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SALERNO FORMAZIONE

Master in Alta Formazione in Economia e Management dell’Arte dei Beni Culturali


Materiale didattico – Modulo n. 1

EVOLUZIONE STORICA DEL TURISMO

La storia del turismo si intreccia con la storia dell’uomo e del suo desiderio di
conoscenza. E’ opinione concorde che l’origine del fenomeno debba farsi risalire
assai indietro nel tempo; il turismo non è un prodotto del capitalismo industriale ed il
suo progresso è inscindibile dall’evoluzione della civiltà e della cultura tanto che,
ogni periodo storico, ha visto l’affermazione di un particolare tipo di turismo. Il
valore di un viaggio sta proprio nella sua complessità, nell’insieme degli elementi che
lo compongono. Si toccano aspetti culturali, sociologici, psicologici, religiosi,
economici, rendendolo un “esperienza umana fondamentale, ogni volta diversa.

Comunicare, conoscere, soddisfare bisogni primari dell’uomo, trovare risposte


a profonde convinzioni individuali, sono tra le principali motivazioni che hanno
indotto gli individui, in ogni periodo storico, a spostarsi, privilegiando, agli inizi della
civiltà, le localizzazioni vicino a corsi d’acqua.

La mobilità ha in sé una forza eccezionale, è portatrice di cambiamento e riesce


a mutare le caratteristiche degli individui e della società. I mercanti sono stati i primi
a far circolare le idee e raccontare di mondi e civiltà lontane e diverse. Forme di
viaggio si susseguono nella storia, ed ogni tipo di viaggio rispecchia i problemi, i
desideri, le paure degli individui e dell’epoca in cui essi sono vissuti. Il viaggio, in
quanto portatore di cambiamento, è sempre stato ritenuto attività potenzialmente
sovversiva ed incontrollabile, per cui le culture dominanti stabilivano quali essere le
forme di viaggio permesse e quelle “sconsigliate”.

A differenza di oggi, epoca in cui si viaggia continuamente, gli uomini del


passato vivevano una vita sedentaria; si muovevano per ragioni determinate, interessi
commerciali, spedizioni militari, motivazioni religiose, carestie, pestilenze ecc. I
viaggi duravano anni, si incontravano altri individui, si imparavano lingue diverse, si
assimilavano usi e costumi dei luoghi di passaggio.

Il viaggio, che sia un lungo e pericoloso pellegrinaggio medioevale, o una


vacanza all-inclusive, rimane un esperienza di cambiamento dettata da bisogni
specifici. La mappatura degli spazi, i Centri religiosi, quelli culturali ed economici,
nascono dagli spostamenti di gruppi umani, che si radicano e creano “luoghi
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significativi”. Lo svilupparsi e l’affermarsi di questi luoghi è dovuto al continuo


scambio tra culture, reso possibile dai viaggi.

Per una piena comprensione delle esigenze, delle aspettative e delle


caratteristiche del turismo moderno, occorre fare un excursus storico relativo al
settore dell’accoglienza e della sua concezione nel corso dei secoli e sulle
problematiche che esso ha comportato.

Nella Grecia classica

Difficile individuare una data di nascita del turismo, anche se alcuni autori ne
fanno risalire le origini al periodo della Grecia classica quando il viaggiatore come
una persona sacra, ovvero il messaggero degli dei. Infatti, occorre considerare che in
questo periodo i viaggiatori sono talmente rari che il loro arrivo veniva considerato
come un segno divino.

Pertanto, l’ospitalità per il viandante era quindi sempre rispettosa e calorosa,


anche perché le famiglie che offrivano ospitalità pensavano poi di ricevere una
ricompensa da parte degli dei. Tuttavia, solo le famiglie più potenti ed agiate del
periodo potevano permettersi di ricevere i viandanti, in appositi spazi recintati e
all'aria aperta, forniti di semplici giacigli di paglia e fieno, ma abbastanza sicuri dal
pericolo d'aggressioni.

Nell’impero romano

Col passare del tempo, anche le ragioni che assumono l’ospitalità mutano,
infatti per gli antichi romani ospitare il viaggiatore veniva considerato non solo come
ostentazione della propria ricchezza, ma anche quale opportuna possibilità di
ampliare le proprie conoscenze venendo a contatto con gente di luoghi diversi e
quindi parlare degli usi e dei costumi di altri paesi.

Nel periodo romano il turismo attraversa una fase di sviluppo e ciò per una
serie di ragioni, tra le quali la costruzione della rete viaria romana realizzata
originariamente per permettere all’esercito romano di poter raggiungere le zone più
lontane dell’impero al fine di sedare le sommosse.

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Inoltre, in questo periodo vengono costruite le prime strutture ricettive della


storia, denominate stationes che offrivano ai viaggiatori vitto e alloggio.
Le stationes si distinguevano a loro volta in mansiones e le mutationes.

Le prime erano costruite lungo le strade principali a una distanza di circa 30


chilometri una dall'altra, ovvero la distanza che un cavallo poteva percorrere nell’arco
della giornata. Esse offrivano vitto e alloggio, ed inoltre servizi aggiuntivi, come la
possibilità di poter usufruire del piacere dei bagni termali, ovvero eventuali
riparazioni dei carri e l’eventuale cambio dei cavalli. Tali strutture possono essere
paragonati ai motel attuali.

Invece, le mutationes erano poste a una distanza di circa 5 chilometri l'una


dall'altra e offrivano solo vitto oltre al servizio di officina per la riparazione dei carri.
Tali strutture sono paragonabili alle moderne aree di servizio.

Nel Medioevo

In tale periodo prendono vita i pellegrinaggi religiosi, in particolare intorno ai


tre poli principali d'attrazione: Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela.
Tuttavia, si assiste al declino dei viaggi, la cui causa principale è dovuta alla caduta
dell'impero romano che comportò oltre al peggioramento dello stile di vita, la
difficoltà rischiosità delle vie di comunicazione che fino allora erano state utilizzate
in gran parte d'Europa.

Infatti, in questo periodo i signori locali potevano assicurare sicurezza solo


all’interno delle proprie città o statarelli che governavano ma non oltre le cinte
murarie di queste ove imperversavano briganti che rendeva eccessivamente
pericoloso il viaggio. Oltre a ciò le epidemie e la rete viaria che andava in rovina
contribuirono a limitare gli spostamenti.

In tale contesto gli unici posti ove era possibile trovare alloggio sicuro erano i
centri religiosi: chiese, monasteri, abbazie e conventi, presso i quali viandanti o
pellegrini trovavano accoglienza senza dover pagare e soprattutto senza correre il
rischio di essere derubati.

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A ciò si contrapponevano le taberne, derivanti dal periodo romano, locali


gestiti da persone poco raccomandabili spesso depredati dai briganti, ove
imperversava la prostituzione e la violenza. Proprio per tale motivo ai pellegrini del
tempo veniva vietato di alloggiare in tali luoghi.

Nell’epoca rinascimentale

In questo periodo si assiste al progressivo miglioramento delle condizioni


sociali che permette il facile sviluppo del fenomeno turistico, il quale assume una
connotazione diversa. Infatti, tra i motivi che spingevano ad intraprendere i viaggi
c’erano l’interesse a conquistare nuove terre, intraprendere attività commerciali con
paesi lontani, ma anche intraprendere avventure al confine della conoscenza umana,
aprendo la strada verso il nuovo mondo.

Con lo sviluppo dei traffici commerciali e le scoperte geografiche i mercanti


iniziarono a sentire l'esigenza di trovare ricovero in edifici adeguati e con un deposito
per le loro merci. Si passò progressivamente da forme di ricovero gratuite a servizi di
alloggio e accoglienza a pagamento. La struttura alberghiera del periodo era costituita
da grandi stanze con più letti senza servizi igienici, mentre i pasti venivano consumati
in sale comuni, tuttavia nel corso dei secoli le esigenze della classe aristocratica e la
ricchezza accumulata dai commercianti diedero impulso a un sistema di accoglienza
offerta da personale preparato e dotato di attrezzature adeguate.

In questo contesto nacque il concetto di albergo, una struttura che offriva beni e
servizi dietro compenso. Nello stesso periodo si diffuse la parola francese hotel, che
significa "residenza" e che divenne ben presto il termine internazionale per indicare la
struttura in grado di offrire buona ospitalità e garantire sicurezza e comodità ai suoi
ospiti.

Di questo periodo si ricordano Cesare Ritz, direttore del prestigioso Savoy


Hotel di Londra, che avviò un processo di trasformazione e innovazione degli
alberghi, dove fece istallare impianti d'acqua corrente e bagni privati in tutte le
camere. Inoltre, progettò ambienti esclusivi e sale riunioni, sviluppò l'idea
dell'American bar con musica dal vivo. Thomas Cook, che sfruttando le nuove
possibilità offerte dal treno, organizzò un viaggio da Leicester a Loughborough: ben
570 persone vi parteciparono, al costo di uno scellino testa. Il successo fu tale da

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spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più articolati, dando
inizio all'industria turistica modernamente intesa.

Il Grand Tour e il turismo d’élite

Il Grand Tour era un lungo viaggio nell'Europa continentale effettuato dai


ricchi giovani dell'aristocrazia britannica a partire dal XVIII secolo e destinato a
perfezionare le loro conoscenze.

Questo viaggio poteva durare dai pochi mesi fino a 8 anni ed il termine tour
soppianta quello di travel o journey o voyage, chiarisce come la moda di questo
viaggio si specifichi in un 'giro' - particolarmente lungo e ampio e senza soluzione di
continuità, con partenza e arrivo nello stesso luogo - che può attraversare anche i
paesi continentali ma ha come traguardo prediletto e irrinunciabile l'Italia.

L'Italia era una meta molto apprezzata anche se nei diari di viaggi si può
leggere che i turisti avevano paura a recarsi nel nostro paese (causa brigantaggio).
Conseguenza di questa nuova tendenza fu la nascita dei cosiddetti Grand hotel,
strutture lussuose che offrivano ospitalità agli illustri ospiti. Ancora oggi, infatti, i
Grand hotel in Italia mantengono un alto standard qualitativo nei servizi,
un'intramontabile bellezza architettonica della struttura e una raffinatezza di stile
degli arredi. Ma si trattava ancora di viaggiatori d'élite.

Dal turismo d’élite al turismo di massa

Molteplici fattori hanno determinato l'evoluzione del turismo da fenomeno


d'élite a fenomeno di massa:
a) l’incremento della popolazione mondiale;
b) aumento vorticoso dello sviluppo industriale e del commercio;
c) miglioramento delle condizioni politico e sociale;
d) modernizzazione dei mezzi di trasporto.

La nascita del turismo di massa ha avuto luogo negli anni '50 negli Stati Uniti
d'America. La classe media aveva conquistato un reddito netto sufficiente per
spendere le proprie vacanze verso mete straniere, favoriti dalla crescita del trasporto
aereo intercontinentale e dalla forza del dollaro in un mondo uscito distrutto dalla

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seconda guerra mondiale. In poche ore di volo si potevano raggiungere luoghi e mete
lontane. Il boom economico statunitense degli anni '50 si replicò dieci anni dopo in
una Europa in pieno boom economico.

I mercati di massa e la sindacalizzazione del lavoro favorirono la crescita del


potere di acquisto minimo rendendo il prezzo dei viaggi sempre più abbordabili per
tutti. L'industria aerea cominciò a differenziare l'offerta introducendo i primi voli
charter mentre il progresso tecnologico rese più rapida e immediata la trasmissione
radio-tv da ogni luogo del mondo.

Il turismo nell’epoca attuale

La televisione e Internet svolgono attualmente un ruolo fondamentale nella


comunicazione del turismo. Grazie a sofisticate tecnologie, rispetto al passato oggi è
molto più veloce ed agevole l'organizzazione di un viaggio.

Esistono in rete portali predisposti per l'organizzazione di viaggi e la ricerca di


servizi turistici. D'altro canto esistono sempre più casi di truffe on-line bene
orchestrate che, grazie ai mezzi che mette a disposizione Internet, riescono a colpire i
navigatori più accorti mediante clonazione di carte di credito, oppure mediante la
vendita virtuale di prodotti turistici inesistenti, oppure marcatamente scadenti o
altrimenti invendibili.

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