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Precisazioni terminologiche

Varietà: sistema linguistico (inglese britannico,italiano popolare, italiano locale, ecc.)

Variabile sociale/socio-demografica: categorie e fattori sociali (perciò extra-linguistici) che correlano con la
variazione sociolinguistica (età del parlante, strato sociale, sesso, residenza, ecc.)

Variabile socio-linguistica: insieme di modi alternativi di dire la stessa cosa, cioè qualunque variabile
linguistica che vari, correlata a variabili sociali (Labov)

Variante: ogni valore/realizzazione concreta che può assumere la variabile socio-linguistica

Variabile (th) a New York (Labov)

A New York si presenta con tre varianti:

- Variante [θ]: fricativa dentale sorda (standard)


- Variante [Tθ]: affricata dentale sorda
- Variante [t]: occlusiva dentale (o alveolare sorda)

La variante θ è maggiormente usata dalle classi sociali più alte e negli stili/contesti d’uso più controllati. Di
conseguenza la variabile (th) presenta sia stratificazione sociale sia stratificazione stilistica ed è quindi un
contrassegno, ossia una variabile sensibile sia alla dimensione diastratica sia a quella diafasica.

Variabile (r) a New York

Nella regolarità dello schema emerge un elemento: la classe media (negli stili più formali, in certe fasce
d’età) ha una tendenza a usare la variante di prestigio, anche più della stessa classe medio-alta; questo
suggerisce che la classe media adotti un modello di riferimento considerato “corretto”. In alcuni casi la
classe media supera lo stesso modello. Tale comportamento è chiamato ipercorrettismo. Secondo Labov,
l’ipercorrettismo della classe media va attribuito alla sua “insicurezza”, cioè alla sua insoddisfazione per il
proprio status e alla sua ansia di migliorare la propria immagine. Lo stesso risultato è stato osservato anche
da altri studiosi, che hanno sostituito alla categoria di classe sociale quella di grado di istruzione. In
quest’ultimo caso è il gruppo dei diplomati a scavalcare quello dei laureati nell’uso della variante di
prestigio negli stili più formali. Se si confrontano le risposte in base al genere, sono le donne a mostrare una
tendenza ipercorretta, quindi una maggiore insicurezza dovuta evidentemente allo svantaggio sociale che
subiscono.

La variante [r] perciò non è standard, ma è di prestigio, perché tipico delle generazioni emergenti della
classe alta.

 Variabile

Contrassegno / marker / differenziatore


Variabile sociolinguistica sensibile sia allo strato sociale sia a stili di parlato (determinati da diverse
situazioni comunicative); dunque: variabile sociolinguistica sensibile sia alla variazione diastratica sia alla
variazione diafasica.
Variabile indicatore
Variabile sensibile SOLO alla classe sociale. Una stessa classe utilizza, fondamentalmente, la stessa variante
in tutti i contesti. Ad esempio la variabile (ɑ:) di Norwich. La variante standard è [ɑ:], mentre invece le
varianti sub-standard sono [a] / [æ] e altre. Possiamo notare che non cambia l’utilizzo in base agli stili
(variazione diafasica), ma solo in base alla stratificazione sociale (variazione diastratica).

Variabile stereotipo
Sensibile SOLO alla variazione di contesto, non varia in base alla classe sociale. Ad esempio la variabile (æʃ)
nel persiano di Teheran. La variante standard è [æʃ], mentre la variante sub-standard è [eʃ]

Variabili socio-demografiche (status, grado di istruzione, età, sesso/genere, ecc.)

Età  conservatività // innovatività

Variabilità e mutamento
Variazione NON è sinonimo di mutamento: con il primo termine si indica la proprietà delle lingue di
presentarsi in forme diverse nei comportamenti dei parlanti, con il secondo il carattere delle lingue di
subire cambiamenti con il trascorrere del tempo. La variazione è un fatto tipicamente sincronico, il
mutamento è per definizione un fatto diacronico. (La variabilità interna al sistema linguistico, anche se
correlata a variabili socio-demografiche, non è necessariamente predittiva del mutamento linguistico)

Modalità e direzionalità dell’innovazione secondo Labov (1980)


I parlanti che guidano il mutamento sono quelli che possiedono lo status più alto all’interno delle comunità
locali, sulla base di una misurazione fatta con indicatore di classe sociale. Tra le persone di pari status i
parlanti più avanzati sulla strada dell’innovazione sono le persone con il più ampio numero di contatti
nell’ambito del vicinato e al di fuori del vicinato.

Direzione del mutamento linguistico:


- mutamento dal basso (changes from below, social awareness): es. sovra estensione –ed
- mutamento dall’alto (changes from above, social awareness): es. (ɹ) a New York

Ricerca di Milroy e Milroy a Belfast (1985):


Perché i cambiamenti nelle caratteristiche strutturali prendono posto in una particolare lingua in un preciso
tempo, ma non in altre lingue con le stesse caratteristiche, o nelle stesse lingue in altri momenti? Questo
problema potrebbe essere considerato come il vero cuore della faccenda.

Le innovazioni dei parlanti, come le altre innovazioni, possono essere classificate in base al loro successo
nella seguente diffusione, come segue:
1) L’innovazione di un parlante potrebbe fallire a diffondersi oltre lo stesso parlante;
2) L’innovazione di un parlante potrebbe diffondersi in una comunità con cui lui/lei ha contatti e non
andare oltre;
3) L’innovazione di un parlante potrebbe diffondersi in una comunità con cui ha contatti e in seguito
diffondersi da quella comunità ad altre, tramite un innovatore che ha legami con le comunità più rilevanti.
Quando osserviamo i risultati di questo processo, tendiamo a soprannominarli “mutamenti linguistici”.

Questione dell’attuazione
Speaker innovation (innovazione) VS Linguistic change (mutazione)
Affermazione di una innovazione, di una varietà o di una variante: alcuni dei fattori che entrano in gioco
sono il prestigio, lo stigma e l’identità.

Prestigio, concetto multifattoriale.


Il prestigio di una varietà o di una variante è prodotto da: atteggiamenti linguistici favorevoli dei parlanti, i
valori simbolici della comunità, l’essere veicolo di affermata tradizione letteraria, l’essere parlata/usata dai
gruppi dominanti.

Rete sociale: possibile vettore dell’innovamento e del mutamento; è l’insieme delle relazioni sociali intorno
a un “ego” di riferimento.
Vi sono proprietà morfologiche/strutturali e proprietà interazionali. Le prime si riferiscono al modo in cui
sono interconnessi i legami tra di loro (dimensione, densità, centralità, presenza di cluster). Le seconde
definiscono il contenuto del legame (molteplicità, direzionalità, intensità).
La dimensione è data dalla somma dei componenti della rete. Numero di Dunbar (o regola dei 150): una
rete sociale caratterizzata da relazione stabili si attesta su un numero di circa 150 persone.
La densità è data dal rapporto tra il numero effettivo dei legami e il numero dei legami possibili. Più il valore
si avvicina a 1, più la rete è densa (densità massima: 1).
Il cluster (grappolo) è la zona della rete con legami più fitti tra i suoi componenti.
La struttura è detta “a cipolla”, quindi costituito da celle concentriche che procedono in questo modo: cella
personale (famiglia e amici intimi), confidenziale (amici), cella utilitaristica, nominale, allargata.
La molteplicità è determinata dalla quantità di legami multipli.
Vi è un’alta densità quando il gruppo o la comunità sono coesi; è un indicatore del controllo normativo
operato sui comportamenti sociali, compresa la lingua. Bassa densità corrisponde invece a un gruppo
scarsamente coeso, con legami non stretti, ma larghi tra gli individui.
Le reti sociali chiuse, dense e molteplici, territorialmente accentrate, con legami fitti fra relativamente
poche persone, hanno l’effetto di rinforzare le norme interne al gruppo, e dunque, dal punto di vista
linguistico, favoriscono l’adesione a una norma linguistica locale, non standard, e il suo mantenimento.
Mentre reti sociali aperte e poco dense, con scarsi legami fra relativamente molte persone e confini non
ben delimitati, sono correlate con l’adozione di forme non locali e della norma standard.

Ricerca di Milroy e Milroy


Ad una maggiore integrazione di un individuo in una rete sociale (che sarà dunque densa), corrisponde un
maggior conformismo alle regole del gruppo sociale medesimo, che si traduce in un atteggiamento
fortemente conservativo dei tratti vernacolari tipici del gruppo. Perciò, reti dense (close-knit), con legami
forti, tendono ad essere conservative, mentre invece reti non dense (loose-knit), con legami deboli,
tendono ad essere vettori di innovazione linguistica.

Tipologie di “aggregazione” sociale:


- rete sociale;
- comunità linguistica (insieme di reti sociali?);
- comunità di pratica (community of practice);
- gruppo sociale (nozione più generale, non implica necessariamente gerarchie)

Aggregazione e identità  le scelte linguistiche sono anche atti di identità e di appartenenza/lontananza


rispetto a una comunità, un gruppo, ecc.
Identità e lingua: il comportamento linguistico è una serie di atti d’identità nei quali le persone rivelano sia
la loro identità personale che la loro ricerca di ruoli sociali. L’individuo crea per se stesso lo schema del suo
comportamento linguistico così da adattarli a quelli del gruppo o gruppi coi quali desidera essere
identificato, o così da non essere come quelli da cui desidera essere distinto.

Diacronia e sincronia.
Comparazione tra più stadi sincronici  Diacronia

Problema dell’attuazione: non sono le lingue a cambiare, ma sono i parlanti che innovano.

L’innovatore: attraverso un’ulteriore distinzione tra INNOVATORI di un mutamento linguistico e coloro che
sono i primi ad ADOTTARLO, abbiamo suggerito una ragione principale per la difficoltà sperimentata
nell’osservare l’introduzione di un’innovazione in una comunità. Questo potrebbe essere visto come una
primissima fase di un mutamento linguistico – almeno dal punto di vista della comunità che lo sta
adottando. Weinreich e allievi hanno descritto l’attuazione di un mutamento come “il vero cuore della
faccenda”. Tuttavia, dal momento che innovatori tendono a essere individui marginali nella rete sociale che
diffondono l’innovazione tramite deboli legami con altri, le persone che i ricercatori identificano realmente
come esseri fortemente associati col mutamento sono probabilmente coloro che l’hanno usato per la prima
volta ma appartenenti al centro della società.

Studio del sistema vocalico a Belfast:


- complessità e variazione del sistema vocalico;
- combinazione con lunghezza e dittongazione vocalica;
- sensibilità all’elemento fono tattico;
- analisi del sistema vocalico in quartieri (centrali e periferici)

Variazione fonetica di /a/ e /ε/ nella varietà locale di Belfast.


Uno spazio di variazione così ampio per due vocali contigue determina una sovrapposizione. Alcune
realizzazioni di /ε/ assomigliano alle realizzazioni di /a/ e viceversa. Proiettandoci indietro nel tempo
possiamo affermare che in un certo momento del passato ha avuto luogo una ristrutturazione e che, ad
esempio, la distinzione /a/ - /ε/ può essere stata neutralizzata davanti a velare con realizzazioni di bag e beg
probabilmente identiche.
Due tendenze in sovrapposizione: (a) > [ε] / _ Velare ; (ε) > [a] / _ Occlusiva sorda

1) Tipici dello scozzese sono l’innalzamento di /ε/ e la produzione di [e] [ə] al posto di [a] o [ae]
In che direzione va il mutamento a Belfast? I dati dai diversi quartieri e divisi per età e genere dimostrano
che sia le varianti alte sia quelle basse sono innovative. La documentazione storica, però, evidenzia che il
mutamento va verso l’innalzamento (le realizzazioni basse di /ε/, proprio dell’inglese conservativo, stanno
cedendo il passo alle realizzazioni medie lunghe, tipiche dello scozzese moderno).
Entrano in gioco i contesti fonotattici e una distribuzione nelle varie aree centrali e periferiche della città
che non trovano spiegazione solo nello strato sociale. Questo, tuttavia, gioca comunque un ruolo. Sono
infatti i gruppi sociali più prestigiosi che tendono ad adottare l’innalzamento e il gruppo più “avanzato”
delle aree residenziali (donne giovani) suburbane lo porta al centro città.

2) Posteriorizzazione di /a/, fenomeno più recente nella varietà di Belfast.

Entrambi i fenomeni sono comuni allo scozzese centrale moderno, e sono da attribuirsi all’influsso Scottish
nella parlata della comunità di Belfast indagata.
L’innalzamento (1) è fenomeno percepito dalla comunità come dotato di PRESTIGIO linguistico e sociale. Ne
sono promotrici le giovani donne dei ceti operaie che vivono nel centro della città; ne sono attuatrici le
donne dei ceti medi, che abitano nei quartieri occidentali di Belfast.
La posteriorizzazione (2) di (a) è invece fenomeno STIGMATIZZATO; ma poiché se ne fanno vettori gli
uomini giovani del ceto operaio abitanti nei quartieri della zona orientale di Belfast, quella considerata
socialmente “alta” all’interno della classe operaia della città, si diffonde verso il centro urbano (abitato da
operai a minore reddito economico) e verso ovest, zona della middle class (prestigio coperto).

Complessità della direzionalità del mutamento: variabile (ε)


I dati che indicano la variabilità segnalano che sia le varianti più alte sia quelle più basse sono innovative e,
dunque, che la direzione del mutamento consiste sia nell’innalzamento che nell’abbassamento. Tuttavia, la
documentazione storica mostra che la direzione del mutamento si muove verso l’innalzamento (le
realizzazioni di grado medio vanno sostituendo quelle basse).
È evidente che nel corso degli ultimi 100 anni le realizzazioni medie si sono diffuse a spese delle
realizzazioni basse. La variante media di (ε) ha ormai sostituito quasi completamente la variante bassa nei
contesti “lunghi” (davanti a occlusiva sorda, davanti a un gruppo sonorante + occlusiva sorda e nei
polisillabi). I parlanti (uomini) di ceto basso residenti in città qualche volta possono ancora presentare
categoricamente realizzazioni basse in contesti brevi, ma nelle zone residenziali suburbane, più
progressiste, alcuni parlanti realizzano attualmente la vocale sempre per mezzo della variante media.

Sia nel caso di (a) che nel caso di (ε), il mutamento sembra portato avanti dalle persone per le quali la
vocale ha minore significatività in quanto marca di rete.

Rete sociali, legami “deboli” e innovazione linguistica


Forza del legame: data dalla combinazione della quantità di tempo, dell’intensità emotiva, del grado di
intimità e dei favori reciproci che caratterizzano il legame; la maggiore diffusione è correlata al numero di
legami deboli attivi.

Fattori che rendono vincente l’innovazione: deve godere di prestigio esplicito e coperto; devono esistere
innovatori marginali che portano l’innovazione nella rete (non considerandole marche di rete); a quel punto
i soggetti centrali della rete saranno tranquilli nell’adottare l’innovazione, che arriverà loro attraverso
legami deboli (e che può diventare anche marca di rete)