Sei sulla pagina 1di 6

NATURALISMO

Nella seconda metà dell’Ottocento inizia a verificarsi un clima di esasperazione nei confronti
della tradizione. Si inizia a cercare un rinnovamento dell’impostazione e della scrittura della
letteratura. Essa diventa piano piano strumento di indagine dei conflitti e delle contraddizioni
della classe sociale media. Il tutto accompagnato da una serie di rapidissimi mutamenti nel
quadro generale.
Mutamenti sociali:
• crescita della Venstre
• maggiore parlamentarismo (progressivamente, re solo per rappresentanza
• richieste di stampo socialista > fine secolo: sindacati e scioperi
• sempre maggiori tensioni tra le classi sociali. Il proletariato prende voce; il clima di
ideale armonia che governava la vita dei ceti medi viene scosso da istanze diverse e
critiche
• si formano varie istanze femministe
La letteratura diventa uno strumento per indagare tutti questi mutamenti e meccanismi, diventa
come una sorta di coscienza critica, separata dalla sfera del potere (sia perché viene meno il
mecenatismo sia perché si distacca anche dai “nuovi” meccanismi del potere politico). È una
letteratura che NON partecipa DIRETTAMENTE alla politica.
Interessante il recupero in chiave critica dell’impostazione razionalistica e illuministica rispetto
all’irrazionalismo del Romanticismo. Vi è un recupero dello sguardo obiettivo sul mondo,
razionalistico, accompagnato spesso anche dal recupero di anche altri elementi chiave
dell’illuminismo (usa ragione, ideali di uguaglianza e libertà), che però spesso si accompagnano
a radicalizzazioni. Accanto a questo impeto progressista si accompagna lo studio dell’ambiente
sociale, ma anche dell’interiorità dei personaggi, cioè dei meccanismi che regolano la loro
psiche; spesso analizzata anche in base alle sue contraddizioni.
Sopravvivenza di stili precedenti – ricerca dell’approfondimento psicologico, indagine del
carattere frammentario della realtà.
Vengono meno le colonne portanti che reggevano la visione del mondo precedente (metafisica
per es.) e bisogna fare i conti con il crollo delle certezze, e con l’annuncio della “morte di Dio”
che viene convalidato da Nietzsche.
La prosa e il teatro sono i veicoli più importanti. La novella, il teatro, il romanzo, vengono
percepiti come una sorta di laboratorio; il romanzo è un luogo dove posso prendere un
carattere, un personaggio, inserirlo in un determinato ambiente e vedere cosa succede.
DANIMARCA
Nel 1871 il critico GEORG BRANDES (1842-1927) tiene la prima di sei serie di lezioni intitolate
“Hovedstromninger i det 19de Aarhundredes Litteratur”.
Epopea sull’evoluzione del libero pensiero. Brandes sostiene che all’interno dello specchio di
tempo che lui indaga possiamo cogliere una sorta di lotta tra due principi opposti:
• Libertà di pensiero, emarginazione, critica ai dogmi sociali e filosofici, annunciato da
Rosseau
• Principio autoritario
Letteratura come fenomeno non solo estetico ma anche politico > strumento di liberazione. La
letteratura è per lui pienamente incorporata nel meccanismo sociale, e deve quindi essere
strumenti a servizio di una certa serie di ideali, strumento di liberazione degli oppressi.
Con Brandes l’apertura verso le letterature straniere è ancora più mercata; secondo lui bisogna
prendere spunto dall’intero panorama europeo per rinnovare la letteratura danese che
altrimenti ne verrebbe soffocata.
• Grande apertura verso la letteratura europea
• Letteratura danese reazionaria e in stallo
• Contro l’idealismo romantico e l’ortodossia cristiana
Per Brandes la letteratura deve “saetter Problemer under Debat”.
Le innovazioni che egli scopre e diffonde non sono tratte solo dall’ambito letterario, ma anche
filosofico. Infatti, introduce in Scandinavia il positivismo di Auguste Comte: metodo filosofico
scientifico > scienza come modello per ogni riflessione. Ci importa la realtà materiale dove
viviamo. La realtà non è qualcosa di dato, ma è solo quello che possiamo osservare attraverso il
metodo scientifico, quindi
Reale = oggetto della mia meditazione > maggiore importanza dei sensi (empirismo) > sguardo
trasparente
Vengono quindi ignorate le questioni metafisiche. Inizia a sorgere una sorta di relativismo, in cui
la morale e la realtà stessa sono relative. La realtà non può essere conosciuta in toto.
Sempre da Brandes è introdotto:
EVOLUZIONISMO, in Emigrantlitteraturen (1872) vi è un elogio a Charles Darwin. Vengono
distrutte idee e ideologie come quelle cristiane; la vita umana non è governata da una volontà
trascendente ma da un principio di causalità e casualità.
Dal punto di vista religioso l’idolo di Brandes è Ludwig Feuerbach, che scrive una critica
religiosa:
• Vangelo come opera mitico-poetica; la religione è vista come proiezione dei desideri
umani (approccio psicologico). Le opere religiose non hanno un valore trascendente.
UTILITARISMO
Le regole e le norme sono strumenti per governare la vita umana, strumenti che devono essere
riaggiornati al fine di espandere il benessere a quante più persone possibili; come dice Jeremy
Bentham “la maggior felicità per il maggior numero di persone”.
John Stuart Mill: morale priva di dogmi. Conseguenze delle azioni: più infelicità o infelicità. Il
limite della libertà personale è la libertà altrui.
Brandes traduce Utilitarianism e The Subjection of Women
• Liberazione femminile: tema fondamentale del periodo (la posizione dei singoli sulla
questione femminile, probabilmente il principale fattore strutturante del campo
letterario)
• Esplosione della letteratura femminile > romanzi di idee, racconti autobiografici. Tutta
una serie di autrici prende la parola per parlare della propria condizione.
Critica letteraria: positivistica
Spunti di Brandes:
Hippolyte Taine: ogni autore è influenzato da tre fattori
1. Razza (spirito del popolo, tradizione del popolo)
2. Ambiente (climatico, politico, sociale)
3. Momento (punto della storia in cui è nato e vive)
La critica ha lo scopo di spiegare le opere come prodotto di questi fattori, e diventa
sempre meno “amatoriale”.

C. A. Sainte-Beuve: l’opera è prodotto della vita e del temperamento dell’autore


(interesse per la psicologia)
• Formalmente: critica come ritratto letterario > importanza del dato biografico >
importanza autobiografia
Abbiamo un passaggio da una critica idealistica (normativa) a un’interpretazione (psicologico-
sociale), impostazione che non valuta l’opera in base a un criterio estetico predefinito.

1883, Brandes si occupa della letteratura nordica e pubblica un saggio intitolato Det moderne
gennembruds maend (Bjorstjerne Bjornson, Henrik Ibsen, J.P. Jacobsen, Holger Drachmann,
Edvard Brandes, Sophus Schandorph, Erik Skram).
La letteratura scandinava entra effettivamente nel panorama europeo. Gli autori che Brandes
seleziona sono gli appartenenti alla scuola naturalistica nordica.
• Naturalismo > ritorno alla natura e rottura con la visione religiosa, ma anche con
visione dell’uomo come solo razionale e con l’idea di Bildung romantica >
immagine scettica dell’uomo come non perfettibile
• Idea meccanicistica dell’uomo: prodotto di leggi biologiche, psicologiche e sociali
– che sfuggono alla sua volontà
• Interesse per la devianza; germoglio dell’idea della degenerazione
Taine: “L’uomo non è una ragione indipendente, superiore, sana di per sé stessa, capace di
raggiungere col suo sforzo la verità e la virtù, ma è una qualunque forza, dell’ordine di tutte le
altre, la quale riceve dalle circostanze il suo grado e la sua direzione.”
Talvolta l’uomo è ridotto a marionetta in preda a forze che non capisce/conosce; comincia un
processo di detronizzazione del soggetto che proseguirà nel ‘900, con la grande spinta della
psicanalisi.
Dal punto di vista dell’autobiografia nel ‘900 cade l’idea che l’autobiografo sia l’istanza più
adatta a scrivere di sé > diffidenza rispetto all’autore.
1889, Brandes inizia a lamentarsi della produzione dei suoi contemporanei. Necessità di
recuperare sia il ruolo creativo della letteratura, sia la dimensione trascendente.
Senso di costrizione del materialismo > sfocia nel simbolismo: il realismo non è abbastanza,
l’arte deve riaprirsi alla dimensione spirituale. Il testo simbolista non riflette la realtà, ma
esprime la sua percezione: l’esperienza individuale è messa al centro.
IN SVEZIA
• Diffusione delle idee di Brandes
• Introduzione di Darwin già nel 1860
• Viene fondata l’Accademia delle Scienze, che ha un ruolo importantissimo per la
diffusione delle idee
• 1880, Knutt Wicksell introduce le idee maltusiane > necessità del controllo delle nascite,
neomaltusianesimo
• Da questa idea nasce un ampio dibattito sulla questione della moralità in ambito sessuale
Dal punto di vista letterario in Svezia c’è un gruppo di autori che si danno il nome collettivo di
Det unga Sverige (la giovane Svezia): gruppo di autori eterogenei, riuniti da interessi simili.
Centro principale a Stoccolma: Gustaf af Geijerstam, Oscar Levertin, Axel Lundegard, Ola
Hansson (…). Letterariamente è preferita la prosa, specialmente la novella (possibilità di
illustrare un singolo problema.
Il romanzo: prosegue la diffusione del romanzo di formazione; es. giovane in rivolta contro la
famiglia e la società, insistendo spesso sulla disgregazione e il conflitto più che sulla condizione
individuo/società.
Tendensdrama: drammi borghesi, che illustrano una serie di dilemmi morali. Genere praticato
specialmente da scrittrici come Alfhild Agrell e Anne Charlotte Leffler. Influenza di Ibsen (non
solo nel teatro: diffusione di versioni alternative di Casa di bambola anche in prosa > es. Victoria
Benedictsson, Pengar)
NORVEGIA, secondo Ottocento
Passaggio da romanticismo/idealismo > realismo poetico (1850-60) > realismo/naturalismo. Dal
1890: simbolismo, decadentismo, modernismo.
• Modernizzazione/industrializzazione del paese; le questioni sociali e politiche vengono
dibattute sempre più nella sfera pubblica.
• Realismo poetico: rappresentazione idealizzata della vita quotidiana (muove dal
romanticismo, introduce il realismo)
• Intento pedagogico (es. Racconti rurali di Bjornstjerne Bjornson) e in parte critico (es.
Camilla Collett, Amtmandens dotre (le figlie del governatore), 1854-55)
• A partire dagli anni 60, Bjornson: drammi contemporanei, impostazione brandesiana: es.
En Handske (1883): morale sessuale

HENRIK IBSEN
Norvegese, 1828-1906
1° FASE: nasjonalromantikk, serie di drammi di ambientazione storica (Catilina, 1850).
Ispirazione da Oehlenschlager e Shakespeare. Per lo più si occupa di storia nordica: unificazione
del regno di Norvegia.
Dal 1864 al 1891 vive in Italia e in Germania
2° FASE: dal 1877, drammi realisti/naturalisti > realismo critico di stampo brandesiano. Drammi
compatti, nell’ambiente borghese (spesso familiare).
Rapporto individuo-società e risveglio/disillusione del protagonista – Et dukkehjem, 1879
3° FASE: dal 1884 (Vildanden), verso il simbolismo. Uso di immagini simboliche, crescente
interesse per i processi psicologici complessi; evocazione di forze oscure e invisibili.
AUGUST STRINDBERG
1849-1912
Figlio di un commissario di battelli e di una cameriera. La madre muore quando ha 13 anni, il
padre si risposa con la governante. Il rapporto problematico con la madre si riflette sulla sua
riflessione e sulla sua produzione scritta. Forse anche in virtù dei tanti turbamenti è
intellettualmente molto vivace, intelligente e sveglio. Ha molti interessi differenti, che siano
letterari o scientifici (scienza, fotografia). Attraversa anche un’ardente fase religiosa in cui si
converte al pietismo, soprattutto grazie al rapporto con una vicina di casa. Nonostante sia una
fase piuttosto breve, lascia delle tracce profonde nell’animo del giovane. Diventa
successivamente ateo.
Studia in diverse scuole di Stoccolma, sia private sia “”meno altolocate””. Dopo il diploma
(1867) si iscrive a Uppsala per studiare filologia e medicina, mantenendosi come supplente e
tutore. Non si laurea, nel 1869 lascia Uppsala, continua a studiare chimica. Prova allora ad
intraprendere la carriera di attore, ma fallisce.
Nel 1870 torna a Uppsala per studiare estetica e lingue. Legge Darwin, Kierkegaard e Brandes.
Scrive drammi storici ispirandosi a Shakespeare: debutta al teatro di Stoccolma con I Rom, su
Thorvaldsen.
Lavora come giornalista e critico (Dagens Nyheter), e dal 1874 al 1882 lavora come bibliotecario
alla Biblioteca Reale. Continua a scrivere per il teatro, frequenta circoli letterari e artistici. Nel
1875 conosce Siri von Essen e si sposano nel 1877. Vivono una vita di stenti, precaria situazione
economica. Lui rompe con la sua famiglia e non partecipa al funerale del padre nel 1883.
Roda rummet. Skildringar ur artist-och forfattarelifvet ambientato 1869-70. Rappresentazione
delle bohème e dell’avvento di un’epoca nuova; e di un nuovo tipo di artista/scrittore.
Arvid Falk: artista nella società, idealista che sfida il mondo (la società ha tratti cospiratori,
interessi economici che mirano ad impedire le riforme).
Tratti satirici, picareschi e tracce di scrittura giornalistica. Serie di episodi, avvenimenti e
incontri casuali che di volta in volta promuovono la Bildung dell’eroe. Esito > disillusione.

Tratti autobiografici:
• Det nya riket (1882): serie di reportage, completano la visione di RR: epoca oscariana
basata su un delicato equilibrio tra vecchio e nuovo. Egli vuole rompere quest’equilibrio in
favore del nuovo.

------Continua nella prossima lezione ----