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Facoltà 3I – Ing.

Aerospaziale, Energetica, Meccanica – aa 2016/2017

FONDAMENTI di FISICA SPERIMENTALE


(Giovanni Isella, Monica Bollani)

Secondo Appello 13 Settembre 2017

Giustificare le risposte e scrivere in modo chiaro e leggibile. Sostituire i valori numerici solo alla fine, dopo aver ricavato le
espressioni letterali. Scrivere in stampatello nome, cognome, matricola e firmare ogni foglio. Tempo a disposizione: 2 ore.
Punteggio: 8 punti per esercizio.

1) Un blocco di legno di massa M = 2kg è appeso verticalmente tramite un filo inestensibile di


massa trascurabile, inizialmente in condizioni di quiete. Un proiettile di massa m = 10g, che
viaggia inizialmente in direzione orizzontale con velocità v, urta la massa M e vi si conficca
come schematizzato in figura.
a) Specificare il tipo di urto e descrivere il moto del sistema formato dalle due masse M ed m,
prima e dopo l’urto.
b) Quali grandezze fisiche si conservano all’atto dell’urto e nel corso della successiva
evoluzione del sistema?
c) Se la massa M con il proiettile conficcato raggiunge una quota massima più alta di h = 15cm
rispetto alla sua quota iniziale, quale è la velocità v a cui viaggia inizialmente il proiettile?

2) Due moli di gas ideale monoatomico alla pressione di 1 atm e alla temperatura di TA = 20°C occupano un recipiente di
volume VA. Mantenendo costante il volume, il gas viene riscaldato fino alla temperatura TB = TA + 400°C e
successivamente lasciato espandere a pressione costante fino ad occupare un volume VC= 1,2 VA. Da questa condizione,
il gas subisce una espansione adiabatica, seguita da una compressione isoterma che lo riporta nelle condizioni iniziali.
a) Disegnare compiutamente il diagramma del ciclo termodinamico sul piano pV.
b) Calcolare il calore scambiato durante ognuna delle trasformazioni.
c) Calcolare il rendimento del ciclo.

3) Un sistema di cariche è costituito da tre cariche puntiformi disposte nel piano xy secondo il seguente schema: +Q nel
punto A(-a,0), +Q nel punto B(a,0), -2Q nel punto C(0, b).
a) Determinare il campo elettrico E (modulo, direzione e verso) in tutti i punti dell’asse y ad esclusione del punto C
(si esprima il risultato in funzione di Q, a e b).
b) Avendo fissato il valore di a, per quale valore di b il potenziale elettrico V è nullo nel punto di coordinate (0,b/3)
(avendo supposto che V = 0 a distanza infinita)?
c) Disegnare in modo qualitativo l’andamento delle linee del campo E e le superfici equipotenziali nel piano xy.

4) Le masse m1 e m2=m1/2 sono unite da un filo ideale come in figura. Il piano


inclinato è liscio e privo di attrito, il piano verticale è scabro con coefficiente
d’attrito dinamico e statico . Il cuneo può essere messo in moto
orizzontalmente con accelerazione costante a, diretta verso destra, come
indicato dalla freccia.
a) Se a = 0 e le masse sono iniziamente in quiete rispetto al cuneo.
Determinare il moto delle due masse nel sistema di riferimento del
cuneo. Indicare velocità e accelerazione (relativa al cuneo) delle due
masse.
b) Supponendo a = 1/2 g e =0 (nessun attrito sulla parete verticale) determinare l’accelerazione della massa m1
lungo il piano inclinato.
c) Supponendo a = 1/2 g determinare il valore limite del coefficiente  necessario affinché le due masse rimangano
ferme rispetto al cuneo grazie all’effetto dell’attrito sulla parete verticale. Il valore di ottenuto è fisicamente
compatibile con una forza d’attrito?

R=8,314 J/mol K = 0,00821 l atm /mol K; 0 = 8.85 × 10-12C2N-1m-2,


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Soluzioni:
1) a) Urto completamente anelastico; inizialmente M è in quiete e m si muove di moto rettilineo uniforme in direzione x con v = v x;
dopo l’urto, le due masse sono compenetrate e si ha un pendolo di massa totale M tot=M+m. Velocità iniziale del sistema dopo l’urto:
v0’=v0’x = m/(M+m) v
b): Durante l’urto: conservazione della quantità di moto in direzione x ( è nullo il risultante delle forze esterne agente in direzione x). Dopo
l’urto: in assenza di attriti si ha la conservazione della energia meccanica totale.
c): Dalla conservazione della energia meccanica del sistema delle due masse dopo l’urto si ricava:
1⁄ (𝑀 + 𝑚)𝑣 ′2 = (𝑀 + 𝑚)𝑔ℎ  𝑣 ′ = √2𝑔ℎ=1,715 m/s
2 0 0

(𝑀+𝑚)
Da cui: 𝑣 = 𝑣0′ ∙ = 344,715 𝑚/𝑠
𝑚

2) a) Il ciclo termodinamico descritto nel testo è rappresentato in figura ed è composto


da:
AB: trasformazione isocora
BC: trasmormazione isobara
CD: trasformazione adiabatica
DA: trasformazione isoterma
Le variabili di stato del ciclo sono indicate in tabella e ottenute come riportato più sotto.

A B C D
P (atm) 1 2,37 2,37 0,17
V (l) 4,81 4,81 1,2 4,81=5,77 27,6
T(K) 273+20=293 293+400=693 833 293
3 5 𝑐𝑝 1
𝑐𝑝 = 𝑅 𝑐𝑣 = 𝑅 𝛾= = 5/3 = 3/2
2 2 𝑐𝑣 𝛾−1

A)
2 𝑅 𝑇𝐴
𝑉𝐴 = = 4,81 𝑙
𝑃𝐴
B)
2 𝑅 𝑇𝐵
𝑃𝐵 = = 2,37 𝑎𝑡𝑚
𝑉𝐵
C)
𝑃𝐶 𝑉𝐶
𝑇𝐶 = = 833 𝐾
2𝑅
D)
𝑇𝐶 1/(𝛾−1) 2 𝑅 𝑇𝐶
𝑉𝐷 = ( ) 𝑉𝐶 = 27,6 𝑙 𝑃𝐶 = = 0,17 𝑎𝑡𝑚
𝑇𝐷 𝑉𝐶
3
b) 𝑄𝐴𝐵 = 𝑛 𝑐𝑣 (𝑇𝐵 − 𝑇𝐴 ) = 2 𝑅 400 = 9977 𝐽 (calore assorbito)
2
5
𝑄𝐵𝐶 = 𝑛 𝑐𝑝 (𝑇𝐶 − 𝑇𝐵 ) = 2 𝑅 (833 − 693) = 5820 𝐽 (calore assorbito)
2

𝑄𝐶𝐷 = 0
𝑉
𝑄𝐷𝐴 = 𝑛 𝑅 𝑇𝐷 𝑙𝑛 ( 𝐴 ) = −8512 𝐽 (calore ceduto)
𝑉𝐷

c) 𝐿 = 𝑄𝐴𝐵 + 𝑄𝐵𝐶 + 𝑄𝐷𝐴 = 7285 𝐽


𝐿
d) 𝜂 = = 0,46
𝑄𝐴𝐵+𝑄𝐵𝐶
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4)
a) Per a=0 il cuneo si comporta come un sistema di riferimento inerziale. Indicando con a’ l’accelerazione della massa m1
lungo il piano inclinato (direzione s in figura) si ha:
𝑚 𝑎 = 𝑇 − 𝑚1 𝑔 sin(𝛼)
{ 1 𝑟
𝑚2 𝑎𝑟 = 𝑚2 𝑔 − 𝑇
Dove la prima equazione descrive il moto della massa m1 lungo il piano inclinato (direzione e verso di s) e la seconda il
moto della massa m2 in direzione verticale (direzione e verso opposto ad y).Eliminando T dal sistema di equazioni si ha:
(𝑚1 + 𝑚2 )𝑎𝑟 = 𝑚2 𝑔 − 𝑚1 𝑔/2 = 0
𝑎𝑟 = 0
Le due masse restano ferme.
b) Nel caso in cui sia a = g/2 il cuneo non costituisce più un sistema inerziale: al bilancio delle forze occorre aggiungere
una forza apparente diretta orizzontalmente (asse x in figura) con verso apposto a quello di a. Si ha quindi:
𝑚 𝑎 = 𝑇 − 𝑚1 𝑎 cos(𝛼) − 𝑚1 𝑔 sin(𝛼)
{ 1 𝑟
𝑚2 𝑎𝑟 = 𝑚2 𝑔 − 𝑇
Dove il termine aggiuntivo nella prima equazione è dato dalla proiezione della forza apparente lungo la direzione s. Si
ottiene quindi:
𝑚2 𝑚1 √3 𝑚1 𝑔 𝑔
𝑎𝑟 = 𝑔− 𝑔− =−
𝑚1 + 𝑚2 𝑚1 + 𝑚2 4 𝑚1 + 𝑚2 2 2√3
c) Nel caso in cui sia µ0 alla reazione vincolare agente sulla massa m2 ,necessaria per equilibrare la forza apparente m2a
con direzione parallela e verso opposto all’asse x, sarà associata una forza d’attrito (con direzione e verso opposto all’asse
y) di modulo pari a µm2a. Si avrà quindi:

𝑚 𝑎 = 𝑇 − 𝑚1 𝑎 cos(𝛼) − 𝑚1 𝑔 sin(𝛼)
{ 1 𝑟
𝑚2 𝑎𝑟 = 𝑚2 𝑔 − 𝑇 + 𝜇𝑚2 𝑎
Dovendo essere ar=0 si avrà:
𝑔 𝑔 √3 𝑔
𝑚2 𝑔 + 𝜇𝑚2 − 𝑚1 − 𝑚1 = 0
2 2 4 2

𝜇 = √3 > 1
Essendo µ>1 , la forza necessaria a mantenere in equilibrio il sistema non può essere una forza d’attrito.

y
s