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L'antropologia e lo studio della morte: credenze, riti, luoghi, corpi, politiche

Author(s): Adriano Favole and Gianluca Ligi


Reviewed work(s):
Source: La Ricerca Folklorica, No. 49, Luoghi dei vivi, luoghi dei morti. Spazi e politiche della
morte (Apr., 2004), pp. 3-13
Published by: Grafo s.p.a.
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/1479930 .
Accessed: 27/07/2012 12:36

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3

ADRIANOFAVOLE L'antropologiae lo studio della morte:


GIANLUCALIGI credenze, riti, luoghi, corpi, politichel

[...] I'inumazione inscrive sulla terra temuti e cacciati, pericolosi, ma al tempo stesso
conquistataallaculturacio che finoa quel preziosa fonte di sostentamento.
momentoera iscrittoesclusivamentesul Come in molte societa, anche tra i Leleesisto-
corpo:seppellendouncadaverenellaterra no numerositabu alimentari,connessi ad anima-
percarpirnela fecondita,I'interramento e
li considerati impuri.Attingendoa una argomen-
isomorfoalla scarificazione[...]
I mortinon sono sepolti come semplici tazione gia messa a frutto in un altro celebre
rifiuti:essi territorializzanoildesideriodei capitolo della sua opera (il capitolo IIIdedicato a
soprawissutie rendonola terrasignifica- "Gliabominidel Levitico"),MaryDouglas sostie-
tiva nel progetto socio-economico del ne che gli animalioggetti di tabu alimentarisono
gruppo. quelli che presentano anomalie e difficolta di
J.T.Maertens,Lejeudu mort. classificazione. Glianimaliche percaratteristiche
morfologichee abitudinidi vita non si conforma-
1. IIpangolino, la morte, le finzioniculturali no alle tassonomie del
pensiero lele appaiono
Purezza e pericolo, un classico dell'antropo- pericolosi,contaminanti,in definitivaimpurie per
logia del Novecento, uno dei libripiu celebri di questo il consumo delle lorocarnie vietato o rigi-
MaryDouglas (1993 [1966]), si conclude con un damente regolamentato. I divieti alimentari
capitolo - intitolato II sistema distrutto e rico- rispecchiano anomalie cognitive, riguardano
struito - divenuto famoso soprattutto per la animali che sfuggono all'ordine consueto delle
descrizione del culto del pangolino praticatodai classificazioni (un ordine socialmente fondato,
Lele del Congo. Al paridi tutte le societa umane, secondo la lezione di Emile Durkheime Marcel
osserva la Douglas, i Lele hanno elaborato nel Mauss, 1901). Per i Lele I'animale in assoluto
corso della loro storia una dettagliatae comples- piu anomalo, oggetto di un rigidodivieto alimen-
sa classificazione dell'ambiente in cui vivono. tare, e senza dubbio il pangolino (Manis tricu-
Essi suddividonoper esempio gli animali in diur- spis). "Lasua esistenza contraddicetutte le piu
ni e notturni;acquatici e terrestri; abitanti del owie categorie animali: ha le squame come un
cielo (uccelli, scoiattoli, scimmie) e abitantidella pesce ma si arrampicasugli alberi;e piu simile a
terra. Nella cosmologia lele una distinzione parti- una lucertolaoviparache a un mammiferoeppu-
colarmente pregnante e quella tra il cerchio che re allatta la prole" (Douglas 1993: 257). Pur
racchiude la societa umana, comprendente i essendo animale di foresta, alla vista di un
villaggiin cui vivono gli esseri umani, gli animali uomo, invece di aggredireo scappare, si arrotola
domestici (cani, polli, capre), i parassiti indesi- su se stesso e aspetta che il cacciatore sia
derati(topi, lucertole)e il cerchiodella foresta, un passato. Inoltre,i suoi partisono singoli, come
ambiente popolato di spiritie di animaliselvatici quelli degli esseri umani. Come ha osservato
loan M. Lewis (1991)2, tra i Lele I'anomaliadel
1
pangolino, piu che a motivi strettamente tasso-
Questosaggio introduttivo e fruttodi una smo animale,a cui hannopartecipatoDe nomici, e riconducibile a questioni di ordine
comune riflessione dei due autori. La Heusch,Fardone la stessa Douglas.Cfr. le caratteristiche multiformi di
stesura materialedel testo e da attribuirsi "TheJournalof the RoyalAnthropological cosmologico:
4
ad AdrianoFavoleper i paragrafi1, 2, e Institute" 1993, vol.28 n. 1, pp. 159-166 e questo bizzarro animale fanno si che esso si
5; a GianlucaLigiper il paragrafo3. vol. 28 n. 2, pp.361-363. collochi tra il mondo umano, quello animale e
2
di Lewis(1991) ha suscitatoun
L'articolo quello degli spiriti. Le squame e la coda simile a
vivacedibattitoattornoal tema del simboli- quella di un pesce lo assimilano al mondo acqua-
4 ADRIANO FAVOLE, GIANLUCA LIGI

tico, sede di spiriti dispensatori di fertilita; la carattere precariodell'esistenza umana. Per gli
capacita di arrampicarsisugli alberifa di esso un iniziandilele la morte e come il pangolinoperch6
tipico animale di foresta; il suo comportamento il suo awenimento pone in crisi le categorie, le
remissivo e i partisingoli lo connettono al mondo distinzioni,le classificazioni su cui si basa la vita
umano. IIsuo potere sembra scaturirepropriodal consueta della societY. L'evento-mortee, soprat-
fatto di essere legato a "molteplicidominicosmo- tutto, la presenza materialedel cadavere (rappre-
logici"(Lewis 1991: 522). sentata dal pangolino) sconvolge le categorie
Anomaliaassoluta, il pangolinoviene normal- cosmologiche su cui si regge I'esistenza sociale,
mente evitato e tuttavia, durante i ritidi iniziazio- primafra tutte la distinzionetra i luoghidei vivie
ne maschile, viene cacciato, ritualmenteucciso, i luoghi dei morti. "Soggetto-oggetto" somma-
portato in processione e infine mangiato dagli mente impuroe tuttavia sacro al tempo stesso,
iniziandi.I Lele attribuisconoal pangolinoil pote- scarto, "resto" di un'esistenza che ha trovato
re di portarefertilitaagli esseri umani (Douglas nella culturae nelle sue categorie I'orizzontedel
1993: 256) e per questo lo considerano un propriosignificato, il cadavere/pangolino invitai
animale sacro per eccellenza. Perch6 in alcune Lele - ma, e facile qui estendere l'idea a gran
societa oggetti e animali ritenutiimpurie perico- parte delle societa umane - a rifletteresul carat-
losi sono considerati allo stesso tempo sacri? tere precario dell'esistenza umana, sull'arbitra-
Come si spiega I'associazione tra il sommamen- rieta e sull'artificialitadei significatidi cui essa e
te impuro,i'anomalo e il sacro? Sono queste in socialmente rivestita. Collocandosi in un'area
fondo le domande centrali attorno a cui ruota indefinita,negli interstizitra biologiae cultura,tra
Purezzae pericolo. MaryDouglas sostiene che la il mondo dei vivi e il mondo dei morti, I'evento-
presenza del pangolinoin uno dei momenticardi- morte pone radicalmente in crisi il senso delle
ne della vita di un Lele, il ritodi iniziazioneall'eta "finzioni"culturalicon cui pensiamo e organizzia-
adulta, evidenzia una riflessione "nativa"sulla mo il mondo. La morte, e in special modo le
precarietadelle classificazioni, sulle difficoltadel "cattivemorti"che sopraggiungonoin modo inat-
pensiero a inglobareI'esuberanzadella vita che teso o violento, coincidono con una crisi profon-
lo circonda. Qualunque classificazione del- da del significato dell'esistenza individuale e
I'ambiente, qualunque cosmologia produce collettiva.
anomalie, scarti, "resti",i quali rimangonoal di Nel breve spazio del rito di iniziazione,i Lele
fuoridel sistema stesso creando disordinee peri- riflettono sulla inevitabilita del morire, sulla
colo e mostrando il carattere incompletoe preca- precarieta delle categorie culturali,sulla neces-
rio del sistema stesso. "[...] il culto lele del sita della morte per la rigenerazionedella vita.
pangolinoe solo uno degli esempi, ma si potreb- Tuttavia,tra i Lele come in altre societa, questa
bero citare molti altri casi di culti che invitano i consapevolezza sembra esaurirsi nel tempo del
loro iniziatia guardarsi intorno, a esaminare le rito. "Lamorte lancia una sfida a ogni sistema
categorie sulle quali e stata costruita tutta la metafisico, ma la sfida non va accettata in pieno.
culturache li circonda e a riconoscerle per quel- [...] 11loro culto del pangolino fa pensare
lo che sono, creazioni arbitrarie,artificialie fitti- all'inadeguatezza delle categorie del pensiero
zie" (ivi, 258). Azzardandoun paragone con il umano, ma pochi sono gli invitatia questo culto
pensiero filosofico occidentale, la Douglas consi- ed esso non e esplicitamente connesso alla loro
dera i Lele "degli esistenzialisti primitivi.Attra- esperienza di morte" (ivi, 263). In effetti, il
verso il mistero del ritoessi riconoscono in parte sopraggiungeredi una morte reale, specialmente
la haturaconvenzionalee fortuitadelle categorie se si tratta di una "cattivamorte", non spinge i
che modellano la loro esperienza" (ivi, 259). Lele a rifletteresulla precarietadelle costruzioni
Anche se il passaggio rimane implicito, la culturalibensi, in un certo senso, a rafforzarle.
Douglas suggerisce che nel contesto del rito di Quasi a contraddirecio che awiene nel contesto
iniziazione,il pangolino puo essere inteso come del rito di iniziazionee del culto del pangolino, i
una metafora della morte. Gli iniziandi lele in Lele tendono normalmentea rifiutareil carattere
effetti portanoil cadavere dell'animale in proces- precariodell'esistenza e attribuisconoogni "catti-
sione nel villaggio: "ora entrero nella casa del va morte" a un atto di stregoneria. In questo
lutto"(ivi, 258), essi cantano primache I'inizia- modo essi riportano i'evento sommamente
zione abbia luogo. Ponendo il pangolinoal centro distruttivodella morte entro la cornice rassicu-
del rito, i Lele riflettonoin realta sulla morte e sul rante di significaticulturalielaborati localmente,
L'ANTROPOLOGIA E LO STUDIO DELLA MORTE 5

evitando di accettare fino in fondo la sfida. Allo morte:essi privilegianoun tema piuttostotrascu-
stesso modo in cui, si sarebbe tentati di dire, rato, lo studio dei "luoghi"dei mortie la lororela-
nella societa modernaI'inevitabilitadella mortee zione con i "luoghi" in cui abitano i viventi.
negata ed essa viene fatta risalire a cause di Presentatioriginariamentenell'ambitodi un cicio
natura organica e biomedica: non ci si limita a seminariale svoltosi presso il Dipartimentodi
morire,si muore sempre "di"qualcosa. Scienze Antropologiche,Archeologichee Storico
Pu6 esistere in effetti una societa che viva Territorialidell'Universitadi Torinotra il gennaio
costantemente con il pensiero della precarieta, e il maggio del 2002, i contributisono il frutto
dell'arbitrarietc,del caratterefittiziodella propria della comune partecipazione degli autori a un
organizzazione sociale e culturale? L'evento- progetto di ricerca intitolato "Luoghidei vivi e
morte, la presenza del cadavere non e soltanto tuoghidei morti.Confini,separazioni, intersezio-
distruzionee crisi del senso ma, per certiversi, e ni: prospettive interdisciplinarie comparative"3.
all'origine della costruzione del significato II progetto di ricerca si proponeva in linea
dell'esistenza. Sottraendosi at pensiero ango- generate di indagare i diversi modi in cui le
sciante della morte, che emerge con chiarezza societa affrontanola morte dotandosi di "luoghi"
soltanto nel ritodi iniziazione,i Lele - come gran a essa preposti. Sfruttando spazi fisici
partedelle cultureumane- rafforzanole categorie dell'ambiente (la terra, le cavita naturali,le radi-
cosmologichesu cui si basa la lorosocieta. L'even- ci e le chiome degli alberi, i fiumi e i laghi), deli-
to-morte, il cadavere che esso produce, non e mitando in maniera piu o meno evidente porzioni
soltanto distruttivo,contaminante e, come si e del territorioo costruendo luoghispecifici (necro-
sostenuto altrove (Favole 2003), "anti-poietico,:
poli, cimiteri, tombe monumentali), le societa
ponendosi ai marginidella societa e della cultura umane rispondonoa un'esigenza imprescindibi-
la morte per un verso distrugge ma, allo stesso
le, quella di controllarela disgregazionedei corpi.
tempo, stimola a rafforzarele categorie su cui si Con t'espressione "luoghi dei morti", tuttavia,
basa I'esistenza sociale, a occultaree dimentica- non si sono voluti intendere soltanto spazi fisici:
re la loroorigineculturale(e dunqueparticolare),il
parlaredi "luoghidei morti"significa anche rife-
lorocarattereinevitabilmentefittizio.L'ambivalen-
rirsi a costruzioni dell'immaginario, a finzioni
za della morteconsiste soprattuttoin questa oscil-
culturali relative all'aldila, alle dimore in cui
lazione tra la crisi del senso e l'impulsoalla sua
ricercae al suo rafforzamento. approda il "ci6 che rimane"(Remotti 1993) dei
defunti. Presupposto generale del progetto era
che lo studio delle forme che questi "luoghi"
2. Luoghidel vivi, luoghi del morti
(intesi dunque sia in senso fisico sia in senso
L'idea della morte intesa come fenomeno "extra-fisico") assumono nelle varieculturecosti-
ambivalente che oscilla tra distruzionee costru- tuisca un terrenodi ricercaparticolarmentefecon-
zione, tra crisi e rafforzamentodelle categorie do per indagarele relazioniche i viventiinstaura-
culturalie apparsa particolarmenteadatta a intro- no con il mondo dei morti. Studiare i luoghi dei
durregli articolidi questo numerode "Laricerca mortisignifica addentrarsinelle concezioni locali
folklorica"dedicato a temi di antropologiadella della morte(le "tanatologie"native)ma pu6 esse-
morte. I vari saggi riflettono sul modo in cui re un buon punto di partenza per comprendere
societa africane, americane ed europee reagi- variaspetti della societa dei viventi(le "antropo-
scono ai processi disgregativi innescati dalla
logie" native).
Occuparsi del modo in cui le tanatologie si
3 II progetto di ricerca di interesse nazio- antropologici. Granparte dei partecipanti a proiettanonello spazio, attraverso segni concre-
nale (ex 40%), coordinato da Francesco questo primo progetto hanno aderito a un ti o costruzioni dell'immaginario,significa porre
Remotti e cofinanziato dal MIUR (anni secondo progetto di ricerca di interesse
fin da subito la questione dei confinitra il mondo
2000-2002), comprendeva cinque unita nazionale, coordinato da Francesco
operative appartenenti alle Universit6 di Remotti e cofinanziato dal MIUR (anni dei vivi e il mondo dei morti. La convergenzatra
Torino (Dipartimentodi Scienze Antropolo- 2002-2004) dal titolo: "Tanatometamorfo- I'antropologiadello spazio e I'antropologiadella
giche, Archeologiche e Storico Territorialie si. IIcorpo dopo la morte in una prospetti- morte che alcuni saggi di questa raccolta perse-
Dipartimento di Orientalistica), Milano- va multidisciplinaree comparativa". L'arti-
guono in modo specifico (in particolarequelli di
Bicocca, Venezia e Bologna. Al ciclo semi- colo di Paola Sacchi e Pier Paolo Viazzo
nariale in cui furono presentati i contributi che compare nel presente volume costitui-
Francesco Remottie di GianlucaLigi)6 apparsa
qui raccolti parteciparono sia gli archeolo- sce un primo risultato di questo secondo come una modalita originalee poco esplorata di
gi sia gli antropologi dell'unita di Torino. progetto. affrontarelo studio della "soglia"che separa e
Vengono qui raccolti soltanto i contributi unisce allo tempo stesso i vivie i morti,un tema
6 ADRIANO FAVOLE, GIANLUCA LIGI

che, a partiredal classico saggio di RobertHertz traggono da esso gran parte del propriososten-
(1907), ha costituito lo sfondo privilegiato tamento. "Laculturanande - sottolinea Remotti
dell'indagine antropologicasulla morte. I luoghi - offre cosi un suo specifico contributoalla nozio-
dei mortiinfattinon sono necessariamente spazi ne di "luogo dei morti". Dovendo, come ogni
di "confinamento"e di separazione, ma aree in societa, predisporre un luogo da destinare ai
cui si organizzanole intersezioni, gli incontri,le morti,essa mette il bananeto a lorodisposizione;
relazionitra i viventie i defunti. Uno degli obietti- ma, anzich6 trasformare il bananeto in un cimi-
vi dei saggi che proponiamo al lettore de "La tero, riduce il "luogodei morti"a un periodo e a
ricercafolklorica"e proprioquello di evidenziare una funzione, quella dell'espressione tempora-
la relazione ambivalente che in molte societa nea del luttoe del dolore [...] Nella culturanande
lega i viviai morti.Le forme che i luoghidei morti il luogo dei mortie piu un periodo di tempo che
assumono nelle varie culture sono indicativedi non una porzionedi spazio".
quella dialetticatra la memoriae I'oblio,I'affetto Affidandoal bananeto i proprimorti,i baNan-
e I'esigenza di distacco, la conservazione e la de affermano la "positivita" e la necessita
distruzione, la contiguita e I'opposizione, la vici- dell'oblio: nel bananeto la vita prende rapida-
nanza e la lontananzatra i vivie i morti. mente il soprawento sulla morte, la distruzione
Inquesto senso, I'articoloche apre la raccol- lascia spazio alla ricostruzionedella vita. Anche i
ta e particolarmentesignificativoda moltipuntidi baNande, come tutte le societa umane, provano
vista. I baNande della Repubblica Democratica orroree repulsione per la disgregazionedei corpi:
del Congo studiati da Francesco Remottiseppel- tuttavia, affidandoi mortial bananeto e alle sue
liscono i corpi dei mortinei bananeti che circon- capacita trasformative,essi sottolineano la capa-
dano i villaggi. IIbananeto, con il suo ambiente cita della loroculturadi controllaree orientarela
umidoe verdeggiantee una costante del paesag- putrefazioneverso un esito positivo. "IIbene si
gio: esso e insieme il "segno" (non c'e villaggio ritrovanel putrido"(ekivuyakikasungikaahah6n-
senza un bananeto) e il "simbolo"della cultura
dire)afferma in modo sorprendente un proverbio
nande per la sua centralitaecologica, alimentare nande. Definiresemplicemente "luogodei morti"
e rituale. I ritifunebri hanno luogo nel bananeto il bananeto e allora limitativo:si tratta piuttosto
e il corpo e sepolto in una fossa che viene coper- di un luogo in cui distinzionie dicotomie conver-
ta da un cumulo di terra. Sia il rito sia la tomba
gono, in cui la vita e la morte si incontranoe si
hanno un carattere spoglio, poco elaborato e il intrecciano. Un luogo di allontanamento e di
piccolo tumulo che ricopreil cadavere scompare coabitazione, di memoriae oblio, di confinamen-
ben presto alla vista. Che tipo di luogo dei morti to e di promiscuita,di lontananzae di vicinanza
e il bananeto? A partiredall'analisisemantica dei tra i vivi e i morti. Un luogo particolarmente
concetti con cui i baNande parlano del loro
ambiente e da alcuni concetti antropologici- in propenso a mostrare quel legame indissolubile
tra la morte e la rigenerazionedella vita su cui
particolarele categorie "cioche scompare", "cio hanno riflettutoMauriceBloch e Jonathan Parry
che rimane","cio che riemerge"(Remotti1993)
e la dicotomia "luoghidei vivi/luoghidei morti"-, (1982).
Alcunidei problemiche Remottisolleva nello
Remottisottolinea che il bananeto non e propria-
studio dei baNande non sono estranei alle
mente un cimitero. Esso non rappresenta una
societa europee, come mostra il saggio di Mari-
memoriaduratura:nel periododel lutto la tomba
na Sozzi che analizza alcune questioni legate ai
e visibile e i lavoriagricolisono interrottima, ben
luoghidei morti(sale del commiato,cimiteri,aree
presto, gli agenti atmosferici e lo scorrazzare di dispersione delle ceneri) nel contesto della
degli animali domestici cancellano ogni traccia storia dei movimenticremazionisticidi eta moder-
della sepoltura. Circa un mese dopo il rito, i
na e contemporanea4. Vorremmoqui soffermarci
parentidel morto"tolgonoil lutto"tagliandoalcu-
ni tronchi di banano: il bananeto torna cosi a in particolare sul problema della dispersione
essere un luogo molto frequentato dai vivi che delle ceneri che la Sozzi evoca in conclusione del
suo articolo. Da qualche anno, in alcuni paesi
ceneri. Nella pratica questo prowedimento
europei (soprattutto in Inghilterra)5si e imposto
4
Per una riflessione sugli spazi cimiteria-
li in Occidente si veda Urbain 1978 e rimane tuttavia in gran parte non applica- I'uso di disperdere le ceneri dei defunti in luoghi
1989. bile per la mancanza dei necessari decreti significativi(per il morto e per i suoi familiari)
5 In Italia la legge 130 del 30 marzo 2001 attuativi da parte delle Regioni. quali montagne, laghi,fiumie cosi via. Che tipi di
prevede la possibilita di dispersione delle "luoghidei morti"sono questi? Per un verso essi
L 'ANTROPOLOGIA E LO STUDIO DELLA MORTE 7

assomigliano a quelli che MarcAuge ha definito zione in loco per segnalare che un particolare
i "non-luoghi"della surmodernit (1992). Si trat- lago, o montagna, o pietra e rispettivamenteun
ta infattidi spazi che non rivestono un'importan- sito del genere saivo, passevare o seite, e
za per una comunita, n6 da un punto di vista dunque che nel terreno circostante possono
identitario,ne da un punto di vista storico. I loro esservi sepolti uno o piu defunti. Sebbene le
significatisono per cosi dire "privati",legati alla pietre seite, ad esempio, abbiano sempre una
memoria del defunto che, per qualche tempo, forma naturalmente bizzarra(dovuta all'azione
sara mantenuta dai suoi amici e familiari. Da modellante degli agenti atmosferici e del severo
questo punto di vista, essi sono alquanto diversi clima subartico), soltanto i Saami ancora pasto-
dai bananeti nande i quali, pur portando alla ri,che continuanoa muoversistagionalmente sul
progressiva perdita della memoria individuale, territoriocon la mandria, sanno distinguere a
sono luoghi rivestiti di importanza identitaria, primavista un sito seite da una qualsiasi altra
comunitaria, storica. E tuttavia, anche questi pietra di forma strana. II saggio di Ligipone in
luoghi "naturali"di dispersione delle ceneri, al luce il fatto che fra i Saami I'organizzazione
paridei bananeti dei Nande, sarebbero da porre spaziale dei luoghidei mortipub essere studiata
in connessione con un periododi tempo, il perio- non solo (o non pii soltanto) come una forma di
do del dolore, del luttoe della memoria,piuttosto classificazione nativa (cioe un "prodotto"cultu-
che con uno spazio fisico, un cimitero.Essi, anzi, rale le cui caratteristiche essenziali sono ormai
appaiono ad alcuni come una minaccia scomparse a seguito della colonizzazione), ma
all'esistenza dei cimiteri, i luoghi dei morti per
soprattutto come una forma di manipolazione
eccellenza della tradizioneeuropea. Disseminan- simbolica dell'ambiente (cioe un "processo"
do i resti dei propridefunti nell'ambiente, coloro culturale perfettamente attivo e operante anche
che scelgono questa pratica creano - per utiliz-
oggi), dato che gran parte dei pastori e ancora in
zare un'espressione chiave del saggio che Gian-
grado di riconoscere, spostandosi sul territorio,
luca Ligi dedica ai Saami della Lapponia- un
gli antichi siti riservatiai defunti. Questa caratte-
"paesaggio del sentimento" temporaneo, labile, ristica "semina dei morti"6nel paesaggio natura-
invisibileai piu, destinato alla scomparsa insie-
le, che i Saami hanno compiuto per secoli, rende
me alla memoriadel defunto.
possibile conferireai luoghiuno spessore storico-
emozionale. I parenti defunti e sepolti (inumati,
3. L'antropologia dello spazio e lo studio
tumulatio immersi)qua e la nella taiga, conferi-
della morte
scono allo spazio abitato dai viviuna "strutturadi
Nel territoriosaami 6 possibile rintracciare sentimento", che consente I'orientamentoe il
una ricca geografia di luoghi da porsi in stretta coordinamento delle attivita quotidiane relative
connessione con i defunti. I siti sono raggruppa- alla pastoriziaseminomade di renne. Le localita
bilischematicamente in tre categorie: a) luoghidi fra le quali ancora oggi i pastori si spostano
sepoltura del corpo fisico; b) luoghiin cui i defun- stagionalmente con le loromandrie,grazieanche
ti abitano o possono farsi presenti mediante una a questa particolarestrategia culturaleche lega
qualche formadi corpoextra-fisico;c) luoghiin cui la morte alla sintassi dello spazio, non sono mai
si manifestano classi di spiritiche hanno a che
punti neutri in un tessuto geometrico, ma nodi
fare con il mondo dei morti. Tuttiquesti luoghi
significativiin una rete di micro-esperienzenelle
sono specifiche porzionidell'ambiente naturale
quali si intreccianoricordie racconti, percezioni
in cui le comunita di pastori vivono svolgendo le sensoriali degli agenti atmosferici ed episodi di
pratiche quotidiane relative alla pastoriziasemi- vita vissuta.
nomade di renne. Si tratta ad esempio di daivie I saggi di Ligi,Remottie Sozzi mostrano I'effi-
(lande, brughiere),di njarka(promontori,cunei di cacia di uno studio della morte che converge con
terra), puoltsa (scarpate, grotte), saivo (laghi,
l'impianto concettuale dell'antropologia dello
ruscelli), seite (pietre di forma strana, rocce) e
cosi via. Da notare che non esiste alcuna indica- spazio. L'organizzazionespaziale all'interno di
qualsiasi interazione sociale, comprese le inte-
razionilinguistiche,esprime dei significati:comu-
6 Come si e osservato altrove (Favole come mostra la storia delle reliquie dei
nica cioe indirettamentedei valori, dei principi
2003: pp. 72-101) la pratica di "dissemi- santi la cui diffusione accompagna la etici o una visione del mondo. L'antropologia
nazione dei morti" o meglio dei loro resti costruzione dello spazio cristiano. dello spazio pone dunque I'attenzionesulla natu-
non e estranea alla tradizione cristiana, ra essenzialmente "localizzata"delle interazioni
8 ADRIANO FAVOLE, GIANLUCA LIGI

sociali e considera i luoghicome i principalibloc- ce, irrinunciabile,domanda in merito al "che


chi di costruzione per la comprensione delle azio- fare?" del corpo morto 6 di per se una domanda
ni umane nel contesto ove queste si verificano di antropologia dello spazio. Dove collocare il
naturalmente:owero non solo come insiemi di defunto? Come disinnescare I'estrema pericolo-
forze che attraversostrutturefisiche danno forma sita simbolica derivanteda un contatto rawicina-
ai comportamenti, ma anche come prodotto to con il morto? Quanto prossimi o distanti
materiale e simbolico di azioni umane 7. Parafra- conviene che rimangano i morti? Come si pub
sando Georg Simmel si potrebbe sostenere che percorrereo superareculturalmente,ritualmente,
le abitazioni,la pianta di una citta, oppure I'arti- questa distanza?
colazione architettonicadi un cimitero, non sono Nell'ambito della tradizione italiana di studi
soltanto delle costruzioni spaziali con significati etno-antropologicie demologici sulla morte8, i
sociali, ma sono dei "fatti sociali formati nello rapportifra ideologia della morte e organizzazio-
spazio" (Simmel 1998: 531; cfr. Bagnasco ne dello spazio sono stati tematizzati con parti-
1994). colare efficacia da LuigiM. LombardiSatriani e
Nella prima meta del Novecento, Martin Mariano Meligrananel volume // Ponte di San
Heideggerha sviluppatouna serie di interessan- Giacomo. In questo lavoro, divenuto ormai un
ti riflessioni intorno alla domanda "che cos'6 classico, i due autori mostrano che "l'organizza-
I'essere umano?". Per Heidegger, I'essere zione territorialedel paese meridionalesi presen-
dell'uomo 6 in realta un esserci (Dasein), owero ta segnata profondamente dall'ideologia della
un essere-nel-mondo (In-der-Welt-sein). L'essere morte, che ne scandisce strutturee modalita e
umano, in quanto "Esserci"6 sempre "spaziale", orienta significatifino a configurareuna simboli-
nel senso che ha sempre a che fare con dei ca citta sepolta, polo dialettico della citta dei
luoghi (Heidegger 1927). Questa connessione viventi [...] II rapporto vivi-morti,nell'orizzonte
profonda, inevitabile e radicale, fra gli esseri folklorico,non 6 di due mondicontrapposti,ma si
umani e i luoghi dello spazio (Remotti 1993), 6
pone come un 'continuum',come tensione meta-
stata indagata in modo ancor piu analitico da fisica, che conferisce allusivita e ulterioritaal
MauriceMerleau-Ponty(1965). Lo studioso fran-
tempo storico e consistenza a quello metastori-
cese ha osservato che il corpo umano, sia esso co. IIpaese 6 anche lo spazio dell'incontrovivi-
vivo o morto, non "occupa spazio" nello stesso
morti, che si dispone lungo traiettorie spaziali
identicosenso degli altrioggetti materiali(spazia- diversificate e convergenti"(LombardiSatriani,
litadi posizione). II"qui"del corpo non si riferisce
Meligrana1989: 27)9.
mai a una serie definita di coordinate, ma alla Societa differenti in epoche differenti della
situazione del corpo attivo, orientato verso i loro storia si sono caratterizzateper aver elabo-
propricompiti (spazialita di situazione). Se dal rato specifiche soluzioni al problemadi stabilire
punto di vista spaziale il corpo vivo 6 dunque che tipo di essere e un defunto e di dove collo-
paradigmadi "presenza"nel mondo (I'Esserci),in care il corpo morto. Uno degli obiettivi principali
generale la morte configurala forma pib radicale della raccolta di saggi qui proposti 6 dunque
dell"'assenza": la morte come scomparsa di un
tentare di istituire una rete di concetti sufficien-
Esserci scatena una dolorosa crisi della presen-
temente elastici ma allo stesso tempo precisi
za (De Martino1958). Per questo gia la sempli-
che permetta di cogliere una particolareconcet-
tualizzazione nativa della morte (da cui deriva il
7
Si vedano Lawrence,Low1990; Rapo- si immettonodimensionispazio-temporali senso di una
simboliche(luoghidi permanenza,di ritor- particolare organizzazione dello
port1994; Levinson1996; Hanson1998; a partiredall'analisidi altriconte-
Ingold2000. Cfr.la nozionedi place speci- no e apparizionedei morti:astri, campa- spazio), proprio
ficityformulata da Canter(1977). gna, case disabitate, crocicchi, ecc.) e sti sociali e dal confronto con altre particolarita
8
Trai titolipiusignificativiBarillari
1998; qualsiasiluogoin cui sia awenuta la catti- culturali.L'applicazionedella categoria di luogo
Baronti2000; De Martino1958, 1977; De va morte;luoghisimbolicinei qualisi attua allo studio antropologico delle pratiche funebri
la comunicazionemorti-vivi come i sogni;
Matteis, Di Nola 1976 e 1995; Faeta permette di arricchire la riflessione sul tema
1980, Goody,Poppi 1994; Moroet. al. persone presescelte come "luogo" di morte. Se da un lato il
2000; M. Niola1993; Pardo1983, 1989. mediazione,comunicazionee reincarna- dell'ambivalenza della
9 All'analisidei luoghidei mortiin senso zione (veggenti,posseduti, ecc.); animali morire 6 un processo disgregativo ed entropico,
assunti dai morticome luogodi tempora- che introducecaos e disordine, per cosi dire, di
stretto, come chiese e cimiteri,Lombardi nea reincarnazione(serpi,lucertole,farfal- "tipo bio-sociale", dall'altro- mediante i signifi-
Satrianie Meligrana affiancanolo studiodi le, ecc.). Cfr. LombardiSatriani 1979, cati simboliciche riceve secondo modalitatrans-
altre categoriedi luoghi"ad iniziativadei 1980.
morti"qualiad esempio: luoghirealiin cui culturalmente specifiche - esso genera forme
L'ANTROPOLOGIA E LO STUDIO DELLA MORTE 9

sofisticate di organizzazione, ordina luoghi, I'apparatoteorico, al punto che sembrava esser-


connota spazi, costruisce cosmologie, orienta ci "scarso consenso sulle seminal questions che
comportamenti:riannodafili di senso sulla natu- gli antropologi dovrebbero porsi" (ivi: 386). A
ra stessa della vita. vent'anni di distanza dalla rassegna di Palgi e
Abramovitchsi puo notare che I'interesse per la
4. Morte, corpo, malattia morte e cresciuto e si e diversificatoll. Gliantro-
L'interesseantropologicoperla morteha vissu- pologi oggi non si limitanopiu, come denunciava
to nel tempo sorti alterne.Argomentodi interesse Johannes Fabian,a indagarein societa esotiche
centrale per gli evoluzionisti,i quali videro nelle "come gli altrimuoiono"(1973) ma, a partireda
credenze relativeal destino dell'animae all'aldila una ricca documentazione etnografica, hanno
I'originedel pensiero religioso e del progressivo accentuato le ricerchecomparativesulla morte e
dispiegamento della cultura (Tylor1871; Frazer hanno iniziatoa rifletteresulle pratichee sui riti
1913-1924; 1933-1936), la morte rappresento propri delle societa occidentali (Lock 1996;
allostesso modouncampodi indaginefecondo per 2002). Nonostante cib, si ha l'impressione che
la nascente scuola antropologicafrancese (Hertz anche oggi I'antropologiadella morte non rappre-
1907; Van Gennep 1909; Mauss 1926). Nel suo senti uno specifico settore di ricerca, dotato di
celebree pionieristicostudio,Hertztento di porrein prospettive teoriche e di un proprio reticolo
connessione il trattamentodel cadaveree il desti- concettuale, bensi un campo di analisi alquanto
no dell'"anima"(resto immaterialedella persona) eterogeneo. Si tratta di un filone tematico che
con le rappresentazioni collettivee le pratichedella trae linfa e fecondit~ teorica dal convergere con
morte (credenze, simbolismi, lutto, riti funebri), altre direzionidi ricerca e con altre discipline. II
gettando le basi per la costruzione di una rete dialogotra I'antropologiadel corpo, I'antropologia
concettualerimastaingranparteincompiuta.Nella medica e lo studio della morte, per esempio, sta
tradizione anglosassone del periodo struttural- producendo risultati estremamente promettenti
funzionalista,lo studio della mortefu infattiper lo (Lock 2002; Frankline Lock 2003; Scheper-
piu confinatoalla simbologiadei ritifunebrie alla Hughes 1992, 2000)12.
capacitadi questi ultimidi riportareordineed equi- Se i'interesse principaledi questa raccolta 6
librioin una strutturasociale sconvolta da questo volto a porrein connessione I'antropologiadello
evento entropicoe distruttivo(Goody1962). Anche spazio con lo studio della morte, non mancano i
se non sono mancate, soprattuttointornoaglianni tentativi di esplorare la plausibilitadi altriintrec-
Ottanta,raccolte di saggi che si proponevanoun ci. A questo proposito, il contributo di Chiara
obiettivocomparativo e, si puo direche la morte6 Pussetti si segnala per la sua capacita di far
stata studiata dagli antropologi soprattutto nei
dialogare iltema della mortecon le riflessionisul
singolicontesti culturalie particolarmentearduoe corpoe sulla persona (Bloch1988), sulle emozio-
apparso il compito di far emergere concetti e ni (Rosaldo 1984), sul dolore, sui rapportidi
prospettiveampiamentetrasversali. genere. Trai Bijag6dell'isola di Bubaque(Guinea
Ancoranel 1984, PhyllisPalgi e HenryAbra-
Bissau) sono le donne a occuparsi della toilette
movitch - autori di una rassegna bibliografica funebre del cadavere, della veglia, dei ritie delle
sullo studio transculturaledella morte - notava-
pratiche di elaborazione del lutto. "Incontrasto
no che gli antropologi "al contrariodei filosofi, con l'intimita linguistica, emozionale e tattile
hanno manifestato uno scarso interesse per il delle donne, gli uomini mantengono una relazio-
misterodella morte"(1984:385). Se non manca- ne con la morte puramente visiva". 11corpo
vano dettagliate analisi etnografiche appariva
femminile puo essere considerato il "luogo"in
carente, nell'opinionedei due autorevolistudiosi, cui si incontrano mondo dei vivi e mondo dei
morti.E infattiattraversoil corpo delle donne che
10 Si vedano Bendann
1930; Guiart1979; 12
Si vedano anche al proposito il numero gli iarebok,gli "spiritidei morti",tornano a mani-
Thomas 1975; Huntington, Metcalf 1979; speciale di "Body & Society" (Bodies for festarsi nel ciclo ininterrottodelle nascite-morti.
Humphreys, King 1981; Bloch, Parry sale - Whole or in parts), 7 (2-3), 2001 e Ed 6 ancora nel corpo femminile che, attraverso
1982; Cederroth, Corlin, Lindstrom1988. la rassegna bibliografica curata da Sharp la pratica della possessione, tornano a manife-
11 La produzione bibliografica e ingente e (2000). starsi le vittime maschili di "cattivemorti",awe-
conta molte centinaia di titoli. Per una 13
Sul tema del ritornodei morti nelle tradi-
nute primache I'individuoavesse compiuto il rito
rassegna concernente in particolare le zioni europee si rimanda il lettore a Fabre
questioni dei corpi e dei resti si rimanda a 1987. di iniziazione. Queste "anime" erranti, questi
Favole 2003. revenants'3 che vagano tra i luoghi dei vivi e i
10 ADRiANO FAVOLE, GIANLUCA LIGI

luoghi dei morti, vengono iniziati post-mortem Se l'ideale della persona prevede uno stato di
grazie alla possessione delle donne che "presta- completezza, la capacita cioe di ottemperare
no" il lorocorpo affinch6 I'iniziazionesia compiu- appieno agli obblighi della reciprocita (sia in
ta ed essi possano raggiungere finalmente termini strettamente economici sia piu in gene-
I'anarebok,il luogo dei morti,completando cosi rale nel campo delle relazionisociali), la morte
la loro esistenza. II "lavoro del dolore" tipica- spesso impedisce che questo processo sia
mente femminile trova un'ulterioreespressione portato a compimento. I morti che non hanno
nei canti funebri:questi suoni e queste "parole completato la loro parabolavitale, per lo piuvitti-
contro la morte", come le definirebbe John me di "cattive morti",tornano cosi a tormentare
Douglas Davies (1997), costituiscono una moda- i viventi perch6, saldando i debiti, consentano
lita socialmente approvata di espressione del loro di raggiungeredefinitivamenteil "luogo dei
lutto e delle emozioni. E attraverso il canto che morti".In cambio essi indicano ai vivi i luoghi in
alcune donne bijag6 provvedono a dare una cui sono sepolti i tesori (in genere presso i loro
parvenzadi senso all'evento-morte,evitando che resti mortali).IItema dello scambio e della reci-
gli aspetti distruttiviabbiano il soprawento nella proca dipendenza (tra vivi, mortie figure religio-
comunita. se), suggerisce il saggio di Zanotellisulla scia di
Muovendosinel campo dell'etnopsicologia, il una tradizione consolidata (cfr. Barraudet al.
saggio di Simona Talianiaffronta I'intrecciotra 1994), costituisce uno sfondo teorico appropria-
morte, concezioni della persona, rappresentazio- to per I'analisidelle credenze, dei ritie delle prati-
ni culturalidella malattia nell'area bulu, in Sud che della morte.
Camerun. L'articoloha come fulcro di interesse
alcune "figuredell'infanzia"ampiamente presen- 5. Le politiche della morte
ti in AfricaOccidentale:bambiniche presentano
Nella sua celebre interpretazionedi un fune-
malformazionio segni corporeiinconsueti, malat-
rale a Giava,CliffordGeertz(1973) insisteva sulle
tie persistenti, comportamenti anomali e che
incongruenze e sulla stratificazione storica e
spesso muoiono prematuramente. Questi culturaledei significaticonnessi al rito.Nel conte-
"bambini-antenati", "bambini-stregoni", "bambini
sto giavanese degli anni Cinquantadel secolo
nati-per-morire", come sono stati variamentedefi-
scorso, caratterizzato dalla compresenza di
niti, occupano una soglia incerta tra I'umanita,
concezioni "animistiche",indu, islamiche e da
I'animalita,il mondo degli spiritie degli antenati.
una rapidatrasformazionedello stile di vita, il rito
Elaborandorappresentazioniculturalisulla natu-
funebre era divenuto un'arena sociale in cui si
ra di questi bambini- rappresentazioniche non
confrontavano simboli religiosi densi di valore
di rado si richiamanoal linguaggiodella "strego-
neria"- le societa africane prese in considera- politico. La toilette funebre, la lunghezza della
zione "dannovoce al silenzio persistente di una veglia, il trattamento del cadavere e le modalita
malattiache non lascia tranquilloil bambinoe al di sepoltura non erano affatto garantiti da una
silenzio angosciante che si vive di frontea queste tradizionecondivisa ma erano diventatiterrenidi
mortisenza senso". disputa in cui si scontravanodifferentivisioni del
Ancora dalle concezioni locali della persona mondo e della vita sociale14. L'analisidi Geertz
costituisce un'ottimaintroduzionea un tema che
prende spunto il primodei due contributiameri-
canistici, quello che Francesco Zanotelli dedica emerge in maniera prevalente nei saggi finali di
alla comunitadi San Crist6balZapotitlan(Stato di questa raccolta e che potremmo sintetizzare
Jalisco, Messico occidentale). IIsaggio analizza nell'espressione "politichedella morte"15.
le narrazioniorali concernenti il ritrovamentodi Studiare le politiche della morte significa
tesori nel terrenosu indicazionedi animas, "spiri- porrein evidenzacome molticontesti, riti,creden-
ti dei morti"che tornano a manifestarsi tra i vivi ze e pratichedella morte, lungidall'essere retag-
per chiedere loro di saldare un debito non estin- gi tradizionalicondivisie indiscussi, siano piutto-
to o di adempiere a un voto non rispettato in vita. sto terreni di scontro tra ideologie, visioni del
mondo, rapportidi potere ineguali.Significaporre
attenzione al fatto che luoghie tempi della morte
14
Interessante al proposito anche I'anali- 16
Alcuniinteressanti contributial proposi- possono essere espressioni di relazionidi pote-
si di Parrysui ritifunebri indu (1994). to sono raccolti nel volume curato da re, spazi di conflitto e di contrapposizione16. II
15 Si veda anche al proposito il saggio di Destro (2002). timore con cui, nel nostro Paese, si guarda alla
Thomas 1978. nascita di luoghi dei mortidi confessioni religio-
L ANTROPOLOG IA E LO STUDIO D ELLA MORTE 11

se non cristiane e un buon esempio di come il RobertoBeneduce che chiude la raccoltae che si
forte impatto emotivo legato alla morte si presti segnala sia per I'ampiasintesi bibliograficadel
a manipolazionipolitiche volte alla difesa e al tema "morte"in Africasia per le proposte meto-
rafforzamentodell'identita. Come ha mostrato dologiche innovative.Beneduce proponedi distin-
I'acuta analisi di Katherine Verdery sui Paesi guere le etnografie della morte di "primo",
post-socialisti dell'Europa orientale (1999), la "secondo" e "terzo"tipo. Con "etnografiedella
questione dei cadaveri e dei resti pub rivelarsi mortedi primotipo"ci si riferisceallo studio delle
addiritturacentrale nelle strategie politichedegli rappresentazionidella morte pii legate alla tradi-
Stati moderni. Inoltre,lo studio della morte pub zione, a strutture simboliche persistenti. Lo
essere un buon punto di partenza per I'analisi studio antropologicodei riti, delle credenze, dei
delle violenze connesse agli eventi coloniali e luoghi dei morti;I'analisidella pratichedi comu-
post-coloniali. nicazionetra vivie mortisi collocano per lo piu in
Aquesto proposito,il saggio di EnricoComba, quest'ambito. Negli ultimi vent'anni, tuttavia,
adottandouna prospettivaetnostorica, riflettesul I'attenzioneall'intrecciotra il "locale"e il "globa-
movimentomillenaristicodella Ghost Dance che le", alla capacita del rito di incorporarela storia
ebbe un tragico epilogo nel massacro di Woun- e alle dinamiche coloniali ha indotto gli antropo-
ded Knee (1890), in cui persero la vita centinaia logi a occuparsi maggiormente delle trasforma-
di Lakota. Facendo convergere rappresentazioni zioni dei ritie delle pratichefunebri,degli spazi di
locali della persona e del destino dei defunticon contesa, di contraddizione,di negoziazione che
una prospettivaattenta alle dinamiche del pote- essi aprono delineando una "etnografia della
re e della violenza coloniale, Comba perviene a morte di secondo tipo". In alcune aree urbane
una nuova interpretazionedel significato della dell'Africasi puo cosi constatare come nei riti
Ghost Dance. Piuche un ritornodei morti,questo funebri prevalga una dimensione economica,
movimento millenaristico prefiguravala fine di quasi consumistica: la "buona morte" diviene
un'epoca, di una cultura, di uno stile di vita. Lo "bella morte", occasione di ostentazione del
sterminio dei bisonti, I'impossibilitadel nomadi- propriostatus sociale ed economico.
smo, il confinamento nelle riserve, le violenze e i Infine, massacri, guerre, violenze di massa,
massacri avevano mutato radicalmente la vita epidemie mortali come I'AIDScostringono oggi
delle comunita native. La danza che continuava I'antropologoa confrontarsi con un"'etnografia
frenetica nei villagginon esprimeva tanto I'auspi- della mortedi terzo tipo". Quandola morte diven-
cio del futuroritornodei morti,come sostengono ta esperienza collettiva, quotidiana, sperimenta-
gran parte delle interpretazionifin qui proposte; ta in un orizzontedi arbitrio,di violenza e di terro-
nei confronti dei defunti i Lakota provavano in re puo scaturirne I'impossibilitadi fare di essa
realta grande timore. La Ghost Dance esprimeva materia di lavorosimbolico, di rappresentazione
piuttosto la percezione, indottadagli eventi della culturale.L'impossibilitadi seppellire i defunti,di
storia ed espressa con il linguaggioescatologico praticarei ritifunebri,di elaborare il lutto puo far
tradizionale,della mortedi un'interaculturae del si che la morte stessa diventi un habitus. Un
prossimo ricongiungersi tra mondo dei vivi e habitus che si riproduce in altre morti, altre
mondo dei morti. Si trattb in effetti della fuga violenze, altricomportamentinon piu definibiliin
immaginaria di una cultura moribonda in un un quadroculturalema volti semplicemente alla
mondo altro, il mondo degli spiriti e dei morti, riproduzionedella violenza, all'esercizio di un
solo approdo possibile di un futuro privodi altri potere fine a se stesso. Lasituazione che vivono
esiti. La Ghost Dance insommafu una formaradi- oggi molte aree di paesi martoriatidalle violenze
cale di protesta controun potere esterno, espres- coloniali e post-coloniali (come Angola, Liberia,
sa attraverso il linguaggiodelle credenze tradi- Ruanda, Sierra Leone, RepubblicaDemocratica
zionali concernenti il mondo dei morti. del Congo)si configurainsomma come una forma
Quella dei Lakotasul finire del XIXsecolo si di "luttoculturale"caratterizzatodall'impossibi-
presentava come una situazione di "luttocultu- lita di dare un senso alla morte.
rale",per riprendereun'espressione del saggio di
12 ADRIANO FAVOLE, GIANLUCA LIGI

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