirat) ma anchè Dl
SEOUENZA(cronologiadei repedi rlnvenut.

32
Esisionoperò allri sistemi per realizza
.lirdomncnlitzione
11.{ galim:
ilriliero re ún rífevo; I uso de11ecoordinale è fra
qresf, esso però viene di solito utlizza
La príncipale dodrment aàone gnfica to per saggidi piccole estensioni,aiutan-
delo scavo consiste nel rítevo: si lralta dosi con un'apposiia gríg1ia(ffg. 24).
di ún disegno in pianta quorata de1sag-
gio di scavo ríporlante ogni elemento
emerso nel operazíone di pdizia, da e
opere murarie ai reperli pirì sígniîcativi.
I rlevo archeologlcoè inollre una siniesi
rra ]a sempfce rafffguraione dei saggio
e la corr€lta interyr€iazíone della strati-
grafia. Esso, infatti, è un disegno píù
scieniiffcoche artislicor va pedanto rea'
coniugando I'aspetto arctutettoni' FlG.24 - furlizo diúna gl qliasemplllca I r li€vo.
con quello srladgralìco. Si prcsume
che lo scavo abbia permesso un Le misurazioni vedicali (quote) vengo-
esame delle slraligrafie e delle no effeituate prendendo ufla qrota di rí
si,^onldei repeni. f€rifiento cblamata púnto zero sú cui
la pianta di ún cantieredr scavosi rea posizionare úno srrumento ortico (llvet-
genemLîeflte traúiie rlievo daei Io o teodollt€); iramite quesìo strumen
che si avwale di fiús1lre otteftite me ro ed úna stadia (barra metrlca) si trove-
rotelle metriche e applicando I si raîî,o le aJrezzedeivan punli da quolare
della tdaogoladorc. TaIesistema rispetto al púnto zero (lÌgg. 2s e 26).
ne[tudividúare Ia posi one di
puntonelo spazioparterdodala po-
di aliri dúe già individuati. La ri'
in scala e l úso de1compasso per
jislanze otlenuie tra i he punti, ci per'
di posizíonareil nostro pun-
srla pianta(ff9.23)

: =*mpio d detemnazjon€ diun tezo punlo F G 25 - RirevolEmrè slrumèntolricdip€csiÒne.


4,6'. î.1iqn -o nr.
-

-i t:...-<"ióùe i6nr

-.l:-'^ l É:.1:,':"3.
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;t -r'- -Y --7
la@' , í
a -t c 6+ i i
al f_-l
t-i -/ /
r I ji
- - - l.
i= -ir - ; /'
i --ì\ ," I

FlG.26 Es€úpio codpelÒ e detlagialó d€ rrievo di

Adesl€ elencodeiseqn convenzonal utlizzaliperla


Ealìzzazone de úedes úo rilievo

. lilieddidepsitihoúiuìnni
Dopo aver îegist.ato sú1foglio I con
tomo del deposito sl procedera a rípor
tare all íntemo dell nnilà, se possibîe, la
distibúzione deglielemedi grossolanied
alùe eveftuali indusioni.
I reperìivanno colocali neÍa pianta con
molia precisione quoiandone ogni pun'
to per renderepiù agevoleIo sludio rela
fvo ala loro dlstribuzione.
Rlsultauìfe mosirare anchel andamen V '***'
to del deposito(iagli,pendenze,ecc..);
p* r"* .à p*"ò"ó é.i" re úsatek Èec
ce di pendenza o altri segni convenzio
nali per mostare Ie variazioni di superfi
cie dello strato.

34
. fiilimiditagli
I deí taglí (ff9. 27) seflono pet
'flievi Ie informazioní relative a[e
presentare
sole int€da€cesenzaindudere detlagli ri-
guardanti i vari cambiafl1entíd€1suolo.
S€gniconvenzionalisono ubllzzali,pern-
produÈe graficamente I andamento del
raglo.

. listgro
diuna
nzim
Dsegnareuna sezione(ffg.28) permel
le úra registrazlooedeitagliaiadi ogni in-
formazíone îelatM all'andamento verti-
cale di una serie di inl€rfacc€ ed a[a di-
IT IT T 1
stribúziofle delle pariiceile € dele índu'
íoni al'intemo di un deposito. Per dise
gnare una sezione si procede stabilendo
w-m
una liflea di riferÍmento orzzontale qúo
tafldo i plmti aÍe estrem a defa sezione w'T1T % -iii
e facendoríferimentoad essaper la qúota
di ogni punlo di íflrerîaccia.
Alhe coflvenzíoní (variabif) serviranno
p€r rappr€sentarel€ carailerislichedi ogni
7* r'r-. 7M +
sirato: t€ssítura del rnateúa1e(aqilla, FlG. 27 - EsèmDiodi fil €vÒdi ùna cómolessa siludione
timo, ecc.), colore e consist€nza. a d laglioe relali€ simbologiada uii iza6 n similiÉi.

Vtgc1g

EG.23 - Esempiodi li6vo


Cap.7litshunsntarionedi$cavr
{onligli
ilipcr
mrometto
ntilizzo
de$iattrurzirlisraro

nanziiutlo dalla

chi effettua f 1a-


voro. Ésístono
€>
g o l e s landar d
sugli strumenii

di adattarsia tutte 1eesigeîze ed efetua cazzuoie (di varíe dimensioni), scopefla


re il Iavoro nel miglíore dei modi. Gf ar (sufEciefltementedelícata), blsiuri (me
nesi implegau nello scavo vengorìo uti- glio queli a Iama piccola), malepeegio.
pale, picconi, tridenti, machete, secchie
aI detrilo: ifl base ai diflerentí úpí di
súolo che do!'remo rimú
sttumefltí dill'erenti.EsistonosiìuazioniIi- La cazzÍola è fors€ io srum€nto fon-
mite neile q1a1ici si afnda addiríitura a damentale ed anche più versatile n€f€
maní di lmo scavatore.A seconda d€Ia
al lipo di operazione: se stíamo cer consistenzadel ieffeno € del tipo di IavG
candoun ínìerfacciafÍa due saati,un ope rc, esisionodrfi-erendtipi drcazzuoTeiese
razione quindi delícata,non useremo variano per forma e mis'.lla. La cazzuala
strumentí pesanti e poco sensibili ma più údizzata e più adatta al lavoro del-
useremo piccoli si,.umenticarne il rnaJe I archeologo è qúafa inglese chiamara
peeglo e ta cazuota; trowel (si proftrcflia rrad ) anche se d
- alla fasedrscavo: per rimuo\,€regran- diflÌcfe reperimenìo. Labiútà defo sca
di estensioní di humus ove non ci ínte- \,'atoresla ne1possedereuna grandesen
ressa fare pariicolari ricerche potremo sibílità nei conftonti d€l te1Tenorcon ia
utitzzarc escavalai Í',eccanici; nel caso cazzuoladovrà tastaref ieffeno, cercare
di lavod dl precisione,corr,e 1apúizia ó1 i vari stratí e persino rímuovere í reperti
úno scheleiro o di lm reperto d€licato o SUI'uso dela cazzuolaesistono due im-
f.labile, andranno útfizzati sirumenf più portantí cos€ da ncordarc: utúzzare la
precisi ed aflÌdabil come il bistud. €azzuolaconÍìccandoladí punta ne1ier-
reno è cosa da evítare assoluiamentein
Gh anrezziche devono dsnque essere qúarto g1ò dannegglareeventúalireper!
disponibif per un corretto scavo sono: nascoslij qúesto sistema si p1ròutilzare

36
esdusivamenteper saegareIa Íper piccone con Ie dúe estremità la-
ffciedi uno strato o per ìrovare Ia su vorative adatle a rimúovere Ia ter-
p€dìcie di continuità di lmo strato fa con precisione e pef tagliare
coperto.La cazzuolava a]ìrimentí
usaia ienendola otizzontale e îa- Su[ utfizzo di sìftmenti pesan-
schiando I terreno che verrà via ín ti" come Ia pala ed il plccone è
flaniera delicata salvaguardando i oppoduno prestare úna cefta at-
reperti che stíamo cercando. tenzione non solo per la loro po,
La .copctta è il complemenro es- tenzíai€ pericolosità ma anche p€r
s€nzialed€Ía cazzuola.SpessoI uso 1aloro capacità di recare danni ad
de11ascopa sú una evenl ual i repe(i
superffciemorblda e
polverosa piò rivela ll plccon€, úlíle
re 1a presenza d1 pef dmuovefe grafr
nuovi strati, oÌtre che di quantítà di teffa
.ssere uillizala peî ove non sia neces
púlire 1a superficie saria una pariicola-
degli oggeiii reúpe rc atteizíone, va uti-
lizzato corr.,em lÉura facendo però at-
ll6tstsrt è necessarioquando bisogna lenzione a non ferire persone cíîcostantí
dmuovere piccole porzioni di tera da lm (e se si€ssi) e soprattutlo va maneggiato
frammento in fase di recupero- f tipo di con una ceda sensibiftà cercandodi pre,
bisiuri maggiorrnenre uìlizzato è qíello veoire la rottura di repertl interrati-Si con
úsato in medícina: a lama molto coria ed siglia inolire di non úiilizzaîe I ptccone
appuniita (bisogna fare però altenzione qúando si lavora soiio copertúe peî I
a non recare danni al reperio quali gîafiì sole che possono venie danneggiale e
ed abrasioni). recare così danno agf operatori. Un lrlii
I malepegglo è una sorìa di piccolo ma nola sdi úso del piccone riguarda I
faito di mantenere questo sìff-
menlo sempre elEcientecontfol-
Iando f più spessopossible Ia
srabilità dela parte metalica (cí
púò caderein testa fnentr€ lavo-
damo o addiritlura volare via!).
La pala rappresentaIo siru,
mento più uiilizzato per asporla
rc n materíal€rimosso con f pic
cone e sd suo utílizzoIe regole
príncipali servono più che altro a
îisparmiare faiica; un uso eîrato
dela pala non so]o Iimila 1a ca
pacità delo strumento ma ci ob
bliga a compiere sforzi maggiori.
A pîoposito degli altri slrumenti
riteniamo útle qralche appunto
s1 'utiltzo dela caÉlola che non
deve esseremar hoppo catica in modo no perchè in caso di caduta (freqúen-
da evitare che possa romperi facilrnen- te) ci si possono ploúrafe gravi daîni
le e rendere più fatícosol lavoro dí tra- cadendovisopra;
sporio del detrito. . attrezzi com€ secchi € carîiole vanno
útilizzati con attenzione per flon spar-
I gere lera sullo s€avo púiito che altrÍ-
menti ci costríng€rebbead ún secon-
do e fastidioso lavoro di pdizia;

Per quanto ríguardaI compodamenlo


in generalericordiamo:
. flon s€dersi sú[o scavo o comunque
non transítare su taglí e slruttule mu
dafan...
fose cda non
lare rarie ch€ possono ftanare e danneggia'
re non solo lo scavo ma anch€ chí vi
Eúsiono alcune regole a1lequali atte
neîsi durante le operazioni di scavo per . porre esirema atterìzioneai picchetli ed
non compromettere I lavoro faito e per al IÌ1opeî 1aquadrettaturache può es
render€ più agevole I'attività. serc d'ostacolo al passaggioe caúsare
La pdma di tulìe riguada l lrso degli gravi incidentí (piutiosto dmuovíamol
strúmenti che devono esseremantefluti e slefldiafno il filo per t€rra).
sempre e{úciedi e so-
prattutto iÍ oîdine (flon Un ú1Ìimo conslgllo per migiiorare
spaf geî e alv ez2i ÍPî \1r- t operazione di scavo: dulante la V112:tà
ta I'area di scavo) quan- di úo strato è constgltabile procedere
do non vengono utilz all indíetro onde evltare dr inquírìare ciò
zan. che abbiamo appena pdío. o
A q€slo proposito si
consigfa di:
. posiZonare picconl e
malepeggi ordinati e
non conficcatíÍel terre-

=
Cal.8l'atfivitàsuimahriali
U - TrattmcrÍo
dcilritcfiiliitt
$ittl dío ffonologico dell area scavara.
Nel caso di riiroîamenti sporadici ne1
Quando,duranieIo scavo,cominceran- perímelro circostanleIo scavovero e pro
no ad €mergere dal suolo i materialí sot prio, si do\,.ràripore i maierial in sac
:o di essosepolti,bisogneràaccertarsche chetii a parte che v€rranno segnalati
essí siano classllìcabli come îepeni ar come "ritrovamenti eÍaiici" e di conse-
cheologici. grenza non lnterpretabli nel contesto
Dopo aver rlmosso d detrito che li co che siiamoesaminando.
priva secondoi criteri descfitil nel capito Ir ìne occoîre ricordare che jn ogni ri-
10slilo scavostratigrafico,b{sognerarac trovamenlo di ceramica, vetfo, metallo
cogliere e salvaguardareI ]].'areriale'lia o a1tro,non si dovrà mai prcretderc ó:
ùa recuperatosecondoaÌcúniimportan eslrarl semplicemente facendo leva sul
ti accorgimeflti: sulo scavo è infatli ne- Ia porzone deÍ oggello afÈorantein sú
cessarÍoesseremuniti di un copioso nu- perffcje; l esirazione ar../erràínvece solo
mero di sacchetti (meglío essereottími- quando tuita 1atena che ne oslacola la
stí) e di píccoli contenitorí in piasticarígi- rímozione sarà staia completamente
da, di vade dimensioni, per quegf oggeiti
più delícalio comunque plù prezíosl(mo- Per un operazione impeccabile sotto
nere o balsamari jn vetro ad esempio). ogni punto di vista si farà uso defa caz-
Gerìeralment€disporremo dí sacchettí zuola (lalida p€r Ia maeeiorpartedei casi)
aìlribuendo a cíascunodi essi I compito o d€l bisturi nel caso I'oggetto foss€ par-
di conienere frammenii díversi: sacchettí tícolarmenie fragle come ad esempio I
per la €eramíca,aliri per i frarftnentr os reqrpero di úno scheletro úmano (casi
s€i,aliri ancorap€r i repedi metallici,ecc.; di sepoliu.e ad inumazione). Particolare
non è inlatti consigliabilerlporîe i fram attenzione va inoitre riservaia aglí scavi
menti di vetro nel medesimo lpo di con di necropoli dove non è impîobabile si
ienitori di quellí ceramici vista 1aloro fra riescanoa reúperare oggetti intatti o
gírta. semi ínlalli facenli parle del coredo del
Ogfli contenitore dowà poi possedere detunto, essendoquesti casi speciffcinei
un cartefino, preferibihneflte rigido, sd quali è possíbfe sia dmasta invariata 1a
quale veirà segnata Ia ripologla, I sito, posizione originarÍa de1repedo.
IUS di provenienza e inlìne 1a dala de1
riEovafnento. Molto importante e da te- Temínala l operazionedi scavo oppu
neresemprepfesenreè cheI rítrovamentl re afa lÌne di una gíomata di canliere cí
di due unlià stratigralÌchediff€renti non troveremo sicuramente ad aflroniare 1a
!?nno assoiutamenteriposf negii stessi pulizia € la sisiemazjon€ dei reperti Ír,-
conlenltori anche se identici come tipo venuti al fine di prcpararli per lo studio in
logia e data di ríirovamerìto. Seciò a!'ve laboratorio. Lo siudio di uî repedo in 1a-
nisse si perd€rcbbe un impodante testí boratorio consiste generalmentenel de-
monianza scientílìcavitale per uno stu scfiveree caialogafeqúesti manufaiti pef
posízionarl cronologicamentee sludiar- no messi da palt€ e ]avati, anzichéin ac-
ne le vicende n€l contesto arch€ologico. qua, d?ettamente dentro il consolidaîte.
Descrizionee calalogo sono du€ proces- Ufla volta lavati, i repertí vanno lasciali
si complementari che, se effetiuati cor- asciugarea temperatura ambíente (non
rellamente, rendono poslble una data- troppo fredda) deponendolí in cassette
ziofle abbastanzaprecisadel rcperto con- (come quele per la
ftontandolo coo deterrninati cataloghiti- frutta) úlilizzando , \--\
poiogici (ftafnfnend ceramici). Peraltri ri- anche della carta / /- f
trovamenli come qlelli metalici € oss€i assorbenreoquer/^L/ì
Ia daiazione si fa più complessa ed €n, i"à",q".ia"ì,ìì' 1-, p'
kano in campo sludi altamenie specialí cordandocibero di rl \
sticicome Ia paleonlologlaeIa dalazio
n€ tramíie analisi chimico'fìsiche. Qúe
ste uliime (Carbonio14, Fosforo,ecc..)
permeìtono datazioni con grande preci con la sigla che pîi- repenivannotuni asclú-
sione ma sono generalmente processi
Iunghi e costosi che rarame e f volon
tario può sobbarcarsi. La 3télatula de1repeîto invece ha I
Túlte qreste operazioni sui materiali, compito di confassegnare ogni reperto
come Ia catalogazíone,sono utili non solo con lma serie di numeri e sigle che ne
per fini cronologici a sè sianti bensì han- identifichino 1aprovenienza orde poter
no I ffne di datafe I nostro sito ne[a sua maneggiareogni reperto anche aI di fúo,
evolrzione e ci permetlono di studiame ri del suo sacchetto senza perdeme 1€
ia a possible funzione. inlormazíoni olfe che per I puro e sem-
plice ffne dí calalogazíone.[a siglaè com,
posta generalmentedir 1) urÌ preffssoin
&2-Jmtldnr.l.q ddmlr,rtiirlaìmatmio: dicanteIa sigladel siro di proveníeîza (es-
I agg|0. $tgnm0$e[dm?, Irf pflrflaj$l VA=Via Ameîina, FN=Fontanaccia,
PC=PianConselva,ecc...),I anno del ri-
Dopo I operazione di scavo, rúttí i rc iÍovamento e 1asigla del cont€slo speci
pertí rimossi, ad eccezionedi qrefli me fico in cui è stalo iIovato (tomba, zona,
taflíci, Iígnei ed osseí, vanflo iavali per ecc..);2) I'unfà stratígraffcadi prov€nien-
rímuovere le incrosrazionídi tena che li za rappresentatadal ftrmero deÍ US cir-
lcoprono afnnché sia possible sludiarli condato da un cerchio. 3) Un ntrfnero
ed arffnirgrii n€l Ioro aspetto origínario. pîogîessivo per la catalogaziorredel rc-
I favagglo va effettuato imm€rgendo í perto (operazionegenefalmenle svolta a
leperli in acqúa (uno per voltal) a t€m- cura dela Sopríntendenza).
peralura ambiente e stroffnandoli con Sollanto i repeÍti ceramíci vengoflo sí
uno spazzolino.In quesia operazione glatí díreltameflte con incfuosro mentre
occorre tenere presente 1a tragilità del i repedi metalici, Iitici,vitrei ed osseivan,
matedale, owero fare auenzione che Io no accompagnaúda ún cadellino ffssato
spazzoliflo flon danneggiil reperio; usia- a1reperto da un îIo.
mo quindi una giusla miffa dl delí€a Nel caso speciico dela ceramica1asi
tezza e ne1caso non sia Íd[cieflte Io Ia glaiura vefrà efi'ettuaiadk€tiamente sd
veremo ll:ljzzaido le óita. I repertí che reperto che qúindi flon dispoÍà di car
non possiedonoresisienzaall acqúavan telino. Per siglare Ia ceramica occorrerà

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però adottarc alcrúi acco€imenri, vÍsto La separaztore per dasd ha I compi-
che si dowà lavorare a strelto contatto to di separare i ftammenti ceramicí per
con I fep€fto e con inchioslfi- forma, spessoree colore per poter dGtin'
La sùumentazíoneè compostadar pen gllere meglio I rìumero iniziale di oggetii
nini da inchioslîo a china dí diversa gran e per faciftare I riconoscimento dela ce
d.ezzae relalivo inchiostro (bianco e ramica onde afi'rontareun Iavoro di fíco
nero); smalto per únghie ìraspareni€ e stÍlzione del vasefame. Otteremo quin
solveni€. Lo smalto seffe a faclíiare Io di degli insiemi omog€nei conten€nii
scoffimento de1penniro sulla cefamica, frammeflti ordinali pdma per colore (ce
sia a peflÌrettere di rimuovere ]a sigla ed ramiche acrome, ínvefiate, vemiciate,
il medesimo nel caso di errore o poste- ecc...)poi per forme (or1i,anse, fondí,
riore restaúro. lnoltre serve ad impedÎe corpi, ecc..)nei Wali distingueremoi prin-
che Ia ceramicavenga scalfitadal p€nni- cípali ogge$i dividendo ancora i fram-
no e che consegueniementeIa china pe- mentí per spessoîee grana dela cerami-
ca (impasto fine, medio, grezzo).
La síglatura awe à neÌ seguente Èa questop1mlochesípossonosepa-
rare í frammenri signíffcaliviutjli per uno
spazzolareulteriofmentel ffammen- studio crono tipologico e per ia caialoga'
io oflde rÍmuoverc eventuali graneli dí
lerra che possono rivelarsi fastidiosi in
fasedi scrittura e impediscono I'uso def
ll.l . Ililjo$fr||u
iomnÀtrriile
trovare súl reperlo lm punlo non si
gnilìcalivo€ generalnente nella parte in Ricostruirematerialmente un recipien
tema e appofvi ún leggerostaio di snal te in ceramicasígniffca,dopo aver sepa
ralo i frammenti per classi, procedere a1
- scliveie 1asigla sopra alo smalro che Ioro recupero ceicando di far combacia-
nel ffattempo si safà asciugatocercando re Ie fratiure e ricomponendo I origjnale
di seivere molto piccolo, in maiuscoÌo aspetlod€l contenitore.Perellelìuareuna
ma conrmqre in modo chiaro e leggibi- rícostruzione possíamo lenete presente
I€. Per la ceramica di colorc chiaro úse- una sefie di îegole gfida:
remo linchiostro nero; vlceversa per Ia a) analizzareI contenuio dí ogni sac-
ceramicadi colore scurouseremo inchio- chetto e solo qúando si sla veriffcatoche
non vi sorÌo più possibiúlàdí aitacco, ini
IMPORTANTE:non siglareln frattura in ziare a confronlarlo con gii alti saccheiti
quanto polreste pr€giudícare1apossibili della stessanatura;
È di far combaciar€ dei franrnenti. b) per facilitareIa dcercadel pezz\ srd

41,
dividere ancora Ia ce.amica secondo Ia
coloraZone delle pdeti lnterne e dopo di ll.'l- h ratalngitdttnr
deirupi
quelle esleme (queste dt1n1e possono va
rjare molto anche nelio stesso oggeiio); Dopo la siglatú.a, ogni reperto dev.
c) constaiare la petferà pÍLzia de[e essere regolarmenie catalogato ed inlìn.
ffatture prima di incollarle ed evenual archiviato in modo da pennetteme ú
fadle rccuperc in una successiva fase c
d) analizzare i punli in fti le due parii siúdio. Come vedremo in segujto soio :
non combaciano peflèrlamenle: ù non reperti ceramlci possiedono schede di ca
meìtere colla: non servlrebbe e sarebbe talogazione siandard cioè unlizzabili pe:
la maggior pane dei riirovamenti.
e) Ia col1a non si deve rl,ai vedere: II moiivo è da aitríbúlrsi p.incipalmer.
metieme poca su (ma deÍe due parti, fare te al supedore quantitativo di rlnvenimer.
combaciare Ialtra, staccareed aggiunge- tl, in un qualsíasi scavo, di oggetti realiz.
fe poca colla dove ancora necessiia; zaii in materiaìe ceramico rispeito ad ar.
0 ripulir€ eventuaú €ccedenze di colla tri material (infaììi Ia ceramica era ui
con uno straccio che non Iasci pelil maiedale economico; essendo l argina fa.
g) conlrollare che Ie superfici siano per- clmenie reperibile, si poieva úsare p€:
îeltalr'ente allineate îaceidovi scorere un realizzare una vasta gamma di forme ei
dito per îilevare eventuali gradlni ; infne pemetieva di essere plasmaìa sen
h) nserîe i due pezz\ lna volta incol za lrcppe dimcoltà ed in tempi relaiiva
latí, in un îecipienie pieno di sabbia che
ne assiúferà 1a stabiiiià; AlIa base di queste fondamenlali pre
i) non incollare il terzo pezzo fìno a che messe sta di fatto che la causa plù eú
i dúe non siano perfetlamenle asctuttí; dente, per Ia quale in un siio archeologi
j) nan iîcof.are i pez^ se qúesto vi ím co i rikovamenti più númerosi sono queÍ
pedirà di inseíre un successivo elemen- ceral:rìici, è rma diretta conseguenza del
Ia fragilità di questo mateîiale ch€ resi.
k) quando si rinvengo|,o pezzi che sleva bene al logono del lempo ma s:
combaciano e, comunque, dello stesso frarìtumava con altrertania facilità all€
vaso, sj isolano e si segnano j puntí d af brusche soleciìazioni. Per +lesie Égjon:
tacco con pennarello Iavabjle che si pos- materiali come ad esempio i metalli si i
sa quindi aspodare dopo il restauro. velavano sicuramenle più resistenii e pre.
ziosi ma per contro il loro impiego nor
risultava conveni€nte per la rcaJlzzaza
ne dí g.andi quantjlà di oggeti dí úsc
qrotidiano (anfore, c.aterj, calici, brocch€
e rc.lplenri in gererc) che dovevano ir
4lesto modo esserc realizzatj con aJ1î
materiali ira i qúali iroviamo ai primc

lnoltre I'argila coiia prcsentava I unicc


inconvenienle di frantúmarsi se ent.ava
ín collisjone con maleriali più .obusii (ur
vaso poteva scivolare di n1ano e sfasciars:
sú pavimedo) ma conservava nel tem.

42
!\r fl suo aspetto o.igínario a.úîercnza di oggettl ceramici (vale a óire i redpien
:ei melalli che $bivano 1efi'eito di pro- ti: piatti, anfore,craieri,coppe,ecc.)e non
:"ssí chimící deleleri come I ossídazione. consenìono dunque dj ciassificareanche
-!: giomi nostri Ia plasticaha preso il po- aftre forrr.e rea\zzaIe can lo stesso ma
ro della ceramicaper I'eslrema versatjli- teriale. Un esempio di altri ímpieghi di
è- fattaeccezloî'e cl,ela pîima è presso- ceramicasu vasia scalapuò essereqúel
ífldistruitibile. Io di una produzione di oggelti ideati
-éQu€sio lúngo preambolo sta a dimo' come offeîte votive (coroplastica) e di
srrafe che I'intensivo lmpiego dela cela- qualsiasi a1i.aforma non progettata con
:lica da palte deglí uomini deí anìichíia i1puroscopodi conlenere'.
: ha permesso di lracciare delle tabele Dscoslandoci però da queslo genere
ionologiche molto precíse1e quali ci di ritrova]n€nli, non ìroppo frequefltí e
:onseniono a ioro volta di conlrontare relaiivi €1i usi e costumi delle varí€ civf-
úrovamenti che spazianodaila protosio ta de1passalo, ci oc(peremo ora neí
ria al basso medioevo. dettagli deÍe varie fasi di calalogazione
ln fase di caialogazíone,cioè di d€scri di tutli i reperli ceramici che, come detto
àone di ogni singolo frarn nento cerami sopra, si prelÌggevano10scopo di conte
co, qfesre tabelle cronologiche divenra
îo Ie fondam€nla per la nostra ricosiflr NeÍa schedadi calalogazione(vedi ffg.
zione temporale di ún sito archeologico. 29 a pag. 45) poiremo descnverc derra
S€ ad esempio sappiamo che lm parii- €lialamente un comune frammeflto ce
:olare iípo di anforc veniva impiegalo per
ramíco senza dover spendere lÌumí di
I trasportodell'olío$el corsode1\41se- parole per farlo.
colo a.C., qualora durante Io scavo rífl- N€l casodí un copiosotun1ero dr fram
renissimo anfore di qúel tlpo sapremo mentí ceramicl si renderà però necessa-
con ceÍtezza che nel lúogo che stiamo ria una prima íddivisione di essi secon-
indagando doveva esserci una fr€quen' do i pîincípali carateri iipologlci (colore
bzione umana dello stessoperiodo e, nel e lavorazione) come descritio nel para-
(?so specinco,úna consegueni€coliufa grafo precedenre. Quesla suddivisione
Ciulivi daí q1ali sí ricava\,?I olio. sefte per facilitare I iavoro di caialoga-
Condúdendo,1acatalogazioneha dun zione che, senza questa prelíminare ma
que Io scopo di raccogli€reuna piccola necessaria operazione, diverrebbe ben
ma detlagliarafelaziofìe su ogní fitfova presto scoordinalo €d interminabl€.
mento in modo ch€ esaminandoin fase Da ogni ftammenio si dovrà poi dsali
re al tlpo di forma (apeda o chiusa) di tui
di sfdio l insieme di quesre rclaziior]úci
possaapparíreunjimmagíne dela reaftà esso faceva originariameîte parte-
airica del luogo preso ín esame. Ne[a scheda di catalogazíoneIa difie
renza tra forme àpeie e chiÉse viene
abilrnenie sintetzzata cofl la rappîesefl
Li . llepmtimranicie
sd|edrdirillalogarion(ì
taione di un anfora ed ú piafto 0a pri
ma è una foîma chtusa,la secorìdaaper-
Come è stato d€tlo, soio 1repeÌj cera- ta). Una volta riconoscíuta 1afoffrìa afl-
úíci possiedono sclede dt catatogado- drà poi specilìcatoda quale parre di essa
!€ standard. Queste schede sono però proviene il fiammenio.
sL.útiurateda rendere facle e veloce la
caralogazionedi úa parricolaretipologia
defo spessore de1frammenio oitenuto
- Ilementidifipologia
E,$ dclla
mlanim con degli spessoristaîdard elencatisuth
scheda e che sono schematlzzatida tE
Per l€ foffie chtsse (anfore, o[€, cop- div€rse grandezze:ffne, medio, grande
pe, brocch€,vasi, balsamari,ecc..)le parti Si proseguepoi speciffcandoI Épo dl lG.
principali v€ngono ín questo modo sud' pasto che compone I nostro frammenla
divise: e che varÍa da degffato a fìne, medio e
Odor pane superíore del contenitore grezzat in qlresta fase procederemo in
generalmeni€ dcrlrva ve$o l est€rno. modo oggettivo in $anro le possibiiirà
Collo: parte imrnediaiamente succes deil'impasto varÍano mollíssímo e spes
siva all orlo a sezione cílindrica. so potremmo trcvarcj in difncohà ad as-
Spafa: pllnto di rigorÌffameflto del col segnar€ur,a di queste classsial reperlo
Io che varia a secondadeÍa ffgurain esa Altîa ínîorma:ione è Éppr€sentaiapoi dd
me (l1n'anfora, ad colore e dafa lavoÈ
esempio, ha spal1e zlorc della ceramiG
molro pronmciale che esisiono casi speci&i
sí slaflcianodal coilo irì di ceramicavemició
modo brúsco creando o traitaia con altri me
angoli anchedi 90 gra- lodi particolari che d
di; altre figur€, come i preoccupeîemo di s€-
balsamari,hanno spal- gnaresúÍa schedan+
le ch€ si distanziano lo spazioapposito.
dal collo ín maniera In base aÍe caÉuE-
progressiva e meno risriche vísiblí e faca
mente riscontrabili o
Carena:punto in c1i veffà richiesto di cé
finiscofloIe spalleed in locare tempor€I'n€ú
cui Ie pareli dela ngr í rttrovamento (p€r
îa rendoflo a convergereverso I'inierno. inlendercicí si riferiscealladataziofledeE
Ansa: manico posto ail eslrem a deÍa pîodúzione della figura di cui facevapar,
spaÍa o aÍ inizio defa carenae che spes te I frammento) e per fare ciò farerlìo
so è ricofegata ai coÍo presso I odo. afEdamenroa cataloghí di cui do\,îerrìo
coîpo: è ia pade centrale de[a ffgura.
Pt€d€ o Fordo: è 1aparte terrnínale dí A caraiogazionedtimaia rutte le sche
icrma cicolare su cui poegia 1afieura. de compilale andranno a compleiar€I ar-
Per quanio ríguarda ínvece k rorme chivio archeologlcodel síto úe, graziea
ap€r{e (piaiti, scodele) Ie padi principali questa operazione, risdterà dí semplice
sono Éppres€ntai€ daÍ'orlo, dal corpo e consultazionenel caso volessimo ri€sa-
da un eventuale fondo. Classe a parte minare un ftarnmento panicolaflîente si-
sono i cop€rchi che di soliio possiedono gnifÌcativo per lo studio siorico (úsia-
solo orli, corpi e prese (parte ílperioîe). mo Ie virgoleile per indicare che l arche-
Sulla scheda dj catalogazionesi potrà ologja, in questa fase lìnaie di iipo com-
indlcare la parte îicoÍosctuta apponen plativo, si occupaspeciffcatamenledi lra-
do (di solito) úa semplice crocetta sdla sformareletestiúonianze archeologiche
r€lativa 84rra dlsegnata.la paîte súcces in informazioni siori€he)di un'epoca e ú
siva è rappresentatadal ríconoscimenlo úna zona altrettanto signi{Ìcative. t
Scheda
diCataloqaziotte
l.Spessorc 2.lmprsto:tipo 3,lmpssloicolore
in

ArezzoM"dio
tr n
AI
1"ru' Fìne Depuroio
n n
4,Elemento t sopelicie
{lúema/estema}
ci

ffir*
+

ci
f
t
}l-
h

6,Decoraziore dil
{tecnica prc$ua
7,Epoca

E
4 a
a

d
a FG.2S EsempiÒ$mplilcato d schedadicata oqazone della.e€mica.
iaarúeoloqica
Unl.$Lafnfoumf
prunir
,lppnrrti mnnltit
dourntnlariom
lotoEalila

è megiio sconsigliare nn da subito l usc


lÍtr|]dùuiom deÍe compaiie, che non sono in gradc
dí far fronie alla vasta gartrna di situa
Immagíniamo di trovarci viclno a due zioni che si possono preseniare nella fo
person€:mentre lmo dei due sta scaf
ìando una foto, I altro g1ichiede con na Le rcflex, ln base alla parlicolaîe lecni
ruralezzat"Che parametd staí usanda?>. ca cosrftrrtiva, consentono di potef ve.
Laltro potrebbe rlsponderglitranquilla d€îe nel mirino 1a stessa immagíne che
50 nm can diatramma verà immortalala sulla pellicolar I tipo
'J]enle: "Uso un
5,6 e tempo 50o; can qúestapelicok da compatio lnvece no.
100 ISA veÍà una be a lmmagire".
Noi assistiamoalla scenae resliamo
inteîdetu,perché,se non conosciamoún l,'ubitltiro
minímo di lecnicafoto$aÎca, non riuscía
mo a capire cosa diavolo si stiano mai Lobieltjvo è quel complesso di lenti
dicendo quesú due ipoietici inierÌoculori. poste davanti aÍa pelicota la cli tunzio
Che cos è "un 50 mm , un 'diafram- ne è qu€la di focalizzare ]a luce che lo
ma 5.6 , 'tm tempo 500", una "pellicola aìtraversa a{ffnché sula pel[cola si formj
da 100ISO'? tm irn.nagine nitida e giusiamente illúmi
Ecco,questesono Ie domande a cui nala. La ca.atterisdca pdncipale di ún
sarebbeopporlunodareúna rispostaper obiettivo è espressa da ún número defi
iniziaread afronta.e l argomentofologra- nito in millimeiri, detto disian2 a focale (o
pet poi indinzzarsiverso Ia fotografia
î1a., anche focale, per brevità), che detnisce
archeologjcain deitaglio. Ia disianza defa lente def obíertivo dal
píano della pellicola. In realtà flef obietti
vo sono presenti più lenìi, che svolgono
l,irtotoclttnrua Ia siessa tunzione di una lenie sola, evi-
tando peîò una seríe di inconvenienti ot
I iipi di folocamere che si lrovano srd tici ad essa connessi.
meîcato sono molli; la djstinzione pi'l ln base alla distanza focale si possono
appariscenie è qrella tra automaiiche e distínguere dei gîuppt' di obiettívi ch€
manúali: le automaliche sono in grado possiedono dele caraile.istiche comúni,
di compiere da sole un numero più o in parlicolarer sspergraada4olaÉ, da 18
meno grande dí operazioni che nelle a 24 mm, hanno amplissimo angolo di
manlrali devono ess€re espÌetate inlera- ripr€sa, deformano molto, esaltano la
mente da chi scaila. Le macchlne più djf- prospeitiva e rimpiccoliscono iÌ sogget
fúse impressionanó fotoerarr,Ír di 24 x to; g.an'tangolaÉ, 28 e 35 mm, hanno
36 mrr1 e sono detie di piccolo formalo un búon angolo dl ripresa, deforrnano
per distinguerle da macchlne che usano poco, conservano una buona prospetti.
:e[cole piargfandi. Ascanso di equjvoci va; rofmall, 50 mm, hanno una rípro.
dúzione della realtà simle a quefa del' tantí posle sull obíettívo, sofiamenie è
I occhioumanoi tel€oúl€tthrt,70, 135, dotato dí un movimento a scarìoe ripor
200 mm e oltre,hanno strettoangoiodí ta incisi una seríe di valorí numerici. Tali
ripresa,atteftrano la prospeuivae ingran valodsono:2.2; 2.8;4; 5.6; 8; 11; 16;
discono il soggeiio. ll1p/a ticapiù è gran 22.32. o unapane diessi.Essiesprimo-
de Ia djstanzarocaledi m obiettjvo,mag no ii rapporto tra Ia focale e I dianleto
giore è I ingrandimento del soggeto fo d€I'apertura atfaverso cui passa Ia lúce
togîafato.ufr 135 fnm, q.\'indi, íngîandí ch€ aniva alla pellícola, per cui ad ogni
rà I soggettoinquadrato più di qúanto lo valore ripodato sula ghiera codsponde
farà ún obiettivo da 50 rrm. una diversa aperiura del diaframn1a.
La difTerenzatra obie$ivi a focale di Facciamoún esempio: se ho un obiel
versa nofl si ríduce a qlesto, c'è un alha tivo 50 mm ed I diametîo del'apertura
caratterisìicache inflúenza flotevolrnen- del diaframmaè 12,5mm I valoredpor
te i isulrari fomiii da obieftívi díversi. Mi laro sdla ghierasarà: 50:12,5=4.Se ci
dferiscoala prospettiva,intesacome sefl- poniamo I prolìlema inverso e ci chie,
so di profofldiìà; i diversi obieifi haffro díamo che diafnerfo ha l apertra del día
(m diverso modo di ritaffe lo sressosog- framma neÍo slesso obietlivo quando è
getlo in base a quesla caraiteristica. imposralo sdla ghiera f ftimero 16, I
Un obletúvo a corra focale (28 nrfn) conio diventa: 50:X= 16. Lapertura sta
conferisceaI€ irnmagjni un deciso sen volta è di circa 3 mm. Energe un dalo
so di profondilà; i supergrandangolarÍ, interessanteda1confronto dei due valo-
benché abbíano un angoio dí ripresa n: al valore 4 comsponde I'apertura di
molto ampio, accentuanola prospeitiva I2,5 mrr.i al valore 16 caînspondeI aper-
ad un punÌo la1€che d€formano I imr-na- tura di 3 rnr-ncircai si può notare che più
gin€ tanto da curvare Ie Iinee che n€Ia $ande è il valore della ghíera, più è pic-
realià sono dritte. Al conlrario, un teleo colo il diaframma.
bietiivo (135 mm) non esalia]a prospet In generale sí può dire che piîr I nu-
tiva,anzi,1aannulla"appiattendo lim rnerc del dkftamma è gtande più Ia sua
magine. apeîtúfa è píccola e neno lúce passa.
Abbiamo qulndi decodificato 1apríma La presenza del diafranrma consente
parte della frase mistefiosa: ofa sappia di poler controllare che arrivi aÍa pelico
mo che cos'è"lm 50 nrl:rì". 1aIa giusta quantità di lúce. Questa però
non è l unica proprletà del diaftaînma:
Srill obíeftvo sono montate due ghie- con esso si coftrolla anche Ia profondía
re îotanìi, una è quefa de1diaframma, di campo, dí cui parleremo lfa poco.
ía1traqreÍa dela rrìessaa tuoco: vedia- E cosi ctuarita anche Ia seconda parre
mo a che cosa s€rvono. d€ll'oscuromessaggioi ziale: ...d1a-
ftamma5,6... .

Ildin|||ni
Tenpidiesposirim
Í dlaframma è un díspositjvo mecca
nico ch€ consente di controllare ii diame Tra obiettivo e pe[icola è posta tma i€n
Ío dell apeîtura altraverso c1li passa la dina che si sposta a1momenro delo scat
:lce all'internÒ del obiettivo. Lo si con- to. Con úa ghiera colocata Íl corpo
:olla aitraverso úna delle due ghiere ro- macchina è possible regolare I iempo
di aperiura della ienda. archeologlca sono sufiìcjenti le peflico]e
Su[a ghiera sono ripofiaù rma serie dí da 100 ISO. Per qlanto riguarda 1a scel
n u m eli: L, 2, 4, I , 1 6 , 3 0 , 6 0 , 1 2 5 , 5 0 0 , la fra diapositíve, foto a colori e in bianco
L000, 2000r ciascunnumero rappresen e nero, si rímanda ale decisioni de1 îe
ra la hazlone di secondo per úi resta sponsabjle dí scavo.
aperta la tendina. Ad esempio imposian Ora ]a frase inizíale non ha più segref
do ívaloîe 500 Ia lendina resrerà aperta
ún cinqlecentesimo di secondo, opprfe
impostando "30 la iendina resterà aperia
ún trentesimo di secondo. Perciò prati l,apmlonditàdimmpo
camenìe si púò concluderc che pitj il nu,
merc ripoiato súIk ghieîa deí tempi è Abbiamo appena detto che vengono
gfande più i] tempo dì esposiziote è brc- messí a fúoco solo gli oggeni che si tro-
ve. Ciasc1lna regolazione equivale a un vano ad una certa distaîza deffnila da[a
tempo circa doppio o dimezzato dspetto macchina,ma quesìo non è del tulro
a quelli adiacenti. vero; lnfatti îella folo risdlano nitidí an-
A quesro punto alla frase úiziale resta che soggeiti postj un po prlma e un po'
ben poco di enigmatico. dopo la distanzadi messaa fúocoimpo.
stalaÍl1a fotocamera.
lmmaginiamo di dover fotografareún
l,anressa itftrolo colonnalo o tm viale alberaioche si esten
dono aÍonlanandosi di fronte a noi, qlale
È l altra .egolazione che si può effei soggetto merìiamo a îuoco? II più vici
túare operando sulla seconda ghiera di no? Ii più lontano?Oppureuno ad ffia
cui è prowisio I obiettivo. Operando s1r dísianzainlermedia? Chissàl lnolìre, an
di essa si fa variare Ia distanzaa úi víe che stabilendo una certa messa a fuoco,
ne effettúata la m€ssa a fuoco. Tale di ad esempio su un albero, quanii albed
stanzaè riportata (in meiri e piedí) súfa davanti e di€lro risulterannoanchessi
ghiera: se I'oggetto che ví intercssa folo- nitidi?
grafareè a +reIa distanza,va benej se si Si definisc€ profondttà dl campo pro
trova a un'alìra distaîza, allora non vie- prio lo spazio anlistante e reirostante I
ne 'messoa fúoco'e 1ímmagineche se púnto in cúi a\,!iene Ia messa a fuoco
ne ricava ín qúesto caso non è nitida e
perciò di scarsaqualità. La profondita di campo púò ess€fe
conìrofaia agendosuÍa apedura del dia
frammai qranto più f diaframma è chiú
hpellilole so, tanto maggloreè la p.otondità di cam
po, cioè è maggiorel'a.ea che risdta a
Le pellicole non sono lutie úglralí: al fuoco. ln breve, anche in base a quanio
cune sono píù sensibfi, altre meno; qúe deilo ai paragrafo dei diaframma, più í
sie ultime nec€ssiianodi più luce per es diaftamma è chiuso, piìr íI numerc che
sere impressionale. La s€rslbtftlà è lo defrnisceè gnnde e fa protondiÌà di
espressadaún número misurato inlSO: campo è gnndet al contrarío píù il dia.
maggiore è il nume.o, maggjore è Ia sen- Iiamma è apedo, più I nunerc che la
sibililàdela peficola (ed I suo costo). Per defrnìsceè pìccolo e k profondìtà di cam.
g! úsi oiil comuní n€lla documentazione
spazi di venti c€ntimetri e coloraìe alier
llherrat
aúile naiivamente di bíanco e rosso oppure
nero. GIi aliri riferimenti sono pù plccolí,
Per effettuare una coEetia documen per particolari ridotii, e sono divisi in in-
Èzione lotografica è necessadoinserire teralli di 10; 5; 1 cm.
in ogní foto alcurnoggetti in grado di for La palina, quando è dísposta or?zon-
nire irrunedíatament€ un certo nrlmero talmenle, deve esserc orientata da sinl-
di informazioni che completano l imma stra a destra; non deve avere la punta
gfrc. Occone che in ogni ímmagine com rivolta verso I osservatorco nella dir€zio-
paiaÍo: úna lavagnetta,Ia freccia del
nord, lm riferimento melrico.

la lavagnetra Lirlotngmliit
in rogniriom
Púò essere ín ardesia o una dl qúelle
hvagne nere da flegozo in qri si inseri La iipología di soggettiche p1ròcapita
scono leitere in plastica nelle l1îee pîed1 re di dover doftmenlare non è molio
s?osre. Riporta una serie ói 1n{offiazio ampia; si possono rinveflire fran]menti
nj, sovenie in sigla, qrali: I nome deío ceîamicífruito defa raccolla di Íperffcie
scavo, 1a località, I qúadrato o I sellore oppure ftderí di struitúre murarie anco
o 1atomba, f numero del unítà stratigra- ra ín postione, spesso ínteÍaii e som-
e 1a data. Ricordate di posizionare Ia mersí dalle vegelazione.I frammeflli
in modo tale che Ia scrítta sia €venlualmente dnvenuti potramo esse-
visibile, percíò non iroppo lontana, re fotografati successivamente,se di in-
e paraÍela al piano dela pelicolaì ìeresse, con quelle tecníchedi cui parle-
ate poi di co[ocarla in una posizione remo ala fine d€l capitolo.
da non coprire padicolari archeolo' Per quanto dguarda Ia fotog'affa di al-
rfevanti. zati in gen€reci sono aÌcúni accoîgimen
lr da appllcareper evitare di averc etreiSr
frecda del rord antiesieiici.Ad esempio, quando si foto
Si tratta dj una tavoleita di legno, soli grafaún múro si deve cercare,per qúan
nente cofipensato, sagomataa îofîna to possible, di tenere 1amacchina oríz
frecciae verniciata dí rosso, che vÍene zonraleil più possíbfe; questo perchéin
ta all iÍterno de1la fotogra{ìa e dinando ia macchina verso I a1ìosi ot
ientata verso il nord. Serve da riferi- riene un iflTmaginein cui le hîee che de-
per lar capire.a chi osselva 1im- finiscono i bordi lateralí del muro non
come si coÍoca quanto fotogra- sono paralele ai bordi dela foto, ma sono
rispetto ai punii cardínali convergentiverso Ia part€ alta d€il iriÌma-
gine.
m€ldd Taleaffetto abbastanzasgradito è det-
'ifertm€att
Servono a dar€ un'idea della erandez- to dele lnee cadenii" ed è pa.ticolar'
di ciò che è riportaio in fotografìa. mente accentualo qrando si útitzzano
Ce ne sono di varie dimensioni, a se obieitivi grandangolari;inoltre si manífe
dei soggetú da fotografare; per le sta più spíccatamenle ai bordi deÍ im
di stmtture o delle aree di scavo si magine e qúindi la paiina metrica (vedi
le paline metriche, aste di legno paragrab precedente)non andrebbecol-
tn fr],erîo e mezzo súddivise in Iocata verticale ai bordi deÍ'imi:nagine.
Per o'"wide a questo p.oblema si cerca
di alzarell punto di îipîesaj aquesro sco-
po sj puÒ ricore.e ad úna scala dí quelle
pieghevoli, che consentono dj arrivare
ffno a 3 meiîi di altezza, f che è piiì che
súfiìcienle pe. il nostro scopo ln casi di-
spe.atj si púò anche salire sulle spalle dj

Le condizioni di Iuce otiimal€ si hanno


qúando quesra proùene da dierro chi
folografa non allineata alle spalie, ma
spostata da una parte di ìre qúafri. ln al
cuni casi può esser€ uife úna luce píù
radenie, che crea ombre plil lunghe súl
Ie stuttú.e; ciò seive a co.ferire magglore
tridimensjonalilà a[ immagine facendo
.isalìare le tecnica cosl.uttiva útilizzata.

l,aÌotogritlin
drllomlo senza nuvole, Ia luce pîoviene da un ufli
co punto, î sol€i quando jnvece I sote è
È certamente uno degli aspetí cent.ali coperio la luce è diffusa. Qúesre condj
del éltívità di documentazione: la vane zioni porlano a lisultaù diversi, ln quanic
ià di siiuazloni, cjrcostanze e parametri con cielo sereno si hanno ombîe neu.
da considerare è cerrament€ più ampial che prcvocano notevole diflerenza di Iu
occorre quindi dilungarsimaggioffrìenie. minosità lra 1ezon€ jn piena luce e quel
le in ombra, mentre con cielo cope.io i€
Là fúc€ omlrre sono meno marcare. La difle.en-
Flnora non 10 abbiamo de o, ma è 1a za di î1lúlninaziane rta zone ctt1arc e zon.
cosa più importante e I essenza di rutia scure neÌlo sìesso soggeto viene d€ c
la nostraattività (fotogfaffa scrivere con
-
la luce). E opportuno chÍarjre subfto che In casi di forie conbasto come si efle:
non esiste un solo tipo di lúce e quindi tua la regolazionedella Iuce (tempi / dja.
c]he si ottengono úsúltatÍ diversi, piiì o f.aÍrmí)? Cl si dferisce alle zone più sc!
meno validi, jfuminando lo stesso oggef re? A qúefe píù chiare?Si fa una media-
Se le zone che ci interessano sono sia i
Per irÌ]magini dinsíeme Ia posizione ombra che al sole si eft-ettua lm esposj
miglio.e della fonle di luce, solilament€ jl zione media. Ogni tipo dí pellicola iofef:
sole, è di tre quartl posle.io.menre; in ún cont.asto massimo oltrc i qllale è iie
quesie condlzioni di luce si hanno defle vitabile sovraesporre 1e zoie chiare .
omb.€ non ìroppo allungaie che non com sottoesporre quelÌe scure; come fare? l.
prometiono Ia leggÍbjliÌà dell immagine e quesii casi si rico..e ad rm pjccolo flash
che al contempo conferiscono alle strur che iflúmina ]e zone pjù súrre, così s] Dua
krre ritratte maggiore volume (ffg. 30). effelìuare I esposizÀne riferendosi at€
11ùpo di illuminazíone cambia da gior- zone più ifluminate.
no a giomo, quando i1 cielo è sercno e Sicuramente per úna foto d insieme l

50
flashnon è di aiclma útilità, quindi se sfa ]e slrutìure e gli oggetli che v€rranno ri-
mo fictografandouna fossa che in parte mossi. Si effatiua poí ún a1lro reporlage
è in ombra, cercheîemo di schiadrla a ffne campagna per evidenziar€ le con-
usando dei riflessi" che I convogliere dizjonj "dopo la cura .
no Ia Iuce solare. Sef campo di rlpresaè Sollevare f punto di visia è úde oltre
più ristrettosi polrebbericoneread un che pet gli alzan anche per osservare
ult€ríore coffettivo: Ia larlatana , quella meglio le strutture in pianta e capire in
specie di mussolina leggera e rada (per che îelazione stanno tra loro mufi, aper
íntenderci,quela usataal di sotto dell lm turc, porte, ambienti.
boititura di sedie e pollrone), lmpiegata Si è soliii procederepadendo da inqua-
per schermare1aIuce violenta del sole e draúre generali per scendere poi via via
rcnde.lapiù dirusa (fì9.31). nel deltaglio lmo ai padicolari più minuti.
Perdefinirc I'esposi one coffetlamen E útile cercare dj lolografare separata
te è consigliablerjferjrsisolo agf elemenii mente strulture con cronologia diversar
di deress€ non considefandogl alirí che se ciò non è possible cercare +rantome-
dovessercev€ntualnenìe comparírenel no di far emergere I contrasto tra i mate-
riali delle due epoche.
Un aspetto l€cnico impoîlante da non
sottovalúlarc delle iÍìmagini di scavo è,
ollre a1a preseiza degli accessori (freccia
del nord, Iavagna e rifedmenio metrlco),
Ia puliza. Bisogna evitarc guanto più pos
sibile che nele immagini coiflpaiano atlrez
zi, îesidúi di iei.a smossa, nît1tli, mozù.o
ni di sigaretie o 1epunte der,pieói dej paî
tecipanii alo scavo. A tal flrle è opporkmo
ricordare che è vero che nelle fotocamere
f€Î€x si vede nel mirino la stessa immagi-
ne che aÍjverà alla pe1fcola, ma non del
*{4 d tutto, ínfatti ciò che appare ne1mirino è paií
Fl G . 31 E c c o c o m e è p o s s b é
ìl ì !.-r al9870 di cjò che affiva a a peficóla, per,
afeoùa@ conslfaslo n caso d uce
vjor€nla{rramre larraranaè fifressD.
"'Tl-.# ciù occhio ai boîdi dd flriúno.

|,ill{ìtognlii |ìggotti
degli
Cosa€ corne fotoglafare ssÍo scavo
Prima di iniziare 10scavo di una nuova La lotografiadei maierialísi basasu 1ma
area o di awiare una nuova campagna tecnica compielamente díversa da quel
di scavo è útle documeniarela sitúaúo- la che si usa all'aperio:richiedesempîe
ne intiale per mosira.e quali fossero 1e iluminazione anificiale, la predisposizio
condizioni prima della cura'. ne di fondaii,eventuahenlelutúzzo dI
Lanività prosegle poi quotidianam€n obieltívi partícolari-
Ìe documentandolmmediatamente que Per quanto riguarda l lllnminazione
gii oggetli e situazioni desiinati ad essere sono necessarialmenodue flashin gra,
dmossí in breve tempo. È importante do di scaitarein sjncronoi altre scelle più
foto$afare gli stratí, Ie loro connessioni, elaboraiesono anchepíir coslose.

51
c*ia araieg'o ù Flie5i€le proviene da ún punto rialzato rispefio a
piano su cuí giaceil maieriale dí circa 3t
cm, misura che púò aumentare o dimi.
nuie a secondache si voglíano oten€r€
ombre pjù o meno marcale;nele folo.
grafie Ia Iuce dovrebbe provenire da una
posizionejn alto a sinistra,secondoIa
convenzionepiù segúila.
Nella rípresadaÍa stessaalÌezzade:
pezzo, la |uce è dj ie quaÍli ai due 1aI
della macchina.Occorono perciò du€
flash e p€f evitare le omb.€ sul pianc
d appoggio si usa jl plexiglasopalino ifu
F G.32- E iminazionedel omb€mèdianrel!frnazto minalo da1basso.Chi ha un solo flasll
ne eto ir pianÒtrasudidoche sofegg€ 'oq!8no.
può usaío abbinato ad ún cartoncinc
bíancodaúsa.ecome panneflodfleten
Peî evitare Ia formaione di ombre sul te, collocandolodi fronte alla zona i.
píano sú cui poggja f materiale si è soliii ombra rispefto all unica sorgentedi luc€
usare come piano d appoggio una lasta I vast - G1iaspetli archeologicam€nte
di plexiglas opallno (quello usato dai íntercssantidi un vaso sono I fondo, i
medíci per gúardare le radiogfaffe), ilú prcffloel'orlo- Perdocumentarefondoe
minato dal bassoda rmalampada al neon prcfflo si fotografa da un altezzapari alle
o da un terzo flash. Pe. i fondali sono
suflÌcienri deí fogli di cartoncino, bianchl
o neri irì modo da contîasiare col sog
gettor solo se si eflet|trano lolo a colori si
possonousarefoglicolorati,jn quelcaso
è bene scegiieretinte pastello(fig.32).
Gli obieitivi più adarti pef +resto tipo
di foto sono quefi denominati macro ;
sono in grado di metìere a tùoco ún sog
geto a pochi centjmelrldal obietlivo con
sert€ldo cosìdi awicinafsi molto ad esso
e di aveme uî'immagine più grande súl
Ia pellicola.
Inqúadratur€ I punli e I€ posizioni da
cui fotogralare i reperti non sono molii e
si distjngrono in base aila úpologia di
materíale da ritrarre.
Per sempúcilà si possono distinguere
due diverse possibílilà di rípresa; quella
dall'alio e quela in clri 1amacchina sj iro-
va aÍa stessaaliezzade1reperto. con I as
se ottíco odzzonlale per vederc I pezza
''di prolì1o". FlG.33. Box d uce (niónt€ombfe)l
Nella ripresa daf alto (lÌ9. 33) Ia luce (al n€on,(b) pianolras uc do.

52
metà dí quella d€l vaso; I'ifuminazione è dteriori panícolarí,come I evenlualepre
quella desc.íita poco sopra. Va curata Ia seiza & liîee d'lmpostazione, segni di
profofldità di campo aflÌnché tutìo I re' srnmenti di lavo.azíone ed iJ detenoft
perto risdti a fuoco completamente ed è
importante mostrare lutte Ie anse. Se ce Lilluminazione deve esseîeomogen€a
n'è lma solava collocataa destrae, sem- e a tal fine si può úilizzare un pannello
pre da úna pa.te, va collocatoI rifedmen- rifletente per 1ezone più scurc. È impoF
to metico posto in veîticale. tante evitare che parte def incisione sia
Per fotogralare I odo ci sj alza legger-
rnente,ma non troppo p€I non deformaf- I punto di ripresa deve esseredal'alio
lo eccessivamenie.Nei vasi invetriati Io per Ie epigfafi trasporrabîl1:pef qudle di
s1]1altopúò dllettere la 1úce, coprendo gross€ dimensioni ed immobili, la mac
paire dele eventualidecorazion!dato che china deve essere posìa a metà de1lal
I riflesso non può essere tolto occoÍe Iezza dell epigrafe con t piano delia pefi
ftre in modo che si formi ir, zone delpez cola parallelo a quefo sul quale si tîova
zo di interesseminimo.
Le anfor€ - ll disegno deÍe anfore è I.€ írorete La luce deve incidere rfl
complícato,perclò le loroeralìe possono 1amoneta con un angolo di trenta gradi,
esseremolto uti1i.Síulilizza un leleobiet- magari úsando ún parn€Io per schiafire
livo non molto potenie(150 o 135rrìn) Ie ombre troppo proftlnciate. Permone-
da 6 7 m di distanza,con I asse otúco te mollo lúcide,doro o d'arg€nto,l€ si
leggermenie al dí sotto deÍa metà defa può coprire con ún contenitore dí plasti-
aftezzadell ar.rora. ca traspafente che dífi'onde omog€nea,
I ptattt Se sono decoratj vanno folo- mente 1alúce e attenúa i riflessi,
grafaii dal alto, altrímentí possono esse- La geite - Non è solo importante foto-
dpresi con visione prospeitica. In qu€- grafarematedali e strutture, ma anche Ie
ultimo caso occorre poúe particolarc persone ch€ prcndono parte all'atiivita;
afia profondità di campo. rii.aÍ€ i momentí dí lavoro o ancheqrelli
LúceÉr€ La fotosraÎa è scattata dal meno serí aiuta a produrre un ríiratto
con luce radenteper moslare le de coúpleto dell'ambient€,umano oltre che
orazioni poste sdla parte superiore. La paesaggistico,ín cuí cí sí tova ad opera-
rce deve proveníre nefimmagine da1 re. Qúeste uftifie
angolo jn alio a sinistra. iÍrfnagini, anche se
I cocct - Vanno fotografati dall aito; è non propfamente
preferible accosìaremateriali che urili per la docú
caratierÍstíche comffii e quindi mentazioneafcheo
abbianopressappoco 10stessosp€s' 1og1ca,serviranno
Ie stessedim€nsioni,Ie siesseto' come supporto visi-
cromalich€, per evitare che alcrni va nelle coilercnze
sianopoi ben distinguibif(ffg.34). dí presentazione
Le cptgtaft La posizionede[a sorgente delle atlivilà e forse
1uce.ch€ deve produrre un fascio ra' saràancheglaziead
ala sup€ cie incisa, è imporlante esse che qualcrno
sia visibile I incísione del lesto. decid€rà di aggre-
con sposiamentiaccuralidel punto galsi ai mondo d€1
ifuúinazione è possible fat erfierEerc volontariato. o
ddpiunliruperti
llrliscgno
Citp.l||
l,irslrunentadonr 1977). Batiagliaaperta si ha invece a pro
posiio del tipo di punla d a udizzarc: I ar-
Sorge in quesla occasione f sospetto bii.io, o se preferiie, jl gusto personale la
di cadere più che allrove jn banaliià o di fanno da padîoni; per altro bisogna te-
realizzare la iradizjonale "scope.ta del nerc rtresenre I evefIlJaJe riduzione a cd,
l',A,.nerica'. Comunque pul tra quesii .í come già accennato, í disegni dovfanno
schi, ver.anno esposie alcune ossetua essere soggeui, ad esempio in sede di
zioni chenon hanno altra ppiesa senon pubblicazione. Perlanto qri viene esprcs
quella dj indjcare soiuzionj detiate da1 sa úna sceltapersonale, che !.uo1eesse
l'esig€nzae dal buon senso. É e, a Dio piacendo, è ben lontana da
II supporÌo è iradizionalmenie rappre ogní perentorlo ipse dixif: Ie púnte di
sentaio dalla cana lucida mentre minore diametro 0.2, 0.4, 0.6 nrln rlsúllano úti
foîtuna hanno íncontrato, per ora, i súp Iizzabili in combinazione ed ín modo
porti di plaslica (Daúvois 1976). Gene- diverso a seconda del soggelto, ma Ia
ralmente sono sconsigliali i úpi di mag- Ieggibjltà de1 tratto e de1 puntinato è
giore spessore: ún foglo pirì rigído subi- mantenuta intatta almeno sino afla rídu
sce in modo meno lntenso ie variazloni zlone ad un terzo (cioè ad 1/9 dela su-
igromeiîiche e, specie per quanli hanno perfìcie reale) .
tm pímo approccio col disegno,l movi- Potrà apparjrcsuperfluo e, ai meno in-
menii dovuìi al peso ed al trascjnamenio dulgenli, ddicolo, ma farc in questa sede
de1la peîna,le conezioni e le ín€vilabili alcun€ osservazioni suil'uso degli siru-
"ditaie . ln ogni caso è però conveniente mentj per corezione può aver€ jl suo sj-
realizzare una brurta copia ' su nomale gnificato, se non aliro per il taglio' non
foglio o cartoncino da disegno: essendo spedalistico daio alle presenii pagine. Su
1a carta lucida lraspa.enie, vi saà facl carta lúcida è bene eviiare sia I'úso di Ia
mente ripîodotto solo dopo che vl siano mette (che potrebbero prodúrre, se úti
state apportaie le necessarie corezionl. Iizzaie in modo scoffetto, Ia roitura del
Infine data 1a scarsa rigidíià del súppor loglio) che defe gomme specía1iper lú
to, è consigliable Ia conservazione dei cidi (che in realtà moslrano úna capacità
disegni sú'cana lúcida arrotolati. abrasiva lroppo limjiaìa e comportano
Per +ranto rígúardalmezzo, daio che pedanto un eccessivodispendio di tem-
I disegno è destinato aÍa íproduziofle e po): ìe comunj gomme utJlizzate pet i dal'
ialoîa a ridúzioni, si richiede sempre uno tfosffitti possono invece essere adope-
strúmenro che realizzi rratli mo1ìo netli: rale con buoni risultali.
1úso della penna a china lipo Rapido- Per poler delineafe il perimeiro ed i
g1ap,6 è di cerlo prevalente. Non manca punti più signiffcativj di un oggeito, ci si
chi, soprarturto per jl disegno osteologi può seflire dí mezzi diversí ch€ metiono
co, rivalula la malita dj grafite pe. la sua in luce la capacità di ingegnarci dei dise'
capaciià di esprimefe Ín modo píù .ea1i gnaiorí. Due sono i problemi fondamen
stico i giochi chiaroscuraií (Laurenta talí che si incontrano: Ia disponibilità eco
nomica e Ia possibiltà di sposlare í re- hnporlanli per il delineamenio dei pro
perìi da[e ioro sedi per efettuare Ie ope ffli, sono i cosiddetti calibría peitine" (tg.
Ézioni di tilevo in laboratorio. 36) che sono venúti soslíiuendo aÌtri
espedíentí,come f fìlo di stagno, che of
fÍivano.iprodúzioni meno auendibili-

Ildiscgm rtpti
deipirrnli
.Ptant dl r"Iertm€oto
Come per qualsiasí disegrìo lecníco,
anche ll reperlo archeologico viene pa-
Strumentoidealesarcbbelnfalti I diop rallelamenleinscritio in lm paralelepipe
tografo (ffg. 35), nato dalle esigenzedel do cosiitúito da sei piani orrogonali di d
la ricercaosteologica,che presentaî gran ferímento, Ír cui v€rà riprodolio n€[e
de pregio dr iduffe gli enori di parallas diversenome I oggettoln quesìion€ (lÌ9.
se: si fatia in sosìanzadr ún pantografo 37). La disposizionedi queste ultime nel
fomito ad ún estremità dí ún tragua.do disegno è invece svincolala dalla prassi
vísivo, con cúi possono essere €se*titi consuela: ciò avwieneper I'industria sú
(e qúhdi riprodotii af estremiià opposla pietra, meialo ed osso, come púre per i
dela macchjna) i contorni o la]uni parli-
colari intemí del oggelto da dis€gnare;I
difetto sta nel'jngombro del díoplogra- B
fo, che ne esdude ogni mobiliià.
Perfezionamentode1dioptografoè uno
apparecchíodenominaÌo "Fundstúckzei-
chner", brevetto (manco a dirlo) leulonj
co che risolve i problemí di peso e dí in'
gombro del precedente sfumentoi ma
non, pútroppo, quelli di carattere eco
nomico, tratiandosí di un marchingegno
messo in conrmercio al costo dí qualche
BI
^f,
FtG.37
I
È così che, pírì semplicemente,si met T
_-
Baóórèsènlazión6 lsf z
zala)sómndolpian odo
te in atto I arte píù antica (ma non si par b -
aona di un ascia i piélra
la, forse, di arch€ologa?), quella di ar-
rangiarsi, € si ffnísceper ricorrere a cali-
bri, squadre,righellie compassi. Nelle prime tre caiego.ie (pielra, me-
ia o ed osso) genefalmente si pîocede
ponendo, sul lato sinistro de11afaccia
dorsale (o principale), I proflo sinísìro
ed a desira il pro8lo desfo, alla cui de-
sira \,r€ne ancora collocaia la faccia ven
trale. Sopra Ia vista dorsale compare
I estremità dislale (o reminale), soiio
que[a prossímale (o basale) .
lnvece per i vasí, daia I'unifomiìà del opera condizionaìi dal nosiro occhio.
Ie pareti, viene rappreseniatauna sola A qúesioinconvenjente si c€rcadi ov
vedula laterale. Questa è generalmenle viare útnizzando,ad esempio, un díedro
dprodottasolo per metà, ala destrade1- costitúitoda due squadre (Dauvoi.
I'asse morfologico (ad esclusione dí al- 1976), od ún qualsíasioggeuo che s:
cuni casi pafiicolari), lrlenlre nella por- appoggi oriogonalmenie a1 supporto
zione sinistraè preseniatala sezione. QuesfoggeÌto,reso tangenteal contor
Sotio quesla vista principal€ vien€ dise- no dei îeperto, peÍnetle di oitdere sú
gnatoil fondo, sopîaIa bocca(fie.3e). foglio lma coretÌa proiezione odogonal€
Pe. aliro, spessoun disegnonon ripro- (fìg.39).
dúce iutie le nofme teoícamente prcvi Non deve essereinoltre ìrascúrataIa
sie, se quest€non oftono ulteriori infor possibiltà di operaîe con un calibro e
mazioni peî la comprensione del reper pettine: però I uso dí questo shumentó a
lo: Ia morale è quindi che si cerca di di laltible solo se si lnterviene su un ogger
sporre sì di iutf i dati possibíli, ma anche to il cui perimetro da proieìtare si pone
di rispamiar€ le fatiche superflúe. su uno stessopiano, paralelo ala m€
desimaproiezione.Datochequestecon
dizioni si rcal12zanoói tado, I uso più fre
quente d€l calibro a pettine concernea
,'/ ir praiica il delin€amento dele sezíoni.
lltr"'"'"

\ r-r """-''
\- .'

a(-'jì
. Deltleam€nto d€t coÍtorÍt e dct
psntt slgnÍtcallvl dl ún rep€rto FlG. 39 l\,lelodop8r olÌénercuna corcfla proi€zÒi:
Òrlógónaledducendoa minimogiérrcdd pafallasse
Non disponendo dl situmenti quali il Abbastanza semplice è anche (alnìe
dioptografo,I problema più rlevanie che no a parole) il reperimento di punli signi
sí ínconlra nel delineare i contomi di un ffcativi all'inlerno del perimeiîo di un re
.epe.to è Gppresentatodagll erîori di perio (ad esempío, le est.emità di une
parallasse.Infaiti, collocandol oggetto racca lmpressa sula superficie di un frafll
díretlamenle sopra f foglo e cercandodí mento di ie..acoÌta o l iniersezione tra
proieitari il perjmetro (ad esempío per due creste su un manúfatto di piek.
correndo il perimetro con úna maiita) si scheggiara): è suficiente púntare il coll.

56
passo su uno dí qúesti plmtí, pa4endo ta con sca6a convinzione; oltre a ciò si
da altri due individuatí si:l perimeho; srd agsce secondo puntí di vísra personali,
dsegno I punto signiffcaiivo sara detni operando con sezioni súi punti dtenuti
ro dall inÌersezionedei due cp:cb,ldelne più significativi.ln sostanza,nel dubbio,
af col compasso e che h più sezionísi hanno e me€fio è.
ùo i punli scelti sul perimelro. Più agevoli sono 1escelreper 1eripro
Talora si pone I problema di ricono dúzioni deí vasi: Ia sezioneverticale del-
scerei punti signifìcativiperché masche Ìa pareie viene deposta come sopra indí
rati dal€ caratterísliched"l mate^aJed1 catoe, se necessarío(soprattuttonel caso
cui è costítuitoil reperto (si pensi ala let dí fra'lmenti con ans€foratevefícalmen
iura dei bordi di dtocchí su selci kasluci- te), è rcalizzabile '.lr',asezione orzzonra
d€ o dele estremitàdel tagfenie di ffi ac- Ie, sopîa Ia visione frontale del r€perro.
cetla di pietîa levigata): evidenziareque- Con queÍa rafinatezza tútia francese
sli particolari súll'oggetto servendosi di che Ii contraddisiingue, nella paslicceria
úna matíta dí glafit€ è ancora 1asoluzio- come nel afcheoiogia,nei protumi come
ne gudlcatapiù ortodossa. nei disegrìi(e fermiamocí qui!), i colleghi
Alliontaodo questí djscorsi, ci sí può d Oltralpediscriminanocorettam€nte tra
domafldare qrale sia I grado di precisio- sezíone( seclion)espaccato( coupe ),
ne richíestoper tali misurc. Sínceramen soilolineando limportanza di q1resirlti-
te mi fà un po , amaramente, sorridere mo, inieso com€ "una sezione comple
chi dice che I ideale a cúi rendercsaîeb rata dal djsegno dele parìi visibili del'og
be una precisionedell ordine del declmo geno al di 1àd€l piano di sezionein 1ma
di miliimelro (Dalrvois 1976): non per óiredone deleÍr.inata, indicata da úna
ché sia un affefmazione errata, ma per fteccia" (Laurent !97? - Fig.4A).
ché è proprío un ideale.

! Fl G.40. l di seqno'n spa.


. Seztont calo'(in basso)consènte,al
conlfafiode a lezlon6'ca-
non cai dL póref oss€Rafe
Non si dispoffebbe di fondamenìali anche le pan visiblialdi a
informazioni tecnologichee tunzionalisui de Pianod sez one .
manufatti se non se ne conoscesserole
sezioni. Qua[ iano però 1esezioni dav-
vero útill per comprendere questi due GIiarcheologinoskani (e non solo 1oro,
httori solo il lontano costútiore di que per onofe di verità), che sorvoiano í tali
sio oggetti potrebbe ffggericelo. Sca. distínzioni, qúando riproducono úno
lando come ímproponibíli le soluzioní spaccalo a questa frecciapropdo non rí
medianícheaI problema, spessosi bran coffonol ll discofsovale anche per lo
cola{rancamenteflel búio o si cercaqral spessoreda dare in úno spaccatoaí con-
che risposla attraverso I lndagine sperí iomi dela sezione(che,comunque,do
menìale:cosi,se alrnenoffÀ sezi,onetda- webbero rísdlare più marcati).
wersale a meta tunghezzae longitudína \À è poi la conÍekrdlne di riempire Ie
Ie a merà iarghezzavengono sovenle re- s€zioni (non ie allri parti di rmo spaccato
ate per strumenri alungaf (lame fri- né g1ielementi piastici e Ie impressíoni
che, punìeruol in osso, spade,eccele- sui vasí), ma sul "come l dibattito è an
), Io si fa per una convenzíoneaccetta- cora una volta aperto: al di 1àdi chi lifiuta

57
in modo oslinaio questo riempimenlo diftusione nel disegno dell indúsr.ia liiice
(che appesanlirebbeinulilmenre il dise- scheggiata,dove ]e fÍarÌure più o men.
gno nel súo complesso),sihannojparti- concoidi si pîestano ín modo ad€guar.
gianj del tratteggio obliquo che cosÌ ui- all'ombreggiatúîa atlraverso rra i currri
sconoIa maggioranza: ira queslipreval- Ancora discreiamenteapprczzaroè I'usc
gono i fàuiorj dei iîaneggio obliqúo, da dei tralti per l'industria ltica levigatanon
sinistraa destra,con indinazionedi 45) ché nel disegnoosìeologico(ffg.4L).
e qu€iii del completo annerimento deÍe
sezioní(che hanno raccoltii "fans' più
accesilra í dis€gnatori di reperìi metalli
ci). Ancoralma volta ciascúnoscelgala

. ReallzzazloÀedel Éltevo
illi
RealizzareI rílievo sjgnilìca €sprimere
I rappodo chiaroscurale,che a sua volra
è determinato dal iluminazione dce\,ura
dalloggetto.Una volta tanto le conven-
zioni reggonoanchesul campo a.cheo-
ffi B

In quesiicasi spessosi ricor.ead úna


combinazion€ deÍe due te(trliche.Alrli
logico: úno dej p1ùsolídi plasrri di que- menii,Ìa verasovranadell'ombreggiaiú
sta disciplina \,uole che Ia Iuce pervenga .a è 1aiecnica "a plrniinj ', che p€Íneri€
dall alto a sinistra, con un inclinazione di di esprímerecon maggiore facliià Io sfu
45'. Lawocaio del diavolo a quesio pun- mafe dele súperfìcí píù scure verso ta
to domanda: "Ma da qúale altezzarisper. penombra ed ofre qindi, neÍa rappr€
lo al piano sú cui è posio I reperio?' E sentazionede[e superffc]curve(sí pensi
sono di ftrovo doloril Ancora in qnesia al corpo di ún vaso), una riprodúzíone
occasione ci si afida a1caso, alle scelte più realislicadel soggeriorispefio a quan.
soggellive, che tengono conto almeno to awiene con I uso dei iraiii.
che I ombra vaia col vaîiare d€llo spes Leggendo,l pirì si saranno chiesii qúatl
soredell'oggeltoiprodorìo. sono i tempi per realizzaîeI ombreggja.
Seè chiarochel ombra si dísponesúl lura con la temica a puntíní od a rrarti e
I areaopposla ala fonle luminosa, va poi se non sia più rapido I'uso di .eiini stu
aggnrnto che una leve ombreggiatura mair,a plmtnj: a qúestopfoposjtocèctr
deve anchecomparire sul bordo in luce, ha provaro e non ha ricavato risrdtati en
come conseguenzadella luminoslra dei, tusiasticí(Gúe.reschi1975); chi scrjve
I all],bienree cor|.e mezzo per meglío de- non può che confeírare. Per qúanro ri
Iineareil rilíevo Ma come può essep re, *larda i rempi, è inruib:le che l uso de:
alizzataI ombra? ifatio Ii rlduce e che comunqúe in qúe
Si è gíà pa.lato deÍkso della maiira dj sio ambito rívesle un tuolo assal impor
graffteper suggerjfel ombra con lo stu iantel'esercizio. Inoftrei punriniodi trat
maio . Per qúanto conceme il disegno Ù possonoesse.epiù o meno diradat.
con penne Rapídographil riii€vo può es deierminandocosì una maggioreo mj-
sefe espressoatlraversoiîaili o con pún nore rapiditàdi esecuzioner cerro,s€ in
iini La prima lecnica incont.a particolare úneadi massimaI diÉdamenlo non nuo,
ce aila letiura del disegno,in temini esie-
fci I discorsocambia-
Una soluzionemolto sbrigativa,ma che
dsulia útile sopratluilo per offrire un'im
pressione del rilievo dl oggettj di piccole
dimensioni o di repertí notevolmente d
dotti (ctr. ftg. 41) à dara da1semplice ín
spessimento del conlomo nele zone jn
ombîa (Laurent1977).

dcirr||rrli
lldimgnr
Molte parole (e pagine!)sono statespe
se per padare del dis€gno di oggelti ifl
pielra, in osso ed in tenacotta e non ab'
biamo cerlo intenzione di unirci a qreslo F G. 42 - Mélodod€gliarch diftrchio.
troppo autorevole coro con osservazioni
dí derìaglío.Per altro anche I espenenza
acquisita pe.sonalmente ci ha convinto
che alm€no una caiegoria di repertí no'
tevolm€nte importanti, i vasi appunto,
meríf ancora qualche considerazion€di

. Dcltreamerto del proltlo

DelineareI profflo di un vaso, se ne è


già parlato, è lm operanon€ rcsa abba
stanzaagevole da 'uso d€1calibro a pet
tine. ll problema si pone nel momeflto
in cúi, disponerìdo di uî semplice frarn
mento e non di un reperio conservaìo
neÍa súainiegútà, si deve orientaref pro-
lì1ostesso:ci si chiedealora se si abbia a
FlG. 43 - Metódódell6cords di cèrchió.
che fare con un recipíentedi forma aper-
la o chiusa, a pareti verticali od oblíque
(e, ne1caso fosse.o oblique, con quale
iÍdinazione).Sirendeperlantonecessa' con diametro progressívamenlepiù am'
.io procedercatEaversolma seríedi ope pio, già preparaf con cartoncino o plastí
Ézioni. In primo luogo è imporlante d ca. Con esso si cercadi fare colimare I at
cosiruire il diamelro ideale del vaso. Per co di cerchio rícavatodal framento con
qresta operazione sl può proc€dere con I calibro a petiine (Gueraeschii975): il
gualo è che Ia circonÈrenzainegolare del
\À è chi uliÍzza úna seríe di semícerchi recipiente può crea@ deíe dimcoltà di
leitura e qujndi essere causa di eîrorj io non consente 1a de||.izione óe| dia
anche considerevoli specialÌenre se 1ar met.or in ial caso Ia linea ch€ coflega]a
co di cerctuo desunro dal lrammento è parie superíore dela sezlone del f.am
dl ampjezza più o meno modesta. mento aila súa visione lronratevien€ in-
Un altro sisrema (î19. 42) prcvede 1î terrota da una ftecciazig-zag.
vece la scetia di ire púnli qualsiasi srd
I arco: con centro in essi si descdvono col
compasso ife cerchi che si inrersecano a . Colocafone d€l frarnm€nto
dúe a due nei puntj A e Bi ripetúia I ope
razione con un magglo.e aperiúra del
compasso, st ottengono attri dúe punii È già stato osservaroche in prevalen
di inìersezione (C e D)j ancora. coniide- za la súperlìcíedi un vasoè descr la súl
rando le dúe rette passanriúna per A e C la desira dell asse. ln dertaglio sl verítÌca
e l'aftra p€f B e D, esse si intersecano in comunqúe una situazioneabbasjanzadi
un punio o, che fappresenla jl ceniro ide- versjlicaia, soprattulto in base ale deco
aÌ€ del vaso (Guerreschi, 1s75). îazioni ed alle applícazioniche interessa
Una variante (ffg. 43) non si serve del no la súperficiestessadel frarrìmento(tE.
compasso. Sull'arco di cerchio si descri, 44).
vono tre cord€, anche in questa occasio La norma abbasianza segufta(cuene
ne jn modo casuale. Dj ognuna si traccia schi 197s)vúole che:
la mediana. Le tre mediane si dov.ebbe a) siaposio conlroil profio desrrodej
ro lncontrare in un solo punio se jl cer vaso il frammento non decoîato o deco-
chio fosse regolare; dato che ciò sj veitì rato a lineeorizzonrafij
ca assai dífado, esse siiniersecano, rea b) sia codro l'asse per reperú ff cuj
Iizzando un triangolo, al cui lnt€rno si comparono gìí altrí ripi di decorazionei
colloca I cenùo del vaso (Séronie Vivien c) siasdl'assenel casoin cúi sianop.e
1975): píù il lriangolo è ampio e più I'ap- senli elemenlí di sospensionej
prossimazione sa.à maggíore.
_ d) sía alla sinist.a del'asse quando I
Comunque orienuto, I diametro deve l.ammento è decoîalo íntemamenie
essere pfeso ad almeno du€ quore dif_
l€fenli del profflo del frammenlo: solo
cosi, conoscendo Ia diflercîza ta 1due
diameti, si polrà desumeîe I'orienlam€n
io del proÉlo.
Disponendo di un frammenio di orlo e
volendo evitare quesie compliczionj, in
ìeo.ia si potrebbe appoggiare 'al foglio
da disegno il .eperro in modo che ire
púnii de[or]o siesso collimino con la li
m) t
nea già tracciaia del diametro all orlo
Gúereschi 1975): però isulralí accetta,
:l si possono avere con quesra opera
1.." dj equifb.ismo grafico solo nel caso
: -- orlo pe.Ietlamenre rcttilneo e su

---e:.r
di discfete dlmensioni.
I 1- :: ?::. Ia tanmentarietà del îeper,
cd
ml
FlG.44 - Colocazonè de frammenlorspello aÍ,asse.

:
PerI ennesímavolta bisogna rÍcordare grafite (de€oratedopo la cotlura) non si
che si traiia di 1lr,a iotmali2zazíoie di hanno; comúnq1reè prevaiente I'úso di
massima e che quíndi nela lelteraiuraar- un solo tfatto cofÌtinúo.
cheologicasi vedranno lrammenìi di vasi Bísogna aflche rÍcordare che talora sí
collocati ún po dove capiia, a disp€tio \rIllzza I iarro coniinuo per rinforzare
dele reeole. I ombreggiatura dí cavítà (impressioni
Va ancora osservaio che nel dlsegno I proforde, occhielli dl anse, eccelera:
Fammenio deve essere separato dalla Gúeffeschi 197s).
linea che Io îapporta a1profio. Il díscorso cambia inv€ce per le te'le-
cotte dipinre, in prevalenzadi età storica,
per úi spesso si dnuncia, nella descd
. Le decoraionl e fc fratt{r€ zone gralÌca in bianco e nero, aile iodi
cazioni clomaiiche. Non maflca qualche
''Qtinci íncomjncian le dolenti note / a ieniatívo di inkodurre norme a qúesto
faÍrnìsì sentire... : f']ai ho awerirto I at proposilo, basate sull úso di più tipi di
tualità di Dante come in quesio caso, refi plasticí (Periî 1983): Ia speranzaè
pensafldo aí problemi che ímplica I di che queste proposte po
segno defe decorazioni e óe1leharture
(e pensare che già la sirada sin qui per- La superfìcíedi ún fraÍÌmento ceramí-
corsanon erapfopao cosparsadi rosee co, specielúngo i bordi, può esserejnte'
fioril). Lunica variante rispetto ai guai ressatada frattufe. h questo casoil díse'
normali è che, questa volta, 1edifficoltà gnatoreha modo di confrontarsicon due
oon staîno lanto nella carenza o nella divergentitendenze:o vengono ombreg
confusíone di 'convenzioni , ma nella giai€ con maggiore iniensítà ríspeito aila
resa e{lettiva della decorazionesd díse- súperficieintegrao non sono riempite (in
gno, diftcolia che cerlo polranno esser€ îeahà aÍ inremo di quesie fratture si ha
messe in luce dúrante I esercjzo pfatico ben poco da Ieggere ailraverso I dise
più che con Ia lettura di quesìe pagíne. gno tradinonale: Ia secondasceltaln fon
Per quanlo riguarda Ia simbologia gra do corrisporìde ad ún risparmio di lem
fica, generabnefltesl acceìta(Gueneschi po e di fafch€, ma anche ad úna mag
1975); gíore ctuarezzadel disegflo slesso).
a) Ia gmteggiatura nelle impressíoni Per delimíiar€ úna frallura dal resto
(cioè nei solchi largtu, con bordi arroton deÍa supedìcíe viene útilizzaro norrr,al-
dati ed accentuaií da un rigonffamento, menl€ un iratto continúo: sarebbe più
Fodctiti s11superfici a-ude: Cin-la1943); ulfe da un plmto di vista gralÌco operare
b) un tralto conijnúo per I bordo in con una penna dalla punta di díameifo
ombra e per I altro Ia púnteggiatúranelle diverso, più lìne, rispetto a quella usala
solcature (incisioni più o meno streìte e nel delineameflto dei contomi. a
, prodotle cofl úna Prmla arro-
e quasi sempîe a semícottufa:
197576),
c) due iratti paralleli ne e incisíoni
Ie Fecedenli, ma più sfeiie, es
prodolte da uno sirumento afÎda

d) chíare indicazioni per le ceramiche


Cap.ll|ìlenelrtidiPrinosolcorso
I "Primo Soccorso'è I aiuio che si dà formare un plrgno unico) sul1abocca
immediaìamente ai feriti o a cfu si sente d€llo stomaco ed esegulreuna rapida
imprcwlsamenie male, prima che inter compressjone(lìg.45).
venga un espeÌio (medico o infe.miere)
o che arriví I ambulanza.
I <pímo soccorritoro non deve qujn-
di sostiiuirsi al medíco. ma limitafsí a co-
pdre questointervalo di rempo compien-
do gesliprecisi€d evirandoazioniincon-
súltee dannoseancheda pade dl even-
tuali persone presenti. Ten€resempr€ a
mente la rregola base" del prímo soc
corso: meglío non fare che Ia. male. Ftc.45 Astssta.

. lrgolc
genuali: .linnuagiir
NON spostare I inlortunaio se non è Rico.dareche: il caldo e gli alcolicidta
chiaro cosa sia súccesso; tano í vasi; f freddo f lestríngeiI'agira
NON dare da bere (meno che maj be zoneaumeniaI emoragia;Isangue.aF
vande alcooliche); terioso>zampifae quelo.venoso, cola
aÌlontanare Ia follai costantee unifome.
esaminare I'inforkrnato per capie cosa Se I emorragía è VENOSA: sdraiare il
sia successo e praricarc i gesú pr€visrj ferito; se sj traila di un ano, soltevado:
daÌ primo soccorso per quel ìipo di jn- compressonemanúalee lamponam€n-
to sulla leîita con garza sreîile o un faz
- chiamare un medico o ún ambútanza, zolelto pdiio, blocca.eil rampone cor
speciffcando i sjntomi ed jl luogo det- unafasciatualeqgenîenlecompressjva
lreddoe qhiacoosdla parìe;nontarbere
aÌcolici;traspodareI feiio alp.onro soc-
.,hlilriil t0ì[ril0talc
diruspiri]ri0ne corso se necessario. Se I emorragiaè
Quando !m icorpo €straneo>ostruisce ARTERIOSA:applicareun Iaccíoemosra
le vje respi.atorie tentare dí ioglíerlo se è lico (stdsce di srofa larghe, cinrúrc, foú
in bocca o nele prime ùe resphatorie: Iard; NON spago,NON cordone,NOh'
jnirodLtre con pftfdenza due dita a lmci ffli dí feîro) dcordandoche: sj applicasotc
no nela bocca. Non insislere per non su t'îaccioe cosciaipuò esserelasciatc
spingerlo più in giù; fovesciare I'infortu dai 25 al 50 mínnii circa; ollre questo f
naro a tesia ín giù súllo schienale di una mjie si rischia la ischemia (assenzadi il
seggiola battendo sula schiena; polsi ale rorazionesanguignan€la zona esdusa
spalle def infofrunalo, inclinaro in avan- dal circoio); è quindi imporranìjsslmc
'i {:icondado con le braccja e porra.e Ie sc.jvereI'ora esatrain cui è stalo apptjca
.io.j? mair allacciateúna suf alrra (a to n hccio sú un carteilino ed applica.tc

:
agliíndumenti in modo vjsibjle, perchéI re. Può anche avere febbr€.
laccio può esseretolto solo allapreser,za Ustione dí 2' grado con bo[a deÍe di
mensioni dí una moneta: meitere 1apa.
le sotlo l'acqua corrente o usare gfuac
. 0monagia
dnlnalo cio;NON bucarela bola; I'únicapomala
Comprimere Ia narice ch€ sangujna; perîessa ín quesf casià I doill€'; qúafl
impacchi freddi sufa fronte e sulla nuca; do 1abolla si romperà c è I ríschio di in
incÌinareÌa iesta in avanti; fezíone: dísínfettare come una normaie
ferita e ienerla coperta con garza slerfle;
. tufimosi
{liridiì
tldlnitlottti
thmiì usare gaza, MAI corone.
Applicazionedj ghiaccioo di acqua Se I estensionede[ usiione è maggio-
ftedda súbíio; dopo il secondogiorno re è sempre meglio portare I infodunalo
praticare impacchi caldi (favoúscono I al ProntoSoccorso.Prima,però:versare
acqua sdla parte o knnergerla in acqua;
NON applicare MAI pomare, ré oli, r.té
. trcrifc grassii NON úsafe disinfeìtanti; copdre
Ogni ferlta è infettar mícrobi dannosi con garzasteriÌee con un ielo slerle; dar
sono peneirari nella pelle e possono pro da bere acqra con un pizzico di sale;
vocare gravi conseguenze, perciò ogní NON somminisìrare alcooúci.
f€rila deve esserecúrata.
. tr'rttÌrc
. lhdimzionc
dclln
lndh Sintomi: dolore violento, ch€ aumenta
Lavarsi Ie mani; far sanguinare1aferi- súl plmto dela frathrra; I ato può assu
la; Iavare bene 1a feríta con acqua cor- mere rm aspetfo o lma poszion€ incofl-
rente € sapone per togìíerepolverc e ter súef; impotenza funzíonalq in seguilo,
riccioprocedendodal centrove$o I'ester- krmeîazione €d ecchimosi-
no. Usarc garza che non lascia peli; di, Una peîsonapuò averei sintomi di ftat-
sinfettar€con acquaossigenatajnon usa- ìura, ma poirebbe trattarsi di úna sem-
re alcool che danneggiaIe cellde, îitarda pfce dislorsione. n soccorrítorenon d€ve
Ia gúa.igione e provoca doloîe; copríre lare diagnosi, ma si deve occupare d€i-
con garza steriie o mettere f cerotto. I'inforlunatocome se coÌresseI massi-
mo ríschioe fossefraturaio: sdraiareI'in,
. lslini
Di tre gradi: 1" grado: affossamento Evita4li ogni movimenio inulilej non
dela pelte(eritema)j20 grado:prcserza cercaredi Ievarglig1iabití o di fado aizare
di bole; 3' grado: Ia p€lle è carbor,izzara se sedutoo dlsleso.NON irasportarlopri
o maceraia. La gravità di un ustíone è ma che I ado lraìturalo sia stato perfena
dala dala profondíià (grado) e dalÌ esten- mente lmmobilzzaroj NON cercaredi ú
sione.fustionaio ha set€e bísogna fado metter€ a poslo 1eossa fratiurate. j
bere,proibitoI alcool. Un assicelladi legno o di metalo, dei
. P'imo soccorso dele ustioni sempli- giomali arrotolati o qualsiasi altro mare-
ci: ustionedi 1' gradopoco estesa:im-
dí acqua fìedda o ghiaccio. Si può
applicare del lalco súl1azona. Sot
l\nfortunalo24 or€per accertar
i che non abbia subito ún colpo dí calo
ría1eatto allo scopo può essereutil2zalo
per immobilizza.e un arto fralturaio. La
fasciatura non deve €ssere mai iroppo
sìreiìa per flon bloccare Ia circolazione
del sangue(fig.46).
l
l

I
. RegolaGeneîale:nessúnafratiuraè
reaimenleimmobll?zatase non vengo
no bloccalele ar'ìicolazioní
soprae sotto

NON si fissaMAI uno steccaggiosd F G.47 . In casodi awerenam€nloo inróssiou


ione
punio dela fratiura, ma sempre al di so slraar€l'inionunalo
su unlianm

Se si sospeita una lraltura ala spina


.lntmiruinmdaltlmolici
dorsale NON muov€re I inforìunaro ma Si ha pe. jngestione di fo.tí quantità d
chiamareil soccorsospeciaúzzato. alcool sotto forma dívino,liquori o biffa.
E 1(]srato di ubriachezza. Siniomi: aliera
,oni nervose (dapprima euforia e loqua
cjtà, poi diftcoftA di ragionamento e dj
parola; vede doppío, ha nausea, sonno.
lenza, peîdira dell equlJihno). P.imo soc-
corso: se I iniossiczíone è agli inlzi € se
FlG.46 Come sleccaE una lraltu€ Lapersona è cosciente: provocarc I vo-
mitoj somministrare caflè (ecciiante)r s€
.;lylthnmtltnltt è incosciente non dare nufa da bere e
m€ltedo sú un lianco; se ]e condiziotu
Slalo di sore|eua de[ organismo call
sono gravi portarlo in ospedale (ffg. 47)
saio dal assorbimenio di soslanze tossi
che e daÍ azione che quesie esercíìano . fttryiestmlei
sule principali atiività fisiologiche.
Moltissjme sono Ie sostanze che pos, Nell occúio: estrarre solo í corpi esìra
sono provocare a\,lrelenam€nto, quindí nei ch€ si possono esìrarre facilmente con
f primo soccorso varia a seconda dela l angolo di un fazzoiefto plrlito. S€ il coryo
estraneo è pianiato nella cornea: coprire
Ci si atterrà, pefciò, alle segllenti .ego initi e dúe g1iocchi con una benda € por
le di compodamento generale ln caso di lare in ospedale. Se un prodotto chimico
awelenamento: se I infodúnaio è co è s p ttzzaro l n un occhi o: l avafe
scienle chied€41i cosa ha ingeritoi se è immediaiamente con acqua corente e
incoscienie: meltere lirìforiúnalo su un poltare ín ospedale. Ne['orecc,,iro: se è un
fianco, chiamare l ambulanza specllìcan insetto si pnò mettere qualche goccia
do che si iratia di un awelenarneÍÌro; as d olio e tentare di farlo venke a gafa. Nel
sistere I infodunalo se vomira; ínviare o caso in cuinonesca, po.tafein ospedaie
podare in ospedale i resti evenluali de1 Nel raso: pfemere 1a narice !.uota e far
veleno o del cibo sospetto, un campione somare.Se non esceporiare in ospedale.
de1 materíale vomiiato e un po dí urína.
Non s1deve provoca.e il vomjto se rìon
.lunlurc
diirstttti
è spontaneo, sopratitrtto n€gli a\,velena- Estrar.eI eventualepungigljonecon
menti da sosianze callsiiche (acidi ecc.); Ína plnzerra(senzapremere tîoppo):
NON somministrare MAI bevand€ alco- appfcare úna soluzione di acqúa e am-
olich€; NON somminíslrare latte: favori moniaca (si ùova già pronta in farmacia):
sce I assorbimenlo di a1cúne sostanze spalmareúna pomata antistaminica(Far,
iossiche (per es. di anliparassitario sol gan),bendareper protegeercda mîezio
ni; in casodi puniura nella boccache púò

a4
far gonfiare il cavo orale e qrindi provo se sono nolteplici ed iI soccorito.e non
carep.oblemi dj rcspirazione: appoggia- è tenúro a fare diagflosi. Ci si regof così:
re sulla base della Iingua una stecca di se I'infoftunaio è PAILIDO in viso 1o si
legno o I manico di un crcchiaio (per metta supino a gambe sollevate; se I tul
fallentare I rigonfiamenlo) e portare in fortunato è ROSSOin viso 10 si metta
seduto o semi sedúro per far dellllire il
sangue.
. ihmo
divipem
E ún bene averc con sé del si€ro antio- . Srenimento
[díco. che va inieilaio eniro 1e due ore Sensazionedi improwisa d"Lolezza
dalla morsicatura peî riuscire a salvare con i€ndenza afa perdita di coscienza.
sicuramente 1avittíúa. StendereI'infor F€nomeno lransitorio dovuto ad insulì-
lunato e applicare ún lacoo non molto cienza o catiiva irrorazione cerebrale.
slreito a monte della feîila. Siinietia metà Puòesserecausato, fra I'aliro,dapres-
ftala intomo a1morso facendo 4 5 inie- sione bassa,digiuno,caloreeccessivo,
noni sorro Ia pelle. Per eeltarc rcazioni dolore, fatica, prolungata stazíone eret
alergichein personapaîticolafmentesen ia. Siniomi: f respiro è cons€rvaioi I po1-
sibîe, dopo ia príma íîiezione atlendere so è piccoloe lentoi palore, debolezza,
qualche minuto: se flon ci sono reazíoni ve.tigine, sudorazion€i prima di svenhe
locali (rossore) si prosegúe, allrimenii si púò avere dei sintomi pîemoniloîi: sen
inoela frazionando.Siinletla I'aitra meta sazione di malessere,iaúsea, capogiro.
nella naticade1iato interes Prímo soccorso:se non ha ancora perso
í sensi10si facciasederecon I capo ed I
N.B. se ci si tova a poca distarza da bústo protesí verso il pavimento, per far
centro abítaìo sí evíri I iniezíone e si ríaÍluire I san*e al ce.veÍo; se è gA
la vitìima da un medíco o in ospe- sveftrto: lasciarlo supino e sofevargli le
Se ci si trova senza siero antíoIÌdico gambe (ft9. 48); Iíberarlo da indumenti
Iontanída un centro abitato:Iaccioa costrittivi, slacciareciò che stringe (cintu-
d€l morso, non molio strettoe ra, ecc.);fadorespirarcben€,non accal-
ogní tantoi l infodunato deve carsíintomo; NON dar da bere alcoolici;
írrmobil€, NON fado camminare NON dar da ber€ se è incosciente;NON
iúttosio podarlo ifl braccio); INCIDERE spftzzarc acqua fredda sul viso; NON
cute sul p!1nto del moÉo SOLO se ci sj dare schiafiÌi dopo ch€ si è dpreso: ac-
molto lontaní dai socco$i. In que qua e zucchero;non farlo muov€re subi-
caso: piccola íncisione sldla parte e lo, ma lasciadodistesoancoraún po ,
uscire il sangúe premendo a mano; perché tl fatto púò ripetersi.
sí deve MAI Ícchiare; sommini
caffè [3rte come aniidoto; I freddo FlG.43- Inmod swniménlo,ÒÒ6re
parle rallenta la circolazione; Iavare hrralfl uireil sangueal ceRello:perquo.
acqua(sciogreI veleno),NoN úsa ro può essereutilelascare supìnol'in
lorlunaloé sólovargl lé qamb€..
({ÌssaI veleno); cal,îare I agita-
a1coo1
della víìiima.

luditit
dirmcimza
Scomparsadefla nozione dela propría
a e degli oggetii estemí. Le cau
. {nìpo
riisoh
MATERIALEUTILE Sintomír cefalea, confusione mentale
AL FRIMOSOCCOBSO aflúcinazionj, talvolìa anche cecilà; ros
sore in visoi polso freqúenie; vomiìo

. cornpressegarzaslerlli Primo soccolso: podare l infoilunato al


bendedi garza Iombra; se è rosso in viso: posizion€
- luboaridirctedidiverse rnisure semi sedúta; ímpacchi freddi súIa front€
e sula núca; far bere qúa1che sorso d ac
- ceroiloadesivoin nastro q1la NON gelatai NON provocare .affr€d.

incolore(CÌtrosil,
- anliseltico Bialcol)
. [olpo
dimlom
- lorbicia punlearolondale Sintomi: aumento d€lia sudorazione
poi secchezzadela pefe; respíro súp€r
ficialee affannoso;palloreo anchecon
gestione del volio; ecciiazione nervosa
- ghiacciosintelico polso frequenle; cefalea lÌno al delirio
' sirÌnghe
da 5 e l0 cc.
- ammonraca prepafala Primo soccorso:Iiberare dagli abiti
(infarmacia,
perpunìuredi insefii) bagnareil coryo con acqia fresca(spn
- Foileperuslioripccole gnatúre,oppure awolgerlo ln un Ienzuolc
Farganpomata(puniurediinsetti) bagnato);ghíacciosul capo; se è coscien.
te daigli acqua con ufl ptzzicó di salet se
glia
saponeI\,lars è coscientee rosso in viso: posizjone
pomatapercontusioni semisedúia. O

Si fa seguireun elencodi medicinali,


ricordandocheognilahaco è di per
sé tosstrcoin quantosostanzaestra-
nea all'organismo: è quindi buona
normasomminislrare fafmacisoLo
su indicaziorealiun medico.

- Novalgha gocce
Buscopan cps.
Benielan0,5cps.
BimixÌncps.
Plasilfi.
- Gljcerna supp.
- tsacfimlodecps.
[jonclusione
Avefldo analizzatosommariamente logica si ferma per Iasdareposto allo stu-
ogni singola attivíià archeologicacerche dio siorico cronologico.
remo in questo para$afo di ícapíiolare Tútte 1einfornazioni che abbiamo Iì-
Ie fasi princlpali aiiraverso 1eqúali si aì nora raccolio potranno quindl diventar€
tua 10studio siorico di lm'area. di pubblco dominio; come mezzo di di
Come è slato precedeniemenleaccen vulgazioneci si servein generedei Qua
oato,1apdma fasedi sludiosi concretz demí dela Soprínlendenza , che iporra
za nella rícerca delle fonti scrilie; quesieno in modo succinto ma chíaro luti€ le
possono esserc di due tipi: dlrette e jndi operazioni svolte Íl sito e Ie deds^on3,
rete. Le prime sono di difnde repedmen che ne derivano. Le Sopimtendenzee le
to e non possediamo aldrna fonie con Università pubblícano regolaÍnente t ri
riferimenti a Iuoghi e personaggiantece sdlatí deglí scavi e dele operazioni con
denf ai poemi omericiMll sec.a.C.cir doti€ nela dúrata del'anno; ma solo con
ca): Ie fonti indírete sono più m1merose l anaúsidí resocontícosianli e di afmi con-
ma sovenie Ie informazíoni che esse ri_ secutivi saremo in grado di disporre di
porlano possoflo esserestate alterale un quaniitalívo di datí tale da permeiter-
dall'auiore per meiter€ in dsalto falti che ci di a! /iare fnalmente I processo di ri'
nela realtà sí erano svolti diversamente. costr@ione storíca de1contesto specifi-
Eccosubentare alora la secondafase, co (i1silo scavaio) all'interno del cont€'
cioè quela cosíddettadele "prospezloni slo più generale (il qúadro storico'g€o-
archeologiche (o rícognizioni) ch€ ser graîco ín cui si coloca I sito).
vono di fatlo per confrontare 1einfonîa ll passo successivosí coîcfellzza nella
zíoni attirÌre dalle fonú slor'che e letteravaloÍ2zazione di qtesre scopertesotto iÌ
rie, consentendo un dscontro praiico sd protlo storico cúltura1e,ossia nel rende
re frúibile ad ogni cilladino il pîopîio pa
Una volta aitestata Ia freqvenlazi,one lrimonio e 1e propríe radici di epoche
umana in ún silo si procederàalio scavo,
I inetodo píù prcciso e scientifico atira ln questo conleslo 1afanno da prota-
verso f quale I'archeologopuò ricostrui gonisti í Gruppi Archeologicid lialia, che
el evol!^one d1úîd zana ne1corso del da anni omai si occupano di accef€rare
tempo, consentendoci contemporanea- questo pfocesso gratuitamente grazie al
riente di rc.1+ercrc pr€ziose ieslimo' supporto degli stessi ciltadinl che condi
vidono 1(]stesso interesse per il proprío
Le ultjme fasi di un índagine archeolo' passatoe seniono Ia necessllàdi conser
gica, ma non 1emeno imporlanti, sono vario prima che l azione distruitrice del
lo studio del mareriale di documentalo tempo e deglíuomini compromeitaro o,
ne (îoiograffe, rlievi, disegni, schede di peggio, le canceÍino definitivamente.
ricogniziorìe,schedeUS, schede di cata ll risuliato tangibile di qúesro lavoro
logazione,ecc.) e l analisi deí repe.ti. sarà infine reso disponibile al pubbfco
Afrivaii a questa fasel lndagine archeo' prcsso i lúogtu preposii a quesrafunzio-
r
ne: í músei.Essinon devonoinfatf ave di supporto con I quale Ie Soprintend-
I
.e solo lo scopo di esporre i f.ammenti ze siesse possano compjere I'irnmeLr:
I
superstitidel nostro 'mosaico"storico, lavo.o di salvaguardia dej bení stodc.
ma devono rendere fruible al pubbúco ambjeniali. Ii questa prospeftiva sper:
sia i reperti sia le deduzioni che da essi mo che I presente matualeilo, che nci
derivano, espfcando una îl-l'nzioneemi- ambisce a rivestie I ruolo di comple:
nentemenle didatiica. vad€mecum archeologico, possa p€rlc-
AI fine di conìribúire a quesìo progetto meno sensibilizzare I inreresse di chi s::
I volontariato in ambiio archeologícosi leggendo quesie dghe al1o scopo di ilrl
prelìgge (in cofaborazione con le Soprjn- pedire che il nosi.o si riveli un soeno be.
lendenze locali) di creaîe uno sìflrmento 1(]ma effimero. a

ren€l€sómp€a menle.h€lvoÒnladon archéólogia a quatunqúe organizzazione


ap
panengaj condanna è denuncaa é aùtoflàquatunqúealtivilàd savó ctandestino
d
cuivergaaconoscnzanpadicola€,iGtuppArcheotoatcid,latasisonosémpredslinli
nerarollaónlfo llenom€nod€ilombaro€ contfolul1icoorochedispr€zzanÒ luomo

rltTlilBtfi|ltls
llutì[lts

68
fflossario
Archeofogta: discíplinache stúdia1ecose Fttogensst: Processodi crescitae svfup-
antiche per docúmentare e comprende- po dei vegetali.
re l attività úmana nel passato.
G€ologti: Scienzache sludia 1atefia n€I,
AttHtà dt canlter€i insiene di auivitàche le sue lofme e modiffcazioní del passa,
fanno capo aÍo scavo archeologico. to, nei Íoi materiali e ne a súa evolu

Caóodo 14 (o C14): Sisiemadi data-


zione per repedi lríologicibasatosufa ca, GeomorfoloÉla:Branca dela geologia
pacitàdei materialiorganicidi lrastormare che studia 1efoîme deí paesaeeieeologi
isotopi del caóonio in maniera costanle cj (rlievi, ecc..).

Hsm{sr Strato superfìcialedi terreflo


Cronofogl. a$ofutar datazione esattadi composio per lo più dí maleria oîganíca
un reperto eseguitacon metodi cronolo di provenienza vegelale, microlauna e
gici assotuti(carbonio 14, Dendrocrono resti biologici in decomposízone.
logia, Analisi chimiche, ecc..)
I.G.M.: Istíiuto GeogralìcoMlitare
Cronologtarclattsar datanonerelativaad
indererminato coîc€tto di tempo - rela- Irdagh€ a'ú€ologtca: L.Ìsiemedefleraí
zione prima/dopo ríspetio ad un allro re- di úna ricerca che va dall individúazione
di un siro, alla súa doculI.enlazionq a1
suo scavo, aÍa púbblicazíonedei rirlrat
C.LR.: CartaTecnícaRegionale

Documertaione grafica: lnieme di do Int€rfaccta: Superlìcie che separa due


cumeniazioni graffche che fanno parte uniià strafgraftche.
della documentazionedell aitività di sca
vo (rilievo,disegno,ecc..) Matd* vedi Diagramma Stratigrafico.

Dlagraútna Stralt$aftco: Diagramma Neolltlco; Età preistorica che va dal 6'


grafico che €splica la successíonedegf millennio a. C. fino afa metà dei 3" mf,
strati a volte anche cronologlcamente. Iennioa.C..

Ero3lone: Insieme dí processi ad opera OroÉere3l: lnsieme di fenomeni geolo


di ún agente atmosferico ch€ si comple- gici (tettonica, movim€nto di zoÍe) che
la in úna serie di m€ccanismi di dislru- portano alla formazione di rifevÍ mon
ionelerosione, iîasporto, e deposito/ac-
úmdo di detríti.
Pal€ossolo: Aniica superlìcie di terreno Scavo Strartlrafico: meiodo di scavo ar
o meglio anlico piano di calpeslio. cheologjco che permette lo siudio dà
reperli in base alla loro poszione tridi
Poterrtaftrà archeologtca:Probabjliià mensionale-cronologica.
della zona indagata dl esserestata urba
nizzata e q1indi la possibilità di irovare StraltErafta: principio geologico che trat-
evideize arct:ealogicl.p.. Zonache dspon ta la fomazione dei baciní st.aiigralÌci (de
da ai criteri insediativí dell rlomo antico. positi) secondo 1e Ioro fasí di erosione -
trasporto - accumulo e ne shrdra la cro.
Prospeztonearch€ologlca,ínsiemedi os nologia.
s€rvazíoni sul ierreno e di ricerche Íl
leffitodo alo scopo di îicercareft1ovi sili. Stralo: Po.zione di lerreno delimiiaia
risconirare indicazioni dalle foflti o anco- come deposiio a sé stanle e separata
ft completare I'indagínebibliograffcadaí dale alt.e da un'inlerfaccia. Esso rapprc
dirovamenli sd teniìorio. senta il periodo di ailivilà deÍ agente dj
ifasporto che ha accumulaìo materíale
Rtcogntztone:vedi ProspezioneArcheo-
Iogica. loponlrno: Nome di luogo o località.

Rlll€vo: Piantadello scavorcalizzaIacan Toponomastlca: Discíplina che siudia


metodí di tríangolazionee uso del iivel I origine e l evoftzione dei nomi d€i luo-
10,per avere non solo un disegno dello gtu.
scavo ma anche la posizione ín piania
qúotaia di túlti i maie.iali .ínvenuti in cor Unttà Slraltgraltca (US): Strato o depo-
sito delimítato per cafalteristiche prccise
a cuj è stata aitríbuita lma sigla ed une
Reperrtarcheologld: Túirele ev1é,er,ze

cheologíchejn rermini di manúlattí o og
getti duso quoúdíanone1passato.Re Volortad.aro: Iisieme di afiività svolie da
perticeramici,litici,osse1,ecc... ciiiadini senza firi di lucro e atte a com
pierc operc benefrche di pubblca uùlità
Rtc€lca Btbltografica: Ricercasufe fonti
per la dcoslruzione a príorí def indagjne
sul ierritorio e la storia del sito, defa zona
nelle s,úerkende ed evoluzioni. Studio
delie antiche cado$afie pe. meglio capj
re 1emodiffcazioní del tefritorío. Rice.ca
caiaslalee da docúmenti dei comúní per
avere ampio accessosúle pfesenze ur

Sagtto: Zona dí scavo o porzíone dl ter


reno scavataper indagare 1asua poten
zialità archeologica.

Scavo:vedl ScavoSiratigrafìco.

71
Billlioqrnliil
Peî la rlcogrlzloae trcheologlct:
CAMByIERRENATO(1994), lnlroduzione al'archeologia dei paesaggi,Roma
REDMANC. (1982), ArdEeological Surve%London
ID. (1991),Studisú paesaggío, Torino
CAMNDINI A. (1991),Sioriedallaterra,Torino

Per Io scrvo archeologlco:


BARKERP (1977), TechinquesofArchaeologic Excavation,lnndon (irad. it. Mlano
1981)
CAMIII-LÀOMITI , IntrodÚzione afo scavo straugraÎco, Dispense de1Gtuppo Arch

CARANDINI A. (1991),Storledallaterra,TorÍno
FREDERIC L. ( 1967),Maflualpratiqued archéologie, Paris(trad it Mlano 1981)
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Quademo del Gruppo tuch. Romano.

Pe, la archeotoglct!
NECCIM.'otoíraea
(1992), La fotograffaArch€ologlca,Roma

Peî rftsegno det plccolt repe'tL


BERTONEA., Nole $rl rili€vo dei piccoli repedi archeologici.
AppendiceA
TavolaStoricoCronologica1
Ere Geologiche
Epoca Limiti Durata Organismi
principali

Pleistocene

Neogene
Cenozoica o Miocene 23
Telziaria
Oligocene 37,5

Paleogene Eocene

70

Secondaria Giurassico 57

Triassico

Carbonifero

Devoniano 57
Pdmaria
Siludano

Ordoviciano 60

Cambriano

2600
3800
Appendice A Preistoriae
Tàvola Storico Cronologica 2
Protostoria
Cronologia

Orientalizzante Colonizzazione
Età del FERRO
Prima età del Ferro

1000 Étà del BRONZO Cultwa Villinooianlt


Finale Sub Miceneo
1200
Bronzo Recente

Bronzo Medio

BronzoAntico

Eneolitico Tardo

ENEOLITICO o Eneoiitico Medio


Calcolitico
Eneolitico Antico

Neolitico Finale
Pimi rcperti in rome
Neolitico

NEOLITICO
Neolitico M€dio (3 fasi)
M€dio
5000
Neol;tico Antico (2 fasj)
6000
50.000 Supeiorc
100.000 PALEOLITICO Medio
200.000 Infeúore
AppendiceA
Tavola Storico Cronologica 3 Protostoria
in Italia
Cronologia Periodo Fase Fase
Italia m€ dionale Italia centrale

Età Romana-Punica Infl. Creca Etruschi-ltaÌici


700
Et:r del FERRO Magna Grecia
900
1000 Età del BRONZO
Finale PROTOVILLANOI'IANO
1200
Tarda età Ij
del BRONZO IBAPPENNINICO

1400 Media età APPENNINICO


I
del BRONZO
1600 ProtoappenninrcoB

1800 del BRONZO ProtoappenninicoA Gruppi di

Scoglietto

NOIA
Le tavole úonologiche raccolte ii qùeste pagìn€ sóno oec6sarimente li.omptete
e principalmenle a caraltere indlcaiim k elà sróriche possonÒinfarii conócarsiin
lasce t€mporali dillerenli a s€.onda della regione geógralìca che si constdùar ad
esemplo, parlde gaericm€nte di Et del lero in laIia, seùa distiflguereIe divelse
aEe g€ogranchee Ie loro diversissimecond"ióni di evoluzione cdrrrale ed anisdc
(il che n€ceslerebbe di un voiume a parre) porra obbligatoriaodte ad esser€
impredsi p"r non divenrde ecc€ssivahente protssi.
Abtúamo tutravia rile!útó .h€, selpule pazialndle in.omptete dat púnro dt vista
slrcfimenre scientilico e riiedt€ ad ún úica có@ote di pd,s,{
própone cronoloEieleggmar€ divùse fra loro), qúestetavote possúo commqúe
€ssete d'ajuto pe! I .eofta che si afaccia sd vasto panorma dell archeologia
AppendiceA Età Classica
Tavola Storico Cronologica 4

Cronologia

fine VI sec.a. C.
Età PTJNICA
238a. C.

RepubbÌicana

EtàROMANA

Imperiale
456d.C.
Periodo VANDALICO

534d.C.
EtàBIZANTINA

IX sec.d.C.
EtàCOMUNALE

XIII sec.d.C.
EtàARAGONESE

1479d.C.
Età SPAGNOLA

1720d.C.
Dominio PIEMONTESE

1847d.C.
Regno SARDO - PIEMONTESE

1861d.C.
g
I

!
AppendiceB
, . Tipologia
Tavola Crono-tipologica qer pilncrPal
manutattl
Cronologia Periodo Tipo

a.C. 6000 Lavonz ione della selce,


Neolitico manufatti in legno, pietra,

# ffi
Eneolitico
3000

2000

1900
àèÉ
RafÉnata
produzionedi
manufatti Ìitici

Età del ùtilizzo di leghe


1500 BRONZO
fusione di oggetti
metallici.Primì

da alta presenza
Recente di degrassaniee

Sub è rappresentato
Micenea daÌte decorazioni.

geometrica
[ry
"&
Cronologia

Età del Primaetà


FERRO

Oientaliz-

Colofúzz.
Greca

ffi',ffi@
moito fine e depurato. \=-=l
Othmaproduzionedi -li-

Arte Italica
ffHH@
Produzione manufatti
ceramici di qualità su
Etruschi modelli Fopri della
ceramografia attica a fig.
nere e rosse,Invenzione
Cúnologia Tipo
Assoluta
e produzione deÌ bucch€ro.
Eccellente lavorazione d€i metaÌli
in pafticolaredell'oro.

Tutta I'età ( f l
Repubblicana rohana è .arat '>:-/
terizzata
da AF,
un'ottjma V | /
prcdozionedi )È:
Età manÍfatti e vasellam-
ROMANA in ceramica.Grazie
sopnttutio al'influenza
greca.
rra i tipj /i\ ,r'1\
p,u pregiàti | (f)
della I j\ ,/
produzione \ Y
Imperiale
vì sono oggettì
decorati a vemici rosse o
nerc, ceramiche invetriate
e sigillatespesso
ottimamente decorat€.

ffi
\ JqJF
r- I
tì ffi
w
cIonologia Tipo

d.C. V sec. Età Romana Bizantina Ceramiche di


e

Longobarda
Ceramica semplicei
otdma lavoÉz ione
dei metalli.
trlE
F= ddùi
F::i W-

6e@
@6 o

Nuovielementi I
decomtivì, appare
evidente I'evoluzione
delle fome; policîomia,
invetriahlra, e nuove
tecniched'impasto.
Maioliche.
Profllo
del Gruppi Arcfieotogtct d'Itafa

I TETì
ll0 &ll crúppt .Afth.ologtcl .f lì.lta srribúfte in ruiio il territorio itaÍano. Qúe
lgégl (G. A d iral') sóno una assoo.- sta attivjtà è stala sempre fmalizzala aiia
tone di volontarialo che si occúpa della successiva valorizzazione del,le aree inda-
tútela, della valoízazione e dela s.lva gate, così da ienddle ftuibili dalla jntera
guardla del paldmonio slorico, a.cheolo- colletivftà: lecentem€nte è srato isritúilo
gico e più in generale culirrale del noslro l'Ar.heodromo dei Monti deÍa Tolfa, ú
PaGe, cofaborando con le jsúieioni pre itinerarió slorico e nalúlafstico che .obna
poste a qúesii compíti, qúa]i le Soprinten venti anni di ri.dca archeologjc nel ieri
deú€ competenú Per Ìerútorio ed i Múser. torio deÍa valle del Mignone.
I soci iapegnati nelle diverse atlività Analogmenre, I ailv a di scavo con
g€stile ed organizzale dai G. A. d'ltalia non dolta n€l comprecorio della Via Ine'ina
vógliono in nessú modo sosfiiuj.si ale (presso Civila Castelana) condqrà nel
competdli aútorità: ntenjdo però che breve pe.iodo alfistituzione di ún Peco
solo la cóllaborazione t.a le istit@ioni e
túÌl€ le persone inl4essale alla valorizza I G. A. d IiaÍa coÍabofao inoftre con Ia
zione del noslro palrimonio cultúrale pos- Prctezlane Cide nell'ópda di reepe.o
sa cólmare 1e inevilabíli carenze che un deleevideúearcheologicheddneggiate
approcoó di tipo esclúsivadente burocra dalle c€lamità nalurali: per esenPio I i!-
tico ed ac.ademico púò causde neua tetrento dei so.í dei G A. d ltalia ha co.
gesÌione di tali risorse del nosl.o Paes€. tribúfto ha riprisirnae il fronlone deiia
Non o.cÒre nessún p.ereqúisrlo pe. chiesa rómanica di San PiutrÒ a Túscúia,
parrecipa.e alle attivilà sociaú: esse sono andaiÒ pazialrnole disttuló dúrdt€ n
ívólte a[a generaltà dei cilladjni, perché reremoto del 1976, ed atrivitàsimili sooo
litenido che per inieiessarsi di archeolo- staÌe condoite anche dúrante i teremoti
gia e di arte non occora nessuna prepara del Friúli e dellllpinja
zióne últuréle specinca né sja indispdsa I G. A. d'ltalia sono cosliui! da sedi
ble possedere dotibsiconsiche eccu io locali distnbúite sú tútto illedtoùo nazio
nali, ma siano súl!.ienti la passione e la nale, che esplelano la loro fúnzione sú
volonià di dedicare parte del Proprio tem a.ee geografiche piii flsi.elte. Nell mbitÒ
po libdo éIa realizzazione degli scopj di quesii gruppi i soci, circa onqúemna.
possono svolgere secondo i loro inter6si
I G A. d ltalia, fondaii cir.a úna lrentina e le disponibjlilà di idpo Ie attivilà a 1o.o
di anni or sóno a Roma da Lúdoùco più congeniali, coÍaborandó cÒn le Só
Magrini, hamó condolto attivilà di ri.er.a plinÌendenze tucheologiche, i Músei e le
a.cheologlG in .o[aborzione con dife islitúzioni coúúnali per la realizzatore
lenii Soprinl@denze Arch€ologiche, di- dele nnaftà sooali. :
In quertoreso ahbiamo mrrnllounareie
di iniorma/ion, .elari\e
lt .un-pit
chespettano al volontariocheintenda
Lrperare lell JmbitoJrrheologirù.
conl'intentodi realiztare Lrndocumento che
rispondesse alle più svariatedomandesul tema
in nrnieÉchra..e.en pl|.e.
oneroJnoòlfumenlo
cheil volont?dollotessetenereaonsé
ir ognimomenro de a i\iu an\eologi,a
per coprire.er-enftali lacuneo approfondire
(entfo limiri accerrabiìt
.efit,sfeluIn manleaautonoÌa,

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