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BIOLOGIA

La sorprendente vita delle piante Stefano Mancuso,


LINV (Laboratorio Internazionale di
Neurobiologia Vegetale), Firenze

di Stefano Mancuso

Gli sviluppi recenti della biologia vegetale permetteranno di studiare le piante


come organismi intelligenti dotati della capacità di acquisire, immagazzinare,
condividere, elaborare e utilizzare informazioni raccolte dall’ambiente circostante

A una osservazione superficiale tutte le


attività tipiche delle piante, nessuna esclusa,
Animalium, Aristotele fornisce un affascinante
esempio del tipo di argomentazione usata per
“talvolta è dubbio se un dato organismo
debba essere classificato tra le piante o tra gli
sembrano potersi riassumere nelle tre spiegare le funzioni delle piante e degli animali”.
cardinali funzioni della nutrizione, crescita e animali. A proposito del calore naturale L’influenza aristotelica in botanica durerà
riproduzione. Questa idea ha le sue radici richiesto per i bisogni nutritivi degli molto più a lungo che in altre scienze. Nel
nella definizione secondo la quale le piante organismi, piante e animali in ugual misura, 1583 Andrea Cisalpino pubblica a Firenze un
vivono (crescono, si nutrono e si riproducono) Aristotele evidenzia il ruolo della bocca e dello libro fondamentale per la storia della
ma sono prive di movimento. L’assenza di stomaco come parte di un sistema continuo botanica, il De plantis libri XVI, che
movimento è percepita come la principale che produce l’energia naturale e i nutrienti influenzerà molte generazioni a venire di studi
differenza fra piante e animali e viceversa. necessari agli animali. Applicando lo stesso botanici. “Poiché la natura delle piante”, così
Ne consegue che, a causa della sua ragionamento alle piante scrive: “Giacché le si apre il libro di Cisalpino, “possiede soltanto
immobilità, la pianta, non ha nessuna piante si procurano il loro nutrimento dal quel tipo di anima attraverso il quale esse si
necessità di sviluppare complicati sistemi di terreno attraverso le loro radici; e questo nutrono, crescono e si riproducono, e non
risposta all’ambiente data la relativa nutrimento è già elaborato quando viene mostrano, quindi, sensibilità o movimento,
mancanza di novità o sorprese con le quali assorbito, la ragione per la quale le piante non che sono tipiche della natura degli animali,
si troverà a contatto nel corso della sua producono escrementi risiede nel fatto che la conseguentemente le piante hanno bisogno di
esistenza. terra ed il suo calore svolgono per loro la un insieme di organi molto inferiore rispetto
Ma, è giustificabile questa definizione delle funzione di uno stomaco. Mentre gli animali agli animali”.
piante come esseri viventi privi del con scarse eccezioni e specialmente tutti gli Questa idea riapparirà frequentemente nella
movimento? Tutt’altro, il movimento è una animali capaci di locomozione sono provvisti storia della botanica. Per secoli biologi e
caratteristica fondamentale nella vita delle di uno stomaco che si comporta come un botanici hanno volontariamente eluso la
piante: dalle piante carnivore o sensitive che sostituto interno della terra”. Così per necessità di concettualizzare il movimento
mostrano movimenti rapidi, nella stessa scala Aristotele la terra e lo stomaco diventano delle piante, tentando con ogni mezzo di
temporale dei movimenti animali, ai organi analoghi di digestione, uno utilizzato salvaguardare la validità delle onorate
movimenti più lenti e continui di tutte le altre dalla pianta fissa, l’altro dall’animale mobile. categorie di “animali” e “piante”, definendo
piante, possiamo affermare che l’unica Aristotele contrappone ulteriormente il “anomalie” o “variazioni aberranti” le piante
differenza in questo senso fra animali e piante movimento degli animali alla fissità delle che mostravano movimenti rapidi. Talvolta
sia quantitativa piuttosto che qualitativa. piante nella descrizione della spugna. Egli chiamando queste piante zoospore, proprio
Le due principali caratteristiche associate alle asserisce che una spugna “assomiglia in tutto per sottolinearne la loro vicinanza al mondo
piante, immobilità e insensibilità, che si ad una pianta” poiché “per tutta la sua vita animale.
ritiene siano proprietà naturali delle piante, resta attaccata ad una roccia e quando viene La sorpresa e il divertimento che colpisce
sono in realtà il frutto di una costruzione separata da essa muore”. La fissità della chiunque si trovi per la prima volta di fronte
culturale che risale ad Aristotele. Uno dei spugna diventa una caratteristica essenziale ai movimenti rapidi di una pianta come la
concetti fondanti nella concezione aristotelica del suo stato di pianta. Aristotele, tuttavia, Mimosa pudica, testimoniano della profonda
dei viventi è quello di “anima” il cui ammette alcune eccezioni al principio di convinzione che l’immobilità sia la
significato per Aristotele è essenzialmente immobilità delle piante. In una parziale caratteristica fondamentale che
“principio motore”. Risulta, così, che i viventi ammissione delle difficoltà che si incontrano contraddistingue la pianta dall’animale.
sono distinti dai non-viventi grazie alla loro nel voler distinguere in modo categorico gli Animale viene dal termine animato, ovvero
capacità di muoversi. Nel De Partibus animali dalle piante, afferma infatti che “capace di muoversi”, ma anche da un più

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antico significato “che ha un anima”; ne poeta e premio Nobel Rabindranath Tagore lo esseri intelligenti, capaci di apprendere
consegue che le piante, al contrario, non ne descriveva come “un poeta nel mondo dei dall’esperienza e di modificare il loro
sono dotate. Tale disarmonia nella percezione fatti”. Bose andando contro ogni convinzione comportamento in maniera adeguata. I suoi
degli esseri viventi è non solo occidentale, ma del suo tempo, e basandosi su solidissime esperimenti provarono “l’unità dei
anche di altre culture. La tradizione prove sperimentali, dimostrò come le piante meccanismi fisiologici della vita. Poiché noi
mussulmana, per esempio, ammette la utilizzassero segnali elettrici per la abbiamo trovato nelle piante e negli animali
rappresentazione figurata delle piante, ma comunicazione fra i vari organi e avanzò simili movimenti contrattili in risposta agli
non quella degli animali o degli uomini, l’idea che le piante fossero da considerarsi stimoli, uno stesso meccanismo di
affermando, propagazione fra
implicitamente, che cellula e cellula, una
le piante non sono simile circolazione
creature di Dio. dei fluidi”.
Alla fine del XIX Liricamente, nel
secolo l’idea che 1907 scriveva:
piante e animali “Questi alberi
abbiano così poco hanno una vita
in comune, simile alla nostra,
comincia a mangiano e
vacillare. Nel 1874 crescono, affrontano
Fabre dà alle la povertà, si
stampe un celebre addolorano e
testo di soffrono. Possono
divulgazione sulla rubare, ma anche
vita delle piante, aiutarsi gli uni con
che inizia con gli altri, sviluppare
queste parole: “La amicizie, sacrificare
pianta è sorella la loro vita per i
dell’animale: come propri piccoli”.
questo, essa vive, si Numerose scoperte
nutre, si riproduce. successive
Per comprendere la confermarono
prima, spesso è questa vicinanza fra
molto utile piante e animali. Gli
consultare il studi riguardanti
secondo: come pure alcuni processi di
per comprendere il base, come
secondo, è respirazione e
conveniente crescita cellulare, si
chiedere sono potuti
chiarimenti alla sviluppare grazie
prima”. Negli stessi all’uso delle piante
anni sir Jagadis come materiale
Chandra Bose sperimentale. Oggi è
(1858-1937), uno ben noto che le più
dei primi scienziati importanti vie
indiani moderni e metaboliche in
figura leggendaria piante e animali
per la storia sono simili e che le
contemporanea dell’India, sostiene la piante hanno in comune con gli animali
sostanziale identità fra piante e animali. Madonna con il Bambino, San Francesco e Santa numerose attività complesse: dalla
Fisico illustre, Bose spaziò con il suo lavoro Chiara, tempera su tavola, Pavia, Pinacoteca riproduzione sessuale, basata sulla fusione
dalla fisica alla biologia, alla botanica. Il Malaspina. delle cellule spermatiche e degli ovociti,

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all’uso delle medesime molecole e vie Darwin, il quale nel 1880, assistito da suo solare.
metaboliche per la regolazione dei ritmi figlio Francis, pubblicava The power of Considerando le radici come la sede di attività
circadiani. movement in plants. Nelle ultime pagine del simil-neurale, si ha una visione della pianta
Gli stessi processi appare in ambedue i regni, capitolo finale Darwin riflette sulle assai differente da quella comunemente
soltanto alcuni predominano in quello sorprendenti caratteristiche dell’apice considerata. Le radici diventano l’organo più
animale, altri in quello vegetale. Gli animali radicale: “Non è una esagerazione dire che la importante della pianta, i loro apici formano
usano la materia e l’energia prodotta dalle punta delle radici, avendo il potere di dirigere un fronte in continuo avanzamento con
piante. Queste, a loro volta, utilizzano i movimenti delle parti adiacenti, agisce come innumerevoli centri di comando. L’intero
l’energia del sole per soddisfare le proprie il cervello di un animale inferiore; il cervello apparato radicale guida la pianta con una
necessità. Gli animali dipendono dalle piante, essendo situato nella parte anteriore del corpo sorta di cervello collettivo o, meglio, di
e le piante dipendono dal sole. Si arriva, così, riceve impressioni dagli organi di senso e intelligenza distribuita su una larga superficie
a una più generale concezione della vita delle dirige i diversi movimenti della radice”. che mentre cresce e si sviluppa, acquisisce
piante e alla comprensione del loro ruolo nella Charles Darwin era sempre stato affascinato informazioni importanti per la nutrizione e
biosfera. Esse rivestono il ruolo di mediatori dalle caratteristiche dell’apice radicale. Nella per la sopravvivenza della pianta.
fra il sole e il mondo animale. sua autobiografia (1888) scrive di “sentire Alla luce di queste nuove scoperte, le radici da
Le piante, o piuttosto, i loro organuli cellulari uno speciale piacere nel mostrare quanti e “metà nascosta”, diventano il vero centro
più tipici, i cloroplasti, rappresentano il come mirabilmente ben adattati siano i vitale della pianta. Più di quattrocento anni
legame che unisce le attività di tutto il mondo movimenti posseduti dall’apice della radice”. dopo la pubblicazione del De plantis libri XVI,
organico, tutto quello chiamiamo vita, con il Quello che impressionava maggiormente l’idea di Cisalpino secondo la quale la radice
centro energetico del nostro sistema. In questo Darwin era l’abilità delle radici nel percepire corrisponderebbe alla bocca e debba quindi
senso possiamo parlare di una funzione contemporaneamente molteplici stimoli essere considerata idealmente come la parte
universale della pianta. ambientali, nell’essere in grado di prendere superiore sebbene collocata nella posizione
Negli ultimi anni la grande massa di dati ed una decisione e nel muoversi in funzione di inferiore della pianta, riacquista un
evidenze accumulate dalle scienze vegetali ha questa. inaspettato valore. La pianta è come un
accresciuto considerevolmente la nostra Darwin espose le radici a numerosi stimoli animale posto sulla propria testa (con la testa
conoscenza della vita delle piante, quali fra gli altri la gravità, la luce, l’umidità piantata nel terreno) e con le parti superiori e
permettendo la nascita di nuovi e affascinanti e il tocco, e si accorse che due o più stimoli inferiori così determinate: “Questa parte, la
settori di ricerca, fra i quali, il più recente è applicati contemporaneamente potevano radice, è la più nobile (“superiore”) perché è
sicuramente quello della neurobiologia essere distinti dagli apici radicali, e che la la prima ad essere originata ed affonda nel
vegetale. risposta a questi stimoli era tale da terreno; poiché molte piante vivono grazie alle
presupporre che la radice fosse in grado di sole radici dopo che lo stelo con i semi maturi
distinguere fra i diversi stimoli e giudicare è stato rimosso; il fusto riveste minor
La neurobiologia delle piante
quale fosse più importante ai fini della importanza (“inferiore”) sebbene esso emerga
Le piante devono continuamente decidere sopravvivenza dell’intera pianta. dal suolo; per quanto concerne le escrezioni,
come rispondere all’ambiente naturale A più di cento anni dalla originaria idea di qualora ve ne siano, devono essere estruse
all’interno del quale vivono. Alcune di queste Darwin, la presenza di una speciale zona attraverso questa parte”. Così Cisalpino
scelte includono come e dove trovare i sensoria e di calcolo posta nell’apice radicale è anticipa di secoli l’odierna descrizione del
nutrienti; dove trasportare nell’organismo ormai un dato certo. Per il lettore che volesse corpo della pianta basata su un polo anteriore
questi nutrienti, e le molecole organiche che approfondire l’argomento si suggerisce la sotterraneo (le radici), specializzato
ne derivano; quali nuovi organi devono essere lettura del libro recentemente edito dalla nell’assorbimento di nutrienti e nella capacità
prodotti e quali, invece, rimossi; come Springer, Plant Communication - Neural di calcolo, e un polo posteriore epigeo (il
predisporre le difese appropriate contro gli aspect of plant life, che tratta fusto), specializzato nella riproduzione e nella
attacchi patogeni e quali segnali chimici dettagliatamente dell’argomento. escrezione.
inviare agli organismi circostanti. Tutte queste Esistono molte buone ragioni perché nel corso Grazie all’attività “intelligente” delle radici, le
scelte, che devono essere prese nel contesto di dell’evoluzione le piante abbiano sviluppato i piante sono in grado di rispondere a stimoli
un ambiente continuamente mutevole, loro tessuti simil-neurali negli apici radicali, esterni, in numerosi casi aumentando
richiedono una attività cellulare coordinata e sepolti nella profondità della terra. Innanzi l’efficienza della loro risposta in seguito a
la possibilità di acquisire e conservare tutto il suolo rappresenta un ambiente più ripetute esposizioni. È fondamentale, quindi,
informazioni. stabile in confronto a quello atmosferico sia in che le piante siano in grado di archiviare delle
Il primo a intuire che le piante possedessero termini di temperatura che d’umidità; è informazioni e abbiano la possibilità di
qualcosa di simile a un cervello, sebbene di protetto dalla predazione animale, dall’ozono richiamarle quando se ne presenti l’occasione,
dimensioni estremamente ridotte, fu Charles atmosferico cosi come dalla radiazione UV anche a distanza di tempo. La questione

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nelle piante, in alcuni casi anche a livello


molecolare. Le piante sono soggette a una
moltitudine di stimoli simultanei. Poiché
questi stimoli avvengono in tempi diversi, una
risposta integrata della pianta richiede, di
discriminare, memorizzare, richiamare e
processare i segnali indotti dai differenti
stimoli. Esempi esaurientemente descritti di
registrazione di stimoli riportano periodi di
memorizzazione da 2 giorni a 2 mesi nel caso
dell’inibizione della crescita dell’ipocotile in
piantine di Bidens pilosa, nella crescita delle
gemme cotiledonari, nella germinazione dei
semi, nella risposta a shock osmotici, nella
produzione di segnali calcio indotti da siccità
e in numerosi altri casi. La durata della
memoria nelle piante può andare dai pochi
secondi a mesi e dipende dal segnale e dalla
risposta esaminata.
Gli sviluppi recenti della biologia vegetale ci
permetteranno di studiare le piante come
organismi intelligenti con una capacità di
acquisire, immagazzinare, condividere,
elaborare e utilizzare informazioni raccolte
dall’ambiente circostante. Come le piante si
procurino le informazioni dall’ambiente che le
circonda ed elaborino questi dati in modo da
sviluppare un comportamento coerente,
rappresenta il principale interesse della
neurobiologia vegetale. La comprensione di
questa intelligenza richiederà uno sforzo
congiunto tra scienziati di diverse discipline. I
risultati ci permetteranno di comprendere i
meccanismi di base della vita delle piante e
magari serviranno a far crescere nelle persone
la consapevolezza che le piante sono esseri
apparentemente paradossale dell’esistenza di di questi animali era sempre strettamente viventi estremamente complessi da cui
attività mnemoniche nella pianta ha legato alla capacità di apprendimento e al dipende la vita sulla terra. Si stima che noi
interessato, in realtà, un discreto numero di possesso di cellule nervose specializzate. In conosciamo soltanto il 5-10 % delle specie
ricercatori negli ultimi trent’anni, grazie questo senso il concetto di memoria non vegetali presenti sulla terra e da queste
soprattutto all’interesse suscitato alla fine sarebbe applicabile alle piante, che, traiamo il 95% di tutti i principi medicinali
degli anni Settanta dai numerosi studi ovviamente, non sono dotate di cellule utilizzati dall’uomo. Ogni anno migliaia di
effettuati sulle abilità mnemoniche di insetti e nervose. Tuttavia, la memoria può anche specie di cui non sappiamo assolutamente
di altri animali inferiori. Il tipo di risposta essere definita come “l’abilità di nulla si estinguono, portando con sè chissà
scelto per determinare le abilità mnemoniche immagazzinare informazioni riguardanti quali regali per l’umanità. Il mondo delle
eventi passati e richiamarle dopo un periodo piante è un enorme dono fatto all’uomo, che
di tempo”, divenendo perfettamente noi gettiamo via senza neanche degnare di
Stimmate di San Francesco, tempera su tavola, applicabile sia a esseri viventi come le piante uno sguardo. Forse il fatto di sapere che le
Traversetolo (Parma), Corte di Mamiano, che a oggetti quali, ad esempio, i computer. piante ragionano, sentono e comunicano potrà
Fondazione Magnani. Numerosi esempi di immagazzinamento servire nel futuro a farcele sentire più vicine,
(memorizzazione) di segnali ambientali, sono consentendoci di studiarle e proteggerle con
Madonna dell’Umiltà, tempera su tavola, Pisa, Museo stati esplicitamente o implicitamente provati maggiore efficacia. ●
Nazionale di San Matteo.

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