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n° 90

Agosto - Settembre 2016


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Bimestrale
Agosto - Settembre 2016

Soggetto Scala Pag.


AH-64 Apache di Alessandro Gagliardi 1/48 6 montaggio
F-22 RAPTOR di Francesco (Pullo) Pigoli 1/72 12 montaggio
Mitsubishi J2M5 Raiden (Jack)
di Víctor Martínez Céspedes e Joaquín García Gázquez 1/72 22 montaggio
Uno Yak… Yankee di Andrea Giannantonio 1/72 32 montaggio
Sikorsky H-19 Chickasaw di Momtchil Kaltchev 1/72 38 montaggio
Sopwith Triplane seconda parte di Stefano Foresti 1/72 44 montaggio
TBF-1C Avenger di Riccardo Giorgettini 1/48 52 montaggio

Rubriche
Scatole 62
Accessori 66

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Thomas Abbondi il 17/09/2001 al n° 39. Tutti i diritti sono riservati. Tel +3902/66030400, FAX +3902/66030269
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05 editoriale sm:05 editoriale 13-07-2016 15:17 Pagina 1

Qualcosa di semplice.
Dopo aver sudato sette camicie su qualche improbabile short run più ruvido della pelle di squalo e più storto della Torre di Pisa e
dopo aver compiuto l’eroica impresa di averlo pure portato a termine, viene sempre la tentazione di voler fare qualcosa di sempli-
ce.
Eh, si dai, un bel modello semplice, quelli di ultima generazione, con tutti i pezzi che si incastrano a meraviglia, non serve nessun
set aggiuntivo, se proprio vogliamo toh, giusto le cinture di sicurezza e via. Ah e certo, mi metto lì, non apro manco la documenta-
zione, lo monto in quattro e quattr’otto, lo dipingo e via. Che bello, me lo merito proprio, una cosa facile e veloce di cui vedo la fine
in una settimana e non in un paio di anni nei quali si sono pure aggiunti due o tre nipoti nuovi.
Si perché capita di guardare un modello sul quale finalmente tiri il cavo dell’antenna e pensare, cribbio, quando iniziai questo mio
figlio non era nemmeno nato e ora sta finendo le medie. Ma quanto tempo ci ho messo a dettagliare il pozzetto del carrello?
Teoricamente quindi potrei completare una vita di modellismo con una decina di scatole, che dico, con tre o quattro kit. Che ci fac-
cio con 400 kit in cantina?
Eh si, non c’è dubbio, ora devo assolutamente fare un kit facile, vediamo. Ecco: un bel Corsair 1A Tamiya, si monta da solo. Eh no
però a me piace solo quello neozelandese e le decal in commercio non mi convincono. Farle con le mascherature è difficile. No meglio
di no. Allora beh, ci sarebbe l’Hellcat della Dragon, epperò i pannelli alari ehhh no, vanno modificati. No mettiamolo via, ora maga-
ri il Curtiss SOC3 della Sword… no è brutto ma non il brutto che piace, proprio brutto brutto. Eppure con tutti sti bei aerei ameri-
cani, proprio così brutto dovevano farlo? Poi c’è pure l’opzione col carrello fisso, ancora più orrendo. No.
Ci vuole qualcosa di semplice, ecco ho trovato: il Fairchild PT-19A MPM, sono 4 pezzi in croce, ci sono le fotoincisioni per le imbra-
cature, una passeggiata.
Carrello fisso, niente tiranti. Nemmeno il cavo dell’antenna.
Carino, i parabrezza termoformati richiedono un minimo d’impegno, sono pur sempre un modellista. Giusto per salvare la faccia.
Eh ma è noioso, insulso poverino, che roba è, ma magari si viene a sapere che l’ho fatto e mi prendono pure in giro.
Allora dicevamo qualcosa di semplice. Beh, niente, usciamo fuori settore, resistiamo alla tentazione di annegare nella documenta-
zione, e via, colla e plastica: deciso, senza esitazioni, il P40B Airfix.
Ahh, ottimo, si è un po’ approssimativo ma va bene, allora il cockpit, ecco il seggiolino, c’è pure dettaglio sulle paratie.
Ah ma aspetta un attimo, cosa è sta roba? Possibile che non ci sia manco un cavetto e poi sta pedaliera possibile che sia fatta così e
il cruscotto? Eh fammi un po’ andare a vedere sul Web. Ahhh ecco lo sapevo, c’è da aggiungere un sacco di roba, ora ordino subi-
to un paio di volumi e poi…
Fine della storia e fine pure dell’illusorio concetto del “modello semplice”.

Thomas Abbondi

skymodel@aurigapublishing.it
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AH-64 APACHE
di
Alessandro Gagliardi

Modello: MONOGRAM

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Da sempre affasci- dente oltre che ad urti e incidenti; i


due motori a turbina General Electric
nato da questo sog- T700-GE-701, separati tra loro e
corazzati, fanno di questo velivolo
getto, alla fiera di una perfetta macchina da guerra.
Verona grazie a un
IL KIT
amico sono venuto
in possesso di que- E ora passiamo al sodo: il glorioso
Monogram non sente affatto il peso
sto bellissimo kit. degli anni, anzi si presenta con un
ottimo dettaglio superficiale, rivetti e
L’Apache è il principale elicottero pannellature non mancano, c’è da
d’attacco degli Stati Uniti; sviluppato fare qualche piccola correzione ma
dalla Hughes in risposta al requisito nel complesso è veramente bello. La
AAH (Advanced Attack Helicopter) mia masochistica vena modellistica
dell'US Army, è un bimotore biposto mi ha portato ad acquistare un set di
in tandem concepito per missioni dettaglio Verlinden che mi ha fatto
controcarri, appoggio a forze di terra sudare non poco restituendomi in
e combattimento contro altri elicotte- compenso un appagante sadico pia-
ri. Dotato di avionica di navigazione e cere.
tiro di tipo avanzato e costantemente
aggiornata, è armato con un potente
cannone ventrale da 30 mm M230
Chain Gun e una combinazione di Munendosi di documentazione e
missili AGM114 Hellfire, razzi Hydra foto si procede al taglio chirurgi-
70 da 70 mm e missili AIM92 Stinger co seguendo dove possibile le
agganciati alle alette laterali. La cellu- pannellature del kit. Per aprire i
la abitata è corazzata con elementi in vani che alloggeranno il set
kevlar e carburo di boro che garanti- Verlinden, prima passiamo una
scono protezione contro proiettili per- punta di compasso, poi usiamo
foranti fino al calibro di 12,7 mm, Dremel e cutter e quindi rifiniamo
mentre i serbatoi e le pale del rotore con lime, verificando con prove a
possono resistere al 23 mm esplo- secco che tutto vada bene.

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Gli interni hanno ricevuto il giallo


XF-56 scurito con una goccia di
nero, i cavi e i vari ammennicoli
assenti e infine un dry-brush e un
lavaggio.

Le
Le gambe
gambe inin resina
resina dei
dei carrelli
carrelli del
del set
set avevano
avevano la la
parte
parte terminale
terminale molto
molto delicata
delicata ee allora
allora vai
vai di
di taglia
taglia ee
cuci
cuci con
con quelle
quelle del
del kit,
kit, forando
forando l’interno
l’interno con
con una
una
punta
punta da
da 0,5
0,5 mm
mm per
per poter
poter inserire
inserire uno
uno spillo
spillo come
come
perno.
perno.

Con l’aiuto di un incisore, di un rivettatore e del nastro Dymo si ripa-


ra dove si è perso dettaglio e si applica qualche piccola modifica ai
pannelli, stuccando con la cianoacrilica le linee errate.

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Montaggio
Gli interni del kit sono fantastici,
ho solo aggiunto del negativo Per i razzi Hydra ho effettuato un taglia e cuci tra resina e kit per
fotografico per simulare gli scher- ottenere un risultato più soddisfacente.
mi ed effettuato un dry-brush per
enfatizzare i dettagli con grigio
XF-56 sul nero H-12 precedente-
mente desaturato.

La Chain Gun è stata dettagliata


con plasticard.

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Dopo una mano di fondo il modello ha ricevuto un preshading


e la finitura in verde FS34087 ottenuto con H-304 desaturato.
Le parti in nero FS37038 sono in H-12, ovviamente anch’esso
desaturato.

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Montaggio
Varie
Varie mani
mani didi trasparente
trasparente lucido
lucido consentono
consentono l’applicazione
l’applicazione delle
delle
decal
decal Two
Two Bobs,
Bobs, poipoi di
di nuovo
nuovo trasparente,
trasparente, un un po'
po' di
di lavaggi
lavaggi per
per
marcare
marcare meglio
meglio pannellature
pannellature ee rivetti
rivetti ee infine
infine qualche
qualche mano
mano didi
opaco,
opaco, via
via le
le mascherature
mascherature ee voilà
voilà ilil gioco
gioco èè fatto.
fatto.

Per l’ambientazione ho scelto una porzione di aeroporto riprodotta su


un rettangolo di isolante da 5 mm sul quale è stata incisa la trama del
Tarmac. La vernice spray acrilica ha fatto il resto. Qualche sporcatura di
verde lungo le fughe dei lastroni, nulla di complicato e il lavoro era ter-
minato.

CONCLUSIONI
Il carrello degli Hellfire proviene
Vista la mia condizione di modellista da un set Esci mentre l’estintore è
in erba questo modello è stato un’ot- totalmente autocostruito.
tima palestra che mi ha permesso di
sperimentare molte cose; posso dire
che per ottenere risultati soddisfa-
centi basta avere un po’ di fiducia in
se stessi e l’umiltà di chiedere consi-
glio a chi ne sa di più: a tal proposito
ringrazio Francesco Pernice, Marcelo
Pablo Visintin, William Di Filippo per
avermi aiutato e consigliato, la mia
mogliettina per la pazienza e, ovvia-
mente, la redazione di Sky Model per
l’opportunità concessa.
SKYMODEL

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F-22 di Francesco
(Pullo) Pigoli
Foto modello finito

RAPTOR
di Simone Rampichini

Modello: REVELL

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Montaggio
Quando un annetto con acetato sottile antiriflesso, utiliz-
zato per riprodurne il vero aspetto.
fa decisi di realiz- Nel cockpit il colore dominante è il
nero: al fine di creare il giusto effetto
zare il Raptor, non scala, tutte le parti esposte alla luce
mi sarei mai aspet- sono state dipinte in grigio scuro e le
parti interne in nero.
tato tutte le sorpre- Questo ha permesso di incollare le
fotoincisioni precolorate su un fondo
se che questo sog- di tonalità affine e dare a tutto il com-
getto mi avrebbe plesso un effetto realistico.

riservato. Il seggiolino è quello fornito dal kit:


assottigliati gli spessori delle due
L’F-22 mi piace, tra parti laterali, dettagliato il poggiatesta
i caccia di ultima con plasticard e con l’aggiunta di pic-
coli particolari, è risultato più che
generazione è accettabile. Le fotoincisioni delle
maniglie di espulsione, delle cinture
decisamente il di sicurezza e del vano paracadute
meno convenzio- completano il lavoro una volta dipinto
e “tridimensionalizzato” tramite un
nale, ma sotto le dry-bruhing in grigio chiaro (replicato
su tutte le parti in rilievo del cockpit).
linee futuristiche a
mio parere Per il canopy il lavoro è stato meno
convenzionale e più delicato.
nasconde una geo- Nella realtà, il singolo pezzo in poli-
carbonato (attualmente il più grande
metria classica che mai prodotto in serie) presenta un
lo rende accatti- telaio interno, non riprodotto nel kit
ad eccezione della paratia posterio-
vante quanto basta re. Il trasparente Revell, inoltre, pre-
senta il bordo (purtroppo in rilievo)
per farsi venire la del telaio esterno più sottile del dovu-
voglia di costruirne to.
Le lavorazioni su questa parte sono
il modello. quindi state: carteggiamento all’e-
sterno al fine di riportare il trasparen-
Il kit Revell è un’ottima base di par- te a livello (delimitando correttamen-
tenza poiché rappresenta molto te la parte da dipingere) e costruzio-
fedelmente le linee inusuali di questo ne del telaio interno (realizzato con
caccia e necessita solamente del due striscioline di plasticard incollate
dettaglio di alcuni particolari. A que- tra loro, la più esterna delle quali fora-
sto proposito, il set Eduard F-22 ta in tutta la sua lunghezza con micro
Interior è l’aftermarket necessario e punta da 0,3 mm).
sufficiente per realizzare un buon Il canopy, nelle foto reali spesso visi-
modello. bile molto pulito, è stato lucidato
prima della colorazione e del mon-
taggio con un panno lucidante soffi-
ABITACOLO ce, montato su un minitrapano.

L’F-22 Interior Set Zoom Eduard, che


comprende le fotoincisioni pre colora-
te delle consolle laterali e centrale, è
probabilmente il miglior modo per
dettagliare l’abitacolo del nostro cac-
cia. La vasca è stata dettagliata nelle
due carenature poste nella parte
posteriore dietro il seggiolino e negli
altri dettagli osservabili dalle foto.

Anche la palpebra della consolle


principale è stata lavorata, incidendo
pannelli e rivetti e dettagliando la
parte superiore (che alla fine sarà
dominata dall’enorme schermo HUD)

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BAIE ARMAMENTO
Il Raptor dispone di ben tre baie
armamento, una ventrale contenente
il grosso della potenza di fuoco e due
laterali dedicate a un singolo missile
Sidewinder. Per il modellista le possi-
bilità sono molte: dai pigroni che pos-
sono riprodurre tutto chiuso, ai fanati-
ci del superdettaglio che avranno
pane per i loro denti.
Ho optato per una via di mezzo:
mostrare la baia ventrale (che mi
avrebbe costretto a cimentarmi con
questo tipo di lavorazione, inusuale
per me) e solo una baia laterale. In
questo modo avrei avuto un lato del
modello più “pulito” che avrebbe reso
meglio le linee del caccia.

La baia ventrale, così come fornita


dal kit, è il solo mezzo disastro che
ho incontrato: abbastanza inaccurata
nel riprodurre il fondo e tutte le ordi-
nate presenti nel vano.
Quindi ho asportato (tramite fresette,
lame Exacto e altro) l’intero pavimen-
to della “scatoletta”, salvando solo i
bordi e le carenature anteriori.
Riprodotto il pavimento con plasti-
card da circa 0,5 mm, ho innestato le
ordinate presenti cercando di ripro-
durre i vari spessori e distanze tra
ognuna di esse.
La presenza di due piccole carenatu-
re sulla parte posteriore (ignorate
dalla totalità dei kit, almeno nella
scala regina), sempre facenti parte
dei condotti delle prese d’aria, sono
state riprodotte creando le “impronte”
sui sue lati del vano e sagomandogli
un foglio di plasticard sottile attorno,
incollato con supercolla.
Terminata la struttura, è stato il
momento del dedalo di tubicini e con-
nettori che popolano quello spazio,
riprodotto con fili di stagno di vari
spessori, fili di rame e (nei tubi di dia-
metro maggiore) con pezzetti di graf-
fetta sagomati e lavorati con mole da
trapanino.
La baia laterale aperta è risultata più
semplice, accurata nella posizione e
dimensione delle varie scatole avioni-
che (dettagliate con soddisfazione
grazie al Set Zoom Eduard). La modi-
fica di questa parte si è limitata alla

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Montaggio
correzione della paratia superiore
(piatta e non con ordinate, come nel
kit) e al dettaglio generale realizzato
con fili e tubicini.
Il dettaglio di queste zone è stato
accurato, ma non maniacale. In scala
1/72, a mio parere, non ha senso
riprodurre il più piccolo attuatore o il
connettore più nascosto, tanto più
che se le nostre baie saranno riempi-
te con l’armamento (come è giusto
che sia), una manciata di diottrie ver-
rebbe perse quasi per nulla.
La baia laterale di destra, per essere
rappresentata correttamente chiusa,
ha necessitato di un foglio di plasti-
card incollato all’interno del vano a
mo' di battuta. Una carteggiata all’in-
terno degli sportelli (agendo progres- quella di incollare questa sezione allo
sivamente, fino ad avere lo sportello sportello principale, inserendo all’in- LUCI ALARI
a filo fusoliera) ha preceduto l’incol- terno, tra i due sportelli, uno spesso-
laggio tra le due parti. re che fissasse i due pezzi con il cor- Le luci di posizione alari sono decisa-
Una volta incollato lo sportello in retto angolo (come mostrato in foto). mente particolari nel Raptor: rombi in
sede ho trovato più comodo, in alcu- plexiglass annegati nelle semiali con
ne linee di pannellatura, tappare la Per la colorazione di questi vani ho all’interno le lampade. Scartata l’idea
fessura con colla ciano per poi re- utilizzato una tecnica ben nota: si di dipingere il “furuncolo” presente
incidere il tutto per ottenere un aspet- posa preventivamente un fondo nero nel kit di rosso e verde, ho asportato
to più regolare. opaco per poi, con successive lievi dalle semiali il settore in corrispon-
Gli sportelli dei vani armamento sono passate di bianco (spruzzando con denza delle luci e inserito un pezzet-
stati un’altra piccola avventura. l’aerografo più o meno con la stessa to in plasticard della stessa forma
Probabilmente mantenere i cilindri di angolazione), creare l’effetto luce non fissato a filo, in modo da creare
retrazione stampati, così come pro- sulle superfici illuminate lasciando i una sede per la parte trasparente.
posti dal kit, sarebbe stato accettabi- recessi con una gradevole ombreg- Quest’ultima è stata ricostruita con
le. giatura. un pezzo di acetato tagliato a misura
Gli sportelli della baia principale con- Fatto questo, ho colorato i cavi e le
tengono un’altra insidia per chi voglia tubazioni con colori a smalto e fissa-
rappresentarli correttamente: come to il tutto con una mano di trasparen-
giustamente fornito nel kit, il semi- te semilucido.
sportello è diviso in tre parti; la più Trasparente che è servito per prepa-
piccola delle tre (la più vicina alla cer- rare la superficie ai lavaggi tramite
niera), quando aperta, è appena visi- colore a olio che hanno dato risalto ai
bile dal bordo della fusoliera, appog- dettagli. Terminato il lavoro, sono
giata e angolata rispetto allo sportel- stato soddisfatto del risultato (rispetto
lo principale. ai miei precedenti tentativi) renden-
La soluzione migliore che ho trovato domi conto, tuttavia, che si può anco-
per ricreare il cinematismo è stata ra migliorare, e di molto.

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ro aperti a spacco, nella funzione di


aerofreni all’atterraggio), questo spa-
zio vuoto è decisamente antiestetico,
soprattutto perché diventa evidente il
bordo dei condotti. Per rimediare, ho
realizzato con plasticard dei settori
come mostrato in foto, per dare con-
tinuità al condotto di espulsione. Non
ho curato molto il raccordo con la
fusoliera posteriore dato che, una
volta incollati i deflettori, quelle zone
non risulteranno visibili.
Il resto delle modifiche in questa
zona si attua una volta chiuse le
semifusoliere: bisogna riprodurre con
del plasticard le paratie laterali a
coda di rondine. Da curare in questo
e termoformato con la capocchia di ancora unico nel suo genere, di geo- caso il corretto angolo tra le due code
uno spillo per ricreare il caratteristico metria di scarico e di spinta vettoria- e una buona stuccatura che renda
rigonfiamento. le, qualche modifica bisogna metterla queste lamine perfettamente raccor-
Durante le fasi di rifinitura ho rivestito in cantiere. date con la fusoliera.
l’interno con una lamina di alluminio La parte riproducente lo stadio finale Anche le pagaie, volendo essere
e riprodotto la lampada con una goc- delle turbine e i condotti (che partono accurati, necessitano di dettaglio
cia di colore, fissando la parte tra- rotondi e finiscono di forma rettango- sulla parte laterale, che presenta un
sparente tramite colla vinilica. lare), dopo un analisi delle foto sono aspetto più articolato della semplice
Il risultato alla fine non è stato one- risultati più che accettabili, specie se parete liscia offerta dal kit.
stamente eccelso, ma sicuramente dipinti con attenzione. Il lavoro non è complicato: si asporta-
meglio della prima opzione. Da un montaggio a secco delle parti no le parti laterali dei pezzi e si ripro-
in gioco, quello che salta subito ducono il triangolino forato e la spe-
SCARICHI all’occhio è il “buco” lasciato dal kit tra cie di guida rettilinea visibile dalle
il bordo posteriore della fusoliera e la foto. La parte delicata è ripristinare la
La zona scarichi del kit merita un 6 ½ fine dei condotti di scarico. Se il sezione piatta del deflettore ridando-
di incoraggiamento: anche qui base modellista intende rappresentare i le la forma corretta. In questo senso
buona ma per rendere una buona deflettori a pagaia come normalmen- stucco, supercolla usata come stucco
riproduzione di questo sistema, te si presentano in parcheggio (ovve- e un’accurata carteggiatura tappano

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Montaggio
e uniformano tutti i buchi risultanti
dalla modifica.
In ogni caso, più difficile a dirsi che a
farsi, e il Raptor, una volta terminato,
presenterà un dettaglio a mio parere
che aumenta il realismo del modello.
La colorazione delle pagaie è stata
eseguita con colori Alclad Steel e
Burnt Iron per i settori in fusoliera,
spruzzando il colore direttamente
sulla plastica lucidata con un panno
rotante montato sul minitrapano.
Infine, la differenziazione dei vari set-
tori è stata ottenuta con polveri
metalliche Tamiya, mentre lo Smoke
della AK è servito per riprodurre gli
effetti sulla parte interna dei defletto-
ri.

SUPERFICI
AERODINAMICHE
FUSOLIERA
La fusoliera del kit (composta sostan-
zialmente dai due gusci, divisi in
senso longitudinale) si presenta tutto
sommato corretta ma ha comunque
ricevuto un minimo di dettaglio e di
accorgimenti. Un altro particolare tipi-
co di questo velivolo è la scarsa pre-
senza di pannellature così come tra-
dizionalmente intese. Infatti, molte
zone del velivolo reale si presentano
in rilievo, particolare facilmente
osservabile nelle foto dal vero con
luce incidente. L’Eduard produce un
set che fornisce lamine tagliate a
misura di tutti questi pannelli; ho
scartato però l’ipotesi di rivestire tutto
il modello con questo accessorio
data la scala (lo spessore delle lastri-
ne in fotoincisione è, a mio parere,
comunque sovradimensionato per
l’1/72) e perché un effetto di questo
tipo temevo togliesse la pulizia di goli netti. Alla fine mi sono acconten- riproducenti questi accessori.
linee del modello. tato di un compromesso, rischiando Il grosso difetto del kit è il cielo delle
Mi sono quindi limitato all'aggiunta in alcuni casi (come nelle derive e nei prese d’aria che, se montato da sca-
delle poche pannellature visibili bordi di attacco delle prese d’aria) di tola, è costituito dalla parte sottostan-
assenti e di una leggera rivettatura, rimanere senza plastica da grattare. te la semifusoliera superiore, quindi
soprattutto nei pannelli sul dorso, Per rendere più uniforme tutta la cel- irreale e decisamente da modificare.
sulla parte anteriore della fusoliera e lula prima della colorazione ho incol- Foto alla mano, si nota che la parte
negli sportelli dei grossi vani dell'a- lato e stuccato le derive facendo superiore ha una leggera inclinazio-
vionica presenti sotto l’abitacolo. attenzione alla giusta angolazione. In ne verso il basso. Ho quindi prepara-
Se si osserva l’F-22 da qualsiasi ogni caso, le radici di queste ultime, to due parti in plasticard sagomate
angolazione, uno degli aggettivi che larghe e piatte, aiutano non poco la opportunamente che sono state poi
lo descrivono meglio è “affilato”. Le corretta posa.
superfici aerodinamiche, i bordi di Come già detto, nel kit Revell l’aspet-
attacco delle semiali e delle prese to esteriore delle prese d’aria è a mio
d’aria risultano di aspetto tagliente. parere azzeccato. Un po’ meno l’in-
Normalmente, assottigliare tutto il terno.
possibile è una procedura che adotto Volendo rappresentare il velivolo con
per aumentare il realismo dei miei le caratteristiche protezioni FOD (che
modelli, ma per il Raptor la questione avrebbero dato una nota di colore al
è stata più complicata. Oltre ad “grigiume” del modello), anche l’inter-
assottigliare il più possibile derive, no delle prese d’aria avrebbe dovuto
superfici mobili e quant’altro, biso- essere accurato abbastanza per
gnava cercare di mantenere gli spi- accogliere i due rombi in plasticard

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messo (oltre a rendere più veritiero il tà di questo tratto.


tutto) di realizzare i due rombi ripro- Ho quindi aggiunto un foglio di plasti-
ducenti i FOD con una forma tutto card alla parte mobile, che è stato
sommato plausibile, anche se (in lavorato per risultare a “spessore
virtù della complicazione propria di zero” all’esterno e dare l’impressione
questo particolare), una volta instal- della curvatura all’interno.
late sono risultate non proprio della Una volta dipinto il modello, il partico-
corretta forma e un po’ più in avanti lare verrà completato con dei piccoli
rispetto a quelle reali (visibilmente settori in grigio scuro, simulanti le fes-
“cacciate” più in profondità nella gola sure nei quali gli attuatori si connetto-
della presa). no alla superficie mobile.
Altro particolare “faticoso” è il bordo
d'attacco superiore della fusoliera, CARRELLI E
nello spigolo con cui si raccorda alle VANI CARRELLI
prese d’aria. Da scatola, unendo le
due semifusoliere, questa parte è Gli alloggiamenti del carrello princi-
decisamente irrealistica. L’obiettivo, in pale dell’F-22 hanno due caratteristi-
questo caso, è quello di cercare di che: sono zeppi di tubazioni idrauli-
mantenere lo spigolo sul bordo d'at- che e connessioni elettriche e,
tacco e raccordare al meglio la pare- soprattutto, tutto ciò è molto visibile.
te della presa d’aria. Buoni risultati si Va da sé che quindi un arricchimento
hanno riempiendo la parti in gioco di queste zone è doveroso. Volendo
con stucco bicomponente (al fine di fare tutto in casa, come ero intenzio-
avere materiale da lavorare) e car- nato a fare io, le modifiche partono
teggiando con attenzione fino a otte- dalle paratie che delimitano questi
nere il giusto profilo. Nel mio caso, su spazi. Per dare profondità nella parte
un lato sono arrivato alla fine dalla posteriore (che mi pareva un po’
plastica, ma una toppa di stucco carente in questo senso) ho dappri-
bicomponente e una carteggiatina ma allungato le paratie frontali, rac-
delicata hanno risolto l’apparente tra- cordandole al meglio alla fusoliera
gedia. con prove a secco.
Per cercare di dare un minimo di Successivamente ho ricostruito i
dinamismo al modello ho separato le triangolini che simulano le pareti
superfici aerodinamiche (Flap e deri- posteriori. Costruita la “scatola”,
ve). Per i flap il lavoro è una passeg- armato di pazienza ho riprodotto le
giata, per le parti mobili delle derive tubazioni principali con filo di rame di
bisogna invece porre maggiore atten- vari spessori, stagno e plastic rod. Il
zione: l’attuatore è posto alla radice dettaglio del cielo dei vani è stato
della deriva e la carenatura è ben realizzato direttamente sull’interno
visibile all’interno degli impennaggi. della fusoliera superiore, dato lo spa-
fissate e stuccate al soffitto delle Questa porzione è ovviamente molto zio ridotto.
prese d’aria. Queste parti sono state spessa e la superficie mobile ruota Per la colorazione ho utilizzato la
assottigliate al limite della trasparen- all’interno della carenatura. Quando stessa tecnica usata per le baie
za sul bordo d’attacco, per permette- si riproduce la parte mobile con incli- armamento. Alla fine dei lavori, pur
re di mantenere il giusto aspetto affi- nazione variata, bisogna aggiungere essendo la prima volta che utilizzavo
lato, una volta integrate. la parte di alettone che “compare” questa tecnica, mi è parso che l’effet-
L’introduzione della modifica ha per- nella rotazione e simulare la rotondi- to di profondità e “dedalo di
tubi&tubetti” sia stato accettabilmen-
te reso.
I carrelli da scatola sono buoni e
necessitano solo di poche migliorie.
Le ruote principali hanno ricevuto i
battistrada scolpiti, per aumentarne il
realismo. A modello terminato però, il
sospetto che queste fossero lieve-
mente sovradimensionate si è insi-
nuato ogni volta che lo osservo, quin-
di il consiglio è di limare qualche
decimo di millimetro a ogni semiruota
prima di unirle.
Le gambe di forza sono state arric-
chite con le fotoincisioni del solito kit
Eduard, mentre il carrello anteriore è
stato un po’ più laborioso: foto alla
mano, ho completato i cinematismi
del compasso, diviso le due luci di
atterraggio e resa più realistica l’asta

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Montaggio

di retrazione.
Un lavaggio per risaltare i dettagli
dopo aver colorato il tutto ha termina-
to questa sezione.

COLORAZIONE
Dopo essermi accertato (o quasi)
che le superfici del modello fossero
regolari ed esenti da difetti, la colora-
zione ha avuto inizio. La sfida, per un
aereo come questo, oltre ad azzec-
care lo scostamento cromatico tra le
varie tonalità è quella di cercare di
renderlo “tridimensionale”. I pannelli
su cui lavorare per creare un certo
contrasto sono pochini, ma bisogna
farseli bastare.
Ho quindi pre-ombreggiato tutta la
superficie del modello con un grigio
scuro. Sui pannelli sottostanti in corri-
spondenza dei motori ho invece
spruzzato, a contorno netto, un mar-
rone.
Subito dopo è stata la volta del grigio
che costituisce il tono più chiaro dei
tre costituenti la mimetica del Raptor.
Questo grigio (FS36375) ricopre tutti
i bordi di attacco e di uscita del veli-
volo (oltre al telaio del tettuccio e
diversi pannelli) e ha la particolarità
di non essere rivestito dalla vernice
radar assorbente. Non che io sia
assolutamente sicuro di questo, ma
in ogni caso, dalle foto in mio pos-
sesso, era abbastanza chiaro che la
finitura di questo colore fosse satina-
ta, in contrasto con il resto delle
superfici, con effetto “metallico”.
Quindi la tecnica è stata questa:
spruzzato il colore e reso satinato
con il trasparente Gunze, ho masche- presenta un contorno frastagliato, to già detto, avrei dovuto togliere
rato l’intero velivolo con nastro tipico dei velivoli stealth), delle prese questa mascheratura a modello prati-
Tamiya in corrispondenza di queste d’aria e degli scarichi. camente finito, quindi con decalco-
zone. L’incubo che mi perseguitava era manie ed effetto “Have Glass” già
Il lavoro di mascheratura è stato par- commettere qualche imprecisione posati. Tutte le mascherature sono
ticolarmente lungo e laborioso, che avrebbe reso problematica un’e- state eseguite quindi con molta atten-
soprattutto nella zona del muso (che ventuale correzione. Infatti, per quan- zione, evitando sovrapposizione tra il

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medio è stata eseguita con passate pannelli dorsali, caratterizzati da una


leggere, in modo che trasparisse centinatura sottostante piuttosto fitta,
l’ombreggiatura dei pannelli. un effetto “corrugamento” enfatizzan-
La mascheratura delle macchie ha do la precedente pre-ombreggiatura.
visto l’utilizzo di mascherine in carta, Avendo notato questo effetto su alcu-
nastro in corrispondenza degli spigo- che sono servite da cartamodelli per ni velivoli (a dir la verità, in condizioni
li per non creare zone nelle quali la dei salsicciotti di Patafix. di volo) mi sorrideva l’idea di ripro-
vernice avrebbe potuto infilarsi. Avevo qualche timone nell’utilizzo di durlo.
Per questo, oltre al solito nastro questo materiale dato che non sareb- Sui taileron ho riprodotto inoltre un
Tamiya si è avuto un grande utilizzo be stata una bella cosa se avesse “pannello fantasma”, spesso visibile,
di “masking fluid” della Valleyo, utilis- lasciato residui. In realtà, nel realiz- anche se sul mio serial, dalle foto a
simo per la mascheratura (stagna) di zare la mimetica ho tenuto per più di mia disposizione, non sembrava
tutti i numerosi vani armamento e di due giorni il Patafix sulla superficie esserci. L’effetto è stato realizzato
carrello, zona scarichi e cockpit. verniciata e al momento di togliere mascherando la zona e posando
tutto, se qualche residuo era rimasto strati diluitissimi di grigio chiaro, lo
Una volta terminata questa fase è sulla superficie, è bastato pressarci stesso della mimetica.
stata la volta dei due toni di grigio contro dell’altro Patafix e al massimo Terminata questa fase, una veloce
costituenti la mimetica. Per “l’overall in uno-due tentativi tutti i rimasugli occhiata sotto la mascheratura ha
gray” intermedio ho utilizzato un sono stati asportati tranquillamente. confermato quello che la mia impres-
FS36320 e, per il grigio delle mac- Una volta terminata la mimetica ho sione (e quella di qualche amico
chie più scure, un FS36118 lieve- desaturato i pannelli presenti, gli modellista) mi insinuava: l’aspetto era
mente schiarito. La posa del grigio sportelli delle baie armamento e dei troppo contrastato. Ho quindi provve-
carrelli. Ho anche realizzato, sui due duto, sempre utilizzando il grigio

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Montaggio
Lifter MJ-1
Il muletto per il trasporto dei missili mi pareva il mezzo adatto al picco-
lo “presepe” che avrei installato attorno al modello. Il problema era
quello di rendere il lifter Hasegawa più o meno plausibile. Ho quindi
modificato, assottigliato, forato e ricostruito tutti i particolari utili a ren-
dere questo mezzo simile all’attuale in servizio.

chiaro diluito circa al 90%, a desatu- caso era l’unica freccia al mio arco
rare le superfici superiori del velivolo, per cercare di riprodurre questo par-
effetto questo facilitato dal fatto che il ticolare aspetto.
Raptor ha una demarcazione netta Se sono qui a raccontarlo, mostrando
tra superfici superiori e quelle inferio- foto a testimonianza, la “smaschera-
ri, in virtù delle sue forme spigolose. tura” (credo di quasi un intero roc-
Dopo la rifinitura delle superfici e dei chetto) del nastro applicato al model-
particolari sulla cellula, era il momen- lo è andata a buon fine. Anche il con-
to delle decal, rivelatesi ottime e facil- trasto tra le tre tonalità di grigio mi è
mente posabili. Molte decalcomanie sembrato plausibile, quindi la fase di
fornite da scatola riproducenti dei invecchiamento poteva procedere.
settori in grigio chiaro non sono state Tutte le foto di cui disponevo del mio
utilizzate, avendo provveduto a velivolo reale, il caccia del coman-
mascherare le suddette zone come dante del 90th FS “Pair ‘o Dice”, pre-
descritto in precedenza. Questo ha sentavano un velivolo come appena
costituito del lavoro in più che però, a uscito dal reparto di verniciatura. Va
mio parere, ha dato buoni risultati in da sé che, se avessi lasciato tutto mobili delle derive.
termini di realismo. com’era, il modello sarebbe apparso Il pigmento Smoke della AK è stato
L’effetto metallico tipico di questo veli- (usando le parole di un amico) come utilizzato per riprodurre gli sbuffi
volo è stato riprodotto con l’Alu Effect un modello die-cast decorato da dell’APU in fusoliera e degli altri sfia-
della True Earth. Data la delicatezza un’abile signora cinese. ti, oltre a un annerimento, normal-
del passaggio (leggi: se va male si Per rendere il modello in ogni caso mente visibile, degli sportelli del car-
butta tutto), ho eseguito molte prove più reale ho tratto spunto dalle imma- rello principale, adiacenti alle ruote.
SKYMODEL
con questa finitura su rottami colorati gini che ritraevano gli F-22 con qual-
come il modello. Alla fine, ho trovato il che segno di un certo periodo di lon-
miglior effetto stendendo questo tananza dal reparto di appartenenza.
colore ad aerografo, con pressione Ho quindi enfatizzato con colori a olio
standard e senza diluirlo. Una serie di (seppia) alcune pannellature e i rivet-
lievi passaggi, senza preoccuparsi ti, riprodotto le sporcature nella parte
troppo di eccedere, ha prodotto, una sottostante posteriore (dove con la
volta asciutto, un gradevole aspetto, polvere metallica Tamiya ho differen-
tutto sommato realistico. Anche l’ef- ziato i pannelli in corrispondenza dei
fetto “puntinato” di questa finitura è motori) e riprodotto le strisce di spor-
stato reso, ma, volendo essere preci- cizia trascinata dal flusso sulle parti
si, forse un po' fuori scala. In ogni
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JACK

MITSUBISHI
J2M5 RAIDEN
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Montaggio
Il J2M fu progettato da Jiro Horikoshi, crea-
tore anche del mitico Mitsubishi A6M Zero; di
il Raiden era un intercettore puro per la Víctor Martínez
difesa del territorio metropolitano, con il Céspedes (montaggio) e Joaquín
García Gázquez (colorazione)
compito di contrastare la minaccia dei
bombardieri in quota. Era quindi veloce e Modello: SWORD
molto armato, a detrimento della manegge-
volezza.

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Il primo prototipo, il Mitsubishi J2M1,


ebbe il battesimo dell’aria il 20 marzo
1942. Monoplano ad ala bassa cant-
liver con carrello retrattile, subì ritardi
nello sviluppo a causa della scarsa
disponibilità di motori adeguati,
venendo infine dotato di un motore
radiale Mitsubishi Kasei 13 da 1.430
hp.
La versione oggetto di questo artico-
lo è la J2M5, ovvero l’ultima variante
di serie, equipaggiata con un motore
Mitsubishi MK4U-4 da 1.820 hp e
che fu prodotta anche nella sottover-
sione J2M5a, con armamento diffe-
rente.
La Mitsubishi consegnò un totale di
476 aerei delle diverse varianti.

Si inizia dettagliando plance e


pedaliera, la radio è un pezzo di
resina incluso nel kit.
Le paratie si completano con le
rispettive parti in resina.
L’interno si colora con una misce-
la di Gunze H312 Green FS34227
e H302 Green FS34092, in rappor-
to 3:2. Con un poco di bianco si
schiariscono le pannellature al
centro e con un nero molto diluito
si creano le ombre. Si dipingono a
pennello i dettagli con gli acrilici
e si profilano i vari elementi con
l’olio Ombra Naturale diluito. Le
scrostature si dipingono con il
Silver Mithril della Citadel.
Per i quadranti ho usato le decal
dello Zero Airfix, fustellandoli uno
a uno sulla base delle foto stori-
che. Il sedile si dettaglia con le
imbracature predipinte del set
Eduard Seatbelts IJA/IJN.

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Montaggio
Chiamato Jack dagli angloamericani,
il J2M Raiden ebbe il battesimo del
fuoco nel 1944, all’inizio con scarso
esito; col proseguire del conflitto il
Raiden divenne un eccellente aereo
da difesa del territorio giapponese,
sempre più minacciato dalle incursio-
ni dei bombardieri pesanti statuniten-
si.

MONTAGGIO
Il modello Sword è del tipo short run,
con certe grossolanità ma una inci-
sione fine del dettaglio adeguata alla
scala e buoni pezzi in resina per det-
tagliare il cockpit. Ovviamente occor-
re un discreto lavoro di adattamento
con stuccature e correzioni, ma,

Una volta completati gli interni si


procede con la fusoliera e le ali. Il
raccordo va stuccato e carteggia-
to, le pannellature cancellate
vanno poi reincise.

Per dipingere comodamente il modello conviene realiz-


zare un pratico supporto in cartone.

Gli elementi minori come le ruote, il carrello, l’elica


si preparano a parte, l’unica aggiunta è il cavo dei
freni in filo di rame.

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6 7

1 I trasparenti inclusi nel kit non sono separati, il che è un peccato per- come vedremo, procedendo con cri-
ché si rischia di nascondere il dettaglio interno. Usati per la termofor- terio si potrà ottenere una buona
matura non si adattano perfettamente. Si è scelta una soluzione inter- riproduzione del velivolo senza
media: il parabrezza è originale mentre il tettuccio scorrevole e le fine- eccessiva fatica.
strature posteriori sono termoformati. 2 Si inizia con una mano di
fondo Aluminio della Vallejo, che ha una finitura ottima e consente di
accorgersi degli eventuali difetti di montaggio. 3 Si passa al giallo per il
bordo d’attacco alare, segno distintivo degli aerei giapponesi. In questo
caso si usa il giallo opaco Tamiya XF. 4 Una volta protetto il giallo del
bordo d’attacco, sulle superfici inferiori si dà il J.N. Grey XF-12 schiarito
col bianco. 5 I dettagli come le eliche e il carrello si dipingono a parte.
6 Per il colore superiore si usa l’XF-11 J.N. Green schiarito con l’XF-4
Yellow Green. Si può anche esagerare schiarendo, poiché i passaggi
successivi tenderanno a scurire l'insieme. 7 Si schiariscono i pannelli
aggiungendo Yellow Green. Nelle foto si osservano alcuni pannelli in
alluminio naturale, per farli basta mascherare prima di dare il verde.

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Montaggio
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8 Si passa al nero della banda antiriflesso usando


l'XF-1 Flat Black, schiarendo al centro con un poco
di XF-57 Buff. 9 Con un cutter nuovo si scrosta leg-
12
germente il verde per far riapparire l’alluminio sot-
tostante, ottenendo un effetto usura molto realisti-
co. 10 Per imitare ampie zone consunte si applica
il Mithril Silver Citadel, usando un pennello fine in
ottimo stato. 11 Con una matita morbida di grafite
perfettamente affilata si ripassano le pannellature
dell’aereo. 12 Si sfuma la grafite con un bastonci-
no cotonato nel senso del vento, anche per dare l’i-
dea dello sporco. 13 Ecco come si presenta il
modello con le pannellature ripassate con la grafi-
te. 14 Raschiando con la lama si riportano in
superficie i vari strati verdi dati ad aerografo,
aumentando così il realismo.

14

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15 Nella parte inferiore le scrostature sono meno evidenti, come si nota nelle foto. 16 Prima delle decal si dà
una mano di trasparente lucido. 17 I liquidi Microscale aiutano il corretto posizionamento delle decal. 18 Una
volta asciutte si sigillano le decal e si applicano lavaggi a olio. 19 Dopo qualche minuto si rimuove l’eccesso.
20 Si ripete l’operazione superiormente, insistendo nella zona dei serbatoi, delle munizioni e delle armi. 21 Un
effetto spesso trascurato nei modelli di aerei è la polvere: anche se non siamo su un carro armato, anche i veli-
voli si sporcano. È stato usato il Summer Kursk Earth della AK. 22 L’eccesso è stato rimosso con un pennello
umido di Thinner Humbrol.

17 18

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Montaggio
23 24

23 Il risultato deve essere molto


24
sottile eppure convincente.
I fumi di scarico si dipingono
25
con il nero Tamiya diluito in
alcool.
25 Con il Summer Kursk Earth e
vari pigmenti si sporcano i poz-
zetti del carrello e si riproducono
le colature di olio e carburante.

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La trama degli alettoni in tela si imita mascherando


con il nastro, per poi spruzzare un colore legger-
mente più scuro della base. I cannoni sono neri,
ripassati con la grafite.
Le luci di posizione si dipingono con il Silver e poi
con i colori trasparenti Tamiya rosso a sinistra e
verde a destra.

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Montaggio

I trasparenti mascherati si dipingono come la


fusoliera e si fissano in sede con il Micro Kristal
Clear. Il cavo dell’antenna si realizza in sprue tira-
to molto fine.

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UNO YAK…
YANKEE
Spartano e dalle forme poco aggraziate, ma affidabile, lo Yakovlev
23, monomotore a getto da caccia ad ala dritta, progettato
dall’OKB 115 e sviluppato in Unione Sovietica negli anni
Quaranta, fu costruito in 313 esemplari come sviluppo del prece-
dente Yak-17. Impiegato principalmente dalla Sovietskie Voenno-
vozdušnye Sily (VVS) e da alcune forze aeree degli Stati aderenti
al Patto di Varsavia, rimase operativo dal 1949 ai primi anni
Sessanta.
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32 a 37 Yak:20 a 25 fiat g55 8-07-2016 10:32 Pagina 33

Montaggio
La storia di questo Yak-23 Yankee ini- 599.
zia il 24 giugno del 1953 quando il Il direttore del "Progetto Alpha" è un
pilota rumeno Mihail Dijakonu diserta impiegato civile dell'USAF che si
con il suo aereo e atterra in chiama I.H. Herman; il pilota designa- di
Jugoslavia, dove chiede asilo politico. to per lo Yak è il capitano H.E. "Tom" Andrea Giannantonio
Quasi nulla si conosce della sua Collins (lo stesso che aveva volato
sorte, se non che emigra successiva- qualche settimana prima per la prima
A.M.S. – Verona
mente negli Stati Uniti e cambia volta con il MiG-15 bis # 2057 nord-
nome. coreano consegnato da No Kum Modello: SPECIAL HOBBY
L'aereo apparteneva al 135° Sok). Il capo equipaggio di terra è
Reggimento Caccia con sede a Ray Gardiner con altri due meccani-
Caransebes (Romania). ci: Stan Kulikowski e Ronnie
Allo Yak-23 vengono subito rimosse Wilcoxin, coadiuvati probabilmente
tutte le insegne originali e si avvia un dagli jugoslavi giunti in America
programma di test di volo al VOC assieme al velivolo. Vengono effettua-
(Testing and Evaluation Center), ti in totale 8 voli di prova dal 4 al 25 fu pari a zero, dato che avevano già
comprese le prove d'arma (era dota- novembre 1953. ritirato lo Yak-23 nel 1951 e trasferito
to di 2 cannoni da 23 mm con 90 Finiti i test si decide di rimuovere le la maggior parte degli esemplari pilo-
colpi ciascuno). Tre diversi piloti insegne USAF e lo Yak viene nuova- tabili in Polonia e Romania. Si può
jugoslavi, i capitani Vodopivec, mente smontato e riportato in affermare che ciò che il pilota Mihail
Prebeg e Todorovic, volano per un Jugoslavia. Il percorso è lo stesso Dijakonu Diaconu rivelò nei suoi
totale di 21 missioni (9 ore di volo). dell’andata, ripassando dalla base resoconti fu molto più dannoso per il
Nell’ottobre del 1953 le autorità USAF nei pressi di Monaco di Patto di Varsavia e in generale per
jugoslave contattano la sede locale Baviera. l'Aeronautica Romena che non i test
della CIA offrendo lo Yak per la valu- Successivamente, lo Yak-23, che ha americani sull’aereo.
tazione. guadagnato il triste primato di essere Gli statunitensi non rimasero impres-
La CIA, a sua volta, contatta l'ATIC il primo jet sovietico testato sul suolo sionati delle prestazioni, visto che
(Air Technical Intelligence Center) a degli Stati Uniti (a quel tempo il MiG- erano già in atto i test sul più moder-
Wright-Patterson AFB, Ohio: nasce 15 nordcoreano era ancora a no MiG-15bis. La relazione di sintesi
così il "Progetto Alpha". Okinawa) viene rimandato in dell'ATIC dichiarò: "C'è una quantità
Lo Yak viene perciò imballato e tra- Romania. minima di attrezzature installate a
sportato in volo (con un C-124 Le conseguenze dirette di questa bordo dell'aeromobile; le caratteristi-
Globemaster) a Larson AFB, defezione sul 135° Reggimento che principali del velivolo sono il suo
Washington; qui, prima dei test riceve Caccia rumeno non sono note. decollo, la salita e la capacità di
regolari marcature USAF: 0599 / FU- Per i sovietici, la perdita tecnologica accelerazione, che sono eccellenti.

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La mancanza di pressurizzazione
della cabina di guida, un Mach limita-
to a 0.8 e la scarsa stabilità direzio-
nale sopra ai 325 nodi sono i suoi
principali punti deboli".

IL KIT
Il kit Special Hobby SH72242 tutto
sommato non è male; certo, ha qual-
che pecca come per esempio il vano
carrello anteriore da risagomare o i
cannoni, ma nel complesso è suffi-
cientemente dettagliato, con pannel-
lature finemente incise.
Contiene anche un piccolo foglio di
fotoincisioni, piuttosto semplici; ecco
perché ho pensato di acquistare il set
della RES-IM, direi molto bello dav-
vero.

INTERNI
La costruzione inizia ovviamente con
gli interni. Il set di dettaglio aiuta ma
qualche lavoro extra è da mettere
comunque in preventivo. A iniziare
dall’allargamento del pannello obli-
quo posto alle spalle del sedile, che
nel kit misteriosamente è molto più
stretto della fusoliera, che non chiu-

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Montaggio

de. Il seggiolino fornito va completato


con le fotoincisioni RES-IM e il risul-
tato è notevole, quasi un modello nel
modello.
Anche lo scarico del motore deve
essere modificato; va preparato,
montato e colorato prima di chiudere
le due semifusoliere. In questo caso
le imprecazioni si sprecano, in quan-
to prodotto in sottilissima resina e
troppo lungo per poter trovare posto
correttamente nella sua sede.
Bisogna quindi procedere con un
lungo carteggiamento per sagomarlo
con estrema cautela.
Sono contrastanti le notizie circa l’e-
satta colorazione degli interni dello
Yak-23, spesso si legge infatti che gli
interni potevano essere grigi. In real-
tà gli esemplari presenti oggi nei vari
musei mostrano un metallo logorato
(quindi nelle foto spesso erronea-
mente confuso con un grigio) che a
un'attenta osservazione mostra però
i residui di una colorazione verde,
tipica dei velivoli russi. L’inganno è in
realtà dovuto alla pessima qualità
della vernice utilizzata, della quale in
pratica a oggi rimane solo qualche
traccia.
Quindi interni verdi e sedile verde
con schienale in rivestimento nero.
Nelle fotoincisioni aggiuntive le cintu-
re sono prive della parte inferiore e in
realtà, se non fosse per il fatto che
quelle originali del kit sono da colora-
re, sarebbe meglio usare quelle.
Ecco perché ho recuperato delle cin-
ture da un vecchio set dello Junkers
52.

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32 a 37 Yak:20 a 25 fiat g55 8-07-2016 10:32 Pagina 36

FUSOLIERA E ALI CANNONI


La fusoliera fondamentalmente ha un I cannoni forniti con il kit sono davve-
solo grande neo: il vano carrello ante- ro pessimi, motivo per cui sono stati
riore. Se si avvicinano le due metà ci sostituiti con aghi di siringa tagliati a
si accorge subito del problema: una misura e levigati; l’effetto ottenuto è
vistosissima asimmetria che ci obbli- tutta un’altra cosa.
ga a stucco e taglierino per ridare la
forma corretta al tutto, nel rispetto CARRELLI E VANI
delle misure da comparare con i por-
telli. Per quanto riguarda i carrelli è il ruo-
Come per lo scarico, anche l’interno tino anteriore a necessitare un inter-
della presa d’aria motore deve esse- vento. La forcella, sottilissima e fragi-
re colorato prima di chiudere. E se lissima, necessita di un rinforzo inter-
per lo scarico avevo utilizzato i toni no che ho realizzato con un ritaglio di
scuri di Alclad (111 Magnesium e alluminio (lattina di bibita) sagomato
113 Jet Exhaust) ora è la volta del e invisibile a lavoro finito. Sono poi da
101 Aluminium. Consiglio, prima di aggiungere le tubazioni idrauliche
chiudere la fusoliera, di effettuare (realizzate con sottile filo metallico
delle prove a secco per verificare che diametro 0,2-0,6 mm). I vani del car-
il tettuccio poi non risulti a fine lavoro rello posteriori invece sono perfetti
sporgente lateralmente; piccole car- (merito dell’inserto in resina fornito
teggiature e/o un minimo spessore con il kit), ma va spesa una parola sul
durante l’incollaggio della fusoliera sistema di apertura dei portelli: è in
consentiranno di avere alla fine il tet- effetti un sistema un po’ complesso e
tuccio trasparente perfettamente il kit non fornisce granché. Ho auto-
combaciante con la propria sede. costruito i bracci che lo comandano
Ricordiamoci infine di appesantire usando filo metallico, questa volta
con pallini di piombo il modello verso abbastanza spesso, di diametro circa
la parte anteriore, onde evitare il tra- 1 mm.
gico ribaltamento all’indietro. Il piom-
bo può essere agevolmente messo LA COLORAZIONE
nello spazio tra il motore e la cabina.
Trattandosi di un aereo con colora-
zione chiara, una volta lavato e asciu-

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Montaggio
gato il modello ho iniziato con lo sten- LE DECAL non di rottami abbandonati. Mi sono
dere una base di primer spray grigio limitato a ripassare pannellature,
Tamiya. Poche decal per questo esemplare scarichi e giunture con colori a olio e
Il motivo per cui non ho usato un nero yankee; il foglio contenuto nella sca- con il Tamiya Panel Line Accent
come fondo è presto detto: sarebbe tola Special Hobby è di qualità ecce- Color, disponibile in Brown e Black.
risultato un aereo troppo bello e luci- zionale, oltre ogni aspettativa. Prima
do, mentre questo Yak FU-599 era dell’applicazione do una mano di tra- CONCLUSIONI
sicuramente un aereo “vissuto” e sparente lucido Tamiya e dopo una
abbastanza opaco. mano leggera di semi opaco, per Il lavoro non è stato lunghissimo e mi
Successivamente ho lucidato la base dare realismo a un aereo un po’ vis- ha dato soddisfazione; questo Yak ha
con i panni Micro Mesh, per stendere suto. una storia particolare e vederlo con
poi una mano omogenea di Alclad le insegne dell'USAF fa sorridere. Un
101 Aluminium. E qui inizia il balletto: INVECCHIAMENTO grazie come sempre a Pierluigi
con successive mascherature dei Castellani per il servizio fotografico
singoli pannelli si procede con tonali- È un aereo che ovviamente va un po’ del modello ultimato.
tà più o meno scure di Alclad in invecchiato, ma senza esagerare. Per quanto concerne la documenta-
maniera tale da rendere realistica e Non condivido l’idea di chi, per ren- zione, lo Yak-23 è un aereo per il
“mossa” la pannellatura. dere reale un modello, lo fa assomi- quale esiste una valanga di libri,
gliare a un ammasso di lamiere: si manuali, foto sul web e informazioni.
tratta pur sempre di aerei operativi e SKYMODEL

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SIKORSKY
H-19
CHICKASAW

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Montaggio
Sono stato sempre cienti a mostrare un possibile lavoro
di dettaglio. Di conseguenza la
affascinato dallo costruzione è stata impostata con lo
scopo di migliorare e aggiungere il
sviluppo dell’elicot- più possibile gli interni dell’elicottero.
di
Momtchil Kaltchev
teristica, che ha por-
IL MOTORE
tato a macchine affi- Modello: ITALERI
dabili solo in un Il primo scoglio è stato il motore. La
mia ricerca preliminare si era fermata
secondo momento al set Eduard specifico per l’elicottero
rispetto al mondo (molto bello e utile per aggiungere
dettaglio a ciò che era già presente)
aeronautico, doven- e un generico set per il motore radia-
le Pratt & Whitney R-1340 della
do appunto risolve- Ardpol, che però non mi aveva con- riproduzione dei rinforzi strutturali
re problemi tecnici vinto del tutto. Cercando su vari realizzati con un pezzo unico da
forum e chiedendo consiglio ecco la
specifici e molto grande sorpresa: lo Sherman in 1/72,
incollare sulla superficie interna della
semifusoliera. Dato che quella oppo-
complessi. sempre dell’Italeri, offre incredibil- sta era completamente spoglia ho
mente lo stesso motore radiale! ritenuto opportuno riprodurre un det-
Una delle figure di spicco fu il proget- Preso il kit ho visto che il motore era taglio analogo con i micro listelli della
tista aeronautico di origine russa Igor corredato anche dalla struttura Evergreen sagomati e incollati uno a
Sikorsky, fondatore dell’omonima posteriore di contenimento e dallo uno pazientemente. Ho poi aggiunto i
azienda che dopo il conflitto mondale scarico radiale; ho quindi lavorato al cablaggi seguendo come riferimento
pose le basi per quello che poi sareb- suo inserimento all’interno dell’elicot- varie foto ricavate da internet.
be diventato uno degli elicotteri multi- tero sostanzialmente fissandolo su La zona del riduttore, posizionata
ruolo molto diffusi nei successivi anni un robusto listello inclinato. La parte sopra il vano passeggeri, è stata
Cinquanta. Rispetto a mezzi analoghi frontale è stata arricchita con un
il Chickasaw ha poi avuto sempre la gruppo di elementi elettrici ricavato
mia preferenza e in particolare la ver- dal set Aires. Come ultima cosa ho
sione Rescue, così diversa dalle autocostruito i fili elettrici, il carter di
linee degli elicotteri da combattimen- protezione frontale e il tubo di scap-
to che seguirono negli anni a venire. pamento.

IL KIT IL VANO DI CARICO

Italeri da sempre si è contraddistinta È stato dettagliato con il set Eduard,


nell’offerta di pregevoli kit di elicotteri ho comunque ritenuto opportuno
in scala 1/72, tra cui già dal 2000 è assottigliare le gambe dei seggiolini e
disponibile la versione Rescue del sostituire con un tondino della
Chickasaw. Il kit mi ha da subito col- Evergreen il tubolare alto al quale
pito per l’accuratezza degli stampi, la sono appesi gli schienali. Altri ele-
presenza di un discreto interno e la menti fotoincisi completano questa
possibilità di ampie aperture suffi- parte dell’interno, tra cui spicca la

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arricchita con altri pezzi prelevati dal ho avuto diversi benefici per la suc- sulla coda è stata a sua volta delimi-
set Aires per quanto riguarda la strut- cessiva fase di colorazione. tata con i nastri neri usando le decal
tura centrale e qualche scatola elet- standard del kit. Una volta applicate
trica. I supporti anti vibranti di rinforzo LA FUSOLIERA tutte le decalcomanie ho ripassato
sono stati autocostruiti con tondini più volte l’intero elicottero con un tra-
della Evergreen e il tutto completato L’esterno dell’elicottero è stato miglio- sparente opaco (sempre Vallejo) con
con qualche cablaggio. rato con quanto disponibile nel set lo scopo di uniformare la lucentezza
della Eduard. Merita menzione il lavo- delle superfici e far apparire le decal-
L’ABITACOLO ro fatto sulla vetrata frontale, che comanie come se fossero effettiva-
riportava in rilievo e da colorare i due mente pitturate sulla superficie.
È stato migliorato con i dettagli inclu- tergicristalli. Questi sono stati rimossi Anche il Silver della base in questo
si nel set della Eduard, in più ho rico- e i vetri carteggiati con carta vetro di modo ha assunto un aspetto legger-
struito le cloche dei comandi e alcuni grana sempre più fine fino alla 1200. mente brunito più realistico. Non ho
elementi minori del quadro e del pan- Successivamente ho levigato il tutto ritenuto opportuno proseguire con un
nello strumenti. Quest’ultimo non mi con il compound della Tamiya, fino a invecchiamento anche perché in
convinceva molto (decal italeri o ele- riottenere la trasparenza originale. molte fotografie che ho trovato su
mento fotoinciso da colorare), ma internet ho visto gli elicotteri H-19 da
con mia grande sorpresa la ricerca di LA COLORAZIONE salvataggio sempre in ottime condi-
altri set di dettaglio, che non si era zioni e mai con segni particolari di
mai fermata, mi ha fatto scoprire che Per gli interni ho dato risalto ai detta- usura.
la Eduard stessa aveva realizzato per gli accentuando con lavaggi, ombreg-
la PLATZ un piccolo set fotoinciso per giature e pennello secco gli elementi LA PRESENTAZIONE
l’elicottero con appunto diversi ele- in rilievo rispetto agli anfratti. Una
menti precolorati. Ho così recuperato volta chiuse le due semifusoliere ho La basetta su cui è appoggiato l’eli-
questo set, disponibile solo nel mer- incollato la coda e la linea di giunzio- cottero rappresenta un generico ter-
cato dell’Estremo Oriente. ne che ne è risultata è stato l’unico reno mediamente accidentato (arbu-
Tutto l’interno è stato concepito come punto che ha necessitato di una stuc- sti, pietre, ecc.), possibile scenario di
un unico blocco, che dopo innumere- catura degna di nota. una imminente missione di soccorso.
voli prove si è incastrato perfettamen- La colorazione degli esterni è stata SKYMODEL
te tra le due semifusoliere. In questo fatta con aerografo sia per il Silver
modo, anche se è stato difficile cura- come base sia per le bande gialle,
re gli allineamenti e l’assemblaggio, usando i colori della Vallejo. Quella

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Montaggio

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Le fotografie di soggetti reali immortalati in situazioni particolari sono


da sempre un grande stimolo creativo per il modellista.
Talvolta la sfida consiste nella fedele riproduzione della scena
fotografata, spesso viene invece raccolto lo spunto, sviluppato in
un contesto parallelo, diverso ma comunque plausibile.
Il diorama, come la fotografia, trasmette all'osservatore
il messaggio di un momento definito.
Il lato artistico deve fondersi con quello dell'esperienza modellistica
per arrivare al risultato e risolvere problemi ed imprevisti che distinguono
la riproduzione di una scena reale ad un mero adattamento.
Anche questo libro è improntato allo spirito della collana Static Model
Manual essendo l'approfondimento di argomenti già esplorati in
precedenza. Il volume guida il lettore lungo un percorso di
apprendimento delle tecniche base, seguite da quelle di
media difficoltà per terminare con le più

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SOPWITH di
Stefano Foresti
Drive & Fly Model Club

Modello: REVELL

TRIPLANE
SECONDA PARTE
Il Sopwith Triplane derivava dal precedente Pup, del quale mante-
neva fusoliera e impennaggi con l’inserimento di una terza ala.
L’armamento era costituito da una singola mitragliatrice Vickers
.303 sincronizzata con le pale dell’elica. Il “Triplehound” (così
chiamato affettuosamente dai piloti inglesi) fu un aereo molto
apprezzato, principalmente per la sua facilità di gestione e pilo-
taggio, doti che vennero valutate positivamente anche dai tede-
schi dato che la cattura di un esemplare permise di prendere il
suggerimento per creare il Fokker DR.1, l’aereo che rese famoso
il Barone Rosso.

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44 a 51 triplane 2:20 a 25 fiat g55 13-07-2016 16:08 Pagina 45

Montaggio

Quando sono in tema di prima guerra mondiale prediligo riprodurre velivoli appartenuti a celebri assi o alme-
no con qualche particolarità storica interessante. In questo caso ho scelto di realizzare un triplane apparte-
nente al 10th Naval Squadron “The Black Flight”, in particolare l’aereo del leader, il canadese Raymond
Callinshaw. Questa unità della marina, composta principalmente da piloti canadesi, ebbe il merito di aver abbat-
tuto durante tutto il conflitto ben 87 velivoli nemici, 33 dei quali ad opera del solo Callinshaw, che concluse la
guerra con uno score personale di 66 vittorie. Il 5492 “Black Maria” è stato il secondo triplano utilizzato da
Callinshaw (“Collie” per gli amici), con il quale dal 15 giugno al 21 luglio 1917 ottenne 16 abbattimenti, dei quali
6 relativi a temibili Albatros DV, per poi passare poco dopo al nuovo Triplane sperimentale dotato di doppia
mitragliatrice e concludere la sua prestigiosa carriera di cacciatore a bordo del più moderno Camel. Il 5492 inve-
ce ebbe un epilogo tragico: passato ai comandi del FSL G. Roach, il 27 luglio venne perso in combattimento
con la morte del pilota, ad opera dell’asso tedesco von Schnebeck dello Jasta 11.
Dopo questa piccola parentesi storica, passiamo a parlare della colorazione del modello.
Gli aerei britannici del tempo erano dipinti in modo molto sobrio, principalmente col classico verde khaki PC10,
ottenuto con una formula ampiamente collaudata composta da colori Gunze: 40 parti di H304, 25 di H303, 10 di
H405 e qualche goccia di H312 per schiarire. Le superfici inferiori erano all’epoca lasciate del colore della tela
originale, trattate superficialmente solo con delle lacche trasparenti; in questo caso non ho fatto altro che uti-
lizzare la stessa tinta degli interni. Con la mia fedele Badger 100 ho eseguito la solita sequenza di verniciatura:
mano di primer, ombreggiatura di fondo e poi la colorazione precedentemente riportata. La centinatura è stata
evidenziata con un passaggio del colore di base schiarito sopra una moltitudine di sottili mascherature. Il muso
e le ruote erano dipinte di nero, un particolare che contraddistingueva il Black Flight; ora i pochi pannelli ven-
gono lumeggiati con l'aggiunta di blu e grigio sulla base nero puro.

Le decal provengono da un set prodotto dalla Pheon Models. Questo foglio permette di realizzare ben 28
esemplari differenti, fra cui quello scelto (oltretutto è corredato da un interessante opuscolo contenente
parecchie informazioni riferite ai velivoli elencati). L’applicazione è semplice, sono sufficienti poche pennella-
te dei liquidi Microscale e aderiscono perfettamente alle superfici senza problemi. Per l’interno dei pozzetti
d’ispezione alari mi sono rivolto al mio amico Zannoni, facendogli stampare su decal i passaggi dei cavi e i
dettagli delle pulegge interne. Ricostruire tutto in scratch è improponibile: parliamo di spazi piccolissimi di
2,2 per 1,2 mm. Una goccia di Clear simula il vetro di chiusura.

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Dopo i classici lavaggi a olio passiamo a dipingere i dettagli a pennello. Le tipiche cuciture della tela, onnipre-
senti in questi arcaici velivoli, sono state imitate verniciandole direttamente sul modello; esistono set di fotoin-
cisioni che ne riproducono di tutti i tipi e forme ma ritengo che in questa scala siano troppo grossolane, perciò
mi sono affidato al mio pennello e in uno stato di calma piatta della mia mano ho tracciato delle piccolissime
linee orizzontali sull’orlo della cucitura, intervallandole con un tocco di verde chiarissimo per ottenere alla fine
un bell’effetto di pieghe tridimensionale. Altri particolari vanno dipinti con i colori opportuni, il pattino deve
essere di legno con i rinforzi metallici mentre la sospensione è stata colorata in alluminio.
Ora il modello è pronto per l’assemblaggio finale.

ALI E TIRANTI
Si comincia ad assemblare le ali e se devo dire la
verità è un compito che eseguo su questo genere di
modelli sempre con una certa inquietudine: le prove
a secco che vengono effettuate durante tutta la fase
di montaggio sono alquanto instabili e incerte e può
succedere che il tutto non si monti correttamente e
non abbia il giusto assetto. Questa volta, grazie a
pochi ma robusti sostegni, questa operazione si è
svolta abbastanza rapidamente, senza grandi intoppi.
L’unico problema riscontrato sono i montanti centrali
leggermente corti, ma non ho fatto altro che inserire
degli spessorini di plasticard a misura, perfettamente raccordati e colorati della stessa tinta legno del mon-
tante. Alla fine le ali sono state fissate in modo preciso col giusto allineamento e parallelismo; non rimane
che inserire l’ultimo pezzetto di centina interna e fissare tutti i rinforzi metallici alla base dei sostegni alari.

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Montaggio

Questa volta l’impiego del filo da pesca da 0,07 per la


tiranteria è limitato solo ai cavi di comando degli alet-
toni e per i tiranti alari sono stato costretto a utilizza-
re il tradizionale sistema allo sprue stirato. La causa
principale è il passaggio che devono compiere i cavi
attraverso l’ala mediana: l’incrocio deve essere per-
fettamente simmetrico ed è complicato trovare il
punto preciso di attraversamento, oltretutto se il buco
non ha il giusto grado d’inclinazione il filo da pesca
non si tende correttamente e il risultato sarebbe una
tiranteria con angolazioni diverse nelle due campate.
Perciò è meglio non rischiare e applicare una sezione
di cavo alla volta. Con un po’ di fatica sono riuscito a
tracciare dei riferimenti sull’ala centrale e a preparare
le sedi dei fori, appena accentuati con una punta 0,3,
poi ho inserito i filamenti di sprue e li ho tesi con la
piccolissima brace di uno stuzzicadente.

Anche il resto dei numerosi cavi e rinvii di cui era dotato il triplano è in sprue filato; gli spezzoni sono puntati
con la colla vinilica, posizionati correttamente e fissati definitivamente con la ciano. Non dimentichiamoci
però di montare l’elichetta del generatore.

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Prima di montare le ruote, leggermente inclinate per conferire un minimo di effetto peso, occorre impolverare
un po’ le gomme con un dry-brush di Grey Stone; non mi rimane altro che inserire l’elica nel mozzo e il Black
Maria è finalmente finito.

AMBIENTAZIONE
Una scenetta “minimalista” farà da cornice al mio “Triplehound” con pochissimi personaggi e accessori. La
base è il classico mix di erbette sintetiche incollato sopra a uno strato di Das e sabbie; il resto sono i soliti
trattamenti di ombeggiatura e lumeggiatura elencati innumerevoli volte dal sottoscritto e da altri modellisti e
quindi non mi dilungherò nella solita noiosa spiegazione. Noi modellisti aeronautici siamo abitudinari a tale
riguardo. I materiali e colori impiegati sono rappresentati nella foto in stile “torta con tutti gli ingredienti attor-
no” qui pubblicata, comunque, tanto per rimanere in tema culinario, è sempre la solita ricetta...

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Montaggio

Per quanto riguarda i figurini ho voluto invece “impegnarmi” maggiormente, in particolare nel personaggio
che dovrebbe rappresentare l’asso canadese Callinshaw. Ho trovato girovagando in internet un'interessante
box art di un figurino in grande scala: un pilota britannico della prima guerra mondiale nell’atto di indossare
un pesante giaccone da volo. L’immagine mi ha colpito e ho pensato di realizzare il pezzo in scala 1/72. Sono
partito assemblando vari pezzi: busto, gambe, stivali e braccio sinistro prelevati dalla scatola “Royal Flying
Corps 1917” della Eduard, adattando e modificando la postura a mio piacimento. Il braccio sinistro e la testa
in resina provengono dal mio copioso magazzino di parti anatomiche varie. Ora cominciamo la vestizione! Lo
stucco putty bianco Tamiya tirato a sfoglia col mattarello tipo tagliatelle (non per niente sono emiliano) è ser-
vito per preparare tutti i pezzi che compongono il giaccone; i vari settori vanno posizionati e modellati accu-
ratamente al corpo del figurino ricreando le pieghe e l’effetto caduta dell’indumento. Si completa con l’acces-
soristica: la sciarpa, i bottoni e la cintura con la fibbia in nastro metallico e filo di rame.

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Il comprimario della scena è un baffuto ufficiale in metallo bianco della WD Models, che va benissimo nella
sua posa un po’ altezzosa, così gli ho solo inserito nelle mani un bastone da passeggio, tipico status simbol
del gentleman inglese.

Dato che mi è rimasto un po’ di stuc-


co già impastato (perché gettarlo?),
ho pensato di realizzare qualche
altro particolare come i guanti e il
caschetto. Gli occhialoni sono due
tondini di acetato sagomati e tenuti
assieme con una goccia di colla vini-
lica .Non rimane altro che un piano
d’appoggio per il “necessaire” da
pilota: uno scaletto da manutenzione
costruito in plasticard sul momento
è adatto allo scopo.

I personaggi sono stati dipinti con gli acrilici Vallejo. Le tecniche pittoriche sono le classiche strategie tridi-
mensionali utilizzate dai figurinisti. In questa scala però è importante forzare decisamente i contrasti cromati-
ci altrimenti, data la dimensione, non si noterebbe il minuzioso lavoro di pittura. I riferimenti uniformologici li
ho presi dai libretti della Osprey dedicati alle forze
aeree britanniche della Grande Guerra, nei quali
ho notato che spesso gli aviatori univano alle
tenute di volo e alle uniformi d’ordinanza degli
indumenti civili; perciò ho pensato di completare
l’equipaggiamento del pilota dipingendo la sciarpa
a righe bianco-rossa in stile college inglese: un
vivace tocco di colore ma anche un riferimento
alla bandiera nazionale del canadese Collinshaw.

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Montaggio
Ora sono in grado di fissare il modello, i figuri-
ni e gli accessori alla basetta e la scenetta è
ultimata; a questo punto posso prendermi
qualche minuto di rilassamento per contempla-
re con soddisfazione il risultato!
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TBF-1C
AVENGER

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Montaggio
L'Avenger è uno di
quegli aerei dal
fascino irresistibile
che sprigiona
potenza ed eleganza
allo stesso tempo;
trovo molto sugge-
stivo il teatro del
Pacifico, assieme a
tutti i velivoli che vi
hanno operato.
Le tante foto che ho in archivio ritrag-
gono schiere di aerei parcheggiati sui
ponti delle portaerei, ammassati uno
vicino all'altro e tutti con le ali chiuse.
È così che ho cominciato a pensare sistema di ripiegamento ho usato il sitavano di una profonda ripulitura dai
ai vari F-4, F-6, fino a che una delle set di fotoincisioni Eduard e aggiunto segni degli estrattori. Ho iniziato poi a
scatole nella mia pila ha definitiva- anche il set per gli interni, sempre dettagliare con le numerose fotoinci-
mente catturato la mia attenzione. fotoinciso, oltre agli scarichi in resina sioni dedicate, iniziando dalla zona
Quickboost, alle cinture Fabric radio per passare all'abitacolo del
IL MODELLO Eduard, alle ruote in resina True pilota. Sulle plance laterali ho aggiun-
Details e al set di mascherine per i to anche dei cavi Lead Wire da
Sapevo che il kit Hobby Boss era vetrini. 0,2mm su entrambi i lati, passando
troppo invitante per costruire un poi alla parte centrale della fusoliera,
modello con ali aperte, perciò la ten- GLI INTERNI dettagliando sempre con cavi e pla-
tazione di rappresentare il velivolo sticard. Per finire mi sono dedicato
parcheggiato ad ali chiuse sul ponte Mi sono subito dedicato agli interni alla postazione del mitragliere all'in-
ha avuto il sopravvento. Per ricreare il delle due semi fusoliere, che neces-

di
I set di miglioria utilizzati per Riccardo Giorgettini
arricchire questo modello Hobby
Boss, si va dagli scarichi della
Quickboost alle fotoincisioni Modello: HOBBY BOSS
Eduard per le ali, a quelle per gli
interni, finendo con le ruote in
resina con effetto peso della True
Detail.

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Gli interni dell’aereo sono abbastanza dettagliati ma con l’aggiunta delle fotoincisioni, di alcune consolle in
plasticard e dei fitti cablaggi realizzati con filo di stagno da 0,2mm il tutto appare più realistico.

terno della "bolla" posta sul retro del preparare gli interni ai lavaggi effet- la sono sentita di carteggiate il tutto e
velivolo. tuati con i Flory Models. Una volta riverniciare, perciò ho lasciato tutto
Finito il lavoro di dettaglio ho steso il ultimato il tutto ho posizionato le com'era.
colore di base con l'H58 Gunze, per fotoincisioni precolorate dedicate agli
procedere poi a scurire con l'XF85 interni; queste, in particolare il pan- LE ALI
per le ombre, a schiarire con l'XF4 e nello strumenti, riportano i dettagli
ultimando le luci più chiare con colorati molto impastati e poco nitidi Terminati gli interni ho iniziato a dedi-
l'XF57. tanto da rendere le fotoincisioni pre- carmi alle zone interne delle ali e al
È stato poi il turno dei vari particolari, colorate poco appetibili per chi ricer- sistema del wing fold, a mio avviso il
sigillati con una mano di lucido per ca un alto livello di dettaglio. Non me vero cuore dell'intero modello. Per

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Montaggio
Per sfruttare il cruscotto
predipinto fornito nelle fotoinci-
sioni Eduard occorre usare come
sagoma quello del kit che andrà
levigato perfettamente in ogni sua
parte per accogliere quello in
metallo.

Il colore di base degli interni è l’Interior


Green Gunze scurito con il Rubber Black
Tamiya e schiarito con il Yellow Green e
il Buff.

Il colore è
stato steso con
un aerografo a dop-
pia azione, gli acrilici
ad alcool Tamiya e
Gunze vanno d’accordo e
non ci sono problemi a mischiarli
o a darli in sovrapposizione. I dettagli
come le consolle e le armi sono stati dipinti
a parte con l’aerografo e poi trattati con dry brush con toni metallici prima
di montarli in loco. I lavaggi sono stati realizzati con i prodotti Flory Models.

Le parti in metallo fotoinciso, come l’eccellente struttura del seggiolino, vanno trattate con del
resistente primer Tamiya poi colorate ad aerografo come fatto per gli interni. Alla fine vengono
applicate le cinture predipinte in metallo della Eduard.

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I flabelli e la presa d’aria sulla cofanatura sono in fotoincisione.

Le cerniere di ripiegamento delle ali sono state


riprese e dettagliate con le fotoincisioni e l’ag-
giunta dei vari cablaggi. Occorre rimuovere le
centinature in plastica per sostituirle con quelle
fotoincise, decisamente più fini e realistiche.

Il sistema di fissaggio delle ali


ripiegate del kit è stato sostituito
con occhielli in rame. Le parti in
plastica sono state riciclate sul
carrello.

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Montaggio

Il motore è stato arricchito dei cavi delle candele e sono stati aggiunti gli scarichi in resina Quickboost.

quanto riguarda le semiali, su del lavoro ormai alle spalle, ho inizia- gendo i fianchi per il sistema di
entrambe le sezioni ho provveduto a to a fare i vari test di fitting a secco estensione. Il kit forniva degli osceni
rimuovere tutto lo scarno dettaglio per controllare che tutto fosse a ganci e occhielli alle estremità alari
delle centine, lavoro abbastanza age- posto: tutto è andato in posizione per- per fissare le ali in posizione chiusa,
vole che pensavo mi avrebbe impe- fettamente. sovradimensionati e non realistici, da
gnato per più tempo. Il tutto è stato me riciclati per ricreare gli occhielli
sostituito con le fotoincisioni, detta- LA FUSOLIERA sul mozzo dei carrelli. Sono stati
gliato ulteriormente con il cavo da 0,2 sostituiti con degli occhielli in rame
e primerizzato per controllare la Un bel grattacapo sono stati i vani inseriti nei due stabilizzatori e nelle
bontà del lavoro fatto. Il wing fold è della stiva, che hanno subito una estremità alari dentro gli appositi
stato molto più laborioso ma estre- grossa opera di adattamento per alloggiamenti.
mamente divertente: per prima cosa essere messi in posizione corretta ed
ho forato al centro di ogni "fetta" di evitare la grossa fessura a ridosso VERNICIATURA
ala per ricreare il vuoto interno della della fusoliera. Una volta posizionati
sezione alare, per poi incollare in correttamente mi sono dedicato alla La fase di verniciatura è iniziata con
posizione la fotoincisione. Ho iniziato stuccatura del gancio dei portelli, un pesante pre-shading, mettendo in
a dettagliare utilizzando sempre le sicuramente ottimi per conferire robu- evidenza non solo i pannelli ma
fotoincisioni del set fornite per ricrea- stezza ai portelli ma abbastanza anche le ombre, coperto con un
re i vari sistemi idraulici che permet- impegnativi da sistemare. Ho poi XF54 per il grigio e un Off White H21
tevano la chiusura delle ali anche tagliato le alette di sfiato sul cofano Gunze al posto del bianco. Sulle
durante il taxi, concludendo con gli per sostituirle con quelle fotoincise, semiali ho accennato una leggerissi-
snodi centrali ricreati in plasticard e che però si sono rivelate sottodimen- ma modulazione del colore conside-
sprue stirato così come per le cernie- sionate; sono quindi state usate rando la posizione finale di queste
re poste alle estremità, totalmente come dime per essere ricreate in pla- parti simulando l'illuminazione della
assenti nel set Eduard. Con il grosso sticard con la giusta forma, aggiun- luce. Ho poi provato una tecnica di

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I portelloni della stiva bombe hanno richiesto un discreto lavoro di


adattamento per poterli posizionare aperti. Il carrello è ben dettaglia-
to, basta aggiungere i cavi dei freni. Le ruote in resina hanno un gra-
devole effetto peso.

Per la colorazione di un modello sostanzialmente grigio si può provare a modulare il colore, scurendolo nella
parte inferiore e schiarendolo in quella superiore per aumentare la tridimensionalità.

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Montaggio

Si parte da un importante preshading prima di dare l’Off White sulle zone bianche e il Gull Gray su quelle gri-
gie. In questo caso è stata poi adattata una tecnica usata per le scrostature, picchiettando con una spugnetta
sporca di colori ad olio in modo da creare la caratteristica texture presente sugli aerei esposti agli agenti
atmosferici particolarmente intensi in mare. L’esperimento è ben riuscito poiché l’aspetto sbiadito non è per
nulla uniforme ma distribuito in maniera realistica.

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Per i numeri in fusoliera sono state usate le mascheri-


ne adesive della Miracle Mask, anche le coccarde
sono state realizzate con le mascherine preferendole
alle normali decals. Occorre lavorare su una vernicia-
tura stabile e ben asciutta assicurandosi che i profili
della maschera adesiva siano ben posizionati e
la nuvola di colore espulso dall’aerografo non
si depositi su zone non interessate dalla ver-
niciatura.

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Montaggio

Le tavole del ponte sono state trattate con i colori ad olio per ottenere tinte legno di tono diverso. Una volta
asciutta perfettamente la base è stata dipinta con il Mirage Blu della Vallejo, poi in parte asportato grazie al
cleaner Vallejo sfregato con un pennello.

invecchiamento vista su altri modelli riaffiorare l'alluminio sottostante. Mirage Blu della Vallejo spruzzato ad
riadattata per l'occasione alle mie Avviandomi alla fine ho steso il lucido aerografo. Ho realizzato le scrostatu-
esigenze: ho usato una spugna per per posizionare le poche decal del re utilizzando il cleaner Vallejo, che
picchiettare tutto il modello con del kit, purtroppo un po' troppo spesse. permette di togliere il colore in
colore a olio, simulando le varie tex- Ho eseguito un lavaggio selettivo con maniera molto graduale senza dan-
ture che si potevano notare sui veli- un grigio Flory Models sul bianco e neggiare il colore sottostante.
voli imbarcati. Ho poi ripassato i colo- un nero, sempre Flory Models, sul Sulle parti in cui ho fatto riaffiorare il
ri di base utilizzando stavolta un bian- grigio. Conclusi i lavaggi ho sigillato il fondo ho eseguito un leggero lavag-
co puro per sfumare le parti chiare e tutto con l'opaco Tamiya con una sola gio marrone scuro per far risaltare il
un XF54 scurito e schiarito secondo mano in diluizione 50-50; in futuro legno che emerge da sotto il colore.
le esigenze, lasciando solo intravede- diluirò sicuramente di più perché
re l'effetto precedente reso apposita- questo opaco tende a sbiancare CONCLUSIONE
mente pesante per poter essere molto ma soprattutto a smorzare pro-
coperto a piacimento. fondamente tutti gli effetti sottostanti. È stato un lavoro lungo ma che mi ha
Ho concluso assemblando le semiali, fatto molto divertire, grazie soprattut-
LE MASCHERATURE aggiungendo i tiranti alle estremità to al fatto che il kit si monta molto
ADESIVE con un filo elastico per ricreare i cavi bene e i set di dettaglio dedicati non
utilizzati sul velivolo vero. hanno creato grossi problemi, per-
Una grande novità è stata l'impiego di mettendomi di dedicarmi alla resa
mascherature per dipingere i vari LA BASETTA finale senza dovermi concentrare
codici e insegne usando mascherine troppo su alcuni punti.
create ad hoc da Miracle Mask. La base della Skunk Models è fatta di SKYMODEL
Le walkways sono state verniciate vero legno e fotoincisioni. Ho diffe-
con un fondo nero lucido Tamiya renziato le varie tavole con dei lavag-
come base per l'Alclad White gi a olio con diverse tonalità di colori
Aluminum, protette con due mani di e poi verniciato il tutto con il French
lucido e verniciate e invecchiate con
XF85, per poi ricreare il consumo a
ridosso dell'abitacolo strofinando un
carta abrasiva 2000 usata fino a far

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L’hangar
BF 109 E1/E3 “Over Spain”

AK INTERACTIVE 1/48
ART. AK148002
Mettete insieme il kit del 109 E-3/E-1 di
Eduard, le decals della Cartograf e la confe-
zione della AK interactive, shakerate tutto ed
avrete proprio l’ultimo kit della ditta spagnola,
famosa per la produzione di colori e prodotti
per l’invecchiamento, ma che ha già avuto un
precedente in un’operazione del genere con
lo Spitfire Mk.IXc late reinscatolato.
Ovviamente le istruzioni sono con una grafi-
ca leggermente differente, ma alla fine * Bf 109 E-3, 6•104, flown by Lt. Carlos Maria
rispecchiano quelle di Eduard, diciamo che Rey-Stolle, Grupo 25, Logroño-Agoncillo,
rispetto ai cechi vengono fornite decals per 6 Spain, November 1939.
diverse versioni: un 109 E1 e ben 5 E3; biso- * Bf 109 E-3, 6•126, Grupo 25, El Prat de
gna però ricordare che il kit di Eduard è all’in- Llobregat, Barcelona, Spain, 1940.
terno di una confezione denominata Legione
Condor e completata da un altro kit in 1/48, e EG
cioè l’He 51 di ICM con insegne operanti
nello stesso periodo; i colori di riferimento
sono quelli spagnoli ed una piccola pratica Fw 190A-5 ProfiPACK
tabella da’ le corrispondenze RLM – AK
colors.
Fw 10A-5 Details set,
Il kit è Eduard e non c’è altro da dire sulla Landing flaps
qualità delle stampate, vi sono parti da non
utilizzare e due coppie di ali per fare una
Fw 190 Wheels early and late
delle due versioni; la E-3 aveva i cannoni e
quindi stampate con le bugne inferiori e le
bocche da fuoco, l’altra ne era priva. EDUARD, BRASSIN 1/72
Una incongruenza che ho trovato in questo
kit è che viene proposto il velivolo dell’ Oblt. ART. 70116, 72620,
Hans Schmoller-Haldy, 3. J/88; allora, AK 72619 672095, 672080
nella didascalia scrive che è un E-1 con
numero 6•123 ed operante in Spagna nel
1939, Al contrario Eduard presenta , per lo Continua la serie di Fw 190 da parte di
stesso pilota, un E-3 operante in Spagna nel Eduard in scala 1/72, a ben sperare vi sono
1938 voci di corridoio che parlano di futuri D-9 in
Ho fatto un pò di ricerche ed ho solo trovato, progetto; in questo caso, il primo della serie
sia come foto che come tracce storiche, che di produzione ceca, la versione A8, è stato
sia più veritiero il profile di Eduard, anche rivisitato e corretto ricavandone un ottimo
come date ci siamo, l’E3 era posteriore A5 che mantiene tutte le belle caratteristi-
all’E1, non posso credere che nel 1939 fu che del precedente; il kit è diviso su tre albe-
usato un velivolo antecedente, poi tutto pote- ri di colata in plastica grigia, uno di traspa-
renti, lastrine di fotoincisioni pre colorate e

va succedere ! Uh, scordavo di dirvi che la


AK fornisce nella confezione un libretto con
foto in bianco e nero ed argomentazioni sui
Me 109 della Legione Condor, interessante ! mascherine. Tra i pezzi ve ne sono alcuni
Ed ecco le version proposte. usabili su altre versioni future, quindi da
conservare gelosamente. Ottimo come
* Bf 109 E-3, 6•91, 3. J/88, Barcience, Spain, sempre il libretto di istruzioni con i profili a
March 1939Bf. colori a 4 viste e riferimento colore ai
* Bf 109 E-3, W.Nr. 715, 6•92, flown by Lt. Gunze. Particolare interessante sono le
Gustav Rödel, 1. J/88, León, Spain, May doppie fusoliere e le doppie ali di differente
1939Bf. versione , ciò vuol dire che comprandosi
* Bf 109 E-3, 6•111, flown by Lt. Werner degli overtrees di Eduard si potrebbe fare
Ursinus, 2. J/88, La Cenia, Spain, early 1939. un altro kit di A5, oppure si potrebbero com-
* Bf 109 E-1, 6•123, flown by Oblt. Hans prare aftermarket in resina per realizzare un
Schmoller-Haldy, 3. J/88, León, Spain, May kit di alto dettaglio.
1939. Sul sito Eduard e sulle new mensili scarica-

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L’hangar
F4U-4B Corsair

REVELL 1/72
ART. 3955
Sulla scia dell’F4U-1 di un anno e mezzo fa,
ecco che la Revell continua la linea di
Corsair di nuova produzione.
decals Cartograf, gli stencils invece sono di Ufficialmente sono stati aggiunti dei nuovi
stampa ceca, una su tutte è quella di pezzi: parlo della cofanatura e dell’opzione
Hermann Graf con inserti colorati in rosso di montare i flabelli aperti o chiusi (due parti
sul muso e sul timone, caratteristiche poi distinte), due decals per le consolles latera-
portate sul suo BF 109. li e non solo per il cruscotto, ma in più una
• Fw 190A-5 Werk No. 2594 Flown by Maj modifica della parte inferiore del troncone
Hermann Graf CO of JGr Ost, Bordeaux, centrale dell’ala, differente dalla versione
France, Spring 1943 F4U-1. Le pannellature della parte superio-
• Fw 190A-5 Flown by Hptm Walter
Nowotny, CO I./JG54 Grünherz, Orel,
Autumn 1943
• Fw 190A-5 Werk No. 410055, Flown by
Uffz Bernhard Kunze, 2./JG1, The
Netherlands, October 1942
• Fw 190A-5 Werk No. 7328, Flown by Hptm
Dietrich Wickop, CO II./JG1 , Woensdrecht,
The Netherlands, May 1943
• Fw 190A-5 Flown by Hptm Egon Mayer,
CO of III./JG2 Richthofen, France, Spring
1943
Iniziamo questa lista di accessori che di
fatto migliorano il nostro A5; la lastrina
72620 è dedicata a particolari interni del
cockpit, vani carrelli, ventola di raffredda-
mento motore e dettagli della cappottina,
molto utili per chi non vuole esagerare con il
dettaglio ma rimanere su una certa levatura,
il bello della Eduard è proprio questo: non
vuoi spendere soldi in resina? Ti offriamo le
fotoincisioni che comunque ti permettono
un buon dettaglio finale. La seconda confe-
zione 72619 invece ci offre tutto l’occorren-
te per costruire I flaps; è difficile trovare, in
foto storiche, un 190 con questi abbassati
quando è a terra, a meno che sia in manu-
tenzione e/o abbandonato. Veniamo infine
alle ruote in resina di Brassin; le due confe- re dell’ala diverse per la versione “B” arma-
bili dal sito, c’è già in visione la nuova pro- zioni in resina 672095 e 672080 ci presen- ta con due cannoncini, non sono state cor-
duzione di resine ed accessori per questo tano, rispettivamente, delle ruote “early” con rette, infatti troviamo quelle destinate agli
bel kit, e come sempre Eduard non lesina in tanto di fori di ventilazione dei cerchi( utiliz- esemplari armati con le tre mitragliatrici. Ciò
fatto di precisione e qualità; piccolo suggeri- zabili anche sugli A5) e delle ruote “late” con comporta una correzione delle pannellature
mento: sempre sulle news Eduard di dicem- cerchi pieni . Inutile aggiungere la delizia del oppure la ricerca di decal per rappresentare
bre 2015 sono ben raffigurate le diverse ali dettaglio e la qualità della resina, ottime le un F4U-4.
per l’A8, giusto per gli amanti dell’ “Averla” solite mascherine fornite. Per il resto il kit ricalca il precedente con i
Molto interessanti le versioni proposte dalle EG suoi pregi: una bella trama sulle ali, dei
pozzi carrello convincenti come profondità

GRUPPO INTERNATIONAL PLASTIC


In collaborazione
con il
MODELLISTICO
SESTESE
MODELLERS’ SOCIETY
Italian Branch - Sezione Italiana
Organizzano la
mostra-concorso a partecipazione gratuita aperta a tutti i modellisti nell’ambito di

venerdì 23 - sabato 24
venerdì 23, sabato 24, domenica 25 settembre 2016
domenica 25 settembre 2016
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Parco Esposizioni Novegro
Milano / Linate Aeroporto v
40 mostra-concorso IPMS 2016
Parco Esposizioni Novegro
Informazioni, regolamento Milano / Linate Aeroporto v
e scheda di iscrizione:
www.giemmesesto.org Per info: David Magarelli - cell: 339.85.63.268
www.ipmsitalia.it - www.parcoesposizioninovegro.it

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L’hangar

pre nella scala quarto di pollice, lascia


abbastanza perplessi; un kit del 1994
ristampato in Cina, senza bave fortunata-
mente, con una plastica morbida e legger-
mente vetrosa, ma che non presenta detta-
gli se non stampati all’interno delle semifu-
soliere; le superfici mobili sono tutte fisse e
le pannellature sono in positivo; il livello di
difficoltà indicato sulla confezione non
lascia dubbi a chi è indirizzato e le stesse
decal, di buona qualità, ci permettono una
sola opzione:
Supermarine Spitfire Mk.II Royal Air Force
No. 71 Eagle Squadron North Weald August
1941
Peccato per il suo fratello maggiore in 1/32
che è di gran lunga migliore, ed è anche un
nuovo stampo, ma è anche vero che Revell
ha lavorato anche sul nuovo Shackleton
1/72 già nei negozi.
EG

DHC-6 Twin Otter Swisstopo

REVELL 1/72
ART. 3954
rispetto alla scala, dei serbatoi supplemen- Per la terza volta Revell re inscatola questo
tari all’altezza della situazione con corretta pezzi per una ulteriore versione. Questo kit kit Matchbox di 33 anni fa; si daccordo, cam-
nervatura e per finire un buon cockpit nasce nel 2001, ma già da allora si presen- bia la confezione, la veste grafica delle istru-
migliorabile però con un minimo di fotoinci- tava benissimo, con un bel dettaglio super- zioni, ma la sostanza è sempre quella: un
sioni. Il punto oscuro a mio parere è l’elica, ficiale negativo, degli interni ben ricchi che vetusto kit. Si presenta su tre alberi di cola-
che andrebbe un pò rastremata nel primo potrete migliorare solo con cavetti ed even- ta in una plastica bianca quasi del tutta priva
quarto vicino l’ogiva, il motore piuttosto tuali cinture. di pannellature in negativo e senza partico-
basico e la sola opzione proposta nelle I due soli nei che trovo sono le troppe bave lari interessanti all’interno; anzi diciamolo
decals che ci obbliga a fare da scatola un: da eliminare ed alcuni punti di ritiro in zone pure: due poltrone, un cruscotto, un pianale,
FU-4B Naval Air Reserve Training Unit, US delicate; le decals sono dedicate ad un solo le cloche e la paratia posteriore, poi basta;
Navy Jacksonville Florida June 1954 esemplare della compagnia svizzera Air la lunga cabina vetrata è completamente
Versione poco interessante, tanto vale cer- Glacier, specializzata soprattutto nelle spoglia. Vi sono alcuni pezzi opzionali come
care decal per un F4U-4 armato di mitra- opere di soccorso sulla neve; ho visitato il il muso lungo, gli scarponi galleggianti e
gliatrici, tanto per evitarsi un noioso lavoro loro sito ed è particolarmente interessante, quelli per le superfici innevate, ma le decals
di modifica delle pannellature, per il resto, soprattutto per la belle flotta di ali rotanti che non lasciano scampo ad eventuali scelte,
comunque, il kit è veramente OK! hanno e le altrettanto interessanti immagini. viene proposto un solo esemplare svizzero
EG -Airbus Helicopters Air Glaciers HB-ZRK con carrelli per le osservazioni topografiche,
2015 EG da qui il nome Swisstopo.
DHC-6 Twin Otter Swisstopo 2006
Airbus Helicopters EC 135 Air Buona base per i ragazzi alle prime armi e
che hanno voglia di ben stuccare le due
Glaciers Spitfire Mk. II semifusoliere e ben carteggiarle.
EG

REVELL 1/72
ART. 4986 REVELL 1/48
ART. 3959
Bene, quello che Revell ci offre è fonda-
mentalmente il noto kit dell’Eurocopter EC- A mio parere un caccia che fu protagonista
135 in scala 1:72 ma nella versione eliam- durante la Battaglia d’Inghilterra merità più
bulanza; sono stati aggiunti i sedili degli rispetto, meno male che tempo fa ci ha pen-
operatori, apparecchiature mediche, la sato la rinata Airfix. Questo di Revell, sem-
barella ed una stampata che contiene i

64 SKYMODEL 90/16
65 a 66 accessori:54 a 57 accessori 14-07-2016 10:17 Pagina 63

VENDITA PER CORRISPONDENZA, SENZA LIMITI DI ORDINE, CONTATTI ORE NEGOZIO DAL LUNEDÌ POMERIGGIO AL SABATO
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LIMITED EDITION EDUARD - FW190 A - 8 R2 1/48 PROFIPACK HASEGAWA - F104 TIGERMEET 1/48 R EV ELL - HEINKEL HE 111 H4/H6 1/48 REVELL - HEINKEL HE219 A7-A5-A2 LATE UHU
1/32 ASTR OK IT - BREDA NARDI NH 500 GUARDIA DI FINANZA 1/48 ASTROKIT - AGUSTA BELL AB 206 VIGILI DEL FUOCO-POLIZIA ITALIANA KINETIC - F18/C US NAVY / SWISS AIR FORCE
/ FINISHED AIR FORCE / TOP GUN 1/48 EDUAR D - BF 109 G-5 PROFIPACK 1/48 EDUARD - SPITFIRE MK XVI BUBBLETOP (WEEKEND EDITION) 1/48 AIR FIX - GLOSTER METEOR F8 1/48
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29 DELFIN 1/48 AVANTGARDE - KFIR C2/C7 1/48 AVANTGARDE - MIG 31 BM/BSM FOXHOUND 1/48 AVANTGARDE - MIG 31 B/BS FOXHOUND 1/48 AVANTGARDE - FOUGA CM.170
MAGISTER 1/48 EDUAR D - BF 109 G6 LATE PROFIPACK 1/48 AIR FIX - DEFIANT MKI 1/48 K ITTY HAWK - XF5U-1 FLYING FLAPJACK 1/48 K INETIC - REPUBLIC P-47D THUNDERBOLT RAZOR-
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1/48 HASEGAWA - AERMACCHI MC.205 VELTRO 155 GRUPPO 1/48 SP ECIAL HOBBY - INAM RO 43 ITALIA WAR 1/48 K ITTY HAWK : OS2U KINGFISHER 1/32 TAN MODEL: F84 RF
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T.B.A. 2016: AMK - L-39C ALBATROSS 1/48 AMK - FIAT G91 GINA 1/48 AMK - TOMCAT F14A/B/D 1/48 K ITTY HAWK - F2H-2/2P BANSHEE 1/48 (TBA AGOSTO) KITTY HAWK - AH-
6J/MH-H6J LITTLE BIRD 1/35 KITTY HAWK - UH-1Y VENOM 1/48 BR ONCO - CURTISS P40C HAWK 81-A2 FLYING TIGERS 1/48 TAMIYA - F14 A TOMCAT 1/48 (TBA SETTEMBRE) HASEGA-
WA - F-8J CRUSADER 1/48 (TBA AGOSTO) HASEGAWA - A6M7 / TYPE 62 ZERO 1/48 (TBA AGOSTO) HASEGAWA - A6M8 TYPE 54/64 ZERO 1/48 (TBA AGOSTO) K ITTY HAWK : RE 84
F THUNDERFLASH 1/32 KITTY HAWK: F84 THUNDERSTREAK 1/32

SKYMODEL 90/16 65
65 a 66 accessori:54 a 57 accessori 14-07-2016 10:17 Pagina 64

Accessori
resina, più delle parti fotoincise MiG-29A Exhaust nozzles,
AIM-4G 1 che servono per simulare le varie M-2 Browning guns
tubazioni collegate all’ala; pecca- Ejection seat, Cockpit
to che siano fatte in metallo piatto
BRASSIN 1/48 e in scala 1/48 non è che rendano
BRASSIN 1/72 BRASSIN 1/72
molto; meglio quindi sostituirle
ART. 648187 con cavetti di stagno e/o rame. Gli ART. 672091, 672093, 672094 ART. 672092
altri particolari metallici rappre-
Per chi volesse realizzare un kit Non stiamo qui a giudicare il kit Sei belle mitragliatrici per bombar-
sentano i vari tappi, gli anelli e le
antecedente al 1969, può benissi- del Mig 29A di Trumpeter 1/72 a dieri americani, la Brassin è stata
fasce di aggancio; un foglietto di
mo utilizzare quest’arma che pro- cui sono dedicati questi tre set, lungimirante come sempre a pro-
decals completa la fornitura della
prio in quell’anno fu rimpiazzato non ho visto il kit ma ho solo nota- porre le modalità fisse e brandeg-
confezione.
dal piu’ efficace AIM 9 to, almeno nei kit di qualche giabili dal gunner. Poche modifi-
EG
Sidewinder. annetto fa, come la costruzione che per realizzare la seconda ver-
Quattro razzi aria-aria in resina nel dei kit del brand cinese sia abba- sione: le maniglie per impugnarla,
classico blister Brassin, a corredo M117 bomb late, M117 stanza contorta e con forme non
dei pezzi abbiamo dei fondelli in w/airbrake, Mk.82 bomb del tutto rispondenti, spero che
metallo e le decals, la colorazione questi gap siano stati superati;
è rigorosamente bianco e rosso. Brassin fa la sua parte proponendo
EG BRASSIN 1/72 per questo nuovo kit una serie di
ART. 672058, 672059, 672087 aftermarket utili al miglioramento;
in questo caso abbiamo degli sca-
Bombe, bombe ed ancora bombe! richi con lastrina di fotoincisione
Diciamo che sono articoli già visti per l’interno degli ugelli, un sedile la leva di riarmo ( destra o sinistra)
nella produzione Brassin, ma le di espulsione corredato anch’esso e vari mirini; tutti questi accessori
combinazioni delle confezioni da parti in metallo atte a comple- sono in metallo e vanno incollati
sono così tante che ce le propina- tarlo( le cinture sono pre colorate), alla ciano sul corpo principale in
no in tutte le salse. Iniziamo dalle ed infine un bel cockpit in resina resina. Per le mitraglie fisse invece
M117, che questa volta sono del che va ben a sostituire quello ori- bisogna aggiungere una culatta in
tipo “late”, con alette stabilizzatri- ginale del kit; questo è composto fotoincisione ed I perni laterali in
da vasca, seggiolino, cruscotto e resina di aggancio. Per chi vuole
cloche in resina, fotoincisioni pre realizzare un B-17 o un B-24 si
colorate per gli interni e dettagli accomodi pure, questo è il set
color metallo, e quindi da colora- ideale.
re, per i frames del cock- EG
US 108gal paper tank pit.........tutto molto bello.
EG
AH-64D Block II
BRASSIN 1/48
ART. 648233
EDUARD 1/72
Una brillante invenzione durante ART. CX438
la WWII per sopperire la mancan-
za di metallo è stata quella di Delle mascherine per l’ampia
costruire delle taniche con colla di vetratura di questo kit Academy , il
resorcina e carta, la resorcina alle migliore Apache in 1/72 in circola-
zione. EG

basse temperature si presenta


ci di forma diversa, confezione
come un solido bianco cristallino
672058, e del tipo frenato nella
discretamente robusto e leggero;
confezione 672059; in comune
l’utilizzo però come serbatoio I-153 Chaika
questi due blister hanno i vari tipo
aveva degli inconvenienti: la cor-
di spolette che possono essere
rosione da parte della benzina, a
montate su queste bombe.
tal proposito questi venivano riem-
piti poco prima del decollo e poi
La terza confezione è un classico EDUARD MASK 1/48
dei classici nel campo dei carichi
sganciati alla fine della missione,
esterni, e cioè delle Mk.82 onni-
ART. EX497
vista la pericolosità di un atterrag-
presenti sui velivoli da bombarda-
gio con questi, venivano sganciati Queste mascherine adesive per-
mento americani; anche in questo
in uno specifico punto, lontano mettono di dipingere agevolmente
caso ampia scelta di spolette.
dalle piste che fungeva da discari- i montanti del parabrezza e le
EG
ca per serbatoi; i principali velivo- ruote del Polikarpov I-153 prodot-
li che ne fecero uso furono i P-51 to dalla ICM.
Mustanga ed i P-47 Thunderbolt. http://www.eduard.com/
Nel blister di Brassin abbiamo ben Mauro Murta
due serbatoi divisi in tre pezzi di

66 SKYMODEL 90/16
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