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EQUAZIONE DI STATO.

Grazie alle equazioni costitutive di un fluido newtoniano gli sforzi sono stati espressi in funzione
dei gradienti di velocità e nelle equazioni del moto non compaiono più le singole componenti del
tensore degli sforzi, ma soltanto il primo invariante sotto forma di pressione. Le variabili del problema
sono p, , ui, a cui si aggiunge eventualmente una grandezza termodinamica quale la temperatura in
quanto da essa possono dipendere alcuni coefficienti del problema. Le equazioni disponibili fino ad ora
sono soltanto le tre equazioni di Navier-Stokes e l'equazione di continuità. Occorre scrivere almeno
un'altra equazione,imponendo un legame tra le grandezze di stato p, , T

f(p , ρ , T)= 0 1


la (1) viene ricavata, per i diversi tipi di fluido, nel caso di equilibrio statico, nel caso dinamico può
ritenersi ancora valida ed assume il significato di definizione della variabile T.
Per i gas alla (1) si può spesso assegnare l'espressione valida per i gas perfetti

p=ρ RT 2
dove R è la costante di Boltzmann divisa per la massa molecolare del gas in questione.
Per i liquidi, che sono invece debolmente comprimibili, si può ammettere valida una relazione
lineare tra le variazioni di densità e le variazioni di pressione che le provocano, assumendo la
temperatura come un parametro costante, a causa della maggiore conducibilità termica di questi ultimi:

   
 
 p  


1
3
  T cost c2
essendo  il modulo di elasticità cubica del liquido isotermo preso in esame, nel caso dell'acqua esso
vale all'incirca 2x109 N/m2 e varia con la temperatura, mentre c è la velocità di propagazione isoterma
dei piccoli disturbi di pressione nel liquido, nell'acqua essa è all'incirca 1500 m/s.
In definitiva, per i liquidi, se si ammette di avere a che fare con processi isotermi, le equazioni sin
qui scritte eguagliano il numero di variabili. Se al contrario gli scambi di calore assumono un aspetto
rilevante del problema del moto, occorrerà introdurre un'ulteriore equazione che esprima il bilancio
energetico del processo in esame.
Può essere utile riscrivere l'equazione di continuità tenendo conto dell'equazione di stato:

 1 D 1    Dp    DT 
v =- = -      
 Dt   p T Dt  p  p Dt 
 DT  Dp
v -β  2 0 4
Dt c Dt
dove si è posto:

1   
   
  T  p coefficiente di espansione termica, e:

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   c       
   p        2
 p T cv  p S  p  S c
essendo c la velocità isentropica del suono e  il rapporto dei calori specifici a pressione ed a volume
costante.
Nei casi in cui la densità non dipenda dalla temperatura, ma solo dalla pressione si parlerà di flusso
barotropico.
Nei casi in cui la densità non dipenda dalla pressione, ma solo dalla temperatura si parlerà di flusso
incomprimibile.
Nei casi in cui la densità è costante si parlerà di flusso isocoro, in tal caso il campo di velocità è
solenoidale.

EQUAZIONE DELL'ENERGIA.
La Termodinamica Classica tratta stati di equilibrio o condizioni quasi statiche. Le relazioni
termodinamiche continueranno a ritenersi valide localmente e ciò permetterà di definire le grandezze di
stato nel modo abituale attraverso la meccanica statistica di equilibrio. Le grandezze di stato potranno
variare da punto a punto e da istante ad istante estendendo anche ad esse il concetto di campo nello
spirito della meccanica del continuo.
Il principio di conservazione dell'energia stabilisce l'equivalenza del lavoro meccanico e del
calore, per un generico volume W di contorno S risulta che la variazione dell'energia totale è pari alla
variazione del lavoro delle forze di massa più quella del lavoro delle forze di superficie più la
variazione del calore entrante per conduzione (trascurando il lavoro entrante per irraggiamento):
    
D
 ρ E dW =  v  ρg dW   v  (n  Φ ) dS +  k  T  n dS 1
Dt W W S S

dove E = U + v2/2 è l'energia totale per unità di massa, mentre U = cv T è l'energia interna per unità di
massa dovuta al moto di agitazione molecolare. Si è infine escluso il calore per irraggiamento mentre si
è ammessa valida la legge di Fourier per la conduzione termica, con conducibilità termica k costante.
Applicando il teorema di Reynolds al primo membro della (1), e trasformando gli integrali di superficie
in integrali di volume tramite il teorema di Gauss, stante l'arbitrarietà del dominio di integrazione
risulta:

1 ui ij k  2T
DE DU 1 D
  uiui   ui gi   2
Dt Dt 2 Dt  x j  x j x j
DE  1  ij  k  2T
 gi 
 
1
ui   ij  ij  3
Dt   x j    x j x j
il termine tra parentesi rappresenta, per l'equazione di Cauchy, la variazione di energia cinetica per
unità di massa dovuta al lavoro delle forze di massa e di superficie, mentre gli altri termini
rappresentano rispettivamente la potenza delle forze di superficie per effetto delle deformazioni
locali, e la potenza trasmessa per conduzione. Esprimendo gli sforzi per mezzo delle equazioni
costitutive ed introducendo la funzione di dissipazione, che è una forma definita positiva:

 
1
Φ = 2   ij ji   hh kk  4
 3 
si ottiene:

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p 
DU
 cv
DT k
    v     2T 5
Dt Dt  
che esprime il fatto che la variazione di energia interna per unità di massa, dovuta a variazioni della
temperatura, è la somma del lavoro (per unità di tempo, per unità di massa) di compressione, di quello
di dissipazione viscosa, e del calore ricevuto per conduzione. Il lavoro dovuto agli sforzi è stato scisso
in una parte reversibile, che è positiva o negativa a seconda del segno della velocità di espansione div
v, ed una parte irreversibile dovuta alle forze viscose che dà sempre luogo ad una trasformazione di
lavoro in calore e mai il viceversa.
Il secondo principio della termodinamica introduce la variabile di stato Entropia S definita in
funzione della quantità di calore per unità di massa fornita in maniera reversibile:

D  1  DU p 
T
DS DQ DU
  p     v 6
Dt Dt Dt Dt    Dt 

T
DS k
 ν Φ + 2 T 7
Dt 
La conservazione dell'energia può pertanto scriversi:

DE z 1 p ui   1  k 2
 ui g  ui  2   ij   kk   νΦ   T
Dt xi  xi  x j  3  

Nel caso in cui le forze di massa siano conservative g = - g z e la (3) diviene:

D
Dt
U +   - u g xz -
v2
2 i
1
ρ
ui
p
xi
u 
 2μ i
 x j
εij - 31 εkk   νΦ  k  2T

i

dove i primi due termini sono le derivate convettive del poteziale delle forze e del termine p/,
pertanto in un flusso stazionario di un fluido perfetto in assenza di trasmissione di calore, con
forze di massa conservative, si ha il celebre teorema di Bernoulli:
D  v2 p  D gH 
U + + gz +   0 (8)
Dt  2  Dt
l'energia totale per unità di massa, pari alla somma dell'energia interna, dell'energia cinetica,
dell'energia potenziale di gravità e dell'energia potenziale dovuta alla pressione tutte per unità di massa,
ha derivata convettiva nulla, cioè si mantiene costante lungo la direzione del moto.
Ovviamente il teorema di Bernoulli non è più valido se si lascia cadere una qualsiasi delle ipotesi
fatte. L'energia totale in effetti varia per la presenza di dissipazioni viscose, per effetto della
conduzione del calore, per il fatto che il "potenziale della pressione" non è stazionario, ma varia
indipendentemente dalle altre forme di energia.

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