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Caratteristiche fondamentali degli esseri viventi

Viene definita cellula l'unità strutturale e funzionale degli organismi viventi o, in altri termini, il più piccolo
insieme di materia dotato di "vita". La scoperta delle cellule risale al XVII secolo, all'epoca dei primi,
rudimentali microscopi e viene attribuita ad un fisico, biologo, microscopista inglese, Robert Hooke. Notò
che sezioni di sughero e di altri tessuti vegetali, al microscopio ottico, erano costituite da piccole cavità
separate da pareti, che lui denominò con il termine di “ cellula”, in quanto gli ricordavano le celle abitate dai
monaci nei monasteri. In realtà Hooke aveva osservato solo le pareti di cellule morte di midollo di sambuco;
non aveva infatti descritto né il nucleo né gli organuli cellulari. Nel frattempo, Anton van Leeuwenhoek, un
ricco mercante olandese, trascorreva il suo tempo libero levigando lenti e costruendo microscopi di notevole
qualità. Fu il primo ad esaminare una goccia di acqua stagnante e con meraviglia, apparvero ai suoi occhi
microscopici “animalculi” brulicanti. L’importanza delle cellule non fu apprezzata fino al 1830. Nel 1838
Matthias Schleiden, un botanico tedesco, giunse alla conclusione che tutti i tessuti vegetali sono costituiti da
insiemi organizzati di cellule. Nell’anno seguente lo zoologo tedesco Theodor Schwann estese le
osservazioni di Schleiden ai tessuti animali e propose una base cellulare comune a tutti gli organismi viventi.
Nel 1858 l’idea che tutti gli organismi fossero formati da una o più cellule assunse un significato ancora più
ampio quando l’anatomopatologo tedesco Rudolf Virchow affermò che le cellule possono essere originate
solo da altre cellule preesistenti. Le scoperte e le osservazioni fatte permisero agli studiosi di avanzare una
teoria cellulare ed un insieme di caratteristiche fondamentali morfologiche e funzionali che accomunassero
tutti gli organismi viventi. La teoria cellulare, attualmente avvalorata stabilisce che:
1. Tutti gli organismi viventi sono composti da una o più cellule.
2. La cellula è l’unità morfologica e funzionale della vita.
3. Le cellule possono avere origine solo per divisione di cellule preesistenti.
Gli organismi viventi condividono molte proprietà peculiari, che non si trovano nel mondo inanimato:
1. Organizzazione cellulare. Ogni essere vivente è costituito da un numero variabile di cellule che
permette una iniziale e macro distinzione degli organismi viventi, in unicellulari, formati da una
singola cellula o pluricellulari, formati da una collettività di cellule. La singola cellula degli
organismi unicellulare coincide con l’organismo stesso, mentre le cellule di un organismo
pluricellulare si integrano e si organizzano in tessuti, organi e apparati, in modo da costituire quella
entità strutturalmente e funzionalmente coerente che è identificata come organismo.
2. Metabolismo. L’attività metabolica è definita come la capacità degli esseri viventi di utilizzare fonti
esterne di materie prime e di energia allo scopo di preservare la struttura complessa ed ordinata degli
organismi e di permetterne lo sviluppo e la moltiplicazione. A seconda delle vie anaboliche
utilizzate, gli organismi viventi sono distinti in autotrofi ed eterotrofi. L' autotrofia è la condizione
attraverso la quale un organismo è in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche a partire da
sostanze inorganiche e utilizzando energia non derivante da sostanze organiche assimilate. Le
principali fonti utilizzate sono il biossido di carbonio, l'ammoniaca o altri composti inorganici
azotati. Mentre le fonti energetiche sono variabili. Gli organismi fotoautotrofi sono in grado di
utilizzare direttamente l'energia solare, di trasformarla e accumularla sotto forma di energia chimica
immagazzinata in molecole stabili. Gli organismi chemioautotrofi ricavano l’energia per il proprio
fabbisogno dall’ossidazione di composti inorganici, quali ione ammonio, ione nitroso e composti
solforati. Mentre l'eterotrofia è la condizione nutrizionale di un organismo vivente che non è in
grado di sintetizzare tutte le proprie molecole organiche autonomamente a partire da altre molecole
inorganiche. Per la sopravvivenza esso deve quindi far riferimento a composti organici
precedentemente sintetizzati da altri organismi. Un’ulteriore distinzione degli organismi è
determinata dalle condizioni alle quali vengono effettuate le reazioni cataboliche biologiche. Gli
organismi sono suddivisi perciò in aerobi e anaerobi. Gli organismi aerobi utilizzano l’ossigeno
come accettore finale nelle loro vie cataboliche, mentre l’ossigeno per gli organismi anaerobi risulta
essere tossico e deleterio, in quanto non sono dotati di enzimi come la superossido dismutasi, la
catalasi e la perossidasi, in grado di proteggerli dallo stress ossidativo generato d’ossigeno.
3. Eccitabilità. È definita come la capacità di un organismo di ricevere stimoli provenienti
dall’ambiente esterno e di rispondervi, producendo mutamenti del proprio stato e delle proprie
attività.
4. Riproduzione. È il processo attraverso il quale organismi viventi generano altri individui
appartenenti alla stessa specie. È il punto cruciale dell'esistenza di un individuo perché permette la
trasmissione delle informazioni genetiche da una generazione a quella successiva. Esistono due
modalità di riproduzione una asessuata o agamica ed una sessuata o anfigonica. La riproduzione
asessuata si ha quando un organismo, uni o pluricellulare genera copie identiche di se stesso. Alla
base di tale riproduzione vi è l'assenza di fenomeni sessuali e di ricombinazione genetica. La
riproduzione sessuata invece è la formazione di un nuovo organismo dall'unione di due cellule
sessuali, dette gameti, ciascuna proveniente da uno dei due genitori.