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- CO L LEZION E -AMiC I DE LLE CA TACOMBE: ~


. xx

GIUSEPPE BOVINI

SARCOF AGI PALEOCRISTIANI

DI RAVENNA

TENTATIVO DI C LA SSIFICA ZIONE CRONO LOG ICA

1954
CITTA DEL VA T1CANQ
SOCIET'\ 'AMICI DELLE CATACQ;\1I3E .
PRESSO
PONTIFIC IO IST ITUTO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA
ROMA - V, .. N.. ,,<>uox,, tll, N. I


INTROD UZIONE

Dopo aver det erminato, valendosi delle immagini e del ri-


tralto, la cronologia dei sarcofagi crùtiani antichi, il prof. G. Bo-
vini, che ha sa pulo così chiaramente dimostrare quale larga ed
esperimentata conoscenza egli abbia della scultura paleocristiG7ia,
ha voluto anticipare, con il presente saggio illustrativo, il risultato
delle sue indagini sui sarcofagi crùtiani antichi di R avenna, per
d eterminar/le la cronologia .
Anche nella dichia razio/le apposta al titolo della sua tratta-
rione il Bovini ha insistito nel definire questo suo breve e sintetico
esame, «u n tentativo », sia perchè egli si propone di fa re in se-
guito una più ampia trattazione sull'argomento, sia perchè, pur
nella persuasione di non aver apportalo in pro posito uno conclu-
sione defin itiva, è perQ nello convinta speranw di aver for nito j
criteri per una de/ erm i/lazione cronologica, oggi ancora tanto di-
scwsa e controversa, degli antichi sarcofagi di Ravenna.
Nella suo ricerco il Bovini ha posto non solo i/I risalto le
particolarità dei soreofagi ravenna/i, mettendoli in rapporto tra
loro e confron tandoli con quelli delle altre regioni, al fine di desu-
menle gli elementi caratteristici, ma si è proposto soprattutto d'in-
quadrare questi elementi nel loro processo evolutivo per dedurne
.:on forte probabilità lo loro datazione.
L'esa me è stato esteso o tutti i sareofagi palcorrù /iani che
oggi si trovano in Ravenna . NO/wstante lo Piccola mole del la-
voro essi vengo no qui tutti raffigurati e tutti più o meno studiati
e partitamente iIlwtrati.
Il volume è pubblicato nella collezione «Amici delle Cata-
combe» perehè siamo convinti che esso, mentre serve o fa r mag-
giormente conoscere la scultura paleocristiana, vale come orienta-
4 INTRODUZIONE

mento agli studiosi per avere una luce più ampia circa i rapporti
dell'arte Jcultoria paleocristiana ravennale con quella sviluppata
fuori di Ravenna.
R ivolgiamo Wl ringraziam ento speciale all'« Az.ienda A utono-
ma di Soggiorno e Turismo di Ravenna» che, come ha fatlo per
altre pubblica:d(mi destinate ad illustrare j monumenti ravennati,
ha vohdo contribuire, anche per il presente lavoro, alle spese d'il-
lustrazione.

GIULIO B ELVEDERI
I SARCOFAG I PALEOCRISTIANI DI RAVENNA

TE.NTATIVO DI CLASSIFICAZIONE CRO~OLOG I CA

Tra i vari sistemi di sepoltura usati dai primi cristiani fu lar-


gamente adottato anche quello, già as&ai diffuso fra i pagani, di
deporre le salme dei loro cari in arche marmoree, molto spesso
adorne all 'esterno di sculture.
Se in un primo momento i sareofagi cristiani non si diffe-
renziarono quanto alla decorazione da quelli pagani, col volger
del tempo invece - grazie al sempre maggiore diffondersi delle
idee religiose - vennero a distinguersi nettamente da essi, me-
diante l'adozione pressochè esclusiva di ornati simbolici e di scenc
ispirate prevalentemente al Vecchio ed al Nuovo T estamcnto.
l più antichi sarcofagi cristiani - anche se pochi di nu-
mero - si possono attribuire al II secolo: la loro produzione
s'accrebbe nel secolo III e raggiunsc la sua acme nel IV. Il
loro uso è attestato soprattutto a Roma, ma non mancano esempi
anche in altre regioni d' Italia, della Gallia, della Spagna e del-
l'Oriente.
Ebbene, fra l'ingelllc numero di sarcofagi pa1cocristiani giun-
ti sino a noi, quelli di Ra,venna si distinguono per alcuni elementi
che sono veramente tipici, cosicchè riguardo ad essi si può par-
lare d'un gruppo che presenta caratteristiche proprie ben definite.
Se prendiamo infatti in esame il più diffuso tipo di sarco-
fago palcocrisliano romano ei accorgiamo subito di quelle che sono
lc sue particolarità e cioè:

1 - che è sempre scolpito su tre soli lali, essendo il quar-


to - quello opposto alla fronte - destinato ad essere addossato
ad una parete;
--

F I~. I - Fir,-" '." - M""",, _\r~heolo~in.. _ Sucnfag" ." (rq~i" conli",_"._


I SARCOFA(;I PALEOCRI STIANI DI RAVEN1'òA 7

2 - che le sculture che adornano i lati corti SOIlO per lo


più nea\'ate in un rilievo assai piìl ba5.'ìo di quelle che decorano
la freme;

3 - che, m:mc:lI1do prcssochè cOSlantemente di baloC, non


è troppo aho;

4 - che sulla faccia ameriore è generalmente sch ierata una


serie cii figure talmente numerose che lo sfondo viene ad essere
quasi del lutto abolito ;

5 - che le varie scene non hanno fra loro alcuna soluzio-


ne di continuità, cosicchè i singoli episodi, non distinti gli uni
dagli altri per mezzo di specifici elementi di separazione, si sus-
seguono in maniera ininterrotta , clando l'impressione cI 'un fregio,
come - lanto JX'r portare un esempio - si riscontra in un sarco-
fago del Museo Archcologico di Firenze, rinvenuto abbastanza di
recente nell'Arno (Fig. 1);

6 - che quasi tutte le rappresentazioni traggono i loro sog-


getti dalla Stori .. Sacra, dai Vangeli e dagli Aui degli Apostoli;

7 - che infine il coperchio, sovrappeslO alla cassa, è piano,


presentando esso uno sviluppo quasi esclusivamente orizzontale.

Sono queste le caratteristiche che distinguono la maggior par-


te dci sarcofagi palcocristiani sparsi nel mondo romano crOcci-
dente, i quali ebbero la loro più grande diffusione soprattuuo a
partire dagli ultimi anni del secolo III fin oltre la mctà del IV.
Accanto a questo singolare genere di sarcofagi se ne riscon-
trano altri due che sono anch'essi assai tipici dell'arte romana.
II primo - che è poi quello più antico, in quanto appar-
tiene in linea di massima ai primi Il'e quart i del III secolo -
è alquanlO semplice, giacchè, come si può vedere in un sarcofago
clcI Cimitero Anonimo presso S. Lorenzo al Verano (Fig. 2), ha la
frOllle divisa in cinque scompartimenti nei quali gcneralmente si


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Fig. 3
G, BOVINI

vede: al centro una fìgura in alleggiamento d'orante oppure il


busto dci defunto entro un medaglione od una valva di conchiglia,
ai lati due campi solcati da striatUl'e ondulate ed alle eo;:trcmità
due pilastrini oppure due figure simbol iche o due scene dci Vecchio
o del Nuovo T estamento.
Il secondo tipo - che e il più recente in quanto e poste-
riore alla metà dci I V secolo - presenta pcr lo più dimension i
;tlqul\lllo notevoli cd il suo contenuto narra tivo, talvolta disposto
su du pl ice registro orizzontale, e diviso nei singoli episodi median-
te colonne sorreggen ti delle arcale o degli a rchit ravi, come per
esem pio è il caso del fa moso sarcofa go (Fig. 3) di Giunio Basso,
Praeteclus Vrbi , morto nel 359, oppure ha per sfondo le mura
merlate cruna città in cui si aprono numerose porte, lalehè quCStO
genere è stato denominato da una valente studiosa a mericana dci
City - gal e SarcoplU/!;i c dagli archeologi tedeschi dcgli Sladltorsar-
koPhagen. Come esem pio si può addurre il sarcofa go conservato
sotto al pulpito della chics.l di S. Ambrogio a ~ I ilano (Fig. 4),

Di fronte a questi dementi che caratterizzano quasi tutta


la produzione dci sarcofagi palcocristiani , il gruppo di quell i tro-
vati c conservati a Ravcnna presenta aspelti suoi propri, ben di-
stinti c differenziati.
Infatti - senza prendere in considerazione quella fronte di
sarcofago che si conserva SOttO il ciborio di S. Eleucad io in S. Apol-
linarc in Classc, nonchè il piccolo sarcofago a fregio continuo
dci M useo Nazionale (perche fu fall O veni re da Roma poco dopo
la metà del secolo XV II I per arricchire il ]\'Iuseo Classcnse) e
senza soffermarei sui frammenti , pure conservati nel predetto Mu-
sco, d'un sarcofago (Fig. 5) appartenente al tipo di quelli con sfondo
di mu ra urbane (perchl': - come hanno pensa to il Tocsca ed il
\Vil pert - fu certamente importato da Roma a R.wcnna , ma
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Fig. ~ - MilHno - Chiesa di S. Ambrogio _ Sar<:ofHlCo <:on -fo nd" • a ])(,rll' dI ciLL'l . ,
G. BOVINI

questa volta in periodo antico) i sareofagi !"lIvcmmll si distinguo-


no dagli altri non solo per quanto riguarda la forma materiale,
ma a1lche pcr quanto concerne l'iconografia.

~·ig . 5 - Ih,'" n"" - Mu seo Naziollal" - Fr~n1I1"!"\; ,lei fianco


dC.lro d' 1m ."rcofilg<> de l til)O • il pOl'le di citi:•• ,

A proposito della forma materiale, nei sareofagi di Ravenna



SI nota:
I SARCOFAG I P ALE OC IUSTIAN I DI RAVENNA '3

1 - che sono, In genere, decorati su tutti e quattro i lati;

2 - ehe sono per lo più di dimensioni Piuttosto considere-


voli, essendo s pe~ provvisti d'una base più o meno alta;

3 - che in essi è dato, In linea di massima, molto rilievo


alla struttura architettonica perchè, oltre alla presenza della sud-
detta base, hanno agli angoli dei pilastri o più sovente delle co-
lonne a sostegno d'una trabcazione e perchè lo spazio è spesso
occupato da scompartimenti delim itati da colonne, cui sovrasta-
no frontoni ed archi ;

4 - che la composizione non è quasi mai affa stellata, \imi-


tandosi essa a poche fi gure, frequentemente alquanto distanzia te
fra loro ;

5 - che i coperchi di chiusura hanno una forma semiei-


lindrica , detta anche a baule, oppure una forma a tetto con du-

plice spiovente.

Per quamo SI riferisce all'iconografia ne.• sarcofagi ravennall



SI osselVa :

1 - che i temi svolti sull e due fromi si limitano a scene


di teofania c cioè a quelle ra ppresenta nti Cristo che appare agli
Apostoli e consegna la Legge oppure a raffigurazioni a llegoriche,
nelle quali predominano pavoni in mezzo ad una decorazione fho-
morfa e agnelli ai lati dell a croce o del monogramma di Cristo;

2 - che le scene relative al Vecchio ed al Nuovo Testa-


mento sono più che limitate, riducendosi soprattutto a quella di
Dan iele nella fossa dci leoni e di Gesù che risuscita Lazzaro e
che esse non fi gurano ma i sulle fronti , ma solo sui lati corti: fa
eccezione l'Adorazione dci Magi che è scolpita sulla fronte del
sarcofago di Isacio in S. Vitale.
G. BOVINI

Ma non sono queste le sole diversità che i sarcofa gi raven-


nati prescnt:IIlO nei confromi di (Iuelli delle altre region i: vi sono
anche le d ifferenze st ilistiehe che si concretizzano in mooo parti-
colare in una ricercata eleganza delle ngure, non prh'c talvolta
d i elementi stili1.7.ati, in un plasticismo piuttosto accentuato che
arriva in alcuni casi lin q uasi ad isolare dal fondo le ngme, le
qua li invece in altri casi appena affiorano alla superficie, venen-
dosi in tal mooo il colora re d'un vago piuoricismo che dà pitl
l ' impr~ i on c che esse siano modellate nello StuCCO che non scol-
pile nel marmo oppure sono ricavate seccamente in esso.
Il fortc chiaroscuro, in cui sono così freq ucllt emente immerse
le composizioni dci sa rcofagi romani , è piuttostO ra ro nei sarcof:lgi
ravennati : ciò dipende dal fatto che le figure, oltre ad essere assa i
limitate di numero, sono anche sorrette da una maggiore compo-
stezza cci im prontate ad una maggiore mae.~ t osi tà , che trovano
la loro ragionc d'es.~re nella st es.~a adozione del tema trattato
che si adegua più ad una concezione metacosm ica che non ad una
visione realistica.
• Bisogna però tener presente che le di\'ersità ehe si riscontranO
nello stile sono dovute essenzialmente all'epoca stessa in cui i
sarcofagi ravcnnati fu rono scolpiti, epoca che non è la stessa di
quclla in cui furono lavorati i sarcofagi delle altre regioni e soprat-
tutto quelli romani. Infatti mcntre a Roma la loro produzione
cessa q uasi del tutto alla fine del IV secolo od al più all 'inizio
del V, a Ravcnna invece incomincia forse proprio in tale periodo,
per con tinuare tìorente :lncora nel V I secolo.

M a qu.• entriamo nel cuore d'una questione qua nto mai deli-
ca ta, cioè quella rela tiva :lIla cronologia sUI sarcofngi ravcnnati.
L'inq uadra mento l'iel tempo di questi monumen ti è ancora
controvcrso o comunque sub judice. Esso è infatti molto d ifficil e
a stabilirsi, perchè per addivenire a ta le classificazione occorre-
re bbe essere in possesso d'un certo numero d i capos.., ld i cronologici
sicuri, cost'ituili da sculture data te a ppa rtenenti al V ed al VI
secolo. Invece questi ca posald i, questi clcmenti een i di con fronto,
I SARCOFAGI l'AJ.EOCRISTIANI DI RAVENNA '5
queste che potremmo chiamare pietre miliari f;Cagliona te lungo
la grande via del tempo, sono, nel periodo in cui a Ravenna fio-
rì l'arte scultorea dci sarcofagi, quasi del lUtt O assenti . Di qui la

Fig. 6 - lh\' cl1l1" _

Ch i "" ~ di S , Gi o,""",,;

d ifficoltà di tracciare con sicurezza la linea di sviluppo della pla-


stica ravennatc.
Tuttavia qualche elcmento sicuro chc possa servire da capo-
saldo non manca in Ravcnna StCSS<l: si tratta pcrò, purtroppo,
di poche sculture e sfortunatamente non delle più imponanti.
Per il corso del V secolo qualche utile e prezio.'iO termine di

E,,~ngdis!a: pu l"ino.

confronto si può trovare solo nci pulvini della ch ies.a. di S. Giovanni


Evangelista che sono dci tempo d i Galla Placid ia e riti prccis,a.-
mentc di poco posteriori ' al 424 (Figg. 6 - i).
16 G. BOVINI

Pcr il V I secolo si può ricorrere al sarcofago purtroppo non del


tullO integro del Vescovo Ecclcsio (+ 534), alla decorazione dei pul-
vini dci presbiterio dclla Chic&1. di S. Vilal e che sono di poco antc-
riori al 547 cd all 'antico ambone marmon::o (F ig . R) della Basilica

Fig. 8 - R nnnna - Cattedrale

(Basilica Ursiatla) _ P articolare del

l' am b Ollt, <lcI1' A rcivesc"vo Agile Ilo.

Ursiana che - come testimonia l'iscrizione originaria - fu cretto


dall'Arcivescovo Agnello, il q uale scdCIIC sul soglio episcopale di
Ravenna dal 556 al 569.
Alla fin e dci VI secolo o all'in izio dci VlI , c più precisa men-
te al tempo dell 'Arcivescovo Mari niano (596 - 606), appartiene
l'ambone della chiesa dci Santi Giovanni c Paolo che ora si con-
serva nel Museo Arcivescovile, ambone che nello schema decora-
tivo si ricoll ega al pergamo di Agnello.
All'V II I secolo sono da assegnare tre sareofagi di S. A]Xllli-
mire in Clas!>C che furono fani per ;lccoglien: le sa lme di alcuni
t SARCOrAGI PA LEO(:R IST IANI DI RAVENNA 17

Arcivescovi di cui le iscrizioni incise sul coperchio o sulla fronte


indicano i nomi : Felice, Giovanni e Grazioso, che morirono ri-
rispeuivameme negli anni 723, 748 c 788.
Dci primo decennio dci IX secolo è il ciborio conservato in
S. Apollinare in Classe, che fu innal . . . lto in onore di S. Eleueadio
da un sacerdote di nome Pietro, sotto l'episcopato ci i Valerio
(806 - 810).

Coneludendo, possiamo affermare che i dati sicuri per l' in-


f[ uadramcnto nel tcmpo dei sareofagi ravcnnati sono assai scarsi
c qu indi dovendoci - per tracciarc, sia pure a grandi lince, uno •
sehema dello svilu ppo artistico di essi - servi re d'una rete di
pumi fissi, le cui maglie sono alquanto rade, non pos.~i:uno che
lim it"rci ad un semplicc tentativo, nel quale, per fOl"l..a di cose,
non possono esscre eliminati detinitiva mente dubbi C incertezze.
A nostro gi udizio però qualche altro elemento di confronto,
sia· pure, non in .liCultura , può essere ancora utilizzato. I IH endiamo
fa r rifcrimento :

l - alla classe degli avori, di cui molti - e specialmente


una bell a serie di dittici consolari sono datati ;

2 - agli stucchi che ornano il Battistero dclla Ca tted rale,


i quali da quasi tutti gli studiosi sono ri tenuti dci tempo del Vesco-
vo Nconc. cioè di ci]'ca la metà del V secolo;

3 - agli stucchi, di carattere esclusivamente orna mentale,


che si conserva no in alcune volte ed in alcun i intraclossi degli .
archi della chiesa {li S. Vitale e che sono solo di qualche anno
ant eriori alla metà dci secolo VI (Fig. 9).
Giovandoci a nehe di questa base ci i paragone, cercheremo di
ind icare quale - a nostro parere - potrebbe essere la successione
cronologica dei sa rcofagi scolpiti, conservati in Ra\'enna.
Tale ordinamento, derivando da un modo di considerare lUtt O
part icola re - ma da noi ovviamente ritenuto obiettivo - si di-
scosta in linea di m as.~ima dalla cronologia proposta da altri anche

18 c. ROV[~r

Fig. 9 - Rannu a - S, V,wl" - 111I rad".~i di !!rd,;


con decoruiOIl" di stucchi.

se ,'alemi studiosi, come per esempio il Ricgl, il DU ISChkc, il


Goldm;"tnn, il Ricci, il Dalton , il Calassi, il l\luralori , il Gerola ,
il Toesea. la La\\rcncc cd il l\'lon·y .


Il più antico dei S:lrcofagi tipicamente fa\ 'cnnati è - a no-
SIro giudizio ~ quello della T,adi/io Legis cJl(' si conserva nel
i\·!usco NlIzionalc (Fig'. lO). Esso può essere assegnato all'inizio
del V secolo.
Al centro della frome è raffigu ra ta una tcofania: in mezzo ai
Principi degli Apostoli grandeggia (Fig. l t ), ritto su di una roc-
cia cll. cui sgorgano i quattro simbolici fiumi , il Rcdclltorc. il
quale tiene 11lrg:lIllcrHc alzato il uraccio dcstro t' porge con la

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-
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20 G. ROVI,,!

sinist ra il rotolo dell a Legge a S. Pietro che. in segno d i rispetto.


lo riceve sulle m a ni vel a te.
Ai lati di questa scena, espressa con schem a piramidalc, sono

Fig. Il - M "s~() Nazion ale - Silrcor~go


d"lIa Tr",lili" f.,gis: par ti c" l llr~ d~ \I " rro nk.

due palme c le immagini di un milita re c d'un a donna, indubbi a-


mente i due coniugi, per i quali il sa rcofago fu scolpito.
Nel fian co sinistro dci sarcofago è rap presentato u ·iSIO che
risuscita La zzaro: il defu nto, ancora tu Ila aV\'olto nelle bende di
lino, sta dentro l'edicola scpoJcral c che s'innalza su d i un aho
basa mento (Fig. 12).
I S ANCOf"AGI l'AI.EOCRIST IMa DI RAVE NNA

F'I.(. lO" - .\111'''0 N"~i,,,,:01~ _ Sar~"fago


ddla TMJili" J.~,f.:;s: tiu nco ~il1lsl ro.

t'i". '3 - Mu s,"" l\' n1.iona1c _ SMcofago


ddln Trmlili<J L'Kis: fiAnco d .... UfO.
22 G . BOV INI

Nel fi anco destro ~ i vede Daniele nell a fossa dci leoni : egli,
vcslito di abi li orienta li (tu nica corta c bracae) c con in testa
il bcrrCIlO fri gio, SIa serenamente in mezzo alle due belve in alleg·
giamcnlo di arame (Fig. 13).
Tutte queste scene presentano un ampio respiro compositivo ;
sono ben spazicggial c c sono regol'l lc da ben defini ti canoni di
simmetria . Le figure spiccano sul largo sfondo liscio, come COntro
il ciclo ; le teste dci personaggi a lqu::UHo in rilievo, sembrano come
immerse nell'atmosfera , ment re le foglie dci due palmizi - nel
cui rendimento l'artista svela un senso di squisite finezze pitto-
riche - sembrano avcrc un leggero fremito come se fossero inve-
stite da un lic\'c soffi o di \' enIO.

Di IJO(;o posteriore a questo s;m:ofa go è l']ucllo detto di Elisco


Profeta che fu riutilizzato come sepolcro dalla nobi le Famiglia Pi-
gnatta e c he ora si conserva sotto il quadrarco di Braccioforle,
non lungi dalla tomba di Dante (Fig. 14).
L.'\ front e, inquadrata da due pilastrini scanalati e baccel la ti
che poggiano su vigorose cornici architettoniche sostenendone a
loro volta delle a ltre, presenta Cristo in trono nell 'atto di pre-
mere con i piedi la cerv ice d 'un Icone e di un d rago : stanno ai
suoi lati non due figure femminili - come ha scritto il Ciampi-
ni - personificanti le due Chi ese, quella dci Gentili e quella
degl i Ebrei , bensì due figure virili. Tuttavia qui non siamo cerio
di frome - come ha suppostO il Venturi - ai due com pari
della leggenda, riferita da Agnello storico, i qua li invocarono, a
malleveria dci segretO presti to, il braccio forte d el Signore, bensì
siamo indubbiamente di front e a due Apostoli, che potrebbero
essere i San ti Pietro e Paolo. Alle estremità del pannel lo s'innal-
za.no d ue rigogliose palme ca riche di datteri .
I S,\R COrAGI P ,\L EOC RI STl A :-;1 DI IM VE Nr->,\


I( "IH , l' J

F ir.:. q _ Qu a dr a r~o di I)r:occiv fortc -


S..rcofa go d e tt o d i Eli " ~ " l'ro f~13 : front e.

La scena è solenne, imponente: i tre personaggi le cui


tigure, purtroppo, Ilon sono, specie ncll e teste, in buone condi-
zioni di conservazione - stanno come schierati frontalmente di-
nanzi a 1101 , a distanze uguali. Nessun reciproco nesso li collega
fra loro: nè un incrociarsi di sguardi , nè un rapporto di gesti.
Ciò nonmtantc, ncB'insieme. la composizione - grazie soprattut-
IO alla potenza dci rilicvo, al sicuro modellalO delle figure, alla
naturalezza dci pan41eggi, alla netta definizione dci contorni -
s'impone per la sua solenne semplicità c per il senso veramente
monumenlale da cui è pervasa.
Sul lianco sinistro è raffigurato, in mezzo a due cipressi , l'in-
contro di due personaggi che il Diilschke c la Lawrencc ntell-
gono che siano Maria cd Elisabetta , il Venturi i due soliti com-
pari della leggend,j riportata da A!,'llello cd il Garrucci c lo Ha-
scloff, for~e eon più ragione, l'v laria e Giuseppe.
Sul fianco destro non è rappresentata - eome ha scn tto il
Ciampini - una donna seduta che tira un serpente da un'urna,
2. G. BOVI NI

bensì la Madonna che - secondo la narnmonc dci Vangel i apo-


crifi _ riceve dall'Angelo l'annuncio della sua futura, divina ma-
ternità nel momento in cui sta filando la porpora svolg:cndola da
un paniere di vimini posto ai suoi piedi (Fig. 15).
Il messo celesle, che con la destra doveva fare il gesto or"lorio,

Fig. ,5 _ l.Jo"dra .. co ,Ii I-lra~c i(lf"rl~


- Sm-cofago
dello dI Eli~eo Prorel;" !bnco destro.


doveva cioè tenere alcune dita della mano distese, appare qUI
carattcri7.zato - e si tratta di uno d ci primi esempi nell'arte pa-
••
lcocristiana - da grandi ali , secondo Ull tipo che però cra g.a
I S AR COF AG I l'AJ.EOCR ISTIA,,,I 1)1 RAVENi"\A 25


noto 111 O riente, come testimonia una bella scultura trovata a
Giubali Kapussi cd ora nel !l'luseo Ottomano di Costantinopoli.
La Vergine, presentata di profilo, scmbra quasi sospendere per
un animo il suo lavoro, memre l'Angelo, leggermente piegandosi
verso di Lei, sottol inea in lal modo la sua missione di Annunciatore.

Fili. ,6 - Qua dnll co ,II H" "" ClOf"r ,c _


~.,rc"f"gv dellO di El i_eo l'ro f~l a:
li onev des lro ~ p~rle p<.>sl<~ l· iQrr.

Il ril ievo conscrva qui tutta la robuSICZ7.a che abbiamo riscon-


trato sulla tiguraziotlc della fron te: esso diviene invece pii, piatto,
piil pittorico sulla fa ccia posteriore, dove lUtto lo spazio è occu-
pato cl" due cervi che si dissetano ad un grande cra tere (Fig. 16).
G. BOVINI

t~
questo monumcntale sa rcofago, sormOlllato da un alto co-
perchio cilindrico, che D'Annunzio ricorda nella sua Frtlllcesca da
Ri m;'li :
Il Rellc /llofe
ha sotto i pù!di il / l'OIlCc la scrpe;
Elisabetta visi/n !l'/(lfia;
l' Annu71datore appare a Nostra D Olllla;
j cervi si dissett/llo alla font e.

Dello stesso periodo di questa scultura è una superstite lian-


cata d 'un sarcofago in marmo greco ora nel l'\'lusco Nazionale,
la quale raffigura, fra due cipressi , due personaggi affrontati._ Si
tratta di una scena molto rara nella .scultura cristiana antica; vi
è rappresentata l' incredu lità d i S. Tomaso. L'Apostolo sta per
porre la mano, pill che sulla piaga, SOttO l'ascella di CrislO che
alza il braccio sinistro e guida con la d estra la mano d ell'incre-
dulo (Fig. 1i).
O sservando questa scena ritornano sponta nee alla memoria le
parole di Gesù a T omaso riferite d a S. Giovanni nel suo Vangelo
(XX , 27 - 28): M etti qua il tltO dito e osserva le mie mtmi; accosta
la tua lIIano emettila 71cl lIIio coslalo; e non essere incredulo, ma
fede/e.
La composi1.ionc è quanto mai sostenuta; i fUSli dci d ue
ci pressi si profilano con la d ccisione di membrature architettoniche,
la figura di C rislO presenta un certo movimento, mentre quella
ancor più plastica d i Tomaso, che appare di prospetto, con la
sua staticità e con il ri tm ico disporsi delle pieghe delle vesti, domina
tulta la scena.
l S ARCOf ,\r.1 PAI. EOCln STlAt>."1 DI RA\'ENNA 2)

~
.,

f'g, '7 - Mu geo Nali""al~ ~ Fiancata d'un s arcofagD.

P rcs.~·a poco contemporanei a queste scu lture - che pre-


sentano caratteri stiJistici alquanto simili tr.l loro - sono due
sarcofagi che offrono la particolarità di scandire lo spazio median-
te nicchie fiancheggiate da colonnine generalmente spiraliformi ,
riprcmJcndo così lo schema di precedenti prolOtipi microasiatici:
ambedue sono conservati nella chiesa di S. Francesco.
Uno, fornilO d 'un tipico coperchio a doppia ala di tello cd
ornato con antefisse leonine, si può ammirare nella navata sini-
stra ; l'altro, detto dci Vescovo L iberio, sostiene la mensa dell'al-
tare maggiore.
Dci due il primo è forse il più antico: esso è lavoralO su soli
tre lati. Ogni nicchia contiene una fi gura: quella Ilel cenno dclla


-

Fig . •8 _ s. Fr~''':~ ~co _ SHCOf:lgO consenato ndl n na \'8 Ia ~; l1i s " a: fr on t".
[ SARCOf,\GI l'ALEOCRI STIA NI DI RAVENNA

fronte presenta Cristo sed uto; le altre contengono figure di Apo-


stoli in pied i (Fig. 18).
Cristo, che sembra qui quasI inca rnare la giovi neu:a intem-
porale in cui l'innocenza si unisce alla forza virile, è raffigurato

Fig. '9 - s. Frallcesco - Sarcvfago conserva to nel la navata sir.is t, ,,,


p3 r! icolarc de lla fronte.

nell 'atto di porgere un rotolo a S. Paolo, il quale, piegandosi con


la persona, avanza verso di Lu i con lc mani rico perte da un
velo (Fig. 19)_
Gli altri Apostoli, tutti vestiti d i tunica e pa llio, con nel volto
un'espressione pe mierosa, talvolta non priva d i durezza, fanno con
3° G. BonNI


la dcstra alza ta un gesto di acclamazione oppure Stringono
le mani un rotolo.
Il concetto dell 'artista è chiaro: egli ha voluto rappresentare'
non tanto Cristo legislatore venerato dagli Apostoli - come vor-

Fig. 20 _ S. Frol1n-sco - S"reofngo


COIlSel"\'alO "dia "",':Il" sinis tra: fianco sinistrn.

l'ebbe il Outschkc - q uantO piunostO la missione di evangelizzare


confidata da CesiI agli Apostol i.
È da notare in questo sarcofago la minuta decorazione fito-
mo rfa che va dalle foglie di acanto al di sopra dci capitelli ango-
lari alle foglie di vile con steli, viticci c gra ppoli d'uva , che s'in-
nestano, con qualche a CCC!lI () Q.ilÌ7.zato, neg li sp:lzi lasci:!ti liberi
dagli archi.
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Fig.:l1 - S. Frnnc~sco - Sar~"ral!o dello d~1 V"~C(l\·" I.lheno: rronte "z
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32 G. DOVINl

Pa rticola re degno di menzione è anche il fatto che in qu CSt O


sarcofago - come del resto in tull; gl i alt ri di R avenna che pre-
sentano tale motivo - i cardini delle valve del le conchiglie, le
qua li ornano le p i I l't i superiori delle nicchie, sono sempre posti in
basso, secondo l'usanza orientale, che si COlltraplxlnc a quella adot-
tata nell'Occidente dove i cardini delle valve sono sempre in po-
. . .
SIZIOIlC LIl vcr sa.
Le figure sono espresse con tanto rilievo chc dentro alle nic-
chie sembra che siano state addi rittura collocate delle statue a
lutto tondo ; le proporzion i dci personaggi sono ta li cd i loro
gesti così contenuti chc qualche fì!,'Ura può essere confronta la SCIl-
'l'a ltro con qualche not a statua d',m c greca dci periodo classico ;
il modellilto delle vcsti , che spesso ricadono in dolci curV!', non
nasconde la :-OIlOSI:,"le Siruttura delle membra ·( Fi~. 20).

L'a ltro sa rcofago della chieSa di S. Fra ncesco, quello detto


dci Vescovo Liberio, ha forse subìto, sopra ttutto nei volti dci
personaggi, qualche r itocco. Lo schema è quello ste!iSO che abbia-
mo veduto nel sarcofago precedente: sottO In serie continua del le
arcatelle si dispongono le figure di Cristo e degli Apostoli , inva-
dendo questa voha a nc he la faccia posteriore (Fig. 2 1).
Si nota, nella modellnzione di queste figure, una minore pia-
sticità rispetto a quelle del sa rcofago conscn'ato nella navata si-
nistra della chiesa, ma in com penso una maggiore ricerca di ele-
ganza, che si appunta in modo pa rticolare in movimenti pieni di
seiolt ezz.1. c nel molle flu ire delle pieghe delle vesti. Anche qui
Cristo ha il \'oho riseh iarato da lla luce della giovinezza., siechè
il suo aspetto ricorda i tipi apollinei, ma la sua chioma, ora più
folta , ricade con massa ond ulata sul collo (fi g. 22); gli Apostoli
poi , al solito presenta ti tuni di prospetto, continuano ad essere

I SARCOFACI f'ALEÙC!H SiIANl DI RA \' E:"NA

Fig. :n _ S. F(3n,,~ro - Sn_co rnJl:O dettu


dci V"~C'I\"U Liberi .. : I•.•rti ~olar" della frome,

immobili c ad avere un p0 rt aml'nto C'd un •espressIOne



q uanto ma •l
d igllitosi,

M aggiore organici l:! dal p unt O {li vista compositivo si riscon-


tm in altr i due sarcofagi che slilistica mcn lC si ricoll cgn no a quelli
del la chiesa di S. Francesco. In tcnd i:HllO pa rla re d i quello ora In

Fig. 23 - S. ~ I ari" 111 PorI() fuori - S~rc" fal:o ,I, ]' j(lrQ 1'.'ccalOn:: fronte,
] SARCOFAGI PALF..OCR1STTAI'I DI RAVENN A 35

S. Maria in Porto fuori che, munito d'un coperchio semicilindrico


lavora to a squame, nel XII sceolo raccolse le spoglie di Pietro
Peccatore, e di quello denominato dei dodici Apostoli ehe si con·
serva nella navata destra di S. Apollinare in Classe. In ambedue.
non più l'itlnati dall'architettonica ~ p arti7.ionc in nicchic, il sog-
geno è lo stesso di quello trattato nei due sa rcofagi precedent e-
mente presi in esame. Vi è rapprescnlato un lema caro alla seul-
tura ravennate: la T radilio Lrgis.

Sulla front e del sa rcofago di Pictro Peccatorc, inquadra la


ai lati da colonnine il spira che sostengono una cimasa dorica , le
figure sono piunoslQ distant i fra loro, cosicchè lo sfondo ha modo
di slargarsi in amp:e superfici li se~c (Fig. 23). Pill che a S. Pietro
- come dice il T oesca - il Rcdcntore sembra invece consegna-
re il libro della Legge a S. Paolo che gli è giunto ormai dap-
presso (Fig. 2<1-): gli. altri Apostoli ehc compa iono sulla frOntc
sono figurati in atto di accla mazione, melllrc qudli chc si ve-
dono sui lati coni portano sulle ma ni velate delle eoronc.
Il rilievo delle figu re, un po' leziosa mentc accademiche, non
prescnta quel robusto tondeggiare che :!bbi:!mo riscontrato nei 5.11'-
eofagi della chiesa di S. Francesco. bensì un:l più debole plasliei-
tà, ehe talvolta raggi unge passaggi di pian i ass;\i delicati. Questi
si ritrovano sopra ttutto nella faccia poste riore dcl sarcofago, dove
è espressa una sempl icissima . r:lffigur<lZlonc allegorica : due colom-
be, ehe sembrano :!ver spiccato il volo da due pa lme, si dirigono
verso un clipeo cent rale erucisignalO. Con {lue.'il:l trascendente COln-
posizione, piena di ariosità, l'artista ha forse voluto alludere a ll :l
gioi:! ultra terrena di cui Rodono i be:l li aJcRf;iando, tra le piant e
dci p:uadiso, a UOl"l1n a Dio (Fig. 25).

Un pitl spiccato senso del rilievo carat1eriZ7~'\ le fil"rure, in


verità un po' meno eleganti, dci sarcofago dei dodici Apostoli in

C . BOVINI

Fig. 2~ _ S. ~13 ri;, '" Pon" rUtri -


S~r~or"J:" di Pie t ro Peccato,.,.: parli~"I"re d.11:o rronte .

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Fig;. ~5 - S. Ma ri~ in p"rl" fuori -


S;trc" r"KO di l'i etro Peccatore: parw I)<,steriore.
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G . BOVI!' I

s. Apollinare in Cl;,sse, il cui coperchio scmicilillClrieo è adorno di


• gra ndi monogrammi composti dalla croce e da un I c da un X,
iniziali delle parole greche sign ificanti GeslL Cristo (Fig. 26).
Sulla fronte di questo sarcofago, tipicamente lunga ma bas&1.,
sei lìgurc di Apostolj si dispongono con simmetria a i lati eli Cristo

Fig. 27 - 5 . Apollinar~ in Classe ~


Sarcofago dei dadici Apasla/i: lianco.

che sta assiso su cii un trono, reggendo con la sinistra un libro aper-
to e porgcndo con la destra il rotolo della legge a S. Paolo.
Uguale schema compositivo si vede nella scena clelia TraditjQ Le-
gis raffigurata in uno di quei mirabili stucch i clel ia metà del
V secolo che ornano il Ba ttistero Neoniano.
I SARCOFAGI PALEOCRISTI,\1..:r DI RAVENNA 39

All 'Apostolo delle Gemi si contrappone S. Pietro, il quale


si avvicina al Redentore portando sulle mani velate la chiave c
la croce. D ue Apostoli alzano la destra acclamando, memre altri
due - quelli all'estremità della composizione - avanzano portan-
do delle corone trionfali, proprio come gli Apostoli che si riscon-
trano sui la ti minori del sa rcofago di Pietro Peccatore. Gli altri
sei Apostoli compaiono, tre per parte, sulle testate laterali (Fig. 27).
Secondo il Canucci i due personaggi barbati che, sulla frome
del sarcofago, portano le corone, starebbero il rappresentare il
coro dci ventiquatrro Serriori che getta no le corone ai pied i di
Cristo esclamando che solo a Lui si deve la vittoria (Apoc. IV, 2).
Lc proporzioni di tutte queste figure sono, rispetto a quelle
espresse sui sarcofa gi precedenti, alquanto più tozze. Inoltre men-
·tre negli Apostoli rappresentati sulla front e, ncll 'accemuazione un
po' forzata dei movimenti, svelano il desiderio del lo scultore di
dare una cena vivacità alla scena, la figura di Cristo invece -
cui i lunghi ricci ricadenti sulle spalle mettono in maggior risalto
l'aspetto giovanife - a ppare un po' troppo rigidamente immo-
bile.
Sul tergo dell'arca, a fianco di due robusti tralci di vi li onu-
sti di grappoli, due pavoni - simbolo d' immortalità - affronta-
no simmetricameme un clipeo centrale adorno d'una eroce : sia-
mo anche qui dinanzi ad una raffigurazione allegorica. Forse l'a rti-
sta ha voluto esprimere il coneetto ehc coloro che sono in possesso
della gra zia celeste god ranno sicuramente dell'immortalità nel- •
l'unione con Cristo.

Un VIVO senso dello spazIo rivcla anche l'artista che ha scol-


pito il sarcofago che servc da altare nella nava ta sinistra della
Cattedrale e ehe ora racchiude le ossa dei Sallli ~su peranzio e
Massimiano (Fig. 28).
G. BOVINI

Fanno parte ddla scena ligurata ~ u lla frame solo tre perso-
naggi: duc ApOSlOli acclamanti ehe con la sinistra reggono l'uno

Fi". 28 _ Lat! ... d,-ale - tin, c"r".:o


d~i 5:"'1' I::sujJO!r,lIl/.i " .' M .bS!llli,,, o: foul1k .

Fil:(. 2) - Catled ra le':' Sarcoragu d .. i Sanli Es upera'uiu e Massimi""o:


parte puswriorc.

un volume c.l'alt ro una croce e Cristo e he fa con la dcstra il


gesto oratorio. Ai lati si ergono due palme cariche di datteri .
I ~1\Rcor,\GI P,\LEOCR ISTIM, ' DI R,\\'E~NA

Nella parte posteriore - che solo qualche allno fa si è IlO-


tUlO, dopo tanto tempo riammir'\I"C - ricorre una delle soli t!.:,
tipiche lìguraziolli simboliche," che ...i ricollcga a quel la che adorna
il tergo dcII "arca dci dodici ApoJtoli in S. Apollin'lre in ClaSM::

Fi,;. 3> - C.tt·,lr.h· _ Sarcofago dci San I! E.Up~"8"lio ~ ~ll, .~in,;n",,:


lat<> ~ln;Slr" .

ne di~o~la soltanto per il fatto che al posto d ci tralci di vite


.'>C
vi sono d ci cipres.-.i cd al posto della croce entro il disco centrale
vi è il monogramma eostantini,lT1O (Fig. 29)"
[l rilievo è qui l'iLI piatto che non sulla faccia aBtenorc. ma
la composizione, forse per la maggiore ariosità d'l CUI• •C eIl"COI1-

42 G. BOVINI

Fig. 3' - Ca u erl ra1e - Sarcofa l;o ri ~ i S""ti ['''però"";,, c M as~;",ia,,~:


J ~ t(J des t",_

data, appare più ri posa m c. Presentiamo qui anche le due testate


laterali, ~olo dì rcccnte fotografa te (Figg. 30 - 31 ).

Assai più a ffastellata c la composlZlollC che si scorge sul sar-


cofago di S. Apollinare in Classe che fu riutil izzato verso la fi ne
r SAH COFA Gr l'ALEOCR r S TlA ~r Dl RAV ENN,\ 43

del secolo VII per accogliere le spoglie dell'Arcivescovo Teodo-


ro (Fig. 32). Essa si rieollcga assai strel\;lI11el1te con quella che
orna il tergo dell 'a rca, pure in S. A))(I)linare in CI;,sse, ra ffigu·
l'a nte i dCKlici Apmtoli.
Le affinità stilistiche sono tali che Corrado Ricci non ha esi·
tato ad affermare che i due ~arcofag i - i quali SOllO a~;, i sim il i

anche nelle pro)X)rzioni siano dovuti alla mano di uno stesso


scultore. L'iclea può essere accettata , ma la datazione, pi ù che
al V I, come pcnsa il Ricci, è d" altribuire al V secolo, ,mclle S(;
l'a rtista, schivando le figurazioni an tropomorlìche, ha ripetu to sul-
la front e quel motivo pUr;lffiel\le simbolico che così di fr equente
compare sulle facce l)(Isteriori degli avelli.
Singolari sono le due roselle che, in basso, sianno ai la li dci
clipeo contenente il monogramma cos\;!ntiniallo affiancalO dalle let-


C. BOVIt"1

tere a pocalittiche A cd w. E:..-.c, insieme con qudle coronc d'alloro


racchiudenti croci c monogrammi che servono di <ldOl'l1;lIn ento
dd coperch io, si trovano pr~hè ugual i $ui pulvini d ella bella

Fig. 33 - s. ;\p~ lIinarc ju Ct 8'S~ - Sorcorago


dell' A,.ci\".,~co\'o T.,odvro: '"'V dci fianchI.

.
chiesa placidiana di S. Giovanni EViingelista. i quali sono Slcura-
melHe d ella prima metà del V ~cco l o (cfr. ngg. 6· 7).
Assai intereSS<.Ulti sono anche le fiancate laterali do\'c, in mez-
zo a tralci con fiori quadri lobati o di forma liliacca , si scorgono
un vaso, crOCI c colombe (Fig. 33).
I $ ARcorAGI PAI.EOCRISTI ANI DI RA\'ENNA 45

Di poco posteriOl'i alla metà del V secolo sono forse i due


imponenti sa rcofagi conscrvati nclla Ca ppella della Beata Vergi~
ne dci Sudore nella Metropolitana dI Ravenna: .~i tratta dci sar-
eofagi detti di S. Rinaldo e di S. BlIrbaziano.
Più antico è quello in cui nel 1321 fu dcposta la sa lma dcl-
l"Arci\'cscovo Rinaldo da Concorcggio. La scena figura t ~ sulb

fronte ha tale gra ndiosità che - osserva giustamentc il Tocscll -
si «direbbe piuttosto derivato da qualche vasta decorauOIle mu-
rale che ideata per l'an. gusta fronte dell'arca ». Q ui Cristo, che
non ha più l'aspetto ullra /Ilodum iuvcnis. troneggia immobile sul
monte da cui .sgorgano i quattro simbolici fiumi. Egli tiene con la
sinistra il libro aperto, secondo uno schema ehe sa rà largamente
sfruttato dagli artisti del :Medio Evo, c con la destra sprolxwl.Ìo- .
natamente lunga accoglie S. Pietro c S. Paolo che llccorrono a
Lui con vivace movimento portando sulle mani, copene dal pallio.
i segni del martirio e del trionfo (Fig. 34).
La rappresentazione, ancora molto ariosa, è inquad rata la te-
ra lmente da due rigide palme itlentiehe anche nei loro lunati
rameggi e superiormente da nubi leggere, allungate e st ili7.1..'l.te, che
sfu mano nel ciclo. Tuttavia questi clementi naturalistici non crea-
no l'effetto dci pacs.1ggio. ma nella loro caleolata simmetria e
nçlla [oro sca ndita ritmicità sembrano anch'essi far parte di que-
sta solenne scena di apparizione.
Su una fiancata è scolpito il monogramma di Cristo, mentre
sull'altra due tralci di vi le, ca richi di foglie c di grappoli. sorgono
da un vaso, proprio come le analoghe figurazioni in stucco ('clb
metà del V secolo che fino quasi "gli ulti mi anni dci secolo scorso
orna\'ano le arcate al di sopra delle fi nestre dci Ba uistero della
Cattedrale.
Sul retro, ai lati d i due tralci. che nelle loro volute racchiu-
dono delle rosette, Stanno due pavoni che affronlano un disco

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FIg. 35 - C.medrale - San"\,fago di S. Barbaziano: rro" t~.


G. BOVINI

ccntrale contenente il monogramma costantiniano gemmato. da


cui pendono le len ere apocalittiche.
t un lavoro questo che, confrontato con quello dell'arca di
T eodoro e col retro del sarcofago raffigurante i d<xlici Apostoli ,
si rivela quanto mai secco c duro.

La grande urna ora chiamata di S. Barbaziano ~ perchè


nel 1658 vi furono deposte le ossa del confessore c consigliere
dell 'Augusta Galla Placidia - con la fronte scam panita in edi-
cole (Fig. 35) richiama i sarcofagi ad arcatelle della chicsa di
S. Francesco.
Per l'ultima volta nella scultura p:lleocristiana conservata :\
Ravcnna compare Cristo in mezza a i Sa nti Pietro e Paolo. Le
t re fi gurc SOllO perfettamente frontali : non c'è fra loro alcUll leg:l me
di interdipendenza ; i loro occhi guardano fissi nel vuoto; i panneggi
degli abiti sono schcmatizzati, i gest i sono rigidi : quasi si direbbe
che tanto Cristo che gli Apostoli abbiano assunto l'aspc"tto di fan-
tasmi. Entro le due nicchic estreme sono due vasi ansati da cui
spuntano due piante simili a quelle dci gigli sul primo germoglio.
Sulla faccia posteriore, non ultimata, sono sbozzati due agnel-
li . che si affiancano ad un disco, nel cui interno campeggia il nome
monogrammatico di Gesll Cristo. '
Sul grande coperchio semicilindl:ico il monogra mm a costa n-
tin iano, racchiuso entro una corona , da un lato è affiancato d<l
due croci gemmale, dall 'altro da due croci liscie col bordo esterno
più basso, che sono proprio dello stesso tipo di quella che si vede
sul marmo del V secolo che ora è' addo;;;.<;ato al fronte battesim ale
del Batlistero Neoniano.
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Fig. 36 - S . Vi tnl" - Sa rcofago de ll'Esarcl Isacio! fron te.

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50 G. Bo n NI

Fig. 37 - S. Vitale - Sarco f~go dell' Esarc" Isacio:


particolare della froll le.
I S,\ RCOfAG I P ALE OCRISTIANI DI RAVENNA S'
AI V secolo appartiene pure il sarcofago del Saneta Sa ncto-
rum di S. Vita le che poco prima ddla metà dd V I I secolo fu
riulilizzato - eome apprendiamo dall'iscrizione in greco incisa
sul coperchio ~ per accogliere le spoglie dell'es'Il·c;, 1s;1cio (Fig. 36).

Fi!(. 38 - S. Vitate - S:orcof"g" ddl' Esnrc" J"ado:


tianco sini st ro.

Tale: riulilizzazione nOlI d eve farci meravigli a, giacchè, fra l'altro,


nel V II secolo l'abbiamo riseolllra ta anc he per il ~<l rcof<l go del-
l'Arcivescovo T eodoro.
Sullo sfondo liscio della fronte , a rchitettonicament e incorni-
eiala, si st<lgliano poche lìgurc con ril ievo ;1lqu;11l1O a lto: sono i
tre R e Magi che, indossando il ti pico cost ume orielllaie (cioè brache
e tun ica con a) ed avcndo in test:) il berrel10 fri gio, porta no i doni
al Bambino C estI tenuto sull e ginocchia dd la }1;)(\01111;1, la quale
è tulta avvolta in Ull manto. In alto, nell'angolo a si ni~tm, brilla la
stell a indicatriee (Fig. 37).
Lo schema d clla fìgur<lzione è q uello tipico ad OttalO dagli a 1"\ i-
G. BOVINI

sti paleocristiani: è quello stesso che ~ tanto per fare un riferi-


mento a S. Vila le dove il sarcofago è conservato - un abile mo-

,.. , r

.... '-
- ,."

Fig. 39 - S. Vita]" - Sarcofago


dell'Esarca lsac io; fi~nco destro.

sa icista bizantino ripeterà pi!'t tardi nel borelo inferiore del mantO
di T codora.
I tre Re .M agi, col loro mantello svolazzante, avanzano verso
sinistra con gli stessi idclllici movimenti: soltanto il secondo int er-
rompe tale uniformi tà volgendo indietro la testa. Ma ciò non serve
1 S AR COFAGI l'ALEOCR1STI"~ 1 III R,\VENN ,\ 53

il d.u·c v it:.\ alla scena, la quale rimane forse un po' troppo sche-
lIl'ltiu..;\ta.
Sulle fia nca te sono npctute le StCSSC scene che abbiamo in-
centrato SUI lati d el ~arcorago dci :\(u~ Nazionale con (a Tra-

Fig P - 5 Vitale - S~r~ofa <:u ddl' E~a,.ca bacio; parte posteriore.

ditio J. rgis: d a ulla parle la lc-\urrczionc di L 'l7Jd'll"O (Fig . 38) c


dall"altra Daniele nella fos.a dci leoni (Fig. 39).
Sul te rgo ricom paiono le solite palme. i soliti pa\'oni cd il
solito monogl'3 mma costantiniano racc hiuso entro un cli(X!o che
occu pa esatta mente il cent ro (Fig. ·ID).

Verso la tinc del ~eco l o V è da attribuire il sarcofllgo che si


trova nel br:tccio sinistro del cosiddello .t\husoleo di Gall .. PI ..c idia
e che paSsa sotto il nomc di sarcofago di Costanzo II I, che fu il
secondo marito dell 'Augusta sorella di Onorio (Fig. 41 ).
54 G. BOV INI

Sulla rronte della cassa è csprcss., una scena molto semplice :


nel centro, su di una roccia, dalla q uale sgorgano quattro fiumi ,
sta un agnello, la cui lesta è adorna di un nimbo che rcca inscritto

Fig. 4' - C. d. M,l\150Leo di Galla Placidi"


S<lr~ ... fag ... dellQ di Costa'!".: ... III: fronte.

• Fig. 42 - C. d. Mmuo]eo

di Galla PLacidia - Sarcofago

d~no di COltauw III; partico.

lare della frollte.

il monogramma di Cristo, espresso da ll e lettere greche X c P in·


trecciate (Fig. 42). Questo disti nti vo indica c hi aramente che
l'agnello raffigurato è un agnello simbolico: esso non può essere
altro che Cristo. Siamo probabi lmente di fronte all'intcrprctazio-
I SARCOF AGI PALEOCRlSTI,\ NI DI RAV ENNA 55

Ile dci pas.so dell 'Apocalisse che suona: El vidi, et cae Ag/!!ls
stabut supcr mOl/lclI! Sio /! (XIV ; l ).
Ai lati stanno duc agnclli privi del nimbo (Fig. 43). Probabil~
menle raffib'Urano duc AposlOli perchè in alcuni sa rcofa gi che prc-

Fig. H - C. d. Mau sulco di Gall a Placidia -


Sar cufago di Costall7.0 III: particolare della fr"mc.

sentano questo motivo gli agnelli sono, come gli AIXlSIOli, in numero
di dodici.
Poichè - come ab biamo veduto - nelle raffil:,'urazioni reali
di erislO in mezzo ai discepo li , Pietro e Paolo sono costantemente
ai suoi la ti, è alquanto probabile che i due agnelli del nostro sar-
cofago, simboleggino a ppunto i Principi degli AposlOli. In questa
scena sarebbe stato quindi csprcs.so allegorieamenle ciò che altrove
è raffigura IO rcal isticamcnle: è questa una tendenza che abbiamo
già visto carattcria.arc a lcunc composizioni sui sa rcofagi di Ra-
vcnna, specie quelle prcscnta tc sulle facce postcriori, ma che d 'ora
S6 G. BOVIN[

in poi im'adero'! a uclu.: le from! COIl Ulla :.o~lilUZiollC che sarà


definitiva.
Due palme ca riche di datteri chiudono a destra cd a SII1 I-
stra la composizione: questO mOlt\'O decorativo fu spesso utiliz-

Fig. 44 - C. d. MaUS\lleo di Gall a Placidi a -


SarcofagQ d~t1o di Costanzo !li:
particQlure ddla fronte.

zalo dagli artisti cristiani per alludere a l giardino celeste oppure


pcrchè la palma - fra l'a ltro ;1Tlchc simbolo d i vittoria - ri-
chiama,'a il passo dci Salmo (XC I, 13) : l ustus Il! palma /fore-
bit (Fig. 44).
I SARCO F',\GI PALEOCRIST IA NI DI R A \' EN ~A 57

La scena nel suo complesso s' inquadra be ne sulla fronte di


questo sarcofago elegantemenl c incornicia to. Lo sfondo è arioso
ed il terreno leggerm ente ondulato. Gli agnelli sono raffigurati
piuttosto realiSlieamen1e: il loro "clio però mostra nel rcml imcnto
una trattazione convenzionale cd una diligenza quasi accadem ic".
Elementi stiliz7':lIi si nOlano anche nctrC.'>CClIzione delle d ue pal me.

Fig. - ~5 C. d Mau.olw FIg. ~6 - C. d. Mnu""lu)


d i Galla l'lacid,a - Sarcofago di Galla l'lacidia - Sarcofago
de U() di Costan!o III : fianco deuo di CO'''UI!<') III , fianco
deslro. sinistro,

La parte po:'lcriorc non è decorata: dci duc lati corti è ornato


solo quello d i sinistra che raffigura un grande \'ilSO a nsalO con due
colombe - simbolo delle anime - posate sull'orlo ed in a lto di
abbcvera rsi all 'acqua che d a esso sprizza, Due pillme, in !lIIIO
sim ili il quelle scolpite su lla fronte, StllllllO ai lati di qucsta com-
posizione (Figg. 45·4 6),
58 G. BOVINI

Pressoche col1tcmpomnco a 'luesto, sarcofago è quello dci Mu-


sco Naziona le che sulla frolll e - questa volla inquadrata ai lati
da due pilastrini - presenta d i nuovo una scena simbolica: vi
compaIOno a ncora due palme, due agnelli e nel centro, entro una

Fig. 47 - ~l u sco 1\" n ion a le - Fronte di s u cofog<J,

,
corona di alloro, il monogramma costan tiniano. L'esecuzione è
piuttosta scadente e non può certo confrontarsi con quella, accu-
ratissima, dci sarcofago precedente. Lo spirito compositivo che
l'informa è però lo stesso (Fig. 47).

Con tutta probabilità già dell'inizio del VI secolo è il sarco-


fa go conscrvato nel braccio destro dci cosiddello mausoleo di Gal-
la Placidia, che da alcuni è indicato come il sarcofago di Valen-
tiniano I Il c da altri come il sa rcofago di Onorio (Fig. 48).
La fronte, delimitata agli angoli da due pilastrini scanalati,
presenta tre nicchie. Quelle laterali sono perfettamente identiche:
sono costituite da due colonne scanalate a spirale e sormonta te da
I SARCOF"AGI P,\LEOCR1ST I,\ NI DI RAVEN NA S9

un a rco Clllro cui è immessa una conchigli a col cardine della


val va in basso. Nel Celllro di quesle specie di ed icole v'è una
croce latina che ha le estrcmità un po' espanse c terminanti in -
forma sem ilunata.
L'edicola cen tra lc non è sormontaI:! cla un'arco, ma (Ii! un
ti mpano a tetto. Vi si "cde un'alta croce (sui cui bri!cci sono pos•."\te

Fi g. ~8 - C. d. M:tu801eo di Galla Placidi~ - Sar(o fogo delto di Onorio


o di Valenti"i;"", 111 : fro nte.

due colombe) che poggia sulla SI css..1. roccia sulla quale sta in piedi
un agnello visto di profilo, con la testa rivolta nel senso inverso
del corpo. Dalla roccia scaturiscono i solit i qua ttro fiumi allego-
nCI (Fig. 49).
Questa simbolica scena si ricoll ega in pi!J"tc con q uella veduta
sulla fronte del sarcofa go dellO di Costanzo. L'agnello che sta
sul monte è indubbiamente l'Agnello Divino." esso non è qui ci r-
conda to nella testa dal nimbo col crislogramma, ma alla Sua
divinità allude di certo la croce che gli sta diclro.
La parte posteriore del sarcofago presenta una composizione
uguale a quella della front e, eccello in qualche piccolo particolare:
essa è però soltantO abbozza la.
60 G. nO\' IKI

,
Fig. 49 - C. d. Mau.5uleu di Galla 1'Iacidia - Sa r co fago de tto di 0 110r io
" di VIII""tinialio 111 : par lico lHr e dcii:. froflle.
1 SARCOrAGl 1',\LEOCRISTIM';1 [)I RAVf:N NA

Assai l1ole"ole è il fano che le ciocche del \'ello dell'agnello


siano fortemcnte stil izzate c che la faccia posteriore ripeta scnza
altcrazioni dC,l{llc di nota lo Stc.'1S0 moti\"o clelIa frome.

Fig. SO - C. d. Ma "s"l~o Fig . ., , _ C. d. ~bus ... I ~ "


di C,olIa 1'1 ndrli" - Sal"cof"J.:" di Gall~ P lllcidili - Sarcofa l(o
dcthl d, On orio " di VRlu>!i. de llo di O,,<>rio " cii \·all'mi·
nia"" III: fianco s,n'SI ro. "inno III : fialle" tlC~ lr".

Anchc i lati con i della ca....._a hanno una figurazion e pr('ssoc-


ehè u~ua l (': nl'! centro è scolpito un grosso vaso ansato (Figg-. 50 - 5 1).

Pcr il rilievo ancora alquanto robusto questo sa rcofago dal


tipico coperchio «a baule» ornato di sq uame si ricollega a q uello
decorato sulla frollle con sei nicchie, che trova~i in S. f\ polli narc
in C l a~. La composizione è rigidamentc simmet rica: nel centro,
~

--z

Fig. ~:I _ S. Apoollinarr In Classe - Sarcorago: rr.m ~ e.


1 SARCOrAGl PALEOCR1 ST IAN l DI RAVENNA

SOltO ad una corona d i alloro racchiudente il eh rislllo/i due pavon i


affrontati, spez7.a ndo l'architettonica divisione delle colonne s'abbe-
verano all'acqua sprizzante da un vaso amato. Le nicehie ai lali
d i questo motivo contengono due croci e quelle alle estremità due
palme (Fig. 52).
La decorazione della parte posteriore è simile a quella della
fascia am criore: l'unica differenza comiste nel fatto chc SO ltO le
due arcate med ianc si vedono due ag-nclli affrontati ad una palma.

Con queslo ultimo gruppo di sarcof:lgi siamo c ronologica-


mente vcrso la fin e del V o l'inizio del V I secolo: sialllo proprio ~ ..
nel tempo in eui regnava in Ravenna Teodorico, presso la eui
corte era operoso un abile scultore. Di esso - caso veramente
eccezionale - conosciamo il nome: si ehiama\'a Da niele. L'ap-
prendiamo da un rcscritto del Re Goto, riportato da Cassiodoro
nelle sue « Variae» (E". III , 19). A lui, scultore valente (ortu
luoe perilia dclutoli - dice il rescritto - q!wm in excolJo mlis
O/q/M onwndis lIIornloribu s exerces ... ) vien conferito il privi-
legio di vendere in Ravenna le sue arche fun cra ri e (prae.m n/;
auc/ori/ate concedim us ul, te ra/ionabili/n ordi/lanle, (/ ispensen-
IUT areae . .. ).
~ possibi le che proprio uno di questi sarcofagi che abbiamo
ora esamina ti .~ia uscito dalle mani di Dan iele? La Cos.1 non si
può certo a ffermare, ma pensiamo che l'ipotcsi non si debba neanche
dci tlHlO escludcre.

Pi ù piallO di\renta il rilievo nel grande sarcofago di S. Apol-


linare in Classe che sulla fronte è scandito da quattro nic-
o•

--

Fig. 53 - S, ApQlIinar~ 111 Classe - Sarc"rHj\U proso l'inj;resso: fronte.


,
I SARC6rAGI PAI.EOCRISTIAN I DJ RAVENNA 65

chic (Fig. 53). Colonne e pilamini sorreggono gli archi che con-
tengono una conchiglia: al C;CntI'O del le nicchie mediane si profila
una slanciata croce monogrammaticli in cui il riccio dci P è quanto
mai ridotto; al centro delle nicchie estreme ~ non lavorate, al
pari delle altre, in profondità - si erge una palma sotti le dalla
chioma sti l izz~lIa . Siamo ai primi decenni dci VI secolo .

A questO stesso periodo appartiene l'altro mOllumcntalc sa r-


cofago che - come il precedente - si conserva presso la porta
princi pale di S. Apollinare in Cla~ c che sulla fronte presenta
due agnelli i quali , stagliandosi di nanzi a due palme, afTiancaTlo
lIna croce monogl'a mma lica ai cui bracci sono appese, rncclianlC
ca lcncllc, le lettere apocal ittiche (Fig. 54).
La solita croce monogrammatica è scolpi ta sul coperchio, rac-
chiusa però entro una corona di alloro :lffiancata da due pavoni.
Sul retro dell'arca spicca nel centro un disco col chrimlOn e
l'A e I'w ed alle eSlI'em ità si ergono due pianle stilizzate che in
:.lto si attorcono in due volul e laterali contene11li fiori quad rilo-
batì. Il fondo, piano e leviga to, dà alle composizioni dclla parte
:lIltcriore e posteriore dci sarcofago ancora una scnsa.zione di spa-
zio, ma le forme non assumono consisleIl1.a, 110n s.i staccano pia-
sticamente dal vivo dei piani, anzi quasi \'i si schiacciano.
Quest'arca preannuncia, con l'appiattimento del suo rilie"o,
un sistema di lavoro cd un guSto che qualche decennio dopo si
troveranno la rga mente diffusi: cc lo testimoniano per esempio gl i
a nimali raffigurati sui pulvini dci presbiterio di S. Vitale, che sono
di qualche anno anteriori alla metà dci sccolo V I, ma soprattutto
ce lo am:sta ,'ambone marmoreo dell'Arcivescovo Agnello, il qua le
stette sul soglio episcopale di Ravenna dal 556 al 569. Quest'am.
bone, conservato nella Cattedrale, è costituito dal monotono l'i·
!>Ctersi di tanti piccoli riquadri rapprcsemanti animali simbolici :
,
-z
-
I S,\RCOF"AGI PALEOCR1ST1AI'I1 DI RAVENNA

essi, d isegnali alquanto grossolanamente, a ppena Sl staccano dal


fond o cosicchè sono carattcrizz<'l.t i da una forte carenza di rilievo
e di pl ast icità (cfr. fi g. 8).
,

In stretta connessione stilistica con l'ambone di Agnello -


ma rispetto ad esso an teriore d i più d' un vemennio - sono i resti
dci sarcofago dci Vescovo Ecelesio, conserva to nella Sancta Sa ncto-
rum d i S. Vi tale (F ig. 55).
Due grossi pa\'0I1io nettamClllc delineati, affianca no una gran-
de croce gemm ata SOltO i cui bracci stanno d ue cervi: alle estre-

l'ig.55 - S. Vilale - Sarcùfago di [(desio: rn,me.

,
mità sono due palme. Questo motlvo richiama quindi, nonostante
qualche differenza compositiva e la mancanza dci pavoni, la pit-
tura d' una tomba palcocristiana rinvenu ta a rvl ilano nel 1949 du-
ra nt e i lavori di demolizione della ch iesa d i S. Giovanni in Conca .
La composizione che si osserva sul marmo ravellnate è tutta
circondata da u n intreccio costituito da un du plice nastro ch e forma
dci circoli con ornati sopralt ulto di carattere fìtoll1orfo.
L'assoluta mancanza del modellato, la p ia ttezza uniforme del
ri lievo c l'incisivi là delle forme denunciano qui la mano di un
68 G. BOVINI

artista che non sentiva più il fa scino della plaslici tà c dci volume.
Ma questi sono clementi che non ri troveremo pi ù nell a scultura

Fi ~. 56 - S, Vit ale - Sa r ~(lfa g(l d i Eccl ts io: fianco destro.

dci sarcofa gi ra vcnnati, sui q ual i continucrmlllO ad essere assenti


le figure umane c ad essere invece presenti i soggetti simbolici.
Il fi anco laterale destro è pure conservato. Notevole cd impor-
tan te, specialmente pcrchè costiwiscc un C<l ]x>saldo cronologico,
è l'iscrizione: (Ecc)lesius episc(opus) (Fig. 56).

Di poco anteriore alla metà dci V I secolo è a nche un framme nto


di sarcofago conservato nel «Sancta Sanctorum » d i S. Vitale,
! S,\R CO FAG! f'A!.EOC R!S TlAN! D! RAVE NNA

Fi ;;. 57 - S. Vitale _ Sarcofago d i Ursicino : framl11 ~ nlO d ella fro nl e.

frammento che il 1\'buolli ha riconosciuto come appanenetltc alla


from e del sarcofago dci Vescovo Ursicino (Fig. 57 ).

COtI la ~ccoll da mCIii dci secolo VI i sarcofa gi figural i divcn-


gono a Ra venna assai rari; nel V II si può dire che manchino quasi
del lUtto. A questo secol o però appartiene forse - come pens;ulO
il Cattaneo cd il Tocsca - la fronte di un sarcofago di S. Apolli-
nare in Classe in cui due agnelli scol piti ;\ rilievo rozzissimo ma
ancor tondeggiante, si dispongono ai lati d 'una croce racchiusa
entro una corona d'alloro (Fig. 58). Quanto alle testate del sarco-

~

ii<
--z

Fig. ;58 - S ..\polllna .." In Cl,,~~., - Une> dci satcorr@i ddla l1a\"ala l!Iini~ l r:J.: rronte.
I S,\RCO F AGI l'AI.EOC RI Sl'l,\ l"1 DI RAYENNA 7I

fa go ,,'è eb i pensa che siano st:lle scolpite 111 CpOC<I assai l'i li Iarda
(f igg, 59 - 60), c cioè vcrso la metà dci secolo V III , come indur-

t' ig. 59 - S. Apollinare "1 Chl!>5e - Uno dei s~rcoragl


de lla n:1Villa sinlura: fianco,

rcbbc il ritenere il doppio arco a ferro di e<l"3110 poggiante su


colonna intermedia , il CI Wt1c - come ha osservalO il Cecchclli
ripete l'inquadrat ura dci «Canoni » sugli EVitngcliari cOlllcmpo-
72 G. BOVINI

Fig. 60 - S ..\puUinare in Cla~~ e - Uno dei


sarcofagi della navata sinistra: tianco .


l'allei c - come ha indicato la Lawrcncc - è simile alla de-
corazione di un manoscritto rncrovingico dell' ulti mo quarto del-
"Oltavo secolo, conservato nel Corpus Christi College cii Cam-
bridge (J uvcncus, 304> 1"l.

AI terzo decennio dell 'VIII secolo è da nport arc la cassa dci


sarcofago che in S. Apollinare in C lasse racchiude le ossa - come
dichiara l'iscrizione incisa sul coperchio - dell 'Arcivescovo Felice,
il quale morì nel 723 (Fig. 61 ).

-
-z
>
-c
-

Fi g. 6' _ S. Ap oll ina re in Cb


ue _ S;Hcofag.) de ll' ,\rc1\"e.c<>"o
Fe1 ..:e: front" ,
G, BOVI~I

Il rilic\'o continua ad c;sere moho piallo, il disegno si fa più


inccrto, la composizionc più slegata, come denunciano le due croci
che stanno al di sopra degli agnelli affiancami l'edicola centrale e
l'am piezza delle due a rca te da cui pendono i lampadari, « È III/a
delle più infelici opere di scultura - serive il Cattaneo - che neI/-
si mai falle, (loue l'artefice pare fosse perfi/lo ignaro di squa(lra,
di com passo e dì piombo »,

A questO sarcofago segue forse q uello, pure in S, Apollinare


in Classe, che sulla fronte presenta nel celllro un disco con dentro
un monogra mma composto dalla croce c dalle lettere [ c X, iniziali
delle parole greche significanti Gesù C risto, Ai lati sono due agnell i
cbe sembrano dover portare - ma non si saprebbe indica re in
qual modo - una c roce (Fig, 62), Il lavoro è ta lmente pri mitivo
c così estremamente povero anche dal puntO di vista clelia conce-
zione che non possiamo certo pensa re ad un a rtista, ma ad un
• •
l"Ozzlsslmo al'uglano,

A circa la metà dcll'V I I I secolo app"nicne il sarcofago di


S. Apollinare in Classe che fu appl'Onlato per ricevere le spoglie
dcll'Arcivescovo Giovanni V, che morì nel 748.
La frOllle di questo sarcofago, quanto mai sempl ice, è pres-
sochè uguale a quella del sarcofago di quar"nt'anni posteriori che
servì a racc hi udere il corpo dell'Arcivescovo Grazioso, c he morì
nel i88,
Entro una leggera incornicia tura sono scolpite in rilievo assai
pia llO tre croci, le estremi tà dei cui bracci si incurvano in teramen-
te in piccole volute come in alt ri mOllumemi del l'V III c IX secolo.
Le lre croci sono separate tra loro da d ue campi su cui sono state
~

8-.
o>

•>
<
"zz
>

Fi g. 6:.l - S. Apùllinllre In Classe - Uno d~i sarcQragi del!;, navatll sini,tra : fronte.
G. BOV1 ~1

incisc le bre\'j iscrizioni funerarie nelle quali non sono omessi i


titoli con cu i \'cnivano chiamati I1clr V1 11 secolo i potcnti Arcivc-
scovi di Ravenna. La [oro fraseo logia è esattamente [a stessa. Ca m-
bia solo il nome del defunto: file TVMV LVS CLAVSVM SERVAT

r igo 6J - S .. \I:><>lIiunro:- il) Cla~~o:- -


S ar çQ fnl(V ddl' .\rl'i'·f~C""V Cr;\li,,~o; fronle.

CO RPVS ON JO ANNIS (oppure GRATIOS I . SCISSI MI AC TER BEATI S·


SIMI AR C II 1EP1SCOPI (Fig. 63).

Del l'VIII sccolo è anche il ~a rco fago frammentario ora con-


serva to nel iVl usco N<lzionale, che fu rinvenuto il ei 1907 nel la chie-
sa d i S, Vi ttore mentre si Stava fa eendo lo sca \'o pcr scoprire il
piano pri mitivo dci \'etusto ed ific io.
La fronte - ad eccezione della pane inferiore - è circonda ta
da uml incomiciatu ra a trecce: ~ ul cam po, separate da d ue grand i
foglie d i palma, stanno tre croci che presentano alle estremità quei
tipici ricci che abbia mo vcdu to nelle croci dei sarcofagi di Gio-
vann i e Grazioso. Nel s<ll"cofago di S. Vittore però la supcrlicie
-

-
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Fig. 6~ - ~ I "!k:o Nazionale - s.~n", r~g(l lrO\·A l0 "ella chje~a di ~. Vi u url' : (,·om ...
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G. BOV IN I

delle croci non è liscia, ma solcata da tante stria turc come si riscon-
trano su molte croci auree d'età longobarda. Notevole è anche la
presenza ai lati del braccio superiore di due rosette che assolvono
la dupl ice funzi one di ornamcnlo c di riempimemo (Fig. 64).

Se questo tentativo di datazione da noi proposto è giusto, si


può a nzitutto afferma re che l'a rte dci sarcofagi ravcnna li incomin-
ciò a fiori re a Ravenna agli albori dci V secolo, proprio nel tempo
in cui a Roma si regist rava, in questo campo, un ra pido declino.
M a l'a n e plastica ravcnna lC se sboccia proprio quando quel la
roma na si esaurisce, non ne rappresenta in alcun modo l<l conti-
nuazione: C'iS3 anzi è ca ratteri72.a la da una linea di svi luppo che
è dci tuttO autonoma c ind ipendente.
Ai sarcofagi roma ni, così spesso affolla ti cii figu re c cii scene
del Vecchio c del Nuovo T esta mento sllcced cntisi senza soluzione
d i continui tà, si contra ppongono quelli di Ravenna con sccne quanto
mai semplici e c hia re.
Le poche figure che panecipano all 'azione, proiettate su di
un piano uniformemente liscio - simbolo dell'infi nito - sembra-
no spesso come cristallizzate in una rigida im mobilità che una
calcolatissima disposizionc simmetrica e front ale metl e maggior-
mente in risalto.
Alle scene di teofa nia con le figure di Cristo c degli Apo-
stoli si sostituiscono col volger del tempo rappresentazioni simbo-
liche con croci, palme, agnelli ,. ccrvi c pavoni: il scnso di Slasi
si fa più acccntuato, gli schemi archi tettonici e gt,'omclrici divcn-
gono sem pre più frequenti mcntre il rilicvo, c he va rapida mente
perdendo i valori plastici, fi nisce per ridursi ad un sem plice inta-
glio in superfici pi a tte.
Ebbene, se nell'iconografia e nello stile questi sa rcofagi non
presentano niente in comune con quelli di Roma, qualche legame
I SARCOFAGI l'ALEOCRI STI ANI DI RAVENNA 79

lo mostrano invcce con quel li trovati in Oriente. Nel V e nel V I .se-


colo Ravenna ha frequenti rapporti con Bisanzio c quindi ben
si spiegano alcune analogie cd alcune derivazioni dalle forme arti-
stiche provenienti d'oltre mare.
M a - ci si può domandare - si tratta di sarcofagi impona-
ti dalle officine detrAsia j\,'lillore, come ha supposto il WulfT, op-
pure di sareofagi lavorati preva lentemente da scultori ravennati O
emiliani, come ha pensa to il Venturi?
II marmo in cui i s..1feofagi di Ravenna sono intagliati pro-
viene senza alcun dubbio dalrOriente. Nè ciò deve stupirci, g iae-
ehè per esempio sappiamo eon sicurczz..1 che alcwle membraturc
arehiteltoniche completamente rilinite erano largamente esportate
da lle cave di marmo del Proconneso.
Senonehè si domanda: è lecito porre su di un medesimo
pi ano di esporta;o;ione sa rcofagi e mcmbrature architettoniche? In
linea teorica dovremmo rispondere afTennativameme; dal pU1l1O
di vista pratico im'cce alcune considerazioni ci fanno essere assai
"
plU cautl.
.
Infalli, a nostra \·olta, si potrebbe chiedere: Come mai i S.1r-
cofagi di sti le, che possiamo $Cm'altro delinire « ra\'cnnate », si
trovano solo a Ravenna o nelle sue immed ia le vieinan7.c c non in
altre regioni? E come si può giustificare l'esportazione d i quei sar-
eofa gi che - come per esempio è il caso di quello dellO di Valen-
lini ano - sono rimaSI; incompiUli?
Se a questi intcrrogalivi che ci fanno rimanere un po' per-
plessi - e che anzi quasi ci spingono a pensare in li nea di mas-
sima ad una lavorazione locale di marmi imponati - se a que-
sti inlerrogativi - d iciamo - si aggi unge la considerazione del dato
di fa lto storico fornitoci dalla notizia di Cassiodoro attestallle che
a lmeno un abile scultore di sarcofagi fu sicuramente aui\'o in Ra-
venna al lempo d i T eodorico, allora il pensare ad una fioTÌlUra
di officine di marmorari lavora nti in laca ci sembra più che giu-
sti ficato.
~·f a si può porre ancora un al lrO quesito: gli scullOri di que-
st i sarcofagi erano artisti del luogo oppure stranieri? C'è ehi ha
80 G. BOVINI

pensato - come per esempio ha fatto il Dlitschke - che il Mae-


stro Daniele - datO il nome non tipicamente romano - fosse un
siriaco o comunque un orienta le. Ciò non può essere escl uso : infa t-
ti nei luoghi di residenza delle corti è ben facile immaginare che,
per ragioni di lavoro, giungessero da vari paesi degli artisti, sia
diet ro invito, sia per iniziativa propria c venissero in tal modo
ad operare accanto all e maestranze locali.
Proprio così - riten iamo - dovette accadere a Ravenna
durante il V ed il VI secolo: anzi la coesistenza di maestranze
locali e stran iere ci sembra che possa contribuire a spiegare alcuni
incroci ed alcune concomitanze di maniere stilistiche diverse.
Se poi si vol esse ancora distinguere quale parte abbiano avuto
gli artisti originari dci luogo nella formazione della plast ica paleo-
cristiana che Ravenna ancor oggi conserva e quale invece sia
stato l'apporto ad essa dato dagli artisti stranieri, noi ci inoltre-
remmo indiscutibilmcnte nel campo incomrollabile dellc ipotesi e
fa remmo un' indagine del tutto vana.
Una cosa però ci sembra sicura ed è questa : e cioè che, di
fronte all'esiguo numero dci sarcofagi palcocristiani trovati in
Oriente, l'attività degli scultori ravcnnali non può assolutamente
essere limitata a quella di semplici copisti od imitatori. È per
questa ragione che - concordando con quanto ha rilevato il
Tocsca - possiamo concludere affermando che agli artisti raven-
nati non spetta soltanto «l'umile originalità di particolari manie-
rismi, ma. anche quella as.wi elevata di avere combin ato o di avere
sviluppato nella decorazion e dei sarcofagi molti elementi di stile,
d'iconografia, di ornamentazion e offerti foro dall'arte dell'Orienle
cristiano ».


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M. M "ZZOTT1, li sa rcofago di S. Ecclerio n clla barilicQ di S. Vi/aie In Felix


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M. M"'ZZOTTI, La basilica di S. Apolli.wre iII Classe, Città del Vaticano,



1954 (capitolo; SarcQ/agi ti altre scuU ",.. ) pp. 189 ~~ .


I •

I INDICE DE LLE ILLUSTB AZIONI

Fig. l F irenze _ M useo Archeologico - Sarcofago "a fregio conIllWO •.

F ig. 2 ~ Roma _ Cimitero Anonimo presso S , Lorenzo - Sarcofago con la


fronte articolata In cmque $Compartimenti.

Fig. 3 Roma _ Grotl e Vaticanc _ Sarcofago di Giunio Basso.

F ig. 4 - M ilano Chiesa di S. Ambrogio _ Sarcofago con sfondo « a porle


di città:t.

F ig. 5 - Ravenna _ M usco Nazionale - Frammenti dci fianco destro d'un


sarcofago dci tipo (a porte di città,.,

F ig. 6 - Ravenna - Chiesa di.s. Giovanni Evangelista: pulvino.

Fig. 7 Chiesa di S. Gio\'anni Evangelista: pulvino.

Fig. 8 - Ravenna Cattedrale ( l~i lica Ursian a ) - Particolare dell'ambone


dell'Arcivescovo Agnello.

Fig . . 9 - Ravenna - S. Vitale - I ntradoliSi di archi con decorazione di


stucchi.

Fig. IO M ll~CO Nazionale Sarcofago della T . adi/io Legis; fronte.

Fig. 11 M useo Nazionale Sarcofago della T radi/io Legis: particolare


della fronte.

Fig. 12 M useo Nazionale - Sarcofago ddla Trodi/io Lcgis: fianco sinistro .

Fig. 13 .M useo Nazionale - Sarcofago d,,!la T ro di/io l.c{!iJ : fianco destro.

Fig. H - Quadrarco di Bracclofone . Sarcofago dellO di EliSl.."O Profeta:


fronte.

F ig. 15 - Q~lad,.arco di Bracciofone - Sarcohgo detto di Elisco Profeta:


fianco destro.
Fig. 16 - Quadrarco di Braccioforte - San:;ofago dellO di- Eliseo Profeta:
fianco destro c parte posteriore.

Fig. J 7 - ~l useo Nazionale _ l'iancata d'un sarcofago.


INDI CE DEL LE Il.LUSTR,\ ZIQNI

t'ig. 18 S. Francesco _ Sarcofago conservato nella navata sinistra: fronte.

Fig. 19 S. Franccsco SarcC!fago conscrvato nella navata sinistra: parti-


colare della frontc.
Fig. 20 - S. Francesco _ Sarcofago COl1scn.-ato nel la navata sinistra : fianco
sinistro.
Fig. 21 - S. Francesco _ Sarcofago detto dci Vescovo Liberia: fronte.

Fig. 22 - S. Francesco - Sarcofago dellO dci VescO\'o Liberio: particolare


della fronte.

Fig. 23 S. M aria 111 Porto fuori _ Sarcofago di Pieno Peccatore: fronte.

Fig. 24 - S. Maria III Porto fuori - Sarcofago di Pietro Peccatore: parli.


colare del la f rome.

Fig. 25 - S. Maria in Porto fuori - Sarcofago di Pictro Pl'CcaIOl'c: parte


posteriore.

Fig. 26 S. Apollinare III Cbsse Sarc. fago dei dodici A pOSloIi: fron te.

Fig. 27 S. Apolli~a rc In Classe • Sarcofago dei dodici A posloli: fianco.

Fig. 28 - Cattedrale _ Sarcofago dei Santi Esuperam.io e MaMilllia no: fronte.

Fig. 29 - Cattedrale _ Sarcofago dei Santi Esuperam:io e Mauimiano:


parte posteriore.
Fig. 30 - Cattedralc - S;:u'cofago dei Santi Esuperan~io c M assimiano : lato
sinistro.

Fig. 31 - Cattedrale _ Sarcofago dci Santi Esupcranzio e r-.bssimiano:


lato destro.

Fig. 32 - S. Apollinare 111 Classe - Sarcofago dell'Arcivescovo T eodoro.

Fig. 33 - S. Apollinare in Classe - Sarcofago dd l'Arcivcsco\'O T eodoro: fianco.

Fig. 34 - Cattcdrale - Sarcofago dell' Arci vcscovo Rin aldo da Concoreggio:


fronte.
Fig. 35 - Cattedrale - Sarcofago di S. Barbaltiano: fronte.
Fig. 36 - S. Vita le - Sarcofago dell'Esarca hacio: fronte.

Fig. 37 S. Vitale _ Sarcofago dell' Esarca lsacio: particolarc della fronte.

Fig. 38 S. Vitale Sarcofago dell'Esarca Isacio : fianco sinistro.


INDICE DE L LE ILLUS TIlAZ10N I 85



F ig. 39 - S. Vitale _ Sa rcofago dell' Esarca Isacio; fianco destro.

Fig. 40 - S. Vi tale _ Sarcofago ddl' Esarca l sacio: parte posteriore.

F ig. 41 - C, d. M ausoleo di Galla Placidia _ Sarcofago detto di Cmlan-


zo III : fron te,

F ig. 42 - C. d. M au'solco di Galla Placidia - Sarcofago detto di Costano


zo III: particolare della .fronte.

F ig. 43 - C. d. Mausoleo di Galla Placidia _ Sarcofago detto di Costan-


zo III: particolare della fronte.

f ig. 44 - C. d. Mausoleo di Galla Placidia - Sarcofago detto di Costan-


zo III : particolare della fronte.

Fig. 45 - C. d. Mausoleo di Galla Placid ia _ Sarcofago detto di Costan-
zo III: fianco destro. •

F ig. 46 - C. d. Mausoleo di Galla Placidia Sarcofago detto di Costan-


zo III : fianco sinistro.

Fig. 47 - M useo Nazionale _ Fronte di sarcofago.

Fig. 48 - C. d. Mausoleo di Galla Placidia - Sarcofago detto di Onorio o


di Valentiniano III : frome .

F ig. 49 - C. d. M ausoleo di Galla Placidia - Sarcofago detto di O nodo o •


di Valeminiano II I : particolare ddla fronte.

Fig. 50 - C. d. Ma usoleo di Galla Placidia - Sarcofago d<:tto di Onorio O

, di Valent iniano II I ; fian<;o sinistro.

}-ig. 5 l - C . d. Mausoleo di Galla P lacidia - Sarcofago delto di Onorio o


di Valentiniano i iI ; fianco de~tro.

F ig. 52 S. Apollinare m Classe - Sarcofago: fronte.

F ig. 53 S. Apollinare in Classe - Sarcofago prclliO l'ingrelliO : fronte.

Fig. 54 - S. Apollinare in Classe - Fronte di Sarcofago.

F ig. 55 S. Vitale Sarcofago di F.cclesio: fronte.

Fig . 56 S. Vi tale Sarcofago di Ecclesio; fianco destro.

Fig . 57 - S. Vitale _ Sarcofago di Ursicino: frammen to della frome .


• •
F ig. 58 - S. Apollinare in Cla sse _ Uno dci sarcofagi della navata SLnI -
stra: frome .


86 INDICE DELLE I LLUSTRAZIONI

Fig. 59 - S. Apollinare in Classe - Uno dci san:ofagi della 1l3\'a la sinis tra.
Fig. 60 - S. Apollinare in Glai\.SC - Uno dc i $.,\I'cofabol della navata sini-
stra : fiaOC<f.
Fig. 61 - S. Apollinare In C la!oSe - Sarcofago de ll' Arcivescovo f elice: fronte.

l'ig. 62 _ S. Apolli na re in ClaSM: - Uno dci sareofagi della navata sini-


stra : rro nle.
Fig. 63 _ S. Apollinare in C lasse - Sa rcofago ddl' ArcivclK:Ovo G ra~ioso:
frontc .
• Fig. fi4. _ Museo Na~ionalc - Sarcofago no,-ato nella chic$a di S. Vittore :
, fronte.




• = LO ,

NOTA

Delle 64 fotografie r;prooolli' nel presente "olumellO 12 5OflO sta te for-
nile dall'Istitut o Archeologico Germanico con sc:de LI1 Roma. Esse com-
spondo no ai seguenti numeri di nega tiva: •

Fig. Il nego 1938 185



Fig. 15 » 1937 1561

Fig. 16 • 1938 .24


Fig. 19 " 1938 825
.' ig. 20 • 1938 835

•'ig.22 ,. 1938 1617


Fig. 2" »1937 1543
Fi,ll. 25 = ,. 1937 1550

Fig.35 . = ,. 1938 168


Fig. 37 • 1938 387
Fig. 38 ,. 1938 39-1
Fig. 47 »1938 - 166.

Le sot!oe!enc1l1c 9 riproduzioni sono Ifalte da dichés gentil mente messi


a disposizione ..lal ,\I . R. Mons. Giovanni Mesi ni, Direllore ddla Rh-ista
c Felix Ra'"cnna Cf: Figg. 5 - 28 - 29· 30 - 31 - 32 - 55 - 56 - 57. Le risl~lIi\'e fo-
lografie, tu tte esegui te dal Signor Umberto T rapa ni di R:n'enna, 5Ono di
proprietà del Can. Prof. Don :\brio Mazzolti, Direttore del Mu5l'!O Arci-
vescovile di Raven na. Saltanto la fotog rafiil. corrispondeme ali<l Fig. 5 è di
p roprit!tà della Soprimcndcl17.a ai Monumenti della ROIll:lgna. Le altre fot,,·
grafie 5OnO delle Dille Andenon di \{om a ed Alinari di Firell"1.e. •


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• LAVORI DELLO STESSO AUTORE ,

1) S. I ppolito.

2) I Sarcofagi paleocristiani.

3) Monumenti di Firenze.

4) 11 c. d. M aus. di Galla Placidia in Ravenna .


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